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SETTIMANALE DI POLITICA CULTURA ECONOMIA N.

48 ANNO LXVI 22 NOVEMBRE 2020


DOMENICA 2,50 EURO L’ESPRESSO + LA REPUBBLICA
IN ITALIA ABBINAMENTO OBBLIGATORIO ALLA DOMENICA GLI ALTRI GIORNI SOLO L’ESPRESSO 3 EURO
Poste Italiane s.p.a.sped.in A.P.-D.L.353/03 (conv.in legge 27/02/04 n.46) art.1comma 1-DCB Roma - Austria - Belgio - Francia - Germania - Grecia - Lussemburgo - Portogallo - Principato di Monaco - Slovenia - Spagna € 5,50 - C.T. Sfr. 6,60 - Svizzera Sfr. 6,80 - Olanda € 5,90 - Inghilterra £ 4,70

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IL CASO ZEROCALCARE

L’ultimo
intellettuale
Amato. Discusso. Radicale e popolare. Un autore di fumetti è il narratore
più influente della sua generazione e tra le poche voci a raccontare
la complessità dell’Italia del Covid: la fine della politica, la scomparsa
della società civile. E la possibilità di redenzione. Individuale e collettiva
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Altan

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22 novembre 2020 3
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Sommario
numero 48 - 22 novembre 2020

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20 36 60
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Editoriale Crisi, non basta una Zdr Marco Damilano 10 Opinioni Rubriche
Altan 3 La parola 7
Prima Pagina Makkox 8 Taglio alto 40
Lockdown per sempre Susanna Turco 14 Serra 43 Bookmarks 81
Turbina Di Maio a Pomigliano Carlo Tecce 20 Valli 98 Ho visto cose 94
Nessuno scrive ai giovani Gloria Riva 24 L’incompetente 94
Così stanno cambiando il nostro futuro Enrico Giovannini 26 Scritti al buio 95
La cultura fa bene, detraiamola dalle tasse Giovanna Melandri 28 Noi e voi 96
Sul Covid comandano i rosso verdi Paolo Biondani e Andrea Tornago 30
Quanto vale il Cts 32
Pensionati in prima linea Fabrizio Gatti 36 COPERTINA
La Valtellina contro Fontana Vittorio Malagutti 38 Foto di
Morto un populista ne nasce uno peggiore Massimiliano Panarari 44 I. De Maddalena /
Il cielo sopra Varsavia Wlodek Goldkorn 46 Luz
In Ungheria la battaglia va sul palcoscenico Andrea Porcheddu 48
Ma a Minsk è già primavera foto di Andrea Di Biagio 52
Uccise,rapite, scomparse. In Libia è caccia alle attiviste Francesca Mannocchi 55
Questa agricoltura non è verde Federica Bianchi 56
Come si finanzia il terrore Floriana Bulfon 60

Idee
L’Italia sta impicciata
Vendetta chiama giustizia
colloquio con Zerocalcare di Marco Damilano
Amleta, la voce delle attrici che si ribellano
“Non sembrate mai prede”, la lezione di Margaret Atwood
Francesca Sironi
Giulia Ferri
Gaia Manzini
66
74
76
78
74
Storie
2020, fuga dalle metropoli. La carica dei city quitter Emanuele Coen 82
Sono apparso alla Madonna.Tutti i lunedì Maurizio Di Fazio 88
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22 novembre 2020 5
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La parola

sollevarsi
Ci sono momenti in cui solo la poesia trova le parole. E in certi versi senti echeggiare voci che
si levano da ogni angolo d’umanità: l’urlo della madre che cerca il figlio neonato in un Mediterraneo
dove stanno naufragando interi continenti, Europa compresa; i respiri dei contagiati aggrappati alla
vita con respiratori che non bastano più mentre cresce la fame d’ossigeno; l’esasperazione di donne
calpestate da patriarcati che odiano la libertà delle donne; la lotta economica, sanitaria, spirituale di
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chi tiene duro.


Contro la nonsperanza, i versi di “Still I Rise” di Maya Angelou, poetessa e attivista afroamericana
che Barack Obama nel suo elogio funebre (2014) ricorda così: «Un’infanzia di sofferenza e abusi la
spinsero a smettere di parlare, ma la voce che poi trovò ha ispirato tutti noi a essere migliori».

E ancora io mi sollevo

Puoi sminuire la mia Storia Puoi pure spararmi con le tue parole,
con le tue affilate, contorte bugie. tagliarmi con gli occhi,
Puoi calpestarmi nella feccia ammazzarmi col tuo odio,
ma come polvere, ancora, io mi solleverò. ma proprio come la vita, io mi solleverò.

La mia sfacciataggine ti disturba? La mia sensualità ti disturba?


Perché ti assale la tristezza e ti rabbui? Ti sorprende davvero
Solo perché cammino come avessi pozzi di che io balli come se avessi diamanti
petrolio in mezzo alle cosce?
che pompano nel mio soggiorno.
Fuori dalle baracche vergogna della Storia
Proprio come lune e soli, io mi sollevo.
con la puntualità delle maree, Su da un passato che ha radici nel dolore
proprio come speranze che balzano in alto, io mi sollevo.
ancora io mi solleverò. Sono un oceano nero, impetuoso e vasto,
che monta s’ingrossa, e la marea sostiene.
Volevi vedermi a pezzi?
testa china e occhi bassi? Lasciandomi alle spalle notti di terrore e paura
spalle cadenti come lacrime, io mi sollevo.
indebolita da pianti disperati? In un’alba meravigliosamente limpida
io mi sollevo.
La mia superbia ti offende? Portando i doni che gli antenati mi diedero,
Su, non prendertela a male se me la rido io sono il sogno e la speranza dello schiavo.
come avessi miniere d’oro E così, naturalmente,
© RIPRODUZIONE RISERVATA

scavate nel mio giardino. ecco, mi sollevo. (traduzione E. S.)

EVELINA SANTANGELO
22 novembre 2020 7
Cronache da fuori

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8 22 novembre 2020
Makkox

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22 novembre 2020 9
CRISI
NON BASTA
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UNA ZDR
UN PATTO TRA ZINGARETTI,
DI MAIO E RENZI, CON CONTE
O SENZA. MENTRE L’ITALIA
SI SPACCA SULLA SECONDA
ONDATA DI COVID
E SUGLI EFFETTI SOCIALI
DI MARCO DAMILANO
10 22 novembre 2020
Editoriale

I
l picco della pandemia sanitaria, con il suo cari-
co di morti e di dolore indicibile, coincide in Ita-
lia con il picco della pandemia politica. Il virus
della divisione, «le polemiche scomposte, la rin-
corsa a illusori vantaggi di parte» di cui ha parla-
to Sergio Mattarella nel suo intervento all’Anci,
l’associazione dei sindaci italiani, uno dei più
drammatici in questo anno così tragico. La se-
conda ondata consegna l’immagine del Paese Babele, ingo-
vernabile. Lo scontro tra le regioni, con la richiesta di cam-
biare parametri che decidono le chiusure, cinque al posgto
di ventuno, gli insulti del presidente della regione Campa-
nia verso il governo nazionale e il sindaco di Napoli (ricam-
biati). E la commedia oscena della Sanità commissariata in
Calabria, dove la cura era un miraggio ben prima del covid,
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con due posti letto e mezzo ogni mille abitanti contro i


quattro di media nazionale e la cancellazione di ospedali,
medici, infermieri, ambulatori, servizi territoriali (Alessia
Candito, Repubblica 18 novembre) e con la diserzione delle
figure chiamate a far risorgere il servizio pubblico sanitario
calabrese: l’ex generale dei carabinieri che ha preferito tra-
vestirsi da perfetto idiota davanti alle telecamere, pur di
negare le sue responsabilità, il commissario negazionista
delle mascherine e sponsorizzato dal ministro del suo par-
tito Roberto Speranza, l’ex magnifico rettore della Sapien-
za che si è ricordato di tenere famiglia. A tenere alto l’onore
delle istituzioni è rimasto il solo Gino Strada, verrebbe da
chiamarlo un patriota in senso risorgimentale se non fosse
che per Emergency l’unica patria riconosciuta è quella uni-
versale dei sofferenti, dei malati e dei feriti delle guerre e
degli orrori provocati da uomini su altri esseri umani.
È il virus della divisione, «tra fasce di età più o meno
esposte ai rischi più gravi, tra categorie sociali più o meno
colpite dalle conseguenze economiche, tra le stesse istitu-
zioni chiamate a compiere le scelte necessarie», di cui ha
parlato il presidente della Repubblica. In questa situazione,
«il pluralismo e l’articolazione» delle istituzioni repubbli-
cane, da moltiplicatori di energie positive, finiscono per
alimentare una spirale auto-distruttiva.
È una storia soltanto italiana? Per nulla. La politica della
divisione è il tratto distintivo del nostro tempo. Negli Stati
Uniti, dove il presidente in carica non ha ancora ricono-
sciuto l’elezione del candidato avversario a oltre due setti-
mane dal voto, e in Europa, percorsa dalla tentazione di
fare da soli che si aggira di volta in volta tra i paesi dell’U-
nione, con la luminosa eccezione della Germania, almeno
finché ci sarà Angela Merkel. La frattura, l’impossibilità di
riportare ad unità la necessità di governare le società com-
plesse. Un fenomeno che è più ampio del populismo e dei
suoi rappresentanti politici, o dell’antipolitica. È una guer-
ra civile permanente che si combatte territorio per territo-
Foto: R. Maniglia

I siglilli alla rio, centimetro per centimetro. Attraversa gli schieramen-


fabbrica Whirlpool ti in modo trasversale, perché la sfiducia nei confronti
di Napoli, chiusa della politica e delle istituzioni non ha colore, non è sol-
dal 31 ottobre tanto della destra o della sinistra, anche se è poi la nuo-

22 novembre 2020 11
Marco Damilano

va destra a beneficiarne, quella parte che scommette e


investe sulla disgregazione del corpo sociale per poi pro-
porre una soluzione verticale: un capo, l’annullamento de-
gli istituti di controllo e dei corpi intermedi in cui si artico-
la la società, la concentrazione del potere. Se la società
democratica non riesce a considerare il pluralismo una
virtù, ma lo trasforma nel caos senza possibilità di gover-
no, l’alternativa rimane il modello cinese o putiniano o
turco nel senso di Erdogan o il tentativo di Trump ( fallito,
almeno per ora) di trasformare la democrazia americana
in un regime trumpista.

In Europa c’è un problema in più, è la crisi sociale che


sta per abbattersi sul continente, aggravata dalla incer-
tezza che avvolge ora il piano che l’Unione ha messo in cam- Copia di ff039355f417a0616fdffd2dd2a54510

po per arginarla e per rilanciare il suo ruolo nel mondo. Il


Recovery Fund, il Next Generation Eu da cui dovrebbe par-
tire il programma Recovery and Resilience Facility. In italia-
no, il Piano nazionale di Ripresa e di Resilienza (Pnrr), come
lo ha sempre chiamato il professor Enrico Giovannini. La
brutta notizia è che in Europa il piano è bloccato da Polonia
e Ungheria (Wlodek Goldkorn e Andrea Porcheddu, pagine
46 e 48), che esercitano il veto sul bilancio Ue per non essere
sottoposti alle condizioni sullo Stato di diritto. E in Italia
siamo in alto mare. A lanciare l’allarme è l’italiano più alto in
grado nella commissione di Bruxelles, il commissario all’E- Il segretario del Pd Nicola Zingaretti. A destra: Gino Strada
conomia Paolo Gentiloni. Il tempo per presentare il piano
italiano sta per scadere e la preoccupazione è legittima.
Marco Buti, capo di gabinetto di Gentiloni, e l’economista mani dei fantasmatici stati generali del Movimento 5 Stel-
Marcello Messori, in un report presentato alla Luiss il 15 no- le, con una regia degna del film “Il Sesto senso”, il vero capo
vembre, affermano che ruolo dell’Italia è decisivo per il suc- politico del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio ha chiesto
cesso o il fallimento dell’intero piano europeo. «Si tratta di più spazio per il suo partito: ovvero per se stesso. Anche il
cogliere un’opportunità e di vincere una sfida che non han- leader di Italia Viva Matteo Renzi reclama da mesi un rim-
no eguali nel recente passato e che sollecitano una mobili- pasto. Manca all’appello il segretario del Pd Nicola Zinga-
tazione del sistema paese in forme innovative. Tale mobili- retti, ma il pressing per farlo entrare nella squadra di gover-
tazione dovrebbe investire ogni fase di elaborazione e di re- no è fortissimo. Conclusione: per ora è una suggestione più
alizzazione della strategia e dei progetti nazionali». Con tre che un progetto, ma avanza l’idea di un patto tra i tre leader
caratteristiche: uno schema macroeconomico che incorpo- che reggono la maggioranza per gestire gli ultimi due anni
ri il cambiamento, una cabina politica di regia speculare a di legislatura: elezioni amministrative nelle grandi città
quella europea, con un numero ristretto di componenti, (2021), elezione del nuovo presidente della Repubblica
poteri decisionali e struttura tecnica adeguata e con il coin- (2022), voto con il Parlamento ridotto a 400 deputati e 200
volgimento di istituzioni e corpi intermedi che non sfocino senatori e con una legge elettorale riscritta (2023). Per af-
però nella rappresentanza degli interessi particolari. Infine, fiancare Giuseppe Conte come nuovi vice-premier in una
una selezione rigorosa e limitata di progetti e di prio- specie di direttorio o per guidare un nuovo governo
rità strategiche su cui concentrare la maggior parte con un altro premier. E per scegliere insieme il suc-
delle risorse disponibili. Il contrario degli inter- cessore di Mattarella che, specifica Renzi, dovrà
venti a pioggia. durare fino al 2029. Non è una notazione accade-
Se questi sono gli obiettivi, è evidente il ritardo mica: significa alludere a un presidente nuovo con
politico con cui l’Italia sta affrontando questa un mandato pieno, non una rielezione di Mattarella
scommessa decisiva per il suo futuro. La politica a termine, soluzione che oltretutto vede indisponi-
italiana parla d’altro. La coppia Salvini-Meloni bile l’attuale inquilino del Quirinale.
insegue ogni micro-rivendicazione, qual- Un patto Zingaretti-Di Maio-Renzi. In
siasi refolo di protesta anti-governativa. acronimo, lo Zdr. Analogamente alla Ztl
E nella maggioranza avanza una inedita delle città, lo Zeta-di-erre sarebbe il quar-
convergenza di convenienze. All’indo- tiere centrale della politica. Ricorda ac-

12 22 novembre 2020
Editoriale

Martedì 24 novembre
ricominciano i Dialoghi
sul nostro tempo
con Marco Damilano
sul sito e sui social
dell’Espresso. Due
volte a settimana, ogni
martedì e giovedì alle
Copia di ff039355f417a0616fdffd2dd2a54510
ore 15.30, con i grandi
protagonisti della
politica, dell’economia
e della cultura italiana
e internazionale

IL PD RISCHIA DI CROGIOLARSI NEL RUOLO DI PARTITO


INDISPENSABILE. SERVE INVECE IL PARTITO DELLA
RIPRESA E DELLA RESILIENZA, CONTRO LE DIVISIONI
cordi analoghi di leader del passato. Il Caf, Craxi-Andreot- do cambiato che ci attenderà alla fine dell’incubo della
ti-Forlani, tra il 1989 e il 1992, e l’Abc, Alfano-Bersani-Casi- pandemia.
ni, tra il 2011 e il 2013 con il governo tecnico di Mario Mon- Zingaretti, Di Maio e Renzi sono leader ancora giovani e
ti. In comune c’è la trasversalità, si mettono insieme leader ansiosi di futuro, a differenza dei capi democristiani e so-
diversi sopra i partiti di appartenenza, e le opportunità di cialisti degli anni Novanta. Ma devono sapere che ogni pat-
potere. Nel 1989-92 il Caf aveva il progetto di spartizione to di potere è destinato a sgretolarsi senza un disegno poli-
delle principali cariche istituzionali, Palazzo Chigi e il Qui- tico. Deve esserne consapevole, in particolare, il Pd. Può
rinale, ma finì malissimo, con le inchieste Mani Pulite che continuare a crogiolarsi nel suo ruolo attuale di partito
affossarono le ambizioni di Craxi di tornare alla guida del inaggirabile per fare qualsiasi maggioranza, passaggio ob-
governo e la strage di Capaci che bloccò l’ascesa di Andre- bligato per qualsiasi schema di potere, incontournable. Op-
Foto: P. Tre / FotoA3, F. Lo Scalzo - Agf

otti alla presidenza della Repubblica. Era un patto di fine pure candidarsi a costituire per gli italiani senza rappre-
legislatura, ma anche di fine percorso, come sarebbe oggi sentanza l’autentico partito che oggi manca, il partito
lo Zdr. Anche allora c’era anche una scena internazionale dell’interesse generale e del bene comune. Quello che ricu-
in movimento e che il Caf non seppe interpretare: la cadu- ce e ricostruisce dove gli altri dividono. Il Partito della Ri-
ta del muro di Berlino, l’annuncio di una nuova leadership presa e della Resilienza che oggi non c’è. Strappando que-
americana e democratica in arrivo (Bill Clinton), gli accor- sto ruolo a chi incredibilmente se ne è impadronito, Silvio
di di Maastricht per la moneta unica europea. È stato lo Berlusconi. Che poi, forse, l’unico incontournable della po-
spartiacque di quell’epoca, trent’anni fa, un mutamento litica italiana rimane lui. Meglio Gino Strada. n
accelerato e improvviso, non meno profondo di quel mon- © RIPRODUZIONE RISERVATA

22 novembre 2020 13
Lavoro / I sommersi

“NON VI MOLLIAMO” AVEVANO


PROMESSO I MINISTRI
A 5 STELLE. PAROLE AL VENTO.
PARLANO GLI OPERAI
DELLA WHIRLPOOL
CHIUSA IN TEMPO DI COVID
DI SUSANNA TURCO Copia di ff039355f417a0616fdffd2dd2a54510

FOTO DI ROMANO ANTONIO MANIGLIA

LOCKDOWN
PER SEMPRE
L
a parte più atroce del rac- il suo predecessore Luigi Maio, ma anche il
conto è quella in cui, tra frasi premier Giuseppe Conte. «Ecco, Patuanelli:
e video, alcuni dei 350 operai due mesi fa diceva: “Non molliamo Napoli,
del presidio davanti alla fab- Whirlpool deve restare qui”. Era settembre.
brica ormai chiusa della Ma si’ bugiardo o si’ cretino veramente? Non
Whirlpool di Napoli a via Ar- fa così un ministro, di fronte a lavoratori
gine 312 a Ponticelli, zona stremati: fa così uno che vende roba contraf-
industriale est, sigillata da fatta». Parole al vento, promesse non mante-
tre settimane dopo 18 mesi di lotta, fanno il nute, bugie: di principio l’idea giustificazio-
riassunto di come coloro che dovevano ga- nista che «un piano industriale si può sba-
rantirli si siano rivelati inadatti, di come sia- gliare», come ebbe a dire Conte agli operai
no stati letteralmente incapaci di esercitare vestendo per un attimo il ruolo di avvocato
il loro ruolo, di far valere il loro peso, di difen- della multinazionale; al fondo la convinzio-
dere regole e patti e quindi i lavoratori, i soc- ne che la soluzione a tutto sia il sussidio
combenti: il titolare del ministero dello Svi- (avevevano proposto a Whirlpool un mare di
luppo economico Stefano Patuanelli adesso, incentivi, per restare), più che la lotta per il

14 22 novembre 2020
Prima Pagina

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ritorno del lavoro (a una riconversione effi- Maria Rosaria, Natale assieme, la globalizzazione, poi la cri-
cace credono in pochi). La logica del reddito trentaseienne operaia si. Infine la terna finale, micidiale: i Cinque
di cittadinanza, imperante. La parte più della Whirlpool stelle, la vertenza e, ora, il Covid-19.
atroce: per loro, che ci stanno dentro, segna durante una protesta. La chiusura di una fabbrica, al sud, nell’Italia
A destra, dall’alto:
il momento in cui la storia poteva andare in chiusa per pandemia, è il senso moltiplicato
Lo stabilimento
modo diverso, l’imbocco nella sliding door dell’azienda; Gennaro,
di una storia assai più larga che non riesce
sbagliata; per chi osserva è una specie di compagno di Maria ad andare né avanti né indietro. E si appende
passaggio fatale, il momento finale di una Rosaria, anche lui a quel sigillo blu che il 31 ottobre 2020, dopo
storia di decenni che si è fatta vortice e ades- operaio nella stessa 56 anni di attività, ha sancito lo stop di uno
so procede verso un agghiacciante nulla. fabbrica; misurazione stabilimento che era fino a poco tempo fa un
Dagli anni Sessanta, con l’imprenditore illu- della temperatura fiore all’occhiello. Premiato. Citato come
minato del nord, Giovanni Borghi e poi con all’ingresso esempio di eccellenza e di successo, persino
Guido e Giuseppe che credono nello svilup- da chi poi ne ha sancito il destino. E adesso
po anche nel sud, quindi la crescita, il benes- esempio di come tutto possa fermarsi, a die-
sere, il turnover fatto di figli che lavorano coi ci minuti di automobile dal centro di Napoli,
padri, la fabbrica come famiglia, le feste di a sette chilometri da Pomigliano D’Arco,

22 novembre 2020 15
Lavoro / I sommersi

luogo natìo di colui che viene indicato co-


me figura simbolo della vicenda. Luigi Di
Maio, lo stesso che nel 2015 - parlando della
chiusura dello stabilimento di Carinaro - do-
mandava: «Che credibilità ha un governo
che si siede a un tavolo, firma un accordo, e
poi non si ribella contro le aziende che non
rispettano i patti?». Di Maio, che però poi da
ministro, tre anni dopo, ha fatto proprio la
stessa cosa, prima firmando l’accordo con
Whirlpool, poi non ribellandosi (ovviamen-
te, a parole, ribellandosi moltissimo) contro
la multinazionale quando questa annunciò
la chiusura di Napoli. Sempre pronto a rassi-
curare: «Non vi preoccupate, io una scopa la Copia di ff039355f417a0616fdffd2dd2a54510

devo mettere, se Ilva purtroppo a Taranto


non la riusciamo a vincere, qua stiamo a ca-
sa nostra, almeno una scopa la mettiamo
con Napoli», come disse agli operai una vol-
ta a Portici. E infine capace, da ministro de-
gli Esteri, di negare quello che era un esito
già scritto, due mesi prima che si verificasse.
«Lo avvicinammo a Giffoni, quest’estate, ci
disse: “Ma che deve chiudere! Napoli? Ab-
bracciatemi le famiglie. Ne va della sovranità
nazionale”», raccontano adesso gli operai Operai della Whirlpool si può entrare, ma non si può nemmeno
che glielo chiesero, mostrando il video. di Napoli seduti sui uscire. Un lockdown del lockdown, una zona
gradini di un negozio
Alle loro spalle, come un’ossessione, c’è il rossa nella zona rossa: una vertigine.
chiuso per la pandemia
sigillo blu. Il lucchetto che segna il confine: Ecco lo spazio entro cui esistere, per i 350
dietro quella porta c’è la fabbrica, i macchi- operai della Whirlpool di Napoli e le loro fa-
nari, la linea, il lavoro, un luogo che questa miglie: questi trenta metri tra sigillo e can-
gente considera casa, ma dove non può più cello. Tra una «capacità industriale che stia-
andare. «Io me lo sogno pure la notte, questo mo distruggendo», come ebbe a dire Carlo
sigillo, non lo posso guardare, gli devo dare Calenda parlando di Ilva, e l’incapacità di
le spalle», racconta Vincenzo Accurso della vederne un’altra stagliarsi nel futuro. Il can-
Uilm, 44 anni, in fabbrica dal 2004, dove af- cello con le frasi del Papa e del partito comu-
fiancò per due anni la madre, operaia anche nista dei lavoratori, la tettoia con i busti dei
lei, secondo il costume qui diffusissimo e ta- Borghi, la bacheca dove adesso sono segnati
le per cui gli operai di oggi sono praticamen- i turni autogestiti per il presidio, l’atrio dove
te tutti figli degli operai di ieri, in una zona in pochi metri c’è quasi tutto: gli spogliatoi, il
da sempre difficile e dove il posto di lavoro, distributore automatico di caffè e snack, la
quando c’è, è unica eredità possibile, la più moka e i mandarini portati da casa, il banco-
preziosa. L’altro estremo del confine è trenta mat là dove una volta c’era addirittura uno
metri più in là: il cancello della fabbrica. «Al sportello bancario. I simboli della lotta e di
di là c’è la pandemia, il virus che uccide, e ciò per cui la si fa: il segno di V della spunta
altra disoccupazione: non c’è niente», dice verde (la riapertura dello stabilimento, piut-
Maria Rosaria, 36 anni, un figlio di tre con tosto improbabile in verità) e una lavatrice
Gennaro, 42 anni, anche lui operaio qua, co- vera, la Zen, l’ultimo modello che si produ-
sa che prima significava «due di tutto, e ceva in questa fabbrica, e che continua a
adesso significa due di niente, cioè zero». prendere premi, anche adesso che non la si
Insomma non ci sono posti dove andare, produce più. «Ci puoi poggiare sopra una
spiega lei: «A casa ti senti inutile, qua ci han- coppa di champagne colma e non cadrà una
no ucciso mentalmente già 18 mesi fa: entra- goccia», spiegano ricalcando lo slogan di
vi a lavorare ogni giorno, sapendo che sareb- vendita. La lavatrice premiata, le certifica-
be finita». E ora che il giorno è arrivato, non zioni, cose che raccontano una eccellenza,

16 22 novembre 2020
Prima Pagina

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non una decadenza. È questo in fondo che Un’operaia in pullman nuncio della chiusura di uno dei cinque sta-
oggi si fronteggia: la rovina di un mondo che con indosso l’uniforme bilimenti in Italia, l’unico al sud. «Ci hanno
da lavoro mostra il
di suo avrebbe funzionato, e che invece, per dato un compito impossibile da svolgersi:
gilet con la scritta
incapacità e appetiti incrociati, non riesce a “Whirlpool.
superare una crisi che non abbiamo mai
funzionare più. «Non riesco a capire la rela- Napoli non molla” avuto», dicono. Eravamo i migliori, aggiun-
zione», suonava un tormentone di Maurizio gono. E tirano fuori il video di una festa di
Crozza di qualche anno fa, che qui calza be- Natale di qualche anno prima, in cui proprio
nissimo. Se funzionava, perché è chiuso? E La Morgia, alla fine dello spettacolino, con i
ora che ha chiuso, chi se lo prenderà? bambini ai piedi e gli adulti che applaudono,
«Ancora mi ricordo il nervosismo, l’emo- dice: «Questa fabbrica potrebbe essere
zione, di quando noi della Rsu dopo la firma esportata in ogni parte del mondo. Però le
tornavamo verso Napoli, avendo da raccon- persone che sono qua, la terra, la passione
tare il traguardo, quella che sembrava la fine che c’è in questa fabbrica non si può replica-
di una lunga lotta di sei anni, la rinascita», re da nessun’altra parte: è questo il vero fat-
racconta ancora Vincenzo. Era il 25 ottobre tore del successo di Napoli. Siete tutti voi:
2018, l’accordo sottoscritto al Mise assicura- non ve lo dimenticate mai». Dice adesso Do-
va un rilancio, che si sbriciolò dopo qualche nato Aiello, 56 anni, in Whirlpool da trenta
mese, a maggio 2019. Ad annunciare che la dopo suo padre: «È la stessa persona che poi
fabbrica chiudeva perché il sito era impro- ci ha detto: chiudiamo, non ci servite più».
duttivo, per colmo di tragica ironia, è stato Ecco, il senso del tradimento.
quel giorno Luigi La Morgia, 43 anni, ammi- C’era un tempo in cui «essere della Whirl-
nistratore delegato per l’Italia di Whirlpool, pool era motivo di orgoglio, ci riempivano di
che dieci anni prima aveva a lungo lavorato premi: pacchi di detersivi, pane, pasta olio,
proprio a Napoli, con responsabilità cre- eravamo un modello e una speranza, che tut-
scenti fino a diventare direttore. Una storia to questo si potesse fare anche al sud». Ades-
deamicisiana. «Proprio lui, che alla firma del so, racconta Vincenzo osservando i vecchi
patto mi aveva stretto la mano e rassicurato cestelli delle lavatrici dentro i quali, la notte,
sulla missione produttiva: non preoccuparti, bruciano la legna per difendersi dal freddo,
è la migliore dopo quella di Varese», raccon- «questa è una delle zone in cui più persone
ta Vincenzo. Dopo cinque mesi, invece l’an- non lavorano, più la camorra avanza. Nes-

22 novembre 2020 17
Prima Pagina Lavoro / I sommersi

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suno di noi si metterà a fare rapine. E non Ancora Gennaro, 42 mi sento una cittadina italiana perché que-
siamo gente che vuol finire in mano alla ca- anni, sul posto di lavoro sto governo non mi ha difeso. E sentire un
morra, ma sappiamo come la camorra si insi- in fabbrica ministro che dice: “Non ho armi”, come ha
nua: prima arriva, ti da dei soldi, cerca di so- fatto Patuanelli, mi fa capire che non ho spe-
stenerti, poi ti prende. E il vero problema, lo ranza: perché quelle armi doveva costruirle
dice bene un mio collega: io sono papà, ho i lui, che sta al governo». Alle sue spalle, die-
figli grandi, e tutti i giorni vengo qua, mi tro il muro, c’è la vasca della vernice. Dopo
spacco le ossa, per portare qualcosa a casa due-tre giorni di fermo dell’impianto, spie-
che è fatto col sacrificio mio. A loro insegno gano, la vernice si secca, se non si svuota per
l’onestà e me li vado a prendere tutti i giorni tempo la vasca, poi bisogna buttare l’intero
per strada, a Ponticelli, me li controllo. Ma macchinario. Sono gli operai ad aver chiesto
quando io non avrò più guadagno, e i miei fi- di farlo, due giorni prima dei sigilli. L’azien-
gli torneranno a casa con dei soldi, avrò il co- da, per dire il senso del futuro, non ci aveva
raggio di chiedergli da dove sono arrivati? neanche pensato. n
Non glielo chiederò, perché ho paura che me © RIPRODUZIONE RISERVATA

lo dicano, e non avrò neanche la forza di ri-


portarli indietro, perché devo mangiare».
Tanti qui hanno votato i Cinque stelle, nel
2018, in una zona tradizionalmente rossa
“ERAVAMO UN’ECCELLENZA.
ma dove i grillini due anni fa hanno raggiun-
to addirittura il 62 per cento. Anche Maria
DELL’ITALIA E DEL SUD. CI
Rosaria li votò: «Cambia il maestro, non la
musica: questo mi sento di dire ora, e mi di-
HANNO ASSEGNATO UN COMPITO
spiace, ci avevo creduto. Luigi Di Maio, mai
si è degnato di venire qua: nessuno è venuto. IMPOSSIBILE. SUPERARE UNA CRISI
Non mi aspettavo tanto, solo il dovuto. Il sud
è già morto, ma così muore l’Italia: e io non CHE NON ABBIAMO MAI AVUTO”
18 22 novembre 2020
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Lavoro / I salvati

TURBINA Copia di ff039355f417a0616fdffd2dd2a54510

DIA POMIGLIANO
MAIO
ELICOTTERI PER L’ESERCITO.
IL MOTORE FRANCESE COSTA MENO.
MA VINCE L’AZIENDA AMERICANA
CON LA FABBRICA NEL PAESE
DEL MINISTRO. ECCO COME È ANDATA
DI CARLO TECCE
Prima Pagina

L
a prima prova di america-
no si tenne a Washington
alla fine di marzo 2019. Wil-
bur Louis Ross, ottantenne
segretario al Commercio,
chiese al giovane ministro
Luigi Di Maio di sbloccare
la commessa di Avio Ae-
ro - di proprietà statunitense - con l’Eserci-
to italiano. E Di Maio si prodigò. Oggi Avio
di General Electric, dopo un paio di anni di
spietata concorrenza dei francesi di Safran e
nonostante le perplessità di esperti e milita-
ri italiani, è l’azienda indicata dal ministero
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della Difesa per la fabbricazione dei moto-


ri per 48 esemplari di elicotteri. Un doppio
successo in stile Diccì: americani soddisfatti
per il pregevole contributo e lo stabilimento
napoletano di Pomigliano d’Arco, collegio
elettorale e cittadina natale di Luigi, che ri-
ceve un altro carico di lavoro. A che prezzo?

