Sei sulla pagina 1di 20

Bimestrale di Informazione - Aut. Trib. di Bolzano n. 23/94 del 13.12.1994 - Poste Italiane s.p.a. - Spediz. in A. P.

- 70% - DCB Bolzano

A
M
R
O
IF
R
57

E
L
IA
C
E
anno XIII febbraio 2006

P
S
La didattica per competenze
Giuseppe Braga Le scelte culturali di fondo
Individualizzazione
e personalizzazione
per una “vera” riforma della scuola
Luigi Guerra La realtà specifica del nostro territo- mo, sia come singolo sia nelle for-
rio e della scuola militante ci permet- mazioni sociali ove si svolge la sua
te anzitutto, nelle modalità di progetto personalità, e richiede l’adempimen-
Etero e autovalutazione e nella traduzione operativa, di riela- to dei doveri inderogabili di solida-
borare la riforma scolastica con la par- rietà politica, economica e sociale”.
L. Dozza e B. Vertecchi tecipazione attiva degli operatori e IL SECONDO, che risponde al diritto al-
con la possibilità, sul piano giuridico, l’uguaglianza, nell’art. 3: “Tutti i
di dare un assetto ordinamentale alla cittadini hanno pari dignità sociale
nostra scuola, che rifletta le sue tradi- e sono uguali davanti alla legge, sen-
La diversità come risorsa
zioni, le sue peculiarità, i frutti delle za distinzione di sesso, di razza, di lin-
A. Canevaro e D. Demetrio sue innovazioni viste anche alla luce gua, di religione, di opinioni politiche,
della riforma nazionale. di condizioni personali e sociali. È
“Apriamo Il direttivo dell’Istituto pedagogico in-
tende, con questo numero straordina-
compito della Repubblica rimuovere
gli ostacoli di ordine economico e so-
Nuove tecnologie il dibattito sui temi rio di Informa, aprire un dibattito sui ciale, che, limitando di fatto la libertà
S. Tagliagambe e D. De Kerckhove temi caldi della riforma, raggiungen- e l’uguaglianza dei cittadini, impedi-
del cambiamento” do capillarmente tutti gli operatori scono il pieno sviluppo della persona
della scuola. umana e l’effettiva partecipazione di
Nella storia della legislazione e delle tutti i lavoratori all’organizzazione po-
Autonomia e flessibilità riforme scolastiche, se si parte dalla se- litica, economica e sociale del Paese”.
Giancarlo Cerini Bruna Visintin Rauzi* conda metà del ‘900, la legge istitutiva
della scuola media unica (n. 1859 del Molte riforme, nel campo della scuola,

L
o sviluppo scientifico/tecnolo- 1962) costituisce una pietra miliare per hanno richiesto decenni per essere ap-
gico, la globalizzazione dei mer- l’afflato di democrazia che la ispira. plicate. Auspico che questa riforma,
Scuola e territorio cati e dei saperi, l’incontro di relativa al primo ciclo, anche soprat-
Giorgio Bocca diverse civiltà nel nostro continente, A mio avviso, la scuola deve prosegui- tutto grazie alla legge provinciale del-
la necessità di costruire una comunità re, nel 1° e nel 2° ciclo, sulla scia di l’autonomia delle scuole, riesca ad en-
europea basata non solo sull’euro, ma questa “stella polare” per realizzare trare nel flusso vivo e palpitante della
su radici di comune storia e cultura, una democrazia piena del suo sistema, scuola e possa dare senso, colore, ar-
Linguaggi artistico-espressivi sono gli avvenimenti epocali che costi- coniugando i grandi principi della monia al vivere quotidiano di ogni
M. Piatti, M. Gagliardi, tuiscono il complesso scenario su cui personalizzazione e dell’individua- alunno e di ogni docente, inserendoli
F. Zagatti, O. Mautone deve innestarsi ogni riforma, in parti- lizzazione ben richiamati nella stessa nell’orizzonte vasto dell’apprendi-
colare, quella del sistema educativo/ costituzione italiana. IL PRIMO, che ri- mento per tutta la vita.
Con interventi di Franco Frabboni, scolastico, all’inizio del terzo millen- sponde al diritto alla differenza; nel-
nio nella società della conoscenza e l’art. 2: “La Repubblica riconosce e
Piero Cattaneo e Carmen Siviero della formazione continua. garantisce i diritti inviolabili dell’uo- * Presidente dell’Istituto pedagogico.
A

LA SCUOLA DI DOMANI
M

“Cultura” e “mente” le bandiere della formazione


R

di Franco Frabboni

C
i sembra preliminare affermare che l’educazione - da sempre sentinella al di dilatare ulteriormente il drammatico gap esistente tra i continenti colti (ricchi)
O

servizio della maturazione integrale della persona e a difesa dei suoi valo- e i continenti incolti (poveri), rinunciando al progetto di un’emancipazione cul-
ri universali (il rispetto, la dignità, la libertà, la vita) - soffre, sulle spiagge turale planetaria, a disegnare il volto di una nuova umanità. Nel sistema ferro-
di questo XXI secolo, di progressivi abbandoni socioeconomici e di diffuse lati- viario del duemila - che auspichiamo popolato di veloci convogli economici, so-
tanze istituzionali. Ci riferiamo alla politica “tutta-economia” di non pochi Paesi ciali, interculturali, scientifici e valoriali - l’educazione appare il solo “trenino” in
F

a sistemi produttivi avanzati, sempre più riluttanti ad investire risorse per la cul- grado di pervenire, senza rallentamenti e ritardi, al traguardo del soggetto-perso-
tura e la formazione delle proprie giovani generazioni: un trend colpevole - que- na. Questo perchè la scienza dell’educazione - la Pedagogia - dispone di uno
sto - che tende ad assumere i contorni di una vera e propria emergenza epocale. “sguardo” a 360 gradi. Con il quale può progettare la costruzione di una perso-
Questa, la nostra tesi. Se il Pianeta-terra non destinerà copiose e diffuse risorse al- nalità multidimensionale, ricca e matura tanto nella sua sfera relazionale (affetti-
N

l’educazione - allarme già fatto risuonare, un secolo fa, da John Dewey - rischierà va ed etico-sociale), quanto nella sua sfera cognitiva (intellettuale ed estetica).

In questa società del “cambiamento” (complessa e manità utile, di-serie, culturalmente clonabile. Que- La macro-parola Cultura reclama peraltro anche
in transizione) è dunque l’educazione a farsi valere sto, è il nostro “urlo” di Munch. Il Pianeta è oggi at- quell’attitudine metacognitiva che popola il “ma-
I

da officina di nuovi valori (in quanto teatro di “sfi- traversato da un’emergenza-formazione dal com- cro-set” della conoscenza. Intesa come triplice di-
da” etico-sociale) e da motore di modernizzazione passo planetario di cui occorre lucidamente prende- spositivo mentale: ermeneutico (capacità di com-
(in quanto risorsa “alfabetica” per l’umanità inte- re consapevolezza. Convinti come siamo che soltan- prendere e di interpretare le conoscenze), investi-
ra): tanto da proporsi da autorevole interlocutore to la formazione (l’educazione e l’istruzione) può gativo (capacità di elaborare e produrre conoscen-
dei gruppi di potere che governano gli odierni pro- farsi valere da sfida vincente nei confronti dell’at- ze) ed euristico (capacità di scoprire e inventare
cessi di mondializzazione. La correzione di tiro che tuale processo di globalizzazione culturale. “nuove” conoscenze).
l’educazione può suggerire all’uso mercantile del la- La domanda allora è un po’ questa. Con quali “ban- Un diffuso “macro-set” cognitivo si fa sentinella in
E

voro (sempre più in frantumi) è quella dell’urgente diere” di identificazione la formazione può scende- difesa delle cifre alfabetiche della comunicazione,
inversione di tendenza nelle politiche economiche re in campo e sfidare - da antagonista - la globalizza- sempre più prigioniera dentro ai linguaggi dell’im-
a raggio planetario. Questa, in particolare. Dare sol- zione culturale, governata da multinazionali che magine e del codice elettronico. Tanto da espropria-
lecitamente le “ali” ad un capitalismo dal volto massimizzano su scala mondiale i prodotti del- re l’uomo e la donna dall’uso-consumo di modalità
L

umano il cui profilo appare molto lontano e tradito l’informazione-comunicazione? di comunicazione sintonizzate con l’azione, la mani-
- oggi - dalle deregulation liberistiche praticate dalle Risposta. Sono due le “bandiere” da porre sul tetto polazione delle cose, il contatto diretto con la realtà.
superpotenze industriali e tecnologiche. di una casa della formazione dalle robuste archi- Il deragliamento della “parola” e del “corpo” dalla
travi pedagogiche. rotaia della comunicazione conduce inevitabilmente
A

Si è detto. Gli scenari economici e culturali che fan- alla distruzione del potenziale formativo dei lin-
no da sfondo a questo ventunesimo secolo portano i guaggi: che sta nella pluralità dei loro codici e delle
disegni e i colori di una duplice globalizzazione. Franco Frabboni loro funzioni.
La prima globalizzazione prende il nome di mon- Sono oggi a rischio - dunque - la loro funzione di co-
I

dializzazione delle economie di mercato (tramite le Docente di pedagogia all’Univer- municazione sociale (la rotaia per parlare con gli al-
quali le superpotenze industriali impongono forme sità di Bologna, insegna anche tri), la loro funzione di comunicazione cognitiva (la
nuove di monopolio colonialistico ai Paesi poveri). presso la Facoltà di Scienze del- rotaia per pensare, per rappresentare simbolicamen-
La seconda globalizzazione porta il nome di mon-
C

la Formazione di Bressanone, te il mondo) e la loro funzione di comunicazione re-


dializzazione dell’informazione e della comunicazio- dove dirige la Scuola di specializ- lazionale (la rotaia per esternare sentimenti, per tra-
ne (tramite le quali le multinazionali mediatiche im- zazione per l’insegnamento secondario. slocare emozioni-sensazioni personali).
pongono - sull’onda di sofisticati e iterati linguaggi
virtuali - il consumo ripetuto degli stessi prodotti e Seconda bandiera. - La sua parola al maiuscolo - la
E

dei relativi modelli di vita sociale). Prima bandiera. - La sua parola al maiuscolo - la sua mission - è visibile a occhio nudo: porta stampa-
I media di massa, in particolare, stanno riducendo e sua mission - è visibile a occhio nudo: porta stampa- te le cinque lettere della Mente. Questo, il suo com-
impoverendo le cifre della “singolarità” di cui è tito- te le sette lettere della Cultura. Questo, il suo com- pito formativo. Suggerire a chi la osserva come evi-
lare il soggetto-persona portando effetti devastanti pito formativo. Suggerire a chi la osserva come evi- tare il naufragio sul mono-scoglio del pensiero uni-
P

nel mondo dell’educazione. Il solo capace di contra- tare il naufragio sugli scogli dei “saperi” mediatici co. Anche perché il veliero della mente ha la neces-
stare l’avvento di un soggetto-massa manipolabile e che godono di un microfono no-stop sul palcosceni- sità, per potere viaggiare negli oceani della cultura,
omologabile dai raffinati dispositivi di modellamen- co dell’odierna società della conoscenza. La nostra di percorrere una “molteplicità” di rotte marine: di-
to esistenziale di cui è in possesso la globalizzazione tesi è che il gigantismo cognitivo on line nasconda a verse per fondali, bonacce, ondosità, variabilità cli-
S

culturale di stampo massmediale ed elettronico. fatica il suo ingenuo sguardo formativo, soprattutto matica, forza dei venti.
In queste righe, ci porremo sul naso occhiali forniti quando proclama che il “microset” della conoscenza Questa bandiera ha il compito di richiamare l’atten-
di “lenti” pedagogiche al fine di potere osservare e elettronica è l’unico alfabeto deputato a dare rico- zione sull’emergenza teste ben fatte: le sole in grado
comprendere lo scenario intitolato alla globalizza- noscibilità sociale e culturale all’uomo e alla donna di dare ospitalità al pensiero plurale. Sotto metafo-
zione culturale. In particolare, saliremo sul palco- di questo ventunesimo secolo. ra, significa aprire le porte al pensiero della dome-
scenico per recitare questo copione. Questa bandiera ha il compito di fare prendere co- nica. Vale a dire, alla mente meridiana - solare, cal-
L’umanità del XXI secolo ha il dovere di richiedere scienza che per disporre di quadri culturali che assi- da, mediterranea - che non “anticipa” le conoscenze
una formazione diffusa, “spalmata” su tutte le età curino autonomia intellettuale e pluralismo cultura- al sabato, accelerandole: con il mediocre risultato di
generazionali dell’uomo e della donna: l’infanzia, l’a- le non è sufficiente padroneggiare le sole funzioni tingerle diffusamente di mnemonismo e di nozioni-
dolescenza, la giovinezza, l’età adulta e l’età senile. “monocognitive”: intese come capacità di accumula- smo; ma neppure le “posticipa” e rinvia le cono-
Soltanto una formazione per tutto l’arco della la vita re (assimilare) e selezionare (eliminare e/o memo- scenze al lunedì, dove si ricoprirebbero di colori
(il lifelong learning) potrà mettere a disposizione del rizzare) i saperi galleggianti in Internet. Il loro rag- sbiaditi, inattuali e poco attraenti.
cittadino di questo secolo un balcone di osservazione gio cognitivo “corto” è dovuto alla loro destinazione Le parole al vento intitolate al pensiero della do-
in grado di porlo al riparo (immunizzandolo) dai meramente esogena: di uso e di utilità sociale per menica (di cui è chiamata a farsi carico la scuola)
meccanismi di uniformizzazione e di standardizza- chi vive nell’odierna società della conoscenza, diffu- informano i naviganti-allievi che soltanto autoco-
zione delle conoscenze che stanno stampando un’u- samente massmediale. struendosi forma-mentis (nuclei cognitivi endogeni)
3

A
LA SCUOLA DI DOMANI

M
Va colta come opportunità positiva la possibilità di una

R
riforma provinciale del sistema di istruzione e formazione

O
di Luisa Gnecchi* Il tempo scuola è stato oggetto di con- una consulenza reale per capire quali sità, l’interesse e la voglia di appro-
fronti continui negli ultimi anni. possano essere le scelte giuste. priarsi della seconda lingua (per i ladi-

P
enso ad una riforma che delinei Quale tempo-scuola, quale organizza- In questi ultimi anni assistiamo alla ni le tre lingue di base),
la scuola come un diritto, una zione, che significato attribuire al frustrazione dei docenti che pensano - potenziare l’apprendimento dell’in-

F
risorsa basata sulla qualità e tempo non è solo questione di minu- di aver elaborato un’offerta formativa glese, un indispensabile passaporto
l’inclusione per un reale diritto di cit- ti, di ore, di articolazione su cinque o ideale per il proprio quartiere o paese per il futuro.
tadinanza. Tutte le riforme a livello sei giornate e con quanti pomeriggi, e poi si sentono dire dai genitori che Su queste tematiche comuni molto si
nazionale hanno coinvolto le scuole ma corrisponde alla filosofia con cui preferiscono un’altra scuola, non per può costruire insieme, anche perché

N
per l’infanzia, elementari e medie, an- si è costruito il piano dell’offerta for- un’offerta didattica o pedagogica di- la pedagogia e la didattica possono so-
cora una volta le superiori sono “ri- mativa. versa, ma perché garanti- lo arricchirsi con il confronto di espe-
mandate a settembre del 2007”. Una nuova difficoltà che sce più o meno pomerig- rienze diverse.
Mi auguro che il Governo che verrà si incontra è il riuscire a gi liberi. Accanto agli impegni comuni da colti-

I
porti l’obbligo di istruzione a 16 anni, garantire un’offerta for- Dobbiamo veramente vare bisogna anche mantenere le pro-
noi abbiamo mantenuto il nono anno, mativa di qualità che ten- porci il problema di dar prie specificità.
nonostante l’abrogazione a livello na- ga conto del territorio e più valore alla qualità La scuola italiana ha maturato una
zionale, vedremo anche cosa accadrà delle famiglie, ma che della proposta, la forma- grande esperienza nel tempo pieno e
del decreto legislativo sul secondo ci- non diventi oggetto di ne- zione iniziale dei docenti tempo prolungato, che intendiamo
clo che per il momento prevede la pos- goziazione continua con e il loro continuo aggior- mantenere; si è specializzata nell’ap-
sibile implementazione a decorrere gli utenti. namento sará fondamen- proccio ludico alla seconda lingua già

E
dal 2007-08. Il tempo obbligatorio co- tale e in questo può esse- nella scuola per l’infanzia, mentre la
Oltre a questo numero di “Informa” e mune potrà essere strut- re di grande aiuto l’Uni- scuola tedesca ha iniziato con la facol-
la progettazione del convegno del 23 turato con flessibilità, versità di Bressanone. tatività di un’ora di italiano in prima
marzo si sono attivate commissioni di utilizzando tutti gli spazi offerti dal- La Libera Università è ancora giova- elementare solo nell’anno scolastico

L
lavoro per la ricerca e l’elaborazione l’autonomia organizzativa e didattica, ne, otto anni, ma per il futuro della 2003-04 (scelta confermata dalla qua-
di un progetto culturale e curricolare, salvaguardando però la sua unitaria scuola può svolgere un ruolo impor- si totalitá delle famiglie), nelle prime
devono essere elaborate le indicazioni organicità e coerenza formativa, utile tante per la formazione iniziale dei elementari italiane si fanno da sei a
che dovranno individuare i traguardi a contrastare efficacemente la disper- docenti per la scuola per l’infanzia e nove ore di tedesco da anni.

A
comuni da raggiungere lasciando au- sione scolastica, ad accrescere la qua- primaria, per la fomazione dei profes- Anche l’insegnamento della religione
tonomia alle scuole e ai docenti nelle lità educativa, a dedicare maggiore cu- sionisti del sociale, per i corsi di spe- (storia delle religioni e non catechesi)
scelte didattiche, metodologiche e ra ai ragazzi e alle ragazze che hanno cializzazione per gli insegnanti delle è di un’ora la settimana nella scuola
operative, dovranno ispirarsi al princi- più bisogno, ma contemporaneamen- secondarie e per tutte le figure di so- media italiana, mentre di due nella

I
pio della coerenza e continuità per te a potenziare le competenze di tutti stegno nei servizi sociali e nelle scuo- scuola tedesca e ladina, con l’introdu-
rappresentare un chiaro orientamen- e valorizzare le eccellenze. le. È il luogo adatto per creare siner- zione delle tre ore di inglese è stata ri-
to per studenti, genitori e società. Accade, infatti, un fenomeno strano: gie e un possibile sviluppo in termini dotta a un’ora solo in 2° media nel

C
Tornare quindi ad un concetto di pia- le famiglie chiedono molte ore di di formazione e aggiornamento conti- 2001.
no dell’offerta formativa in cui il qua- apertura al giorno e durante tutto l’an- nuo per chi lavora all’interno del si- Sono state approvate due leggi provin-
dro identitario che la scuola defini- no per asili nido e scuole per l’infan- stema. Abbiamo quindi tutte le condi- ciali diverse per l’introduzione dell’in-
sce sia l’ambito nel quale si sviluppa zia, quando si tratta di scegliere la pri- zioni che possono sostenere un pro- glese nelle tre scuole: tre ore dalla pri-
anche la possibilità di scelta della fa- ma elementare l’orario diventa il no- getto di riforma. ma media per la scuola italiana, tre
E
miglia, superare quindi il carattere di do centrale, per le medie poi la richie- Una peculiarità solo della nostra pro- ore solo dalla seconda per le altre due
scelta personale affermato come sta è di due tipologie quasi contrappo- vincia è avere scuole che permettono scuole.
principio dalla riforma nazionale per ste, da un lato “un tempo pienissi- ad ognuna e ognuno di frequentare il I quadri orari sono diversi in tutti gli
privilegiare un progetto scolastico di mo”, perché si è più tranquilli sapen- proprio percorso in una scuola in lin- ordini di scuola.
P

dialogo approfondito tra scuola e ter- do i ragazzi e le ragazze a scuola, dal- gua italiana, tedesca o ladina. La scuola ladina per la pariteticità del-
ritorio. l’altro la preoccupazione che se non si Le tre scuole si sono caratterizzate ne- le tre lingue è quasi guardata da noi
impegnano a studiare da soli e quindi gli anni rispettando le esigenze, le tra- con “invidia” (positiva ovviamente)
non hanno i pomeriggi liberi, come dizioni, la cultura, le differenze dei tre perché ci piacerebbe “copiare” sosti-
S

saranno poi in grado di selezionare, potranno poi imparare a studiare alle gruppi linguistici giocando sempre tra tuendo il ladino con l’inglese.
interiorizzare e conservare a lungo superiori? collaborazione, intreccio e diversifica- Va sottolineato, quindi, come già le tre
l’alfabetizzazione primaria e seconda- È come se non ci fosse la capacità di zione. scuole si siano sviluppate in modo au-
ria. Siamo alla mente riflessiva e alla considerare seriamente e in modo au- Quando Sabina Kasslatter, Florian tonomo tra loro e ancor più autonomo
autonomia intellettuale: capaci di tonomo ogni ciclo scolastico, oppure Mussner ed io abbiamo partecipato al- dal resto d’Italia, diverse per almeno 8
pensare se stesse, vigili dalla memo- come se esistesse una diversa fiducia la prima riunione di insediamento dei ore la settimana già nelle elementari e
ria di sé e responsabili verso le azioni per un ciclo rispetto ad un altro. direttivi dei tre istituti pedagogici ab- 7 nelle medie.
cognitive che compiono. Un vero nuovo compito che abbiamo è biamo chiesto che si ponessero i se- Quadri orari, programmi, libri di testo
Questa dunque la finalità formativa il dialogo con le famiglie per sostener- guenti obiettivi comuni: sono sempre stati “adeguati” alle no-
della scuola: rovesciare il vecchio re- le nelle scelte in modo da far capire il - operare insieme perché i ragazzi e le stre esigenze.
gistro delle sue conoscenze canoniche senso di una scelta rispetto ad un’al- ragazze che vivono in questo territo- Affrontare una legge di riforma com-
per porre sul tavolo dell’istruzione tra. rio sono i cittadini e le cittadine del
un’autonomia del pensiero (non-nozio- Va pensata una “scuola per genitori” futuro e devono conoscere la storia lo-
nistica, non-riproduttiva, non-spendi- che possa aiutare le madri e i padri a cale per capire dove stanno crescendo, * Assessora alla scuola di lingua italiana
bile immediatamente) che fino ad ora capire i figli, dare strumenti per mi- - coltivare la madrelingua, ma coltiva-
non è stata in grado di garantire. ■ gliorare le relazioni, ma anche offrire re accanto alla madrelingua la curio- segue a pag. 15
4
A

LA SCUOLA DI DOMANI
M

Un processo di riforme in moto da più di 10 anni


R

di Piero Cattaneo

I
l processo di riforma del sistema scolastico italiano si sta completando: anco- che si sono succeduti negli ultimi anni, andavano assumendo, spesso in contra-
O

ra pochi atti legislativi e provvedimenti amministrativi e tutto l’impianto or- sto, altre volte in accordo, altre ancora come naturale sviluppo di linee decise in
dinamentale del nuovo assetto istituzionale del sistema educativo dell’istru- precedenza.
zione e della formazione professionale sarà definito. Un disegno progettuale che ha subito parecchi cambiamenti e altrettanti aggiu-
Ci sono voluti dieci anni e forse qualcuno in più per portare a termine l’intero stamenti nella sua fase realizzativa ,ma che ha avuto l’indubbio merito di pro-
F

processo innovatore, interessando due legislature, due governi differenti come muovere nel sistema scolastico e in quello più ampio della formazione professio-
alleanze politiche e ben tre Ministri della Pubblica Istruzione cui è toccato il nale, profondi cambiamenti che, come è prassi, producono altrettante forme di
compito oneroso di avviare e di completare un disegno riformatore che si è rive- resistenza, atteggiamenti conflittuali, prese di posizione politiche e sindacali,
lato nel suo divenire. manifestazioni di dissenso e di protesta da parte degli “addetti ai lavori” (diri-
N

Un disegno tracciato secondo alcune coordinate istituzionali, pedagogiche, strut- genti scolastici, docenti, personale ATA) e anche di fruitori del servizio scolasti-
turali e professionali e via via modificato secondo prospettive che i vari governi, co e formativo (genitori, studenti ecc.).

