Sei sulla pagina 1di 2

La vita come un dono

Rubens, Vecchia e bambina con una candela, 1616 – 1667. L’Aia, Mauritshuis

32
Pieter Paul Rubens irrompe nel mondo della pittura all’inizio del Seicento pronto
a sviluppare un Barocco estremo ed esuberante. La bellezza e la sensualità delle sue
figure rapiscono i grandi di tutta Europa arrivando ad affidargli addirittura importanti
incarichi diplomatici.
Una pittura carnale ed elegante quella di Pieter, che mostra gioia di vivere in ogni
singola pennellata.
Rubens è l’esempio che sfata il mito dell’artista sfortunato che solo dopo la morte
ha successo ma fu un autentico vip del proprio tempo e negli ultimi due decenni della
propria vita, fino a 1640, fu uno degli artisti più importanti e richiesti in Europa
(talento e una buona dose di fortuna si sa’, è un cocktail vincente).
Quest’opera è pura poesia: la scena di genere si svolge in notturna. I volti del
bambino e dell'anziana, lei con una candela accesa in mano, lui che da quella accende
la sua, sono i simboli essenziali del tempo umano, della giovinezza che trae
nutrimento e luce della vecchiaia. L’anziana sembra quasi accennare un sorriso nel
suo tentativo di proteggere la fiamma. Straordinario il brano della luce della candela
che si riflette sul palmo della mano dell’anziana e che mostra la grandezza della
pittura di Rubens. Che si tratti di una nonna con suo nipote è probabile data l'intimità
della scena, è evidente infatti, la rappresentazione dell’affetto fra i due protagonisti.
La vita è un grande dono e i nostri affetti danno un senso all’esistenza e
arricchiscono la nostra vita. Tutti noi in effetti amiamo qualcuno, e se ci pensate bene
la ricetta dell’eternità e proprio il ricordo dei nostri cari e nella continuazione della
vita con i figli. Finché la candela è accesa la vita continua.

33