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-Il vescovo deve verificare e proporre dei nominativi di persone ritenuto idonei in possesso di una

specifica qualifica professionale:


• un titolo accademico
• un attestato di compimento di un regolare corso di studi teologici, che quindi non può essere
fatto in università pubbliche, ma ottenuti nelle università Pontefici
• una laurea magistrale di scienze religiose
-Nella scuola di infanzia e primaria, può essere impartito o dai sacerdoti o dagli stessi insegnanti
della classe.

Lezione 2 maggio 2019


Costi sociali dell’analfabetismo religioso:
Dal pov economico distinguiamo 2 tipi di costi:
1.Costo privato: costituito sugli investimenti necessari a produrre una merce a servizio
2.Costo sociale: in cui si considerano non solo le spese per la produzione di un prodotto, i fattori e
le conseguenze esterne di quel prodotto o servizio.
Si valuta l’impatto di un prodotto o servizio in un contesto, queste esternalità possono avere sia
segnale positivo, sia negativo. Nel caso di una produzione industriale causa inquinamento, c’è la
possibilità che possa generare delle malattie. Queste malattie che vanno curate (a carico
dell’individuo o della collettività) l’esternalità è negativo perché interno al sito del bene del servizio
si producono dei costi a carico dell’esterno, in segno positivo nel caso di una bonifica di un
territorio, quell’intervento produce un segno positivo perché produce una produttività, migliore
l’ambiente dove la comunità locale vive.
Qualsiasi impresa, privata o pubblica, valuta sulla stima dei costi anche i costi sociali che sono
postivi o negativi.
Un’altro caso sociale è lo scontro tra coloro che vogliono i beni comuni come acqua pubblici o
privatizzarla, la pubblicità dell’acqua è un vantaggio perché produce costi inferiori per il singolo
individuo, sposta la bilancia del pubblico ma il vantaggio è maggiore al costo molto ridotto che gli
individui devono sostenere. Quelli che sostengono la privatizzazione sanno che il costo è dato
dalla gestione pubblica, questa mancata privatizzazione produce degli sprechi e disfunzione non
sostenibili alla collettività.
La pubblicità dell’acqua produce un costo positivo perché l’individuo ne paga meno i costi, l’altro
invece si sottolinea la mancanza di sprechi e la funzionalità->polisi sono specifichi che l’ente
locale può assumere. Alcuni sono pubbliche che hanno queste spese, in altri casi saranno gli
istituti privati che si assumono i costi. La differenza della polisi (del costo sociale) lo fa perché
ritiene che sia fondamentale per la collettività senza che un singolo individuo o impresa ne deve
trarre beneficio (anche trasporto pubblico, università, sanità).
Lo stato sociale (di gestire questi cosi) sono assunti dallo Stato perché si ritiene che questi
vengono ricompensati con benefici sociale economicamente quantificabili.
Non tutti i costi sono quantificabili come l’analfabetismo religioso->perché il costo e il ricavo non
sono materiali (non si possono contare), è difficile calcolare i programmi scolastici obsoleti e
rinnovarli. Però possiamo percepirne non solo la dimensione ma anche la gravità,
nell’analfabetismo religioso, sappiamo identificarlo e capire le conseguenze, poter ragionare quale
siano le polisi per contrastarlo. Nel caso specifico parliamo di costi intangibili, anche se non sono
misurabili, si possono dare le misure degli effetti che si possono verificare e in qualche modo
intervenire.
L’autore si interroga quali siano le variabili dell’analfabetismo religioso:
1.Le conoscenze e le competenze: la capacità di riconoscere una moschea ad esempio e
sapersi rapportare con il sik o musulmano (e saperli riconoscere) in maniera appropriata, in
maniera di muoversi e orientarsi in una società multiculturale.

