Sei sulla pagina 1di 3

Cerca di migliorarti sempre

Utagawa Hiroshige, Risaie ad Asakusa e la festa del Torinomachi, 1857,


foglio 101 della serie: le Cento vedute famose di Edo, Amburgo, Museum für Kunst
und Gewerbe.

149
Hiroshige è sempre poetico, “il maestro della pioggia e della neve" è un grande
paesaggista ed è celebre per le sue vedute e i suoi paesaggi, soprattutto dell’antica
capitale del Giappone Edo, poi ribattezzata Tōkyō. Le Cento vedute famose di Edo
sono una serie di stampe e appartiene al genere meisho-e (名所絵 pittura di vedute
famose) che celebra i paesaggi giapponesi.
Noi europei siamo diversi, la nostra pittura studia l’uomo in tutte le sue
sfaccettature e nel corso dei secoli cambierà continuamente, per i giapponesi invece
l’arte è qualcosa di diverso e ogni segno deve portare alla perfezione.
La bellezza di questa incisione è straordinaria. Il luogo è un bordello e un cliente
è appena andato via e alcune kumate kanzashi (forcine di zampa d’orso simbolo di
felicità) sono state probabilmente regalate dai clienti alla cortigiana e riferiscono
simbolicamente alla festa che ha luogo il «giorno del pollo» di novembre. Il gatto,
sereno guarda il paesaggio dalla finestra, potrebbe rappresentare allegoricamente la
cortigiana che sogna una vita migliore. O forse guarda solo lo spettacolo che ha di
fronte senza disperarsi, con una serenità inaspettata. La maggior parte degli uomini
vive in un mondo dualistico di guadagni e perdite: se il panorama è bello siamo felici,
se non lo è siamo delusi67. Dobbiamo invece imparare ad avvicinare le cose con cuore
sereno e renderci conto che la nostra vita è già una occasione straordinaria, cercando
di migliorare la nostra persona ogni giorno.
L’arte se letta non con solo con gli occhi ma con il cuore, può farci stare bene e
farci comprendere meglio il mondo che ci circonda e noi stessi. È un contatto con le
emozioni e con il divino, con la bellezza e le nostre sensazioni, è un’unione con la
nostra anima.
L’arte è la risposta a tutte le domande dell’esistenza.

67 Tsai Chih Chung, Dice lo Zen, Univesale economica Feltrinelli, Milano 2001, p. 65.

150
151