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SERGIO APROSIO

VOCABOLARIO LIGURE
STORICO - BIBLIOGRAFICO
SEC. X-XX

PARTE SECONDA - VOLGARE E DIALETTO

VOLUME SECONDO
M-X

SOCIETÀ SAVONESE DI STORIA PATRIA

MARCO SABATELLI EDITORE

SAVONA
2003
VOCABOLARIO LIGURE
STORICO BIBLIOGRAFICO
Sec. X-XX

Piano dell’opera:

Parte prima: Latino


Volume I A - L
Volume II M - X

Parte seconda: Volgare e Dialetto


Volume I A - L
Volume II M - X

© Copyright 2003 - Società Savonese di Storia Patria.


Proprietà letteraria e artistica riservata. Riproduzione vietata.
Stampa: Marco Sabatelli Editore, Savona.
Introduzione

Vengono qui fornite le indicazioni necessarie per un appropriato uso delle strutture del vocabolario.

1. Criteri metodologici generali

- DUE SEPARATE SEZIONI (PARTI)

E’ risultato inevitabile dividere il Vocabolario in due separate sezioni, anche se tale divisione poteva appanna-
re la visione, che sta alla base del presente lavoro, del dialetto ligure come di una unica realtà che si è venuta
organicamente evolvendo nel corso di oltre dieci secoli.

Sezione latina (L)


sono registrati nella sezione latina i materiali tratti da documenti scritti in latino (classico o medievale): anche
quindi parole che i testi esplicitamente dichiarano “volgari”. Queste vengono peraltro di norma registrate an-
che nella sezione “volgare-dialettale”

Sezione volgare e dialettale (D)


comprende tutte le parole non latine: volgari, dialettali, italiane di colorito dialettale; comprende anche le vo-
ci dell’ italiano letterario e di altre lingue (francese, provenzale, ecc.) che si è comunque ritenuto opportuno
registrare.

- AFFIDABILITÀ DEI TESTI

La validità di un vocabolario storico dipende in buona misura dalla affidabilità del materiale raccolto, cioè
dalla correttezza filologica delle edizioni dei testi; per altro verso, una corretta lettura ed interpretazione dei
testi non è possibile se non si disponga di strumenti lessicografici adeguati. A rigor di termini, si rischierebbe
quindi di trovarsi chiusi in un circolo vizioso, senza vie di uscita. Ma per quanto riguarda il campo del pre-
sente lavoro la pratica esperienza ha dimostrato che, tranne rare e riconoscibili eccezioni, il materiale fornito
dai testi a stampa - sia dalle edizioni ottocentesche che da quelle moderne - è sostanzialmente corretto ed at-
tendibile, e che comunque la comparazione delle diverse testimonianze di una singola voce consente spesso
di riconoscere ed emendare errori di lettura, di stampa e di interpretazione, e di eliminare inammissibili va-
rianti.

- ETIMOLOGIE

Il presente vocabolario è bibliografico, non etimologico. Le indicazioni sulle etimologie vengono fornite,
quando ritenute opportune, nell’ambito della specifica bibliografia; si è di norma evitato di ripetere quanto
possa essere agevolmente reperito nei dizionari etimologici italiani.
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- VARIANTI

Tutte le varianti, anche quelle che non interessano il filologo testuale, hanno importanza per lo storico della
lingua e per il linguista, per il quale si tratta di rilevare non solo significati ma forme storicamente attestate1.
Vengono quindi registrate separatamente, nell’ordine alfabetico, tutte le diverse forme di uno stesso termine,
solo trascurando varietà locali di minimo rilievo.
La separata registrazione delle varianti (così come la divisione della materia in due sezioni) ha creato il pro-
blema della scelta, fra le diverse forme di una medesima voce, di quella sotto la quale registrare i rimandi e la
bibliografia. Non sempre infatti la forma più antica è la più significativa, né la prima nell’ordine alfabetico.
Non si è seguito in proposito un criterio unico si è cercato di adottare la soluzione che caso per caso apparisse
più opportuna.
La fitta rete dei rimandi da voce a voce dovrebbe comunque ovviare ai possibili inconvenienti di una scelta ar-
bitaria.

- NEUTRALITÀ

Si è di norma evitato ogni intervento diretto ed esplicito del compilatore nella materia registrata. Le rare ecce-
zioni (giudizi, proposte, precisazioni, rettifiche) sono poste fra parentesi quadre.
Sono state evidenziate nei modi ritenuti volta a volta più opportuni le correzioni adottate o dubitativamente
proposte dagli editori; si sono corretti senza particolare menzione i più evidenti errori di lettura o di stampa.

2. La ricerca

- FONTI

Tranne isolate eccezioni si sono prese in considerazione esclusivamente edizioni a stampa.

Nell’esame delle fonti ci si è arrestati, tranne eccezioni, alle pubblicazioni comparse sino alla fine del 1988
(con l’inizio del 1989 si è avviata la redazione dell’opera).

- AREA GEOGRAFICA

L’area geografica coperta dalla ricerca è sostanzialmente quella della Liguria attuale: area i cui confini lingui-
stici, così come quelli naturali, sono sempre stati molto netti lungo la costa, dall’estremo Ponente alla Luni-
giana, e nell’entroterra sino allo spartiacque appenninico ed all’incontro con l’area piemontese e l’emiliana 2.
Solo in pochi casi particolari la ricerca bibliografica si è spinta al di là di tali confini 3.
Si è fatta invece larga parte ai confronti con gli altri dialetti.

- AREA CRONOLOGICA

La ricerca ha riguardato:
- i testi latini prodotti dal sec. x. al sec.xv.; testi posteriori sono stati presi in considerazione solo se ritenuti di
particolare interesse; sono stati registrati eccezionalmente testi anche non liguri dei secoli anteriori al deci-
mo;
- i testi volgari prodotti dal sec. xii. al sec. xv.;
- i testi propriamente dialettali a stampa prodotti dal sec. xvi. al xviii., nonché testi italiani fino al sec. xviii.
interessanti per la presenza di elementi dialettali.
- Per i testi dialettali dei sec. xix-xx. la ricerca è stata sostanzialmente limitata alla produzione savonese e si è
svolta per il resto sui vocabolari e gli studi linguistici.
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- AREA SEMANTICA

La scelta - inevitabilmente soggettiva - del materiale da registrare è stata determinata dall’intento di eviden-
ziare e datare tutto il materiale lessicografico comunque utile per la caratterizzazione e la storia del dialetto li-
gure, e per la retta comprensione dei testi. Essa è stata la più ampia possibile, nell’intento di non trascurare
nessun elemento che apparisse comunque interessante, oltre che dal punto di vista linguistico, anche da quello
della storia delle istituzioni e delle tradizioni. Una elencazione esemplificativa comprende tutte le attività
umane, dall’agricoltura e dalla pastorizia alla cantieristica, alla marineria, alla pesca e al commercio, all’arti-
gianato e all’industria, alla finanza pubblica e privata, con particolare riguardo per la produzione dei tessuti e
dei manufatti di abbigliamento. Sono state prese in attenta considerazione le scienze naturali, la chimica, la
medicina e la farmacia, la terminologia giuridica, fiscale, amministrativa, militare, religiosa.
La mole del materiale raccolto consente di considerare sostanzialmente limitata la possibilità che elementi
caratteristici e importanti siano alla lunga sfuggiti alla rilevazione.

- TOPONIMI E ANTROPONIMI

Uno spazio particolarmente ampio è stato dato ai toponimi ed agli antroponimi - soprattutto soprannomi e co-
gnomi - che presentano per loro natura caratteri altamente conservativi, e sono spesso strettamente connessi
con nomi volgari (di piante, di animali, di mestieri, strumenti, aspetti del terreno,ecc.) non altrimenti attestati
nei documenti di epoca antica.
Si sono spesso registrati anche toponimi e antroponimi privi di evidente connessione con altri elementi lessi-
cali, in quanto si è ritenuto che potessero fornire materiali utili per eventuali ricerche di diverso genere.

3. Ordine alfabetico

Nell’elencazione delle voci si è seguito il seguente ordine alfabetico:

a - b - c (k) - d - e (æ) - f (ph) - g - i (j, y) - l - m - n - o (ö, êu, œ, œu) - p - q - r - s (ç, z) -


t - u (ü, û ) - v - w (vv) - x.

Ai fini dell’ordinamento alfabetico si registrano senza distinzione, pur trascrivendole fedelmente: :


le lettere c / k; e / æ; f / ph; i / j / y; o / ö / êu / œ / œu; s / ç / z; u / ü / û;
le consonanti (ma non le vocali) semplici e doppie;
le parole che presentano m per n o n per m, sc per scc.
Non si tiene conto di h iniziale o interna, tranne quando ha valore fonetico.
Le parole straniere (per es. toponimi francesi, spagnoli, provenzali) vengono disposte nell’ordine alfabetico in
cui compaiono nei dizionari delle rispettive lingue.

4. Grafia
Nella redazione di un vocabolario storico e bibliografico, esclusivamente basato sulle attestazioni scritte di
epoche diverse lungo l’arco di dieci secoli, esclusa essendo l’adozione di una grafia fonetica, ed in presenza
di sistemi grafici oltremodo diversi negli autori, nei luoghi e nei tempi, si imponeva, per la registrazione e per
l’ordinamento delle voci e delle citazioni testuali, l’adozione di criteri della massima semplicità, univocità ed
adattabilità, che offrissero sufficiente garanzia di fedeltà e, insieme, facilità di reperimento e di consultazione.

Tali criteri vengono esposti sommariamente qui di seguito, avvertendosi che essi rappresentano punti di riferi-
mento costanti, pur se, nella estrema varietà della casistica concreta, non sempre essi sono rigidamente appli-
cabili ed applicati.
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SEZIONE “LATINO”

Nei testi latini medievali la grafia è generalmente molto uniforme, e ricalca sostanzialmente la moderna resa
del latino classico, con le seguenti principali differenze:
- il dittongo æ è costantemente reso con e;
- il dittongo œ è reso nei diversi testi sia con œ che con e;
- la h è spesso inserita nelle parole senza valore etimologico o fonetico
- non si distingue di solito ph da f;
- non è di solito sicura la distinzione fra consonanti semplici e doppie;
- è frequente l’uso indifferenziato di s, (ç) e z.

I testi latini vengono qui trascritti rispettando fedelmente la grafia delle fonti, avvertendo che
- non vengono usati i caratteri maiuscoli;
- non viene introdotto ovviamente l’accento tonico.
- per praticità tipografica vengono evidenziate, quando opportuno, solo le vocali lunghe mediante accento
circonflesso.

SEZIONE “VOLGARE-DIALETTO”

Confluisce in questa sezione un materiale lessicografico estremamente vario per natura, età e provenienza, per
la cui registrazione è sembrata opportuna l’adozione di codici differenti.

Si raccolgono in particolare in questa sezione:

a) voci e testi “volgari” genovesi e liguri dei primi secoli;


- voci e testi redatti in un italiano sensibilmente ricco di forme dialettali;
- voci e testi italiani riferiti a forme, istituzioni o tradizioni locali.
Tutte queste voci e questi testi vengono registrati e trascritti rispettando fedelmente la grafia usata
dalle rispettive fonti,.

b) - voci e testi dialettali veri e propri, nei quali l’uso del dialetto rappresenta la scelta consapevole di uno
strumento autonomo rispetto alla lingua nazionale, e mira a rispecchiare la parlata locale nelle sue for
me più autentiche ed espressive.
In questo ambito si è operata una distinzione:

- le voci e i testi dialettali genovesi dei secoli xvi-xviii, tutti redatti secondo una codificazione so-
stanzialmente omogenea e stabile. Questi si trascrivono rispettando la grafia delle fonti, solo norma-
lizzandone alcune forme.
In particolare
- si è di norma mantenuta la grafia di æ, œ/êu (æ´, œ´/eú se comunque accentate nei testi);
- si è mantenuta la grafia “genovese” di o per [u], û per [ü];
- si è usata la forma -scc- per il nesso -ß c- comunque evidenziato nei testi.
- si è spesso usata una sola forma per le terminazioni participiali (aou, au, ao, ou);
- non si è spesso evidenziata, nella trascrizione, la pronuncia velare di n in sillaba finale preceduta
da vocale tonica (indicata nei testi con ñ, n- nn-), dato che si tratta di un fatto di pronuncia regola-
re e costante, limitato nel tempo a una ben definita area della Liguria 4 ;
- si sono usati parcamente gli accenti tonici;
- si è riservato il circonflesso alle vocali lunghe (particolarmente se non accentate).

- le voci e i testi dialettali “moderni” (degli ultimi due secoli) per i quali i codici grafici della pro du-
zione letteraria e di quella scientifica e lessicografica si sono differenziati nelle diverse aree subdialet-
tali, sviluppando - accanto alla tradizionale e stabile norma “genovese” - un insieme anarchico di solu-
zioni diverse, soggettive, instabili e a volte prive di fondamento.
Per questi si è ritenuta opportuna l’adozione di una trascrizione estremamente semplificata e com-
prensiva, che evidenziasse soltanto i fatti fonetici largamente significativi e trascurasse le distinzio-
ni più sottili e le particolarità locali di minore rilievo, ignorando quindi i criteri dichiarati dai ri-
spettivi autori.
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Tale trascrizione attribuisce alle singole lettere il valore fonetico che esse hanno nella lingua italia-
na corrente, con le seguenti particolarità:

Vocali
å = a molto chiusa, quasi o: così evidenziata perché nei testi relativi ad alcune località (Ormea, Trio-
ra) essa viene spesso trascritta come o;
é = e chiusa;
è = e aperta, in tutte le gradazioni;
i = i vocale e semivocale (j, y);
ö = eu francese (accentato: ö´);
u = u vocale e semivocale (w);
ü = u francese (accentato ü´).

Consonanti
gl = l palatale (∑)
gn = n palatale (ñ)
n = n nasale o velare (N,¿,…) in sillaba finale preceduta da vocale tonica,
r non si è evidenziata in alcun modo la r palatale (dorsale o retro-flessa) ({) caratteristica di al-
c u -
ne zone liguri.
sc = s fricativa palatale sorda: (ß : sciamma, asccianà, scciümma, scpartì).
z,s = s sonora (S, √): spesso si usa s anche per la sibilante sonora.
Una specifica menzione segnala i rari casi in cui la pronuncia corrisponde a quella della z sor-
da o sonora italiana (z, J).
q trascritta secondo l’uso italiano moderno.

Consonanti doppie
A differenza da quanto avviene per le vocali nessuna distinzione è fatta fra consonanti semplici e dop-
pie: esse vengono registrate indifferentemente nei i medesimi lemmi, così come compaiono nelle
diverse fonti 5.

Accenti
Data la natura storico-bibliografica, e non normativa, del Vocabolario, gli accenti tonici non vengono in-
trodotti quando non compaiono nei testi. Non vengono comunque accentate le parole piane; vengono ac-
centate le parole tronche; non sempre le parole sdrucciole (particolarmente dell’uso letterario).

L’accento acuto indica la e chiusa (é), quello grave la e in tutti i gradi di apertura (è, æ, ä, …); per la o
si usa di norma il solo accento grave (ò).

Quantità
La quantità delle vocali non viene sovente indicata nei testi dialettali ed è inoltre spesso diversamente
avvertita nelle varie parlate locali. Conseguentemente, pur essendo di grande importanza, essa non vie-
ne spesso evidenziata. Sempre però si usa l’accento circonflesso per denotare la lunghezza delle vocali
non accentate. (ad es.: scâdà, cêghettu, imbôzà, ôéggia, ecc.).

5. Struttura dei lemmi


I lemmi sono registrati nell’ordine indicato al punto 3. “Alfabeto”.

La materia dei lemmi è così disposta (senza altra distinzione che gli “a capo”):

- LA VOCE, in ordine alfabetico in carattere grassetto; la categoria grammaticale; il genere. Non indicato il ge-
nere dei cognomi, e a volte neppure quello dei nomi, non sempre facilmente determinabile.

I sostantivi vengono di norma registrati nella forma del (nominativo) singolare, anche quando si tratti di nomi
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di piante, animali o monete registrati a volte dai vocabolari nella più comune forma plurale; solo si mantiene
il plurale nei pluralia tantum e per le parole che risultino attestate solo al plurale, e di cui non sia sicura la for-
ma del singolare

I sostantivi latini con tema in consonante (terza declinazione), così come quelli uscenti in della seconda, ven-
gono registrati nella forma dell’accusativo singolare.

Le voci costituite da due parole sono elencate in ordine alfabetico come se si trattasse di una unica parola. Se
la registrazione riguarda la seconda parola questa è registrata nell’ordine alfabetico, mentre la prima viene po-
sta fra parentesi.

I verbi sono registrati sotto la forma dell’infinito (attivo), salvo quando, in rari casi, questa non sia determina-
bile con sicurezza.

Si sono tenuti di norma distinti, pur se coincidenti nella forma, i toponimi dagli antroponimi (cosa non sempre
agevole nel caso dei cognomi).

Sono state registrate insieme, di norma, affiancate in un medesimo lemma e separate da una barra, le diverse
varianti di una medesima parola, se alfabeticamente contigue.

Sono registrate insieme in uno stesso lemma:


nella sezione latina:
- l’uscita in -us / -um (genere maschile e/o neutro) di uno stesso sostantivo con tema in -u, quando
semanticamente indifferente;
nella sezione dialettale:
- le varianti grafiche (e/æ ; u/ü ; ö/œu ecc.) di una stessa parola,
- le diverse uscite (…à/ -ar/ -are) dell’infinito di uno stesso verbo;
- le diverse uscite (…o/ -or/ -ore) di uno stesso sostantivo.

- IL SIGNIFICATO, in corsivo fra virgolette, è indicato di norma in modo semplice e sintetico, con attribuzione di
un’area semantica molto vasta, e con implicito rimando al vocabolario italiano. Esso è determinato dalla evi-
denza del contesto, dal raffronto con altri testi, dalle indicazioni bibliografiche, dai dizionari, dai glossari par-
ticolari delle fonti.
Avviene anche, in alcuni casi, che la determinazione del significato di una voce si basi sulla previa soluzio-
ne (ovviamente soggettiva, e che di solito sarebbe troppo lungo giustificare) di problemi di interpretazione
del testo.
Un punto interrogativo contrassegna i significati congetturali o comunque ritenuti non sicuri; nessun significa-
to viene indicato quando la determinazione non appaia comunque possibile.
I diversi significati di una stessa parola sono separati da una virgola quando siano fra loro affini; da punto e
virgola quando la differenza sia più sensibile.
Quando essi appartengano ad aree semantiche diverse la voce viene registrata sotto separati lemmi. I riferi-
menti (L, D) non tengono conto di tale divisione.

Dei toponimi si indica tra virgolette in corsivo il nome locale moderno corrispondente; si indica fra parentesi,
in corsivo, il capoluogo di appartenenza delle località minori e, quando possibile, dei microtoponimi .
Di molti toponimi non viene fornita la precisa localizzazione quando questa sia difficilmente determinabile..

Delle monete e delle unità di misura si forniscono indicazioni molto sommarie e non si precisano equiva-
lenze.

