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Funzioni Trigonometriche
posted Oct 13, 2009, 12:54 AM by AmoAmo ChangAmo [ updated Jul 20, 2014, 11:41 AM ]
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La trigonometria (dal greco trígonon (τρίγωνον, triangolo) e métron (μέτρον, misura): risoluzione del triangolo)
è la parte della matematica che studia i triangoli a partire dai loro angoli. Il compito principale della
trigonometria, così come rivela l'etimologia del nome, consiste nel calcolare le misure che caratterizzano gli
elementi di un triangolo (lati, angoli, mediane, etc.) partendo da altre misure già note (almeno tre, di cui almeno
una lunghezza), per mezzo di speciali funzioni. Tale compito è indicato come risoluzione del triangolo. È anche
possibile servirsi di calcoli trigonometrici nella risoluzione di problemi correlati a figure geometriche più
complesse, come poligoni o figure geometriche solide, ed in molti altri rami della matematica.

Le funzioni trigonometriche (le più importanti delle quali sono il seno e il coseno), introdotte in questo ambito,
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vengono anche usate in maniera indipendente dalla geometria, comparendo anche in altri campi della
Learn more about working with matematica e delle sue applicazioni, ad esempio in connessione con la funzione esponenziale o con le
templates. operazioni vettoriali

How to change this sidebar. Strumento indispensabile della trigonometria sono le funzioni trigonometriche. Sono queste funzioni che
associano lunghezze ad angoli, e viceversa.

Le tabelle in questa sezione mostrano le funzioni trigonometriche insieme alle loro principali proprietà; per
ulteriori caratteristiche, consultare la voce relativa alla particolare funzione.

Funzioni trigonometriche dirette[modifica | modifica sorgente]

Sono dette funzioni trigonometriche dirette quelle che ad un angolo, solitamente espresso in radianti, associano
una lunghezza o un rapporto fra lunghezze. A causa dell'equivalenza circolare degli angoli, tutte le funzioni
trigonometriche dirette sono anche funzioni periodiche con periodo o .

Funzioni trigonometriche dirette


Funzione
Funzione Notazione Dominio Codominio Radici Periodo
inversa
seno sen, sin arcoseno
coseno cos arcocoseno

tangente tan, tg arcotangente

cotangente cot, cotg, arcocotangente


ctg
secante sec nessuna arcosecante

cosecante csc, cosec nessuna arcocosecante

Funzioni trigonometriche inverse[modifica | modifica sorgente]

Ad ogni funzione trigonometrica diretta è associata una funzione inversa. Il dominio di ciascuna funzione
trigonometrica inversa corrisponde, com'è prevedibile, al codominio della rispettiva funzione diretta. Poiché le
funzioni dirette sono, tuttavia, periodiche, e perciò non iniettive, per poterle invertire è necessario restringerne il
dominio rendendole biiettive. La scelta della restrizione è teoricamente irrilevante e le possibilità sono infinite. La

convenzione (rigida, in questo campo) vuole però che i domini vengano ristretti agli intervalli oppure
, in cui le funzioni — e dunque anche le loro inverse — siano monotone. Anche le funzioni arcosecante ed
arcocosecante vengono definite dall'inversione delle funzioni dirette ristrette ad uno di tali intervalli.

Funzioni trigonometriche inverse


Funzione
Funzione Notazione Dominio Codominio Radici Andamento
inversa
arcoseno arcsen, arcsin, 0 seno
asin,

sen−1[1]

arcocoseno arccos, acos, 1 coseno

cos−1

arcotangente arctan, arctg, 0 tangente


atan,

tan−1

arcocotangente arccot, arccotg, cotangente


arcctg, acot,

cot−1

arcosecante arcsec, asec, 1 crescente, con secante


una
sec−1 discontinuità in

arcocosecante arccsc, decrescente, cosecante


arccosec, acsc, con una
discontinuità in
csc−1

Relazioni fondamentali della goniometria[modifica | modifica


sorgente]
Prima relazione fondamentale[modifica | modifica sorgente]

da questa si ricavano

ricordare di valutare la posizione di per la scelta opportuna dei segni

Seconda relazione fondamentale[modifica | modifica sorgente]

che vale solo per con

Terza relazione fondamentale[modifica | modifica sorgente]

che vale solo per con

da questa si ricava

ricordare di valutare la posizione di per la scelta opportuna dei segni

Formule degli angoli associati[modifica | modifica sorgente]


