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METODOLOGIA E

TECNICA DEL GIOCO


EDELL’ANIMAZIONE
Il valore pedagogico del gioco
nella scuola dell’infanzia e nella
scuola primaria
I bambini giocano troppo poco
aspetto che sentiamo spesso
sottolineare. Alcuni bambini
dedicano
15 minuti al giorno al gioco
spontaneo. Vengono messe in
evidenza alcuni obiettivi del gioco
a
supporto delle motivazioni che
dovrebbero spingere gli educatori
a favorire il gioco:
- attraverso il gioco si imparano il
rispetto delleregole
- si attiva lo sviluppo di diversi
canali come la curiosità, le
competenzesociali
Il gioco promuove molte abilità
come possiamo rendere il gioco
qualcosa di pertinente nel contesto
scolastico e quale tipo di gioco
dobbiamo promuovere? E’ molto
importante il gioco spontaneo,
gioco libero e guidato
dall’interesse del bambino, è un
gioco che viene poco promosso
nel contesto
scolastico.
L’esperienza che gli adulti hanno
del mondo è piu amplia, ma anche
il bambino ha delle esperienze
e idee tramite che apprendono
nella loro vita quotidiana.
CHE COSA E’ IL GIOCO? LA
PROSPETTIVA PSICOLOGICA
• Motivazione intrinseca il gioco
è la motivazione del gioco stesso.
Gioco per il gusto di
giocare, non vi è altra motivazione
che spinge al gioco, non è
finalizzato ilgioco.
• Priorità dei mezzi sul fine il
focus del gioco è sul processo,
èdefinalizzato
• Dominanza del soggetto sulla
realtà focus sul che cosa posso
fare con questo oggetto? C’è
una dominanza del bambino e di
quello che con quest’ oggetto
vuole fare rispetto a quello
che è l’oggetto e alle suefunzioni
• Non letteralità del gioco il
bambino gioca all’interno di una
realtà che si costruisce
nel gioco stesso una scopa
diventacavallo
• Libertà dai vincoli aspetto che
evidenzia come il gioco sia libero
dai vincoli della realtà, c’è
una totale libertà dai vincoli che la
realtàimpone
• Coinvolgimento attivo tutto ciò
fa si che vi sia un coinvolgimento
attivo totale del bambino,
è completamente coinvolto
nell’attività che stafacento
Attraverso il gioco non solo il
bambino esplora il mondo
circostante ma comunica, si
esprime.Piagetera interessato alla
genesi della conoscenza a vedere
come nasce la conoscenza e
lo va a vedere nel ambino dove si
parte da zero. Il bambino inizia a
muoversi in modo istintivo
(muove le gambe, le braccia) fino
a che avviene l’interazione e lo
scontro con ciò che ci circonda.
Vigotskijvede il gioco come una
strategia per il bambino per
dilazionare e accettare
l’impossibilità di soddisfate
immediatamente i propri bisogni
Winnicotsi concentra sugli oggetti
transazionali e quindi guarda al
gioco da un punto di vista di
strategia per gestire situazioni di
ansia (es. assenza madre)
CI SONO DEGLI ELEMENTI
CHE DIFFERENZIANO IL
GIOCO DAL NON GIOCO?
Huzingascriva neglianni 30e ha
scritto “homo ludens” si chiede se
ci siano degli elementi che
differenziano ciò che è il gioco e
ciò che non è. Considera il gioco
come un’operatore della cultura,
assimila il mondo del sacro al
mondo del gioco e si chiede se la
società sia a rischio di perdere la
dimensione ludica. Quando noi
giochiamo siamo in uno spazio
magico che ha queste
caratteristiche:

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REGOLE:
• Ognuno è libero di contribuire
alla storia comepreferisce
• Ci si ascolta attentamente
senzagiudizio
• Si attende il proprioturno
• Al termine si contribuisce tutti e
tutte insieme a comporre la storia
(una storiatattile)
Per perseguire obiettivi di
apprendimento (indicazioni
nazionali, 2012)
Campo di esperienza I discorsi e
le parole: il bambino/la bambina è
in grado di:
• Individuare il lessico appropriato
per descrivere unoggetto
• Comunicare emozioni e
argomentazioni attraverso il
linguaggio verbale, collegati
all’oggetto
• Inventare nuove parole per
descrivere un oggetto sconosciuto
a partire da somiglianze con
altri oggetti e/o sensazioninote
• Inserire le parole adottate in una
storiainventate
Campo di esperienza la
conoscenza del mondo : il
bambino/la bambina è in grado di
• Identificare proprietà
deglioggetti
• Descriverne laforma
Campo di esperiana il se e l’altro:
il bambino/la bambina è in grado
di
• Giocare in modocreativo
• Riconoscere la reciprocità di
attenzione tra chi parla e
chiascolta
Storie di tatto: quali sono le
potenzialità di questa
attività?
• Arricchimento di un
lessicoappropriato
• Invenzione di nuoveparole
• Linearità (tempospazio)
• Ascolto, rispetto del turno e della
stria pensata dapari
• Costruzione di regole comuni e
variazione creative delle
regolestesse
• Riflessione e attenzione al
processo piu che alrisultato
• Varianti:storie lineari, storie
verticali, in versione outdoor, con
materiali domestici, storie
del futuro, storie del passato e
dellatradizione
UN APPROCCIO
ESPERENZIALE
1. Siamo partiti dall’esperienza
(giochiamo, esperienzaconcreta)
2. Riflettiamo sull’esperienza
(osservazioneriflessiva)
3. Cosa abbiamoimparato?
4. Pianificazione di situazioni
future in cui mettersi nuovamente
allaprova
Ciclo di Kolb
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