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SCOPRIRE E CAPIRE IL MONDO 326

21 NOVEMBRE 2019
DICEMBRE 2019
€ 3,90 IN ITALIA
Mensile: Austria, Belgio, Francia, Lussemburgo, Portogallo (cont.), Spagna € 7,00 / MC, Côte d’Azur € 7,10 / Canada CAD 12,00 / Germania € 10,00 / Svizzera Chf 8,90 – C.T. Chf 8,40 / USA $ 12,00. Poste Italiane / Spedizione in A.P. D.L. 353-03 art. 1, Comma 1 / Verona CMP

SPECIALE AUTOIDE
R
ELETTRICHE E IB
78 PAGINE CON I
TUTTI I MODELLITÀ
E LE ULTIME NOV

PRIMATI ITALIANI
IL TRAPIANTO DEI RECORD,
MINUTO
NUTO PER MINUTO

DELLA TERRA CONOSCIAMO IL CANTIERE LABORATORIO


QUASI TUTTO, DEGLI OCEANI LE SFIDE SCIENTIFICHE
PER SALVARE NOTRE-DAME
PROFONDI QUASI NULLA.
INTERVISTA
PARLA VICTOR EPPURE LA VITA È INIZIATA LÌ.
VESCOVO, ORA È PARTITA LA CORSA SCARICA
IL MILIARDARIO PER SCOPRIRNE I SEGRETI E LA APP
ESPLORATORE INQUADRA
DEI FONDALI PER CERCARE MINERALI RARI E ANIMA LA
COPERTINA!
326 DICEMBRE 2019 www.focus.it

Scoprire
e capire
il mondo
PRISMA
16
Ascoltate la “strana”
strana
voce della foca
a barbata

11 Il meteo in numeri 25 Anche i dinosauri


si rompevano

15 Piccola matematica gambe e braccia

19 Cogli l’etimo
23 5 cose sull’autunno
25 Il caro estinto
26 Spazio
28 Prisma alimentazione

34 L’ESPLORATORE DEGLI ABISSI


40
Un milionario texano di origini italiane raggiunge
per la prima volta i punti più profondi degli oceani.
Lo abbiamo incontrato.
La nuova
frontiera

40 ASSALTO AGLI OCEANI


I fondali marini sono meno conosciuti della Luna. Ora
è partita una missione per mapparli. E si scatena la
delle miniere
sottomarine

corsa alle miniere sommerse.

51 IL TRAPIANTO DEI RECORD


medicina

Cronaca dell’intervento all’Ospedale Molinette di


Torino, che in 15 ore ha trapiantato 4 organi su un
uomo, salvandogli la vita.

56 LABORATORIO NOTRE-DAME
tecnologia

Le sfide che stanno affrontando gli specialisti


di ogni ramo chiamati a salvare la cattedrale

96
simbolo di Parigi.

62 I SERPENTI E I LORO PARENTI


scienza L’evoluzione non ci ha
Molti esseri viventi sono letali. Ma perché questo
accada, e come la natura abbia creato i veleni, è una
costruiti per arrivare
storia lunga e complessa. alla felicità, ma per inseguirla
In copertina: Foto grande: Caladan Ocean (2), elaborazione di Daniele Gay; a lato, Getty Images; Shutterstock; Art Graphique&Patrimonie. Focus | 3
68 MA I PIÙ LETALI SONO GLI UMANI
scienza

La guerra chimica ha migliaia di anni: l’uomo non ha


mai smesso di creare nuove sostanze tossiche. 56
72 ALLA LAVAGNA
cultura Tecnologie di ogni
genere al lavoro
su Notre-Dame
Le lavagne degli scienziati sono un ammasso
di numeri e segni: una fotografa americana le ha
trasformate in opere d’arte.

86 SE NON CI FOSSE LA LUNA


universo

Forse non ci saremmo nemmeno noi, perché il nostro


satellite ha un effetto stabilizzatore sull’asse terrestre
che ha mantenuto costante il clima della Terra.

96 FELICITÀ VO’ CERCANDO


comportamento

Va e viene, non si capisce bene che cosa sia, ma


l’evoluzione ha voluto che la inseguissimo. Perché?
Per star bene, così da avere successo.

102 IL FRIGORIFERO DEI RECORD


tecnologia

Siamo andati a vedere come è fatto e come funziona


il deposito refrigerato dove vengono stoccate 40mila
tonnellate di verdura, conservate a -25 gradi.
102 Siamo entrati
nel “freezer” più
grande d’Italia
108 L’EQUILIBRIO DEL TATAMI
scienza sportiva

L’allenamento di Manuel Lombardo, grande


promessa del judo. In attesa della sfida olimpica.

119 IL FUTURO IN PUNTA DI MATITA


scienza Speciale
Tutti gli usi, presenti e futuri, del grafene, una delle
forme del carbonio più sorprendenti.
149 LA SFIDA ELETTRICA
Ben 78 pagine dedicate

132 LA PITTURA INVENTÒ IL SELFIE


arte ai nuovi modelli ad
alimentazione elettrica
Ma gli autoritratti degli artisti non somigliano agli e ibrida attualmente sul
scatti con il cellulare: ritraggono l’anima, non il volto. mercato e in arrivo nel
prossimo futuro.

138 L’ALTA FINANZA DELLA GIOVINEZZA


intervista Una guida per districarsi
tra le diverse tipologie, e
Sergey Young è un miliardario di origine russa che scegliere quella più adatta
sta investendo molto denaro nella ricerca genetica e alle proprie esigenze.
tecnologica per allungare la vita umana.

RUBRICHE
7 L’oblò
81 Domande & Risposte 81
Perché l’alcol è

114 Tipi italiani così pericoloso


per chi guida?

125 MyFocus
130 Focus live
145 Giochi Ci trovi anche su:

228 Cartellone
4 | Focus
Il nostro giornale non 1 LA NOSTRA “VETRINA”
animazione

è soltanto sulla carta. Scopri come la copertina di Focus prende vita.

Con la realtà aumentata 12 SUPERADERENTE, MA DELICATA


video

alcune pagine... si Come funziona la ventosa ispirata ai pesci.

animano. Ecco come 16 LA VOCE ALIENA DELLA FOCA


audio

funziona e che cosa Sembra un’astronave, ma è...

trovi in questo numero. 31 LA RESILIENZA DEL BOSCO


audio

Giorgio Vacchiano legge il suo libro.

SCARICA LA APP 33 IL ROBOT FILIFORME


video

Il microrobot-filo creato dal Mit.


Vai sul tuo store

34 DISCESA NEGLI ABISSI


(App Store o Google Play) video
e cerca la app gratuita Focus
Realtà Aumentata; scaricala Victor Vescovo in una delle sue missioni.
e aprila. Se l’avevi già fatto
per i numeri scorsi, basta
aggiornarla. 44 FUMAROLE SOMMERSE
video

I camini idrotermali visti da vicino.

INQUADRA LA PAGINA 59 L’INCENDIO DI NOTRE-DAME


animazione

Guarda come si è sviluppato e, a pag. 61, in


Dove trovi l’immagine qui a INQUADRA un video, la ricostruzione in 3D del sottotetto.
LA PAGINA
fianco, c’è un contenuto in realtà CON LA
aumentata: video, foto a 360°,
test, modelli 3D e tanto altro.
APP
INFO A PAGINA 5
67 PIANTE LETALI
gallery

Le foto di alcune specie vegetali molto velenose.


Inquadra la pagina con la app,
che attiva la fotocamera di
smartphone o tablet. E goditi
lo spettacolo (più a destra, i
69 AVVELENAMENTI STORICI
animazione

Carrellata delle più famose vittime del veleno.


contenuti di questo numero).

73 MATEMATICA CURIOSA
quiz

Storie e stranezze della materia più temuta.


DA SAPERE
• La app ti mostra i contenuti in realtà aumentata 100 SAI ESSERE FELICE?
test

Valuta quanto sei “predisposto” alla gioia.


di Focus in edicola. Per vedere quelli dei numeri
precedenti, seleziona il numero nel menu della
app, in alto a sinistra sullo schermo.
• Per vedere alcuni contenuti può essere
103 FRIGORIFERO GIGANTE
animazione

Numeri e curiosità sull’impianto da record.


necessario che sia attiva una costante
connessione dati cellulare o quella di una rete
Wi-Fi. Inoltre, la rivista deve essere abbastanza
illuminata.
114 IL CAMOSCIO DEGLI APPENNINI
timelapse

Guarda come è stato realizzato il disegno.


• La nostra app è ottimizzata per molti device.
Tuttavia, dato che richiede smartphone con
prestazioni relativamente elevate, potrebbe non 123 CELLULE AL GRAFENE
video

Ecco come si costruiscono al Mit.


funzionare perfettamente su alcuni modelli.

Focus | 5
L’OBLÒ

SENZA
DOMANI
Q ualche settimana fa ero allo splendido Muse di Trento
per FocusLive, la festa della scienza da noi organizzata
che ha il suo clou annuale nella tappa novembrina di
di Raffaele Leone

Milano. Come accade nelle pagine della rivista, anche


durante i nostri appuntamenti in giro per l’Italia si passa e vale per le specie. Che significa dare seguito a se stessi?
dalle onde gravitazionali ai batteri, dall’acqua all’Apollo 11, Significa darsi un futuro. Se l’assunto di Mancuso e di tanti
dalla musica alle piante. Si va lontano per poi rientrare altri scienziati è corretto, noi siamo gli unici esseri viventi
alla base: noi, la vita e il senso da darle. Tutti questi stimoli che tradiscono il senso della riproduzione danneggiando il
mi trascinano spesso in un girotondo di ragionamenti. proprio habitat. Non ci diamo un futuro. Verrebbe da dire
Il sapere ha questo di bello: ti porta ovunque. che siamo dei suicidi.
Ultimamente mi ha portato spesso a riflettere sulla nostra
irresponsabilità verso gli equilibri naturali del Pianeta.
E ppure abbiamo l’intelligenza più sviluppata di tutti,
abbiamo costruito società complesse, abbiamo

O gni essere vivente, a partire dai batteri che ne sono


i progenitori, ha un obiettivo primario: riprodursi.
Ogni azione tende a quell’obiettivo e a cercare/creare le
fatto scoperte e progressi tali da cambiare non solo la
nostra vita ma anche quella del mondo circostante come
nessuno riesce a fare. Noi che possediamo la ragione ci
condizioni per raggiungerlo. Ho trovato affascinante la comportiamo in modo irragionevole.
capacità di alcuni microrganismi descritti durante una
conferenza di FocusLive: se l’ambiente circostante diventa
loro ostile, fermano l’orologio biologico che li regola. Si
risvegliano quando la situazione torna favorevole. Perfino
P erché? Cercando una risposta ho fatto un’ulteriore
girotondo. Oltre a un cervello molto sviluppato,
abbiamo un’altra cosa molto sviluppata che ci separa dagli
migliaia di anni dopo. Riescono a stare vivi soltanto altri esseri viventi: la coscienza. Noi sappiamo quello che
quando possono vivere e quindi riprodursi. facciamo e perché lo facciamo. Secondo logica, questo
dovrebbe portarci a essere più responsabili. E se fosse

A nche Stefano Mancuso, che ha concentrato i suoi studi


sul mondo vegetale, a Trento ha mostrato quanto le
piante abbiano la capacità di prendere decisioni utili al
paradossalmente il contrario? Se fosse proprio la
coscienza a farci tradire la missione che la natura ci ha
dato? Tutti gli esseri viventi si riproducono perché lo
loro sviluppo. Una meraviglia raccontata con la grazia che hanno scritto nei geni ma soltanto noi umani “sappiamo”
merita. E ha concluso il suo intervento con un assunto una cosa che tutti gli altri non sanno: che moriremo. Una
che semplifico così: «Ogni essere vivente è fatto per giraffa non lo sa, un batterio non lo sa, una quercia non lo
riprodursi; finora si è accertato che la vita media di una sa. Si riproducono e basta, seguendo ignari l’ordine
specie è di cinque milioni di anni; l’uomo “sapiente” ha circa naturale delle cose. Noi no. Noi sappiamo che dopo un po’
duecentomila anni. Davvero pensate che, con i danni che non ci saremo più. Sappiamo di avere un tempo limitato
stiamo facendo, noi si possa vivere altri quattro milioni e per quanto si investa sulla superlongevità (vedi a pag. 138).
ottocentomila anni? Ci vantiamo di essere i più intelligenti Certo, ci preoccupiamo dei figli e al massimo dei nipoti ma
fra gli esseri viventi eppure ci comportiamo come i più probabilmente lo facciamo perché li consideriamo parte di
stupidi, rinnegando nei fatti quell’obiettivo primario che la noi. La vita terrestre che ci interessa tutelare è la nostra.
natura ci ha dato». Perché prodigarci per chi nascerà nei decenni e nei secoli a
venire? Perché sforzarci di difendere un Pianeta che

L’ ho trovata una provocazione efficace e sensata. E ho


continuato, per diletto, a ruminare ragionamenti.
A che cosa punta quell’obiettivo primario chiamato
accoglierà loro e non più noi? Perché fare sacrifici per
epoche in cui non ci saremo? Sapendo di avere una fine, il
futuro lo facciamo finire con noi. La coscienza ci ha reso
riproduzione? A dare seguito a noi stessi. Vince chi meglio degli incoscienti.
di altri riesce a dare seguito a se stesso. Vale per i singoli raffaele.leone@mondadori.it

In fondo a questo numero di Focus, oltre le consuete pagine, troverete un ampio inserto sulle auto
elettriche e ibride. Quando ho pensato a un catalogo tecnologico dei modelli in circolazione,
immaginavo poche pagine vista la ridotta fetta di mercato. E invece no. In tanti hanno risposto “presente”.
Le case automobilistiche vogliono dimostrare di essere pronte a raccogliere la sfida ecologica.
Un’ulteriore conferma che il problema dell’ecosostenibilità è ormai ineludibile.

Focus | 7
PRISMA DI TUTTO
UN PO’

8 | Focus
FOTOGRAFIA

Le mille bolle
P er creare un quadro, non sempre
servono tela e pitture. Kym Cox
usa solo acqua e un po’ di detersivo: le
basta questo per ottenere la tavolozza
di colori iridescenti qui accanto. La
fotografa britannica infatti trasforma in
opere d’arte delle semplici bolle di
sapone. Questa immagine è la
composizione di 18 foto (da sinistra a
destra e dall’alto in basso): la sequenza
mostra l’arcobaleno mutevole che le
bolle creano, nel giro di alcuni minuti.
«In ogni foto ho ritratto una colonna
verticale di bolle, in un tubo di vetro,
usando uno sfondo nero e un flash», ci
spiega Kym Cox.
Arte più scienza. Cox ha collaborato
con Stefan Hutzler, fisico del Trinity
College di Dublino che studia le
schiume. «Una bolla è formata da un
sottile strato di acqua con sapone, che
rende la pellicola stabile. La sfera è la
forma che permette di avere la minima
superficie, a parità di volume», spiega
Hutzler. «Ma forme più complicate
appaiono quando le bolle sono messe
a contatto, come in una schiuma. In
questa immagine vediamo appunto una
schiuma in cui le bolle (prodotte
soffiando aria in una soluzione con
detersivo), confinate in un cilindro,
formano spontaneamente una
disposizione ordinata». Da sfere
diventano poliedri, di uguale
dimensione.
E i colori cangianti? La luce che arriva
sulla bolla in parte è riflessa dalla sua
superficie, in parte attraversa la sottile
parete e viene riflessa dal “retro” di
questa. L’effetto è di cancellare alcuni
colori e lasciarne altri: la tinta che
vediamo dipende dallo spessore della
pellicola. «Dove la parete è molto
sottile, per esempio, appare il nero»,
dice Hutzler. Come mai i colori
mutano? «Lo spessore cambia, visto
che il liquido si sposta verso il basso
per gravità». Questa immagine di Kym
Cox è esposta al Science Museum di
Londra fino al 5 gennaio, per la mostra
Kym Cox

Science Photographer of the Year della


Royal Photographic Society. (G.C.)

Focus | 9
238
PRISMA I NUMERI DA GUINNESS DEL CLIMA

321 km
La distanza più lunga

km/h
percorsa da un fulmine, il 2
novembre 1994 a Dronka
(Egitto)
Il vento più veloce mai
registrato in Italia: al
passo della Croce Arcana
(Modena-Pistoia)

L’ONDA PIÙ ALTA


MISURATA DA UNA BOA.
IL 4 FEBBRAIO 2013
NEL NORD ATLANTICO

metri
47 °C mm
a
Temperatura massima
mai registrata in Italia:
n 3.313

0,2
a Foggia Amendola il 25
giugno 2007
n I mm di precipitazione annua
o a Musi (Friuli-Venezia
Giulia), la località più
piovosa d’Italia

Temperatura più
bassa registrata
in un centro
abitato italiano.
Ad Anzola
dell’Emilia (Bo),
Il valore più basso di

-26,2
precipitazioni piovose
il 15/02/1956
annue sembra appartenere
assoluto nel mondo: -0,47 °C a Quillagua, nella regione
sotto la media (1901-2000) di Antofagasta, in Cile

Focus | 11
VIDEO
PRISMA COSÌ LA VENTOSA
ARTIFICIALE
SOLLEVA PIETRE
E UOVA
COME NATURA INSEGNA INQUADRA

Ventose... da pesce LA PAGINA


CON LA
APP
INFO A PAGINA 5

SALUTE

La scrittura può
diagnosticare
la demenza

Petra Ditsche
S u un semplice diario personale
potrebbero trovarsi gli elementi per
capire se chi l’ha scritto si sta
ammalando di demenza.
Forma. Gli scienziati dell’Università di
S iamo abituati a usare l’espressione “attaccato come una cozza allo scoglio”.
Ma non ha nulla da invidiare ai mitili un piccolo pesce, il Gobiesox
maeandricus (sopra), diffuso sulle coste nordamericane del Pacifico. Ha una
Toronto (Canada) hanno infatti notato, ventosa sul ventre che gli permette di agganciarsi alle rocce e, in più, di
analizzando il diario di una signora staccarsene rapidamente. E ora è stata copiata dai ricercatori di due diversi
deceduta a oltre 90 anni e ammalatasi team Usa: uno alla University of Washington e l’altro alla University of California
di Alzheimer a 84, che la donna quando San Diego. Entrambi hanno creato prototipi di “superventose”.
era sana costruiva le frasi in prima Delicata. La ventosa del pesce è un disco coperto di papille, tappezzate di fibrille
persona omettendo spesso il pronome microscopiche. «Queste fibrille “sigillano” la camera interna della ventosa e
“io”, come si fa parlando. Ma quando si aumentano la superficie che fa attrito, per aderire meglio. Abbiamo riprodotto
è ammalata ha cominciato a mettere “io” questo effetto con un bordo soffice, di silicone, che migliora l’adesione a superfici
sempre, secondo le regole grammaticali, ruvide e irregolari», spiega Jessica Sandoval, della University of California San
come se si trovasse ancora alle Diego. L’obiettivo delle ventose dei due team è infatti poter agganciare e rilasciare
elementari. Scrivere in modo formale, oggetti con superfici di ogni tipo. «Il nostro prototipo può aderire a forme e superfici
quindi, indicherebbe che la mente sta diverse, anche in acqua. Le applicazioni? Nell’industria, per manipolare prodotti in
perdendo alcune delle sue facoltà. (R.P.) modo delicato». Guardate il video con la nostra realtà aumentata. (G.C.)

MALATTIE STRANE

A lcolisti che mentono anche a se stessi. Sembrerebbe il


caso di due uomini le cui storie sono state riportate da
autorevoli riviste scientifiche: Cell Metabolism e BMJ Open
Gastroenterology. Il primo, un 27enne cinese, si presentava
al lavoro e a casa ubriaco, nonostante giurasse di non aver
toccato alcolici e facendo infuriare tutti. L’altro, uno
statunitense di 40 anni, era stato arrestato per
ubriachezza, anche se si professava astemio.
Birrificio interno. In realtà si tratta di esempi della rara
Getty Images

sindrome della fermentazione intestinale. I due, dopo cure


con antibiotici, avevano alterato il proprio microbiota
intestinale così tanto da permettere l’insediamento nel

Ubriachi, ma colon di lieviti e batteri in grado di convertire i carboidrati


del cibo in alcol, come avviene nella fermentazione di birra

per colpa dei e vino. Così, dopo i pasti, autoproducevano abbastanza


alcol da essere alticci, e, nel caso del cinese, da subire

propri batteri danni al fegato. Per fortuna, è bastata una cura per
eliminare il “birrificio” dalla loro pancia. (A.S.)

12 | Focus
Formula Uno: 111,1 m/s La formica più veloce è Cataglyphis
(400 km/h, record di una BAR
007 non in pista), circa 24
bombycina, che vive nel Sahara. Un
volte la lunghezza dell’auto. team l’ha cronometrata: 0,855 metri
al secondo, 108 volte la lunghezza
Formica: La Cataglyphis bombycina del suo corpo. Non è il record di un
corre a 0,855 metri al secondo, 108
volte la lunghezza del suo corpo.
acaro della California (377 volte),
ma è più di un’auto di Formula Uno.
COMPORTAMENTO TECNOLOGIA

Chi mente di più al medico? Il contatore


G li italiani. Quando si tratta di
dichiarare il proprio stato di salute
chiesto di rispondere a un questionario
sulla propria salute. Poi però i ricercatori
che “sente”
sono il popolo più ottimista: tendono a
non confessare alcuni piccoli malanni.
hanno verificato se le dichiarazioni erano
esatte con una visita medica. Con gli
i terremoti
Non siamo un popolo di ipocondriaci,
insomma. È il risultato di una indagine
condotta dallo Iiasa (un istituto
italiani si è avuto un gran numero di
discrepanze. Quando i ricercatori
chiedevano se avessero problemi ad
U n contatore del gas “salvavita”,
capace di sospendere
l’erogazione di metano nel caso di un
internazionale di ricerche economiche alzarsi da una sedia, solo il 19,4% sisma. Si chiama NexMeter ed è stato
e sociali) sui dati provenienti da 19 ammetteva di avere questa difficoltà, ma ideato dal gruppo Hera, attivo nel
Paesi europei. poi i medici dicevano loro di sedersi e settore energia, acqua e rifiuti nell’Italia
Sto bene. A un campione di circa 100 rialzarsi e le persone che mostravano Centro-settentrionale. Il contatore non
mila europei sopra i 50 anni è stato problemi erano in realtà il 24,1%. (R.P.) segnala solo i consumi di gas. Grazie
a sensori e a un cervello elettronico,
intercetta in tempo reale le scosse di
terremoto: in tal caso, sospende
l’erogazione di gas, mettendo le
abitazioni in sicurezza.
SOS. Contemporaneamente invia un
allarme alla centrale di telecontrollo e
ai singoli utenti. La medesima
procedura si attiva anche in caso di
perdite di gas. I primi 300mila nuovi
Getty Images

contatori saranno installati dal 2020 al


2023 nelle abitazioni dei clienti che
vivono in zone sismiche. (V.T.)

sicosi da Brexit
e
embra che la Brexit sentito così tradito da
n
non faccia bene perdere il contatto con
alla
a salute
s mentale. Lo la realtà (anche se era
psicchiatra Zia Katshu, già sotto stress, al
delll’Università di lavoro e in famiglia).
Nott tingham, ha Dopo due settimane di
desscritto
c sul British cure è tornato a casa.
Med dical Journal il caso Che stress. Il caso è
di un 40enne arrivato in estremo, ma pare che
osppedale
e tre settimane questa Brexit senza
oppo il referendum del fine sia comunque
2016 6 in stato di “delirio fonte di stress: per i
da BBrexit”. Dopo sondaggi, i britannici la
Reuters/Contrasto

esse ersi ripreso dalla ritengono ansiogena e


si psicotica, l’uomo
cris dannosa per la salute
ha sp piegato che si è mentale. (A.S.)

Focus | 13
PRISMA

Getty Images
PICCOLA
MATEMATICA Q ual è la strategia migliore per cercare parcheggio? Meglio accontentarsi del
primo spazio vuoto, o arrivare più possibile vicino alla meta, salvo poi fare un

La (dura) legge
altro giro del quartiere se lì il posto non si trova? Il quesito, che molti innervositi
cittadini si pongono ogni giorno, è stato affrontato con precisione matematica dai

del posteggio
fisici Paul Krapivsky (Università di Boston) e Sidney Redner (Santa Fe Institute).
Hanno simulato al computer un parcheggio con una singola fila di posti che va
dall’entrata alla destinazione finale, in cui le auto entrano, parcheggiano e se ne
vanno in modo casuale. E hanno confrontato tre strategie: una “mite”, in cui il
guidatore si accontenta di un posto vicino all’entrata; una “ottimista”, in cui va fino
a casa e poi torna indietro se non trova un posto proprio lì sotto; e una “prudente”
in cui non prende il primo posto libero, ma si ferma comunque prima della meta.
Prudenti. Sembra semplice, ma per creare la simulazione i ricercatori Usa hanno
dovuto usare strumenti matematici raffinati. Poi hanno confrontato l’efficienza delle
tre strategie, cercando quella che minimizza sia il tempo passato a guidare, sia la
distanza percorsa a piedi. La strategia mite è la peggiore, perché lascia vuoti molti
posti vicini alla “casa” e costringe a lunghe camminate. La strategia ottimista porta
sempre a trovare il posto più vicino a casa, ma in media il tempo passato a tornare
indietro dopo il primo tentativo annulla il beneficio. La virtù sta nel mezzo, e la
strategia prudente è la migliore: non fermarsi al primo posto, ma scommettere sulla
disponibilità più avanti. Un guidatore umano sarebbe capace (forse) di arrivarci da
solo, ma il risultato potrebbe per esempio aiutare a migliorare gli algoritmi delle auto
senza pilota: in futuro, potrà toccare a loro cercare parcheggio. (N.N.)

Focus | 15
PRISMA SONORO

MA LA FOCA COME FA?


Se vi capitasse di buttare un microfono nelle acque dell’Artico, in primavera,
potreste credere che lì sotto ci sia una base aliena. Sentireste infatti «un suono
incredibilmente bizzarro, quasi irreale, un trillo che parte acuto e si abbassa
sempre più: sembra un’astronave marziana al decollo»: parola di Christopher
Clark, esperto di bioacustica della Cornell University (Usa). In realtà, è il canto
della foca barbata (nella foto, un cucciolo), chiamata così per le sue folte vibrisse
e diffusa nelle acque basse artiche e sub-artiche. Lo potete ascoltare con la realtà
aumentata, registrato da Christopher Clark. Lo producono i maschi, da marzo a
giugno. «È un’esibizione della stagione riproduttiva. Sott’acqua la visibilità è
ridotta: se un maschio si vuole fare notare dalle femmine o mostrare la sua
potenza ai rivali, l’unico modo è cantare. Ho ascoltato cori a 20-30 km di distanza
Steven Kazlowski/Npl/Contrasto

e singoli cantanti a 10-20 km: un buon raggio da cui farsi sentire», ci spiega Clark.
Anche i biologi sono interessati a queste esibizioni. «Le ascoltiamo usando gli
idrofoni, i microfoni subacquei. Tra i ghiacci, anche a -40 °C. Registrare questi e
altri suoni ci mostra il “paesaggio acustico” dell’Artico e come è cambiato: prima
animato da balene e foche, ora con sempre più rumori prodotti dall’uomo». (G.C.)

Audio: Christopher Clark, Bioacoustics Research Program at the Cornell Lab of Ornithology
AUDIO
ASCOLTA IL
CANTO “ALIENO”
DELLA FOCA
BARBATA

INQUADRA
LA PAGINA
CON LA
APP
INFO A PAGINA 5

Focus | 17
PRISMA

COGLI
L’ETIMO
Dove nascono
i termini
scientifici

Getty Images
A Greta Thunberg hanno “dedicato” CORPO UMANO

Il segreto (evolutivo) del piacere


un coleottero: Nelloptodes gretae.
E, in effetti, quale omaggio migliore per
chi si occupa di natura? Basti pensare

T
che il documentarista Sir David ra i misteri insoluti dell’evoluzione, pare, c’è anche l’orgasmo femminile:
Attenborough ha visto il suo nome come mai esiste? Gli ultimi a porsi il quesito sono stati Mihaela Pavlicev,
dato a una moltitudine di creature, vive dell’Università di Vienna, e colleghi: in uno studio si interrogano su quel
e non: dall’echidna dal becco lungo di «riflesso neuro-endocrino troppo complesso per essere un incidente evolutivo,
Sir David all’attenborosauro (un ma non necessario per il successo riproduttivo femminile». La loro risposta è
plesiosauro). Ci sono un ragno, un che sia un meccanismo per indurre l’ovulazione durante il sesso (un’altra teoria
gamberetto, un uccello, un coleottero, ipotizza, ad esempio, che le contrazioni aiutino il viaggio degli spermatozoi).
4 piante (come la carnivora Nepenthes Conigli e antidepressivi. I ricercatori hanno combinato due fatti. In alcuni
attenboroughii e il genere Sirdavidia), mammiferi, come conigli, cammelli e gatti, l’ovulazione è “attivata”
una lucertola, una farfalla, una lumaca, dall’accoppiamento. E la fluoxetina, un antidepressivo, riduce la capacità di
una rana. Tra gli estinti, un pesce, una arrivare all’orgasmo. Così hanno provato a somministrare fluoxetina alle
locusta, un crostaceo, una libellula e coniglie: la percentuale di ovulazione durante il coito diminuiva del 30%.
un carnivoro marsupiale. (G.C.) Hanno concluso che negli antenati dei mammiferi si è evoluto un meccanismo
per indurre l’ovulazione, che poi si è “trasferito” all’orgasmo. (G.C.)

ARCHEOLOGIA

I biberon della preistoria


G li oggetti trovati nei siti archeologici ci aprono una finestra sul passato:
armi di guerrieri, coppe per antichi banchetti, gioielli di nobili... Ma,
dalla preistoria, ci sono arrivati anche oggetti che raccontano una storia
familiare: i biberon, usati per allattare i bambini. Sono ben diversi da quelli
di oggi: sono recipienti d’argilla, abbastanza piccoli per le mani di un
bimbo, con un beccuccio da cui succhiare il latte (nelle foto).
Latte. Uno studio della University of Bristol (Uk) ha provato che non si
tratta di contenitori generici, ma proprio di biberon, perché ha scoperto
all’interno le tracce di latte animale. Sono stati trovati recipienti di questo
tipo anche di 7.000 anni fa, ma finora non c’erano prove della loro funzione.
Ora i ricercatori hanno esaminato tre contenitori risalenti fino a 3.200 anni
fa, trovati in tombe di bimbi in Germania: dall’analisi dei lipidi rimasti, hanno
Öadw Katharina Rebay Salisbury (4)

concluso che erano stati riempiti con latte di mucca, pecora o capra. E
usati come alternativa all’allattamento al seno, o nello svezzamento. Uno, a
forma di animale, era a doppio uso: biberon e giocattolo. Gli studiosi
pensano che gli “umili” biberon, con la disponibilità di latte animale,
abbiano favorito l’aumento della popolazione umana, permettendo alle
madri di terminare prima l’allattamento e avere altri figli. (G.C.)

Focus | 19
100% carne bovina
da allevamenti italiani.
Per i nostri hamburger usiamo solo 100% carne bovina proveniente
da 15.000 allevamenti italiani, situati per lo più
in Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.
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la carne viene sottoposta a oltre 35.000 controlli ogni anno.

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PRISMA

Quattro domande
IL TUMORE SILENTE
CHE SA NASCONDERSI
È quello che colpisce il pancreas. Anche se relativamente raro (6mila
casi l’anno in Italia contro i 50mila, per esempio, di quello al colon), è al
quarto posto per mortalità. E resta una sfida per i ricercatori.
di Chiara Palmerini

M entre nel caso di “big killer”, come il cancro del colon, della mammella, della prostata o perfino del polmone, diagnosi
precoce e nuove terapie hanno contribuito a far diminuire i decessi, per il pancreas la mortalità rimane la stessa o è
addirittura in aumento (le stime dicono che entro il 2030 passerà al secondo posto tra le cause di morte da tumore).
Abbiamo chiesto a Irene Esposito, direttrice dell’Istituto di Anatomia Patologica all’Università di Düsseldorf, che fa ricerca
da anni su questo tipo di cancro, perché è così difficile trattarlo.

1
in altri liquidi corporei. Nel caso del
Per quale ragione il pancreas, se viene individuata una
tumore del pancreas è lesione sospetta, si può procedere a
così spesso mortale? prelevare il liquido che si forma nello
Il motivo principale è che la diagnosi per spazio all’interno della lesione tramite una
questo cancro è spesso tardiva. I sintomi, forma piuttosto complessa di ecografia
anche quando ci sono, non sono specifici endoscopica, e andare alla ricerca di Dna
e spesso vengono confusi con quelli di che consenta di stabilire la natura delle
Science Photo Library RF/AGF

altre patologie gastriche o intestinali molto cellule da cui proviene. È una procedura
più comuni e meno preoccupanti (dolore sofisticata, che si punta a semplificare in
addominale, mancanza di appetito...). Per alcuni passaggi. Per esempio, è in corso
questo, in più della metà dei casi il tumore un progetto europeo coordinato in Italia,
viene diagnosticato quando si sono già al quale il mio Istituto sta partecipando,
formate metastasi a distanza, e non è per sviluppare un kit per la diagnosi
guaribile con la chirurgia. il costo per trattare queste lesioni, non rapida che in un paio di ore e per circa

2
sapendo se diventeranno mai maligne, è 100 euro dia una risposta sulle mutazioni
E come mai la diagnosi alto per il paziente: la resezione chirurgica presenti.

4
precoce non è possibile del pancreas comporta diventare
come nel caso di altri tipi diabetici a vita. Il discorso è diverso per le E sul fronte delle
di tumore? persone per cui si sospetta una terapie c’è stato
Innanzitutto sono poche le lesioni ai
predisposizione genetica (non più del
10% dei casi), vale a dire chi ha avuto in
qualche sviluppo?
tessuti del pancreas che vengono Alcuni, anche se meno eclatanti che per
famiglia due o più parenti di primo grado altri tipi di tumore. Per esempio, secondo
riconosciute come “precursori”. Quelle
con un tumore del pancreas. Per questi gli ultimi studi, un nuovo farmaco
macroscopiche, da cui si sviluppa al
sottogruppi di persone sono in corso (olaparib) sembra dare un vantaggio nella
massimo il 3 per cento dei tumori,
sperimentazioni per valutare l’efficacia di sopravvivenza, senza peggioramento
vengono di solito scoperte per caso,
uno screening con la Tac o con una della qualità di vita, a un sottogruppo di
durante indagini fatte per tutt’altro motivo.
particolare forma di risonanza magnetica, pazienti, quelli che hanno una particolare
Altre lesioni, più frequenti, sono addirittura
alla ricerca di lesioni pre-invasive. mutazione dei geni BRCA. Si sta poi
visibili solo al microscopio, e comunque

3
non c’è modo a oggi di sapere con chiarendo che il cancro del pancreas è
sicurezza quali evolveranno in un tumore Come migliorare le costituito da diverse forme e sottotipi.
maligno. Con queste premesse, non è possibilità di diagnosi? Come nel caso di altri tumori, si punta al
pensabile sottoporre a uno screening di Si sta facendo molta ricerca sulle momento della diagnosi a ricercare
massa con mezzi come la Tac, che cosiddette biopsie liquide, ovvero eventuali mutazioni che permettano di
comporta l’esposizione a un’alta quantità l’individuazione del Dna delle cellule utilizzare farmaci già esistenti che mirano
di radiazioni, la popolazione sana. Inoltre, maligne, spia di un tumore, nel sangue o a uno specifico bersaglio molecolare.

Focus | 21
di Massimo Manzo

PRISMA

COSE DA SAPERE
SULL’AUTUNNO
Alberi
“intuitivi”
L e piante percepiscono
l’arrivo dell’autunno grazie
Tripudio
di colori
a un ormone chiamato
fitocromo, che rileva la
diminuzione delle ore di luce.
A quel punto alcune si
spogliano (le caducifoglie,
dotate di fogliame sottile e
I n autunno, le foglie cadenti
assumono diversi colori
perché la clorofilla (pigmento
sensibile al freddo)
verde che cattura la luce
consentendo alle sostanze
solare) diminuisce, facendo
nutritive di spostarsi su organi
emergere i carotenoidi
vitali (come fusto o radici), e
(pigmenti responsabili delle
permettendo la sopravvivenza
cromie arancioni o gialle) e gli
durante inverno.
antociani (rosso, blu o viola).
Infine, quando anche questi

Meno
pigmenti scompaiono,
restano i tannini, che tingono

luce, più
di marrone le foglie morte.

Partenze tristezza
intelligenti Freddo
I n autunno molte specie di
uccelli migratori partono
L a stagione autunnale può
causare stanchezza,
svogliatezza e malinconia,
“apparente”
verso luoghi caldi dove
svernare, allertati
dall’abbassamento delle
che nei soggetti più deboli
può trasformarsi in
depressione stagionale.
S ebbene le temperature
autunnali siano molto
simili a quelle primaverili, in
temperature, dalla maggiore A indurla è la minore autunno siamo più freddolosi.
frequenza delle piogge e presenza di luce, che spinge Colpa della maggiore umidità.
dall’accorciamento delle l’organismo a produrre troppa Le minuscole gocce d’acqua
giornate. Non solo: i volatili, melatonina (ormone presenti nell’aria impregnano
riproducendosi di solito in regolatore dei ritmi biologici) il infatti i nostri indumenti
estate, attendono l’autunno cui eccesso può sconvolgere mescolandosi al sudore, e la
perché in tale periodo i pulcini l’orologio biologico e quindi loro evaporazione “ruba”
sono abbastanza sviluppati la normale alternanza tra calore al corpo, facendoci
per affrontare il viaggio. sonno e veglia. appunto sentire più freddo.
Getty Images

Focus | 23
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PRISMA

Crack
PALEONTOLOGIA

IL CARO ESTINTO
Spazzato via?
Jurassic
I l bilancio dell’uragano Dorian,
che ha devastato le Bahamas a
settembre, è stato pesantissimo
in termini di vite umane e
distruzioni. Ma potrebbe esserci
una vittima in più, un uccellino
che viveva nelle pinete di una
delle isole, Grand Bahama: Sitta
insularis, un picchio muratore
riconosciuto come specie
endemica dell’isola. E
minacciato già prima dell’arrivo
di Dorian, visto che ne erano
rimasti pochi esemplari:

Getty Images
l’uragano, colpendo con violenza
il suo ambiente, potrebbe averne
decretato l’estinzione.
Disastro. Un tempo era facile
vedere questo volatile muoversi
su tronchi e rami, tra i pini di
S e ci fosse stato un ortopedico, al tempo dei dinosauri, avrebbe avuto molto da
fare. Omeri fratturati, scapole rotte, zampe zoppicanti: tutti traumi di cui è
rimasta traccia nei fossili. «Ma una percentuale delle ossa fratturate mostra segni di
Grand Bahama. Ridotto il suo guarigione: ciò indica che il dinosauro è sopravvissuto, per settimane, mesi o più:
habitat per la deforestazione, nel come “Sue”, nome dato a un fossile di T. rex, vissuto 28 anni», spiega Les Hearn,
2004 ne erano rimasti solo 1.800 autore di uno studio in cui ha catalogato 209 lesioni guarite.
esemplari. E dal 2016, dopo il Mondo difficile. «Negli erbivori, le fratture potevano essere la conseguenza di
passaggio di un altro uragano, attacchi (danni a collo o schiena, causati da morsi), difese o fughe (danni alle
non se ne era incontrato zampe per scatti bruschi). I carnivori potevano subire traumi cacciando le prede
nessuno fino all’anno scorso, (rottura del perone da caduta, per esempio), attaccandole (rottura di “braccia” e
quando due spedizioni avevano spalle), o lottando tra loro (danni a muso e collo)». Ecco 4 interessanti casi. (G.C.)
fatto alcuni avvistamenti. Ora i
biologi lanciano un allarme: è TYRANNOSAURUS REX ADROSAURO
molto probabile che la specie “Sue” ha subìto un trauma alla spalla Un dente di T. rex è stato trovato tra due
non sia sopravvissuta a questo destra, forse nello scontro con una preda: vertebre di adrosauro, un erbivoro: c’è
danni alla scapola, frattura all’omero, 3 segno di ricrescita dell’osso, indizio
ultimo colpo. (G.C.) costole rotte. Più perone sinistro che la preda (forse Edmontosaurus
deformato e vertebre della coda fuse. annectens) è sopravvissuta all’attacco.
University of East Anglia

OVIRAPTOR PHILOCERATOPS DILOPHOSAURUS WETHERILLI


«Un Oviraptor, trovato sul nido, ha una Un fossile di Dilophosaurus mostra otto
frattura guarita all’ulna», dice Hearn. Ha traumi a entrambi gli arti anteriori, tra
un callo osseo
osseo. «Nei
Nei fossili vediamo calli cui fratture a scapola, ulna, mano. Forse
e deformità, conseguenze della per una lotta, in cui è stato ferito e ha
guarigione di fratture». sbattuto contro una roccia o un albero.

Focus | 25
a cura di Gianluca Ranzini

PRISMA FACCIAMO SPAZIO


https://apod.nasa.gov Ogni giorno,
una spettacolare immagine dalla
Nasa (e non solo) spiegata nei dettagli

NEBULOSE

Una ciambella cosmica


Una nuova eccezionale immagine ripresa dal complesso
di radiotelescopi Alma dell’Eso (European Southern
Observatory), situati a 5.000 m sulle Ande cilene, mostra due
stelle nascenti all’interno di un ammasso stellare che si trova
nella nebulosa Barnard 59, a circa 600 anni luce dalla Terra.
Grazie alla straordinaria risoluzione dell’immagine, si vedono
due piccoli globi luminosi, che sono i due astri in formazione,
circondati dai rispettivi dischi di polveri e gas. Attorno a essi,
c’è un disco più grande dalla forma irregolare, che ricorda
quella... di un “pretzel”. Le due stelle formano un sistema
binario, cioè orbitano l’una attorno all’altra legate dalla gravità.
Getty Images

Ma nel frattempo “rubano” materiale dal disco di polveri più


grande, lo trasferiscono ai loro dischi più piccoli attraverso
filamenti a forma di anello (quelli che formano il pretzel),
e in questo modo si accrescono a poco a poco.
LA NASA... NON SI NEGA
A NESSUNO
Da qualche tempo si vedono in giro indumenti,
oggetti, gadget con il logo della Nasa, l’agenzia
spaziale americana. Viene da chiedersi se siano
legali, visto che la Nasa non è un brand della moda
ma un’istituzione governativa. La risposta è sì
(contraffazioni a parte). Il boom è iniziato nel 2017,
quando un’azienda americana di abbigliamento e
accessori lanciò la linea di borse “Space
Collection” in cui, tra vari simboli astronomici,
compariva anche il logo della Nasa, che aveva dato

Alma/Eso/Naoj/Nrao/Alves at al.
regolare autorizzazione. Da allora, le richieste
all’agenzia per utilizzare il suo logo sono aumentate
in modo esponenziale. I loghi usati sono in realtà
due: il primo, detto “Meatball” (polpetta), dal 1959
è quello ufficiale e più noto, tondo a sfondo blu
(sopra, su una maglietta del musicista Pharrell
Williams). Ma, nel periodo dal 1975 al 1992, fu
sostituito da uno lineare detto “Worm” (verme), poi
ritirato, ma che sopravvive nel merchandising. ANDROMEDA AL NATURALE
La galassia di Andromeda è uno degli oggetti più famosi

Un nuovo “nano”? del cielo. Siamo abituati a vederla in immagini


straordinarie. Ma, per una volta, ecco qual è il suo vero
aspetto (qui a destra) in una foto che è il risultato della
Secondo un recente studio somma di 233 esposizioni di 30 secondi (in totale, quasi 2
pubblicato su Nature Astronomy, ore). L’autore è l’astrofilo Kees Scherer, di origine olandese
ma che vive in Portogallo. Nell’immagine si vedono aerei di
l’asteroide Igea (di oltre 400 km passaggio (le scie parallele), tracce di satelliti, brevi
di diametro) potrebbe essere bagliori dovuti ai raggi cosmici. Disturbi rimossi (più a lato)
classificato come pianeta nano. grazie a programmi di fotoritocco. L’autore vuole però

Finora, i pianeti nani riconosciuti sottolineare che non l’ha fatto per ingannare, ma per
eliminare manufatti terrestri che non c’entrano con
ufficialmente sono solo 5. l’immagine “naturale” della galassia.

26 | Focus
DAL
10
AL
si terrà a Fiera Roma la prima edizione del I TEATRI DELLE STELLE
New Space Economy European ExpoForum, In collaborazione

12
DICEMBRE
evento internazionale dedicato al settore in
grande espansione della space economy.
Informazioni su www.nseexpoforum.com
con PLANit
(www.planetari.org)

PLANETARIO
DI LECCO
Da che Paese arrivi? Inaugurato nel 2005 e gestito fin
dall’inizio dal Gruppo Astrofili Deep
Da quando è in orbita, la Stazione Spaziale Internazionale è stata visitata da Space, fa parte del Sistema museale
oltre 200 astronauti di varie nazioni. I numeri nel disegno si riferiscono alle lecchese. Ha una cupola di 8 metri con
singole persone, non alle “visite”. Alcuni astronauti, infatti, sono stati sulla 62 posti, un’aula conferenze e una sala
Iss più di una volta. Nel totale sono inclusi anche i “turisti” (tra parentesi). strumenti con biblioteca. L’attività è
ricchissima: proiezioni, conferenze e
laboratori per il pubblico generale e per
scuole di ogni ordine e grado, corsi,
approfondimenti sulla navigazione
astronomica e l’astronomia dantesca.
E iniziative speciali come lo Star Wars
Usa 143 (6) Russia 46 Giappone 8
Day, la notte di san Valentino e
Astronauticon, la convention nazionale
organizzata con l’Italian Space and
Astronautics Association. Tra i prossimi
appuntamenti, “La Stella di Natale”, a
partire dal 20 dicembre, in cui sarà
Canada 7 Italia 5 Francia 4 Germania 3 ricreato il cielo di Betlemme durante la
Natività. Info su www.deepspace.it

Belgio 1 Brasile 1 Corea del Sud 1 Danimarca 1

Planetario di Lecco
Emirati Arabi Uniti 1 Kazakistan 1 Malaysia 1 Paesi Bassi 1

SI PUÒ MANDARE
UN ESPERIMENTO
Regno Unito 1 Spagna 1 Sudafrica 1 (1) Svezia 1 SULLA ISS?
Inviare esperimenti sulla Stazione
Spaziale è sempre complesso (e
molto costoso). Il nuovo servizio
Bioreactor Express Service
(bioreactorexpress.space), messo
in atto dall’Esa in collaborazione
con Keyser Italia, azienda nostrana
al 100%, viene incontro a chi ha la
necessità di far volare un
esperimento in assenza di peso.
Mettendo a disposizione sulla Iss, a
prezzi ragionevoli, “moduli” per
Kees Scherer/Nasa

esperimenti e proponendo un
servizio chiavi in mano, dallo studio
di fattibilità fino al lancio.

Focus | 27
PRISMA ALIMENTAZIONE

Shutterstock (2)
Per 100
kcal grammi
La forza 392 di Grana
Padano

del GRANA PROTEINE


GRASSI
33 g
29 g
VALORI
NUTRIZIONALI
PADANO SALE
ZUCCHERI
FIBRE
1,5 g
0g
0 mg
PER 100 g

Non è soltanto un celebre CALCIO


FOSFORO
1.169 mg
692 mg
formaggio. È un cibo POTASSIO 120 mg
nutriente consigliato agli MAGNESIO 63 mg

sportivi e ai bambini. ZINCO


RAME
11 mg
0,5 mg
di Paola Grimaldi
FERRO 0,14 mg

G rattugiato sulla pasta al pomodoro, a scaglie per


merenda o come ingrediente di centinaia di ri-
cette, il Grana Padano è uno dei simboli della cucina italia-
na: questo formaggio a pasta dura è uno dei 138 prodotti a
PER EBREI E MUSULMANI
Da qualche anno alcuni caseifici consorziati producono,
soprattutto per l’esportazione, Grana Padano Dop sia halal
denominazionediorigineprotetta(Dop)delnostroPaesee
sia kosher, cioè adatto alle regole alimentari rispettivamente
ilprodottoDoppiùvendutoalmondo.Realizzatoseguendo
di musulmani ed ebrei. Per esempio, gli islamici non possono
il disciplinare di produzione curato dal Consorzio Tutela
mangiare formaggio ricavato da caglio di un animale che non
nato nel 1954, il Grana Padano «è un alimento con elevate
sia stato allevato e macellato seguendo regole ben precise.
qualità nutrizionali e il suo consumo è consigliato a molte
Dopo essere stati controllati dagli enti certificatori, che ne
tipologie di persone», spiega Michela Barichella, direttrice
monitorano i processi produttivi, questi formaggi
dell’Unità operativa semplice di Nutrizione Clinica all’o-
“interreligiosi” sono identificabili da loghi specifici.
spedale Gaetano Pini-Cto di Milano. «Lo si può mangiare
come secondo piatto 2 o 3 volte alla settimana, circa 70
grammi a porzione. Oppure 10 grammi al giorno, se con-
sumato grattugiato».

AMINOACIDI ESSENZIALI
Viste le sue qualità nutritive, il Grana Padano è adatto per
esempio agli sportivi: contiene una buona dose di amino-
acidi essenziali, che noi non produciamo, e che servono a
fornire energia immediata all’organismo, a contrastare la
produzione di acido lattico e a riparare le fibre muscolari.
«Non solo. Chi pratica sport, a causa di un gran consumo
di energia, produce più radicali liberi: zinco, selenio e vita-
mina A, contenuti in buone quantità in questo formaggio,
agiscono come antiossidanti, contrastandoli», aggiunge
Barichella.Inoltrepuòessereutilizzatonell’alimentazione
dei bambini molto piccoli, al posto del sale.

PROPRIO PER TUTTI


Per finire, a causa della stagionatura, il Grana Padano è pri-
vodilattosio:puòinfattimangiarloanchechièintollerante,
taldi
ia Cas

ovvero non produce l’enzima lattasi deputato alla demoli-


Claud

zione di questo zucchero.


Durante la produzione del grana, infatti, la maggior parte di
lattosio resta nel siero che si separa dalla cagliata, la frazio-
ne che viene utilizzata per fare il formaggio. Così, quello
residuo in 100 grammi è inferiore a 0,1 g.

28 | Focus
Nel 2018 sono state prodotte 4.932.996 forme
di Grana Padano Dop. Nell’insieme, gli addetti
alla produzione sono circa 40.000, sparsi in 32
province, tutte distribuite nel Nord Italia.
ESPORTAZIONE 9
NEL MONDO 8
5
3 10
Nel 2018, le 4 Stati Uniti 6
forme esportate 154.310 2
7
sono state 4
1.938.328. 5 Regno Unito
Ecco i 10 Paesi 125.787
che ne hanno 6 Svizzera
comprate di più: 120.900
1 Germania 7 Spagna
494.768 112.813
2 Francia 8 Canada
225.856 59.372
3 Belgio 9 Svezia
Olanda 58.990
Lussemburgo
(Benelux) 10 Austria
156.781 58.920

L’identikit Trentino-
Alto
UNA STORIA ANTICA
DOVE SI PRODUCE Adige A cavallo dell’anno Mille, la Pianura padana era coperta da paludi e
Il Grana Padano è prodotto foreste, ma le prime bonifiche messe in opera dai monaci per edificare
soltanto in 128 caseifici, Lombardia Veneto conventi e abbazie resero la zona adatta a far pascolare il bestiame.
distribuiti in cinque regioni Con tanto latte a disposizione si pose il problema di come conservarlo
Piemonte Emilia-Romagna
italiane: Piemonte, Lombardia, e, secondo la tradizione, furono i monaci cistercensi dell’Abbazia di
Veneto, Emilia-Romagna, Chiaravalle (fondata pochi chilometri a sud di Milano nel 1135), a trovare
Trentino-Alto Adige. il metodo per farlo: cuocere il latte in apposite caldaie, aggiungervi il
caglio e sottoporre la miscela così ottenuta a salatura e a stagionatura.
PESO DI UNA FORMA I monaci lo chiamarono caseus
Non meno di 24 chilogrammi vetus, in latino “formaggio vecchio”
24/40 kg (a sinistra, una bottega), ma gli
e mai sopra i 40 chilogrammi
allevatori lo battezzarono “grana” a
DIAMETRO causa dei granelli bianchi: cristalli di
Tra 35 e 45 centimetri 35/45 cm calcio residui del latte trasformato,
inglobati nella pasta. Nel corso dei
ALTEZZA DI UNA FORMA secoli fu così apprezzato da
Tra 20 e 25 centimetri 20/25 cm diventare dono per le famiglie nobili
Mondadori Portfolio

tanto che Isabella d’Este, sposa di


LA CROSTA Francesco II Gonzaga, nel 1504 lo
Spessore compreso inviò in regalo ai suoi familiari,
tra 4 e 8 millimetri 4/8 mm signori del ducato di Ferrara.