- LE ATTESTAZIONI sono disposte in ordine cronologico; entro tale ordine vengono elencati i testi genovesi, indi
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quelli liguri, da Ponente a Levante.


Esse sono così composte:
- la sigla della fonte, rilevabile dalla “Bibliografia (sigle)” (o gli estremi bibliografici nel caso di fonti isolate,
non registrate nella Bibliografia);
- il volume (delle opere in più volumi spesso non si specifica il primo) e il numero della pagina.
Il numero della pagina non viene indicato di norma per le opere contrassegnate dalle sigle ADG, ADL, JAN,
che sono fornite di un completo indice delle parole; non viene parimenti indicato per i vocabolari e per le
opere nelle quali le voci sono disposte in ordine alfabetico.

- Per le opere in versi si indica il numero del componimento (o del canto) e del verso (o strofa) in cui compare
la voce attestata.

Sono state di norma verificate sulla prima edizione (registrata nella Bibliografia) le citazioni tratte da edizio-
ni posteriori.

- la data (a. = anno, s. = secolo) secondo la possibilità.


Si indica con 1/, 2/ rispettivamente la prima e la seconda metà di un secolo.
La data non viene indicata:
- quando non è determinabile,
- nelle citazioni tratte dai testi contrassegnati nella Bibliografia da asterisco (*).Ciò avviene soltanto per la se-
zione volgare-dialettale, e per un numero molto limitato di testi la cui abbondante materia appartiene tutta a
una stessa data o a uno stesso secolo.
- quando si tratti di parole dialettali moderne tratte da dizionari o da trattati.

- il luogo: sempre, ove possibile, viene indicato il luogo di redazione (o di pubblicazione) del documento, o la
localizzazione della voce, tranne quando si tratti di Genova o di una colonia genovese d’oltremare.

- la parola con la esatta configurazione che ha nel testo citato, sempre, ove possibile, inserita nel proprio
contesto con una ampiezza tale che ne renda comprensibile il senso.
Le parti di testo non essenziali alla comprensione sono omesse e sostituite da tre puntini.
Le lacune del testo sono indicate da tre puntini fra parentesi quadre.
Il tratto –– separa due diverse citazioni tratte dalla medesima pagina o da due pagine successive.

La scelta delle attestazioni tiene conto dell’arco cronologico coperto dal termine, dell’interesse del contesto,
delle eventuali sfumature del significato, o dei particolari usi idiomatici del termine,
Tranne il caso di voci di larghissimo impiego, il numero più o meno grande delle citazioni mira a fornire una
indicazione sulla frequenza del termine.

Nella trascrizione dei testi evidenti errori di lettura o di stampa sono stati corretti, dandone notizia solo quan-
do lo si sia ritenuto opportuno.

Dei verbi di uso più frequente vengono elencate, nella sezione “Volgare-Dialetto” le forme della coniugazio-
ne. La raccolta di tali forme è ampia, ma non vuole essere esaustiva.

- LE INDICAZIONI BIBLIOGRAFICHE..

Sempre, ove opportuno, si è fornita l’indicazione, in ordine cronologico, della bibliografia relativa alle singole
voci, tratta dallo spoglio della letteratura scientifica accessibile in trattati, studi ed articoli specifici. Si tratta
di un repertorio per necessità estremamente sintetico - di norma limitato a semplici rimandi - che intende for-
nire lo strumento di una informazione di base, e che evita di addentrarsi nelle esposizioni, nei commenti, nelle
discussioni, nelle esplicite prese di posizione dell’autore. Vengono a volte registrate ipotesi oggi superate ma
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ritenute interessanti per la storia della disciplina.


Non si citano se non in casi particolari i glossari annessi alle edizioni dei testi.
- I RIFERIMENTI ALLE VARIANTI E ALLE VOCI COLLEGATE:

L : voci della sezione “Latino”; D : voci della sezione “Volgare-Dialetto”.

L’insieme dei rimandi incrociati è stato concepito come una rete volta a collegare non solo varianti o termini
di confronto, ma la famiglia di ogni voce nel suo svolgimento cronologico, ed a fornire indirettamente in
qualche caso indicazioni circa la sua etimologia.

Nella disposizione dei richiami - particolarmente quando il loro numero fosse elevato - non si è seguito uno
schema fisso, ma si sono adottate le modalità ritenute volta a volta più opportune, disponendo i collegamenti
“a catena” o “a grappolo” a seconda dei casi.
Non si è comunque inteso stabilire gerarchie o linee specifiche di derivazione delle voci registrate.
Non viene di norma indicato il collegamento, di per sé evidente, fra due voci contigue.
Quando una voce è registrata con significati diversi sotto diversi lemmi, non si è ritenuto necessario specifica-
re, nei riferimenti, a quale di essi sia fatto rinvio.

E’ certo avvenuto che, nonostante la migliore attenzione, le numerose integrazioni e correzioni apportate in
corso d’opera abbiano interferito nel gioco dei riferimenti, turbandone la compattezza.

A costo di ripetizioni si sono di norma evitati, al di fuori dei “Riferimenti”, i rinvii ad altre voci del vocabola-
rio.

Note

1
Cf. G.CONTINI, Breviario di ecdotica, Torino 1990, p.167.
2
G.DEVOTO, Per la storia delle regioni d’Italia, in: Rivista Storica Italiana, 32 (1960), p.230: “La Liguria persino nel-
le sue caratteristiche antropologiche mostra tuttora un netto contrasto con le regioni finitime del Piemonte e della Lombar-
dia. ..Nessuna frontiera è più netta di quella che divide i dialetti liguri ed emiliani dal toscano, di quelli romagnoli dal mar-
chigiano, o (oso dire) di quelli lombardi dal Veneto”.
3
Le uniche eccezioni sono costituite da:
CPB doc.V° (Piacenza) per la ricchezza e l’interesse del materiale, e per la vicinanza con l’area bobbiese;
CA perché largamente citato da GR, che lungo tutto il Novecento è stato utilizzato come pressoché unica fonte dispo-
nibile per il latino medievale ligure;
MBA ,come termine di confronto con l’area provenzale.
CDL, per l’interesse di testimonianze molto antiche (8° - 9° secolo), di forme che solo più tardi sono documentate dalle
scritture liguri.
ACS (Verona), CHI (Savoia), CRL (Ravenna) per l’interesse offerto da raffronti occasionali.
4
Cf. PD §177 p.352.
5
Sulla complessa questione delle consonanti doppie liguri si vedano le considerazioni di [G.PETRACCO SICARDI] in:
Consulta ligure, Vocabolario delle parlate liguri. Lessici speciali. 1 “Gli uccelli”, Genova 1982, pp.14-16, e la recensione
Abbreviazioni (toponimi)

Air = Airole (Imperia) Mill. = Millesimo (Savona)


Alb. = Albenga (Savona) Mol.T. = Molini di Triora (Imperia)
Albis. = Albisola (Savona) Mon. = Monaco (Montecarlo)
Alt. = Altare (Savona) Monf. = Monferrato (Piemonte)
Apric. = Apricale (Imperia) Montegr. = Montegrosso (Imperia)
Arenz. = Arenzano (Genova) Monter. = Monterosso (La Spezia)
Arg. = Argentera (Cuneo) Natic. = Nasino (Imperia)
Badal. = Badalucco (Imperia) On. = Oneglia (Imperia)
Bard. = Bardineto (Savona) Ort. = Ortovero (Savona)
Bonif. = Bonifacio (Corsica) Ov. = Ovada (Alessandria)
Bord. = Bordighera (Imperia) Perin. = Perinaldo (Imperia)
Borgh. = Borghetto S. Spirito (Savona) Piac. = Piacenza
Borgo V. = Borgo Valditaro (Parma)
Piem. = Piemonte
Calizz. = Calizzano (Savona)
Cam. = Camogli (Genova) Pietra = Pietra Ligure (Savona)
Campol. = Campoligure (Genova) PieveT. = Pieve di Teco (Imperia)
Carlof. = Carloforte (Cagliari) P.Nava = Ponte di Nava (Cuneo)
Carp. = Carpasio (Imperia) Porn. = Pornassio (Imperia)
Carr. = Carrara PortoM. = Porto Maurizio (Imperia)
Cartas. = Cartasegna (Alessandria) PortoV. = Portovenere (La Spezia)
Castell. = Castellaro (Imperia) Pros. = Prosanico, Chiusanico (Imperia)
CastelnM. = Castelnuovo Magra (La Spezia) Prov. = Provenza
CastelV. = Castelvittorio (Imperia) Quil. = Quiliano (Savona)
Chiav. = Chiavari (Genova) Rap. = Rapallo (Genova)
Chius. = Chiusanico (Imperia) Sanr. = Sanremo (Imperia)
Cog. = Cogoleto (Genova) Sass. = Sassello (Savona)
Cors. = Corsica Sav. = Savona
Costant. = Costantinopoli Sic. = Sicilia
Diano = Diano San Pietro) (Imperia) Sosp. = Sospel (Alpi Marittime)
Dolc. = Dolceacqua (Imperia) Spa. = Spagna
Fin. = Finale Ligure (Savona) Spe. = La Spezia
Fr. = Francia Spot. = Spotorno (Savona)
Gar. = Garessio (Cuneo) S.St.M. = Santo Stefano Magra (La Spezia)
Gen. = Genova Tag. = Taggia (Imperia)
Gr. = Grecia
Tar. = Taranto
Grasse = Grasse (Francia)
Imp. = Imperia Trio. = Triora (Imperia)
Ingh. = Inghilterra VArr. = Valle Arroscia (Savona)
Laig. = Laigueglia (Savona) Var. = Varazze (Savona)
Lev. = Levanto (La Spezia) Ven. = Venezia
Lig. = Liguria Vent. = Ventimiglia (Imperia)
Lunig. = Lunigiana (La Spezia) V.Grav. = Val Graveglia (Genova)
Medit. = Mediterraneo V.Mar. = Val Maremola (Savona)
Ment. = Mentone Zucc. = Zuccarello (Savona)
Abbreviazioni diverse

a. = anno, antico cart. = industria cartaria


aat. = antico alto tedesco catal. = catalano
abbr. = abbreviazione cc. = colonne
abl. = ablativo celt. = celtico
acc. = accusativo cf. = confronta
ad loc. = ad locum cimr. = cimrico
affl. = affluente class. = classico
agg. = aggettivo, aggettivale cod. = codice
alb. = albanese coll. = collettivo
alvern. = alverniate com. = comasco
amer. = americano compar. = comparativo
amt. = antico medio tedesco compl. = complemento
ant. = antico condiz. = condizionale
antiq. = antiquato cong. = congiuntivo, congiunzione
App. = appendice contad. = contadinesco
ar. = arabo corr. = correggi, correzione
arc = arcaico crist. = cristiano
archit. = termine architettonico D. = sezione volgare e dialettale
aret. = aretino dat. = dativo
Arg. = argomento DANTE : = Dante Alighieri
art. = articolo, articolato Conv. = “Convivio”
ast. = astigiano Inf. = “Inferno”
att. = attivo Par. = “Paradiso”
avv. = avverbio, avverbiale Purg. = “Purgatorio”
bellun. = bellunese Vulg. El. = ”De vulgari eloquentia”
berg. = bergamasco deriv. = derivazione
biz. = bizantino deverb. = deverbale
b.lat. = basso latino dial. = dialetto, dialettale
bol. = bolognese dimin. = diminutivo
bot. = botanica dir. = diritto
bresc. = bresciano div. = diverso, diversi
bret. = bretone Diz. = Dizionario
brev. = brevemente doc. = documento
b.ted. = basso tedesco ebr. = ebraico
c. = colonna eccl. = ecclesiastico
ca. = circa anno ed. = editore
cal. = calabrese ediz. = edizione
canav. = canavesano elem. = elemento
cap. = capitolo emil. = emiliano
16

enclit. = enclitico L = sezione latina


err. = errore, erroneo, erroneamente lad. = ladino
esclam. = esclamazione lat. = latino
estr. = estratto lett. = letterario
etc. = et cetera, eccetera lez. = lezione
etim. = etimologia lig. = ligure
etr. = etrusco loc. = locuzione
eufem. = eufemismo, eufemistico logod. = logodurese
E.V. = era volgare lomb. = lombardo
f. = femminile, fiume long. = longobardo
fam. = famiglia lucch. = lucchese
fasc. = fascicolo lunig. = lunigianese
femm. = femminile m. = maschile; medio
ferr. = ferrarese magr. = magrebino
fig. = figura, senso figurato mant. = mantovano
fior. = fiorentino mar, marin. = termine marinaresco
fiton. = fitonimo march. = marchigiano
fond. = fondiario marsigl. = marsigliese
form. = formazione masch. = maschile
f. pl. = femminile plurale mat = medio alto tedesco
fr., franc. = francese med. = medievale
fraz. = frazione medit. = mediterraneo
fut. = futuro mer. = meridionale
gall. = gallico mil. = termine militare
gen. = genere, genovese, genitivo mod. = moderno
gent. = gentilizio moden. = modenese
ger. = gerundio monf. = monferrino
gerg. = gergale mont. = montano
germ. = germanico mpl. = maschile plurale
giur. = termine giuridico ms. = manoscritto
Gloss. = glossario m.s. = medesimo significato
got. = gotico n. = neutro, nome, nota, numero
gr. = greco nap. = napoletano
iber. = iberico neogr. = neogreco
idr. = idronimo n.fam. = nome di famiglia, cognome
i.e. = indoeuropeo nizz. = nizzardo
imp. = imperativo, imperatore nomin. = caso nominativo
impf. = imperfetto n.n. = non numerato
inc. = incerto n.p. = nome di persona
ind. = indicativo, indice n.s. = nuova serie
indecl. = indeclinabile num. = numerale
indet. = indeterminato occid. = occidentale
inf. = inferiore, infinito od. = odierno
ingl. = inglese ogg. = oggetto
inter. = interiezione ol. = olandese
interv. = intervocalico onom. = onomatopeico
intr. = intransitivo orient. = orientale
inv. = inventario or. = ordinale
iscr. = iscrizione ornit. = ornitologia
it. = italiano p. = pagina, parte
ittiol. = ittiologia pad. = padovano
l. = leggi, leggasi, libro parm. = parmigiano
17

part. = participio sett. = settentrionale


partit. = partitivo sez. = sezione
pass. = passivo, passato s.i.d. = senza indicazione di data
pav. = pavese sf. = sostantivo femminile
perf. = perfetto sg. = seguente, singolare
pers. = persona, persiano sgg. = seguenti
piac. = piacentino sic. = siciliano
piem. = piemontese sim. = simile
pign. = pignasco sing. = singolare
pis. = pisano s.l.m. = sul livello del mare
pist. = pistoiese sm. = sostantivo maschile
pl. = plurale sn. = sostantivo neutro
pleon. = pleonastico sogg. = soggetto
plur. = plurale sost. = sostantivo, sostantivato
pon. = Ponente sp. = spagnolo
pop. = popolare, popolaresco spec. = speciale, specialmente
port = portoghese Stat. = statuto
poss. = possessivo str. = strofa
pp. = pagine suff. = suffisso
pref. = prefisso sup. = superiore
pre-i.e = pre-indoeuropeo superl. = superlativo
pre-lat. = pre-latino s.v. = sub verbo
prep. = preposizione t. = tomo
pre-rom. = pre-romano tav. = tavola
pres. = presente ted. = tedesco
prob. = probabile, probabilmente tess. = tessitura
procl. = proclitico tip. = tipografia
pron. = pronome, pronuncia top. = toponimo
prov. = provenzale topon. = toponomastico
proverb. = proverbiale torr. = torrente
ps. = pseudo tosc. = toscano
ptc. = participio tr. = transitivo
trad. = traduzione
pugl. = pugliese
trasl. = traslato
qd. = quondam
trent. = trentino
r. = recto
triest. = triestino
R. = rubrica
t.t. = termine tecnico
Rec. = recensione
v. = verso, verso
Reg. = Regesto
V. = valle
regg. = reggiano
var. = variante
region. = regionale vb. = verbo
rel. = relativo valtell. = valtellinese
rifl. = riflessivo ven. = veneto
Riv. = Riviera venez. = veneziano
rom. = romano vent. = ventimigliese
romagn. = romagnolo ver. = veronese
Rubr. = rubrica vic. = vicentino
s. = secolo, serie, singolare v.l. = varia lectio,variante
sal. = salernitano voc. = vocativo
sav. = savonese vol. = volume
scherz. = scherzoso volg. = volgare
scil. = scilicet, cioè voll. = volumi
s.d. = senza data vs/ = versus
sec. = secolo v.sp. = varie specie
sen. = senese zool. = zoologia
18

Autori e testi classici

Amm. Marc. = Ammiano Marcellino Mt. = Vangelo secondo Matteo


August. = Agostino N.T. = Nuovo Testamento
Caes. B.G. = Cesare, de bello Gallico Plaut. = Plauto
Caes. B.C. = Cesare, de bello civili Plin. n.h. = Plinio, naturalis historia
Cels. = Celso Plut. = Plutarco
Colum. = Columella Ps. = Salmi
Fest. = Paolo, Festo Ptol. = Tolomeo
Gn. = Vangelo secondo Giovanni Suet. = Svetonio
Hes.,Hesych. = Esichio Strab. = Strabone
Isid. = Isidoro di Siviglia Tert. = Tertulliano
Lc. = Valgelo secondo Luca Varr. r.r. = Varrone De re rustica
Liv. = Tito Livio Veg. = Vegezio
Marc. = Plutarco, Vita di Marcello Verg. = Virgilio
Mc. = Vangelo secondo Marco Vitr. = Vitruvio

Simboli

* = forma ipotizzata, non attestata.