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ad ex. norme alimentari, il problema dell’ignoranza crea un costo sociale, di mancata integrazione
(delle norme musulmane ed ebraiche), quindi si ha una mancanza di competenze. (analfabetismo
funzionale) vs (alfabetizzazione multipla sapersi integrare nella società e guardarla con sguardo
critico->la sua mancanza fa alzare dei muri, si alimentano dei comportamenti esclusionisti).
2.Norme: in generale diritti e doveri di cittadinanza, nelle nuove comunità di fede, permette
l’aggiornamento legislativo (se lo conosco, ne acquisisco le competenze e nel tempo anche la
legislazione accompagna la convivenza all’interno della società), la mancanza determinano
un’arretratezza di ordine legislativo, non sta a la passo con la realtà sociale. Le intese sono uno
strumento legislativo a nostra disposizione, il problema rispetto alla comunità musulmana di
recente insediamento, facciamo fatica ad adattare strumento delle intese alla produzione
legislazione con quella mussulmana. I diritti e dove vediamo che da cittadini abbiamo il diritto di
essere riconosciuti ma anche il dovere di lavorare che questo accada. Lo stato italiano rispetto alle
comunità religiose ha assunto posizione di laicità (in accezione positiva-inclusiva), ma questo non
garantisce che sia funzionante e disciplinato, questo succede con la tutela alla libertà e alla pratica
religiosa delle comunità di fede, parliamo di quelle di recente insediamento, è difficile, quando
manca il supporto legislativo in rapporto alle mutazioni della società, è difficile far fronte alle nuove
richieste. Se vediamo con l’analfabetismo religioso, la società non supporta le comunità di fede,
non ne conosce le peculiarità e lo stato non si pone in una posizione di ascolto e rispetto a tali
comunità
3.Politiche di integrazione: è difficile che uno stato la cui società è religiosamente analfabeta e
manca di aggiornare gli strumenti legislativi in possesso, sia capace di attuare politiche di
integrazione sociali e benefiche, tutto ciò che è causato a produrre un costo e non un beneficio.
Ex.
Art.6 riconosce agli ebrei che operano nelle forze armata, assistenza, ecc.. in casi di cura in
ospedale, a loro richiesta, le prescrizioni in materia alimentare in maniera appropriata rispetto al
loro credo. Difficilmente chi opera in questi luoghi, se non sa che ci sono norme appropriate, e
sarà più difficile perché saprebbe che l’intesa e della richiesta che gli ebrei possano fare richiesta.
-Riconoscimento delle festività religiose di confessioni diverse a quelle cristiane
-NO prestare servizio armato
-macellazione rituale della tradizione ebraica e musulmana sono ignorante (=disinformazione e
analfabetismo). La mancata conoscenza che regolano la vita delle comunità di fede è data
sopratutto dai media che hanno difficoltà a leggere gli eventi/fenomeno questioni legati alle
comunità di fede e con più difficoltà le riportano. Si parla dell’accesso dei ministri di culto alle
carceri, per le concessioni che hanno più difficolta ai parroci e sacerdoti (quando la stampa riporta
stampa legata ad eventi, lo fa riportando informazioni sbagliate e devianti, lo aggrava piuttosto che
risolverlo)
Il ruolo dei media non è solo la qualità di spazio ma anche la quantità di spazio (radio tv) per
quanto riguarda le religioni.

Come compensare queste mancanza:


Difficile creare uno quadro che possa soddisfare queste variabili, ci son associazioni a
contrastarlo, ma le scuole attraverso i programmi di IRC o attività alternative, cercano di ovviare,
ma è necessario attuare delle politiche a livello statele ed europeo.

Lezione 8 maggio 2019

La dimensione internazionale del problema e dell’analfabetismo religioso


Italia, Europa e Stati Uniti perché il fenomeno è stato studiato con particolare in queste aree. E’ un
fenomeno diffuso, l’interesse di queste aree è pubblico sia delle istituzione politiche sia
scolastiche.
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L’analfabetismo religioso è un connotato nazionale e collocato nazionalmente, e dipende dalle
variabili del contesto (politica, istituzioni educative, rapporto tra stato e istituzioni religiose,
presenza delle chiese, ecc..) queste variabili hanno una connotazione nazionale che determinano
sfumature diverse dello stesso fenomeno. Le variabili registrate per descrivere il modo in cui
l’analfabetismo religioso si declina:
-I processi di settazione (?): il ruolo che la religione riveste nello spazio pubblico nei diversi contesti
geografici.
-I metodi educativi nei sistemi scolastici (il modo, i programmi)
-La storia delle religioni (la presenza preponderante o meno della religione)
Variabili più generiche
-La disponibilità economica delle persona
-Il genere ha comportato una accesso diverso all’istruzione ed educazione
-Le questioni legate al diritto successorio: se si eredita i beni immobili e non
-Le prospettive di occupazione
-Le condizioni del lavoro minorili
-La lingua parlata
Variabili indirette:
-I rapporti tra l’amministrazione centrale di uno stato e le sue periferie