LATTE PER UNA FORMA


500 litri, parzialmente 500 l
decremati per affioramento COME CONSERVARLO?
LE MUCCHE Va messo nella parte meno fredda del frigorifero, dove la
Due razze bovine: la Frisona temperatura si aggira attorno a 8 °C. L’ideale sarebbe avvolgerlo
Italiana e la Bruna Alpina in un canovaccio umido di cotone o di canapa, ma anche la
pellicola trasparente va bene. Se si preferisce riporlo in un
STAGIONATURE contenitore è meglio che sia di vetro ed ermetico. Deve stare
In commercio si trovano tre lontano da altri formaggi o da cibi con odori intesi in modo che
stagionature: 9-16 mesi, oltre mantenga il suo profumo. Mai congelarlo. E, per gustarlo, meglio
16 mesi, oltre 20 mesi (Riserva) tirarlo fuori dal frigorifero un’ora prima di servirlo.

Focus | 29
PRISMA

U
TECNOLOGIA n nuovo sistema di raffreddamento vuole eliminare i gas, problematici per l’ambiente, usati

Il freddo nei frigoriferi. Per “creare” il freddo si sfrutta di norma la compressione dei gas, che diventano
liquidi: poi, assorbendo calore dall’ambiente, tornano allo stato gassoso. Ray Baughman, della

senza gas University of Texas, vuole invece usare un principio differente: la torsione e il rilascio di fibre.
Queste vengono tese e “ritorte”; con il rilascio della torsione, si raffredda l’ambiente attorno.
I ricercatori hanno sperimentato l’effetto con fili di materiali diversi e sono riusciti a raffreddare
un flusso d’acqua di 7,7 °C. (G.C.)

ESCLUSIVA
Getty Images

Novità
audiolibri
su Focus.it
Giorgio Vacchiano legge
un capitolo del suo
nuovo libro sulle piante.

SCUOLA

Più attivi e più bravi


I n corpore sano, si dice, c’è una mens
sana. E ora lo sostiene pure la
scienza: nei ragazzi, l’attività fisica è
calcio allo sci allo skateboard) e voti a
scuola. Gli studiosi hanno visto che chi
fa più movimento ha migliori risultati
associata non solo a benefici sulla scolastici, rispetto ai compagni inattivi.
salute, ma anche a risultati più brillanti a Un’associazione, avvertono però gli
scuola. Lo ha verificato uno studio studiosi, non è un rapporto causa-
dell’Università di Jyväskylä, in Finlandia, effetto. Potrebbe esserci un beneficio
che ha esaminato i dati di 848 ragazzi dello sport sui rendimenti; oppure, i
dagli 11 ai 13 anni, mettendo a ragazzi più bravi potrebbero scegliere

99,8%
confronto livelli di attività fisica (dal uno stile di vita più attivo. (G.C.)

P ensiamo sempre agli alberi


come a qualcosa di statico e
immobile. Non è così. Cambiano, a
un ritmo più lento del nostro, e
all’improvviso per calamità naturali.
Ma i boschi resistono, e si adattano;
Giocatori umani superati da AlphaStar, intelligenza anche se i mutamenti del clima li
artificiale: in un videogame online, si è piazzata tra i migliori. stanno mettendo a dura
prova. Lo spiega bene AUDIO

Per ricordare, leggete a voce alta Giorgio Vacchiano nel suo


libro La resilienza del
bosco (Mondadori),
ASCOLTA UN
CAPITOLO DEL
LIBRO LETTO

C ome ricordare meglio, in vista di un e ascoltare fa infatti depositare meglio le di cui vi proponiamo in DALL’AUTORE
esame? E che cosa peggiora la informazioni nella memoria. Ora, il team esclusiva un capitolo in
INQUADRA
memoria? Se ne occupa da anni Colin di MacLeod ha invece visto che audio che potete LA PAGINA
CON LA
MacLeod, della University of Waterloo ricordiamo peggio ciò che assorbiamo ascoltare con la realtà APP
INFO A PAGINA 5
(Canada). Per esempio, in un passato nell’attesa di una performance, come aumentata o su www.
esperimento ha provato che si ricorda una presentazione o un esame: ci focus.it/vacchiano.
meglio leggendo a voce alta: funziona concentriamo su ciò che faremo, invece L’autore nel 2018 è stato
più che farlo in silenzio o ascoltare di prestare attenzione alle informazioni inserito dalla rivista Nature
qualcuno che legge. L’azione di parlare che ci arrivano nel frattempo. (G.C.) tra gli 11 migliori scienziati
emergenti del mondo.

Focus | 31
PRISMA
TECNOLOGIA VIDEO

Un microserpente ci salverà COSÌ IL “FILO


ROBOT” SI
MUOVE NEI FINTI
VASI SANGUIGNI
A vederlo muoversi fa impressione (v. realtà aumentata a destra):
Mit

sembra un sottilissimo verme nero che si può infilare come un INQUADRA


parassita in ogni angolo del corpo. In realtà è un robot filiforme che si LA PAGINA
CON LA
guida con un magnete, ed è stato progettato da un team del Mit di APP
INFO A PAGINA 5
Boston (Usa) per salvarci la vita: intrufolandosi nei vasi sanguigni del
cervello, può intervenire tempestivamente in caso di ictus o aneurisma.
Il robot è composto da un’anima metallica ricoperta da gomma,
particelle magnetiche e una sostanza detta idrogel che lo fa scivolare
senza danneggiare i tessuti. Gli studi all’interno di strutture artificiali
(foto a sinistra) sono stati pubblicati sulla rivista Science Robotics (A.P.)

SCIENZA FORENSE

La fisica degli schizzi di sangue

Getty Images
I

Karly Bast and Michelle Xie/Mit


l dibattito si è animato negli Stati impatto con la superficie
Uniti, dove in media ci sono 12 (v. disegno in basso). Questo
pistole ogni 10 persone e gran parte metodo riesce infatti a stimare
degli omicidi sono dovuti ad armi da in modo appropriato il punto di
fuoco: come si fa a ricostruire la origine sul piano orizzontale, ma non
dinamica di un delitto a partire dagli in verticale, perché bisognerebbe
schizzi di sangue rimasti? È un tenere conto del fatto che la gravità fa
problema classico di scienza forense accelerare le goccioline verso il basso, INGEGNERIA
(si chiama Bpa, da Blood Pattern
Analysis), ma viene spesso usato in
rendendo le traiettorie paraboliche.
Simulazioni più accurate dovrebbero Il ponte di
modo inappropriato, come ha
dimostrato uno studio del 2009 della
National Academy of Sciences, negli
includere anche l’attrito aerodinamico
con l’aria e il fatto che il sangue è
composto da una parte liquida (il
Leonardo
Usa, che ancora oggi fa discutere.
Questione di metodo. L’errore più
tipico consiste nel ricostruire la
plasma) e una solida (le cellule che
contiene). Gli studi si stanno
moltiplicando, resta da tradurli in
L’ equivalente del ponte sullo Stretto
di Messina del Rinascimento fu un
progetto visionario di Leonardo da Vinci
traiettoria delle goccioline di sangue in tecniche e protocolli affidabili da per collegare Istanbul con la vicina città
modo lineare, a partire dall’angolo di applicare nei casi reali. (A.P.) di Galata, su richiesta del sultano
Bayezid II. La proposta di Leonardo fu
Punto di partenza stimato trascurando la gravità
un’avveniristica struttura di 280 metri,
con la campata più lunga del mondo
all’epoca, per superare una lingua di
Traiettoria reale mare chiamata Corno d’Oro.
(incurvata dalla gravità) Antisismico. Il sultano non si
convinse e l’opera rimase sulla carta,
come tante idee di Leonardo troppo in
Traiettoria rettilinea
Punto di (senza gravità) anticipo sui tempi. Ma oggi quelle idee
partenza reale tornano ad attirare l’attenzione degli
scienziati. Nel 2001 è stato inaugurato in
Gocce Norvegia un ponte pedonale basato sul
di sangue: progetto originale e materiali moderni.
la forma Ora un team del Massachusetts Institute
dipende
dall’angolo of Technology, negli Stati Uniti, ha
Proiezione
del punto al momento realizzato un modello in scala (v. foto
di partenza dell’impatto sopra) per verificare la solidità della
sul piano struttura con i materiali dell’epoca. Lo
orizzontale
studio ha dimostrato che il ponte non
solo sarebbe stato in piedi, ma sarebbe
stato addirittura capace di resistere ai
terremoti tipici della zona. (A.P.)

Focus | 33
do
VIDEO
LA DISCESA
DI VESCOVO
SUI FONDALI
OCEANICI

INQUADRA
LA PAGINA
CON LA
APP
INFO A PAGINA 5

Un milionario texano (di origini italiane)


raggiunge per la prima volta i punti più
profondi degli oceani. L’abbiamo incontrato.
di Vito Tartamella

L’esploratore degli

abissi Reeve Jolliffe


Foto: gentile concessione di Caladan Oceanic
Oceani

L a navicella si muove nel buio e


illumina un terreno avvolto nel
blu. Atterra e solleva nuvole di
acqua e sabbia. Un uomo – barba
bianca e capelli biondi raccolti in un codino –
osserva la scena attraverso un oblò. Impugna
un joystick e si china a leggere uno schermo. E
parla al microfono: «Profondità 1-0-9-2-8 me-
raggiunto da un essere umano: l’abisso Challen-
ger, fossa delle Marianne, nell’oceano Pacifico.
Un’impresa paragonabile allo sbarco dell’uomo
sulla Luna.  
E non è l’unico record: nella stessa spedizione,
la “Five deeps expedition”, un essere umano è
arrivato per la prima volta negli abissi più pro-
fondi dei 5 oceani. L’equivalente – verso il bas-
SOSPESO
Il Limiting factor
usato da Victor
Vescovo (foto a
sinistra) per
raggiungere gli
abissi più profondi
del Pianeta. È il
primo sottomarino
tri. Ripeto: 10.928 metri. Sul fondale!». Quando so – di quanto fece nel 1986 l’alpinista Reinhold certificato per
l’audio arriva nella sala controllo, un gruppo di Messner, quando scalò per primo tutte le cime toccare qualunque
fondale oceanico.
uomini si scatena in urla, applausi e abbracci. sopra gli 8mila metri. E forse non è un caso che
«Ricevuto. Congratulazioni, Victor, ben fatto!». il protagonista di questa impresa sia un altro al-
«Grazie a voi. Inizio l’esplorazione». pinista: Victor Vescovo, 53 anni, texano di Dal-
Sono i momenti salienti di un’impresa storica, las. Nel 2017 è diventato uno dei 67 uomini a
l’arrivo sul punto più profondo della Terra mai conquistare l’“Explorer grand slam”: ha, cioè,

Focus | 35
dossier
IMMERSIONE!
Reeve Jolliffe

Dorsale di
Uno dei lander usati Reykjanes
nella missione: viene
calato sul fondale, dove
raccoglie dati e
campioni e registra
video. Poi viene fatto Relitto del Titanic
riemergere.

1 Fossa di Porto
Rico (oceano
Atlantico)
Fossa centro-
americana 8.376 m
dicembre 2018

Abisso Meteor

2 Fossa delle Sandwich Australi


(oceano Atlantico Meridionale)
7.434 m, febbraio 2019

Il sottomarino è il primo
scalato le vette più alte di ogni continente e sciato
per 110 km ai Poli. Ora è il re degli abissi. «Voglio

certificato per toccare


vivere intensamente», dice Vescovo, che ha perso
i genitori e una sorella e pensa spesso alla morta-

qualunque fondale degli oceani


lità. «Quando sarò vecchio non voglio guardarmi
indietro dicendo “Accidenti, ho dormito per tutto
questo tempo”. Posso garantirlo: se sei su un sot-
tomarino a oltre 10mila m di profondità, fra mo- il regno degli inferi e dei morti dei Greci. Perché
nitor e interruttori, sei davvero sveglio». sono un ambiente ostile quanto lo spazio inter-
planetario: qui, nell’oscurità totale, l’acqua è mol-
ALPINISMO, SPIONAGGIO E ZEN to densa e ha una temperatura poco sopra lo zero.
Vescovo sembra uscito da un romanzo di 007: E nei punti più profondi la pressione arriva a 100
milionario, fisico atletico, due lauree (in Econo- megapascal: come avere una Fiat Panda su ogni
mia e in Difesa), appassionato di buddhismo zen, centimetro di pelle (1.100 kg/cm2). Ecco perché
ex riservista per l’intelligence della Marina Usa, mentre sulla Luna hanno camminato 12 persone,
pilota di elicotteri e fondatore di una società fi- nell’abisso Challenger erano arrivati solo altri 3
nanziaria, la Insight Equity. Un uomo spiccio, prima di Vescovo. L’ultimo, nel 2012, il regista di
umorale e molto determinato. Niente moglie o Avatar, il canadese James Cameron: si era fer-
figli: ha una fidanzata e tre cani schipperke neri. mato 20 metri più in alto. Nel 1960 l’oceanogra-
Eppure, nonostante l’aspetto da normanno, nelle fo statunitense Don Walsh e lo svizzero Auguste
sue vene scorre sangue italiano: piemontese per Piccard, sul batiscafo Trieste, raggiunsero i 10.917
la precisione. «Mio bisnonno Vittorio», racconta, m, 11 metri più su. Stettero soltanto 20 minuti sul
«sbarcò a Ellis Island nel 1896 dopo essere emi- fondale, visto da uno spioncino. Vescovo, invece,
Atlantic Productions for Discovery Channel

IN MISSIONE
grato da Bassignana (Alessandria)». ci è tornato 4 volte con immersioni di 4 ore l’una.
A lato, Vescovo chino
Ho incontrato Vescovo e la sua squadra al por- È un avventuriero indomabile: già a 3 anni d’età sugli strumenti del
to di Londra, a bordo della Pressure Drop, la nave salì di nascosto sull’auto del padre parcheggiata in sottomarino: la cabina
che lo ha trasportato in questo tour globale negli discesa, sganciò il freno a mano e guidò, ferman- di pilotaggio è angusta.
Più a destra, una
abissi durato 10 mesi e concluso nel mare Glaciale dosi a un incrocio trafficato. Si salvò per puro caso. nuova specie di medusa
Artico, dove ha fatto l’ultima immersione nell’a- Ma una parte del merito va al suo sottomari- fotografata nella fossa
bisso Molloy, a 5.669 m di profondità. no bianco a forma di cuscino, il Limiting factor di Giava (oceano
Per capire la portata di questa impresa, basta (nome di un’astronave dai romanzi di fantascien- Indiano) e, sopra,
la poppa della nave
ricordare che i fondali oltre i 6mila metri sono za di Iain Banks). Più che un “fattore limitante” oceanografica
chiamati “zona adopelagica” in ricordo dell’Ade, si è rivelato un veicolo vincente, ed è l’altro pro- Pressure drop.

36 | Focus
Oceani

5 Abisso Molloy
(oceano Artico)
5.669 m
I NUMERI DELLA SPEDIZIONE
agosto 2019

L a “Five deeps
expedition”, durata
10 mesi (dicembre
Ed ecco i record della
spedizione:
• immersione più
2018-settembre 2019), profonda della storia:
ha percorso oltre 46mila 10.928 metri, nell’abisso
miglia nautiche (85.000 Challenger. È stata
km), pari a 2 volte il giro anche la più lunga (4
Abisso Challenger
(oceano Pacifico) del mondo, per ore) e ripetuta (4 volte);
10.928 m esplorare gli abissi • primo uomo a
maggio 2019 oceanici. Durante il raggiungere gli abissi più
viaggio ha: profondi nei 5 oceani del
Palau/fossa • scoperto circa 40 mondo;

3 Fossa di Giava
(oceano Indiano)
7.192 m
di Yap

Fossa del
nuove specie marine;
• registrato 500 ore di
• mappatura in alta
definizione di 646.500
video ad alta definizione km2 di fondali, pari alla
aprile 2019 vulcano
dei fondali profondi; superficie di Italia e
• prelevato 400mila Germania. Circa 300mila
Fossa di campioni biologici; km2 di queste aree non
Tonga
• raccolto dati erano mai stati mappati
Zona Zona di (temperatura, salinità e in precedenza;
di frattura frattura
Agulhas Diamantina conduttività elettrica) su • primo sottomarino
1.500 km lineari d’acqua certificato per qualunque
oceanica. profondità.

Immersioni profonde principali Immersioni supplementari Rilievi con il sonar

tagonista di questa impresa: è il primo sottoma- della storia dai tempi del razzo Saturno V che por-

Ph Nargeolet
rino della storia a essere certificato (dalla società tò l’uomo sulla Luna». E come l’esplorazione dello
norvegese DNV-GL) per immergersi in sicurezza spazio s’è impennata grazie agli investimenti dei
fino a 11mila metri di profondità. Ripetutamente. privati (Elon Musk, Jeff Bezos e Richard Bran-
son), la spedizione dei 5 abissi è stata possibile
COME IL RAZZO SATURNO V grazie ai 50 milioni di dollari spesi da Vescovo per
«Non è solo un ascensore per gli abissi. Abbiamo finanziare il sommergibile, acquistare la nave di
creato una porta sicura per raggiungere qualsiasi supporto e reclutare le 42 persone dello staff.
luogo dell’oceano», commenta con orgoglio Pa- «Quando ho scoperto che i fondali oceanici sono
trick Lahey, presidente della Triton, la società in gran parte inesplorati (v. prossimo articolo), ho
della Florida che l’ha costruito. Il Limiting factor è capito che sarebbe stata una bella avventura»,
stato progettato da un ingegnere britannico di 39 dice Vescovo. «Occorreva un sottomarino dedi-
anni d’età, John Ramsay. Oggi, solo un sottomari- cato: me lo posso permettere». Così ha reclutato
no arriva a 7mila metri, il cinese Jiaolong. Quelli come capo spedizione Rob McCallum, che aveva
di Cameron, Walsh e Piccard erano veicoli speri- guidato l’impresa di Cameron e le spedizioni sul
mentali, e sono stati usati una sola volta. Ora, in- relitto del Titanic. «Quando siamo partiti», rac-
vece, ogni abisso dell’oceano diventa accessibile. conta McCallum, «non avevamo punti di riferi-
«Questo aggeggio prende più botte dello Space mento, era un’impresa mai tentata. Abbiamo fat-
Shuttle. E non puoi comprare i pezzi ai magazzini to un viaggio incredibile: abbiamo convissuto con
Walmart: ogni singolo componente è stato testa- i fallimenti, e trovato le soluzioni insieme, strada
to», sottolinea Lahey. «È il veicolo più importante facendo». Guasti e imprevisti, infatti, hanno
Caladan Oceanic
Fra gli imprevisti, un corto
teso. Poi, per ingannare il tempo, guardi un film
sul telefonino o ascolti i Metallica», racconta Ja-

circuito a 10mila metri.


mieson. Una volta sul fondo, l’emozione è forte:
nonostante le condizioni estreme, gli abissi sono

E la scoperta di 40 nuove specie


pieni di vita. «Dall’oblò ho visto un pesce luma-
ca abissale, che fino ad allora avevo sempre visto
morto. E un polpo dumbo, così chiamato perché
ha sulla testa due protuberanze simili a orecchie».
costellato tutta la spedizione. Come nella fossa di Ecco perché, dice Vescovo, «quando sei sul
Tonga, al largo della Nuova Zelanda: dopo un’o- fondo, un minuto sembra durare 10 secondi. E
ra sul fondale a 10.823 metri, la batteria si era già quando risali, un minuto sembra durarne 20». A
scaricata. Vescovo è risalito subito, scoprendo che proposito di sfasamenti temporali: il sottomarino
un’infiltrazione d’acqua aveva causato un corto comunica con la superficie tramite onde sonore,
circuito. «L’incendio sottomarino più profondo perché quelle radio in acqua non vanno oltre i 100
di sempre», scherza Vescovo. Non aveva paura di metri. Dall’abisso Challenger impiegano 7 secon-
affrontare gli abissi? «Le spedizioni sull’Everest di per arrivare in superficie. Quasi il triplo del
e ai Poli sono state fisicamente e mentalmente tempo (2,5 secondi) che impiega un segnale radio
A BORDO punitive», risponde. «In mare, invece, basta aver per viaggiare dalla Luna alla Terra.
Vescovo (qui sotto) è fiducia in te stesso, nel titanio (il materiale di cui
stato affiancato da
42 persone, guidate è fatto il sottomarino, ndr), nella matematica. E L’ALTRA ZONA DELLA MORTE
da Rob McCallum nella tua squadra. Quando il portello del sommer- Ma oltre all’avventura e ai record, «l’impresa di
(più sotto), già capo gibile si chiude, sono sicuro che arriverò in fondo. Vescovo è molto di più: ha un immenso valore per
della spedizione di E che tornerò su». l’oceanografia», sottolinea Walsh, che ha seguito
James Cameron.
tutto dalla Pressure Drop. Il bilancio scientifi-
SANDWICH AL TONNO E... METALLICA co della spedizione, infatti, è notevole: a partire
Ogni discesa è stata pianificata come un volo dall’esatta ubicazione delle fosse più profonde.
spaziale, seguendo una rigorosa check list. Per «Prima di partire», racconta Jamieson, «avevamo
familiarizzare con i comandi del Limiting factor, un’idea approssimativa di dove fossero, perché le
Vescovo si era fatto installare un simulatore nel misurazioni erano inaccurate o mancanti».
suo garage di Dallas, allenandosi per mesi. E in Nelle immersioni sono stati raccolti 400mila
mare ha seguito sempre lo stesso copione: sve- campioni biologici e scoperte 40 nuove specie
gliarsi all’alba, indossare la tuta blu, preparare il marine. «Ci vorranno 5 anni per studiare tutto»,
pranzo per la traversata (sandwich al tonno, coca dice Jamieson. «Faremo analisi genetiche, ma
Atlantic Productions/Tamara Stubbs

e patatine). E andare in bagno: sul sottomarino saranno difficili perché sulle creature abissali ab-
non c’è Wc; in caso di bisogno si può usare solo un biamo pochi riferimenti. A molte dovremo dare
“estensore di portata”, come lo chiama Ramsay: un nome». Una delle scoperte riguarda i liparidi,
una bottiglia. Nel frattempo, dalla nave venivano pesci ossei gelatinosi simili a girini: «Li abbiamo
calati 3 lander (come le navicelle d’atterraggio trovati al largo del Cile, della Nuova Zelanda, del
delle missioni spaziali) che esploravano i fondali Giappone. Pur vivendo isolati a migliaia di km
raccogliendo campioni di acqua, terra e fauna. di distanza, erano simili. Perché? L’evoluzione li
Reeve Jolliffe

Dopo che Vescovo si infilava nello stretto oblò del ha portati a quelle conformazioni per adattarsi a
sottomarino iniziava la discesa, che durava 2 ore quegli ambienti estremi, oppure hanno un ante-
e mezzo nelle fosse più profonde. Rannicchiato nato comune e poi si sono separati per i movimen-
sugli strumenti, quasi in posizione fetale. «Il peg- ti delle placche terrestri? Dovremo indagare». 
gior viaggio in economy class che abbia mai fatto», Un’altra scoperta è che anche gli abissi, come le
scherza Alan Jamieson, responsabile scientifico vette, hanno una “zona della morte” oltre gli 8mila
della spedizione e biologo marino all’Università metri. Sotto questa profondità non si incontrano
di Newcastle. È uno dei pochi ad avere avuto il pri- pesci ma per lo più crostacei e oloturie: «Il moti-
vilegio di immergersi con Vescovo, che preferisce vo», spiega Jamieson, «sta negli osmoliti, compo-
i viaggi in solitaria. «La prima volta che scendi sei sti organici che proteggono le cellule dei pesci dai
danni delle pressioni estreme. A circa 8.200 metri
gli osmoliti sono saturi e non funzionano oltre.
NELLA STORIA Forse quella era la profondità massima degli oce-
I protagonisti della ani prima che i movimenti delle zolle creassero gli
spedizione (da sin.): abissi più profondi».
Rob McCallum, E ora che la missione è finita, quali progetti ha
Victor Vescovo,
Stuart Buckle, Alan Vescovo? «L’anno prossimo esploreremo la Cin-
Jamieson, Patrick tura di fuoco, la zona tettonicamente attiva del
Lahey. E Don Walsh, Pacifico a ridosso di Asia e America, ricca di fosse,
88 anni: nel 1960 con
Auguste Piccard fu il
vulcani e catene montuose sommerse». Ma laggiù
primo a raggiungere ci sono anche relitti, idrocarburi e risorse mine-
l’abisso Challenger. rarie. La corsa agli abissi è appena cominciata.
Oceani

IL TAXI PER GLI ABISSI, ESSENZIALE E RESISTENTE


Fino al 2018, il sottomarino più abissale era il cinese a 11mila metri di profondità. La sua forma a cuscino
Jiaolong, a 3 posti, usato per ricerche scientifiche: nel 2012 aumenta la fluidodinamica nelle fasi di discesa e risalita. E
ha raggiunto i 7.062 m di profondità. Quell’anno un altro ogni suo pezzo è stato testato in laboratorio per resistere a
sottomarino, il Deepsea challenger, era arrivato a 10.908 m pressioni di 11mila atmosfere, quelle degli abissi. Ogni
nella fossa Challenger: aveva a bordo il regista di Avatar componente, dalle eliche alle batterie, è eiettabile in caso di
James Cameron, ma il mezzo fu dismesso dopo la guasto. Rispetto al mezzo usato da Cameron, il Limiting
spedizione. Ora lo scenario è cambiato. Il Limiting factor, factor è più piccolo, essenziale, maneggevole. E può
costruito dalla Triton Submarines di Sebastian, in Florida, è il trasportare 2 passeggeri invece di uno: merito della sfera in
primo sommergibile al mondo certificato per immergersi fino titanio (resistente e leggera) che ne protegge gli occupanti.

Portello di
Modem a accesso Bombole per ossigeno
Antenna VHF e luce e per stoccaggio CO2
Sonar onde sonore stroboscopica
Serbatoio di
zavorra
(2.100 litri)

Telaio in
titanio
Carenatura in
poliuretano
Eliche (10)

Monitor
Lampade Joystick
Led 6x2 batterie ai
polimeri di litio
(65kWh, 700 kg)

Limiting factor
(TRITON 36000/2) Modem a Interni in schiuma
peso a secco: 11,7 tonnellate onde sonore sintattica (microsfere
lunghezza: 4,6 m Sensori di di vetro cavo,
Oblò in sospese in una resina
acrilico larghezza: 1,9 m temperatura e
Braccio salinità epossidica). Dà
meccanico altezza: 3,7 m galleggiabilità senza
Special Project Six

estraibile capacità: 2 passeggeri deformarsi


lungo 1,6 m carico trasportabile: 220 kg Zavorra (100 kg):
velocità max: 3 nodi (5,5 km/h) è sganciata per
rallentare la discesa
eliche: 10 da 7,4 hp ciascuna del sottomarino
Sfera in titanio autonomia operativa: 16 ore a grandi profondità
larga 1,5 m e
spessa 9 cm autonomia dei sistemi
di supporto vitali: 4 giorni

La nave d’appoggio
Il sottomarino è trasportato dalla
nave oceanografica Pressure Drop,
lunga 68 metri: con
un’alimentazione diesel elettrica
(velocità massima 10 nodi, 18,5
km/h). È dotata di gru e laboratori.
Il sottomarino è affiancato da 3
lander: Flere, Skaff e Closp.
Depositati sui fondali, raccolgono
dati ambientali, immagini, campioni
di roccia, d’acqua e di pesci.
Tamara Stubbs
dossier

British Geological Survey/ Ukri 2018


Oceani

I fondali marini sono


meno conosciuti della
Luna. Ora è iniziata una
missione per mapparli.
E si scatena la corsa
alle miniere sommerse.

Nautilus Minerals
Che preoccupa molti.

Assalto
di Vito Tartamella

agli oceani

I l pianeta è freddo e buio, ed è grande due


volte e mezza Marte. Ha canyon mozzafia-
to, la catena montuosa più lunga del Siste-
ma solare (15mila km) e un milione di
vulcani. La sua atmosfera è molto densa, e la sua
pressione così forte che ci ridurrebbe in poltiglia.
Eppure è pieno di vita: fra vermi lunghi 3 metri e
strani esseri gelatinosi, è popolato da milioni di
delle auto e dei telefonini. Ma la prospettiva pre-
occupa gli scienziati e gli ambientalisti, che temo-
no la distruzione di specie uniche. Molte di loro
potrebbero nascondere il segreto di com’è nata
la vita sulla Terra. O le cure per diverse malattie.

TAGLIAERBA A GALLA
Sott’acqua, insomma, c’è fermento. Era il 1872
specie diverse, per lo più ancora da scoprire. quando la corvetta inglese Challenger percorse
Per raggiungere questo pianeta non occorrono 127mila km misurando per la prima volta i fonda-
navi spaziali: basta andare al porto più vicino. li degli oceani, calando un peso agganciato a una
Stiamo parlando, infatti, degli oceani. Occupano lunga corda. Oggi Google Earth mostra le mappe
più di ⅔ della Terra ma li conosciamo poco: solo 3D degli abissi: che bisogno c’è, allora, di esplo-
il 15% dei fondali è stato mappato ad alta risolu- rarli? Alcune aree, in effetti, sono state mappate
zione. È come se, dell’Italia, avessimo mappe det- coi sonar, che ricostruiscono la conformazione
tagliate solo di Lombardia ed Emilia-Romagna. dei fondali misurando come riflettono gli impul-
Negli ultimi tempi, però, lo scenario sta cam- si sonori. Un processo lungo e costoso: le navi
RICCO BOTTINO
biando. Oltre a Victor Vescovo, che ha aperto la devono percorrere i mari avanti e indietro, come
A sinistra, depositi di
ferro manganese porta all’esplorazione degli abissi più profondi (v. un tagliaerba, scansionando un’area larga da po-
prelevati con un articolo precedente), è stata lanciata un’iniziativa che centinaia di metri (per i fondali bassi) ai 32
robot sottomarino al epocale, “Seabed 2030”: intende mappare tutti km (per gli abissi profondi oltre 10mila m). E la
largo della
Mauritania. gli oceani entro 11 anni. E si è scatenata una corsa superficie totale degli oceani è di 362 milioni di
Sopra il titolo, all’oro (e agli altri minerali) nascosti nelle profon- km2 (v. riquadro). Così gran parte dei fondali è
geologi della società dità marine: 20 Paesi hanno ottenuto le licenze stata ricostruita coi gravimetri, i sensori dei sa-
Nautilus Minerals per dragare un’area grande come Italia, Francia e telliti che misurano le variazioni della forza di
esaminano carote di
roccia prelevate nei Germania. Così si potrebbe soddisfare la doman- gravità: più debole in presenza di fosse oceaniche,
fondali oceanici. da di materie prime, soprattutto per le batterie più forte nei fondali bassi o dotati di rilievi. Ma

Focus | 41
sono stime approssimative, con una risoluzione A che serve investire così tante risorse per una
massima di 6 km: gli oggetti più piccoli risultano mappa? Basta ricordare cosa è successo nel 2014.
sfocati o invisibili. Perciò si dice che conosciamo L’8 marzo, il volo Malaysia Airlines 370, partito
più la Luna (mappata a una risoluzione di 7 me- da Kuala Lumpur e diretto a Pechino con 239
tri) o Marte (20 metri) che gli oceani. «Mappare i passeggeri, è scomparso dai radar, inabissandosi
pianeti è facile: basta inviare un satellite con una nell’oceano Indiano Meridionale. Quei fondali,
fotocamera e un radar», avverte Larry Mayer del che andavano da 635 a 6.300 metri su un’area di
Center for Ocean Mapping dell’Università del 279mila km2 (quasi quanto l’Italia), erano poco
New Hampshire. «Ma non si possono usare questi conosciuti: così, prima di impiegare i mezzi sotto-
strumenti negli oceani, dove l’acqua diventa buia marini autonomi per cercare i resti del velivolo, si
sotto i 200 m di profondità. E arrivare su Marte è dovuta fare una massiccia indagine batimetrica
è molto più costoso che scansionare gli oceani». per mapparli. Alla campagna hanno partecipato
A proposito di soldi, per finanziare il “Seabed navi di 25 Paesi. E non hanno trovato nulla.
2030”, lanciato dal Gebco (General Bathymetric
John Cancalosi/Alamy/Ipa

Chart of the Oceans, promosso da Unesco e Orga- CAROTAGGI STORICI


nizzazione idrografica internazionale), la Nippon Conoscere i fondali oceanici, però, non serve solo
Foundation ha stanziato 18,5 milioni di dollari. In a rintracciare gli aerei precipitati o a posare i cavi
primavera la squadra degli ex alunni di Gebco-NF per Internet. «Serve a studiare come si muovono
ha vinto i 4 milioni di dollari del premio Shell Di- le correnti di fondo oceaniche, i sedimenti e gli
scovery XPrize: ha costruito SeaKit, una nave au- tsunami, come si erodono le coste e si possono
PEPITA MARINA tonoma con al suo interno un drone sottomarino. innalzare i mari», spiega Marzia Rovere, geologa
Sezione di un nodulo Farà progredire la mappatura dei mari, anche se, marina all’Ismar-Cnr di Bologna e membro del
polimetallico, ricco di
manganese e da solo, impiegherebbe 970 anni per scansionare comitato direttivo di Gebco. Le correnti sottoma-
cobalto. È stato l’85% dei fondali poco noti. «Gli enti oceanogra- rine sono fondamentali per il clima: se abbiamo
prelevato a 800 metri fici mondiali possiedono 700 sonar: se tutti col- temperature miti lo dobbiamo alla corrente nord-
di profondità
nell’Atlantico. laborano, l’obiettivo del 2030 è raggiungibile», atlantica che porta acque calde in Europa.
dice Mayer. Ma bisogna superare le diffidenze Mappare i vulcani e le fratture sottomarine, poi,
reciproche: molte nazioni non condividono i dati aiuta a capire la dinamica dei terremoti. «Fu grazie
batimetrici per timori sulla propria sicurezza na- ai carotaggi nell’oceano Atlantico che, negli anni
zionale, o di perdere sovranità e possibili profitti. ’50, si comprese la tettonica delle placche, ovvero
che la litosfera è divisa in zolle che si muovono
sulla superficie del mantello terrestre», ricorda

Conoscere i fondali è importante


Andrea Argnani, geologo marino all’Ismar-Cnr
di Bologna. «Si scoprì infatti che le rocce in mez-

per capire il clima, i terremoti, gli


zo all’oceano sono più giovani rispetto a quelle
costiere: al largo c’è una lunga catena di vulcani

tsunami e le correnti marittime


che eruttano nuovo magma». Ma l’interesse per
gli oceani non è solo scientifico. È anche econo-

MINATORI ROBOTICI
I veicoli minerari allestiti per
scavi al largo della Papua
Nuova Guinea a 1.600 m di
profondità. La missione,
Solwara I, è stata annullata
per il fallimento della società
titolare, la Nautilus Minerals.
Oceani

LEGENDA

NODULI
POLIMETALLICI
Sono sfere di 4-10 cm di
diametro che si formano
sui fondali a 4-6.500 m. Zona di Clarion-

da Frontiers in marine science, doi.org/10.3389/fmars.2017.00418


Intorno a una massa di Clipperton
sabbia si aggregano (in
milioni di anni) i minerali Oceano
disciolti nell’acqua, Atlantico
soprattutto manganese,
ferro, nichel e rame.
Oceano
SOLFURI Pacifico
POLIMETALLICI
Sono sedimenti che Oceano
contengono rame, oro, Indiano
zinco, bario e argento. Si
formano a 1.000-3.500 m
di profondità sotto i
camini idrotermali,
fratture da cui esce

LE MINIERE SOMMERSE (E I PRETENDENTI)


acqua calda ricca di
minerali.

CROSTE Gli abissi contengono molti scatenata una corsa alle risorse polimetallici; 5 licenze (1,1%
DI COBALTO tesori minerari: si stima che, solo sottomarine. Finora l’Isa delle aree) per le croste ricche di
Sono sedimenti ricchi di
cobalto, manganese, nel Pacifico Settentrionale, ci (International Seabed Authority) cobalto. La licenza di
nichel e platino. Si siano 50 milioni di tonnellate di ha concesso 29 licenze della esplorazione costa 65mila
formano sulle coste e sulle cobalto, 7 volte quello estraibile durata di 15 anni per dollari. I Paesi che hanno
cime dei monti sottomarini
a 800-2.500 m di sulla terraferma. Il cobalto è l’esplorazione mineraria in ottenuto le licenze sono 20.
profondità: le correnti molto ricercato per le batterie di acque internazionali per un Quelli che hanno ottenuto più
fanno accumulare i cellulari e auto. E non è l’unica totale di 1.326.292 km2, pari alla aree sono: la Cina (160mila km2),
minerali disciolti in acqua.
ricchezza sommersa: negli superficie di Italia, Francia e il Regno Unito (133.000 km2) e
ZONA ECONOMICA abissi ci celano noduli Germania. Russia e Corea del Sud (88.000
ESCLUSIVA polimetallici, solfuri polimetallici Di queste: 17 licenze (per il km2). Fra le nazioni europee ci
Area fino a 200 miglia e croste ricche di cobalto, 93,6% delle aree) sono per i sono anche Francia, Germania,
nautiche dalle sue coste in
cui uno Stato ha diritto di
ubicate per lo più nell’oceano noduli polimetallici; 7 licenze Belgio, Polonia, Slovacchia,
gestire le risorse marine. Pacifico (v. mappa). Così si è (5,3% delle aree) per i solfuri Repubblica Ceca, Bulgaria.

Nautilus minerals
Oceani

Quant’è profondo il mare


Nel grafico qui sotto, le profondità dei fondali
oceanici nel mondo. Quasi tre quarti (73,9%) degli
abissi marini sono compresi fra i 3mila e i 6mila

BlueNomads.org Survey Philippines & Kaiyo Engineering Japan


metri. La profondità media è di 3.900 metri.

11,7% 0-1.000 m

13% 1.000-3.000 m

22,2% 3.000-4.000 m

VIDEO

MARUM – Center for Marine Environmental Sciences, University of Bremen (CC-BY 4.0)
I CAMINI
IDROTERMALI
31,8% 4.000-5.000 m
DEGLI OCEANI
VISTI DA VICINO

INQUADRA
LA PAGINA
CON LA
APP 19,9% 5.000-6.000 m
INFO A PAGINA 5

1,4% 6.000-10.000 m

redditizi. Ma oggi l’interesse si è riacceso: sia per i


progressi nella tecnologia estrattiva sottomarina,
sia perché il mercato è cambiato. Oggi c’è un’al-
ta richiesta di terre rare (per superconduttori,
display per telefonini e pale eoliche) e di cobalto
per le batterie delle auto elettriche. Ma questi ele-
menti sono nelle mani di due Paesi: la Cina per le
terre rare, e il cobalto in Repubblica Democratica
GEYSER E mico: 20 Paesi hanno chiesto all’Isa (Internatio- del Congo, dov’è diffuso il lavoro minorile.
VULCANI
nal Seabed Authority) l’autorizzazione a cercare
In alto, vulcani
sommersi in una minerali nelle acque di tutti i fondali oceanici L’ALLARME DEGLI SCIENZIATI
batimetria 3D dei internazionali (v. disegno). L’Eldorado è la zona Secondo l’US Geological Survey, il mare conter-
fondali al largo del di Clarion-Clipperton, un’antica dorsale del Pa- rebbe più nichel, cobalto e terre rare di tutte le
Giappone.
Qui sopra, un cifico compresa fra il Messico e le Hawaii ricca di riserve della Terra. E stima che l’estrazione di
camino idrotermale vulcani e faglie sommerse: qui, decine di milioni minerali nei fondali raggiungerà il 5% dell’offerta
emette acqua di anni fa, il fondale si espandeva, sospinto dalla globale entro il 2030 e il 15% entro il 2050. «Le
calda a 2.980 metri risalita del magma dal sottosuolo. E l’acqua è ricca miniere sommerse eviteranno la deforestazione,
di profondità
nell’Atlantico. di minerali disciolti, che – in milioni di anni – si l’inquinamento e lo sfruttamento minorile», dice
sono addensati nei noduli polimetallici, rocce sfe- Gerard Barron di DeepGreen, società canadese
riche ricche di nichel, rame e cobalto. di scavo oceanico. In più, secondo i regolamenti
Nel 1978 una società Usa, la Ocean Minerals, calò dell’Isa (ancora in fase di sviluppo), chi estrarrà
in quell’area una draga a 5.400 m di profondità minerali in mare dovrà limitare l’impatto sull’am-
collegata a una nave con un tubo d’acciaio: riuscì biente. E dovrà dividere i proventi coi Paesi in via
ad aspirare 800 tonnellate di noduli, ma poi per- di sviluppo indicati dall’Onu, dato che «i fondali
se l’attrezzatura in mare. Fu un’operazione molto sono patrimonio dell’umanità».
costosa: le miniere oceaniche furono abbando- Ma l’entusiasmo non è condiviso da molti scien-
nate perché i minerali sulla terraferma erano più ziati e associazioni ambientaliste. L’anno scorso,
50 Ong hanno scritto all’Isa di essere «molto pre-

Scavare nei fondali oceanici


occupate per le perdite potenzialmente irrever-
sibili della biodiversità marina», chiedendo una

rischia di annientare specie


moratoria o regole più stringenti sulle operazio-
ni minerarie. Che hanno un impatto considere-

uniche e ancora ignote


vole. Nel 2004, il sottomarino francese Nautile
è tornato nella zona di Clarion-Clipperton: a
Oceani

Lo studio degli abissi può svelare


com’è nata la vita sulla Terra. E far
scoprire possibili nuove medicine
ratories all’Università di Exeter. Le preoccupa-
zioni riguardano soprattutto gli ambienti ricchi
di fauna marina: le zone dei camini idroterma-
li, fratture da cui fuoriesce acqua calda ricca di
minerali disciolti (zolfo, rame, oro, zinco), che
si accumulano sui fondali. Una di queste è una
zona a 900 m di profondità al centro dell’Atlan-
tico: è chiamata “Città perduta” perché i suoi 30
camini, alti fino a 60 m, sembrano un paesaggio
urbano. Dove prospera la vita: lumache, crosta-
26 anni di distanza, i segni lasciati dai dragaggi cei, vermi e batteri capaci di vivere a 113 °C di
NAVE VINCENTE sui fondali erano ancora evidenti. E avevano cau- temperatura e al buio. Mentre sulla terraferma
La SeaKit, nave sato, aggiunge Dmitry Miljutin, del Centro tede- le piante sfruttano il Sole per convertire la CO₂
autonoma: al suo
interno ospita un sco per la ricerca sulla biodiversità marina, «una in zuccheri, gli organismi marini ricavano ener-
drone sottomarino diminuzione significativa» di nematodi, i vermi gia con la chemiosintesi, trasformando i compo-
capace di fare rilievi marini. I dragaggi, infatti, «rischiano di distrug- sti minerali disciolti in acqua.
batimetrici fino a gere ecosistemi che si sono formati in milioni di
4.500 m di
profondità. I mezzi anni, diffondendo sostanze tossiche e causando TEST (E MISSIONI) IN CORSO
hanno vinto l’XPrize. inquinamento acustico e luminoso», sottolinea La vita sulla Terra potrebbe essere nata proprio
Kathryn Miller dei Greenpeace Research Labo- sotto questi camini, da cui fuoriescono le mole-
cole organiche più semplici. Molte interessano
l’industria farmaceutica: si sono scoperti infatti
GLI OCEANI IN NUMERI composti marini con proprietà analgesiche, anti-
virali e antitumorali (come la trabectedina, rica-
vata da un’ascidia, l’Ecteinascidia turbinata, ani-

1,4
MILIONI: LE SPECIE MARINE maletto dei Caraibi a forma di otre). Ma il grosso
ANCORA SCONOSCIUTE (STIMA). è ancora da scoprire, visto che l’oceano è inesplo-
QUELLE NOTE SONO 230MILA rato. «L’attività estrattiva rischia di distruggere
queste forme di vita prima ancora che siano state

362
MILIONI DI KM2: L’AREA CHE comprese o scoperte», dice Miller. «Questi habi-
OCCUPANO GLI OCEANI. PARI A 2,5 tat sono diversi fra loro e ospitano esemplari uni-
VOLTE LA SUPERFICIE DI MARTE ci». A luglio, decine di oceanografi hanno scritto

29% 15%
all’Isa denunciando che «l’estrazione mineraria
può causare danni gravi e irreversibili agli oceani,
alla vita marina e al clima globale», visto che i gas
serra sono assorbiti dall’oceano.
Le aree emerse del La percentuale dei
nostro Pianeta fondali mappati «Le preoccupazioni sono comprensibili», repli-
con una risoluzione ca Marzia Rovere, ex membro della commissione

71%
di almeno 1 km. È tecnico-legale dell’Isa. «Ma le risorse sottomarine
come se, sull’Italia,
avessimo le cartine
potrebbero essere sovrastimate, visto che l’ocea-
dettagliate soltanto di no è inesplorato. E comunque le macchine per l’e-
Le aree del nostro Pianeta Lombardia ed Emilia- strazione mineraria sono solo prototipi testati in
occupate dagli oceani Romagna acque poco profonde: ci vorranno anni prima che
diventino operative. E nel frattempo pochi prote-
stano contro un grave attentato ai fondali marini:

100
MILA: LE MONTAGNE l’estrazione di sabbia e ghiaia per l’edilizia».
SOMMERSE ALTE Nel frattempo, l’assalto è già iniziato, seppure a
PIÙ DI 1.000 METRI profondità meno elevate. Nel 2017 una nave giap-
ponese ha fatto uno scavo al largo di Okinawa, a
1.600 m di profondità: ha estratto oro, rame,

1
MILIONE: I VULCANI SOMMERSI piombo e tanto zinco da soddisfare il consumo
(SULLA TERRA SONO 1.500). annuale del Paese. L’anno prossimo i bulldozer si
SONO PER LO PIÙ INATTIVI immergeranno di nuovo.

46 | Focus
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IL TRAPIANTO
DEI RECORD
MINUTO
PER MINUTO
Cronaca dell’eccezionale intervento che in 15 ore
ha trapiantato 4 organi su un uomo, salvandogli
la vita. Quasi 70 le persone coinvolte, in uno dei
centri trapianti più quotati al mondo: quello
dell’Ospedale Molinette Città della Salute di Torino.
di Margherita Fronte
Shutterstock
07 ottobre 2019
Si trova il donatore e si valuta l’idoneità
dei suoi organi per il trapianto.
10:30 16:30 Accertamento di morte cerebrale

11 :00 Segnalazione al Centro Regionale Trapianti

17:00 Inizio ricerca dei potenziali riceventi

17:10
Identificazione dei potenziali riceventi, consulto multidisciplinare
gruppo trapianto polmone e gruppo trapianto fegato

17:30
Valutazione finale del ricevente
per trapianto combinato

18:00 Comunicazione alla famiglia del ricevente


della disponibilità di un donatore

08 ottobre 2019
Il coordinamento è cruciale per il prelievo
degli organi, il trasporto e il trapianto.

Intervento sul donatore


05:00
nz pr v
(polmone, fegato-pancreas)
g

06:00 delArrivo all’ospedale sede


donatore
06:30 operatoria
Donatore
D t iin sala
l
11:00
Fine isolamento
organi addominali
06:50 Apertura dello sterno
11:46 Interruzione della circolazione
07:30
Fine isolamento del sangue negli organi e prelievo
organi toracici di polmoni, fegato e pancreas

08:30
Valutazione positiva
di idoneità degli organi 12:50 Partenza dall’ospedale
del donatore

05:00 06:00 07:00 08:00 09:00 10:00 11:00 12:00 13:00 14:00 15:00 16:00

Intervento sul ricevente


13:50
Arrivo degli organi
08:50
Trasferimento del ricevente
in sala operatoria toracici alle Molinette

11:45 14:50
Incisione Arrivo
torace degli organi
ricevente polmone- addominali
fegato-pancreas: alle Molinette
isolamento del polmone
di sinistra e di destra
oordinamento, rapidità, precisione, sangue CORSA CONTRO IL TEMPO
freddo, resistenza alla fatica. Sono gli ingre- Il paziente era giunto da Bari qualche giorno prima, con un
dienti che hanno reso possibile il trapianto volo di Stato, per effettuare il trapianto di entrambi i polmoni.
da record, che fra il 7 e il 9 ottobre ha impe- In seguito all’improvviso aggravamento delle sue condizioni,
gnato quasi 70 persone fra medici, infermieri e tecnici dell’O- con una compromissione anche di fegato e pancreas, un’équi-
spedale Molinette Città della Salute di Torino e del Centro pe multidisciplinare di medici ha deciso per il quadruplo inter-
Regionale Trapianti del Piemonte. Entrambi i polmoni, il fega- vento. Nella giornata del 7 è stato trovato il donatore in un altro
to e il pancreas sono i quattro organi asportati a un giovane ospedale piemontese. Alle 5 di mattina due équipe chirurgiche
donatore, deceduto per trauma cranico, e trapiantati a un sono partite da Torino per il prelievo degli organi; l’operazio-
uomo di 47 anni malato di fibrosi cistica.
Una maratona chirurgica durata 15 ore,
con un solo precedente nel mondo, a To- Il paziente era giunto da Bari per un
ronto (Canada) nel 2017.
“semplice” trapianto di polmone. Poi
le sue condizioni si sono aggravate

Shutterstock
09 ottobre 2019
Il quadruplo trapianto
si conclude a notte fonda.
17:00 18:00 19:00 20:00 21:00 22:00 23:00 24:00 01:00 02:00 03:00 04:00

16:50 23:00
Fine dell’impianto del polmone sinistro Collegamento dei vasi
e ripresa di ventilazione e circolazione sanguigni al nuovo fegato

17:50
Fine dell’impianto del polmone destro
24:00
Collegamento dei vasi
e ripresa di ventilazione e circolazione sanguigni al nuovo pancreas

18:50 Fine intervento polmone


02:30
19:00 Cambio delle équipe chirurgiche/anestesiologiche FINE INTERVENTO

19:45 Incisione addominale


I PROTAGONISTI, DAI CHIRURGHI AGLI INFERMIERI
TRAPIANTO POLMONE HANNO ANCHE
PARTECIPATO
CHIRURGHI PNEUMOLOGI ANESTESISTI- INFERMIERI SALA
Mauro Rinaldi Carlo Albera RIANIMATORI OPERATORIA COORDINAMENTO
Massimo Boffini Paolo Solidoro Luca Brazzi Paola Perano
REGIONALE TRAPIANTI
Paolo Olivo Lausi Daniela Libertucci Tamara Galli Rosario Maffia
Antonio Amoroso
Erika Simonato Lorena Mercante Valentina Scala Andrea Valzania
Raffaella Giacometti
Davide Ricci Mauro Mangiapia Anna Chiara Trompeo Cristina Gheorghe
Matteo Attisani Giuseppe Tabbia Chiara Bonetto Katia Salerno Morteza Mansouri
Cristina Barbero Daniela Pasero Rosario Urbino Emiliano Marocco
Matteo Marro Vito Fanelli Michela Agresta COORDINAMENTO REGIONALE
Liliana Tofan PRELIEVI
Michela Goicianu Anna Guermani
Livia Borello Raffaele Potenza
Eliana Fanelli
COORDINAMENTO LOCALE
PRELIEVO ORGANI
OSPEDALE
TRAPIANTO FEGATO-PANCREAS DI ALESSANDRIA
Valeria Bonato
CHIRURGHI INFERMIERI SALA DIABETOLOGI
Renato Romagnoli OPERATORIA Paolo Fornengo
Francesco Tandoi Mirella Lepore Sara Giunti BANCA DEL SANGUE
Damiano Patrono Giacomo Spagna Anna Maria Bordiga
Giorgia Rizza Michele Cibelli COORDINAMENTO
Silvia Catalano Angela Stella INFERMIERISTICO LABORATORIO ANALISI
Anna Rita Loi TRAPIANTO FEGATO Giulio Mengozzi
ANESTESISTI Franca Spinelli Libera Del Duca
Roberto Balagna Simona Acierno Giuseppe Balducci LABORATORIO
Angelo Panio Camilla Bernabò Brea MICROBIOLOGIA
Patrizia Andruetto GASTRO- Rossana Cavallo
Chiara Stratta EPATOLOGI
Sara Iannandrea Antonio Ottobrelli DIREZIONE SANITARIA
Riccardo Raffaldi Silvia Martini Antonio Scarmozzino

Il Programma di trapianto di fegato delle


Molinette è quinto nel mondo per numero,
qualità e sopravvivenza dopo l’intervento
ne sul paziente alle Molinette è invece iniziata alle 8:50, con il permettono di eseguire anche trapianti molto complessi, come
trapianto dei polmoni eseguito da Massimo Boffini, coadiuva- è accaduto in quest’ultimo caso».
to da Paolo Lausi. Nel tardo pomeriggio è entrata in azione la L’intervento dei record alla Città della Salute si è svolto pro-
seconda équipe per il trapianto di fegato e pancreas, effettuato prio nei giorni in cui il Programma di trapianto di fegato delle
da Renato Romagnoli (reduce da altri due trapianti di fegato, Molinette festeggiava i 30 anni di attività. Con una media di 150
nella stessa giornata), con l’aiuto di Damiano Patrono. operazioni all’anno, il centro torinese è il primo in Italia e il
L’intervento si è concluso alle 2:30 della mattina del 9 otto- quinto nel mondo per numeri, qualità e sopravvivenza, che si
bre con il ricovero del paziente in rianimazione. Gli organi tra- assesta oggi all’83% a 5 anni dall’intervento (e all’88% per i pa-
piantati hanno ripreso a funzionare regolarmente, «anche se ci zienti pediatrici). E risultati eccellenti sono anche quelli del
vorrà ancora del tempo prima che l’uomo possa essere dimesso, Centro trapianti di polmone diretto da Mauro Rinaldi, primo in
considerate le condizioni molto gravi in cui versava anche pri- Italia e terzo in Europa per numero di interventi, e con una
ma di arrivare a Torino», spiega Massimo Boffini. esperienza rilevantissima anche nel “ricondizionare” organi
che non funzionano adeguatamente,
ECCELLENZE DI SANITÀ PUBBLICA rendendoli trapiantabili. «Questa pro-
In questo tipo di interventi i tempi sono critici: una volta pre- cedura, attivata nel 2011, ci ha permes-
levati, gli organi vanno utilizzati prima possibile e il trasporto so di aumentare l’attività di trapianto
deve essere rapido ed efficace. Per questo trapianto così com- del 25-30%», conclude Boffini.
plesso, è stato quindi determinante il coordinamento del Cen-
tro Regionale Trapianti, diretto da Antonio Amoroso.
E cruciale è stata anche la collaborazione fra le équipe chirur- SALA OPERATORIA
giche. «Il nostro ospedale ha un’importante vocazione alla tra- Arnold van de Laar, chirurgo all’ospedale
Slotervaart di Amsterdam, racconta la storia
piantologia», continua Boffini. «La grande esperienza dei cen- della chirurgia in 29 straordinarie operazioni
tri dedicati a fegato e polmone, e la collaborazione fra i gruppi, nel libro Sotto i ferri (Codice edizioni, 2019).

