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I

1.21). 111an Irn I (22-69).


noll'lnforno ( noti: I pus
• ~Ingrosso c1,1ero dol dOflonto 110-120).dl oante (121-136). I
• 1.11 pr101a s ronte, car oirnento
ll'AchO 91/0
• Arrivo n di Virgilio e
• SplegnzloflO

. i\ dolente,
. ne In (lii• dolore,
«Per n1c si ~(1 11 e l'euerno ente.
e s1 vn rdula g
per n1 .. vn tra la pe I fattore;
per rne s1 , ·1 inio a IO
Giustizia mod~s~1n1a podestat~, o arnore.
· la 1v · , pnrn
feceni1 'ienza e 1 ate
la sornrna sap fuor cose ere
. rne non duro.
Dinanzi a e e io ettern O. ch'intrate».
se non ettern ~peranza, vot
Lasciate ogne
do la quale, nei primi secoli della 1.
1
. e parole, safia, secdo.n eriodo, il pronome atono segue n&ua, in .
d.I queste pnmpassaggio . verso o i _P. sempre . in ~
anafora a end1uca. 11 1 ,
t Per mc· si noti la martcli ante d •altà di questo . 1·n- fo~ destate: «il Padre•, come nel verso %1
. · . I tremen a r, I ritmica divina po .. ) I S. succe..•
che non solo scandiscono 3 bremente. con 3 dalla .l(all. ·1I Figlio (somma sapienza e o p1rito Sani '"'% 1,,.
al regno dei morti, ".1a I~ fann~ 1 iniziali, rott_a solt~nto d . . a me: pnma, di me. Or~ . ""Il
V'll~- ,,
sistenza degli accenti nei tre emis . 1.I mistich1 finah.
. • • deg1·I acccnll neg 1•1 7, Dinanzi ··~ \
sapiente trasposizione . . rDei e v1. è sol10 lineato fuor furono. d'
. n la cnnl/l.S · e: prima della caduta I Lucifero, che d
àttà dolente: è IO contrasto co . dannati subiscono. . oti la s·.ettern .t I .
dell'Inferno, es1s evano so o g1I angeli i . :"''% ,.
eter,,.•
senso del dolore della pena che 1 cfr lf I 114 e nota. ~• n eva
2. ettemo dolore: per la grafia eri:;
0
Nel primo verso s1 pon
azione . elementi:· aoe, · ' Ie cose 1· nCOITUtti·b·ili (ei
Pura, gII nnero create Ie cose eò rruttJ'b•1·
' Geli eIa 11,
figura della replicazione: dolente I ,0 0:ità di esso. mente Ve È .
t· efii ,,·S.Utc,,,\·"
1 1. Si nou· !eme)
l'accento sul dolore. in questo sul! etc . .1,=scendo: «il dolore. . . ne di etierno. stato gmstamente notato eh "'aa il.i,
. · Si osservi I u- peUZIO e qu· I'
3. perduta gente: •• dannau».. . . ne• (Grabher). erpetuo», perché tutte queste cose hanno I ai..
l'eternità del dolore. l'ineluttabile perotzl~ 'lievo. L'Inferno è va Ie •P . eh h , . avuto ""
. . . . d' tto con ,orte n . . 1 mo è solo DIO, e non a ne pnndpio n. fi 11n ,.
4 . Giustizia: IO pnnc1pm I ve.. ' . . pio.ee . e ne." •"'
è usato come avverbio. . . '<u1 111;
nato dal senso dell'infinita giustizia div•~~-. bolo Niceno: Deum, sciate ... intrate: verso lapidano, divenuto p
fattore: Dio, con termine scritturale (nr im 9. La . ·1·iano: fiac1·1 1s· descensus A
. 'ù vivo il ricordo virgi roverb·1~t r
factorcm coeli et tmae). f a legge Tobler-Mus- e~ ~ 1·
5. fecemi: si noti una volta per tutte 1a amos '

