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Coronavirus e Sars-CoV-2

climatizzazione
Quando, come e
perché accendere
l’aria condizionata
di Livio Mazzarella
Sommario
Premessa

Le possibili vie di trasmissione p. 6


del virus SARS-CoV-2

L’uomo diffonde il virus p. 9

L’efficacia della ventilazione p. 12

Sfruttiamo gli impianti p. 15


di climatizzazione

I vantaggi derivanti dall’uso p. 16


dei climatizzatori
Sars-CoV-2

Coronavirus e
climatizzazione
Premessa
di Livio Mazzarella

Prima di parlare di COVID-19 e


impianti di climatizzazione, occorre
chiarire alcuni concetti base
fondamentali per comprendere la
dinamica della propagazione del
virus e quindi l’efficacia o meno di
alcune azioni che si possono attuare
per ridurre il rischio di infezione.

La prima cosa da dire è che il nuovo


coronavirus SARS-CoV-2 è un virus
fino a ieri sconosciuto, per cui si
sa poco delle sue caratteristiche e
quindi spesso non è possibile fornire
delle risposte certe alle domande
che ci poniamo. Biografia
Proprio l’assenza di informazioni
dettagliate e certe ci spinge ad Livio Mazzarella
adottare un principio di massima
cautela, il cui acronimo è ALARA Laureato a Milano in Ingegneria
(As Low As Reasonably Achievable), Meccanica indirizzo Energetico,
cioè cercare di adottare quelle professore Ordinario di Fisica
misure ragionevolmente attuabili Tecnica, insegna al Politecnico di
che dovrebbero ridurre al minimo il Milano nell’ambito termotecnico. È
rischio di infezione. presidente del sottocomitato 5 del
CTI. Socio AiCARR dal 1979, ha
ricoperto la carica di consigliere e
di membro della Giunta.

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Linee guida per la climatizzazione

Le possibili vie di
trasmissione del
virus SARS-CoV-2
I
nnanzitutto, il virus “vive” solo Quindi, a differenza dei batteri, nessun
dentro l’organismo umano, dove altro essere animato o inanimato può
si replica, e quando ne fuoriesce essere fonte diretta di infezione. Tutto
“sopravvive” per un periodo limi- ciò che non è l’uomo può essere solo
tato che dipende fortemente dalle un eventuale mezzo di “trasporto” tra
caratteristiche dell’ambiente in cui si una persona infetta e una persona non
viene a trovare. infetta.

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Sars-CoV-2

Quali sono allora i mezzi di trasporto che


il virus può prendere per passare da una
persona a un’altra?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità,


così come il nostro Istituto Superiore di
Sanità, riconoscono per il virus SARS- “Tutto ciò che
CoV-2 due principali vie di trasmissione:
1. tramite goccioline di fluidi o particelle non è l’uomo può
organiche, emesse parlando, tossendo essere solo un
eventuale mezzo di
o starnutendo che raggiungono diretta-
mente le mucose sensibili (bocca, naso,
gola, occhi) di un’altra persona, e attra-
verso il contatto diretto delle nostre mani ‘trasporto’ tra una
con materiale infetto (goccioline o parti-
celle organiche emesse dal nostro appa- persona infetta e
rato respiratorio e depositatesi su superfici
varie, dalle nostre mani agli oggetti che una persona non
tocchiamo e che ci circondano);
2. conseguente contatto delle mani infette infetta”
con le mucose ricettive (bocca, naso,
occhi).

