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Hekamiah, angelo 16, dei nati fra il 6 e il 10 giugno

Hekamiah, o Hekamiah, è il 16esimo Soffo e l'ottavo raggio angelico nel Coro uraniano degli Angeli
Cherubini guidato dall'Arcangelo Raziel, nel quale governa le energie lunari. Il suo elemento è l'Aria; ha
domicilio Zodiacale dal 15° al 20° dei gemelli ed è l'Angelo Custode dei nati dal 6 al 10 giugno. I sei Angeli
Custodi dei Gemelli, collettivamente, ispirano ai loro nati il bisogno di comunicazione, facilitano la loro lieta
riuscita in questo campo- rendendoli così potenziali seminatori di pace e di unione - e proteggono tutti
coloro che comunicano e si occupano di trasmettere dati informativi.
Il nome di Hekamiah signifca “Dio che erige l'Universo”
Il dono dispensato da Hekamiah è la LEALTA'
L'ottavo Cherubino, che controlla le energie Urano -
Luna, come gli Arcangeli imprime il suo sigillo sulle
immagini che vediamo intorno a noi. Quando l'Amore
di questo Custode viene recepito dal suo protetto, e
proiettato sulle immagini quotidiane, la sua infuenza
si manifesta nell'individuo sotto forma di potere. A
seconda dell'infuenza angelica, il potere che viene dai
Custodi può avere innumerevoli sfumature: l'infuenza di Haqamiah concede il potere regale. E’ in effetti il
genio della vittoria e presiede (come l'Arcangelo Michele) anche alla battaglia, cioè a tutto ciò che è
relativo alla dimensione umana della guerra e degli eserciti, protegge i Capi di Stato e i condottieri.
Questo non signifca che i suoi protetti diverranno tali, ma che in tutti loro è insita la potenzialità di
sviluppare attitudini al comando o diventare dei capi nel loro ambiente. Le persone sottoposte all'infuenza
di Hekamiah saranno volitive e rispettate; se raggiungeranno posizioni di comando niente potrà togliere
loro la corona a cui saranno arrivati per intercessione di questo angelo. Ma certo non è un Angelo che
tolleri il sopruso o la distruzione. Dice Haziel che egli addita la via celeste alla natura emotiva; orienta la
persona verso spiritualità e raffnatezza della sensibilità; verso la contemplazione di ciò che è divino nelle
meditazioni, nei sogni, nelle fantasticherie, per questo concede a chi glieli solleciti anche i sogni simbolici
e premonitori. Se seguiranno l'impulso tipico della sua essenza, i suoi protetti porteranno il segno
dell'Amore Divino e nel loro spirito crescerà un profondo anelito all'unità; come manifestazione correlata il
loro potere crescerà in tutti i campi: dall'amore al denaro, prestigio e vita sociale. Il dono della lealtà sarà
il loro primo alleato: lealtà prima di tutto con se stessi, senza mai cedere alla tentazione di proiettare
false immagini di sé; spirito leale e sincero verso gli altri, senza indulgere mai ad abusi di potere.
Ricordandoci la profonda infuenza che questo angelo ha sulla psiche e l'immaginazione, Haziel ci dice che
il suo potere più prezioso è quello di offrire la capacità di raggiungere l'estasi: questa energia dell'angelo
si manifesterà nella radice della persona, negli elementi costituivi della sua identità umana, simboleggiati
dalla madre, dalla famiglia, dall'infanzia, dunque anche dal passato più intimo di provenienza. Ogni volta
che egli sarà indotto a una rifessione su questo terreni, e riconoscerà con giustizia l'amore che qui può
dare, o che da qui riceve, in lui sarà stimolato l'insorgere di un amore rigeneratore, e da esso sgorgherà la
sua libertà d'azione, un senso di libertà tout court. Inoltre, poiché Hekamiah ispira potente anelito
all'unità, ogni volta che il suo protetto avrà l'occasione di riversare nella propria Coscienza questa
percettività, e sarà indotto a meditare sul proprio passato, per ricongiungersi amorevolmente a qualche
aspetto (o membro) della famiglia, sarà momento favorevole a questa espansione.