÷ = rapporto , connessione
[ ] = aggiunta del compilatore.
[…] = lacuna nel testo
[… = id. id.
…] = id. id.
1/… = prima metà del sec. …
2/… = seconda metà del sec. ...
Bibliografia
a) riviste e pubblicazioni periodiche

Annali della Scuola normale superiore di Pisa.Classe di lettere, storia, filosofia (ASNP).
Annali di ricerche e studi di geografia (ARSG).
Archaeonautica. Construction navale maritime et fluviale (ARCH).
Archiv für das Studium der neueren Sprachen- und Literaturen (ASNS).
Archiv für lateinische Lexikographie und Grammatik (ALLG).
Archivio glottologico italiano (AGI).
Archivio per le tradizioni popolari della Liguria (ATPL).
Archivum latinitatis medii aevi ( ALM).
Archivum Romanicum (AROM).
Atti dell’Accademia di Scienze e Lettere di Torino (AASLT).
Atti dell’Accademia ligure di scienze e lettere (AALSL).
Atti della Società Ligure di storia patria (ASLSP).
Atti della Società ligustica di scienze naturali e geografiche (ASLSNG).
Atti della Società savonese di storia patria (ASSSP).
Atti e memorie della Società savonese di storia patria ( AMSSSP).
Atti e memorie della Società storica savonese (AMSSS).
Bollettino del Centro di Studi linguistici e filologici siciliani (BCSS).
Bollettino dell’Atlante linguistico mediterraneo (BALM).
Bollettino della R. Deputazione di storia patria per la Liguria. Sez. ingauna e intemelia (BDSPII).
Bollettino della Società storico-archeologica ingauna e intemelia (BSSAII).
Bollettino ligustico per la storia e la cultura regionale (BLig).
Bollettino storico bibliografico subalpino ( BSBS).
Bullettino della Società storica savonese (BSSS).
Giornale ligustico di archeologia, storia e belle arti dal n.9 (1882) : Giornale ligustico di archeologia, storia
e letteratura (GLig).
Giornale storico della Lunigiana e del territorio lucense (GSTL).
Giornale storico letterario della Liguria (dal 1900 al 1908). dal 1925: Nuova serie (GSLL).
L’Italia dialettale. Rivista di dialettologia italiana (ID).
La parola del passato (PDP).
La ricerca dialettale (LRD).
Lingua nostra (LN).
Memorie dell’Accademia delle scienze di Torino, Classe di scienze morali, storiche e filologche (MAST).
Memorie dell’Accademia ligure di scienze e lettere.(MALSC).
Memorie dell’Accademia lunigianese di scienze lettere ed arti “G.Cappellini”(MALGC).
Memorie dell’Accademia nazionale dei Lincei, Classe di scienze morali, storiche e filologiche (MAL).
Memorie dell’Istituto Lombardo di scienze lettere ed arti. Cl. di lett. scienze stor. e morali.(MILSL).
Miscellanea di storia italiana (MDSI).
Miscellanea di storia ligure (MDSL).
Miscellanea storica ligure (MSLig).
Navis. Rassegna di studi di archeologia, storia e etnologia navale (NAV).
Rendiconti dell’Istituto lombardo di scienze e lettere (RIL).
Revue celtique (RC).
Revue de linguistique romane (RLR).
20

Revue internationale d’onomastique (RIO).


Rivista di diritto commerciale e diritto generale delle obbligazioni (RDCO).
Rivista di studi liguri (RSL).
Rivista ingauna e intemelia (RII).
Romance Philology (RPh).
Romania. Recueil trimestrel consacré à l’étude des langues et littératures romanes (ROM).
Romanische Forschungen (RF).
Sabazia. Quaderni di storia, arte, archeologia (SAB).
Studi di filologia romanza (SDR).
Studi etruschi (SE).
Studi genuensi (SG).
Studj Romanzi (SR).
Vox Romanica (VROM).
Wörter und Sachen (WuS).
Zeitschrift für Namenforschung (ZNF).
Zeitschrift für celtische Philologie (ZCPh).
Zeitschrift für romanische Philologie (ZRPh).
Bibliografia
b) autori e opere

AA.VV., Dante e la Liguria, Milano 1925 (DL).


ABATE Agostino, Cronache savonesi dal 1500 al 1570 di Agostino Abate, accresciute di documenti inediti,
pubblicate e annotate dal dott. G.Assereto, Savona 1897. [Savona, ca. 1570] (AA).
ABATE Giovanni Agostino, Giometria de figure quadre, a cura di GIOVANNI FARRIS, Savona 1992 (AGF).
ACCADEMIA D’ITALIA (R.), Dizionario di marina medievale e moderno, Roma 1937 (DMM).
ACCAME Giacomo e PETRACCO SICARDI Giulia, Dizionario pietrese, Pietra Ligure, s.i.d. [1981] (ADP).
ACCAME Paolo, Cenni storici sugli statuti di Pietra, Giustenice, Toirano ed altri paesi della Liguria, in:
Glig 17 (1890) pp.3-12 (PGT).
– Frammenti di laudi sacre in dialetto ligure antico, in: ASLSP 19 (1889) pp.547-572.[Anziché la pagina
si indica di norma il numero del componimento e del verso] (AF).
– Legislazione medievale ligure. Volume primo. Statuti antichi di Albenga (1288-1350), Finalborgo 1901
(ASA).
– Instrumenta Episcoporum Albinganensium (Documenti del R.Archivio di Stato di Torino) a cura di GIO-
VANNI PESCE, Albenga 1935 (IEA).
AEBISCHER Paul, L’évolution du suffixe “-arius” en italien prélittéraire d’après les cartes latines médiéva-
les, in:ASNP, Serie 2., vol.10 (1941), pp.1-19 çAES).
AGENO Gian Carlo, Studi sul dialetto genovese, in: SG 1 (1957), pp.1-156. [Per le citazioni dal volume non
si indica la pagina essendo sufficiente la consultazione dell’indice analitico] (ADG).
AIRALDI Gabriella, Le carte di Santa Maria delle Vigne di Genova (1103-1392), Genova 1969 (SMV).
– Studi e documenti su Genova e l’Oltremare, Genova 1974 (ASD).
ALESSIO Giovanni, Relitti toponomastici liguri in Provenza, in: SE, Serie 2., 21 (1950-51), pp.443-461
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– Parole oscure del territorio alpino, in: Miscellanea di studi linguistici in ricordo di E.Tolomei, a cura di
CARLO BATTISTI, Firenze 1953, pp.547-571 (APO) .
– Problemi di toponomastica ligure, in: Convegno di studi apuani (26-29/giugno/1955), Rendiconti dei la-
vori della terza giornata, Carrara 28/giugno/1955, Carrara 1956 (APT).
– Nuove postille al Dizionario Etimologico Italiano, in: “Centro di Studi filologici e linguistici siciliani”,
Bollettino 6 “Saggi e ricerche in memoria di Ettore Li Gotti”, Palermo 1962, pp.59-110 (APD).
– Lexicon Etymologicum. Supplemento ai dizionari etimologici latini e romanzi, Napoli 1976 (ALE).
ALIZERI Federigo, Notizie dei professori del disegno in Liguria dalle origini al secolo XVI, 9 voll., Genova
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ANGELI Adolfo, Carrara nel Medioevo. Statuti e ordinamenti, in: ASLSP 54 (1929), fasc.2, pp.1-134.
(ACM).
– IVI Vocabolarietto dei termini meno comuni, pp.135-139 (ACV).
ANGELUCCI Angelo, Glossario delle voci militari che si incontrano nell’Inventario fieschino del 1532, in:
ASLSP 10 (1874), pp.773-803 (AGM).
[ANONIMO GENOVESE], Rime genovesi della fine del secolo XIII e del principio del XIV edite ed illustrate
da N. L AGOMAGGIORE , in: AGI, 2 (1876), pp.161-312.[Data: fine sec. XIII - inizio sec. XIV ].
Tranne diversa indicazione le citazioni sono tratte da questa edizione (*AG, *AGL).
– Rime genovesi della fine del secolo XIII e del principio del XIV. Parte seconda, edita per cura di E.G.
PARODI, in: AGI 10 (1886-1888), pp.109-140.[Data: fine secolo XIII-inizio sec. XIV]. La numerazione dei
componimenti prosegue quella di AG,AGL ( *AG, *AGP).
22

ANONIMO GENOVESE, Poesie. Edizione critica, introduzione, commento e glossario a cura di LUCIANA
COCITO, Roma 1970 ( *AGC).
Rime e ritmi latini. Edizione critica a cura di JEAN NICOLAS, Bologna 1994 (*AGN) in CPO I., pp.713-761
[testo] . II., pp.847-848 [note] ( *AGD).
ANSALDO Francesco, Cronaca della prima Crociata scritta da Caffaro, ed altra dei Re di Gerusalemme, da
un anonimo, .. per la prima volta pubblicate, in: ASLSP 1 (1858), pp.1-75 (ACC).
APROSIO Sergio, L‘antico nome locale savonese Ivarium / Viarium, in: AMSSSP 26 (1990), pp.7-22 (SAI).
– In margine all’Anonimo Genovese: “Borchan”, in: AMSSSP 26 (1990), pp.23-26 (AMB).
– I bravi di Don Rodrigo, in: AMSSSP 26 (1990), pp.27-34 (ADR).
– Ligure “bunetu” ‘berretto’, in: AMSSSP 26 (1990), pp.35-39 (ALB).
– Un antico toponimo savonese: “Porta Bellaria”, in: SAB, n.s. 10 (1991), pp.12-13 (APB).
– Le Lizie di Savona, in: SAB, n.s. 11 (1991), pp.2-6 ( ALS).
– Ligure “balòu” ‘pianerottolo’, in: SAB, n.s. 11 (1991), pp.17-18 (ABS).
– A proposito della Dichiarazione di Paxia, in: AMSSSP 27 (1991), pp.169-190 (DPA).
– Dalla Bordigheta a Bordighera (e dintorni), in: AMSSSP 28 (1992), pp.7-47 (ABD).
– A proposito di due testi volgari albenganesi del Trecento, in: AMSSSP 28 (1992), pp.49-65 (ATT).
– Due curiosi testi medievali: una maledizione e uno scongiuro, in: SAB, n.s. 13 (1992), pp.9-13 (ADT).
– La “Scària” di Savona, in: Studi. Omaggio a Carlo Russo, Presidente Onorario, nel suo settantacinque-
cimo compleanno, Savona 1995, pp.25-39 (ASS).
– Note di linguistica ed etimologia, in: AMSSSP 36 (2000) pp.53-72 (ANL).
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ASCOLI Graziadio Isaia, Del posto che spetta al ligure nel sistema dei dialetti italiani, AGI 2 (1876), pp.111-
160; 396-399 (AAG).
[ASSERETO Biagio] LETTERA di Biagio Assereto sulla vittoria di Terracina (Genova, 6 agosto 1435), in: MI-
GLIORINI BRUNO - FOLENA GIANFRANCO, Testi non toscani del Quattrocento, Modena 1953, pp.37-39 (BA).
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– L’evoluzione dei dialetti liguri esaminata attraverso la grammatica storicadel Ventimigliese, Sanremo
1977. [Per le citazioni dal volume non si indica la pagina essendo sufficiente la .consultazione dell’indi-
ce analitico] (ADL)
– Nomenclatura peschereccia di origine greca nel dialetto ligure intemelio, in: BALM 21 (1979), pp.
59-69 (ANP).
– Prestiti greci nella terminologia peschereccia ventimigliese, in: RII 34-35 (1979-80), pp.78-81 (APV).
– Storia dei nomi *balma / *alma, in: RII 39 (1984) 3-4, pp.67-82 .
– Testi trecenteschi in volgare albenganese, in: RSL 51(1985), pp.202-218 (ATA).
BAGLIETTO Gerolamo, L’uso della forchetta in Savona sul principio del Quattrocento, in BSBS, Supple-
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BALARD Michel, Gênes et l’Outremer, tome 1., Les actes de Caffa du notaire Lamberto di Sambuceto 1289-
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– La Romanie Génoise (XIIe- debut du XVie siècle), in: ASLSP n.s.18 (1978) (BR).
– Gênes et l’Outremer,tome 2., Actes de Kilia du notaire Antonio di Ponzò 1360, Paris 1980 (BGO).
– Notai genovesi in Oltremare. Atti rogati a Cipro da Lamberto di Sambuceto (11 ottobre 1296-23 giugno
1299), Genova 1983 (BLC).
BALBI Giovanna, I nomi di nave a Genova nei secoli XII e XIII, in: Miscellanea di storia ligure in memoria di
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– Il primo incunabolo genovese, Torino 1974 [contiene, in riproduzione anastatica: La raxone de la Pasca
e de la luna e le feste, Genova s.i.d. (1474)] (BRP).
BALBI Giovanna - RAITERI Silvana, Notai genovesi in Oltremare. Atti rogati a Caffa e a Licostomo (sec.
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BALBIS Giannino, Il toponimo “Murialdo”, memoria dattiloscritta s.d. (nella Biblioteca della Società savo-
nese di storia patria) (GBM).
23

– Bardineto: una comunità ligure montana alla fine del Medioevo, in: RII 28-30 (1973-75), pp.19-45
(BBB).
– Il castrum bizantino-longobardo e la chiesa di San Nicolò a Bardineto, in: MDS, Genova 1978, pp.
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– L’alta Val Bormida tra Del Carretto e Monferrato alla fine del secolo XIV, in: MDS, pp.167-214 (BAV).
BALLETTO Laura, Statuta antiquissima Saone (1345),2 voll., Bordighera 1971 (SSA).
– Toponimi medievali del territorio di Ventimiglia (dagli atti del notaio Giovanni di Amandolesio, in: RII
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– Battista de Luco mercante genovese del secolo XV e il suo cartulario, Genova 1979 (BBL).
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BALLETTO Laura, CENCETTI Giorgio, ORLANDELLI Gianfranco, PISONI AGNOLI Bianca Maria,Il
cartulario di Arnaldo Cumano e di Giovanni di Donato (Savona 1178-1188), Roma 1978.
[atti rogati da Arnaldo Cumano] (CAC).
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– Cartario genovese, in: ASLSP 2, parte I. (1870), pp.9-244 (BCG).
– Illustrazione del Registro Arcivescovile, in: ASLSP 2, parte I. (1870), pp.245-600 (BIR).
– Delle feste e dei giuochi dei Genovesi, in: “Archivio Storico Italiano..per le privincie della Toscana, del-
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– Il Registro della Curia Arcivescovile di Genova, in: ASLSP 2, parte II., (1872), pp.1-785 (RCA).
– Il palazzo del principe D’Oria a Fassolo in Genova, Illustrazioni di A. MERLI continuate da L.T. B., in:
ASLSP 10 (1874), pp.1-118 (BPP).
– Della vita privata dei Genovesi, 2. ediz., Genova 1875 (BVP).
– Prima / Seconda serie di documenti riguardanti la Colonia di Pera, in: ASLSP 13 (1877-1884), pp.
97-317; 931-1003 (CP).
– Cinque documenti genovesi orientali, in: ASLSP 17 (1885), pp.221-251 (BCD).
– Statuti dei Cinturai, Guantai e Borsari di Genova, in: Glig 13 1886), pp.315-317 (BSC).
– Usanze nuziali in Genova nel secolo XV, in: Glig 14 (1887), pp.446-451 (BUN).
– Osservazioni al Glossario del Secondo Registro Arcivescovile di Genova, in: GLig 15 (1888),
pp. 231-232 (BOG).
– Il secondo registro della Curia arcivescovile di Genova, trascritto da LUIGI BERETTA, in: ASLSP,
18 (1888) (BSR).
– Trattato del Sultano di Egitto col Comune di Genova nel 1280, in: ASLSP 19 (1888), pp.161-175 (BTS).
– Di un codice genovese riguardante la medicina e le scienze occulte, in: ASLSP 19 (1889), pp.625-652
(BMS).
– Tumulti in Genova nell’Aprile del 1392, in: Glig 17 (1890), pp.142-14 .(BTG).
– Divisioni tra i Fregosi nel 1462, in: GLig 17 (1890), pp.145-151 (BDF).
– Annali Genovesi di Caffaro e de’ suoi continuatori dal MXCIX al MCCXCIII.: Vol. I°, Genova 1890,
pp. 1-149: Cafari Annales ann. MXCIX-MCLXIII; Cafari Ystoria captionis Almarie et Turtuose ann.
MCXXXXVII et MCXXXXVIII; Notitia Episcoporum Ianuensium ann. MXCIC-MCXXXIII; Cafari de liberatione ci-
24

vitatum orientis liber; Regni Iherosolymitani Brevis Historia (CAF).


– Annali Genovesi di Caffaro e de’ suoi continuatori dal MXCIX al MCCXCIII.: Vol. I°, Genova 1890,
pp.151-261: Oberti Cancellarii Annales ann. MCLXIV-MCLXXIII (OC).
BELGRANO Luigi Tommaso - IMPERIALE DI SANT’ANGELO Cesare, Annali genovesi di Caffaro e de’
suoi continuatori dal MCLXXIV al MCCXXIV, Vol. II°, Genova 1901, pp. 1-66: Otoboni Scribae Annales ann.
MCLXXIV-MCLXXXXVI (OS).
– Annali genovesi di Caffaro e de’ suoi continuatori dal MCLXXIV al MCCXXIV, Vol. II°, Genova 1901, pp.
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ma 65 macc

M
ma agg. “malo, cattivo” Plur. moæ CIT 168 (G.M.Zoagli) Ballin, che de poeta de
AG 26.12 e prego l’aotissimo De/ che ma lovo ne lo pescòu/ porti ro vanto sovra quenti moæ (mai) / de cantà,
porte. RDB 69 ma Zena ha aura ra gora in si ma luogo… de pescà per questi moæ (mari)/ per arte e per natura han
FAS 156. PD 338. studiòu…
D immarlögu. mar. PD 114 n., 122, 158. RAN 55. ADG 70. PVG.
(Boscu) mà top. “Boscomare (Pietrabruna)” D amà. mar.
LAV 408. ma sf. “mamma, madre”
D mâpassu. PVG. LP 31 “nella Liguria orientale prevale questa for-
(Campu) ma top. (Borgomaro) ma affettiva”.
D.RESTAGNO, RII 11 (1956) 139: malus “sterile”. LAV D maire. mamà.
408. ma avv. “male”
D priamar. AG 14.516 perigolo grande e l’atrui prender/ che ma se
(Monte) ma top. (Taggia) sor e tardi render. AG 53.97 quelo ben non var un nes-
PRP 358 va xù in Giancolareo, o a Montemà. RPV 296 poro/ chi ma szoise a passa vespo. CPF 169 a.1589 l’è ma
a.1590 (Albisola) persino allo monte Ma. E da monte san e vegio. CIC 34 a.1749 (Sav.) ma contemplando i
Ma… nostri dì mà speisci.
(Monte) ma top. “(Bergeggi; Torriglia)” PVG. VPL.
LAV 408: malus “sterile”. D mar.
(Pria)mà top. (Sav.) ma avv. “mai”
LAV 406. AG 69.28 quelo ben chi ma non mancha.
Cf. EOL 25 scabbiamara. ma ai giögi sm. “vertigine”
ma agg. “maggiore” PVG “forma isolata, ormai fuori uso”.
RAN 93 “a.gen.” ma bagiö’ sm. “funghetto, eruzione nella gola, malat-
D maior. tia infantile”
ma sm. “male, sofferenza, malattia, danno” GO.
IVE 9 demostrao quanto be fa la fe cum la fidelitae, Maberga top.
demostreremo quanto ma a faito e fa la infidelitae. PRI PCT 116 “germ.”.
15 s. svii. (G.Chiabrera, Sav.) che posse orbì chi ne dirà macà sm. “macao, gioco di carte”
moè mà. BOS 89 s.xvv. (G.Rossi) a chi ro puœre, a chi GO. CAD.
ra muœre abranca/ sto ma (la peste). VPL mâ. macà vb. “ammaccare”
Plur. mai AG 6.10 a mi pentio perdonai/ tuti li mai che VPL.
uncha fei. AG 14.335 e quanti mai e dani n’exe/ donde es- macacca sf. “donna indigena”
ta ofenssion se texe! AG 124.347 che de li mai chi poi ge CIC 26 s.xvii. (P.Murassana) mi no ve diggo se ri marinè/
som/ lo primer n’è stao caxon. AG 16.48 ma in bianza aggian gozzò lazzù fra re macacche/ che pe angeri de
som zomai/ for som de mai e de amaror. AG 53.262 nivoe l’an piggiæ’.
l’aversario no dorme mai/ d’acompagnar in li soi mai. AG macacu sm. “persona stupida”
53.290 de tuti mai chi faiti son/ lo demonio e stao caxon. PD 155. PVG.
AG 54.129 li se pagam li desleai/ deleti com penser car- ma cadütu/cadüu sm. “epilessia”
nai/ en li quai l’omo e stravoto/ chi in tanti mai e voto. PVG. VPL.
PEG 41 lo peccao d’org(o)io… ell’è començamento de ALE 252: lat. med. malum caducum. REW/FPI 1454. .
tuti may. PAB 42 comensa a pianze e pensa in li grandi Cf. MUI 138 n.3 mal caduco, march. malcaduto.
mai che ello veiva nasce in lo mondo. PAB 86 ma li boim
D mar caduto. sosso mar. L morbus caducus.
soffrem li mai che li maifatori deveream portar. moæ SOP
maccàia sf. “bonaccia; tempo umido e afoso”
11/r. a.1597 moæ. CIT 89 me grœurio/ d’avei per ti sof-
VPL. RAN 16: gr. malakàa, “debolezza, mollezza”. Cf.
ferto tenti moœ.
Caes. B.G. 3.15.3 malacia “calma di mare”. REW
CAD. RAN 93. FAS 158. PD 122, 158 ADG 70. PVG.
D mar. 5254. PAM 303 n.: ÷ macherolii (per l’atmosfera che si
ma sm. “mare” genera nelle concerie). A.LEVI, AASLT vol.70 t. 2
FUP 118 s.xiv. (Sav.) per tutta la romania e dela dama e (1934-35) 51: cf. sic. e nap. maccaria, ven. maccheria
desa dama e per tuto l’universo mondo. RDB 36 mi che m.s. FNE 56 n.3 NVM (Sav.). DEI.3 2297. PVG “ori-
steta son za renna dro mà… NPD 55 s. xvii. gine incerta”.
(G.Chiabrera, Sav.) ra fronte me pareiva/ unna carma de maccaroi sm.pl. “maccheroni”
ma. GL 15.9 ro mà stæto fin aoura desfrenìo/ deventa un PRP 339 (str.4) no ste a pensà né a fave ne a faixoi…/ ne
ma de læte… GL 17.6 a drita o gh’ha l’arabica marina/ a croisetti tirai, né a maccaroi.
chi odora, e a ra senestra o gh’ha ro mà. DFC 89 porto sta PRA 375.
nûva chi de la da ma. D macaroni.
macc 66 ma da

maccarronea sf. “errore, strafalcione” machina sf. “macchina”


