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Ciao Alex, parlaci un po' di te

Ciao Sophie e ciao a tutti i lettori di Musicaccia!


Beh, innanzitutto posso iniziare facendovi un piccolo riassunto, che poi andrò a
raccontarvi meglio, della mia vita, fino ad ora. Sono una ragazza, nata in Italia, nella
città di Venezia, da padre italo-americano, con la passione per il canto e per la
musica.

Com'è nata la passione per la musica?

Ho avuto un trasporto innato, una vocazione, fin dall'infanzia per la musica.


Indubbiamente questo è stato anche grazie alla mia famiglia. Mio padre, che è stato
cantante anche lui negli States, (quindi possiamo parlare di geni tramandati, ehehe)
ha condiviso con me la sua passione per il soul e il jazz e infatti, in casa, non passava
un giorno che non ci fossero allo stereo artisti come: Frank Sinatra, Dean Martin,
Tony Bennett. Mentre grazie a mio fratello e mia sorella maggiore, sul loro stereo
non mancavano mai musiche più alternative e rock di artisti come: Guns’n’roses,
The Cranberries, No Doubt, Green Day. E proprio grazie a mia sorella maggiore, che
mi aveva iscritta ad un concorso musicale, all’età di 6 anni avevo già fatto la mia
prima esperienza on stage. La cosa, così inaspettata soprattutto a quella tenera età,
credo mi avesse colpito e attratto fin da subito, come un colpo di fulmine!

A che genere appartiene la tua musica e a quali cantanti ti sei ispirata


maggiormente?

Come vi ho detto, in casa non mancavano mai poli opposti di musica e di generi.
Quindi posso affermare che mi appartengono tutti e a seconda dell’umore, attingo
da un genere piuttosto che da un altro! Dipende solo dal momento di vita che sto
vivendo. Durante l’adolescenza mi ritrovavo molto in cantanti come P!nk (che amo
tutt’ora), Amy Lee (Evanescence), Gwen Stefani (No Doubt), Billie Joe Armstrong
(Green Day).
Crescendo ho conosciuto, ascoltato ed amato, anche il rock’n’roll , il blues e il soul di
artisti come: Elvis Presley, Chuck Berry, James Brown, Tina Turner, Johnny Cash,
Janis Joplin, Jim Morrison, Billie Holiday, Etta James, Ray Charles. Così come in quei
fantastici gruppi nati dalla Motown: The Ronettes, Four Tops, The Vandellas, The
Marvelettes…e taaaantissimi altri!! Ah, e ultima ma non meno importane, anzi, ho
attinto molto dallo spirito che riassumeva tutti questi artisti, di Amy Winehouse.
Hai fatto parte della rock band The Switch-Off dal 2011 al 2016, con la quale hai
pubblicato due lavori in studio: la demo Daimon e l'EP Eden. Che ricordi hai di
questa esperienza?

Con i The Switch-Off ho imparato cosa vuol dire essere una band prima di essere in
una band! Abbiamo sempre cercato di ascoltarci, prima come persone e poi come
musicisti. Abbiamo fatto tantissime canzoni insieme anche se non tutte poi sono
finite nei nostri lavori, ma quando ci esibivamo live, c’erano sempre. Abbiamo
imparato insieme cosa vuol dire la perseveranza; ci è capitato di cambiare chitarrista
in più occasioni. E siamo stati e lo siamo ancora, molto amici! Il tempo passato con
loro, in sala prove, in studio, ai live, lo manterrò e lo porterò sempre con me!

Nel 2016 il gruppo si scioglie, cosa vi ha spinto a dirvi addio?

Scelte di vita. Si sa, ad un certo punto la vita ti porta a percorrere altre strade. In
quel preciso periodo passato insieme, ci siamo detti e dati tutto quello che
potevamo, umanamente e musicalmente. E non ci siamo mai detti addio, non
abbiamo messo un punto ma semplicemente puntini di sospensione…un arrivederci.
Chissà, a volte, per caso o per destino,poi ci si ritrova e si ha qualcos’altro da dirsi.
Solo il tempo potrà dirlo.

Da quel momento inizia la tua carriera da solista, hai avuto un cambiamento del
tuo stile musicale?

Si. Dal rock che facevo con i The Switch-Off, ho scelto di ripresentarmi al pubblico e
fare un rewind temporale riportando, con arrangiamenti moderni, brani, quindi
cover, degli anni ’50-’60. Sarà stato anche grazie a mio padre, ma ho sempre
adorato quegli anni!

