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Collana Le Guide della Salute

RICERCHE NATURALISTICHE N° 2

Giorgini Dr. Martino

PROSTATA
INGROSSATA

Elitto Edizioni
Collana Le Guide della Salute

RICERCHE NATURALISTICHE N° 2

Giorgini Dr. Martino

PROSTATA
INGROSSATA

Elitto Edizioni
Prima edizione: Marradi (FI) - Ottobre 2020

Autore: Dott. Martino Giorgini


Grafica e impaginazione: Ser-Vis srl

ELITTO EDIZIONI

Loc. Val della Meta, 4


50034 Marradi (FI)
Tel. 800.911.939 • Fax 800.910.329

www.drgiorgini.com
e-mail: consumatori@drgiorgini.com

Le informazioni contenute nel presente libro hanno solo fine informativo.


Per qualsiasi disturbo o malattia è necessario rivolgersi al proprio medico.

ISBN 9788890941023
INDICE

Considerazioni generali e diagnostiche Pg. 7


I nutrimenti per la prostata e quelli da evitare Pg. 10
Zinco Pg. 12
Potassio Pg. 13
Omega-3 Pg. 14
Aminoacidi (glicina, alanina, acido glutammico) Pg. 15
Colesterolo Pg. 15
Fitosteroli Pg. 17
Le piante amiche della prostata Pg. 18
Serenoa o Saw palmetto Pg. 18
Ortica Pg. 20
Epilobio Pg. 21
Sequoia Pg. 22
Ginseng Pg. 23
Lapacho Pg. 23
Iosoflavonoidi di Soia Pg. 24
Uva ursina Pg. 27
Gramigna Pg. 27
Echinacea Pg. 28
Uncaria Pg. 28
Equiseto Pg. 29
Coleus Pg. 29
Pygeum Pg. 30
5
Altri nutrimenti benefici per la prostata Pg. 32
Saponine Pg. 32
Beta-carotene Pg. 32
Licopene Pg. 34
Vitamina B6 Pg. 35
Vitamina C Pg. 35
Vitamina D Pg. 36
Semi di Zucca Pg. 36
Bioflavonoidi Pg. 37
Selenio Pg. 38
Polline Pg. 39
Bibliografia Pg. 40

6
CONSIDERAZIONI GENERALI E
DIAGNOSTICHE
«La prostata è una ghiandola maschile situata sul collo
della vescica e dell'uretra (il tubo attraverso il quale
passano l'urina e il liquido seminale per uscire verso
l'esterno del corpo).
Quando nasce un individuo di sesso maschile, la prostata
è delle dimensioni di un chicco di riso, e poco prima dei
vent'anni di età, assume più o meno le dimensioni e la
forma di una castagna.
A partire dalla pubertà, la ghiandola produce un liquido
lattiginoso che si mescola con lo sperma durante
l'eiaculazione. Il fluido ha lo scopo di prevenire l'infezione
nell'uretra, aumentare la motilità degli spermatozoi
(movimento), e incrementare l'alcalinità della vagina.
La prostata conserva più o meno la stessa dimensione fino
all'età in cui alcuni ormoni maschili cominciano a calare
(nella maggior parte degli uomini, sulla cinquantina), per
poi cominciare a crescere. Questa condizione è detta
ipertrofia prostatica benigna.
Se la ghiandola cresce troppo, può cominciare a creare
problemi. In un individuo sano, la ghiandola prostatica è
posizionata in modo da non provocare alcuna pressione
sulla vescica. Adagiata alla base di quest’ultima, la
prostata circonda l'uretra, il tubo sottile che parte dalla
vescica stessa. L'ingrossamento della ghiandola prostatica
comprime l'uretra, causandone il blocco del collo, e
generando un insieme di possibili sintomi:
- tempi di attesa minzionale prolungati (esitazione
urinaria): ci vuole un po' per iniziare la minzione.

7
- flusso debole, minzione a scatti: il flusso non è
molto forte, si interrompe e riavvia da solo, una
condizione nota come “intermittenza”.
- gocciolamento post-minzionale: il flusso continua
leggermente in modo involontario.
- frequenza: necessità di urinare spesso, anche poco
dopo la minzione, soprattutto di notte, conosciuto
come “nicturia”.
- assenza di sollievo: spesso la vescica non si svuota
del tutto durante la minzione impedendo il sollievo
completo.
- urgenza: la necessità di urinare è forte, soprattutto
di notte.
- gonfiore della vescica, spesso evidente quando
provoca gonfiore addominale.
- sensazione di bruciore durante la minzione: un
possibile segno di infezione, spesso derivante da
ostruzione uretrale causata dalla ipertrofia
prostatica benigna.
La metà di tutti gli uomini di età superiore ai quarant'anni
sperimenta l'ingrossamento della prostata. In alcuni di essi
passa generalmente inosservata; in altri provoca alcuni o
tutti i sintomi dei problemi alla prostata»1.

Il 50-60% degli uomini tra i 40 e i 59 anni (5-10% nei trenta


anni, 90% oltre gli ottanta) è affetto da ipertrofia prostatica
benigna.

1 Earl Mindell, I segreti del dr Earl Mindell per una salute naturale, Edizioni Fireside.
8
«Lesioni iperplastiche prostatiche microscopiche,
istologicamente caratteristiche, iniziano a formarsi nei 30
anni di vita a livello della regione periuretrale e di
transizione.
Con l’avanzare dell’età e la presenza di androgeni2,
l’iperplasia prostatica benigna da microscopica diventa
macroscopica (prostata di dimensioni aumentate alla
palpazione). Tuttavia la sintomatologia si presenta solo nel
50% di uomini, mentre l’altro 50% sviluppa i sintomi senza
segni evidenti [di ingrossamento]… non ci si può affidare,
quindi, alla sola palpazione manuale per effettuare
diagnosi di iperplasia prostatica.
Poiché i sintomi di iperplasia prostatica benigna e di
carcinoma prostatico possono essere assai simili, si
utilizza il dosaggio di PSA (Prostatic Specific Antigen) per
differenziare le due patologie. Tuttavia l’uso di PSA come
test di screening non è sufficientemente affidabile
(sebbene indichi la presenza di carcinoma prostatico nel
90% dei casi). Bisogna tenere presente che lievi alterazioni
possono essere causate dall’iperplasia prostatica benigna
e talora si può avere carcinoma in assenza di alterazioni di
PSA. Inoltre, esistono situazioni come la prostatite, la
ritenzione urinaria, l’eiaculazione, l’esercizio fisico, in cui si
può avere un aumento di PSA»3.

