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ISSN 2421-55130

00029

9 772421 551300
Anno X - N. 29 (#451) Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004 art.1, c1, DCB Milano - Supplemento culturale settimanale, La Lettura con il Corriere della Sera ¤ 2,00 (La Lettura ¤ 0,50 + Corriere della Sera ¤ 1,50) – Nei giorni successivi ¤ 0,50 + il prezzo del quotidiano. Non vendibile separatamente. In CH Tic La Lettura Fr.1,00

per il Corriere della Sera


Banksy
19 luglio 2020
Domenica
#451
2 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 19 LUGLIO 2020

corriere.it/lalettura Il dibattito delle idee


SSS

D
LE ILLUSTRAZIONI DI QUESTA PAGINA E DELLE SUCCESSIVE SONO DI ANTONELLO SILVERINI
obbiamo a Rebecca West l’anatema più
feroce mai scagliato contro il prover-
Scritture .
biale snobismo di Virginia Woolf e i
suoi amici. Ricordando gli habitué di
Mariangela Gualtieri Bloomsbury — di cui la prima era ospi-
te saltuaria, la seconda vestale indefes-
alle origini della poesia sa — Rebecca scrive: «Era un gruppo
che assomigliava al clan di Madame Verdurin, ma si

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considerava come i Guermantes».
MARIANGELA GUALTIERI (© MELINA MULAS)

Temo che le mie competenze mondane non siano


abbastanza solide da permettermi di valutare l’effetti-
vo posto occupato da Virginia e il suo clan nell’Inghil-
terra post-vittoriana. Del resto, bisogna considerare
che è tipico degli snob (non solo proustiani) sovrasti-
mare la propria effettiva rilevanza sociale.
Ciò detto, per capire la stoccata di Rebecca, basta
considerare gli afflati di Virginia verso la sua amante
più celebre: l’aristocratica bas bleu Vita Sackville-West.
Come ha notato Nadia Fusini, a sedurre Virginia, oltre
di MARCO MISSIROLI alle indubbie grazie dell’amica, l’intelligenza, lo spirito
ribelle, è l’avito castello nel Kent in cui abita, ricco co-
m’è di cimeli, ritratti, reliquie secolari e inestimabili.
Eccolo qui, lo snobismo di Virginia Woolf, simile come
Indagini .
una goccia d’acqua a quello praticato dal giovane
Proust, il suo gemello francese. Evidentemente l’in-
Le vittime di Jack canto prodotto da blasoni e vestigia aristocratiche su
certi spiriti borghesi — tanto sofisticati quanto im-
I misteri di Avetrana pressionabili — si configura sempre e solo in un mo-
do: come malia che non dà scampo. D’altronde, è stata

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Virginia stessa a denunciarsi in uno dei suoi ultimi au-
TAVOLA OTTOCENTESCA SU JACK LO SQUARTATORE

toritratti, tra i più spiritosi. «Se mi si domandasse chi


vorrei conoscere, Einstein o il principe di Galles, io sa-
rei tutta per il principe, senza esitazioni».
Dio solo sa se Proust non l’avrebbe capita. Il che for-
se spiega perché la Recherche, al suo apparire, abbia
esercitato su Virginia un fascino immediato e doloro-
so.

È l’aprile 1925 quando, in preda a uno dei frequenti


di C. TAGLIETTI e T. CIABATTI accessi di sconforto, annota: «Mi chiedo se questa vol-
ta sono riuscita a realizzare qualcosa. Be’, nulla co-
munque, in confronto a Proust, nel quale sono immer-
Sguardi .
sa. Quello che Proust ha è l’unione dell’estrema sensi-
bilità con l’estrema tenacia. Esamina quelle sfumature
«Inseguo le nuvole»: di farfalla sino all’ultima venatura. È resistente come il
filo per suture ed evanescente come la polvere d’oro di
i cieli di Carlo Verdone una farfalla». Mi ha sempre colpito lo straordinario
ascolto che Proust ricevette sin dal principio dagli

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scrittori anglosassoni e francofili: Woolf, Beckett, Wil-
son. Occorre ricordare che nella primavera del 1925 la
Recherche è ancora in corso di pubblicazione: nean-
che il lettore più ottimista può immaginare la svolta
FOTOGRAFIA DI CARLO VERDONE

che l’uscita dell’ultimo volume imprimerà alla perce-


zione stessa dell’immane ecosistema proustiano. Frat-
tanto Virginia, appena quarantatreenne, ha dato alle
stampe Mrs Dalloway, si appresta a pubblicare Il letto-
re comune e già si spacca la testa su Gita al faro. È un
momento di grazia, quindi, di ispirazioni fertili e rigo-
gliose. Ovvio che la Recherche le provochi un’emozio-
ne violenta: da un lato Virginia prende a venerarla con
di VINCENZO TRIONE fervore, dall’altro se ne sente avvinta, soverchiata. Uno
dei torti di questa gigantesca opera letteraria è di so-
migliare davvero troppo al genere di libro che lei vor-

Tempi moderni .
rebbe scrivere. Teme, com’è normale che sia, che
un’opera così vasta e autorevole possa contenderle lo
spazio vitale. Lodare la tenacia di Proust significa ren-
Caterina Caselli dere merito alla risorsa morale più preziosa di cui di-
sponga uno scrittore, la qualità di cui Virginia si sente
rilegge Lucio Dalla disgraziatamente sprovvista.
Sono solo alcune delle sintonie, contiguità, riso-

50 nanze che legano questi due sommi narratori moder-


nisti. E mi sembrano così numerose e imprevedibili da
ILLUSTRAZIONE DI ANGELO RUTA

scoraggiare chiunque voglia darne conto nel modo più


dettagliato. Forse ci vorrebbe un libro, ma anche e so-
prattutto qualcuno capace di scriverlo.

Infanzie felici
I Proust erano decisamente più ricchi degli Stephen,
in compenso non potevano contare su analoghe cre-
denziali culturali e accademiche. Scrive Virginia: «Di-
scesa da una numerosa ascendenza, in parte famosa,
di ALDO NOVE in parte oscura; nata in una famiglia molto ramificata,
nata da genitori non ricchi ma agiati, nata in un mon-
do fine secolo che amava comunicare idee, scrivere

Percorsi .
lettere, farsi visita, conversare; sicché potrei, se volessi,
scrivere a lungo non solo di mia madre e mio padre,
ma di zie e zii, di cugini e amici». Marcel avrebbe potu-
Le toppe di Arlecchino: to sottoscrivere quasi alla lettera.
il senso dei colori È quel momento lì, dopotutto: la breve stagione del-
la storia europea in cui nell’immaginario dei giovani

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alto-borghesi di terza generazione l’arte prende il po-
VETRATA DELLA CATTEDRALE DI CHARTRES

sto degli affari. Lo spirito competitivo — ossessione fi-


listea per antonomasia, spregevole e funzionale a un
tempo — anima sia Marcel che Virginia in modo co-
cente e per così dire patologico. I due ragazzi sono, sì,
attratti dal bel mondo, ma al contempo coltivano smo-
date ambizioni artistiche. Un’aporia che ne genera
un’altra altrettanto indigesta: sia lui che lei sono affetti
dalla sindrome che mescola il complesso di inferiorità
alla presunzione di grandezza. Neanche il successo,
per entrambi piuttosto tardivo, riuscirà a dipanare la
di CLAUDIO MAGRIS matassa.
Confrontando Combray e Gita al faro — monumen-
ti consacrati al mito dell’infanzia felice — si avverte su-
DOMENICA 19 LUGLIO 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 3

{
Capitalismo cristiano
Ha tenuto online il proprio ventitreesimo talismo migliore, e cioè per aziende in cui la
Sapere di Dio convegno annuale l’associazione argentina
dei manager cristiani. Nel suo intervento, il
finanza non fagociti il business. Nel passag-
gio dalla pandemia alla recessione globale i
di Marco Ventura
presidente argentino Alberto Fernández ha credenti si sentono sempre più responsabili
invitato i partecipanti a lavorare per un capi- dell’edificazione di una nuova economia.

I gemelli
del romanzo di ALESSANDRO
PIPERNO Riconoscono la
bellezza, Marcel
Proust e Virginia
Woolf, ma non so-
bito un’affinità nel modo di evocare il passato. La ma-
dre del Narratore e Mrs Ramsay sono figure discrete,
no certi di saperla rampolli di buone famiglie parigine e londinesi sareb-
be stucchevole che mi mettessi a decantarne i gusti
solerti e carismatiche, devote alle virtù coniugali, ma
smaniose di stabilire con la prole un rapporto privile-
giato e simbiotico. L’ombra della morte è lì a minac-
creare. Perciò in- erotici. Mi preme tuttavia notare che vivere alla luce
del sole la propria omosessualità nella Francia della
Terza Repubblica e nell’Inghilterra eduardiana non è
ciarle con cupa determinazione. D’altronde, a pensarci
bene, i motivi, i temi di Combray e Gita al faro sono
pressapoco gli stessi: vacanze, passeggiate, convivi,
dugiano, soffrono, impresa facile, né scelta saggia, soprattutto in certi
ambienti. Marcel e Virginia non nascondono del tutto
le proprie inclinazioni, ma si guardano bene dal riven-
letture, gossip, controversie con il vicinato; in parole
povere, le delizie e i crucci dell’infanzia borghese su
cui gravano solitudine e senso della fine.
maledicono. E si dicarle o dal farne pubblico sfoggio. La traccia lasciata
da tanta doppiezza, e dall’inevitabile mimetismo che
ne consegue, è il rapporto difficile che entrambi in-

somigliano, tanto,
trattengono con la vita intima, un disagio che scanto-
na nella sessuofobia.
Tralascio volentieri anche i legami con il mondo

tantissimo. Inna-
Nel diario, Woolf confessa di essere «morbosamen- ebraico. La madre di Marcel è israelita, così come il
te ossessionata» dai suoi genitori. Orfana già da qual- marito di Virginia. Eppure, sebbene implicati con il
che lustro, si sente ancora intimidita dall’autorevolez- giudaismo o forse proprio in virtù di tale promiscuità,

morati delle lettere


za del padre (ci viene subito in mente il ritratto di Mr nutrono pregiudizi che oggi potrebbero essere confu-
Ramsay). Virginia ricorda come quell’uomo misterio- si per istinti antisemiti. È l’altra faccia, la più bieca, del-
so e intelligentissimo fosse sordo all’arte, alla musica, lo snobismo. Ma come dicevo: stenderei un velo pieto-

del passato, hanno


alla buona narrativa e ai piaceri della socialità: àmbiti, so.
a quanto pare, assai più congeniali alla moglie. Sarà
pure un caso ma Leslie Stephen, il padre di Virginia,
almeno in questo ritratto lasciatoci dalla figlia minore,
ricorda parecchio l’Adrien Proust trasfigurato nelle
pagine iniziali della Recherche non meno di quanto
Mrs Ramsay ricorda la madre del Narratore.
cambiato la lettera- Infine sorvolerei su altri due aspetti, questi sì davve-
ro interessanti ma che forse meriterebbero un discor-
so specifico. Anzitutto la malattia. Che sia di natura fi-

Frivolezza e introspezione
Dopo essermi dilungato sul classismo di questi
tura del futuro siologica o nervosa, Marcel e Virginia sono afflitti da

CONTINUA A PAGINA 5
4 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 19 LUGLIO 2020

Lucrezio, Seneca, Agostino:


per capire chi siamo
e dove dobbiamo andare

Il pamphlet più coraggioso


del filosofo della libertà

Una farsa politico-scientifica


che affronta in modo diretto
le questioni della vita, della
morte e dell’avvenire
dell’umanità Tahiti e la Polinesia Francese,
i Caraibi e le Azzorre: la faccia
nascosta dell’Europa

Editore indipendente dal 1981


www.raffaellocortina.it
DOMENICA 19 LUGLIO 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 5

{
Una ruota da 600 libbre
Delle «diverse et artificiose machine del tare tomi diversi in contemporanea. Due
Risvolti Capitano Agostino Ramelli Dal Ponte Della studenti del Rochester Institute of Techno-

Il dibattito delle idee di Giulia Ziino Tresia Ingegniero» (in tutto 195) è forse la più
affascinante per i bibliofili. La ruota di libri, un
leggio multiplo che gira e permette di consul-
logy, New York, hanno ricreato il congegno
ideato e descritto dall’ingegnere. Agile, anche
se pesa 600 libbre (meno di 300 chili).

no dell’ingresso, s’inchinò all’influenza del luogo, si


sentì benedetta e purificata, e disse a sé stessa, mentre
prendeva i biglietti con i messaggi del telefono, che
momenti come questo sono le gemme sull’albero del-
la vita».

Tempo perduto e tempo sprecato


Non solo le epifanie sono rare e caduche ma, a pen-
sarci bene, lasciano sempre l’amaro in bocca. Il Narra-
tore della Recherche non fa che lamentarsene; altret-
tanto fanno Mrs Dalloway e i coniugi Ramsey, sebbene
a un diverso grado di consapevolezza. Se davvero il
ruolo delle epifanie è sottrarci allo squallore quotidia-
no, il gioco non vale la candela: questi estatici sortile-
gi, infatti, non fanno che ricordarci quanto la vita sia
abitualmente noiosa, prevedibile e priva di un centro.

Tale delusione viene tematizzata da Woolf nel sag-


gio autobiografico dal titolo parecchio proustiano Uno
schizzo del passato: in esso si fa una distinzione tra
non-essere e «momenti di essere». Si tratta di un’anti-
tesi nella quale Proust, qualora l’avesse conosciuta,
avrebbe potuto beatamente sguazzare. «In ogni gior-
nata» scrive Virginia «il non-essere è molto di più che
l’essere». In tal modo ripropone, chissà quanto consa-
pevolmente, la dicotomia proustiana per antonomasia
tra Tempo Perduto e Tempo Ritrovato. Com’è noto, in-
fatti, il Tempo Perduto non è solo il tempo irrimedia-
bilmente trascorso e così difficile da ritrovare, ma an-
che i troppi giorni sprecati, quelli che abbiamo buttato
al vento.
Le epifanie, che dovrebbero essere l’antidoto al non-
essere e al Tempo Perduto, in realtà si rivelano un vele-
no ancor più subdolo, proprio perché contengono il
germe della propria distruzione. La festa è rovinata an-
cor prima di incominciare. È ciò che si dice Mrs Ram-
say contemplando la felicità infantile dei suoi ragazzi:
«Non sarebbero mai più stati così felici. Un servizio da
tè da dieci penny faceva felice Cam per giorni. Li udiva

Tra la Combray di Proust


sgambettare e cinguettare allegramente al piano di so-
pra appena svegli. Correvano a perdifiato in corridoio.
Poi la porta si spalancava ed entravano, freschi come
rose, con gli occhi sgranati, perfettamente svegli, co-

e il faro della Woolf c’è


me se quell’entrare in sala da pranzo per la colazione,
come facevano ogni giorno, fosse per loro un avveni-
mento straordinario; e così via, una cosa dopo l’altra,
per tutto il giorno, finché lei saliva a dar loro la buona-
notte e li trovava annidati nei loro lettini come passe-

una sorprendente affinità


rotti tra le ciliegie e i lamponi che ancora se la contava-
no su qualche inezia — qualcosa che avevano sentito,
qualcosa che avevano trovato. (...) Perché dovevano
crescere, perdere tutto questo?».

nel racconto del passato


Revanscismo e letteratura
Si ha un bel fare professione di modestia e disinte-
resse: la modestia dell’artista, il divino disinteresse del
creatore. Ogni tanto anche Marcel e Virginia rivendica-
no in modo flaubertiano la propria distanza dal pub-

E nella rincorsa dello stile


blico e dalle blandizie della fama. Mentono? Non pro-
prio. O forse sì. Insomma, chi può dirlo. Su certi argo-
menti è nota la malafede degli scrittori.
Dai un’occhiata a certe lettere di Proust così piene di
piaggeria auto-promozionale, dai una scorsa agli stral-
ci di diario in cui Virginia si strazia per il commento

i
malevolo di un amico, e capisci che sia l’uno che l’altra
SEGUE DA PAGINA 3 stanze tutte per sé, sono ossessionati dal giudizio al- sono letteralmente ossessionati dalla gloria letteraria.
trui (ne faranno una malattia), ma allo stesso tempo,
tare impedienti che spingeranno il primo a una specie nelle cose dello spirito, rivelano una formidabile indi-
di eutanasia e la seconda al suicidio. Un altro lato ca- pendenza e spregiudicatezza.
ratteriale che li accomuna è l’inclinazione agli struggi- La mia idea è che ci sia di mezzo la bellezza: il modo Anche in questo si somigliano in modo straziante:
menti nostalgici. Il passato è un luogo remoto di deli- prepotente in cui essa li domina, fin quasi a straziarli. nature fragili e permalose, segnate da traumi immedi-
zie e ispirazione, ma anche l’origine di tanti misteriosi Il lusso borghese e aristocratico, le dolcezze della vita L’autore cabili e cocenti revanscismi, si comportano come chi
avvilimenti. A tal proposito, è rivelatore lo spazio che agiata, le delizie della mondanità, gli incanti dell’arte, i Marcel Proust (Parigi, 10 ha molto da farsi perdonare. È l’altra faccia della me-
la Grande guerra occupa nelle rispettive opere. Sia per miracoli della natura, le malattie nervose, gli amori e luglio 1871-18 novembre daglia, quella più deprimente, dell’essere figli di geni-
lui che per lei, quella mostruosa mattanza, che decimò le gelosie esercitano su questi spiriti irrequieti un sor- 1922) dopo le prove tori importanti e famosi. Come minino, devi egua-
un’intera generazione di giovani uomini, rappresenta tilegio fatale. Sotto l’influsso dei grandi esteti vittoria- giovanili de I piaceri e i giorni gliarli. Altrimenti sei un niente, un fallito. Marcel è
una specie di spartiacque tra l’incalzare del presente e ni — Pater e Ruskin su tutti — Marcel e Virginia pren- (1894) e del romanzo schiacciato dal debito contratto con i genitori. Avverte
il passato edenico e irrecuperabile. dono la bellezza dannatamente sul serio. Questione di incompiuto Jean Santeuil la propria inadeguatezza. Quando si mette a scrivere la
Ma lasciamo tutto questo in un angolo e prestiamo vita o di morte. (1895-1901), frequenta gli Recherche, è un orfano malinvecchiato, consapevole
attenzione a un’altra contraddizione, un’antinomia Ecco perché si danno tanta pena nel recuperare certi ambienti culturali parigini e di non aver combinato niente di buono. È un monda-
che nessuno dei due ha saputo risolvere. Di rado il gu- istanti privilegiati: lottano per strapparli alla contin- prende posizione sui temi no, un frivolo, un dissipatore, non ha mai lavorato in
sto squisito per la frivolezza si accompagna all’intro- genza dei giorni, eternandoli con i magri strumenti of- letterari che occupano la vita sua, non ha messo al mondo figli né intrapreso
spezione. Eppure, considerando il caso Proust-Woolf, ferti dalla prosa. Già, perché la vita è degna di essere critica dell’epoca in un una solida professione borghese. Sa di aver deluso i
vien da chiedersi se tra queste attitudini, apparente- vissuta a patto che ogni tanto riveli una qualche sacra- saggio come Contro Sainte- suoi genitori e non chiede di meglio che riscattarsi.
mente incompatibili, non esista un legame segreto. I lità. Non stupiamoci allora se Proust e Woolf, senza Beuve (iniziato nel 1908, Che dire di Virginia? È una donna anzitutto, con tut-
lettori che si avvicinano per la prima volta a Proust e mai mettere in discussione l’ateismo, ricorrano così pubblicato postumo). In to quello che ciò significa in un contesto patriarcale e
Woolf rimangano sconcertati, se non addirittura indi- spesso a metafore religiose. Se per i decadenti Dio è quegli anni inizia la stesura misogino. Ha sposato un uomo pur amando le donne.
spettiti, dalla sostanziale fatuità della messinscena ro- nel dettaglio, per i modernisti Dio è nell’istante, ossia del suo capolavoro, Alla Non ha figli e qual che è peggio non ha alcun istinto
manzesca. Non è facile impratichirsi con la masnada in un’essenza ineluttabilmente fuggevole e beffarda. ricerca del tempo perduto. materno. Anche lei vede nella letteratura una chance
di ricchi sfaccendati alle prese con sordide faccende Opera rivoluzionaria, nel suo di redimersi. Forse Marcel e Virginia invidiano gli ari-
romantiche e gretti intrallazzi mondani. Ci sono letto- complesso il romanzo più stocratici anche per questo: perché un cognome illu-
ri, invece, che soffrono il bagno di interiorità, quel lungo della storia, la stre è una garanzia di immortalità. Non potendo con-
tour de force spirituale che affatica la narrazione ren- Forse nessun personaggio romanzesco incarna tale Recherche è scritta tra il tare su analoghi privilegi dinastici, sanno che dovran-
dendola lenta e farraginosa. dialettica tra frivolezza mondana e introspezione reli- 1909 e il 1922 e pubblicata no cavarsela da sé. La cosa li entusiasma e li paralizza.
giosa, tra immanenza e perpetuità come la splendida in 7 volumi tra il 1913 e il Solo la letteratura può salvarli. Essa, come una specie
svagata Mrs Dalloway. Quando dopo la passeggiata del 1927 (gli ultimi tre sono di araldica spirituale, può regalare un surrogato d’im-
mattino, rientra in casa, viene letteralmente investita postumi). Il ruolo della mortalità. Ecco perché le righe finali dedicate alla
La verità è che non capisci Proust e Woolf senza in- dalla magia ieratica del focolare domestico: «L’ingres- memoria, l’apparire morte di Bergotte sono tra le più toccanti che Proust
tendere tale dicotomia tra frivolezza e introspezione. so della casa era fresco come una cripta. La signora dell’inconscio, la descrizione abbia scritto: «Lo seppellirono, ma tutta la notte fune-
Ora che ci penso, essa trova un corrispettivo nella ge- Dalloway si portò una mano agli occhi, e, appena la ca- degli stati d’animo bre, nelle vetrine illuminate, i suoi libri, disposti a tre a
stione altrettanto complessa della vocazione artistica, meriera richiuse la porta e udì il fruscio della gonna di infinitesimali dell’io narrante tre, vegliavano come angeli dalle ali spiegate e sem-
in bilico tra dilettantismo e misticismo. Parliamo di Lucy, si sentì come una monaca che, abbandonato il sono tra gli elementi che ne bravano per colui che non era più, il simbolo della sua
mondani che non fanno altro che invocare la solitudi- mondo, ha ora l’impressione che intorno le si ripie- fanno l’opera più innovativa, resurrezione». Per una volta non è così arbitrario ipo-
ne. Incalliti festaioli costantemente tentati dall’ascesi e ghino i veli familiari e le rispondano le antiche devo- con l’Ulisse di Joyce,
dalla misantropia. Tra pareti ricoperte di sughero e zioni. (...) Era la sua vita, e, piegando la testa sul tavoli- di tutto il Novecento CONTINUA A PAGINA 7
6 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 19 LUGLIO 2020
DOMENICA 19 LUGLIO 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 7

{
Il cellulare aiuta le famiglie
Certe volte i genitori si preoccupano che per 84 possibili impieghi del telefono, ha
Sopra le righe passare troppo tempo al cellulare possa escluso che sia così. Usare il cellulare (con

Il dibattito delle idee di Giuseppe Remuzzi rovinare il loro rapporto con i figli:
«Potrebbero risentirne». Uno studio, che ha
preso in esame oltre 3.600 situazioni familiari
giudizio) da parte dei genitori non peggiora il
rapporto con i figli, se mai lo migliora: risolvi
tante situazioni e hai più tempo per loro.

percorso artistico di entrambi così esemplare e avvin-


cente. La lotta di chi prova una volta per tutte a eman-
ciparsi dai propri amori letterari, come un figlio timi-
do che vuole sbarazzarsi di un padre prepotente.
A ben pensarci, sia l’uno che l’altra hanno passato la
vita a scrivere della propria vocazione. Proust ha con-
densato il suo lungo dissidio nelle pagine del Tempo
Ritrovato in cui il Narratore finalmente si scopre arti-
sta e decide di intraprendere la stesura del lungo ro-
manzo. C’è chi ha arricciato il naso di fronte a quelle
pagine fin troppo teoriche (Nabokov, per esempio, ma
non solo). Io le ho sempre trovate stupende, commo-
venti come gli happy end di certe commedie hollywo-
odiane. «La vera vita» scrive Proust in pagine famosis-
sime «la vita finalmente riscoperta e illuminata, la sola
vita, dunque, pienamente vissuta, è la letteratura. Vita
che, in un certo senso, abita in ogni istante in tutti gli
uomini non meno che nell’artista. Ma essi non la vedo-
no, perché non cercano di illuminarla. E così il loro
passato è ingombro di innumerevoli negativi, che re-
stano inutili perché l’intelligenza non li ha “sviluppa-
ti”. La nostra vita, e anche la vita degli altri; perché lo
stile per lo scrittore, come il colore per il pittore, non è
una questione di tecnica, ma di visione».
È incredibile come queste parole di Proust somigli-
no a certe considerazioni che Woolf affidò al suo dia-
rio, per me il più bello che sia mai stato scritto. Il 21
aprile del 1928 eccola annotare soddisfatta: «Eppure
l’unica vera vita eccitante è quella immaginaria. Appe-
na metto in moto le rotelle nella mia testa non ho più
molto bisogno di soldi o di vestiti, e neppure di una
credenza, un letto a Rodmell o un divano». Come ve-
dete, gli echi proustiani si sprecano.

La mia idea è che il demone da abbattere sia il reali-


smo e la sua retorica intossicante e ricattatoria. Proust
si vantava di aver scritto un libro lunghissimo senza
aver mai costretto un solo personaggio a gesti inutili:
che so, togliere il cappello o aprire una finestra. Un ve-

Mimetizzano la propria
ro artista non deve perdere tempo dietro a certe scioc-
chezze. Ma andare al cuore delle cose. Woolf la pensa
allo stesso modo. Nell’autunno del 1928, impegnata
nella stesura di uno dei suoi libri più ambiziosi e speri-

omosessualità, Marcel e
mentali (Le onde), si trova a riflettere sul buon succes-
so di pubblico ottenuto da un romanzo assai meno au-
dace come Orlando. È con vivo orgoglio che promette
a sé stessa di non sfruttare la scia lasciata da quel
trionfo. C’è ben altro ad attenderla. La sua idea di lette-

Virginia, fino a scantonare


ratura, chissà quanto deliberatamente, va sempre più
sovrapponendosi a quella proustiana. «Mi è venuto in
mente che ciò che voglio fare, ora, è di saturare l’ato-
mo. Eliminare, cioè, ogni spreco, tutto ciò che è inerte,
superfluo: rappresentare il momento nella sua inte-

in una difficile vita intima


rezza, con tutto ciò che comprende. Diciamo che il
momento si compone di pensiero, di sensazioni; la vo-
ce del mare. Lo spreco, l’inerzia nascono dall’inclusio-
ne di cose che non appartengono al momento».
Anche lei, come Proust, ce l’ha con gli scrittori reali-

e nella sessuofobia
sti, con la loro grettezza, con le tante immagini corrive
spacciate per verità di fatto. «Questo spaventoso meto-
do narrativo dei realisti — andare avanti dalla colazio-
ne al pranzo — è falso, irreale, del tutto convenziona-
le. Perché tollerare in letteratura ciò che non è poesia,
che non è, cioè, saturato?».

i
SEGUE DA PAGINA 5 nostalgici passatisti, questi esteti dilettanti, a impri-
mere una così radicale svolta all’arte del romanzo.
tizzare che Proust stia pensando a sé stesso, alla morte La risposta semplice (non soddisfacente) è che per Come dicevo, l’idolo polemico di Proust è sostan-
sempre più vicina e ai libri che veglieranno per un pez- sovvertire la tradizione devi per prima cosa conoscer- zialmente il medesimo: «A convincermene era la falsi-
zo sulla sua memoria. la. Ma temo che le cose siano più ardue e complesse. tà dell’arte pretesa realista, che non sarebbe così men-
A tutto questo occorre aggiungere il precoce amore Non ho certo la pretesa di mettermi qui a interrogare il zognera se non avessimo preso nella vita l’abitudine di
per la lettura che si configura come un’arma a doppio mistero del genio. Mi limito a notare l’ennesima co- L’autrice dare a quanto sentiamo un’espressione che tanto ne
taglio. Affetti dalla sindrome di Salieri, sono in grado munanza spirituale tra queste anime afflitte. Virginia Woolf (Londra, 25 differisce, e che dopo poco tempo scambiamo per la
di riconoscere la bellezza, ma proprio per questo non gennaio 1882-Rodmell, 28 realtà stessa». Insomma, il limite del cosiddetto reali-
sono così certi di saperla creare. Allora indugiano, sof- marzo 1941) crebbe nel smo consiste nella pedestre povertà della visione. Gli
frono, passano la vita a leggere e rileggere gli scrittori cenacolo di letterati e artisti artisti, quelli autentici, eliminano le zeppe e cercano
amati, li chiosano sentendosene letteralmente sover- Nessuno dei due nasce rivoluzionario. Anzi, in un raccolti intorno alla figura di andare al cuore delle cose. Solo arie, niente recitati-
chiati. Tentati dallo spettro del mimetismo, sospetta- certo senso, condividono la diffidenza per le smar- del padre, sir Lesley vi. Quest’idea di abolire il superfluo e il pleonastico —
no di non avere alcun talento. Ciò li rende narratori sui giassate delle nascenti avanguardie. Proust è un ragaz- Stephen, e fondò con la così ridondanti nei romanzi ottocenteschi — li osses-
generis, troppo intellettuali e consapevoli forse, privi zo quando scrive il saggio contro l’oscurità; alla fine sorella Vanessa un nuovo siona. E dire che Proust e Woolf passano per scrittori
di quella naturalezza che ha fatto la fortuna di Sten- della sua vita intuirà la grandezza di Picasso ma si osti- gruppo intellettuale, il verbosi. In realtà condividono un’allergia per l’ines-
dhal e Dickens. D’altro canto, l’esercizio critico per loro nerà a preferirgli Vermeer. In quanto a Woolf, be’, la Bloomsbury, frequentato da senziale. Ciò che distingue lo scrittore autentico da
ricopre la stessa importanza dell’attività creativa. Non sua sordità a Joyce la dice lunga su una schifiltosità che personalità come Bertrand tutti gli altri è la peculiarità della percezione. La «real-
a caso sono tra i maggiori saggisti del XX secolo. Nel lambisce il perbenismo estetico. Russell e Ludwig tà» invocata dai realisti non va cercata là fuori, ma fru-
1920 Proust molla la stesura della Recherche per met- E allora cosa? Diciamo che condividono il timore Wittgenstein. Nel 1915 gata dentro di sé.
tersi a scrivere lo stupendo saggio sullo stile di Flau- che la narrativa abbia raggiunto una specie di satura- inizia la pubblicazione dei Proust e Woolf concepiscono lo stile come una mu-
bert. In quanto a Woolf, ripone altissime aspettative zione. Non ci può essere niente dopo Tolstoj che somi- romanzi, a partire da La sica: il guaio è che le melodie del cuore hanno cadenze
dalla pubblicazione del Lettore comune. La letteratura gli a Tolstoj. Il guaio è proprio questo: come puoi in crociera, seguito da Notte e talmente misteriose da spingere chi vuole riprodurle a
è una signora troppo sofistica per essere ridotta a una nome della letteratura rinunciare al tipo di letteratura giorno (1920) e La stanza di serrate sedute di autoanalisi. Non mi vengono in men-
serie di storielline ben raccontate. Di questo i due sono che ami, su cui ti sei formato, su cui hai fondato i tuoi Jacob (1922). Accompagnati te altri romanzieri che abbiano saputo raggiungere
consapevoli sin dal principio, da molto prima di di- ideali artistici? dalla fama crescente di l’ideale auspicato da Flaubert di trasformare la prosa
ventare ciò che ormai sono per tutti: Marcel Proust e Ci sono scrittori che, come avrebbe detto mia non- Woolf escono anche Mrs in poesia, e che lo abbiano fatto senza tradire i dettami
Virginia Woolf. na, nascono imparati. Esordiscono poco più che ven- Dalloway (1925), Gita al faro del romanzo borghese.
tenni con voci mature e carisma da vendere. Da lì in (1927), Orlando (1928) Le Vi chiedo scusa se accingendomi a chiudere questa
La vera vita e la musica dello stile poi reciteranno a soggetto. Pensate a Mann, a Céline, a onde (1931) e Gli anni lunga divagazione mi lascio andare al sentimentali-
Le note proustiane su Madame de Sévigné sono an- Salinger, narratori tra loro così diversi, e tuttavia accu- (1937). Si tratta di opere smo. Del resto, quella che ho in mente è una conside-
cora oggi ineludibili, soprattutto per gli specialisti. Al- munati dalla precocità e benedetti da un dono che for- che stravolgono la forma razione personale, in quanto tale, del tutto inappro-
trettanto si può dire dei saggi di Woolf su Montaigne o se nemmeno meritano. ottocentesca del romanzo, priata. Ciò che più mi tocca di questi due poveri disa-
Jane Austen: pezzi di bravura che tolgono il fiato. L’am- Per Proust e Woolf non fu altrettanto facile. Il cam- introducendo il flusso di dattati — mocciosi apparentemente irrisolti e irreso-
mirazione che Marcel e Virginia nutrono per i cosid- mino verso la maturità artistica diede loro filo da tor- coscienza, disintegrando lo luti — è la testardaggine. Nessuno avrebbe mai
detti scrittori canonici lambisce l’idolatria. E che dire cere. Che sfiancante via crucis. Compulsando I piaceri spazio e il tempo narrativo, scommesso un franco o un penny su di loro. E invece
della devozione al passato? Proust è un patito di catte- e i giorni o La crociera si stenta a credere che i giovani trasfigurando concetti come eccoli là, in cima alla scala, che ci guardano con i loro
drali medievali e teatro classico, Woolf adora il greco autori di questi divertissement mondani un giorno di- l’io narrante, il dialogo sorrisi proverbialmente serafici.
antico e Shakespeare. venteranno titani della narrativa universale. Eppure è diretto e l’incipit. Woolf Alessandro Piperno
Viene da chiedersi come siano riusciti, questi due proprio tale battaglia all’ultimo sangue a rendere il muore suicida nel 1941 © RIPRODUZIONE RISERVATA
8 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 19 LUGLIO 2020

Orizzonti
Ferdinando Fasce è il #twitterguest
Ferdinando Fasce (Genova, 1951), storico
culturale, ha insegnato Storia
contemporanea a Genova e Storia americana
a Bologna. Tra i suoi libri: I presidenti Usa. Due
.

secoli di storia (Carocci, 2008); Le anime del


commercio. Pubblicità e consumi nel secolo
Filosofie, religioni, costumi, società americano (Carocci, 2012); La musica nel
tempo. Una storia dei Beatles (Einaudi, 2018).
Da oggi consiglia un libro al giorno ai follower
dell’account @La_Lettura.

Filosofia Proprio Friedrich Nietzsche, un critico molto aspro della scuola platonica classica
e del messaggio evangelico, ci aiuta a capire che è un grave errore condannare la loro eredità
come gerarchica e patriarcale. Soprattutto Cristo, come ammette il pensatore tedesco, non fu
solo un condannato innocente, ma una figura di «amore senza limite». E il suo insegnamento,
del tutto attuale, si traduce nell’esortazione a vivere e combattere sempre per «diritti uguali»

C Socrate e Gesù
om’è noto, Friedrich Nietzsche
firmò le sue ultime lettere co-
me «l’Anticristo» (a Cosima
Wagner) e «Il Crocifisso» (al
cardinale Rampolla, il segreta-
rio di Stato del Vaticano). È difficile iso-
lare la causa dell’ultimo crollo di Nietz-

di nuovo a processo
sche, ma la sua mente cedette definitiva-
mente nel dicembre 1888. Già nel genna-
i o 1 8 8 9 e r a c a d u to i n u n o s t a to
catatonico dal quale non sarebbe più rie-
merso.
Un decennio prima che iniziasse a fir-
mare le proprie lettere come «il Crocifis-
so», Nietzsche scrisse un paragrafo di
Umano, troppo umano dal titolo «Assas-
sinii giudiziari» (Justizmorde). In questo
passaggio, egli nota una sorprendente
somiglianza tra quelli che chiama «i più
grandi assassinii giudiziari della storia
del mondo», con cui intende le morti di di DAVID L. sce a Gesù nel medesimo libro). Nessu- ni fa che «stranamente, fino ad ora non è filosofia platonica è per lui una tradizio-
Socrate e Gesù. «In entrambi i casi», di- DUSENBURY no che abbia letto le opere di Nietzsche stata fornita alcuna trattazione completa ne che annulla la vita. Ma Nietzsche non
ce, «si volle morire». E, in entrambi i ca- ne rimarrà scioccato. di questo topos centrale». Per quanto ne firma mai le sue lettere come «l’Anti-
si, «ci si fece piantare dalla mano dell’in- A prima vista, la riflessione nietz- so, ciò è ancora vero. Platone» o «L’Avvelenato». Lui è «l’Anti-
giustizia umana la spada nel petto». Nel schiana sull’assassinio giudiziario si tra- Il riconoscimento da parte di Nietz- cristo» e — come lui stesso si definisce,
tardo XIX secolo, le morti di Socrate e di sforma in una riflessione sul suicidio. sche dell’«ingiustizia umana» che pone misteriosamente, durante le ultime ore
Gesù costituiscono per Nietzsche le pe- Allo stesso tempo, Nietzsche persevera fine a entrambi i processi sembra sugge- di semi-lucidità — «Il Crocifisso».
ne capitali più simbolicamente cariche nel voler attribuire le morti di Socrate e rire che, a suo avviso — l’avviso di un cri- Soffermiamoci solamente sul senso
nella storia. Ciò rimane valido ancora Gesù alla «mano dell’ingiustizia umana tico frenetico dell’eredità platonico-cri- che Nietzsche dà dell’eredità di Gesù
oggi, agli inizi del XXI secolo. [Ungerechtigkeit]». Le ordalie legali che stiana —, la cultura europea è inaugura- nella storia europea. La prima cosa da di-
sono commemorate nelle aule e nelle ta da una coppia di ordalie legali in cui re è che Nietzsche è un filologo di pri-
chiese europee, e interpretate da filosofi sono condannate persone innocenti. m’ordine. La sua psicologia è modellata
e teologi, sono dei suicidi segreti. Eppu- Non può che avere avuto effetti profondi dai testi greco-romani pre-cristiani (e
A differenza della maggior parte dei re, come Nietzsche sembra insistere nel e diffusi sull’Europa che il suo dramma anti-cristiani). Questo gli impedisce di
commentatori su Socrate e Gesù, Nietz- sostenere, la corte di cinquecento giudi- della verità sia iniziato non una, bensì vedere il cristianesimo secondo il mo-
sche è incuriosito da un tratto psicologi- ci-cittadini che condannarono Socrate due volte, con un testimone innocente in dello stereotipato dell’Illuminismo: co-
co che afferma si possa rilevare in en- (quasi la metà dei quali favorevoli all’as- un tribunale — il significato greco di me la fede più sanguinosa nella storia
trambi. Egli sostiene che Socrate e Gesù soluzione) e il giudice romano che con- «martire» — che viene condannato a umana (la plus sanguinaire, come dice-
abbiano entrambi drammatizzato le dannò Gesù (dopo avere tentato di rila- morte. Il rispecchiamento di questi va Voltaire). Inoltre, questo impedisce a
proprie morti. In definitiva, la coppa av- sciarlo) non sono innocenti. eventi è accentuato dal fatto che Socrate, Nietzsche di leggere i Vangeli come a un
velenata di Socrate e la croce di Gesù non il protomartire della filosofia europea, e dramma oscuratamente gerarchico o
sono pene sentenziate dalla corte, ma Gesù, il protomartire della teologia cri- patriarcale. Come i critici pagani del cri-
epiloghi auto-inflitti. stiana, sono figure liminali condannate stianesimo nei primi secoli della nostra
Qualunque morale gli europei abbia- Gli antichi suicidi che la cultura euro- per il più alto crimine politico (il tradi- era — come Celso, che derideva l’impor-
no tratto da queste morti, afferma Nietz- pea santifica come martiri non sono mento) e il più alto crimine religioso (la tanza delle donne nei Vangeli — Nietz-
sche, questi non la trassero da due mar- semplicemente suicidi. Le morti storiche blasfemia). sche riconosce che i Vangeli, in questo
tiri, ma da due suicidi. L’immaginario di Socrate e Gesù rimangono, per Nietz- contesto, non rappresentano nulla del
europeo è così alla mercé di quelle morti sche, degli assassinii-giudiziari. Ciò è genere.
inscenate secondo il copione dettato interessante. Nietzsche è uno dei pochi Gesù è un «grande simbolista», scri-
dalle pulsioni tanatologiche dei suicidi filosofi moderni (Søren Kierkegaard è Socrate non smette mai di essere un ve, e il «decadente più interessante» nel-
più ispirati della storia, quello del «più un altro) a riflettere sul fatto che la cultu- problema per Nietzsche. In uno dei suoi la storia. Gesù è una figura di tolleranza
grande dialettico ambulante di Atene» ra europea è stata inaugurata, anche solo libri del 1888, Crepuscolo degli idoli, egli irrazionale e amore senza limite. Ne
(come Nietzsche, sogghignando tra sé e simbolicamente, da questi due processi. riafferma la sua teoria iniziale. «Socrate L’Anticristo, Nietzsche ne abbozza la
sé, chiama Socrate, in Umano, troppo (Sebbene esistano anche importanti tra- volle morire», scrive Nietzsche mesi pri- morte in questo modo: «Questo “lieto
umano), e quello de «l’uomo più nobi- dizioni giudaiche e islamiche riguardan- ma del suo crollo. «Non fu Atene, ma lui messaggero” morì come visse […] La
le» (come egli, in maniera del tutto di- ti questi processi e queste morti). L’ulti- stesso a darsi la coppa del veleno». Il So- pratica della vita è ciò che egli ha lascia-
sarmante e senza ironia alcuna, si riferi- mo George Steiner scrisse più di vent’an- crate nietzschiano è un decadente, e la to in eredità agli uomini: il suo contegno
DOMENICA 19 LUGLIO 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 9

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Tre religioni nella roccia
Viaggio attraverso i luoghi di culto di tre
religioni: buddhismo, brahmanesimo e
giainismo nel sito di Ellora, nell’India centro-
Scatti flessibili occidentale. Un complesso rupestre fatto di
templi, monasteri e cappelle che non erano
di Fabrizio Villa stati ancora fotografati perché difficili da
raggiungere. Lo ha fatto Iago Corazza. Gilles
Béguin ha narrato le meraviglie che emergo-
no dalle pareti in un volume (Ellora, 5 Conti-
nents Editions, pp. 284, e 70, in francese).

ILLUSTRAZIONE dinanzi ai giudici, […] il suo contegno


DI BEPPE GIACOBBE sulla croce. Egli non resiste. […] E prega,
soffre, ama con loro, in coloro che gli
fanno del male». L’amore senza limite è
decadente — «contro la vita» — e il cri-
stianesimo è, per Nietzsche, una «nega-
zione della volontà di vita trasformata in
religione». Tuttavia, quando Nietzsche
vede per la prima volta questo amore
nelle ultime ore di Gesù, quest’ultimo
diviene puro — divino, addirittura.
«Questi in verità è stato un uomo divi-
no», ci dice nell’Anticristo (attraverso le
labbra di un criminale morente). Sfortu-
natamente, il Vangelo di Nietzsche muo-
re con Gesù. I Vangeli canonici sono una
cosa completamente diversa dalle «buo-
ne novelle» di Gesù — sebbene anche
loro siano il non plus ultra della deca-
denza.
Ciò a cui i Vangeli «ci introducono»,
scrive Nietzsche, è «un mondo che sem-
bra uscito da un romanzo russo, in cui i
rifiuti della società, le malattie nervose e
un’“infantile” idiozia paiono essersi dati
convegno». Il «romanzo russo» evocato
qui è senza dubbio uno di quelli di Fëdor
Dostoevskij, dal momento che Nietzsche
s’imbatté in uno dei romanzi di Dostoe-
vskij a Nizza nel 1887 (mentre scriverà
L’Anticristo nel 1888). Affascinato dal
suo contemporaneo ortodosso, Nietz-
sche lesse di tutta furia diversi romanzi

i
di Dostoevskij, definendo Umiliati e of-
fesi «uno dei libri più umani mai scritti»
(un gran complimento, quello che viene
dall’autore di Umano, troppo umano).
Ma Nietzsche intuì che la mentalità cri-
stiana di Dostoevskij si sarebbe presto
scontrata con quello che chiamava il suo
L’autore «istinto più elementare».
Nato nel 1979 a Charleston, E cosa c’è nei Vangeli — quella raccol-
nello Stato americano del ta canonica di «romanzi russi» — che
South Carolina, David Lloyd Nietzsche trova di così ripugnante? Cosa
Dusenbury (nella foto della c’è, più precisamente, nella politica dei
pagina a sinistra) ha Vangeli che lo terrorizza? È lui stesso che
insegnato in diversi atenei e ce lo dice. «Non sottovalutiamo la sorte
lavora adesso al Centro per funesta che dal cristianesimo si è insi-
lo studio del cristianesimo nuata fin nella politica!», avverte gli eu-
presso la Hebrew University ropei del XIX secolo. «Nessuno oggi ha
di Gerusalemme. Il suo più il coraggio di vantare diritti partico-
nuovo libro The Innocence of lari, diritti di supremazia [Herreschafts-
Pontius Pilate. How the Rechte]». Gli effetti politici del cristiane-
Roman trial of Jesus shaped simo sono dannosi per la gerarchia, per-
history («L’innocenza di ché il cristiano «è per profondissimo
Ponzio Pilato. Come il istinto un ribelle contro tutto quanto è
processo romano a Gesù ha privilegiato — egli vive, combatte sem-
plasmato la storia»), sarà pre per “diritti uguali”» .
pubblicato quest’anno da
Oxford University Press
Il traduttore
Matteo J, Stettler è studente Ciò che i Vangeli rappresentano è una
di Ph.D. presso la Deakin fede i cui istinti più elementari portano
University di Melbourne, al riconoscimento del malato, del pove-
in Australia ro, del marginale. Questa, per Nietzsche,
Il classico è l’eredità del cristianesimo in Europa.
Durante la sua attività di «Il movimento cristiano, in quanto mo-
filosofo, Friedrich Nietzsche vimento europeo», egli scrive, «è fin da
(1844-1900) si occupò a principio un moto collettivo d’ogni sorta
più riprese di Socrate e di elementi di rifiuto e di scarto». Ciò
soprattutto di Gesù e del che egli detesta di più è quello che chia-
cristianesimo. Nel maestro ma «la tendenza democratica degli istin-
di Platone il pensatore ti cristiani».
tedesco vedeva l’iniziatore Potrebbe esserci più di un buon moti-
della decadenza occidentale, vo per prestare attenzione a uno dei ne-
per via dell’approccio mici più risoluti del cristianesimo, così
socratico che privilegia il come per «transvalutare» il cristianesi-
ragionamento sugli istinti mo europeo per il XXI secolo. Nietzsche
vitali. Ma la sua polemica «il filologo» è certo che il primo cristia-
più violenta, espressa in nesimo «non era “nazionale”, non era
particolare nel testo condizionato dalla razza [nicht rassebe-
L’Anticristo, scritto nel 1888 dingt]» . Al contrario, egli trova di che ri-
e pubblicato nel 1895, era dere del fatto che il cristianesimo «si
rivolta non contro la figura volgeva a ogni specie di diseredati della
di Gesù, ma contro il vita» .
cristianesimo, nel quale Quella tendenza propria del XXI seco-
vedeva una religione dei lo a denunciare l’eredità cristiana — e
deboli, fondata sul rancore, l’eredità platonico-cristiana — come ge-
votata alla rinuncia verso la rarchica, patriarcale e così via, potrebbe
vita e alla negazione del non riuscire a convincere in termini sto-
corpo. A suo avviso pastori e rici. E potrebbe indebolire ulteriormen-
sacerdoti costituiscono una te una tradizione europea il cui istinto
casta dedita al controllo più elementare è — riprendendo la frase
delle coscienze tramite il di Nietzsche — di «combattere sempre
concetto di peccato, mentre per “diritti uguali”». Se avessimo ascol-
la visione egualitaria insita tato Nietzsche più attentamente, sarem-
nella dottrina cristiana gli mo più riluttati nell’accusare i due più
appariva menzognera e grandi condannati della storia del mon-
innaturale, destinata a do — Socrate e Gesù — di nuovi crimini.
sfociare nel fenomeno ( traduzione di Matteo J. Stettler)
moderno del socialismo, da © RIPRODUZIONE RISERVATA - QUESTO TESTO È APPARSO ORIGINARIAMENTE

lui fieramente avversato NEL NUMERO DEL 10 APRILE DEL «TIMES LITERARY SUPPLEMENT»
10 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 19 LUGLIO 2020
DOMENICA 19 LUGLIO 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 11

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La virtù non teme nemici
«Hai vinto non solo il nemico francese con grande umanista Giovanni Pontano ci inse-
Classicamente questa tua ammirevole virtù, ma la stessa gna che con la virtù si può battere qualsiasi

Orizzonti Religioni di Nuccio Ordine fortuna. […] con la tua virtù te la sei fatta difficoltà (La fortuna, in I dialoghi, la fortuna,
amica, o mentre cercava di contrastarti o la conversazione, a cura di Francesco Tateo,
d’ingannarti con l’arte sua l’hai vinta»: il testo latino a fronte, Bompiani, 2019).

