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Lezione 01 aprile 2019

definizione di relazioni interreligiose


Origini del mondo raccontante in miti->racconti eziologico (raccontare qualcosa che sta indietro
per raccontare qualcosa che sta dopo)
Il senso di quel racconto prende una costruzione religiosa dominante di Babilonia antica e la
rovescia, non una creazione dove c’è un uomo eroe e uno cattivo, ma un raconto dove c’è un
Dio e un uomo pirla che se le fa sfuggire.
E’ un classico tipo di relazione fra universi concettuali, produce una costruzione narrativa
opposta.
Relazione che spinge all’indietro al racconto diAbramo, Isacco, Il racconto dei Re, dei Salmi e
della storia di Israele.
La bibbia costituisce un patrimonio che ha una caratteristica fondamentale, è fatta di parole,
l’alleanza è una parola. La costruiscono nella relazione ebraica è una costruzione, a partire dai
precetti che costituiscono la Torah, noi sappiamo che raggiungono una forma scritta “tardi”.
La fuga degli ebrei dall’Egitto, attorno al 11-12 sec. A.c., il testo scritto della Torah arriva quasi
mezzo millennio dopo, come se una cosa trasmessa via orale diventa scritta dopo 500 anni.
La trasmissione orale e scritta nel mondo antico sono equivalenti. Quando il testo diventa scritto,
continua ad attirare sempre più un processo tipo ermeneutico-> processo di interpretazione del
testo. IO leggo quello che c’è scritto e lo capisco, a volte non si capisce cosa vogliano dire, in
questo caso quando questo non si capisce aggiunge delle spiegazioni.
Nel testo di Israele le spiegazione non sono ti tipo allegorico, che raccontano un testo dalla quel
ricavare una morale, i testi biblici, come tutti i testi sacri, non hanno lo scopo di raccontare delle
cose ma insegnare delle cose, i metodi ermeneutici. La interpretazione biblica, i maestri di Israele
hanno scritto migliaia di pagine.

Come comincia la Bibbia come lo conosciamo:


Genesi - inizia : “In principio” in ebraico si scrive “Bereshit” perché comincia per B e non per A
se anche se inizia con la A l’alfabeto ebraico? Perché “qualsiasi cosa che ci viene in mente che
inizia con B è giusta, purché ci venga in mente qualcosa” non c’è un’interpretazione giusta o
sbagliata, per la spiegazione ermeneutica per quanto riguarda la bibbia ebraica.
Alcuni dicono che inizia così perché la lettera B “bi” in ebraico si dice “bet” che vuol dire “casa” e
dal punto di vista della calligrafia la “b” sembra una casa, perché la cosa che Dio ha creato, è la
casa. Quelli spirituali dicono che la casa di Israele è la Torah, inizia con B perché appena si inizia
a leggere, la Bi, è il tuo posto del mondo. Dio ha pensato di fare il mondo, ha pensato di farlo,
dopo averci pensato tanto, anche di fare Israele, la Torah, il Messia, l’avvento della torah,
impossibile che non ci sia la A, ci deve essere da qualche parte, per Tirashi c’è una A che non si
legge, nei 10 comandamenti inizia il primo con “A” (Io” Io di Dio”) c’è la A del “ a che parla”.
Il testo ebraico è scritto con consonanti senza vocali, si mettono le vocali ad orecchio, se uso
delle altre vocali nel testo, vengono fuori altre parole del testi, è pieno di significato il testo sotto la
vocalizzazione, cambia la vocalizzazione=cambia il senso del testo. La stratificazione di questi
significati, conosce un punto di maturazione e arresto, dov viene fatto nel testo ebraico, una
versione con le vocaline scritto testo (testo masoretico=focalizzato) viene prodotto perché c’è una
questione, alcune interpretazioni del testo non stanno più dentro all’interpretazione dell’ebraismo,
ma è in quella concorrente, ovvero quella cristiana. Il testo quando costituisce una libertà, nella
Bibbia costituisce anche una responsabilità, chi riceve il testo, riceve una responsabilità del
capire. il lettaralismo biblico, che riguarda i fondamentalisti cristiani del sud americano, non
voglio che viene spiegato l’evoluzionismo, perché non dai la possibilità di capirlo (dal pov della
tradizione ebraica). La tradizione delle interpretazioni è stata trasmessa oralmente dai mastri,
passano la vita ad interpretare e studiare il testo, e dicono che sono delle loro interpretazioni, ad
un certo punto, vengono scritte in racconti in raccolte di testi interpretativi e formano un primo
nucleo, chiamati la Mishnah (serie di piccoli pensieri con le quali il testo viene interpretato). Le
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autorità di quel testo è nessuna, è un valore che sta insieme ad altre interpretazioni. Il valore sta
nella loro complessità che sta insieme, la generazioni dei teti della Mishnah, genera dei commenti
e successivamente altre commenti-> Talmud (interpretazione della Mishnah che troviamo al
centro, commenti maestri al di fuori, altri commenti dei maestri sono più al di fuori). Il Talmud
ottiene forma scritto nel I millennio e viene chiamato dalla tradizione ebraica si chiama Torah
orale. (La torah della Bibbia nasce in forma orale, che poi trasporta in forma scritta, poi vengono
standardizzati in forma scritta, scritta su rotoli, tutti uguali agli altri, divisione uguale, il rotolo ha
una sua sacralità, avvolta in panni trapeggati, riposa in sinagoga in un armadio Aaron, se si
lacera, viene sepolto, anche se si sporca. Il sefer torah più antico è del 10° sec, d.c.
La tradizione dei commenti della torah che diventa ad un certo punto scritto, dopo una serie di
commenti, dei commenti dei maestri (torah orale,->Talmud).
Il Talmud del Viln (città della Lituania) diventa fissa.
L’alleanza dell’Esodo comporta quello che dice il primo comandamento (esserci per dio per la
liberazione, il racconto della Pasqua è un racconto del cammino verso il Monte Sinai, la salita, la
consegna di Mosè dei comandamenti, la discesa le rompe, torna su, rifà le tavole e si va verso la
terra dorata. Entrano gli ebrei).
Racconto dell’Esodo appartiene alle tribù di Israele e le strutture politiche dell’Israele antico
(prima non ha un re, poi ne ha 2, un regno del nord e del sud, poi viene conquistato, ecc..)
questo racconto della vita politica, ha un centro del racconto, un centro fisico che è una città,
Gerusalemme e un luogo, il monte del Tempio, luogo dove viene posta l’arca dell’alleanza dove
sono contente le tavole della legge, c’è un coperchio dell’arca, dove ci sono due figure
simboliche alate, i cherubini, e rappresenta il cuore politico e religioso del regno di Israele. L’arca
dell’alleanza sta per molto tempo in una tenda, che è la tenda dell’alleanza che ricorda il percorso
dalla liberazione dall’Egitto e viene messo poi in un tempio, tempio di legno, viene distrutto
durante la conquista dei Babilonesi, viene rifatto, c’è una nuova programmazione del tempio e
rimane lì. E’ il cuore dove si celebra la vita liturgica del cuore di Israele, non ha bisogno di di un
tempio, alcuni cose vengono fatte in casa, e alcuni miti invece fatti da riti dai sacerdoti. I sacrifici
al tempio dimostrano la mia adesione alla legge. Molti sacrifici sono delle motivazione personale,
che fanno i sacerdoti, il rito della Pasqua invece è collettivo. Nel 70 d.c. i romani distruggono il
tempio, lo radano al suolo, si portano alcune cose che c’erano del tempio la Menorah (un
candelabro con 7 braccia che stava accesso per l’arca dell’alleanza Nell’arco di Tito, a Roma,
nella rivolta degli israeliti, c’è una alto rilievo dove i soldati portano via le cose dal tempio, tra cui il
menorah. Con la distruzione del tempio, la vita della fede ebraica viene stravolta, perché prima
della distruzione ci sono pratiche e ritualità fatte in luoghi di preghiera, in sinagoghe, però cessa il
sacrificio. Per Israele è possibile solo una vita chiamata la “diaspora”->”dispersione” degli ebrei
fuori da Israele, intendere ebraismo che ha dovuto ridare senza tempio la sua pratica religiosa.
Erano pezzetti della pratiche religiose fatte nel tempio, ora non più.
L’ebraismo nel periodo dei re, interstamentaria (alla fine di quello che viene chiamato dai cristiani
primo testamento) è una fase dove il tempio c’è. Quando c’è Gesù c’è il tempio, ci va anche
prima di morire. L’ebraismo della diaspora si trova accanto, poco dopo il 70, abbiamo un vicino
ebraico ed ingombrante: il cristianesimo.
Non è una religione diversa dall’ebraismo, nasce come una forma di ebraismo, Gesù è un ebreo,
ha una sua interpretazione del testo come ogni maestro, ad ex. il permesso del ripudio è fatto dal
popolo di Israele dovuto alla durezza del loro cuore, in principio non era così. La legge sul ripudio
di Gesù è molto femminista. Gesù dice che se la sposa, non può piantarla lì. Gesù ha una forma
di rifiuto abbastanza radicale della violenza religiosa, anche quella che discende dalla Torah. I
“saducei” non la pensano come li, anche gli “Zenota” praticano terrorismo anti-romani, sono uno
di questi zenoti “Giuda”, che fa parte del gruppo di Gesù che lo po consegnerà ai romani”, i
farisei a cui Gesù è quello che assomiglia più a Gesù.