2 Androgeni: ormoni steroidei elaborati dal tessuto interstiziale del testicolo e della
corteccia surrenale. Strutturalmente sono derivati dall’androstano. Controllano lo
sviluppo degli ormoni genitali maschili, l’attività secretoria delle ghiandole accessorie e
lo sviluppo delle caratteristiche sessuali secondarie. La secrezione degli ormoni è
regolata dalle gonadotropine del lobo anteriore dell’ipofisi. Si conoscono androgeni
naturali, come il testosterone, l’andosterone, androstendione, deidroepiandrosterone.
Nell’uomo la produzione di testosterone è di circa 17 mg al giorno; la produzione di
andogeni diminuisce progressivamente con l’età (Le Garzantine, Medicina, Garzanti).
3 Joseph E. Pizzorno, Michael T. Murray, Trattato di Medicina Naturale, Red Edizioni

9
I NUTRIMENTI PER LA PROSTATA
E QUELLI DA EVITARE
La dieta sembra avere un ruolo importante nella
funzionalità prostatica. Sembra particolarmente necessario
aumentare l’introito di Zinco, Potassio, Acidi grassi
essenziali (soprattutto omega-3) e Vitamina E e tenere il
livello di colesterolo al di sotto dei 200 mg/dl.
La dieta della persona con iperplasia prostatica benigna
dovrebbe essere quanto più possibile priva di pesticidi e di
altri contaminanti, dal momento che molti di questi
composti (come diossina, bifenili polialogenati,
esaclorobenzene, dibenzofurani) aumentano l’attività
dell’enzima 5-alfa-reduttasi.

L’enzima 5-α-reduttasi converte il testosterone in diidro-


testosterone in maniera irreversibile.

Il diidrotestosterone stimola in modo eccessivo la


moltiplicazione cellulare causando l’ingrossamento della
prostata.

Gli estrogeni inibiscono l’eliminazione del


diidrotestosterone.

Gli estrogeni rallentano anche l’assorbimento intestinale


dello zinco, che inibisce la 5-α-reduttasi.

L’incremento maggiore di testosterone nella prostata è il


risultato anche di un altro ormone, la prolattina, secreto
dall’ipofisi.

10
Inoltre, la prolattina aumenta l’attività della 5-α-reduttasi,
che converte il testosterone in diidrotestosterone.

Un aumento del consumo di alcol è associato in maniera


chiara a iperplasia prostatica benigna. Lo stress, il vino il
saké, la birra e gli altri alcolici aumentano i livelli di
prolattina4.

Alcuni studi dimostrano che la Vitamina B6 e lo Zinco


possono ridurre i livelli di prolattina. La carenza di uno o
dell’altro di questi due nutrimenti può perciò causare
ingrossamento della prostata.

Un altro enzima, l’aromatasi, aumenta la produzione


locale di 17-beta-estradiolo, un estrogeno che inibisce
l’eliminazione del diidrotestosterone dalla prostata.

Il cadmio, un metallo pesante molto comune negli


alimenti, e perfino nel caffè e nel fumo di tabacco,
antagonista dello zinco, aumenta l’attività della 5-α-
reduttasi.

Riassumendo, il livello di diidrotestosterone nelle cellule


della prostata aumenta per tre ragioni:

- un maggiore aumento di testosterone,


- un maggiore aumento dell’attività della 5-α-reduttasi,
- una diminuita eliminazione del diidrotestosterone.

4 Chyou P.H. et al. A prospective study of alcohol, diet, and other lifestyle factors in
relation to obstructive uropathy. Prostate 1993; 22:253-264
11
Zinco
Un adeguato introito e assorbimento di Zinco è di
fondamentale importanza nel trattamento dell’iperplasia
prostatica benigna. Si è dimostrato che l’integrazione con
Zinco riduce il volume della prostata e riduce la
sintomatologia nella maggior parte degli studi condotti5-6.
L’assorbimento intestinale di Zinco è ridotto dagli
estrogeni, ma aumentato dagli androgeni. Dal momento
che i livelli di estrogeni aumentano in uomini con iperplasia
prostatica benigna, l’assorbimento di Zinco è ridotto.
Sebbene i livelli di Zinco e 5-α-reduttasi non si correlano
significativamente a livello del tessuto iperplastico, tuttavia
si è dimostrato che lo Zinco inibisce l’attività della 5-α-
reduttasi, l’enzima che converte il testosterone in
diidrotestosterone in maniera irreversibile7-8-9-10.
Lo Zinco inibisce anche il legame degli androgeni ai
recettori specifici, sia citoplastici che nucleari.

5 Bush I.M. et al. Zinc and the prostate, Presented al the annual meeting of the AMA,
1974
6 Fahim M., Fahim Z., Der R., Horman J. Zinc treatment for the reduction of

hyperplasia of the prostate, Fed Proc 1976; 35:361.


7 Leak e A., Chrisholm G. D., Busuttil A., Habib F. K. Subcellular distribution of zinc in

the benign and malignant human prostate evidence for a direct zinc androgen
interaction. Acta Endocrinal 1984; 281–288.
8 Zaichick V. Y., Sviridova T. V., Zaichick S. V. Zinc concentration in human prostatic

fluid. Normal chromic prostatitis, adenoma and cancer, Int Urol Nephral 1996; 28:687-
694.
9 Leak e A., Chrisholm G. D., Habib F. K. The effect of zinc on the 5-alpha-reduction of

testosterone by the hyperplasic human prostate gland. J. Steroid Biochem 1984;


20:651-655.
10 Judd A.M., MacLeod R.M., Login I.S. Zinc acutely, selectively and reversibly inhibits

pituitary prolactin secretion. Brian Res 1984; 294:190-192.


12
Inoltre, è stato dimostrato che lo Zinco riduce la secrezione
di prolattina11-12, la quale aumenta l’assunzione di
testosterone nella prostata.
Quindi lo Zinco determina una riduzione del livello di
diidrotestosterone prostatico.
«Si è visto che gli antagonisti della prolattina, come la
bromocriptina, riducono molti dei sintomi dell’iperplasia
prostatica. Tuttavia questi farmaci hanno molti effetti
collaterali e sono di efficacia limitata»13-14.

Potassio
Il Potassio è un minerale essenziale nell’alimentazione con
un ampio spettro di ruoli biochimici e fisiologici:
trasmissione degli impulsi nervosi; contrazione della
muscolatura liscia, scheletrica e cardiaca; produzione di
energia; sintesi degli acidi nucleici; mantenimento di livelli
normali di pressione; mantenimento del tono
intracellulare…
La causa maggiore di deficienza di potassio è la sua
scarsa assunzione con gli alimenti e la perdita eccessiva
(con lassativi, esercizio fisico e diuretici) attraverso il tratto
alimentare (feci), la pelle (sudore) e i reni (urina).
Inoltre, il livello di potassio dovrebbe essere superiore al
sodio, ma spesso accade il contrario, in quanto il sodio,
assunto principalmente come sale (sodio cloruro), viene

11 Login I.S., Tharmer M.O., Mac Leod R.M. Zinc may have a physiological role in
regulating pituitary prolactin selection. Neuroendocrinology 1983; 37:317-320.
12 Farns W.E., Slaunwhite W.R., Sharma M. et al. Interaction of prolactin and

testosterone in the human prostate. Urol Res 1981; 9:79-88.