PRP 352 (1.10) e per no fa carche maccarronea/ o carche PVG.
grossa bestialitæ. L machina.
PRA 390: cf. mil. gerg. maccarron m.s. machinar vb. “macchinare”
D macaroni. PAS 160 s. xiv.: machinan “macchinarono”
macaroni sm.pl. “maccheroni” D machina. L machinatus.
SAS 82 a.1592 (Sav.) fideli, risi, semole, macaroni. macchinicca sf. “martinica, freno della carrozza”
MNS.2 64 a.1617 (Sav.) vendono fideli, macaroni e altre CAD
viande. maccia sf. “macchia”
D maccaroi. maccaronnea. macarùn. meccaroin. L mac- CAD.
aroni. AAG 123 n.1 FA 366: ”lat. macula dovrebbe dare mag-
macarùn sm. (bot.) “Convolvulus arvensis L.” gia. maccia indica la fase più remota del passaggio, per
MLC 254 (Sav.). evitare la confusione con maggia “maglia”.
macarùn sm. “persona stupida” GUA 318, 457, 459. ADG 16, 109. PVG. VPL.
PVG. D macchia. macula. maia.
macera / maceria sf. “muro a secco” macià vb. “macchiare”
MPS 66 a.1550 (Stella) Rubr.: de non lavorare sotto le VPL.
macerie overo erzani…–– non possi lavorare sotto max- maciachano sm. “muratore”
era. BMG 58 a.1631 cascò da una macera fatta a secho PS 67 a.1469.
una pietra. D masacano.
D maxera. macia(se) vb. “sporcar(si)”
machera sf. “coltello lungo e largo pendente dal lato PVG.
destro”. D amacià.
GRS 119 (Sospello). maciavélica sf. “marchingegno”
DEI.3 2399. BDS (Sav.).
L machaira. machairolii. maciotta sf. (ornit.) “civetta”
machettà vb. “ammaccare” CLU “civetta nana”. DVO (On.).
DVA (VArr.). macissu agg. “massiccio”
D machettu. ADL (Vent.). ADP (Pietra). VPL (Sanr.).
machetti sm. “boscaioli della media Valle Argentina” D mascìsciu.
DVA (VArr.). Macometto n.p. “Maometto”
machetto / machettu sm. “pasta di acciughe” CR 12 in questa istoria se contem de Macometo…
GL 9.48 spronando ro cavallo/ là donde Soliman fava ma- macramé sm. “asciugamano di lino”
chetto (“strage in battaglia”). Z0R 232. CAD. RAN 44 GRD 119 (Chiav.) FDG 185.
ADL (Vent.), FDT 10.29; P.74 (Triora); ADP (Pietra), ADP (Pietra). BDS (Sav.) “asciugamano con frange, faz-
VPL : machettu. zoletto ricamato”. PVG. MVS (Sarz.). VPL.
D machettà. machettu. G.ALESSIO, Paideia 10 (1955) 28 sg.:” ar. (e turco) mahra-
(a) macchetto / machettu loc. “allo stretto = stipato, ma “cosa santa, proibita”: in una lettera di Pietro della
pigiato, ammucchiato” Valle, a.1617, da Spahan (Persia): macramé “tovagliolo”.
DFC 98 ri superbi palaçii…/ son lì a macchetto/ reversi e PIA 34 n.1O. ALN 68, 437. LVO 20.
sotterræ’. DFC 187 ghe son tanti lì a macchetto/ fi ssi at- maccu agg. “denso; (di frutta) molto maturo”
tenti per mirà. PVC 116 s. xix. s’éa lì tütti lì a macchet- GO contad. CAD.
tu. PRI 74 a.843 (Sav.) e i povei? via/ là a macchettu in maccu sm. “macigno; mattone di cemento; grosso
tu ciapüssu. calcinaccio”
GO. RAN 157. BDS (Sav.) “fa machettu “accozzare le BDS (Sav.). ADP (Pietra).
carte da gioco; barare al gioco delle carte”. macula sf. macchia”
Machi cognome AG 12.184 ben me piaxe, se la vise/ d’alcune macule pur-
VTS 87 a.1506 (Sav.). grar/ de che la vego esser tachaa.
macchia sf. “macchia, boscaglia” elem. topon. PS 36. PD 145. AGC 49 n. “latinismo ecclesiastico”.
FTL 140. PVG s.v. macia. D maccia. macullar.
D macchie. maccia. pianmacchie. macullar vb. “macchiare”
Macchie top. (La Spezia) MAC 162 dame gracia che… no se maculle lo me corpo
FTL 140. ni se remova la mea conssiencia.
D macchia. D amacià. macula.
machignona sf. “mercante (in proprio)” macurdì sm. “mercoledì”
GRD 119 (Nizza) chi avrà portato in città ova, butirro, GO. PS 7. PD 143, 159, 344 “fatto su martedì, matesdì.
pollami o formaggio per vendere non potrà nascondere FDG 247 n.
tali generi, ma dovrà tosto esporli in vendita per lo spazio D marcordì.
di ore tre, e tenervi persona che venda ai richiedenti, la macurdì scüotu sm. “mecoledì delle ceneri”
quale non sia rivenditrice né mediatrice di tali vendite, né GO. PD 150.
sia machignona. ma da biscia sm. “ dermatosi, eczema”
D machignùn. ADL (Vent.).
machignùn sm. “mercante di cavalli” ma da crava sm. “dolore di stomaco prodotto dalla
MDB (Bord.). ingestione di vino e fichi”
D machignona. CAD.
ma da 67 ma dro

ma da cuppa sm. “malattia del garrese del bue, mader sf. “madre”
prodotta dalla pressione del giogo” CAR 26 a.1440 qui bestemiavit Deio e la Mader e tuti li
CAD. santi.
ma da fiuretta sm. “lombaggine (degli animali)” D maire.
CAD. madera sf. (mar.) “costola della galera”
ma da furchetta sm. “affezione fra le unghie delle PSG 363 s. xvi.
bestie dal piè fesso” D maera.
CAD. ma de san Lazaro sm. “lebbra”
ma da furmigua sm. “necrosi del piede o dell’unghia PRP 353 (1.30) e ghe deveva azonzeghe ben mi/ a re gi-
degli animali” asteme ancò ro ma dro buò/ e ro ma de san Lazaro anche sì.
CAD. CAD. PRA 389.
ma da lua sm. “carbonchio dei bovini” D lazaro. L. infirmus sancti lazari.
PVG. ma de san Zane sm. “epilessia”
D ma lovo. CAD.
ma da luppa sm. “mal della lupa, fame canina” ma de zunte sm. “artrite”
CAD. CAD.
ma da müa sm. “infiammazione da freddo dei madòn sm. “mattone”
calcagni” MVS (Sarz.).
CAD. D mùn.
ma da muè sm. “isterismo,convulsioni, spasmi ad- madona sf. “madonna, signora, padrona”
dominali” CR 17 la soa docissima maere Madona sancta Maria. GP
RAN 107: prov. mau de maire. PVG. EVM 113 (V.Mar.). 284 ello gi disse, Madona, questo to figio si e misso in
ma da musca sm. “moscaiola, erpete che affetta di grande ruina. LSE 18 una volta voleiva tocà lo pe de la
preferenza le zampe dei cani” madona, et per caxo toca lo pe de lo marito. LSE 28 tanto
CAD. era humile, che non comportava che le ancille l’appellassem
ma da pria sm. “calcolosi, mal della pietra” madona, ni voi, ma tu, como se parla a suditi e menori.
CAD. TVD (Dolc.), VPL (Pigna): “suocera”.
ma da raspa sm. “afta epizootica” D manonna. madunetta. madunìn.
PVG. madonna sf. ”pietra sull’esterno di un muro a secco,
Madareina n.p. f. “Maddalena” di figura ma senza funzione di sostegno”
CBL 332 (4.62) pijemo noi amaistramento/ da Maria DVA (VArr.). “pietra in una nicchia, con la punta a far da
Madareina. GP 276 como la Madareina porta cun ella lo viso: di contadini poveri che non possono comprare una
unguento per onzer a Christe. GOL xi. s.xiv. la vergen statuetta della Madonna”.
Maria si ihama la Madareina, e si ge disse… (erba da) madonna sf. (bot.)
PS 107: -ei- per -e- “segno di origine provinciale dei FPL (Mele) “Ajuga reptans”. (VArr.) “Plantago maior”.
testi”. madonnava sf. “nonna”
D madarena. madena. manena. manenin. manin. nena. GL 20.134 cose stæto ciù a cianze a madonnava?
L magdalena. D madunà.
madarena / madarina sf. “stratagemma; birbonata; madrasa sf. “utero”
capriola” PVG.
GL 4.32 o studia sempre quarche madarena. GL 15.58 e madrassu sm. “madras, stoffa mista di seta e cotone”
veddan lì in tre l’ægoa demorà/ doi tocchi de garsone co i CAD.
rognoìn/ un pò fa madarene, un pò nuà/ tutte a regatta… ma dra serra sm
GL 18.32 amò te ghìa, o i to capriçi storti/ per fame chi PRP 350 (str.54) ro ma dra serra, e ro ma dro louetto
quarch’âtra madarina? PRA 389 “cf. l’imprecazione guascone, ricordata, senza
ma da sitta sm. “erpete umido dei cani” poterne dire di più, dal Mistral “mau de serro, que noum
CAD. vire”.
ma da sulla sm. “glossantrace, carbonchio dei buoi” madrié sm. “trave squadrato per il tetto”
CAD. TVD (Dolc.). VPL.
ma da tarpa sm. “tumore cancrenoso nella regione Madrignano top. (Calice al Cornoviglio, La Spezia)
cervicale degli equini” PTR 46 sg.: “da un gent. rom. Matrinius o Materninus.
CAD. ma dro bo / buò sm. “male del bue”
ma de l’erba sm. “reumatismo dei bovini” PRP 357 (3.25) te vege ra pevìa, ro ma dro bo. PRP 353
CAD. PVG. (1.30) e ghe deveva azonzeghe ben mi/ a re giasteme ancò
ma de lovetti sm. sm. “malattia del lupo” ro ma dro buò.
CIT 59 con ro ma de lovetti ho tanto grao/ zœumoæ, che ma dro louetto sm. “malattia del lupo”
no so ben cose m’assume/ o ro nomme d’amante, o des- PRP 350 (str.54) ro ma dra serra, e ro ma dro louetto.
perao. PRA 389 cf. fr. merid. mauloubet, loubet, imprecazione
Cf. PRA 389. generica; louvet “carbonchio” (Littré)”.
D ma lovo. (ma dro) louetto. D louèa. ma de lovetti. ma lovo.
Madena n.p. f. “Maddalena” ma dro miserele sm. “colica intestinale”
ADG 34 n., 100. PRP 350 (str.54 ms.) e o ghe vegne… /o ma dro miserele
D madareina. a ra correa.
ma de növe lüne sm. “crosta lattea dei bambini” PRA 390.
ADL (Vent.). D miserere.
ma du 68 maes

ma du bagiu sm. “afta epizootica” maegna sf. “matrigna”


PVG. PVG.
ma du carbùn sm. “carbonchio delle mucche” D maire. maiastra. moiregna. muiegna.
PVG. maegrande sf. “nonna”
ma du gatu sm. “malattia dei maiali” DVA (VArr.).
PVG. D maire.
ma du grupu sm. “laringite difterica” maeistro sm. “mastro, appellativo di artigiano”
PVG. PAD 505 a.1506 maeistro Ambrogio… –– maestro
madüna sf. (mar.) “albero di gabbia” Ambrogio et altri maistri di artagliaria.
NVM (Sav.). D maistro.
madunà / madunava sf. “nonna” maen-na sf. “marina, spiaggia del mare”
PVC 21 s. xix. (elenco scherzoso di costellazioni) chi CAN 1844 (Sav.) p.73 e se u diggu! ei a testa sempre in
gh’è a Vergine cu-a crava/ lasciü’ e Braghe du puìn,/ chi u maèn-na…
tettin da Madunnava. VCS 36 s. xx. (Celle) in te seie Maenca top. (Alassio)
d’invernu/ a mè caa madunnava/ i nevetti d’inturnu/ de TAL 34 n.45.
votte a radunava. VPL “bisnonna”. GA 16.15: cf. lomb. mageng, prov. maenc “erba primave-
PS 48. PD 348 < madonna-ava, ormai popolano, prob. rile”. REW 5250. LPTA 141. RRL 68.
fatto su mesiàu “nonno”. ADG 13, 126. D baenca.
D madonava. maengo sm. “marengo, moneta”
madunetta sf. “scapolare dei bambini” CIC 107 s.xix. (Sav.) gh’è in fundu u Teatru/ cuscì ri-
PVG. nummòu/ pe i sacchi de maenghi/ che lé u l’è custòu.
D madona. D marengu.
madunetta sf. “edicola, tabernacolo nelle strade” maera sf. “costola della galera”
BDS (Sav.). PSG 381 a.1512 maere stamenere e altri implimenti da
D madona. madunette. popa e da prua voleno havere in grosessa medio parmo in
Madunette top. (Legino, Sav.) ogni quadro et essere de rovere boni.
NTS 40. PSG 363.
D madunetta. D madera. madrié. L matera.
madunìn sm. “ospite dell’Ospizio della Madonna maere sf. “madre”
della misericordia, al Santuario di Savona” CR 17 la soa docissima maere Madona sancta Maria. SA
BDS (Sav.). 240 a.1340 paere e maere frai, sorella, figlio o figlia.
D madona. TL.3 121 a.1474 che lo imperao ge dage soa maere per
ma du padrùn sm. “ipocondria” mogie.
CAD.. D maire.
ma du peì sm. “malattia postpuerperale delle donne” maestae sf. “maestà”
CAD. CBL 331 (3.48) li re se inzenogiavan/ cun grande humili-
ma du perfì sm. “metrorragia” tae/ et lo fantin adoravan/ la divina maestae. CBL 336
CAD.
(9.14) seai nostra avocata/ alla divina maestae.
ma du rospu sm. “malattia che si genera stto la lin-
D maestæ. maestè. magesta. magestae. magiestay. maie-
gua di bovini e equini”
stae. maiestè. maistae. meistà. L magestatem.
CAD.
ma du sciaccu sm. “crosta sulle labbra dei bambini” maestato sm. “magistrato”
CAD. BL 70 a.1399 a dare auxilio, consiiho, forza e favore a me-
ma du scimiùn/scimùn sm. “tabe mesenterica deui ser lo governatore e a lo podesta e a ogni autro maestato.
bambini mal nutriti: provoca aspetto scimmiesco del viso, maestæ’ / maestè , sf. “maestà”
dimagramento degli arti e gonfiore del ventre” VBA 102 a.1435 pregando alla maestè dello re che ello no
GO. CAD. me vorresse dar impaccio. GL 17.37 con quella mudria, e
ma du servu sm. “tetano” quella maestæ’/ che a un grand’ommo conven, l’è chi messé.
CAD. RAN 76 s. xvii. (CIT). PD 114 n.
ma du verme sm. “malattia tumorale contagiosa dei D maestae.
cavalli e dei maiali” maestra sf. “vela maestra, la vela maggiore della na-
CAD. PVG. ve”
mae sf. “madre” PPG 584 a.1529 lo trevo della maestra de cottonina im-
PFM 134 (Migliarina, La Spezia): < *mare < mayre < ma- puntata. PPG 586 a.1529 li amanti della maestra.
tre. OCD 24 (Carrega, Cartasegna) JAN.2 509. RNC 18 neogr., certo dal gen., maàstra “ve-
D maire. la maestra”.
mae avv. “più, di più” D maistra. meistra.
FUP 118 s. xiv. (Sav.) fraeli me beneity e karissimi, la po- Maestrarella/ Maestraretta top. (Sav.)
sansa de De Patre sempre mae si ne conforte. Amen. NTS 36: od. Cruxetta, fra le Fornaci e Legino; vi è atte-
D moè. muè. sempre mae. stata una cappella nel 1532. NSS 225 s. xii. NTS 36 s.
Maedôdìn top. “località sulla strada fra Ranco e xiv-xv.
Albisola (Sav.)” L maystareta.
BG 117. maestrerio sm. “magistero, esercizio dell’arte”
maefator sm. “malfattore” MAS 267 a.1524 vi ordinassimo… che li obviassi (“im-
PS 66 a.1466 maefatoi. pediste”) il maestrerio et bruxassi li instrumenti.
D maifator. marfator. D maisterio.
(de) Maes 69 magi

(de) Maestri cognome Magauda top.


