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Bollettino socio-economico

del Veneto
Edizione straordinaria sull'impatto
della pandemia COVID-19

Maggio 2020

a cura dell’Ufficio di Statistica della Regione del Veneto


Bollettino socio-economico del Veneto
Edizione straordinaria sullÕimpatto della pandemia COVID-19 maggio 2020

I contenuti
Sintesi
Il Prodotto Interno Lordo
Effetti economici del Covid 19 per regioni e settori
Le Imprese
Il contesto
La produzione industriale
Le attività potenzialmente attive per settore
Le attività potenzialmente attive per provincia
Le Esportazioni
Il contesto
Unità Locali Esportatrici - le attività potenzialmente attive in Veneto per provincia
Il Turismo
I primi mesi del 2020
Il Turismo e il territorio
Lo storico e le ipotesi
Il Mercato del lavoro
Il contesto
L’impatto COVID-19
I settori più colpiti
I Consumi Elettrici
Il Traffico
Il traffico aereo e portuale
La Spesa Alimentare
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Bollettino socio-economico del Veneto
Edizione straordinaria sullÕimpatto della pandemia COVID-19 maggio 2020

Sintesi
Nell’attuale scenario internazionale di incertezza, dominato dall’emergenza sanitaria, viene prevista una brusca contrazione del PIL veneto,
-7,1%, nell’anno 2020.

Le attività produttive con permesso di apertura in Veneto nel momento di maggiore sospensione delle attività (DPCM 22/03/2020) sarebbero
il 41% del totale; a livello economico contribuirebbero al 44,5% del fatturato del settore imprenditoriale privato e circa al 49% del valore
aggiunto.

Essendo il Veneto una delle regioni italiane ad alta propensione all’export, si potrebbe ipotizzare che il lockdown del solo mese di marzo
possa incidere per una buona parte del fatturato estero mensile realizzato dalle imprese venete, pari a circa 5,3 miliardi di euro.

Il Veneto è la prima regione italiana per presenze turistiche e gli effetti della pandemia si sono registrati fin dal mese di febbraio: -7,6% degli
arrivi rispetto allo stesso mese del 2019 (dati parziali e provvisori).

Da fonte Veneto Lavoro risulta che nel periodo tra il 23 febbraio 2020, giorno in cui sono entrate in vigore le prime misure di contrasto
alla diffusione del coronavirus, e il 6 maggio 2020, l’impatto dell’emergenza sanitaria da Covid-19 ha determinato in Veneto una perdita
di posizioni di lavoro dipendente, rispetto a quanto osservato nel corrispondente periodo del 2019, attorno alle 55.000 unità (quasi 6.000
posizioni a settimana), un valore prossimo al 3% dell’occupazione dipendente in regione. Nei primi giorni di maggio, quando sono iniziate
ad attenuarsi le misure di lockdown, si rilevano segnali di arginamento della caduta occupazionale. Il comparto delle attività turistiche risulta
il più esposto agli effetti della pandemia e, da solo, spiega il 45% della contrazione occupazionale.

La chiusura di molte attività produttive si riflette, già dal giorno seguente, sul calo dei consumi elettrici: mercoledì 1 aprile il consumo finale
di energia elettrica si ferma a 1.598 GW, contro i 2.274 del primo mercoledì di aprile dell’anno precedente, ovvero il 29,8% in meno.

I dati sul traffico stradale evidenziano cali rilevanti della mobilità dei veicoli leggeri.

L’approvvigionamento di prodotti conservabili dal 17 febbraio 2020 al 15 marzo ha fatto registrare in Veneto un aumento di spesa pari al
+20%.

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Bollettino socio-economico del Veneto
Edizione straordinaria sullÕimpatto della pandemia COVID-19 maggio 2020

Il Prodotto interno lordo


LE PREVISIONI
Variazioni % rispetto all’anno precedente
2019 2020
Stime Previsioni
Veneto Italia Veneto Italia Nell’attuale scenario di incertezza dominato dall’emergenza
Prodotto interno lordo 0,4 0,3 -7,1 -6,5 sanitaria, le previsioni per il PIL veneto disegnano una brusca
Spesa per consumi finali delle famiglie 0,7 0,5 -5,3 -5,1 contrazione nel 2020 (-7,1%), leggermente più intensa rispet-
Investimenti fissi lordi 1,6 1,4 -13,1 -13,0
to a quanto previsto a livello medio nazionale (-6,5%). Per i
consumi delle famiglie in Veneto, dopo la timida dinamica del
Differenza 2020-2019
2019 2020 2019, si stima una diminuzione pari a -5,3% e per gli investi-
(valore)
PIL PROCAPITE menti addirittura -13,1%.
(euro)
Il PIL pro capite in Veneto a fine 2020 perderà in valore oltre
Veneto 33.724 31.604 -2.120
2.000 euro per abitante.
Italia 29.646 27.995 -1.651

PRODUTTIVITÀ(*)
(euro)
Veneto 70.068 68.307 -1.761
Italia 66.254 64.957 -1.297
(*) Valore aggiunto per unità di lavoro

I VALORI - Veneto

2019 (valori reali-prezzi 2015) 2019 - valori correnti 2019 - valori correnti
Valori in milioni di euro Valori in milioni di euro Quota % rispetto Italia
Prodotto interno lordo 159.787,6 165.545,0 9,3
Spesa per consumi finali delle famiglie 93.532,4 96.343,0 8,9
Investimenti fissi lordi 30.769,2 31.756,0 9,8
Fonte: Elaborazioni dell’Ufficio di statistica della Regione del Veneto su dati Prometeia

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Edizione straordinaria sullÕimpatto della pandemia COVID-19 maggio 2020

Effetti economici del Covid 19 per regioni e settori


Effetti del COVID-19: effetti diretti differenziati per alcuni settori di
attività economica e per trimestre (scostamenti % rispetto allo scenario
Effetti per area pre COVID-19). Veneto - Anno 2020
I trim. 2020 II trim. 2020 III trim. 2020 IV trim. 2020
minori
-60 -40 -20 0 20
-20
Commercio
-25
Traspor� terrestri
maggiori -40
Trasporto aereo

Traspor� postali

Alloggio e ristorazione -40

Agenzie turis�che -50

Sanità privata
-50
A�vità ricrea�ve, intra�enimento

Comunicazione e informazione
-50
Musei
-50
A�vità spor�ve, diver�mento, ecc.

Manifa�ura e costruzioni -30

Nelle previsioni Prometeia, considerando la sospensione delle attività da DPCM 22 e 25 marzo 2020, rispetto allo scenario pre-Covid, si evidenzia un maggiore impatto in Ve-
neto, Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta, tra tutte le regioni italiane. I settori più colpiti sono subito quelli relativi al tempo libero, ricreazione, turismo, ristorazione, ma anche ai
trasporti. Nel secondo trimestre 2020 gli effetti saranno consistenti anche nella manifattura, costruzioni e commercio.

