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SETTIMANALE DI POLITICA CULTURA ECONOMIA N.

40 ANNO LXVI 27 SETTEMBRE 2020


DOMENICA 2,50 EURO L’ESPRESSO + LA REPUBBLICA
IN ITALIA ABBINAMENTO OBBLIGATORIO ALLA DOMENICA GLI ALTRI GIORNI SOLO L’ESPRESSO 3 EURO
Poste Italiane s.p.a.sped.in A.P.-D.L.353/03 (conv.in legge 27/02/04 n.46) art.1comma 1-DCB Roma - Austria - Belgio - Francia - Germania - Grecia - Lussemburgo - Portogallo - Principato di Monaco - Slovenia - Spagna € 5,50 - C.T. Sfr. 6,60 - Svizzera Sfr. 6,80 - Olanda € 5,90 - Inghilterra £ 4,70

ESCLUSIVO

Fuori i mercanti
dal tempio
Centinaia di milioni spariti nei fondi speculativi offshore. Affari di famiglia
con i soldi delle elemosine per i poveri. L’inchiesta vaticana si concentra
sul cardinale Becciu. E papa Francesco ordina: pugno di ferro contro i corrotti
Altan

27 settembre 2020 3
Sommario
numero 40 - 27 settembre 2020

16
42 58 62
Editoriale L’ultima occasione Marco Damilano 10 Opinioni Rubriche
Altan 3 La parola 7
Prima Pagina Makkox 8 Taglio alto 20
Pd, decidi cosa vuoi essere Massimo Cacciari 14 Follini 27 Bookmarks 81
Serra 47 Ho visto cose 96
I 5 Stelle fanno una cosa di sinistra. Perdono Susanna Turco 16 L’incompetente 96
Quel che insegna il popolo del No Massimiliano Panarari 18 Scritti al buio 97
Un’Italia divisa in cinque A. Coppola, A. Lanzani e F. Zanfi 22 Noi e voi 98
La spada di Francesco sui corrotti Massimiliano Coccia 28
Caccia al tesoro dello zar di Siena Paolo Biondani e Leo Sisti 34
Malagò deve un favore a Malagò Carlo Tecce 42
Con la Lega mi faccio ricco Vittorio Malagutti 48 COPERTINA
Fantozzi è in remoto, il mattone va in crisi Gianfrancesco Turano 52 Foto di
Così resiste la Bielorussia Filippo Rossi 58 Nome Cognome
Biden, attento al lupo colloquio con Ian Buruma di Alberto Flores d’Arcais 62 XXXX

Idee
In lotta per la non violenza colloquio con Judith Butler di Donatella Di Cesare 66
Rossana Rossanda, il potere del pensiero Stefania Rossini 70
L’importanza di chiamarsi Insieme Marino Sinibaldi 72
I libri e l’arte della manutenzione Chiara Valerio 74
Tre progetti in uno, l’unione fa la forza
Preferisco il rumore del pubblico
Golino, nordico napoletano
Ficarra&Picone, i più belli del reame

Storie
Emanuele Coen
Riccardo Falcinelli
Bruno Manfellotto
Roberto Andò
75
76
77
78 66
Vi racconto la cicatrice: l’aborto trasformato in tortura B. Dondi e E.Testi 82
Nella lotta al Covid c’è un alleato inatteso: la cannabis Alessandro De Pa scale 86
I sordi ascoltano il suono del mondo con orecchie diverse Giuseppe Catozzella 90
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27 settembre 2020 5
La parola

respiro
Mentre leggi questo pezzo, tu respiri
in libertà. Non lo sapevamo, quanto fosse
respirare noi, vorremmo far respirare le
cose, gli abiti e le case, temiamo sempre
bello e prezioso senza mascherina. Che che manchi l’aria – nelle idee, nelle
potesse diventare insano - il mio respiro, nostre storie. Vogliamo governi che diano
il tuo, quello che in modo lirico chiamavi respiro, una politica di grande respiro.
afflato. Dante nel Purgatorio chiama Cristo “dolce
Il primo respiro è l’esordio della vita, vapore”. I buddisti ci hanno insegnato ad
l’ultimo ha un verbo solo per lui: si esala. ascoltarlo, il respiro, praticarlo con più
In mezzo ci siamo noi, ogni esistenza, coscienza, trasformarlo in meditazione.
spesso a misurarlo: respiro corto, Respiro che depura l’anima, purché irrori
affannoso, rotto. Lungo, profondo, l’intero corpo e si riavvolga all’universo,
rumoroso. Trattenuto. A sognare chi o il minimo dentro il massimo, e tutto nel
cosa ce lo toglierà - perché la bellezza può presente. Farlo con cura aiuta anche a
toglierlo, il respiro. A evitare chi ti soffia sul evitare più grevi declinazioni – cospirare,
collo, ma in questo caso lo chiami fiato. traspirare, aspirare nel senso di ambire.
Se il respiro ha infatti un’ombra mistica, Maria Zambrano dice che c’è il respiro del
il fiato è solo fisiologia. Il primo può corpo, tutto organico, e quello dell’Essere,
(anche) evocare lo Spirito Santo - il soffio, che ci unisce al respiro cosmico.
l’anima - il fiato invece decade nell’alito, Ma anche il creato respira male, è in
più spesso richiama disturbi e pastiglie. affanno – il mare gli alberi il cielo – ha
Il respiro si spezza, si fa singulto, lo fame d’aria, ossigeno, spazio.
trattieni. Quand’è estremo si chiama Tu hai finito di leggere il pezzo, ascolti
rantolo, se virtuale è una metafora. il tuo. Com’è difficile, ma nuovo e
L’ampio respiro di un legame, il breve meraviglioso, respirare al tempo
respiro di un romanzo. Non ci basta dell’apnea.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

ELVIRA SEMINARA

27 settembre 2020 7
Cronache da fuori

8 27 settembre 2020
Makkox

27 settembre 2020 9
Marco Damilano

L’ULTIMA
OCCASIONE
10 27 settembre 2020
Editoriale
I PRIMI VENTI ANNI DEL
SECOLO HANNO SEGNATO
IL DECLINO ITALIANO, DICE
ZINGARETTI. SÌ, MA LA
SINISTRA HA GOVERNATO
PER PIÙ DELLA METÀ
SENZA LE SUE IDEE
E I SUOI LEADER. E OGGI
NON SI PUÒ PIÙ SBAGLIARE
DI MARCO DAMILANO

I l governo Conte è salvo (ma fino a quando?),


la strategia del galleggiamento ha dato il ri-
sultato sperato: impantanare la voglia di
spallata della destra leghista e meloniana. Il
taglio dei parlamentari è stato vidimato dai
cittadini con il referendum, anche se in mo-
do meno massiccio del previsto. Il Pd è il pri-
mo partito nelle regioni in cui si è votato, anche se arretra
al 19,8 per cento rispetto al modesto 22,1 per cento rac-
colto in quei territori nelle elezioni europee di un anno fa.
Ma nelle stesse regioni la Lega di Matteo Salvini sprofon-
da, Forza Italia balla poco al di sopra della soglia del 5 per
cento, il Movimento 5 Stelle si restringe.
Il trionfo dei presidenti in carica, super Zaia in Veneto,
ma anche Giovanni Toti il Castoro Mannaro in Liguria e in
Campania e Puglia Vincenzo De Luca e Michele Emiliano, i
Pigliatutto, dimostra che la voglia dell’uomo forte al co-
mando non si è per nulla spenta. La paura del Covid spinge
i cittadini a cercare protezione, velocità e certezza di deci-
sione. I presidenti di regione che si fanno chiamare gover-
natori, all’americana, si candidano a essere il club esclusi-
vo che fa da contraltare al governo nazionale, cui i pallidi
capi dei partiti di Roma devono cedere spazio.
Il referendum è passato facile, come era previsto, senza
la mobilitazione del No delle ultime settimane il consenso
Il segretario del Pd Nicola sarebbe stato pari a quello raccolto nel 1993 dall’abolizione
Zingaretti incontra i giornalisti del finanziamento pubblico dei partiti, il 90 per cento dei
dopo il voto, il 21 settembre Sì. Era questa la misura dei consensi che si aspettavano

27 settembre 2020 11
Marco Damilano

il Partito trasversale della Forbice e la strana coppia del


BisConte, Marco Travaglio e Giuliano Ferrara. Il No ha in-
vece raccolto il trenta per cento e sette milioni e mezzo di
voti, in gran parte giovani e ad alta istruzione, il 40 per cen-
to degli elettori del Pd ha votato in dissenso dal partito. È
un elettorato in cerca di rappresentanza, che ama la politi-
ca, che ha votato contro la semplificazione. È il dato più
interessante, su cui converrà discutere.
Passata la festa elettorale, lo scenario italiano resta lì,
con le sue grandi rimozioni. Il lavoro che non c’è e che è
sparito dall’agenda del piano Recovery Fund, come hanno
denunciato Tito Boeri e Roberto Perotti (Repubblica, 19
settembre). La povertà educativa, che per l’Italia è la madre
di tutte le disuguaglianze presenti e future, altro che i ban-
chi a rotelle di cui si è ossessivamente discusso per tutta
l’estate. Il cambiamento climatico e le sue conseguenze
sull’Italia (da leggere il bellissimo “Terra promessa” di Ste-
fano Liberti, pubblicato da Rizzoli, anticipato una settima-
na fa dall’Espresso). Il ruolo dello Stato che è ritornato cen-
trale e il rapporto con l’imprenditoria privata, nella costru-
zione di un comune servizio pubblico che passa per il ri-
spetto delle regole del gioco e della concorrenza. Le
istituzioni repubblicane, ora modificate con il taglio del
numero dei parlamentari: una ferita che va subito ricucita
con una nuova legge elettorale e con poteri differenti per
Camera e Senato, se non si vuole che diventi emorragia. E il
territorio italiano che non si può più (soltanto) raccontare e
racchiudere nella divisione storica Nord - Sud.
Il Covid ha rivelato altre divisioni, nuove fragilità. I ri- slatura, come ha detto l’incolpevole perché inconsapevole
cercatori del Politecnico Alessandro Coppola, Arturo Vito Crimi. In questo Parlamento M5S vale 199 deputati e
Lanzani e Federico Zanfi parlano di un’Italia divisa in cin- 95 senatori, ma questi numeri sono fantasmi nell’elettora-
que zone critiche, cinque Italie fragili (pagina 16). Le peri- to. Il Pd è costretto a tenere su l’alleato in via di implosione,
ferie delle città metropolitane, le aree interne, i territori ma al tempo stesso la fiction deve finire. E il dilemma ri-
produttivi della terza, le aree delle ricostruzioni post-si- guarda soprattutto Zingaretti.
sma nel centro, le zone delle coste minacciate dall’erosio- Nella sua relazione all’ultima direzione del Pd, il 7 set-
ne, la pianura padana che è il motore del Pil italiano ma tembre, il segretario è partito con una lunga analisi su
anche la zona più inquinata e più ferita dal covid, assedia- quelli che ha definito i venti anni del declino italiano: dal
ta da quella che i ricercatori definiscono «un’emergenza 2000 a oggi l’Italia è il paese che è cresciuto meno all’inter-
ambientale permanente». no dell’Unione e dell’area euro con la Grecia e Zingaretti
l’ha giustamente denunciato. Con altrettanta sincerità,
Sovrapporre questa radiografia inedita dell’Italia alle però, avrebbe dovuto aggiungere che in questo primo ven-
mappe dei risultati elettorali significa certificare la distanza tennio di secolo il centro-sinistra è stato al governo o in
che c’è tra l’urgenza della realtà e la vanità dei progetti poli- maggioranza per più della metà degli anni. Giuliano Ama-
tici, compresi quelli dei vincitori di giornata del 20-21 to (2000-2001), Romano Prodi nel 2006-2008, nel
settembre. Il piano del Recovery Fund saprà ricono- 2011 il Pd entrò in maggioranza con Berlusconi
scere le cinque Italie e la domanda di futuro? Senza per sostenere il tecnico Mario Monti, nel 2013 le
questo riconoscimento svolta, rimpasto, disconti- larghe intese di Enrico Letta con i ministri berlu-
nuità sono tormentoni post-elettorali, distrazioni di sconiani, ora con i 5 Stelle e con Conte. In questo
massa per prendere tempo. E la politica italiana si catalogo di espedienti c’è un solo punto in comu-
avvita nelle fiction prossime venture. ne: mai davvero il Pd ha governato con i suoi lea-
La prima fiction riguarda la tenuta della maggio- der e con i suoi progetti. Perfino la fase ren-
ranza che regge il governo Conte. Continua- ziana, con i governi Renzi e Gentiloni, ha
re a far finta che questo Parlamento rap- rappresentato una forzatura perché il
presenti ancora il Paese e che il Movimen- sindaco di Firenze nel 2013-2014 riuscì a
to 5 Stelle sia ancora il motore della legi- conquistare la guida del Pd e del governo

12 27 settembre 2020
Editoriale
del sindaco di Mantova Mattia Palazzi, il successo di Marco
Panieri, classe 1990, trent’anni, uno che mentre Achille Oc-
chetto scioglieva il Pci non era neppure nato, laurea in eco-
nomia e master in gestione aziendale, segretario del parti-
to a Imola, nella città che il Pd era riuscito a consegnare ai
5 Stelle nonostante il buon governo e il carisma del sindaco
uscente Daniele Manca, eletto senatore. Panieri ha ricon-
quistato Imola con il 57 per cento dei voti: è un volto di una
nuova classe dirigente di amministratori sul territorio che
mette insieme le radici nella realtà e l’ambizione di contare.
Manca qualcosa? Sì, mancano le donne. Per il Pd e per la
sinistra è un buco nero intollerabile.

Nel 1995 Rossana Rossanda scriveva sul Manifesto che


«partire da sé per le donne era una infrazione, una rottura,
mentre per l’uomo è un restare nell’ordine, una continuità,
IL CASO IMOLA nell’esperienza, nei codici e fin dalla prima idea che gli dan-
A sinistra: il presidente del no di sé come sesso autonomo e superiore». E suggeriva a
Consiglio Giuseppe Conte. Livia Turco di insegnare al leader della sinistra di allora,
Sopra: Marco Panieri, Massimo D’Alema, «il non partire da sé, il negare la propria
30 anni, nuovo sindaco immediatezza, provar qualche vergogna della “virilità” tra-
di centrosinistra a Imola
mandata, fare un passo indietro, ascoltare la voce femmini-
dove ha vinto al primo
turno. Alle precedenti
le e lasciare che decida». Ho scelto questo passo di Rossana
elezioni comunali aveva Rossanda per la sua attualità, ma anche per ricordare la
vinto la candidata M5S, scrittura di una donna che è stata una militante politica e
poi dimissionaria per liti una maestra di stile, da ogni punto di vista. La vidi entrare in
interne al Movimento un teatro di periferia romana, al Quarticciolo, sul palco c’e-
ravamo io e la collega Eva Giovannini a discutere di sovrani-
non in seguito a una vittoria elettorale ma alla sconfitta di smi alla vigilia delle elezioni europee del 2019. Era in sedia a
Pier Luigi Bersani (la non vittoria). Conclusione: il periodo rotelle, vestita di nero, piccola, fragile, eppure dava l’im-
del declino italiano coincide anche con il centrosinistra al pressione opposta, di una forza luminosa, infrangibile. Era
governo e con la sua debolezza politica e culturale. venuta fino a lì solo per ascoltare, lei che era anziana e ma-
Ora è necessario uscire dall’improvvisazione e aprire lata, ci diede una lezione con la sua presenza silenziosa.
una nuova fase nel partito e nel governo. C’è da dubitare L’opposto dello sgomitare furioso, nella politica e nel gior-
che l’occasione sia sfruttata, ma non ci sono alternative. nalismo, di uomini e di donne. Parlò solo perché insistem-
Perché c’è una seconda fiction che sta per finire, ancora più mo, a fatica, ma subito sul punto. Forse è stato il suo ultimo
grande perché girata su scala europea. La Germania di An- intervento in pubblico, di fronte a pochissime persone cui
gela Merkel ha finora preso sul serio le intenzioni dell’Italia stava facendo un regalo inestimabile: la sua parola, la sua
e del governo Conte sul piano Next Generation Eu, troppo voce. Era di intelligenza acuminata, di curiosità infinita per
Foto: pagine 10 - 11 A- Carconi - Ansa, pagine 12 - 13 A. Casasoli - A3

importante tenerci dentro la costruzione della nuova Euro- le persone e per la politica, le due grandi passioni. Non pos-
pa post-covid. Ma se dall’Italia dovessero arrivare progetti so dimenticare una telefonata in cui voleva sapere come
inaccettabili, l’apertura di credito sarebbe delusa. I due stava andando Podemos alle elezioni in Spagna e una visita
piani si tengono: uscire dalla fiction in cui si muove il gover- nella sua casa romana. Ne nacque un articolo per L’Espres-
no, il M5S che detta legge, Conte «punto fortissimo di rife- so, che pubblicammo sul numero del 12 maggio 2019, l’ulti-
rimento delle forze progressiste», come sostenne incauta- mo o il penultimo da lei scritto. Lo intitolammo “Manifesto
mente Zingaretti, significa evitare il rischio che Germania per un nuovo femminismo”. «Sono sicuramente una donna.
e Francia considerino chiusa la stagione della fiducia sulla Posso aggiungere che sono una marxista-ortodossa, esserlo
capacità italiana di spendere bene i 209 miliardi in arrivo. mi ha aiutato a capire com’era fatto il mondo e a diventare
Gran parte del peso, ancora una volta, ricade su Zingaretti comunista: lo sono rimasta, non sono dunque di formazio-
e sull’ossatura euro-italiana tutta targata Pd che è l’anima ne condivisa dai più né in onda con il tempo», scrisse, quasi
dell’operazione: Paolo Gentiloni, David Sassoli, Roberto che sentisse il bisogno di presentarsi ai nuovi lettori, con
Gualtieri, Enzo Amendola. Con il coinvolgimento e il recu- umiltà e con fierezza. Così la ricordo anch’io, con il privile-
pero dei padri nobili e dei fratelli maggiori, lasciati per stra- gio di averla conosciuta, e la saluto. Insieme a Peppino Cal-
da negli ultimi anni: Romano Prodi, Walter Veltroni, Enrico darola, giornalista, gentiluomo, amico . Q
Letta. E le nuove leve sui territori. Da notare, oltre al trionfo © RIPRODUZIONE RISERVATA

27 settembre 2020 13
Dopo il voto / 1

Pd, decidi co
BASTA RINVII. CI VUOLE
UN CONGRESSO CHE DICA
PAROLE CHIARE SUL
RAPPORTO COL POPULISMO
A 5 STELLE. E CHE
SANCISCA FINALMENTE
LA SCELTA RIFORMISTA
DI MASSIMO CACCIARI

N
el complesso di esiti largamente sconta-
ti, queste ennesime elezioni di mid-mid
term all’italiana qualcosa di semi defini-
tivo lo dicono per le “forze” politiche in
campo. Ma anzitutto per il Governo (e
forse è una buona notizia, considerando
i drammatici giorni che ci attendono, fi-
niti blocchi di licenziamento e casse in-
tegrazione). I 5Stelle ormai sanno more geometrico che usci-
rebbero massacrati da elezioni politiche anticipate e il Pd re un vero congresso, aperto a tutti coloro che abbiano an-
che non sarebbe in grado di recuperarne un solo voto. La cora la volontà di collaborare alla formazione in Italia di un
debolezza degli alleati fa sempre più la forza del Governo e partito autenticamente riformista - e collaborare significa
di Conte (che continuerà a guardarsi bene, credo, dal com- decidere insieme. Scorciatoie non ne esistono, né una stra-
mettere l’errore di Monti e di inventarsi come capo politico). tegia potrà nascere dalla esperienza del Governo, cui si può
Umbria e Liguria mettono una pietra sopra la generosa uto- soltanto augurare di sopravvivere, per le ragioni suddette.
pia che tra il “movimento” 5Stelle e Ma, se questo è vero, occorre anche consigliare a Zingaret-
un partito che mantiene un proprio ti di mettere il punto, dopo il referendum, agli appetiti po-
qual radicamento sociale soltanto pulistico-qualunquisti dei 5Stelle. Il movimento inventato
in Emilia e Toscana possa davvero da Grillo, grazie alle prove fornite dal Pd dopo la fondazio-
determinarsi un’intesa strategica. ne, ha bisogno di farvi leva come del pane. E dunque ci pro-
Inutile aggiungere che in Campania verà ancora, chissà intorno a quali epocali questioni. Ma,
e Puglia vincono personaggi e non all’opposto, spettacoli così penosi come un Pd al loro ri-
partiti. morchio allontanano da quella prospettiva di rifondazione
Credo che Zingaretti, che sulla anche culturale di cui questo “partito” ha urgente bisogno.
possibilità di quell’intesa si è speso Le riforme costituzionali son cosa seria, non si debbono ti-
contro tanti, debba ormai concen- rare in ballo per soddisfare gli istinti anti-casta più volgari.
trarsi sul fronte interno, organizza- Il Pd sarà prima o poi chiamato a decidere sulla propria na-

14 27 settembre 2020
Prima Pagina

sa vuoi essere

Luca Zaia, appena rieletto presidente della regione Veneto.


A fianco: la Festa dell’Unità di Modena

importa: ne esce sconfitto. Dall’altra parte un segnale inve-


ro clamoroso: il trionfo della lista Zaia su quella Lega in Ve-
neto. È certamente un voto moderato, “borghese”, erede
diretto di quello democristiano e poi forza-italiota, che si
aggiunge allo zoccolo duro leghista (che già da decenni ha
assorbito in molte zone industriali larghi settori dell’antica
sinistra). La domanda si imporrà per forza: bene una Lega
partito della Nazione, Destra nazionale, non più nordista,
non più mitologie bossiane,ecc. - ma non sarà di gran lunga
tura intorno a poche e capitali questioni, tra cui appunto preferibile che questa prospettiva venga incarnata da pro-
questa: come collocarsi rispetto alle tendenze verso una vati amministratori, senza retorica, senza rosari, senza di-
concentrazione dei poteri nell’Esecutivo, verso forme ple- scoteche, senza pose arroganti? E poi, non è evidente che
biscitario-autoritarie di democrazia, che costituiscono l’e- una leadership come quella salviniana rafforza alla fine la
sito destinato dei populismi di ogni colore? Vorrà nuotare vera destra, la Meloni? Nella Lega non potrà a lungo tardare
nella corrente ritenendo che questa rappresenti il carro dei il chiarimento. Il risultato veneto non può ridursi al tema
Foto: Brancolini / Fotogramma / IPA, M. Toniolo / Agf

vincitori? Calcolo catastroficamente sbagliato, poiché que- della “autonomia” e Salvini non potrà sbrigarsela semplice-
sto carro non sarà mai a guida del Pd. E chi appare subal- mente “garantendola” agli Zaia se ritornasse al Governo. In
terno non viene alla fine neppure votato. Vero, Berlusconi? quello che è oggi il primo partito italiano la contraddizione
I 5Stelle si mascherano dietro il risultato del referendum è apertissima, anche se Zaia sarà domani il primo a fingere
e il Pd dietro lo scampato pericolo nel Granducato di Tosca- non esista. Certo, non sarà questo Pd in grado di farvi leva,
na. Ma limiti e debolezze dei “governanti” sono coperti an- poiché mai è stato capace di darsi una propria strategia fe-
zitutto dalle crescenti contraddizioni all’interno delle “op- deralista, di battersi coerentemente per le autonomie loca-
posizioni”. Dopo la manovra auto-lesionistica della scorsa li, di costruire amministratori e dirigenti che fossero espres-
estate, Salvini ha puntato per rafforzare e rilanciare la pro- sione dei loro territori e non cooptati dai vertici romani.
pria leadership su due battaglie campali, prima Emilia-Ro- Anche di questo Zingaretti dovrà parlare al Congresso, eter-
magna, poi Toscana. Si sarà posto troppo in alto l’asticella, no futuro. Q
avrà suonato troppi campanelli, sbagliato candidati, non © RIPRODUZIONE RISERVATA

27 settembre 2020 15
Dopo il voto 2 / Il Movimento in crisi

I 5 STELLE FANNO UNA CO

16 27 settembre 2020
Prima Pagina

SA DI SINISTRA. PERDONO
LA “PEGGIORE SCONFITTA DELLA STORIA”
È SOLO L’ULTIMO CAPITOLO DI UN LUNGO
SPERPERO DI CONSENSI. E ORA NON RESTA
CHE ATTACCARSI AI POSTI DI POTERE
DI SUSANNA TURCO

S
e la natura non fa salti, la storia ramente: il Movimento ancora non aveva
non fa sconti anzi spesso gira in fatto il suo ingresso a Palazzo (oggi, secon-
tondo. Vale anche per i Cinque da legislatura, si contano quasi trecento
stelle, il Movimento nato da eletti), neanche si sognava di stringere alle-
Beppe Grillo, governato da Lu- anze, era la stagione in cui s’attraversava a
igi Di Maio, retto da Vito Crimi, nuoto lo stretto di Messina (sempre di que-
gestito da Davide Casaleggio, sti tempi ma otto anni fa, nel 2012). Ma an-
contestato da Alessandro Di Battista, e che cora l’anno scorso, era il 12 ottobre 2019, il
si trova proprio in questi giorni ad attraver- presidente Fico ricordava quella giornata
sare l’ennesima crisi di identità nella sua mitologica dei mitili - c’era anche lui nella
breve esistenza, dopo i risultati disastrosi veste di lanciatore di cozze contro il Palaz-
delle regionali che hanno portato persino zo che avrebbe presieduto - durante la festa
il presidente della Camera, Roberto Fico, dei Cinque stelle, mentre osservava lui stes-
ad alzare il capino, rompere il silenzio ed so i pannelli con la storia del Movimento,
enunciare preoccupazione. Per misurare riproposti con orgoglio per il decennale ,
cosa stia accadendo oggi, è utile ricordare alla Mostra d’Oltremare a Napoli.
cosa sia accaduto ieri, notando subito una I veleni che impestano l’M5S erano, quel
certa circolarità: anche nella cadenza, giac- giorno del 2019, già pienamente dispiegati:
ché a partire dalla data di nascita quasi tut- s’era appena passati dal governare con la
to, nei Cinque stelle, accade tra settembre Lega di Salvini al governare col Pd, molti big
e ottobre. avevano disertato la kermesse in polemica
Nove anni fa, giusto di questi tempi (era il con la svolta politica (in testa Alessandro Di
10 settembre 2011), acclamato da cinque- Battista, Barbara Lezzi, Giulia Grillo e quelli
mila persone, Beppe Grillo andava in cor- che poi si sarebbero rivelati i più critici nei
teo a Roma, da piazza Navona a piazza confronti dell’abbraccio coi dem), gli istituti
Montecitorio, portando sulle spalle una re- rilevavano un calo dei consensi (dal 24 al 20
te carica di cozze, da scaricare davanti alla per cento, misurava l’Ipsos di Pagnoncelli),
Camera, che allora chiamava «il più grande si temevano fughe dal gruppo parlamenta-
deposito europeo di mitili avariati», conte- re, che sarebbero puntualmente avvenute,
nente «un’accozzaglia di cozze, nominate verso Lega e la renziana Italia viva. Sempre
Beppe Grillo, da cinque segretari politici, attaccate alla quel giorno, la consigliera regionale campa-
Luigi Di Maio poltrona», all’opposto del Movimento: «Noi na Valeria Ciarambino snocciolava, alla fe-
e Alessandro siamo dalla parte giusta della storia. Per sta, quella che si sarebbe rivelata l’ennesima
Di Battista questo non c’è colloquio, non c’è dialogo, speranza tradita: «Vogliamo diventare forza
non c’è contraddittorio». Un’altra èra, chia- di governo per cercare di cambiare volto

27 settembre 2020 17
Dopo il voto 2 / Il Movimento in crisi

a questa regione. E poiché non abbiamo Il presidente della le (l’affluenza simile: 51 per cento allora, 55
la presunzione di riuscire da soli nell’impre- Camera Roberto Fico adesso). Un esito, questo, che riflette «la
sa, ci stiamo aprendo a professionisti, al me- peggiore sconfitta nella storia del Movi-
glio dell’imprenditoria, alle associazioni. mento» (cit. la diretta Facebook di Alessan-
Siamo inclusivi, correremo a fianco di vere dro Di Battista), misurabile in qualsiasi
liste civiche». punto della penisola in cui si sia votato: dal-
Un anno dopo, dentro la crisi più nera del la Puglia dove si è passati dai 900 mila voti
movimento Cinque stelle a seguito dell’en- del 2018 ai 165 mila di oggi, fino alle Mar-
nesimo esito disastroso del voto locale, si sa che dove i Cinque stelle hanno appena elet-
anche come è finita anche quella speranzo- to due consiglieri su trenta, in una regione
sa prospettiva: liste civiche zero, Ciarambi- dove fin dal 2013 aveva conteso o addirittu-
no ha corso per la seconda volta alle regio- ra sfilato la palma di primo partito al Pd
nali nella perfetta solitudine tipica del Mo- (che oggi, pur perdendo la regione, resta al
vimento Cinque stelle, filo rosso che attra- 25,1 per cento).
versa il decennio (mentre, notiamo, il In totale, il Movimento si è perso per stra-
sentirsi dalla parte giusta della storia è pas- da i due terzi dei consensi: il dato aggregato
sato nel frattempo dalle mani di Beppe delle liste nazionali, secondo le elaborazio-
Grillo a quelle del premier Giuseppe Con- ni concordanti di Istituto Cattaneo e You-
te). Col risultato di ottenere in Campania, trend, parla di un M5S inchiodato al 7,2-7,4
come si è visto, poco meno del 10 per cento per cento con 658 mila voti (mentre il Pd
(9,93) e circa 255 mila voti in termini asso- sfiora il 20 per cento, con 1, 78 milioni di vo-
luti, mentre cinque anni fa, nel 2015, i voti ti). È la metà del minimo storico: quello re-
erano stati 387 mila, il 17 per cento del tota- gistrato nelle Regionali del 2015, appunto.

di MASSIMILIANO PANARARI

Quel che insegna il popolo del No


E
ra una mission impossible, che partiva da una forbicione grilline in piazza Montecitorio). Il primo
gigantesca sproporzione di forze. Davide contro nodo da sciogliere riguarda l’elaborazione delle for-
Golia. Eppure, grazie alla mobilitazione di alcuni mule di una rappresentanza politica di qualità con cui
intellettuali e parlamentari, di settori della società rispondere alle istanze di questo popolo trasversale
civile e di una parte della stampa (come L’Espresso), la va- del No all’antipolitica. Il secondo investe la visione e il
langa del Sì ha dovuto fare i conti con una presa di coscien- cantiere delle riforme istituzionali da attuare dopo la
za di tanti cittadini-elettori. Così, il “popolo del No” refe- realizzazione della riduzione del numero dei parla-
rendario, nonostante il paradosso più unico che raro della mentari. Una questione che può attingere a un lungo
“casta” che predica contro se stessa, è arrivato a contare dibattito in seno alla sinistra nazionale, applicatasi
nelle sue file sette milioni e mezzo di italiani, pari al 30,36 intensamente nei decenni scorsi ai temi della revisio-
per cento dei votanti. E, come rivela l’analisi dei flussi, più ne costituzionale. E proprio per questo, il pronuncia-
del 42 per cento degli elettori del Pd, un segnale robusto mento, dispiegatosi nel 30 per cento del No, contro la
contro i populismi di ogni colore - e un dato che deve esse- scorciatoia semplicistica quale panacea per mali di
re maneggiato con cura dal suo gruppo dirigente. altra natura definisce uno spazio politico di rilievo.
Quello della difesa senza se e senza ma del valore della
Di due tipi sono il lascito e la sfida lanciati dal terzo democrazia rappresentativa, proponendosi come un
dei nostri concittadini che ha voluto dire di No al preziosissimo anticorpo rispetto alle retoriche (e alle
semplicismo strumentale dell’ideologia del “direttismo false promesse) dell’antipolitica. E come un corretti-
democratico” e alle lusinghe dell’antiparlamentarismo vo sul quale - se solo lo vorrà - potrà contare anche il
- vale a dire, il nucleo originario e profondo dell’idea fronte che si è presentato come il “Sì riformista”, di
del “taglio lineare” (effigiata nel triste carnevale delle cui nelle prossime settimane «si parrà la nobilitate»

