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Settimanale di Preghiera Domenica 20 dicembre 2020 4^ settimana di Avvento anno XXII n.

969

Non di solo Pane


Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore.

NATALE DI NOSTRO SIGNORE


“Venne ad abitare in mezzo a noi” (Gv 1,14): non c’è solo una vicinanza.
Ora c’è la presenza, continuata e definitiva: il Verbo di Dio ha posto la sua casa in mez-
zo alle nostre case, la sua tenda in mezzo alle nostre tende, condividendo pienamente
la nostra vita.
(Il tempo della tenerezza di Dio)
Apostolato
della preghiera
O Gesù, che ti sei fatto Bambino
per venire a cercare
e chiamare per nome ciascuno di noi,
tu che vieni ogni giorno
e che vieni a noi in questa notte,
donaci di aprirti il nostro cuore.
Noi vogliamo consegnarti la nostra vita,
Dicembre il racconto della nostra storia personale,
perché tu lo illumini,
Primo venerdì 04/12 perché tu ci scopra il senso ultimo di ogni sofferenza,
dolore, pianto, oscurità.
Fa' che la luce della tua notte
illumini e riscaldi i nostri cuori,
donaci di contemplarti con Maria e Giuseppe,
dona pace alle nostre case,
alle nostre famiglie, alla nostra società!
Fa' che essa ti accolga
e gioisca di te e del tuo amore.
(Carlo Maria Martini)

Non semplice aspettare


Il Natale non viene solo a darci delle conferme: ci sfida, questo si, a osare e ad agire diffe-
serve piuttosto a proiettarci in avanti, a inquie- rentemente. Il consumismo non fa che
tare, a convertire, a riconfigurare. Un grande risucchiarci e consumarci. Il dono deve
teologo come Dietrich Bonhoeffer affermava essere più di un commercio meccanico o
che Dio ci viene incontro non solo come un di una fregola in cui noi stessi crediamo
“tu” ma anche come un “ciò” che egli farà per poco. L’importante è la costruzione che
il mondo e per gli altri; “un ciò” in grado di ognuno di noi è chiamato a fare, nel rico-
mobilitare la speranza; “un ciò” che sia capace noscimento che Dio ci viene incontro ce-
di rompere con il nostro sonnolento conformi- lato nelle sfide del qui e ora. E che noi,
smo e ci ricollochi a sentinelle di una vita che così come siamo, poveri e incompiuti ma
deve avere un significato. Perché il Natale non anche inquieti e vivi, scopriamo una pos-
viene per imprigionarci nel labirinto delle frasi sibilità di dono e di reincontro, di fiducia
fatte, nell’assillante cantilena dei simboli o nei reimparata, di un’attesa che sia di più di
passi perduti nei centri commerciali. Non viene un semplice aspettare.
a ingabbiarci in quella preoccupazione a orolo- (Josè Tolentino Mendonça)
geria che ci induce all’artificiale frenesia di ce-
lebrare presenze che in fin dei conti, non è in
questo modo che si possono onorare. Il Natale

Non di solo pane Quarta settimana di Avvento - Numero 969 pagina 2


I santi del giorno: San Zeffirino, papa e mar-
tire; san Liberato, martire.

“Tutti gli uomini hanno accesso a Dio, ma


ciascuno ha un accesso diverso.” (Martin Buber)
Domenica
Dicembre
4^ settimana Avvento
20
TA

Parola di Dio Il Santo del giorno: San Domenico di Silos


in briciole I beni della Chiesa appartengono ai poveri, non ai potenti o ai sovra-
ni: per difendere questo principio san Domenico di Silos, monaco
vissuto nell'XII secolo, dovette fuggire dalla terra natale, Navarra, do-
ve era nato attorno all'anno mille. Da abate a San Millán de la Cogolla
La parola di Dio si realiz- si era rifiutato di pagare un ingiusto tributo al sovrano di quella regio-
za sempre ne, Garcia III: le ricchezze dell'abbazia erano per i poveri, non per i
re, gli fece sapere. Fu così costretto a rifugiarsi in Castiglia, dove il re
Pagina curata da Don Luciano
Ferdinando il Grande gli affidò il monastero di Silos, che era in rovi-
“…..la tua casa e il tuo regno sa- na. Ben presto Domenico ne fece un centro fiorente non solo per la
ranno saldi per sempre davanti a spiritualità ma anche per l'attività di assistenza e promozione sociale a
me….” favore soprattutto dei bisognosi del territorio circostante. Ma il suo
(2Sam 7,1-5,8b-12.14a.16) più grande sforzo lo mise nella liberazione dei cristiani resi schiavi dai
Il desiderio di Davide di co- saraceni. Un'opera che, dopo la sua morte nel 1073, gli valse l'accosta-
struire un tempio degno della mento al Cid Campeador, liberatore della Spagna.
santità del Signore per riporvi
l’arca dell’alleanza è ottimo.
Ma il Signore non accetta que-
sto progetto e il profeta Natan, Vangelo Lc 1,26-38
che in un primo momento lo
In quel tempo, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della
aveva incoraggiato, annuncia al
Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uo-
re che non sarà lui a costruire
mo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava
una casa al Signore, ma egli
stesso costruirà a lui e alla sua Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è
d i sc e n de n za u n a c a sa . con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che
Nell’immediato, l’autore sacro senso avesse un saluto come questo. L'angelo le disse: «Non temere,
pensa al figlio di Davide, Salo- Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un
mone, il quale costruirà un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chia-
tempio talmente grande e mae- mato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide
stoso, che il suo ricordo per- suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno
durerà nei secoli. In realtà il non avrà fine». Allora Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo,
vero discendente è il Cristo. E’ poiché non conosco uomo?». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo
lui che, nascendo dalla stirpe scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua om-
di Davide, manifesterà appie- bra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio.
no la paternità di Dio, non so- Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito
lo per sé, ma per tutta anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta steri-
l’umanità. Anche se a distanza le: nulla è impossibile a Dio». Maria disse: «Ecco la serva del Signore:
di secoli, la parola di Dio si avvenga per me secondo la tua parola». E l'angelo si allontanò da lei.
realizza sempre.