Fonte: Elaborazioni dell’Ufficio di Statistica della Regione del Veneto su stime Prometeia

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Le Imprese: il contesto
LE TENDENZE LO STORICO - VENETO
Variazioni % 2019
%Veneto su Italia
IV Trim. 2019 / IV Trim. 2018 IV Trim. 2019 / III Trim. 2019 Veneto Italia

Veneto Italia Veneto Italia Imprese totali 430.266 5.137.678 8,4


Imprese totali -0,6 -0,3 -0,4 -0,2 Settori
Settori Agricoltura 65.908 732.063 9,0
Agricoltura -1,4 -1,3 -0,6 -0,4 Industria 52.053 504.391 10,3
Industria -1,7 -1,2 -0,5 -0,4
Costruzioni 62.397 736.694 8,5
Costruzioni -0,7 -0,3 -0,3 -0,2
Servizi 249.908 3.164.530 7,9
Servizi -0,2 0,2 -0,4 -0,2

Le imprese artigiane -0,9 -1,0 -0,3 -0,3 Le imprese artigiane 125.575 1.287.285 9,8

IL CONFRONTO
Marzo 2020 in Veneto Quota % su Italia Var. % IV Trim. 2019 / IV Trim. 2018

25 4
Numero % su start up italiane
Start up innovative 920 8,2
20 2
0,8
15,8
Fallimenti 2019: +11% rispetto al 2018
15 0

Variazione %
Quota %
Le imprese Venete attive a inizio 2020 sono 430.266 e rappresentano l’8,4% del tessuto -0,6
imprenditoriale nazionale. La dinamica imprenditoriale a fine 2019 mostra una leggera 10 -1,0 -1,3 -2
8,4
contrazione sia a livello congiunturale che tendenziale: Veneto e Italia chiudono il quar-
to trimestre 2019, rispettivamente, con un -0,4% e -0,2% rispetto al trimestre preceden- 5 -4
te e con un -0,6% e -0,3% rispetto al quarto trimestre del 2018. Tutti i comparti fanno 3,1 2,9
registrare variazioni congiunturali leggermente negative, sia a livello nazionale che re-
gionale. Il calo è leggermente più marcato a livello tendenziale, in particolar modo per 0 -6

Lombardia

Lazio

Campania

Veneto

Piemonte

Marche
Emilia Romagna

Sicilia

Toscana

Puglia

Calabria
il comparto industriale e agricolo; il terziario invece mostra un sostanziale equilibrio
rispetto all’anno precedente (-0,2% in Veneto e +0,2% in Italia). I fallimenti d’impresa
nell’anno 2019 crescono dell’11% rispetto all’anno precedente.
Fonte: Elaborazioni dell’Ufficio di statistica della Regione del Veneto su dati InfoCamere, Registro Imprese e Cerved

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Bollettino socio-economico del Veneto
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La produzione industriale
Produzione industriale, graduatoria dei settori secondo le variazioni di Imprese manifatturiere attive per settori. Veneto - Anno 2019
marzo 2020 rispetto marzo 2019. Italia

Quota % Quota %
Imprese rispetto rispetto
-60 -40 -20 0 attive al totale al totale
manifatturiero imprese
Industrie alimentari, bevande, tabacco -6,5 Industrie alimentari, bevande, tabacco 3.589 7,1 0,8
Coke e prodo� petroliferi raffina� -9,0 Coke e prodotti petroliferi raffinati 18 0,0 0,0
Prodo� farmaceu�ci di base e prepara� -9,1 Prodotti farmaceutici di base e preparatI 33 0,1 0,0
Prodo� chimici -11,0 Prodotti chimici 534 1,1 0,1
Industria legno, carta e stampa -15,5 Industria legno, carta e stampa 5.161 10,3 1,2
Computer, ele�ronica -19,8 Computer, elettronica 847 1,7 0,2
Art. in gomma, mat. plas�che, miner. non metalli -28,7 Articoli in gomma, mat. plastiche, minerali non metall. 3.683 7,3 0,9
MANIFATTURA TOTALE -31,2 MANIFATTURA TOTALE 50.301 100,0 11,7
Altre ind. Maniffa�uriere -34,9 Altre ind. Manifatturiere 10.896 21,7 2,5
Appar. ele�riche e non -35,7 Appar. elettriche e non 1.660 3,3 0,4
Metallurgia, alcuni prodo� in metallo -37,0 Metallurgia, alcuni prodotti in metallo 10.777 21,4 2,5
Fabbricazione macchinari, a�rezzature n.c.a. -40,1 Fabbricazione macchinari, attrezzature n.c.a. 3.608 7,2 0,8
Industrie tessili, abbigliamento, pelli, accessori -51,2 Industrie tessili, abbigliamento, pelli, accessori 8.621 17,1 2,0
Fabbricazione di mezzi di trasporto -52,6 Fabbricazione di mezzi di trasporto 874 1,7 0,2

A marzo 2020 Istat stima che la produzione industriale per il manifatturiero diminuisca complessivamente del 31,2% rispetto a marzo dello scorso anno, la maggiore di-
minuzione della serie storica disponibile (che parte dal 1990), superando i valori registrati nel corso della crisi del 2008-2009. Tutti i principali settori di attività economica
registrano variazioni negative rispetto a marzo 2019. Le più rilevanti sono quelle della fabbricazione di mezzi di trasporto (-52,6%), delle industrie tessili, abbigliamento,
pelli e accessori (-51,2%), della fabbricazione di macchinari e attrezzature n.c.a. (-40,1%) e della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (-37,0%) mentre il calo
minore si registra nelle industrie alimentari, bevande e tabacco (-6,5%). Nella tabella a fianco si riporta il numero delle imprese attive in Veneto per settore, il pesoper-
centuale rispetto al comparto manifatturiero e rispetto al numero totale di imprese venete.

Fonte: Elaborazioni dell’Ufficio di Statistica della Regione del Veneto su dati Istat e InfoCamere

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Le Imprese: le attività potenzialmente attive per settore


Numero di unità locali, addetti, fatturato e valore aggiunto delle unità locali con permesso di apertura sulla base dell’elenco dei codici ATECO riportati dal
DPCM 22/03/2020 e successiva integrazione DM MISE 25/03/2020. Veneto - Anno 2016(*)

Quote di apertura rispetto Quote di apertura rispetto al


Valori Valori (euro)
al totale di settore (%) totale di settore (%)
Addetti alle Addetti alle
Unità locali Unità locali Fatturato Valore aggiunto Fatturato Valore aggiunto
unità locali unità locali
Attività manifatturiere 16.496 174.646 33,6 34,0 47.831.467.898 11.896.888.821 39,8 37,4
Fornitura energia elett, gas, vapore, cod. 1.076 6.325 100,0 100,0 9.008.204.805 1.305.416.919 100,0 100,0
Fornitura acqua; reti fognarie, rifiuti 1.032 15.366 100,0 100,0 3.255.570.650 1.132.293.316 100,0 100,0
Costruzioni 15.239 52.278 30,2 41,2 6.434.227.578 2.069.392.981 42,0 45,4
Commercio ingrosso e dettaglio; rip. auto 15.290 64.895 15,0 20,3 29.191.012.828 3.353.299.759 29,7 23,0
Trasporto e magazzinaggio 14.517 95.896 100,0 100,0 13.732.361.648 5.279.443.148 100,0 100,0
Servizi di alloggio e ristorazione 2.525 24.378 8,4 17,8 2.304.181.987 1.100.158.072 27,4 31,7
Informatica e comunicazione 9.600 41.301 100,0 100,0 5.704.265.448 3.019.213.178 100,0 100,0
Attività immobiliari 0 0 0,0 0,0 0 0 0,0 0,0
Attività professionali, scientifiche e tecniche 61.426 104.289 96,8 96,2 8.174.560.227 4.590.368.111 94,7 96,8
Noleggio, agenzie viaggio, servizi imprese 6.186 80.622 49,8 82,0 3.530.298.523 2.141.996.487 59,4 74,7
Istruzione 2.891 7.708 100,0 100,0 376.494.438 179.744.109 100,0 100,0
Sanità e assistenza sociale 22.908 65.018 100,0 100,0 3.973.323.352 2.390.201.299 100,0 100,0
Att. Artistiche, sportive, di intrattenimento 0 0 0,0 0,0 0 0 0,0 0,0
Altro 713 1.620 3,7 3,7 145.788.599 49.731.159 7,8 5,5
Totale 169.899 734.341 41,0 44,9 133.661.757.981 38.508.147.359 44,5 48,9