LA GUERRA TRUMP-MACRON
Il 9 dicembre 2016, nel bel mezzo del pas-
saggio di consegne a Palazzo Chigi fra Mat-
teo Renzi e Paolo Gentiloni, il ministero
della Difesa di Roberta Pinotti approvò un
programma pluriennale per sostituire gli
elicotteri dell’Esercito. I vecchi A129 Man-
gusta, entrati in servizio nel 1983, erano de-
stinati a un progressivo ritiro con l’arrivo di
48 mezzi AW249 prodotti da Leonardo, l’ex
Finmeccanica. Per l’operazione fu stanziato
un fondo da oltre 2,77 miliardi di euro in ca-
po al ministero dello Sviluppo economico.
Sin da subito per costruire i motori, una
componente separata che vale centinaia di
milioni di euro, si aprì il duello tra i francesi
di Safran e gli americani di Avio che coinvol-
se politici, lobbisti, diplomatici di Washin-
gton e soprattutto di Parigi. La Francia era
assai smaniosa di entrare con prepotenza in
un mercato italiano da sempre preda degli
Stati Uniti: la Marina è già cliente di Safran,
ma l’Esercito ancora no e proprio l’Eserci-
to muove i capitali più grossi. Gli Usa erano
convinti, per rodata abitudine, di prevalere
ancora una volta sui rivali, finché la Difesa
Foto: I. Romano - GettyImages

con il ministro Elisabetta Trenta e la mul-


tinazionale a controllo statale Leonardo
non hanno cominciato a sollevare dubbi sul
prodotto di Avio con argomentazioni squi-
sitamente commerciali e tecniche. Il moto-
Il ministro degli Esteri re Aneto 1K di Safran era considerato - in
Luigi Di Maio diverse comunicazioni ufficiali della pri-

22 novembre 2020 21
Lavoro / I salvati

mavera 2019 - più adatto, più economico


e più affidabile del T700 di Avio. Con queste
premesse, alla vigilia delle elezioni europee
e con una scarsa reputazione internazio-
nale, l’allora capo, volto e verbo dei Cinque
Stelle, vicepremier del silente Giuseppe
Conte, ministro dello Sviluppo Economico
e pure del Lavoro, partì per un viaggio negli
Stati Uniti.

I RIFLESSI DI “GIGGINO”
Appena atterrato in Italia e assimilato il
messaggio del segretario Ross, che fu for-
mulato, ricorda, in maniera abbastanza
“vaga”, Di Maio si schierò in pubblico e in Copia di ff039355f417a0616fdffd2dd2a54510

privato per gli americani di Avio. Il 3 maggio


2019 andò a visitare il polo napoletano di
Pomigliano d’Arco accolto con soddisfazio-
ne da Riccardo Procacci, l’amministratore
delegato del gruppo in Italia. Di quell’even-
to mediatico rimane un suggestivo filmato
realizzato dall’ufficio per la comunicazione
dei Cinque Stelle. Accompagnato dalla fi- fesa nominata dai Cinque Stelle. I francesi
danzata Virginia Saba e munito di occhia- si erano già preparati a fronteggiare questa
li protettivi trasparenti, Di Maio si aggirò legittima contestazione nazionalista e ave-
estasiato nel capannone fra gli operai, tutti vano proposto il salvataggio della martoria-
sorridenti e tutti festanti, e tastò una delle ta Piaggio Aero portando in Italia la produ-
turbine «più grandi al mondo». Luigi fu spi- zione e la manutenzione dei motori per gli
gliato, determinato, a suo agio. Come se fos- elicotteri.
se a casa, tra l’altro Pomigliano è casa sua e lì
tra i dipendenti in organico c’è suo cognato, L’ASSALTO FINALE E LA VITTORIA
il marito della sorella Rosalba (assunto pri- Per aggirare la ritrosia di Trenta sul T700 di
ma che Luigi sbarcasse alla Camera, precisa Avio, Di Maio cercò di combinare per l’ad
il suo portavoce). Di Maio celebrò l’antica Procacci un incontro con la ministra. Però
eccellenza internazionale e poi spernacchiò Trenta si rifiutò di ospitare al ministero il
i francesi: «Sono qui per aiutare, sono qui più alto dirigente di una società in lizza per
per sostenere un progetto industriale che COMMESSA un contratto milionario con la Difesa. Non
Il nuovo elicottero
negli ultimi cinque anni ha portato a mille AW249 di Leonardo-
che i francesi fossero immuni da blandi-
ingressi. Si discute tanto dell’opportunità Finmeccanica. La zie e pressioni. La gara del motore con gli
di montare le turbine Avio sugli elicotteri commessa della Difesa americani mobilitò l’Eliseo sino alla stanza
di Leonardo: può essere auspicabile. Per- prevede 48 esemplari di Macron e Christian Masset, l’ambascia-
ché le turbine Avio si fanno in Italia, altre per sostituire i vecchi tore transalpino a Roma. E alla fiera dell’a-
turbine no, e noi diamo impiego ai cittadini Mangusta erospazio in Turchia i manager di Safran
italiani». Per contestualizzare era il periodo si fiondarono sulla ministra. Per assumere
“espressionista” di Di Maio, alleato ( forse) una decisione inoppugnabile e non provo-
pentito di Matteo Salvini, petto in fuori e care un disastro geopolitico o erariale, la
porti chiusi, in fase di decollo col sovrani- ministra Trenta ordinò agli esperti della Di-
smo per rincorrere i leghisti, in campagna fesa di fare una valutazione dei motori can-
elettorale contro i francesi di Emmanuel didati per «specifiche tecnico-operative,
Macron e ancora divertito dalle scorriban- eventuale aggravio dei costi, possibilità di
de movimentiste di Alessandro Di Battista. accedere alle risorse europee». I collabora-
La variabile “occupazionale”, cioè le turbine tori e il gabinetto della ministra - chi lo pre-
agli italiani, seppur con marca americana siedeva, il generale Pietro Serino, è lo stesso
Avio, fu utilizzata anche durante i colloqui di oggi - e anche lo Stato maggiore della Di-
con Elisabetta Trenta, la ministra della Di- fesa si soffermarono su un punto assai deli-

22 22 novembre 2020
Prima Pagina

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cato: il motore di Avio avrebbe comportato Luigi Di Maio incontra fra Avio e Safran» fu disinnescata. Già in
spese “suppletive”, cioè maggiori rispetto a i giornalisti nella sede dicembre, rimesso ordine ai riferimenti in-
Safran, di almeno 80 milioni di euro e altri della Avio Aero di ternazionali dopo il varco scavato da Di Ma-
35/40 milioni in più per «oneri associati alla Pomigliano d’Arco. io, la direzione nazionale armamenti della
A sinistra: lavoratori
esigenza di estensione della vita dei velivoli Difesa comunicò a Leonardo di preferire il
disoccupati fuori dalla
in dismissione per ritardi nella consegna». Avio con la maschera
motore di Avio confezionato in gran parte a
Scegliere gli americani di Avio significava di Pinocchio-Di Maio Pomigliano d’Arco. La scorsa settimana, per
rinunciare ai finanziamenti europei perché, completare la pratica, il ministero della Di-
per ottenerli, il progetto degli elicotteri di fesa ha inviato al Parlamento lo schema di
Leonardo, già supportato dai polacchi, ri- decreto interministeriale per la seconda fa-
chiede la partecipazione di un terzo paese se per il varo degli elicotteri - per una spesa
dell’Unione. Anche Leonardo segnalò delle totale di 1,1 miliardi di euro - che necessita
criticità di Avio, ma ha sempre lasciato la del parere delle commissioni competenti.
decisione all’acquirente, dunque all’Eserci- Né in questo documento né in quello gemel-
to, tant’è che oggi fa sapere che «il program- lo dell’ex ministra Pinotti si cita la tipologia
ma degli AW249 è in linea con le richieste di motore adottata o Avio Aereo. Si decide
di pianificazione operative della Difesa e il con discrezione.
motore è conforme e si può esportare». Set- L’anziano Wilbur Louis Ross ha svolto
tembre 2019 spazzò via il governo giallover- un ruolo di assoluta preminenza nella for-
de, il dem Lorenzo Guerini prese il posto di mazione americanista di Luigi Di Maio, nel
Trenta e la temuta «accurata comparazione frattempo trasferitosi al ministero degli
Esteri. L’anno scorso nel giurare fedeltà agli
Foto: M. Cantile/LightRocket / Getty Images (2)

Stati Uniti sullo sviluppo delle reti 5G - ovvia


IL MINISTERO DELLA DIFESA allusione ai cinesi, invece osannati col go-
verno Conte I - in conferenza stampa Di Ma-
AVEVA SEGNALATO CHE io chiamò “Ross” il collega Mike Pompeo, il
segretario di Stato. Luigi deve molto a Ross
SCEGLIENDO GLI USA L’ITALIA e l’Avio di Pomigliano deve molto a Luigi.
Come ci fu la “curva Fanfani” per immettere
AVREBBE RINUNCIATO AI Arezzo sull’autostrada del Sole, così un gior-
no ci sarà la “turbina Di Maio”.
(Ha collaborato Toni De Marchi) Q
FINANZIAMENTI EUROPEI © RIPRODUZIONE RISERVATA

22 novembre 2020 23
Generazione inascoltata

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P
olitici, economisti, statisti so- va. E aggiungono: «Non ci arrendiamo. Sia-
no tutti d’accordo: bisogna da- mo pronti a presentare un piano più incisivo
re più spazio ai giovani in que- a dicembre. Organizzeremo un grande even-
sta fase critica per l’Italia. No- to digitale, nella speranza che i nostri pro-
bili intenti, totalmente smenti- getti vengano portati a Bruxelles, magari
ti nei fatti, perché nessuno li all’interno del piano da presentare alla Com-
sta prendendo sul serio, i giovani. Duemila missione Europea per il Next Generation
under 35enni si sono uniti nell’organizzazio- Eu».
ne Officine Italia per presentare al Governo, La stesura del Piano Giovani 2021 inizia a
ai partiti e agli enti istituzionali il Piano Gio- maggio, quando duemila giovani e oltre 70
vani 2021: 35 proposte concrete, rivolte associazioni si danno un appuntamento vir-
all’intero sistema paese per riaccendere il tuale e dedicano un weekend alla raccolta di
motore economico della nazione. Ad un me- idee utili al paese. Fra loro ci sono studenti di
se e mezzo dall’invio del piano, nessuno ha ingegneria e giurisprudenza, economisti di
preso in considerazione il loro lavoro, nono- prestigiose università, ricercatori, esperti di
stante sia stato validato da esperti e profes- fisica quantistica, nerd, startupper, dipen-
sori competenti. «Nessuno ci ha risposto», denti della Pubblica Amministrazione o di
dicono all’Espresso i promotori dell’iniziati- multinazionali. Il brainstorming frutta 250

24 22 novembre 2020
Prima Pagina

UNA RETE DI PROFESSIONISTI E


STUDIOSI UNDER 35 HA ELABORATO
IL PIANO 2021. PROPOSTE RIVOLTE
A PARLAMENTO E GOVERNO.
LA RISPOSTA È IL SILENZIO
ni, ingegnere gestionale per la società di
consulenza strategica Bain&Company, fra i
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fondatori di Officine Italia.


Eccola l’attenzione riservata al progetto
di quei giovani, invitati a giugno a Villa
Pamphili, palcoscenico degli Stati Generali
indetti dal premier, Giuseppe Conte, per
coinvolgere l’intera società civile nel gran-
de piano di rinascita per l’Italia. E poi? «Do-
po quell’incontro abbiamo veramente rea-
lizzato il progetto per l’Italia, pensando che
per davvero fosse arrivato il momento di
metterci in gioco», continua Tiberi. Del re-
sto, a parole, sono tutti concordi nel soste-
nere che è proprio dai giovani che bisogna
ripartire. Lo ha confermato due settimane
fa il governatore della Banca d’Italia, Igna-
zio Visco: di fronte a una situazione econo-
mica senza precedenti ha detto che, per
evitare che la crisi sia irreversibile «è indi-
spensabile coinvolgere i giovani» e ha par-
lato di un drammatico spreco di potenziali-
tà a livello non solo economico, ma anche
sociale. «È indubbio che da più fronti viene
sollevata l’urgenza di sostenere l’empower-
proposte, poi filtrare usando 95 indicatori di ment - il rafforzamento - della presenza
monitoraggio (che ne valutano fattibilità e giovanile nella società, nel mondo del lavo-
utilità per il paese), fino a raggiungere le 35 ro, nel dibattito pubblico. Eccoci qui», dice
proposte che si concentrano su Società In- Flavio Proietti Pantosti, 27 anni, romano
clusiva, Cultura dell’Innovazione e Sosteni- che, dopo aver studiato Giurisprudenza e
bilità Ambientale. Finanza fra Italia, Francia e Belgio è tornato
A ottobre il progetto viene inviato alla in Italia per creare una start up e lavorare in
presidenza del Consiglio, alle presidenze di una società di consulenza fintech, la Fts.
Camera e Senato, alle segreterie di tutti i I ragazzi di Officine Italia non chiedono
partiti presenti in Parlamento e a tutti i Mi- risorse a loro favore, chiedono di essere
nisteri. Risposte ricevute? Zero. «Segnali di ascoltati: «Il nostro programma non è pen-
Foto: K. Vedfelt / Getty Images

interesse sono venuti da docenti universi- sato per favorire i giovani, è uno studio det-
tari ed economisti, tipo Carlo Cottarelli tagliato di ciò che all’Italia servirebbe per
dell’Università Cattolica di Milano, Gian essere al passo con l’Europa, per poter uscire
Mario Mossa, general manager di Banca dalla situazione di stasi in cui si trova. Al Pa-
Generali, Enrico Giovannini, economista e ese serve un piano strategico (e non episodi-
portavoce dell’Alleanza per la Sostenibilità co), una visione per attivare le generazioni
Asvis. Nulla più», dice Valeria Tiberi, 24 an- più giovani, così da incrementare i livelli

22 novembre 2020 25
Generazione inascoltata

di produttività del nostro Paese», afferma congedo, la madre cinque mesi. Questa di-
Andrea Natale, laureando in Giurispruden- screpanza va a sfavore delle donne, disin-
za, consapevole delle motivazioni politiche centivando l’assunzione, il reinserimento
che impediscono di favorire concretamente e la carriera delle lavoratrici. Serve mag-
i ventenni: «Siamo pochi e quindi abbiamo gior equilibrio», si legge nel documento.
poco peso politico: portiamo una manciata La digitalizzazione occupa un intero capi-
di voti al mulino dei partiti. Però lo straordi- tolo, dalla necessità di portare online i ser-
nario debito pubblico che si sta producendo vizi per l’impiego a quella di modernizzare
per sostenere l’economia verrà pagato pro- e velocizzare la pubblica amministrazio-
prio da noi nei prossimi anni». ne. Il piano offre anche una serie di spunti
Le proposte avanzate nel piano sono per superare le barriere normative che in
molto pratiche. Ad esempio, per favorire Italia continuano ad ostacolare l’econo-
una formazione scolastica al passo con le mia circolare, un progetto di riduzione di
esigenze di aziende e mercati e colmare il plastica e materiali non riciclabili nei su-
divario di competenze informatiche, Offi- Copia di ff039355f417a0616fdffd2dd2a54510

permercati, oltre a strumenti di fiscalità


cine Italia propone una revisione costante ambientale per facilitare la transizione
dei programmi formativi e il potenzia- energetica e incentivi per la ricerca e lo
mento dei corsi di aggiornamento per gli sviluppo di soluzioni green.
insegnanti. Mentre, per ridurre il gender Sono tutte proposte che rispondono nel
gap avanza l’idea di un supporto alla geni- metodo e nei contenuti ai principi dettati
torialità, favorendo l’allineamento del pe- da Next Generation Eu, vale a dire il grande
riodo di maternità obbligatoria con quello programma europeo che a partire dal 2021
di paternità: «Il padre ha sette giorni di consentirà a ciascun paese di attingere a fi-

COSÌ STANNO CAMBIANDO IL NOSTRO FUTURO


DI ENRICO GIOVANNINI
Le imprese italiane sono note per rispondere per far ripartire il settore dei servizi. Gli chiesi se quindi,
solo raramente alle lettere con cui i giovani e visto che tale salario era di 500 euro mensili - in pratica il
le giovani presentano la propria candidatura costo di uno stage - intendesse proporre che fossero i ragazzi
per una possibile assunzione, mentre all’estero a pagare le imprese per lavorare, ma alla provocazione non
è il comportamento normale. Ora, sappiamo riuscii ad ottenere una risposta. Da allora la situazione è
che questo modo di fare è indotto da un virus peggiorata, al punto tale che - secondo l’indagine Istat del
nazionale che ha colpito anche il Governo, 2018 - i dottori di ricerca che vanno all’estero guadagnano
e non in riferimento ad autocandidature per mediamente mille euro al mese in più di quelli che lavorano
un posto di lavoro, ma alle proposte avanzate da un’ampia in Italia, un valore doppio rispetto a quello registrato
rete di associazioni giovanili che avevano passato l’estate a nell’indagine del 2014.
pensare al futuro del nostro Paese. Infatti, come l’articolo di Insomma, come indicava il film di Giovanni Veronesi, l’Italia
Gloria Riva descrive, Rete Giovani 2021 - una rete di oltre continua a non essere un Paese per giovani, anche se - a
70 associazioni giovanili - non ha ricevuto alcuna risposta credere al tono del dibattito politico sulla pandemia - non
dall’esecutivo, neanche di cortesia, sulle proposte avanzate è che gli anziani siano trattati molto meglio. Al di là delle
e questo si intona decisamente con l’idea che il Paese sia battute, l’impatto della crisi è molto diseguale. Ad esempio,
culturalmente incapace di mettersi dalla parte dei giovani essa colpisce i redditi degli anziani in modo nettamente
che forma, compresi quelli molto qualificati che hanno inferiore a quelli dei giovani e dei giovani-adulti, cioè di chi
redatto le proposte. Ma questa non è una novità, purtroppo. insieme alle donne paga il prezzo più alto della pandemia,
Ricordo che vari anni fa, nel corso di un dibattito in anche a causa della mitica flessibilizzazione del mercato del
Confindustria, un personaggio di spicco dell’epoca, dopo lavoro. E non sarà l’ennesimo intervento di defiscalizzazione
un’approfondita analisi propose di ridurre i salari d’ingresso per l’assunzione di giovani e donne a cambiare radicalmente

26 22 novembre 2020
Prima Pagina

nanziamenti comuni per puntare spedita-


mente su una ripresa economica che sia il “NOI VENTENNI CONTIAMO POCO
PERCHÉ PORTIAMO AI PARTITI
più sostenibile possibile. Molte delle propo-
ste di Officine Italia potrebbero essere spe-

SOLO UNA MANCIATA DI VOTI.


se a Bruxelles per convincere la Commis-
sione a staccare la prima tranche dei 209
miliardi di contributi promessi all’Italia.
Anche se ora il voto contrario di Polonia e
Ungheria sembra rimandare a data da de-
MA IL DEBITO PUBBLICO SARÀ
stinarsi l’intero pacchetto economico:
«Percepiamo una debolezza di visione e TUTTO SULLE NOSTRE SPALLE”
strategia del Paese nel contesto europeo»,
commenta Pantosti, che continua: «L’Italia
è un Paese fondatore, in passato ha espres-
so posizioni importanti e ha contribuito Copia di ff039355f417a0616fdffd2dd2a54510

massicciamente alla crescita delle istitu-


zioni europee. Queste istituzioni devono
cambiare, modernizzarsi, per rendere più
snelli i sistemi di approvazione europei. Per
fare questo è necessario dare spazio, in Ita-
lia, come negli altri Paesi europei, alle nuo-
va generazioni. Noi ci siamo». n
© RIPRODUZIONE RISERVATA

la situazione, visto che ciò che manca e


mancherà nel prossimo futuro è proprio
l’attitudine delle imprese ad assumere.
E allora? E allora non si può disegnare il
futuro di una generazione come quella dei
nostri giovani, cioè della generazione più
istruita e competente che questo Paese abbia
mai avuto, senza coinvolgerla direttamente
nella discussione. Anche perché proprio i
giovani hanno avuto negli ultimi due anni
un ruolo straordinario nella svolta ecologica delle opinioni stia di fatto iniziando solo ora, con la pandemia. Mi sembra
pubbliche mondiali e nei comportamenti collettivi. E un modo interessante di porre la questione, che impone
si vincono e si perdono elezioni su questi temi, come all’Italia di entrare nel nuovo secolo scegliendo di dare
dimostrano anche gli Stati Uniti. E si cambiano le strategie fiducia alle giovani generazioni.
delle aziende automobilistiche, delle imprese energetiche in Concludendo il mio contributo dedicato alla giustizia tra
nome della sostenibilità. E mutano le scelte dei grandi fondi generazioni pubblicato nel volume “Il mondo dopo la fine del
di investimento internazionali. E si cambiano le abitudini di mondo”, edito da Laterza, scrivo: «Sono sicuro che, leggendo
consumo e di risparmio. E si riorientano le politiche a favore queste righe, alcuni diranno che tutto questo è un’utopia.
dello sviluppo sostenibile, come l’Unione europea ha fatto. Ebbene, invito costoro a riflettere su una frase detta da un
Così come, nel secondo dopoguerra, le politiche economiche famoso conferenziere americano, Alan Parisse: “La vecchiaia
Foto: S. Dal Pozzolo/ Contrasto

di tanti Paesi occidentali furono orientate alle classi medie comincia nel momento in cui il tuo attaccamento al passato
anche per compensare le generazioni giovani che avevano supera la tua eccitazione per il futuro”. E li invito a riflettere
sostenuto lo sforzo bellico a beneficio di tutti, vogliamo se non sono troppo vecchi per costruire il mondo di cui
riconoscere o no che senza i giovani staremmo ancora a abbiamo bisogno. Nel qual caso, sono pregati di godersi la
discutere vecchi temi del Novecento? Il filosofo Luciano vecchiaia e lasciare ai giovani, indipendentemente dalle loro
Floridi sostiene che, come il XX secolo partì con 15 anni di età anagrafica, il campo da gioco». n
ritardo con la prima guerra mondiale, anche il XXI secolo © RIPRODUZIONE RISERVATA

22 novembre 2020 27
La proposta

La cultura fa bene, de
di Giovanna Melandri*

N
ell’Italia piegata in un lockdown variabile,
il dovere di tutti è moltiplicare comporta-
menti responsabili e solidali per fronteg-
giare insieme un incubo globale. Ma questi
lunghi mesi di sofferenze, sacrifici indivi-
duali e collettivi, obbligano ciascuno nel
suo campo – mentre pretendiamo il mas- Copia di ff039355f417a0616fdffd2dd2a54510

simo da chi deve contrastare l’emergenza 


– a dare contributi di idee per progettare il futuro e ricostru-
ire, migliorandolo, l’ordito delle nostre comunità. La cultura,
nella sua accezione più ricca e articolata, è una leva da cui
non si potrà prescindere nella sala-macchine della rinascita.
Per “non sprecare” la crisi, occorre pensare subito come que-
sta infrastruttura civile e spirituale possa, con un salto quan-
tico di consapevolezza, uscire rinnovata dalla pandemia.
Oggi musica, musei, teatri, auditorium, cinema sono in
quarantena. I protagonisti e il pubblico delle mostre e dei
concerti, gli artisti dei palcoscenici e dei set, i professionisti e
i tecnici si trovano in isolamento e i circuiti pubblici e privati
che ne hanno visto i talenti giacciono in terapia più o meno
intensiva. Volutamente uso la terminologia diventata abi-
tuale, purtroppo, riguardo a chi ha contratto la feroce malat-
tia e ha pagato prezzi altissimi, irreparabili per decine e deci-
ne di migliaia di italiani. Il mio non è
un artificio retorico, un paragone in-
delicato; è un tentativo di definire effi-
Le spese per cinema, teatri,
cacemente la ferita che stanno suben-
do i diversi ambiti di espressione arti- concerti e musei dovrebbero
stico-culturale. Una ferita profonda,
che richiederà tempo e pazienza per diventare come quelle
esser rimarginata. Una ferita da curare
con medicinali mirati, scelte lungimi-
ranti e innovative.
per i farmaci
Per la seconda volta si sono  serrati i cancelli, abbassati i includere (al prezzo di polemiche durissime) un massiccio
sipari, spente le luci in tutto il territorio nazionale simbolica- investimento a sostegno dell’arte nel perimetro del New De-
mente con un colore rosso omogeneo per la cultura. Una mi- al lanciando nel 1935 il Federal Art Project: la più estesa ope-
sura adottata con rammarico, di cui si comprendono le ra- razione di welfare estetico-culturale mai tentata in una de-
gioni sapendo  di partecipare a un grande sforzo comune, mocrazia. È sul modello di quell’ambizione strategica che
per   un interesse prioritario. Va riconosciuto al ministro oggi, nel contesto europeo di Next Generation e della nuova
Franceschini  di aver progressivamente varato cospicui in- “Bauhaus“ proposta da Ursula von der Leyden, il governo
terventi di sostegno per le istituzioni culturali e le molteplici può delineare una visione progettuale di lungo respiro per la
tipologie di lavoratori coinvolti. Sono atti importanti. Un  se- cultura italiana.  Però il farmaco finora progettato, sperimen-
gno che non si tratta più l’economia della cultura come una tato o già somministrato al mondo della produzione cultura-
cenerentola e si intende invece riparare i danni e proteggere le in Italia e in Europa manca ancora, a mio avviso, di una
enti e operatori stremati da un periodo buio senza preceden- componente importante. Finora ha agito tipicamente sul la-
ti. L’occasione è unica. Proprio oggi che dall’America giungo- to della offerta, sul sostegno necessario a chi produce. Ma la
no note di speranza, torna alla mente Roosevelt quando volle cura di cui c’è bisogno dopo la pandemia deve realizzarsi an-

28 22 novembre 2020
Prima Pagina

traiamola dalle tasse


ministrazione fiscale. Ma ora ci sono le condizioni per un
coraggioso salto quantico. Tra i lasciti di questa crisi non
può mancare una consapevolezza “aumentata” sulla libertà,
la bellezza e perfino la gioia che l’accesso a ogni forma artisti-
ca può offrire. Nella sala-macchine della ripartenza  bisogna
progettare già adesso il contrasto a tutte le povertà: quella
economica certo ma anche quella educativa e culturale. La
deducibilità fiscale delle spese culturali è leva imprescindibi-
le di una moderna visione del welfare, flessibile e trasparen-
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te, in grado di fornire un “farmaco” antidepressivo capace di


accendere immaginazione e desiderio e responsabilizzare
chi la cultura produce sull’ impatto sociale che genera. E ma-
gari così facendo, sostenendo il potere di scegliere, potreb-
bero sorprenderci le nuove gerarchi culturali. Insomma, si
studino compatibilità e criteri, si fissi un congruo tetto an-
nuo di spesa deducibile per persona, si esca definitivamente
dall’idea che la cultura sia un optional, un bene, se non su-
perfluo, secondario.  L’allargamento e la crescita della do-
manda, grazie a un meccanismo certo e permanente di de-
trazione, attiverà un circolo virtuoso per la conservazione e
l’arricchimento del patrimonio, per i percorsi educativi e
formativi, per la produzione e la diffusione di musica, arte,
La platea del Teatro alla Scala, teatro e cinema e naturalmente per il tessuto imprenditoria-
dimezzata dalle norme anti-Covid le collegato e il mecenatismo.
L’universo cultura è un ristoro senza scadenze. Al MAXXI,
museo nazionale dedicato alle arti del XXI secolo, abbiamo
che sul lato della domanda, del contrasto alle nuove povertà spalancato gallerie e archivi nello spazio senza confini dei
culturali e spirituali, del “bisogno” di libertà e bellezza che canali social. Già nel primo lockdown il museo digitale è sta-
innerva e deve rafforzare l’identità del paese. Una cura da to manifestazione tangibile del museo reale con la produzio-
considerare estensione strategica del welfare e che riconosca ne di 130 video-clip originali e dirette streaming che hanno
nel consumo di cultura un diritto primario. Sì, affinché il raccolto 14 milioni di contatti. Adesso ci regoliamo ugual-
mondo dell’intuizione artistica e della produzione culturale mente: artisti, critici e curatori svelano la nostra collezione
si riprenda e si sviluppi come un investimento a lungo termi- d’arte, architettura e fotografia e le mostre in corso, mentre
ne, occorre agire strutturalmente e con decisione (superan- scrittori e scienziati, economisti e filosofi ci accompagnano
do la logica dei bonus) sostenendo i consumi culturali di cit- dentro i dossier caldi dell’agenda globale. Con il nostro palin-
tadini ulteriormente impoveriti dalla crisi. La mia proposta è sesto #nonfermiamoleidee lasciamo entrare lo sguardo del
Foto: M. Frassineti - Agf, V. Zunino Celotto - GettyImages

curare l’Italia agendo anche sulla leva fiscale: rendendo de- visitatore, facciamo circolare la sua mente nel laborato-
ducibili, ai fini del calcolo d’imposta sul reddito delle persone rio-MAXXI e ne lasciamo uscire i fermenti, le intuizioni degli
fisiche, le spese di accesso (ticket, abbonamenti ecc.) ai tanti artisti, le stimolazioni a un pensiero critico. Chissà se sotto
luoghi – teatri, cinema, auditorium, musei, istituzioni – dove l’albero natalizio potremo avere giorni di relativo sollievo e la
si riceve, si produce, si scambia cultura. Proprio come faccia- riapertura al pubblico per portare lo spirito liberatorio e vi-
mo per le nostre spese farmaceutiche. Lo stesso meccanismo sionario dell’arte a famiglie provate da un anno così duro.
diretto, la segnalazione all’Agenzia delle Entrate tramite tes- Sarebbe in ogni caso un gran dono all’Italia e ai suoi cittadini
sera sanitaria, si può replicare per quel consumo sociale di sapere che il consumo di cultura può entrare nelle fibre vive
arte, musica, parole, immagini che è da sempre uno specia- del nostro futuro ed esser riconosciuto tra i farmaci buoni,
le salva-vita e a maggior ragione varrà quando cominceremo ampiamente sperimentati, che aiutano a curarci. n
a emergere dall’incubo Covid-19.  © RIPRODUZIONE RISERVATA

So bene che non è facile tracciare la linea. So bene quali


resistenze il ministro della Cultura può incontrare nell’am- *Presidente Fondazione MAXXI

22 novembre 2020 29
Italiavirus / Governo e Regioni

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SUL COVID COMANDANO


I ROSSO VERDI
UNO È IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO SPERANZA.
L’ALTRO È L’UOMO DEL GOVERNATORE ZAIA
NELLA SANITÀ. INSIEME ESERCITANO IL POTERE
DIETRO LE QUINTE. IN MODO TRASVERSALE
DI PAOLO BIONDANI E ANDREA TORNAGO

30 22 novembre 2020
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C
he strane quelle coppie. nazionali. Entrambi vengono descritti come
C’è quella visibile. Il go- eminenze grigie della macchina ammini-
vernatore del Veneto, ex strativa, molto esperti, capaci, efficaci. E di-
pierre, agronomo, leghi- screti. Un rapporto finora sconosciuto, il lo-
sta non sovranista, ri- ro, che va oltre la contingenza politica del
confermato trionfalmen- momento.
te al timone della regio- Zaccardi, fiorentino, ex consigliere di Sta-
ne. E il pacifista di Mode- to, è stato capo di gabinetto di Pierluigi Ber-
na, ex leader della sinistra giovanile, cinefilo, sani al ministero dello sviluppo (Mise) tra il
europeista, rieletto con il Pd per il secondo 2006 e il 2008. E ci è tornato nel 2013 con un
mandato in Emilia. Luca Zaia e Stefano Bo- ministro veneto del Pd, Flavio Zanonato.
naccini. Governatori vincenti. In attesa di Nella sua lunga carriera di funzionario di al-
sfidarsi alle future elezioni nazionali, fanno to profilo del Deep State, però, Zaccardi ha
vite parallele, con vistose convergenze: alle servito diverse amministrazioni. Ha lavora-
sedute della conferenza delle regioni, pre- to al Viminale, all’ufficio studi e legislazione,
sieduta dal 2015 dallo stesso Bonaccini, par- con i ministri dell’Interno della Dc, dal 1970
lano con una voce sola e decidono insieme al 1978. Negli anni Ottanta è passato al mini-
le strategie sanitarie. Ma c’è anche un’altra stero dell’Ambiente e alla Presidenza del
coppia, sconosciuta ai più, in grado di inci- Consiglio, diventando il consigliere giuridi-
dere sulla gestione della medicina italiana co del primo premier non democristiano, il
ai tempi del coronavirus: due burocrati che repubblicano Giovanni Spadolini. Quindi è
contano più dei politici. Sono uomini-mac- entrato al Quirinale, dove ha guidato il colle-
china di opposte appartenenze, che a loro gio di autodichia, l’organo giudiziario inter-
volta si parlano, si confrontano. E si spalleg- no della Presidenza della Repubblica. Per
giano. Con la massima riservatezza. Un rap- misurare il suo peso sulla bilancia del potere
porto finora mai emerso, che da Venezia reale, basta ricordare una data recente: il
porta a Roma, al ministero della salute gui- suo incarico al fianco dell’attuale ministro
dato da Roberto Speranza. E segnala un al- Speranza sarebbe dovuto terminare lo scor-
Foto: Francesco Fotia / AGF, Mirco Toniolo / AGF

tro asse trasversale, questa volta sotterra- so 8 settembre, in base alla legge sui contrat-
neo, della politica italiana: un codice ros- ti dei pensionati pubblici, ma un’ordinanza
so-verde all’ombra del Covid. della Protezione civile ha fatto un’eccezione
Il primo dei due burocrati-cerniera è il ca- per lui. Una deroga, che lo ha blindato al mi-
po di gabinetto del ministro Speranza: si nistero per «garantire la continuità operati-
Il ministro della Salute chiama Goffredo Zaccardi, ha 77 anni, è sta- va» nell’emergenza coronavirus.
Roberto Speranza. to nominato nel settembre 2019, appena si è Dove ora è al centro del pasticcio della sa-
In alto a destra: insediato l’attuale governo. Il secondo è l’ex nità calabrese. Con tre commissari auto-an-
Luca Zaia, presidente direttore generale della sanità veneta, Do- nientati in due settimane: prima Saverio
della regione Veneto menico Mantoan, che negli stessi mesi è sa- Cotticelli, l’ex generale nominato dalla mi-
lito ai vertici delle più importanti agenzie nistra Giulia Grillo e riconfermato nel