Cristianesimo I Vangeli dicono ben poco sulla sorte della somma versata all’apostolo
che tradì Gesù. Ma con l’andare del tempo sorsero varie leggende che facevano risalire
il conio di quei soldi all’epoca di Abramo. Nella moltiplicazione delle reliquie tipica
del Medioevo proliferarono gli esemplari delle monete pagate dai sacerdoti del Tempio

Q
uanti erano i Trenta denari di cattivo. Il traditore per eccellenza, come
Giuda? Nel Medioevo erano lo descrisse Dante nella Commedia, ingo-
54. Avete letto bene. Solo a iato da Lucifero per la testa, mentre Bruto
Bologna ne erano conservati e Cassio lo sono per le gambe.
nove. A Malta e a Soissons, in In ogni caso, Gesù fu venduto per
Francia, tre. In Spagna, due a Castellví de Trenta denari. Un numero per niente ca-
Rosanes e due a Valencia. Altri esemplari suale. I rimandi all’Antico Testamento
erano dappertutto, da Helsinki a Rodi, sono molteplici. Lo si ritrova in Esodo
dalla Russia (vicino a Mosca) a Nin, in (21,32) o in Zaccaria (10, 12-13). E, proba-
Croazia. Monete tanto diverse, ma credu- bilmente, per la transazione tra Giuda e i
te da tutti i denari di Giuda: sicli ebraici, sacerdoti del Tempio, scrive Travaini, fu-
dirham provenienti dall’Egitto mameluc- rono adoperati tetradrammi di Siria della
co, monete greche antiche, decadrammi zecca di Tiro, sebbene nessun esemplare
di Siracusa, tetradrammi di Filippo II di di tale tipo sia stato registrato tra quelli
Macedonia. In una confusione che non documentati dal Medioevo a oggi.
aveva niente di sicuro, ma era legata alla Ma quanto valevano quei Trenta dena-
fede, alla passione religiosa, all’identifi- ri? Gesù fu pagato poco o tanto? E perché
cazione involontaria di quella moneta fu necessario uno scambio in moneta per
con una santa reliquia. Una moltiplica- il disegno di Salvezza? Questioni impor-
zione non casuale quando si parla di reli- tanti per un uomo medievale, nelle quali
quie, specialmente quelle legate alla Pas- emerge come l’economia della moneta,
sione. Basti pensare alla quantità di resti cioè del mezzo di scambio usato dagli uo-
lignei della Croce, alla miriade di spine mini, diventi lo strumento dello scambio
della corona, all’infinità di chiodi del di Dio. Per Sant’Ambrogio la colpa di Giu-
martirio che costellano tante chiese occi- da era ancora più grave, dal momento
dentali del tempo. Ma i Trenta denari di che non si trattò di una vendita ma di una
Giuda all’interno del panorama reliquia- svendita, visto che il prezzo di Gesù era
rio legato agli ultimi atti della vita di Gesù inestimabile. Mentre dopo di lui fu evi-
assumono un significato imprevisto, rac- denziato che il comportamento di Giuda
contato oggi da Lucia Travaini nel suo vo- fu quello di un mercator pessimus, di un
lume I Trenta denari di Giuda (Viella). pessimo mercante, incapace anche di
comprendere il reale valore della perfida
e ignobile compravendita che stava effet-
tuando.
Una ricerca che spazia dalla numisma- Anche per i Trenta denari il Medioevo
tica alla letteratura, dall’antropologia al- inventa delle leggende, un’antistoria pa-
l’analisi iconografica, ricca di mille spun- rallela a quella della Croce, di oggetti
ti, con un affascinante tema di fondo su eterni seppure all’interno di una cronolo-
quanto sia difficile comprendere la men- gia simbolica profondamente legata al
talità dell’uomo medievale, capace di cre- percorso dell’Antico Testamento. Una
are una marea di rappresentazioni, mo- leggenda che si arricchisce di particolari,
delli, storie, narrazioni che gonfiano il a cominciare dal racconto presente nel

i
racconto evangelico, con la formazione Pantheon di Goffredo da Viterbo, che ri-
di un terreno nuovo su cui fondare l’im- 1 Limerick I luoghi 20 Costanza sale all’incirca al 1190. Seguiamo il rias-
maginario del tempo. A partire dall’idea sunto di Travaini: «Le monete sono fatte
stessa di Giuda. Lui, chi era? 2 Oviedo delle reliquie 21 Sacro Monte (Va) coniare (in oro) dal patriarca Terach per
Come racconta Travaini, Giuda era 3 El Escorial 22 Barzanò suo figlio Abramo; in seguito finiscono
tante cose insieme: per la patristica fu agli Ismaeliti che le usano per acquistare
avaro, ladro e traditore. Un amministra- 4 La Puebla de Montalbán 23 Norimberga Giuseppe dai suoi fratelli; dopo alterne
tore depravato. Emblema di tutti gli 5 Valencia 24 Bologna vicende entrano in possesso della regina
ebrei, avidi di beni materiali e ciechi da- 6 Poblet 25 La Spezia di Saba che le dona a re Salomone, ma
vanti a Cristo. Espressione, a partire dal- vengono trafugate durante il saccheggio
l’episodio di Betania sull’unzione di Gesù 7 Castellví de Rosanes 33
26 Firenze di Gerusalemme a opera del babilonese
con l’olio di nardo, di un’idea di ricchezza 8 Montserrat 27 Cortona Nabucodonosor II, che le porta in Orien-
32
stagnante, improduttiva, non finalizzata, te; arrivate nelle mani dei Magi, costoro
cui fa da contraltare l’azione della Mad- 9 Barcellona 36 28 Roma le donano alla Vergine Maria, che però le
dalena che prefigura una ricchezza buo- 10 Castelló d'Empúries 29 Torre del Greco perde durante la fuga in Egitto. Vengono
na, investita per il Signore. Ma tutto que- 11 Parigi 30 Nin infine ritrovate da un pastore, che le offre
1
sto non bastava. Bisognò creare un’ulte- 34 a Gesù, il quale le rifiuta, chiedendo che
riore narrazione che raccontasse Giuda, 12 Saint-Denis 31 Malta vengano depositate nel Tempio; da qui
15 23
14
lo denigrasse, lo descrivesse dalla metà 13 Vincennes 11 13 32 Uppsala LUCIA TRAVAINI saranno prese dai sommi sacerdoti per
del IX secolo con i capelli rossi, peloso, 12 20 I Trenta denari di Giuda. essere consegnate a Giuda, così da chiu-
mancino come il diavolo, in atteggia- 14 Soissons 16 19
22
33 Helsinki Storia di reliquie dere il cerchio e compiere il fato che era
21
mento animalesco. Sempre più brutale e 15 Enghien 2 8
17
25
24 30
34 Supràsl impreviste nell’Europa stato loro assegnato». C’è, in questo rac-
18 26 27
grottesco, fino alla sua raffigurazione con 16 Sens 3
6
10 28 35 Rodi medievale e moderna conto, tutto il campionario della storia
29
i visceri squarciati da cui scaturisce la sua 4 5
7
9
VIELLA, pagine 350, e 30 sacra e della visione provvidenziale in cui
anima perversa, dipinta da Giovanni da 17 Le Puy en Velay 35
36 Sergiev Posad L’immagine tutto si tiene, da Abramo fino a Gesù. E le
Canavesio nel 1491. Un Giuda di cui si ri- 18 Aix-en-Provence 31 37 Betlemme In alto: Tradimento di Giuda monete, veri oggetti magici, viaggiano —
costruisce una vita romanzata, incestuo- Siti dove si trovano, o sono stati (Notre Dame des Fontaines, e circolano — tutte e trenta sempre insie-

I 54 denari
so, uccisore del fratello, simile a un Edipo 19 Olivone 37 segnalati, uno o più esemplari
La Brigue, XV secolo) me nei secoli, come nota l’autrice «senza
dei Trenta denari
riforme monetarie o modifiche icono-
grafiche».
La storia delle monete sembra finire lì.
Con la morte di Giuda e l’utilizzo dei
Trenta denari fatto dai sommi sacerdoti
per comprare dal Vasaio il suo campo. In-
vece ricompaiono, quando, per avvicina-
re i cristiani alla Passione di Cristo, gli
strumenti del martirio furono illustrati
uno a uno e si trasformarono in reliquie.
E tra essi pure le monete, che riemergono

di Giuda
non solo nell’immaginario, ma fisica-
mente, a partire dagli inizi del Trecento.
Monete che dovevano rappresentare la
«rilevanza del prezzo di sangue per la re-
denzione», la misura fisica di Cristo e del
«valore simbolico e oggettivo della mo-
neta-misura». E che si moltiplicano a
partire da Rodi, da dove i pellegrini ripor-
tavano a casa il calco in cera della moneta
conservata nella chiesa di San Giovanni,
come ricordo del loro viaggio. Riprodu-
zioni che, come abbiamo visto, superaro-
no le trenta unità fino al numero spro-
porzionato di 54.
di AMEDEO FENIELLO © RIPRODUZIONE RISERVATA
12 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 19 LUGLIO 2020
DOMENICA 19 LUGLIO 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 13

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L’interpretazione degli incubi
Tormentato da ripetuti incubi, un giornalista 1958), critica letteraria e dantista, costruisce
Soglie di successo riesce ad affrontare il proprio un’analisi a suspense su emozioni,

Orizzonti Società di Franco Manzoni inconscio tramite una tecnica adottata dai sentimenti, affetti familiari. Un thriller
Senoi, un antico popolo malese. Con ampi psicologico e visionario è Il dono della tigre
squarci poetici Bianca Garavelli (Vigevano, (Ladolfi, pp. 190, e 15) sulla forza dei sogni.

Ecologia Il monito del filosofo francese Bruno Latour: dobbiamo «tornare sulla Terra»,
smettere di comportarci come se fossimo i padroni della natura. La pandemia ha messo
in luce la necessità di limitare la pulsione al consumo alimentata dal pensiero simbolico.
Ispiriamoci ai meccanismi di adattamento che regolano l’esistenza della vita sul pianeta

Imparare da Gaia
stenuti da rituali che alimentano i mecca-
nismi cerebrali della ricompensa con do-
pamina, serotonina e altri neuro-attivato-
ri del piacere. I resti archeologici di stru-
menti a fiato, ornamenti, pitture rupestri
e sepolture rituali nel Paleolitico superio-
re suggeriscono che la socialità si basava

o sparire con lei


su musica, danza e rappresentazioni ca-
paci di creare emozioni e sentimenti di
appartenenza, favorendo un ordine basa-
to sulla disuguaglianza e sulla sottomis-
sione.
Oggi celebriamo cerimonie che coin-
volgono moltitudini. Alcune sono eredi-
tate dal passato profondo, altre sono riti
recenti, come la frequentazione di bar, ri-

i
storanti, spiagge, centri commerciali,
stadi e attrazioni turistiche. Si accompa-
gnano al desiderio di spostarsi tutti as-
sieme. Questi riti hanno bisogno di mez-
zi di locomozione e comunicazione, capi
di abbigliamento e protesi di tutti i tipi,
sempre più gestiti dall’internet delle co-
se. Da quando l’immaginazione è al pote-
re, l’energia consumata è cresciuta insie-
me al nostro bisogno di emozioni. Anche
se non tutte causate da noi, le catastrofi
dell’Antropocene sono comunque acce-
lerate dall’immaginazione umana. Ma se-
condo Latour, che si concentra sull’uomo
e non sulle reti sociali, a nulla vale distin-
guere fra natura e cultura: sono due facce
della stessa medaglia. Tale dicotomia sa-
rebbe una costruzione ideologica che
ostacola la soluzione dei problemi.
Latour usa Gaia per farci «ritornare
sulla Terra» e identificare tutti gli agenti
che con la loro azione connettono i diver-
si campi coinvolti in un nuovo regime cli-
matico, in cui il contesto fisico della sto-
ria umana diventa instabile e reagisce al-
le nostre azioni. La protezione giuridica
dovrebbe quindi estendersi dagli umani
agli animali e a tutti gli agenti del piane-
ta, includendo acque, atmosfera, suoli e
BRUNO LATOUR foreste. Convinti di questo, abbandone-
La sfida di Gaia. remmo il nostro status di «umani del-
Il nuovo regime climatico l’Olocene» per approssimarci a una nuo-
Prefazione di Luca Mercalli va specie: i cosiddetti «terranei dell’An-
Traduzione tropocene». Agli umani che pensano di
di Donatella Caristina possedere la Terra succederanno quelli
MELTEMI che ritengono di appartenere alla Terra,
Pagine 419, e 24 in armonia con il pensiero di molti popo-
li aborigeni dei nostri giorni.
L’autore Anche il Covid-19 è un prodotto del-
Nato nel 1947 a Beaune, In l’Antropocene, un effetto collaterale del-
di CLAUDIO TUNIZ go ora trasformato in palude, si rinviene diche e politiche dell’Antropocene. Cin- Borgogna, il filosofo e l’evoluzione umana e dei suoi impatti

I
il particolato di carbone prodotto dai loro quant’anni fa, James Lovelock aveva usato antropologo francese Bruno sull’ambiente e sulla biodiversità. L’alta
l mio incontro con Bruno Latour è incendi insieme al polline delle conifere la dea di Esiodo come metafora per de- Latour (nella foto qui sopra) concentrazione sociale, l’alimentazione
avvenuto ai tempi del lockdown, estinte. Nei sedimenti australiani di que- scrivere l’intero ecosistema terrestre: un insegna all’Istituto di studi industriale, gli spostamenti planetari, il
senza ricorrere a spostamenti. sto periodo si trovano anche ossa umane processo in cui i diversi componenti or- politici Sciences Po di Parigi. disboscamento e una prossimità disor-
Quando gli ho fatto notare il rispar- insieme agli ultimi resti fossili dei grandi ganici e inorganici interagiscono e si Tra i suoi libri usciti in Italia: ganica con gli animali hanno accelerato il
mio di energia, mi ha ricordato che animali. condizionano a vicenda attraverso pro- Cogitamus (traduzione di trasferimento dei virus tra le specie. Il
anche la nostra discussione virtuale pro- Se l’Antropocene si definisce come cessi circolari, influenzando le condizio- Roberta Ferrara, il Mulino, lockdown ha invece rallentato il consumo
duceva molta CO2. L’impatto e l’origine l’era in cui l’umanità lascia segni indele- ni di abitabilità per tutti i viventi. Ma si 2013); Dingpolitik di energia e l’inquinamento dell’atmosfe-
del consumo energetico umano sarebbe bili nel registro geologico, esso risale sbaglierebbe a interpretare la Gaia di Lo- (traduzione di Elena ra. Sembrerebbe quindi che l’Antropoce-
stato uno degli argomenti della nostra di- quindi a molto prima della rivoluzione velock come una benevola Madre Natura Piaggesi e Gianni Romano, ne possa spogliarsi — almeno tempora-
scussione, insieme all’intreccio tra scien- industriale. Alcuni archeologi culturali, o un super-organismo che gestisce le di- Postmedia Books, 2010); neamente — dalle pulsioni prodotte dal
za e politica. influenzati dal postmodernismo france- verse forme di vita. E la natura non sareb- Non siamo mai stati moderni nostro pensiero simbolico.
Il filosofo francese si occupa da qua- se, confutano la dimostrazione scientifi- be, come i moderni assumono, un incu- (traduzione di Guido Se Gaia ha assistito l’evoluzione della
rant’anni dell’antropologia dei «moder- ca degli impatti sull’ambiente dei primi batore passivo del nostro progresso. La- Lagomarsino, Elèuthera, vita per miliardi di anni, che cosa ci im-
ni» che si misero a cercare la verità non australiani. Ma si tratta di un’obiezione tour supera Lovelock ricordandoci che 1995); La fabbrica del diritto pedisce di ispirarci ad essa per riciclare i
più nella religione, ma nella scienza di politica, volta a difendere la reputazione Gaia è, fin dalle origini, un’entità attiva e (a cura di Paolo Landri e materiali che usiamo nella nostra tecno-
Galileo, nella politica di Hobbes e nel- dei loro discendenti, gli attuali aborigeni, pericolosa, che ripaga le cattive azioni Domenico Lipari, Città sfera e attingere all’energia sostenibile,
l’economia di Adam Smith. Con queste come custodi dei parchi nazionali. Sem- umane con disastri ambientali e pande- Aperta, 2007) con l’ausilio delle tecnologie intelligenti?
idee, nate in Europa pochi secoli fa, inva- pre per ragioni politiche, Latour associa mie. Ma quando e come si origina un L’immagine Promuovendo un’economia circolare, i
sero poi tutti i continenti. In paleoantro- invece l’Antropocene ai suoi (più recenti) comportamento capace di trasformare la Il ritratto di Filippo IV rifiuti diventano risorse. Quando si parla
pologia si definiscono «moderni», inve- moderni, in modo da lanciare, questa nostra specie in evento geologico? a cavallo (1635, olio di cambiare stile di vita, osserva Latour, si
ce, gli antenati africani di tutti noi: quelli volta, il suo j’accuse contro il nostro smo- su tela) di Diego Velázquez reagisce dicendo che il treno del progres-
che hanno iniziato ad assumere i com- dato stile di vita. nella collezione del Prado so non può essere fermato. Ma con il
portamenti che caratterizzano il nostro Nell’affascinante libro La sfida di Gaia di Madrid, modificato nel lockdown rallentare i consumi diventa
presente. Mentre i pallidi moderni di La- (Meltemi), l’irruzione di una figura miti- Per rispondere dobbiamo considerare 2019 in collaborazione con una scelta obbligata, e questo rende più
tour hanno cambiato la superficie della ca nel discorso sul mondo consente di la formazione delle reti sociali. Abbiamo Wwf per sensibilizzare sugli facile cambiare direzione.
Terra e la biosfera, bruciando combusti- cogliere le implicazioni filosofiche, giuri- visto che le tracce delle nostre attività si effetti della crisi climatica Potremmo allora immaginare un siste-
bili fossili per alimentare la rivoluzione registrano nei sedimenti terrestri. Esse ma che invece di ridistribuire i sempre
industriale, i più scuri moderni del Plei-
stocene hanno conquistato il mondo so-
lo con l’energia dei loro corpi, con il fuo-
SSS risalgono a molte decine di migliaia di
anni fa, si intensificano durante l’Oloce-
ne (con la rivoluzione agricola) per poi
minori benefici dell’economia, metta in
discussione la produzione stessa degli at-
tuali beni e servizi per indirizzarla verso
co e con strumenti di pietra, osso e legno. L’impatto arrivare alla grande accelerazione dei no- altri lidi. Ad esempio potremmo ambire a
Adesso sappiamo che anche loro poteva- Se l’Antropocene è l’era in stri giorni. Di recente, grazie all’archeolo- più benessere sociale, meno sprechi, e
no cambiare gli ecosistemi. Quando arri- gia cognitiva e alla paleoneurologia, ab- consumi individuali più sostenibili. E
varono in Australia, più di 50 mila anni cui l’umanità lascia segni biamo capito molto sulla genesi del no- questo non tanto per promuovere una
fa, provocarono l’estinzione della fauna indelebili nell’ambiente, stro comportamento energivoro. Esso si decrescita felice, ma per capire se è que-
di grandi dimensioni, alterando radical- associa alla capacità di immaginare mon- sto modello a renderci felici. Di certo non
mente il ciclo vitale del continente. Nei
esso precede di molto di e pensare simbolicamente. Rapporti manchiamo di immaginazione.
sedimenti del Lynch Crater, un antico la- la rivoluzione industriale sociali di crescente complessità sono so- © RIPRODUZIONE RISERVATA
14 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 19 LUGLIO 2020

Universi {
Ischia per l’ambiente
Sull’isola di Ischia appaiono poster che
criticano gli eccessi della nostra società. È il
progetto Street Art File Print, partito a maggio
Sulla strada da un’idea del gallerista Salvatore Iacono e
che ora vede l’affissione di un «capitolo
di Davide Francioli
.

estivo» (#SeaToLove Edition) contro l’inqui-


Scienze, astronomia, matematica, nuovi linguaggi namento marino. Sei lavori di altrettanti
artisti — Qwerty, Haterisk, Attorep, Annalisa
Grassano (sua l’opera accanto), Samuele
Vesuvio, Larva — impegnati per l’ambiente.

ILLUSTRAZIONE DI ANTONIO MONTEVERDI

Le nuove
di ANNACHIARA SACCHI

Abelardo e Eloisa
Il teologo e la discepola
uniti solo dalle lettere

incertezze
I
l filosofo e l’allieva. Il teologo nato nel 1079 in
Bretagna e la parigina più giovane di almeno
quindici anni. Pietro Abelardo ed Eloisa, il
Medioevo più erotico narra l’amore proibito e ribelle
tra l’intellettuale titolare della cattedra di Notre-
Dame e la brillante discepola. «Più che lezioni, frasi
d’amore; più che nozioni, baci». La relazione viene
scoperta, i parenti di lei si vendicano evirando il
docente, entrambi si rifugiano in convento, lontani
per sempre, ma le loro lettere continuano a bruciare
di desiderio. «Questi straordinari personaggi —

del cuore
spiega la professoressa Illouz — si innamorano
sfidando ogni convenzione. Eloisa è una figura fuori
dal comune». Rivoluzionaria, audace. «Dopo lo
scandalo diventa badessa e in virtù di questa
posizione riesce a comunicare con Pietro. Gli scrive
che avrebbe preferito essere la sua prostituta
piuttosto che la moglie dell’imperatore Augusto. Il
suo amore è così forte da distruggere le fondamenta
della sua educazione, da scardinare le regole del
tempo: le fa sentire Abelardo vicino. È come se non si
fossero mai separati. Alcuni amori finiscono senza
mai finire». Abelardo muore nel 1142, Eloisa nel
1164. Sono sepolti insieme al Père Lachaise di Parigi.

L
a stagione del disamore è entra- come in un mercato, sono vissuti tanto

Giulia e Saint-Preux
ta nelle nostre case in modo si-
lenzioso. Ha preso il volto di uno La diffusione spasmodi- sotto il segno della scelta quanto sotto
quello dell’incertezza». Con evidenti con-

Lei obbedisce e muore:


smartphone, si è unita al capita-
lismo, ci ha illuso spacciandosi ca delle tecnologie digi- seguenze sui matrimoni (e i divorzi) e
sulla percezione di sé: ci si definisce at-

tali (leggi: smartphone e


per libertà. Il risultato è evidente: le so- traverso il no a relazioni stabili (le chiama

hanno vinto gli uomini


cietà avanzate stanno rinunciando a rela- «relazioni negative»).
zioni e sentimenti. Le accomuna un trat- La fine della coppia uomo-donna.
to distintivo: l’incertezza. La difficoltà di
interpretare noi stessi e gli altri. Ne ha social) e una certa deriva «L’eterosessualità — dice la professores-
sa — è un terreno più privilegiato, rispet-

«G del capitalismo (leggi:


iulia e Saint-Preux replicano l’eterno fatto oggetto di studio Eva Illouz, docente to all’omosessualità, per studiare il pro-
dramma delle coppie il cui amore è presso il dipartimento di Sociologia e blema: nella sua forma attuale l’eteroses-
osteggiato dai genitori». Sono i
protagonisti di Giulia o la nuova Eloisa (Julie ou la
Nouvelle Héloïse, romanzo epistolare di Jean-
Antropologia dell’Università ebraica di
Gerusalemme. E quella ricerca (durata
vent’anni) è diventata un libro — edito da
tutto è mercato) fanno sualità si basa sulle differenze di genere,
che molto spesso sono in realtà disparità
di genere».
Jacques Rousseau, ambientato in Svizzera e
pubblicato per la prima volta nel 1761): «Giulia fa
Codice — dal titolo molto chiaro: La fine
dell’amore. male alla stabilità delle La nascita del disamore. Ti scelgo con
un clic. Ti consumo con un clic. Il corpo
quello che deve fare, si sottomette alla volontà del
padre e sposa un uomo che non ama. Si adegua alle
Indagine sulle condizioni culturali e
sociali che hanno portato all’abbandono relazioni sentimentali. che diventa unità essenziale del capitali-
smo in un percorso tecnologico che crea
regole della famiglia, non si ribella. E la sua morte (si
tuffa nel lago per salvare uno dei figli e si ammala
gravemente) offre una soluzione al conflitto tra
progressivo delle relazioni affettive tra
uomo e donna, effetto legato alla macchi-
na capitalistica e alla tecnologia. La stu-
Ne è talmente convinta ambiguità nelle regole dell’interazione.
Non ci sono condanne di tipo moralisti-
co: Eva Illouz non invoca un ritorno al
amore e dettami patriarcali». La tragica fine delle
eroine, illustra la docente, è uno stratagemma
diosa fa esempi, tantissimi, circostanziati
(e in queste pagine aggiunge al suo sag-
la sociologa Eva Illouz passato. Piuttosto aggiunge: «In futuro
dovremo aspettarci formule molteplici di
narrativo molto usato per risolvere il conflitto tra
autonomia individuale e autorità patriarcale, tra
gio sei grandi separazioni del passato,
della letteratura, del presente). Avanza che ha intitolato un libro relazioni. Lo sviluppo più interessante ri-
guarderà l’esplosione della sessualità,
l’esigenza femminile di rivendicare una certa libertà
emotiva e il fatto di essere controllate a vista dagli
uomini. E se fosse successo oggi? «Credo che il
un’argomentazione precisa: «Sotto l’egi-
da della libertà sessuale, le relazioni ete-
rosessuali hanno assunto la forma di
«La fine dell’amore». stiamo assistendo a una crescente varietà
di identità sessuali che avrà forti conse-
guenze sulla famiglia tradizionale e sulla
destino di Giulia sarebbe stato identico, non avrebbe
mai tradito il marito, neanche con i social network.
mercato: l’incontro diretto tra offerta
emotiva e sessuale e domanda emotiva e
Qui spiega perché e rac- coppia». Siamo solo all’inizio di un vasto
esperimento «che sta cambiando le iden-
Comunicare in quel modo con Saint-Preux sarebbe
stata per lei una forma di infedeltà. Penso che non
sessuale. Entrambe — domanda e offerta
— sono in larghissima parte mediate da conta sei storie (lettera- tità di genere ma anche le relazioni e i
ruoli al loro interno». Un nuovo inizio. «E
sarebbe cambiato nulla». oggetti e spazi del consumo e dalla tec-
nologia. Gli incontri sessuali, organizzati rie o reali) finite male noi dobbiamo cercare di capirlo».
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DOMENICA 19 LUGLIO 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 15

{
Avventura italiana
1944: Filippo Cavalcanti, archeologo, è deciso
a salvare alcune opere d’arte; Quintino a
salvare la pelle. L’improbabile sodalizio li
I(n)stantanee porta ad affrontare posti di blocco, a
incontrare suore e partigiani vivendo
di Nathascia Severgnini un’avventura indimenticabile lungo l’Italia.
Non esistono posti lontani (Franco Faggiani,
Fazi, pp. 286, e 18) è bello quanto un viaggio
dall’Alto Adige a Ischia. Scatto di Cristina, su
Instagram @il_sommelier_di_libri.

SSS Tesi
ANCHE IL SESSO
DIVENTA
MENO FREQUENTE
di MANUELA MONTI e CARLO ALBERTO REDI

L
a prestigiosa rivista «Journal of American
Medical Association», nel numero del 12
giugno, dedica un lungo articolo alla fre-
quenza dell’attività sessuale e al numero di
partner degli adulti di età compresa tra i 18
e i 44 anni nel periodo 2000-2018. Il dato inatteso è
l’aumentata inattività sessuale degli adulti e in par-
ticolare dei giovani maschi, a fronte di una «libera-
zione» del sesso ludico da quello procreativo (grazie
al controllo della fertilità femminile), dell’estensione
del periodo copulatorio maschile e, soprattutto, della
possibilità di «relazioni d’asporto» offerte dalla rete
(Tinder, OKCupid e così via) che — forse — riducono
gli affanni e le complicazioni della «vecchia» e cano-
nica arte del corteggiamento. L’aumento di tale inat-

i
tività è associato a variabili socio-demografiche ed è
correlato a potenziali implicazioni per la salute pub-
blica. L’Organizzazione mondiale della sanità giudi-
Catherine e Heathcliff Carlo e Diana ca la soddisfazione sessuale un parametro fonda-
mentale per il nostro benessere generale e la salute
Le convenzioni frenano Il principe (in)fedele: poiché l’attività erotica abbassa la pressione sangui-
gna e la frequenza cardiaca, mentre favorisce il rila-

le «cime tempestose» rivincita delle bruttine


scio di ossitocina, un ormone capace di ridurre gli
effetti negativi delle condizioni di stress.
I limiti dello studio sono quelli classici legati alla
qualità delle risposte fornite dagli intervistati: i ma-

G I
otico, disperato, sconvolgente. Ecco l’amore tra l loro matrimonio, celebrato il 29 luglio 1981, fu schi assumono definizioni più ampie per «fare ses-
Catherine Earnshaw e Heathcliff, i due favolosi seguito in tv da 750 milioni di persone nel mondo. so» e «partner sessuale» rispetto alle femmine, per le
protagonisti di Cime tempestose, il romanzo di Una favola moderna con tutti i cliché: pizzo, tulle, quali il partner è perlopiù «relazionale» e il sesso
Emily Brontë pubblicato per la prima volta nel 1847. una sposa giovanissima, paggetti e teste coronate. Il «penetrativo». La solidità dei dati è comunque testi-
In realtà, spiega Eva Illouz, «Heathcliff e Catherine principe Carlo (1948), erede al trono del Regno Unito, moniata dall’elevata casistica (oltre 10 mila indivi-
sostanzialmente non sono mai una coppia. Crescono e lady Diana Spencer (1961-1997), le nozze del dui relativi a dieci censimenti biennali) e dall’alto
insieme, di fatto sono quasi fratello e sorella, il loro secolo. Doveva durare per sempre, divorziarono nel numero delle variabili socio-demografiche considera-
legame è per certi versi incestuoso, estremamente 1996, tra loro i fantasmi di relazioni recenti e di te: etnia, religione, istruzione, residenza, reddito,
lontano dall’amore a prima vista. Ma quando vecchi amori, soprattutto quello tra Carlo e Camilla stato civile, orientamento sessuale, uso della porno-
capiscono che la loro è una tensione sessuale, si Parker Bowles, fiamma mai sopita, al punto che oggi grafia e di internet.
separano prima ancora di avere l’opportunità di Camilla è moglie dell’eterno principe e duchessa di
amarsi. E questo succede perché la giovane non Cornovaglia. «Mi piace questa storia — confessa la
accetta le umili origini di lui». Sorride: «Se fossero sociologa — anche perché rende giustizia alle donne
miei amici suggerirei loro di farsi aiutare». Poi meno belle. Diana è stupenda, sofisticata, Tra i risultati più significativi emerge l’aumento
riprende: «Questo amore così profondo e dark è carismatica, aristocratica. Eppure Carlo le preferisce (nel confronto tra 2000-2002 e 2016-2018) dell’inatti-
contaminato da elementi sociali ed economici, e Camilla, il suo primo amore, decisamente meno vità sessuale sia dei maschi nelle fasce di età tra i 18
questi elementi giocano un ruolo importante nelle attraente della sua splendida moglie, la “principessa e i 24 anni (da 18,9% a 30,9%) e tra i 25 e 34 anni (da
leggi dell’attrazione e della repulsione, dimostra che EVA ILLOUZ del popolo” venerata dall’opinione pubblica». 7% a 14%) sia delle femmine tra i 25 e 34 anni (da 7%
l’aspetto sociale è un ingrediente più potente della La fine dell’amore. L’aspetto più interessante: «Nella loro separazione a 12,6%); l’aumento tra i maschi eterosessuali (età
proverbiale “chimica”». Che cosa sarebbe successo Sociologia c’è un elemento legato alla lealtà: è come se Carlo 18-44) riguarda prevalentemente i non-coniugati (da
se avessero avuto internet? «Forse, a un certo punto, delle relazioni negative volesse rimanere fedele al sé stesso di una volta. E 16,2% a 24,4%). Nel biennio 2016-2018 il 30,9% dei
Heathcliff avrebbe spiegato le ragioni delle sue Traduzione di Giovanni Giri questo processo è diametralmente opposto rispetto maschi e il 19,1% delle femmine tra i 18 e i 24 anni di
azioni, e alcuni tragici fraintendimenti sarebbero CODICE EDIZIONI alla moderna ossessione di rinnovare età non ha avuto rapporti sessuali nell’anno prece-
stati evitati. Avrebbero avuto una possibilità». Pagine 362, e 29 continuamente noi stessi». dente: circa 1 maschio su 3 e 1 femmina su 5. L’au-
mento di inattività va di pari passo con la diminuzio-
L’autrice ne della frequenza dei rapporti (1, 3 o più per setti-
Eva Illouz (in alto nella foto mana) e del numero di partner. Di rilievo la diminu-
di Frédérique Plas) è nata a zione della frequenza dei rapporti tra i coniugati, sia
Fès, in Marocco, nel 1961. maschi (da 71,1% a 57,7%) sia femmine (da 69,1% a
Anna Karenina e Vronsky Dopo avere lasciato il
Marocco all’età di dieci anni,
Brad Pitt e Jennifer Aniston 60,9%). L’inattività sessuale è più facilmente riscon-
trata tra i maschi con basso reddito (e lavori part-ti-
Tolstoj come il Covid: ha studiato a Parigi
e a Filadelfia, negli Stati Impossibile resistere me) o disoccupati, così come tra gli studenti di en-
trambi i sessi.

coppie, non isolatevi! alla dark lady Angelina


Uniti. È docente presso il Diversi fattori sono probabilmente in azione nel
dipartimento di Sociologia e causare l’aumento dell’inattività: le condizioni di
Antropologia dell’Università stress per la ricerca di complessi equilibri tra lavoro,
ebraica di Gerusalemme. È relazioni intime e attività ricreative; l’ansia di con-

L’ G
amore ai tempi dell’isolamento. Difficile da stata membro dell’Istituto di iovani, ricchi, famosi, bellissimi. Avevano tutto quistare un soddisfacente status socioeconomico;
tenere vivo, continuamente a rischio crisi. Un Studi avanzati di Berlino e Brad Pitt (1963) e Jennifer Aniston (1969), l’elevata offerta di soddisfacenti attività vicarianti
esempio arriva da Anna Karenina e Vronsky, i ha insegnato all’École des sposati dal 2000 al 2005. Giocavano alla pari (quella sessuale) che la rete e la vita nell’infosfera
due amanti di Anna Karenina, il capolavoro di Lev hautes études en sciences per talento e portafoglio, si amavano, erano star «e sono in grado di fornire e che fa dubitare della spiri-
Tolstoj pubblicato per la prima volta nel 1877. sociales di Parigi. È stata la nonostante tutto si sono lasciati». La professoressa tosa osservazione del Nobel François Jacob quando
«Questo romanzo — commenta Eva Illouz — offre prima donna presidente Illouz commenta: «Alcune separazioni hanno a che in Evoluzione e bricolage (Einaudi, 1978) ricorda che
alcuni spunti interessanti per il nostro presente della Bezalel Academy of Art fare con l’inspiegabile. Brad lascia Jennifer, simbolo «il piacere appare come un semplice espediente per
minacciato dalla pandemia da Covid-19. Dimostra, and Design. Tra i suoi libri di una femminilità solare, positiva, perché attratto da costringere gli individui a darsi alle pratiche sessua-
almeno a mio parere, come per una coppia sia una ricordiamo: Perché l’amore fa Angelina Jolie, che è esattamente l’opposto (ma li, e quindi a riprodursi. Espediente molto efficace, in
pessima idea confinarsi dal resto del mondo. Ma soffrire (il Mulino, 2013) e altrettanto bella): seduttiva, lunare». Una irresistibile verità, a giudicare dalla densità della popolazione».
soprattutto fa emergere la totale differenza tra Happycracy (con Edgar femme fatal. «Questo dimostra che mentre alcune La frequenza dell’attività sessuale e il numero dei
intimità e vero amore. Non appena i due personaggi Cabanas; Codice, 2019). La separazioni sono necessarie e salutari, alcune sono partner paiono dunque restare avvolti da affascinan-
si allontanano dall’alta società russa alla quale docente sarà il 23 luglio totalmente arbitrarie. Sei Brad Pitt, hai Jennifer ti misteri. Del resto, a 149 anni dall’illuminazione di
appartengono (e che li rifiuta a causa della loro ospite (collegata via web) Aniston al tuo fianco, intelligente, raffinata e però ti Darwin sul ruolo dell’evoluzione sessuale nell’origine
relazione extraconiugale), Vronsky si sente soffocato del Festival «Prendiamola fai sedurre dalla dark lady... Come se avesse avuto dell’uomo, la stessa origine della riproduzione ses-
dalla gelosia di Anna. Si rende conto del fatto che con filosofia» che si tiene, davanti a sé due prototipi di donna, quasi suata, così complessa nei meccanismi molecolari,
l’amore, per fiorire e crescere, ha bisogno di stare live e in streaming, mitologici». Sono varie le lezioni di questa storia: «A citologici, fisiologici e psicologici, resta un labirinto
dentro la vita sociale, non fuori». Valeva nella Russia al Parco Appio di Roma volte gli amori finiscono non perché non siamo felici, concettuale. Nessuna delle più accreditate ipotesi
dell’Ottocento, vale nel nostro presente globalizzato: ogni giovedì, fino al 30 ma perché arriva qualcosa che cattura la nostra resiste alle tante obiezioni e contro-obiezioni mentre
«Le coppie che si separano dal resto del mondo luglio, a partire dalle 19. attenzione. E questo qualcosa ci spinge a volere la riproduzione asessuata pare tanto vantaggiosa
implodono». Certo, qualche svago su internet e uno La professoressa Illouz ottimizzare la nostra “carriera sessuale”, come ha poiché assicura la trasmissione dell’intero genoma...
smartphone avrebbero giovato. «Probabilmente spiegherà (ore 19.30) al fatto Pitt». Altra «morale»: «In amore ci piace lo dice, a suo modo, anche Marcel Proust, ricordan-
sarebbero durati un paio di anni in più. Vronsky pubblico della rassegna gli esplorare la parte oscura dell’inconscio». E ancora: doci che «la felicità è la moltiplicazione di sé stessi»!
avrebbe potuto partecipare a qualche Zoom party...». effetti della «modernità» «La bontà non sempre viene premiata». © RIPRODUZIONE RISERVATA

sull’amore e sulle relazioni


16 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 19 LUGLIO 2020

EDIZIONI
DOMENICA 19 LUGLIO 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 17

{
Il numero è nel titolo
Il primo romanzo di Raffaele Malavasi intorno a poli dall’alta carica emotiva: Genova
Mani in alto s’intitolava Tre cadaveri. Il secondo: Due e Goffredo Spada, disincantato ex poliziotto.

Universi Scienze di Roberto Iasoni omicidi diabolici. Il terzo, appena uscito, Sei
sospetti per un delitto (Newton Compton, pp.
448, e 9,90). Sinistre varianti numerologiche
Qui si parte da una strage (forse) islamista.
Sangue e terrore, con un senso ritmico della
scrittura che inchioda alla pagina.

