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Lezione 01 aprile 2019

definizione di relazioni interreligiose


Origini del mondo raccontante in miti->racconti eziologico (raccontare qualcosa che sta indietro
per raccontare qualcosa che sta dopo)
Il senso di quel racconto prende una costruzione religiosa dominante di Babilonia antica e la
rovescia, non una creazione dove c’è un uomo eroe e uno cattivo, ma un raconto dove c’è un
Dio e un uomo pirla che se le fa sfuggire.
E’ un classico tipo di relazione fra universi concettuali, produce una costruzione narrativa
opposta.
Relazione che spinge all’indietro al racconto diAbramo, Isacco, Il racconto dei Re, dei Salmi e
della storia di Israele.
La bibbia costituisce un patrimonio che ha una caratteristica fondamentale, è fatta di parole,
l’alleanza è una parola. La costruiscono nella relazione ebraica è una costruzione, a partire dai
precetti che costituiscono la Torah, noi sappiamo che raggiungono una forma scritta “tardi”.
La fuga degli ebrei dall’Egitto, attorno al 11-12 sec. A.c., il testo scritto della Torah arriva quasi
mezzo millennio dopo, come se una cosa trasmessa via orale diventa scritta dopo 500 anni.
La trasmissione orale e scritta nel mondo antico sono equivalenti. Quando il testo diventa scritto,
continua ad attirare sempre più un processo tipo ermeneutico-> processo di interpretazione del
testo. IO leggo quello che c’è scritto e lo capisco, a volte non si capisce cosa vogliano dire, in
questo caso quando questo non si capisce aggiunge delle spiegazioni.
Nel testo di Israele le spiegazione non sono ti tipo allegorico, che raccontano un testo dalla quel
ricavare una morale, i testi biblici, come tutti i testi sacri, non hanno lo scopo di raccontare delle
cose ma insegnare delle cose, i metodi ermeneutici. La interpretazione biblica, i maestri di Israele
hanno scritto migliaia di pagine.

Come comincia la Bibbia come lo conosciamo:


Genesi - inizia : “In principio” in ebraico si scrive “Bereshit” perché comincia per B e non per A
se anche se inizia con la A l’alfabeto ebraico? Perché “qualsiasi cosa che ci viene in mente che
inizia con B è giusta, purché ci venga in mente qualcosa” non c’è un’interpretazione giusta o
sbagliata, per la spiegazione ermeneutica per quanto riguarda la bibbia ebraica.
Alcuni dicono che inizia così perché la lettera B “bi” in ebraico si dice “bet” che vuol dire “casa” e
dal punto di vista della calligrafia la “b” sembra una casa, perché la cosa che Dio ha creato, è la
casa. Quelli spirituali dicono che la casa di Israele è la Torah, inizia con B perché appena si inizia
a leggere, la Bi, è il tuo posto del mondo. Dio ha pensato di fare il mondo, ha pensato di farlo,
dopo averci pensato tanto, anche di fare Israele, la Torah, il Messia, l’avvento della torah,
impossibile che non ci sia la A, ci deve essere da qualche parte, per Tirashi c’è una A che non si
legge, nei 10 comandamenti inizia il primo con “A” (Io” Io di Dio”) c’è la A del “ a che parla”.
Il testo ebraico è scritto con consonanti senza vocali, si mettono le vocali ad orecchio, se uso
delle altre vocali nel testo, vengono fuori altre parole del testi, è pieno di significato il testo sotto la
vocalizzazione, cambia la vocalizzazione=cambia il senso del testo. La stratificazione di questi
significati, conosce un punto di maturazione e arresto, dov viene fatto nel testo ebraico, una
versione con le vocaline scritto testo (testo masoretico=focalizzato) viene prodotto perché c’è una
questione, alcune interpretazioni del testo non stanno più dentro all’interpretazione dell’ebraismo,
ma è in quella concorrente, ovvero quella cristiana. Il testo quando costituisce una libertà, nella
Bibbia costituisce anche una responsabilità, chi riceve il testo, riceve una responsabilità del
capire. il lettaralismo biblico, che riguarda i fondamentalisti cristiani del sud americano, non
voglio che viene spiegato l’evoluzionismo, perché non dai la possibilità di capirlo (dal pov della
tradizione ebraica). La tradizione delle interpretazioni è stata trasmessa oralmente dai mastri,
passano la vita ad interpretare e studiare il testo, e dicono che sono delle loro interpretazioni, ad
un certo punto, vengono scritte in racconti in raccolte di testi interpretativi e formano un primo
nucleo, chiamati la Mishnah (serie di piccoli pensieri con le quali il testo viene interpretato). Le
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autorità di quel testo è nessuna, è un valore che sta insieme ad altre interpretazioni. Il valore sta
nella loro complessità che sta insieme, la generazioni dei teti della Mishnah, genera dei commenti
e successivamente altre commenti-> Talmud (interpretazione della Mishnah che troviamo al
centro, commenti maestri al di fuori, altri commenti dei maestri sono più al di fuori). Il Talmud
ottiene forma scritto nel I millennio e viene chiamato dalla tradizione ebraica si chiama Torah
orale. (La torah della Bibbia nasce in forma orale, che poi trasporta in forma scritta, poi vengono
standardizzati in forma scritta, scritta su rotoli, tutti uguali agli altri, divisione uguale, il rotolo ha
una sua sacralità, avvolta in panni trapeggati, riposa in sinagoga in un armadio Aaron, se si
lacera, viene sepolto, anche se si sporca. Il sefer torah più antico è del 10° sec, d.c.
La tradizione dei commenti della torah che diventa ad un certo punto scritto, dopo una serie di
commenti, dei commenti dei maestri (torah orale,->Talmud).
Il Talmud del Viln (città della Lituania) diventa fissa.
L’alleanza dell’Esodo comporta quello che dice il primo comandamento (esserci per dio per la
liberazione, il racconto della Pasqua è un racconto del cammino verso il Monte Sinai, la salita, la
consegna di Mosè dei comandamenti, la discesa le rompe, torna su, rifà le tavole e si va verso la
terra dorata. Entrano gli ebrei).
Racconto dell’Esodo appartiene alle tribù di Israele e le strutture politiche dell’Israele antico
(prima non ha un re, poi ne ha 2, un regno del nord e del sud, poi viene conquistato, ecc..)
questo racconto della vita politica, ha un centro del racconto, un centro fisico che è una città,
Gerusalemme e un luogo, il monte del Tempio, luogo dove viene posta l’arca dell’alleanza dove
sono contente le tavole della legge, c’è un coperchio dell’arca, dove ci sono due figure
simboliche alate, i cherubini, e rappresenta il cuore politico e religioso del regno di Israele. L’arca
dell’alleanza sta per molto tempo in una tenda, che è la tenda dell’alleanza che ricorda il percorso
dalla liberazione dall’Egitto e viene messo poi in un tempio, tempio di legno, viene distrutto
durante la conquista dei Babilonesi, viene rifatto, c’è una nuova programmazione del tempio e
rimane lì. E’ il cuore dove si celebra la vita liturgica del cuore di Israele, non ha bisogno di di un
tempio, alcuni cose vengono fatte in casa, e alcuni miti invece fatti da riti dai sacerdoti. I sacrifici
al tempio dimostrano la mia adesione alla legge. Molti sacrifici sono delle motivazione personale,
che fanno i sacerdoti, il rito della Pasqua invece è collettivo. Nel 70 d.c. i romani distruggono il
tempio, lo radano al suolo, si portano alcune cose che c’erano del tempio la Menorah (un
candelabro con 7 braccia che stava accesso per l’arca dell’alleanza Nell’arco di Tito, a Roma,
nella rivolta degli israeliti, c’è una alto rilievo dove i soldati portano via le cose dal tempio, tra cui il
menorah. Con la distruzione del tempio, la vita della fede ebraica viene stravolta, perché prima
della distruzione ci sono pratiche e ritualità fatte in luoghi di preghiera, in sinagoghe, però cessa il
sacrificio. Per Israele è possibile solo una vita chiamata la “diaspora”->”dispersione” degli ebrei
fuori da Israele, intendere ebraismo che ha dovuto ridare senza tempio la sua pratica religiosa.
Erano pezzetti della pratiche religiose fatte nel tempio, ora non più.
L’ebraismo nel periodo dei re, interstamentaria (alla fine di quello che viene chiamato dai cristiani
primo testamento) è una fase dove il tempio c’è. Quando c’è Gesù c’è il tempio, ci va anche
prima di morire. L’ebraismo della diaspora si trova accanto, poco dopo il 70, abbiamo un vicino
ebraico ed ingombrante: il cristianesimo.
Non è una religione diversa dall’ebraismo, nasce come una forma di ebraismo, Gesù è un ebreo,
ha una sua interpretazione del testo come ogni maestro, ad ex. il permesso del ripudio è fatto dal
popolo di Israele dovuto alla durezza del loro cuore, in principio non era così. La legge sul ripudio
di Gesù è molto femminista. Gesù dice che se la sposa, non può piantarla lì. Gesù ha una forma
di rifiuto abbastanza radicale della violenza religiosa, anche quella che discende dalla Torah. I
“saducei” non la pensano come li, anche gli “Zenota” praticano terrorismo anti-romani, sono uno
di questi zenoti “Giuda”, che fa parte del gruppo di Gesù che lo po consegnerà ai romani”, i
farisei a cui Gesù è quello che assomiglia più a Gesù.

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Il raconto dell’alleanza, il racconto Capitale, il racconto decisivo non è come Gesù è nato o
vissuto. Quello centrale è il racconto dove c’è l’evento decisivo e per la comunità perché c’è un
poi alla sepoltura di Gesù.
I Vangeli, genere inventato dalla scuola di Gesù, i vangeli si trovano al centro del racconto della
passioni remote di Gesù più un poi, racconti scritti non nella lingua di Gesù, ma nella lingua del
tempo più veicolare, il greco. Cose che non abbiamo più. Il più antico che abbiamo è il Vangelo
di Marco.

Lezione 8 aprile 2019

L’analfabetismo religioso: l’accettata mancanza di strumenti di conoscenza di fede, di testi sacri


che la compongono, le sue pratiche culturali, le norme interne e ed esterne, i dinamismi storici
che la percorrono e la modificano.
Quando parliamo di alfabetismo religioso ci riferiamo all’alfabetizzazione multipla.
Alfabetizzazione di base: conoscenza di lettere, delle strutture testuali che ci servono per leggere
e scrivere ad un livello di base.
Alfabetizzazione funzionale: consiste nella capacità di leggere e scrivere ad un livello che ci
consente di operare all’interno della società.
Alfabetizzazione multipla: la capacità di usare competenze di letture e scritture per produrre,
capire, interpretare e valutare con senso critico le informazioni.

La persona è attiva agli strumenti che acquisisce, le informazioni che legge per partecipare in un
gruppo. Lo studiamo perché è frutto della storia italiana, la mancanza di strumenti per capire il
vocabolario del religioso e i vari dinamismi, ha una rilevanza storico anche dal nostro paese. il
motivo per cui lo studiamo, innanzitutto per capire le difficoltà che attualmente la società
sperimenta nel relazionarsi con una pluralità di religioni, prima si pensavano impossibili, la nostra
difficoltà nel leggerle è perché non riusciamo a codificare questi cosmi.
L’analfabetismo religioso produce dei costi alla società, che rendono più complicati i processi di
integrazione, di convivenza di religioni diversi nello stesso spazio sociale, culturale e politico.

La questione dell’insegnamento religioso ha attraversato tuta la storia politica nello Stato, ha dato
vita a dibattici molti accessi. Storicamente cominciamo a registrare la questione dell’ora di
religione a partire dalla promulgazione dello Statuto Albertino

Introduzione religione a scuola


Primo momento in Italia: Statuto Albertino (4 marzo 1848): è importante perché istituisce il
cattolicesimo come religione di Stato.
Primo articolo vediamo che il cattolicesimo è definito una religione dello stato, gli altri invece
vengono relegati a “culti” e tollerati conformemente alla legge.
Poi Legge Casati (1859): promuovere autonomia dell’istruzione dalle modalità ecclesiastiche,
facendolo diventare obbligatorio (elementari, medie, istituti ginnasio e altro)->esonero viene
richiesto dai genitori. Ciascuno segue se avvalersi o meno, l’esonero non è scontata (per favorire
l’autonomia e la libertà di scelta). Lo stato si vuole arrogare il diritto di disporre dell’insegnamento
della religione agli italiani.
Legge Coppino (1877): Propone di cancellare la religione dall’onero delle materie di
insegnamento (ma verrà bloccato dal consiglio di stato).
Mozione Bissolati (1908): soppressione ogni tipo di insegnamento religioso ella scuola-
>istituzione insegnamento religione della scuola, è a base comunale (sono i genitori che
accedono all’insegnamento) su richiesta dei genitori in accordi (ottenere l’approvazione) con gli
insegnamenti e andare in comune a richiedere per accedere all’insegnamento.
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(1873) Soppressione delle facoltà teologiche pubbliche di stato (tutt’ora non ci sono ancora).
POV cattolico: lo stato inserendo l’insegnamento cattolica, si arrogasse il diritto di scegliere su
programmi, chiesa non più padrone dell’insegnamento della religione cattolica nella scuola
POV Stato: non volevano che fosse imposta, quindi che la chiesa interferisse nelle questioni
pubbliche.
Laicità positiva: la include senza temere che la religione abbia la pretese di essere una fattore
predominante nello spazio pubblico
Laicità negativa: esclude la religione dallo spazio pubblico
(1922-1923) Riforma Gentile: (necessario per lui promuovere la laicità positiva) stabilisce che
l’insegnamento della religione cattolica (è una dell’esperienze di fede del cristianesimo) è
obbligatoria all’interno della scuola, ma c’è differenza a livelli di istruzione: la religione sia
fondamento della cultura e spiritualità dell’istruzione del fanciullo, finché nella scuola superiore
viene occupata dalla filosofia.
Patti Lateranensi (1929): rapporti tra Stato e Santa Fede, con l'insegnamento previsto dalla
riforma Gentile, la religione viene esteso a tutte le scuole di ogni ordine e grado.
1956-1948: Promulgato la Costituzione dello Stato Italiano: tutte le confessione vengono
riconosciute dallo stato (neutralità dello stato) + non c’è una religione di Stato.
Gentile non era a favore della posizione perché l’accordo con la santa sede e l’introduzione
dell’insegnamento delle religione cattolica in ogni ordine e grado non avrebbe permesso allo
stato italiano la secolarizzazione che invece Gentile vedeva come unica via per l’individuo per
raggiungere un pieno sviluppo spirituale.
Art. 7 e 8 parlano di religione:
Art 7: accordo tra Stato e Chiesa hanno dei rapporti indipendenti, dai Patti Lateranensi (le
modificazione dei ma i patti non richiedono procedimento di revisione costituzionale)-
>separazione giuridica vs separazione pubblico. I patti Lateranensi vengon messi tra i trattati
internazionali.
*Ai patti Lateranensi viene assegnato il rango di trattato internazionale -> qualora i rapporti tra lo
stato italiano e la Santa Sede debbano subire modifiche, bisogna andare attraverso una
procedura di revisione di trattato internazionale e non una procedura di revisione costituzionale
(non si procede con la revisione dell’art.7 perché i Patti Lateranensi sono ad un’altro livello di
legislazione).
Art. 8: le confessioni religiose diversi dal cattolicesimo, il diritto di organizzarsi dai suoi istituti, che
non contrastino il diritto italiano. Regolata dalla legge sulla base di intese (firmate tra stato e
rappresentata dalla confessioni diversi da quelle cattoliche, chiamate dallo statuto Albertino come
“culti”).
Si istituisce un meccanismo previligiario: religione cattolica (per i patti Lateranensi è il
riconoscimento tra Stato e Santa Sede è privilegiato rispetto alle altre confessioni). Invece nelle
confessione serve un rappresentante-> ma se non ci sono rappresentati, ma ci dono figure di
riferimento, non si può fare un’intesa (problema delle religione islamiche). Richiedono quindi che
si formulano una somiglianza come nelle struttura del cattolicesimo (non ce lo avete? fate in modo
di averci una figura simile).
C’è un art. che fa riferimento alla religione come quella hinduista ed ebraica, dal pov giuridico
hanno il diritto di insegnare la religione a scuola, nelle altre intese viene fatto riferimento al “al fatto
religioso” per la comunità ebraica si parla di insegnamento di ebraismo.
Dal pov dell’insegnamento della religione cattolica: rimane invariata, relativamente agli articoli e i
Patti Lateranensi, anche con la promulgazione della Costituzione.

Dopo il ’46, per 20 anni, si abbassa il clima del dibattito, ad esclusione degli ambienti valdesi e
metodisti (richiedono i loro diritti), in virtù dell’art.8 hanno il diritto di stipulare un’intesa
(impossibile fino al 1984 perché lo strumento delle intese non è attivato).

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I fattori che riprendono il dibattito sulla ripresa del tema della ridefinizione si insegnamento sono:
-Le immigrazioni interne
-La trasformazione economica dell’Italia
-La televisione-> costituisce un mutamento delle abitudini di persone del rapporto dei fedeli e le
istituzioni (la messa in tv), la validità della messa in tv.
1968 in poi: la rivoluzione culturale, ovvero rivoluzione diritti, entra in crisi e in discussione la
mentalità fino ad allora consolidata ad ex. anche rispetto alla famiglia (ex. divorzio, libertà delle
donne) e nel suo piccolo anche insegnamento religione a scuola.
-La sfera del politico e la sfera del religioso rendono indipendente l’una dall’altra in modo
progressivo
-Anni 70: Il Concilio Vaticano II (1962-1965)
-Gli esperti della materia presentano una propria posizione in tema, in questo caso
l’insegnamento della religione cattolica. Emergono una serie di proposte (7 opzione-> in
particolare 1 si presenta la domanda di quale sia la modalità più corretta per quanto riguarda tale
insegnamento al livello della realtà italiana del momento) al Convegno Nazionale:
1. Conservazione dell’insegnamento (obbligo e possibilità di esonero). Nuovo insegnamento
religioso per tutti, si affianchi però una dimensione filosofica, sociologica, storica e teologica
2. Abolizione di ogni tipo di insegnamento religioso di tipo confessionale, sostituito da una storia
delle religioni, con un focus sul cattolicesimo.
3. Proposta insegnamento biblico cristiano non obbligatorio
4. Favore della distruzione delle tematiche religiose nei programmi di filosofia/storia/letteratura
con la possibilità di istituire un insegnamento confessionale da posizione in orario extra-
scolastico e da attivare solo su richiesta
5. Insegnamento religioso aconfessionale (senza focus specifico) non obbligatorio, da collocare
al di fuori dell’orario scolastico
6. Soppressione di ogni insegnamento religioso cristiano
7. Promuovere l’abolizione di ogni insegnamento religioso tout court.