Rispetto all’elenco dei codici ATECO riportati dal DPCM 22/03/2020 e successiva integrazione DM MISE 25/03/2020, le attività produttive che rimarrebbero aperte
sarebbero circa il 41% del totale e coinvolgerebbero circa il 45% dei lavoratori. I settori potenzialmente completamente chiusi sono quelli relativi alle attività artistiche,
d’intrattenimento e sportive e le attività immobiliari, che assieme rappresentano circa l’8,6% delle unità locali venete, impiegano il 3,4% degli addetti e produrrebbero
circa il 3% del valore aggiunto privato (5,5 miliardi di fatturato nel 2016). Gli altri comparti più colpiti sono i servizi di alloggio e ristorazione, il commercio e le attività
manifatturiere in generale, oltre al settore edilizio. I dati disponibili a livello di unità produttiva sono riferiti al 2016, ma, essendo la struttura imprenditoriale abbastanza
solida, consentono di fare delle valutazioni attuali in termini di quota di settore. A livello economico le unità produttive con permesso di apertura contribuiscono al 44,5%
del fatturato del settore imprenditoriale privato e circa al 49% del valore aggiunto privato (*).
(*) Il totale considerato esclude il settore pubblico, le attività finanziarie e il comparto agricolo; le elaborazioni hanno utilizzato una codifica settoriale che scende sino al dettaglio della quarta cifra ATECO: vi
può quindi essere una leggera sovra-rappresentazione di alcuni settori, dove le aperture sono permesse solo con riferimento ad imprese appartenenti a sotto branche individuabili a sei cifre.
Fonte: Elaborazioni dell’Ufficio di statistica della Regione del Veneto su dati Istat

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Bollettino socio-economico del Veneto
Edizione straordinaria sullÕimpatto della pandemia COVID-19 maggio 2020

Le Imprese: le attività potenzialmente attive per provincia


Numero di unità locali, addetti e valore del fatturato (milioni di euro) delle attività con permesso di apertura sulla base dell’elenco dei codici ATECO riportati
dal DPCM 22/03/2020 e successiva integrazione DM MISE 25/03/2020 per provincia e quote rispetto al totale di provincia (%). Veneto - Anno 2016

Unità Locali Adde� alle unità locali Fa�urato delle unità locali
(valore in milioni di euro e % rispe�o al totale di provincia)

Belluno Belluno Belluno


6.135 33.893 4.100
40,1% 50,1% 37,9%

Treviso
Treviso Treviso
Vicenza 19.666
Vicenza 29.380 Vicenza 118.079
23.100 36,5%
29.135 39,8% 119.933 40,3% Venezia
38,9%
39,8% 39,3% Verona 22.871
Verona Venezia Verona Venezia
31.181 Padova 52,0%
33.118 Padova
28.093 152.333 129.753
Padova 47,9% 27.021
42,4% 36.863 40,3% 49,3% 47,0%
150.813 47,1%
42,6% 47,0%
Rovigo
7.175 Rovigo Rovigo
5.723
39,5% 29.536
58,4%
47,1%

Le province maggiormente sfavorite dalla chiusura di alcune attività produttive dovute al DPCM del 22/03/2020 e successiva integrazione DM MISE 25/03/2020 sono
Vicenza e Treviso: le attività produttive che rimarrebbero aperte e gli addetti coinvolti sfiorano la quota del 40% del totale, a cui sarebbe ascrivibile una quota del fat-
turato compresa tra il 36,5% (Treviso) e il 38,9% (Vicenza) del totale provinciale.

Fonte: Elaborazioni dell’Ufficio di statistica della Regione del Veneto su dati Istat

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Bollettino socio-economico del Veneto
Edizione straordinaria sullÕimpatto della pandemia COVID-19 maggio 2020

Le Esportazioni: il contesto
Esportazioni espresse in euro correnti per provincia e trimestre. Veneto e Italia - anno 2019(*) Quota percentuale dell’export rispetto al totale annuale esportato
da ogni provincia. Veneto - anno 2019(*)
Esportazioni
Totale export I Trimestre II Trimestre III Trimestre IV Trimestre
I Trimestre II Trimestre III Trimestre IV Trimestre 35
Belluno 1.024.671.208 1.138.120.671 912.728.759 964.511.071 4.040.031.709
30
Padova 2.538.152.493 2.619.829.517 2.496.225.507 2.556.660.820 10.210.868.337
25
Rovigo 361.325.158 380.182.667 360.894.505 546.488.649 1.648.890.979
Treviso 3.304.031.395 3.346.383.958 3.402.847.862 3.487.156.473 13.540.419.688 20
Venezia 1.121.057.364 1.296.004.782 1.183.805.842 1.261.519.304 4.862.387.292
15
Verona 2.879.267.505 2.940.308.822 2.888.708.770 3.009.887.405 11.718.172.502
Vicenza 4.438.076.593 4.767.519.298 4.358.599.649 4.885.863.677 18.450.059.217 10

Veneto 15.666.581.716 16.488.349.715 15.603.810.894 16.712.087.399 64.470.829.724 5


Italia 114.738.257.715 123.039.522.947 114.597.758.306 123.472.825.049 475.848.364.017
0
Belluno Padova Rovigo Treviso Venezia Verona Vicenza Veneto
Esportazioni espresse in euro correnti per settore e trimestre. Veneto - anno 2019(*)
Esportazioni Quota % annuale Il Veneto è tra le regioni italiane con maggior
Totale export propensione all’export, componente econo-
I Trimestre II Trimestre III Trimestre IV Trimestre 2019
micache risentirà del lockdown internaziona-
Agroalimentare 1.675.718.401 1.760.843.812 1.750.848.022 1.913.954.173 7.101.364.408 11,0
le. Attualmente a livello regionale sono di-
Moda 2.724.930.807 2.535.590.655 2.774.787.815 2.647.299.141 10.682.608.418 16,6
sponibili soltanto i dati per trimestre relativi
Chimica e minerali 1.682.823.524 1.819.974.143 1.702.860.672 1.989.436.682 7.195.095.021 11,2 al 2019. Sono utili per fare delle supposizioni
Metalli 1.657.368.947 1.717.816.972 1.532.511.227 1.586.716.737 6.494.413.883 10,1 sull’ipotetica perdita di valore dell’export a
Elettronica 241.799.728 281.393.236 267.585.001 302.141.415 1.092.919.380 1,7 livello provinciale e per settore. Consideran-
Apparecchi elettrici 1.154.231.652 1.180.077.944 1.183.610.531 1.326.112.614 4.844.032.741 7,5 do che la chiusura delle attività è cominciata
Meccanica 2.977.336.712 3.448.649.270 3.018.874.591 3.402.218.281 12.847.078.854 19,9 a fine febbraio, e ipotizzando una capaci-
Mezzi di trasporto 724.841.702 665.470.915 635.070.284 546.697.313 2.572.080.214 4,0 tà esportativa uguale a quella dello scorso
anno, si potrebbe ipotizzare che il lockdown
Oro,art.sp.eapp.medicali 1.520.783.190 1.682.886.879 1.438.714.572 1.600.908.797 6.243.293.438 9,7
e le difficoltà all’export anche delle imprese
Legno e mobili 749.131.621 819.367.052 735.558.089 815.674.886 3.119.731.648 4,8
aperte per il solo mese di marzo possa inci-
Altro 557.615.432 576.278.837 563.390.090 580.927.360 2.278.211.719 3,5 dere per una buona parte del fatturato este-
Totale 15.666.581.716 16.488.349.715 15.603.810.894 16.712.087.399 64.470.829.724 100,0 ro mensile realizzato dalle imprese venete,
(*) Dati provvisori
pari a 5,3 miliardi di euro.
Fonte: Elaborazioni dell’Ufficio di Statistica della Regione del Veneto su dati Istat

