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Tribuna FOCUS

Brevi note sulle nuove Sul punto (si veda BASILE, in Diritto Penale Contem-
poraneo, nonchè TULLIO PADOVANI in Guida al diritto, n.
norme introdotte 36/2013, pag. 10) sono forti le ragioni di critica.
“Paccottiglia” circostanziale, ipertrofia retorica ed enfatiz-
dalla L. 119/2013, zazioni inconcludenti che emergerebbero solo rivolgendo lo

in materia di violenza
sguardo ad alcune delle operazioni di “maquillages” normativo
recentemente operate.

di genere Ma la legge è entrata in vigore e bisogna armarsi di prag-


matismo per cercare di apprezzarne ricadute ed effetti, non-
chè per evidenziare i passaggi in cui il legislatore ha scritto
di Nicola Stolfi
(su righe storte) il proprio pensiero.
Qui di seguito, dunque, con il semplice proposito di esplo-
rare l’esistente, ci si permette di formulare ed esporre dettagli
SOMMARIO e notazioni a riguardo.
1. Premessa. 2. Le modifiche al codice penale; 2-1) La nuova cir-
2. Le modifiche al codice penale
costanza aggravante di cui all’art. 61 n. 11 quinquies c.p. 2-2)
Le modifiche all’art. 609 ter c.p. numeri 5, 5 ter, 5 quater. 2-3) 2-1. La nuova circostanza aggravante di cui all’art. 61 n.
L’art. 609 decies c.p. e la comunicazione al Tribunale per i mi- 11 quinquies c.p.
norenni. 2-4) Le modifiche al delitto di atti persecutori, di cui “L’avere, nei delitti non colposi contro la vita e l’incolumità
all’art. 612 bis c.p. 3. Le modifiche al codice di procedura penale; individuale, contro la libertà personale, nonchè nel delitto di
3-1) L’art. 101 comma 1 c.p.p. e gli obblighi di informazione nei cui all’art. 572, commesso il fatto in presenza o in danno di un
confronti della persona offesa. 3-2) La nuova misura precaute- minore di anni diciotto, ovvero in danno di persona in stato di
lare dell’allontanamento d’urgenza dalla casa familiare (art. gravidanza”.
384 bis c.p.p.). 3-3) La nuova ipotesi di giudizio direttissimo L’art. 61 comma 1 c.p., statuisce, al fine dell’applicazione
in relazione alla misura precautelare dell’allontanamento d’ur- delle aggravanti comuni, che “aggravano il reato, quando non
genza dalla casa familiare (art. 449 e art. 384 bis c.p.p.). ne sono elementi costitutivi o circostanze aggravanti speciali,
1. Premessa le circostanze seguenti” e tale previsione normativa, all’evi-
Con la legge 15 ottobre 2013, n. 119 è stato convertito, con denza, non era rivolta alla soluzione di problemi di concorso o
di coordinamento interno delle aggravanti comuni.
modificazioni, il decreto legge 14 agosto 2013, n. 93, recante
La nuova circostanza richiede, peraltro, il ricorso al prin-
“disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto
cipio di specialità, per dirimere nuovi problemi di coordina-
della violenza di genere, nonchè in tema di protezione civile e mento proprio con un’altra circostanza aggravante comune,
di commissariamento delle province”. quella di cui all’art. 61 comma 1 n. 11 ter c.p., ovverosia “ l’aver
Qui di seguito si esamineranno le principali innovazioni in- commesso un delitto contro la persona ai danni di un soggetto
trodotte dal legislatore in materia di diritto penale sostanziale minore, all’interno o nelle adiacenze di istituti di istruzione o
e processuale. di formazione”.
Non si affronteranno le tematiche relative al nuovo ammo- In effetti, si tratta di circostanza sovrapponibile, o meglio so-
nimento, di competenza del Questore, concernente in genera- vrapponibile parzialmente quanto all’aver commesso un delitto
le profili di polizia di sicurezza e misure di prevenzione. contro la persona ai danni di un soggetto minore, ma speciale
Non si affronteranno neppure le altre modifiche di legge per la previsione che tale reato si consumi all’interno o nelle
non concernenti principalmente la tematica di questa che è adiacenze di istituti di istruzione o di formazione (in questo
definita violenza di genere. senso anche GIUSEPPE AMATO in Guida al diritto n. 44/2013,
L’intervento legislativo introduce ritocchi al codice penale nonchè PISTORELLI, in Relazione n. III/ marzo 2013 pag. 2).
ed al codice di rito, infliggendo di molto la materia circostan- Si poteva effettuare un diverso intervento modificando il
testo dell’art. 61 comma 1 n.11 ter, senza introdurre una nuova
ziale, ispirato da logiche di inasprimento sanzionatorio e
aggravante in concorso apparente con la prima.
caratterizzato più da intenti prevalentemente rassicuratori
Inoltre, aumenta il numero delle aggravanti di cui all’art.
della collettività che non di buon coordinamento e buon go- 61 c.p., con una tecnica di frammentazione che contraddice
verno della materia penale. lo stesso titolo della norma, che vuole circostanze aggravanti
Le ragioni e le premesse del D.L. stanno tutte in un “al- comuni, mentre queste operano per settori di ritaglio.
larme sociale” dovuto al “susseguirsi di eventi di gravissima Addirittura, l’abrogazione della circostanza specifica di cui
efferatezza in danno di donne”. al comma 2 dell’art. 572 c.p., peraltro introdotta da appena
Di qui l’individuata necessità di un intervento di urgenza, un anno, con L. 1 ottobre 2012, n. 172, ha comportato l’inseri-
non altrimenti differibile. mento di una circostanza ad hoc per un delitto specifico nel

