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Andrea Baucon – Corso di Paleontologia (v. 1.

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www.tracemaker.com

Lezione 5
Paleoecologia 2:
gruppi trofici e fattori ambientali

Come si nutrivano gli organismi, e cosa controllava la loro distribuzione?


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Trofismo

1. Modi di vita: Come si spostavano? Come si nutrivano?


2. Habitat: Dove vivevano?
3. Fattori ambientali: Quali erano le caratteristiche fisico-chimiche del loro habitat?

Trofismo=tutti gli aspetti relativi alla


nutrizione degli organismi
Produttori primari e consumatori

Gli organismi possono essere raggruppati in due gruppi secondo il modo in cui si
procacciano i nutrienti:
1. Produttori primari o autotrofi: organismi che producono biomassa dalla materia
inorganica (‘autoproducono il cibo’, spesso per fotosintesi);
2. Consumatori o eterotrofi: non possono ‘produrre da sé il cibo’ e quindi devono
mangiare
CATENA ALIMENTARE
Produttori primari: alla base della catena alimentare

Catena alimentare: descrive il trasferimento di materia ed


energia da organismo ad organismo
Piramide trofica: mostra quanta biomassa è presente ad ogni
livello trofico; i produttori costituiscono la base, più larga

Consumatori

Produttori
I produttori primari ‘autoproducono il cibo’ utilizzando l’energia solare fino a 100 m
di profondità (zona fotica)
Al di sotto non c’è fotosintesi: come fa la vita a prosperare nella ‘zona di
mezzanotte’ (zona afotica)?
Neve marina (marine snow’): la zona fotica è produttiva, ed il
particellato organico può arrivare al fondale (anche se molto
lentamente)

Resti di organismi: organismi nectonici


o vegetali possono arrivare al fondale
(whale falls, wood falls)
Fumarole (hydrothermal vents): fonti di energia
Catena alimentare chemosintetica
Catena alimentare chemosintetica

Fauna del camino idrotermale fossile di


Yaman Kasy (Siluriano): il mollusco
monoplacoforo Thermoconus shadlunae
(a forma di cono) e il brachiopode
Pyrodiscus lorrainae
Come può la paleontologia indicarci le caratteristiche di una potenziale vita extraterrestre?
Si ipotizza che Encelado (luna
di Saturno) abbia un vasto
oceano con attività
idrotermale: le eventuali
forme di vita di Encelado
potrebbero somigliare a
quelle osservate negli oceani
(presenti e passati) della
Terra!
Whale fall:
https://www.youtube.com/watch?v=l7t1WguYJyE
Osedax

Si conoscono icnofossili oligocenici in ossa di balena (A) molto simili alle perforazioni
prodotte attualmente dall’anellide Osedax (B), che si nutre proprio di ossa di balena.
‚Ictyosaur fall‘

Questi icnofossili sono stati probabilmente prodotti da pesci giurassici su una carcassa di
ittiosauro
GRUPPI TROFICI
Gruppi trofici

Ci sono 5 principali gruppi trofici (‘modi di nutrirsi’):


1. Produttori primari: fitoplancton, cianobatteri (a) e alghe bentoniche (b)
2. Erbivori: gasteropodi
3. Depositivori: gasteropode (a) e bivalve infaunale (b)
4. Sospensivori: bivalve semi-infaunale (a), bivalve infaunale (b), crinoide (c), bivalve
epifaunale (d), bivalve infaunale (e)
5. Carnivori: pesci nectonici (a), pesci nectobentonici (b), gasteropodi epifaunali (c) e
gasteropodi infaunali (d)
1. Produttori primari

Nella foto: dinoflagellati bioluminescenti


2. Erbivori

Molti organismi marini (es. gasteropodi, policheti, crostacei ed echinoidi, pesci) si


nutrono di vegetali
I gasteropodi hanno un organo specializzato, la radula, per raschiare
i vegetali
Modo di vita?
- Mobilità?
- Trofismo?
3. Depositivori e detritivori