VTS 104a.1530 (Sav.). PCT 1167 “germ.”
D maistro. maggèn sm. “sarmento di vite”
maestro sm. “mastro, maestro artigiano” BDS (Sav.).
PAD 505 a.1506 maeistro Ambrogio… –– maestro D magiö’.
Ambrogio et altri maistri de artagliaria. (i) Magèn top. (Lavagnola, Sav., da Cantagalletto a
D maistro. Via del Santuario)”
maestro d’assia sf. “maestro d’ascia” NTS 14, 40.
MNS.1 9 a.1577 (Sav.) maestri d’assia. magesta / magestaae sf. “maestà”
mafia sf. “superbia, abbigliamento vistoso” TL.1 837 a.1458 lo ilustrissimo monsegnor locumnte-
MVS (Sarz.). nente de la sacra magesta de Fransa. CPV 48 (= PGF 28)
D mafiosu. a.1461 (Alb.) per la vostra purictae electa fosti da la
mâfiaddo agg. “diffidente, sospettoso” magestaae. AA 113 la signoria de Genoa era confiderata
COM.2 13 mi no v’ho arrobao ninte… e voi sei un mâfi- con la cezaria magesta.
addo. D maestae. magiestay. L magestatem.
RAN 129. PD 360. maggetta sf. (mar.) “alzana, grosso cavo da rimor-
D fiar. mefiase. chio”
mafiosu / mafiusu “persona sdegnosa, o che ostenta CAD. NVM (Sav.).
eleganza” D magettu.
MVS (Sarz.) mafiosu. PVG mafiusu. Mageta top. “monte in V.Polcevera”
D mafia. PTP 39.
magà sf. “acervo di sassi” D maglio.
J.HUBSCHMID, ELH, I. 60: citato come “genovese” senza magettu sm. “maglio, grosso martello”
altre indicazioni. CAD.
magaglio / magagliu / magagiu sm. “zappa, bidente” magettu / maggettùn sm. “grosso cavo da rimor-
GR.D 109 (Pigna) appresagli a magaglio. GRD.113 chio”
(Pigna). non sarà lecito portarvi magagli per arruncare GO. CAD.
costi e arbori. GRD 119 (Pigna). quelli che non tengono maghetta sf. “piccola maga”
bovi, ma seminano a magaglio. FDT.4 57 (Triora); TVD PD 159.
(Dolc.), ADL (Vent.): magagliu. VPL magagiu. D magu.
REW/FPI 5251a. FEW 6.60. DEI.3 2310 sic. magagghiu, maghetu sm. “ventriglio diei polli”
forse relitto ligure affine al gr. make/lla (Hesych.) “zap- MVS (Sarz.). REW 5233.1. DEI.3 2313. Cf. BIO 269
pa dei vignaioli”. MP 20.2 (Pigna) emil. magòn “ventriglio”. CVM mil. magòn “stomachino,
D bagaggiu. magaiu. L magalium. animella”.
magagna sf. “guasto, difetto, malanno” magi sm.pl. (bot.) “Gladiolus segetum”
AG 85.93 tanto a tronao questa magagna/ per tuto fin a FPL (Mortola).
Lamagna. màgia sf. “maglia (di rete o tessuto)
RAN. 195. S.PIERI, MLA 423-5. REW 5239. DEI.3 MAS 287 a.1550 le cimocie di quelli si debiano fare di se-
2310. RGS § 219. PVG. VPL.
ta verde con una fila di oro dopia in una magia per ogni
D magagna(se). mainganao. L magagna.
cimocia. CIT 119 a.1636 Maxina intanto, chi m’ha per
magagna(se) vb. “ammalarsi”
l’agoggia/ perché no scappe de nisciuna maggia/ m’ingar-
RAN 195.
buggia re veie a orça e a poggia.
D magagna. mainganao.
magàiu sm. “zappa, bidente” PD 154. PVG. Cf. SAP 412 a.lomb. magia m.s.
DVO (On.). MDB (Bord.). ROC 149 (Civezza) BDS D amagià. maglia. L magia.
(Sav.). màgia sf. “maglia (indumento)”
D magaglio. VPL.
magara avv. “magari” magia sm. “macina da mulino”
CAD. MP 20.2 (Pigna). ASF 755 a.1532 uno magia da molino [IVI, Gloss. “mo-
magara. CIV 127 ven.mmagari m.s. gia”].
DANTE, Vulg.El. est et aliud… adeo vocabulis accen- D maxinare. L machina.
tibusque yrsutum et yspidum… hoc omnes qui magara di- magiar vb. err. per mangiar “mangiare”
cunt, Brixianos videlicet, Veronenses, Vigentinos habet, IVE 43 e davangi cenna, confortavamlo de lo magiar, di-
necnon Paduanos. gando: fiior me, Dee vo che noi mangiemo discretamenti,
RAN 16, FPI 5224, DEI.3 2311, PVG, CIV 127: < gr. aso che lo corpo viva…
(Hesych.) makßri (÷ makßrioj = eäqe “utinam”). REW D mangiar.
5224 < serbo-turco mägar.”wenn nicht, vielleicht”. magìcura sf. “formula magica”
magazem / magazeno sm. “magazzino” ADL (Vent.)
CP 986 a.1453 li haveri, facoltà, stabili, magazeni, vigne, D magu.
molini, possessioni… PS 13, 33, 66 s. xv. magazem “in- (le) Maggie top. (Busalla)
fluenza francese?”. PTP 39.
D armasén. mazagem. L magasenus. magazenus. D maglio.
magauda sf. “meretrice” magiestay sf. “maestà”
ADL (Vent.). PS 4 s. xiv.
Cf. DEI.3 2311 it. magalda (Aretino). D maestae. magesta. L magiestatem.
magi 70 magn

maginarse vb. “immaginarsi” magliolo / magliòr sm. “sarmento di vite”


MP 20.3 (Pigna). MPS 51 a.1550 (Stella) item per ciascadun magliolo poi
D ymagem. che serà stato potato… MPS 80 a.1550 (Stella) per cias-
magiö’ sm. “magliolo, sarmento di vite” caduno brotto di magliolo… in lo territorio… in lo quale
GO. CAD. ADG 59. PVG. VPL. REW 5267. sijno fichi, proane, maglioli ovvero vigne. MP 20.4
D maggèn. magiuà. magliolo. L magliolus. (Pigna) magliòr, pl. maglièi.
magior agg. “maggiore” D magliö. maglior. magiö’. maglolo. maiö’. L magliolus.
SA 243 a.1340 (Sav.) soto la pena de soldi cinque per magliu sm. “pestello del cupazzu (grosso mortaio in
ciaschun che ricusasse consentir, et cossi de magior quan- cui si pesta il grano)”
titae. GP 369 senza comperacion fo magior peccao FDT.10 29, FDT.P 73 (Triora).
amazarse si mesmo che tradir Christe. PCD 46 s. xiv. D maggiu.
D maior. Maglo / Maglolo top. Mai ö’ (Alassio)
maggioranna sf. (bot.) “calendola, fiorrancio (Calendula TAL 85 n.449 a.1539 lo maglo; a.1580 lo maglolo.
arvensis)” D magliolo. L maglolo.
BNF 220, FPL (Bord.) pl. maggioranne. magnà sf. “manata, quanto sta in una mano”
D magiuara. mezulana. GO. PD 355 *maneata. BDS (Sav.). VPL.
magiorante sm. “maggiorente” D manà. magnescu. magnina. magnüscà. L manata.
BL 97 a.1405 tuti li magioranti de li citadini sono in le magnan sm. “calderaio”
loro vile e no curano ancora de venire a la citade. PVG. VPL.
D maiorante. maior. D magnìn.
Maggiorasca top. magnàn sm. “bambino”
PCT 91, 121 Monte Maggiorasca. ADL (Vent.) contad. TVD (Dolc.). RML 977 (Airole):
D mezulana. FEW.6 246.
magiore agg. “maggiore” magnanina sf. (ornit.) “beccafico”
SAS 74 a.1340 nella chiesa magiore della presente città. GO. PAG 242 “Sylvia provincialis Temm.”. CLU.
D maior. Magnardo top.
magiscolo agg. “maiuscolo” PCT 116. 117 “germ.”
COM.4 51 in lettere magiscole. Magnasca / Magnasco top. (V.Aveto)
Magiu top. (monte in V.Scrivia) EOL 24 Magnasca. FFN 315, 342 Magnasco: < n.p.
PTP 39. Mannius, Magnius.
maggiu sm. “maglio, mazzuolo” magnefico agg. “magnifico, appellativo del medico”
GO. CAD. NVM (Sav.). PVG. VPL. COM.1 24 “son mêgo” –– “sciò magnefico…” (contad.).
D antimaggiu. magliu. mallio. L magius. D magnificu
maggiu sm. (bot.) “gladiolo selvatico (Gladiolus sege- magnèra sm. “bravaccio”
tum)” RAN 195.
BNF 221, FPL (Bord.) D magneru.
D mazzu. (â) magnèra loc.avv. “alla brava”
magiuà sm. “vivaio di viti” CAD.
Magnerri top. (Mignanego, Gen.)
PVG.
EOL 24. ST.11 58 “(-rr- per grafia iperurbana) antico
D magiö’.
stanziamento germanico. Da un n.fam. corrispondente a
magiuara sf. (bot.) “maggiorana (Origanum majo-
franco Magnacarius, aat. Meginheri. PCT 116.
rana L.)”
L magnerri.
MLC 258, MP 20.3 (Pigna). magnèru sm. “bravaccio”
D maggioranna. mezulana. GO. RAN 195. VPL (Sanr.) “ladruncolo”
Maglia top. (Vent.) D magnera.
LTI 58 n.75: REW 5268. magnescu agg. “manesco”
Maglia cognome PD 115, 355. PVG.
VTS 84 a.1530 (Sav.). D man. magnà.
D magia. magnetta sf. “manopola; sorta di guanto di cuoio us-
magliagha idr. (Stella) ato dagli artigiani”
RES 50 a.1590: od. Torrente Malacqua. GO. CAD. PAG 152. BDS (Sav.). PVG. VPL.
Maglietto top. (V.Bormida) D magnina.
FTL 198. magnifico agg. “magnifico, titolo onorifico di alti
D maglio. magistrati”
maglio sm. “maglio” elem. topon. BDF 148 a.1460 parse ben a li magnifici segnori antiem
FTL 198: “molto frequente nell’entroterra di Savona che lo magnifico messer Spinetta fosse quello che melgio
(V.Bormida): Maglio, Maglietto. Cf. PTP 39. poise esser mezan di tale tractamento. GR 63 a.1733
D (le) maggie. mageta. magiu. maglietto. saranno detti nobili considerati nella stessa maniera…
magliö’ sm. “magliolo, sarmento di vite” goderanno del titolo di Magnifico e del privilegio di co-
ADL. FDT.P 74 (Triora) magliöi “sarmenti da bruciare” prirsi nanti i serenissimi Collegi e serenissimo Senato.
D magliolo. D magnifico. L magnificus.
Maglioca top. (Vent.) magnificu agg. > sm. “medico”
ADL (Vent.) “nome di una collina” TVD (Dolc.). BDS (Sav.).
L maliochus. D magnèfico. magnifico.
magn 71 màia

magnìn sm. “calderaio” magrùn sm. “palombaro”


RAN 195. ADP (Pietra). VPL. CAD. RAN 21, 195. PD 143, 345. NVM (Sav.). GA
D magnan. 12.104 BDS (Sav.).
magnìn / magnina sm/f. “manina” D margone. magron.
C.SALVIONI AGI 16 (1902-04-05) 258 n. magnin. magrùn sm. (ornit.) “uccello tuffatore: marangone,
NPD 69 s. xix. che magnin-ne delichè! smergo, gazza marina”
PD 355. FDG 159. GA 12.104. ALE 294: lat. mediev. mergonem, cf. ven.
D magnà. magnetta. magnùn. man. marangone s.xiii.
magnolia sf. (bot.) “magnolia (Magnolia grandiflo- CLU.
ra L.)” D magròn. margùn. m
MLC 225. magu sm. “mago, stregone”
PD 159.
Magnone cognome
D maghetta. magicura. magonia.
VTS 89 a.1530 (Sav.).
maguà vb. “stropicciare, stazzonare, ammaccare”
L magnonus. CAD. BDS, SDS (Sav.).
magnùn sm. “manona, grossa mano” D magurà.
PD 355. magugnòu agg. “afflitto”
D magnina. PVG.
magnüscà vb. “brancicare, palpeggiare” D magunase.
GO. PD 142, 355. C.SALVIONI AGI 16 (1902-04-05) 258 magùn sm. “angoscia, accoramento, groppo alla
n. REW 5330. H.E.KELLER, ZRPh 75 (1959) 339. gola”
Cf. MB 132 n.100: REW 5400. MP 20.3 (Pigna). PVG. VPL.
D magnà. magnustrà. man. MUI 176. RAN 6 REW 5233. BLG 45. RGS § 217. Cf.
magnustrà vb. “palpeggiare” BIO 71, 269, 571: piem., lomb., emil. magòn m.s.
DB 144 (V.Dartona) (la ragazza) se lascia magnustrà. D amagonà. magon. magunase.
D magnüscà. magunà(se) vb. “accorarsi, crucciarsi”
magö’ sm. “macigno” RAN 195. ADP (Pietra). VPL.
VPL. D amagonà. amagunòu. magugnòu. magùn.
magòn sm. “accoramento, angoscia” maguòu agg. “pesto, coperto di lividi”
GL 16.36 ro sangiutto/ e ro magòn ra fan parlà si cian/ BDS (Sav.).
ch’a n’ha manco ciù sciaou da ciammà aggiutto. DFC 67 D maguà.
andemmo un pò in giandòn/ in carroçça o in barchetta/ magurà vb. “ammaccare”
passemmo ro magòn. MVS (Sarz.). ADL (Vent.) < maculare. VPL (Sanr.).
D maguà.
D magùn.
maguru agg. “maturo”
magonìa sf. “stregoneria”
RGS § 339: ”(ligure) -g- suono di transizione fra due vo-
GRD 119 (Corsica) se alcuno darà a mangiare o bere… cali”
per fatture, o come si suol dire, magonìe, sia frustato. D mauro.
D magu. mai avv. “mai”
Magra idr. “Magra” AG 25.9 ze, chi mai de fiar balle/ ni soe cosse a iotom?
EOL 25. CL 18. PCT 61. AG 56.262 l’aversario no dorme mai/ d’acompagnar in li
L macra. soi mai.. GP 287 zamai non vi mai questo homo. PEG
magrania sf. “emicrania” 40 cosi fa lo diavo, che zo che ello imbraça may no lassa
PAD 326 a.1506 era molto travagliato quel giorno dalla a so poeyr. PAB 42 mai possa no ge cresce erba zamai.
magrania e dalla podagra. VPL.
D mingrannia. FAS 143, 154, 165: magis.
Magrania top. (Riviera di Ponente) D maœ’. moè. zömuè.
EOL 25. mai cong. “quanto, come”
Magreno top. (Bedonia) MP 20.3 (Pigna). DVA (VArr.) mai grande che ti sei ve-
EOL 25. gnüu!
Magrina top. (Lavagnola, Sav.) mai sf. “madre”
NTS 40. DVO (On.).
Magriola idr. “affl. del f. Magra” D maie. maire.
EOL 25. (de) Mai cognome
magròn sm. “palombaro” PAC 4.
L (de) mari.
GL 15.58 un pò nuà/ tutte a regatta, e un pò comme i ma-
maia sf. “macchia”
groìn/ bollàse sotta, e retornà poi sciûe.
AG 12.198 deiaimelo, per De mostrar/ maie che o, de che
D margone. magrùn. me peisa. AG 12.204 levarte per batesmo/ de santo cre-
magru agg. “magro” stianesmo/ le maie da paganitae.
PD 156, 344. PVG. VPL. FA 366. FAS 151.
D immagrir. magrulìn. L magrus. D maccia. macula.
magrulìn agg. “magrolino” (è) màia sf. “avemaria”
PVG. GA 12.167.
D magru. D majìn.
maià 72 main

maià(se) vb. “sposar(si)” maìn sm. “sapore di mare, vento di mare”