Biologia Parla Donald Hoffman: l’evoluzione naturale nasconde la vera struttura del mondo, perché questo consente
di sopravvivere. È come se avessimo in testa un casco di realtà virtuale. Quella effettiva, forse, è una rete simile a Twitter

I sensi ci ingannano. Per fortuna


di TELMO PIEVANI

i
«Le esperienze coscienti di altri esseri
viventi potrebbero risultare drammatica-
mente diverse da qualsiasi cosa possia-
mo immaginare. La domanda scientifica
è se la natura fondamentale della realtà
sia inconscia o cosciente. Ma nessuna ri-
sposta è più antropomorfa dell’altra».
Secondo la sua teoria, la mente uma-
na è fortemente manipolabile da coloro
che conoscono le leggi evolutive della
nostra interfaccia con il mondo.
«La psicologia evoluzionistica ha indi-
viduato molti pregiudizi che governano
le nostre capacità cognitive, emotive e
percettive. Chi conosce tali propensioni
profonde può sfruttarle a suo favore nel
marketing e nella progettazione dei pro-
dotti. Molte aziende lo stanno facendo».
Ci ho lavorato anch’io nel libro «Nati
per credere» (scritto con Giorgio Val-
lortigara e il compianto Vittorio Girot-
to), ma il problema della psicologia
evoluzionistica è che vede solo adatta-
menti funzionali dappertutto. Che ne
pensa di quei tratti, come effetti colla-
terali e ridondanze, che non contribui-
scono alla nostra fitness e che pure la
selezione naturale tollera?
DONALD HOFFMAN «Esistono. La selezione naturale, se-
L’illusione della realtà. condo alcuni evoluzionisti, non ha un’in-
Come l’evoluzione fluenza così grande come altri fattori, per
ci inganna sul mondo esempio la deriva genetica. Questo è un
che vediamo dibattito per evoluzionisti come lei. Il
Traduzione di Francesca Pe’ mio tema è un altro: ci siamo evoluti per
BOLLATI BORINGHIERI vedere la verità sulla realtà o no? L’argo-
Pagine 330, e 24 mento standard risponde positivamente,
perché vedere la verità ci renderebbe più
L’autore adatti. Detto ciò, solo la selezione natura-
Nato il 29 dicembre 1955 a le, e non gli altri fattori, può renderci più
San Antonio, nello Stato idonei all’ambiente in cui viviamo. Ma ci
americano del Texas, Donald sono evidenze schiaccianti del fatto che
Hoffman (nella foto qui la selezione naturale ha probabilità zero
sopra) insegna Scienze di modellare i sensi di qualsiasi creatura
cognitive presso l’Università per percepire qualsiasi verità sulla strut-
della California, Irvine, ed è tura della realtà oggettiva».
noto come uno dei massimi
esperti per quanto riguarda
lo studio delle percezioni

S
umane. Ha pubblicato lavori Lei dà grande importanza alla sele-
iamo programmati dall’evolu- plicano che lo spaziotempo è condanna- Dal suo libro sembra che tutto di- scientifici su riviste come zione sessuale, ma è davvero convinto
zione per farci ingannare sul to. Lo spaziotempo non può essere penda dai nostri sensi. Tuttavia, anche «Scientific American» e che quando gli uomini scelgono una
mondo: questa è la provocatoria fondamentale: emerge da qualcosa di più i recettori sensoriali si sono evoluti co- «Edge», e scrive anche sui partner siano condizionati dagli indizi
tesi dello psicologo cognitivo fondamentale. E se lo spaziotempo non è me oggetti fisici. Non è una visione periodici «Atlantic», sul suo potenziale riproduttivo? Non
Donald Hoffman, University of fondamentale, non lo sono nemmeno i troppo antropocentrica? «Wired» e «Quanta». Nel pensa che la cultura ormai nella nostra
California, Irvine, nel libro L’illusione suoi contenuti. Neuroni e cervelli non so- «È l’opposto di una visione antropo- 1998 è uscito, presso evoluzione abbia soverchiato le in-
della realtà (Bollati Boringhieri). Gli ab- no aspetti della realtà fondamentale. Non centrica. Altre creature possono avere l’editore W.W. Norton di New fluenze ancestrali?
biamo chiesto di illustrarcela. hanno poteri causali. In particolare, non percezioni radicalmente diverse rispetto York, il suo importante «Cultura e genetica sono entrambe
Lei scrive che la verità non è conve- possono causare esperienze consapevoli. a noi. La teoria dei giochi evolutivi impli- saggio, non tradotto in Italia, coinvolte nelle nostre scelte sessuali. Nel
niente nell’evoluzione. Perché le nostre Pensare che l’attività cerebrale causi le ca che i sensi di tutte le creature non sia- Visual Intelligence. How we libro discuto delle pressioni evolutive
percezioni ce la nascondono? nostre azioni ed esperienze è una finzio- no modellati per rilevare verità oggettive, Create What we See sulle nostre scelte del partner non perché
«Perché i nostri sensi percepiscono ne utile. Ma pur sempre una finzione». ma solo per guidare azioni adattive». («Intelligenza visuale. Come siano le più importanti, ma semplice-
icone semplificate, ancorché utili, della Ma allora, in quanto umani, possia- creiamo quello che mente per illustrare in modo coinvolgen-
realtà. Dobbiamo prenderle sul serio, mo comprendere l’interfaccia di un al- vediamo»). Hoffman ha te come funziona la selezione naturale».
perché i nostri antenati sopravvissuti fu- tro animale, cioè come un altro essere ricevuto diversi Il suo libro si conclude con una do-
rono quelli che le presero sul serio. Sce- Se gli oggetti fisici sono solo inter- vivente percepisce il mondo? riconoscimenti per il suo manda enigmatica, senza risposta. Vi-
gliere percezioni vere ci avrebbe portati facce mentali che abbiamo sviluppato «Noi possiamo provare a capire le in- lavoro di studioso. Tra gli viamo inconsapevolmente dentro un
all’estinzione, perché la percezione della per sopravvivere, come la percezione terfacce di altri animali, attraverso il nor- altri, un premio al merito casco di realtà virtuale, come nel film
realtà oggettiva differisce dalla percezio- dei colori, e non realtà oggettive, allora male percorso scientifico di teorie ed dall’Associazione americana Matrix. Ma se ci accorgiamo di quel ca-
ne delle azioni che ci danno la possibilità la realtà non esiste? esperimenti. Nella scienza, non possia- di psicologia (Apa) per le sco, che cosa succede se ce lo togliamo?
di sopravvivere e riprodurci meglio. Fac- «La tesi secondo cui lo spaziotempo mo mai provare che una teoria sia vera: sue ricerche sulla percezione «Io penso che ci sia qualcosa al di fuori
ciamo l’esempio di un videogioco. Vedere non è una realtà fondamentale viene dai anche se supera tutti i test sperimentali, visiva, il Rustum Roy Award dei nostri visori di realtà virtuale. Pro-
simboli colorati che ti permettono di gio- fisici stessi, come Nima Arkani-Hamed ciò non significa che la teoria sia vera. dalla Chopra Foundation pongo che ciò che esiste là fuori sia una
care con successo non è lo stesso che ve- dell’Institute for Advanced Study di Prin- Questo si applica anche alle nostre teorie e il Troland Research vasta rete sociale di agenti coscienti. È
dere tutte le tensioni e i campi magnetici ceton. Ma non è una tesi anti-realista. sulle interfacce di altri animali». Award dall’Accademia possibile che si possa allentare la presa
nel computer. Se percepissimo tutti i det- Una realtà oggettiva deve esistere. I fisici Lei scrive che ci sono infinite altre nazionale delle Scienze degli dei nostri visori sull’immaginazione.
tagli, perderemmo al gioco contro qual- stanno esplorando diverse teorie su qua- varietà di esperienze coscienti nel Stati Uniti d’America Quando avremo una teoria scientifica
cuno che non vede la realtà oggettiva, ma le geometria possa descrivere tale realtà mondo. Non sarà antropocentrismo, L’immagine della rete di agenti coscienti e una com-
solo immagini video semplificate. Allo sottostante. Io mostro soltanto che l’evo- però lei estende in modo antropomor- Emily Mae Smith (1979), prensione matematicamente precisa di
stesso modo, nel gioco dell’evoluzione, luzione per selezione naturale concorda fico il nostro modo di essere coscienti Rogue Wave (2016, olio come noi proiettiamo quella rete sul no-
chi vede la realtà oggettiva perde contro con ciò che i fisici stanno dicendo». agli altri esseri viventi. su tela), courtesy dell’artista stro casco virtuale, allora saremo in gra-
chi si concentra sull’unico aspetto che do di sviluppare tecnologie che ci per-
conta, cioè avere un guadagno in termini
di sopravvivenza».
Perché non riusciamo a spiegare co-
SSS
Siamo immersi in una sorta di videogioco. Vedere simboli
mettano di esplorare la rete di agenti co-
scienti, e anche di cambiare i parametri
reali dei nostri caschi spaziotemporali».
me l’attività cerebrale genera l’espe- Quindi: prendiamo la pillola rossa di
rienza cosciente? Dove sbagliamo?
«Sbagliamo perché supponiamo che
colorati che permettono di destreggiarsi con successo non è come Matrix, l’illusione cade, ma anziché in
una verità da incubo ci troviamo im-
lo spaziotempo e gli oggetti fisici, come
le particelle elementari, siano realtà fon-
cogliere tutte le tensioni e i campi magnetici nel computer. Se mersi in un social network?
«Proprio così. Per analogia, direi che ci
damentali. Non lo sono. I fisici ricono- percepissimo ogni dettaglio, verremmo sconfitti da chi non vede troveremmo in un vasto universo social
scono ampiamente che la teoria quanti- come quello di Twitter».
stica e la relatività generale insieme im- la realtà oggettiva, ma immagini video semplificate, ben più utili © RIPRODUZIONE RISERVATA
18 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 19 LUGLIO 2020

Universi Visual data


Estensione totale delle coste nel mondo. Per ogni Paese sono 202.080 km 83.281 km 54.716 km
considerate sia le coste della terraferma che quelle delle isole Canada Norvegia Indonesia

Spiagge e aree costiere


in Italia e nel mondo Calabria
614 km
lunghezza totale spiagge
LUNGHEZZA COSTE E CONCESSIONI MARITTIME PER REGIONE

Percentuale di costa sabbiosa occupata da stabilimenti


balneari, campeggi, circoli sportivi e complessi turistici 30% 1.488 82

Spiagge da garantire alla libera fruizione (spiaggia libera


o libera attrezzata) secondo le disposizioni regionali

Concessioni per Concessioni per campeggi,


stabilmenti balneari circoli sportivi e complessi turistici
28,1%

Puglia Toscana
303 km 270 km
altri Paesi con lunghezza delle coste minore di 400 km

60%

968 95 1.291 107

38,6 0% 51,7%

Campania Emilia-Romagna
140 km 131 km

400 km
Guatemala
Camerun 916 137 1.209 51
Sierra Leone
Samoa
Tonga
Polonia 20% 20%
Cambogia
Paesi Bassi
Guyana
Seychelles
Lituania
Kuwait 67,7% 69,3%
501 km
Porto Rico
Costa d'Avorio
Abruzzo Marche Friuli-Venezia Giulia
Isole Paracelso
114 km 113 km 64 km
Senegal
Kenya
Ghana
Qatar
Liberia 647 30 910 87 73 27
Bangladesh 25%
Maldive
20%
Cipro
Uruguay
706 km
Timor Est
Hong Kong 47,5% 61,8% 0% 20,3%
Mauritania 1.110 km 1.300 km 1.500 km 1.700 km 1.900 km 2.100 km 2.300 km 2.500 km
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Vacanza, memoria, dolore: una rassegna


I
n letteratura tutto ha un signifi- fanzia, la pausa, l’eccezione, il ciclo al D’altronde l’amore è fuggevole, co-
cato, almeno nelle intenzioni suo apice, il torrido della passione, me la condizione umana e come l’esta-
di romanzi con titoli dedicati a questo periodo dell’autore e nelle aspettative del
lettore. Non c’è ambientazione,
l’appagamento, l’accecamento o
l’estremo, l’amore o la morte.
te di una volta: quello che succede nel
Sogno di una notte di mezza estate di

Perché l’estate
nome, avvenimento che non ab- E per fare tutto questo, all’estate ba- William Shakespeare è magico, ma
bia il compito di rappresentare qual- sta un titolo. Succede in un bellissimo dura un attimo; al risveglio, le creature
cosa: nella stringente economia narra- romanzo breve di Edith Wharton, che umane ritornano prosaiche e poco in-
tiva ogni parola entra nella costruzio- si chiama solo così: Estate. Non servo- clini all’abbandono.
ne del mondo immaginario. Esistono no aggettivi per quel che accade alla

non è solo
anche elementi che incarnano di per protagonista Charity, ingenua ragazza
sé quasi tutto il cronòtopo di una sto- paesana che incontra un bellimbusto
ria (cioè lo spazio-tempo di una narra- di città: sta già tutto in una parola. Sa- Shakespeare, per inciso, amava en-
zione secondo il teorico Michail Ba- rà amore ma sarà breve, sarà travol- trambe le sfumature dell’estate, di
chtin). Ad esempio, la parola estate: è gente ma finirà in rovina. Anche la trionfo e di morte: non un titolo, ma il
una stagione, o dell’anno o della vita. scrittrice, tra l’altro, ebbe i suoi guai famoso monologo del Riccardo III re-

una stagione
Punto. Ma proprio intorno a un signi- per il romanzo che nel 1917, quando cita «ora l’inverno del nostro sconten-
ficato così circoscritto vibrano le emo- uscì, fece scandalo. to / è reso gloriosa estate da questo so-
zioni più diverse. Altra storia di una donna che inizia le di York» (durerà poco, in un susse-
L’estate diventa di volta in volta, per una difficile strada di emancipazione guirsi di presagi e di delitti). Restando
gli scrittori, il periodo più caldo del- è La bella estate di Cesare Pavese: nel a teatro, un apice infuocato che brucia
l’anno, la stagione dei raccolti, la mez- trittico di racconti che comprende an- tutti i protagonisti è il dramma di Ten-
za età, la perdita dell’innocenza, il che Il diavolo sulle colline e Tra donne nessee Williams Improvvisamente
di IDA BOZZI tempo fuggevole della vacanza, l’in- sole, vinse nel 1950 il Premio Strega. l’estate scorsa, divenuto anche un
DOMENICA 19 LUGLIO 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 19

{
Resa dei conti alla Casa Bianca
Il colore della copertina, bianco, come il baffo Trump a settembre quand’era consigliere per
Downtown dell’autore, contrasta con i toni caldissimi la sicurezza nazionale, è un pesantissimo
di Stefano Righi delle pagine interne. The Room Where It atto d’accusa verso l’inquilino della Casa
Happened (Simon & Schuster, pp. 588, $ Bianca. Il libro è in testa alle classifiche quan-
32,50), scritto da John Bolton, licenziato da do mancano meno di 4 mesi alle elezioni.

44.087 km 37.653 km 36.289 km 29.751 km 25.957 km 19.924 km 17.968 km


Groenlandia Russia Filippine Giappone Australia Stati Uniti Antartide

Fonti: Legambiente - Rapporto spiagge 2019, CIA World Factbook (maggio 2020)

Nuova Zelanda
15.134
Sardegna Sicilia
595 km 425 km

60%

574 109 680 46

Cina
14.500
20,6% 0% 22,2%

Grecia
13.676
Lazio Veneto
243 km 144 km
50%

654 105 370 62

Regno Unito
12.429
40,6% 0% 39,6%

Messico
9.330
Liguria
114 km

40% COMUNI COSTIERI ITALIANI CON LA MAGGIORE


OCCUPAZIONE DI SPIAGGE IN CONCESSIONE

Italia
7.600
1.175 273 95,6%
Fregene 39
Lazio
93,7%
Forte dei Marmi 125
Toscana

Brasile
7.491
90%
Rimini 231
Emilia-Romagna
88,2%
69,8% Alassio 95
Liguria

Danimarca
7.314
87%
S. Benedetto del Tronto 116
Basilicata Molise Marche
44 km 32 km 83%
Alba Adriatica 28
Abruzzo
74%

Turchia
7.200
Sperlonga 52
Lazio
30% 68,8%
102 10 47 10 Jesolo 90
Veneto
65%
Giardini Naxos
India
7.000
30
Sicilia
57,5%
Lido di Ostia 61
Lazio
Cile
6.435

0% 28,1% 19,6%
2.798 km 3.100 km 3.794 km 3.427 km 3.794 km 4.970 km
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6.112
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film di Joseph L. Mankiewicz: storia che la natura colma di scoperte e la zioni della Seconda guerra mondiale. segretamente affaccia sull’estate,
nerissima in cui la canicola estiva fa da nonna riempie con i suoi racconti. Non sempre la stagione calda è di- complice una macchina del tempo.
sfondo alle avventure erotiche di un
giovane e alla sua morte in una sorta
In letteratura però gli estremi si toc-
cano: ecco allora L’ultima estate, libro
pinta in termini realistici: nel nuovo
L’estate che sciolse ogni cosa (Atlanti-
La visualizzazione La parte del leone però è dei thriller,
in cui il tempo fermo della canicola dà
di rito orfico.
Ma qual è l’estate più bella di tutte?
d’esordio di Cesarina Vighy, in cui la
scrittrice già 72enne trasfigurò i ricor-
de), l’esordiente Tiffany McDaniel as-
socia al clima rovente una figura che
Lunghezza delle coste: il senso dell’ineluttabile. Ad esempio,
ne L’estate fredda di Gianrico Carofi-
Quella dell’infanzia, nel tempo sospe-
so della vacanza. Sono innumerevoli i
di di una intera vita, l’infanzia in tem-
po di guerra, gli amori, la sofferenza
di fiamme se ne intende, il diavolo;
nell’estate del 1984, la figura infernale
il Canada batte tutti glio, a gelare il sangue del maresciallo
Fenoglio è il rapimento di un bambi-
romanzi che restituiscono quella sta- per la malattia che la uccise, la sclerosi giunge nella città di Breathed, Ohio, di GIULIA DE AMICIS no e la guerra di mafia che si è scate-
gione: si può cominciare da L’estate laterale amiotrofica, la vecchiaia. An- sotto forma di adolescente, e niente nata tra i clan a Bari; ne L’estate torbi-

L
dell’innocenza di Clara Sánchez, in cui che Roberto Alajmo nel suo L’estate sarà più come prima. Altra fantasia a visualizzazione mostra i da di Carlo Lucarelli i campi dell’asso-
la scrittrice si racconta bambina in vil- del 78 racconta un dramma familiare, popolata di creature fiabesche e follet- Paesi con estensione costiera, lata pianura romagnola sono teatro di
leggiatura sulla Costa Brava, tra la li- ambientato a Mondello, in Sicilia: il ti è Summerland di Michael Chabon, ordinati, sulla cornice, secondo un omicidio efferato che ne nasconde
bertà della spiaggia e le piccole follie romanzo comincia un attimo prima che ambienta in un paradiso immagi- la lunghezza totale delle coste. molti altri. La stagione calda è anche
mondane del cenacolo di zie e zii. Al- della scomparsa della madre del pro- nario dal clima sempre sereno le pri- Nella parte centrale sono analizzate un ottimo sfondo per la paura assoluta
tro inno a tutte le infanzie dell’esisten- tagonista, e all’inizio di una lunga in- me nuvole di una sfida adolescenziale. le 15 regioni italiane con sbocco sul e la fine dell’innocenza: due titoli su
za è Il libro dell’estate di Tove Jansson, dagine che durerà tutta la vita. L’eroi- Anche un maestro della fantascienza mare. Per ciascuna è indicata la tutti sono Stand by Me. Ricordo di
in cui nonna e nipotina trascorrono na de L’estate dell’incanto di France- tout court come Robert A. Heinlein si lunghezza delle spiagge, la un’estate, capolavoro di Stephen King
insieme la bella stagione su un’isola sco Carofiglio, Miranda, racconta una è cimentato con il tema stagionale, ne percentuale destinata alla libera nei racconti di Stagioni diverse, e
finlandese: per la prima la vita attiva è stagione dorata trascorsa nella casa di La porta sull’estate: un inventore vive fruizione e in concessione, il L’estate della paura di Dan Simmons,
già alla fine e per la seconda deve an- campagna dei nonni: peccato che sia in una fredda zona del Connecticut, in numero di stabilimenti balneari e di storia corale di orrori tra i campi di
cora cominciare, così il romanzo è im- solo la prima tappa della fuga familia- una casa che ha tante porte e finestre altri complessi turistici presenti. grano dell’Illinois.
pregnato di un senso di aspettativa re dalle deportazioni e dalle devasta- sull’inverno dei dintorni, ma una che © RIPRODUZIONE RISERVATA
20 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 19 LUGLIO 2020

IL CLAN Sotto il sole di Attilio Bertolucci estiva reiterata ventiquattro volte. «Di
continuo l’Appennino di Bertolucci offriva la
possibilità di scoprire, per dirla con

per camminare tra i suoi versi


DESTINO
Stevenson, quanto immensamente lunga
sia una giornata estiva». Molti fedeli del
poeta rileggono queste pagine ogni estate,

«N
on so come ce l’ho fatta a sole, sperano i poeti. E che, prima, vengano il poeta andato lontano diventa così un
poeta tornato a casa, vicino. Anche con
di VIVIAN LAMARQUE scriverti questa lettera a occhi comprese. Rileggendo La casa del poeta.
Come ascoltassi il battito d’un cuore (Moretti
asciutti. In fondo non me n’ero Ventiquattro estati a Casarola con Attilio
accorto ma sono passati 76 anni da quando Bertolucci (Garzanti, 2008) sentiamo che il & Vitali, 2018) il miracolo si ripete: Lagazzi ci
sono nato». Toccante la lettera che Attilio poeta è stato da Lagazzi esaudito. conduce nell’incanto di quella poesia e dei
Bertolucci (morto il 14 giugno di vent’anni Leggiamo e mentre leggiamo ci sfila suoi dintorni, impedendoci di dimenticare.
fa), alla vigilia di una seria operazione, davanti agli occhi come in un film quel suo («Il sole lentamente si sposta/ sulla nostra
scrive a Paolo Lagazzi per affidargli tutti i quieto camminare con l’amico Paolo, vita, sulla paziente/ storia dei giorni (…). A
suoi inediti, «sii severo e amico insieme» gli camminare, sostare, riprendere il cammino. quest’ora meridiana/ lo spaniel invecchia
raccomanda. Grafia chiara, tonda, con le Tutto sfila: il paesaggio geografico e la sul mattone/ tiepido, il tuo cappello di
Paolo Lagazzi, La casa dritte gambette delle emme e i bei taglietti geografia dei versi, i due camminatori e lei, paglia/ s’allontana nell’ombra della casa»).
del poeta (Garzanti) delle ti. Che, dopo, le loro poesie non restino la Ninetta, tutto in una lieve nebbiolina © RIPRODUZIONE RISERVATA

Libri {
Jazz anticolonialista
Il jazz è dove meno te lo aspetti. Anche nel
documentario sperimentale di Bruno Soares
Recognition, contro il colonialismo portoghe-
Note blu se in Africa. Sara Serpa, cantante di Lisbona a
New York dal 2008, firma l’intensa colonna
di Claudio Sessa
.

sonora con un quartetto originalissimo: Mark


Narrativa, saggistica, poesia, ragazzi, classifiche Turner al sax tenore, David Virelles al
pianoforte e Zeena Parkins all’arpa. Narrativa
e straniante, una musica che sembra oltre i
generi ma è il jazz dei giorni nostri.

Mariangela Gualtieri
M Eraunanotte
ariangela Gualtieri abita
in un casale tra i colli di
Cesena, protetto da una
spalla di promontorio e da
un giardino senza steccati.
Si arriva da una stradina di ghiaia che
sfocia nell’aia della poetessa. Il naviga-
tore satellitare non identifica il luogo e

buiaepopolata
per raggiungerlo bisogna seguire indica-
zioni che Gualtieri trasmette con cura:
una chiesa, le buchette rosse della posta,
tenere la destra lasciando una via bella
che si vorrebbe proseguire. Il giardino è
costellato dalle scenografie create dal
marito Cesare Ronconi per il loro prossi-
mo spettacolo, in sottofondo un brano di
Akira Rabelais si integra al canto delle ci-
cale. L’intervista è avvenuta via posta
elettronica («Voglio essere precisa»), con
l’incontro di persona che completa la
conversazione durata quasi tre settima-
di MARCO MISSIROLI ne. mattina della sua infanzia. Lei ha un quei versi, ma c’era una forte consonanza taneo, benché lo si sia atteso fino quasi
A un certo punto, mentre ci accomo- punto di nascita per eccellenza? con i morti. Gli stessi morti che nella mia allo sfinimento, alla nevrosi; inspiegabile
diamo nel grande tavolo arancione sotto «Forse è in una notte d’infanzia che infanzia sentivo presenti dietro ogni por- e gratuito, benché ci si prepari per tutta la
il portico, Gualtieri racconta di quando non ho dimenticato. Sono nel mio letto e ta chiusa, dentro ogni stanza vuota, ades- vita».
lavorava in uno studio di architettura, prima di addormentarmi penso la parola so erano lì, non più spaventosi come allo- La parola «gioia», il suono «gioia»:
«Ero giovanissima, avevamo questa se- sempre. La penso così intensamente che ra, ma soccorrevoli e miti. Quello strano rispetto alla sua storia personale e arti-
de un po’ fuori da Cesena, gli orari cano- comincio a sudare freddo, terrorizzata. paesaggio era connotato al femminile. Da stica assume un significato capitale.
nici e una vita stretta. Un giorno sono «La mia immagine-madre credo sia un lì quel titolo: Antenata. Dopo quell’invo- «Un tema immenso, quello della gioia,
uscita dall’ufficio, ero stanchissima, e buio immenso, come lo si avverte da pic- cazione, dopo quell’atto di fede nel nien- certo legato all’infanzia, al gioco, alla pie-
nel portone principale ho notato che c’era coli, denso e popolato, e dal buio quel- te, è arrivata una fiumana di parole che nezza del corpo che si arrampica o nuota,
la chiave. Li ho chiusi tutti dentro. Poi so- l’unica parola che germina, da sola, senza ho accolto e messo sul foglio». ma anche a Eros e alla scrittura, alla po-
no corsa via, liberata, saltellavo». niente altro: sempre, sempre. Io la pene- Connotazione al femminile: mi sem- tenza di non pensare, al fare inteso come
travo e lei si inabissava, portandomi via. bra sia uno dei suoi nervi poetici. poiein, strappare al non essere, e dunque
Non svegliai mia sorella che dormiva nel «Quando qualcuno dice che sono tem- alla parola poetica. Sul piano personale la
letto accanto. Di certo sentii la gravità di pi brutti, non posso fare a meno di pen- gioia è un accadimento che scoppia im-
Un saltello come rottura. Roberto quel momento, anche se ero una bambi- sare che come donna non avrei voluto vi- provviso, non annunciato, e riguarda la
Bolaño lo chiamava punto di nascita, na molto semplice. vere in nessun’altra epoca. consonanza fra me e tutto il resto. Ha una
da cui scaturiscono liberazioni e una «Poi sono passati molti anni prima che «Apparteniamo a una specie che ha te- durata minima ma quando accade è una
possibile poetica. Quando gli chiesero cominciassi a scrivere. Ricordo benissi- nuto inespressa la propria parte femmi- potenza vivificante, un’iniezione di leg-
quale fosse il suo, lui disse di una galli- mo come e quando è arrivato il primo nile per millenni, l’ha zittita, rinchiusa, gerezza e dunque necessariamente lega-
na che si ritrovò vicino al letto, una verso. Ero appena uscita da una malattia bastonata, ignorando l’enorme massa di ta a una sospensione del pensiero. Sul
che non mi aveva fatto dormire per qua- dolore e disarmonia che questa com- piano artistico è in una apertura, uno
ranta giorni. Non avevo mai provato una pressione violenta ha generato. Ignoran- spalancamento a una forza pneumatica
simile prostrazione. In quello stato arrivò do ancora oggi l’entità di ciò che, come che pare soffiarci addosso, dettare, ri-
l’impellenza di scrivere, con la strana cer- specie, abbiamo perduto. Ora l’energia spetto alla quale ci si spalanca, abitando
tezza di non avere niente di mio da dire». femminile, sia pure in una piccola parte la propria attenzione plenaria e insieme
Impellenza di scrivere e l’impressio- di mondo, può avere espressione e io vo- la propria nullità».
ne di non avere nulla da dire: è un’abra- glio credere che questo farà la differenza. Walt Whitman raccontava quanto la
sione che poteva portare al silenzio. E Il mio babbo, da buon romagnolo e anti- sua poesia nascesse dal paradosso:
invece come andò? Come si mosse l’at- clericale, diceva che la donna è la prova una chiusura verso il creato e l’essere
to creativo? che Dio esiste». spalancato improvvisamente verso lo
«Ero già in un silenzio espressivo che A proposito di Dio: a un certo punto stesso creato. Disse che questa morsa
durava da tutta la vita e che dovevo rom- chiesero a Wisława Szymborska se pre- da cui era invaso trovava risoluzione
pere per nascere, per non soffocare den- gasse. Lei fece un appunto all’intervi- nella terra. Nella materia, nella natura.
tro il mio guscio. Cominciai inconsape- statore: «Pregare, oltre a comporre Nel «corpo naturale». Mi sembra sia
volmente con un’invocazione, proprio versi, intende?». La poesia come atto uno stato vivificante — e produttivo —
come i miei maestri, con quei primi versi religioso, non solo spirituale. che forse le possa appartenere.
di Antenata: “Parlami che/ io ascolto, «Ho scritto che “forse la gioia è la pre- «Sì, certo, anche se, restando in area
parlami che/ mi metto seduta e ascolto,/ ghiera più alta”, e ne sono convinta. Ma anglosassone di quel periodo, prediligo
metto una mano sull’altra/ parlami e c’è un pensiero che ho trovato nel famoso Gerard Hopkins ed Emily Dickinson. Cre-
ascolto”. Non sapevo a chi fossero rivolti discorso di Paul Celan e che da anni mi do che questo paradosso sia costitutivo
accompagna, un pensiero che Celan ri- dell’umano che sempre si contrappone,
prende da Benjamin, che a sua volta lo ri- o pensa di contrapporsi, alla natura, e il
La nascita della poesia «Sono una bambina, prende da Malebranche (anche Adorno
entra in questa catena di consegne):
cosiddetto creato vorremmo dominarlo,
sottometterlo. In quanto donna, penso di

sono nel mio letto. C’è una parola che mi perseguita: “L’attenzione è la preghiera spontanea
dell’anima”.
«La poesia, quasi precipitando da un
essere più natura — mi si conceda questa
semplificazione — con questa cavità al
centro del mio corpo, predisposta per ac-
“sempre”. Solo una parola: “sempre”. Da allora sono atto di attenzione plenaria, è questo tipo
di preghiera: l’io è accucciato e lascia fi-
cogliere un nato della terra. Intendo più
connessa alla terra, alla luna e al cielo, e
passati molti anni prima che cominciassi a scrivere» nalmente spazio a qualcosa che parla e
che ha tutta l’aria di venire da fuori, spon-
anche a forze ctonie, forze che stanno
prima e dopo la regola della ragione, così
DOMENICA 19 LUGLIO 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 21
na, in quello strano tempo sospeso che
sembrava fatto apposta per leggere e ri-
leggere. Il mio sconclusionato elenco co-
mincia con l’amato Jonathan Safran Foer,
con Molto forte, incredibilmente vicino
che mi era a suo tempo scappato. Poi
Francesco Guglieri, Leggere la terra e il
cielo e qui mi sono avventurata in alcuni
libri di cui l’autore parla con un fervore
contagioso, tanto da indurti appunto a
varie altre letture, per finire poi con
Quammen che dopo un inizio entusia-
smante, circa a metà libro è entrato in
stallo e per ora è rimasto lì, fra i libri non
portati a termine. Da tempo ormai fre-
quento la letteratura scientifica con pas-
sione, ma ultimamente mi sono accorta
che forse mi affliggono cosmogonie così
deserte e gelide. Non posso stare in un
universo senza miti e simboli di energie
che pur essendo impastate con la mia vi-
ta la trascendono. Mi sono poi risollevata
con tre autori cari — Carlo Ossola, Euge-
nio Borgna ed Emanuele Trevi — tre in-
telligenze raffinate e miti».
È vero del dizionario di italiano?
«Una delle mie letture preferite. Ne
posseggo vari e a volte passo serate sal-
tando da una parola all’altra. Ma non per
cercare termini astrusi, piuttosto per pre-
cisare parole che conosco, vederle ri-

i
splendere nella sintetica definizione del
dizionario, o illuminate dal loro etimo,
venire più vicine. Oppure annoto termini
che tanto mi ricordano la lingua delle
nonne, termini non comuni ma semplici
e sorprendenti, al limite del gergale».
Liturgia di lettura. E liturgia di scrit-
tura: come lavora, Mariangela Gualtie-
ri?
«In genere studio e scrivo stando se-
duta a terra, su un grande tappeto, in una
stanza di casa mia quasi vuota. L’inverno
scorso, con il mio nipotino abbiamo sco-
perto non lontano da casa una quercia
con un grosso ramo comodo e ben rag-
giungibile e alcune poesie le ho scritte
sulla quercia. Poi, passato il freddo, sono
arrivate le formiche e non è più stato pos-
sibile. A volte mi alzo la notte e scrivo, ma L’autrice
può accadere in ogni momento. La con- Mariangela Gualtieri (nel
dizione che prediligo è essere sola, con la ritratto a sinistra, di Melina
certezza che nessuno verrà a interrom- Mulas, e in uno scatto della
permi. Scrivo a mano su grandi fogli, ma pagina a fianco, durante la
ho sempre con me un quaderno dello conversazione con Marco
stesso tipo di carta, un quaderno che cu- Missiroli) è nata a Cesena
cio io stessa con ago, filo e copertina rigi- nel 1951. Laureata in
da, e che ha una precisa misura, come un Architettura allo Iuav di
luogo in cui sono a mio agio. Sul quader- Venezia, nel 1983 ha
no annoto di tutto e quando sono in viag- fondato a Cesena, insieme al
gio è su quello che scrivo i versi. Faccio marito e regista Cesare
quello che forse fa chiunque abbia un Ronconi (1951), il Teatro
rapporto intenso con la parola: si è sem- Valdoca, una delle realtà più
necessaria e magnifica, quest’ultima, ma vano nel nostro teatro, fino ad allora «La Romagna, con il suo dialetto, arri- pre all’erta con l’orecchio e si ha questo innovative del teatro di
anche così ingabbiante e separativa. For- pressoché silenzioso. Milo ci consegnò va nella mia scrittura ogni volta che vo- taccuino preziosissimo. Perderlo sarebbe ricerca. Il Teatro Valdoca ha
se tutta la poesia nasce da questo para- pochi versi di Paul Celan e suoi. Fu un ca- glio rompere la lingua. Nelle imprecazio- la perdita di un tesoro». portato in scena, tra gli altri,
dosso, e lo risolve, come parola energeti- pogiro. L’irrompere nelle nostre vite di ni oppure nel racconto di eccessi del cor- i versi di Mario Luzi, Franco
ca nata in uno strappo della ragione, ep- una lingua stellare, una lingua che arriva- po, o anche con i suoi diminutivi e vez- Loi, Franco Fortini, Maurizio
pure ragionante, come punto in cui la pa- va da un altro mondo, ci abbagliava e si zeggiativi tenerissimi e buffi quando c’è Cucchi e Piero Bigongiari.
rola è più vicina alla natura, perché il rivelava. un discorso all’infanzia o sull’infanzia. In Parole e questo nostro tempo pre- L’attività del Teatro Valdoca
silenzio che la poesia tiene in sé è natu- «Da lì in poi ci sarebbero stati solo ver- questi casi mi carico addosso le mie non- sente: come cambia la sua poetica, a è stata riconosciuta
ra». si nel nostro teatro. Quello con Milo De ne e scrivo con loro in questa lingua spa- partire dalla lingua, se racconta l’oggi? nell’ambito dei premi Ubu
Angelis fu per me l’incontro con un mae- lancata e ruvida nella quale uscire si dice «Questo presente è il più assillante che con una segnalazione per il
stro che avrei a dir poco amato per tutta sempre scapé, vino si dice e’ bé, il bere. E io abbia vissuto. Vuole entrare in ogni testo Le radici dell’amore,
la vita. Con lui ideammo una Scuola di poi c’è Pascoli su di me, il Pascoli del ri- verso che scrivo e mi inchioda alla con- andato in scena nella
È per il corpo, che scaturisce il suo Poesia, insolita per quei tempi, e lì incon- tratto a Maria, delle voci di tenebra azzur- tingenza, mi inchioda a Kronos. stagione 1984-1985.
sentimento per il teatro? trai i maggiori poeti italiani — Luzi, Bi- ra o di Giugurta che a volte mi chiedo se «Ma la poesia, che pure deve apparte- Mariangela Gualtieri vive tra
«È difficile parlare di un grande amo- gongiari, Conte, Fortini, Loi, Cucchi, Si- l’ho letto o se l’ho visto tanto si incendia nere al proprio tempo, è sempre anche i colli di Cesena (nella foto di
re, di due grandi amori, perché tutta la cari e altri. Ricordo la giornata passata nella mia memoria». anacronistica, inattuale, non si fa logora- questa pagina, in basso: le
mia esperienza teatrale nasce e cresce con Fortini che mi parlò ininterrotta- E in prosa, che cosa legge? re dal dente di Kronos, vive al di là di buche delle cassette delle
con Cesare Ronconi, regista, mio mae- mente per ore, con un’energia verbale «Domanda intima e inesauribile, co- quello, e deve attraversarlo incolume. Ho lettere vicino a casa,
stro e mio sposo. Mi fa piacere che questa che, verso le due di notte quando ci salu- me se lei mi chiedesse da chi sono stata trovato difficoltà a contenere l’urgenza segnalate dalla poetessa a
sua domanda inizi dal corpo. Fin da prin- tammo, era ancora vispissima. baciata, sedotta e addirittura ingravidata. che sento di portare soccorso con i miei Marco Missiroli per aiutarlo
cipio i miei versi sono nati per essere det- «Ma soprattutto l’incontro con Franco Preferisco dirle cosa ho letto in quarante- versi. Mi pare di stare in un mondo di af- a raggiungere l’abitazione)
ti da precisi corpi di attrici e di attori che Loi che tuttora mi è amico e guida. È a Mi- famati e assetati di parole e avverto l’im- Le opere
erano lì ad aspettarli, corpi sempre molto lo che dopo qualche anno consegnai i potenza di avere così poco da dare. Avver- Mariangela Gualtieri ha
vivi, molto espressivi. La particolare miei primi versi alla sua severità millime- to una mancanza di parole guida, e ne so- esordito nel 1992 con la
scrittura scenica di Cesare non parte dal trica, al suo tribunale potrei dire. E così no affamata anch’io. raccolta Antenata, pubblicata
testo. Il suo lavoro prende forma dentro nacque Antenata, in una collana da lui «Ora ho deposto ogni volontà di dire e in una collana diretta da
un unico giro di forze che vede crescere diretta presso Nicola Crocetti e con prefa- mi sto riprendendo. Sono in un certo Franco Loi per l’editore
tutto insieme, come unico organismo zione dello stesso Franco Loi». senso tornata a casa, cioè tornata alla mia Nicola Crocetti, con
multiforme. Così mi viene chiesto di co- E prima di questi incontri, prima di poetica, ma sono stata fino a pochi giorni prefazione di Loi (il testo, in
minciare a scrivere più o meno quando tutti. fa in una inquietudine che non provavo alto la copertina, è stato
cominciamo a provare, e questo fa «La lingua delle mie nonne, due vec- da tempo, in una stanchezza e deserto di appena riproposto nella
un’enorme differenza. In teatro, ogni mio chie con le quali ho trascorso la mia in- me che mi ha spaventata e che per di più nuova collana di Crocetti con
verso, appena scritto, viene provato nella fanzia. I miei genitori lavoravano bestial- ritrovavo e ritrovo in tutte le persone che nota introduttiva di Milo De
sua potenza orale, viene misurata la sua mente ogni giorno dell’anno, quasi ogni ho intorno. Mi è tornato in mente La so- Angelis, pagine 102, e 12).
gittata, se casca ai piedi dell’attore o inve- ora del giorno e io sono cresciuta in stra- cietà della stanchezza di Byung-Chul Nel 2011 ha vinto il Premio
ce può percorrere un lungo tragitto e de- da e con queste due nonne di tipologia Han, quando in modo lapidario dice che Hystrio alla drammaturgia e
positarsi nel cuore degli astanti. opposta, una orchessa e una fatina sden- un eccesso di prestazioni porta all’infarto il Premio Selezione Ceppo
«In questa lunga scuola di oralità, di tata. Il loro era un italiano — lingua im- dell’anima. Ma ora la mia animella è tor- per le poesie di Bestia
collaudo dell’incanto fonico del verso, posta da mia madre — autogenerato dal nata. E con lei il grande risplendere e il di gioia; nel 2016 il Premio
sono chiamata da anni dal mio regista a dialetto, e dunque una lingua sganghera- grande tenebrare del mondo». Brancati per la raccolta
tenere bassa la lingua, pur tenendo alto ta, piena di invenzioni linguistiche, a vol- © RIPRODUZIONE RISERVATA Le giovani parole
l’argomento, e in questo la lezione di te con qualche terzina dantesca a memo-
Dante è una miniera inesauribile e rige- ria. Una lingua solenne e buffa che poi
nerante».
Cesare Ronconi. E Milo De Angelis.
nei momenti ad alta intensità tornava
dialetto, il nostro magnifico, spalancato e La gioia della poesia «Ho detto che forse la gioia
Quali altre fondamenta?
«Due maieuti formidabili. Milo appar-
ve, portato da un amico comune, durante
tenero dialetto romagnolo. Non ho mai
più sentito una lingua così vicina alle po-
tenze arcaiche della parola, così viva, sor-
è la preghiera più alta. E poi, seguendo Paul Celan,
le prove del nostro terzo spettacolo. Sta-
vamo cercando poche parole da scrivere
prendente e a suo modo esatta, anche se
allora me ne vergognavo. Ne ho nostal-
ho detto che l’attenzione è la preghiera spontanea
su lunghi cartigli che venivano srotolati
in scena. Erano le prime parole che entra-
gia, come di una patria perduta».
Mi dica allora della nostra Romagna. dell’anima. Ecco, la poesia è questa preghiera»
22 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 19 LUGLIO 2020

Cinquantottesima edizione
PREMIO CAMPIELLO
Selezione Giuria dei Letterati
DOMENICA 19 LUGLIO 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 23

{
Mezzo secolo di country rock
Giugno 1970, i Grateful Dead pubblicano rimasterizzato per i 50 anni dell’album,
Incisioni Workingman’s Dead, primo di due capolavori brillano gli otto brani in perfetto stile country

Libri Temi di Renzo Matta (l’altro, American Beauty, uscirà pochi mesi rock, influenzato dagli amici Crosby, Stills &
dopo, a novembre) che li renderanno Nash. Il cofanetto è impreziosito da un live
popolari nel mondo. Nel Box set inedito, inciso a New York nel 1971.

Mitologie Matteo Nucci costruisce il doppio ritratto di due guerrieri che siamo abituati a immaginare come opposti
nel modo di intendere le azioni e le loro conseguenze: l’impetuoso Achille e lo scaltro Odisseo, paragonati a due animali
ILLUSTRAZIONE DI FRANCESCA CAPELLINI

Il leone e il polpo, gli eroi di Omero


di EMANUELE TREVI

«U i
no era leone. L’altro per certi aspetti quella dell’Iliade e del- stesso tempio, dotandole di una serie ri- l’immagine un po’ melensa di curioso tu-
era polpo». Così scri- l’Odissea è una mente plurale, il frutto di velatrice di simmetrie e allusioni. rista esperto di indovinelli che tanti mo-
ve Matteo Nucci, nella un lavoro collettivo di generazioni di ae- Non comprendere questo fatto fu fata- derni se ne sono fatta.
prima riga del suo di, fondato sull’esecuzione orale e su un le anche a Simone Weil, che nel 1941 pub- La realtà è che sono colleghi, non solo
Achille e Odisseo. La uso oggi quasi inconcepibile della me- blicò uno dei più bei saggi della storia let- nell’arte della guerra, ma anche in quella
ferocia e l’inganno (Einaudi Stile libero) moria. teraria, L’Iliade poema della forza, che è di vivere fino in fondo la propria vita, che
come se volesse individuare, prima di Il migliore ritratto di un aedo che ci ha forse l’esempio più luminoso (non a caso è la cosa che più, secondo Nucci, distin-
ogni concetto astratto, due totem, due ar- tramandato l’antichità sta in un dialogo adorato da Nucci) di come la poesia ome- gue un eroe dalla mentalità ordinaria. È
caiche maschere animali che celano due minore di Platone, lo Ione, che ci spalan- rica possa suscitare una «conversione» semmai il loro rapporto con il tempo a
modi divergenti e complementari di vive- ca gli abissi mentali vicini alla pazzia di in senso religioso. Ma anche Simone distinguerli, perché il leone vive esclusi-
re la propria vita. Approfondendo temi questi cantori capaci di custodire nella Weil, con tutto il suo genio, svalutò in- vamente nel presente, afferma sé stesso a
già trattati in suo libro precedente, Le la- loro mente migliaia di formule narrative, spiegabilmente l’Odissea, declassandola prescindere dalla ragnatela di un proget-
crime degli eroi (uscito da Einaudi nel epiteti, ritmi in grado di esaltare le possi- a prodotto deteriore con influenze orien- to, mentre il polpo, al contrario, sembra
2013), Nucci mette a frutto la sua lunga bilità espressive dell’esametro. Ma Plato- tali, mentre l’unica via per afferrare il che non faccia nulla mentre crea una pro-
intimità con i poemi omerici per costrui- ne non era diverso da noi, in fin dei conti, senso dell’impresa di Omero consiste spettiva, si affida al futuro come a un ven-
re il doppio ritratto di due guerrieri che perché era arrivato a cose fatte, quando nello studio attento dell’unità dei due po- to propizio, e fa della sua vita un edificio
fin dalle prime impressioni scolastiche già l’origine dei poemi era avvolta in una emi. Che è ulteriormente ribadita, come di cause e conseguenze attentamente ca-
siamo abituati a immaginare come asso- nebbia mitologica. Ebbene, se Montale dimostra adesso il libro di Nucci, proprio librate. MATTEO NUCCI
lutamente opposti nel modo di intendere ha definito Shakespeare «una cooperati- dal confronto, ricchissimo di conseguen- Quanto a Omero, il più saggio dei mor- Achille/Odisseo
le azioni e le loro conseguenze: l’impe- va», la battuta si addice molto di più a ze, tra le strategie di Achille e quelle di tali, lui non propende per l’uno e per l’al- La ferocia e l’inganno
tuoso Achille, con il suo «veloce desti- Omero, certamente, se non che chiunque Odisseo, che vanno ben oltre un conflitto tro. E questo è il suo insegnamento più EINAUDI STILE LIBERO
no», consapevole che i suoi giorni sono legga i due poemi non può non ammette- di caratteri tra l’impulsivo e il razionale. profondo, forse: come se volesse dirci Pagine 232, e 16
contati, incapace di mentire; e lo scaltro, re anche la presenza di una mano unica, Le opposizioni davvero significative, che la vita umana è talmente difficile, tal-
previdente Odisseo, che pratica tutte le di un supremo artista che ha «ricucito» nel mondo degli archetipi, sono fatte di mente incerta che per venirne a capo do- L’autore
vie traverse, e sa usare le parole come (come ama spesso dire Nucci) il materia- molte simmetrie segrete. Achille è il con- vremmo essere polpi con zanne e artigli Matteo Nucci è nato a Roma
dardi appuntiti e avvelenati. le tramandato dotandolo di una forma di trario di uno stupido; Odisseo, che in una che all’occorrenza sanno ruggire, o leoni nel 1970. Ha studiato
Nucci non si pronuncia mai decisa- suprema, abbagliante bellezza e verità. E delle ultime scene del suo poema ammi- muniti di tentacoli e capaci di rifugiarsi il pensiero antico e pubbli-
mente a favore dell’uno o dell’altro. Per- questa mente unica lavorò sull’Iliade e riamo completamente ricoperto del san- nei più inaccessibili anfratti. cato saggi su Empedocle,
ché il suo eroe è semmai Omero, e l’Iliade sull’Odissea come alle due colonne dello gue dei proci, è totalmente diverso dal- © RIPRODUZIONE RISERVATA Socrate e Platone e una
e l’Odissea lui li legge come altri fanno nuova edizione del Simposio.
con l’I King o i Vangeli o i poemi epici in- Nel 2009 è uscito da Ponte

i Legge,
diani. Vale a dire che li considera, più che alle Grazie il suo primo
testi letterari in senso ristretto e specia-
lizzato, come dei potenti veicoli di sa-
Costumi Un ibrido di Chiara Sfregola: un po’ memoir, un po’ saggio romanzo, Sono comuni le
cose degli amici, finalista allo
pienza, capaci di orientare il viaggio della
vita, di riconoscerle il giusto valore, di
collocarla nello spazio e nel tempo. Tutto
statistica, preparativi (e stress) Strega 2010; nel 2011, il
romanzo-saggio Il toro non
sbaglia mai, sempre Ponte
questo sottintende l’accettazione integra-
le, senza futili moralismi, di un mondo, per matrimoni di qualunque genere alle Grazie. Del 2013 è il
saggio narrativo Le lacrime
come quello dei poemi omerici, che pos- degli eroi (Einaudi). Del
siede evidenti manifestazioni di ferocia, di ALESSANDRO BERETTA 2017 è È giusto obbedire alla
arbitrio, sconcertante irrazionalità. Tutto notte (finalista allo Strega)

S
sommato, tra il leone e il polpo è difficile e sposarsi è bello, sposarsi da lesbiche romantico. Il risultato è coinvolgente e se il ma- La collana
capire chi dei due sia più pericoloso, e forse lo è ancora di più. Almeno, accade trimonio per secoli è stato il modo di dare «un Il libro fa parte della nuova
conviene stare alla larga da entrambi i ti- così nella scrittura vivace di Chiara Sfrego- posto» nella civiltà all’unione tra uomo e donna sezione di saggistica
pi. la in Signorina. Memorie di una ragazza sposa- — e per tanto tempo seguendo idee più patri- di Einaudi Stile libero «Vs»,
ta (Fandango), un libro ibrido — tra memoir e moniali che sentimentali —, la ricerca di quella che si propone di esplorare
saggio — che seguendo la traccia del proprio sicurezza e il modo di intenderla sono decisa- il sapere contemporaneo
CHIARA SFREGOLA percorso autobiografico si immerge nel tema mente cambiati. attraverso le dicotomie.
Omero è un’altra cosa, non lo si può Signorina. Memorie del matrimonio. L’autrice trentatreenne è Ai ragionamenti simbolici e sociali, Sfregola La serie è stata aperta
confondere con nessuno dei suoi eroi, e di una ragazza sposata «bianca, bionda e borghese», ovvero una «Ca- affianca poi quelli, divertenti e sentiti, materiali: da Oriente/Occidente.
la cosiddetta «questione omerica», ovve- FANDANGO dillac del lesbismo», ed è sposata con Viola: un dallo stress per la cerimonia alla scelta di che Massa e individuo di Federico
ro chi diavolo fosse e da dove venisse il Pagine 224, e 16 legame possibile dall’11 maggio 2016, grazie alla cosa conservare del corredo di tovaglie e len- Rampini. Tra le prossime
fondatore della civiltà mediterranea, non legge che approva le unioni civili e che ha aper- zuola di famiglia che la accompagna come un uscite: Sparta/Atene.
è un tema di esclusiva competenza di fi- L’autrice to nuovi orizzonti nel riconoscimento dei diritti mito fin dall’infanzia. La soluzione è sempre la Democrazia e totalitarismo
lologi e accademici, ma riguarda qualsia- Chiara Sfregola (1987) è della comunità Lgbtqi+ italiana. stessa: scegliere; e ricordarsi che «il matrimo- di Eva Cantarella;
si lettore di qualunque traduzione, per- pugliese di nascita e romana I temi legislativi, statistici e storici riempiono nio è una palestra d’amore», indipendentemen- Pollock/Rothko. Il gesto e il
ché non possiamo leggere nulla senza di adozione. Ha studiato i capitoli, ma il ritmo non manca mai perché te dai gender. L’importante è essere in due, pre- respiro di Gregorio Botta;
immaginare una personalità dietro a al Centro Sperimentale l’autrice sa bene alternarli con il proprio privato feribilmente il più a lungo possibile. Bach/Prince. Vite parallele
quello che leggiamo. Ora, è indubbio che di Cinematografia giocato in maniera schietta, tra l’ironico e il © RIPRODUZIONE RISERVATA di Carlo Boccadoro
24 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 19 LUGLIO 2020

Dalla via Emilia a Holt


viaggia con le nostre storie

“Vorrebbe scappare,
correre lungo i campi,
sentire l’abbraccio di
Fabbrico e delle sue radici”.
Roberto Camurri

“Finalmente Holt,
i lampioni blu in lontananza,
e le strade deserte e
silenziose una volta in città”.
Kent Haruf

www.nneditore.it
DOMENICA 19 LUGLIO 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 25

{
La spa di Visegrád
L’agenzia del turismo della Repubblica Serba guerra in Bosnia è stato centro di stupri di
Voci dal mondo di Bosnia ed Erzegovina ha promosso una massa. È seguita una petizione per chiedere

Libri Narrativa italiana di Sara Banfi campagna per attrarre visitatori nella città di a Google di cancellarlo: «Se qualcuno
Visegrád, includendo voucher per alloggiare trasformasse Auschwitz in centro benessere,
al Vilina Vlas. Oggi hotel con spa, durante la lasceresti che Google lo promuovesse?».