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Bollettino socio-economico del Veneto
Edizione straordinaria sullÕimpatto della pandemia COVID-19 maggio 2020

Le Esportazioni: Unità Locali Esportatrici - le attività potenzialmente attive in Veneto per provincia
Numero di unità locali, addetti e valore del fatturato (milioni di euro) delle attività con permesso di apertura sulla base dell’elenco dei codici ATECO riportati
dal DPCM 22/03/2020 e successiva integrazione DM MISE 25/03/2020 per provincia e quote rispetto al totale di provincia (%). Veneto - Anno 2016

Unità Locali Adde� alle unità locali Fa�urato delle unità locali
(valore in milioni di euro e % rispe�o al totale di provincia)

Belluno Belluno Belluno


454 14.975 2.553
39,5% 54,1% 35,6%

Treviso Treviso Treviso


Vicenza 2.653 Vicenza 39.993 Vicenza 11.583
2.616 34,8% 44.350 32,8% 14.033 32,0%
Venezia
32,2% 32,7% 34,1%
Venezia Verona Venezia Verona
Verona Padova 9.868
Padova 1.776 47.880 33.100 19.740 Padova
2.395 45.202 46,1%
2.681 34,5% 44,8% 42,1% 45,1% 14.180
37,4% 39,4%
35,9% 41,5%

Rovigo Rovigo
Rovigo
483 8.745 3.054
44,4% 49,6% 59,3%

L’analisi delle unità produttive esportatrici evidenzia una situazione ancor più impegnativa per quel comparto che rappresenta un indispensabile fattore di traino dell’e-
conomia regionale. Le unità produttive esportatrici che rimarrebbero aperte sono circa un terzo (35,3%) di quelle totali, a cui è ascrivibile quasi il 40% del fatturato com-
plessivo, e coinvolgerebbero circa il 39% dei lavoratori. In termini di singole province, Treviso e Vicenza confermano di essere quelle più svantaggiate dalla provvisoria
chiusura di alcune attività produttive, ciò è dovuto alla caratteristica del loro sistema imprenditoriale, più incentrato sui settori della produzione industriale.

Fonte: Elaborazioni dell’Ufficio di statistica della Regione del Veneto su dati Istat

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Il Turismo: i primi mesi del 2020


Nel 2019 le variazioni sono tutte positive
Totale Movimento turistico nelle province del Veneto. Periodo GENNAIO-FEBBRAIO 2019 e
I numeri del 2019 2020 e variazioni %. DATI PARZIALI E PROVVISORI

20.194.655 arrivi +3,2% Gen-Feb 2019 Gen-Feb 2020 Var% gen-feb 2020/
+2,9% gen-feb 2019
71.236.629 presenze Totale strutture Arrivi Presenze Arrivi Presenze Arrivi Presenze
Italiani
+2,5% Belluno 167.596 751.813 197.134 870.263 17,6 15,8
+3,2%
Stranieri Padova 228.766 610.133 228.120 616.825 -0,3 1,1
+3,6% Rovigo 16.518 37.166 16.986 43.245 2,8 16,4
+2,7% Treviso 110.283 244.950 104.958 250.474 -4,8 2,3
Venezia 653.873 1.502.611 617.311 1.480.895 -5,6 -1,4
+0,5%
-0,5% Verona 281.989 598.082 297.471 677.561 5,5 13,3
Alberghi Vicenza 104.211 283.911 108.309 298.661 3,9 5,2
+8,4% Totale 1.563.236 4.028.666 1.570.289 4.237.924 0,5 5,2
+6%
Strutture Movimento turistico nelle province del Veneto. Mese di FEBBRAIO 2019 e 2020 e
variazioni %. DATI PARZIALI E PROVVISORI
Extralberghiere
Var% febbraio 2020/
Febbraio 2019 Febbraio 2020 febbraio 2019

Dopo un 2019 con cifre record per il turismo veneto (oltre 20 milioni di Totale strutture Arrivi Presenze Arrivi Presenze Arrivi Presenze
arrivi e oltre 71 milioni di presenze, cioè di pernottamenti), l’anno 2020 è Belluno 91.290 393.528 106.643 465.458 16,8 18,3
iniziato con un gennaio caratterizzato da incrementi importanti sia di arrivi Padova 118.140 287.598 105.155 278.437 -11,0 -3,2
(+9,7%) che di presenze (+8,1%). I primi segni della pandemia cominciano Rovigo 8.502 18.143 7.580 20.202 -10,8 11,3
a mostrarsi a fine febbraio: i primi dati parziali e provvisori di febbraio 2020
Treviso 58.255 124.517 48.255 118.433 -17,2 -4,9
indicano una contrazione degli arrivi (circa -7,6%) e viceversa un aumento
delle presenze (+2,4% circa), dovute principalmente all’attrattività del com- Venezia 368.082 823.387 323.160 793.503 -12,2 -3,6
prensorio montano, beneficiario di una buona stagione sciistica fino al 22 Verona 140.953 285.999 134.735 309.086 -4,4 8,1
febbraio. Il primo bimestre totalizza così un +0,5% degli arrivi e un +5,2% Vicenza 54.087 135.849 50.262 134.222 -7,1 -1,2
delle presenze. Si deve tenere presente, però, che la rilevazione di febbraio
Totale 839.309 2.069.021 775.790 2.119.341 -7,6 2,4
non è ancora conclusa, né sono conclusi i controlli dei dati inseriti.
Fonte: Elaborazioni dell’Ufficio di Statistica della Regione del Veneto su dati provvisori Istat - Regione Veneto

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Il Turismo: lo storico e le ipotesi


Movimento turistico nelle province del Veneto. Bimestre MARZO-APRILE 2019

Marzo - Aprile 2019 Data la situazione, gli alberghi e i campeggi che sono riusciti a for-
Totale strutture nire il dato sui propri movimenti , evidenziano forti cali, pari a circa
Arrivi Presenze
a -90% degli arrivi e delle presenze a marzo e prossimi al -100%
Belluno 99.996 401.888 ad aprile.
Padova 340.184 982.580 Sul fronte delle entrate economiche, si deve tener presente che il
Rovigo 30.484 69.092 primo quadrimestre dell’anno in Veneto pesa circa il 21% del totale
Treviso 161.732 350.529 anno. Questa quota è relativa al 2019 e deriva dalle stime elabora-
Venezia 1.260.325 3.067.771 te dalla Banca d’Italia, che quantificano le spese dei turisti stranieri
Verona 741.857 2.083.837 per l’alloggio, il vitto, gli acquisti, i servizi utilizzati una volta giunti
Vicenza 131.998 317.510 a destinazione. La stima della spesa degli stranieri, relativa al primo
Totale 2.766.576 7.273.207 quadrimestre 2019, si attesta sui 1.332 milioni di euro, su un totale
di 6.255 milioni annuali. Supponendo una capacità di spesa degli
stranieri e un’attrattività del territorio uguale a quella dello scorso
anno, si potrebbe stimare che i mancati introiti da parte del turi-
smo estero per il bimestre marzo-aprile siano di circa 780 milioni di
Spese dei turisti stranieri in Veneto (milioni di euro). Anno 2019 euro. Se, sotto le stesse ipotesi, si aggiungono le spese dei turisti
italiani, si arriva a oltre 1 miliardo di euro.
Spesa 2019 Quota % su
(milioni di €) totale anno
1° trim. 1.332 21,3
2° trim. 2.971 47,5
3° trim. 1.952 31,2
4° trim. 6.255 100,0
Totale 6.255 100,0