Nella circonferenza goniometrica chiamiamo angoli associati gli angoli , , e . Tali
angoli hanno in valore assoluto stesso seno e stesso coseno.

Formule degli angoli associati del secondo quadrante[modifica | modifica sorgente]

Formule degli angoli associati del terzo quadrante[modifica | modifica sorgente]

Formule degli angoli associati al quarto quadrante[modifica | modifica sorgente]

Formule degli angoli opposti[modifica | modifica sorgente]

Si dice che è una funzione pari, mentre e sono dispari.

Formule degli angoli complementari (la loro somma è un angolo retto)[modifica |


modifica sorgente]

Formule degli angoli che differiscono di un angolo retto[modifica | modifica sorgente]

Formule goniometriche[modifica | modifica sorgente]


In trigonometria, le formule di addizione e sottrazione permettono di trasformare le funzioni trigonometriche
della somma o differenza di due angoli in un'espressione composta da funzioni trigonometriche dei due angoli.

Formule di addizione[modifica | modifica sorgente]

La formula della tangente vale per con

La formula della cotangente vale per con

Formule di sottrazione[modifica | modifica sorgente]

La formula della tangente vale per con

La formula della cotangente vale per con

Formule di duplicazione[modifica | modifica sorgente]

L'ultima formula vale per e con

Formule di linearità[modifica | modifica sorgente]

L'ultima formula vale per con

Formule di bisezione[modifica | modifica sorgente]

Attenzione: è necessario valutare in quale quadrante cade per poter scegliere i segni opportuni delle seguenti
formule

L'ultima formula vale per

Formule parametriche[modifica | modifica sorgente]

dove con

Formule di prostaferesi[modifica | modifica sorgente]

Le formule di prostaferesi trasformano somme di funzioni goniometriche in prodotti

Formule di Werner (inverse delle formule di prostaferesi)[modifica | modifica sorgente]

Le formule di Werner trasformano prodotti di funzioni goniometriche in somme

Formule dell'angolo aggiunto[modifica | modifica sorgente]

La seguente uguaglianza è verificata sotto le seguenti condizioni

Fare attenzione che la tangente goniometrica è periodica di 180° e dunque bisogna valutare preventivamente la
posizione di dunque

Convenzione per la nomenclatura degli elementi di


un triangolo rettangolo

Nel gergo matematico risolvere un triangolo rettangolo significa calcolare le misure dei lati e degli angoli del
triangolo. Per convenzione esiste una nomenclatura nei triangoli rettangoli che si può vedere in figura. Si ricorda
che

e
un angolo è adiacente ad un cateto se il cateto risulta essere uno dei lati dell'angolo in questione.
un angolo è opposto ad un cateto se il cateto non è uno dei lati dell'angolo in questione.

Ad esempio è opposto al cateto b e adiacente al cateto c.

Sotto queste convenzioni in un triangolo rettangolo valgono i seguenti teoremi

Teorema. In un triangolo rettangolo un cateto è uguale al prodotto dell'ipotenusa con il seno dell'angolo opposto
al cateto

Teorema. In un triangolo rettangolo un cateto è uguale al prodotto dell'ipotenusa con il coseno dell'angolo acuto
adiacente al cateto.

Teorema. In un triangolo rettangolo un cateto è uguale al prodotto dell'altro cateto con la tangente dell'angolo
opposto al cateto da calcolare.

Teorema. In un triangolo rettangolo un cateto è uguale al prodotto dell'altro cateto con la cotangente dell'angolo
acuto adiacente al cateto da calcolare.