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Italiavirus / Governo e Regioni

QUANTO VALE IL CTS


2019 da Speranza, che non sapeva di do-
versi occupare del Covid; poi Giuseppe Zuc-
catelli, ex presidente dell’Agenas e candida-
to di Leu, travolto dalle polemiche per un
video contro le mascherine; quindi Eugenio
Gaudio, ex rettore della Sapienza, che a me-
Di fronte alle drammatiche incognite dell’emergenza
no 24 ore dalla nomina se ne va spiegando a
Covid, i politici più saggi si fanno consigliare dagli esperti:
Repubblica che la moglie non vuole trasfe-
medici, tecnici e scienziati chiamati a studiare i problemi
rirsi a Catanzaro. Tre nomine veramente
e suggerire soluzioni. Un ruolo importante e difficile, che
straordinarie, che dipendono direttamente
in molte nazioni è al centro di polemiche di segno opposto,
dalla struttura del ministero. Guidata da
con governanti contestati perché ignorano la scienza e
Zaccardi, l’insostituibile.
specialisti bollati come oppositori politici. Negli Stati Uniti
Come il suo contraltare veneto, che pure
gli attacchi negazionisti del presidente Donald Trump non
ha tutt’altra storia e carattere: Mantoan, 63
hanno risparmiato neppure Anthony Fauci, indiscusso
anni, vicentino di Brendola, per un intero Copia di ff039355f417a0616fdffd2dd2a54510

luminare delle malattie infettive. In Italia la cabina di


decennio plenipotenziario di Zaia per la sa-
controllo della pandemia è il Comitato tecnico-scientifico
nità. Ex ufficiale medico militare, una spe-
(Cts) del ministero della salute, creato nel febbraio scorso
cializzazione in igiene e una in endocrinolo-
con una squadra di 20 esperti, poi saliti a 25. Anche nel
gia, nel 2009 è stato anche consulente del
nostro Paese non sono mancate critiche sulla scelta dei
ministro Maurizio Sacconi, Pdl. E dal 2012
componenti, con gli stessi interrogativi che si pongono
al 2017 consigliere di amministrazione
ovunque: chi sono i veri esperti? Quali virologi meritano
dell’Agenas, l’agenzia che coordina i servizi
di essere ascoltati dai governi? Come si misura il valore
sanitari regionali, nonché membro di diver-
di uno scienziato?
se commissioni chiave. Il balzo finale è re-
cente. Nell’autunno 2019, quando l’Agenzia
L’Espresso ha girato queste domande a diversi professori
per il farmaco (Aifa) ha bisogno di un nuovo
universitari e ricercatori indipendenti, senza coloriture
presidente dopo mesi di stallo per le dimis-
politiche né incarichi ministeriali o regionali. Tutti
sioni di Stefano Vella (in polemica con il go-
rispondono che esistono vari sistemi oggettivi di
verno giallo-verde per la gestione sanitaria
valutazione, utilizzati a livello internazionale per misurare
della nave Diciotti), Zaia fa il suo nome. E
l’impatto degli studi di un certo scienziato. Il più
d’incanto Mantoan, mentre la Lega esce dal
accreditato e diffuso oggi è l’indice di Hirsch (in gergo,
governo, conquista l’agenzia che controlla
H index), dal nome dello studioso californiano che l’ha
la spesa farmaceutica, facendo dimenticare
elaborato nel 2005. È un numero che riassume, per ogni
le polemiche con i virologi e con l’ex mini-
scienziato, quante pubblicazioni ha firmato sulle riviste più
stro Beatrice Lorenzin sulla cosiddetta li-
accreditate a livello mondiale e, al tempo stesso, quante
bertà di scelta per i vaccini: un omaggio ve-
volte sono state citate da altri studiosi. Se l’indice è 10,
neto ai no-vax. Nonostante gli strali dei Cin-
significa che ha pubblicato almeno 10 studi, ciascuno dei
questelle e Leu a livello locale, tutte le regio-
quali è stato utilizzato e ripreso almeno dieci volte da altri
ni sono d’accordo. E a Roma è Speranza a
ricercatori. Un dato accessibile a tutti si ricava con Google
firmare la nomina di Mantoan.
Scholar, un motore di ricerca gratuito, che però largheggia
Pochi mesi dopo anche l’Agenas si ritrova
senza guida mentre la pandemia infuria. L’a-

TRA GLI ESPERTI DEL COMITATO


genzia va commissariata e le regioni, unani-
mi, fanno al ministro lo stesso nome: Man-

C’È CHI PUÒ VANTARE UNA


toan. Che grazie al decreto d’aprile assume
ampi poteri di gestione dell’emergenza. Con
tre ruoli che si sovrappongono: dg della sa-
nità veneta, presidente Aifa, commissario
Agenas. Il tris si riduce solo nelle scorse set-
VALUTAZIONE INTERNAZIONALE
timane, quando Speranza, sempre su pro-
posta delle regioni, lo designa direttore ALTA E CHI MOLTO BASSA. I PIÙ
dell’Agenas, ma gli chiede di lasciare l’Aifa,
dopo essersi pensionato anche in Veneto. Il QUALIFICATI RESTANO FUORI
manager di Zaia, dunque, ha un ruolo chia-
ve anche per lo staff del ministro Speran-

32 22 novembre 2020
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diverse centinaia di citazioni. L’unico altro componente del


comitato con un curriculum da super esperto di pandemie
da virus è Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto
Spallanzani di Roma: Scopus gli assegna 72 punti, Wos 61,
Scholar 82. Utilissima in tempi di Covid, però, è anche la
specializzazione di Luca Richeldi, presidente della società
italiana di pneumologia, che ha un indice di 57 per Scopus,
53 per Wos, 65 per Scholar, dopo anni di studi specifici
sulle malattie respiratorie.

Molto alti, sopra quota 100, anche i punteggi attribuiti


a Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di
sanità, che ha la modestia di pubblicare su Internet solo
un vecchio curriculum con un indice di 82. Indiscutibili
anche i meriti accademici di Roberto Bernabei, direttore
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del dipartimento di scienze dell’invecchiamento del


Policlinico Gemelli (99 secondo Scopus), e Massimo
Silvio Brusaferro e Franco Locatelli durante una conferenza stampa
Antonelli, responsabile della medicina d’emergenza nello
stesso ospedale universitario di Roma (87). Tre scienziati
nei risultati e andrebbe verificato per ogni pubblicazione. autorevoli, che però si occupano di pandemia solo da pochi
Per evitare errori giornalistici, questo articolo riporta mesi: Locatelli è un ematologo e oncologo pediatrico,
le cifre fornite dai professori indipendenti, che hanno Bernabei un geriatra esperto di malattie neurologiche,
potuto accedere a banche dati più rigorose, riservate Antonelli di anestesia e rianimazione.
agli studiosi accreditati nelle università, come Scopus
e Web of Science (Wos). Da notare che le loro email di Tra i tecnici del ministero spicca Andrea Urbani, direttore
risposta sono comunque piene di avvertenze, per possibili generale della programmazione sanitaria, che ha indici
omonimie, errori, limiti della ricerca per anni o per settori. notevoli (45 per Scopus, 44 per Wos, 54 per Scholar)
L’indice infatti varia nel tempo, anche da un mese all’altro, grazie ai suoi studi di biologia molecolare. Nicola Magrini,
e i risultati dipendono dai criteri di selezione. Anche la il direttore dell’Aifa, ha tra 21 e 27 punti, ottenuti con
materia conta molto: uno studioso dei tumori, dove i centri ricerche nel suo settore (antibiotici e altri farmaci). Agli
di ricerca si contano a migliaia, ha maggiori probabilità altri esperti del comitato vengono assegnati punteggi
di pubblicare e ottenere citazioni rispetto a esperti di molto più bassi. I professori consultati dall’Espresso
altri rami della medicina: anche le malattie infettive, avvertono però che, in un comitato chiamato a impostare
prima della pandemia, erano un settore negletto, perché tutta la strategia anti-covid, è sensato inserire anche
colpivano soprattutto i Paesi poveri. Con tutte queste tecnici o burocrati senza titoli scientifici, dall’ingegnere
premesse e relativi margini di errore, i punteggi calcolati della protezione civile al manager della pianificazione
per il nostro comitato anti-covid sono interessanti e in sanitaria. E fanno l’esempio di Ranieri Guerra, che è
qualche caso sorprendenti. entrato nell’Organizzazione mondiale della sanità non come
scienziato, ma come specialista di medicina d’emergenza e
Il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio ospedali da campo in Paesi ad alto rischio.
Brusaferro, medico igienista e professore dell’università di
Udine nominato nel gennaio 2019 dall’allora ministra Giulia Per confronto, L’Espresso ha chiesto di calcolare gli
Grillo, ha un indice di 29 secondo Scholar, che scende a indici di altri due esperti, i primi intervistati dal nostro
23 con Scopus e a 18 con Wos: la metà dei punti attribuiti settimanale all’inizio della pandemia, che non fanno parte
al meno affermato dei ricercatori selezionati dall’Espresso. del comitato.
Agostino Miozzo, il coordinatore del Cts, è un tecnico della Andrea Crisanti, professore di microbiologia arrivato a
Protezione civile che ha firmato pochi studi scientifici: Padova dall’Imperial College di Londra, ha indici compresi
il più popolare ha ottenuto 61 citazioni su Scholar dal tra 60 e 79. Rino Rappuoli, capo degli scienziati della
2002 ad oggi, il secondo 4, gli altri solo 2, quindi il suo GlaxoSmithKline, con un passato di ricercatore statale in
indice è fermo a 2. Uno scienziato di fama internazionale, Italia, ha punteggi ancora più stellari: 115 per Scopus,
con una preziosa competenza per le malattie infettive, è 111 per Wos, 138 per Scholar. Ed entrambi si occupano da
Foto: Ansa

invece il direttore dell’Iss, Giovanni Rezza, che ha indici sempre proprio di virus e pandemie. P.B. e A.T.
superiori a 60 in tutte le classifiche, con molti studi con © RIPRODUZIONE RISERVATA

22 novembre 2020 33
Prima Pagina Italiavirus / Governo e Regioni

za. E un rapporto stretto con il suo capo conviventi e sintomatici»: parole di Zaia,
di gabinetto. dello scorso 24 ottobre, che si traducono in
A documentare quanto sia radicato il le- un’immediata lettera di Bonaccini al mini-
game tra i due burocrati è una serie di atti stro Speranza.
giudiziari della Procura di Padova, finora Il boom dei contagi manda in crisi i con-
inediti. Nessuno dei due funzionari è mai trolli? Basta con i vecchi tamponi molecola-
stato accusato di nulla. Mantoan è stato ri, è tempo di test rapidi: sperimentati a Tre-
però intercettato nelle indagini su un cla- viso da un microbiologo di fiducia di Zaia
moroso omicidio stradale addebitato al suo (dopo la rottura con il professor Andrea Cri-
autista, che secondo l’accusa fu salvato da santi), vengono inviati a Roma per la valuta-
una perizia falsa, firmata da un big veneto zione dell’Istituto Spallanzani e infine adot-
della medicina legale (un giallo raccontato tati dalla conferenza delle regioni.
dall’Espresso nei mesi scorsi). In quei gior- Le ordinanze auto-decretate dai governa-
ni, ignorando che il suo ufficio di Venezia è tori possono evitare la zona rossa decisa da
imbottito di microspie, Mantoan parla Copia di ff039355f417a0616fdffd2dd2a54510

Roma? Certo: Zaia, Bonaccini e Massimilia-


apertamente, con un’amica, dei suoi incon- no Fedriga, presidente leghista del Friuli, le
tri con il consigliere di Speranza. Che non scrivono a sei mani. E la quarantena? Il coro
hanno rilievo penale, ma un forte peso poli- si ripete: «Va ridotta da 14 a 10 giorni». Sono
tico: Mantoan infatti riferisce che il me- necessari due tamponi negativi a distanza
ga-burocrate di Roma lo avrebbe addirittu- di almeno tre giorni, per essere dichiarati
ra informato «di un procedimento ammini- guariti? «No, ne basta uno». I nuovi test per
strativo e dei relativi accertamenti da parte la ricerca del virus vanno prima validati da
della Corte dei conti». «Ho parlato con Zac- istituzioni indipendenti? «Non serve, adot-
cardi che ha parlato con un magistrato», tiamo automaticamente quelli usati dai Pa-
scrivono gli investigatori che riportano le esi del G7». Sono tutte cose che «io e Luca,
parole di Mantoan: «Mi vogliono fregare». lo può confermare lui, chiedevamo da setti-
I tabulati telefonici mostrano che non si mane», precisa Bonaccini il 13 ottobre scor-
tratta di colloqui isolati: tra Zaccardi e Man- so ai microfoni di Bianca Berlinguer, in una
toan ci sono «diversi contatti». «Mantoan doppia intervista con Zaia.
dice che Zaccardi gli ha riferito che potrebbe Detto, fatto. In questo come in molti altri
arrivare dell’altro dalla Corte dei conti», rias- casi. E così, all’asse Zaia-Bonaccini, finisce
sume la polizia giudiziaria, «per cui gli ha per allinearsi anche il ministro Speranza,
suggerito di coprirsi il sedere». La vicenda del resto costretto dall’inizio a scendere a
intercettata riguarda il ruolo dell’Aifa nella patti con le regioni governate in maggioran-
fissazione dei prezzi dei farmaci: una que- za dal centrodestra. Intanto il rapporto tra
stione che vale miliardi. E Zaccardi, stando burocrati applica il codice rosso-verde an-
allo stesso Mantoan, gli suggerisce pure la che a temi di più ampio respiro. Come la ri-
linea di difesa: «Prima possibile devono de- forma della sanità territoriale, che il mini-
positare una metodologia e certificare i cri- POTENTI stero in estate aveva affidato a un gruppo di
teri con cui vengono stabiliti i prezzi». Dal basso verso l’alto: lavoro presieduto proprio dal capo di gabi-
Ma perché un funzionario del livello di Goffredo Zaccardi, netto Zaccardi. L’intesa sul futuro dei medi-
Zaccardi, ex magistrato amministrativo e capo di gabinetto del ci di base, per ora, è saltata. Ma la prima re-
braccio destro di un ministro di sinistra, si ministero della Salute; gione a sperimentare uno dei nuovi istituti
preoccupa di aiutare l’uomo forte di Zaia? Domenico Mantoan, previsti dal governo, l’infermiere di famiglia,
La risposta non sta nelle casacche politiche, direttore dell’Agenas; è proprio il Veneto di Zaia e Mantoan.
ma nella realtà amministrativa: la gestione il presidente della E i grillini, che nel precedente esecutivo
della sanità è costellata di accordi e intese regione Emilia- reggevano il dicastero della Salute? L’attuale
Romagna Stefano
che dalle regioni passano per Roma e poi vice-ministro, Pierpaolo Sileri, litiga da mesi
Bonaccini
tornano nei territori sotto forma di norme o con il Comitato tecnico scientifico («troppa
protocolli nazionali. Tra i due governatori, burocrazia») e lamenta di non poter leggere i
Zaia e Bonaccini, ormai l’intesa è totale. E a documenti riservati e neppure i dati comple-
Foto: Agf, N. Bianchi

gestire le pratiche sono proprio i burocrati. ti sull’epidemia. La sanità ai tempi del coro-
Il sistema di tracciamento dei contagi è sal- navirus, insomma, è doppiamente rosso-ver-
tato? «È necessario modificare il piano di de. E i Cinquestelle stanno a guardare. Q
sanità pubblica: i tamponi vanno fatti solo a © RIPRODUZIONE RISERVATA

34 22 novembre 2020
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Foto: Xxxxx Xxxxxx

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Italiavirus / La zona rossa

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PENSIONATI
IN PRIMA LINEA
ANZIANI DOTTORI RICHIAMATI IN SERVIZIO. IN TRINCEA
DALL’ALBA A MEZZANOTTE. I MEDICI DI FAMIGLIA
RIMEDIANO AGLI ERRORI DEI POLITICI. ECCO LE LORO STORIE
DI FABRIZIO GATTI FOTO DI CARLO COZZOLI

36 22 novembre 2020
Prima Pagina

ciclo vaccinale quando arriverà poi, se potrò, penserò alla


pensione. Finché le forze ce la fanno, continuo. Anche se è
vero, alla mia età tutti i giorni rischiamo».
La prima parte della giornata del medico di Albiate co-
mincia all’alba e finisce alle otto di sera. Ci sono le chiama-
te per le richieste ordinarie e le telefonate ai positivi per
controllare le condizioni. Le visite in studio, se possibile
su appuntamento. E quelle a domicilio, anche ai pazienti
contagiosi. I vicini lo vedono entrare negli appartamenti e
nei villini con il camicione azzurro lungo fino ai piedi, co-
priscarpe, guanti, visiera e due mascherine, sotto una Ber-
gamask con la protezione Ffp2 e sopra una chirurgica. La
tuta bianca completa, tipo astronauta, cerca di evitarla,
perché spaventa bambini e vecchietti. Poi un’ora a casa
per la cena. E di nuovo in studio, a volte fino a notte. Non
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c’è sabato né domenica.


«Bisogna scaricare i dati sui nuovi positivi e i negativi»,
racconta, «caricare al computer gli aggiornamenti della
giornata, firmare le ricette dell’attività ordinaria, pro-
grammare le visite per il giorno dopo. La gestione dell’epi-
demia trascina con sé una burocrazia che ci massacra.
Agli anziani soli che non possono uscire perché in quaran-
tena, molti di noi portano i farmaci a casa. Oppure andia-
mo a fare le iniezioni di eparina ai pazienti a letto che non
riescono altrimenti. E per ogni positivo, bisogna coprirsi e
poi scoprirsi e sanificare gli indumenti con attenzione. Af-
frontiamo da soli problemi, difficoltà, ritardi. Ma non
dobbiamo mai dimenticarci una cosa: tutto questo è col-
pa della malattia, che non ha mai smesso di essere una
brutta bestia».
La difesa contro la seconda ondata dell’epidemia è una
battaglia casa per casa, telefonata dopo telefonata, visita
dopo visita. Molti medici di famiglia dimostrano che si
può combattere. Anche qui, tra Milano e la grande area
metropolitana che si estende fino alle prime colline della
Brianza, dove il sistema di tracciamento dei contagi è
stato travolto già a inizio ottobre. E proprio in questi
Una unità mobile multidisciplinare in un Covid hotel a Parma giorni è caduta la barriera dei tamponi: «Dal 13 novem-
bre gli appuntamenti per i test vengono dati non prima
del 28 novembre», spiega preoccupato il dottor Marco

I
l 7 giugno ha compiuto 68 anni e il primo luglio Grendele, 63 anni, sindacalista della Federazione italiana
sarebbe andato volentieri in pensione. Dopo qua- dei medici di medicina generale, mentre sabato mattina
si quattro decenni di lavoro, arriva il momento di dalla sua scrivania a Muggiò, appena fuori Monza, ri-
dedicarsi alla famiglia e alle proprie passioni: che sponde alle telefonate dei suoi pazienti. I tamponi ri-
per lui sono anche l’associazione di volontariato guardano ormai solo persone con sintomi e i loro contat-
del paese e un bel progetto, attraverso una rete di ti stretti. Significa che quanti costituiscono il tipico tren-
colleghi pensionati e non, per restituire il diritto ta per cento di asintomatici sfuggono allo screening e
alla salute ai tanti precari che non possono per- continuano la loro vita normale senza sapere di essere
mettersi nemmeno un euro di ticket a ricetta. Ma Filippo contagiosi.
Viganò, dal 1981 medico di medicina generale ad Albiate Quindici giorni di attesa del tampone, più altri tre o quat-
nella zona rossa di Monza e Brianza, ha rimesso nel cas- tro per ottenere l’esito, superano addirittura il periodo di
Foto: Fotogramma

setto la domanda e continua a lavorare. incubazione della malattia. La giunta regionale più trum-
«Non me la sono sentita di lasciare i miei pazienti nel piana d’Italia, con Attilio Fontana e Giulio Gallera ai co-
mezzo di questa epidemia», dice il dottor Viganò: «Resto mandi, dimostra così, due volte su due in primavera e ora,
qui. Almeno fino al vaccino anti Covid. Faremo il primo di aver fatto l’esatto contrario rispetto al metodo con cui

22 novembre 2020 37
Italiavirus / La zona rossa

Andrea Crisanti ha salvato il Veneto dalla prima ondata.


È un pessimo segnale, perché senza tamponi i medici di
famiglia devono gestire i sintomi soltanto dopo che appa-
iono, senza il supporto di una diagnosi certa. E per i pa-
zienti è ancora più difficile contenere la paura. Al sesto
giorno di febbre in attesa del test, con la temperatura che
sale a 38, poi a 39 o 40, perfino se il medico ti dice che l’os-
sigenazione è buona, è comprensibile che uno chiami
l’ambulanza e vada al pronto soccorso. Dove gli faranno
un tampone e, se non ha una polmonite, lo rimanderanno
a casa. Anche con la febbre alta.
Milano ha ormai da tempo superato i millenovecento
positivi in un solo giorno, la città metropolitana i quattro-
milaquattrocento, la piccola provincia di Monza i mille-
duecento. Se la maggior parte risolve l’infezione senza Copia di ff039355f417a0616fdffd2dd2a54510

particolare gravità, una circolazione così alta del virus è


completamente fuori controllo. Davanti alla Lombardia
c’è ancora il baratro dentro cui è sprofondata la provincia
di Bergamo la scorsa primavera. E i bollettini quotidiani
stanno andando in quella direzione.
Carlo Maria Teruzzi, presidente dell’Ordine dei medici
della Brianza, a fine ottobre ha lanciato un appello ai col-
leghi in pensione perché tornino in servizio volontario.
«Oltre alla pressione sugli ospedali», dice Teruzzi, «sta di-
LA VALTELLINA
ventando sempre più problematica la gestione del territo-
rio». In meno di ventiquattro ore hanno risposto a decine.
Medici come loro, come Filippo Viganò e Marco Grendele,
sono l’ultima barriera. Oltre ci sono il collasso degli ospe-
CONTRO FONTANA
dali, il tracollo delle terapie intensive e il finale intervento DI VITTORIO MALAGUTTI
delle pompe funebri.
Eppure sono mesi che dalla televisione un manipolo di Nella Lombardia in zona rossa c’è un fronte aperto
baroni ospedalieri continua a colpire alle spalle la medici- in più per il governatore Attilio Fontana e per Giulio
na territoriale. Hanno fatto credere alla gente che il coro- Gallera, assessore al welfare. Già sotto accusa per
navirus fosse diventato un amico, un’infezione facilmente ritardi e omissioni nella gestione dell’emergenza Covid,
curabile, una ragione in più per abbassare la guardia, in la coppia al comando della sanità regionale deve fare
classe senza mascherina, sui trasporti metropolitani stu- i conti anche con le proteste dell’Alta Valtellina, ricco
denti e lavoratori insieme agli stessi orari. E poi comunio- territorio montano di provata fede leghista. Si muovono
ni e cresime, pranzi con trenta invitati al massimo. Lo di- Bormio e Livigno, centri turistici da milioni di presenze
ceva a metà ottobre il dpcm del premier Giuseppe Conte. l’anno, e con loro gli altri paesi ai piedi dello Stelvio,
Trenta persone sedute allo stesso banchetto, senza conta- dove è nato un movimento che nei mesi scorsi ha
re gli altri tavoli, moltiplicati per il numero dei ristoranti, portato in piazza migliaia di cittadini, fatto più unico
per ogni invitato contagiato, per ogni scolaro in classe, che raro da quelle parti. Obiettivo comune: scongiurare
ogni genitore, ogni suo collega, ogni pendolare incontrato la chiusura dell’ospedale Morelli di Sondalo, vittima
sul treno, sull’autobus, sulla metropolitana. L’unico invita- designata dei tagli di bilancio decisi dalla giunta
to che fa davvero festa da allora è il coronavirus. Poi arriva Fontana. Il destino della struttura, che con i suoi nove
il malessere, la febbre, la tosse secca e il momento della padiglioni è stata per decenni il più grande sanatorio
telefonata: «Dottore, ho paura di avere il Covid». d’Europa, pare segnato da quando un anno fa la
Proprio così Milano e Monza, al centro della rete di tra- Regione ha presentato un “Piano di riqualificazione”
sporto pubblico più affollata d’Italia, hanno trascinato la che di fatto prevede il trasferimento a Sondrio di quasi
Lombardia ancora una volta in testa alla classifica euro- tutti reparti. In gioco, tra l’altro, c’è l’unità spinale,
pea dell’infezione e dei decessi. «Quattordici giorni dopo eccellenza riconosciuta a livello nazionale, che non può
l’inizio della scuola è ripartito il periodo delle comunioni funzionare se privata del supporto di specialità come
e delle cresime», conferma Marco Grendele: «Abbiamo le chirurgie toracica e vascolare.
un’intera famiglia di positivi. Un bimbo asintomatico ha
cenato con i nonni e li ha infettati. Poi i nonni hanno in-

38 22 novembre 2020
Prima Pagina

Visita a domicilio per contrato gli altri parenti che a loro volta hanno contagia-
un malato di Covid to le loro famiglie».
di Traversetolo, in Il virus corre, la burocrazia è immobile. A Bologna una
provincia di Parma classe di prima media è andata in quarantena mercoledì
11 novembre al quarto alunno positivo, tra i quali almeno
uno con febbre. La dirigente, pur essendo stata avvertita
dai genitori dell’esito dei tamponi, ha applicato pedisse-
quamente le linee guida del ministro Lucia Azzolina:
«L’isolamento lo decide la Asl». Ma se l’azienda sanitaria
è in ritardo con le comunicazioni, i compagni continua-
no ad andare a scuola. E, se qualcun altro è positivo, a
diffondere l’infezione. Come è accaduto.
Un problema che i dirigenti della città metropolitana
di Milano hanno risolto, ordinando loro stessi l’isola-
mento degli alunni. Solo che a volte sono i genitori a sa-
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pere in ritardo l’esito del test. Così a Cernusco sul Navi-


glio lunedì 2 novembre i ragazzi di una classe delle

Le prove generali dell’operazione sono andate in scena già 150 di cui una quindicina in terapia intensiva) colpiti dal
in primavera, quando l’ospedale di Sondalo è stato destinato Coronavirus. Dal 29 ottobre tutte le urgenze sono dirottate su
quasi per intero ai pazienti Covid. In vista di una più che Sondrio ed è stata sospesa anche l’attività chirurgica.
probabile seconda ondata, nei mesi estivi ci sarebbe stato il La situazione di questi giorni anticipa di fatto lo scenario
tempo di riconvertire un padiglione, in parte già attrezzato, previsto in caso di smantellamento del Morelli, con i pazienti
per far fronte alla nuova offensiva del virus. Una soluzione dell’Alta Valtellina costretti a lunghi tragitti in auto per
che avrebbe tra l’altro permesso di isolare i malati infetti in raggiungere il capoluogo di provincia, distante un’ora di
una zona a loro dedicata. A giugno, durante un incontro con macchina da Bormio e il doppio, con due passi alpini da
una delegazione di amministratori locali dell’Alta Valtellina, superare, da Livigno. Facendo capo a Sondalo, invece, i
Fontana e Gallera si erano spesi in rassicurazioni sul futuro tempi di percorrenza si riducono di quasi la metà. In caso di
del Morelli. Niente da fare. Nonostante i numerosi solleciti, urgenze, il fattore tempo fa la differenza, ma non è solo una
quelle promesse sono rimaste lettera morta. Non sono mai questione di chilometri. «A Sondrio il contesto è inadeguato»,
stati avviati neppure i lavori nella struttura, da tempo vuota attacca il medico Giuliano Pradella, dirigente sanitario di
e inutilizzata, che poteva essere facilmente adattata per lungo corso in Valtellina e autore del piano alternativo che il
ospitare un centro Covid. Comitato per la sanità di montagna ha presentato in Regione.
Le proteste dei valtellinesi sono andate a sbattere contro «Al Morelli», dice Pradella, «gli spazi sono stati strutturati
il muro della politica, che a fine luglio, con un inedito nel tempo per garantire un servizio d’eccellenza. Lo stesso
asse tra la Lega e parte del Pd, ha bocciato una mozione non si può dire per l’ospedale del capoluogo, più piccolo
presentata dai Cinque stelle in consiglio regionale a difesa e antiquato». In altre parole, per effetto del trasloco, la
della sanità di montagna. Non è bastato a smuovere le acque qualità delle cure rischia di peggiorare: di due ospedali ne
neppure un esposto penale presentato in luglio alla procura resterebbe uno, ma meno efficiente e più affollato. A farne le
della Repubblica di Sondrio. Nel documento, siglato da spese sarebbero gli abitanti di tutto il nord della Lombardia,
sei sindaci con i rappresentanti del Comitato per la difesa dall’alto Lario allo Stelvio. E così, mentre la sanità pubblica
della sanità di montagna, si ipotizza il reato di interruzione perde i pezzi, i privati sono pronti a conquistare altre fette
di pubblico servizio per la sospensione dell’assistenza di mercato. Un film già visto in Lombardia fin dai tempi di
ospedaliera a Sondalo. Nel frattempo, con la nuova esplosione Roberto Formigoni. Ora si replica in Valtellina, con la regia di
dell’epidemia, l’ex sanatorio è tornato in prima linea. I reparti Fontana e Gallera. n
sono stati chiusi per far posto a decine di pazienti (circa © RIPRODUZIONE RISERVATA
Foto: Fotogramma

PROTESTE PER LA CHIUSURA DELL’OSPEDALE DI


SONDALO. UN PEZZO DI TERRITORIO RIMANE SCOPERTO

22 novembre 2020 39
Prima Pagina Italiavirus / La zona rossa

medie hanno scoperto di essere in isolamento, a loro le Sacco di Milano. Cortisone ed eparina vanno sommini-
insaputa, dal 20 ottobre. Tutti a casa il 3 novembre e il strati soltanto nelle forme gravi di polmonite. Per le prime
giorno dopo, scaduto il periodo, di nuovo a scuola. Siamo fasi della malattia al momento non c’è altro: solo parace-
ormai alla quarantena retroattiva. E comunque solo chi tamolo per abbassare la febbre e antibiotici se c’è il so-
fa il tampone si ferma in attesa del risultato. Fratelli e so- spetto di un’infezione batterica.
relle no, nemmeno i genitori. Se poi il risultato è positivo, La prima ondata ha comunque insegnato. Oggi il dottor
il danno ormai è fatto. Viganò si assicura che i pazienti abbiano un saturimetro,
Lo screening veloce promesso dal ministro Azzolina è con cui controllare l’ossigenazione del sangue, un termo-
rimasto tra le favole dell’estate. Anche la disponibilità dei metro e per i più fragili un misuratore della pressione. Il
medici di famiglia di dare un aiuto con i tamponi rapidi è parametro più importante non è la febbre, ma la saturazio-
bloccata. «Ci siamo organizzati con il sindacato», raccon- ne: va misurata a riposo e dopo aver camminato in casa per
ta il dottor Grendele, «e il Comune di Vedano ci ha ospita- cinque minuti o essersi seduti e alzati dalla sedia per un
ti. Non possiamo ricevere i sospetti positivi qui nei nostri minuto. Se il valore scende di molto sotto 94, il medico di
piccoli ambulatori. È stata allestita un’area all’aperto con Albiate indossa le protezioni e corre a visitare il paziente o,
una tenda militare e il percorso per le auto. Ci hanno dato nei casi più gravi, richiede direttamente il ricovero. «Natu-
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la possibilità di delegare l’esecuzione del test. Ma a chi? Le ralmente bisogna sempre valutare l’età e la presenza di al-
cooperative di servizio non possono fare prestazioni sani- tre patologie. Ma è fondamentale intercettare il momento
tarie. Allora chi viene? Chi smaltisce i rifiuti speciali? Chi in cui lo stato febbrile si trasforma in polmonite», spiega il
attiva la pratica per i positivi? Se noi medici ci occupassi- dottor Grendele, che insieme con altri colleghi partecipa
mo di questo, perderemmo il contatto con tutto il resto. alla cooperativa “Iniziativa medica lombarda”: «Siamo tutti
Abbiamo interpellato l’azienda sanitaria, che però ha già i in rete. Io fisso i parametri e quante telefonate fare ai pa-
suoi problemi. Vedremo». zienti. Una squadra di infermieri della cooperativa li chia-
Anche la campagna antinfluenzale è fallita, dopo che la ma, raccoglie i dati su saturazione, temperatura, pressione.
Lombardia ha ritardato l’acquisto dei vaccini. Medici, par- Se i valori superano le soglie di allarme, mi chiamano e se
roci, associazioni di volontari si sono organizzati nei fine serve vado a visitarli. Così riesco a garantire le prestazioni
settimana, attrezzando palestre, teatri, oratori, cortili. ordinarie. Ogni paziente ha il mio numero di cellulare per-
Proprio come aveva chiesto l’assessore al Benessere, Gal- sonale. La realtà è che anche noi medici siamo soli. Se mi
lera. Le persone però vanno all’appuntamento e scoprono dovesse capitare spero, come tutti alla mia età, che si risol-
che manca il farmaco. Come se Fontana fosse il governa- va senza complicazioni».
tore di una regione sperduta nella foresta equatoriale. Sul viale che dall’autodromo della Formula 1 porta alle
Quindi di nuovo a mani nude. L’Ats ha diffuso le sue li- tangenziali di Monza, passa veloce una colonna di ambu-
nee guida soltanto a metà novembre. Gli ordini dei medici lanze con il carico quotidiano di malati da trasferire altrove.
lombardi hanno distribuito un protocollo elaborato da È sera e, come a marzo, ritorna il suono delle sirene. Q
Massimo Galli, direttore di Malattie infettive dell’Ospeda- © RIPRODUZIONE RISERVATA

TAGLIO ALTO MAURO BIANI

40 22 novembre 2020
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Satira Preventiva Michele Serra

Radio Maria rivela


“Satana è di sinistra”
E Dio è di destra. Sono i presupposti della teoria sul Covid frutto di un
complotto mondiale. Papa Francesco ha chiesto al direttore: “Sei scemo?”