L’Onu nel 2003 viene inaugura il “decennio dell’alfabetizzazione” se fino ad allora era il processo di
acquisizione di abilità cognitive di base (alfabetizzazione di base) in quegli anni era associata
anche all’abilità di sfruttare quelle stesse attitudine per contribuire allo sviluppo socio - economico
e la consapevolezza sociale e lo sviluppo di un pensiero critico - soggettivo. Si delinea un diverso
ruolo dell’individuo nel cambiamento sociale che sia di natura individuale che collettiva.
Le abilità di alfabetizzazione era destinato per l’individuo:
-Da un lato di non abbandonare le strategie di alfabetizzazione di base
-Dall’altro di sostenere le politiche di alfabetizzazione funzionale nei paesi ad alto credito.
L’alfabetismo religiosa non fa parte di tale strategia.
Le Nazioni Unite si impegnano a studiare il fenomeno, a capirne le caratteristiche e individuare
strategie per contrastarlo.
Ogni anno viene pubblicato un rapporto su un focus sugli gli studi e le strategie.
Dobbiamo aspettare nel 2006 il tentativo di inserire l’alfabetismo religioso da cui la società poteva
trarre beneficio.
Secondo tale rapporto le comunità potrebbero godere di una maggiore partecipazione dei fedeli
qualora questi sia in possesso degli strumenti di accesso (ad ex. testi religiosi), dall’altro si
ridurrebbero le pratiche discriminatorie di gruppi religiosi in società multireligiosi. E’ il primo
momento in cui si riconosco le potenzialità dell’inclusione della dimensione religiosa nelle strategie
di alfabetizzazione.
La criticità di questo fenomeno è però che seppure si riconosce l’importanza della dimensione
religiosa, non si considera l’ampliamento e l’approfondimento della dimensione religiosa
come un‘opportunità di arricchimento sia per l’individuo sia per la collettività.
Dal 2006 le iniziative e i documenti pubblicati sono sempre di più, anche questi riportano come
principale criticità, ovvero la religione come componente strettamente individuale (come sesso e
provenienza).
Rapporto del 2011 ha come focus ruolo dell’educazione nel conflitto e segnala un primo tentativo
di correlazione tra insegnamento storia della religione, formazione di individui e della loro identità e
il rapporto tra religione e conflitto. -> necessario riformare i sistemi scolastici. Pensa quindi a ciò
che li unisce, piuttosto a ciò che li divide, abbattendo così le barriere divisorie.
Le scuole possono sostenere un’approccio all’insegnamento religioso il pensiero critico,
riconoscano la validità della visione del mondo differente e incoraggiano il rispetto di altri fedi e
credo.
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Strumenti educativi e d approccio pedagogici utili per l’insegnamento della religione nelle scuole
pubbliche. Testo pubblicato da Osce nel 2007-> indicazione precise su come formulare i curricola,
materiale scolastici e i libri di testa, rispettando prospettiva laiche e religiose nel rispetto della
libertà religiosa e perseguendo il principio di inclusività e imparzialità.

L’obiettivo nei principi di Toledo è quello di offrire una risposta ad alcuni fenomeno che causano
intolleranza e discriminazione, incoraggiando modelli educativi nazionali, sostenute da strategie
politiche che promuovano un maggiore rispetto a culture, etnie e religioni diverse.-> ha
parzialmente modifico le sue strategie politiche culture sul tema, si spostano dal semplice
contenuto che alfabetizza alla diversità dei contenuti e luoghi nei quali l’individuo è alfabetizzato.