Il 2017 è per te un anno di svolta: esce il tuo primo album da solista "The Good
& The Bad Side". Che tipo di lavoro c'è stato dietro alla realizzazione dell'album
e che genere di brani sono presenti?

C’è stato molto lavoro e preparazione! Mi sono proiettata ed immersa


musicalmente e stilisticamente, negli sfavillanti anni ’50-’60 e della Motown. Ho
fatto una lunga lista di brani, assieme al manager e batterista Pietro Zanetti e Nikk
Reds in produzione. Li abbiamo provati, scelti ed infine li abbiamo riadattati e a
maggio 2017, finalmente abbiamo iniziato le registrazioni in studio.
(presso il Sonic Box a Mogliano Veneto (TV))
I brani scelti per “The Good & The Bad Side” sono:
Tainted Love (Ed Cob-1964),
Personal Jesus (Martin Lee Gore 1989),
Nowhere to Run (Holland-Dozier 1965),
These Boots Are Made For Walkin’ (Lee Hazlewood 1966)
(su YouTube trovate il video ufficiale, diretto dal fotografo e videomaker Tobia
Berti),
https://www.youtube.com/watch?v=9V_cUa3zg6Y
Proud Mary (John Fogerty-Creedence Clearwater 1969),
Be My Baby ( Phil Spector, Jeff Barry, e Ellie Greenwich - The Ronettes 1963),
Hit The Road Jack (Ray Charles, Percy Mayfield - 1961),
I Feel Good (James Brown - 1965),
Fool To Love You il mio inedito, in lingua inglese.
https://www.youtube.com/watch?v=nMLqkb-iPA0

Tra i vari eventi a cui hai preso parte c'è quello di BacktoBlack10 in onore di
Amy Winehouse, cos'hai provato a cantare una cover della famosa
cantante R&B?

È stato entusiasmante e commovente. Amy Winehouse ha fatto molto per la musica.


A mio parere, probabilmente, senza rendersene conto. Aveva dato di nuovo
un’anima ( per certi versi retrò) alla musica moderna.

Dopo l'uscita dell'album ti sei presa un anno di pausa, cosa ti ha spinto ad


abbandonare lo scenario musicale per un pò?

In realtà, in quel periodo, ho continuato comunque a scrivere brani, a registrare e


anche ad esibirmi in qualche live in acustico, nel territorio veneziano. Solamente che
tra altri impegni e una nuova relazione amorosa, ho fatto tutto con molta più calma
e mi sono presa del tempo per me!

Adesso sei tornata in scena con il singolo “Dì Agli Angeli”, cosa ti ha spinto a
tornare a fare musica? 

La scorsa estate stavo scrivendo nuovi brani ma l’ispirazione, la musica, le parole


non arrivavano come volevo. Solo in autunno, dopo un intuizione, ho contattato
John “One Mind Music”, chitarrista, produttore newyorkese, nonché membro della
“The Recording Academy” (candidato anche come produttore/tecnico nei 60° e 61°
Grammy Awards) per una collaborazione. È stato fin da subito molto gentile e
disponibile. Non ci siamo mai conosciuti personalmente se non via e-mail, ma l’ho
sempre trovato molto professionale. Mi ha aiutato con la composizione del nuovo
brano “Dì agli Angeli” e devo dire che sono più che entusiasta del risultato! Non
vedo l’ora che possiate ascoltarlo!
In questo nuovo ritorno, è cambiato qualcosa nel tuo modo di fare musica?

Si, come dicevo, la professionalità di John e l’intesa che c’è stata tra di noi, mi ha
molto aiutata e mi ha dato la possibilità di sperimentare nuove sonorità e anche
genere.
In più, per paradosso, ho sempre scritto brani inediti in inglese e proprio questa
volta, che il mixaggio e mastering è stato fatto a New York, l’ho scritto in italiano.
Ironia della sorte! Ahahah

Quando esce il brano e dove è possibile ascoltarlo?

Il singolo uscirà giovedì 27 agosto sia qui in Italia che negli States. In Italia verrà
distribuito dall’etichetta CrashSound Distribuition e dall’ufficio stampa di U.G.
Umberto Gallesi. In America verrà distribuito da John “One Mind Music”.
Ad ogni modo sarà disponibile in tutti gli stores online, come ad esempio Spotify e i
link potrete trovarli, da quel giorno, anche sulla mia pagina Facebook:
https://www.facebook.com/AlexbluesgirlOfficial e tutti i miei social.

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