I
l Covid è un complotto sata- il Covid, che viene trasmesso attra-
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dono a chiedere spiegazioni che


nista organizzato dalle élites verso le mascherine: ecco perché i prolungano oltre il consentito il
mondiali per trasformare gli governi mondiali, su suggerimento colloquio. Peggio ancora va con ge-
uomini in zombie e le donne in della duchessa milanese ispirata da ometri, autotrasportatori, pattuglie
meretrici, come sostiene il di- Satana, hanno reso obbligatoria la della stradale: «Guardi che io sto la-
rettore di Radio Maria? Il Papa lo ha mascherina attraverso la Dittatura vorando» è la risposta più frequente.
convocato in Vaticano per rivolger- Sanitaria.
gli, in forma solenne, la domanda L’autobiografia Imminente l’usci-
prescritta dal diritto canonico fino Il seguito Tutto chiaro, fino a qui? ta dell’autobiografia di padre Maria,
dall’undicesimo secolo: «Scusi, ma Bene. Dati i presupposti, è evidente scritta a quattro mani con la sorel-
lei è scemo»? Ma ampi settori del che la Dittatura Sanitaria satani- la suora, madre Maria. Si chiamerà
mondo cattolico prendono le difese ca (sanità, fa notare padre Maria, è “Qui Radio Maria, vi parla padre
del coraggioso prete, che sfida le ba- quasi l’anagramma di Satana) ha in Maria”. Ogni capitolo è dedicato a
nali convenzioni secolariste e scien- animo altri provvedimenti che ten- un presagio: dal maremoto che can-
tiste (secondo le quali il Covid sa- dono allo sterminio di quasi tutto cellerà i cinesi, all’epidemia di gotta
rebbe una malattia) e ripropone una il genere umano e alla riduzione in che farà strage tra le élites mondiali,
lettura trascendente dei principali schiavitù dei superstiti. Per esempio alla pioggia di rane. Quest’ultima è
fenomeni umani. A partire dall’as- rendere obbligatorio l’investimento una piaga biblica alquanto contro-
sunto fondamentale, dal quale tutto dei pedoni sulle strisce (cinque pun- versa: nelle trattorie del Lodigiano è
discende: Dio è di destra, Satana di ti un pinguino, dieci punti una suo- attesa invano da molti secoli.
sinistra, per questo Radio Maria oc- ra, e così via). O incentivare il suici-
cupa da vent’anni le frequenze delle dio piazzando, sotto i palazzi di die- In Polonia Oltre alla Radio Maria di
altre radio costringendo chi vorreb- ci piani, dei materassi che vengono Padre Maria, esiste una potente Ra-
be ascoltare Eros Ramazzotti a reci- tolti all’ultimo momento. Radio Ma- dio Maria anche in Polonia. L’attività
tare il rosario. ria sostiene di avere l’elenco com- principale dell’emittente è convin-
pleto dei mostruosi provvedimenti cere polacche e polacchi a presidia-
La tesi La tesi di padre Maria (l’e- in via di approvazione: verranno resi re fisicamente i confini della Patria,
mittente prende il nome dal cogno- pubblici dalla Vergine a una pasto- mostrando un crocifisso o un rosa-
me del suo fondatore, che si chiama rella, a patto di trovarne una ancora rio, in attesa dell’arrivo di eserciti
Gino Maria) è molto chiara, e suf- in attività, e disposta a scendere dal stranieri. Denunciata per procurato
fragata da fatti evidenti. In breve: Suv per dare retta a una signora che assideramento da alcuni fedeli che
le élites mondiali, che si radunano gesticola sul bordo della strada. hanno aspettato inutilmente per
ogni mercoledì sera a casa di una settimane, inginocchiati nella neve,
duchessa milanese con tre mari- La pastorella Perché proprio una che arrivassero gli invasori, la Radio
ti, vogliono sterminare l’umanità, pastorella? Intanto in omaggio alla si dice vittima di una congiura delle
salvando solo il personale di ser- tradizione, poi perché nelle simula- élites mondiali, dei cinesi, di Biden e
Illustrazione: Ivan Canu

vizio. A questo scopo, in combutta zioni a cura del Comitato Apparizio- Lady Gaga, delle autorità calcistiche
con i cinesi (che, non facendo parte ni Mariane, i professori universitari, che hanno permesso che la naziona-
dell’umanità, possono tranquilla- di fronte a una signora con manto le polacca facesse una figura di mer-
mente organizzarne lo sterminio), celeste che propone di rivelare un da contro l’Italia. Q
hanno confezionato in laboratorio segreto sulla fine del mondo, ten- © RIPRODUZIONE RISERVATA

22 novembre 2020 43
Stati disUniti d’America

MORTO UN POPULISTA
NE NASCE UNO PEGGIORE DI MASSIMILIANO PANARARI

I
l mondo lotta drammaticamente contro il coro- me, in tutta evidenza, vale pure per quello neoliberista,
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navirus, ma esiste anche un altro virus. Di gene- che si è fatto beffe delle tempistiche della teoria del pen-
re “biopolitico” differente, dilagato da ben più dolo nella storia elettorale elaborata da Arthur M. Schle-
di un decennio, e alimentato ulteriormente singer. Con l’insediamento del ticket democratico si inne-
proprio dal maledetto Covid-19. Ossia il neopo- scherà un processo che, come ha detto nei giorni scorsi il
pulismo. Come conferma l’esito delle elezioni filosofo liberal Michael Walzer, non condurrà a un New
presidenziali statunitensi, le più partecipate Deal quanto, piuttosto, a una “presidenza di restaurazio-
della storia d’Oltreoceano, nelle quali Donald ne” chiamata a ripristinare alcuni elementi fondamentali
Trump è comunque riuscito a ottenere il consenso di oltre della convivenza civile e politica. Un primo segnale positi-
71 milioni di americani, un po’ meno di metà della mela. E vo, quello che si potrebbe considerare il viatico di un par-
si tratta, per l’appunto, di un segno chiarissimo del fatto ziale raddrizzamento dello spirito del tempo, lo ritrovia-
che il virus neopopulista è anch’esso un mutante, e risulta mo nella comunicazione politica online. Nelle presiden-
ampiamente in circolazione. Di qui, l’inopportunità di ziali statunitensi, infatti, si sono scontrati anche due pa-
certe narrazioni troppo trionfalistiche sulla “svolta” avve- radigmi di digital propaganda, con quella trumpiana
nuta a Washington, e la necessità di guardare con atten- nuovamente assecondata – seppure, dicono gli esperti, in
zione alle lacerazioni e ai problemi che rimangono sul misura minore rispetto al 2016 – dalle “interferenze mali-
campo – e che freneranno, c’è malauguratamente da gne” di entità straniere con le loro fabbriche di troll, ac-
scommetterci, l’indispensabile spinta al cambiamento da count fake e “siti-specchio”. Rispetto alla campagna elet-
cui dovrà essere mossa la prossima Amministrazione Usa. torale precedente con Hillary Clinton come frontwoman,
D’altronde, il realismo nell’analisi politica ha precisamen- il Partito democratico ha adottato una strategia di marke-
te (anche) la funzione di andare a cercare i punti critici, i ting politico online più efficace, in grado di rivaleggiare
nodi irrisolti e le contraddizioni che si nascondono sotto con quella trumpista. Si è trattato della campagna più di-
la superficie delle cose e degli accadimenti. E, dunque, gitale della storia; e gli spin doctor dem, pur sempre pre-
pensare che l’elezione di Joe Biden e di Kamala Harris ar- valentemente concentrati sugli spot televisivi, hanno de-
chivi l’onda lunga del populismo rappresenta, purtroppo, ciso stavolta di tallonare da vicino il Partito repubblicano
un puro “wishful thinking” (e una pia illusione). Con que- trumpizzato anche sul terreno dei social media. Sul web il
sto risultato, certamente, viene eretta una diga importan- presidente uscente, con i suoi Pac e sponsor, ha investito
te, ma il fiume è carsico, e se non si affrontano le questioni un totale di 240 milioni di dollari, di cui 137 per la pubbli-
di fondo che hanno ingrossato i suoi affluenti, trasfor- cità elettorale su Facebook, che era stata la sua piattafor-
mandolo in un’inondazione, permangono molti rischi. E ma comunicativa regina nella precedente elezione (con i
la possibilità dell’ingresso sulla scena di leader correlati scandali, a partire dall’affaire Cam-
ancora più populisti e duraturi (l’“iperpopuli- bridge Analytica). Mentre Biden e la sua rete di
smo”) si fa molto tangibile. Biden potrà rimuo- finanziatori hanno speso per l’advertising su
vere una parte delle politiche trumpiane a col- Internet 181,2 milioni di dollari, di cui 31,5 su
pi di ordinanze esecutive, ma se non si va alla Facebook (dati in ulteriore aggiornamento;
radice delle problematiche di cui l’uomo che fonte: Online Transparency Project della New
ha stravolto il Partito repubblicano si è rivela- York University). Un salto di qualità – natural-
to il rabdomante e un megafono (e, soprattut- mente costoso – rispetto al passato, che ha
to, una spia e un sintomo), si finirà per scalfir- consentito di ricorrere a tecniche di profilazio-
ne assai poco il grumo ereditario. ne delle comunicazioni da inviare ai votanti in
Il ciclo populista non si è affatto chiuso – co- grado di rivaleggiare con i fattoidi, le fake news

44 22 novembre 2020
Prima Pagina

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Donald Trump alla conferenza stampa sul vaccino contro il Covid

e il “flaming” (i messaggi offensivi o sopra le righe finaliz- della situazione materiale di vita di tanti e la paura della
zati ad accendere la rissa sui social) della propaganda di- perdita dello status (che, nel caso americano, si somma a
gitale trumpista. Un altro segno – almeno in apparenza – un clima d’opinione assai teso, collegato alle guerre cul-
di mutamento della direzione del vento a cui sembra fi- turali e alle battaglie identitarie che imperversano ormai
nalmente di assistere è un’assunzione di maggiore respon- da parecchio).
sabilità da parte dei vertici del capitalismo delle Un tempo la sinistra sapeva mettere in campo un’azione
piattaforme. In questo appuntamento politico sono infat- politico-culturale di tipo pedagogico verso le fasce popo-
ti diventati un po’ più “editori”, decidendo di intervenire lari e quelle più fragili. Oggi, invece, fatica a capire quan-
su alcuni contenuti falsi, stoppandoli o segnalandoli, e to si muove in tutto un pezzo di quelle che erano le sue
contrastando le manifestazioni più plateali e virali della constituency elettorali. E senza «intellettuali popolari» si
disinformazione populista. spalancano le praterie ai politici populisti. L’ampliamen-
Ma quelli che l’ex vice di Barack Obama si troverà da- to di una neoplebe incompresa nelle sue ragioni scatena
vanti sono, davvero e in profondità, degli Stati disUniti altra rabbia in un contesto di crisi pesantissima delle isti-
d’America. Sui quali il Covid agisce come un catalizzato- tuzioni formali (e informali) delle democrazie liberal-rap-
re degli effetti di decenni di neoliberismo smodato e di presentative, il cui pilastro ha coinciso proprio con la pos-
incremento senza sosta delle disuguaglianze e delle diva- sibilità di estendere il numero di coloro che riuscivano a
ricazioni sociali. Ed ecco, allora, che un fantasma – mol- migliorare le proprie condizioni esistenziali (e culturali)
to concreto – si aggira per l’Occidente, quello del formar- entrando a far parte delle classi medie. Da tempo non è
si di una vasta “neoplebe”. Un soggetto di non facile defi- più così, e il coronavirus rischia di essere l’agente di un’a-
nizione, disomogeneo e composto di figure e ceti diffe- pocalisse annunciata anche dal punto di vista sociopoliti-
renti, derivante innanzitutto dal blocco della mobilità co. Con il pericolo assai reale dell’arrivo di pifferai magici
Foto: Chris Kleponis / Zumapress / Agf

sociale e dalla disintegrazione delle classi medie – i due imprevisti e di nuovi profeti di un iperpopulismo ancora
processi su cui, nel dibattito italiano, cercano spesso di più sfrenato, che può sempre contare sulle scorciatoie co-
richiamare l’attenzione Massimo Cacciari e Romano Pro- municative (e cognitive) della disintermediazione.  n
di. Un fenomeno che tiene insieme la destabilizzazione © RIPRODUZIONE RISERVATA

BIDEN DEVE RESTAURARE LA CONVIVENZA CIVILE.


O LA NEOPLEBE TROVERÀ UN PROFETA PIÙ SFRENATO
22 novembre 2020 45
L’Est in rivolta / 1

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IL CIELO SOPRA
46
VARSAVIA
DI WLODEK GOLDKORN

22 novembre 2020
FOTO DI WOJCIECH GRZEDZINSKI
Prima Pagina

fronte a una fronda all’interno del suo schie-


ramento, guidata da uno dei suoi ministri,
che corteggiava gli ambienti della destra ra-
dicale: questioni di ordinaria lotta politica.
Kaczynski ha pensato di scavalcare il suo al-
leato rivale, a destra ovviamente, e ha porta-
to il Tribunale Costituzionale (a lui assogget-
tato) a emettere una sentenza che inaspriva
la già restrittiva legge sull’aborto. Era un mo-
do di assicurarsi la gratitudine della Chiesa
polacca, in mano ai fondamentalisti, e il pre-
sidente della Conferenza episcopale pun-
tualmente ringraziò.
A Kaczynski, tuttavia, ha fatto difetto l’im-
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maginazione. Non aveva previsto che centi-


naia di migliaia di donne, nonostante le re-
strizioni dovute alla pandemia, sarebbero
scese in piazza. E anche che le manifestazio-
ni non si sarebbero limitate alle grandi città,
ma si sarebbero svolte pure nei piccoli e pe-
riferici centri urbani, in almeno cinquecento
località. Il capo del Partito regnante non ave-
va nemmeno pensato che il comandante
della polizia si sarebbe rifiutato di usare ma-
niere brutali contro le donne in piazza, e che
centinaia di generali avrebbero scritto una
lettera per dire in sostanza: le forze armate
sono di tutti i polacchi e le polacche, non al
servizio del potere transeunte.
La rivoluzione ha un soggetto: le donne.
Che usano un linguaggio femminista. Arric-
chito però, nelle proteste, da un idioma vol-

I
n principio fu un banale errore di GENERAZIONE Z gare, come conviene a un carnevale della li-
calcolo di colui che fino a un mese Manifestazioni a bertà dove il ruoli sono rovesciati. Salvo che
fa era considerato l’uomo forte Varsavia contro la in questo caso, i servi, anzi le serve, non han-
della Polonia, Jaroslaw Kaczyn- sentenza della Corte no intenzione di tornare allo status quo an-
ski. Capita a chi ha troppo potere Costituzionale polacca te. E i padroni sono disorientati e impauriti
che inasprisce la
e basti pensare a Luigi XVI che nel perché, oltre alle donne, in piazza ci sono i
legge già restrittiva
1789 convocò a Parigi gli Stati sull’interruzione di
giovani, la generazione Z, che del comuni-
Generali e finì per innescare il gravidanza smo, del muro di Berlino e di Solidarnosc
meccanismo che portò alla Rivo- non hanno memoria né vogliono averla. A
luzione. Ora, in Polonia, nel prossimo futuro loro ci torneremo. Intanto lo slogan, anzi la
non ci sarà terrore giacobino né ghigliottina parola, perché di una sola parola si tratta,
in Place de la Révolution, ma la rivoluzione è
in corso, le moderne “tricoteuses” in piazza e
il giacobinismo inteso come egemonia del
linguaggio anticlericale è di casa. Prova
CENTINAIA DI MIGLIAIA DI DONNE
estrema ne sono le scritte apparse in questi
giorni, che storpiano il nome di una delle
IN PIAZZA. INSIEME AI GIOVANI. PER
principali strade di Varsavia, da viale Gio-
DIRE NO ALLA LEGGE ANTI-ABORTO.
Foto: Laif - Contrasto

vanni Paolo II in “viale delle vittime di Gio-


vanni Paolo II”. Ma procediamo con ordine.
All’inizio di questo autunno dello sconten- E RIMETTERE IN DISCUSSIONE
to il capo del Pis, Diritto e Giustizia, il partito
populista e nazionalista al potere, dovette far IL MITO DI PAPA WOJTYLA
22 novembre 2020 47
L’Est in rivolta / 1

più popolare, esibito in piazza è: “wypier-


dalac”. Sulla traduzione di quel verbo, politi-
camente scorrettissimo, sono in corso acce-
se discussioni fra i polonisti italiani. Noi op-
IN UNGHERIA LA BATTAGLIA
VA SUL PALCOSCENICO
tiamo per la versione: “Andate a farvi f…. e”,
accompagnata da “Jebac Pis”, ovvero “F….e il
Pis” (Pis è l’acronimo del partito al potere).
L’invenzione di questo slogan è attribuita a
Marta Lempart. DI ANDREA PORCHEDDU
Lempart, 41 anni, imprenditrice, è un per-
sonaggio pubblico solo dal 2016. Di ascen- Nemmeno il Covid ferma la protesta. E se Viktor Orbán ha
denze contadine, figlia di un montanaro colto l’occasione della pandemia per stringere ancora di più
(scherzando dice che dal padre ha ereditato le maglie del controllo sul Paese, il cuore di Budapest rimane
il corpo massiccio e la perseveranza) è lei la pulsante di rivolta. In Ungheria sono gli studenti di teatro e
leader riconosciuta della protesta, perso- cinema ad aver dato vita a manifestazioni imponenti. Va detto
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naggio che nei comizi suscita l’entusiasmo subito: la cultura teatrale ungherese è di lunga data, il teatro
delle folle, tanto che la filosofa Magdalena ha un ruolo importante nella vita sociale e culturale che ha
Sroda, accademica di una certa età e che pe- espresso, ed esprime, molti talenti di fama internazionale,
sa le parole prima di usarle, l’ha definita «il a partire da quel luogo di assoluto prestigio che è il Teatro
Lech Walesa dei nostri tempi». Ora, chi ha Nazionale “Katona Josef” di Budapest. Così, proprio attorno
memoria, ricorda come 40 anni fa, agli albori all’idea stessa di teatro, si è accesa, nei mesi scorsi, la fiaccola
di Solidarnosc, Walesa, un elettricista di della resistenza culturale. Fidesz, il partito di governo, intende
Danzica, si presentava come l’incarnazione “bonificare” tutte le istituzioni culturali, convertendole
di un maschio forte, baffuto e fedele alla al credo della destra estrema e populista. Ad esempio,
Chiesa, con l’immagine della Madonna di privatizzando le università pubbliche, con la scusa di far
Czestochowa nel bavero della giacca e l’am- arrivare maggiori budget e di qualificare la proposta formativa,
mirazione per papa Wojtyla esibita. Lempart grazie a “manager” sempre vicini a Orbán. Ma lo scopo è
invece è lesbica dichiarata ed esplicitamente chiaramente altro: impostare la nuova “politica culturale”
ostile alla Chiesa, appunto. È come si diceva improntata ai “valori” del nazionalismo, del cattolicesimo
molto popolare non solo fra le donne, ma an- più bigotto, del maschilismo, e annientare ogni possibile
che fra i maschi giovani. Ecco dunque, incar- opposizione. Eppure, gli studenti e le studentesse della SZFE,
nato in una persona, il volto di una rivoluzio- la storica università di cinema e teatro, hanno detto no. Da fine
ne che in poche settimane ha ribaltato l’ege- agosto, hanno occupato la sede per fermare la lottizzazione
monia culturale del cattolicesimo, in quello selvaggia del Consiglio di amministrazione e del rettorato. E
che a molti sembrava il Paese più cattolico in prima linea si stagliano figure importanti che non esitano
del Continente. a dire la loro. Come Kornél Mundruczó, straordinario regista
O forse, la cosa è oggetto di discussione, di di teatro e cinema: all’ultima mostra del cinema di Venezia,
un certo modo di intendere la cultura catto- il suo “Pieces of a Woman” ha riscosso grande successo e
lica. Lo spiega Agnieszka Graff, cinquanten- vinto la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile
ne, storica della letteratura anglosassone- dato a Vanessa Kirby, mentre il suo potentissimo spettacolo
esperta di James Joyce, cresciuta (seppure di “Imitation of life” si è recentemente visto al Vie Festival di
origini ebraiche) negli ambienti dei Club di Modena e Bologna. Ci racconta Mundruczó: «È una situazione
intellighenzia cattolica, un gruppo di intel- estrema che, come in ogni regime, può diventare ancora più
lettuali che praticava e teorizzava un cristia- estrema. Le possibilità di riconciliazione diventano sempre più
nesimo aperto al pensiero laico, liberale, esigue, fino a che non si raggiunge lo stato di emergenza. Il
modernista, e di cui faceva parte Tadeusz clima si farebbe certo teso e ostile. L’Ungheria è molto vicina
Mazowiecki, il primo premier non comuni- a questo scenario. La battaglia degli intellettuali è nell’arte:
sta. Graff, considerata un po’ “la madre del ma l’arte è per tutti e dovrebbe renderci uguali. Dimenticarlo,
femminismo polacco”, in un testo che par- significa tornare alle epoche oscure della storia. Il teatro è
lando con l’Espresso definisce «un atto poli- conforto e confronto: è lo spazio in cui gli artisti condividono
tico e non solo un’analisi», ha scritto quanto qualcosa di personale, con il pubblico, dal vivo. Questo
segue. La Chiesa è stata per anni il garante di momento fragile può facilmente essere rovinato quando un
una certa moderazione nello scontro fra il teatro si muta in spazio della propaganda. Anziché nella
regime comunista e l’opposizione democra-
tica. Poi proseguì in quel ruolo nella diffi-

48 22 novembre 2020
Prima Pagina

paura degli anni Ottanta. Non dobbiamo chiederci perché sia


al potere, quanto provare a capire la società che è dietro e
prima di lui. Chiedersi perché la nostra società stia accettando
e abbia accettato tutto ciò». Per questo, Schilling ha iniziato
a lavorare nelle scuole, incontrando studenti e professori,
ma -spiega - i docenti hanno cominciato ad aver paura. Ero
ragazzo durante il comunismo, non avevo modo di percepire
cosa spaventasse le persone: questa è stata la prima volta
in cui ho sentito la paura diffondersi nella nostra società. È
triste sentire un insegnante dire: “Mi piace quel che fate,
sono d’accordo, ma dovete capirmi, ho paura di perdere il
lavoro”. Siamo gente tranquilla, e invece i giornali parlavano
Il regista teatrale Árpád Schilling, una delle voci più autorevoli di noi come se volessimo formare dei terroristi. È cresciuta
dell’opposizione al presidente ungherese Viktor Orbán
la pressione su di me e su quanti, in modo trasparente,
difendevano i diritti civili. Abbiamo sbattuto contro il muro
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catarsi, gli artisti e il pubblico si troveranno in un terreno di del potere e della disinformazione: ci hanno accusato di non
persuasione politica». Raggiunta la notorietà internazionale, il essere abbastanza ungheresi, di essere nemici dello Stato.
regista si interroga dunque sul ruolo che un artista può dunque Di essere “liberali”, che in Ungheria vuol dire essere ebrei,
avere rispetto a simili scenari: «Le mie radici sono in Ungheria, comunisti, omosessuali, zingari. Nei giornali, nei media
le mie maggiori ispirazioni vengono da questo Paese. D’altra governativi, cambiano il senso delle parole e delle azioni,
parte, fuori dall’Ungheria sono più riconosciuto, e quasi mi definendo le nostre idee “stronzate liberali”. Eppure quelle
sento più a casa. In un’epoca satura di politica, gli artisti stronzate liberali sono la nostra vita».
devono conservare nelle proprie opere un aspetto personale. In E dunque adesso il teatro cosa può fare? Árpád Schilling non
un processo di lavoro ci sono diversi elementi da considerare ha dubbi: «Il teatro è un simbolo, una questione importante per
e limiti da affrontare, come quello economico. Conosciamo il governo. A partire dalla definizione: “teatro nazionale”, buona
bene il principio per cui ogni re ha bisogno di un clown, ma nell’Ottocento. Che vuol dire oggi “nazionale”? Che nazione
non possiamo permettere a chi ha il potere di fare di noi dei rappresenta? Che senso ha, in Italia o in Francia o in Ungheria?
pagliacci». E conclude: «Si ha l’impressione che l’estremismo Avremmo voluto discutere questi temi. Ma i nazionalisti hanno
non possa crescere ulteriormente. Ma poi, invece, continua a iniziato ad attaccare il direttore, Robert Adolfi, accusandolo di
crescere: è una bolla o una polveriera? Non lo sai, finché non essere omosessuale. E dunque, concludevano: “Se il direttore
esplode. L’Ungheria è un piccolo Paese influenzato da eventi del Nazionale è gay, tutta la nazione è gay”. Adolfi è stato
globali. Avere in comune delle basi etiche europee dovrebbe destituito e ora abbiamo un nuovo direttore, perfettamente
essere una responsabilità e un obiettivo. Tanto necessario, in linea con il Governo». Conclude Schilling: «Quando parli
affinché noi si possa avere un futuro». di valori, futuro, diritti umani, di questioni sociali o poetiche,
Chi, da anni, non fa mistero della sua opposizione intellettuale se provi a difendere la tua professione, diventi un nemico.
allo strapotere di Orbán è il regista e drammaturgo Árpád Dai argomenti ai nazionalisti. Questa situazione ricadrà sui
Schilling, classe 1974, fondatore della compagnia giovani, che dovranno risolvere i problemi degli ultimi trenta
indipendente Krétakör. Spiega che per capire il presente anni. Essere democratici, o semplicemente cittadini, significa
occorre fare un piccolo passo indietro: «Tutto ha una anche dire “no”. Anche se per molti significa perdere il lavoro».
radice. Dobbiamo dunque chiederci cosa sia accaduto nelle E no hanno detto gli studenti universitari. Cercano il sostegno
ultime tre decadi. In Ungheria venivamo da una sorta di internazionale. Lo reclama il regista e scenografo Csaba Antal,
“Comunismo morbido”: nell’ultima stagione del socialismo, molto attivo anche in Italia: «SZFE è diventato un simbolo
negli anni Ottanta, la società era marcata dalla corruzione, della libertà e della democrazia. È un grido disperato per il
dal compromesso sistematico con il potere. Ci si rassegnava: rispetto dei valori universali in un regime che sistematicamente
avevamo tutto quel che potevamo avere, stavamo “meglio” distrugge luoghi storici di indipendenza e di autogoverno, come
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/ GettyImages

di tante altre nazioni comuniste. Dal 2010, Orbán è stato l’università e il teatro, essenziali alla creatività artistica, alla
geniale nell’usare perfettamente la situazione. Ci ha giocato. ricerca accademica e all’insegnamento. E alla vita». n
E ora, in Ungheria c’è di nuovo la stessa corruzione e la stessa © RIPRODUZIONE RISERVATA
Foto: J. Klamar - Afpto:

“CI HANNO ACCUSATO DI ESSERE LIBERALI, CHE PER


LORO VUOL DIRE EBREI, COMUNISTI, GAY, ZINGARI”
Fo-

22 novembre 2020 49
L’Est in rivolta / 1

cile transizione verso la democrazia. In-


somma, i vescovi erano i guardiani di una
serie di compromessi, nel campo dell’econo-
mia, della politica, dei costumi. E grazie a
questo suo ruolo, la Chiesa è stata sempre
riconosciuta, anche da una parte delle forze
laiche e di sinistra, come depositaria perfino
della sfera dell’etica e dei valori. Il prezzo di
quei compromessi però lo avevano pagato le
donne, con la legge che negli anni Novanta
aveva proibito l’aborto. Ma quel ruolo sì è ri-
velato una camicia di forza per la società. E
ora tutto è saltato. Va detto che la legge in
questione non prevedeva sanzioni penali nei
confronti delle donne né la proibizione di Copia di ff039355f417a0616fdffd2dd2a54510

interrompere la gravidanza all’estero. Si


trattava quindi di rassicurare i vescovi circa
l’aderenza dello Stato al loro linguaggio. Solo
questo? Forse no.
Paulina Reiter è una giornalista e attivista
femminista. Quarantacinquenne, ex diretto-
ra di Wysokie Obcasy (tacchi alti), supple-
mento femminile del quotidiano Gazeta
Wyborcza e autrice di libri sulla sessualità
delle donne, spiega: «Sono stati anni in cui
alle donne è stata imposta l’idea che il loro
corpo era un oggetto di cui vergognarsi, che
il sesso apparteneva a una sfera oscura di
cui non parlare, che l’embrione fosse “un
bambino non nato” e che l’aborto dovesse
essere una tragedia e una colpa». Ecco, an-
che questa idea (chi scrive, essendo un ma-
schio non può esprimersi sul lato soggettivo Giovani in piazza la rivolta lo riassume Stanislaw Obirek,
della questione, può solo limitarsi a dire che durante il sesto giorno 64enne, ex gesuita e intellettuale sofisticato:
l’aborto è un diritto umano) oggi è messa ra- di proteste, il 28 «Qui in Polonia nell’Episcopato non abbia-
dicalmente in questione. E se ancora due ottobre a Varsavia mo personalità come ad esempio da voi in
anni fa una copertina di Wysokie Obcasy Italia, il cardinale Matteo Zuppi. I vescovi
che recitava “L’aborto è ok” suscitava scan- sono per lo più ostili all’insegnamento di
dalo, anche a sinistra, ora, in piazza lo si gri- papa Francesco, nelle sue aperture al mon-
da forte. Aggiunge Reiter: «Per le ventenni do laico vedono un pericolo per la fede».
amiche di mio figlio l’idea che qualcuno Poi c’è il caso di Magdalena Smoczynska.
possa decidere al posto loro cosa sia buono Settantatreenne, docente di psicologia, è fi-
e giusto per quanto riguarda il sesso e il cor- glia di Jerzy Turowicz, leggendario direttore
po è semplicemente assurda». per decenni di Tygodnik Powszechny, il set-
E siamo appunto al discorso sulla genera- timanale di Cracovia che meglio di tutti in-
zione Z, cresciuta nella benedizione dell’o- terpretava il cattolicesimo liberale, ostile al
blio dei tempi della lotte contro il comuni- clericalismo e al nazionalismo e protetto
smo e dove la Chiesa, nonostante tutto, era dall’allora metropolita Wojtyla. Smoczyn-
un’isola di libertà. Quella generazione non ska insomma è cresciuta all’ombra del papa
ha ancora una propria voce e sembra aver polacco. Oggi dice di non aver fatto l’atto
delegato, per ora, la rappresentanza alle formale di apostasia solo «perché sarebbe
donne, anche perché, e molte lo teorizzano, umiliante» ma di «non voler avere a che fare
la questione dell’aborto per quanto impor- con la Chiesa, ormai in mano ai vescovi che
tante di per sé, è una porta verso il cambia- propagano il linguaggio dell’odio, fiancheg-
mento totale. Il processo che ha portato al- giano la destra radicale e xenofoba, che pen-

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sano solo ai loro privilegi e umiliano le don- di contestualizzare l’operato del pontefice,
ne». Poi precisa: «Sono contraria all’aborto, ricordare i suoi meriti, la sua insofferenza
ma sta a ogni singola donna decidere». E in nei confronti della xenofobia e dell’antise-
una drammatica intervista a una tv confes- mitismo, il suo europeismo. La rivoluzione
sa: «Sono una persona seduta su un muc- non ama la troppa complessità e lì sta la
chio di macerie». sua forza e forse debolezza.
Diceva il filosofo e teorico della lettera- E il futuro? Intanto si cerca di costruire
tura Walter Benjamin che l’angelo della sto- strutture permanenti. Nata quattro anni
ria ha lo sguardo rivolto verso le macerie fa, l’organizzazione “Lo sciopero delle don-
del passato mentre il vento lo sospinge in ne” la cui animatrice è Lempart, ha messo
avanti, e che quel vento è il progresso. In in piedi un Comitato consultivo che lavora
fondo la rivoluzione polacca è questo, co- su tutte le questioni sociali e politiche in
Foto: Laif - Contrasto, O. Marques - GettyImages

struire il nuovo sulle macerie. Ci fu un film, cui sono presenti gli uomini e perfino i po-
qualche anno fa, che raccontava la corru- LEADER litici, di cui la rivoluzione diffida. Beata Ch-
zione morale del clero. Lo hanno visto mi- Marta Lempart, leader miel, manager culturale che in quel comi-
lioni di persone, fu un record di incassi. dell’organizzazione tato si occupa della riforma dei media dice:
“Lo sciopero
Adesso nel mirino è Stanislaw Dziwisz, car- «Costruire un’altra Polonia sarà un proces-
delle donne”
dinale e segretario di Wojtyla. In un docu- so lungo. Ma intanto stanno rinascendo i
mentario trasmesso da TVN24 l’hanno ac- valori e il linguaggio dell’Illuminismo che
cusato di aver coperto reti di preti pedofili. per troppo tempo abbiamo abbandonato.
La domanda, implicita, è il papa lo sapeva? Forse è la volta buona». Buona rivoluzione,
Ecco perché si parla delle “vittime di Gio- Polonia.  n
vanni Paolo II”. E, invano, qualcuno tenta © RIPRODUZIONE RISERVATA

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L’Est in rivolta / 2

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MA A MINSK È GIÀ PRIM


Nella capitale bielorussa
proseguono le proteste contro
il dittatore Lukashenko. Mentre
una nuova generazione di artisti,
musicisti, designer guarda
all’Europa e inizia a viaggiare

FOTO DI ANDREA DI BIAGIO

52 22 novembre 2020
Prima Pagina

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Giovane su uno
skateboard in piazza
Indipendenza, che
in epoca sovietica si
chiamava piazza Lenin.
A lato: Liza, 30 anni,
illustratrice e grafica,
nel suo appartamento a
Minsk. Gli artisti sono
in prima linea nelle
proteste degli ultimi
mesi. Nell’altra pagina:
due amiche sulla riva

AVERA
del fiume Svislac

A destra: uno dei tanti


monumenti di epoca
sovietica disseminati
nel centro di Minsk.
A sinistra: due amiche
in un bar, una si
trucca e l’altra usa lo
smartphone. La zona di
Vulica Kastrycnickaja
sta diventando il cuore
Foto e testi: RIPRODUZIONE RISERVATA

della movida nella


capitale bielorussa

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Donne in rivolta Prima Pagina

di FRANCESCA MANNOCCHI

Uccise, rapite, svanite nel nulla.