Fonte: Elaborazioni dell’Ufficio di Statistica della Regione del Veneto su dati provvisori Istat - Regione Veneto e Banca d’Italia

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Il Turismo e il territorio
I 30 comuni con più alto tasso di turisticità: quota % del valore aggiunto prodotto dal comparto dell’al- Tasso turisticità
loggio e ristorazione e di altri servizi sul totale V.A. comunale (*) Comune Presenze 2019 (= turisti ogni
100 abitanti)
% V.A. alloggio e ristorazione % V.A. altri servizi
Lazise 3.606.249 140,3
100
San Michele al Tagliamento 5.851.482 135,1
80
Cavallino-Treporti 6.269.451 127,0
60
Caorle 4.319.483 102,7
40 Malcesine 1.130.236 84,0
20 Bardolino 2.101.596 80,2
0 Livinallongo del Col di Lana 377.175 80,0
Lazise

Caorle

Abano Terme

Montegro�o Terme
Malcesine

Garda
Jesolo
Brenzone

Cor�na d'Ampezzo
Rocca Pietore

Falcade

Venezia
San Michele al T.

Rosolina

Torri del Benaco


Alleghe
Borca di Cadore

Canale d'Agordo
Cavallino-Trepor�

Bardolino

Selva di Cadore
Peschiera del Garda

San Zeno di Montagna

Auronzo di Cadore

Costermano sul Garda


Castelnuovo del Garda
San Vito di Cadore

Val di Zoldo
Tonezza del Cimone
Livinallongo del C.di L.

Selva di Cadore 119.918 64,9


Peschiera del Garda 2.379.705 60,9
Garda 913.451 60,8
Jesolo 5.438.519 56,1
Brenzone 428.545 47,6
Rosolina 1.077.293 46,2
(*) Il totale imprese esclude l’agricoltura e il comparto finanziario
Cortina d’Ampezzo 970.114 45,7
I comuni capoluogo di provincia godono sicuramente di un gran numero di turisti, Venezia in primis con
quasi 13 milioni di presenze turistiche nel 2019, ma anche Verona (2,7 milioni), Padova (1,6 milioni), Vicenza Rocca Pietore 200.521 45,7
(643mila), Treviso (359 mila), un po’ meno Belluno (175 mila) e Rovigo (102 mila), ma sono anche città ricche di San Zeno di Montagna 195.982 38,6
attività produttive non del tutto legate alla vacanza. Falcade 257.228 37,8
Alcuni comuni, infatti, pur non registrando un numero di presenze elevato, possiedono un tasso di turisticità,
Torri del Benaco 412.510 37,0
ossia un rapporto tra numero di turisti e numero di abitanti molto alto. Lazise, per esempio, piccolo comune
sul lago di Garda, mediamente ogni giorno dell’anno conta 140 turisti ogni 100 abitanti, oppure Livinallongo Alleghe 148.751 34,2
del Col di Lana (Arabba), in montagna, conta 80 turisti ogni 100 abitanti, cifre che raddoppiano nella stagione Borca di Cadore 83.572 28,9
turistica; si suppone quindi che la maggioranza di attività del terziario in questi siti siano legate al turismo. Abano Terme 1.987.421 26,9
Con questa ipotesi abbiamo voluto indagare i 30 comuni veneti con il più alto tasso di turisticità e quanto della 316.453 26,4
Auronzo di Cadore
loro ricchezza economica sia legata al turismo. Il grafico è alquanto esplicativo: in ordine di tasso di turisticità
Castelnuovo del Garda 1.074.007 22,2
si nota che il peso del terziario in questi comuni è rilevante: il valore aggiunto, ossia la ricchezza prodotta dal
terziario tocca valori superiori al 90% per Malcesine, Rocca Pietore, Livinallongo del Col di Lana, Caorle ed è San Vito di Cadore 147.196 21,3
per tutti e 30 i comuni superiore al 50% rispetto all’intera economia comunale. Andando ad analizzare più nel Montegrotto Terme 887.906 21,0
dettaglio un comparto del terziario che in questi comuni è strettamente connesso al turismo, ossia “alloggio e Costermano sul Garda 279.660 20,2
ristorazione”, si osserva che la ricchezza prodotta va dal 10% a quasi il 60%.
... ... ...
Fonte: Elaborazioni dell’Ufficio di statistica della Regione del Veneto su dati Istat e Regione Veneto Canale d’Agordo 51.097 12,6

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Il Mercato del Lavoro: il contesto


Nel 2019 in Veneto cresce l’occupazione e diminuisce la disoccupazione Veneto: un mercato del lavoro dinamico
Veneto Italia Veneto Italia

Maschi Femmine Totale Totale Tasso di disoccupazione Tasso occupazione 15-64 anni 67,4
14 68
OCCUPATI 13 12,7
66
Numero 12
11 64 63,2
IV trim. 2019 (migliaia) 1.218 941 2.159 23.383 9,9
10 62
Var % IV trim 2019 / IV trim 2018 +1,8 +2,4 +2,0 +0,9 9 8,5
60 59,2
Var % 2019/2018 +1,4 +1,2 +1,3 +0,6 8
7 58
Tasso di occupazione 5,7
6 55,4
Anno 2019 76,1 58,8 67,5 59,0 56
5
Anno 2018 75,0 58,2 66,6 58,5 4 54

I trim. 17
III trim. 17
I trim. 18
III trim. 18
I trim. 19
III trim. 15
I trim. 16
III trim. 16
I trim. 17
III trim. 17
I trim. 18
III trim. 18
I trim. 19
II trim. 19
III trim. 19
IV trim. 19

I trim. 13
III trim. 13
I trim. 14
III trim. 14
I trim. 15

II trim. 19
III trim. 19
IV trim. 19
I trim. 13
III trim. 13
I trim. 14
III trim. 14
I trim. 15
III trim. 15
I trim. 16
III trim. 16
DISOCCUPATI
Numero
IV trim. 2019 (migliaia) 56 75 131 2.573
Var % IV trim 2019 / IV trim 2018 -27,4 -17,9 -22,2 -8,4 Lavoratori equivalenti in cassa integrazione guadagni per tipo di ge-
stione (*). Veneto - Anni 2010:2019
Var % 2019/2018 -20,0 -4,8 -12,0 -6,3
80.000 Deroga
Tasso di disoccupazione
70.000 Straordinaria
Anno 2019 4,3 7,4 5,6 10,0
60.000 Ordinaria
Anno 2018 5,4 7,8 6,4 10,6
50.000
Secondo i dati aggiornati della Rilevazione sulle forze di lavoro, condotta da Istat, la congiuntura del
mercato del lavoro veneto registra anche nel 2019 segnali positivi. Rispetto all’anno prima, nel 2019 40.000
il numero di occupati in Veneto è aumentato di circa 28mila in Veneto (+1,3%) e il tasso di occupa-
30.000
zione è passato dal 66,6% del 2018 al 67,5% del 2019. Confrontando, poi, i dati dell’ultimo trimestre
del 2019 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, l’incremento del tasso di occupazione 20.000
è pari a 1,3 punti percentuali.
In un anno i disoccupati calano del 12% e la variazione è ancora più significativa nella nostra regione 10.000
se confrontiamo solo l’ultimo trimestre: -22% nel periodo ottobre-dicembre 2019 rispetto allo stesso 0
periodo del 2018. Il tasso di disoccupazione in Veneto passa dal 6,4% del 2018 al 5,6% del 2019 e