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Le possibili vie di trasmissione
3. Una terza via di trasmissione, che tenere una certa quantità di virus; di
viene considerata possibile ma di conseguenza, restando questo “attivo”
minor rischio, è la via fecale-orale. per qualche ora, se l’aerosol prodotto
viene inalato porta il virus a contatto
Tale via di trasmissione è riconosciuta con le mucose dell’apparato respirato-
dall’OMS, anche se con solo riferimento rio del successivo fruitore del servizio.
alle strutture sanitarie con malati COVID-
19 [1]. Nel documento [1] l’OMS indica Perché si indicano tali precauzioni?
come misura precauzionale di utilizzare
lo sciacquone del servizio igienico solo 4. Per rispondere a questa domanda
dopo aver chiuso il coperchio. Inoltre, si occorre introdurre la quarta possibile
suggerisce di evitare che i sifoni di even- via di propagazione, quella per la for-
tuali scarichi a pavimento, in piatti doccia mazione di aerosol contenente cariche
o in altri dispositivi sanitari restino senza virali.
acqua aggiungendone regolarmente (ogni
3 settimane a seconda del clima) in modo
che la presenza dell’acqua contribuisca al
corretto funzionamento. Questo per evi- Che cos’è l’aerosol?
tare che esalazioni provenienti dal sistema
di scarico delle acque nere possano pene-
trare nei bagni attraverso gli scarichi. Con il termine aerosol si
intende la dispersione di
Tornando al caso delle precauzioni micro-goccioline di liquido in
relative alla terza via di trasmissione aria o di micro particelle solide.
– chiusura del coperchio e sifoni dei
servizi igienici funzionanti nel modo Le nuvole e la nebbia sono
corretto – la motivazione è legata al degli aerosol di acqua liquida
fatto che durante l’attivazione dello in aria, così come le famose
sciacquone e l’espulsione lungo il PM1, PM2.5 e PM10 sono aero-
sistema di scarico si forma aerosol, sol di particolato solido in aria.
che, se le feci fossero infette, può con-
La caratteristica peculiare di un
aerosol è che le particelle e/o
micro-goccioline che lo com-
pongono restano in sospen-
sione nell’aria “galleggiando”
e spostandosi con essa.

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Sars-CoV-2

L’uomo diffonde
il virus
R
iesaminiamo con maggiore o il parlare o il cantare.
dettaglio come avviene la Quindi, il meccanismo primario è l’e-
trasmissione dell’infezione. missione attraverso l’apparato respi-
Una persona infetta, asin- ratorio di un certo numero di virus,
tomatica, pre-sintomatica che chiamiamo carica virale. Questi
o sintomatica, possiede una certa virus si trovano inglobati nelle goc-
carica virale (numero di particelle cioline di fluido o particolato orga-
virali trasportate e rilasciate nell’am- nico trasportato all’esterno del nostro
biente da un individuo contagiato da apparato respiratorio, se siamo
un virus), che viene dispersa nell’am- infetti, dal semplice atto espiratorio
biente con tosse e starnuti o sempli- o da eventi importanti come colpi di
cemente attraverso l’atto respiratorio tosse e starnuti.

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L’uomo diffonde il virus

Figura 1: Varie possibili vie di trasmissione dell’infezione respiratoria tra un individuo


infetto e un soggetto sensibile (adattata da [3])

Perché si indicano tali prima che abbiano il tempo di cadere


precauzioni? sulle superfici limitrofe, e tramite
contatto con le superfici contaminate
Per rispondere occorre considerarne le dalla caduta di tali goccioline.
dimensioni:

– Le goccioline più grandi, maggiori – Le goccioline più piccole, minori di 5


di 5 micrometri, e che quindi possono micrometri, e che quindi contengono
contenere una carica virale più alta, una carica virale minore, costituiscono
per effetto del loro peso tendono l’aerosol e possono rimanere sospese
a ricadere velocemente su tutte le nell’aria per ore ed essere trasportate
superfici che si trovano in un raggio di su lunghe distanze da eventuali
1-2 metri ciò dipende dall’intensità del flussi d’aria presenti nell’ambiente
fenomeno di espulsione: una sequenza (maggiori di 2 metri), sia naturali
di forti colpi di tosse o starnuti contro sia generati meccanicamente da
un semplice sospiro. Queste goccioline ventilatori, estrattori d’aria e impianti
sono la causa delle principali vie di di climatizzazione. Tali micro-
trasmissione indicate dall’OMS, quella goccioline sono in genere prodotte
diretta, perché le persone che si tro- dall’evaporazione delle goccioline più
vano a una distanza inferiore a 1-2 grandi e possono contenere ancora il
metri da una persona infetta possono virus, che ha una dimensione variabile
respirare direttamente tali goccioline tra 0,06 e 0,16 micrometri.