classiche ebibliche, ricordi come vedremo meglio nel


FONTI del canto. !IJI
specifici della realtà quotidiana.
Per me si va... intrale se alla base dell'invenzione sta C'è da ~otare inollre l'effi~
(vv.1-9) la lormula scritturale porta Inferi costruzione retorica di ll.!!i
Le prime Ire lerzine del canto sono (clr. Matteo VII 13, omeglio drammaticissimi versi,e~
l'iscrizione che sta sulla porta ancora Il già citato versetto di introducono il lettore, d~
infernale; Dante le legge sgomento, Isaia,aproposito del primo verso le premesse proemiali dci
non riuscendo ad atterrarne il -dell'Inferno, ad portas lnfen), non due canti precedenti,nel
senso profondo. Le parole sono èesclusa la suggestione dell'uso vivo del racconto del viaooi
dette dalla porta,che parla in prima medievale di porre sulla porta ultraterreno.
persona, esono un ammonimento delle città odelle chiese iscrizioni,
grave per chi entra. Anchein in cui ci si rivolge all'enlrànte, e,
Quinlo Martini,
questa invenzione dantesca più stringente ancora, il ricordo Divina Commedia, lnlemo,
si mescolano,asuggestioni virgiliano (Eneide VI 126-129), canto lii, 1985 circa
I CANTO lii / INFERNO 65

Quest e parole di colore oscuro Apri Il vocabolario


vid'fo ~crine al sommo d'una porta;
Il Nell'llaliano antico II lermlne
per eh 10: «Maestro, il senso lor m'è duro». .. accorto .. (participio passalo
Ed elli a me, come persona ~ : di «accorgersi», derivalo dal
«Qui si_ convien lasciare ogne sospetto; Ialino ad, .. a.. , ecorrluere,
15
o~•~e viltà convien d1e qui sia morta. •correggere .. ) Indica una persona
No, siam venuti al loco ov'i' t'ho dello informala di qualche cosa ed
che tu vedrai le genti dolorose è usalo soprallutlo In forma
18 participiale. Oggi prevale Invece
c'hanno perduto il ben de l'intelletto». il significalo traslalo («aslulo,
E poi che la sua mano a la mia puose awedulo, saggio•) e la parola è
con lieto volto, ond'io mi confortai, ulilizzala quasi esclusivamente
21
mi mise dentro a le segrete cose. in forma aggetlivale.

al411e dies patet atri ianua D_itis; / sed revocare gradum superasque ti occorre audacia, Enea, ora ti occorre cuore saldo•; Eneide VI
evadere ad auras; / hoc opus: hic labor est (Eneide VI 126-129: «facile 261) .
è scendere nel I ~verno,_ g1or~o e notte la pona di Dite è apena; 15. viltà: «pusillanimità•, come in Jf 1145.
ma ritornare sui propn passi e uscire alla luce, qui sta lo sforzo morta: «distrutta, annientata». Si ricordi che «morire• nella lingua
e la difficoltà•).
del Due-Trecento in alcuni casi aveva valore transitivo e significava
10. colore oscuro: non «a neri caratteri», un po' banale, anche se «uccidere», per lo più al passivo: qui appunto «uccisa•.
inteso non in senso strettamente materiale, bensì «oscuramente 16. al... detto: cfr. Jfl 114-117.
minacciose•, come si ricava dal v. 12 (senso ... duro) . 17. genti dolorose: gli spiriti dolenti di Jfl 116.
11. al sommo: alla sommità, sulla pane alta. 18. il ben de l'intelletto: Dio, verità suprema, appagamento
12. senso ... duro: «difficile a comprendere». L'iscrizione sembra dell'intelletto (cfr. Convivio Il XIII 6: «... 'I vero è lo bene de lo in-
apparentemente semplice (per questo molti commentatori inter- telletto») .
pretarono duro nel senso di «doloroso» o «sconfonante»). In realtà 19-20. E poi... volto: il panicolare del prender per mano ~oho
la difficoltà di comprensione va intesa nel senso che l'uomo non sorridente è connotazione che comincia a trasformare Virgilio da
riesce ad afferrare il significato dell' «eterno», che sfugge alla mente emblema in figura affettuosamente umana.
umana che non può prescindere dall'idea del tempo. Vedi La let- 21. mi mise: eccezione alla legge Tobler-Mussafia (vedi v. 5) .
tura di Umberto Bosco. segrete: nel senso etimologico (da secerno): «separate, segregate,
13. accorta: espena, pronta a comprendere il dubbio di Dante. appanate» dal mondo dei vivi.
14. sospetto: «paura, esitazione». Anche qui è presente il mo-
dello virgiliano: nunc animis opus, Aenea, nunc pectore finno («ora