2018
2015
2016
2017
2013
2014
2011
2012

III trim 2019


2019

IV trim 2019
I trim 2018

III trim 2018


II trim 2017
III trim 2017
IV trim 2017
I trim 2017

II trim 2018

IV trim 2018
I trim 2019
II trim 2019
se si considera solo l’ultimo trimestre dell’anno si passa dal 7,4% del 2018 al 5,7% del 2019.
Nell’ultimo trimestre 2019 in Veneto salgono i lavoratori equivalenti in cig: erano circa 7.900 nel
terzo trimestre mentre se ne registrano 13mila a fine anno; si sottolinea che, complessivamente,
nell’intero anno 2019 i lavoratori in cig sono meno di quelli registrati nel 2018 e le ore concesse sono (*) Quota ipotetica di lavoratori cassintegrati che si stima che nell’anno non avrebbero mai
soprattutto a gestione ordinaria (il 71% del totale ore autorizzate). lavorato.
Fonte: Elaborazioni dell’Ufficio di Statistica della Regione del Veneto su dati Istat, INPS

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Il Mercato del Lavoro: l’impatto COVID-19


Dalla quarta nota, appena pubblicata da Veneto Lavoro, che aggiorna i dati Variazione tendenziale annualizzata (*). Confronto con il medesimo giorno
dell’impatto sulla dinamica del lavoro nelle aziende private, nel periodo tra il 23 dell’anno precedente
febbraio 2020, giorno in cui sono entrate in vigore le prime misure di contrasto
alla diffusione del coronavirus, e il 6 maggio 2020, l’impatto dell’emergenza sa- 30.000
nitaria da Covid-19 ha determinato in Veneto una perdita di posizioni di lavoro
20.000
dipendente, rispetto a quanto osservato nel corrispondente periodo del 2019,
attorno alle 55.000 unità (quasi 6.000 posizioni a settimana), un valore prossi- 10.000
mo al 3% dell’occupazione dipendente in regione. Nei primi giorni di maggio, 0
quando sono iniziate ad attenuarsi le misure di lockdown, si rilevano segnali di
arginamento della caduta occupazionale. -10.000

Il saldo tra assunzioni e cessazioni iniziato positivamente nel 2020 si blocca: in -20.000
queste dieci settimane il saldo del lavoro dipendente è negativo, ovvero sono
-30.000
-22.200 posizioni lavorative contro quello positivo registrato, invece, nello stesso
periodo nel 2019 (+35.000 unità). Questo risultato è completamente imputa- -40.000
bile al crollo delle assunzioni (-58,4% rispetto l’analogo periodo 2019), mentre
-50.000
le cessazioni sono diminuite del 21%, come conseguenza del minor numero di
Gennaio Febbraio Marzo Aprile
stipule di contratti a tempo determinato. Risultano coinvolti tutti i contratti, in Maggio
particolare sono fortemente in perdita quelli a termine che includono anche la Fonte: ns. elab. su dati Silv, aggiornamento al 6 maggio 2020

componente dei lavoratori stagionali le cui assunzioni sono diminuite del 68%.
(*) Contratti a tempo indeterminato, determinato e apprendistato
Fonte: Veneto Lavoro - Misure/92 “Emergenza COVID-19. L’impatto sul lavoro dipendente in Veneto
(23 Febbraio-6 Maggio 2020)”
Ore autorizzate di cassa integrazione guadagni per ramo di attività. Veneto

Variazione %
Quota sul totale Novembre 2018 Novembre 2019
Ramo di attività Febbraio 2020 Marzo 2020 Nov.19 -Mar.20/
Marzo 2020 Marzo 2019 Marzo 2020
Nov.18 - Mar.19
Artigianato  . 742 750 1,1
Commercio  59.866 369.176 10,0 72.068 451.084 525,9
Edilizia  270.179 139.862 3,8 923.789 1.013.920 9,8
Industria  1.713.372 3.180.266 86,2 5.612.737 8.556.936 52,5
Totale  2.043.417 3.689.304 100,0 6.609.336 10.022.690 51,6

Fonte: Elaborazioni dell’Ufficio di Statistica della Regione del Veneto su dati INPS

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Il Mercato del Lavoro: i settori più colpiti


Secondo la quarta nota pubblicata da Veneto Lavoro (Misure 92), nel periodo 23 febbra- Variazione assoluta tra il 2020 e il 2019 delle assunzioni registrate tra
io-6 maggio tutti i settori hanno registrato pesanti perdite anche se con intensità diver- il 23 febbraio e il 6 maggio per tipologia contrattuale e settore
se: la variazione percentuale delle assunzioni in queste ultime dieci settimane, rispetto
allo stesso periodo dell’anno precedente, è pari a -3,6% per l’agricoltura, -48,6% per Servizi turis�ci
l’industria, -69,7% per i servizi. Particolarmente grave la situazione del settore turistico, Traspor� e magazz.
fortemente caratterizzato dalla domanda di lavoro a termine, che da solo spiega il 45% Commercio de�.
della contrazione occupazionale: nei primi mesi di emergenza sanitaria, le assunzioni Costruzioni
a tempo indeterminato sono diminuite del 79%, mentre quelle a tempo determinato Comm. ingrosso
dell’87%. Servizi di pulizia
Il calo delle assunzioni è stato più rilevante per quei settori classificati dal Governo come Prod.metallo
non essenziali e di conseguenza sottoposti a chiusura forzata: nel periodo 23 febbra- Servizi diversi
io-19 aprile, per questi settori, le assunzioni, infatti, sono diminuite del 72% rispetto allo A�vità professionali
stesso periodo dell’anno precedente. Per i settori essenziali si sono “perse” 50,5% delle Servizi vigilanza
assunzioni. A�vità immobiliari
Ind. tessile-abb.
Apparecchi meccanici
Posizioni di lavoro dipendente (*) nel settore privato, settori essenziali e non.
Veneto - Anni 2019 e 2020 Editoria e cultura
Istruzione
Ind. alimentari
2019 2020
Legno/mobilio
Assunzioni Cessazioni Saldo Assunzioni Cessazioni Saldo Sanità/servizi sociali
1 gennaio - 22 febbraio Servizi informa�ci
Settori essenziali 58.515 28.460 30.055 56.220 28.327 27.893 Riparazioni e noleggi
Settori non essenziali 38.535 23.518 15.017 35.723 23.443 12.280 U�li�es
Agricoltura
Totale 97.050 51.978 45.072 91.943 51.770 40.173
Tempo indeterminato + apprendistato Ind. chimica-plas�ca
Tempo determinato Ind. calzature
23 febbraio - 19 aprile Macchine ele�riche
Settori essenziali 57.722 42.881 14.841 28.595 35.519 -6.924 Ind. farmaceu�ca