In Libia è caccia alle attiviste
H
anan al-Barassi si faceva chiamare Azouz Così la tomba dell’avvocatessa al-Barassi, profanata
Barqa, l’anziana donna di Barqa. In questa pochi giorni dopo la sua morte.
definizione c’era tutta la sua saggezza, la sua Il rapimento di Sergewa, l’esecuzione in pieno giorno
compostezza. Il coraggio di denunciare, an- di Barassi, raccontano il dissenso impossibile in Libia, e
che, che le è costato la vita. raccontano anche l’estromissione delle donne dai tavoli
Aveva quarantasei anni, era un’avvocatessa. Difende- negoziali.
va a Bengasi i diritti delle donne e il diritto dei libici one- Anche nelle trattative di pace in corso in queste set-
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sti di vivere in una città in cui il potere non fosse gestito timane le donne sono sottorappresentate: su 75 delega-
in maniera clientelare e violenta. Il pomeriggio del 10 ti che hanno partecipato all’ultima serie di incontri, le
novembre era in centro città con sua figlia. Stavano per donne sono solo una dozzina scarsa.
entrare in un negozio quando tre Suv con i vetri oscurati L’esecuzione di Barassi racconta, però, anche qualcosa
si sono fermati davanti a loro. Due uomini col volto co- in più: l’impunità, l’assenza di sanzioni per i responsa-
perto hanno prima tentato di rapirla, poi le hanno spa- bili di crimini efferati, di crimini di guerra. Come quelli
rato di fronte agli occhi increduli di sua figlia. che pesano sulle milizie legate a Haftar.
E di fronte a passanti, negozianti, che hanno fatto po- Perché Barassi non era solo una donna che ha avuto
co o nulla per difenderla. Dopo averla uccisa gli uomini il coraggio di denunciare gli stupri subiti dalle donne
incappucciati non sono fuggiti, ma hanno camminato di Bengasi, aggressioni in cui sarebbero coinvolti mem-
lungo la via dei negozi di Bengasi al passo dell’impunità. bri di gruppi armati che sostengono l’Esercito Libico di
Sul corpo di Hanan i segni dell’esecuzione: tre ferite di Haftar, ma ha avuto la risolutezza di dare un nome agli
arma da fuoco alla testa. abusi.
Nei giorni precedenti all’assassinio al-Barassi era tor- Poco prima dell’assassinio aveva promesso di rivela-
nata a denunciare la corruzione e gli abusi dei gruppi che re nuovi abusi dei familiari di Haftar, compreso uno dei
sostengono il generale Haftar, e la sua gestione del po- suoi figli, Saddam. Gli abusi di quello che lei definiva “il
tere nella parte orientale della Libia. Nell’ultimo video, governo della famiglia”, fatto di corruzione, abusi di po-
poche ore prima di essere uccisa, è in auto, determinata, tere.
sorride e rivendica: «Non ho intenzione di chinarmi, mi Più volte denunciati, più volte provati, mai sanzionati.
faranno tacere solo con la morte». Due anni fa Radio France International ha riferito che
L’hanno fatto. Saddam Haftar era coinvolto nel contrabbando di oro e
In quello che è l’ultimo di una serie di omicidi poli- riciclaggio di denaro dalla Turchia. Nel 2018 un report
tici, e soprattutto è l’ennesimo atto contro un’attivista delle Nazioni Unite aveva denunciato che questo traf-
donna. fico gli era valso un miliardo e mezzo di lire turche e
Nel 2014 Salwa Bugaighis, rinomata avvocatessa, fu che i collegamenti non fossero limitati alla Turchia ma
uccisa a colpi d’arma da fuoco nella sua casa di Bengasi anche agli Emirati, cui il figlio del generale vendeva oro
da uomini non identificati. Su questo crimine nessuno in cambio di armi e mercenari. Nel report si legge an-
ha indagato. E nessuno è stato perseguito. che che Saddam Haftar avrebbe confiscato alla Banca
Nel luglio del 2019 Seham Sergewa, parlamentare, at- Centrale Libica di Bengasi 500 mila dollari e monete
tivista per i diritti delle donne, è stata rapita in casa sua, d’argento per un valore di due milioni di dollari. Hanan
sempre a Bengasi. Aveva criticato gli estremisti vicini a al-Barassi sapeva, vedeva e aveva il coraggio della testi-
Haftar e la sua offensiva militare per conquistare Tripoli. monianza. Avrebbe voluto svelare di più. È stata uccisa
Di lei non si è saputo più nulla. prima di poterlo fare.
Dopo il suo rapimento sulla facciata dell’abitazione in È stata uccisa nel mezzo dei colloqui di pace.
cui è stata prelevata nel cuore della notte, è comparsa la Resta da capire, per il presente e soprattutto per il fu-
scritta: «The army is a red line», l’esercito è la linea rossa. turo, come si negozi la pace in un Paese in cui gli assas-
Chi critica le scelte del generale Haftar, chi critica la sini degli attivisti non vengono identificati, denunciati,
sua famiglia, muore. O scompare. giudicati, puniti. Q
E quello che resta è violato. © RIPRODUZIONE RISERVATA

22 novembre 2020 55
Europa

QUESTA
AGRICOLTURA
NON È VERDE
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N
SONO IN BALLO 390 on c’è soltanto l’opposizione di alcuni
Paesi dell’Est Europa o l’emergenza Co-
vid a mettere in forse l’impianto della
MILIARDI PER I PROSSIMI rivoluzione verde presentata dalla Com-
missione europea come la chiave di vol-
SETTE ANNI. MA LE LOBBY ta del suo mandato. Ma non c’entrano
le grandi aziende automobilistiche o gli
DEI GRANDI PROPRIETARI inquinatori seriali. È invece l’accordo sulla nuova Politica
agricola comune che Commissione, Parlamento e Consi-
VOGLIONO CONTINUARE glio dovranno negoziare e approvare nelle prossime setti-
mane, il tallone d’Achille del Green Deal.
Nonostante le rassicurazioni delle grandi lobby agrico-
A IMPORRE PRODUZIONI le nazionali, Confagricoltura e Coldiretti incluse, le due
proposte sulla Pac 2023-2030 varate finora dal Parlamen-
INTENSIVE E INQUINANTI. to e dal Consiglio di ecosostenibile hanno poco. A dirlo
senza remore è stato lo stesso vice presidente della Com-
E IL GREEN DEAL RISCHIA missione Frans Timmermans, incaricato della transizio-
ne ambientale: «Vogliono continuare con una politica
SUBITO DI FALLIRE agricola che non è sostenibile e che non può andare avan-
ti così», ha detto in una recente intervista alla televisione
tedesca Tagessschau, parlando delle negoziazioni tra i 27
Paesi e il l’Europarlamento. E non ha escluso che la Com-
missione finisca per ritirare la propria proposta - la più
DI FEDERICA BIANCHI verde delle tre - se un accordo in linea con la transizione
verde alla fine non verrà raggiunto.
Ma andiamo per gradi. La politica agricola comune, ac-
cusata da decenni di inefficienza e ampia corruzione, è il

56 22 novembre 2020
Prima Pagina

non è stata l’estensione complessiva: sono cresciute del 18


per cento le aziende con oltre 100 ettari. Il risultato è che
oggi il 20 per cento delle aziende agricole europee intasca
l’80 per cento dei sussidi Pac. Il fenomeno è incoraggiato
dalla struttura stessa della Pac, che lega i sussidi all’esten-
sione del terreno e non a quanti la coltivano o alla produt-
tività e nemmeno alle modalità di produzione: più terra
agricola (anche non coltivata), più sussidi, al punto che
molti imprenditori usano i sussidi europei solo per com-
prare terra aggiuntiva, denuncia Antonio Onorati, mem-
bro del Coordinamento europeo di Via Campesina. Col
tempo, si sono formate storture macroscopiche: il denaro
dei cittadini europei è finito nelle tasche di alcuni dei più
grandi latifondisti moderni, dalla regina d’Inghilterra al
principe di Monaco, nelle casse di colossi dolciari come la
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tedesca Haribo e di produttori di asfalto (perché costrui-


scono infrastrutture utili all’agricoltura) o, addirittura, a
politici-imprenditori dell’Est, come il premier ceco Andrej
Babiš, il più grande imprenditore agricolo d’Europa. L’a-
gricoltura europea è stata di fatto appaltata alla grande
industria, alla produzione di massa e ai grandi affari.
Se questa situazione, in cui a beneficiare dei sussidi eu-
ropei sono soprattutto le élite imprenditoriali, fino ad un
paio di anni fa passava relativamente inosservata, adesso,
complice la rivoluzione verde e il bisogno di denaro fresco
Agricoltura intensiva in Brandeburgo, Germania richiesto dall’emergenza del Covid, è tollerabile a fatica. E
difatti anche i giovani dei Fridays For Future, capitanati
da Greta Thunberg, si sono scagliati contro questa Pac
più grande programma di sussidi diretti esistente del “anni Novanta” che, da una parte, mina alle basi la que-
mondo: ben 390 miliardi di euro, oltre un terzo del bilan- stione della solidarietà sociale e la bontà di finanziamenti
cio comunitario: si tratta, pochi se ne rendono conto, di pubblici destinati a mantenere competitive a livello globa-
sovvenzioni superiori a quelle contenute nel Recovery le aziende che non lo sarebbero (a detrimento, tra l’altro,
fund, che si fermano a 290 miliardi di euro. della produzione agricola di quel Nord Africa che l’Europa
Un motivo c’è. Nei corridoi di Bruxelles si scherza, ma dice di volere sostenere) e, dall’altra, permette all’agricol-
non troppo, che la Comunità europea, antesignana dell’U- tura di massa di continuare a inquinare, a deturpare l’am-
nione, sia nata per permettere alla Francia di esportare la biente e a uccidere la biodiversità. Il 17 per cento delle
sua agricoltura e alla Germania la sua industria. Di fatto, emissioni di gas a effetto serra viene prodotto dal settore
l’obiettivo del programma di sussidi agricoli era quello di dell’allevamento, una percentuale cresciuta del 6 per cen-
garantire la sicurezza alimentare europea e la Francia ne è to tra il 2007 e il 2018 grazie agli allevamenti intensivi. Il
sempre stato il principale beneficiario, seguita da Germa- numero di farfalle, api e uccelli è in declino a causa della
nia, Spagna e Italia. Nel corso dei decenni, l’obiettivo ini- diminuzione di aeree non coltivate, e questo nonostante il
ziale si è perso di vista: la sicurezza alimentare degli euro- lavoro degli impollinatori sia cruciale per l’84 per cento
pei è di fatto stata messa al servizio delle grandi aziende dei raccolti, scrive l’Agenzia europea per l’ambiente.
agricole che mirano soprattutto al dominio dei mercati La scadenza della vecchia Pac settennale proprio nel
Foto: Florian Gaertner/Photothek via Getty Images

mondiali, forti dei sussidi garantiti loro dai cittadini. Co- 2020 sembrava arrivare al momento giusto: in tempo per
me dice il presidente di Confagricoltura, Massimiliano rinnovarsi in linea con le attese di questo decennio verde.
Giansanti, «piccolo non è sempre bello», e i piccoli conta- Ma invece, salvo ripensamenti dell’ultimo minuto, non
dini, a vantaggio dei quali era sorto il programma, sono sarà così. La Commissione aveva già preparato la sua nuo-
ora le vittime dell’agricoltura industrializzata promossa va proposta di Pac nel 2018, durante la scorsa legislatura,
dalla Pac. Secondo Eurostat, i contadini dell’Unione sono ben prima del varo della nuova politica verde. A maggio
diminuiti tra il 2003 e il 2013 di oltre un quarto: sono scorso aveva poi pubblicato un documento per spiegare
scomparse 4,2 milioni di aziende di cui l’85 percento di- come quella politica potrebbe diventare compatibile con il
sponeva di meno di cinque ettari di terre agricole. Le per- Green Deal e con la sua strategia “dalla fattoria alla for-
dite maggiori si sono avute in Polonia, Romania e Italia chetta”, che mira a costruire un sistema alimentare soste-
(dove si sono perse 600mila aziende agricole). A cambiare nibile sia sotto il profilo ambientale sia sotto quello

22 novembre 2020 57
Prima Pagina Europa

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Frans Timmermans, vicepresidente della Commissione Ue, incaricato


del Green Deal. A sinistra: la ministra italiana Teresa Bellanova

sociale, con l’aiuto di Parlamento e Consiglio. Questi ressi diretti in materia d’agricoltura, a fronte di quel 30
due però sono andati avanti per la loro strada, e lo scorso per cento vuole però dagli Stati membri l’obbligo di spen-
ottobre hanno messo insieme proposte ancora rivolte a dere il 60 per cento dei sussidi a sostegno del reddito degli
massimizzare la produzione e i profitti dell’industria agricoltori (non necessariamente piccoli) slegati da obiet-
agricola, non certo a promuovere la rivoluzione ambien- tivi ambientali, di fatto limitando al 40 per cento il massi-
tale. «La Pac è sostenuta da una rete di interessi che briga male di utilizzo dei sussidi per misure verdi. Contestual-
da mesi per bloccare ogni cambiamento», spiega, carte mente, il l’Europarlamento ha bocciato gli emendamenti
alla mano, Nina Holland di Corporate Europe Observa- che volevano introdurre meccanismi per l’aumento dei
tory, l’ong che si occupa di lobby a Bruxelles: «Si tratta di sussidi in proporzione all’aumento della manodopera (e
un gruppo molto vario, tenuto insieme dalla volontà di non a caso Confagricoltura elogia i meriti della tecnolo-
perpetuare il vecchio e redditizio sistema di produzione e gia in agricoltura) e l’emendamento che avrebbe voluto
di distribuzione dei sussidi. Ci sono ministri dell’Agricol- scoraggiare gli allevamenti intensivi. Infine, Strasburgo
tura, burocrati della direzione generale dell’Agricoltura, chiede l’obbligo che i sussidi sottoposti agli eco-schemi
la maggioranza del Comitato agricoltura nel Parlamento siano vantaggiosi per le aziende e vuole l’eliminazione del
europeo e la potentissima lobby dell’agro business euro- divieto sia di prosciugare le torbiere (fondamentali nel
peo Copa-Cogeca». Questa volta il Parlamento, e in parti- stoccaggio del carbonio) sia di convertire in terre arabili
colare i tre partiti della maggioranza - popolari, socialisti le praterie che si trovano nelle zone protette.
e liberali - è stato meno ambizioso nella sua proposta del- Secondo i piani verdi della Commissione, entro il 2030
la Commissione, anche se, come spesso succede a Bruxel- dovrebbero essere ridotti del 20 per cento i fertilizzanti,
les, sono i capi di Stato riuniti nel Consiglio che proprio del 30 per cento le emissioni di gas serra anche nel settore
non ne vogliono sapere di sottomettere i sussidi diretti a agricolo, del 50 per cento i pesticidi e gli antibiotici negli

Foto: Horacio Villalobos / Corbis via Getty Images, Luigi Narici / AGF
misure ambientali. allevamenti. Dovrebbe invece essere aumentato del 25 per
I dettagli della politica agricola comune sono tanti e cento il totale delle superfici agricole biologiche e del 10
complessi. Tra le misure più significative, la Commissione per cento quelle ad alta diversità, e tutelato come zona
aveva chiesto che almeno il 40 per cento del bilancio com- protetta il 30 per cento delle terre e dei mari. Ma invece il
plessivo della Pac contribuisse all’azione contro il cam- Parlamento ha bocciato tutti gli emendamenti che avreb-
biamento climatico grazie non solo a misure contenute bero aiutato a raggiungere questi obiettivi. «I socialisti
nei fondi per lo sviluppo rurale, ma anche a eco-schemi a hanno rifiutato regole di condizionalità importanti, e so-
cui fossero sottoposte le sovvenzioni dirette agli Stati. no stati contrari perfino alla rotazione delle colture, fon-
Nella proposta di Strasburgo, entrambe le componenti damentale per ridurre i pesticidi», denuncia Benoit Bite-
della Pac (fondi per sviluppo rurale e sovvenzioni agli Sta- au, agricoltore francese e nuovo europarlamentare verde,
ti) dovrebbero essere vincolate per il 30 per cento a misu- membro della Commissione agricoltura: «Una grande de-
re eco-sostenibili, mentre per il Consiglio solo per il 20 per lusione. Questa Pac è quella dell’ultima chance per la no-
cento e, nel caso in cui le misure ambientali eccedessero stra agricoltura e per i contadini che vivono del loro me-
il 30 per cento dei fondi per lo sviluppo rurale, anche me- stiere». Q
no. Il Parlamento, dove siedono molti deputati con inte- © RIPRODUZIONE RISERVATA

58 22 novembre 2020
SPECIALE
INTESTINO PIGRO

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22 novembre 2020 59
Tesori occulti

COME SI FINANZIA
IL TERRORE Copia di ff039355f417a0616fdffd2dd2a54510

UNA MONTAGNA DI SOLDI RACCOLTI NELLE MOSCHEE


O VIA WEB, MILIONI IN CRIPTOVALUTA, FRODI FISCALI.
PER ALIMENTARE UNA RETE CHE ARRIVA FINO IN ITALIA
DI FLORIANA BULFON

60 22 novembre 2020
Prima Pagina

L’
Europa credeva che Da-
esh non fosse più un
problema. Sconfitto sul
terreno in Siria e in Iraq,
l’autoproclamato Calif-
fato pareva incapace di
organizzare azioni in al-
tri continenti. Invece
Parigi, Nizza e Vienna sono state colpite:
attacchi che - secondo i primi risultati del-
le indagini - sono opera di lupi solitari in-
quadrati in una rete in grado di guidarli e
soprattutto finanziarli.
La sfida contro i tentacoli della piovra
Copia di ff039355f417a0616fdffd2dd2a54510

jihadista si combatte su due fronti. C’è il


web, che permette di seminare propaganda
e odio senza confini. Ma c’è soprattutto il
denaro: l’attenzione degli inquirenti si sta
concentrando sulle riserve economiche,
nella convinzione che solo prosciugando le
casse si riuscirà a stroncare ogni piano di
rinascita, fisica e digitale. L’ultimo rapporto
dell’Onu stima che Ibrahim al-Hashimi
al-Quraishi, l’erede di Al Baghdadi, abbia a
disposizione una sorta di forziere centrale
con banconote per cento milioni di dollari.
A questo si aggiungono oro e pregiati reper-
ti archeologici nascosti in rifugi sicuri più
altri investimenti in alberghi, ristoranti,
aziende agricole e rivendite di automobili
affidati a prestanome fidati.
Sono i resti dell’immenso bottino depre-
dato quando le bandiere nere controllava-
no gran parte della “Mezzaluna fertile” - co-
me veniva chiamata una volta nei libri di
geografia - ossia la terra più ricca del Me-
dioriente. Stando ad alcuni analisti, nel mo-
mento di massima espansione, tra tasse,
estorsioni, furti nei musei e soprattutto
vendite di petrolio il sedicente Califfato
aveva raggiunto un budget di 6 miliardi di
dollari. Una stima che appare credibile: lo
scorso anno in un solo raid nella periferia
di Baghdad l’intelligence irachena ha recu-
perato 500 milioni di dollari. La solerte bu-
rocrazia di Daesh aveva creato un diparti-
mento riservato per la gestione dei fondi,
Foto: David Ramos / Getty Images

che smistava pagamenti e si occupava di


trasferire le scorte in tutto il pianeta, na-
Una bandiera francese, alcuni mazzi di
scondendole agli occhi degli 007.
fiori e candele sul selciato di Promenade Oggi il denaro deve muoversi per finan-
des Anglais, a Nizza, in memoria delle 84 ziare i progetti di risurrezione dello Stato
vittime dell’attentato terroristico del 14 islamico. Deve arrivare nelle tasche dei
luglio 2016, durante le celebrazioni della predicatori itineranti che diffondono il ver-
festa nazionale transalpina bo fondamentalista in Asia, cercando

22 novembre 2020 61
Tesori occulti

reclute in Bangladesh, Pakistan, Afgha-


nistan, Indonesia, Malesia e Sri Lanka,
spingendosi fino alle comunità musulma-
ne dell’ex Unione Sovietica. Deve contribu-
ire alla crescita delle bandiere nere in Afri-
ca centrale, che le vede dilagare dal Mali al
Niger, dal Burkina Faso al Mozambico. De-
ve sostenere le centrali di propaganda, che
saltano da una piattaforma web all’altra ri-
uscendo a proseguire il loro lavoro. Deve
aiutare le stazioni logistiche che nel Ma-
ghreb, nei Balcani, in Turchia aiutano i fug-
gitivi e formano nuove reclute. E deve fare
arrivare i rifornimenti alle brigate nascoste
nei monti iracheni e siriani che ogni giorno Copia di ff039355f417a0616fdffd2dd2a54510

conducono imboscate per dimostrare di


esistere.
L’Espresso può rivelare il quadro allar-
mante emerso in un recente incontro riser-
vato della Financial Action Task Force che
ha raccolto le delegazioni di 26 Paesi,
dall’Algeria agli Usa, dal Pakistan all’Italia,
uniti dalla volontà di troncare i flussi del
denaro jihadista.
Le conclusioni sono chiare. Daesh conti-
nua a generare e movimentare introiti da
attività criminali attraverso i network clan-
destini in Iraq, mentre Al Qaeda nella pro-
vincia di Idlib in Siria mantiene il monopo-
lio di gas e petrolio. Ma sono soprattutto i
finanziamenti che arrivano dall’estero con
metodi sempre più raffinati a preoccupare. LA SCIA DI SANGUE Giustizia degli Stati Uniti ha sequestrato
Una miriade di trasferimenti, ciascuno di Michael Adebolajo beni di criptovaluta per un valore di milio-
poche centinaia di euro, raccolti nelle mo- ripreso dalle telecamere ni di dollari. «È un’enorme scappatoia per-
schee o su Internet. di sorveglianza, a ché è difficile, se non impossibile, indivi-
Londra, dopo aver
Ci sono le donazioni inviate tramite duare con certezza i beneficiari finali»,
decapitato il fuciliere
Hawala - il trasferimento di valori tra per- Lee Rigby, veterano
nota Hans-Jakob Schindler, direttore del
sone basato sull’onore attraverso una ra- della guerra in Counter Extremism Project, tanto che siti
gnatela di mediatori - e soprattutto i mo- Afghanistan, il 29 che diffondono la propaganda hanno cam-
ney transfer. Scaturisce da queste sorgenti novembre 2013. In biato le richieste di donazioni da Bitcoin
il 50 per cento delle segnalazioni di opera- alto: poliziotti a Vienna all’altra valuta virtuale monero perché
zioni sospette in Italia, con collettori spes- il 3 novembre scorso, «assicura un maggior anonimato».
so in Belgio o in Turchia che ricevono de- il giorno dopo l’attentato Ovunque il Covid ha chiuso le persone in
naro da tutta Europa e lo smistano a chi è in diversi luoghi della casa, incollate davanti ai pc, e i network del
ancora in Siria o Iraq. E poi la nuova fron- capitale austriaca jihad si sono adattati: piattaforme open
tiera della criptovaluta. Al Qaeda e Daesh source per la collaborazione di team di la-
richiedono l’obolo con questo sistema in voro, chat usate dai gamer, app di messag-
ogni parte del mondo. La Francia ha moni- gistica che usano la tecnologia blockchain
torato di recente un sistema con codice di trasformate in canali per fare proseliti e in-
messaggistica diretto ai reclusi nei campi tascare quattrini.
di concentramento siriani. La rete operava Ma il segreto della loro resilienza sta nel-
principalmente attraverso l’acquisto di la flessibilità. Nei nuovi avamposti africani
coupon i cui riferimenti erano dati a jiha- come il Niger o il Mali il finanziamento se-
disti in Siria e poi accreditati su conti Bi- gue canoni tradizionali: diamanti, oro, dro-
tcoin. Qualche mese fa il Dipartimento di ga. Dominano il contrabbando, prendono il

62 22 novembre 2020
Prima Pagina

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DAESH CONTINUA A GUADAGNARE ATTRAVERSO


LE RETI CLANDESTINE IN IRAQ, MENTRE AL QAEDA
MANTIENE IL MONOPOLIO DI GAS E PETROLIO IN SIRIA
controllo delle zone chiave per i traffici e JE SUIS PROF imam in Abruzzo e poi triangolando in Ger-
conquistano il consenso delle popolazioni Veglia antiterrorismo in mania e Turchia.
offrendo acqua e assistenza medica. Ogni Place de la République, I pilastri del riciclaggio jihadista sono
strada è utile per finanziare la causa: la po- a Parigi, il 18 ottobre stati illustrati dal capo della polizia Franco
lizia algerina ha addirittura smascherato scorso: i manifestanti Gabrielli in un’audizione alle Camere lo
tengono in mano
una filiera per importare auto dall’Iran. scorso 3 novembre: «Lo schema è speculare
cartelli con la scritta
E il terrorismo ai tempi della pandemia “Je suis prof”, “sono un
a quello del reimpiego dei capitali illeciti ed
cerca di trarre profitto anche con la vendita è articolato in tre fasi. Nella prima i fondi di
Foto: J. Klamar / AFP via Getty Images, Ansa, Kiran Ridley/Getty Images

professore”, in memoria
di mascherine Ffp2. Le autorità statuniten- del professor Samuel origine sia lecita sia illecita vengono raccol-
si hanno scoperto le modalità con cui Mu- Paty, decapitato da ti e convogliati verso un collettore unico.
rat Cakar, membro di Daesh e responsabile uno studente ceceno Nella seconda le risorse economiche ven-
di numerosi attacchi informatici per conto all’uscita di scuola, gono occultate e trasmesse a gruppi o sog-
di formazioni salafite, avrebbe realizzato e nella periferia di Parigi getti affiliati facendo ricorso a mezzi di pa-
gestito FaceMaskCenter.com, un sito per gamento sotterranei paralleli al circuito
vendere mascherine non certificate. bancario e convenzionale. Nella terza i me-
Ci sono meccanismi più sofisticati, con desimi fondi vengono materialmente im-
frodi fiscali complesse come quella messa piegati in attività preordinate al compi-
in piedi da Jameleddine B. Brahim Khar- mento di atti terroristici. A differenza di
roubi. Arrivato dalla Tunisia a Torino, ha quanto accade nel riciclaggio della crimi-
aperto un negozio di tappeti e grazie a una nalità organizzata, il finanziamento del ter-
commercialista italiana compiacente è ac- rorismo può assumere forme più subdole e
cusato di essersi dato da fare per sfornare difficili da intercettare».
fatture false. Due milioni di euro sarebbero È un fiume carsico, che si disperde in tan-
arrivati ad Al Nusra passando prima a un ti rivoli sotterranei per alimentare sem-

22 novembre 2020 63
Prima Pagina Tesori occulti

segnalazioni di operazioni sospette: l’anno


prima erano state 1.282, il segno di un flus-
so in calo. I sospetti sono concentrati nelle
regioni settentrionali, dove si è registrato il
60 per cento delle notifiche. Anche in que-
sto caso, gli importi più significativi veni-
vano gestiti da un’associazione caritatevo-
le, che poi li trasferiva a un’altra ong islami-
sta in Turchia e da lì ai terroristi in Siria.
A Cagliari è stata aperta la più impor-
tante inchiesta sull’oro nero del Califfato.
Riguarda la raffineria Saras che tra il 2015
e il 2016 ha ricevuto venticinque navi di
greggio proveniente dall’Iraq del Nord:
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ben 12 milioni di tonnellate. I carichi sono


stati smistati dalla Petraco Oil company,
con sede legale a Londra e filiale operativa
a Lugano. Dalla ricostruzione risulta che
ha acquistato dalla Edgwaters Falls, so-
cietà di comodo alle Isole Vergini di pro-
prietà della stessa Petraco, che a sua volta
ha ottenuto le forniture da un’azienda tur-
ca che l’aveva acquistato in un non specifi-
cato sito in Iraq. Le contestazioni della
procura sarda riguardano la legittimità
delle vendite: solo il governo di Baghdad
può esportare petrolio, mentre in questo
caso pagamenti per quattro miliardi di
dollari sono arrivati all’autorità curda di
Erbil. E le consegne di greggio sono prose-
guite anche quando i pozzi sono finiti nel-
pre nuove fonti. Spesso con coperture Una donna, che ha le mani di Daesh. I curdi - come evidenzia-
insospettabili, come quelle di ong islami- perso diversi parenti, no i magistrati - hanno infatti respinto una
che al servizio dei piani salafiti. Quest’esta- riceve il conforto di parte dei bonifici: 60 milioni di dollari, re-
te i Paesi membri del Terrorist Financing alcuni scout dopo lativi a maggio e giugno 2016. Proprio
l’attacco kamikaze
Targeting Center (Tftc) - Bahrain, Kuwait, mentre gli impianti erano sotto l’occupa-
dell’Isis nell’antico
Oman, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Ara- tempio sufi a Sehwan,
zione del Califfato.
bi Uniti (Uae) e Usa - hanno inserito nella in Pakistan, il 17 La Saras, controllata dalla famiglia Mo-
lista nera quattro entità con base in Tur- febbraio 2017. ratti, ha respinto gli addebiti: «Abbiamo
chia e Siria, accusate di fornire aiuto logi- In tutto furono 70 le avuto un comportamento inappuntabile.
stico ed economico a Daesh. Ma soprattut- vittime e 150 i feriti Nessun illecito: abbiamo fornito tutta la do-
to hanno messo nel mirino la Nejaat Social cumentazione alla magistratura, a cui riba-
Welfare Organization: una ong caritatevole diamo fiducia e collaborazione». Le indagi-
che faceva la questua in Qatar e Iraq, ma ni proseguono, perché - scrivono i pubblici
invece di sponsorizzare programmi di svi- ministeri - nella contabilità della Edgwater
Foto: Shakeel Ahmed / Anadolu Agency / Ansa

luppo consegnava il denaro ai capi dell’Isis Falls ci sono «pagamenti internazionali per
a Kabul e Jalalabad. Soldi serviti all’espan- importi considerevoli, pari a 3,6 miliardi di
sione delle bandiere nere nel Nord dell’Af- dollari, senza indicazione del reale benefi-
ghanistan. ciario, verosimilmente perché era inconfes-
L’Italia non è immune. Anzi. La Penisola sabile». Una pista inquietante per arrivare
è sempre stato un ponte nel Mediterraneo, alla caverna del tesoro. n
sfruttato per la logistica di ogni sigla fonda- © RIPRODUZIONE RISERVATA

mentalista. La Guardia di Finanza ha crea- Inchiesta realizzata con il sostegno


to il Gruppo Investigativo Finanziamento di Journalism Fund.
Terrorismo. Nel 2019 hanno ricevuto 982 Ha collaborato Giulio Rubino.