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Il raconto dell’alleanza, il racconto Capitale, il racconto decisivo non è come Gesù è nato o
vissuto. Quello centrale è il racconto dove c’è l’evento decisivo e per la comunità perché c’è un
poi alla sepoltura di Gesù.
I Vangeli, genere inventato dalla scuola di Gesù, i vangeli si trovano al centro del racconto della
passioni remote di Gesù più un poi, racconti scritti non nella lingua di Gesù, ma nella lingua del
tempo più veicolare, il greco. Cose che non abbiamo più. Il più antico che abbiamo è il Vangelo
di Marco.

Lezione 8 aprile 2019

L’analfabetismo religioso: l’accettata mancanza di strumenti di conoscenza di fede, di testi sacri


che la compongono, le sue pratiche culturali, le norme interne e ed esterne, i dinamismi storici
che la percorrono e la modificano.
Quando parliamo di alfabetismo religioso ci riferiamo all’alfabetizzazione multipla.
Alfabetizzazione di base: conoscenza di lettere, delle strutture testuali che ci servono per leggere
e scrivere ad un livello di base.
Alfabetizzazione funzionale: consiste nella capacità di leggere e scrivere ad un livello che ci
consente di operare all’interno della società.
Alfabetizzazione multipla: la capacità di usare competenze di letture e scritture per produrre,
capire, interpretare e valutare con senso critico le informazioni.

La persona è attiva agli strumenti che acquisisce, le informazioni che legge per partecipare in un
gruppo. Lo studiamo perché è frutto della storia italiana, la mancanza di strumenti per capire il
vocabolario del religioso e i vari dinamismi, ha una rilevanza storico anche dal nostro paese. il
motivo per cui lo studiamo, innanzitutto per capire le difficoltà che attualmente la società
sperimenta nel relazionarsi con una pluralità di religioni, prima si pensavano impossibili, la nostra
difficoltà nel leggerle è perché non riusciamo a codificare questi cosmi.
L’analfabetismo religioso produce dei costi alla società, che rendono più complicati i processi di
integrazione, di convivenza di religioni diversi nello stesso spazio sociale, culturale e politico.

La questione dell’insegnamento religioso ha attraversato tuta la storia politica nello Stato, ha dato
vita a dibattici molti accessi. Storicamente cominciamo a registrare la questione dell’ora di
religione a partire dalla promulgazione dello Statuto Albertino