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Sars-CoV-2

Recenti studi [2] mostrano come il virus quindi depositarsi su superfici dove
SARS-CoV-2 presente nell’aerosol possono essere toccate e trasportate
riduce la propria carica virale dopo 3 sulle mani portando a ulteriori percorsi
ore (la durata dell’esperimento) a circa di trasmissione di autoinoculazione.
il 16% del valore iniziale.

Nella Figura 1 sono illustrate sia La via di trasmissione


le trasmissioni aeree a corto dell’infezione per via aero-
raggio (cioè conversazionali) sol è solo indirettamente
che quelle a lungo raggio riconosciuta dall’OMS,
(oltre parecchi metri). La che la ritiene significativa
testa di colore arancione solo in presenza di atti-
rappresenta la fonte infettiva, vità mediche su pazienti
mentre quella di colore bianco infetti che producono
un potenziale destinatario (il aerosol (intubazione tra-
riquadro in basso a destra indica cheale, ventilazione non inva-
che entrambe le teste sono potenziali siva, tracheotomia, rianimazione
destinatari tramite l’autoinoculazione cardiopolmonare, ventilazione manuale
conseguente al toccare superfici prima dell’intubazione e broncoscopia) [4].
contaminate e successivamente la In presenza di tali attività l’OMS richiede
bocca e/o il naso). che, per la protezione degli operatori sani-
Il termine “espirazione” qui è indicativo tari, vi sia una ventilazione dell’ambiente,
sia dell’espirazione dovuta alla normale se in ventilazione naturale di 160 L/s/
attività respiratoria che dei flussi paziente, se in ventilazione forzata di 12
d’aria dovuti a tosse e/o starnuti. Le ricambi/ora con controllo della direzione
goccioline trasportate dall’aria possono del flusso d’aria.

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Linee guida per la climatizzazione

L’efficacia della
ventilazione
N
el caso in cui l’inquinante che viene introdotta, pulita rispetto
sia un virus, come il SARS- al virus, maggiore è la diluizione di
CoV-2, presente nell’aero- carica virale che si ottiene. È altresì
sol, la sua concentrazione evidente che, se è sempre attiva la
(numero di particelle per sorgente, non si potrà mai annul-
unità di volume) è espressa in termini lare del tutto la carica virale media
di carica virale (numero di virus per dell’ambiente ma la si potrà comun-
unità di volume). que diminuire di molto e, in parti-
colare, sotto la soglia minima per
L’introduzione di aria esterna, priva cui, se inalata da un soggetto sano,
di virus, in un ambiente in cui ci questo non contragga l’infezione.
sia una sorgente di cariche virali,
in questo caso il paziente infetto, Il problema maggiore è che a oggi
comporta la diluizione della carica nessuno sa con certezza quale sia
virale media nell’ambiente. Mag- questo valore di soglia, cioè quale
giore è la quantità d’aria esterna sia la dose infettiva (numero medio

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Sars-CoV-2

“Maggiore è la di particelle virali necessarie per sca-


tenare l’infezione in una persona),
quantità d’aria il che rende impossibile determi-
esterna che viene nare con certezza quale deve essere
la quantità di aria di ventilazione
introdotta, pulita che occorre introdurre in un dato
ambiente per garantire condizioni di
rispetto al virus, sicurezza rispetto alla possibilità di
infezione.
maggiore è la Da qui l’applicazione dell’ALARA prin-
diluizione di carica ciple, introdotto in precedenza: si
cerca di attuare la massima ventila-
virale che si zione possibile e compatibile con lo
stato del sistema edificio-impianto
ottiene” esistente per ridurre al minimo la
possibilità di contrarre l’infezione SE
sono presenti nell’ambiente conside-
rato una o più sorgenti di
infezione.