I FONTI testo dantesco. Nel primo si


accentuano i toni pittoreschi ed
Quivi sospiri... spira
esteriori della scena, mentre
(vv. ?2~30) la descrizione dantesca è più
!~Tutti i commentatori richiamano, interiorizzata erilletle piutlosto
aproposito delle terzine dei versi l'impressione dell'animo di fronte
22-30, in cui è descritta la prima all'orrore infernale.
impressione dell'Oltretomba, Venturi (Similitudini) , seguito
i versi virgiliani: Hinc exaudiri poi da altri interpreti, faceva
gemitus et saeva sanare I verbera, inoltre notare la sapiente
tum stridor ferri tractaeque gradazione, intensamente
catenae (Eneide VI 557-558: espressiva, delle parole (sospiri,
«si odono gemiti, e suonar pianti, alti guai, v. 22, poi
fiere percosse e stridore di ancora lingue, favelle, parole, dell'orrore, scandito dalle rena vorticosamente turbinante
ferri edi catene trascinate»), accenti, voci, suon di man, w. immagini dell'aere sanza (v. 30).
ma i più sensibili hanno anche 25-27), che conferiscono a stelle (v. 23) e dell'aura sanza
giustamente posto in luce la questa prima rappresentazione tempo tinta (v. 29) e sigillato Gustave Doré, Divina Commedia
differenza tra il modello e il dell'Aldilà un tragico senso dall'ultima similitudine della Inferno, canlo lii, tavola 8, 1861.
IN H RNO / I t,N IO 111

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Quivi sospiri, j'orrc.sn~,e lnsrirflO.
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di dolore. Menlre &clarna"llr~
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forrv;ino U,n IIuell'allrn sa l1rbO •
sp1ra- (l'esclamazione di I un·aii
scniprc ,n q unndo ILI ;11111, 1 la parola è quindi P1101 ore) rir~
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cornc la rcn~ q r lo1esta e h'i' odo - indicare l'azione st~sata a
Eio ch'nvco d errod1c è qoel ~I sl vinta? P.

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dissi: «M
a~::~
e che geni
par n~I d~ rnodo
10 rn1ser
provoca il dolore). ssa (ciò r;;~