Processo di revisione concordatario: tra Stato e santa sede e c’è il dibattito in parlamento-
>stagione che colma nel 1984 a Villa Madama->stipulazione delle intese.
In questi 15 anni si delineano due posizioni principali:
1: la scuola non è in carica di trasmettere l’estensione dello stato anche dal pov religioso, è la
scuola e la sua autonomia, capire la società nella quale al scuola si colloca e promuovere un
insegnamento religioso congruo rispetto a quel contesto.
2.Posizione del doppio binario: dà per scontata che la Chiesa in quella fase storica non avrebbe
abbandonato sua prerogativa sull’insegnamento a scuola e quindi fosse necessario conservare
insegnamento stabilito dai patti, ma affiancarlo da un insegnamento laico di cultura religiosa.
I docenti erano assunti secondo un concorso pubblico per docenti (a differenza dell’IRC che
sono di ordine ecclesiastica).
Ad oggi:
Si fa o un’ora di IRC o attività alternativa: chi non lo fa perde un’ora o chi fa la IRC perde i
contenuti dell’attività alternativa.
Principali criticità nell’ambito cattolico ed extra-cattolico sono di:
-natura metodologica: in che modo la metodologia dell’insegnamento si sarebbe conformato alle
metodologie e ai programmi delle altre materie
-in ambito cattolico: in che modo non ledere i diritti che si avvalgono dell’insegnamento
-idea che ogni scuola dovesse avere una propria ispirazione spirituale (movimento comunione
liberazione, ha manifestato molto criticità tra scioglimento dell’ora di religione e una singola
confessione)
1976 fino al 1984: comincia la revisione dei patti
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Dal pov insegnamento a scuola: posizione del mantener l’obbligo con richiesta di esonero, unita
alla possibilità dello studente una volta finita scuola media (non cambia), poi viene introdotta la
questione dell’avvalersi o meno.
1976:
-Obbligo+ esonero, con passaggio alle scuole superiori (devo richiedere io di non farlo)
1984: arriviamo alla possibilità di avvalersi (non c’è una richiesta scontata o un richiesta da
esprimere) o no è sempre legata alla questioni delle superiori.
Si riaccendono anche quei meccanismi istituzionali non ben definito fino ad all’ora per le
situazioni delle intese. Valdesi e metodisti, uniti con patto di intese con le chiese e lo stato italiano.
(1989) Sentenza Casavola: Quelli che si avvalgono hanno le stesse ore scolastiche, le scuole
devono scegliere quali attività collocare in quest’ora.
->entra nel concetto di laicità dello stato italiano-> Laicità:
Inclusiva: tutti hanno diritto di stare nello spazio pubblico anche con simboli religiosi
Esclusiva: è quella ad ex. del modello francese, che dice che i simboli religiosi, religione ecc..
stanno fuori dalla macchina del pubblico. (ex. chi porta il velo, non può farlo all’interno degli spazi
pubblici, come scuola o mistero).
Sentenza Casavola: La nostra Costituzione è improntata sul principio supremo della laicità. Nel
definire la Carta Costituzionale laica, vede la laicità dal pov inclusivo, non c’è rapporto di
estraneità o ostilità tra spazio pubblico e le chiesa o istituzione religiosa, mette in risalto che si
possa mettere in servizio per la coscienza religiosa dei cittadini, rispettando il pluralismo culturale
anche religioso. ->sentenza significativa per prima parla di laicità in Italia dal pov giuridico e poi
dà possibilità integrazione in Italia dando riconoscimento alla religiosità degli individui.
In Italia non abbiamo una legge che stabilisce la libertà religiosa dei cittadini, che faccia quindi
riferimento all’art. 8., la libertà religiosa viene garantita con altri strumenti, ad ex, intese, come il
concordato stabilisce altri privilegi (come i valdesi vedono riconoscersi i loro diritti, si tratta di
un’estensione di libertà).
2003 Riforma accesso IRC
2009 Riforma dei Programmi

Lezione 29 aprile 2019

La tradizione di Babilonia (quella che scrivono il Talmud-> tradizione di quello che dicevano i
maestri della tradizione di Israele, consociamo il suo nome Yousha, nella traduzione greca diventa
Gesù, predica in aramaico lingua del tempo e che ha questi discepoli, ad un certo punto
diventano una corrente assestante dentro all’ebraismo e successivamente ne esci fuori. Le scuole
concorrenti a Gesù in quel tempo:
-Fra i suoi discepoli c’è preoccupazione di mettere in guardia a questo gruppo che è molto vicino
alla predicazione di Gesù, i rabbini di oggi sono la discendenza delle scuole dei farisei.
-Ponzio Pilato quando lo fa condannare, gli fa scrivere “Re dei Giudei”
-Saducei
-Il Buon Samaritano-> sono un gruppo religioso che ha una tradizione indipendente da quella del
cuore di Israele perché non fanno culto a Gerusalemme ma sul Monte di San Maria, non
partecipano come invece fa il grosso dell’ebraismo.
Cosa insegna questo maestro di Nazareth?
Insegna perché si impari a memoria, ha un modo di parlare che è fatto per essere ricordato, da
alcune cose come in tutte le scuole abbastanza standard, insegnare delle brevi frasi che
sintetizzano quello che è il suo insegnamento-> Ama il prossimo tuo come te stesso.
Altra frasi:
-Macarismi (in greco- macaroi con frasi che iniziano con “Beati voi”)
-Scagli la pietra chi è senza peccato
-Perdonate fino a settanta volte
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Corano (=profeta che riceva la rivelazione, il profeta non sa scrivere, la ridice e qualcuno che lo
scrive per lui), Gesù non dice mai di scrivere di qualcosa che diceva, ha la passione
dell’intepretazione del testo, insegna ad interpretare i testi.
Gesù ha un caratteristica di tipo biografico: Gesù muore in croce, non muore di vecchiaia, ma
giustiziato dai romani, subisce un processo religioso davanti al sinedrio e uno civile davanti a
Pilato, il quale lo condanna alla morte ignobile, quella di croce (quello nobile erano la
decapitazione o spada). Viene giustiziato, il gruppo dei suoi discepoli conserva una memoria
molto ampia e lunga delle sua morte. Il Racconto di Marco è costituito da una mezza parte che
racconta tutta la vita di Gesù e una seconda parte tutta la storia dell’esecuzione di Gesù. Alla fine
del racconto c’è quello che definisce un’anomalia rispetto al percorso normale di un maestro
della scuola.
Il Racconto di Marco è molto lungo, Gesù muore all’incirca nel 30-32 d.c., dicono che il Vangelo
di Marco sia stato scritto negli anni 40 (distante 10-15 anni), poco distante dalla morte diGesù, ci
sono dei racconto di quello che dice Gesù anche nei racconti di Marco, c’è una frase “C’è più
Gioia nel Dare che Ricevere” tipica frase gesuana ma che non c’è nei vangeli ma che dice Paolo.
(audio 22 minuti
Miracoli, resurrezione, frasi, i racconti della passione-> non sappiamo come siano arrivati fino a
Marco (se sia una tradizione orale o meno) è molto diversa dal primo e dal secondo Testamento.
Il primo testamento ha la stessa tradizione come l’Odissea (ripetuta la stessa cosa con la stesse
parole da tutti). I racconti orali di Gesù non sono in quel senso, non viene insegnata con le stesse
parole, al tradizione orale di primo tipo dobbiamo vederla nella stessa modalità che noi
impariamo i testi di una canzone, al massimo invertiamo parole o righe. I racconto della comunità
gesuana non è quel tipo di racconto lì, tutti i Vangeli (quelli canonici Marco Matteo Giovanni e
Luca due libri: il vangelo e l’atto degli apostoli) gli Apocrifi (Vangeli non ricevuti dalle chiese, che
hanno molti racconti simili) non sono stati fatti per essere ripetuti con le stesse prole, ma per dare
corpo e assistenza tradizione orale dell’insegnamento di Gesù.
Un Apocrifo di Marco-> racconto interessa te: (la settimana inizia il giorno dopo lo shabbat)
quantità di donne nella scuola di Gesù non è occasionale, ci sono molte donne cose che nelle
altre scuole dell’ebraismo non era ammissibile, le prendo di mira. Nella Torah ci è scritto che la
testimonianza di una donna non vale, quindi il racconto in tribunale non vale come quello di un
uomo. Hanno paura di spostare la pietra, non lo fanno durante lo Shabbat (non si lavora, non si
può toccare un corpo morto diventa impuro e non può partecipare ai riti di culto).
Quando entrano vedono un giovane avvolto nella veste bianca, non è Gesù, ebbero paura.
Il racconto della resurrezione di Gesù non è un granché: non c’è un segno miracolo, c’è un tomba
vuota, sono in 3 donne la cui parola non vale niente, ci sono i 2 uomini e dovrebbero credergli ma
niente, quando sanno questa cosa qui non dicono nulla. Gesù su di sé dice che è “Il figlio
dell’uomo” titolo apocalittico che raffigura il giorno del Giudizio (deve arrivare un messia che sarà
il figlio dell’uomo). Dice che è risolto e procede verso i suoi apostoli in Galilei, loro scappano e
non dicono niente. Sgrida gli 11 che non li hanno creduti, poi alla fine li perdona perché lo
credono e predicano questo evento in giro. E’ la prima parte del racconto delle resurrezione, in
confronto della cattura, processo di Gesù è molto più veloce, sbrigativo.
La secondo parte, dice il Vangelo che Gesù è risorto il mattino e dopo sabato (Gesù pre
pasquale viene chiamato Messia/Cristo/Gesù, Gesù post pasquale viene chiamato il Signor Gesù
e si siede a destra di Dio), Maria di Magdala dice di aver visto Gesù risorto. E’ un racconto
stentato (c’è una tomba vuoto e tre zitte, una lo vede e non le credono, appaiono 2 maschi come
dice la Torah che è una testimonianza valida, e neanche a loro credono, appare anche agli 11
che cenano e rimproverò per la loro durezza di cuore, gli da una serie di comandi 5 segni dell’
autorevolezza. Per la prima volta Gesù chiamato il “signore Gesù distinzione pre-pasquale (Gesù,
Messia che si dice in ebraico il Cristo) e quello post-pasquale quindi il “Signore Gesù)<-
riconoscimento della funzione messianica di Gesu.
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Alla fine del vangelo c’è scritto che gli 11 credono a questa vicenda e predicano dappertutto e il
signore li accompagna con i segni.
Il vangelo è il racconto nasce dalla predicazione di Gesù dopo la scuola dove vengono messi
insieme i gesti, le parole di Gesù (ipisissima verba per dire per parole spessissime dove siamo
sicuri che Gìsù ha detto così) altrimenti le parabola (racconti che servono ad illustrare alcune
cose gli stanno a cuore, ad ex. il buon samaritano). L’annuncio della sua resurrezione, porta ad
una serie di eventi che portino i discepoli a credere, questo non spinge ai discepoli a non credere
nell’ebraismo, è un comunità che li fa vivere ancora dentro all’ebraismo.
Vangelo 1 e 2, la comunità primitiva cristiana la conosciamo così: prima miracolo vediamo Pietro
va al tempio, vede un lebbroso e guarisce (perché è nel tempo-vediamo il primo miracolo). Ad un
certo punto la predicazione dei discepoli fa aderire più persone alla scuola di Gesù, della quale
ci sono alcune caratteristiche che vediamo negli atti degli apostoli. La comunità cristiana, per
quanto viva nell’ebraismo, pratica regole della vita insegnate da Gesù. Gesù è morto nella
Pasqua ebraica, il vangelo di Giovanni lo fa coincidere con la morte Gesù nel momento del
sacrificio dell’agnello al tempio, in altri invece lo fanno coincidere con la cena di Gesù con gli altri
dove magia l’agnello con gli altri, una cena importante (ci sono le pulizie di Pasqua, non ci deve
essere niente di lievitato in casa, si fa pane non lievitato, si mangiano erbe amare, agnello come
nella notte dalla fuga dall’Egitto, si fa per ripetere il rito) ci sono delle preghiere standard di
benedizione, si benedice il nome (ashem), si benedice per le cose che fa, che ha fatto, della
liberazione. Nel rito della pasqua ci sono benedizione sul calice di vino che viene fatto passare, il
pane che viene lanciato che ricorda la fretta della notte. Questo gesto Gesù dice delle parole in
più “fate questo in memoria di me” prende il rito della tradizione ebraica, ci attacca la fuga
all’Egitto e ci attacca se medesimo. Unisce quindi due tradizione (fuga+ se stesso) dice che il
pane è il suo corpo, il vino è il suo sangue. Sul fatto che dica che è il suo corpo fa parte del modo
di parlare di Gesù, sul fatto che un ebreo dica che è il suo sangue è impuro per l’ebraismo, dato
che appartiene alla vita stessa di Dio, è come toccare qualcosa di divino, nessuno che lo tocca
non è divino e lì serve una benedizione. L’unico sangue è per le vittime di Dio che vengono offerte
per poi bruciate in modo che non rimanga nulla.

cosa accade nella comunità cristiana?



Come ci sono i farisei, sadducei, i samaritani, questa comunità viene identificata->quelli della via.
Vien dato a loro in Antiochia (in Siria) sempre lì viene dato a loro un nome diverso: cristiani perché
considerano il loro maestro Gesù come un messia (quindi un cristo). E’ una comunità ancora
dentro alla comunità ebraica. Quando questo gruppo viene identificato così, ci sarà un episodio
importante: i seguaci dei Farisei (Paolo di Tarso) diventano cristiani. Era un fariseo che
perseguitava i cristiani (c’erano scontro religiosi anche sanguinosi) e diventa un predicatore
(Saulo o Paolo è uguale) ha un compagno di predicazione Barnaba e vanno a predicare nelle
sinagoghe. Alla predicazione di Paolo ci sono nelle comunità ebraica delle reazione negative,
come c’erano state dappertutto, ma inoltre domandano di diventare cristiani dei non-ebrei o sono
proseliti (nome che si dava nell’ebraismo a quelli che domandavano di entrare nella fede ebraica
ma non avevano ancora finito il percorso) o pagani che non sono ebrei perché la domanda che
tutti si fanno: se io sono ebreo e divento cristiano non c’è problema, ma se non sono ebreo cosa
devo fare?
Se sono maschio devo farmi circoncidere oppure no? (Gesù era circonciso, il lenzuolo è
antisemita perché gli coprono il pacco)
-Gesù ha sempre osservato lo Shabbat, la comunità cristiana festeggia rito della memoria del
Signore il giorno dopo del signore (festeggiano sia sabato e sia domenica, hanno inventato il
week-end), ma lo devono osservare o no? Le regole alimentari? Si apre una discussione
violentissima dentro la comunità di Gesù perché una parte (quella di Gerusalemme)la salvezza di
Gesù è per chiunque, dice che ci vuole il battesimo in nome di Gesù, di suo padre e dello Spirito
Santo. La legge va osservata, se devono fare i cristiani devono seguire tutte le regole (quindi
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circoncisione, regole alimentare, lavarsi le mani, ecc)… A Paolo e Barnaba hanno la convinzione
che l’ascolto dell’annuncio di Gesù trova presso i pagani sia un segno di Dio, quello che viene dal
successo della predicazione verso i pagani sia una cosa che va interpretata del messaggio di
Gesù, quelli non debbano diventare ebrei, ma possono diventare cristiani senza circoncisione e
senza osservanza alimentare.
Riunione a Gerusalemme vediamo uno scontro fra Paolo e Giacomo il fratello del Signore, era uno
dei 12 e viene chiamato così nel nuovo Testamento->espunto di compromesso: niente
circoncisione (per i pagani) ma non possono mangiare gli animali sgozzati, per gli ebrei mangiare
un animale dissanguato è molto difficile.
Questa cosa che nasce con Paolo è il cristianesimo-> una comunità che viene dalla predicazione
di Gesù, dalla comunità dei discepoli di Gesù, dai racconti di e su Gesù che noi troviamo nel
nuovo Testamento e che, abbastanza presto (50 - 60 d.c), ha già preso una fisionomia che
diventerà imprevedibile, perché la parte pagana dei cristiani diventerà quella maggioritaria,
diventerà cosi grande che la parte giudeo-cristiana scomparirà, infatti oggi troviamo piccole
correnti (giudei-messianici ebrei, che come cristiani, praticano le osservanze di entrambe). E’ un
cristianesimo legato ad ambiente non più legati all’ebraismo, ha perso coscienza dei suoi legami
con questa->lo vediamo da un antisemitismo cristiano. Nel racconto del Vangelo Gesù diceva
delle beatitudini, ma diceva anche delle anti-beatitudini (Guai a voi..) ad ex. ai farisei di essere
ipocriti (di essere degli attori, dei finti) ha un significato quando ce la diciamo fra noi ebrei dentro
un contesto di ebrei, ma se lo diciamo fra noi pagani all’ebraismo non più dentro la comunità
diventa un disprezzo verso gli ebrei e ci riporta a rileggere il racconto della passione, in maniera
interessante: saranno più rilevanti i gruppi di ebrei ostili all’ebreo Gesù, l’accusa sarà quella dopo,
due secoli dopo, è stato ucciso dagli ebrei e portano quindi in sé la colpa (quindi ci si dimentica
che sono il diritto romano ha ucciso in realtà Gesù), la distruzione del tempio d Gerusalemme nel
70 d.c. dai romani, l’ebraismo era già disseminato in EU (diaspora in greco), l’ebraismo non avrà
un culto, una città. La Pasqua dal 70 d.c non verrà più celebrato dopo il sacrificio, i cristiani che
vengono dal paganesimo, leggano un castigo sugli ebrei per aver ucciso Gesù.
Ci interessa vedere un meccanismo che è diverso da quello visto nel cuore teologico della fede
ebraica.
L’ebraismo si costituisce in polemica con le religioni accanto, l’ebraismo di allora assorbe da
queste religioni delle figure/modelli (il diluvio è un mito mesopotamico che la tradizione di Israele
assorbe in un altro racconto) ma non c’è un problema distaccarsi da lì dentro. Quando la
tradizione di Israele incontra la religione babilonese, la prima ha già il suo racconto, quando
invece cristiani polemizzano con l’ebraismo, i cristiani si sono completamente dimenticati che
Gesù era ebreo, non hanno più la coscienza di appartenere a tale tradizione, ma si sentono
appartenere a qualcos’altro-> supersessionismo: idea che si dice che Israele è il popolo di Dio,
non IO sono il popolo di Dio, ci si sostituisce tutto, idea per cui le promesse di Israele vengono
sostituite dalle promesse della chiesa, così come la sua identità. (si baserà l’antisemitismo, dove
vediamo che l’ebraismo non serve più ai cristiani)
Antisemitismo->viene visto come un minorenni, senza diritto e diceva la chiesa come e cosa fare
a loro.
Nel 1254 a Parigi viene praticato il rogo del Talmud: le coppie scritte del Talmud viene bruciato
perché dicono che gli ebrei devono osservare la Torah, non il Talmud, lo deicide il Papa come
devono essere ebrei.
L’angelo Gabriele->rivelazione coranica non appartiene alle altre due religioni presenti dove il
profeta viveva, ma non fanno l’autonomia dialettica della fede di Israele, non più l’uscita
dall’ebraismo rappresentato dal cristianesimo, ma fanno un‘interpretazione nuova dell’ebraismo e
del cristianesimo. La rivelazione della Torah era buona ma gli ebrei l’hanno corrotta, anche quella
del Vangelo era buona, ma i cristiani l’hanno corrotta, allora Dio dà una rivelazione ultima e diretta
che corregga le altre due religioni, gli ebrei e cristiani vanno rispettati perché popoli del libro e
hanno avuto dignità perché hanno ricevuto una rivelazione da Dio, ma c’è una via più diretta per
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raggiungere Dio che è quella dell’Islam, è più chiara e razionale delle altre ed è la via che tutti
devono seguire se vogliono ottenere la salvezza, ci si sottomette a Dio e amen.

