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SVILUPPO TIPICO E ATIPICO

Prova d'esame
Il primo e secondo appello (Gennaio e Febbraio) saranno in forma solo scritta, con domande
chiuse a scelta multipla e domande aperte. I successivi appelli saranno in forma scritta e, sotto
condizione di superare la parte scritta, in forma orale. Non è possibile rifiutare per più di due volte il
voto. Lo studente che rifiuta la votazione conseguita è tenuto ad accettare l’ultimo voto
conseguito.

Prova in itinere
Giovedì 22 Ottobre - Commento di un articolo a scelta tra questi:

§ Attachment in institutionalized childrens


§ Children's and Adolescents' Accounts of Helping and Hurting Others
§ Emotional Availability
§ The Development of Scientific Thinking in Elementary School

Libri di Testo

§ Barone (a cura di) 2009. Manuale di psicologia dello sviluppo, Carocci, Roma.

Un libro a scelta tra questi:

§ Barone L. (2007). Emozioni e sviluppo. Percorsi tipici e atipici. Roma: Carocci.

(Capp. 2, 6 e 7)

§ Medina J. (2011). Naturalmente intelligenti. Torino: Bollati Boringhieri.


§ Lambruschi F., Muratori P. (2013). Psicopatologia e psicoterapia dei disturbi della condotta
(parte prima capp. 2,3; parte seconda cap. 6; parte terza capp. 8, 9 10)
§ Kathryn Asbury, Robert Plomin (2015). G come Geni. L'impatto della genetica
sull'apprendimento. capp. 1,2,3,4,5,13.

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METODI DI RICERCA

Ricognizione della letteratura e definizione degli obiettivi. Poi si identifica, si descrive e spiega il
cambiamento.

TIPI DI DISEGNI DI RICERCA

• disegno trasversale
• disegno longitudinale

o info sui cambiamenti individuali o relazione fra eventi precedenti e


comportamenti successivi o pattern di sviluppo comuni ad una certa
età o scarsa complicità o perdita di soggetti o effetto di
apprendimento o invecchiamento dei metodi
o effetti dell'età e del momento storico culturale: disegno prospettico e
retrospettico

• disegno sperimentale (presperimentale se per appaiamento di soggetti)


• disegno quasi sperimentale
• disegno sperimentale a soggetto singolo
• disegno correlazionale

VALIDITA' DELLA RICERCA


I risultati ottenuti rispecchiano il fenomeno studiato? sono stabili? sono generalizzabili?

• validità interna: Assenza di interferenza di variabili non controllate nella relazione tra
variabile indipendente e dipendente

Due tipi di minaccia:

o validità di costrutto
o validità ecologica (generalizzabilità, attenzione alla percezione di soggetti)

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• validità esterna: generalizzabilità dei risultati ottenuti sul campione, attenzione alla
rappresentazione del campione rispetto alla popolazione, utilizzo preferenziale di più metodi.

LE FONTI DEI DATI

• interviste
• questionari
• test
• osservazione

L'OSSERVAZIONE

Quando guardo una cosa non è la stesa cosa di quando osservo, io guardo in maniera
sistematica a seconda del livello di attenzione o variabilità individuali posso notare o no qualcosa.

come osservo? durata dell'osservazione?

Osserviamo ciò che stiamo cercando, una conferma all'ipotesi, mentre guardando abbiamo
delle semplici aspettative. L'osservazione deve essere guidata da ipotesi, deve essere scientifica.
E in base alle conoscenze rispetto all'evento decideremo il modo di osservare adottando un
certo metodo. Nell'osservazione l'essere umano raccoglie i dati sistematicamente, siamo dei
rilevatori soggettivi di realtà e dovrà diventare il più possibile vicino all'oggettività.

L'osservazione è sempre legata ad una teoria, non osserviamo a caso. Il volto è uno dei principali
mezzi attraverso cui trasmettiamo le emozioni, serve per osservare il tipo di emozioni.

E' sempre una conoscenza situata, varia in base al contesto fisico, sociale, naturalistico.

L'osservazione ha dei requisiti che devono essere soddisfatti:

1. l'ATTENDIBILITA' : la costanza delle misurazioni, la replicabilità delle misurazioni, che si ottiene


avendo almeno due osservazioni indipendenti e calcolando l'indice di accordo.
2. la VALIDITA' : quello che vado a misurare e osservare deve corrispondere al mio costrutto
teorico. Devo conoscere gli indicatori della mia ipotesi per sapere cosa osservare e dare validità
all'osservazione.

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TIPI DI OSSERVAZIONE

1.OSSERVAZIONE PARTECIPANTE
L'osservazione utilizza la relazione con le persone osservate per capire e rilevare i dati, osservando
come reagiscono e rispondono ai miei interventi, noto la mia emotività conseguente al clima
famigliare. Uso intenzionalmente la relazione e la risonanza emotiva per raccogliere i dati.

L'infant osservation : per studiare i bambini non è sufficiente il colloquio ma serve l'osservazione
diretta. Viene effettuata solitamente a livello diadico e si fa attraverso un osservazione
partecipante, l'osservatore non usa la videocamera e non prende appunti, ma usa solo se stesso,
scriverà solo dopo l'incontro ciò che ha osservato. Per questo è importante lo strumento di
formazione, solitamente da psicologia clinica dello sviluppo.

L'osservazione ha categorie ampie e categorie strette, più sono le categorie strette più avremo
accordi tra giudici. Nell'osservazione partecipante prediligiamo le categorie ampie. Nell'infant
observation c'è un solo osservatore, quindi il report dell'osservatore deve essere molto dettagliato
e giustificato e che venga discusso i un gruppo di persone ben formate

2.OSSERVAZIONE DISTACCATA
Più osservatori. Non necessariamente in ambiente naturalistico. Con tutte le caratteristiche
dell'osservazione etologica (studio del comportamento animale, in questo caso studio il
comportamento del bambino nel contesto) . Si usa nel caso serva osservare le categorie strette, si
possono infatti riguardare i video più volte per cogliere meglio le categorie strette.

Per esempio è molto utile per osservare le differenze tra le espressioni di un bambino autistico e un
bambino normodotato.

3.OSSERVAZIONE CRITICA
Introdotta da Piaget, cosa e come pensano i bambini? come faccio per capirlo? libro

consigliato: Piaget "Rappresentazione del mondo del fanciullo"

I test non sono adeguati, quindi opta per il colloquio che comunque non è sufficiente poiché
potrei anche in questo caso indurre le risposte, come porre le domande è un settore molto
importante perché i bambini sono molto suggestionabili e sono fisiologicamente bugiardi
soprattutto al di sotto dei 6 anni, quindi aggiunge l'osservazione diretta durante il gioco, attraverso
il quale capì che i bambini si fanno ingannare. Vengono introdotte le domande critiche.
Osservazione strutturata su un compito che io deciso sia quello, così si può ovviare ai limiti del
colloquio, del test e dell'osservazione fatti separatamente.

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4.OSSERVAZIONE DIRETTA
Viene usata per sapere come vanno le cose abitualmente, si osserva il comportamento
spontaneo mentre le cose accadono andando sul posto, possiamo farlo in modo ampio o
dettagliato.

Svantaggi/limiti: economicità dei tempi, avere informazioni troppo ampie e ripetitive, scarso
controllo dei fattori di gioco e si potrebbe non rilevare comportamenti insoliti, ad esempio se un
bambino cambia atteggiamento in un periodo preciso della giornata per esempio quando va a
dormire, mentre nel momento dell'osservazione il bambino sta bene.

Può essere di tipo controllato, da usare quando abbiamo già effettuato un osservazione diretta
non controllata che viene invece usata durante la fase esplorativa, raccogliere più informazioni
possibili.

Vantaggi nell'osservazione di tipo controllato: i soggetti sono nelle stesse condizioni e possono
essere confrontati in modo controllato. Svantaggi: ha una scarsa naturalezza e scarso accesso
all'esperienza soggettiva del bambino.

5.OSSERVAZIONE INDIRETTA
Prevede l'uso di qualche mezzo tra l'osservatore e le persone osservate, per esempio fare un
questionario insieme.

Vantaggi: economicità dei tempi, puoi chiedere al bambino come si sente, possiamo introdurre
degli strumenti, rilevi l'esperienza soggettiva, lasciano spazio alla spontaneità poiché sono
abbastanza flessibili.

Svantaggi: rischio desiderabilità sociale, affidamento sulla memoria del soggetto e le capacità
linguistiche del soggetto.

CONCLUSIONI
Questi diversi metodi di osservazione rispondono a diverse domande, sono indicati quindi per
differenti situazioni, per ogni tipo di osservazione ci sono vantaggi e svantaggi, bisogna capire
cosa usare e quando usarlo.

L'osservazione scientifica deve essere:

• essere conforme alo scopo formulato per la ricerca, ossia essere selettiva
• essere programmata, pianificata in modo non casuale rispetto a chi, quando e come
osservare
• venire registrata in maniera puntuale, ossia essere documentabile.
• essere passibile di verifica, dev'essere controllabile da qualcun altro con le stesse
competenze.

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DAL PRENATALE ALLO SVILUPPO PRECOCE

In un intervento psicologico ci sono delle conoscenze che lo psicologo deve avere, anche
all'esame ci saranno il 30% delle domande più nozionistico, e una parte pone un piccolo
problema e chiede come lo si risolverebbe. Come è corretto rispondere ad un paziente? queste
piccole simulazioni faranno parte dell'esame.

Partiamo da prima della nascita perché ci sono delle influenze prenatali sullo sviluppo, sul
funzionamento psicofisiologico. In secondo luogo il pre-nascita riguarda anche i genitori, i processi
che riguardano la preparazione alla nascita sono predicativi per il periodo di vita del bambino e
la salute mentale dei genitori.

IL PRIMO PASSO
La fecondazione: incontro tra spermatozoo e ovulo che immediatamente ha una potenzialità di
differenziarsi (moltiplicare il patrimonio cellulare). In media vengono concepiti più maschi che
femmine, il sesso è stabilito anche dalla velocità dello spermatozoo (più veloce maschio) ma c'è
un maggiore tasso di mortalità per i maschi durante la gravidanza. Nel periodo germinale (ovvero
nelle prime 36 ore dalla fecondazione) l'ovulo compie la sua prima divisione.

In questo processo di fecondazione ci possono essere dei problemi, ovvero, la sterilità che può
avere cause in parte psicologiche. E' importante che gli organi abbiamo un livello di vitalità media
e gli ormoni danno la spinta vitale in base all' umore dell'individuo. La depressione quasi sempre
crea maggiore immobilità anche agli organi interni. L' intestino è un promotore di determinati
ormoni che determinano l'umore, infatti spesso disturbi legati all'intestino sono causati dallo stress.

Circa al 9° giorno di fecondazione c'è l'impianto in utero e comincia lo sviluppo embrionale,


ovvero, il periodo nel quale lo sviluppo avviene nel modo più rapido, si cominciano a formare il
cuore e l'impianto circolatorio, successivamente, verso il 2° mese, un abbozzo del sistema nervoso
e poi delle braccia, delle gambe e degli occhi. Se succedono delle cose alla madre durante i
momenti critici di sviluppo di determinati organi saranno proprio quegli organi a subire dei danni.
Dalla 5° settimana si sviluppano occhi, orecchie, midollo spinale, polmoni; l'embrione raggiunge la
lunghezza di 2 cm. Dall' 8° settimana si formano tutti gli organi.

Ma quando si forma la coscienza? vita biologica non vuol dire necessariamente coscienza, ma
esiste un livello precosciente che avrà un ruolo nello sviluppo che è fatto comunque di
sensorialità.

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PRINCIPI DELLO SVILUPPO PRENATALE
Ci sono alcuni principi che dettano lo sviluppo prenatale: la crescita segue un principio e una
sequenza e questo ordine è universale. La sequenza è PROSSIMO-DISTALE, ovvero, prima si
sviluppano gli organi più vicini e poi quelli più lontani, dall'interno verso l'esterno. Inoltre c'è un altro
tipo di sequenza che si chiama CEFALO-CAUDALE, ovvero, prima la testa poi la coda. I bambini
appena nati hanno la testa in proporzione più grande rispetto al corpo. Si formano prima le masse
più grandi, la testa e il tronco.

Il periodo embrionale ha diversi periodi critici, che detteranno lo sviluppo atipico del bambino. La
gravidanza dura 40 settimane.

Dalla 9° settimana di gravidanza comincia lo sviluppo fetale comincia la funzionalità quando


abbiamo specializzazione degli organi, se non avviene la corretta specializzazione c'è una
disfunzionalità. Al 5° mese il feto è circa 15 cm, i polmoni sonno sviluppati ma non ancora attivi
fino al momento della nascita. Nella vita uterina abbiamo il massimo sviluppo della statura e del
peso, durante i primi 2 mesi cresce 2 mm al giorno. Quando i nostri organi sono molto impegnati
bisogna star tranquilli, le sollecitazioni dall'esterno si possono ricevere quando non c'è troppo
lavoro interno.

MIGRAZIONE NEURONALE
Verso a fine del periodo embrionale, nel primo trimestre, comincia a formarsi il cervello, e avviene
la migrazione neuronale, i neuroni si collocano nella giusta posizione e cominciano a specializzarsi
e stabilire contatti reciproci sinaptici dal 4° al 6° mese.

C'è già coscienza prima della nascita. Non vuol dire che ci siano già ricordi ma potrebbe avere un
ruolo nel subconscio, una coscienza sensoriale. Tutto ciò che è più antico è onnipresente anche
se non si manifesta. L'embrione produce 8000 cellule al secondo, nella prima metà della
gravidanza il feto vuole starsene in pace, sta lavorando un sacco, quindi la madre deve stare
tranquilla e avere il sostegno di coppia. Un neurone ha circa 15.000 connessioni, la crescita delle
sinapsi continua fino ai 20 anni circa, successivamente avviene la morte cellulare, ovvero il
decadimento fisiologico. A circa 4/6 mesi abbiamo i primi segni di coscienza, il feto è sensibile ai
suoni, alla luce, al tatto e ha il senso del limite, il primo senso del proprio corpo, della proprio
fisionomia. Il cervello ha un peso e una grandezza specifici in ogni momento dello sviluppo,
quando un bambino nasce il cervello è 1/3 di quello dell'adulto, mentre a 6 anni le potenzialità
fisiche del cervello sono al massimo per poter cominciare ad apprendere.

LO SVILUPPO CEREBRALE
Le aree sensoriali si sviluppano prima delle altre, questo vuol dire che la comunicazione dal punto
di vista del nostro adattamento psico-fisico è essenziale. Infatti il cervello da subito si adopera nella
specializzazione delle aree sensoriali, poiché per l'uomo è essenziale comunicare. Molto
precocemente sviluppiamo questi organi che ci consentono di sentire lo stress, un eccessivo stress
causerà dei cambiamenti ormonali, nel periodo embrionale è già in grado di percepire le
alterazioni dei propri ritmi fisiologici. Dal 2° trimestre di gestazione il feto è in grado di riconoscere
la voce materna in quanto la sente tutto il giorno, immediatamente avrà un orientamento e
sentirà che quella è casa sua (base sicura nell'attaccamento). L'orientamento iniziale del
bambino è diadico, il ruolo fondamentale ce l' ha il caregiver primario. Gli eventi lasciano un

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segno già a questo livello di sviluppo, ma i bambini sono molto resilienti. Più l'utero ha delle
contrazioni fisiologiche più ci sarà comunicazione col bambino.

I bambini hanno ricordi del periodo prenatale? è un settore di ricerca e di studio, quello che si può
dire è che i ricordi ci possono essere solo a livello sensoriale, quindi preconsci. I veri ricordi si
formeranno molto più avanti. Abbiamo delle forme di ricordo controverse e di natura solo
sensoriale. I sensi più antichi sono l'udito, l'olfatto e il tatto, infatti se per esempio durante una
violenza sento un odore, posso avere una memoria traumatica in futuro di quell'odore e entrare in
panico nonostante un'amnesia traumatica. Questi sensi saranno quindi quelli più vulnerabili in
caso di sofferenza emotiva.

Cosa succede nel movimento? le mamme sentono il movimento del bambino verso il 4/5 mese di
gestazione. Una cosa molto emozionante per le madri, è una testimonianza che il bambino esiste.
Mentre il movimento del bambino comincia prima anche se la mamma non può ancora
percepirlo, fanno cose come succhiarsi il dito che invece scorderanno al momento della nascita
per poi reimpararlo dopo la nascita. Il volto del feto si atteggia a tutte le emozioni primarie,
disgusto, rabbia, felicità, ecc., sa esprimere le emozioni che alla nascita sono perfette. Dunque
verso la 15° settimana inizia il movimento coordinato e dal 4° mese ci sono i primi movimenti
avvertiti dalla madre. Il movimento è subito funzionale allo sviluppo.

FATTORI DI SVILUPPO

• influenze genetiche
• influenze ambientali
Le influenze ambientali sono legate al passaggio di alcune sostanze a livello ormonale che
passano attraverso la placenta al sangue del bambino. La gravidanza è importante per lo
sviluppo successivo, è divisa in 3 trimestri, nel primo si formano tutti gli organi e la madre potrebbe
essere più stanca e avere dei malesseri come nausea e vomito dovuti al cambiamento ormonale
e alcune volte sono dovuti a tensioni psicologiche. Questi malesseri solitamente si risolvono
fisiologicamente dopo il primo trimestre e nel secondo trimestre comincia a sentirsi il movimento e
il bambino è in grado di sentire la voce della madre e la gravidanza inizia ad essere visibile, ne
consegue una consapevolezza da parte dei genitori. La possibilità delle madri di avere dei
contatti e una condivisione è importante.

Come si trasformano le future madri e i futuri padri?

Durante la gravidanza le future mamme sono al massimo delle loro funzioni fisiologiche, si
ammalano meno, hanno maggiori capacità mnemoniche; gli stimoli del neonato influiscono sul
cervello materno e anche il cervello del padre si modifica dopo la nascita del bambino. I padri
migliorano la loro memoria sociale nell' ultimo trimestre della gestazione ma soprattutto dalla
nascita in poi, diminuisce il testosterone e aumenta l' ossitocina, dovrebbe quindi diminuire il
desiderio sessuale e dirige la sua attenzione sulla famiglia, a parte casi di elevato narcisismo. I
genitori si preparano per poter svolgere questa funzione.

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LA GRAVIDANZA ATIPICA
Attraverso gli ormoni c'è un passaggio dello stress materno dalla mamma al bambino (cortisolo e
alfa-amilasi). Per il 1° trimestre di gravidanza il bambino è protetto da una barriera meccanica al
passaggio degli ormoni dello stress, questo meccanismo si stempera nel progredire della
gravidanza e si costituisce una barriera relazionale o psicologica. Come il bambino può gestire lo
stress che arriva dagli stati della madre? utilizza una serie di segnali, come il tono della madre, per
calmarsi sperimentando la propria capacità di calmarsi, il bambino che ha fatto più esperienza in
questo campo potrà accedere a questa capacità anche dopo la nascita. Se la voce della
madre è allarmante, il bambino di conseguenza non sarà calmo.

I FATTORI DI RISCHIO DELLO SVILUPPO PRENATALE


Le cause possibili dei difetti dei bambini sono le tossine presenti nell'ambiente che possono
causare effetti nocivi in periodi critici della gravidanza. A seconda del momento in cui il feto
incontra queste sostanze tossiche ci potrano essere effetti differenziati. Il primo trimestre è il
periodo più a rischio, nel secondo trimestre si possono avere disturbi dello sviluppo ma non gravi
quando nel primo trimestre.

Comuni teratogeni ed effetti patogeni


La rosolia è un'agente pericoloso durante il periodo embrionale, il bambino può nascere con un
ritardo mentale, cecità o anomalie agli occhi, alle orecchie, al cuore. Oggi è un problema in gran
parte scongiurato grazie alla prevenzione primaria.

L'AIDS si trasmette attraverso il parto e l'allattamento, quindi attraverso un parto cesareo e


l'allattamento artificiale si evita la trasmissione dell'HIV.

La toxoplasmosi può causare sordità, cecità o ritardo mentale.

Le droghe sono un altro problema, l'uso/abuso di sostanze è dannoso per il bambino. All'abuso di
droghe lecite e illecite può conseguire la perdita del bambino, ritardo della crescita e problemi
comportamentali, intossicazione, dipendenza con conseguente crisi di astinenza.

Lo stress è un fenomeno comune, si differisce tra stress occasionale e stress cronico. Lo stress ha
conseguenze sul bambino quando si prolunga nel tempo, più è precoce il periodo di gestazione
più aumenta lo stress. Può causare nel bambino problemi neurologici, aborto spontaneo.

La depressione è il fattore più studiato e più discusso. La depressione rende il volto della madre più
inespressivo, anche nel bambino quindi c'è una riduzione della mimica facciale, riduzione della
risposta motoria e riduzione della responsività infantile.

Il disturbi dell'umore fanno parte della fisiologia della gravidanza e sono un continuum tra
psicologia e fisiologia.

L'ansia di perdita può essere una cosa presente e se diventa un pensiero ricorrente diventa
patologia. Alla nascita ci sarà il confronto tra il bambino immaginato e il bambino reale. Abbiamo
una possibilità di stato depressivo fisiologico che si chiama maternity blues e la depressione
puerperia (il puerperio è quel periodo temporale, che può oscillare dalle sei alle otto settimane,
che serve all'organismo della donna per ristabilire le condizioni fisiche in cui si trovava prima di
rimanere incinta). Il tipo di nascita influisce sotto questo aspetto. La respo nsività della madre che
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ha avuto un parto cesareo è minore rispetto a quella dellamadre che ha avuto il parto naturale.
Esiste una forma di alterazione dei propri stati dell'umore che coinvolge la maggior parte delle
donne. La depressione port-partum può verificarsi fino a sei mesi dopo il parto, se persiste
ulteriormente si trasforma in depressione patologica. Di solito il contatto col bambino è la cura. Le
donne che hanno subito traumi o lutti non elaborati sono soggette alla depressione post-partum.
La maternity blues non dura più di 2 settimane dopo il parto e riguarda il 70% delle madri.

La psicosi si verifica entro 2 settimane dal parto e può durare settimane o mesi, se non viene ben
curata può diventare un quadro stabile.

[research gate - ricerca sui figlicidi]

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Baby Blues
Si registra anche con dei temporanei sbalzi di umore per questo è segnalata statisticamente nel
30/70% delle neo-mamme. L' irritabilità è un sintomo degli stati depressivi, la rabbiosità, il senso di
impotenza e il livore(astio, rancore). Esordisce qualche ora o giorno dopo il parto e si esaurisce nel
giro di qualche mese. E' un fenomeno parafisiologico (per parafisiologico si intende una
situazione che non rientra nei parametri di "normalità" ma che allo stesso tempo non rappresenta
una "patologia") poiché appartiene alla maggior parte dei casi. Sono importanti per le donne
che ne sono soggette il supporto della coppia e dei famigliari. Il rapporto di coppia muta dopo la
gravidanza a causa di molti fattori, per esempio la madre si concentra fisiologicamente sul
bambino e questo causa delle tensioni nella coppia, anche la sicurezza e l'autonomia dei due
genitori sono decisivi al riguardo. Quando c'è il disturbo narcisistico (solitamente nel padre) si
possono creare disagi nella coppia. Quindi bisogna capire se aiutare la coppia in quanto coppia
o è necessario un supporto individuale. Il supporto di coppia e la rete sociale sono di
fondamentale importanza nella guarigione dalla baby blues.

Depressione Post Partum


Se si prolunga oltre i 6 mesi è patologica, indipendente dal parto. Riguarda il 10/15% delle
puerpere. Necessita spesso di un trattamento psicofisiologico. Ci si accorge della depressione
post partum se la madre si dimostra distaccata o disinteressata al bambino, una marcata
carenza del coinvolgimento emotivo, un senso di non voglia che è una conseguenza della
fatica, quindi stanchezza, disinteresse e esclusione del partner e il rimuginìo mentale sulla salute
del bambino, una preoccupazione eccessiva (controllare ossessivamente il respiro, l'andamento
somatico, le reazioni, i segnali del bambino). Se la madre si riprende dalla depressione post
partum, questa non avrà effetti duraturi sul bambino.

Psicosi Puerperale
Riguarda solo lo 0.1-0.2% delle mamme e può avere un esordio molto rapido ma ci sono dei
segnali che dovrebbero essere spiegati nei corsi preparto a scopo precauzionale e per far
conoscere ai partner questa possibilità in modo da poter riconoscere la patologia. Questa è
legata all'evento stressante del parto e si può risolvere con il post partum, un periodo nel quale la
mamma si riprende per poter poi tornare a essere una madre "normativa", magari con un pò di
monitoraggio. La psicosi può comunque proseguire oltre il periodo prenatale e rientrare in un
quadro psichiatrico, ad esempio il disturbo bipolare che coinvolge un pò la depressione e un pò
la maniacalità è a rischio di psicosi puerperale, in parte i disturbi di personalità possono essere
coinvolti in questo rischio. Oggi stanno crescendo le professionalità a stretto contatto con
ginecologi e ostetriche per riuscire ad accompagnare la maternità anche in caso di disturbi
psichiatrici della madre, si fa il possibile per mantenere il legame tra mamma e bambino. Un
tempo queste psicosi venivano intese come "pazzia" permanente con conseguente internamento
in manicomio. Cosa succede ai bambini di mamme con psicosi puerperale è una domanda
ancora aperta e in fase di ricerca.

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LO SVILUPPO PRECOCE
Il bambino alla nascita è circa 50 cm e pesa in media 3.4 kg, la statura aumenta circa del 50%
nel primo anno raggiungendo i 10 kg di peso e i 70 cm di lunghezza circa. Questa crescita
diminuisce nel tempo.

LO SVILUPPO CEREBRALE
Il cranio misura 35 cm alla nascita e arriva ai 47 cm nel primo anno di vita, un accrescimento
troppo rapido può essere il primo sintomo di idrocefalia o macrocefalia (L' idrocefalia è un
versamento di liquido cefalorachidiano in eccesso esclusivamente all'interno delle cavità
ventricolari (idrocefalo non comunicante) o nei ventricoli e nell'intero spazio subaracnoideo
(idrocefalo comunicante). In caso l'idrocefalo si sviluppi in un neonato, in un lattante o comunque
prima della saldatura fisiologica delle suture craniche, verrà a configurarsi un quadro di
macrocefalia, ovvero, l'ingrossamento del cranio, dovuto sia a cause encefaliche
(macroencefalia) sia a fattori estrinseci al cervello (m. costituzionale, idrocefalo)).

Un nuovo significativo incremento ci sarà in epoca puberale, per le variazioni delle secrezioni
ormonali. Nel periodo prenatale le aree cerebrali si specializzano, il cervello organizza il suo
sviluppo dal basso verso l'alto e dall'interno verso l'esterno, cresce la corteccia prefrontale per lo
sviluppo della memoria di lavoro nella risoluzione di problemi e pianificazione e l'ippocampo. Il
cervello è sottosviluppato alla nascita, l'emisfero destro durante il primo anno di vita è il più
sviluppato, il cosiddetto emisfero emotivo (il sinistro è il razionale-linguistico). Le emozioni e i sensi
quindi sono il canale principale di apprendimento. Se accade un fenomeno di separazione
importante all'ottavo mese del bambino, ovvero, quando si sta formando l' attaccamento, avrà
un effetto psicologico diverso, ci saranno delle conseguenze psicologiche più importanti. Le
esperienze non hanno la stessa influenza durante lo sviluppo (finestre sensibili).