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tessuto delle aggravanti comuni (concepite fino ad oggi per Nuova ipotesi di circostanza aggravante (n. 5 ter) del de-
ipotesi di gruppi o categorie generali di reati, ma non per sin- litto di violenza sessuale per il fatto che sia stato commesso ai
gole fattispecie criminose). danni di donna in stato di gravidanza.
Sempre secondo il principio di specialità va risolto l’appa- Anche tale circostanza non risulterà applicabile, secondo
rente concorso fra la nuova aggravante comune e quelle di cui i criteri ordinari dell’art. 59 comma 2 c.p., nel caso di una vio-
agli artt. 609 ter comma 1 n. 1 e 5 (violenza sessuale aggravata lenza commessa in danno di persona in stato interessante che
in danno di minorenne della quale il colpevole sia l’ascenden- non risulti tuttavia percepibile da parte del soggetto agente.
te, il genitore anche adottivo, il tutore) e 609 quater comma 2 Nuova aggravante (n. 5 quater) per il caso del fatto com-
(atti sessuali con minorenne). messo dal coniuge, anche separato o divorziato, ovvero da co-
Emerge, come ulteriore conseguenza, l’applicabilità lui che alla stessa persona offesa è o è stato legato da relazio-
dell’aggravante, ad esempio, nel caso di reato commesso da ne affettiva, anche senza convivenza.
minore in danno di minore. La norma non si occupa, all’evidenza, solo di fatti di “vio-
Qui di seguito, in sintesi, ulteriori problematiche applica- lenza intrafamiliare o domestica”.
tive della norma, con connesse segnalazioni di rilievo sulla L’aggravante colpisce anche il separato o il divorziato o
tecnica dell’intervento legislativo operato: colui che sia stato legato da relazione affettiva, anche senza
1. L’aggravante prevede che il delitto sia consumato in dan- convivenza, alla vittima.
no del minore, o in sua presenza. Nel caso di testimone mino- Non si pongono limiti temporali di alcun genere.
renne del delitto (minore presente) si porrà il problema della La latitudine della previsione, a proiezione postuma illi-
“consapevole percezione” del fatto incriminato da parte del mitata, pare eccessiva, in particolar modo con riferimento ai
minore in così tenera età, da porre dubbi sulla sua percezione fatti maturati dopo una relazione affettiva, intercorso anche
del fatto medesimo (in questo senso GIUSEPPE AMATO, in senza convivenza, con la vittima.
Guida al diritto n. 44/2013). Ulteriormente, sempre nel caso In tali casi, non solo si pone il problema dell’indetermina-
di minore presente, occorrerà accertare se il soggetto agen- tezza del concetto di relazione affettiva, ma questa viene previ-
te avesse la possibilità di percepire la presenza del minore. sta anche nei casi in cui non vi sia stata convivenza, con l’effet-
Poichè a mente dell’art. 59 comma 2 c.p. “le circostanze che to di assumere una potenzialità espansiva anche in relazione a
aggravano la pena sono valutate a carico dell’agente soltanto brevi rapporti intercorsi in maniera sporadica, anche per bre-
se da lui conosciute ovvero ignorate per colpa o ritenute inesi- ve, ma apprezzabile periodo di tempo, fra due soggetti che poi
stenti per errore determinato da colpa”, si potrebbe escludere per anni, anche decenni, non hanno più avuto alcun rapporto
l’applicazione di questa circostanza nel caso di reato com- personale, finendo addirittura col dimenticarsi l’uno dell’altro.
messo alla presenza di minorenne, quando questi assista al In tali casi non sembra ravvisarsi la ratio della norma, volta
fatto all’insaputa dell’agente. Nel caso di vittima minorenne a sanzionare più gravemente quei comportamenti che scatu-
si porrà il problema della conoscenza dell’età da parte dell’au- riscono in costanza o in occasione o in ragione di un rapporto
tore. Nel caso di ignoranza e non percepibilità della minore in essere o da poco cessato, o che, in ogni caso, hanno un col-
età, la circostanza non potrà essere applicabile, sempre che al legamento con tali situazioni passate.
soggetto agente non possa essere mosso alcun rimprovero di Si è accennato all’assoluta inconsistenza del dato “relazione
colpa, negligenza o leggerezza. affettiva”, privo di determinatezza e di capacità definitoria.
2. Non si applica all’art. 612 bis c.p. in quanto a reato a Un tentativo di delimitare il concetto, contenendolo in un
tutela della libertà morale, con conseguenze criticabili per recinto apprezzabile (ALBERTO CISTERNA, in Guida al di-
quanto si esporrà infra. ritto n. 44/2013), afferma che la nozione di relazione affettiva
3. L’aggravante si applica anche quando il delitto sia com- implica comunque “un certo coefficiente di stabilità e di signi-
messo in danno di persona in stato di gravidanza. La circo- ficativa durata”.
stanza sembra potersi ritenere non applicabile nel caso di uno Peraltro, siamo ancora in un ambito di indeterminatezza
stato interessante che non risulti percepibile, in modo analo- foriera di applicazioni giurisprudenziali assai differenziate,
go a quanto detto a proposito della minore età. facilmente prevedibili, almeno nel primo periodo di applica-
zione della norma.
2-2. Le modifiche all’art. 609 ter c.p. numeri 5, 5 ter, 5 quater
Questi, in sintesi, i ritocchi normativi. 2-3. L’art. 609 decies c.p. e la comunicazione al Tribunale
Modifica della circostanza aggravante di cui all’art. 609 ter per i minorenni
comma 1 n. 5: fatto commesso nei confronti di una persona Risulta ampliato il novero dei reati per i quali è previsto
che non ha compiuto gli anni diciotto della quale il colpevole l’obbligo di comunicazione al tribunale per i minorenni:
sia l’ascendente, il genitore, anche adottivo, il tutore (si alza - l’ampliamento riguarda i delitti di cui all’art. 572 e 612
da 16 a 18 anni l’età della persona offesa in relazione a tale bis, commessi in danno di minorenne o da uno dei genitori di
circostanza aggravante). un minorenne in danno dell’altro genitore.

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- Se si tratta dei delitti di cui agli artt. 572, 609 ter e 612 bis, miglia, violenza sessuale aggravata, ovvero atti persecutori (a
commessi in danno di minorenne o da uno dei genitori di un prescindere dallo stato di flagranza), che vedono coinvolti mi-
minorenne in danno dell’altro genitore, il secondo comma pre- nori o genitori di minori, con la più ampia applicabilità degli
vede che la comunicazione di cui al primo comma si considera strumenti di tutela di cui agli artt. 330 e 333 c.c.;
effettuata anche ai fini dell’adozione dei provvedimenti di cui e) davanti al Tribunale civile, su istanza di parte, nel caso
agli artt. 155 e segg. nonchè 330 e 333 c.c. (decadenza del di condotte pregiudizievoli tenute dal coniuge o dal convi-
genitore dalla potestà ovvero suo allontanamento dalla casa vente nei confronti dell’altro coniuge o convivente, senza il
familiare o allontanamento del minore dal genitore). coinvolgimento di minori. In questi casi è possibile ottenere
Anticipando, almeno in parte, quanto si avrà modo di l’emanazione di un ordine di protezione contro gli abusi fami-
esporre con riferimento alla nuova misura precautelare di cui liari (artt. 342 bis e 342 ter c.c.), che prescinde dal requisito
all’art. 384 bis c.p.p., va sin d’ora precisato che: della flagranza del reato ed il cui contenuto riproduce quello
- l’allontanamento ai sensi dell’art. 333 c.c. può essere di- della misura precautelare di cui all’art. 384 bis e quello delle
sposto in presenza di una condotta del genitore (o dei genito- misure cautelari di cui agli artt. 282 bis e 282 ter c.p.p. (allon-
ri) che risulti pregiudizievole per gli interessi del figlio; tanamento dalla casa familiare o di convivenza, divieto di farvi
- la misura in questione non è legata alla commissione di ritorno, eventuale divieto di avvicinamento ai luoghi frequen-
un reato di natura sessuale, nè, più in generale, a comporta- tati dalla famiglia d’origine).
menti e condotte che abbiano rilevanza penale (gli strumenti È stato inoltre modificato l’art. 612 c.p. per il quale si è
di cui all’art. 333 c.c. sono stati utilizzati, ad esempio, nei con- previsto l’aumento della pena della multa per il delitto di mi-
fronti di genitori che si rifiutavano di autorizzare i trattamenti naccia semplice, che è passata da “fino ad euro 51” a “fino a
sanitari necessari per salvaguardare la salute del figlio mino- euro 1032”.
re, ovvero nel caso di genitore tossicodipendente);
- l’istituto di cui all’art. 333 c.c., dunque, risulta applicabi- 2-4. Le modifiche al delitto di atti persecutori, di cui
le anche a prescindere dai requisiti previsti dall’art. 384 bis all’art. 612 bis c.p.
c.p.p. Fra le modifiche normative da segnalare vi è, in primis,
A tal proposito, si ricorda che l’art. 384 c.p.p. richiede non quella introdotta dalla L. 9 agosto 2013, n. 94.
solo lo stato di flagranza in relazione ai delitti di cui all’art. 828 È stato modificato il quadro edittale: la pena elevata nel
bis comma 6 c.p.p., ma anche una valutazione in ordine alla massimo da 4 a 5 anni, all’evidente fine di includere il delitto
futura reiterazione delle condotte, con conseguente grave ed di atti persecutori fra quelli per i quali è prevista l’applicazione
attuale pericolo per la vita o l’integrità fisica o psichica della della misura della custodia cautelare in carcere, a seguito della
persona offesa. modifica dell’art. 280 comma 2 c.p.p., che ha innalzato la soglia
Va segnalato, peraltro, che i delitti di cui agli artt. 572, 609 alla pena della reclusione non inferiore nel massimo a 5 anni.
ter e 612 bis c.p. rientrano oggi nel novero dei reati per i quali Inoltre, si è inciso profondamente sulle circostanze aggra-
è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza. vanti: nella vecchia formulazione la pena era aumentata se
Per tali ipotesi di reato, dunque, in caso di flagranza sarà il fatto veniva commesso dal coniuge legalmente separato o
obbligatorio l’arresto, mentre nel caso di procedimenti in cor- divorziato o da persona che sia stata legata da relazione af-
so per fatti di maltrattamenti, violenza sessuale, attività per- fettiva alla p.o.
secutoria in danno di minorenni, svincolati dal presupposto La lettera della norma non dava adito a particolari dubbi
della flagranza, sarà applicabile uno dei provvedimenti conse- interpretativi: lo stalking costituiva un fatto postumo (postu-
guenti alla comunicazione dell’art. 609 decies c.p. me proiezioni temporali eventualmente, Cass. pen., sez. VI,
In sostanza è oggi disposto un intervento multilivello nel 24 novembre 2011, n. 24575, in Foro italiano, n. 2/2013, parte
settore dedicato alla tutela del minorenne e del coniuge o con- II, pag. 93) rispetto allo stato di coniugio o ad una relazione
vivente, che può essere così schematizzato: affettiva cessati.
a) precautelare penale con l’arresto obbligatorio in fla- Nello stesso senso si è pronunciata Cass. pen., sez. VI, 24 no-
granza nel caso dei delitti di cui agli artt. 572, 609 ter e 612 vembre 2011, n. 24575, secondo cui non costituiscono maltrat-
bis c.p.; tamenti, ma atti persecutori, i comportamenti che esulino dal
b) precautelare penale, con l’arresto facoltativo per le al- contesto familiare ed affettivo, per la loro avvenuta cessazione,
tre ipotesi di reato che lo prevedono, commesse in danno di specificando che vi è violazione dell’art. 612 bis c.p. in caso di
minorenne; divorzio o di relazione affettiva definitivamente cessata, ravvi-
c) precautelare penale con l’allontanamento d’urgenza sandosi il reato di maltrattamenti in caso di separazione legale
dalla casa familiare, nel caso di stato di flagranza in relazione o di fatto (nello stesso senso si segnala Cass. pen., sez. VI, 13
ai reati di cui agli artt. 282 bis comma 6 c.p.p. (fra i quali art. novembre 2012, n. 7369, secondo cui il reato di maltrattamenti
582, 570, 571 c.p. e altri); in danno del coniuge assorbe i reati di ingiuria, molestia ed atti
d) davanti al Tribunale per i minorenni, nel caso in cui vi persecutori anche in caso di separazione e di conseguente ces-
siano procedimenti penali per i reati di maltrattamenti in fa- sazione della convivenza - dunque non di divorzio - rimanendo