Il graduale sviluppo del disegno rifor- generali dell’istruzione e dei livelli es- me di una legislazione esclusiva dello A.T.A.); l’informazione puntuale e
I

matore e soprattutto il coinvolgimento senziali delle prestazioni in materia di Stato (es. il sistema dei licei) e norme di chiara, tempestiva ed esauriente, ai ge-
altrettanto scaglionato nel tempo dei istruzione e formazione professionale) una legislazione concorrente (es. siste- nitori e agli studenti in merito ai “con-
vari “segmenti” del percorso scolasti- trova applicazione tramite due decreti: ma dell’istruzione e della formazione). tenuti” della riforma e ai loro spazi de-
co e di parti del sistema formativo più d. lgs. n° 59/2004 (definizione delle All’interno dei vincoli fissati dallo Stato cisionali. Informazione che può ri-
generale, hanno innescato processi di norme generali relative alla Scuola del- e/o dalle Regioni, ciascuna scuola auto- guardare la scelta a livello nazionale in
riforma che di fatto hanno modificato l’Infanzia e al Primo Ciclo dell’istruzio- noma progetta, organizza, gestisce e va- quanto comuni a tutte le scuole del
lo status quo dell’intero sistema. Per ne) e d. lgs. n. 226/2005 (definizione luta la propria offerta culturale e for- medesimo indirizzo di studi, ma che
E

cui oggi esiste, in Italia, un sistema delle norme generali e dei livelli essen- mativa sulla base di alcune coordinate deve essere particolarmente attenta a
educativo di istruzione e di formazio- ziali delle prestazioni sul secondo ciclo istituzionali e pedagogiche che caratte- fornire alla potenziale utenza di ogni
ne sicuramente diverso dal preceden- del sistema educativo di istruzione e rizzano e connotano la riforma in atto: istituto scolastico informazioni sulle
te (cioè di quello esistente circa 10-15 formazione ai sensi della legge 28 mar- – la personalizzazione dei percorsi di scelte obbligatorie e le opportunità for-
L

anni fa), più in linea con alcune scelte zo 2003 n. 53). Decreti, questi ultimi, istruzione e di formazione; mative opzionali e facoltative offerte
di politica scolastica e formativa a li- che danno seguito a quanto previsto – la certificazione delle competenze alle famiglie e agli studenti. Il supera-
vello europeo, più coerente con la de- dall’art. 1 della legge n. 53/2003 che, a individuali di ciascun allievo/a; mento dell’uniformità dei percorsi di
volution approvata dal Parlamento ita- sua volta, riprende e attua in parte il – la valutazione del sistema di istru- istruzione e di formazione, postulati
A

liano, legge quest’ultima che interessa dettato dell’art. 8 del D.P.R. n° 275/99 zione (micro e macro) secondo il para- dalla legge n° 53/2003 e dai decreti at-
ampi settori della vita pubblica, dalla (Regolamento sull’autonomia delle isti- digma della qualità; tuativi richiede la presenza sul territo-
sanità alla polizia locale, dalla scuola tuzioni scolastiche). Quindi la riforma – l’integrazione del sistema dell’istru- rio anche di alcune condizioni essen-
alla formazione professionale. zione con quello più ampio della for- ziali. La collaborazione tra scuola ed
I

Quindi un percorso piuttosto travaglia- mazione; Enti locali è fondamentale là dove oc-
to, come lo è stato l’ultimo decennio Piero Cattaneo – la professionalità richiesta ai Dirigen- corre rivedere l’organizzazione del set-
della storia del nostro Paese: la sfida ti Scolastici e ai Docenti sulla base di tore trasporti in relazione agli orari
Piero Cattaneo,
C

per i prossimi anni sarà rappresentata nuove funzioni e di compiti innovativi. scolastici, la gestione di servizi di ri-
dalla tenuta del sistema Paese nella attualmente diri- Senza entrare nel dettaglio di ciascu- storazione collettiva, eventuali servizi
sua unità politica, culturale, economi- gente scolastico na delle coordinate sopra riportate, di pre-scuola e post-scuola per far fron-
ca e sociale. A maggior ragione la te- della scuola media occorre dire che l’attuazione della te alle esigenze delle famiglie. Così pu-
nuta del sistema educativo di istruzio- “Gen. Grittini” di riforma è e sarà un processo graduale, re l’ampliamento dell’offerta formati-
E

ne e di formazione sarà uno degli indi- Casalpusterlengo (LO), ha insegna- che richiederà tempo e attuazione in va auspicata dalla riforma con la pro-
catori fondamentali della capacità del- to presso la Facoltà si Scienze del- chi, in rapporto ai vari ruoli assunti e posta del monte ore annuo, articolata
l’intero Paese di garantire unità nei va- l’educazione dell’Università Cattoli- alle funzioni esercitate, è chiamato ad in orari obbligatorio e orario per atti-
ri settori della vita sociale, culturale, ca di Milano. Segue con attenzione applicare quanto previsto dai decreti vità opzionale e facoltative aggiuntive,
P

economica e amministrativa, pur ri- le politiche scolastiche italiane. Ha legislativi attuativi. spesso può essere garantita e quindi
spettando le differenti realtà locali. pubblicato contributi e ricerche sul Occorrerà anche disponibilità e buon offerta solo attraverso convenzioni e/o
A distanza di due anni dall’approvazio- “portfolio”, sull’autonomia scolastica senso nel rilevare quanto di ciò che è protocolli di intesa tra istituto scolasti-
ne della legge di riforma del sistema e sui problemi della gestione e della previsto nelle norme, di fatto si riesca a co e gli Enti locali, data l’esiguità delle
S

scolastico e formativo in Italia, è ancora dirigenza. realizzare. Un processo di innovazione risorse economiche su cui eventual-
prematuro tentare di abbozzare un pri- complesso quale è quello in atto richie- mente ogni scuola può contare.
mo bilancio delle innovazioni introdot- oggi in atto nella scuola fa parte di quel de in tutti gli attori responsabili, inter- In sintesi: la riforma ha iniziato il suo
te. È tuttavia possibile, sulla base dell’e- processo di profondo cambiamento e di ni ed esterni alla scuola, disponibilità e cammino; la sua attuazione a livello
sperienza di questi due anni, cogliere radicale innovazione della Pubblica intelligenza nel gestire gli spazi di au- nazionale presenta dei chiaroscuri sia
gli elementi fondanti dell’impianto ge- Amministrazione che trova il suo snodo tonomia progettuale, per ricercare le sul piano della condivisione/accetta-
nerale del disegno riformatore e rileva- fondamentale nel decentramento am- soluzioni educative, didattiche, orga- zione della proposta di riforma sia a li-
re dalla prassi quotidiana quanto potrà ministrativo a favore delle Regioni e de- nizzative più funzionali a soddisfare la vello progettuale/metodologico per le
trovare facile attuazione nelle attività gli Enti locali. L’autonomia scolastica è domanda di formazione e di istruzione differenti interpretazioni che il testo
formative e didattiche, nell’organizza- sicuramente la chiave di volta del dise- emergenti dal territorio di riferimento legislativo permette. La revisione del-
zione del servizio scolastico e quali dif- gno riformatore del sistema scolastico di ciascuna istituzione scolastica. la proposta, impegno contenuto nel
ficoltà potranno frapporsi tra quanto di istruzione e di formazione, accompa- Due sono al riguardo i passaggi obbli- testo stesso della legge di riforma, po-
auspicato dal testo legislativo e i risulta- gnato e sostenuto da un decentramento gati per facilitare l’attuazione della trà accogliere quei miglioramenti che
ti di fatto ottenuti. Va subito detto che la di poteri dallo Stato alle Regioni e agli riforma: la formazione e/o l’aggiorna- sicuramente si renderanno necessari
legge di riforma n. 53/2003 (delega al Enti locali. Oggi le singole istituzioni mento dei Dirigenti Scolastici e dei proprio perché fondati sulle esigenze
Governo per la definizione delle norme scolastiche sono tenute a rispettare nor- Docenti (ed anche del personale emergenti dalla prassi scolastica. ■
5

A
LA SCUOLA DI DOMANI

M
Politiche educative per la cittadinanza democratica europea

R
di Carmen Siviero

C
ome sostiene Morin ne La testa ben fatta (2000), le finalità precipue cittadino si è necessariamente ampliato e comprende tutte quelle istanze e ca-

O
dell’educazione e, di conseguenza, della scuola sono: contribuire al- pacità che ci permettono di essere parte costruens del nostro Continente e del
l’autoformazione della persona; insegnarle a diventare cittadino, cioè a mondo, cioè di affrontare le sfide che l’attuale società globalizzata e cosmo-
maturare i valori della solidarietà e della responsabilità grazie a un “senti- polita ci pone e di essere in grado di abitarla con la consapevolezza delle op-
mento profondo di affiliazione” a una realtà locale, nazionale, ma anche tran- portunità, dei diritti e dei doveri che questo nuovo concetto di cittadinanza

F
snazionale, continentale e, perché no, planetaria. Oggi, infatti, il concetto di comporta.

Riflettere sull’educazione e sul futuro delle genera- tegie di Lisbona”, che nel 2000 hanno gettato le ba- parare”, lavorare in équipe, avere spirito d’impresa);
zioni che frequentano le nostre scuole implica quin- si della politica educativa, che negli anni successivi la garanzia dell’accesso di tutti alle TIC; la necessità

N
di situare le scelte che possono essere compiute a li- è stata fissata in un’incredibile quantità di docu- di aumentare l’interesse verso gli studi scientifici e
vello locale su uno sfondo che deve tenere necessa- menti dell’Unione Europea, sempre più attenta a ri- tecnici; la necessità di promuovere percorsi flessibi-
riamente conto di ciò che avviene e degli indirizzi badire le priorità di questo settore. Pur riconoscen- li di apprendimento per tutti; l’opportunità di inco-
programmatici individuati sul piano nazionale e su do ai vari Stati o Regioni la competenza sull’orga- raggiare tutti ad apprendere almeno due lingue oltre

I
quello europeo, se non planetario. Per questo moti- nizzazione dei sistemi di istruzione e formazione e a quella materna ecc. Per ciascuno obiettivo, inoltre,
vo, nel momento in cui si affronta il discorso sulle sui contenuti dei programmi didattici, in base al si ipotizza l’individuazione di strumenti quantitativi
innovazioni in campo educativo e scolastico, sareb- principio di sussidiarietà, la UE si è posta l’obiettivo (indicatori) e qualitativi (tematiche adatte allo scam-
be estremamente miope tenere conto solo delle comune di diventare entro il 2010 “l’economia ba- bio di esperienze) tali da permettere di definire e di
istanze e delle necessità maturate a livello regionale sata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del favorire il loro raggiungimento nel quadro di un’u-
o, tutt’al più, nazionale. Non si possono, infatti, pen- mondo, in grado di realizzare una crescita economi- nica strategia globale, attentamente monitorata dal-
sare le norme e le scelte in materia di istruzione, for- la Commissione Europea. A dire il vero, proprio l’a-

E
mazione ed educazione se non di concerto con ciò zione di monitoraggio (si veda in proposito il docu-
che matura almeno sul piano europeo. E vi è da ag- Carmen Siviero mento Key figures 2005) ha riconosciuto che vi sono
giungere che mai come in questi ultimi anni l’Euro- stati dei progressi in questi campi nei Paesi europei,
pa, con i suoi due maggiori organismi politico-cultu- Insegnante di lingua inglese e ita- ma ha dimostrato pure che le strategie di Lisbona

L
rali, l’Unione Europea e il Consiglio d’Europa, si è liano lingua seconda negli istituti hanno posto degli obiettivi eccessivamente ambizio-
pronunciata con documenti programmatici e stru- superiori di Bolzano, ha lavorato si per la maggior parte dei Paesi della UE. Ciò nulla
mentali nel campo dell’educazione e della formazio- a lungo presso l’Istituto pedagogi- toglie alla loro validità e alla necessità di porli come
ne. È quindi opportuno richiamare alcuni concetti co di lingua tedesca. Attualmente traguardi ineludibili per un futuro non lontano.

A
espressi in questi documenti per delineare breve- è in servizio presso l’Istituto pedagogico in lingua L’altro organismo europeo fortemente impegnato a
mente le scelte educative europee che costituiscono italiana, dove si occupa soprattutto di educazione dare indicazioni di indirizzo in campo educativo è il
punto di riferimento imprescindibile anche per linguistica e didattica integrata. Formatrice e autri- Consiglio d’Europa, al centro del cui lavoro, in mate-
quelle nazionali e locali. ce, tra le sue numerose pubblicazioni vi sono ricer- ria di educazione, vi è il concetto di educazione per

I
Giova innanzi tutto ricordare quanto affermato nel che sulle competenze linguistiche e sull’esame di la cittadinanza democratica, ribadito dalla celebra-
famoso Libro Bianco di Cresson-Flynn del 1995, In- maturità. È coautrice dell’antologia letteraria italia- zione che ne è stata fatta nel 2005, anno dedicato al-
segnare e apprendere. Verso la società conoscitiva, na “Nautilus”, pubblicata da Zanichelli. la cittadinanza attraverso l’educazione. Secondo uno

C
che già dieci anni fa insisteva su alcuni concetti fon- degli esperti maggiori del CdE, J.L.M. Trim, “risulta
damentali per dotare i cittadini europei delle com- essere obiettivo pervasivo dell’educazione finalizzata
petenze utili a gestire criticamente la massa di infor- ca sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e alla cittadinanza democratica far acquisire, entro la
mazioni oggi offerte dai nuovi mezzi di comunica- una maggiore coesione sociale”. Allo stesso tempo, a fine del percorso scolastico… dei giovani allievi, le co-
zione e per “sfruttare la principale materia prima Lisbona il Consiglio europeo delineava un nuovo ap- noscenze e le competenze, nonché permettere nei
E
dell’Europa, la materia grigia”: continuare ad ap- proccio al coordinamento politico applicabile anche giovani lo sviluppo delle capacità di giudizio e il sen-
prendere per tutta la vita (lifelong learning); cogliere al settore dell’istruzione e della formazione, cioè il so di responsabilità sociale che consentirà loro di
tutte le occasioni di apprendimento, considerando- “metodo di coordinamento aperto”, “uno strumen- esercitare la libertà e l’indipendenza di pensiero e
lo, quindi, nei suoi aspetti formali, non formali e to per diffondere le buone prassi e conseguire una azione in maniera responsabile per raggiungere il
P

informali (lifewide learning); individuare come fun- maggiore convergenza verso le finalità principali successo e la realizzazione nell’affrontare le sfide che
zione essenziale dell’istruzione e della formazione dell’UE”. Il metodo di coordinamento aperto si av- il vivere in una moderna società democratica com-
l’inserimento sociale e lo sviluppo personale, me- vale di una serie di indicatori, parametri di riferi- porta.” Come si vede, dunque, sia Unione Europea
diante la condivisione dei valori comuni, la trasmis- mento, valutazioni inter pares ecc. Tutto questo con sia Consiglio d’Europa sottolineano la necessità di fa-
S

sione di un patrimonio culturale e l’apprendimento la precisa intenzione di raggiungere i tre obiettivi vorire una dimensione olistica dell’educazione, che
dell’autonomia. Ciò significa non piegarsi generica- principali che le strategie di Lisbona hanno indivi- tenga quindi conto della persona nella sua interezza
mente alle richieste strumentali di qualificazione da duato: e nella sua complessità, nella consapevolezza che il
parte del mondo del lavoro, ma rispondere alle esi- – migliorare la qualità e l’efficacia dei sistemi di diritto a formarsi costituisce la base per una integra-
genze anche di questo mondo con la rivalutazione istruzione e formazione nell’UE; zione non solo nel mondo del lavoro, ma per essere
della cultura generale, che più di ogni altra permet- – facilitare a tutti l’accesso ai sistemi di istruzione e in grado di esercitare il diritto di cittadinanza nella
te la flessibilità nell’apprendimento, e con lo svilup- formazione; società in cui si vive, come già affermato.
po dell’attitudine all’occupazione. Il che implica, fra – aprire i sistemi di istruzione e formazione al resto In questa fase di necessaria innovazione dei sistemi
l’altro, incrementare la mobilità in ambito lavorati- del mondo. scolastici e formativi, quali priorità ci suggeriscono an-
vo, ma innanzi tutto in quello formativo – grazie an- I tre obiettivi strategici sono stati poi declinati in 13 che per il mondo dell’educazione locale le istanze in-
che al riconoscimento dei periodi di istruzione e for- obiettivi connessi e 42 tematiche chiave, tra le quali dividuate a livello europeo e qui richiamate in modo
mazione condotti in istituzioni e Paesi diversi –, fa- emergono, solo per citarne alcune, l’importanza estremamente succinto? Non si intende rispondere al-
vorire la formazione continua e il ricorso a nuovi nuovamente ribadita della formazione permanente; la domanda dando una ricetta, ma evidenziando dei
strumenti tecnologici. l’individuazione di nuove competenze di base (lite- punti di attenzione che possono essere attentamente
Un’altra pietra miliare fra i documenti europei in racy, servirsi delle tecnologie dell’informazione, ac-
campo educativo è stata posta dalle cosiddette “Stra- quisire competenze trasversali come “imparare a im- segue a pag. 12
6
A

DIDATTICA PER COMPETENZE


M

Quando il sapere diventa un processo di costruzione


R

Intervista a Giuseppe Braga sul tema delle competenze e dei risultati di apprendimento
O

a cura di Floriana Bertoldo e Paola Mazzini

L
a questione della didattica e della valutazione delle competenze è un tema capaci, se solo si va a riflettere e a considerare quanto finora responsabilmente
di grande interesse e molto dibattuto. Affrontarla tende ad evitare che acquisito e fatto dai docenti per promuovere e valutare l'apprendimento dei pro-
F

quanto viene proposto nel campo della valutazione venga subito e non ca- pri alunni. Questo ci pare il senso del'intervista rilasciata dal prof. Giuseppe Bra-
pito, ma al contrario venga invece vissuto come un momento di scelta di cui si è ga, esperto di progettazione pedagogica e di valutazione dei processi formativi.