LO SVILUPPO PERINATALE
Il periodo che va dalla 29° settimana di gestazione ai primi giorni di vita del bambino (7-30 gg) è
definito periodo perinatale. La prematurità ha dei rischi sia fisici che psicologici che dipendono
dall'entità della prematurità. Circa il 6-15% dei parti è prematuro, quindi è un atipico abbastanza
convenzionale. La possibilità di sopravvivenza dipende dalle tecnologie. Le conoscenze
psicologiche hanno reso la prematurità un fattore di rischio minore. Alla 22° settimana le possibilità
di sopravvivenza sono basse ma esistono, parliamo di un micro feto, alcune mamme non visitano i
bambini a questo livello di prematurità per paura di legarsi al bambino che ha il 10% di probabilità
di vita, si distacca dal bambino ed è qui che si inserisce la professione psicologica per far
accettare alle mamme sia la sopravvivenza del bambino, indirizzandole al contatto, che
l'eventuale lutto. Alla 23° settimana la probabilità sale già al 40%, alla 24° settimana all'80% e alla
27° siamo al 90% di possibilità di sopravvivenza del feto, alla 30° settimana 95%, alla 34° settimana
al 98%. mentre alla 38° settimana il parto non è più considerato prematuro anche se il termine è
alla 40° settimana. Alla 22° settimana, quando iniziano quindi le probabilità di sopravvivenza, il
bambino pesa 1.5kg e necessita la terapia intensiva, i bambini in questo stato soffrono e sono
necessariamente senza il caregiver e per questo ci sono degli aspetti caratteristici nella crescita
della persona che potranno causare problematiche a livello psicologico ma anche fisiologico,
per esempio del sistema immunitario. La nascita prematura e sottopeso sono causa di mortalità
infantile nel primo anno di vita.

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Date le possibili compromissioni dello sviluppo nella prematurità è importante programmare degli
interventi riabilitativi psicologici precoci, percorsi psicoeducativi di aiuto e di supporto alla
genitorialità, quando aiutiamo in maniera sostanziale i genitori abbiamo aiutato anche i bambini.

Uno dei primi sintomi che il bambino può avere in conseguenza a un disagio della madre o alla
prematurità sono le dermatiti, che sono principalmente psicosomatiche e con conseguenti
problematiche, per esempio una mamma può essere più distacca dal bambino a causa della
dermatite, mentre il contatto è molto importante soprattutto quando il bambino è stato in
incubatrice, quindi lontano dalla madre, necessita del contatto fisico. Alcune culture per diverse
credenze mantengono costante il contatto fisico con il bambino, per questo i bambini
istituzionalizzati che hanno quindi meno contatti, svilupperanno delle problematiche a livello
emotivo e anche a livello cognitivo. Nella canguro therapy il bambino viene tolto per un pò di
tempo dall'incubatrice per stare a contatto con la pelle della madre o del padre e in questo
modo i bambini si riprendono più velocemente ed efficacemente dai gravi problemi fisici che
devono affrontare a causa della loro prematurità. Il legame genitore figlio nelle prime fasi dello
sviluppo serve anche per la salute fisica. E' sottile il confine tra salute fisica e psicologica.

LO SVILUPPO SENSORIALE
Lo sviluppo sensoriale precede quello motorio. L'olfatto è il senso più antico e il primo che si forma
nel bambino. Il disgusto che è una funzione primaria e la sensazione di disgusto persiste molto per
quanto riguarda l'olfatto, mentre se si prova disgusto attraverso la vista è più facile superarlo.
Successivamente si formano il gusto, il tatto, il sistema vestibolare (L'apparato vestibolare
(vestibolo, labirinto) è situato in profondità nell'osso temporale (rocca petrosa) dietro l'orecchio
interno. Il sistema vestibolare è costituito dagli organi vestibolari (canali semicircolari, sacculo,
otricolo) contenuti nell’orecchio interno, dalle fibre nervose vestibolari del nervo acustico (VIII
paio), dai nuclei vestibolari del bulbo e da fibre efferenti dirette ai nuclei motori spinali, ai nuclei
dei nervi oculomotori, al cervelletto e al mesencefalo. Elabora e controlla riflessi posturali in
risposta alle accelerazioni lineari e angolari della testa.), l'udito e per ultimo il canale visivo. Il
canale visivo che è quello di cui siamo più consapevoli, dal punto di vista dello sviluppo è il
canale meno recente.

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LA PRIMA INFANZIA(0-2 anni)

Il neonato dorme all'inizio circa il 70% del tempo. Il dormire non va contrapposto alla vitalità, è
fondamentale per lo sviluppo. Le onde cerebrali cambiano nei diversi stati (veglia, 4 stadi del
sonno REM, con onde cerebrali a frequenza quasi identica alla fase del sonno più leggera e dove
si sogna più intensamente): il sognare è molto stimolante per lo sviluppo emotivo. L'estensione del
sonno REM cambia nel ciclo di vita ed è massima nei lattanti. Il neonato appena addormentato
passa subito nel sonno REM (Rapid Eye Movement). Nel sonno calmo o lento (definito anche
sonno ortodosso e fase NON-REM) non c'è attività motoria, mentre nella fase del sonno paradosso
(SP o fase REM) si ha un attività elettrica rapida, simile a quella della veglia, con movimenti oculari
rapidi e un rilassamento muscolare che resta incompleto nei neonati. E' solo in adolescenza che i
tempi del sonno diventano gli stadi tipici dell'adulto, con un sonno REM di circa un paio di ore per
notte e un sonno totale di circa 8 ore e mezza per notte. Il sogno del neonato, nella fase
presimbolica, riguarda sensazioni vissute durante la giornata; nella fase REM avviene
un'elaborazione di queste sensazioni. L'adattamento principale è quello dell'adulto nei confronti
dei ritmi di sonno del bambino poiché è ha più risorse per farlo.

• Un lattante dorme tra le 16 e 17 ore al giorno, suddivise in frazioni di 3 ore


• A 3 mesi dorme circa 15 ore al giorno con fasi più lunghe (soprattutto in uno sviluppo
normativo), fino a 7 ore consecutive
• Sonnellino pomeridiano fino ai 4 anni circa
• Durata media di un ciclo di sonno di circa 60 minuti (vs. 90-120 nell'adulto)
• Fino ai due anni la fase REM è più precoce (30-45 minuti dopo l'addormentamento). A
seconda di quello che il bambino sta sognando, dipenderà la sua reazione emotiva al
risveglio.

In questa fase il bambino è particolarmente recettivo nei confronti dell'ambiente; per un buon
sonno è importante la giusta temperatura, né troppo calda né troppo fredda e non è poi così
importante fare silenzio assoluto (il bambino entra subito in un sonno profondo. Le voci e i rumori
della casa creano una buona abitudine); uno stato di ansia porterà il bambino ad avere
difficoltà nel sonno e i disturbi del sonno sono il primo sintomo di un disagio del bambino. Un
bambino con un temperamento "difficile", molto reattivo, richiede che i genitori siano
particolarmente sensibili. Un grande aspetto è la comunicazione non verbale dei bambini ed è
tipico delle mamme (sensibilità materna, del caregiver primario) imparare molto precocemente
a capirli (come imparare una nuova lingua).

Sviluppo Tipico e Atipico 14


I DISTURBI DEL SONNO
I disturbi del sonno in questa fase dello sviluppo sono condotte legate all'addormentamento
(difficoltà ad addormentare il bambino); condotte patologiche durante il sonno (risvegli improvvisi
del bambino in uno stato angosciato).

Insonnia del primo anno


Questa è un insonnia comune che coinvolge i bambini che non si placano e che non riescono ad
auto-consolarsi. Questi bimbi hanno delle modalità che non li aiutano dal punto di vista dell'
autoregolazione e molto spesso l' apporto del genitore non basta: è considerata para-fisiologica.
Questa riflette un disagio relazionale del bambino col suo ambiente. Nella tipologia comune si
può identificare la causa nella quantità e rigidità, per quanto riguarda gli orari, dei pasti, oppure
nelle condizioni inadeguate dell' ambiente in cui dorme il bambino. Queste situazioni possono
ricondurre ad una difficoltà tra il bambino e la madre.

Insonnia precoce e severa


Questo è un vero e proprio disturbo del sonno, che richiede l'intervento di uno specialista. Può
essere agitata, per cui il bambino non riesce a stare in culla e si dispera, urla, riesce a placarsi per
qualche istante solo per lo sfinimento, spesso alternando con condotte autoaggressive,
movimenti convulsi e dondolamenti violenti; oppure calma, dunque il bambino riesce a calmarsi,
ma resta sveglio immobile nella culla e non dorme. La seconda tipologia è più seria per
l'attenzione clinica rispetto alla prima. Queste condotte patologiche possono ostacolare,
sostituire o modificare il sonno REM. Sono anche state messe in correlazione con un conseguente
sviluppo di autismo o psicosi precoci. Sembra che non riescano ad avere un' immagine della
fusione madre-bimbo abbastanza rassicurante da riuscire ad addormentarsi, infatti è spesso
manifesta in figli di madri depresse o vittime di disagi psichici importanti. Come linea di intervento
consigliata la psicoterapia.

Disturbi dell' addormentamento


I disturbi dell'addormentamento compaiono più frequentemente tra i 2 e i 6 anni.

Video
Nell'essere umano sussiste per più tempo la neotenia (dipendenza dall' adulto) rispetto agli
animali; l'essere umano per muoversi e comunicare deve imparare queste cose mentre gli animali
sono da subito più autonomi. Tuttavia, il neonato riesce ad imparare qualsiasi cosa
semplicemente facendola, quindi con l' esercizio e l' esperienza.

Plasticità cerebrale (esempio del caso di emisferectomia, ovvero rimozione chirurgica di


uno degli emisferi cerebrali per l'epilessia non trattabile).

Video
Charles Manson → studio bambini - riconoscimento volti

Karen Adolf → studia lo sviluppo motorio

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SVILUPPO PERCETTIVO
Il sistema percettivo è attivo e dinamico nell' effettuare una costruzione della realtà e questo
avviene già nei bambini molto piccoli. Il bambino appena nato è da subito un soggetto
competente, cioè sa cosa fare, la percezione è già orientata. La percezione si accompagna
immediatamente alla possibilità e all'interesse di esplorazione, se non potessimo percepire le cose
che abbiamo intorno non potremmo esserne interessati e quindi scoprirle. Vi è una stretta
interconnessione tra sviluppo percettivo e sviluppo neurologico e tra sviluppo percettivo-motorio
e sviluppo cognitivo. Il sistema percettivo seleziona e costruisce la realtà sin dallo sviluppo
precoce. La realtà fenomenica (Che ha natura, carattere di fenomeno, che è cioè conoscibile
nell’esperienza e attraverso i sensi) è diversa dalla realtà reale. La percezione non si identifica con
la sensazione ma integra e interpreta le sensazioni.

Che cosa succede quando sono presenti dei deficit percettivi? Ad esempio se i bambini sono
sordi, non vedenti o hanno dei ritardi, la percezione è differente? La percezione non è una
fotografia della realtà ma tendiamo ad essere orientati dalla ricerca che già conosciamo e
siamo orientati da alcune preferenze che hanno una base biologia, che si presenta già alla
nascita con degli aspetti già adeguati per l'adattamento. I bambini che non fanno un adeguata
esperienza col contatto umano, per esempio bambini ospedalizzati o istituzionalizzati, che
conseguenze avranno? Si possono creare dei limiti dei deficit o dei ritardi nello sviluppo che
possono essere reversibili, parzialmente reversibili o irreversibili. Anche per lo sviluppo psicologico
abbiamo dei momenti critici in cui bisogna riconoscere le eventuali problematiche e intervenire.

Cosa e come vedono i neonati? Come siamo arrivati a capire cosa vedono i neonati? Attraverso
il Paradigma dello sguardo preferenziale osserviamo la direzione dello sguardo del bambino. Si è
scoperto che già alla nascita i bambini hanno delle preferenze (utile per le indagini di mercato). I
neonati guardano gli stimoli più strutturati, che hanno forme ben definite e sono attratti dal
movimento e se hanno di fronte un essere vivente (movimento biologico) sono ancora più
interessati. Il volto umano è molto importante durante lo sviluppo, il bambino si concentra molto
sul volto e predilige alcune parti del volto come la regione alta del viso e gli occhi. Dagli studi di
Charles Manson è risultato che il bambino si orienta sul volto umano piuttosto che sul volto di un
primate, questo vale per i bambini che hanno avuto esperienza con i volti umani, sennò non per
forza prediligeranno i volti umani. Preferiscono le figure a curve piuttosto che le figure spigolose
(ciò che ricorda il corpo, il cranio), gli stimoli a tre dimensioni e non bidimensionali, le figure frontali
e su un piano fronto/parallelo come uno schermo e gli stimoli ad alto contrasto.

Come si registra il modo in cui il bambino esplora lo stimolo visivo? Attraverso la tecnica dell' eye
tracker si va ad osservare e registrare i movimenti oculari del bambino mentre guarda un
oggetto, quando c'è un oggetto nuovo il bambino ha un diverso indice di osservazione e di
fissazione. A 6 mesi ha un interesse per il volto di scimpanzé mentre dagli 8 mesi sia per i volti
umani che dello scimpanzé poiché il bambino si sta orientando verso altri tipi di stimoli. Sono
comunque sempre attratti da un oggetto nuovo, in quanto curiosi. A 6 mesi sono in grado di
discriminare un volto nuovo da un volto familiare (Pascalis). La curiosità ci permette di
apprendere. L' Abituazione è una fase di familiarizzazione, quando i tempi di fissazione
diminuiscono vuol dire che il bambino si è abituato all'oggetto. Quindi se lo fissa ulteriormente
dimostra il suo interesse per quest'ultimo. I bambini diventano sempre più esperti e veloci nel
conoscere le cose. Dai 3 ai 18 mesi è l'arco di tempo fisiologico all'interno del uguale abbiamo un
incremento marcato del riconoscimento delle cose, il mondo del bambino si sta allargando, c'è

Sviluppo Tipico e Atipico 16


un incremento progressivo nella velocità di abituazione. Già in questo arco di vita compaiono le
prime differenze individuali, avremo dei bambini più veloci o più lenti nel riconoscere le cose.

La vista
La capacità visiva di un bambino è di 0,5 decimi, circa 30 volte inferiore a quella dell'adulto, lo
sviluppo strutturale deve ancora completarsi, presentano la porzione foveale e l'accomodamento
del cristallino più immaturi. Mentre la percezione del contrasto è 10 volte inferiore rispetto
all'adulto. I colori primari vengono percepiti verso i 2 mesi, mentre percepiscono la luminosità da
subito. La preferenza sta nella scelta del campo visivo, durante il contatto viso a viso con la
mamma c'è il massimo dell'apprendimento, infatti il bambino impara delle cose fondamentali
stando in braccio al genitore e guardando il suo volto. I limiti che troviamo nel sistema visivo sono
limiti funzionali all'adattamento poiché il bambino è come se fosse fatto per interessarsi ad alcune
cose precise, tutto concorre nel renderlo interessato e focalizzato sull'oggetto. L'attenzione fin
dalla nascita è selettiva, a partire dai 2/3 mesi i bambini sono attenti a cosa fa il volto umano,
soprattutto il volto del caregiver. Da notare la differenza tra un bambino che viene preso in
braccio dai familiari con quindi precise abitudini e un bambino che non ha una stabilità
socioemotiva. L' apprendimento si basa in gran parte sulle abitudini, senza le abitudini non c'è
apprezzamento della novità e non essendoci interesse per le cose nuove non c'è
apprendimento. Al bambino interessano le persone intorno a lui e non gli oggetti. Nel caso in cui
le madri hanno delle grosse deformazioni del volto nella zona degli occhi, cambia molto
l'interazione con il bambino. I bambini autistici hanno molto meno interesse per il volto. L' autismo
ad alto funzionamento, quindi senza ritardo mentale, può non essere riconosciuto per tempo
sviluppando così dei disturbi psichiatrici. I bambini autistici che evitano attivamente il contatto
diretto e soprattutto quello oculare, non riconosceranno i volti nel dettaglio. I bambini ad un certo
momento dello sviluppo, intorno ai 18 mesi, si riconoscono allo specchio, anche i bambini autistici
riconoscono il proprio volto ma hanno un comportamento meno interattivo con la loro immagine
allo specchio.

L'udito
Per quanto riguarda l'udito, questo è molto sviluppato nei bambini infatti hanno una
corrispondenza empatica con gli altri neonati riconoscendo come un segnale il loro pianto e
piangendo di conseguenza così forte da confondere i loro pianti ("contagio emotivo" attivato da
un meccanismo primitivo di imitazione motoria). La mamma è in grado di riconoscere le diverse
tipologie di pianto del bambino.

L'olfatto e il gusto
L'olfatto e il gusto gli permettono di avere delle preferenze già da piccolo. Sin dalle prime ore di
vita abbiamo una risposta, con una capacità di discriminazione, agli stimoli olfattivi, uditivi e
visivi. I bambini alla nascita riconoscono molti più suoni di quelli che riconosceranno
successivamente, come se fosse programmato per riconoscere tutte le lingue. Dunque
riconoscono i contrasti fonetici di tutte le lingue e questa capacità si stempera dai 6 mesi in
avanti e si specializza nei contrasti fonetici della lingua che stanno ascoltando. A 12 mesi
riconosce solo i contrasti fonetici della lingua madre o delle lingue madri e pronuncia le prime
parole, quindi si sviluppa la capacità di articolare oltre che quella di percepire. I neonati
preferiscono le voci femminili e riconoscono da subito la voce della mamma. Esiste un linguaggio
specifico che viene usato con i bambini piccoli, il madrese, accentuiamo e prolunghiamo i suoni,
il bambino quindi già a partire dai 2 mesi, cioè quando è in grado di sorridere, sorriderà alla
mamma in risposta al madrese.
17
La predilezione per i contrasti non vale solo per la vista, ma anche per l'udito. I contrasti servono
per l' orientamento. I bambini sono attratti dai dislivelli e i cambiamenti d'altezza e per questo
quando vedono uno stimolo di questo tipo per non andarci devono fare un grande sforzo,
ricordando uno spavento o un dolore conseguente ad una caduta. Sin dalla prima settimana di
vita il bambino percepisce una grande varietà di odori. Il latte materno odora come il liquido
amniotico e quindi è riconosciuto dal bambino. L' abitudine da sicurezza quindi l'odore del latte
materno da un effetto calmante. Se i bambini sentono un gusto dolce ma non troppo, si
calmano, il dolce moderato calma lo stress (valido a tutte le età). L'emozione del disgusto è
presente molto precocemente e ha un legame con lo sviluppo morale e con alcune patologie
che hanno un eccesso dello sviluppo della sfera morale come le fobie. Si disgustano di più le
persone che hanno più sviluppo morale, ci sono degli esperimenti che hanno fatto vedere come
una persona con un grave disturbo ossessivo di fronte ad una fotografia che provoca disgusto si
scompensi.

Il neonato è capace da subito di percepire la costanza della grandezza, ossia percepisce un


oggetti alla stessa grandezza indipendentemente dalla distanza cui è posto. Predilige stimoli a
non più di 50 cm di distanza. Il neonato sa unire gli stimoli in categorie (su base prototipica o delle
equivalenze). Il neonato ha una percezione sincretica (tendenza della psiche infantile ad
assumere la realtà esterna globalmente -categorie percettive globali- anziché nei suoi particolari)

Per indagare lo sviluppo atipico percettivo dobbiamo usare diversi strumenti, osservare il
comportamento spontaneo e fare esami clinici.

Video
Orfanotrofio Ucraina

SVILUPPO PERCETTIVO ATIPICO


Lo sviluppo atipico può dipendere dalla deprivazione di alcune esperienze o dalle anomalie a
carico del sistema nervoso centrale, alcune si notano fin da subito, mentre patologie come
l'agnosia (è un disturbo della percezione caratterizzato dal mancato riconoscimento di oggetti,
persone, suoni, forme, odori già noti, in assenza di disturbi della memoria e in assenza di lesioni dei
sistemi sensoriali elementari; disturbo nella rielaborazione e nel riconoscimento dei dati) si possono
verificare attraverso test solo ad una certa età. Ci sono una serie di compromissioni sensoriali che
possono essere diagnosticate immediatamente come per esempio l' ipovisione, la cecità, una
compromissione della vista, la sordità, il mutismo. Questi danni sensoriali comportano lo sviluppo
atipico.

L' agnosia può essere percettiva se non vedono gli oggetti normalmente e quindi non li
riconoscono, ovvero un disturbo ella rielaborazione e integrazione di uno stimolo senza quindi
poterlo riconoscere, comporta un' alterazione della categorizzazione percettiva; oppure
associativa dove la percezione sembra intatta ma il riconoscimento è compromesso poiché non
sono in grado di confrontare lo stimolo percettivo strutturato con le conoscenze presenti nel
magazzino semantico, comporta quindi un deficit nella categorizzazione semantica. L' agnosia
semantica può essere selettiva per determinate categorie, per esempio chi è affetto da
prosopagnosia ha un deficit selettivo nella percezione dei volti (spesso dovuta ad un danno del
giro fusiforme).

Sviluppo Tipico e Atipico 18


In alcuni casi l'assenza di un' adeguata stimolazione provoca un deficit percettivo, come nel caso
dei bambini strabici che non hanno ricevuto una corretta stimolazione da entrambe gli occhi
sviluppando così una percezione binoculare della profondità atipica.

Altri disturbi dell'età evolutiva comportano difficoltà di natura percettiva, per esempio nell'
autismo lo scarso interesse sociale impedisce l' esperienza necessaria per il riconoscimento dei
volti e il fatto che prediligano le informazioni locali anziché globali impedisce loro di discriminare
oggetto sia sociali che non-sociali.

SVILUPPO MOTORIO
Il movimento è un segno precoce di vitalità.

Come si muovono e perché si muovono i bambini piccoli?

• MODELLO MATURAZIONISTA (CLASSICO)


Le abilità di movimento sono più mature in conseguenza allo sviluppo, alla maturazione del
sistema nervoso. Maturazione e acquisizione di abilità a sequenza fissa, universale, influenzata
unicamente dal patrimonio genetico della nostra specie.

• MODELLO RECENTE
Lo sviluppo motorio muta in base all'ambiente in cui il bambino si trova. Per esempio un bambino
istituzionalizzato avrà meno possibilità di svilupparsi tipicamente poiché non avrà il giusto stimolo
dall'esterno, dalle persone che lo circondano. All'interno dello sviluppo possono esserci vari
polimorfismi in conseguenza all'ambiente in cui cresciamo e quello che facciamo in esso. Il
bambino piccolo nelle istituzioni ha meno possibilità di sperimentare il movimento. Tutti alla
nascita abbiamo la capacità vitale di muoverci almeno che non ci siano problemi a livello
fisiologico e abbiamo tanti riflessi che è molto importante valutare, poiché i General Movements,
ovvero i movimenti che i bambini fanno spontaneamente, sono determinanti per definire la
tipicità o atipicità dello sviluppo motorio, è quindi importante osservarne il movimento precoce.
Tra i riflessi ci sono quelli congeniti che poi scompaiono spontaneamente, come: il riflesso di Moro
(o di abbraccio) che compare dalla 28° settimana di gestazione e scompare circa al 6° mese del
bambino; il riflesso di suzione (Rooting) che scompare intorno al 4° mese; il riflesso di pressione
(Grasping), questa capacità di stringere ad esempio un dito compare alla nascita e scompare
dopo circa 2/3 mesi, massimo un anno; il riflesso di Babinsky (riflesso plantare), nel giro di 2 anni
va via, si tratta della capacità di aprire le 5 dita del piede a ventaglio; il marcia automatica
(Stepping) che scompare intorno al 4° mese. The asymmetrical tonic neck reflex (ATNR) is a
primitive reflex found in newborn humans, but normally vanishes around 3 months of age. It is also
known as the fencing reflex because of the characteristic position of the infant's arms and head,
which resembles that of a classically trained fencer.

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Prima Infanzia
• Pressione e manipolazione
• differenza tra afferrare (intorno ai 4 mesi inizia e si perfezione verso i 6 mesi) e gaspring
• reaching precoce, ovvero cerca di raggiungere qualcosa protendendo il braccio, questo
porterà i bambini ad essere interessati le cose e quindi scoprirle e usarle per giocare
secondo il loro interesse.
• Importanza della coordinazione visuo-motoria,
• coordinazione visuo-manuale (9 mesi), questa capacità di coordinazione è presente
nell'utero ma alla nascita viene persa e deve essere riappresa.
• Attività visuo-manipolatoria
• Ad un anno afferrano anche gli oggetti in movimento
• Legge prossimo distale

I cambiamenti posturali
Il bambino a 3 mesi alza la testa, circa entro i 6 mesi sta seduto da solo senza essere sostenuto,
solo in quel momento potrà usare le mani, questo è un enorme passo dello sviluppo. Attraverso la
manipolazione il bambino scopre delle proprietà e aumenta le sue capacità. Nelle prime fasi
dello sviluppo il bambino riuscirà a muovere gli organi più vicini a se fino ad arrivare alle dita;
muovere solo la mano è un movimento molto evoluto. A 12 mesi acquisisce la capacità di
mantenere una postura eretta, a 18 mesi cammina con coordinazione e 24 mesi si evolve il
cammino autonomo.

Controllo della postura


Il controllo posturale segue la legge cefalo-caudale, quindi la prima cosa che il bambino riuscirà
a sollevare sarà la testa. Quando il bambino sta eretto può ruotare la testa.

a 3 mesi alza la testa a 8 mesi

sta in piedi a 12 mesi cammina

a 18 mesi cammina coordinato

a 24 mesi cammina stabilmente

Abilità di prensione
Ad 1 anno raggiunge la capacità di afferrare oggetti in movimento, non ci sarà mai un bambino
che prova a raggiungere qualcosa se non c'è uno stimolo che lo interessa. Per questo i bambini
che crescono in situazioni di deprivazione di stimoli sono meno capaci nel movimento,
raggiungeranno le tappe dello sviluppo motorio con delle diversità, dei ritardi. Quando il bambino
lancia gli oggetti dal passeggino sta sperimentando l'efficacia della sua forza fisica e del suo
coordinamento nel lanciare un oggetto, è giusto che il genitore lo aiuti riportando il gioco e
assecondando questo comportamento, se il tutore sarà intollerante, il bambino sarà bloccato
nello sviluppo. Solo intorno ai 9 mesi abbiamo una vera coordinazione visuo-manuale.

Sviluppo Tipico e Atipico 20


SVILUPPO MOTORIO ATIPICO
Cosa conta per determinare un percorso atipico?

Le alterazione, lesioni a livello del sistema nervoso centrale che determinano l'atipicità, hanno
una possibilità di recupero ridotte. Se un bambino nasce per esempio con una paralisi cerebrale
(es.: paralisi spastica di tipo emiplegico, displegico -paralisi bilaterale degli arti superiori, dovuta a
una lesione cerebrale bilaterale; frequente nelle cerebropatie infantili- o tetraplegico) gli resterà a
vita. Più lievi esitano in forme di tremore o movimenti coreici (movimenti rapidi, involontari,
irregolari ed afinalistici).

Oppure possono essere delle caratteristiche biologico-meccaniche come difficoltà nella


conformazione corporea, bambini con una grande massa corporea (obesità) avranno delle
alterazioni a livello delle capacità motorie, problematiche causate dal corpo o dall'ambiente.

Ritardo mentale: può essere da lieve a severo.