64 22 novembre 2020
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Interpreti del tempo

Zerocalcare
L’ I T A L I
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A S T A

I M P I C C I A T A

Il conformismo dei giovani. L’impegno civile ridotto


alla difesa del decoro. La difficoltà e la necessità
del cambiamento, sociale e individuale.
Così Michele Rech racconta il Paese. Da intellettuale

colloquio con Zerocalcare di Marco Damilano


Idee
Il fumettista
Michele Rech
fotografato
nella sua casa

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22 novembre 2020 67
Interpreti del tempo

I
n libreria, in tv, in edicola, nei
musei. Nei mesi del covid è si-
curamente una moda, forse
una mania. Il suo penultimo
libro, “Scheletri”, è stato il libro
più venduto della settimana,
primo nella narrativa italiana. I
cartoni in tv nella trasmissione
di La7 Propaganda Live, la serie
di Rebibbia Quarantine, hanno racconta-
to il covid e il lockdown più di tanti saggi.
Ora arrivano anche i pupazzetti in edicola.
Ma Michele Rech, Zerocalcare, è un caso
culturale anche per la radicalità delle sue
posizioni, l’ultima sulle recenti proteste di
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piazza. Il 12 dicembre compie 37 anni, nel


2021 saranno dieci anni dal primo libro. In
questa lunga conversazione nella sua casa
di Rebibbia, tra pupazzi di Darth Fener e
manifesti Antifa, accetta di farsi interrogare
sul perché in questo momento un autore di
fumetti sia diventato il più importante scrit-
tore italiano.
«Tutto quello che dici lo vivo male... Sono
cresciuto in un ambiente che esprime mar-
ginalità di posizioni politiche e io mi trovo
nella marginalità della marginalità: la sce-
na punk, lo straight edge. Ora mi capita di
annunciare l’uscita di un libro e in tanti mi un volto orribile. Mi sembra di fare qualcosa
scrivono: dove si compra? Un mondo che che serve: la complessità è il grande rimosso
non è mai entrato in libreria! Oppure mi del nostro tempo. In questo Paese puoi par-
dicono che regaleranno il mio ultimo libro lare delle cose solo se prima hai fatto abiure
ai bambini di quattro anni e io vorrei fer- e condanne, solo se prima hai rassicurato
marli perché non è una favola, ci sono gli sullo status quo. Questo meccanismo è uno
impiccati, le rivolte represse nel sangue. A dei motivi per cui è stato bloccato il cam-
volte mi chiedo: cosa capiscono di quello biamento. E ha prodotto i giovani più con-
che faccio?». formisti d’Europa. Giovani che hanno punti
Cosa ti rispondi? Cosa ti interessa che di riferimento intellettuali e culturali uniti
venga capito? su un punto: mai mettere in discussione le
«Il racconto della complessità delle perso- cose come stanno, si può al massimo lavora-
ne. Il fatto che le persone non sono monoli- re sulle sfumature. Ci siamo abituati a vivere
tiche. Riguarda prima di tutto la mia biogra- senza un orizzonte che metta in discussione
fia, non esiste soltanto il militante politico le cose».
o soltanto il comico, ma anche i miei perso- Su quali veicoli viaggia il conformismo?
naggi: mi interessa raccontare persone che «Io direi: la classe intellettuale. Un circolo di
magari sono meravigliose ma poi mostrano persone che si conoscono, si recensiscono i
libri a vicenda, ma che non danno un contri-
“Con il G8 del 2001 si è prosciugato il buto all’avanzamento del dibattito pubblico.
A me manca qualcuno che dia una lettura
mare della società civile e oggi la politica dei fatti con un’angolazione diversa, non la
vedo mai, o quasi».
In “A Babbo morto”, l’ultimo libro, hai
non mi rappresenta. Ma la rottura ci sarà inserito un disegno in cui prendi di mira
l’intellettuale per eccellenza: Fier Faolo
comunque. O la governi o la subirai”. Follettini che solidarizza con le renne

68 22 novembre 2020
Idee

mente di gridare al fascismo vorrei chiede-


re come mai invece negli episodi degli anni
scorsi veniva negata la matrice fascista di
aggressori che avevano la tessera e che inve-
ce sono stati chiamati balordi o ultras».
Ti schieri con Eddi Marcucci, combat-
tente sul fronte curdo, ma fai dire al gatto
del cartone Doraemon: basta con i curdi,
stavi a fa’ i cartoni con le vocette, che è
questo ritorno alla Mesopotamia?
«Quasi tutto quello che accumulo e che fac-
cio lo vivo sul piano emotivo come una pic-
conata alla mia dignità o alla mia integrità
e perfino alla mia carriera. So che prendere
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certe posizioni può dare fastidio a un pezzo


di pubblico. Ho letto di gente che dice: Ze-
rocalcare giustifica la violenza, non mi com-
prerò più un suo libro. Ma sono cose che nei
miei libri ci sono».
Vendere in edicola il tuo pupazzetto non
ti fa pensare che dietro questa radicali-
tà rischi di diventare un oggetto di mer-
chandising?
«Quando mi hanno proposto un personag-
gio con la faccia mia lì per lì mi è sembrata
una cosa da Kim Il-Sung. Ma nel momento
in cui i libri vendono tante copie e i cartoni
sono visti anche dai ragazzini, ho pensato
contro i folletti in rivolta. Ti sta antipati- Zerocalcare mentre disegna che non avrei tolto nulla a nessuno e avrei
co Pasolini? supportato cause che mi stanno a cuore».
«Più che lui, mi sta antipatico chi cita quel In “Scheletri” c’è il mostro che ti tieni in
suo articolo di più di cinquant’anni fa dalla pancia. Quello che non si vede, quello
parte della polizia per delegittimare qualun- che non si racconta. Cosa c’è nel tuo ar-
que movimento di protesta. Non credo che madio?
fosse quella la sua intenzione». «Ho una grande invidia per le persone che
Ma tu non puoi tirarti fuori. Anche tu sei riescono a viversi con disinvoltura i propri
interpellato dai giornali come intellet- mostri, campano meglio e sono più sani. Io
tuale impegnato, non come autore di sono una persona che ha più difficoltà per-
fumetti. ché sono cresciuto in modo molto mani-
«Quando ho parlato alla Stampa delle cheo, su ciò che è giusto o è sbagliato, bian-
manifestazioni di protesta ho sentito la co o nero. Nei fumetti trovo più facilità a far
responsabilità di dover tenere fede alle mie vedere i miei mostri perché sono complessi,
posizioni di sempre. Se avessi fatto un pas- ti danno il tempo di spiegare, sono anche
so indietro, a cosa sarebbe servito tutto il manipolatori, ti fanno empatizzare con cose
lavoro di questi anni? Sull’omicidio di Willi orribili, puoi già parare i colpi e anticipare
Duarte a Colleferro in quel territorio le critiche. Per me è come fare un proces-
Foto pagine 66-67 e 68-69: L. Narici - Agf

spiegavano che gli aggressori non so con gli amici miei. Sono severo con me
erano fascisti nel senso politico stesso, mi rendo però conto anche che ci
del termine, è gente che voterebbe sia una componente paracula».
Anna Tatangelo. C’era da ragiona- Quando è stato il momento in cui ti
re di più, prima di mettere etichette sei schierato?
politiche: la devastazione cultura- «Io sono un grosso boccalone... Per me
le di certe zone, l’abbandono scolastico, le i cavalieri Jedi di Guerre Stellari restano
sostanze, il rapporto maschile-femminile, l’esempio di come ci si debba comporta-
l’affermazione di sé. A chi si è sentito final- re. Ho avuto una famiglia strana, in cui

22 novembre 2020 69
Interpreti del tempo

sull’essere contro il razzismo e l’omofobia


non erano ammesse discussioni. A sedici an-
ni sono stato massacrato di botte dai nazisti.
Poi è arrivato il G8 di Genova».
Siamo a quasi venti anni da quel luglio
2001. Per il grosso di quella generazione
è stata la fine traumatica dell’impegno.
Un Sessantotto durato 48 ore: spinta al
cambiamento, violenze di piazza, omi-
cidio, massacro e menzogna di Stato, ri-
flusso. È rimasto il senso di quello che si
poteva fare e che non è stato fatto, un’oc-
casione perduta.
«Io però a Genova non arrivai così naïf. An-
che se avevo 17 anni avevo già preso più Copia di ff039355f417a0616fdffd2dd2a54510

volte le botte in piazza, mi ero strutturato


politicamente nei centri sociali. Per me Ge-
nova ha stabilito che io da lì non potevo più
tornare indietro. Sto cominciando a lavorare
in questi giorni attorno al ventennale e mi
sono ricordato di qualcosa che non ho mai
tirato fuori. Due fatti che su di me ragazzino
ebbero un effetto devastante. La sera, dopo
la morte di Carlo Giuliani, i cori delle forze
dell’ordine: siete uno di meno. E sul corpo di
Carlo Giuliani c’erano i segni delle sigarette
spente».
In “A Babbo morto” hai disegnato i segni
delle renne su un manifestante ucciso,
Renna Gennaro... Cosa è successo in que- Il G8 di Genova, nel luglio fronte una guerra di una violenza estrema,
sti venti anni dopo Genova? del 2001, in un manifesto di con un morto a Roma, Renato Biagetti, ma
«Si è prosciugato il mare. Dopo Genova è Zerocalcare. A destra: alcune anche a Milano con Davide Cesare Dax, a
scomparsa la società civile. Quando suc- tavole di “Scheletri” Verona con Nicola Tommasoli. A Roma ave-
cedeva qualcosa c’erano l’Arci, i cattolici e i vamo aggressioni quotidiane, ma durante
centri sociali, assemblee cittadine, ognuno la giunta Veltroni veniva sistematicamente
con le sue modalità. Poi più nulla». negata la matrice politica, si parlava di rissa
Appunto: la violenza di Genova servì a tra balordi, non si facevano distinzioni tra
stroncare quei mondi che avrebbero co- aggrediti e aggressori perché c’era la gran-
struito un movimento di massa, che non de pacificazione. Il passato veniva conside-
nacque. rato tutto violenza politica, nel presente la
«Ma gli unici che hanno resistito sono quelli violenza doveva essere spoliticizzata. C’era
che non avevano un approccio naïf a questa l’assoluta impunità, la polizia arrivava a cose
violenza. Tutti gli altri sono stati spazzati finite e arrestava noi che eravamo le vittime.
via». Le cose sono cambiate solo quando gli stessi
Quelli che ti chiami naïf erano quelli che che aggredivano noi hanno attaccato le ca-
fanno della nonviolenza un a priori della serme della polizia dopo l’uccisione di Ga-
politica. Il rapporto con la violenza torna briele Sandri. Quella stagione ci ha messo di
invece sempre nei tuoi discorsi. Perché? fronte alla necessità di scegliere: o chiudere
«Io non sono una persona che caratterial- i nostri spazi, perché non eravamo in grado
mente pratica la violenza. E se vedo una di garantire la sicurezza, oppure trattare il
persona massacrata di botte ho un moto di tema da persone adulte, mettendo in conto
empatia, al di là degli schieramenti. Ma ho l’autodifesa e la reazione rispetto a chi veni-
un rapporto pragmatico con le cose della vi- va per ammazzarci. Faccio fatica a parlare di
ta. Chi ha vissuto a Roma tra il 2002-2003 e violenza senza passare da qui».
il 2007-2008 nei centri sociali si è trovato di Confesso che invece io faccio fatica ad ac-

70 22 novembre 2020
Idee

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cettare questo discorso. Soprattutto da te Dove senti qualche respiro?


che sei una persona mite. «In Val di Susa per la lotta contro il Tav c’è
«Io sono mite per indole. Ma penso che an- ancora una composizione popolare am-
che le persone miti devono assumersi la re- pia. Il resto sono questioni settoriali: la
sponsabilità di confrontarsi con la violenza, lotta per la casa che viene lasciata ai sen-
se necessario. Non accetto il rifugiarsi nella za casa oppure l’anti-razzismo. Il BlackLi-
mitezza e delegare la violenza a qualcun al- vesMatter italiano mi sembra lontano da
tro che è brutto e cattivo e viene usato sol- quello americano, non c’è ancora la com-
tanto per menare. Un rapporto maturo con pleta presa di parola delle persone nere, se
la violenza significa farci i conti. E sapere lo agitano i militanti politici bianchi vale
che essere vittime o carnefici è una geome- molto meno. Sui Fridayforfuture all’inizio
tria variabile». ero perplesso, mi sembrava che sul model-
Dopo Genova si è prosciugato il mare. E lo di sviluppo ci fosse confusione, ora so-
poi? no stati fatti passaggi e sarebbe eccessivo
«E poi per i primi dieci anni il pesce ha con- pretendere che un movimento di giovani
tinuato a sbattere la coda, non era morto del abbia già tutto chiaro».
tutto. Ora il pesce si muove sempre di meno». Gabbiani, topi, morti ammazzati. Cè un
gran parlare di periferie, soprattutto di
“Anche le persone miti hanno la quelle romane, in politica, in tv, in libre-
ria: ripartire dalle periferie, torniamo
responsabilità di confrontarsi con la nelle periferie...
«Nei talk in tv si aggirano evidenti fenomeni
di baraccone senza credito che assurgono
violenza, se necessario. Essere vittime o a rappresentanti della periferia. Il mecca-
nismo è sempre lo stesso: mezzi mitomani
carnefici è una geometria variabile” . protestano contro l’apertura di un centro

22 novembre 2020 71
Interpreti del tempo

di accoglienza, manovrati da pochi mili-


tanti fascisti che corrono da una parte all’al-
tra per soffiare sul fuoco, il circo mediatico
si stringono attorno. È la costruzione di un
racconto che ha lo scopo di intrattenere».
Qual è il racconto giusto?
«Prima di tutto la complessità. A Rebibbia
ci sono due centri sociali, un comitato, il
doposcuola per i bambini auto-organizza-
to. Poi ci sono i mostri, buoni e cattivi. Non
si può raccontare tutto con il mito del buon
selvaggio o con quello opposto del degrado
assoluto. La sindaca Virginia Raggi ha pre-
sentato l’arresto del writer Geco come se
fosse Pablo Escobar, i commenti scatenati Copia di ff039355f417a0616fdffd2dd2a54510

fanno spavento: tagliategli le mani, carcere


a vita. Così il decoro resta l’ultimo baluardo
dell’impegno civile. L’impegno a ripulire i
muri con le spugnette è l’altra faccia dell’in-
cattivimento totale verso chi non segue
questo modello. Non ti rendi più conto di
cosa dovresti chiedere a un’amministrazio-
ne o alla politica per vivere meglio».
Ti interessa chi vincerà le elezioni a Roma?
«Mi interessa tutto, ma non partecipo.
Non farei mai campagna elettorale per
qualcuno».
Ti senti rappresentato da qualcosa o da
qualcuno della politica ufficiale? Per te è indifferente se vince Trump o Bi-
«No. Qualche giorno fa mi hanno chiesto di den? O se al governo c’è il Pd o Salvini?
indicare giovani speranze nel mondo della «Tra un Salvini e quasi tutto il resto, quasi
politica e dell’impegno sociale, non ho sa- tutto il resto è meglio. Ma da qui a pensare
puto dire nessuno. Non voglio usare parole di sentirmi rappresentato, no, non mi sento,
retoriche o caricaturali, tipo che servirebbe non lo sono».
una politica di rottura. Ma siamo arrivati a La maturità è il tema dei tuoi ultimi li-
un punto della nostra storia in cui una rottu- bri. Mi sembra che abbia che fare anche
ra con quello che abbiamo conosciuto e che con il tuo lavoro. Come cambierà nei
stiamo vivendo si produrrà inevitabilmente. prossimi mesi?
Non possiamo pensare di continuare a vive- «Nel 2021 sono dieci anni che faccio libri e
re come prima, le persone si sono impoveri- fumetti. Ora voglio provare a fare cose di-
te, staranno peggio. O pensi a come governa- verse. L’audiovisivo, i cartoni in tv, mi danno
re questa rottura o la subirai e basta». qualche strumento in più. Vorrei espandere
Dovrebbe farlo la sinistra politica. il mio universo verso altri linguaggi mante-
«Dalla sinistra politica mi posso aspettare nendo una coerenza, etica e narrativa».
qualche briciola sui diritti o lo ius soli, ma Hai mai pensato a storie dove non c’è il
non hanno fatto neppure questo». tuo personaggio, Zerocalcare?
«Ora non ne sono capace. Devo raccontare
“La complessità è il grande rimosso una storia di cui conosco a menadito le emo-
zioni».
del presente. Le stesse persone possono Nei cartoni fai il montaggio, scegli le mu-
siche, doppi tutti i personaggi: sei un au-
tarchico, come un tempo Nanni Moretti.
essere meravigliose e orribili. E io voglio «Lo faccio per necessità. Quando voglio fa-
re qualcosa lavoro anche più di dodici ore al
raccontare la possibilità di redenzione”. giorno, non posso chiederlo ad altri».

72 22 novembre 2020
Idee

schio alfa che non può mostrare le fragilità


all’altro. I fumetti mi hanno permesso di iro-
nizzare. Anche la questione della paternità è
letta dal punto di vista maschile. Io mi sento
molto messo in crisi dagli amici maschi che
diventano padri, mi fa sentire manchevole.
Ho voluto mettere questo irrisolto. E poi c’è
tutta la merda nei rapporti tra i maschi che
soffoca la vita delle donne. E ti dice quanti
siano malati e tossici questi rapporti».
Cosa vorresti raccontare nei prossimi
lavori?
«La possibilità della redenzione. Una cultura
politica che non ammette che un’altra per-
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sona possa cambiare e migliorare non potrà


mai appartenermi. Da esistenze molto disa-
strate e sbilenche può spuntare una traietto-
ria che magari non coincide con quella clas-
sica, ma ti fa trovare un posto nel mondo e ti
fa stare bene».
Citi “L’Avversario” di Emmanuel Carrere,
la storia di un impostore. Chi è il tuo av-
versario?
«Sono io. Il mio giudizio, il mio senso di non
essere all’altezza, l’inadeguatezza».
Ti condiziona il fatto di essere diventato
ricco e famoso?
«Mi sento sereno e trasparente. Non rubo i
Tu sei una persona che nel sociale tiene soldi, pago le tasse e visto che sono mani-
molto al collettivo, nel tuo lavoro invece DAI CARTONI cheo e mi complico la vita ho irreggimen-
sei un individualista, con un forte sen-
so della solitudine. È la condizione per
AI PUPAZZETTI tato la mia gestione economica dentro un
quadro ideologico: tengo il ricavato del mio
esprimerti o una condanna? La Zerocalcare-mania lavoro quando parlo di me, quello che fac-
«Vivo questo dualismo con grande travaglio. si muove su pubblici cio per vertenze collettive, i curdi, il carce-
Sono cresciuto con fortissimi valori colletti- diversi per generazione re, il covid, va in supporto di quelle cause».
vi, ho costruito una retorica sullo stare bene e fruizione. I pupazzetti Cosa ti farebbe dire un giorno: ho tradito
con gli altri, ma in realtà sono uno che nella in edicola per i me stesso?
vita vuole stare da solo. Odio andare in va- bambini. Le mostre «Ho una doppia fedeltà, al pubblico e alla tri-
canza con altri, l’idea di stare tanti giorni “Scavare fossati bù. Tradirei la mia tribù se per andare avanti,
nutrire coccodrilli”
con altre persone mi ammazza!». per aprirmi spazi di mercato, accettassi pas-
e “Senza santi,
Forse diventare adulti significa anche senza eroi” (sopra: il
si indietro sui nostri paletti. E tradirei il mio
questo: convivere con gli altri, i colleghi ritratto dell’anarchico pubblico, se facessi spendere soldi per qual-
di lavoro, un rapporto sentimentale, i fi- Gaetano Bresci). La cosa in cui non mi sono messo in gioco. Poi
gli. E anche con la possibilità che il tuo serie tv “Rebibbia c’è la fedeltà a me stesso, quella che tradisco
lavoro piaccia a gente che a te non piace. Quarantine”, in onda di più. Se dovessi essere fedele fino in fondo a
«Non so se la convivenza con gli altri sia la con- durante il lockdown quello che sento non farei quasi niente».
dizione dell’adulto. Posso ammettere che la ri- nella trasmissione Alla fine in tutti questi aspetti c’è un ter-
soluzione dei mostri arrivi da una più serena “Propaganda Live” reno comune: la fragilità. L’incontro con
condivisione con il resto del mondo. Ma io so- (La7), con i reportage quello che ti fa male dentro. Nessuno la
a cartoni animati dal
no ancora molto lontano da questo obiettivo». racconta bene come te.
quartiere Rebibbia.
In “Scheletri” ti confronti anche con il Infine, i libri: gli ultimi
«Chi conosce quella sofferenza sa che non
rapporto maschile-femminile, forse è la due (editi da Bao) sono ha riferimenti generazionali o di classe».
prima volta che ne parli così. “Scheletri” e “A babbo Sì, ma che nome dai a questa fragilità?
«In realtà è un libro super-maschile. Non so- morto”, che è anche un «Stare impicciati». n
no mai riuscito a incarnare il modello del ma- audiolibro Storytel. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Contro la violenza sulle donne

Vendetta CHIAMA GIUSTIZIA


L
a pandemia da Covid-19
I lockdown hanno alzato il rischio di abusi
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ha costretto miliardi di
persone in casa per le mi-
sure di prevenzione del e di revenge porn, la diffusione di immagini
contagio. È un disagio so-
ciale, economico e psicolo-
gico per tutti. Ma per alcuni più di altri:
intime online. Come difendersi? Un libro,
l’impossibilità di muoversi ha aggrava-
to i casi di violenza domestica. Claudia
contro tabù e discriminazioni, indica la via
Garcia-Moreno, che guida il diparti-
mento contro la violenza sulle donne di Francesca Sironi illustrazioni di Susanna Gentili
dell’Organizzazione mondiale della sa-
nità, ha dichiarato all’«Economist» che
in tutti i Paesi occidentali si è registrato ne del mondo - Whatsapp, YouTube, personalità pubbliche, attiviste o par-
un aumento delle telefonate per chie- Facebook, Twitter, Telegram, Twitch, lamentari per deriderle con battute a
dere aiuto. In Francia le denunce alla TikTok, Snapchat. Conversazioni e im- sfondo sessuale – «Sei solo gnocca»,
polizia sono aumentate del 30 per cen- magini vagano continue da una qua- «Perizoma please!!», «La aspetto sem-
to solo nella prima settimana di lock- rantena all’altra scavalcando i muri. pre tra sei mesi sulla statale…». Oppure
down. Ma l’isolamento con l’abusante, Sono uno strumento essenziale di co- si aggregano in gruppi e chat dove il
in casa, può portare anche all’effetto municazione e di collegamento, certo. passatempo è scrivere «troia» o «ti vio-
contrario, ugualmente preoccupante: a Ma mai come ora adulti e soprattutto lenterei» sotto le foto di una ragazza.
New York gli esposti sono crollati del 35 adolescenti sono esposti anche ai ri- Da questi soggetti la donna non viene
per cento. La convivenza forzata acui- schi che questa presenza continua e mai considerata una persona: per loro
sce gli abusi, come hanno notato anche non mediata può comportare. I lock- è solo un oggetto di cui poter disporre.
in Cina diverse organizzazioni non go- down hanno portato a un aumento Questi meccanismi odiosi vanno bloc-
vernative, e allo stesso tempo costringe nella diffusione non consensuale di cati e combattuti subito. Il cambia-
al silenzio. Per questo è necessario uno immagini pornografiche: i rischi del mento dovrebbe essere imposto a loro,
sforzo straordinario che permetta alle revenge porn sono altissimi. agli uomini che inquinano la Rete
vittime di avere canali sicuri e protetti Internet è uno spazio ibrido. Come tut- usandola come una latrina per i loro
per chiedere aiuto. E garantire inter- ti i luoghi, prende la forma di chi lo peggiori comportamenti. Nel frattem-
venti immediati. crea. E di chi lo abita. La Rete può esse- po è importante che le ragazze aumen-
re così un porto di relazioni ricche, tino la propria consapevolezza su cosa
IL BUIO NELLA RETE espressioni libere e possibilità. Ma, significa condividere un contenuto sul
Una presenza ubiquitaria e globale esattamente come un condominio o web. Considerandone potenzialità e ri-
che ha raggiunto picchi mai toccati in un bar, può diventare il ritrovo di per- schi. La natura delle conversazioni via
precedenza, in questo momento, oltre sone vili, che sul web riversano i propri chat o sui social network può essere
al virus, sono i social network. La soli- comportamenti malsani nei confronti percepita come effimera: un commen-
tudine e l’isolamento di miliardi di delle donne e dei più deboli. In Rete, nel to scritto online, una foto mandata a
persone si sta riversando per sempre branco, queste persone si sentono an- un amico, una storia pubblicata da una
più ore al giorno sulle piattaforme che cora più impunibili e spavalde. S’affol- festa... i contenuti sembrano passegge-
accentrano l’attenzione e la discussio- lano così per esempio a commentare ri. Non è così. Il viavai di comunica-

74 22 novembre 2020
Idee

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22 novembre 2020 75
Contro la violenza sulle donne

zioni a cui siamo esposti si perde


spesso in un blob senza memoria, è
vero. Ma quello che inviamo o pubbli-
Amleta, la voce delle attrici
chiamo può essere fermato in qualsiasi
momento. E soprattutto può non resta-
re privato, anche se condiviso solo con
che si ribellano
i conoscenti stretti: ogni fotografia o di Giulia Ferri
video che inviamo è un materiale di cui
possiamo, potenzialmente, perdere il Tra loro si chiamano “le Amlete”, sono un centinaio, sparse
controllo. Le chat, anche quelle perso- per tutta Italia. Attrici di teatro e dell’audiovisivo, obbligate
nali, non sono mai sigillate: il destina- a fermarsi durante il lockdown, hanno trasformato quel
tario o i destinatari possono inoltrare momento in un’occasione per riflettere sui loro diritti. Da quei
immediatamente quel contenuto a mi- tavoli è nato il progetto Amleta. «L’obiettivo è di evidenziare
gliaia di persone. Perché bisogna ricor- e colmare le disparità di genere nel mondo dello spettacolo,
darlo? Perché purtroppo succede che con un’attenzione particolare al tema della violenza»,
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foto destinate a una singola persona racconta Cinzia Spanò, una delle fondatrici. «Amleto è il
diventino preda dei branchi. La diffu- grande protagonista della storia del teatro e noi su questa
sione online di immagini intime, senza “o” finale apportiamo una piccola correzione, perché da oggi
il consenso della persona ritratta, è un protagoniste vogliamo essere anche noi donne».
reato che può distruggere la vita e l’i- Il movimento nasce dalla consapevolezza che il teatro non
dentità di una persona. L’Italia ha già sia ancora cosa da donne. «Le percentuali di occupazione
avuto una vittima: Tiziana. Una donna sono sproporzionate e le posizioni di vertice restano
di trentatré anni che si è suicidata appannaggio degli uomini», spiega Monica Faggiani,
perché non riusciva più a soppor- attrice e attivista di Amleta. La conferma arriva
tare le continue derisioni, allusio- dai dati che Amleta ha raccolto, prendendo in
ni e offese dopo che un suo ex fi- esame gli spettacoli del triennio 2017-2020 nei
danzato aveva pubblicato in teatri nazionali e nei teatri di rilevante interesse
Rete un video pornografico
che la riguardava. È impor-
tante distinguere qui i due
elementi. A essere criminale contro di lei. Buttandola in pasto al
è stata la decisione del suo branco. Per questo bisogna fare molta
ex di condividere il video, attenzione alle persone con cui si con-
senza il suo consenso. Il rea- divide la propria intimità, al rispetto di
to lo compie chi pubblica un cui sono capaci, tenendo sempre pre-
contenuto intimo senza chiedere l’au- senti i destinatari delle immagini rea-
torizzazione della persona che si vede lizzate. Contro il revenge porn, come è
così esposta. Non c’è niente di sbaglia- chiamato il reato che ha spinto Tiziana
to, invece, o di strano nel volersi fare al suicidio, ci sono nuove leggi, ma i
una foto o filmare durante un rapporto percorsi per ottenere giustizia restano
sessuale, se tutte le persone coinvolte spesso contorti e lenti, e le tutele ri-
sono consapevoli e consenzienti. Fa schiano di entrare in azione quando
parte delle scelte personali. A distrug- ormai è troppo tardi. Bisogna reagire
gere la vita di Tiziana non è stato aver subito: pretendere dalle piattaforme la
girato quel video. Ma il fatto che un uo- rimozione dei contenuti, denunciare
mo abbia deciso di renderlo pubblico l’accaduto, non cedere mai ai ricatti. E,
preventivamente, essere consapevoli.
Questi meccanismi odiosi sono reati. Bisogna Ovvero riflettere prima di inviare con-
tenuti. E chiedere sempre agli altri se
sono d’accordo prima di pubblicare
reagire subito: denunciare l’accaduto, qualcosa che li riguarda. La paura dei
commenti non deve diventare un freno
pretendere dalle piattaforme la rimozione all’espressione di sé, se è praticata in
modo autonomo e libero da condizio-
dei contenuti, non cedere mai ai ricatti namenti. I social network, racconta il

76 22 novembre 2020
Idee

culturale (Tric), cioè quelli che ricevono maggiori finanziamenti di stupro, è nato l’Osservatorio di Amleta. «In quel caso si
e raccolgono più pubblico. Il quadro emerso racconta che la trattava di un cane sciolto, ma c’è un sistema di abusanti e
voce delle donne è ancora flebile: se le attrici sul palcoscenico predatori coperti da anni», denuncia Spanò. L’Osservatorio
oscillano tra il 34 e il 37 per cento, i numeri si abbattono per raccoglie le segnalazioni di molestie e abusi tramite mail e
le drammaturghe, che sono solo il 12 per cento, e per i registi, mette in contatto le attrici vittime di violenza con avvocate
per l’87 per cento uomini. Tra i direttori artistici dei teatri specializzate. «Nel mondo dello spettacolo non è facile
nazionali non c’è nemmeno una donna, mentre tra i Tric se ne tracciare il confine tra ciò che è lecito o non è lecito fare con
contano solo quattro, a Palermo, Catania, Milano e Parma. il corpo delle attrici durante i casting o le prove. E spesso
La mappatura è parte di una ricerca europea che terminerà registi definiti “geniali” hanno in realtà comportamenti
nel 2022, condotta dall’European Arts and Entertainment scorretti o violenti». Tra le segnalazioni arrivate c’è anche
Alliance e dall’associazione PEARLE-Live Performance un caso di revenge porn: scene di uno spettacolo con nudi
Europe, per fornire una panoramica sull’uguaglianza di genere. artistici sono state rubate e caricate su un sito porno. La
I dati sono ancora in elaborazione. Ma da studi precedenti, considerazione del corpo femminile nello spettacolo è un
altrove la disuguaglianza non raggiunge i livelli italiani. Ad tema delicato, come dimostra lo scarso rilievo e i contrasti
esempio, studi condotti in Irlanda nel 2017 e in Spagna nel che ha incontrato il movimento MeToo in Italia. «A me
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2019 denunciano che le percentuali di drammaturghe erano interessa che non ci sia un sistema che chiede alle attrici di
rispettivamente il 28 e il 22 per cento e quelle delle direttrici vendersi per lavorare, la risposta della donna è assolutamente
artistiche il 37 e il 25 per cento. «Qualcosa sta cambiando, secondaria, figlia di quel sistema», dice Faggiani. L’impegno
però: nel Regno Unito ora ci sono quote di genere per gli di Amleta è soprattutto per le più giovani, colleghe che
attori e in Spagna molti teatri si sono dati la mission della muovono i primi passi e che potrebbero sentirsi sole di fronte
parità di genere, come il Teatro Nazionale della Catalogna a un abuso ma anche per le nuove generazioni di spettatrici,
che nel 2020 ha avuto 13 spettacoli su 28 scritti da donne» verso le quali sentono la responsabilità della loro narrazione.
spiega Cinzia Spanò. Per questo si stanno costituendo come «La voce delle donne non c’è: la stragrande maggioranza del
associazione, per riuscire a far arrivare la loro voce alle pubblico che siede in platea è donna e ascolta storie scritte
istituzioni e discutere dell’altro tema portante di Amleta: da uomini. Bisogna portare sulla scena il punto di vista
la violenza sulle donne. Da una denuncia raccolta la scorsa femminile».  n
estate e che ha portato all’arresto di un regista accusato © RIPRODUZIONE RISERVATA

collettivo Ippolita, gruppo di ricerca sto è soltanto un passaggio Il testo pubblicato è


indipendente sulle tecnologie, sono del discorso con cui Danah tratto da “Contro ogni
luoghi dove «la reputazione dell’indivi- Boyd, una delle più impor- violenza sulle donne”
duo è sottoposta alla minaccia conti- tanti studiose americane di di Francesca Sironi,
nua della gogna mediatica». A questa tecnologie e social media, ha illustrazioni di Susanna
minaccia non bisogna cedere. Ma pre- accettato nel settembre 2019 Gentili, in uscita per
tendere che la gogna venga abolita. il premio Pioneer and Barlow Centauria Libri (pp. 128,
della Electronic Frontier € 14,90) in occasione
LA TECNOLOGIA NON È NEUTRALE Foundation. Il testo integrale della Giornata contro la
«Il futuro della tecnologia e della so- (www.zephoria.org/thou- violenza sulle donne
cietà dipende da come sapremo dare ghts) è una riflessione poten-
seguito alle richieste di giustizia. Ab- te sulla non neutralità dell’in-
biamo il dovere di indicare i responsa- novazione, sulla condiscendenza di è diventata presto un fronte comune di
bili. Di chiamare a rispondere delle lo- certi ambienti, economici e culturali, denuncia contro il carovita e contro le
ro azioni tutti coloro che perpetuano, nei confronti di chi abusa. E sulla possi- crescenti disuguaglianze economiche
amplificano e rendono possibili l’odio, bilità di cambiare. e sociali del Paese sudamericano. I gio-
il dolore e la crudeltà. Ma la responsa- vani prendono le strade. Lo Stato ri-
bilizzazione senza trasformazione è VERSO NUOVE BATTAGLIE sponde con esercito e carri armati, im-
semplicemente spettacolo. Dobbiamo È il 25 novembre del 2019. Sopra San- pone il coprifuoco. I diritti democratici
a noi stesse e a tutti coloro che sono tiago, la capitale del Cile, il sole è vela- vacillano. Negli scontri muoiono alme-
stati feriti il dovere di concentrarci sul- to. Da più di un mese il Paese è in rivol- no quindici persone.
le radici del problema. Lo dobbiamo ta. Milioni di persone stanno scenden- Il 25 novembre è la Giornata mondiale
anche a quanti cercano di non costrui- do in piazza contro il governo. La pro- per l’eliminazione della violenza con-
re certe tecnologie perché il costo testa, innescata dall’aumento del tro le donne. Un centinaio di ragazze e
umano sarebbe troppo grande». Que- prezzo dei biglietti per i mezzi pubblici, ragazzi sfilano su un marciapiede.