Dicembre 2012 viene pubblicato un report con alcune considerazioni per la questione
dell’insegnamento delle religioni e dall’alfabetizzazione. In questo documento sono delineati i 3 tipi
di alfabetizzazione (base, funzionale, multipla). Nel contesto EU viene riscontro spesso il legame
tra tecniche e strategie di alfabetizzazione religiosa e il dialogo interreliogioso, non si riconosce
come l’alfabetismo religioso possa offrire informazione sulle religioni con finalità secolari, laiche e
utili alla società tutta.
E’ difficile capire la misura dell’analfabetismo religioso in sé e renderlo visibile rispetto
all’analfabetismo in generale. Le cause sono legate al contesto socio - culturale dell’ambiente di
riferimento, perciò è difficile indagare la cause a livello internazionale.<- ci sono delle conseguenze
dirette di conflittualità ed integrazione sociale e conseguenze alla partecipazione al meccanismo
democratico deliberativo.
Sono stati finanziati dei progetti dall’Unione Europea sul tema e anche nello specifico,
sull’alfabetismo religioso. Questi progetti vediamo che è difficile garantire una continuità degli studi
e la modalità di raccolta dei risultati. Si occupano di studiare il quadro storico, pedagogico,
teologico, comunitario delle religioni in dati in contesti nazionali, abbiamo bisogno di
contestualizzarlo nei vari contesti e tenerne conti le variabili.
Obiettivi ai quali mirano:
-Inserimento della religione nel sistema educativo (nei curricola, materiali socialistici e di testo).
-Condivisione delle esperienza a la reciproca conoscenza delle religioni, nonostante i pregiudizi
maturati negli anni (idea degli studenti)<- scuola unico ambiente dove ciò può succedere.->cruciale
educazione degli insegnati, nel loro processo di formazione, acquisire conoscenza e strumenti,
abbiano consapevolezza della diversità religiosa e sappiano applicare metodi educativi di tipo
inclusivo all’interno della classe.

Lezione 16 maggio 2019

I 5 pilastri dell’Islam:
• La professione di fede
• La preghiera
• L’elemosina legale
• ll digiuno nel mese di Ramadan
• Il pellegrinaggio alla Mecca
I precetti sono dove Il Prefetto mussulmano il suo corretto porsi a Dio
Islam vuol dire sottomissione è una posizione perfetta dal pov etico - religioso davanti all’eterno
Sura Misteriosa dove il profeta racconta risvegliandosi di avere fatto un sogno mistico, di avere
viaggiato con un cavallo particolare (un mulo con una faccia da donna) a Gerusalemme e lì ha una
tensione al cielo e Dio gli dice delle cose, pero non dice che lo ha visto<-sura interessante.

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Interpretazione del viaggio fisico: Moschea di Omar sulla speranza del tempio a Gerusalemme, c’è
una grande roccia dove c’è un’impronta di un piede lasciato dal piede del profeta che si è data la
spinta per salire sul monte.

Ebraismo (in gergo ortodosso): quello che c’è in Italia ha un certo tipo di osservanza della Torah
piuttosto rigoroso, a New York in gergo è più riformato l’ebraismo perché si sono sposati persone
dello stesso sesso seguendo sempre i principi della Torah.
Comunione Anglicana: staccata dalla chiesa di Roma nel 500, vengono fatti vescovi sia maschi/
femmine/ etero e omosessuali vs chiesa cristiana le donne si non si fanno diaconi, vs ortodossi
discriminazione nei confronti degli omosessuali.