Cosa caratterizza i bambini down dal punto di vista motorio rispetto ai bambini con sviluppo
tipico? Sono più goffi e più lenti soprattutto per quanto riguarda l'afferrare oggetti, per il resto lo
sviluppo motorio è analogo a quello dei bambini tipici.

Quando c'è poco stimolo sociale la motricità risulta più stereotipa e meno sviluppata.
Movimenti stereotipi: i bambini poco stimolati socialmente assumono delle stereotipie come il
dondolamento ripetitivo. Tutte le stereotipie sono imputabili alla carenza di stimolazioni, il
bambino cerca di riempire questo gap attraverso le stereotipie. Alcuni bambini per esempio per
riuscire ad addormentarsi sbattono la testa ripetutamente sul cuscino fino a quando cadono
addormentati, un movimento che crea una forma di accompagnamento.

Come si fa la diagnosi dei disturbi dello sviluppo motorio?

1. Esame dei General Movements che viene effettuato alla nascita


2. Integrazioni da più fonti informative
• anamnesi familiare periodo perinatale e postnatale
• osservazione del comportamento spontaneo
• esame clinico

SVILUPPO COGNITIVO
Quali sono i primi segni di pensiero nel bambino?

Curiosità ed esplorazione per acquisire conoscenze.

• curiosità e scoperta come principali motori dello sviluppo


• sperimentazione dell' attenzione
• sperimentazione prime forme di classificazione

LO STADIO SENSOMOTORIO (da 0 a 2 anni) :


• I primi segni del pensiero: agire per comprendere le proprietà fondamentali della realtà
• Le reazioni circolari: agire logicamente acquisendo abitudini (schemi mentali orientati
all'azione)
• Assimilazione e Accomodamento

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Riflessi (primo sottostadio sensomotorio)
I riflessi, come la suzione, la prensione con la mano, la rotazione del capo in risposta ad uno
stimolo tattile sulla guancia, e così via, costituiscono il primo stadio sensomotorio.

Attenzione
L'attenzione nel tempo diventa capace di essere sostenuta per più tempo e diventa volontaria. Il
creare categorie, classificazioni, ciò che piace o ripugna è una prima classificazione della realtà.
Lo sviluppo andrà da categorie ampie a categorie più strette, il bambino più si specifica più
imparerà a fare ragionamenti, per esempio capire che non tutti sono papà ma tutti i papà sono
adulti è un inizio di classificazione, di capacità di categorizzazione del bambino.

Pensiero
Come un bambino impara le cose?

Le prime capacità di pensiero del bambino sono nel movimento e la capacità di controllarlo.
L'agire, attraverso l'azione capirà la realtà, gli oggetti che lo circondano. Periodo di sviluppo
senso motorio (Piaget). Le reazioni circolari, sono azioni che hanno una finalità, non presentano
un intenzione vera e propria, ma sono dirette verso qualcosa, quando l'azione non ha una finalità
si chiama reazione disorganizzata. Le azioni circolari hanno una loro logica, sono dirette verso
qualcosa e per questi motivo vengono ripetute. La ripetizione è un elemento fondamentale
dell'apprendimento, poiché ripetendo si apprende un abitudine che permetterà di acquisire
sicurezza sulle proprie conoscenze.

Assimilazione e accomodamento
Sbattendo i bambini imparano la loro efficacia nel compiere quest' azione, tutte le cose che sono
impugnabili rientrano nella categoria delle cose che posso essere sbattute, entrano in una
categoria, nello schema del bambino dove entra quindi tutta una serie e di oggetti che vengono
scoperti attraverso l'azione. L' assimilazione è il primo passo della conoscenza. L'assimilazione
quindi vuol dire che io bambino, porto dentro nei miei schemi mentali, che sono schemi di azione
coordinata da una logica. Scopro il ritmo, il suono, il piacere dell'oggetto che può suonare, l'
oggetto quindi può farmi provare piacere; poi il bambino scopre che non tutti gli oggetti possono
essere scossi, invece di scuoterlo lo posso lanciare o altro ancora, in questo modo lo schema si
arricchisce della proprietà “lanciare” scoprendo che una proprietà degli oggetti accomoda il
mio schema precedente, adesso il bambino ha due conoscenze, oggetti da scuotere e oggetti
da lanciare. C'è una gran continuità tra imparare attraverso l' azione e il movimento e imparare
attraverso i concetti. Piaget vede un assoluta continuità e ancora oggi viene proposto come
paradigma (modello, archetipo). Finché non faccio le cose non le apprendo è un concetto
essenziale.

Reazioni circolari primarie (secondo sottostadio sensomotorio)


Abbiamo l'azione ripetitiva incentrata sul proprio corpo, dal quale inizia la scoperta della
conoscenza e i primi sensi motori. A 2-4 mesi il bambino sta sdraiato e può alzare la testa e le
prime azioni ripetitive saranno succhiarsi il pollice e voltarsi all' udire di un suono, muovere le
gambe, sgambettare ecc.. Ripetizione di movimenti, queste sono le prime assimilazioni
reciproche, dunque supera il riflesso costituendo le prime forme di coordinazione di schemi.

Sviluppo Tipico e Atipico 22


Reazioni circolari secondarie (terzo sottostadio sensomotorio)
Mettersi il dito in bocca è una di quelle conoscenze che devono essere riacquisite dopo la
nascita. Questo stadio il bambino comprende il suo effetto sull' ambiente, ora tutto diventa
scuotere, dondolare, strofinare. A 4-8 mesi il bambino sta seduto e le azioni possibili sono
maggiori, si può protendere verso un oggetto che lo attrae, può colpire con la mano un oggetto
e afferrarlo.

Comportamento intenzionale (quarto sottostadio sensomotorio)


Siamo all'anno di vita e il bambino cammina o gattona a seconda delle differenze individuali, il
bambino si muove nell'ambiente e raggiunge un sacco di posti e un sacco di cose nuove.
Secondo Piaget qui compare l'intenzionalità, il bambino fa le cose di proposito, anche il lanciare
gli oggetti per sperimentare la propria forza e efficacia nel lancio.

Reazioni circolari terziarie (quinto sottostadio sensomotorio)


tra i 12-18 mesi il bambino studia le proprietà degli oggetti, non solo usa schemi già noti per
raggiungere un fine ma sperimenta possibili nuove soluzioni ai problemi pratici che incontra. E le
reazioni circolari terziarie appunto, oltre a ripetere l'azione interessante, introducono variazioni
all'azione come per studiarne gli effetti.

Funzione simbolica (sesto sottostadio sensomotorio)


Tra i 18-24 mesi il bambinosta per uscire dalla fase sensomotorio per entrare nello stadio
preoperatorio o intuitivo che va dai 2 ai 6 anni. Questo stadio è caratterizzato da un pieno
dispiegamento dell' intelligenza sensomotoria, il bambino inventa nuovi schemi, combina nella
mente vari schemi ancor prima di eseguire l'azione.

Nei primi 2 anni di vita il bambino è principalmente azione e movimento, sta apprendendo un
sacco di cose, la costanza degli oggetti, il proprio coordinamento percettivo e motorio, sta
scoprendo e conoscendo il mondo attraverso a manipolazione e a sperimentazione.

Tra i 18-24 mesi compare la funzione simbolica, ovvero imitazione differita (ripetere le azioni di un'
altra persona a distanza di tempo e in un altro contesto) e gioco di finzione. Il bambino è nella
fase del piccolo scienziato. Il bambino riproduce qualcosa, un gesto, una smorfia, impara a fare
finta. Se i bambini cominciano troppo tardi ad entrare nel gioco simbolico vuol dire che c'è un
difetto nello sviluppo cognitivo, che c'è uno sviluppo atipico.

Il bambino prova su di se quello che vuole fare sull'oggetto per aiutarsi, per esempio vuole aprire
una scatola e apre e chiude la bocca, fa quello che sta pensando, è come un aiuto allo sforzo
cognitivo. I bambini capiscono che gli oggetti sono gli stessi anche se cambiano posizione, lo
capiscono se li possono spostare o se li vedono spostare, ma questo oggetto non ha ancora un
valore simbolico.

“L'errore A e non B”. Come fa un bambino a capire che se sposto un oggetto da un posto A in un
posto B? il bambino cercherà l'oggetto sempre nel posto A. In questo primo momento di apertura
alla conoscenza i bambini imparano attraverso l' azione, un' azione con una determinata logica
che diventa sempre più intenzionale. É quindi importante far fare ai bambini le loro esperienze,
farli provare. I bambini che non imparano a mettere gli stop ai loro comportamenti saranno più
impulsivi e incontrollabili. Alcuni bambini devono mettersi a piangere per fermarsi davanti ad uno
stimolo poiché è uno sforzo emotivo molto elevato. C'è un esperimento in cui i bambino vengono
messi su un seggiolone e gli viene messo davanti una caramella o qualcosa che gli piace molto e

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gli viene detto “non mangiarla subito, aspetta che io ritorni, se non la mangi subito dopo te ne do
il doppio” qui si possono osservare le diverse tipologie di temperamento, c'è chi rinuncia
strategicamente alla caramella, resiste ma soffre emotivamente e un tipo di temperamento in cui
il bambino si organizza per passare il tempo per riuscire ad aspettare per mangiare la caramella.

VIGOTSKIJ PIAGET
Lo sviluppo cognitivo avviene all'interno
di una rete di relazioni, di scambi tra le Lo sviluppo è mediato dall'agire fisico
persone. del bambino sul mondo.
Per crescere nelle conoscenze
dobbiamo imparare a collaborare, solo Lo sviluppo ha delle tappe in sequenza
in questo caso avviene un vero sviluppo che sono logiche, la sequenza è di
di conoscenze natura innata, i bambini in diverse
Sono gli altri, le persone a stimolare condizioni seguiranno quella sequenza.
il processo e la crescita cognitiva L' Il passaggio ad un livello superiore di
istruzione è determinante per lo sviluppo avviene su base maturativa
sviluppo cognitivo L'istruzione non può modificare
Gli insegnanti devono usare la zona di (accelerare) lo sviluppo cognitivo Gli
sviluppo prossimale del bambino insegnanti devono offrire ricco
materiale e lasciare al bambino il
tempo per esplorare

La zona di sviluppo prossimale è il potenziale di apprendimento di una persona, è l'idea di


qualcosa che si può raggiungere. Per i bambini ha molta importanza la qualità di relazione, il
bambino per esempio non imparerà da una persona che risulta antipatica. Per Vigotskij è
essenziale la relazione, il materiale e il tempo che si lascia alle persone per esplorare il materiale.
Se questo non c'è, l' apprendimento avrà delle difficoltà.

Predittori precoci dell'autismo


Una carenza o l'assenza di attenzione condivisa è predittrice, è un indicatore molto importante,
dell'autismo. A partire da un 1 anno e mezzo i bambini possono seguire per esempio un libretto
colorato e hanno l' interesse e la curiosità per condividere l' attenzione insieme soprattutto alle
persone con cui sono legate emotivamente e l' assenza dell' attenzione condivisa è un segno
importante. L'assenza dello sguardo condiviso e l'assenza o il ritardo dell' indicare col dito
(pointing) come a richiedere qualcosa che non si può raggiungere in autonomia, sguardi, gesti e
vocalizzazioni sono segnali predittori.

Se il bambino non cerca di richiedere attenzione attraverso i gesti (pointing protodichiarativo) i


vocalizzi o lo sguardo, questo può indicare la presenza della patologia.

L' imitazione immediata che compare immediatamente dopo la nascita è un predittore precoce
dell'autismo. Alcuni predittori vanno monitorati per vedere se poi sono confermati come fattori di
rischio per lo sviluppo atipico.

Sviluppo Tipico e Atipico 24


Caratteristiche dell'autismo
• Anomalie nella comunicazione e nel linguaggio
• anomalie qualitative dell' interazione sociale
• ristrettezza degli interessi
• tedenza esasperata alla ripetitività (sameness)

Memoria alla nascita e negli infanti


La prima memoria che i bimbi hanno è la memoria sensoriale (pensare che le memorie nei traumi
sono spesso non dichiarative o verbali ma, piuttosto, sensoriali). Nei primi mesi di vita iniziano le
capacità di codificare e conservare l'esperienza.

Conoscendo la memoria dal punto di vista psicologico, possiamo dire che la memoria è spesso
selettiva. La possibilità di avere ricordi è legata alla possibilità di essere attratti e volenti verso un
certo stimolo, solo così ci può essere memoria, ci sono altri studi che parlano di memoria
subconscia; la prova della memoria però è duplice, ovviamente, detenzione e rievocazione. A 12
mesi siamo in grado di conservare la memoria di uno stimolo molto più a lungo, più avanti saremo
capaci di ricordare tanti item (es. le carte), a 2 anni siamo in grado di rievocare liberamente fino
a 12 figure o oggetti e molti eventi quotidiani.

Linguaggio e comunicazione hanno molto in comune, dal momento che il bambino ha una forte
capacità comunicativa non verbale. Lo sviluppo del linguaggio verbale, tappa della prima
infanzia, viene sviluppato anche sviluppando le caratteristiche della comunicazione: ritmo,
tempo, turno, tono. Oggi ci si chiede se chi, tra i bimbi, ha una buona comunicazione non verbale
poi avrà o meno una buona esposizione orale.

Il linguaggio può essere facilitato con il dialogo tra madre e bimbo, si dice che "Le mamme che
parlano con un linguaggio più psicologico […] favoriranno uno sviluppo di mentalizzazione
maggiore"

Ci sono tappe specifiche dello sviluppo, legate anche alle sue caratteristiche, la direzionalità, la
referenzialità. Un modo per comunicare sono i gesti intenzionali o spontanei/iconici o simbolici.

La memoria alla nascita è comunque un argomento ancora controverso. La memoria sensoriale


è molto importante e c'è un' integrazione progressiva delle funzioni della memoria.

25
SVILUPPO DEL LINGUAGGIO
Il linguaggio e la comunicazione sono strettamente interconnessi. Il linguaggio è la tappa finale
della prima infanzia. Anche i primati hanno delle capacità prolinguistiche con simboli e gesti, ma
solo l' essere umano sviluppa un pieno linguaggio.

DOMANDE FONDAMENTALI: (pag. 228 del manuale)

• Fondamentale mezzo di comunicazione o passaggio di informazione?


• Dotazione biologica o cognitivo-culturale?
• Qual è il ruolo dell' intenzionalità?
• Espressioni e gesti come rimi mezzi di comunicazione
• Il pianto del neonato, rappresenta uno dei primi segnali di attaccamento, evoca una
risposta spontanea di accudimento, fame, dolore/disagio, rabbia

Evoluzione del linguaggio


• L' interazione diadica e triadica
• L' attenzione congiunta e la denominazione Quali forme o livelli di intersoggettività?
• il cooing o tubare, ossia un'espressione di suoni modulati formati da vocali ripetute (es.
uuuuh) dal 4° mese di età
• comparsa del babbling o lallazione verso il 6° mese
• il primo stadio del discorso è la olofrase, ovvero l'uso di una singola parola per comporre il
significato comunicativo di un'intera frase, che avviene intorno ai 12 mesi circa (circa 10
parole a 1 anno)
• successivamente il discordo telegrafico verso i 18-24 mesi, che consiste nella prima
combinazione di parole per produrre frasi.
• gestualità deittica (indicare) e referenziale (fare ciao)
• cresce il numero delle parole e diminuisce il numero dei gesti
• il discorso telegrafico dei bambini: IDS infant-directed speech o motherese

Sviluppo Tipico e Atipico 26


SVILUPPO ATIPICO
Deficit, ritardo o devianza?

E' necessario stabilire inizialmente il livello di indagine della valutazione. Se le abilità sono
specifiche o di natura generale. Se i deficit sono solidali o dissociabili da altre forme ad esempio
cognitive. E stabilire quanto è importante la diagnosi precoce.

I più frequenti casi di sviluppo linguistico atipico caratterizzato cioè da capacità linguistiche
ridotte o anomale possono dipendere da:

• ritardo mentale (come per la sindrome di Down o la sindrome di Williams)


• deficit cognitivi globali (come i disturbi specifici del linguaggio-DSL)
• disturbi pervasivi della sfera comunicativo-relazionale (es: il disturbo dello spettro autistico)
• deficit dovuti alla sordità (la tecnologia ha reso recuperabile la maggiorparte dei casi)
Nel caso della sindrome di Down, causata da una trisomia del cromosoma 21, il linguagio è
un'area particolarmente colpita, il QI tra i .40 e i .70 causa un ritardo cognitivo-linguistico. Nella
sindrome di Williams, dovuta ad una mutazione del cromosoma 7 che causa una perdita del
patrimonio genetico, si ha un ritardo cognitivo pari alla sindrome di Down con QI = .50 ma
capacità linguistiche meno danneggiate. Nella sindrome di Down l'elaborazione cognitiva più
compromessa sembra essere la memoria a breve termine, sarebbe uno specifico deficit nella
memoria di lavoro fonologica a rendere difficile la gestione di enunciati lunghi e complessi e
l'individuazione di quelle parti del discorso che richiedono un'elaborazione. Mentre nei Williams la
memoria fonologica è molto efficiente e questo spiega l'apparente fluenza verbale, ma la loro
rigidità e quindi mancanza di analisi, comporta generalizzazioni anomale. Nel caso dei DSL si
attribuisce la causa a deficit specifici nella memoria fonologica, ne consegue una ridotta
capacità di formare rappresentazioni lessicali stabili e complesse con un conseguente
vocabolario ridotto.

L' immaturità della struttura sillabica della lallazione e un inventario fonetico limitato sono indici
predittivi di successivi ritardi linguistici, il problema è capire se diverranno DSL o potrebbero essere
recuperati.

Nell' autismo le difficoltà linguistiche sono evidenziate dalle difficoltà comunico-relazionali, però il
deficit linguistico varia da caso a caso a seconda della categoria di autismo, infatti nell'autismo
ad alto funzionamento cognitivo ovviamente non è presente alcun deficit linguistico o addirittura
le capacità sono particolarmente sviluppate come per la sindrome di Asperger, mentre è
presente nell' autismo a basso funzionamento cognitivo o con ritardo mentale (nei casi più gravi si
manifesta con ecolalie -ripetizioni di una stessa parola o frase appena udita- frasi fatte o
significati particolari e anomali.

SVILUPPO EMOTIVO E RELAZIONALE


Prima della capacità di rappresentare esiste la capacità di sentire e rendersi conto della
capacità emotiva, l'essere consapevoli delle emozioni arriva molto dopo nello sviluppo. Il
bambino apprende prima "come" sarà la capacità emotiva, successivamente metterà in atto. Il
ritmo e la vicinanza con la quale avvengono certi comportamenti sono molto importanti.
Conterà il tempo e il ritmo, ovvero il modo in cui lo spazio del bambino si incastra con lo spazio
dell'altro, la dimensione spaziale, ovvero se l'approccio, se l' interazione è reciproca o meno. Per

27
esempio se il bambino sorride e dall'altra parte c'è un'espressione negativa, depressa o un tono di
voce non piacevole, il bambino se ne accorge immediatamente. Poi i bambini colgono l'affetto
attraverso la voce e i suoi toni positivi o negativi, reciprocità e condivisione. Ultima cosa sono gli
stati di attivazione, il bambino sente quando è coinvolto. L'attivazione, ovvero pattern di arousal
associativo e sperimentazione propriocettiva della continuità o cambiamento nel tempo. Il
bambino predilige in maniera naturale lo scambio visivo con la persona di riferimento, relazione
diadica solitamente con il caregiver di riferimento -la madre-. Se la reciprocità,la sintonizzazione
emotiva è assodata, realizzo quanto spazio ho io nel mondo, quanto ho e provo delle emozioni,
ho un mio spazio per esprimerle poiché qualcuno mi ascolta, se la relazione diadica manca di
reciprocità non si crea questa sensazione di spazio. Un esempio atipico sarà ovviamente l'
autismo.

AROUSAL: In psicologia fisiologica l'arousal è una condizione temporanea del sistema nervoso, in
risposta ad uno stimolo significativo e di intensità variabile, di un generale stato di eccitazione,
caratterizzato da un maggiore stato attentivo-cognitivo di vigilanza e di pronta reazione agli
stimoli esterni. L'arousal è presente negli animali e nell'uomo, ad esempio durante i momenti dove
vengono richieste maggiori prestazioni psicofisiche di abilità come, ad esempio, una verifica, un
esame, una competizione agonistica, l'attacco a una preda o durante una sfida, ma anche
durante l'attività sessuale. Durante l'arousal viene coinvolto sia il sistema nervoso centrale che il
periferico e vegetativo, con conseguente aumento della frequenza cardiaca e della pressione
arteriosa, al fine di generare in tutto il corpo una condizione generale di maggiore allerta
sensoriale, mobilità e prontezza di riflessi.

Tre principi di funzionamento fondamentali


1. REGOLAZIONE: predilezione per ciò che è regolare, predittibile e invariante. Il bambino sa
per esempio che quando ha fame emette dei segnali e qualcosa accade. In questo
modo acquisisce la sicurezza di riuscire a sopportare e gestire la sua emotività, impara a
regolare la sua emotività autonomamente. Le emozioni raggiungono un picco e poi
passano quindi il bambino impara queste tempistiche e impara quindi ad autoregolarsi.
2. ROTTURA e RIPARAZIONE: l'emotività si impara attraverso gli errori, tendenza a riparare ciò
che può alterarsi e rompersi, per quanto riguarda la sintonizzazione emotiva. Non è

ottimale uno sviluppo dove è tutto perfetto. E' importante che il bambino possa fare
esperienza di riparazione dell'errore.
3. MOMENTI AFFETTIVAMENTE INTENSI: è essenziale che il bambino viva dei momenti emotivi
intensi sia positivi che negativi, devono sperimentare per apprendere la capacità di
regolare l'intensità delle emozioni. I bambini hanno un'elevata capacità di resilienza.

L'imitazione
Un primo modo per stabilire un contatto interattivo è l'imitazione. Ai bambini piace imitare, questo
crea un legame sociale, lo fanno come senso del contatto con l'altro. Se imiti una persona questo
crea una forma di contatto sociale, anche se non ci guarda negli occhi e non ha una
connessione diretta con noi, sente comunque la compagnia (per esempio l'interazione con un
autistico). In questi scambi interattivi precoci conta moltissimo la sensibilità della madre, che si
accorge in maniera dei messaggi interattivi del bambino e risponde in maniera adeguata, per
cui gli interventi che si fanno coi genitori sull'attaccamento servono a insegnargli ad essere
sensibili. Se c'è sensibilità avremo un attaccamento più sicuro nel bambino. La sensibilità è
determinante nello sviluppo del bambino. I padri hanno un ruolo molto importante nell'infanzia

Sviluppo Tipico e Atipico 28


ma non diretto come quello della madre con il bambino, i padri danno sicurezza, supporto nella
coppia, il padre ha quindi un effetto indiretto sulla relazione diadica. Se invece il caregiver
principale è il padre, tutto questo si manifesta ovviamente con il padre.

Regolare le emozioni
Le emozioni sono molto prepotenti, è molto difficile governarle. Il bambino impara a regolare
l'emotività attraverso la diade, poiché al suo interno si forma una relazione speciale che sarà il
luogo di apprendimento di come dare e ricevere cura e di come gestire e emozioni, come
regolare le emozioni all'interno dei legami affettivi più importanti [Lag - sito di ricerca con
letterature al riguardo]. Normalmente il bambino ha dei segnali che, manda al caregiver. Il
genitore si "innamora" del bambino e il bambino sa inviare dei segnali per attrarre la madre,
segnali che in pratica fanno tenerezza e entusiasmano le madri. L'Attaccamento ha una base
biologica. Il contatto fisico è un elemento fondamentale per la creazione del legame di
attaccamento. Poiché il contatto con il calore da sicurezza (esperimento scimmietta e fantoccio
con la coperta di pelo, a dimostrare che il bisogno di contatto prescinde dall'esperienza). Il
bambino che avrà potuto fare esperienza di contatto avrà maggiore capacità di esplorazione e
sicurezza rispetto a un bambino che non ha sperimentato il contatto. Il bambino di 2 mesi
interagisce anche con gli sconosciuti purché il viso sia benevolo. Il bambino comincia ad essere
sensibile agli scambi a tu per tu, l' interazione primaria è l'intersoggettività. Mentre a 6 mesi di vita
si sviluppa l' intersoggettività secondaria, un importante indicatore di questa fase è l' allargarsi
delle capacità del bambino sostenuto dalla mamma. A 7-8 mesi si manifesta il riferimento
sociale, ovvero il bambino si gira e guarda il volto della madre come per chiedere conferma di
qualcosa che vuole fare o verificare la sicurezza di una situazione.

Dunque 6-12 mesi il bambino si apre alle relazioni con gli altri e interesse del proprio corpo,
iniziano le prime manipolazioni, comincia ad avere più iniziativa nel gioco e interazioni
intenzionali. Dato che sperimenta l' importanza dello stare con gli altri, comincia la capacità di
stare da solo, il bambino che ha sperimentato il contatto con la madre saprà stare da solo. Infatti
quando il bambino di 6 mesi deve andare al nido necessita di un adattamento, l'inserimento,
poiché è innaturale a quest' età stare lontano dalla madre tutto il giorno. Capacità iniziale di
ritenere mentalmente i propri genitori anche quando non sono presenti. A 8-9 mesi inizia a
indicare e cominciano le prime esperienze di efficacia e di autonomia; a partire dai 2 anni
l'efficacia sarà un elemento molto importane, ovvero sapere che sono bravo; a causa del
sentimento di autonomia cominciano le prime frustrazioni, il bambino che cade mentre cerca di
stare in piedi è la classica esperienza di frustrazione. Quando arrivano ai 12-18 mesi i bambini
sviluppano il legame di attaccamento e sviluppano delle differenze individuali e sentiranno la
sicurezza dell'attaccamento in maniera diversa da altri, a quest'età la sensibilità della mamma è il
principale precursore dell'attaccamento.

Sono state raccolte 4 categorie fondamentali di attaccamento, ABCD, ovvero evitante, sicuro,
coercitivo, disorganizzato.

Quadro sinottico 6-12 mesi


• intensificazione dell'interesse per le relazioni, per il proprio copro e per il mondo degli
oggetti
• iniziativa nel gioco, azioni orientate allo scopo e consapevolezza causa-effetto
• capacità rudimentali e brevi di intrattenimento in solitudine
• inizio delle capacità di ritenzione mentale del genitore

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• sviluppo della vocalizzazione e del balbettio (4-6 mesi), del guardare e indicare (8-9 mesi)
• vissuto di autonomia e sentimento di efficacia legato all'uso delle abilità motorie. Prime
esperienze di frustrazione e ansia.
• inizio consapevolezza del punto di vista dell'altro: riferimento sociale e attenzione
congiunta (9-12 mesi)
• rudimentale senso di autoefficacia e di padroneggiamento, senso di controllo.

LE 4 CATEGORIE DELL'ATTACCAMENTO

ATTACCAMENTO SICURO
Il bambino con legame di attaccamento sicuro sa che può esprimere le sue emozioni negative o
positive e sa che saranno recepite. La sicurezza è la capacità di condividere le emozioni e la
coppia sa ascoltare anche le emozioni negative riuscendo a gestirle. Sicurezza non vuol dire
stiamo sempre bene ma significa che sappiamo star male stando vicini, aiutandoci
reciprocamente. Il bambino sicuro avrà una capacità emotiva flessibile, ampia e solida. Recepire
le emozioni e saperle leggere in modo appropriato. Il bambino sicuro avrà avuto una madre
capace di condividere affetti positivi, con una buona sensibilità e che sa accorgersi quando il
bambino ha dei bisogni, non è perfetta ma sa riparare agli errori e il bambino sente quindi di
poter contare su questa figura.