Introduzione religione a scuola


Primo momento in Italia: Statuto Albertino (4 marzo 1848): è importante perché istituisce il
cattolicesimo come religione di Stato.
Primo articolo vediamo che il cattolicesimo è definito una religione dello stato, gli altri invece
vengono relegati a “culti” e tollerati conformemente alla legge.
Poi Legge Casati (1859): promuovere autonomia dell’istruzione dalle modalità ecclesiastiche,
facendolo diventare obbligatorio (elementari, medie, istituti ginnasio e altro)->esonero viene
richiesto dai genitori. Ciascuno segue se avvalersi o meno, l’esonero non è scontata (per favorire
l’autonomia e la libertà di scelta). Lo stato si vuole arrogare il diritto di disporre dell’insegnamento
della religione agli italiani.
Legge Coppino (1877): Propone di cancellare la religione dall’onero delle materie di
insegnamento (ma verrà bloccato dal consiglio di stato).
Mozione Bissolati (1908): soppressione ogni tipo di insegnamento religioso ella scuola-
>istituzione insegnamento religione della scuola, è a base comunale (sono i genitori che
accedono all’insegnamento) su richiesta dei genitori in accordi (ottenere l’approvazione) con gli
insegnamenti e andare in comune a richiedere per accedere all’insegnamento.
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(1873) Soppressione delle facoltà teologiche pubbliche di stato (tutt’ora non ci sono ancora).
POV cattolico: lo stato inserendo l’insegnamento cattolica, si arrogasse il diritto di scegliere su
programmi, chiesa non più padrone dell’insegnamento della religione cattolica nella scuola
POV Stato: non volevano che fosse imposta, quindi che la chiesa interferisse nelle questioni
pubbliche.
Laicità positiva: la include senza temere che la religione abbia la pretese di essere una fattore
predominante nello spazio pubblico
Laicità negativa: esclude la religione dallo spazio pubblico
(1922-1923) Riforma Gentile: (necessario per lui promuovere la laicità positiva) stabilisce che
l’insegnamento della religione cattolica (è una dell’esperienze di fede del cristianesimo) è
obbligatoria all’interno della scuola, ma c’è differenza a livelli di istruzione: la religione sia
fondamento della cultura e spiritualità dell’istruzione del fanciullo, finché nella scuola superiore
viene occupata dalla filosofia.
Patti Lateranensi (1929): rapporti tra Stato e Santa Fede, con l'insegnamento previsto dalla
riforma Gentile, la religione viene esteso a tutte le scuole di ogni ordine e grado.
1956-1948: Promulgato la Costituzione dello Stato Italiano: tutte le confessione vengono
riconosciute dallo stato (neutralità dello stato) + non c’è una religione di Stato.
Gentile non era a favore della posizione perché l’accordo con la santa sede e l’introduzione
dell’insegnamento delle religione cattolica in ogni ordine e grado non avrebbe permesso allo
stato italiano la secolarizzazione che invece Gentile vedeva come unica via per l’individuo per
raggiungere un pieno sviluppo spirituale.
Art. 7 e 8 parlano di religione:
Art 7: accordo tra Stato e Chiesa hanno dei rapporti indipendenti, dai Patti Lateranensi (le
modificazione dei ma i patti non richiedono procedimento di revisione costituzionale)-
>separazione giuridica vs separazione pubblico. I patti Lateranensi vengon messi tra i trattati
internazionali.
*Ai patti Lateranensi viene assegnato il rango di trattato internazionale -> qualora i rapporti tra lo
stato italiano e la Santa Sede debbano subire modifiche, bisogna andare attraverso una
procedura di revisione di trattato internazionale e non una procedura di revisione costituzionale
(non si procede con la revisione dell’art.7 perché i Patti Lateranensi sono ad un’altro livello di
legislazione).
Art. 8: le confessioni religiose diversi dal cattolicesimo, il diritto di organizzarsi dai suoi istituti, che
non contrastino il diritto italiano. Regolata dalla legge sulla base di intese (firmate tra stato e
rappresentata dalla confessioni diversi da quelle cattoliche, chiamate dallo statuto Albertino come
“culti”).
Si istituisce un meccanismo previligiario: religione cattolica (per i patti Lateranensi è il
riconoscimento tra Stato e Santa Sede è privilegiato rispetto alle altre confessioni). Invece nelle
confessione serve un rappresentante-> ma se non ci sono rappresentati, ma ci dono figure di
riferimento, non si può fare un’intesa (problema delle religione islamiche). Richiedono quindi che
si formulano una somiglianza come nelle struttura del cattolicesimo (non ce lo avete? fate in modo
di averci una figura simile).
C’è un art. che fa riferimento alla religione come quella hinduista ed ebraica, dal pov giuridico
hanno il diritto di insegnare la religione a scuola, nelle altre intese viene fatto riferimento al “al fatto
religioso” per la comunità ebraica si parla di insegnamento di ebraismo.
Dal pov dell’insegnamento della religione cattolica: rimane invariata, relativamente agli articoli e i
Patti Lateranensi, anche con la promulgazione della Costituzione.

Dopo il ’46, per 20 anni, si abbassa il clima del dibattito, ad esclusione degli ambienti valdesi e
metodisti (richiedono i loro diritti), in virtù dell’art.8 hanno il diritto di stipulare un’intesa
(impossibile fino al 1984 perché lo strumento delle intese non è attivato).