18 27 settembre 2020
Prima Pagina

Ed ecco tornare l’urgenza degli Stati ge-


nerali. Un modo carino per non dire con-
gresso, una parola d’ordine che Luigi Di Ma-
io lanciò giusto un anno fa, a fine ottobre,
all’indomani del disastroso risultato in Um-
bria, primo caso di ( fallimentare) alleanza
giallorosa sul territorio, nel quale i Cinque
stelle presero il 7,4 per cento, percentuale
che allora parve misera e oggi si rivela di
grande attualità, perfettamente in linea con
la cronaca. Ecco, gli Stati generali: la prima
volta in cui questa espressione fu usata,
all’interno della storia dei Cinque stelle, fu
nel lontano 2014, sempre a fine settembre,
quando Salvatore Micillo, grillino della pri-
ma ora, organizzò una tre giorni di dibattito
a Napoli. Conclusioni affidate a Luigi Maio,
esattamente sei anni fa. Quando il Movi-
mento era reduce da un’altra batosta - che
certo è nulla, rispetto all’oggi: alle europee
di maggio, aveva preso solo il 21 per cento
(era l’era del 40,8 del Pd guidato da Matteo
Renzi), percentuale che era parsa da crisi
rispetto al 25,5 conquistato alla Camera sol-
tanto alle elezioni dell’anno prima. Di lì a
poco, per le regionali in Emilia-Romagna,
rispetto alla capacità di delineare un quadro coerente terra in cui il grillismo si era in origine più
di cambiamenti costituzionali che ripristini adegua- radicato, avrebbe preso una botta ben più
tamente il principio di rappresentatività (dei cittadini seria: il 13,3 per cento nelle elezioni antici-
e dei territori), preservi il pluralismo e incoraggi una pate, a seguito delle dimissioni di Vasco Er-
migliore selezione delle classi dirigenti. Effettuando rani per la condanna in appello nell’inchie-
la revisione dei regolamenti parlamentari, un pronto sta Terremerse (poi assolto).
ridisegno dei collegi elettorali, il superamento della In quell’autunno 2014, il M5S aveva pro-
base regionale del Senato e la riduzione dei delegati blemi su due fronti: il calo dei voti e la lea-
regionali per l’elezione del capo dello Stato. Archivian- dership. Ricorda qualche cosa? Due proble-
do, finalmente, le liste bloccate per restituire all’e- matiche ricorrenti, alle quali M5S tenta di
lettore un’effettiva possibilità di scelta. Producendo dare sempre la stessa risposta - così come
una legge elettorale condivisa e non pasticciata, né sul fronte tematico, alle crisi più profonde
ossessionata esclusivamente dagli interessi di bottega. che riguardano le parole d’ordine corri-
Nel frattempo, il bicameralismo paritario è sempre lì: sponde uno splendido e puntuale rilancio di
Foto pagine 16-17: P. Tre - A3, pagine 18-19: F. Fotia - Agf

ma non doveva (e opportunamente) essere quella la due questioni: l’acqua pubblica e il conflitto
Grande Riforma? Q
d’interesse (questa seconda, notiamo, era
© RIPRODUZIONE RISERVATA assai in voga ai tempi d’oro di Berlusconi,
ma si è ormai talmente evoluta da riguarda-

CHI HA VOTATO CONTRO AL


re a questo punto principalmente Davide
Casaleggio). Se infatti oggi si parla di leader-
ship collegiale, fu proprio allora che, tra
REFERENDUM È UNA RISERVA crollo elettorale, critiche di parlamentari e
militanti, rischio implosione, proteste sotto
DI CUI I RIFORMISTI NON casa, Beppe Grillo si proclamò «stanchino»
e nacquero le premesse per il primo diretto-

POTRANNO FARE A MENO rio, quello composto dal terzetto magico


Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista, Ro-
berto Fico, più Carla Ruocco e Carlo Sibilia.
La nomina della cinquina di “garanti”,

27 settembre 2020 19
Prima Pagina Dopo il voto 2 / Il Movimento in crisi

proposta da Grillo e ratificata dalla rete, difficoltà della sinistra, rappresentano


fu il cambio di rotta decisivo, l’archiviazione una forma di antipolitica nata dal nostro
dell’“uno vale uno”. Rappresentò l’inizio non essere all’altezza», ha detto in tv, dopo
dell’ascesa formale di Luigi Di Maio ai verti- il voto, il dem Goffredo Bettini, gran ma-
ci del Movimento, culminata tre anni dopo, novratore di un’alleanza sempre più stret-
nel 2017, con la proclamazione durante la ta tra M5S e Pd. Parole che non avrebbero
kermesse di partito al Park Rock di Rimini, avuto senso prima, e possono essere non a
sempre a settembre, il 23. Quando l’allora caso pronunciate adesso, col Movimento
vicepresidente della Camera divenne capo che arranca.
dopo una votazione bulgara nella quale era Tutto da vedere se Di Maio e gli altri, a
in pratica l’unico candidato. partire dagli Stati generali, riusciranno ad
Dodici mesi dopo, alla festa al Circo arrestare questa crisi che, così come l’asce-
Massimo dell’ottobre 2018, tutto era com- sa, risulta in gran parte passare sopra le lo-
piuto: il Movimento cinque stelle aveva ro teste. Per il momento, c’è da notare il
raccolto il suo massimo storico, governava paradosso che l’uomo che prese il comando
con Conte e con la Lega, e si apprestava ad dei Cinque stelle dicendo «non siamo en-
affrontare la serie sterminata, sinora in- trati nelle istituzioni per impadronircene,
conclusa, di batoste elettorali che hanno ma per consegnare a voi le chiavi», adesso
punteggiato la storia di questi ultimi due siede stabilmente nelle istituzioni. Non ha
anni. Un biennio nel quale, alla fine, M5S si intenzione di muoversi, come le cozze del
è trovato di fatto a riconsegnare prima al- tempo che fu. Ma, contemporaneamente,
la destra con la lega, adesso alla sinistra tra il calo dei consensi (meno due terzi) e la
con il Pd, i voti che l’hanno portato ad es- conferma del taglio dei parlamentari (un
sere il primo partito nelle elezioni del terzo in meno) dovrà rapidamente trovare
2013, e in quelle del 2018. «Lo schema tri- il modo per gestire senza troppi drammi
polare non ha funzionato», ha declamato quei circa 240 parlamentari grillini su tre-
lo stesso Di Maio nell’intervista al Fatto, cento (198 deputati, 95 senatori) che, allo
come se si trattasse di un dettaglio e non stato e anche al netto dell’ormai superato
di quella divisione in tre dello scacchiere vincolo dei due mandati, sono destinati a
politico che ha consentito proprio ai Cin- non rientrare più a Montecitorio e Palazzo
que stelle di diventare il lasciapassare ne- Madama. Trovando però, allo stesso modo,
cessario a chiunque ambisse l’ingresso il sistema per restarci lui, nel Palazzo, anco-
nella stanza dei bottoni, fosse Lega o fosse ra una volta.  n
Pd. «I pentastellati sono lo specchio delle © RIPRODUZIONE RISERVATA

TAGLIO ALTO MAURO BIANI

20 27 settembre 2020
Dopo il voto 3 / Il Paese reale

UN’ITALIA
DIVISA IN CINQUE 1

DI ALESSANDRO COPPOLA, ARTURO LANZANI


E FEDERICO ZANFI*

L
a crisi del 2008, poi la sta- ria spesa pubblica che ci accingiamo a ge-
gnazione e infine l’irruzio- stire non coglierà questo scarto, corriamo
ne del Covid-19 e il prolun- il rischio non solo di non risolvere i pro-
garsi dei suoi effetti socio- blemi, ma addirittura di acutizzarli.
economici hanno profon- Con la conferenza “Ricomporre i divari:
damente mutato i termini politiche e progetti territoriali contro le
territoriali dello sviluppo diseguaglianze” tenutasi al Dipartimento
e dell’organizzazione del di architettura e studi urbani del Politec-
nostro paese. I divari tra le diverse Italie si nico di Milano lo scorso febbraio in colla-
sono allargati e aree un tempo forti si sono borazione con il Forum Disuguaglianze e
indebolite. Egualmente, anno dopo anno, Diversità, amministratori, attivisti ed
si sono manifestate crescenti vulnerabilità esperti hanno iniziato a lavorare a un in-
nei confronti di un insieme di rischi in cui sieme proposte che si propongono di su-
si combinano minacce sistemiche - il cam- perare questi limiti di impostazione. Pro- 3
2
biamento climatico è la prima fra queste, poste che intervengono sui temi della ca-
ma anche lo stesso rischio sismico - con sa, del welfare materiale (le scuole, le reti
processi di fragilizzazione sociale e demo- dei servizi pubblici), degli spazi aperti e 1. Un canale di
grafica che tendono a disegnare nuove di- della mobilità e che sono state in parte an- irrigazione nel Polesine
suguaglianze sociali e territoriali. ticipate nel documento “Liberiamo il po-
Sebbene tutti questi fenomeni si radi- tenziale di tutti i territori”, presentato as- 2. Amatrice a quattro
chino chiaramente in luoghi precisi, le po- sieme al ForumDD lo scorso 24 luglio. anni dal terremoto
litiche pubbliche continuano ad essere in Una prima serie tra queste proposte
gran parte cieche alle diversità territoriali (che sarà consultabile in forma sintetica 3. Tonara, comune
sardo dell’interno, in
Foto: N. Marfisi - Agf, A. Serrano’ - Agf

del paese. Ed è proprio questo, oggi, il cuo- sulle pagine del FDD e del Programma di
re della questione: il Recovery Fund saprà ricerca sulle Fragilità Territoriali del Di- provincia di Nuoro
riconoscere questo scenario mutato o al partimento DAStU) parte proprio dal rico-
4. Veduta aerea di
contrario si avvierà - tra gli imperativi del- noscimento di alcuni dei principali ambiti Taormina, Sicilia
la rapidità e della “spendibilità” - su strade del paese in cui si misurano le più gravi
già note, verso il riconfezionamento di forme di disuguaglianza e di rischio am- 5. Discarica abusiva tra
“progetti” settoriali e ormai vecchi, soprat- bientale: le periferie metropolitane “fragi- i palazzi nel complesso
tutto fondati su comprensioni dei proble- li”, i territori produttivi della terza Italia in ex Bastogi, nella
mi altrettanto inattuali? Se la straordina- crisi, le aree interne marginali, le aree periferia di Roma

22 27 settembre 2020
Prima Pagina

LA PIANURA PADANA. LE ZONE


CENTRALI DEL POST-TERREMOTO.
LE AREE INTERNE. LE COSTE.
LE PERIFERIE. SONO LE NUOVE
ZONE FRAGILI DA RICOSTRUIRE
5
Dopo il voto 3 / Il Paese reale

di ricostruzione post-sisma, le coste


minacciate dall’erosione, la pianura pada-
na inquinata.
Delle periferie fragili delle aree metro-
politane ancora non si parla abbastanza, e
questo nonostante la crisi del Covid-19
abbia rivelato con il grande numero di ri-
chieste del “reddito di emergenza” le di-
mensioni del deposito di difficoltà sociali
accumulatesi in questi anni di crisi. Per
aggredire gli squilibri servono riforme
profonde a partire dall’istituzione di veri
governi metropolitani capaci di politiche
efficaci in tema di regime dei suoli, abita-
re, mobilità urbana, cicli delle risorse. Si
può iniziare da una politica nazionale non
più episodica che abbia l’obiettivo da qui a
un decennio di rigenerare non solo il pa-
trimonio residenziale, ma anche le attrez-
zature collettive e gli spazi aperti localiz-
zati nei quartieri - sia pubblici sia privati -
delle aree metropolitane dove risiede il
quinto più povero della popolazione ita-
liana, creando buona occupazione in una Le transenne e i cantieri tinamente tra gli anni ‘70 e ‘90, che si ritro-
nuova economia verde. su ciò che rimane di vano oggi congestionati e inquinati, poco
Durante la fase di confinamento si è poi Corso Umberto I ad capaci di offrire la qualità urbana e am-
registrato un ritorno di attenzione verso le Amatrice. A destra: bientale richiesta dagli addetti più qualifi-
aree interne marginali segnate dallo spo- Trieste, veduta notturna cati che le medie imprese avanzate do-
della Ferriera di Servola,
polamento, che sono state indicate da al- vrebbero attrarre. Territori che non pos-
un ex complesso
cuni come opportunità per decongestio- industriale in cui
sono più soltanto “fare da sé”: per essi va
nare alcuni nodi urbani del paese. Pro- si produceva ghisa messa a punto una strategia di re-infra-
spettiva interessante, ma va anzitutto ri- strutturazione mirata - non appiattita sul-
conosciuto che in questi territori è la miriade di strade, bretelle e autostrade
presente la gran parte del patrimonio am- immaginate trent’anni fa - a partire da
bientale italiano, e che un loro auspicato progetti di alta formazione e specializza-
rilancio non potrà avvenire se non attra- zione coerenti con il sistema produttivo
verso la rimessa al lavoro di questo capita- locale, la qualificazione degli ambienti di
le naturale. Da un lato riconoscendo i ser- vita e dei sistemi di mobilità, la riconver-
vizi ecosistemici che questo già svolge, sione ecologica delle filiere e degli spazi
quindi manutenendo boschi e sistemi di produttivi.
regimazione delle acque abbandonati; A questo è legata anche la grande que-
dall’altro riconnettendo la sua gestione at- stione nazionale dell’emergenza ambien-
tiva - che necessita in primis di una azione tale permanente nella quale vivono gli ol-
di ricomposizione fondiaria che superi la tre 20 milioni di abitanti della Pianura Pa-
frammentazione delle proprietà - con si- dana, una popolazione in larga parte fra-
stemi produttivi sostenibili in ambiti quali gile, come dimostrato dalla crisi del
edilizia, tessile, design, fitofarmaceutica. Covid-19. Qui ad essere necessaria è una
Costruendo e sostenendone un’adeguata strategia nazionale che veda il governo, le
domanda sia pubblica sia privata. regioni e i comuni agire con decisione sul-
Esiste poi una terza Italia produttiva, di la riorganizzazione dei principali sistemi
cui quasi non si parla, che in questi anni di mobilità di individui e merci, e sulla
ha visto diminuire la sua capacità di ospi- transizione ecologica della manifattura,
tare economie qualificate e allo stesso dell’agricoltura e dell’allevamento più in-
tempo aggravarsi crisi ambientali e socia- quinante: una strategia che faccia un salto
li. Territori distrettuali sviluppatisi repen- di scala, dagli interventi frammentati alla

24 27 settembre 2020
Prima Pagina

scala comunale ad azioni integrate di li-


vello macro-regionale. IL RECOVERY FUND DEVE
Abbiamo poi i territori delle ricostru-
zioni post-sisma. Sappiamo che le rico- RICONOSCERE QUESTI NUOVI
struzioni post-sisma sono divenute nell’ul-
timo ventennio una posta finanziaria di
grande rilievo e che hanno direttamente a
SCENARI. OPPURE SI RISCHIA
che fare con i divari territoriali (pensiamo
alla maggiore esposizione di territori in-
DI ACUTIZZARE I PROBLEMI
terni e in via di spopolamento). Qui abbia-
mo bisogno prima di tutto di una legge tiplicarsi di fenomeni di degrado in estesi
nazionale che non solo superi i noti pro- tratti di urbanizzazione costiera, in molti
blemi di governance e di attuazione, ma casi abusivi, che stanno vedendo crollare i
che vada oltre la mera ricostruzione edili- propri valori immobiliari. Anche questa
zia su base essenzialmente proprietaria. E crisi interroga la capacità dello stato di
che viceversa rilanci la capacità di pianifi- promuovere e coordinare un nuovo tipo di
cazione del territorio e di riorganizzazio- azione pubblica che prepari al cambia-
Foto: T. Anzenberger - Anzenberger / Contrasto, Getty images (3)

ne degli insediamenti distrutti, aggreden- mento climatico e mitighi i rischi, affermi


do quanto più possibile sia la vulnerabilità la natura collettiva del bene spiaggia e
e l’esposizione ai rischi sia i processi di parli al ceto proprietario attraverso politi-
declino e spopolamento di lungo periodo. che adeguate alle criticità che investono il
Infine, gli 8.000 chilometri di coste, di suo patrimonio.
cui si è parlato di recente in occasione Se non entrerà nelle contraddizioni di
dell’ennesima proroga delle concessioni questo mutato scenario territoriale il Re-
demaniali che perpetuerà un’inaccettabile covery Fund sarà un’occasione sprecata,
limitazione dell’accesso collettivo al mare. se non peggio: la riproposizione di vecchie
Quello di cui invece non si è parlato, e di ricette che acutizzeranno i problemi. Ma
cui gli stessi interessi coinvolti non paiono siamo ancora in tempo. n
essere consapevoli, sono i rischi già pre- *Politecnico di Milano, Dipartimento di
senti legati al cambiamento climatico architettura e studi urbani – Dipartimento di
(l’innalzamento delle acque e l’intensifi- Eccellenza sulle fragilità territoriali 2018-2022
carsi di fenomeni quali l’erosione) e il mol- © RIPRODUZIONE RISERVATA

27 settembre 2020 25
L’opinione Prima Pagina

di MARCO FOLLINI

Nel successo di oggi


la delusione di domani

T
ra la forza e il successo delle apprensioni del giorno prima. conduce verso i lidi della presunzio-
corre sempre un confine, a Il M5S che prevale nel “suo” referen- ne, che in democrazia sono sempre
volte difficile da attraver- dum. Tutte le previsioni assegnano insidiosi. E un po’ perché la contesa
sare. È lo scarto che separa ora a questa metà del campo le con- politica, per sua natura, tende ad
la potenza dall’atto, come direbbe- dizioni più propizie. E però proprio essere indulgente verso chi è in diffi-
ro i filosofi, l’immaginazione dagli così possono magari indurre a quel coltà e a farsi più severa verso quanti
eventi, il calcolo dai suoi esiti. A rilassamento eccessivo, a quella con- hanno il vento in poppa.
volte la forza si prende tutto. Altre fidenza nel proprio destino che facil-
volte invece diventa un paradossale mente ne rovescia il segno. In Italia questa severità ha radici
handicap. Risvegliando le diffidenze antiche, che i nostri padri conosce-
degli antagonisti e svelando la hy- C’è sempre qualcosa di capriccio- vano e fronteggiavano con la do-
bris dei protagonisti. so nel gioco delle aspettative po- vuta accortezza. Mentre invece si
litiche. E quando sembra che tutti ha l’impressione che il codice della
La storia politica italiana è piena i conti tornino e che il vento abbia nostra più recente modernità tenda
di mezzi successi che si sono capo- preso a soffiare stabilmente dalla a sottovalutarne le insidie. Cosa che
volti fino a produrre inattese disfat- propria parte, proprio allora il sen- spiega la breve, a volte brevissima
te. E senza andare troppo indietro timento dell’opinione pubblica può durata dei trionfi e la loro intrinseca
nel tempo si può segnalare che le capovolgersi e decidere così di pu- fragilità.
più recenti vicissitudini del centro- nire quanti sono stati appena ba-
destra sono tutte segnate da questa ciati dalla fortuna e dal successo. È Il fatto è che quando si vince, si ac-
sproporzione. Quella parte ha i voti più la difficoltà che propizia, e più la quista forza, si guadagna il centro
(tanti) ma difetta di una politica. Si facilità che inganna. della scena, tutto si fa più impegna-
illude che i voti le bastino e invece tivo. E in un paese dove sventolano
viene sopraffatta da tutto quello che Dunque, se un consiglio si può re- così tante bandiere e in lontananza
le manca: la strategia, la visione, la galare ai vincitori di questi giorni è si sente ancora l’eco di tante scuole
complessità, la sottigliezza. Così le di non fidarsi troppo della propria di pensiero è facile che il successo
capita di vincere quando mette in fila affermazione. Di non crogiolarsi, di oggi contenga già in nuce la delu-
le bandierine e di perdere il senso di di non distrarsi, di non immaginare sione di domani. Dato che appunto
quella sua vittoria quando c’è poi da che il più sia già stato fatto. Perché gli elettori provano insieme, e quasi
misurarsi con la realtà. invece è proprio in questi frangenti contemporaneamente, il gusto di in-
che le cose tendono a capovolgersi. coronare i propri leader e il gusto di
Ora questo stesso demone può E non per caso. disarcionarli.
affacciarsi dalla parte opposta, nel
campo dei vincitori degli ultimi gior- La sopravvalutazione della propria In questo quasi istantaneo passag-
ni. Il governo. La maggioranza. Il Pd forza è quasi sempre la premessa del gio tra gli altari e la polvere, e vicever-
che tiene nelle regionali a dispetto suo rovesciamento. Un po’ perché sa, c’è tutta l’imprevedibilità tipica
della vita democratica. La curiosità

IN ITALIA I TRIONFI POLITICI


di voltare pagina e la tentazione per-
fida e sottile di rendere precario ogni
successo. Chi ha appena vinto, o ha
SONO EFFIMERI E FRAGILI. CHI SI pensato di aver vinto, farà bene a te-
nere tutto questo in gran conto. Q

SOPRAVVALUTA SARÀ SCONFITTO © RIPRODUZIONE RISERVATA

27 settembre 2020 27
Esclusivo / Gli affari in Vaticano

LA SPADA
DI FRANCESCO
SUI CORROTTI
TUTTO PARTE CON L’ACQUISTO DEL PALAZZO
DI LONDRA PER 160 MILIONI. MA ORA L’INCHIESTA
SALE DI LIVELLO. PUNTA SUL CARDINALE
BECCIU: SOLDI DELLE ELEMOSINE PER I FONDI
SPECULATIVI E FAVORI ALLA FAMIGLIA.
E IL PAPA ORDINA CHIAREZZA E PUNIZIONE
PER I RESPONSABILI
DI MASSIMILIANO COCCIA illustrazione di Emanuele Fucecchi

28 27 settembre 2020
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Prima Pagina

Illustrazione di Emanuele
Fucecchi ispirata alla
“Cacciata dei venditori
dal Tempio”, opera
di Carl Heinrich Bloch
(1872 circa)
Esclusivo / Gli affari in Vaticano

U
na cosa corrotta «è una cosa
sporca e un cristiano che fa en-
trare dentro di sé la corruzione
non è un cristiano, puzza», dis-
se Papa Francesco nel 2015. A
vedere quanto sta maturando
nelle pieghe dell’inchiesta per
l’acquisizione da parte della Se-
greteria di Stato della Città del
Vaticano del palazzo di Sloane Avenue a
Londra, comprato nel 2014, che ha genera-
to via via «un’enorme voragine» nei conti,
la puzza della corruzione nelle stanze vati-
cane si sente forte in questi giorni. L’utiliz-
zo che è stato fatto dell’Obolo di San Pietro,
un collettore di offerte e donazioni per le
azioni sociali della Chiesa nei confronti dei
poveri, è forse il simbolo di quanto il man-
dato apostolico sia stato tradito per una
speculazione immobiliare e finanziaria;
una speculazione che non rappresenta un
caso episodico ma, come L’Espresso rico-
struisce in queste pagine, un vero e proprio
metodo che ha contraddistinto la Segrete-
ria di Stato sotto la direzione del cardinale
Angelo Becciu. Un modus operandi che
non è mai piaciuto a papa Francesco il qua- ex Credit Suisse: si erano conosciuti qual-
le - mentre speculatori, broker e promotori che anno fa nell’ambito di un’operazione di
finanziari giocavano con la cassa della Se- acquisizione di petrolio angolano non an-
greteria di Stato e dell’Obolo di San Pietro data poi a buon fine. Crasso, con la sua so-
- tesseva infatti una rete di nuove norme e cietà (Sogenel Holding di Lugano prima e
di sorveglianza per le finanze vaticane. Azimut dopo), ha indirizzato gli investi-
Il cardinale Becciu, 72 anni, sardo di Pat- menti vaticani verso fondi speculativi con
tada, sostituto per gli Affari Generali dal sede in paradisi fiscali, soldi che fanno giri
2011, rimosso dal suo ruolo da Papa Fran- immensi e tornano con margini di profitto
cesco il 29 giugno 2018 e “promosso” con la minimali rispetto all’azione speculativa
porpora Prefetto per la Congregazione del- complessiva (come viene evidenziato dal
la Causa dei Santi, nel corso del suo manda- portfolio azionario della Segreteria di Stato
to ha affidato - singolare ma lecito - l’intera di cui siamo venuti in possesso). Il “metodo
cassa vaticana al finanziere Enrico Crasso, Becciu” inoltre non si avvaleva solo di per-
sonaggi come Enrico Crasso, ma aveva an-
che un risvolto familiare. Secondo le carte
SECONDO LE CARTE, L’ALLORA che abbiamo visionato, il Sostituto della
Segreteria di Stato avrebbe chiesto e otte-
nuto per ben due volte dalla Conferenza
SOSTITUTO DELLA SEGRETERIA Episcopale Italiane e una volta dall’Obolo
di San Pietro un finanziamento a fondo
DI STATO DIROTTAVA DENARO perduto in favore della cooperativa “Spes”,
braccio operativo della Caritas di Ozieri,
DELLA CEI E DELL’OBOLO DI SAN provincia di Sassari, di cui titolare e rap-
presentante legale è il fratello Tonino. Una
PIETRO VERSO LA COOPERATIVA modalità inconsueta da parte del cardinal
Becciu, priva di rilievo penale, ma che rac-
conta una disinvoltura che viene da lonta-
DI SUO FRATELLO IN SARDEGNA no, come vedremo. La cooperativa “Spes”, a

30 27 settembre 2020
Prima Pagina

proteste nel mondo della cooperazione so-


ciale “bianca”, che denuncia più volte inter-
namente l’inopportunità del legame tra chi
dà e chi riceve.
Tutto viene coperto dal silenzio e dal
tempo che passa. Ma il “metodo Becciu” af-
fonda le radici in una prassi antica, con me-
todi da “affidamento diretto” sin da quando
il cardinale era nunzio apostolico, una ven-
tina d’anni fa: secondo quanto appreso da
fonti interne della Santa Sede, a quel tempo
infatti un altro fratello del cardinale, Fran-
cesco, titolare di una ditta di falegnameria,
avrebbe arredato e ammodernato numero-
se chiese in Angola e a Cuba, dove il futuro
cardinale è passato come nunzio, vicende
avvenute molti anni fa quando non c’era
nessun tipo di controllo sugli appalti e la
prossimità familiare era prassi consolidata.
Tornando all’oggi, un altro caso interes-
sante è quello della società “Angel’s srl” (nel
nome, forse, un tributo) che ha come rap-
presentate legale e socio di maggioranza col
95% un altro fratello del cardinale, il profes-
sor Mario Becciu, ordinario di psicologia
presso l’Università Salesiana di Roma. Lo
seguito della prima richiesta datata set- PREFETTO scopo sociale della società non però ha nul-
tembre 2013, riceve 300 mila euro a fondo Il cardinale Giovanni la a che vedere con le sue indubbie capacità
perduto per ampliare le proprie attività e Angelo Becciu, fino al accademiche: riguarda curiosamente la di-
per ammodernare il forno. Non è l’unico 2018 Sostituto per gli stribuzione specializzata e la consulenza
sostegno. Dopo il primo emolumento, per Affari Generali della nel food & beverage, con tanto di installa-
Segreteria di Stato.
via di un incendio che ha investito un ca- zioni di sistemi automatici e prodotti per il
Bergoglio lo ha rimosso
pannone, il cardinale nel gennaio del 2015 dall’incarico e oggi
settore negli hotel, impiantistica professio-
chiede di destinare alle casse della coope- Becciu è Prefetto nale per birra e bevande alla spina. Utiliz-
rativa altri 300 mila euro, nonostante suc- della Congregazione zando il mercato della solidarietà, così co-
cessivamente la società gestita dal fratello delle cause dei santi me fa la cooperativa Spes di Tonino Becciu,
beneficerà di un premio assicurativo in- la società di Mario Becciu ha prodotto ed
gente per il danno riscontrato. Gli emolu- imbottigliato la “Birra Pollicina”, una birra
menti richiesti e ottenuti dal cardinal Bec- che attualmente non si trova in commercio
ciu la Cei li attingerà dai fondi dell’otto per e di cui non è possibile trovare alcune trac-
mille. cia nella distribuzione, se non in alcuni lo-
La terza e ultima richiesta parte nell’a- cali e su commesse opportunamente indi-
prile del 2018 e chiede la somma di 100 mi- rizzate da parte di enti ecclesiastici i quali,
la euro, sempre a fondo perduto, per le atti- interpellati, hanno congiuntamente affer-
vità concernenti gli adeguamenti delle mato che l’indicazione di acquistare i pro-
Foto: I. Do Vale - NurPhoto via Getty Images

strutture per l’accoglienza dei migranti. dotti dalla Angels’s srl proveniva diretta-
Questa volta i fondi non verranno però di- mente dal cardinal Becciu o da persone a lui
spensati dalla Cei ma dall’Obolo di San Pie- vicine. In alcuni dépliant che vengono di-
tro, un fondo di diretto controllo da parte stribuiti si fa riferimento al fatto che la birra
del cardinale Becciu. viene realizzata in modo solidale, facendo
La montagna di soldi che l’ex sostituto realizzare il prodotto a un numero significa-
Becciu chiede e ottiene entra in un circuito tivo di persone con sviluppo atipico, in par-
familiare di difficile tracciabilità ed espone ticolare modo di giovani autistici; ma, inter-
la Santa Sede ad un rilevante conflitto di pellata in modo informale per le vie brevi, la
interesse, tanto da far nascere molteplici “Angel’s srl” dice di essere solamente ri-

27 settembre 2020 31
Esclusivo / Gli affari in Vaticano

venditrice del prodotto e di non sapere


quale cooperativa o associazione svolga la
formazione professionale, visto che nei do-
cumenti sociali la società, oltre una sede le-
gale a Roma in via Ignazio Ciampi, ha un
magazzino nella periferia di Tivoli.
Parte dei proventi delle vendite dalla bir-
ra dovrebbero andare alla Caritas di Roma,
che però non risulta avere una partnership
ufficiale e consolidata con la società, come
sarebbe prassi. La Angel’s srl è quindi una
entità medio-grande che gestisce un buon
fatturato annuo, con uno zoccolo duro co-
stituito da operazioni a rischio zero, garan- IMMOBILIARE
tite dai buoni uffici del Cardinal Becciu. Alessandro Noceti,
Una società che movimenta una buona direttore di Valeur
quantità di contante, come tutte quelle del capital, ex Credit
settore, che spesso sono difficili da traccia- Swiss, al centro della
re proprio perché la trasparenza di un forte compravendita del
palazzo di Sloane
flusso di liquidità è difficile da ricostruire.
Avenue a Londra,
In definitiva, un altro conflitto di interessi pagato 160 milioni
al momento senza implicazioni legali, che di dollari nel 2013
però genera una scia di utili. Secondo quan- dalla segreteria di
to si apprende da fonti finanziarie, infatti, gli Stato vaticana
ingenti proventi costituiti dalle società dei
fratelli del cardinal Becciu sarebbero in un
secondo tempo stati strutturalmente reinve- si, abbia «assicurato agli investimenti isti-
stiti all’interno di pacchetti azionari, holding tuzionali della Segreteria di Stato, in passa-
e finanziarie di sicuro approdo, investimenti to, un’ampia capacità di nascondimento e
regolari a basso rischio che avrebbero frutta- transito: il caso della compravendita del
to una buona rendita, soldi che sarebbero Palazzo di Londra è l’ultima storia di una
stati collocati in fondi di investimento già serie di investimenti dove la Santa Sede ha
collaudati da operazioni effettuate dalla Se- gestito male e perso molto, lasciando per
greteria di Stato sotto la guida di Becciu, co- strada centinaia di milioni di euro. Tutto
me dimostrano documenti del medesimo questo non è nato solo per una cattiva ge-
ufficio in nostro possesso. stione, ma per un piano consolidato alle
Si nota, all’interno degli anni presi in esa- spalle di Papa Francesco, nel quale il cardi-
me, un ricorso strutturale ad alcuni fondi di nal Becciu ha preferito conservare i propri
investimento, che poggiano le proprie sedi interessi privati gestiti e conservati da
in Lussemburgo o in Asia puntando su pac- SCATOLE CINESI Crasso e Vangelisti che adempiere alla poli-
chetti B/H cinesi, a Malta come il Fondo Lorenzo Vangelisti, tica chiara del Vaticano«.
amministratore
Centurion che fa capo sempre ad Enrico «Vangelisti e Noceti, protagonisti della
delegato del Gruppo
Crasso il quale, in modo discrezionale, pre- Valeur, una società
vicenda londinese», continua l’ex consu-
senterà al cardinale Becciu Lorenzo Vange- che veniva usata per lente di Valeur Group, «temono di essere
listi, Ceo del Gruppo Valeur, un gruppo in- nascondere al papa rintracciati dalle autorità vaticane, non per-
dipendente e attivo in asset management, centinaia di milioni ché ci siano chissà quali illeciti nella loro
advisory, trading, ricerca e real estate con del Vaticano, attraverso azione, visto che la speculazione è il loro la-
sede a Lugano. Vangelisti ha agito assieme un meccanismo voro, ma perché sanno bene che se in questa
ad Alessandro Noceti, direttore di Valeur di scatole cinesi storia tiri un filo si svela tutto quanto, poiché
capital, già uomo di Credit Swiss a Londra, i soldi della speculazione dell’affare londine-
nella vicenda della compravendita del pa- se sono ancora nelle casse della loro società,
lazzo di Sloane Avenue. Un ex-consulente così come i dividendi che tutti gli attori della
della società che abbiamo incontrato nei vicenda hanno incassato, oltre che alle ri-
giorni scorsi ci ha raccontato di come Va- spettive finanze private già fatte confluire
leur Group, con la struttura di scatole cine- negli anni passati».