Contano le disabilità? Un bambino down o con autismo o con ritardo mentale avrà la stessa
possibilità di un bambino normativo di stabilire un attaccamento sicuro?

In ogni caso il legame di attaccamento si sviluppa dipendentemente dalla sensibilità del


caregiver. Quando abbiamo sensibilità da parte caregiver anche il bambino autistico sviluppa il
legame di attaccamento sicuro, quindi bambini con disabilità hanno le stesse possibilità dei
bambini normativi d sviluppare l'attaccamento. Mentre hanno più difficoltà i bambini adottati
poiché hanno vissuto la rottura del legame di attaccamento, ovviamente dipende dall'età, un
bambino appena nato se inserito in una famiglia adottiva da subito, non avrà la rottura
dell'attaccamento tra le sue esperienze. Contano quelle specifiche esperienze che poi formano il
legame di attaccamento, anche le separazioni, i lutti hanno un ruolo fondamentale nella
formazione dell'attaccamento.

ATTACCAMENTO INSICURO
Insicurezza non vuol dire disagio, ma è la base sicura più dei vincoli, ovvero c'è la possibilità di
tornare nella base di conforto.

• La prima categoria di insicurezza è quella Evitante (Avoidant). Nella strange situation i


bambini evitanti emettono un comportamento che non mostra insicurezza, mentre quasi tutti i
bambini piangono se la mamma se ne va, il bambino evitante non mostra il disagio perché sta
sopprimendo la propria ansia e il proprio dolore. I bambini evitanti dunque hanno come vincolo
quello di sopprimere l'emotività per mantenere il legame con il caregiver, le mamme di questi
bambini sono aperte a condividere solo la positività e il bambino lo sente e per questo sopprime
la negatività. Nel primo anno di vita hanno imparato che il ceregiver si ritrae ignorandoli,
trascurandoli o respingendoli quando mostrano emozioni negative. Le mamme dei bambini
evitanti non sono però fredde, sono a parole molto più tenere di quanto lo sono nei fatti, per
esempio usa dei vezzeggiativi col bimbo ma non lo considera realmente e fa altro mentre gli
parla, si dimostra quindi distaccata. Sono meno sensibili e più trascuranti delle mamme sicure e
Sviluppo Tipico e Atipico 30
quindi il bambino sa che per mantenere il legame con la mamma deve imparare precocemente
a cercare di risolvere da solo le emozioni negative. Come conseguenza i bambini evitanti
avranno una maggior autonomia. Questo coinvolge circa il 20% dei bambini. Solitamente in
famiglie povere, con situazioni di dipendenza, depressione materna o di conflittualità tra i
genitori, insomma situazioni in cui ci sono meno risorse da investire affettivamente nel bambino.

• La seconda categoria è l'insicurezza di tipo resistente-ambivalente (coercitivo), sono


bambini con molte richieste, quando la mamma si allontana, non solo piangono ma cercano di
bloccarla quando si accorgono che sta per uscire e quando la mamma rientra nella stanza ci
mettono più tempo a calmarsi. Loro hanno imparato che per tenere la mamma più vicina
devono costringerla ad andare da loro. Questo perché la mamma ha dei comportamenti
incostanti, in alcuni momenti è capace di consolare, mentre in altri è intollerante, impaziente, il
bambino li vede come comportamenti imprevedibili poiché non sa quando la madre è
disponibile o no e in questo modo obbliga la mamma a occuparsi di lui (chee). Il bambino avrà
una caratteristica di crescita di minore autonomia, poiché sono convinti anche se non
consapevoli che per mantenere il legame devono far sentire al caregiver di averne bisogno.
Questi bambini non hanno iniziativa e aspettano sempre di essere spinti dai genitori prima di
agire.

Nei tre pattern sicuro, insicuro evitante e insicuro resistente-ambivalente, i bambini hanno tutti la
possibilità di raggiungere la base sicura, sono tutti e tre pattern organizzati.

ATTACCAMENTO DISORGANIZZATO
Mentre il pattern disorganizzato che coinvolge il 17% dei bambini con sviluppo tipico, è la
categoria più a rischio per sviluppi di comportamenti problematici. La disorganizzazione si
apprende quando ci sono segnali specifici inadeguati nel rapporto con il caregiver. Il bambino
che ha una paura, una fragilità e quindi cerca conforto nel genitore che con il suo
comportamento più che creare conforto ne accresce la paura, porterà allo sviluppo di un
attaccamento disorganizzato. Questo accade perché il genitore ha un' affettività incongrua,
inadeguata; Il bambino di conseguenza non riesce ad organizzare ne un attaccamento evitante
ne uno coercitivo resistente, c'è invece un crollo temporaneo della strategia (può quindi essere
disorganizzato rispetto ad una delle tre strategie sopraelencate). Il bambino disorganizzato non
riesce a gestire i momenti di stress. Perché un genitore può fare questo? Questo è tipico dei
genitori che hanno una forma di traumaticità personale non risolta rispetto all'attaccamento,
come lutti non risolti, separazioni non risolte o situazioni di violenza, abusi, traumaticità che si sono
sperimentate. Con questi comportamenti il genitore impedisce al bambino lo sviluppo di un
attaccamento organizzato. L' attaccamento disorganizzato non da dei segnali specifici. Lo stress
manifesto del bambino impedisce al genitore di svolgere il ruolo di caregiver che dovrebbe dare
un senso di protezione al bambino attraverso la vicinanza. La popolazione di bambini che
subiscono maltrattamenti fisici, sessuali o psicologici, sviluppa disorganizzazione. Un altra forma a
rischio di attaccamento disorganizzato è la trascuratezza (neglect), dovuta per esempio a
genitore depressi, poco presenti, ecc.. Nello sviluppo tipico 17% dei bambini sviluppano
disorganizzazione mentre nello sviluppo atipico l'80%.

31
DISORGANIZZAZIONE NELL'ATTACCAMENTO

La disorganizzazione è una rottura o un collasso temporaneo della strategia di comportamento


adeguata ad una certa situazione, è come se il piccolo non trovasse più un modo di reagire.

L'età della Toddlerhood: 12-24 mesi


• Sperimentare l'autonomia
• Senso di padroneggiamento: è predittore di tutte le competenze sociali. Se il bambino per
esempio è irruento e che quindi non ha un senso di padroneggiamento sviluppato rispetto
ad un altro bambino, deve essere aiutato dai genitori. Nei primi due anni di vita il bambino
sperimenta questo senso di riuscire.
• Il ruolo della vergogna e dubbio: il bambino comincia ad essere sensibile al giudizio sociale
(se cado provo vergogna ecc..) sono le prime volte che il bambino prova queste
emozioni. E nel momento il cui il bambino diventa sempre più centro di iniziativa comincia
ad essere in dubbio su ciò che fa, mentre quando eseguiva solo le indicazione dell'adulto
non aveva alcun senso di responsabilità sulle sue azioni. Questi sono due stati mentali/stati
emotivi molto importanti perché segnalano l'esito della formazione dei bambini e le
iniziative che cominciano a prendere durante lo sviluppo.
• La crisi evolutiva dei due anni. I "NO" e gli stili educativi genitoriali: A 2 anni i genitori
vedono in miniatura quella che potrà essere l adolescenza, il bambino esce da un periodo
di dipendenza dai genitori e adesso gli sembra di poter andare da tutte le parti e ama dire
di no (l'età del no), in questo periodo evolutivo i bambini sono molto testardi e questo gli
serve a differenziarsi dal genitore, come ad affermare il proprio punto di vista
evidenziandone l'esistenza.

Sviluppo Tipico e Atipico 32


Il senso morale
Sperimentare il senso morale è un modo importante per imparare a gestire l' emotività. Il senso
morale riguarda il senso delle regole e cosa è giusto o sbagliato.

Il senso morale è innato o no? e quali sono i precursori e i primi segnali del senso morale?

Piaget dice sostanzialmente di fare attenzione perché i bambini sono egocentrici, ovvero non
sanno vedere attraverso le prospettive altrui. Oggi si è visto che già verso i 2-3 anni si rendono
conto dell'esistenza di vari livelli della morale, per esempio alcuni livelli sono condivisibili a livello
universale (senso di giustizia, non uccidere, diritti universali ecc.) mentre le regole non sono
universali, e non sono stabilite dall'autorità (per esempio mangiare con la forchetta, se il bambino
mangia con le mani non lo percepirà come immorale). Dunque i bambini molto precocemente
percepiscono questi ambiti.

La morale ha una radice importante in alcune emozioni dette emozioni morali , non si possono
provare se non si ha il senso dell'altro. L' empatia è la capacità di mettersi nei panni di un altro, di
sentire come sente un altro, ed è fondamentale per lo sviluppo dei comportamenti pro-sociali,
ovvero quelli di aiuto. I bambini a 2 anni cominciano ad essere in grado di aiutare il prossimo,
sentire il dolore di un altro e confortarlo, ma sono anche in grado di fare del male. Non c'è senso
morale senza senso dell'altro. Poi abbiamo un livello più avanzato di empatia che si chiama
empatia egocentrica, ovvero assume dei comportamenti che esprimono disagio di fronte per
esempio ad un bambino che piange ma non lo imita, ma sente e compartecipa vivendo il dolore
dell'altro che ha un effetto su di se, per questo si chiama egocentrica. Sempre intorno ai 2 anni la
sofferenza si chiama empatia quasi egocentrica succede quella egocentrica ed è la fase in cui
comincia il comportamento di aiuto, per esempio se un altro bambino soffre perché ha perso la
mamma il bambino cerca di confortarlo portandolo dalla sua mamma pensando che sia la
stessa cosa, da qui il pensiero egocentrico.

I primi indizi del senso morale e quindi del senso dell'altro sono nel riparare gli oggetti. Si sviluppa
quindi attraverso il rapporto con le cose che si rompono; educare i bambini a non trascurare gli
oggetti aiuta il senso morale. Riparare implica un profondo rispetto di ciò che si possiede ed è
provato che istruire i bambini sotto questo aspetto porta ad un maggior senso morale in futuro,
quello che si trasformerà poi in coscienza.

La morale ad ambiti: il contributo di Nucci e Turiel


1. AMBITO MORALE (benessere, giustizia e diritti umani): le prescrizioni morali sono
obbligatorie, generalizzabili e impersonali.
2. AMBITO CONVENZIONALE (regole stabilite dall'autorità): non universali, non generalizzabili.
3. AMBITO PERSONALE (scelta di amici, modo di vestire)

I bambini sanno precocemente differenziare tra i diversi ambiti.

33
LA FANCIULLEZZA: Seconda (3-5 anni) e Terza Infanzia (6-10 anni)

LO SVILUPPO CEREBRALE
Si tratta di un età importante piena di cambiamenti dal punto di vista emotivo. La plasticità
cerebrale è importante, il fatto che il cervello abbia una possibilità di riorganizzazione è molto
rilevante per la crescita, per i processi di apprendimento. La plasticità è implicata nella funzione
di alcune abilità come:

1.Riabilitazione cross-modale: assunzione di informazioni proprie di un'altra modalità sensoriale da


parte di una regione cerebrale deputata originariamente ad altra modalità a deprivata dei suoi
input specifici

2.Espansione di mappe: possibilità delle cortecce primarie di espandere le aree di


rappresentazione durante la ripetizioni di un compito o l'apprendimento di abilità o al contrario di
ridurre in caso di deprivazione sensoriale.

3.Compenso mascherato o vicinanza (Riorganizzazione funzionale a livello macroscopico):


avviene quando un sistema cognitivo intatto si addossa le funzioni di un sistema che ha subito
lesioni, riducendo gli effetti funzionali del deficit. Non è un vero e proprio processo di plasticità,
quanto piuttosto l' uso di strategie e modalità alternative (es: le memotecniche)

4.Neurogenesi: Processo attraverso il quale vengono generati nuovi neuroni da cellule immature.
Si possono distinguere due tipi di neurogenesi: la neurogenesi durante lo sviluppo, che dà origine
alle cellule nervose e gliali destinate a formare i tessuti del sistema nervoso, e la neurogenesi
dell’adulto, il cui significato è legato alla plasticità funzionale di determinate aree cerebrali.

Quando la plasticità disturba?

La flessibilità del SNC ha insito il rischio di cambiamenti non desiderati: è quanto avviene nella
sindrome dell' iperuso. Il cervello è plastico, quindi è capace di riorganizzarsi, la crescita cambia
ma non si ferma. L'83% della sinaptogenesi continua fino ai 20 anni. Il cervello è sensibile
all'apprendimento sociale e alla pianificazione, controllo e efficacia (lobi frontali); il processo di
pruning (deattivazione delle sinapsi non più utili) è pienamente attivo solo intorno ai 9 anni. A 6
anni il cervello infantile raggiunge il peso dell'organo adulto ma la sinaptogenesi ovviamente
continua. Aree cerebrali diverse sono interessate nello sviluppo di funzioni specifiche. La corteccia
prefrontale si occupa della memoria di lavoro. L' ippocampo è fondamentale per l'
apprendimento e lo sviluppo della memoria dichiarativa (ovvero ciò che si ha immagazzinato). Lo
striato per la memoria procedurale. I gangli della base si occupano del controllo del movimento
motorio.

Review: rassegna su un argomento


Meta analisi: i soggetti sono desunti da quelli di tutti gli studi sull'argomento, prettamente statistico
Classico: Articolo scientifico

Sviluppo Tipico e Atipico 34


LO SVILUPPO CEREBRALE
Nella fanciullezza (seconda e terza infanzia/prescolare e scolare) ci concentreremo sull'Area della
corteccia prefrontale (che si occupa di pianificare comportamenti e inibire i comportamenti
dominanti/impulsivi).

Con la memoria di lavoro parliamo automaticamente di capacità di attenzione. L'attenzione è un


altra area importante di questo periodo per stabilire lo sviluppo tipico o atipico. L'ippocampo è un
altra area cerebrale importante e implica l'apprendimento e la memoria dichiarativa (capacità
di elaborare e esprimere aspetti ritenuti in memoria). Lo striato nell'apprendimento delle abitudini
e nella memoria procedurale (relativa alle azioni e procedure per eseguire comportamenti
complessi). Successivamente affronteremo l'aspetto dello sviluppo motorio, il bambino è in piedi
ma ha il problema del controllo dello motricità.

La plasticità cerebrale significa che il cervello può riprogrammarsi e recuperare funzioni che sono
state compromesse, attivando nuovi vincoli sinaptici tra i neuroni e quindi nuove abilità che si
possono sviluppare. Il campo in cui si ha più possibilità di riabilitare/rieducare è quello della
dislessia. Un'area cerebrale che funziona con un certo livello di deficitarietà come la dislessia può
essere surrogata dalla omologa area cerebrale sull'emisfero opposto (in questo caso il sinistro).
L'età dei bambini è un fattore molto importante poiché alcune cose possono essere rieducate
entro un certo periodo di età e non oltre, un disturbo dell'apprendimento preso a 20 anni sarà
parzialmente correggibile, per la dislessia indicativamente è ottimale il periodo della scuola
primaria per ottenere una rieducazione efficace.

La crescita somatica ha una curva di crescita tipica e se un bambino distoglie da questa curva
c'è uno sviluppo atipico sia dal punto di vista dell'altezza che del peso; nella seconda e terza
infanzia c'è una parziale autonomia nella somministrazione del cibo. Il problema di obesità lascia
delle tracce nel corpo e anche se viene corretta può dare esiti di tendenza di obesità nello
sviluppo futuro e può comportare problemi e problematiche legate allo sviluppo della motricità e
alla socialità. Le abitudini alimentari sono molto legate al bisogno della gestione infantile, ci sono
dei bambini che hanno bisogno di superare sentimenti come tristezza e frustrazione e colmano
questi bisogni affettivi attraverso il cibo. Il bambino quindi si abitua a superare questi problemi e
stare meglio attraverso l'assunzione di cibo. Alcuni genitori assecondano questa cosa esprimendo
l'affetto attraverso la somministrazione di cibo, non adottando adeguati comportamenti o
lamentandosi dell'obesità del bambino aggravandone le emozioni negative.

A quest'età vengono effettuati interventi di parent traning, non si può pensare a interventi su
questa età in assenza dei genitori, questi devono essere necessariamente coinvolti. Medina
asserisce la necessarietà della conoscenza dello sviluppo cerebrale da parte dei genitori. Imporre
regole e insegnare i limiti e il rispetto di queste allena e educa il prefrontale del bambino
rendendolo soprattutto meno impulsivo. I genitori devono rendersi conto dell'influenza che hanno
sul bambino, in ogni genitore c'è sempre qualcosa che funziona ed è compito dello psicologo
farla emergere.

Sindrome da iperuso: La plasticità in questo caso può disturbare a causa dell'eccessiva


espansione di aree cerebrali utilizzate in quel determinato compito.

35
Le caratteristiche del sonno del bambino in età prescolare
É importante la porzione della giornata in cui il bambino dorme e la regolarità. Il sonnellino
pomeridiano di mezz'ora durante il giorno è indicato per i bambini di 4-5 anni, dormire troppo o
mancare il sonnellino causa irregolarità nel ciclo del sonno del bambino e nervosismo. Il ciclo del
sonno nel bambino dura 60 minuti e nell'adulto 90 min. Fino ai 2 anni la fase rem è più precoce,
questa è la fase di massima alimentazione del cervello, quando si interrompono i sogni viene tolto
nutrimento al cervello.

I DISTURBI DEL SONNO


In questo periodo di sviluppo il bambino si sta affezionando sempre di più alle figure di riferimento.

I disturbi legati all'addormentamento


Tra i 2-6 anni è frequente che i bambini abbiano problemi ad andar a dormire e addormentarsi,
le cause, oltre a fatto che il bambino in questo periodo stà acquisendo il pieno delle capacità
motorie e ne sia in piena sperimentazione avendo quindi difficoltà nel dover andare a dormire,
possono essere la paura del buio, di essere rapidi, ecc., ovvero il bambino apre le sue capacità
mentali al fenomeno dell'immaginazione che sono benefiche per lo sviluppo ma apre anche la
dimensione delle paure, delle minacce, di quello che gli potrebbe accadere anche se non è una
realtà presente in questo momento, quindi i bambini iniziano a fare i primi sogni di angoscia, i
primi incubi. Cause ulteriori possono riguardare l' eccessiva rigidità degli orari, rumore nella
stanza dove dorme o semplicemente la personalità dominante od oppositiva del bambino.

L'ansia di separazione si può vedere attraverso il gioco simbolico o il disegno. L'ansia di


separazione è un ansia molto importante. In quest'età è abbastanza comune e frequente che il
bambino venga accompagnato a letto e gli vengano quindi lette delle storie e anche in questo
ci può essere un percorso tipico, nel quale il genitore legge la storia poi va via e il bambino deve
addormentarsi, o atipico, dove il genitore va via solo quando il bambino si addormenta e
continua a leggere storie, in questo caso il bimbo viene stimolato all'attenzione e cerca di tenere
il genitore a se restando sveglio il più possibile.

I bambini con queste difficoltà nell'addormentamento possono mostrare uno stato di agitazione o
l'assunzione di rituali come la disposizione dei giochi, sentire sempre la stessa storia per
addormentarsi, avere un oggetto consolatorio con se.

Tra i 6-15 anni possono insorgere fenomeni ipnagogici che causano sensazioni cinestesiche
spiacevoli come il senso di caduta, soprassalti e vertigini che causano angoscia, risveglio e
difficoltà nel riprendere sonno.

I disturbi legati al sonno (condotte patologiche)


Perché compaiono i brutti sogni in questo periodo della vita?

Nell'adulto il brutto sogno è un eccezione, poiché vanno diminuendo durante la crescita, nel
bambino è fisiologico fare gli incubi, tra i 3-6 anni c'è un incremento degli incubi, circa il 6% dei
bambini hanno il terrore notturno (condotta allucinatoria per la quale il bambino si sveglia
incapace di ragionare e in preda al terrore, si presenta intorno ai 3 anni) o il sogno d'angoscia
(una sorta di incubo per il quale i bimbi urlano e chiedono aiuto ma senza svegliarsi per forza) che

Sviluppo Tipico e Atipico 36


coinvolge il 30% dei bambini. Tipico è quello di cadere, essere abbandonati o mostri e paure
individuali legate alla crescita. Nella maggior parte dei casi questo ha risoluzione spontanea.
Alcuni bambini hanno i sogni d'angoscia precocemente. Quando questi incubi sono frequenti (34
volte a settimana o più) il bambino è angosciato e ha dei contenuti psichici che riesce ad
esprimere solo di notte e la domanda da farsi è come mai non può esprimerli durante il giorno.
Quando il bambino condivide di più le emozioni durante la giornata i sogno d'angoscia
dovrebbe diminuire. Questi avvengono durante il sogno REM. In questa fascia di età è frequente il
sonnambulismo (azioni compiute in assenza di coscienza e con successiva amnesia) . Il
sonnambulismo lieve compare fisiologicamente tra i 7 e i 12 anni, sembra ci sia una differenza di
genere per cui i maschi sono maggiormente soggetti al sonnambulismo; questo stato dura 20
minuti al massimo ed è uno stato alterato di coscienza quindi non ci si può ricordare le azioni
compiute. In una percentuale minima (1-2% dei casi) si verificano episodi di sonnambulismo a
rischio con episodio da 3 o più alla settimana. Ancora più raro il sonnambulismo terrore con
episodi di aggressività quando si cerca di riportare a letto il soggetto sonnabulo. In alcuni casi
invece si presentano degli automatismi motori, ovvero dei movimenti a ritmo regolare che si
ripetono 3/4 volte a notte, insorgono solitamente verso i 3-4 nni e scompaiono in genere
spontaneamente. Nei casi di ipersonnia o sonnolenza è necessario verificare che non siano
conseguenze di patologie neurologiche come encefaliti, ipertensione endocranica, trauma
cranico o altre cause metaboliche.

L' enuresi notturna se supera i 3 anni può avere cause fisiologiche o in assenza di queste, cause
psicologiche.

SVILUPPO PERCETTIVO
All'aumentare dell'età i bambini diventano sempre più capaci nelle abilità attentive e questo è in
stretta relazione con le capacità percettive. Migliora l' attenzione sostenuta, l' attenzione selettiva,
le strategie di esplorazione visiva. Il legame tra percezione e attenzione si può notare col
fenomeno del sincretismo infantile, ovvero una carenza di organizzazione flessibile e articolata del
campo percettivo. In età prescolare (bambini inferiori ai 7 anni) svincolare l’elemento dalla
struttura globale è d icile, anche riconoscere forme incomplete risulta ancora complesso, una
capacità che va migliorando nel tempo fino alla tarda adolescenza. A 5-6 anni la difficoltà di
discriminare le lettere può intaccare l'apprendimento, ulteriore prova del legame tra sviluppo
percettivo e sviluppo cognitivo.

SVILUPPO PERCETTIVO ATIPICO


Come già detto in precedenza apprendimento e percezione sono strettamente legati, come nel
caso della dislessia evolutiva e della discalculia evolutiva (e quindi danni causati dal
riconoscimento dei dati), alcuni ricercatori le spiegano come disturbi linguistici fonologici per la
dislessia e disfunzione specifica del modulo numerico per la discalculia, metre altri sostengono
che ne siano causa il disturbo percettivo visivo e uditivo per la ddislessia e il disturbo
visuopercettivo per la discalculia. Test di Frostig --> atto a stabilire l' età percettiva dei bambini
tramite una valutazione delle capacità visuo-percettive e di integrazione visuo-motoria. Suddiviso
in 8 prove.

Non esiste un test per i primi anni di vita tranne che per la Scala di Bayley (2006) che misura lo
sviluppo senso-motorio e cognitivo.

37
Autismo e deficit visivi
I deficit rilevabili nei soggetti autistici sono riconducibili alla propensione all’elaborazione delle
informazioni locali anziché globali, causando difficoltà in compiti visuo-percettivi e quindi nel
discriminare i volti, per alcuni ricercatori nel discriminare sia oggetti sociali che non-sociali.
Dunque è da chiarire la presenza di specificità verso stimoli sociali.

LO SVILUPPO MOTORIO
Abilità generali e abilità fini vanno mutando e crescendo nel tempo e affinandosi permettendogli
di sperimentare sentimenti di orgoglio e senso di padroneggiamento e quindi crescente
autostima ma anche inadeguatezza per gli insuccessi.
Dunque si crea una sfida di incremento delle abilità e dell'autocontrollo e della coordinazione.
Sono comunque da considerarsi le differenze individuali sia nella forza che nella resistenza
muscolare e nella coordinazione motoria.

A 2 anni: mangiano soli col cucchiaio, afferrano con pollice e indice, camminano senza aiuto e
fanno rotolare o lanciano una palla.
A 3 anni: acquisiscono un crescente controllo dell' abilità della corsa. Coordinazione crescente
dai 3 ai 6 anni.
A 4 anni: tagliano la carta con le forbici, disegnano linee approssimativamente circolari,
scendono le scale alternando i piedi, afferrano con un rimbalzo la palla.
A 5 anni: sanno scrivere il nome, cammina in equilibrio su un parapetto, lanciare la palla da sopra
la testa tenendo i gomiti piegati
A 6 anni: copiano parole brevi, saltare su un piede solo tenendosi a un corrimano, afferrare e
controllare la palla con entrambe le mani tenendo le mani davanti al corpo

Per quanto riguarda per esempio l'attraversamento della strada a 10/12 anni mostrano ancora
minori capacità rispetto all'adulto, meno coordinazione e sincronizzazione percettivo-motorie.

ADHD - Disturbo da deficit di attenzione/iperattività (Attenction Deficit


Hyperactivity Disorder)
L'ADHD colpisce 3 volte di più il genere maschile ed è un disturbo caratterizzato da persistente
disattenzione e/o da comportamento iperattivo e impulsivo. Presenta una forte componente
genetica ovvero un'attività anomala del neurotrasmettitore dopamina (necessario l'uso di farmaci
ad azione psicostimolante, il più usato è il Metilfenidato o Ritalin, meno comune il trattamento
con il farmaco non stimolante, noto come Strattera, che inibisce selettivamente la ricaptazione
della noradrenalina) e anomalie nelle regioni frontale e striatale del cervello. Comporta delle
difficoltà per quanto riguarda l'inibire i comportamenti e mantenere l'attenzione selettiva e
sostenuta. Spesso in adolescenza i sintomi si attenuano ma può persistere nell'età adulta spesso in
modo meno pronunciato. E' importante che l'approccio sia una combinazione tra la terapia
farmacologica e un intervento ambientale basato sul principio di rinforzo.

Sviluppo Tipico e Atipico 38


SVILUPPO COGNITIVO Il grande compito dell'apprendimento

Importanza del contesto sociale: zona di sviluppo prossimale --> scaffolding (viene utilizzato in
psicologia e pedagogia per indicare l'aiuto dato da una persona ad un'altra per svolgere un
compito), cioè le interazioni sociali mediano sempre lo sviluppo cognitivo e l'apprendimento (il
discorso interiore), lo sviluppo cognitivo è collaborativo.

