Sei sulla pagina 1di 8

Analisi delle sollecitazioni torcenti in strumenti per endodonzia durante il

trattamento canalare

A. Corvi, L. Vitali

Dipartimento di Meccanica e Tecnologie Industriali – Università di Firenze


via di S. Marta, 3 – 50139 Firenze
e-mail: corvi@unifi.it

Keywords: biomechanics, endodontic tools, torque, acquisition system

Sommario
Lo studio oggetto della memoria ha avuto come obiettivo la misura degli spettri delle sollecitazioni
torcenti cui è soggetto lo strumento endodontico nel corso del suo utilizzo, al fine di poter impostare una
campagna di prove di caratterizzazione a fatica torsionale di strumenti attualmente in commercio.
Informazioni sulla vita a fatica di tali utensili potrebbero essere di notevole aiuto per gli endodontisti al
fine di ottimizzarne l’uso minimizzando i rischi di frattura degli stessi all’interno del canale radicolare.
La valutazione del momento torcente è stata effettuata misurando la corrente assorbita dal motore
di un manipolo durante l’operazione di preparazione scanalare di alcune radici dentarie secondo la
tecnica crown-down. I valori delle coppie registrati nelle varie fasi sono stati analizzati e confrontati tra
loro.

Abstract
The paper describes an experimental activity aimed to measure the torsional stresses acting on
endodontic tools durig the operating phases. These data are useful for the design of a test campaign for
the torsional fatigue characterization of commercially available files. Information about the fatigue life
of these tools can be useful for the endontists to optimize the use of this kind of tolls with the minimizing
the risk of their fracture into the canal.
The evaluation of the torque has been done by measuring the current absorbed from the motor
during the activity of preparation of some dental roots with the crown.down technique. Torque values
measured during the operative phases are presented and discussed.

1. STRUMENTI PER IL TRATTAMENTO CANALARE


La polpa dentaria, contenuta all' interno del dente, è un tessuto connettivo altamente specializzato contenente
arterie, vene, terminazioni nervose e cellule connettivali. In seguito a una carie profonda e relativa
contaminazione batterica, oppure in seguito a un trauma, la polpa va incontro a infiammazione ed infezione: è il
quadro, clinicamente spesso doloroso, della pulpite. L' infiammazione acuta o cronica si può propagare al di
fuori dell'
apice della radice dentaria e diffondersi all' osso circostante provocando lesioni definite come ascesso o
granuloma e visibili in radiografia: in questi casi l' indicazione al trattamento endodontico è assoluta, essendo
l'
unica alternativa all' estrazione dell'elemento dentario. Un intervento di tipo endodontico consiste nella
rimozione del tessuto pulpare sia a livello della corona sia a livello delle radici e nella sostituzione del tessuto
rimosso con un' otturazione permanente in guttaperca e cemento canalare previa adeguata sagomatura dei canali
radicali.
Negli ultimi anni si stanno sempre più diffondendo nel campo dell' endodonzia nuove procedure
operative che garantiscono un migliore risultato della pulizia del canale radicale con un tempo di intervento
molto minore rispetto alle tecniche tradizionali. Alla base delle nuove tecniche di intervento c' è l'
introduzione
di strumenti innovativi che garantiscono la loro efficienza in condizioni operative anche estremamente
sfavorevoli. Questi particolari strumenti, comunemente chiamati file, si distinguono fra loro per la diversa
conicità e diversi diametri e vengono realizzati con leghe superelastiche a memoria di forma di nickel-titanio
[1,2].
In pratica i file sono delle piccole punte da trapano che espellono la polpa man mano che avanzano
all'
interno del canale (fig. 1). Esistono due procedure di intervento endodontico utilizzabili con i file: Step-Back
e Crown-Down [3]; in particolare, la seconda ha avuto un significativo successo in quanto è risultata più
affidabile ai fini della prevenzione delle rotture dei file.