32 27 settembre 2020
Prima Pagina

Secondo questo schema, confortato da I DOCUMENTI tutti i movimenti interbancari del Sostituto
documenti e carte contabili, la vicenda del Le carte qui sopra alla segreteria, sia sul palazzo di Londra ,che
palazzo di Sloane Avenue, Londra, è quindi il documentano la sul crescente ascendente di Enrico Crasso
prodotto finale di una prassi operativa della gestione di un sugli investimenti dell’Obolo di San Pietro. A
conduzione delle finanze vaticane, dove gli portafoglio finanziario quel punto Francesco ha richiesto il pugno
agenti patogeni, gli interessi incrociati e i e gli investimenti della di ferro contro i corrotti e i corruttori: «Vo-
conflitti di interessi erano talmente evidenti Segreteria di Stato glio chiarezza su ogni aspetto, il recupero dei
Vaticana. Sono riferiti a
da essere all’ordine del giorno. Un regno di soldi per i poveri, il carcere per chi ha sba-
due periodi: il primo al
colletti bianchi, avvocati, faccendieri, che 2014-2015 e il secondo
gliato». Da quel momento i promotori di giu-
nel corso degli anni ha fatto circolare soldi al 2017. stizia, l’intelligence e le strutture anticorru-
su una rete di fondi e società con capitali in A sinistra: il palazzo di zione lavorano per completare il quadro af-
paradisi fiscali, garantito riservatezza sugli Sloane Avenue a Londra finché «la puzza della corruzione» esca dalle
affari personali del cardinal Becciu e della acquistato con l’Obolo di stanze del Vaticano. Una volta per tutte.  n
sua famiglia e determinato un meccanismo San Pietro © RIPRODUZIONE RISERVATA

di ricatto che ha generato un buco di 454 mi-


lioni di euro. Una modalità che nella storia
dello Stato più piccolo del mondo ha prece-
denti illustri, ma che tuttavia differisce dal BERGOGLIO HA SCOPERTO CHE
ALLE SUE SPALLE CENTINAIA DI
passato perché l’azione di controllo interno
ha determinato indagini e arresti che rispet-

MILIONI FINIVANO A LONDRA.


to ai decenni precedenti sono avvenuti in
Foto: A. Carconi - Pool / Getty Images

modo tempestivo, grazie anche alle nuove


norme anticorruzione volute da Francesco.
Anche per questo, Gian Franco Mammì, di-
rettore dello Ior, dopo la richiesta di 150 mi-
E LÌ VENIVANO NASCOSTI
lioni di euro effettuata da Becciu con la tra-
ballante giustificazione dei “motivi istituzio- ATTRAVERSO UN MECCANISMO
nali”, si è recato immediatamente dal Ponte-
fice per chiedere se fosse a conoscenza di DI SCATOLE CINESI
27 settembre 2020 33
Esclusivo

CACCIA AL TESORO
DELLO ZAR DI
SIENA
INDAGATO PER RICICLAGGIO UN OLIGARCA
CON GROSSI INTERESSI IN TOSCANA.
FIUMI DI SOLDI CHE PORTANO A UN
MANAGER DI TRUMP. ECCO I NUOVI
CAPITOLI DELL’INCHIESTA FINCEN FILES
DI PAOLO BIONDANI E LEO SISTI

L
o zar di Siena sotto accu- dei Fincen Files, nome in codice dell’in-
sa per riciclaggio. Il ma- chiesta giornalistica internazionale sulle
nager della Trump Orga- centrali del riciclaggio di denaro sporco,
nization con gli agganci che sta provocando reazioni in tutto il
in Russia sospettato di mondo. Da domenica 20 settembre più di
manovrare i tesori di fa- 400 cronisti, dopo sedici mesi di lavoro di
miglia di un banchiere squadra, stanno pubblicando su 110 te-
kazako diventato famo- state di 88 nazioni centinaia di articoli
so anche nel nostro Paese. Tangenti sul che svelano come vengono nascoste, ri-
traffico di armi da guerra, versate da Israe- pulite e reinvestite enormi ricchezze, ac-
le e Russia nelle stesse casseforti offshore cumulate nei paradisi fiscali da una spe-
usate dal regime azero per pagare politici e cie di super casta globale: oligarchi russi
lobbisti in mezzo mondo, Italia compresa, vicini a Putin, ex ministri e manager di
nei mesi decisivi dell’approvazione del su- Trump, imprenditori di regime del Vene-
per gasdotto Tap. zuela, dittatori africani e asiatici, traffi-
Sono i nuovi capitoli collegati all’Italia canti di droga e armi, super evasori fisca-

34 27 settembre 2020
Prima Pagina

li, criminali di tutti i continenti. Nel fotomontaggio, priota, a Milano. A Siena ha assicurato di
L’inchiesta si basa su documenti riser- il logo dei Fincen Files aver sempre fatto «affari alla luce del so-
vati del Fincen, l’agenzia anti-riciclaggio su Piazza del Campo le», senza «scatole cinesi o paradisi fisca-
statunitense, ottenuti da BuzzFeed News di Siena, città dove li». Domenica scorsa l’Espresso ha però
l’oligarca kazako
e condivisi con il consorzio Icij, rappre- rivelato che i Fincen Files gli attribuisco-
Igor Bidilo, ora indagato
sentato in Italia dall’Espresso. per riciclaggio, ha
no una società offshore, Somitekno Ltd,
Le prime novità italiane riguardano investito acquistando che è al centro di operazioni bancarie giu-
Igor Bidilo, l’ingegnere kazako che ha gelaterie, ristoranti dicate «sospette» per cifre pesanti: circa
guadagnato miliardi in Russia con il pe- 180 milioni di euro. Ora un giornalista di
Foto: F. Bienewald / Getty Images

e una tenuta agricola


trolio (gruppo Atek) e in questi anni si è Le Soir che fa parte del consorzio Icij ha
comprato mezza Siena: bar, gelaterie e ri- scoperto che l’oligarca è finito sotto in-
storanti in piazza del Campo e altre vie chiesta, in Svizzera e in Italia, proprio per
del centro, una tenuta agricola sulle colli- quella offshore. Con accuse di riciclaggio
ne e perfino il marchio di pasticceria Nan- internazionale di denaro sporco, che si al-
nini. Bidilo in Italia controlla altre pro- largano ad altre società collegate.
prietà a Roma e, tramite una società ci- L’indagine su Bidilo è stata aperta

27 settembre 2020 35
Esclusivo

dalla Procura di Siena, che ha chiesto ai


giudici di Ginevra di acquisire le carte dei
conti svizzeri della Somitekno e di un’altra
società collegata. I magistrati elvetici han-
no accolto la richiesta e, di loro iniziativa,
hanno allargato il campo: hanno ordinato
a diverse banche di consegnare tutti i conti
di altre cinque società. A quel punto Bidilo
ha ricevuto un avviso di garanzia e ha fatto
ricorso, con l’avvocata Blaise Stucki, per
bloccare l’invio degli atti in Italia. Ma il tri-
bunale svizzero, il 28 maggio scorso, ha
dato ragione ai procuratori di Siena e Gi-
nevra. Nella sentenza si legge che «i fatti
descritti dai magistrati italiani corrispon-
dono ai reati, puniti anche dal codice pe-
nale svizzero, di frode fiscale, falso e rici-
claggio (blanchiment d’argent)».
La richiesta originaria dei pm di Siena
riguardava 11 milioni e mezzo di euro. Ri-
assumendo quei primi dati dell’indagine
toscana, il tribunale elvetico scrive che la
Somitekno e l’altra società estera di Bidilo
avrebbero organizzato un giro di bonifici,
tra il 2015 e il 2017, in modo da «impedire la
ricostruzione dell’origine dei capitali in- affari petroliferi. E ha chiesto di limitare il
viati in Italia». Il miliardario, inoltre, caso alla richiesta iniziale, definendo
avrebbe utilizzato «documenti contraffat- «sproporzionato» l’invio a Siena dei conti
ti» e «contratti simulati» per «evadere le delle altre cinque offshore. Il tribunale
tasse in Italia». La sentenza approva l’in- però ha rigettato entrambe le obiezioni,
dagine toscana ricostruendo, in particola- condannando gli indagati a pagare 14 mila
re, un flusso di 10 milioni, usciti dalla Sviz- franchi svizzeri di spese legali.
zera e incassati dal gruppo di Siena: a man- Raggiunto al telefono da un cronista del-
dare i soldi in Italia è una società di Cipro, la testata estone Ekspress, Bidilo aveva
che però li ha appena ricevuti da una off- chiesto un incontro per «spiegare tutto,
shore delle Isole Vergini, a sua volta finan- carte alla mano». Poi però l’ha disdetto. E
ziata dalla Somitekno. Tre bonifici con la la sua avvocata svizzera ha risposto che
stessa cifra, eseguiti lo stesso giorno, che «non intende commentare» i Fincen Files.
per il tribunale servono a mascherare la
provenienza del fondi «usando le tecniche SONO FELIX, LAVORO PER DONALD
caratteristiche del riciclaggio». Il 31 luglio 2015 la signora Alma Shalabaye-
Le carte bancarie delle altre cinque off- va riceve un bonifico di 100 mila dollari,
shore, quelle scoperte a Ginevra, allargano sul suo conto all’Unicredit di Milano. È la
il caso. La Somitekno, solo nel 2016, ha in- moglie di Mukhtar Ablyazov, l’ex banchie-
cassato 140 milioni di dollari. E ne ha gira- re da tempo fuggito dal Kazakhstan, dove
ti almeno 107 alla seconda offshore, quella è accusato di aver sottratto tre miliardi al-
che, passando da Cipro, mandava i soldi a MISTERO AZERO la banca statale Bta. In quel periodo il ma-
La copertina dello
Siena. Nei Fincen Files compaiono altri bo- rito è in carcere in Francia, dove si dichiara
scorso numero
nifici, tra la Somitekno e due offshore an- dell’Espresso
«perseguitato dal regime», per evitare l’e-
cora sconosciute ai magistrati, per 191 mi- sui Fincen Files. stradizione in Russia, che poi non verrà
lioni di dollari. In alto: il presidente concessa. Due anni prima la moglie era
Ai giudici svizzeri, la difesa di Bidilo ha dell’Azerbaijan stata protagonista di una clamorosa espul-
dichiarato che tutti i capitali delle offshore Ilham Aliyev sione dall’Italia, poi annullata. A mandarle
sono «utili aziendali», regolarmente di- quei soldi è il genero, Ilyas Khrapunov, spo-
stribuiti dalle società che gestiscono gli sato con la figlia Madina.

36 27 settembre 2020
Prima Pagina

Lui è il figlio di Viktor Khrapunov, l’ex a Ginevra e poi in California, dove le corti
sindaco di Almaty, la capitale kazaka, ac- americane, dopo lunghi processi, hanno
cusato in patria di peculato e corruzione, respinto le richieste di sequestro dei beni.
scappato nel 2008 in Svizzera con la mo- Le autorità kazake, secondo l’ultima sen-
glie e due figli, tra cui Ilyas. Che invia quel tenza dell’aprile scorso, non hanno fornito
gruzzolo da un suo conto alla banca Roth- prove certe dell’origine illecita di quelle
schild di Ginevra. Pochi giorni dopo, il 5 ricchezze. Stesso epilogo in Svizzera, dove
agosto, manda alla suocera Alma altri 25 l’inchiesta sui Khrapunov è stata archivia-
mila dollari, questa volta in Lettonia, sulla ta nel 2019, dopo sette anni di sfide legali.
Foto: M. Wlodarczyk/NurPhoto /Getty Images, A. Harrer/Bloomberg /Getty Images, M. Sestini

Deutsche Bank Trust. Ora i Fincen Files svelano i segreti finan-


Sono cifre non elevate, che però si inseri- ziari di questi illustri espatriati. Ablyazov,
scono in flussi di denaro vorticosi, per mi- condannato a 20 anni in Kazakhstan, ma
lioni di dollari, che fanno capo alla fami- oggi libero in Francia, controlla centinaia
glia Khrapunov. Oltre che al loro parente PASTE E PASTICCI di offshore che hanno manovrato più di
più ricco, l’ex banchiere Ablyazov, quei bo- La pasticceria 600 milioni. Alcune sono intestate a sua fi-
nifici portano a un partner d’affari di Tru- Nannini di Siena, glia Madina. Anche il marito Ilyas Khrapu-
mp. Si chiama Felix Sater, nato a Mosca nel marchio acquistato nov, figlio dell’ex sindaco, è al centro di
1966, emigrato negli Usa a sei anni. Sono i da Igor Bidilo. svariati rapporti dell’anti-riciclaggio. In
Fincen Files a rivelare i protagonisti e la In alto: Felix Sater, ex un memorandum definito «sensitive»,
portata di quei giri di soldi, descritti dalle consulente della Trump molto delicato, e destinato all’Fbi, un gra-
banche come «anomali» e «sospetti». Organization, che ha fico a colori disegna la piramide familiare
gestito bonifici segnalati
Finora i big kazaki sono usciti indenni dei Khrapunov come un network, con tut-
come anomali e sospetti
da tutte le bufere giudiziarie. In patria l’ex te le offshore a loro attribuite. In basso,
sindaco Viktor Khrapunov è stato condan- una freccia porta a Sater. A sua volta colle-
nato con l’accusa di aver svenduto immo- gato con una delle sue più celebri operazio-
bili pubblici a entità controllate da lui stes- ni immobiliari: Trump Soho, a New York.
so o da parenti. Presunto bottino: 300 mi- Ilyas e Madina, la coppia che unisce i due
lioni di dollari, reinvestiti tra Svizzera e clan kazaki, avevano anche carte di credi-
Usa. Inseguito da un mandato di cattura to dell’American Express, finanziate però
dall’Interpol, si è rifugiato con la famiglia non da loro, ma da un conto di Sater.

27 settembre 2020 37
Esclusivo Prima Pagina

Alle domande dei giornalisti di Icij, Calvi nel suo ultimo libro uscito in Francia
ha risposto Ilyas Khrapunov: senza entrate su Trump. Quindi, con quelle protezioni
nel merito dei fatti, ha detto che tutta la alle spalle, rientra nel mondo degli affari.
sua famiglia è vittima di un «corrotto regi- Diventa dirigente del gruppo immobiliare
me autoritario», facendo notare che le «fu- Bayrock. Che piazza il suo quartier genera-
tili richieste di risarcimenti» delle autorità le al 26esimo piano della Trump Tower di
kazake «sono state respinte dai tribunali New York. Sater si presenta come «svilup-
americani». Dagli Ablyazov ancora nessu- patore di progetti edilizi». Ed esibisce un
na risposta. Mentre Felix Sater annuncia biglietto da visita eloquente. In alto c’è una
interviste per negare qualsiasi ipotesi di grande scritta in stampatello, Trump; sot-
riciclaggio. to, il suo nome, Felix Sater; e una riga più in
Il manager ha alle spalle una vita avven- basso l’azienda, Trump Organization.
turosa. Emigrato dalla Russia, cresce a Il culmine della fama lo raggiunge cin-
Brighton Beach, a sud di Brooklyn, nella que anni fa, quando insieme all’amico
zona soprannominata Little Odessa, il SLALABAYEVA Cohen si attiva per un colpo da maestro:
quartiere degli esuli dall’allora Unione so- La moglie del tycoon avvicinare l’entourage di Putin per costru-
vietica. Qui diventa amico di Michael kazako Mukhtar ire una Trump Tower a Mosca. Felix punta
Cohen, futuro avvocato di Trump. Dopo Ablyazov, Alma sul miliardario russo Arkady Rotenberg. E
un corso di contabilità alla Pace Universi- Shalabayeva, nota in il 3 novembre 2015 scrive all’avvocato di
Italia per l’estradizione
ty, eccolo affrontare Wall Street: lavora per Trump un messaggio memorabile, rico-
illegale dal nostro
la banca d’affari Bear Stearns. Nel 1991, a Paese di cui fu vittima
struito nell’inchiesta sul Russiagate:
25 anni, una rissa in un bar di Manhattan nel 2013. Il marito «Amico mio, il nostro ragazzo può diven-
rischia di troncargli la carriera: Felix stac- oggi è al centro tare presidente degli Stati Uniti e noi pos-
ca lo stelo da un bicchiere e ferisce al viso di molti dei bonifici siamo contribuire. Devo convincere tutta
un cliente. Si prende un anno di prigione e milionari sospetti l’equipe di Putin...». Poi Sater cerca altri
perde la licenza di operatore di Borsa. No- rivelati dai Fincen Files finanziatori. Ma non riesce a organizzare
nostante l’infortunio, ricomincia a fare fi- un incontro a Mosca fra Putin e Trump.
nanza, ma fuori dalle regole. E viene con- L’affare salta. Trump diventa presidente. E
dannato per una frode da 40 milioni di ora Felix rispunta nei Fincen Files, in mez-
dollari. Addio libertà? No, perché Sater rie- zo ai tesori kazaki.
sce a convincere il giudice, Leo Glasser, a
commutargli la pena in una multa di soli ARMI E TESORI DEI RE DEL GAS
25 mila dollari. L’inchiesta giornalistica internazionale
Naturalmente c’è un retroscena, pesan- scoperchia anche affari di Stato finora te-
te. Felix è stato per anni un informatore nuti segreti. La Israel Aerospace Industries
dell’Fbi e poi ha lavorato per la Cia, reclu- (Iai), la più grande industria aero-spaziale
tato a Mosca. Una delle sue missioni ri- israeliana, controllata dal governo di Tel
guarda l’Afghanistan. I suoi avvocati la rie- Aviv, ha versato almeno 155 milioni di dol-
vocano così: «Sater ha aiutato la Cia a far lari a due società offshore, che dal 2012 al
recuperare dei missili americani Stinger, 2014 hanno gestito enormi masse di dena-
per non farli finire ai talebani... In Asia ro nero per il regime dell’Azerbaijan, tri-
centrale è riuscito a ottenere i numeri di stemente famoso per scandali di corruzio-
serie». Un retroscena rivelato da Fabrizio ne, brogli elettorali, persecuzioni di gior-
nalisti e oppositori politici.
Le due offshore, Jetfield e Larkstone, fan-
TANGENTI SUL TRAFFICO no parte del quintetto di società anonime
della cosiddetta «lavatrice azera» (Azer-
DI ARMI DA GUERRA VERSATE
Foto: A. Pizzoli / AFP /Getty Images

baijani Laundromat): una centrale di rici-


claggio che ha smistato 3 miliardi e mezzo
DA ISRAELE E RUSSIA NELLE di euro a centinaia di anonimi beneficiari.
I cronisti israeliani di Shomrim hanno sco-
STESSE CASSEFORTI OFFSHORE perto che i bonifici della Iai, mai emersi
prima, sono entrati nella lavatrice azera
poco dopo la firma di un maxi-contratto
USATE DAL REGIME AZERO da oltre un miliardo e mezzo di dollari:

27 settembre 2020 39
Prima Pagina Esclusivo

forniture militari, droni e missili all’A- Il cantiere del ni, disposti a sostenere il regime azero.
zerbaijan. Tangenti per vendere armi? Alle super gasdotto Tap L’organizzazione anti-corruzione Re:Com-
domande del consorzio, la Iai ha risposto a Melendugno, in mon ha documentato che questi bonifici
provincia di Lecce
così: «Israel Aerospace Industries è una so- politici coincidono con i passaggi cruciali
cietà statale che opera nel più rigoroso ri- dell’approvazione del super-gasdotto Tap
spetto della legge. Come azienda della Di- come «progetto strategico europeo». Il ca-
fesa, non fornisce informazioni sulle sue so coinvolge anche un ex parlamentare ita-
attività se non quelle richieste dalla legge». liano ora sotto processo a Milano, nell’in-
Questo capitolo dell’inchiesta si basa su differenza quasi generale. Diverse testate
documenti procurati dall’Espresso al con- internazionali hanno invece dedicato arti-
sorzio Icij, che riguardano Danske Bank, la coli e inchieste a questi fiumi di soldi off-
prima banca danese, al centro di un ma- shore versati dal regime azero per condi-
xi-riciclaggio da 200 miliardi di euro. I zionare i governi europei, con titoli da al-
giornalisti di Occrp, che lavorano da anni larme rosso: «Democrazie in vendita». Q
su questo fronte, hanno rivelato che la «la- © RIPRODUZIONE RISERVATA

vatrice azera» ha incassato altri 29,4 milio-


ni di dollari da una società statale russa,
RosoboronExport, che ha il monopolio del-
le vendite di armamenti all’estero. Anche
DECINE DI MILIONI ARRIVATI
in questo caso, le offshore hanno ricevuto i
soldi poco dopo un maxi-contratto per for-
DA BAKU A LOBBISTI IN EUROPA.
niture russe di armi.
BONIFICI CHE COINCIDONO
Foto: A. Serranò / Agf

Mescolati con masse di altri soldi, rici-


clati nelle filiali in Estonia e Lituania della
Danske Bank e altri istituti, decine di mi- CON I PASSAGGI CRUCIALI PER
lioni sono stati poi girati a politici, lobbisti,
funzionari e banchieri europei o america- APPROVARE IL GASDOTTO TAP
40 27 settembre 2020
Poteri eterni

MALAGÒ
DEVE UN FAVORE A
MALAGÒ
DI CARLO TECCE

42 27 settembre 2020
Prima Pagina

IL PRESIDENTE DEL CONI IN CONFLITTO


DI INTERESSI PER I GIOCHI DI CORTINA.
MENTRE CONTINUA LA BATTAGLIA PER
RIPRENDERSI QUELLO CHE IL VECCHIO
GOVERNO GLI AVEVA SOTTRATTO

E
ssere Giovanni Malagò è una ignominia per il patrio ardore, preferisce non
disciplina sportiva in cui pri- sprecare denaro e disputare le gare in Austria
meggia soltanto Giovanni o in Germania; un gruppo più ampio, in onore
Malagò: capo del Comitato del patrio ardore, smania per investire sull’an-
olimpico italiano con affac- tico tracciato, ormai in disuso, su cui volava
cio sul terzo mandato; mem- il “rosso” Monti. Il presidente Malagò sta con
bro del Comitato olimpico internazionale la maggioranza, come sempre, e sta in mez-
con aspirazioni indefinite; presidente della zo al destino del Tennis Country Club che col
Fondazione che organizza le Olimpiadi in- ritorno del bob a Sopiazes rischia di scom-
vernali di Milano e Cortina del 2026; presi- parire, trasferirsi, ridursi o almeno aprire un
dente onorario, dopo un fulgido ventennio, negoziato, se non proprio un contenzioso per
del circolo canottieri Aniene di Roma che resistere. Decidere sulla pista Monti vuol di-
ostenta atleti pluridecorati. Con così vaste re decidere anche sul Tennis Country Club.
onorificenze e così promiscui incarichi, Siccome si tratta di “partecipazioni di picco-
Malagò s’è scordato di informare i colleghi lissima entità” che risalgono alla gioventù, è
della Fondazione olimpica che a Cortina la versione di Malagò, il presidente non ha
d’Ampezzo ci scorrazzava da ragazzo e co- rivelato le sue connessioni con Sopiazes srl
nosce un po’ di amici e conserva un po’ di e Servizi 18 né al consiglio della Fondazione
tessere: è socio del benemerito Sci Club 18 né agli organismi di controllo. Però lo stesso
con una quota simbolica nella società Ser- Malagò ha promosso e sottoscritto l’articolo
vizi 18 (0,11%) proprietaria degli immobili, 10 del regolamento interno che serve a pre-
ma soprattutto è affiliato al Tennis Country venire i conflitti di interesse: «I componenti
Club con lo 0,19% di Sopiazes srl. del Cda, che direttamente o indirettamente,
Lo Sci Club 18 è l’apoteosi del generone abbiano un interesse in una determinata
Foto: A. Ronchini - NurPhoto / GettyImages, A. Solero - Ansa, Boerescu - Shutterstock

romano, principesco e ammiccante, che operazione della fondazione, devono darne


d’inverno sfoggia pellame imbottito nella tempestiva ed esauriente informativa».
candida Cortina. Sopiazes srl è una società Tempestivo non fu, chissà se sarà esau-
che gestisce impianti sportivi attraverso riente. Perché su Cortina d’Ampezzo e sui
concessioni pubbliche nell’omonima loca- 5.700 abitanti sta per cascare una montagna
lità di Sopiazes: l’accordo col Municipio per di denaro e il modello circolo Aniene - la cat-
l’area dell’esclusivo Tennis Country Club, che tedrale delle relazioni in apparenza casuali,
ingloba anche un centro benessere, è in sca- i Mondiali di nuoto ’09 insegnano - è assai
denza il 31 dicembre 2021. Il Tennis Country fastidioso. La gioventù, poi, è un concetto
Club è un riferimento per i tennisti veneti o astratto. Malagò non ha smesso di frequen-
vacanzieri e ha ospitato tornei del circuito tare Cortina. Gli amici non perdono le vec-
internazionale Atp, si trova a ridosso della chie abitudini e non ci si perde di vista.
Giovanni Malagò, leggendaria pista da bob dei Giochi del ’56 Marzio Perrelli, il vice presidente di Sky
presidente del Coni intitolata a Eugenio Monti. nonché ex banchiere di Hsbc, amico fraterno
e del Circolo canottieri Il consiglio di amministrazione della Fon- di Malagò, è ancora iscritto allo Sci Club 18
Aniene di Roma dazione - che rappresenta sport, governo, e al relativo elenco degli “azionisti” di Servizi
regioni, province e comuni coinvolti nell’e- 18. Non lontano ha casa Massimo Bochic-
vento - ha già discusso della pista da bob chio, ex collega in Hsbc e amico di Perrelli.
per le Olimpiadi. Un gruppo più esiguo, con Entrambi sono clienti del circolo Aniene.

27 settembre 2020 43
Poteri eterni

Bochicchio è il finanziere denunciato Fondazione, per fortuna Malagò si è ricorda-


dall’allenatore Antonio Conte per una truffa to di indicare l’unico e insostituibile comu-
milionaria. In epoca di Hsbc, Marzio nominò nicatore delle Olimpiadi: sé stesso. Ai con-
Malagò consulente per l’Italia, invece l’amico siglieri ha imposto un documento con cui si
Giovanni ha tentato invano di piazzarlo in impegnano a chiedere il permesso al presi-
Lega Calcio. La Fondazione sostiene che il dente Malagò, e in subordine all’amministra-
conflitto di interessi, protocolli olimpici alla tore delegato Vincenzo Novari, per interviste
mano, diventi “rilevante” mentre si consu- o convegni anche se non toccano argomenti
ma, cioè alla firma di un contratto o all’alba «sensibili e riservati»; poi ha «rimesso al pre-
di una trattativa. Però Malagò conta nella sidente Malagò il compito di rappresentare
Cortina che conta e potrebbe non accorgersi la fondazione presso terzi, assicurando in
di un conflitto di interessi che si sta consu- tal modo che essa comunichi verso l’esterno
mando e, questione principale, non potrebbe COMITATO con una sola voce». Ed è pure una bella vo-
accorgersene la Fondazione. Un sorso di tra- Vincenzo Novari, ce, non soltanto sola. Al terzo e ultimo cda,
sparenza e passa la paura. amministratore finalmente Malagò ha stabilito il compenso
Nonostante il vuoto di memoria sulla so- delegato del Comitato per l’ad Novari: 450.000 euro di base più bo-
cietà Sopiazes srl, nelle prime riunioni della Milano-Cortina 2026 nus di 100.000 all’anno fino al 2026. Ci sono le
premesse per dei magnifici Giochi.
L’ossessione di Malagò, però, è la riforma

LA NUOVA PISTA DA BOB NELLA


dello sport di Giancarlo Giorgetti. Il leghista
non sovranista, ex sottosegretario a Palazzo

PERLA AMPEZZANA POTREBBE


Chigi del governo Conte I, gli ha scippato la
cassa dello sport e l’ha consegnata a un’azien-
da del ministero del Tesoro che si chiama
ESSERE COSTRUITA Sport e Salute, diretta prima da Rocco Sabelli
e adesso da Vito Cozzoli, già capo di gabinet-
SU TERRENI DI SOCIETÀ DI CUI to del ministro Luigi Di Maio. Il Coni non di-
stribuisce più denaro statale alle federazioni

LUI POSSIEDE QUOTE AZIONARIE sportive che eleggono il suo presidente. Non
ne detiene più la vita e la morte. La riforma

44 27 settembre 2020
Prima Pagina

relega il Coni a un ruolo di mero preparatore ge delega di riforma dello sport del 6 agosto
delle missioni olimpiche, mentre lascia al go- 2019. Sembra uno scioglilingua, in realtà è un
verno la guida completa dello sport. Malagò classico modo per decidere e poi decidere di
ancora non se ne capacita. E con maestria si nuovo domani.
riprende ciò che reputa suo. All’inizio ci pro- Ogni giorno Malagò ricuce un brandello
vò - addirittura con due lettere - invocando di impero e sottrae territori a Sport e Salute.
al Comitato olimpico internazionale (Cio) Al Coni pare necessario avvalersi di 238 di-
severe sanzioni contro l’Italia: per l’ingeren- pendenti, il triplo della Francia, il quadruplo
za del governo, arringava Malagò, si profila della Gran Bretagna, otto volte la Spagna.
l’esclusione dai Giochi di Tokyo o l’addio alle Nient’altro che un espediente per ricreare
Foto: P. Lopez - EPA / Ansa, GettyImages, N. Zonna - IPA, D. Balibouse - Afp / GettyImages

Olimpiadi di Milano e Cortina. Il Cio adora una struttura ben ramificata, che ripristini il
Malagò, certo, e gli va in soccorso, ma tollera comando sulle federazioni e le associazioni
l’Iran che ha giustiziato un campione di lot- CIO sportive, che non rinunci alla Scuola dello
ta e accetta persino che al timone del Coni Thomas Bach, sport o all’Istituto di medicina sportiva. Al
bielorusso ci sia la famiglia del despota Luka- presidente del Cio, leghista Giorgetti e al pentastellato Valente è
shenko, padre capo e figlio vice. Per una volta il Comitato Olimpico toccato il privilegio di impensierire il padro-
l’Italia potrebbe apparire innocente. Internazionale. ne del Coni per un anno o poco più, quel che
Il governo giallorosso ha ridestato l’or- Sopra: Malagò saluta basta per mostrare un suo lato vulnerabile.
goglio di Malagò e riavviato il circuito dei Virginia Raggi, sindaco Malagò ha mezzo governo fra i suoi seguaci
contatti dell’Aniene, che piace a gente che si di Roma. Nell’altra e mezzo apparato pubblico fra i suoi inter-
piace, sia di destra o di sinistra. Con il sup- pagina: l’esultanza del locutori: accademici, burocrati, funzionari,
Comitato alla notizia
porto di Italia Viva di Matteo Renzi e del Pd da sempre arruolati a titolo gratuito nelle
dell’assegnazione
di Nicola Zingaretti e la copertura al centro dei Giochi all’Italia.
sezioni disciplinari del Coni. Alessandro Paj-
di Gianni Letta, Malagò è riuscito a instaurare Da sinistra: Malagò, no, ex presidente del Consiglio di Stato è alla
un discreto rapporto con Vincenzo Spadafo- Giancarlo Giorgetti, Commissione di garanzia; l’attuale presiden-
ra, il ministro per lo Sport dei Cinque Stelle. Diana Bianchedi, Sofia te aggiunto, l’ex ministro Franco Frattini, è
Il Movimento un tempo era fra i suoi irrime- Goggia, Beppe Sala, al vertice del Collegio. Alla fine Malagò potrà
diabili avversari, per esempio con l’ex sotto- Luca Zaia appuntarsi l’ennesima medaglia. È stato so-
segretario Simone Valente. Entro novembre lo un brutto spavento.  n
va approvato il testo unico che attua la leg- © RIPRODUZIONE RISERVATA