Tali teoremi si traducono nelle seguenti formule per la risoluzione dei triangoli rettangoli

Dimostrazione[modifica | modifica sorgente]


Si consideri un triangolo rettangolo ABC con angolo retto di vertice A. Detto CA l'asse x, sul vertice C si
costruisce una circonferenza di raggio CP=1. Le coordinate del punto P rappresentano il e il ,e
poiché è acuto indicano anche rispettivamente le lunghezze dei cateti CH e PH.

Dimostrazione formule triangolo rettangolo

Dalla figura si può osservare che i due triangoli rettangoli ABC e HPC sono simili in quanto hanno due angoli
congruenti: in comune e gli angoli retti di vertice A e H. Quindi è possibile costruire la proporzione fra i lati
omologhi dei due triangoli simili (lati opposti agli angoli congruenti):

Sostituendo le misure dei lati si ottiene

e quindi

da queste due si ricava anche

Questo ragionamento può essere chiaramente esteso anche al terzo angolo in modo da ottenere formule
analoghe

Calcolo dell'altezza di una torre[modifica | modifica sorgente]


Si consideri il seguente problema: calcolare l'altezza di una torre AB, potendo stare solo alla base (piano
orizzontale) della stessa. Si distinguono due casi

il piede A della torre è raggiungibile[modifica | modifica sorgente]

Calcolo altezza di una torre con


piede A raggiungibile

In questo caso basta misurare il cateto AC (b), e dal punto C misurare l'angolo acuto ACB ( ) sotto cui si vede
la sommità della torre AB (c). Applicando opportunamente le formule si ottiene

il piede A della torre non è raggiungibile[modifica | modifica sorgente]

Calcolo altezza di una torre con


piede A non raggiungibile

In questo caso AC ( ) è incognita (in quanto il piede A non è raggiungibile). Si fa dunque una misura
orizzontale CD (d) (quindi il cateto AD è ). Dal punto C si misura l'angolo acuto ACB ( ) e da D
si misura l'angolo acuto ADB ( ) sotto cui si vede la sommità della torre AB (c). Applicando opportunamente le
formule si ottiene

Confrontando le due altezze si ottiene una equazione nell'incognita x

questa equazione è facilmente risolvibile noti d, e

Trovato x si ha e quindi si può calcolare

Calcolo dell'area di un triangolo qualsiasi[modifica | modifica sorgente]

l'altezza h può essere vista come


cateto del triangolo CHA

Per calcolare l'area del triangolo ABC, di base CB=a, serve l'altezza AH. Nel triangolo rettangolo CHA, di
ipotenusa AC=b, l'altezza AH=h può essere vista come il cateto che si oppone all'angolo . Utilizzando in modo
opportuno le formule dei triangoli rettangoli si ottiene

e quindi

Questa formula vale anche se è ottuso.

Formule di conversione da Coordinate polari a coordinate cartesiane e


viceversa[modifica | modifica sorgente]

Coordinate polari e coordiante


cartesiane

Fissato su un piano un punto origine O (0;0) e una semiretta Or, dato un punto P del piano esso è univocamente
individuato da una coppia di numeri reali con la condizione e . La coppia di
numeri reali rappresentano le coordinate polari di P. Geometricamente rappresenta la distanza OP, mentre
rappresenta l'angolo rOP misurato in senso antiorario con primo lato Or.

È possibile trovare le relazioni esistenti tra le coordinate cartesiane e le coordinate polari del
punto P. Le seguenti considerazioni fatte per un punto P sul primo quadrante valgono anche per gli altri
quadranti.

Utilizzando le formule dei triangoli rettangoli si trovano le formule per la trasformazione in coordinate cartesiane

Elevando al quadrato e sommando si ottiene e quindi si possono ricavare le formule per la


trasformazione in coordinate polari

Fare attenzione che la tangente goniometrica non esiste per x=0 ed è periodica di 180° e dunque bisogna
valurare preventivamente la posizione di P per calcolare correttamente

Teoremi trigonometrici[modifica | modifica sorgente]


I teoremi trigonometrici permettono la risoluzione di problemi di varia natura legata alla figura di un triangolo
qualsiasi, esprimendo rapporti tra i lati e gli angoli di questo.