Hekamiah secondo Sibaldi
Sibaldi osserva che Haqamah, in ebraico, signifca «fondazione di un grande edifcio»; dunque gli antichi
vedevano in questo Cherubino la forza che pone le fondamenta di costruzioni ambiziose. E così
prosegue: per intenderlo ancor meglio, occorre rifettere su ciò che l’edilizia monumentale rappresentava
ai tempi delle piramidi: un’immensa fatica di molti, lavoro forzato ed estrema tensione degli architetti, che
dovevano trasformare tonnellate di pietra in un’opera d’arte. Concorda con questa immagine la strana idea
dell’Haqamiyah Pietro I di far costruire un’intera metropoli, Pietroburgo, in un luogo occupato fno ad
allora solo da paludi. In quella città, lo zar Pietro vedeva davvero se stesso, il proprio sforzo per domare
e disciplinare la Russia intera e trasformarla da regno medievale in uno stato moderno, vincendo la
resistenza di tutte le sue classi sociali – opprimendole anche, pur di raggiungere il suo scopo. E anche
questo suo intento gigantesco era perfettamente haqamiano. Cent’anni dopo la tecnologia fornì un altro
simbolo eloquentissimo del Nome di quest’Angelo: la macchina a vapore, che l’Haqamiyah Stephenson
realizzò nel 1814. Anche lì un’energia venne forzata, concentrata, compressa all’interno della caldaia fno a
raggiungere una tremenda pressione: e mise in moto le ruote segnando l’inizio di un’epoca nuova, come
spesso avviene con le invenzioni in cui si rifette ciò che l’inventore ha intuito, consapevolmente o no, del
proprio destino angelico. Nella vita di tutti gli Haqamiyah la compressione, le circostanze opprimenti, sono
infatti elementi tanto inevitabili, quanto (se sanno usarli) preziosi: proprio perché permettono alle loro
vaste energie di concentrarsi, di precisarsi e di divenire straordinariamente effcaci. La compressione può
venire esercitata, più o meno tremendamente, dalla famiglia, dall’ambiente in cui vivono o magari da
un’intera società refrattaria e ostile a ciò che hanno da dire di nuovo. Ma è compito degli Haqamiyah
reagire interiorizzando la compressione stessa, imponendosi una disciplina e una concentrazione estrema,
e trovando quella giusta valvola di sfogo attraverso la quale imprimere una spinta proprio alle circostanze
che li opprimono dall’esterno, e in tal modo metterle in moto e cambiarle. (...)
L’abilità che si richiede agli Haqamiyah è essenzialmente quella di sapersi scegliere i propri oppressori. La
realtà circostante ne offrirà loro in abbondanza: sta a loro non accontentarsi dei primi che capitano e
trovarsene qualcuno più degno e clamoroso, che stimoli la loro autocompressione ad aumentare in
proporzione. Ne verranno lunghe ma entusiasmanti fatiche, e grandi cose. Evitino dunque di abbracciare le
professioni tranquille, che consistono di procedure fsse: generano un’oppressione troppo lieve, e un
Haqamiyah operaio, notaio o bancario non saprebbe assolutamente come impiegare la propria energia e si
sentirebbe disperatamente fuori luogo. Vanno scartate, per lo stesso motivo, anche quelle che impongono
una ragionevole subordinazione a personalità altrui: segretario, traduttore, assistente e via dicendo;
troppo facile! Quale che sia la percentuale di rischio, sarà invece opportuno puntare su attività che
richiedano decisioni, progetti, idee coraggiose, costanza e, naturalmente, un altissimo grado di
responsabilità personale, e dunque una tensione tale da obbligare periodicamente gli Haqamiyah a far
appello a tutte le proprie risorse. Quanto al settore da preferire, la scelta può essere vastissima: il
talento haqamiano è onnivoro; e potranno anche cedere alla tentazione, tipica del segno dei Gemelli, di
trovarsi più di un lavoro, oppure un lavoro completamente diverso ogni volta – purché garantisca loro uno
stress ai limiti del sopportabile. Infnitamente più insopportabile si rivelerebbe per loro il non aver osato,
il non aver creduto in se stessi e nelle proprie capacità di resistenza. La modestia e la pavidità non fanno
che incattivirli e avvelenarli.
L'esito della pavidità, dunque, per gli Hekamiah sarà sempre infelice: o aggressività verso gli altri, o verso
se stessi, o entrambi: l'effetto sarà sempre depressivo. Se sono troppo nobili per dare ad altri la colpa
delle proprie esitazioni, se la prendono ferocemente con se stessi; in altre parole volgono la loro potente
energia contro se stessa, e l'autocompressione produce allora malattie: cominciano a spianare, scavare,
abbattere il loro stesso corpo o la mente, come se quelli fossero divenuti l’ostacolo di cui l’anima vuole
liberarsi, cadendo in grave pericolo (vedi gli Haqamiyah Robert Schumann, Judy Garland, Raul Gardini).
Ma la soluzione è sempre nelle loro mani: essi devono solo sapere, e tenere bene a mente con assoluta
certezza, che qualsiasi circostanza, esteriore o interiore, intralci il loro cammino, essi ne possono fare un
dispositivo per aumentare lo slancio e precisarne la direzione. Non per niente, questo dice il geroglifco del
loro angelo: il mio spirito domina ciò che lo ostacola.Prima regola, tenere a mente che il loro compito è
legato a quanto possono fare per la propria famiglia e il mondo; il dovere di amarsi è anche verso di loro.