13
XXX Convegno Nazionale AIAS – Alghero (SS), 12-15 settembre 2001

Le condizioni operative di un file


sono gravose perché le geometrie dei canali,
che spesso presentano curvature di raggio
relativamente piccolo, costringono gli
strumenti a deformarsi in modo rilevante.
Lo strumento in rotazione dentro ad un
canale è quindi soggetto a sollecitazioni
affaticanti composte da flessione rotante,
dovuta esclusivamente alla forma del
canale, e momento torcente variabile in
funzione dello sforzo di taglio dell’ utensile
stesso. Tutto ciò comporta l’ elevato rischio
che si presenti la rottura dello strumento
all'
interno del canale (fig. 2) con
conseguenti complicazioni dell' intervento e,
spesso, preclusione di un successivo
reintervento [4].
Fig. 1 Intervento di pulizia canalare con i file

Per poter prevedere la vita di un file è


necessario effettuare una analisi dei carichi affaticanti
cui mediamente è soggetto nel corso della sua vita
operativa [5–10].
Se questo è più semplice per quello che
riguarda la flessione (basta disporre di informazioni
relative alla curvatura dei canali e al numero di cicli di
utilizzo), le variazioni delle sollecitazioni torsionali in
esercizio non sono invece note né attualmente
prevedibili. Lo scopo del presente lavoro è stato
quindi quello di condurre una attività sperimentale
finalizzata alla misura delle coppie torcenti che
sollecitano i file nel corso della pulizia di canali di
Fig. 2 Radiografia di un dente in cui è visibile un frammento
diverso diametro e diversa forma.
di un file all’ interno del canale di una radice

2. ATTIVITÀ SPERIMENTALE
L’ attività è stata condotta utilizzando file prodotti dalla Maillefer con il nome commerciale di ProFile. In
particolare si è fatto riferimento al Profile avente una conicità pari al 4% di diversi diametri (fig. 3).
La tecnica crown-down di preparazione canalare prevede
che i ProFile siano soggetti a un moto verticale di “va e vieni”
all’ interno del canale per un tempo massimo di dieci secondi a
strumento ed esercitando una pressione pari a quella che si
esercita con una matita su un foglio; inoltre gli strumenti
devono girare ad una velocità di rotazione il più possibile
costante (un valore di riferimento di uso comune è pari a 250
Fig. 3 ProFile di diametri diversi rpm).
Per un’ esecuzione corretta di questa tecnica è necessaria quindi una macchina per endodonzia
appositamente progettata in grado di mantenere costante la velocità dell’ albero del motore elettrico impiegato
per la messa in rotazione degli strumenti.
La macchina che è stata utilizzata per il campionamento del momento torcente agente sui ProFile è la
Tecnika, prodotta dalla ditta ATR e distribuita in Italia da SIMIT (fig. 4). Tale macchina è costituita da un
sistema di controllo per la regolazione della velocità, che alimenta un motore elettrico in corrente continua il cui
albero è collegato a quello di un contrangolo riduttore con rapporto di riduzione 1:16; gli strumenti vengono
bloccati all’ estremità del contrangolo (comunemente chiamato manipolo). Il motore elettrico è del tipo in
corrente continua, prodotto da ESCAP, con costante di coppia pari a 13,6 mNm/A e resistente alla temperatura
di sterilizzazione in autoclave (di solito 135 °C). Tale motore viene alimentato attraverso un sistema di controllo