54 | Focus
tecnologia

SIGNORA FERITA
La Cattedrale di
Parigi il 14 luglio
2019: le volte
sono state
ricoperte con teli
provvisori, mentre
archi rampanti e
transetti sono stati
rinforzati da
strutture di legno.

Laboratorio
Centinaia di specialisti di ogni ramo del sapere sono
stati chiamati nel cantiere della cattedrale con una
missione: salvarla. Ecco le sfide che si trovano davanti.
di Leonardo Martinelli

56 | Focus
Notre-Dame
L’incendio ha permesso di
raccogliere informazioni
scientifiche che non si
sarebbero potute ottenere
altrimenti

GIGANTE DI FERRO
L’impalcatura che serviva al restauro
salva Notre-Dame? Non ancora. Dopo l’in- della guglia deve essere ancora
cendio del 15 aprile, la fase di messa in sicu- smontata. Pesa tra 300 e 400 tonnellate
e rischia di crollare.
rezza della cattedrale non è archiviata, no-
nostante il lavoro continuo di 80 persone tra
operai, artigiani e tecnici specializzati, presenti ogni giorno nel
cantiere. Finora, perlopiù con l’aiuto di piccoli robot, sono sta- STRUTTURA FRAGILE
ti portati via più di 3mila frammenti e macerie (legno, pietre, La pressione verticale
pezzi di metallo) che si erano depositati sul pavimento. Gli ar- di tetto e sottotetto
chi rampanti esterni, fondamentali per l’equilibrio di tutta la equilibrava quella dei
contrafforti. Ora il peso
struttura, sono stati fissati con sostegni di legno. Anche le non si scarica più in
strutture della crociera, dove s’intersecano la navata centrale modo efficiente e la
e il transetto, sono state rinforzate. Ma la volta, perforata in tre struttura potrebbe
collassare.
punti, è ancora a rischio: i suoi muri potrebbero ancora sgreto-
larsi a causa di un vento troppo forte o di una tempesta.
Più complessa è la situazione dell’immensa impalcatura (fra
300 e 400 tonnellate di metallo) costruita prima del rogo per
restaurare la guglia, poi divorata dalle fiamme: deve essere
ancora smontata perché può crollare, travolgendo muri e pi-
lastri. Le operazioni di smantellamento sono iniziate a
novembre e si protrarranno per 4-5 mesi, grazie a spe-
cialisti “acrobati”, che toglieranno un pezzo alla volta,
sebbene in certi casi, per effetto del calore, i tubi di me-
tallo siano divenuti un enorme blocco fuso e informe.
Tutti questi interventi, di per sé complessi e delica-
ti, sono oltretutto rallentati dalle misure di sicurezza
dovute alla presenza del piombo con cui era realizzato
il tetto: è evaporato o è colato sul pavimento e lungo i
muri. Pertanto, il cantiere è stato sigillato per evitare STAMPELLE
rischi di inquinamento e chi vi accede deve sottoporsi a Gli archi rampanti che
docce di decontaminazione sia all’entrata sia all’uscita e danno solidità alla
non può restare troppo a lungo sul posto. struttura sono stati
rafforzati con una
serie di telai in legno
LE SFIDE DOPO IL DRAMMA per evitare crolli e
Fin dai primi giorni dopo l’incendio si è aggiunta anche cedimenti.
un’altra “squadra” di esperti, oltre a operai e restaura-
tori: sono i ricercatori delle discipline più diverse che vogliono
studiare Notre-Dame come non era stato mai fatto prima. Il FUMO TOSSICO
Cnrs, Centre national de la recherche scientifique (equiva- Il tetto e la guglia
lente del nostro Cnr), ha creato il “cantiere scientifico di No- contenevano circa
460 tonnellate di
tre-Dame”: circa 250 scienziati che hanno libero accesso alla piombo che è in
cattedrale. «Ora si possono fare prelievi prima impossibili, sia parte evaporato
sui materiali caduti sia sulle strutture rimaste in piedi, adesso e le cui
accessibili anche al loro interno», osserva Martine Regert, vi- microparticelle
si sono diffuse
cedirettore scientifico dell’Institut écologie et environnement nell’aria e
e una delle coordinatrici del cantiere del Cnrs. «L’incendio ha depositate sulla
aperto una sorta di libro su informazioni scientifiche che non cattedrale e su
tutta la città.
si sarebbero potute ottenere altrimenti. Daremo risposte a una
lunga serie di quesiti storici, architettonici e ambientali».

58 | Focus
CONTRAPPESO LE TRE PIAGHE
La guglia di Eugène Il collasso della copertura ha
Viollet-le-Duc, comportato il crollo parziale
per quanto della volta in tre punti: lungo
strutturalmente la navata centrale, nel
indipendente dal transetto sinistro e nella
tetto e dai muri (fu crociera, proprio sotto la
costruita nel 1859), guglia che ora non c’è più.
contribuiva col suo
peso alla stabilità
dell’edificio.

ANIMAZIONE
GUARDA COME
SI È SVILUPPATO
L’INCENDIO
CANTIERE APERTO DI NOTRE-DAME
Il 15 aprile 2019 un incendio, le cui cause non sono state INQUADRA
ancora completamente chiarite, ha distrutto il sottotetto, il tetto LA PAGINA
CON LA
e la flèche (la guglia) della cattedrale di Notre-Dame, APP
INFO A PAGINA 5
danneggiando anche l’edificio in diversi punti.
L’assenza del tetto e il crollo di una parte delle volte ha
drasticamente ridotto la stabilità della struttura, che nel caso di
una chiesa gotica non si basa soltanto sui muri portanti, ma
scarica il peso attraverso colonne, archi rampanti e contrafforti.

Focus | 59
Esposta a oltre 800 °C, la di approvvigionamento sono chiuse da secoli. Con il metallo,
siamo in una posizione intermedia». Infatti, i muri di Notre-
pietra calcarea è diventata Dame divelti dalle fiamme mostrano ora le armature di metallo
che hanno al proprio interno. La loro datazione, consistenza
porosa. Se si aggiungesse e struttura permetterà di comprendere meglio il metodo di
costruzione della cattedrale e di ridare solidità alla struttura.
acqua si scioglierebbe Anche il piombo che ricopriva il tetto e costituiva la guglia è
oggetto di accurate analisi scientifiche. «Un po’ è evaporato,
mentre la maggior parte si è fuso con altri materiali», continua
LEGNO E FERRO il ricercatore. «Dallo studio dei residui ne capiremo l’origine,
Uno dei materiali più interessanti da analizzare è il legno di cui probabilmente inglese. All’epoca, i re d’Inghilterra avevano
sono rimasti numerosi pezzi, carbonizzati solo in superficie. Si origini francesi (gli Angiò-Plantageneti, 1154-1485) e dona-
tratta di legno di quercia, in gran parte dei casi risalente al seco- vano il piombo ai monasteri in Francia, stabilendo una sorta
lo XII o subito dopo, nel pieno del cosiddetto “optimum clima- d’influenza. È interessante capire se lo fecero anche con Notre-
tico medievale”, una fase di riscaldamento climatico avvenuta Dame». L’identificazione dei vari tipi di piombo presenti nella
tra il X e il XIII secolo e seguita da un brusco raffreddamento cattedrale, invece, consentirà di capire in che zone di Parigi si è
(piccola era glaciale). «Il legno è un materiale straordinario che depositato quello evaporato, «contribuendo», assicura L’Héri-
registra un enorme numero di informazioni», spiega Regert. tier, «a scrivere nuove norme sull’inquinamento anti-piombo».
«Queste ci permetteranno di capire le dinamiche ambientali
che si scatenarono in occasione di quel cambiamento clima- LA PIETRA E I MISTERI DELLE VOLTE
tico, che fu solo naturale, e confrontarle con il riscaldamento Al cospetto delle pietre cadute dalle volte ci sono ricercatori di
attuale, un fenomeno simile, ma con origini antropiche». numerose discipline: geologi, esperti di modelli 3D, matema-
Il lavoro degli scienziati non ha soltanto fini scientifici e sto- tici, ingegneri, architetti e restauratori. Il loro primo obiettivo
rici: aiuterà anche i restauratori. «Possiamo dare indicazioni è stabilire lo stato di salute della cattedrale. Il crollo del tetto
molto precise per ritrovare materiali equivalenti a quelli irri- e di alcune volte ha indebolito tutta la struttura. Uno studio
mediabilmente persi con il rogo», sottolinea Maxime L’Héri- di Paolo Vannucci, matematico italiano che lavora al Cnrs di
tier, archeologo medievale dell’Università Parigi 8 e coordina- Versailles, ha stabilito che Notre-Dame difficilmente potrebbe
tore degli specialisti del metallo. «Per il legno sarà abbastanza resistere a venti superiori ai 90 km/h. E questo senza contare
facile. Per la pietra, invece, molto più difficile, perché le cave il degrado dei muri. «Esposta al calore di oltre 800 °C, la pietra

PERICOLANTE
La copertura provvisoria e
le opere di sostegno agli
archi rampanti dell’abside,
la parte più antica
(1163-1180) della
cattedrale.
VIDEO
ENTRA NEL
RADIOGRAFIA SOTTOTETTO,
A destra, la ricostruzione RICOSTRUITO
3D della “foresta”, il IN 3D
sottotetto in legno da cui è
scaturito l’incendio. È INQUADRA
stata realizzata con una LA PAGINA
CON LA
precisione millimetrica. APP
Sotto, operai e ricercatori INFO A PAGINA 5
all’interno della cattedrale
indossano maschere di
protezione per difendersi
dall’inquinamento da
piombo.

RIVIVRÀ GRAZIE AL 3D
Tra il 2014 e il 2015 la società tutta la cattedrale. «Tutti questi
francese Art Graphique & dati, insieme ad altri rilievi,
Patrimoine (Agp) ha realizzato la permetteranno di recuperare
calcarea ha subìto un processo detto carbo- cartografia 3D più completa e tutte le misure delle parti
natazione: ha perso anidride carbonica ed è precisa di Notre-Dame. In 90 distrutte», spiega Livio De Luca,
diventata porosa», ha dichiarato Vannucci. rilievi con scanner laser sono architetto e ingegnere italiano
«Aggiungi un po’ d’acqua e si scioglie». stati registrati 50 miliardi di punti che coordina il gruppo del Cnrs
Parallelamente alla gestione dell’emer- (misure) che in alcuni casi, come che si occupa di modellazione
genza, i ricercatori hanno obiettivi di me- il sottotetto e la guglia ora 3D. Un lavoro utilissimo per chi
dio-lungo periodo. Per esempio, scoprire i distrutti, erano molto densi: 1-2 dovrà ricostruire parti della
segreti delle volte di Notre-Dame. «Quan- punti per mm2. Cinque giorni cattedrale che non ci sono più.
do iniziò la costruzione dell’edificio, verso dopo l’incendio, i tecnici di Agp E che vorrà sapere con
il 1160, le volte delle chiese non superavano sono ritornati a Notre-Dame: in precisione come fossero prima
i 24 metri», spiega lo storico Yves Gallet. un giorno hanno scansionato dell’incendio.
«Quelle di Notre-Dame sono alte 32 metri,
un record per l’epoca. Come fu possibile è
parzialmente noto: la chiesa ha una base
molto larga, le tribune laterali appoggiano su altre volte e si i tre grossi buchi sulla volta, oltre alla misurazione del coef-
fece ricorso agli archi rampanti. Ma non conosciamo tutti gli ficiente acustico di ogni pietra, per capire se “suona” ancora
espedienti utilizzati per salire così in alto». Le ricerche del come una volta. «Se il fuoco ha bruciato la parte esterna delle
team di Gallet si concentrano anche sulla composizione delle pietre, per un centimetro di profondità, l’acustica non cambia.
malte utilizzate agli inizi della costruzione e nel corso dei seco- Oltre, sì», continua Pardoen.
li, ogni volta che si è rimesso mano a Notre-Dame: «Dopo l’in-
cendio e senza tetto e sottotetto si possono fare prelievi prati- IL FUTURO DI NOTRE-DAME
camente ovunque. Capire come la malta è cambiata nel tempo Al di là delle ricerche scientifiche e dei lavori per scongiurare
è importante per trovare la composizione giusta da utilizzare nuovi crolli, quando la cattedrale sarà completamente rico-
per i restauri di monumenti di epoche diverse». struita? Il presidente francese Emmanuel Macron spera di far-
cela in cinque anni, ma a Parigi prevale una buona dose di scet-
SUONI DA RICOSTRUIRE ticismo. La ricostruzione effettiva non potrà cominciare prima
Nel cantiere c’è anche la musicologa Mylène Pardoen, l’inven- del 2020 avanzato o dell’inizio del 2021, una volta esaurita la
trice della cosiddetta “archeologia del paesaggio sonoro”, nota messa in sicurezza. Gli elementi principali da ripristinare, a
per ricostruire le acustiche di luoghi del passato. Normale che parte riempire i fori sulle volte, sono il sottotetto (in legno), il
sia stata chiamata a occuparsi di Notre-Dame. Nel suo gruppo tetto (ricoperto di piombo) e la guglia (aggiunta da Eugène
di ricercatori c’è anche Brian Katz, ingegnere acustico che nel Viollet-le-Duc nel 1859). Ricostruire le tre strutture esatta-
2013 ha registrato con 40 microfoni un concerto nella cattedra- mente come erano prima? O prendersi delle libertà? Non è sta-
le. Da questo materiale è stato realizzato un modello acustico to ancora deciso. Per il sottotetto si va verso una ricostruzione
in 3D che servirà per la ricostruzione. «Potremo dare consigli dell’originale, con legname tagliato all’ascia secondo antiche
ai restauratori sul tipo di pietre e di rivestimenti da utilizzare. tecniche. Per il tetto, esistono dubbi sul piombo, per motivi di
Non solo: sulla base delle variazioni degli elementi da cui di- inquinamento, ma in ogni caso dovrà conservare l’aspetto pre-
pende l’acustica, ricostruiremo quella di diversi momenti sto- incendio. Per la guglia, invece, dovrebbe essere convocato un
rici con modelli virtuali», spiega Pardeon. Ma, in questa fase, concorso internazionale. Ed è qui che i “modernisti” sono più
anche per l’acustica il principale problema da risolvere sono scatenati e propensi a staccarsi dalla tradizione.

Focus | 61
scienza

Specie diverse hanno una cosa in comune:


sono letali. Ma perché questo accada,

I erpenti
e i loro
parenti
ASSALITORE
Un crotalo
adamantino
occidentale
(Crotalus atrox):
è una delle
specie più
aggressive tra i
serpenti velenosi
dei deserti degli
Usa e del
Messico
settentrionale.

62 | Focus
Getty Images
a prima esigenza di ogni animale è la difesa. La dette “rane del veleno”, coloratissimi anfibi tropicali, sono de-
seconda trovare cibo. E non sempre è possibi- cisamente mortali. Un solo esemplare di Phyllobates terribilis
le essere dotati della velocità della gazzella o contiene circa un milligrammo di veleno: sarebbe sufficiente a
degli artigli del leone. Per questo moltissime uccidere da 10 a 20 uomini (deve però raggiungere il sangue).
specie si affidano alla chimica. Cioè a molecole che bloccano, Altri animali utilizzano il veleno per attaccare: ragni, serpen-
paralizzano, disgregano le cellule e fermano i segnali nervosi: ti, vespe, polpi e altri molluschi, scorpioni e parecchi altri ani-
in una parola, ai veleni, alla guerra chimica. Dalle meduse ai mali immobilizzano la preda con un rapido colpo, o un morso,
ragni, dagli insetti ai rettili, fino agli uccelli e ai mammiferi, in e aspettano che muoia. Per colpire hanno sviluppato tutta una
ogni gruppo di animali c’è qualche specie velenosa. Pochissimi serie di strumenti che facilitano l’iniezione: zanne, arpioni,
sono gli uccelli o i mammiferi (l’ornitorinco è velenoso, così pinze, spine e pungiglioni (vedi riquadro nelle prossime pagine).
come alcuni toporagni o pipistrelli, e persino un primate), ma È infatti nei veleni usati per colpire le prede che la natura ha
i serpenti velenosi sono seicento e decine di migliaia sono i ra- scatenato la sua fantasia, a volte perversa. Ogni animale infatti
gni o gli insetti dotati di quest’arma. ha inventato un “suo” veleno. Ogni serpente, ogni mollusco,
«Diversi gruppi di animali hanno evoluto il veleno in modo ogni insetto ha un suo cocktail di molecole, profondamente
indipendente», afferma l’erpetologo Nick Casewell, della diverso da altre e con funzioni differenti: le combinazioni più
Scuola di medicina tropicale di Liverpool, «quindi sebbene la strane per uccidere ed evitare di essere uccisi.
funzione generale sia la stessa, proteggersi o aggredire, l’origi-
ne dei sistemi di veleno è diversa». Quel che sappiamo è che la
storia del veleno nel mondo animale è estremamente antica: le
prime meduse risalgono a oltre 500 milioni di anni fa, i ragni a
oltre 130 milioni e i serpenti velenosi a circa 60 milioni.

MILLE VELENI
Non è facile dare ai veleni una definizione precisa: la più gene-
rica, secondo Nick Casewell, sarebbe «una secrezione, prodot-
ta in ghiandole specializzate, in una specie, e somministrata a
un altro animale».
In generale, i veleni sono costituiti da una miscela di proteine
e tossine (piccole molecole chiamate peptidi), sali e altri com-
ponenti, come aminoacidi e neurotrasmettitori. Ma da lì si apre
un intero universo: ogni specie ha un suo scopo. Chi li usa come
un’arma di difesa ha quasi tutto il corpo velenoso: per esem-
pio pesci, larve di farfalle, echinodermi e altri animali sono del
tipo “se mi assaggi muori”. I loro veleni sono costituiti da poche
molecole, dall’azione rapida ed estremamente efficace: devono
immediatamente far sentire al nemico una pena indicibile, che
lo convinca a non farsi più vedere nei dintorni e a lasciare in
pace animali simili a quello che l’ha colpito. Anche se le cosid-

I serpenti uccidono oltre


centomila persone l’anno.
In certi Paesi, i più pericolosi
sono però gli scorpioni

INNOCUO GOLIA
La migale mangia
uccelli (Theraphosa
blondi) è un grande
ragno sudamericano.
È molto meno
pericolosa del
ragno eremita
marrone Loxosceles
reclusa, che si vede in
Getty Images

basso a destra.
VELENI PER TUTTI I GUSTI
Una classifica di efficacia dei veleni è è la batracotossina: ne bastano da 2 microlepidotus), australiano, seguito
molto difficile. Molto dipende dallo a 7 microgrammi per chilogrammo dal serpente di mare di Dubois
stato di salute della persona colpita, per uccidere (140 microgrammi per (Aipysurus duboisii). L’aracnide più
dalla risposta al veleno e da altri un uomo di 70 chili). Molto efficace è velenoso è il ragno delle banane
fattori. Per questo si usa una misura anche la latrotossina, prodotta dalla brasiliano (Phoneutria fera).
chiamata LD50, cioè la dose che vedova nera, e il veleno della medusa I più efficaci però sono le tossine
uccide il 50% delle cavie cui è stato australiana Chironex fleckeri. Il prodotte dai batteri, come la tossina
iniettato il veleno. In base a questa serpente più velenoso è il taipan botulina o quella del bacillo di
misura, il veleno animale più potente dell’interno (Oxyuranus Nicolaier, il batterio del tetano.

COLPITI AL CUORE
I due principali meccanismi di funzionamento di questi intru-
gli sono la citotossicità e la neurotossicità. La prima è diretta BRUC
alle cellule delle vittime, la seconda alla trasmissione del se- Il bru di una
gnale al sistema nervoso. Nel primo caso possono essere col- farfalla ame
la mona Danaus
pite e letteralmente disciolte le cellule attorno alla ferita; il plexi ntie
veleno potrebbe anche aggredire le cellule del cuore, o ancora sostanz
quelle del sangue. Che i veleni vadano sugli organi bersaglio più colpisc o il cuore.
delicati e sensibili lo dimostra il fatto che centinaia di specie di-
verse, pur avendo nella loro miscela molecole molto differenti,
colpiscono proprio le cellule del sangue o il cuore, con preci-
sione. Molti serpenti, come il mamba e le vipere, inibiscono
per esempio l’aggregazione delle cellule sanguigne che fanno
rimarginare le ferite unendosi assieme (le piastrine); il sangue
scorre quindi a fiumi e la vittima sviene e muore. Il morso di
un mamba nero (Dendroaspis polylepis), per un uomo, significa
morte certa entro 20-30 minuti. Alcuni toporagni americani
avvelenano invece le prede con la blarinatossina, che agisce da
L’A
ALBERO DEI VELENI
vasodilatatore, così come fa il veleno di alcuni imenotteri. La natura e uzione hanno prodotto veleni in

Npl/Contrasto
Le neurotossine bloccano invece la trasmissione dei segnali moltissimi gruppi ani . ra gli invertebrati, gli artropodi
nervosi e quindi paralizzano i muscoli o altri organi; sono usate (ragni, scorpioni e insetti) sono pi in cui il veleno
da serpenti e ragni, e anche da alcuni tra i più insospettabili è più diffuso. Negli anfibi e nei rettili è piuttosto diffuso,
animali velenosi, i molluschi. In particolare da uno degli ani- pochi sono invece uccelli e mammiferi velenosi. Il colore
mali più velenosi del mondo, il polpo ad anelli blu. O ancora da dei cerchi indica l’uso che gli animali fanno del veleno:
piccole conchiglie chiamate coni. Le loro case, splendidamente BLU per difesa, ROSSO per l’attacco.
decorate da motivi che ricordano un po’ l’arte “optical”, pro-
teggono un animale dotato di una lingua trasformata in arpio- MAMMIFERI
ne velenosissimo, usato per impalare e paralizzare i pesci. E
colpire anche l’incauto turista che, attirato dai colori, raccoglie UCCELLI
le conchiglie: qualche decina di persone ci ha rimesso la pelle.
Quello dei coni è però un veleno “misericordioso”: le vittime RETTILI
non sembrano soffrire, perché contiene un analgesico.
ANFIBI
UN TRUCCO DELL’EVOLUZIONE
Per arrivare a essere dotato di veleno, ogni gruppo di specie ha PESCI
una storia particolare. «Per esempio, molti pesci che hanno
ECHINODERMI
evoluto veleni di difesa vivono in bassi fondali della barriera
corallina, e in genere sono animali lenti», spiega Casewell. «Si MOLLUSCHI

ANELLIDI

INSETTI

MIRIAPODI

CROSTACEI

ARACNIDI

CNIDARI
Focus | 65
5 MODI PER UCCIDERE
I metodi di somministrazione del veleno sono molti, e i
più diffusi sono illustrati in questa pagina. Moltissime
specie usano le mandibole o altre strutture per iniettare
le pozioni che uccidono. I ragni, per esempio, hanno i
cheliceri, a forma di lunghi coltelli a serramanico cavi.
Nei serpenti, così come in altri rettili o nei mammiferi
velenosi, sono i denti stessi a fungere da siringa. Se i
denti hanno un foro in avanti, come nel caso dei cobra
sputatori, il veleno può essere spruzzato verso i nemici.
Il corpo degli anfibi velenosi può essere coperto di SIRINGHE MORTALI
sostanze molto tossiche, mentre nelle meduse i tentacoli I cheliceri dei ragni,
sono ricoperti da cellule specializzate nell’iniettare il come questo del genere
veleno attraverso un filamento che agisce come una Cheiracanthium, sono
collegati a sacche
minuscola frusta. Gli scorpioni, insieme ad api, vespe e del veleno, alla base

Npl/Contrasto
altri insetti, pungono con la parte posteriore del corpo. delle zanne.

SPUTO PRECISO PELLE CHE UCCIDE


I cobra sputatori sono Le rane del veleno, come
circa una ventina di questa Oophaga pumilio,
specie di serpenti, la originarie dell’America
maggior parte del genere Centrale, producono dalla
Naja, che possono pelle veleni potentissimi,
Npl/Contrasto

dirigere il veleno verso simili alla batracotossina,


Getty Images

la testa del nemico. dall’azione cardiotossica.


Getty Images

TOCCO DI MEDUSA IN CAUDA VENENUM


Nonostante siano tra gli Le ghiandole del veleno
animali più semplici, le dello scorpione sono nella
meduse (qui la mortale coda. Delle oltre mille
Chironex fleckeri) hanno specie note di scorpioni,
tra i cocktail di veleni solo 25 hanno un veleno
più efficaci del Pianeta. mortale per l’uomo.
Npl/Contrasto
pensa inoltre che la maggior parte dei pesci abbia sviluppato tura due veleni diversi. Uno per difendersi, l’altro per attacca-
le cellule del veleno dall’epidermide, mentre i veleni delle api re. Poiché dal punto di vista energetico i veleni d’attacco sono
derivino da cellule in una parte molto diversa del corpo, quelle molto dispendiosi da produrre, meglio usarli solo quando sono
di ghiandole riproduttive modificate». Ragni e serpenti invece strettamente necessari, ovvero quando si ha fame e si devono
mordono, e quindi il veleno è molto probabilmente derivato bloccare le prede.
dalla saliva. In tutti i casi, si parte quasi sempre da molecole Molti serpenti, come i crotali, adottano anche altri metodi per
che già hanno un’azione sulle cellule. «Proprio le ghiandole sa- risparmiare veleno: possono infatti decidere di non iniettare la
livari secernono enzimi utili ad agire su altre proteine (come sostanza letale, ma usare il morso “a secco” solo per spaventare
le proteasi della saliva, che attaccano le proteine per iniziare la l’eventuale aggressore.
digestione). Gli stessi composti si trovano spesso nel veleno in
forme modificate, ma molto più abbondanti», spiega Casewell. C’È CHI SI DIFENDE BENE
Come si arriva a questi cocktail mortali? Con la selezione Con queste armi che sciolgono le cellule, bloccano la trasmis-
naturale: se in una popolazione di serpenti o ragni o meduse sione dei segnali al sistema nervoso e fanno crollare la pres-
qualcuno è anche solo leggermente più velenoso dei suoi “pa- sione sanguigna, si potrebbe pensare che gli animali velenosi
renti”, riesce a sopraffare le prede con maggiore efficacia, si dominino il Pianeta. L’evoluzione però funziona anche per le
nutre meglio e fa più figli. È la legge di natura scoperta da Dar- possibili vittime; nel giro delle stesse centinaia di migliaia di
win, che premia proprio chi si riproduce di più, in questo caso anni, le prede hanno sviluppato una resistenza ai veleni inge-
gli individui che usano il veleno per attaccare o gli animali che riti, oppure iniettati o “sparati” dai predatori. Come fanno? A
volte modificando i recettori sulla parete delle

Tra gli uccelli velenosi ci sono cellule, le molecole dove si agganciano le tossine.
Altre volte i veleni stessi vengono aggrediti e resi

alcune specie di pitohui della innocui da sostanze prodotte dalle “ex” vittime.
Contemporaneamente, serpenti e scorpioni, ra-

Nuova Guinea. In certe situazioni, gni e molluschi (che devono pur mangiare) evol-
vono a loro volta veleni e tossine differenti che

anche le quaglie sono tossiche cercano di superare le barriere delle prede. Si in-
nesca così una vera “corsa agli armamenti”, fino
ad avere predatori che si specializzano in vittime
lo utilizzano per difendersi. Una volta dotate di queste armi, particolari (ci sono serpenti che mangiano le tossiche “rane del
le specie velenose vanno spesso incontro a un’accelerazione veleno”), e prede che sviluppano sempre di più la resistenza
dell’evoluzione. Si affermano cioè nell’ambiente in cui vivono. alle pozioni mortali.
Migliaia di generazioni successive portano poi i veleni a diven- Insomma, come tante altre invenzioni della natura, il veleno
tare sempre più complicati, sempre più letali. Alcuni animali, ha spinto ad attacchi, difese e contrattacchi che rendono il
come gli scorpioni o i coni, sono in grado di produrre addirit- mondo animale, anche se letale, estremamente affascinante

LE SIGNORE OMICIDI
Anche se alcuni animali usano la Le azioni delle altre tossine vegetali
chimica per attaccare e difendersi, sono le più varie, e si va da
le vere padrone dei veleni sono le composti che interferiscono col
piante. A parte le barriere fisiche, sistema nervoso, ad altri che
come spine o aculei, i mezzi che le fermano la respirazione o la
piante usano per impedire di essere digestione, fino a quelli che
Getty Images
mangiate (di solito da insetti, vermi danneggiano le pareti dell’intestino.
o funghi) sono molecole La cicuta (Conium maculatum), per
estremamente complesse e potenti. esempio, interferisce con un
Il veleno naturale più efficace neurotrasmettitore cerebrale, il o frutti nutrienti. Tutte le lectine, per GALLERY
nel regno vegetale è la abrina, Gaba, e il risultato è il coma e la esempio, molecole molto antiche, PIANTE
derivato dalla cosiddetta pianta del morte in pochi minuti. Anche piante sono prodotte per colpire funghi e LETALI,
rosario (Abrus precatorius): 49 commestibili, come la soia o insetti: il problema è che noi umani DALL’OLEANDRO
AL TABACCO
microgrammi possono uccidere un addirittura il grano, difendono i a livello cellulare siamo molto simili
uomo di 70 chili. Un composto propri semi con tossine che agli insetti e addirittura ai funghi. INQUADRA
simile, la ricina, è prodotto dalla ostacolano la digestione delle La lectina del germe del grano ha LA PAGINA
CON LA
pianta del ricino (Ricinus proteine. Le piante però non si sono per esempio sugli uomini effetti APP
INFO A PAGINA 5
communis), quella da cui si estrae evolute direttamente per difendersi tossici: agisce sul sistema nervoso,
l’olio lassativo. Entrambe le dagli uomini, o anche dai sul cuore e nelle cellule (anche se è
molecole bloccano i ribosomi, le mammiferi. I loro nemici principali troppo poca per farci male), ma il
microscopiche fabbriche in cui la sono gli insetti e i funghi, che sono suo scopo è quello di bloccare la
cellula produce le proteine. continuamente alla ricerca di foglie crescita dei funghi.

Focus | 67
Ma i più
scienza

letali sono
umani gli
La guerra chimica ha migliaia di
anni. E l’uomo non ha mai smesso
di cercare nuove sostanze tossiche.


di Marco Ferrari

uomo si è sempre ispirato alla natura. Per nelle esecuzioni capitali. L’avvelenamento del resto è un im-
scoprire nuovi metodi di caccia, per inven- portante protagonista della letteratura e della mitologia greca:
tare nuovi strumenti, per curarsi con le Achille ed Ercole morirono avvelenati. Anche nell’antica Roma
piante. Nell’uso medicinale, però, spesso il veleno era un’arma politica piuttosto comune: secondo lo sto-
basta una piccola esagerazione della dose... e il paziente muo- rico Livio, l’omicidio con sostanze vegetali velenose nelle alte
re. Ma anche l’utilizzo consapevole su altri uomini di sostanze sfere della società era diffuso già nel 331 a.C. e somministrarlo a
letali usate per la caccia ha probabilmente una lunga storia. tavola non era certo un evento raro. Un esempio illustre è quel-
Così, da questi antichissimi usi, nacquero i veleni killer. lo di Nerone, noto per l’abilità di “liberarsi” dei membri inde-
Le prime civiltà, come quella cinese, scoprirono molte so- siderati della sua famiglia: con l’aiuto della sua “avvelenatrice
stanze tossiche o velenose; si tramanda che il leggendario im- personale”, Locusta, uccise il fratello Britannico col cianuro.
peratore cinese Shennong (che visse circa 5.000 anni fa) avesse
assaggiato decine di sostanze per scoprirne le proprietà. Alcu- RAFFINATI ASSASSINI
ne, presumibilmente veleni, lo fecero stare molto male. Inol- La tradizione di avvelenare le persone per scopi di potere è sta-
tre, risalgono al 4000 a.C. i primi riferimenti alla dea sumeri- ta quindi una costante di tutta la storia umana, e non solo in
ca Gula (chiamata anche Ninisina) definita come “Dea della Europa. Nel Medioevo e nel Rinascimento gli episodi di avve-
guarigione”, ma anche “Controllore dei veleni nocivi” in una lenamento furono molto frequenti. Uno dei più completi trat-
tavoletta scritta in caratteri cuneiformi nel 1400 a.C. tati di tossicologia, il De venenis di Sante Arduino, è della fine
Una fonte fondamentale per la storia della tossicologia è in- del ’400. Contiene una lista apparentemente interminabile di
fine il papiro Ebers, che risale al 1550 a.C.: menziona oltre 700 piante e minerali velenosi. Il libro non era per tutti, in parte
sostanze e più di 300 ricette che descrivono incantesimi e in- per il quasi universale analfabetismo, in parte perché le nozioni
trugli a base di minerali e piante medicinali e velenose. contenute erano decisamente pericolose.
I veleni, vegetali e minerali, si diffusero ancora di più nel Ri-
LA POLITICA DEI VELENI nascimento, specie nelle corti e nei luoghi di potere. A partire
A parte documenti e studi “scientifici” di qualche millennio fa, dal XVI secolo, per esempio, il Consiglio dei Dieci, organo di go-
siamo certi che i veleni servissero proprio a uccidere: un papiro verno veneziano, era solito commissionare, con regolare con-
conservato al Louvre riporta infatti l’utilizzo di una sostanza tratto, l’avvelenamento degli avversari politici. Nel XVII secolo
per scopi letali: “Non pronunciare il nome di Iao (un dio fenicio questo modo di uccidere era diventato una vera arte, tanto che
da cui poi sarebbe derivato anche il dio degli ebrei, ndr), o subi- esistevano scuole sia a Venezia sia a Roma. Allora, però, le co-
rai la pena della pesca”. Di cosa si trattava? I noccioli di pesca noscenze sul funzionamento dei veleni erano ancora scarse, e
contengono glicosidi cianogenici che, in presenza di acqua, per spesso si riteneva che fosse la loro misteriosa preparazione a
esempio nei polmoni... rilasciano cianuro. infondere nelle sostanze proprietà venefiche.
Mal’impiegopiùfamosodiunvelenovegetalenell’antichitàlo In parallelo a questi usi, per così dire, domestici, il veleno e
fece Socrate: bevve la cicuta, il “veleno di Stato”, usato appunto le sostanze vegetali furono usate anche in guerra, su scala

68 | Focus
ANIMAZIONE
ARMA LETALE:
LE STORIE DEI
DECONTAMINATI PIÙ FAMOSI
Un agente dei servizi
AVVELENAMENTI
di emergenza
nell’operazione di INQUADRA
LA PAGINA
“pulizia” a Salisbury CON LA
(Uk), dove è stata APP
INFO A PAGINA 5
avvelenata, con
l’agente nervino
A-234, la spia
russa Skripal.
Peter Macdiarmid /eyevine/Contrasto
Circa 70 sostanze sono
DAI LA
ABORATORI state stoccate o usate come
La ricerca bellica ha prodotto molte sostanze velenose,
con effetti più
agenti di guerra chimica
ù o meno potenti. Molti gas colpiscono
l’apparato resspiratorio o quello nervoso. Questi ultimi,
i gas nervini, sono prodotti chimici che interrompono
nel Ventesimo secolo
la trasmissionne dei messaggi dai nervi agli organi. Force (Raf ) avrebbe usato bombe a gas contro gli iracheni nel
1920. Nel 1925, Francia e Spagna impiegarono gas velenoso
in Marocco. Era diventato chiaro che la guerra chimica aveva
VX. È un coomposto chimico trovato un nuovo ruolo, come strumento attraverso il quale
nervino, svilup
ppato per uso militare. le maggiori potenze potevano controllare i territori ribelli.
È stato scoperto in Inghilterra negli Queste, o simili armi, furono usate anche contro popolazioni
anni Cinquantta. inermi: per esempio dagli italiani in Etiopia nel 1935, quando
oltre 700 tonnellate di iprite furono spedite per essere utiliz-
Sarin. Ageente nervino, scoperto zate dall’Aeronautica.
nel 1938 in Geermania. È letale
anche a conce entrazioni basse; LA SCIENZA AL SERVIZIO DELLA GUERRA
l’inalazione uc
ccide in 1-10 minuti. Il primo vero composto con azione nervina, cioè che agiva sul
sistema nervoso dell’uomo, fu però il tabun, le cui proprietà
Acido cia
anidrico. furono scoperte nel 1936 da Gerhard Schrader, uno scienziato
Composto mo olto semplice, scoperto tedesco alla ricerca di composti organici di fosforo da utilizza-
in Francia nel 1752. È stato usato nei re per un insetticida più efficace. Fu un ulteriore passo nella
campi di conccentramento, in storia della guerra chimica.
Germania, com me Zyklon B. Nonostante la Conferenza dell’Aja del 1899 proibisse questo
genere di armi, così come la successiva Conferenza di Ginevra
Arsenico
o. È un elemento del 1929 sulla guerra chimica, nel periodo tra le due guerre la
chimico, usato o come veleno nelle ricerca di composti che potessero colpire il sistema nervoso
lotte di potere nell’Italia degli insetti ha portato a formulare agenti nervini estrema-
del Rinascime ento. mente tossici anche per l’uomo, come il sarin e il soman.
Il fatto che non siano stati usati nella Seconda guerra mon-
Polonio-2
210. Non un vero diale non significa però, secondo gli storici, che le nazioni ab-
veleno, è un m
metallo radioattivo biano evitato queste armi per ragioni etiche; sono devastanti,
estremamente e tossico. Usato ma troppo lente e difficili da controllare una volta rilasciate.
Getty Images

nell’uccisione dell’agente del Kgb Oltre a ciò, la possibilità di essere ripagati con la stessa moneta
Litvinenko, nel 2006 in Inghilterra. frenò le nazioni più attrezzate. Dopo il 1945, però, le indagini
chimiche sistematiche continuarono, insieme alla ricerca di
nuovi agenti dagli effetti mortali basati sui progressi della tos-
sicologia, della biochimica e della farmacologia.
ben più vasta, fin dall’antichità. Annibale, nel II secolo a.C., E anche ai giorni nostri, benché messe al bando dalla Conven-
raccomandava di lanciare otri con serpenti velenosi contro le zione di Parigi nel 1993, tutte le armi chimiche, non solo i gas
barche nemiche, e nel periodo della dinastia cinese Dong (dal nervini, definite dall’Onu “armi di distruzione di massa”, con-
IX all’XI secolo), i soldati lanciavano palle incendiarie, fatte di tinuano a essere usate. Uno degli episodi più noti si è verificato
fibre di canapa e piante tossiche essiccate (per esempio Aco- durante la guerra Iran-Iraq: oltre 5.000 furono i curdi uccisi
nitum e Croton, entrambe specie velenose), a volte arricchite dal gas al cianuro usato da Saddam Hussein, ad Halabja, il 16
con veleni di serpente. Fu solo però con la nascita della chimica marzo 1988. A usare gas nervini o composti chimici hanno poi
industriale nel XIX secolo che la produzione massiccia e l’uso cominciato anche i terroristi: nel 1995 la setta religiosa Aum
di agenti letali in guerra divennero una possibilità. Shinrikyo usò il sarin nella metropolitana di Tokyo. Le vittime
furono 12 e oltre 6.000 gli intossicati.
AVVELENAMENTI DI MASSA Ma gli utilizzi in guerra non sono certo cessati: piuttosto re-
Il salto di qualità avvenne quando si cominciò a prendere sì cente è stato l’uso del sarin da parte della Siria nell’attacco a
ispirazione dalla natura, ma aggiungendo l’inventiva umana. Ghouta (2013), durante il lungo conflitto tra Bashar al-Assad e
Così, l’attacco da parte dei tedeschi del 22 aprile 1915 a Ypres, i ribelli antigovernativi. La letalità e la facilità di sintesi di que-
in Belgio, con l’utilizzo di gas di cloro, può essere considera- sti composti sembra quindi ancora invitare i peggiori “governi
to come l’inizio della moderna guerra chimica. L’uso durante canaglia”, e non solo, a proseguire nella sintesi e nell’uso di
la Prima guerra mondiale di questa e altre sostanze tossiche terribili sostanze volatili per continuare a uccidere.
(come il fosgene e l’iprite, che prende proprio il nome dalla
città di Ypres) colpì 1,3 milioni di persone, 91.000 delle quali
morirono. Da allora la ricerca scientifica, volta a trovare gas e UNA MOSTRA AVVELENATA
sostanze sempre più velenose, è letteralmente esplosa.
Proprio in questi giorni c’è una mostra dedicata ai veleni
Nel 1919, scorte di fosgene e di iprite furono inviate dalla umani. È intitolata Veleni e magiche pozioni. Al Museo
Gran Bretagna per essere utilizzate in India, e la Royal Air Nazionale Atestino di Este (Pd), fino al 2 febbraio 2020.

70 | Focus
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cultura

Per molti di noi, formule matematiche e gesso


sono solo ricordi di scuola. Per una fotografa
americana, sono quadri. Infatti ne farà un libro.
di Giovanna Camardo - foto di Jessica Wynne

Alla
lavagna
QUIZ
INTERROGAZIONE
DI MATEMATICA:
STORIE,
CURIOSITÀ E...

INQUADRA
LA PAGINA
CON LA
APP
INFO A PAGINA 5

SE UNA NON BASTA...


La lavagna tripla di David Damanik, alla Rice
University (Usa): descrive l’evoluzione nel tempo
di un sistema nella meccanica quantistica. E ha
una bellezza che si coglie anche senza capire le
equazioni. È una delle lavagne di matematici
fotografate da Jessica Wynne per il suo progetto.

Focus | 73
FAMMI UN NODO
Una lavagna dedica
alla teoria dei nodi,
che in matematica
sono curve chiuse
intrecciate (come
vediamo sopra). Ha
applicazioni dalla
fisica alla biologia.
Le figure sono state
disegnate da Sahar
Khan, alla Columbi
University (Usa).

NON CANCELL
La lavagna riem
da Shuai Wa
dottorando d
Columbia Univer
specializzat
geometria algebr
Il progetto di Jes
Wynne si chiama
Not Erase,
cancellare. «È la fr
che si trova su m
lavagne
preservare un lav
in corso da pul
accidentali», d

74 | Focus
SFERA E POI...
Una lavagna usata
dalla matematica
Amie Wilkinson
(University of
Chicago) all’Institut
Henri Poincaré di
Parigi. Mostra alcuni
passi nella
dimostrazione di un
teorema, che ha
provato con un
collega: l’equivalenza
di diversi tipi di
forme, iniziando con
una palla e finendo
con un oggetto sottile
e allungato.

Jessica Wynne
ha fotografato
oltre 100
lavagne, di
matematici di
tutto il mondo

Focus | 75
INGESSATE
La lavagna di Alex
Zhongyi Zhang,
studente della
Columbia University.
Il gessetto permette
di fare schizzi e veloci
correzioni. «E poi il
gesso sull’ardesia ha
una sua bellezza»,
aggiunge Wynne.

PUNTI NERI?
Umorismo da
matematici nella
“vignetta” di Tadashi
Tokieda, Stanford
University (Usa):
ironizza su come i
matematici – costretti
a scrivere... bianco su
nero – disegnino un
cerchio pieno (bianco,
quindi) per indicare un
punto nero e uno
vuoto (nero) per un
punto bianco.

«Un professore di Yale


non cancella la lastra da
3 anni. Sta continuando a
lavorare su una formula»

76 | Focus
COME UN QUADRO
Questa lavagna è
stata fotografata
all’Institute for
Advanced Study (Ias)
di Princeton, negli
Usa, dove insegnò
Albert Einstein. Su di
essa, vediamo
un’“opera” di Helmut
Hofer: al suo
contributo si deve
la nascita di
una nuova area della
matematica nota
come “geometria
di Hofer”.

IL PROGETTO
Anche con le tecnologie di oggi, i
matematici usano le “vecchie”
lavagne, perché sono preziose per
spiegare e per elaborare idee. «Sono
senza tempo. E per molti matematici
sono un importante strumento di
lavoro. Ho appena fotografato quella
di un professore di Yale, che non la
cancella da 3 anni: dice che continua
ad aggiungere qualcosa a una formula
e vuole vederla ogni giorno, lavorando
sul problema», racconta Jessica
Wynne, fotografa e docente al
Fashion Institute of Technology di
New York. Affascinata, Wynne
fotografa le lavagne dei matematici da
un anno. «Fisso un appuntamento con
un matematico, che scrive per me una
formula, o scatto dopo una lezione».
Il progetto diventerà anche un libro:
Do Not Erase (Princeton University
Press), in uscita il prossimo autunno.

SPIEGAZIONE EFFIMERA
La lavagna di Noga Alon,
matematico alla Princeton University
(Usa): è noto per i suoi lavori in
informatica teorica e combinatoria.

Focus | 77
9 DICEMBRE
per
QUI IL CONVEGNO
INTERNAZIONALE
Gli studi realizzati dall’IRCCS
San Raffaele Roma hanno reso
l’Istituto un interlocutore
di primo piano a livello planetario
nell’ambito dell’applicazione
della robotica per la riabilitazione.
Non a caso, il 9 dicembre,
la sede del Centro ricerche
ospita importanti esperti
mondiali del settore
per il convegno internazionale
“Rehabilitation: a future
challenge of Robotics”.