13 Joseph E. Pizzorno, Michael T. Murray, op. cit.
14 Farrar D. J., Pryor J. S., The effect of bromocriptine in patients with benign prostatic

hyperplasie. Br J. Urol 1976; 48: 73-75


13
aggiunto a formaggi, affettati e a svariati alimenti per
insaporirli. Così, il sodio finisce col superare i livelli di
potassio e creare tanti pericolosi squilibri cellulari.
I segni e i sintomi di una deficienza di potassio
(ipopotassiemia) includono la debolezza, l’astemia, la
svogliatezza, le aritmie cardiache e… l’ingrossamento
della prostata!

Poiché il Potassio è uno ione (K+) prevalentemente


intracellulare, la determinazione analitica sul siero del
sangue non ne riflette l’effettivo deposito nell’organismo.
Un potassio sierico basso significa una carenza
intracellulare in fase avanzata. Inoltre, una carenza
intracellulare può verificarsi anche con un potassio sierico
normale o elevato. Alcuni ricercatori hanno dimostrato che
solo il potassio eritrocitario rispecchia il contenuto di
potassio delle cellule e di tutti i tessuti. Nonostante i globuli
rossi siano privi di nucleo, la pompa sodio-potassio della
membrana è integra, mantenendo il corretto riflusso e
deflusso di questi ioni15.

Omega-3
L’integrazione di Acidi grassi essenziali omega-3 ha
determinato un miglioramento significativo in molte
persone con iperplasia prostatica benigna16.
Bisogna tener presente che gli oli di semi sono
particolarmente ricchi, per il 75% circa, di acidi grassi
15 Bahemuka M., Hodkinson H. Red blood cell potassium as a practical index of
potassium status in elderly patients. Age and Aging 1976; 5:24-29.
16 Hart J.P., Cooper W.L., Vitamin F [gli acidi grassi insaturi erano denominati vitamina

F] in the treatment of prostatic hyperplasia. Report Number 1. Milwakee. WI Lee


Foundation for Nutritional Research, 1941
14
omega-6 e per il 15% circa di acido oleico (omega-9) e non
contengono acidi grassi omega-3 tranne quelli di soja e di
ravizzone che ne contengono l’8% circa, l’olio di semi di
ribes nero 13% e l’olio di semi di lino 58%.
Solo l’olio di pesce contiene unicamente acidi grassi
omega-3.
L’eccesso di omega-6 è pericoloso se non è bilanciato
dalla contemporanea assunzione di omega-3 nella
produzione delle prostaglandine pro-infiammatorie.
Nell’alimentazione “normale” il rapporto omega-6/omega-3
è di circa 20:1, mentre dovrebbe essere di 4:1 per una
sintesi ottimale delle prostaglandine “buone”!
Bisogna assumere sempre molta Vitamina E insieme agli
acidi grassi insaturi, per proteggerli dalle pericolose
ossidazioni.

Glicina, Alanina, Acido glutamico


Gli aminoacidi Glicina, Alanina e Acido Glutamico, si sono
dimostrati, in alcuni studi, in grado di ridurre molti dei
sintomi di iperplasia prostatica… probabilmente agiscono
come neuro-trasmettitori inibitori che riducono la
sensazione di pienezza a livello vescicale… quindi
solamente sintomatici17.

Colesterolo
Nel caso di ingrossamento della prostata si dovrebbero
evitare farmaci, ormoni e assumere cibi a base di soia con
regolarità. La dieta dovrebbe essere ipoglicidica e con
basse quantità di grassi animali ricchi di colesterolo.
17 Feinblatt H. M., Gant J. C. Palliative treatment of benign prostatic hypertrophy value
of glycine, alamine, glutamic acid combination. J Maine Med Assoc 1958; 49:99-102
15
«I metaboliti del colesterolo sono citotossici e carcinogeni
e si è dimostrato che si accumulano nella prostata
iperplasica o affetta da carcinoma. Gli epossicolesteroli
determinano la degenerazione delle cellule epiteliali,
portando a un’aumentata rigenerazione caratteristica
dell’iperplasia prostatica benigna. Si è visto che i farmaci
ipolipemizzanti hanno un effetto favorevole sull’iperplasia
prostatica benigna, prevenendo l’accumulo di colesterolo a
livello delle cellule prostatiche e limitando la formazione
conseguente di epossicolesteroli»18.
Bisognerebbe fare uno sforzo per ridurre i livelli di
colesterolo.

Il 90% delle persone soffre di una carente produzione di


bile e, poiché la bile è composta dagli acidi biliari del
colesterolo legati agli aminoacidi Glicina e Taurina,
sarebbe doppiamente utile assumere delle piante che
aumentino la produzione e la secrezione della bile: i livelli
di colesterolo si abbasserebbero; inoltre, la produzione di
bile è indispensabile per la digestione (compreso il reflusso
gastro-esofegeo) e l’assorbimento dei nutrimenti.
Le piante più efficaci sono: le foglie di Boldo (Pneumus
boldus), le foglie di Carciofo (Cynara scolimus), l’erba con
fiori di Fumaria (Fumaria officinalis), i semi di Cardo
mariano (Sylibum marianum), le radici e le foglie di
Tarassaco (Taraxacum officinalis) e la corteccia di
Crespino (Berberis vulgaris).

18 Himman F. Benign prostatic hyperplasia. New York: Springer-Verlag. 1983.


16
Fitosteroli
I semi di Soia sono molto ricchi di fitosteroli, in particolare
di beta-sistosteroli. La capacità dei fitosteroli di ridurre il
colesterolo è ben documentata19. Inoltre, è stato
dimostrato che i fitosteroli sono in grado di migliorare
l’iperplasia prostatica benigna20.

19 Tilvis R.S., Miettinem T.A. Serum plant sterols and their relation to cholesterol
absorption. Am J Clin Nutr 1986; 43: 92-97
20 Berges R. R. et al. Randomized, placebo-controlled, double-blind clinical trial of

beta-sistosterol in patients with benign prostatic hyperplasia. Lancet 1995; 345:1529-


1532.
17
LE PIANTE AMICHE DELLA PROSTATA
Ogni pianta ha un meccanismo di azione diverso. Ognuno
deve trovare quella giusta per sé. Così, ad esempio, la
Serenoa può andar bene ai più, ma altri risolvono i
problemi prostatici con Ortica, Epilobio o Uva ursina…
anche alternandole o assumendole insieme.

Serenoa o Saw palmetto


Si è dimostrato che l’effetto dell’estratto dei frutti (semi) di
Serenoa o Saw palmetto (Serenoa repens o Sabal
serrulata) migliora significativamente i segni e i sintomi
dell’iperplasia prostatica benigna in numerosi studi clinici.
Agisce:
- inibendo il legame tra diidrotestosterone e i suoi
recettori (citoplasmatico e nucleare)
- inibendo la 5-α-reduttasi
- interferendo con i recettori prostatici degli estrogeni.
Si può asserire che il 90% degli uomini affetti da iperplasia
prostatica benigna presenta un buon miglioramento già
dopo 4-6 settimane di terapia, in tutti i sintomi
dell’iperplasia prostatica, specialmente la nicturia.