Ritorni Saverio Fattori indaga ciò che è rimasto degli anni tra gli Ottanta e i Novanta. Protagonisti della storia
sono due donne e un uomo le cui vite si incrociano e si rincorrono all’interno di un sito di appuntamenti in Rete

i
dell’autore di mettere in relazione i per-
sonaggi con l’ambiente, nel quale accade
l’intera storia, ovvero quei non-luoghi
che tanto incarnano la modernità: piaz-
zole di sosta, spogliatoi di palestre, ma-
gazzini di fabbriche. Il tutto avviene nelle
contrade della felice via Emilia che, per-
duta ogni connotazione tondelliana di
via di libertà, mostra la sua lenta e ineso-
rabile distruzione. Ale67 con la sua storia
e con le vicende che racconta compone
una Spoon River di quegli altri libertini,
dei protagonisti di Pao Pao che Tondelli
aveva immortalato in una pasoliniana,
disperata vitalità.

SAVERIO FATTORI
Finta pelle Per Fattori l’esistenza si riduce a fatto
MARSILIO decisamente organico, a vene che si gon-
Pagine 224, e 16 fiano, a sessi in erezione, a seni sballon-
zolanti, che nascondo il disagio di una vi-
L’autore ta al margine, di una solitudine che nien-
Saverio Fattori è nato a te e nessuno riesce in qualche modo a
Molinella, in provincia di riempire. D’altronde il termine «finta»
Bologna, nel 1966. Operaio che appare nel titolo ha una possibile
alla Delphi-Diavia, inizia a doppia accezione di «artificiale» nel caso
scrivere collaborando con la di Ale67 (la sua vita è un artificio, una
rivista web «private». Vince creazione lenta e costante di un altro sé,
numerosi concorsi letterari e come il tentativo di farsi semplicemente
frequenta il corso di scrittura organo, privandosi di ogni simbolo di
creativa tenuto a Bologna da identità umana), ma anche di «fasullo»
Stefano Tassinari. Ha come è l’esistenza fuori dal sito di Tizia-

Freddi amori online


pubblicato Alienazioni na, brava moglie, brava madre che, priva-
padane (2004), Chi ha ucciso ta di qualcosa, trova finalmente la possi-
i Talk Talk? (2006), Acido bilità di esprimere il proprio lato repres-
lattico (2008) e 12:47: strage so, indagando il suo copro nelle profon-
in fabbrica (2012), tutti per dità e negli abissi.
Gaffi editore; e L’errore più Se dovessimo intercettare le due di-
geniale per Meridiano Zero mensioni spaziali del romanzo, potrem-

(o in altri non-luoghi)
(2019). Collabora con il mo indicarle nel rapporto tra superficie e
mensile «Correre» profondità. Alla profondità di Tiziana,
L’immagine Ale67 risponde con un limpido corpo
Lynne Cohen (1944-2014), che mostra tutto: «Ora Delphi può ap-
Living room in a model prezzare i nervi e la vasodilatazione; le ve-
home (1987), courtesy ne, quelle sugli avambracci come quelle
Tate Collection, Londra: sulle mani; le piacciono, mi bacia un po’
la fotografa statunitense dappertutto, non solo la bocca e il cazzo,
di DEMETRIO PAOLIN (di origini canadesi) ma anche le braccia, l’addome, tra le don-

S
dall’inizio degli Anni ne del sito è molto apprezzata l’assenza di
averio Fattori con Finta pelle di fattori che li fanno salire o scendere posteriori del costoso suv del marito, Settanta si era dedicata pancia». Queste righe chiariscono la cari-
(Marsilio) torna dopo molti anni nelle classifiche di gradimento. parcheggiato in uno spiazzo dietro un a una ricerca sugli «interni», ca mortifera e disperante, che possiede
sulla scena letteraria, e lo fa con Tiziana e Carla sono colleghe di lavoro, autogrill appena fuori dall’autostrada. domestici e no, fotografati l’immaginario legato al corpo, nel ro-
un romanzo che riprende e por- Carla è divorziata e ha una vita scandita con la macchina analogica e manzo; è una descrizione che non ha
ta a maturazione molti temi co- da incontri continui e occasionali (mai la dove ogni figura umana nulla della gioia e dell’abbandono del
stanti della sua narrativa: l’alienazione e stessa persona) in questo sito di incontri, viene oscurata o eliminata. sesso, neppure la selvaggia violenza e
la paranoia della vita di provincia, il ses- quando viene sapere che anche Tiziana, Lo statuario corpo di lui, nickname Le sue immagini, dopo violazione di tabù, ma è più referto au-
so, il corpo, la droga. Lo fa anche, antici- sposata e madre di una figlia, si è iscritta Ale67, è in realtà uno scrigno di ricordi, gli esordi nel segno della toptico o una lezione di anatomia su di
piamo, con una lingua portata a matura- e cerca in qualche modo in questi appun- di memorie, di storie e fatti che si riversa- Pop Art, si sono avvicinate un corpo morto.
zione nel lento lavorio degli anni; una tamenti di trovare una soddisfazione dei no sul lettore nel corso del libro, raccon- al minimalismo, E il corpo morto che Fattori analizza è
lingua mai banale, che — pur pescando propri desideri repressi e, forse, una ri- tati come pezzi di un puzzle che faticosa- privilegiando il bianco proprio ciò che rimane degli anni 80 e
dal lessico quotidiano — produce un sposta alla vita nascosta, segreta e brutta, mente, così come è faticoso definire i bi- e nero piuttosto che il colore, l’inizio dei 90, un canto funebre, che sot-
sentore di qualcosa di vivo e reale, al ser- del proprio marito. cipiti, si incastrano gli uni con gli altri: un modo — spiegava Cohen to il cinismo, lascia intravedere la malin-
vizio di uno sguardo mai convenzionale Infine c’è lui, sopravvissuto agli anni una ricostruzione che infine produce e — «per mantenersi neutrali conia per le cose perdute.
sulla quotidianità che viene presentata. 80 della droga, che ha deciso di modella- rintraccia il dolore, il segreto custodito rispetto al soggetto» © RIPRODUZIONE RISERVATA

Protagonisti della storia sono due don- re il suo corpo attraverso il culturismo, profondamente dentro da Ale67, di cui
ne e un uomo, le cui vite si incrociano e si che ha trovato la sua realizzazione nel si- non diciamo altro per non privare il letto-
rincorrono all’interno di un sito di incon- to di incontri, in questo luogo dove è re della lucidità di Fattori nel mettere in-
Stile UUUUU
tri online: una sorta di vetrina di esposi- semplicemente quell’involucro che Tizia- sieme e assemblare questa storia con
zione della carne e del sesso dove le per- na, alias Delphi70, sta toccando e bacian- pregevole maestria. Storia UUUUU
sone vengono valutate in base a una serie do e succhiando e mordendo sui sedili Una qualità del romanzo è la capacità Copertina UUUUU

Periferie La trilogia di Gherardo Bortolotti si sviluppa come un ibrido tra prosa e poesia
i
popolazione ne subiscano l’arri-
vo, fino ad accettare la paurosa

Gli alieni ci guardano, l’urlo del quotidiano


e peculiare solitudine compar-
tecipandovi. «Degli alieni il
silenzio era profondissimo e lo
sguardo non ci abbandonava
per lunghissimi minuti, come
di ORAZIO LABBATE se fossimo noi l’evento inaspet-
tato». Quasi saltato fuori, come

S i sviluppa come un tor- e fastidiosamente intimo, veni- venze senza una vera identità, voce punitiva, sulla disperazio- una costola fantascientifica, dal
mentoso e accattivante vamo attraversati da discussioni che si trascinano solitarie e ne esistenziale a causa della Tractatus logico-philosophicus
ibrido tra prosa e poesia, insipide e interrotte, da frasi stanche, in una realtà che è fagocitante quotidianità e del di Ludwig Wittgenstein con la
cadenzato lungo le pagine da fatte, da episodi marginali del ormai un eterno Bronx, dove procedere di una vita noiosa per sua scrittura intervallata da
versetti numerati che accudi- nostro passato. Nel buio, men- campeggiano cartelloni pubbli- via della sua monotona ciclicità. asserzioni, nonché dai romanzi
scono l’eterodossa narrazione, tre i mobili si preparavano alla citari in disuso e supermercati «La tua carriera di vivente, di Motorman e L’era di Sinatra di
Low. Una trilogia di Gherardo notte, i nostri occhi erano per- sgangherati. Una periferia den- contemporaneo, la cui trama si David Ohle, per i modi robotici
Bortolotti. Un libro piccolo, corsi da sciami di fosfeni». tro cui i personaggi scelgono di disperde nei raccordi mancanti di trattare le visioni, Low. Una
maneggevole e dal tono parabo- L’opera di Bortolotti è divisa subire il tempo, arresi, guar- tra le scene di interni, di esterni GHERARDO BORTOLOTTI trilogia è un sofisticato urlo
lico, come un testo religioso sui in tre parti, già pubblicate, ma dando la televisione. Telegior- in parcheggi suburbani, di cam- Low. Una trilogia letterario, quello dell’uomo
generis. Solo che in esso, rispet- ora interamente riviste dall’au- nali e programmi tv sono, difat- pi lunghi inconsapevoli nelle TIC EDIZIONI moderno che ha compreso il
to a un manoscritto sacro, non tore e incassate in un unico e ti, le mappe moderne su cui si telecamere della sicurezza del Pagine 208, e 15 suo angosciante destino.
c’è un credo preciso a scandire e nuovo volume. La prima, «Tec- fissano per ricavare simboli, per centro commerciale in cui, di © RIPRODUZIONE RISERVATA

a governare la teologia delle niche di basso livello», ha come andare avanti, consapevoli della spalle, ti perdi tra i tuoi simili». L’autore
storie, bensì la fantascienza del latenti protagonisti quattro loro sconfitta sociale. E siamo alla terza parte: Gherardo Bortolotti è nato
quotidiano e dell’extra-quoti- figure dai nomi strambi: bgmo- La seconda parte, «Senza «Quando arrivarono gli alieni». nel 1972. Tra i suoi libri: Stile UUUUU
diano eletta ormai a unica, ug- le (alter ego di Bortolotti stes- paragone», è invece una lunga Come preannuncia il titolo, Soluzioni binarie (La Camera
giosa, avveniristica e annoiata so), eve, hapax e kinch. Matrici, elegia nervosa e malinconica, tratta dell’invasione extraterre- Verde, 2007), Storie Storie UUUUU
divinità. «In quello spazio scuro più che persone, sorta di par- dall’impronta comiziale e dalla stre e di come il mondo e la sua del pavimento (Tic, 2019) Copertina UUUUU
26 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 19 LUGLIO 2020

{
Don Chisciotte, regalo tra immortali
«Hai viaggiato?». «Sì. E ti ho portato un Schoenaerts), come se niente fosse. Con Joe
Ciak, si legge regalo»: la prima edizione di Don Chisciotte, (Marwan Kenzari) e Nicky (Luca Marinelli)

Libri Epopee di Cecilia Bressanelli anno 1605. Quando si ritrovano a Marrakech


dopo molto tempo, Andy (Charlize Theron)
porge la preziosa copia a Booker (Matthias
formano una squadra di guerrieri immortali
che da secoli (in incognito) protegge
l’umanità. Nel film Netflix The Old Guard.

Almudena Grandes torna con un romanzo ambientato negli anni Cinquanta, sotto
il franchismo. Al centro c’è una vicenda vera, quella di Aurora Rodríguez Carballeira,
che nel 1933 uccise l’unica figlia Hildegart, di 18 anni. L’assassina è uno dei personaggi
del libro, ambientato in gran parte nell’ospedale psichiatrico dove fu rinchiusa.
«Era colta e progressista — spiega l’autrice a “la Lettura” — ma affetta da paranoia e
sostenitrice dell’eugenetica: attraverso il suo internamento racconto la cappa asfissiante
di silenzio e paura calata sul Paese. Una nazione che si era anch’essa ammalata»

Un manicomio vero
di ALESSIA RASTELLI

in quel manicomio
che è stata la Spagna
Le date
17 luglio 26 aprile 1º aprile 26 luglio
I militari La città basca Fine del conflitto. Inizia Franco restaura formalmente la monarchia,
di destra di Guernica è il regime di Franco riservandosi il ruolo di reggente a vita
scatenano distrutta dagli Seconda guerra 27 agosto
la guerra civile aerei mandati mondiale Concordato con la Santa Sede: il cattolicesimo
in Spagna: da Hitler Franco mantiene diventa «unica religione» del popolo spagnolo
alla loro guida in appoggio neutrale la Spagna,
si affermerà a Franco. 14 dicembre
malgrado La Spagna franchista entra nell’Onu
Francisco L’eccidio ispira le pressioni
Franco la tela di Pablo di Italia e Germania 20 novembre
(1892-1975, Picasso, a destra Muore Franco. Il potere è assunto da
nella foto) Juan Carlos di Borbone (1938), designato
dal Caudillo nel 1969. Il re promuoverà
la transizione alla democrazia

1933 1934 1935 1936 1937 1938 1939 1940 1941 1942 1943 1944 1945 1946 1947 1948 1949 1950 1951 1952 1953 1954 1955 1956 1957 1958 1959 1960 1961 1962 1963 1964 1965 1966 1967 1968 1969 1970 1971 1972 1973 1974 1975

9 giugno 24 dicembre Anni Settanta


Aurora Rodríguez Donna Aurora Guillermo Rendueles Olmedo
Carballeira viene trasferita (1948) è psichiatra
(1879-1956) nel manicomio specializzando nel manicomio
uccide la figlia femminile di Ciempozuelos e studia
Hildegart, di 18 di Ciempozuelos il caso di Aurora.
anni. Qui accanto: (Madrid), dove Nel 1989 pubblicherà
Aurora durante resterà fino El manuscrito encontrado
il processo alla morte. de Ciempozuelos. Análisis
con il difensore In precedenza era de la historia clínica
Mariano López stata incarcerata de Aurora Rodríguez
Lucas. Più a (a destra nella (La Piqueta), che ispira
destra: Hildegart prigione di Ventas) Almudena Grandes

«L
CdS

a cronaca di un altro tipo di repressio- della trama, ispirata a un fatto di cronaca terribile e rea- L’illustrazione debutta con il romanzo erotico Le età di Lulù —, ma an-
ne, quella che costruì una prigione at- le. Lì fu rinchiusa dal 1935, quando aveva 56 anni, alla Realizzata da Sr. García, che, tangenzialmente, legata alla storia di Aurora, arriva
torno al cuore degli spagnoli. Una sto- morte, nel 1955 o ’56 (la data è incerta ma alla fine l’autri- mostra, dall’alto: la scrittrice nel 1989. «All’epoca frequentavo molto le librerie per ve-
ria dentro un manicomio reale, in un ce assume che sia il 1956), Aurora Rodríguez Carballeira. Almudena Grandes (Madrid, dere come andava il mio esordio — spiega la scrittrice
Paese diventato esso stesso un mani- Una donna ricca, colta, intelligente, che nel 1933 uccise a 1960); sulla destra, il capo — e così mi imbattei in un breve testo dello psichiatra
comio». Descrive così Almudena Grandes, al telefono Madrid l’unica figlia Hildegart, bambina prodigio che a del governo spagnolo Pedro Guillermo Rendueles Olmedo (1948): El manuscrito en-
con «la Lettura» da Cadice, in Andalusia, il nuovo ro- 8 anni parlava sei lingue e, poco più che adolescente, si Sánchez (Madrid, 1972); contrado de Ciempozuelos. Análisis de la historia clíni-
manzo La figlia ideale, che uscirà giovedì 23 in Italia da laureò in Legge. Ammazzata diciottenne nel suo letto. più in basso, immagini ca de Aurora Rodríguez (La Piqueta). Un resoconto del
Guanda. Un romanzo avvolgente, fluviale, che fonde in- «Era da tanto tempo — ricostruisce Almudena Gran- ispirate ai personaggi caso clinico della madre-assassina, basato su documen-
venzione e fatti storici, letterario ma anche popolare, co- des — che pensavo alla figura di Aurora, controversa, del nuovo romanzo della ti ritrovati negli anni Settanta a Ciempozuelos, dove il
me quelli a cui la scrittrice spagnola ci ha abituato. contraddittoria. Mi ero imbattuta in lei già nel 1977 at- stessa Grandes La figlia medico era specializzando. «Rendueles — prosegue Al-
Il libro è il quinto della serie degli «Episodi di una traverso il film Mi hija Hildegart (“Mia figlia Hildegart”) ideale (Guanda), mentre mudena Grandes — fu un protagonista del rinnova-
guerra interminabile», inaugurata nel 2010 da Inés e del regista Fernando Fernán Gómez, a sua volta basato la figura con la mascherina mento psichiatrico e nel suo libro mise in evidenza con
l’allegria, che si svolge negli anni Quaranta, e destinata sul libro Aurora de sangre (“Aurora di sangue”, Mundo è un richiamo alla recente chiarezza che Aurora era affetta da una malattia menta-
ad arrivare con il sesto capitolo agli anni Sessanta. Il pe- Actual) del giornalista Eduardo de Guzmán. Entrambi epidemia di Covid-19. le, nella fattispecie una grave forma di paranoia».
riodo dal 1954 al 1956 è la cornice de La figlia ideale, nel rappresentavano l’assassina come una madre dominan- Il romanzo è ambientato Dopo averlo letto, prosegue la scrittrice, «non si può
quale Almudena Grandes ha l’intuizione di assumere un te, possessiva, non come una persona malata, il che ha negli anni Cinquanta del odiarla. Mi colpì che questa signora autodidatta, anche
punto di vista originale, laterale e forse per questo anco- contribuito a confermarne un’immagine odiosa, invisa Novecento in Spagna sotto lei precoce, avrebbe potuto essere il simbolo della nuova
ra più autentico: narrare quella fase del Paese attraverso all’opinione pubblica. Già al processo, lo racconto nel il regime di Francisco donna spagnola negli anni Trenta del XX secolo, e inve-
la malattia mentale, la vita negli ospedali psichiatrici romanzo, l’imputata si presentò con un abito a sottove- Franco. La maggior parte ce iniziò a credere di dovere rifondare la società e salvare
sotto il franchismo. Anche perché, come nota il prota- ste e un mazzo di garofani rossi tra le braccia e l’accusa delle vicende si svolge il mondo. Una missione per la quale sua figlia era il prin-
gonista maschile, il medico progressista Germán insinuò che volesse mostrarsi mezza nuda davanti al tri- nell’ospedale psichiatrico di cipale strumento e contro cui, si era convinta, lottavano
Velázquez, «il manicomio femminile di Ciempozuelos bunale». «Mi ero vestita così per dimostrare che ero uno Ciempozuelos, a una molti nemici, incluse le potenze internazionali. Fu così
era un modellino in scala della società a cui appartene- spirito libero (...) e ho portato i fiori in onore di Hilde», trentina di chilometri dal che, quando a Hildegart si presentò la possibilità di an-
va, la miniatura patologica di un Paese malato». risponde quasi un secolo dopo l’Aurora-personaggio centro di Madrid (uno dei dare in Inghilterra, la madre pensò che le stessero por-
In quella miniatura, a Ciempozuelos, a una trentina di nel libro di Almudena Grandes. reparti è nella parte in basso tando via la ragazza e la uccise».
chilometri da Madrid, si svolge così la maggior parte La svolta per l’autrice, personale — perché quell’anno dell’illustrazione) Malattia, ma non solo. All’inizio del romanzo uno dei
DOMENICA 19 LUGLIO 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 27

{
Il mare dei macchiaioli
Un pittore in riva al mare, che dipinge al secondo ha sempre detto di non sapere
Cambusa riparo di un ombrellone. Seduto sugli scogli. molto della storia dell’arte, ma di avere letto
di Nicola Saldutti È Silvestro Lega (1826-1895), amico di molti romanzi (Dizionario biografico Treccani).
Giovanni Fattori (1825-1908). Il primo è La rivoluzione della «macchia» si consuma
stato un allievo brillante dell’Accademia, il in riva al Tirreno.

personaggi più positivi, il padre di Germán, anche lui


psichiatra, e di fama, che finirà incarcerato dai franchi-
sti, si pronuncia su Aurora: «Sono convinto che le sue
idee non siano meno responsabili della patologia da cui
è affetta, perché l’eugenetica è un’ideologia criminale».
«Il personaggio di Aurora — spiega Almudena Grandes
— mi ha dato l’opportunità di parlare anche di questo:
lei appoggiò davvero quella teoria, riteneva che si potes-
se decidere chi doveva vivere o morire, avere o non avere
figli. Era progressista e femminista ma negli anni Trenta
l’eugenetica veniva anche da sinistra. L’ideologo dell’eu-
genetica fascista in Spagna fu invece lo psichiatra Anto-
nio Vallejo-Nájera (1889-1960), che appare anche nel ro-
manzo. Già durante la guerra civile sostenne che il
marxismo era un gene perverso connesso alla disabilità
mentale e che andava estirpato, ammazzando chi ne era
“portatore” o rubandogli i figli per affidarli alle famiglie
cattoliche. In questo modo fornì una copertura teorica
alla repressione della dittatura».

Attorno a Donna Aurora, Almudena Grandes intesse


le fila romanzesche: lo psichiatra Germán Velázquez,
fuggito in Svizzera durante la guerra civile, tornato in
Spagna nel 1954, a 33 anni, per sperimentare un nuovo
farmaco, è un personaggio d’invenzione che prende in
cura l’assassina. E negli spazi dell’ospedale si muove
un’altra figura centrale, l’infermiera ausiliaria poco più
che ventenne María Castejón. Nipote del giardiniere di
Ciempozuelos, lì è cresciuta e continua a vivere. E lì, da
piccola, proprio grazie alle lezioni di Aurora, aveva im-
parato a leggere e sognare su un atlante il mondo fuori.
Adesso, invece, negli anni Cinquanta, nota ancora
Germán, la notte, anche se le persiane vengono chiuse,
«le madri chiedono ai figli, e soprattutto alle figlie, di
spegnere la luce perché qualcuno non li veda e scopra
che amano leggere. Parlare, leggere libri, specie se tra-
dotti, comprare “La Codorniz” (rivista umoristica ogget-
to della censura franchista, ndr) o baciarsi sulla bocca
alla luce del sole anche da sposati sono attività sospette,
che possono attirare l’attenzione di chi ha conoscenze in

i
polizia. (...) Se il nostro Paese fosse un essere umano, lo
avremmo ricoverato a Ciempozuelos da anni».
Una delle novità del romanzo è che Almudena Gran-
des non usa un narratore esterno ma tre voci in prima
persona che si alternano, ciascuna a suo modo straniata
e straniante: quelle di Germán, María e della stessa Au-
rora. «È stata la parte più difficile — confessa la scrittri-
ce —, finora avevo usato la narrazione in prima persona
una sola volta e per un solo protagonista ne Il ragazzo
che leggeva Verne (2012). Tuttavia, far raccontare la Spa-
gna da chi ne era stato a lungo fuori e da chi, chiuso in
un ospedale, ne è in un certo senso ugualmente estra-
neo, mi è sembrato restituisse un punto di vista più di-
staccato. Uno sguardo realisticamente meno assuefatto
alla cappa asfissiante di silenzio e paura calata sul Paese,
dove franchismo, machismo, cattolicesimo conservato-
re erano tutt’uno».
Gli ultimi romanzi di Almudena Grandes, La figlia
ALMUDENA GRANDES ideale e I pazienti del dottor García (2018), propongono
La figlia ideale entrambi protagonisti medici. «Non l’ho fatto apposta,
Traduzione ma c’è una spiegazione: la scienza dà fastidio alla ditta-
di Roberta Bovaia ture perché esprime una verità che non si può manipo-
GUANDA lare. E anche oggi, nella realtà sconvolta dal Covid-19, i
Pagine 560, e 20 regimi più autoritari nascondono i dati».
In libreria dal 23 luglio L’autrice ha vissuto a Madrid il suo lockdown e solo da
poco ha potuto raggiungere Cadice. Un’esperienza che
Il volume le ha ispirato un altro romanzo e l’ha spinta a prendersi
La figlia ideale di Almudena una pausa dalla serie storica. «Il nuovo libro è legato alla
Grandes si svolge nella pandemia. Al centro ci sono una dittatura e la resistenza
Spagna degli anni Cinquan- a questa dittatura, ma in un futuro prossimo. Ho già
ta sotto il franchismo. È il scritto un’ottantina di pagine». Dalla fiction alla realtà,
quinto degli «Episodi di una non sfugge all’autrice che povertà e paura, drammatica-
guerra interminabile»: serie mente aggravate dal Covid, «potrebbero rappresentare
che prevede sei romanzi ancora oggi un pericolo per la democrazia. Perciò è im-
indipendenti ambientati dal portante che l’Ue non lasci affondare i Paesi del Sud. Fi-
1936 al 1975. Al centro de ducia in un’Europa unita, egualitaria e progressista non
La figlia ideale c’è la vicenda ne ho più, ma Germania e Olanda dovrebbero semplice-
vera di Aurora Rodríguez mente capire che crollerebbero anche loro».
Carballeira, affetta da una È soddisfatta invece del governo di Pedro Sánchez:
grave forma di paranoia, che «Ci sono state incertezze, dovute a un pericolo del tutto
nel 1933 uccide l’unica figlia. nuovo, ma si è fatto quello che si è potuto. E, soprattutto,
Processata e incarcerata, si sono prese subito misure sociali che non erano mai
nel 1935 viene trasferita nel state adottate, ad esempio il reddito minimo di sussi-
manicomio di Ciempozuelos, stenza». I principali partiti al governo sono i socialisti e
Madrid, dove si svolge la Podemos. «In momenti diversi li ho votati entrambi. Ci
maggior parte del romanzo sono state fasi in cui non avrei scelto il Psoe, ma apprez-
L’autrice zo Sánchez e mi piaceva Zapatero». La Spagna tuttavia,
Almudena Grandes (Madrid, dice, «è ancora una democrazia fragile e divisa: l’opposi-
1960), edita in Italia da zione ha soffiato contro l’unità pure in questo momen-
Guanda, esordisce nel 1989 to, strumentalizzando persino il passato. In pieno
con Le età di Lulù, trasposto lockdown, ad esempio, è stata celebrata una messa a
per il cinema da Bigas Luna. Granada e la polizia è intervenuta. Il motivo era solo sa-
Tra le opere successive: nitario ma l’opposizione ha evocato gli incendi contro le
Malena, un nome da tango chiese durante la guerra civile».
(1994) e Atlante di geografia Centrale, nel romanzo, è anche la questione femmini-
umana (1998). Più recenti: le: le internate sono trascurate non solo perché malate,
Cuore di ghiaccio (2007); Inés ma perché donne. «Oggi siamo ben oltre tutto questo —
e l’allegria (2010), primo nota l’autrice —, la società e la morale sono cambiate co-
degli «Episodi di una guerra me il giorno e la notte. Ma per le lavoratrici, ad esempio,
interminabile», di cui fanno resta il soffitto di cristallo. Anche per questo io mi defi-
parte anche: Il ragazzo che nisco ancora una femminista». Femminismo, dice, «og-
leggeva Verne (2012), gi e sempre, è la lotta delle donne per l’uguaglianza. Ab-
I tre matrimoni di Manolita biamo capito che quella giuridica non equivale a quella
(2014), I pazienti reale, per questo la lotta deve continuare».
del dottor García (2018) © RIPRODUZIONE RISERVATA
28 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 19 LUGLIO 2020

IA
IN LIBRERGLIO
DA L 2 3 L U

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DOMENICA 19 LUGLIO 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 29

{
Rinascere al centralino
L’olandese Marian Donner in Manuale di fatto così: dopo essere stata manager all’uf-
Risate al buio autodistruzione (traduzione di Marco Cavallo, ficio stampa di un partito politico e in una

Libri Lettere di Francesco Cevasco il Saggiatore, pp. 128, e 14) spiega come Ong ha capito che erano lavori inutili e si è
possiamo rinascere (ma prima dobbiamo dedicata a un nuovo impegno sociale. Cen-
autodistruggerci) e cambiare il mondo. Lei ha tralinista per 12 anni in un’agenzia di escort.

Via email Un romanzo epistolare di Andrés Neuman, scrittore argentino che vive in Spagna, racconta il rapporto,
ossessivo e a senso unico, del protagonista con una ragazza forse immaginaria. Ma nella seconda parte tutto cambia...

Un’altra finestra
di ROMANA PETRI Marina che nella sua famiglia gli unici momenti di nor-
malità sono quelli in cui arrivano per pranzo lo zio Mi-
guel e sua moglie Remedios. Insomma, la normalità sta
nella rappresentazione. Poi, quando gli invitati se ne
vanno, tutto ricade nell’indifferenza di sempre. Suo pa-
dre, ha notato, spesso guarda le nascenti prosperosità di
sua sorella. E la cosa gli fa un po’ impressione.

dietro le spalle
Dovrebbe studiare, ma non ne ha nessuna voglia, gli
sembra una perdita di tempo, preferisce percorrere le
strade accidentate della sua vita interiore, ma senza cer-
care di capirla, semplicemente aspettando che sia lei a
farsi più chiara ai suoi occhi. Per il momento gli basta
scrivere a questo amore del passato, alla ragazza che lo
ha abbandonato senza troppi preamboli e che forse,
ILLUSTRAZIONE proprio per questo, gli ha lasciato addosso un indelebile
DI AMALIA CARATOZZOLO desiderio di lei. Le racconta delle serate al bar di un loro
amico comune, Xavi, che
poi un vero bar non è più,
è diventato un luogo di
spaccio. Lì, la gente non va
più per ubriacarsi, ma per
sballarsi di acidi. E pensa-
re che Xavi era una gran
bella mente, lettore di filo-
sofi e scrittori di alto livel-
lo. E poi ha scelto di but-
tarsi così. Come se poi ci
fosse davvero una scelta e
non un percorso già trac-
ciato che fingiamo di se-
guire in questa vita dove
otteniamo solo «le cose
che non vorremmo ave-
re». La pensava così fin da
bambino, quando con una
vecchia Olivetti scriveva a
stento il diario «della vita
che avrebbe voluto avere».

Nella prima parte del


romanzo, Net scrive solo
del passato. Dell’ossessivo
ricordo dell’amore per
Marina, nella convinzione
che non ci rendiamo mai
conto di ciò che siamo,
«ma di ciò che siamo sta-
ti». Poi, nella seconda par-
te cambia qualcosa. Net
incontra Cintia, una ragaz-
za bella e fuggente quanto
basta per ridargli una mi-
nima voglia di riprendersi
quel desiderio di vivere
che per molto tempo ha
considerato a portata di
mano solo nella convin-
zione che fosse un mirag-

L i
gio. Qui cambia anche la
o chiamano Net, ma non è il vero nome. A lui scrittura. Diventa meno criptica, più lineare, ma sempre
piace perché viene dalla sua passione per inter- molto assonante e alta, come è tipico di Neuman che un
net, e allora non solo ci si fa chiamare, ma si
presenta così e, soprattutto, così si firma. An-
Gorizia su YouTube dal 24 luglio linguaggio di pregio offre ai lettori.
Se prima «resuscitava» ogni volta che si svegliava da
drés Neuman, argentino che vive in Spagna, ci
ha abituati a romanzi belli e complessi che si leggono Arriva «Controvirus» sogni troppo carichi di angoscia, ora ad accoglierlo
c’erano le braccia di Cintia. Una storia che nasce quasi
con una certa avidità. Penso a Parlare da soli, Le cose che
non facciamo. Adesso, con La vita alla finestra, ancora Il festival èStoria online per caso, ma che si fa presto solida. Mentre i suoi genito-
ri si separano (la madre ha un amante che sarà una gran
una volta ci propone un mondo dissestato tanto fuori brutta sorpresa per tutti), Net comincia una nuova vita.

D
come dentro. La finestra non sempre è quella alla quale opo il forzato rinvio dovuto all’emergenza Non smette di scrivere a Marina, anzi, ma si sofferma
si sta affacciati per guardare il mondo che è fuori, in coronavirus, il festival èStoria di Gorizia torna con piacere a parlarle di Cintia, del suo corpo, dei loro
questo caso è anche, e soprattutto, la cornice di un qua- adesso con una edizione speciale a distanza amplessi. Sempre isolato nel suo mondo, ne apre però
dro che ritrae un ragazzo di spalle, seduto davanti a un online. Il titolo è Controvirus (qui sotto l’illustrazione le porte a questa ragazza conosciuta per caso, che all’ini-
computer. dedicata al festival da Emiliano Ponzi), scelto proprio zio amoreggiava con un uomo bello e stupido. Trova an-
Net scrive ossessivamente a Marina. Suo perduto per manifestare la volontà di reagire al Covid-19 e di che lavoro in un negozio di tendaggi. E gli piace più che
amore. La aggiorna sulla vita che conduce, sui suoi pen- approfondire sia i precedenti storici della pandemia, insegnare in una scuola, perché è un lavoro solitario,
sieri, sugli ormai ritoccati ricordi del passato. Le forni- sia le prospettive incerte di un mondo ferito che gli permette di continuare a pensare, a non diluirsi
sce elementi per valutare quanto la sua presenza sia an- gravemente dal contagio. ANDRÉS NEUMAN del tutto con la gente che lo circonda. Anche la casa af-
cora forte nella sua vita, e lo fa con la precisione dell’au- Il programma prevede interventi di molti relatori La vita alla finestra fittata con Cintia si affaccia alla finestra, e anche qui pas-
tismo, senza mai mostrare troppo interesse alle sue ri- qualificati, tra i quali lo storico delle epidemie Frank Traduzione di Silvia Sichel sa molto tempo al computer, ma le lettere per Marina si
sposte che, in ogni caso, non arrivano mai, e nelle quali M. Snowden, l’autore del profetico libro Spillover EINAUDI diradano, lo sente, stanno per finire, e lui comincia a so-
invece, fino a un certo punto, spera con tutto sé stesso. David Quammen, lo Pagine 158, e 18 migliare un po’ di più a sé stesso. Un sé stesso forse lon-
Quasi fossero la sua inventata salvezza. scienziato e tano nel tempo e troppo a lungo dimenticato. Ma il sé
antropologo Jared L’autore stesso prima o poi viene sempre fuori. Com’è che diceva
Diamond, gli esperti di Andrés Neuman è nato nel suo nonno? «A scacchi si gioca con buon senso o con
geopolitica Edward 1977 a Buenos Aires dove autentica disperazione». Aveva ragione. Per il momento
La cerca e si cerca in quelle lettere. Racconta per Luttwak e Kerry ha trascorso l’infanzia. Ha Net sceglie il buon senso. È ancora troppo giovane per
esempio della sua famiglia che non sta più in piedi da Brown. E poi: scritto numerosi romanzi restare nel modo che si era costruito per limitare il dolo-
tanto tempo: una madre che vive di psicofarmaci sciolti Alessandro Barbero, con cui ha vinto il Premio re. E non vuole essere suo padre del quale dice a Marina:
nell’acqua, un padre instabile per il suicidio del proprio Tiziano Bonazzi, Franco Cardini, Luciano Canfora, Hiperíon e il Premio «Su di lui poche novità. Lavora, esiste, soffre». E allora,
padre che gli ha lasciato una lunga, bellissima lettera Francesco Maria Galassi, Paolo Mieli, Sergio Romano, Alfaguara de Novela. È stato per facile o difficile che sia, a congedarsi dal passato ci
sulle gioie che ha provato e sulla morte che ha scelto per Gian Antonio Stella e molti altri. finalista al Premio Herralde, deve proprio provare. Per fallire avrà tutto il tempo. Ma
non pesare a nessuno. E una sorella, Paula, fidanzata A partire dal 24 luglio gli incontri saranno proposti al premio Rómulo Gallegos e adesso lo ha capito: per il momento deve dire addio ai
con un energumeno, ma che in realtà nasconde una re- giorno dopo giorno sul canale YouTube di èStoria e al nel 2004 è entrato nella fantasmi. Ma proprio a tutti.
lazione che Net scoprirà per caso e non senza un grande termine della rassegna tutti i video saranno messi a shortlist dell’International © RIPRODUZIONE RISERVATA

sgomento. Anche un po’ di gelosia. A Marina scrive che disposizione sulla piattaforma tv.estoria.it, alla quale Impac Dublin Literary
le famiglie partono sempre con le migliori intenzioni, è già possibile registrarsi gratis, anche scrivendo una Award. Per Einaudi ha
ma cambiano via via che invecchiano. Sarà forse per mail a info@estoria.it. Inoltre dal 24 luglio al 2 agosto pubblicato Frattura e Il Stile UUUUU
questo che tutti cercano nell’infanzia quel paradiso alle 21.30 una selezione quotidiana di video sarà viaggiatore del secolo. Per La
nemmeno perduto, ma semplicemente inventato? In proiettata ai giardini pubblici di Gorizia. vita alla finestra ha vinto il Storia UUUUU
questa incapacità di comunicare tra di loro, Net dice a Premio Primavera Copertina UUUUU
30 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 19 LUGLIO 2020
DOMENICA 19 LUGLIO 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 31

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Riscatto e passione dal Kenya al Piemonte
Coraggio, tenacia, sfida al destino. Riscatto e che arriva in Italia, dove coltiva la passione
Cotture brevi rinascita. Da Nairobi a Pollenzo (Cuneo), tra i per la cucina. Con il sogno di tornare in

Libri Narrativa straniera di Marisa Fumagalli banchi dell’Università di Scienze gastrono- Kenya. Duncan Okeh e Maria Paola Colombo,
miche. E ritorno. È la strada di Duncan, Tieni il tuo sogno seduto accanto a te. (Giunti-
ragazzo di strada cresciuto mangiando rifiuti Slow Food, pp. 256, e 17).

Latitudini Il giovane Hany, protagonista del romanzo di Mostafa Mastoor, sbarca il lunario a Teheran. Porta sul corpo
(e nel suo calendario personale) i segni del conflitto con l’Iraq. Un giorno incontra Parastù, che diventa la sua ossessione...

i
prima di cadere a terra mi aggrappai ai
bordi del tavolo, che prese a muoversi e a
far tremare le tazzine...».
Un bruttissimo momento perché la ra-
gazza, molto pragmatica, non crede che
l’amore sia sufficiente a garantire la feli-
cità.
L’eco del conflitto non è solo nel ma-
lessere fisico del protagonista ma anche
nella sua concezione temporale, nel mo-
do in cui definisce il calendario degli
eventi che hanno scandito la sua esisten-
za. Si è laureato in Fisica «diciannove an-
ni e sei mesi dopo la fine della guerra».
Mentre l’orrendo pomeriggio in pasticce-
ria è stato «vent’anni dopo la sparizione
dal radar dell’aereo passeggeri Iran Air,
MOSTAFA MASTOOR colpito da un missile terra aria della flotta
Sull’amore e altre cose Uss Vinson».
Traduzione Tra le pagine del romanzo il talento
di Faezeh Mardani dell’autore si rivela nell’abilità, raffinata e
FRANCESCO BRIOSCHI sottile, con cui svela la difficile realtà del
EDITORE suo Paese. C’è spontaneità e realismo,
Pagine 152, e 16 mai drammatica rassegnazione. Nono-
stante si tenti di dimenticare e di sbarca-
L’autore re il lunario al meglio delle proprie possi-
Mostafa Mastoor (Ahvaz, bilità, a Teheran, in equilibrio fra censu-
Iran, 1964), traduttore e re, tradizione e anelito verso il progresso,
poeta, è considerato uno dei la vita non sembra facile per nessuno.
maggiori scrittori iraniani. Hany riesce a campare grazie ad alcune
Tra gli autori tradotti da lezioni private, ma dopo aver lasciato il
Mastoor in persiano spicca dormitorio universitario non può per-
Raymond Carver. Sull’amore mettersi la spesa di un appartamento.
e altre cose è diventato un Quindi affitta, da un anziano, un posto
bestseller in patria, letto in una cantina. Sistemazione da di-

«Q Le cannonate
raggiungendo undici videre con altri due ragazzi, esempio di
ristampe. Il protagonista del uando avevo appena una generazione intrappolata fra sogni e
romanzo è il giovane Hany, due mesi di vita, l’onda realtà che trova nell’illegalità un modo
fresco di laurea. Invece di sonora di un proiettile ingenuo di realizzarsi. I due coinquilini
tornare ad Ahvaz, Hany calibro 175, lanciato da sono entrambi affascinati dal modello
decide di rimanere a un cannone, è scoppia- americano, masticano un po’ di inglese e
canticchiano le hit del momento, ma mo-

fanno male
Teheran, nella capitale: qui ci ta dietro il muro di casa e ha colpito il
sono soldi, ottimo cibo e mio orecchio sinistro, rendendo nere fi- strano approcci totalmente opposti ri-
belle ragazze, le priorità di no ad oggi tutte le particelle della mia vi- guardo alla precarietà a cui sono costret-
Hany. Ma la vita non è così ta», racconta Hany, giovane protagonista ti. Mentre uno fa l’artista e cerca di sfan-
facile come crede, e, per di Sull’amore e altre cose (Francesco garla improvvisandosi guru, riciclando
mantenersi, deve Brioschi Editore) dell’iraniano Mostafa vecchie teorie new age mischiate a spiri-
accontentarsi di quel poco Mastoor. tualismo orientale, l’altro, più concreto,

alle orecchie
che guadagna con le lezioni Bestseller in patria, rappresenta un si occupa di import-export. Tentando di
di fisica. Una volta lasciato il originale esempio di letteratura post-bel- piazzare partite di gatti persiani, con otti-
dormitorio dell’università, lica. L’autore, partendo dalla difficile re- mo pedigree, a un committente statuni-
l’unica possibilità che gli altà storica del suo Paese, evoca il fanta- tense. L’ombra dell’Occidente, con le sue
resta è dividere una cantina sma della guerra (il conflitto contro l’Iraq mille tentazioni, è sempre in agguato,
con due ragazzi, Karim del 1980, durato otto anni) e l’islamizza- difficile da gestire nel quotidiano di tutti
Giogiò e Morad Sormè. Il zione di ogni aspetto della società, solo i personaggi del romanzo.
primo è coinvolto in affari di in modo implicito. L’incubo del ricordo Dalla ragazza travestita da maschio che
ogni tipo, il secondo della guerra rimane maligno in sottofon- spaccia i dvd dei film americani, all’atteg-
è sempre immerso in do e continua a condizionare l’esistenza di PATRIZIA VIOLI giamento materialista della bella Parastù
bizzarre riflessioni dei personaggi. Ma la trama si discosta che dichiara apertamente di preferire i
esistenziali. Ma Hany non dal filone descrittivo e documentaristico sonalissimi timori. Hany infatti è colpito sticceria ma la situazione ha preso una soldi alla purezza dell’amore. Ma soprat-
rimpiange la sua scelta, di molte opere, la cosiddetta «letteratura da una crisi acutissima quando deve sve- piega imprevista. «A poco a poco comin- tutto contagia Hany che, quando viene ri-
soprattutto dopo avere di trincea», popolarissima in Iran. lare i propri sentimenti a Parastù, la ra- ciai a sentire il ronzio di una mosca nel- fiutato, reagisce come il protagonista di
incontrato la bella Parastù, La lesione provocata dall’onda sonora gazza di cui si è perdutamente innamora- l’orecchio sinistro e poi, come sempre, una serie televisiva, facendo virare la tra-
la ragazza di cui si è del proiettile ha inflitto un danno perma- to. È rimasto folgorato da lei, è accaduto l’orecchio si tappò completamente. Co- ma inaspettatamente verso il giallo.
perdutamente innamorato nente al ragazzo protagonista del roman- tutto in un attimo, quando ha aperto il me al solito, si manifestò lentamente e io © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’immagine zo: nelle situazioni più stressanti l’udito conto corrente in banca. Tornato poi, con tentai di resistere fissando con più inten-
Ramin Haerizadeh va in tilt, con un acuto ronzio e conse- varie scuse, allo sportello in cui era cas- sità Parastù, la torta di cioccolato, le po-
(Teheran, 1975), He Came, guente perdita di equilibrio. Una tempe- siera, ha deciso che doveva essere la don- sate, la tazzina del caffè. Nell’orbita del- Stile UUUUU
He Left, He Left, He Came sta emotiva temporanea che diventa me- na della sua vita. l’orecchio sinistro arrivò un’onda di sus-
Per confessarle i propri sentimenti, surri, tutto cominciò a girare vorticosa- Storia UUUUU
(2010, mixed media), tafora delle difficoltà sociopolitiche del
courtesy dell’artista Paese in cui vive, ma anche dei suoi per- qualche tempo dopo, l’ha invitata in pa- mente, mi piegai in avanti e in un attimo Copertina UUUUU

Leggende La reporter Isabelle Mayault rielabora le vicende dei negativi perduti del fotografo
i
bili del trafugamento e poi del-
l’occultamento della valigia in

La vera storia finta della valigia di Capa


Messico: la «vera» Olivia Gu-
tierrez, medico durante la guer-
ra di Spagna dove perde una
mano e poi pittrice femminista,
legata per sette anni a Chim; la
di MARZIA FONTANA sua amica d’infanzia nonché
madre di Greta, Maria, che, già

P er decenni se n’erano per-


se le tracce. Ma nel 2007
gli oltre quattromila nega-
tivi degli scatti di Robert Capa,
Gerda Taro e David Chim Sey-
passaggi fondamentali, rico-
struendo un capitolo fonda-
mentale della storia della foto-
grafia del Novecento come in
un giallo a ritroso, in una conti-
cano nella repubblica di Vichy,
che la porta con sé al ritorno in
patria nel 1942. Solo una cin-
quantina di anni dopo il cine-
asta Benjamin Tarver la eredita
sentito parlare, ma quando il
marito di Greta gliela recapita a
casa per eseguirne le volontà
testamentarie diventa l’ultimo,
tenue filo che gli resta con la
moglie di un diplomatico, tra-
scorre con lei un soggiorno di
salute di due anni in Portogallo;
Greta stessa, un vulcano pieno
di energia rimasta per decenni
mour sul fronte della guerra nua sovrapposizione fra eventi da una zia, intima amica di cugina: la chiude in un arma- il «fantasma» di Jamón, come
civile spagnola sono ricomparsi reali e fantasia. Gonzales, e, convinto da un’au- dio, convinto che basti «na- gli rimprovera più volte l’ex
all’improvviso in Messico, ar- I primi vogliono che nel 1939 trice di documentari, dona i scondere alla vista l’oggetto del consorte. Finché una fotografa
chiviati in ordinate cartelle in Capa, preoccupato per le sorti negativi all’Icp. Il cineasta di- dolore per farlo sparire» e non ISABELLE MAYAULT americana lo stana e lo convin-
una valigia detta perciò «messi- della guerra, decida di fuggire e venta nel romanzo la voce nar- si decide a separarsene. Una lunga notte messicana ce a cedere i negativi a Cornell
cana». Ora, per volontà di Cor- consegni la valigia al suo amico rante di Luca, affettuosamente Fra le atrocità della guerra e Traduzione di Camilla Diez Capa. E la finzione torna così a
nell Capa, fratello di Robert, e collaboratore Csiki Weiss, che chiamato Jamón dalla cugina la più recente storia messicana, RIZZOLI, pagine 272 , e 18 confluire nella storia vera.
sono custoditi all’International tuttavia non riesce a salpare per Greta, per lui quasi una sorella, la vicenda di Jamón, un solitario © RIPRODUZIONE RISERVATA

Center of Photography di New l’estero e la affida a sua volta a nonostante non abbiano mai che pur non credente ama rifu- L’autrice
York da lui fondato. un misterioso cileno perché la vissuto insieme e vent’anni di giarsi in chiesa o nelle librerie, Isabelle Mayault (Parigi
Il romanzo d’esordio della depositi all’ambasciata del suo differenza, morta in un inciden- si alterna con i destini incrociati 1986) è reporter e scrittrice. Stile UUUUU
reporter Isabelle Mayault, Una Paese. La valigia passa invece te d’auto in compagnia del- di tre donne, libere e determi- Ha vissuto a Beirut, Il Cairo,
lunga notte messicana, reinven- nelle mani di Francisco Aguilar l’amante italiano. nate ognuna a suo modo, nella Ouagadougou nel Burkina Storia UUUUU
ta la vicenda, oggi nota nei suoi Gonzales, ambasciatore messi- Della valigia Jamón aveva già versione romanzesca responsa- Faso, Istanbul e Ginevra Copertina UUUUU
32 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 19 LUGLIO 2020
DOMENICA 19 LUGLIO 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 33

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La parrucca sullo Stivale
Una parrucca di riccioli bianchi in cima allo seimila fra paesi e città, ed è abitato da 14
Tarli Stivale: sono le Alpi viste dal satellite. A mano milioni di persone... Ed è solo il primo capitolo

Libri Narrativa straniera di Severino Colombo a mano che dallo spazio ci si avvicina alla
Terra si scopre che il territorio alpino, sul
versante italiano e su quelli stranieri, ospita
di Sulle Alpi di Irene Borgna, illustrato da Susy
Zanella (Editoriale Scienza, pp. 160, e 19,90,
da 9 anni), ricco di suggestioni e consigli.