Lezione 6 maggio 2019


Quando parliamo di grandi esperienze religiose abbiamo a che fare con grandi processi che
hanno due aspetti: uno riguarda il nucleo storico originario e l’altro la loro evoluzione nel tempo.

Una cosa più importante e vera non esiste, entrambe hanno due funzioni diverse; l’esperienza
originaria che è quella che costituisce un nucleo che genera significati, narrazioni, attese, riti,
culti, pratiche, leggi, norme e poi lo sviluppo storico di quella comunità di fede. C’è una
dimensione che riguarda quel tipo di verità di carattere storico-filologico che sono oggettivi e
inoppugnabili; nella genesi Dio viene chiamato Elohim in altri Yaweh. Ci sono stati gruppi che
chiamano il Dio dell’alleanza in un modo altri in un altro questi entrarono in rapporto, la
costruzione del testo scritto dopo l’esilio a Babilonia è quello che mette insieme tutte queste cose.

Gesù uguale, voleva fondare una religione? No. Gesù è un predicatore della grande tradizione
profetico messianica di Israele, con un autocoscienza messianica molto forte che lo porta ad un
certo tipo di predicazione, si crea una comunità di discepoli abbastanza anomala attorno a lui,
nella predicazione di Gesù c’è la predicazione di un messia sofferente e non trionfante, che con
la sua sofferenza produce una redenzione del popolo di Israele. In questo annuncio della
sofferenza e della vittoria finale del Messia c’è un annuncio di resurrezione; il Nuovo testamento
nasce come racconto di questi aneddoti. Lungo racconto della passione, uccisione di Gesù,
sepoltura, tomba vuota. La questione che la comunità cristiana che inizia a raccontare la storia di
Gesù si pone dall’inizio; la tomba vuoto, l’uomo in bianche veste apparso a Maria di Magdala,
apparso a Simone. Per la comunità che racconta quella cosa lì quello è Gesù ed è il racconto
della resurrezione. Se Gesù non aveva lo scopo di fondare una religione, ma si propone come
redentore, come Messia dentro la tradizione di Israele. Per la comunità cristiana primitiva c’è
questa opzione perché iniziano a convertirsi al cristianesimo persone che non sono ebree; vanno
circoncisi? Possono praticare la torah? Devono lavarsi le mani? Possono mescolare latte e carne?
La scelta che viene fatta è quella di ammettere i non ebrei nella comunità cristiana senza
circoncisione; si decide di fare battezzati non circoncisi che rappresentano una variante della
comunità cristiana perché inizialmente i non ebrei sono una percentuale impercettibile. Questo
numero molto piccolo si sposta, tende a diventare sempre più grande e a mandare in una
condizione di minoranza quella che è la parte cristiana che viene dall’ebraismo. La parte
circoncisa ha una figura di riferimento molto chiara che è Giacomo il fratello del Signore, ucciso a
Gerusalemme. La parte non circoncisa ha un punto di riferimento molto chiaro che è Saulo, Paolo
di Tarso. C’è un punto di equilibrio rappresentato da uno dei dodici che è quello che media tra i
due gruppi che è Pietro. Nel mentre di questa predicazione si vengono a formare dei testi scritti
che prima non c’erano, che sono generi letterari nuovi: i Vangeli. I Vangeli mettono insieme,
nascita, vita e morte di Gesù. Questi racconti vengono scritti in greco, molti pensano che ci siano
pezzettini di racconto in aramaico. Gli studiosi sono convinti che esista una cosa, chiamata Q (è
un immaginario racconto di parole e di gesti), che era un racconto di frasi celebri di Gesù e di
gesti celebri di Gesù. Quattro di questi vangeli (hanno delle fonti), diventeranno i vangeli canonici
(Marco, Matteo, Luca, Giovanni); ci sono altri vangeli. Noi troviamo in questi Vangeli racconti che
sono segnati da varianti, per esempio nel Vangeli Matteo ci sono una serie di beatitudini che
Gesù dice (beati quelli che..). Nel Vangelo di Matteo le beatitudini hanno una forma (beati i……).
Nel Vangelo di Luca le beatitudini sono strutturate in un modo leggermente diverso perché sono
al plurale (beati voi….). Probabilmente Q conteneva una serie di detti e le varie predicazioni dei
diversi evangelisti sono frutto di una rilettura soggettiva di ognuno.

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C’è tutta una disciplina chiamata esegesi che tende a studiare, con un approccio storico-critico,
le ragioni delle varianti.

Una parabola è un raccontino in cui troviamo un significato (punta della parabola – morale). In Q
è probabile che ci fosse il racconto della parabola del seminatore come raccontata nel Vangelo.
Nel Vangelo viene raccontata con una interpretazione di tipo allegorico, dando un significato alle
cose. Nella formazione del testo il testo ha a che fare con il racconto di quella che è la vita di
Gesù ma non ha carattere storico; serve a formare la comunità cristiana. Si costruisce un testo
che ha un riferimento preciso nel fatto che ci tramanda quattro Vangeli come canonici; la
tradizione della grande Chiesa sceglie di ritenere ispirati e rivelati quattro Vangeli. È un racconto
che mette insieme più narrazioni evangeliche nella loro complessità e disarmonia.

La scelta dei quattro Vangeli canonici avviene molto lentamente per consenso; piano piano le
chiese prediligono determinati vangeli e ne lasciano indietro altri. Le Chiese iniziano ad usare e
tramandare le lettere di Paolo. Nuovo testamento: quattro vangelo + lettere di Paolo e altre lettere
sotto altri nomi (Pietro, Giacomo il fratello del Signore, lettera agli ebrei). Libro di Giovanni di
Patmos che viene identificato come lo stesso Giovanni del Vangelo anche se non è detto sia lui;
scrive un libro di carattere profetico, apocalittico, allude a realtà di cui si vuole dare
un’interpretazione. Piano piano si forma questo corpus e comunità cristiane che hanno sempre
meno a che fare con la tradizione ebraica; comunità che hanno in comune il processo di
formazione del nuovo testamento che si compie verso la fine del II secolo (175 d.c 195 d.c), non
c’è un’istanza di un testo che non debba essere interpretato. La cosa che resta più dell’ebraismo
nelle comunità cristiane è quello che non esiste un testo assoluto ma il testo va interpretato.
L’ermeneutica è una cosa inclusa nel testo, è presupposta dal testo (non c’è un racconto solo,
singolo di Gesù). Nella tradizione dei manoscritti del Vangelo non c’è la preoccupazione di
ricopiarlo in maniera pignola. Il Vangelo ha l’esigenza che venga rispettata la storia di Gesù, il
racconto della vita di Gesù. 

Nella formazione del Vangelo canonico c’è un punto che è molto importante: c’è uno studioso
italiano che ha fatto un librone che si chiama “Parole dimenticate di Gesù”, ha fatto un esercizio
molto interessante. Ha preso tutti i i Vangeli canonici e quelli apocrifi e ha tirato fuori da questi
Vangeli tutte le parole messe in bocca a Gesù; ha smontato il testo, resta il racconto di quello che
Gesù dice (Vangelo di Gesù). C’è armonia tra le parole che Gesù dice nei vangeli? No. In alcuni
casi corrispondono perfettamente, altre meno. Ha messo dentro tutta la tradizione apocrifa. La
cosa interessante è che in tutti questi detti di Gesù c’è una sola cosa che non c’è mai che dice
che questa trasmissione così fluida del racconto su Gesù in realtà ci trasmette una cosa
importantissima di Gesù: non c’è mai una parola di Gesù di violenza religiosa. Il racconto ha mille
accentuazioni, modificazioni ma che alla fine consegna di Gesù questo rifiuto della violenza
religiosa.

Quando il testamento inizia a prendere quella forma, il cristianesimo sarà ancora una religione
che non rientra nello schema normativo delle religioni del diritto romano che è un diritto imperiale
(identità multiregiosa e multicutlurale) che pratica la religione (in latino è la stessa parola che vuol
dire rilegare). La religione romana è una religione che in età imperiale non è solo politeista, ma è
una religione politeista in cui si saldano il culti pubblico del potere imperiale e alcuni culti raccolti,
tramandati e trasmessi che fanno parte del patrimonio filosofico, etico e mitico della tradizione
classica. Nella religione romana c’è un punto essenziale che è quello che l’imperatore gode di
uno statuto divino: si chiama Divo, è un dio nel senso che aveva la capacità di influenzare e
determinare un certo numero di comportamenti nel quale era previsto il rispetto religioso per la
sua persona. All’imperatore si offrono dei sacrifici; si fanno atti di culto. Alcune fedi erano esentate
dal culto all’imperatore perché dichiarate come religione licita, cioè lecite anche se non
praticavano il culto all’imperatore. Gli ebrei erano esonarati dal culto all’imperatore; essi ovunque
si trovassero non erano tenuto al culto all’imperatore però in compenso gli erano preclusi certi
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mestieri (soldato ad esempio). Il problema che hanno i cristiani quando iniziano ad essere una
comunità un po' meno invisibile, tra II e III secolo, è che non hanno uno status giuridico. Non sono
più ebrei. Quindi questi cristiani non sono più in grado di sfuggire alle persecuzioni religiose
(martiri). Le persecuzioni ci fanno conoscere progressivamente una struttura di Chiesa di cui
anche gli altri capiscono il funzionamento. Noi finora il racconto più antico che abbiamo non
cristiano sui cristiano è un racconto di Plinio dove ci sono questi che cantano gli inni a Cristo.
Piano piano iniziamo ad imparare che nel II secolo nel mondo cristiano ci sono strutture, non è
una comunità informe, ma ci sono alcune funzioni che hanno nomi non ebraici e non sacrali:
hanno dei sovrintendenti, che in greco si dice episcopos (vescovi), hanno degli anziani che in
greco si dice presbiteros (sacerdote), hanno inservienti che in greco si dice diaconoi (diaconi).
Questa è quella che si chiama struttura tripartita che è una struttura dell’asia minore e della grecia
che si diffonde in tutta la grande Chiesa.

Tra III e IV secolo un imperatore, Costantino dichiara la fede cristiana religione licita, fa cessare le
persecuzioni contro i cristiani, diventa lui cristiano e si a battezzare. Durante il suo impero decide
di fare una riunione dei Vescovi della grande Chiesa per risolvere questioni di carattere dottrinale.
Quando Costantino diventa imperatore ci sono alcune cose su cui non c’è consenso tra le chiese;
una in particolare che è quella che riguarda la dottrina trinitaria. Le chiese cristiane battezzano
con una formula che viene dagli inizi della trasmissione della vita cristiana: la gente viene
battezzata nel nome. Il battesimo nel nome è perfettamente dentro la tradizione dell’ebraismo
(perché non si può dire il nome di Dio). Il battesimo cristiano è un rito molto ebraico, è un lavacro
molto importante perché è unico e ha un rito di una semplicità enorme.

La fede trinitaria quando esce dal contesto ebraico prende una nuova coloritura; non si pensa più
al nome, al padre e allo spirito in senso ebraico. Inizia quindi una discussione tra i cristiani sul
modo in cui bisogna intendere il rapporto e l’ordine delle cose tra padre e figlio. C’è un grande
predicatore egiziano, chiamato Ario, che ha una concezione molto chiara di quella che è la fede
trinitaria, che è una concezione verticale e discendente. I seguaci di Ario chiamati Ariani, la
teologia ariana è una teologia molto classica ed è di carattere subordinazionista. Gesù è il figlio di
Dio ma in una posizione nettamente subordinata al padre. Dio è il solo Dio padre; Gesù è figlio di
Dio perché associato ad esso per la sua obbedienza, vocazione messianica, dal costituire la
parola di Dio incarnata ma è, come lo spirito e la parola, espressione di Dio che non mette in
discussione Dio stesso. Altra tradizione di Fede è quella turca secondo cui la dimensione trinitaria
è di perfetta uguaglianza tra dio il padre, il figlio e lo spirito santo. La distinzione della grande
chiesa tra ariani e non è abbastanza profonda che in realtà non produce un grande effetto;
Costantino che vuole chiudere la discussione nel 325 decide di fare una grande riunione di
vescovi (Sinodo – concilio) di tutta la casa imperiale (ecumene): concilio ecumenico. Fino a quel
momento solo concili locali (piccoli) che sollevavano questioni locali.

Scrivono norme ->canoni, ossia regole che valgono per tutte le Chiese. Scrivono un genere
letterario nuovo che è un simbolo di Fede; scrivono le cose che loro credono.

Lezione 13 maggio 2019


Dal pov musicale simile al canto di un salvo ebraico in sinagoga o di una lettura in chiesa latina o
greca.
Abramitiche->in tutte e 3 racconti delle 3 fedi c’è all’inizio la figura di Abramo (cristianesimo,
ebraismo e islamico). Quella cristiana e ebraico coincide (torah e primo testamento coincide)
anche nel corano si affida per la qualità della fede. In ciascuna tradizione la fede è una categoria
specifica:
ebraico, latino, greco, la fede è un atto di fiducia, non è idea, virtù, pensiero, convinzione.Tradotto
in inglese è belief ma non è così.

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Le 3 fedi abramaitche hanno una grammatica interna della fede abbastanza diverse, dipende dal
modo in cui viene costruito che sta alla base del racconto (gesti, parole, fatti, miti che generanno
culti, pratiche, emozioni).
Il racconto genetico della torah è il racconto della liberazione dell’Egitto, genera un testo questo
racconto dove l’ermeneutica del testo è scritta nel testo, nasce con una pretesa di interpretazione
intrinseca nel testo.
Il racconto evangelico, racconto della lunga passione di passioni e gesti e quello corto sulla
tomba, il testo sta dentro nell’interpretazione del testo (perché la tomba è vuota? chi è che appare
ai discepoli? Gesù).
Gramatica interna quello del corano, non ha un racconto della liberazione e non ha una figura
messianica come quella di Gesù, ha dentro un racconto di rivelazione che cade in un punto
preciso del tempo e dello spazio, della penisola arabica in un preciso momento, in questo
racconto c’è una figura che riceve questa rivelazione. La cornice narrativa della rivelazione è
diverso rispetto a quelli trovati nella bibbia ebraica e nel racconto evangelico.
Il racconto della rivelazione è differente perché la figura del ricevente ha uno status che non è
messianico e nemmeno, nel momento della rivelazione, uno status di guida.
Nel racconto ebraico Mosè è il ricevente della Torah in quanto costituito capo e il condottiero
della rivelazione.
Il vangelo di Gesù e il vangelo su Gesù si basa su una pretesa che enuncia in modo circospetto
che i suoi discepoli riconosco è la pretesa messianica.
Il corano non ha nessuno di queste caratteristiche ( non ha ne capo ne messia) ma rivelato a uno
come tanti (ma non come tutti) a una persona fisica, il quale viene identificato come uno dei
profeti. Il Corano viene rivelato all’interno della presenza di comunità giù presenti (culti senza un
libro i culti del deserto, e anche ebraica, cristiana). Riceve una rivelazione come profeta e una
seria di persone vengono rivelati come profeti (Abramo, Gesù, Davide) c’è una tradizione
profetica, il profeta si pone ricevendo una rivelazione che lo indica come ultimo. La figura di Mosè
è la figura del primo (capo di Israele). Anche Gesù è un primo (Paolo dice che Gesù è il primo dei
risorti). Lo qualifica ad essere l’ultimo della profezia, non parla a Dio. Gesù parla con Dio. Mosè
ha parlato con Dio. Il profeta non parla con Dio, riceve delle rivelazioni in sequenza dall’arcangelo
Gabriele e questa rivelazione, lui la impara a memoria.
Il corano, a differenza della Bibbia ebraica e il racconto su Gesù, non sconta l’esistenza del buco
fra gli eventi e racconto degli eventi, nessuno dei Vangeli che diventano canonici a caso, la sua
forza sta che il racconto del vangelo su Gesù corrisponde al vangelo di Gesù.
Dl pov della torah, questa l’ha scritta Mosè-> c’è scritto non fare la prossimo quello che ecc..
I salmi sono di Davide
Il profeta non sa scrivere e la rivelazione che riceva non è che viene affidata ad un analfabeta per
un motiva casuale. Viene scelto con tutto quello che il profeta rappresenta inclusa per diventare
un testo liberato. Lo scopo del corano è quello di essere una cosa recitata e nella recitazione
contiene quello che serve a una vita che si colloca alla fine al di là delle rivelazione, il corano
presenta di essere l’ultimo, non c’è un’altra rivelazione dopo di lui. Il corano conosce la Bibbia
ebraica e cristiana, impone rispetto agli ebrei e cristiani, non devono essere convertiti a forza
perché popoli del libro, ma quella rivelazione data precedenti è andata male perché loro lo hanno
corrotta, è venuta fuori l’auto - comprensione delle rivelazione islamica.
Rivelazione ebraica: Legalistica, osservanza troppo esteriore.
Rivelazione cristiana costituisce una religiosità che manca di razionalità, ha fervore e entusiasmo
che la rende irragionevole.
Il corano si presenta come la via stratta, corta e dritta a Dio che è la rivelazione coranica.
Contiene una serie di cose che il profeta impara a memoria e che recita. La cantilena della
preghiera ebraica ha una ragione comunitaria, nella cantilena si muovono, non c’è un’intonazione,
quando il rabbino legge un testo prende lo Yad (coso per non toccare il testo) cantilena a voce
alta.
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Cantilena coranica è necessaria per motivi di amplificazione (come ebraica) ma il corano ha
un’altra cantilenazione ovvero quella personale, recitando le sure del corano piano le imparo a
memoria non per una questione di virtuosismo ermeneutico-giuridico, rivelazione cornice “il
ciascuno è per te” cambia posizione del singolo rispetto alla comunità.
Attorno al profeta si crea una comunità di credenti che accettano il racconto delle rivelazione e
rinunciano a provare una venerazione che non mette in discussione la venerazione, accetta tutto
ciò che il profeta fa. La rivelazione non è strutturalmente comunitaria ma profondissimamente
individuale, ha una dimensione del soggetto diverso dagli altri. Dalle persone che accettano
quella rivelazione nasce una comunità che ha dei doveri (vediamo molto spesso “Popolo mio”), la
rivelazione individuale della via diretta dà al profeta quella dell’uguaglianza fra i credenti,
nell’Islam sunnita non ci sono delle autorità (qualche autorità esiste, tipo autorità dei califfi).
Perché? La rivelazione del corano ha un punto preciso: l’unicità di Dio. Allah non è il suo nome
proprie è la parola che vuol dire “dio” espropria la parola Dio a tutto il resto, la parola Dio è quella
più disponibile. La traduzione lascia la parola è per lasciare il punto della tradizione islamica
riconoscendo la sua unicità, quindi non tradurre la parola Dio e lasciare Allah
Nell’ebraismo l’unicità di dio è a carattere relazionale (è il Dio unico per me)
Dio unicità cristiana è quello di una rivelazione che suppone quel tipo di unicità di rapporto che a
Israele con il dio “io ci sono “ è universale, riguardata tutti alla fine dei tempi (il giorno del
signore). Il cristianesimo è per tutti, è una fede che nasce all’interno di un gruppo di ebrei e
diventa pagani, pagani di cultura greca, poi latina, poi barbarica (per essere ebrei dovevi essere
figlio di..).
L’unicità di dio del profeta Maometto è diversa, perché non è di tipo generico, non mediata da
una funzione messianica (come fa Gesù), è tagliente, netta, forte, non permette nessuna forma di
compromissione. L’uguaglianza fra i credenti è una certificazione di Dio, nessuno può pretendere
di essere a un passo avanti agli altri.
La prima storia dell’Islam, di questa rivelazione, venga insegnata a memoria, trasmissione orale di
alcuni questi pezzi (sure) in cui ci sono delle cose che il profeta ha imparato dall’arcangelo
Gabriele e dove troviamo l’unicità di Dio. Contenuti che hanno delle implicite istanza polemiche
con la presenza di altre comunità presenti.
Un dei modi più semplici di pregare dicendo i 99 nomi di dio (quando dico eterno, perdonatore,
ecc..) indicano dei nomi che girano attorno a questa unicità di Dio, si tratta di una lotta di
idolatria.
Nell’islam il vino è vietato, nella preghiera islamica ci sono dei movimento codificati (nel
cristianesimo preghi in piedi), ci si lava prima di pregare come fanno gli ebrei.
Il testo corano liberato rimane per un certo periodo orale, poi comincia ad essere scritto e porta
nella scrittura quella che era la sua caratteristica linguista fondamentale, l’arabo del corano viene
osservato con una cura meticolosa, nella fase di scrittura lo si fa conservando la sua originalità
linguistica.
Uno delle cose che insegna il profeta, questa rivelazione che lui ha ricevuto, non può essere
cambiata, forte distanza dalla tradizione evangelica, la trasmissione del testo non ha problemi di
autenticità, sia Gesù che il profeta non sanno scrivere, però nella tradizione cristiana non c’è
quasi mai pretesa a risalire a quel modo in cui Gesù ha detto in un determinato momento, il
corano ha una pretesa nella correttezza delle parole. il passaggio dall’orale allo scritto avviene
dopo la morte del profeta e attraverso costruzione di un testo (corano) che è un esempio
singolare di trasmissione del testo, molti hanno scritto dei pezzi di corano, scritti su diversi oggetti
o carte (come pergamene o ossa del bacino dei cammelli) e viene messo tutto insieme. Tutto
quello che viene scritto prima della rivelazione coranica viene distrutto per evitare concorrenza.
Studiosa italiana trova fogli ad un mercatino di El Cairo presi nell’800, è una sura del corano
messo per iscritto quando il profeta era vivo. Grafia araba non classica, il testo con le parole
stesse correttamente e con precisione (tale e uguale)
treccani.it-> storia del corano, come si forma la fede coranica.
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idea che se faccio una vignetta sulla sentitissima trinità->libertà di pensiero, ma se lo faccio con
un trenino gay lo faccio per offendere, faccio della satira che offende, ma se io sono la
maggioranza e colpisco una minoranza faccio un’altra cosa, essere consapevoli dei livelli di
delicatezza.