ROBOTICA
PER LA RIABILITAZIONE:
AL SAN RAFFAELE ROMA
IL FUTURO È GIÀ PRESENTE
La terapia robot-assistita contribuisce 1 2
al recupero motorio e alla riabilitazione
GHOO·DUWR VXSHULRUH H LQIHULRUH, anche
in pazienti con danno neurologico
o con malattia neurodegenerativa

l
O VXFFHVVR GL XQD ULFHUFD VFLHQWLˋFD LQQRYDWLYD DSSOLFDWD
alla pratica clinica si basa sull’impiego di conoscenze
interdisciplinari, senza mai perdere di vista la centralità
del paziente, nella consapevolezza che il vero driver
del progresso non è la tecnologia, ma la sua applicazione.
Nell’ambito della medicina, le diverse declinazioni della
robotica rendono disponibili per i pazienti strumentazioni ROBOT ALL’AVANGUARDIA
dedicate, basate sull’utilizzo di tecnologie di precisione 1. Indego dell’americana Parker è l’Esoscheletro robotizzato
H ˋQDOL]]DWH DO PLJOLRUDPHQWR GHOOH FXUH 6L LQFLGH FRV® per la riabilitazione del cammino over-ground. Il primo IRCCS
sia in termini di risultati clinici e di effetti positivi italiano ad essersene dotato.
sui costi sanitari, sia sull’incremento della produttività 2. Dalle più recenti ricerche della californiana Ekso Bionics
e sulla qualità della vita di pazienti e caregivers. di Richmond Ekso NR, l’esoscheletro riabilitativo robotizzato
I dispositivi robotici consentono di muovere passivamente per la deambulazione di persone con deficit motori agli arti inferiori.
OȢDUWR LQWHUHVVDWR VRVWHQHUOR QHO PRYLPHQWR FRQ OD ˋQDOLW¢ Ad oggi, l’unico in Europa è nella palestra robotizzata
di migliorare il controllo motorio, la forza muscolare, del Centro di Riabilitazione Fondazione San Raffaele (ASL BR 1)
OD FRRUGLQD]LRQH DWWUDYHUVR FRPSLWL VSHFLˋFL H ULSHWLWLYL di Ceglie Messapica (Brindisi, Puglia).
sanraffaele.it LA PAROLA
AL DIRETTORE
SCIENTIFICO
“Il parco tecnologico robotico dell’IRCCS
San Raffaele consente di intensificare
il trattamento riabilitativo, personalizzare
gli esercizi in relazione alle caratteristiche
del paziente, alle necessità, all’entità del danno
(neurologico o ortopedico) con l’obiettivo
ultimo di migliorarne la qualità di vita.
Ciò significa” - spiega il direttore scientifico
del Centro ricerche dell’IRCCS San Raffaele
Roma, Massimo Fini - “incidere anche
sull’adesione del paziente al trattamento
PALESTRA ROBOTICA Le dotazioni tecnologiche della palestra robotica e sulla sua risposta psicologica all’intervento
dell’IRCCS San Raffaele Roma rendono più facili, misurabili ed efficaci motorio, facilitando il riapprendimento
le terapie riabilitative. dei gesti motori. Parliamo di dispositivi che
influiscono in maniera significativa sul recupero
funzionale in quanto consentono di erogare
trattamenti sicuri, intensivi e ripetibili;
standardizzati e ripetibili; inoltre, grazie all’integrazione con esiti quantificati, grazie alla registrazione
di sensori, consentono la misurazione esatta delle caratteristiche dei dati sui movimenti effettuati e sulla forza
ˋVLFKH GHO PRYLPHQWR H GHOOD IRU]D SHUPHWWHQGR XQD YDOXWD]LRQH esercitata dal paziente; permettono di definire
funzionale, strumentale, oggettiva e avanzata. Esistono e standardizzare i trattamenti e personalizzarli,
due tipologie di sistemi. adattandoli alle caratteristiche personali
I sistemi end-effector si agganciano al segmento corporeo e cliniche del paziente. I sistemi robotici
da riabilitare attraverso un effettore, connesso con collegamento vanno considerati pertanto come una
meccanico alla persona. Permettono di compiere un minor risorsa clinica e gestionale che consente
numero di movimenti rispetto alle articolazioni umane,
di elaborare trattamenti riabilitativi di precisione
ma l’adattamento del paziente è semplice. La riabilitazione
è ripetitiva, intensiva e orientata al compito e permette e personalizzati, garantendo al paziente
DO ˋVLRWHUDSLVWD GL SLDQLˋFDUH DJJLRUQDUH H SHUVRQDOL]]DUH di ottenere la migliore qualità di vita
il protocollo terapeutico in base alle esigenze e alla funzione possibile, obiettivo ultimo della riabilitazione”.
UHVLGXD UHJLVWUDQGR H TXDQWLˋFDQGR D RJQL VHGXWD SDUDPHWUL
quali forza, precisione del lavoro, traiettorie seguite.
I sistemi esoscheletrici sono dispositivi indossabili
che replicano e impongono un movimento coerente a quello delle gambe in tempo reale, per minimizzare atteggiamenti
svolto dalla persona. I gradi di libertà di movimento PRWRUL GL FRPSHQVD]LRQH FKH SRWUHEEHUR LQˌXLUH VXO FRUUHWWR
sono comparabili a quelli delle articolazioni sulle quali si vuole processo di riapprendimento motorio. Altro esoscheletro
DJLUH 6RQR VLVWHPL SL» FRPSOHVVL ULVSHWWR DJOL HQGHIIHFWRU SHU OD ULDELOLWD]LRQH GHO FDPPLQR ª ,QGHJR 3DUNHU 
H LO ORUR XWLOL]]R ª SL» OLPLWDWR VLD SHU L FRVWL VLD SHU XQ SL» SL» OHJJHUR H IDFLOPHQWH LQGRVVDELOH FRQ DGDWWDPHQWR
GLIˋFLOH DGDWWDPHQWR WUD SD]LHQWH H GLVSRVLWLYR SL» UDSLGR GD SDUWH GHO SD]LHQWH H XQD HOHYDWD FDSDFLW¢
di personalizzare la terapia riabilitativa.
$OOȢ,5&&6 6DQ 5DIIDHOH 5RPD OD WHUDSLD URERWLFD GXUDQWH Anche per l’arto superiore è di recente acquisizione
il trattamento riabilitativo, è integrata dalla realtà virtuale LO VLVWHPD $UPHR 3RZHU +RFRPD  XQ HVRVFKHOHWUR URERWLFR
FKH ULFUHD FRQ LO FRRUGLQDPHQWR GHO ˋVLRWHUDSLVWD H WUDPLWH per la riabilitazione degli arti superiori con ben sei gradi
OȢXWLOL]]R GL KDUGZDUH H VRIWZDUH VSHFLˋFL XQ DPELHQWH DGDWWR di libertà e che permette anche la riabilitazione della mano
al paziente, proponendo esercizi interattivi, offrendo feedback grazie a un ulteriore modulo riabilitativo e a una vasta libreria
visivi, uditivi, cinestesici che creano interesse e divertimento. di esercizi svolti attraverso videogiochi. Tutti i dati
Tali interventi riabilitativi coadiuvano l’intensità, vengono registrati automaticamente nell’archivio personale
la ripetitività di un esercizio e la stimolazione multisensoriale del paziente per poter tenere traccia delle sessioni
e grazie al fattore dato dal piacere del gioco, ottimizzano e dei miglioramenti ottenuti.
i meccanismi neurobiologici della plasticità cerebrale Oltre a ciò, nuovi studi iniziano a mostrare la possibilità
e quindi l’aderenza alla terapia. di valutare la performance, attraverso algoritmi avanzati
Per gestire al meglio queste complesse tecnologie, GL LQWHOOLJHQ]D DUWLˋFLDOH H DSSUHQGLPHQWR DXWRPDWLFR
L ˋVLRWHUDSLVWL H L PHGLFL SDUWHFLSDQR D FRUVL GL IRUPD]LRQH per consentire la modulazione in tempo reale dei parametri
FRQWLQXL H VRQR FHUWLˋFDWL DOOȢXVR GHOOH VWUXPHQWD]LRQL ˋVLFL GHOOȢHVHUFL]LR IRU]D YHORFLW¢ UHVLVWHQ]D PHWULFKH
SHU JDUDQWLUH DO SD]LHQWH LO SL» FRUUHWWR SURFHVVR ULDELOLWDWLYR GHO PRYLPHQWR  FRPSUHQGHUH LO JUDGR GL DIIDWLFDPHQWR
JDUDQWLUH OȢRWWLPL]]D]LRQH GHOOȢHIˋFDFLD H SUHGLUH OD ULVSRVWD
Il Gruppo San Raffaele può vantare robot riabilitativa. Nuovi sviluppi tecnologici integreranno
di recentissima concezione, ad esempio i nuovi esoscheletri OH SRVVLELOLW¢ GHOOD URERWLFD ULDELOLWDWLYD LQ XQ DPELWR SL» YDVWR
(NVR 15 %LRQLFV  FKH PRGLˋFDQR OD UHJROD]LRQH GHL PRYLPHQWL e innovativo che riguarda la sfera cognitiva.
a cura di Isabella Cioni

Domande
& RISPOSTE

PERCHÉ L’ALCOL
È COSÌ PERICOLOSO
PER CHI GUIDA?

Getty Images
N el 2018 in Italia sono avvenuti ben
5.097 incidenti stradali in cui
almeno uno dei guidatori coinvolti
0,2 e gli 0,4 g/l e nell’intervallo 0,5-0,8
si aggiunge una riduzione delle
capacità di giudizio e di individuare
variabili come età, fattori genetici,
condizioni psicofisiche, malattie,
assunzione di farmaci. L’alcol viene
aveva abusato di alcol. Per l’Istat, gli oggetti in movimento. I riflessi sono assorbito per il 20% dallo stomaco e
incidenti di questo tipo sono in alterati, così come la capacità di per l’80% dalla prima parte
aumento: l’8,7% del totale contro il reazione agli stimoli sonori e luminosi dell’intestino, passa nel sangue e viene
7,8% del 2017. Altri dati preoccupanti: il (come i clacson e i fari delle altre auto). metabolizzato nel fegato. Il picco
5,1% degli automobilisti alla prova del Con un’alcolemia di 0,5 g/l il tempo di alcolemico, cioè la massima
“palloncino” è risultato positivo e i più frenata passa da 0,75 secondi a 1,5 concentrazione di alcol nel sangue,
multati per guida in stato di ebbrezza secondi e si stima che con valori viene raggiunto in circa 30 minuti
sono i giovani tra i 25 e i 32 anni. Non compresi tra 0,5 e 0,9 g/l il rischio di dall’assunzione a digiuno, in un’ora o
basta. L’alcol è ancora più pericoloso di incidente stradale sia 11 volte superiore due a stomaco pieno. Finché il fegato
quanto emerge da questi dati: neppure alla norma. Dagli 0,9 ai 1,5 g/l vi è non ne ha terminato la digestione,
mantenersi al di sotto del limite legale alterazione dell’equilibrio e della attraverso un enzima che si chiama
del tasso alcolemico per la guida (0,5 capacità di giudizio assieme a una alcol deidrogenasi, l’alcol continua a
grammi di alcol per litro di sangue) è compromissione della visione e della circolare e si diffonde nei vari organi. A
sufficiente per mettersi al volante sicuri. percezione di forme, colori, dimensioni livello cerebrale interferisce con diversi
Secondo l’Osservatorio nazionale alcol e distanze. Quando il tasso alcolemico neurotrasmettitori, le sostanze
dell’Istituto superiore di sanità, già tra raggiunge o supera i 1,5 g/l l’incidente chimiche che trasmettono i segnali tra i
gli 0,1 e gli 0,2 g/l vi è un calo di è quasi certo: il rischio sale da 1 (guida neuroni. Tra questi il GABA (acido
vigilanza, attenzione, autocontrollo e con zero alcol in corpo) a 380. gamma-amino-butirrico), un
un’iniziale riduzione del coordinamento Cervello. L’impatto dell’alcol sulla neurotrasmettitore che inibisce il
motorio e della visione laterale: per singola persona non è prevedibile. sistema nervoso centrale: ne potenzia
raggiungere questo livello, a un uomo Infatti, a parità di alcol ingerito le l’azione e di conseguenza il cervello
che pesi meno di 90 kg basta una birra persone possono raggiungere livelli di risulta “rallentato”. Inoltre, blocca
leggera. La situazione peggiora tra gli alcolemia differenti in funzione di l’attività del neurotrasmettitore

Focus | 81
INFORMAZIONE PUBBLICITARIA

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loti, dare vita a gare di gruppo o partecipare a campionati online per veri
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Monza, ha aperto al pubblico il primo McSIM MONZA della MC SIMULATOR
SNC, neosocietà di studio e progettazione di simulatori di guida professionali
al servizio degli esperti del settore, ma anche di gruppi di amici desiderosi di
passare una serata “rombante”.
FORMAT Sette postazioni FORMULA e tre GT altamente tecnologiche, con
attuatori di altissimo livello che regalano una percezione di guida reale. Il tutto,
pilotato da workstation create appositamente per noi da PC Hunter di De-
sio, in grado di supportare software come ASSETTO CORSA della KUNOS
su schermi a Led di ultima generazione e visori VR, per una sensazione di
realismo mai provata finora.
MC SIMULATOR nasce dall’idea di tre amici, Alessandro Capizzi, informatico Ci occupiamo di informatica e elettronica da molti
con la passione per i motori, Mario Perillo, professionista amante dei videogio- anni, questo ci ha permesso di sviluppare un know
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sia automobilistico (professionisti e non) e sia
MCSIM MONZA, porta la firma creativa di Beppe Riboli, progettista di Cre- del settore videoludico di divertirsi, di imparare
ma, noto per le sue opere di design e architettura. Ha ideato decine di locali di a guidare veicoli non per tutti e di conoscere i
tendenza in Italia e all’estero. vari circuiti a livello mondiale ora anche con la
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Domande
& RISPOSTE
CIBO

Quanti esseri viventi


mangiamo?

Getty Images
I 7,7 miliardi di esseri umani che abitano la Terra
consumano un’enorme quantità di cibo. Ma le
specie viventi di cui effettivamente ci nutriamo sono
pochissime. Tre quarti del nostro fabbisogno
alimentare proviene infatti da sole 12 specie animali e maiali, pecore e capre (il pesce, nelle varie specie,
vegetali. E sebbene esistano circa 12 mila piante rappresenta solo il 17% del consumo mondiale di
commestibili (il 4% delle 300.000 specie conosciute), proteine animali). Questa nostra scarsa fantasia nel
in realtà ne mangiamo non più di duecento. nutrirci è considerata un pericolo per l’ecosistema
Poca varietà. Riso, grano, mais e patate terrestre, perché la forte industrializzazione di
contribuiscono da soli al 60% del cibo di cui l’umanità coltivazioni e allevamenti contribuisce al fenomeno
si nutre. Mentre per quanto riguarda il consumo di del riscaldamento globale, ma anche perché sta
carne, la nostra alimentazione dipende quasi rapidamente riducendo la biodiversità, ovvero
esclusivamente dall’allevamento di bovini, polli, l’abbondanza di specie viventi. (P.C.)

Un uomo di 70 kg Una donna di 70 kg


raggiunge raggiunge
un’alcolemia di... un’alcolemia di...
Con 1/4 di vino a 12° 0,5 g/litro 0,6 g/litro
Con 1/2 litro di birra a 7° 0,6 g/litro 0,65 g/litro
Con 100 cc di alcolico a 40° 0,6 g/litro 0,7 g/litro

Quanto dura l’effetto


0,8

0,6

0,4
Imppatto dell’alcol
0,2 contenuto in due
lattine di birra
nell’organismo
Ti piacciono le
0
30 min 1 ora 2 ore 3 ore 4 ore 5 ore 6 ore 7 ore
di un uomo
di 70 kg di peso.
domande &
glutammato in aree del cervello come impiegherà circa un’ora e 40 minuti per
risposte? Puoi
la corteccia prefrontale, che regola
l’autocontrollo: così si diventa più
eliminare un’Unità alcolica che è pari a
12 grammi di alcol e corrisponde a un
trovarne tante
istintivi, disinibiti e si sottovalutano i
rischi delle proprie azioni.
bicchiere di vino (125 cc) o a una lattina
di birra (330 cc), oppure a una dose
altre, curiose e
Tempi. Quanto occorre aspettare standard di superalcolico (40 cc). In approfondite, su
prima di rimettersi al volante? Il corpo
metabolizza da 60 a 200 mg di alcol
generale, il tempo per metabolizzare
un’Unità alcolica può variare da 1 a 4 Focus D&R:
all’ora moltiplicati per i kg di peso
dell’individuo. Ad esempio, un soggetto
ore. Una soluzione per conoscere la
propria alcolemia prima della guida: il nuovo numero
di 70 kg con un ritmo di smaltimento
dell’alcol di 100 mg all’ora, in 60 minuti
l’acquisto di un etilometro. Si trovano
anche online, a diverse fasce di prezzo. è in edicola!
ne metabolizza 7 g. Il che significa che (Margherita Zannoni)

Focus | 83
Domande
& RISPOSTE
STORIA

Perché le campane suonano a mezzogiorno?


A questa tradizione, oggi viva
soprattutto nei piccoli centri,
contribuì in modo decisivo un episodio
dell’estate 1456. Al tempo le armate
musulmane di Maometto II, che nel
1453 avevano preso Costantinopoli,
assediarono Belgrado, nel regno
d’Ungheria, pronte a dilagare
nell’Europa cristiana, e così papa
Callisto III, allarmato, ordinò a tutte le
chiese di suonare quotidianamente le
campane a mezzogiorno, con l’obiettivo

Getty Images
di richiamare più fedeli possibile alla
preghiera in quel frangente di crisi.
Vittoria. Lo scampanio del
mezzogiorno era in verità già diffuso in
molte regioni europee, assieme a quello andava a lavorare, si pranzava e si invasori, ma a quel punto, proprio in
delle 6:00 e delle 18:00, sia per invitare rientrava a casa. commemorazione della vittoria, il rito
alla preghiera sia per scandire, Quanto a Callisto III, in molti luoghi la delle campane di mezzogiorno
soprattutto nelle campagne, i momenti sua richiesta giunse tardiva, quando gli s’impose definitivamente in tutto il
topici della giornata, cioè quelli in cui si ungheresi avevano già scacciato gli mondo cristiano. (M.L.)
SPECIALE SALUTE

OGNI ULTIMA DOMENICA DEL MESE

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universo

Il nostro satellite
naturale ha un effetto
stabilizzatore sull’asse
terrestre che ha
mantenuto costante
il clima della Terra.
di Simone Valtieri

non ci fosse
la Luna forse
non ci saremmo
neanche noi
DA LONTANO
La Terra vista
dall’orbita lunare
nel corso della
missione Apollo
11, nel luglio

Nasa
del 1969.

iente più lune storte... ma neanche lune NASCITA ESPLOSIVA


di miele, chiari di luna, lupi ululanti Tra il 1961 e il 1972, le missioni del programma spaziale
(questo però è un luogo comune), can- Apollo furono importanti anche perché procurarono le in-
zoni e poesie al nostro satellite, per non formazioni scientifiche necessarie a comprendere la nascita
parlare delle eclissi. Senza la Luna in cielo, dovremmo ab- del nostro satellite. «Quando nel 1969 arrivarono sulla Terra
bandonare una miriade di connessioni che da sempre hanno i primi campioni lunari, si osservò che avevano una compo-
contribuito a formare la nostra identità. Anzi, se 4,5 miliar- sizione e una densità media simile a quella della crosta terre-
di di anni fa un “impatto gigante” non avesse causato la na- stre, e un’età paragonabile a quella delle più antiche rocce
scita del satellite terrestre, è possibile che oggi neanche nostrane», spiega Enrico Flamini, professore di planetologia
esisteremmo. Se invece, per assurdo, spuntasse nei cieli la all’Università D’Annunzio di Chieti-Pescara. Ciò conferma
“Morte Nera” – celeberrima arma distruttiva dell’universo che la nascita della Luna sarebbe avvenuta a seguito di un
cinematografico di Star Wars – e polverizzasse all’improv- impatto cosmico tra una proto-Terra, ancora non del tutto
viso il nostro satellite, le ricadute sull’esistenza umana sa- raffreddata, e un corpo celeste (che gli scienziati chiamano
rebbero gravissime, meritevoli di entrare nella sceneggiatu- Theia) grande circa un terzo del nostro Pianeta. L’immane
ra di un film catastrofico hollywoodiano. collisione avrebbe staccato dalla crosta e dal mantello, i

Focus | 87
UN ASSE STABILIZZATO
L’asse di rotazione della Terra è inclinato di circa 23,5°. È questa
inclinazione che produce le stagioni, esponendo il Pianeta al Sole in
modo diverso nel corso dell’anno. La Luna stabilizza l’angolo, evitando
sbalzi climatici estremi che sarebbero pericolosi per le specie viventi.

23,5°

TROPICO
DEL CANCRO

EQUATORE

TROPICO DEL
CAPRICO NO

Science Photo Library/Agf

Senza il nostro satellite,


le giornate durerebbero
Westend61-RF/Agf

solo 6 ore invece di 24


due strati più esterni della Terra, un grande volume di materia parve sul nostro Pianeta circa 3,9 miliardi di anni fa, subito
che iniziò a orbitare attorno alla Terra, addensandosi e solidi- dopo l’epoca di maggiore bombardamento della Terra e della
ficandosi fino a dare origine alla Luna. Luna da parte di asteroidi e meteoriti», conferma Flamini. In
effetti, se proviamo a immaginare una Terra senza l’influenza
UN PIANETA DIVERSO gravitazionale della Luna, avremmo a che fare con un Pianeta
Ma come sarebbe oggi il nostro Pianeta se questo impatto con stagioni molto irregolari (o addirittura senza stagioni) e
non fosse avvenuto? «Sarebbe molto diverso per tanti aspetti», privo di maree significative (fenomeno quest’ultimo che ha
avverte Flamini. «La Luna ha avuto un’influenza sostanziale contribuito a rimescolare il brodo primordiale, un’ancestrale
sulle dinamiche della Terra, funzionando innanzitutto come miscela di sali inorganici e composti chimici a base di carbo-
stabilizzatore del suo asse di rotazione, limitandone cioè le nio, da cui si pensa sia nata la vita). Se forme di vita fossero
oscillazioni, e ponendo le condizioni per lo sviluppo di forme comunque riuscite a nascere, sarebbero probabilmente meno
di vita». In sostanza, l’asse terrestre oggi è inclinato di circa varie e ricche di quelle attuali. E avrebbero avuto peculiarità
23,5° e, grazie all’attrazione gravitazionale che la Luna esercita diverse: per esempio, gli animali notturni avrebbero potuto
sulla Terra, questo angolo varia pochissimo e molto lentamen- sviluppare caratteristiche di fluorescenza adatte al buio to-
te. In assenza della Luna vi sarebbe invece stato il rischio di tale. Se poi, contro ogni pronostico, l’uomo avesse comunque
ampi spostamenti dell’asse, che avrebbero dato origine a cam- avuto l’opportunità di apparire, avrebbe avuto a che fare con
biamenti climatici repentini e violenti, mettendo a rischio la un’agricoltura dalle dinamiche differenti, non avrebbe misu-
nascita stessa della vita sul nostro Pianeta. rato il tempo in mesi, e si sarebbe ritrovato con un giorno di
durata media assai più breve di quello attuale.
VITA ANCHE GRAZIE ALLA LUNA
Gli studi suggeriscono che la vita sia apparsa sulla Terra poco UNA TROTTOLA VELOCISSIMA
dopo la stabilizzazione dell’asse di rotazione, avvenuta alla Tra le influenze che la Luna ha sul nostro Pianeta, spicca in-
fine del periodo che gli scienziati chiamano Late Heavy Bom- fatti il contributo al rallentamento della sua rotazione. «Se la
bardment (“Intenso bombardamento tardivo”). «La vita ap- Luna non esistesse, indubbiamente la velocità di rotazione

88 | Focus
SALE E SCENDE LA MAREA
Le maree sono causate dalla gravità della Luna e del Sole (per quest’ultimo,
l’effetto è circa il 46% di quello della Luna). Quando Sole e Luna sono
allineati con la Terra (sotto, a destra), i loro effetti si sommano e l’alta marea
è molto elevata. In teoria, due alte maree sono separate di 12h 25m circa.

Science Photo Library/Agf

EFFETTI LUNARI
Bassa marea a
Brora, in Scozia.
Sotto, barbagianni MAREA DI QUADRATURA MAREA DI SIGIZIE
comune. In Luna
piena, le sue
piume bianche LA TOP TEN DELLE CANZONI DEDICATE ALLA LUNA,
riflettono molto la
luce e le sue
DA SINATRA A VASCO ROSSI, DA MINA AI PINK FLOYD
prede si bloccano,
venendo 1 Frank Sinatra
Fly me to the Moon 3 R.E.M.
Man on the Moon 5 Mike Oldfield
Moonlight Shadow 7 Mina
Tintarella di Luna 9 Gianni
Luna
Togni
catturate.
2 Andy Williams
Moon River 4 Shivaree
Goodnight Moon 6 Pink Floyd
Dark Side of the Moon 8 Fred Buscaglione
Guarda che Luna 10 Vasco Rossi
Dillo alla Luna

MITI, RELIGIONI E TEMPO


La presenza della Luna ha stimolato, sin dai tempi più
antichi, miti e religioni, influenzando i ritmi e le abitudini del
nostro quotidiano. Molti popoli veneravano sia la Luna sia il
Sole, ossia i due oggetti celesti meglio visibili dalla Terra, e
Rolf Nussbaumer/naturepl.com/Contrasto

con poche eccezioni attribuivano al nostro satellite un ruolo


femminile legato alla fecondità.
Ciò avvenne probabilmente per due motivi: la quasi
coincidenza del ciclo lunare con quello mestruale femminile
(anche se le moderne ricerche scientifiche non mostrano
alcuna correlazione tra i due cicli) e la sua azione sulle
maree, che la mette in relazione con i movimenti dell’acqua,
l’elemento che rende fertile la natura.
della Terra ne soffrirebbe, visto che senza di essa il centro di Ma la Luna è servita anche come orologio naturale. Il
rotazione del sistema Terra-Luna, attualmente influenzato regolare ripetersi delle sue fasi, attraverso forme sempre
dalla gravità lunare, andrebbe a coincidere con quello della uguali e riconoscibili (crescente, piena, calante, nuova), ha
Terra», spiega l’esperto. «Funziona come per le ballerine, che infatti scandito – e in alcuni casi continua a farlo – i
se allargano le braccia girano più lentamente, mentre se le calendari tradizionali di culture millenarie come quelle
chiudono ruotano più veloci. Senza la Luna, sarebbe come celtica, cinese e araba. La durata media di una lunazione,
se il nostro Pianeta stringesse le braccia». Stando ai calcoli 29,5 giorni, d’altronde, ben si presta a cadenzare un
degli scienziati, in assenza della Luna avremmo giorni che periodo intermedio tra il giorno (la rotazione del nostro
durerebbero circa 6 ore, quindi con cicli di luce e buio molto Pianeta attorno al proprio asse) e l’anno (la rivoluzione del
più serrati. Un altro fattore essenziale sarebbe la drastica sistema Terra-Luna attorno al Sole).

Focus | 89
riduzione delle maree, non più così ingenti visto che il Sole anche anche gli strati interni della Terra subiscono l’influsso
influisce in maniera molto minore a produrle. I cambiamen- della gravità lunare. Se il nostro satellite scomparisse ci sa-
ti più evidenti si avrebbero sulla fauna delle zone costiere rebbe quindi un riassestamento geologico; un’era caratteriz-
e sulla morfologia degli estuari dei fiumi, ed è possibile che zata da violenti terremoti e da devastanti eruzioni.
non avremmo nemmeno i coralli nella forma che conosciamo
oggi, poiché molti di essi, per la loro riproduzione, si sincro- LA SPINTA TECNOLOGICA
nizzano con il ciclo delle fasi lunari. Se non ci fosse la Luna, infine, è probabile che il progresso
tecnologico avrebbe intrapreso vie un po’ differenti e quasi
OCEANI SCONVOLTI E TERREMOTI certamente più lente. Non averla nel cielo avrebbe influito
Che cosa accadrebbe invece nell’ipotesi (irreale) che un gior- solo relativamente sulla nostra comprensione dei fenomeni
no la Luna si volatilizzasse all’improvviso? «Immediatamen- dell’universo, il cui studio è iniziato in epoche remote. Ma
te vi sarebbe un cambiamento nel ciclo delle maree, e a ri- senza un corpo celeste così “a portata di mano” non avremmo
sentirne sarebbero prima di tutto gli organismi costieri a esso mai avuto quella accelerazione tecnologica dovuta, a partire
legati», suggerisce Flamini. «Un’altra conseguenza sarebbe il dagli anni ’50 e ’60, proprio alla storica “corsa” che vide coin-
cambiamento di livello degli oceani, con una distribuzione volti Stati Uniti e Unione Sovietica per raggiungerla, poi pro-
dell’acqua diversa da quella odierna». seguita con la colonizzazione dello spazio poco oltre la nostra
Inoltre, esattamente come nel caso in cui la Luna non fos- atmosfera e con la costruzione di Shuttle, satelliti e della Sta-
se mai nata, il nostro Pianeta tornerebbe ad avere un asse di zione Spaziale Internazionale. «Più in generale, se è vero che
rotazione “ballerino”. Le conseguenze immediate sarebbero avremmo comunque osservato il cielo con le sue stelle e i suoi
un rapido scioglimento dei ghiacci ai Poli e la loro comparsa pianeti, va sottolineato come l’esplorazione robotica dello
in quelle che attualmente sono le zone equatoriali. Tali scon- spazio e la possibilità per l’uomo di andare in volo oltre la Ter-
volgimenti climatici porterebbero a conseguenze biologiche ra siano state facilitate proprio perché c’era la Luna, a suo
e geopolitiche pesantissime, con imponenti migrazioni degli modo vicina e “ospitale”. Non sarebbe infatti stato possibile
esseri umani verso le zone più vivibili. Tutto qui? No. Perché realizzare fin dall’inizio un viaggio su Marte», chiosa Flamini.
Anche se, a dire il vero, negli anni ’60 qualcu-

Se non ci fosse stata la Luna, no ci pensò. Fu Wernher von Braun, scienzia-


to e ingegnere tedesco passato agli Usa dopo

l’esplorazione umana dello spazio la Seconda guerra mondiale. Sapeva però che
bisognava preparare le tecnologie adeguate, e

sarebbe stata più complicata che la Luna sarebbe stata un ottimo trampo-
lino intermedio per farlo.

I PRIMI ARRIVATI
Buzz Aldrin, fotografato
sul suolo lunare da Neil
Armstrong. La Luna ha
rappresentato il primo, e
finora unico, obiettivo
raggiungibile dall’uomo
al di fuori della Terra.

Nasa

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Focus | 93
IGOODI
The Digital You sei tu, ma virtuale
Un Avatar per semplificarci la vita grazie a un’avanzata piattaforma tecnologica.
È l’umanesimo digitale realizzato da Igoodi con The Digital You

Al giorno d’oggi una delle frasi che fra il nostro IO reale (I) e il nostro entro poche ore la propria copia
sentiamo dire più spesso è “Sono IO digitale (I). digitale. Una volta realizzato il proprio
su Internet”. Senza dubbio questa Igoodi si presenta al mercato come Avatar, l’utente Igoodi sarà in grado di
affermazione è verissima per tutto un sistema integrato, altamente gestirlo grazie all’applicazione mobile
quanto riguarda le nostre attività, tecnologico e composto da più parti. Igoodi, disponibile per entrambi i
i nostri interessi, le nostre relazioni La prima di queste è la cabina sistemi operativi iOS e Android.
e naturalmente i nostri divertimenti. di scansione, il punto d’ingresso
In altre parole, quasi tutto di noi oggi dell’intero sistema. Il suo nome è Ma soprattutto è pronto a godere
è in grado di “essere su Internet”, The Gate: ha un design avveniristico, dei benefici di una piattaforma
con la sola eccezione del nostro corpo, è completamente automatizzata ed tecnologica progettata per erogare
inesorabilmente destinato a restare è dotata di una tecnologia tra le più nel tempo servizi diversi, tutti
confinato al mondo fisico. avanzate del settore che permette rigorosamente avatar-based. La
Per mettere fine a questo limite di eseguire la scansione completa a gamma di questi è varia e immaginata
c’è voluta un’idea imprenditoriale 360° del corpo fisico in pochi secondi per arrivare a coprire differenti ambiti
innovativa, una startup 100% italiana, e con la massima precisione. della nostra vita. Alla base della
un team di Millenials fondatori e Oltre a rilevare l’immagine della filosofia di Igoodi c’è infatti l’Avatar
anni di intensa ricerca tecnologica. persona, la scansione raccoglie anche inteso come facilitatore personale,
Il risultato è la prima piattaforma un ampio set di misure morfologiche qualcosa in grado non solo di farci
digitale esclusivamente pensata per utili a molti scopi. divertire ma soprattutto di aiutarci
Avatar, dedicata cioè alla scansione L’esperienza che si vive all’interno a semplificare l’esistenza quotidiana.
della figura umana e alla creazione di The Gate è facile, rapida e molto Questa visione della tecnologia a
e gestione del suo alter ego digitale. intuitiva. Una curiosa novità è che supporto di un nuovo Umanesimo
durante il processo si viene guidati digitale ha portato Igoodi ad
Sostanzialmente un servizio del futuro da un assistente-avatar che ci mostra essere oggi l’unica realtà di questo
che già oggi è fra noi, il cui potenziale cosa fare passo dopo passo. L’intero nuovissimo mercato a possedere
si può leggere già nel nome della procedimento di scansione non una vision multisettoriale per quanto
company: IGOODI, dove il potenziale richiede più di qualche minuto e una concerne l’utilizzo dell’avatar nei vari
positivo (GOOD) vuole creare un ponte volta terminato è possibile ricevere contesti del vivere quotidiano.
INFORMAZIONE PUBBLICITARIA

Medical Health: nel mondo della salute, riducendo in questo modo il problema
e in particolare in campo ortopedico, dei resi. È inoltre possibile far indossare
l’avatar e la scansione del corpo all’avatar (in sostanza a noi stessi)
rendono possibile la stampa di tutori abiti e accessori generati in 3D e farlo
3D coerenti con le misure fisiche del sfilare nel nostro PC o Smartphone.
paziente. In campo dermatologico L’innovazione può rivoluzionare anche il
si generano importanti possibilità mondo professionale delle sfilate e dei
diagnostiche, ad esempio per quanto servizi fotografici per moda: attraverso
riguarda la mappatura dei nei. l’avatar diventa infatti possibile
In tema di riabilitazione motoria, certificare l’aspetto e le misure fisiche
mostrare al paziente un altro “se stesso della modella o del modello anche se
digitale” che compie correttamente nel momento del casting non sono
un determinato movimento può fisicamente presenti.
stimolare positivamente i suoi neuroni
specchio facilitando così il cervello Gaming & Entertainment: gli amanti
nell’apprendimento del movimento dei videogame e i professionisti degli
stesso. Più in generale l’Avatar può e-sport possono entrare in prima
essere corredato da un ampio set persona nel vivo dei loro giochi preferiti
di informazioni sanitarie su di noi, fino attraverso un semplice download
al punto di diventare una “cartella del proprio avatar. Un’esperienza
clinica con la forma del nostro corpo”. immersiva a 360 gradi che assottiglia
sempre più il confine tra reale e virtuale
Sport & Wellness: gli sportivi, e non e che permetterà alle piattaforme di
solo, possono verificare i progressi gioco e alle console di coinvolgere
legati alla propria forma fisica e ancora di più i propri utenti.
visualizzare in 3D i risultati degli
allenamenti attraverso il confronto Social Network: gli utenti possono
di scansioni periodiche del proprio divertirsi a creare contenuti originali
avatar corredate dalle misure corporee. col proprio avatar per poi condividerli
Le informazioni connesse possono sui canali social. Anche i brand
Per seguire il mondo inoltre essere messe a disposizione di possono dare vita a nuove esperienze
per i consumatori e per i loro avatar,
personal trainer ed esperti fisioterapisti
degli Avatar: e nutrizionisti per programmare il aumentando così l’engagement e la
percorso di miglioramento dello stato notorietà della propria marca.
fisico dei clienti e dei pazienti.
igoodi.eu Oggi, al suo debutto, Igoodi offre un
Fashion: grazie all’ampio e completo servizio rivolto esclusivamente al
instagram.com/igoodiavatar set di misure fisiche dell’utente mercato Business to Business, ma nel
automaticamente rilevate durante la suo essere allo stesso tempo Company
facebook.com/IGOODIAvatar
scansione, diventa possibile acquistare e Laboratorio di ricerca il suo prossimo
capi di abbigliamento su e-commerce obiettivo è già all’orizzonte: rendere la
con la certezza della taglia esatta, piattaforma accessibile a tutti.
comportamento

vissero per sempre felici e contenti... Quan-


do un film o un libro si chiude con il trionfo
del protagonista, ci aspettiamo che sia pro-
prio così, cioè che sia “per sempre”. Eppure,
ci dicono le ricerche, non accade: perfino dopo la vincita di una
enorme somma di denaro oppure dopo la promozione o l’inca-
rico attesi da una vita, si torna, nel giro di pochi mesi, al livello
di soddisfazione generale che si provava prima dell’evento for-
tunato. Alcune ricerche condotte negli Usa sulle persone che
avevano beneficiato di forti vincite o di grosse eredità lo dimo-
strano: a distanza di due anni i neomilionari non erano più fe-
lici di quando non avevano grosse disponibilità finanziarie.
Anzi, qualche volta lo erano meno, impegnati a gestire le con-
tinue richieste di soldi da parte di parenti e amici.

POCA AMBIZIONE
Bisogna rassegnarsi, dunque: la felicità non ci viene “naturale”,
e soprattutto non siamo fatti perché duri a lungo. L’evoluzio-
ne, insomma, non ci ha disegnati per la gioia continua ma per
renderci abbastanza efficienti da ricavare dal nostro ambien-
te tutte le possibili risorse e quindi riprodurci. La capacità di
trovare soddisfazione per ciò che facciamo o per gli obiettivi
che riusciamo a raggiungere è un mezzo, non un fine. Il che si-
gnifica che l’evoluzione usa la felicità (o meglio la ricerca della
felicità) per spingerci a compiere azioni utili a tramandare i
nostri geni. E avere successo serve ad attrarre l’interesse dei

Felicitàvo’
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UMORI ALTERNI
Essere più felici possibile è un
desiderio comune a qualsiasi
cultura nel mondo. Perfino i popoli
che nella loro lingua non hanno la
parola “felicità”, ne conoscono
però il concetto.

possibili partner, e quindi a perpetuare la specie. In uno studio


condotto negli Usa da Shigehiro Oishi, dell’Università della
Virginia, sono stati esaminati i livelli di felicità riportati da un
vasto campione di individui negli anni Ottanta, quando erano
studenti. I ricercatori sono poi andati a cercare le stesse per-
sone oltre 20 anni dopo e hanno scoperto che gli individui che
nella vecchia indagine si ritenevano moderatamente felici, a
distanza di tempo erano quelli che guadagnavano di più, men-
tre chi si considerava molto felice guadagnava più o meno come
chi aveva detto di sentirsi infelice.
Insomma, chi è troppo soddisfatto della propria vita di solito
non è molto ambizioso e non fa grandi passi avanti. Le perso-
ne che si pongono come obiettivo quello di scalare la gerarchia
sociale, per esempio, spesso sono anche quelle che hanno la
sensazione che “manchi” loro qualcosa. Ecco perché l’evolu-
zione ci ha forgiati come individui mediamente felici, con la
possibilità di avere momenti di grande contentezza durante la
propria vita, certo, ma con la tendenza a tornare sempre inevi-
tabilmente al proprio livello di soddisfazione base.

LA VERSIONE BREVE: LA GIOIA


Ma il punto è: che cos’è la felicità? Quando si cerca di rappre-
sentarla si usa un sorrisone stilizzato, una risata, o immagini
che raffigurano momenti di euforia (come abbiamo fatto anche
noi in questo servizio). Ma in realtà quella è gioia, non felici-
tà. «La gioia è un’emozione, e come tutte le emozioni dura

Va e viene, non si capisce bene cosa sia, ma


l’evoluzione ha voluto che la inseguissimo.
Perché? Per stare bene, così da avere
successo e perpetuare la propria stirpe.

cercando
di Raffaella Procenzano

Focus | 97
SI PUÒ MISURARE
LA FELICITÀ
DI UN POPOLO? 7,5
ISLANDA 7,7
FINLANDIA
5,6
È quello che cerca di fare il World RUSSIA
happiness report, stilato ogni anno
7,6
dalle Nazioni Unite, che riguarda 156 NORVEGIA
Paesi nel mondo. L’indice, che va da 0 7,3
a 10 (ma nessuna nazione si posiziona SVEZIA
sopra 8 o sotto a 2), misura sei diversi
parametri: Pil pro capite, solidarietà 7,0 7,6
IRLANDA DANIMARCA
sociale, aspettativa di vita sana, libertà 7,1
nelle scelte di vita, generosità e REGNO
UNITO 5,3
corruzione percepite. La media nel BIELORUSSIA
7,0
mondo è circa 6,3 e l’Italia si posiziona GERMANIA 6,2
esattamente a quel livello (6,2), ma POLONIA
molti Paesi europei la superano
(vedi illustrazione a destra). In 5,6
PORTOGALLO
6,6 7,2
realtà, questo indice più che la AUSTRIA
FRANCIA 6,0
felicità misura le condizioni necessarie
ROMANIA
per essere felici (un buon tenore di
vita, una comunità in cui la solidarietà
è importante ecc...) per cui molti 6,4 5,0
SPAGNA BULGARIA
studiosi criticano il Rapporto, e fanno
notare che non si può misurare 6,2
collettivamente qualcosa che riguarda ITALIA
4,3
soprattutto i singoli individui. UCRAINA
5,3
GRECIA
5,7
MALTA

La nostra capacità di essere felici


è, in parte, scritta nel cervello
Getty Images

e varia da persona a persona


poco, raramente più di un minuto. La contentezza è invece un di tanto né dall’esito di elezioni politiche, né da eventi sportivi
umore e può durare molti minuti o anche molte ore», fa notare e nemmeno dalle catastrofi naturali (se non colpiscono diret-
Dylan Evans, autore di diversi saggi sulle emozioni. «Quando tamente l’individuo o la sua famiglia, ovviamente).
le persone usano la parola felicità intendono la soddisfazione
nella vita reale, qualcosa che è più vicino alla contentezza che IL SUCCESSO COME RISULTATO
alla gioia». Insomma, non è un’emozione, ma più un “umore di Allora, che cosa bisognerebbe fare per essere felici, o perlo-
fondo” che però, è vero, ci rende più o meno sensibili alle emo- meno esserlo il più possibile? L’unica strategia è accrescere
zioni momentanee. Insomma, se siamo fondamentalmente proprio quella “soddisfazione di fondo” che ci permette poi di
soddisfatti, ciò che ci accade di positivo ci dà più gioia. godere di più delle grandi o piccole gioie della vita. In parte si
Che per ognuno di noi esista un livello base di felicità e che tratta di una qualità innata, legata al temperamento allegro e
quest’ultimo sia abbastanza costante lo prova anche uno stu- alla tendenza all’ottimismo: i ricercatori dell’Università Vrije
dio pubblicato nel marzo scorso dai ricercatori dell’Università di Amsterdam hanno verificato, nel 2017, che le persone che di-
dell’Iowa (Usa): hanno preso in esame le frasi usate dagli utenti chiarano di essere molto soddisfatte della vita hanno un ippo-
di Twitter per esprimere il grado di soddisfazione per la propria campo (una piccola zona del cervello legata alla conservazione
vita nel corso di due anni per vedere se esistevano circostanze delle memorie) un po’ più grande della media, mentre Wataru
in cui la contentezza migliorava o peggiorava. Hanno così sco- Sato, dell’Università di Kyoto, in un’analoga indagine ha trova-
perto che la felicità, sia individuale sia collettiva, resta stabile to più materia grigia nel precuneo, una zona cerebrale coinvol-
nel tempo e che l’umore “di fondo” non viene influenzato più ta nella riflessione su se stessi. Con quali meccanismi queste

98 | Focus
Leonardo:
l’uomo che anticipò il futuro
TEST

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QUANTO SEI
“PREDISPOSTO”
ALLA
FELICITÀ?

INQUADRA
LA PAGINA
CON LA
APP
INFO A PAGINA 5

COLLABORARE
Le ricerche dimostrano
che i bambini più felici
sono quelli che imparano
meglio a collaborare con
gli altri: qualità che
consentirà loro, da adulti,
di avere successo.

caratteristiche rendano tendenzialmente un po’ più felici non speranza, divertimento e altre emozioni positive (di solito in
è noto, ma una cosa è certa: con il sorriso facile un po’ ci si nasce. compagnia di amici o persone care) è il vero fattore che costru-
E molto si decide durante l’infanzia. Uno studio condotto da isce il nostro benessere di base», afferma Cohn. Per aumentarle,
John Coffey, psicologo dell’Università del Tennessee, ha veri- possiamo in ogni caso fare molto. Per esempio, essere generosi:
ficato che più i bambini provano emozioni positive, più restano in un esperimento condotto all’Università di Chicago, 96 stu-
soddisfatti anche da adulti, ma soprattutto raggiungono buoni denti universitari hanno ricevuto 5 dollari al giorno. A una metà
risultati negli studi e sul lavoro. Analizzando i dati di un maxi- di loro è stato detto che potevano spenderli per se stessi, all’altra
studio psicologico che è durato quasi trent’anni (il Fullerton metà che dovevano spenderli per gli altri. Gli psicologi hanno
Longitudinal Study, partito nel 1978), Coffey ha trovato un’alta misurato la soddisfazione dei due gruppi ogni giorno, per una
correlazione tra l’aver avuto molti momenti in cui le relazioni settimana di seguito. Ma mentre la soddisfazione di chi spen-
con genitori e amici erano piene di allegria durante l’infanzia e deva per sé diminuiva, quella di chi era generoso con gli altri
l’essersi poi diplomati all’università, trovando quindi un buon no. Studi differenti hanno dimostrato che gli atti di gratitudine
impiego. Insomma, di sicuro i successi nella vita danno grandi e gentilezza (dati e ricevuti) sono in assoluto quelli che aumen-
soddisfazioni, ma è anche vero che i momenti di gioia porta- tano di più il benessere individuale. Anche mentalmente, la
no più facilmente al successo. «Le emozioni positive aiutano i semplice ricerca di qualcosa di cui dovremmo essere grati (af-
bambini a partecipare a giochi sociali, a impegnarsi e a esplo- fetti, successi ecc.) ha un effetto benefico: attiva la regione del
rare. Tutte queste azioni provocano la costruzione di abilità tronco encefalico che produce dopamina e aumenta la quantità
personali (per esempio la resilienza) e sociali (per esempio di serotonina in un’altra zona del cervello, la corteccia cingolata
l’arte della mediazione) che li rendono più portati al successo anteriore. Si tratta di due neurotrasmettitori collegati proprio
e a superare le avversità», spiega lo studioso. alle sensazioni di benessere.
Naturalmente non c’è bisogno di essere ricchi per essere ge-
DARE E AVERE nerosi. Però, inutile negarlo, l’assenza di grandi necessità eco-
Di più: secondo Michael Cohn, neuropsicologo dell’Università nomiche è uno dei prerequisiti più importanti per riuscire a
della California a San Francisco, le emozioni positive sono pro- essere felici. Anche perché con un po’ di soldi si possono com-
prio alla base di quella “soddisfazione di fondo” che tutti noi prare per esempio nuove esperienze, uno dei fattori che incre-
misuriamo mentalmente quando ci chiedono di valutare quan- mentano di più il benessere di base: le ricerche dimostrano che
to siamo felici. «Le ricerche ci dimostrano che aumentano il no- un viaggio (meglio se insieme a qualcun altro con cui condivi-
stro livello di felicità molto di più di una promozione sul lavoro o derne il ricordo) è preferibile a comprare un gioiello o una mac-
di una vincita di denaro. Avere occasioni di provare gratitudine, china di grossa cilindrata.

Essere grati e generosi, arricchire i propri ricordi con


esperienze da condividere con altre persone.
Ecco, per la scienza, il segreto della felicità
100 | Focus
tecnologia

Il frigorifero
dei record
È stato appena ultimato il freezer più grande d’Italia,
tutto automatizzato, dove 40mila tonnellate
di verdure vengono conservate a -25 °C. Siamo andati
a vedere come è fatto e come funziona.
di Riccardo Oldani - foto di Luca Rotondo per Focus

guardarlo da fuori pare un capannone indu- prirlo entriamo nella cella frigorifera in un giorno di metà ot-
striale simile a molti altri. Certo, è assai tobre, una data scelta con attenzione, subito prima dell’inizio
grande, praticamente quanto uno stadio di della lunga fase di raffreddamento destinata a portare in un
calcio: 120 metri di lunghezza per 65 metri mese o poco più l’interno ai -25 °C voluti. «Il raffreddamen-
di larghezza. Ed è anche alto 30 metri, come un palazzo di 10 to della cella», ci dice Valter Zino, direttore generale impianti
piani. Ma nulla, se non forse i camion-frigorifero fermi a cari- e tecnologie di Orogel, «è un momento critico e va fatto con
care e il fatto che la struttura si trovi nel sito produttivo di un’a- estrema lentezza, perché l’abbassamento troppo rapido della
zienda di surgelati, lascia intendere dall’esterno ciò che questa temperatura può avere effetti anche disastrosi sulle strutture:
struttura è nella realtà. E, cioè, il più grande freezer d’Italia, e il cemento e le parti in acciaio potrebbero ritrarsi e trascinare
uno tra i più grandi d’Europa. con sé l’involucro esterno con i pannelli utilizzati per la coi-
bentazione. In passato ci sono stati episodi di celle frigorifere,
UNA SCATOLA MOLTO FREDDA di piccole dimensioni, che sono collassate per questo motivo».
Siamo a Cesena, nel principale centro di produzione di Oro-
gel, azienda con particolarità che la fanno pioniera nel campo TUTTO AUTOMATIZZATO
(v. riquadro nelle prossime pagine). E siamo qui per scoprire L’automazione è un altro aspetto fondamentale: qui tutto viene
come questa enorme, freddissima scatola sia stata pensata e trasportato in modo automatico, riducendo al minimo l’inter-
costruita nell’ambito di un progetto che ha richiesto 40 milioni vento dell’uomo. «Questo avviene», sottolinea Zino, «sia per
di investimenti e che vedrà sorgere anche un impianto di con- sfruttare al meglio lo spazio disponibile, grazie a un software
fezionamento e un’altra cella frigorifera simile, ma più piccola. che sa immediatamente dove collocare o prelevare il prodotto,
L’enorme magazzino, interamente automatizzato e da poco sia per migliorare le condizioni di lavoro del nostro personale,
entrato in funzione, è mantenuto a una temperatura di -25 °C, che non è più costretto, come si fa in un ciclo tradizionale, a
distribuita in modo uniforme in tutto l’immenso volume, ben entrare e uscire continuamente da ambienti a -25 °C per mo-
230.000 m³, capace di contenere 50.000 pallet, cioè 400.000 vimentare le verdure surgelate».
quintali di verdure surgelate. Un prodotto che viene stoccato Il cuore della struttura è l’enorme magazzino, esteso 14.000
qui, proveniente dai vicini impianti di surgelazione, già pronto m². L’impatto con il suo interno è impressionante. Pare un’al-
per essere inviato ai punti vendita oppure “semilavorato”, cioè tissima cattedrale, completamente buia e illuminata solo da
in attesa di passare alle linee di confezionamento. Ma come si luci a Led, in cui invece delle colonne si innalza sopra le nostre
progetta e si costruisce un “mostro” di tali dimensioni? Di qua- teste una foresta di travi d’acciaio che partono dal pavimento
li soluzioni tecnologiche e impiantistiche necessita? Come si e arrivano al soffitto. Hanno una duplice funzione: sostenere
fa a mantenere stabile la temperatura, riducendo al minimo i 12 livelli interni in cui vengono collocati i pallet di surgelati
le dispersioni? E come si fa a generare il freddo necessario a e reggere l’intera struttura, anche con funzione antisismica.
ricreare un pezzo di Artico nel cuore della Romagna? Per sco- Sono 2.812 i sostegni autoportanti ancorati al pavimento,

102 | Focus
RIGORE
MATEMATICO
Gli scaffali in
acciaio nella
grande cella
refrigerata di
Orogel a Cesena.
Si sviluppa su 12
livelli ed è gestita
interamente da
mezzi automatici.

ANIMAZIONE
NUMERI E
CURIOSITÀ
SULL’IMPIANTO
AVVENIRISTICO

INQUADRA
LA PAGINA
CON LA
APP
INFO A PAGINA 5
RAFFREDDATO AD AMMONIACA
Nelle foto da 1) a 3), l’impianto frigorifero a due stadi di
compressione, per portare la temperatura a 0 °C nei locali di
2
servizio e a -25 °C nelle celle di stoccaggio. Qui sotto (1)
il separatore intermedio che raccoglie l’ammoniaca usata per
il raffreddamento. A destra (2) un ricevitore di liquido refrigerante,
alcuni compressori (3) e alcune navette agganciate a un binario
sospeso nell’anti-cella, dove il prodotto viene messo sui pallet (4).

Per essere perfettamente


piana, la struttura
poggia su 486 pali
infissi nel terreno
per mezzo di 13.360 bulloni che penetrano in altrettanti fori mento della spedizione le navette sapranno esattamente dove
praticati nella soletta di cemento del pavimento. «C’è voluto il recuperarla.
lavoro ininterrotto per 10 mesi di una squadra di 40 operai per Mantenere la temperatura voluta all’interno di questo enor-
montare tutti gli elementi metallici del magazzino», dice Zino. me volume è possibile grazie a una sapiente combinazione tra
gli impianti che generano il freddo, quelli che fanno circolare
IL SISTEMA DI TRASPORTO l’aria all’interno e soluzioni ingegneristiche adottate per ridur-
La selva di travi d’acciaio è interrotta a intervalli regolari da re al minimo le dispersioni. «Dobbiamo immaginare questo
corridoi stretti e lunghi quanto l’intero magazzino, in cui scor- magazzino», dice Zino, «come un’enorme scatola perfettamen-
rono, guidati da due binari, le “navette”, cioè le piattaforme mo- te coibentata, praticamente senza dispersioni verso l’ambiente
bili che collocano in totale autonomia il prodotto sugli scaffali. esterno e verso la falda idrica sotterranea che, se dovesse ghiac-
Si tratta di “trasloelevatori”, cioè di elementi che spostano in ciare, creerebbe seri problemi al funzionamento dell’impian-
orizzontale (traslano) e in verticale (elevano) la merce. Memo- to». Per ottenere il massimo isolamento termico, dice ancora
rizzano la posizione in cui sistemano ogni pallet e la trasmetto- Zino, «l’involucro è stato realizzato con pannelli “sandwich”
no al software di gestione. ad alta coibenza, costituiti da due pareti parallele di lamiera
La totale automazione guidata dalla gestione informatica in mezzo alle quali viene iniettata una miscela di poliuretano
permette la tracciatura di ogni prodotto. Quando sarà il mo- espanso. La schiuma poliuretanica è altamente infiamma-

104 | Focus
3

DAL CAMPO ALLA CELLA FRIGORIFERA IN UN’ORA


Quanto tempo ci mette un dove avviene la surgelazione, di igiene, non si surgela mai un
fagiolino, o qualsiasi altra verdura, come quello di Cesena dove prodotto “crudo”) e poi surgelato
a diventare un surgelato dal sorge il nuovo magazzino in impianti a letto fluido (le verdure
momento in cui è stato raccolto refrigerato che raccontiamo in in pezzi piccoli) o a spirale (i
nei campi? Anche meno di un’ora, questo articolo. prodotti di dimensioni più grandi).
garantiscono alla Orogel. Infatti la Dall’ingresso nell’impianto, il Il processo può durare da un
società si è organizzata per ridurre prodotto appena raccolto viene minimo di 40 minuti a un massimo
al minimo la durata dell’intero selezionato da grandi linee di di 70/80 minuti per surgelati come
processo. Tutti i campi dove sono cernita che separano tutti i corpi il “Cubello” una sorta di sfoglia
coltivati i suoi prodotti sono di estranei; viene poi sottoposto a realizzata con un metodo
proprietà dei 1.558 soci della sei fasi di lavaggio e risciacquo, brevettato, sovrapponendo e
cooperativa e si trovano a non più “scottato” in acqua bollente per porzionando in cubetti foglie di
di un’ora di distanza dai centri un tempo brevissimo (per ragioni verdure come spinaci o bietole.