Stadio preoperatorio Piagetiano (2-6 anni):


• Si prende il mondo per come appare: tutto ciò che vedo è vero,
è tutta realtà La percezione è catturata dall'aspetto immediato
degli oggetti, percezione sincretica Egocentrismo intellettuale:
animismo, artificialismo, finalismo, ecc.
• Prevalenza del percettivo sul concettuale Fallimento dei
compiti di conservazione

Età prescolare
La funzione simbolica, come detto in precedenza, emerge intorno all'anno e mezzo. Tra i 2-5 anni
si sviluppa la rapprentazione simbolica, compaiono nuove forme di simbolizzazione come il
disegno che deriva dallo scarabocchio (che compare tra i 12 e i 24 mesi). Dunque intorno ai 2
anni e mezzo compare la rappresentazione intenzionale. Può anche unire dei suoni ai suoi disegni
come a mimare ciò che rappresenta (gioco di finzione), Matthews (1984) parla di
"rappresentazione attraverso l'azione", non è il disegno ma l'azione stessa del disegnare a
rappresentare qualcosa. Spesso afferma di aver disegnato qualcosa a cui pensava mentre sulla
carta non vi assomiglia per niente, vi è quindi una fase transitoria dove è presente un' intenzione
rappresentativa embrionale. Le forme schematiche compaiono intorno ai 3-4 anni. Il disegno è
uno strumento molto utilizzato anche per gli interventi.

Tra i 2-4 anni sono presenti animismo (attribuire vita, coscienza o intenzioni a ciò che è inanimato),
artificialismo (credere che piante, animali o corpi celesti siano prodotti dall'uomo) e finalismo
(confondere la causa con il fine). Queste credenze possono condurre a delle paure.

Tra i 3-4 anni sviluppano la comprensione di importanti proprietà della mente umana e a 4 anni
comprendono le rappresentazioni mentali e le credenze altrui come evidenziato da esperimenti
sulle false credenze. Sempre a quest'età acquisisce una serie di script (copioni, abitudini)
stupendosi se qualcosa cambia.

Il bambino ha una conoscenza dei numeri e una seriazione rudimentale; già dai 2 anni conosce il
numero 1 e sa che cosa è di più di 1, ma se chiediamo un numero maggiore per esempio di
giocattoli, porterà un numero a caso di giocattoli ma più di 1; a 3 anni conosceranno 1 e 2, a 3
anni e mezzo 1,2 e 3 e a 4 anni di solito conoscono i numeri fino ad un certo punto e quindi non
discriminano 1,2, 3 ma contano fin dove sono capaci.

A quest'età è evidente l'aumento delle capacità della memoria di lavoro, che contribuisce allo
sviluppo delle abilità motorie, di simboli grafici, della cognizione sociale e del pensiero narrativo.
Crescono anche le funzioni esecutive ovvero quei processi cognitivi che servono a regolare altri
processi cognitivi, come per esempio la scelta di mezzi adatti agli scopi, la distribuzione delle
risorse attentive, l'inibizione di risposte inappropriate e così via.

39
Età scolare (6-10 anni)
In questo periodo che è lo stadio operatorio concreto inizia la reversibilità, i bambini possono fare
operazioni mentali ma solo su cose concrete, formulano concetti, ecc. C'è un importante
aumento della connettività tra i lobi frontali e quindi un incremento nelle abilità di pianificazione,
controllo comportamentale, inibizione di risposta inappropriata. Il bambino acquisizione il
concetto di invarianza cioè una cosa mantiene le sue caratteristiche anche se ne muta alcune.
Comprende la trasformazione. Acquisisce nuove competenze logiche come la classificazione
(prendi tutti i triangoli rossi e i quadrati), l' inclusione (figure rosse è più comprensivo di triangoli
rossi), relazioni asimmetriche. Sviluppa i concetti numerici. Per quanto riguarda l'apprendimento, il
ruolo del materiale utilizzato è importante, più il materiale è interessante più l'apprendimento sarà
efficace. Inoltre acquisisce nuovi modi di organizzare il disegno, per esempio l' uso di due
dimensioni, verticale e orizzontale, per rappresentare la distanza, quindi si può disegnare se stessi
e la famiglia.

Ruolo della metacognizione: a 4 anni tendono a sopravvalutare le loro capacità di memoria,


mentre a 8 anni si ha una certa abilità di prevedere ciò che ricorderemo, soprattutto perché
verso i 7-8 anni iniziamo ad utilizzare strategie di memoria e sono anche in grado di descrivere le
strategie che utilizzano, si tratta quindi di un uso consapevole e strategico.

Inoltre in età scolare emerge l'abilità di soppressione cognitiva delle informazioni, ovvero le
funzioni esecutive inibitorie, si tratta dell'abilità di sopprimere rappresentazioni mentali non
rilevanti.

Sviluppo del pensiero narrativo: inizia la struttura della narrazione con divisioni in parti: a 8 anni
conseguimento della struttura tripartita. Avanzando con l'età si cresce la complessità nella
narrazione. Ingrediente fondamentale dello sviluppo socio emotivo

Interconnessione fra abilità cognitive e emotivo relazionale


• I bambini imparano partecipando
• Ruolo della TOM
• Imparano partecipando emotivamente Sa quel che sente, vede sentendo

SVILUPPO COGNITIVO ATIPICO Ritardo mentale


L'opposta caratterizzazione dei profili cognitivi della sindrome di Williams (anommalia cromosoma
7) e la sindrome di Down (anomalia cromosoma 21) ci permette di fare un confronto che ci fa
capire che nonostante la parità del deficit intellettivo globale, possono esistere profili di
competenza cognitiva molto diversi.

Il bambino affetto da sindrome di Down ha una carenza specifica delle competenze verbali
mentre il Williams ha carenza nelle competenze visuo-spaziali ad eccezione del riconoscimento
di volti. I Williams presentano asincronie tra lo sviluppo lessicale e l'emergere di abilità che
precedono l'acquisizione delle prime parole, rispetto allo sviluppo atipico quindi hanno diverse
procedure di apprendimento lessicale. Per quanto riguarda la sindrome di Down sembra che lo
sviluppo cognitivo subisca ritardi importanti dal 2 anno di vita col rallentarsi dei processi di
mielinizzazione. Presenta inoltre fin dalla prima infanzia difficoltà nel mantenere le abilità acquisite
e la tendenza a usare strategie non funzionali alla risoluzione di problemi nuovi. Risulta
particolarmente deficitaria l' elaborazione verbale, dunque deficit nella memoria di lavoro e

Sviluppo Tipico e Atipico 40


sembrerebbe anche nella memoria a lungo termine esplicita. Inoltre una specifica debolezza nel
linguaggio verbale per quanto riguarda gli aspetti morfo-sintattici.

Karmiloff-Smith (1998): lo sviluppo stesso è la chiave per comprendere i disturbi evolutivi e il


"fenotipo comportamentale" (ossia l'insieme delle concrete modalità con cui il disturbo si
manifesta) si forma a partire dalle caratteristiche iniziali della sindrome e dalle reazioni che queste
innescano nell' individuo e nel suo ambiente di vita. Alcune abilità tardano a comparire per poi
stabilizzarsi o viceversa, mentre altre si sviluppano e consolidano seguendo percorsi fortemente
anomali.

Autismo
L'autismo si caratterizza per le anomalie qualitative dell' integrazione sociale e per le anomalie
nella comunicazione e nel linguaggio, per la ristrettezza degli interessi e per la tendenza
esasperata alla ripetitività (sameness). Le differenze tra le abilità e i problemi comportamentali
rendono difficile stabilire il livello di ritardo mentale. Ancora oggi gli studiano non trovano
accordo sull'individuazione delle cause e sulla definizione della natura del deficit.

Diverse teorie sull'autismo sui problemi socio-cognitivi dell'autismo ipotizzano:

• Carenze nella teoria della mente, quindi incapacità di rappresentare gli stati mentali propri
e altrui (evidente nei compiti di false credenze). Questa incapacità di cogliere le intenzioni
sottostanti alle azioni, ai comportamenti e alle verbalizzazioni altrui ed effettuare quindi
predizioni, rende loro difficile comunicare e interagire con gli altri. (assenza di
mentalizzazione)
• Carenze nella coerenza centrale, ossia inabilità nell'integrare le informazioni quando un
insieme rappresenta più della somma delle parti. Tendenza alla frammentarietà e
attenzione ossessiva ai particolari che impedisce loro di raggiungere un significato unitario.
Molti bambini autistici per questo dimostrano prestazioni superiori alla loro età mentale in
compiti visuo-spaziali.
• Carenza nelle funzioni esecutive, ossia nelle abilità di pianificare e organizzare l'azione,
nell'inibire risposte automatiche e nell'anticipare la progressione di un evento, si pensa sia
la causa anche della difficoltà ad accettare cambiamenti nella routine e la restrizione di
interessi.

41
SVILUPPO DELLA MEMORIA
In questa età le capacità di memoria hanno delle caratteristiche particolari:

• Potenza e flessibilità: La capacità di esposizione discorsiva dei ricordi inizia a 5 anni, prima
è difficile che ci possano essere ricordi articolabili in un discorso. Di conseguenza in questi
anni la memoria si potenzia diventando più flessibile, permettendo di svolgere diverse
funzioni. Ad esempio il bambino tiene a mente la rappresentazione mentale della madre
riuscendo a stare da solo.
• Dialogo interiore: I dialoghi mentali compaiono dopo, ad esempio il bambino ricorda i
richiami dei genitori. Si tratta di discorsi con se stessi di tipo riflessivo.
• Aumento memoria di lavoro: Questo aumento permette al bambino di riuscire a tenere a
mente più informazioni aumentando le capacità di pianificazione. L'informazione può
essere elaborata in memoria oppure eliminata, bambini che hanno difficoltà a rimuovere
informazioni sono quelli che ricordano peggio. Dai 2 ai 7 anni gli item mantenuti in
memoria (chunk) sono dai 2 ai 5. Sviluppare la memoria di lavoro concorre con lo sviluppo
dell'autocontrollo. Bambini troppo piccoli sono carenti in questa capacità, ad esempio
non sanno mantenere un segreto, un bambino di 10 anni invece se mantiene un segreto è
perché lo fa di sua spontanea volontà.
• Falsi ricordi e suggestionabilità: Alcuni ricordi possono non corrispondere alla realtà, in
questa età i bambini possono avere ricordi poco affidabili, in ambito psicologico ci si
occupa di come scoprire come indagare queste tipologie di ricordi.
• Aumento dell'attenzione: Aumentano le capacità di concentrazione e di selezione degli
elementi. L'attenzione nella memoria gioca un ruolo fondamentale, infatti se mi concentro
su un elemento posso ricordarlo meglio. Tuttavia nel caso di eventi traumatici l'attenzione
potrebbe non favorire la ritenzione.

Funzioni esecutive
In questi anni le capacità di organizzazione del comportamento devono seguire tappe di
sviluppo cognitivo precise. Ad esempio non si può chiedere a bambini troppo piccoli di
programmare comportamenti a lungo termine, come ad esempio svolgere un compito dopo 4/5
giorni.

Metamemoria
Riflessioni sull'utilizzo della propria memoria, compaiono dai 5 anni, comprende la conoscenza e
l'autoregolazione del proprio utilizzo della memoria.

Memoria autobiografica
Compare anch'essa dai 5 anni, il punto di vista del ricordo in questi anni è poco oggettivo e
distorto. Una caratteristica particolarmente importante della memoria autobiografica è l'amnesia
infantile, infatti è estremamente difficile ricordare eventi prima dei 2 anni, mentre i ricordi tra i 2 e i
5 anni sono particolarmente scarsi. I primi ricordi vanno perduti perché non sono mai esistiti come
ricordi episodici, perciò la capacità di organizzarli e collocarli nel tempo e nello spazio e di
conseguenza in memoria, sorgerà dopo i 3-4 anni grazie allo sviluppo del linguaggio.

Memoria a lungo termine


Comprende ricordi che vengono memorizzati a lungo. I correlati neurali comprendono
l'ippocampo, i corpi mammillari e parte del lobo temporale. Vi sono diversi tipi di memoria:

Sviluppo Tipico e Atipico 42


• Memoria esplicita: Il ricordo in questo caso è intenzionale e deliberato
• Memoria implicita: Il ricordo in questo caso è automatico e non deliberato
Possono non coincidere gli elementi contenuti in memoria esplicita ed in memoria implicita, come
accade quando si prova dolore senza ricordare di aver subito delle violenze da piccoli.

Pazienti amnesici presentano tra queste 2 forme di memoria. L'amnesia può essere una risposta
ad un trauma psicologico, in questo caso può essere reversibile. In essa i ricordi impliciti
continuano ad esistere, infatti anche se non si ricordano, gli eventi possono avere ripercussioni sul
corpo e sul comportamento, ad esempio paralisi di arti oppure evitamento di situazioni in cui la
percezione di alcuni elementi può dar fastidio.

È bene specificare tuttavia che dimenticare può essere una strategia importante per ottimizzare il
ricordo. La struttura della memoria suddivide essa in:

• Memoria semantica: Concetti e significati indipendenti dal contesti di acquisizione


• Memoria episodica: Memorie di eventi marcati temporalmente dipendenti dal contesto di
acquisizione. Comprende anche la memoria autobiografica
• Memoria procedurale: Memoria di sequenze di azioni dirette ad uno scopo. Comprende
script e algoritmi.

MODELLI DI MEMORIA
Nei vari modelli di memoria sono riportati diversi componenti ai quali sono imputate funzioni
diverse. In base alle funzioni attribuite vi sono diversi tipi di memoria:

• Memoria a breve termine: Capacità limitata


• Memoria a lungo termine: Capacità illimitata

Modello della memoria di lavoro di Baddeley


Baddeley definisce la memoria di lavoro, suddividendola in diversi magazzini, ognuno adibito ad
una particolare funzione:

• Taccuino visuo-spaziale: Formato a sua volta da


• Memoria visiva: Si occupa di riconoscere gli oggetti
• Memoria spaziale: Si occupa di rilevare la posizione degli oggetti nello
spazio
• Loop fonologico: Formato a sua volta da
• Magazzino fonologico
• Processi di reiterazione
• Esecutivo centrale: Elabora le informazioni nei due sistemi collegati.
Successivamente venne integrato da un'altra componente nominata buffer episodico che unisce
le informazioni provenienti dagli altri due sistemi in un'unica rappresentazione episodica che si
interfaccerà con la memoria a lungo termine.

Modello di Cornoldi e Vecchi


Secondo questo modello a cono le abilità degli individui si distribuiscono secondo un continuum
orizzontale e sono indipendenti tra di loro, il continuum verticale invece determina il grado di
controllo richiesto da un determinato compito, più esso sale più le abilità si staccano dalla loro

43
natura (verbale o visuo-spaziale). Ne consegue che più la persona è attiva nel compito di
memoria più è facile che riesca a ritenere le informazioni in memoria. Ad esempio:

• Compito passivo: Span di cifre


• Compito attivo: Compiti in cui devo compiere operazioni sul materiale

Strategie per aumentare il ricordo


All'inizio l'utilizzo delle strategie è scarso dal momento che se suggerite non vengono seguite. Più
avanti si riscontra invece un deficit di produzione infatti vengono comprese ma non si riescono ad
utilizzare. Infine vi è un livello di comprensione e di utilizzo delle strategie in maniera autonoma. Vi
sono alcuni aspetti che supportano l'utilizzo delle strategie di memoria e la qualità della
memorizzazione:

• Attenzione selettiva: L'attenzione migliora la memorizzazione, infatti concentrarsi su un


elemento ignorandone altri permette che esso entri più facilmente in memoria. Bambini
affetti da ADHD sono deficitari in questa abilità. Bambini più piccoli intasano la memoria
con informazioni irrilevanti. Per favorire lo sviluppo di questa capacità è utile introdurre
delle routine nella vita di tutti i giorni strutturando un ambiente ordinato.
• Memoria di lavoro: Sviluppare la memoria significa anche sviluppare strategie che
supportano la ritenzione.
• Esperienza: L'esperienza inoltre aumenta la formazione di strategie e di conseguenza la
qualità dei ricordi.
• Velocità: La velocità è molto importante, infatti consente al ricordo di essere più efficiente.
Solitamente chi risponde rapidamente ricorda in maniera migliore, nelle scuole infatti
spingere sulla velocità di risposta aumenta le capacità di memoria.
• Sviluppo lobi frontali: Questo sviluppo aumenta le capacità di memorizzazione
Il materiale supportato da immagini fino ai 7 anni aiuta molto il ricordo, in questa fascia d'età se si
vuole aumentare la capacità di memoria perciò bisogna supportare le informazioni con l'ausilio di
immagini. Dopo i 7 anni aumenta la facilità d'accesso alla codifica fonologica, se si vuole aiutare
a ricordare perciò è utile nominare gli oggetti quando vengono presentati, la denominazione se
attiva (se svolta dal bambino) è più efficace.

Le principali strategie per ricordare sono:

• Reiterazione: Solo pochi bambini utilizzano la ripetizione in età pre-scolare, fino agli 8 anni
questa capacità è limitata a pochi gruppi di parole. Dai 12 anni invece l'utilizzo di questa
strategia aumenta, inoltre aumentano anche gli elementi che si possono tenere in
memoria. Nella media fanciullezza si possono insegnare strategie di ripetizione e di
selezione dell'informazione.
• Elaborazione profonda: Dagli 8 anni si possono inoltre raggruppare elementi in base alla
categoria semantica, aumentando di conseguenza le capacità di elaborazione.
• Organizzazione del materiale: Raggruppare gli elementi aiuta il ricordo.

Sviluppo Tipico e Atipico 44


Testimonianza infantile
Spesso ci si chiede quanto sia affidabile interrogare i bambini sui loro ricordi. Questa domanda
lascia aperto un dibattito dal momento che vi sono delle trappole della memoria in cui si può
incappare quando si rievoca un ricordo. Tuttavia, la testimonianza diventa importante in ambito
giuridico e penale, perciò ci si chiede se ci sia un modo per superare il limite della
suggestionabilità. L'affidabilità di una testimonianza infantile dipende dai seguenti fattori:

• Limite strutturale legato all'età e allo sviluppo della memoria: Sotto i 6 anni i bambini sono
largamente inaffidabili nella rievocazione, infatti il 60% di questi bambini evoca ricordi falsi,
non lo fanno intenzionalmente ma a causa del confine sottile tra realtà e fantasia presente
nella loro mente in quegli anni. I bambini, soprattutto sotto i 6 anni inoltre sono largamente
suggestionabili.
• Evento traumatico: Esso può venir trasformato in un falso ricordo, inoltre può esserci un
livello volontario di dimenticare le cose (es. “se ho rubato qualcosa, lo dimentico per
calmare il senso di colpa e preservare l'idea di me stesso”\)
• Suggestionabilità: Bisogna chiedersi quando la memoria sia accurata e attendibile la
testimonianza data la facile suggestionabilità dei bambini. Il modo in cui vengono poste le
domande può influenzare il ricordo del bambini, infatti domande chiuse e che
contengono implicitamente risposte suggestionabili generano un'alta probabilità di
risposta indotta. Questo perché i bambini sono spinti da un'alta desiderabilità sociale.
Bisogna avere di conseguenza più fonti di informazioni e poi confrontare i risultati ottenuti
da esse. La somministrazione di test psicologici che vanno ad indagare attraverso il gioco i
pensieri del bambino permettono di ottenere dati più attendibili perché il bambino si sente
meno spinto a dare certe risposte. Le distorsioni solitamente avvengono per determinate
regole della memoria, per l'effetto delle nuove informazioni, per l'effetto di compiacenza e
per l'autorevolezza dell'adulto che pone le domande. Quest'ultimo se si pone in maniera
adeguata tuttavia può ottenere delle informazioni attendibili.

SVILUPPO ATIPICO DELLA MEMORIA

Disturbi dell'apprendimento nella memoria di lavoro


• Matematica (5% - 8% dei bambini): In memoria di lavoro il deficit è attribuito al loop
fonologico e al taccuino visuo-spaziale. Spesso porta delle difficoltà nell'incolonnamento
dei numeri e nella disposizione dei numeri sulla pagina. Gli interventi sono dei training che
vanno ad insegnare strategie che risulta mancanti in fase di diagnosi.
• Linguaggio (6% - 8% dei bambini in età prescolare, crescendo la percentuale diminuisce
1% - 2%): Esso è un deficit specifico per la produzione e l'utilizzo del linguaggio che non
coinvolge altre aree. Si differenzia dai parlatori tardivi i quali risolvono le loro difficoltà dopo
i 3 anni e anche dalla dislessia in quanto i bambini hanno difficoltà nel parlato e non nello
scritto. In memoria di lavoro il deficit è a livello del loop fonologico perciò nell'elaborazione
e nell'immagazzinamento delle parole. Gli interventi sono training svolti da specialisti che
stimolano la capacità di produrre il linguaggio. Inoltre sono rivolti anche al modo in cui i
genitori si rapportano con i figli, spiegandogli l'importanza di parlare ai bambini, in questo
senso le parole devono essere semplici e referenziali, intese come riferite esplicitamente
agli oggetti utilizzati.

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Sindrome di Down
Il deficit in questo caso è a carico della memoria fonologica soprattutto nella memoria a lungo
termine. Anche l'esecutivo centrale risulta compromesso, infatti questi bambini mostrano severe
difficoltà in compiti di memoria di lavoro che richiedono un alto livello di controllo e
manipolazione del materiale da ricordare. Per quanto riguarda invece il ricordo di configurazioni
e di posizioni spaziali esso è analogo a quello di bambini con sviluppo tipico di pari età mentale.

Sindrome di Williams
Le abilità di memoria fonologia sono corrispondenti o addirittura superiori a quelle di bambini con
sviluppo tipico. Sono invece severamente deficitarie le abilità di memoria visuo-spaziale,
specialmente quelle riferite ai compiti spaziali. Per quanto riguarda la memoria a lungo termine, si
notano difficoltà nell'apprendimento di nuove procedure (memoria implicita).

Sindrome di X fragile
La memoria a lungo termine risulta essere poco deficitaria. Per quanto riguarda la memoria di
lavoro, il deficit è a livello dell'esecutivo centrale, con conseguente carenza nei processi di
controllo, pianificazione, organizzazione dell'informazione.

Sindrome di Prader Willi


Questi individui presentano maggiori difficoltà in compiti di memoria verbale.

SVILUPPO DEL LINGUAGGIO


Il modo di parlare dei bambini in questi anni è diverso da quello degli adulti. Il discorso interiore
compare in questi anni e sarà la base per lo sviluppo dell'obbedienza e dell'educazione. In questi
anni compariranno le capacità di:

• Sintassi: Capacità di mettere le parole in sequenza


• Semantica: Capacità di comprendere i significati delle parole
• Pragmatica: Capacità di usare le parole per comporre frasi nei contesti di vita.

Le tappe di sviluppo nella costruzione delle frasi è la seguente:

• 2 anni: La lunghezza media è molto breve. L'adulto infatti lo aiuterà a completarle.


• 3 anni: Comparsa termini psicologici comprendendo:
§ Termini emotivi: Triste, contento, ecc.
§ Termini morali-valutativi: Buono, cattivo, ecc.
• 4 anni: L'articolazione del linguaggio sarà simile a quella dell'adulto dal punto di vista
grammaticale. Compariranno termini psicologici di natura cognitiva, come “pensare”,
“credere”, “fare finta”, ecc.
• 6 anni: A questo punto vi saranno circa 10000 parole nel linguaggio dei bambini

Errori più comuni


• Errori sintattici: Legati all'uso dei participi passati (es. prenduto invece di preso), questo è
dovuto all'iperregolarizzazione, ovvero l'utilizzo continuo di una regola.
• Errori di sovra-estensione: Consistono nell'applicare una regola verbale in senso troppo
estesi (es. chiamare tutti gli anziani nonni)
• Errori di sotto-estensione: Consistono nel far rientrare solo alcuni elementi in una categoria
verbale (es. solo il mio cane rientra nella categoria “cane”).

Sviluppo Tipico e Atipico 46


Grazie all'interazione con adulti e pari i bambini imparano il giusto utilizzo di queste regole.

Narrazione
In questi anni i bambini apprezzano anche raccontare delle storie e cominceranno anche a
produrle. A questa età infatti si comincerà a produrre racconti autobiografici, riferiti ad eventi e
fatti della propria vita, questo implica una concezione del sé in confronto ad altri ed il rendersi
conto degli effetti che ha il proprio racconto sugli altri. È bene specificare che solo a partire dai 5
anni si possono avere ricordi della propria vita raccontabili. Attraverso il racconto si affina la
capacità di capire gli stati d'animo dei personaggi.

SVILUPPO DEL LINGUAGGIO ATIPICO


Una delle principali domande di ricerca è se vi sono dei deficit del linguaggio indipendenti da
altre facoltà. Alcune atipicità come le seguenti rispondono alla seguente domanda. Le aree
coinvolte in questi deficit sono:

• Area fonologica: Legata alla quantità e alla tipologia dei suoni pronunciati
• Area semantica: Legata alle anomalie nello sviluppo del lessico e nell'acquisizione del
vocabolario.
• Area morfo-sintattica: Legate all'acquisizione della grammatica
I deficit perciò possono essere di produzione (come le balbuzie) o di comprensione.

Sindrome di Down
I deficit sono tipicamente linguistici, all'età di 12 anni la capacità linguistica è equivalente a
quella di un bambino di 3 anni. Questi bambini hanno difficoltà nella produzione e nella
acquisizione di parole, specialmente quando sono complesse morfo-sintatticamente. Le parole
infatti compaiono verso i 24 mesi e il loro ritmo di acquisizione è piuttosto lento. I bambini down
sono affettuosi, sociali e comunicativi, per quanto riguarda quest'ultimo punto sopperiscono al
deficit attraverso il linguaggio non-verbale. I bambini down hanno un'attenzione condivisa ed un
pointing nella norma, il deficit infatti è a livello della memoria fonologica.

Sindrome di Williams
Il deficit linguistico corrisponde o è inferiore al grado di ritardo mentale, oppure possono avere un
parlato simile a quello di un adulto, a volte è simil-poetico tuttavia è comunque anomalo. Infatti
nonostante il linguaggio sia sviluppato sono deficitari nella comunicazione perché sono instabili e
disattenti, risultano iperattivi ed estremamente sensibili ai rumori. I movimenti sono impacciati e
poco coordinati, quindi l'indicare non sarà molto preciso, questo a casa di un deficit della
memoria visuo-spaziale.

Balbuzie
Si tratta di un deficit della produzione linguistica, l'intervento terapeutico deve essere svolto da
logopedisti. Vi sono delle differenze di genere che vedono i maschi maggiormente colpiti,
statisticamente su larga scala colpisce l'1% della popolazione. L'età di comparsa è dai 3 – 5 anni
comparendo solitamente dopo degli shock emotivi, tuttavia le cause non sempre sono
psicologiche, in ogni caso quando il bambino è attivato emotivamente balbetta di più, perciò in
fase di colloquio bisogna farli sentire a loro agio e non metterli sotto pressione. Se l'intervento è
precoce, ovvero entro la prescolarità (5 – 7 anni) si possono avere maggiori aspettative positive.
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Autismo
Ad ogni tipologia di autismo vi sono deficit diversi, perciò non tutti saranno soggetti a disturbi del
linguaggio. Una situazione clinica in cui è presente deficit nel linguaggio è l'autismo con ritardo
mentale. I bambini autistici senza ritardo mentale sviluppano i linguaggio verbale, magari in
maniera tardiva, tuttavia la comunicazione sarà comunque carente negli scambi sociali, di
conseguenza non riescono a sostenere l'attenzione nelle comunicazioni, questo a causa dello
scarso coinvolgimento emotivo che li contraddistingue, inoltre il loro linguaggio è senza
intenzionalità comunicativa diretta. Nelle forme più gravi il deficit linguistico si manifesta
tipicamente con ecolalie, ovvero ripetizione di una parola o una frase appena udita, oppure con
frasi fatte o con significati particolari e anomali.