C
ome può un insegnante orien- un processo di costruzione del sapere re, infatti, che le competenze sono ficato specifico (tecnico), che non deve
N

tarsi in una pluralità di indi- e della realtà, il quale non è, quindi, considerate come risultati di ap- essere confuso con quello corrente,
cazioni, stimoli e proposte sul un semplice dato da acquisire. prendimento da perseguire (sono che lo considera sinonimo di informa-
tema delle competenze? Altra pietra angolare dell’agire profes- spesso considerati, peraltro, i risultati zione/nozione. Il contenuto è inteso
Qual è il rapporto tra conoscenza, sa- sionale di un insegnante sulle compe- più pregiati). Dall’analisi dei documen- qui come il dominio – unitario e in-
I

pere e competenza e come l’uso di scindibile – di un campo concettuale,


questo termine influenza i processi di dei metodi e dei dinamismi attraverso
apprendimento e quindi i metodi di- Giuseppe Braga i quali il contenuto stesso è costruito.
dattici (progetti, laboratori, stage...) ? I contenuti che si ritiene di scegliere
Che cosa si intende per competenze È docente di Sociologia dell’organizzazione: gestione del cam- come risultati di un determinato per-
trasversali, e come le discipline sco- biamento nelle organizzazioni e Sociologia dei processi orga- corso di apprendimento devono corri-
lastiche contribuiscono alla costru- nizzativi e del lavoro (Laurea specialistica in progettazione spondere, come è già successo all’u-
E

zione di queste competenze? pedagogica ed interventi formativi) presso la Facoltà di Scien- manità, ai bisogni degli uomini in
ze della Formazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, rapporto a situazioni problematiche
Un insegnante, come ogni formatore sede di Piacenza. È inoltre docente di Economia Pubblica, nel Master in Marke- di vita e lavorative. Il focus è sui biso-
appartenente a qualsiasi altro sistema ting Territoriale, nel Master Politiche Formative e del Lavoro, nel Master in Pro- gni del soggetto, il quale, di fronte a
L

formativo, se vuole essere sicuro di gettazione e Valutazione dei Processi Formativi MA.PRO.VA. situazioni problematiche, avverte l’e-
orientarsi nella pluralità di indicazio- sigenza di impadronirsi degli stru-
ni, stimoli e proposte sul tema delle menti culturali continuamente pro-
competenze deve avere alcune solidi tenze è quella di assumere come crite- ti esaminati (europei e italiani) si può dotti dall’insaziabile curiosità dell’uo-
A

punti di riferimento. Innanzitutto ri- rio fondamentale la centratura sui ri- anche desumere che l’accordo su co- mo e dalla sua spinta a produrre nuo-
manere ancorato al concetto di ap- sultati di apprendimento, di definire me intendere la competenza è ormai vi saperi (cultura sociale).
prendimento. Secondo quelle che ap- meglio cosa sono i risultati di appren- sostanzialmente raggiunto e si avvici- Il dominio dei contenuti è necessario
paiono le indicazioni più avanzate, il dimento, la loro tipologia e precisare na al pensiero di Bruner che definisce alla persona per comprendere e per
I

processo di apprendimento è il luogo la relazione trai risultati di appren- la competenza come l’“efficace e pro- agire in più contesti.
nel quale si incontrano: dimento e competenze. duttiva integrazione della persona con I contenuti, così intesi, devono essere
– dinamismi della mente (“proiettati Nei documenti europei si trovano più l’ambiente” se si intende l’ambiente in individuati all’incrocio tra i diritti di
C

allo sviluppo e dotati di forme che, definizioni di “risultati di apprendi- senso antropologico, comprensivo cittadinanza del soggetto e i diversi
“processandosi”, si strutturano diven- mento”, il cui denominatore comune è quindi, anche delle trasformazioni campi concettuali (le discipline), in
tando funzionali allo sviluppo stesso: i la centratura sul soggetto che apprende, umane e della cultura stessa prodotta rapporto a situazioni problematiche, e
dinamismi attendono di essere stimo- piuttosto che sul soggetto che insegna. dall’umanità. prefigurano sempre, quindi, situazio-
lati per poter emergere adeguatamente Non c’è, però, piena omogeneità nella Lo schema mette però in evidenza che ni di utilizzo delle discipline. Tutta-
E

e compiutamente”); rappresentazione dei risultati di ap- sono considerati risultati di apprendi- via, il dominio/padronanza di questi
– metodi (“forme procedurali, primo prendimento e nell’uso dei termini ado- mento anche le conoscenze, le abilità contenuti è una condizione necessa-
logico interlocutore dei dinamismi”). perati per rappresentarli: ciò genera ecc., purché siano rappresentate-de- ria, ma non sufficiente per l’esercizio
È il processo che garantisce l’unità confusione. Lo stesso si può affermare scritte dal punto di vista dello studen- delle responsabilità richieste dall’agi-
P

dell’apprendimento. Nel processo in- per l’Italia. Nello schema che segue so- te: tipicamente la formulazione di un re nei contesti sociali (esercizio della
teragiscono in modo formale dinami- no messe a confronto le rappresentazio- risultato di apprendimento è “lo stu- cittadinanza attiva) e professionali
smi e metodi tesi ad entrare nella com- ni dei risultati di apprendimento nel dente, al termine di un percorso, deve (esercizio delle professioni).
prensione della realtà (concetti) e nel- contesto europeo e nazionale. essere in grado di …” Per l’acquisizione dei soli contenuti
S

l’interazione con la stessa, anche per Lo schema aiuta a rilevare come i ri- Sono considerati risultati di apprendi- possono essere sufficienti le esperien-
modificarla (cittadinanza attiva e lavo- sultati di apprendimento sono corre- mento anche i “contenuti”, quando il ze maturate nei contesti formativi
ro professionale). Si tratta sempre di lati alle competenze. Si può afferma- termine “contenuto” assume un signi- (esercitazioni, simulazioni ecc.).

EUROPA ITALIA

European Qualification Key Competences Primo e secondo IFTS Percorsi triennali Competenze di base
Framework ciclo legge 53/03 sperimentali degli adulti

Knowledge Knowledge Conoscenze Competenze di base Competenze di base Contenuti


Skills Skills Abilità Competenze tecnico Competenze tecnico
professionali professionali e trasv.
competences Attitudes Competenze Competenze
trasversali
7

A
INDIVIDUALIZZAZIONE/PERSONALIZZAZIONE

M
Garantire la diversità, impedire la disuguaglianza

R
Luigi Guerra: Il problema è come gestire didattiche differenziate evitando la scuola “a menù”

O
N
ella riforma Moratti uno dei nuclei con- portunità di consentire agli studenti di raggiungere mente didattiche differenziate. Il suo rischio è di es-
cettuali riguarda “la personalizzazione”, obiettivi diversi. Di garantire possibilità di scelta sere solo la dichiarazione di un’utopia concretamen-
che sostituisce (con tutte le implicazioni non solo dei percorsi didattici, ma anche delle cono- te difficile da realizzare. Rischia inoltre l’appiatti-
pedagogico-didattiche che ne conseguono) l’”in- scenze e competenze da raggiungere, in funzione mento su percorsi didattici omologati e non attenti

F
dividualizzazione”, caratterizzante, invece, l’im- delle motivazioni e risorse che contrassegnano il sin- alle diverse motivazioni degli allievi.
postazione dei precedenti programmi. Può for- golo studente. La scuola della sola personalizzazione è di più facile
nire una chiarificazione sui due termini, spesso realizzazione didattica, ma rischia la divisione clas-
usati in forma impropria e sul conseguente diver- Quali rischi implica dare esclusivo rilievo all’una sista degli allievi. La libertà di scelta dei percorsi e

N
so approccio metodologico-didattico che essi de- o altra prospettiva? degli obiettivi si traduce facilmente nel semplice ri-
terminano? badimento dei condizionamenti socio-ambientali di
La scuola della sola individualizzazione pone pro- partenza. In definitiva, è facile che si ricada, perso-
I termini di “individualizzazione” e ”personalizza- blemi didattici complessi: non è facile gestire l’ete- nalizzando, in una scuola “a menù” nella quale ogni

I
zione” non possono essere usati come sinonimi: rogeneità delle classi e condurre contemporanea- allievo trova solo quello che aveva già. Don Milani
hanno storie diverse e fanno riferimento a diverse sarebbe del tutto indisponibile ad avallarla!
interpretazioni dei significati e dei modi fondamen-
tali dell’insegnamento. Luigi Guerra È possibile una visione che compenetri le due di-
Il concetto e le strategie dell’individualizzazione, na- mensioni?
ti oggettivamente in ambiente comportamentista, Presidente del Corso di Laurea in
fanno riferimento all’esigenza di garantire a tutti gli Scienze dell’Educazione e del Non è solo possibile: è del tutto necessario. La scuo-

E
studenti di raggiungere gli stessi obiettivi (cono- Corso di Laurea in Educatore la deve perseguire in modo integrato le logiche del
scenze, competenze, abilità): a tal fine l’individua- Professionale dell’Università di diritto all’uguaglianza e quelle del diritto alla diver-
lizzazione propone di utilizzare strategie didattiche Bologna, è professore ordinario sità. Suo compito è insegnare alcune cose a tutti, uti-
diverse (in termini di tempi, materiali, stili di ap- presso la Facoltà di Scienze della Formazione del- lizzando ogni mezzo (individualizzazione) e insieme

L
prendimento…) che lascino comunque immutato lo stesso ateneo. consentire/stimolare la possibilità di condurre per-
l’obiettivo. Il fine che si persegue è quello di una de- Attualmente è docente di Tecnologie dell’educazio- corsi personali di apprendimento (personalizzazio-
mocrazia dell’insegnamento che risponda al diritto ne e di teorie e metodi di programmazione e valu- ne). Il dosaggio delle due strategie deve essere affi-
all’uguaglianza. tazione scolastica presso la libera Università di dato agli insegnanti e nelle stesso tempo deve essere

A
Il concetto e le strategie della personalizzazione, le- Bolzano. Dal 2003 è membro del Consiglio Diretti- comunque garantito a tutti l’accesso a quelle com-
gati alla tradizione del personalismo cattolico e ri- vo dell’Istituto pedagogico di lingua italiana della petenze culturali in mancanza delle quali non si può
presi oggi all’interno della più ampia tematica della Provincia di Bolzano. parlare di diversità, ma soltanto di disuguaglianza
valorizzazione delle diversità, si riferiscono alla op- fra i cittadini. ■

I
In sintesi, un insegnante per orientar- sariamente devono incorporare dina- prendimento anche “primi ed elemen- vanno ben distinti dagli “standard for-

C
si nel mondo delle “competenze” deve mismi, metodi e concetti) con cui l’uo- tari” risultati di cittadinanza attiva. mativi” che invece sono degli “stan-
avere come punti di riferimento che: mo trasforma e memorizza il cosmo, dard di processo” per raggiungere i li-
– un risultato di apprendimento è compreso se stesso. Che cosa si intende per “Standard velli progressivi degli “standard di
sempre il punto di arrivo di un pro- delle competenze”? Come in ogni competenze” attraverso diverse “filie-
cesso in costruzione e incorpora sia il Come si può tarare l’uso di un ter- scuola e in ogni classe possono esse- re formative”.
E
suo oggetto (quel contenuto, quel ri- mine come competenza provenien- re individuati “standard di compe-
sultato di cittadinanza attiva e/o pro- te dal mondo del lavoro, in ambito tenze“ che contribuiscano al pro- Che cambiamenti comporta l’inse-
fessionalità) sia i dinamismi mentali e scolastico e soprattutto nei confron- cesso di ridefinizione degli stan- gnare per competenze nei sistemi di
i metodi attraverso i quali è costruito ti dei giovani allievi delle scuole pri- dard formativi? valutazione degli allievi?
P

e dei quali il soggetto è consapevole; marie?


– il concetto di “competenza” come “ef- Gli “standard” sono sempre da inten- Insegnare per competenze e quindi,
ficace e produttiva integrazione della Se un insegnante dispone di un ap- dere come “punti di riferimento” per risultati di apprendimento, com-
persona con l’ambiente” culturalmen- proccio integrato alle competenze condivisi e, per essere tali, socialmen- porta che nella valutazione degli allie-
S

te strutturato, può essere applicato: non teme più la confusione. Sempre te costruiti. Gli “standard di compe- vi non ci si possa limitare a valutare la
– alle competenze trasversali (dinami- avrà la chiarezza che suo compito pro- tenza” sono quindi, dei “descrittori di “restituzione” anche personalizzata
smi della mente, dei sentimenti, della fessionale è promuovere apprendi- competenze” (sia di contenuto, sia di degli input d’insegnamento. Occorre
volontà, sviluppati/prodotti dall’uomo mento e quindi “dinamismi” e “meto- “cittadinanza attiva” sia “professiona- valutare un risultato di apprendimen-
per strutturare se stesso); di” nei soggetti di apprendimento. li”) possibilmente “progressivi” per to come punto di arrivo di un proces-
– alle competenze di base: “conoscen- Di volta in volta, poi l’insegnante avrà stimolare una continua crescita negli so di costruzione che incorpora sia il
ze”, “abilità”, “contenuti” che oltre ai chiaro se l’oggetto-processo di appren- apprendimenti. suo oggetto (quale contenuto e quel ri-
“dinamismi” sopra indicati integrano dimento riguarda “contenuti” (episte- Sono dei “punti di riferimento per gli sultato di cittadinanza attiva o quel ri-
anche “metodi” (forme procedurali, mologia, concettualizzazioni prodotte apprendimenti di una comunità” in sultato professionale) sia i dinamismi
primo logico interlocutore dei dinami- dalla “cultura sociale”) o anche risul- quanto socialmente condivisi e pro- mentali e i metodi attraverso i quali
smi) e “concetti” (epistemologia, stru- tati di cittadinanza attiva o risultati dotti. gli oggetti sono stati costruiti e dei
menti culturali della “cultura sociale”) professionali. Per i giovani allievi della Gli insegnanti come professionisti dei quali il soggetto, proprio attraverso la
prodotti dall’uomo per dotarsi di siste- scuola primaria sicuramente saranno processi di apprendimento interagi- valutazione, come ultima tappa del
mi formali; centrali i dinamismi mentali, le attitu- scono con gli standard di competenza suo processo di apprendimento diven-
– alle “competenze della cittadinanza dini, i metodi e i contenuti ma sicura- socialmente definiti e condivisi. Così ta consapevole e, quindi, prende co-
attiva e delle professioni” (che neces- mente, come metodologia attiva di ap- intesi gli “standard di competenza” scienza di essere in grado di… ■
8
A

ETERO E AUTOVALUTAZIONE
M

Valutare è attribuire un senso ad operatività complesse


R

Tre domande a Liliana Dozza, presidente del Comitato provinciale di valutazione

I
l concetto di valutazione si presta ad una molteplicità di significati, da quel- na”, la cosiddetta autovalutazione. Il dibattito su questo tema mette in eviden-
O

lo più generale di controllo di un processo attraverso l’analisi e l’interpreta- za la presenza di approcci e posizioni molto diverse, dovute anche, in parte, ad
zione dei dati relativi allo stesso, a quelli più specifici che si riferiscono al una non sempre chiara definizione degli oggetti cui ci si riferisce. Nell’intervi-
sistema scolastico, alle singole scuole, alle attività didattiche interdisciplinare e sta che segue, Liliana Dozza chiarirà che cosa si intende per valutazione di siste-
disciplinari. È da distinguere, inoltre, la valutazione “esterna” da quella “inter- ma e quale relazione essa abbia con l’autovalutazione delle singole scuole.
F

1. Lei presiede il Comitato provinciale di valuta- del sistema nel suo complesso, coordinarsi all’inter- La finalità è sempre quella di monitorare un proces-
zione per la Qualità del Sistema scolastico di lin- no del sistema formativo e del sistema socio-cultura- so di cambiamento migliorativo e di regolazione in-
gua italiana, quale concezione il Comitato e il Nu- le-economico nel suo complesso, ha bisogno di valu- terno al sistema che venga assunto come responsa-
N

cleo Operativo hanno della valutazione di sistema? tazione esterna, ma soprattutto di concordare su in- bilità individuale e collettiva dalle differenti compo-
dicatori per potere anche autovalutarsi. nenti e dai differenti attori in campo.
Il Comitato e il Nucleo di valutazione ritengono che Il processo di valutazione nel suo complesso riguarda:
la valutazione debba essere al servizio dell’autono- 2. Quale rapporto il Comitato di Valutazione in- - sia il servizio di istruzione e formazione, come pro-
I

mia delle scuole, un’autonomia che si realizza attra- tende istituire con le Scuole? cesso e come prodotto: best practices, valutazione
verso processi di continua regolazione e di tensione delle prestazioni delle scuole (percentuale di diplo-
verso l’innovazione dell’offerta educativa e del siste- L’autonomia delle istituzioni scolastiche (Legge mati, votazioni conseguite dagli allievi, ecc., posizio-
ma formativo nel suo complesso. 59/1997) assegna alle scuole e all’Università nuove re- namento in ricerche locali e nazionali, o internazio-
In senso molto generale, possiamo definire la valuta- sponsabilità di progettazione e gestione delle risorse, nali del tipo OCSE-PISA, ecc.), impatti (competenze
zione un procedimento finalizzato a ridurre l’ambi- di redicontazione dell’operato svolto (contabilità su acquisite dagli allievi, effetti sociali delle politiche
guità e/o l’autoreferenzialità, a ragionare con i dati, a base economica, controllo del budget), di comunica- educative, grado di soddisfazione degli utenti, ecc.).
E

promuovere un miglioramento continuo della qualità zione interna ed esterna, di innovazione e sviluppo. Alcune delle domande a cui si cerca di dare risposta
di un determinato processo, prodotto, servizio. In questo quadro, la valutazione – intesa come auto- (che solitamente sono responsabilità del sistema, co-
La valutazione in campo educativo si può definire valutazione e come valutazione esterna – è uno stru- me della scuola e del docente/dei docenti) sono: Il
come un processo di attribuzione di senso ad opera- mento fondamentale per programmare e la pro- servizio di formazione prestato è in grado di consen-
L

tività complesse, che chiamano in campo differenti grammazione è un fatto di governo interno. Una tire a tutti gli studenti di raggiungere gli obiettivi di
componenti e attori sociali implicati a diverso titolo formazione indicati? Il piano di studio è coerente con
nel processo valutativo e nell’atto del valutare. gli obiettivi? Si tiene conto delle caratteristiche degli
Valutatori interni ed esterni – insegnanti, dirigenti, Liliana Dozza studenti in fase di accesso?
A

alunni, personale amministrativo e ausiliario, ricer- Docente di pedagogia generale e - sia il contesto, ossia la “relazione” tra ciò che sta
catori, esperti, peer review, agenzie esterne alla sociale presso la Facoltà di Scien- dentro, fuori, intorno alla singola istituzione scola-
scuola – sono impegnati in percorsi valutativi che ri- ze della Formazione a Bressano- stica (a livello locale, nazionale, internazionale). In
guardano il profitto degli allievi, il contesto, il siste- ne, presiede attualmente il Comi- quanto tale, la valutazione di contesto riguarda fe-
I

ma scuola e il sistema scolastico. tato provinciale di valutazione per nomeni educativi e relazionali complessi che coin-
Come Comitato e Nucleo di Valutazione pensiamo a la qualità del sistema scolastico di volgono differenti soggetti istituzionali: classe/classi
una valutazione di sistema che solleciti gli “attori lingua italiana. È inoltre componente del Comitato e altri gruppi o componenti della scuola, la scuola, le
C

sociali” a confrontarsi non solo su quello che avvie- tecnico-scientifico dell’Ip di Bolzano. famiglie, i rapporti che intercorrono con esse, con i
ne nell’organizzazione del servizio-scuola, ma anche soggetti e le opportunità formative del territorio,
sui criteri con cui apprezzare quello che avviene. In- con altri soggetti istituzionali – enti locali, associa-
tendiamo la valutazione del sistema formativo come scuola che si voglia muovere in autonomia ha biso- zionismo, chiese, privato sociale organizzato – con
una “pratica sociale”, un complesso di procedure gno di sapere “dove si trova” e di muoversi avendo gli altri ordini di scuola, con la collettività (tra l’al-
E

condivise mediante le quali una collettività analizza capacità di posizionamento e orientamento strategi- tro, la valutazione espressa dalla collettività ha rica-
la ricaduta (l’efficacia e l’efficienza) del proprio si- co, di esercitare la libertà di scelta con ampia con- dute significative sulla percezione che gli insegnanti
stema formativo, valutando: i punti di forza e di de- sapevolezza, evitando il rischio dell’autoreferenzia- hanno della propria identità professionale, così co-
bolezza, le prestazioni delle scuole, gli impatti delle lità. Parallelamente, la valutazione del sistema scola- me sulle politiche scolastiche a livello locale e nazio-
P

politiche educative. stico nel suo complesso non è solo funzionale alla re- nale). Nel caso della valutazione di contesto, si può
Riteniamo che sia fondamentale disporre, a monte, di golazione e allo sviluppo del sistema, ma fornisce parlare di un “accertamento intersoggettivo” di più
una visione complessiva del sistema formativo del ter- punti di riferimento anche per l’autovalutazione del- dimensioni formative e organizzative, che permette
ritorio, che ci permetta di apprezzarne la qualità. Una la singola scuola. Il Comitato e il Nucleo di valuta- di indicare la loro distanza da espliciti livelli consi-
S

qualità che concepiamo non tanto in termini assoluti zione della qualità del sistema scolastico di lingua derati ottimali da un gruppo di riferimento, con lo
e autoevidenti, quanto in termini relativi, che vanno italiana adottano un approccio per processi basato scopo di influire costruttivamente sull’esperienza
studiati mettendo “in relazione” ciò che sta dentro, sull’autovalutazione e sulla valutazione esterna. educativa. Alcune delle domande a cui si cerca di da-
fuori e intorno alla singola istituzione scolastica e al si- Lo scopo della valutazione esterna è quello di portare re risposta sono: L’orientamento in entrata, in itine-
stema scolastico di lingua italiana, nel suo complesso. un contributo almeno su tre prospettive: fornire ele- re, in uscita è garantito? Il tutoring è efficace? Vi è
Va riconosciuto che il dibattito in corso si è focalizza- menti di conoscenza utili a orientare le politiche sco- collaborazione fra team docenti e fra classi all’inter-
to forse eccessivamente sull’architettura del sistema, lastiche e i processi decisionali più complessivi; in- no della scuola, e con altre scuole? Com’è la soddi-
quando invece la vera riforma è quella del pensiero. nescare un processo di cambiamento migliorativo e di sfazione degli studenti? Qual è l’impatto quanto ad
La vera riforma è quella che considera la formazione regolazione interno al sistema e alle scuole; eventual- accesso e successo nei curricola universitari? Qual è
come un’impresa a responsabilità individuale e col- mente accreditarsi, esibendo certificazioni di qualità. l’impatto con il mondo del lavoro? Quali sono le va-
lettiva, che sa riconoscere e dare valore alle diversità Lo scopo dell’autovalutazione è di: raccogliere e lutazioni dei datori di lavoro? Qual è l’autopercezio-
interne, che ha una sicura attitudine al sostegno del- analizzare i dati sui processi e sui prodotti al fine di ne di competenza degli studenti nel momento in cui
le diverse parti del sistema. In tal senso, il Comitato compiere scelte che comportino cambiamenti mi- si misurano con nuovi percorsi formativi e/o con il
e il Nucleo di Valutazione ritengono che, quando un gliorativi; attivare all’interno della scuola le forze mercato del lavoro?
sistema intende innescare cambiamenti migliorativi, che possono costituire potenziali di sviluppo del si- - sia del sistema di gestione. La domanda a cui si cer-
mantenere livelli alti di qualità delle singole scuole e stema stesso. ca di dare risposta è: Il sistema di gestione consente di
9

A
ETERO E AUTOVALUTAZIONE

M
Necessari strumenti attendibili e rapporti di fiducia con le scuole

R
Secondo il pedagogista Benedetto Vertecchi, la situazione attuale è molto confusa:
“Per una buona valutazione è fondamentale la consapevolezza dei metodi e delle tecniche adottate”

O
a cura di Carmen Siviero e Klaus Civegna

I
l dibattito che ormai da lungo tempo si è sviluppato intorno alle problema- ne criticamente le potenzialità e di verificarne l’efficacia sul campo. In ogni
tiche della valutazione testimonia che questo tema è entrato ormai a far par- caso, la valutazione e l’autovalutazione costituiscono ormai degli imprescindibi-

F
te stabilmente della cultura pedagogica e della pratica didattica dei docenti. li strumenti di formazione crescita, per gli studenti come anche per gli inse-
Non è più, insomma, un argomento per soli esperti. A questi va certamente rico- gnanti. Per le singole scuole come per l’intero sistema scolastico.
nosciuta la capacità di elaborare, presentare, discutere, analizzare modelli teo- Sull’importanza della valutazione abbiamo rivolto alcune domande a Benedetto
rici e approcci metodologici diversi. Ai docenti, sul campo, la capacità di coglier- Vertecchi, uno dei massimi esperti italiani in questo campo.