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I fattori che riprendono il dibattito sulla ripresa del tema della ridefinizione si insegnamento sono:
-Le immigrazioni interne
-La trasformazione economica dell’Italia
-La televisione-> costituisce un mutamento delle abitudini di persone del rapporto dei fedeli e le
istituzioni (la messa in tv), la validità della messa in tv.
1968 in poi: la rivoluzione culturale, ovvero rivoluzione diritti, entra in crisi e in discussione la
mentalità fino ad allora consolidata ad ex. anche rispetto alla famiglia (ex. divorzio, libertà delle
donne) e nel suo piccolo anche insegnamento religione a scuola.
-La sfera del politico e la sfera del religioso rendono indipendente l’una dall’altra in modo
progressivo
-Anni 70: Il Concilio Vaticano II (1962-1965)
-Gli esperti della materia presentano una propria posizione in tema, in questo caso
l’insegnamento della religione cattolica. Emergono una serie di proposte (7 opzione-> in
particolare 1 si presenta la domanda di quale sia la modalità più corretta per quanto riguarda tale
insegnamento al livello della realtà italiana del momento) al Convegno Nazionale:
1. Conservazione dell’insegnamento (obbligo e possibilità di esonero). Nuovo insegnamento
religioso per tutti, si affianchi però una dimensione filosofica, sociologica, storica e teologica
2. Abolizione di ogni tipo di insegnamento religioso di tipo confessionale, sostituito da una storia
delle religioni, con un focus sul cattolicesimo.
3. Proposta insegnamento biblico cristiano non obbligatorio
4. Favore della distruzione delle tematiche religiose nei programmi di filosofia/storia/letteratura
con la possibilità di istituire un insegnamento confessionale da posizione in orario extra-
scolastico e da attivare solo su richiesta
5. Insegnamento religioso aconfessionale (senza focus specifico) non obbligatorio, da collocare
al di fuori dell’orario scolastico
6. Soppressione di ogni insegnamento religioso cristiano
7. Promuovere l’abolizione di ogni insegnamento religioso tout court.

Processo di revisione concordatario: tra Stato e santa sede e c’è il dibattito in parlamento-
>stagione che colma nel 1984 a Villa Madama->stipulazione delle intese.
In questi 15 anni si delineano due posizioni principali:
1: la scuola non è in carica di trasmettere l’estensione dello stato anche dal pov religioso, è la
scuola e la sua autonomia, capire la società nella quale al scuola si colloca e promuovere un
insegnamento religioso congruo rispetto a quel contesto.
2.Posizione del doppio binario: dà per scontata che la Chiesa in quella fase storica non avrebbe
abbandonato sua prerogativa sull’insegnamento a scuola e quindi fosse necessario conservare
insegnamento stabilito dai patti, ma affiancarlo da un insegnamento laico di cultura religiosa.
I docenti erano assunti secondo un concorso pubblico per docenti (a differenza dell’IRC che
sono di ordine ecclesiastica).
Ad oggi:
Si fa o un’ora di IRC o attività alternativa: chi non lo fa perde un’ora o chi fa la IRC perde i
contenuti dell’attività alternativa.
Principali criticità nell’ambito cattolico ed extra-cattolico sono di:
-natura metodologica: in che modo la metodologia dell’insegnamento si sarebbe conformato alle
metodologie e ai programmi delle altre materie
-in ambito cattolico: in che modo non ledere i diritti che si avvalgono dell’insegnamento
-idea che ogni scuola dovesse avere una propria ispirazione spirituale (movimento comunione
liberazione, ha manifestato molto criticità tra scioglimento dell’ora di religione e una singola
confessione)
1976 fino al 1984: comincia la revisione dei patti
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Dal pov insegnamento a scuola: posizione del mantener l’obbligo con richiesta di esonero, unita
alla possibilità dello studente una volta finita scuola media (non cambia), poi viene introdotta la
questione dell’avvalersi o meno.
1976:
-Obbligo+ esonero, con passaggio alle scuole superiori (devo richiedere io di non farlo)
1984: arriviamo alla possibilità di avvalersi (non c’è una richiesta scontata o un richiesta da
esprimere) o no è sempre legata alla questioni delle superiori.
Si riaccendono anche quei meccanismi istituzionali non ben definito fino ad all’ora per le
situazioni delle intese. Valdesi e metodisti, uniti con patto di intese con le chiese e lo stato italiano.
(1989) Sentenza Casavola: Quelli che si avvalgono hanno le stesse ore scolastiche, le scuole
devono scegliere quali attività collocare in quest’ora.
->entra nel concetto di laicità dello stato italiano-> Laicità:
Inclusiva: tutti hanno diritto di stare nello spazio pubblico anche con simboli religiosi
Esclusiva: è quella ad ex. del modello francese, che dice che i simboli religiosi, religione ecc..
stanno fuori dalla macchina del pubblico. (ex. chi porta il velo, non può farlo all’interno degli spazi
pubblici, come scuola o mistero).
Sentenza Casavola: La nostra Costituzione è improntata sul principio supremo della laicità. Nel
definire la Carta Costituzionale laica, vede la laicità dal pov inclusivo, non c’è rapporto di
estraneità o ostilità tra spazio pubblico e le chiesa o istituzione religiosa, mette in risalto che si
possa mettere in servizio per la coscienza religiosa dei cittadini, rispettando il pluralismo culturale
anche religioso. ->sentenza significativa per prima parla di laicità in Italia dal pov giuridico e poi
dà possibilità integrazione in Italia dando riconoscimento alla religiosità degli individui.
In Italia non abbiamo una legge che stabilisce la libertà religiosa dei cittadini, che faccia quindi
riferimento all’art. 8., la libertà religiosa viene garantita con altri strumenti, ad ex, intese, come il
concordato stabilisce altri privilegi (come i valdesi vedono riconoscersi i loro diritti, si tratta di
un’estensione di libertà).
2003 Riforma accesso IRC
2009 Riforma dei Programmi