I nativi americani e più tardi i medici Eclettici e Naturopati,


usavano Serenoa repens per curare i disturbi dell’apparato
uro-genitale e come tonico nutrizionale per sostenere il
corpo.
NEI MASCHI veniva usata per aumentare la funzionalità
dei testicoli e alleviare le irritazioni delle mucose, in
particolare quelle dell’apparato urogenitale e della
prostata.

18
NELLE DONNE la Serenoa repens è stata usata per i
disturbi delle ghiandole mammarie e, inoltre, con uso
prolungato per aumentare il volume del seno. Combatte
anche l’eccesso di androgeni, gli irsutismi e l’ovaio
policistico.

Molti erboristi hanno considerato questa pianta anche un


afrodisiaco.

L’estratto ha anche dimostrato di possedere effetti anti-


edematosi e immuno-stimolanti.

«Si pensa che l’iperplasia prostatica benigna sia causata


da un accumulo di testosterone nella prostata. Una volta
all’interno della prostata, il testosterone è convertito nel più
potente ormone diidrotestosterone. Questo composto
stimola in modo eccessivo la moltiplicazione cellulare
causando l’ingrossamento della prostata.
Si riteneva che la principale azione terapeutica dell’estratto
liposolubile di Serenoa repens fosse unicamente il risultato
dell’inibizione della conversione del testosterone in
diidrotestosterone all’interno della prostata e dell’inibizione
del suo legame e trasporto intracellulare21-22. Ricerche
successive hanno suggerito ulteriori meccanismi d’azione

21 Carilla E., Briley M., Fauran F. et al. Binding of Permixon, a new treatment for
prostatic benign hyperplasia to the cytosolic androgen receptor in the rat prostate. J
Steroid Biochem1984; 20:521-523.
22 Sultan C., Terrazza A., Delivier C. et al. Inhibition of androgen metabolism and

binding by a liposterolic extract of Serenoa repens in human foreskin fibroblast. J


Steroid Biochem 1984; 20:515-519.
19
inclusi effetti anti-estrogenici ed effetti sito-leganti dei
recettori.23
Gli estrogeni contribuiscono all’ingrossamento della
prostata perché inibiscono l'idrossilazione, e perciò
l’eliminazione, del diidrotestosterone.
La Serenoa sembra inibire l’attività degli estrogeni nella
prostata… si pensa che almeno parte dell’efficacia
dell’estratto di Serenoa sia dovuta alla sua azione anti-
estrogenica».24

Ortica
«Gli estratti di Ortica (Urtica dioica) si sono mostrati efficaci
nel trattamento dell’iperplasia prostatica benigna…
sembrano impedire il legame del diidrotestosterone ai suoi
recettori nucleari e citoplasmatici»25.
La radice di Ortica (Urtica dioica) trova impiego terapeutico
negli stati infiammatori delle vie urinarie e nell’ipertrofia
prostatica benigna26-27.
La radice agisce favorevolmente nell’iperplasia prostatica,
contribuendo a ridurre il volume della ghiandola. La
concomitante azione anti-edemigena svolge un ruolo
importante nella riduzione dell’ostruzione cervico-
prostatica, contribuendo a migliorare il quadro funzionale e
i problemi della minzione.

23 Di Silverio F., D’eramo G., Lubrano C. Evidence that Serenoa repens extract
displays antiestrogenic activity in prostatic tissue of benign prostatic hypertrophy. Eur
Vrol 1992; 21:309-314.
24 Joseph E. Pizzorno Jr., Micheal T. Murray, op. cit.
25 Joseph E. Pizzorno jr, Michael T. Murray, op.cit.
26 Beloiche P., Lievoux G. Clinical studies on the palliative treatment of prostatic adenoma with
extract of Urtica root. rtica root. Phytoter Res 1991; 5:267-269.
27 Wagner H. Search for the antiprostatic principle of stinging nettle (Urtica dioica) roots.

Phytomedicine 1994; 1:213-214.


20
OMS ed ESCOP (European Scientific Cooperative on
Phytotherapy) riconoscono l’uso della radice di Ortica
nell’alleviare le difficoltà della minzione (frequenza
eccessiva e nicturia)…
Bruneton riporta che l’estratto di radice di Ortica non
inibisce la 5-α-reduttasi, ma riduce la proliferazione di
cellule prostatiche in coltura.
Estratti di radice di Ortica possono essere associati per il
trattamento dell’ipertrofia prostatica a Saw palmetto
(Serenoa repens o Sabal serrullata), al gemmo-derivato
Sequoia gigantea o altre piante.

Epilobio
«Epilobio (Epilobium parviflorum) trova impiego terapeutico
nel trattamento dell’adenoma della prostata e nei disturbi
della minzione a esso associati.
La pianta, secondo test di laboratorio, manifesta azione
antinfiammatoria con marcata riduzione delle
28
prostaglandine pro-infiammatorie .
È stato evidenziato che estratti di Epilobio inibiscono, in
vitro, la crescita delle cellule epiteliali prostatiche
manifestando in tal modo proprietà antiproliferative.
L’enoteina B e A (ellagitannino) hanno dimostrato anche
capacità di inibire la 5 α-reduttasi e l’aromatasi29»30.

28 Hevesi BT, Houghton P.J., Habtemariam S., Kéry A., 2009, Antioxidant and
antinflammatory effect of Epilobium parviflorum Schreb. Phytother Res. 23(5):719-724.
29 Vitalone A. et al., 2001, Antiproliferative effect on a prostatic epithelial cell line (PZ-

HPV-7) by epilobium angostifolium L., Farmaco, 56:483-489; Vitalone A, Guizzetti M.,


Costa L. G, Tita B., 2003, Extracts of various species of Epilobium inhibit proliferation
of human prostate cells. J Pharm Pharmacol. 55(5):683-690.
30 Enrica Campanini, Dizionario di fitoterapia e piante medicinali, Tecniche Nuove.

21
L’aromatasi, lo si ricorda, aumenta la produzione di
estrogeno nella prostata, ormone che impedisce
l’eliminazione (la degradazione per idrossilazione) del
diidrotestosterone.
Recenti ricerche hanno infine scoperto proprietà
antiradicaliche (flavonoidi), immunomodulanti31, analge-
siche e antimicrobiche. L’Epilobio inibisce la crescita di
Staphylococcus aureus, Staphylococcus albus, Pseudo-
monas pyocyanea e Candida albicans...

Sequoia
I giovani getti freschi di Sequoia (Sequoia gigantea) hanno
proprietà: anti-senescenza maschile, anti-sclerosi
d’organo, energetica, anti-depressiva, anabolizzante,
stimolante generale, particolarmente utile all’anziano.
Sono indicati per: rallentare il processo di invecchiamento,
ipertrofia prostatica, prostatite, adenoma prostatico,
sindrome depressiva nell’anziano, osteoporosi senile,
senescenza maschile, arteriosclerosi (cervello
senescente).