N
Quello della valutazione è un tema quadro evolutivo la valutazione ha ca- solversi in una sorta di cultura della variabili capaci di riflettere i risultati
di grande attualità. Si ha però l’im- ratteristiche diacroniche. crisi, sostanzialmente sterile, o in una che si sono ottenuti (dipendenti). Le
pressione che alla parola corrispon- revisione critica dei modelli e delle scelte dell’attuale governo sembrano ri-

I
dano significati e intenzioni diver- Come collega la valutazione al fun- scelte che si ritengono non più ri- durre, di volta in volta, le variabili indi-
se. Come orientarsi in un dibattito zionamento del sistema scolastico? spondenti alle condizioni in cui si pendenti alle sole caratteristiche perso-
così complesso? Non c’è il dubbio che tanta insisten- svolge l’attività educativa. nali dei soggetti coinvolti nell’aspetto
za sui problemi della valutazione dell’educazione cui il giudizio si riferi-
Per quanto possa sembrare che quella nasconda una sostanziale povertà Che cosa è possibile e opportuno va- sce. Così, per esempio, se si valutano i
di valutare il funzionamento del siste- delle interpretazioni? lutare? risultati conseguiti dagli allievi, conta-
ma scolastico sia un’esigenza general- no le loro caratteristiche personali, in-

E
mente avvertita, non sempre si colgo- È un dubbio del tutto legittimo. Spes- Le scelte in materia valutativa effettua- tellettuali e affettive; se si considerano i
no le differenze tra i due modi in cui so, infatti, l’enfasi posta sulla valuta- te negli ultimi anni hanno l’intento di risultati di una classe o di una scuola, il
tale attività può essere svolta. Né si zione si collega alla percezione di uno esprimere giudizi, e prevedono che i giudizio ricade sul docente o sui do-
colgono le implicazioni sottese all’una centi cui si devono le pratiche organiz-

L
o all’altra soluzione. Un primo modo zative e didattiche alle quali i risultati
consiste nel rilevare che cosa appare Benedetto Vertecchi stessi possono essere riferiti. Si tratta
in un momento determinato al fine di di un modello molto povero, che esa-
esprimere un giudizio (positivo o ne- Insegna Pedagogia sperimentale presso l’Università Roma spera la chiave di lettura sincronica del-

A
gativo che sia); l’altro modo considera Tre. È stato presidente del Cede (Centro Europeo dell’Educa- le informazioni. Se si seguisse una
l’analisi di ciò che appare una condi- zione) e dell’Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema chiave diacronica, si potrebbe giungere
zione per assumere decisioni idonee di Istruzione. Ha collaborato a numerose ricerche comparative a conclusioni anche molto diverse: alla
ad orientare il corso successivo degli promosse dall’Ocse e dall’International Association for the fine di un certo tratto del percorso edu-

I
eventi in una direzione desiderata. Evaluation of Educational Achievement (Iea). Le sue ricerche hanno riguardato cativo (sui risultati del quale si è eserci-
Quando queste due interpretazioni si prevalentemente le strategie per l’individualizzazione didattica e la valutazione. tata una varia incidenza sia di fattori
manifestano a livello locale, qualifica- Dirige Cadmo, Giornale italiano di Pedagogia sperimentale. sociali e culturali di contesto, sia di fat-

C
no in un senso o nell’altro le pratiche tori riferibili all’attività didattica) corri-
valutative delle scuole e dei singoli in- spondono risultati da considerarsi va-
segnanti. Quando si manifestano a li- stato di crisi. Se vi fosse una generale dati siano raccolti in un breve lasso di riabili dipendenti per ciò che riguarda
vello dell’intero sistema scolastico, soddisfazione nei confronti del fun- tempo (si tratta dunque di valutazioni il tempo che precede, ma indipendenti
danno luogo ad atteggiamenti sanzio- zionamento del sistema scolastico (lo sincroniche). Ovviamente, ogni scelta per il tempo che segue.
E
natori (se prevale l’esigenza di espri- stesso può dirsi delle università) l’atti- valutativa deriva da un modello inter-
mere un giudizio), o di revisione co- vità valutativa resterebbe per lo più pretativo dell’attività educativa della Quali sono i principali orientamen-
struttiva delle scelte, se l’interesse è implicita (com’è quella consistente scuola. Tale modello comprende un’i- ti emergenti in campo internaziona-
quello di raggiungere determinati tra- nell’esprimere soddisfazione), senza potesi circa le relazioni che si stabili- le sulla valutazione del sistema sco-
P

guardi considerati necessari. richiedere la definizione di particolari scono nel processo tra le variabili che lastico?
Un’ulteriore distinzione deve essere metodologie volte ad evidenziare que- concorrono a determinarlo. Il modello
operata in relazione al tempo nel qua- sto o quell’aspetto o a misurare i valo- è più o meno complesso in relazione al- Nell’attività valutativa che investe i si-
le le informazioni necessarie alla valu- ri che presenta questa o quella varia- le variabili che si prendono in conside- stemi scolastici, alle diverse interpreta-
S

tazione sono state assunte. Se tali bile. Il quadro si complica se si perce- razione. In ogni caso, perché un mo- zioni corrispondono specifiche meto-
informazioni hanno origine in un tem- pisce che qualcosa non corrisponde al- dello abbia una sua coerenza, bisogna dologie e tecniche di rilevazione. La
po determinato e circoscritto, la valu- le attese. Diventa allora una questione che comprenda variabili cui si attribui- principale differenza, sul piano meto-
tazione assume caratteristiche sincro- di razionalità rendere espliciti gli ele- sce la capacità di incidere sull’anda-
niche; se, invece, si tiene conto di un menti del giudizio. Ma tutto ciò può ri- mento dei fenomeni (indipendenti) e segue a pag. 20

dare continuità e di migliorare i risultati raggiunti? 3. Vi è, quindi, un rapporto dialettico tra i pro- giudicante e sanzionatorio piuttosto che di promo-
L’approccio per processi si presta ad individuare e cessi di autovalutazione e la valutazione esterna? zione e di empowerment.
gestire un sistema di attività tra loro collegate e com- Una valutazione di sistema – compiuta secondo una
porta una serie di “passi”: stabilire gli obiettivi e i Può esserci o meno un rapporto dialettico tra i pro- logica “dinamica”, secondo una concezione di scuo-
processi necessari per fornire risultati/esiti in accor- cessi di autovalutazione e di valutazione esterna. la e di servizio formativo basata sulla comunicazio-
do con gli obiettivi; dare attuazione ai processi pre- Una valutazione di sistema – compiuta secondo una ne, sul confronto, sulla concertazione tra i soggetti a
visti; monitorare/valutare i risultati a fronte degli logica “statica”, secondo una concezione di scuola e vario titolo e con diversi livelli di responsabilità
obiettivi; adottare azioni per migliorare in modo di servizio formativo pensata “a tavolino” e avulsa
continuo processi e prodotti. dal contesto – si associa ad uno stile marcatamente segue a pag. 13
10
A

LA DIVERSITÀ COME RISORSA


M

Solidarietà nell’apprendimento per aiutare i soggetti più deboli


R

Per Andrea Canevaro gli elementi di difficoltà o contrasto vanno riformulati in termini di progetto sociale o individuale

a cura di Umberta Biasioli


O

“L
a Qualità dell’integrazione è la Qualità della scuola” titolano gli ul- dell’apprendimento che possiamo ricondurre alla ‘metacognizione’, cui si co-
timi convegni organizzati da Andrea Canevaro e Dario Ianes a Rimi- mincia a prestare la dovuta attenzione. Gli alunni ‘disabili’ sono stati anche i pri-
ni. In effetti, se ci si sofferma ad osservare che cosa si muove nel va- mi a disporre di un Piano Educativo Individualizzato, oggi presentato come no-
F

riegato mondo della scuola, molta parte dell’innovazione – di metodi, approcci, vità dai vari progetti di riforma. Uno dei protagonisti che hanno tradotto le po-
strumenti – la troviamo nella dimensione ‘integrazione’. Una normativa tra le litiche di riduzione dell’handicap in proposizione di novità fondamentali per tut-
più avanzate d’Europa, se non del mondo, ha permesso e promosso uno ‘sguar- ti, promotore e testimone di tante ‘buone prassi’ è Andrea Canevaro. A lui ab-
do sottile’ in grado di cogliere aspetti che non appartengono alla tradizione espli- biamo rivolto alcune domande, per cercare di coniugare la sapienza pedagogica
N

cita del fare scuola: autostima, senso di autoefficacia, tutte quelle componenti generata dalla diversità con il lavoro quotidiano di tutti i docenti.

H
andicappati, alunni in situa- complesso, riconducibile alla dimensio- produrre contesti per impedire che i costruire il condiviso. “Labor” signifi-
zione di handicap, disabili, ne della deistituzionalizzazione. ‘Isti- ‘non luoghi’ siano il destino dei sog- ca “fatica”, imparare a sopportare e a
I

diversamente abili: è diversa tuzionalizzare’ equivaleva a collocare getti deboli. dar senso alla fatica; il gruppo, nella
la forma o la sostanza? in grandi contenitori che facevano per- sua pluralità, è in grado di accogliere
dere le tracce originali, singolari degli La presenza di un alunno disabile in chi ha difficoltà maggiori o disabilità...
Ritengo il termine disabilità un pro- individui per trattarli come categorie. classe altera le modalità di lavoro; La mano di un bambino o di una bam-
getto e una sfida, una provocazione. Non basta negare il grande contenito- altera di conseguenza anche il livel- bina esplora materiali che possono sug-
Una sfida non può essere un regalo: re, senza capire quanto di quel conte- lo generale, i risultati? gerire un’attività; nel laboratorio quel-
non posso permettermi di attribuire la mano trova una disciplina che la aiu-
E

una diversa abilità a tutti; potrebbe ta; trova – nella mano esperta che lavo-
sembrare una presa in giro. Esistono Andrea Canevaro ra accanto a lei – un modello cui rife-
disabilità nelle quali la sofferenza di rirsi e da imitare. Non dimentichiamo
non scoprire la propria abilità è forte. Docente di Pedagogia Speciale presso il corso di laurea in la fatica. Un ragazzo con sindrome di
L

È una sofferenza che non può essere Pedagogia della Facoltà di Magistero dell'Università degli Stu- Down ha risposto a suo fratello che gli
annullata ‘per decreto’. Va rispettata di di Bologna, nel 1983 è stato eletto presidente del corso di chiedeva cosa significa questa defini-
condividendola nella ricerca di una di- laurea in Pedagogia; e dal 1987, per due mandati triennali, è zione: “È che sono intelligente, ma è
versa abilità, senza la certezza di arri- stato Direttore del Dipartimento di Scienze dell’Educazione fatica stare al mondo”. Possiamo avere
A

vare al risultato. presso lo stesso ateneo. Nel novembre 1996 è stato nominato nuovamente la tentazione di impegnarci soprattutto
L’espressione ‘portatore di handicap’ Direttore del Dipartimento di Scienze dell’Educazione. Ha all’attivo una vasta atti- o esclusivamente a togliere la fatica. È
è confusiva: gli handicap sono svan- vità di ricerca, che ha prodotto un numero alto di pubblicazioni. È membro di più giusto trovarne insieme il senso. Il
taggi da ridurre, non possono essere associazioni scientifiche internazionali e nazionali, direttore di collane editoriali, laboratorio può dare senso alla fatica; e
I

incollati all’individuo che ne soffre. e nel comitato scientifico di alcune riviste nazionali e internazionali. la fatica può trasformare un luogo, una
Si spendono le parole con molta leg- situazione in laboratorio. Questa reci-
gerezza e si arriva ad un attribuire agli procità non può essere vissuta senza
C

studiosi, agli addetti ai lavori un ec- nitore deve essere sviluppato in un am- La presenza di elementi di solidarietà sporcarsi le mani. Non si può trasfor-
cesso di pignoleria o di stravaganza pio programma sociale: il senso auten- nell’apprendimento è un punto che va mare gli altri in cavie. È necessario
umorale. Non credo sia un problema tico del processo di deistituzionalizza- trattato con molta delicatezza; significa sporcarsi nel senso di coinvolgersi, ac-
nominalistico ma rimanda alla possi- zione. È in una vera e propria riconci- considerare il proprio modo di essere cettando il rischio di sbagliare e di do-
bilità che le parole rispettino una pro- liazione. Riconciliazione con l’offesa con gli altri secondo la dimensione ‘si- ver rimediare ma nello stesso tempo
E

spettiva: quella della vicinanza, del- per la violenza dell’esclusione in una naptica’, cioè evidenziando la possibi- prendendo tutte le cautele per non
l’essere insieme, dell’avere delle re- dimensione culturale dell’impegno lità che gli elementi di contrasto siano commettere errori, per capire quali er-
sponsabilità condivise, del potere es- che sappia vedere nell’altro non qual- riformulati in termini di progetto, indi- rori sono fattibili, quali non fattibili
sere compagni di strada di persone cosa che limita e danneggia ma un viduale e sociale insieme. Il farsi carico perché catastrofici.
P

che hanno delle disabilità ma che non completamento e un arricchimento diviene quindi capire come vi siano di-
‘portano’ un handicap; combattono della nostra stessa realtà. Non un verse strategie di apprendimento e co- I progetti di riforma della scuola co-
per ridurlo, per annullarlo. “buon sentimento”, ma un’azione di me vi sia la possibilità, utilizzando il me affrontano l’integrazione? È
Per concludere: disabilità è la parola giustizia che conviene a tutti, anche tempo di dedizione all’altro, di aumen- cambiata la sensibilità del legislato-
S

che al momento useremo e considere- sul piano economico. tare le proprie capacità. Per funzionare re in questi ultimi anni?
remo diversabilità una sfida impor- in una dimensione sinaptica abbiamo
tante, non una parola sostitutiva. Ac- Riconciliazione è impegno in prima bisogno di stare insieme in un tempo Viviamo un momento un po’ frastor-
cettiamo le sfide e nello stesso tempo persona a incontrare, farsi carico, che sia qualificato; torna il ricordo, se nante: molte indicazioni di cambia-
conserviamo il senso della realtà, pro- accompagnare che implica il supera- vogliamo un po’ la nostalgia, del tempo mento vengono dichiarate, sembrano
prio per accettarne la sfida. Insieme. mento dell’assistenzialismo e del pieno. Nei prossimi anni le attività del- adottate, poi lasciate, contestate, di-
vittimismo. la scuola si troveranno impegnate con scusse, riprecisate. Si può pensare che
La scuola italiana integra tutti gli una pluralità di soggetti. Pluralità di la confusione sia segno di creatività;
alunni, ma con quali risultati? In al- L’istituito, ciò che è già organizzato, soggetti vuol dire pluralità di linguaggi, noi la stiamo vivendo come segnale di
tri paesi europei – ad esempio in tende a fornire risposte secondo mo- di strutture comunicative: simboliche, smarrimento. È il momento giusto
Germania – bellissime scuole spe- delli in parte superati. Occorre partire grammaticali e semantiche. Per co- per riflettere sulle radici dell’impegno
ciali preparano ad inserirsi nella vi- dal basso, incontrare le persone, assu- struirle sono necessarie situazioni di la- scolastico.
ta adulta. mersi responsabilità, accompagnare, voro comune, tempi di laboratorio du- Sergio Neri aveva tracciato alcune li-
interpretare le regole secondo le nuo- rante i quali il riscontro tra le parole nee per se stesso – scritte nei suoi re-
Non credo si possano confrontare i ri- ve necessità; non ci si può limitare a che evocano, che rappresentano, che
sultati, ma riferirci ad un processo smontare dei luoghi, si deve anche annunciano e gli oggetti permetta di segue a pag. 13
11

A
LA DIVERSITÀ COME RISORSA

M
Voglia di identità consapevole: cosa può fare la scuola

R
Intervista a Duccio Demetrio su intercultura, alunni stranieri e innovazione didattica
a cura di Marco Ferretti

O
A
bbiamo rivolto a Duccio Demetrio tre domande sull’educazione intercultura- coscritta e istituzionale, quanto in una Nel libro Bambini stranieri a scuola
le per proporre alcuni punti di riflessione e di approfondimento sulle relazio- realtà più vasta: dove più difficile è Lei propone di passare dal bambino
ni nei contesti che contraddistinguono il cambiamento della nostra società, senz’altro veicolare i contenuti dell’in- “invisibile” al bambino “risorsa”,

F
per ragionare sul ruolo della scuola nella educazione a questo cambiamento e per ri- terculturalità ”consapevole”. Ciò si quali sono le strategie che lei propo-
flettere sulla presenza di tanti alunni stranieri come veicolo di innovazione didattica. esplica quando, dalla situazione multi- ne alla scuola perché il bambino
culturale, che non necessariamente pre- straniero venga considerato una ri-
Il termine intercultura ricorre or- bia scelto la Francia o la Germania come vede una rimescolanza delle idee, delle sorsa per il cambiamento? Quando

N
mai sempre più frequentemente in luogo di migrazione. Le culture non so- parole, delle tradizioni, si espliciti e si il bambino straniero da invisibile
numerosi ambiti e , al di là delle va- no mai insomma speciè nella società glo- dia seguito con interventi concreti al- può diventare una risorsa per la
rie definizioni che se ne possono balizzata in quanto comportamenti col- l’interesse di riconoscere nella differen- scuola?
fornire, la questione di fondo ri- lettivi o omogenei, sono dei punti di vi- za una risorsa. Insomma, quando “l’al-

I
guarda primariamente le relazioni sta, delle declinazioni di quei comporta- tro” diventa per noi, e noi per lui o lei, La scuola, perché di tutti, pertanto, ol-
fra persone con riferimenti cultura- menti d’origine, che tendono a trovare una fonte di sapere, interesse, cono- tre a garantire le condizioni migliori
li, linguistici, filosofici, storici e so- una loro identità e un loro riconosci- scenza, curiosità non superficiale e fol- per l’integrazione degli studenti stra-
ciali fra loro differenti. Quando una mento, a livello soggettivo. Che si ria- cloristica poiché desideriamo che ciò ac- nieri (dai più piccoli agli adolescenti),
relazione può dirsi interculturale? dattano alle diverse nuove circostanze, cada. E non solo per caso e avventura. affinché non subiscano svantaggi e di-
alle quali pur magari rifiutandole deb- Quando “tra tutti” si vengano a stabilire scriminazioni, ma siano messi nella
Si tratta, in primo luogo, di intendersi bono riconformarsi. Si contaminano in delle regole di reciprocità e ci si ricono- condizione di emergere e di elaborare

E
sulla parola “relazione”. Le relazioni, relazione ai luoghi, agli atteggiamenti sca, a prescindere dalle differenze stesse un loro autonomo progetto (autonomo
come sappiamo, sono di diversa natura autoctoni, alle opportunità trovate. In che ciascuno ha il diritto e il dovere di anche rispetto alle loro stesse culture
e intensità. Ad un primo livello, possia- conclusione, le relazioni interculturali esibire e difendere: purché queste, è ov- di origine), fa già molto quando af-
mo quindi sostenere che, per quanto rappresentano, da sempre, una presen- vio, non abbiano di mira l’offesa e l’an- fronta il “problema” non in quanto

L
concerne il rapporto con culture diverse za inevitabile delle micro- e macroso- nientamento del diverso, in alcuni problema aggiuntivo. Ma in quanto
(ma io preferisco riferirmi sempre alle cietà: certo delle più dinamiche e coin- orientamenti di valore comuni. Non so- tratto caratteristico, ineludibile, delle
singole storie portatrici di comporta- volte da processi di mutamento. Si trat- lo occidentali, naturalmente, che con- società attuali. Quando si reinventa co-
menti, valori, credenze ecc per noi in- ta però, certamente, di non accettare sentano alla nostra specie planetaria- me luogo che discute di culture, di ine-