Misteri Nella Londra vittoriana c’è una setta che pratica l’eugenetica ispirandosi a una leggendaria lettera del filosofo
greco. Qui avviene un delitto. Indaga Claire Evans, che accantona il lavoro televisivo per esordire nella narrativa

È Platone il mandante dell’omicidio


di JESSICA CHIA

U
n motivo geometrico ripetuto da un difetto fisico, una malformazione saggio da riportare al suo tutore: «Dite a È adesso che la sua vita si scontra con
ossessivamente, cerchi con- congenita alla mano sinistra, priva di pol- Bridge che il Cercatore sa». Un’afferma- quella di Savannah Shelton, un’america-
centrici che si incastrano l’uno lice, che lui chiama «la mia assenza». Di zione che porterà Bridge a un’estrema na, «meticcia», coraggiosa, schierata
nell’altro, come un fiore senza nascosto da Bridge, un giorno il giovane azione: spararsi di fronte a Lamb che, im- contro le ingiustizie di quel mondo in-
pistillo, o un motivo ornamen- avvocato decide di andare in aiuto del potente, avrà solo il tempo di vedersi re- giusto, e sulla quale pesa una taglia d’oro.
tale. Intagliato nel battiscopa del salotto cliente più facoltoso dello studio (a lui in- capitare un cofanetto. Sul quale coper- La donna si guadagna da vivere con me-
più illustre di Londra; ripetuto all’infinito terdetto), Ambrose Habborlain, un vec- chio sono intagliati sette cerchi incastrati todi poco ortodossi come, per esempio,
nelle tele di un paziente psichiatrico. Ta- chio pazzo che da quel momento gli stra- tra di loro, una figura geometrica che ri- sorvegliare senza tante domande la villa
tuato sul corpo di un uomo nudo che, co- volgerà la vita. Habborlain «riconosce» corda un fiore. Unico testimone di questo di un tale Habborlain, per ordini che ven-
perto di fango, quella sera del giugno infatti l’assenza di William e, già in preda strano suicidio, William verrà indagato gono da molto «in alto»...
1881, compie un omicidio nel cuore del- a manie persecutorie, gli lascia un mes- per omicidio e si metterà in fuga.

i
l’alta nobiltà. Sotto gli occhi di tutti.
Phoebe Stanbury sta festeggiando il
s u o f i d a n z a m e n to co n B e n j a m i n Così i tre protagonisti si ritrovano, soli
Raycraft, figlio del più noto industriale contro tutti, a portare avanti un’indagine
Sir Jasper Raycraft, quando una mano ar- ostacolata dai poteri più influenti della
mata di coltello da caccia le taglia la gola. città. Che porterà a galla storie spavento-
Di quell’uomo resteranno impresse due se, come quella della «fabbrica dei bam-
cose ai testimoni: il suo tatuaggio, «che bini», un luogo dove donne rapite, e vio-
gli circondava il cuore come un fiore», e late, mettono al mondo figli generati
una frase rivolta a Benjamin: «Ho pro- «dal seme della perfezione». Il pistillo
messo che ti avrei salvato». Con un omi- mancante di quei fiori creati dai cerchi: il
cidio si apre La quattordicesima lettera seme della vita, simbolo religioso che ri-
(Neri Pozza) dell’esordiente Claire Evans manda ai sette giorni della Creazione.
(Cardiff, 1964). Un thriller storico costrui- Dietro l’abominevole «fabbrica» si na-
to come il simbolo della sua narrazione: sconde una setta, formata da sette perso-
cerchi concentrici che creano trame pa- ne (ognuna con un ruolo specifico, eredi-
rallele, ma che solo accostate potranno tato da generazioni) provenienti dai ran-
dare un senso al disegno finale. ghi alti della città, ma non solo, e che so-
CLAIRE EVANS stiene di avere per diritto di sangue il
La quattordicesima lettera compito di perpetuare un disegno gene-
Traduzione tico di selezione della razza umana. Bam-
A indagare sull’omicidio è il commis- di Chiara Ujka bini privi di assenze o di errori, forti co-
sario Harry Treadway, che inizia a scavare NERI POZZA me guerrieri, intelligenti come filosofi.
nella vita della famiglia Raycraft, compo- Pagine 448, e 18 Non a caso il credo della setta si rifà a
sta da Benjamin, un balbuziente e insicu- un’antica leggenda legata a una lettera di
ro ragazzo cresciuto sotto l’ombra di un L’autrice Platone — «il padre di tutti noi», lo chia-
padre «ingombrante»; dalla signora La quattordicesima lettera ma Habborlain —, la quattordicesima,
Raycraft, afflitta da una malattia che l’ha è il romanzo d’esordio di mai ritrovata, che il filosofo invia ad Ari-
portata a perdere il senno e a non uscire Claire Evans (Cardiff, 1964). stotele, e in cui menzionerebbe uno dei
più di casa. E poi lui, Sir Jasper, che «la La scrittrice ha lavorato suoi figli, un famoso conquistatore...
gente comune, influenzata dai continui nell’industria televisiva Tra teorie evoluzionistiche ispirate a
articoli di giornale dedicati alle sue ulti- e per oltre vent’anni alla Charles Darwin ed eugenetica (termine
me invenzioni, vedeva come un moderno Bbc; è stata anche che l’antropologo Francis Galton coniò
stregone, e correva voce che in casa sua si consulente per compagnie nel 1883), Claire Evans costruisce un
utilizzassero le scoperte scientifiche più teatrali e cinematografiche e thriller potente e complesso, dove trova-
attuali». Anche se, a detta dei suoi ope- ha lavorato per serie tv no spazio la filosofia antica e il progresso
rai, quello che avveniva nei sotterranei come The Honourable Woman della Londra vittoriana, scenario da cui
della sua fabbrica d’armi era qualcosa di (2014; scritta e diretta da l’autrice attinge anche per i suoi protago-
oscuro e pericoloso. Ma quello che in- Hugo Blick) e Doctor Foster di nisti, quasi tutti ispirati a personaggi sto-
quieta Treadway è quel simbolo, lo stes- Mike Bartlett (2015). rici. Un’epoca in cui le nuove scoperte
so tatuaggio dell’assassino di Phoebe, e Oggi è direttrice operativa scientifiche si avvicinano sempre più alle
che ora ritrova ovunque a villa Raycraft. nella società televisiva teorie estreme di riproduzione selettiva,
La pista di Treadway si scontra casual- Two Brothers Pictures Ltd che non hanno mai smesso di affascinare
mente con la storia di un altro personag- di Londra, oltre a dedicarsi l’uomo. Ma che continuano a far tremare.
gio, il giovane e ingenuo avvocato Wil- alla scrittura © RIPRODUZIONE RISERVATA

liam Lamb. Orfano di entrambi i genitori, L’immagine


William cresce con l’anziana zia Esther e Richard Wright (1960),
il signor Bridge, che gli fa da tutore e lo Untitled Figure 3 (2002, Stile UUUUU
avvia al praticantato nel suo studio di av- stampa a colori su carta),
vocato. Il ventenne è poco pratico del courtesy dell’artista / Storia UUUUU
mondo e la sua insicurezza è accresciuta Gagosian Galleries Copertina UUUUU

Identità Maxi Obexer intreccia l’autobiografia con una riflessione sulla democrazia e l’Europa
i
re a una consultazione che ri-
guardava soprattutto loro».

Questo volevo: essere straniera tra stranieri


L’autrice punta dritto anche a
una critica di una parte della
politica italiana: «La nutrita
presenza della Lega nel Parla-
mento italiano e la sua ascesa al
di SIMONE INNOCENTI governo per poco più di un an-
no, tra il 2018 e il 2019, hanno

Q uello che chiamiamo


Europa non esiste. E
quando esiste ha vita di
emigra in Germania dove, attra-
verso svariati lavori, incontra
altri migranti. E con loro altre
per diventare ciò che si è — o si
vorrebbe essere — è anche la
molla narrativa per raccontare
Malo quando diceva che l’italia-
no non è una lingua parlata,
bensì scritta.
sdoganato sentimenti xenofo-
bi».
Ma attenzione, per Obexer
carta, di marche da bollo, di culture. l’omosessualità della protagoni- Di lingue, che diventano l’Europa è qui, «nella conviven-
identità burocratiche che a volte Il libro si muove sul terreno sta in una Germania dove la un’unica lingua, risuona il libro, za di questi gruppi, tra loro e
sono ambite e a volte sono una autobiografico e lo fa attraverso lingua è qualcosa di nuovo. grazie a una carrellata di volti e con tutti coloro che si sono
condanna. Di fatto ruota attor- una profonda riflessione sulla «Nel posto da cui vengo io, la storie compressi in poche pagi- trasferiti in questa terra di con-
no a questo nucleo La prima democrazia e sugli esseri uma- lingua si parla poco; è il dialetto ne che attraversano il percorso fine da molti altri posti, tra cui
estate dell’Europa (Edizioni ni. «L’Ufficio Immigrazione era ad appartenere al paesaggio, della protagonista. Una donna MAXI OBEXER l’Albania, la Russia, la Croazia,
alphabeta Verlag) di Maxi il posto in cui più mi sentivo alle stagioni, al tempo e ai desti- che continua a sentirsi una La prima estate dell’Europa la Slovacchia, il Marocco, l’Afri-
Obexer, drammaturga, saggista, vicina all’idea della persona che ni di uomini e animali. Altro da «migrante»: una parola «pro- Traduzione ca occidentale, la Costa d’Avo-
impegnata politicamente, scrit- desideravo essere. Volevo essere dire non c’è. Io invece avevo la blematica in Germania: perché di Cristina Vezzaro rio, la Nigeria, la Siria, l’Iraq».
trice. Tradotto da Cristina Vez- straniera tra stranieri veri», sensazione che si tacesse per far stigmatizza le persone». Nel ALPHABETA VERLAG © RIPRODUZIONE RISERVATA

zaro, questo volume ha la forza scrive. Il testo è anche una ri- passare sotto silenzio la lingua. libro trovano spazio molti «in- Pagine 130, e 12
— e al tempo stesso la fragilità flessione sull’identità linguisti- Ero affamata di lingua. Tutto in visibili», ad esempio quelli che
— di un testo che si muove su ca. «Cosa andavo cercando con me voleva una lingua. La divora- per il referendum sulla Brexit, L’autrice Stile UUUUU
svariati livelli, quelli che occor- tanta tenacia all’estero, se non vo», sintetizza l’autrice richia- nell’estate 2016, non hanno Maxi Obexer (1971),
rono per raccontare la storia di una lingua?», scrive. Il continuo mando quello che Luigi Mene- avuto diritto di voto e «non italo-tedesca dell’Alto Adige, Storia UUUUU
una donna che dal Sud Tirolo confronto tra ciò che si lascia ghello sosteneva in Libera nos a hanno quindi potuto partecipa- vive a Berlino Copertina UUUUU
34 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 19 LUGLIO 2020

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L’etica dei guanti
Servono mascherine ma anche tante paia di in circolazione nel mondo sono stati fabbricati
Terra straniera guanti monouso, in quest’epoca di pandemia qui. Da lavoratori immigrati in stato di semi-

Libri L’Ottocento inglese di Alessandra Coppola e sanificazione ossessiva. Ma chi le produce?


Il colosso mondiale è in Malaysia, Top Glove, lo
dice la parola: il 26% di tutti i guanti di gomma
schiavitù, ha denunciato l’Ong Migrant Care:
costretti a ripagare col proprio scarso salario
gli impresari dai quali sono stati assoldati.

di CRISTINA TAGLIETTI Non ci sono fotografie di Polly Rimane ignoto il giorno esatto Benché annoverata tra le

S
Nichols (26 agosto 1845-31 della nascita di Annie Chapman «cinque canoniche», le vittime
crive Hallie Rubenhold che furo- agosto 1888), soltanto il disegno (settembre 1841-8 settembre certe di Jack lo Squartatore,
no due donne a definire il XIX del suo cadavere pubblicato sulla 1888). Fece la cameriera permangono dubbi che
secolo inglese: la regina Vittoria prima pagina dell’«Illustrated in casa di un architetto in Duke Elizabeth Stride (27 novembre
che diede il suo nome all’epoca Police News» di sabato 8 Street e contrasse un buon 1843-30 settembre 1888) lo sia
compresa tra il 1837 e il 1901 e settembre 1888, con la matrimonio con un cocchiere. stata effettivamente. Nata in una
una senzatetto, Mary Ann Nichols, detta ricostruzione dell’omicidio. Tra Ma l’alcol fu una presenza famiglia agiata svedese, molto
«Polly», che nel 1888 bivaccava come tan- gli oggetti personali che aveva costante nella sua vita religiosa, ebbe un figlio da un
ti a Trafalgar Square. Il suo nome sarebbe con sé al momento della morte, quotidiana, aggravata dalle membro della famiglia che la
stato presto dimenticato, ma non il so- inventariati dalla polizia, c’erano, malattie dei figli. Venne impiegava come domestica,
prannome del suo assassino: Jack lo oltre agli abiti: un cappellino di ricoverata in un sanatorio contrasse la sifilide, venne
Squartatore. Tra l’estate del giubileo d’oro paglia bordato di velluto nero; in seguito ad alcuni episodi di definita «pubblica donna» e
della regina e l’assassinio di Polly Nichols, scarponcini da uomo con elastici ubriachezza molesta. Dopo la inserita nel registro delle
il 31 agosto 1888, trascorse circa un anno. laterali; un pettine; un separazione dal marito e dai figli prostitute. Emigrò in Inghilterra
Al suo omicidio seguì il ritrovamento del frammento di specchio. si trasferì a Whitechapel. dove visse di espedienti.
cadavere di Annie Chapman in un cortile
vicino a Hanbury Street, l’8 settembre.
Nel primo mattino del giorno 30, lo stes-
so mese, lo Squartatore colpì due volte:
Elizabeth Stride e Catherine Eddowes; il 9
novembre toccò a Mary Jane Kelly il cui
corpo venne mutilato mentre giaceva nel
suo letto. La storia di Jack the Ripper che,
con cilindro, cappello, un pugnale gron-
dante sangue in mano, a Londra è facile
trovare sui manifesti del metrò e nelle
pubblicità sulle fiancate degli autobus, è
nota e fa parte ormai della leggenda. Ci
sono cocktail che portano il suo nome,
costumi di Halloween e spettacoli teatra-
li, mentre i turisti di tutto il mondo si fan-
no accompagnare dalle guide nei suoi
luoghi, a Whitechapel, nell’Est End di
Londra.
Hallie Rubenhold è una storica e scrit-
trice metà inglese e metà americana , au-
trice di un libro, Le cinque donne, che per
oltre 400 pagine cerca di dimenticare Jack
the Ripper per ricordare, invece, loro.
«Accettando lui, accettiamo i valori vi-
genti nel 1888 che insegnano alle donne
che valgono meno e perciò possono esse-
re disonorate e violate», scrive. Il suo li-
bro è proprio questo: il tentativo, riuscito,
di dare alle vittime una voce, una fami-
glia, una vita, fuori dalla narrazione ma-
schile, autoritaria, borghese in cui l’han-
no racchiusa i valori vittoriani. In un’epo-
ca in cui le donne non avevano diritti e i
poveri erano considerati una piaga, esse-
re donne e povere era una combinazione
fatale che portava facilmente con sé un
destino tragico.

Rubenhold menziona a malapena lo


Squartatore nel testo e il suo è il primo li-
bro a concentrarsi esclusivamente sulla
vita delle cinque vittime certe del serial
killer a cui ne vennero attribuite anche al-
tre, a riprova della frequenza dei femmi-
nicidi in quei luoghi a quel tempo. L’au-
trice evita il racconto cruento dei dettagli,
così come i toni melodrammatici, per
concentrarsi non tanto su come moriro-
no le cinque donne, ma su come vissero.
Che Jack the Ripper uccidesse le prostitu-
te è stata la vulgata accettata e condivisa. I
corpi vennero ritrovati in cortili e strade
buie nell’East End e la polizia diede per
scontato che si trattasse di meretrici atti-
rate in quei luoghi da un maniaco. Attra-
verso un lungo e approfondito lavoro di
ricerca storica Hallie Rubenhold scava

Biografie A. N. Wilson mette in fila le malvagità


C’
è il Dickens che tutti conosciamo e amia- «perdute» ma poi lo organizza peggio di una prigio-
mo, l’autore di Oliver Twist e David Cop- ne; che si fa campione dei derelitti ma poi sostiene
(soprattutto verso la moglie) del papà di Oliver Twist perfield, di romanzi in cui la nascente
critica sociale si amalgama con una mo-
l’uso delle punizioni corporali, frustate incluse; che si
fa apostolo della bontà, ma la cui crudeltà verso la

Che cattivo
rale edificante. Uno scrittore «buonista», moglie Kate, che lasciò per la giovane amante Nelly,
se vogliamo, i cui personaggi hanno popolato la fan- riuscì a scioccare pure gli amici.
tasia di generazioni di lettori, soprattutto ragazzi. E c’è L’immagine di sé che Dickens presentava al mondo
il Dickens in carne e ossa, che è tutt’altro: un maniaco era dunque attentamente rielaborata, mentre sotto la
sessuale ossessionato dalla violenza, che odia le don-
ne e persegue senza sosta fama e denaro. Un ritratto
Considerato uno dei più grandi e
che emerge a tinte forti dall’ultima biografia dedicata

quel buonista
popolari romanzieri di tutti i
al romanziere vittoriano, The Mistery of Charles Dic-
tempi, autore di sorprendenti
kens di A. N. Wilson: un libro che si propone di risol-
spunti umoristici ed esplorazioni
vere l’enigma della clamorosa discrepanza fra l’imma-
sociali, Charles Dickens nacque a
gine che crediamo di esserci formata dello scrittore,
Portsmouth il 7 febbraio 1812 e
sulla base della sua opera, e la personalità contraddit-
morì a Higham il 9 giugno 1870
toria dell’autore quale fu in vita.

di Dickens
Come ebbe a dire il poeta Philip Larkin, «meglio il
Dickens che conosci del Dickens che non conosci»: superficie, secondo Wilson, ribolliva una natura con-
perché quello rivelato da Wilson è un’anima «divisa e flittuale, nevrotica, perfino malvagia. Una chiave fon-
malata», in lotta con una duplice natura, che riversa i damentale per comprenderla sta nell’atteggiamento
suoi demoni e il suo passato da incubo nei libri. Un malsano dello scrittore nei confronti delle donne,
personaggio lacerato dalle contraddizioni, che usa un radicato nell’odio e nel risentimento che nutriva verso
linguaggio così orribile verso sua moglie che il suo sua madre, che lo aveva costretto da bambino, a soli
editore si rifiuta di fargli visita, ma che poi tenta di dieci anni, ad andare a lavorare in una fabbrica di
fare imprigionare una ragazza per avere inveito per lucido da scarpe dopo che il padre aveva portato la
dal nostro corrispondente a Londra LUIGI IPPOLITO strada; che fonda un asilo per riabilitare le giovani famiglia alla bancarotta: è così che si spiegherebbe il
DOMENICA 19 LUGLIO 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 35

i
Kate Eddowes (14 aprile 1842- Subito dopo il suo assassinio, la
30 settembre 1888) appare così misteriosa vita di Mary Jane
in uno schizzo pubblicato sul Kelly (1863 circa-9 novembre
«Penny Illustrated Paper» il 13 1888) diede adito a diverse
ottobre 1888. Non è dato sapere congetture romanzate. Poiché,
se il ritratto sia stato copiato tra le cinque vittime, era la più
da una fotografia della donna giovane e bella, nonché
o se sia invece frutto di dichiaratamente dedita al
immaginazione. Tra gli oggetti mercimonio, sulla sua esistenza
personali di Kate fu ritrovata una si indaga ancora. Le storie che
scatoletta da mostarda con due raccontò su di sé contenevano un
ricevute del monte dei pegni. Il po’ di verità e un po’ di fantasia.
suo funerale fu seguito da molte Secondo una versione sarebbe
persone: in alcuni tratti la folla nata a Limerick, in Irlanda. Venne
fu tale da impedire il passaggio uccisa nel suo letto con indosso
del carro funebre. soltanto una camiciola.

Siamo state uccise


HALLIE RUBENHOLD
Le cinque donne.
La storia vera delle vittime
di Jack lo Squartatore
Traduzione di Simona Fefè
NERI POZZA
Pagine 432, e 19

da Jack lo Squartatore
L’autrice
Hallie Rubenhold è nata a
Los Angeles nel 1971 da
padre britannico e madre
americana e vive a Londra.
Ha conseguito una laurea in
Storia presso l’Università
del Massachusetts,
ad Amherst. Rubenhold
ha anche lavorato
nel mondo dell’arte come
nelle loro vite per smantellare i pregiudizi
e le leggende che hanno alimentato il mi-
condizioni sociali di una larga parte della
popolazione. Quattro vittime erano sen- Sull’assassino prima per tenersi al caldo. Lì dormiva Pol-
ly dopo avere abbandonato la casa del
assistente curatore per la
National Portrait Gallery di

che insanguinò
to dello Squartatore. Dalle indagini del zatetto che dormivano in strada o in pen- marito. Mentre lei era nata in uno di quei Londra. È una scrittrice e
coroner emerge che il serial killer non ha sionati per indigenti a pochi pence per vicoletti sudici che collegavano Fleet una studiosa specializzata
mai fatto sesso con le sue vittime, che gli settimana; tutte e cinque avevano affron- Street e le sue affollate botteghe con le nella storia sociale del XVIII
omicidi sono avvenuti nel più assoluto si-
lenzio, senza grida o lotta, e che tutte le
tato lutti o la separazione coniugale; tutte
e cinque bevevano eccessivamente. Londra nel 1888 macchine da stampa a High Holborn, do-
ve c’erano le case e i laboratori di tipogra-
e XIX secolo e nella storia
delle donne. Le cinque donne
donne sono state uccise in posizione co-
ricata. In almeno tre casi, inoltre, si sa che
Le vittime non erano cinque prostitute,
dunque (versione che rendeva la catena sono state riempi- fi, giornalisti, scrittori spiantati, Annie,
figlia di un soldato, era cresciuta in allog-
ha vinto il Premio Baillie
Gifford per la saggistica ed è

te intere bibliote-
le vittime stavano dormendo all’addiac- di delitti meno indigesta ai bravi londine- gi vicino alla caserma di Knightsbridge stato finalista al Crime
cio e che non possedevano denaro per un si) ma cinque donne che avevano espe- (dove sei dei suoi fratelli morirono di Writers’ Association Gold
alloggio. Insomma, conclude la scrittrice, rienze di vita anche molto distanti fra lo- scarlattina in tre settimane), per poi spo- Dagger per la Non-Fiction
«la polizia era tanto avvinghiata alle sue
teorie sulla scelta delle vittime da parte
ro. D’altro canto, finire nella categoria
delle prostitute non era così difficile al- che, sulle sue vitti- sare il cocchiere di un gentiluomo e an-
dare a vivere nella magione di campagna
Il caso
L’uscita del volume in Gran
dell’assassino che si lasciò sfuggire l’ov-
vio: lo Squartatore colpiva le donne nel
sonno».
l’epoca e nemmeno la legge era riuscita a
darne una definizione. Una donna sola
era una prostituta? Una donna senza cap-
me (forse cinque, della famiglia che aveva legami con i reali.
Elizabeth era figlia di un contadino sve-
dese di Torslander, costretta ad abbonda-
Bretagna è stata
accompagnata l’anno scorso
da una violenta campagna
Rubenhold si avvicina con estrema
cautela ai documenti, evitando, per
pello o giacca? Nel 1887 una sarta che una
sera era uscita da sola per comprare un
forse di più) si sa re la casa del padre dopo essere rimasta
incinta; Kate faceva la sfregatrice in una
social contro l’autrice. Ne
parlò lei stessa all’edizione
esempio, di ricorrere alle informazioni
prive di riscontro di testimoni che non
paio di guanti e ammirare le luminarie su
Regent Street venne erroneamente arre- poco o nulla: fornace prima di incontrare un cantasto-
rie ambulante con cui iniziò a convivere,
2019 del festival letterario
di Hay: «Se una donna scrive
conoscevano di persona le vittime. Le
carte ufficiali, in tre casi su cinque, sono
andate perdute, lasciando soltanto una
stata con l’accusa di battere il marciapie-
de. Il processo e la scarcerazione che ne
seguirono, ricorda Hallie Rubenhold, ob-
annoverate sbri- incastrata nell’ingranaggio della violenza
domestica senza essere sposata; Mary Ja-
ne forse proveniva da una buona fami-
un libro sulle donne è una
femminista — denunciò —
e merita di essere presa di
raccolta di articoli di giornale «revisiona-
ti, infiocchettati, fraintesi e reinterpreta-
bligarono la polizia a rivedere i pregiudizi
in merito alla morale delle donne sole e
gativamente co- glia, ma aveva lasciato la sua casa a Cardiff
per finire in un bordello di Londra ovest.
mira dai troll. Le vittime
erano malate, senza dimora,
ti» da cui estrapolare un quadro degli
eventi. Il fascicolo sullo Squartatore è il
ad ammettere che la distinzione tra le
donne della classi lavoratrici che non me prostitute, era- Il trattamento che i giornali dell’epoca
e poi i testi, anche recenti, che si sono ba-
affamate, trattate male da
vive come da morte»
più consultato degli archivi, ma Ru-
benhold usa registri parrocchiali, docu-
menti giudiziari, certificati di nascita,
esercitavano la professione e quelle che la
esercitavano era così confusa da diventa-
re impossibile. Questo, tuttavia, spesso
no senzatetto, af- sati su di essi, hanno permesso ad alcuni
di stabilire il grado di attrattiva femmini-
le sulle immagini dei loro corpi e di dire,
Le immagini
A sinistra: la prima pagina
dell’«Illustrated Police
matrimonio e morte, incrociando e con-
frontando le fonti, elencate nella ricchis-
non impedì agli agenti di agire secondo il
pregiudizio più diffuso.
famate, disperate. ancora nel 2008, che «la bellezza, a quan-
to pare, non interessa l’assassino di Whi-
News» di sabato 22
settembre 1888, con la
sima bibliografia che chiude il libro.
Seguendo i percorsi apparentemente Finalmente techapel».
Il lavoro di Hallie Rubenhold fa giusti-
ricostruzione degli eventi
sull’omicidio di Annie
simili che portano le cinque donne a una
stessa morte, la scrittrice conduce il letto-
re in un’analisi della società vittoriana e
All’epoca a Trafalgar Square i senzatet-
to trascorrevano le notti rannicchiati sul-
un libro rende zia, dopo oltre 130 anni, di una narrazio-
ne superficiale e ingiusta che ha ridotto le
vittime a pure ombre, buone soltanto per
Chapman. In alto: John e
Annie Chapman dopo il
matrimonio. Le immagini
soprattutto della condizione femminile,
dipingendo con precisione e vividezza le
le panchine sotto la National Gallery o sul
lastricato, coperti dai giornali del giorno loro giustizia illuminare il loro assassino.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
sono tratte dal volume
Le cinque donne

trattamento «inutilmente vendicativo» inflitto alla Peckham, allora un villaggio subito fuori Londra, do- sa nella figura dell’assassino narcomane John Jasper,
moglie dopo la separazione. ve guarda caso si trovava una stazione ferroviaria sulla che appare nell’incompiuto Mistero di Edwin Drood:
Nel capitolo «Il mistero della sua infanzia», Wilson linea che portava alla residenza di campagna di Dic- qui la «malvagità psicopatica» di Jasper rispecchie-
sostiene che «il rapporto compromesso con sua ma- kens, nel Kent. rebbe le «possessive fantasie sessuali» di Dickens
dre è il tratto che definisce l’uomo e la sua arte»; e che Qui si colloca il mistero della morte dello scrittore, verso la giovane amante Nelly.
le figure materne talvolta mostruose che compaiono che il giorno prima del decesso aveva ritirato in banca Una proiezione di sé è pure il Pip di Grandi speran-
nei suoi romanzi portano l’impronta «del più profon- una somma di danaro: Wilson ipotizza che lo abbia ze: basato sulla sete di denaro e status sociale di Dic-
do odio verso la madre». portato a Nelly e che dunque le abbia fatto una rapida kens e sulla sua mancanza di scrupoli nel perseguirli.
Un groviglio oscuro di sentimenti che sfocia nel visita; perciò il colpo apoplettico che stroncò improv- Anche quando aveva raggiunto fama e ricchezze, lo
«Mistero del matrimonio crudele»: laddove Dickens visamente Dickens potrebbe essere ascritto a un fu- scrittore non riusciva a trovare requie: «Non ho alcun
ripudia pubblicamente, tramite un annuncio sul «Ti- rioso amplesso con la giovane amante, il che costrin- riposo se non nell’azione», scriveva. E dunque conti-
mes», la moglie Kate, che lo aveva sopportato per 22 se a portare lo scrittore morente in tutta fretta in car- nuò a essere consumato da un iper-attivismo sino alla A. N. WILSON
anni e gli aveva dato dieci figli. La povera donna viene rozza nella sua casa nel Kent, dove spirò. fine, tanto da minare la sua salute con un faticoso The Mistery
esiliata in una casa nell’allora misero quartiere londi- Una lussuria che Wilson vede riflessa nei suoi per- tour di letture negli Stati Uniti, intrapreso quando of Charles Dickens
nese di Camden, con l’unica compagnia del figlio sonaggi: il mostruoso nano Quilp, che nella Bottega non ne avrebbe avuto alcun bisogno. Come Pip dove- ATLANTIC BOOKS
maggiore, Charley, mentre agli altri viene impedito di dell’antiquario sbava per la piccola Nell, è «una proie- va la sua fortuna a un criminale violento come Ma- Pagine 368, e 20,77
vederla: Dickens provò pure a farla dichiarare pazza e zione demonica dello stesso Dickens». In questo caso, gwitch, così Dickens doveva la sua brillantezza a un
a rinchiuderla in manicomio, in modo da dare a lei secondo il biografo, la creazione letteraria e il suo «segreto, violento, criminale sé», quel suo io oscuro e L’autore
tutta la colpa ed essere libero di perseguire la sua rela- autore si assomigliano perché combinano desiderio malvagio che non era mai risuscito a riconoscere Andrew Norman Wilson, 69
zione con l’amante, Nelly Ternan. sessuale e violenza: i romanzi di Dickens «urlano di apertamente. anni, è uno scrittore e
Perché il più grande segreto nella vita dello scritto- sesso», «pulsano di sentimenti sessuali». E quanto Ma Wilson non gliene fa una colpa. Dickens aveva a giornalista inglese.
re fu la sua lunga relazione clandestina con la giovane alla fascinazione con la violenza, è esemplificata dalla che fare con quell’Ottocento «vasto, fumoso, crudele, Appassionato di studi
attrice, che lui conobbe durante una rappresentazio- scelta di Dickens di includere nelle letture pubbliche dal cuore d’acciaio», che lo aveva reso allo stesso tem- danteschi, ha pubblicato, tra
ne di un lavoro da lui scritto e nel quale entrambi reci- di Oliver Twist la scena in cui Sikes picchia a morte po feroce e sentimentale: solo fra tutti i grandi scritto- l’altro, Dante in Love (2001),
tavano: lei aveva 18 anni, lui 45. Per i successivi 13 an- Nancy: che Wilson spiega con l’attrazione subita da ri del XIX secolo, «non aveva semplicemente guardato The Victorians (2002),
ni, Dickens pagò per alloggiarla in discrete residenze, Dickens per l’idea di uccidere una giovane. nell’abisso: aveva vissuto in esso». After the Victorians (2005)
dove andava a farle visita: l’ultima di queste case era a Un altro autoritratto dello scrittore, Wilson lo ravvi- © RIPRODUZIONE RISERVATA e The Elizabethans (2011)
36 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 19 LUGLIO 2020
DOMENICA 19 LUGLIO 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 37

{
Le novità del passato
«Creare il nuovo a partire da cose antichissi- partendo da Platone attraversa le opere dei
Greche me». Muovendo da questo intento il grecista suoi successori, i neoplatonici Plotino, Proclo,

Libri Attualità di Alice Patrioli Davide Susanetti offre agli appassionati di


filosofia antica Il simbolo nell’anima (Carocci,
pp. 176, e 18), percorso di esplorazione che
Giamblico e Sinesio. Il filo conduttore? L’ani-
ma umana, dalla sua dimensione interiore e
ineffabile al rapporto con il cosmo e la natura.

Indagini La camera di un’adolescente, un paese, il Sud: Flavia Piccinni e Carmine Gazzanni ricostruiscono — sulle tracce di
Capote — il prima (soprattutto) e il dopo dell’omicidio di Sarah Scazzi e della condanna di Sabrina, Cosima e Michele Misseri

Avetrana a sangue freddissimo


di TERESA CIABATTI
strano qualcosa di più sconvolgente del
delitto in sé. Ovvero che in embrione il
delitto c’era già: esistevano gli elementi
ambientali che avrebbero portato al de-
litto, non necessariamente l’uccisione
di Sarah — anche qui: lei o un’altra, una
bambina o una donna, omicidio o vio-
lenza sessuale.
Nel prima germogliano i semi del
male: nel libro c’è una lettera inedita di
Michele Misseri che è un’autobiografia
verso l’inferno.
Poi compare Ivano Russo, individua-
to dai pm come il motivo scatenante del
delitto. A proposito di impulsi malgesti-
ti: Sabrina in adorazione di Ivano, Ivano

P i
ambiguo che la cerca, e la respinge. Un
a r t i a m o d a l l a ca m e r a d i balletto di ferocia e tenerezza che culmi-
un’adolescente qualunque: Questa è la mia storia. Quando avevo circa 5 o 6 na in un ultimo incontro nel quale lui fa
poster di Avril Lavigne alle pa- anni mio padre mi mandò in una masseria per fare spogliare la ragazza per poi bloccarla, e
reti. Peluche sul letto. E a guar- il pastorello. In quella masseria c’era una famiglia ritrarsi da un rapporto completo «per
dare bene, a cercare nei casset- che non aveva figli. Non sapevano cosa fosse una non rovinare l’amicizia». Ivano Russo,
ti — presto qualcuno lo farà, presto più famiglia, per questo venivo maltrattato. Mio padre 27 anni, cuoco, detto l’Alain Delon di
di una persona metterà a soqquadro la era un padre padrone e beveva molto, ma un Avetrana (nel testo la reazione all’appel-
stanza — i diari segreti. Non solo: pre- bambino di soli cinque, sei anni come poteva fare a lativo: «Non è che sono Alain Delon.
sto qualcuno sfoglierà quei diari alla ri- badare a 150 pecore? Non penso. Cioè non credo»), che si ac-
cerca di indizi. «Chi si potrebbe mai in- Scappavano da tutte le parti, e io piangevo. E allora corda — come tutti i personaggi princi-
namorare di una come me, ho un corpo prendevo botte, tanto che una sera, mentre stava pali e secondari di questa storia — sui
di una bambina di dieci anni». E anche: per fare buio, scappai dalla fattoria verso casa. compensi delle partecipazioni televisi-
«Sono diventata signorina, bello! Final- Stava per fare notte, ormai ero certo che stavo ve. Come lo stesso fratello di Sarah,
mente! Lo aspettavo da tanto. Sono con- andando a casa per riabbracciare mia madre e i Claudio, almeno lui per un fine nobile:
tentissima». miei sette fratelli, ma mentre andavo verso casa su realizzare un canile a nome della sorella
A scrivere è Sarah Scazzi, quindici an- una salita vidi da lontano un uomo in bicicletta. Non (a oggi mai realizzato), e altri progetti di
ni, scomparsa il 26 agosto 2010 da Ave- lo avevo riconosciuto, ma era mio padre. Ricordo beneficienza, vedi un calendario con
trana (Taranto) e ritrovata morta in un molto bene che gli dissi: papà mi hanno mandato via. Gli dissi una bugia. La cosa più FLAVIA PICCINNI madrina Rita Dalla Chiesa, nelle inten-
pozzo il 6 ottobre successivo. brutta è che non mi portò verso casa. Mi portò di nuovo alla masseria. Ricordo che a CARMINE GAZZANNI zioni di Claudio, costretto invece a ripie-
Oggi Sarah. La ragazza di Avetrana mio padre gli dissero no, noi non l’abbiamo cacciato, non ne sappiamo niente. Così Sarah. La ragazza gare su Giovanni Conversano, ex troni-
di Flavia Piccinni e Carmine Gazzanni, mio padre mi picchiò fortemente... di Avetrana sta di Uomini e donne.
in libreria per Fandango, ripercorre la (…) FANDANGO
vicenda a tutti nota che vede Sabrina e Successe una cosa brutta: il nonno paterno mise incinta Ada, sua nipote, sangue del Pagine 320, e 18
Cosima Messeri, rispettivamente cugina suo sangue. Io l’ho scoperto perché un giorno dissi: Ada, ti voglio sposare. Lei si mise
e zia di Sarah, condannate all’ergastolo a piangere. Non voleva dirmelo. E io allora gli dissi: perché piangi?. E mi confessò Il delitto Questo però è il dopo, l’impazzimen-
per concorso in omicidio. Dagli atti pro- che era stata violentata dal nonno, e che era incinta di tre mesi. Raccontai tutto al Sarah Scazzi, nata a Busto to, la vanità che detona a seguito del-
cessuali: le due strangolano Sarah per fratello più grande. Per la vergogna tutta la famiglia si trasferì in un’altra città, e Arsizio (Varese), il 4 aprile l’omicidio. Torniamo al prima, all’hu-
motivi di gelosia legati a Ivano Russo di fecero abortire la ragazza. 1995, venne uccisa ad mus dove matura il delitto. Un mondo
cui Sabrina è innamorata. Michele, pa- (…) Avetrana (Taranto), il 26 privo di confini tra adulti e bambini, co-
dre di Sabrina, marito di Cosima, zio di Mia moglie non era quello che hanno fatto vedere in TV. Non era quella, Cosima, non agosto 2010. L’annuncio del mitive di ragazzi composte da trentenni
Sarah, si occuperà di occultare il cadave- era così nemmeno Sabrina. Non erano come hanno detto in televisione. Io so solo ritrovamento del cadavere, il e quindicenni. Per non parlare dei con-
re. Sarah tuttavia non è la semplice rico- che ci sono due innocenti in carcere, che stanno piangendo lacrime d’innocenti. 6 ottobre dello stesso anno, fini tra consanguinei, come il racconto
struzione del caso di cronaca. Romanzo Poi il 30 maggio 2009 si sposò Valentina (la prima figlia di Misseri, sorella di Sabrina, avvenne in diretta sul di Michele Misseri testimonia: il nonno
di formazione — formazione di un’inte- ndr), e nel 2010 è successo il Disastro. Io ho ucciso Sarah Scazzi. L’unico colpevole programma Rai Chi l’ha che violenta e mette incinta la nipote,
ra genìa, di un popolo —, storia familia- sono io. Sono stato malconsigliato, e poi gli inquirenti non mi hanno più creduto. Ma visto? dove era ospite, in primo amore di Misseri. Insieme a certe
re, saggio antropologico a partire dal non è come tutti pensano. Dio sa tutta la verità. Io scrivo sempre a mia moglie e a collegamento, la mamma di dichiarazioni dello stesso Michele su
territorio in una specie di ricognizione mia figlia Sabrina, due innocenti. Sarah. Il 21 febbraio 2017 la Sarah di cui è zio: «Stava vestita in quel
storica. Un libro che, in particolare nella Corte di Cassazione ha modo. Non l’avevo mai vista così». E an-
prima parte (la seconda è sul processo), Misseri Michele Antonio riconosciuto colpevoli e cora: «Le tette già si erano ingrassate
fa pensare a A sangue freddo di Truman condannato all’ergastolo per abbastanza», Misseri agli inquirenti,
Capote. E dunque è in questo «Far West concorso in omicidio con tono di normalità. Senza dimenti-
meridionale» — definizione degli auto- volontario aggravato dalla care la confessione dell’uomo — che
ri —, in questo tempo prima dell’omici- premeditazione Sabrina continua a dichiararsi colpevole — di
dio, che Piccinni e Gazzanni si soffer- Misseri, che all’epoca aveva aver compiuto atti sessuali sul cadavere
mano, ovvero su ciò che i media hanno 22 anni, e la madre Cosima, della nipote (non verificabile dall’autop-
ignorato, quanto meno trascurato, poi- oggi 65 anni, cugina e zia sia perché il corpo è troppo deteriora-
ché non utile alla verità processuale, o della vittima, confermando to).
forse insidioso da registrare all’interno la condanna inflitta in primo Ebbene, dal momento che in Germa-
di una narrazione contrappositiva di vit- grado e in appello dalla nia Michele ha lavorato nei cimiteri, nel
time/carnefici. Corte d’Assise di Taranto. libro viene riportato il botta e risposta
Michele Antonio Misseri — con il pm Buccoliero.
padre di Sabrina, marito di «È successo in qualche altra circo-
Cosima, zio di Sarah — è stanza questo fatto (di abusare morti,
Qui, nel racconto del prima, rischia di stato condannato a 8 anni ndr) in Germania?».
non salvarsi nessuno. Così, mentre la te- per soppressione di Misseri risponde immediato: «No,
levisione sacrifica la complessità, an- cadavere e inquinamento perché là erano tutti sigillati».
nulla le ombre dalla parte dei buoni, e le delle prove «Hai mai pensato a dire se non fosse-
luci da quella dei cattivi (vedi la premu- Le immagini ro congelati l’avrei», insistono gli inqui-
ra, addirittura il senso di protezione di Nell’infografica qui accanto renti.
Sabrina verso la cugina), questo libro re- due pagine autografe della «Può essere», balbetta Michele.
stituisce proprio le contraddizioni an- lettera di Misseri agli autori, Non sbaglia Concetta, madre di Sa-
dando a comporre un affresco di igno- pubblicata nel libro in una rah, quando dice: «Certe volte pare che
ranza, brutalità, istinti malgestiti, invi- trascrizione corretta hanno ammazzato una mosca». E come
dia, malevolenza, eppure amore che in- grammaticalmente e qui in una mosca gli scrittori tornano sui luo-
ve s te t u t t i . Un m o n d o d ove n o n parte riportata (© Fandango ghi, nelle case, nella stanza con i poster
sembrano esserci codici, strumenti per Libri s.r.l. in accordo con di Avril Lavigne. Tra i pupazzi, tra le pa-
indirizzare le emozioni, un mondo dove Piergiorgio Nicolazzini gine dei diari.
a volte pare mancare la capacità stessa Literary Agency) e 28 luglio 2010: «Ciao, mi chiamo Sa-
di distinguerle, le emozioni. Tutto è l’immaginetta che Misseri rah, in questo periodo sono molto lega-
tempesta. ha allegato: si tratta della ta a un ragazzo che ha 27 anni, io ne ho
La sensazione è quella di trovarsi di Madonna dei Nodi («Maria solo 15, ma lui è dolcissimo con me e mi
fronte a un’umanità abbandonata a sé che scioglie i nodi») a cui coccola sempre, si chiama Ivano, e lui
stessa che, sotto l’attenzione improvvisa Sabrina è devota. In alto, da piace anche a mia cugina Sabrina, ma io
dei media, deraglia inficiando la verità. sinistra: Sabrina e Sarah; non capisco se mi piace o se gli voglio
Con un’esattezza scientifica alla Erne- Sarah con un gattino; solo bene come un amico».
sto De Martino, Piccinni e Gazzanni mo- Corriere della Sera Sabrina e la madre Cosima © RIPRODUZIONE RISERVATA
38 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 19 LUGLIO 2020