22 novembre 2020 77
Idee Contro la violenza sulle donne

Arrivano a Plaza Italia, nel cuore di


“Non sembrare mai prede”, Santiago. Si dispongono in riga, uniti.
L’appuntamento è stato organizzato

la lezione di Margaret Atwood dal collettivo Las Tesis. Le attiviste si


coprono gli occhi con una benda. Alza-
no la testa. E iniziano a cantare. Il testo
di Gaia Manzini è un inno-denuncia scritto per l’occa-
sione. Si intitola “Un violador en tu ca-
Peter chiede a Marian di sposarlo: con lei sarà più felice e lo saranno mino” e inizia così: «El patriarcado es
anche i suoi datori di lavoro. Un avvocato sposato piace ai clienti più un juez que nos juzga por nacer y nue-
di uno scapolo: col passare degli anni si rischia di essere scambiati per stro castigo es la violencia que no ves /
omosessuali. E poi c’è un fattore decisivo: Marian è una donna di “molto [...]Es feminicidio / Impunidad para el
buon senso”, e il buon senso è una qualità fondamentale in una moglie. asesino / Es la desaparición / Es la vio-
Marian lo guarda, non sa cosa rispondere, non può che replicare: «Anche lación / Y la culpa no era mía, ni dónde
tu hai molto buon senso». È una dichiarazione d’amore senza amore. Copia di ff039355f417a0616fdffd2dd2a54510

estaba, ni cómo vestía / El violador eras


I personaggi di “La donna da mangiare”, romanzo che Margaret Atwood tú». Tradotto: «Il patriarcato è un giu-
scrisse quando aveva ventisei anni (e che Ponte alle Grazie ripropone dice, che ci giudica per il fatto stesso di
ora nella traduzione di Guido Calza), sono sempre preceduti dalle loro essere nate, e il nostro castigo è la vio-
intenzioni invece che dalle emozioni; agiscono in modo talmente razionale lenza che non vedi / [...]È il femminici-
da risultare grotteschi. Marian McAlpin, la protagonista, ha una vita dio / L’impunità per il mio assassino / È
ordinata, perfettamente divisa tra la sua relazione con Peter e il suo lavoro la scomparsa / È lo stupro / E la colpa
di intervistatrice per la Seymour Surveys, impiego che sa essere senza non era mia, né di dove stavo, né di co-
prospettive, unico approdo per donne annoiate che poi lo lasciano alla me ero vestita / Lo stupratore eri tu».
prima gravidanza. L’amica con cui condivide l’appartamento, Ainsley, Le ragazze ballano e cantano prima
annuncia che avrà un bambino: non perché sia già incinta ma parchè ha che arrivi la polizia a disperdere la folla
semplicemente deciso di procreare. Ha solo bisogno di un uomo che la aiuti con i lacrimogeni. Il video della perfor-
a perseguire il suo intento, un uomo che non diventi marito perché a lei i mance, pubblicato in Rete, viene visto
mariti non piacciono. Sono donne senza parte istintuale. Donne senza corpo, e condiviso milioni e milioni di volte. In
come spesso sono le eroine di Atwood. L’autrice scrisse questo romanzo pochi giorni il canto di protesta travasa
nella primavera del 1965, facendosi ispirare da una vetrina di Woolworth’s in Italia, Francia, Israele, Germania,
piena di dolciumi a forma di Topolino, perché allora rifletteva molto sul Spagna, Stati Uniti, Russia, Turchia,
cannibalismo simbolico. Il corpo della donna è sempre al centro delle sue dove viene portato nelle piazze, diven-
narrazioni: ma è un corpo che non c’è, non viene descritto, non reclama la tando un inno femminista di risposta
sua specificità. Se non come urlo di dolore. «Per sopravvivere nella natura alla violenza, anche quella istituziona-
bisogna conoscere i propri predatori e non sembrare delle prede», ha detto lizzata. In Messico e in Argentina, mi-
Atwood in un’intervista. Allora il destino delle donne era segnato da due gliaia di donne si riuniscono sotto i pa-
sole possibilità: sposarsi o intraprendere una carriera senza futuro. Eppure lazzi del potere gridando «Un violador
Marian riesce a sottrarsi. O meglio, è il suo corpo a farlo ancor prima che lei en mi camino». Sono passati cinque
ne abbia consapevolezza. È il suo corpo a ritagliarsi una possibilità di scelta. anni da quando il 3 giugno del 2015 na-
Una sera a cena con Peter sente un’affinità improvvisa con la bistecca al sceva, proprio in Argentina, il movi-
sangue che lui sta divorando. Da quel momento in poi non riuscirà più a mento internazionale «Ni una menos»,
mangiare nulla che sia stato vivo. Pian piano il suo corpo rifiuterà anche la Non una di meno, una protesta dal bas-
colazione, anche le carote e molti altri cibi: tenderà all’evanescenza come so contro la violenza di genere che è
volontà di sottrarsi all’immagine di una femminilità imposta. Come rifiuto di diventata presto una piattaforma in-
sentirsi una vittima, rifiuto di venir divorata dal conformismo. ternazionale e locale unica nelle forme
“La donna da mangiare” usciva nel 1969, quando nasceva il femminismo e nei modi, riuscendo a tenere legate
in America, anche se Atwood l’aveva scritto prima. Ogni grande autore nello stesso fronte comune le lotte per
d’altronde è sempre un chiaroveggente. Ma ogni grande autore sa anche la parità di genere e quelle contro la di-
che le domande fondamentali della propria opera rimangono sempre suguaglianza, la precarietà, il razzismo
aperte, sono sempre un invito al ragionamento. «Chi sostiene che viviamo e le discriminazioni. Perché è inaccet-
in un’era post-femminista sta prendendo un triste abbaglio, oppure si è tabile continuare a contare le donne
stancato di ragionare sulla questione». n uccise per il solo fatto di essere donne o
© RIPRODUZIONE RISERVATA corpi dissidenti. Ma occorre muoversi
e difendersi, insieme. n
©2020 CENTAURIA EDITORE - RIPRODUZIONE RISERVATA

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Bookmarks/i libri
A cura di Sabina Minardi

LO YIN, LO YANG E L’ARTE DELL’INQUIETUDINE


I destini antitetici di Rothko e Pollock nel saggio di Gregorio Botta
CATERINA BONVICINI
“Pollock e Rothko. Il gesto e il respiro” (Ei- e musei, per poi uccidersi in modo incoeren-
naudi Stile Libero) è un libro in cui conflui- te, prima di finire la più controllata delle
scono le due anime della pittura americana sue opere, la Rothko Chapel, come al Jack-
e, per la prima volta, confluiscono in piena son furibondo, che da ubriaco rovina feste
armonia anche le due anime di Gregorio e inaugurazioni, insulta e picchia tutti, ma
Botta. Due anime dell’autore che si sono che non farebbe mai male a un altro artista,
parlate, si sono opposte, o si sono tenute alla come durante le scazzottate con Kline o De
giusta distanza, pur confrontandosi. Un po’ Kooning, perché il male lo riserva solo a se
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come Pollock e Rothko. C’è Botta il giorna- stesso, fino alla morte. Si finisce per amare
lista, che ha passato la vita a scrivere, non la loro fragilità quanto la loro grandezza.
solo di arte, che racconta la vita di Jackson e Una grandezza che però, durante il confron-
Mark con il ritmo di un romanzo appassio- to, riserva sorprese. Strano a dirsi, ma alla
nante. E c’è l’artista, che invece si ferma. Po- fine il rapporto si ribalta - come spesso, nel
sa lo sguardo, piano, per leggere più a fondo libro, i ruoli fra quelle due personalità agli
le opere. Se Botta artista è indubbiamente antipodi - e l’intimità più emozionante si
più vicino a Rothko - pittura tonale, tutta luce e tessitura, crea con Pollock, lontano da sempre, invece che con l’a-
tutta respiro - Botta scrittore è più vicino a Pollock – pura mato Rothko. Ma forse è così che deve andare: sono gli
energia, che coglie rapida il gesto dell’artista che davve- opposti che schiudono vie nuove.  n
ro lo rappresenta, in una sequenza di episodi che diven- © RIPRODUZIONE RISERVATA

ta struggente, complessa, vivissima biografia. E così, da


un lato, ti trovi a voler bene a quei due alcolizzati, a quel “POLLOCK E ROTHKO. IL GESTO E IL RESPIRO”
rompiscatole di Mark, che per rabbia e ansia da controllo Gregorio Botta
manda a quel paese committenti, collezionisti, galleristi Einaudi, pp. 190, € 15

Una nuova tappa Un povero folle, che Anni Cinquanta, i


nella comprensione ha perso la ragione movimenti migratori
del disordine inseguendo chimere, dal sud verso il nord
mondiale, seduto in un reparto dell’Italia, una donna
intrecciando gli di psichiatria. in lotta per i diritti
strumenti della Un ragazzo di del suo bambino ma
statistica e della nome Sancio, anche per un’idea del
filosofia. Un giallo, dalle fattezze da mondo dove c’è cura
un saggio e una idiota, incaricato per i più deboli. La
vertiginosa cavalcata, a partire dal di prendersi cura di lui. Dulcinea storia emozionante di Rosa, spirito
filosofo Alexandre Kojève, che butta completamente ingessata, eppure da combattente, che si incrocia
lì quella parola magica, “desiderio” con uno sguardo vivido che con quella di un Paese uscito dalla
-passando per Bataille, Lacan, risplende e trafigge. E lo scrittore guerra, che va incontro con euforia
Sartre, Heidegger e altri giganti del stesso, in camicia da notte bianca agli anni Sessanta. Mamma che di
pensiero - per decodificare alcuni e cappello piumato ritratto in fronte a disabilità e malattia sfodera
interrogativi del nostro presente: sfide copertina, per questo sorprendente, armi potenti. Con un imperativo che
demografiche, urgenze ambientali. E divertito atto d’omaggio a un si tramanda da madre a figlia: «Non
lo spettro più attuale: l’epidemia. capolavoro e a un personaggio. piangere».

“IL CONTAGIO DEL DESIDERIO” “CHISCIOTTE” “L’EREDITÀ DEI VIVI”


Massimiliano Valerii Antonio Moresco Federica Sgaggio
Ponte alle Grazie, pp. 256, € 15 SEM, pp. 120, € 15 Marsilio, pp. 336, € 17

22 novembre 2020 81
Riscoperte

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VIVERE IN CAMPAGNA

2020, fuga dalle metropoli.


La carica dei city quitter in cerca
di natura, spazio e Web ultraveloce
Studenti, professionisti in smart working, famiglie. Lasciano Milano, Roma, Bologna, Torino, diventate troppo
costose, affollate, insicure. E riprogettano la vita lontano dalle grandi città. Ma non sempre la tecnologia aiuta
di EmanueleCoen
foto di Michele D’Ottavio per L’Espresso

82 22 novembre 2020
Storie
in procinto di farlo, altri ancora ci mento, a una villetta con giardino a
stanno pensando sulla spinta del Poggio Nativo, in Sabina, una cin-
nuovo semi-lockdown. Si tratta di quantina di chilometri a nord della
una scelta radicale, non una scappa- capitale. Dopo aver venduto la casa
ta nelle seconde case. Cominciano a di Roma, a gennaio stipuleranno il
registrare la tendenza anche le agen- rogito notarile e si trasferiranno per
zie immobiliari e le statistiche, in sempre. «Dalle finestre vediamo
controtendenza rispetto allo spopo- campagna, colline e uliveti a perdita
lamento delle aree interne, che negli d’occhio», dice Tomasi, che di me-
ultimi cinque anni hanno perso ulte- stiere fa il tecnico informatico e viag-
riori 250mila residenti. Intanto si gia spesso per lavoro. Secondo l’uffi-
moltiplicano le soluzioni per portare cio studi del portale immobiliare Ide-
il Web nelle zone remote, la vera alista la provincia di Rieti, dove si
scommessa per il cambiamento. Nel- trova la campagna sabina, è tra quel-
le aree rurali, infatti, il divario digi-
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le che da gennaio a oggi hanno regi-


tale è ancora molto profondo: secon- strato il maggior incremento di ri-
do l’Istat, nei comuni con meno di chieste di abitazioni in vendita, dopo
duemila abitanti quasi una famiglia Barletta-Andria-Trani e prima di
su tre non viene raggiunta dalla ban- Agrigento. Per facilitare l’incontro
da larga. Da qualche giorno, inoltre, è tra domanda e offerta un gruppo di
attivo il voucher fino a 500 euro, de- agenti immobiliari ha creato la com-
stinato dal governo a chi ha un reddi- munity virtuale “Vivere in campa-
to inferiore a 20mila euro, per l’ac- gna”, che conta 8mila iscritti. «Dopo
quisto di Internet a banda ultralarga la prima chiusura totale la richiesta
e un tablet o pc. si è impennata, i social fanno da ac-
Un tema cruciale, quello della con- celeratore», dice Andrea Giulivi, uno
nessione veloce: c’è chi scommette, dei fondatori. La decisione della cop-
infatti, che dopo l’uscita dal tunnel pia di romani era matura, più o me-
del virus nulla sarà più come prima. no, ma la pandemia è stata determi-
Lavoratori in smart working, coppie nante. Da marzo a luglio Giulia Ra-
con o senza figli, giovani famiglie, paggi ha lavorato in smart working
studenti universitari, professionisti come contabile in uno studio di com-
ingrossano le fila di chi dice addio a mercialista, poi si è dimessa e adesso
Veduta di Ostana, borgo in provincia Roma, Milano, Torino, Bologna, Na- è impiegata nel magazzino Amazon a
di Cuneo, nell’alta Valle Po poli. Ma i “city quitter” che abbando- Passo Corese, a una manciata di chi-
nano le grandi città, come li definisce lometri dalla nuova villetta. «Il Covid
l’etnografa londinese Karen Rosen- ha fatto traboccare il vaso. Il nostro

M
entre la cartina dell’Ita- kranz nel suo libro pubblicato da Fra- appartamento era troppo piccolo, la
lia volge al rosso, le me- me, non hanno a che fare con i reclusione forzata è stata pesante an-
tropoli diventano sem- neo-contadini che scalpitano per im- che se ci vogliamo bene. L’idea di an-
pre meno vivibili. Trop- bracciare una zappa, affondare le ma- dare a vivere in campagna è una libe-
po affollate, insicure, costose. Un fe- ni nella terra o mungere una mucca. razione», dice la donna, contando i
nomeno globale, come dimostra la Chi lascia le metropoli, paradossal- giorni che mancano al trasloco.
fuga in massa da Parigi alla vigilia mente, non rifiuta lo stile di vita urba- A fare la differenza, per chi va in
del nuovo “confinement”, con le auto no ma desidera vivere in un contesto affitto o deve comprare casa, è il co-
in coda a passo di lumaca per 700 più rilassato, a contatto con la natura. sto della vita e il prezzo al metro
chilometri. Se in Francia l’argomen- E, fattore cruciale in tempi di Covid, quadrato. Sotto questo aspetto Bolo-
to ha assunto dimensioni tali da me- in un ambiente più distanziato. gna non fa eccezione, per molti stu-
ritare la copertina del settimanale Stanno per fare il grande salto denti universitari trovare una came-
Le Nouvel Observateur, anche in Ita- Massimo Tomasi, 55 anni, e Giulia ra in affitto è diventata una chimera.
lia in tanti si dichiarano pronti a la- Rapaggi, di due anni più giovane, In epoca di pandemia, inoltre, un
Foto: Buenavista

sciare le grandi città per andare a vi- quattro figli e tre cani. Da un appar- appartamento da condividere con
vere in campagna, in abitazioni più tamento di 60 metri quadrati in un sconosciuti può trasformarsi in un
spaziose, magari con orto e giardino. condominio a Casal Bernocchi, peri- focolaio. Già l’anno scorso Alessan-
In molti lo hanno già fatto, altri sono feria sud di Roma tutta asfalto e ce- dro Santoni, sindaco di San Bene-

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Riscoperte

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“La casa sull’albero” in costruzione a Ostana, piccolo comune dell’alta valle Po, noto per il progetto di recupero del patrimonio storico e architettonico

detto Val di Sambro, piccolo co- una stanza a Bologna è diventato La rete dei servizi - trasporti, scuole,
mune dell’Appennino bolognese, per impossibile, gli appuntamenti con i ospedali, uffici postali - in molte zo-
fermare l’emorragia di residenti ave- proprietari di casa sembrano collo- ne è inefficiente. Inoltre, non tutti
va avviato un progetto in collabora- qui di lavoro. Qui paghiamo 230 eu- possono permettersi di avere un la-
zione con l’università del capoluogo ro in tre, lì con gli stessi soldi non voro “mobile” o allontanarsi dalle
emiliano e Er.Go., l’agenzia regiona- prendi neanche uno sgabuzzino», metropoli. In Italia sono ancora mol-
le per il diritto agli studi. In sostan- dice dal suo nuovo appartamento in te le aree non coperte dalla connes-
za, un contributo economico per gli una frazione della cittadina emilia- sione ultraveloce anche se le soluzio-
studenti, Imu scontata per i proprie- na, che condivide con uno studente ni non mancano, come dimostra il
tari e un’auto a disposizione degli libanese e uno turco. Per mantener- caso di Eolo.
affittuari per gli spostamenti. Fino- si lavora come rider e mediatore cul-

S
ra si sono trasferiti in venti, italiani turale. «Bologna per molti aspetti è ta facendo soldi a palate l’ope-
e stranieri: Alan Jendi, 27 anni, più comoda ma in collina ci sono ratore di telecomunicazioni
all’ultimo anno di Ingegneria civile, meno contagi, noi tre viviamo in che porta la banda ultralarga
fino a pochi giorni fa abitava in pie- una specie di lockdown, ci sentiamo via radio nei piccoli Comuni,
no centro a Bologna, dove ha tra- più sicuri», aggiunge lo studente, per privati e imprese. Sull’onda della
scorso gli ultimi cinque anni come che segue i corsi online di Ingegne- pandemia, i ricavi del primo seme-
studente universitario e rifugiato ria e nel tempo libero va in bici sui stre del 2020 sono cresciuti del 23 per
politico. Cresciuto a Kobane, la città colli: «Le lezioni in presenza sono cento rispetto allo stesso periodo del
siriana simbolo della resistenza cur- un’altra cosa, ma con la mascherina 2019, pari a oltre 91 milioni di euro. E
da contro l’Isis, Jendi approdò in Ita- sarebbe un incubo. In emergenza si la società, che a maggio ha annun-
lia nel 2015 perché in Siria è perse- può fare», conclude Jendi. ciato un investimento di 150 milioni
guitato per le sue idee contro il regi- La vita in campagna e in monta- per ridurre il divario digitale, negli
me di Bashar al-Assad. «Trovare gna, tuttavia, non è tutta rose e fiori. ultimi sei mesi ha coperto altri 375

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Storie

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Fabrizio Favaro con la moglie Michela Chiri e i due figli davanti alla loro casa a Serre, borgata di Ostana

Comuni (ora sono in tutto più di strategie di sviluppo del territorio. mantenere il mio stile di vita urbano.
6.300), soprattutto nel Mezzogiorno Anche Biraghi è un “city quitter”: Anzi, qui paradossalmente mi sento
dove la domanda è in forte crescita. fino a febbraio abitava in affitto sui più cittadino che a Milano», prose-
«Ieri ho sentito il sindaco di Valle- Navigli insieme alla moglie olandese gue Biraghi, che inquadra la propria
ve, in molti lo chiamano perché vor- Lonnie, poi hanno mollato tutto e si esperienza in un contesto ampio: «In
rebbero trasferirsi da Milano ma non sono trasferiti a Valleve, un paesino Italia un centinaio di Comuni sotto i
sanno se la zona è ben collegata via di 130 abitanti a 1.700 metri di altitu- 5mila abitanti si trova a un’ora al
Internet», dice Giacomo Biraghi, 43 dine, in provincia di Bergamo. «La massimo da un aeroporto interna-
anni, nato e cresciuto nel capoluogo pandemia non era ancora scoppiata zionale o da una grande città. Sono
lombardo, esperto di strategie urba- ma il meteo lasciava presagire il peg- destinazioni ideali per i “city quit-
ne e condirettore di “Utopian Hours”, gio», dice Biraghi, che dalle finestre ter”», conclude.
il festival internazionale sulle città vede montagne e impianti da sci. Ora

A
ideato e organizzato da Torino Stra- che la Lombardia è in zona rossa, ri- parole sembra semplice, in
tosferica, che si è svolto lo scorso ot- flette sulla sua scelta: «Sono ancora realtà per invertire il desti-
tobre nel capoluogo piemontese, dal più convinto», dice guardandosi in- no di un luogo spopolato
titolo “The City at Stake”, la città a ri- torno: «Oggi c’è un silenzio assoluto, servono investimenti,
schio. L’occasione per riflettere sulle nessuno in giro. Uno scenario energie, progettualità. Di recente il
metropoli e la loro vulnerabilità in- post-nucleare». Una decisione defi- Consiglio nazionale degli architetti,
sieme a esperti, urbanisti, architetti nitiva, ma Giacomo non intende ta- pianificatori, paesaggisti e conser-
visionari. Tra gli argomenti di di- gliare il cordone ombelicale con la vatori (Cnappc) e l’Unione nazionale
Foto: Buenavista

scussione la fuga dalle metropoli, le metropoli lombarda. «Quando ce ne comuni, comunità, enti montani
aree interne e la campagna, le città siamo andati ho pensato: grazie alle (Uncem) hanno firmato un accordo
sull’acqua e quelle a misura di don- tecnologie posso lavorare in smart per sollecitare un piano urgente per
na, la mobilità del futuro e le nuove working, abitare in montagna e recuperare e riabitare borghi del-

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Storie Riscoperte

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Il centro culturale Lou Pourtoun nella borgata Sant’Antonio di Ostana

le Alpi e degli Appennini. Negli lirsi da queste parti. Tra i promotori scere i figli in un ambiente naturale.
oltre 5.500 piccoli Comuni d’Italia, della rinascita Massimo Crotti, ar- È stata una trasformazione radica-
infatti, hanno calcolato che ogni due chitetto, docente al Politecnico di le», riflette Favaro, che fa l’agente di
case occupate ce n’è una vuota. Le Torino, che ha progettato insieme a commercio nel settore dei vini, men-
opere di adeguamento potrebbero Antonio De Rossi e Marie-Pierre For- tre la moglie insegna in una scuola
valere due miliardi di euro e decine sans il centro culturale Lou Pour- dell’infanzia. Non hanno la tv, si col-
di migliaia di posti di lavoro. toun. «Intorno a Ostana c’è un inte- legano alla Rete attraverso gli hot-
resse crescente, ma per rilanciare la spot dei cellulari, ma come gli altri

P
aesini e borghi come Osta- montagna occorre uscire dall’idea “city quitter” nessuno dei due ha im-
na, nell’alta Valle Po, dove nostalgica del ritorno alla terra e bracciato la zappa e affondato le ma-
un secolo fa abitavano 1.200 reinterpretare il progetto in chiave ni nella terra. «Abbiamo vissuto il
persone. Poi è iniziato il pro- contemporanea. Far incontrare le primo lockdown in modo sereno, in
gressivo declino fino al minimo sto- persone e ibridare i saperi», dice l’ar- città sarebbe stato diverso. Finora ci
rico, intorno al Duemila: appena sei chitetto. Così hanno fatto Fabrizio è andata bene, adesso vedremo. I
residenti. Aveva già preso il via il re- Favaro, 39 anni, e Michela Chiri, 36, bambini vanno a scuola, mia moglie
cupero degli edifici, grazie alle poli- genitori di Bruna, quattro anni, e continua a insegnare perché le scuo-
tiche pubbliche e all’intervento di un Mario, uno e mezzo. Da Chieri, co- le restano aperte anche in zona ros-
team del Politecnico di Torino: oggi mune dell’hinterland di Torino, si sa», conclude Fabrizio: «Il mio lavoro
le borgate del piccolo comune della sono trasferiti in una villetta con or- con bar e ristoranti è fermo, ma al-
provincia di Cuneo, affacciato sul to e giardino a Serre, borgata di meno c’è il sollievo psicologico di vi-
Monviso, sono abitate tutto l’anno Ostana, lontani da tutto, a più di vere in questo ambiente meraviglio-
Foto: Buenavista

da 60 residenti, tra cui alcuni bambi- un’ora di auto dal capoluogo piemon- so. La pandemia ha rafforzato la no-
ni. Sull’onda dell’emergenza corona- tese. «Ci attirava l’idea di una vita stra scelta».  n
virus altri stanno pensando a stabi- lontana dallo stile urbano, far cre- © RIPRODUZIONE RISERVATA

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22 novembre 2020 87
Devozione popolare

MIRACOLI

Sono apparso
alla Madonna.
Tutti i lunedì Copia di ff039355f417a0616fdffd2dd2a54510

Gruppi social. Pellegrinaggi. E raccolte fondi per finanziare


chiese e case di cura. Viaggio tra gli ultimi mistici del Meridione
di MaurizioDi Fazio
foto di Simone Cerio per L’Espresso

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Storie

U
na stanza spoglia, masche-
rine e distanziamento: è pur
sempre l’anno del Covid. Sul
tavolo una confezione di
igienizzante, che fa da pendant all’im-
magine, appesa al muro, di Cristo in
un cerchio di spine. I presenti, una ses-
santina in 100 metri quadri, attendo-
no il proprio turno sorvegliati da una
Madonnina al led. Sono i più fortunati:
quelli che non sono riusciti ad accedere
stanno in fila fuori dalla porta d’ingres-
so, come alle poste, cullati dal suono
dei canti mariani. Siamo a Catanzaro,
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nel quartiere periferico di Santa Ma-


ria: qui si riunisce, ogni sette giorni, il
gruppo di preghiera “Maria santissima
della purificazione” creato da Caterina
Bartolotta. “Mistica calabrese”, è scrit-
to sul suo sito Internet ufficiale. Ci rive-
la: «L’ho fondato perché me lo chiese la
Madonna». Che le appare tutti i lunedì,
sotto lo sguardo incredulo degli astan-
ti. La visione dura tre o quattro minuti:
leva gli occhi al cielo, entra in uno sta-
to di coscienza modificata. Si riprende
senza trauma: deve essersi abituata a
quest’incontro estatico di inizio set-
timana. La comparsa delle stimmate,
invece, si è rarefatta: ormai tornano a
lacerare la sua pelle solo durante la set-
timana santa.
Più che a pregare, molti sono venu-
ti per strappare un favore alla Vergine.
Si ammucchiano, in media, più di 150
domande, da evadere in un pomerig-
gio. La donna le ricorda a memoria:
problemi di salute, di lavoro, di fami-
glia. «Purtroppo non tutti invocano la
grazia dell’anima». E non tutte le grazie
possono essere esaudite: le richieste
non prettamente immateriali Caterina
non gliele gira nemmeno alle altissime
sfere. 57 anni, di origini umili, è quasi
mezzo secolo che parla con la madre
del figlio di Dio.
La prima volta nell’estate del 1973,
aveva 10 anni. «Il suo aspetto era lo
stesso della statua adorata nel mio pa-
ese. Provai un enorme senso di pace».
Divenne “la bambina che vede la Ma-
donna”: «Trascorrevo le mie giornate
Ex voto all’interno del Santuario della Madonna dello Scoglio, fondata da Fratel Cosimo aspettando che riapparisse». Un anno
a Santa Domenica di Pacanica, in provincia di Reggio Calabria dopo, «come un chiodo che si conficca
nella carne», ricevette il dono-sup-