Non di solo pane Quarta settimana di Avvento - Numero 969 pagina 3


Un “si” a Dio che è questione di amore meditazione curata da don Luciano Vitton Mea

del Vangelo di Luca, soprat- le e tranquilla: è un Dio a-


tutto nel modo con cui Ma- morevole, mite, che deside-
ria risponde alla visita ra collaborare con gli uomi-
dell’angelo. ni perché li ama, e quindi sa
E’ turbata sentendosi chia- domandare aiuto, perché sa
mare “piena di grazia” e vedere i talenti nascosti in
chiede ragione di una pro- un cuore buono.
posta umanamente impossi- Il si di Maria è questione di
bile. amore, non di convenienza,
Ma si mette a disposizione è fiducia accordata ad un
Maria disse“ Ecco la serva del con pronta docilità, anche Dio sempre sorprendente.
Signore: avvenga per me secondo se il si a Dio che le chiede
la tua parola”. E l'angelo si al- aiuto butterà per aria il suo
lontanò da lei. futuro e la esporrà a mille
fatiche.
La grandezza della fede di Il Dio di Maria non è il Dio
Maria è visibile in modo che risolve i problemi
particolare in questa pagina dall’alto o rende la vita faci-

Contemplo: Solo la tua strada è giusta


Preghiamo la
Parola
Tu sei la vera guida. Segni la nostra ha affascinato i giovani. Molti ti al-
strada con le tue orme appena visi- lontanano perché la tua strada è
Donaci, Padre di bili perché io abbia merito a seguir- difficile. Chi sente i battiti
le. Sembrano orme leggere di car- dell’eroismo non ti abbandona.
Misericordia, la sa-
dellini, invece sono le orme del tuo
pienza del cuore, calvario. Sei tu che non vuoi nulla Ciò che conta di più è che sulla tua
perché possiamo di tetro sulla tua strada e perfino le strada non c’è malinconia né tri-
riconoscere le macchie di sangue s’illuminano. Tu stezza, ma una meta luminosa ci
vai avanti e non costringi nessuno a attrae.
“visite” del tuo per-
dono, anche nei seguirti. Non attiri con le carote, E’ bello averti ospite in casa, ma è
non spingi con il bastone, ma non ancora più bello seguirti sul tuo
momenti più com-
c’è nulla di più attraente del tuo cammino. A chi ti domandava dove
plicati e difficili della passo. Seguirti è garanzia di salvez- abitavi, tu hai risposto: “Vieni e ve-
nostra vita, ed acco- za. di.” E’ il vero modo di toccare con
gliere, così, il tuo mano la tua presenza.
Nessuno può rimanere indifferente
amore che salva. al tuo cammino, ma il tuo esempio (Trattenimenti con Dio, Don Giovanni
Antonioli)

Non di solo pane Quarta settimana di Avvento n. 969 pagina 4


I Santi del giorno: San Michea, profeta; beato
Domenico Spadafora da Randazzo, domeni-