«Sequoia possiede senza dubbio un’azione eutrofica


[nutritiva] a livello della sfera sessuale maschile sotto la
sua influenza si assiste a un aumento dei 17 chetosteroidi
urinari) e dell’attività cerebrale: è consigliabile pertanto
prescrivere questo gemmoderivato pressoché sistemati-
camente dopo la sessantina… 20 giorni al mese per più
mesi. Possiede un’attività eutrofica generale e apporta una

31Schepetkin I.A. et al., 2009. Immunomodulatory activity of oenothein B isolated from


Epilobium angustifolium. J. Immunol. 15; 183(10):6754-6766.
22
sensazione di benessere… la sindrome depressiva ne
gioverà alquanto.
Segnalata anche attività anti-infiammatoria che può
indirettamente concorrere al miglioramento dell’astenia
sessuale dell’anziano.
È un efficace rimedio delle prostatiti non tanto acute
quanto croniche.
Per quanto riguarda l’adenoma, ne rallenterà lo sviluppo e
in particolare i fenomeni infiammatori conseguenti
all’ipertrofia prostatica, agendo favorevolmente a livello dei
disturbi funzionali caratteristici di tale patologia…
riequilibra anche la spermatogenesi»32.

Ginseng
Il Ginseng (Panax ginseng) è un'antica erba asiatica, usata
per secoli come tonico maschile.
«Uno studio condotto su ratti maschi ha dimostrato che il
ginseng ha aumentato il testosterone riducendo il peso
della ghiandola prostatica! Uno degli effetti dei ridotti livelli
di testosterone registrati nel corpo maschile durante
l'invecchiamento è un diminuito assorbimento di Zinco [il
testosterone ne migliora l’assorbimento intestinale].
L'aumento di testosterone, quindi, innalza i livelli di Zinco, il
quale si è dimostrato efficace nel ridurre le dimensioni di
una prostata ingrossata»33.

Lapacho
«Lapacho o Tabebuia o Pau d’Arco o Ipe Roxo (Tecoma
curialis o Tabebuia avellanedae)… la scorza interna della

32 Enrica Campanini, Manuale pratico di gemmoterapia, IIa edizione, Tecniche Nuove.


33 Earl Mindell, I segreti di Earl Mindell per una salute naturale, Edizioni Fireside.
23
corteccia è usata per scopi medicinali da secoli ed è un
rimedio per un ampio spettro di disturbi: prostatite, cancro
alla prostata, enuresi, cistite, sifilide… Ci sono molti
resoconti di remissione di forme differenti di cancro grazie
all’uso di questa specie vegetale… produce una
progressiva inibizione della respirazione delle cellule
tumorali34.
Il suo uso è estremamente popolare nel trattamento
(interno e topico) della candidosi intestinale e vaginale35…
attivo contro alcuni ceppi virali»36-37.

Isoflavonoidi di Soia
«Un aumento del consumo di Soia e di cibi a base di Soia
[fagioli di soia, estratti, tofu, miso] è associato a una
riduzione del rischio di carcinoma prostatico. Molto di
questo effetto è legato all’azione degli isoflavoni genisteina
e daidzeina (detti fitoestrogeni della soia), i quali oltre ad
agire sui recettori degli estrogeni, inibiscono la 5-α-
reduttasi»38
«Numerosi studi epidemiologici sull’uomo, sugli animali e
in vitro, hanno dimostrato che gli isoflavonoidi di soia sono
efficaci agenti chemio preventivi per alcuni tipi di cancro. I
meccanismi implicati comprendono:
 anti-angiogenesi;

34 Rao, K.V., et al. Recognition and evaluation of lapachol as an antitumor agent.


Conc. Res. 1968; 28:1952-1954
35 Guiraud P. Steimann R., Campos Takaki G.M., Comparison of antibacterial and

antifungal activities of lapachol and beta-lapachone. Planta Med. 1994; 60:373-374


36 Lagrota M., et al. Antiviral activity of lapachol. Rev. Microbiol 1983; 14:21-26
37 Joseph E. Pizzorno jr, Michael T. Murray, Trattato di medicina naturale, Red

Edizioni.
38 Joseph E. Pizzorno Jr., Michael T. Murray, op.cit

24
 legame con i recettori degli estrogeni;
 modulazione della globulina legante gli ormoni
sessuali (SHBG, Sex Hormone-Binding Globuline);
 effetti anti-infiammatori e antiossidanti;
 inibizione degli enzimi protein-tirosin-chinasi (PKT)
e 5-α-reduttasi;
 inoltre, è stata prospettata l’interazione con molti
altri enzimi…
 inibizione della produzione di specie reattive
all’ossigeno (ROS);
 induzione della rottura dei filamenti di DNA che
provoca apoptosi e morte cellulare [delle cellule
tumorali];
 modulazione della proteina legante gli steroli
sessuali;
 inibizione della formazione della trombina e
dell’attivazione piastrinica;
 aumento dell’attività dei recettori LDL.

È stato scoperto che gli isoflavoni fitoestrogenici


possiedono importanti proprietà anticancro39-40.

Messina et al. dimostrano che la soia ha un effetto


protettivo contro la carcinogenesi sperimentale... Studi in
vitro hanno rivelato che la genisteina è un potentissimo
inibitore della neovascolarizzazione o angiogenesi, uno dei

39 Morton M.S., Griffiths K., Blocklock N. The preventive role of diet in prostatic
disease. Br J Urol 1996; 77:481-493.
40 Messina M., Barnes S., The roles of soy products in reducing risk of cancer. J Nat1

Cancer Inst 1991; 83:541-546


25
meccanismi studiati per inibire la proliferazione delle
cellule cancerogene41.
Le prove epidemiologiche mettono in rilievo i benefici dei
costituenti della soia nella prevenzione del cancro del retto,
dello stomaco, del seno, del colon, dei polmoni e della
prostata. I giapponesi che seguono una dieta povera di
grassi e ricca di soia presentano bassi tassi di mortalità per
il cancro alla prostata...42.
La Commissione del National Institute of Health (NIH) che
studia l’azione chemiopreventiva dei prodotti della soia ha
raccomandato: “I futuri studi nutrizionali sui semi di soia
dovrebbero usare prodotti di soia [integrali] invece di
composti isolati, perché i semi di soia sembrano contenere
diversi potenti anticancerogeni.”
Se i livelli di testosterone sono bassi o minimi, o se gli
estrogeni sono elevati, una dieta ricca di legumi,
soprattutto soia, risulta efficace. La soia è, poi, come si è
detto, una buona fonte di isoflavoni, conosciuti col nome di
fitoestrogeni, per la lieve attività estrogenica.

Va chiarito che gli isoflavoni di soia hanno solo il 2%


dell’attività dell’estradiolo, il principale estrogeno
dell’uomo. Gli isoflavoni si legano ai recettori degli
estrogeni, perciò la loro azione estrogenica è in realtà
un effetto anti-estrogenico, prevenendo il legame tra
estrogeni e recettori!