Lezione 29 aprile 2019

La tradizione di Babilonia (quella che scrivono il Talmud-> tradizione di quello che dicevano i
maestri della tradizione di Israele, consociamo il suo nome Yousha, nella traduzione greca diventa
Gesù, predica in aramaico lingua del tempo e che ha questi discepoli, ad un certo punto
diventano una corrente assestante dentro all’ebraismo e successivamente ne esci fuori. Le scuole
concorrenti a Gesù in quel tempo:
-Fra i suoi discepoli c’è preoccupazione di mettere in guardia a questo gruppo che è molto vicino
alla predicazione di Gesù, i rabbini di oggi sono la discendenza delle scuole dei farisei.
-Ponzio Pilato quando lo fa condannare, gli fa scrivere “Re dei Giudei”
-Saducei
-Il Buon Samaritano-> sono un gruppo religioso che ha una tradizione indipendente da quella del
cuore di Israele perché non fanno culto a Gerusalemme ma sul Monte di San Maria, non
partecipano come invece fa il grosso dell’ebraismo.
Cosa insegna questo maestro di Nazareth?
Insegna perché si impari a memoria, ha un modo di parlare che è fatto per essere ricordato, da
alcune cose come in tutte le scuole abbastanza standard, insegnare delle brevi frasi che
sintetizzano quello che è il suo insegnamento-> Ama il prossimo tuo come te stesso.
Altra frasi:
-Macarismi (in greco- macaroi con frasi che iniziano con “Beati voi”)
-Scagli la pietra chi è senza peccato
-Perdonate fino a settanta volte
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Corano (=profeta che riceva la rivelazione, il profeta non sa scrivere, la ridice e qualcuno che lo
scrive per lui), Gesù non dice mai di scrivere di qualcosa che diceva, ha la passione
dell’intepretazione del testo, insegna ad interpretare i testi.
Gesù ha un caratteristica di tipo biografico: Gesù muore in croce, non muore di vecchiaia, ma
giustiziato dai romani, subisce un processo religioso davanti al sinedrio e uno civile davanti a
Pilato, il quale lo condanna alla morte ignobile, quella di croce (quello nobile erano la
decapitazione o spada). Viene giustiziato, il gruppo dei suoi discepoli conserva una memoria
molto ampia e lunga delle sua morte. Il Racconto di Marco è costituito da una mezza parte che
racconta tutta la vita di Gesù e una seconda parte tutta la storia dell’esecuzione di Gesù. Alla fine
del racconto c’è quello che definisce un’anomalia rispetto al percorso normale di un maestro
della scuola.
Il Racconto di Marco è molto lungo, Gesù muore all’incirca nel 30-32 d.c., dicono che il Vangelo
di Marco sia stato scritto negli anni 40 (distante 10-15 anni), poco distante dalla morte diGesù, ci
sono dei racconto di quello che dice Gesù anche nei racconti di Marco, c’è una frase “C’è più
Gioia nel Dare che Ricevere” tipica frase gesuana ma che non c’è nei vangeli ma che dice Paolo.
(audio 22 minuti
Miracoli, resurrezione, frasi, i racconti della passione-> non sappiamo come siano arrivati fino a
Marco (se sia una tradizione orale o meno) è molto diversa dal primo e dal secondo Testamento.
Il primo testamento ha la stessa tradizione come l’Odissea (ripetuta la stessa cosa con la stesse
parole da tutti). I racconti orali di Gesù non sono in quel senso, non viene insegnata con le stesse
parole, al tradizione orale di primo tipo dobbiamo vederla nella stessa modalità che noi
impariamo i testi di una canzone, al massimo invertiamo parole o righe. I racconto della comunità
gesuana non è quel tipo di racconto lì, tutti i Vangeli (quelli canonici Marco Matteo Giovanni e
Luca due libri: il vangelo e l’atto degli apostoli) gli Apocrifi (Vangeli non ricevuti dalle chiese, che
hanno molti racconti simili) non sono stati fatti per essere ripetuti con le stesse prole, ma per dare
corpo e assistenza tradizione orale dell’insegnamento di Gesù.
Un Apocrifo di Marco-> racconto interessa te: (la settimana inizia il giorno dopo lo shabbat)
quantità di donne nella scuola di Gesù non è occasionale, ci sono molte donne cose che nelle
altre scuole dell’ebraismo non era ammissibile, le prendo di mira. Nella Torah ci è scritto che la
testimonianza di una donna non vale, quindi il racconto in tribunale non vale come quello di un
uomo. Hanno paura di spostare la pietra, non lo fanno durante lo Shabbat (non si lavora, non si
può toccare un corpo morto diventa impuro e non può partecipare ai riti di culto).