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integri i doveri di rispetto reciproco, di assistenza morale e ma- c) Peraltro, nel rapporto fra l’ipotesi aggravata di cui all’art.
teriale e di solidarietà che nascono dal rapporto coniugale). 612 bis ed il reato di cui all’art. 572 c.p., si pone il problema
L’attuale versione della norma prevede l’aumento della di individuare quale sia la fattispecie da applicare, in parti-
pena se il fatto è commesso dal coniuge, anche separato o di- colare con riferimento a plurimi comportamenti di molestia,
vorziato. nonchè di violenza fisica, in danno del coniuge o del partner,
Non è più, dunque, il coniuge legalmente separato o divor- tali da poter essere inquadrati ai sensi dell’art. 572 c.p. o 612
ziato l’autore previsto dal legislatore in relazione alla circo- bis comma 2 c.p.
stanza aggravante di cui al comma 2. Nonostante le numerose critiche di indeterminatezza della
In questa dizione rientrano: a) il coniuge; b) il coniuge an- fattispecie di atti persecutori, Cass. pen., sez. V, 13 giugno
che separato legalmente; c) il coniuge anche separato di fatto; 2012, n. 36737, ha ritenuto che la norma non viola il principio
d) il coniuge divorziato. di determinatezza, ma è delineata in tutte le sue componenti
A ciò si aggiungono altri due tipi di autore: e) la persona essenziali, assumendo il fatto costitutivo del reato i connotati
che è legata da relazione affettiva alla vittima; f) la persona dell’antigiuridicità attraverso la realizzazione reiterata di con-
che è stata legata da relazione affettiva alla vittima. dotte dotate di un elevato grado di determinatezza, dovendo
In totale sei tipi di autore. consistere in minacce e molestie, non meramente generiche,
Dunque, è mutato il soggetto attivo del reato. ma tali da assumere una gravità idonea a cagionare nella vit-
In questo nuovo quadro, il problema che si pone consiste tima uno degli eventi alternativamente previsti dalla stessa
nel rapporto con l’art. 572 c.p., in quanto l’attuale forma ag- disposizione normativa.
gravata dello stalking è più grave dei maltrattamenti in fa- Purtuttavia sono note le oggettive difficoltà di inquadramen-
miglia e pare non operare, conseguentemente, la clausola di to della fattispecie, a causa di una formulazione non impeccabi-
riserva (“salvo che il fatto costituisca più grave reato”), che le dell’evento (lo stato di ansia o di paura ad esempio), nonchè
costituisce l’incipit dell’art. 612 bis c.p. (sulla possibilità di della condotta che sul presupposto della reiterazione ha dato
fare ricorso alla clausola di riserva: G. AMATO, in Guida al luogo a due diversi orientamenti interpretativi, secondo cui ba-
diritto, n. 44/2013, nonchè sempre Cass. pen., sez. V, 24 no- sterebbero due episodi per aversi reiterazione (Cass. pen., sez.
vembre 2011, secondo cui in tema di rapporti fra art. 612 bis V, 7 aprile 2011, n. 20895, in Foro it. 2012/II/158), o, al contrario,
c.p. e art. 572 c.p. operava la clausola di sussidiarietà di cui si tratterebbe di reato abituale (Cass. pen., sez. I, 8 febbraio
agli atti persecutori, che rendeva applicabile il più grave reato 2011, n. 9117, in Rep. Foro italiano 2011, sub “minacce e atti
di maltrattamenti). persecutori”, n. 32; Tribunale Salerno - Eboli, 19 ottobre 2011, in
Sotto questo profilo va rilevato che: Rep. Foro italiano, sub “minacce e atti persecutori”, n. 33).
a) in ogni caso, la clausola di riserva, da intendersi qua- Senonchè il problema del rapporto fra le due fattispecie si
le clausola di consunzione, risulta applicabile solo se il fatto amplifica ulteriormente a fronte della constatazione che il de-
nella sua materialità resti il medesimo. Occorre quindi che il litto di maltrattamenti non indica in cosa debbano consistere
fatto, astrattamente sussumibile sia all’interno del delitto più gli stessi, ma la loro individuazione è frutto di un complesso
grave sia all’interno del delitto di atti persecutori, resti lo stes- e variegato lavoro di elaborazione giurisprudenziale, che non
so (in questo senso, in materia di rapporti fra abuso d’ufficio e consente una descrizione in termini tassativi della fattispecie.
falso ideologico, per l’applicazione della clausola di riserva, si In molti casi sarà davvero problematico stabilire quale nor-
veda, ex plurimis, Cass. pen., sez. V, 3349/2000). ma presenti elementi specializzanti rispetto all’altra o quale
b) Inoltre, tale clausola di riserva è inserita nel comma 1 non risulti integrata, potendovi essere casi in cui risultino
dell’art. 612 bis c.p., mentre la circostanza aggravante è pre- configurati gli elementi costitutivi del delitto di cui all’art. 572
vista dal comma 2. c.p. ovvero di atti persecutori.
Si pone a questo punto il problema di stabilire se tale clau- Il concorso di reati, in alcuni casi, potrebbe essere una so-
sola possa essere applicata anche in relazione alla fattispecie di luzione giustificata.
atti persecutori aggravata ai sensi del comma 2 dell’art. 612 bis. Peraltro, si possono dare ipotesi di comportamenti che non
È evidente che, se si opta per l’applicabilità della clausola costituiscono nè minacce nè molestie, quali forme di limita-
di riserva anche in relazione alla fattispecie di stalking aggra- zione economica o di limitazione della libera espressione del
vata ai sensi del comma 2 dell’art. 612 bis c.p., occorrerà pren- coniuge, o della sua libertà di movimento, volti a umiliarlo,
dere atto del fatto che, come già detto, il delitto di cui all’art. che ben possono costituire la base di un comportamento ves-
612 bis, aggravato ai sensi del comma 2, è più grave del delitto satorio che, in assenza per l’appunto di minacce o di molestie,
di cui all’art. 572 c.p. e che, dunque, la clausola di riserva, pur non sostanzia il delitto di cui all’art. 612 bis c.p.
se astrattamente applicabile, non potrà essere invocata in un Si tratta di quei casi, già trattati dalla giurisprudenza, di
caso del genere. disprezzo, di umiliazione, di scherno, o di asservimento (si
In tale caso si potrebbe ipotizzare il concorso formale dei re- veda Cass. pen., sez. V, 83/7787), che non danno luogo nè a
ati di maltrattamenti in famiglia e di atti persecutori aggravati. minacce, nè a molestie.