41 Messina M.J., Persky V., Setchell K.D., Barnes S. Soy intake and cancer risk a
review of the in vitro and in vivo data. Nutr Cancer 1994; 21:113-131.
42 Adlercrentz H., Morkkanen H., Watanabe S. Plasma concentrations of phyto-

estrogen in Japanese men. Lancet 1993; 342:1209-1210


26
Inoltre, i fitoestrogeni riducono gli effetti degli estrogeni sul
corpo stimolando la sintesi di SHBG [la globulina legante
ormoni sessuali] per legare gli estrogeni.

La soia, così come i legumi, le noci, le sementi, sono


buone fonti di fitosteroli, che aiutano nella sintesi degli
steroidi umani quali il testosterone»43.

Uva ursina
«Le foglie di Uva ursina (Arctostaphylos uva ursi) sono un
antisettico urinario assai attivo da utilizzare ogni qualvolta
vi sia un’infiammazione o un’infezione a livello delle vie
urinarie. È in grado di determinare anche un’azione
calmante lo stimolo continuo della minzione e il dolore.
Indicate in caso di cistite acuta e cronica, cistiti da
catetere, colibacillosi, ipertrofia prostatica con componente
infiammatoria e infettiva.
Non è sempre necessario intervenire con un antibiotico»44.

Gramigna
«In quanto lieve, ma efficace diuretico ed emolliente, la
Gramigna (Agropyrum repens) viene usata comunemente
per le infezioni del tratto urinario come cistite e uretrite.
Protegge i tubuli uriniferi dall’infezione e dagli irritanti…
Sia un’ipertrofia prostatica, sia una prostatite trarranno
beneficio dalla Gramigna»45.

43 Joseph E., Pizzorno Jr., Michael T. Murray, op. cit.


44 Enrica Campanini, Dizionario di fitoterapia e piante medicinali, Tecniche Nuove.
45 Andrew Chevallier, Enciclopedia delle piante medicinali, Idea Libri.

27
Echinacea
«Echinacea [Echinacea angustifolia, purpurea e pallida]
trova indicazione anche come adiuvante nelle infezioni
urinarie croniche. Queste indicazioni sono riconosciute
dall’OMS e dall’ESCOP.
Interessante risulta l’utilizzo, in virtù delle proprietà
antiflogistiche, come coadiuvante nella terapia di prostatiti
e uretriti»46.
Uncaria
«L’Uncaria o “unghia di gatto” (Uncaria tomentosa)
possiede diverse sostanze chimiche che spiegano gran
parte delle azioni e degli usi della pianta.
Il primo e più studiato ha evidenziato proprietà stimolanti
del sistema immunitario47 e proprietà antileucemiche48.
Un altro gruppo di sostanze (glicosidi dell’acido quinovico)
ha riportato proprietà antinfiammatorie49, antivirali e
antiossidanti…50
L’unghia di gatto possiede altresì proprietà anticancro51 e
riparatrici delle cellule… Alcune tecniche di estrazione
possono estrarre solo un particolare tipo di sostanza

46 Enrica Campanini, Dizionario di fitoterapia e piante medicinali, Tecniche Nuove.


47 Wagner H. et al. Die alkaloide von Uncaria tormentosa und ihre phagozytose-
steigernde Wirkung. Planta medica 1985; 51:419-423.
48 Shang Y et al. Treatment of chemotherapy-induced leukopenia in a rat model with

acqueous extract from Uncaria tormentosa. Phytomedicine 2000; 7(2):137-146.


49 Aquino R., et al. Plant metabolites. New compound and anti-inflammatory activity of

Uncaria tormentosa. J. Nat. Prod. 1991; 54:453-459.


50 Desmorchelier C., et al. Evaluation of the in vitro antioxidant activity in extracts of

Uncaria tormentosa (Willd.) Dc. Phyter. Res. 1997; 11(3):254-256.


51 Sheng Y., et al. Induction of apoptosis and inhibition of proliferation in human tumor

cells treated with extracts of Uncaria tormentosa. Anticancer Res. 1998; 18(5A):3363-
3368.
28
chimica, ignorando l’efficienza e la sinergia della pianta
[fitocomplesso]…»52.

Equiseto
«Equiseto o “coda cavallina” (Equisetum arvense), fornisce
un deposito di minerali utili al trattamento di prostatite,
ipertrofia prostatica benigna, cistiti e calcoli urinari.
Quest'erba contiene anche saponine, le quali
probabilmente contribuiscono a incrementarne l’effetto con
le proprietà simili agli ormoni antimicrobici»53.

Coleus
La grande varietà degli usi di Coleus forskohlii è attribuita
all’attività della forskolina.
Ci sono molte malattie nelle quali la riduzione del livello
intracellulare di AMP ciclico è ritenuta un fattore nella
genesi del processo patologico. Ebbene, l’azione della
forskolina è quella di aumentare l’AMP ciclico. L’AMP
ciclico attiva molti enzimi in svariate funzioni.
Normalmente l’AMP ciclico viene prodotto quando un
ormone attivatore, come ad esempio l’adrenalina, si lega al
recettore della membrana cellulare, il quale stimola
l’enzima adenilato ciclasi che fa crescere l’AMP ciclico.
La forskolina, invece, aggira questo meccanismo e attiva
direttamente l’adenilato ciclasi.
Inoltre, la forskolina ha altre attività indipendenti dalla
capacità di attivare l’adenilato ciclasi.

52 Leslie Taylor, ND The healing power of rainforest herbs, Squareone Publishing


53 Earl Mindell, I segreti di Earl Mindell per una salute naturale, Edizioni Fireside.
29
Coleus viene citato per la validità del suo impiego nella
stranguria54, che spesso si accompagna ai sintomi,
soprattutto notturni, dell’ingrossamento prostatico.
Di questa pianta perenne, di cui si usa il rizoma, vale la
pena almeno elencare alcune delle numerose altre
indicazioni relative a: malattie respiratorie, coliche
addominali, psoriasi, eczema, dermatite atopica, insonnia,
convulsioni, malattie cardiovascolari, ipertensione
arteriosa, insufficienza cardiaca, angina, asma, glaucoma,
diete dimagranti (stimola la lipolisi), aumento dell’insulina,
incremento della funzione tiroidea (indicata
nell’ipotiroidismo), malassorbimento, disturbi digestivi,
allergie (azione antistaminica), depressione psichica,
stimolo del sistema immunitario, metastasi tumorali55-56-57.