PD 121, 152: màyite “spòsati”. RGS § 15. PVG. VPL. VPL (Taggia).
D mariao. remariarse. L maritari. màina / maìna sf. “marina, lido del mare”
(erba) maià sf. (bot.) “Pyrethrum parthenium Smith.” NPD 59 a.1749 (Sav.) âtro che andà sercando in ta maìn-
MLC 245 (Sav.). na/ l’ostrega o caagollo o zin e a gritta… DEV 12 màin-
D erba de Maria. a (accento iniziale). VPL.
maiastra sf. “matrigna” PD 342. PVG.
ADP (Pietra). D marinna. mèn-a.
D maegna. mainà vb. “marinaio”
Maidàn top. (Loano, Alassio) CAD. PD 152 “la caduta di -r- è recente”. ADG 27. FDG
TCL: n.p. rom. *maidanus. 127, 137, 143. PVG. VPL.
màie agg. “maturo” D marinà.
MP 20.3 (Pigna): < *madüir. pl. màiri. Mainardo top.
D maùro. PCT 117 “germ.”
màie sf. “madre” L mainardo.
LP 32. PFM 134: Taggia, Cipressa, Civezza. mainassu sm. “scirocco, tempo di scirocco”
D maire. GO. CAD. NVM (Sav.). BDS (Sav.).
maiestae / maiestè sf. “maestà” Cf. BZT 399, 403: emil., bol. marinaz m.s.
CBL 336 (9.3) salve regina/ sover li angeli exaltata/ alla D marino.
maiestae divina. OLP 2.6 s.xiv. (Pietra) guardando a Yesu (i) Màinchi top. “i Marenchi” (Santuario di Savona)
Christe…/ cum bon proponimento/ de no far fallimento/ a NTS 41 s.xvi. dal n. fam. “Marenco”
la soa maiestae. RDB 88 (B.Cigala) e si parei regina dre D maengo. marengo.
reginne/ con ra bella presentia, e maiestè. mainéa sf. “maniera”
Cf. SAP.2 210 a.lomb. majestae m.s. E.G.PARODI, ROM 19 (1890) 479 sgg. C.SALVIONI, AGI
D maestae. 16 (1902) 258 n. G.VIDOSSICH, GSLL 5 (1904) 453. PD
maiezu sm. “matrimonio” 109, 152, 365: “fatto su manéa, conserva l’antico -ie- di
BDS (Sav.). maniera”.
FFN 333 maritaticum. D mainera.
D mariagio. mainéia sf. “maniera”
Maietta n.p., f. “Marietta” PRA 373 (Taggia) “moderno”. VPL.
PD 341 a.1655 (G.Rossi). D mainera.
D majìn. L marieta mayner sm. “maniero, castello”
maifator sm. “malfattore” PAB 70 se l’avaro avesse verger/ campi, vigne e bel
PAB 86 ma li boim soffrem li mai che li maifatoi deve- mayner/ e bosschage e prarie/ e de thesoro segnorie…
ream portar. mainera sf. “maniera, modo, abitudine, genere,
PS 66 specie”
D maefator marfator. AG 16.26 per De, Madona, or ne conitai/ che mainera voi
màiga sf. “robusta paletta di legno” tenesti… AG 39.147 che chi vor esser ben defeiso/ da
DVA (VArr.). questa inimiga fera/ de tener cotar mainera. AG 48.23 che
D maigà. maigar. de tanta storbera/ De ne retorne in mainera/ de devesse
maigà/ -r vb. “battere un pavimento fresco con la ben guiar. AG 54.169 la zoza visaura/ de li demonii si
màiga” scura/ si terribel e si fera/ che no se po dir la mainera. AG
D maiga. 101.16 en monto guise e mainere. AG 138.126 chi de-
Maignardu top. (Pigna). stinguer porrea/ de quante mainere sea/ li car naxici e li
PSP 99 n.281 “topon. fondiario altomedievale, dal n.p. cendai… AG 140.91 aiando in ti bela mainera/ e um ale-
germ. Magenhard, cf. prov. Maynard. gra e bonna zhera. PEG 40 cusi a lo diavo diverse may-
maignera sf. “maniera, specie” nere d’enzegne e de barati per inganar la gente. GP 277 e
VIA 94 a.1476 (Sav.) item cavi de diverse maignere. si ve ordenaro lo tempo in che hora voi lo prenderei im-
D mainera. pero che e sso le soe mainere. GP 284 lo demonio si u a
maigrana sf. “melograno” oscurai li vostri cor, e lla vostra mente in tal mainera…
FPL (Nizza). DCT 162 a.1380 e si am zurao in questa maynera. PAB
D meigrana. 59 o homo, crei tu esser lo prume che fortunna abia inga-
Majìn n.p., f. “Maria” nao? che so e soa mainera. CR 19 e si no me alezo de dir-
GA 12.167: Ma(r)i(n)ìn. ve la mea persecucion ni la mainera como se farà. IVE 16
D (è) màia. maietta. si de savei che l’è castitae in tre mainere. TL.1 947
(gatto) maimòn / (gattu) maimùn sm. “(gatto) mam- a.1459 ha trovato mainera… NAB 26 a.1473 (Sav.) ago-
mone” giare folare scarzare tengere reparare berrete alcune de ni-
PRP 344 sempre a dormì com’un gatto maimon. PVC 105 suna mainera. VCC 32 a.1480 (Sav.) che no sea alcun
s.xix. veddu in simma au curnixùn/… ün gattu maimùn. meistro de la dicta arte chi olse ne presume fa o fa fa clha-
REW 5242. PIA 27, 76 sg. “origine araba”. ALN 68: ve de alcuna maynera ad alcuna persona… VRS 453
a.fr., prov. maimon “pigro”. (Ormea) mainera.
D gatto maimòn. L maimonus. FA 366. FAS 163. PRR 483 “metafonesi o forse propag-
main sf. “mano” ginazione di -i- (o forse it. maniera è derivato dal tosca-
CR 17 la soa main con quela de lo dolce figio streita te- no). PS 107: *manaria. AGC 37 “caso sporadico di me-
gnando dixe… CR 28 e poa ge dete la soa benixon me- tatesi di -i-“. Cf. SAP 412 a.lomb. mainera m.s.
tandoge la main su la testa. D maignera. mainea. maineia. manea. manera. maniera.
D man. mèn-a. moinera. L maneria.
main 73 mais

Mainettu top. (Diano S.Pietro) màire grande sf. “nonna”


FCL 50 n. in Mainettu. VPL (Vent.) “antiquato”.
D main gramegna. marino. mairensa sf. “pettegola”
mainganao agg. “battuto, ammaccato, pesto” VPL (Pigna).
AG 7.3 si mainganao da co a pe/ che niente g’è de san. mairina sf. “madrina”
FA 366. FAS 165. PS 10, 66 s. xiv. mairinna. LSE 21 faxea batezare li in-
D magagna. magagnase. L magagnatus. manganus. fanti piceni, et spesso li teniva a batismo, aciò che, sean-
Maìn gramegna top. (Diano S.Pietro)” do mairina, pu liberamenti li sovenisse.
FCL 50 e n.: marin (agg., dalla vicinanza del mare), o < MP. 20.4, VPL (Pigna).
maro/mero “monte selvoso” (TCL. 7), o < n.p. Marinus. PD 117.
D mainettu. marino. mèn. D maire. meirina. mirina. muina.
mainvì / mainvìu avv. “a malincuore, controvoglia”
màiru agg. “maturo”
BDS (Sav.) mainvì. PVG, VPL mainvìu. REW 4537 invî-
MP 20.4 (Pigna). VRS 453 (Ormea).
tus.
D invio. maivìu. (de) marinvìu. D mauro.
maiö’ sm. (mar.) “madiere, il pezzo centrale dell’os- Maissana top. (La Spezia)
satura che riposa sulla chiglia” PTR 47: < Maticius, gent. rom.
CAD. NVM (Sav.). ADP (Pietra). L maiçana.
Maiö’ top. (Alassio) maiscì avv “molto, tanto”
TAL 85 n.449: a.1539 lo maglo. a.1580 lo maglolo. VPL (Vent.).
D maiöa. magliolo. L maiolus. maisinar vb. “medicare, curare”
Maiöa top. (Loano) FAR 30 s. xiv. (Sav.) gli malavi maisinai da Pero sum po-
TCL. GA 14.301 “da un n.p.f. Marianula? ver.
D maiö’. maiöra. L maiola. D meixignar. meixina.
maior agg. “maggiore” maistà / maistàe sf. “edicola, tabernacolo sulle stra-
GP 289 et per maior derixiom si gi dixeivan… de”
D ma. magior. magiorante. magiore. majore. maizor. maz- MVS (Sarz.) maista. VPL (Taggia) maistae.
zu. mazzù. maò. maor. maormente. mou. L maior. D meistræ.
Maiöra top. (Loano) maistae sf. “maestà”
GA 16.17. PAB 55 li senator avean faito crimen contra la real mai-
D maiöa. stae.
maiorante sm. “maggiorente” D maestae.
IVE 74 ogni vota che ello veiva vegnir de quelli maioran- maistao sm. “magistrato”
ti de lo povo, o gente curiosa, alora prichava pu fortementi SA 251 a.1340 (Sav.) soto penna de lire dexe fin in cin-
contra li vicij e li peccai. quanta al albitrio de maistao.
D magiorante. D meistao.
(mar) majore sm. “Mar Nero”
maisterio sm. “magistero, insegnamento”
TL.1 94 a.1454 se queste nostre vi trovaseno fora del mar
majore… AG 74.1 monto grande maisterio/ ne da lo santo evan-
D major. L (mare) maius. gerio.
maira sf. “madre” FA 367.
AG 12.74 l’endeman tute este cosse/ a la maira contar D maestrerio. L magisterium.
vosse. maizor sm. “marciume”
AGL: a la mair acontar? FAS 157. AGC 40 “caso isolato CEB 354 la goliardia de vil homo et neglegente è spuza et
di metaplasmo” maizor, la goliardaria d’un solicito et intenduto e solazo.
D maire. PS 64, 66 corr. marzor.
mairastra sf. “matrigna” D marzor.
VPL (Vent.). maistra sf. “maestra”
maire sf. “madre” AG 16.12 san Bernaldo si lo scrisse/ de chi ela fo maistra.
AG 15.3 quela doce mayre biaa. AG 16.22 con la nostra san- Cf. SAP 218 a.lomb. maistre pl., m.s.
ta maire. AG 86.43 per fram richeza de lor maire. AG 140.29 D maestra. mastra. meistra. L mastra.
to paire e toa maire onora. SL 51 (2.2) s.xiv. (Sav.) ave maistrà sm. “vento maestrale”
Maria, nostra maire, nostra reina. AF 22 (3.9) s.xiv. (Pietra) ADL (Vent.).
maire de pietae. CF 10 (1.28) s. xiv. (Pietra) e a lo so regno D maistro.
ne mene/ per amor de la soa maire. CBL 331 (3.64) Criste lo maistrè sf. “immagine sacra”
to redemptore/ cum Maria soa maire. GP 290 or quar e que- DVO (On.).
la maire chi non debia aver compassion… PEG 44 tu e stay-
D meistræ.
to desobediente a to payre e a toa mayre. FUP 112 s.xiv.
(Sav.) oi, doce maire… PCD 45 s.xiv. maire. MAC 168 lo to maistressa sf. “padrona”
paire e la toa maire. PGF 28 a.1461 (Alb.) sanctissima regi- PAB 53 o maistressa de virtue. PAB 55 o maistressa, che
na, maire de lo nostro redenctor. VPL (Vent.). te sembia? PAB 75 cossi fa toa maistressa/ chi a diviso
FAS 142, 143, 154. PS 9, 11. AGC 34: “-tr- > -ir- come creatura/ in trei modi per natura.
in area provenzale”. PFM 134. PS 34: “dal francese”.
D ma. mader.mae. maere. mai. maie. maira. mairina. mamà. D mestressa.
mare. mari. maegna. maegrande. mè. moa. moæ. moœœ. maistrìa sf. “maestria”
moere. moære. muè. muere. mure. muœre. mumà. ma. PS 33 s. xiv.
L mader. D meistria.
mais 74 mala

maistro sm. “maestro” maixé sm. “muretto a secco”


AG 140.61 se tu ai maistro o segnor/ pensa de far a lui ho- PRP 347 (str.39) e desmuràn chiu de quattro maixéi.
nor. AF 18 (1.14 (Pietra) o Iuda tristo, discipulo malvaxo/ PRA 390. ADL (Vent.)
tu ai traio lo to maistro. CBL 332 (5.48) et si cercava cun D maxera.
gran peina/ lo so doce maistro/ lo segnor ella ave visto. maixello / maixelu sm. “macello, strage”
GP 277 voi si cercai de prender lo me maistro Christe… PRP 354 (1.63) e se vorreva fa carche maixello. BNL 73
–– maistro, chi e quello chi te de trair… GP 374 lo mai- (Perin.) maixelu.
stro de la (sa)piencia. SA 244 a.1340 (Sav.) alcuno mai- D maxelo.
stro de la dicta arte. PAT 23 a.1352 secondo l’orden par- maixinà vb. “macinare”
lao cum maistro Freyrigo. PCD 35, 39 s. xiv. maistro. ADL (Vent.).
D maxinare.
GOL xi. s.xiv. e creo che lo maistro sea in questo luogo.
maivìu avv. “a malincuore, controvoglia”
PAB 65 e Senecha so maistro/ leal amigo e ministro. LSE PD 16.353 male invîtu.
19 se sottomisse per Deo soto la obedientia de uno povero D mainvi.
mendicante, maistro Conrado, de scientia et de religion mal sm. “male”
principio et grande. NAB 18 a.1473 (Sav.) ogni sei mezi AG 144.141 da questo naxe ognuncha mal/ chi penna da
se debia alegere doi deli maistri de larte dele berrete cha perpetuale. PEG 42 è ancor asai mao vilania render mal
tengano butega in la cita de Saona. TL.3 193 a.1475 fini- per bem. GP 286 o frae, se e o mar parlao la mea testi-
to tempore de la scrivania (carica) de maistro Constantio. moniansa me renda de mal… PAB 56 per che li marfatoi
DSP 59 a.1487 lo officio de Gazaria, lo quale e so maistro prendem ardir de mal. PAB 86 ma li boim sofferem li mai
(esercita la sua autorità su queste materie). MGT 222 che li maifatoi deveream portar.
a.1505 et sia obligato el padre per lo figiolo, e lo maistro mal sm. “mare”
per lo fante, et lo mesero per lo familio o schiavo. PAD AG 49.154 ma gram fortuna se comise/ de terribel mal e
505 a.1506 maestro Ambrogio et altri maistri de artaglia- vento.
ria. PGF 31 a.1511 (Alb.) maistro Simone. NSP 571 mal avv. “male”
a.1527 franceixi, maistri de guerra. AA 179 fecemo ele- RV 45 s.xii. mal vignai e mal andei.
cione de uno maistro masacano nostro capo de overa. D mar.
FAS 145. 153. GA 15.232. malla sf. “valigia”
D maeistro. (de) maestri. maestro. maistru. mastro. ma- DVO (On.). VPL (Sanr.).
stru. meistro. meistru. mestro. mestru. L magistrum. L mala.
maistro sm. “vento maestrale” Màllae top. “Mallare”
D maistrà. meistrà. meistraladda. ADG 20.
D mallare. L mallee.
maistro dassa sm. “maestro d’ascia”
mal agur sm. “sfortuna, disgrazia”
ATA 203 a.1382 (Alb.) lo parer de pusoi muraoi et maistri PAB 72 quello chi no a figi, mal agur lo fa bem agurao.
dassa. D agurao. ben agurao.
L magistrum ascie. mal agurao agg. “sfortunato, disgraziato”
maistro de antellamo sm. “maestro muratore” PAB 62 sg. alchum no e mal agurao salvo chi se lo pens-
TL.2 299 a.1464 li maistri de antellamo. sa esser.
L magistrum antelami. PAB 72 quello chi no a figi, mal agur lo fa bem agurao.
maistro de butega sm. “mastro di bottega” D agurao. maragurao.
NAB 19 a.1473 (Sav.) ogni singulo maistro de butega de Mala moglie top. (Bosco di Savona)
la dita arte siano tenuti e debiano esere perzenti ala lumi- FBS 61 s. xviii.
naria… –– li maistri de la dita arte chi tengono butega. D malo.
maistro racionale sm. “mastro ragioniere, revisore malapaga” sf. “carcere per i debitori insolventi”
dei conti (carica comunale)” SPC 194 a.1610 se… non havessero modo di pagare, e so-
AA 100 e yo Ioane Agustino Abate esendo maistro racio- disfare, in tal caso possino, e debbano incarcerarli, e se-
nale lano de 1538… questrare nelle carceri della malapaga, dalle quali poi non
L magistrum rationalem. eschino se prima non haveranno pagato.
maìstru sm. “maestro” L malapaga.
PRR 481 sg. “a.gen.” MP 20.4 (Pigna). PRA 371 Mallare top. “Mallare”
(Taggia). BG 128 s. xvii. presso il giogo delle Mallare. CL 9. FCL
D maistro. 70 n. “si tende ad accostare Pallare a Mallare, ma nella to-
Maitinna n.p., f. “Mariettina” pografia ligure non risultano toponimi deltipo Mallareto,
né fitonimi che possano riferirsi a Mallare”. PCT 98.
RDB 65 quando de scuoggio in scuoggio va Maitinna…
D Mallae. L mallares.
RAN 54. malastruo agg. “disgraziato, sciagurato, malvagio”
D majìn. L marietina. AG 41.17 ben e doncha malastruo/ con dur cor e azegao/
maitinaa sf. “mattino” chi pende in senestro lao. AG 79.216 sapiando che lo cor-
AG 140.39 no sei peigro ni fantin/ a levarte la matin/ che po druo/ deven robelo e malastruo (per effetto del digiu-
la bonna maitinaa/ fa conpir bonna iornaa. no). AG 81.22 quelo inimigo malastruo. AG 85.84 che ni
PS 9, 66. bon omo ni lear/ po luxir de gran vertue/ entre gente ma-
D matìn. mattinata. lastrue. AG 134.104 quaxi ogn’omo sta gronduo/ iroso,
màiu sm. “marito” necho e malastruo.
PD 121, 123 marìu. GA 12.167 “la caduta di -r- è recen- FA 367. REW 747. FPR 91. AGC 50 n.
te”. ADG 84 “gen. volgare. FDG 171, 243. PVG. VPL. Cf. MB 128 sg. (Bonvesin) malastrudho; DANTE, Conv.
DEV.12. 4.26.6,7; 27.13 malastruo, malestruo m.s.
D marìo. D marastruo.
mala 75 mall

malaurao agg. “sciagurato” malemmu sm. “tanghero”


RV 21 s. xii.certo ja ve scanerò/ provenzal malaurao. PVC 149 s. xix u malemmu u giastemava/ cumme ün tür-
PAL 14 n.5 “schietto genovese” cu, e i pé u pestava.
D maragurao. CAD. BDS (Sav.). VPL “poco di buono”.
Malaussène top. (Alpi Marittime, Fr.) male tempo sm. “maltempo”
CL 14. LAM 101 it. Malàussena. BL 76 a.1400 no e stao autro, possa de novo per monta
mal aventuroso agg. “sfortunato, disgraziato” nieva e male tempo chi è stato e ancora è.
PAB 56 li mal aventuroxi se departem da bonna opinion malerdi avv. “un poco”
per le diversse e contrarie sentencie de lo povo. PRA 390 “voce del contado genovese”
malavio agg. malato” D amarelæde.
FAR 30 s. xiv. (Sav.) gli malavi maisinai da Pero sum po- malfacente agg. “che fa il male”
ver. AG 145.107 schiva li ommi chi tu senti/ esser xarer o mal-
IVI, 9 “fenomeno di area piemontese”. facenti. PS 66.
D maroto. malfettù sm. “sfruttatore”
mâlavò sm. “misfatto” DGL 13 (Gen.) “termine gergale”.
GL 5.58 appena fæto/ ro mâlavò, per no aspettase un lû- malgari vb. “curare, medicare”
ro/ çento migge lontan o se n’è andæto. PNF 405 a.1452 a noi è rencressudo fino allanima conve-
D lavò. nire malgari questo jnconveniente cum cossi facta me-
malbrüca sf. “carro pesante per trasporto di merci” dixina.
GO. D meigar.
D manbrucca. Malgaria top. (Sav.)
Malcantone top. “contrada della Savona medievale, BG 125 s. xvi. (Sav.) “corso d’acqua, affl. del torr.
una delle più antiche zone residenziali, a ridosso del Letimbro”. BG 127 s. xvii masseria nel Bosco di Savona.
Brandale” L malgarius.
VTS 38. malicia sf. “malizia”
D malo. IVE 26 le malicie et le reeçe et iotonie et le vanitae et le
mal d’occhio sm. (bot.) “Orobanche v.sp.” ypocrixie.
FPL (VArr.). D marecioso. maritia.
malle sm. “male” malliciar vb. “malignare, calunniare”
GP 284 voi avei faito questo malle. PAB. 55 volleir malliciar contro inocencia vem da nostro
D mar. deffeto. PS 66.
Malle top. “Mallare” D malignà.
GCA a.1537 (pagine non numerate) = ediz. 1847 I, 8 il malifatore sm. “malfattore”
rio nominato Zinora che ha origini vicino alla terra delle BL 71 a.1399 domani a die xv. credo sera menati doi a le
Malle e alla terra dell’Altare. forche de questi malifatori.
malecu sm. “imbroglio, inganno, specie al gioco del- D marfator.
le carte” malignà vb. “tormentare, stuzzicare”
PVG “voce isolata di origine sconosciuta” PVG.
maleditto agg. “disdicevole” D malegno. malliciar. L malignare.
PAD 404 a.1507 se disseno de molte parole maleditte per malligno / malignu agg. maligno”
homini da bene. MAC 167 o malligno e pessimo e oriber demonnio. PD
Cf. PAD 406 a.1507 e disse di molti altri opprobrii e pa- 116 ant. maregnu. ADG 42 malignu.
role stupende. D malegno.
D mareito. Mallio cognome
maleficio sm. “maleficio, fattura” VTS 82 sg. a.1530 (Sav.).
AG 14.76 e queli che per arte torte/ fan divinacion ni xor- D maggiu.
te/ aguri o maleficij/ nigromancia ni aotri vicij. malo agg. “cattivo, brutto”
D malefisiòu. malefisiu. malofficio. RV 48 s. xii. trop me deschasei/ que mala cosa parei.
malefisiòu agg. “ossesso, indemoniato” D malamoglie. malcantone. L malus.
CAD “usasi talora anche come sost.” maloccu sm. “batuffolo, pallottola”
D malofficio. GO. CAD. PAG 36. RAN 101, 157: prov. amaluc. ADP
malefisiu sm. “maleficio” (Pietra) “mucchio”. CIR 81 (ed.1968) pe puéi gôdìme in
PD 112. paxe u mè maloccu (“gruzzolo”) BDS, SDS (Sav.). PVG
D malofficio. “malloppo”. MVS (Sarz.) “zolla, grumo”. VPL “involto
malegno agg. “maligno, malvagio” mal fatto”.
AG 12.671 vene posa a mala fin/ de la qual elo era degno/ Cf. PTA 614 lig., emil. maloco “zolla”. DEP piem. malo-
chi era stao cossi malegno. AG 13.82 e atre asai diavorie/ ca “mucchio”.
che fan quele gente malegne. AG 16.111 in quelo legno/ D amalucà.
lo corpo so santo e biao/ da lo povero necho e malegno/ mallofficio sm. “delitto”
duramenti fo iavao. PAS 35 Pillato… rezeyva la segnoria e era como iuexe de
FA 367. FAS 144. mal officio, e a ello s’apartegnea de dar morte. PAB 56 li
D malignà.malligno. malignu. maregno. L malignare. malvaxi overer… liquai me senbiam veir cum ioia fellon-
maleito ptc. e agg. “maledetto” namenti frugar mallofficii, studiando a tuta destruciom…
AG 14.507 esto vicio maleito (ms.: malento)/ zo e fruto e –– per che li marfatoi prendem ardir de mal, no seando
mar toieto. CF 1.18 s. xiv. (Pietra) maleiti da lo me pai- punij de lor mallofficij.
re. AF 4.23 s. xiv. (Pietra) per Eva fomo maleiti. PS 2, 66 “commistione di temi”
D mareito. D malefisiòu. mar officio. L maleficium.
malö 76 man / mam

malör am. “male, disgrazia” mama sf. “balia, nutrice”