C i vengono in aiuto le masche- È importante ricordare e


rine sottolineare che se non
c’è un infetto, sintoma-
tico o asintomatico, il
Esiste un’altra possibile linea di intervento problema della trasmis-
per limitare la possibile propagazione per via sione per via aerosol
area del virus (sia goccioline che aerosol), che non si pone; ma mentre
è quella di intervenire direttamente sulla sor- è relativamente semplice
gente: l’uso delle mascherine chirurgiche. individuare una persona
sintomatica e impe-
L’obiettivo di tali mascherine non è quello dirne l’accesso a spazi
di impedirci di inalare il virus se presente comuni condivisi con
nell’aria (condizione invece necessaria per altre persone, è , a oggi,
gli operatori sanitari che lavorano a contatto impossibile individuare
con i malati di COVID-19), ma di evitare che all’accesso, e quindi in
il soggetto infetto ma asintomatico presente tempo reale, un soggetto
nell’ambiente condiviso diffonda goccioline e asintomatico infettivo.
aerosol nell’aria.
Quindi, ancora una volta
Da qui l’esigenza di indossare masche- nell’assenza di certezze,
rine quando non si è in grado di mantenere è bene fare ricorso all’A-
nell’ambiente chiuso una ventilazione tale da LARA principle, creando
minimizzare in modo significativo il rischio nell’ambiente condiviso
di infezione. È facile comprendere come la la condizione di massima
massima condizione di sicurezza possibile sicurezza compatibile con
sia quindi ventilazione più mascherine, tanto tutte le altre esigenze,
più necessaria da applicare quanto più non si dal comfort al risparmio
conosce la dose infettiva per il SARS-CoV-2. energetico, ventilando il
più possibile.

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Sars-CoV-2

Sfruttiamo
gli impianti di
climatizzazione
A
desso è possibile compren- un impianto di ventilazione o un
dere come gli impianti di cli- impianto di climatizzazione dotato
matizzazione degli edifici non di ventilazione e, in questo secondo
rappresentino di per sé una caso, se possibile, aumentare le por-
minaccia, come qualcuno ha tate di aria esterna, cioè la quantità
paventato, ma in tanti casi un’oppor- di aria che l’impianto preleva dall’e-
tunità per migliorare le condizioni di sterno e poi immette nell’ambiente
sicurezza, ovviamente se ben gestiti e chiuso.
manutenuti.
Quest’ultima affermazione è legata al
Come abbiamo visto un modo per fatto che, per economizzare su con-
ridurre il rischio di contagio è la ven- sumi energetici, di norma l’aria con-
tilazione degli ambienti condivisi da dizionata immessa negli ambienti
più soggetti, che consente di diluire è costituita da una miscela di aria
l’eventuale carica virale prodotta dal esterna e di aria “ricircolata”.
soggetto infetto. Tale ventilazione può
essere attuata aprendo le finestre L’aria ricircolata è l’aria ripresa
(aerazione) o tramite sistemi mecca- dall’ambiente interno, fatta passare
nici (ventilazione meccanica). attraverso un filtro, e reimmessa nella
macchina che tratta l’aria (UTA, unità
Nel caso dell’apertura delle fine- trattamento aria), dove viene misce-
stre, non siamo in grado di garantire lata con l’aria esterna, raffreddandola
il risultato, perché non riusciamo (se siamo in estate) o riscaldandola
a controllare la quantità di aria in (se siamo in inverno) e riducendo così
ingresso né a controllarne il percorso la necessità di potenza termica che
all’interno dell’ambiente. Per questo l’impianto deve fornire per portarla
motivo è meglio ventilare utilizzando alle condizioni desiderate.

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Linee guida per la climatizzazione