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In questi casi si avrebbe la violazione dell’art. 572 c.p. e processuale. La querela è comunque irrevocabile se il fatto è
non quella dell’ultima norma appena indicata. stato commesso mediante minacce reiterate nei modi di cui
O ancora, posto che l’art. 612 bis c.p. richieste comunque la all’art. 612 secondo comma”.
produzione di tre tipi di evento a) perdurante e grave stato di Per remissione processuale sembra doversi intendere quel-
ansia o di paura; b) fondato timore per l’incolumità propria o la di cui all’art. 340 c.p.p., ovverosia quella fatta con dichia-
di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da razione ricevuta dall’autorità procedente o da un ufficiale di
relazione affettiva; c) alterazione delle abitudini di vita della polizia giudiziaria.
vittima, mentre l’art. 572 c.p. non indica espressamente quale Tali modalità, infatti, consentono entrambe di raccogliere
sia l’evento e la sua individuazione è frutto di elaborazione la dichiarazione di volontà della vittima in un ambito di con-
giurisprudenziale, che può ben essere compendiata nel con- trollo pubblico sulla spontaneità della sua decisione e sull’as-
cetto di “vessazione” o “sopraffazione sistematica”, ben può senza di pressioni esercitate su questa dall’autore del reato.
darsi una modifica delle abitudini di vita che non costituisca Non pare potersi ammettere la remissione a mezzo di pro-
anche vessazione, o un fondato timore per l’incolumità pro- curatore speciale, pur prevista dall’art. 340 c.p.p., proprio in
pria o di un prossimo congiunto che non comporti uno stato di virtù della necessità di esercitare un controllo sulla sponta-
umiliazione abituale della vittima. neità della decisione, così come più sopra delineata.
Ed ancora, poichè, come si è già detto, la reiterazione posta Non sarà consentita la remissione extraprocessuale, nella
a base dell’art. 612 bis c.p. è stata ritenuta sussistente dalla forma espressa o tacita, pur prevista dall’art. 152 c.p.
giurisprudenza anche nei casi di due soli episodi di molestie, In questo senso si è già espressa la Corte d’appello di Tren-
se questi maturassero all’interno di un contesto familiare o to, con sentenza n. 284/13, d.d. 25 ottobre 2013 (nello stesso
affettivo in essere, con convivenza, mancherebbe il requisito senso, della validità della remissione effettuata di fronte alla
dell’abitualità chiesto dall’art. 572 c.p. con conseguente con- P.G. Pistorelli, già citata).
figurabilità del solo reato di stalking all’interno del gruppo In particolare, nel caso trattato dalla Corte d’appello di
familiare - affettivo.
Trento, si trattava di una remissione di querela in relazione
A diversa soluzione si perverrebbe, in base all’orientamen-
al delitto di atti persecutori effettuata di fronte alla Polizia
to diverso e più sopra citato, secondo il quale anche gli atti
giudiziaria successivamente all’entrata in vigore della Legge
persecutori hanno natura di reato abituale.
119/2013.
Dunque, come è facilmente intuibile, si aprono scenari di
La querela era invece stata proposta nell’autunno 2011.
una certa complessità.
Per i procedimenti in corso si segnala un richiamo giu-
A ciò si aggiunga un’ulteriore variabile di cui al legislato-
risprudenziale (GIUSEPPE AMATO, in Guida al diritto, n.
re non è apparso ben avveduto: l’ipotesi di maltrattamenti in
44/2013), secondo il quale la disciplina della remissione do-
famiglia commessi in danno o alla presenza di minore (aggra-
vrebbe essere considerata unitariamente alla disciplina della
vata ai sensi dell’art. 61 n. 11 quinquies c.p.) è più grave di
quella di cui all’art. 612 bis comma 2 c.p. querela, avendo così riguardo all’epoca della presentazione
La pena dell’art. 572 c.p. sale, infatti, da 2 a 6 anni di re- (Cass. pen., sez. II, 4 marzo 2003, De Francesco; Cass. pen.,
clusione (pena base) a 2 anni e 8 mesi fino a 8 anni (pena sez. II, 13 gennaio 1994, Proc. Rep. Trib. Palermo).
aggravata). Secondo tale orientamento, per i processi in corso, in ap-
L’aggravante di cui all’art. 61 n. 11 quinquies non si appli- plicazione del principio del tempus regit actum, la remissione
ca per converso all’art. 612 bis c.p. in quanto, come già detto, potrebbe essere anche extraprocessuale (espressa o tacita),
trattasi di delitto contro la libertà morale. nonchè avvenire a mezzo di procuratore speciale, sia di fronte
In questi casi, quindi, pur a fronte di uno stalking aggra- all’Autorità procedente, che alla P.G.
vato, la clausola di riserva potrebbe venire invocata (sempre Un recente ed ampio elaborato di un gruppo di studio di
se ritenuta applicabile alla fattispecie aggravata), giungendo Magistratura Democratica (consultabile su www.magistra-
alla conclusione per cui: un fatto di stalking e maltrattamenti turademocratica.it), vista la natura mista della querela, so-
commesso non alla presenza di minori risulterebbe punibile stanziale e processuale, di condizione di procedibilità e di
a titolo di concorso formale di reati, mentre lo stesso fatto, punibilità, richiama il principio di cui all’art. 2 c.p., con con-
commesso alla presenza di minori, risulterebbe punibile solo seguente applicazione della norma più favorevole al reo nei
a titolo di maltrattamenti in famiglia e non anche di stalking, procedimenti in corso, citando due precedenti: S.C. sent. n.
poichè il primo dei due reati è più grave. 2733/97 e n. 32157/02.
A tali note si aggiungano, brevi, ulteriori riflessioni in tema A ciò vi è da aggiungere il fatto che l’art. 612 bis terzo
di procedibilità. comma prevede attualmente (in attenuazione rispetto all’ori-
La querela per il delitto di cui all’art. 612 bis c.p. può essere ginaria ipotesi di irretrattabilità assoluta della querela) che
proposta nel termine di 6 mesi. “la querela è comunque irrevocabile se il fatto è stato com-
Questo è il nuovo testo della norma, come modificato dalla messo mediante minacce reiterate nei modi di cui all’art. 612,
L. 119/2013: “La remissione della querela può essere soltanto secondo comma”.