“Chi insegnerà agli uomini a morire, insegnerà


loro a vivere.” (M. De Montaigne)
Lunedì
Dicembre
4^ settimana di Avvento
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TA
Il Santo del giorno: san Pietro Canisio
Parola di Dio
in briciole Ogni cristiano è chiamato a "comporre armoniosamente la
fedeltà ai principi dogmatici con il rispetto dovuto ad ogni
persona": questo l'insegnamento contenuto nella testimo-
nianza di san Pietro Canisio, che fu l'ottavo membro a unirsi
L’invito di Dio: seguirlo per alla Compagni di Gesù fondata da sant'Ignazio di Loyola. A
la via dell’amore Canisio Benedetto XVI dedicò l'udienza generale del 9 feb-
braio 2011, ricordando gli sforzi di questo santo per rivitaliz-
Pagina curata da Don Luciano V. M.
zare la fede cattolica in una Germania in cui andava diffon-
“....……Alzati amica mia, mia bella, e dendosi la Riforma luterana. Era nato nel 1521 a Nimega e
vieni, presto! O mia colomba, mostrami il aveva studiato diritto canonico a Lovanio e diritto civile a
tuo viso, fammi sentire la tua voce.....” Colonia, dove divenne prete nel 1546. In questa città lesse gli
(Ct 2,8-14) Esercizi spirituali di sant'Ignazio, avvicinandosi al suo cari-
Il Cantico dei Cantici è una sma. Prima tappa del suo ministero fu la Baviera, lasciando
splendida e gloriosa esplosione un segno profondo: tutto, sottolineava Ratzinger, gli fu pos-
di bellezza. E’ il canto sibile solo grazie alla profonda amicizia personale con Gesù.
dell’unità tra gli amori umani e Morì a Friburgo nel 1597 ed è dottore della Chiesa.
l’amore divino ed è sempre
stato considerato il gioiello più
prezioso di tutto l’Antico Te-
stamento. Ma esso è certamen-
Vangelo Lc 1,39-45
te il simbolo di un amore più
grande: è Dio che viene in cer- In quei giorni Maria si alzò e
ca del suo popolo per dichia- andò in fretta verso la regio-
rargli tutto il suo amore e la ne montuosa, in una città di
sua devozione-. E’ Dio in per- Giuda. Entrata nella casa di
sona che fa il primo passo e Zaccarìa, salutò Elisabetta.
che si muove verso di noi per Appena Elisabetta ebbe udi-
dirci quanto ci ama. Adesso,
to il saluto di Maria, il bam-
nella prossimità della solennità
bino sussultò nel suo grem-
del Natale, egli ci dà un segno
concreto e tangibile di questo bo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce:
amore, mandandoci suo Figlio. «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!
Egli ci invita ad alzarci e a se- A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ec-
guirlo per la via dell’amore e co, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha
della misericordia: seguirlo sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto
senza indugio, per scoprire le nell'adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
delizie che Dio ha preparato
per i suoi amici fedeli.

Non di solo pane Quarta settimana di Avvento n. 969 pagina 5


“Benedetta fra le donne ...…” meditazione curata da don Luciano Vitton Mea

avvenuto: Maria ha pro- tà in questa giovane don-


nunciato il suo fiat. na, in un ambiente così
D opo l’ an nunc io poco propenso a dare
dell’angelo a suo riguar- libertà alla donna.
do, Maria ha ascoltato Maria corse da Elisa-
anche l’annuncio relativo betta che la riconobbe
a Elisabetta, sua parente, come la madre del suo Si-
che nella vecchiaia ha gnore, e la salutò con pa-
concepito un figlio. role profetiche, parole
O Astro che sorgi, splen- Un annuncio sorpren- bellissime, che sono di-
dore di luce eterna e sole di dente: Nulla è impossibile a ventate ormai la nostra
giustizia: vieni e illumina chi Dio. preghiera quotidiana: Be-
giace nelle tenebre e Perciò Maria andò in nedetta tu fra le donne e
nell’ombra della morte. Così fretta in una citta di Giu- benedetto il frutto del tuo
cantiamo in questo gior- da. Da Nazareth ad Ain- grembo.
no, in cui la luce si fa più Karim: un viaggio non
vicina. da poco.
Un grande evento è Ci stupisce tanta liber-

Contemplo: Dio è ottimista a oltranza


Preghiamo la
Parola
Chi ha fede non può essere pes- sempre risolto le questioni di-
simista. Infatti anche quando si sperate e ha consolato i pianti
Fa’ o Signore che
vedono le cose che vanno male, più amari.
non mi sgomenti le acque che si inquinano, E’ stato ottimista anche con i
né mi turbi, ma che l’atmosfera che si intossica, i peccatori più grossi e li ha fatti
adori Cristo nel mi- campi che non danno più i loro passare ai primi posti. Su un
frutti, le stagioni che si sconvol- peccato solo fu pessimista ed
o cuore, pronto a
gono, noi dobbiamo saper spe- era il peccato contro lo Spirito,
rendere sempre ra- rare in Dio che veglia su di noi. peccato essenzialmente pessimi-
gione della Speranza Egli, in un attimo, può volgere sta.
che è in me. tutto in favore dell’uomo, può Chi ha fede trova i miracoli a
fare un miracolo. La notte non è portata di mano.
mai così nera che Dio non pos- (Trattenimenti con Dio, Don Giovanni
sa creare il sole. Gesù quando è Antonioli)
intervenuto nel Vangelo ha