{
(2) posizione precedente S stabile A parità di percen-
tuale di vendita, la
Legenda 1 in salita R rientro posizione è deter-
5 in discesa
Libri Le classifiche N novità minata dal valore
decimale non in-
100 titolo più venduto (gli altri in proporzione) dicato in classifica

«Il colibrì» vola alto anche nelle vendite: Veronesi doppia Dicker
Arrivano i maestri del thriller Cooper, Winslow e Deaver

La pagella
di Antonio D’Orrico
Top 10 ebook
di Alessia Rastelli Narrativa italiana

1
Ferzan Ozpetek voto
Come un respiro
7 1 Sandro Veronesi
(1) S 100
Sandro Veronesi
2 (2) S 36
Ferzan Ozpetek
Mondadori Il colibrì Il colibrì Come un respiro
(2)

Untoccomagico 1 100 La nave di Teseo, € 20 La nave di Teseo, € 20 Mondadori, € 17

comequellodiAgatha
2 Joël Dicker In digitale Sandro Veronesi, premio Strega 2020, sale sul
gradino più alto della Top Ten con Il colibrì: vende 3 (4) 5 31

I
L’enigma
l rituale pranzo domenicale di un
(3)
della camera 622 dominano quasi il doppio del secondo classificato, Joël
Dicker. Entrambi i titoli sono pubblicati dalla Nave
Gianrico Carofiglio
La misura
gruppo di amici romani (mogli, mariti e
affettuosamente l’altro, per parafrasare 1 59 La nave di Teseo, € 22 le indagini di Teseo. Tra i titoli italiani nei migliori dieci:
Ozpetek, che torna sul podio; Carofiglio, in salita;
del tempo
Malvaldi, Simoni e lo youtuber Lyon Gamer. Einaudi, € 18
il titolo italiano di un bellissimo film di
Claude Sautet, interpretato dal dream
team composto da Yves Montand, Michel
3 Ferzan Ozpetek
Come un respiro
Novità del momento o
storie rilanciate dalle
Piccoli, Serge Reggiani e un Gérard (4)
Depardieu ancora ragazzino) viene interrotto
promozioni, le indagini
dominano nelle letture Narrativa straniera
1

1
dalla visita (irruzione) di una vecchia signora 36 Mondadori, € 17 estive digitali. In vetta su
sconosciuta. Costei ha abitato in tempi Ibs.it c’è Joël Dicker con
lontani in quella casa e ora è tornata, come in
un ultimo pellegrinaggio, da Istanbul, dove 4 Valérie Perrin
L’enigma della camera
622: come nel bestseller
(2) 1 59
Joël Dicker
2 (3) 1 36
Valérie Perrin
ha trascorso la sua vita favolosa tra passioni, (5) Cambiare l’acqua che lo ha lanciato, La
bagni turchi, fantasmi di harem, spezie e ai fiori L’enigma Cambiare l’acqua
verità sul caso Harry ai fiori
profumi d’Oriente e tante, tante lettere della camera 622
(troppe?), scritte alla sorella amatissima, 1 36 e/o, € 18
Quebert, Dicker sceglie
che a indagare sia uno La nave di Teseo, € 22 e/o, € 18
abbandonata dopo la fuga precipitosa scrittore. Che questa
dall’Italia. Il gruppo di amici resta incantato
dalla vecchia signora, che ha modi trasognati 5 Gianrico Carofiglio
La misura
volta, in un gioco con i
lettori, si chiama Joël. In
Joël Dicker, secondo assoluto, guida la narrativa
straniera davanti a Valérie Perrin, Nicholas 3 (4) 1 25
e imperiosi, e resta ancora più avvinto (8) seconda posizione, un Sparks e Christelle Dabos con la saga fantasy Nicholas Sparks
(mentre l’arrosto domenicale si raffredda del tempo «L’Attraversaspecchi» di cui è presente in La magia
giallo del 2012
irreparabilmente) alla
storia che,
1 31 Einaudi, € 18 ambientato tra i fiordi classifica anche un secondo titolo. Le migliori
new entry sono nel segno del thriller con i
del ritorno
dell’Islanda: L’enigma di romanzi di Cooper, Winslow e Deaver.
successivamente, la e/o, € 18
sorella della vecchia
signora racconterà loro:
6 Marco Malvaldi
Il borghese
Flatey di Viktor Arnar
Ingólfsson, in sconto dal
una storia gialla,
(6) 26 giugno al 12 luglio a
Pellegrino 1,99 euro. In offerta allo
misteriosa, ma
soprattutto la storia di S 30 Sellerio, € 14
stesso prezzo, il 12 luglio,
anche l’ebook al terzo
Saggistica

1
un doppio (triplo?), posto, uscito l’anno

Ferzan Ozpetek possiede,


disperato amore (con
delitto?). Ferzan Ozpetek 7 Lyon Gamer
Le storie
scorso: La sorella perduta
di Kate Furnivall, storia di
(4) 1 13
Carlo Calenda
2 (2) S 13
(9) due gemelle e della Woody Allen
(Istanbul, 1959) cinematograficamente del mistero I mostri e come A proposito
misteriosa morte del
parlando, il touch, sconfiggerli di niente
quell’impronta che segna i suoi film e li 1 26 Salani, € 15,90 padre. Completano la Top
rende inconfondibili già dal primo Five due novità. In quarta Feltrinelli, € 15 La nave di Teseo, € 22
fotogramma. Ma ha anche un touch
8 Nicholas Sparks
posizione, il medical
thriller di Glenn Cooper,
romanzesco: i suoi racconti potrebbero
essere controfirmati da una romantica (7) La magia
del ritorno
Clean. Tabula rasa: al
centro una pandemia che
Le osservazioni di Carlo Calenda sull’Italia e la
politica di oggi salgono in vetta ai Saggi davanti
all’autobiografia di Woody Allen. La miglior novità
3 (1) 5 11
donna inglese, ma una romantica lady che Vito Mancuso
distrugge la mente è una serie di pensieri sul tempo che stiamo
sappia anche distillare veleni letali (ogni
riferimento ad Agatha Christie non è
5 25 Sperling & Kupfer, € 19,90 umana, scritto prima del vivendo del latinista Ivano Dionigi. Nella Varia
Il coraggio
e la paura
Covid-19. Quinta Alice spopolano i Compiti delle vacanze per adulti, libro
puramente casuale). Nei romanzi del regista
si leggono in filigrana camei di
un’autobiografia (ammessa e non concessa)
9 Christelle Dabos
Echi in tempesta.
Basso con Il morso della
vipera. Dopo aver creato
con giochi e passatempi per allenare la mente. Garzanti, € 12

(1) la ghostwriter Vani, la


dell’autore ai tempi della sua giovinezza in L’Attraversaspecchi
riva al Bosforo. Il colpo di scena finale è un
artiglio che lacera la trama, fin lì 5 25 e/o, € 16,50
scrittrice torna con
un’altra ironica Varia

1
meticolosamente tessuta, come se fosse un protagonista, Anita, una

10
fondale di cartapesta. È vano, più che dattilografa che si ritrova
crudele, cercare di svelare il segreto di una
vita (della vita). Esso è destinato a rimanere (10)
Marcello Simoni
Il segreto
anche lei a risolvere gialli
suo malgrado. La novità è
(4) 1 7
Daniel Lopez Valle
2 (1) 5 7
Benedetta Rossi
chiuso in sé. Narrare è un’arte simile a quella del mercante di libri l’ambientazione negli anni Cristobal Fortunez In cucina con voi!
di Penelope che intrecciava la tela. Trenta del Novecento. Quaderno di compiti
S 21 Newton Compton, € 9,90 delle vacanze per adulti
© RIPRODUZIONE RISERVATA @al_rastelli
Blackie, € 11,90 Mondadori Electa, € 19,90
© RIPRODUZIONE RISERVATA

La classifica
1 100 Joël Dicker
L’enigma dell camera 622 Ragazzi
La nave di Teseo, e 9,99

1
ePub con Adobe Drm
2 71 Viktor A. Ingólfsson
L’enigma di Flatey
(1) S 26
Lyon Gamer
2 (2) S 15
Me contro Te
Iperborea, e 8,49 Sfida il Signor S
ePub con Social Drm Le storie del mistero
con Luì e Sofì
3 68 Kate Furnivall
La sorella perduta Salani, € 15,90 Mondadori Electa , € 16,90
Piemme, e 6,99
ePub con Adobe Drm
4 66 Glenn Cooper
Clean. Tabula rasa
Nord, e 9,99 Tascabili
ePub con Adobe Drm

1
5 61 Alice Basso
Il morso della vipera
Garzanti, e 9,99
(1) S 12
Carlos Ruiz Zafón
2 (2) S 6
Antoine
ePub con Adobe Drm
L’ombra del vento de Saint-Exupéry
(6-12 luglio 2020) Il Piccolo Principe

Mondadori, € 14 Bompiani, € 5,90


DOMENICA 19 LUGLIO 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 39

Paolo Pecere (Roma, 1975) insegna Storia della


filosofia all’Università di Roma Tre. Si occupa dei
rapporti tra filosofia, scienze della natura e psicologia
1 2
Peter Godfrey- Smith Justin E. H. Smith
3
Christian List
Il podio in età moderna e contemporanea. Tra i suoi libri: La
filosofia della natura in Kant (2009), Dalla parte di Alice
Altre menti Irrazionalità Il libero arbitrio
di Paolo Pecere (2015) e Soul, mind and brain from Descartes... (2020) Adelphi, € 22 Ponte alle Grazie, € 29 Einaudi, € 21

10
I soldi, si sa, fanno la differenza
Il problema non è tra il piccolo e il grande: è tra chi ha i catena laiche resistano meglio e anzi continuino ad di punti vendita propri che diventano la loro vera forza
Il numero soldi e chi non li ha. Se si parte da questa premessa, si aprire negozi. Mondadori Store ne ha appena aperti o commerciale, mentre molte librerie indipendenti non
comprende perché 231 librerie — come ha comunicato sta per aprirne 10 in franchising, in grandi ma anche in hanno i mezzi sufficienti per affrontare i mutamenti del
di Giuliano Vigini l’Associazione librai italiani — abbiano chiuso i battenti piccoli centri urbani. Questo significa che alcuni hanno mercato, resistere alla concorrenza, superare le stagioni
negli ultimi cinque anni e perché invece le librerie di risorse per investire in una rete capillare, da Nord a Sud, di crisi come quella che stiamo vivendo.

(Elaborazione a cura di Nielsen BookScan. Dati relativi alla settimana da lunedì 6 a domenica 12 luglio 2020)

4 (3) 5 30
Marco Malvaldi
6 (6) S 21
Stefania Auci
8 (8) S 15
Cristina Cassar
10 (13) 1 13
Valeria Parrella
12 (15) 1 11
Luca Bianchini
14 (18) 1 10 16
Jonathan Bazzi
(19) 1 9
Daniele Mencarelli
18 (-) 5 14
Stefano Benni
20 (16) 5 7
Gianrico Carofiglio
Il borghese I leoni di Sicilia Scalia Almarina Baci da Polignano Febbre Tutto chiede Giura Non esiste saggezza.
Pellegrino La Salita salvezza Edizione definitiva
dei Saponari
Sellerio , € 14 Nord, € 18 Einaudi, € 18 Einaudi, € 17 Mondadori, € 18 Fandango, € 18,50 Mondadori, € 19 Feltrinelli, € 16,50 Einaudi, € 16

5 (5) S 21
Marcello Simoni
7 (7) S 20
Ilaria Tuti
9 (14) 1 15
Dacia Maraini
11 (9) 511 13 (10) 5 10 15 (12) 5 9 17 (11) 5 9
Catena Fiorello Galeano Maurizio de Giovanni
19 (20) 1 13
Viola Ardone
Chiara Gamberale Diego De Silva
Il segreto Fiore di roccia Trio Come il mare Cinque donne Una lettera I valori Il treno
del mercante in un bicchiere e un arancino per Sara che contano... dei bambini
di libri
Newton Compton, € 9,90 Longanesi, € 18,80 Rizzoli, € 16 Feltrinelli, € 13 Giunti, € 18 Rizzoli, € 19 Einaudi, € 18,50 Einaudi, € 17,50

4 (1) 5 25
Christelle Dabos
6 (5) 5 14
Kent Haruf
8 (8) S 13
Javier Cercas
10 (9) 5 11
Corina Bomann
12 (11) 5 10 14 (10) 5 8
Suzanne Collins
16 (14) 5 8
Christelle Dabos
18 (17) 5 7
Dinah Jefferies
20 (-) N 7
Carolina Pobla
Janet Skeslien Charles
Echi in tempesta. La strada di casa Terra Alta La promessa La biblioteca Ballata Fidanzati La ragazza I gerani
L’Attraversaspecchi di Solveig di Parigi dell’usignolo dell’inverno. nel giardino di Barcellona
e del serpente L’Attraversaspecchi degli ulivi
e/o, € 16,50 NN Editore, € 18 Guanda, € 19 Giunti, € 16,90 Garzanti, € 17,90 Mondadori, € 22 e/o, € 16 Newton Compton, € 9,90 Garzanti, € 18

5 (6) 1 15
Camilla Läckberg
7 (-) N 14
Glenn Cooper
9 (7) 5 11
John Grisham
11 (-) N 10
Don Winslow
13 (-) N 9
Jeffery Deaver
15 (13) 5 8
Toshizaku Kawaguchi
17 (12) 5 8
Georges Simenon
19 (16) 5 7
Clive Cussler
Ali d’argento Clean. Tabula rasa L’ultima storia Broken Gli eletti Finché il caffè I superstiti Boyd Morrison
è caldo del Télémaque La furia del tifone
Marsilio, € 19,90 Nord, € 20 Mondadori, € 22 HarperCollins Italia, € 20 Rizzoli, € 20 Garzanti, € 16 Adelphi, € 18 Longanesi, € 17,80

4 (3) 5 10 6 (7) 1 7 8 (8) S 5 10 (-) N 5


Ivano Dionigi
12 (10) 5 4
Francesco Guccini
14 (16) 1 4 16 (12) 5 4 18 (-) R 3
Costanza Afan de Rivera
20 (13) 5 3
Andrea Scanzi Franco Bernabé Federico Rampini Matteo Renzi Giampaolo Pansa Francesco Filippi
I cazzari del virus A conti fatti Oriente Parole che Non so che viso La mossa L'Italia s'è rotta L’ultima Ma perché siamo
e Occidente allungano avesse del cavallo leonessa ancora fascisti?
la vita
PaperFirst, € 12 Feltrinelli, € 20 Einaudi, € 17 Raffaello Cortina, € 12 Giunti, € 19 Marsilio, € 16 Rizzoli, € 18 Sperling & Kupfer, € 16,90 Bollati Boringhieri, € 12

5 (5) S 9
Paolo Rumiz
7 (6) 5 7 9 (9) S 5 11 (13) 1 4
Massimo Cacciari
13 (11) 5 4
Roberto Calasso
15 (17) 1 4
Anonimo
17 (18) 1 3
Rino Fisichella
19 (-) N 3
Bruno Vespa
Corrado Augias Massimo Recalcati
Il veliero sul tetto Breviario per un La tentazione Il lavoro Come ordinare Io sono il potere Direttorio Bellissime!
confuso presente del muro dello spirito una biblioteca per la catechesi

Feltrinelli, € 13 Einaudi, € 18,50 Feltrinelli, € 14 Adelphi, € 13 Adelphi, € 14 Feltrinelli, € 18 San Paolo, € 16 Rai Libri, € 19

3 (8) 1 5
Daniel Lumera
4 (8) 1 3
Benedetta Rossi
5 (-) N 3
AA.VV.
6 (6) S 3
AA.VV.
7 (3) 5 3
Leo Ortolani
8 (5) 5 3
Thomas Piketty
9 (9) S 3
Gianluca Gotto
10 (7) 5 2
Oscar Farinetti
Immaculata De Vivo La cucina La preselezione La prova Dinosauri che Capitale e ideologia Le coordinate Serendipity
Biologia di casa mia del concorso preselettiva del ce l’hanno fatta della felicità
della gentilezza ordinario... Test concorso ordinario...
Mondadori, € 20 Mondadori Electa, € 19,90 Edises, € 34 Edizioni Simone, € 36 Laterza, € 15 La nave di Teseo, € 25 Mondadori, € 18 Slow Food, € 16,50

3 (3) S 13
Stef & Phere
4 (4) S 10 5 (6) 1 9 6 (5) 5 9
Stef & Phere
7 (8) 1 6
Lucy Maud
8 (7) 5 6 9 (9) S 5
J. K. Rowling
10 (10) S 4
Jeff Kinney
J. K. Rowling Me contro Te J. K. Rowling
Rinascita. Harry Potter Le fantafiabe Giulia Gubellini Montgomery Harry Potter Harry Potter Diario di una
Timeport e la pietra di Luì e Sofì L’occhio del tempo. Anna dai capelli e la camera e il prigioniero Schiappa.
filosofale Timeport rossi dei segreti di Azkaban Giorni da brivido
Salani, € 15,90 Salani, € 10 Mondadori Electa, € 16,90 Salani, € 15,90 Gallucci, € 13,90 Salani, € 12 Salani, € 13 il Castoro, € 13

3 (2) 1 6
Giacomo Mazzariol
4 (6) 1 6
Luigi Garlando
5 (-) R 6
Josè Saramago
6 (2) 5 9
David Quammen
7 (8) 1 6
George Orwell
8 (7) 5 6
J. D. Salinger
9 (-) R 5
Harper Lee
10 (10) S 5
Fred Uhlman
Mio fratello Per questo mi Cecità Spillover 1984 Il giovane Holden Il buio oltre L’amico ritrovato
rincorre i dinosauri chiamo Giovanni le siepe

Einaudi, € 12 Bur, € 12 Feltrinelli, € 10 Adelphi, € 14 Mondadori, € 13 Einaudi, € 12 Feltrinelli, € 10 Feltrinelli, € 7,50


40 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 19 LUGLIO 2020

Sguardi {
Tutù ribelli
Arriva in libreria un nuovo racconto della
Scuola di ballo in collaborazione con l’Opéra
National de Paris. La protagonista è Zoe,
In punta di piedi ragazzina ribelle che accetta a fatica la disci-
plina della danza. A causa della sua esube-
di Giovanna Scalzo
.

ranza, rovina un costume di scena: affronta le


Pittura, scultura, architettura, fotografia conseguenze del suo gesto, imparando una
lezione importante (Sarò una stella 4. Piccola
ribelle di Elizabeth Barféty, traduzione di
Camilla Diez, Gallucci, pp. 162, e 11,70).

di VINCENZO TRIONE L’appuntamento

L
Carlo Verdone.
e prime sequenze di Al lupo, al Toscana, dando vita a un vero romanzo di rimandi autobiografici: il protagonista si betta Sgarbi e Paolo Mereghetti (Nuvole e Nuvole e colori,
lupo (1992). Spesso in tournée, formazione, nel corso del quale si risco- chiama Gregorio (suo secondo nome); il colori), presso il Madre di Napoli, nel- a cura di Paolo Mereghetti
Vanni — apprezzato musicista prono, si confrontano, si scontrano. regista romano ha un fratello e una sorel- l’ambito della Milanesiana. Chi conosce e Elisabetta Sgarbi,
— approfitta della tappa nella L’epilogo: in una baita sulle Alpi Apuane, la; suo padre si chiamava Mario, autore- le atmosfere delle commedie «classiche» Napoli, Museo Madre,
sua città, per andare a trovare il il ritrovamento del padre. Che, per fer- vole storico del cinema, autore di pionie- di Verdone resterà sorpreso da queste fo- 30 luglio-1° novembre.
padre Mario, artista di successo. Non lo mare quell’incontro, ritrae, in posa, i tre ristici studi sul futurismo. to intimamente pittoriche, dense di sug- Nata dalla collaborazione
trova. Insospettito da alcuni indizi, con- figli, mostrandoli però non da adulti ma Potremmo muovere da Al lupo, al lupo gestioni romantiche e futuriste, per lo con la Fondazione
tatta sua sorella Livia — donna senti- da bambini. per accostarci agli inediti lavori fotografi- più scattate a Roma e in Sabina. Barlumi Donnaregina, la mostra

Il cielo è Verdone
mentalmente irrequieta — e suo fratello Diretto e interpretato da Carlo Verdo- ci di Verdone, esposti, dal prossimo 30 d’autunno, inverni, ascensioni, vortici, avvia la collaborazione tra
Gregorio, dj. I tre iniziano a girare per la ne, Al lupo, al lupo è attraversato da tanti luglio, in una personale curata da Elisa- vapori d’aria, pellegrinaggi al tramonto, La Milanesiana e il Madre
DOMENICA 19 LUGLIO 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 41

agonie della luce. Nessun volto, solo nu- montagna, una vallata. All’alba o al tra-
vole. monto, prima o dopo una tempesta. Io e
Capricciose, libere dagli obblighi di si- la natura. Senza alcuna traccia di umani-
gnificare, emancipate da ogni contorno, tà. Le mie fotografie sono come preghie-
supporto privilegiato per la fantasia, im- re senza parole. Ne emerge il mio lato
magini vaporose dell’assoluto, evocano spirituale, la mia tensione verso la tra-
l’ingresso del miracoloso nel reale: con- scendenza».
tribuiscono a formare e, insieme, a met- Solo in rari casi, nelle sue foto, si in-
tere in crisi lo spazio prospettico, allu- travedono architetture (il Gasometro).
dendo alla trascendenza. Caratterizzate dalla sparizione di ogni
A quelle visioni che abitano il cielo, presenza umana, le sue «preghiere
Verdone ha dedicato un atlante di stati senza parole» vengono mostrate ora,
d’animo. Che, a lungo, ha tenuto nasco- dopo il lungo periodo del lockdown,
sto. Fino a quando Elisabetta Sgarbi lo ha che ci ha consegnato città metafisiche.
spinto ad aprire quell’archivio lambito da «Detesto le immagini delle città vuote,
echi artistici e musicali, da tensioni spiri- prive di vita. Si tratta di visioni sinistre,
tualistiche e assonanze autobiografiche. pericolose: sembra che la popolazione
Partiamo dalla sua scoperta dell’ar- sia stata sterminata».
te, che deve molto a suo padre. Veniamo, ora, ai suoi rinvii storico-
«Le pareti della casa di papà mi hanno artistici. Tiepolo, innanzitutto.
profondamente influenzato. Avevamo «In Tiepolo senti agitarsi il furore del
una notevole collezione di quadri: dai fu- colore. Le sue opere accecano».
turisti agli astrattisti. Mio padre è stato Turner: nelle sue tele le regole spa-
un grande educatore. Portava me, mia so- ziali vengono disciolte dentro luminosi
rella e mio fratello nei musei. Si fermava e violenti vortici di calore e nebbia.
davanti ai dipinti e li commentava. Il mio «Guardi le nuvole di Turner e trovi la
gusto si è formato ascoltando le sue le- nitidezza dei cieli nordici, privi di ogni
zioni». imperfezione».
Suo padre le ha fatto scoprire anche Constable: le sue nuvole di gesso
la fotografia? viaggiano attraverso cieli limpidi,
«Ricordo un viaggio a Praga. Mio pa- spazzate via dal vento.
dre avrebbe dovuto incontrare Karel Pli- «Devo molto a Constable, l’esploratore
cka, regista e fotografo ceco. L’appunta- della luce. Nei suoi quadri si respira la
mento saltò. Incuriosito dall’opera di Pli- forza della natura, dinanzi alla quale sia-
cka, recuperai i suoi scatti in bianco e ne-
ro, ai quali mi ispirai per le mie prime Il furore accecante (Tiepolo), la nitidezza nordica mo fragili».
Decisivo l’incontro con l’opera di una
fotografie».
I suoi iniziali lavori da fotografo?
«Tutto comincia quando mi viene pre-
(Turner), la potenza della natura (Constable), i delle voci più eccentriche del futuri-
smo, Russolo.
«Sfogliando un libro di mio padre, ri-
stata una Rolleiflex. Presto ho imparato a
sviluppare e a stampare i negativi. Ma mi lampi notturni (Russolo)... E poi lo stupore della trovai la riproduzione di Lampi. In quel
dipinto, Russolo raffigurò un paesaggio
ritenevo solo uno che faceva cartoline:
stradine, vicoli, ponti e ruderi. Ho realiz-
zato anche tanti ritratti. Non avevo un
musica minimalista: Brian Eno, David Sylvian, notturno sul quale incombevano minac-
ciose nuvole illuminate da potenti lampi.
Quelle scintille mi catturarono. Sa, è dif-
mio stile. Poi, ho avvertito il bisogno di
fare altro. Da sempre vivo con le facce: Philip Glass e anche i Pink Floyd e Yoko Ono. Le ficile rappresentare i lampi».
La pittura come fonte delle sue foto-
non ne potevo più. Perciò ho cominciato
a interessarmi al cielo».
A lungo ha tenuto nascoste le sue fo-
nuvole di Carlo Verdone, in fuga dal cinema e in grafie, dunque.
«Tiepolo, Turner, Constable e Russolo
hanno avuto un talento inarrivabile nel
tografie.
«Per anni non ho mai fatto vedere a cerca di cupezza e solitudine, sono un tuffo nella restituire la volta celeste nelle sue trasfor-
mazioni: creazioni sconvolgenti e ma-
nessuno i miei scatti. Io stesso non li ave-
vo mai messi insieme. Quando è venuta a
sapere della mia passione, Elisabetta
storia dell’arte e delle arti. Una mostra a Napoli, vo- gnetiche, bagliore divino, silenziosa no-
stalgia».
Parlando delle fonti dei suoi lavori
Sgarbi mi ha invitato a presentarli. Ini-
zialmente, ho reagito con pudore». luta da Elisabetta Sgarbi, le svela per la prima volta fotografici, lei ha parlato anche della
musica contemporanea.
Dalle sue fotografie emerge un Ver- «Con l’incrocio di serenità, rarefazione
done diverso. Le immagini e inquietudine, capace di emanare un
«Ho due lati caratteriali: il pedinatore Le opere pubblicate in mistero ipnotico da accogliere in solitu-
delle persone e il malinconico». queste pagine saranno dine, la musica minimalista mi fa sentire
«Acqua e sapone» si conclude così: esposte nella mostra Carlo lo stupore silenzioso del cielo. Lizard
steso in un campo di grano, il protago- Verdone. Nuvole e colori. In Point di Brian Eno, Steel Cathedrals di
nista fissa il cielo. Come nascono le fo- questa pagina, dall’alto: David Sylvian, Obscured by Cloud dei
tografie delle nuvole? Ultimi giorni di ottobre; Il Pink Floyd. E Philip Glass e Robert
«Ho sempre abitato in attici, con ampi quartiere Testaccio a Roma; Fripp».
terrazzi. Luoghi perfetti per osservare pa- Ascensione 2; Tramonto in E poi c’è Yoko Ono.
norami e tramonti. Ogni stagione ha le Sabina 2. Nell’immagine «Anni fa ho acquistato un suo politti-
sue tonalità, la sua grazia cromatica, la grande della pagina co: la notte dopo la morte di Lennon, si
sua nitidezza, la sua afosa opacità. Quan- accanto: Nostalgia. Nelle due sente distrutta; realizza un ciclo di quadri
do ero bambino, facevo un gioco: alzavo opere in alto, sempre nella nei quali riporta le parole di Imagine
il naso all’insù e fissavo le nuvole, cercan- pagina a fianco, da sinistra: quasi cancellate dalle nuvole».
do di decifrarle nelle loro lente mutazio- La solitudine dell’eroe; È profonda la distanza tra le sue foto-
ni. Una volta si materializzava la testa di Omaggio a Yoko Ono 1 grafie e il suo cinema. Anche se in alcu-
un lupo, un’altra un mostro dalla grande (dalla quale acquistai una ni suoi film si colgono momenti nei
bocca, un’altra ancora un volto comico. composizione di nuvole quali i paesaggi rivestono un ruolo rile-
Da sempre, il cielo richiama la mia atten- simili). Carlo Verdone (nella vante. La Budapest di «Io e mia sorel-
zione, attraendomi e inquietandomi: la foto in alto), attore, regista e la», la Praga di «Perdiamoci di vista»,
poesia dei colori, la cupezza minacciosa. sceneggiatore, è nato a la Cornovaglia di «Maledetto il giorno
È come l’umore di Dio. Un’immensa tela Roma il 17 novembre 1950 che ti ho incontrato», il Belgio di «Sono
su cui morfologie astratte si compongo- pazzo di Iris Blond».
no e si decompongono». «Nelle mie commedie non c’è spazio
Qual è il metodo di lavoro? per l’arte. Il mio sguardo da regista è at-
«Mi considero un autodidatta. Scatto tento ai volti, alle espressioni, ai tic, ai ge-
in pellicola; di rado in digitale. Lavoro so- sti. Solo il cinema d’autore può assegnare
prattutto a Roma e in Sabina. Fisso alcuni autonomia alle immagini. Penso a un
istanti. Quando il colore dona sfumature film come Ordet, dove Dreyer fa vibrare i
irripetibili. Sono rivelazioni veloci. Subi- contrasti tra bianco e nero. Ma penso an-
to dopo, cambia tutto. Occorre rapidità di che ai film siciliani di Pietro Germi».
sguardo e di esecuzione. Voglio afferrare Da tempo, lei sembra cercare spazi
quegli attimi». di libertà, affiancando alla sua attività
Modifica le sue immagini? di regista e attore la scrittura («La casa
«Non ritocco niente. Non mi servo di sopra i portici», Bompiani), la musica e
Photoshop». ora la fotografia.
Perché le nuvole? Si tratta di un sog- «Sì, fuggo dai riti del cinema: il teatro
getto spesso interrogato e frequentato di posa, le facce degli attori. Avverto la vo-
dai pittori: Mantegna e Tiepolo, Cor- glia di isolarmi dall’umanità. È come se
reggio e Turner, Constable e Monet, fi- mi rifugiassi nella bellezza della natura,
no a Eliasson e Fabre. per dare voce ad altri sentimenti che mi
«Sono la mia ossessione, le nuvole. Mi appartengono: cupezza, melanconia, so-
piace vedere le forme che disegnano. litudine. Attraverso la fotografia, mi riap-
Dietro le mie foto c’è un momento “misti- proprio della mia indole contemplativa».
co”, solo mio. Io e il cielo, un albero, una © RIPRODUZIONE RISERVATA
42 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 19 LUGLIO 2020

{
Attenti a fare sorprese
Micuccio Bonavino è un suonatore di paese, si è trasferita: la sorpresa non sarà bella. Un
Viva Liala! di quelli che militano nella banda. Ma è inna- motivo in più, questa storia, per leggere Pi-

Sguardi Oltre il museo di Roberta Scorranese morato di una cantante talentuosa. Allora
mette da parte i soldi per pagarle gli studi di
canto e va a trovarla in città, dove la ragazza
randello in Lumie di Sicilia (Garzanti, pp. 208,
e 8,50), atti unici del drammaturgo siciliano
nel volume curato da Maria Luisa Grilli.

Sognando Goldrake
e Leonardo
La «Dama con
l’ermellino» e i
«Coniugi Arnolfi-
ni»; Pasolini, i fu-

«I
di STEFANO BUCCI l problema, secondo me, è nova, una Fondazione (con relativo mu- metti Disney e Va- mostre, li ho invitati ad alzare il c... (que-
che in Italia parole come
cultura, museo o mostre
seo) «nella tempesta» all’epoca dell’inse-
diamento di Bizzarri, appena travolta dal- sco Rossi: Luca sto il termine esatto, senza i puntini,
ndr). Ti puoi immaginare le reazioni del
hanno ancora un significa-
to in qualche modo negati-
vo perché si associano a qualcosa di posi-
lo scandalo di una esposizione su Modi-
gliani con ben ventuno «patacche»,
chiusa precipitosamente tra polemiche e
Bizzarri tre anni mondo dell’arte e della cultura alta: pen-
sa tu, un attore, dicevano, ma chi si cre-
derà di essere. Poi però il c... i genovesi lo
tivo, ma allo stesso tempo anche di vec-
chio, di cattedratico, di paludato... un at-
sequestri («Quando sono arrivato, ho tro-
vato le stanze sigillate, non è stata una
fa s’è insediato alla hanno alzato davvero ed è stato diverten-
te vedere come su Google siano aumen-
teggiamento che non ha più senso di
esistere... perché, se Monet è importante,
bella sensazione... ora vorrei solo chiude-
re questa storia»). presidenza di Pa- tate le ricerche su Merello».
Perché ha accettato? «È una domanda
anche Vasco Rossi lo è». Luca Bizzarri
(genovese con ascendenze emiliane e di
fede calcistica genoana, 49 anni compiuti
Un museo che nei tre anni della gestio-
ne Bizzarri (e della direttrice Serena Ber-
tolucci) è letteralmente risorto, a comin-
lazzo Ducale a Ge- che mi sono fatto e che continuo a farmi
spesso, che mi viene spontanea. Devo di-
re che quando me l’hanno chiesto la pri-
il 13 luglio) di primo lavoro fa l’attore: un
diploma alla scuola di recitazione del Te-
ciare dalle presenze: 450 mila visitatori
nel 2019, oltre 13 mila in più rispetto al-
nova. Questo è il ma cosa che ho detto è stata no. Poi, tor-
nando a casa, ho pensato al fatto che
atro Stabile di Genova, un bel talento iro-
nico-comico (ma nel suo curriculum ci
l’anno precedente, grazie alle mostre su
superstar come Banksy, Monet, Obey; ma bilancio delle cose avrei potuto comunque dedicare del tem-
po alla mia città, come una sorta di servi-
sono anche Riccardo III, Amleto, Ivanov
e American Psyco) e un grande successo
anche su «presunti minori» come Rubal-
do Merello, pittore lombardo di fine Ot- fatte e dei dieci so- zio civile. Ho pensato che forse avrei ma-
gari rimpianto di non avere accettato per-

gni ricorrenti per


arrivato (tv compresa), per lui e per l’ami- tocento-inizi Novecento, trapiantato in ché in fondo mi sentivo e mi sento ancora
co Paolo Kessisoglu, come anime del duo Liguria e sospeso tra simbolismo e divi- di dover restituire qualcosa alla città che
«Luca e Paolo». sionismo: «Sono andato a vedere la mo- mi ha cresciuto. Potrei dire che la mia è
Dal 7 agosto 2017 Bizzarri è però, «su
indicazione del comune di Genova e del-
stra... Rubaldo Merello per me era un il-
lustre sconosciuto, eppure la mostra mi è ampliare il (con- stata una scelta di restituzione...».
Palazzo Ducale «fa» oggi più di 600
la Regione Liguria», anche presidente
della Fondazione Palazzo Ducale di Ge-
piaciuta e mi sono eccitato. Così, sapen-
do che i genovesi non vanno a vedere le cetto di) museo eventi all’anno, in media quasi due al
giorno: cicli di storia, di filosofia, di ar-
DOMENICA 19 LUGLIO 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 43

chitettura, di scienza; una serie di altre ta a farsi dare le Ninfee» (che torneranno
cose «che per me contano moltissimo — finalmente a Bologna, per quella mostra
dice Bizzarri — forse anche più delle mo- mai aperta, dal 29 agosto al 14 febbraio).
stre. Sto cercando di “vendere” il Ducale Un’opera sola, le Ninfee, ma non da sola:
come un palazzo vivibile di per sé, anche perché, seguendo l’idea di pensare qual-
senza mostre, come il museo della città cosa di diverso da una mostra classica,
di Genova, nel senso che qui è passato di Bizzarri («La mia dote migliore? Spari-
tutto, da Colombo a Napoleone: ne sono gliare le carte») ha chiesto a Ivano Fossati
successe, qui, di cose...». Come d’altra di regalare a Palazzo Ducale un pezzo mu-
parte a Genova negli ultimi due anni sicale di accompagnamento, a Sandro Ve-
(«Manca un’invasione di cavallette») con ronesi un libro (Proust), a Carlo Cracco
la «disgrazia del ponte» e con un calo di una ricetta.
presenze turistiche «drammatico». Ma Nel suo «libro dei sogni», quello delle
«per fortuna le cose stanno ricomincian- opere che gli piacerebbe vedere a Palazzo
do a succedere, siamo stati i primi a ria- Ducale, Bizzarri mette tante cose: «Stia-
prire in Liguria e ora ripartiamo con nuo- mo collaborando con il direttore del Mu-
vi progetti». seo Archeologico di Reggio Calabria,
Bizzarri definisce il suo «un approccio quello dei Bronzi di Riace, e con il diret-
molto emozionale con le cose: più che tore del Mann di Napoli... non sarebbe
l’ammirazione cerco le emozioni nello male portare i Bronzi. Certo il mio più

i
spettatore». E aggiunge: «Mi piacerebbe grande sogno sarebbe portare i Coniugi
che i visitatori che vanno a vedere Banksy Arnolfini di van Eyck della National Gal-
o Obey poi andassero anche a vedere Mo- lery di Londra: sono stato talmente spu-
net e che provassero qualcosa di simile, dorato che l’ho già chiesto. Mi hanno per-
questo è il mio modo di fare le cose». sino risposto: sono stati gentilissimi, per
L’idea di una mostra come quella delle ora non si può, ma sono entrato nel giro
Ninfee di Monet (una mostra mono-ope- delle istituzioni culturali con cui parlano
ra, da vedere come a casa, in solitudine, e alle quali rispondono... è un successo».
massimo 4-5 visitatori alla volta, in una
sorta di full immersion) arriva da lonta-
no. «Mi è venuta a Cracovia dove ero an-
dato per vedere uno dei miei quadri più Bizzarri sogna senza paura: «Un altro
amati, che magari mi piacerebbe portare artista che mi piacerebbe portare al Du-
anche a Palazzo Ducale, la Dama con l’er- cale è Lucio Fontana. E poi anche Mauri-
mellino di Leonardo. Al Museo nazionale zio Cattelan: per ora solo sogni, ma non si
di Cracovia c’è praticamente solo la Da- sa mai». Sfrugugliando nel mondo dei
ma. E allora, con Serena, abbiamo pensa- giovani («che sono quelli che conosco un
to: perché non ci inventiamo anche noi po’ meglio») pensa a Vasco Rossi, ai Pink
una mostra con un quadro solo, impor- Floyd, ai concerti di musica elettronica
tante, all’epoca pensavo proprio alla Da- nella Sala del Maggior Consiglio («In re-
ma, un capolavoro a cui non ho ancora altà li avevo già pensati per l’autunno, ma
tolto gli occhi di dosso, anche perché la poi abbiamo dovuto rinunciare: troppi
fanno girare molto e quindi averla non è decibel, si correva il rischio di fare qual-
un sogno impossibile. Poi Serena si è ri- che danno»), a Goldrake («non un sem-
cordata di questa mostra sugli Impres- plice fumetto, ma un mondo di grandis-
sionisti a Palazzo Albergati a Bologna che simi artisti, con una cultura straordinaria
era stata chiusa per il Covid-19 ed è riusci- alle spalle»). Gli sarebbe piaciuto fare
qualcosa anche con Enzo Bosso.
Nel frattempo è stata attivata una bella

SSS Tesi
Il presidente
Luca Bizzarri (Genova, 13
luglio 1971, nella foto qui
collaborazione con lo Stabile («Muri non
ne ho trovati, con nessuna istituzione ge-
novese»); nell’attesa, a dicembre, arriva la
NUOTARE sopra) dal 7 agosto 2017 è
presidente della Fondazione
mostra su Disney prodotta da Disney
America: «Sono già andato a parlare con
NELL’ARGENTO Palazzo Ducale di Genova
(direttrice del museo è
il sovrintendente del Carlo Felice: mi ha
promesso che durante la mostra faremo
Serena Bertolucci) un concerto con le musiche di Fantasia...
di ANNA GANDOLFI Gli appuntamenti il film proiettato sullo schermo e l’orche-
Le mostre attualmente stra in buca che suona la colonna sonora
in corso al Ducale dal vivo».
(palazzoducale.genova.it) Nel 2022 vorrebbe portare Pasolini:
sono: 5 minuti con Monet «Sarà il centenario della nascita. Vorrei
A tu per tu con le Ninfee qui i suoi film ma anche le fotografie che
(fino al 23 agosto) parlano di lui e del suo cinema» (la foto-
e Obey fidelity. The art of grafia, tiene a precisare, è una delle voca-
Shepard Fairey (fino al primo zioni del Ducale). Niente teatro? «Finché
novembre): di entrambe si è l’abbiamo ancora vivo e vegeto, sarebbe
occupata «la Lettura» nelle bellissimo portare Peter Brook a parlare
scorse settimane. Dall’8 di teatro ai giovani, magari potrebbe ve-
ottobre al 24 gennaio, nire loro la voglia di andarci».
nell’Appartamento del Doge Molto prima, per l’autunno, aspettan-
e nella Cappella Dogale, do di scoprire un altro Rubaldo Merello,
è in programma è gia pronta la mostra su Michelangelo
Michelangelo. Divino artista (Michelangelo. Divino artista, dall’8 ot-

U n po’ alchimista, un po’ giudice,


difensore del buon nome degli
argentieri sabaudi. Il saggiatore
di Stato nasce con editto nel 1677, Ma-
ria Giovanna Battista di Savoia Ne-
curata da Cristina Acidini,
con Alessandro Cecchi
e Elena Capretti e realizzata
in collaborazione
con MetaMorfosi
tobre al 24 gennaio).

Tre anni dopo come vede il mondo


mours chiede ai funzionari di certifi- Associazione Culturale dell’arte? «All’inizio mi ha impaurito, mi
care la purezza del metallo nei prodot- Le immagini è sembrato pieno di complicazioni, dove
ti in uscita delle botteghe piemontesi. Dall’alto a sinistra, a volte è difficile dividere i cialtroni dalle
A prova superata (diversamente, l’ar- in senso orario: persone serie, proprio come in teatro o
tigiano rischia il carcere) il controllore Leonardo da Vinci, nello spettacolo; poi ho scoperto che ci
imprime un marchio personale sulla Dama con l’ermellino (1490 sono un sacco di persone serie e che sono
superficie. Simboli microscopici svela- circa); Jan van Eyck, Ritratto la maggior parte». A freddo che giudizio
no chi ha creato, chi ha certificato o dei Coniugi Arnolfini (1434); si è fatto sul Ducale? «Sono arrivato pen-
contro-certificato, quando, dove: la il robot Goldrake (1975- sandolo come un posto dove si facevano
punzonatura è una carta d’identità, ed 1977); Maurizio Cattelan, le mostre, solo quello».
è anche questo che racconta Argenti Comedian (2019); Ma da subito, con Serena Bertolucci,
preziosi, fino al 15 novembre a Torino la copertina dell’album Luca Bizzarri ha deciso che era tempo di
(Palazzo Madama). Dipinti, incisioni The Dark Side of the Moon cambiare: «Non c è più quella passione di
e 120 oggetti cesellati fra ’700 e ’800 dei Pink Floyd (1973); una volta per le grandi mostre e oltretut-
cristallizzano vezzi sociali: il lusso di Biancaneve, protagonista to non si riescono più a sostenere i costi
usare lo zucchero e conservarlo come del film d’animazione di queste mostre mastodontiche. È tem-
si deve (nella foto: una zuccheriera della Disney Snow White po di inventare qualcosa di diverso». Per
creata da Gabriel Marcello Giuliano, and the Seven Dwarfs lui, ribadisce, il Ducale può essere molto
1870), i grandi servizi da tavola dei (1937, regia di David Hand); di più: il luogo per una cultura diffusa
ricchi, i doni per le neomamme (non Michelangelo Buonarroti, che valorizzi le collezioni, mantenendo il
gioielli bensì paiole, tazze da brodo). Testa di Cleopatra (1532); pubblico che c’è e facendo venire i più
Una produzione di cui resta poco: nel Pier Paolo Pasolini giovani: «In Italia nei musei come alle
1793 spirano venti di guerra e Vittorio (1922-1975) in una scena mostre e a teatro ci vai fino a 20 anni e poi
Amedeo III impone di consegnare oro e del suo film Decameron ci torni solo a 50. Ma anche se fai un’infi-
argento. I tesori delle botteghe finisco- (1971); Lucio Fontana, nità di mostre online, come durante il
no alla Zecca e diventano monete. Concetto spaziale (1960); lockdown, l’emozione di Monet dal vivo è
© RIPRODUZIONE RISERVATA i Bronzi di Riace unica, questa è la nostra forza».
(V secolo a. C.) © RIPRODUZIONE RISERVATA
44 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 19 LUGLIO 2020
DOMENICA 19 LUGLIO 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 45

{
Il mondo brucia
Denuncia in 28 voci: la sensibilità di Shirin giochi di potere interpretati da Bady Dalloul.
Altri altrove Neshat (a sinistra: Our House is On Fire, 2013, Our World is Burning è la collettiva curata da

Sguardi Tempi di Silvia Perfetti courtesy dell’artista), le mappe di Francis


Alÿs, le distopie di Sophia Al Maria, i reperti
scomparsi in guerra di Michael Rakowitz, i
Fabien Danesi e Abdellah Karroum, direttore
dell’Arab Museum of Modern Art di Doha. A
Parigi, Palais de Tokyo, fino al 13 settembre.

