Sei sulla pagina 1di 4

L’arte come vibrazione dell’anima

Vasily Kandinsky, Improvvisazione n. 30 (cannoni), Chicago, Art Institute of


Chicago

165
Brillante avvocato moscovita, diventerà presto uno degli artisti più rivoluzionari
del XX secolo. Nel 1911 insieme a Franz Marc e altri artisti fonda il gruppo Cavaliere
azzurro e l’anno seguente pubblicherà il saggio “Lo spirituale nell’arte” da cui parte
l’Astrattismo. Per Kandinsky si deve guardare oltre, l’arte deve diventare una
vibrazione dell’anima. Come spiega nello Spirituale i problemi grandi e piccoli della
pittura dipenderanno dall’interiorità. Disse nello Spirituale:
“In generale, dunque, il colore è un mezzo per esercitare un influsso diretto
sull’anima. Il colore è il tasto. L’occhio è il martello. L’anima è il pianoforte dalle
molte corde.
L’artista è la mano che toccando questo o quel tasto, mette preordinariamente
l’anima umana in vibrazione74.”
A ogni colore un suono e la forma anche se assomiglia ad una figura geometrica,
ha un effetto acustico tutto interiore. Ogni opera d’arte è figlia del suo tempo e
secondo Vasily, l’opera d’arte è madre dei nostri sentimenti e deve avvolgere
totalmente lo spettatore. Geniale e attentamente studiato, l’Astrattismo è una via
essenziale dell’arte del Novecento, con i colori che si mescolano ai suoni musicali e
i paesaggi che si trasformano in macchie di colore, improvvisamente le emozioni
diventano più importanti della pura rappresentazione.
Nelle Improvvisazioni dispone i colori liberamente, senza alcun legame con gli
oggetti, espressione per lo più inconscia della sua personalità75, anche se nell’opera
n. 30 le case, un gruppo di persone e un cannone fumante si riconoscono chiaramente,
in Europa effettivamente si sente odore di guerra e d’altronde “più il mondo diventa
spaventoso... più l'arte diventa astratta”76.
Nei suoi scritti Kandinskij dirà:

“Così nella creazione artistica l’anima è sollevata dal mondo terreno ed entra nel
mondo celeste. Lì senza immagini si nutre della contemplazione dell’esistenza del
mondo celeste, tocca gli eterni noumeni delle cose e, impregnata, carica di
conoscenze ritorna al mondo terreno. E tornando giù per la stessa strada arriva alla
frontiera della terrestrità, dove il suo acquisto spirituale è investito di immagini
simboliche - le stesse che, fissandosi, formano l’opera d’arte77.”

74 Vasily Kandinsky, Lo spirituale nell’arte, cit., p. 83 ss.


75 Gabriele Crepaldi, Pittura del XX secolo, Electa editore, Milano 2001, p. 182.
76 Il libro dell'arte, traduzione di Martina Dominici, Gribaudo, 2018, p. 302
77 Vasily Kandinsky, Lo spirituale nell’arte, cit., p. 153 ss.

166
È un concetto chiave per il nostro viaggio nell’arte e nell’anima dell’uomo con la
pittura che diventa lo specchio del profondo, delle emozioni e delle sensazioni
umane. L’arte ci aiuta a vivere.

167
168