A
consueti, non usuali), l’intercultura - che questo si produca fisiologicamente, mente intesa di evolvere, di comprende- vitabili interazioni, e le considera fon-
ben prima e ben oltre il problema mi- quando la naturalità di certi fenomeni re che è conveniente per tutti credere te di innalzamento culturale in genera-
gratorio - fa parte del nostro vivere quo- conduca ad aggravare condizioni di de- nei diritti universali, nella progettualità le. Visibilizzare la differenza significa
tidiano anche quando non siamo in pre- bolezza e precarie cui sempre è esposto di cercare di stare meglio al mondo e as- quindi prenderne coscienza, significa

I
senza di piccoli, adulti, famiglie di altra chi viene da un altrove. sai meno nelle sue infelicità e sofferenze far entrare nei programmi e nelle atti-
nazionalità. Le culture non esprimono cui purtroppo diamo un contributo. L’e- vità il mondo e le tante versioni che di
soltanto una differenza etnica, linguisti- La pedagogia interculturale mette ducazione interculturale è contrassegna- esso possiamo darne. Visibilizzare il

C
ca, religiosa. Ogni giorno, pur apparte- l’accento sulla nozione di identità; ta, di conseguenza, da una forte voca- bambino o il ragazzo significa ricono-
nendo ad una più o meno vasta area ter- lei afferma che il concetto di identità zione progettuale ed ideale. Non può li- scerlo nella sua eguaglianza, e cioè nel
ritoriale nella quale si parla la stessa lin- è cruciale perché nel momento in cui mitarsi soltanto ad una buona acco- suo diritto a diventare un adulto o una
gua, dove si condividano tante cose co- ci incontriamo con alunni e genitori
muni, entriamo in queste o quelle rela- di altre culture il nostro pensiero non
E
zioni interculturali giocoforza. Le cultu- può che interrogarsi sul senso di ciò Duccio Demetrio
re sono anche professionali, sociali, di che stiamo facendo e proponendo a
censo, di più o meno alto livello intellet- proposito delle trasformazioni della Fondatore del “Gruppo di ricerca in metodologie autobiografi-
tuale ecc. Persino psicologiche. Ho volu- loro e delle nostra identità; quali che” e, con Saverio Tutino, della Libera Università dell’Auto-
P

to richiamare questa ovvietà per ricor- punti di attenzione e quali piste di la- biografia di Anghiari, è docente di Filosofia dell’Educazione e
dare che il problema delle relazioni tra voro propone allora ad una scuola Teorie e Pratiche autobiografiche all’Università degli studi di
culture diverse, pur nella trasversalità di che si interroga su questi temi? Milano-Bicocca. Si occupa di pedagogia sociale, educazione
una stessa appartenenza nazionale è Che cosa può fare la scuola rispetto permanente, educazione interculturale ed epistemologia della conoscenza in
S

una costante dalla quale occorrerebbe, al costruirsi della nuova identità in età adulta. Dirige la rivista Adultità (Guerini Edizioni).
in primo luogo partire. Prima di inol- terra di migrazione?
trarsi in argomenti che riguardino il rap-
porto con chi è giunto da lontano e Il discorso relativo alle implicazioni del- glienza, ad un’integrazione assimilativa adulta che possa essere riconosciuto
quindi con una sua visibilità eclatante la scuola e delle altre istituzioni sociali, di carattere linguistico, al solo riconosci- come cittadino e cittadina a prescinde-
della propria differenza: con volti, idio- culturali, educative coinvolte, colloca ad mento di alcune (superficiali) mentalità re dalla lingua, dal colore della pelle,
mi, fedi, interessi ben diversi dai nostri. un secondo livello, invece, l’analisi della o di alcuni modi di vita. Oggi, tale indi- dalla fede professata. Questo è il nuovo
L’aspetto più visibile della questione in- esperienza relazionale. La relazione si rizzo educativo, che dovrebbe essere relativismo: non più enfasi eccessiva
terculturale non deve mai farci dimenti- rende interculturale in senso proprio compreso da chiunque lavori nella scuo- sulla differenza, ma riconoscimento
care che oggi gli stessi antropologi ri- (ed è qui che emergono le implicazioni la e ne sia coinvolto, in tempi così diffi- dei diversi modi di pensare, di fare co-
conducono la nozione di cultura al gran- pedagogiche più interessanti) quando cili per il dialogo dovuti a squilibri di ca- munità, nella comprensione che non
de tema delle soggettività individuali stabiliamo con “l’altro” dei rapporti di- rattere sociale, materiali, di ingiustizia, c’è una verità, ma ce ne sono innume-
che le reinterpretano in circostanze di- retti, intenzionali, cercati, di confronto, sta sempre più entrando nel tempo della revoli e che proprio per questo occorre
verse. Ad esempio un maghrebino ap- di utilità reciproca, di carattere anche ricerca delle “consonanze” e delle fra loro trovare una strategia di ricono-
prodato in Italia non è tout court assi- conflittuale, che esigono mediazioni po- “identità di vedute” per obiettivi condi- scimento reciproco e di comune eman-
milabile ad un suo connazionale che ab- litiche vere e proprie. In una realtà cir- visi di miglioramento della convivenza. cipazione. ■
12
A

NUOVE TECNOLOGIE
M

Una didattica “di rete” per l’informatica nella scuola


R

Intervista a Silvano Tagliagambe e Derrick De Kerckhove sull’importanza delle ICT nell’apprendimento


O

a cura di Luisanna Fiorini “buone pratiche” da introdurre e imitare, i luoghi nei


quali lavorare con il supporto delle reti e utilizzando

I
nformatica a scuola? Oggetto di studio o ambiente di sviluppo dell’apprendimento? Disciplina auto- il computer come “compagno di banco” sono pensati
noma o elemento trasversale di prassi didattica? Per portare un contributo al dibattito porgiamo la e realizzati come “spazi esterni” alla “normale” atti-
F

stessa domanda a due protagonisti delle pratiche e delle riflessioni intorno alla costruzione della co- vità didattica, separati da una linea di demarcazione
noscenza attraverso le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, Silvan Tagliagambe e Derrick molto netta rispetto agli ambienti nei quali si svilup-
De Kerckhove... pa quest’ultima, sia che si tratti di laboratori “ad
hoc”, sia che si abbia a che fare con aule attrezzate.
N

La riforma della scuola italiana mette in risalto Ciò impedisce, o comunque rende assai più difficol-
l’importanza delle ICT nell’apprendimento e nel Silvano Tagliagambe tose, non solo l’effettiva costituzione di ambienti di
portfolio delle competenze degli alunni. Quali ac- apprendimento e di comunità di apprendimento ba-
cortezze pedagogiche e organizzative consiglie- Silvano Tagliagambe è professo- sate sulle reti, ma anche l’osmosi tra le modalità d’in-
I

rebbe? re di Epistemologia del progetto segnamento più tradizionali e l’utilizzazione delle op-
presso l’Università di Sassari. I portunità che le Tic rendono disponibili per rafforza-
TAGLIAGAMBE. Sul piano pedagogico la prima accor- suoi studi sono rivolti alle que- re l’efficacia dei processi d’apprendimento.
tezza da garantire è quella di evitare gli usi didattici stioni filosofiche legate allo svi-
ancorati al modello della “forma libro”, per favorire, luppo delle nuove tecnologie, all’esplorazione del DERRICK DE KERCKHOVE. The first suggestion would
di contro, una didattica pensata come rete, cioè me- rapporto tra sensi e mente estesa. Ha partecipato be to equip the educational facilities with free and
todologie e contenuti realmente aperti ed effettiva- a vari gruppi di lavoro per la riforma della scuola. ready access to Wi-Fi wherever possible, or failing
E

mente improntati al paradigma della rete e permea- that to provide the highest possible bandwidth under
ti di quest’ultimo. the circumstances within economic and social rea-
Rispetto alle modalità usuali di rappresentazione come capacità del soggetto di vederne i limiti, le son; second I would recommend to start teaching
della conoscenza, l’irruzione della rete ha causato manchevolezze, le insufficienze, la necessità di ap- and learning to develop a website and practice the
L

un rovesciamento che ha portato all’acquisizione profondimento. ICT formally from as early as the first years of high
dei seguenti presupposti: 2) La conoscenza ha rilevanza solo e in quanto si ac- school. Many younger students will have already
1) la conoscenza non è statica bensì dinamica e sem- compagna alla capacità di uso della stessa. Se è così, practiced the web informally, but there is a lot to be
pre incompleta. Essa non può essere vista come un allora essa deve esprimersi nella capacità di affron- learned from a critical approach to networks. In prac-
A

corpus di idee e/o di competenze da acquisire bensì tare e risolvere problemi reali. Viene così posta in ri- tical matters, I would suggest putting the students in
salto la dimensione operativa della conoscenza, vale charge of the learning process, inviting them to tea-
a dire l’esigenza di tenere nella massima considera- ch each other and to form and support teams (rewar-
(continua da pag. 5: “Politiche educative per la zione il nesso tra sapere e saper fare, tra le cono- ding them for good practice in evaluations and re-
I

cittadinanza democratica europea”) scenze acquisite e la capacità di affrontare e risolve- commendations). In theoretical matters, it would be
re con successo problemi concreti in cui quelle co- useful to constitute, on line, a consortium of Italian
approfonditi dagli addetti ai lavori o integrati con altri noscenze siano in qualche modo implicate, e di tra- experts in networked media, to develop with them a
C

punti, che dovrebbero emergere da un dibattito all’in- durre quindi le nozioni e i concetti in schemi d’a- curriculum and also invite individual members to
terno delle singole istituzioni locali e provinciali: zione e comportamenti pratici. present a weekly webcast on matters pertaining to
– ribadire la centralità del soggetto in formazione; 3) La conoscenza non può essere pensata come l’ap- that curriculum. Students should also be encouraged
– interrogarsi sulle competenze di base: quali sono? prendimento di regole e concetti che descrivono il to practice intelligent research strategies, make best
quali è necessario fornire a tutti? mondo, al contrario essa è il risultato di un processo use of collaborative sites such as blogs, social book-
E

– interpretare il raggiungimento delle competenze di di costruzione collettivo, sociale. Pertanto l’unica marking sites, etc. What the present era needs from
base come obiettivo non minimo, ma di eccellenza; forma di apprendimento efficace è la partecipazione education is to transform the system from a uniquely
– riconoscere e certificare tutte le competenze con- a tale processo. individualist and ultra competitive model, to a colla-
seguite nei vari segmenti formativi, considerando Per quanto riguarda le misure di carattere organizza- borative-coopetitive model. This calls for an under-
P

sia quelli formali sia quelli non formali e informali; tivo occorre tener presente che neppure la scuola può standing of pedagogy that recognizes the value of
– favorire la mobilità nel periodo scolastico per per- eludere il problema dell’ambiente, di apprendimento multiplying cognitive and social resources by each
mettere il confronto con altri sistemi educativi e il in questo caso, e continuare a pensare che l’introdu- other, fostering cooperation along with competition,
conseguimento o il miglioramento di competenze zione delle nuove tecnologie possa essere operata sen- instead of isolating each intellectual performance, to-
S

sociali, linguistiche e interculturali; za intaccare minimamente i modelli organizzativi, il tally excluding or forgetting the social dimension. ■
– favorire la flessibilità dei sistemi di formazione, modo di strutturare, al proprio interno, gli spazi, la
anche connettendo e integrando quelli presenti sul concezione del tempo e dell’orario, le forme di aggre-
territorio in un sistema di reti fra varie istituzioni gazione, il tipo di servizi da erogare e di prodotti e di Derrick De Kerckhove
scolastiche e non, associazioni, aziende ecc. in una contenuti di cui valersi. In qualunque luogo di lavoro,
sinergia di intenti, tra i quali primario è quello di fa- infatti, quando si introduce un’innovazione rilevante, Derrick De Kerckhove è il diretto-
vorire la riduzione del disagio e della conseguente che richiede una nuova mentalità da parte degli ope- re del McLuhan Program in Cul-
dispersione scolastica; ratori e modelli organizzativi inediti, viene apposita- ture & Technology di Toronto. Le
– considerare l’apprendimento come un processo mente creato e sperimentato un ambiente, conforme sue innumerevoli pubblicazioni,
permanente e come tale comprendente anche gli alle nuove esigenze e al nuovo stile di attività, e gli ad- conferenze e progetti in tutto il
adulti. Ciò implica, però, favorire la nascita e la cre- detti vengono formati all’interno di questo ambiente, mondo portano il dibattito sulle tecnologie della
scita della motivazione all’apprendimento a partire nella consapevolezza che non si può stimolare la loro comunicazione oltre la prassi e verso l’esplorazio-
dall’ingresso nella scuola; familiarità con le innovazioni se si continua a farli la- ne dell’universo delle intelligenze connettive. Col-
– documentare e condividere le buone pratiche di vorare nei contesti tradizionali e secondo il tipo di or- labora nel progetto Mille modi per un mondo: 3d
insegnamento e apprendimento ai fini di un con- ganizzazione che si vuole superare. per costruire conoscenza dell’Ip di Bolzano.
fronto utile a evitare avventure solipsistiche. ■ Nella scuola, invece, pur continuando a parlare di
13

A
LA SCUOLA DI DOMANI

M
(continua da pag. 10) cato in quanto tale ma trasmesso co-
me elaborazione del linguaggio. È
Solidarietà nell'apprendimento per aiutare i soggetti più deboli (A. Canevaro) quindi motivo di sofferenza non riu-

R
scire ad esprimerlo secondo argomen-
gistri di maestro del 1961 – alcune todologici. Ce ne preoccupiamo in gionare, a riflettere e interrompere tazioni codificate. Se questa è la situa-
constatazioni relative alla necessità di particolare per le conseguenze sull’in- una dinamica perversa, facendo cam- zione per chi ha una sofferenza da ma-
usare strumenti adatti a tutti i bambi- tegrazione: è difficile, per non dire biare segno al processo: dalla degene- lattia, da trauma, pensiamo a chi ha

O
ni. “Se io seguissi unicamente quelli impossibile, avere insegnanti speciali- razione perversa di un sistema com- dei limiti, come in caso di disabilità.
che vanno bene, non avrei questi ral- sti per ogni disabilità. Sarà necessaria plesso alla degenerazione virtuosa che Il termine ‘resilienza’ appartiene al
lentamenti. Ma sarebbe giusto?” A una certa “degenerazione”, uscire dal- Edelman ci indica. linguaggio tecnico relativo ai materia-
scuola abbiamo bisogno di più tempo. lo specialismo per ampliare, riformu- li dell’edilizia; consiste nella capacità

F
È dalle riflessioni scaturite dall’impat- lare, rivedere, flessibilizzare. Lei si occupa molto anche di bambi- che ha un materiale di riprendere la
to con la realtà di tutti che nascono le Nella politica degli ultimi anni si pas- ni che vivono in situazioni difficili, sua forma dopo aver subito delle
ragioni del tempo pieno. Oggi vi è sof- sa rapidamente da una posizione co- ad esempio in zone di guerra. La di- deformazioni. Trasportato all’educa-
ferenza su questa dizione ‘tempo pie- me quella che abbiamo appena de- sabilità è una dimensione particola- zione ci permette di capire quanto

N
no’: tra i tanti problemi anche quelli scritto alla sottolineatura del volonta- re, che necessita di certificazioni e bambine e bambini che abbiano subi-
interpretativi, non essendo chiaro se riato: lo specialismo tiri dritto per la sostegni specifici o può rientrare in to delle profonde deformazioni, an-
“opzionale” e “facoltativo” siano ter- sua strada lasciando al volontariato i un’ottica più ampia, che affronti i che per la violenza delle situazioni in
mini equivalenti; non dovrebbero es- compiti relativi alle persone che non problemi di un contesto spesso non cui sono vissuti, possono riprendere

I
serlo perché portano in direzioni di- rientrano nel suo ambito. Si aggiunge a misura di bambino/adolescente? la loro struttura. Come per i materiali
verse. Il tempo pieno nasce per avere l’incremento della precarizzazione. dell’edilizia un elemento fondamenta-
più tempo da dedicare ad un appren- Le conseguenze per un’educazione so- Muhammad Yunus è il banchiere dei le è avere spazio: se la compressione
dimento che riguarda tutti, che non lidale, capace di assumere delle re- poveri: concede microprestiti per pic- viene continuamente esercitata è dif-
può essere selettivo e organizzarsi in sponsabilità nei confronti delle diver- coli progetti: acquistare galline che ficile mostrare capacità di resilienza.
rapporto ad alcuni bambini, lasciando sità sono a dir poco drammatiche. Può facciano uova da rivendere, vimini Bambine e bambini possono essere
gli altri – come diceva Sergio Neri – ai vivere una società che scompone così per costruire canestri da portare al soffocati anche dalle attenzioni; quin-

E
‘ripetitori’. Il patto non scritto di un la rete sociale, la rete delle competen- mercato. È molto critico nei confron- di anche nelle condizioni normali di
insegnante della scuola pubblica di- ze professionali? to del rapporto di aiuto fra paesi ric- chi cresce nei paesi del benessere vi è
ce che non si può lasciare un bam- C’è speranza. È riposta nel paradosso chi e paesi poveri. “In realtà si tratta la necessità di educare alla resilienza.
bino o un ragazzo, una bambina o di un disegno tanto scombinante che di un sistema in cui entrambe le parti Chi cresce è ‘bombardato’ da una

L
una ragazza, per strada, peggio: nel difficilmente funzionerà. Potrà acca- – donatori e beneficiari – non si gran quantità di stimoli, immagini,
fosso. Pubblico vuol dire per tutti. dere quello che in maniera conscia e preoccupano di conoscere le vere esi- suoni, odori, sensazioni, messaggi, ri-
Edelman, un neuroscienziato, inse- determinata avveniva nell’universo genze dei poveri”. chiami, seduzioni. Educarsi alla resi-
gna che la “degenerazione” permette concentrazionario: l’organizzazione Sembra impossibile immaginare una lienza significa considerare che la

A
alla rete neurale di variare e di colle- disfunzionale mette chi vi è dentro vita senza momenti di sofferenza, una realtà dei ‘bombardamenti’ non è l’u-
gare, attraverso elementi sinaptici, fat- nella necessità di farla funzionare in- crescita che non incontri mai punti di nica, capire che vi è un ritmo che at-
tori che diversamente avrebbero diffi- frangendone le regole, portando a for- resistenza, piccoli traumi, delusioni. traversa tutta la vita, tutte le dimen-
coltà a stare insieme, a patto che i sin- me di riorganizzazione positiva. Molti studi hanno messo in relazione sioni della vita, nel nostro corpo e nel

I
goli elementi siano capaci di “degene- Nel frattempo chi paga i danni? Per la capacità di elaborare la sofferenza mondo esterno: il ritmo delle stagio-
rare” ovvero di non viversi esclusiva- ora sappiamo chi li subisce: soprattut- al linguaggio, all’argomentazione che ni, il ritmo del giorno e della notte.
mente per lo specifico della loro spe- to le diversità che si sentono trattate permette di collocare il proprio dolore Nell’entrare in relazione con situazio-

C
cializzazione. Nella formazione dei come un oggetto rifiutato dagli uni, in un contesto storico – di storia per- ni diverse possiamo educarci ad
docenti si possono oggi creare, fin dal- accolto strumentalmente dagli altri. sonale e di storia sociale – trasforman- un’appartenenza più ampia, in cui lo
la scuola dell’infanzia, figure che sen- Quanto durerà la disorganicità, la do una prova di limite fisico e psichi- spazio per ripristinare la forma e vin-
tono la loro competenza come qualco- frantumazione? Forse tanto perché ci co in una struttura simbolica. È diffi- cere le deformazioni, gli schiaccia-
sa di specifico in cui si identificano; chiudiamo ciascuno in un isolamento cile comprendere davvero il dolore fi- menti è dato dal collegare il nostro
E
solo in un secondo tempo si metteran- lamentoso, cercando di ricavarne sico: per quanto si possa esprimere so- modo di essere ad altri, in un’assun-
no in moto verso aspetti più ampi, me- quello che si può. Ma può indurci a ra- lidarietà, il dolore non viene comuni- zione di responsabilità insieme. ■
P

(continua da pag. 9) Noi riteniamo che la valutazione esterna non debba


“dettare legge”, ma lavoreremo affinché possa inte-
Valutare è attribuire un senso ad operatività complesse (L. Dozza) grarsi dialetticamente con l’autovalutazione.
Aggiungasi che, in una realtà delimitata come il si-
S

coinvolti in campo educativo (famiglie, insegnanti/ to, rischiando di limitare processi costruttivo-creati- stema scolastico di lingua italiana in Alto Adige,
dirigenti e loro associazioni, studenti, sindacati, as- vi basati sull’autopercezione di potere essere attivi e dove la comunicazione fra dirigenti, fra insegnan-
sociazionismo, privato sociale organizzato, soggetti propositivi come gruppi (interni/esterni alla scuola) ti, personale di amministrazione, classi può essere
istituzionali e politici impegnati in campo formati- e come istituzione. anche “faccia a faccia”, è possibile ricercare e con-
vo) e sensibile al contesto – adotta uno stile facili- Nel secondo caso, si dovrebbero creare le condizioni solidare un’apertura ragionata e ragionevole, un
tante il cambiamento migliorativo, procedure inte- per realizzare un’integrazione dialettica tra auto-va- modo di pensare-fare-essere che riconosca nella
ressate a cogliere linee di tendenza, a considerare i lutazione e valutazione esterna. Se la valutazione complementarità/collaborazione tra istituzioni
risultati come indizi del posizionamento “attuale” e esterna è diacronica, quindi “dinamica”, interessata scolastiche e tra queste e i soggetti/servizi inten-
“potenziale” di una scuola (e/o del sistema), come a innescare processi di cambiamento migliorativo a zionalmente formativi del territorio un punto di
strumenti utili per assumere decisioni, per indivi- “spirale aperta”, a partire da indicatori esplicitati, forza.
duare “azioni” idonee ad orientare/regolare un pro- convenuti con gli attori del servizio formativo, sen- Di più, la conoscenza, il confronto, la collaborazione
cesso migliorativo che cresca su se stesso a “spirale sibili al contesto, tende a innescare un processo cir- con i sistemi scolastici degli altri gruppi linguistici –
aperta”. colare e “intersoggettivo” dove lo sguardo dei valu- tedesco e ladino – può costituire un valore aggiunto
Nel primo caso, la valutazione di sistema fornisce tatori interni e quello dei valutatori esterni possono in grado di fornire, a chi le voglia usare, “lenti” di-
una “fotografia” dell’esistente che “orienta” il cam- favorire la “messa a fuoco” sul sistema scuola e sul verse con cui guardare e comprendere meglio se
biamento secondo il modello interpretativo adotta- sistema scolastico nel suo complesso. stessi e gli altri. ■
14
A