SVILUPPO EMOTIVO
I bambini hanno già imparato cosa sono le emozioni a questa età. Impareranno invece a gestirle,
ovvero a regolarle. Per riuscire ad essere efficaci nella vita e a vivere con benessere bisogna
imparare a modulare le emozioni, questa capacità di modulazione si sviluppa in quest'età. Vi
sono modi diversi per regolare le emozioni uno dei più efficaci risulta il valutare diversamente le
situazioni in cui ho provato delle emozioni. Questo metodo va ad incidere sull'appraisal primario,
di conseguenza va a rimodulare le prime impressioni provate nel valutare una situazione, l'effetto
in questo caso sarà a breve termine, tuttavia si possono avere degli effetti a lungo termine in base
a come vengono regolate, questi dipendono dalle mie strategie d'azione. Esse a loro volta
dipendono dalla regolazione delle emozioni, ad esempio se riesco a modulare la rabbia posso
avere più strategie d'azione andando a sviluppare in seguito un'intelligenza emotiva.

Lo sviluppo del lobo frontale è il correlato fisiologico che porta allo sviluppo della regolazione
emotiva, questo perché si instaura la capacità di inibire la risposta dominante e a modulare le
emozioni, questo avverrà tra i 5 e i 7 anni non a 2.

Attaccamento
Ciò che conta maggiormente nella regolazione emotiva sono di pattern di attaccamento definiti
ad 1 anno. Perciò, conteranno molto le relazioni affettive nella sfera familiare. Nel dettaglio:

• Attaccamento sicuro: I bambini sanno che nelle relazioni possono gestire le loro emozioni
sia positive che negative. Essi hanno fatto esperienza di varie emozioni provate in diversi
momenti della loro vita. Questi bambini sanno ricorrere al sostegno sociale nelle situazioni
di difficoltà. Questo è il miglior canale per lo sviluppo della regolazione emotiva.
• Attaccamento insicuro evitante: Questi bambini avranno difficoltà nella condivisione delle
emozioni negative, esse infatti saranno inibite, sapranno gestirle solo se non saranno molto
intense. Questi bambini non conoscono la strategia del sostegno sociale ma cercheranno
strategie autonome, come il “non pensare al problema”, o svolgere altre attività distraenti.
Le emozioni positive sono condivise senza problemi.
• Attaccamento insicuro ambivalente: Questi bambini non hanno problemi a chiedere
sostegno sociale, tuttavia quando provano emozioni negative non riescono a calmarsi,
sono più difficili da gestire in queste situazioni. Infatti chiederanno aiuto con intensità ma

Sviluppo Tipico e Atipico 48


non riusciranno a calmarsi. Gli interventi sono mirati a far prendere coscienza sull'azione
che può aiutare a regolare l'emozione.
• Attaccamento disorganizzato: Nei momenti di stress acuto, i bambini con disturbo
dell'attaccamento perdono la capacità di calmarsi, di conseguenza agiscono d'impulso
non riuscendo ad inibire la prima azione che viene loro in mente.
• Attaccamenti multipli: In fanciullezza esistono altri tipi di attaccamento, non solo con la
madre ma anche con il padre, i nonni, l'educatore, le maestre e i parenti. Questo è un
fattore di regolazione, ad esempio potrei avere insicurezza nell'attaccamento con il
caregiver primario ma sicuro con il secondario, questo mitigherà gli effetti
dell'attaccamento insicuro e mi permetterà di regolare correttamente le emozioni.

La regolazione delle emozioni è automatica e dipende da come si è sviluppata la personalità


emotiva dei bambini. Le strategie di regolazione emotiva vengono imparare nel 1° anno e in
fanciullezza diventano pattern automatici.

Gioco
Anche attraverso il gioco si può imparare a regolare le emozioni, infatti la diagnosi per indagare
la capacità di regolazione emotiva può avvenire valutando la qualità del gioco svolto dai
bambini. Infatti bambini che non sanno giocare hanno una scarsa capacità di regolazione
emotiva. Anche nel gioco di squadra è importante la capacità di regolazione emotiva.

Disegno
Attraverso il disegno i bambini modulano ed esprimono le emozioni. Risulta perciò utile in fase di
diagnosi valutare i disegni dei bambini.

Introspezione
Nella fanciullezza è tipico nei bambini essere auto-consapevoli ed auto-osservarsi, di
conseguenza saranno più interessati ai loro stati interni. Questa capacità di introspezione porta i
bambini ad apprezzare le storie che gli vengono raccontate. Saranno inoltre in grado di produrle
dando un'anima ai personaggi la cui qualità deriva dalla loro capacità di regolazione emotiva.

Scelte di genere e amicizie


Di solito in questa età le femmine giocano con le femmine ed i maschi giocano con i maschi,
questo accade perché cominceranno ad identificarsi con quel genere.

Senso di inferiorità
In questi anni i bambini cominceranno a confrontarsi con gli altri. Questo porterà ad uno sviluppo
del senso di auto-efficacia e di competenza. Inoltre il senso di inferiorità può fungere da incentivo
a fare meglio o facendo sentire inadeguato

Relazioni di amicizia
Già a 2 anni i bambini sanno consolare l'altro, ma sanno anche fare del male e ferire l'altro, inoltre
chiamano amici anche bambini conosciuti da poco con i quali hanno avuto degli scambi positivi.
Nella fanciullezza cambiano i criteri di inclusione nella sfera delle amicizie.

Emozioni morali
Le principali sono la vergogna, la pietà, l'orgoglio, il senso di colpa, l'empatia e la compassione.
L'empatia è alla base delle relazioni pro-sociali. Vi sono bambini capaci di divertirsi assieme ad

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altri e quindi pro-sociali, altri invece incapaci di divertirsi ed essere pro-sociali. L'orgoglio è
importante nella socialità. Tutte queste emozioni morali fanno crescere il senso di socialità e lo
sviluppo morale. In questo anni emergeranno delle differenze individuali che poi si
consolideranno in età adulta.

Identità di genere atipica


Attorno ai 10 anni si manifesteranno le prime atipicità nell'identità di genere, questo dipenderà in
larga misura dalla cultura.

DOMANDE: L'omosessualità può essere definita dall'attaccamento e quindi una sbagliata


definizione di se durante l'infanzia? L'attaccamento non ha niente a che fare con l'identità, ma si
riferisce alla parte intima della socialità, dare e ricevere aiuto. L'attaccamento è il modo naturale
di essere delle persone e non ha niente a che vedere con la definizione di genere e i tratti di
personalità.

L'ETA' SCOLARE

SVILUPPO EMOTIVO
Capacità sempre maggiore di controllarsi e capacità di usare strategie cognitive per imparare a
controllarsi. Per chi sa fare uso di questa strategia aumenta la capacità di condividere, sapere
chiedere aiuto saper condividere e mettere insieme le proprie emozioni sia che siano negative
che siano positive. Iniziano il gioco di gruppo e il gioco di squadra che è molto strategico, devo
saper leggere il comportamento dei compagni, degli avversari, saper collaborare e mettere in
atto una strategia.

Per quali bambini è consigliabile fare uno sport di squadra o uno sport individuale?

C'è un notevole aumento dell' empatia, anche l' amicizia diventa un indicazione e le amicizie
iniziano a diventare esclusive e a definirsi, creando preferenze e anche fenomeni di esclusione o
di alta popolarità. Gli psicologi all'interno di questi contesti scolastici fanno dei sociogrammi. Le
scelte di preferenza sono fisiologiche e i legami di amicizia esclusiva sono di fondamentale
importanza quindi la soluzione all'esclusione è una formazione del gruppo, unire il gruppo classe.
Le preferenze di genere durante la scuola primaria sono un esempio di come la scelta sia
fisiologica (sviluppo dell' identità di genere). La capacità di dissimulare le emozioni, ovvero,
mostrare un'emozione diversa da quella che provo, i bambini iniziano a capire che il
comportamento non è sempre uguale agli stati interni. A livello sociale possono cominciare ad
essere strategici nelle amicizie. Nel percorso atipico come l'autismo il bambino non si chiederà
mai se il comportamento interno possa differire dal comportamento esterno. Il lavoro dello
psicologo è proprio quello di capire la complessità della mente e il rapporto tra la mente e i
comportamenti esteriori che può essere lineare o no.

Le problematiche del comportamento


Sono aspetti del comportamento che creano problema alla persona che le ha e alle persone
che le stanno accanto. A quest'età sicuramente non saranno i bambini a denunciare i propri
problemi comportamentali ma i genitori. Esiste una correlazione tra i attaccmenti insicuri e
disorganizzati e il comparire di problematiche comportamentali in età prescolare, ma non è detto
Sviluppo Tipico e Atipico 50
che chi ha problemi del comportamento abbia avuto un attaccamento insicuro o
disorganizzato. Si dividono in Problemi di tipo esternalizzante e Problemi di tipo internalizzante. Si
tratta dei problemi dei bambini di stare con gli altri. I bambini esternalizzanti vengono segnalati
come bambini aggressivi poiché hanno un attaccamento insicuro o soprattutto disorganizzato e
non riescono a controllare i comportamenti, sono prevalentemente su base impulsiva, quindi non
è un problema solo motivazionale ma un problema di deficit, i bambini non riescono a controllarsi
e quando provano delle emozioni molto intense come dolore, tristezza, colpa o vergogna
diventano aggressivi, poiché colgono queste emozioni sempre come rabbia, non sanno
riconoscere le proprie emozioni. Dietro l'aggressività quindi non c'è solo la rabbia. Questi bambini
attaccano gli altri e hanno difficoltà a comprendere i loro reali problemi ma sono del tutto
concentrati sulla loro reazione che li infiamma e li coinvolge senza farli concentrare sui veri
problemi e non sentono e non hanno percezione di essere in difficoltà, non riconoscono gli sbagli
e la loro responsabilità, hanno un'eccessiva autostima. Esistono dei gruppi dove si lavora coi
bambini facendo fare esercizi ma senza lavorare sulle punizioni o sulla motivazione. Questi
possono essere i primi segni per quello che sarà un comportamento antisociale o narcisistico. Di
solito c'è una scarsa responsività e di comprensione dei problemi dei bambini da parte dei
genitori, portando ad un educazione a toni duri e incoerenti e le richieste dei genitori non sono
chiare e mantenute nel tempo, mancano di autorevolezza e spesso c'è una mancanza di calore
e coinvolgimento. A scuola sono i primi bambini ad essere segnalati, su cui si prende
provvedimenti, è impossibile ignorarlo, quindi il bambino subisce un tipo di attenzione che attira i
comportamenti negativi. Invece i bambini Internalizzanti tendono a buttar dentro i loro problemi
al posto che fuori e passano inosservati, vengono spesso ignorati e non riconosciuti. I bimbi
internalizzanti appaiono come paurosi, tendono a vedere di più i fallimenti e a persistere nello
sbaglio perché sono convinti di non farcela a fare meglio e di conseguenza faticano ad essere
attivi e partecipativi nel fare le cose.

SVILUPPO SOCIALE
Siamo nella socializzazione secondaria, i riferimenti non sono più solo i caregiver ma diventano
varie figure che vanno oltre il confine del contesto familiare. Il gioco è un veicolo estremamente
importante soprattutto in età prescolare ma lo rimane in età scolare. Attraverso il gioco i bambini
imparano un sacco di cose, conoscono le loro emozioni e capiscono gli altri, il gioco di ruolo, di
fantasia serve anche per provare a uscire dai limiti della propria interiorità, si comincia anche a
giocare da soli, il gioco solitario è un indice di salute mentale almeno che non sia esclusivo, il
bambino deve saper giocare sia da solo che con gli altri. Il bambino ha bisogno di sentirsi
efficacie, emozione che proverà in padronanza degli eventi e attraverso il gioco, ci sono molti
modi per sperimentare il senso di controllo. Inoltre attraverso il gioco il bambino comprende le
norme sociali e le regole. Il comportamento pro-sociale, ovvero saper condividere e aiutare gli
altri in difficoltà, un senso di simpatia e empatia, se aiuto solo chi mi è simpatico sto solo cercando
di compiacere gli altri e non ho un vero comportamento pro-sociale. Si può aiutare il bambino a
diventare pro-sociale insegnando e promuovendo il rispetto per gli oggetti, il senso dell'altro, delle
persone, a livello educativo conta molto il modo in cui il bambino viene allevato nella famiglia. A
quest' età l' uso della vergogna e del senso di colpa sono molto frequenti poiché la vergogna è
un regolatore del comportamento e il senso di colpa è un regolatore dei comportamenti
scorretti, attraverso il senso di colpa posso rimediare al comportamento, al danno. All'inizio i bimbi
aiutano quando hanno un vantaggio materiale (comportamento egoistico pragmatico) e da

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questo primo livello si passa ad un orientamento attento ai bisogni dell'altro e abbiamo poi un
orientamento più incentrato all' approvazione, essere inclusi dal gruppo.

I rapporti di amicizia
Il rapporto di amicizia è il più disinteressato tra i legami sociali. Verso i 6-8 anni cominciano a
valorizzare l'amicizia, “mi conviene o non mi conviene?” questo è il primo orientamento nella
scelta dell'amicizia. I bambini un po' più grandi iniziano a intendere l'amicizia in maniera più
normativa, l'amicizia prescinde dalla convenienza e implica fedeltà, rispetto, fiducia, supporto ma
soprattutto fedeltà. Amicizia vuol dire legame esclusivo, avere un legame con una persona che
non si ha con un'altra persona.

Bambini timidi e inibiti


I bambini timidi e inibiti si muovono meno, sono meno veloci a rispondere agli stimoli esterni con le
loro risposte motorie. Sono i bambini un po' più impacciati nelle azioni motorie. Aspetti positivi:
hanno più precoci segni di coscienza, si accorgono più delle cose, sono più riflessivi. Questi
bambini se sollecitati sono disponibili alla socializzazione, vanno aiutati rispettando le
caratteristiche individuali, senza forzarli a esibizioni in pubblico o eventi che possono creare
disagio, d'altra parte un bambino timido magari anche figlio unico, se viene avviato a qualche
pratica collettiva ne usufruirà e sarà un fattore di aiuto per la sua tendenza alla timidezza. Aspetti
negativi: se persiste la timidezza nel ciclo di vita ci potranno essere problematiche nella
socializzazione, il bimbo timido inserito nella maniera corretta non ha problemi di socializzazione,
di per se la timidezza e l' inibizione non hanno controindicazioni alla socializzazione.

Bimbi esuberanti
Questi tendono a non avere paura degli stimoli nuovi e hanno un rapporto con i rischio molto
diverso. Aspetti positivi: sono allegri, amanti dell' avventura. Aspetti negativi: la ricerca attiva del
rischio soprattutto in adolescenza e un' incapacità di controllare le proprie azioni e emozioni.
Biodiversità si nota molto presto diventando evidente in età scolare.

Consigli nelle pratiche educative


Nel caso dei bimbi timidi bisogna cercare in maniera progressiva e graduale di esporli agli stimoli
con persone nuove, bisogna aiutare i bambini e sollecitarli a fare piuttosto che accentuare l'
iperprotezione. Se si accentuano questi tratti accentuando quindi il loro senso di inadeguatezza e
incapacità, il rischio è di avere problemi di tipo internalizzante, quindi essere ansiosi e con
caratteristiche potenzialmente depressive. Nel caso dei bimbi esuberanti la reazione degli
educatore può essere il richiamo, la punizione rispetto alla reazione con i bimbi timidi; questa
strategia non è educativa, ma necessitano piuttosto di limiti e non bisogna dimenticare il registro
affettivo di questi bimbi e bisogna accorgersi dei segnali di attaccamento che mandano,
bisogna rinforzare i loro comportamenti anche rispettosi delle regole in modo intermittente,
sorprendendoli. In modo che sia positivo per la socializzazione e che dia importanza alle regole.

L'aggressività
Come si esprime l'aggressività nei bambini di questa età?

Può essere un aggressività strumentale, ovvero sono aggressivo perché voglio ottenere qualcosa,
oppure una reazione a un offesa subita, il bimbo inizia a rivendicare ciò che crede sia in loro
diritto. Può essere aggressione relazionale, predilezione nelle femmine, realizzata in modo
indiretto danneggiando o distruggendo le reazioni della vittima. Un bambino esternalizzante
accuserà qualcun' altro e vedono molto più spesso l'altro che ce l' ha con loro anche quando
Sviluppo Tipico e Atipico 52
non c'è questa situazione, questo percepire l'altro che ce l' ha con loro gli da il via libera per
essere aggressivo con gli altri. L aggressività assertiva è un odo forte per affermare un proprio
diritto e una propria azione si reputa debba essere efficacie. I bambini che non sperimentano in
nessun modo l' aggressività non hanno neanche modo di imparare a controllarla. Sia per la
socialità che per l' aggressività ci possono essere interventi di formazione durante la scuola
primaria e secondaria, per la riduzione dei comportamenti aggressivi nella scuola o anche in
famiglia dove necessario, in alcuni casi si insegna ai genitori come trattare i figli per non rinforzare
e alimentare l'aggressività dei figli, sono interventi basati sulle evidenze(evidence space) che
sono collegati alla ricerca scientifica che ha evidenziato che insegnando ai genitori, questi
diventeranno più bravi ed efficaci nell'educare, crescere i propri figli. Alcuni programmi di
intervento lavorano sull'aumentare la resilienza dei bambini e quindi renderli più capaci si
sopportare gli eventi negativi senza entrare in comportamenti aggressivi o negativi.

Stili educativi
Quali sono i fattori di rischio?

Il temperamento, i pattern di attaccamento dei genitori, le condizioni socioeconomiche della


famiglia, la rete sociale, abusi o maltrattamenti. Ma l'ingrediente fondamentale è lo stile
educativo dei genitori.

I genitori autoritari che si basano quindi su potere, il genitore amico che imposta la
comunicazione su un principio di reciprocità che in genere alla fine concede al figlio ciò che
chiede, e il genitore induttivo autorevole, che si comporta come insegna, non dice ma fa le cose
e attraverso i propri comportamenti assume una certa autorevolezza e viene riconosciuti in
maniera spontanea come saggio e come una guida, un rispetto che si è conquistato durante lo
sviluppo e quando si vuole ottenere qualcosa dai bambini si può farlo attraverso una spiegazione.
Questi tre metodi genitoriali sono adatti in determinati periodi dello sviluppo del bambino,
ovviamente la coerenza è molto importante qualsiasi stile adottiamo, se ci si contraddice si perde
autorevolezza e se i genitori si contraddicono tra loro, di fronte al bambino, perdono entrambe
autorevolezza. Comunque i bambini si sentono sollevati dal fatto che l'adulto li possa condurre,
non bisogna lasciargli troppe scelte soprattutto da piccoli. Il genitore non è mai un amico. Lo stile
disciplinare che ha più successo è il rinforzo immediato fin quando il comportamento non diventa
familiare/abituale nel bambino a quel punto serve un rinforzo intermittente. Un clima giocoso e
allegro piuttosto che minaccioso, sarà più efficace nell' imporre per esempio la pulizia della
propria camera; ma bisogna poter essere minacciosi quando necessario; la sensibilità è
importante anche per esempio riconoscere quando chiedere spiegazioni nel caso in cui il figlio
sembra abbia un problema. I bambini che non hanno sperimentato l'obbedienza hanno meno
senso del rispetto, l'obbedienza è importante anche perché facilità il tamponamento di invertire i
ruoli. In fanciullezza è importate poter disubbidire, è un piacere profondo ed è il senso della
propria efficacia, anche il disubbidire ha una funzione produttiva. I bambini con senso morale
provano dispiacere nel disubbidire, poiché sentono di allontanarsi dal genitore, sentono di ferire il
genitore e vogliono invece che la relazione col genitore sia presente e salda; al contrario in
assenza del senso morale non si sentiranno in colpa nel disobbedire. I fratelli e l'amicizia sono due
palestre molto importanti per l'associazione morale, poiché avvengono molti scambi.

La coscienza morale inizia in genere a 2 anni, quindi i bambini a quest'età hanno un' idea di cosa
accade all'altro. Un bimbo di 4/5 anni si sente in colpa, si sente male per esempio perché un
bambino gli ha prestato un giocattolo e lui invece non gliel'ha voluto prestare e sentire la colpa
consente la riparazione al comportamento; oppure un bambino di 6-8 anni può sentirsi in colpa
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perché ha fatto una promessa e non l'ha mantenuta; a 10/12 anni, ovvero agli ingressi della
pubertà, comincia il pensiero astratto, i principi morali, possono sentirsi in colpa se violano un
principio morale ad esempio una regola per cui il principio morale può essere dare da mangiare
a chi ne ha bisogno, oppure sanno che è giusto che le persone anziane vengano rispettate,
mentre un bambino più piccolo non accede a questo livello. La sequenza comunque non è
autoesclusiva, un bimbo di 10 anni può comunque sentirsi in colpa per i motivi per cui si sente in
colpa un bimbo più piccolo.

Comportamenti di prepotenza tra bambini


Il bullismo è uno sviluppo atipico e si cerca di portare la prevenzione primaria nell'infanzia per
prevenire i comportamenti critici. Il rinforzo intermittente è opportuno quando non siamo all'inizio
di un comportamento ma è stato appreso. Un bimbo non nasce bullo, ma cambiando le
dinamiche di gruppo di possono correggere il bullismo. Se non dipende dalle dinamiche di
gruppo non sono comportamenti bullistici ma sono comportamenti di prepotenza. Oggi si lavora
molto sugli osservatori passivi, che è un' azione altrettanto attiva in realtà, poiché ha degli effetti
permettendo l'avanzare del bullismo, alimentando questi comportamenti. Avviene
maggiormente dove il ruolo degli insegnanti è debole e poco autorevole. L' iperprotettività verso i
figli li renderà fragili sotto l'aspetto emotivo poiché non hanno sperimentato i limiti.

ETA' SCOLARE (6-10 ANNI)

In questi anni aumentano le strategie di auto-controllo come ad esempio la distrazione o la


ricerca di supporto sociale, facendo meno affidamento all'adulto come strategia di regolazione
emotiva. Aumenta anche la capacità di giocare in termini di condivisione e rispetto delle regole
alla base del gioco di squadra. Aumenta anche la capacità empatica ed il perspective taking,
ovvero la presa in considerazione dell'opinione altrui. Le amicizie inoltre diventano esclusive, si
sviluppano infatti i “migliori amici”. Le preferenze sociali portano tuttavia anche all'esclusione di
alcuni bambini, i sociogrammi vanno ad indagare le dinamiche tra queste scelte. I legami di
amicizia sono fondamentali nell'infanzia, perciò in ambito scolastico vanno create le condizioni
necessarie affinché questi legami si instaurino (es. compagni di banco stabili). Le preferenze di
genere forniscono supporto alla scelta delle amicizie portando i maschi a stare maggiormente
con i maschi e viceversa. In questa età si impara anche a dissimulare le emozioni, ad esempio in
una situazione in cui mostrare la propria emozione direttamente potrebbe incrinare il rapporto, di
conseguenza la strategia dissimulativa può salvaguardare il rapporto. Questo concetto porta a
comprendere che il comportamento manifesto non corrisponde alle emozioni provate
internamente. È importante specificare che il primato in questa concezione è raggiunto prima
dalle femmine rispetto ai maschi. I bambini autistici sono deficitari inoltre in questa capacità di
comprendere la differenza tra stati interni e comportamento.

Sviluppo Tipico e Atipico 54


In questi anni inoltre il bambino non ha più bisogno di avere la madre fisicamente presente e
raggiungibile per calmarsi, ora a questo scopo è in grado di rievocare un'immagine positiva e di
confonrto di lei oppure può parlare del suo disagio.

Problematiche comportamentali
Queste problematiche sono aspetti del comportamento che creano problemi a chi li ha e anche
a chi gli sta accanto. Perciò saranno genitori ed insegnanti a riportare questi problemi. Vi è una
correlazione positiva tra comparsa di problematiche comportamentali e attaccamento insicuro o
disorganizzato. Le problematiche si dividono in 2 categorie:

• Internalizzante: Questi bambini tendono a tenere dentro il malessere.


Passano inosservati nei contesti educativi, di conseguenza spesso i
problemi non vengono riconosciuti. Gli interventi devono essere
precoci. Hanno paura e sono ansiosi, sono spesso convinti di sbagliare
e di essere la causa dei loro fallimenti. Questi bambini persistono nello
sbaglio perché pensano di non poter cambiare e fare di meglio. Le
risposte tipiche di questi bambini sono:
• Ho poca memoria Sbaglio tutti i compiti
• Non riesco a giocare a calcio perché sono lento
• Non riesco a finire i compiti in tempo
• Non ho amici perché sono grasso
• Esternalizzante: In questi bambini il malessere viene esternalizzato,
sono definiti come bambini aggressivi. Spesso sono bambini con
attaccamento insicuro o disorganizzato i quali agiscono d'impulso
nelle situazioni stressanti. Tuttavia l'azione non è prevalentemente
intenzionale, perciò nel caso sia intenzionale bisogna fornire
motivazioni affinché smettano di comportarsi cosi, ad esempio
indicazioni verbali. Quando provano tristezza, colpa e vergogna non
le riconoscono, le leggono come se in realtà fossero rabbia, per
questo agiscono impulsivamente, inoltre non riescono a provare
empatia. Spesso accade che anche gli educatori leggano le emozioni
in maniera sbagliata, tuttavia dietro può esserci ad esempio vergogna
e non rabbia. Questi bambini sono caratterizzati da un'autostima
ingiustificatamente alta, quindi non riconoscono il problema, i loro
sbagli, non prendendosi le loro responsabilità. Gli interventi consistono
in gruppi, i quali vengono sottoposti ad un training che insegna loro a
regolare e riconoscere le proprie emozioni attraverso esercizi, senza
fare la leva sulla motivazione. I genitori di questi bambini sono
scarsamente responsivi, le reazioni verbali nascondo spesso
incoerenza nonostante mostrino autorevolezza, inoltre viene a
mancare il calore ed il coinvolgimento. Questi bambini in ambito
scolastico sono sempre i primi ad essere richiamati dagli insegnanti. Le
risposte tipiche di questi bambini sono:
• Se ho preso un brutto voto è colpa dell'insegnante
• Se abbiamo perso è colpa della squadra

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SVILUPPO SOCIALE (età scolare)
In questi anni si parla di socializzazione secondaria, questo perché le figure di riferimento si
allargano a tutta la famiglia e anche oltre il suo confine, coinvolgendo gli amici o gli educatori.