Lezione 20 maggio 2019

A livello storico (collocarlo a livello di tempo e spazio), una differenza sostanziale è la cultura di
riferimento in cui si colloca e viene influenzato, le manifestazioni delle religioni cambiano nel
tempo e nello spazio. Collocarle temporalmente nello spazio ci aiuta a combattere stereotipi e
pregiudizi.
Stereotipi: insieme coerente e abbastanza rigido di credenze che un individuo o un gruppo
condivide rispetto ad un altro gruppo sociale, questa è un’opinione fissa. La tendenza di pensare
sfavorevolmente si basa sulla convenzione che questo gruppo possiede de tratti negativi,
solitamente lo stereotipi è nei confronti dell’aspetto degli individui e del comportamento. (sono il
nucleo cognitivo di pregiudizio, può essere di genere)
Pregiudizio: abbiamo un’idea fissa su un gruppo, agiamo di conseguenza e conferma di uno
stereotipo. Il pregiudizio è una valutazione (pre-giudizio) atteggiamento non giustificato o non
corretto, basato su opinioni, stereotipi in cui non c’è una conoscenza reale dell’altro, ma si ha un
uno pretesa di conoscenza perché lo stereotipo è già consolidato. Possono verificarsi di
conseguenza specifici atti di discriminazione.->negazione di un diritto, gruppo dominante crea un
pregiudizio, lo agisce nei confronti dell’altro gruppo, mettendo in atto una descrizione (negazione
dei diritti dell’altro gruppo, che può arrivare al privamento della vita).

Il termine Shoa si imposto a livello internazionale nel dibattito pubblico e storico per questo
documentario di Lantzman di 9 ore sui campi di sterminio, fino ad allora si faceva riferimento con
la parola Olocausto. Dopo il 1985 Shoa si impone, Olocausto è un errore.
Shoa - 1935 - 45 ebrei uccisi da nazisti obiettivo creare mondo più puro e pulito, alla base c’è
un’ideologia razzista e antisemita che affonda le sue radici ben prima ma che ad inizio secolo
prende un’eccezione marcatamente razzista, passiamo dall’anti-giudaismo (pregiudizio negli
ebrei a quanto tali) all’antisemitismo (pregiudizio razzista perché vedono gli ebrei come una razza
e, in quanto tale, da sterminare).
Ariano: costruzione eu centro-settentrionale si fosse spostato in India dando origine al ceppo
delle lingue indio-eurpee e poi tornato in EU, origine mancamento EU, origine del vero e puro
popolo eu. Nel nazismo prende la sua espressione marcatamente violenta e attecchisce su tanti
stati eu, pregiudizio razziale che assume una connotazione religiosa.
Passiamo da descrizione anti-giudaiche, stereotipi degli ebrei perché tirchi (usurai).
I cristiani non potevano prestare denaro per il tasso di interesse, la divisione del mercato, gli ebrei
erano gli unici che potevano svolgere questo lavoro. Assumano questo ruolo nella società, anche
perché a loro veniva vietato la coltivazione nel terreno.
Costituzione dello stereotipo e ghettezzazione dell’ebreo (non si mischi con il resto della
popolazione).
Durante il Terzo Reich, gran parte dei ghetti viene devastata, c’è la deportazione nei campo di
concentramento e sterminio (6 milioni).
Genocidio bosniaco: gli scontro nella ex-jug. iniziano nel 1992 quando Bosnia diciara dipendenza
dalla Jugoslavia tramite referendum .

Lezione 28 maggio 2019

Dimensione del conflitto che riguarda i fenomeni di suprematismo (bianco molto speso ha delle
componenti religiose e spesso di cattolicesimo tradizionalista e la convinzione che sia
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manifestata all’interno di gruppi ma molto significative, costituiscono un gruppo di persone
convinte di avere una missione da adempiere).
Primo motteggio: riguarda l’autocoscienza del suprematismo come fenomeno globale (ricordare
la strage di Christ Church-> è i Nuova Zelanda con una minoranza islamica molto integrata, c’è
stata un signore di cui il primo ministero neozelandese non ha deciso di dire il suo nome in
pubblico, è entrato in mosche e ha ucciso 55 persone. Si erano inciso dei nomi dei suoi eroi, tra
cui Luca Traini (eventi di Macerata, dopo un delitto consumatosi a Macerata, una ragazza
tossicodipendente è stata abusata e squartata da uno spacciatore nigeriano e Traini è andato a
sparare a persone di colore per fare pulizia etnica). Il signore di Christ Church ha inciso i nomi dei
suoi miti per la volontà di identificare il suprematismo come a carattere globlale ( vari nomi è
come si e fosse tutti legati da una sorte di fratellanza).
Movimento di gruppi nazisti e neo-nazisti in giro per EU e negli Stati Unti (questi sono legati al
movimento dei KKK gruppo fondamentalista del Sud degli stati unitici, atteggiamento razzista nei
confronti dei neri, è stato un grande promulgore antisemita e anticattolicesimo).
C’è un certo sfoggio di croci per il richiamo tradizionale nazista (sangue e terra) è un richiamo
che fa parte una certa interpretazione del cristianesimo che si lega a questi due elementi.

Dal pov tomatico: saluto romano costituisce per se stesso un atto fascista (la corte costituzionale
alla fine ha deciso che il saluto romano costituisce un gesto criminale, non per forza legato
all’ideologia).
Manifestazione Forza Nuova a Roma per la morte di Desiree, la quale è andata a recuperare
droga ed è stata abusata a morte (gestione dello spaccio a Roma è regolata da Forza Nuova).
immagine della donna vittima della violenza non viene difesa dall’ uguaglianza, ama da ausiliaria
(non viene più attaccata perché si toglie di diritto ma viene protetta dalla forza).
Passa dalla parola all’azione, quindi se dico che voglio proporre violenza non sto ancora
commettendo un reato.
Il razzismo espresso ha dei richiami fascisti molto forti (saluto romano salutando dicendo
“presente”). Il fascismo viene evocato come una difesa, uno strumento di difesa dell’identità
nazionale. Il meccanismo di oblio di questa evocazione del fascismo, non si salta l’astio anti-
democratico, forma di disprezzo dal pov propagandistico.
I lead per partito non si sonno mai fatti chiamare capo (perché fanno riferimento ad una sfumatura
del fascismo). MA vediamo negli ultimi anni un rovesciamento, i 5 stelle hanno nominato un “Capo
del Governo”, il leader della Padania del nord si fa chiamare “capitano” (traduzione letterale di
dux), c’è questa richiamo alla verticalità del potere.

Terzo video: Steve Bannon, giornalista, fondatore del video Brave Barth (?) ha usati i dati per far
arrivare le loro info agli elettori, procurando dei cambiamenti di opinione, di preciso di cosa aver
paura, ha avuto un ruolo importante nelle elezioni di Trump, i suoi messaggi infatti sono molto
estremi e hanno avuto molto successo e ancora tuttora riscuotono un successo molto forte.
Bannon è stata consigliere e poi si è trasferito in EU, il suo estremo suprematismo era eccessivo
per Trump, è stato allontanato (dice che papa Francesco debbea essere attaccato da quelli di
destra, collegarsi con gli antisemiti ed esprimersi su questo).

19 aprile (venerdì santo), vecchio detto medievale. accusa ebrei di omicidio rituale, rapiscono un
bambino, lo dissanguano e fanno un pane pasquale blasfemo per i cristiani, i bambini cristiani
devono stare attenti agli ebrei il venerdì santo. In Polonia il sindaco ha reintrodotto una festa
rituale che fa riferimento a questa festa del venerdì santo(credo).
-> diversità religiosa è una piccola goccia sulla posizione delle diversità (in senso generale)
come quello sessuale

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->domanda costo sociale dell’ignoranza: pagheremo i servizi attraverso le tasse, rappresenta un
costo sociale che va pagato e non si può rifiutare, il costo sociale della non coscienza sulla
diversità sarà molto alta, i costi della diversità religiosa i livelli di ignoranza sono molto alti e
avranno ripercussioni sociale molto alti. Se io disprezzo ad ex. una bambina col velo, semino
dell’ignoranza che crescerà in proporzioni molto alti e questo causerà:
1.Perché siamo cattivi
2.Perché siamo ignoranti

VIDEO PILLOLE

VIDEO PILLOLE STORIE DELLE RELAZIONI INTERRELIGIOSE

Lezione 21 marzo 2019


Mettere a confronto le creazioni del mondo:
-Hindusiti non vedono conflitto nella creazione, il concetto del tempo è ciclico (4miliardi di anni),
tempo rappresentano dalla ruota del tempo.
-Approccio storico-critico: le analogie e differenze sono la cose più significative. Sul racconto
biblico della creazione, è un racconto basata su un grande senso dell’ordine, in questo vuoto nero
vediamo che viene generato una grande divisione e si va avanti del il racconto del tempo per
divisione.
-Racconto babilonese che veniva recitato di fronte alla statua deh Baal, del Dio nazionale Marduk,
il poema è a carattere cosmogonico (raconto creazione del mondo che nasce da una lotta), ci sono
storie degli dei, racconto della creazione (inni delle enumerazione dei 50 nomi). Ci sono molti
elementi che corrispondono con quello della Bibbia come:
• Distinzione cielo e terra
• Distinzione delle mescolanza delle acque precede la creazione degli dei
Un pov della storia delle religione è mettere a confronto racconti diversi con grammatiche diverse e
con questi racconti delle creazione, vediamo le differenze e i tratti comuni. Cercare i tratti comuni
fra i racconti serve per stabilire in maniera più approfondita gli aspetti di costruzione del testo che
possono essere ricondotti da una cosa e all’altra, questa analisi fa vedere delle cose importanti e
consente di fare analisi che vanno al di là dell’aspetto storico. I testi dei babilonesi ad esempio
sono vecchi di 3 mila anni fa. Perché ci interessano testi così vecchi? Cercare in questi testi degli
archetipi inespressi, si mette in conto il fatto che questi racconti, mettendoli uno di fianco all’altro,
hanno tratti comuni che hanno significato e si va cercare tale significato. Ad esempio ogni storia
del mondo iniziano col buio, (che tipo di buio è?).
I testi servono per codificare la pretesa di questi racconti, ad esempio il racconto corano ha la
pretesa di costituire la rivelazione ultima definitva della quale si possono fare delle considerazione
e variazione secondo delle cose che vengono prese in esame.
Data delle Genesi che assume forma scritta fra 400 - il 500 a.c. periodo in cui il popolo di Israele è
portato schiavo in Babilonia. Il racconto deve essere immaginato come un racconto fatto dai
padroni e ascoltato dai servi (racconto dei dominati raccontato dai dominatori).
Schiavi dentro una città molto moderna, serie di costruzioni splendide, in questa piccola città fra il
Nilo e l’Eufrate ci sono delle torri immense, i giardini pensili, le irrigazioni, questi dominatori hanno
un racconto della creazione molto diverso. Il mondo nasce da un nulla disordinato e da qui escono
gli dei stessi.
C’è un sadismo divino nel creare l’uomo->il mondo non ha senso, l’uomo non ha senso, il mondo
è il frutto di una lotto fra grandi forze cosmiche questo spiega perché nelle società del mondo
sia necessario il potere (racconto per spiegare il potere nel mondo).
In Israele in questo tempo mettono a confronto il racconto del mondo con il loro e la loro
concezione di Dio che ha tirato fuori Israele dalla schiavitù dell’Egitto e pensano che possa tirarli
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fuori anche dalla schiavitù di Babilonia. Concezione di Dio di un Dio personale, ordinatore del
mondo e liberatore del popolo di Israele.
Come si fa a dire questo nel racconto di creazione del mondo? Si fa così si racconta il contrario
di quello che raccontano a loro. Racconto diverso da quello dei babilonesi, non c’è nessun buio, ne
acqua, ne eroi, ne forza, eroi, ne cattiveria. C’è in principio Dio creò il cielo e la terra. L’atto di
creazione dell’uomo non viene fuori fra scontri di forze cosmiche, ma viene da un atto creatore di
Dio. La terra era in forma deserta, le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio alleggiava sulle
acqua. C’è un pieno, un vuoto e un bagnato. C’è una creazione ordinata, da parte di Dio, non c’è
sforzo fisico, nessun atto di lotta, che si misura con lui. C’è questa immobilità di Dio, il suo spirito
comprende tutto quanto, la luce la crea con un atto di parola. Riprende tutti gli elementi che
c’erano nel racconto babilonese, ma lì riprende in un ordine che combacia con quella che è
l’autocoscienza e la consapevolezza del popolo di Israele sulla sua storia.
Elohim: (in ebraico) è una delle parole che indica Dio. Troviamo nel racconto dell’alleanza il
nome elohim perché vuol dire che il racconto che viene messo per iscritto nell’esilio babilonese, è il
racconto di un piccolo popolo di schiavi che si racconta Dio è il loro liberatore che è dalla loro
parte, e si chiama Elohim. La lingua ebraica non scrive le consonanti.
Desinenza IM non è una desinenza qualsiasi, è una desinenza plurale maschile->lo vediamo.
nella Genesi 1. Nella Bibbia troviamo anche Yahweh (è il nome proprio di Dio, che Dio stesso
rivela a Mosè, non si legge in ebraico, è vietato dirlo, quando vediamo la parola composta da 3
consonanti (tetragramma) non si pronuncia yahweh ma adonai= il signore). Elohim invece si può
pronunciare, è un racconto che va a prendere dei nomi di Dio quelli comuni.
Bereshit: leggendolo da destra verso sinistra, la lettera B, ci sono 3 consonanti e si aggiungono le
vocali ad orecchio. -> Ci fanno fare delle riflessioni di tipo comparatistico, per i vari nomi di dio.
Il racconto biblico non serve a spiegare la sudditanza, ma serve a spiegare , l’ingiustizia di una
sudditanza, non serve a spiegare la logica del potere, ma serve a denunciare la logica del potere.

