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Vedere oltre

Amedeo Modigliani, Alice, 1915, Statens Museum for Kunst, Copenaghen

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Modi è sicuramente un poeta della pittura. L’artista trascorse gran parte della vita
nell’affascinante ma severa Parigi di inizio Novecento. Italiano, con una grande
cultura, bello ma fragile fisicamente, amava cantare la “Traviata” e citare Dante
durante le sue sedute in studio, mentre dipingeva38. Modi era colto, conosceva la
Divina Commedia a memoria ed era intriso di cultura italiana: non faceva parte di
nessuna corrente e non gli interessava essere etichettato, era semplicemente sé stesso
nel bene e nel male, prendere o lasciare.
In quest’opera Alice è bellissima nella sua innocenza e cerca un contatto visivo
con lo spettatore con una dolcezza ingenua, che apre il cuore. L’artista riesce a
raccontarlo con il suo stile elegante e passionale. Modigliani dipinse molti bambini,
anche per questioni pratiche, ai tempi infatti era difficile trovare qualcuno per posare,
indaffarati dalla vita quotidiana e forse da una sottile diffidenza. Essi erano il soggetto
perfetto perché l’artista non dipingeva solo il corpo, ma cercava di entrare nel
profondo e d’altronde i bambini nella loro genuina spontaneità, hanno un’anima
candida.
Quando Paul Guillaume vide il suo ritratto, domandò a Modi perché l’avesse
dipinto con un occhio solo e l’artista rispose "Perché con uno tu guardi il mondo, con
l'altro guardi in te stesso”. Un’affermazione significativa che spiega l’unicità di
questo artista. Dedo (come affettuosamente lo chiamavano in famiglia) era così:
l’ultimo romantico che riusciva a vedere oltre rappresentando il lato più intimo del
soggetto.
Ogni essere umano è speciale perché unico e ciò che siamo è la nostra forza e la
nostra debolezza ma ci rende comunque speciale. Modi con i suoi ritratti ce lo ricorda
sempre.

38Enzo Maiolino, Modigliani dal vero, Testimonianze inedite e rare raccolte e annotate da Enzo Maiolino, De
Ferrari editore, 2006, p. 73.

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