27 settembre 2020 45
Satira Preventiva Michele Serra

E il Papeete chiuse
le porte a Salvini
Il proprietario nega di averlo mai conosciuto e dedica un cocktail
a Giorgia Meloni. Le sezioni leghiste dell’Aspromonte passano a Zaia

M
atteo Salvini, dopo che John Lennon era comunista e Paul le aspettative che la folla ripone in un
l’umiliazione elettora- McCartney juventino? E sono vere le leader. Come se non bastasse, le scrit-
le in Veneto, dove ogni voci, sempre più insistenti, che Salvi- te appiccicate con lo scotch all’ultimo
suo elettore è andato ni si è avvelenato per sbaglio bevendo minuto dallo staff, nella concitazione
alle urne scortato da la boccetta di Plutonio Riserva che gli del momento, si staccano con facilità
tre elettori di Zaia che non lo perdeva- aveva regalato Putin durante il suo ul- e diventano illeggibili, come ECCE
no d’occhio, è tornato al Papeete per timo viaggio a Mosca? Per non parlare RICO ORI oppure V G LI EL FU CO.
rinfrancarsi. Ma l’ha trovato chiuso e il della soffiata secondo la quale i famo- Negli ultimi incontri pubblici di Sal-
proprietario, raggiunto al telefono dai si 49 milioni sarebbero stati destinati vini la maggioranza dei presenti era
giornalisti, ha detto di non averlo mai da Salvini a opere di beneficenza, con composta da enigmisti che, muniti
conosciuto, annunciando per la pros- il rischio di essere accusato di buoni- di matita, cercavano di completare la
sima stagione un cocktail dedicato a smo cancellando in un istante la fama scritta inserendo le lettere mancan-
Giorgia Meloni, da sempre sua grande di tracotante energumeno costruita in ti. Ma come sostituire le felpe? Il fez
amica. anni e anni di paziente lavoro politico. e la camicia nera (che pure secondo
lo stilista di fiducia di Salvini, Albert
Self impeachment Per il leader della La Bestia Lo staff di Salvini è riunito Spezzato, gli donano molto) non sa-
Lega è un periodo no. Ha anche dovu- notte e giorno per affrontare l’emer- rebbero capiti dall’opinione pubblica
to seminare una piccola folla di poli- genza. Scartata l’idea di fare un passo se non nel periodo, troppo breve, del
tologi che lo aspettavano sotto casa, indietro rimpiazzando il nomignolo Carnevale. Giacca e cravatta non se ne
venuti da tutto il mondo per studiare di Capitano con quello di Sergente: si parla nemmeno, sono tipici della Ca-
il suo caso, unico al mondo, di self-im- darebbe credito all’idea di un ripiega- sta, già Bossi, con la sua canottiera con
peachment. Poco più di un anno fa era mento. Meglio, piuttosto, spiazzare l’o- macchie di sugo e bruciature di sigaro,
al governo e teneva l’Italia in pugno, pinione pubblica con una variazione aveva aperto la strada del genuino ab-
ora la sua leadership viene messa in di grado sorprendente: forse Tenente bigliamento popolare. Camicia a scac-
discussione perfino nelle sezioni leghi- di Vascello, forse Caporal Maggio- chi e blue-jeans potrebbero funziona-
ste dell’Aspromonte, fino a pochi mesi re, si sta discutendo anche di Primo re, ma è troppo scomodo, soprattutto
fa una sua roccaforte, ora devotissime Maresciallo. Le continue citazioni di nei talk-show, portarsi in giro anche il
a Zaia. Il presidente del Veneto si è Mussolini non hanno dato i risultati banjo.
scusato dicendo di non avere il tem- sperati, perfino la famiglia Mussolini
po di andarli a trovare, in cambio ha ha votato Meloni e si mormora addi- La strategia Fin qui gli era ampia-
promesso che appena sarà al governo rittura che un cugino d’acquisto, Eddo mente bastato deridere i radical-chic,
manderà l’esercito. Mussolini, abbia dato il suo voto al Pd maledire i migranti e bere una birretta
tenendolo nascosto ai suoi. Due le ipo- con gli ultras del Milan per avere mi-
Voci allarmanti Ma come ha fatto, tesi: dare un profilo ancora più grinto- lioni di voti. Ora gli hanno spiegato che
Salvini, a distruggersi da solo in pochi so al frasario di Salvini, con citazioni servirebbe anche avere una linea poli-
mesi, prima cacciandosi dal governo, di Hitler in tedesco, oppure imboccare tica, e l’ex Capitano l’ha presa decisa-
Illustrazione: Ivan Canu

poi candidando alla presidenza dell’E- una strada più popolare e amichevole, mente male: se glielo avessero detto
milia una ragazza che dell’Emilia co- con citazioni di Gino Bartali. prima, che bisogna avere una linea po-
nosce, e non bene, solo gli autogrill, in- litica, avrebbe fatto volentieri un altro
fine annunciando che avrebbe affidato Le felpe Basta con le felpe. Danno mestiere. Q
la Toscana a un’altra ragazza convinta un’idea di stazzonato non in linea con © RIPRODUZIONE RISERVATA

27 settembre 2020 47
Politica e affari

CON LA LEGA
MI FACCIO RICCO
UN GIRO VORTICOSO DI SOLDI TRA I COMMERCIALISTI
DEL PARTITO DI SALVINI E UN IMPRENDITORE AMICO.
E SPUNTANO ANCHE DUE VILLE IN COSTA SMERALDA
DI VITTORIO MALAGUTTI

N
ella storia brutta dei sol- sospette che transitano sui conti correnti
di della Lega c’è una pista delle sue aziende. Denaro che finisce ai due
che porta al mare azzur- professionisti e si incrocia con il fiume di
ro della Sardegna. L’E- soldi alimentato dai bonifici provenienti
spresso ha scoperto che dalla Lega o da altri enti vicini al partito,
due ville dalle parti di come la finanziaria Pontida Fin o Radio
Porto Rotondo sono inte- Padania.
state a una società di Francesco Barachet- Seguendo questa pista si scopre che negli
ti, l’idraulico della Bergamasca diventato ultimi giorni del 2018 la Barachetti service
milionario a suon di bonifici del partito di dell’idraulico leghista compra una società
Matteo Salvini. Le carte chiamano in cau- di Carrara che ha come unica attività una
sa altri nomi coinvolti nell’indagine della villa nella zona del golfo di Cugnana, in Gal-
procura di Milano sull’acquisto della nuo- lura, a pochi chilometri dai centri mondani
va sede di Lombardia Film commission, della Costa Smeralda. L’affare va in porto
una fondazione regionale a capitale pub- per 338 mila euro. Proprio da quelle parti,
blico. Insieme a Barachetti, sotto inchiesta solo un anno prima, Barachetti aveva acqui-
per peculato, troviamo anche Alberto Di stato il 50 per cento di un immobile di cui
Rubba e Andrea Manzoni, i commercialisti già possedeva l’altra metà. La quota messa
di fiducia del Carroccio arrestati il 10 set- in vendita apparteneva alla società Dea,
tembre scorso. E poi l’imprenditore Mar- controllata da Di Rubba e Manzoni. Anche
zio Carrara, legato ai primi tre da moltepli- in questo caso, però, tutto parte da Carrara,
ci rapporti d’affari e personali. Carrara a capo di un gruppo che spazia dalla stampa
non è indagato, ma le informative della alla produzione di agende. Nel 2013 una so-
Guarda di Finanza e i rapporti dell’antiri- cietà dell’industriale bergamasco aveva ce-
ciclaggio della Banca d’Italia segnalano duto a Dea quella stessa villetta che poi è
numerose operazioni definite anomale o andata in comproprietà a Barachetti.

48 27 settembre 2020
Prima Pagina

Un evento di una campagna elettorale


della Lega per Salvini premier

I documenti quindi confermano che il quei leghisti dai conti in banca milionari ha
quartetto filava d’amore e d’accordo ormai moltiplicato chiacchiere e invidie.
da molto tempo. Già sette anni fa Di Rubba Barachetti, 43 anni, che dal padre Giusep-
aveva gestito la vendita di un’azienda tipo- pe aveva ereditato un’impresa artigianale
grafica, la Presservice, a Carrara, di cui poi specializzata in lavori idraulici, nell’arco di
diventerà consulente. Ed è una dipendente un paio di anni si è tuffato a corpo morto in
di Carrara anche la moglie di Marco Ghilar- altri settori d’attività: elettricità, ristruttura-
di, il direttore della filiale di Ubi Banca a zioni edilizie, pulizie fino alla sanificazione,
Seriate, licenziato in tronco nel giugno che in tempi di pandemia è diventato un bu-
scorso per non aver segnalato una lunga se- siness ricchissimo. Nelle settimane del lock-
rie di operazioni anomale con targa leghi- down è proprio l’azienda dell’amico di Di
sta ordinate dal suo amico Di Rubba. Rubba a intervenire per mettere in sicurez-
Favori, affari e bonifici. È questo il cano- za i locali della sede milanese della Lega, in
vaccio dell’ultimo scandalo targato Lega. via Bellerio. Già che c’era, Barachetti negli
Una storia che prende il volo dalle monta- anni scorsi ha investito alla grande in immo-
gne della Bergamasca e plana nei palazzi bili. Oltre alle ville in Sardegna, ha comprato
romani della politica, dove i due commer- un’intera palazzina nel centro storico di Ca-
cialisti arruolati da Salvini erano diventati i Val Seriana, provincia di snigo, messa in vendita dal Comune e ora la
controllori dei conti del partito alla Camera Bergamo. La sede della sta ristrutturando. Nella vicina Gazzaniga,
e al Senato. Tutto comincia in Val Seriana, Nsa servizi, società di invece, si è messo in affari con la parrocchia
Foto: M. Minnella / Foto A3

autonoleggio di Alberto Di
da luoghi come Alzano Lombardo e Nem- e con la locale casa di riposo che gli hanno
Rubba e Andrea Manzoni.
bro tristemente noti per le cronache del Co- A sinistra: la Barachetti
venduto un paio di appartamenti.
vid. Da quelle parti molti sanno e alcuni par- service, società di Il monumento al successo dell’idraulico
lano. Difficile passare inosservati in paesini, Francesco Barachetti leghista e dei suoi sodali si trova sulla stata-
come Casnigo, Colzate, Gazzaniga. Le voci imprenditore amico dei le che da Bergamo porta a Clusone, a poche
corrono veloci e la rapidissima ascesa di due commercialisti leghisti centinaia di metri dal bivio con i tornan-

27 settembre 2020 49
Prima Pagina Politica e affari

ti che salgono verso Casnigo. Impossibi- da operazioni di segno contrario in favore


le non notare quell’enorme capannone co- di professionisti o società riconducibili al
perto da un telo bianco e azzurro con una partito». Un meccanismo tipico del rici-
scritta a caratteri cubitali: “Barachetti ser- claggio, con l’obiettivo di rendere il più dif-
vice”. Poco più in basso, sulla stessa strada, ficile possibile identificare la destinazione
uno scatolone nero in vetro e cemento ultima dei soldi. Tutte accuse da provare,
ospita l’autonoleggio della coppia Di Rub- ovviamente. Nel frattempo si può già dire
ba-Manzoni. Nsa servizi, recita l’insegna a che i protagonisti della complicata vicenda
bordo strada, una società che negli ultimi si sono arricchiti a gran velocità.
quattro anni ha fatto soldi a palate grazie Carrara, scrivono gli analisti della Uif in
alla Lega, di gran lunga il cliente più impor- uno dei loro rapporti, è stato protagonista
tante. Il fatturato è aumentato dai 175 mila di «una crescita esponenziale». Alla fine
euro del 2016 ai 717 mila registrati nel 2019. del 2017 ha comprato il Nuovo istituto di
La svolta risale al 2015 quando Giulio arti grafiche girandolo dopo pochi mesi al
Centemero, legatissimo a Salvini, da poco concorrente Pozzoni con un guadagno, al-
nominato tesoriere della Lega, chiama meno sulla carta, di una ventina di milioni.
Manzoni, suo ex compagno di università, L’anno successivo ha rilevato la Lediberg
per occuparsi dei conti del partito. Il ber- sull’orlo del fallimento fondendola con le
gamasco Manzoni è socio di studio di Di altre sue attività con l’obiettivo di puntare
Rubba, il quale conosce da una vita Bara- sul business delle agende. Adesso il grup-
chetti. Entrambi sono cresciuti a Casnigo e po, sotto le insegne della holding Boost,
vengono da famiglie di imprenditori con vale circa 130 milioni di ricavi annui con
attività in settori affini, visto che i Di Rub- circa 900 dipendenti.
ba erano titolari di un’azienda di tratta- Strada facendo è passato alla cassa anche
mento acque, la Biodepuratrice. Affare fat- Di Rubba. Come rivelato da un’inchiesta
to, quindi. I due commercialisti entrano dell’Espresso, un paio di anni fa il commer-
nel cerchio magico di Salvini e l’amico cialista è riuscito a guadagnare oltre un mi-
idraulico vede moltiplicarsi il giro d’affari lione di euro nel giro di pochi mesi riven-
grazie alle commesse della Lega. dendo allo stesso Carrara una quota del 6
Tra il 2013 e il 2018 il fatturato della Bara- LICENZIATO per cento nel capitale di una delle società
In alto: Marco Ghilardi,
chetti service è passato da 616 mila a 4,1 dell’imprenditore bergamasco. Secondo
il direttore della filiale
milioni di euro. E nelle informative della di Ubi Banca a Seriate,
quanto emerge dall’inchiesta giudiziaria era
Guardia di Finanza agli atti dell’inchiesta di licenziato per non aver ancora Carrara il destinatario finale di una
Milano si legge che nell’arco di un triennio, segnalato le operazioni villa a Desenzano sul lago di Garda. L’opera-
dal 2016 alla fine del 2018, dalla galassia le- anomale leghiste zione è finita nel mirino degli investigatori
ghista sono usciti quasi 2 milioni di bonifici ordinate dal suo amico perché per comprare quell’immobile Di
verso i conti bancari della società di Bara- Alberto Di Rubba, Rubba e Manzoni hanno utilizzato parte dei
chetti. Una parte di quei soldi, secondo commercialista di proventi, tutto denaro pubblico, realizzati
quanto hanno ricostruito gli investigatori, fiducia della Lega con la vendita a Lombardia film commis-
prende subito il volo e torna nella disponi- (sotto) sion di un capannone nell’hinterland mila-
bilità di Di Rubba e Manzoni, a loro volta nese destinato a diventare la nuova sede
destinatari di ricche prebende dal partito della fondazione regionale. «Le case al lago
di Salvini. Oltre al denaro versato alla Nsa, quante erano?», chiede Ghilardi, il direttore
di cui si è detto, ci sono oltre 500 mila euro dell’Ubi Banca di Seriate, al telefono con l’a-
destinati tra il 2015 e il 2018 alla già citata mico Di Rubba in un’intercettazione agli at-
Dea, società controllata dai due professio- ti dell’inchiesta. «Una doveva andare al
nisti. Questa girandola di operazioni ali- Marzio (cioè Carrara, ndr)», risponde il
menta dubbi e sospetti. A proposito di Ba- commercialista aggiungendo che però la
rachetti, in un rapporto dell’Ufficio infor- vendita alla fine è saltata. Per comprare le
mazioni finanziarie (Uif) della Banca d’Ita- ville sul Garda, due in totale, una società di
lia si legge che «le operazioni di accredito Di Rubba e Manzoni aveva tra l’altro ottenu-
(verso i conti di Barachetti, ndr) connotate to un mutuo di 200 mila euro. I soldi arriva-
da importo tondo e da periodicità non in vano dall’Ubi, filiale di Seriate, quella diretta
linea con gli usi di mercato, erano seguite da Ghilardi. Un affare tra amici. Un altro. Q
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50 27 settembre 2020
Italiavirus

FANTOZZI È IN REMOTO
IL MATTONE
VA IN CRISI

F
ra le vittime della pandemia c’è la grande azien-
LO SMART WORKING da fantozziana, falansterio e alveare basato sulla
fissità spazio-temporale della scrivania, dell’ora-
HA SVUOTATO GLI UFFICI. rio, della pausa mensa. I brevi cenni di flessibili-
tà introdotti negli ultimi anni, fra i dubbi di chi
E L’INVESTIMENTO sentiva a rischio il feticcio neoliberista della pro-
duttività, hanno subito un’accelerazione tremenda a opera
NEI GRANDI PALAZZI PERDE del Covid-19 che, a suo modo, ha bollato come malsano l’in-
tero modello.
Gli elementi della detonazione erano già lì prima del virus.
VALORE. DIVENTA INCERTO L’armamentario della tecnologia digitale ha mostrato l’obso-
lescenza del modello basato sulla presenza fisica del dipen-
IL FUTURO DI UN SETTORE dente, magari assorto in furiose battaglie navali da un tavolo
all’altro. Nello stesso modo, qualche decennio fa la meccaniz-
CRUCIALE PER L’ECONOMIA zazione più avanzata e la delocalizzazione avevano trasfor-
mato le grandi fabbriche abitate da migliaia di operai in aree
dismesse in attesa di riconversione.
DI GIANFRANCESCO TURANO Alla fine uno dei punti è proprio questo. Con Filini, Silvani

52 27 settembre 2020
Prima Pagina

Milano. Le “Tre Torri” gliere un bar nel giro di pochi passi. La scorsa settimana ho
di City Life, nella zona camminato dieci minuti fino alla stazione Termini. È tutto
dove si trovava la Fiera chiuso e fa ancora più impressione rispetto all’anno scorso,
Campionaria
quando la città era nel delirio del turismo di primo autunno».
Scena simile a Milano, piazza Cordusio, epicentro per ec-
cellenza degli affari finanziari. Dice un manager di banca:
«Sotto il mio ufficio c’erano due grossi locali che facevano da
mensa ai dipendenti. Uno è chiuso per lavori che forse, con i
bonus dell’edilizia, sono più redditizi dei clienti spariti. L’al-
tro, ed è un caso più grave, ha riaperto per qualche settimana
e poi ha richiuso».

CRISI? QUALE CRISI?


Secondo una ricerca recente condotta da Nomisma con
Scenari immobiliari, nel 2019 Milano è stata la quarta città
europea per investimenti con 5,47 miliardi di euro nel ce-
mento. Il podio, prevedibile, vede in cima alla classifica
Londra attesa alla prova della Brexit, oltre che del virus,
con 22 miliardi, seguita da Dublino con 13,3 miliardi e da
Parigi con 9,5 miliardi di euro.
Milano però è in testa negli investimenti del settore resi-
denziale-commerciale-terziario per il decennio 2020-2029
con oltre 13 miliardi, seguita da Monaco di Baviera (10,8
miliardi) e Amsterdam (10,2 miliardi). Poco meno della
metà del denaro speso nel capoluogo lombardo viene da
finanziatori esteri.
La cesura del virus ha reso queste previsioni trionfali molto
incerte. «Ci vuole qualche mese di tempo per capire gli effetti
strutturali e se l’ondata del virus è destinata a rientrare», dice
Luca Dondi, ad di Nomisma. «Certo se lo schema sarà quello
attuale, avremo un impatto significativo sulla redditività del-
lo sviluppo immobiliare garantita dal lavoro in presenza.
Adesso c’è attendismo e una tranquillità ostentata, al di là
della riduzione di transazioni dovuta alla contingenza del vi-
rus. Ma se verrà prorogata l’emergenza, ci sarà una discesa
dei prezzi sul commerciale e sui moduli direzionali e questo
avrà un impatto più preoccupante sui portafogli per un’eco-
e Calboni che lavorano da remoto, il primo contraccolpo è nomia che si è spesso nascosta dietro patrimoni immobiliari
immobiliare. Non sembri cosa da poco. L’economia italiana dai valori virtuali».
deve molto al mattone. E di mattoni vivono non soltanto le Sulla linea della tranquillità c’è il rapporto “The future of
imprese edilizie, gli uomini del real estate, i developer e tutti global office demand” pubblicato dalla società statunitense
quelli che a Roma chiamano, con approssimazione efficace, di servizi immobiliari Jones Lang LaSalle (Jll) ai primi di set-
palazzinari. Di mattoni magari sopravvalutati sono fatti gli tembre. Lo studio, non del tutto super partes, ha confermato
stati patrimoniali di tante società, banche in testa. E dal mat- che un’alta flessibilità e lo sviluppo della digitalizzazione so-
tone aziendale dipende un indotto di esercizi commerciali no fattori di importanza crescente ma non peseranno in mo-
che il Corona ha già messo a dura prova e che il lavoro a di- do definitivo sullo sviluppo del settore, a dispetto di una fles-
Foto: A. Pezzali/NurPhoto / Getty Images

stanza sta mettendo in ginocchio definitivamente. Con il pas- sione del 30 per cento nel primo semestre 2020.
sare dei giorni si fa più concreta l’ipotesi che il governo proro- La distinzione tra telelavoro e smart working va precisata.
ghi lo stato di emergenza dal 15 ottobre fino a gennaio del Secondo il ministero del Lavoro, che fa riferimento alla legge
2021 o magari oltre, secondo l’andamento di un contagio che 81 del 2017, lo smart working si basa sulla «flessibilità orga-
l’esperto della Casa Bianca Anthony Fauci prevede attivo fino nizzativa, sulla volontarietà delle parti che sottoscrivono l’ac-
alla fine dell’anno prossimo. cordo individuale e sull’utilizzo di strumentazioni che con-
Racconta un dirigente che lavora in un’azienda dello Stato sentano di lavorare da remoto (come ad esempio: pc portatili,
a Roma e che è rimasto al vecchio posto in ufficio: «Prima del tablet e smartphone). Ai lavoratori agili viene garantita la pa-
virus, per prendere un caffè mi bastava uscire in pausa e sce- rità di trattamento - economico e normativo - rispetto ai

27 settembre 2020 53
Italiavirus

loro colleghi che eseguono la prestazione con modalità


ordinarie». Il telelavoro invece si fonda su un contratto collet-
tivo per un’attività che avviene fuori dal contesto aziendale
che, fra codici di disciplina e orari fissi, è un contesto a forte
controllo.
Un esempio di smart working è l’accordo di fine luglio del
gruppo Fs che consente al dipendente, su sua richiesta, di la-
vorare a casa undici giorni al mese, con fornitura di cellulare,
scheda dati e computer. Prima del virus un accordo simile
interessava appena 1500 persone per otto giorni alla settima-
na. Oggi sono 20 mila dipendenti sugli 80 mila totali.
La produttività rimane ancora il pretesto più forte con-
tro il lavoro a distanza. In molti mestieri è di difficile misu-
razione ma l’estratto di saggezza pratica dei manager con-
sultati dall’Espresso è piuttosto semplice: chi lavorava tan-
to prima lavora di più in remoto e chi lavorava poco prima
lavora poco anche in remoto. A un calcolo grossolano il ri-
sultato si compensa.
Poi vengono citati altri fattori ancora più imponderabi-
li come l’esplosione di creatività che si svilupperebbe
nei contatti interpersonali alla macchinetta del caffè o
magari negli intrighi di corridoio. Fra gli oppositori del
lavoro a distanza c’è anche chi nota nelle video riunio- tano l’1 per cento della popolazione, non dicono
ni su Teams e analoghi un incremento della rigidità ge- tutta la verità. Il motore dell’economia lombarda e
rarchica rispetto agli incontri di persona. nazionale è alimentato da decine di migliaia di la-
Vero o falso che sia, l’avanzamento tecnologi- voratori che, burocraticamente parlan-
co ha spesso preso in contropiede le aziende, do, non sono milanesi perché manten-
pubbliche e private, che spesso si sono at- gono la residenza originale, nella spe-
trezzate in ritardo rispetto alla strumenta- ranza di rientrare in una città dove si
zione richiesta dal nuovo modello. trovi un monolocale a meno di 800
In ogni caso la pressione del lavoro da euro al mese e un habitat migliore
remoto si fa sentire di più su chi, già pri- della gabbietta con mobilio a scom-
ma del virus, si ritrovava sul groppone parsa del film “Il ragazzo di campa-
migliaia di vani da affittare o vendere. A gna” con Renato Pozzetto (“taac!”).
Roma, per esempio, da tre anni è un fug- Sganciarsi da un sistema che si
gi fuggi generale (Sky, Mediaset, Esso, fonda in gran parte sul passaggio
Opel) con oltre il 10 per cento su 25 mila della ricchezza da chi lavora alla ri-
aziende svanito in dieci anni e ripercus- serva parassitaria delle rendite può
sioni gravi sui bilanci degli sviluppatori. avere conseguenze sulla bolla immobi-
Rimangono in sospeso gli eterni progetti del liare tali da togliere ancora molti abitanti
nuovo stadio romanista al quale è appeso il a Milano. Per i sostenitori della decrescita
nuovo quartiere direzionale di Tor di Valle, la felice è un bene. Forse meno per Sala, che
bonifica dell’ex area Italgas all’Ostiense medita di non ricandidarsi alle Comunali
(Eni) o le Torri Ligini all’Eur che, dopo an- del 2021.
ni di abbandono, Cdp ha dato da affittare Sull’ipotesi che Milano rischi la fuga in
proprio agli americani di Jll. avanti è in disaccordo Aldo Mazzocco, ad
di Generali Re con trent’anni di esperien-
DECRESCITA ALLA MILANESE
Se Roma piange, Milano ha poco da ridere.
Il sindaco Giuseppe Sala è uno dei difensori FERROVIE
Gianfranco Battisti ad e direttore
più strenui del ritorno a bordo dei dipenden-
generale di Ferrovie dello Stato
ti. Dal suo punto di vista, ha ragione. Se c’è
una città-azienda in Italia, quella è Milano e i GENERALI
14 mila residenti anagrafici in meno dall’ini- Aldo Mazzocco, amministratore delegato
zio del flagello Covid-19, che pure rappresen- di Generali Re e presidente di Citylife

54 27 settembre 2020
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Roma, Eur: le torri Ligini.


A destra Milano, via
VENTIMILA DIPENDENTI DELLE FS STANNO
Giovanni Cena in zona Porta
Vittoria: i palazzi costruiti A CASA 11 GIORNI AL MESE. IN UNICREDIT
da Danilo Coppola
SETTE SU DIECI LAVORANO ON LINE
za nell’immobiliare e presidente di Citylife, il nuovo comples- GAFAM CONTRO BANCHE
so segnato dalle tre torri (Generali di Zaha Hadid, Allianz di Gli attriti sul lavoro da remoto che dividono il mondo della
Arata Isozaki, Pwc di Daniel Libeskind) sorte nell’area della finanza e il mondo dell’hi-tech possono diventare lo scontro
vecchia fiera campionaria di Milano. fra giganti del prossimo futuro. I Gafam (Google, Amazon, Fa-
«Non bisogna drammatizzare gli effetti del virus sul mer- cebook, Apple, Microsoft) non sono riducibili a semplici ven-
cato», dice Mazzocco. «L’immobiliare ha superato lo shock ditori di avanzamento tecnologico, ma guidano e indirizzano
delle Torri gemelle e del crac Lehman. I centri città manter- quella che gli scenaristi chiamano “disruption”. I mesi della
ranno la loro attrattiva come luoghi di lavoro e di aggregazio- chiusura hanno fatto segnare un boom a due cifre percentua-
ne.Il settore uffici vedrà qualche aggiustamento legato alla li per le vendite di materiale hi-tech utile al lavoro a distanza
crescita del remote working, ma con formule miste che pre- e hanno ampliato la penetrazione dell’e-commerce in Euro-
vedano sia la presenza in ufficio che da remoto, e tenendo pa ai livelli del paese più “Amazon oriented”, il Regno Unito.
conto del fatto che solo alcune funzioni aziendali possono Che poi i colossi dell’hi-tech predichino il lavoro in remoto
essere remotizzate. In ogni caso avevamo già previsto per la mentre praticano ancora il grande centro direzionale, alme-
Foto: P. Scavuzzo - Agf, M. L. Antonelli - Agf, A. Serranò - Agf, M. Alberico - Fotogramma

torre data in affitto a Pwc un’alta rotazione del personale. Per no a livello di quartier generale, è indiscutibile.
quanto riguarda i prezzi, mi fa più paura l’effetto di un rallen- I 190 mila metri quadrati del Googleplex a Mountain View
tamento generale dell’economia che quello dell’obsolescen- (California) sono superati dai 270 mila mq degli uffici azien-
za del modello azienda». dali Google sull’ottava Avenue a Manhattan, in pieno Mea-
Generali come gruppo a dimensione europea ha in portafo- tpacking district. L’anello dell’Apple park di Cupertino, inau-
glio 31 miliardi di euro di immobili e aveva un piano di lavoro gurato tre anni fa, sviluppa 260 mila metri quadrati ed è stato
a distanza antecedente al virus che ora sarà accelerato. Ma è fotografato dall’alto nel suo quasi completo abbandono a
evidente che il gigante delle assicurazioni sta dalla parte indi- marzo, quando ancora The Donald diceva che il Covid-19 era
cata da Jp Morgan che ha riportato i suoi trader in ufficio dal una semplice influenza e il management Apple aveva deciso
21 settembre, salvo problemi di bambini piccoli e di salute. di mandare i dipendenti a lavorare da casa.
Nel settore finanziario la configurazione dei nuovi spazi di In molti conoscono il campus di Facebook a Menlo Park
lavoro nell’era post-Covid ha segnato anche il gruppo Unicre- dove oltre 15 mila dipendenti lavorano nella struttura che
dit, concentrato nella torre da 231 metri a Porta Nuova. Dal David Zuckerberg ha rilevato dalla Sun Microsystems. In po-
2012 il gruppo è passato da 26 edifici di direzione generale a chi sanno che Amazon vuole sviluppare il suo centro da 60
cinque e al momento ha in smart working il 70 per cento del- mila metri quadrati a Torrazza Piemonte, nella città metro-
la forza lavoro complessiva di 38 mila dipendenti, inclusi uo- politana di Torino fino a farne la più grande tipografia e stam-
mini della rete e consulenti. La presenza nei grandi stabili è peria d’Europa. La società di Jeff Bezos, nota per il suo con-
ridotta a un quarto e arriverà al più alla metà per tutto il 2020. trollo arcigno sui dipendenti, rimane modernissima fuori ma
L’ultimo accordo sindacale porta lo smart working fisso da molto fantozziana dentro. n
uno a due giorni alla settimana. © RIPRODUZIONE RISERVATA