I vantaggi derivanti
dall’uso dei
climatizzatori
I
n sintesi, l’impianto di climatiz- mercati, in quanto nella loro progetta-
zazione, che fa anche ventila- zione si richiede sempre di provvedere
zione, immettendo aria esterna un’aria di ventilazione (cioè l’intro-
contribuisce a ridurre il rischio duzione di una certa quantità di aria
di contagio tramite diluizione. esterna). Il consiglio che si può dare
Non tutti gli impianti di climatizza- per ridurre il rischio di infezione in
zione (cioè che controllano tempera- tali contesti è quello di far operare
tura e umidità dell’ambiente interno) tali impianti con la maggior quantità
sono dotati della funzione di venti- di aria esterna possibile compatibile
lazione. Tali impianti rientrano nella con le caratteristiche dell’impianto
categoria degli impianti a tutta aria o stesso (vedasi raccomandazioni
aria primaria e terminali locali (ven- AiCARR [5], eventualmente eliminando
tilconvettori, travi fredde, pavimenti il ricircolo dell’aria interna (potenzial-
radianti, etc.). mente infetta, se sono presenti una o
più sorgenti di infezione).
Il vantaggio della ventilazione mec-
canica, sia essa dedicata, o inclusa Ma cosa si fa se l’impianto di clima-
nell’impianto di climatizzazione è la tizzazione non è dotato della fun-
possibilità di filtrare l’aria esterna zione di ventilazione?
immessa in ambiente, cioè di depu-
rarla da polveri, particolato in sospen- In tal caso vuol dire che il sistema
sione, pollini, etc., cosa ovviamente lavora, se ad aria, con un ricircolo
non possibile con la semplice aper- interno totale: aspira l’aria dall’am-
tura delle finestre, e di poter fornire biente interno, la raffredda o la
a ogni ambiente in ogni momento, riscalda, e la reimmette nello stesso
indipendentemente dalle condizioni ambiente.
climatiche esterne, la quantità l’aria
esterna desiderata. Questa è la modalità caratteristica
di tutti i sistemi di condizionamento
Queste tipologie di impianto sono detti split, dei ventilconvettori,
quelle solitamente impiegate per siano essi ad armadietto, a soffitto o
la climatizzazione dei grandi spazi canalizzati. Ma anche i corpi scaldanti
comuni, come per esempio i super- degli impianti di riscaldamento e i

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Sars-CoV-2
pavimenti radianti operano in realtà
allo stesso modo, con proporzioni
diverse, ma anche essi generano “L’impianto di
climatizzazione,
un ricircolo dell’aria all’interno
dell’ambiente in cui si trovano per
moti naturali indotti dalle differenze
di temperatura. che fa anche ven-
Se l’impianto considerato serve più tilazione, immet-
ambienti tendo aria esterna
Se ho in un ambiente, per esempio un contribuisce a
ridurre il rischio di
ufficio singolo, una persona infetta
che tossisce ripetutamente, questa
produce aerosol infetto che può
essere aspirato dall’impianto, fatto contagio tramite
passare attraverso il filtro di ripresa,
miscelato con l’aria ripresa dagli diluizione”
altri uffici e reimmessa in tutti gli
ambienti. Per chi si trova in un altro
ufficio servito dallo stesso impianto, possibilità: far funzionare gli impianti
la probabilità di infezione è (per tenendo le finestre parzialmente
esempio se ho 10 uffici con uguali aperte (in modo da consentire una
portate d’aria) circa 1/10 rispetto a qualche diluizione della potenziale
non avere il ricircolo. In questo caso, carica virale sotto soglia di rischio
se non si vuole spegnere l’impianto infezione), agire sulla potenziale
per non introdurre altre possibili sorgente imponendo l’uso delle
fonti di rischio per la salute (per mascherine a tutti gli occupanti anche
esempio temperature troppo elevate quando si trovano da soli nei loro
per cardiopatici, etc.), vi sono due uffici.

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I vantaggi derivanti dall’uso dei climatizzatori
Se l’impianto considerato serve un controllo climatico, nessuno mi garan-
unico ambiente tisce che se il soggetto infetto si trova
vicino alla finestra il flusso d’aria
Nel caso in cui l’impianto ricircoli l’aria entrate non trasporti sufficiente carica
nello stesso ambiente, non vi è alcun virale al soggetto che si trova subito a
problema nel momento in cui l’am- valle di tale flusso infettandolo);
biente è occupato da una sola per- 3. tengo l’impianto in funzione senza
sona, ovvero se parliamo di residenze aprire le finestre (riduco la probabilità
dallo stesso nucleo familiare che con- di rischio per chi trova seduto vicino
divide tutto, e si ricade parzialmente al soggetto infetto accrescendola per
nel caso precedente quando questo è coloro che si trovano più distanti, a
invece un open space occupato con- causa del miscelamento su tutto il
temporaneamente da più persone. In volume, ma potrei avere una valore
questo secondo caso, possiamo figu- della carica virale media più basso
rare più scenari: della dose infettiva);
4. tengo in funzione l’impianto
1. spengo l’impianto ma tengo le aprendo parzialmente le finestre
finestre chiuse (è solo questione di (vale quanto detto in precedenza con
tempo, il rischio di infezione è legato una maggiore riduzione della carica
al prodotto carica infettiva per tempo virale media e un maggior comfort
di esposizione a tale carica); ambientale); ultimo scenario, tengo in
2. spengo l’impianto e tengo le fine- funzione l’impianto, spalanco le fine-
stre aperte (a parte della perdita del stre per 10 minuti ogni 2 ore e faccio