Focus | 105
230
MILA
METRI CUBI,
IL VOLUME
TOTALE DELLA CELLA DI
CONSERVAZIONE

400
MILA
QUINTALI,
LA PORTATA
MASSIMA STOCCABILE
NELLA STRUTTURA

40
MILIONI DI EURO,
L’INVESTIMENTO
CHE È STATO
NECESSARIO IMPIEGARE
PER LA REALIZZAZIONE

L’ULTIMO STADIO
L’anti-cella, con i sistemi di
trasporto a rulli che caricano
direttamente i surgelati
sui camion frigoriferi.

Quando la struttura si raffredda,


bile, per cui abbiamo deciso di adottare un
prodotto innovativo, che abbiamo contribuito
a sviluppare insieme con il produttore e che
abbiamo certificato. Una delle sue caratteri- si contrae. E ogni imperfezione
stiche, diversamente dal poliuretano espanso
“normale”, è la capacità, in caso improbabile rischierebbe di farla collassare
d’incendio, di impedire alla fiamma di propa-
garsi e di produrre esalazioni».
La coibentazione non riguarda solo pareti e soffitto, ma an- lavorazione che manteniamo tra 0 °C e -5 °C, e una per produr-
che il pavimento. «La soletta su cui poggia il magazzino», dice re i -25 °C necessari alle celle di conservazione».
Zino, «è anch’essa una sorta di sandwich, con uno strato super- Attiguo al grande magazzino refrigerato si trova poi un altro
ficiale di calcestruzzo di 85 cm, uno strato isolante di 18 cm in ambiente, la “anti-cella” di spedizione, che si apre sull’ester-
polistirene, elastico ed estremamente resistente al carico, che no con sette portoni automatici, chiamati baie. E alle baie si
si congiunge alla coibentazione delle pareti, e un’altra base sot- accosta l’apertura posteriore dei camion frigoriferi, pronti a
tostante di calcestruzzo di 85 cm». Questo spessore di oltre 1,8 ricevere il carico.
m è poi sostenuto da 486 pali infissi in profondità nel terreno,
con lunghezze variabili tra 20 e 36 m. «Questa palificazione», SUL CAMION A TEMPO DI RECORD
spiega Zino, «serve ad assicurare la massima planarità del pa- Anche qui l’automazione è massima e la temperatura è con-
vimento della cella che, su 120 m di sviluppo in lunghezza, non trollata per non interrompere la cosiddetta “catena del fred-
supera un dislivello di 15 mm. Il fatto che tutto sia perfetta- do”. In altre parole, il prodotto surgelato non si trova mai in
mente in piano ci assicura la massima precisione nella costru- situazioni in cui potrebbe anche solo parzialmente scongelar-
zione e conferisce maggiore stabilità a tutto il magazzino, la cui si. Come funziona questa parte della struttura? Anche in que-
vita operativa è stimata in almeno 50 anni». sto caso, è Valter Zino a venire in nostro soccorso con la rispo-
Il freddo necessario a tenere l’enorme cella a -25 °C è ge- sta: «Il sistema informatizzato che governa il magazzino», ci
nerato da una centrale che utilizza come fluido refrigerante dice, «conosce il calendario delle spedizioni e l’orario dell’ef-
l’ammoniaca, la sostanza più utilizzata per questi scopi a livello fettivo arrivo dell’automezzo. Di conseguenza prepara nel mo-
industriale perché più facile da gestire su queste dimensioni e mento desiderato il carico, disposto su tre “rullerie” (sorte di
meno dannosa per l’ambiente rispetto a quelle usate negli im- passerelle a rulli che spostano velocemente i pallet). Le rulle-
pianti di refrigerazione e climatizzazione domestica. Il ciclo rie sono tre per ogni baia di carico perché sono dimensionate
non genera soltanto il freddo per la cella, ma recupera anche per ospitare la massima quantità di pallet, cioè 34, che può
calore dai compressori utilizzati per l’ammoniaca, utilizzato contenere l’autoarticolato. Anche la disposizione del carico è
per un sistema di riscaldamento a pavimento “affogato” nella studiata con intelligenza, tenendo già conto della sequenza
soletta del magazzino. La sua funzione è creare un’ulteriore inversa di scarico. In questo modo l’operatore che lavora
barriera a una possibile dispersione verso la falda acquifera. «Il nell’anti-cella dovrà effettuare soltanto gli ultimi controlli per
nostro», spiega Zino, «è un ciclo “bistadio”, in cui, cioè, l’am- verificare che tutto sia in ordine e corrisponda alla pianifica-
moniaca viene sottoposta a due compressioni successive, una zione». Ogni cosa è stata studiata per riempire un camion
per ottenere l’energia frigorifera usata nei locali di servizio e di anch’esso a tempo di record: appena 25 minuti.

106 | Focus
scienza sportiva

TATAMI E
PALESTRA
Manuel Lombardo
è nato a Torino il
4 dicembre 1998.
Pratica il judo
dall’età di 3 anni e
ha vinto il titolo
mondiale juniores
2018. Il suo debutto
nel mondo “senior” è
stato entusiasmante.
Gareggia nella
categoria 66 kg.
L’equilibrio del
TATAMI
Il judo è uno sport di efficienza cinetica. Manuel
Lombardo non è più soltanto una promessa, è già un
campione con un obiettivo: andare a Tokyo e vincere.
di Giorgio Terruzzi - Foto di Niccolò Cambi per Focus

Niccolò Cambi/Massimo Sestini

Focus | 109
Nella vita di un judoka sono necessari
testa, rigore e disciplina. Ogni gesto è
automatico, non c’è tempo per pensare

giovane, è tosto, è forte, è ambizioso. Manuel Francesco Bruyere lo allenano, lo guidano, lo consigliano come
Lombardo ha soltanto ventuno anni (è nato a due genitori supplementari: «Io sono innamorato di questo
Torino il 4 dicembre 1998), ma è qualcosa di sport. Ogni rinuncia, la disciplina ferrea, gli allenamenti fanno
più di una promessa del judo italiano, in vista parte del percorso che ho scelto e che accetto. Anche se talvolta
dei Giochi di Tokyo 2020. Campione del mondo juniores lo faccio fatica, soprattutto sul fronte dell’alimentazione, perché
scorso anno, ha esordito tra i senior battendo subito i protago- devo stare nel peso, visto che gareggio nella categoria 66 kg».
nisti della scena internazionale, vincendo l’oro nel Grand Prix Ha due orecchie accartocciate, al pari di un rugbista di prima
di Tel Aviv e confermandosi ai vertici del ranking ai Mondiali linea, una faccia da teppa, una convinzione quasi impressio-
2019 dopo la prova iridata. nante: «In questo sport conta la testa, nel bene e nel male. Pen-
so sia il mio punto di forza. Combatto contro atleti preparati
DIETRO UN CAMPIONE C’È SEMPRE UNA FAMIGLIA e determinati quanto me. La differenza la fa la voglia, che nel
Un enfant prodige che sorride e diventa tenero quando ricorda mio caso è fortissima. Come se facesse parte della mia natura».
l’inizio del suo “viaggio”, nella sua Torino: «Ho cominciato a 3 Per lo stesso motivo è sempre dalla testa che possono arrivare
anni grazie a mio fratello Daniel che ha 6 anni più di me», ci rac- i guai. «La vita di un atleta è come una strada stretta e dritta:
conta. «È stato il mio mentore, anche se ha smesso per avviare bisogna fare attenzione a non sgarrare. Ci vuole rigore e disci-
il suo studio di osteopatia e fare il papà. A lui devo la passione plina. Non c’è spazio per le concessioni, nemmeno quando una
per il judo. A mio padre Salvatore e a mia mamma Giusi devo piccola deviazione dal programma sembra una cosa da nulla,
proprio tutto. Gestiscono insieme un’impresa di pulizie, han- una piccola eccezione meritata».
no fatto molti sacrifici per aiutarmi. E, non appena ho vinto il
Grand Prix, tutti miei risparmi li ho usati per regalare loro una AMICI DI PALESTRA
nuova automobile. Un piccolo gesto che spero di ripetere molte Non fa una piega Manuel, nemmeno quando pensa ai suoi ami-
altre volte in futuro». ci, a chi, alla sua stessa età, di “deviazioni” ne fa tante, più vol-
Origini siciliane, una vita sul tatami, continue trasferte tra il te al giorno: «Non mi pesa affatto rinunciare al divertimento,
Piemonte e il Centro federale di Ostia dove Raffaele Toniolo e forse perché faccio questa vita da molto tempo. Oppure per-

Anticipare
e reagire.
Forza fisica
e resistenza

Una regola
fondamentale:
“leggere”
in anticipo
l’avversario
Lombardo in azione
nel Centro federale
di Ostia accompagnato
dal suo allenatore,
Francesco Bruyere,
ex atleta di livello
internazionale. Il lavoro
si basa su un mix tra
potenza, resistenza e
riflessi per anticipare se
possibile l’intenzione
dell’avversario.

110 | Focus
Analisi e tecnica

ché i miei amici alla fine sono tutti compagni di allenamento».


«Il lavoro quotidiano di Manuel Lombardo si sviluppa
sia sul piano tecnico sia su quello atletico.
Ovviamente, trattandosi di una specialità divisa per
Un’amicizia che travalica l’agonismo: «Mi dispiace per molti di pesi degli atleti, l’attività in palestra è molto accurata
loro che si sono dedicati generosamente a questo sport per anni perché deve seguire un modello di prestazione
senza però riuscire a ottenere i risultati che sto ottenendo io». compreso tra aerobico-anaerobico e lattacido. La
Non pensiate però che Lombardo non abbia spirito competi- potenza deve crescere senza aumentare troppo la
tivo. Ne ha da vendere. La sua grinta traspare in ogni frase, ma massa. Quindi, il tema centrale riguarda la forza
diventa tangibile quando parla di ciò che sogna in questi mesi: abbinata alla resistenza».
la sua prima Olimpiade. «Sono convinto che non abbia senso
partecipare e basta. Mi piace fare ciò che faccio e lo faccio per Francesco Bruyere ha 39 anni, è un ex judoka di
vincere. Ma il mio obiettivo, a essere sincero, è un altro: lascia- primissimo ordine (due medaglie d’argento ai
re un segno nel judo ed essere guardato, un giorno, come quei Mondiali 2005 e 2010). Atleta delle Fiamme Azzurre,
campioni che ammiravo quando ero un ragazzino». allena Lombardo nel Centro federale di Ostia in
collaborazione con il preparatore atletico Romano
Felice. La preparazione si sviluppa su sei giorni su
sette con una pausa di mezza giornata il giovedì e
riposo la domenica. Due ore e mezza al mattino sul
tatami, due ore e mezza al pomeriggio in palestra.
Anche se il programma varia: «Prepariamo uno
schema di lavoro all’inizio di ogni mese, fissiamo
obiettivi progressivi e vediamo come gestire ogni
fase. Stiamo parlando di uno sport di combattimento
basato sull’automazione di ogni movimento. In
buona sostanza, si deve arrivare a un livello in cui
l’atleta compie ogni gesto senza pensare. Il motivo è
semplice: non c’è tempo. Trovarsi di fronte a un
avversario significa approfittare di ogni secondo e in
ogni secondo prendere una decisione. Dunque c’è la
necessità di cogliere l’attimo, di sfruttare
istantaneamente un’opportunità, muovendoti di
conseguenza. Altrimenti un’occasione offerta si
trasforma in un’opportunità non solo persa, ma che
va a vantaggio dell’altro».

Un judoka vive tra azione e reazione. Crea per


ricevere una reazione e quindi utilizzarla a proprio
vantaggio: «Più si è bravi, più si è efficaci in questa
lettura e nell’indurre l’avversario a leggere un segno
prodotto appositamente per portarlo fuori strada.
Basta un piccolo accenno di movimento del polso
per generare una fase che va gestita. Quando mi
riferivo all’automazione, intendevo dire che un atleta
deve avere in testa, perfettamente memorizzato,

Focus | 111
una sorta di catalogo completo di gesti tra i quali
scegliere e poi applicare generando, se possibile, una
sorpresa anche attraverso una finta. Cercando, in
aggiunta, di leggere la strategia che l’avversario sta
proponendo. Il tutto considerando che ogni incontro
dura 4 minuti e che un torneo significa affrontare
mediamente 5 incontri in sequenza».

Ci sono atleti che dopo anni di preparazione per una


Olimpiade, sono stati eliminati in un minuto per aver
sbagliato un passo. Un semplice passo ed è fatta, sei
fuori: «La tecnica, come si può capire, non basta per
vincere a livello internazionale. Serve una tenuta
mentale straordinaria per mantenere un livello assoluto
di concentrazione, per gestire lo stress, per indirizzare e
dosare le energie disponibili. Quindi, un allenamento
deve tener conto della forza, della potenza, dell’agilità
al pari della tecnica, anche se alla fine, è l’atleta a fare
la differenza, a far emergere una componente
agonistica decisiva». Il tutto di fronte a giudici che
assegnano vittoria e sconfitta. Oggi, con l’uso della
prova televisiva, una sorta di Var dedicato al judo:
«Meglio, certo, anche se, come nel calcio, le
discussioni non finiscono mai. Basta un centimetro, un
braccio che sfiora il tatami o meno per determinare
l’esito di un incontro e, talvolta, un destino».

Il judo è stato introdotto alle Olimpiadi nel 1964


(per le donne dal 1992). E oggi è uno degli sport più
universali, cioè in cui ci sono più nazioni rappresentate

Cinque ore
di lavoro
sei giorni
su sette

Quando
l’esito del
combattimento
dipende da un
solo istante
Come ogni disciplina
che prevede
l’intervento decisivo
dei giudici, le
discussioni sono
frequenti. Un dettaglio,
un movimento, una
postura possono
portare alla vittoria
o alla sconfitta.
Utilizzando anche
la prova televisiva.

112 | Focus
Schiena a terra:
come si vince
un incontro
Il judo è un’arte marziale, fondata da
Kano Jigoro, che ha come filosofia
“la massima efficienza ottenuta con
il minimo sforzo”. Ci sono 7
categorie di peso maschili e 7
femminili, più la competizione a
squadre miste, con 3 categorie
maschili e 3 femminili. La durata
degli incontri è di 4 minuti per
entrambi i sessi.
Ci sono due tipi di punteggio (v.
disegni sotto): l’ippon, segnato sullo
scoreboard come “10”, pone fine
all’incontro (come il ko nel pugilato),
e viene assegnato a seguito di
un’azione eseguita con velocità,
forza, controllo della proiezione e
caduta dell’avversario di schiena; o
per immobilizzazione e controllo a
terra dell’avversario per 20’’ (10’’ se
si ha già un waza-ari); o, ancora, in
caso di resa dell’avversario, per
strangolamento o leva articolare al
braccio. Il waza-ari (segnato come
“1”) viene invece assegnato quando
manca uno dei 4 elementi
sopraelencati. Due waza-ari valgono
come un ippon e mettono fine
all’incontro. Le penalità (shido)
vengono date dall’arbitro in caso di
passività, uscita volontaria dal
tatami o prese non consentite. Tre
shido portano alla squalifica. Se alla
fine dei 4 minuti c’è parità, si va al
Golden Score: il primo che marca un
punto (waza-ari o ippon) vince.

IPPON
Il judoka bianco “proietta”
l’avversario e lo schiena a terra.

WAZA-ARI
Il judoka bianco atterra l’avversario,
che però rimane su un fianco.
testo e disegni di Federico Gemma

TIPI
ITALIANI Le schede illustrate degli animali
che possiamo incontrare

IL CAMOSCIO APPENNINICO
(Rupicapra pyrenaica ornata)

V iene definito “il camoscio più bello del mondo” per la vistosa livrea invernale che, a confronto del parente alpino, è
caratterizzata da un alternarsi di zone color crema e bruno scuro, e per le corna più lunghe e slanciate. Questa
sottospecie vive solo nelle montagne del Centro Italia, con il nucleo più consistente nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e
Molise. Arrivato sull’orlo dell’estinzione nel 1913, fu emanato un decreto che ne vietava la caccia ma fu solo grazie
all’istituzione del Parco nel 1922 che gli ultimi esemplari, ridotti a poche decine, furono salvati. Si stima che la popolazione
attuale sia di circa 3.200 individui. Per aumentare l’areale e creare popolazioni vitali separate, negli anni ’90 alcuni camosci
sono stati reintrodotti con successo in altre montagne dell’Abruzzo e delle Marche.

DIMENSIONI E PESO
I maschi adulti pesano 30-40 kg,
la lunghezza del corpo è di
100-130 cm e l’altezza alla spalla
(garrese) 70-80 cm.
LE CORNA
Le tipiche corna a
uncino possono
raggiungere i 30 cm.

IL LOOK ESTIVO
In estate, la livrea del manto
cambia vistosamente. Il pelo
è più corto e di colore
nocciola-rossiccio.

ARRAMPICATORE PROVETTO
L’agilità sulle rocce è sorprendente. Gli zoccoli
hanno una particolare conformazione
allungata. I polpastrelli morbidi gli impediscono
di scivolare, mentre il bordo duro delle unghie
gli permette di sfruttare le minime asperità del
terreno per arrampicarsi.

114 | Focus
MASCHI SOLITARI
Vive in ambienti di alta quota, tra i 1.000 e i 2.000 m. I branchi sono composti da femmine
di tutte le età, da cuccioli e da giovani maschi di due o tre anni. I maschi adulti invece sono
solitari, vivono in aree più boscate e si avvicinano ai branchi solo nel periodo degli amori.

CRESCE IN FRETTA
I cuccioli nascono tra la fine
di maggio e l’inizio di giugno.
Grazie al latte materno ricco
di proteine, crescono molto
velocemente, e dopo circa un
anno sono già indipendenti.

TIMELAPSE
GUARDA COME
È STATO
REALIZZATO
IL DISEGNO

INQUADRA
LA PAGINA
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INFO A PAGINA 5

INSEGUIMENTI D’AMORE
Tra ottobre e novembre, durante la stagione dei corteggiamenti,
i maschi, per affermare la propria forza e per difendere l’harem dai
rivali, si esibiscono in spettacolari e forsennati inseguimenti. Solo
in rare occasioni arrivano allo scontro fisico.
La conoscenza e il sapere
sono una sorpresa continua.

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varianti di colore rendono Gaura Walk un Quello che si ottiene è un’acqua ricca di effetti dell’inquinamento più elevato e di
oggetto elegante ed utilizzabile in ogni idrogeno molecolare (H2) che, all’interno un’alimentazione ”stagionale” meno ricca
del nostro organismo, è il più potente di cibi antiossidanti. Se vuoi saperne di più,
antiossidante conosciuto, in grado di approfondisci sul sito www.aitecah2.it
contrastare i radicali liberi responsabili dei oppure chiedi informazioni scrivendo a
processi d’invecchiamento cellulare di tutti i info@aitecah2.it
tessuti dell’organismo.
In particolare Hydrogen Water aiuta a
combattere lo stress ossidativo causato,
ad esempio, dall’inquinamento, dal fumo,
dallo stress, dall’alcol, dalle sostanze
scienza

IL FUTURO
IN PUNTA
DI MATITA
Graphene Flagship

Il grafene è una nuova


forma del carbonio con
innumerevoli potenziali
applicazioni, dalla
trasmissione dati per il 5G
ai vestiti intelligenti.
Ecco a che punto siamo.

Focus | 119
4 6

CONDUCIBILITÀ
ELETTRICA LEGGEREZZA
3 5

GRAFENE
RESISTENZA FLESSIBILITÀ
2 7
Graphene Flagship (8) - Head - Getty Images

PROPRIETÀ
MECCANICHE CONDUCIBILITÀ
TERMICA
10 8

ELETTRONI
STRUTTURA 2D
1 9
VELOCI

CARATTERISTICHE
ELETTROMAGNETICHE TRASPARENZA

MILLE USI ATTORNO A NOI


Il grafene ha molte proprietà, che rendono possibili
innumerevoli applicazioni. Ecco le principali, molte delle
quali sviluppate all’interno della Graphene Flagship.
l futuro è scritto sulla punta di una matita. Se lo po-
1 SENSORI IR Sviluppati 6 RACCHETTE Ci sono tessimo sfogliare, separando uno dopo l’altro i singo-
dalla finlandese Emberion, già diversi prodotti in li strati di grafite che compongono la mina, occupe-
uno spin-off di Nokia, commercio. Il grafene rebbe (solo la punta!) una superficie di alcuni metri
sono utili per l’analisi degli migliora le prestazioni anche
alimenti e delle coltivazioni. di sci e altri articoli sportivi. quadrati. Quanto basterebbe a ricoprire il nostro corpo di tec-
nologie futuristiche. Perché quello strato sottilissimo che si
2 AURICOLARI con 7 CASCO di Momodesign. verrebbe a formare si chiama grafene, una nuova forma del
un’eccellente resa di acuti e Più sicuro e più fresco grazie carbonio che si preannuncia ricchissima di applicazioni. Oggi,
bassi grazie alle proprietà allo scambio termico.
meccaniche del grafene. Sviluppato con l’Istituto
a solo 15 anni dalla “riscoperta” di questo materiale, ci sono sci,
Prodotti da Versarien. Italiano di Tecnologia. racchette da tennis, caschi, auricolari. E questo è niente in con-
fronto a quello che comincia a prendere forma nei laboratori di
3 GOMME PER 8 TECNOLOGIE PER tutto il mondo: circuiti flessibili, vestiti pieni di elettronica e
BICICLETTA DA CORSA IL 5G e oltre. Grazie a una sensori, edifici che autocontrollano il proprio stato e perfino
Prodotte da Vittoria, hanno al proprietà chiave: la velocità
tempo stesso più grip e più degli elettroni (e quindi la cellule artificiali capaci di pattugliare l’ambiente (e il nostro
resistenza all’usura. trasmissione dei dati). corpo) per difenderci dai nemici invisibili – virus, batteri, tu-
Ancora in fase di studio. mori – che minacciano la nostra salute.
4 INCHIOSTRI Cambridge
Graphene produce inchiostri 9 PANNELLI SOLARI
conduttori eco-friendly Il grafene può essere usato
SOTTILE, FLESSIBILE, TRASPARENTE
per la stampa di circuiti come elettrodo trasparente Il grafene è da tanti punti di vista una meraviglia scientifica. Per
elettronici flessibili. per raccogliere l’elettricità dirne una, è stato il primo materiale 2D scoperto, in quanto si
prodotta dalla luce. estende su 2 dimensioni – lunghezza e larghezza – mentre lo
5 VESTITI INTELLIGENTI spessore è veramente minimo: un solo strato atomico. Il ma-
Ancora in fase di studio, 10 SUOLE INTELLIGENTI
questi prototipi in via di Il grafene è in grado di teriale in sé era già stato teorizzato e osservato in precedenza;
sviluppo sono realizzati nei registrare le differenze di ma il vero risveglio di interesse è esploso nel 2004, quando i
laboratori del centro di pressione nei vari punti in due fisici e premi Nobel Andre Geim e Konstantin Novoselov,
ricerca Vtt a Helsinki. cui poggia il piede. in un laboratorio di Manchester, si sono accorti che con un pez-

120 | Focus
NELLO SPAZIO
CONTATTO CON
IL CERVELLO
A destra, un tessuto
cerebrale animale su

Institut Catala de Nanociencia i Nanotecnologia (Icn2)


Dopo le missioni Apollo, nessun essere
cui è poggiato un
circuito a base di umano ha più messo piede sulla Luna. Ora
grafene sviluppato però si comincia a pensare di tornarci, con
nell’ambito del l’idea di costruire una base spaziale
progetto europeo
BrainCom dall’istituto accessibile non solo ad astronauti
Icn2 di Barcellona. professionisti. «Per raggiungere questi
Qui sotto, polveri obiettivi è necessario pensare e costruire un
di grafene di una intero ecosistema artificiale per fornire
società cilena che
sperimenta tessuti acqua, cibo ed energia», dice Carlo Saverio
contro le zanzare. Iorio, dell’Università Libera di Bruxelles. «E il
grafene può fare la differenza, anche perché
è leggero e facile da portare nello spazio.
Può servire per estrarre acqua dal suolo,
vaporizzando il ghiaccio presente nel terreno
per mezzo di elettrodi, e anche per creare
filtri e depositi con pareti antibatteriche. Può
essere usato per irrobustire la struttura a
base di regolite (la polvere lunare) della futura
base spaziale, e per equilibrare gli enormi
sbalzi di temperatura (anche 300 °C) tra parti
esposte al Sole e parti in ombra. Può entrare
nei pannelli solari per produrre energia,
consentendo tra l’altro di ricavare dall’acqua
ossigeno (da respirare) e idrogeno (come
combustibile). E poi sensori per monitorare
l’ambiente, antenne per lo scambio di dati
Reuters/Contrasto

con la Terra e bisturi da stampare in 3D per le


operazioni chirurgiche». Tutte applicazioni,
inutile dirlo, preziose anche sulla Terra.

È flessibile, 200 volte più resistente


zo di scotch appiccicato alla mina di dell’acciaio, trasparente, ottimo
una matita era possibile estrarre un
singolo strato stabile di grafite, con conduttore di elettricità e calore
proprietà che lo rendono unico per
le applicazioni: il grafene è 200 volte più resistente dell’acciaio, nuovi sensori e sistemi di alimentazione e di comunicazione
flessibile, trasparente, leggero, biodegradabile, conduce l’elet- dei dati». E già si pensa a come ricaricare le batterie estraendo
tricità e il calore rispettivamente del 60% e 5 volte più del rame. energia dal movimento, dal Sole e dai campi elettromagnetici
Per questo nel 2013 l’Unione Europea ha lanciato la Graphene che ci circondano.
Flagship, un ambizioso programma di ricerca che coinvolge più
di 160 partner di 21 nazioni (v. riquadro alla prossima pag.), ren- OLTRE IL 5G
dendo di fatto l’Europa leader mondiale nel settore. La Flagship Le stesse batterie, in futuro, conterranno sempre più grafene.
ha generato nuove società (spin-off ) e decine di brevetti inter- «Solo in questo settore si prevede un potenziale di mercato su-
nazionali e di nuovi prodotti (per alcuni esempi, v. schema nel- periore ai cento milioni di euro entro il 2025, con una crescita
la pag. a sinistra). E siamo appena all’inizio di un futuro tutto superiore al 50% annuo», spiega Andrea Ferrari, direttore del
da inventare. Henrik Sandberg, responsabile per la ricerca al Cambridge Graphene Center (Uk). «Già oggi il grafene è usato
centro Vtt di Helsinki, sta sviluppando circuiti flessibili da in- negli elettrodi. È un materiale adatto, perché ha una superfi-
corporare, per esempio, nei vestiti. «Mi occupo soprattutto di cie elevata e resiste bene al passaggio di corrente». Avanzando
elettronica stampata, usiamo cioè inchiostri che contengono nella ricerca, con tecniche più avanzate, si punta a realizzare
grafene per condurre l’elettricità o funzionare come sensori. batterie più leggere o con capacità maggiore a parità di peso.
Così possiamo realizzare circuiti su carta, su plastica e sui tes- Poiché è trasparente, il grafene è adatto anche a realizzare
suti. Rispetto a quelli metallici, sono più resistenti alle pieghe gli elettrodi che raccolgono la corrente generata dalla luce nei
e quindi più adatti, per esempio, a essere indossati. Stiamo svi- pannelli fotovoltaici, e in più può essere usato per migliorar-
luppando materiali e metodi per avere circuiti integrati nei ve- ne l’efficienza. «Ma le applicazioni più interessanti riguardano
stiti, per misurare il movimento, la pressione, il battito cardiaco l’optoelettronica», enfatizza Ferrari. «Oggi il 4% delle emissio-
e altre proprietà che consentono di monitorare le performance. ni di gas serra è dovuto alla trasmissione di dati in Internet; con
Stiamo studiando come integrare sempre più elettronica, con il grafene è possibile ridurre il costo energetico per bit di mille

Focus | 121
volte». Come? Ricordiamo che un bit è un’unità di informazio-
ne, che può valere 0 o 1. «Nei circuiti tradizionali di silicio c’è
consumo di energia sia quando c’è il passaggio di 0, sia di 1. Nei
circuiti con il grafene – che usano materiali più puri e un’archi-
tettura più semplice –, invece, c’è consumo di energia solo nel
momento in cui si passa da 0 a 1 e viceversa». Così è possibile
inviare molti più dati a un costo inferiore e con meno emissioni
di CO2: oggi è un vantaggio; domani sarà una necessità con la
tecnologia 5G e oltre, perché altrimenti con il passaggio di dati
i nostri smartphone si surriscalderebbero in un istante.
E qui si apre un altro campo di applicazione: i cellulari. Per-
ché nel grafene l’elettricità scorre velocissima, dato che gli elet-
troni si muovono come se non avessero massa. E diventa così
possibile gestire i dati super veloci necessari alle telecomuni-
cazioni di prossima generazione.

ANGOLI MAGICI E MURI INTELLIGENTI


Le applicazioni e le ricerche sono davvero tante, a volte sor-
prendenti. Il grafene diventa superconduttore se si sovrappon-
gono tra loro due strati ruotati di un angolo “magico” di 1,1°. Può
essere usato per realizzare elettrodi da collegare al cervello, per
trasformare i muri in casse acustiche o rendere i pavimenti ca-
paci di accorgersi (e segnalare) quando passa qualcuno. Viene
sperimentato da Tetra Pak per lo sviluppo di nuovi sistemi di
imballaggio più resistenti, più riciclabili e “intelligenti” grazie
all’integrazione di sensori. E si è dimostrato efficace anche per
tenere alla larga le zanzare: un team della Brown University
(Usa) ha scoperto che uno strato di ossido di grafene non solo
è una barriera impenetrabile alla puntura di questi insetti, ma
blocca perfino le molecole che li attirano.
Tutte queste applicazioni richiedono una produzione sem-
pre maggiore del materiale. Ma, nonostante grafite e carbonio
siano molto diffusi, questa resta una sfida. «Ci sono due modi
principali per produrre grafene», spie-
ga Ferrari. «Si può usare la deposizio-
ne chimica da vapore, che consente di
stendere uno strato di alta qualità alla Usando il grafene si può abbattere
volta su un substrato, ed è utile nella
realizzazione di circuiti integrati. E si il consumo energetico del passaggio
può usare l’esfoliazione in fase liquida,
che consiste nel mettere un pezzo di dei dati in Internet di mille volte
grafite in una soluzione e staccare i
vari strati per mezzo di vibrazioni: in
questo modo si possono produrre tonnellate di materiale». C’è rende rivoluzionari, perché consente di portare l’elettronica
però ancora un problema di qualità del prodotto, e l’esigenza ovunque e rendere qualsiasi oggetto “intelligente”. Penso che
di definire standard e certificazioni adeguate per i vari proces- questo concetto di intelligenza ubiqua sia una nuova direzione
si industriali e le differenti applicazioni. «Solo in Cina ci sono da esplorare».
migliaia di produttori», chiarisce Ferrari. E molti producono
qualcosa di più simile alla grafite che al grafene. «I produttori CELLULE ARTIFICIALI
europei hanno un’ottima reputazione», conclude. «In Italia, Palacios è convinto che nei prossimi anni la tecnologia si svi-
per esempio, ci sono DirectaPlus a Como, BeDimensional a lupperà a ondate. «La prima è quella che stiamo vivendo oggi»,
Genova e tanti altri». In più, oltre al grafene, c’è tutta una gam- spiega. «Molte applicazioni attuali servono per migliorare le
ma di altri materiali 2D che, trainati dal successo del primo, proprietà meccaniche, elettriche e termiche dei materiali esi-
offrono un’ampia scelta per scienziati e ingegneri. stenti. La seconda riguarderà l’integrazione del grafene con il
Prepariamoci dunque a una nuova sostanza che, come già ha silicio, per migliorare l’elettronica tradizionale, e cioè circuiti,
fatto la plastica (con tutti i suoi pregi e difetti, v. Focus n° 322), sensori, celle fotovoltaiche. La terza ondata porterà l’elettro-
nel giro di pochi decenni potrebbe arrivare ovunque attorno a nica su larga scala: sulla carta (con nuove tecniche di rotativa),
noi. Tomás Palacios, direttore del centro per dispositivi a base nei vestiti e, con la stampa in 3D, in tessuti, muri, edifici». Per
di grafene e sistemi 2D del Massachusetts Institute of Techno- esempio, arriveranno pareti capaci di misurare e contrastare
logy (Mit) di Boston, negli Stati Uniti, dice: «Il grafene e gli altri l’inquinamento e ponti in grado di monitorare il proprio stato
materiali 2D hanno proprietà uniche. Già il fatto che siano così di manutenzione. «La quarta ondata, quella dell’intelligenza
sottili e che possano essere trasferiti su qualsiasi supporto li ubiqua, servirà a sviluppare una nuova generazione di micro-

122 | Focus
VIDEO
GUARDA COME
SI FABBRICANO
PROPRIETÀ UNICHE LE CELLULE
Sotto, cellule artificiali (syncell, da “synthetic ARTIFICIALI
cell”) semiautonome, realizzate al
Massachusetts Institute of Technology, negli INQUADRA
Stati Unti. In futuro potranno monitorare LA PAGINA
CON LA
l’ambiente per proteggerci da agenti APP
contaminanti come virus, batteri e veleni. INFO A PAGINA 5
Più in basso, un chip flessibile: il grafene può
entrare perfino nei vestiti e renderli
“intelligenti”, grazie a circuiti e sensori.

Felice Frankel/Mit

PURISSIMA
Una “clean room”
dell’azienda
spagnola
Graphenea: questa
struttura è priva
di contaminazioni,
Graphene Flagship

per la produzione di
grafene di alta
qualità da deporre
su altri materiali.

sistemi invisibili, simili alle cellule biologiche. Come in natura,


ciascuna di queste cellule sintetiche (syncell) è in sé molto sem-
plice, può contenere due o tre sensori, un timer, memoria, un
Graphene Flagship

semplice sistema per muoversi e uno per comunicare (v. foto e


realtà aumentata in alto a destra). Però possiamo renderle mol-
to piccole: abbiamo prototipi di circa 50 micron (millesimi di
mm) in diametro, poco più di un globulo rosso. La cosa inte-
ressante è che le particelle con diametro inferiore a 60 micron
possono essere diffuse nell’aria e rimanere in sospensione per
molto tempo: sono quindi adatte e rilevare inquinamento, vi- QUANDO L’EUROPA DÀ
rus e batteri. Le syncell si possono anche mischiare all’acqua
o ad altri fluidi per analizzarli. E possono entrare negli esseri
IL BUON ESEMPIO
viventi, per esempio nelle piante, per misurare il loro stato di Con un finanziamento di 1 miliardo di euro per un periodo
salute e aumentare la produzione agricola. In questo momen- iniziale di 10 anni a partire dal 2013, la Graphene Flagship è la
to stiamo lavorando a un prototipo per registrare una sostanza più grande iniziativa dell’Europa, e probabilmente del mondo, a
(putresceina) che la carne emette quando si deteriora». Utile sostegno dello sviluppo di un nuovo materiale (altre iniziative
per garantire la freschezza del cibo, e a non buttarlo via prima europee di pari portata sono lo Human Brain Project e la
del necessario evitando inutili sprechi. Quantum Technologies Flagship). Tomás Palacios, del
Resta un dubbio: le syncell, nate per proteggere la nostra sa- Massachusetts Institute of Technology (Mit) di Boston, Stati
lute, entrando nel nostro corpo non rischierebbero, invece, di Uniti, da osservatore esterno commenta: «Quello che rende la
danneggiarla? Palacios è ottimista: «A essere dannose sono so- Flagship unica, non è tanto la quantità di finanziamenti, perché
prattutto le particelle più piccole del micron; mentre quelle più probabilmente ci sono sforzi simili negli altri continenti, ma il
grandi, come la polvere, sono assorbite con più difficoltà dall’or- fatto che sia coordinata. La Flagship è un esperimento di
ganismo. Però sono necessari molti altri studi. Siamo appena ampia portata, perché si è voluto che fosse autogestita dai
agli inizi di una nuova era, un nuovo modo di pensare ai micro- ricercatori per quel che riguarda la selezione dei progetti. Sta
sistemi e progettarli». avendo molto successo ed è un esempio per tutti noi».

Focus | 123
SPECIALE
WEEKEND
OGNI DOMENICA
MY FOCUS
a cura di Raymond Zreick
redazione@focus.it
facebook.com/focus.it
twitter.com/focus_it
instagram.com/focus_ita

La lente macro allegata a Focus ha


scatenato la vena fotografica dei lettori
Sotto
la lente...
A. M.
... dentro i fiori c’è un
grande mondo, tutto da
esplorare!
MY FOCUS Le foto dei lettori

La fotografia con lo
smartphone ha raggiunto
livelli di qualità notevoli, e si
può fare sempre e ovunque
O. R.
La trama di una foglia
d’autunno.

Emanuele Sabato
Naso di cane.

Lorenzo F.
Con passo leggero,
in equilibrio sui
petali.

126 | Focus
Gioia Guerra
La struttura di una
piuma di pavone.

TUTTOMACRO

Smartphone
Francesco Previtera
Formica al lavoro.

e Blips
L a lente a cui fa riferimento il nostro
lettore A. M., con la fotografia
della margherita e del suo inquilino
(che si guadagna la prima pagina del
MyFocus di questo mese), è la Blips,
la microlente sottilissima distribuita
con Focus 324 (ottobre 2019), che,
applicata all’obiettivo di un qualunque
smartphone, lo trasforma in un
potente microscopio. Le foto di
queste pagine sono una piccola
selezione tra quelle che i lettori hanno
realizzato con queste lenti, e
altrettanti esempi di come si possono
usare.

Spedisci i tuoi scatti alla redazione


di Focus: vedi su www.focus.it/myfocus l’elenco delle caselle tematiche
e i nostri consigli, e le foto dei lettori su www.focus.it/letuefoto

Focus | 127
MY FOCUS Le lettere dei lettori

DIRITTI SINDACALI PER I ROBOT Hare e Vanessa Woods The genius of opposta”, l’ipotesi che anche il cane

N essuno discute il fatto che i robot


abbiano portato dei vantaggi (per
esempio, meno lavori faticosi per
dogs: how dogs are smarter than you
think documenta la straordinaria
capacità da parte dei cani di
abbia influito nell’evoluzione dell’uomo
è plausibile: anche la letteratura
scientifica ospita in realtà articoli in cui
l’uomo) e anche aperto la strada a manipolare gli uomini in funzione delle si dice che la convivenza con il cane
nuove occupazioni più tecniche e proprie esigenze, soprattutto la loro (come aiuto nella caccia soprattutto) ha
interessanti per gli uomini, ma, pochi lo abilità nel farlo senza che ce ne permesso all’uomo di conquistare nuovi
dicono, potendo essi lavorare 24 ore su rendiamo conto. territori e abbattere nuove prede, più
24, tutti i giorni dell’anno, ci fanno una Il rapporto tra uomo e cane, che grosse e pericolose.
bella concorrenza, con ricadute anche nell’ipotesi del vostro articolo ha forzato
assai negative sull’occupazione una direzione nel percorso evolutivo di
(umana). Facciamo così: estendiamo questi ultimi, è plausibile possa aver
anche a loro i diritti dei lavoratori! 40 agito anche in senso contrario: l’uomo
ore settimanali, ferie obbligatorie, ha selezionato canidi con indole poco
malattia (avranno anche loro bisogno di aggressiva e che mantenevano
una revisione, ogni tanto, o no?). Così caratteristiche pedomorfiche
risolviamo tutto. scegliendo quali esemplari “tenere
Egidio D.R. vicini a sé” aumentandone le chanche
di sopravvivenza.
Tale meccanismo evolutivo potrebbe
aver funzionato anche in direzione
contraria: la presenza di canidi in un
raggruppamento di Sapiens, con le loro EMERGENZA ASSURDA
doti olfattive e la capacità di vigilare, ha
senz’altro costituito un vantaggio nei
confronti di altri gruppi che ne erano
L’ articolo su Focus 325 (novembre
2019), “Piloti per caso”, mi ha fatto
ricordare che quella è una delle due
sprovvisti. emergenze (l’altra è far nascere un
Dunque avevano più chance di bambino) che hanno dovuto affrontare
sopravvivenza gli uomini che si prima o poi i protagonisti di quasi tutti i
mostravano più “generosi” ed telefilm americani dagli anni ’70 in poi
amichevoli con i cani. Tale tradizione (compreso l’Incredibile Hulk). Che
IL MIGLIOR AMICO DEL CANE culturale si è trasmessa ed è difficilmente la cosa possa andare a
Gentile direttore, volevo commentare la sopravvissuta sino a oggi: tant’è che buon fine lo dimostra un episodio di
notizia pubblicata tra i Prisma del molte persone che non hanno tanti JAG, Avvocati in divisa: il protagonista,
numero 325 e intitolata “Quello sguardo rapporti sociali compensano questa sebbene sia un abilissimo pilota
costruito per intenderci” e relativo alle mancanza di relazioni con individui qualificato per molti velivoli (ma non di
caratteristiche pedomorfiche sviluppate della propria specie con l’assidua quel tipo) ha molte difficoltà a far
dai canidi per effetto della pressione compagnia dei “4 zampe”. atterrare un grosso aereo di linea...
evolutiva determinata dalla Davide Molina tanto che un po’ cinicamente i
coabitazione con i Sapiens. Risponde Marco Ferrari, della controllori di volo scommettevano
Oltre al citato sviluppo dei muscoli redazione di Focus – La brevità dello contro di lui.
facciali (LAOM e RAUL) che permettono spazio non consentiva di entrare troppo Enzo T.
al cane domestico di assumere profondamente nelle modifiche che Risponde Gian Mattia Bazzoli, autore
quell’aria “triste” da cucciolo, e alla l’uomo ha indotto nel cane, compreso dell’articolo – Certo che è difficile, ma
modificazione di alcune aree del l’abbaiare, mantenuto come carattere non impossibile. Peraltro, anche i
cervello rilevate da un team americano, anche negli adulti. Per questo la componenti dei Foo Fighters riescono a
mi preme sottolineare un’altra ringraziamo per la nota all’articolo. far atterrare un aereo di linea nel
caratteristica che “separa” la storia Per quanto riguarda la “direzione videoclip di Learn to Fly (1999).
evolutiva del cane rispetto al lupo:
l’abitudine ad abbaiare!
Nel lupo è caratteristica dei cuccioli che
si perde con il raggiungimento dell’età
adulta mentre nei cani permane, a I NOSTRI ERRORI
sottolineare il pedomorfismo che ne
caratterizza la domesticazione. Refusi & CO. - Focus 324 (ottobre 2019): a pagina 25 abbiamo
A tutto ciò aggiungerei una personale scritto smatphone anziché smartphone, e a pagina 19
osservazione relativa a un aspetto che quardaparco anziché guardaparco.
mi risulta poco indagato. Il libro di Brian

Focus | 129
FOCUS LIVE,
Siamo stati al Muse di Trento per il nostro
di incontri, tavole rotonde ed esperimenti.
di Chiara Raiola - Foto di Andrea Delbò per Focus

4 5

U
n pubblico attento e curioso ha La serata inaugurale del Festival a nologie: dalla realtà virtuale per viaggiare
partecipato alla seconda tappa 1 Trento. Sul palco Michele Lanzin- nello spazio a quella per rivivere il passato,
del Focus Live, ospitata nella gher, il direttore del Muse, che ha dato il dalle arnie 2.0 alle tecniche di addestra-
sede del Muse, il museo della via alla tre giorni di eventi prima di lascia- mento militare all’avanguardia.
scienza di Trento. I temi della tecnologia, re la parola al neurobiologo vegetale Ste-
della salute, dello spazio e dei cambiamen- fano Mancuso per una lectio magistralis Visore per gli occhi e joystick per le
ti climatici, solo per citarne alcuni, hanno sull’intelligenza delle piante. 3 mani: la Lega del Filo d’Oro, Onlus
appassionato oltre 6.000 visitatori che, impegnata nell’assistenza e nella riabilita-
nei tre giorni di Festival, hanno potuto Nel giardino del museo, in una corni- zione di persone sordocieche e plurimino-
guardare da vicino il mondo che verrà e 2 ce davvero suggestiva, le installazioni rate psicosensoriali, ha portato i visitatori
toccare con mano l’innovazione nell’area sono state ospitate in strutture simili ad in un mondo speciale: quello di chi non
dedicata alle installazioni. igloo. All’interno, un concentrato di tec- può vedere né sentire.

130 | Focus
DI TUTTO DI PIÙ
Festival della scienza e della curiosità: tre giorni
Ecco una breve sintesi fotografica.

2 3

6 7 8
Focus Live si è svolto in un luogo stra- Adrian Fartade, divulgatore scientifi- dazione Bruno Kessler, Mauro Conti do-
4 ordinario, il Muse, con i suoi cinque 6 co e youtuber, ha incantato il pubbli- cente di Sicurezza Informatica all’Uni-
piani dedicati alla vita sulla Terra. Biodi- co con un racconto ironico e sorprendente versità di Padova e Jacopo Loredan,
versità, sostenibilità, evoluzione hanno sulle esplorazioni spaziali, mostrando im- presentatore del Festival.
fatto da cornice a tutti gli eventi. magini straordinarie dello sbarco sulla
Luna, rivelando particolari inediti, ma Nello spazio dedicato alle installazio-
All’interno dello stand Essilor i visi- soprattutto mostrando (e facendo tocca- 8 ni, ab medica ha presentato da Vinci,
5 tatori hanno potuto fare uno scree- re) un frammento del nostro satellite. il robot chirurgo sempre più diffuso nelle
ning della vista attraverso l’utilizzo di Vi- sale operatorie degli ospedali. Un opera-
siosmart, uno strumento che consente di A spiegare che cos’è e a che cosa serve tore alla consolle ha dimostrato le sue
rilevare acuità visiva, sensibilità alla luce, 7 la tecnologia blockchain Massimo grandi capacità e la precisione di inter-
campi di visione e fotosensibilità. Chiriatti di Ibm, Silvio Ranise della Fon- vento sbucciando un acino d’uva.

Focus | 131
arte

Mondadori Portfolio (4)


QUANDO LA PITTURA
INVENTÒ IL

SELFIE
In mente viene subito il capolavoro del Parmigianino.
Ma gli autoritratti degli artisti non somigliano agli
scatti con il cellulare. Perché non ritraggono un volto:
ritraggono l’anima. di Vittorio Sgarbi

132 | Focus
L’ANIMA NEI VOLTI
Nella pagina a sinistra, Autoritratto
entro uno specchio convesso (1524
ca.), dipinto a olio straordinariamente
moderno di Parmigianino conservato al
Museo di Storia dell’Arte di Vienna.
In questa pagina, altri autoritratti
storici: di Ligabue (1949, a sinistra),
van Gogh (1887, sotto) e Raffaello (che
ci guarda in Autoritratto con amico del
1518, a destra).

a parte più misteriosa di noi è il volto: possia- a ripetere sempre le ultime parole di ciò che le veniva detto;
mo vederci le mani, il petto, le gambe, i piedi, era stata infatti punita da Giunone, perché una volta l’aveva di-
perfino una parte del sedere, muovendo agil- stratta mentre le altre ninfe, amanti di Giove, si nascondevano.
mente lo sguardo. I nostri occhi dominano il Narciso, quando avvertì la presenza di Eco, gridò: “Chi è là?”,
nostro corpo, ma non il volto. Ogni volta che ci vogliamo guar- e lei rispose: “Chi è là?”, e così continuò, finché non si mostrò e
dare in faccia abbiamo bisogno di uno specchio, dove ci vedia- corse ad abbracciare il bel giovane. Narciso, però, la allontanò
mo riprodotti, proprio come in un autoritratto. Moriremo sen- chiedendole di lasciarlo solo. Ed Eco, con il cuore infranto, tra-
za esserci mai visti, e chiunque può conoscere la nostra faccia scorse il resto della sua vita in valli solitarie, gemendo nel suo
meglio di noi; ci può, cioè, guardare direttamente... E se fossimo amore non corrisposto, finché di lei rimase solo la voce.
un altro? Da qui deriva il mito di Narciso e, come inevitabile La dea Nemesi, ascoltando questi lamenti, decise di punire il
conseguenza, il rito del selfie. crudele Narciso. Il giovane, nel bosco, si chinò su una pozza pro-
fonda per bere. Non appena vide, per la prima volta, la sua imma-
PUNIZIONI DIVINE gine riflessa, come ogni altro si innamorò perdutamente del bel
Come si legge in tanti riassunti del racconto di Ovidio, la ninfa ragazzo che comparve di fronte a lui, senza rendersi subito conto
dei monti Eco si innamora di un giovane di nome Narciso, fi- che era lui stesso. Quando se ne accorse, comprendendo che non
glio di Cefiso (una divinità fluviale) e della ninfa Liriope. Cefiso avrebbe mai potuto essere riamato, si lasciò morire struggendosi
aveva circondato Liriope con i suoi corsi d’acqua e, così intrap- inutilmente. Si compiva così la profezia di Tiresia.
polata, l’aveva sedotta. Sul futuro del bimbo, Liriope consultò
l’indovino Tiresia, il quale predisse che Narciso avrebbe rag- IL PRIMO DELLA STORIA
giunto la vecchiaia “se non avesse mai conosciuto se stesso”. Davanti allo specchio ognuno si vede e si riconosce anche se
Quando Narciso raggiunse il sedicesimo anno di età, era un non si piace. Ma, diversamente da Narciso, si compiace di esse-
giovane di tale bellezza che ognuno – uomo o donna, giovane o re sé stesso, di ritrovare la propria identità. Dunque noi vivia-
vecchio – si innamorava di lui. Ma Narciso, sdegnosamente, re- mo di autoritratti: l’unica condizione possibile per vederci, per
spingeva tutti. Un giorno, mentre era a caccia di cervi, la ninfa sapere chi siamo. Possiamo toccarci le labbra ma non vederle.
Eco furtivamente lo seguì tra i boschi, desiderosa di rivolgergli Della testa ci restano, alla vista, se lunghi, i capelli. Tra le opere
la parola, ma incapace di parlare per prima, perché costretta più parlanti della pittura, quelle più intime e segrete, quelle

Focus | 133
AUTORITRATTISTI SERIALI
A destra, un autoritratto di Lucien
Freud, nipote del padre della psicanalisi
Sigmund Freud, dipinto nel 1965.
Sotto: Autoritratto con berretto a bocca
aperta (1630), incisione di Rembrandt
van Rijn conservata al Rijksmuseum
di Amsterdam.