Lezione 28 aprile 2019

Blasfemia nei testi sacri nell’ebraismo


Blasfemia: termine greco, unisce il verbo “calpestare” con il sostantivo “reputazione”, non implica
la diffamazione di sacro, in diverse tradizioni religioni, questo termine riservato al tema
dell’ingiuria che colpisce Dio o elementi e soggetti relativi al divino. Il termine in italiano per
definire questo è la bestemmia, connessa alla blasfemia non solo per lo stesso etimo ma anche le
modalità che le affiancano in altre religioni.
Il tema della blasfemia, soprattutto negli ultimi anni, è diventato per interesse per cui studia questa
materi, la tragedia effettuata nella redazione Charlie Hebdo nel 2015, ha riportato l’attenzione degli
studiosi ed opinione pubblica su questo tema. Ci si chiese quale fosse l’atteggiamento blasfemo a
quello della redazione che avevano ritratto i mussulmani?
Video: nominato il nome di dio (Geove) da un uomo e viene lapidato.
La pena che ne consegue con la blasfemia: metodi di punizione e le posizioni assunte.
Fratelli Grimm: erano dei linguisti e filo qualcosa tedeschi, attraverso la redazione id un dizionario
(una raccolta di termini all’interno del quale riporta utilizzo di quelle parole nella lingua corrente al
tempo dei fratelli Grimm, al suo interno troviamo la “blasfemia” (denigrazione, abuso e disprezzo
riferito sempre a persone sacre ed istituzione religiose).
Blasfemia, come crimine campitale, scelta nella bibliografia dei fratelli Grimm dando per scontato il
significato “odio per tutti”. In alcune tradizioni, all’interno anche della Bibbia, il termine viene
utilizzato per rimpiazzare quelle parole che richiamo la ridicolizzazione. Questo si trova come
concetto generale per le diverse forme di denigrazione del sacro, come succede per il lessico che
utilizziamo anche noi: ciò che l’oggetto di blasfemia in un dato periodo storico non lo è per forza in
un altro periodo storico e il suo significato cambia in nelle varie epoca.
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I fratelli Grimm utilizzano per definire il termine blasfemia i testi che loro avevano a disposizione in
questo caso facendo uso della Bibbia. Nel Salmo 2 a ci i Fratelli Grimm fanno molto riferimento
sono presenti parole scherno e derisione riferito a un Dio straniero. Il verbo scongiurare e
schernire diano il contesto all’interno del quale i Fratelli Grimm individuano la blasfemia. Nel caso
specifico della blasfemia nella Bibbia e nella letteratura rabbinica l’analisi dei testi, il crimine
capitale ad esso associate fosse semanticamente legato ad altri crimini, come attacco al regno Dio
ateismo, pronuncia esplicita del nome di Dio, contiene quindi molti più significati e allo stesso
tempo riveste una forma, un concetto molto ampio.
Nell’ebraismo le scritture la Torah (legge scritta) e Talmud (legge orale) che in un periodo del
popolo ebraico viene messo per iscritto con Ismar (un’esercitazione) e va a costituire insieme di
leggi che determinano e regolano la vita del popolo ebraico. La Mishnan è parte del Talmud più
importante, non è un’opera finita, ma è un resoconto di dibattiti di intellettuali che attraverso il testo
dà un’insegnamento a coloro che lo leggono.
Talmud di Gerusalemme redatto al 5 secolo, La Mishnan è redatto nel II sec nella scuola tald in
boh.
La sua influenza sulla pratica religiosa ebraica è fondamentale, i suoi studio principale nelle scuole
talmud del mondo.
La legge ebraica disciplina la blasfemia perché attraverso la lettura scritta, è possibile
comprendere perché la rilevanza del fenomeno oggi ma a che per comprendere in che modo poi
l’avvento del cristianesimo abbia rivisto, modificato, ampliato, tradotto il fenomeno della blasfemia.

I casi per analizzare nelle scritture sono 2:


1.Nel libro dei numeri, nel cap. 15, versetto 30->fonte legale per un delitto che appartiene ai 36
reati che vengono puniti con l’esilio (espulsione dalla vita o dalla comunità). Abbiamo delitti che
comprendono (sesso con ciclo, con gli animali, incesto, omosessualità). Il testo biblico ci dice che
non c’è differenza se è uno straniero oppure no. Blasfemia sono l’oltraggio e disprezzo. La
lingua ebraica è composta da parole che hanno origine in radici, quindi la radice della parola
ebraica e che fa riferimento ad oltraggio e disprezzo non sempre non hanno un legame
grammaticale e giuridicamente legate. Oltraggio e disprezzo si ritrovano in altri libri. All’interno di
questo testo i due termini richiamano il delitto capitale, nell’allontanamento da Dio, ci si libera da
Dio e lo si tradisce. Non c’è una denigrazione verbale, ma deriva dall’allontanamento intenzionale
dell’individuo da Dio.
2. Libro Levitico nel cap. 24 versi dall’11 al 16: atto di blasfemia è da un lato la pronuncia del nome
di Dio invano e dall’altro è associato all’atto di maledizione. Il trattamento è riservato in egual modo
sin all’indigeno, sia al forestiero, ma il Levitico permette di aggiungere una nuova caratteristica
ovvero l’associazione alla maledizione.
Il risultato in entrambi i casi è lo stesso cioè alla fine l’uomo viene lapidato, recido, in mezzo al suo
popolo, ma la caratteristiche che contraddistingue il secondo testo è la mediazione-> perché
rivisita una significato così importante. Come anche nella nostra cultura è un’espressione di potere
che contiene una sorte di pensiero magico, prometto di convertire in azione in negativo ciò che
prometto ed enuncia nei confronti di Dio. La pretesa dell’uomo di rivolgersi a Dio con un atto di
maledizione (si riveste di blasfemia).
L’uomo si arroga un potere superiore e ne limita il potere a Dio. La pronuncia di un nome=
associare la presenza di una persona (sia per persone vive, sia per persone morte, ad. nella
tradizione si danno i nomi dei figli quelli dei nonni). Ma il nome fa anche la forza di quella persona.
Non si assicura la vita:
• Colui che mormora una scongiura su una feria
• Colui che pronuncia ill nome secondo le lettere
Testo famoso perché rappresenta la dogmatica ebraica?->ecumenico, medicina tradizionae (per la
scongiura per la ferita), la magira delle lettere del nome di dio. Testo che testimonia un esempio di
scetticismo ebraico che, soprattuto per la teoria della resurrezione, presenta delle criticità. Come la
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possibilità che Torah venga o no dal cielo, il testo esprime forme di scetticismo, richiama potenza e
del nome, possibilità del rischio che pone per arrogarsi il diritto di esprimere il nome di dio.
-Marco 9, 38-40 e paralleli: boh

Lezione 11 aprile 2019


Insegnamento della religione nelle scuole italiane
Indossare il velo in Francia:
CI sono due leggi da prendere in considerare:
1.11 ottobre 2010: impedisce la possibilità di indossare in luoghi pubblici qualsiasi vestito che
impedisca di vedere il viso delle persone.
2.15 marzo 2004: si propone di applicare il principio di laicità alla possibilità di portare o meno
simboli religiosi, che manifestano un’appartenenza religiosa nelle scuole, nei collegi, negli istituti
superiori (sia per studenti sia per insegnanti). La parola che ci deve far riflettere è “ostentato”<-
per definirlo è di materia della giurisprudenza.

Insegnamento della religione nelle scuole italiane


Sentenza Casavola: sentenza nata in risposta a una richiesta della verifica di costituzionalità degli
accordi di VIlla Madama (1984 - approvati dalla camera del Senato italiano). Viene riconosciuto il
valore della cultura religiosa e tiene conto che i principi del cattolicesimo fanno parte della
patrimonio storico del popolo italiano, in virtù di questo la Repubblica conia ad assicurare
l’insegnamento delle religione cattolica nelle scuole di ogni ordine e grado, non nell’università
(1973 - chiuse le facoltà teologiche in Italia e tutt’ora non sono ristabilite). Ma mantiene la libertà di
coscienza e la responsabilità dei genitori, è lasciata a loro di scegliere per i propri figli di avvalersi o
no di tale insegnamento (progresso per riconoscimento della libertà degli individui, perché non più
data scontata l’adesione in automatico) nell’esercitazione di tale diritto, tale scelta non debba dar
luogo ad alcuna forma di discriminazione.
Viene interpellata la Coorte Costituzionale perché messa in dubbio la costituzionalità di questo
articolo. In risposta riceviamo la Sentenza Casavola (12 aprile 1989) afferma che la carta
fondativa della Repubblica è improntata sl principio supremo della laicità, l’approccio che la carta
non è separatista ma inclusivo, ma non sussisteva quindi la costituzionalità nell’articolo degli
accordi.
Nè gli accordi di Villa Madama né l’ora di religione a scuola avevano risolto il problema
dell’ignoranza religiosa degli studenti (capacità di leggere i fenomeni religiosi, un tipo di
alfabetismo multiplo). La sentenza Casavola è però specchio di un cambiamento della società
italiana che rispetto agli altri decenni precedenti si ritrovava a fare i conti in prossimità di identità di
tipi di culture religiose, ma anche realtà sociale mutate (come caso delle famiglia e dei diritti di
famiglia).
Un primo segno di cambiamento arriva con la nascita di un’associazione chiamata Biblia (tutt’ora
esiste) risponde all’esigenza di fondere la conoscenza della Bibbia in modo laico (lettura,
interpretazione). Nasce dall’esigenza di trovare dei metodi di diffusione religiosa non ancorata
all’ora di religione o, anche se ne facessero parte, potessero offrire una panoramica più ampia su
diverse prospettiva anche all’interno del cristianesimo.
Esistono altre attività volte ad istallare nei programmi scolastici la diffusione della conoscenza del
religioso. Tra le tante proposte a questo fine, durante gli anni ’90 e 2000, riscuotono successo due
proposte:
1. Sulla possibilità di inserire un corso di storie delle religioni a scuola: vede con favore un
insegnamento preavvertente storico, che metta gli studenti nella condizione di conoscere
diverse visione religiose nel loro nascere, apparire ed evolvere secondo il metodo di analisi
storico religioso non confessionale. Ci sono tante iniziative e la gran parte dei casi ci sono stati
risultati positivi e significativi sia sul piano della formazione interreligiosa sia educazione ai

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valori della cittadinanza. L’insegnate è messo in contrapposizione ad una morale civica,
quasi a significare che le due sono in antitesi, invece in alcuni casi ha portato il risultati opposti.
2. Inserire un corso improntate sulle scienze delle religioni: Inserendo anche l‘antropologia,
sociologia, ecc..pensano che questa sia l’unica soluzione, momento laico e religioso all’interno
della scuola, possono trovare il giusto bilanciamento.
L’insegnamento della religione a scuola riesca ad ottenere il risultato di istillare negli studenti e
studentesse la capacità di leggere i fenomeno religiosi, ma anche di rispondere alla pluralità di
culture che sono all’interno della loro società. Come inserire le esperienze di fede nella visione
della convivenza democratica, è un nodo ancora difficile da sciogliere.
Propongono gli specialisti di affiancare un learning about religion (apprendimento riguardo le
religioni - un apprendimento laico) e un learning into religion e un learning from religion -> idea
di un insegnamento riguardo le religioni, dalle religioni pur mantenendo la laicità dall’insegnamento
stesso. Imparare dalle religioni e imparare co un’esperienza interna le religioni, non sia
necessariamente legato ad una prospettiva non laica dell’insegnamento religioso a scuola.
In questa modalità di insegnamento, le discipline in gioco sono diverse: la storia viene affiancata
dall’ermeneutica (insegnare a leggere i testi ed interpretarli), dalla conoscenza dei simboli, storia
dell’arte, diritto, sociologia, materie che sono attraversate o attraversano le religioni.
Come trasportarlo nel contesto pratico a scuola, rimane una problematica ancora presente, alla
difficoltà a bilanciare nel raccontare le religioni con l’approccio laico. Nella sfera di questo
insegnamento, entrano anche le vicende famigliare e personali , la difficoltà nel promuovere
questo genere si insegnamento sta anche nella difficoltà di coinvolgere le famiglie in un percorso
educativo.
Gli obiettivi che rimangono a delineare questo genere di iniziativa sono 3:
1.Necessità di promuovere l’alfabetizzazione culturale ed interculturale: non è soltanto una
questione di ordine lessicale, ma anche di saper utilizzare in modo critico i vocaboli, mettendo in
dialogo con le nozioni che si imparano. Non è soltanto la capacità di assegnare nomi a cose, gesti
e simboli, ma riconoscere dal loro contesto di origine d interpretarle nel senso affidato a loro dalle
persone religiose. ( tipo la croce, non solo è che una cosa viene usato ma anche il significato
datole)
2.La capacità di far acquisire lo studente un codice per sapersi orientare nella lettura dei
segni e i valori esistenziali offerti dalle tradizioni religiose e dal loro sistema etico.
3. L’insegnamento delle religioni dovrebbe aiutare a conoscere l’incidenza dei fatti religioni che
hanno avuto nelle vita, nei fatti, nella storia dell’umanità, ma anche porsi criticamente di fronte al
problema religioso da sé considerato. Non solo comprendere, quindi, i valori che le tradizioni
religiose propongono e i valori etici che di strutturano attorno ad ad esse, ma in che modo questi
valori e sistemi etici incidono nella vita e storia dell’umanità intera e porsi a loro in modo critico
(alfabetizzazione multipla).

situazione attuale:
Legge del 18 luglio 2003: introduce novità nella normativa di arruolamento degli insegnati di
religione_> se fino ad allora la nomina era di natura ecclesiastica (vescovo o diocesi) in realtà la
legge del 2003 modifica la questione. Innanzitutto stabilisce ai docenti di religione di ruolo si
attivano le norme in vigore anche per gli altri docenti (come per gli altri docenti, rimangono di ruolo
con contratto indeterminato). Introduce un cambiamento sia nella percezione dell’insegnamento di
religione nel sistema scolastico, ma anche le competenze che ci si aspetta dal professore che
introduce nei suoi programmi.
Inoltre questa legge ha per oggetto le norme per l’accesso al ruolo, elenca i requisiti professionali
che sono richiesti a color che accedono al ruolo di insegnamento di religione.
-C’è un concorso
-L’insegnamento religioso può essere impartito da insegnamento in possesso di requisiti di
idoneità, riconosciuta dall’ordinamento diocesano e da esso non revocata.
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-Il vescovo deve verificare e proporre dei nominativi di persone ritenuto idonei in possesso di una
specifica qualifica professionale:
• un titolo accademico
• un attestato di compimento di un regolare corso di studi teologici, che quindi non può essere
fatto in università pubbliche, ma ottenuti nelle università Pontefici
• una laurea magistrale di scienze religiose
-Nella scuola di infanzia e primaria, può essere impartito o dai sacerdoti o dagli stessi insegnanti
della classe.

Lezione 2 maggio 2019


Costi sociali dell’analfabetismo religioso:
Dal pov economico distinguiamo 2 tipi di costi:
1.Costo privato: costituito sugli investimenti necessari a produrre una merce a servizio
2.Costo sociale: in cui si considerano non solo le spese per la produzione di un prodotto, i fattori e
le conseguenze esterne di quel prodotto o servizio.
Si valuta l’impatto di un prodotto o servizio in un contesto, queste esternalità possono avere sia
segnale positivo, sia negativo. Nel caso di una produzione industriale causa inquinamento, c’è la
possibilità che possa generare delle malattie. Queste malattie che vanno curate (a carico
dell’individuo o della collettività) l’esternalità è negativo perché interno al sito del bene del servizio
si producono dei costi a carico dell’esterno, in segno positivo nel caso di una bonifica di un
territorio, quell’intervento produce un segno positivo perché produce una produttività, migliore
l’ambiente dove la comunità locale vive.
Qualsiasi impresa, privata o pubblica, valuta sulla stima dei costi anche i costi sociali che sono
postivi o negativi.
Un’altro caso sociale è lo scontro tra coloro che vogliono i beni comuni come acqua pubblici o
privatizzarla, la pubblicità dell’acqua è un vantaggio perché produce costi inferiori per il singolo
individuo, sposta la bilancia del pubblico ma il vantaggio è maggiore al costo molto ridotto che gli
individui devono sostenere. Quelli che sostengono la privatizzazione sanno che il costo è dato
dalla gestione pubblica, questa mancata privatizzazione produce degli sprechi e disfunzione non
sostenibili alla collettività.
La pubblicità dell’acqua produce un costo positivo perché l’individuo ne paga meno i costi, l’altro
invece si sottolinea la mancanza di sprechi e la funzionalità->polisi sono specifichi che l’ente
locale può assumere. Alcuni sono pubbliche che hanno queste spese, in altri casi saranno gli
istituti privati che si assumono i costi. La differenza della polisi (del costo sociale) lo fa perché
ritiene che sia fondamentale per la collettività senza che un singolo individuo o impresa ne deve
trarre beneficio (anche trasporto pubblico, università, sanità).
Lo stato sociale (di gestire questi cosi) sono assunti dallo Stato perché si ritiene che questi
vengono ricompensati con benefici sociale economicamente quantificabili.
Non tutti i costi sono quantificabili come l’analfabetismo religioso->perché il costo e il ricavo non
sono materiali (non si possono contare), è difficile calcolare i programmi scolastici obsoleti e
rinnovarli. Però possiamo percepirne non solo la dimensione ma anche la gravità,
nell’analfabetismo religioso, sappiamo identificarlo e capire le conseguenze, poter ragionare quale
siano le polisi per contrastarlo. Nel caso specifico parliamo di costi intangibili, anche se non sono
misurabili, si possono dare le misure degli effetti che si possono verificare e in qualche modo
intervenire.
L’autore si interroga quali siano le variabili dell’analfabetismo religioso:
1.Le conoscenze e le competenze: la capacità di riconoscere una moschea ad esempio e
sapersi rapportare con il sik o musulmano (e saperli riconoscere) in maniera appropriata, in
maniera di muoversi e orientarsi in una società multiculturale.

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ad ex. norme alimentari, il problema dell’ignoranza crea un costo sociale, di mancata integrazione
(delle norme musulmane ed ebraiche), quindi si ha una mancanza di competenze. (analfabetismo
funzionale) vs (alfabetizzazione multipla sapersi integrare nella società e guardarla con sguardo
critico->la sua mancanza fa alzare dei muri, si alimentano dei comportamenti esclusionisti).
2.Norme: in generale diritti e doveri di cittadinanza, nelle nuove comunità di fede, permette
l’aggiornamento legislativo (se lo conosco, ne acquisisco le competenze e nel tempo anche la
legislazione accompagna la convivenza all’interno della società), la mancanza determinano
un’arretratezza di ordine legislativo, non sta a la passo con la realtà sociale. Le intese sono uno
strumento legislativo a nostra disposizione, il problema rispetto alla comunità musulmana di
recente insediamento, facciamo fatica ad adattare strumento delle intese alla produzione
legislazione con quella mussulmana. I diritti e dove vediamo che da cittadini abbiamo il diritto di
essere riconosciuti ma anche il dovere di lavorare che questo accada. Lo stato italiano rispetto alle
comunità religiose ha assunto posizione di laicità (in accezione positiva-inclusiva), ma questo non
garantisce che sia funzionante e disciplinato, questo succede con la tutela alla libertà e alla pratica
religiosa delle comunità di fede, parliamo di quelle di recente insediamento, è difficile, quando
manca il supporto legislativo in rapporto alle mutazioni della società, è difficile far fronte alle nuove
richieste. Se vediamo con l’analfabetismo religioso, la società non supporta le comunità di fede,
non ne conosce le peculiarità e lo stato non si pone in una posizione di ascolto e rispetto a tali
comunità
3.Politiche di integrazione: è difficile che uno stato la cui società è religiosamente analfabeta e
manca di aggiornare gli strumenti legislativi in possesso, sia capace di attuare politiche di
integrazione sociali e benefiche, tutto ciò che è causato a produrre un costo e non un beneficio.
Ex.
Art.6 riconosce agli ebrei che operano nelle forze armata, assistenza, ecc.. in casi di cura in
ospedale, a loro richiesta, le prescrizioni in materia alimentare in maniera appropriata rispetto al
loro credo. Difficilmente chi opera in questi luoghi, se non sa che ci sono norme appropriate, e
sarà più difficile perché saprebbe che l’intesa e della richiesta che gli ebrei possano fare richiesta.
-Riconoscimento delle festività religiose di confessioni diverse a quelle cristiane
-NO prestare servizio armato
-macellazione rituale della tradizione ebraica e musulmana sono ignorante (=disinformazione e
analfabetismo). La mancata conoscenza che regolano la vita delle comunità di fede è data
sopratutto dai media che hanno difficoltà a leggere gli eventi/fenomeno questioni legati alle
comunità di fede e con più difficoltà le riportano. Si parla dell’accesso dei ministri di culto alle
carceri, per le concessioni che hanno più difficolta ai parroci e sacerdoti (quando la stampa riporta
stampa legata ad eventi, lo fa riportando informazioni sbagliate e devianti, lo aggrava piuttosto che
risolverlo)
Il ruolo dei media non è solo la qualità di spazio ma anche la quantità di spazio (radio tv) per
quanto riguarda le religioni.