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Tribuna FOCUS

Dunque, perchè la querela sia irrevocabile, occorrono plu- Se la persona offesa ha già un difensore di fiducia, vi è da
rimi episodi di minacce di cui all’art. 612 secondo comma c.p. chiedersi se vadano dati gli avvisi relativi al gratuito patroci-
Di conseguenza non sarebbe irrevocabile la querela in pre- nio.
senza di una sola minaccia grave e più episodi di molestie. Secondo un’opinione ciò non sarebbe necessario in quanto,
Con riferimento a tali problematiche, sia consentito segna- in questo caso, gli avvisi potrebbero essere dati nell’ambito
lare ulteriormente che l’art. 612 bis c.p. sembra essere stato del rapporto di difesa fiduciario (in questo senso G. AMATO,
formulato dal legislatore quale espressa deroga alla disciplina già citato).
di cui al combinato disposto degli artt. 84 e 131 c.p. Va segnalato che non vi sono previsioni specifiche di nullità
Si tratta della disciplina del reato complesso, che si ap- stabilite da apposite disposizioni di legge per la mancata in-
plica quando la legge considera come elementi costitutivi, o formazione alla persona offesa ai sensi dell’art. 101 c.p.p.
come circostanze aggravanti di un solo reato, fatti che costitu- Problematica appare anche l’applicabilità delle nullità di
irebbero, per sè stessi, reato. origine generale.
In relazione a tale norma, l’art. 131 c.p. stabilisce a sua vol- Quella di cui all’art. 178 lett. c) c.p.p., formulata con rife-
ta che “nei casi preveduti dall’art. 84, per il reato complesso si rimento alla persona offesa dal reato, è relativa alla sola cita-
procede sempre d’ufficio, se per taluno dei reati, che ne sono zione in giudizio e, dunque, non può essere riferita agli avvisi
elementi costitutivi o circostanze aggravanti si deve procede- di cui alla nuova lettera dell’art. 101 c.p.p.
re d’ufficio”. Le nullità afferenti all’intervento delle parti private sono
Come si è più sopra accennato, in deroga a tale disciplina, normalmente intese (come per l’imputato) con riferimento
l’art. 612 bis c.p. prevede la procedibilità a querela di parte alla loro partecipazione personale al processo ai fini di eserci-
nonostante ne siano elementi costitutivi il reato di molestie tare i diritti e le facoltà ad esse attribuiti e non paiono conse-
(perseguibile d’ufficio) e quello di minacce (anche aggravate, guentemente applicabili.
queste ultime anch’esse perseguibili d’ufficio). Qualche profilo di interesse potrebbero sollevare le nullità re-
lative all’assistenza ed alla rappresentanza della parte privata.
Coerentemente con il testo e la disciplina della norma di
Infatti, la modifica dell’art. 101 c.p.p. è volta ad attuare
cui all’art. 612 bis c.p., pertanto, una sola minaccia grave, uni-
nel modo più completo, sin dalla prima fase degli indagini,
tamente a ulteriori diversi episodi di molestie, non determina
il diritto della persona offesa all’assistenza tecnica nel pro-
l’irrevocabilità, mentre la norma la dispone solamente a fron-
cesso attraverso un difensore, con l’ulteriore avviso di poter
te di plurimi episodi di minacce gravi.
accedere a tale forma di tutela e di esercizio dei propri diritti
Infine, per quanto attiene all’ulteriore aggravante del fatto
e delle proprie facoltà con l’ausilio economico da parte del-
commesso attraverso strumenti informatici o telematici, ge-
lo Stato, addirittura indipendentemente dalle sue condizioni
nerali sono le critiche volte ad evidenziare l’irragionevolezza
reddituali.
della previsione, nella misura in cui introduce un aggrava- La violazione del diritto ad essere informata, con conse-
mento di pena per un comportamento che non contiene in sè guente mancata nomina del difensore, per l’esercizio delle
indici di gravità maggiore (in realtà si tratta forse di gravità proprie facoltà, potrebbe dar luogo ad una nullità di ordine
inferiore), rispetto ad altri comportamenti quali il pedina- generale, quando dalla stessa sia derivata una concreta lesio-
mento, o lo stazionamento sotto la casa della vittima. ne al diritto di assistenza tecnica della persona, in sostanza al
L’aggravante non pare configurabile nel caso di molestie suo diritto di difesa.
telefoniche. Parrebbe, infine, in virtù della previsione del gratuito
3. Le modifiche al codice di procedura penale patrocinio in favore della persona offesa, introdotto dalla L.
119/2013 nell’art. 101 c.p.p., che possa essere valutata la que-
3-1. L’art. 101 comma 1 c.p.p. e gli obblighi di informazio- stione di nullità afferente alla mancata pronuncia del Giudice
ne nei confronti della persona offesa. sull’istanza di ammissione al gratuito patrocinio ex art. 96
Al momento della acquisizione della notizia di reato il P.M. D.P.R. 115/2002, pur dopo la modifica relativa all’esclusione
e la P.G. informano la persona offesa della facoltà di nominare della natura assoluta della nullità.
un difensore e di potersi avvalere del patrocinio a spese dello Sul punto si richiama Cass. pen., sez. II, 27 aprile 2010, n.
Stato. 24761 (in Cass. pen. 2011, 2301), nonché Cass. pen., sez. V, 11
Si segnala che, ai sensi dell’art. 76, D.P.R. 115/2002, così novembre 2008, n. 44525 (in Cass. pen. 2010, 265), secondo
come modificato dalla L. 119/2013, “La persona offesa dai reati le quali l’omissione perdurante di una decisione sull’istanza
di cui agli articoli 572, 583 bis, 609 bis, 609 quater, 609 octies e di ammissione dà luogo ad una nullità di regime intermedio
612 bis, nonchè, ove commessi in danno di minori, dai reati di per la menomazione del diritto ad una assistenza effettiva (in
cui agli articoli 600, 600 bis, 600 ter, 600 quinquies, 601, 602, quei casi dell’imputato, ma oggi anche della persona offesa) e
609 quinquies e 609 undecies del codice penale, può essere la lesione del diritto di difesa dell’interessato.
ammessa al patrocinio anche in deroga ai limiti di reddito pre- Di minore spessore le modifiche relative alla possibilità di
visti dal presente decreto”. disporre intercettazioni anche in relazione al delitto di atti