Non di solo pane Quarta settimana di Avvento - Numero 969 pagina 6


Santi del giorno: Sant'Ischirione
di Alessandria,
martire; sant'Ungero di Utrecht, vescovo
“La grandezza dell’uomo si misura in base a
quel che cerca e all’insistenza con cui egli resta
alla ricerca.”
Martedì
Dicembre
4^ settimana di Avvento
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Il Santo del giorno: santa Francesca Saverio Cabrini
Parola di Dio Il bene va costruito giorno per giorno nel mondo in cui ci
in briciole troviamo a vivere, seguendo anche le vie inaspettate che ci
troviamo davanti. Così fu per santa Francesca Saverio Ca-
brini, "maestrina" lodigiana la cui santità ha il sapore
dell'impegno quotidiano, vissuto lungo strade e itinerari che
La riconoscenza nei con- lei non avrebbe immaginato, ma che seppe percorrere con
determinazione e passione. Era nata a Sant'Angelo Lodigia-
fronti del Signore no il 15 luglio 1850, prima aveva insegnato in una scuola e
Pagina curata da Don Luciano V. M.
poi s'impegnò accanto alle orfanelle a Codogno, anche se
“”….anch’io lascio che il Signore lo ri- sognava la missione. Fu il vescovo di Lodi a proporle di
chieda: per tutti i giorni della sua vita egli
è richiesto per il Signore....” fondare una congregazione missionaria: nel 1880 nascevano
le Missionarie del Sacro Cuore di Gesù. Fu Leone XIII,
(Sam 1,24-28) poi, a suggerire alla Cabrini di seguire la via dei migranti
Anna è un grande esempio per italiani verso l'America, anche se lei sognava la Cina. Nel
1889 partiva verso il Nuovo Continente, dove creò 67 ope-
noi, perché ci insegna un atteg- re tra asili, scuole, collegi, ospedali, orfanotrofi, laboratori.
giamento, forse oggi troppo Morì a Chicago nel 1917
trascurato. La donna aveva fat-
to un voto a Dio, prometten-
dogli di consacrargli un figlio,
nel momento in cui glielo a-
vesse concesso. Anna, dunque, Vangelo: Lc 1,46-55
è esempio di rettitudine e di In quel tempo, Maria
irreprensibilità davanti al Si- disse: «L'anima mia
gnore, poiché essa sa che le magnifica il Signore e il
promesse fattegli nel momento mio spirito esulta in
Dio, mio salvatore,
dell’angoscia, vanno poi rispet- perché ha guardato l'u-
taste. Quante volte noi pro- miltà della sua serva.
mettiamo al Signore tante cose D'ora in poi tutte le
e tanti cambiamenti nella vita, generazioni mi chiame-
quando ci troviamo nel biso- ranno beata. Grandi
cose ha fatto per me l'Onnipotente e Santo è il suo nome;
gno, ma poi, ce ne dimenti- di generazione in generazione la sua misericordia per
chiamo con la stessa velocità quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo brac-
con la quale abbiamo pronun- cio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha
ciato tali promesse? Eppure, rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha
ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani
spesso, temiamo più le pro- vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della
messe e la parola che abbiamo sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per
dato agli uomini, che sono cre- Abramo e la sua discendenza, per sempre».
ature come noi.

Non di solo pane Quarta settimana di Avvento - Numero 969 pagina 7


“L’anima mia magnifica il Signore …..” a cura di don Luciano

Un inno di altissimo significato del Magnificat , bensì l’espressione ester-


contenuto, e non solo che Luca nel suo vangelo na, verbale, alla portata
poetico, ma spirituale e mette in bocca alla vergi- di tutti, di coloro che vo-
teologico; un inno che ne Maria, ma che stareb- gliono far capire a chi li
riassume in sé tutta la be altrettanto bene nella ascolta che la loro vita,
storia di Israele e bocca e nel cuore di cia- dopo l’intervento di Dio
l’intervento di Dio; un scuno di noi. è cambiata.
inno che è proiettato nel E’ una grande preghiera Senza arrivare a nessun
futuro dell’intervento che la Chiesa utilizza co- traguardo però, perché
divino in mezzo al popo- me punto fondamentale questa novità (che è Ge-
lo che lui stesso si è scel- nello scandire il tempo sù stesso!) è sempre in
to; un inno che esalta dedicato al Signore, forse movimento, è sempre in
l’umiltà e la volontà di il brano di vangelo più trasformazione, è proiet-
chi, ancora oggi dice il pregato e cantato, seppur tata nel nuovo, nel futu-
proprio si al Signore che dopo il Padre Nostro. ro.
viene a visitare coloro Ma non è una questione
che ama. di classifica però, quasi
Ecco, in poche parole, il che alcune parole siano
più importanti di altre,

Contemplo: Perché non parli chiaro?


Preghiamo la Essere figli di Dio (H.J.M. Nouwen, Vivere nello Spirito)
Parola

Io so chi sei, ma tanti vorrebbe- Tu vuoi, o Dio, che parli di te


Sotto la tua prote-
ro che tu ti presentassi più chia- con la stessa passione come se
zione cerchiamo
ramente. Se tu parlassi invece avessi visto.
rifugio, Santa Madre
di Dio. Non di- dei nostri teologi o dei nostri
Dio ha parlato di sé nelle Scrit-
sprezzare le suppli- catechisti crederebbero molti di
ture perché noi parlassimo di
che di noi che sia- più. Però anche quando sei ve-
lui. Trasmetterò i tuoi barlumi
mo nella prova, ma nuto sulla terra non hai parlato
perché siano di guida a tutti.
liberaci dal pericolo, chiaro per non togliere all’uomo
o Vergine gloriosa e (Trattenimenti con Dio, Don Giovanni
il merito di credere. E poi tu hai
Antonioli)
benedetta. voluto che noi parlassimo al tuo
posto. Io devo avere tanta fede
che la mia testimonianza deve
brillare.

Non di solo pane Quarta settimana di Avvento - Numero 969 pagina 8


Santi del giorno:San Servolo, mendicante; santa
Maria Margherita d'Youville, religiosa.