-35.000

-30.000

-25.000

-20.000

-15.000

-10.000

-5.000

0
Settori non essenziali 48.259 32.425 15.834 13.576 26.878 -13.302
Totale 105.981 75.306 30.675 42.171 62.397 -20.226

(*) Contratti a tempo indeterminato, determinato e apprendistato


Fonte: ns. elab. su dati Silv, aggiornamento al 6 maggio 2020

Fonte: Veneto Lavoro - Misure/92 “Emergenza COVID-19. L’impatto sul lavoro dipendente in Veneto (23 Febbraio-6 Maggio 2020)”

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I Consumi Elettrici
Consumi giornalieri di energia elettrica (gigawatt - GW) nelle regioni del Nord Italia dal 1 febbraio al 5 aprile 2020 - Confronto Anni 2019 e 2020(*)

2019 2020

2.400 D.P.C.M.
9 Marzo 2020
2.200

2.000

1.800

1.600

1.400

1.200

1.000
1/2

5/2

9/2

4/3

8/3

1/4

5/4
13/2

17/2

21/2

25/2

29/2

12/3

16/3

20/3

24/3

28/3
(*)I dati partono da sabato 1 febbraio 2020. Per tenere allineati i giorni della settimana tra il 2019 e il 2020 si sono slittate le date del 2019: per il 2019 il primo dato è pertando riferito a sabato 2 febbraio.
Un ulteriore slittamento avviene dal 29 febbraio a causa della bisestilità del 2020.

Dalla ricostruzione della serie giornaliera dei consumi finali di energia elettrica dall’1 febbraio al 5 aprile 2020 confrontata con la medesima relativa al 2019 (slittando
le date del 2019 in modo da avere corrispondenza coi giorni della settimana) si osserva per tutto il Nord Italia un andamento speculare fino al 9 marzo 2020, giorno
di emanazione del D.P.C.M. “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione
dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale”. A seguito della chiusura di molte attività produttive, già dal giorno seguen-
te, si può osservare un progressivo calo particolarmente accentuato nei giorni centrali delle settimane, quelli solitamente lavorativi. Mercoledì 1 aprile il dato sul
consumo finale di energia elettrica si ferma a 1.598 GW, contro i 2.274 del primo mercoledì di aprile dell’anno precedente, ovvero il 29,8% in meno.

Fonte. Elaborazioni dell’Ufficio di Statistica della Regione del Veneto su dati Terna

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Bollettino socio-economico del Veneto
Edizione straordinaria sullÕimpatto della pandemia COVID-19 maggio 2020

Il Traffico: l’impatto del COVID-19


Anas elabora i dati di traffico a partire dalle informazioni raccolte in corrispondenza Tramite l’analisi di dati aggregati, derivanti dalla mappatura dei macro flussi di
di sezioni di conteggio selezionate lungo le infrastrutture principali, spesso in affian- mobilità sul territorio italiano, basandosi sull’analisi di dati anonimizzati e aggre-
camento alla rete autostradale a pedaggio e prossime ai grandi centri urbani: i dati gati, provenienti da veicoli connessi, mappe e sistemi di navigazione, normalizzati
medi presentati per ciascun territorio sono calcolati come medie aritmetiche dei tramite correlazioni con location data provenienti da applicazioni mobile e con
valori disponibili per le sezioni di conteggio di quel territorio, andando a costituire open data della PA, è stato possibile disegnare come è cambiata la mobilità degli
l’Indice di Mobilità Rilevata (IMR). italiani durante la fase di “lockdown” per i noti motivi sanitari.
Per il mese di marzo 2020 si può notare un andamento in deciso calo per l’IMR della Gli spostamenti giornalieri dei veneti, rispetto alla media 13 gennaio 2020-2 feb-
nostra regione: considerando tutti i veicoli la diminuzione è pari al -53% rispetto al braio 2020, hanno cominciato a diminuire sensibilmente a partire da lunedì 9
mese precedente e -57% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I dati marzo (-17%), concentrando nei giorni successivi i cali più vistosi durante i sabati
disponibili fino al 14 aprile denunciano un ulteriore calo rispetto al mese precedente e le domeniche, con un record negativo registrato il fine settimana pasquale e del
con -57 punti percentuali. primo maggio (-88% il giorno di Pasqua, -93% il giorno del Lunedì dell’Angelo,
I mezzi pesanti hanno registrato una situazione meno impattante: il calo è stato pari -91% il primo maggio), a fronte di una tendenza che mostrava una crescita posi-
al -18% con riguardo al mese precedente e -17% rispetto al marzo 2019. Anche in tiva fino al 22 febbraio.
questo caso il calo per i primi 14 giorni di aprile risulta inferiore rispetto al totale
veicoli ma più pronunciato rispetto a quello dei mesi di febbraio e marzo, con -37
punti.
Andamento dell’Indice di Mobilità Rilevata per categoria. Veneto - Marzo Variazione % spostamenti giornalieri rispetto alla media pesata giornaliera del
2019, Febbraio 2020, Marzo 2020, Aprile(*) 2020 periodo 13 gennaio-2 febbraio 2020. Veneto - 01 febbraio-03 maggio 2020
12.000 40

marzo 2019 20
10.000
febbraio 2020 0

8.000 -20

-40
6.000
-60
marzo 2020 marzo 2019
4.000 -80
febbraio 2020
-100
2.000 aprile 2020 marzo 2020 1-feb
5-feb
9-feb
13-feb
17-feb
21-feb
25-feb
29-feb
4-mar
8-mar
12-mar
16-mar
20-mar
24-mar
28-mar
1-apr
5-apr
9-apr
13-apr
17-apr
21-apr
25-apr
29-apr
3-mag
aprile 2020
0
Totale Veicoli pesan�
(*) i dati sono aggiornati al 14 Aprile 2020

Fonte. Elaborazioni dell’Ufficio di Statistica della Regione del Veneto su dati ANAS e EnelX-YoUrban

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Bollettino socio-economico del Veneto
Edizione straordinaria sullÕimpatto della pandemia COVID-19 maggio 2020

Il Traffico aereo e portuale


Nel primo trimestre del 2020 gli effetti delle misure di emergenza adottate si son Per quanto riguarda il trasporto aereo, i primi tre mesi dell’anno hanno evidenziato
fatti sentire anche nel porto di Venezia: i quasi 6 milioni di tonnellate di merci tran- i cali più consistenti a partire dal mese di marzo: se infatti il mese di gennaio, con
riguardo ai movimenti, ai passeggeri e alle merci trasportate, sia in Italia che negli
sitate risultano in calo rispetto ai primi 3 mesi del 2019 di oltre 10 punti percentuali aeroporti veneti, si è mantenuto sugli stessi livelli dell’anno precedente e il mese di
ma sono soprattutto gli spostamenti delle persone ad accusare la diminuzione più febbraio ha denunciato cali ad una cifra, il mese di marzo mostra un vero e proprio
crollo, sia rispetto al mese precedente che al 2019.
importante. I passeggeri dei ferry risultano quasi la metà dello scorso anno mentre L’aeroporto di Venezia, con un andamento del tutto simile agli altri aeroporti veneti
i crocieristi calano di oltre 70 punti. In calo anche i trasporti delle vetture private e al totale nazionale, vede diminuire di 90 punti percentuali i passeggeri rispetto al
marzo 2019 e dell’87% rispetto al mese precedente.
(-56,3%).
In calo anche i voli del 71% e del 66% rispettivamente nei confronti del marzo 2019
Minore il calo dovuto alle disposizioni emergenziali per il trasporto di container e del febbraio 2020.
(-2,2%) e i trasporti delle unità Roll-on/Roll-off (-8,8%), in crescita i trasporti dei vei- Risente meno il trasporto delle merci, seppur con diminuzioni in doppia cifra, evi-
denziando cali di minore entità (rispettivamente -32% e -23% rispetto al marzo 2019
coli commerciali (+9,7%) e al febbraio 2020).