AUTONOMIA E FLESSIBILITÀ
M

Una nuova sfida per la professionalità dei docenti


R

Intervista a Giancarlo Cerini sulle opportunità che può offrire l’autonomia scolastica
a cura di Giuseppe Perna
O

C
on la pubblicazione sulla G.U. n. 186 del 10.08.1999 del DPR 275, è sta- (Piano dell’Offerta Formativa) di scelte organizzative (con ampi margini di fles-
to emanato il Regolamento sull’Autonomia organizzativa e didattica delle sibilità nell’articolazione di tempi, spazi e gruppi) e di gestione del personale (an-
istituzioni scolastiche, entrato in vigore dal 1 settembre 2000, terminan- che se minore è la potestà di intervento in questo campo).
F

do così un lungo iter, avviato nel 1997, quando il parlamento licenziò la legge 59 In Alto Adige la legge nazionale sull’Autonomia scolastica è stata accolta con la
del 15 marzo, che conteneva uno specifico dispositivo (l’art. 21) relativo all’au- legge provinciale n. 12 del 29.06.2000. Nel recepire le disposizioni contenute
tonomia scolastica. Quell’unico articolo si configurava come una vera e propria nel DPR 275/99, la legge provinciale anticipa alcuni concetti che in seguito sa-
delega al Governo per l’emanazione di numerose norme secondarie, che ha dato ranno sviluppati nelle indicazioni nazionali per la predisposizione dei piani per-
N

luogo a provvedimenti di grande rilievo, tra i quali ricordiamo il D. L.vo n. 59 sonalizzati delle attività educative nella scuola dell’infanzia, nella scuola prima-
del 06.03.1998 (sull’attribuzione della qualifica dirigenziale ai Capi di istituto) e ria e secondaria di primo grado, allegate al D. L.vo 19 febbraio 2004, n. 59, re-
il DPR n. 233 del 18.06.1998 (contenente i criteri per il dimensionamento degli lativi al portfolio delle competenze e alla certificazione delle conoscenze, capa-
istituti scolastici e la definizione degli organici del personale). Si tratta di due at- cità ed abilità acquisite dall’alunno nel sistema educativo formale, non formale
I

ti propedeutici all’avvio della piena autonomia dall’anno scolastico 2000/2001, ed informale.


sanzionata dal conferimento della personalità giuridica agli istituti scolastici. Su queste problematiche abbiamo interpellato Giancarlo Cerini, dirigente del-
Con il Regolamento si definiscono le condizioni di esercizio effettivo dell’auto- l’Ufficio scolastico regionale dell’Emilia Romagna, da anni impegnato nel dibat-
nomia, con specifico riferimento agli spazi decisionali in materia di curricolo tito sui temi dell’autonomia e dei nuovi curricoli.

L’autonomia delle istituzioni scola- sua stessa capacità di iniziativa. La Questa ricerca compete anche alle È la stessa professionalità dei docenti
stiche e formative è realmente un scuola cambia (si spera, in meglio) scuole autonome, anzi ne rappresenta ad essere rimessa in discussione, perchè:
E

fattore indispensabile per un rinno- non perché ci sono leggi che impon- una delle ragioni di fondo. L’autono- – al centro stanno i processi di inse-
vamento reale del sistema in cui i gono le riforme, ma perché si creano mia, infatti, non è l’assunzione di uno gnamento-apprendimento (non la me-
poteri dello Stato, delle Regioni, de- condizioni favorevoli al cambiamento spirito “aziendale” per raggiungere ra erogazione di lezioni);
gli enti locali e delle stesse istituzio- (motivazioni, partecipazione, forma- l’efficienza delle procedure (spesso i – dall’aspetto trasmissivo si passa ad
L

ni scolastiche siano in un bilanciato zione, soddisfazione personale, incen- bollini qualità si sono limitati a que- una funzione di mediazione culturale;
equilibrio? tivi). L’autonomia è, dunque, un con- sto), ma è innanzitutto un processo di – emergono nuove responsabilità or-
testo organizzativo e professionale per natura culturale e professionale, che ganizzative, funzioni di tutorato, com-
L’autonomia della scuola nasce e si “incubare” le innovazioni. riguarda la possibilità di svolgere un piti di coordinamento;
A

sviluppa quasi in contemporanea con – l’insegnamento diventa un’azione


il cambiamento della forma statuale Con la scuola dell’autonomia sono complessa, ove si incrociano autono-
della Repubblica italiana. È vero, ave- sembrate venire meno molte delle Giancarlo Cerini mia dei singoli, cooperazione, nuovi
vamo cinque Regioni (e due Province) certezze in fatto di programmi, ora- linguaggi, multimedialità, sicurezza
I

con poteri legislativi “speciali”, come ri, metodi…, con le quali abbiamo Attualmente diri- ed efficacia dei metodi (che vengono
appunto il caso di Bolzano, ma oggi è operato finora. In che modo l’auto- gente dell’Ufficio consolidati, validati, documentati).
tutto il sistema dei poteri pubblici ad nomia organizzativa e didattica, ma Scolastico regio- Tutto questo, in senso lato, potrebbe
anche di ricerca e di sviluppo riesce
C

essere in movimento. Con la legge nale per l’Emilia essere definito “modernizzazione del-
59/1997 è nata l’autonomia scolasti- a modernizzare la cultura scolastica? Romagna, Cerini la cultura scolastica”, che non signifi-
ca, ma poi sono arrivati i decreti legi- si è occupato di problemi di didatti- ca riduttivamente utilizzo di nuove tec-
slativi 112/98 e 233/98, il nuovo Ti- L’autonomia in questi anni è stata vis- ca, formazione dei docenti, curricoli nologie, ma costruzione di “ambienti
tolo V della Costituzione (legge cost. suta prevalentemente come un evento della scuola primaria. integrati di apprendimento” presidiati
E

3/2001) ed ora (novembre 2005) il te- “istituzionale”, un fatto di carattere da professionisti preparati e motivati.
sto di una nuova Costituzione, con la giuridico e normativo, sollecitato e vo- In qualche misura, questo tipo di scuo-
c.d. devolution. Le “periferie” sem- luto soprattutto dal mondo esterno (il insegnamento “ben fatto” e quindi so- la richiede anche l’emergere di una
brano prendersi la rivincita sul “cen- mercato, il territorio, le istituzioni) cialmente apprezzato. Deve prevalere leadership “distribuita”, cioè il ricono-
P

tro”, anche in materia di istruzione. per mettere la scuola al passo con i nei docenti una dimensione etica, ov- scimento di un gruppo trainante in
C’è di che preoccuparsi per l’unita- tempi, modernizzarla. Insomma, qua- vero la capacità di assumersi responsa- ogni istituto (che faccia staff con il di-
rietà del sistema scolastico nazionale. si due parti in commedia: da un lato bilità in prima persona nel delineare i rigente scolastico) che sappia però far
Ma il riconoscimento “costituzionale” una società in rapida trasformazione criteri “qualitativi” del proprio lavoro. crescere la partecipazione e la profes-
S

dell’autonomia della scuola può rap- (veloce e rock), dall’altro la scuola con Ecco perché, prima ancora di pensare sionalità di tutti (il senso di apparte-
presentare una garanzia di stabilità e i suoi tempi lunghi (quasi sull’orlo del- a modifiche nell’organizzazione didat- nenza alla scuola autonoma ed il be-
di solidità del “sistema-scuola”: le sue l’obsolescenza). Questa rappresenta- tica (dei tempi, degli spazi, dei gruppi- nessere dell’organizzazione).
prerogative in materia culturale, di- zione è ingannevole perché non tiene classe) è indispensabile porsi doman-
dattica, organizzativa non potranno conto che la scuola richiede tempi de approfondite sul significato e sulle Sono riuscite le scuole a trarre com-
essere compresse dai poteri “locali”; lunghi e disinteressati, il suo compito motivazioni pedagogiche che stanno pleto profitto dalle opportunità offer-
lo stesso Stato dovrà limitare i suoi in- è quello di formare identità, memoria, alla base delle scelte organizzative. Co- te dall’Autonomia scolastica? In altri
terventi alle “norme generali”, ai “li- saperi persistenti. Non potrà insegui- s’è l’apprendimento? Come si facilita? termini, è stata capace la nostra scuo-
velli essenziali delle prestazioni”, ai re tutti i saperi della contemporaneità, Come si interviene in caso di diffi- la di acquisire i caratteri di agibilità e
principi generali. Ci aspetta un dima- ma dovrà scegliere l’essenziale, la so- coltà? L’autonomia è dunque, prima flessibilità, che le sono richiesti?
grimento “legislativo” dal centro, che brietà, la profondità piuttosto che l’e- di tutto, riscoperta di un’autonomia
non dovrà però essere sostituito dalla stensione. Pecchiamo troppo di enci- di ricerca e di sviluppo, cioè la ricon- Con l’autonomia ogni scuola si muove
“bulimia” delle assemblee legislative clopedismo nei nostri curricoli scola- quista di uno spazio aperto per una ri- come un equilibrista su un filo teso
locali. La scuola non può essere rego- stici, ma la ricerca del “nucleo essen- flessione approfondita sulle caratteri- (tra lo Stato e la Provincia, mi verreb-
lamentata troppo nei dettagli, ne sof- ziale dei saperi” è finora sfuggita a stiche dell’evento insegnamento-ap- be da aggiungere). L’importante sareb-
frirebbero l’incipiente autonomia e la tutti i legislatori. prendimento. be disporre, “sotto”, di una buona rete
15

A
AUTONOMIA E FLESSIBILITÀ

M
di sicurezza. Infatti, è necessario che il L’autonomia, in questa ottica, è la ca- ampliare ed integrare il curricolo ob- cazione plurilingue (insegnamento
legislatore (ai diversi livelli) definisca pacità di costruire una buona ambien- bligatorio con nuove attività, corsi, la- veicolare della L2 e L3) utilizzando
gli obietti di apprendimento, gli stan- tazione didattica per favorire l’incon- boratori, ecc. Con la flessibilità si de- il famoso 15 % a disposizione delle

R
dard di funzionamento, le discipline tro degli allievi con la conoscenza ed i ve poter intervenire sulla quota “vin- scuole. Lei cosa pensa di questa e di
fondamentali, gli orari obbligatori di saperi, che rappresentano i materiali colata” del curricolo (quella impernia- altre simili scelte?
ogni ciclo scolastico e soprattutto quel culturali necessari per promuovere ta sulle discipline fondamentali). L’at-
“nucleo essenziale” di conoscenze che processi cognitivi, abilità, linguaggi. tuale normativa offre già la possibilità Senza entrare nel merito specifico del-

O
rappresenta i livelli essenziali delle Ecco perché serve innanzi tutto l’auto- di: le scelte effettuate a Bolzano, ritengo
prestazioni in materia di diritti civili e nomia di ricerca, attorno alle discipli- – variare la quantità dei tempi desti- importante che la scuola sappia utiliz-
sociali che devono essere assicurati su ne, ai curricoli, alle didattiche. nati alle discipline fondamentali, nel- zare tutti gli spazi (normativi, culturali,
base nazionale. A maggior ragione l’ambito di una fascia di oscillazione e organizzativi) per migliorare la qualità

F
quando i “piani di studio personalizza- A proposito di flessibilità, può dirci compensazione (provvisoriamente di ciò che offre. La padronanza di più
ti” sembrano prendere il posto del qualcosa di più su questa caratteri- fissata al 15 %); lingue è tradizionalmente un punto di
“curricolo”. Sono i nostri cugini fran- stica richiamata a gran voce dagli – modulare diversamente i tempi del- debolezza per i nostri concittadini, un
cesi a ricordarci che il massimo del- estensori della Legge 59/97? le discipline durante l’anno scolastico rischio di “marginalità” rispetto ai pro-

N
l’autonomia richiede la preventiva de- (orario plurisettimanale, periodi in- cessi di mondializzazione e di apertura
finizione di uno “zoccolo comune” di La flessibilità è indispensabile per fa- tensivi, ecc.); all’Europa. In questa prospettiva, le re-
conoscenze, competenze e regole di vorire la personalizzazione dei percor- – articolare le unità di insegnamen- gioni di confine, quelle plurilingue in
comportamento da assicurare a tutti i si di apprendimento, per far fronte a to in tempi diversi dalle canoniche ore particolare, possono rappresentare uno

I
cittadini: una base di equità, su cui in- domande sempre più individualizzate, di sessanta minuti; spazio di ricerca utile per il resto del
nestare la ricerca delle eccellenze (Do- per avviare l’integrazione tra le diver- – scomporre il curriculum annuale di Paese. In fondo è la stessa Comunità
cumento Thelot, 2005). se occasioni di formazione. una disciplina in sequenze delimitate, Europea a proporre l’obiettivo della pa-
In questo scenario, nei prossimi anni, La normativa tende ormai a distingue- ma significative (moduli, unità di ap- dronanza di almeno due lingue euro-
si potrà consolidare l’autonomia solo re la quota obbligatoria comune del prendimento, sequenze didattiche), pee, oltre a quella “materna”.
se non sarà interpretata come molti- curricolo scolastico dalle discipline/at- adatte alle caratteristiche, ai bisogni Il problema è semmai quello di distri-
plicazione di progetti di carattere inte- tività opzionali (da scegliersi all’inter- ed ai livelli conoscitivi degli allievi, fa- buire bene l’insegnamento di più lin-

E
grativo o facoltativo. Nella fase “pio- no dell’orario obbligatorio) e da quel- vorendo così un effettivo processo di gue lungo l’intero curricolo “verticale”
nieristica” ha spesso prevalso l’idea le facoltative (che potranno essere of- individualizzazione e di sostegno alla per evitare sovraccarico, sovraesposi-
che si potesse realizzare l’autonomia ferte dalle scuole in orario aggiunti- motivazione; zione, ripetitività; di sperimentare nuo-
aggiungendo alcune attività al currico- vo), anche se spesso questa distinzio- – superare il riferimento alla classe, ve metodologie, come ad esempio l’ap-

L
lo (ampliamento ed arricchimento ne non è sempre così chiara. Penso al- intesa come unica modalità di aggre- prendimento di contenuti disciplinari
dell’offerta formativa), magari orga- la legge nazionale di riforma 53/2003 gazione degli allievi, in favore di solu- in lingua (CLIL e approcci veicolari); di
nizzando percorsi innovativi, ma del che unifica impropriamente opziona- zioni più articolate e mobili (piccoli collegare meglio l’apprendimento sco-
tutto facoltativi. le e facoltativo ed introduce una quo- gruppi, gruppi di interesse, laborato- lastico con opportunità di effettiva co-

A
Autonomia organizzativa e didattica ta locale, affidata alla potestà di regio- ri, classi aperte). municazione, mediante l’utilizzo fre-
non significa necessariamente incre- ni/province autonome, piuttosto che Le discipline “forti” e caratterizzanti il quente delle lingue nel “fuori-scuola”;
mentare l’offerta di tipo aggiuntivo, alla scuola. Va comunque precisato curricolo potranno così essere oggetto di far percepire la padronanza di più
ma piuttosto reinterrogarsi sul “core” che la flessibilità (in senso lato, po- di una riorganizzazione non superfi- lingue come una opportunità maggiore

I
curriculum, sui compiti formativi del- tremmo dire la “personalizzazione dei ciale del loro impianto didattico, per di scambio, incontro, cittadinanza atti-
la scuola, sulle competenze da rag- percorsi formativi) non può incen- migliorare i livelli di apprendimento. va. Insomma, abbiamo bisogno di una
giungere, sugli obiettivi formativi che trarsi unicamente sulla quota locale glottodidattica più “efficace”, ed il la-
si intendono realizzare attraverso le del curricolo, tanto meno su quell’a- boratorio “Bolzano” può essere di sti-

C
1. La scuola altoatesina di lingua ita-
discipline scolastiche. rea facoltativa (aggiuntiva) che può liana ha deciso di promuovere l’edu- molo a tutta la scuola italiana. ■

“Informa” ne potrà supportare la di- dei ragazzi e delle ragazze di lingua famiglia, ma bisogna promuovere la
E
(continua da pag. 3: “Va colta come
opportunità positiva la possibilità scussione. italiana arrivi alla maturità. Questa è progettualità del territorio, perché
di una riforma...”) Mi permetto di suggerire anche la let- un’altra differenza tra i gruppi lin- non diventino attività “solo” di pro-
tura di ASTAT (n. 118) “Previsione guistici che dimostra il grande inte- lungamento dell’orario scolastico. Se
porta, quindi, una riflessione sulla sull’andamento scolastico in provincia resse che esiste nella formazione bimbi e bimbe, ragazzi e ragazze ita-
P

realtà attuale per valorizzare le espe- di Bolzano 1995-2015” e “14° Censi- professionale tedesca per ottenere la liani e tedeschi più tutti “i parlanti le
rienze positive e cogliere nuove op- mento generale della popolazione, To- possibilità del conseguimento della nuove lingue” giocheranno insieme e
portunità di innovazione del siste- mo 3, Istruzione 2001” che ci offrono maturità professionale, pensando si frequenteranno si potrà puntare
ma. Nel 2004 con legge provinciale un quadro sui livelli di scolarità. che questo sia il salto di qualità of- maggiormente l’attenzione a scuola su
S

ci siamo tutelati dall’applicazione È significativo osservare che nel ferto dalla riforma Moratti in contra- altri aspetti che sono passati in secon-
automatica e meccanica della rifor- 1991 i laureati in provincia erano sto con l’interpretazione che viene do piano in questi anni, perché la pas-
ma nazionale. 13738 (5115 donne, 8623 uomini) e data da tutti in Italia di grande “li- sione per lingue e il capirsi si giocherà
Per la scuola in lingua tedesca alcuni nel 2001 sono praticamente raddop- ceizzazione” della scuola e di doppio su altri livelli.
aspetti della riforma sono stati uno sti- piati 27625 (in particolare le donne canale con scelta precoce. Vogliamo immaginare una riforma
molo positivo per promuovere opzio- sono 13616 e gli uomini 14009), pur Un altro documento utile dell’ASTAT che risponda alle esigenze di tutti, che
nalità e piani dell’offerta formativa rimanendo ancora la percentuale di è il “Barometro linguistico dell’Alto tenga conto delle differenze, ma che
più articolati, la legge provinciale sul- laureati più bassa rispetto ad altre re- Adige” (N. 123) perché ci deve far ri- non escluda nessuno, che riesca a
l’autonomia delle istituzioni scolasti- gioni è però importante tener conto flettere su come affrontare in modo mettere in gioco un progetto comune
che offriva già tutti gli strumenti in- di come si stiano modificando le vo- progettuale la conoscenza delle due per questa terra, che permetta di tro-
novativi possibili, ma evidentemente cazioni dei giovani, ed in particolare lingue che non può essere solo delega- varsi a proprio agio a scuola da qua-
gli stimoli ministeriali sono stati più delle giovani. Nel 1990 il 35% dei ra- ta alla scuola. lunque storia personale e familiare si
efficaci. gazzi e delle ragazze di lingua tede- Un’iniziativa per permettere che le at- provenga, che offra gli strumenti a
È arrivato il momento di affrontare sca si iscrivevano alla formazione tività extrascolastiche siano trasversali ognuna e ognuno per realizzare un
la riforma e il percorso di dibattito, professionale, attualmente è il 20%, ai gruppi sia per partecipazione che progetto di sé nella vita.
questo numero straordinario di mentre rimane costante che l’87% per personale educativo è il pacchetto- Buon lavoro! ■
16
A

SCUOLA E TERRITORIO
M

L’esperienza educativa non è solo a scuola ma nell’intera società


R

Il rapporto tra i diversi sottoinsiemi formativi in un’intervista rilasciata da Giorgio Bocca


a cura di Francesca Califano
O

I
l sistema formativo, è cosa nota, ha raggiunto una struttura complessa e una la comunicazione mass-mediatica e in contesti sociali di carattere informale
crescita nel numero e nella tipologia degli agenti formativi che spesso non è (come il cosiddetto “gruppo dei pari”, i luoghi di ritrovo spontaneamente scel-
determinata o orientata secondo un preciso orizzonte di sistema. Tra i siste- ti). Quanto mai attuale è l’esigenza di un’integrazione tra sistemi, che interes-
F

mi che lo costituiscono si è soliti individuare quello formale, non formale, infor- sano dunque il mondo propriamente scolastico e quello che possiamo indicare
male. Con ambito formale si intende il sistema scolastico e della formazione pro- in linea generale come territorio, quale fattore di espressione e crescita di una
fessionale. Il sottosistema formativo non formale corrisponde alle agenzie for- società complessa.
mative extrascolastiche caratterizzate da una ben riconoscibile intenzionalità A Giorgio Bocca sono state rivolte alcune domande relative al rapporto scuola-
N

formativa. Il sottosistema formativo informale è invece determinato dalle agen- territorio, facendo riferimento a un’ottica generale e, al tempo stesso, al conte-
zie sociali che producono formazione in contesti diversificati come l’ambito del- sto locale che il professor Bocca conosce attraverso il suo impegno diretto.