Quando entrano vedono un giovane avvolto nella veste bianca, non è Gesù, ebbero paura.
Il racconto della resurrezione di Gesù non è un granché: non c’è un segno miracolo, c’è un tomba
vuota, sono in 3 donne la cui parola non vale niente, ci sono i 2 uomini e dovrebbero credergli ma
niente, quando sanno questa cosa qui non dicono nulla. Gesù su di sé dice che è “Il figlio
dell’uomo” titolo apocalittico che raffigura il giorno del Giudizio (deve arrivare un messia che sarà
il figlio dell’uomo). Dice che è risolto e procede verso i suoi apostoli in Galilei, loro scappano e
non dicono niente. Sgrida gli 11 che non li hanno creduti, poi alla fine li perdona perché lo
credono e predicano questo evento in giro. E’ la prima parte del racconto delle resurrezione, in
confronto della cattura, processo di Gesù è molto più veloce, sbrigativo.
La secondo parte, dice il Vangelo che Gesù è risorto il mattino e dopo sabato (Gesù pre
pasquale viene chiamato Messia/Cristo/Gesù, Gesù post pasquale viene chiamato il Signor Gesù
e si siede a destra di Dio), Maria di Magdala dice di aver visto Gesù risorto. E’ un racconto
stentato (c’è una tomba vuoto e tre zitte, una lo vede e non le credono, appaiono 2 maschi come
dice la Torah che è una testimonianza valida, e neanche a loro credono, appare anche agli 11
che cenano e rimproverò per la loro durezza di cuore, gli da una serie di comandi 5 segni dell’
autorevolezza. Per la prima volta Gesù chiamato il “signore Gesù distinzione pre-pasquale (Gesù,
Messia che si dice in ebraico il Cristo) e quello post-pasquale quindi il “Signore Gesù)<-
riconoscimento della funzione messianica di Gesu.
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Alla fine del vangelo c’è scritto che gli 11 credono a questa vicenda e predicano dappertutto e il
signore li accompagna con i segni.
Il vangelo è il racconto nasce dalla predicazione di Gesù dopo la scuola dove vengono messi
insieme i gesti, le parole di Gesù (ipisissima verba per dire per parole spessissime dove siamo
sicuri che Gìsù ha detto così) altrimenti le parabola (racconti che servono ad illustrare alcune
cose gli stanno a cuore, ad ex. il buon samaritano). L’annuncio della sua resurrezione, porta ad
una serie di eventi che portino i discepoli a credere, questo non spinge ai discepoli a non credere
nell’ebraismo, è un comunità che li fa vivere ancora dentro all’ebraismo.
Vangelo 1 e 2, la comunità primitiva cristiana la conosciamo così: prima miracolo vediamo Pietro
va al tempio, vede un lebbroso e guarisce (perché è nel tempo-vediamo il primo miracolo). Ad un
certo punto la predicazione dei discepoli fa aderire più persone alla scuola di Gesù, della quale
ci sono alcune caratteristiche che vediamo negli atti degli apostoli. La comunità cristiana, per
quanto viva nell’ebraismo, pratica regole della vita insegnate da Gesù. Gesù è morto nella
Pasqua ebraica, il vangelo di Giovanni lo fa coincidere con la morte Gesù nel momento del
sacrificio dell’agnello al tempio, in altri invece lo fanno coincidere con la cena di Gesù con gli altri
dove magia l’agnello con gli altri, una cena importante (ci sono le pulizie di Pasqua, non ci deve
essere niente di lievitato in casa, si fa pane non lievitato, si mangiano erbe amare, agnello come
nella notte dalla fuga dall’Egitto, si fa per ripetere il rito) ci sono delle preghiere standard di
benedizione, si benedice il nome (ashem), si benedice per le cose che fa, che ha fatto, della
liberazione. Nel rito della pasqua ci sono benedizione sul calice di vino che viene fatto passare, il
pane che viene lanciato che ricorda la fretta della notte. Questo gesto Gesù dice delle parole in
più “fate questo in memoria di me” prende il rito della tradizione ebraica, ci attacca la fuga
all’Egitto e ci attacca se medesimo. Unisce quindi due tradizione (fuga+ se stesso) dice che il
pane è il suo corpo, il vino è il suo sangue. Sul fatto che dica che è il suo corpo fa parte del modo
di parlare di Gesù, sul fatto che un ebreo dica che è il suo sangue è impuro per l’ebraismo, dato
che appartiene alla vita stessa di Dio, è come toccare qualcosa di divino, nessuno che lo tocca
non è divino e lì serve una benedizione. L’unico sangue è per le vittime di Dio che vengono offerte
per poi bruciate in modo che non rimanga nulla.