Gioco
Il gioco è un veicolo importante anche in età scolare, attraverso esso i bambini possono
conoscere le proprie emozioni e capire sé stessi e gli altri. Vi sono diversi tipi di gioco:

• Gioco sociale: Esso permette costruire le prime relazioni di amicizia e poi quelle
sentimentali. Grazie ad esso i bambini hanno l'occasione di vivere emozioni intense,
connesse al piacere di giocare insieme, alla rabbia dello scontro, alla tristezza provata
dall'inadeguatezza rispetto agli altri e la paura di non essere all'altezza.
• Gioco di fantasia: Giochi di ruolo ad esempio per uscire dal proprio ruolo ed impersonarne
un altro
• Gioco da soli: Il gioco in solitaria è indice di salute mentale nei casi in cui non sia esclusivo
• Gioco di finzione: All'inizio della scuola elementare diminuisce
• Gioco in cui si sperimenta controllo: Aumenta il senso di controllo
• Gioco basato su regole: Permette di conoscere e rispettare le regole sociali
• Gioco basato sul genere: Aumenta e rafforza l'identità di genere
Ritiro sociale
Un esempio di percorso atipico della socializzazione che contraddistingue la fanciullezza è
costituito dal ritiro sociale, ovvero una condizione definita da una bassa frequenza di interazioni
con gli altri e da un'alta frequenza di comportamento solitario. In questo senso sono state distinte
3 modalità diverse di esprimere una bassa frequenza di interazioni con gli altri, ovvero:

• Ritiro sociale passivo: I bambini in questa condizione preferiscono il gioco solitario,


soprattutto con oggetti, ma non evidenziano difficoltà nell'intraprendere e mantenere
relazioni con i coetanei. Questa forma non è definita come disadattiva, ma più come una
sorta di orientamento verso gli oggetti più che con le persone.
• Ritiro sociale attivo: I bambini in questa condizione oltre che avere scarse interazioni con i
coetanei, sono anche turbolenti e chiassosi, i giochi sono immaturi. Questi bambini sono
rifiutati dai compagni quando cercano di stabilire un'interazione. Il ritiro sociale attivo è
correlato con aggressività e disturbi di esteriorizzazione.
• Ritiro sociale reticente: I bambini in questa condizione sono inibiti e timidi, comportandosi
tipicamente da spettatori. Da un lato questi bambini vorrebbero stringere delle relazioni
ma sono bloccati da una prudenza sociale eccessiva, la quali li porta poi a stare in
disparte, guardando gli altri senza svolgere alcuna attività particolare, per poi ripiegare sul
gioco solitario passivo.

Comportamento pro-sociale
Esso implica empatia e simpatia ai fini di aiutare il prossimo, sostenendolo in situazioni di difficoltà
ed anche il saper condividere.

Vi saranno dei bambini con un buon livello etico ed altri meno altruisti e meno attenti alle
dinamiche pro-sociali. Un precursore del comportamento pro-sociale è il rispetto degli oggetti,
perciò conta molto la qualità dell'educazione ricevuta. Il senso di colpa in quest'età gioca un
ruolo di regolatore dei comportamenti.

Sviluppo Tipico e Atipico 56


Dal primo orientamento edonistico-pragmatico (aiuto per ricevere del benessere) si passa ad un
orientamento verso i bisogni dell'altro, inizialmente però sarà orientato principalmente all'essere
accettati. Richiede comunque capacità empatiche e l'internalizzazione dei valori ai fini di un
corretto sviluppo pro-sociale.

Amicizia
Da bambini si ricerca maggiormente persone simili. Il rapporto di amicizia inoltre deve essere il più
disinteressato possibile, il comportamento deve essere molto generoso sia nel dare che nel
ricevere. Si impara molto dall'amicizia questo perché gli amici fungono spesso da modello. Le
amicizie il più delle volte in età scolare si sviluppano per condivisione delle caratteristiche di
genere. Le regole alla base dell'amicizia sono:

• Rapporto costi e benefici (4 – 8 anni): Questi anni sono caratterizzati dall'orientamento


edonistico-pragmatico, di conseguenza la nascita delle amicizie spesso è più legata al
contesto e alla situazione, non vi è molta scelta personale.
• Normativa (9 – 11 anni): In questi anni vi sono delle regole alla base dell'amicizia che
implicano il rispetto, la fiducia, la fedeltà e il supporto. Questo livello più evoluto da una
continuità maggiore ai legami di amicizia instaurati. L'amicizia in questi anni diventa un
legame esclusivo. Di conseguenza vi saranno bambini più popolari di altri perché verrano
scelti maggiormente.

Temperamento ed educazione sociale


Questi temperamenti sono precoci e dipendono dall'attivazione del sistema reticolare
ascendente, bisogna perciò intervenire preventivamente con pratiche educative.

Si distinguono 2 tipologie di bambini:

• Bambini timidi e inibiti: Nei primi mesi sono bambini che si muovo di meno e rispondono
lentamente agli stimoli. Dal punto di vista motorio sono impacciati
§ Aspetti positivi: Vi sono segnali precoci di coscienza, questi bambini inoltre se
sollecitati arrivano prima nelle cose, tuttavia non vanno forzati troppo in
situazioni e pratiche collettive
§ Aspetti negativi: Se la timidezza persiste con la crescita possono insorgere
problematiche di socializzazione
§ Pratiche educative: Bisogna evitare l'iper-protezione e favorire l'esposizione
graduale a stimoli nuovi e persone sconosciute. Se si favorisce l'iperprotezione
si rischia che nascano problematiche come bambini ansiosi, depressi i quali
si sentono incapaci di svolgere determinate azioni.
• Bambini esuberanti: Questi bambini non hanno paura di confrontarsi con nuovi stimoli
§ Aspetti positivi: Sono estroversi, allegri e amanti dell'avventura
§ Aspetti negativi: La ricerca del rischio, problemi comportamenti e
disregolazione emotiva.
§ Pratiche educative: Bisogna evitare le punizioni e l'affermazione del potere,
bisogna piuttosto porre dei limiti. Bisogna inoltre far leva sull'attaccamento,
infatti nel loro comportamento vi sono comunque dei segnali rivolti
all'attaccamento, come ad esempio la ricerca di approvazione. Il modo
migliore è rinforzare i comportamenti i maniera intermittente.

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Aggressività
Vi sono diverse forme di aggressività:

• Aggressività strumentale: Essa è diretta all'ottenimento di qualcosa


• Aggressività reattiva: Essa è in risposta a frustrazioni o offese subite
• Aggressività relazionale: Essa è una modalità indiretta, opera danneggiando o
distruggendo le relazioni della vittima. Le femmine sono più esperte in questo tipo di
aggressività.

I bambini esternalizzanti sono soggetti ad una distorsione attributiva, di conseguenza sono più
aggressivi perché interpretano il comportamento altrui pensando che ce l'abbiano con loro.
Questo da a loro il via libera all'essere aggressivi.

I bambini in quest'età devono iniziare gestire l'aggressività, stando in fratelli o gli amici in modo da
favorire la pro-socialità. Gli interventi sono rivolti alla scuola primaria e secondaria, i quali vanno a
ridurre i comportamenti aggressivi agendo sia nelle scuole che nelle famiglie rivolgendosi ai
genitori, i quali non devono rinforzare i comportamenti aggressivi dei bambini. I genitori più
efficaci prevengono l'aggressività.

Vi sono bambini più capaci di altri nel resistere alle situazioni negative, essi sono resilienti e non
agiranno aggressivamente. Ciò che influisce maggiormente nei comportamenti aggressivi:

• Temperamento infantile
• Abusi e maltrattamenti
• Personalità e pattern di attaccamento
• Condizioni socio-emotive

SVILUPPO MORALE
Piaget analizzò nei bambini la pratica della regola, ossia l'effettivo atteggiamento nei confronti
delle regole e la loro coscienza della regola, corrispondente al livello di consapevolezza con cui i
bambini le accettavano o erano pronti a modificarle.

Per quanto riguarda la pratica della regola:

• Prima fase (fino ai 3 anni): Il bambino non applica delle vere e proprie regole mentre
gioca, ma si limita a comportarsi seguendo le proprie possibilità di azione senza un
obiettivo preciso. Ad esempio nel giocare con delle biglie, si limiterà a lanciarle, farle
cadere o ammucchiarle.
• Seconda fase (fino ai 5 anni): L'applicazione della regola è acritica e regolata dall'esterno,
quindi da un un adulto o da un compagno di giochi più esperto, inoltre non è presente
alcuna capacità di cooperazione.
• Terza fase (comparsa pensiero operatorio, quindi 6 anni in poi): Il bambino coopera con gli
altri, impegnandosi per seguire le regole. Con il progredire dello sviluppo il bambino si

Sviluppo Tipico e Atipico 58


impegnerà fortemente nel far rispettare le regole ed aumenteranno le capacità
cooperative.

Per quanto riguarda invece la coscienza della regola:

• Prima fase (fino ai 5 anni): Il bambino non è interessato alle regole, le subisce
inconsapevolmente adottandole come se fossero delle routine.
• Seconda fase (comparsa pensiero operatorio, quindi 6 anni in poi): Il bambino imita regole
apprese da altri ritenendo che esse siano immutabili, rimanendo perciò restio a modificarle
e non accettando le situazioni che comporterebbe una variazione nelle regole. Questo
accade perché le regole hanno un'origine esterna (eteronomia), esse sono inviolabili e
sono sacre in funzione di chi li ha emesse, come un genitore o un fratello più grande.
• Terza fase (10 anni): La regola perde il carattere eteronomo ed è considerata come il
prodotto di un accordo tra i giocatori. In base ad esso la regola va rispettata, inoltre ora la
regola può essere modificata sotto l'accordo di tutti.

Lo sviluppo delle regole morali secondo Piaget segue un percorso analogo, ciascuna fase di
sviluppo morale corrisponde a diverse concezioni della responsabilità, della giustizia e della
sanzione.

• Realismo morale: Le idee del bambino sulla morale sono dipendenti dalle concezioni del
realismo infantile che caratterizzano questo periodo. I doveri morali e l'obbedienza alle
regole sono visti come entità concrete, giuste in sé, rigide ed immutabili. Inoltre il concetto
chiave di questo periodo è l'eteronomia della morale, secondo qui l'origine di questi
principi è esterna all'individuo e la loro validità è determinata dall'autorità che li ha
emanati. Le caratteristiche salienti di questa fase sono:

o Responsabilità oggettiva: Secondo essa la gravità della colpa è misurata in funzione


del danno provocato.
o Giustizia retributiva: Questo tipo di giustizia funziona secondo il principio “occhio per
occhio, dente per dente”, per cui ad ogni trasgressione deve seguire una punizione
che ristabilisca l'ordine naturale delle cose.
o Sanzione espiatoria: Secondo essa ogni punizione è giustificata dal fatto che
sicuramente deve essere stata l'effetto simmetrico di una violazione delle regole.
• Relativismo morale (soggettivismo): Compare a partire dagli 8 anni. Le regole morali non
sono più considerate immutabili, ma fondate sulla cooperazione e sulla reciprocità. Il
concetto chiave è quello di autonomia morale, secondo cui la morale ora è percepita
come un'istanza interiore che guida le azioni dell'individuo. Le caratteristiche salienti di
questa fase sono:
o Responsabilità soggettiva: Il giudizio ora è legato all'intenzionalità dell'azione.
o Giustizia distributiva: Questo tipo di giustizia si fonda sull'uguaglianza fra le persone e
la reciprocità, il principio base è “non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto
a te”.
o Sanzione per reciprocità: Secondo essa la punizione deve adattarsi alla natura e
alla gravità della colpa in funzione di uno scopo. La finalità principale è quella di
preservare i legami sociali.

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Stili educativi
Vi sono diversi tipologie di genitori:

• Stile autoritario: Lo scopo è l'affermazione del potere. Risulta più indicato nei primi anni di
vita, in questo periodo vanno prese decisioni ferme e non bisogna chiedere troppo ai
bambini, questi ultimi non sempre vanno interpellati. Tuttavia, se utilizzo uno stile autoritario
in adolescenza riscontrerò un blocco nella comunicazione.
• Stile permissivo: Caratterizzato da indulgenza, fa fatica a far rispettare le regole. Il genitore
si pone come amico, ma egli non le è mai, con questo stile nel momento in cui andrebbe
recuperata ed imposta una regola risulterà difficile.
• Stile induttivo: Dimostra le regole attraverso canali diversi, come la rappresentazione
comportamentale, esempi pratici e esplicazione verbale. Egli viene riconosciuto come
saggio ed una guida. Sarà rispettato.

E' molto importante che vi sia coerenza tra il comportamento ed i messaggi espressi. Essa deve
esserci anche nella coppia, i genitori devono infatti essere coerenti tra di loro nell'erogazione di
messaggi. Il rinforzo deve essere immediato nelle prime fasi di acquisizione di un'abilità, in seguito
invece per essere efficace deve essere intermittente ed inaspettato.

I genitori inoltre devono favorire un clima giocoso e allegro, ma anche saper minacciare in
alcune situazioni, perciò ci vuole flessibilità nello stile educativo. Allo stesso tempo anche
sensibilità verso lo stato emotivo del bambino, infatti in alcune situazioni (come ad esempio dopo
un brutto voto a scuola) potrebbe essere meglio evitare di imporsi.

Obbedienza
L'obbedienza è importante perché favorisce il senso del rispetto, attraverso il quale si
rafforzeranno le competenze sociali. L'obbedienza tampona l'inversione dei ruoli in ambito
familiare. Tuttavia bisogna ricordare che è importante poter disubbidire in fanciullezza, questo fa
sperimentare ai bambini la propria efficacia, perciò ha una funzione evolutiva. Bambini che
ubbidiscono e basta o disubbidiscono in continuazione sono entrambi un problema dal punto di
vista evolutivo.

Coscienza morale
Fratelli e amici sono importanti nello sviluppo della coscienza morale. Essa prevede le seguenti
tappe di sviluppo:

• 2 anni: Dopo i 2 anni compare la coscienza morale, i bambini in questi anni comprendono
che le loro azioni possono avere un effetto positivo o negativo sull'altro
• 4 – 5 anni: A questa età il bambino può sentirsi in colpa per non aver contraccambiato
l'azione di un'altra persona. Potrebbe anche cercare di riparare in risposta al senso di
colpa.
• 6 – 8 anni: A questa età il bambino si sente in colpa per non aver mantenuto una promesso
o un obbligo ricevuto, quindi la coscienza morale sarà ad un livello più alto.
• 10 – 12 anni: In questi anni compare il pensiero reversibile e l'astrazione, di conseguenza i
bambini possono comprendere un principio morale e sentirsi in colpa per averlo violato.
Possono anche accedere a norme morali astratte come ad esempio rispettare le persone
perché sono anziane.

Sviluppo Tipico e Atipico 60


SVILUPPO MORALE ATIPICO Bullismo e prepotenza
A partire dalla scuola d'infanzia compaiono i primi comportamenti di prepotenza. Il bullismo non fa
riferimento a qualsiasi comportamento aggressivo, inoltre non è un tratto di personalità, perciò
intervenendo direttamente sulle dinamiche di gruppo si possono annullarne gli effetti.

Il ruolo del gruppo infatti è fondamentale, sono importanti i ruoli non solo del bullo ma anche
quello degli osservatori passivi e delle persone che rinforzano il bullo. La passività ha degli effetti
sull'atto.

Oltre al bullo e alla vittima sono presenti sulla scena altri attori:

• Aiutanti del bullo: Essi non prendono direttamente l'iniziativa ma sostengono il bullo nel
caso di azione
• Sostenitori del bullo: Essi non partecipano direttamente all'aggressione verso la vittima,
tuttavia ne incoraggiano l'azione ad esempio deridendo le umiliazioni subite dalla vittima
• Spettatori passivi: Essi sembrano neutrali e distaccati rispetto a ciò che accade in classe
• Difensori: Essi cercano di proteggere e sostenere la vittima
Il bullismo si riscontra nelle classi dove il ruolo dell'insegnante è debole, i genitori inoltre negli ultimi
anni iper-proteggono i figli, questo aspetto agisce come fattore di rischio per i comportamenti di
prepotenza. Il bambino perciò sarà fragile dal momento che non sperimenterà mai il
superamento del limite e sarà più in difficoltà nelle situazioni in cui proverà frustrazione.

L'ADOLESCENZA E I GIOVANI ADULTI

Le risorse del cervello sono in eccedenza rispetto a quelle che usiamo e l'83% delle connessioni
sinaptiche continuano a crescere fino ai 20 anni nelle donne e 22 anni negli uomini.

Quando si ha un incremento significativo delle sinapsi?

In adolescenza c'è uno snodo evolutivo importante e un incremento significativo grazie ai


cambiamenti ormonali, c'è la maturazioni degli ormoni sessuali e l'attività di questi e ci sono
anche dei cambiamenti significativi nel livello del quoziente intellettivo. Questi ormoni che sono
molto importanti in adolescenza, programmano lo sviluppo e agiscono sull'asse hpg (ipotalamo
ghiandola pituitaria ipofisi e gonadi) agendo sull'asse emotivo, sullo stress e sull'asse sessuale, è
quindi anche la prima età delle relazioni sentimentali, delle relazioni di coppia e delle relazioni
emotive. Gli ormoni influiranno sulla crescita corporea e quindi sullo sviluppo della seconda
identità, l'adolescente è molto attento nell'osservare come è fatto, è sensibile sulla propria
immagine corporea ed è giudicante sull'immagine corporea degli altri.

Cosa incide sulla produzione ormonale?

Gli ormoni sono influenzati dallo stress, se l'adolescente attraversa un periodo di particolare
disagio psicologico e di stress anche gli ormoni possono incidere un'influenza, l'ormone dello stress

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(cortisolo) comporta una serie di effetti, vigilanza, stato di allerta, la persona è sempre impegnata
ad affrontare un pericolo che effettivamente non c'è causando immunodeficienza (riduzione
delle difese immunitarie dell'organismo e conseguente minore resistenza di fronte agli agenti
patogeni, esogeni ed endogeni) e altri problemi di salute. Per esempio il fenomeno dell' obesità in
quest' età diventa molto importante perché può subire delle modifiche sostanziali rispetto a
quello che è il peso del bambino poiché i pasti per il bambino sono più regolati dal genitore
mentre l'adolescente ha un margine più alto di indipendenza. La ricerca sull'obesità infantile sta
aumentando esponenzialmente. Le stagioni hanno effetto sugli ormoni e chi ha una sensibilità
sugli stati depressivi, in autunno si sveglierà precocemente e dormirà peggio, anche la primavera
incide molto a livello ormonale; le due stagioni di passaggio hanno incidenza a livello ormonale. Il
discorso sull'immagine corporea è molto importante in questo periodo rispetto ai bambini che
non notano il loro aspetto e la propria immagine corporea. Durante l'adolescenza la crescita è
disarmonica per trovare poi una piena armonia solo in età adulta. L'adolescenza è l'età della
sensibilità sul giudizio sociale, poiché siamo passati al pensiero operatorio formale. Il fatto di avere
una parte intima e quindi segreta da il senso di intimità, se è assente questo senso si dipende
maggiormente dall'altro. Col pensiero formale o ragionamento logico, gli adolescenti sono
praticamente insopportabili, insistono, vogliono la ragione su tutto, sono polemici, poiché
sperimentano il senso logico, il ragionamento e questo può essere fastidioso per i genitori, ma
questi comportamenti sono parte dello sviluppo tipico. Verso gli 11/12 anni si apre anche il
pensiero autobiografico e la memoria autobiografica narrata, un adolescente tipico sa quindi
seguire la trama del suo racconto e avrà i ricordi autobiografici (che partono dai 4/5 anni di età)
mentre prima ci possono essere dei flash, delle sensazioni ma non un vero racconto. In
adolescenza si ha anche il pieno sviluppo delle funzioni esecutive. L'adolescente è un soggetto
che ama il rischio e comunque ha autocontrollo. Una persona che mantiene lungo tutto il ciclo di
vita i concetti assoluti come nell'adolescenza presenta uno sviluppo atipico.

La cannabis in età evolutiva compromette lo sviluppo cerebrale, causando lacune permanenti


per esempio nello sviluppo dell' area prefrontale. Il principio attivo della cannabis rispetto anni fa
è molto più forte e gli antagonisti che sono interni nel principio attivo della sostanza vengono
dosati in modo da inibire il principio attivo; c'è un aspettativa che la cannabis aiuti ad
addormentarsi e a calmarsi ma a lungo termine si crea una dipendenza molto alta dalla quantità
del principio attivo portando ad aumentare le dosi usate per averne l'effetto. E' importante
sapere che le nuove sostanze non hanno nessun controllo di conseguenza bisogna fare molto
intervento preventivo dato che determinate droghe non si conoscono nemmeno e non si
possono contrastare.

Il ragionamento si allarga, c'è una grande potenzialità di ragionamento logico nel pensiero,
comincia il piacere del ragionamento logico e i ragazzi accedono a un livello di ragionamento
per cui ragionano in termini assoluti e il tema del giusto e non giusto è un tema centrale per
l'adolescenza, si presenta la rivendicazione di avere il diritto di fare. Dal punto di vista delle
relazioni in quest'età c'è un allontanamento fisiologico dalla famiglia a favore dei rapporti in
gruppo dove vigono tutta una serie di costumi, abitudini e linguaggi che per l'adolescente sono
fondamentali. Quando il gruppo esclude un ragazzo le conseguenze psicologiche possono
essere importanti, i ragazzi sono portati ad adottare i comportamenti del gruppo per farsi
accettare ed includere in questo. Il rapporto con la famiglia rimane un rapporto
apparentemente secondario e deve continuare con un dialogo e i genitori non devono
assumere dei rapporti trascuranti o coercitivi con i figli, ma devono essere in grado di presentare
dei limiti e costituire un riferimento per le cose affrontabili e non affrontabili. A quest'età conta il
Sviluppo Tipico e Atipico 62
giudizio altrui, basta che un componente del gruppo esprima un giudizio per esempio sull'estetica
che il ragazzo ne viene fortemente condizionato. L'adolescente ha un aumento dell'attività
dell'amigdala e una riduzione dei lobi frontali, quindi è più soggetto all'emotività, emotivamente
influenzabile e ha un minore autocontrollo. Per questo il gruppo dei pari è di fondamentale
importanza per il condizionamento del ragazzo. La traiettoria di sviluppo che vede il bambino
della fanciullezza con problemi di esternalizzazione o adhd è una traiettoria di sviluppo con
maggiore possibilità di comportamenti di rischio come uso precoce di sostanze o di
comportamenti impulsivi. I comportamenti multiproblematici sono un insieme di comportamenti
problematici tra cui uso di sostanze, disturbi alimentari, sessualità impropria, ecc. e i trattamenti
sono di tipo specialistico e si applicano sostanzialmente gli stessi trattamenti che si usano per i
disturbi di personalità negli adulti anche se non li si può definire tali in quanto la personalità
dell'adolescente è ancora in sviluppo.

In adolescenza abbiamo un momento molto importante di interiorizzazione dei valori morali, che
possono essere prosociali (solidarietà, aiuto, ecc.) o antisociali (amoralità, aggressività,
prepotenza, sopraffazione) tutto questo viene interiorizzato come valore assoluto. L'adolescente
conosce una nuova forma di egocentrismo, ovvero questa forma di assolutizzazione, credo solo a
quello che penso o quello che pensa il mio gruppo di riferimento. La percezione del rischio è
causata anche da una fisiologica sottostima del rischio.

In questo periodo dello sviluppo è molto importante l'ambito della convenzionalità. Durante
questo livello convenzionale l'adolescente si concentra su cosa pensano i suoi amici, cosa pensa
la sua compagnia e cosa ha imparato dal suo gruppo di riferimento. Una piccola parte di
adolescenti va oltre lo sviluppo convenzionale e arriva il livello post convenzionale, fa si che i suoi
comportamenti siano sensibili ai principi morali. Questa percentuale di adolescenti con
comportamenti etici non deve farci scordare la possibilità di agire secondo il livello
preconvenionale, ovvero esistono delle circostanze che fanno regredire il comportamento
adolescenziale.

La stessa mentalizzazione per alcuni adolescenti può essere un input per l'aumento della ricerca
del rischio, mettere in atto dei comportamenti antisociali indica un alto livello di mentalizzazione.

Ha origine innanzitutto dai valori interiorizzati dalla famiglia se è stata importante negli anni
precedenti all'adolescenza. Molti interventi infatti si fanno ad esempio sul gruppo classe (es.
bullismo) poiché il veicolo del gruppo è uno dei più importanti veicoli di interiorizzazione in
adolescenza.

L' impulsività è un classico percorso atipico. Quindi un percorso atipico possibile che si presenta in
adolescenza è proprio il percorso antisociale e delinquenziale. Da considerare se si tratta di
comportamenti o di tratti di personalità. Il senso di colpa è fortemente deficitario nei
comportamenti antisociali e nei comportamenti delinquenziali, sono presenti alcune emozioni
come la vergogna e quindi la sensibilità al giudizio altrui, l'orgoglio e il bisogno di sentirsi efficaci,
efficienti e l'empatia è molto deficitaria nei comportamenti antisociali.

Come si dovrebbero comportare i genitori di fronte ai comportamenti delinquenziali dei figli?

Prima di passare all'azione bisogna capire le ragioni che hanno mosso l'adolescente ad assumere
il comportamento delinquenziale, successivamente si può intervenire, poiché il genitore è
sconvolto emotivamente nello scoprire che il figlio ha dei comportamenti delinquenziali. Ci sono
genitori che tollerano o fingono di non accorgersi di determinati comportamenti, altri addirittura

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aiutano i figli a procurarsi per esempio delle sostanze stupefacenti pensando di prevenire l'entrata
nel giro dello spaccio.

Sotto il livello della terapia il paziente deve essere l'adolescente anche se il coinvolgimento del
genitore è necessario (non quanto durante l'infanzia)

Disturbi alimentari
Questi possono essere già conclamati in adolescenza oppure essere semplicemente dei cattivi usi
del cibo che avendo un confine molto vicino con i disturbi alimentari ne sono dei precursori
importanti. Un iniziale restrizione verso l'assunzione di determinati alimenti comporta poi lo sviluppo
di un disturbo alimentare come l'abbuffata e la conseguente eliminazione attraverso il vomito
indotto. Questo accade perché l'adolescente è fortemente condizionato/ossessionato dalla
propria immagine/percezione corporea. Questi comportamenti sono maggiormente presenti nel
sesso femminile.

GIOVANE ADULTO

Il giovane adulto è il giovane che avvia i suoi progetti, inizia a studiare in maniera
professionalizzante e pensa a mettere su famiglia, questo oggi in Italia avviene mediamente verso
i 25/30 anni. L'uscita dalla casa dei genitori può assumere molte forme, può essere per lo studio,
per la convivenza, ecc., oggi ci sono tante forme diverse di famiglia. Si consolida l'intelligenza
emotiva, ovvero la capacità di fare uso strategico delle emozioni, per la quale abbiamo una
capacità di controllo e regolazione e una riduzione dell' impulsività e del condizionamento
sociale tipici dell'adolescenza.

Il bambino sicuro/insicuro lo sarà anche in adolescenza e in età adulta?

Alcuni pattern sono particolarmente sensibili al cambiamento e sono quelli dell'insicurezza e della
disorganizzazione, mentre è facile che chi era sicuro nell'infanzia mantenga questo pattern
durante il ciclo di vita. Nell' adulto gli attaccamenti diventano multipli, oltre ai genitori si presenta l
attaccamento per il partner. Il giovane adulto sa trarre piacere o dispiacere tra lo studio e dal
lavoro, è questa l'età in cui si cominciano a definire delle preferenze e si sviluppa l'idea del
proprio futuro. C'è la capacità di concentrarsi in maniera prolungata in attività orientate ad un
obiettivo. Questo avviene con una maggiore stabilità emotiva e alla capacità di studiare.

A 20 anni c'è una maturazione piena a livello cerebrale ed è possibile un cambiamento di


personalità e questi cambiamenti continuano con l'avanzare dell'età.

Sviluppo Tipico e Atipico 64


ETA' ADULTA E ANZIANEITA'

Dai 70 anni inizia l'età avanzata.