27 settembre 2020 55
Il risveglio dell’Est

COSÌ RESISTE LA
BIELORUSSIA DI FILIPPO ROSSI

Minsk, piazza Svoboda


(Libertà). La protesta
delle donne a confronto
con gli Amon, le squadre
antisommossa
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Q
uando Dima sale in macchina accende La violenza sembra essere la tattica governativa per fiaccare
subito l’autoradio: «Questa è la nostra il morale dei manifestanti. «Dicono che sono morte solo quat-
canzone. È il simbolo della nostra rivo- tro persone. Ma sono molte di più. È come una guerra», conti-
luzione. Si chiama Khochu Peremen». La nua la top model. Non vede l’ora del weekend per protestare. In
canzone, scritta nel 1987 dal cantautore città non si parla d’altro. Nei ristoranti, nei bar, nelle strade.
russo Viktor Tsoi significa “Aspettiamo i Molti bielorussi non hanno mai vissuto emozioni così forti.
cambiamenti”. Un messaggio forte allora, «La risposta superficiale di Lukashenko al coronavirus e gli
in un momento di grande subbuglio nell’impero sovietico ennesimi brogli elettorali hanno contribuito a tutto questo»,
quanto lo è oggi, nel mezzo delle manifestazioni della po- racconta Denis, 38 anni. «Ma è stata la violenza delle autorità a
polazione bielorussa che ha deciso di sfidare il governo del far esplodere la rabbia generale. Non pensavo che questo po-
presidente Alexander Lukashenko, al potere dal 1996, chie- tesse accadere nel mio Paese. Per anni quasi nessuno ha avuto
dendo le sue dimissioni. il coraggio di reagire. Questo però ci ha uniti come non mai».
La macchina di Dima sfreccia per le strade di Minsk, la capi- Denis si fa intervistare seduto sul sedile posteriore di una
tale. In città, tutto scorre normalmente. I ristoranti sono aper- macchina. È notte. Mentre racconta, si avvicina un’auto della
ti, la gente passeggia. La sera i locali sono pieni e il traffico polizia. Bisogna scappare prima che sia troppo tardi. Potreb-
settimanale sembra normale. Ma è una calma apparente. L’ap- be costare il carcere a tutti. «La popolazione ha condiviso, in
plicazione criptata Telegram, usata da vari media e gruppi silenzio e per anni il motto “meglio non peggiorare le cose”.
dell’opposizione per comunicare e organizzare le manifesta- Ma ora le persone si sentono più libere di esprimere la loro
zioni, mostra ciò che non sempre si vede. Video e foto sono opinione», commenta invece, sempre in macchina, il suo
postati quasi ogni minuto, immortalando le squadre speciali collega Tom, che di anni ne ha 36. Entrambi hanno testimo-
della polizia, gli Amon, che picchiano e catturano con la forza niato i primi giorni di proteste, dove la violenza della polizia
manifestanti per le strade. Filmare è sospetto e pericoloso. So- ha raggiunto livelli altissimi, soprattutto nelle carceri: «La
lo telefonino. Bisogna fare estrema attenzione. Gli occhi del cosa peggiore era sentire le urla e il rumore dei manganelli e
potere sono ovunque. La gente diffida molto di chiunque. dei pugni abbattersi su altri prigionieri», ricorda Pavel, 35
Da quando le rivolte sono cominciate lo scorso 9 agosto, il anni, fotografo. A inizio agosto è stato portato nella prigione
giorno delle elezioni presidenziali - alle quali Lukashenko ha di Akrestina. Il trentottenne Maxim, collaboratore della tv
ottenuto più dell’80% dei voti, secondo i dati del governo - i indipendente Bel Sat, è stato vittima di tutto questo. Parla
leader dell’opposizione sono fuggiti all’estero o sono stati in- all’esterno di un bar nella via piena di locali notturni Okto-
carcerati. Ogni giorno decine di persone sono state arrestate e berskaya.
picchiate. Spesso solo per essere nel posto sbagliato al mo- «Stavo filmando quando mi hanno arrestato, picchiandomi
mento sbagliato. «Un mio amico era tutto blu sul corpo. Le sue e portandomi in prigione ad Akrestina. Mi hanno legato le ma-
gambe erano nere a causa delle botte che aveva ricevuto. Sta- ni insieme ai piedi dietro la schiena, schiacciandomi. Più urla-
va solo camminando per strada», commenta Karina, trent’an- vo dal dolore più si innervosivano. Ho ancora degli spasmi alle
ni, ex-modella professionista. Dalle passerelle di Milano alle gambe. Mi hanno messo per cinque giorni in una cella da 12
rivolte di Minsk, ci vuole coraggio e motivazione. Le influen- persone, dove però ne erano stipate 35». Altri prigionieri rac-
cer e top model, come lei, stanno avendo un ruolo decisivo su contano di sangue, gente con ematomi neri su tutto il corpo,
Instagram, incoraggiando i propri follower a seguire le mani- costole rotte. Gente seviziata con manganelli.
festazioni. «Il governo ha minacciato mia madre, una mae- La paura però non ha preso il sopravvento. La prova si vede
stra, di perdere il lavoro, solo perché io combatto. Minaccia di nelle strade. Alle finestre e nei quartieri, sventola la bandiera a
togliere l’autorità parentale ai genitori che vanno alle manife- strisce bianca e rossa, la bandiera nazionale precedente a
stazioni con i bambini. Vogliamo la libertà». Karina ha le lacri- quella verde e rossa che Lukashenko ha introdotto nel 1995. I
me agli occhi. Ma non dispera. Nel suo tempo libero fa la vo- sostenitori del governo dicono che era usata dai collaborazio-
lontaria, raccogliendo informazioni sulle persone che sono nisti durante la guerra. C’è chi la cuce, chi invece affianca su
sparite. Sa benissimo il rischio che corre. «Ricevo molti mes- uno stendino una maglietta di ogni colore. È il simbolo della
saggi di gente che dice che suo padre, madre o figlia sono resistenza, come la “v” fatta con il medio e l’indice, il segno di
scomparsi. Non posso restare indifferente vedendo i miei ami- vittoria e di pace. Le donne marciano con delle rose in mano.
ci e i miei connazionali torturati e picchiati». Tutti hanno a cuore che questi moti restino pacifici.
Foto: V. Sharifulin\TASS / Getty Images

VIOLENZE, ARRESTI, TORTURE. MA LE MANIFESTAZIONI


CONTRO LUKASHENKO NON SI FERMANO.
DOPO ANNI DI SILENZIO I CITTADINI CHIEDONO LIBERTÀ
27 settembre 2020 59
Il risveglio dell’Est

Minsk: una
manifestazione
anti Lukashenko
fermata dalle truppe
antisommossa. A
destra: il presidente
Alexander Lukashenko
parla ai suoi seguaci

Nei quartieri, ogni giorno, la gente si raduna nei cortili senza targa, scende di corsa uno squadrone di Amon con pas-
degli edifici o nei parchi. Famiglie, giovani e anziani cantano, samontagna neri, affiancati dai temuti Tihushniki, poliziotti in
mangiano e discutono. Tutti portano qualcosa, alcuni allesti- civile anche loro con volto coperto. Vederli all’opera è agghiac-
scono bancarelle. È un momento di conforto. Dall’esterno, la ciante. La gente indietreggia. Sulle terrazze dei ristoranti i
polizia controlla. Grida con il megafono che gli assembra- clienti fanno video per testimoniare. Gli Amon si fiondano sul-
menti sono illegali. Ma la gente non sembra farci caso. «Com- le donne, le quali (anche anziane) cercano di togliere loro il
battiamo per il diritto legittimo di eleggere il nostro presiden- passamontagna per identificarli. Un atto valoroso, perché chi
te», afferma Aleksej, presente a un concerto nel nuovo quar- lo fa è immediatamente arrestato e portato via con la forza.
tiere di Nowaja Barawaja, alla periferia della capitale, uno dei Insieme gridano, serrano i ranghi. Ma gli Amon sono più forti e
luoghi più sovversivi. «Meno male che i bielorussi si sono sve- hanno la meglio. Alcuni se la danno a gambe. Dall’altro lato si
gliati. Tutto questo ci ha uniti molto. E continuano a manife- avvicinano gli Avtozag, i blindati militari per il trasporto dei
stare pacificamente». prigionieri. «Fascisti!», urlano da lontano tutti. Dal traffico,
Durante le manifestazioni però, il clima è differente. Il terro- una marea di auto suonano il clacson, mostrando la v con le
re di essere arrestati o picchiati è palpabile. Di fronte al Comu- dita. Decine di donne vengono caricate sui camion: destinazio-
ne di Minsk, nel centro storico, migliaia di donne si radunano ne Akrestina. La situazione si calma, ma poco dopo, a poche
un sabato per chiedere le dimissioni del presidente. Come di centinaia di metri, si rianima un altro corteo. Ancora le donne.
consueto, tutto è organizzato su Telegram. Gridano, con un Quelle che non sono state arrestate. Questa volta cominciano
boato che mette i brividi già da lontano. Si mettono a braccet- a marciare. Cantano “Lunga vita alla Bielorussia”, uno slogan
to per darsi forza. «Noi donne abbiamo deciso di scendere in che fa impazzire l’élite del governo. Gli Amon, insieme ai Tihu-
strada per difendere i nostri uomini, che sono trattati con vio- shniki, aspettano come ghepardi. Appena un piccolo gruppo di
lenza brutale. Speriamo che a noi facciano meno male», affer- manifestanti si dirada, lo attaccano. «Sono mercenari, avanzi
ma risoluta Irina, 32 anni. Passano solo 5 minuti, prima che la di galera che ricevono un lavaggio del cervello totale», com-
piazza sia accerchiata. Da alcuni minibus blu e altri van verdi, menta Olga, 34anni, casting director a Minsk.

PROTAGONISTE SONO LE DONNE, CHE SFIDANO GLI


UOMINI DELLE FAMIGERATE SQUADRE ANTISOMMOSSA
STRAPPANDOGLI DAL VOLTO I PASSAMONTAGNA
60 27 settembre 2020
Prima Pagina

Numerosi video testimoniano le brutalità. Togliere il passa- questo non fa altro che rafforzarci». Dopo che suo marito è sta-
montagna agli Amon è diventata una delle strategie principali to arrestato, si disperde tra la folla. Impossibile contattarsi.
della resistenza. Alcuni si sacrificano. Svelando la loro identità, La marcia vuole arrivare fino al quartiere di Drodzy, dove
un gruppo apposito su Telegram mostra i loro indirizzi di casa, vive l’élite del paese. Si cammina per chilometri a ritmo di tam-
il loro numero di telefono e la data di nascita. «Vogliamo sape- buri e slogan. Una piccola marcia su Versailles. La gente si tra-
re dove vivono le loro mogli, dove vanno a scuola i figli. Hanno veste e sfoggia cartelloni provocatori: “Game over Sasha”
paura di essere smascherati perché sono vulnerabili», com- (Lukashenko). Tutti gridano: “Vattene a fare in c**o e muori”
menta Nelly, una cittadina di 71 anni che partecipa ogni we- oppure “Lukashenko Avtozag”. Improvvisamente la polizia ir-
ekend alle manifestazioni. «A quanto pare ricevono almeno 8 rompe in mezzo alla folla. Bisogna fuggire. Tutti cercano di di-
mila dollari di stipendio. Conosco una signora che riceve un leguarsi. Poi si radunano nuovamente, lanciando un boato per
quarto del salario del suo ex-marito, uno di loro. Sono quasi 2 caricarsi. Un’onda indistruggibile. Alle porte di Drozdy, un bat-
mila dollari», commenta invece Helen, sulla sessantina. taglione di poliziotti con scudi elettrici e corazza, oltre che de-
È domenica. Il giorno della grande manifestazione che ha cine di Amon e Avtozag sono pronti ad attaccare. Il corteo re-
luogo ogni settimana. Helen e Nelly si sfogano. La prima guida trocede pacificamente. Quando le persone cominciano a dile-
in direzione del monumento dedicato alla vittoria nella guerra guarsi, bisogna fuggire ancora. È il momento più pericoloso.
- conosciuto come Stella - e difeso dall’esercito. «Io non voglio «Alle manifestazioni ci vado un po’ in ritardo e me ne vado
Foto: N. Fedosenko\TASS / Getty Images, M. Friedman/Getty Images

che i miei figli se ne vadano dalla Bielorussia perché non c’è li- prima della fine, perché è in quel momento che gli Amon sono
bertà. Amiamo il nostro paese ma devono cambiare le cose - più attivi», racconta Olga, mentre cammina fra la folla.
racconta Nelly, emozionatissima per quello che sta vivendo - Non tutti i bielorussi stanno manifestando contro il governo.
Ne abbiamo abbastanza di Lukashenko, la violenza è troppa». Ci sono persone che sputano dai balconi sui manifestanti, ap-
Alla manifestazione si radunano centinaia di migliaia di per- poggiano a spada tratta l’autorità. Sono soprattutto nostalgici
sone. L’appuntamento è alle 2 a Stella. Telegram serve da coor- dell’ex Unione sovietica. Secondo fonti, l’appoggio al presiden-
dinatore, che sin dalla mattina riporta le notizie di numerosi te è ancora fra il 10% e il 20% della popolazione.
arresti. Il governo lo sa e taglia la connessione a internet. La Peremen, il cambiamento, è nell’aria. «Il paradosso, è che do-
gente affluisce comunque. All’inizio, la polizia interviene. De- po queste violenze la gente si sente più libera. È cambiato tutto
cine di persone sono arrestate. Anche Max, il marito di Kateri- rispetto a prima delle elezioni. Volevo andarmene ma ora re-
na. «I Tihushniki sono scesi dalla macchina e ci hanno caricati. sterò qui a far rinascere una nuova Bielorussia», conclude Pa-
Hanno preso mio marito picchiandolo». Katerina è in lacrime. vel. È una sensazione speciale. «Vogliamo la libertà. Voglio vi-
44 anni, è una delle attiviste più conosciute. Sempre in prima vere in un paese dove la gente sia felice. La violenza è l’arma dei
linea: «Sanno che stanno perdendo e diventano più violenti. deboli», tuona Katerina. Q
Pensano che se ci picchiano non andremo più in strada ma © RIPRODUZIONE RISERVATA

27 settembre 2020 61
Usa verso il voto

BIDE N ,
ATT E N TO
AL LU P O

62 27 settembre 2020
Prima Pagina

VIGILARE SULLE MOSSE DI TRUMP.


E DARE SPERANZA AGLI AMERICANI
PIÙ POVERI. LA RICETTA PER I
DEMOCRATICI SECONDO IAN BURUMA
COLLOQUIO CON IAN BURUMA DI ALBERTO FLORES D’ARCAIS

I
democratici hanno fatto «un otti- sorta di “New Deal” sono pronti a fare per
mo lavoro» alla Convention, han- tutti gli americani, anche per chi non li
no tenuto unito il partito e hanno vota. Poi devono prestare la massima at-
lanciato il «giusto messaggio» ai tenzione al fatto che le elezioni si svolgano
giovani protagonisti del movi- ovunque regolarmente, che siano elezioni
mento anti-razzista. Adesso Joe chiare e trasparenti in cui tutti abbiano la
Biden e Kamala Harris devono possibilità di esprimere il proprio voto».
«cambiare passo», perché il rischio che La morte di Ruth Bader Ginsburg cosa
Donald Trump venga rieletto alla Casa cambia?
Bianca è «ancora alto». Ian Buruma intel- «Trump andrà avanti e farà la sua nomina.
lettuale europeo (è anglo-olandese) con Generalmente negli Stati Uniti si pensa
vita e lavoro negli Stati Uniti, una delle che sia scortese soffermarsi sulle credenze
voci più ascoltate nel mondo politico-ac- religiose delle persone, ma ora sta succe-
cademico americano, in questa intervi- dendo qualcosa di strano. Dopo la morte
sta esclusiva per L’Espresso ragiona sullo di Ruth Bader Ginsburg, sei dei giudici
stato delle campagna elettorale Usa a cin- della Corte Suprema degli Stati Uniti sono
quanta giorni dal voto. cattolici romani, cinque dei quali cattoli-
Cosa può accadere in queste ultime cin- ci molto conservatori. E la candidata più
que settimane? probabile a prendere il posto di Ginsburg è
«Sono quelle realmente decisive. Penso Amy Coney Barrett, un’altra cattolica con-
che tutto sia legato a cosa succede in quei servatrice. Il procuratore generale di Tru-
sei-sette “Battleground States”, gli Stati in mp, William Barr - uomo molto di parte - è
bilico che sono determinanti per vincere il un cattolico conservatore, l’ex consigliere
Collegio elettorale con una maggioranza politico di estrema destra di Trump, Steve
di almeno 270 voti. I democratici nella loro Bannon, è cattolico. Nessuno dei giudici
Convention hanno fatto un ottimo lavoro della Corte Suprema è protestante. Que-
sulla giustizia sociale e sulla discrimina- sto in una nazione fondata dai protestan-
zione razziale, cosa che era assolutamen- ti, con una élite che tradizionalmente è
te necessaria per tenere unito il partito e sempre stata protestante. Diciamo che ora
l’elettorato, soprattutto quello giovanile l’Opus Dei ha un’influenza maggiore sulla
che è stato protagonista - nelle piazze e sui politica statunitense rispetto alla chiesa
social network - negli ultimi mesi. Il peri- episcopale».
colo è che il messaggio della Convention Ci si può fidare dei sondaggi che danno
non abbia raggiunto o non abbia convinto Biden in buon vantaggio?
l’elettorato bianco in Stati come il Michi- «La domanda da farsi è se i sondaggi sono
Foto: J. Watson /AFP / Getty Images

gan, il Wisconsin, la Pennsylvania o l’Ohio. attendibili e accurati in quella manciata di


Ora i candidati democratici devono fare “Battleground States” che alla fine saranno
un cambio di passo». decisivi. Quattro anni fa i sondaggi diceva-
Joe Biden in In che direzione? no che Hillary avrebbe vinto largamente
Florida durante «Devono fare il massimo sforzo su un tema il voto popolare e così è stato. Quello che
un evento della come l’economia, soprattutto su come ri- non riuscirono a intercettare era il fatto
comunità ispanica costruire oggi l’economia degli Stati Uniti. che lei avrebbe perso, per poche migliaia
Devono dire e fare capire agli elettori che di voti, in quegli Stati che hanno con-

27 settembre 2020 63
Usa verso il voto

segnato il Collegio Elettorale - e quindi


la Casa Bianca - a Donald Trump. Questo è
un problema ancora oggi, anche se imma-
gino che stiano facendo tutto il possibile
per essere molto più accurati negli Stati
in bilico. Non credo che ci siano dubbi sul
fatto che in questo momento Biden sia il
favorito, c’è la quasi certezza che vincerà il
voto nazionale».
Che influenza può avere sul voto il
grande movimento di protesta degli ul-
timi mesi?
«Penso che le manifestazioni contro il
razzismo siano state certamente positive
per i democratici, perché hanno coinvolto
le giovani generazioni, soprattutto nelle
grandi città e nelle università. Ma non è
questo il terreno dove si combatte la bat-
taglia più importante. La sfida all’ultimo
voto la devi vincere tra i bianchi della wor-
king class, quelli che non hanno un grande
livello di istruzione, quelli che vivono nelle
contee rurali del Midwest. E gli episodi di
violenza non aiutano». Minatori della bianchi persi nelle aree rurali. Per questo
Che impatto avrà la pandemia? Pennsylvania, uno vanno analizzate con attenzione le singole
«Lo stesso ragionamento vale per il Co- degli Stati decisivi aree, le singole contee».
vid-19. Sicuramente non è una buona cosa per l’elezione del Il candidato democratico è considera-
presidente degli Stati
per Trump la sua inettitudine, quello che to debole nei confronti tv che iniziano
Uniti. Nella pagina a
è stato rivelato nel libro di Bob Woodward fianco, Kamala Harris,
tra poco.
dà un’immagine veramente pessima del candidata democratica «Io non credo che Biden sia un candidato
presidente e avrà un effetto. Biden dice alla vicepresidenza particolarmente debole, anche nelle sfi-
che se sarà necessario farà un nuovo tota- per le strade di de televisive più che altro è un candidato
le lockdown degli Stati Uniti: ecco questo Philadelphia, capitale imprevedibile. Come Biden potrà andare
è l’esempio di una cosa che è giusto che il della Pennsylvania nei dibattiti, ma anche come potrà andare
candidato democratico dica, ma che non Trump, non ne ho idea. Nei dibattiti tv il
gli porta alcun vantaggio, anzi che potreb- presidente può provocarlo, lo farà, ma non
be danneggiarlo. Ci sono troppe persone è detto che le provocazioni vadano a buon
disperate perché hanno perso il lavoro, fine. A oggi non possiamo prevederlo».
che sono state disoccupate per molto tem- L’economia sarà alla fine decisiva?
po, che sono arrabbiate e che non voglio- «Io non credo che in un periodo relativa-
no sentire un candidato dire che chiuderà mente breve come quello che manca alle
di nuovo l’America. Anche qui il problema elezioni l’economia possa cambiare gran-
ha due volti». ché. La Borsa va su e giù a giorni alterni e
Biden è stata la scena giusta? comunque riguarda solo una parte, i ric-
«Credo che la combinazione scelta dalla chi. A me pare che nell’industria, nell’eco-
Convention, il duo Joe Biden-Kamala Har- nomia reale, le classi medie e operaie non
ris possa funzionare. Anche io credo, come se la passino particolarmente bene. Dubi-
molti, che Biden sia troppo vecchio, ma il to che l’economia possa aiutare Trump a
ticket non mi dispiace. Negli “Stati in bili- vincere la sfida per la Casa Bianca».
co” oltre al voto della working class bianca, Trump accetterà una eventuale sconfitta?
per vincere occorre anche quello dei neri «Ci sono diversi scenari possibili. Se lui
delle metropoli. Prendiamo come esempio dovesse perdere per una valanga di voti,
la Pennsylvania e Filadelfia. Se ci sarà una potrebbe provare a dire che le elezioni so-
grande affluenza nelle grandi città i voti no falsate, ma non credo proprio che que-
afro-americani possono compensare i voti sto accadrà. Se lo facesse provocherebbe

64 27 settembre 2020
Prima Pagina

un’ondata di violenze, con i gruppi dell’e- «Sì, la risposta non può che essere un sì,
strema destra in piazza e cose di questo ge- senza alcun dubbio. Sono cresciuti molto,
nere. Se perdesse solo per un piccolo mar- aiutati anche dai social media che hanno
gine di voti, allora sì entreremmo in una diffuso ogni possibile teoria complottista.
situazione molto pericolosa; perché i voti Sono molto più numerosi di prima e han-
per posta potrebbero arrivare con molto no anche molta più influenza su una parte
ritardo e quindi lui potrebbe inizialmente dell’opinione pubblica. Quello che mai era
cantare vittoria e sostenere che i voti po- successo è che questi gruppi venissero in-
Foto: Justin Merriman/Getty Images, O. Douliery/AFP /Getty Images, S.Padovani/Awakening/Getty Images

stali che ancora non sono stati conteggia- coraggiati dal presidente degli Stati Uniti
ti non sono legittimi. Potrebbe rivolgersi in carica, per cui diventa anche difficile
ai tribunali locali e anche fino alla Corte definirli solo estremisti. Alcuni gruppi, so-
Suprema e a quel punto diventerebbe im- prattutto quelli neonazisti, sono veramen-
possibile prevedere quello che potrebbe te molto pericolosi».
accadere. Per me è molto importante che Kamala Harris potrebbe essere fra
Biden vinca con un vantaggio consistente, ANGLO-OLANDESE quattro anni la candidata alla presi-
Olandese di nascita,
perché renderebbe la cosa più facile». britannico di adozione,
denza?
Il voto postale favorisce veramente i Ian Buruma (69 anni) «Possibile, certamente. Dipende ovvia-
democratici? vive da tempo negli mente dal voto del 3 novembre - in primo
«Non lo so, questo è quanto dicono diver- Stati Uniti luogo se vinceranno i democratici - e di-
si sondaggi. La cosa più importante è che pende anche, nel caso Biden-Harris arri-
tutti i voti vengano contati e che gli uffici vassero alla Casa Bianca da come si com-
postali funzionino. Cosa che in alcuni luo- porterà la loro amministrazione. Credo
ghi, dove hanno tagliato i fondi non acca- comunque che Kamala potrebbe essere fra
de. Questi voti probabilmente arriveranno quattro anni un candidato molto forte».
il giorno dopo o alcuni giorni dopo la notte Ottimista sull’esito del voto?
elettorale. Trump userà questa situazione. «Credo che alla fine queste elezioni si
Se lui dovesse perdere per pochi voti in chiuderanno in un ravvicinato testa a testa
qualche Stato decisivo, potrebbe chiedere e che potranno essere decise da un picco-
di fermare la conta dei voti perché quelli lo spostamento di voti qui e là. Preferisco
in arrivo potrebbero essere a maggioranza essere un po’ pessimista per avere poi una
democratica». piacevole sorpresa». Q
L’estrema destra è oggi un pericolo reale? © RIPRODUZIONE RISERVATA

27 settembre 2020 65
Sguardi sul mondo

I N L O T T A

P E R L A

Nonviolenza Alle ingiustizie,


al razzismo, alle guerre
c’è solo un modo
di rispondere, assicura
la filosofa americana:
la resistenza pacifica.
Praticare la
disobbedienza civile.
E aprire vie nuove
all’uguaglianza
colloquio con Judith Butler
di Donatella Di Cesare

66 27 settembre 2020
Idee

La filosofa Judith Butler,


femminista e pioniera
delle teorie di genere
Sguardi sul mondo

J
udith Butler è tra le filosofe più note
nel panorama contemporaneo. Ha
inaugurato il dibattito sull’identità
di genere. Ma a lei si devono anche
importanti contributi etici e politi-
ci incentrati in particolare sui temi
del potere e della violenza.
Il suo libro più recente, appena
pubblicato da Nottetempo, si inti-
tola “La forza della nonviolenza. Un
vincolo etico-politico”.
Nel suo nuovo libro ha scritto che «vi-
viamo in un tempo di grandi atrocità e di
morti insensate». A questa giusta consta-
tazione si accompagna la denuncia di
quella violenza perpetrata dallo Stato
che esercita il proprio potere discrimi-
nando le “persone non bianche” e in ge-
nere criminalizzando il dissenso. Come di “smantellamento”, compresi lo sciopero,
rispondere? In modo molto coraggioso il boicottaggio e il “deplatforming”. Tuttavia,
lei decostruisce il pregiudizio della sini- anche una violenza considerata strumentale
stra sulla nonviolenza. E mostra quanto porta maggiore violenza nel mondo, lo ren-
illusoria sia l’autodifesa: perché si pre- de un luogo ancora più violento. E, inoltre, la
suppone che ci sia un sé integro (integra- violenza che attacca le nostre relazioni so-
lista), trasparente, identico a sé. Mentre ciali finisce per essere un attacco contro noi
sappiamo bene quanto il sé sia già sem- stessi perché pregiudica le condizioni di una
pre implicato nelle vite altrui – e le vite vita vivibile. Essere nonviolenti non vuol di-
altrui nel sé. Perciò la leva del suo discor- re dimostrare la nostra virtù di individui, ma
so sulla nonviolenza è la critica all’etica piuttosto riconoscere che siamo definiti dalle
egologica. Ce ne vuole parlare? nostre relazioni sociali con altri esseri viventi.
«In molti dibattiti la nonviolenza viene tratta- Vuol dire insomma comprendere che siamo
ta come una questione di morale individuale essere relazionali e non appunto egologici».
o una posizione politica irrealistica e impra- Da tempo è crollato il mito del Palazzo
ticabile. Se consideriamo la base sia etica che d’inverno. La violenza finisce appunto
politica della nonviolenza, dobbiamo ricono- per servirsi di chi pretende di usarla co-
scere che richiede una critica dell’individuali- me semplice strumento. «Un atto violen-
smo e rifiuta la versione della realtà imposta to contribuisce alla costruzione di un
dalla “realpolitik”. Quando qualcuno di noi mondo più violento», scrive. La nonvio-
agisce in modo violento, non va solo contro lenza (senza trattino!) non è quindi una
gli oggetti, gli altri, le istituzioni e la natura, postura morale. Piuttosto è una politica
ma spezza anche i legami sociali che ci so- che dovrebbe arrestare la distruzione si-
stengono. Certo, ci sono istituzioni da cui ve- stemica. Spesso parla anche di “resisten-
niamo sfruttati e danneggiati, nonché quelle za”. È un sinonimo? Chi resiste non si
che vanno davvero smantellate. La nonvio- rassegna, aumenta la vigilanza, apre vie
lenza può coinvolgere tutti i tipi di strategie traverse…. Eppure mi sembra riduttivo
rispetto a quello che intende.
«Se pensiamo alla nonviolenza in modo
“Chi agisce violentemente non va solo nuovo, non più solo come una reazione fi-
sica, allora potremmo cominciare a vedere
contro qualcosa o qualcuno, ma spezza che intere istituzioni sono violente e che
dobbiamo lottare per modificarle o abolir-
i legami sociali che ci sostengono. le. Il movimento per l’abolizione delle car-
ceri, ad esempio, ne denuncia la violenza.
Le carceri operano come se fossero legitti-
Pregiudica una vita vivibile” mate a punire chi è dentro. Ma la violenza

68 27 settembre 2020
Idee

carietà, razzismo, violenza contro le donne e


Lgtb (lesbiche, gay, bisessuali, transgender).
Ed è particolarmente interessante vederne
ora le azioni in tempo di pandemia, ad esem-
pio le manifestazioni di Black Lives Matter
che seguono i protocolli di sicurezza e so-
no prevalentemente nonviolente. Le nuove
idee di uguaglianza, libertà e giustizia non si
generano ormai più nella politica elettorale,
ma nei movimenti di massa. Quando la leg-
ge diventa ingiusta – come nel caso dell’Eu-
ropa che criminalizza chi cerca di salvare le
vite dei migranti – allora è giusto diventare
criminali. O forse dovremmo dire “crimina-
li” tra virgolette, dato che è appunto la legge
stessa ad essere criminale. Allo stesso modo
la resistenza, durante il fascismo, ha dovuto
combattere contro un regime legale, ma vio-
che esercitano non differisce da quella che A sinistra: manifestante lento e razzista».
pretendono di punire o contenere. Questo di Black Lives Matter a New In questo libro rilancia una critica, che
vale tanto più per i centri di detenzione in York. Sopra: sempre a New aveva già in parte delineato in preceden-
cui i migranti sono detenuti in condizioni York, Women’s Strike a marzo za, al concetto di “nuda vita”. Sono molto
di quest’anno, per rivendicare i
indicibili. La politica migratoria andrebbe d’accordo con la sua critica. Se diciamo
diritti delle donne lavoratrici
ripensata e concepita come una rete di di- che i migranti ammassati nei lager lungo
stribuzione di generi alimentari. A partire i confini dell’Europa sono “nuda vita”, ri-
da qui dovremmo allora chiederci che cosa schiamo di relegarli in un abisso apolitico,
vuol dire ristrutturare queste istituzioni e in un’indigenza esistenziale da cui sareb-
queste economie in modo nonviolento. La be difficile risalire. Questa china interpre-
resistenza rimane per me un termine impor- tativa essenzializza insomma la nuda vita
tante perché un aspetto della nonviolenza è che, isolata nel suo mutismo, sopraffatta
Pagine 66-67: U. Zintel/laif/ Contrasto. Pagine 68-69: T. Coskun/Anadolu Agency / Getty Images, Getty Images

rifiutarsi di riprodurre la violenza subita da nella sua sorte tragica, non potrebbe op-
un singolo o da un gruppo in quella che di- porre nessuna resistenza. Per lei gli esclu-
venterebbe una escalation. Vedo la nonvio- si restano pur sempre in una relazione…
lenza nel suo tratto aggressivo e creativo, ma «Dovremmo anzitutto interrogarci sulla
la vedo anche come una forma di resistenza. prospettiva in cui viene considerata la “nuda
Tuttavia è vero che per me “resistenza” non è vita”. Ritengo che dal punto di vista assunto
l’unico nome per questa politica…». da Agamben, quello della sovranità statuale,
Lei fa riferimento a Gandhi. A me pare coloro che sono “nuda vita” sono stati pri-
che ci sia oggi una grande novità nello vati di tutti i diritti legali, persino della con-
spazio pubblico ed è costituita da quelli dizione di soggetto. La legge che dovrebbe
che chiamo “nuovi disobbedienti”. Pen- proteggerli viene ritirata o sospesa per de-
so a Mimmo Lucano, a Carola Rackete. cisione sovrana. È inutile dire che sono ben
Non si tratta, però, della disobbedien- consapevole di queste esclusioni dalla pro-
za civile tradizionale, che in fondo non tezione legale e ovviamente le critico. E inol-
rompe con lo Stato di diritto. I “nuovi di- tre non ha senso, certo, dipendere dal potere
sobbedienti” si muovono al limite dello sovrano là dove è possibile ritrarsi ed evitare
spazio pubblico, già lo varcano, scuoto- così che l’essere umano venga ancora espo-
no l’architettura politica, destabilizzano sto alla violenza e al degrado. Il problema è
l’ordine statocentrico. Non è un caso che che l’intera scena viene disegnata come se ci
soccorrano i migranti… Perciò vengono fosse la legge da una parte e la vita dall’altra.
criminalizzati. Sennonché coloro che sono privati dello sta-
«Mi sembrano molto interessanti questi to giuridico da vari poteri sovrani intercon-
movimenti che ricorrono già al digitale nessi possono pur sempre far parte di reti
e tentano di usare lo spazio pubblico per di solidarietà, possono agire politicamente
smantellare le politiche che producono pre- e trovare modi per difendere la propria