Mondadori Portfolio (2)

Moltissimi artisti si sono


raffigurati sulla tela. Di Rembrandt
esistono decine di autoritratti
più rivelatrici, sono gli autoritratti. Ovviamente, se fedeli, non quello che l’autore non ci ha voluto dire: così, nei selfie, l’espres-
ci sarebbero senza lo specchio, la realtà riflessa che è data agli sione spesso ebete del richiedente e del richiesto, sorpreso o
artisti per ritrarsi. Non mancano anche le immagini dichiara- impreparato.
tamente specchiate: un volto dipinto su un vaso, su un’arma- Un dipinto straordinario è certamente il doppio ritratto di
tura, su uno scudo. Uno dei pittori più grandi e più sensibili, Raffaello conservato al Louvre, propriamente un autoritratto
Parmigianino, si dipinge direttamente in uno specchio, in una con un amico. L’apparenza è simile, ma il processo è l’opposto
superficie circolare e convessa, nella quale entrano anche la a quello del selfie: chi guarda in camera, chi scatta, è il più noto,
stanza, la finestra e un braccio in primo piano con un evidente la star, lo stesso Raffaello. L’altro si gira, sembra distratto, colto
effetto di distorsione. Il volto è alla giusta distanza per non pa- all’improvviso, non in posa. Ma vogliono essere insieme, proprio
tire deformazioni. Il pittore è fermo per evitare che il suo volto come in un selfie, per comunicarci qualcosa di loro, di un loro
vibri o tremoli. È, propriamente, il primo selfie, in chiave au- legame affettivo, di amicizia. Un’intesa non dichiarata, ma ine-
toreferenziale, con la sola immagine del giovanissimo artista, quivocabile. Raffaello ci guarda e ci parla di sé, della sua passio-
indubbiamente narcisista. ne, del suo stato d’animo, della sua vita intensa. Un capolavoro
di intimità e di introspezione. Espressione di un’anima grande.
CAPOLAVORO CON AMICO Dopo essermi occupato per anni di autoritratti, e aver cer-
Il selfie contemporaneo è invece spesso eteroreferenziale e, cato di sondare l’animo dei più intensivi a produrne, come
contemporaneamente, masochistico; perché si fa a fianco di un Tiziano, Rembrandt e Van Gogh, in questi tempi sono torna-
altro, generalmente famoso, per portarcelo a casa come testimo- to a riflettere sui selfie, senz’anima, con una certa frequenza.
nianza di presunta amicizia, di affinità, di simpatia. Ed è pensato Ecco alcuni pensieri:
perché l’altro, con la sua notorietà, dia luce a noi. Il selfie non è Il selfie è una piaga sociale.
mai con uno sconosciuto, ma con un “riconosciuto”, e per que- Il selfie è una maledizione di Dio: sembra fatto apposta
sto chiamato come testimone di chi glielo chiede e di cui non sa per farti pagare la notorietà.
nulla. Prima del selfie, con le fotografie di circostanza, un uomo
La sola eclisse che vedo è quella dei vostri cervelli
pubblico poteva benissimo essere fotografato a fianco di un ma-
impegnati a fare selfie a facce inguardabili.
fioso inconsapevolmente. Intanto, per chi è richiesto, è difficile
dire no, perché la richiesta stessa è una ammissione di inferio- Il selfie è l’istantanea di un pirla che immortala la sua
rità da parte di chi la formula, e contiene una preghiera: che tu vanità.
accondiscenda a farti fotografare con un pirla consapevole del Il selfie è la foto di uno stupido che si commemora con te
suo limite e della sua inferiorità. E, contemporaneamente, quel- pensando di esistere.
la richiesta è un ossequio, un riconoscimento non solo della tua Questa cosa dell’asta dei selfie vi sta sfuggendo di mano:
fama ma, talvolta, del tuo merito riconosciuto; ed è opportuno e io vi impiccherei all’asta.
giusto concederlo.
Il selfie è un’invenzione da barbari.
L’autoritratto – penso a quelli di Antonio Ligabue, di Fausto
Pirandello, di Lucien Freud, seriali e tra i più vicini a noi – de- Il selfie è la malattia del nostro tempo.
nuncia spesso un disagio, quando non un’alterità. Spesso l’au- Ma non riusciremo a guarirne: tutta la nostra vita è un
toritrattato è un altro. Gli autoritratti parlano, ci dicono anche autoritratto.

134 | Focus
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intervista
Sergey
Young
L’alta finanza
dell’eterna
giovinezza
Il milionario russo che è stato al servizio di Roman
Abramovich parla dei progetti per prolungare
la vita su cui investe una montagna di soldi.
Dalla rigenerazione degli organi alla AI per
la diagnosi precoce. E non è fantascienza.
di Robin Pagnamenta – traduzione di Chiara Guzzonato

ergey Young si mette co- «Oggi nessuno sa come vivere oltre i 122 COSA CI RISERVA IL FUTURO?
modo sulla sedia e sorri- anni», afferma. «La persona più vecchia Young ha la visione di un futuro dove la
de. «Francamente, sono del Pianeta è stata una signora francese, vita umana verrà estesa per decenni, fon-
contrario all’immortali- morta nel 1997, proprio a quell’età». Ma il dendola con robotica all’avanguardia; un
tà», afferma tranquillo, tra un sorso di record verrà presto battuto, ne è convin- futuro dove esisteranno organi di ricam-
camomilla e l’altro. «Penso che se eli- to. Non sono certo queste le tipiche do- bio che cresceranno in bioreattori den-
minassimo la morte dalla vita umana mande che si fa un gestore di fondi di in- tro al corpo stesso; un futuro pieno di al-
perderemmo qualcosa di importante». vestimento, ma Sergey Young non è un tre tecnologie che sanno di fantascienza.
All’hotel Four Seasons di Londra è ora ordinario affarista della City (come non «Ci stiamo concentrando sullo sviluppo
di colazione e Young, che ha da poco isti- è ordinaria questa chiacchierata ozio- di avatar umani, parti del corpo di ri-
tuito il Longevity Vision Fund, un fondo sa). Dalla sua creazione, il fondo ha in- cambio, stampe di corpi in 3D», afferma.
da cento milioni di dollari che finanzia vestito decine di milioni di dollari in una Sembra inverosimile, ed è facile riderne.
la ricerca sui trattamenti antietà, è in serie di aziende di biotecnologia come Dopotutto, la ricerca dell’elisir di eterna
vena di fare il filosofo. Occhiali e cami- Juvenescence, Freenome e Fountain giovinezza è un cliché che va avanti da
cia bianca inamidata, il quarantasetten- Therapeutic Services. «Diagnosi preco- secoli. Ma Young – che ha passato quasi
ne russo (che si aspetta di vivere fino a ci del cancro, intelligenza artificiale per un decennio al servizio di Roman Abra-
duecento anni) crede che i progressi in lo sviluppo di nuovi farmaci: è questo il movich, uno degli uomini più ricchi al
campo medico permetteranno a milioni tipo di cose in cui investiamo. Incontro mondo – è una figura credibile. Merita
di persone di trascorrere una vita molto più di cento aziende l’anno, è un campo di essere preso sul serio, e ha molti soldi
più lunga e appagante. davvero appassionante». alle spalle. Inoltre c’è una certa logica

138 | Focus
VISIONARIO
Il magnate di
origine russa
Sergey Young
si occupa di
investimenti ad
alto livello.
Che finanziano
anche ricerche
per allungare la
vita umana.

Bram Vanhaeren
Alexandra Boulat/VII/Contrasto
NONNINA
Antonia Biddittu di
Tempio Pausania (Ss), al
centro, è mancata nel
2007 a quasi 106 anni.

dietro le sue idee. «Settanta o ottant’anni


fa, l’aspettativa di vita era di 43 anni. Ora
in Paesi come il Regno Unito o gli Stati
Uniti è di 75-80 anni. Ma è destinata ad
aumentare ancora. Sorpasseremo questi
limiti, e la tecnologia all’avanguardia che
creeremo cambierà il nostro stile di vita
e la sanità».
La passione di Young per la tecnologia an-
tietà è contagiosa. È convinto che diversi
fattori, tra cui i progressi nell’intelligen-
za artificiale e una serie di tecnologie me-
diche stiano per raggiungere un punto di
svolta che ci permetterà di allungare no-
tevolmente le nostre vite. Il principio su Un’azienda finanziata da Young
cui si basa il suo fondo è semplice, trovare
investimenti che aiutino a rispondere a studia come far ricrescere gli organi
domande come: “Quali ostacoli ci impe-
discono di allungare la vita umana? Quali dentro il corpo, per evitare il rigetto
progressi tecnologici possono aiutarci a
velocizzare questo processo?”. serve del machine learning per sviluppa- do nuove divisioni tra ricchi e poveri.
re una tecnologia di diagnosi precoce del Già oggi, le persone abbienti vivono più
TESSUTI RINGIOVANITI cancro colorettale, patologia che, se pre- a lungo perché hanno stili di vita e diete
Una delle aziende finanziate da Young è sa per tempo, spesso può essere curata. migliori, oltre a potersi permettere cure
Juvenescence, una startup di biotecno- Young, che sta trasferendo la propria fa- di qualità superiore. Ma, anche se inte-
logia creata dal milionario Jim Mellon, miglia da Mosca a Londra, riconosce che ressato a queste domande, Young è più
che sta investendo in quello che descrive l’allungamento della vita comporta pro- motivato dalle possibilità tecnologiche.
come un “ecosistema della longevità”. blemi etici. Con una popolazione di oltre Tutto questo dividerà il mondo? O la Ma-
Con quote di partecipazione in 15 diver- 7,5 miliardi, il mondo ha davvero bisogno dre Terra supporterà la crescita della sua
se società, l’azienda sta lavorando a una che viviamo più a lungo, pesando ancora popolazione? Lui non dà risposte.
tecnologia che ringiovanisca i tessuti di più sulle sue risorse? La sanità fa già
danneggiati dall’età e allo sviluppo di far- fatica a prendersi cura degli anziani. L’INIZIO: UN ESAME DEL SANGUE
maci “senolitici”, in grado cioè di uccide- Stando all’Office for National Stati- Il viaggio di Young nelle tecnologie anti-
re e rimuovere dal corpo le cellule sene- stics (l’agenzia governativa britannica invecchiamento iniziò cinque anni fa
scenti o deteriorate. LyGenesis, un’altra che fornisce statistiche su economia, quando, dopo un esame del sangue di
azienda finanziata dal fondo di Young, è popolazione e società del Paese, ndr), routine, il medico gli comunicò che i suoi
invece specializzata nella rigenerazio- oggi sono dieci milioni i britannici che livelli di colesterolo erano molto alti.
ne degli organi attraverso una tecnica vivranno fino a 100 anni. Una persona su «Io gli dissi: ok, quindi cosa devo fare?
che implica l’utilizzo dei linfonodi di un quattro avrà 65 o più anni entro il 2037. E lui mi rispose: dovrà prendere una
paziente come bioreattori, cioè come Oltretutto, i critici sostengono che la pillola, si chiama statina. E io: non c’è
ambienti che favoriscono la crescita di tecnologia sarebbe così costosa da au- problema, per quanto tempo? Un mese,
organismi: «Il problema maggiore con le mentare le diseguaglianze sociali, crean- due, tre? No, per il resto della sua vita.
parti del corpo sostituibili o artificiali è
la reazione autoimmune: il corpo pensa
che si tratti di un oggetto estraneo e fa di
tutto per rigettarlo. Un modo per risolve- UNA VITA MOVIMENTATA
re l’inconveniente è far crescere il fegato
direttamente nel nostro corpo, nella no- Sergey Young è nato 47 anni fa in una piccola cittadina dell’allora Unione Sovietica
stra linfa», spiega Young. nei pressi di Vladivostok, in Siberia. Ha studiato ingegneria chimica all’Università di
Juvenescence è stata valutata 500 mi- Mosca e in seguito si è trasferito nel Regno Unito, frequentando le scuole di
lioni di dollari e ha ricevuto finanzia- business delle Università di Warwick e di Londra. Nel frattempo ha lavorato 4 anni
menti dal magnate di Londra Michael per McKinsey & Company, un’azienda multinazionale di consulenza strategica.
Spencer, attraverso Ipgl, la sua società di Per poi sbarcare negli Usa e fondare il Peak State Venture, un fondo di
investimenti privata. investimento. Young è membro dell’Innovation Board della Fondazione XPrize, che
Un’altra società in portafoglio è Free- istituisce premi per importanti avanzamenti in campi che vanno dalla salute allo
nome, un’azienda di San Francisco che si spazio, dalle tecnologie dei trasporti alla robotica.

140 | Focus
INFORMAZIONE PUBBLICITARIA

OLTRE
LA TERAPIA

SMA
UNA MALATTIA
DA CONOSCERE Un libro per far
conoscere l’Atrofia
Muscolare Spinale:
Lupo racconta la SMA
illustra, attraverso
12 storie di animali,
L’ATROFIA MUSCOLARE SPINALE COLPISCE gli stati d’animo
di chi si confronta
UN NEONATO SU 10MILA, MA PUÒ MANIFESTARSI ANCHE con questa malattia.
IN ETÀ ADULTA. SCOPRI QUALI SONO I SUOI SINTOMI: Nato dalla
collaborazione tra
CON UNA DIAGNOSI PRECOCE, SI PUÒ AGIRE A LIVELLO l’azienda farmaceutica
TERAPEUTICO IN MODO PIÙ EFFICACE Biogen e I’Istituto
Europeo di Design (IED)

S
di Milano, è stato scritto
da Jacopo Casiraghi,
e ne parla poco, ma è la prima causa una diagnosi tempestiva, per intervenire subito Responsabile
genetica di mortalità infantile: l’atrofia a livello terapeutico così da preservare del Servizio di Psicologia
muscolare spinale (SMA) è caratterizzata le capacità motorie. del Centro Clinico NeMO
dalla perdita dei motoneuroni del midollo Se l’esordio è entro i 6 mesi di vita, si parla di Milano e psicologo
spinale e del tronco encefalico e determina di SMA di tipo 1, la forma più grave: i bambini dell’Associazione
debolezza e atrofia muscolare grave e progressiva. Famiglie SMA Onlus,
che ne soffrono non sono in grado di stare seduti
e illustrato da
A causa della perdita o del difetto di un gene, senza sostegno e di controllare il capo. Se l’esordio Samuele Gaudio (IED).
l’SMN1, le persone affette da questa malattia avviene tra i 7 e i 18 mesi, si tratta di SMA di tipo 2: Si può scaricare sul sito
non producono quantità sufficienti di proteina SMN, il bambino sta seduto senza sostegno, care.togetherinsma.it
fondamentale per la sopravvivenza dei motoneuroni. ma non cammina autonomamente. di Biogen.
È ereditaria: se entrambi i genitori presentano Dai 18 mesi si parla di SMA di tipo 3: i sintomi
il difetto genetico (portatori sani), la probabilità sono variabili a seconda dell’età di insorgenza.
che il nascituro abbia la SMA è del 25%. In Italia Possono essere presenti debolezza e dolori muscolari
ne soffrono in 960, per lo più sotto i 16 anni. di grado variabile e scoliosi, l’aspettativa di vita
è normale. Lo stesso per la SMA di tipo 4, che
COLPISCE BAMBINI E ADULTI compare nell’età adulta. Nelle SMA ad esordio tardivo
quindi il quadro sintomatologico può essere sfumato
La gravità della SMA è correlata con la quantità e si possono manifestare debolezza muscolare,
di proteina SMN prodotta: i soggetti affetti affaticamento, disturbi di deambulazione, tremori.
da SMA a esordio infantile, la forma più grave, In presenza di questi sintomi, è necessario rivolgersi
ne producono una quantità molto bassa. subito al proprio medico di base, che potrà poi
Ma esistono anche tipologie di SMA meno gravi, indirizzare allo specialista: una diagnosi precoce
che si manifestano in età giovanile e adulta, (con un esame del sangue di genetica molecolare)
in cui c’è una produzione maggiore di proteina è fondamentale per iniziare un percorso terapeutico
SMN: in questi casi, è particolarmente importante e gestire al meglio la malattia.

Per saperne di più oltre a rivolgersi al proprio medico e allo specialista: care.togetherinsma.it

IL SUPPORTO In Italia esistono associazioni importanti che sono punto


di riferimento non solo per i pazienti, ma anche per ricercatori e medici: Famiglie SMA;
ASAMSI (Associazione per lo Studio delle Atrofie Muscolari Spinali Infantili).
L’ambizioso obiettivo di Young è
che vivere a lungo diventi un’opzione
possibile per tutti e a buon mercato
Quindi iniziai a provare a cambiare sti- negorsk, nella parte più orientale del- lari, con sede a New York. L’anno scorso
le di vita, cambiare dieta; lessi molto sul la Russia», racconta. «Era più vicina al ha fondato il Longevity Vision Fund, per
tema, testi accademici eccetera». Giappone che alla capitale della regio- tre ragioni principali: «Innanzitutto, per
L’interesse iniziale portò Young a esa- ne, Vladivostok. Non è che si trovasse in far fare un po’ di soldi agli investitori. In
minare il potenziale di investimento mezzo al nulla... era proprio alla fine del secondo luogo, per dar loro facile accesso
delle tecnologie antietà. Secondo lui, l’a- mondo». a queste tecnologie; terzo, per rendere il
spettativa di vita è cresciuta molto negli mondo un posto migliore e far sì che vi-
ultimi decenni grazie ai progressi della INGEGNERIA E INVESTIMENTI vere a lungo sia un’opzione possibile e a
medicina: dall’invenzione della penicil- Ma Young, che aveva un’intelligenza buon mercato».
lina agli scanner a ultrasuoni, a nuove sopra la media, era uno studente eccel- Oggi, Young passa il proprio tempo tra
forme di medicina preventiva. Più di re- lente. Dopo essersi trasferito a Mosca Los Angeles, New York, Londra e Mosca,
cente, la tecnologia indossabile ha aper- da adolescente per studiare ingegneria aiutando i clienti a gestire i propri soldi.
to nuove straordinarie possibilità: grazie chimica, si trovò a vivere i giorni del caos «La mia giornata lavorativa è piuttosto
a essa è possibile infatti raccogliere in post-dissoluzione dell’Urss. Trovò poi un noiosa: ho un portafoglio da 2,5 miliar-
tempo reale dati sulla nostra salute, che lavoro da McKinsey, una multinazionale di», afferma. Denaro investito in società
vengono poi analizzati dai medici con di consulenza, dove rimase per quattro normali: immobiliari (soprattutto in Eu-
l’aiuto dell’intelligenza artificiale e per- anni prima di iniziare a lavorare per un ropa), alimentari, di trasporti al dettaglio
mettono loro di rilevare segnali di even- personaggio facoltoso. Il suo lavoro lì era e logistica. Ma la vera ambizione di Young
tuali patologie nella fase più precoce. riservato, quindi non ne parla pubblica- è qualcosa di molto meno banale. «Il mio
Il viaggio di Young fino al cuore di mente, ma è risaputo che si trattasse di obiettivo, lo so, suona un po’ patetico e
Mayfair (un lussuoso quartiere di Lon- Roman Abramovich. Nel 2016 ha avviato folle: cambiare la vita a un miliardo di
dra, ndr) è stato lungo e articolato. «Sono la Peak State Ventures, un normale fon- persone». Detto questo, si alza per anda-
cresciuto in una cittadina chiamata Dal- do di private equity da due miliardi di dol- re al prossimo meeting.
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CruciFocus

16 ORIZZONTALE atomi di uranio (evento oggi noto come “fissione


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Il chimico tedesco al 16 orizzontale vinse il premio nucleare”) sprigionando energia. Dopo la II Guerra
Nobel per aver confermato – negli anni Trenta del Mondiale si schierò apertamente contro l’uso bellico di
secolo scorso – le intuizioni di Enrico Fermi, questa energia e fu tra i primi scienziati a segnalare il
dimostrando che era davvero possibile “rompere” gli rischio di contaminazione radioattiva del Pianeta.

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11
39 ORIZZONTALE
12 13 14 15
Se i nomi di alcuni
italiani vincitori di
premi Nobel sono
16 17 18 noti ai più (si pensi
33 ORIZZONTALE a Giosuè Carducci,
Nei suoi cento e più Luigi Pirandello,
anni di storia, solo 19 20 21 22 o Rita Levi
quattro persone Montalcini, per
ebbero l’onore di 23 24 25 26 citarne solo
ricevere due premi pochissimi), altri
Nobel, e la persona invece sono
citata al 33 27 28 29 30 31 pressoché
orizzontale è la più sconosciuti.
straordinaria di tutte. Eppure lo
32 33 34
Non solo perché è scienziato citato al
una donna, e per le 39 orizzontale è
donne è sempre stato 35 36 l’unico italiano ad
molto difficile aver conseguito
affermare la propria un Nobel per la
eccellenza specie in 37 38 39 40 41 chimica. Lo
ambito scientifico, ottenne grazie al
ma anche perché fu 42 43 44 45
suo lavoro sui
l’unica donna a polimeri svolto in
vincerlo in due collaborazione con
categorie distinte. 46 47 48 49 un’industria, la
Sua figlia Irène riuscì Montecatini:
a imitarla vincendo a questo portò
sua volta il premio 50 51 52 53 all’utilizzo della
Nobel per la chimica sua scoperta, il
nel 1935, ventiquattro 54 55 moplen, in tutte le
anni dopo la madre. case italiane.

ORIZZONTALI Iniziali di Canova - 39 Il chimico italiano, mica - 11 Virgilio ne cantò le gesta - 13


1 Comanda la compagnia (abbr.) - 4 So- premio Nobel nel 1963 (6, 5) - 42 Antico Il monogramma di Telesio - 14 A Venezia
no agli inizi del mestiere... - 6 Camicetta nome dell’Italia meridionale - 44 Debutti c’è la Foscari - 18 Antiche navi a remi - 19
- 10 Simbolo del cerio - 12 Vende sigari - 46 Comune in provincia di Monza - 47 Capigliatura - 24 Storica città di Cipro - 25
e sigarette - 15 Il capoluogo marchigiano Il dolce con le candeline - 49 Partecipa Gabriele, che fu campione del mondo di
(sigla) - 16 Il chimico tedesco, premio all’arrocco - 50 Schiavi spartani - 51 La calcio nel 1982 - 26 Altro nome di Zara-
Nobel nel 1944, “padre” della chimica poetica di Orazio - 52 Iniziali di Schumann thustra - 28 La stella più luminosa della
nucleare (4, 4) - 17 Feste paesane - 19 - 53 La quarta preposizione - 54 La ma- costellazione di Boote - 29 Medici spe-
Consiglio Nazionale delle Ricerche - 20 dre di Perseo - 55 Pianta detta comune- cializzati nelle malattie degli anziani - 30
La enne greca - 21 Contrazione nervosa mente “non ti scordar di me”. Un ruolo del baseball - 31 È magnetico
- 22 Uno stile di nuoto - 23 Città d’Israe- nella bussola - 34 Alterazioni cardiache
le - 26 Scrupolo nel lavoro - 27 Fioraia VERTICALI - 36 La capitale spagnola - 38 La stanza
senza fiori... - 28 Ragno acquatico - 32 2 Priva di accento - 3 La terra madre - 4 del prigioniero - 40 Tramezzino abbru-
Titolo per deputati (abbr.) - 33 Vinse il Antico bastimento mercantile - 5 Vaste stolito - 41 L’attore Robbins (iniz.) - 43
Nobel per la chimica nel 1911 dopo aver risonanze - 6 La moneta della Thailandia Gas per insegne luminose - 45 Carnivo-
già vinto quello per la fisica nel 1903 (5, - 7 Stabilimento tessile - 8 Mezzo uovo ri africani dalle abitudini notturne - 48
5) - 35 Un eroe di Alphonse Daudet - 36 - 9 Gli alberi con le visciole - 10 Nicolas, Audace in poesia - 50 Idem in breve - 51
La città con la Ghirlandina (sigla) - 37 fisico francese pioniere della termodina- Aeronautica Militare.

Focus | 145
UN PROGETTO DI

DAL 12.04 100 GLOBI


AL 21.06 PER UN FUTURO
MILANO
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L’EVENTO PIÙ ATTESO PER CHI HA A CUORE IL PIANETA


100 artisti interpretano un futuro sostenibile
in un’esposizione d’Arte e Design open air

IN COLLABORAZIONE CON MEDIA PARTNER

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GIOCHI

Catena di parole a tappe

Ricostruisci il giusto ordine della catena, di


cui ti forniamo solo alcuni anelli. L’elenco
delle parole da concatenare è qui sotto in
ordine alfabetico.

BAGNO LETTERA
BISMARCK Intrecciando così le dita, vi
BISTECCA apparirà l’ombra di una capra
COMUNE

CONTI
CUFFIA
3 9
ESAGONO
DISCO MAGICO
FIAMMA Posiziona nelle caselle vuote
dell’esagono i restanti numeri
FIGLIO interi da 1 a 12 in modo tale che

LINGUA
PARIGI in ogni lato dell’esagono e lungo
la linea tracciata nel mezzo la
somma dei numeri sia sempre 17.
MADRE
MORTA
ORARIO SOMMA
OTTO + CRIPTATA
Risolvi
PILOTA l’addizione
tenendo
PISCINA
= presente che
ogni simbolo
REVISORE rappresenta
una sola cifra e
RITORNO
FREDDO ogni cifra è
rappresentata
SANGUE
da un solo
SEGNALE simbolo.

SENNA

S E R VA
Sfoglia Focus
SINDACO
e scopri in quale
STRADALE
articolo hai
SUDORE
già visto questo
VA S C A
VOLANTE CARTELLO
particolare
Le soluzioni dei giochi sono a pagina 148

Focus | 147
SOLUZIONI
I giochi sono a pagina 145

Mondadori Scienza S.p.A. CRUCIFOCUS


Via Mondadori, 1 – 20090 Segrate (MI) Avete risolto correttamente il Crucifocus?
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Massimo Manzo, Leonardo Martinelli, Elena Meli, Francesco Neri, Lettera, morta, lingua, madre, figlio, serva, conti, revisore,
Nicola Nosengo, Riccardo Oldani, Chiara Palmerini, Robin Pagnamenta, sindaco, comune, Parigi, Senna, pilota, fiamma, ritorno, cuffia,
piscina, vasca, bagno, sudore, freddo, sangue, bistecca,
Alessandro Pasi, Andrea Rossi, Lorenzo Rota, Alex Saragosa,
Bismarck, Otto, volante, disco, orario, segnale, stradale,
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Francesca Vercesi, Margherita Zannoni, Carlo Ziveri

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Accertamento Diffusione Stampa


Certificato n. 8431 del 21/12/2017
Periodico associato alla FIEG
(Federaz. Ital. Editori Giornali)
Autori dei giochi:
Codice ISSN: 1122-3308 Lucio Bigi, Silvano Sorrentino, studiogiochi.

148 | Focus
SPECIALE AUTO

Batterie
Ricariche
Consumi
Prestazioni

I modelli elettrici e ibridi sul mercato

∙ ENERGIA POSITIVA: pag.150


∙ VOLKSWAGEN: pag. 156
∙ MERCEDES: pag. 160
∙ HONDA: pag. 164
∙ JAGUAR: pag.168
∙ PORSCHE: pag. 172
∙ RENAULT: pag. 176
∙ VOLVO: pag. 180
∙ GROUPE PSA: pag. 184
∙ TOYOTA: pag. 192
∙ MAZDA: pag. 200
∙ AUDI: pag. 204
∙ FORD: pag. 206
∙ SUZUKI: pag. 210
∙ HYUNDAI: pag. 214
∙ MITSUBISHI: pag. 218
∙ KIA: pag. 222
∙ NUMERI E DATI: pag. 226
FABBRICHE PULITE
La produzione di auto
elettriche richiede impianti
particolari. Ci sono meno parti
rispetto alle macchine con
motore termico, ma anche
lavorazioni più delicate, come
per esempio l’assemblaggio
delle celle delle batterie.
L’auto a zero emissioni

positiva
Per ridurre
l’inquinamento
nelle città
L a verità ultima non ha a che
fare con elementi materiali.
Se si pensa che per l’afferma-
zione dell’auto elettrica vadano risolti i
problemi del prezzo eccessivo, della dif-
fusione della rete delle colonnine di rica-
sponibilità dei punti di ricarica. Dovrem-
mo trovare le colonnine nei parcheggi
delle aziende e dei centri commerciali,
fuori dalle autostrade, nei piccoli borghi
e nelle strutture turistiche. A meno di
non voler confinare l’uso dell’elettrico
rica, dell’autonomia delle vetture, stia- nelle sole metropoli. Sarebbe già un van-
e continuare mo ancora guardando al fenomeno con la taggio in termini di riduzione dell’inqui-
testa del secolo scorso. Perché il primo namento atmosferico e acustico, ma – va
a usare l’auto, cambiamento epocale che la vettura a ricordato – le quattroruote servono an-
zero emissioni prefigura è mentale. Tut- che per spostarsi al di fuori delle grandi
la strada è una ti noi siamo abituati a un’idea di mobilità città per lavoro e, nei week-end, per turi-
“irrequieta”: qualunque necessità si pre- smo.
sola: l’elettricità. senti, la macchina deve essere immedia-
tamente disponibile. Al massimo tolle- SEMPRE PIÙ COLONNINE
Ma non basta la riamo una sosta di dieci minuti al Paradossalmente, se oggi venisse voglia
distributore per fare rifornimento. di fare un “viaggio elettrico” in Toscana o
rete e un buon Con l’auto elettrica dovremo “cambiare in Umbria, la scelta dei luoghi dove dor-
testa”: programmare spostamenti, cal- mire sarebbe condizionata dalla presen-
prezzo. Serve colare i percorsi, valutare i tempi e i luo- za o meno delle colonnine. Per esempio
ghi dove ricaricare le batterie. Insomma, se si alloggia a Monteriggioni e dintorni,
qualcosa in più... complicarci la vita. È questa la prima bar- la prima colonnina è a Siena… Non si può
riera da abbattere per far sì che il merca- arrivare alla sera in hotel e scoprire che il
di Alessandro Pasi to a zero emissioni possa affermarsi più più vicino punto di ricarica è a cinque
velocemente di quanto accaduto finora. chilometri. Lo immaginate? Scaricati ba-
Oltre al cambiamento di mentalità ci gagli e famiglia, si dovrebbe portare l’au-
vuole, parallelamente, la crescita di di- to a ricaricare e sperare di trovare un

Focus | 151
Le coordinate per
orientarsi tra auto
ibride ed elettriche
modo per tornare in albergo. Quindi è
MILD HYBRID vero che si può programmare la mobilità,
ma a condizione che la rete sia disponibi-
Il motore elettrico supporta le sul serio. Diversamente le barriere
quello termico in avviamento,
accelerazione e ripresa. mentali resteranno inscalfibili.
In frenata e decelerazione
l’energia recuperata ricarica la QUANTO PESA L’ELETTRICO
batteria. La batteria alimenta i
componenti elettrici senza Eppure, l’aumento delle vetture a batte-
sottrarre energia al motore. ria è notevole: rispetto ai primi nove mesi
del 2018, l’incremento delle immatrico-
lazioni delle auto elettriche in Italia è del
115%. Ma i numeri restano piccoli: si è
FULL HYBRID passati da 3.579 a 7.707 vetture a settem-
bre 2019, su un mercato che vale circa un
Il motore elettrico supporta milione e mezzo di macchine, quindi una
quello termico in accelerazione
ed entrambi lavorano insieme quota dello 0,5%. In più, non sono tutte
per la massima efficienza. vendite ai privati, ma anche ad aziende,
La batteria si ricarica durante flotte, ai concessionari stessi che le usano
il funzionamento del motore
termico e alimenta anche il
come courtesy car. Va molto meglio alle
motore elettrico, permettendo ibride, cioè vetture con motore termico
partenze e brevi spostamenti in ed elettrico, che, nelle varie configura-
modalità solo elettrica. zioni, passano da 64.517 immatricolate
a 82.275, con un incremento del 27,5%
e con una quota di mercato del 5,6%. A
HYBRID-PLUG IN leggere i dati sembrerebbe insomma che
È uno sviluppo del sistema una quota crescente di consumatori, più
ibrido: la batteria di sensibili alle tematiche ambientali o più
maggiore capacità semplicemente alla possibilità di circo-
permette di percorrere fino
a 50 km in modalità lare senza limiti nelle città, si stia orien-
soltanto elettrica. tando se non verso l’elettrico puro, verso
La batteria può essere forme di propulsione ibride che hanno di quasi 700mila vetture: nei primi sei
ricaricata da una colonnina
o da una presa domestica. nell’energia elettrica un ausilio impor- mesi del 2019, le vendite hanno superato
tante nella riduzione dei consumi e delle le 200mila macchine, con 40mila nella
emissioni di anidride carbonica e degli sola Norvegia (dove ci sono importanti
inquinanti, come polveri sottili od ossi- incentivi statali: a marzo, le vendite del-
ELETTRICO do d’azoto. Anche se, a dirla tutta, l’ibrido le auto elettriche hanno superato quelle
per sua natura non azzera l’inquinamen- delle vetture tradizionali, arrivando ol-
L’auto ha uno o più motori
elettrici. La batteria to, ma ha il vantaggio di rendere più vir- tre il 60% del mercato) e più di 100mila
garantisce percorrenze tra i tuoso l’automobilista che, seguendo sul in Germania.
250 e i 500 km, a seconda monitor i cicli di ricarica e l’autonomia Da qui al 2025 si stima che la produ-
del numero di celle, e si
ricarica parzialmente in
disponibile soltanto con le batterie, im- zione di auto elettriche in Europa possa
frenata, in discesa e in para a gestire le due fonti energetiche di arrivare a quattro milioni di unità, un
decelerazione. Deve essere cui dispone (benzina ed elettricità) per quinto del totale. La crescita nei Paesi del
ricaricata a una colonnina o fare sempre più strada. Nord è dovuta sia a un uso più limitato
a una presa domestica.
In altre zone dell’Europa ci sono Paesi delle vetture rispetto al nostro e quindi
che stanno virando significativamente a una più facile programmazione degli
IDROGENO verso la mobilità a zero emissioni. Il to-
tale è un parco circolante europeo ormai
spostamenti, ma anche a un numero
importante di stazioni di ricarica: quasi
Ha un motore elettrico,

L’interesse per le vetture ibride


alimentato dall’idrogeno che,
nelle celle a combustibile,
combinandosi con l’ossigeno
dell’aria, produce l’elettricità
necessaria. Il pieno di idrogeno continua a crescere. Un modo per
inquinare meno imparando
va fatto in specifiche stazioni di
rifornimento e garantisce
un’autonomia di circa 500 km.

a utilizzare l’energia elettrica


152 | Focus
ROBOTIZZAZIONE
In queste immagini, alcune fasi della
produzione di un’automobile elettrica.
A sinistra, robot spostano i pacchi batteria.
Sotto, operai collegano le celle ad alto
voltaggio. Più in basso, un carrello robot
addetto al trasporto in linea dei motori.

40mila nei Paesi Bassi, 30mila in Ger- molto diversi, dalla berlina per la città
mania, 19mila nel Regno Unito, contro al crossover per le gite, fino al pulmino
le 7-8mila stimate in Italia aggiungendo per i lunghi viaggi. E che richiederanno
alle colonnine i punti di ricarica presenti
in luoghi aperti al pubblico come i centri
commerciali. Per capirci, i 700 chilome-
300
MILIARDI DI
la creazione di nuovi siti produttivi o la
riqualificazione di vecchi stabilimenti.
Un esempio, sempre per restare in Casa
tri che in Norvegia collegano Bergen e DOLLARI Volkswagen, è la fabbrica di Zwickau,
È la previsione
Trondheim dispongono di 132 punti per degli investimenti un’eredità della Germania dell’Est dalla
ricaricare le batterie. E da Amsterdam dell’industria quale uscivano le Trabant: convertita alla
a Maastricht sono 212 chilometri con nell’auto elettrica. produzione di modelli tradizionali e, ora,
250 stazioni. E guardando oltre oceano, completamente dedicata a sfornare le
ormai perfino la mitica Route 66 si può nuove ID.3, con una capacità che, a pieno
percorrere con un’automobile ecologi- regime, arriverà a 300mila unità l’anno.
ca, perché ci sono 250 stazioni elettriche Gli stabilimenti per le macchine a bat-
lungo le 2mila miglia del percorso. teria sono largamente automatizzati,
66 e da Daimler-Mercedes con 42. Die- con uso di robot in tutte le fasi critiche
L’INDUSTRIA CI CREDE tro, i coreani di Kia-Hyundai con 20, la del processo, che è da un lato più delicato
Secondo uno studio di Reuters, nel pros- cinese Changan con 15 e la giapponese ma dall’altro meno complesso di quello
simo decennio gli investimenti per la Toyota con 13,5. Analoghi investimen- per produrre le vetture a motori termici.
produzione di veicoli elettrici raggiun- ti sono previsti da Ford, BMW e Volvo, Infatti, uno dei vantaggi delle automobili
geranno la cifra strabiliante di 300 mi- mentre ancora poco si sa del piano FCA a zero emissioni è che il numero di com-
liardi di dollari. A far la parte del leone che dovrebbe orientarsi su una decina di ponenti da installare è inferiore: non c’è
sarà l’industria tedesca, che da sola vale miliardi. Investimenti che si concretiz- più bisogno di pompe, cinghie, radiatori,
quasi la metà del flusso di denaro, 139 zeranno in decine di nuovi modelli, gra- candele, filtri dell’aria e dell’olio, cambi,
miliardi di dollari. Il gruppo Volkswagen zie allo sviluppo di pianali (lo scheletro alberi di trasmissione, batterie per avvia-
da solo ne investirà 90, seguito dall’al- della vettura), come il MEB di Volkswa- mento. Il motore elettrico è solidale alle
leanza Nissan-Renault-Mitsubishi con gen, sul quale poter assemblare veicoli ruote e non necessita tendenzialmente

Focus | 153
mercato dell’auto elettrica, è evidente

180
MILA: le tonnellate
che se si vuole eliminare l’inquinamento
atmosferico e acustico dalle città altre
soluzioni non esistono, a meno di non
di olio esausto che andare con mezzi pubblici elettrici, a
vengono smaltite
ogni anno nel
piedi o in bicicletta.
nostro Paese.
LE FONTI DI ENERGIA
C’è poi da capire dove e come verrà pro-
dotta l’energia che immetteremo nelle
macchine elettriche. Oggi solo una quo-
ta è prodotta da fonti rinnovabili. Basta
leggere la bolletta della luce: è indicata
del variatore di marcia. Questo aspetto, la provenienza. Per esempio, a Milano
di solito sottovalutato, è un risparmio uno dei fornitori di energia dichiara che
anche per l’acquirente, che non dovrà più soltanto il 24,76% della corrente erogata
eseguire una manutenzione complessa, viene da fonti rinnovabili. Il 4,19% arri-
limitandosi a sostituire giusto i materiali va dall’energia atomica (prodotta all’e-
di consumo, come le gomme o le pastiglie stero e importata), il 16,27% da carbone,
dei freni. Si è stimato che per un’auto di il 50,48% da gas naturale e lo 0,88% da
medie dimensioni, il risparmio in quat- prodotti petroliferi. Insomma, se si rica-
tro anni per l’automobilista può arrivare ricano le batterie a Milano comunque si
a diecimila euro rispetto a una macchina produce CO2 alla fonte, nella misura di
con un motore a combustione interna. circa il 67% per ogni kW utilizzato. cambiamento di mentalità: ovvero cir-
E poi c’è il costo della ricarica. È chia- colare meno circolare tutti, usare l’auto
PROBLEMA SMALTIMENTO ro che tanto più grande è la macchina soltanto quando serve davvero, pro-
I vantaggi dell’assenza di molte compo- maggiore sarà il risparmio relativo al grammare gli spostamenti. A meno che…
nenti pesa anche sull’ambiente. Ogni carburante. Due esempi per capirci. Su
anno, in Italia, il Consorzio riciclo oli uno scooter, il risparmio sarà minimo, L’ULTIMO FATTORE
esausti smaltisce 180mila tonnellate di dato che il pieno di benzina per motori A meno che non ci sia qualcosa che spin-
lubrificanti per i motori a combustione fino a 125 centimetri cubi costa pochi ga i riottosi automobilisti ad abbandona-
interna. E sono 800mila le tonnellate di euro, e garantisce una percorrenza in re il motore rombante. Questo ultimo
batterie per auto eliminate ogni anno, città di 40-50 km. Se invece siamo alla fattore richiede un protagonista che fi-
oltre a 5mila tonnellate di filtri per olio. guida di un Suv come la Jaguar I-Pace, nora abbiamo toccato marginalmente. Il
Più candele, cinghie, filtri dell’aria e tutto per ricaricare le batterie al costo medio ruolo delle istituzioni, dello Stato. Oltre
il materiale di consumo che è necessario attuale della corrente elettrica baste- a una politica di incentivi monetari a chi
sostituire periodicamente in un motore ranno 35-40 euro, meno della metà di rottama una vecchia automobile (oggi, 11
a combustibile. Una massa gigantesca. quanto si spenderebbe per un pieno di milioni di auto in Italia sono pre-Euro4,
Allo stesso modo, però, si dovranno tro- carburante per il Suv Jaguar a benzina su un parco circolante di 33 milioni) più
vare soluzioni analoghe per le batterie al delle medesime dimensioni e potenza, la consistente dei pochi fondi finora stan-
litio a fine vita delle auto elettriche. Già F-Pace. Quanto pesa il risparmio in una ziati (6mila euro, statali, ma per esempio
oggi alcuni costruttori, come Nissan, re- scelta ecologica? Alla fine pensiamo sia la Regione Lombardia ne concede 8mila)
cuperano quelle non più efficaci per le un elemento relativo, anche perché oggi servirà, crediamo, una decisione più ra-
vetture, ma ancora con una capacità di ci sono sistemi, come il metano o il Gpl, dicale. Ovvero l’inibizione progressiva a
circa il 40%, trasformandole in batterie che garantiscono risparmi alla pompa circolare – a cominciare dalle grandi cit-
per le abitazioni, o riutilizzandole come importanti rispetto ai carburanti più tà – per tutti i veicoli che non siano elet-
accumulatori per tutti coloro che han- tradizionali. Senza considerare che pure trici. Una forzatura? Senza dubbio, ma
no installato (specie nei Paesi del Nord un motore turbodiesel di ultima genera- che molti ritengono prima o poi inevita-
Europa) sistemi di produzione eolica o zione permette medie oltre i 20 km/litro. bile se si vuole disinquinare almeno dalle
solare nell’abitazione. Così l’energia pro- Dunque, rieccoci a quanto dicevamo auto i luoghi in cui viviamo. In modo che,
dotta dal vento e dal Sole viene stoccata all’inizio. Poco concorre ancora alla scel- alla fine, la macchina rimanga un mezzo
e poi utilizzata per le utenze casalinghe. ta radicale di un’auto elettrica. Non basta di trasporto non solo fondamentale nella
Benché nessuno oggi sia in grado di cal- la coscienza ecologica, il risparmio nel nostra società, ma anche amico. Nostro e
colare quale sarà l’accelerazione vera del tempo, lo sviluppo della rete. Serve un dell’ambiente.

Per la definitiva affermazione dell’auto elettrica


sarà necessario un intervento della politica.
A livello di incentivi. Ma forse anche di divieti
154 | Focus
SECONDA VITA
Le batterie delle vetture elettriche Energiche novità
possono avere un utilizzo ulteriore,
una volta giunte a fine vita. Per
esempio, Nissan le trasforma –
quando hanno ancora una capacità
residua non più utilizzabile per una
macchina – in accumulatori per
l’energia prodotta da un impianto
casalingo eolico o solare.

SOLARE
Un modo per
aumentare
l’autonomia
a costo zero:
pannelli solari sul
tetto della vettura
per ricaricare le
batterie.

Dove si trovano e quante sono le colonnine in Europa


Svezia Finlandia
Ecco, secondo i dati
ufficiali del censimento
di Acea (l’associazione
2.674
1.057
europea dei costruttori

927
di automobili), il numero
di colonnine pubbliche in

27.459
Europa Occidentale a fine
2018. Un numero in continua
crescita, ma che è difficile
stimare per il 2019. In Italia
potremmo essere vicini agli
8 mila punti di ricarica,
sommando a quelli pubblici
Irlanda 37.037 Danimarca
6.420
(3.562) anche quelli presenti
in centri commerciali

19.076
o in altre strutture aperte
al pubblico o abitative. Paesi Bassi
Regno Unito

Germania
4.975
3.038 Belgio

24.850 Francia
Austria

Italia

Portogallo

Spagna

1.596

3.562
5.209
Volkswagen ID.3

L’elettrica

156 | Focus
per il popolo
Dopo Maggiolino e Golf, la ID
apre una nuova era nella Casa
di Wolfsburg. Ed è la prima di una
larga famiglia di auto a batterie.
di Alessandro Pasi

LA CAPOSTIPITE
La ID.3 sarà la prima auto di
serie sviluppata sul pianale
MEB su cui si baseranno
anche gli altri modelli
elettrici dei marchi del
gruppo: Audi, Skoda e Seat.
TRE DISPLAY
Cruscotto digitale,
touchscreen da 10” e un
NON PER TUTTI head-up che proietta
L’originale pedaliera “play&pause” non i dati sul parabrezza.
sarà offerta su tutte le Volkswagen ID.3.
Chi acquisterà la versione speciale 1st MASSIMO SPAZIO
potrà averla in omaggio, insieme a un anno Gli interni Open Space
di energia elettrica – fino a un massimo di sono caratterizzati
2.000 kWh – attraverso il servizio di ricarica dall’assenza del tunnel
We Charge (che comprende anche Ionity). centrale.

Pannello
di controllo

QUASI TUTTO TOUCH SICUREZZA AL TOP


Quasi tutti i comandi della Volkswagen La dotazione di sistemi di sicurezza
ID.3 – compresi quelli sul volante della Volkswagen ID.3 comprende tutti
multifunzione – sono azionati tramite i più moderni dispositivi di assistenza
funzioni touch. Gli unici interruttori alla guida: Front Assist con frenata di
tradizionali sono quelli che gestiscono i emergenza e riconoscimento pedoni,
tergicristalli e i lampeggianti di sistema anti collisione multipla e
emergenza. Per avviare l’auto non c’è la assistenti di mantenimento di corsia (a
chiave, ma si ruota un grande pomello sinistra nel monitor qui sopra, collocato
alla destra del monitor. davanti al guidatore).

Il motore elettrico da 204 cavalli è


posteriore. Come sul Maggiolino, magari
un po’ anche per un afflato nostalgico...

V olkswagen ha avuto un ap-


proccio alla mobilità elet-
trica all’inizio molto pru-
dente: nel 2013 – quando già arrivavano
le prime auto a batteria con un’autono-
mia di 150 km – i vertici della Casa di
Golf e up! in grado di percorrere 250-300
chilometri. Ora però è giunto il momento
del debutto della nuova famiglia di veico-
li a batterie soprannominata ID e l’inizio
della produzione nello stabilimento di
Zwickau della ID.3, la prima auto realiz-
VUOLE DIVENTARE UN’ICONA
Il motore elettrico da 204 CV è sull’asse
posteriore. Come sul Maggiolino, magari
un po’ anche per un afflato nostalgico:
d’altra parte in Volkswagen la ID.3 dovrà
avere lo stesso valore epocale delle auto
Wolfsburg dichiararono che sarebbero zata su un nuovo pianale chiamato MEB, popolari che l’hanno preceduta (il Mag-
entrati nel nuovo mondo solo e soltanto specificamente progettato per questo giolino per l’appunto e la Golf ). Spazio
quando fossero stati in grado di offrire tipo di trazione. abbondante per quattro persone e baule
una vettura di autonomia, prestazioni e Arriverà in Italia a metà 2020, a un ampio, da 385 litri. La ricarica, con una
prezzo pari a quelli delle auto con motore prezzo inferiore a 30mila euro, e avrà le colonnina fast charge, non richiede più di
termico. Lo hanno fatto dopo investi- dimensioni di una Golf, l’abitabilità di mezz’ora per arrivare all’80% della capa-
menti massicci e due tappe intermedie: una Passat e un’autonomia da 350 a 500 cità. L’interno è molto digitale, con colo-
la produzione delle versioni elettriche di chilometri a seconda delle necessità. ri che ricordano i prodotti Apple, un mo-

158 | Focus
Prestazioni
e potenza

Potenza 150 KW (204 CV)


max
Trazione POSTERIORE

Coppia 310 N·M Batteria da


max (litio/ioni) 58 KWH

Tempi di ricarica 6 ORE Autonomia 420 KM


(presa da 11 kW)

nitor centrale di grandi dimensioni


(dieci pollici) e attenzione maniacale ai
Le misure
dettagli, come – per esempio – i pedali di
freno e acceleratore con serigrafati i sim- Lunghezza/larghezza/altezza (cm) 426/181/155
boli di play e stop, tipici della riproduzio- Passo (cm)
ne di video e file musicali.
277
La nuova piattaforma MEB consente Peso a vuoto minimo (kg) 1.719
non solo l’ottimizzazione della disposi-
zione delle batterie e del motore elettri- Capacità bagagliaio (litri) 385
co, ma anche la possibilità di costruirci
altri veicoli: dal crossover al dune buggy
fino alla riedizione del pulmino Bulli.

Prezzo: circa 30.000 euro

Focus | 159
Mercedes EQC
Stella
polare
Il primo Suv elettrico
della Casa tedesca unisce
lusso e intelligenza
artificiale. In grado
di pianificare il viaggio.
di Lorenzo Rota

P rima di tutto, il nome: EQC.


Mercedes ha deciso che per la
rivoluzione elettrica ci volesse
un “codice linguistico” diverso da quello co-
nosciuto. Niente più “classe più una lettera”
(classe A, classe B e via così fino all’ammira-
glia classe S), bensì qualcosa di nuovo, mai
visto né sentito prima, per comunicare al
meglio l’idea della svolta. E poi certo c’è l’au-
to, un Suv elettrico disegnato con l’inten-
zione di far capire che non si tratta di un
mezzo per stupire ma di un’alternativa vera.
Sì, perché rispetto per esempio al GLC –
Sport Utility medio di Mercedes – le linee
sono volutamente coerenti. Nessuna fuga
in avanti.

IL MESSAGGIO
La EQC deve in un certo senso rassicurare.
E lo fa soprattutto con i fatti: la sua batteria
agli ioni di litio da 80 kWh di capacità – po-
sizionata sotto il pianale della vettura e con
un peso di 680 kg – unita all’efficiente logica
di sfruttamento dell’energia – permette
un’autonomia che la Casa dichiara compre-
sa fra 445 e 471 km (secondo il ciclo NEDC e
variabile in base agli allestimenti, quindi, tra
le altre cose, alla misura degli pneumatici e
al peso degli optional montati).

NON SOLO AUTO


Se questi numeri non dovessero bastare per
sconfiggere l’ansia da autonomia, Mercedes
ci aggiunge anche una serie di servizi di mo-
bilità. Prima di tutto, con me Charge è possi-
bile rifornirsi da quasi tutte le colonnine
presenti sul mercato e pagare un’unica fat-
tura a fine mese. Inoltre il sistema di info-

Focus | 161
Pannello
di controllo
MBUX FUNZIONI AR OPTIONAL
Come su tutte le La base del Fra i numerosi
Mercedes degli sistema MBUX è accessori a
ultimi anni, un la stessa delle pagamento
unico pannello altre Mercedes- troviamo la realtà
digitale raggruppa Benz ma aumentata per il
strumentazione interfaccia grafica navigatore e i
e schermo del e – soprattutto comandi gestuali
sistema di – funzionalità sono per gestire
infotainment. specifiche EQ. l’infotainment.

tainment MBUX, con funzionalità specifi-


che per il brand a emissioni zero EQ,
pianifica il viaggio programmando le soste
in ogni dettaglio. Innanzitutto privilegia le
colonnine fast, poi tiene conto dello stato
della batteria, della temperatura esterna
(variabile che incide parecchio sull’autono-
mia), del tipo di strada (quanta autostrada
c’è, l’eventuale presenza di salite ecc...) e del-
lo stile di guida. In questo modo, in caso di
lunghi tragitti, chi guida non deve far altro
che affidarsi all’elettronica. Il tempo di rica-
rica? La EQC è predisposta per potersi rica-
ricare fino a 110 kW di potenza, che significa
portare la batteria dal 10 all’80% della mas-
sima ricarica in 40 minuti.

VELOCE
Da sportiva, infine, le prestazioni: 408 caval-
li di potenza massima e 760 N·m di coppia,
per un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 4,8
secondi. A muovere la EQC sono due propul-
sori (da 204 CV ciascuno) – uno che gestisce
le ruote anteriori e l’altro che si occupa di
quelle posteriori – così da ottenere la trazio-
ne integrale senza bisogno di organi mecca-
nici, come albero di trasmissione e differen-
ziali.

Prezzo: da 76.839 euro

162 | Focus
PIANIFICAZIONE PRE-RISCALDATA MERCEDES ME CHARGE
Qui sopra, una delle schermate – Utilizzando l’app dedicata si Alla colonnina l’autenticazione avviene
specifiche per la EQC – del sistema possono impostare le attraverso l’app per smartphone o la
multimediale di bordo. In particolare destinazioni prima della scheda RFID. Le restanti operazioni
questa è quella per la ricerca delle partenza, ma anche riscaldare o (effettuabili presso molte ricariche
colonnine per la ricarica della rinfrescare l’abitacolo prima di pubbliche e tutte quelle marcate Ionity)
batteria, divise per tipologia. salire a bordo. vengono gestite in automatico.