Come compensare queste mancanza:


Difficile creare uno quadro che possa soddisfare queste variabili, ci son associazioni a
contrastarlo, ma le scuole attraverso i programmi di IRC o attività alternative, cercano di ovviare,
ma è necessario attuare delle politiche a livello statele ed europeo.

Lezione 8 maggio 2019

La dimensione internazionale del problema e dell’analfabetismo religioso


Italia, Europa e Stati Uniti perché il fenomeno è stato studiato con particolare in queste aree. E’ un
fenomeno diffuso, l’interesse di queste aree è pubblico sia delle istituzione politiche sia
scolastiche.
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L’analfabetismo religioso è un connotato nazionale e collocato nazionalmente, e dipende dalle
variabili del contesto (politica, istituzioni educative, rapporto tra stato e istituzioni religiose,
presenza delle chiese, ecc..) queste variabili hanno una connotazione nazionale che determinano
sfumature diverse dello stesso fenomeno. Le variabili registrate per descrivere il modo in cui
l’analfabetismo religioso si declina:
-I processi di settazione (?): il ruolo che la religione riveste nello spazio pubblico nei diversi contesti
geografici.
-I metodi educativi nei sistemi scolastici (il modo, i programmi)
-La storia delle religioni (la presenza preponderante o meno della religione)
Variabili più generiche
-La disponibilità economica delle persona
-Il genere ha comportato una accesso diverso all’istruzione ed educazione
-Le questioni legate al diritto successorio: se si eredita i beni immobili e non
-Le prospettive di occupazione
-Le condizioni del lavoro minorili
-La lingua parlata
Variabili indirette:
-I rapporti tra l’amministrazione centrale di uno stato e le sue periferie

L’Onu nel 2003 viene inaugura il “decennio dell’alfabetizzazione” se fino ad allora era il processo di
acquisizione di abilità cognitive di base (alfabetizzazione di base) in quegli anni era associata
anche all’abilità di sfruttare quelle stesse attitudine per contribuire allo sviluppo socio - economico
e la consapevolezza sociale e lo sviluppo di un pensiero critico - soggettivo. Si delinea un diverso
ruolo dell’individuo nel cambiamento sociale che sia di natura individuale che collettiva.
Le abilità di alfabetizzazione era destinato per l’individuo:
-Da un lato di non abbandonare le strategie di alfabetizzazione di base
-Dall’altro di sostenere le politiche di alfabetizzazione funzionale nei paesi ad alto credito.
L’alfabetismo religiosa non fa parte di tale strategia.
Le Nazioni Unite si impegnano a studiare il fenomeno, a capirne le caratteristiche e individuare
strategie per contrastarlo.
Ogni anno viene pubblicato un rapporto su un focus sugli gli studi e le strategie.
Dobbiamo aspettare nel 2006 il tentativo di inserire l’alfabetismo religioso da cui la società poteva
trarre beneficio.
Secondo tale rapporto le comunità potrebbero godere di una maggiore partecipazione dei fedeli
qualora questi sia in possesso degli strumenti di accesso (ad ex. testi religiosi), dall’altro si
ridurrebbero le pratiche discriminatorie di gruppi religiosi in società multireligiosi. E’ il primo
momento in cui si riconosco le potenzialità dell’inclusione della dimensione religiosa nelle strategie
di alfabetizzazione.
La criticità di questo fenomeno è però che seppure si riconosce l’importanza della dimensione
religiosa, non si considera l’ampliamento e l’approfondimento della dimensione religiosa
come un‘opportunità di arricchimento sia per l’individuo sia per la collettività.
Dal 2006 le iniziative e i documenti pubblicati sono sempre di più, anche questi riportano come
principale criticità, ovvero la religione come componente strettamente individuale (come sesso e
provenienza).
Rapporto del 2011 ha come focus ruolo dell’educazione nel conflitto e segnala un primo tentativo
di correlazione tra insegnamento storia della religione, formazione di individui e della loro identità e
il rapporto tra religione e conflitto. -> necessario riformare i sistemi scolastici. Pensa quindi a ciò
che li unisce, piuttosto a ciò che li divide, abbattendo così le barriere divisorie.
Le scuole possono sostenere un’approccio all’insegnamento religioso il pensiero critico,
riconoscano la validità della visione del mondo differente e incoraggiano il rispetto di altri fedi e
credo.
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Strumenti educativi e d approccio pedagogici utili per l’insegnamento della religione nelle scuole
pubbliche. Testo pubblicato da Osce nel 2007-> indicazione precise su come formulare i curricola,
materiale scolastici e i libri di testa, rispettando prospettiva laiche e religiose nel rispetto della
libertà religiosa e perseguendo il principio di inclusività e imparzialità.

L’obiettivo nei principi di Toledo è quello di offrire una risposta ad alcuni fenomeno che causano
intolleranza e discriminazione, incoraggiando modelli educativi nazionali, sostenute da strategie
politiche che promuovano un maggiore rispetto a culture, etnie e religioni diverse.-> ha
parzialmente modifico le sue strategie politiche culture sul tema, si spostano dal semplice
contenuto che alfabetizza alla diversità dei contenuti e luoghi nei quali l’individuo è alfabetizzato.

Dicembre 2012 viene pubblicato un report con alcune considerazioni per la questione
dell’insegnamento delle religioni e dall’alfabetizzazione. In questo documento sono delineati i 3 tipi
di alfabetizzazione (base, funzionale, multipla). Nel contesto EU viene riscontro spesso il legame
tra tecniche e strategie di alfabetizzazione religiosa e il dialogo interreliogioso, non si riconosce
come l’alfabetismo religioso possa offrire informazione sulle religioni con finalità secolari, laiche e
utili alla società tutta.
E’ difficile capire la misura dell’analfabetismo religioso in sé e renderlo visibile rispetto
all’analfabetismo in generale. Le cause sono legate al contesto socio - culturale dell’ambiente di
riferimento, perciò è difficile indagare la cause a livello internazionale.<- ci sono delle conseguenze
dirette di conflittualità ed integrazione sociale e conseguenze alla partecipazione al meccanismo
democratico deliberativo.
Sono stati finanziati dei progetti dall’Unione Europea sul tema e anche nello specifico,
sull’alfabetismo religioso. Questi progetti vediamo che è difficile garantire una continuità degli studi
e la modalità di raccolta dei risultati. Si occupano di studiare il quadro storico, pedagogico,
teologico, comunitario delle religioni in dati in contesti nazionali, abbiamo bisogno di
contestualizzarlo nei vari contesti e tenerne conti le variabili.
Obiettivi ai quali mirano:
-Inserimento della religione nel sistema educativo (nei curricola, materiali socialistici e di testo).
-Condivisione delle esperienza a la reciproca conoscenza delle religioni, nonostante i pregiudizi
maturati negli anni (idea degli studenti)<- scuola unico ambiente dove ciò può succedere.->cruciale
educazione degli insegnati, nel loro processo di formazione, acquisire conoscenza e strumenti,
abbiano consapevolezza della diversità religiosa e sappiano applicare metodi educativi di tipo
inclusivo all’interno della classe.

Lezione 16 maggio 2019

I 5 pilastri dell’Islam:
• La professione di fede
• La preghiera
• L’elemosina legale
• ll digiuno nel mese di Ramadan
• Il pellegrinaggio alla Mecca
I precetti sono dove Il Prefetto mussulmano il suo corretto porsi a Dio
Islam vuol dire sottomissione è una posizione perfetta dal pov etico - religioso davanti all’eterno
Sura Misteriosa dove il profeta racconta risvegliandosi di avere fatto un sogno mistico, di avere
viaggiato con un cavallo particolare (un mulo con una faccia da donna) a Gerusalemme e lì ha una
tensione al cielo e Dio gli dice delle cose, pero non dice che lo ha visto<-sura interessante.

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Interpretazione del viaggio fisico: Moschea di Omar sulla speranza del tempio a Gerusalemme, c’è
una grande roccia dove c’è un’impronta di un piede lasciato dal piede del profeta che si è data la
spinta per salire sul monte.

Ebraismo (in gergo ortodosso): quello che c’è in Italia ha un certo tipo di osservanza della Torah
piuttosto rigoroso, a New York in gergo è più riformato l’ebraismo perché si sono sposati persone
dello stesso sesso seguendo sempre i principi della Torah.
Comunione Anglicana: staccata dalla chiesa di Roma nel 500, vengono fatti vescovi sia maschi/
femmine/ etero e omosessuali vs chiesa cristiana le donne si non si fanno diaconi, vs ortodossi
discriminazione nei confronti degli omosessuali.

Quelli che entrano in contatto non sono le rivelazioni, i testi sacri al nudo, sono in realtà delle
interpretazioni/esperienze religiose che sono stratificate. Sono delle interpretazioni dove gli altri
non ne capiscono necessariamente la portata.
Ci sono cose che suonano offensive ad uno ed innocue ad altri, una società plurale non ha tante
alternative, ha due possibilità:
-Da un lato il sistema di rispetto delle religioni, sia determinato dall’alto dalla legge con norme che
riguardano l’espressione sulle religioni ( ci sono delle leggi islamiche che tutelano la libertà di
espressioni religiose fino ad un limite che può essere ritenuto balsamico vs legislazione italiana
sono vietate delle cose perché ci dalla presenza di stratificazioni ad ex. l’offeso al Romano
Pontefice uguale al Capo delle Stato). C’è una sorta di blasfemia laica che protegge alcuni valori e
principi che si ritiene e debbano essere tutelati anche con la forza della legge ( se dico che
l’olocausto non sia mai successo commetto un reato). Questo pero non impedisce a coloro che
vivono nel sistema, nel miglior sistema in cui vivono->in Pakistan c’è la pena di morte per la
blasfemia ad ex.
A Charlie Hebdo ha fatto vedere che ci fossero la maggior parte dei musulmano considerava
disgustose e basta, anche molti cristiana e ed ebrei li consideravano disgustose e basta. C’era un
numero molto ristretto di persone che hanno ritenuto che non solo fossero disgustose quelle cose
ma che giustificavano, anzi prevedevano un atto di strage (redazione uccisa). La cosa che ci
interessa di capire è quella che loro sono arrivati a tale conclusione con l’idea di fornire a loro
un’interpretazione criminogena e criminale alla testo sacro e alla tradizione a cui loro
appartenevano. Nella società plurale ci sono delle cose che entrano in contatto e producono fatti
diversi, bisogna limitare la libertà d’espressione per evitare delle stragi? No, bisogna evitare che si
possano fare stragi, che chi li faccia venga arrestato, venga fermato un tipo di predicazione
dell’odio che passa dai social, ma bisogna anche rendersi conte domanda/ una forma di
conoscenza dell’altro senza entrare in un terreno minato.
Ciò che regola la blasfemia è la stessa che regola la società plurale : è garantita attraverso alcuni
strumenti importanti a carattere giuridico - costituzionale, c’è una religione di maggioranza e altri di
minoranza, serve un sistema giudiziario efficace affinché queste vengano applicate per evirare che
dentro singoli mondi si possano perpetrare delle forme di vessazione o forme di regolazione che
sono in contrasto con le norme in generale dello stato di diritto, ma poi serve un elemento che
corrisponde al “soft power” un elemento di auto-conoscenza che consenta di tenere in
considerazione delle cose (ex. se io non so quella cosa lì, posso creare situazione di disagio che
vanno evitate non per persone che possono approfittarne per compiere atti di violenza, ma perché
viviamo in una società plurale e si generi il rispetto per tutti farsi carico della sensibilità dell’altro
perché consente di capire ciò che è essenziale e non e dove una conoscenza reciproca per evitare
forme di maggioranza o minoranza, tolleranti ed intolleranza, ma dove ci sia un’uguaglianza che
possa funzionare).

Lezione 23 maggio 2019


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Domande nel video:
• Hanno il naso grosso? Non tutti e per l’intelligenza è per la propensione allo studio, anche
quando era limitato dallo studio e il tassi di analfabetismo era comunque basso.
• Gli ebrei lo hanno ucciso Gesù? No è stato il sistema romano (perché altrimenti lo lapidavano,
gli ebrei puniscono così).
• Gli ebrei sono tutti banchieri? NO, nei tempi di persecuzioni antisemita era proibito agli ebrei di
tenere delle proprietà (quindi terre per fare agricoltori e gli ebrei erano costretti perché i cristiani
non potevano maneggiarlo perché lo sterco del diavolo).
• L’ebraismo è al religione monoteista più vecchia? NO
• Mosè era ebreo? secondo le fonte ebraiche si perché discende dai 12 figli di Giacobbe
• Gli ebrei sono dappertutto? Per colpa delle diaspora si sono situati nelle parti più favorevoli.
• Chi sono gli ebrei?
• Qual è la storia dell’ebraismo?

Il venerdì tra il sabato iniziano il tramonto del venerdì fino al tramonto del sabato (lo Shabat),
anche nell'islam il rispetto della regola è nella celebrazione del Ramadan (alternanza digiuno e
possibilità di bere).

i manuali scolastici di storia in ambiente scolastico:


Maria Chiara Giorda va alla ricerca dei manuali scolastici di storia dei 5 anni di liceo delle
informazioni errate offerte agli studenti e lo fa analizzando in 5 temi:
-La figura di Gesù e la nascita della religione cristiana
-Origine dell’Islam
-La storia dell’ebraismo e in particolare degli ebrei nel ‘900
-Il ruolo dei cattolici e della chiesa cattolica nell’unificazione dell’Italia
-Il ruolo delle religioni nella storia del ‘900

La figura di Gesù e la nascita della religione cristiana


I manuali di storia, in generale, sono uno strumento attraverso il quale è possibile ricostruire in che
modo una cultura, ideologia, quadri politici che vengono rappresentati agli occhi degli studenti. Nel
modo di raccontare gli equilibri di questi temi, si trasferisce anche il modo in cui l’autore
rappresentate queste forze messe in campo. La scena di rappresentare la presenza delle religioni
in questi campi è un modo di rappresentare la storia e come interpretarla e noi non dobbiamo
sottovalutare la modalità di narrazione dell’autore. Alcuni riescono a raccontare la storia quanto più
neutrale possibile, ma è possibile che l’autore riesca a trasferire quanto più possibile se stesso nel
testo. Nel contesto italiano, i programmi, son l’esito delle scelte didattiche, riforme delle scuole,
strategie culturali orientate verso all’inclusività nelle persone della religione nella secolarizzazione.
Per questo motivo la scelta di analizzare i manuali di storia, ci permette di analizzare le politiche
del paese e la storia dell’educazione del nostro paese, dove la parte cattolica e laica si
fronteggiano e vengono trasposte nel testo.
Nel caso della trattazione delle figura di Gesù e della religione cristiana, Giorda ci porta in prima
battuta e a leggere ed analizzare le pagine relative all’origine del cristianesimo.
La figura storica di Gesù negli ultimi 50 anni, nonostante gli studi su Gesù si siano sviluppati, ha
mantenuto una sua continuità.
A livello quantitativo è quasi sempre un capitolo ad essere destinato alle origini del cristianesimo, a
livello qualitativo viene narrata la vicenda umana di Gesù, la sorte dei primi nuclei cristiani e la loro
relazioni al mondo ebreo e greco-romano e finendo con la parte legata alla persecuzioni.
Si fa riferimento alla relaziona fra Gesù e il mondo ebraico a un testo con il titolo “i cristiani da setta
ebraica a eredi della civiltà antica” fa una scelta di campo->è importante collocarlo ad un tempo e
spazio dato, sopratutto per l’utilizzo delle parole.

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La questione della data della nascita di Gesù è controversa, dire che Gesù nacque nel 6 a.c. è una
scelta dal pov storico esatto, ma dire che Gesù è nato 6 anni prima di se stesso è strano.
Il sinedrio (il consiglio che condanna a morte Gesù) se ne racconta la violenza reazione del popolo
ebraico, dando spazio all’idea che il popolo ebraico si sia costituito come persecutori dei cristiani
nel momento questi acquistano una propria identità.<- l’autore entra nel testo usando quindi le
proprie parole.
Questione donne:
la presenza femminile nel vangelo e nelle comunità cristiane gode di una larghissima letteratura
che non son legate solo al ruolo strumentale delle donna al raggiungimento della salvezza.
Le fonti:
Molto ridotte
E’ importante guardare con criticità ai testi che verranno utilizzate il fenomeno del cristianesimo e
altre religione e guardarli in una posizione critica, facendo nostra l’alfabetizzazione multipla che
proponiamo ma che dovremmo utilizzare per primi per narrare la storia delle religioni.

APPUNTI TROVATI SU DOCSITY

Storia delle relazioni interreligiose - Melloni,


Appunti di Storia Antica

Le religioni e le loro relazioni


Ebraismo: matrice che influenza molto. Non esiste una storia dell’antico Israele fino al II
millennio A.C.
Popolo di origine nomade che sedentarizza in lotta con altre popolazioni.
Terra “dentro il guardrail A1”, strada più importante.
Traiettoria della Mezzaluna Fertile (da Nilo ad Eufrate).
Lingua di 3 lettere: 3 consonanti principalmente (tipo codice fiscale).
Tradizioni orali riguardo la sua storia, cicli di racconti attorno ad eroi e personaggi.
ABRAHAM + Isacco e Giacobbe (Dio gli cambia nome in Israele e diventa capo).
Oralità diversissima rispetto a quella nostra. Praticamente come la nostra tradizione
scritta.
Le oralità si mantengono molto costanti. Tutto poi nel 6° secolo confluisce in testo scritto
(PAPIRO ->
infrangibile e molto più pratico rispetto alla terracotta).
Alfabeto DUCTUS (modo di scrivere).
Alfabeto CUNEIFORME (tentativo di un simil-stampatello, che è più facile per i numeri).
Le “grazie” passando da DUCTUS a CUNEIFORME.
Cuneiforme è il testo scritto su papiro o pergamena.
Testi ebraici prendono forma fissa.
BIBBIA (cofanetto) termine greco: ecco cosa diventa.

1° parte è la TORAH “Trh” composta da 5 libri. TORAH vuol dire legge, prenderà poi il
nome PENTATEUCO
(dal greco).
Nella Torah le storie prendono un po’ di ordine ma non troppo.