27 settembre 2020 69
Sguardi sul mondo

mobilità. Essere abbandonati dalle forme


sovrane del potere non significa che non ci
siano altre forme di risposta. Così un grup-
po può essere abbandonato, ma proprio in
quanto tale può organizzarsi. Non vedo con-
Rossana Rossanda,
traddizione».
Ni Una Menos vuol dire perdite che non
avremmo dovuto accettare, donne non
degne di lutto. Come forse saprà, in Italia
le donne – mi riferisco davvero a tutte –
il potere del pensiero
Vigorosa, autorevole, carismatica.
sono emarginate nello spazio pubblico;
se compaiono, pagano il prezzo dell’in-
sulto sessista. E non per caso il femmi- È stata la voce più ascoltata, e spesso
nicidio è evento quasi quotidiano, per di
più narrato in termini sensazionalistici temuta, della sinistra
o nella forma dell’epilogo ineluttabile.
Dopo decenni non si riesce ad articolare di Stefania Rossini
un’altra narrazione e non si riesce ad ave-
re voce. Molte sono affrante. Rossana Rossanda se ne è andata a 96 anni lasciando un
«Condivido lo stesso sconforto. E riesco a vuoto, e quasi uno stupore, come se per lei non contasse
stento a leggere le statistiche dei femmini- l’età, come se il suo intatto vigore intellettuale potesse
cidi nei diversi Paesi, compresa l’America. sconfiggere il potere del tempo.
Abbiamo un presidente che sarebbe lieto Così è possibile parlare di lei immaginando il suo sguardo
di negare l’esistenza di questo crimine. La dolcemente autorevole che ci aiuta a ricordarla senza troppe
lezione che ho imparato dalle femministe

Foto: A. Roveri - Mondadori / Getty Images


omissioni.
latinoamericane è che uccidere una donna, Ci sono due date che hanno segnato la vita politica e
una trans, un gay o una lesbica deve essere personale di questa grande donna insieme alla storia
considerato un crimine a sé. Per troppa gen- dell’Europa: la repressione sovietica in Ungheria del
te queste morti sono un mistero, o l’esito di 1956 e l’invasione di Praga del 1968. Durante la prima,
passioni e incontri privati – ma non sono troppo giovane per reagire al silenzio del Pci di Togliatti,
intese come forme sistematiche di violenza scoprì l’odio degli operai ungheresi nei confronti dei capi
che devono essere fermate a livello politico, comunisti e si ritrovò di colpo tutti i capelli bianchi. La crisi
istituzionale e soprattutto nella pratica dei cecoslovacca la colse invece già in dissidio sulle posizioni
movimenti. Molto dipende dal modo in cui filosovietiche del partito insieme a Luigi Pintor, Valentino
la storia del femminicidio viene narrata. Al-
cuni giornali forniscono versioni sensazio-
nalistiche e perciò il tema viene trascurato.
La narrazione della singola vita di una don- una potenza superiore alla nostra e più
na (e includo ovviamente quella delle trans) distruttiva. Che sia poi un virus, un’infi-
dovrebbe essere presentata insieme a un’a- ma porzione di materia organizzata, ren-
nalisi che, oltre a dar conto del femminici- de l’evento ancora più traumatico. Anche
dio, consideri tutti gli alibi che lo avallano. Il la più piccola creatura può detronizzarci,
movimento Ni Una Menos è riuscito a riuni- destituirci, scalzarci. Cambierà, secondo
re milioni di persone che non solo si oppon- lei, il nostro modo di vivere e percepire la
gono alla violenza sulle donne, ma chiedono vulnerabilità?
anche parità di salario, assistenza sanitaria «Da un canto il virus ci espone, ci fa sentire
e forme più radicali di libertà sociale e poli- creature precarie. In un certo modo non fa
tica. È un movimento basato sulla rabbia e differenza fra ricchi e poveri, perché siamo
sulla gioia e a ciò deve il potere straordinario comunque sempre soggetti al suo effetto le-
che ha in America latina e in Europa». tale. D’altro canto, però, vediamo che i Paesi
La pandemia è a mio avviso un evento che hanno adottato poche misure sono quel-
epocale. Fino a ieri potevamo conside- li i cui ospedali sono a corto di personale e
raci onnipotenti tra le macerie, i primi e sono scarsamente attrezzati. La differenza
gli unici anche nel primato della distru- tra chi vive e chi muore dipende allora dal-
zione. Questo primato ci è stato tolto da la disuguaglianza sociale, dal modo in cui i

70 27 settembre 2020
Idee

della sinistra. Come quando, durante il sequestro Moro e di


fronte alle tante interpretazioni complottiste, ricordò al suo
ex partito che le Brigate rosse appartenevano a pieno titolo
all’album di famiglia di matrice stalinista.
Ma non si occupava soltanto di politica. Le sue posizioni su
questioni sociali e culturali (celebri quelle problematiche
sull’aborto) facevano spesso clamore e risentivano della sua
severa formazione filosofica alla scuola di Antonio Banfi, che
aveva seguito nella Resistenza milanese e del quale aveva
sposato il figlio Rodolfo. Un matrimonio breve che lasciò
il posto al grande amore della sua vita, K. S. Karol, ebreo
polacco scampato all’orrore nazista, a cui è rimasta accanto
tutta la vita. Come altre donne del comunismo allenate ad
anteporre la classe al genere, non fu femminista, ma più
tardi ammise che il femminismo aveva cambiato alcune
categorie del suo pensare. Tra queste, un forte interesse
per la psicoanalisi che le fece desiderare di sdraiarsi su
un lettino per capire meglio le inquietudini che l’avevano
sempre attraversata. La dissuase l’amico Pontalis, grande
lacaniano francese, che le disse: «Hai una vita strutturata, ti
va abbastanza bene. Meglio non andare a smuoverla».
Era consapevole del suo ruolo nella sinistra del Novecento
Un ritratto di ma nella sua bella autobiografia “La ragazza del secolo
Rossana Rossanda scorso”, pubblicata da Einaudi nel 2005, già ammoniva chi
la guardava come un mito: «I miti sono una proiezione altrui,
io non c’entro. Mi imbarazza». Se ne è andata dopo anni
Parlato, Lucio Magri, Luciana Castellina e il dimenticato di malattia e infermità, che non le hanno impedito
Aldo Natoli. Con loro, sull’onda alta del movimento di continuare ad appassionarsi alle cose del mondo.
studentesco e operaio, fondò “Il Manifesto”. Insieme ad Tempo fa confidò che quando il corpo le avesse detto
alcuni di loro fu radiata dal partito, dopo un suo famoso «Adesso basta!», avrebbe voluto il tempo di rispondergli:
editoriale intitolato “Praga è sola”. Da allora, con alterne «D’accordo e grazie. Mi sono molto divertita». Vogliamo
vicende nel suo giornale e nel mondo extraparlamentare, pensare che sia andata così.  n
è stata la voce più autorevole, ascoltata, e spesso temuta, © RIPRODUZIONE RISERVATA

servizi pubblici sono stati demoliti dal neoli- sentire vulnerabili. Ma ci spinge a guardare
berismo, ma anche dai sistemi di discrimina- le forme brutali di disuguaglianza sociale
zione razziale. Negli Stati Uniti le comunità che hanno reso superflue tante vite. Ogni vi-
di colore soffrono di malattie gravi, in certi ta, nel suo potenziale di dolore, ha significa-
casi mortali, proprio perché le istituzioni to qui e ora. Non abbiamo ancora imparato
sanitarie sono state già da tempo sottofinan- a realizzare l’idea dell’uguaglianza radicale
ziate – e questo è anche una forma di discri- di tutte le vite, dell’uguale valore. Per fare
minazione. Il virus è quindi distruttivo e ci fa questo dovremmo prima chiederci chi sono
coloro le cui vite non sono considerate im-
portanti, chi sono coloro le cui vite non so-
“Giustizia e libertà non si generano più no state ritenute degne di essere preservate.
Per molte persone, specialmente per quelle
nella politica elettorale. Sono i movimenti che sono escluse, umiliate, abbandonate da
governi nazionalisti e razzisti, il compito di
sopravvivere è purtroppo quotidiano e se ne
di massa a usare lo spazio pubblico per fanno carico senza quell’aiuto istituzionale
che dovrebbe essere garantito a tutti».  n
smantellare precarietà e discriminazioni” © RIPRODUZIONE RISERVATA

27 settembre 2020 71
Nuovi festival

L’IMPORTANZA DI CHIAMARSI
Insieme Sostenibilità. Responsabilità.
Sono le parole-chiave del mondo in era Covid.
Che spingono a mutare fiere, manifestazioni.
Per accogliere il Cambiamento
di Marino Sinibaldi

È
superfluo ripeterlo ma la veremo con un festival del tutto nuovo.
catastrofe della pande- Si chiama Insieme. Perché, tanto per co-
mia non risparmia nulla. minciare, raduna negli stessi giorni tre
C’è un intero ecosistema festival culturali (Libri Come, Massenzio
culturale che rischia di Letterature, Più libri più liberi) che soli-
essere spazzato via. An- tamente si svolgono in stagioni dell’an-
che poche settimane di no diverse. Ma a coordinarsi sono anche
lockdown, con i teatri sbarrati, i cinema le strutture organizzatrici, i curatori dei
svuotati, le mostre sospese, le librerie programmi, le varie istituzioni che li
chiuse, i festival rimandati o cancellati hanno finora sostenuti, i luoghi stessi
possono diventare fatali per un universo della città che li ospiteranno (l’Audito-
così fragile. E le inevitabili limitazioni rium Parco della musica e il Parco Ar-
della cosiddetta riapertura stanno fa- cheologico del Colosseo). Nell’età della
cendo il resto. D’altra parte se c’è una co- grande frammentazione e dei piccoli
sa che il Covid ha immediatamente ini- narcisismi questo embrionale “fare si-
Marino Sinibaldi, tra bito è la socialità, quella rete di desideri stema” sarebbe già una buona notizia.
Foto: M. Fagiani - NurPhoto / GettyImages

i curatori di Insieme, e relazioni su cui si fonda ogni iniziativa Ma la vera sfida è un’altra. È imparare
condurrà “Il coraggio culturale. Che fare dunque? Come resi- dal Covid non per ricominciare o ripar-
e la cura”, incontri stere? O addirittura come pensare di fa- tire - come si dice con sospetta sbrigati-
sui temi resi urgenti re un buon uso della catastrofe, cogliere vità - ma per accogliere il Cambiamento,
dalla pandemia. l’occasione per ripensare le nostre attivi- provare non a subirlo ma osare perfino
Tra gli ospiti Salman tà in forme e modalità che non rimuovo- valorizzarlo. Intanto rivendicando la
Rushdie e Yuval no una Mutazione che non volevamo ma centralità di due valori fondamentali:
Noah Harari è qui, e non possiamo ridimensionare? A Sostenibilità e Responsabilità. La prima
Roma nei primi giorni di ottobre ci pro- è la parola chiave della nuova fase

72 27 settembre 2020
Idee
In direzione
contraria è il
titolo dell’incontro
tra Erri De Luca
e Zerocalcare
moderato da
Marco Damilano (1
ottobre, ore 18,30,
Auditorium)

27 settembre 2020 73
Nuovi festival

I libri e l’arte della manutenzione


di Chiara Valerio
Ho cominciato a pensare alle somigliato sempre di più a editori.
manifestazioni fieristiche e Editori temporanei, ma editori.
festivaliere, con tutte le differenze Editori di eventi. Da questo punto
che passano tra le une e le altre, di vista le manifestazioni fieristiche
quando mi sono trovata a farne e festivaliere, somigliano anche
una, nel 2017. Nonostante le a librerie, espongono in maniera
controversie, prima, dopo e durante ragionata, in accordo alle intenzioni,
Tempo di Libri, sono ancora non sempre concordi, del libraio e
convinta che quel programma del mercato. L’occasione di Insieme
culturale, ordinato per lettere, fosse fa riflettere su quanto i festival e le
avveniristico. Di certo, anticipasse fiere non siano che una componente
quello che è successo poi. Incontri di una architettura editoriale la cui
tematici e non presentazioni di La scrittrice Chiara Valerio evoluzione, e le cui prospettive, vanno
libri, eventi raccolti, lungo tutto sarà in dialogo con Marco valutate globalmente. I festival e
l’anno, sotto il cappello del festival Malvaldi, in un appuntamento le fiere sono, infatti, anche librerie
con la conseguente, ossimorica, intitolato “La scienza è temporanee, qualcuna indipendente,
trasformazione di un evento, in un uguale per tutti” (il 2 ottobre, qualcuna di catena (esistono consorzi
processo. Da quando ho letto Leo alle 17,30, Auditorium) di festival, per esempio). I festival e
Longanesi, “La mia Signora”, ho le fiere sono il catalogo temporaneo
sempre diffidato degli eventi: l’Italia dell’editoria italiana, consultabile, in
è più abituata all’inaugurazione che nelle idee senza prassi non puoi certi giorni dell’anno e non in altri.
alla manutenzione. Senza Silvia farci camminare dentro migliaia di E credo che questa caratteristica
Barbagallo, che curava e cura la persone, e senza comportamenti si accentuerà. Le misure restrittive
fiera Più libri più liberi, e altre culturali, non esiste cultura. per il contenimento della diffusione
manifestazioni, ovviamente non sarei Dunque, facendolo, ho capito del Covid19 impediscono, di fatto,
andata da nessuna parte perché che le fiere e i festival avrebbero le presentazioni nella maggior parte

della battaglia socio-ecologista, cir- ra più decisivo perché implica direzioni


cola da anni, alimenta festival e associa- diverse. La prima è la sicurezza, nel sen-
zioni di valore ma non ha mai realmente so più ampio ma anche stringente del
ispirato iniziative che paiono da sempre termine. A costo di apparire pedanti,
inseguire un mito opposto: quello dei ogni manifestazione pubblica deve nelle
grandi numeri e dell’offerta abbondan- sue forme incarnare l’idea di responsabi-
te, fino alla più ipertrofica delle società lità verso la vita propria e soprattutto le
dello spettacolo. Ora anche qui dobbia- vite altrui. Elemento non banale anche
mo imparare a praticare un’idea del li- perché è doloroso rinunciare alla festosa
mite: non sprecare tempo, spazio, risor- promiscuità delle file, dei dibattiti, degli
se. Non ignorare il contesto. Cercare ciò
che davvero è essenziale. Un festival so-
stenibile comporta magari qualche ri-
nuncia (per esempio al feticismo della
Tre rassegne letterarie - Libri Come,
presenza fisica in nome della circolazio-
ne più ampia e accessibile del contenu- Più libri più liberi e Letterature -
to) ma consente di condividere espe-
rienze che altrimenti diventerebbero si alleano a Roma. E riportano gli autori
semplicemente impossibili.
Responsabilità è parola e valore anco- protagonisti, in un evento dal vivo
74 27 settembre 2020
Idee

delle librerie che sono luoghi nei quali


si stava di solito allegramente stipati
ad ascoltare chi parlava. Adesso
Tre progetti in uno,
– quanto durerà questo “adesso”?
–, non è possibile stare stipati in
alcun luogo e dunque i festival e le
fiere rimangono, in effetti, gli unici
l’unione fa la forza
posti dove sia possibile presentare, di Emanuele Coen
fisicamente, i libri. Sarebbe opportuno
- nonostante non sia bello dal punto I grandi nomi, certo, sono sempre protagonisti. Salman
di vista simbolico portare i libri fuori Rushdie, Wole Soyinka, Javier Cercas, Antonio Scurati, Yuval
dalle librerie -, sarebbe opportuno Noah Harari, Stefania Auci, Valérie Perrin, Maylis de Kerangal,
che ogni Museo adottasse una o Maurizio de Giovanni, Edoardo Albinati, Gianrico Carofiglio,
più librerie di modo da consentire Michela Murgia, Vito Mancuso, Paolo Giordano, solo per
lo svolgimento di presentazioni in citarne alcuni. Scrittori, scienziati, filosofi, musicisti, artisti
spazi adeguati a questo tempo di visivi. Per quanto importanti, tuttavia, stavolta non sono gli
distanziamenti, sarebbe opportuno ospiti la vera notizia. A rendere unico, irripetibile forse (mai
che i plateatici venissero concessi dire mai), l’evento “Insieme - Lettori, autori, editori” (ingresso
non solo per servire bevande, e che gratuito, prenotazione obbligatoria su www.insiemefestival.it)
anche grandi studi di avvocati, o dall’1 al 4 ottobre, è la sua collocazione storica: l’anno nero
commercialisti, o architetti, o che della pandemia, il “cambiamento di epoca” che ha stravolto
so, facessero lo stesso - dove sono i palinsesti dei festival ma soprattutto le nostre vite. Per la
i privati che pure hanno fatto per la prima volta uniscono le forze i principali tre appuntamenti
cultura italiana? - sarebbe opportuno letterari romani - Letterature, Libri Come e Più libri più
che quei microfestival e microfiere liberi - per dare vita a una manifestazione dal vivo ricca e
che sono, in sé, le librerie italiane, articolata, un format nuovo pensato per un tempo nuovo,
fossero riconsiderati come l’inizio e forgiato dall’emergenza sanitaria. In un Paese (e una città)
la conseguenza e la manutenzione che in molti casi non brilla per spirito di squadra e non riesce
dell’editoria di eventi che è quella a fare sistema, questo
che, mi pare, si stia affermando è di per sé un fatto
sempre di più.  n positivo. «È il momento
© RIPRODUZIONE RISERVATA di tornare a stare
insieme, concretamente
e in piena sicurezza»,
ripetono gli organizzatori.
incontri. Ma c’è un’altra sostanziale for- Gli eventi in streaming, infatti, diventati familiari in era
ma di responsabilità che riguarda il mo- Covid, verranno limitati al minimo. «Questo progetto nasce
do in cui la cultura in tutte le sue forme, da un’idea visionaria, coraggiosa, non è stato facile far
tanto più in quelle pubbliche, parla ai funzionare una macchina così complessa», dice Silvia
nostri contemporanei. Può ignorare che Barbagallo, componente del comitato editoriale (con Andrea
chiunque visiti una mostra, entri in un Cusumano, Michele De Mieri, Lea Iandiorio, Rosa Polacco e
teatro, partecipi a un festival arriva oggi Marino Sinibaldi) che ha curato il programma di “Insieme”,
colmo delle sue angosce e delle sue do- evento promosso dal Centro per il libro e la lettura del
mande? Può sottrarsi all’attesa non certo Mibact, dalla Regione Lazio e da Roma Capitale, organizzato
delle risposte ma dello spazio da aprire a dall’Associazione italiana editori (Aie), Istituzione Biblioteche
questi sentimenti, a emozioni senza pre- di Roma, Fondazione Musica per Roma e Zètema Progetto
cedenti che rischiano di restare serrate Cultura. L’unione fa la forza, viene da dire scorrendo il
in dimensioni personali, solitarie, al programma: oltre all’area espositiva con 168 stand, decine
massimo familiari? di incontri con gli autori, reading e performance artistiche
Un festival che con risorse e in spazi “site-specific” (Michal Rovner, Tim Etchells) e musicali (Teho
Foto: C. Minichiello - Agf

pubblici non si misuri con queste nuove Teardo) in alcuni dei luoghi più significativi della capitale:
dimensioni dell’esperienza si espone a il Parco Archeologico del Colosseo e l’Auditorium Parco della
un rischio che per la verità si era già af- Musica, trasformati per l’occasione in palcoscenico per
facciato, nell’affollato e tutto italiano pa- i libri, gli scrittori, gli editori e, soprattutto, i lettori. n
norama di manifestazioni, festival e © RIPRODUZIONE RISERVATA

27 settembre 2020 75
Idee Nuovi festival

fiere: quello della futilità, dell’effimera ventare un modello, un festival come In-
celebrazione di una passione rispettabile sieme. Nasce sotto l’urgenza e dentro l’e-
ma irrilevante. Il rischio oggi diventa fa- mergenza. Ma forse è una esperienza che
tale. Responsabilità vuol dire anche co- segnerà una discontinuità. Perché nel
struire programmi che entrino in sinto- tempo del Covid c’è da combattere la
nia con questi sentimenti, con la profon- pandemia ma anche da imparare quello
dità degli individui che invitiamo a par- che ci rivela. n
tecipare. Non ha certo l’ambizione di di- © RIPRODUZIONE RISERVATA

Preferisco il rumore del pubblico


di Riccardo Falcinelli

Per chi scrive saggistica – più spesso sul momento, insieme a quel pubblico
che per i romanzieri – gli incontri preciso. Parlando di fronte a uno
pubblici possono prendere la forma schermo, invece, questo riscontro
di lezioni, talk, dibattiti, conferenze; manca, e gli ascoltatori diventano
e diventano un’attività parallela e una massa opaca. Allora le strade
indipendente rispetto all’eventuale sono due: o preparare un discorso
testo, film, spettacolo che si con le battute al millimetro, come
sta presentando. Negli ultimi due anni in televisione, oppure ci si ritrova
ho fatto oltre quaranta incontri per a improvvisare davanti a un muro.
parlare dei miei libri: molti nelle scuole Insomma, la tecnologia non è mai
superiori e nelle università, vere e invisibile o neutra. La webcam è
proprie lezioni da professore ospite. una mediazione invasiva. Parlare
Il 2020 ha ovviamente cambiato regole Riccardo Falcinelli, visual in pubblico è un rituale: rivendico
e prospettive, e ci siamo trovati con un designer, sarà protagonista la necessità di vestirmi in certo
pezzo mancante. di un incontro dal titolo modo, di viaggiare, di prepararmi
Un pezzo vitale. “Figure: come si guarda psicologicamente a quel momento.
Per correre ai ripari sono proliferati un’immagine” (il 4 ottobre, Da casa non riesce con la stessa
gli eventi online, le presentazioni in ore 11,30, Auditorium) concentrazione: fare lezione nel
streaming. Per editori e librai è stato mio salotto, con i “congiunti” nella
un modo per continuare a promuovere preciso e in un momento preciso, la stanza accanto, è alienante. Anche le
i libri; per gli autori è stato il tentativo mediazione della webcam irrigidisce presunte domande online, pure se in
di restare in contatto con i propri gli incontri rendendoli un po’ tutti diretta, restano inerti: non senti chi e
lettori. Lo ammetto: per me è stato uguali. Il video insomma impone perché te lo sta chiedendo. Dal vivo
un incubo.  a qualsiasi discorso la freddezza se una certa domanda la fa un ragazzo
Ho capito che preferisco parlare della conferenza o la sciatteria della di liceo o una signora ti dà anche una
in presenza, e che stare dietro a videochiamata. Questo può andar prospettiva su come rispondere. Dal
uno schermo non mi diverte, anzi bene in università, con un pubblico vivo ci sono aspetti stimolanti, creativi,
mi logora. L’incontro online non è attento e preparato, ma non sempre. che ti fanno venire in mente cose a cui
affatto la stessa cosa e non lo dico Mi spiego: di fronte a un auditorio non avevi pensato prima. Anzi, spesso
per fare l’elegia di un fantomatico non specializzato, generalista (che le idee per nuovi libri mi sono venute
o romantico calore umano. C’è una poi sono la maggior parte dei lettori proprio rispondendo alle domande
questione strettamente tecnica. veri) ti accorgi subito se si annoiano, durante una presentazione. Insomma,
Il medium, si sa, determina il se non ti seguono, o se hai imboccato almeno per me: lunga vita ai festival.
messaggio, e mentre dal vivo si una strada senza uscita. Sei pronto Certo: distanziati, in sicurezza. Ma dal
sta parlando di fronte a qualcuno per accorgertene e aggiustare subito vivo tutte le volte che si può. n
che ci ascolta lì, in quel posto il tiro. Dal vivo le parole le costruisci © RIPRODUZIONE RISERVATA

76 27 settembre 2020
18-3-1932 / 18-9-2020 Idee

Golino, nordico
napoletano
Giornalista, per anni curatore delle pagine culturali
e vicedirettore dell’Espresso, aveva fatto della critica
letteraria un appuntamento atteso. Con ironia.
E sempre senza arroganza
di Bruno Manfellotto Enzo Golino

A
ttraversava il corridoio di via Po con passo lo, un napoletano nordico pure lui, ma con una punta di sar-
lento, compassato. In una mano la sacca del- casmo in più, lo aveva definito “un uomo chiamato cavillo”.
la palestra, nell’altra la borsa degli immanca- Enzo lo leggeva quasi come un complimento.
bili “freschi di stampa”. La giacca morbida, la Ovunque abbia lavorato, Golino ha lasciato il suo segno.
piega impeccabile dei pantaloni, la camicia Adriano Olivetti lo aveva in grande considerazione. Alla Rai
perfettamente stirata. Raggiungeva con cal- entrò per concorso e fu assegnato all’inizio al settore varietà
ma la sua stanza zeppa di libri e carte dove, d’estate e d’in- e spettacolo, allora elegante e ricercato; poi, grazie al sugge-
verno, la finestra restava socchiusa: per evitare che s’aprisse rimento di Andrea Barbato e all’intuito di Fabiano Fabiani,
troppo o che il vento la sbattesse, l’aveva fatta fissare con un passò ai programmi culturali e ideò trasmissioni memorabi-
gancetto a un occhiello di ferro. Tutto doveva essere a posto. li con Tullio De Mauro e Umberto Eco. Fu vicino al Gruppo
Enzo Golino, scomparso a 88 anni il 18 settembre scorso, ’63, di cui fu sempre punto di riferimento. Tra i fondatori di
rappresentava una certa idea di Napoli. I cui abitanti si posso- “Repubblica”, ne inaugurò e diresse le pagine culturali e fece
no grossolanamente dividere in due grandi tribù: i napoletani scoprire Beniamino Placido a Eugenio Scalfari, e basterebbe
arabi e i napoletani nordici, o meglio anglo-elvetico-germani- solo questo. Al “Corriere della Sera” di Piero Ottone guidò la
ci, che della città colgono il meglio e rifiutano il peggio. Enzo terza pagina. All’“Espresso” fece della critica letteraria un ap-
apparteneva a pieno diritto alla seconda. Non disdegnava la puntamento atteso oltre che uno strumento per comprende-
scaramanzia, ma ne rifiutava ogni forma plebea; dialogava re quanto letteratura e società si alimentino l’un l’altra.
costantemente con la morte, ma con un sorriso distaccato Conoscendolo meglio, colpiva che dietro un’apparente leg-
(aveva un bellissimo sorriso). Coltivava un’ironia sottile, però gerezza (era anche uno straordinario ballerino) si nascondes-
mai feroce, mai arrogante: criticava, e stroncava, con paca- se il grande studioso, l’uomo dalla scrittura ricca e chiara, per
tezza. Parlava raramente in dialetto, ogni tanto però ne citava il quale la cultura non era un fine da ostentare, ma uno stru-
un’espressione, più per passione di studioso che con folclore mento di lavoro e di conoscenza. Mai professorale, mai auto-
nostalgico. ritario, magari pedagogico (qualità che riconosceva all’ama-
Come molti napoletani, che si vestono come immaginano to Pasolini), sapeva ascoltare: per questo piaceva ai giovani.
si vestano gli inglesi, curava maniacalmente l’abbigliamento. Riservato, di sé parlava poco e con naturale understatement.
La visita guidata al suo appartamento era illuminante: i guar- Se gli chiedevi del suo passaggio da “Repubblica” al “Corrie-
daroba si alternavano alle immense librerie che tappezzava- re” si limitava a ricordare che quando si incontrò con Ottone
no la casa, e camicie, scarpe, abiti erano ordinati con la stessa all’Hassler vestivano entrambi di lino chiaro… Come mol-
cura con la quale erano sistemate in ordine alfabetico le di- ti napoletani della sua tribù, aveva un debole per la cultura
verse edizioni della letteratura italiana e straniera. Il metodo angloamericana. Se doveva citare un periodo felice – lo fece
utilizzato per studiare le parole, frustare gli stereotipi, mette- in una rara intervista ad Annamaria Barbato Ricci – pensava
Foto: M.Toniolo / Agf

re in guardia da un certo modo di usare linguaggio e comuni- ai mesi trascorsi ad Harvard negli anni ’60 per un seminario
cazione, era in fondo simile all’attenzione con la quale, alzati internazionale: cultura diffusa, un campus bellissimo e una
gli occhiali sulla fronte, palpava un tweed prima di decidersi a biblioteca aperta giorno e notte. Per lui, il mondo perfetto. Q
farne un abito. Eleganza, rigore, cura del dettaglio. Nello Ajel- © RIPRODUZIONE RISERVATA

27 settembre 2020 77
Cinema

Umanità e ironia ma anche denuncia e


indignazione. Perché Ficarra&Picone sono
negli anni diventati lo specchio degli italiani

I PIÙ BELLI DEL


Reame
di Roberto Andò

L
a comicità è una delle sempre stato dissimulato in un tono di
sintesi supreme della proverbiale leggerezza. Insomma, i lo­
cultura di un popolo. ro film non sono mai stati usati per
Di grandi comici ne istruire processi, tutt’altro. Sin dai pri­
nascono pochi, ma mi passi Salvo e Valentino hanno con­
quei pochi, spesso, ri­ segnato il loro moralismo, o la loro in­
escono a contrasse­ dignazione morale, a una cifra inter­
gnare un’epoca. rogativa, aperta al dubbio, e intonata a
Partiti dall’indolenza geometrica, e una poetica d’irresistibile umanità.
filosofica, dei nati stanchi, uno stato In effetti, come mostra bene il libro telefonata in cui proponeva a Picone la
quasi oblomoviano, Ficarra e Picone di Ornella Sgroi, “È la coppia che fa il futura ditta. Quando, anni dopo, arri­
– Salvo e Valentino per gli amici – rap­ totale. Viaggio nel cinema di Ficarra vata la popolarità, i due amici passano
presentano in coppia il genio comico & Picone” (HarperCollins) sono due al grande schermo, condividono subi­
che ha saputo raccontare meglio il esempi unici nel nostro cinema, due to il desiderio di circondarsi di grandi
carattere degli italiani nel nostro comici, ma anche due autori, che han­ professionisti della sceneggiatura
tempo. Un tempo non facile da inter­ no saputo dedicare uno sguardo pro­ (Francesco Bruni) e della fotografia
cettare, caratterizzato com’è da una fondo e originale alla politica, al co­ (Roberto Forza). Hanno cioè un’idea
oscura inclinazione al risentimento. stume e alla società italiani, distillato chiara del cinema cui ambire. E sin dai
Passato al filtro della sapienziale iro­ dapprima attraverso l’esperienza ma­ quei primi passi la loro più grande for­
nia siciliana, il veleno del risentimen­ turata in teatro come attori di caba­ za è la capacità di rovesciare gli stereo­
to si è trasformato nei loro film in una ret, poi anche attraverso la televisione tipi e rileggere le trame del Sud in mo­
drammaturgia paradossale e intelli­ – decisivo è stato Zelig – prima di con­ do paradossale, scrutandole attraver­
gente, uno specchio in cui gli italiani sacrarsi definitivamente e con travol­ so la lente di una filosofia surreale.
hanno potuto contemplare se stessi e gente successo all’amato cinema. I due guardano ai classici della
ridere dei propri vizi e delle proprie Tra i vari passaggi del libro che si commedia all’italiana, a Totò, ma an­
meschinità. possono citare, è molto bello il raccon­ che al cinema di Pietro Germi, un
Il grande comico ospita quasi sem­ to del loro incontro nell’estate del 1993 fuoriclasse che ha saputo raccontare
pre un moralista, e Salvo e Valentino, in un villaggio turistico di Giardini la Sicilia come pochi. Inoltre, ammira­
nella continuità della loro postura di Naxos, con Salvo nelle vesti di anima­ no incondizionatamente “C’era una
attori e autori, hanno sempre mostra­ tore e Valentino in quelle di cliente. A volta in America” e “Nuovo Cinema
to una vena moralista. Ovviamente, il quanto pare è stato Ficarra, dopo una Paradiso”, ma anche “Rocky Balboa”.
loro moralismo non si è mai manife­ serata trascorsa ognuno nel proprio Sono due cinefili agguerriti, vedono i
stato con prediche e sermoni, anzi, è ruolo, a farsi vivo l’indomani con una film degli altri per costruire e fortifi­