Mercedes deve tenere


alta la reputazione:
il design esterno e
interno e la cura nella
scelta dei materiali
sono ai massimi livelli

Prestazioni
e potenza
Potenza 300 KW Tempi di ricarica 11 ORE
max (408 CV) (presa da 7,4 kW)

Coppia 760 N∙M Batteria da 80 KWH


max (litio/ioni)

Trazione INTEGRALE Autonomia 445/471 KM

Le misure
Lunghezza/larghezza/altezza (cm) 476/188/162
Passo (cm) 287
Peso in ordine di marcia (kg) ND
Capacità bagagliaio (litri) 500/1.460
Honda e

Tutta mia
Dimensioni contenute, autonomia
di oltre 200 km e un design unico: la
piccola giapponese a emissioni zero
è destinata all’uso metropolitano.
di Nina Stefenelli

A vederla così, pulita e com-


patta, potrebbe far pensa-
re alla navicella spaziale
di Mork (“vengo da Ork”). Ve lo ricor-
date? Fin dal primo sguardo la Honda
e, nuova creatura elettrica nipponica,
L’integrazione ordinata dei diversi ele-
menti della carrozzeria ha permesso
di plasmare una vettura maneggevole
(raggio di sterzata di 4,3 metri), legge-
ra alla guida (volendo si può accelera-
re, decelerare e frenare con un unico
ti proietta nel futuro, in una dimen- pedale) e allo stesso tempo scattante
sione dove innovazione e performance e spavalda. Merito della trazione po-
si traducono in una city car pronta a steriore e del motore elettrico (fino a
conquistare il mercato delle auto green 154 CV di potenza e coppia di 315 N·m),
e a scrivere una nuova pagina della mo- ancora più apprezzabile nella modalità
bilità a impatto zero. Il suo prototipo Sport. L’accento avveniristico lo danno
è stato avvistato in aprile, alla Milano invece le due videocamere compatte
Design Week: una piazza importante, posizionate al posto degli specchietti
dopo la première mondiale a Ginevra, retrovisori che proiettano immagi-
dedicata a un mondo di automobilisti ni “live” sui due schermi posti ai lati
particolare, focalizzato su nuove for- dell’abitacolo.
me e nuovi spazi, capaci di fondere al
loro interno le tecnologie più avanzate.

IL DOMANI CHE GUARDA A IERI


La parola d’ordine per questa diver-
tente alleata nella giungla urbana è
“minimal”, ma senza trascurare alcun
dettaglio in tema di comfort. I desi- CARICA VELOCE
gner giapponesi hanno creato un’auto Grazie al sistema
Power Charger
che guarda al domani riportando alla (attacco CA 32 A
memoria l’antenata Civic, icona degli con output massimo
anni ’70, dalla quale ha ereditato ar- di 7,4 kW monofase
e 22 kW trifase)
monia e semplicità, in una versione 2.0 bastano 4,1 ore per
che non dimentica da dove è arrivata. la ricarica completa.
la città

Focus | 165
Pannello
di controllo
VISUALE CONNESSI ELEGANZA RETROVISORE
Sulla plancia spicca La connettività è Su tutta la gamma La versione più
il doppio schermo garantita dall’app troviamo volante in lussuosa Advance
touch Led da 12,3 My Honda +, che pelle, sedili anteriori (nonché più potente:
pollici che permette consente un riscaldabili, 154 CV contro 136)
di accedere al monitoraggio climatizzatore offre anche il
sistema di costante della automatico retrovisore
infotainment. vettura. e tetto in cristallo. centrale digitale.

TECNOLOGIA AMICA
Ma è al suo interno che questa brillante
piccolina dà il meglio di sé, in un ambien-
RICARICA VELOCE
te che più che un abitacolo può ricordare Bastano 30 minuti – con
una zona living (stiamo parlando di una una presa di ricarica
delle macchine più spaziose della cate- rapida CC (o una più
goria): ultraccessoriata nella parte ante- diffusa presa CA) – per
portare il livello della
riore, con il quadro strumenti touch a batteria all’80%.
tutto schermo che richiama una capsula
spaziale. Ed è qui che batte il suo cuore,
dove tecnologia e connettività interpre-
tano la filosofia “human-centred engi-
neering” di Honda.
Vicini o lontani, con la app My Honda +
questa vettura la portate ovunque: in
ogni momento si possono personalizzare
i parametri, impostare la climatizzazio-
ne ideale e tenere monitorati il livello di
carica della batteria o i promemoria di
manutenzione. Senza dimenticare l’Assi-
stente Personale, un sistema di intelli-
genza artificiale che si attiva pronun-
ciando “OK Honda”. Intelligente lo è
anche in tema di sicurezza, grazie al siste-
ma “Honda Sensing” e alle altre dotazio- PORTA DI RICARICA
ni che garantiscono un costante suppor- La porta di ricarica è
dotata di una spia a Led
to durante la marcia e il parcheggio. che agevola la
visualizzazione dello
Prezzo: da 35.500 euro stato di carica.

166 | Focus
Alta tecnologia e design
ricercato: questo
vogliono trasmettere gli
interni della Honda e

ADDIO AGLI SPECCHI


I retrovisori laterali digitali sono la vera
novità della piccola Honda e. Gli
specchietti sono stati sostituiti
da due telecamere ad alta definizione
che rimandano le immagini sugli
schermi posti ai lati dell’abitacolo.
Una vera rivoluzione di stile (così come
le maniglie delle portiere a scomparsa,
progettate per essere a filo con la
carrozzeria) che permette di ridurre
la larghezza della vettura.

Prestazioni
e potenza
PIACERE DI GUIDA
Garantito dalla trazione
posteriore, dal motore
dietro, dalle sospensioni Potenza 113 KW
indipendenti e dalla max (154 CV)
distribuzione dei pesi
ottimale (50:50).
Coppia 315 N∙M
max

BATTERIA
Trazione POSTERIORE
Montata in posizione
centrale e ribassata: una
soluzione pratica che Tempi di ricarica 4,1 ORE
consente di sfruttare al (presa da 22 kW)
meglio lo spazio
all’interno dell’abitacolo.
Batteria da 35,5 KWH
(litio/ioni)

Le misure Autonomia 220 KM


Lunghezza/larghezza/altezza (cm) 390/175/151
Passo (cm) 253
Peso in ordine di marcia (kg) ND
Capacità bagagliaio (litri) ND

Focus | 167
Jaguar
I-Pace
Per tutte
I l Regno Unito è tornato a “con-
tare” nel settore automobilisti-
co, dopo anni caratterizzati da
modelli eleganti ma poco innovativi,
grazie alla Sport Utility a trazione in-
tegrale Jaguar I-Pace: la prima auto
portato da una batteria agli ioni di litio
da 90 kWh montata centralmente tra
i due assi in modo tale da abbassare il
più possibile il baricentro e assicurare
una distribuzione dei pesi 50:50.
Le celle delle batterie sono 432, coper-
elettrica della Casa britannica ha ri- te da una lunga garanzia (otto anni o
portato una vettura “british” sul gra- 160.000 chilometri) in grado di forni-
dino più alto del podio del prestigioso re un’autonomia di 470 km. I tempi di
premio “Auto dell’anno” dopo 42 anni ricarica? 40 minuti usando un carica-
– l’ultima fu la Rover 3500 nel 1977 – tore rapido da 100 kW (già nel primo
dimostrando al mondo che i mezzi di quarto d’ora si guadagnano 100 chilo-
Sua Maestà sanno offrire molto altro metri di percorrenza, 270 in un’ora con
oltre al doveroso lusso. un caricatore da 50 kW) e poco più di
10 ore per passare da zero all’80% con
L’ANTI-TESLA una wall box domestica a corrente al-
La risposta britannica alla Tesla Model ternata.
X monta due motori elettrici sincroni
a magneti permanenti posizionati su
ciascun asse, capaci di offrire numeri
da supercar: 400 cavalli di potenza,
una coppia di 696 N·m, una velocità
massima di 200 chilometri orari e uno
“0-100” da 4,8 secondi. Il tutto sup-

La prima Jaguar a
emissioni zero
è un Suv potente,
ma molto efficace
in fuoristrada.
Grazie alla
trazione 4x4.
di Marco Coletto

VERA OFF-ROAD
Le sospensioni pneumatiche
elettroniche possono essere alzate
fino a 23 cm e consentono di
affrontare percorsi impegnativi in
fuoristrada come ad esempio i guadi.

168 | Focus
le stagioni
DESIGN UNICO
Le forme della
Jaguar I-Pace sono
state create da uno
dei più noti
car designer del
ventunesimo
secolo: lo scozzese
Ian Callum.
Tanta tecnologia: di cruise control per il fuoristrada in gra-
PRONTA A TUTTO
La Jaguar I-Pace non trascura il piacere do di mantenere una velocità costante

le sospensioni di guida: su strada si può contare sia sulla


modalità Dynamic, che migliora la rispo-
tra 3,6 e 30 km/h in qualsiasi condizione.

si abbassano sta dell’acceleratore e dello sterzo e au-


menta la rigidità degli ammortizzatori,
SPAZIOSA E SEXY
Tanta tecnologia per una vettura lontana
sia sulle sospensioni attive – optional – anni luce dalla tradizione britannica an-
in automatico che abbassano automaticamente l’auto che nel design esterno, contraddistinto

quando si va oltre di un centimetro quando si superano i


105 km/h per un lungo periodo. Anche
da linee da coupé e da maniglie integrate
nelle portiere. Per trovare un’atmosfera

i 105 km/h nell’off-road l’ecologica crossover è sor-


prendentemente efficace. Inoltre, può
più classica bisogna accomodarsi a bor-
do: tanto spazio per le gambe dei passeg-
operare fino a -40 °C in un mondo nel geri posteriori (89 cm) e un abitacolo
quale le rivali si fermano a -30 e offre tec- lussuoso. In puro stile “british”.
nologie utili come l’ASPC (All Surface
Progress Control, optional): una specie Prezzo: da 82.460 euro

Pannello
di controllo
DIGITALIZZAZIONE
Il conducente ha a
disposizione un
display interattivo ad
alta definizione che
proietta le
informazioni
principali di guida.

AUDIO AL TOP VOLANTE HI-TECH TOUCH PRO DUO


L’impianto Meridian Il volante è dotato di Il doppio
Sound System con interruttori nascosti touchscreen (da 10”
11 altoparlanti e 380 sensibili al tatto: sopra e da 5” sotto)
watt di potenza è di uno di questi è ha permesso di
serie. Optional quello programmabile eliminare dalla
con 15 altoparlanti e e può essere plancia quasi tutti
825 watt. personalizzato. i pulsanti fisici.

PRE-CONDITIONING AUTONOMIA COME TU MI VUOI


Il sistema di pre-condizionamento della L’autonomia della Jaguar I-Pace (e di Il sistema Configurable Dynamics
batteria – una volta collegata la vettura tutte le auto elettriche) può essere consente di personalizzare la
per la ricarica – aumenta o diminuisce influenzata da diversi fattori. Qualche modalità sportiva Dynamic
la temperatura degli accumulatori per esempio? La temperatura esterna, intervenendo sulla sensibilità
massimizzare l’autonomia prima di l’uso del climatizzatore e la velocità dell’acceleratore, sulla risposta dello
partire. Una tecnologia intelligente che tenuta durante la marcia. Guidare sterzo e sulla rigidità degli
consente di sfruttare al massimo le con i fari accesi (Led) non comporta ammortizzatori. Tutto per offrire
caratteristiche della vettura. invece particolari variazioni. il massimo piacere di guida.

170 | Focus
Le misure
Lunghezza/larghezza/altezza (cm) 468/190/157
Passo (cm) 299
Peso in ordine di marcia (kg) DA 2.208
Capacità bagagliaio (litri) 656 + 27 (ANTERIORE)

Prestazioni
e potenza
Potenza 294 KW (400 CV)
max

Coppia 696 N·M


max

Trazione INTEGRALE

Tempi di ricarica 12,9 ORE


(presa da 7 kW)

Batteria da 90 KWH
(litio/ioni)

Autonomia 480 KM

QUANTO CARICA
In alto, la Jaguar I-Pace è
predisposta per velocità di
ricarica fino a 100 kW in corrente
continua. Sopra, il piccolo
bagagliaio anteriore. A destra, il
tetto panoramico in vetro.
Super
Porsche
Taycan

172 | Focus
rapida
Questa è la prima
elettrica nella storia
della Casa tedesca. Con
prestazioni mozzafiato.
di Francesco Neri

L a Porsche Taycan, la prima elettrica di sem-


pre della Casa automobilistica tedesca, non
solo scuote dalle fondamenta il mondo delle
auto a emissioni zero ma anche quello delle sportive con
motori tradizionali. Gli ingegneri hanno lavorato molto
per rendere questa vettura all’altezza del marchio, non
solo garantendo prestazioni strabilianti ma anche svi-
luppando una piattaforma inedita e una tecnologia di
ricarica ultra-rapida a 800 volt (80% della batteria in
poco più di 20 minuti). Il tutto su un mezzo in grado di
percorrere (realmente) oltre 400 km con un “pieno”.

POTENZA ELETTRICA
La Taycan è prima di tutto una sportiva eccezionale. Van-
ta due motori elettrici sincroni a magneti permanenti,
uno per ogni asse, così da riprodurre un sistema di trazio-
ne integrale senza alcun albero di trasmissione. Il camm-
bio è automatico e dispone di soli due rapporti: uno per
garantire la massima accelerazione e uno per migliorare
l’efficienza alle alte velocità. Tre le versioni: 4S, Turbo e
Turbo S. La prima genera 530 o 571 CV (dipende dalla
batteria, se Performance o Performance Plus) e accelera
da 0 a 100 km/h in 4 secondi, la seconda risponde con 680
CV e uno “0-100” da 3,2 secondi mentre la più potente
sviluppa 761 CV e scatta da 0 a 100 chilometri orari in

SOLO 5 MINUTI
Grazie al sistema di
ricarica da 800 volt
in corrente
continua, la
Porsche Taycan
guadagna 100
chilometri di
autonomia in soli
cinque minuti. Per
passare dal 5
all’80% occorrono
invece 22,30 minuti.
SCHERMO CENTRALE DUE MARCE ANALOGICO E DIGITALE
Il display da 8,4 pollici permette La trasmissione della Taycan ha solo La Taycan non trascura la sua anima
di accedere a navigatore, strumenti due marce: una per garantire la “analogica” e sportiva. L’indicatore
multimediali, telefono, impostazioni massima accelerazione e l’altra per “Sport Chrono” sulla plancia – di serie
e Apple CarPlay. Sempre da questo migliorare l’efficienza alle alte velocità. sulla Turbo S, optional sulle altre –
schermo è possibile aprire e chiudere Questo perché il motore elettrico eroga funge da cronometro per tenere i tempi
il bagagliaio e gli sportelli di ricarica la potenza fin dai bassissimi regimi e dei giri in pista ma con un click
e visualizzare l’indicatore con il livello non ha bisogno di numerosi rapporti le sue lancette si “riorganizzano” in
di carica della batteria. come succede con i propulsori termici. modo da segnare ore e minuti.

Pannello
di controllo

VOLANTE TOP CINQUE SCHERMI ECO-TECH EFFICIENZA


L’organo Un display da 16,8” Tra gli optional Nella modalità di
fondamentale che (strumentazione), tre troviamo gli interni in guida Range il
vi connette all’auto per il sistema microfibra Race-Tex navigatore legge la
e alla strada è uno multimediale (due da ottenuti con fibre strada e adatta il
dei pochi elementi 10,9” e uno da 8,4”) riciclate. Il livello di freno motore per
Porsche tradizionali e uno da 5,9” per il personalizzazione massimizzare il
rimasti. clima posteriore. è elevatissimo. risparmio di energia.

2,8 secondi. A tenere a bada le oltre due da: Normal, Sport, Sport+ e, infine, Ran-
La Porsche tonnellate della Taycan ci pensano le so- ge, per ottimizzare il consumo di energia.
spensioni pneumatiche, l’asse posteriore
Taycan è anche la sterzante e i sistemi di torque vectoring RICARICA LAMPO
che frenano le ruote interne durante la La Porsche Taycan è anche la vettura
vettura elettrica curva. elettrica più veloce nel ricaricarsi. E la
La centralina elettronica della Taycan prima a beneficiare del sistema a corren-
più veloce elabora migliaia di informazioni al se- te continua a 800 volt, che permette di
condo (accelerazione, angolo di sterzata, ridurre i tempi nel fare il pieno di corren-
nel ricaricarsi grip, velocità...) per fornire il massimo te. Utilizzando una colonnina della rete
della tenuta di strada o dell’efficienza a Ionity bastano cinque minuti per guada-
(regge 270 kW) seconda delle esigenze. L’ammiraglia gnare 100 km di autonomia utilizzando
elettrica di Zuffenhausen infatti permet- le batterie Performance Plus (di serie su
te di scegliere tra diverse modalità di gui- Turbo e Turbo S, optional su 4S) mentre

174 | Focus
Prestazioni
e potenza
Potenza 560 KW
max (761 CV)

Coppia
max 1.050 N∙M

Batteria da
(litio/ioni) 93,4 KWH

Trazione INTEGRALE

Tempi di ricarica
(presa da 11 kW) 9 ORE

Autonomia 388-412 KM

attivando la pianificazione della ricarica


– che dà modo alle celle di precondizio-
narsi – passa in poco più di 22 minuti dal
5% all’80% di carica. I tempi si allungano
usando le normali colonnine da 50 kW
(rispettivamente 28 minuti per avere
100 chilometri e 93 per passare dal 5 al- Misure
l’80%) mentre ci vogliono nove ore per il
pieno completo con una presa da 11 kW. Lunghezza/larghezza/altezza (cm) 496/197/138
L’autonomia? Tra 333 e 407 km per la 4S,
tra 381 e 450 km per la Turbo e tra 388 e Passo (cm) 290
412 km per la Turbo S. Peso in ordine di marcia (kg) 2.370
Prezzo: da 109.115 euro Capacità bagagliaio (litri) 447

Focus | 175
Il salto
Nuova Renault Zoe

S
A gran velocità:
la piccola
francese elettrica
arebbe riduttivo considerare il PIÙ AUTONOMIA
restyling della Renault Zoe La novità più importante introdotta sul­

ora ha la ricarica come un semplice lifting: dopo


sei anni dal lancio, la piccola ecologica
la nuova Renault Zoe – ultima evoluzio­
ne di una vettura capace di conquistare

rapida e può francese (l’auto elettrica più venduta in


Italia) ha beneficiato di numerose modi­
oltre 160.000 clienti in tutta Europa – è
la ricarica rapida in corrente continua

percorrere quasi fiche estetiche e – soprattutto – tecniche.


Il tutto senza aumentare più di tanto i
(di serie sulla versione più lussuosa Edi­
tion One, optional a 700 euro su tutti gli

400 km con un prezzi: da 25.900 euro con batteria a no­


leggio e da 34.100 euro con batteria in
altri allestimenti): ora bastano 70 minuti
per portare gli accumulatori da zero al­

pieno di energia. acquisto. Senza contare che con gli in­


centivi è possibile risparmiare fino a
l’80% con una presa DC 50 kW. Tra le
altre innovazioni importanti, un nuovo
14.000 euro sommando i vari contributi motore da 136 CV che si affianca a quello
di Marco Coletto nazionali e regionali. già noto da 109 CV, l’incremento della

176 | Focus
di qualità

APP UTILE
L’app My Renault
consente, tra le altre
cose, di consultare
a distanza il livello
di carica della Zoe
e di programmare
la ricarica durante
le ore di inutilizzo.
capacità della batteria (52 kWh) e l’au- damente le linee: all’esterno troviamo un
mento dell’autonomia: 395 chilometri frontale ridisegnato (cofano scolpito e Prestazioni
per la variante meno potente e 386 chilo- stemma più grande e rialzato), fari full e potenza
metri per quella più grintosa. Led anteriori con firma luminosa C-Sha-
pe e posteriori con indicatori di direzio- Potenza 100 KW
TECNOLOGIA E SICUREZZA ne dinamici (di serie su tutta la gamma), max (136 CV)
Apprezzabile anche la nuova modalità di nuovi cerchi e tre tinte inedite per la car-
guida B-Mode che riduce il ricorso al pe- rozzeria (Blu Céladon, Rosso Passion e
Coppia
dale del freno, massimizzando il recupe- Bianco Quarzo). max 245 N·M
ro di energia e incrementando in questo All’interno spicca invece una plancia
modo le percorrenze. Il tradizionale fre- completamente rivista, caratterizzata da
no a mano ha ceduto il posto a un coman- materiali più curati, da uno scenografico Trazione ANTERIORE
do elettrico e ora è possibile ricaricare lo cruscotto digitale da 10” standard su tut-
smartphone anche in modalità wireless. ti gli allestimenti e da un display centrale
Numerosi – nonché utili – anche i siste- verticale fino a 9,3” che ricorda molto Tempi di ricarica 6 ORE
mi di assistenza alla guida (di serie o a quello più grande della Renault Clio. (presa da 11 kW)
pagamento): Traffic Sign Recognition Quanto basta per rimanere al passo con i
(riconoscimento segnaletica stradale), tempi – sia nei contenuti sia nello stile – Batteria da 52 KWH
Automatic High Low Beam (commuta- in un mercato che nei prossimi mesi si (litio/ioni)
zione automatica abbaglianti-anabba- riempirà sempre più di proposte spinte
glianti), Over Speed Limit (allerta su- da un motore elettrico.
peramento limite di velocità), frenata Autonomia 386 KM
automatica, avviso superamento linea di Prezzo: da 25.900 euro
corsia, assistenza mantenimento di cor-
sia e assistenza al parcheggio senza mani.
Aumenta l’autonomia: 395 km
EVOLUZIONE STILISTICA
Renault ha approfittato del restyling non per la variante da 109 cavalli,
soltanto per aggiornare la tecnologia del-
la Zoe, ma anche per rivisitarne profon- 386 km per quella da 136 cavalli

Pannello
di controllo
TESSUTI RICICLATI TUTTO DIGITALE FRENO MOTORE UN TOCCO DI CLIO
Sulla versione Zen Il cruscotto La nuova modalità La plancia della Zoe
i sedili e i interamente digitale di guida B-Mode, presenta un design
rivestimenti di Driver Display selezionabile più moderno, finiture
cruscotto, consolle da 10 pollici è di attraverso il cambio, più curate e una
e bracciolo porte serie su tutta la massimizza il consolle centrale
sono in tessuto gamma della nuova recupero di energia molto simile a quella
riciclato al 100%. Renault Zoe. in frenata. della nuova Clio.
Le misure
Lunghezza/larghezza/altezza (cm) 408/173/156
Passo (cm) 259
Peso in ordine di marcia (kg) 1.502
Capacità bagagliaio (litri) 338/1.225

SCHERMO VERTICALE POLIVALENTE TANTE INFORMAZIONI


Il nuovo display verticale touchscreen Dietro lo sportellino di ricarica Il cruscotto digitale da 10” mostra
da 9,3”, che prolunga la consolle mimetizzato nello stemma Renault le principali funzioni di assistenza alla
centrale, controlla tutti i principali troviamo – come sulla variante pre- guida e – sui modelli dotati di
settaggi del veicolo. Il sistema connesso restyling – la presa Tipo 2. Ora, però, c’è navigatore (di serie su Intens e Edition
Easy Link presenta funzioni specifiche anche una presa per la ricarica rapida in One) – le indicazioni del Gps.
per i veicoli elettrici come per esempio corrente continua (DC) CCS Combo fino Il guidatore può personalizzare
la visualizzazione della disponibilità in a 50 kW. Una soluzione combinata l’ambiente luminoso e l’organizzazione
tempo reale delle colonnine di ricarica. compatibile con tutte le infrastrutture. delle informazioni sullo schermo.

Focus | 179
Gamma Volvo

Elettro
Recharge

FAMIGLIA VERDE
Tutte le Volvo
prodotte hanno
una variante ibrida
plug-in, ricaricabile
attraverso una
presa di corrente.
La XC40 Recharge
sarà invece la
prima di una lunga
serie di modelli
totalmente
elettrici.
futuro
Presente ibrido, domani
elettrico: la Casa svedese
punta (quasi) tutto
sull’elettrificazione.
di Alessandro Pasi

Focus | 181
CARICA
Di fianco, l’assenza
del motore termico
nella Volvo XC40
Recharge ha
permesso di ricavare
un secondo
bagagliaio frontale
con una capacità
di 31 litri.
Più a sinistra, per
ricaricarla ci vogliono
7,5 ore con una presa
AC da 11 kW.

Pannello
di controllo
RICICLO SPAZIO PER TUTTO ANDROID AL CUBO AGGIORNAMENTI
Tutti i tappetini L’abitacolo è ricco di La XC40 Recharge Il Suv elettrico
interni della Volvo soluzioni ingegnose: sarà la prima Volvo svedese sarà anche
XC40 Recharge sono cestino per i rifiuti, dotata di un la prima Volvo in
realizzati in plastica porta tessere, nuovissimo sistema grado di ricevere
riciclata. Inoltre ricarica wireless per di infotainment aggiornamenti
il 95% della smartphone e un basato su Android automatici del
vettura è riciclabile. gancio per le borse. di Google. software.

A chi acquisterà
una Volvo
ibrida plug-in
U n obiettivo importante, in
linea con l’impegno che la
Casa svedese ha solenne-
mente preso fin dalla sua fondazione:
costruire vetture dal design minimalista,
tricolazioni complessive addirittura en-
tro il 2020.

LA PRIMA VOLVO ELETTRICA


Con la presentazione della XC40 Re-

l’azienda svedese sempre più sicure (le cinture di sicurezza


infatti le hanno inventate loro) e rispet-
charge nasce la prima famiglia di mac-
chine interamente elettriche “made in

rimborserà tose dell’ambiente. Nei prossimi cinque


anni Volvo prevede di introdurre un’au-
Sweden”. Le specifiche tecniche sono in
linea con la più agguerrita concorrenza

un anno intero tomobile a batterie ogni anno in modo


che, nel 2025, le proprie vendite siano
tedesca e inglese: trazione integrale (da
vero fuoristrada), 408 cavalli di potenza

di ricariche per il 50% del totale composte da vettu-


re a zero emissioni. Mentre per quanto
e 400 chilometri di autonomia secondo il
nuovo ciclo di omologazione WLTP. Con

elettriche riguarda le ibride plug-in, l’obiettivo, am-


bizioso, è di arrivare al 20% delle imma-
una colonnina fast charge le batterie si
possono ricaricare all’85% in 40 minuti.

182 | Focus
Prestazioni
e potenza

Potenza
max 300 KW (408 CV) Trazione INTEGRALE

Coppia Tempi di ricarica


max 660 N·M (presa da 11 kW) 7,5 ORE

Batteria da 78 KWH Autonomia


(litio/ioni) PIÙ DI 400 KM

Misure
Lunghezza/larghezza/altezza (cm) 443/203/165
Passo (cm) ND
Peso in ordine di marcia (kg) 2.150-2.250
Capacità bagagliaio (litri) 413/1.342 + 31 ANT.

SVOLTA RADICALE Per soddisfare la crescita attesa della trica era già stata pre-conformata quan-
Volvo è oggi l’unica Casa automobilistica richiesta di modelli elettrici, Volvo in- do è stata lanciata la versione con motore
in grado di offrire una variante plug-in tende triplicare la capacità di produzio- tradizionale. Le batterie sono ospitate
per ogni modello della gamma. Vetture ne delle vetture di questo tipo. Inoltre nel pianale e lo spazio che si libera in se-
che possono percorrere fino a 50 chilo- proporrà una serie di modelli Recharge guito all’abolizione di radiatore, pompe,
metri in modalità elettrica, più che suffi- da immettere sul mercato in tempi brevi, serbatoio carburante e marmitta catali-
cienti in ambito cittadino. La tecnologia così da ridurre i tempi di consegna. tica è stato utilizzato per ricavare un abi-
ibrida di Volvo può essere utilizzata per Per promuovere ulteriormente la guida tacolo più confortevole e per aggiungere
ridurre consumi e inquinamento o per elettrica, Volvo offre gratuitamente l’e- vani per il carico di bagagli o di oggetti. E
ricaricare in viaggio le batterie, in modo nergia per un anno a chi acquista un pro- ne ha guadagnato anche il design, soprat-
da arrivare nei centri cittadini con la prio modello ibrido plug-in, rimborsan- tutto nel frontale (privo di griglia di raf-
massima capacità di muoversi a zero do il costo medio dell’elettricità durante freddamento) e nella coda (senza più
emissioni. Fatta salva la possibilità di ri- il periodo considerato. terminali di scarico).
caricare le batterie sfruttando una co- Va detto, infine, che la piattaforma su
lonnina o attaccandosi alla wall box. cui è nata e verrà prodotta la XC40 elet- Prezzi non ancora comunicati

Focus | 183
19_19 Citroën

Creatività
Oggetto tecnologico,
dalle proporzioni fuori
dal comune e dal
design spettacolare
ispirato al mondo
dell’aeronautica. Una
capsula trasparente
sospesa su ruote.

C5 Aircross
Hybrid Concept
La combinazione motore
termico/elettrico offre una
potenza di 225 CV. Tempi di
ricarica: una notte da presa di
corrente classica (4-8 ore),
2 ore da wall box 32 ampere.
al potere
Ami One
Oggetto 100% elettrico,
rappresenta la visione di
mobilità urbana secondo
Citroën. Ultra compatta,
colorata e agile, si guida
senza patente.

T ra i marchi che guardano


avanti, nel mondo dell’auto,
Citroën sta in prima fila. Da
sempre, peraltro, non da qualche anno.
Modelli come la DS, la 2CV, la BX e la XM,
solo per citarne quattro, sono lì a testi-
Immaginare il futuro fa bene
al presente. Così i francesi
preparano un’offerta elettrificata.
di Lorenzo Rota
moniarlo. Una filosofia che non si è persa
anche dopo che il Double Chevron è en- in alto). In questo caso si tratta della vi-
trato nel Groupe PSA, nonostante qual- sionedellamarcatransalpinadellamobi-
che ovvia (e vitale) sinergia con gli altri lità urbana del futuro. Svelato al mondo
brand del Gruppo.  al Salone di Ginevra 2019, questo concept
100% elettrico si guida senza patente ed
VOILÀ, LA PRIMA PLUG-IN è ultra compatto: 2,5 metri di lunghezza
Oggi, sono i modelli prossimi alla produ- per 1,5 di larghezza e 1,5 di altezza.
zione e i concept che parlano di futuro
a indicare il domani e il dopodomani di CORRERE FUORI CITTÀ
Citroën. Si chiama, invece, 19_19 Concept il veico-
Partiamo dunque dalla C5 Aircross lo che Citroën si immagina per la mobili-
Hybrid Concept, nella foto a sinistra, tà extraurbana. Il design hi-tech – ispira-
che prefigura il primo veicolo della mar- to al mondo dell’aeronautica – e le ruote
ca francese dotato di tecnologia ibrida sovradimensionate collegate a sospen-
plug-in (la cui batteria, cioè, si può rica- sioni intelligenti fanno sentire “sospesi”
ricare dalla presa di corrente), in arrivo sulla strada, proprio come accadeva con
nel 2020. Ricarica che basta, secondo la mitica DS.
quanto dichiarato da Citroën, per 50 km 19_19 Concept è ovviamente elettrico e
in modalità puramente elettrica (e fino offre un’autonomia di 800 chilometri, FLUSSO DI ENERGIA
a 135 km/h di velocità), dunque senza tecnologie per la guida autonoma e un Il conducente della Citroën C5 Aircross
Hybrid Concept può scegliere tra tre
emissioni locali di anidride carbonica. assistente virtuale che interagisce con i modalità di guida: ZEV (solo elettrico),
Diversa, invece, Ami One Concept (foto passeggeri e li supporta nei viaggi. Hybrid o Sport (massime prestazioni).

Focus | 185
Peugeot
La forza dell’
F ra i marchi che compongono
il Groupe PSA, la parte del
leone – è il caso di dirlo, visto
il logo – in tema di innovazione tecnolo-
gica la recita Peugeot. La e-208 ne è la
Anche Peugeot
scommette
sull’auto elettrica.
del carburante mensili, il costo finale si
equivale nelle tre alimentazioni.
Dal punto di vista tecnico, la e-208 ero-
ga una potenza di 136 CV e una coppia di
260 N·m, mentre la batteria da 50 kWh di
dimostrazione. La nuova generazione
della piccola di Sochaux è stata concepita Proponendo capacità assicura, secondo i dati dichia-
rati in base al ciclo di omologazione
fin dalla base, più tecnicamente dalla WLTP, 340 km di autonomia. Tempi di
piattaforma CMP (Common Modular un’offerta ricarica? 26 ore da una presa domestica
Platform), per ospitare – oltre alle va-
rianti termiche – lo schema di trazione davvero standard  con il cavo di ricarica fornito in
dotazione, 5 ore e 15 minuti da una wall
elettrica. Ma l’innovazione non si è limi-
tata alla tecnologia. Gli ingegneri di Peu- irrinunciabile. box nella versione trifase (11 kW) o in 8
ore in monofase (7,4 kW), 30 minuti
geot hanno studiato un modo per demo- da una colonnina di ricarica pubblica de-
cratizzare l’accesso all’auto elettrica. di Lorenzo Rota dicata da 100 kW.
Tecnologia differente per la 3008
ELETTRICO PER TUTTI correnza; se si opta per l’allestimento Al- HYbrid4. Il Suv ibrido plug-in, cioè con
Peugeot, infatti, offre la e-208 a soli 60 lure con motore diesel o benzina da 100 pacco batterie ricaricabile dalla rete elet-
euro in più di canone mensile rispetto CV possono essere richiesti 3.500 euro di trica, è omologato in base al ciclo WLTP
alla versione diesel o benzina. Perché anticipo a cui aggiungere una rata men- con emissioni di soli 29 g/km di CO2, con-
proprio a noleggio? Perché il futuro è sile di circa 300 euro; per avere invece la sumi di 1,3 litri/100 km e 59 km in moda-
quello, non solo secondo Peugeot, ma per e-208, la rata è di appena 60 euro più alta. lità 100% elettrica. Ecologia, dunque, ma
convinzione di tutti. Con il noleggio della Una differenza contenuta, nella quale sta anche prestazioni al top: grazie ai suoi
208 funziona così: ipotizziamo 36 mesi il senso della “scommessa” di Peugeot su 300 CV, 3008 HYbrid4 brucia lo 0-100
di durata del noleggio e 45mila km di per- questa tecnologia. Se si sommano i costi km/h in 5,9 secondi.

e-208
La batteria agli ioni di litio della
Peugeot e-208 è garantita per 8 anni
o 160.000 chilometri per il 70%
della sua capacità di carica.
Tre le modalità di guida: eco
(massima autonomia), normal e sport
(per chi cerca il massimo brio).
innovazione

HYbrid4
Il pacco batterie della 3008 HYbrid4 ha
una capacità pari a 13,2 kWh. Richiede
un’ora e 45 minuti per la ricarica
completa tramite wall box. Una notte
(circa 7,2 ore) dalla presa domestica.

1 2

3 4

SCHEMA DI FUNZIONAMENTO DELL’HYBRID4


1 Spingono solo i motori elettrici, trazione 4x4. 2 Spinge solo il benzina, trazione anteriore.
3 Gas sollevato: le ruote anteriori ricaricano la batteria. 4 Trazione anteriore, solo elettrica.

Focus | 187
Il touchscreen della
DS 3 Crossback
E-Tense, variante
elettrica dell’icona di
stile DS
Automobiles.
L’autonomia
è di 320 km. Con la
ricarica veloce basta
mezz’ora per portare
le batterie all’80%.
I prezzi partono da
39.600 euro.

DS
Muscoli
di lusso
F ra tutti i marchi del Groupe
PSA, DS Automobiles è quel-
lo più giovane. Le due lettere
indicano, storicamente, l’ammiraglia Ci-
troën per antonomasia, quella del 1955.
Una decina di anni fa furono utilizzate
Per dimostrare che ci sanno fare
hanno stravinto in Formula E.
Premessa per farsi largo nel
mercato delle ecologiche al top.
per indicare le versioni al top della gam-
ma Citroën; poi i francesi decisero di far- di Lorenzo Rota
ne un marchio a sé, alla ricerca di affer-
mazione nel segmento “premium”. COMODA E DINAMICA taforma CMP. Sì, perché alle motorizza-
Indipendentemente dal posiziona- Alla piattaforma sono legate anche alcu- zioni a benzina e a gasolio ne affianca una
mento, come tutti i brand automobilisti- ne caratteristiche base delle vetture, completamente elettrica, dotata di un
ci del mondo, anche DS Automobiles come la possibilità di implementare i più propulsore da 136 cavalli, mentre ad ali-
sfrutta a pieno le sinergie di gruppo, fon- avanzati sistemi di assistenza alla guida mentarlo provvede un pacco batterie da
damentali per far quadrare i conti. Nel – e in questo senso tutte le vetture di ul- 50 kWh.
caso specifico, si fa riferimento soprat- tima generazione di DS sono all’avan- Ben diversi i numeri della Formula E,
tutto alla piattaforma CMP (Common guardia – o le caratteristiche dinamiche. competizione con monoposto a emissio-
Modular Platform). Una base meccanica Per venire alla DS 3 Crossback di queste ni zero in grado di generare 340 cavalli.
molto flessibile, modulare. Sia perché pagine, su strada si rimane colpiti per la Una sfida che il team DS Techeetah (di
può fare “stretching”, ovvero contrarsi capacità di coniugare un assetto alla proprietà cinese) ha intrapreso con suc-
in base all’applicazione richiesta, sia per- francese, quindi tendenzialmente mor- cesso portando a casa nel 2019 due cam-
ché è stata progettata fin dal foglio bian- bido, con un comportamento in curva pionati: quello Piloti con il francese
co per poter ospitare ogni genere di pro- ben più preciso di quello che ci si aspet- Jean-Éric Vergne e quello Costruttori
pulsore o sistema di motori: diesel e terebbe. DS3 Crossback è anche la testi- grazie alla vettura DS E-Tense FE 19 vin-
benzina ovviamente, ma anche ibridi ed monianza su ruote di un altro elemento citrice di tre e-Prix (Sanya in Cina, Mon-
elettrici puri. appena spiegato: la flessibilità della piat- te Carlo e Berna).

188 | Focus
DS 3
Crossback
La DS 3 Crossback è
l’auto che più di tutte
potrebbe – e dovrebbe,
nei piani di DS –
contribuire alla fama del
marchio, visto che si
inserisce nella fascia
dei Suv del segmento
B, ovvero quella in più
rapida espansione sul
mercato europeo.

Dominatrice
Ecco la monoposto DS con cui Jean-Éric
Vergne si è laureato campione Formula E
nella stagione 2018/2019. È la seconda
generazione di FE: le forme sono più intriganti
ma molto attente alla sicurezza. Le ruote non
sono più scoperte per evitare “agganci”.

Focus | 189
Opel
Va di Corsa
D a quando è in mano ai fran-
cesi di Groupe PSA, Opel
sta vivendo una seconda
giovinezza. Infatti ha annunciato l’elet-
trificazione della gamma entro il 2024.
La Casa tedesca
fa sul serio. Due
proposte ibride
pieno di energia alla Corsa-e da tutte (o
quasi) le prese domestiche e colonnine
pubbliche oggi esistenti. Altro aspetto
fondamentale – e che per molti è fonte di
Non solo commerciale, ma anche inno-
vativa, potendo attingere alle piattafor- e a batterie. Con ansia – è questo: dove sono le colonnine?
La risposta la dà Free2Move, il servizio
me e alle tecnologie del gruppo. Il model-
lo che meglio rappresenta la svolta della l’alta tecnologia di mobilità di Groupe PSA. La app inclu-
de un trip planner capace – sulla base di
Casa tedesca? Senza dubbio la Corsa-e: la
variante elettrica della sesta generazione del Groupe PSA. informazioni come la posizione e lo stato
di carica del veicolo, la destinazione im-
della piccola teutonica ospita sotto il co- postata e le stazioni di ricarica lungo il
fano un propulsore a emissioni zero da percorso – di calcolare il tragitto ideale.
136 CV, raggiunge una velocità massima potenza di 100 kW, che permette di “gua- Nel mondo ibrido, Opel si affaccia invece
di 150 km/h e impiega solo 8,1 secondi dagnare” 100 km d’autonomia in soli 12 con la versione ibrida plug-in Hybrid 4
per accelerare da 0 a 100 chilometri orari. minuti. In mezzo, un’ampia gamma di della crossover compatta Grandland X:
Un’elettrica “amica” creata per facilitare possibilità. C’è per esempio il cavo “modo trazione integrale, 300 cavalli erogati da
la vita agli automobilisti che hanno deci- 3” lungo fino a 6 metri (per ricaricare an- un motore 1.6 benzina abbinato a due
so di guidare “eco”: dentro la vettura c’è che quando non è possibile mettere l’au- unità elettriche e a un cambio automati-
infatti tutto quello che occorre per attac- to accanto alla colonnina), che aggiunge co – convertitore di coppia – a 8 rappor-
carla a quasi tutte le colonnine. 100 km di autonomia in 90 minuti. C’è ti), prestazioni da sportiva (“0-100” in 7
poi il cavo universale, che combina il secondi netti) e un’autonomia a emissio-
CAVI E ADATTATORI “modo 2”, il “modo 3” e lo standard del ni zero di 50 chilometri. .
Dalla rete domestica, con cavo normale, wall box. Grazie a degli appositi adattato-
“modo 2”, a 1,8 kW, fino ad arrivare alla ri, questo dispositivo permette di fare il Prezzo Corsa-e: da 29.900 euro

Grandland X Hy
La Opel Grandland X Hybrid4 – variante ibrida
plug-in (ossia ricaricabile) del Suv compatto tedesco
– è già in vendita. Il suo prezzo: 46.650 euro.
Corsa-e
Grazie all’alloggiamento
delle batterie sotto al
pianale, abitabilità e
volume del bagagliaio
sono identici a quelli
delle versioni termiche
benzina e diesel.

Motore elettrico
da 136 CV

Ricarica
Batteria da 50 kWh e
rapida
autonomia di 330 km
all’80%
in 30 minuti

Tre modalità:
Cerchi in lega Normal, Eco, Sport
aerodinamici

Focus | 191
Vent’anni di ricerca hanno permesso
a Toyota di giocare d’anticipo,
costruendo un’auto da corsa vincente
a Le Mans. E sviluppando la tecnologia
oggi più richiesta sul mercato.
di Francesca Vercesi
da primato
A ll’appuntamento con la mobilità soste-
nibile ci sono arrivati con grande an-
ticipo e senza affanno. Ora, già leader
nell’ibrido, continuano a concentrare investimenti
sulla riduzione dei consumi e lo sviluppo di alimen-
tazioni alternative.
È la filosofia di Toyota: attenzione all’ambiente e ri-
voluzione tecnologica hanno trasformato gli stabili-
menti in veri e propri laboratori di avanguardia. Basti
pensare che lo sviluppo di un motore ibrido risale agli
anni ’60 e che la prima vettura con questa tecnologia
uscita sul mercato, la Prius, è del 1997: da quel giorno
il colosso giapponese, capace di affermarsi anche con
PRIMA A LE MANS
il marchio di lusso Lexus, ha venduto a livello globa-
16 giugno 2019: la
Toyota TS050-Hybrid le oltre 14 milioni di auto ibride. A fine 2010 erano
di Alonso, Buemi e soltanto tre milioni. La risposta alle sfide ambientali,
Nakajima arriva del resto, non può che passare dalla progressiva elet-
prima nella 24 ore
più esaltante del
trificazione dei sistemi di propulsione, attraverso
Campionato l’introduzione di uno o più motori elettrici in abbi-
Endurance. namento o in sostituzione di quelli convenzionali.

Focus | 193
PRIUS, LA PRIMA
La Toyota Prius –
nata nel 1997 – è
stata la prima ibrida
di massa della
storia. Oggi
è disponibile
a trazione anteriore
o integrale in tre
varianti: ibrida,
ibrida plug-in
e MPV ibrida.

Entro il 2025
PIÙ SOLUZIONI vamente sia in sinergia. Il motore a scop-
La forza dei giapponesi sta nel fatto che pio ricarica le batterie quando queste si

ogni modello sulla stessa piattaforma nascono vetture


full hybrid, ibride plug-in, elettriche e a
esauriscono.
C’è poi l’ibrido plug-in (Phev) con rica-

Toyota e Lexus idrogeno. Che poi sono le quattro diret-


trici intorno a cui il gruppo si sta muo-
rica esterna: un sistema full hybrid elec-
tric come il precedente, ma con una bat-

sarà disponibile vendo. La visione di Toyota della mo-


bilità del futuro, infatti, prevede il
teria di maggiore capacità e peso in grado
di far viaggiare la vettura grazie al solo

con almeno una contributo di tutte le tecnologie.


Nel dettaglio delle soluzioni elettrifica-
apporto dei motori elettrici per tragitti
più lunghi (fino a 50 chilometri nel caso

variante te, la parte del leone la fa l’hybrid electric


(Hev), oggi la tecnologia più richiesta dal
della Prius Plug-in). Quando la batteria si
esaurisce e non viene ricaricata dall’e-

elettrificata mercato: due motori, uno elettrico e uno


termico, possono operare sia alternati-
sterno, la vettura funziona come una
ibrida normale, senza limitazioni di au-
tonomia.
Poi ci sono i veicoli 100% elettrici (Bev),
che assicurano emissioni zero e – se rica-
Quanta CO2 in meno ha prodotto Toyota in vent’anni ricati con energia prodotta da fonti rin-
novabili – sono la soluzione più virtuosa
da un punto di vista ambientale.
12 milioni di unità
12
Infine i veicoli fuel cell alimentati a
Lancio della Mirai idrogeno (Fcev), progettati su una piat-
9 taforma in cui il serbatoio di carburante
Lancio della prima Prius PHV
e il motore a combustione interna sono
6
Auto vendute in totale (in milioni) sostituiti rispettivamente da un serba-
toio di idrogeno, da un gruppo di celle a
3
Lancio della prima Prius PHV combustibile e da un motore elettrico.
0 Insieme ai Bev rappresentano i più vir-
1997 1999 2001 2003 2005 2007 2009 2011 2013 2015 2017 2018 (aprile) tuosi se l’idrogeno viene prodotto utiliz-
0
zando energia da fonti rinnovabili.

CO2
25
2015, ANNO DELLA SVOLTA
50 Toyota ha stabilito che entro il 2050
Riduzione totale di CO2 (in milioni di tonnellate) diminuirà drasticamente l’impatto am-
75 bientale derivante dalla guida delle auto
94 milioni di tonnellate
e dalla loro produzione. Il piano dei giap-
100
ponesi è molto ambizioso e dettagliato.
Nel grafico sopra, la riduzione dell’anidride carbonica grazie alla Si basa su un disegno preciso, annuncia-
produzione di auto ibride Toyota anziché con motori tradizionali. to già nel 2015 (anno di Expo, dell’Agen-
Per la fine del 2019 si prevede un totale di 14 milioni di auto ibride da Onu 2030 per lo sviluppo sostenibile,
vendute e di 102 milioni di tonnellate di CO2 risparmiate. dell’accordo internazionale sul clima e

194 | Focus
FUTURO A
IDROGENO
La Toyota Mirai
Concept anticipa le
forme e i contenuti
della seconda
generazione
dell’ammiraglia a
idrogeno. Ha il 30%
di autonomia in più
rispetto al modello
attuale che fa 500
km con un “pieno”.

dell’enciclica Laudato si’ di papa France-


sco), che si chiama Toyota Environmen-
tal Challenge 2050. Racconta a Focus
Mauro Caruccio, da gennaio 2018 ammi-
nistratore delegato di Toyota Motor Ita-
lia: «Siamo alla quarta generazione del
sistema ibrido di Toyota, con migliora-
menti e benefici in termini di emissioni
e di prestazioni. Il nostro impegno nella
realizzazione di una mobilità sostenibile
si traduce nel cosiddetto Environmen-
tal Challenge 2050, un piano olistico
che comporta la consistente riduzione
dell’impatto ambientale derivante dalla
produzione, dall’uso e dalla dismissione
delle automobili, puntando alla totale
sostenibilità del loro ciclo di vita».
Il piano Challenge 2050 si sviluppa su
sei pilastri: ridurre del 90% le emissioni
medie di CO2 dei nuovi veicoli rispetto ai
livelli del 2010; azzerare le emissioni di
anidride carbonica in ogni fase del ciclo trici e fuel cell all’anno. «Nella nostra l’utilizzo gratuito fino al 2030 di circa
di vita dei veicoli, includendo lavorazio- visione della mobilità del futuro ogni 24mila brevetti di sua proprietà (inclusi
ne dei materiali, trasporto, stoccaggio, tecnologia elettrificata avrà un ruolo alcuni in attesa di omologazione) relativi
produzione e smaltimento; eliminare preciso. Per questo Toyota investe in all’elettrificazione delle vetture. Conclu-
le emissioni di CO2 degli impianti di ricerca e sviluppo, per essere pronta a de Caruccio: «In Italia, oggi, il 70% delle
produzione nel ciclo di funzionamento; offrire a ciascun cliente l’auto giusta, vetture Toyota e Lexus vendute è equi-
ottimizzare l’uso dell’acqua prestando al momento giusto, al prezzo giusto. La paggiato con la tecnologia full hybrid e
attenzione alla qualità delle acque di piattaforma tecnologica full hybrid elec- sono oltre 290mila i clienti che hanno
scarico (Toyota Water Environment Po- tric è la base su cui si innestano tutte le fatto questa scelta. I numeri per il 2020
licy); e infine contribuire alla creazione soluzioni elettrificate», conferma Ca- sono destinati a crescere arrivando in-
di una società basata sul riciclo e in ar- ruccio. Il percorso verso un futuro a zero torno ai 380mila, in considerazione non
monia con la natura. emissioni dipenderà da vari fattori tra solo del fatto che il prossimo anno avre-
cui il contesto economico, la disponibi- mo la nuova Yaris – con una motorizza-
OBIETTIVI AMBIZIOSI lità di risorse e infrastrutture, la politica zione ibrida di quarta generazione dai
Entro il 2025 ogni modello Toyota e energetica e gli incentivi. consumi e dalle prestazioni ulterior-
Lexus sarà disponibile esclusivamente Ogni Paese farà quindi storia a sé e più mente migliorate – ma soprattutto per-
in versione elettrificata o con almeno architetture tecnologiche coesisteran- ché oggi l’ibrido Toyota è accessibile a
una variante di questo tipo. Il colosso no. Toyota vuole contribuire al progresso tutti e l’affidabilità e l’innovazione tec-
nipponico punta a vendere oltre 5,5 mi- della società e alla mobilità sostenibile. nologica ci permettono di offrire ai clien-
lioni di mezzi ibridi, ibridi plug-in, elet- Per questo lo scorso aprile ha concesso ti una garanzia di 10 anni».

Focus | 195
La piattaforma

GAMMA COMPLETA
Ecco quanto può essere
flessibile la piattaforma TNGA
di Toyota: oggi si trova su
RAV4, Corolla e C-HR e dal
2020 anche sulla nuova Yaris.
multiforme

Si chiama TNGA
e su di essa si
realizzano tanti
modelli Toyota.
Ognuno con le
sue particolarità
e i suoi vantaggi.