Che strano effetto andare alle Scuderie del Quirinale per ammirare la
mostra più attesa e più sfortunata della storia: prenotazioni solo online,
gruppi di sei persone, misurazione della temperatura, proseguire,
sanificazione di mani e scarpe, proseguire, tempi contingentati di
visione, proseguire. Così purtroppo la cultura — che è gioia, non fatica
— ne esce mortificata. Gli sforzi di curatori e addetti sono encomiabili,
gli sforzi imposti ai visitatori quasi insopportabili. Anche se...

Ho visto Raffaello
E sì, è meglio di niente

C
di MAURO i sono cose che mi ostino a desiderare in Alcuni miei amici, per esempio, non tutti. La mag- gamente onanistico a cui sono avviate le loro vite fu-
COVACICH presenza. Abbiamo imparato a dire così, in gior parte, al contrario, ha saputo fare tesoro della ture, dove il massimo dello sballo sarà postare a fine
presenza, tradendo credo una visione attar- stagione del lockdown per ripensarsi in una nuova giornata un video con i figli su TikTok. Ma questa
data su vecchie abitudini analogiche, un forma di gentile autarchia, gente che grazie alla pani- maggioranza, come vedremo, ha molte attenuanti, e
lapsus che indica di fatto che tutte le attività ficazione e al giardinaggio ha scoperto di bastare a sé comunque mi sono dilungato: non è di loro che vo-
escogitate online, gli incontri, le presentazioni, i con- stessa, uomini e donne non ipocondriaci, semmai glio parlare, bensì di quei pochi con cui ho condiviso
certi, sono ai nostri occhi attività in assenza, anche se più capaci di trovare soddisfazione nell’infinito in- la visita alla mostra di Raffaello, riaperta dopo l’emer-
compiute in buona fede e con la massima energia, trattenimento dello streaming, da screziare in caso genza alle Scuderie del Quirinale di Roma.
ognuno davanti al proprio schermo. Chissà, magari è con qualche aperitivo su Zoom. Il primo scoglio è stato la cena. Volevamo mangiare
così solo per me. In ogni caso, pur essendo un tipo in centro visto che la fascia oraria della nostra preno-
piuttosto appartato, per godere di un’opera d’arte ho tazione al museo era tra le ventitré e le ventitré e cin-
L’immagine bisogno di vederla in uno spazio sociale insieme ad que, ma i due-tre posti che siamo soliti frequentare
L’Autoritratto di Raffaello altre persone. Per me l’esperienza estetica dello spet- Questa maggioranza, in un’ottica di darwinismo da quelle parti erano chiusi. Scomparsi e non ancora
(1506-1508, olio su tavola tatore o del visitatore vale solo se è un’esperienza sociale, è chiaramente la parte che vincerà, sapendosi riapparsi i turisti, il centro di Roma è diventato un di-
di pioppo) in mostra condivisa, regge solo, appunto, in presenza. Il mio adattare con prontezza al nuovo ambiente senza trop- pinto di de Chirico, ravvivato, si fa per dire, dai riflessi
fino al 30 agosto alle corpo dev’essere in prossimità di altri corpi, o poten- pi rimpianti. Di solito sono gli entusiasti dello smart colorati dei display che sparano imperterriti i nuovi
Scuderie del Quirinale zialmente avvicinabile e influenzabile dalla parteci- working (che si chiama così solo in Italia, mentre al- modelli autunno-inverno dalle vetrine dei grandi
di Roma per Raffaello pazione di un altro corpo, per fruire davvero di l’estero preferiscono un più piatto, e forse più onesto, marchi. Abbiamo quindi ripiegato su una pizzeria di
1520-1483. Prenotazione un’opera, per goderne intimamente. remote working), ovvero la nuova soluzione lavorativa quartiere — i quartieri invece, tranne la chinatown
obbligatoria (scuderiequiri- Per questo nei mesi scorsi ho sentito forte la man- di cui vedono solo i vantaggi — la comodità casalin- dell’Esquilino, hanno ripreso a ritmi quasi normali
nale.it), apertura dalle 8 canza dei contenitori, le sale da concerto, i cinema, i ga, la diminuzione dello stress, niente più traffico, sia a Roma nord che a Roma sud — per poi puntare,
alle 23 durante la settimana, teatri, i musei. Così sono stato tra i primi a precipitar- niente più parcheggio, eccetera — liquidando con in sei su due macchine, verso il Quirinale con un anti-
fino all’una di notte mi, appena hanno riaperto, e ho trovato una sparuta un’alzata di spalle lo sfruttamento senza orari a cui cipo precauzionale per la ricerca parcheggio, dimen-
il venerdì e il sabato comunità che, a quanto pare, mi somiglia e di cui vor- sono sottoposti, la moltiplicazione di riunioni in vi-
(foto Claudio Guaitoli) rei provare a dar conto qui. deocall, l’invasività, l’atomizzazione, il solipsismo va- CONTINUA A PAGINA 46
46 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 19 LUGLIO 2020

{
Nonna antispreco
Mottainai! Intraducibile espressione dalle matite di Mariko Shinju: dal 2004 è
Sushi style giapponese, indica il disappunto (dei genitori) comparsa in 17 libri e ha venduto oltre un

Sguardi Tempi di Annachiara Sacchi per chi lascia il cibo nel piatto (i bambini).
Mottainai Baasan, nonna Mottainai, è la
vecchietta antispreco (non solo di cibo) nata
milione di copie. Lo scorso giugno il fumetto è
diventato una serie animata: su mottainai-
baasan.com è disponibile anche in inglese.

Poi, il giorno dopo,


sono andato alle
Terme di Caracalla:
qui la bellezza met-
te in soggezione
i
SEGUE DA PAGINA 45

ticando o forse rimuovendo l’ambientazione metafi-


sica a cui ho appena accennato.
Trovato posto (regolare, su strisce bianche) a un
passo dalle Scuderie, abbiamo trascorso la mezz’ora
d’anticipo osservando l’ingresso dei gruppi che ci
precedevano. Sei, massimo otto, persone per scaglio-
ne, prima sorridenti, poi d’un tratto tese, la mascheri-
na di nuovo sul volto, lo scanner della temperatura
puntato sulla fronte. È strano entrare così in un mu-
seo, è l’unico modo ovviamente, sono procedure sa-
crosante, però la disposizione di partenza cambia in
modo radicale. Anche noi abbiamo smesso subito di
sorridere. Dentro, come preannunciato dall’addetta
al controllo dei biglietti (acquistabili solo online),
siamo stati «presi in carico» da un suo collega che,
dopo averci fatto disinfettare le mani e igienizzare le Il volume
scarpe, ci ha scortati per l’ampia scala a spirale dove Interrogarsi sul coronavirus
un tempo salivano i cavalli spiegandoci le regole del tra Fede e Ragione è un
gioco: si sta uniti al proprio gruppo, non si torna mai volume, curato da Alberto
indietro, per nessuna ragione, ogni cinque minuti Castaldini (docente di Studi
suona un cicalino e si avanza nella sala successiva pri- ebraici a Cluj, in Romania,
ma che un altro gruppo — quello dello slot tra le ven- professore invitato al
titré e cinque e le ventitré e dieci — entri nella sala Pontificio ateneo
che stiamo abbandonando. Un meccanismo sofisti- Sant’Anselmo di Roma e allo
cato e, devo dire, perfettamente funzionante, che non Studio teologico San Zeno di
permette variazioni di alcun genere. Anche i servizi Verona) che raccoglie 45
igienici, per intenderci, vanno utilizzati prima o do- testimonianze sulla
po, perché durante la visita si fila dritti per ottanta pandemia: uomini di Chiesa,
minuti. rabbini, imam, storici,
filosofi, economisti,
scienziati. Tra questi anche il
contributo di Emilio Isgrò,
Non sta a me ora decantare le meraviglie di questa che anticipiamo nella pagina
esposizione, forse la più sfortunata di tutti i tempi, successiva. Sulla copertina
preparata in tre anni, pensata per diventare la classica del volume (Edizioni Belforte
mostra evento da milioni di visitatori — con le code & C, pagine 446, e 20)
chilometriche, le opere invisibili tra le teste dei turi- l’opera di Isgrò (che «la
sti, uno sbigliettamento ininterrotto di cui vantarsi Lettura» pubblicò in
per anni — e abortita invece per pandemia a un gior- anteprima sul numero #435
no dalla prima inaugurazione. del 29 marzo e che qui
Non sta a me raccontare dell’occasione imperdibile riproduciamo) dedicata alla
di vedere riunite opere prestate dai più grandi musei lotta al Covid-19
del mondo, opere il cui autore è di per sé un motivo di L’immagine
attrazione, uno dei rari casi di genio riconosciuto in Uno scorcio delle Thermae
vita, ammirato dai contemporanei, capace di lasciare Antoninianae, uno dei più
il segno in pittura come in architettura, non solo arti- grandi e meglio conservati
sta eccelso ma studioso delle antichità romane, mae- complessi termali
stro di bottega (vedi Giulio Romano) e manager (vedi dell’antichità, costruiti nella
la fabrica della Basilica di San Pietro), morto a soli parte meridionale di Roma
trentasette anni (per «eccessi» secondo Vasari, trat- per iniziativa di Caracalla,
tandosi di «persona molto amorosa et affezionata al- che edificò l’edificio centrale
le donne»), pianto da tutta Roma e dall’amico Papa, il nel 216 d.C. L’impianto cessò
coltissimo conciliatore Leone X. di funzionare nel 537 d.C.

E qui, nel silenzio


contegnoso
del sito, ho assistito
allo spettacolo della
nostra esperienza
DOMENICA 19 LUGLIO 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 47

{
Il fascino delle vecchie saghe
Seguendo la tradizione dei bardi irlandesi, $16), una raccolta non di semplici traduzioni,
Stanze scozzesi e gallesi, Martin Shaw e Tony ma di «versioni» contemporanee dei testi
di Angela Urbano Hoagland hanno interpretato e dato nuova originali celtici, che dimostrano l’eterno
vita a poesie e saghe raccontate secoli fa. Il fascino delle avventure di eroi noti (Artù,
risultato è Cinderbiter (Graywolf, pp. 152, Merlino) e no (Cinderbiter).

Non sta a me ragionare sulla grandezza di Raffael-


lo, certo però non sarebbe male se ci provassi. Il fatto
è che non ho visto niente. Avevo tutte le opere per me
e non ho fatto altro che confrontarle con le solite
quattro reminiscenze dell’Argan. Ma non è facile av-
vicinarsi a un capolavoro con la mascherina sulla fac-
cia, gli occhiali che si appannano, l’odore di varechi-
na che sale dalle mani, gli altri che si aggirano per-
plessi come te, un po’ guardando le opere, un po’ il
gruppo altrettanto perplesso nella sala successiva.
Hai cinque minuti a disposizione e devi scegliere
se soffermarti sul ritratto di Baldassarre Castiglione o
leggere la lettera che lui e Raffaello scrissero insieme
a papa Leone X. Nel mondo di prima avresti potuto
contemplare gli occhi azzurri del letterato, stupirti di
quella pagliuzza bianca che vivifica magicamente
l’iride (ma non è magia, è un trucco arrivato fino ai
nostri graffitari), e poi decidere di avanzare, per poi
tornare dopo un po’ (mezz’ora? un’ora?) a leggere la
lettera e a studiare in modo più compreso quello
sguardo, cogliendoci non più solo l’intelligenza mer-
curiale, bensì la sintonia, la complicità con l’autore
del quadro. Magari nel secondo giro notavi che era
un prestito del Louvre e quindi scoprivi di averlo già
visto e riandavi con la mente al museo di Parigi, rias-
saporavi la visita, quel giorno che era piovuto a dirot-
to e tu eri senza ombrello e indossavi una giacca di
lino eccetera eccetera. Nel mondo di prima si indu-
Spaesamenti L’isolamento è condizione necessaria e naturale per il poeta: la poesia
giava, si vagava, e poi ci si sedeva davanti all’opera
eletta. Ora le panche non sono previste, i segnali che
crea quei distacchi tra l’uomo e l’esistenza che rendono accettabile l’esistenza stessa

Il distanziamento dell’arte
ti avvertono «osserva da qui» sono posti a chilometri
dalle teche con i documenti preziosi. E i capolavori?
Be’, i capolavori li guardi, ma non li vedi. Non c’è con-
centrazione, non c’è raccoglimento possibile. Mi per-
metto di generalizzare, dopo avere raccolto le opinio-
ni ugualmente affrante dei miei amici.

Sia chiaro, non sto criticando gli sforzi dei curatori


e degli addetti, sto sottolineando gli sforzi, forse an-
cora maggiori, a cui sono costretti i visitatori. Noi tut-
ti, che siamo andati e continuiamo ad andare in que-
sti giorni alle Scuderie, scaglionati e cronometrati,
stiamo partecipando a una performance che potreb-
che ci avvicina alla vita
be intitolarsi Meglio di niente. di EMILIO ISGRÒ

I
L’ho capito quella sera tornando a casa con le pive
nel sacco. Là fuori c’è una comunità votata all’impresa l distanziamento sociale, imposto dai almeno una classe dirigente planetaria co- un poeta, sia pure grandissimo, raggiungere
titanica di riaffermare la vita culturale in presenza, medici al genere umano per parare le stretta a mettere da parte la diffidenza che ha risultati di tale potenza senza averli speri-
anche a costo di accettarne una raggelante versione insidie del coronavirus, l’artista di razza spesso coltivato nei confronti degli spiriti più mentati personalmente nella pratica quoti-
palliativa. A quanto pare io ne faccio parte, ma quan- lo conosce perfettamente, giacché è liberi e disinibiti. diana. Eppure il distanziamento sociale (che
to resisterò? Sono davvero disposto a simili mortifi- costretto a praticarlo, sotto altra forma, Il discorso correrà in pratica su un doppio nel caso di Manzoni è anche un distanzia-
cazioni? Tra l’altro, la performance Meglio di niente ci per scansare le epidemie omologanti che da binario, e sarà transitivo: da un lato il sociale mento storico) consente questo e altro, e for-
risospinge verso il vecchio stereotipo scolastico nel sempre minacciano il mondo dell’arte. Non (per forza di cose repressivo), dall’altro l’im- se non c’è da stupirsi se un vero poeta scrive
quale la fatica e il sacrificio sono postulati della temi- sono però banali motivazioni snobistico- maginazione (chiamata a scatenare tutte le da giovane le sue più belle poesie sulla vec-
bile Cultura, mentre per me, per noi che siamo in cri- mondane quelle che lo guidano — da un lato energie sopite). È dall’equilibrio di queste chiaia, mentre da vecchio deve rassegnarsi a
si di astinenza, il consumo culturale è indissolubil- l’artista incontaminato, dall’altro il popolo due forze, dove nessuna elimina l’altra, che comporre versi meravigliosi sulla giovinezza.
mente legato alla sfera del piacere. ignorante — quanto una ragione tecnica può rinascere la possibilità di restituire alle
Ha senso insistere oggi? Oggi che l’obiettivo di un coincidente con il classico «spaesamento», democrazie dell’Occidente la possibilità di
mondo sano ha lasciato il passo all’obiettivo più ab- che è poi la possibilità di vedere meglio le governare senza reprimere più del necessario
bordabile di un mondo sanificato. Oggi che ogni spa- cose spostandole semplicemente dal loro e, soprattutto, senza perdere colpi nei con- Il distanziamento dell’arte coincide, in de-
zio sociale sembra una sala operatoria. Oggi che an- posto. O magari osservandole da una posta- fronti dei tanti regimi illiberali e persino li- finitiva, con il distacco che l’uomo saggio
che la risata più spensierata ha sullo sfondo l’ombra zione diversa. berticidi risorgenti qua e là nelle aree più esercita su sé stesso quando teme la morte, e
di un memento mori. Non avrà ragione la maggioran- C’è chi dice, giustamente, che forse è prefe- instabili del pianeta. che l’arte migliore, con una rovesciata da cal-
za, ripiegata sulla ricetta della doppia lievitazione più ribile parlare di distanziamento fisico piutto- Perché accade proprio questo: che il cosid- cio argentino, trasforma magistralmente in
Netflix più qualche tour virtuale, in attesa che il futu- sto che di distanziamento sociale, per non detto distanziamento sociale, sperimentato un inno alla vita.
ro decida che strada prendere? attizzare il sospetto che in realtà chi predica transitoriamente da miliardi di uomini nella Può apparire cinico, in ore così complicate
questa strategia vuole separare gli esseri fase più acuta della pandemia, è per l’artista per il mondo, mentre anche i ragazzi crepano
umani gli uni dagli altri, magari per control- una condizione non solo naturale, ma addi- in terapia intensiva con i polmoni bruciati,
larne meglio le frustrazioni e le attese prima rittura indispensabile e necessaria perché ricordarsi che «non tutto il male viene per
Non lo so, non ho davvero una risposta a questa che si traducano in una furia distruttiva in egli possa svolgere correttamente il proprio nuocere». E che per i più sagaci, non solo per
domanda. So che la mattina dopo, forse sperando grado di mettere in crisi la tenuta complessi- lavoro. L’occhio, l’orecchio, le labbra devono gli imboscatori di guanti e mascherine, ma
nella terapia d’urto, sono andato alle Terme di Cara- va della società globale. Cosicché il distanzia- essere distaccati dall’oggetto, dal suono, dalla anche per gli artisti, la catastrofe sanitaria è
calla. In tutto il sito archeologico ho contato una doz- mento, più che una terapia preventiva contro parola pronunziata. Il che non significa che forse un’opportunità; o meglio, la speranza
zina di persone, due soli turisti, una coppietta di gre- il virus, sarebbe solo uno strumento di re- l’arte non veda, non senta o non parli. che la loro solitudine aristocratica, come di
ci dall’aria felice. I giardini, i ruderi, tutto per noi. Ci pressione appena velato di buone intenzioni. Gli spettatori inglesi dell’era elisabettiana solito la leggono i popolani infastiditi, diventi
scorgevamo in lontananza e, incrociandoci minuti inorridivano certamente di fronte ai catartici invece un’attitudine universale.
dopo, non potevamo trattenere uno sguardo d’intesa. squartamenti e ai fiumi di sangue versati in È la paura della morte che trasforma anche
Caracalla è uno di quei posti la cui bellezza può met- scena dai personaggi di Marlowe o di Shake- il piccolo-borghese ignorante in filosofo sac-
tere in soggezione, eppure nel silenzio contegnoso Personalmente, non credo a complotti speare. È però indubbio che senza quegli cente, mentre la paura della vita lo tramuta in
della nostra visita passava a ogni occhiata la gioia di planetari di questo tipo, convinto che il di- orrori teatrali chissà quanti fiumi di sangue un uomo bisognoso di tenerezza. Insomma,
condividere un’esperienza unica, da veri privilegiati. stanziamento sociale è forse pericoloso per la sarebbero corsi per le strade di Londra. Così se la poesia non può esorcizzare il terrore
Assistevamo, se così si può dire, allo spettacolo della sorte delle libertà umane, ma è paradossal- come senza le crudeltà del Colosseo (dove la della morte (per questo basta la religione),
nostra esperienza. Incredibile, siamo qui, siamo pro- mente l’accorgimento più adeguato a preser- gente moriva davvero, non per finzione come può tuttavia creare quei sipari tra l’uomo e la
prio qui, stiamo vedendo questo, sta proprio acca- vare la libertà dell’arte. a teatro) chissà quanti morti in più si sareb- vita che rendono più accettabile la vita stessa.
dendo! — gridavano i nostri occhi. È solo grazie alla Dico dell’arte in sé, non della cultura in bero contati per le vie di Roma negli anni Solo per questa ragione, credo, l’arte più
strabiliante fortuna di avere trascorso quella mattina generale, giacché sono stato sempre convinto terribili delle guerre civili. efficace è quella che ci allontana dall’oggetto
a Caracalla che ho trovato la forza di scrivere ciò che che il poeta è una cosa, l’intellettuale un’altra, Questo senza augurare a nessuno i massa- amato per farcelo sentire più vicino. È acca-
state leggendo. anche se non sempre è possibile separare le cri e le guerre igienizzanti che sognava Mari- duto al tempo di Giotto, quando il pittore
Verso la fine del percorso, ben segnalata, c’è una ta- due figure. E in questo momento, ampiamen- netti quando le guerre erano ancora relativa- dipingeva le donne e gli uomini più alti delle
bula lusoria, cioè una lastra di marmo su cui mille e te normalizzato dall’economia e dalla filosofia mente circoscritte e circoscrivibili. case, e si è ripetuto con le avanguardie tra
ottocento anni fa furono scavati dei percorsi, con mi- — non si dimentichi che Il nome della rosa, Proprio noi italiani, oltre tutto, possiamo Otto e Novecento, quando gli impressionisti
nuscole conche per biglie o dadi, e incise delle azioni uno dei romanzi più letti degli ultimi quaran- vantare una delle opere più esemplari della hanno sfarinato le immagini e Picasso ha
prescritte che ricordano un po’ il nostro Dire fare ba- t’anni, è stato scritto proprio da un filosofo letteratura mondiale per quel che riguarda la dipinto con tre occhi le figure femminili.
ciare lettera testamento. Sicché quei giocherelloni —, a me pare conveniente privilegiare i poeti, tecnica del distanziamento: I promessi sposi Ponendo una distanza tra sé stesso e la
dei romani, dopo un bagno nella natatio, qualche perché è vero che l’arte porta necessariamen- di Alessandro Manzoni. Il romanziere non verosimiglianza del linguaggio, l’artista pone
esercizio in palestra, una chiacchierata nel calida- te il rischio del disordine, ma è altrettanto scrive infatti una storia, come ci assicura per di fatto un distanziamento (fisico e sociale)
rium, si sfidavano attorno a una pietra. Lo facevano in vero che si tratta di un rischio calcolato, così mettere le mani avanti, ma semplicemente la tra sé e il linguaggio, e dunque tra sé e la vita.
presenza, con tutta la loro splendida fisicità, perché come la convivenza con il coronavirus, alla riscrive sulla traccia di un vetusto manoscrit- Per questo dobbiamo capire il Papa e gli
non avrebbero saputo farlo diversamente, ma le loro quale è oggi costretto il mondo per non af- to del Seicento dove la storia è ancora chia- uomini di fede, indipendentemente dalla
scherzose penitenze scolpite nel marmo sembrano, a fondare nel caos e nella miseria. mata historia. Da quella historia scaturiscono loro appartenenza religiosa, quando non si
leggerle ora, il vaticinio della nostra scalata verso la Questo significa che se non avremo in tem- Renzo e Lucia, Don Rodrigo e l’Innominato, stancano di ripetere che anche questa trage-
fase 4. pi brevi uno statista come Pericle o un Papa Padre Cristoforo e l’Azzeccagarbugli. Fino alla dia è un’opportunità. E naturalmente ha tutto
Nescis, Ploras, Agis, Cavebis. come Giulio II, in grado di tenere testa a Fidia peste che travolge Milano ed è narrata con il diritto di dirlo anche l’artista, il quale, an-
Non sai, Piangi, Agisci, Farai attenzione. o a Michelangelo, traendo energia dal loro accenti così veritieri, specialmente se messi a che se non sempre è un uomo di Dio, è pur
Mauro Covacich presunto disordine (che è poi la capacità di confronto con le isterie del coronavirus, che è sempre un uomo di fede.
© RIPRODUZIONE RISERVATA rinnovare l’arte per rinnovare la vita), avremo lecito domandarsi se può l’immaginazione di © RIPRODUZIONE RISERVATA
48 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 19 LUGLIO 2020
DOMENICA 19 LUGLIO 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 49

Sguardi ilCartellone .

MUSEION MUSEO NOVECENTO

Andare per funghi... Il collezionista


ma all’interno del museo che amava Mafai
CASTELLO VISCONTEO-SFORZESCO

Sessant’anni di fotografie
L a metafora della micorriza, sistema invisibile nel
quale funghi e piante convivono in simbiosi, sot-
tende la narrativa della mostra Unlearning catego-
ries, a cura di Simone Mair e Lisa Mazza, allestita negli
spazi del Museion di Bolzano (fino al 23 agosto, mu-
M ecenate generoso e amico in prima
persona di tanti artisti, Alberto Del-
la Ragione (1892-1973) è una delle
figure chiave nella storia del collezionismo
d’arte in Italia nel XX secolo. Una raccolta, la
«inseguendo storie e personaggi» seion.it). La collettiva, che allinea oltre sessanta lavori
acquistati dalla Provincia autonoma di Bolzano Alto
sua, che l’ingegnere navale scelse di donare
alla città di Firenze nel 1969, esposta a rota-
Adige - Ripartizione cultura tedesca tra il 2012 e il 2018, zione nelle sale del Museo Novecento. Qui,

D alle foto degli Anni cinquanta realizzate nella sua Toscana (è


nato a Signa, in provincia di Firenze, nel 1938) alle immagini
che raccontano città e culture del Mediterraneo (sotto: Cavalie-
re della Mancia, 1956) fino ad arrivare a Mosca dove ha vissuto cinque
anni da inviato per la Rai. Il giro dell’occhio. Fotografie 1950-2010 è il
invita a ripensare il nostro approccio al mondo per
riscoprirlo con la curiosità degli esploratori (sotto:
Heinz Mader, Nagetiere, 2012). Il percorso si articola in
otto momenti: esseri misti, materia, collettività, linee,
fino al 12 ottobre (museonovecento.it) è
possibile visitare la mostra che racconta il
fraterno sodalizio tra Della Ragione e l’ama-
tissimo Mario Mafai (1902-1965), la cui fa-
porosità, interstizi, sedimenti, assemblaggi. Il taglio del miglia — la moglie Antonietta Raphaël,
titolo della mostra dedicata a Piergiorgio Branzi (1928), giornalista per progetto si riflette nella rivisitazione degli ambienti ebrea, e le due bambine — in fuga da Roma
mestiere e fotografo per passione: una fotografia spesso definita mini- realizzata da Insalata mista studio attraverso la scelta di in seguito alle leggi razziali, fu accolta a
malista «anche se a me hanno sempre interessato soprattutto le storie colori che richiamano la tintura vegetale e di motivi Genova nel 1939 proprio in casa di Alberto.
e i personaggi». Dal 23 luglio (fino al 6 settembre) sessanta immagini organici per la segnaletica. L’attitudine suggerita per la Venti le opere esposte del maestro della
in bianco e nero saranno esposte al Castello visconteo-sforzesco di visita, sguardo attento e vigile, è la stessa di una cam- Scuola Romana, esponente di punta di quel
Novara (ilcastellodinovara.it). L’evento, organizzato da Contrasto e minata alla ricerca di funghi. (maria egizia fiaschetti) realismo espressionista prediletto nelle
curato da Alessandra Mauro, propone l’intero percorso creativo di scelte collezionistiche di Della Ragione. Tra
Branzi che, dopo avere lasciato negli anni Sessanta la fotografia per la queste, un celebre Autoritratto degli anni
pittura, tornerà a scattare solo negli anni Novanta sperimentando le Venti, un dipinto della serie Demolizioni
possibilità del linguaggio digitale. (fabrizio villa) (1937, sotto), due Fiori secchi e altre vedute
romane. (edoardo sassi)

NOVARA BOLZANO FIRENZE


● ● ● ● ● ●
BERGAMO FERRARA NAPOLI

GALLERIE ESTENSI

I due «Portaroli»
faccia a faccia

G
PALAZZO DELLA RAGIONE uardami! Sono una storia... I Porta- MADRE
roli del Pitocchetto è la prima delle
Le righe colorate di Daniel Buren tre esposizioni che la Pinacoteca di
Ferrara organizza fino al prossimo mese di
Venite, bambini, venite
si possono anche illuminare marzo nelle sue sale per approfondire la
conoscenza di alcune opere in prestito da
qui tutti possono giocare
altri musei italiani. Come i due fanciulli

B ergamo riparte con la personale di Daniel Buren, uno dei grandi


nomi dell’arte contemporanea fin da quando, nel 1965, divenne
famoso per le sue opere a bande verticali (sua, tra l’altro, l’instal-
lazione Les Deux Plateaux al Palais Royal di Parigi). L’ottantaduenne
provenienti dalla Pinacoteca di Brera (so-
pra) dipinti da Giacomo Ceruti, pittore mi-
lanese (1698-1767) del periodo tardo baroc-
co, soprannominato il Pitocchetto per la sua
D opo l’indigestione di arte online, è la volta del-
l’arte da toccare, interattiva e partecipata. La mo-
stra che il Madre dedica all’artista nigeriana Te-
mitayo Ogunbiyi (nata negli Stati Uniti, vive e lavora a
Lagos) reca il sottotitolo Giocherai nel quotidiano, cor-
artista francese (Boulogne-Billancourt, 25 marzo 1938) è protagonista attenzione a soggetti umili, i «pitocchi»
nel Palazzo della Ragione di Daniel Buren. Illuminare lo spazio. Lavo- appunto, ritratti con intento documentari- rendo (fino al 2 novembre, madrenapoli.it). Curata dal-
ri in situ e situati (fino al 1° novembre; gamec.it), una grande mono- stico e partecipazione. Fino al 4 ottobre, la direttrice Kathryn Weir mette in mostra lo spazio di
grafica organizzata dalla Gamec e curata dal suo direttore Lorenzo grazie a una collaborazione con il Diparti- gioco che la Fondazione Donnaregina ha commissiona-
Giusti. Le opere in mostra nella Sala delle Capriate si dividono effetti- mento di Studi Umanistici dell’Università di to durante il lockdown. Concepita per il museo d’arte
vamente in due gruppi: quelle in situ, immaginate appositamente per Ferrara, le Gallerie Estensi (gallerie-esten- contemporanea nell’ambito di Madre Factory 2020,
gli spazi della mostra, e quelle «situate», opere precedenti e riadattate si.beniculturali.it) ospitano le due tele che programma di inclusione attraverso l’arte, l’istallazio-
per gli ambienti (sopra: Fibres optiquees tissées, 2013-2020). Tutte raffigurano due «portaroli», ragazzi di stra- ne-evento si ispira alle tecniche di acconciatura nigeria-
unite dal filo conduttore che rende riconoscibile Buren, con le bande da impegnati in umili lavori: uno dei mo- ne e all’itinerario che Google Maps traccia tra Lagos e
colorate che, per l’occasione, hanno come supporto teli di fibra lumi- menti più elevati della produzione pittorica Napoli. Il cortile grande del Madre è così trasformato in
nosa, ultimo esito del suo lavoro. Siamo ben lontani da quelle tende di realtà a soggetto pauperistico dell’artista, un «playground» destinato all’attività fisica e all’incon-
da sole scelte più di cinquant’anni fa come supporto per le opere che capace come pochi altri di creare un nuovo tro di bambini e famiglie (sopra). Mentre l’artista con-
lo resero famoso, in una perenne ricerca che costituisce la costante genere pittorico sospeso fra la scena popo- ferma la sua ispirazione legata al contesto naturale, alle
novità nel suo lavoro. (maurizio francesconi) lare e il ritratto. (chiara pagani) identità e alle tradizioni locali. (alessandro martini)
50 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 19 LUGLIO 2020

Maschere {
Più della peste potè le guerra
Così fragili, così resistenti. Il Covid metterà
alla prova le città: ne usciranno più forti. È il
senso di The Life and Death of Ancient Cities
Cittadini (Oup, pp. 528, £ 25) dello storico britannico
Greg Woolf. Nella Roma imperiale c’era un
di Edoardo Vigna
.

milione di persone, nel VI secolo divennero


Teatro, musica, danza, cinema, televisione 10 mila: oggi è sempre Roma. Così Atene,
Napoli, Alessandria d’Egitto. Più di pesti e
pandemie poté la guerra: Cartagine e Troia lo
dimostrano, l’uomo è peggio di un virus.

2020 L’emergenza sanitaria, il contagio del virus e quello della paura, il lockdown forzato...
Tutto questo ha condotto la cantante e manager a una nuova immersione nella natura,
cioè nella sua infanzia contadina, cioè in un ambiente che l’«urbanesimo» ha rimosso,
sottratto, cancellato. Il problema è che quando perdiamo la natura — dice allo scrittore
Aldo Nove — perdiamo noi stessi. Dobbiamo tornare a guardarci intorno. Come sapeva
fare l’artista bolognese, che era un grande musicista, un poeta e un profeta. È nato così un
duetto che è quasi una liturgia, un’invocazione di futuro. Con un canto di uccelli all’inizio...

Un altro anno verrà


Noi abbiamo bisogno del rispetto nel confronto
con l’altro. Il bene è contagioso quanto il male.
La vera rivoluzione è contagiare gli altri con il bene.
Creiamo gioia, intorno
Caterina Caselli

A Caterina Caselli
bbiamo vissuto e ancora viviamo in una con-
dizione sanitaria, ma soprattutto psicologi-
ca, unica. Condizione che ha riguardato il
mondo intero e che la musica, con la sua for-
za spirituale ma anche con la sua capacità di
generare forza fisica, piacere fisico, combatte senza ne-
anche il bisogno di proporselo. Ecco un punto di par-
tenza: l’opposizione tra la paura generata da un’over-

rilegge Lucio Dalla


dose di informazioni negative e il librarsi altrove della
musica, e non importa che si parli dei capolavori della
musica classica o delle «canzonette», termine squalifi-
cante e, spesso, occultamento di grandi opere in minia-
tura...
Ma cosa c’entra con tutto questo Caterina Caselli?
C’entra moltissimo. Così come c’entra Lucio Dalla.
Entriamo piano piano nella storia di quella che si rive-
lerà una magnifica sorpresa. E iniziamo parlando con
la stessa Caterina, simbolo della canzone italiana insie-
me a poche, pochissime altre interpreti e, da decenni, conversazione di ALDO NOVE con CATERINA CASELLI
incredibilmente capace, come produttrice musicale, di

i
«imboscate», nel mondo della musica cosiddetta «leg-
gera», per riportare aria e qualità e stile laddove l’omo-
logazione sta appiattendo tutto. L’oggetto di questa
conversazione è proprio il risultato «magico» di un
esperimento che contrappone, come dicevamo sopra,
il dramma della pandemia e la musica. Ma ci arrivere-
mo piano piano, nel corso di una riflessione inedita
(nel suo senso etimologico) e per molti versi sorpren- Cantante-imprenditrice
dente... Caterina Caselli Sugar
(Modena, 10 aprile 1946; a
sinistra ritratta da Claudio
Porcarelli) è uno dei
CATERINA CASELLI — L’Italia deve ripartire. Non personaggi più noti della
possiamo permetterci un altro lockdown. Sono stata re- musica italiana, dove ha
centemente a Venezia. È stato sconvolgente da un lato esordito precocemente come
vedere ovunque una bellezza prorompente, che ti leva interprete affermandosi nel
il fiato e, dall’altro, pochissime persone. Ancora, nella 1966 al Festival di Sanremo
fase 2, il deserto. La situazione è drammatica, per tutti. con la canzone-manifesto
Il danno che ha fatto questo virus è stato quasi oltre la Nessuno mi può giudicare.
nostra comprensione. Chi lo ha minimizzato, all’inizio, Lasciata la carriera artistica,
è stato in qualche modo punito. C’è un nemico in ag- Caselli è diventata la più
guato, e dobbiamo essere molto accorti. La chiave è la famosa talent-scout italiana
consapevolezza. e una delle imprenditrici di
ALDO NOVE — Che responsabilità hanno, e hanno maggiore successo. Anche essere, anche due aspetti del pensiero dell’autore. Ho
avuto, secondo te, i media? alla sua attività si devono i incontrato tante volte Lucio... Da quando nel 1966 a
CATERINA CASELLI — L’insistenza sulla paura, la successi internazionali di Sanremo io cantavo Nessuno mi può giudicare e lui
paura dell’immediato passato, del presente e del futu- Andrea Bocelli e Paolo Conte Paff... Bum!. Ci ha legato poi la passione in comune per
ro, non ci fa certo bene. Abbiamo bisogno di energia, di e poi quelli di Pierangelo la produzione di giovani talenti...
tanta energia. Più ci demoralizziamo, più tutto si bloc- Bertoli, Mauro Pagani, Area
ca. Diventa un cane che si morde la coda, fino allo sfini- con Demetrio Stratos, Enrico
mento del cane. Fino alla sua morte. Ruggeri, Raf, Francesco
ALDO NOVE — Ti sei riproposta di sottrarti, e sot- Baccini, Sergio Caputo, ALDO NOVE — Ecco, parlaci degli anni dei tuoi esor-
trarci, a questa condizione, attraverso l’interpretazione Paolo Vallesi, Gerardina di, e di quelli di Lucio, ormai «mitici», sconvolgenti ri-
di due versioni, una morning e l’altra evening, de L’an- Trovato, Elisa, Malika Ayane, spetto a oggi...
no che verrà di Lucio Dalla, uno degli esempi della stra- Negramaro, Raphael CATERINA CASELLI — Paradossalmente, ritrovarsi
ordinaria potenza visionaria dell’artista bolognese. Gualazzi, Riccardo Sinigallia tutti assieme, in una coercizione, alla fine, anche per
Duettando con lui in un’atmosfera quasi liturgica, ed e Motta. Nel 2006 è stata contorta fortuna, ha generato molte idee. C’è stata una
evocativa, di un futuro... insignita del titolo di Grande voglia molto forte di creare, di resistere. Ho riscoperto
CATERINA CASELLI — Sì. Di un futuro ma anche di Ufficiale al Merito da Ciampi tante cose, il valore della famiglia... Ad esempio scopri-
una contemporaneità eterna, quella della natura. Ab- ci, o universali. Comunque, Arnò, che è stato produtto- Il cantautore re mio nipote, quindicenne, che inizia ad avvicinarsi ai
biamo inserito, all’inizio del brano, il canto degli uccel- re di questa interpretazione, aveva saputo che vivevo in Interprete e scrittore di libri, a conoscere la cultura che si tramanda. Amore.
li... Il periodo del lockdown mi ha forzatamente portata campagna, avendo avuto anche la fortuna di riunire canzoni tra i più amati ed Energia. E, come dicevo: idee. Ad esempio mio figlio
a riscoprire tante cose che avevo perso: l’odore del fie- tutta la famiglia prima dell’emergenza... In questa casa eclettici, Lucio Dalla (nella Filippo, all’interno del Duomo di Milano, una città allo-
no, la bellezza dei glicini in fiore, che nell’ambiente ur- c’è un piccolo studio di registrazione. Un giorno, al te- foto a destra) è nato a ra deserta, ha concepito e realizzato una serie di esecu-
bano, in cui principalmente vivo, dimentichi. Ho ricor- lefono, Arnò mi fece sentire questo arrangiamento ine- Bologna il 4 marzo 1943 e zioni di Andrea Bocelli che, attraverso YouTube, sono
dato molto la mia infanzia, l’ho quasi rivissuta. Un’in- dito... Lontano da quello che fu un mio repertorio... Ne morto a Montreux, in state vissute da milioni di persone. Ma non c’era nessu-
fanzia contadina... Quegli elementi della natura che, rimasi entusiasta. E con una semplice applicazione del Svizzera, il 1° marzo 2012 no. Solo Andrea e i tecnici... Filippo l’ha chiamato Mu-
quando li perdiamo, allora perdiamo noi stessi. Dob- computer, mi ritrovai nelle condizioni di capire se la Lo scrittore sic for Hope. Io ho seguito tutto attraverso il computer,
biamo reimparare a guardarci attorno. Lucio Dalla, che mia voce, dopo anni in cui non l’ho usata, giocando con Romanziere e poeta, Aldo l’intero evento con lui... E questo, a suo modo, è stato
era un grande poeta e un grande musicista, sapeva co- diversi microfoni, settando tutto, era qualcosa che po- Nove (Viggiù, Varese, 12 un esperimento affascinante, che «ai miei tempi» non
gliere la realtà che lo circondava. In modo da diventare teva ancora funzionare. Schiacciavo il pulsante, e via... luglio 1967), presente sarebbe stato immaginabile...
quasi profetico. Anche senza «quasi». ALDO NOVE — Il brano sembra un dialogo del tutto dell’antologia Gioventù ALDO NOVE — Ma poi, storicamente (o meglio: nel-
ALDO NOVE — Com’è nato, questo progetto? attuale tra te e Lucio Dalla. Ma anche la stessa «unità cannibale (Einaudi, 1996), è la nostra società), che cosa è successo?
CATERINA CASELLI — Leggendo e rileggendo il te- vocalica» che si sdoppia tra te e Lucio... ora in libreria con la raccolta CATERINA CASELLI — Ci siamo persi nella «perfor-
sto de L’anno che verrà vedi brillare elementi di consa- CATERINA CASELLI — Esatto. La mia voce e quella di Poemetti della sera (Einaudi, mance», travalicando, andando oltre i limiti che la na-
pevolezza assolutamente attuale... fino a essere profeti- Lucio si legano, come dialogo interiore: sono, possono pagine 96, e 10,50) tura esige. E noi siamo natura. Penso, prima della pan-
DOMENICA 19 LUGLIO 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 51

silenzio. Immagino i ragazzi, oggi... Cerco di capire co-


me si possa — prendo ovviamente per esempio la mu-
sica — passare da un brano all’altro in pochi secondi,
che è quello che accade oggi.
ALDO NOVE — Come può la musica anteporsi a tutto
questo, quando la musica stessa sta diventando sempre
più di immediato consumo?
CATERINA CASELLI — Ci sono delle caratteristiche
del pop contemporaneo... penso al rap, che può essere
molto ben fatto, ma non può essere ricantato. Ecco, la
non cantabilità diventa, direi, frenante. E così crolla la
possibilità di una messa in comune. Trovo che oggi ci
sia un mercato molto, troppo, maschile. A un’unica po-
larità. Ritorna così la natura. C’era un famoso cardio-
chirurgo che aveva studiato quanto la melodia faccia
stare meglio le piante. E poi il cantare assieme, è im-
portantissimo...
ALDO NOVE — Parlando con Lorenzo Jovanotti, anni
fa, concordavamo sul fatto che un concerto può essere
una messa laica. Ricordo un concerto di Celentano, in
Germania, cantato quasi interamente dal pubblico che,
tra l’altro, non sapeva cosa cantasse. Ecco qui l’aspetto
liturgico, sacrale.
CATERINA CASELLI — La meditazione è un’esigenza
umana comune a tutti. Se non «stacchiamo» un po’,
ogni giorno, inevitabilmente ci esauriamo.
ALDO NOVE — C’è un legame molto forte tra i nostri
battiti del cuore e il battito del cuore della terra, diceva
Lou Reed.
CATERINA CASELLI — Sì. Pensa ai canti degli schiavi
africani. Come quella scansione ritmica collettiva per-
mettesse loro di trovare l’energia per vivere. Non so
perché, ma mi viene in mente Nelson Mandela. La len-
tezza con cui si muoveva, ecco, era musica. Ma vorrei
dire una cosa di me. Ho vissuto un’infanzia di grande
povertà. L’esempio della forza di mia madre, che si è
reinventata continuamente la vita, mi ha molto tem-
prato ad accogliere le scommesse della vita.
ALDO NOVE — Immagini una tua vita senza musica?
CATERINA CASELLI — Assolutamente no. No. Mia
madre mi ricordava come, a due o tre anni, appena sen-
tivo la radio impazzivo. E si trattava dei cantanti di allo-
ra, cantanti come Claudio Villa. E a scuola mi inventavo
filastrocche. Questo mi ha dato coraggio, e ha caratte-
rizzato tutta la mia vita. In realtà, pensare a una mia vita
senza musica mi dà troppa tristezza, e non voglio farlo!