I depositivori s.s. (subsurface deposit-feeders) sono organismi


infaunali che si nutrono di materia organica in
decomposizione e dei batteri che prendono parte a questo
processo

I detritivori (surface deposit feeders) prelevano il detrito


alimentare sulla superficie del substrato
4. Sospensivori e filtratori
I sospensivori s.s. (‘filtratori d’urto’ o
impingement feeders) prelevano il
particellato alimentare dall’acqua circostante
catturandolo direttamente: non trattano
tutto il particellato sospeso (es. brachiopodi,
briozoi, policheti sabellidi, crinoidi)

I filtratori devono trattare tutta l’acqua (es.


bivalvi, che trattano tutta l’acqua che entra
nella cavità branchiale)
5. Predatori

I predatori sono dotati di strutture specializzate per catturare le


prede
5. Predatori: Charcarodon megalodon e Conus textile
5. Predatori: Conus textile
5. Predatori: Ottoia

All’interno di alcuni
esemplari di Ottoia si
rinvengono ancora i resti
delle sue prede: hyolitidi
Fattori ambientali

La distribuzione degli organismi è controllata dai fattori ambientali


E’ quindi possibile utilizzare i fossili per ricostruire i fattori ambientali del passato
Substrato: granulometria

• C’è una stretta correlazione tra tipo di substrato e organismi bentonici


• La granulometria del substrato è l’unico parametro paleoambientale che possiamo
osservare direttamente
• I substrati mobili sono classificati sulla base della granulometria
Substrato: come distinguere substrati duri e mobili nel fossile

Substrati duri (hardgrounds): rocce e resti scheletrici

Substrati mobili (softgrounds): sedimenti sciolti (gli elementi costitutivi sono spostabili
gli uni rispetto agli altri)

Gli icnofossili «tagliano» i clasti se sono


stati prodotti in substrati duri
Substrato: substrati duri
Idrodinamismo: correnti e turbolenza

L’idrodinamismo controlla la distribuzione degli organismi sia perché è una fonte di


stress meccanico sia perché controlla la distribuzione di nutrienti
Relazione tra idrodinamismo e granulometria
Adattamenti ad ambienti ad alta energia: il bisso

In un ambiente ad elevata energia, gli organismi devono ancorarsi al substrato


Adattamenti alla vita ad alta energia: ancoraggio muscoloso
Quale strategia trofica è più efficace
in ambienti ad alta energia?

Alta energia > il particellato nutriente tende a rimanere in sospensone > sospensivori
Idrodinamismo: relazione con la granulometria del substrato

Substrato ed idrodinamismo spesso covariano (maggiore idrodinamismo, maggiore grana


dei sedimenti)
Temperatura

Euritermi: organismi che tollerano


ampie escursioni termiche

Organismi stenotermi: sopportano


variazioni di temperatura limitate
Indicatori di temperature fredde: Arctica
Margini delle foglie: un
indicatore
paleoclimatico
Temperatura e margine delle foglie

Margini seghettati indicato temperature fredde


Temperatura: Alvinella pompejana

Vive a profondità abissali in prossimità di fumarole, dove la temperatura raggiunge gli


80° C
Salinità

Specie eurialine: che tollerano ampie


variazioni di salinità

Stenoaline: specie che tollerano minime


variazioni di salinità
Salinità

Artemia salina tollera salinità fino al 50%


Tenore di ossigeno

Il potenziale di ossido-riduzione (Eh) misura la capacità ossidante dell’ambiente


Nutrienti

I nutrienti sono gli elementi indispensabili per la vita dei produttori primari e la
formazione dei pigmenti fotosintetici: nitrati, fosfati, silicati
Fattori limitanti

Fattore limitante: condizioni ambientali che limitano la crescita, abbondanza o


distribuzione di un organismo (o una popolazione di organismi)

Legge di Liebig: la crescita di un organismo non è regolata dalle risorse disponibili, ma da


quella più scarsa (fattore limitante)
Profondità

Generalmente, tutti gli altri parametri ambientali variano con la profondità


Fonti
Contatti

Andrea Baucon
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