14
XXX Convegno Nazionale AIAS – Alghero (SS), 12-15 settembre 2001

che permette di mantenerne costante la velocità al variare delle condizioni di carico, cioè a seconda che il
motore risulti più o meno frenato.
Relativamente ai motori elettrici in corrente
continua è noto che alimentando un motore sotto una
tensione costante, questo aumenta o diminuisce la
propria velocità rispettivamente diminuendo o
aumentando la coppia resistente all’ albero motore.
Un sistema in grado di mantenere costante la
velocità di rotazione dell’ albero di un motore
elettrico deve quindi basarsi sulla possibilità di
variare la tensione di alimentazione, in modo che se
la coppia resistente all’ albero aumenta, occorre
aumentare anche la tensione di alimentazione e
viceversa, allo scopo di compensare le variazioni di
corrente assorbita dovute alle variazioni della coppia
resistente (ad esempio per il motore di Tecnika un
aumento di coppia resistente pari a 13,6 mNm
determina un aumento di corrente assorbita
dall’ alimentatore pari a 1 A).
Un modo semplice e spesso utilizzato per
variare la tensione di alimentazione di un motore in
corrente continua allo scopo di regolarne la velocità,
è sfruttare la tecnica PWM: si alimenta il motore
non tramite una tensione continua, ma con una
Fig. 4 La macchina ATR - Tecnika tensione variabile nel tempo secondo un’ onda
quadra, che per il sistema di controllo di Tecnica ha
un periodo di 1,5 ms; il sistema di controllo è in grado di variare il tempo in cui la tensione è alta rispetto
a quello in cui è bassa, determinando in tal modo una variazione del valore medio di tale tensione, che alimenta
effettivamente il motore.
Il tempo in cui la tensione è alta rapportato al periodo si dice duty cycle; il regolatore del sistema
motorizzato utilizzato registra ad ogni fine periodo la velocità di rotazione e, se ne percepisce delle variazioni,
aumenta o diminuisce il duty cycle a seconda se la velocità tenda rispettivamente a diminuire o aumentare
(infatti se la velocità diminuisce la coppia resistente all’ albero aumenta ed è necessario un aumento della
tensione di alimentazione per compensare l’ aumento di corrente assorbita che ne deriva).
Ovviamente il sistema è tarato in modo che ad un certo scarto di velocità rispetto al valore programmato
corrisponda la giusta variazione del duty cycle. Il sistema motorizzato utilizzato è in grado di mantenere
costanti tre livelli di velocità dello strumento a seconda del programma specificato dall’ utente (di solito è
consigliato quello corrispondente a una velocità di 250 rpm): una volta impostato il programma lo strumento
gira alla velocità desiderata sia a vuoto sia sotto carico (cioè mentre lavora all’ interno di un canale). Ad ogni
programma è associato anche un valore limite della coppia resistente, e quindi del duty cycle, superato il quale
l’ utilizzatore può impostare o un segnale acustico di avvertimento, o il bloccaggio del motore o, infine
l’ inversione del senso di rotazione. Con questi accorgimenti gli utenti sono in grado di evitare rotture
indesiderate degli strumenti, in caso di canali difficili da trattare, per valori di coppia resistente che superano
quelli di resistenza statica. Le limitazioni sulla coppia resistente sono anche molto utili affinché chi esegue il
trattamento endodontico utilizzando una simile attrezzatura acquisti una manualità orientata verso valori di
coppia resistente sempre più bassi, in modo tale che la vita a fatica a torsione possa spostarsi su un numero più
alto di canali trattabili senza incorrere nella frattura degli strumenti.
La procedura di acquisizione della coppia resistente agente sugli strumenti è stata basata sul
campionamento della corrente assorbita dal motore. Tale grandezza è stata campionata attraverso conversione
analogico-digitale ottenuta attraverso una scheda di acquisizione dati montata su un comune PC. La
digitalizzazione dei valori di corrente assorbiti permette la successiva elaborazione degli stessi tramite il
calcolatore. E’ importante precisare che così facendo si misura la coppia resistente all’ albero del motore
elettrico, direttamente proporzionale a quella al mandrino del manipolo, che rappresenta a sua volta la coppia
resistente risultante, somma di tutte le forze che lo strumento deve vincere mentre lavora all’ interno del canale e
distribuite per tutta la lunghezza di lavoro.
La scheda di acquisizione utilizzata è la NATIONAL INSTRUMENTS AT-MIO-16L, in grado di
campionare (cioè di convertire da analogico a digitale), su un massimo di 16 canali diversi, una tensione
compresa al massimo nell’ intervallo –10 V, +10 V. Il campionamento su un canale avviene su 12 bit e ad una
frequenza massima di 100 KHz (frequenza di campionamento). Entrambi questi valori sono determinanti ai fini
della precisione con cui si digitalizza un segnale di tensione.

15
XXX Convegno Nazionale AIAS – Alghero (SS), 12-15 settembre 2001

Se si vuole campionare un segnale variabile secondo un’ onda quadra (come è stato fatto nel caso di
TECNIKA) è necessaria una frequenza di campionamento più alta possibile, dato che un segnale a onda quadra
non potrà mai essere campionato in modo corretto, contenendo frequenze da zero a infinito. Per il
campionamento della corrente assorbita dal motore elettrico utilizzato, sono stati affrontati due problemi:
interfacciare la macchina al PC sul quale è stata montata la scheda di acquisizione, e creare un programma in
LabVIEW (strumento virtuale) che permettesse di ottenere tale campionamento, in particolare visualizzando su
monitor l’ andamento temporale del momento torcente e salvando su file di testo la sequenza di numeri che
costituisce il campionamento stesso.
La coppia resistente all’ albero è direttamente proporzionale al momento resistente al mandrino del
manipolo a meno del rapporto di riduzione del manipolo stesso (ipotizzando trascurabili le perdite per attrito
attraverso i suoi ingranaggi). Per trasformare la corrente da misurare in una tensione, cioè in una grandezza
campionabile dalla scheda di acquisizione, è stata interposta fra il sistema di controllo e il motore una resistenza
elettrica di basso valore (3.3 Ω), in modo da alterare il meno possibile il funzionamento della macchina, e sono
stati collegati i capi di tale resistenza alla scheda.
Da quanto detto precedentemente circa il funzionamento del sistema di controllo della macchina, la
caduta di tensione ai capi della resistenza ha andamento a onda quadra con periodo 1,5 ms e il motore assorbe
solo la componente continua della corrente che determina tale caduta di tensione. Se si indica con V la caduta di
tensione ai capi della resistenza interposta, tensione che viene campionata attraverso la scheda di acquisizione, si
ottiene che la coppia resistente all’ albero motore è data da:

V
C= 13.6
3 .3

La componente continua di V, V , si ottiene come valor medio della tensione all’ interno di ciascun
periodo di 1,5 ms, e quindi può essere trattata come una grandezza variabile nel tempo con continuità. Per la
determinazione del momento torcente al mandrino del manipolo τ, occorrerà dapprima sottrarre la componente
continua misurata a vuoto e dovuta alla coppia utile a far girare gli ingranaggi del manipolo quando lo strumento
non lavora, e poi si moltiplicherà per il valore del rapporto di riduzione del manipolo, ottenendo in definitiva:

(
τ = V − V vuoto )133..36 16
Il problema del campionamento del momento torcente si è ridotto quindi al campionamento della
componente continua della caduta di tensione attraverso la resistenza di interfaccia che è stata inserita fra
l’ alimentazione e il motore dell’ apparato.
Lo strumento virtuale per l’ acquisizione legge l’ andamento temporale dell’ onda quadra a una frequenza
di campionamento di 40 kHz e ogni 4800 campioni letti ne fa la media immagazzinando questo valore in un
vettore dopo averlo stampato su grafico. Tale vettore, che rappresenta il campionamento della componente
continua della caduta di tensione V, viene salvato in un file di testo e ne viene ulteriormente estratta la media
(l’ estrazione della media serve a ottenere il valore della componente continua a vuoto). A 40 kHz all’ interno di
un periodo di 1,5 ms dell’ onda quadra si ottengono 60 campioni; mediando ogni 4800 campioni significa quindi
fare la media ogni 80 periodi della tensione V (filtro mediano). La componente continua della tensione V è
quindi teoricamente campionata a una frequenza di 40000/4800=8.3 Hz. Tenendo conto però che per
l’ operazione di media che viene eseguita ogni 4800 acquisizioni è necessario un certo periodo di tempo, la
frequenza di campionamento effettiva risulta compresa fra i 7 e gli 8 Hz.

3. RISULTATI DELLE PROVE SPERIMENTALI


Sono stati presi in considerazione otto canali di denti estratti aventi ciascuno diverse caratteristiche geometriche
(raggio e angolo di curvatura). Per ognuno di questi canali è stato utilizzato un protocollo di trattamento
endodontico costituito dall’ utilizzo in serie di strumenti per ciascuno di quali è stato effettuato un moto di “va e
vieni” all’ interno di ciascun canale per un tempo massimo di circa dieci secondi per ogni ProFile utilizzando
progressivamente gli utensili con diametro via via decrescente:
• ProFile .04 #40 (colletto nero)
• ProFile .04 #35 (colletto blu)
• ProFile .04 #30 (colletto verde)
• ProFile .04 #25 (colletto rosso)
• ProFile .04 #20 (colletto giallo)

16
XXX Convegno Nazionale AIAS – Alghero (SS), 12-15 settembre 2001

Per ciascuno dei canali trattati e per ogni strumento utilizzato è stata campionata la componente continua
della caduta di tensione e sono in seguito stati calcolati i valori del momento torcente. Le figure (5)–(8)
mostrano gli andamenti temporali del momento torcente, registrato su ciascuno dei cinque strumenti, relativo
alla sagomatura di alcuni canali. Tali grafici sono chiamati endogrammi [3].