Movimenti nel porto di Venezia nei primi 3 mesi del 2020 e var.% rispetto Movimenti aeroportuali, passeggeri e cargo trasportati nell’aeroporto di Vene-
all’anno precedente. zia. Gennaio-Marzo 2020 e var. % rispetto al periodo precedente
Movimen� Passeggeri Cargo (t)
Gennaio-Marzo 2019 Gennaio Marzo 2020 Var. %
Var. % Var. % Var. % Var. % Var. %
20
gen2020/ feb2020/ feb2020/ mar2020/ mar2020/
Tonnellate totali 6.471.667 5.786.101 -10,6 gen2019 feb2019 gen2020 mar2019 feb2020
0
Passeggeri ferry 12.898 7.292 -43,5

-20
Passeggeri crociere 15.792 4.642 -70,6

Container (TEU) 143.033 139.919 -2,2 -40

Unità Ro-Ro 20.033 18.268 -8,8 -60

Veicoli privati 3.148 1.376 -56,3 -80

Veicoli commerciali 7.853 8.616 9,7


-100

Fonte: Elaborazioni Ufficio di Statistica della Regione Veneto su dati Porto di Venezia e Assaeroporti

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Bollettino socio-economico del Veneto
Edizione straordinaria sullÕimpatto della pandemia COVID-19 maggio 2020

La Spesa Alimentare
Variazione % delle vendite alimentari nel periodo 17/02-15/03 Variazione % delle vendite alimentari nel periodo 17/02-15/03 rispetto allo stesso
rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente per prodotto. periodo dell’anno precedente per area geografica.
Veneto e Italia

Italia Veneto 25
21
19 20
19
20
Farina di frumento 20
16
Conserve di pomodoro 15
Riso
Pasta di semola 10

Patate 5

Pia� pron�
0
Italia Nord-Ovest Nord-Est Centro Sud Veneto
Uova
Sul fronte dei consumi alimentari degli italiani1 le scorse settimane si sono rivelate estrema-
Formaggi confeziona� mente dinamiche: l’esame dell’ultimo mese individua alcuni grandi trend che si possono rias-
sumere nella tendenza all’approvvigionamento di prodotti conservabili, nel forte orientamento
La�e UHT a utilizzare la spesa on line, nell’incremento sotto media del segmento bevande, infine in un
orientamento quasi esclusivo verso la GDO, con ricorso dove possibile anche ai negozi di vici-
Prosciu�o confezionato nato. Nel complesso dell’ultimo mese, è il Sud Italia a registrare gli incrementi più alti su base
tendenziale: +21% nel cumulato delle 4 settimane con punte del 39% nell’ultima settimana;
Mozzarella seguono il Nord Est con una crescita del 20%, il Centro (+19% con
il +30% nell’ultima settimana) e il Nord Ovest (+16%).
Ortaggi surgela�
Per quanto riguarda il Veneto l’aumento registrato della spesa nel periodo considerato è pari
a +20%. Gli aumenti maggiori e superiori alla media sono riscontrabili per la farina di frumen-
Olio EVO
to, che quasi raddoppia il valore degli acquisti rispetto allo stesso periodo del 2019 (+87%),
le conserve di pomodoro, il riso, la pasta di semola, le patate, i piatti pronti, le uova, il latte a
La�e fresco
lunga conservazione, il prosciutto confezionato, la mozzarella e gli ortaggi surgelati.
Legumi in scatola
Crescono anche, sebbene con valori di spesa inferiori alla media, l’olio extra vergine di oliva e
il latte fresco; risulta invece invariata la spesa dei legumi in scatola.
0 20 40 60 80 100
1
Si sono considerati i prodotti confezionati venduti tra il 17 febbraio e il 15 marzo u.s.

Fonte: Elaborazioni Ufficio di Statistica della Regione Veneto su dati Ismea

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Bollettino socio-economico del Veneto
Edizione straordinaria sullÕimpatto della pandemia COVID-19 maggio 2020

Nota finale
L’edizione straordinaria del Bollettino socio-economico del Veneto è stata realizzato ai fini di fornire elementi di conoscenza utili per la programmazione
di strategie e interventi alla luce dello shock causato dal virus Covid 19 sul sistema economico e sociale del Veneto.
Fotografa il contesto del territorio veneto e mostra i primi dati sull’impatto economico e sociale della pandemia. Vengono riportate le previsioni del
PIL 2020 per il Veneto e l’Italia, la situazione del panorama imprenditoriale, i dati relativi all’export, al turismo, al mercato del lavoro, le variazioni nei
consumi di energia, nella mobilità stradale e nei consumi alimentari.
A tal fine sono stati utilizzati i dati di statistica ufficiale o altre fonti attendibili disponibili al 15 maggio 2020.
I dati relativi alla previsione del PIL e dei conti economici relativi all’anno 2020 sono di fonte Prometeia. La scelta di utilizzare le stime e previsioni
dell’Istituto Prometeia per il Veneto deriva, oltre che dalla riconosciuta competenza in materia, anche dalla possibilità di avere informazioni coerenti
e confrontabili per tutto il territorio nazionale. Si sottolinea che le previsioni si basano sulle informazioni disponibili al 16 aprile sugli interventi
governativi, passibili di modifiche, quindi sono da utilizzare prevalentemente per individuare la tendenza del fenomeno.
Le ipotesi sugli effetti del Covid 19 relative agli altri ambiti, nella I parte del documento, si basano o su rilevazioni relative ai primi mesi del 2020 o
su dati e tendenze evidenziate negli anni precedenti.
Le elaborazioni sulle attività produttive potenzialmente aperte si basano sull’elenco delle attività economiche indicate dal DPCM 22/03/2020 e
successiva integrazione DM MISE 25/03/2020, senza considerare che le attività produttive sospese possono comunque proseguire se organizzate
in modalità a distanza o lavoro agile; inoltre non sono state considerate le attività autorizzate dalla Prefettura all’apertura in deroga ai decreti
suddetti. Sono stati utilizzati i dati di fonte Istat sulle unità locali, ossia i luoghi operativi o amministrativi subordinati alla sede legale (ad esempio: un
laboratorio, officina, stabilimento, filiale, agenzia, ecc.) in quanto ritenuti più rappresentativi della realtà territoriale rispetto le sedi d’impresa. Alcune
informazioni sono datate, ma essendo la struttura imprenditoriale veneta complessivamente stabile, i risultati strutturali sono da considerarsi attuali.

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Regione del Veneto
- Presidenza della Giunta regionale
- Area Programmazione e Sviluppo strategico
- Direzione Relazioni Internazionali,
Comunicazione e SISTAR
- Ufficio di Statistica della Regione del Veneto
Rio dei Tre Ponti - Dorsoduro 3494/A
30123 Venezia
SISTAR tel.041/2792109 fax 041/2792099
Ufficio di statistica e-mail: statistica@regione.veneto.it
Regione del Veneto http://www.regione.veneto.it/web/statistica