La mission della scuola è considerata di un modello minimo comune deno- pevoli dell’appartenenza a una co- nale. È quindi essenziale preservare e
I

generalmente quella di aiutare e so- minatore che sia in grado di ridecli- munità. Quali sono gli ambiti speci- trasmettere in termini critici e proget-
stenere il processo di crescita delle narsi assumendo i caratteri propri de- fici in cui la relazione scuola-territo- tuali la cultura locale quale fondamen-
nuove generazioni, organizzando rivanti dai bisogni educativi specifici rio può dare un contributo significa- to sul quale ciascuno poi verrà stimo-
una serie articolata di stimoli orien- di ogni gruppo etnico. tivo nella direzione della formazio- lato a progettare sé; al contempo, non
tati a creare occasioni di apprendi- ne alla cittadinanza responsabile? appare procrastinabile una formazione
mento. Quali elementi vede come Molti sono gli approcci pedagogici che miri a sviluppare appieno li pen-
prioritari qui in Alto-Adige per una che fanno della progettualità auto- A monte della cittadinanza responsa- siero logico formale astratto tipico del-
E

definizione del campo di azione della biografica l’orizzonte al quale guar- bile dovrebbe porsi l’esigenza che i l’adulto e fondamento della società co-
scuola? Come definirebbe il ruolo del dare e la cornice in cui collocare nostri giovani non debbano poter gnitiva. Il territorio deve venire con-
territorio considerato in una prospet- esperienze e scelte nell’ambito del giungere alla maturità senza essere dotto a leggersi quale risorsa essenzia-
tiva di azione sinergica con la scuola? percorso formativo individuale. Co- stati portati a sviluppare un proprio le all’interno di tale processo, assu-
L

me scuola e territorio possono inte- progetto di vita. Ciò in quanto la rapi- mendosi le proprie responsabilità sia
Mi sembra che dapprima si debba ave- ragire per dare al soggetto piena dità del mutamento non permette più in termini etici che culturali (in quan-
re il coraggio di rimettere in discus- possibilità di realizzazione delle di ancorarli unicamente alla società in to società che produce sapere su di sé).
sione una certa immagine della scuola proprie potenzialità? quanto tale, bensì richiede loro di ra- Vi è qui, ad esempio, l’auspicio di una
A

che ci deriva dalla società industriale piena valorizzazione delle fondamen-


e non sembra più in linea con l’ipote- tali risorse messe in campo da Internet
si della società cognitiva. La realtà del- Giorgio Bocca al fine di ridurre le distanze fra le co-
la lifelong e della lifewide learning ci munità, permettere il dialogo, realizza-
I

porta a pensare all’educazione come Questa intervista a Giorgio Bocca, scomparso nel mese di re gruppi virtuali di apprendimento e
processo che si prolunga lungo tutto il gennaio, viene ad assumere una grande forza, ora che è affi- di produzione culturale, il tutto ovvia-
percorso di vita del soggetto e procede data alla pagina scritta. La forza che nasce dal valore prezio- mente da gestire in collaborazione fra
C

attraverso molteplici modalità (forma- so di parole definitive, in questo caso strettamente legate a un sistema formativo e società locale.
li, non formali e soprattutto di ap- impegno pienamente coerente rispetto a queste, che vanno
prendimento informale, all’interno conservate non solo perchè significative ma anche perchè si è perso il privile- Grazie a quali risorse potrebbe svi-
delle esperienze quotidiane). Se ciò è gio di poterne avere delle altre. Nell’intervista crediamo di poter ritrovare anche lupparsi meglio, secondo Lei, l’inte-
vero, non dovrebbe più sussistere una la testimonianza di un uomo che, con l’umiltà e la disponibilità al dialogo che grazione tra scuola e territorio?
E

suddivisione concettuale rigida fra sono dono di chi unisce in sè intelligenza e sensibilità, ha dato prova di vivere
scuola e territorio, bensì dovrebbe fino in fondo il ruolo di intellettuale e insegnante. Giorgio Bocca è stato profes- Che il web sia una risorsa fin ad ora
procedere una lettura dell’intera so- sore straordinario di Pedagogia generale presso la Facoltà di Scienze della for- poco e male esplorata anche sul terri-
cietà come luogo al cui interno il sog- mazione della Libera Università di Bolzano. torio alto atesino mi sembra una con-
P

getto partecipa o realizza in proprio siderazione ovvia. Si tratta di collega-


esperienze educative. Ciò non sminui- re fra di loro le differenti comunità fa-
sce affatto il ruolo della scuola che, da L’aspetto autobiografico viene ad as- dicarsi sulle tradizioni della cultura lo- vorendo il dialogo e la socializzazione;
trasmettitore di sapere già consolida- sumere, in una prospettiva di lifelong cale rileggendole però dal punto di vi- veicolando contenuti e processi for-
S

to, diviene ambito di educazione della learning nella società cognitiva, un sta della prospettiva del proprio sé fu- mativi (ad es. si pensi a percorsi di
persona e di sua abilitazione alla pro- ruolo centrale in quanto porta il sog- turo. Ciò apre il discorso ai temi della Laurea in modalità blended: parte in
duzione di sapere attraverso il corret- getto a fermarsi per ‘rileggersi’ attra- formazione etica e della educazione presenza e parte via web; ad analoghi
to esercizio del metodo sperimentale verso le proprie esperienze, cercando della volontà anche in una scuola che percorsi di formazione professionale e
(quale forma di educazione della ra- di cogliervi gli elementi utili ad una ri- per iper esaltazione del cognitivismo di istruzione tecnica per adulti lavora-
gione). In tal senso, l’Alto Adige si definizione di sé e del proprio percor- se ne è un po’ troppo dimenticata. tori….). Fra l’altro, il ricorso a chat, fo-
presenta come un territorio privilegia- so di vita. Esso dovrebbe divenire uno rum e strumenti analoghi modifica ra-
to al cui interno i tre gruppi etnico-lin- strumento fondamentale di qualsiasi E quale apporto possono dare scuo- dicalmente le modalità comunicative
guistici possono e debbono operare si- pratica formativa rivolta sia a soggetti la e territorio in funzione di una so- fra le persone e favorisce il bisogno di
nergicamente al fine di realizzare mo- in età evolutiva che adulti. cietà della conoscenza? successivi incontri de visu. Da qui po-
dalità di interazione con il territorio trebbero partire esperienza anche più
che permettano alla popolazione di di- La formazione di studentesse e stu- La società della conoscenza è già in at- evolute in cui stimolare la realizzazio-
venire sempre più soggetto attivo del- denti va considerata in un’ottica di to, non si tratta di realizzarla bensì di ne di blog e gruppi virtuali di appren-
la propria crescita personale e cultura- cittadinanza responsabile, che li ve- mettere in condizioni la popolazione dimento… onde favorire l’emergere di
le. Quindi, non tanto l’attivazione di da non solo attori responsabili del- di potervi operare al meglio, espri- tutte la potenzialità insite nella popo-
tre modelli scolastici, quanto lo studio l’agire individuale ma anche consa- mendovi la propria soggettività perso- lazione (penso ad esempio all’espe-
17

A
LINGUAGGI ARTISTICO-ESPRESSIVI

M
La competenza comunicativa al centro del curricolo

R
a cura di Barbara Ritter

I
linguaggi espressivi artistici, pur riscuotendo nella scuola, ma anche da par- contenuti, ma anche come metodi, metodologia e forma di insegnamento/

O
te di autorità scolastiche nonché autorevoli pedagogisti, approvazione, suc- apprendimento individualizzato, integrato, efficace, creativo, affettivo. Gli studi
cesso, incitamento, vengono dalla Riforma Moratti sempre più relegati ad recenti avvalorano l’importanza dell’aspetto psico-corporeo, espressivo, emoti-
attività opzionali extracurricolari; le educazioni artistica, musicale, motoria, vo, artistico, del pensiero divergente, dello sviluppo della parte destra del cer-
all’immagine e con l’immagine, il teatro, la danza educativa ecc., rischiano sem- vello e non solo sinistra, nell’avventura della conoscenza e dell’apprendimento.

F
pre più di assumere un ruolo secondario rispetto a discipline considerate mag- Sentiamo al riguardo il parere di quattro illustri esperti d’arte varia e di scuola,
giori, se non addirittura di scomparire (anche nella terminologia!); vivono però impegnati significativamente sul territorio nazionale e conoscitori della nostra
nella loro accezione migliore un momento di grande rilievo non solo nei loro realtà locale. Le loro autorevoli opinioni vanno proprio in questa direzione.

N
I linguaggi espressivo-artistici, consi- denominazioni disciplinari. La scuola “pensare”, e quindi sviluppano in mo- Se potesse esprimere, in riferimen-
derati diffusamente come veicoli pe- della riforma Moratti è ancora una do ottimale la competenza comunicati- to alla Musica, un desiderio rispetto
dagogicamente validi ed efficaci nella scuola dove si privilegia e dove predo- va, intesa quest’ultima come la capa- al contesto scolastico italiano ed in-
scuola, quali prospettive hanno effet- mina lo “studiare discipline” invece cità di saper usare le proprie conoscen- ternazionale, quale ipotizzerebbe?

I
tivamente nella scuola della Riforma? del “vivere esperienze”, dove il model- ze e le proprie abilità tecniche in fun-
lo dominante è quello dell’efficienza zione alle esigenze del contesto socio- Il primo desiderio sarebbe quello di
Nominalmente nelle indicazioni nazio- aziendale, invece che dell’efficacia e culturale. Da qui si deduce l’importan- vedere riformulato in modo sostan-
nali per i piani di studio possiamo dire della forza, innovativa e rivoluzionaria, za fondamentale che tali linguaggi do- ziale il curricolo formativo dei futuri
che tali linguaggi sono presenti, anche dell’arte e dell’estetica. vrebbero ricoprire nel curricolo, pro- insegnanti delle scuole dell’infanzia
se con denominazioni e formulazioni prio perché pongono i ragazzi di fronte ed elementare, attualmente privi di
che tutto sommato rispecchiano quan- Che ruolo ricoprono e quale do- alla necessità di saper relazionarsi con qualsiasi seria formazione in campo

E
to contenuto nei precedenti program- vrebbero ricoprire nel curricolo il proprio contesto di vita in modo crea- musicale. Senza questa scelta, avre-
mi e orientamenti. Di fatto c’è il grosso scolastico? Quali le motivazioni? tivo, e non semplicemente come fruito- mo sempre maestri incapaci di fare
rischio che le attività funzionali all’ac- I linguaggi espressivo-artistici coniuga- ri passivi di modelli socioculturali im- una corretta e completa formazione
quisizione e alla pratica di tali linguag- no in modo integrato il “fare” con il posti. Del resto, le interessanti espe- musicale di bambini e ragazzi, primo

L
gi vengano relegate nei cosiddetti ‘la- rienze condotte ad es. nell’ambito dei fondamentale passo per qualsiasi for-
boratori’ facoltativi, e quindi conside- Laboratori Musicali attivati in molte mazione successiva. Il secondo desi-
rati nell’immaginario collettivo di do- Mario Piatti scuole, stanno proprio a dimostrare derio è che ogni scuola venga attrez-
centi, genitori e studenti come cose di che, quando le cose vengono organiz- zata con spazi e attrezzature adeguate

A
secondaria importanza. Forse si sareb- È docente di Peda- zate nel modo giusto, i risultati ci sono, per cantare, suonare, ascoltare, dan-
be dovuto aver maggior coraggio nel- gogia musicale al e smentiscono gli eterni pessimisti che zare. Qualche soldo in meno per ar-
l’articolazione del quadro orario e or- Conservatorio di continuano a dire che in Italia non si fa mamenti, grandi opere e cose simili,
ganizzativo, e prevedere maggiori spazi musica di La Spe- nulla. La scuola italiana farebbe passi e qualche finanziamento in più per la

I
e tempi per “fare” teatro, musica, pit- zia e alla Scuola di da gigante se si rendesse possibile (con scuola pubblica, sarebbero un ottimo
tura, scultura, cinema, televisione, poe- Animazione musicale di Lecco. Dirige adeguate iniziative e con correlati ade- investimento per un futuro più demo-
sia, danza, uscendo da schematismi la rivista on line www.musicheria.net. guati finanziamenti) una maggiore si- cratico, pacifico e di benessere per

C
(mentali e operativi) legati alle vecchie nergia tra insegnanti e artisti. tutti. ■

rienza della Scuola3d avviata dall’Isti- dio, bensì di attuare modelli scolastico cerca scientifica ed alla capacità di ap- di enti, e associazioni: da chi do-
tuto pedagogico che ha scatenato mo- formativi adeguati alle esigenze locali. plicarne gli esiti alla vita civile. vrebbe essere promosso, con quali
E
dalità espressive non più unicamente Penso qui ad una progressiva presa di Ciascuno di questi ambiti può contare criteri? Come sapere e poter filtrare
cognitive e verbali, quanto grafiche, distanza della ‘scuola’ dalle tappe del- su team di specialisti (gli attuali do- le svariate proposte e le opportunità
musicali ecc., come espressione di sé e l’età evolutiva, per riagganciarsi inve- centi) in grado di leggere i bisogni e che il territorio altoatesino offre?
delle proprie esperienze da parte degli ce alle esigenze della popolazione. Po- progettare esiti formativi adeguati (ad
P

studenti, dei genitori, dei docenti). Su tremmo pensare ad una scuola ‘prima- esempio per gli extracomunitari o per Il tema dell’accreditamento è una spina
questo ambito è necessaria una colla- ria’ finalizzata alla alfabetizzazione coloro che necessitano di alfabetizza- nel fianco dei sistemi formativi. Il siste-
borazione diretta fra scuole, univer- (anche ai nuovi linguaggi), alla socia- zione informatica ecc. per il primario) ma formativo altoatesino dovrebbe sta-
sità e territorio al fine di fare ricerca, lizzazione secondaria, alla trasmissio- oltre a mantenere l’attenzione alla rea- bilire i propri criteri di qualità e su di
S

strutturare modelli operativi, monito- ne dei minimi culturali necessari per lizzazione di percorsi ‘dedicati’ ai sog- essi proporre l’accreditamento a tutti i
rare i processi e valutarli. saper ‘stare’ all’interno della società getti in età evolutiva. Credo sia impor- soggetti che intendano collaborarvi.
alto atesina. E potremmo pensare a tante sottolineare che dovranno pre- Nella stessa direzione va il discorso del-
L’Autonomia scolastica ha prodotto una secondaria, di cui parte integran- sentarsi come percorsi non univoci, l’impiego di esperti esterni. A mio avvi-
miglioramenti e sviluppo nel rappor- te è la formazione professionale, me- bensì definiti sulle caratteristiche di so, prioritaria dovrebbe essere l’atten-
to con le opportunità del territorio? glio mirata allo sviluppo delle vocazio- motivazione e di modalità di appren- zione a creare all’interno della società e
Sono sorte in generale problematiche ni professionali, all’inserimento diret- dimento del pubblico infantile, adole- della cultura altoatesina un assieme di
nei rapporti con quegli enti e associa- to nella vita attiva anche attraverso la scente, giovanile presente: dobbiamo risorse esperte cui attingere, resistendo
zioni culturali o sportive che, a volte, progressiva educazione alla responsa- tenere presente la progressiva disaffe- alla tentazione di attingere sempre ad
entrano di prepotenza nella scuola? bilità civico sociale e politica, allo svi- zione dei giovani verso la scuola (o esperti esterni, molto bravi ma forse po-
luppo del pensiero logico formale verso questo tipo di scuola ?). co attenti alle specificità locali. Anche
In tale direzione va anche l’autonomia, astratto. E di conseguenza a un ‘terzo’ in questo ambito dovrebbe instaurarsi
laddove permette alle singole scuole ed livello (quello che oggi chiamiamo im- Come affrontare il rapporto di par- un circolo virtuoso fra sistema formati-
alle Regioni la strutturazione di inter- propriamente ‘universitario’) finaliz- tenariato con l’esperto esterno che vo ed Università al fine di preparare an-
venti di ricerca e sviluppo al fine non zato a formare le professionalità eleva- entra nella scuola nel modo miglio- che giovani da avviare a tali forme di
solo di inserire nuove materie di stu- te, i quadri dirigenti, aprendo alla ri- re? E come gestire l’accreditamento collaborazione sul territorio. ■
18
A

LINGUAGGI ARTISTICO-ESPRESSIVI
M

Il teatro per l’espressione della creatività individuale e di gruppo


R

I
l linguaggio teatrale, che ruolo rola, ponendosi come emittenti attivi
ricopre e quale potrebbe, a suo nei processi di comunicazione. Mafra Gagliardi
parere, ricoprire nel curricolo Ed è perfino sorprendente che emer-
O

scolastico attuale? Quali le motiva- ga una tensione così significativa nei Ha insegnato alle elementari (metodo Montessori), medie e
zioni? confronti del teatro (nel suo duplice superiori. Co-protagonista dell’animazione teatrale negli anni
aspetto, di fruizione di spettacoli per Settanta, si occupa del rapporto educazione/teatro (con parti-
Se si guarda alle prescrizioni ministe- il pubblico giovane e di pratica perso- colare attenzione alle dinamiche di ricezione dello spettatore
F

riali, attualmente il linguaggio teatra- nale dei linguaggi teatrali) in un con- bambino e alle forme dell’immaginario infantile): su questi temi
le ha un ruolo molto modesto. È vi- testo come quello contemporaneo, ca- scrive su quotidiani e riviste specializzate, svolge ricerche sul campo, tiene cor-
stosa, ad esempio, l’assenza dello stes- ratterizzato da mancanza di prescri- si di formazione per insegnanti e collabora all’”Osservatorio dell’Immaginario
so termine “teatro” nelle “Indicazio- zioni istituzionali e da oggettive diffi- Infantile” di Torino.
N

ni nazionali per i Piani personalizzati coltà. Il fenomeno è così diffuso che


delle Attività Educative”: si usano alcune regioni - Lombardia, Emilia-
piuttosto i termini recita, memorizza- Romagna, Toscana - hanno sentito il relazione tra operatore e insegnante, sta ai docenti una visione del teatro
zione, transcodifica: un lessico vec- bisogno di promuovere una ricerca per esplorare insieme gli spazi dell’u- non coincidente esclusivamente con
I

chio, che non tiene conto delle nuove per stabilire una mappa delle scuole niverso infantile, con gli psichismi gli statuti drammaturgici del teatro di
accezioni della pratica teatrale in si- che assumono la cultura teatrale come che gli sono propri: processi che non tradizione, ma aperta piuttosto alle ri-
tuazione pedagogica, nella peculiarità elemento innovativo della propria seguono le leggi del pensiero raziona- cerche e ai fermenti delle avanguardie
dei suoi obiettivi e delle sue forme. E azione formativa, per evidenziarne le, ma si affidano piuttosto a quello teatrali del secondo Novecento: il che
confinare la pratica teatrale negli spa- caratteristiche, peculiarità, prassi ope- che gli studiosi definiscono pensiero significa per esempio riallacciarsi a
zi pomeridiani come attività opziona- rative e deficienze. laterale, che presiede all’espressione certi intendimenti antirappresentativi
le (quindi riservata a pochi) e quindi Accade infatti che spesso queste atti- artistica e creativa. dell’Animazione anni ’70, superare il
E

probabilmente affidata a operatori vità, si svolgano sotto il segno del pres- primato del testo, esplorare altri lin-
esterni renderà i docenti curriculari sapochismo e dell’improvvisazione, Se potesse esprimere, relativamente guaggi (compresi quelli informatici) in
completamente estranei alle dinami- oppure con la preminenza di un ope- al teatro in tutte le sue sfaccettature, chiave creativa, recuperare i valori del
che di un’attività che dovrebbe invece ratore esterno, o con un’eccessiva ten- un desiderio rispetto al contesto gioco e della festa. Insomma più
L

inserirsi in un percorso educativo glo- denza alla spettacolarizzazione: prova scolastico attuale, che cosa ipotizze- performance come azione aperta an-
bale. Insomma, in una scuola votata ne sia che negli ultimi anni si sono dif- rebbe? che in spazi non canonici che spetta-
all’efficientismo e all’utilitarismo, co- fuse quasi ovunque le rassegne di tea- coli nel senso tradizionale del termi-
me quella delineata dalla Riforma tro fatto dai ragazzi. Penso che ci troviamo di fronte a un ne. Gli insegnanti dovrebbero essere
A

Moratti, pare che non possano trovar Senza negare l’esigenza di comunica- potenziale ricchissimo che non viene consapevoli che il teatro con bambini
posto i tempi e i valori di un’attività zione insita nella prassi teatrale, è pur valorizzato nella giusta misura. Perciò e ragazzi ha una sua specifica peculia-
“inutile” e quindi “necessaria” come vero che nella situazione pedagogica il io punterei soprattutto su un processo rità, che deriva dal suo porsi tra peda-
il teatro. valore di questa prassi sta più nel di formazione del corpo docente, ini- gogia e arte, nell’interazione armoni-
I