Qualità di Hekamiah e ostacoli dall'energia "avversaria"
Le qualità sviluppate da Hekamiah sono franchezza, coraggio, spiccato senso dell'onore e del dovere;
carattere forte, capace di consigliare e di farsi ascoltare; intuizione e saggezza, conciliazione, spirito di
servizio, fedeltà alla propria parola, amore universale. Concede trionfo sul nemico, sui traditori, sugli
oppressori e piena riuscita in virtù di un comportamento improntato a onestà e rettitudine. L'Angelo
dell’Abisso contrario a Hekamiah si chiama Kobabiel e rappresenta la persecuzione. Induce ribellione
sterile, vigliaccheria, inganno, tradimenti e abusi di potere di ogni sorta. Causa rivolte e usurpazioni.
Blocchi emotivi, depressioni.
Meditazione associata al Nome
La meditazione associata a questo Nome si chiama: "sbarazzarsi della depressione". L'esistenza di ognuno
è costellata di ostacoli e di prove che a volte ci mettono in ginocchio. Ma quando perdiamo l'equilibrio e
cadiamo, invece di sprofondare nel dubbio e nella depressione, è il momento di rialzarci e, secondo la
Kabbalah, proprio questo Nome fornisce lo strumento meditativo più effcace per riscoprire il potere in sè
stessi, attingere alla sua fonte e diventare consapevoli della propria forza e del giusto uso che se ne deve
fare per ottenere la Gioia.
Meditazione. Ora, concentrando la tua visione sulle lettere ebraiche della radice del Nome, senza pensare
ad altro, respira e, lasciandoti permeare profondamente e a lungo dal suo signifcato, pronuncia questa
intenzione: ricevo il dono della forza emozionale di reagire dopo aver inciampato, di risorgere dopo essere
caduto e di resistere quando il cammino sembra intollerabile.
Giorni e orari di Hekamiah
Se sei nato nei giorni di reggenza di questo angelo,
Hekamiah è sempre in ascolto per te; ma in particolare
le sue energie si schiudono nelle date del tuo
compleanno e negli altri 5 giorni che ti sono dati dal
calcolo della Tradizione. Suoi giorni di reggenza sono
anche: 24 gennaio, 19 giugno, 2 settembre, 13
novembre; ed egli governa ogni giorno, come "angelo
della missione", le energie dalle h. 5.00 alle 5.20.
Assiste perciò, in particolare, anche i nati in questi
giorni e in questo orario, in qualunque data di nascita,
ed è questo l'orario migliore in cui tutti lo possono
invocare. La preghiera rivolta specifcamente a
Hekamiah è il 2° versetto del Salmo 87: Domine, Deus
salutis meae in die clamavi et nocte coram te (Signore,
Dio della mia salvezza, al tuo cospetto ti invoco giorno
e notte).

Corrispondenze con le simbologie degli Arcani maggiori


A ciascuna delle 22 lettere ebraiche sono associati dei numeri, dunque ad esse possono venire associate
anche corrispondenze con le relative simbologie dei 22 Arcani maggiori dei Tarocchi; questo può essere
interessante per chi desidera interrogare questi simboli sul solo piano di vero interesse: quello cioè
dell'introspezione psicologica. Mentre le lettere ebraiche si leggono da destra a sinistra, però, i
corrispondenti Tarocchi vanno letti da sinistra a destra. In questo caso, la radice (he-qoph-mem) del Nome
risponde alla confgurazione:
il Papa - il Sole - la Morte
da cui la rifessione interiore che nasce dalle domande poste da questi arcani: chiede il Papa: (l'ideale, il
ponte, il mediatore) che cosa comunico agli altri e con quali mezzi? ho un ideale? chiede ilSole: cosa mi dà
energia, piacere, successo? Sono amato? costruisco qualcosa di nuovo? quale immagine ho di mio padre e
del potere?chiede la Morte (trasformazione profonda, rivoluzione, chiusura di un ciclo): qual'è la mia ira?
cosa deve morire in me? cosa devo lasciar andare?
CORI DI APPARTENENZA E ARCANGELI DI
INFLUENZA
Rimando infne al Coro e alle energie arcangeliche
che dispensano infuenze ai nati fra il 6 e il 10
giugno. L'angelo Hekamiah appartiene al Coro degli
Angeli Cherubini guidato dall'Arcangelo Raziel, che
domina anche su questa decade in particolare (1°-10
giugno). Il segno dei Gemelli nel suo complesso cade
invece sotto l'infuenza dell'Arcangelo Michele.
Con questi link vi reinvio a tali entità angeliche: i nati
in questi giorni sono invitati a consultarle, insieme a
quella del loro Angelo Custode Hekamiah. Infatti
anche le energie di questi Arcangeli sono al loro
fanco. Infne bisogna ricordare che una specifca
infuenza sulla persona è esercitata anche dall'Angelo
che aveva reggenza nell'orario della nascita.
Cambiando argomento
Cambiando argomento, ma non troppo, i "santi laici" di questi giorni sono Antoni Santoro, guardia
giudiziaria; Nunzio Passafume, sindacalista; Francesco Coco, magistrato; i fratelli Carlo e Nello Rosselli,
attivisti politici.