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L’importanza dell’ozio privato

Georges Seurat, Una domenica pomeriggio sull'isola della Grande-Jatte,


Chicago, Art Institute of Chicago

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Seurat ha una particolarità nell’arte francese dell’Ottocento: è metafisico.
Certamente affascinato dal nostro Piero della Francesca nelle sue opere si respira un
equilibrio compositivo tutto italiano. L’artista inventa la tecnica del
cromoluminarismo, più comunemente nota come puntinismo, ispirato dagli scritti
scientifici di Michel-Eugène Chevreul sulla legge del contrasto cromatico simultaneo
e dopo una serie di studi (lavorando in studio e en plein air) pone in contrasto o in
accordo complementare i colori, ottenendo una pittura luminosa e vibrante, come
l’azione dei raggi solari.
Esposta all’ultima mostra degli impressionisti, la Grand Jatte è lo straordinario
risultato delle sue ricerche, l’artista infatti rinuncia alla spontaneità della pittura
impressionista a favore di una fissità statica che imprime all’insieme un senso di
quiete64. La piccola isola della Senna era uno dei luoghi di svago della Parigi del
tempo, e Seurat mostra una pittura moderna osservando con grande attenzione gesti,
abiti e pose della società del tempo. Uno straordinario mosaico di colori, raccontando
la spensieratezza di una società che scopre le vacanze e il diritto al riposo.
L’antica Roma aveva capito prima di tutti questo concetto, separando l’attività
pubblica (negotium) e l’ozio privato (otium). Nella vita bisogna imparare a
immergersi anche nei piaceri perché nella società di oggi, così concentrata sul lavoro,
rischiamo di perdere il contatto con ciò che è importante. Ogni tanto concediamoci
del riposo, una sorta di fuga dalla quotidianità, per curare l’anima dalle
preoccupazioni e dedicarci a noi stessi e ai nostri cari.

64 Giorgina Bertolino, Saper vedere i movimenti artistici, Mondadori Arte, Milano, 2008, p. 20.

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