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PRIMO CAPITOLO: storia della creazione del mondo (che non è una cosa/questione
ebraica, loro non
considerano questione del mondo e non è un affare di Dio. Scarso interesse per Dio e per
lui in quanto
creatore del mondo). Non c’è subito la storia di Abramo e Israele.
Israele non si pone il problema astratto di Dio bensì è visto come colui che ha cambiato
l’andamento della
loro storia (li ha portati via dall’Egitto).

Il centro della professione di fede è Dio non io in quanto fedele (diverso da cristianesimo).
Non faccio io
professione di fede ma Dio.

La prima delle scritture descrive Dio partendo da lui, non è il fedele che lo descrive. (Dio
parla in prima
persona: “Io ho fatto tutto per farvi andare via di lì”, non è il fedele che racconta).
1050 A.C. ESODO.

H N A (si legge al contrario).


Centro della fede di Israele è in schiavi fuggiaschi che migrano dopo essere liberati
dall’Egitto. Ci mettono
40 anni. Normalmente ci vogliono 6 mesi per il tragitto da Egitto ad Israele.
“Dio canta ad Israele” e non il contrario.

Quindi perché la Bibbia inizia con la Genesi in cui non vi è interesse da parte degli
ebrei???
Perché non inizia con l’Esodo dall’Egitto?
Israele viene assediata dai Babilonesi (Nabucodonosor). Gerusalemme viene espugnata e
parte di Israele
(corte, re, sacerdoti e tutta la “classe dirigente”) viene deportata a Babilonia.
Prima non vi erano contatti con altri universi religiosi. C’erano solo problemi con altre tribù
(sedentarismo
VS nomadismo ecc…). “Elenco dei cattivi” nella Bibbia: i nemici più nemici di tutti sono i
vicini -> CANANEI
(dove ora c’è il Libano).
In tutto il mondo antico -> cananei, fenici, greci -> Dio più importante. Più grande. Loro
venerano gli dei.
Confronto tra dei fisici che non fanno nulla e Dio che li ha salvati.
Polemica nella prima delle 10 parole (non ne farai immagine alcuna e non altri dei
all’infuori di me).
Noi siamo fondamentalmente siamo politeisti: crediamo comunque in entità non
strettamente materiali
ma efficaci. Vedi canzone “ALLA FIERA DELL’ EST”.
Ebraismo ha tante idee delle altre religioni vicine ma non sa cosa siano. Religione
babilonese è molto più
sviluppata e complessa. Divinità per Egitto sono legate alle necessità.

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Le “classi dirigenti” si adattano quindi al sistema babilonese e vogliono mettere ordine al
sistema teologico
babilonese.
Personaggio centrale: grande eroe: Gilgamesh (personaggio della mitologia
mesopotamica. Mitico re
dei Sumeri, fu il quinto re di Uruk, il più antico agglomerato urbano dell'odierno Iraq, nelle
vicinanze
del Golfo Persico. Le sue vicende sono narrate nel primo poema epico della storia
dell'umanità, denominato
successivamente Epopea di Gilgamesh). Dentro alla leggenda vi è una teologia molto
sofisticata.
Il mondo è sempre stato così com’è, la Terra non c’è sempre stata. Capiscono la
concezione del tempo,
conoscono l’inizio e la fine ma non possono tornare all’inizio. Se il tempo c’è sempre stato,
allora Dio è il
tempo.
Molte religioni del tempo antico credono in questa cosa, gli dei creano il tempo e lo spazio,
il mondo.
IDEA DELLA CREAZIONE BABILONESE: dio cattivo e annoiato che fa il mondo con
sabbia e acqua, ci mette gli
omini e poi ci “gioca” distruggendo tutto quando gli pare.
Se le cose vanno bene è solo perché Gilgamesh ha fatto la guerra agli dei per proteggere
gli umani.
E’ un racconto eziologico, che spiega la posizione nel mondo di ogni uomo.
A questo punto gli ebrei vogliono rimettere a posto alcune cose.
T I Sh R B (si legge al contrario: pronuncia è “bereshit”. Tradotto comunemente “in
principio”.
Genesi dal capitolo 1 al 12. L’inizio è un po’ confuso. Ci sono due creazioni dell’uomo e
due creazioni della
donna.
1° versione: uomo annoiato e Dio produce la donna per farla stare al suo fianco e per
compagnia.
2° versione: entrambi sono alla pari. Quando fa le cose le fa “secondo la loro specie” ma
quando fa l’uomo
lo fa “a nostra immagine e nostra somiglianza”.
Racconto zingaro della creazione: separa le acque di sopra e le acque di sotto. Per Israele
mare (acqua) è
fortissimo.
Dio ha fatto tutto bene, è stato Adamo a fare il casino. Aveva una regola: stare fuori dal
bene e dal male.
Ma l’uomo non può avere la conoscenza del bene e del male e dell’eternità (Eden è il
giardino
dell’eternità). Quando escono dall’Eden Dio gli fa i vestiti ecc…
Racconto della Torre di Babele (nella Genesi).

Il testo biblico diventa scritto nel periodo babilonese. Data del testo più antico in nostro
possesso è del
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1008 D.C. Dal 6° secolo A.C. all’ 11° secolo A.C. non abbiamo nessuna traccia.
I saggi di Israele iniziano a scrivere le vocali sotto le parole.
Nel medioevo la questione cristiana diventa problematica e quindi iniziano a mettere le
vocali sotto le
consonanti sotto forma di puntini:
° = i,
°° = e,
°° = e
sotto le consonanti di bereshit.
es. Regna Signore dal legno (per i cristiani è la croce) VS regna Signore dal trono.
Cambiando le parole
cambia il senso.
Nella grotta di Qumran un pastore trova delle giare. Era probabilmente la biblioteca della
comunità
monastica. Manoscritti del II secolo A.C.
1200 anni prima del testo masoretico. Solo consonanti, non vocali.
Bibbia dei 70 (Septuaginta): è la versione della Bibbia in lingua greca, che la tradizione
vuole tradotta
direttamente dall'ebraico da 70 saggi ad Alessandria d'Egitto; in questa città cosmopolita e
tra le maggiori
dell'epoca vi era una grandissima e famosa biblioteca e vi si trovava un'importante e attiva
comunità
ebraica. Questa versione costituisce tuttora la versione liturgica dell'Antico Testamento per
le chiese
ortodosse orientali di tradizione greca.

(…)

PARALLELISMI TRA LE RELIGIONI DEL MEDITERRANEO:


3 testi sacri riconoscono la figura di Abramo in modo simile. Non è il fondatore di Israele
ma il nonno.
Un giorno Dio parlò ad Abram, ordinandogli di lasciare la sua terra e di dirigersi nel paese
che Lui gli
avrebbe indicato. Tre sono le promesse che Dio fa ad Abram:
▪ una numerosa discendenza
▪ la benedizione, tramite lui, di tutti i popoli della Terra
▪ la promessa di un territorio per la sua discendenza
In una nuova visione, Dio confermò ad Abram l'Alleanza, che si sarebbe estesa a tutta la
sua discendenza.
Sarai era sterile ed avanti negli anni, quindi Abram ritenne opportuno avere un figlio con la
schiava
egiziana Agar, che chiamò Ismaele. Ma Dio apparve nuovamente ad Abramo tredici anni
più tardi,
confermando che Sarai gli avrebbe dato un figlio legittimo nonostante l'età avanzata, e
cambiò il nome da

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Avrahàm", traslitterato solitamente con") ַ‫ אְבָָרהם‬Avràm", traslitterato solitamente con
"Abram") in") ַ‫אְבָרם‬
"Abramo") e quello di sua moglie Sarai in Sara. In questa occasione Dio dettò anche il
precetto
della circoncisione, come segno dell'alleanza di Abramo e della sua casa a Dio.
In seguito, un giorno, Abramo vide davanti alla sua tenda tre uomini e li invitò a riposarsi.
Diede loro
dell'acqua per lavarsi i piedi e Sara preparò delle focacce e del vitello da mangiare. Essi si
riposarono e
mangiarono. Al momento di andare via, assicurarono che Sara, l'anno successivo,
avrebbe avuto un figlio.
Sara, all'udire queste parole si mise a ridere, perché era troppo vecchia per avere un
bambino. Allora i
viandanti risposero dicendo che niente è impossibile a Dio.
L'anno dopo, a primavera, Sara ebbe un figlio e lo chiamò Isacco, cioè «sorriso di Dio». In
seguito a ciò
scoppiò una violenta gelosia tra Sara e Agar, al punto che Abramo decise di allontanare
nel deserto Agar e
suo figlio Ismaele, dando loro un pane ed un otre d'acqua.
Quando Isacco era già un ragazzo, Dio mise alla prova Abramo: gli disse di andare sul
monte Moria e di
sacrificare il suo unico figlio. Abramo, seppur a malincuore, accettò. Mentre legava Isacco
per il sacrificio,
però, apparve un angelo che disse ad Abramo di non far niente a suo figlio e che Dio
aveva apprezzato la
sua ubbidienza, benedicendolo "con ogni benedizione".
Abramo, attraverso Isacco, che ebbe da Sara, è il capostipite del popolo ebraico. Da lui
discesero anche gli
Ismaeliti, dal figlio Ismaele avuto con Agar; dopo che Sara morì, diede vita ad altri popoli.
Da Isacco
derivarono poi altre nazioni, discendenti di Esaù; il solo dei patriarchi ebrei ad avere solo
figli ebrei
fu Giacobbe da cui, figlio di Isacco e fratello di Esaù, discendono le dodici tribù d'Israele.
Abramo è di 100 km a sud da Baghdad, è un sedentario che diventa nomade al contrario
del solito.
Gli appare Dio che gli dice di andare nella Terra Donata (non promessa!!), dove scorre il
latte ed il miele.
Isacco ha come figlio anche Giacobbe, a cui Dio cambia il nome in Israele che poi dà il
nome alla Terra
Donata a lui da Dio.

Paolo indica la FEDE come quella di Abramo.


Dio gli promette tanti figli e ne ha solo uno (Ismaele perché lo fa lui con Agar).
MONOTEISMO: religioni abramitiche (islamismo, ebraismo, cristianesimo).
Sarai (Sara) è la moglie di Abramo vecchia, sterile e gelosa.
Quando gli angeli/trinità le comunicano che avrà un figlio lei ride. Isacco vuol dire “risata”.
All’inizio del mondo Adamo ed Eva hanno 2 figli: Caino (stanziale) e Abele (nomade).
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Convivenza pacifica tra le 3 fedi.
Louis Massignon, altri filoni (amicizia tra fedi). Lui "cattolico musulmano", come volle
definirlo papa Pio XI -
è stato uno studioso della mistica islamica nel X secolo e della storia di Baghdad in quello
stesso periodo.
Notevoli i suoi contributi alla riflessione teologica cattolica, che hanno potuto influenzare la
stessa Nostra
Aetate, documento del Concilio Vaticano II, e alcuni dei temi suscitati da tale concilio.
CONCILIO ED EVENTI IMPORTANTI PER LA CONNESSIONE TRA LE 3 FEDI:
Giovanni Paolo II (preghiera di Assisi).
Bisogno nel corso del 1900 di legami religiosi.

ANTAGONISMO basato su 2 paradimi:


ANTISEMITISMO (Christianitas) e DHIMMI (‘Umma).

ANTISEMITISMO:
Tanti diversi cristianesimi poi c’è ebraismo.
Impero di cristiani (non particolarmente osservanti).
L’ebraismo nella realtà cristiana è una condizione diversa rispetto all’Impero Romano in
cui è una questione
fiscale. In realtà cristiana è una questione teologica.
Cristianesimo sviluppa idea diversa dalla concezione originaria. Tutti sono ebrei in prima
radice.
Cristianità imperiale VS cristianità medioevale (sviluppano due dottrine differenti).
Agostino III – IV -> ebrei non sono cristiani perché non sono battezzati e non si può
battezzare contro la loro
volontà.
DOMANDA: perché Dio non li converte? Deve rimanere un po’ di Israele per la fine del
mondo
(conversione). San Paolo.
Agostino antisemita ma non persecutore: non perseguita ma li tiene come se fossero
minorenni. Minorenni
nella concezione dell’Impero Romano. Tantissime cose a loro non permesse. Possono
osservare Shabbat, ok
sinagoghe ma piccole.
(cambiamento forte. Fino al 70 comunità cristiane di origine ebraica. Giudeo-cristianesimo.
Poi
cambiamento generazionale. Giudeo-cristiani finiscono. Paolo: questione di densità
sociologica. Man mano
diventarono pochissimi: ebreo-messianici).

Ebrei sono:
- DEICIDI
- SANGUINARI
- AVIDI
- COSMOPOLITI
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- SPORCACCIONI (circoncisione, tanti figli, vita interna chiusa, pratiche rituali che fanno
paura, sono
molto forti tipo danza delle madri.

Effetto “O” del pregiudizio è quando si realizza l’esempio del calabrese e dello zingaro.
INFANTICIDIO: assalti ad insediamenti degli ebrei a causa di bambini morti (POGROM).
Uccisi e dato fuoco
ad insediamento.
Avidi e cattivi stereotipo base.
Marxismo anche (Marx è ebreo). Classica visione del capitalista con il nasone (ebreo).
Crisi del 1929 la borsa era in mano agli ebrei. Nomi noti: Lehmann, Strauss-Kahn.
Ghetti. Divieti del possesso di beni immobiliari fuori dal ghetto, fino alla rivoluzione
francese. Vedi
“Mercante di Venezia” con Al Pacino.
Cosmopoliti e non patriottici. Parlano la loro lingua, hanno la loro religione.

Separazione tra Chiesa e Stato: cosa che i cristiani detestano. Tutti questi pregiudizi
portano ad
antisemitismo. Parola che nasce per indicare ostilità e paura verso gli ebrei.

“I protocolli dei savi di Sion”. Libretto degli anni ’80 del 1900. Della polizia zahrista.
Propaganda antisemita.
Cose che faranno gli ebrei per conquistare il mondo:
- Controllare la stampa libera (non sottoposta a censura)
- Magistratura indipendente dal potere politico. Principi giuridici non solo della comunità
cristiana.
- Scuola pubblica e mista. Agli inizi dell’800 un sacco di insegnanti sono cattoliche.
Terremoto del
1908 a Reggio Calabria e Messina: donne missionarie delle magistrali cattoliche.
- Controllo delle banche. Tema anche del movimento operaio e dei socialisti.
Anticomunismo diventa
altra forma di antisemitismo anche se su livelli di violenza diversi.

Nell’Europa degli anni 20 e 30 i ghetti sono una cosa molto comune.


L’acquisizione dei diritti di una minoranza diventa antisemitismo. Come in USA quando
dopo che sono state
fatte le leggi civili sono aumentati i conflitti tra bianchi e neri. (La scelta di Sophie).
1878: “Die Jude sind unsere Umglueck” (gli ebrei sono la nostra sfortuna).
Fino al 1951 c’è poca consapevolezza dei reali numeri dei morti durante la II guerra
mondiale.
1962 Hillberg “la distruzione dell’Ebraismo”

Cosa è rimasto fino ad oggi?


- LINGUAGGI (tantissimi del disprezzo). Dal linguaggio del disprezzo viene la concezione
dell’io che
deve qualificarmi come diverso, non rispettato in quanto essere umano.
- POLITICHE. Idea di Agostino che concepisce “l’ebraismo minorenne”.
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(…)

DHIMMI:
Pregiudizio popolare nei confronti degli ebrei non sparisce. Difficile distinguere ebrei da
zingari.
Pregiudizio sugli zingari si rifà sugli ebrei.
Antisemitismo di mescola con eventi/aspetti/correnti storiche.

1- Antisemitismo con socialismo e comunismo (crisi in cui antisemitismo finanziario viene


fuori).
Banche solo degli ebrei. Casse di risparmio dei cristiani.
2- Antisemitismo con corrente antisocialista e anticomunista. SION: sia come complotto
socialista che
comunista.
3- Antisemitismo biologico e razziale. Razzismo è un’invenzione delle società coloniali
soprattutto del
post schiavismo. Sono incivili non perché cattivi ma inferiori per motivi razziali.
LA RAZZA. Rwanda -> utu e tuzzi non esistono come razza ma come invenzione bellica in
base a
statura e proporzioni del naso. Guerra etnica su nessuna etnia.
In Germania e America dà il fondamento scientifico agli stereotipi (suoni, odore…).

Uno dei più grandi stereotipi è il TABU’ DELLA DONNA. Su due aspetti: come i popoli
trattano le donne,
come i popoli trattano le NOSTRE donne.
Quantità altissima di stupri legati alla conquista dei territori anche se concezione è che
dobbiamo
proteggere le nostre bambine da loro che sono incivili, e trattano le loro donne da incivili!

Movimenti nazionali. Erzel dice che gli ebrei non li lasceranno vivere come stati nazionali
con identità
nazionale. Lui era ebreo.
Per questo molti ebrei scappano verso impero in cui la minoranza vive meglio.
1720 trattati con l’Impero Ottomano. E’ ormai alla fine.
Erzel dice che c’è bisogno di uno stato per gli ebrei. Intorno al Monte Sion, Gerusalemme.
Movimento Sionista a cui l’ebraismo religioso è contrario. E’ un peccato. Il raduno di
Israele la deve fare
SOLO il Messia. Sarebbe una bestemmia contro il Messia.
Anche l’ebraismo emancipato non dà grande consenso perché loro sono integrati negli
stati nazionali.
Sindaco di Roma era Re.
Sionismo: rimane piccolo movimento politico che vuole rettangolo di terra di israele
dall’Impero Ottomano
(che cade dopo la 1° guerra mondiale, dopo 1917).
Confini del Medio Oriente vengono fatti “con il righello”.

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Vogliono impedire gli stati nazionali mettendo dentro più etnie diverse che non stanno
bene insieme.
Nel 1924 nel castello di Balfur dichiarazione dell’autorità occupante inglese che dichiara
che in Palestina si
può inserire un focolaio ebraico.
PALESTINA: contadineria. Zona agricola non molto prospera. Il tentativo di favorire la
migrazione ebraica
scatena conflitti molto violenti sia prima sia dopo Balfur.
Vogliono stato nazionale palestinese. EBRON cittadina in cui sono sepolti Abramo Isacco
e Giacobbe.
Mai episodi di violenza prima del 1922 in cui alcuni ragazzi uccidono ebrei.
Nello stesso anno della dichiarazione di Balfur Hitler scrive in prigione “Mein Kampf” in cui
l’idea è di una
Germania nazionale che si può risollevare dalla catastrofe bellica solo togliendo di mezzo
gli ebrei.
Nel 1924 Padre Gemelli scrive una recensione su Felice Modigliano ed il suo suicidio in
cui afferma: “se
morissero tutti gli ebrei non sarebbe un grosso problema”.
Idea poco condivisa fino al 1929, anno in cui poi inizia a dilagare un insieme di
antisemitismo economico,
antisemitismo religioso ed antisemitismo scientifico.
Ebrei sono inferiori (anche se sono bianchi).
Nazionalsocialismo/nazismo raccoglie molti consensi. 1933 salita al potere, 1938 Notte dei
Cristalli.
Nel 1933 la capitale dell’ebraismo mondiale sono gli Stati Uniti. 140 milioni di persone
partono dalla
comunità ebraica ottomana, emigrano, contando anche gli zahristi.
Pochi si rendono conto di quello che sta accadendo.
“Mia è la vendetta” di Torver, del 1939, Zandonai editore. Lui emigra in America ed
immagina la situazione
in Europa, compresi i campi di concentramento anche se ancora non esistono. Odio
sterminatore.