La plasticità cerebrale è possibile anche in età adulta. Oggi l'età evolutiva è l'intero ciclo di vita e
non sono le prime fasi, quindi possiamo dire che anche in età adulta abbiamo un cervello
dinamico che potenzialmente può cambiare, attraverso fattori esterni o interni, possono
cambiare le relazioni e i ruoli come per esempio cambiamenti in ambito lavorativo, perdita del
lavoro, cambiamento nelle relazioni famigliari, perdite, nascite, quindi la generatività e la
possibilità di trasmettere e contribuire all'alimentazione delle generazioni che ci susseguono è uno
dei compiti più importanti dell'età adulta. Oggi ci sono diverse forme di genitorialità, come la
genitorialità omosessuale, adottiva, affidataria, il genitore singolo. Anche la genitorialità
adolescenziale che è incrementata anche dalla società divenuta multietnica. Tutto questo
modifica anche la formazione dei nuovi psicologi. Quando la genitorialità non riesce ad essere
generativa abbiamo vari aspetti di funzionamento psicologico di cui una cosa da cui tener
sempre conto è l'angoscia di morte. Questo può comportare una vita dedicata al divertimento
come contrasto o altri comportamenti. La genitorialità cambia in base al periodo dello sviluppo
del bambino e ci sono dei programmi di sostegno alla genitorialità specifici per il periodo dello
sviluppo e per i percorsi atipici della genitorialità nel senso di meno convenzionali come il caso di
affidamento, di omosessualità o adozione.

Sviluppi Atipici
Il Disturbo Borderline di personalità nello sviluppo emotivo relazionale comporta instabiltà nelle
relazione e difficoltà di mantenere le relazioni, instabilità nella capacità di controllare le emozioni.
Nel caso del Disturbo ossessivo come terapia ci si impone di insegnare a deresponsabilizzarsi.

Possono esserci tipi di genitorialità atipici.

• Il disturbo ossessivo e la patologia dell'emozione di colpa


• Il disturbo borderline di personalità e la disregolazione pervasiva delle emozioni
Diverse forme di genitorialità

ETA' AVANZATA

Ci sono due tipi di intelligenza e son l' intelligenza fluida e l' intelligenza cristalizzata.

Con l'atrofia cellulare intere aree del cervello o collegamenti sinaptici non vengono più utilizzati e
questo causa la cristallizzazione, mentre un anziano che si tiene allenato con delle attività che
sviluppano e stimolano l' attività mentale manterrà le funzioni mentali più a lungo, sarà più lucido
e più a lungo. Per mantenere le funzioni cerebrali può essere utile imparare a suonare un nuovo
strumento musicale poiché attiva tutta la materia cerebrale o imparare una nuova lingua
complessa come per esempio arabo, cinese o giocare a carte (bridge, giochi complessi).
L'esercizio e le abitudini di vita sono molto importanti. Quindi anche l'attività del gioco è
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fondamentale. Molto conosciuta è la malattia di Alzheimer, una malattia degenerativa del
cervello con perdita delle sinapsi che determinano un non passaggio di informazioni, le cause
sono più di una, ci sono anche dei fattori socioculturali che incidono, per esempio le persone con
un alta istruzione si ammalano più tardivamente e nel frattempo la malattia avanza senza
presentarsi ma quando si manifesta è molto più decisa, come se avesse accumulato fino a quel
momento. Viene intaccata la memoria a breve termine -amnesia anterograda-. Negli stadi più
avanzati si arriva alla disgrafia, discalculìa, deficit di attenzione selettiva, agnosia ecc.. Lo
psicologo interviene con la valutazione tramite l'utilizzo di strumenti e con processi di riabilitazione
qualora possano essere indicati e presenti.

Su lag.unipv.it si possono trovare argomenti di interesse per la tesi magistrale.

GLI INTERVENTI NELL'AMBITO DELLO SVILUPPO

Possiamo intervenire per prevenire, curare o riabilitare un problema.

Possono essere fattori di rischio innanzitutto le caratteristiche individuali del bambino, la


condizione della famiglia (avversità famigliari), pareting inefficace (genitorialità), attaccamento
insicuro. Quando si ha un concorso di questi fattori si ha un rischio elevato. Valutare e stabilire una
gerarchia e quindi sapere su cosa intervenire prima e su cosa aspettare, valutare queste diverse
aree consente quindi di farsi una mappa e orientarsi sull'intervento. Quando si tratta di bambini
avremo sicuramente una segnalazione da parte dei genitori che raccontano i sintomi, ovvero i
comportamenti problematici. Il primo livello dell' intervento è raccogliere bene gli indicatori dei
sintomi, sapendo la nosografia dei sintomi, successivamente la lettura funzionale dei sintomi darà
indicazioni su che tipo di funzione ha e che tipo di trattamento svolgere. I comportamenti atipici in
età evolutiva solitamente sono dei modi per tentare di avvicinare il caregiver, il sintomo è
qualcosa che va storto. Una domanda solita è chiedere al bambino dove sente sul corpo la sua
rabbia, e successivamente chiedere cosa è successo dopo che ha sentito la rabbia (es. il grumo
nella pancia).

I disturbi nello sviluppo si pongono a livelli diversi, sono originati e si alimentano da più fattori:

• Le diverse componenti
• I fattori di protezione
• I fattori di rischio
Ad esempio in un a situazione di abuso da parte di un genitore un fattore di rischio può essere il
fatto che il genitore abusante può essere stato abusato, l'età, mentre un fattore di protezione può
essere la rete sociale, la figura genitoriale non abusante, il rapporto coi fratelli, le differenze
individuali, il temperamento, la soglia di reattività. In questa situazione i figli possono avere quindi
esiti di sviluppo diversi, bisogna andare a vedere tutte le caratteristiche, le aree che sono i fattori
di rischio e protezione. Le aree principali da considerare sono la vulnerabilità biologica, il
Sviluppo Tipico e Atipico 66
temperamento e le funzioni neurocognitive. In età di sviluppo l'intervento ha sempre una
prospettiva affettivo-relazionale e lo psicologo dello sviluppo deve capire che richiesta di
relazione c'è sotto ai sintomi. L'intervento spesso si conclude solo con la consultazione dei genitori
anche se questi sono estranei rispetti al sintomo. Un indagine importante riguarda sempre la
comprensione e la conoscenza di quella che è la routine della famiglia; per esempio la bambina
trattiene le feci e sta diventando un problema importante che necessità interventi medici saltuari;
il trattenimento di feci ha un significato e spesso il valore funzionale di questi problemi viene risolto
con un cambiamento nel comportamento dei genitori.

Sia i DSM5 che il DCD1 sono multiassali.

La funzione dello psicologo


Assasment ovvero diagnosi e a secondo di essalo psicologo pensa ad un intervento. Dalla lettura
funzionale del sintomo possiamo avere un primo orientamento per l' intervento.

Cosa intendiamo per prevenzione?

La prevenzione si muove su 3 livelli:

•La prevenzione primaria è quel tipo di intervento in cui cerchiamo di evitare l'insorgenza di un
problema per esempio rivolgendoci ad una popolazione normativa ne preveniamo l' insorgenza
attraverso l' informazione. Per esempio un progetto in cui andare al nido o all' asilo per migliorare
le condizioni socio emotive del bimbo durante la permanenza al nido.

•La prevenzione secondaria la proponiamo quando cerchiamo di fare un anamnesi precoce per
prevenire ai primi stadi quando un problema non è importante. Per esempio nelle famiglie
adottive che hanno adottato un bimbo che appena uscito dall' istituzione presenta determinate
problematiche, l' intervento avviene durante la formazione dell' attaccamento, intervenendo sui
genitori cercando di educare il genitore primario ad avere la giusta sensibilità con il bambino,
questa è prevenzione secondaria, poiché esistono già dei fattori di rischio.

•La prevenzione terziaria può essere già psicoterapia, il disturbo è già presente e la situazione è
già morbosa.

L' intervento preventivo si rivolge ad una popolazione ampia e ha lo scopo di promuovere il


benessere; l' intervento riabilitativo serve quando la malattia ha già avuto un suo decorso; e
l'intervento clinico si usa nel caso dei disturbi di internalizzazione o esternalizzazione.

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INTERVENTI NELLO SVILUPPO TIPICO E ATIPICO

Nello sviluppo si può intervenire per prevenire un problema, curare o riabilitare.

I principali fattori di rischio provengono da:

Identificare i fattori di rischio è importante per sapere su cosa intervenire prima e per sapere cosa
mi posso aspettare in futuro, perciò mi aiuta a costruire un piano di azione.

La consultazione inizia con una segnalazione da parte dei genitori, i quali riporteranno i sintomi. È
importante capire la valenza funzionale dei sintomi, lo psicologo infatti non deve essere a
conoscenza solo della nosografia dei sintomi, ad esempio “un bambino che fa la pipi a letto è
una richiesta di attenzione oppure un'inibizione comportamentale?”. In base alla lettura
funzionale dei sintomi posso di conseguenza costruire una diagnosi ed un trattamento.

Vi sono bambini che sentono un'emozione negativa in diversi punti del corpo, quando voglio
indagare qualcosa che non ha un significato simbolico devo chiede al bambino dove lo sente
nel corpo. In seguito si chiede di collegarlo a specifici antecedenti relazionali, nominandoli ed
aiutando il bambino ad esprimere correttamente questi stati emotivi.

Greenberg propone un modello secondo cui i disturbi dello sviluppo sono multifattoriali:

• Fattori di protezione:
o Rete sociale
o Caratteristiche di personalità o
Attaccamento sicuro con la madre
o Rapporto con i fratelli o
Temperamento
• Fattori di rischio:
o Caratteristiche individuali del
bambino o Tipologia di avversità
familiare o Attaccamento insicuro o
Inefficacia genitoriale

La vulnerabilità individuale è determinata da quella biologica, dal temperamento e dalle


caratteristiche neuro-cognitive.

L'intervento si conclude con l'intervento sui genitori, anche quando i genitori sono estranei al
sintomo e si identificano come esterni ad esso.

Vanno spesso indagate anche le routine della famiglia ed in seguito ricostruite. Ad esempio nel
trattamento delle feci si indaga come il bambino si approccia al vasino ed inseguito viene svolto
l'intervento sui genitori in modo da modificare il loro atteggiamento a riguardo.

Sviluppo Tipico e Atipico 68


Classificazioni diagnostiche
I principali manuali diagnostici per i disturbi dello sviluppo sono il DSM 5 ed l'ICD 10, essi sono
strutturati su diversi assi, i quali spiegano diversi aspetti.

Assi DSM IV ICD 10


Asse 1 Disturbi e sindromi cliniche Disturbi e sindromi cliniche
Disturbi di sviluppo Disturbi di personalità
Asse 2 Disturbi di personalità Disturbi di sviluppo
Ritardo mentale
Asse 3 Condizioni mediche Ritardo mentale
organiche
Asse 4 Problemi psicosociali Condizioni mediche
organiche
Asse 5 Valutazione globale del Problemi psicosociali
funzionamento

Valutare serve per impostare gli interventi, in base a ciò emerge nella diagnosi struttureremo poi
l'intervento. La diagnosi ha funzione descrittiva ed una di lettura funzionale del sintomo, ovvero
cosa sta cercando di dire il sintomo ed il comportamento del contesto nei suoi confronti.

Prevenzione
Gli interventi preventivi sono molto importante, mirano a prevenire e ridurre l'impatto dei fattori di
rischio nello sviluppo in modo da favorire il benessere. Vi sono diversi livelli di prevenzione:

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Prevenzione primaria: Consiste nell'evitare l'insorgenza del problema attraverso
l'informazione. Ad esempio interviene nelle scuole per prevenire il consumo di alcool,
oppure negli asili per migliorare le competenze socio-emotive nei rapporti con gli
insegnanti. In questo modo si prevengono problemi futuri legati all'attaccamento. Studi
longitudinali mostrano che in futuri questi bambini avranno meno probabilità di avere
disturbi comportamentali.
• Prevenzione secondaria: Consiste in un intervento precoce con lo scopo di diagnosticare
ed intervenire prematuramente sulla diagnosi riducendo la comparsa del sintomo.
Abbiamo già dei fattori di rischio presenti ma siamo all'inizio della loro insorgenza.
• Prevenzione terziaria: Può essere la psicoterapia, interviene quando i sintomi sono presenti
nella loro forma finale di insorgenza cercando di gestire il disturbo e le possibili
complicazioni.

Interventi
Vi sono diversi tipi di intervento:

• Intervento preventivo: Mirato a favorire il benessere individuale, spesso è diretto su larga


scala
• Intervento terapeutico: Diretto a soggetti precisi, mirato a ridurre la sofferenza o i disagi
psicologici
• Intervento riabilitativo: Mirato a recuperare funzioni compromesse da varie cause. Lo
scopo è quello di massimizzare il recupero delle autonomie e le presenti prima della
malattia.
• Intervento abilitativo: Esso agisce su quei soggetti affetti da una condizione atipica statica,
come un'anomalia cromosomica, un disturbo specifico dell'apprendimento. L'intervento
ha lo scopo di massimizzare il livello di funzionamento e di autonomia del soggetto. Viene
chiamato “abilitativo” e non “riabilitativo” perché non si può ristabilire un livello di
funzionamento che il soggetto non ha mai mostrato.

È importante che lo psicologo sappia che deve lavorare in concomitanza con altre discipline
mediche o educative. Di conseguenza in età evolutiva la diagnosi deve essere multidisciplinare.
Inoltre deve essere anche funzionale, perciò devono essere chiari anche quali effetti provoca. Gli
interventi di sostegno alla genitorialità sono fondamentali, per l'appunto vi sono interventi
evidence based certificati e validi.

Indicazioni interventi
Nei bambini è utile impostare gli interventi attraverso la tecnica del video-feedback. In essi si va a
casa della famiglia e si video-filmano momenti specifici di interazione tra madre e bambino, poi
si daranno dei feedback ai genitori. Questi ultimi vanno somministrati nelle visite successive a
casa mostrando al genitore il filmato e devono essere mirati a certi comportamenti come ad
esempio migliorare l'attenzione dei genitori. Questi interventi fanno leva sulla sensibilità del
genitore, in questo modo devono imparare a mettere dei limiti facendo leva appunto sulla
sensibilità e non sulla concretezza.

Sviluppo Tipico e Atipico 70


Gli interventi di video-feedback sono efficaci maggiormente sulle madri insensibili, l'obiettivo è
quello di migliorare nel genitore i seguenti aspetti:

• Modo in cui si prende cura del bambino


• Capire i comportamenti del bambino
• Rispondere correttamente ai segnali e ai sentimenti dei bambini
• Gestire le proprie emozioni implicate nell'accudimento

Le famiglie che ricevono questo intervento hanno minore probabilità di generare in seguito
problemi esternalizzanti o internalizzanti. Perciò risultano interventi molto utili a scopo preventivo.
Inoltre sono mirati principalmente a gestire i comportamenti legati alla quotidianità e le routine.

Diagnosi
Disturbi e sindromi cliniche (DSM IV → Asse 1 / ICD 10 → Asse 1)

Il modo più semplice per avere una immediata misura della severità e dell'ampiezza di questi
problemi è l'utilizzo di questionari comportamentali, come il behavioral checklists,

Disturbi da internalizzazione
Disturbi d'ansia (12% - 20% di insorgenza)

• Ansia da separazione: Comporta problemi nell'addormentamento e durante la


separazione per andare a scuola
• Sindrome fobica dell'infanzia: Generalmente sono specifiche per una categoria. Si parla di
fobia quando la paura nei confronti di particolari oggetti, animali o situazioni è eccessiva
e persistente al punto da interferire con il normale funzionamento dell'individuo e con la
vita dei familiari.
• Sindrome di ansia sociale dell'infanzia: Legate agli scambi con altri, comportano la
timidezza. Quest'ultima è talmente intensa da rendere impossibili i normali rapporti
interpersonali.
• Ansia generalizzata: Essa è la più seria, genera uno stato ansioso molto pervasivo, non è
presente solo in alcuni contesti, ma in più contesti ed è legato al disturbo depressivo, infatti
nei trattamenti vengono prescritti farmaci antidepressivi

Intervento terapeutico: Inizialmente si cercherà di aiutare il bambino ad identificare le


componenti della propria reazione ansiosa, successivamente si cercherà di costruire efficaci
strategie di coping. Inoltre risulta fondamentale aiutare madre e bambino a ripristinare un
contesto di condivisione emotiva e di comunicazione sulle aree emozionali critiche e inespresse,
le quali possono riferirsi ad una perdita del legame, oppure a problemi a scuola. Spesso è utile
anche offrire al genitore la possibilità di riconoscere e esprimere le emozioni connesse ad alcune
dolore vicende nei propri legami primari d'attaccamento.

Disturbi da esternalizzazione
• Attaccamento disorganizzato: In questi tipi di attaccamento i livelli di invasività e di ostilità
verso il bambino da parte della figura di attaccamento diventano tali da diventare fonte
di minaccia e paura. La comprensione del comportamento del caregiver e l'assumere la
sua prospettiva mentale, porterebbe questi bambini a confrontarsi con rappresentazioni
estremamente dolore, cariche di odio, crudeltà o indifferenza.

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• Disturbi della condotta: Maschi (6% - 16%), femmine (2% - 9%), le femmine infatti tendono di
più all'internalizzazione: I disturbi della condotta si caratterizzano per una modalità
ripetitiva e persistente di condotta antisociale, aggressiva e provocatoria, con violazione
dei diritti fondamentali degli altri e/o delle principali norme o regole societarie in relazione
all'età. Queste modalità devono essere osservate per almeno 6 mesi consecutivi e
devono causare una compromissione significativa del funzionamento sociale, scolastica
o lavorativo. Risulta molto importante la diagnosi precoce.

Disturbo oppositivo provocatorio: Sottoclasse del disturbo della condotta, che implica
negativismo e oppositività ma non un comportamento che viole le leggi e i diritti
fondamentali degli altri.
• ADHD
Intervento terapeutico: In questi quadri patologici risulta più opportuno agire con trattamenti
multimodali, intervenendo in maniera sistemica sia a livello individuale, familiare ed
extrafamiliare, a volte anche a livello psicofarmacologico.

Disturbi specifici dello sviluppo (DSM IV → Asse 1 / ICD 10 → Asse 2)


Questi disturbi tendono alla cronicizzazione, hanno un esordio precoce, non implicano
un'alterazione specifica del SNC, inoltre può essere una forma di ereditarietà per disturbi uguali o
simili. Prevalgono nel genere maschile. Risulta importante ai fini di un corretto intervento
conoscere i criteri di inclusione ed esclusione

Disturbo funzione motoria


• Criteri di inclusione:
o Test: Consentono di studiare lo sviluppo psicomotorio del bambino (scala di Bailey).
Per avere un problema il QI psicomotorio deve essere inferiore a 70.
o Deficit nella motricità grossolana e/o fine
o Il deficit interferisce significativamente con il profitto scolastico e con le attività
quotidiane.
• Criteri di esclusione:
o QI inferiore a 70 e presenza di malattia neurologica
• Intervento terapeutico: Aiutare il bambino regolare le emozioni e i comportamenti. Inoltre
è utile supportare i genitori nella loro funzione protettiva ed educativa in modo da
garantire una qualità dell'attaccamento adeguata.

Disturbo funzione linguistica


• Criteri di inclusione o Test: Punteggi sotto di 2 deviazioni standard nelle prove di
espressione e/o comprensione verbale
• Criteri di esclusione o Bambini sordi
o Malattie specifiche neurologiche o Ritardo mentale o
Sindrome di alterazione globale dello sviluppo psicologico

Di conseguenza deve essere coinvolta solo la parte linguistica.

Sviluppo Tipico e Atipico 72


• Intervento terapeutico: Risulta importante la prevenzione, essa consiste nel
leggere libri al bambino da parte del genitori fin dai 6 mesi. Inoltre lo psicologo
dovrà affiancare il logopedista indagando sul significato relazionale che il
problema assume e come esso viene gestito dal bambino all'interno delle sue
relazioni significative.

Disturbi apprendimento
• Criteri di inclusione o Test di lettura: Punteggi sotto di 2 deviazioni standard in base all'età
del soggetto o Test di scrittura: Punteggi sotto di 2 deviazioni standard in base all'età del
soggetto o Test di calcolo: Punteggi sotto di 2 deviazioni standard in base all'età del
soggetto
• Criteri di esclusione o Esperienze scolastiche inadeguate o Malattie neurologiche o
Problemi all'udito o alla vista
o Bambini con lievi ritardi mentali difficili da identificare
• Intervento terapeutico: Lo psicologo deve cercare di descrivere il significato funzionale
dei comportamenti del bambino e dei genitori di fronte al pericolo di fallimento causato
da questi particolari deficit cognitivi.

Disturbi generalizzati dello sviluppo


• Criteri di inclusione o Autismo tipico: Anomalie nell'interazione, comunicazione e attività,
perciò atipicità nel contatto sociale con esordio prima dei 3 anni
o Autismo atipico: I sintomi insorgono dopo i 3 anni e/o perché non sono mai
compromesse tutte e 3 le aree di sviluppo simultaneamente.
o Sindrome Asperger: Non ha ritardo nello sviluppo del linguaggio e solitamente QI >
70 o Sindrome iperattiva associata a ritardo mentale e movimenti stereotipati: Il
bambino è capace di interagire socialmente attraverso mimiche e gesti con adulti,
tuttavia manca la comunicazione verbale e persistono iperattività e movimenti
stereotipati. o Sindrome disintegrativa dell'infanzia: Dai 2 anni si assiste ad una perdita
significativa di abilità sociali, comunicative, ludiche, motorie, il controllo anale e
vescicale e le funzioni cognitive.
o Sindrome di Rett: Colpisce il sesso femminile, lo sviluppo appare normale fino ai 6 –
12 mesi con successiva perdità delle abilità sociali, linguistiche, comunicative e
motorie. Inoltre compaiono continui movimenti delle mani
• Intervento terapeutico: I genitori devono sapere che non esistono cure che guariscono
l'autismo. Il trattamento è finalizzato ad ottenere miglioramenti nella comunicazione,
nell'interazione sociale, negli interessi personali e negli schemi d'azioni.

Ritardo mentale (DSM IV → Asse 2 / ICD 10 → Asse 3)


Vi sono dei test per rilevare il ritardo mentale, deve essere sotto il 70 di QI.

Esistono diversi livelli di ritardo mentale:

• Lieve (QI → 50 – 69): L'individuo raggiunge in età adulta il livello operatorio concreto,
impara a leggere e scrivere, il ragionamento deve essere infatti supportato dalla realtà.
Possiede una discreta abilità sociale e può svolgere le routine quotidiane in autonomia,

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può anche vivere da solo con il giusto supporto. Nel dettaglio sa usare la calcolatrice, il
telefono e l'orologio e sa adoperare i servizi pubblici.
• Medio (QI → 35 – 49): Può parlare e comunicare, il pensiero raggiunge il livello
rappresentazionale ed è autonomo nell'igiene personale e nel pasto. Inoltre può essere
inserito in un lavoro protetto.
• Grave (QI 20 → 34): Il pensiero si ferma al senso-motorio, l'individuo non sa parlare, può
tuttavia ricorrere alla comunicazione non verbale e può vivere in comunità protetta con
supporto e supervisione continui.
• Profondo (QI < 20)
Nei casi di ritardo medio/grave l'indagine sulle cause è d'obbligo e prevede:

• Anamnesi familiare
Neuroimaging
• Esame del corredo genetico

Le principali cause del ritardo medio/grave sono:

• Cromosomopatie: es. trisomie 21, 18, 13


• Sindromi genetiche: es. sindrome X fragile ecc.
• Anomalie cerebrali: es. idrocefalo, lissencefalia
• Infezioni congenite: es. HIV, toxoplasmosi, rosolia, herpes simplex
• Errori metabolici/malattie degenerative: es. tay-sachs, fenilchetonuria
• Cause perinatali: es. meningite, sindrome feto-alcolica, sindrome anossico-emorragica
natale
• Cause post-natali: es. Traumi, ipertiroidismo
• Cause sconosciute: es. paralisi cerebrale infantile
• Ritardo mentale familiare
Intervento terapeutico: Lo psicologo attuerà principalmente dei parent training. Inoltre fornirà
come supporto nell'elaborazione delle emozioni in gioco e nella comprensione della condizione
del figlio fornendo informazioni dettagliate sulla diagnosi e sugli aspetti prognostici futuri.

Solitamente vediamo disturbi da internalizzazione o da esternalizzazione quindi sull'asse 1, più nel


dettaglio disturbi depressivi, disturbi d'ansia oppure disturbi legati all'impulsività.

Il ritardo mentale
Si lega a varie sindromi genetiche o non genetiche e può andare da ritardo lieve a profondo, ci
sono vari test per rilevarlo. Sotto i 70 inizia il ritardo mentale e viene considerato lieve dai 50 ai 70,
medio dai 35 ai 50, grave dai 20 ai 35 e profondo inferiore ai 20. Il ritardo lieve raggiunge il livello
operatorio concreto (quindi con supporto concreto della realtà) all'età adulta può avere una
routine delle funzioni quotidiane e dell'autonomia individuale e ha un livello di apprendimento,
può frequentare un livello di educazione specialistico indicato. Il ritardo medio raggiunge il livello
della rappresentazionale sa parlare e comunicare ed è autonomo nell'igiene personale e nel
pasto. Invece il ritardo grave si ferma al livello sensomotorio e ci vuole un tutoraggio costante.

Possiamo avere un disturbo autistico con ritardo mentale.


Sviluppo Tipico e Atipico 74
CAUSE DEL RITARDO MENTALE MEDIO-GRAVE
Problemi cromosomici (21,18,13 ecc.), genetici (es sindrome x fragile), anomalie del cervello,
errori del metabolismo, meningite, sindrome fetoalcolica, sindrome tossicoemorragica
neonatale, emorragie post partum, problemi tiroidali, cause sconosciute.

CARATTERISTICHE DEGLI INTERVENTI IN ETA' EVOLUTIVA


Di solito necessita di una serie di figure professionali oltre lo psicologo, solitamente provenienti da
discipline mediche o educative. L a multidisciplinarietà

La diagnosi in più forme è importante che sia una diagnosi anche funzionale, non solo descrittiva.
Gli interventi in età evolutiva sono certificati, come in Italia l'intervento sulla genitorialità
sull'attaccamento.

Cosa è più efficacie per intervenire a sostegno della famiglia quando i bambini sono al di sotto
dei 5 anni? la tecnica del video feedback, ovvero una registrazione della famiglia nel loro
habitat e si filmano momenti specifici di interazione e poi si danno dei feedback strutturati e poi si
individuano dei momenti importanti e nella visita successiva a casa vengono visti coi genitori
questi filmati, questi interventi lavorano sula sensibilità del genitore e hanno un programma
domiciliare ("home visit").

Dai 2 anni di età i bimbi cominciano a puntare i piedi, comincia il confronto col "non vuole". I
genitori hanno bisogno di uno specchio delle proprie azioni quotidiane del loro comportamento
col bambino. Si è anche notato che una madre già sensibile tende a peggiorare i suoi
comportamenti dopo questo tipo di interventi.

Quando è presente un trauma di attaccamento la sensibilità si abbassa involontariamente, un


intervento le aiuta molto a diventare sensibili volontariamente. verso i 4 anni bambini che sono
stati seguiti hanno maggiori possibilità di non sviluppare problematiche in età scolare, impostare l
attività affettiva è quindi un attività di prevenzione primaria. Questi interventi si chiamano proprio
training perché implicano un apprendimento un esercizio e aiutano i genitori a migliorare la rispo
ai bisogni del figlio e prevenire comportamenti difficili. Sotto l'aspetto economico attraverso la
prevenzione primaria si otterrebbe anche un risparmio futuro, anche se raggiuge un maggior
numero di persone, poiché la prevenzione terziaria è molto più dispendiosa.

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