“Meglio è non saper niente che saper molte cose


Mercoledì
Dicembre
23
a metà.” (F. Nietzsche) 4^ settimana di Avvento

TA
I Santi del giorno: san Giovanni da Kety
Parola di Dio Che senso ha studiare se poi la conoscenza non di-
in briciole venta una leva per cambiare il mondo? Per san Gio-
vanni da Kety quella leva era appoggiata sul fulcro
della carità e del mistero di un Dio che ha deciso di
condividere la vita dell’umanità. Nato nel 1390 in Po-
Risvegliamo la coscienza e lonia a 27 anni era docente di filosofia a Cracovia
l’attesa del Signore quando decise di immergersi anche nella teologia e
Pagina curata da Don Luciano V. M.
arrivare, a 34 anni, al sacerdozio. Ma l’impegno pasto-
“....Ecco io manderò un mio messaggero a
rale non lo tenne lontano dalla cattedra, che abbando-
preparare la via davanti a me....” nò solo per un periodo, quando si trovò in una par-
(Ml 3,1-4.23-24) rocchia fuori dalla città. Nel 1440 tornò a insegnare a
Dio sa bene quanto bisogno Cracovia, dove, nonostante fosse precettore dei prin-
abbiamo dei suoi messaggeri, cipi della casa reale, amava stare anche tra i poveri, in
affinchè possiamo trovare fa- mezzo ai loro rifugi, privandosi del necessario per
cilmente la strada che riporta a darlo ai bisognosi. Fu questa la più grande lezione che
lui. Le parole e i discorsi ci sci- rimase nel cuore dei polacchi dopo la sua morte avve-
volano di dosso con estrema nuta nel 1473.
facilità, mentre siamo molto
più sensibili ai testimoni, cioè a
coloro che ci annunciano la
sua parola con la vita, oltre che
con le parole. Quando Mala-
Vangelo Lc 1,57-66
chia pronunciava questo ora- In quei giorni, per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede
colo, sapeva proprio questo: il alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva
messaggero del Signore avreb- manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con
be avuto il compito di risve- lei. Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e vole-
gliare nel popolo la coscienza e vano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccarìa. Ma sua madre
l’attesa del Signore. Per fare intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c'è nes-
questo il misterioso messagge- suno della tua parentela che si chiami con questo nome». Allora
domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamas-
ro avrebbe svolto il suo mini-
se. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome».
stero predicando la purifica-
Tutti furono meravigliati. All'istante gli si aprì la bocca e gli si
zione e la conversione. Il nuo-
sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio. Tutti i loro vicini fu-
vo Elia è Giovanni Battista, rono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea
che ha il compito di disporre il si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le
cuore di chi dovrà accogliere la custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambi-
venuta del Cristo. no?». E davvero la mano del Signore era con lui.

Non di solo pane Quarta settimana di Avvento - Numero 969 pagina 9


Un cuore sempre pronto…... a cura di don Luciano Vitton Mea

gnore che si sta preparan- Fede vera, autentica, moti-


do a entrare nella nostra vata; fede disponibile,
vita. La sua venuta è una coinvolta con tutti coloro
realizzazione spirituale, che attendono sincera-
interiore, intima, perpetu- mente il Figlio di Dio che
a. Nella sua venuta in viene. Fede che rompe,
mezzo a noi il Figlio di fede che spacca ogni cate-
Un cuore pulito e ordina- Dio si realizza e ci realiz- na che ci lega agli idoli, di
to si accorge immediata- za: lui come figlio obbe- qualsiasi tipo, fede che
mente della visita che il diente e docile alla volon- rompe ogni barriera che ci
Signore sta per conceder- tà del Padre, sapendo che allontana da “Colui che
gli. Un cuore riconciliato non sarà una vita facile; e era, che è e che viene”.
con tutti e con tutto, un noi come creature dispo- Fede che trasforma defi-
cuore libero, senza catene, nibili ad una imitazione co- nitivamente, fede che
senza barriere, un cuore struttiva, coscienti che è cambia per l’eternità.
sempre pronto: ecco l’unica via per giungere ad
quanto ci domanda il Si- essere persone di fede.

Preghiamo la Contemplo: Molti non riescono a scoprirti


Parola

Uno degli ostacoli a riconoscere non si fidano a lasciarlo circola-


Soltanto l’amore è Dio è che si nasconde sotto le re.
sembianze di povero. Non lo
la forza che cambia riconobbero perfino quando si Molte volte abbiamo creduto di
la vita. Voglio amar- presentò in casa di S. Alessio, dare alloggio a Dio, invece non
vestito da povero e potè vivere era povero abbastanza perché ci
ti di più, Signore. ha commosso e ci è diventato
Tu lo sai, ma troppe nel sottoscala come l’ultimo dei
servi. I poveri non hanno carte simpatico; quello che era vero
volte non ne ho il di riconoscimento e di solito Dio ci ha urtato ed era antipati-
coraggio. Aiutami a vanno a finire per passare la cissimo.
guardarti così da notte sotto i ponti. Non è solo Spesso scegliamo un compro-
Natale che Dio ha voluto allog- messo che non è altro che una
contemplare il tuo giare in una grotta, ma ogni vol- bella maschera di Dio.
infinito amore per ta che si presenta come accatto-
ne e gli uomini scantonano. E’ (Trattenimenti con Dio, Don Giovanni
me e dammi la for-
ancora una fortuna se Dio non Antonioli)
za di corrisponder- finisce nelle mani della polizia
ti. perché senza carta d’identità

Non di solo pane Quarta settimana di Avvento - Numero 969 pagina 10


Santi del giorno: Sant'Adele di Pfalzel,
badessa; santa Paola Elisabetta Cerioli,
fondatrice.