. ,Qucs d' oloro d


Ed elli a rnc. . triste , e za lo o.
t""non 1'an1rne , farnia e san
~0 nza n . coro
)(, che visser sa quel ca111vo 'belli
Mischiate sono a on furon n oro.
de li angeli ~he~o rna per sé~ bellL
né fur fedeli a ' esser rne
19 . . . I per non . . fVC,
• ianh , e1e d 1n1e
Cac( . r rno h ne d'e 11·p> .
né lo profon ? . rei avrebber
42
ch'alcuna glona,
oloro che .visser sanza 'nfa .
· · come C eh lll1a
dannati, definiti . dell'Inferno, per é •aIruna gloria i ~¾
. . a connotazione co- lodo•, puniti f~~:vidiosi son d'o~e altra sone., sono i r~1 _ill-rtt.
1 ber d'elli•, gli angeli neutrali e ra~prese~tano una Vili o~
23. a..-re sanza stelle: il buio o scm1bu10 sarà
s1.1 nt c del paesaggio infernale. d"15 umane•, o rors~ ·nanirni unili a e sdegna, sconosauta a1 teologi S_c.i1~.
25. Dive~: •varie, difTcrcnti• o anche ,strane, il senso di ~e Dante disprjumberto Bosco e si rilegga il Passo·d \veda ~
50
con volu1.1 ambiguilà dei due significati, come spesd_1 lf XXIX I; e questo ùJ /etcura ; 44 ove è data la definizione di in: Con~
,,. , • I d" -e plaghe
/"111ml! m Danle (cfr. per esempio e Ww ·tato nella nota a 111 ' 8nani~,
0
ancora VI 13; XXJV 83 ecc.), • •miCÌI- lit
e pusillam d" ta precedente.
fawllc: •pronunce•, rispetto a lingue precedente.
26. accenti : esclamazioni. interiezioni. 3 5_ triste: ve I
no se]1l.3 fare né il male né il bene, senza
36. ~ :·· lo~;-né !ode. Di lodo, maschile, è questa l'unica lll~ 1
27. voci: suoni inarticolati. . Gli esempi in
elle: forma normale del pronome in caso obhqu 0· perciò ne infami ragione di rima'. mentre s( tr°:'3 in altri Pr~
Da nt e sono numerosissimi. in Dante forse er cattivo con 11 senso d1 «vi.le, spreg lesti~
ttivo coro. P . d '-'Vole,
29. aura ... tinta: eternamente oscura (rint11). teva lcgge- 37. ca Co vale .schiera• e era paro 1a temi ca d v~
30. turbo: •turbine,; volubilir,u venwrum, come Facilior e nota ~I v._ 34 ·( h~) per designare le schiere angeli eh (el lati~,
re Dante in Isidoro da Siviglia (Etymologwe XIII Xl. )d . . la le- ecdes1asuco e e con ar,
meno persuasiva, anche per la minore autorità dei co JCJ, gelici). r fuoro: di angeli •neutrali", che non pan .
zìone a turbo. 38-39. a~ge '.--·er Lucifero, non ci sono tracce nella trad;~ggiai~
é per DIO ne P . 1 "-10ne ,~
spira: soffia . . ferita erché n . Dante si ispirava probab11men~e a eggende popolari ( ""
31. error: la lezione a testo, avallata dal Parodi, è pre . P d...
•1· eh • ·· · trad" 1zione dai co ICI. logica. . ella Vuio Pauli, per esempio) o a correnti di
.1 1cr. wr e per . é appoggiata
dffi . a p1u sJCura ., t w nei due versi• .eh nNel commento alla Com met1·1a deI figi•10 di Dant•!>en.lllJ
presenll Pi o
significa , dubbio• quello cJOè che verrà manues a . 1 areai
,. e.cenno a un passo d"I Ugo d.I san Viltlore, che ""'o·" etro,
successivi. Altri, c~n riferimento a esempi virgiliani (in panico are ce un ac . . '"' nqlpin
Eneide Il 55!J: Al me rum primum saevw circum.stetic horror. ,allora l'attentissima indagine _di_Franc~o Mazzom (Saggio, 374-375i
per la prima volta mi sentii circondato da un terribile orrore•), .nusaw ••• a n·ntracciare.
. . S1 ncava pero da questo
. accenno la ))ossi);,li
preferiscono la lezione orror, che ha l'avallo di Barbi. . . lità dcli'esistenz~ dt t~t filosofico-t~olo~~e, che Dante puòlit
32-33. Maestro ... vinta: d'obbligo il riferimento a Vi'?11_10, an?.1e conosciuto, al d, _fuon delle _correnu tomtsuche e bonaventu~
per l'identità della situazione (domanda di Enea alla S1b1lla ali in- Fuoro è forma d1ttongata dt p~rfetto forte (furono), frequente ~
gresso nell'Averno): Quae sce/erum Jacies! o virgo, effare; quibusve / Dante, accanto a forme nonnah, come nel verso precedente.
urxuentur poenù! quù wncus p/angur ad auras! (Eneide VI 560-5~!: 40. Caccianti: la fonna del ~resente (accanto alla lezione ùUCimh
•parla, o vergine; che delitti son questi ? e di qual pene pumul è convalidata dal presente nceve del verso che segue. '
quali lamenti vengono alle mie orecchie?»).
del: nell'italiano antico era ammesoo anche il troncamento del plur./i
33. vinta: sopraffatta, abbattuta.
34. misero: nella vasta gamma di significati di questo aggettivo, per... belli: la presenza di questi pusillanimi guasterebbe lo spkr,
si può pensare che esso sia sinonimo del successivo triste (v. 35) e dore del cielo, che perciò li respinge.
di cattivo (v. 37), con minime sfumature. ma legabili press'a poco 42. ch'alcuna... d'elli: si può intendere per rei gli angeli ribelli,
tutte al senso di •spregevole, sciagurato, vile, dappoco• ecc. L'ite- meglio, più genericamente, i dannati. Questi potrebbero semri
razione sinonimica «misero - triste - cattivo• è nella tradizione vantare, nel confronto con gli angeli neutrali o con i pusillanirri
della lingua anche prosastica, dal Novellino al Decameron. Questi il coraggio delle loro azioni o della loro ribellione.