Se si guarda invece alla prassi scolasti- percorso che nel prodotto e che è ziale e in servizio. ca tra esigenze etiche ed estetiche, tra
ca nella sua realtà, ci si trova davanti a opportuno istituire nuove modalità di In particolare dovrebbe essere propo- finalità formative e artistiche. ■
un quadro ben diverso: una diffusione
C

capillare di attività teatrali nelle scuo-


le di ogni ordine e grado. E questo sia pegno, lo studio e i risultati ottenuti.
sul piano nazionale che a livello euro- Franca Zagatti – Abituano al confronto con ciò che è
peo. Evidentemente ci troviamo oggi insolito, mutevole, inatteso ed educa-
in una fase di vertiginoso cambiamen- Dirige il Centro di Educazione alla Danza Mousikè di Bologna, no alla ricerca di soluzioni creative.
E

to, quasi di mutazione antropologica: insegna Teoria tecnica e didattica dell’attività motoria dell’età – Contribuiscono alla costruzione di
l’uso prolungato e massiccio dei nuovi evolutiva (facoltà di Scienze della Formazione dell’Università quell’universo di significati che sono
mezzi di comunicazione elettronica di Bologna) e La danza nelle pratiche pedagogiche, terapeu- alla base dei modi di vita e dei valori
che modificano radicalmente le no- tiche e comunitarie (Corso di laurea specialistica in Discipline ai quali ogni società fa riferimento.
P

stre modalità percettive, il rapporto teatrali della Facoltà di Lettere e Filosofia); dirige corsi per educatori tra cui il In questa prospettiva i linguaggi
realtà-finzione, le forme stesse della Corso nazionale per danzeducatore; cura e conduce progetti per la formazione espressivo-artistici possono divenire
relazione interpersonale, sembrano degli insegnanti e laboratori per disabili mentali e psichici. area del sapere che unisce l’esperien-
suscitare nelle giovani generazioni un za pratica a quella concettuale attra-
S

diffuso desiderio/bisogno di esperien- verso una serie di esperienze didatti-

I
ze di tipo creativo, di espressività cor- linguaggi espressivo-artistici, per soddisfare ed ampliare la creati- che sia di tipo produttivo, concreto,
porea, di cultura della relazione. considerati diffusamente come vità e l’immaginazione. visibile, che di tipo ricettivo, impalpa-
La scuola accoglie queste esigenze e veicoli pedagogicamente validi – Esplorano la relazione fra idea ed bile, astratto.
cerca di offrire delle risposte, perché ed efficaci nella scuola, quali pro- oggettività e servono a collegare il Possiamo di conseguenza affermare
vede nel teatro un mezzo per il benes- spettive hanno effettivamente nella pensiero con l’azione. che tale tipo di apprendimento si
sere psichico dei bambini e dei ragaz- scuola attuale, italiana ed interna- – Aiutano a sviluppare capacità emo- manifesta attraverso un doppio canale
zi, in quanto mette in relazione siste- zionale? zionali, relazionali ed umane, inse- operativo, quello del pensare e quello
mi generalmente separati: immagina- gnano l’autodisciplina, promuovono del fare, concretizzando, così, un’idea
rio/realtà, corpo/mente, individuo/ È ormai convinzione diffusa che lo l’autostima. di scuola attiva basata sulla valorizza-
gruppo, inconscio/razionalità. Il tea- studio delle arti faciliti lo sviluppo di – Rafforzano le abilità a percepire, zione dell’individuo e di tutte le sue
tro appare come uno dei principali alcune principali forme di conoscenza interpretare e valutare gli stimoli sen- potenzialità - cognitive, emotive, cor-
mezzi per l’espressione della creati- e metta in atto specifici processi di soriali ed estetici. poree, cinestetiche.1
vità individuale e di gruppo, una ri- apprendimento. In particolare i lin- – Insegnano l’importanza e il valore del
sposa, appunto, al desiderio da parte guaggi espressivo-artistici: lavoro di gruppo e dimostrano pratica- In particolare la danza educativa, che
dei bambini/ragazzi di prendere la pa- – Costituiscono una potente risorsa mente il collegamento diretto fra l’im- ruolo ricopre e quale potrebbe, a Suo
19

A
LINGUAGGI ARTISTICO-ESPRESSIVI

M
A scuola per imparare a esprimersi con l’arte e le emozioni

R
I linguaggi espressivo-artistici, con- hanno un ruolo fondamentale, quello vazioni? Come si connota tale edu- sivo corporeo, che ruolo ricopre e
siderati diffusamente come veicoli di: cazione a scuola? quale potrebbe, a Suo parere, rico-
pedagogicamente validi ed efficaci – offrire ad ogni individuo la possibi- prire nel curricolo scolastico? Quali

O
nella scuola, quali prospettive han- lità di esprimersi usando il mezzo L’Educazione emozionale è un aspet- le motivazioni? Come si connota a
no effettivamente nella scuola della espressivo a lui più congeniale; to fondamentale dell’azione educativa scuola l’integrazione corpo-mente-
Riforma? – dare, prima ancora e in assoluto, la in genere: consiste nell’accompagnare psiche?
possibilità di “esprimersi”; verso una forma di consapevolezza,

F
Nella scuola della riforma non si parla – integrare le differenze di contenuto nel riconoscere e quindi fornire stru- Spesso mi sono chiesta quale ruolo
di “Educazione” nelle discipline arti- e di metodologia proprie di ciascuna menti cognitivi, linguistici, emotivi, svolga “il corpo” nell’apprendimento,
stiche, trasformando così il senso disciplina; abilità sociali con cui nominare, signi- quando diventa ostacolo e quando è
profondo della pedagogia dell’arte e – offrire opportunità e motivazioni di- ficare, armonizzare, costruire “un risorsa. Il corpo diventa “ostacolo”

N
proponendo una visione nozionistica verse per tutti gli allievi; mondo di eventi e momenti emotivi nell’apprendimento e nella crescita
e contenutistica dell’apprendimento – valorizzare le qualità espressive dei che accadono dentro la persona e fra dell’individuo quando è negato, ine-
di queste “materie” (proprio così chia- ragazzi e dei loro sentimenti; valoriz- le persone”. spresso, bloccato.
mate! Ahimè!); il termine “educazio- zare l’immaginazione che diventa lo Ritengo che, nell’ambito educativo, Il corpo diventa risorsa quando la sua

I
ne” viene abolito, come viene abolito manifestazione è libera e spontanea,
lo spazio dedicato alle discipline arti- quando si riconosce il valore del suo
stico-espressive, relegate ad un orario Olga Mautone sentire, percepire, agire, esprimere e
facoltativo. comunicare, entrare in relazione con
“Nell’ambito di un progetto educati- Maestra elementare, laurea in Filosofia, counseling in gli altri e con il mondo.
vo e didattico realmente integrato e relazione d’aiuto ed in tecniche psico-corporee, esperta e Le tecniche psicorporee che introdu-
complesso l’educazione artistica è conduttrice di gruppi e laboratori con allievi in corsi di for- co nel mio lavoro d’insegnante, han-

E
un luogo privilegiato di esperienza mazione per insegnanti; collaboratrice didattica per il cor- no, prima di tutto, aiutato me, adulta,
personale nei campi dell’espressio- so di laurea in Scienze della Formazione Primaria in a integrare i vari livelli dell’essere, ad
ne, del contatto con l’arte, del ci- “Didattica della Matematica”, presso l’Università degli Stu- acquisire sempre più consapevolezza
mento tecnico. Una possibilità di di di Napoli e per l’area scientifica presso la Fondazione Idis-Città della Scien- del mio sentire e agire, consentendo-

L
trovare un momento consacrato alla za, Napoli. mi così la manifestazione e l’espres-
sperimentazione, all’esplorazione di sione senza inibire o bloccare; nel
nuovi linguaggi e strumenti, all’ap- mio lavoro, con gli adulti e con i bam-
prendimento attivo anche attraverso strumento principale per spaziare nel bisogna riconoscere e dare dignità alle bini, nei corsi di formazione, nelle at-

A
il vissuto emozionale, alla valorizza- contatto con il nuovo, utilizzare il ba- emozioni: non c’è apprendimento tività di laboratorio, o nel lavoro quo-
zione dei processi e degli stili perso- gaglio di esperienze, di vissuti e di sa- senza emozioni, non c’è conoscenza tidiano in classe, il corpo entra a pie-
nali.” peri di ciascuno… senza emozione, non c’è pensiero sen- no titolo, nella sua interezza ed inte-
– fare “cultura”, essere protagonisti za emozione, non c’è relazione educa- grità, il corpo inteso, cioè, come ener-

I
Che ruolo ricoprono e quale do- di un processo creativo, unico, origi- tiva che non coinvolga il piano delle gia fisica, vitalità e gioia, come affetti-
vrebbero, a Suo parere, ricoprire nale e personale. emozioni, il “campo educativo” per vità ed emozione, come pensiero e
nel curricolo scolastico? Quali le essere fertile dev’essere “affettivo”, spiritualità.

C
motivazioni? La cosiddetta educazione emoziona- l’affettività trasforma e riscalda i con- Il corpo rappresenta il luogo privile-
le, che ruolo ricopre e quale po- tenuti del pensiero. giato delle esperienze e delle cono-
Nella visione di un’educazione inte- trebbe, a Suo parere, ricoprire nel scenze, non più ospite indesiderato
grata, i linguaggi artistici espressivi curricolo scolastico? Quali le moti- In particolare il movimento espres- e fastidioso, ma alleato nei processi
di apprendimento e di crescita.
E
Cambia, così, la prospettiva di
parere, ricoprire nel curricolo scola- che vengono considerati i principali sistema scolastico, mi sento di fare, è “scuola” e di “educazione”: la scuo-
stico? Quali le motivazioni? Come si elementi strutturali della danza. quella di potenziare l’inserimento dei la diventa il luogo in cui coltivare e
connota la danza educativa in lin- Analizzare lo spazio circostante, linguaggi artistici all’interno delle proporre esperienze per i diversi li-
P

guaggio espressivo-artistico a scuola? osservare quali movimenti il nostro attività di laboratorio recentemente velli del “corpo”: gli spazi vengono
corpo può coordinare in esso, studia- “ufficializzate” dalla riforma. Credo modificati a seconda delle varie esi-
La danza, rispetto alle altre arti, pos- re in che modo il suono ci può aiuta- sarebbe importante prevedere nella genze, si organizzano aule per i di-
siede la capacità di unire e conciliare re nelle scoperte cinetiche, compren- formazione degli insegnanti, la possi- versi laboratori e per i diversi lin-
S

lo sviluppo motorio con quello espres- dere come le sensazioni e le emozioni bilità di seguire un percorso a “colo- guaggi, si allargano i confini di spa-
sivo ed emozionale - il corpo è con- possono modificare il nostro movi- ritura artistica”, dove le didattiche zio e tempo; e compito dell’educa-
duttore del messaggio artistico e divie- mento, significa non solo dar forma laboratoriali vengano approfondite e zione è coltivare tutti i campi, rico-
ne al tempo stesso strumento e ogget- alle infinite espressioni del nostro non lasciate alla buona volontà del noscendo quali semi (esperienze)
to del suo stesso agire. movimento, ma far sì che queste non singolo e dove i linguaggi artistici sia- proporre, qual è la caratteristica del-
Nella nostra prospettiva la danza nella vengano spinte a strutturarsi secondo no sufficientemente conosciuti dagli la terra che accoglie, quali modalità
scuola acquista finalità educativa non logiche di pura funzionalità motoria. insegnanti da consentire loro l’attiva- adotterò per rendere ogni terreno
in quanto rappresentazione esterior- zione di percorsi didattici adeguati e fertile, di cosa avrà bisogno ogni an-
mente formalizzata, ma in virtù del- Se potesse esprimere, in riferimen- soprattutto proficue collaborazioni golo del campo, di come attendere,
l’enfasi percettiva che viene data all’e- to alla danza educativa, un deside- con gli esperti e gli artisti presenti sul con fiducia ed amore, e di cosa at-
sperienza soggettiva, emozionale, ed rio rispetto al contesto scolastico territorio. ■ tendere, durante ed alla fine del pro-
estetica del movimento. In quest’otti- italiano ed internazionale, quale cesso, immaginando i frutti non solo
ca l’apprendimento della danza edu- ipotizzerebbe? 1 Tratto da F. Zagatti, La danza educati- sul piano cognitivo, ma, indispensa-
cativa non passa attraverso l’acquisi- va. Principi metodologici e itinerari ope- bile, sul piano affettivo-emozionale;
zione di sequenze date di movimento, L’ipotesi più realistica che in questo rativi, Ed. Mousikè Progetti Educativi, sapendo riconoscere come racco-
ma attraverso l’esplorazione di quelli momento di grandi cambiamenti del Bologna, 2004. glierli e cosa farne… ■
CONVEGNO
Per uno scenario di riforma
del sistema educativo e formativo
della provincia di Bolzano
20
23 marzo 2006

Giovedì 23 marzo 2006 alle ore 15,


presso il Liceo scientifico Torricelli di Bolzano
LILIANA DOZZA, FRANCO FRABBONI,
LUIGI GUERRA E CESARE SCURATI
Riflettono sui nodi cruciali dell’innovazione
Introducono i lavori l’Assessora alla scuola Luisa Gnecchi
A

e la Sovrintendente scolastica Bruna Visintin Rauzi.


Coordina gli interventi Daniela Pellegrini Galastri

LA SCUOLA DI DOMANI
M

Lo scenario della riforma nazionale e provinciale


R

Convegno dell’Istituto pedagogico il 23 marzo 2006 a Bolzano


L’
Istituto pedagogico in lingua italiana di
Bolzano promuove un percorso di riflessio-
O

ne per creare uno scenario culturale e peda-


gogico forte e condiviso quale sfondo alle innovazio- lettori: individualizzazione/personalizzazione; didat- lavoro, innovazione, pari opportunità, cooperative,
ni che investono attualmente, a livello locale, nazio- tica per competenze; autonomia e flessibilità; diver- Formazione professionale e scuola in lingua italiana
nale e internazionale, il sistema educativo e formati- sità come risorsa; etero e auto-valutazione; scuola e Luisa Gnecchi e quello della Sovrintendente scola-
F

vo. Tra le iniziative volte a stimolare tale riflessione territorio; tecnologie; linguaggi artistico-espressivi. stica prof.ssa Bruna Visintin Rauzi.
e a promuovere il confronto sul tema della Riforma, L’Istituto ha affidato l’elaborazione di tali tesi/linee Sono invitati i dirigenti scolastici e gli insegnanti di
l’Istituto ha organizzato un convegno, che si terrà il guida ai professori Liliana Dozza, Franco Frabbo- tutte le scuole di ogni ordine e grado della Provincia
23 marzo 2006 a Bolzano, presso il Liceo scientifi- ni, Luigi Guerra e Cesare Scurati, in qualità di au- di Bolzano, le autorità politiche e istituzioni interes-
N

co Torricelli di Bolzano con inizio alle ore 15.00, in torevoli esperti, i quali presenteranno pubblicamen- sate (assessorati, università, agenzie di educazione
occasione del quale verranno proposte all’attenzione te le proprie relazioni durante il Convegno, con cui permanente ...), i rappresentanti della stampa e del-
del mondo della scuola altoatesina tesi/linee guida su si aprirà ufficialmente il confronto su questi argo- la televisione, gli studenti, i sindacati, i genitori, il
alcuni punti cruciali, gli stessi oggetto delle intervi- menti all’interno del mondo della scuola. Consiglio scolastico provinciale e tutti coloro che so-
I

ste che questo numero di Informa propone ai suoi Apriranno l’incontro l’intervento dell’Assessora al no interessati. ■

(continua da pag. 9: “Necessari stru- larmente questo o quel soggetto (allie- punto di modelli statistici per l’inter- loro esigenze, in termini di migliore
menti attendibili e rapporti di fidu- vo, scuola o insegnante che sia). Infor- pretazione dei dati. programmazione degli interventi, di
cia con le scuole”) mazioni non meno attendibili (ma con È evidente che tutte queste operazio- più equa ripartizione delle risorse, di
costi enormemente inferiori) possono ni richiedono tempo, e soprattutto ri- impostazione di programmi di ricerca
E

dologico, consiste nel rilevare le infor- essere raccolte per via campionaria, se chiedono che si disponga di una orga- e di sperimentazione volti alla soluzio-
mazioni sull’universo (ossia su tutte le ciò che interessa è cogliere le tendenze nizzazione tecnico-scientifica capace ne di problemi specifici.
scuole, tutti gli allievi, tutti gli inse- che si manifestano circa questo o quel- di provvedere adeguatamente ad esse.
gnanti), oppure su un campione. Si l’aspetto dell’attività educativa. Se la Non è eccessivo affermare che la mes- Se avesse una bacchetta magica,
L

comprende che da un punto di vista valutazione ha lo scopo di assumere de- sa a punto di uno strumentario che ri- quali scenari vorrebbe poter realiz-
tecnico le due soluzioni differiscono cisioni necessarie per orientare il fun- sponda alle caratteristiche menziona- zare per la valutazione in campo
sostanzialmente per complicazione or- zionamento del sistema scolastico non te richiede circa un anno di lavoro. scolastico?
ganizzativa e per costo, enormemente ha alcuna utilità identificare i soggetti Non si ha notizia che in Italia siano in
A

maggiori se si procede sull’universo, cui i dati si riferiscono, mentre sono as- corso progetti volti alla produzione di Purtroppo non ce l’ho. Mi accontente-
seguendo una logica censimentaria. Va sai più importanti la tempestività e le strumentari valutativi che rispondano rei perciò di un sistema scolastico in
notato, tuttavia, che i dati che si otten- condizioni delle rilevazioni. alle specifiche indicate. grado di analizzare se stesso, di stabi-
gono da rilevazioni censimentaria sono In Italia, dopo il 2001 il governo ha lire un rapporto positivo con la ricerca
I

effettivamente utili solo se si intende Quali carenze individua nelle atti- deciso di procedere sull’universo. Fi- (quella interna, sempre che non sia
esprimere giudizi che investano singo- vità istituzionali di valutazione e co- nora, si sono ottenuti dati che presen- completamente soffocata, e quella in-
me potrebbero essere superate? tano scarsa o nessuna utilità, per l’i- ternazionale), di fondare le decisioni
C

nattendibilità degli strumenti e delle su flussi attendibili di dati.


Che si tratti di rilevazioni censimentarie procedure seguite. Si è, inoltre forte- Per concludere, vorrei segnalare un
o campionarie, vale comunque un pre- mente deteriorato il rapporto di fidu- aspetto della valutazione sul quale non
Notiziario bimestrale supposto, quello dell’osservanza rigoro- cia con le scuole, dal momento che es- si riflette abbastanza: ho già detto che
dell’Istituto Pedagogico Provinciale
sa dei requisiti formali capaci di assicu- se sono chiamate a collaborare ad per effettuare una valutazione che ab-
E

di ricerca, sperimentazione e aggiornamento


educativi per il gruppo linguistico italiano rare la validità e l’attendibilità dei dati. operazioni che possono avere conse- bia un senso occorre effettuare rileva-
Ciò vuol dire che gli strumentari debbo- guenze negative per il loro funziona- zioni attendibili. Ma perché si possano
no essere messi a punto attraverso pro- mento ulteriore. Se consideriamo effettuare rilevazioni attendibili è ne-
cedure complesse, che prevedano: quanto accade in altri paesi, osservia- cessario che tra chi raccoglie i dati e chi
P

– il disegno delle prove, con il detta- mo che la via censimentaria è seguita li fornisce si stabilisca una rapporto di
ISTITUTO PEDAGOGICO
glio delle prestazioni da sollecitare in nel Regno Unito, e quella campiona- fiducia. I dati valutativi sono infatti il ri-
funzione dei traguardi che si vogliono ria in Francia. Nel Regno Unito si è as- sultato di mediazioni culturali, che si
accertare; sistito negli ultimi anni al moltiplicar- forniscono in modo differenziato (o
S

Direttore responsabile
Bruna Visintin Rauzi – l’elaborazione delle prove grezze, sulle si delle rilevazioni, che si sono affian- non si forniscono affatto) in relazione ai
Redazione quale occorre richiamare l’attenzione cate a periodiche visite ispettive delle diversi atteggiamenti che i soggetti
C. Bertorelle, C. Cantisani, L. Taufer critica di specialisti nelle diverse aree scuole. Queste ultime finiscono per coinvolti assumono nei confronti sia
Foto di copertina culturali al fine di stabilirne la validità; orientare la loro attività verso gli della valutazione in generale, sia delle
Claudio Cantisani – la prova sul campo (try out), volta ad aspetti che sanno essere oggetto di ri- singole iniziative alle quali sono chia-
Impaginazione accertare le caratteristiche, di formu- levazioni, tramite prove oggettive o mati a partecipare. È essenziale, in altre
Edizioni Junior, Azzano San Paolo (BG)
lazione e metriche) di ciascuna prova rapporti ispettivi, trascurando aspetti, parole, la collaborazione dei soggetti ai
Stampa
Tecnoprint S.n.c., Romano di Lombardia (BG)
o parte di essa; pure importanti, dell’attività educati- quali si richiedono informazioni o pre-
Autorizzazione del Tribunale – la rettifica, che consiste nell’espunge- va che non si traducono in prestazioni stazioni per assicurare la qualità delle
Bolzano nr. 23/94 del 13/12/1994 re gli elementi di prova che non abbia- codificabili o in procedure predefini- valutazioni che possono essere espres-
Anno XIII, numero 57 - febbraio 2006 no presentato le caratteristiche deside- bili. In Francia si preferisce avere un se. Ma si collabora se si capisce che cosa
Chiuso in redazione il 23 febbraio 2006
rate, o nel modificarne la formulazione; rapporto collaborativo con le scuole, si sta facendo, se si è convinti che si trat-
Redazione
Via del Ronco, 2 - 39100 Bolzano – la prova finale sul campo (dry run), che Queste ultime non debbono con- ta di operazioni utili, se si è certi della
tel. 0471/411465 - fax 0471-411469 che ha lo scopo di accertare la presen- siderare con ansia la valutazione, ma correttezza delle procedure. Ci si è ve-
internet: http://www.provincia.bz.it/ipi/ za di tutte le caratteristiche desidera- essere consapevoli dei vantaggi che ramente preoccupati, negli ultimi anni,
e-mail: Redazione.I.P@provincia.bz.it
te, oltre che di consentire la messa a possono derivare dall’emergere delle di assicurare tali condizioni? ■