L
di Lorenzo Rota

a diffusione degli smartpho- di piattaforme da parte delle Case auto-


ne e l’affermazione di nuovi mobilistiche si fa riferimento a un mo-
modelli di business hanno dello produttivo, ma l’analogia con la
reso la sharing economy un concetto fa- sharing economy può aiutare a capire
miliare ormai a tutti. In un certo senso, come funziona.
però, le Case automobilistiche erano ar-
rivate molti anni prima alla condivisio- COS’È LA PIATTAFORMA
ne. Toyota, con la piattaforma TNGA (e Partiamo dunque dal concetto di base, la
non solo), ha portato questa filosofia ai piattaforma. Che cos’è? Per capirci, se il
massimi livelli. Certo, l’accezione di con- motore può essere considerato il cuore
divisione è ben diversa da quella dell’eco- di un’auto, la piattaforma (ma qualcuno
nomia digitale. Non stiamo infatti par- preferisceusarelaparolapianale)nerap-
lando di servizi come il car sharing, che presenta lo scheletro, ciò che la sostiene.
permettono di utilizzare l’auto anche per Esattamente come lo scheletro, è com-
pochi minuti grazie a un’app per la geolo- posta di molte parti: dal “pavimento”,
calizzazione, la prenotazione e il paga- prima di tutto, ovvero la parte più bassa,
mento. Quando si parla di uso condiviso quella su cui sono ancorati (fra le altre

Focus | 197
Alla piattaforma anche più di 20, pur attraverso qualche B” Yaris di quarta generazione appena

sono legati il ritocco e affinamento. Si capisce dunque


perché una piattaforma viene condivisa
presentata. Non solo: TNGA è lo schele-
tro anche di due modelli premium come

baricentro, la fra quanti più modelli possibile, anche


se questo non significa che le auto che
l’ammiraglia Lexus LS e, addirittura, di
una supercar come la Lexus LC, che a

distribuzione dei ne sono dotate siano uguali l’una all’al-


tra, anzi.
differenza di tutte le vetture fin qui cita-
te è a trazione posteriore. Ecco perché la

pesi, il passo (cioè TNGA, LE LETTERE MAGICHE


TNGA è una delle piattaforme più flessi-
bili e adattabili alle esigenze di vari seg-

la distanza tra Un gruppo come Toyota, presente in


praticamente tutti i mercati del mondo,
menti di vetture.

le ruote anteriori deve poter sfruttare al massimo la condi-


visione dei pianali. La risposta della Casa
NELLA VITA DI TUTTI I GIORNI
Fin qui abbiamo affrontato la questione

e posteriori) giapponese a questa esigenza si chiama


TNGA, Toyota New Global Architecture,
della piattaforma dal punto di vista dei
produttori, approfondendo gli aspetti

e le carreggiate svelata al mondo nel 2015 e in continua


evoluzione e “moltiplicazione”. Sì, per-
tecnici e produttivi. Ma dal punto di vista
di chi guida, quali riflessi ha l’utilizzo di
ché se è vero che alcune quote riman-
cose) i sedili. Della piattaforma fanno gono fisse è vero anche che una piatta-
parte anche la paratia che separa il mo- forma moderna come quella della Casa
tore dall’abitacolo, cioè il parafiamma, i giapponese può essere declinata in varie
duomi (li potete vedere aprendo il cofa- versioni in modo da poter realizzare auto
no motore, lateralmente: sono le zone in molto diverse per dimensioni, motori
cui si attacca la parte superiore degli am- montati, posizionamento di mercato e
mortizzatori), gli attacchi dei bracci del- caratteristiche di guida. Il tutto, sempre,
le sospensioni, tutti i passaggi per i cavi e semplificando i processi e abbassando i
le tubazioni, i semi-longheroni anteriori costi produttivi.
(che hanno il compito vitale di assorbire Nello specifico, di TNGA esistono –
l’energia in caso di impatto frontale) e la per ora – tre versioni. La prima a essere
base dei montanti. Dati i calcoli richiesti lanciata, la GA-C, ha fatto il suo debutto
per determinare rigidità e resistenza e sulle vetture di dimensioni medie come
data la sua complessità, la piattaforma Prius, C-HR e la compatta Corolla. Mo-
richiede investimenti consistenti per es- delli unanimemente promossi dagli
sere sviluppata. Inoltre non è permesso esperti di settore per i passi avanti fatti
fare errori, perché questo componente in termini di guidabilità e comfort.
determina molti aspetti delle auto sul- Successivamente è arrivata la variante
la cui base verranno costruite e che più GA-K, utilizzata per i Suv come la nuo-
avanti analizzeremo. Ultimo, ma non va RAV4. Ultima, in ordine di tempo, la
meno importante: deve essere utilizza- GA-B, che applica i vantaggi della TNGA
ta nei modelli prodotti per molti anni, alle auto più piccole come la “segmento

198 | Focus
LA SEDUTA CONTA
Fra le caratteristiche
di un’automobile
influenzate dalla
piattaforma (anche
nota con il termine
“pianale”) c’è la
posizione di guida.
L’ancoraggio dei
sedili, infatti,
è una delle quote
base di un progetto.

una piuttosto che di un’altra? nessuno. Che dire poi dell’abitabilità? NUOVA YARIS
Innanzitutto influenza il carattere di Anch’essa è strettamente legata allo La quarta generazione della
un modello e le sensazioni di guida. Alla “scheletro” dell’auto. Nel caso di Toyota, city car giapponese, in arrivo in
Italia a maggio 2020, sarà
piattaforma sono infatti legati il bari- la piattaforma TNGA offre ampi spazi a dotata di un sistema Full
centro, la distribuzione dei pesi, il passo parità di ingombro. Hybrid, con motore termico da
(cioè la distanza tra le ruote davanti e Infine la sicurezza: la protezione offer- 1,5 litri a tre cilindri. Consumi e
inquinamento ridotti del 20%.
quelle dietro) e le carreggiate. In sostan- ta agli occupanti in caso di impatto è una
za tutto ciò che ha a che fare con la di- variabile legata alla struttura di base di
namica di guida, che nel caso specifico di una vettura. Per questo motivo, la pro-
Prius, C-HR e Corolla – pur senza essere gettazione delle piattaforme deve tener-
sportiva – è dinamica e appagante. ne conto.
Dalla piattaforma discende anche la Nel caso di Toyota tutti i principali mo-
possibilità di implementare i sistemi di delli che si appoggiano su TNGA, ovvero
assistenza alla guida (ADAS) di ultima la nuova Corolla, C-HR e RAV4, hanno
generazione, materia su cui i modelli di guadagnato le cinque stelle nei crash test
recente introduzione sul mercato del- Euro NCAP. Un bel record per la Casa
la Casa giapponese non sono secondi a nipponica.
Mazda
Quattro
Pannello
di controllo

ERGONOMIA HI-FI PREMIUM


La consolle centrale L’impianto audio top
e la manopola Bose con dodici
dell’HMI Commander altoparlanti è di serie
sono posizionate per sulla versione
avere un comfort Exclusive (optional
ottimale di polso e a 550 euro su quella
avambraccio. Exceed).

M azda è sempre stata


una voce fuori dal coro
nel panorama automo-
bilistico mondiale: un marchio autono-
mo in un mercato nel quale la regola è
“l’unione fa la forza”. Nonostante que-
TRADIZIONE E INNOVAZIONE
La visione della Casa giapponese si nota
già nella gamma attuale di autovetture,
soprattutto se si analizza il segmento
delle compatte che vede proporre ben
quattro motori differenti su tre modelli.
sto, il brand di Hiroshima ha spesso Il primo è l’elettrico e-Skyactiv del-
saputo leggere il futuro meglio di altri la MX-30; poi ci sono i due mild hybrid
colossi: per esempio puntando in tempi benzina (uno tradizionale e uno con l’in-
non sospetti su motori a benzina dalla novativo sistema Skyactiv-X) con disat-
cilindrata generosa per ridurre i consu- tivazione dei cilindri della CX-30 e della
mi reali mentre la concorrenza sfornava Mazda3; infine il diesel pulito Skyactiv-
piccoli turbo con l’unico obiettivo di ot- D presente sempre sulla Mazda 3 e sulla
tenere risultati migliori nei test. CX-30.

200 | Focus
per tre
Un elettrico, due mild hybrid
benzina e un turbodiesel pulito: sono

di Marco Coletto

Mazda
CX-30
Un Suv compatto (a
trazione anteriore o
integrale) con una
scelta fra tre
motorizzazioni: due
2.000 cc mild hybrid
benzina da 122 e
179 CV e un 1.8
turbodiesel da 116
CV. Prezzi a partire
da 24.750 euro.
Mazda3
La quarta serie della compatta di
Hiroshima – offerta a trazione anteriore
o integrale – monta gli stessi motori della
CX-30 e costa 1.550 euro in meno a parità
di propulsore e allestimento.

Skyactiv-X è il primo motore


al mondo a combinare i vantaggi
del benzina con quelli del diesel
ELETTRICO (QUASI) PURO re Skyactiv-X, oltre a produrre energia
L’approccio di Mazda all’elettrico è dav- da fonti rinnovabili è importante tene-
vero originale: mentre la concorrenza re sotto controllo le emissioni di CO2
punta su batterie e su autonomie sem- durante il processo di produzione delle
pre più consistenti, la prima vettura a batterie (valore che attualmente è in-
zero emissioni del brand asiatico – la torno ai 110 kg/kWh). E poi progettare
MX-30 – risponderà con batterie meno propulsori termici più efficienti.
potenti (ma più rapide da ricaricare e
più ecologiche in fase di smaltimento) IL MOTORE CHE NON TI ASPETTI
e con una autonomia di 200 km. Un va- Un esempio in questo senso è il propul-
lore sufficiente, secondo i tecnici giap- sore Skyactiv-X: il primo motore di serie
ponesi, per soddisfare le esigenze degli al mondo con accensione per compres-
automobilisti europei che in media per- sione controllato da candela.
corrono meno di 50 km al giorno. Un li- In pratica è un benzina che funziona
mite, peraltro, ma che potrà essere su- come un diesel. Caratterizzato da una
perato in futuro grazie al supporto di un potenza di 179 CV e abbinato (come il
motore rotativo Wankel, alimentabile a “cugino” Skyactiv-G da 122 CV) a un si-
benzina, GPL, metano e persino a idro- stema mild hybrid 24V e alla disattiva-
geno. Avrà l’unico compito di ricaricare zione dei cilindri, permette di ottenere
la batteria, offrendo dunque maggiore consumi molto contenuti vicini a quelli
autonomia. di una vettura a gasolio: su Mazda3 la
È la soluzione definitiva per ridurre le Casa giapponese dichiara in media 22,2
emissioni di CO2? Non ancora: secondo km con un litro, mentre per la CX30 sia-
Mitsuo Hitomi, il progettista del moto- mo a 16,9 km/litro.

202 | Focus
ZIONA L’IBRIDO MILD M-HYBRID
gero” Mazda è disponibile per il momento
ersioni a benzina di Mazda3 e CX-30,
e di un sistema di disattivazione dei
permette di viaggiare con due soli pistoni
sse velocità e con poco gas (a destra,
riportato sul pannello di controllo). È
a una batteria 24V (montata sotto il
a vettura, in basso a destra) e da un
motorino d’avviamento integrato (ISG)
da una cinghia. Quest’ultimo converte
etica recuperata in energia elettrica.
stra, il segnale di attivazione di Apple
serie in entrambe le vetture.

Mazda
MX-30
La prima Mazda
elettrica è un Suv
compatto che
arriverà nella
seconda metà del
2020: porte posteriori
ad apertura
controvento e una
batteria da 35 kWh
che garantisce
un’autonomia di 200
chilometri.
Audi Q5 TFSI e

Muscoli
P er il suo ingresso nel mondo
dei Suv ibridi plug-in, Audi
esibisce un concentrato di
tecnologia che ha l’ambizione di garan-
tire la massima eco-compatibilità con
prestazioni da macchina sportiva e un
partenze brusche ai semafori, la riserva
di carica diminuisce coerentemente con
la distanza percorsa. Secondo i dati omo-
logati, e partendo con le batterie a piena
capacità, bastano 2,5 litri di benzina per
fare 100 chilometri.
Il nuovo Suv
tedesco è tra le
ibride plug-in
ambiente di viaggio al top per qualità e I modelli sono due, siglati 50 e 55: il pri-
finiture. mo ha 299 CV di potenza e 450 N·m di con la maggiore
L’Audi Q5 TFSI e a trazione integrale ha coppia, il secondo 367 CV e 500 N·m. Sia
una batteria da 14,1 kWh che promette in i propulsori elettrici sia quelli termici (2 autonomia
modalità elettrica fino a 45-50 chilome- litri turbo a benzina) sono identici in en-
tri di autonomia e una velocità massima trambi i modelli e abbinati a un cambio a zero emissioni:
di 135 km/h. Per ricaricarla bastano due automatico a 7 rapporti, con la differenza
ore da una colonnina da 7,2 kW (massima di potenza data soltanto dalla gestione 50 chilometri.
potenza utilizzabile), mentre dalla presa elettronica e dalla mappatura delle cen-
di corrente domestica da 220 volt le ore traline. I prezzi sono in linea con la qua- di Alessandro Pasi
diventano sei. Gli accumulatori sono ga- lità e la tecnologia complessa della vettu-
rantiti da Audi per otto anni o 160mila ra: 1.300 euro in più della Q5 a benzina
chilometri. Mild Hybrid da 245 CV. In compenso, si
risparmia in molte Regioni, dove si entra
GUIDARE CON PRUDENZA e si parcheggia gratis nelle ZTL, oppure
È chiaro che più si guida con accortez- si ha diritto al 50% di sconto sul bollo.
za e con il piede leggero, più i 50 km di
autonomia sono reali. In città, senza ri- Prezzo: da 57.500 euro

Pannello di controllo

DOTAZIONE GIÀ RICCA


Di serie, troviamo il clima
trizona, il display da 7”,
la radio DAB e i sedili
anteriori sportivi.

PER CHI VUOLE DI PIÙ


La più ricca versione
Business aggiunge
navigatore e cruise
control (monitor centrale).
ibridi

COME TU MI VUOI BASTA UNA CARTA DOPPIA AUTONOMIA

Anche la TFSI e, come tutte le altre La carta e-tron e l’app myAudi Sul display del cruscotto
Audi Q5, consente di scegliere diversi garantiscono l’accesso alle è possibile visualizzare l’autonomia
programmi di guida attraverso l’Audi postazioni di ricarica pubbliche a emissioni zero (in verde)
drive select. La variante ibrida plug-in del network e-tron Charging Service, e i chilometri percorribili in
del Suv medio tedesco offre però in composto da oltre 90.000 colonnine modalità ibrida tradizionale
più le modalità “EV” (solo elettrico), dichiarate e distribuite in 16 Paesi (in giallo). Il motore elettrico da 143
“Auto” (ibrida) e “Hold”: quest’ultima europei. Con un solo contratto si CV è lo stesso su entrambe le Q5
permette di preservare la carica della ricarica ovunque e non sono previsti TFSI e, le differenze tra la 50 e la 55
batteria in modo da poter viaggiare a costi aggiuntivi quando ci si attacca a riguardano solo la potenza del
emissioni zero quando serve. una colonnina all’estero. propulsore a benzina.

Focus | 205
Born in the
Borninthe
Ford
Usa
Gli americani stanno
al gioco con tutte le
tecnologie ibride. In
attesa delle elettriche.
di Alessandro Pasi

KUGA PHEV
La Ford Kuga Phev monta un
motore 2,5 litri a benzina abbinato
a un’unità elettrica in grado
di generare una potenza totale
di 225 CV. Oltre 50 km di autonomia
elettrica e prezzi da 38.250 euro.

Focus | 207
PUMA HYBRID
Qui sotto, lo schema del mild hybrid a 48 volt. In
azzurro, la batteria e in blu lo starter/generatore che
recupera energia e la sfrutta per fornire una coppia
aggiuntiva al motore 1.0 EcoBoost a benzina.

L’elettrificazione
per il maggior
numero di
persone: con
L a democratizzazione del­
l’auto l’hanno fatta loro. Era
il 1908 e dalla prima catena
di montaggio al mondo usciva la Ford
Model T (detta anche Flivver, ovvero
“macinino”), la prima auto che un opera­
PER TUTTE LE ESIGENZE
La strategia di Ford è rendere disponibi­
le la tecnologia ibrida al maggior numero
di persone. Per questo le soluzioni della
Casa statunitense sono a 360°: ibride leg­
gere, full o plug­in a seconda delle neces­

soluzioni ibride io della fabbrica americana avrebbe po­


tuto comprarsi. Un secolo dopo, la Casa
sità e della capacità di spesa dei clienti.
Per esempio, per un automobilista che

diesel o benzina dell’Ovale Blu vuole rimanere fedele alle


idee che ispirarono il fondatore Henry
usa prevalentemente la macchina in cit­
tà e che non vuole investire cifre troppo

per tutte le tasche ma su una strada molto diversa: l’elettri­


ficazione dell’automobile.
importanti, Ford propone la Fiesta e la
Puma in versione mild hybrid (il mo­

208 | Focus
tore elettrico supporta quello termico
nell’avviamento, nell’accelerazione e
nella ripresa) con un sovrapprezzo di cir-
ca 500 euro rispetto all’analoga versione
a benzina. Per chi invece avesse bisogno
di una familiare per lunghe percorrenze,
per le vacanze o per il lavoro, c’è la Kuga,
disponibile nelle varianti mild diesel,
full hybrid e plug-in: quest’ultima, con
un’autonomia reale in elettrico di 50 km,
può girare in città senza inquinare e poi
usare le batterie per consumare meno in
autostrada.

FURGONI ECOLOGICI
La terza soluzione di Ford ha l’obiettivo
di ridurre l’inquinamento di chi conse-
TECNOLOGIA
gna merci o trasporta persone in città.
Dall’alto: la Ford
Sia il Transit Custom sia il Tourneo Cu- Puma con, al centro,
stom sono disponibili in versione plug- la sua plancia.
in. Vuol dire poter girare in città con la A sinistra, le nuove
funzionalità Ford
riserva di energia elettrica (per 50 km) Charging Solutions
senza l’ansia di doversi fermare a rica- inserite nella app
ricare le batterie e magari rimandare le Ford Pass. I clienti
consegne come potrebbe capitare con un di elettriche e plug-in
della Casa dell’Ovale
veicolo completamente elettrico. Blu potranno
Soluzione, quella del full electric, sulla localizzare le stazioni
quale Ford sta lavorando comunque. La di ricarica, pagare
il “rifornimento” e
nuova vettura – grazie anche a un accor- tenere sotto controllo
do con Volkswagen per lo sviluppo co- lo stato di carica
mune della progettazione e per la condi- della batteria.
visione della piattaforma MEB da parte
dei tedeschi – arriverà nel 2021. E sarà, in
onore di Henry Ford, una macchina per
tutti.

Focus | 209
Suzuki Swift
Hybrid
Ibrida
La piccola
giapponese è
ecologica ed
economica: bassi
consumi e un
prezzo inferiore
a 20.000 euro.
di Carlo Ziveri
bonsai

MOTORINO EV
Il cuore del sistema
ibrido è composto da
un Integrated Starter
Generator da quasi
3 CV che funge da
alternatore, motorino
di avviamento e
motore elettrico e da
un pacco batterie
agli ioni di litio
pesante 6,2 kg.

Focus | 211
E cologia uguale economia?
Non sempre. Se è vero che le
auto ibride consentono di
risparmiare parecchio carburante è al-
trettanto vero che spesso non sono alla
portata di tutte le tasche. Solo Suzuki ha
scelto di andare controcorrente: la Casa
giapponese è infatti l’unica a offrire mo-
SOLUZIONE LOW-COST delli hybrid (seppur mild, quindi con una
La terza generazione della
piccola Suv Suzuki Ignis è
batteria molto più piccola rispetto a
l’ibrida più economica in quella montata dalle tradizionali full
listino: la versione 1.2 Hybrid hybrid) in Italia a meno di 20.000 euro.
Cool costa 15.700 euro. Per la precisione sono tre i modelli a dop-
pia alimentazione accessibili: due picco-
le (Swift e Baleno) e un “baby” Suv

La Suzuki ibrida è una soluzione (Ignis).

leggera in tutti i sensi: infatti pesa SWIFT, PICCOLA AMBIENTALISTA


L’auto “ibrida leggera” più significativa è

solo 10 kg in più di quella a benzina senza dubbio la Swift Hybrid: la variante


mild hybrid della sesta generazione del-

Pannello
di controllo

PRESTAZIONI EFFICIENZA SICUREZZA E CONSUMI


A sinistra, la visualizzazione A sinistra, la visualizzazione A sinistra, la visualizzazione della
dell’accelerazione laterale e dell’uso di acceleratore e freno. velocità impostata con il cruise
longitudinale. A destra, quella A destra. quella relativa control adattivo. A destra, quella
relativa a potenza e coppia. all’utilizzo del sistema Hybrid. relativa ai consumi di benzina.

212 | Focus
Prestazioni
e potenza
la “segmento B” nipponica (disponibile COME FUNZIONA
a trazione anteriore o integrale) ospita L’ibrido Suzuki interviene all’avvia- Potenza
sotto il cofano un motore 1.2 aspirato a mento, durante le partenze e quando si max
66 KW (90 CV)
benzina da 90 cavalli abbinato a un siste- accelera con decisione. In tutte queste
ma – chiamato ISG (Integrated Starter situazioni il motorino elettrico utilizza
Generator) – che funge da alternatore, l’energia accumulata nelle fasi di dece- Coppia 120 N·M
motorino di avviamento e motore elet- lerazione applicando una coppia supple- max
trico alimentato da un piccolo pacco mentare che può arrivare fino a 50 N·m.
batterie al litio a 12V.
Tempi di ricarica ND
Un pacchetto ibrido in miniatura, in PRATICITÀ INVARIATA (presa da 11 kW)
poche parole, che porta numerosi van- Il mild hybrid Suzuki è un ibrido leggero
taggi: consumi leggermente ridotti (si ri- in tutti i sensi: una Swift Hybrid pesa in-
sparmiano circa 0,6 litri di benzina ogni fatti solo 10 chilogrammi in più di una a Trazione ANTERIORE
100 km), agevolazioni locali da parte di benzina. La compattezza del sistema ISG
Regioni, Province e Comuni, incentivi (unita alla scelta di posizionare le batte-
ministeriali, accesso ad alcune Zone a rie sotto il sedile del guidatore) ha inoltre
Autonomia 740-841 KM
Traffico Limitato e sosta gratuita in nu- permesso di mantenere invariato lo spa-
merosi parcheggi con strisce blu. Il tutto zio a disposizione dei passeggeri e dei
con un lieve sovrapprezzo di 1.000 euro bagagli.
Batteria da ND
in più rispetto alla corrispondente ver- (litio/ioni)
sione a benzina. Prezzo: da 15.990 euro

1 2

COME FUNZIONA
Le misure 1 Quando si decelera le
batterie si ricaricano con il
Lunghezza/larghezza/altezza (cm) 384/174/148 recupero di energia in
frenata. 2 Start&Stop
spegne il motore in sosta.
Passo (cm) 245 3 L’alternatore rende più
fluido l’avvio del motore.
Peso in ordine di marcia (kg) 925 4 Il sistema ISG assiste il
motore nelle fasi di
Capacità bagagliaio (litri) 265/579 partenza e accelerazione
riducendo i consumi.

Focus | 213
Eco-
Hyundai
Kona HEV

S ilenziosa e connessa, come si


richiede alle nuove protago-
niste della mobilità futura.
Potente, grazie al motore 1.6 a iniezione
diretta di benzina che – a braccetto con
quello elettrico da 43,5 CV – sprigiona
una potenza massima di 141 CV e fino a
265 N·m di coppia. La gamma colori of-
fre 10 varianti e fino a 20 combinazioni
alternative personalizzate. È la nuova
Kona Hybrid, il primo piccolo Suv della
coreana Hyundai che, dopo le versioni
benzina, diesel e full electric (v. riquadro
in fondo all’articolo), ora allarga la fami-
glia e si prepara a conquistare un seg-
mento sempre più affollato di proposte
e richieste.

PIACERE DI GUIDA
Lanciata sul mercato con una promozio-
ne che permette di acquistare la versione
“base” XTech con 22.600 euro (il listi-
no parte da 26.300 euro e arriva fino ai
32.000 della versione Excellence), Kona
Hybrid propone un cambio automatico a
doppia frizione a sei rapporti e due “chic-
che” rivolte a chi non può rinunciare al
piacere di guida anche su un’auto ecolo-
gica: i paddle, ovvero le palette al volante,
e la modalità Sport.
Fuori è sempre bella e ora anche più ac-
cattivante con i nuovi cerchi da 16” o 18”
dal design dedicato, mentre all’interno
spiccano le tinte lattee che profilano
Dinamismo
Allegra nel design, brillante
nelle prestazioni e con un
sorprendente cambio a doppia
frizione. Per una guida spigliata.
di Nina Stefenelli

SEMPRE PRATICA
Il bagagliaio della
Hyundai Kona HEV
(361/1.143 litri con i
sedili abbassati) è
identico a quello
delle altre varianti.
Infatti la batteria si
trova sotto il sedile
e non toglie spazio
alle valigie.

Focus | 215
Con il Live
le bocchette d’aerazione e la leva del pletare l’opera, Hyundai ha pensato di
cambio. Per quanto riguarda la sicu- offrire in abbonamento gratuito per i

Services si è rezza, segnaliamo la frenata automati-


ca, il supporto in fase di parcheggio, il
primi cinque anni il servizio Live Servi-
ces – disponibile con il navigatore – per

aggiornati in riconoscimento dei limiti di velocità e


la rilevazione della stanchezza del con-
rimanere sempre aggiornati su meteo,
traffico, autovelox, parcheggi e punti di

tempo reale su ducente. interesse. Connessa, sicura, intelligente


e oggi anche più efficiente grazie all’Eco-

traffico, posizione BUONA CONNETTIVITÀ


Kona Hybrid utilizza una tecnologia te-
Driving Assist System (Eco DAS), che
oltre a supportare il pilota durante la

autovelox, meteo lematica incorporata, Hyundai Bluelink,


che tramite app permette di gestire di-
marcia ne ottimizza i consumi, minimiz-
zando inoltre l’utilizzo dei freni. Senza

e parcheggi liberi verse funzionalità dell’auto da remoto.


Un altro sistema molto apprezzabile è
dimenticare il sistema per gestire in an-
ticipo il dispendio di energia. Queste
l’Audio Video Navigation (con schermo sono le macchine che guidano il doma-
da 10,25” e riconoscimento vocale in sei ni, però già da ora.
lingue o da 7” già compatibile con An-
droid Auto e Apple CarPlay). Per com- Prezzo: da 22.600 euro

Pannello
di controllo
ENERGIA
Sulla Hyundai
Kona HEV,
al posto del
contagiri c’è un
indicatore ibrido
che mostra lo
stato di carica
della batteria.

DISPLAY
Lo schermo Lcd
da 4,2” al centro
del cruscotto è di
serie sulla
Excellence.
Fornisce diverse
informazioni dal
computer di
bordo.

INFOTAINMENT LA PIÙ RICCA È LA PIÙ SICURA MASSIMA EFFICIENZA


Il caricatore wireless per smartphone Il lussuoso allestimento Excellence offre Il display touch da 7” o 10,25”
è di serie a partire dalla versione di serie l’head-up display, che proietta (secondo l’allestimento) consente di
intermedia XPrime mentre la sul parabrezza le informazioni principali, visualizzare, tra le altre cose, il flusso di
connettività Android Auto/Apple e numerosi sistemi di assistenza alla energia e i dati relativi ai consumi di
CarPlay è compresa nel prezzo guida come il Rear Cross Traffic Alert benzina. La Hyundai dichiara per la
su tutte le Hyundai Kona HEV (così (che monitora la zona posteriore variante full hybrid benzina della Kona
come l’autoradio digitale DAB durante le manovre in retromarcia) e un valore tra 18,5 e 20,0 km/l nel
e l’utile telecamera posteriore). l’anti-collisione frontale. ciclo di omologazione WLTP.

216 | Focus
Kona
EV
La Hyundai Kona EV non è solo il Suv elettrico più accessibile in listino (prezzi a partire da 38.300
euro) ma anche una delle auto a emissioni zero in grado di percorrere più strada con un pieno di
energia (fino a 449 km di autonomia dichiarata). Disponibile in due versioni (39 kWh con 136 CV e
64 kWh con 204 CV), può essere ricaricata in soli 54 minuti (fino all’80%) utilizzando una stazione
rapida da 100 kW a corrente continua mentre con una ricarica da casa da 7,2 kW ci vogliono 6 ore
e 10 minuti (per la 39 kWh) o 9 ore e 35 minuti (per la 64 kWh). Non tutti sanno, infine, che le Kona
elettriche possono essere guidate dai neopatentati: secondo la legge, infatti, non conta la potenza
massima ma quella erogabile e mantenibile per almeno 30 minuti (valore segnato alla voce P2 del
libretto di circolazione, 36 CV per la variante “normale” e 38 CV per quella più spinta).

Focus | 217
Mitsubishi Outlander PHEV

L’azzardo
Cinque anni fa presentare
un’ibrida plug-in , cioè ricaricabile
in casa propria, sembrava un rischio.
Invece è stato un successo.
di Andrea Rossi

PIANALE COMUNE
La terza serie della
Mitsubishi Outlander
condivide la
piattaforma già
sperimentata con le
altre due Sport Utility
della Casa del Sol
Levante: la ASX e la
Eclipse Cross.
vincente

Focus | 219
Con una
seriale, cioè con il motore a benzina che
funge esclusivamente da generatore per Prestazioni
e potenza
colonnina di fornire energia agli accumulatori.

ricarica rapida CONCENTRATO DI TECNOLOGIA


La Outlander PHEV è spinta da tre mo-
Potenza
max
165 KW
(224 CV)
si può ottenere tori: un 2.4 a benzina a ciclo Atkinson da
134 CV e due propulsori elettrici (ante-
Coppia 211 N·M
l’80% dell’energia riore da 84 CV e posteriore da 95 CV).
Il risultato? Una potenza totale di 224 max

in 25 minuti. CV e un sistema di trazione integrale


che, nella parte elettrica posteriore, non
Trazione INTEGRALE
A casa, in 4 ore necessita dell’albero di trasmissione: le
quattro ruote motrici sono infatti gesti-

Q
te da due unità di controllo, una per asse.
Tempi di ricarica 4 ORE
Diverse altre soluzioni tecnologiche, (presa da 16A)
come la frenata rigenerativa che con-
sente di ricaricare gli accumulatori an-
che durante le fasi di decelerazione, au- Batteria da 13,8 KWH
uando nel 2014 la Mitsubi- mentano l’efficienza dei tre motori. Per (litio/ioni)
shi Outlander PHEV sbar- viaggiare solo in elettrico è sufficiente
cò in Italia fu considerata schiacciare il pulsante EV posto alla de-
Autonomia oltre 45 KM in
da molti un mezzo eccentrico rivolto a stra del cambio (e avere ovviamente la
una nicchia ristretta di ecologisti. Il batteria carica). modalità EV
mondo era molto diverso da quello at- Questo crossover ecologico presenta
tuale: i diesel non erano ancora conside- anche numerosi dispositivi di assistenza
rati il male assoluto dalla politica, Greta alla guida: il cruise control adattivo FCM
Thunberg aveva solo 11 anni e chi risiede- (Forward Collision Mitigation), che at-
va in centro a Milano poteva entrare in traverso telecamere e radar valuta la di-
Area C anche con auto a gasolio Euro 3 stanza e la velocità rispetto al veicolo che
prive di filtro antiparticolato (Fap). precede e rallenta il mezzo in caso di ri-
Oggi questa variante ibrida plug-in schio collisione); il sistema LDW (Lane
(cioè ricaricabile attraverso una presa Departure Warning), che emette un se-
di corrente) della terza generazione del gnale acustico se si cambia corsia senza
Suv giapponese è una vettura che riesce a mettere la freccia; l’allarme RCTA (Rear
percorrere (con velocità fino a 135 km/h) Cross Traffic Alert), che rileva la presen-
45 km in modalità elettrica, un ottimo ri- za di veicoli in avvicinamento quando si
sultato per la categoria. Il tutto grazie a inserisce la retromarcia e infine il siste-
una batteria ricaricabile in 4 ore con una ma UMS (Ultrasonic Misacceleration
presa domestica 16A e in grado di arriva- Mitigation), che controlla l’acceleratore
re all’80% in soli 25 minuti con la rica- nel caso in cui il pedale venga premuto
rica rapida. Ma si comporta anche come accidentalmente durante le manovre.
un’ibrida tradizionale (il motore elettri-
co aiuta quello termico) o come un’ibrida Prezzo: da 49.900 euro

Pannello
di controllo
CONNETTIVITÀ AMBIENTE
Il sistema di Il tasto Eco Mode
infotainment SDA permette di
– di serie su tutta la ottimizzare
gamma – è l’efficienza del
compatibile con motore, del
Android Auto e Apple climatizzatore e della
CarPlay. trazione integrale.

AUDIO PREMIUM BIZONA PER TUTTI


L’impianto Rockford Tutte le Mitsubishi
Fosgate (710 Watt Outlander PHEV
e 9 altoparlanti) possono vantare
è di serie sulla il climatizzatore
versione più bizona e le
lussuosa Diamond. bocchette posteriori.
Le misure
Lunghezza/larghezza/altezza (cm) 470/180/171
Passo (cm) 267
Peso in ordine di marcia (kg) 1.880
Capacità bagagliaio (litri) 463/1.602

PIÙ GRINTA S-AWC VISUALE COMPLETA


ll tasto Sport – introdotto lo scorso Il sistema Super All Wheel Control Grazie al Multi Around Monitor
anno con il secondo restyling – (quello che prevede tre modalità di (di serie sull’allestimento Diamond)
consente di sfruttare maggiormente guida più il tasto Sport) fa dialogare i clienti della Mitsubishi Outlander
la potenza e l’accelerazione tra loro la tecnologia MASC/MATC PHEV possono avere una visuale
e si aggiunge ad altre tre modalità di (Mitsubishi Active Stability/Traction a 360° del veicolo garantita da
guida: Normal, Snow (ghiaccio e neve) Control), la trazione integrale, telecamere montate davanti, dietro
e Lock (ottimizza la ripartizione tra le il controllo di imbardata attivo AYC e sui lati. Una soluzione che permette
quattro ruote motrici). e il controllo di trazione TCL. di avere una vista simulata dall’alto.

Focus | 221
Brividi
Nuova Kia Niro
ibridi
Il Suv coreano è una
delle auto “eco” più
grintose da guidare.
Merito di un cambio...
di Marco Coletto

QUANTO COSTA
I prezzi della Kia Niro partono da 26.250
euro per la versione base Urban; la
variante ibrida plug-in (caratterizzata
da alcuni accessori in più di serie) costa
10.000 euro più dell’ibrida “normale”
a parità di allestimento.

Focus | 223
La versione
ibrida plug-in
può percorrere
T empo di restyling per la Kia
Niro: il Suv “doppiamente
ibrido” coreano (disponibi-
lein versionefullhybrideplug-inhybrid,
quest’ultima ricaricabile attraverso una
presa di corrente) si presenta sul merca-
gruppi ottici ridisegnati con fari full Led
optional, inedite luci diurne a Led a dop-
pia freccia e fendinebbia a Led (optio-
nal). Nel profilo spiccano i cerchi in lega
dal nuovo look mentre nella coda trovia-
mo luci a Led più distintive.

49 chilometri to in una veste rinnovata a tre anni dal


lancio e dopo aver conquistato 270.000
All’interno risaltano la parte superiore
della plancia con rivestimento soft-

con il solo ausilio clienti in tutto il mondo. Il design – ispi-


rato a quello della variante totalmente
touch, le finiture in nero lucido con det-
tagli cromati e satinati per plancia e qua-

delle batterie elettrica Kia e-Niro – vanta un frontale


con nuovi paraurti più “importanti”,
dro strumenti, opzioni cromatiche con
due pacchetti (Red-Orange con cuciture
a contrasto rosse e Plum con rivestimen-
ti in pelle traforata e cuciture coordinate
Pannello viola) e – tra gli accessori a pagamento –
un touchscreen Lcd da 10,25” che si ag-
di controllo giunge a un display Tft da 7” nel quadro
strumenti.
PIÙ CONNESSA I freni sono migliorati: quello di sta-
Il sistema di zionamento è ora elettronico e non più
infotainment UVO
Connect utilizza
a pedale, mentre quelli posteriori sono
una Sim card per più grandi.
mantenere l’auto
connessa. GUIDARE SVELTI E CONNESSI
ADDIO PEDALE Invariati il motore (un 1.6 a iniezione
Il freno a mano ora diretta di benzina abbinato a un’unità
è elettronico: nella elettrica in grado di generare una buona
versione base potenza totale di 141 CV) e i pacchi bat-
bisogna invece
premere il pedale a terie: da 1,56 kWh per la versione ibrida
sinistra del freno. e da 8,9 kWh per quella ibrida plug-in (49
km di autonomia in elettrico e tempi di
COMFORT AL TOP ricarica di poco superiori alle due ore).
L’allestimento più L’ottimo cambio automatico a doppia
lussuoso Evolution
offre, tra le altre frizione DCT a sei rapporti è impreziosi-
cose, il sedile del to da due palette dietro il volante, come
guidatore regolabile sulle auto sportive. In modalità di guida
elettricamente in 8
direzioni.
Eco permettono di scegliere tre livelli di
recupero energetico mentre nella moda-
lità Sport consentono di cambiare mar-
cia, trasformando la guida della Niro da
paciosa in molto divertente, sfruttando
al meglio la potenza e la prontezza dei
due motori. Si evolvono i sistemi di assi-
stenza alla guida con la nuova funzionali-
tà Stop & Go per il cruise control adattivo
e il Lane Following Assist (che monitora
il traffico e verifica la posizione degli altri
veicoli che seguono).
Aggiornamenti infine anche per l’in-
fotainment: nuova tecnologia di con-
nettività UVO Connect che usa una Sim
card dedicata e fornisce informazioni
utili ai passeggeri; la app UVO permette
poi di accedere ai dati diagnostici della
vettura e di attivare anche funzioni da
remoto mentre un nuovo navigatore
SICUREZZA NAVIGATORE “DOPPIO” “split-screen” consente di visualizzare
Il pacchetto sicurezza con frenata È possibile collegare due sul touchscreen due informazioni diffe-
automatica, guida autonoma di smartphone o tablet renti in contemporanea.
secondo livello e smart cruise control contemporaneamente e visualizzare
è di serie su quasi tutte le Niro: sulla sul touchscreen da 10,25” due
ibrida Urban si paga 1.000 euro. informazioni diverse. Prezzo: da 26.250 euro

224 | Focus
Prestazioni
e potenza

Potenza 104 KW (141 CV)


max

Coppia 265 N·M


max

Tempi di ricarica
(presa da 11 kW) ND

Trazione ANTERIORE

Autonomia 860-1.024 KM

Batteria da 1,56 KWH


(litio/ioni)

UNICA NEL SUO GENERE


Sopra, in un panorama automobilistico
caratterizzato da ibride efficienti ma poco
piacevoli da guidare, la Kia Niro ha un cambio
a doppia frizione rapido e fluido nei passaggi di
marcia. A destra, le protezioni nel sottoscocca
che migliorano anche l’aerodinamica.

Le misure
Lunghezza/larghezza/altezza (cm) 436/181/155
Passo (cm) 270
Peso in ordine di marcia (kg) 1.415-1.510
Capacità bagagliaio (litri) 436/1.434

Focus | 225
Ambiente: i numeri dell’industria
Europa: aumentano Non soltanto automobili Chi investe di più nella
le macchine “verdi” ricerca (miliardi di euro)
In 7 anni, le auto poco inquinanti
ecologiche e sicure. Qui sotto, l’andamento degli investimenti
(verde scuro nel grafico) sono
passate dal 2 al 10% del totale, e le Le aziende stanno nell’Unione Europea, in Giappone, Usa, Cina
e il dato che riguarda il resto del mondo.
più dannose (in blu) dal 52 al 27%.
investendo molto su 60 +6,7%
sviluppo e produzione.
2016
>130 g CO2/km 63% 2017
96-130 CO2 /km
<95 g CO2/km
Per ridurre le emissioni. 50

40
52%
-1,1%
30

27% 990
MILA VETTURE 20 -9,2%
ELETTRICHE
Stima del parco
auto a zero +12,3%
10 +5,9%
emissioni in Europa
10% nel 2019.

2% 0
2011 2018

Si produce di più, ma si inquina di meno


Nei grafici, il consumo di energia Dal 2013, benché la produzione sia scese. Merito di impianti alimentati
e le emissioni di CO2 necessari alla salita, l’energia necessaria alle aziende anche da fonti rinnovabili. Le frecce si
produzione di auto, dal 2005 a oggi. e le conseguenti emissioni di CO2 sono riferiscono invece al periodo 2005-2018.

Consumo di energia nella produzione


Energia totale (milioni MWh/anno) Produzione auto Energia per unità (MWh/auto)
44 -16,9% 2,9
43 2,7
42 2,5
41
2,3
40
2,1
39
38 1,9

37 -10,8% 1,7
36 1,5
2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018

Emissioni di CO2 in fabbrica


CO2 totale (milioni di tonnellate l’anno) Produzione auto CO2 per unità prodotta (t/auto)
14,0 0,90
13,0 0,80
-34%
12,0 0,70

11,0 0,60
10,0 0,50

9,0 -29% 0,40


Fonte ACEA

8,0 0,30
2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018
RISCALDA
IL TUO INVERNO!

1 CD
0 B r a ni
2 o
A prezz
le!
specia

1. TOMMASO PARADISO / Non avere paura 2. MAHMOOD / Barrio 3. MARCO MENGONI / Duemila volte
4. EMMA / Io sono bella 5. TIZIANO FERRO / Accetto miracoli 6. ELISA / Tua per sempre
7. BRUNORI SAS / Al di là dell’amore 8. COEZ / La tua canzone 9. ULTIMO / Quando fuori piove
10. BENJI & FEDE FEAT. SHARI / Sale 11. ROCCO HUNT feat. J-AX e BOOMDABASH / Ti volevo dedicare
12. FRED DE PALMA & SOFIA REYES / Il tuo profumo 13. LEVANTE / Bravi tutti voi 14. RKOMI feat.
JOVANOTTI / Canzone 15. NEK / Cosa ci ha fatto l’amore 16. WILLIE PEYOTE / La tua futura ex moglie
17. GIORDANA ANGI / Stringimi più forte 18. ACHILLE LAURO feat. BOSS DOMS / Delinquente
19. THE KOLORS feat. GUÈ PEQUENO / Los Angeles 20. MÅNESKIN / Le parole lontane

LA GRANDE MUSICA ITALIANA


SCELTA PER TE radioitalia.it
a cura di Sabina Berra

CARTELLONE APPUNTAMENTI DEL MESE

19
gennaio
Termina a
Matera DALL’ALTO
Mediterranea, Una vista della zona
una mostra sul di Algeri e della sua
baia ripresa da un
Mare Nostrum. satellite orbitante.

storia naturale, Océan, une plongée Verso le impronte genetiche della vita.
MOSTRE insolite, una esposizione interattiva (e non Con Eugene Myers Jr., bioinformatico
solo) per scoprire gli oceani del mondo. americano studioso, tra l’altro, del
Mantegna e i suoi amici www.mnhn.fr sequenziamento del genoma umano.
Torino, dal 12 dicembre al 4 maggio https://royalsociety.org
2020, a Palazzo Madama, Andrea Beatles memories
Mantegna. Rivivere l’antico, costruire il Liverpool, è stato riaperto il giardino della
moderno. Esposizione che raccoglie canzone dei Beatles Strawberry Fields TECNOLOGIA
anche opere di artisti con cui Mantegna Forever, con una mostra interattiva sulla
era in contatto: tra gli altri Donatello e storia del luogo (Strawberry Field). Alle origini dell’auto
Antonello da Messina. www.strawberryfieldliverpool.com Londra, dal 23 novembre al 19 aprile
www.palazzomadama.it 2020, al Victoria and Albert Museum,
Magritte hi-tech Cars. Accelerating the modern world. I
Capolavori barocchi Santo Stefano al Ponte (Fi), fino all’1 130 anni di storia dell’auto: in mostra dalla
Vienna, fino al 19 gennaio, al marzo 2020, alla Cattedrale prima vettura di serie, fino a quelle del
Kunsthistorische Museum, Caravaggio & dell’immagine, Inside Magritte. Le opere futuro. Anche manifesti e memorabilia.
Bernini. Per la prima volta insieme, alcuni “multimediali” del pittore surrealista. www.vam.ac.uk
capolavori di Caravaggio e di Gian www.insidemagritte.com
Lorenzo Bernini, con altre opere Robot tra noi
barocche, da Giambologna a Guido Reni. Leonardo star in tv Milano, fino al 19 gennaio, alla Fabbrica
www.khm.at Dal 28 novembre, su Focus tv, la serie del Vapore, Io, Robotto. In mostra oltre
in 4 puntate: Leonardo: l’uomo che 115 “robotti”, ovvero automi... da
Bacon e la letteratura anticipò il futuro. Con Massimo Polidoro. compagnia.
Parigi, fino al 20 gennaio 2020, al www.iorobotto.com
Centre Georges Pompidou, Bacon en
toutes lettres. Una retrospettiva dedicata EVENTI
al pittore inglese Francis Bacon e al suo CORPO UMANO
rapporto con la letteratura. Parigi è gratis!
www.centrepompidou.fr Parigi, il 1° dicembre, Domenica al Fare il punto sulla mano
Museo, l’entrata è gratuita in molti musei Bologna, dal 20 novembre al 9 aprile
della capitale francese. 2020, alla Fondazione Golinelli, U.Mano.
MULTIMEDIA www.vivaparigi.com Protagonista è la mano, nelle opere di vari
artisti da Albrecht Dürer a Michelangelo
Sua maestà l’Oceano Come ti creo il Dna Pistoletto (del movimento Arte povera).
Parigi, fino al 5 gennaio, al Museo di Londra, il 2 dicembre, alla Royal Society, www.mostraumano.it

228 | Focus
20
novembre
A Bologna, U.Mano,
mostra sulla mano.

Leonardo e le piante
Firenze, fino al 15 dicembre, al Museo
di Santa Maria Novella. La botanica di
Leonardo. Per una nuova scienza tra arte
e natura. Scritti, disegni e modelli: le
ricerche del genio sul mondo vegetale.
www.labotanicadileonardo.it
Misurarsi con i campioni Giovane Holden. Un raro assaggio della
Parigi, fino al 5 gennaio 2020, alla sua vita privata e delle sue opere. Terremoti in Italia
Villette, Corps et sport. Una mostra www.nypl.org Berlino, fino al 19 dicembre, all’Istituto
interattiva dedicata allo sport, dove si Italiano di Cultura, Sequenza sismica. I
possono mettere alla prova le proprie terremoti che hanno colpito l’Italia tra il
capacità atletiche. NATURA 2009 e il 2017, nelle opere di 7 artisti.
www.cite-sciences.fr https://iicberlino.esteri.it
Gli eco-visionari
Anatomia e arte Londra, dal 23 novembre al 23
Roma, fino al 6 gennaio, a Palazzo delle febbraio 2020, alla Royal Academy of PER I PICCOLI
Esposizioni, Sublimi anatomie. Opere Arts, Eco-Visionaries. Esamina l’impatto
d’arte, manufatti e documenti che dell’uomo sul Pianeta con film, opere I decori di Natale
raccontano lo studio dell’anatomia d’arte e fotografie di artisti. Varese, il 24 novembre e l’8 dicembre,
umana. www.royalacademy.org.uk a Villa Panza, Collezione Panza Kids -
www.palazzoesposizioni.it Ricicl-art di Natale. Laboratori, organizzati
La natura morta... è viva! dal Fai, con materiali di riciclo per
Treviso, dal 30 novembre al 31 maggio realizzare le decorazioni natalizie.
LETTERATURA 2020, al Complesso di Santa Caterina,
Natura in posa. Capolavori dal Supernovae e galassie
I segreti del Giovane Holden Kunsthistorisches Museum di Vienna in Neil deGrasse Tyson e Gregory Mone,
New York, fino al 19 gennaio, alla New dialogo con la fotografia contemporanea. Astrofisica per ragazzi che vanno di fretta,
York Library, J.D. Salinger. L’archivio di Mostra sulla storia della natura morta. Raffaello Cortina Editore. L’universo
John Salinger, il riservatissimo autore del www.mostranaturainposa.it spiegato su misura dei piccoli.

COME GLI ASTRONAUTI


Astronauti per un giorno. È possibile diventarlo allo Space Camp, uno spazio all’interno
della mostra Space Adventure, allestita a Torino, alla Promotrice delle Belle Arti, fino al 22
marzo 2020. Qui i visitatori potranno provare le stesse sensazioni degli astronauti durante
l’addestramento: dall’assenza di peso alla perdita dell’orientamento spaziale. E tentare
addirittura l’atterraggio con uno Space Shuttle al ritorno da una missione, grazie a
simulatori supertecnologici. Ma Space Adventure è anche un racconto dei risultati ottenuti
dalle esplorazioni spaziali attraverso gli oggetti esposti che provengono dalla Nasa,
dall’Esa (Agenzia Spaziale Europea), dall’Asi (Agenzia Spaziale Italiana) e dalla Città delle
Stelle, in Russia. Una raccolta di oltre 80 pezzi originali tra cui satelliti, razzi, modelli in
scala, tute e rocce lunari. La mostra è realizzata da Extramuseum divulgazione scientifica e
dall’Associazione Radar, e prodotta dall’US Space & Rocket Center, il museo della Nasa a
Huntsville, in Alabama.
www.space-adventure.it

Focus | 229
CARTELLONE

PER CHI CERCA UN NATALE INSOLITO

31
Babbo Natale ha molti concorrenti in giro per il Pianeta,
che gli rubano la scena durante le feste di Natale. Anche
loro portano doni, oppure fanno il contrario, o ancora
spaventano chi non è stato buono. Sono folletti, gnomi,
animali (giganti e no), demoni o creature fantastiche.
Come l’Old Man Bayka, in Liberia (Africa): una sorta di
mendicante vestito di stracci, con una maschera, che si
aggira sui trampoli andando porta a porta, chiedendo
regali invece di portarli. E chi non è generoso con lui dicembre
viene preso in giro dalla band di musicisti che lo
accompagna. Nel Nord Europa si festeggia san Nicola, La festa Ursul,
l’antesignano di Babbo Natale, che viene accompagnato in Romania.
da personaggi che fanno paura: in Austria e Germania
impera Krampus, metà uomo e metà bestia che
terrorizza i bambini “cattivi”. In Norvegia, a rubare il abitanti con le pelli del plantigrado ballano nelle vie
lavoro a Babbo Natale è santa Lucia, ma si temono le delle città per scacciare gli “spiriti maligni”.
streghe, che alla vigilia, se trovano qualche scopa da Luci e rapanelli. In Sud America si festeggia con
usare come mezzo di trasporto, arrivano a disturbare. spettacoli e luminarie: in Brasile, a Gramado, il Natal
Per questo, i norvegesi nascondono tutte le ramazze. Luz impegna il paese per un mese circa a partire
In Islanda, i 13 fratelli Jólasveinar, folletti allegri e dall’Encontro de Papais Noeis, una sfilata di tutti i
dispettosi, scendono dai monti per fare scherzi o Babbo Natale brasiliani. In Messico, nella regione di
lasciare regali. A far paura c’è invece il Gatto gigante Oaxaca, il 23 dicembre si scolpiscono rapanelli con temi
che sbuca dalle foreste a rapire i bambini. natalizi nella Noche des ravanos. In Colombia, nel Día
In Svezia, la Gävleboken è una capra di paglia gigante de las Velitas, l’8 dicembre, candele e lanterne di carta
(13 m) costruita nella città di Gävle. L’ovino (e la paglia) illuminano finestre e balconi, in una gara tra quartieri.
è un simbolo scandinavo che porta i doni e fa Anche nelle Filippine, c’è una competizione al Festival
riferimento alla Yule, la festa pagana a cui quella delle Lanterne giganti. Invece in Giappone, una delle
cristiana del Natale si è sovrapposta. tradizioni è festeggiare alla Vigilia con... un secchiello di
In Romania invece la star è l’orso: per il festival Ursul, gli pollo di Kentucky Fried Chicken.

di Sting e altri grandi ospiti». Per


L’educazione fa ridere nell’universo. L’avventura scientifica che festeggiare, dal 29 novembre, uscirà una
Tea Orsi, Anna Pini, Il libro delle parole sta cambiando il nostro modo di vedere il compilation celebrativa dei 30 anni a cura
gentili e delle buone maniere, De Agostini. mondo, Rizzoli. di Nick The Nightfly e Marco Fullone.
Per spiegare ai bambini come comportarsi
bene possa essere divertente! Gianluca Ranzini, Perché dicono che la
Terra è piatta, Centauria. Scritto da un CINEMA
giornalista di Focus, un testo su uno dei
STORIA fenomeni del momento: il terrapiattismo. Matisse e il cinema
Nizza, fino al 5 gennaio 2020,
Mare Nostrum Cinématisse. Dialogues d’un peintre
Matera, fino al 19 gennaio 2020, al Museo RADIO avec le cinéma. In mostra i legami
Archeologico Nazionale D. Ridola, dell’artista con il cinema.
Mediterranea – visioni di un mare antico e Compleanni www.musee-matisse-nice.org
complesso. È protagonista il Mediterraneo Il programma di Radio Monte Carlo,
raccontato con foto satellitari, video e Monte Carlo Nights, compie 30 anni.
installazioni d’arte. Condotto da Nick The Nightfly offre, dal ILLUSTRAZIONE
www.matera-basilicata2019.it lunedì al venerdì (dalle 22 all’1 di notte),
musiche dal mondo, incontri con artisti, Disegnare per Coco Chanel
session e concerti dal vivo. «I miei ricordi Milano, fino al 31 dicembre, a Palazzo
LIBRI di questi anni a Radio Monte Carlo sono Giureconsulti, In Goude we trust!. Le
indimenticabili», afferma il conduttore «a eleganti illustrazioni di Jean-Paul Goude,
Roberto Battiston, La prima alba del partire dall’intervista con Pino Daniele e che ha lavorato 30 anni per Chanel.
cosmo. Dal Big Bang alla vita Pat Metheny, fino alla presenza in studio www.palazzogiureconsulti.it

230 | Focus