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Tribuna FOCUS

persecutori (art. 266 commi 1 c.p.p.), alla possibilità di appli- sta la prova della ricezione? il termine di due giorni per in-
care la misura cautelare dell’allontanamento dalla casa fami- terloquire scatta dalla ricezione della richiesta da parte della
liare anche per il delitto di cui all’art. 582 c.p., limitatamente persona offesa? Sono tutti problemi applicativi che dovranno
alle ipotesi perseguibili d’ufficio o comunque aggravate, misu- essere affrontati dalla giurisprudenza.
ra applicabile anche con la forma del braccialetto elettronico
(art. 282 bis comma 6 c.p.p.) e alla positiva sottoposizione ad 3-2. La nuova misura precautelare dell’allontanamento
un programma di prevenzione della violenza organizzato dai d’urgenza dalla casa familiare (art. 384 bis c.p.p.)
servizi socio assistenziali sul territorio (art. 828 quater c.p.p.), Che si tratti di misura precautelare è fuor di dubbio: col-
al fine della valutazione ai sensi dell’art. 299 comma 2 c.p.p. locazione sistematica, struttura dell’istituto e sue finalità de-
Di maggiore rilievo, invece, le modifiche introdotte all’art. pongono in tal senso.
299 c.p.p. È disposta dagli ufficiali ed agenti di P.G., previa autorizza-
Infatti, si sono introdotte nuove norme, relative alla fase zione del P.M., scritta oppure orale, ma in tale secondo caso,
cautelare, volte ad affermare il diritto ad essere informata ed poi confermata per iscritto o per via telematica.
il potere di partecipazione della persona offesa. È stato segnalato l’uso inopportuno della disgiuntiva “o”
Ciò in linea con la modifica dell’art. 101 c.p.p., in base alla per l’autorizzazione del P.M., in quanto la forma telematica
quale la persona offesa deve essere avvertita (analogamente presuppone la forma scritta e non si tratta, dunque, di forme
a quanto accade per l’indagato) della facoltà di nominare un disgiunge. La questione è peraltro irrilevante sotto il profilo
difensore. applicativo.
Per effetto della modifica dell’art. 299 c.p.p. la persona of- Interessante notare che per disporre l’arresto - misura più
fesa acquisisce il diritto di: grave - la P.G. non ha bisogno dell’autorizzazione preventiva
- avere comunicazione immediata a cura della P.G. dei prov- del P.M., mentre per la misura meno afflittiva, di cui all’art.
vedimenti di revoca, sostituzione con altra meno grave o appli- 384 bis c.p.p., ne ha invece bisogno.
cazione con modalità meno gravose, della misura in corso; La misura consiste nell’allontanamento d’urgenza dalla
- avere comunicazione immediata, a pena di inammissibilità, casa familiare (l’espressione richiama la misura cautelare di
della richiesta di revoca o sostituzione della misura cautelare in cui all’art. 828 bis c.p.p.).
corso, a cura delle parti richiedenti, con l’espresso potere di pre- Vi è anche il divieto di avvicinarsi ai luoghi abitualmente fre-
sentare memorie ai sensi dell’art. 121 nei due giorni successivi quentati dalla persona offesa (riecheggia l’art. 282 ter c.p.p.).
alla notifica, con la specifica eccezione della richiesta formulata Può essere disposta nei confronti di chi sia colto in flagran-
in sede di interrogatorio di garanzia. za dei delitti di cui all’art. 282 bis comma 6 c.p.p.
Rimandando alla lettura della norma, si segnalano alcuni Sorge un primo problema: si tratta di stabilire se si è in
principali punti problematici: presenza di rinvio letterale o numerico, visto che, almeno con
1. delitti commessi con violenza alla persona: categoria che riferimento all’art. 582, ma parrebbe anche all’art. 570 c.p., il
non trova un’esatta collocazione all’interno del codice penale comma 6 si riferisce alle sole ipotesi perseguibili d’ufficio.
e sulla quale la giurisprudenza sarà chiamata a confrontarsi,
Occorre quindi chiedersi se sia possibile disporre la misura
al fine di delimitarne gli esatti confini applicativi (una prima
in esame per il caso di lesioni non perseguibili d’ufficio.
pronuncia ha escluso che le nuove norme in tema di notifica
In relazione a tale problematica si segnala che, sia pure con
alla persona offesa della richiesta di sostituzione/revoca della
riferimento ai casi di esclusione della sospensione dell’esecu-
misura debbano essere applicate in relazione al delitto di ra-
zione della pena di cui all’art. 656 c.p.p. per i reati previsti
pina, Gip Trib. Torino d.d. 4 novembre 2013). A tale proposito,
dall’art. 4 bis ord. pen., la Cassazione Penale a Sezioni Unite,
si segnala che fra i delitti commessi con violenza contro la
persona ben possono rientrare anche i maltrattamenti in fa- sentenza Aloi, d.d. 30 maggio 2006 ha chiarito che il rinvio
miglia, nonostante la loro collocazione sistematica fra i reati deve intendersi di carattere meramente numerico.
contro la famiglia (non vi è dubbio che proprio per la natura Se tale criterio interpretativo dovesse trovare applicazione
priva di specifica collocazione sistematica della espressione anche al caso in esame, l’allontanamento d’urgenza sarà pos-
“violenza alla persona”, anche fatti di sopraffazione violenta vi sibile anche per il reato di lesioni personali semplici, sempre
siano ricompresi). Del resto, tale inclusione parrebbe in linea che vi sia querela, ipotesi da escludere nel caso in cui il rinvio
con la ratio delle modifiche introdotte con L. 119/2013. Più si intendesse in termini letterali.
problematica, in effetti, l’inclusione di reati quali la rapina o Vi è, inoltre, un secondo problema: in relazione ad alcuni
la resistenza a pubblico ufficiale (si veda il già citato interven- dei delitti per i quali è prevista la possibilità di applicare, al ri-
to di G. AMATO), che non sembrano rientrare nel potenziale correre delle condizioni previste, la misura precautelare di cui
catalogo dei reati in relazione ai quali è stato predisposto l’in- all’art. 384 bis c.p.p. è, altresì, previsto l’obbligo di arrestare
tervento legislativo. in flagranza di reato di responsabile (art. 600, 600 bis, 600 ter
2. “Contestualmente notificata”: basta la prova dell’avvenu- commi 1 e 2, 600 quinquies, 609 bis, salva l’ipotesi della lieve
ta spedizione alla persona offesa? Occorre allegare alla richie- entità, 609 octies c.p.).