RAN 129 fr. malheur. IVE 35 santa Helisabeth comandà a le mame che elle no
D malura. lo tochassem. MP 20.4 (Pigna). ADP (Pietra). PVG.
malotia sf. “malattia” FA 367.
PAB 53 noi te goariremo… de la malotia de to cor. BL D mamà. L mama.
100 a.1405 e ancora talota Idio premete e lascia venire so- mamà sf. “mamma, madre”
pra le criature alcunne malotie, azo che eli se arecordino GUA 483: fr. maman.
de eli propii. CAR 110 a.1576 se alcun fusse infermo di LP 31: “nella Liguria orientale prevale questa forma af-
malotia o ferita… fettiva”.
PS 33. D ma. maire. mumà.
D marotia. mamalova sf. “bruco, cavalletta”
malùa sf. “malora” PAB 67 li mandero tante mamalove e grilli, che elle de-
VPL. strueram tuta l’erba e le fogie degli erbori. –– tante ma-
ma/mar lovo sm. “il diavolo” malove aragoste e limasse che elle roeream tute le erbe e
AG 26.12 e prego l’aotissimo De/ che ma lovo ne lo por- li erbori chi romazem. Cf. E.BLASCO FERRER, Etimologia
te. AG 62.12 d onde e prego De vraxe/ che… possam ed etnolinguistica: zoonimi parentelari e totemismo in
(n)esse pastura/ de lo mar lovo ravaxe. Sardegna, in: Quaderni di semantica, 22 (2001) 199: sar-
AGD “il diavolo”. do mammariola “coccinella”.
D louèa. lovo. ma da lua. ma de lovetti. ma dro louetto IVI: cf. a.fr marmalues; malot “calabrone”
Malpasso top. (Bosco di Savona) mammalûcco sm. “mammalucco”
FBS 52 a.1723-60 mulino del Malpasso. CIC 30 s.xvi. (P.Murassana) ma m’hei trattao da un ne-
Malsapello top. (Rezzoaglio) scio mammalûcco.
FTL 69. L momoluchus. mumulucus.
D sapello. mambordì vb. occupare, preoccupare”
malsèa sf. “terreno coperto di larici” GL 1.10 e o mambordisce tanto sto penscero/ che fœu de
ITG 19. questo ninte ciù o l’ha in mente. (TT e cotanto internar-
malzoniere sm. “indoratore, mesticatore” si in tal pensiero/ ch’altra impresa non par che più ram-
RPG 11 a.1590 malzonieri, che sono quelli che mesticano menti).
ingesano e indorano. mambrucca / manbrücca sf. “carro psante, a gran-
D mazzonaria. di ruote, tirato da molti cavalli, per trasporto di merci”
malta sf. “malta” GO. CAN 1845 p.43 (Sav.) serve assè che a leze a cante/
DSP 341 a.1583 le muraglie… denno esser de palmi tre ch’e manbrucche tütte quante/ cun di peizi sbardellè/ cun
alte, a malta o a secho. de röe sprupuxitè/ sean piggè in cuntravvensiùn! CAD.
(de) Malta (err. per de Multa) cognome PAG 220 manbrücca. MVS (Sarz.) “carro usato per il tra-
VTS 123 a.1530 (Sav.): cf. IVI Nicolò de Multa. sporto di lastre di marmo”.
L malta. multa. FPI 5344.c “da Marbrook nome di una ditta di trasporti”.
malùa / malura sf. “male, malattia, malora” Cf. DEI. 3 2338
AG.121.5 per schivar ogni malura. PVG malùa. D malbrüca.
D malör. malurusu. mamer xm. “capezzolo”
malurusu agg. “permaloso” MP 20.4 (Pigna).
mampà sm. “paravento, tramezza divisoria, scena”
MDB (Bord.).
GO, CAD, PAG 114, RAN 99: manpà. PD 354 *map-
D malua.
pale. BDS, SDS (Sav.). VPL (Arenz.)
malva sf. (bot.) “Malva sylvestris v.sp.”
màmua sf. “abitazione nelle soffitte, camera sotto-
FPL.
tetto”
D arna. malvarosa. malvavisco. marna. marva. marvetta. BDS (Sav.). [Cf. CIV 129 sg. ven. mamolo “ragazzo, ser-
mauva. valma. varma. vitore” (gr. mßmmoj oÜkûtej Hesych.): “stanza della ser-
malvarosa sf. (bot.) “Pelargonium capitatum Ait.” vitù”].
MLC 229 man / mam sf. “mano”
D malva. varmarosa. AG 14.139 zurando cun boca e con mam/ su qualche libe-
malvavisco sm. (bot.) “Agnocasto (Vitex agnus ca- ro o cartolario. AG 29.15 ni la man voi destender/ e l’atrui
stus)” sostentamento. SA 140 a.1340 (Sav.) publica scriptura
FPL, BNF 220 (Bord.). scripta per la man de Bertome de Nicherolo scrivan e can-
D malva. marvaiscu. marvavisco. zele de lo comun de Saona. CR 20 dson ne prende morte
malvaxe / malvaxo agg. “malvagio, cattivo” per avrì lo pareiso, e apreso la mea morte per la vostra man
AG 12.334 lo mundo e pur in error malvaxe/ e tu sola e ge intreran tuti queli che voi vorei. MC 691 in mam de li
veraxe. AG 144.77 un malvaxe inganaor. PAS 35 mora soi inimixi. LSE 20 spesso per man de le ancille se faxei-
mora questo malvaxo. OLP 2.15 s.xiv. (Pietra) o quar e va bater in la camera. GL 19.11 e de man veloçissimo e
quelo servo/ si reo e si malvaxe/ chi non vor abrazar de pe. BDB 269 (Bonif.).
Criste/ e far cumseigo paxe? AF 1.13, 15 s. xiv. (Pietra) ADG 14, 33, 69. FDG 325. PVG. VPL.
o Iuda tristo, discipulo malvaxo –– quela gente malvaxa. Plur. mae PS 18 s. xiv. mae. PRP 342 (str.18) no gh’è
MCG 332 à lo richo malvaxe via a intrar in lo regno de nesciun che no voglie aotretante/ s’o no seghe provà da
cel. MAC 161 sg. la malvaxe rabia diabolicha.–– l’impio este mae pena. PFM 131 (dialetti lig. del Ponente) plur.
e malvaxe omicidial. PS 16. metafonetico che presuppone un precedente mayn.
D marvaxe. maein TL.3 199 a.1475 no vogia Deo che de simille co-
mana 77 manc

sa me brute le maein ni me carrege lanima. mai PS 18 (de) man in man loc. avv. “man mano, ordinatamen-
s. xiv. mai. main PCD 38 s. xiv. CBL 342 (17.45) pian- te”
zo le main sante/ chi son sì scarzae. PAS 33 no gue era GL 11.34 ninte d’ægua no gh’era ni pantan/ per esse que-
nissum… chi lo schampasse de lor maym. GP 275 azo sto sito sollevàou/ sicché poco per un de man in man/ o fu
che no me diga lo segnor de questo campo, che lo so fru- con legni e prie empîo e asccianàou. GL 14.55 poco lon-
to sea perio per pigrixia in le mie mayn. GP 277 uno de tan a te ghe misse un paggio/ con vestimenti indosso da
voi si me de trair, e dar in le mayn delli pecchaoi. villan/ a dette ra lezzion a sto sonaggio/ che tutto o l’ese-
GP.284 ello si lassa lo mantiello in le lor main et ello si guì de man in man.
ne fuzi in gonella. IVE 23 et meteran li main adoso a li D maniman.
maroti, e seran beli e guarij. CR 27 ghe misse le main mananna sf. “banana”
sovra lo colo. MAC 162 no me abandonai in le main de GA 11.193 GDC 11 “assimilazione regressiva”
li inimixi. LSE 22 lo lavor de le proprie main. TL.3 201 manara sf. “, accetta del macellaio”
a.1475 in le main soe. PS 14 < *maini. FAS 157. GUA PAD 407 a.1507 fu fatto uno grandissimo apparechio d’u-
315 metafonesi. Cf. SAP 217 a.lomb. main, RGS § 20 no sepo e manara e l’hanno misso in uno tavolaro molto
a.ast. mayn. man AG 49.227 an le man faite a rastelo. alto che hanno fatto su la piassa del molo, e se diceva che
AG 60.30 limosene dar con soe man. PEG l’osso a la volevano tagliare la testa a Dimitrio Giustiniano. MVS
força en li pe e in le brasse e le man. PRA 375 gen. mod. (Sarz.).
man che si adopera dalle persone civili invece di muèn, D manaira. manera. manarola. manarottu. L manaria.
fatto sul sing. man. PS 18. mane FTM 93 a.1456 Manara top. (Riviera di Levante)
(Sav.) la corda cum la quale furono ligate le sanctissime EOL 25.
mane a lo nostro pietosissimo signor Iesu Christo. FPM manareise sm. “mannaia, coltellaccio”
120 ca.1490 (Sav.) o celi o sole et luna et pianete ordi- AG 119.8 l’atro asconde so furor/ per ferir de manareise.
nate et composte per le mane sanctissime del mio fi- FA 367. FAS 163.
gliolo. RGS § 369. mani PCD 38 s. xiv. men RGS § Cf. AGS a.sardo mannaresu “manuarius ensis”.
20 (Gen., Noli): metafonia a/e. moen RDA 7 L mannaresium.
(C.Zabata) ghe baxo re moen. CIT 8 che staggo nœutte Manarola top. (collina nella Riviera di Levante)
e dì con re moen zointe. PRI 16 s. xvii. (G.Chiabrera, EOL 25.
Sav.) moen gianche, die arbe, purìe. GL 6.49 sto troppo L (de) manairola. manara. manarollia.
incancarìo menà de moen. GL 9.8 intr’e moen l’arco, e manarottu sm. “piccola scure”
l’ha de frecce un masso. muen CIC 56 a.1843 (Sav.) cu PSP 99 n.283 (Pigna).
e muen in man. AAG 114. POF 16 n. FAS 143 n. PRA D manara.
375 gen. mod. plebeo, fatto sul sing. man. PD 122. manastra sf. “grossa cesta”
ADG 70. RGS § 15. FDG 176, 325. PFM 131: da GA 11.193. GDC 111 “assimilazione regressiva”. BDS
mayn per effetto della nasale. (Sav.). PVG. VPL.
D magnescu. magnina. magnüscà. main. manà. manaman. D banastra.
man câda. stramàn. manezar. L mansinistra. manata sf. “manata, tipo di rete da pesca”
mana sf. “manna” PML 334 descrizione. ADP (Pietra) “rete per la pesca
FDG 42. PVG. del pesce azzurro”. VPL (Pietra) “rete per sardine e ac-
L mana. ciughe”.
manà sf. “manata” manavùira sf. “attrezzo per impastare la calce”
ADL (Vent.). VPL. ADL (Vent.) *manuatoria.
D magnà. man. maràa. L manata. manca sf. “vacca che ha un capezzolo otturato”
manago sm. “monaco” PVG.
PCD 37 s. xiv. “probabile errore” D manchar.
D monexi. man câda sf. “gioco infantile”
manaira sf. “mannaia, ascia” CAD. PRA 390 (Gen.).
PAB 46 Abral intra dentro de lo tempio cum unna manai- D man. mancauda.
ra àn man, e li era asai idole… e Abram si le taia tute cum mancaiöa sf. (bot.) “Mercurialis annua”
la picossa. FPL.
PS 67. D marcuella.
D manara. manera. L manayra. mancamento sm. “mancanza, perdita, colpa”
manamàn/ (a) man a man avv. “quasi, pressoché, AG 12.60 ni creo che in mi consentisse/ se mancamento
forse, per avventura” ge sentisse. AG 29.32 de farlo tanto descender/ che l’a-
COM 1.98 averti a dighe che ti servi ro sciô Ghigermo, vesse mancamento. AG 36.2 un conseio ve demando/
che a man a man o no te vorrà defende contra de lé. CIC mancamento in me sentando. AG.39.32 ogni atra cossa
54 a.1842 (Sav.) manaman in tu ciü bellu/ doppu e lasa- ge vem mem/ sempre trovando manchamento. AG 51.9 e
gne capita u canellu. CAN 1845 p.39 (Sav.) a l’è a storia soferir descognoscenza/ mancamento e descresenza. AG
manaman/ che cuntava u mè baccan. CIC 45 a.1848 132.18 lor mete in tanto destrenzimento/ unde eli avessem
(Sav.) che a me pigge manaman/ pe a bazara o pe u bar- mancamento/ e de vianda e de bevenda. FAS 164.
ban? D manchar.
RAN 195 “espressione di rischio temuto”. BDS (Sav.). mancamögli sm. (bot.) “Centaurea aspera L.”
Cf. CVM mil. manaman “quasi, pressoché”. MB.151 FPL. BNF 220 (Bord.).
(Bonvesin) a man a man, “forse”. RGS § 932 piem. ma- mancanza sf. “mancanza”
namàn “subito” FAS 162: -antia.
D man. (de) man in man. maneman. maniman. maraman. D manchar.
manc 78 mand

manchar vb. “mancare, venir meno” terra. MAC 162 sg. Segnor, mandame lo sancto angel-
AG 2.64 e me condugue a la perfim/ a quelo regno chi e lo. –– e quando ella li fo avanti de pressente li mandà
pin/ de ben chi ne se po contar/ ni po increser ni manchar. de che gente ella era. IVE 6 abià paor de quelo chi po
AG 69.28 che scampando de tar brancha/ vegna a quelo ocie lo corpo et l’anima et manda l’uno et l’altro in lo
bem chi ma non mancha. AG 142.80 l’annima va in tar fogo d’inferno. PS 24 s. xiv. tu ne mandassi (manda-
logo/ unde no manca freido e fogo. FAR 33 s. xiv. (Sav.) sti). FAR 36 s.xiv. (Sav.) fir mandà: traduce lat. mittor.
manchar: traduce lat. careo, vaco. MAS 267 a.1524 se CPV 48 (= PGF 28) a.1461 (Alb.) madona, mandaine
havessino li effecti corresposto a le parole mancharesimo bona paxe e amor e sanitae. PS 25 a.1470 mandò “let-
noi de la presente faticha e voi di far iudicio di haveirne terario”. RMG 186 a.1472 ano mandao… NAB 19
poco satisfacto. FAS 156. a.1473 (Sav.) siano tenuti… esere pergente ad audire la
D manca. mancamento. mancanza. L mancare. messa o mandagli che se celebra in la jezia de santo
mancauda sf. “gioco infantile” Augustino. –– debiano essere perzenti ala luminariua
PRP 353 (1.45) non è così, a ro vé, che se zugasse/ ni a osia prosesione o mandargli la quale se fa lo dito jorno.
motta, ni a mancauda, o a siribì. DVA (VArr.). BAG 23 a.1488 (Sav.). SB 758 ca.1850 (Finale)
D man câda. mandùn (ptc.).
manchettu agg. “monco,privo di una mano” FAS 142 mandayme. 159, 160, 162 mandemo, manderà,
GO. CAD. PAG 174. misse, missem, misso. PFM 136 sg. VPL.
manchino sm. mandao sm. “messo, inviato”
PGF 30 s. xv. (Alb.) uno sacho pino cum uno manchino BAG 23 a.1488 (Sav.) de comandamento per parte de li
(cum) paira n.11 de sarga nove. magnifici et reverendi segnoi ambaxatoi de lo illustrissi-
mancia sf. “mancia, regalìa” mo segno Duca de Milano… como mandè de la ducale
MCA 83 ca.1690 (Sav.) un traglietta… al quale si darà al autorità…
Natale una mancia di lire otto. mandarìn sm. (bot.) “mandarino (Citrus nobilis
PVG. Lour., Citrus deliciosa Ten.)”
mancìn agg. “mancino” FPL. MLC 230.
PVG. Mandelieu top. (Alpi Marittime, Fr.)
D mancinaddu. manzìn. L mançinus. LAM 102 it. Mandaloco.
Mancina top. (Legino, Sav.) (de) Mandelo cognome
NTS 40 u Mancina. VTS 113 n. a.1511 (Sav.) de Mandelo. IVI 76 a.1530
mancina sf. “gru girevole, macchina per inalberare Mandello.
le navi e piantare pali” mandesì avv. “sì veramente”
GO. BDS (Sav.). PVG. PAB 69 dixe Propheta: era so per no aveir so che tu vol-
mancinaddu agg. “mancino” leivi ni remedio a so chi t’agrevava? dixe B.: mandesì.
GO. PAB 77 dixe Propheta: so chi e bem, l’e per bontae che
D mancìn. lo aia, o no? dixe B.: mandesì. PAB 79 dixe Propheta:
Mancho n.p. “Malco (Joh. 18.10)” doncha torna a niente chi se forssa contra De. dixe B:
AG 138.142 l’arma soa trasse for/ con tar vigor e tanto mandesì.
cor/ che armancho taia l’oreia. PS 67: m’aì Dio, sì, oppure mai Dio, sì. Cf. DEI.3 2322
FA 326: piuttosto che “al Malco”(forma volgare) è forse s.v. maisì.
lez. guasta. AGC 36 “dissimilazione.” mandiàn sm. “fannullone”
manco / mancu avv. “meno, nemmeno” MDB (Bord.).
MGT 173 a.1465 salvo la meita, o piu o mancho. PAD mandilà sm. “(venditore ambulante di fazzoletti) pic-
503 a.1506 li repari sono stati mancho forti che ne pensa- colo truffatore”
vamo. AA 78 ge parse beneficio e manco fatica. NPD 62 CAD “borsaiolo”. BDS (Sav.). PVG.
s.xviii. (Sav.) sei amigo d’Apollo e de Dianna/ che man- mandilà / mandilata sf. “quanto sta in un fazzoletto”
co a dio (dirlo) se ve daan man… COM.1 117 non ne GR 126 (Serravalle) per cogliere castagne sopra quello
posso a manco de fâve appiccà. MP 20.4 (Pigna), PVG, d’altri per ogni cavagno o scosciata lire due, per ogni ma-
VPL mancu. REW 5285. ADL (Vent.). nicata, calzonata senata o mandilata lire una.
L manchus. PVG mandilà. VPL “fagotto”.
manda sf. “segno di ricordo: quella parola che si met- D mandilo.
te (nei libri a stampa) a piè di pagina, e che è la prima mandilo / mandilu sm. “fazzoletto”
della pagina seguente” TL.3 198 a.1475 me fo portato in uno mandilo ducati de
GO. CAD “rinvio a nota”. oro veneciani e saraffi de oro per la valuta de ducati
D mandà. duxento. ASF 738 a.1532 uno mandilo de Cambre lavo-
mandà/ -r vb. “mandare, delegare; domandare” rato de oro. AA 146 e piu dui mandili per uso de li cali-
CBL 329 (1.21) Deo paire si n’a mandao/ lo so fijo glo- ci. MR 133 a.1593 (Diano) mandili da calici. RDA 73
rioso. SL 53 (4.15) s. xiv. (Sav.) questo e don da De a.1588 se con un zove unna fantinna avanti/ ballava in
mandao. CP 126 a.1356 si mandemo comandando a li ciazza o in quarche caminà/ moæ se lassava ra so man
nostri de Peyra chi fazam la dita franchexa. –– noi ve toccà/ che a ghe porzeiva ro mandillo avanti. COM.4 108
pregemo che voi ne mandei de le vostre letere. PLD 84 ro mandillo da collo, ro berretin da nœutte… PVG, MVS
a.1367 e ve mando… amgile sarae xx. et Ianon ve ne (Sarz.) VPL mandilu.
manda atre xx. e ve prego che voi me mandei cate (cal- RAN 21, 44, 100. PD 361. REW 5325. VPM 468. LVO
ze) de stameto… –– item mandaime per Iacobo Mesco 39. DEV 15 “parola tipicamente ligure”. Cf. MB 130
picie vi. FUP 118 s.xiv. (Sav.) e si lo pregeremo che elo (Bonvesin) mantil.
ge piaxe de manda santisima e fermissima paxe de ce in D mandilà. mandrigliu. mandrilu. mantiret. L mandilus.
mand 79 mane