Teorema della corda[modifica | modifica sorgente]

Teorema della corda in una


circonferenza
Per approfondire, vedi Teorema della corda.

Data una circonferenza e una corda AB, il rapporto tra tale corda e il seno di un qualsiasi angolo alla
circonferenza che insiste su di essa è uguale al diametro della circonferenza:

Teorema dei seni[modifica | modifica sorgente]

Per approfondire, vedi Teorema dei seni.

Considerato un triangolo qualsiasi di lati a, b e c, il rapporto tra i lati e i seni dei rispettivi angoli opposti è
costante ed è uguale al diametro della circonferenza circoscritta:

Teorema del coseno o di Carnot[modifica | modifica sorgente]

Per approfondire, vedi Teorema del coseno.

Il teorema del coseno (chiamato anche teorema di Carnot) afferma che in un qualsiasi triangolo, il quadrato di
un lato è uguale alla differenza tra la somma dei quadrati degli altri due lati e il doppio prodotto di tali lati per il
coseno dell'angolo compreso tra essi.

Ovvero, indicando con la lunghezza dei lati e gli angoli ad essi opposti, si ottiene

Può essere considerato una generalizzazione del Teorema di Pitagora.

Risoluzione dei triangoli qualsiasi[modifica | modifica sorgente]

Convenzione per la nomenclatura


degli elementi di un triangolo

Nel gergo matematico risolvere un triangolo significa calcolare le misure dei lati e degli angoli del triangolo.

Per risolvere un triangolo qualsiasi devono essere noti tre elementi dei quali almeno uno deve essere un lato. Si
possono presentare quattro casi:

1. sono noti un lato e due angoli


2. sono noti tre lati
3. sono noti due lati e l’angolo compreso
4. sono noti due lati e uno dei due angoli opposti ai lati dati

La nomenclatura dei lati e degli angoli segue la convenzione in figura.

Risolvere un triangolo noti un lato (a) e due angoli [modifica | modifica sorgente]
Il problema ha sempre una sola soluzione se sono rispettate le seguenti condizioni

in caso contrario il problema non ha soluzione.

La procedura per la risoluzione del triangolo è la seguente[modifica | modifica sorgente]

1. Calcolare l'angolo mancante

2. Calcolare il lato incognito b utilizzando il teorema dei seni:

3. Calcolare il lato incognito c utilizzando il teorema dei seni:

Risolvere un triangolo noti i tre lati (a, b, c)[modifica | modifica sorgente]


Il problema ha sempre una sola soluzione se sono rispettate le disuguaglianze triangolari in caso contrario il
problema non ha soluzione.

La procedura per la risoluzione del triangolo è la seguente[modifica | modifica sorgente]

1. calcolare l'angolo mediante il teorema del coseno:

2. calcolare l'angolo mediante il teorema del coseno:


3. calcolare l'angolo mancante

Risolvere un triangolo noti due lati (a e b) e l'angolo compreso [modifica | modifica


sorgente]

Il problema ha sempre una sola soluzione

La procedura per la risoluzione del triangolo è la seguente[modifica | modifica sorgente]

1. calcolare il lato c (opposto all'angolo ) mediante il teorema del coseno:

2. calcolare l'angolo (opposto al lato a) mediante il teorema del coseno:


3. calcolare l'angolo mancante

Risolvere un triangolo noti due lati (a e b) e l'angolo opposto al lato a[modifica |


modifica sorgente]

Il problema può avere nessuna soluzione, una soluzione o due soluzioni.

1. Si calcola l'angolo incognito con il teorema dei seni


2. Se è ottuso si otterrà un solo angolo acuto, altrimenti si trova anche .
3. Si calcola ed eventualmente

4. Si calcola e eventualmente utilizzando il teorema dei seni

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