Pygeum
L’estratto della corteccia di Pygeum africanum è efficace
nel ridurre i sintomi clinici di iperplasia prostatica benigna,
soprattutto nei casi meno avanzati.
«Le azioni farmacologiche dell’estratto standardizzato in
beta-sistosteroli di Pygeum ne convalidano l’uso per le
malattie della prostata e in particolare l’ingrossamento
della prostata… Bisogna sottolineare che il miglioramento
riguarda soprattutto i sintomi, non la riduzione delle

54 Minzione difficile, talvolta dolorosa, goccia a goccia, causata da uretriti, cistopieliti,


prostatiti, blenorragia ecc.
55 Laurenza A., et. al., Forskolin. A specific stimulator of adenyl cyclase or a diterpene

with multiple sites of action. Trends Pharmacol Sci 1989; 10: 442-447
56 Potter D.E., et. Al.., Forskolin suppresses sympathetic neuron funcion and causes

ocular hypotension. Current Eye Research 1985; 4: 87-96


57 Agarwal K.C., Parks R.E., Forskolin. A Potential antimetastatic agent. Int J Cancer

1983; 32: 801-804


30
dimensioni della prostata o del contenuto di urina residua
nella vescica. Tuttavia, il Pygeum può essere efficace nel
migliorare la fertilità nei casi di una ridotta secrezione
prostatica e migliora la composizione del liquido
seminale…
L’estratto di Pygeum è anche in grado di migliorare la
capacità di raggiungere l’erezione nei pazienti affetti da
iperplasia prostatica benigna o prostatite o altri disturbi
sessuali»58.
Il Pygeum africanum è un albero sempreverde originario
dell’Africa, ma diffuso anche altrove, che può crescere fino
a 40 m d’altezza. La parte utilizzata ai fini medicamentosi è
la corteccia dei rami, eppure è stato purtroppo incluso nella
lista delle piante protette (CITES) cioè a rischio di
estinzione!
È quindi praticamente impossibile reperirne la corteccia o
altre parti della pianta. L’estratto secco che si trova
disponibile in commercio è titolato in beta-sitosterolo…
inevitabilmente di sintesi chimica.

58 Joseph E. Pizzorno Jr., Micheal T. Murray, op. cit


31
ALTRI NUTRIMENTI BENEFICI PER LA
PROSTATA

Saponine
«Le saponine [di cui è ricco il Ginseng] sono un altro
importante ingrediente che può contribuire alle differenze
nei tassi di incidenza del tumore prostatico tra i paesi con
diete diverse.
Una ricerca presso l’Università di Toronto sta dimostrando
che i tassi del tumore prostatico e di altri tumori sono
inferiori laddove la gente consuma alimenti più ricchi di
saponine.
Le saponine imitano i precursori e gli ormoni steroidei.
Le saponine potrebbero costituire un integratore
alimentare nel futuro. Nel frattempo, le si può assumere
facendo attenzione a consumare molta Erba medica
[Medicago sativa] e anche Avena [Avena comosus] ricche
di saponine»59.

Altre piante medicinali sono ricche in saponine. La Suma


(Pfaffia paniculata), ad esempio, è una di queste e in sud
America è conosciuta come para todo, “per tutto”!

Beta-carotene
«Alcuni studi dimostrano che un basso apporto di
carotenoidi, in particolare del beta-carotene, aumenta
significativamente il rischio di tumore prostatico.60

59Earl Mindell, I segreti di Earl Mindell per una salute naturale, Edizioni Fireside.
60Gerster H. Anticancerogenic effect of common carotenoids. Internat J Vit Nutr Res
1993; 63:93-121.
32
I carotenoidi sono pigmenti vegetali di colore giallo-rosso,
più noti per le loro proprietà anti-tumorali e attività anti-
ossidanti e la loro conversione in vitamina A
nell’organismo.
La vitamina A aiuta la prostata a resistere alle infezioni
promuovendone la funzionalità. Stimola la produzione di
cellule caratterizzate da sottili peli chiamati cilia, che
intrappolano e spazzano via i germi e altri corpi estranei.
Per aumentare l'assunzione di queste sostanze utili,
occorre consumare molto beta-carotene»61.

«Gli effetti principali del beta-carotene sembrano essere lo


stimolo della funzione del Timo e l’aumento dell’azione
stimolante dell’interferone sul sistema immunitario.62
L’interferone è un potente stimolante immunitario, che
svolge un ruolo chiave contro le infezioni virali.»63

I carotenoidi esercitano un’attività antiossidante maggiore


del potere antiossidante della vitamina A.
«L’attività antiossidante dei caroteni è ritenuta il fattore
responsabile dell’effetto protettivo contro il cancro.
Poiché l’invecchiamento è associato ai danni da radicali
liberi, è stata proposta l’ipotesi che i caroteni proteggano
anche contro la senescenza. Sembra che il contenuto
tissutale dei carotenoidi sia il maggior determinante della
massima durata di vita potenziale delle specie di
mammiferi»64.

61 Earl Mindell, op. cit.


62 Bendich A. Beta-carotene and the immune respons. Proc Nutr Soc 1991; 50:263-
274
63 Joseph E., Pizzorno Jr., Michael T. Murray, op. cit.
64 Ibidem.

33
Licopene
«Il Licopene è un membro della famiglia dei carotenoidi…
potrebbe essere utile nella prevenzione e, forse, nella
terapia di alcune forme cancerose, come il carcinoma
prostatico, e potrebbe conferire un certo grado di
protezione nei confronti delle malattie cardio-vascolari
(coronariche-ischemiche).
Studi in vitro hanno dimostrato che il Licopene è il
carotenoide a maggior potere anti-ossidante (più del beta-
carotene: intrappola i radicali perossilici, inibisce
l’ossidazione del DNA, la perossidazione lipidica; e
l’ossidazione delle lipo-proteine a bassa densità, LDL).
Il Licopene potrebbe avere attività anti-aterosclerotica»65.

«Il Licopene è ancora più potente del beta-carotene66. Le


ricerche hanno mostrato che questo composto esibisce il
più alto potere di eliminazione dell’ossigeno singoletto tra i
carotenoidi finora studiati, con attività circa doppia del
beta-carotene. Per di più, il Licopene può esercitare effetti
antitumorali ancor più marcati. I risultati suggeriscono che
un aumento dei livelli di Licopene nella dieta possa offrire
una significativa protezione contro il cancro. Un’analisi
dettagliata dei livelli di carotenoidi in 120 frutti e ortaggi ha
rivelato che pochissimi contengono Licopene»67.

65 Physicians’ Desk Reference (PDR), Integratori Nutrizionali, 2° edizione italiana,


CEC Editore, Milano 2003.
66 Di mAscio P., Kaiser S., Sies H. Lycopene as the most efficient biological carotenoid

singlet oxygen quencher. Arch Biochem Biophysics 1989; 274:532-538.


67 Joseph E., Pizzorno Jr., Michael T. Murray, op. cit.

34
Vitamina B6
I calcoli alla vescica sono più frequenti in parti del mondo
dove è presente una carenza di Vitamina B6
(piridossina)68. La mancanza di questa vitamina aumenta
l'escrezione di ossalati nelle urine. Gli ossalati tendono a
cristallizzarsi facilmente, formando dei sassolini (la
Vitamina B6 inibisce la precipitazione sia del fosfato che
dell’ossalato di calcio). Poiché l’iperplasia prostatica
benigna conduce spesso alla ritenzione urinaria, vi è una
maggiore probabilità che si formino delle calcificazioni.
Assumere un buon integratore di Vitamina B6 o di
Vitamine del gruppo B è una saggia assicurazione contro
questa condizione.
Indirettamente aiuta la prostata anche tramite il
coinvolgimento della Vitamina B6 nella sintesi e gestione
ormonale e promuove l’assorbimento del minerale
importante per la prostata, lo Zinco.
Inoltre, gli estrogeni agiscono negativamente sull’azione
della Vitamina B6 e quindi possono causarne una carenza.