“Non esiste vento favorevole per il


Giovedì
Dicembre
4^ settimana di Avvento
24
marinaio che non sa dove andare.” (Seneca)
TA

I santi del giorno: santi Antenati di Gesù


Parola di Dio
in briciole L'attesa è già un tempo realizzato, un atteggiamento che
testimonia la santità, perché essa nasce dalla fiducia e dalla
capacità di cogliere i segni della presenza di Dio già nel pre-
sente, oltre le foschie della storia. È così che il Martirologio
descrive il significato della celebrazione dei santi Antenati di
La pazienza di Dio
Gesù, cioè di tutti "quei padri che piacquero a Dio e che,
“Il popolo che camminava nelle trovati giusti, pur senza avere ricevuto le promesse, ma a-
tenebre ha visto una grande luce;
su coloro che abitavano in terra vendole soltanto guardate e salutate da lontano, morirono
tenebrosa una luce rifulse”. (Is nella fede". Essi rappresentano le radici storiche dalle quali
9,1) “Un angelo del Signore si nacque Gesù, che ha realizzato le promesse nelle quali gli
presentò (ai pastori) e la gloria
del Signore li avvolse di luce” (Lc
antichi padri posero le loro speranze.
2,9).Così la liturgia della santa
notte di Natale ci presenta la
nascita del Salvatore: come luce
che penetra e dissolve la più den-
sa oscurità. La presenza del Si-
gnore in mezzo al suo popolo Vangelo Lc 1,67-79
cancella il peso della sconfitta e la In quel tempo, Zaccarìa, padre di Giovanni, fu colmato di
tristezza della schiavitù, e instau-
ra la gioia e la letizia. Anche noi, Spirito Santo e profetò dicendo: «Benedetto il Signore, Di-
in questa notte benedetta, siamo o d'Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha
venuti alla casa di Dio attraver- suscitato per noi un Salvatore potente nella casa di Davi-
sando le tenebre che avvolgono de, suo servo, come aveva detto per bocca dei suoi santi
la terra, ma guidati dalla fiamma
della fede che illumina i nostri profeti d'un tempo: salvezza dai nostri nemici, e dalle mani
passi e animati dalla speranza di di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai
trovare la “grande luce”. (…) nostri padri e si è ricordato della sua santa alleanza, del
Lungo il cammino della storia, la giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, di concederci,
luce che squarcia il buio ci rivela
che Dio è Padre e che la sua pa- liberati dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in
ziente fedeltà è più forte delle santità e giustizia al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.
tenebre e della corruzione. In E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo per-
questo consiste l’annuncio della ché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per
Notte di Natale. Dio non cono-
sce lo scatto d’ira e l’impazienza; dare al suo popolo la conoscenza della salvezza nella re-
è sempre lì, come il padre della missione dei suoi peccati. Grazie alla tenerezza e miseri-
parabola del figlio prodigo, in cordia del nostro Dio, ci visiterà un sole che sorge dall'al-
attesa di intravedere da lontano il
to, per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre e
ritorno del figlio perduto; e tutti i
giorni, con pazienza. La pazienza nell'ombra di morte, e dirigere i nostri passi sulla via della
di Dio. pace».
Papa Francesco

Non di solo pane Quarta settimana di Avvento - Numero 969 pagina 11


“Affrettati, non tardare…” pagina curata da Don Luciano

delle strade costruite nel impervio e irto di diffi-


Affrettati, non tardare deserto, dei monti e delle coltà. Affrettati, non tar-
Signore Gesù: la tua ve- valli appianate. Affrettati, dare, Signore Gesù, che
nuta ci dà conforto e non tardare, Signore Ge- con la tua presenza uni-
speranza. Ci dà la possi- sù, perché sei tu l’atteso sci chi è diviso, rinfran-
bilità di accettare il tuo di sempre, l’Emmanuele, chi i cuori disperati. Af-
amore ricco di misericor- il liberatore. Affrettati, frettati, non tardare, Si-
dia, che tutto perdona, non tardare, Signore Ge- gnore Gesù, a piantare la
che tutto risparmia, che sù, e metti in fuga le te- tua tenda in mezzo a noi
indulge per mille e mille nebre della nostra colpa, che siamo il tuo popolo,
generazioni. Affrettati e l’oscurità del nostro pec- perché abbiamo sempre
non tardare, Signore Ge- cato. Affrettati, non tar- bisogno della tua presen-
sù, perché ormai non è dare, Signore Gesù, per- za, e non sappiamo vive-
più il tempo della tristez- ché tu sei la lampada che re senza di te.
za: ora è il tempo della rischiara la nostra strada,
gioia, ora è il tempo della la luce che illumina il no-
salvezza, ora è il tempo stro cammino, spesso

