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Raggi X

Il modello atomico di Bohr


Atomo di Rutherford:
non può esistere!
Nel modello di Bohr
gli elettroni sono
individuati solo dal
“livello energetico”…
… per cui non
abbiamo un’orbita,
ma solo una
distribuzione di
probabilità!
L’ipotesi quantistica
Nell’atomo di Bohr non
sono ammesse “energie
intermedie” per gli
elettroni:

L’energia è
quantizzata!
Un’elettrone può passare
da un’orbitale all’altro
scambiando un’energia
minima E”- E’
Onda o particella?
Una radiazione è una
propagazione ondosa (es.
onde radio, luce, raggi X)…
… oppure di particelle (raggi
catodici nella TV)…
... ma ogni onda è una
particella e viceversa!

EE == hh⋅⋅νν
E : energia della particella
ν : frequenza dell’onda
h = 6.62 × 10-34 Js: costante di Planck

Le particelle (quanti) del


campo elettromagnetico si
chiamano fotoni
L’elettronvolt
E’ un’unità di misura di energia (come lo joule)
Tipicamente usata in fisica atomica
E’ la variazione di energia che un’elettrone subisce
nell’attraversare una differenza di potenziale di 1 volt
Pertanto, è il prodotto della carica dell’elettrone per 1 volt

1 eV = (1.60 ⋅ 10-19 C) (1 V) = 1.60 ⋅ 10-19 J


Scoperta dei raggi X

Nel 1895 Roentgen stava studiando i raggi catodici con un tubo di


Crookes
Un fascio di elettroni accelerato produceva fluorescenza sulla parete
interna del tubo ricoperta di platinocianuro di bario
Scoprì che la fluorescenza era provocata, anche schermando il tubo,
da una radiazione sconosciuta molto penetrante: li chiamò raggi X
Caratteristiche dei raggi X

Frequenza: 1016 – 1022 Hz


Molto penetranti
Si attenuano
attraversando la materia
Non sono deviati da
campi elettrici e magnetici
Producono fluorescenza
Impressionano lastre
fotografiche
Il tubo Coolidge
Simile al tubo di Crookes
usato da Roentgen nei
suoi esperimenti
Costituito da: un tubo a
vuoto, un catodo, un
anodo “bersaglio”
Il catodo “spara” elettroni
per effetto termoionico
Questi vengono
fortemente accelerati
(101 – 103 kV) ed
impattano sul bersaglio
Produzione dei raggi X
Si verificano 3 fenomeni in
un tubo Coolidge:
Conversione in energia
termica (riscaldamento)
Urto con elettroni atomici
interni e riassestamento con
emissione di raggi X
caratteristici
Raggi X di frenamento per
interazione elettrostatica coi
nuclei del bersaglio
(Bremsstrahlung)
Rendimento bassissimo: 1%!
Lo spettro di un tubo Coolidge
L’intensità (in W/m2) di
una radiazione in
funzione della lunghezza
d’onda si chiama spettro
caratteristico
Si verifica la
sovrapposizione di 2
componenti: una continua
dovuta al Bremsstrahlung
ed alcune righe
caratteristiche del
materiale
Interazione dei raggi X con la materia
Quando i raggi X attreversano
la materia la loro intensità si
attenua progressivamente
Motivo: più materia
attraversano, più hanno
probabilità di interagire con
essa
∆∆II ==−−µµ⋅⋅II⋅⋅∆∆ll
L’attenuazione è proporzionale
all’intensità iniziale e allo ∆∆II
spessore attraversato ==−−µµ⋅⋅∆∆ll
II
µ è il coefficiente di
attenuazione, ed è II ==II0 ee- µ- µ⋅l⋅l
0
caratteristico per ogni II
materiale ==ee- µ- µ⋅l⋅l
II0
0
I processi responsabili dell’attenuazione
Ricordiamoci che i raggi X sono fotoni!
A seconda della loro energia interagiscono
diversamente con la materia:

Effetto fotoelettrico (basse energie)


Effetto Compton (energie medie)
Produzione di coppie (alte energie)
Effetto fotoelettrico
E’ l’assorbimento di un fotone da
parte di un atomo con
conseguente espulsione di un
elettrone
L’elettrone espulso è dotato di una
energia cinetica, e può andare a
interagire a sua volta con altri
atomi (migliaia!)

hν = W + Ec
La lacuna che lascia nell’atomo viene riempita da
elettroni più esterni con emissione di raggi X
caratteristici (proprio quelli!)
Effetto Compton
E’ un urto elastico tra un
fotone ed un elettrone
atomico esterno
L’elettrone viene espulso,
ed il fotone deviato di un
certo angolo θ
Siccome il fotone cede
parte della sua energia
Ec = hν − hv′
all’elettrone, una volta
h
λ′ − λ = ⋅ (1 − cos θ ) deviato avrà una frequenza
me c più bassa (lunghezza
d’onda più elevata)
Produzione di coppie
Se il fotone è abbastanza
energetico, passando
vicino al nucleo si
trasforma in un elettrone
ed in un positrone
(elettrone positivo)
Cioè, l’energia si trasforma
in materia!
Eν ≥ 2me c 2
Il positrone potrebbe
incontrare un elettrone ed
entrambi ritrasformarsi in
energia (annichilazione)
Importanza dei processi di interazione
Applicazioni diagnostiche: radiografia
Il processo responsabile
è soprattutto l’effetto
fotoelettrico
Si basa sulla differente
capacità di attenuazione
dei vari tessuti
Il tessuto osseo assorbe
circa 12 volte più dei
muscoli
Quando i tessuti hanno
un coefficiente di
attenuazione troppo
simile si usano mezzi di
contrasto
Applicazioni diagnostiche: TAC

Tomografia Assiale Computerizzata


Un sottile fascio di raggi X attraversa il corpo da varie
direzioni
Un computer analizza l’intensità trasmessa in ciascuna
direzione e ricostruisce una “sezione” del corpo
Impilando sezioni adiacenti è possibile visualizzare
un’immagine tridimensionale