6 40
35
30
5 25
20
4
coppia (Nm)

-1 0 10 20 30 40 50 60 70

campionamenti

Fig. 5 Endogramma relativo al canale n. 1

6 40
35
5 30
25
4 20
coppia (Nm)

-1 0 10 20 30 40 50 60 70

campionamenti

Fig. 6 Endogramma relativo al canale n. 2

17
XXX Convegno Nazionale AIAS – Alghero (SS), 12-15 settembre 2001

6 40
35
5 30
25
4 20
coppia (Nm)

-1 0 10 20 30 40 50 60 70

campionamenti

Fig. 7 Endogramma relativo al canale n. 5

6
40
35
5
30
25
4
20
coppia (Nm)

-1 0 10 20 30 40 50 60 70

campionamenti

Fig. 8 Endogramma relativo al canale n. 7

4. COMMENTI E CONCLUSIONI
Il presente lavoro di acquisizione dell’ andamento temporale del momento torcente agente sui ProFile durante
l’ intervento di trattamento endodontico, ha innanzitutto messo in evidenza due punti importanti. Il primo punto
riguarda i valori massimi della coppia registrati utilizzando strumenti diversi impiegati nella sagomatura di uno
stesso canale.

18
XXX Convegno Nazionale AIAS – Alghero (SS), 12-15 settembre 2001

Come si evince dai grafici, i picchi del momento torcente sono dello stesso ordine di grandezza
passando da un utensile all’ altro; ciò implica che in un intervento ben eseguito gli sforzi dovuti alla sagomatura
vengono ripartiti in misura analoga su tutti gli strumenti impiegati. L’ ottenimento di endogrammi simili per
ciascun strumento è legato anche alla funzione di controllo di coppia presente nel sistema di controllo di
Tecnika. Gli endogrammi sono stati infatti ottenuti impostando un segnale acustico al raggiungimento di un
valore di coppia pari a 5 mNm. Quando l’ operatore sforza gli strumenti avvicinandosi al valore limite impostato,
comincia il segnale acustico fino a diventare di intensità massima una volta raggiunto il limite; l’ operatore
diminuirà quindi istintivamente la forza impiegata per riportarsi sotto il valore impostato.
Il secondo punto riguarda i valori del momento torcente registrati nei diversi canali. E’ stato notato che
gli endogrammi presentano all’ incirca gli stessi picchi oltre che da strumento a strumento anche da canale a
canale; in prima approssimazione è possibile quindi affermare che il momento torcente non risulta influenzato
dalla geometria del canale radicale, avendo gli otto canali scelti per la sperimentazione, raggi e angoli di
curvatura diversi tra loro.

Bibliografia
[1] Nardi E; Gambarini G; Tosti D; “Recenti applicazioni di leghe Ni-Ti in Endodonzia”; Odontostomatologia, 1993, pag. 1128-1132
[2] Cavalleri G; De Fazio P; Gerosa R; Menegazzi G; Salvinelli C; “Strumenti endodontici in Ni-Ti: prove comparative di due tipi di Ni-Ti
files”; Giornale italiano di Endodonzia, 1996, pag. 6-11
[3] Blum JY; Cohen A; Machtou P; Micallef JP; “Analysis of forces developed during mechanical preparation of extracted teeth using
ProFile NiTi rotary instruments”, International Endodontic Journal, 1999, pag. 24-31
[4] Corvi A., Magheri P., P.F. Porciani, “Analisi del comportamento a fatica di ProFile .04”, Atti del Simposio Applicazioni delle leghe NI-
Ti in campo medico: Stato dell’ arte in endodonzia, Catania 1999, pag.123-129.
[5] Waila H; Brantley W; Gerstein H; “An initial investigation of the bending and torsional properties of Nitinol root canal files”, Journal of
Endodontics, 1988, pag. 346-351
[6] Laszkiewicz J; Gambarini G; “The effect of rotational speed on cyclic failure of ProFile .04 taper, nickel-titanium rotary instruments”;
Journal of Evolutionary Dentistry, 1998, pag. 52-58
[7] Pruett JP; Clement DJ; Carnes DL Jr; “Cyclic fatigue testing of nickel-titanium endodontic instruments”; Journal of Endodontics, 1997,
pag. 77-85
[8] Rowan MB; Nicholls JI; Steiner J; “Torsional properties of stainless steel and nickel-titanium endodontic files”; Journal of Endodontics,
1996, pag. 341-345
[9] Wolcott J; Himel VT; “Torsional properties of nickel-titanium versus stainless steel endodontic files”; Journal of Endodontics, 1997,
pag. 217-220
[10] Gambarini G; “Torsional and cyclic fatigue testing of ProFile Ni-Ti rotary instruments”; Journal of Evolutionary Dentistry, 1999, pag. 4-
14

19