Contemplo: Quando lo senti vicino


Preghiamo la
Parola
C’è un modo solo di sentirti vicino con quelli che fanno troppo rumo-
Padre, tu che scegli i a Dio ed è quello di sentir vicino il re per non sentire il pianto di chi
piccoli e i poveri, tuo fratello. Se un uomo lontano soffre. Dio è lontano da chi non
aiutami a camminare da te mille chilometri soffre la fa- vendica l’offesa del debole.
sulle vie dell’umiltà e me e tu riesci a sentirlo, allora Dio
Dio lo si vede e lo si sente con
della semplicità. Vo- ti è vicino. Se una povera donna in
questo cuore aperto. Quando gli
glio imitare Gesù mi- una notte scura, quando nessuno
uomini non riescono più a molti-
te e umile di cuore e può vederla, piange e tu la vedi,
plicare i pani per i loro fratelli,
farmi come lui servo Dio ti è accanto. Quando agli e-
vuol dire che Dio non abita più
dei miei fratelli e so- stremi confini della terra viene in-
nei loro cuori.
relle. Crea in me un sozzata l’innocenza di un bambino
cuore docile alla tua e tu ti stracci i vestiti per la vergo- (Trattenimenti con Dio, Don Giovanni
Parola e capace di gna, allora Dio è con te. Antonioli)
gioire per le tracce di Dio non è con quelli che hanno da
bene ovunque pre- mangiare in abbondanza e non si
senti. sognano neppure di pensare che
altri abbiano fame. Dio non è mai

Non di solo pane Quarta settimana di Avvento - Numero 969 pagina 12


La redazione di
“Non di Solo
Pane” augura un
Venerdì
Dicembre
Natale del Signore
25
Santo Natale a tutti

Natale del Signore


Parola di Dio
in briciole Sono nato nudo, dice Dio,
perché tu sappia spogliarti di te stesso.
Sono nato povero,
perché tu possa soccorrere chi è povero.
Sono nato debole, dice Dio,
perché tu non abbia mai paura di me.
Tempo di gioia e speranza Sono nato per amore
Pagina curata da don Luciano perché tu non dubiti mai del mio amore.
Sono una persona, dice Dio,
“Regna il tuo Dio”. Una voce! ….
perché tu non abbia mai a vergognarti di essere te stesso.
(Is 52,7-10) Sono nato perseguitato
perché tu sappia accettare le difficoltà.
Se nella vita abbiamo fatto al- Sono nato nella semplicità
meno una volta l’esperienza di perché tu smetta di essere complicato.
avere una nascita in famiglia, Sono nato nella tua vita, dice Dio,
per portare tutti alla casa del Padre.
possiamo comprendere la gioia (Lambert Noben)
di Maria e di Giuseppe. Ma se
almeno una volta nella vita ab-
biamo sperimentato la gioia di
stare alla presenza di Gesù,
possiamo comprendere il can- Vangelo: Lc 2,1-14
to di gloria di tutto l’esercito In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse
celeste. Persino di fronte alle il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto
quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a far-
rovine di Gerusalemme, il pro- si censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Ga-
feta trova il coraggio di gioire e lilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chia-
di far festa, poiché egli sa che mata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di
il Signore viene a salvare il suo Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era
incinta. Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i
popolo; quando Dio decide di giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvol-
intervenire nella storia degli se in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c'era
uomini, lo fa sempre per ripor- posto nell'alloggio. C'erano in quella regione alcuni pastori che,
tare la gioia e la speranza. Pro- pernottando all'aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia
al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria
prio di gioia e di speranza ci del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore,
parla la solennità che stiamo ma l'angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande
vivendo: crediamo di non a- gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato
per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il se-
verle più entrambi da tanto
gno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una man-
tempo? Allora adesso è il mo- giatoia». E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'eserci-
mento per far si che Egli possa to celeste, che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei
ridarcele nuovamente, con la cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».
sua venuta nella nostra carne
mortale.

Non di solo pane Natale del Signore - Numero 969 pagina 13


“Contemplare quel neonato…….” a cura di don Luciano Vitton Mea

più lontana, nascosta dal fratelli e sorelle? Si è mai


tempo: è lì davanti ai no- visto un Dio che si abbas-
stri occhi e noi la contem- sa al nostro livello?
pliamo, pieni di stupore,
Davanti a quella paglia
quasi con le lacrime agli
che racchiude, come uno
occhi. Lo splendore è diven-
scrigno, il tesoro dei tesori,
tato parte di noi stessi,
non sappiamo cosa dire,
nessuno ci potrà mai sepa-
come muoverci, cosa fare.
rare, perché siamo ormai
Vorremmo parlare, vor-
una cosa sola. Danziamo
remmo agire, vorremmo
di gioia, ci sia musica nelle
ricambiare questo magnifi-
nostre giornate, lasciamoci
co dono: ma ci accorgiamo
trasportare da questa novi-
che è meraviglioso stare lì,
tà unica: si è mai visto un
e contemplare quel neonato
Dio che ha preso carne? Si
è tutto quanto siamo in
Finalmente! E’ finita è mai visto un Dio che è
grado di fare.
l’attesa! Non dobbiamo venuto a vivere con i suoi
più aspettare perché la me- adoratori? Si è mai visto
raviglia annunciata non è un Dio che chiama tutti