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Devozione popolare

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Ingresso del Santuario di Paravati, dedicato a Natuzza Evolo, mistica calabrese morta nel 2009

plizio delle stimmate, che continua- nergia cattolica? Era calabrese anche mutato approccio non altrettanto può
no a manifestarsi. Mostra all’Espresso Natuzza Evolo, morta undici anni fa dirsi di chi fa dell’illuminismo più rigo-
le sue immagini con una piccola croce e nota anch’ella per le piaghe/segni roso la sua filosofia. Secondo il Cicap,
sanguinante in fronte o sul braccio. divini sull’epidermide, e per la biloca- il comitato di controllo delle afferma-
Così è, se vi pare. «Vivo in povertà, ma zione. A Paravati di Mileto, il suo paese zioni sulle pseudoscienze, le stimma-
non importa. Bisogna fare rinunce se si natale in provincia di Vibo Valentia, è te della Evolo sarebbero compatibili
vuole ottenere il paradiso. Il mio rap- stata costruita una grande chiesa in «con un’affezione della pelle che, sep-
porto con le gerarchie ecclesiastiche? suo onore, grazie all’impegno e alle pur rara, è ben descritta in letteratura
È ottimo». donazioni raccolte dalla fondazione medica. Ci riferiamo alla sindrome di
“Cuore immacolato di Maria rifugio Gardner-Diamond, definita anche por-

G
ià, la chiesa sta cambiando delle anime”. Un posto monumentale, pora psicogena». E cioè una catena di
atteggiamento nei confronti panoramico: sembra di stare ad As- ecchimosi periodiche, dolorose e san-
di questi fenomeni ai confini sisi. Natuzza è, da tempo, in odore di guinanti «a tutt’oggi di non chiara ezio-
della religiosità codificata. santità: papa Francesco ha dato il via logia», congiunta a eventuali disturbi
Un culto parallelo, una radicata devo- libera al suo processo di beatificazio- psichiatrici come l’autolesionismo. «Si
zione popolare che sopravvive, anzi si ne. E pensare che, ottant’anni fa, alla tratta quindi di estrapolare l’evento dal
amplifica nell’era dei social network. E notizia dei suoi primi prodigi, venne suggestivo contesto religioso che non
che trova nel meridione, soprattutto in rinchiusa in manicomio con la diagno- ne permette una lettura razionale, dal
Calabria, il suo epicentro. Un revival di si di “sindrome isterica”. Analfabeta, momento che lo ammanta di mitologia
“Sud e magia” sessant’anni dopo il libro anche lei fu una baby-stimmatizzata: e di ipotesi indimostrabili», conclude
epocale di Ernesto De Martino? Super- si sostiene che dialogasse con le anime l’associazione, che ha come presidente
stizione, sincretismi di sacro e pagano dei defunti e avesse la capacità di divi- onorario Piero Angela.
o la più alta concentrazione mondiale nare le malattie. Le sono stati attribuiti Il primo esempio di osservazione
di misteriosi, e connaturati, geyser d’e- tantissimi miracoli, e se il Vaticano ha scientifica su questi portenti appa-

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Storie

La veggente Caterina Bartolotta riceve i fedeli in casa a Catanzaro. A destra: la casa di cura per bambini malati di cancro voluta da Irene Gaeta
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Il Santuario della Madonna dello Scoglio. A destra: fedeli assistono all’apparizione della Madonna a Caterina Bartolotta, che si ripete ogni lunedì

renti vide protagonista, nella seconda Prendiamo fratel Cosimo, il Padre anni, primogenito di due contadini, co-
metà dell’Ottocento, la belga Luisa Pio della Calabria, soprannominato “il stretto ad abbandonare la scuola a 11
Lateau. E che dire di quelle operazioni mistico dello scoglio”. Merita di essere anni, ne aveva 18 quando gli apparve la
chirurgiche “esplorative” che venivano raccontata la sua avventura circoscrit- Madonna. Al tramonto, mentre torna-
effettuate, senza narcosi cloroformica, ta e stanziale, ma tendente all’infinito. va a casa dopo una giornata di lavoro
per appurare l’invulnerabilità fisica in Partendo dalla fine, dal santuario che nei campi, fu trafitto da una luce abba-
piena estasi dello spirito? Nonostante è riuscito a realizzare nella sua Santa gliante sopra un masso vistoso. La pre-
le emorragie, non c’era verso di provo- Domenica di Placanica, in provincia senza sovrannaturale gli disse: «Non
care sofferenza nel soggetto in trance di Reggio Calabria, nel cuore della Lo- aver paura, vengo dal paradiso, sono
cristiana o esteriormente tale. Auto- cride. Una zona sfregiata dai terremoti, la Vergine Immacolata. Sono venuta a
suggestioni, paranormale, incendi d’a- dalle alluvioni e da quella ‘ndrangheta chiederti di costruire qui una cappella
more per il padreterno? Qualche cen- che lui combatte aprendo la sua en- in mio onore. Ho scelto questo luogo:
timetro trascendente o psichico più in clave al mondo. Ogni anno vengono in qui voglio stabilire la mia dimora, e de-
là, divampa un cosmo lontanissimo. visita nella “Lourdes calabrese” centi- sidero che vi si venga a pregare da ogni
Arcani al quadrato, che mettono a dura naia di migliaia di devoti dai quattro paese». Promessa mantenuta: quel
prova il nostro comune senso dell’em- angoli del pianeta. E ogni settimana lui masso, quello scoglio appunto, attrez-
pirico. E c’è di sicuro qualcosa di auten- ne riceve in udienza privata duecento. zato come riserva di preghiera, è di-
ticamente antropologico e culturale in Una domanda a testa. Previo appunta- ventato meta di un incessante pellegri-
questo universo ancestrale e iconogra- mento telefonico: le istanze sono tan- naggio internazionale. E subito dopo
fico. Con un ulteriore risvolto di cui tissime e i posti contingentati normal- si snodano i vasti spazi del santuario.
tener conto: la forte carica di presidio mente, figuriamoci con una pandemia Le apparizioni in quel maggio del ’68,
sociale e civile che una figura carisma- in corso. Anche su Facebook la sua po- anno e mese mirabili, altrove, per ben
tica con la tonaca può esercitare. In un polarità è elevata, con gruppi dedicati altre ragioni, durarono tre giorni. Pre-
territorio difficile. da ventimila iscritti e oltre. Settanta se il via in quelle ore la sua seconda

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Storie Devozione popolare

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La roccia dove è apparsa la Madonna al mistico calabrese Fratel Cosimo, ora diventata luogo di pellegrinaggio per fedeli di tutto il mondo

esistenza di veggente e taumaturgo mai di queste doti, parla solo di Dio, più fino alla scomparsa del futuro san-
preterintenzionale. Abbondano le te- delle sue meraviglie e della sua mise- to, nel 1968. Irene ha fondato la comu-
stimonianze di guarigioni straordina- ricordia», ci confessa Francesco Oliva, nità “Discepoli di Padre Pio” che sta tra-
rie dai mali più disparati in seguito a vescovo della diocesi di Locri-Gerace. piantando, corsi e ricorsi extrastorici,
una sua preghiera o benedizione. Rom- «È un esempio di vita cristiana». nel comprensorio di Vibo Valentia. Lì,
picapo scientifici corredati, qua e là, nel comune di Drapia, terrazza di Tro-

I
da inoppugnabili referti medici. Il caso rene Gaeta è considerata invece la pea, ha preso già forma una cittadella
sulla bocca di tutti è quello di Rita Tas- figlia spirituale prediletta di uno immensa consacrata a San Pio. «Fu lui
sone: a Santa Domenica è conosciutis- degli stimmatizzati più venerati a ordinarmelo: “Devi realizzare un san-
sima, perché è una delle volontarie più della storia: Padre Pio da Pietrel- tuario, un ospedale oncologico pedia-
attive. Decenni fa, fu ridotta sulla sedia cina. Ottantatré primavere portate con trico, un centro di ricerca e un villaggio
a rotelle e in fin di vita da un tumore sprint, abruzzese d’origine (è di Lan- per sofferenti. Se non si fa qualcosa per
degenerativo. Le venne persino som- ciano), comunica e interagisce col cap- questa terra, nasceranno sempre più
ministrata l’estrema unzione. Al mari- puccino di San Giovanni Rotondo dal storpi e delinquenti”». Chiesto, fatto,
to e ai figli non restò che portarla allo dopoguerra. «Vivo sulle sue ginocchia con il contributo dell’oceano di fedeli
Scoglio, extrema ratio per chi ci crede. da quando avevo 9 anni. Mi apparve del frate dei miracoli. «Inaugureremo
Era il tredici agosto del 1988. «Fratel una sera in camera da letto ed esclamò: a breve. Sarà una grande opportunità
Cosimo affermò: “In questo momento “So tutto di te, perché dal grembo ma- economica e occupazionale per questa
non sono io che ti parlo, ma è Gesù che terno l’Eterno Padre ti ha affidata nelle regione». In una delle sue ultime appa-
ti ripete le stesse parole che ha sibilato mie mani. Ti salverò sempre. Un giorno rizioni, Padre Pio le ha detto: «La Cala-
al paralitico in Galilea: Alzati e cammi- mi conoscerai”. Soltanto anni dopo, da bria è una stella che brilla nella costel-
na!”». E Rita, non lo faceva da 13 anni, una foto di giornale, capii che era vi- lazione dell’universo. Questa è la terra
si alzò e camminò veramente, guarì de- vente e non sopraggiunto dal cielo». Si promessa». E se lo promette lui. Q
finitivamente. «Lui però non si fregia conobbero nel 1960 e non si lasciarono © RIPRODUZIONE RISERVATA

92 22 novembre 2020
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Ho visto cose/tv
RAGAZZI, NON CASCATE NEL COLLEGIO
È davvero necessario vendere l’anima al diavolo per un pugno di follower?
BEATRICE DONDI
Nell’anno in cui il Paese volta le spalle giorni nostri, tra aspiranti Ferragni,
alla scuola e lascia i ragazzi a studia- bamboccioni e Franti sempreverde,
re in cameretta l’unica classe in pre- fragilità sparse, vittime bullizzate e
senza è quella di cui si sarebbe vo- personalità di acerba sfrontatezza.
lentieri fatto a meno. Tornata come E viene spogliata, impudicamente,
una cena pesante a tarda sera per la davanti a milioni di telespettatori.
quinta volta, il docureality di Rai Due Costretti alle solite insulse prove di
Il Collegio ripropone l’irritante mec- coraggio e pubbliche umiliazioni
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canismo triangolare, tv-verità-cos- senza senso, dal taglio di capelli di


truzione ad arte volto al sistematico cui sfugge l’intento educativo all’o-
sfruttamento alla spicciolata degli lio di ricino, i collegiali si ritrovano
under 18. Un programma dagli ascol- per guadagnarsi la celebrità targa-
ti stellari con merchandising al seguito, che si spaccia per ta Instagram a dover subire non solo il pugno di ferro ma
un portatore sano di appoggio ai giovani quando in realtà anche le lezioni di vita di un surreale gruppo di insegnanti
li usa come bottigliette usa e getta, le riempie di share per che dispensano saggezze da cioccolatino sbeffeggiandone
cestinarle poi nell’indifferenziata. Tanto alla fine i malcapi- l’ignoranza, senza la quale peraltro non sarebbero mai stati
tati protagonisti si portano a casa migliaia di follower sem- selezionati. Per non parlare del trascurabile dettaglio per
plicemente vendendo al diavolo anima e corpo. Al punto cui il preside di siffatta combriccola nel recente passato si
che verrebbe da dirgli «Ragazzi, non ci cascate». L’idea ori- è lasciato andare a simpatici commenti del più becero dei
ginaria di per sé non era male: prendere una ventina di ado- razzismi («Per i Rom serve il diserbante, la Boldrini è una
lescenti dai 14 ai 17, catapultarli indietro nel tempo (questa donnaccia e la Kienge deve tornare in Africa»). Intanto Rai
edizione è nel 1992), privarli della tecnologia e obbligarli Due ingrassa, almeno un giorno alla settimana, gongolan-
a seguire regole ferree per vedere l’effetto che fa. Peccato do del suo pubblico giovanissimo come se fosse un merito.
che il giochino in poche battute mostri la sua assoluta va- Anziché abbassare il capo, e soffrire almeno un po’ pensan-
cuità di contenuto, imbellettandolo di un falso moralismo do a quanto il lavoro di alfabetizzazione del maestro Manzi
educativo che grida vendetta. La classe costruita da un ca- sia andato tristemente perduto.  n
sting sapiente miscela quanto di peggio si possa trovare ai © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’incompetente LUCA BOTTURA

RAI ENGLISH per strada. Altre figure meno note ma è stato cancellato la settimana scorsa
PECCATO VERO non per questo meno efficaci come per ragioni economiche e i giornali
Renzi ha fatto anche cose buone. Antonella Di Lazzaro, in quella feconda satirici hanno festeggiato quella che
La pessima legge sul riassetto della stagione, passarono da Twitter all’Ente ritengono l’ennesima sconfitta del
Rai (che ne passa la titolarità dal Pubblico mettendo le basi per quel “bulletto di Rignano” (parole loro).
parlamento al Governo) gli aveva gioiellino che è Raiplay. E sempre in In realtà, quel progetto abortito fa
permesso di piazzare nell’Ente pubblico quel periodo fu progettato un canale parte della facondia incidentale
figure dabbene e competenti come in lingua inglese che avrebbe dovuto che ha caratterizzato il primo Renzi
Antonio Campo Dell’Orto, già dominus fare informazione pubblica nella lingua quando ancora, per citare il suo padre
di Mtv, che la diresse con grande senso con cui parla il mondo, sulla falsariga politico, aveva il sole in tasca e agiva di
della prospettiva finché non prese di analoghe esperienze francesi e conseguenza nella convinzione di non
troppo sul serio la carta bianca che gli tedesche, senza contare i mille canali essere disarcionato mai. In un Paese
avevano garantito e perse la poltrona in altre lingue della Bbc. Quel progetto che ancora fatica con l’italiano, saltare

94 22 novembre 2020
Scritti al buio/cinema
GLI INDIFFERENTI 2.0
Il romanzo di Moravia ambientato nella Roma di oggi. Operazione riuscita
FABIO FERZETTI
“Gli indifferenti” reloaded! Possibi- uno stile che scolpisce sentimenti e
le? Altro che: il terzo film di Guerra pulsioni, slanci residui e invariabili
Seràgnoli (on demand su varie piat- viltà, in un gioco di interni sfarzosi
taforme) trasporta l’infame intrec- e di gesti o parole che più mentono e
cio erotico-affaristico concepito da più dicono la verità. Dando vita a un
Moravia a 18 anni in una Roma con- crescendo che malgrado qualche sce-
temporanea scintillante di sole e di na al limite, o qualche stridore psico-
solitudini (e proprio “Colpa del sole”, logico, emoziona per sapienza visiva e
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curiosamente, si intitola l’unico breve bravura quasi autolesionistica degli


film mai girato dallo scrittore). attori.
Così, forse inaspettatamente, il ro- In testa una Bruni Tedeschi furente
manzo che unì per sempre l’alba del di libidine e delusione (il lungo primo
fascismo all’ignavia della borghesia illumina il nostro più piano in cui scopre definitivamente l’indifferenza di Leo,
opaco presente usando solo un pugno di personaggi e un crollando e dominandosi insieme, vale tutti i troppi premi
fazzoletto di strade tra i Parioli e il Villaggio Olimpico. Il che si assegnano ogni anno in Italia). Ma è molto bello anche
mondo di sopra e il mondo di sotto insomma, siamo sem- lo sguardo sempre così carnale sui personaggi, da cui Edo-
pre lì, uniti dall’inerzia di una vedova al verde (Valeria Bruni ardo Pesce, con quell’aria losca da crooner anni 50 mixata al
Tedeschi) e dall’avidità dell’ambiguo uomo d’affari (Edoardo peggio del romano torpido, e la giovane e notevole Beatrice
Pesce) che le presta quattrini e ci va a letto solo per portarle Grannò, estraggono gemme di verità. Fino a quel virtuosisti-
via quel magnifico attico su Piazzale delle Muse. Prendendo- co interno/esterno finale che condensa un dramma - e forse
si pure come bonus la figlia 18enne Carla (Beatrice Grannò). una speranza - in un’inquadratura. È nato un autore. Altra
La trama ovviamente non è nuova. Nuovi sono i mestieri formula non nuova, ma ormai così rara... n
(Carla è una gamer professionista), la morbosa e sfacciata © RIPRODUZIONE RISERVATA

durezza dei rapporti, i diversi modi con cui ognuno di loro,


salvo il primogenito (Vincenzo Crea), che peraltro tresca con “GLI INDIFFERENTI”
l’amica di famiglia Lisa (Giovanna Mezzogiorno), rimuove di Leonardo Guerra Seràgnoli
ciò che sta accadendo. Ma nuovo è soprattutto il rigore di Italia-Francia, 85’ aaaac

direttamente all’inglese - come i nostri personaggi, da Carcarlo Pravettoni a il quotidiano, ma ognuno scendeva dal
figli cresciuti a pane e serie - avrebbe Ermes Rubagotti, da Felice Caccamo pero. Da Batistuta a cena con Bebo
rappresentato un piccolo salto non a Robertino, da Olmo agli svizzeri Storti, a Gene Gnocchi che penetrava
tanto nel futuro ma nel presente. Senza di Aldo, Giovanni e Giacomo, da nei ritiri, fino (addirittura) ad Aldo
contare che avrebbe potuto insegnare Frengo all’Ingegner Cane (ad libitum). Grasso che si mise la divisa dell’amato
l’albionico idioma persino a chi come Rimpianto per le rubriche a cui tutti Toro per palleggiare in studio. Oggi
me lo mastica a fatica. Sapete come si ci siamo abbeverati applicandole bisogna passare dall’ufficio stampa
dice “peccato” in inglese? Shish. a settori non sportivi: Le interviste anche per pensare di poter intervistare
GIUDIZIO HOLY SHIT. possibili, Fenomeni parastatali, un calciatore e persino nelle tv a
Le ultime parole famose. Rabbia pagamento è la Lega (Calcio) che
MAI DIRE GOL perché tutta ‘sta roba non c’è più. Se confeziona immagini e - anche quando
AVANTI DI TRENT’ANNI Beppe Viola aveva tolto le mutande il nocchiero è nobile - condiziona
Trent’anni fa nasceva “Mai dire ai mutandati, deprivandoli dell’epica inevitabilmente chi paga miliardi per
gol” e un thread twitter di Giuseppe breriana, i Gialappi avevano aggiunto parlarne. Un altro calcio in tv era
Pastore, giornalista di Skytg24, mi amichevoli calci in culo. Ai quali i possibile, adesso no. E chi lo nega è
ha provocato in sequenza nostalgia, giocatori per primi si sottoponevano un burfaldino.
rimpianto, rabbia. Nostalgia per la felici. Saranno stati gli Anni Novanta, GIUDIZIO QUASI GOL.
sequenza incredibile di invenzioni e dove l’iconoclastia anche politica era © RIPRODUZIONE RISERVATA

22 novembre 2020 95
Noi e Voi N. 48
22 NOVEMBRE 2020
DIRETTORE RESPONSABILE: MARCO DAMILANO
VICEDIRETTORI: Lirio Abbate, Alessandro Gilioli
CAPOREDATTORE CENTRALE: Leopoldo Fabiani
UFFICIO CENTRALE: Beatrice Dondi (vicecaporedattore),
Sabina Minardi (vicecaporedattore)
REDAZIONE: Federica Bianchi, Paolo Biondani (inviato),
PERCHÉ ODIO LA MIA SINISTRA
Emanuele Coen (vicecaposervizio), Angiola Codacci-Pisanelli

RISPONDE STEFANIA ROSSINI [ STEFANIA.ROSSINI@ESPRESSOEDIT.IT ]


(caposervizio), Antonio Fraschilla, Fabrizio Gatti (inviato), Vittorio
Malagutti (inviato), Mauro Munafò (caposervizio web), Carlo
Tecce (inviato), Gianfrancesco Turano (inviato), Susanna Turco
ART DIRECTOR: Stefano Cipolla (caporedattore)
UFFICIO GRAFICO: Catia Caronti (caposervizio, controllo Cara Rossini, ho ventidue anni e odio anche io, come Saviano, quando so-
qualità), Martina Cozzi (caposervizio), Alessio Melandri,
Emiliano Rapiti (collaboratore) stiene che la sinistra deve smetterla di fare da paciere, di attaccarsi alle
PHOTOEDITOR: Tiziana Faraoni (vicecaporedattore) belle parole. La verità è che noi di sinistra siamo stufi di uno Zingaretti che
RICERCA FOTOGRAFICA: Giorgia Coccia, Mauro Pelella,
Elena Turrini parla, parla e non dice mai nulla, siamo stufi dei democratici che si innal-
SEGRETERIA DI REDAZIONE: Valeria Esposito (coordinamento), zano sempre a intellettuali nei confronti dei populismi. Non capiscono che
Sante Calvaresi, Rosangela D’Onofrio, Pietro Giardina (Milano)
OPINIONI: Michele Ainis, Altan, Mauro Biani, Luca Bottura, i populisti marciano su questo? Non capiscono che più fanno così, più per-
Massimo Cacciari, Lucio Caracciolo, Donatella Di Cesare,
Roberto Esposito, Luciano Floridi, Bernard Guetta, Sandro dono il consenso anche di coloro che hanno sempre votato sinistra e che
Magister, Makkox, Bruno Manfellotto, Ignazio Marino, Ezio Mauro,
Michela Murgia, Soli Ozel, Denise Pardo, Massimo Riva, Pier Aldo
sempre lo faranno ma che ne vorrebbero una più mordace, vera, intensa?
Rovatti, Giorgio Ruffolo, Roberto Saviano, Eugenio Scalfari, Non capiscono che facendo sempre i perbenisti si allontanano progressi-
Michele Serra, Raffaele Simone, Aboubakar Soumahoro, Bernardo
Valli, Gianni Vattimo, Sofia Ventura, Luigi Vicinanza, Luigi Zoja vamente dalle persone che dovrebbero rappresentare? Io sono di sinistra
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COLLABORATORI: Loredana Bartoletti, Giuliano Battiston, e voglio azioni di sinistra, non mi interessa sentirmi migliore di uno di de-
Marco Belpoliti, Alessandra Bianchi, Caterina Bonvicini, Floriana
Bulfon, Roberto Calabrò, Roberta Carlini, Giuseppe Catozzella, stra. Guardo alla televisione esponenti di un partito democratico apatico,
Rita Cirio, Stefano Del Re, Alberto Dentice, Cesare de Seta,
Roberto Di Caro, Paolo Di Paolo, Fabio Ferzetti, Alberto Flores rispondono pacatamente, sorridono, ci dicono di avere fiducia, di essere
d’Arcais, Marco Follini, Mario Fortunato, Antonio Funiciello,
Giuseppe Genna, Wlodek Goldkorn, Claudio Lindner, Alessandro responsabili. Sono stufa che mi venga detto che andrà tutto bene e che
Longo, Alessandra Mammì, Francesca Mannocchi, Federico
Marconi, Luca Molinari, Andrea Muni, Marco Pacini, Massimiliano
dobbiamo rimanere uniti, non dopo che la seconda ondata ci ha travolti
Panarari, Gianni Perrelli, Paola Pilati, Marisa Ranieri Panetta, esattamente come la prima. Sono stufa, vorrei urlare e basta. Ho ventidue
Mario Ricciardi, Gigi Riva, Gloria Riva, Stefania Rossini, Paolo
Sardi, Caterina Serra, Francesca Sironi, Leo Sisti, Elena Testi, anni e vedo solo problemi intorno a me, problemi che la mia generazione si
Fabio Tibollo, Chiara Valentini, Stefano Vastano, Andrea Visconti,
Daniele Zendroni, Andrea Zhok
porterà dietro per sempre. Mi è stata portata via la possibilità di vivere una
PROGETTO GRAFICO: Stefano Cipolla e Daniele Zendroni vita felice e di crescerne una insieme alla persona che amerò. Non darò alla
GEDI GRUPPO EDITORIALE SPA luce un figlio nel mondo che ci aspetta e sono sicura di non essere l’unica
Via Ernesto Lugaro, 15 - 10126 Torino
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
giovane donna che lo pensa. I populisti non avranno mai i miei voti perché
PRESIDENTE : JOHN ELKANN sono in grado di capire che sono il peggio, ma capisco che una popolazio-
VICEPRESIDENTE : CARLO PERRONE
AMMINISTRATORE DELEGATO E DIRETTORE GENERALE: Maurizio Scanavino ne disperata gli si aggrappi per avere un conforto, non posso biasimarli, a
CONSIGLIERI: Giacaranda Maria Caracciolo di Melito Falck, volte li ascolto anche io. Soprattutto quando dall’altre parte ci sono perso-
Marco De Benedetti, Turi Munthe, Tatiana Rizzante, Pietro Supino,
Enrico Vellano naggi che dovrebbero solo vergognarsi di dire di far parte del Partito De-
DIRETTORE EDITORIALE GRUPPO GEDI: Maurizio Molinari mocratico. Rido quando sento Zingaretti dire che la sua più grande paura
DIRETTORI CENTRALI: Stefano Mignanego (Relazioni Esterne),
Roberto Moro (Risorse Umane) è quella che i cittadini perdano la fiducia. Io non solo ho perso la fiducia
DIVISIONE STAMPA NAZIONALE:
Via Cristoforo Colombo, 90 00147 Roma,
verso questa sinistra, ma mi fanno proprio schifo. Voglio che la Sinistra
DIRETTORE GENERALE: Corrado Corradi in Italia torni a rinascere, voglio sentirmi parte di essa, voglio forza, pro-
DIREZIONE E REDAZIONE ROMA: Via Cristoforo Colombo, 90 -
00147 Roma, Tel. 06 84781 (19 linee) - Fax 06 84787220 - 06 gresso, futuro. Basta con i giochetti, siamo intellettuali sì, ma l’intelletto va
84787288. E-mail: espresso@espressoedit.it
REDAZIONE DI MILANO: Via Nervesa, 21 - 20139 Milano,
usato per progredire, per migliorare la nostra vita e quella degli altri, non
Tel. 02 480981 - Fax 02 4817000 per vantarsene con i populisti. È troppo facile.
Registrazione Tribunale di Roma n. 4822 / 55
Un numero: € 3,00; copie arretrate il doppio Floriana Irziano
PUBBLICITÀ: A. Manzoni & C. S.p.A.
Tel. 02 574941 - Via Nervesa, 21 - 20139 Milano
ABBONAMENTI: Tel. 0864 256266 - Fax 02 26681991 Fa piacere scoprire che sono sempre più numerosi i giovani che si fida-
E-mail:abbonamenti@gedidistribuzione.it
Per sottoscrizioni www.ilmioabbonamento.it no di questo giornale tanto da affidargli confidenze e sfoghi. Mi fa tor-
Servizio grandi clienti: Tel. 0864 256266 nare indietro nel tempo, quando anche per me L’Espresso era fonte di
DISTRIBUZIONE: GEDI Distribuzione S.p.A.
Via Nervesa, 21 - 20139 Milano stimoli culturali irrinunciabili. Ma Floriana, dalla quale mi separano
Arretrati e prodotti multimediali: un paio di generazioni, vuole di più. Ci consegna un pensiero ribelle,
Tel. 0864 256266 - Fax 02 26688669 - arretrati@gedidistribuzione.it
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località Miole Le Campore-Oricola (L’Aquila);
Puntoweb (copertina) - via Variante di Cancelliera snc Ariccia (Rm); nistra delle buone maniere nel suo ultimo libro “Gridalo”. Sdoganare
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Soggetto autorizzato al trattamento dati (Reg. UE 2016/679): ni i toni di superiorità verso i populismi, le appare l’unica strada per-
Marco Damilano corribile. E i suoi vent’anni le danno il diritto di gridarlo a piena voce.
Questo giornale è stampato su carta con cellulose, senza cloro gas,
provenienti da foreste controllate e certificate nel rispetto delle normative
ecologiche vigenti.

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n. 8709 del 25/05/2020
Codice ISSN online 2499-0833
LETTEREALDIRETTORE@ESPRESSOEDIT.IT
N. 48 - ANNO LXVI - 22 NOVEMBRE 2020 PRECISOCHE@ESPRESSOEDIT.IT - ALTRE LETTERE E COMMENTI SU LESPRESSO.IT
TIRATURA COPIE 276.100

96 22 novembre 2020
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Bernardo Valli Dentro e fuori

Così cambia pelle


l’America di Biden
Dalle elezioni è uscito un paese spaccato in due. Una divisione
che ha origine negli anni Sessanta con le leggi liberali sull’immigrazione

C
ome elettore senza dirit- che si verificherebbe il cambiamento.
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canti di droga, criminali e stupratori».


to di voto alle presidenzia- La svolta annunciata è già in atto da Per gli altri, quelli dell’altra America,
li d’Oltreatlantico ho visto un pezzo. gli Stati Uniti sono invece il paese del-
uscire dalle urne le due la diversità: l’immigrazione, unita alla
Americhe già ben deline- Dopo questa premessa, Sylvain presenza delle minoranze di vecchia
ate e grintose. Rissose. Al punto che Cypel, per anni corrispondente da origine, costituisce una ricchezza ine-
il candidato perdente ha stentato ad New York e autore di “Un nuovo sogno stinabile. Questa è l’idea che esprime
accettare la sconfitta, e il vincente ha americano”, sottolinea sul settimana- Joe Biden. L’opposizione è dunque ra-
dovuto attendere pazientemente che le francese Le Un la forte ripresa del dicale tra le due Americhe da quando,
l’avversario si piegasse alla ragione. “nativismo”, vale a dire dell’ostilità alla metà degli anni Sessanta, durante
Come elettore immaginario è stato all’arrivo di nuovi immigranti, dopo la forte ripresa economica, le leggi re-
spontaneo escludere l’idea, insieme l’elezione di Barack Obama nel 2008. strittive sull’immigrazione degli anni
a molti altri europei senza voto, di Dal primo anno della sua presiden- Venti furono abolite e sostituite da
puntare su Donald Trump. Quindi za è nato il Tea Party, un movimento leggi più liberali. In mezzo secolo gli
la decisione astratta non poteva che che non contava soltanto xenofobi e Stati Uniti hanno assorbito sessanta
essere favorevole a Joe Biden. È sta- razzisti, ma che esprimeva i rancori milioni di nuovi arrivati. Un milione
ta la scelta naturale di un candida- stimolati dalla prima elezione di un e duecentomila all’anno. E non più di
to normale anche di poco più della “presidente nero”. Erano in molti a Europei, come prima, ma soprattutto
metà degli americani, e il loro voto, in rifiutare l’elezione di Obama condi- di Latinoamericani, di Asiatici, uomi-
gennaio, porterà Joe Biden alla Casa derandolo un “musulmano masche- ni e donne dei Caraibi, Africani e Me-
Bianca. Nel frattempo Trump dovreb- rato”. Otto anni dopo era la volta di diorientali.
be avere sloggiato. Ma il trasloco non Donald Trump, vincitore secondo il
si annuncia facile. sistema elettorale americano, ma nu- L’America trumpista attira quelli
mericamente con 2,8 milioni di voti che i demografi chiamano “Bianchi
Il voto del 3 novembre riflette anche in meno rispetto all’avversario Hillary soltanto”. Ma non pochi di loro han-
l’evoluzione demografica in corso da Clinton. Biden invece, sempre in ter- no votato per Joe Biden, come non
tempo negli Stati Uniti e illustrata nel mini di voti, ai primi di novembre ne pochi nuovi immigrati, in particolare
febbraio scorso dal Census Bureau avrebbe avuti circa cinque milioni in Latinoamericani hanno scelto Donald
(equivalente americano del nostro più. Calcolo ritenuto “un furto” dai Trump che li ha insultati. Il confine è
Istat). Secondo una pubblicazione di trumpisti. zigzagante. Noi europei, elettori senza
quell’istituto di statistica (“Le svolte voto alle presidenziali d’ Oltreatlanti-
demografiche negli Stati Uniti; proie- Chi sono coloro che costituiscono il co, abbiamo tirato un profondo sospi-
zioni dal 2020 al 2060”) nei prossimi cuore delle due Americhe? Per gli uni, ro di sollievo alla sconfitta di Trump.
quattro decenni i “Bianchi soltanto”, dice Sylvain Cypel, gli Stati Uniti re- Ma se lui, Donald Trump, è stato sfrat-
come i demografi chiamano i Bianchi stano il Paese dei Bianchi, se possibile tato dalla Casa Bianca, i trumpisti,
non di origine ispanica, quindi eu- “Wasp“ (protestanti anglo-sassoni). perlomeno i fedelissimi, non si sono
Illustrazione: Ivan Canu

ropea, non sarebbero più la maggio- Sono loro che li hanno creati e sono rassegnati. E se Joe Biden riporterà al-
ranza della popolazione americana. i depositari dei valori del continente. la nomalità i rapporti con l’Europa, si
Dal 61,3% registrato nel 2016 scende- Nel suo primo discorso di candidato tratterà una normalità diversa. Perché
rebbero al 44,3 % nel 2060. Ma è già alla presidenza Trump ha definito, in la sua America cambia pelle. n
vent’anni prima (tra il 2040 e il 2045) particolare, i latinoamericani «traffi-  © RIPRODUZIONE RISERVATA

98 22 novembre 2020
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