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Tribuna FOCUS

Appare evidente la svista del legislatore e la conseguen- È evidente la difficoltà di tale valutazione, che consiste
te distonia del sistema che, da un lato, impone all’agente o nello scindere il giudizio di pericolo per la singola persona dal
all’ufficiale di P.G. di arrestare il responsabile e, dall’altro, gli giudizio di pericolo per la collettività.
consentirebbe altresì di applicare la misura di cui all’art. 384 In ogni caso, una differenza emerge, fra le due misure, pro-
bis c.p.p. prio in relazione al contesto collettivo o familiare - affettivo in
Per altri delitti, inoltre, (art. 582 e art. 600 ter comma 4 e cui il fatto sia maturato, ma ciò non esclude che fatti intrafa-
600 quater c.p.), è prevista la possibilità per la P.G. di effettua- miliari possano essere soggetti all’applicazione della misura
re l’arresto facoltativo in flagranza, sulla base di un giudizio in precautelare dell’arresto facoltativo (lesioni nei confronti del
ordine alla gravità del fatto ovvero alla pericolosità del sogget- coniuge) più che all’allontanamento d’urgenza dalla casa fa-
to desunta dalla sua personalità o dalle circostanze del fatto. miliare, in quanto in quei casi la valutazione poggerà su una
È noto che l’arresto facoltativo trova giustificazione nel gravità di fatto e di contesto o su una pericolosità del soggetto
contemperamento di esigenze di garanzia della libertà indivi- desumibile dalle circostanze del caso che si sovrappongono
duale ed esigenze di tempestiva tutela della collettività. agli indici normativi richiesti dall’art. 384 bis c.p.p.
Di fronte a determinati reati di una certa gravità, ma non In altri termini, le lesioni procurate al coniuge da un sog-
di gravità assoluta tale da rendere l’arresto obbligatorio, l’ordi- getto che abbia già riportato condanna per un medesimo fatto,
namento affida alla Polizia Giudiziaria la valutazione di alcuni sia pure risalente nel tempo e che manifesti l’intenzione di
dati individuati normativamente, da tenere presenti nel deci- colpire nuovamente la persona offesa, danno luogo ad un giu-
dere sulla necessità del proprio intervento. dizio di pericolosità desumibile dalla personalità del soggetto
Come rilevato dalla dottrina (SIRACUSANO, Diritto Pro- agente e dalle circostanze del fatto che esplicitano il rischio di
cessuale Penale, Volume II, pag. 81), in realtà “anche l’arresto reiterazione e, dunque, il pericolo per la vittima, legittimando
definito facoltativo diventa atto dovuto allorché, effettuata l’arresto facoltativo.
la verifica dagli organi legittimati ad eseguirlo, si contrastati La stessa situazione legittima, tuttavia, anche l’allontana-
mento d’urgenza dalla casa familiare, potendosi valutare il
che sussistano le premesse poste dalla legge, e precisamente:
rischio di reiterazione ed il grave pericolo per la vita o l’inco-
gravità di fatto, che giustifichi l’adesione della misura, ovvero
lumità della vittima.
pericolosità del soggetto desunta dalla sua personalità o dalle
La P.G. che si recherà sul luogo del fatto, rilevando lesio-
circostanze del fatto”.
ni a carico del coniuge applicherà la misura precautelare a
Si tratta di requisiti disgiunti: gravità del fatto ovvero peri-
fronte di una serie di indici sostanzialmente convergenti, che
colosità del soggetto, in presenza di uno solo dei quali la P.G.
entrambe le norme richiedono venga valutata, relativa alla pe-
dovrà eseguire l’arresto in flagranza e non potrà applicare la
ricolosità, alias rischio di reiterazione del reato.
nuova misura precautelare.
Ai fini dell’arresto facoltativo potrà prescindere dalla gravi-
Peraltro, se ciò è abbastanza chiaro (nello stesso senso, os-
tà del fatto, laddove ritenga che il soggetto agente sia pericolo-
sia per il dovere di applicare l’arresto facoltativo in presenza so per le circostanze del caso (questo requisito è disgiunto dal
dei presupposti di legge, con conseguente inapplicabilità della primo), o per la sua personalità, il che significa formulare un
misura di cui all’art. 384 bis c.p.p., si veda il già citato studio giudizio sovrapponibile a quello dell’allontanamento d’urgenza
di Magistratura Democratica), molto più difficile è stabilire dalla casa familiare, che richiede una valutazione dai conte-
se ricorrano le condizioni di cui all’art. 381 comma 4 c.p.p. o nuti analoghi, poiché la pericolosità di un soggetto sostanzial-
quelle di cui all’art. 384 bis c.p.p. mente consiste nel concreto rischio di una reiterazione delle
La questione riguarda, ovviamente, la legittimità della condotte poste in essere.
scelta dell’una piuttosto che dell’altra delle due misure che, Il tutto con l’avvertenza che se il fatto risulti alla Polizia
oggi, risultano entrambe applicabili alle ipotesi di cui agli artt. giudiziaria non isolato, ma quale ultimo anello di una cate-
582, 600 ter comma 4 e 600 quater c.p. na di comportamenti violenti, tale da comportare il delitto di
Nell’applicazione dell’arresto facoltativo in flagranza, ad maltrattamenti in famiglia, scatterà la misura dell’arresto ob-
esempio con riferimento alle ipotesi di lesioni personali di cui bligatorio in flagranza.
all’art. 582 c.p., la P.G. è chiamata a valutare se si trovi di fron- Pare davvero difficile, a questo punto, distinguere in ma-
te ad un fatto grave, ovvero ad una pericolosità del soggetto niera netta i requisiti richiesti dall’una piuttosto che dall’altra
desunta dalla sua personalità o dalle circostanze del fatto. misura.
Ai fini della diversa misura di cui all’art. 384 bis c.p.p., viene Si tratta di un giudizio che si presta a valutazioni discrezio-
richiesta una valutazione di carattere più individualizzante, nali degli agenti e del P.M. e che costituirà un ulteriore punto
relativa al rapporto tra soggetto agente e persona offesa, pe- del dibattito in sede applicativa (sia in relazione alla conva-
raltro ancorata alla sussistenza di fondati motivi per ritenere lida della misura, che, eventualmente, rispetto alle richieste
che le condotte criminose possano essere reiterate, ponendo del P.M. in merito ad eventuali misure cautelari).
in grave ed attuale pericolo la vita o l’integrità fisica o psichica In questo quadro appare forse opportuna la previsione di una
della persona offesa. previa autorizzazione e, dunque, consultazione del P.M.

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Tribuna FOCUS

Si evidenzia, infine, che non sembrano disposte sanzioni in in flagranza, così come stabilito dall’art. 380 comma 3 c.p.p.),
caso di violazione della misura, salvo le intuibili conseguen- anche nel caso di allontanamento d’urgenza dalla casa fami-
ze in sede di giudizio di convalida, con la possibilità di una liare è previsto che, qualora si tratti di delitto perseguibile a
richiesta di misura cautelare da parte del Pubblico Ministero. querela, la misura possa essere applicata se la querela viene
A tale proposito, si sottolinea che le lesioni di cui all’art. proposta, anche con dichiarazione resa oralmente all’ufficiale
582 c.p., non consentono l’applicazione di una misura cautela- o agente di P.G. presente nel luogo.
re diversa da quella dell’allontanamento della casa familiare, Infine, si segnala che nel caso in cui le notifiche dell’udien-
di cui all’art. 282 bis c.p.p. za di convalida (art. 449 comma 5, ultimo periodo) non sia-
Lo stesso vale per gli artt. 570 e 571 del codice penale, per no ritualmente effettuate nei termini ristretti delle 48 ore, la
i quali l’allontanamento dalla casa familiare può essere dispo- convalida non potrà avere luogo.
sto al di fuori dei limiti di pena previsti dall’art. 280 c.p.p. Vengono introdotti obblighi di avviso alla persona offesa,
In questi casi non pare, pertanto, profilarsi la possibilità con la modifica agli artt. 408 c.p.p. e 415 bis c.p.p.
dell’applicazione di una misura più grave dell’allontanamen- In relazione ai procedimenti per delitti commessi con
to dalla casa familiare, in sede di convalida, anche a fronte violenza alla persona (stessa espressione - e stessi problemi -
della violazione della misura precautelare di cui all’art. 384 dell’art. 299 c.p.p.), l’avviso alla persona offesa della richiesta
bis c.p.p. di archiviazione è in ogni caso notificato alla persona offesa ed
È evidente, altresì, che, in caso di violazione delle prescri- il termine per proporre opposizione è di 20 gg.
zioni inerenti alla misura cautelare di cui all’art. 282 bis c.p.p., Rispetto a quanto appena dedotto, valgono le stesse pro-
eventualmente applicata in sede di convalida, ai sensi dell’art. blematiche di cui all’interpretazione dell’art. 299 c.p.p.
276 c.p.p. il Giudice può (ma solo a questo punto) disporre la Per quanto concerne l’art. 415 bis c.p.p., è previsto l’obbligo
sostituzione o il cumulo con altra più grave, tenendo conto di notificare l’avviso di conclusione delle indagini preliminari
dell’entità, dei motivi e delle circostanze della violazione e ciò anche al difensore della persona offesa, ovvero alla stessa per-
anche in base al disposto di cui all’art. 280 comma 3 c.p.p., sona offesa, nel caso manchi il difensore, qualora si proceda
che consente l’applicazione delle custodia cautelare in carce- per i reati di cui all’art. 572 e di cui all’art. 612 bis c.p.
re nel caso di trasgressione alle prescrizioni inerenti ad una Va rilevato che la modifica non sembra attribuire alla per-
misura cautelare applicata per reati che, ab origine, non la sona offesa alcuna altra facoltà che non sia quella di ricevere
consentirebbero. l’avviso di cui all’art. 415 bis c.p.p., visto che nessuna altra mo-
Con riferimento alla situazione che così verrebbe a deter- difica è stata inserita nella norma al fine di estendere i diritti
minarsi, si richiama l’orientamento giurisprudenziale secondo attribuiti all’indagato ed al suo difensore (estrazione copie,
il quale la disposizione di cui all’art. 650 c.p. è norma di natura memorie, indicazioni fonti di prova) anche alla persona offesa
sussidiaria, che trova applicazione solo quando l’inosservanza ed al suo difensore.
del provvedimento dell’autorità non sia sanzionata da alcuna
norma, penale, processuale o amministrativa. 3-3. La nuova ipotesi di giudizio direttissimo in relazione
Ne consegue, secondo la casistica sin qui affrontata dalla alla misura precautelare dell’allontanamento d’urgenza
Corte Suprema, che la violazione del divieto di dimorare in un dalla casa familiare (art. 449 e art. 384 bis c.p.p.)
determinato comune, imposto quale misura coercitiva ai sensi La disposizione è stata collocata all’interno del comma 5
dell’art. 283 c.p.p., e sanzionato dall’art. 276 con la possibile dell’art. 449 c.p.p.
applicazione di una misura più grave, non costituisce il reato Da questa collocazione mutua la previsione degli obblighi
previsto e punito dal citato art. 650 c.p. (Cass. pen., 25 ottobre di notifica, poiché il comma 5 disciplina anche le ipotesi di
2005, Zorzi ed altri, 232745; Cass. pen., 29 settembre 1995, Lo giudizio direttissimo da instaurare nei confronti di imputato
Bianco, in questa Rivista. 1996, 650; Cass. 12 maggio 1995, Fi- libero che nel corso dell’interrogatorio ha reso confessione.
nocchiaro, ivi 1996, 280 ed altre). Peraltro, i termini per la citazione sono quelli di cui al pri-
Ed ancora, sia consentito sottolineare un paradosso rela- mo comma dell’art. 449 c.p.p., ossia 48 ore (non dall’arresto
tivo all’applicazione dell’allontanamento familiare nel caso di ma) dall’allontanamento.
commissione del delitto di cui all’art. 570 comma 1 c.p. A tale proposito, si segnala un’ ulteriore svista del legisla-
L’art. 570 c.p. sanziona colui che abbia abbandonato il tore che, invece di prevedere la citazione per il giudizio di-
domicilio domestico sottraendosi agli obblighi di assistenza rettissimo e per la contestuale convalida dell’allontanamento
della famiglia. d’urgenza dalla casa familiare ai sensi dell’art. 384 bis c.p.p.,
Pare davvero un controsenso l’introduzione della misura pre- incredibilmente scrive della “citazione per il giudizio direttis-
cautelare dell’allontanamento della casa familiare per tali casi. simo e per la contestuale convalida dell’arresto”.
Un breve cenno, inoltre, al richiamo espresso da parte dell’art. Svista di non poco conto, che richiede uno sforzo ermeneu-
384 bis c.p.p. alla norma di cui all’art. 381 comma 3 c.p.p. tico davvero particolare, poiché chiamerà la giurisprudenza a
Analogamente a quanto accade per l’arresto facoltativo in leggere misure ove il legislatore ha scritto arresto, pena la non
flagranza (e, per il vero, anche nel caso di arresto obbligatorio instaurabilità del rito direttissimo in questi casi.