Vitamina C
La prostatite è un caso in cui eliminare la Vitamina C
(acido ascorbico) con le urine fa bene. Fino al 60 % della
Vitamina C consumata finisce nelle urine. Grazie ai suoi
effetti benefici sul tratto urinario, tuttavia, questa perdita
apparente non è affatto uno spreco. La Vitamina C è
efficace contro le infiammazioni dell'uretra. In presenza di
un’infezione, l’organismo richiede livelli più elevati di

68Rushtan H., Spector M. Effects of magnesium deficiency on intratubolar calcium


oxalate formation md crystalluria in hyperoxaluric rats. J Urol 1982; 127:598-604.
35
Vitamina C69, tuttavia si ritiene che i suoi effetti benefici
sull’uretra siano dovuti in parte anche al modo in cui
dosaggi elevati di Vitamina C aumentano l'acidità delle
urine. La ritenzione urinaria è un risultato comune della
iperplasia prostatica benigna che può portare a infezioni
della vescica e dell’uretra.

Vitamina D
La Vitamina D (colecalciferolo) potrebbe aiutare nella cura
dei tumori alla prostata70 meno aggressivi, evitando ai
pazienti l’intervento chirurgico o terapie a base di
radiazioni. A dimostrarlo sono alcuni Ricercatori della
Medical University of South Carolina.

Semi di Zucca
«Semi di Zucca per la virilità. C'è del vero nel folklore
dell'Europa orientale, dove i semi di zucca sono da tempo
utilizzati come tonico e rimedio prostatico. Fu tuttavia nel
1920 che alcuni scienziati dell’Università di Vienna
scoprirono che in paesi come la Bulgaria, l'Ucraina e la
Turchia il tasso di ingrossamento prostatico era di gran
lunga molto meno elevato.
Oltre ad essere una fonte eccellente di Zinco, i semi di
zucca sono ricchi di Acidi grassi essenziali. Uno studio
condotto da una fondazione di ricerca internazionale di
Milwaukee ha dimostrato che l’integrazione dei soli Acidi
grassi essenziali per diverse settimane ha ridotto o

69Bendich A. Vitamin C and immune response. Food Technol 1987; 41:112-114.


70Blutt SE., Weigel NL. Vitamin D and prostate cancer. Proc Soc Exp Biol Med. 199;
221:89-98.
36
eliminato del tutto i sintomi dell’ingrossamento
prostatico»71.
Gli acidi grassi insaturi vanno accompagnati sempre a forti
dosi di Vitamina E, per proteggerli dalle pericolose
ossidazioni.

Bioflavonoidi
I Bioflavonoidi agiscono come potenti anti-ossidanti…72-73
Vengono indicati anche per la loro capacità di modificare le
reazioni dell’organismo, nei confronti di allergeni, virus,
agenti cancerogeni, ecc.
È stato dimostrato che molti degli effetti terapeutici delle
piante dipendono dal loro contenuto in Bioflavonoidi,
identificati e classificati in oltre 5000…
Inoltre, i Bioflavonoidi agiscono come potenti antiossidanti,
fornendo quindi una notevole protezione contro i danni
provocati dall’ossidazione e dai radicali liberi, che causano
invecchiamento.
Per fare un esempio, «il consumo di Tè verde è stato posto
in relazione con una diminuzione di rischio di cancro. Gli
effetti antiproliferativi sembrano dipendere dal suo
contenuto in polifenoli [bioflavonoidi]»74.

71 Earl Mindel, op. cit.


72 Robak J. Gryglewski R.J. Flavonoids inhibit the oxidation modification of low density
lipoproteins by macrophages. Biochem Pharmacol 1990;39:1743-1750.
73 Afanasev J.B., Dorozhko A.I., Brodskii A. V., et al. Chelating and free radical

scavenging mechanism of inhibition of rutin and quercetin in lipid peroxidation.


Biochem Pharmacol 1989; 38:1763-1769.
74 Physicians’ Desk Reference, PDR Integratori Nutrizionali, CEC Editore.

37
«I ricercatori hanno osservato che alte concentrazioni
permanenti di bioflavonoidi nel sangue possono spiegare
la bassa incidenza del tumore clinico…»75.

Selenio
Il Selenio è un oligoelemento la cui funzione più nota è
quella antiossidante, ma «esistono prove sempre più
numerose della funzione protettiva del selenio contro
alcune forme di cancro e numerosi tumori…76
«Bassi livelli di selenio sono collegati a un maggiore rischio
di cancro e altre patologie associate al danno da radicali
liberi, inclusi l’invecchiamento precoce e la formazione di
cataratta»77.
Il Selenio è un componente dell’enzima glutatione
perossidasi, che preserva l’integrità delle membrane
cellulari e subcellulari (azione antiossidante), oltre a essere
il principale nutrimento coinvolto nella Fase II di
detossificazione della “coniugazione con glutatione” degli
xenobiotici (azione disintossicante). La carenza di Selenio:
aggrava gli effetti nocivi di numerosi xenobiotici; lo sviluppo
e l’espressione dei globuli bianchi e deprime le funzioni
immunitarie, mentre una sua integrazione rafforza o
rispristina le difese immunitarie e la resistenza alle
infezioni e la funzione del Timo78.

75 Earl Mindell, op. cit.


76 Shamberg R. I., Frost D. V. Possible protective effect of selenium against human
cancer. Con Med Assoc 1 1969;100:682.
77 Joseph E. Pizzorno Jr., Michael T. Murray, op.cit
78 Kiremidijan-Schumacher L., Statsky G. Selenium and immune responses.

Environmental Res 1987; 42:277-303.


38
Polline
Il polline dei fiori, raccolto dalle api, oltre a essere un
alimento quasi completo, esplica un’azione positiva
nell’ipertrofia prostatica benigna. L’azione potrebbe essere
dovuta alla ricchezza e alla varietà dei nutrimenti contenuti
o per la presenza di flavonoidi, in particolare rutina.

39
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Martino Giorgini nasce a Castiglione di Cervia (RA)
il 31 ottobre 1950, chimico, biologo
(Laurea conseguita nel 1974 presso l’Università
degli Studi di Bologna), erborista, ricercatore
e imprenditore.
Nel 1977 fonda la Vis Medicatrix Naturae,
ditta che attualmente produce in Marradi (FI),
con erbe, minerali, vitamine e nutrimenti, integratori
e cosmetici naturali d’eccellenza, commercializzati in
Italia e in Europa.

La sua filosofia, trasfusa anche nella propria


attività imprenditoriale, è fondata sulla
Forza Guaritrice della Natura.

€ 3,00