Quelli che entrano in contatto non sono le rivelazioni, i testi sacri al nudo, sono in realtà delle
interpretazioni/esperienze religiose che sono stratificate. Sono delle interpretazioni dove gli altri
non ne capiscono necessariamente la portata.
Ci sono cose che suonano offensive ad uno ed innocue ad altri, una società plurale non ha tante
alternative, ha due possibilità:
-Da un lato il sistema di rispetto delle religioni, sia determinato dall’alto dalla legge con norme che
riguardano l’espressione sulle religioni ( ci sono delle leggi islamiche che tutelano la libertà di
espressioni religiose fino ad un limite che può essere ritenuto balsamico vs legislazione italiana
sono vietate delle cose perché ci dalla presenza di stratificazioni ad ex. l’offeso al Romano
Pontefice uguale al Capo delle Stato). C’è una sorta di blasfemia laica che protegge alcuni valori e
principi che si ritiene e debbano essere tutelati anche con la forza della legge ( se dico che
l’olocausto non sia mai successo commetto un reato). Questo pero non impedisce a coloro che
vivono nel sistema, nel miglior sistema in cui vivono->in Pakistan c’è la pena di morte per la
blasfemia ad ex.
A Charlie Hebdo ha fatto vedere che ci fossero la maggior parte dei musulmano considerava
disgustose e basta, anche molti cristiana e ed ebrei li consideravano disgustose e basta. C’era un
numero molto ristretto di persone che hanno ritenuto che non solo fossero disgustose quelle cose
ma che giustificavano, anzi prevedevano un atto di strage (redazione uccisa). La cosa che ci
interessa di capire è quella che loro sono arrivati a tale conclusione con l’idea di fornire a loro
un’interpretazione criminogena e criminale alla testo sacro e alla tradizione a cui loro
appartenevano. Nella società plurale ci sono delle cose che entrano in contatto e producono fatti
diversi, bisogna limitare la libertà d’espressione per evitare delle stragi? No, bisogna evitare che si
possano fare stragi, che chi li faccia venga arrestato, venga fermato un tipo di predicazione
dell’odio che passa dai social, ma bisogna anche rendersi conte domanda/ una forma di
conoscenza dell’altro senza entrare in un terreno minato.
Ciò che regola la blasfemia è la stessa che regola la società plurale : è garantita attraverso alcuni
strumenti importanti a carattere giuridico - costituzionale, c’è una religione di maggioranza e altri di
minoranza, serve un sistema giudiziario efficace affinché queste vengano applicate per evirare che
dentro singoli mondi si possano perpetrare delle forme di vessazione o forme di regolazione che
sono in contrasto con le norme in generale dello stato di diritto, ma poi serve un elemento che
corrisponde al “soft power” un elemento di auto-conoscenza che consenta di tenere in
considerazione delle cose (ex. se io non so quella cosa lì, posso creare situazione di disagio che
vanno evitate non per persone che possono approfittarne per compiere atti di violenza, ma perché
viviamo in una società plurale e si generi il rispetto per tutti farsi carico della sensibilità dell’altro
perché consente di capire ciò che è essenziale e non e dove una conoscenza reciproca per evitare
forme di maggioranza o minoranza, tolleranti ed intolleranza, ma dove ci sia un’uguaglianza che
possa funzionare).

Lezione 23 maggio 2019


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Domande nel video:
• Hanno il naso grosso? Non tutti e per l’intelligenza è per la propensione allo studio, anche
quando era limitato dallo studio e il tassi di analfabetismo era comunque basso.
• Gli ebrei lo hanno ucciso Gesù? No è stato il sistema romano (perché altrimenti lo lapidavano,
gli ebrei puniscono così).
• Gli ebrei sono tutti banchieri? NO, nei tempi di persecuzioni antisemita era proibito agli ebrei di
tenere delle proprietà (quindi terre per fare agricoltori e gli ebrei erano costretti perché i cristiani
non potevano maneggiarlo perché lo sterco del diavolo).
• L’ebraismo è al religione monoteista più vecchia? NO
• Mosè era ebreo? secondo le fonte ebraiche si perché discende dai 12 figli di Giacobbe
• Gli ebrei sono dappertutto? Per colpa delle diaspora si sono situati nelle parti più favorevoli.
• Chi sono gli ebrei?
• Qual è la storia dell’ebraismo?

Il venerdì tra il sabato iniziano il tramonto del venerdì fino al tramonto del sabato (lo Shabat),
anche nell'islam il rispetto della regola è nella celebrazione del Ramadan (alternanza digiuno e
possibilità di bere).

i manuali scolastici di storia in ambiente scolastico:


Maria Chiara Giorda va alla ricerca dei manuali scolastici di storia dei 5 anni di liceo delle
informazioni errate offerte agli studenti e lo fa analizzando in 5 temi:
-La figura di Gesù e la nascita della religione cristiana
-Origine dell’Islam
-La storia dell’ebraismo e in particolare degli ebrei nel ‘900
-Il ruolo dei cattolici e della chiesa cattolica nell’unificazione dell’Italia
-Il ruolo delle religioni nella storia del ‘900