78 27 settembre 2020
Idee

Il saggio “È la coppia
che fa il totale. Viaggio
nel cinema di Ficarra &
Picone” di Ornella Sgroi
(HarperCollins, 384 pp,
€ 18) è in libreria dal
primo ottobre. A sinistra:
Ficarra e Picone sul set
del film “Andiamo a quel
paese”, nel 2014

care il proprio immaginario. Esami­ aspetto proprio bello, che ci piace des Rubio per la fotografia, e ancora
nando i loro film, da “Nati stanchi” a molto», confida Valentino a Ornella Edoardo De Angelis, regista in pro­
“Il 7 e l’8”, passando per “La matassa” e Sgroi. E gli fa eco Salvo: «Le più belle prio ma “complice artistico” della
“Anche se è amore non si vede”, e poi commedie all’ita liana, quelle degli coppia, Gianni Costantino, da sem­
ancora “Andiamo a quel paese”, “L’ora anni Cinquanta, avevano il loro pun­ pre loro aiuto regista e casting direc­
legale” e “Il primo Natale”, si riconosce to di forza nel fatto che non erano mai tor, per dire solo di alcuni dei compo­
un’attitudine al romanzesco, l’unico film in cui il regista si metteva in pri­ nenti di questa vera e propria factory
dispositivo attraverso il quale è possi­ mo piano, ma erano costruiti creativa. Ovviamente il merito prin­
bile riagguantare il tempo, come se soprattutto sulla sceneggiatura e sui cipale di un libro come questo è quel­
Foto per gentile concessione di: Dario Palermo e Oriana Palermo

anche per loro il cinema fosse il solo personaggi, quindi sugli inter preti». lo di farci conoscere meglio i due pro­
modo per ricostruire una versione at­ Sembrerebbe una dichiarazione di tagonisti, e mi sembra del tutto riu­
tendibile del passato, disseppellendo­ poetica e forse lo è, tra le righe del li­ scito. Essendo da molti anni amico di
ne segreti e misteri. In questa osses­ bro è infatti esibito con umiltà anche Valentino e Salvo pensavo che mi sa­
sione, Ficarra e Picone si rivelano in­ un metodo di lavoro, nelle cui pieghe rei imbattuto in aneddoti che cono­
sieme borgesiani e siciliani. si coglie una propensione alla mania­ scevo già, ma non è stato così. D’al­
«A me è sempre piaciuta l’idea di calità più scrupolosa. Ovvio che in tronde, Ornella Sgroi non è soltanto
andare avanti e indietro nel tempo, ed queste pagine ricorrano i nomi dei una studiosa attenta e intelligente,
è vero che tutte le nostre storie, anche collaboratori di sempre e di quelli ma anche una persona curiosa e sen­
quelle che alla fine non abbiamo mai nuovi, dai musicisti Paolo Buonvino e sibile, che nell’intraprendere il me­
girato, affondano molto nel passato Carlo Crivel li, al montatore Claudio stiere del critico non ha voluto rinun­
per esplorare le ripercussioni che il Di Mauro, all’organizzatore e pro­ ciare al piacere di rimanere spettatri­
passato produce nel presente, magari duttore esecutivo Attilio De Razza, a ce, la qualità suprema per amare e far
portando alla luce cose nascoste che Nicola Guaglianone per la sceneggia­ amare il cinema. n
si scoprono all’improvviso. È un tura, a Cesare Accetta e Ferran Pare­ © RIPRODUZIONE RISERVATA

27 settembre 2020 79
Bookmarks/i libri
FANTASMI A BUENOS AIRES
Arriva in italiano “Figure in salotto” di Norah Lange, musa di Borges
SABINA MINARDI
Eterea e longilinea, con quei geni paterni nor- romanzo e i gesti rarefatti delle protagoniste:
vegesi, e irlandesi da parte di madre, un po’ lampioni intermittenti, vento, zoccoli di caval-
spettrale doveva sembrarlo anche lei, a Bue- li. E fantasmi, naturalmente, che si fanno beffa
nos Aires: Norah Lange, affascinante scrittrice degli altri e tormentano chi sa vederli: lo sa be-
caduta nell’ombra, che Adelphi rilancia ora ne l’inglese Ann Radcliffe, non a caso sempre
con il romanzo “Figure nel salotto”. altamente contigua a follia e depressione. Il
Dal buio di una sera, squarciata da un fulmine, cortocircuito con la biografia della scrittrice è
nel riquadro di una finestra di fronte tre sago- inevitabile, e anzi accresce l’impressione della
me si stagliano nette: scure, pensierose, gesti lettura: vivace, viaggiatrice, “musa degli ultrai-
lenti e infiniti silenzi, che pure ipnotizzano sti”, “la donna che spezzò il cuore a Borges”
chi le guarda. Ed è lo sguardo della fanciulla (nel gruppo degli avanguardisti argentini gli
la voce che domina il romanzo: di colei che le preferì il poeta antagonista Oliverio Girondo),
scruta e ne indovina pensieri, frasi, intenzioni. Norah Lange emerge in tutta la sua visiona-
Silhouette vestite a lutto, e disegnate a forma rietà e letterarietà. Le stesse che uniscono in
di segreto, che di certo nascondono indicibili misteriosa parentela gli scrittori d’ogni tempo
colpe. Facile, e altamente piacevole, scivolare nell’ipnotico e latitudine: perciò, se in qualche remoto angolo del cuore
pedinamento che l’adolescente mette in atto, pur di sedere risuona in voi l’eco di “Malombra” di Antonio Fogazzaro, la
anche lei in quel salotto: che più si fa inquietante, più la spin- marchesina Marina si ridesterà di colpo. n
ge a ipotizzare, a desiderare, a immaginare la vita di quelle © RIPRODUZIONE RISERVATA

donne. Incalzata dall’ansia che il sospetto di follia genera,


fino alla consunzione: come Edgar Allan Poe ci ha insegnato “FIGURE IN SALOTTO”
nelle sue storie brevi, vedi “Il ritratto ovale” di scolastica me- Norah Lange (trad. Ilide Carmignani)
moria. Il gotico più inconfondibile spennella le atmosfere del Adelphi, pp. 150, € 16

«Mi sono convinto Manoscritti, vite Benedetto Croce


che anche quando che si intrecciano, riteneva il “se”
tutto è o pare passato e presente un “giocherello”
perduto, bisogna che tornano. La più antistorico e illogico.
rimettersi all’opera, classica, ed esplorata, Ma l’impostazione
ricominciando delle miscele in un controfattuale, a
dall’inizio”. Così mystery letterario partire da esiti diversi
scriveva Antonio molto accattivante, dei fatti, è uno dei
Gramsci nelle “Lettere che scavalla i secoli e dieci modi di riscrivere
dal carcere”. E così esordisce la grande storia. Al centro, la tomba la storia adottato da questo saggio.
il racconto di una ex giornalista di Charles Baudelaire a Parigi, che Un viaggio al tempo delle fake news
dell’Unità, ora collaboratrice romanticamente ricompone amori, ma anche delle infinite reinvenzioni
dell’Espresso, che compie un esistenze e segreti che si rincorrono. della storia: oltre il confine del
imprevisto percorso al contrario, Con lo stratagemma di una lettura vero o nel tempo che non c’è. Con
tipico di un’intera generazione: poter che può procedere, oltre che in l’obiettivo non di relativizzarla o
contare a 25 anni su un lavoro fisso, ordine sequenziale, assecondando di negarne l’importanza, ma per
e perderlo a 40. Senza mai smarrire le vicende di un solo personaggio, la ribadirne, al contrario, il metodo
la passione per il suo mestiere. Baronessa, romanzo nel romanzo. critico: utilissimo al presente.

“UNA STORIA AL CONTRARIO” “STORIA DI DUE ANIME” “NEL LABIRINTO DEL PASSATO”
Francesca De Sanctis Alex Landragin (trad. Claudine Turla) Tommaso di Carpegna Falconieri
Giulio Perrone editore, pp. 167, € 17 Editrice Nord, pp. 388, € 18 Editori Laterza, pp. 204, € 18

27 settembre 2020 81
Il corpo delle donne

«Sono io. Mi faccio


fotografare, ma non voglio
un nome di fantasia.
Perché quel che è accaduto
a me può accadere
a ognuna di noi»

82 27 settembre 2020
Storie
LA LEGGE 194 CALPESTATA

Vi racconto la cicatrice:
il diritto di aborto trasformato
in tortura. In nome di tutte
Il feto malformato, l’urgenza di un’interruzione terapeutica di gravidanza. L’inizio di un calvario
fatto di umiliazioni, silenzi, disprezzo. A Roma: dove ci sono 5 medici non obiettori per 3 milioni di abitanti

di Beatrice
Dondi e Elena Testi
foto di Antonio Faccilongo per L’Espresso

È
il 22 febbraio 2020. In tele- l’esistenza di eventuali malforma-
visione passano le notizie zioni, ma quasi sempre di fronte al-
di una possibile zona rossa lo schermo che proietta l’immagine
nel Lodigiano provocata del feto ti concentri nei tratti soma-
dal primo caso italiano di Corona- tici. È una caccia ai lineamenti. «A
virus. Codogno è in sottofondo. Al un certo punto il ginecologo smette
tavolo siamo in tre. Tre generazioni di parlare, poi ci dice che qualcosa
diverse. Tre storie. Una di noi ha una non va. Il feto è malformato, ha un
figlia ormai avviata alla vita adulta, ventricolo solo e l’aorta schiacciata.
l’altra di figli non ne ha e forse non Il giorno dopo ci manda da un’altra
ne vuole avere. E poi c’è lei che, specialista. Conferma la diagnosi,
pochi mesi fa, si è sottoposta a un ci dice che potremmo farla nascere
aborto terapeutico. comunque con un’operazione fatta
Tiriamo fuori uno smartphone da un luminare. Avrei dovuto met-
per registrare. Ogni parola deve ri- generazioni diverse ma che ha sem- terla al mondo e farla intubare; al
manere, lo decidiamo mentre il Co- pre la medesima procedura. L’unica sesto mese sottoporla a una nuova
vid-19 entra da una tv accesa. Lei cosa che cambia è la sensazione che operazione per un’aspettativa di vita
ha un parka verde, i capelli stretti ti lascia. La cicatrice, la chiamano. massimo di tre anni. Mi sono rifiu-
in una coda arruffata. «Me lo pos- Lei comincia a parlare, parte la tata. La specialista era una neocate-
so togliere?», dice mentre è già con registrazione: «Quella mattina, il 5 cumenale».
solo il maglione indosso e il vassoio settembre, accompagno mia figlia

P
di pasticcini appoggiati sul tavolo. a scuola con mio marito. Ha cin- er arrivare a questo breve
Calma, lucida, affilata: «Vi dico già que anni, è sveglissima, forse anche inizio è servita un’ora, inter-
che non voglio un nome di fanta- troppo. Fuori le madri mi vedono vallata da frasi, domande.
sia, anzi non voglio proprio un no- con la pancia. Ero quasi al sesto me- Un buco di dubbi di fronte a
me perché quello che è accaduto a se». Non fa mai una pausa, mai una un feto che cresce ma è “inadeguato
me può accadere a tutte». Ci indica lacrima, mai qualcosa che ci spinga alla vita”, questa la formula lessica-
con il dito e poi si mette seduta, fa a farle prendere un secondo di atte- le usata dai medici. «Quando ho de-
cenno di procedere con la registra- sa dal ricordo. «Dopo averla lascia- ciso che non avrei messo al mondo
zione. Che diventa in un attimo una ta andiamo a fare la “morfologica”. una bambina così malata, pensavo
chiacchierata tra amiche, tra donne Sono eccezionali queste nuove tec- che sarei riuscita a fare tutto presto,
che ne conoscono altre nella stessa nologie, vedi tutto, riesci persino a subito. Pensavo che trovare un ospe-
situazione, che hanno già sentito capire a chi assomiglierà». L’ecogra- dale in grado di farmi abortire non
questa storia. La stessa ripetuta tra fia morfologica serve per accertare fosse un’odissea, pensavo di aver

27 settembre 2020 83
Il corpo delle donne

bisogno di un chirurgo, pensavo tortura di un diritto riconosciuto


di non dover sentire dolore. Pensa- per legge. Partoriscono, in alcuni
vo che una legge sarebbe bastata. casi, senza che nessuno spieghi loro
Invece sono entrata in un inferno come avverrà. Non esiste uno spor-
infinito, in cui le informazioni e l’a- tello informativo. Sentono frasi cru-
iuto ricevuto sono stati pari a zero, deli e inutili, come «Io ne conosco di
in cui ogni giorno venivo rimandata persone nate con un ventricolo solo,
al successivo. Dal giovedì al venerdì, e stanno benissimo». Vedono il figlio
dal venerdì al sabato, poi c’è il week desiderato uscire dal loro corpo. So-
end, forse lunedì, forse no. E per tut- le, spesso dentro un bagno, abban-
ti quei giorni sono rimasta in piedi, donate. Ritrovate sopra una tazza
in piedi come un cavallo, per non del cesso mentre spingono il feto,
sentirla muovere, sperando solo che perché un’ostetrica ha deciso che in
finisse presto, imbottita di vino e di sala parto non ci devono stare. C’è
Xanax». chi si rifiuta di praticare loro la tera-
Questa donna, che non vuole un pia del dolore perché gli anestesisti
nome e vuole essere il nome di tut- obiettori di coscienza, per esempio
te, ha la stessa storia di molte altre: nel Lazio, sono quasi la totalità. C’è
l’aborto, che sia terapeutico o no, ha chi invece inietta morfina quando
dei tempi di attesa che assomigliano ormai è troppo tardi. Sono costrette
a una pena da scontare. Un silenzio a risentire il battito prima del par-
di giorni durante i quali devi trovare to. A rimanere ricoverate per giorni
un ginecologo che non sia obiettore perché l’unico medico non obiettore
di coscienza, che abbia un turno li- ha ormai terminato il turno e biso-
bero e che sia disponibile a prendere gna attendere che torni. E allora le
in carico il tuo caso. A Roma i medici culle intorno a loro si riempiono e
disposti a praticare un aborto tera- sentono la gioia della nascita del-
peutico sono cinque in tutta la città. la compagna di stanza. Il travaglio
Cinque medici per quasi tre milioni dell’altra. Con le ostetriche, anch’es-
di abitanti. Poi c’è la visita psichia- se obiettrici, che ti guardano con di-
trica. Secondo la legge 194 chi si sprezzo.
sottopone ad aborto terapeutico «Ricordo che c’era solo gente che
può procedere solo nel caso in cui la partoriva, palloncini, fiocchetti e
propria salute fisica o psichica sia in gridolini», lo dice con rabbia, ma con
pericolo. L’incompatibilità del feto un sorriso, tra le labbra strette: «Mi
con la vita non viene presa in con- hanno fatta stare in quell’ospedale a
siderazione. E quindi uno psichiatra forza, per quattro lunghissimi gior-
deve accertare che la salute mentale ni, nel silenzio. Non sapevo quando
della donna sia a rischio, nonostante sarebbe successo, non sapevo che
la motivazione sia un’altra. sarei rimasta ricoverata tutto quel segnata subito dopo le dimissioni,
tempo. Non sapevo che nessuno mi conteneva solo la data di accettazio-

I
n ospedale entri in mezzo alla avrebbe praticato l’epidurale. Non ne e quella di uscita».
vita che scorre, mentre quella sapevo i medicinali che mi avreb- Il Covid-19 continua in un fruscìo
che porti in grembo sai che non bero somministrato». Chiede se è lontano, lo commentiamo mentre
nascerà. Felicità che si mischia giusto, chiede se è normale. Chiede. l’inviato di una tv all-news tenta
al dramma. Al tavolo la registrazio- E noi ascoltiamo con un registrato- una diretta. Nessuna di noi sa che
ne non viene mai bloccata. Le parole re acceso, consapevoli che quelle il Sistema sanitario nazionale verrà
continuano, poche domande che si domande sono state già fatte tante completamente messo in discus-
intrecciano al racconto: «Ho atteso volte, troppe volte, da altre donne. sione da lì a pochi mesi, mentre noi
un’ora e quaranta prima che qual- Da altre coppie. lo stiamo già facendo. «È stato un
cuno si accorgesse di me, ho dovuto «Quando è arrivato il giorno, mi attimo: appena prese quelle pillole
urlare per farmi notare. Poi c’è stato hanno dato alcune pasticche, senza è iniziato un dolore che non si può
l’incontro con lo psichiatra. Un in- spiegarmi niente. Neppure dopo ho descrivere. Il parto è cominciato,
contro freddo, una pratica da sbri- potuto capire cosa fossero, visto che un vero parto, non un’operazione. E
gare senza empatia». È l’inizio della la cartella clinica che mi è stata con- nessuno mi aveva preparata a que-

84 27 settembre 2020
Storie

pre è così. Ci sono donne che non


possono permettersi un percorso
terapeutico dopo un trauma. Fami-
glie distrutte e aborti negati. Donne
costrette come ladre a emigrare in
Paesi stranieri perché non riescono
a trovare un medico che prenda in
carico la loro cartella clinica, men-
tre in Italia si discute se la Ru-486,
conosciuta come aborto farmaco-
logico, possa essere applicato in
day hospital, senza necessità di un
ricovero di tre giorni. Quando quei
tre giorni significano dover subire
violenze psicologiche e fisiche.

L
a pietas negata e conquista-
ta con la legge 194 del 1978,
più di 40 anni fa e ancora ma-
le accettata con un numero
di medici obiettori di coscienza che
sfiora il 70 percento nella maggiore
parte delle regioni italiane.
Silvana Agatone, presidente Laiga,
racconta come tutto sia peggiorato
con il Covid-19: «Non trovavamo
ospedali dove poterle indirizzare,
soprattutto in Lombardia. Venivano
respinte, le diagnosi prenatali arri-
vavano tardi e allora molte di loro
si sono viste costrette ad andare in
Inghilterra o in altri Paesi europei,
dove i tempi per praticare un abor-
to terapeutico sono più lunghi». Alla
domanda come mai è così difficile
trovare un medico che ti aiuti, spie-
ga: «Molti di noi vengono denuncia-
ti dai colleghi e allora iniziano anni
di lotte in tribunale, Laiga nasce ad
sto. Urlavo come una pazza e alla fi- gerà la sua esperienza. Per rispetto esempio perché nel 2008 la polizia
ne mio marito ha creduto che sarei di tutte quelle donne che hanno vis- fece irruzione in un ospedale di Na-
morta. È uscito per chiedere aiuto e suto lo stesso atroce diritto violato poli, accusando madre e medico di
chi è entrato nella mia stanza mi ha e garantito dalla legge italiana. Lo eseguire un aborto illegittimo. Così,
sbeffeggiata: “Ma che è tutta questa abbiamo fatto perché quello che oltre al trauma, devi anche finire di
scena, sei al secondo figlio, che non è stato trascritto è sufficiente per fronte al giudice». Reparti fermi,
sai come si fa?”». Passano le ore, sen- comprendere. medici che si rifiutano, un ministero
za aiuti, senza epidurale. Il feto è sci- La donna, che un nome non vuole della Salute che non rende noti i da-
volato via, non si ricorda se lo abbia avere e che vedete nelle foto, è sta- ti e le donne costrette ad attaccarsi
visto. Semplicemente non ricorda o ta costretta a sottoporsi alla Emdr, al telefono con la speranza che non
non vuole farlo. tecnica di psicoterapia praticata ai finisca il termine previsto di 22 set-
Di questa registrazione, datata reduci di guerra per superare i trau- timane. Laiga per aiutarle ha deciso
22 febbraio, abbiamo tolto tanto, il mi subiti e lo ha potuto fare perché di creare una mappa che almeno in-
sangue, la vista, la crudeltà ecces- «benestante, colta e con un marito e dichi loro in quale ospedale andare.
siva. Lo abbiamo fatto per rispetto una famiglia capace di aiutarla», co- Per il resto solo silenzio. Q
di chi ha voluto denunciare e rileg- me lei stessa ha detto. Ma non sem- © RIPRODUZIONE RISERVATA

27 settembre 2020 85
Nuovi farmaci

LA CACCIA ALLA CURA

Nella lotta al Covid c’è


una sperimentazione
inattesa: la cannabis
Dal Canada a Israele, si testano prodotti a base di marijuana
da inserire nelle terapie contro il virus. Ecco quali, come e perché
di Alessandro De Pascale

I
n attesa che il vaccino arrivi e tamento ad eccezione del Remde-
sia disponibile per tutta l’uma- sivir per alcuni gruppi di pazienti»,
nità, anche la cannabis può ve- puntualizza De Pauw. E la ricercatri-
nire utile nella battaglia contro ce è già orgogliosa del lavoro che sta
il Covid-19. «Come potenziale tera- facendo su queste sostanze: «A oggi
pia di supporto, s’intende», precisa sono appena 5 i farmaci approvati
Aurélia De Pauw, ricercatrice e vice- contenenti Thc e/o Cbd e 3 di questi
presidente programmi clinici della sono a base di cannabinoidi sintetici.
canadese Tetra Bio-Pharma. «Qui a La nostra è una delle poche aziende
Ottawa, ad esempio, abbiamo acce- al mondo a sviluppare medicinali da
lerato lo sviluppo del Ppp003, un no- prescrizione di quest’ultimo tipo,- in
stro farmaco cannabinoide sintetico un settore che deve affrontare mol-
che può prevenire o ridurre la cosid- teplici sfide legate alla lunga storia
detta tempesta di citochine, una re- della messa al bando della cannabis,
azione immunitaria potenzialmente sommate alle difficoltà nello studia-
fatale osservata nel coronavirus. In re e comprendere i suoi effetti bene-
caso di trattamento precoce, po- fici sugli esseri umani».
Una serra della Broken Coast
trebbe inoltre evitare l’aggravarsi del Ma alla Tetra Bio-Pharma non Cannabis, in Canada, dove
Sars-Cov2 verso l’ultimo stadio della sono gli unici a lavorare sull’ipotesi si producono cannabinoidi
disfunzione polmonare». Riguardo che i cannabinoidi possano essere legali per uso terapeutico
ai progressi della sperimentazione utili nella lotta al virus. Sempre in
del Ppp003, «stiamo completando i Canada, un team di ricercatori ha
test non clinici di affidabilità, neces- inviato due articoli scientifici in re- nire lo sviluppo della tempesta di ci-
sari a dimostrare la sicurezza di un visione proprio sul potenziale impie- tochine». A parlare è Igor Kovalchuk,
farmaco prima di iniziare gli studi go contro il Covid-19 della cannabis. dottorato di ricerca in carcinoma
sull’uomo. Mentre a fine anno vor- Soprattutto “light”, quindi a basso mammario conseguito in Ucraina
remmo avviare la Fase 2», dice De potenziale psicoattivo ma ad alto (suo Paese d’origine) poi approdato
Pauw. Tempi troppo lunghi? «A mio contenuto di Cbd. «Abbiamo regi- anche lui in Canada. Dove dal 2001
parere siamo lontani dal vedere la fi- strato possibili effetti benefici inibi- insegna all’Università di Lethbridge,
ne del Sars-Cov-2», risponde la ricer- tori nelle recettori proteine necessa- cittadina nella provincia dell’Alber-
catrice, come dire che il problema rie affinché il virus entri nelle nostre ta, ai piedi delle Montagne Rocciose.
(purtroppo) durerà abbastanza per cellule (Ace2 e Tmprss2). Il corona- Per condurre le loro ricerche di labo-
rendere utili anche i cannabinoidi di virus avrà minori possibilità di infet- ratorio, Kovalchuk e il suo team han-
Tetra Bio-Pharma. «Inoltre, anche se tarle, se riduciamo il livello di queste no impiegato principi attivi estratti
le pubblicazioni scientifiche prodot- proteine sulla superficie cellulare. direttamente da piante di cannabis
te sono paragonabili a 10 anni di ri- Inoltre alcune varietà di cannabis auto-prodotte. «Vari ibridi, all’incir-
cerca sull’Hiv o 100 sulla tubercolosi, (non tutte) sarebbero eccellenti nel ca di 400 varietà, con differenti livelli
tuttora non è disponibile alcun trat- ridurre l’infiammazione e nel preve- di cannabinoidi e terpenoidi», rivela

86 27 settembre 2020
Storie

il docente, «senza inizialmente pre- tati direttamente con il Covid-19, sia in Europa. Il medico israeliano si
stare attenzione al profilo. Solo in in quanto l’infezione virale innesca chiama Barak Cohen ed è l’aneste-
seguito abbiamo adoperato princi- l’infiammazione, ma abbiamo imi- sista responsabile dell’emergenza
palmente quelle con Cbd dominante tato quella risposta inducendola con coronavirus al Tel Aviv Sourasky Me-
( fino al 15 per cento). Questo perché sostanze chimiche, quali il fattore di dical Center, il principale complesso
molti pazienti non vorrebbero assu- necrosi tumorale (Tnf ) e gli interfe- ospedaliero della capitale israeliana
mere estratti ad elevato contenuto roni (Ifn)». e il terzo maggiore del Paese. «È un
di Thc: non li prenderebbero rego- nuovo approccio per trattare alcuni

A
Foto: J. Osborne/Redux/ Contrasto

larmente se avessero effetti psicoat- oltre 10 mila chilometri sintomi del coronavirus, usando un
tivi». I test sono stati condotti gra- di distanza dal Canada, in componente della pianta di canna-
zie a un’interessante innovazione: Israele, c’è un medico già bis considerato sicuro e che non crea
«Abbiamo acquistato tessuti umani pronto a sperimentare in dipendenza», spiega Cohen. Dopo
ingegnerizzati stampati in 3D», spie- ospedale contro il Covid-19 un altro l’annuncio del Sourasky Medical
ga Kovalchuk, «che hanno tutti gli farmaco a base di Cbd, l’Epidiolex, Center, diverse aziende israeliane,
strati cellulari presenti normalmen- già utilizzato per l’epilessia e per come quelle specializzate in canna-
te nell’uomo. Non li abbiamo infet- questo scopo approvato sia negli Usa bis farmaceutica del Cannabis

27 settembre 2020 87
Nuovi farmaci

Coltivazione di piantine di marijuana per uso medico a Vancouver, Canada occidentale

Innovation Center, stanno bus- tech Group, società di farmacologia Questa giovane azienda, in cui già
sando alle porte degli ospedali isra- biologica fondata nel 2001 con sedi nel logo è presente la foglia di mari-
eliani. Nel Paese mediorientale l’e- operative a Saccolongo (Padova) e juana, è l’emblema dell’intero nuovo
mergenza Covid è riesplosa proprio a Pozzuoli. «Iniziammo a studiare business nordamericano su questa
nelle ultime settimane, con un boom questa cellula nel 1992, grazie allo pianta millenaria. Quartier generale
di nuove infezioni e la decisione del straordinario suggerimento di una a Toronto (Canada) e braccio ope-
governo di chiudere di nuovo il Pae- donna altrettanto straordinaria, Ri- rativo in Pennsylvania (Usa), la Fsd
se per tre settimane. ta Levi Montalcini», racconta Della Pharma inizia a coltivare a livello
Valle. La micro-Pea svolge una gran- industriale cannabis terapeutica

M
a oltre a quella canade- de varietà di funzioni biologiche da fornire ai pazienti canadesi e del
se e a quella israeliana, correlate al dolore cronico e nevral- resto del mondo (Italia compresa).
nella vicenda della can- gico, agendo anche nei processi in- Forte di quel successo, raccoglie
nabis come potenziale fiammatori. Ed è una delle sostanze capitali quotandosi in Borsa e vol-
arma contro il virus c’è anche una prodotte dal sistema endocannabi- gendo poi il suo sguardo sul settore
pista italiana, che parte dal Veneto noide del nostro organismo, simili farmaceutico che realizza composti
e passa da Napoli. Stiamo parlando a quelle contenute nella cannabis simili. «All’inizio del 2019 abbiamo
di una sostanza che si chiama Pea (gli endocannabinoidi) visto che si acquisito la Prismic Pharmaceuti-
ultra-micronizzata, nota in Europa legano ai medesimi recettori. «Agi- cals, ottenendo così anche la licenza
con i nomi commerciali di Normast sce sul recettore Gpr55, un omologo mondiale (tranne che in Italia e Spa-
e Pelvilen. «È in particelle così pic- dei 2 principali sui quali operano i gna) della Pea ultra-micronizzata,
cole da riuscire ad arrivare bene su cannabinoidi (Cb1 e Cb2), attivati finora venduta dall’italiana Epitech
certe cellule del nostro corpo uma- anche dal Thc, il principale ingre- a centinaia di migliaia di pazienti».
no, come il mastocita che la natura diente psicoattivo della cannabis», Riguardo all’uso che s’intende farne,
ci ha fornito per difenderci dalle ag- chiarisce da Philadelphia (Stati Uni- l’amministratore delegato della Fsd
gressioni, anche virali», dice France- ti) il medico Raza Bokhari, ammini- Pharma ha fissato il seguente crono-
sco Della Valle, presidente dell’Epi- stratore delegato della Fsd Pharma. programma: «Entro la fine del 2020,

88 27 settembre 2020
Storie

Cannabis appesa nel capannone di un’azienda di coltivazione artigianale a Nelson, British Columbia, Canada

al massimo per l’inizio del 2021, an- possibilità e il successo di giocarsi cente partenopeo, «tutte le patolo-
dremo di fronte alla Food and Drugs il proprio protocollo con l’agenzia gie complesse, ma anche solo un’in-
Administration per iniziare a poter del farmaco statunitense». Sempre fezione batterica importante, non
esaminare il valore e l’impatto di secondo il presidente di Epitech, si risolvono con una sola molecola,
una nostra versione ultra-microniz- anche la Fda canadese sarebbe già ma con un cocktail di farmaci: dal-
zata della Pea in alcune patologie. all’opera, in quanto «ha ottenuto la semplice vitamina all’antibiotico
Se otterremo sufficienti dati vorrei l’autorizzazione a verificare i nostri più specifico per quell’agente pato-
accedere la Fase 3 e a quella succes- dati in un centro di ricerca austra- geno. Quindi anche per il Covid-19
siva della commercializzazione». liano che sembra molto qualificato dobbiamo avere un armamentario
E l’obiettivo ultimo del loro studio, su questo». variegato. Mentre aspettiamo il vac-
come rivela la richiesta presenta- cino, proviamo con i farmaci già di-

S
ta all’agenzia del farmaco Usa che abatino Maione, docente di sponibili, che sappiamo essere sicuri
Foto: J. Osborne/Redux/ Contrasto, Bloomberg / Getty Images

ha fatto subito schizzare il titolo in farmacologia alla Seconda e di cui conosciamo il profilo». Sulla
Borsa, è testare la micro-Pea contro università degli studi di Na- base di questo ragionamento, a suo
il Covid-19. Peraltro, come rivela poli, nonché ricercatore e dire, «anche il Cbd potrebbe essere
De Valle, con un protocollo messo autore di oltre un centinaio di pub- un ottimo candidato: è una moleco-
a punto in Campania: «A un certo blicazioni scientifiche (decine delle la abbastanza sicura e tollerata, in
punto i nostri amici americani ce quali proprio sulle sostanze psicoat- grado di mettere a riposo le cellule
ne hanno chiesto uno e noi gli ab- tive) ci tiene a chiarire che «la Pea riducendo la richiesta di ossigeno
biamo inviato quello realizzato con non curerà il Covid-19, ma può esse- e potenziando il rilascio di un tra-
la città di Avellino, il cui nosocomio, re un adiuvante, qualcosa che spinge smettitore della funzione inibitoria,
quando mesi fa il sistema sanitario il sistema immunitario a prepararsi inibitore (l’adenosina)». Quanto ba-
italiano venne messo a dura prova, e proteggersi. Il tutto attraverso un sta, insomma, per aiutare. O almeno
ci propose di avviare una sperimen- endofarmaco sicuro, poiché basato così si spera, in attesa che il virus
tazione con la micro-Pea. Questa su una sostanza naturale che noi venga sconfitto. Q
cittadina campana ha avuto così la stessi produciamo». Secondo il do- © RIPRODUZIONE RISERVATA

27 settembre 2020 89
Il racconto dell’inaudito

IL RUMORE DEL SILENZIO

Nell’universo parallelo dei sordi.