STORIOGRAFIA:
Intenzionalisti ->Nel 1938 regime e gerarchi avevano in mente ciò che hanno fatto. Nel
1934 ci fu anche
l’eliminazione dei disabili, tutto era propedeutico all’eliminazione degli ebrei (politici,
omosessuali,
zingari…). Nel gennaio 1941 inizia lo sterminio di massa che in realtà era già partito prima.
(Dubois
UCRAINA HOLOCAUST BU BULLET). Sterminio ungherese (“Lo Specialista” -> film).
Sterminio mentre
l’armata rossa entra in Ungheria. Gli intenzionalisti sono per l’unicità.

Funzionalisti -> obiettivo di Hitler non era legato ad uccidere ebrei e basta. Ma era un
mezzo per

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raggiungere lo stato nazionalista. Se avessero voluto migrare, avrebbero potuto farlo,
l’obiettivo era la
pulizia etnica. Gli ebrei non possono essere nazisti dato che sono deportati. I Funzionalisti
non sono per
l’unicità: ennesimo sterminio.

Dal 1942: SHOAH è l’ennesimo genocidio oppure un evento unico nella storia?
Non esiste una tesi prevalente. Nel disegno nazista è prevista l’uccisione di massa. Poi si
aggiunge un
insieme di cose, la macchina della propaganda fa in modo che nessuno sappia veramente
cosa stia
accadendo.
Tutti sono consapevoli del fatto che molta gente stia morendo ma non dei meccanismi che
ci sono dietro.
C’è un’idea di cosa sia la deportazione ma non che dietro ci sia esattamente lo sterminio.
Noi abbiamo l’esperienza di pochissimi che sono i sopravvissuti, coloro che sono stati
scelti come operai o
per altri motivi e non mandati alla vita vera dei campi di concentramento.
C’era una selezione tra chi doveva morire e gli operai schiavi dello sterminio (ebrei operai
che pulivano
forni crematori o docce a gas…). Chi scende dal treno dopo 15 minuti in media è morto.

Si scopre realmente come le cose sono andate solo dopo la fine della guerra. IN realtà
qualcosa si sapeva.
Protocolli di Auschwitz, non è stata mai bombardata la ferrovia che portava ad Auschwitz!
Nel 1942 a Madison Square Garden si parla di sterminio col gas ma nessuno se ne cura.
Pio XII per molti anni dopo la guerra non parla mai degli ebrei.
Il Vaticano ha alcune informazioni ma non abbastanza, non ha i numeri.
Con l’inizio degli anni 50 e soprattutto 60 se ne inizia a parlare e diventa un grande
argomento di
discussione. Alcuni del clero erano fascisti.
Nel gennaio del 1963 va in scena “Il vicario” di Hochhuth. Racconta di un papa super
cattivo che sa tutto ma
se ne frega. Scatta una polemica dal film “I silenzi di Pio XII”.
La difesa del Vaticano è che sapeva cosa stesse accadendo ma una condanna pubblica
non sarebbe servita
a nulla (alla fine molti preti hanno salvato la vita e nascosto ebrei).
Il 16 ottobre 1943 avviene una razzia nel ghetto di Roma “L’ultimo bacio”, qui parla del
soccorso diretto
della chiesa.
La polemica sui silenzi è legata alla polemica sulla nascita dello stato di Israele nel 1948.
Stato socialista
sostenuto da Stalin.
Idea cinica di molti paesi: lo stato di Israele è stato fatto talmente male che non potrà
resistere.
Papa avverte i greci ed i turchi dell’arrivo degli ebrei a Cipro dopo l’invasione musulmana
(giordani ed
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egiziani). Nel 1967 viene riconquistata Gerusalemme. Ritorno alla Terra ha un significato
mistico: in attesa
del Messia.
L’antisemitismo dev’essere ripensato. Crolla antisemitismo religioso e scientifico.

Il tema della SHOAH affiora lentamente in campo civile e storiografico -> articolo Dietrich.
“Il breviario dell’odio” storia dell’antisemitismo e delle sue radici.
Gianmaria Voluttè -> a teatro viene proiettato “Il Vicario” -> viene messa un’autobomba.
La discussione sulla Shoah è strettamente legata al diritto di esistenza dello Stato di
Israele.
Non se ne parla fino agli anni ’50. I sopravvissuti si sentono superstiti sfortunati.
Racconto “commuovente e straziante” ma i sopravvissuti non hanno una percezione
positiva della loro vita.
Non si sentono innocenti poiché i sopravvissuti sono tali in quanto nei campi di
concentramento erano stati
destinati al meccanismo dello sterminio. Lavoravano con la morte. L’elaborazione
dell’accaduto richiede
quindi loro un meccanismo complesso. Se si fossero indeboliti con il passare del tempo o
se avessero
disobbedito sarebbero stati sterminati anche loro.
E’ una questione diversa per i sopravvissuti che non sono mai arrivati ai campi perché
nascosti o scappati
altrove.
La scrittura può essere una forma di cura (Primo Levi). Comunque la quantità di suicidi tra
i sopravvissuti è
altissima.

Olocausto è un termine improprio. In realtà indica un tipo di sacrificio previsto dalla


TORAH. Agnello. Riti di
comunione , condivisione con Dio. Deriva dal greco: bruciatura dell’intero. Uccidono
l’agnello e lo cremano
per intero. Dio gradisce questo sacrificio. Per la tradizione biblica è importante.
Eziologicamente nella Genesi Caino e Abele fanno 2 olocausti. Fumo.
Usare questo termine associato alla SHOAH è quindi una cosa terribile per gli ebrei.
SHOAH è una parola biblica che significa “TURBINE”, tromba d’aria, tempesta, uragano.
Usata per sostituire
“soluzione finale”, annientamento, olocausto.

RAJA KAGAN, donna polacca. I suoi scappano dalla Russia durante il pogrom quando è
bambina. In Polonia
diventa ebrea del principato. Da ragazzina è una militante socialista.
Nel 1938 è tra quelli che si tendono conto della guerra che sta arrivando e scappa a
Parigi. Pensa di non
essere identificata ma non è così. I nazisti si rendono conto che è poliglotta, parla il russo,
polacco, tedesco
e francese.

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Alla “rampa di Auschwitz” la mandano all’ufficio documentazione. Ci lavorano 52 donne.
Circa 30 vivono
fino al 27 gennaio quando arrivano a liberare il campo di concentramento.
Scrivono e compilano le schede individuali di ogni prigioniero, il dettaglio della causa della
morte è sempre
casuale. Negazione di ciò che accade anche nei documenti.
Menzogna: elemento decisivo dello sterminio (ridipingono/ristuccano le camere a gas ogni
volta che
gasano, in modo che chi entra non si renda conto di cosa sta per accadere, fino all’ultimo
non si rendono
conto di tutto fino all’ultimo dettaglio!).
Lei e le colleghe sopravvivono. Raja ruba un quaderno e lo fa passare tra le compagne
facendogli scrivere
una poesia o un tratto della letteratura che ricordano a memoria. Leggere salva la mente,
serve per
salvarle.
Dopo va in Israele. Va a lavorare in Kibbuz poi aprono un’università. Si laurea in scienze
politiche. Va a
lavorare al Ministero degli esterni, è l’unico membro dell’ufficio analisi.
Scrive rapporti sulla politica europea. Sa dedurre bene, si occupa anche delle questioni
legate alla chiesa.
Legge la notizia del Concilio Vaticano II e pensa che al Concilio non interessi della
situazione degli ebrei ->
Meir (Golda, premier dello stato di Israele).
Concilio vuole scrivere un documento su Israele religioso e non politico. Lo riconosce
come stato solo nel
1993. Inizialmente al Concilio doveva esserci un osservatore ebreo.
Nel 1965 avviene il processo di Francoforte.
Al processo di Norimberga erano partite tutte le accuse elaborate negli anni ’40. I
processati sono tali per
politiche della guerra e comunque non per lo sterminio. Da questo processo inizia ad
esserci il senso del
dovere di giudicare e processare i colpevoli. Estradizione ed esecuzioni pubbliche.
“Lo specialista” ricorda il processo Eichmann, sterminio degli ebrei ungheresi. Viene
trovato in Argentina e
Meir ordina di catturarlo e portarlo in Israele per processarlo.
Nel 1954 caso Kastner: Nel 1944 (a Pasqua) due slovacchi scappano ed
indipendentemente scrivo cosa sta
accadendo ad Auschwitz e danno dei numeri gonfiati.
Le SS ridono dicendo che sta arrivando “il salame ungherese”.
Molti tentano di avvisare le autorità ebree in Ungheria. Kastner lo viene a sapere ma non
da l’allarme.
Tratta con Eichmann. Contratta di dargli un camion in cambio della loro dipartita. Ma non
accade
nonostante gli accordi e Kastner viene processato.
Molti sono contro di lui per non aver dato l’allarme, pur sapendo cosa sarebbe accaduto.
Mossad (servizio
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di investigazione dello stato di Israele) e Meir trovano Eichmann, nel maggio 1962 viene
processato ed
impiccato a Gerusalemme.
Il processo di Norimberga non viene seguito dai tedeschi. Quello di Francoforte è primo
fatto da tedeschi a
tedeschi. “La lettrice”.
Tra gli imputati c’è il capoufficio di Raya al campo di concentramento, colui che dava le
diagnosi inventare
di morte. Vogliono che Raya vada a deporre e lo accusi ma lei non se la sente. Meir
insiste.
Lei si arrende, lui non sa che lei ha scritto le memorie “Le impiegate dell’ufficio
dell’inferno”, in russo. Poi
tradotto in tedesco. Non lo ha mai fatto vedere a nessuno. Viene stampato in russo. Lei va
al processo con il
suo diario e viene interrogata.
Quando arriva al processo ha 20 anni (controlla info). Le chiedono quanti morti ci sono
stati, perché lei non
è morta e che rapporto avesse con il Colonnello, se lui fosse bello o brutto per lei e se lei e
le sue colleghe
sono sopravvissute perché sono state “brave” con lui. A queste domande lei si inibisce e
non riesce più a
rispondere, rivede lui dopo molti anni. La fine dell’interrogatorio p disastrosa. Dopo questo
interrogatorio
perde la parola ed il senno. Torna a lavorare al kibbuz ma non più all’ufficio. Muore nel
1996.
Aveva capito prima cosa stessa accadendo alla chiesa cattolica. In realtà non sapeva
come fosse iniziata la
questione dell’ebraismo al Concilio Vaticano II.

CONCILIO VATICANO II:


Ha una lunga fase preparatoria della curia romana che spera che il papa muoia prima e
quindi venga
annullato. Era un uomo vecchio di 67 anni circa. La preparazione della curia non prevede
nulla sugli ebrei.
Papa Giovanni costituisce quindi un nuovo organo, il segretariato che chiede ad Agustino
Bea, gesuita, di
occuparsi dei rapporti con gli altri cristiani e le altre religioni.
I salmi della Bibbia sono tradotti dal testo originale greco e non da quello ebraico. BIBBIA
DEI 70
(traduzione dei 70). Testo masoretico (ha i puntini delle vocali), si dice che qualcosa non
sia proprio esatto.
Cardinale Bea convince Pio XII a fare una traduzione dall’ebraico, senso di prendere sul
serio l’ebraismo.
I cristiani devono pregare con il testo della bibbia ebraica.
Il 12 giugno 1961 va nell’ufficio di Papa Giovanni un francese, Jules Isaac. Lui ha perso
tutta la famiglia

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mentre lui era dal barbiere quindi riesce a scappare e nascondersi. E’ l’autore dell’ISAAC
(manuale della
storia francese, fino al 1968 è la “bibbia della storia francese”.
Va a Seelisberg (Svizzera) dove raduna nel 1947 alcuni studiosi ponendosi come
domanda “DA DOVE
VENIVA LA SHOAH?”. Una delle tesi è la concezione cristiana del disprezzo, catechesi del
disprezzo,
elementi di antisemitismo che hanno contribuito alla sua esistenza.
Porta al papa il rapporto di questi incontri: I 10 PUNTI DI SEELISBERG. Glieli porta per 2
volte.
La prima volta il papa gli dice di lasciarli lì e non succede nulla. La seconda è durante la
preparazione del
concilio in cui tenta un’udienza con Roncalli ma riesce anche stavolta ad evitarlo.
Isaac tramite suoi contatti riesce ad avere conoscenze in comune con il segretario del
papa che finalmente
lo prende e lo porta dal papa. Il papa gli chiede una sigaretta, parlano per molto tempo fino
a che il papa
dice che porterà di persona il suo protocollo a Bea “per trasmissione autorevole”.
Isaac pensa al diritto di sperare (il concilio finirà 4 anni dopo, 1965). Documento in cui si
prendono le
distanze dall’antisemitismo, è ingiustificato dal punto di vista cristiano.
Nel 1905 c’era stato il Concilio Lateranense (era stato il 4°) in cui era imposto agli ebrei
qualcosa di giallo
per distinguerli dagli altri. Il documento di Bea abolisce questa cosa.
Nel giugno 1962 devono discutere le 3 pagine del documento “DE JUDEIIS” ma il
segretario di stato dice che
non verrà discusso perchè nelle settimane precedenti questo documento è arrivato ai
paesi arabi che
hanno minacciato di interrompere i contatti arabo-cristiani.
Viene proposta la questione alla commissione preparatoria, presieduta dal segretario di
stato. Si pensa che
se venisse fatto un documento per gli ebrei dovrebbe essere fatto anche per i
mahomettiani. “Tutti ridono,
fine della discussione”. Quindi il tema degli ebrei non va nell’agenda del concilio.
L’8 dicembre 1962 Papa dice a Bea che ci vuole un documento sugli ebrei, è necessario e
ora viene messo in
agenda.
Per fare tutto ciò dovevano però tener conto dell’opposizione degli arabi. Nel 1963 dicono
che il
documento sugli ebrei non dev’essere a sé stante ma ce ne vuole uno anche per le altre
religioni. Quindi
vengono inserite all’interno di questo documento tutte le religioni per giustificare la
questione ebraica.
Viene approvato il 28 Ottobre 1965 con il nome di “NOSTRA AETATE”. Viene percepito
come un documento
“annaquatorio”.
Il mix tra cristianesimo e le altre religioni diventa una cosa molto importante perché:
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1- la chiesa cattolica ha un approccio esclusivista. Mette quindi insieme una teologia delle
religioni.
2- mette insieme l’ebraismo e le altre religioni. CRISTIANESIMO -> EBRAISMO
MESSIANICO (indipendente).
Dentro la tradizione di Israele.
Non è un legame qualsiasi ma un rapporto molto forte. Metterlo con altro è uno sforzo di
percepire l’altro
in un rapporto di intrinsecità.

Preghiera di Assisi di Papa Giovanni Paolo II, nel 1956.

(…)

Pluralismo e dialogo religioso.


EBREI -> scelta capace di emancipare.
Cattolici VS protestanti: convivenza tra simili.
Gli strumenti giuridici della modernità sono strumenti abbastanza efficaci in termini di
emancipazione ma
anche contemperamento in termini di pulizia etnica.
Il pluralismo si complica per la maggioranza religiosa.
In Inghilterra il primo ministro deve essere per forza anglicano, non è ammesso altro.

Istituzioni secolarizzate (al potere dello stato) da Napoleone diventano una fonte di
conflitto:
- SCUOLA
- ANAGRAFE
- OSPEDALE

SCUOLE: governate da personale esclusivamente ecclesiastico (educare è il compito del


clero). La scuola
dello stato poteva essere emancipatrice o emarginatrice.
OSPEDALI: i medici non sono frati ma le strutture (ospitali) sono di base di origine
ecclesiastica.
ANAGRAFE: nasce come istituzione di tipo ecclesiastico, serviva per intercettare la
bigamia e tenere ben
“classificati” i fedeli.
Napoleone inventa l’anagrafe civile, la scuola pubblica e l’ospedale pubblico con
l’invenzione anche delle
professioni sanitarie.
Rintracciare gli ebrei con l’uscita delle leggi razziali era stato facilissimo, erano catalogati
ovunque.
Dopo la 2° guerra mondiale il sistema napoleonico non regge al pluralismo. ES. mensa
che rispetti le leggi
religiose nelle scuole. Chi decide che il bambino osservi o meno i precetti della sua
religione di origine? La
questione della carne al venerdì che ormai non viene più rispettata?
Nella cultura araba comandano i padri, in quella ebraica e cristiana le madri.
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E ancora il problema della frequenza a scuola il venerdì: il bambino ebreo fa delle assenze
che poi possono
compromettere il suo andamento anche se è bravissimo.
Il meccanismo delle libertà religiose è un meccanismo dal quale di esce soltanto.
Voltaire e Marx non osservano più religiosamente. Passaggi da religioni stabilite ad
agnosticismo praticante.
Questo transito viene protetto dal sistema giuridico. Non posso essere mai registrato per
questioni
religiose. Però se non dichiaro la mia religione non posso farla valere.
(vedi MESSA PRESBITERIANA, viale Ramazzini a REGGIO).
Possibili transiti (mussulmano non praticante, cattolico cristiano poi pentecostale ecc…) in
alcune culture
possono creare grandi conflitti.
Per avere la protezione pubblica dovrei poter dichiarare la mia religione in anagrafe, ma
non è possibile.
UE protegge il diritto di orientamento sessuale, tra i diritti personali della persona.
L’atteggiamento delle varie religioni in merito all’orientamento sessuale può creare
problemi ->
INDUISTI / BUDDISTI: non è un problema cosa ti piace, basta che smetti.
EBRAISMO / ISLAM / CATTOLICESIMO: violazione fondamentale dell’ordine creato.
Sfuggi al tuo compito di
fare dei figli, e questo è un peccato.
EBRAISMO AMERICANO (riformato): ci sono le rabbine, l’omosessualità è accettata.
Vengono celebrati
matrimoni gay in sinagoga.
ORTODOSSIA: fa lo stesso. Ma se lo fai poi ti penti.
CATTOLICESIMO ROMANO: per opporsi deve inventarsi qualcosa che non sia violento o
omofobo sennò
sarebbe denunciato. Quindi dice che l’amore è possibile tra omosessuali ma è l’atto
sessuale che è un
peccato in quanto è rivolto solo allo scopo di procreare (con l’atto sessuale gli omosessuali
non possono
procreare).
PROTESTANTI ANGLICANI/RIFORMATI: unica cosa importante è imparare ad amore ed
essere amati.
Tutto questo nel pluralismo diventa complicatissimo da gestire.
(VEDI VESSAZIONE).

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