La figura di Gesù e la nascita della religione cristiana


I manuali di storia, in generale, sono uno strumento attraverso il quale è possibile ricostruire in che
modo una cultura, ideologia, quadri politici che vengono rappresentati agli occhi degli studenti. Nel
modo di raccontare gli equilibri di questi temi, si trasferisce anche il modo in cui l’autore
rappresentate queste forze messe in campo. La scena di rappresentare la presenza delle religioni
in questi campi è un modo di rappresentare la storia e come interpretarla e noi non dobbiamo
sottovalutare la modalità di narrazione dell’autore. Alcuni riescono a raccontare la storia quanto più
neutrale possibile, ma è possibile che l’autore riesca a trasferire quanto più possibile se stesso nel
testo. Nel contesto italiano, i programmi, son l’esito delle scelte didattiche, riforme delle scuole,
strategie culturali orientate verso all’inclusività nelle persone della religione nella secolarizzazione.
Per questo motivo la scelta di analizzare i manuali di storia, ci permette di analizzare le politiche
del paese e la storia dell’educazione del nostro paese, dove la parte cattolica e laica si
fronteggiano e vengono trasposte nel testo.
Nel caso della trattazione delle figura di Gesù e della religione cristiana, Giorda ci porta in prima
battuta e a leggere ed analizzare le pagine relative all’origine del cristianesimo.
La figura storica di Gesù negli ultimi 50 anni, nonostante gli studi su Gesù si siano sviluppati, ha
mantenuto una sua continuità.
A livello quantitativo è quasi sempre un capitolo ad essere destinato alle origini del cristianesimo, a
livello qualitativo viene narrata la vicenda umana di Gesù, la sorte dei primi nuclei cristiani e la loro
relazioni al mondo ebreo e greco-romano e finendo con la parte legata alla persecuzioni.
Si fa riferimento alla relaziona fra Gesù e il mondo ebraico a un testo con il titolo “i cristiani da setta
ebraica a eredi della civiltà antica” fa una scelta di campo->è importante collocarlo ad un tempo e
spazio dato, sopratutto per l’utilizzo delle parole.

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La questione della data della nascita di Gesù è controversa, dire che Gesù nacque nel 6 a.c. è una
scelta dal pov storico esatto, ma dire che Gesù è nato 6 anni prima di se stesso è strano.
Il sinedrio (il consiglio che condanna a morte Gesù) se ne racconta la violenza reazione del popolo
ebraico, dando spazio all’idea che il popolo ebraico si sia costituito come persecutori dei cristiani
nel momento questi acquistano una propria identità.<- l’autore entra nel testo usando quindi le
proprie parole.
Questione donne:
la presenza femminile nel vangelo e nelle comunità cristiane gode di una larghissima letteratura
che non son legate solo al ruolo strumentale delle donna al raggiungimento della salvezza.
Le fonti:
Molto ridotte
E’ importante guardare con criticità ai testi che verranno utilizzate il fenomeno del cristianesimo e
altre religione e guardarli in una posizione critica, facendo nostra l’alfabetizzazione multipla che
proponiamo ma che dovremmo utilizzare per primi per narrare la storia delle religioni.

APPUNTI TROVATI SU DOCSITY

Storia delle relazioni interreligiose - Melloni,


Appunti di Storia Antica

Le religioni e le loro relazioni


Ebraismo: matrice che influenza molto. Non esiste una storia dell’antico Israele fino al II
millennio A.C.
Popolo di origine nomade che sedentarizza in lotta con altre popolazioni.
Terra “dentro il guardrail A1”, strada più importante.
Traiettoria della Mezzaluna Fertile (da Nilo ad Eufrate).
Lingua di 3 lettere: 3 consonanti principalmente (tipo codice fiscale).
Tradizioni orali riguardo la sua storia, cicli di racconti attorno ad eroi e personaggi.
ABRAHAM + Isacco e Giacobbe (Dio gli cambia nome in Israele e diventa capo).
Oralità diversissima rispetto a quella nostra. Praticamente come la nostra tradizione
scritta.
Le oralità si mantengono molto costanti. Tutto poi nel 6° secolo confluisce in testo scritto
(PAPIRO ->
infrangibile e molto più pratico rispetto alla terracotta).
Alfabeto DUCTUS (modo di scrivere).
Alfabeto CUNEIFORME (tentativo di un simil-stampatello, che è più facile per i numeri).
Le “grazie” passando da DUCTUS a CUNEIFORME.
Cuneiforme è il testo scritto su papiro o pergamena.
Testi ebraici prendono forma fissa.
BIBBIA (cofanetto) termine greco: ecco cosa diventa.