Contemplo: Tu sei la luce


Preghiamo
la Parola Ora capisco quello che vogliono posizione con l’amore di Dio.
dire le parole della Bibbia che in Ecco perché tanti uomini lo ri-
Vieni, Signore, Dio principio Dio creò la luce, ancora gettano: è troppo puro e troppo
di bellezza e di pa- prima del sole e delle stelle. Do- luminoso. Quelli che brancolano
veva essere la luce del tuo amore nel fango o nelle valli, non cerca-
ce. Questo il mio
il primo elemento che veniva a no queste altezze dove per loro
cuore desidera, preparare tutto sulla terra. E da c’è un’aria irrespirabile oppure
quanto più sono qui ne è venuto che il suo amore troppa luce. Quando ci si allena
immerso nelle fati- pretende sempre la prima luce. in questo amore non c’è più peri-
Mai nessun compromesso o in- colo di sentire nostalgia di altri
che e nelle batta-
trigo ci può essere nell’amore di amori, anzi tutti gli amori saran-
glie della vita. Dio. Deve essere limpido come no illuminati da questa luce.
una sorgente purissima, luminoso (Trattenimenti con Dio, Don Giovanni
come un astro fulgente. Mai nes- Antonioli)
sun torbido può entrare in com-

Non di solo pane Natale del Signore - Numero 969 pagina 14


I santi del giorno: Beate Agnese Phila, Lucia
Khambang e 4 compagne, protomartiri della Tai-
landia; beato Secondo Pollo Sacerdote e martire

“Il bello è il simbolo del bene morale.” (Kant)


Sabato
Dicembre
Santo Stefano
26
Parola di Dio Il santo del giorno: Santo Stefano
in briciole Non solo il primo dei martiri, ma il modello di ogni mar-
tirio: nella morte di santo Stefano appaiono tutti gli ele-
menti ricorrenti ogni volta che qualcuno viene ucciso a
causa della fede. Il “fastidio” provocato in chi non com-
Vangelo: Mt 10,17-22 prende la saggezza del Vangelo, le “scuse” e le false accu-
se e poi l’aggressione e il perdono degli aggressori da par-
In quel tempo, Gesù disse ai suoi
te dei martiri, oltre all’intaccabile fiducia di essere accolti
apostoli: «Guardatevi dagli uomi-
ni, perché vi consegneranno ai tra le braccia di Dio. La storia di Stefano ci ricorda che
tribunali e vi flagelleranno nelle credere non è facile e che il Vangelo non è un semplice
loro sinagoghe; e sarete condotti appello a essere “più buoni”, bensì un potente strumento
davanti a governatori e re per per cambiare il mondo. Ecco perché destabilizza i poten-
causa mia, per dare testimonian- ti, che con ogni mezzo nei secoli hanno cercato di mette-
za a loro e ai pagani. Ma, quando re a tacere la voce di chi porta il messaggio del Risorto.
vi consegneranno, non preoccu-
patevi di come o di che cosa di-
rete, perché vi sarà dato in
quell'ora ciò che dovrete dire:
infatti non siete voi a parlare, ma Medita
è lo Spirito del Padre vostro che
parla in voi. Il fratello farà morire E’ sempre difficile passare dal giorno di Natale alla memoria di
il fratello e il padre il figlio, e i Santo Stefano, nella quale la liturgia si colora di rosso e di vio-
figli si alzeranno ad accusare i lenza. Ma quel che predomina è lo spirito di questo amico del
genitori e li uccideranno. Sarete Signore, cresciuto nella carità verso il Signore e verso i poveri,
odiati da tutti a causa del mio no- nel servizio alla Chiesa, disposto a morire perdonando ai suoi
me. Ma chi avrà perseverato fino uccisori come il maestro.
alla fine sarà salvato».
I giorni dell’ottava di Natale ci mostrano come l’accoglienza di
quel piccolo bambino ha reso figli di Dio schiere infinite di
uomini e di donne, fino ad arrivare a noi. Li ricordiamo come
nostri fratelli maggiori, maestri di vita ed intercessori, e veden-
do la loro grande diversità possiamo sperare che la medesima
grazia che ha prodotto in persone diverse capolavori così di-
versi, agendo anche in noi produrrà risultati buoni, a lode di
Dio Salvatore.

Non di solo pane Ottava di Natale - Numero 969 pagina 15


Scheda del n°923
di Non di solo Pa-
ne

Sussidio di preghiera per la famiglia

Coordinatrice
Fiorella Elmetti
Anno XXII - n. 969
Redazione
Domenica 20 dicembre 2020 don Luciano Vitton Mea,
Chiuso il 11/12/2020 don Carlo Moro, don Fabio Marini,
don Diego Facchetti, Fiorella Elmetti,
Numero copie 950
Tiziana Guerini, Cristina Sabatti e Marina Tanfoglio
Stampato in proprio
Grafica e stampa
don Luciano Vitton Mea
333/3390059
don Luciano Ideato da
don Luciano Vitton Mea

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Ogni giorno una meditazione dei più grandi maestri di spiritualità

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 I Santi del Giorno
 Tutte le opere di San Agostino
 I racconti di un pellegrino russo
 L’Imitazione di Cristo
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