ALDO NOVE — Torniamo alla tua interpretazione


del testo di Dalla. Pensi di tornare a cantare?
CATERINA CASELLI — No. Ma questo non significa
che sporadicamente non possa accadere di nuovo. Io,
con questo brano, ho dato gioia a me stessa, e so che
quando comunichi gioia, la gioia che hai vissuto e vivi,
se la diffondi diventa comune. Sto leggendo Seneca e
mi viene in mente una sua frase: «Nessun bene senza
un compagno ci dà gioia».
ALDO NOVE — Quale genere di musica ascolti oggi?
CATERINA CASELLI — Penso al grande amore di
Hendrix per Haendel... La musica vera e forte non ha
distinzioni. Amo Demetrio Stratos, che ho seguito mol-
to e al quale ho prodotto un disco. Tengo con estrema
cura una bellissima statuetta che mi ha regalato... Stra-
tos è considerato molto difficile, ma non lo trovo affat-
to difficile... E questo non compromette il mio amore
per canzoni considerate assolutamente «leggere».
ALDO NOVE — Che relazione c’è tra politica e musi-
ca?
demia, al disastro degli incendi in Australia, e poi a ALDO NOVE — Come se avessimo perso l’equilibrio ILLUSTRAZIONE CATERINA CASELLI — Nessuna. Forse qualche de-
quello dell’Amazzonia. Il progresso ci ha dato molto, che per centinaia di anni, migliaia di anni, era natura- DI ANGELO RUTA cennio fa c’è stata. Oggi sono profondamente delusa
ma adesso dobbiamo fermarci e cercare di tutelarci, e le... dalla politica. Ribadisco: non ci sono relazioni tra poli-
questo attraverso il rispetto e la creazione di un equili- CATERINA CASELLI — La velocità. Macchine e algo- tica e musica. La musica è libera. Nasce libera. Vive libe-
brio con la natura. Siamo stati ingordi. E poi... ritmi. Noi abbiamo la parte emozionale. Non siamo ra. La politica oggi è un fattore molto individuale, è cer-
ALDO NOVE — E poi? delle macchine. E così in qualche modo abbiamo perso care di fare quello che ci fa stare bene. Le persone che
CATERINA CASELLI — Credo che ci siamo crogiolati il controllo. Io sono analogica, non digitale! Ci siamo stanno bene sono le più altruiste. Noi abbiamo bisogno
in una cultura del «tutto e subito» che ci ha storditi e, creati una realtà che la nostra testa e il nostro cuore del rispetto nel confronto con l’altro. Il bene è conta-
alla fine, ci ha fatto del male. Prima degli anni del non reggono. gioso quanto il male. La vera rivoluzione è contagiare
boom c’era molta più povertà, e un progresso genera- ALDO NOVE — Mi viene in mente che, quando cad- gli altri con il bene. Creiamo gioia, intorno.
lizzato ci ha portati a stare meglio. Abbiamo esagerato. de Costantinopoli, la notizia, per diffondersi in tutto ALDO NOVE — Bellissima riflessione...
A un certo punto siamo stati molto egoisti, abbiamo l’Occidente, ci mise quarant’anni. CATERINA CASELLI — La mettiamo all’inizio della
sentito e assecondato i nostri diritti dimenticandoci CATERINA CASELLI — Mentre oggi sappiamo tutto e nostra conversazione?
dei doveri. subito. Senza la capacità di «scollegarci». Di sentire il © RIPRODUZIONE RISERVATA

2021 Noi siamo natura, ripete Caterina Caselli. Ci siamo smarriti nella performance,
travalicando, andando oltre i limiti che la natura esige. Per esempio, prima della pandemia:
il disastro degli incendi in Australia, la devastazione dell’Amazzonia... Il progresso ci ha
dato molto, ma adesso dobbiamo fermarci e cercare di tutelarci. Siamo stati ingordi
(diceva Lou Reed: c’è un legame molto forte tra i nostri battiti del cuore e il battito del
cuore della Terra). Oggi, in quest’epoca ferita dal coronavirus, dobbiamo renderci conto
che il bene è contagioso quanto il male, la vera rivoluzione è contagiare gli altri con il bene
52 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 19 LUGLIO 2020

Maschere Teatro

La guerra peggiore Matthew Shepard


morì il 12 ottobre
1998, dopo 90 ba-

dell’America
stonate e cinque
giorni di agonia.
Matthew She-
pard fu ucciso

è contro sé stessa perché gay. Il de-


litto sconvolse gli
Usa: oggi la legge
di LAURA ZANGARINI contro i crimini

I
l giorno in cui Matthew Shepard
morì, il presidente degli Stati Uniti
re a saperne di più su come era stato ucci-
so Matthew, su cosa era successo quella
tre duecento interviste fino alla fine del
processo, che si concluse con la condan-
Le immagini
Nelle quattro foto sopra di
d’odio porta il suo
d’America Bill Clinton disse ai gior-
nalisti alla Casa Bianca: «Nello
notte, su qual era il contesto sociale in cui
il delitto era maturato. In che modo Lara-
na all’ergastolo dei due assassini grazie
all’intercessione dei genitori di Matthew.
questa pagina, in senso
orario: uno scatto di nome. Da vent’an-
shock e nel lutto, una cosa deve es-
sere chiara: nel nostro Paese odio e pre-
giudizio non possono essere tollerati».
mie diventa il ritratto di una nazione? In
che modo somiglia a una qualunque cit-
tadina del mondo? Cosa possiamo fare
Judy e Dennis Shepard hanno continuato
la loro lotta per avere giustizia; e se oggi,
negli Stati Uniti, la legge contro i crimini
Matthew Shepard (1976-
1998), il ragazzo gay
picchiato a Laramie,
ni The Laramie
Era il 1998. Ventidue anni dopo i crimi-
ni d’odio sono in aumento. Diventa quin-
noi, come teatranti, per rispondere a epi-
sodi simili? E più concretamente: il teatro
d’odio porta anche il nome di Matthew
Shepard, lo si deve a loro.
Wyoming, nella notte del 7
ottobre 1998, e morto
Project di Moisés
di necessario ricordare storie come quel-
la di Shepard, 21 anni, studente gay ucci-
è un media che può contribuire attiva-
mente a un dialogo condiviso su temi co-
cinque giorni dopo; Matthew
con i genitori, Judy e Dennis Kaufman è testi-
monianza civile e
so da due suoi coetanei. Il suo brutale as- me omosessualità, politica di genere, Shepard (per le prime due
sassinio è al centro di Il seme della educazione, violenza, privilegi e diritti, A esporre i fatti di Laramie è Moisés immagini: © Matthew
violenza - The Laramie Project, spettaco- differenza tra tolleranza e accettazione?». Kaufman, che «la Lettura» ha incontrato Shepard Foundation); i
lo che i registi Ferdinando Bruni e Fran-
cesco Frongia hanno tratto dal testo del
Il titolo italiano, Il seme della violenza,
spiega Frongia, «nasce da una battuta
a Milano a febbraio, prima del lockdown
imposto dall’emergenza sanitaria Covid-
genitori di Matthew alla
Casa Bianca nel 2009 con spettacolo teatrale
drammaturgo Moisés Kaufman. Prodot-
to da Teatro dell’Elfo e Fondazione Cam-
che secondo noi è il cuore del testo. Nel
secondo atto, un membro della compa-
19. «Shepard studiava alla University of
Wyoming di Laramie — racconta —. La
l’allora presidente Barack
Obama, nel giorno della imprescindibile.
Ferdinando Bruni
pania dei Festival in collaborazione con il gnia di Kaufman, nel corso delle nume- notte del 6 ottobre 1998 due ragazzi, Aa- promulgazione del Matthew
Festival dei Due Mondi di Spoleto, Il se- rose interviste, incontra un prete cattoli- ron McKinney e Russell Henderson, lo Shepard and James Byrd Jr.
me della violenza debutterà il 21 e 22 lu- co, padre Roger Smith. Che gli dice: quel- avvicinarono in un bar e lo convinsero a Hate Crimes Prevention Act;
glio nell’ambito di Napoli Teatro Festival,
per essere poi ripreso dall’Elfo a Milano
lo che hanno fatto a Matthew è stata una
violenza; è violenza anche ogni volta che
seguirli. A bordo di un furgoncino si di-
ressero fuori città. Si fermarono in una
il luogo di Laramie nel quale
è stato ritrovato Matthew, e Francesco Fron-
nel febbraio 2021. «L’omicidio è avvenuto
a Laramie, in Wyoming — ricorda Bruni
—. Il testo nasce dal lavoro fatto sul cam-
ti chiamano “frocio”, “checca”, “perverti-
to”. È questo il seme della violenza». Il
Tectonic Theater, di cui Bruni e Frongia
sperduta area rurale. Fecero scendere
Matt, lo legarono a un recinto, lo deruba-
rono, lo picchiarono. Lo colpirono alla te-
devastato dai colpi presi
e in stato di incoscienza.
Nell’immagine grande: un
gia lo portano in
po da Kaufman con il suo gruppo, il
Tectonic Theater Project, i cui compo-
hanno già messo in scena Atti Osceni. I
tre processi a Oscar Wilde, ha dedicato
sta per 90 volte con il calcio di una pisto-
la, fratturandogli il cranio e lasciandolo lì
momento delle prove dello
spettacolo Il seme della
Italia. Abbiamo in-
nenti, per un anno intero, intervistarono
gli abitanti della città. L’idea era di prova-
due anni a questo progetto, andando a
Laramie a più riprese, e raccogliendo ol-
a morire». Quindici ore dopo l’aggressio-
ne, uno studente in bicicletta vide She-
violenza - The Laramie
Project (foto di Laila Pozzo) contrato tutti e tre
DOMENICA 19 LUGLIO 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 53

Il dolore e la memoria La mamma di Matt non ha


mai smesso di combattere. «Una legge ora protegge
le comunità Lgbtqi+. Ma la lotta non è ancora finita»

«Hanno ucciso
mio figlio
Ascoltatelo»
di MARCO BRUNA

L
a sera di martedì 6 ottobre 1998 di Matthew migliori, più sicure».
Aaron McKinney e Russell Hen- Il lavoro instancabile di Judy Shepard
derson incontrarono Matthew e della fondazione ha portato all’appro-
Shepard al Fireside Bar & Loun- vazione del Matthew Shepard and James
ge di Laramie, Wyoming. Gli Byrd Jr. Hate Crimes Prevention Act, una
fecero credere di essere gay, come Mat- legge promulgata da Barack Obama il 28
thew, per attirarlo in una trappola. Riu- ottobre 2009, che considera crimini
scirono a convincerlo a salire sul loro d’odio anche quelli motivati dall’orienta-
furgoncino e guidarono in una zona mento sessuale. Un evento epocale nella
remota di quello che è conosciuto con il storia americana.
nome di Cowboy State, lo Stato dei Quel giorno Judy era alla Casa Bianca.
cowboy. I tragici eventi che sarebbero «Dopo una battaglia durata dieci anni
accaduti di lì a poco, nelle prime ore del abbiamo ottenuto la nostra prima vitto-
7 ottobre 1998, hanno cambiato la storia ria, una legge che proteggesse le comu-
recente degli Stati Uniti. nità Lgbtqi+. È stato meraviglioso testi-
Il corpo di Matthew, 21 anni, venne moniarlo in prima persona. In molti mi
trovato da un ciclista 18 ore dopo, legato hanno detto: “Hai ottenuto ciò che vole-
a una staccionata. Era in stato di inco- vi, hai vinto”. Ho risposto che non era
scienza. L’uomo non lo riconobbe subi- ancora finita, che c’era tanto, troppo, da
to, alla polizia e alla stampa disse che fare, e che la battaglia della fondazione

i
aveva scambiato quel corpo sfigurato per non si sarebbe fermata lì. Ancora oggi,
pard legato alla staccionata. Sul momen- corda Kaufman —, i genitori di Matthew uno spaventapasseri. Dopo averlo legato, in alcuni Stati, molte coppie gay hanno
to lo scambiò per uno spaventapasseri. Il chiesero al giudice di non condannare a Aaron e Russell picchiarono brutalmen- difficoltà ad adottare figli».
volto era una maschera di sangue, a ecce- morte l’assassino del figlio. Dennis She- te Matthew, all’epoca studente del primo Il 28 ottobre 2009 a Washington c’era-
zione dei segni lasciati dalle lacrime sulle pard disse: “Matthew è morto. Uccidere anno di Relazioni internazionali e Lin- no anche Louvon Harris e Betty Byrd
guance. Ricoverato all’ospedale di Lara- questo ragazzo significa perpetuare la gue alla University of Wyoming di Lara- Boatner, le sorelle di James Byrd Jr., un
mie, venne trasferito nel più avanzato re- violenza. Bisogna avere misericordia. mie. Lo colpirono con il calcio della pi- afroamericano di 49 anni ucciso il 7 giu-
parto traumatologico di Fort Collins, in Non perdonerò mai McKinney, ma gli re- stola e lo derisero mentre implorava per gno 1998 a Jasper, Texas, da tre suprema-
Colorado». Morirà il 12 ottobre. stituisco la vita”. Un finale shakespearia- la sua vita. Lo torturarono perché era tisti bianchi. La legge firmata da Obama
«Questo crimine d’odio è diventato un no. Le ultime opere del Bardo riguardano gay. Matthew era alto quasi un metro e porta anche il suo nome.
episodio chiave nella storia degli Stati per la maggior parte una cosa: il perdo- sessanta e pesava 47 chili. Rimase attac- La piccola Laramie è un puntino libe-
Uniti — prosegue Kaufman —. La morte no. Perché bisogna vivere una vita intera cato a quella staccionata per una notte e rale nello Stato dei cowboy. Durante
di Matthew fu un evento mediatico enor- per capire il perdono». un giorno, nel freddo autunnale. l’anno accademico metà della popolazio-
me. Con la mia compagnia decidemmo Tectonic Theater, precisa Kaufman, è Morì la notte del 12 ottobre, 53 minuti ne è composta da studenti. La città è
di andare a Laramie. Parlammo per un un progetto interessato a parlare della dopo la mezzanotte, al Poudre Valley attraversata da un conflitto sotterraneo
anno con le persone del posto, volevamo contemporaneità nel modo più teatrale Hospital di Fort Collins, Colorado, dove tra l’anima rurale dei suoi abitanti e
registrarne le reazioni. Perché era succes- possibile. «La nostra mission è creare un era stato trasferito nel disperato tentati- quella più aperta degli studenti. «I due
so? Quali erano le idee, nel Paese, che teatro che parli alle masse. Per me, ci so- vo di salvargli la vita. Aaron McKinney e assassini di Matt non rappresentano la
avevano reso possibile il delitto?». Quello no due modi per farlo: trovare storie che Russell Henderson, due giovani cresciuti vera Laramie — continua Judy —, la
che emerge dalle conversazioni è scon- parlino al nostro presente — può essere nella povertà, prodotto del mondo della violenza non è la vera anima di questa
certante. «In molti ci dissero: “È ovvio anche la Tempesta di Shakespeare, ma droga e dell’alcol, vennero condannati cittadina. Negli anni Novanta l’intolle-
che sia accaduto qui a Laramie: è il Wild deve parlare a noi, deve parlare oggi; e all’ergastolo con l’accusa di rapimento e ranza verso i gay era una questione na-
West, l’ovest selvaggio, una città di trovare una forma audace. In Laramie la di omicidio di primo grado. Dissero di zionale, non locale. I gay non venivano
cowboy. Queste cose non succedono al- forma è quella di una compagnia di tea- non avere mai visto Matthew prima di odiati solo a Laramie ma ovunque in
trove, in America”. Scoprimmo il contra- tro che va in una città, passa del tempo quella sera al Fireside Bar & Lounge. America. Laramie è una classica cittadi-
rio. La violenza non ha confini». con la gente del posto, torna indietro e Poco dopo la morte del loro figlio na di provincia, a maggioranza bianca,
racconta a un pubblico ciò che ha visto. maggiore, Judy e Dennis Shepard crearo- lontana, geograficamente e cultural-
Non siamo giornalisti, non siamo storici, no la Matthew Shepard Foundation, con mente, dal resto del Paese. Ci sono per-
I registi non siamo antropologi. Siamo artisti. Di sede a Denver, Colorado. La fondazione, sone che ancora non credono alla versio-
Negli ultimi vent’anni, The Laramie Francesco Frongia (Cagliari, teatro. Cosa può un gruppo di artisti di presieduta da Judy, svolge un ruolo di ne ufficiale dell’uccisione di Matthew. Ci
Project è stato uno dei dieci spettacoli più 1952; in alto a sinistra) è teatro raccontare di questa città? Nello sensibilizzazione sociale e offre consu- sono persone che non hanno accettato la
rappresentati in America. In un articolo regista di teatro, video e spettacolo gli attori salgono in scena e di- lenze a famiglie e imprese; ha formato sentenza del processo. Dall’altro lato, ci
del 2019, il «New York Times» ha elenca- opera lirica; Ferdinando cono: “Siamo una compagnia, siamo an- nel corso degli anni oltre mille ufficiali sono membri della comunità che sono
to le 25 rappresentazioni più importanti Bruni (Gavirate, provincia di dati a Laramie e ogni parola che oggi sen- di polizia e quasi cento pubblici ministe- rimasti scioccati e che hanno provato a
degli ultimi 25 anni. «Laramie era inclu- Varese, 1952; a destra) è tirete è quello che noi abbiamo sentito». ri, affinché non si lascino guidare dai vederci più chiaro in questa storia».
so — afferma Kaufman —. Il testo parla regista, attore e scenografo, Dieci anni dopo Tectonic Theater è tor- pregiudizi nell’adempimento del loro Matthew aveva un fratello minore, più
del conflitto che brucia nel cuore del- fondatore e condirettore nato a Laramie. «Volevamo vedere se mestiere. Sostiene da sempre, tra le altre piccolo di quattro anni, e aveva frequen-
l’America. Ancora oggi. Matthew She- artistico, con Elio De c’erano stati cambiamenti. Positivi o ne- cose, il Laramie Project, spettacolo tea- tato il liceo a Lugano, in Svizzera. Nel
pard è stato assassinato perché era gay. Capitani, del Teatro dell’Elfo gativi. Oggi la città ospita la gay pride pa- trale portato in scena dal Tectonic Thea- ricordo della madre è un ragazzo che
Ma è stato ucciso anche perché era perce- Il drammaturgo rade: termina al Cowboy Saloon, dove si ter Project di New York. «Io e Dennis amava viaggiare, con uno spiccato senso
pito come “effemminato”: la sua morte Moisés Kaufman (Caracas, raccolgono fondi contro l’Aids. È un pas- abbiamo deciso di creare una fondazio- critico, pronto ad ascoltare chiunque
ha dunque a che fare con la misoginia. 1963; qui sopra) è un so avanti. Ma c’è anche chi crede, nono- ne in nome di nostro figlio Matthew avesse bisogno. «A Matt piaceva esplora-
Veniva da una famiglia benestante: i suoi regista e drammaturgo stante il processo abbia dimostrato il poco dopo la sua morte», racconta a «la re il mondo, la vita in Wyoming non era
aguzzini erano poverissimi. Dunque c’en- venezuelano naturalizzato contrario, che l’omicidio di Matthew non Lettura» Judy Shepard. «Eravamo al suo all’altezza dei suoi sogni, qui si sentiva in
tra il conflitto di classe. Studiava all’uni- statunitense. È autore dei sia un crimine d’odio. Così abbiamo mes- fianco, prima che morisse, e continuava- trappola. Fumava troppo. Non sopporta-
versità: Henderson e McKinney non ave- drammi 33 Variations, Atti so in scena un secondo spettacolo, e mo a ricevere decine di messaggi e di va gli abusi. Si schierava sempre dalla
vano nemmeno finito la scuola. Dunque osceni. I tre processi di Oscar spesso li rappresentiamo insieme, che chiamate da persone che esprimevano la parte degli oppressi», racconta Judy.
c’entra l’istruzione. Laramie è un mosai- Wilde e The Laramie Project racconta dieci anni di una città america- loro vicinanza, che ci esortavano a fare Judy e Dennis vivono ancora a Casper,
co che prova a raccontare la storia e il mo- L’appuntamento na». Scuote la testa: «Una parte di me sentire la nostra voce. L’omicidio di Mat- Wyoming, dove Matthew è nato il 1°
do di pensare di questa città. Perché il Il seme della violenza - The vorrebbe che questa storia non fosse più thew aveva scioccato la nazione. Sin da dicembre 1976. Non si sono mai stancati
modo in cui questa città pensa è il modo Laramie Project debutta in rilevante. Lo è ancora. Il nostro attuale subito abbiamo avuto la sensazione che di raccontare la sua storia, di come han-
in cui l’America pensa. L’America è un prima nazionale il 21 e 22 presidente ha approvato una legge con- quella storia sarebbe rimasta come mo- no vissuto gli ultimi vent’anni. Parlare di
Paese in guerra con sé stesso. Laramie è il luglio, alle 21.30, nel Cortile tro i transgender nell’esercito; in molti nito nella coscienza collettiva. Poco pri- Matt, per Judy, significa rituffarsi nello
risultato di questa guerra». d’Onore di Palazzo Reale Stati del Paese si può essere licenziati le- ma che nostro figlio se ne andasse per stesso dolore. «Sono arrabbiata, ma non
Henderson aveva avuto un ruolo mino- (Piazza del Plebiscito 1, info: galmente per il proprio orientamento sempre, in quel letto di ospedale, io e smetterò mai di combattere. Fino a
re nell’omicidio: fu condannato all’erga- 349.9374229) nell’ambito sessuale. C’è ancora molta strada da fare mio marito abbiamo promesso a noi quando ci saranno orecchie pronte ad
stolo. McKinney rischiava la pena di mor- di Napoli Teatro Festival. per i diritti della comunità Lgbtqi+». stessi che avremmo fatto il possibile per ascoltarci, noi parleremo».
te. «La notte prima della sentenza — ri- Biglietti: da e 8 a e 5 © RIPRODUZIONE RISERVATA rendere le vite degli amici e dei coetanei © RIPRODUZIONE RISERVATA
54 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 19 LUGLIO 2020
DOMENICA 19 LUGLIO 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 55

{
Mahmood, ambasciatore dell’inclusione
«Parliamo di nuove generazioni». Esordisce YouTube Progetto Oltre: obiettivo, superare le
WeTube così il cantante Mahmood (Milano, 1992) nel differenze con il protagonista Raf, nato in

Maschere Contaminazioni di Filippo Motti promo di Rajel («uomo» in arabo), web serie
sui ragazzi di seconda generazione di cui è
ambassador. Quattro episodi sul canale
Marocco e cresciuto in Italia. Una storia divisa
tra esperienze di inclusione, pregiudizi da
smantellare e idee radicali a cui sottrarsi.

La musica degli edifici Diceva Little Richards: «Io sono l’innovatore, io sono l’architetto». È partito da qui Massimo Roj,
che architetto lo è davvero, per una singolare antologia che unisce fabbriche e Pink Floyd, grattacieli e Doors

Archi(rock)tetture
di MICHELE PRIMI

J i
oni Mitchell diceva: «Scrivere di scheda a destra).
musica è come ballare di architettu- La Rocktecture è un percorso che inizia
ra». La cantautrice degli anni Set- con Neil Young e la sua rivendicazione
tanta reclamava la necessità di ar- dello spirito eternamente giovane del
rendersi alle emozioni suscitate da rock, passa da Rolling Stones, Queen,
quella fusione di suoni e parole ca- Who e Red Hot Chili Peppers (e dagli ita-
pace di cambiare il mondo. Eppure l’arte liani Edoardo Bennato e Eugenio Finardi)
di progettare spazi e quella di comporre e finisce con la celebrazione della città
musica sono legate da un’idea che l’archi- per eccellenza, New York, nella sua di-
tetto Massimo Roj, fondatore dello stu- mensione più oscura e decadente fatta da
dio milanese Progetto Cmr, descrive così: Lou Reed nel 1972 in Walk on the Wild Si-
«Il rock è l’arte della trasformazione, è un de. «Bruno Zevi — commenta Roj — di-
messaggio di libertà. L’architettura è fan- ceva che la pittura agisce su due dimen-
tasia, immaginazione, ricerca ma anche sioni, la scultura su tre e l’architettura è
contestazione e rivoluzione. Forse è la tutta intorno a noi. Io aggiungo: come la
forma d’arte che più di tutte ha interpre- musica, è una forma d’arte eccelsa perché
tato le chiavi di lettura del mondo portate va oltre il singolo oggetto, è la colonna
avanti dalla cultura rock». sonora che fa da sfondo alle nostre vite».
Da questa intuizione sono nati un neo-
logismo, Rocktecture, e un libro che rac-
conta 32 progetti architettonici firmati in
25 anni da Progetto Cmr con altrettante Per capire le declinazioni di questa re-
canzoni, come una playlist. Musiche che lazione basta seguire la suggestione dei
connettono gli eventi, «interpretazione musicisti che hanno studiato architettu-
fisica di un pensiero musicale», come la ra, su tutti i Pink Floyd, le derivazioni fu-
definisce Roj: «Il rock ha dato forma e di- turiste del gruppo di culto della scena
rezione alle mie idee creative. Quando ho «industrial» tedesca Einsturzende Neu-
fondato Progetto Cmr nel 1994, l’anno in MASSIMO ROJ baten (il nome significa «nuovi edifici
cui usciva l’Mtv Unplugged dei Nirvana, Rocktecture che crollano») di Blixa Bargeld, o la tra-
volevo proporre un’architettura che fosse A cura di Fortunato D’Amico sformazione di progetti architettonici in
una presa di posizione, impegnata a la- EDITORIALE icone del rock iniziata con la Battersea
sciare un segno positivo nel mondo per GIORGIO MONDADORI Power Station di Londra (in alto a sini-
diventare, come la musica, espressione Pagine 264, e 35 stra), progettata da Giles Gilbert Scott se-
di un messaggio di condivisione e inclu- guendo un progetto mai realizzato del
sione». L’autore fondatore del Razionalismo Albert Loof e
Massimo Roj (Milano, 1960; costruita tra il 1929 e il 1955 che finisce
sopra, foto di Filippo sulla copertina dell’album Animals dei
Avandero) è architetto. Nel Pink Floyd del 1977 (la cover al centro, in
Rocktecture secondo Massimo Roj è 1994 fonda Progetto Cmr, alto), ma anche in una scena del film
un concetto opposto a quello di archi- società che si occupa di Help! dei Beatles (1965) e nel video di
star: «L’architetto è un maestro che suo- pianificazione degli spazi, Jumping on Someone Else’s Train dei Cu-
na insieme ad altri, come in una band. Ci disegno di interni e re nel 1979: la forma solenne, le ciminiere
sono gli assoli, ma se qualcuno dirige, il architettura. Nel 2011 bianche, la desolazione davano forma al-
suono si unisce e diventa musica straor- Progetto Cmr riceve il China le visioni surreali dei Pink Floyd di un
dinaria». Rocktecture è un gioco di segni Trader Award e la conferma mondo alla George Orwell popolato da
e parole, pieno di citazioni dalla storia del premio China Award, già animali simbolo delle classi sociali.
del rock (a cominciare dal pioniere Little ottenuto nel 2009, come Altre volte sono gli spazi a influenzare i
Richards che si definiva così: «Io sono migliore studio nel mercato suoni, come gli Hansa Tonstudios di Ber-
l’innovatore, l’originatore, l’emancipato- cinese. Dal 2006 Roj fa parte lino a ridosso del Muro, ospitati nella se-
re, l’architetto») e di rivendicazioni di del comitato scientifico di Uli de della Società Edilizia costruita nel
un’idea di architettura a misura d’uomo (Urban Land Institute) 1913, che hanno ispirato Heroes di David
portata avanti da Progetto Cmr. Il Gene- Il volume Bowie con l’immagine degli amanti che
rator Hostel di Venezia (in alto a destra), In italiano e in inglese, il si baciano mentre si spara sopra le loro
costruito in un granaio del 1800 e rinno- libro ha l’introduzione di teste: «Anche se niente poteva cambiare/
vato da Roj, diventa quindi l’Hotel Cali- Massimo Cotto, conduttore La vergogna era dall’altro lato/ Ma noi
fornia degli Eagles, luogo simbolo degli di Virgin Radio. Progetto possiamo batterli ora e per sempre/ Pos-
anni Settanta (l’album omonimo — la co- grafico di Daniela Pellegrini siamo essere eroi solo per un giorno».
pertina a sinistra dell’ostello, in basso — La stessa atmosfera sonora è cercata
è uscito nel 1976 e ha venduto 32 milioni dagli U2 nel 1991 per Achtung Baby e poi
di copie) in cui «puoi entrare quando da Depeche Mode e Rem. «Il rock è un
vuoi, ma non puoi mai andare via»; men- ambiente culturale che si frequenta du-
tre la Oxygen Eco Tower di Giacarta, In- rante il corso della propria esistenza nel-
donesia (qui a destra il render), giardino le modalità più disparate», dice Roj.
verticale elaborato secondo i principi «Creare un legame con l’architettura at-
dell’architettura organica, viene spiegata traverso il concetto di Rocktecture è stato
attraverso la fantasia lisergica dei Doors un viaggio nei ricordi musicali in cui ho
di Light My Fire (singolo contenuto nel- trovato l’ispirazione per i miei progetti».
l’album The Doors, del 1967, in fondo alla © RIPRODUZIONE RISERVATA
56 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 19 LUGLIO 2020
DOMENICA 19 LUGLIO 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 57

Maschere laLocandina .

CREVOLADOSSOLA (VB) AMBARABÀ

RAGAZZI
Cavoli a merenda
per il burattino Ugo

T eatro alla Panna, compagnia di burattini


tradizionali attiva a Senigallia dal 1982, è tra
i partecipanti ad Ambarabà 2020, festival
itinerante di teatro ragazzi e di figura in corso fi-
no al 13 agosto nelle Marche. Domenica 26 luglio
a Brugnetto di Trecastelli (ore 21.30, pista poliva-
lente, e 5, prenotazione al 334.1684688) va in sce-
na Cavoli a merenda, che vede al centro le disav-
venture del burattino Ugo. Abbandonato nel bo-
sco dal padre, Ugo stringerà amicizia con il genio
dell’aria prima di essere rapito da un brigante;
rinchiuso in prigione conoscerà una principessa
ma dovrà vedersela con il Re e pure con il Diavolo
(sotto: una scena). Lo spettacolo, adatto a un
pubblico di ogni età, procede con gag e battute
nel solco di una comicità che fa propri elementi
PORTOFINO (GE)
TONES ON THE STONES CLIP
ELETTRONICA

OPERA/1
della Comedia dell’Arte. All’interno di Ambarabà
le sere del 28 e del 29 luglio a Jesi il Teatro Pirata
L’eco-musicista Jaar: presenta l’evento gratuito Onda parata, perfor-
mance di strada a cui il pubblico è invitato ad as-
Giovani da tutto il mondo
patto tra artisti e banchieri sistere da balconi e finestre. (severino colombo) per il concorso lirico

T È
rasformare la crisi in momento di rifles- il primo grande concorso lirico che riparte
sione, consapevoli che il futuro non sa- dopo lo stop per il Covid-19 e riparte con nu-
rà più quello di una volta. Before and meri importanti. Nonostante le difficoltà di
After, come l’yin e lo yang di un oriz- viaggio e i costi moltiplicati, gli incroci di quaran-
zonte da riprogettare, è il tema della XIV tene, arriveranno a Portofino 203 ragazzi under
edizione del festival Tones on the Stones (dal 19 al 32 da 45 Paesi (sopra: foto di una passata edizio-
26 luglio, Cava Roncino Oira di Crevoladossola, ne). La prima grande reunion musicale di giovani
Verbano-Cusio-Ossola, tonesonthestones.com), dopo l’emergenza avviene duque non nel nome
laboratorio interdisciplinare diretto da Maddale- del pop o del rock, ma dell’opera lirica. La mani-
na Calderoni che intreccia arti performative, lin- festazione, che si chiama Clip, è alla sua sesta edi-
guaggi visivi, circo contemporaneo, architettura, zione ed è un progetto dell’Associazione musicale
filosofia, workshop, escursioni. Giovanni Bottesini. L’appuntamento è dal 21 al 24
Tra i protagonisti Nicolás Jaar, 30 anni (in alto e luglio. Nello specifico: 21, 22, 23 luglio al Teatrino
qui sotto nella foto di Maria Giovanna Sodero), di Portofino (10-12.30; 15-17.30) le eliminatorie e
compositore sperimentale e sound artist cileno- la semifinale con l’esibizione dei concorrenti in
statunitense (si esibirà il 25 luglio alle 22). Sensi- arie d’opera accompagnati al pianoforte. Il 24 lu-
bile ai temi ambientali (l’album Cenizas è perme- glio al Teatro Sociale di Camogli (ore 17-20.30), il
ato di panteismo ecologista), ritiene che per cam-
biare paradigma servano trasformazioni radicali: BRUGNETTO DI finale e la proclamazione dei vincitori da parte di
una giuria presieduta da Dominique Meyer, so-
«Dobbiamo rimodellare la realtà, le sue modalità
di distribuzione e diffusione. La cultura da sola
non basta per lasciare l’inferno, abbiamo bisogno
TRECASTELLI (AN) vrintendente del Teatro alla Scala di Milano. Info:
associazionebottesini.com (helmut failoni)

di coalizioni tra ballerini e banchieri, poeti ed


SERIE TV

OPERA/2

ecologi. Potrebbe sembrare utopico, ma quando


tutto brucia come si può non credere nell’acqua?
La sua fluidità, la sua promiscuità, il suo poten-
ziale di guarigione. Il nostro futuro è acquoso, sia
materialmente (le inondazioni, le tempeste, il li-
vello del mare che si innalza) sia
immaterialmente: dobbiamo la-
sciare che il serbatoio delle no-
stre menti inizi a colare sgor-
gando nel cuore, nel corpo».
Una metamorfosi che implica la
riscrittura di codici e comporta-
menti: «Quali rituali ce lo per-
metteranno? E come parleremo
di queste trasformazioni? Pos-
siamo ancora usare questa lin-
gua?». Di fronte al clic irreversi-
bile della Storia, l’umanità si è trovata spiazzata,
sprovvista di coordinate: «Penso che un cambia-
PRIME VIDEO
mento drastico sia inevitabile anche se non siamo LITTLE FIRES EVERYWHERE
pronti ad affrontarlo, considerazione che fa di me
un nichilista proattivo. Tra qualche decennio ci
sarà una parola per descrivere lo stato in cui ci
Tanti piccoli fuochi
troviamo. La sensazione è simile a quelle scene di
terremoti nei cartoni animati in cui le gambe di
bruciano tra le ville linde NAPOLI
un personaggio si trovano su ciascun lato della

A
crepa provocata dal sisma. Tutto ciò che possia- nni Novanta. A Shaker Heights, ricco sob- PIAZZA DEL PLEBISCITO
mo fare è imparare ad allungarci per fare una borgo di Cleveland (Ohio) tutto appare per-
spaccata sopra l’abisso. Nello yoga la chiamano la
posa della scimmia. Forse questo è lo stato in cui
fetto: le grandi case con l’erba tagliata al
centimetro (pena multe salate), la scuola privata
Tosca, Aida e Beethoven
ci troviamo, siamo in spaccata».
Scettico sulla possibilità che la pandemia risve-
che si vanta di integrare le minoranze. Ma un in-
cendio brucia la bellissima casa dei Richardson:
Grandi voci, grandi spazi
gli la passione civile nell’industria musicale, a tanti piccoli fuochi appiccati da qualcuno. Ma da
meno che non sia funzionale al business, diffida
delle facili strumentalizzazioni: «Come possiamo
vivere in un mondo in cui il Parlamento europeo
annuncia “black lives matter” dopo il modo ver-
gognoso in cui i migranti neri vengono trattati?
chi? Forse da Izzy, la più giovane e ribelle dei
quattro figli (tutti al liceo) di Elena Richardson,
donna bianca privilegiata, perfezionista quasi
maniacale, giornalista part time sposata con un
avvocato? Oppure da Mia Warren, misteriosa arti-
G randi spazi e grandi voci: il tipico binomio
estivo si rivela fondamentale per il rilancio
dell’opera lirica dopo il silenzio della pan-
demia. Come a Roma, Firenze e all’Arena di Vero-
na, anche a Napoli la musica rinasce en plein air.
Di quali vite nere stanno parlando? Una rivoluzio- sta afroamericana, arrivata a Shaker Heights dopo Il Teatro San Carlo (teatrosancarlo.it) avvia un
ne americana in Europa sembrerebbe un assurdo tanto girovagare con la figlia adolescente Pearl? trittico di forte attrattiva sulla piazza del Plebisci-
film di Hollywood: la rivoluzione italiana deve Parte dalle rovine fumanti la miniserie Hulu Little to (sopra: un’edizione passata). Un vasto palco e
denunciare il razzismo italiano, il sessismo italia- Fires Everywhere, come il romanzo del 2017 di una platea che prevede fino a 1.500 spettatori in-
no, deve trovare il motore violento che canticchia Celeste Ng da cui è tratta, Tanti piccoli fuochi quadrano due opere in forma di concerto: il 23 e
sotto il Paese e smantellarlo». (Bollati Boringhieri). Le otto puntate sono su il 26 luglio, Tosca di Puccini diretta da Juraj Val-
Convinto che le macchine siano «proto-biolo- Amazon Prime Video, ora doppiate in italiano. A cuha, con la superstar Anna Netrebko e Yusif
gia» («Un giorno i sintetizzatori saranno fiori!»), interpretare le protagoniste sono Reese Wither- Eyvazov; il 28 e il 31, Michele Mariotti dirige Aida
dietro le sonorità elettroniche svela un approccio spoon — è stata lei a innamorarsi del libro — e di Verdi, con Anna Pirozzi e il tenorissimo Jonas
umanista: «Le persone sono sinfonie molto più Kerry Washington (nella foto da destra), anche Kaufmann. Due prove aperte, rispettivamente il
complesse di qualsiasi composizione. Ci fanno produttrici esecutive. Mondi distanti, modi oppo- 19 e il 25 luglio, sono riservate al personale ospe-
sorridere, innamorare, piangere... Quando lasce- sti di vivere la maternità (viene in mente la pur di- daliero. Chiude, il 30, la Sinfonia n. 9 di Beetho-
ranno la terra, lasceranno echi poliritmici... e al di versa Big Little Lies, altra serie al femminile tratta ven diretta da Juraj Valcuha: titolo di punta del ci-
sotto di tutto forse scorrerà un basso drone che ci da un libro interpretata da Witherspoon) si scon- clo che, con il sostegno della Regione Campania,
sosterrà fino a quando ci rivolgeremo anche alla trano in tanti piccoli fuochi che scuotono la citta- in agosto si snoda fra il Teatro Romano di Bene-
polvere». (maria egizia fiaschetti) dina. L’incendio è in agguato. (cecilia bressanelli) vento, Solofra e Caserta. (gian mario benzing)
58 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 19 LUGLIO 2020

Percorsi (
Gli autori
Giovanna Carbone e Franco Portinari vivono
e lavorano a Milano. Si occupano di grafica
e illustrazione dal 1987. Hanno illustrato
Il manuale dello scienziato investigatore
.

di Massimo Picozzi (Mondadori, 2016)


e Ho un sogno per mio figlio (con Roberto
Biografie, inchieste, reportage, racconti Gilardi, La Meridiana, 2012). Per il centenario
della nascita di Primo Levi hanno scritto e
illustrato la graphic novel 174517. Deportato:
Primo Levi (La Meridiana, 2019).

Graphic novel

Le farfalle
di Giovanna Carbone
e Franco Portinari

contro il narcotraffico
DOMENICA 19 LUGLIO 2020 CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 59

SSS

HOMERO GÓMEZ GONZÁLEZ (1969/70-2020)


Homero Gómez González è stato un attivista ambientale,
ingegnere agricolo e politico messicano, direttore
della Riserva della farfalla monarca El Rosario e sindaco
di El Rosario, Michoacán. È stato visto vivo l’ultima volta
il 13 gennaio, il suo corpo ritrovato il 29. Aveva 50 anni
60 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA DOMENICA 19 LUGLIO 2020

Percorsi ilRacconto .

Le toppe di Arlecchino Claudio Magris com-


pone un atlante di colori, ben sapendo che non
ci sono parole sufficienti per esprimere tutte le
sfumature che la natura è in grado di produrre
e l’occhio umano di cogliere. Poi dà conto delle
dispute tra filosofi e scienziati. Infine si soffer-
ma sulle contraddizioni, le passioni, la religiosi-
tà e l’ebbrezza che si nascondono dietro...

IL SENSO
Senza di lui non avrei scritto Danubio e non solo perché
molti di quei vagabondaggi lungo il fiume li abbiamo
fatti insieme.
Paolo Bozzi ha dato un particolare contributo all’in-
terpretazione di una delle più grandi avventure poeti-
che, intellettuali e scientifiche dei colori, a quella Far-
benlehre, teoria dei colori, che Goethe considerava il suo
capolavoro e che non è il suo capolavoro, ma certo una
geniale esperienza e narrazione del mondo e di come

DOLOROSO
noi viviamo e sperimentiamo il mondo, cosa che non è
meno reale del mondo stesso.
Il testo goethiano è una polemica sbagliata contro
Newton e la sua spiegazione dei colori. Newton ha in-
dubbiamente ragione; i colori — il blu, il rosso, tutti gli
altri sono lunghezze e frequenze d’onda che arrivano al-
la nostra corteccia cerebrale, che le traduce nei colori
che vediamo. Ma — obietta Goethe — noi non vediamo
numeri che indicano frequenze d’onda; vediamo rossi
papaveri, verdi foreste, tramonti viola e l’esperienza dei
colori, dell’emozione e del significato che essi evocano

DEL BLU
per un individuo o una cultura è un’esperienza reale. Il
blu dell’oceano, quello dell’oceano di Gauguin e quello
di due occhi amati fanno parte del mondo. Una volta, al-
l’università di Trieste, Paolo Bozzi ha ripetuto per me,
nell’aula, gli esperimenti della teoria dei colori di Goe-
the, anche dando fuoco, come Goethe, ad alcune stoffe.
Tinte che alla luce o nell’ombra diventano altre, stoffe
incendiate il cui riflesso sul muro ha un colore diverso;
da tutto questo è nato, ad esempio, un mio testo teatra-
le, Stadelmann, mirabilmente interpretato da Tino
Schirinzi, in cui i colori — concreti, fisici — diventano
quelli reali e simbolici della vita. Ho imparato a vedere
non solo il colore delle cose, ma anche le cose, a sentire
la loro realtà, perché l’azzurro-viola che ognuno di noi

Q
vede nel cielo della sera non è un delirio soggettivo ma
di CLAUDIO uanti sono i colori? Il grande atlante dei di Wittgenstein — che intitolava i suoi Quaderni Libro una percezione — e dunque una realtà — oggettiva.
MAGRIS colori — DuMont’s Farben-atlas di Ha- marrone o Libro blu — sono forse le considerazioni più Ciò che muoveva Goethe all’accanita polemica contro
rald Küpper — ne elenca centinaia e cen- radicali, più ardue sui colori: egli giunge a dire che «gli Newton era il timore che la cultura e la scienza si volges-
tinaia, tante sono le sfumature cromati- oggetti sono incolori», come se i colori non fossero una sero a dimensioni e a linguaggi astratti, segni matemati-
che diverse che l’occhio umano riesce a proprietà dell’oggetto bensì qualcosa che può essergli ci al posto del variopinto tremare delle foglie nel vento,
distinguere, costretto tuttavia a definire associato ma non stabilmente e non necessariamente perdita di quella concretezza del vivere che è la vita che
ognuna di esse con una tripletta di lettere allo stesso modo in momenti diversi. Il colore della cosa viviamo. Una tormentata vicenda amorosa può proba-
e di numeri, perché non ci sono sufficienti parole per è la cosa? Qual è il colore di una foglia, il verde che mo- bilmente essere espressa — risolta? — con un algorit-
tutte queste sfumature di colori, che non esistono se stra a mezzogiorno o il quasi nero che vediamo di notte? mo, ma si può senza perdita sostanziale sostituire «la
non nel battito delle palpebre e nella retina che le distin- Il rosso ruggine su una foglia appassita e avvizzita, si bocca mi baciò tutto tremante» con una formula mate-
gue. I colori non ci sono, ma si vedono; tanti colori come chiede Wittgenstein, può essere considerato un verde matica? In questo Goethe, nella sua sballata polemica, è
le toppe del vestito di Arlecchino, ma che, a differenze di degenerato, come una pelle grinzosa per la vecchiaia o stato buon profeta, come vediamo sempre più oggi, in
queste, si possono vedere ma non toccare. violacea per la morte? cui abbiamo la sensazione di avere tutto e di più tranne
La poesia chiede i nomi dei colori — «possiamo chie- la vita e forse pure tranne l’amore che — scriveva Char-
dere come si chiama il verde, come si chiama il blu», les Louis Philippe — è tutto quello che ci manca. Con le
scrive Rilke. Nel suo Triumph der Farben Oswald Egger sole frequenze d’onda non si possono guardare i gigli
si scatena in un’inesauribile ghirlanda di nomi, metafo- La passione per i colori è strettamente legata alla fe- dei campi, come invita Gesù.
re e immagini prese da ogni sapere e da ogni fare, dal nomenologia e al suo «ritorno alle cose» di cui parla
lavoro del contadino a quello dell’intagliatore di pietre Husserl. Ma le cose, gli oggetti hanno diverse qualità, in
preziose a quello del tintore e ad altre innumerevoli atti- particolare — come hanno spiegato sin dall’antichità i
vità della mente e delle mani. Nomi come ad esempio filosofi della scuola atomistica e, con chiarezza inegua- Nella sua lettura della Teoria dei colori Paolo Bozzi fa
antilope azzurro fumo e così via, senza fine. Cromati- gliabile, Galileo — le qualità primarie (durezza, peso, un passo più in là. Egli afferma l’oggettività pure delle
smo dei tessitori, dei tipografi, degli ortolani, dei chimi- grandezza e così via) e le qualità secondarie, ossia le qualità terziarie, ossia dei sentimenti e dei valori che su-
ci e degli alchimisti, dei pittori — non c’è attività uma- qualità dell’apparenza, che hanno luogo dentro l’osser- scitano e destano, in noi, quel blu o quel rosso. Che il
na, fisica e mentale, che non abbia a che fare con i colo- vatore, nel suo sguardo che traduce frequenze d’onda in blu sia nostalgia, lontananza e desiderio struggente è
ri, con quelli che si vedono e si desiderano fuori e dentro immagini e le trasmette al cervello, nel suo apparato una realtà oggettiva della mente e della sensibilità uma-
di sé. uditivo che traduce per il cervello il fluttuare delle onde na, del pattern che nei millenni ha formato e strutturato
Nella mia disabilità digitale scrivo solo con la penna, sonore nello spazio e le fa diventare, nel cervello, la No- il cervello, la mente e il sentire dell’uomo; un’universali-
penne che lasciano sulla carta bianca tratti e linee nere o na Sinfonia di Beethoven. Le cose che si toccano, scrive tà della specie presente nell’infinita variabilità dei popo-
blu, più raramente rosse, ma questo non giustifica l’in- Galileo, sono, in questo o in quel luogo, in questo o in li, delle culture, delle lingue, anche quelle più lontane.
solenza, da parte mia, di parlare di colori, su cui non ho quel tempo, a prescindere dalla mano che le tocca o no, Esperimenti, riferiti pure da Bozzi, mostrano che popoli
più competenza di quanto ne abbia sulle particelle della ma che le cose debbano essere bianche o rosse, amare o reciprocamente lontanissimi, di lingue del tutto diver-
fisica o sugli algoritmi. Sono maestri e studiosi della re- dolci, sonore o mute, di grato o ingrato odore, dipende se, associano ad esempio la parola Takete a una figura
tina come Alberto Maria Wirth, studiosi e storici dei co- dai sensi, dai nostri sensi e, continua Galileo, sapori, irta e puntuta e la parola Maluma a una figura rotondeg-
lori quali il grande Manlio Brusatin — cito solo alcuni odori e colori non sono altro che puri nomi e tengono giante.
nomi fondamentali, tacendo ingiustamente di altri — «residenza nel corpo sensitivo, sicché rimosso l’animale La Teoria dei colori goethiana è affascinante per l’ac-
che possono parlarci veramen