1° parte è la TORAH “Trh” composta da 5 libri. TORAH vuol dire legge, prenderà poi il
nome PENTATEUCO
(dal greco).
Nella Torah le storie prendono un po’ di ordine ma non troppo.

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PRIMO CAPITOLO: storia della creazione del mondo (che non è una cosa/questione
ebraica, loro non
considerano questione del mondo e non è un affare di Dio. Scarso interesse per Dio e per
lui in quanto
creatore del mondo). Non c’è subito la storia di Abramo e Israele.
Israele non si pone il problema astratto di Dio bensì è visto come colui che ha cambiato
l’andamento della
loro storia (li ha portati via dall’Egitto).

Il centro della professione di fede è Dio non io in quanto fedele (diverso da cristianesimo).
Non faccio io
professione di fede ma Dio.

La prima delle scritture descrive Dio partendo da lui, non è il fedele che lo descrive. (Dio
parla in prima
persona: “Io ho fatto tutto per farvi andare via di lì”, non è il fedele che racconta).
1050 A.C. ESODO.

H N A (si legge al contrario).


Centro della fede di Israele è in schiavi fuggiaschi che migrano dopo essere liberati
dall’Egitto. Ci mettono
40 anni. Normalmente ci vogliono 6 mesi per il tragitto da Egitto ad Israele.
“Dio canta ad Israele” e non il contrario.

Quindi perché la Bibbia inizia con la Genesi in cui non vi è interesse da parte degli
ebrei???
Perché non inizia con l’Esodo dall’Egitto?
Israele viene assediata dai Babilonesi (Nabucodonosor). Gerusalemme viene espugnata e
parte di Israele
(corte, re, sacerdoti e tutta la “classe dirigente”) viene deportata a Babilonia.
Prima non vi erano contatti con altri universi religiosi. C’erano solo problemi con altre tribù
(sedentarismo
VS nomadismo ecc…). “Elenco dei cattivi” nella Bibbia: i nemici più nemici di tutti sono i
vicini -> CANANEI
(dove ora c’è il Libano).
In tutto il mondo antico -> cananei, fenici, greci -> Dio più importante. Più grande. Loro
venerano gli dei.
Confronto tra dei fisici che non fanno nulla e Dio che li ha salvati.
Polemica nella prima delle 10 parole (non ne farai immagine alcuna e non altri dei
all’infuori di me).
Noi siamo fondamentalmente siamo politeisti: crediamo comunque in entità non
strettamente materiali
ma efficaci. Vedi canzone “ALLA FIERA DELL’ EST”.
Ebraismo ha tante idee delle altre religioni vicine ma non sa cosa siano. Religione
babilonese è molto più
sviluppata e complessa. Divinità per Egitto sono legate alle necessità.