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Tribuna FOCUS

La norma è congegnata in modo tale per cui la regola è Sembra applicabile anche la disciplina relativa al termine a
costituita dalla seguente sequenza procedimentale: allonta- difesa (art. 451 comma 6 e art. 558 comma 7 c.p.p.).
namento e conseguente citazione per il giudizio direttissimo e Per effetto delle innovazioni introdotte all’art. 498 c.p.p.
per la contestuale convalida. dalla L. 119/2013, si può ora procedere, su richiesta del teste o
Vi è una sola eccezione, costituita dall’inciso “salvo che ciò del suo difensore, ad esame dibattimentale del minore vittima
pregiudichi gravemente le indagini”. del reato, ovvero del maggiorenne infermo di mente vittima
Inoltre, la norma si differenzia rispetto alle altre disposi- del reato, tramite vetro a specchio e impianto citofonico, an-
zioni del codice di rito per la previsione della citazione per che in relazione al delitto di maltrattamenti in famiglia.
l’udienza di convalida indicata dal Pubblico Ministero entro È inoltre prevista la possibilità, ove ritenuto opportuno, di
48 ore. adottare modalità protette nel caso dei reati di cui al comma 4
In tal modo si contrae il termine ordinario previsto per la ter dell’art. 498, qualora la persona offesa sia maggiorenne.
convalida dell’arresto o del fermo (art. 390 c.p.p.), che impone Sembra, inoltre, che la disposizione confermi il rispetto
la richiesta di convalida al Gip entro 48 ore dall’arresto o dal delle forme dell’esame poiché prevede che il Giudice assicura
fermo e la fissazione dell’udienza di convalida al più presto e che l’esame (appunto) venga condotto anche tenendo conto
comunque entro le 48 ore successive. della particolare vulnerabilità della stessa persona offesa e
Si intravedono già i problemi applicativi legati alla disci- anche con modalità protette, ma non in deroga ai criteri stabi-
plina. liti per l’esame dibattimentale.
Dopo l’allontanamento il termine di 48 ore per la convalida In sintesi conclusiva, emerge agevolmente il fatto che la L.
impone una citazione tempestiva di un soggetto che può non 119/2013 è ispirata da una logica di inasprimento sanzionato-
avere altra dimora che non sia la casa familiare o che comun- rio e processuale.
que decida di allontanarsi dai luoghi dei fatti senza indicare Si introducono nuove aggravanti, si appesantiscono le
pene, anche in materia di rapina (art. 628 comma 3, n. 3 bis)
dove si rechi.
3 quinquies) e furto (art. 625 comma 1 n. 7 bis).
È intuibile che l’elezione di domicilio diventerà la forma
A tale proposito, l’impennata di furti in abitazione, che
privilegiata per rispettare le previsioni del codice.
emerge dai dati ufficiali di cui è stata data ampia diffusio-
Peraltro, potrebbero prevedersi meccanismi di coordina-
ne mediatica in occasione dell’inaugurazione di quest’anno
mento immediato fra P.M. e Gip che consentano all’atto dell’al-
giudiziario, fa oggettivamente meditare ancora una volta
lontanamento di provvedere immediatamente alla notifica ed
sull’idoneità di politiche di inasprimento sanzionatorio volte
alla citazione per l’udienza di convalida e/o per l’udienza di
ad arginare e contrastare, in chiave generale preventiva, la
giudizio direttissimo e contestuale convalida.
commissione di reati.
In ogni caso, con l’inserimento di questa ipotesi di giudizio Non è questa la strada da perseguire, in modo evidente, ma
direttissimo nel comma 5 si pone un problema di raccordo con la politica non ci fa troppo caso.
il comma 2 dell’art. 449 c.p.p. Se non altro, la Legge 119/2013 inasprisce il trattamento
In particolare, nel caso di mancata convalida dell’allonta- sanzionatorio, ma almeno ha cura di introdurre norme che si
namento, l’imputato e il P.M. possono consentire comunque occupano della “violenza di genere” in modo non solo carce-
alla celebrazione del giudizio direttissimo? rocentrico e questo è un aspetto da valutare positivamente
Sarebbe stato opportuno l’inserimento di un richiamo anche se non è oggetto del presente lavoro.
espresso in tal senso, in quanto le due ipotesi originariamente Inoltre, la legge, come visto nel dettaglio, pecca di un ele-
previste dal quinto comma prevedono l’instaurazione del rito vato grado di imprecisione anche sul piano delle novità pro-
direttissimo a prescindere da un’udienza di convalida, mentre, cessuali.
come è chiaro, la nuova disposizione prevede espressamente In alcuni casi in modo grossolano: si pensi a dove si è scrit-
convalida e direttissimo contestuali come il primo comma e to arresto in luogo di allontanamento dalla casa familiare, per
ciò potrebbe creare problemi interpretativi. l’instaurazione del nuovo (a questo punto abortito?) giudizio
Ai sensi dell’art. 450 comma 3 c.p.p., la citazione contiene i direttissimo.
requisiti previsti dall’art. 429 comma 1 lettere a), b), c), f). Le Difficoltà interpretative e applicative sono da attendersi
nullità sono quelle di cui all’art. 429 comma 2 c.p.p. quale diretta conseguenza anche di altre espressioni norma-
Dunque, nullità solo per quanto attiene a luogo, data, ora tive di cui non è chiara la cornice, quali: delitti commessi con
del giudizio e avvertimento di contumacia, nonché la corretta violenza alla persona o relazione affettiva.
contestazione del fatto. Si tratta di un intervento che, a voler concedere ve ne fos-
Quanto agli avvisi dei riti alternativi, provvede l’art. 451 se bisogno, mostra lacune evidenti e scarsa attenzione ad un
quinto comma c.p.p. corretto uso della tecnica legislativa.

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