Ascoltare il suono del mondo
con orecchie diverse
28 settembre, Giornata mondiale dei non udenti. Un fotografo e uno scrittore entrano nelle loro giornate.
E nella loro sensibilità speciale di cogliere ogni vibrazione della vita

di Giuseppe Catozzella
foto di Valerio Bispuri

90 27 settembre 2020
Storie

Manifestanti chiedono alla Rai sottotitoli


per non udenti. A sinistra: l’attore Sergio
Moncini racconta con i gesti la sua sordità

E
ntrare nel mondo dei sordi è naturale, per noi è un costrutto sociale rosa è una rosa». Ma una rosa per essere
entrare in un universo differen- che va appreso per essere accettati». Le una rosa non ha bisogno per forza della
te, abitato da persone che vivo- fotografie di queste pagine, firmate da parola che la dice e di un orecchio che la
no e sentono il mondo in un al- Valerio Bispuri, vanno proprio in questa ascolta; una rosa è una rosa anche con
tro modo. Noi, gli udenti, diamo un direzione: ci mostrano che il mondo dei un altro segno che ne diventa il simbolo:
grandissimo valore al suono. Gli antro- sordi non è un sottoinsieme del nostro, per esempio le dita di una mano che si
pologi raccontano l’inizio del vivere so- costituito da una minoranza silenziosa, aprono e si chiudono a punta davanti
ciale dicendo che è proprio all’udire del ma è un mondo tanto quanto lo è il no- alla bocca. E una rosa rossa è quella
verso minaccioso delle belve che gli uo- stro, con le stesse esigenze, gli stessi di- stessa mano che si apre e si chiude se-
mini decidono di riunirsi, per meglio ritti, le stesse gioie e le stesse paure. È, guita dal segno dell’indice che pizzica il
difendersi. E ancora ci raccontano che è quello dei sordi, un mondo che a quello mento all’ingiù. Una rosa è una rosa an-
al risuonare del proprio nome nella vo- degli udenti si affianca per potenza im- che nella lingua dei segni. E non è nean-
ce della mamma che un bambino forma maginativa, innanzitutto. che che questa lingua di segni sia una
la coscienza di esistere. I sordi sono fuo- supposta lingua universale, primigenia,

N
ri da tutto questo. Il mondo degli udenti oi udenti crediamo nel Van- come avevano creduto gli studiosi della
è regolato da norme sociali, da significa- gelo di Giovanni, che ci ha in- sordità nel Settecento, sulla scorta dello
ti condivisi che passano per i suoni, che segnato che “In principio era speceium sognato da Leibniz. Perché le
una persona sorda impara ad appren- il Verbo”. Ma il Dio che l’ha lingue dei segni sono tante quanti sono
dere soltanto per imitazione. È la foto- postulato, viene da dire, doveva essere i Paesi del mondo, come lo sono le lin-
grafa sorda Eleonora Rettori a spiegar- un Dio udente. È la stessa formulazione gue parlate, e anche all’interno delle lin-
melo, con un esempio: «Noi sordi impa- che ritroviamo in “Sul romanzo” di Elsa gue dei segni ci sono i dialetti, le diffe-
riamo che di notte, a casa, quando gli Morante: «Non si può trasferire o travi- renze, le sfumature.
altri dormono, i movimenti devono es- sare il valore della parola, giacché le pa- La verità è che il mondo dei sordi,
sere delicati, non è possibile giocare fa- role, essendo i nomi delle cose, sono le che utilizzino la lingua dei segni op-
cendo rumore. Mentre per voi questo è cose stesse. Una rosa è una rosa è una pure no, dà una visione completa e

27 settembre 2020 91
Il racconto dell’inaudito

Roma, 2018. Una bambina parla con la madre durante una gita al mare

alternativa del mondo tutto. I sordi vedo. Sono proprio certo che non stia te, mi espone drasticamente alla mia
osservano il rumore, e tutto quello che passando nessuna automobile mentre fragilità. Poi, sul treno, accade una co-
gira intorno al rumore per loro è silen- attraverso? Mi blocco, vengo preso dal sa impensabile: inizio a sentire il mio
zio e solitudine. panico. La sordità, capisco, si integra respiro, da dentro, come fossi immer-
È difficile immedesimarsi nella sor- malamente con la città. so nell’acqua di una piscina. Anche
dità per chi sordo non è. Mentre per la Mi dirigo alla stazione, ho da pren- questa è una sensazione inedita. Mi
cecità basta chiudere gli occhi, per il dere un treno per incontrare Silvia, concentro sul respiro, e tutto il resto
mutismo basta non parlare, un udente una logopedista che lavora con bam- improvvisamente viene immerso in
non riuscirà mai, per quanto si turi le bini sordi. Sono mille i bambini che una luce diversa, più limpida, più lu-
orecchie, a generare una sordità pro- ogni anno nascono sordi, in Italia. Di minosa, più chiara, più pacifica. Non
fonda. Comunque su consiglio di Ila- nuovo, alla stazione, mi trovo isolato sento i binari, non sento la gente che
ria Galbusera, capitana della naziona- in mezzo a un fiume di persone. Nel- parla ad alta voce, non sento chi parla
le italiana di pallavolo Fssi (Federazio- la piazza antistante, due ambulanze al telefono. C’è un mondo diverso den-
ne Sport Sordi d’Italia), infilo i tappi arrivano di corsa, raggiungendo alcu- tro il limite di questo silenzio, dentro
nelle orecchie e le cuffie antirumore, ne volanti della polizia: non le avevo questa mancanza di suono.
per simulare per quanto possibile la sentite. Sul binario, mentre aspetto il Silvia, la logopedista, mi dedica una
sordità, e cammino per Milano. All’i- treno, chi è insieme a me all’improvvi- mezzora prima di ricevere il primo
nizio mi sento perso, la tentazione è so scuote la testa e se ne va. Rimango bambino. Anche lei è sorda profonda,
quella di chiuderla subito lì. Ho paura solo. Dopo un po’ mi viene il dubbio e cresciuta con la lingua dei segni ita-
ad attraversare la strada; improvvisa- controllo il cartellone. Il mio treno è liana da cui poi ha imparato l’italiano
mente la vista, che ho sempre creduto stato spostato al binario 10, avevano parlato, e adesso si dedica a parlare
essere il mio organo principe, non mi annunciato il cambio solo tramite gli l’italiano ai bimbi che hanno fatto
basta più. Senza udito è come se non altoparlanti, ho rischiato di perderlo. l’intervento per l’applicazione della
mi fidassi più neppure di quello che Il primo approccio alla sordità è for- protesi acustica. Nel suo studio tiene

92 27 settembre 2020
Storie

Giovani donne fotografate durante i festeggiamenti per un Capodanno

un grande pianoforte, su cui fa sdra- ha avuto, su Raiplay, la traduzione della palla, che poi diventa la parola
iare i bambini per far sentir loro, in delle canzoni nella lingua dei sordi, la “palla”, prima imparata e poi letta. In
tutto corpo, le diverse vibrazioni del- Lis, e molti sordi si sono emozionati, una fase successiva la combinazio-
le corde, oltre alle vibrazioni di tutta davanti alle esecuzioni. Con il Covid, ne di segni diventa combinazione di
un’altra serie di oggetti. Ogni cosa che mi spiega poi Gloria, per i sordi è un parole. Per esempio: il suo “segno-no-
emette un suono, infatti, emette una disastro. Per loro tutti sono diventati me” - Silvia unito alle dita che fanno
vibrazione. Chi non sente il suono può muti: le mascherine, infatti, coprendo due cerchi, a indicare gli occhiali che
però sviluppare un’enorme sensibilità le labbra, impediscono loro di par- porta sul naso (ognuno, nella lingua
nel percepire la vibrazione. Così, è ve- tecipare a una conversazione. Anto- dei segni, ha un segno-nome, un no-
ro che un sordo non potrà mai sentire nietta, un’altra signora sorda con cui mignolo che si adatta soltanto a lui)
una musica con le orecchie, ma sen- ho avuto una videochiamata, mi dice - seguito dal gesto di spingere l’aria
tirà che le vibrazioni di un’arpa - con che si sta battendo per le mascherine con la mano destra più il segno della
quel ritmo, quegli intervalli, quella trasparenti. Per i sordi le videochia- palla diventa: «Silvia vai a prendere la
frequenza, eccetera - sono diverse mate sono state una rivoluzione: pos- palla». Per imparare la pronuncia del-
da quelle di un tamburo. A rigore, sono comunicare a distanza, con tut- le consonanti, poi, i sordi usano gli al-
quindi, non è vero che un sordo non ti, udenti (leggendo il labiale) e sordi tri sensi, che normalmente hanno più
sente la musica: la sente in maniera (con la lingua dei segni). sviluppati degli udenti. La vista si uti-
differente. Me lo spiega anche Gloria lizza per la lettura labiale. E poi c’è il

S
di Pietra di “Coda” (Children of Deaf ilvia, la logopedista, prosegue, tatto, che misura le vibrazioni. La “m”
Adults), figlia udente di genitori sordi, e mi spiega che ogni segno del- di mamma, per esempio, è una mano
parlandomi di uno dei pochi ma glo- la lingua dei segni corrisponde appoggiata sulla guancia mentre vie-
riosi passi avanti fatti nella direzione a una parolina. Per esempio il ne pronunciata la parola “mamma”.
dell’accessibilità ai sordi: per la prima segno con cui si fa una sfera con le due La “l” è visivamente facile, perché si ve-
volta quest’anno il festival di Sanremo mani diventa nel bambino il concetto de la lingua appoggiata sul palato.

27 settembre 2020 93
Il racconto dell’inaudito

Perugia, 2015. Un giovane ascolta musica per la prima volta a Umbria Jazz grazie a un fungo elettronico che trasmette un concerto di Bollani

La “s” e la “z” sono le più difficili da questo, scherza, che è sorda come una stazioni (come anch’io ho sperimenta-
vedere, da pronunciare e da percepi- campana. Ha ragione, Ilaria, a dire che to), gli ospedali, gli uffici, gli ascensori,
re. Per la “r”, dice, normalmente usa- la sordità non è una malattia. La malat- i cinema, i teatri… Tutte queste cose, e
no dei giochini, o delle macchinine, tia ha una connotazione negativa, dice, molte di più, per un sordo sono inacces-
che passiamo sul corpo dei bambini, mentre la sordità è un limite e una man- sibili. Sarebbe ora che l’Italia, come gli
facendo loro emettere il suono della canza, e il limite è fatto per essere supe- altri Stati, riconoscesse questa mino-
“r”, come fosse il motore. rato, una mancanza colmata. «Spesso ranza che con la sua visione del mondo
le persone che mi sentono parlare cre- arricchisce la nostra. Ilaria, che gira le

A
nche Ilaria Galbusera è sor- dono che io sia straniera, francese, o in- scuole per parlare dei sordi, mi racconta
da profonda dalla nascita, le glese», dice. «Ma la cosa più assurda è della domanda che una volta le ha fatto
mancano le cellule cigliate che ho l’accento bergamasco». Ilaria mi un bambino di 9 anni. Se inventassero
all’interno della coclea, re- dice che l’Italia è l’unico paese europeo una pillola che eliminasse la sordità, le
sponsabili della trasmissione delle in- che ancora non ha riconosciuto uffi- ha chiesto, tu la prenderesti o no? Lei ci
formazioni acustiche al sistema nervo- cialmente la lingua dei segni, violando ha dovuto pensare, ha dovuto pensare
so centrale. È nata da una madre udente la convenzione Onu del 2006 sui diritti alla logopedia che faceva da piccola,
e da un papà sordo, ha i nonni materni delle persone con disabilità. Non è sol- alle protesi enormi che le facevano le
sordi e quelli paterni udenti. I suoi geni- tanto una formalità, il riconoscimento orecchie a sventola, alle serate a pian-
tori hanno scoperto la sua sordità quan- della Lis garantirebbe ai sordi la piena gere e a chiedersi se ce l’avrebbe fatta,
do aveva sette mesi, erano in montagna, libertà di scegliere come comunicare, e alle delusioni dell’adolescenza, quando
in un paesino in provincia di Bergamo. di avere un effettivo accesso all’informa- rifiutava la sordità, poi ai primi traguar-
Si trovavano sul sagrato di una chiesa, zione, all’istruzione, ai servizi sociali, di, al sentirsi diversa, alle sofferenze, alle
quando all’improvviso le campane han- ricreativi, lavorativi, eccetera. L’univer- conquiste. Alla fine, a quel bambino, ha
no spaventato tutti. L’unica a rimane- sità, la scuola, la tv (in Italia è senza sot- risposto di no. Q
re impassibile era stata lei. Forse è per totitoli), le dirette dei tg, gli aeroporti, le © RIPRODUZIONE RISERVATA

94 27 settembre 2020
Storie

Roma 2017. Genitori alla festa dei Coda (Children of Deaf Adults - figli di adulti sordi) che si tiene ogni anno a maggio

Sentire con gli occhi di Valerio Bispuri


Il mondo dei sordi è un mondo infinito. Raccontarlo con la reportage: non dovevo più scattare rapidamente ma cercare
fotografia è stata una delle sfide più difficili che abbia mai di cogliere il loro tempo. È stato nella notte di Capodanno di
intrapreso. Ci sono voluti quasi quattro anni per entrare tre anni fa a cena con trenta sordi che ho capito che l’altra
nel loro spazio e fermarlo in un tempo che non fosse solo faccia del loro silenzio è il grande rumore che fanno quando
l’istante di un momento. I sordi non si possono riconoscere si muovono. Un rumore fisico ma anche interiore che è il
immediatamente da una fotografia. Allora ho capito che tema di tutto il mio lavoro. I sordi hanno la capacità di vedere
dovevo cercare di entrare ancora più in profondità. Ho oltre, di notare immediatamente le piccole cose. È così che il
cominciato provando ad affrontare il silenzio assoluto: mi loro corpo si immerge nella realtà che li circonda. Non poter
sono fatto costruire dei tappi al silicone e mi sono procurato sentire i suoni rende il loro approccio al mondo un continuo
quelle cuffie che usano gli operai quando trapanano l’asfalto. essere dentro le cose, cercando di afferrarle.
Non percepivo più i suoni e la cosa più incredibile è stata Ho passato giornate e giornate con Antonietta, con suo marito
non sentire il suono della mia voce. Per quasi un anno non Alfonso e la loro famiglia in cui loro due sono sordi e i loro figli
ho scattato, ma ho cercato di osservare da dove partiva udenti e lì ho conosciuto i Coda, l’associazione di figli udenti
il loro silenzio. Ho ascoltato i loro silenzi pieni di rumore di genitori sordi. Insieme a un gruppo della comunità sorda
tanto affascinanti, ma non facili da catturare attraverso di Roma siamo stati al mare, alle feste, perfino a teatro a uno
un’immagine. È stato lungo ma insieme breve, il tempo atteso spettacolo per i sordi, e in questo tempo condiviso ho capito
per capire che la chiave del loro mondo era seguire i loro tempi come loro riescono a sentire con gli occhi e il loro sguardo
e non i miei. Per questo ho dovuto cambiare il mio modo vede più a fondo. Ha la capacità di accogliere e trasformare
di fotografare, il linguaggio che ero solito utilizzare nei miei anche quello che non possono ascoltare. Q

27 settembre 2020 95
Ho visto cose/tv
ORMAI SIAMO AL PICCOLO FRATELLO
Un thriller psicologicamente al limite e politicamente ambiguo
BEATRICE DONDI
Si fa presto a dire il Grande Fratello è parlare, mentre dipingi un altare”.
un brutto (inutile, dannoso, inqualifi- Poi è accaduto, per uno strano caso,
cabile, triste, eccetera) programma. che poco a poco i vip si esaurissero
Si fa troppo presto a liquidare così in e dentro la Casa entrassero insieme
due battute un appuntamento televi- ai dimenticati in cerca di una rispol-
sivo ventennale che ha rivoluzionato verata, dei simil sconosciuti ai più,
i modi di dire e di fare di questo sgual- considerati degni del programma in
cito Paese. D’altro canto come direb- quanto influencer. Ovvero persone
be Antonio: «Veniamo a seppellire il inutili che a furia di mostrarsi in mu-
Gf, non a lodarlo». Anche perché alla tande e senza trucco sui social aveva-
sepoltura in verità ci sta pensando il no acquisito la notorietà necessaria
pubblico spontaneamente, sfiancato per poter così finalmente mostrarsi
due volte dal raddoppio settimanale, dalle filippiche di Al- davanti alle telecamere in mutande e senza trucco. Pratica-
fonso Signorini e dal cattivo gusto (e si perdoni il gioco di pa- mente un triplo carpiato per tornare al punto di partenza.
role) piccino di Pupo. Il risultato è tale che le avventure ca- Ora, viene da chiedersi con umiltà, quale sia la necessità di
salinghe dei vipponi altro non sono che un trito già visto che occupare una decina di ore di prima serata più un canale in-
si sta inesorabilmente autoeliminando. Ma la questione si fa teramente a loro dedicato per vedere semplicemente quello
più sottile se si considera cosa sia davvero successo all’an- che ogni giorno ti propinano a portata di smartphone. Si
damento lento all’interno delle svariate case di Cinecittà potrebbe proporre di aprire casa loro, anziché riunirli tutti
che si sono susseguite negli anni. Il bello (si fa per dire) dei sotto uno stesso tetto in palinsesto. Così quei quattro gatti
reality al loro nascere, era che finalmente potevi scrutare i rimasti che ancora si interessano delle loro blande gesta se
cosiddetti famosi in mutande e senza trucco, potevi toccare la potrebbero cavare con una sbirciatina, basterebbe il vide-
con mano quanto fossero tra quelle quattro mura del pro- ocitofono, per rubare due risate, una macarena, un ode al
fessor Aristogitone delle persone qualunque, nel loro fisico Ventennio, un accenno alla razza, e senza tema di squalifica
trasandato senza l’aiuto di turno, nel loro lessico sciatto sen- tornare ognuno nel proprio salotto, magari a guardare la tv.
za il suggeritore, nel loro razzismo qualunquista senza una Un piccolo fratello, un vantaggio per tutti.  n
guida, lasciate così, a cantare in solitaria “Pittore ti voglio © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’incompetente LUCA BOTTURA


NICOLA ZINGARETTI chiama MaZinga. Ci sono quelli che vittime anche tra persone molto più
UOMO AVVISATO fino all’altro giorno ne sottolineavano assennate come Stefano Bonaccini.
Il Pd che vince le elezioni guidato la trasparenza anche sulle porte Il rischio di credersi vincitore. La
da Zingaretti è come il cavallo dei bagni negli autogrill e adesso sindrome della medaglia d’oro. La
scosso, quello senza fantino, che viaggiano per i corridoi Rai urlando condanna del piedistallo di latta.
vince il Palio di Siena. La battuta è che loro ci avevano sempre creduto, Spiego: il famoso 40 per cento alle
facile e spero suoni meno perfida di che il 3-3 è figlio del Caro Leader, elezioni che fece esplodere l’ego
quel che è. Perché il povero Zinga, che «io populista? E quando mai? di #staisereno era fuffa. L’avevamo
dopo la non sconfitta elettorale, Se a Natale andavo in giro vestito da votato in tanti anche e soprattutto
è oggetto di uno sciabordio Rocco Casalino è solo perché adoro perché si avvicinava l’orda grillina
ptialinico imbarazzante. Traduco: l’attillato da sempre». Il rischio è e tutto sarebbe stato preferibile a
va bene leccare il culo, però così che Zingaretti ci creda e caschi quello che poi si è regolarmente
è troppo. Dunque falso. Dunque nello stesso tranello che ha travolto verificato, cioè un torpedone pieno
pericolosissimo. C’è già chi lo Matteo Renzi e ora sta mietendo di scappati da casa che arrivano

96 27 settembre 2020
Scritti al buio/cinema
ROZZO E SADICO RUSSELL CROWE
Un thriller psicologicamente al limite e politicamente ambiguo
FABIO FERZETTI
Da quando il cinema di serie A ha ini- colpevole di non essersi scusata per
ziato a brandire senza inibizioni tut- un colpo di clacson di troppo, «cosa
to l’arsenale di trucchi ed effettacci significa veramente avere una brutta
pulp della serie B, C e Z, i cari vecchi giornata», è un personaggio piutto-
film davvero di genere sono finiti in sto potente. Non solo per la stazza
uno strano limbo. Troppo semplici impressionante raggiunta da Russell
per meritare attenzione, ma anche Crowe ma perché, novello Termina-
troppo sfacciati per non provocare tor, non molla mai.
anacronistiche accuse di cattivo gu- Non conosce stanchezza, non fa er-
sto. Così la critica di mezzo mondo, rori, anzi gioca d’anticipo, usa benis-
accecata dalla confezione, si inchina simo media e tecnologia. E si spinge
a film violentissimi e ricattatori come sempre oltre il limite della violenza e
“Joker” o “Il cavaliere oscuro”, poniamo, ma snobba pellicole della decenza tacitamente ammessi in film con una star del
più spicce e senza pretese come questo robusto psychothril- suo calibro. Tanto sa - il personaggio e forse anche la star -
ler automobilistico diretto dal tedesco Derrick Borte, che di non avere più nulla da perdere. Alla fine è proprio questa
aggiorna l’ormai classico “Un giorno di ordinaria follia” in- sfrenatezza totale a fare paura. Tanto più che qui il cattivo
crociandolo con il seminale “Duel” di Spielberg ma anche, è un nemico interno, un maschio ferito a morte, nonché
in certo modo, col pervasivo “Perfetti sconosciuti”. vistosamente “wasp”, che in apertura abbiamo visto ster-
Il risultato è senz’altro rozzo, sadico, psicologicamente al li- minare l’ex-famiglia, come se non bastasse al volante di un
mite e politicamente ambiguo, ma anche vitale, efficace, a americanissimo pick up contro una station wagon straniera.
tratti terrificante. Fosse stato un titolo Blumhouse, la nuova Un’antagonista femminile più strutturata avrebbe dato altro
casa specializzata in fantahorror che rielaborano le fratture sapore al tutto. Ma era chiedere (e forse rischiare) troppo. n
socio-razziali degli Usa (come “Scappa - Get Out” o “Noi - © RIPRODUZIONE RISERVATA

Us”), magari il sottotesto sarebbe stato più accorto, meno


tirato via. Ma anche così questo omaccione gonfio di rabbia “Il giorno sbagliato ”
e di dolore, che dall’alto del suo pick-up corazzato decide di Derrick Borte
di insegnare a una madre con figlio sul sedile posteriore, Usa, 90’ aaacc

al governo senza sapersi manco Pd un’associazione a decidere di invertito l’inerzia di un partito


allacciare le scarpe. Renzi usò quel stampo liberista; il terrore (éncore) che al momento ha un solo merito
numero fatuo per issarsi sul tetto del di uno strappo leghista per cui intangibile: quelli che lo votano. Ora
mondo, la panna montata si sgonfiò, avremmo dovuto parlare di Bibbiano dovrebbe prendersi un pullman e per
si appiccicò anche alle cose buone principalmente perché avrebbero due anni battere ogni piazza facendo
fatte, e il resto è storiella. Bonaccini chiuso l’asilo nido pure lì. A riprova quel che nessuno fa più: ascoltare.
è oggettivamente un ottimo del fatto che la paura fa 90. E a Anche gli insulti. Ci sono intere zone
presidente di regione, ma se è volte maggioranza, come dimostrano del Paese in cui semplicemente il
passato in pochi anni da una vittoria Giani e il suo successo in Toscana: Pd non è un’opzione, non esiste,
di misura (e col 37% per cento dei ha vinto nonostante Italia Viva, per è una creazione dei poteri forti su
votanti) al trionfo dell’ultima tornata, dire. Ma più perché aveva contro cui defecare nelle fogne social.
è per tre motivi: le Sardine, che gli l’ennesima ragazza-immagine Sono quelli i voti da riprendere se si
hanno riportato parte del popolo leghista (di come il Carroccio odi le vuole, tra due anni, non consegnare
sinistrorso in fuga; la presenza di donne e scelga sempre le peggiori il Paese al sovranista che sarà
Foto: Xxxxx Xxxxxx

una lista cosiddetta radicale - cfr. parleremo un’altra volta) che per più fashion all’epoca. Altro che
Elly Schlein, già vista su queste reale entusiasmo. Quindi, per carità MaZinga.
pagine - che gli ha regalato fior di del Signore, salvate il soldato Zinga. GIUDIZIO: MEZZO SALVATO
voti da parte di chi considera il Nessuno gli faccia credere di aver © RIPRODUZIONE RISERVATA

27 settembre 2020 97
Noi e Voi N. 40
27 SETTEMBRE 2020
DIRETTORE RESPONSABILE: MARCO DAMILANO
VICEDIRETTORI: Lirio Abbate, Alessandro Gilioli
CAPOREDATTORE CENTRALE: Leopoldo Fabiani
UFFICIO CENTRALE: Beatrice Dondi (vicecaporedattore),
Sabina Minardi (vicecaporedattore)
REDAZIONE: Federica Bianchi, Paolo Biondani (inviato),
ANTOLOGIA DEL SÌ E DEL NO
Emanuele Coen (vicecaposervizio), Angiola Codacci-Pisanelli

RISPONDE STEFANIA ROSSINI [ STEFANIA.ROSSINI@ESPRESSOEDIT.IT ]


(caposervizio), Fabrizio Gatti (inviato), Vittorio Malagutti
(inviato), Mauro Munafò (caposervizio web), Carlo Tecce
(inviato), Gianfrancesco Turano (inviato), Susanna Turco
ART DIRECTOR: Stefano Cipolla (caporedattore)
UFFICIO GRAFICO: Catia Caronti (caposervizio, controllo Cara Rossini, ho votato No e penso di non avere sbagliato. Esiste la questio-
qualità), Martina Cozzi (caposervizio), Alessio Melandri,
Emiliano Rapiti (collaboratore) ne irrisolta delle dimensioni dei collegi elettorali e della capacità o meno di
PHOTOEDITOR: Tiziana Faraoni (vicecaporedattore) reimpostarli. Riducendo il numero dei parlamentari abbiamo dato un pote-
RICERCA FOTOGRAFICA: Giorgia Coccia, Mauro Pelella,
Elena Turrini re enorme ai vari capetti di partito. Come tutti sappiamo, i primi eletti sono
SEGRETERIA DI REDAZIONE: Valeria Esposito (coordinamento), decisi da loro e verranno diminuiti i parlamentari che riceveranno i veri voti
Sante Calvaresi, Rosangela D’Onofrio, Pietro Giardina (Milano)
OPINIONI: Michele Ainis, Altan, Mauro Biani, Luca Bottura, dagli elettori. Ci sarà un risparmio risibile, ancora da verificare, perché maga-
Massimo Cacciari, Lucio Caracciolo, Donatella Di Cesare,
Roberto Esposito, Luciano Floridi, Bernard Guetta, Sandro ri calando i parlamentari aumenteranno le spese per i portaborse, commessi,
Magister, Makkox, Bruno Manfellotto, Ignazio Marino, Ezio Mauro,
Michela Murgia, Soli Ozel, Denise Pardo, Massimo Riva, Pier Aldo
ecc. Il Sì ha vinto? Avete presente la vittoria di Pirro? Gian Paolo Corradi
Rovatti, Giorgio Ruffolo, Roberto Saviano, Eugenio Scalfari,
Michele Serra, Raffaele Simone, Aboubakar Soumahoro, Bernardo
Valli, Gianni Vattimo, Sofia Ventura, Luigi Vicinanza, Luigi Zoja La vittoria del Sì ha fatto capire a tutti i politici quanto siano detestati dagli
COLLABORATORI: Loredana Bartoletti, Giuliano Battiston, italiani per la loro incapacità di governare. Un monito a migliorare. Aldo Nicotra
Marco Belpoliti, Alessandra Bianchi, Caterina Bonvicini, Floriana
Bulfon, Roberto Calabrò, Roberta Carlini, Giuseppe Catozzella,
Rita Cirio, Stefano Del Re, Alberto Dentice, Cesare de Seta,
Roberto Di Caro, Paolo Di Paolo, Fabio Ferzetti, Alberto Flores Secondo me, è una sconfitta per la democrazia. È una sconfitta per la politica
d’Arcais, Marco Follini, Mario Fortunato, Antonio Funiciello,
Giuseppe Genna, Wlodek Goldkorn, Claudio Lindner, Alessandro perché ha vinto la non fiducia nei politici. A questo punto, andiamo oltre, ta-
Longo, Alessandra Mammì, Francesca Mannocchi, Federico
Marconi, Luca Molinari, Andrea Muni, Marco Pacini, Massimiliano
gliamone ancora di più. La motivazione per il Sì che più spesso ho ascoltato è
Panarari, Gianni Perrelli, Paola Pilati, Marisa Ranieri Panetta, stata che non meritano di essere pagati. Che ora sceglieranno meglio chi man-
Mario Ricciardi, Gigi Riva, Gloria Riva, Stefania Rossini, Paolo
Sardi, Caterina Serra, Francesca Sironi, Leo Sisti, Lorenzo Soria, dare in Parlamento. Chi sceglie? Cosa sceglie? È come dire che quelli più in alto
Elena Testi, Fabio Tibollo, Chiara Valentini, Stefano Vastano,
Andrea Visconti, Daniele Zendroni, Andrea Zhok
in questa finta piramide dovrebbero essere i migliori? Di solito sono quelli più
PROGETTO GRAFICO: Stefano Cipolla e Daniele Zendroni in basso a essere più saggi. Ma ora le bocche sono cucite. Stefania D.
GEDI GRUPPO EDITORIALE SPA
Via Ernesto Lugaro, 15 - 10126 Torino
A me pare che i cittadini elettori non abbiano fatto altro che confermare quel-
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
PRESIDENTE : JOHN ELKANN lo che il Parlamento aveva già approvato, ossia la riduzione dei parlamentari.
VICEPRESIDENTE : CARLO PERRONE E se eletti ed elettori hanno voluto la medesima cosa, ossia la medesima legge,
AMMINISTRATORE DELEGATO E DIRETTORE GENERALE: Maurizio Scanavino
CONSIGLIERI: Giacaranda Maria Caracciolo di Melito Falck, perché non accettarla serenamente? Più democrazia di così! Lucio Postacchini
Marco De Benedetti, Turi Munthe, Tatiana Rizzante, Pietro Supino,
Enrico Vellano
DIRETTORE EDITORIALE GRUPPO GEDI: Maurizio Molinari I deputati più fedeli al capo potranno stare tranquilli. Gli altri si guarderan-
DIRETTORI CENTRALI: Stefano Mignanego (Relazioni Esterne), no bene dal facilitare l’attuazione delle norme per dare concretezza al taglio
Roberto Moro (Risorse Umane)
DIVISIONE STAMPA NAZIONALE: e troveranno alleati. Tutti cercheranno di non far cadere questo governo.
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DIRETTORE GENERALE: Corrado Corradi Così si potrà dire che il Sì ha conseguito, senza volerlo, quella stabilità di go-
DIREZIONE E REDAZIONE ROMA: Via Cristoforo Colombo, 90 - verno da tempo vagheggiata e mai realizzata. Cesare Bruno
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84787288. E-mail: espresso@espressoedit.it
REDAZIONE DI MILANO: Via Nervesa, 21 - 20139 Milano, Gli elettori italiani hanno democraticamente approvato il drastico ridimen-
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Registrazione Tribunale di Roma n. 4822 / 55 sionamento del Parlamento. Adesso, nel rispetto delle intenzioni dei nostri
Un numero: € 3,00; copie arretrate il doppio
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“ridurre” il numero degli abitanti. Altro che incentivi alle famiglie, ius soli e
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no espressi sul risultato del referendum. Ne pubblichiamo qui qualche
località Miole Le Campore-Oricola (L’Aquila); esempio significativo. È forte l’insoddisfazione di quanti avevano deciso
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98 27 settembre 2020