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Le “classi dirigenti” si adattano quindi al sistema babilonese e vogliono mettere ordine al
sistema teologico
babilonese.
Personaggio centrale: grande eroe: Gilgamesh (personaggio della mitologia
mesopotamica. Mitico re
dei Sumeri, fu il quinto re di Uruk, il più antico agglomerato urbano dell'odierno Iraq, nelle
vicinanze
del Golfo Persico. Le sue vicende sono narrate nel primo poema epico della storia
dell'umanità, denominato
successivamente Epopea di Gilgamesh). Dentro alla leggenda vi è una teologia molto
sofisticata.
Il mondo è sempre stato così com’è, la Terra non c’è sempre stata. Capiscono la
concezione del tempo,
conoscono l’inizio e la fine ma non possono tornare all’inizio. Se il tempo c’è sempre stato,
allora Dio è il
tempo.
Molte religioni del tempo antico credono in questa cosa, gli dei creano il tempo e lo spazio,
il mondo.
IDEA DELLA CREAZIONE BABILONESE: dio cattivo e annoiato che fa il mondo con
sabbia e acqua, ci mette gli
omini e poi ci “gioca” distruggendo tutto quando gli pare.
Se le cose vanno bene è solo perché Gilgamesh ha fatto la guerra agli dei per proteggere
gli umani.
E’ un racconto eziologico, che spiega la posizione nel mondo di ogni uomo.
A questo punto gli ebrei vogliono rimettere a posto alcune cose.
T I Sh R B (si legge al contrario: pronuncia è “bereshit”. Tradotto comunemente “in
principio”.
Genesi dal capitolo 1 al 12. L’inizio è un po’ confuso. Ci sono due creazioni dell’uomo e
due creazioni della
donna.
1° versione: uomo annoiato e Dio produce la donna per farla stare al suo fianco e per
compagnia.
2° versione: entrambi sono alla pari. Quando fa le cose le fa “secondo la loro specie” ma
quando fa l’uomo
lo fa “a nostra immagine e nostra somiglianza”.
Racconto zingaro della creazione: separa le acque di sopra e le acque di sotto. Per Israele
mare (acqua) è
fortissimo.
Dio ha fatto tutto bene, è stato Adamo a fare il casino. Aveva una regola: stare fuori dal
bene e dal male.
Ma l’uomo non può avere la conoscenza del bene e del male e dell’eternità (Eden è il
giardino
dell’eternità). Quando escono dall’Eden Dio gli fa i vestiti ecc…
Racconto della Torre di Babele (nella Genesi).

Il testo biblico diventa scritto nel periodo babilonese. Data del testo più antico in nostro
possesso è del
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1008 D.C. Dal 6° secolo A.C. all’ 11° secolo A.C. non abbiamo nessuna traccia.
I saggi di Israele iniziano a scrivere le vocali sotto le parole.
Nel medioevo la questione cristiana diventa problematica e quindi iniziano a mettere le
vocali sotto le
consonanti sotto forma di puntini:
° = i,
°° = e,
°° = e
sotto le consonanti di bereshit.
es. Regna Signore dal legno (per i cristiani è la croce) VS regna Signore dal trono.
Cambiando le parole
cambia il senso.
Nella grotta di Qumran un pastore trova delle giare. Era probabilmente la biblioteca della
comunità
monastica. Manoscritti del II secolo A.C.
1200 anni prima del testo masoretico. Solo consonanti, non vocali.
Bibbia dei 70 (Septuaginta): è la versione della Bibbia in lingua greca, che la tradizione
vuole tradotta
direttamente dall'ebraico da 70 saggi ad Alessandria d'Egitto; in questa città cosmopolita e
tra le maggiori
dell'epoca vi era una grandissima e famosa biblioteca e vi si trovava un'importante e attiva
comunità
ebraica. Questa versione costituisce tuttora la versione liturgica dell'Antico Testamento per
le chiese
ortodosse orientali di tradizione greca.

(…)

PARALLELISMI TRA LE RELIGIONI DEL MEDITERRANEO:


3 testi sacri riconoscono la figura di Abramo in modo simile. Non è il fondatore di Israele
ma il nonno.
Un giorno Dio parlò ad Abram, ordinandogli di lasciare la sua terra e di dirigersi nel paese
che Lui gli
avrebbe indicato. Tre sono le promesse che Dio fa ad Abram:
▪ una numerosa discendenza
▪ la benedizione, tramite lui, di tutti i popoli della Terra
▪ la promessa di un territorio per la sua discendenza
In una nuova visione, Dio confermò ad Abram l'Alleanza, che si sarebbe estesa a tutta la
sua discendenza.
Sarai era sterile ed avanti negli anni, quindi Abram ritenne opportuno avere un figlio con la
schiava
egiziana Agar, che chiamò Ismaele. Ma Dio apparve nuovamente ad Abramo tredici anni
più tardi,
confermando che Sarai gli avrebbe dato un figlio legittimo nonostante l'età avanzata, e
cambiò il nome da

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