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Sars-CoV-2

tenere a tutti le mascherine chirurgi- sottoporci a altri rischi, indossare


che (il più efficiente dal punto di vista sempre le mascherine quando ci tro-
energetico, del comfort e della proba- viamo in spazi pubblici chiusi in cui
bilità di infezione). non siano garantiti ricambi d’aria con
aria esterna tali da ridurre al minimo
Potete comprendere adesso quanto il rischio di infezione.
sia difficile e complesso poter dare
risposte certe e pianificare azioni di
prevenzione valide per tutti, in ogni
tipologia di utilizzo degli spazi chiusi a Nota
uso comune, quando non si sa ancora
con certezza quale sia il valore della Non è vero che se siamo all’e-
dose infettiva per il virus SARS-CoV-2, sterno non c’è alcun rischio: se
qual è la carica virale emessa da un chiacchiero con un soggetto
infetto a seguito di uno specifico epi- asintomatico positivo, entrambi
sodio (semplice respirazione, parlato, senza mascherina e a un metro
cantato, colpo di tosse, starnuto), qual di distanza l’uno dall’altro, e
è la durata o la ripetizione dell’evento, questo improvvisamente tos-
dove si trova il soggetto infetto nello sisce senza interporre la mano
spazio chiuso rispetto agli altri, com’è davanti la bocca, il rischio che
esattamente fatto l’impianto di clima- io prenda l’infezione è non
tizzazione rispetto a quanto descritto trascurabile (respiro sia goccio-
nei progetti (se disponibili), qual è il line che aerosol contenenti il
suo grado di manutenzione, e così via. virus), se poi prendo l’infezione
o no dipenderà dai miei geni e
La conclusione evidente è che, in tale dalla famosa dose infettiva, che
condizione di incertezza, è sicuramente ancora nessuno conosce con
meglio utilizzare i nostri impianti ope- certezza.
rando come consigliato dagli esperti
[5], piuttosto che spegnerli e magari

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Sars-CoV-2

Riferimenti
[1] WHO (2020), Water, sanitation, hygiene, and waste management
for the COVID-19 virus. Interim guidance, 23 April 2020, World Health
Organization (Organizzazione Mondiale della Sanità).

[2] van Doremalen N., Morris D.H., Holbrook M.G., Gamble A., Williamson
B.N., Tamin A., Harcourt J.L., Thornburg N.J., Geber S.I., Lloyd-Smith J.O.,
se Wit E., Munster V.J. (2020), Aerosol and Surface Stability of SARS-
CoV-2 as Compared with SARS-CoV-1, N Engl J Med 2020; 382:1564-
1567, DOI: 10.1056/NEJMc2004973.

[3] Tellier, R., Li, Y., Cowling, B.J. et al. (2019), Recognition of aerosol
transmission of infectious agents: a commentary, BMC Infect Dis 19,
101 https://doi.org/10.1186/s12879-019-3707-y

[4] WHO (2020), Infection prevention and control during health care
when COVID-19 is suspected. Interim guidance, 19 march 2020, World
Health Organization (Organizzazione Mondiale della Sanità).

[5] AiCARR (2020), Prontuario sul ruolo degli impianti di


climatizzazione invernale ed estiva nella riduzione della diffusione
della COVID-19 http://www.aicarr.org/Documents/Normativa/
COVID19/200411_Prontuario AiCARR_ Ruolo_impianti_HVAC.pdf

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