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, io mi volsi;

Vedi la bestia p~r cu oso saggio,


aiutami da lei, fam I ne e i polsi».
. e tremar Jtro
ch'ella m1 a
e ve
viaggio»,
90
«A te convien tenere a . . vide,
. . he lagnmar m1 .
nspuos~, poi c d'esto loco selvagg10;
93
«se vuo cam~ar al tu gride,
ché questa besua,_per la qu r la sua via,
non lascia alt:nJt p~ssar!e l'uccide;
ma tanto lo 'mped1~ce . e
e ha natura sì malvagia e na, J'
che mai non empie la bramosa vo~ ,a,
e dopo 'I pasto ha più ~a1?e che p~a.
99
Molti son li animali a CUI s ammog~l~
e più saranno ancora,_ infin che •~ '~
verrà, che la farà monr con dogha.
102
Questi non ciberà terra n~ peltro,
ma sapienza, amore e VJrtute,
105
e sua nazion sarà tr3rfeltr~elt1çQ<;
Di quella umile Italia
per cui morì la verg~ne C~mmilla,
Eurialo e Turno e N1so d1 ferute.
108
Questi la caccerà per ogne villa,
fin che l'avrà rimessa ne lo 'nferno,
111
là onde 'nvidia prima dipartilla.
Ond'io per lo tuo me' penso e discerno
che tu mi segui, e io sarò tua guida,
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e trarrotti di qui per loco etterno,
nel p_oema: vers.? vuol dunque significare che la cupidi •a 1 .
88. la bestia: la lupa, su cui si è rivolta l'attenzione del poeta. molo uom1ru, e pm ancora ne leghcrà illlo alla venuta di !sa1ew,.a ~
89. saggio: è termine temico della lirica per designare i poeti; cosl 102. con doglia: dolorosamente. vatori.
viene chiamato Vugilio in moltissimi luoghi del poema, così vengo-
105. nazion: nascita.
no designati i quattro poeti che Dante incontrerà nel Limbo (If IV 106. umile Italia: stilema virgiliano: humilemque videmus 1 ,-
ll0), così era stato definito Guinizz.elli in un celebre sonetto della Vita
(Eneide lii 522-523), dove però l'aggetuvo umile aveva sign:::
Nuova («Amore e 'I cor gentil sono una cosa/ sì come il saggio in suo
corogra_fico («dalle coste basse»), m~rre quello dantesco ne ha
dittare pone,,, Vita Nuova XX); ciò perché nella concezione medievale
probabilmente uno morale e vale «misera, infelice». Cè stato .
il poeta non era solo maestro di retorica, ma anche di sapienza.
che chi ha visto un'allusione specifica alle classi più misere d:
90. le vene e i polsi: espressione divenuta quasi proverbiale; vale
quali il veltro futuro sarà salute (salvezza). '
«le vene e le arterie», cioè ogni luogo dove pulsa il sangue. ·
91. altro viaggio: non la salita diretta del colle, resa impossibile
107;108: la _ver~ne.. . fei:ute: s?n~ ricordati alcuni pmonar,gi
dell Eneide, sia d1 parte tr01ana, sia d1 pane avversaria, per indicare
dalle fiere e specialmente dalla lupa, ma il lungo cammino attra-
evidentemente che tutti quei morti furono la necessaria prem~
verso i regni d'Oltretomba. alla creazione dell'Impero romano. Si noti come appositamente i
93. esto loco selvaggio: la selva oscura e selvaggia (cfr. vv. 2 e 5).
nomi si incrocino, alternando un eroe del campo troiano con uno
94-96. ché-.. uccide: la cupidigia impedisce a Dante l'ascesa del
colle e, in senso metaforico, all'umanità il raggiungimento della del campo nemico.
felicità terrena. Alla base di questa creazione dantesca stanno tutte ferute: ferite.
109. per ogne villa: di città in città, di luogo in luogo.
le implicazioni allegoriche e morali, risultato dell'obiettivo rico-
111. 'nvidia: del demon\o contro gli uomini. Lucifero ha lasciato
noscimento di una condizione storica e politica, che viene man
mano chiarendosi alla coscienza del poeta, fino a manifestarsi uscire la cupidigia dall'Inferno per corrompere il mondo: il veltro
in una oscura profezia, in cui si concretano l'ansia rinnovatrice e liberatore ve la ricaccerà.
l'aspirazione alla giustizia del!'esule perseguitato. dipartilla: «la dipartì », cioè la fece usòre.
94. gride: la desinenza in -e per la 2' persona del presente indica- 112. me': apocope di «meglio».
discerno: Francesco Mazzoni (Saggio, 138) ritiene inesatta l'inta·
tivo è comune nell'italiano antico.
prelazione solita, «giudico», e propone «vedo bene, vedo chiar;
98. non empie: non sazia, non soddisfa.
100. Molti ... s'ammoglia: qui il peso dell'allegoria si fa sentire: per mente, distinguo», secondo il vero significato del verbo in oani
animali dobbiamo, secondo i più accreditati interpreti, intendere «gli Ma, tenendo conto della coppia dei verbi difficilmente separabili!
uomini» e non, come è stato anche inteso, «i vizi»; soprattutto per- del significato simbolico di Virgilio, Salsano (Enciclopedia DanlfJII
ché l'immagine ritorna in un'epistola (Xl 14): Cupiditatem unusquis- s. v.) intende invece «giudico opportuno».
que sibi duxit in uxorem («Ciascuno ha preso in moglie la cupidigia»). 114. loco ettemo: «l'Inferno». La doppia tè grafia dell'italiano ait
D'altronde il termine animali per «uomini»è presente parecchie volte tico, dalla grafia medievale del latino ectemus o etternus.