cosa accade nella comunità cristiana?



Come ci sono i farisei, sadducei, i samaritani, questa comunità viene identificata->quelli della via.
Vien dato a loro in Antiochia (in Siria) sempre lì viene dato a loro un nome diverso: cristiani perché
considerano il loro maestro Gesù come un messia (quindi un cristo). E’ una comunità ancora
dentro alla comunità ebraica. Quando questo gruppo viene identificato così, ci sarà un episodio
importante: i seguaci dei Farisei (Paolo di Tarso) diventano cristiani. Era un fariseo che
perseguitava i cristiani (c’erano scontro religiosi anche sanguinosi) e diventa un predicatore
(Saulo o Paolo è uguale) ha un compagno di predicazione Barnaba e vanno a predicare nelle
sinagoghe. Alla predicazione di Paolo ci sono nelle comunità ebraica delle reazione negative,
come c’erano state dappertutto, ma inoltre domandano di diventare cristiani dei non-ebrei o sono
proseliti (nome che si dava nell’ebraismo a quelli che domandavano di entrare nella fede ebraica
ma non avevano ancora finito il percorso) o pagani che non sono ebrei perché la domanda che
tutti si fanno: se io sono ebreo e divento cristiano non c’è problema, ma se non sono ebreo cosa
devo fare?
Se sono maschio devo farmi circoncidere oppure no? (Gesù era circonciso, il lenzuolo è
antisemita perché gli coprono il pacco)
-Gesù ha sempre osservato lo Shabbat, la comunità cristiana festeggia rito della memoria del
Signore il giorno dopo del signore (festeggiano sia sabato e sia domenica, hanno inventato il
week-end), ma lo devono osservare o no? Le regole alimentari? Si apre una discussione
violentissima dentro la comunità di Gesù perché una parte (quella di Gerusalemme)la salvezza di
Gesù è per chiunque, dice che ci vuole il battesimo in nome di Gesù, di suo padre e dello Spirito
Santo. La legge va osservata, se devono fare i cristiani devono seguire tutte le regole (quindi
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