mandra sf. “mandria” per raxon alcuna, inanci che le messe fossem compie.
GL 20.78 nesciùn dente de lovo, o de vorpòn/ né sgranfia ASF 719 a.1532 un colleto de veluto negro senza mane-
o becco de farco o spravé/ s’insangonò in ra mandra, o fra ghe. CIT 67 a ro tocco dra mannega e dro brasso.
i oxelli/ comme ra spâ de Soliman fra quelli. PD 139, 352. ADG. PVG. MVS (Sarz.). VPL.
D mandria. D manegeto. maneghetta. maniga. manicata. desmaregau.
mandrachio / mandraccio sm. “darsena, la parte più L manica.
interna e riparata del porto” manega sf. “banda, combriccola”
DMM 424 a.1512 etiam ave uno reducto per navili pico- GL 14.46 una manega tutti de mincioìn. CRU “banda di
li, qual nominasi mandrachio. VPM 246 n. s.xvii. (lette- gente trista”.
ra di G.Chiabrera) io son forzato, e non buonavoglia, del A.PRATI, ID 15 (1939) 198 sg. “manica” (s. xvi-xvii.):
verno, e non posso uscire dal mandraccio. gruppo di moschettieri o archibugieri posti in battaglia sui
RAN 196. CIV 131: “neogr. mandrßkion “porto interno” fianchi o sulla fronte dello squadrone delle picche, per di-
a.1430 (Creta), a.1441 (Gallipoli), a.1490 (Rodi); ma in fesa. Soppresse le maniche a fine s. xvii. il nome restò alle
un doc. del 1278 l’isola di Samotracia è scritta in sancto due ali estreme del battaglione, sino a metà del s. xviii”.
Mandrachi”. PPG 229, 241 n.2: gr. mandrßki “stalla”. manega sf. “sorta di rete da pesca”
G.MELILLO, ID 1 (1925) 261: “pugl. mandracce “fondo MNS.1 148 a.1611 (Sav.) se… fatto notte non habbi giet-
senza uscita della rete”; sic. mandracchiu “posto dove si tata la manega tanto alla foce quanto al molo.
raccolgono gli ovini per la mungitura”; nap. mandrac- D manegeto. maneghetta. manegheto. L manica.
chio, ven. mandrachio, triest. mandracio “darsena, fondo manegà vb. “maneggiare, governare”
del porto”. MPG 282. REW 5291.a. GL 17.6 ro regno è forte, e ciù dra cappellin-a/ l’è ro re,
DEI.3 2343 “deriva il greco dal siculo”. chi ro sa ben manegà.
D mandraihi. smandraciu. L mandrachium. D manegu.
mandraccio sm. “periodo invernale durante il quale manegeto / manegheta sm. “manicotto”
si interrompe la navigazione” ASF 725 sg. a.1532 uuna roba de veluto cremesile argen-
PSG 368 a.1539 (Cristoforo da Canale) le galee sforzate tagno cum li soi brioni et manegeti fodrati de tela morel-
(con ciurma di condannati) danno ancora il vantaggio di la. –– una sottana de veluto cremesile alistata de borcato
poter impiegare le ciurme ai lavori pubblici durante lo d’oro cum li soi manegeti desteisi. BOV 555 a.1531
sverno o mandracccio. (Sav.) se li concede… il portar scosali et manexelli e ma-
mandraihi sm. “mandraccio, darsena” neghete di seta.
RRR 83 a.1389 quod cocha… de dicto portu non recede- D manega.
ret, sed se tiraret in dicto loco de lo mandraihi. maneghetta sf. “manichetta, tubo”
mandrappa sf. “gualdrappa” BSL 248 n. “gen. mod.” NVM (Sav.). BDS (Sav.).
CAD. PAG 222. D manega.
D valdrappa. manegheto sm. “manicotto, polsino”
màndria sf. “mandria” ASF 734 un zupone de raso cremesile cum li manegheti
PS 34 s. xiv. mandria. de borcato d’oro.
FTL 146 “elem. topon. Cf. PVP Gloss. 369 s.v. manegeto.
D mandra. mandriale. L mandria. D manega.
Mandria top. (Lucca, Vercelli, ecc.) manegia / maneglia sf. “maniglia”
EOL 33: “ligure?” PVP 368 “maniglia della lucerna”. FDG 260, PVG, VPL
Mandriale top. (Borgotaro; Corsica) manegia. ADL (Vent.) maneglia.
D mandria. D menegia. L manigia.
mandrìgliu / mandrilu sm. “fazzoletto” manegho sm. “manico”
RML 977 (Airole, Pigna), ADL (Vent.) mandrigliu. ASF 737 un pugnale de tarsia d’oro col manegho de avo-
MP.20.4 (Pigna) mandrilu. glio intagliato.
D mandillu. D manegu. manicha. manicato.
Mandriola top. (Chiavari) Manegö’ top. (Genova Sturla)
EOL 24, 33. PTP 27.
màndua sf. “mandorla” L manicelum.
RAN. 16. manegodo / manegoldo sm. “manigoldo”
D amandola. amandua. CAR 27 a.1440 se al fose alcuna persona… che disse in
manéa sf. “maniera” fra l’un com l’atro… goto ni ladro ni traditor ni manegol-
CAN 1845 (Sav.) p.5 e u se fissa in te l’idea/ d’amià sem- do. CAR 74 a.1487 parole iniuriose e vilania, et maxime
pre â sö manéa. PVG. tu menti per la golla… ladro, traditore, manegodo.
D mainera. REW 5282. DEI.3 2349.
Manebbiola idr. (Bedonia) D maregoldu. L manegoldus.
EOL. 25. Manegra top. (V.Bisagno, Gen.)
manebrà sm. “manfanile, parte del coreggiato” EOL 25.
CLD 68. WHM.MEYER-LÜBKE, Zur Geschichte der mànegu sm. “manico”
Dreischgeräte, WuS 1 (1909) 240: (PortoM) “manubrium”. PD 139, 352: (maN -negu plebeo). ADG. FDT 9.19
Cf. PTA 633. REW 5449. FDT 9.19 (Triora) mànegu m.s. (Triora) “parte del coreggiato”. RGS § 148. FDG 136.
L manubrium. PVG. MVS (Sarz.). VPL.
manega sf. “manica” D manebrà. manegà. manegho. manigho. L manicum.
LSE 17 li dì solenni… cun tanta devotion honorava, che manegu de cutelu sm. “manicaio, specie di mollusco”
pur le manneghe non se voleiva lassar cuxir ni apointar PML 379.
mane 80 mang

maneiver agg. “(maneggevole) accogliente, abitabi- manezzeive agg. “maneggevole, favorevole”


le” NVM (Sav.) (mar.) “del vento”. SDS (Sav.).
PAB 62 logo aveneiver/ bom bello e maneiver. PS 12, 31, D manezà.
67. maneselo sm. “manicotto”
manela sf. “mannello di grano” ASF 726 una roba de veluto argentato cum li soi brioni,
PVG. maneseli… ASF 734 un zupone de raso cremesile cum li
manelu sm. “fascina” manegheti de borcato d’oro… col pecto facto segondo li
VPL. maneselli despesati.
manemàn avv. “man mano” D manexellu. manexollo. L manicellus.
MVS (Sarz.). Manesén / Manessena / Manesseno top. (V. Polcevera,
D manaman. Gen.)
Manena / Manenìn n.p., f. “Maddalena” PAC 17 Manesén. CL 14 Manessena. EOL 25, PTP 7 n.,
PVC 27 s. xix. ah, se puesse vedde Zena! a l’è là, scialla 34 n., FCL 31 Manesseno.
Manena! PD 159 Manenìn. PTR 47: *in fundis manitianis: manentius, maneius, ma-
GO. PD 352. GA 12.168 assimilazione. nilius gent. rom.
D madareina. manìn. nena. L manezanum.
manente sm. “colono, fittavolo, mezzadro” manezzu sm. “tranello, imbroglio”
DFC 52 l’è un gusto, lì da Zane/ in caza dro manente/ GO. ADG 31.
quell’oxe che se sente… GO. RAN 129. PVG. VPL. D manezà.
FPI 5296. Cf. BIO 571 piem. manàn “rustico, villano”. manetta sf. (bot.) “Clavaria v.sp.”
MB 127 (Bonvesin) mainente “(colono) benestante”. FPL pl. manette.
L manentem. D manissa. L maneta.
manera sf. “mannaia” manettu sm. “maniglia di sportello”
PAD 320 a.1506 s’è piantato in palacio uno grande par de CAD.
forche, con uno zeppo (ceppo) e una manera. manexello sm. “manica, manicotto”
D manaira. manara. BOV 555 a.1531 (Sav.) se li concede… il portar scosali e
manera sf. “maniera” manexelli e maneghete di seta. GL 11.71 ri manexelli ro
CIT 17 no ve crei miga, a fæ de crestian/ che giubilasse barbé s’ingœugge…
dentro in tâ manera… MGB 812 a.1556 in alcun tempo D maneselo. manexellu.
ne in alcuna manera. COM.4 16 impara un poco a fa i manexellu sm. “polsino”
ambasciæ’ con megio manera. NPD 71 s.xix. (Sav.) con PVC 91 s. xix. unna gran roba da càmea,/ de fâdette an-
e belle manere. MP.20.4 (Pigna). cun de so amea/ manexelli e gran xabò… CAD. PAG 141
D mainera. “manichino, solino increspato cucito ai polsini”. PD 138
manæra sf. “mannaia” “manichino”.
COM.1 97 capiantur, examinentur, torqueantur. ra corda; D manexello.
ra sveggia, re stanghette, ra frusta, ra galea, forche, manæ- manexollu “polsino”
re… SDS (Sav.). manexollu “polsino”
D manaira. D manexello.
manezà/ -r/ -re vb. “maneggiare” Manfrei top.
AG 95.186 poi che lo preve è sagrao/ mai no de manezar PCT 117 “germ.”
dao. AG 138.134 chi menna tanta mercantia/ peiver, zen- D manfreo.
zavro e moscao/ chi g’è tanto manezao. LSE 20 spesso a Manfreo n.p. “Manfredo”
tora manezava li cibi, acio che paresse che li mangiasse. BDF 149 a.1460 messer Manfreo de li Franchi Luxardo.
AA 40 doi lavoranti veronesi prateghi a manezare artala- D manfrei. L maginfredus.
ria. PAD 319 a.1506 pareva che non se fosse mai mane- mangano sm. “catapulta, macchina da guerra”
zato arme. PRP 351 (str.57 ms.) ch’a manezamo a scia- MBV 370 a.1488 (Borgo Valditaro) tre coreze de ferro da
bra comme a serra. BOS 93 s. xvii. (G.Rossi) solo la mangano.
scrima a Zena se refinna/ massimamente in manezà ro D manganu. mangono. L manganum.
stocco. DFC 78 ogni giorno pretendeivi/ ra fornara for- mànganu sm. “pressa”
nezzà/ manezzaghe re pagnotte/ porpezzaghe ri pastoìn. ADP (Pietra) “serve anche per stirare la biancheria”.
ADL (Vent.). VPL. FAS 164. D mangano.
D man. manezzeive. manezzu. mansinà. mangarezar vb. “angariare”
manescamente avv. “manescamente” TL.1 351 a.1455 non forsa ni injuria ni mangareza ni aro-
AG 124.1 se per trepar manescamente…/ se corroza tan- ba ni villaneza lo povo.
ta gente. FAS 165. D angharezzao.
manescarco sm. “maniscalco” mangé vb. mangiare
SA 249 a.1340 (Sav.) sotto penna de soldi dexe per cia- OCD 26, 27 (Campoligure, Masone): mangiuma “man-
scaduna fiar che li dicti manescarchi… anderan… sensa giamo”
che elli sieno requesti in voler ferrar le bestie de li dicti fo- D maniar.
resteri. AA 257 manescarchi citadini de Saona… mangi sm.pl (mar.) “specie di attrezzi o strumenti”
Saonino Chiaza manescarco… VIA 92 a.1476 (Sav.) item mangi pro cavare le stoppe
D manischarco. L manescarcus. n. xx.
manesco agg. “maneggevole” Mangia top. e idr. (V.Vara)
AG 38.134 pree… nigre sorie e manesche. EOL 24.
mang 81 mani

mangià/ -r vb. “mangiare” Mangiola top. (V.Vara)


GP 277 quello sacratissimo corpo e sangue so… si llo de EOL 24.
a mangiar e a beive alli soi disipoli. PS 26 s. xiv. mangiai mangiucà / mangiücà / mangiüssà vb. “mangiuc-
“che voi mangiate”. LSE spesso a tora manezava li cibi chiare, mangiare continuamente”
acio che paresse che li mangiasse. GP 279 e o mangiao e PAG 43. PVG. VPL mangiücà “corrodere, prudere”
bevuo cun ello. CAD, ADG, PVG VPL mangià. D maniar. mangiuscà.
PD 351. RGS § 605 imperat. màngelu, màngilu “lig.” mangiuscà / mangiüscià vb. “mangiucchiare”
CTI 54, 163. PVG.
D magiar. maniar. mangiabaggi. mangiacartucia. mangia- D mangiucà.
cavallo. mangiafurmigue. mangiaguadagno. mangiapeixe. mangono sm. “mangano, catapulta, macchina da
mangiareine. mangiaria. mangiesso. mangiesu. mangiavò. guerra”
L mangiasal. mangiavacca. MBV 370 a.1488 (Borgo Valditaro) banche da mango-
mangià vb. “prudere” no… ferri tri grossi da mangono.
PRP 357 (3.4) quando così arraggiao mi giastemava/ s’a D mangano.
me sentìa de chiù mangià ra schena. mangrannia sf. emicrania”
PRA 390. GO “stato valetudinario di chi non è malato ma non sta
D smangià. mai bene”. CAD. PD 143, 144 “plebeo”. FPI 4104.
mangià sm. “pranzo, banchetto” D mingrannia.
MCG 332 li convì e li mangià. Mània top. (S.Bartolomeo del Bosco, Sav.)
mangiabaggi sm. (ornit.) “airone” NTS 41.
CLU. ADP (Pietra). D manie.
mangiacartùcia sm. (ornit.) “calandra” maniar vb. “mangiare”
CLU. AG 91.83 ni tegnando questa traza/ mania cossa che pro
Mangiacavallo top. (Sav.) gi faza. AG 134.265 ma ben poi tu maniar e beiver. AG
NTS 9, 13 “quartiere suburbano di Savona, oltre la Porta 140.152 ma sei sempre asteneiver/ de lo maniar e de lo
Fura (Porta Poieti), oggi “Villetta”. beiver. AG 141.11 no dexiar bochon maniar/ chi te poes-
NSS 218: “anche Mangiaguadagno. se strangorar. AG 142.74 li vermi gi roem le carne/ chi no
L maniacavallus. cesan de maniarne. AG 144.126 si che ogni iorno gran
mangiafurmìgue sm. (ornit.) “picchio rosso (Pichus partia/ manian quatro o zinque via. IVE 9 la vulpe… ve-
minor)” niando li oxeli per maniar, questa ulpinamenti per maniar
PVG. li oxeli sta ascosa. PS 24 s.xiv. maniavamo “accento dub-
Mangiaguadagno top. (Sav.) bio, piano o sdrucciolo”. PAB 49 me adusse a maniar e
NSS 218 “quartiere suburbano di Savona, oltre la Porta si ne maniae de quella vianda.
Fura (Porta Poieti), oggi “Villetta”. FAS 150. PS 7, 25.
NTS 9, 13: anche Mangiacavallo. D mangé. mangià. mangiucà. manzare. L manducare.
mangiàia sf. “corruzione, malversazione” maniar.
BDS (Sav.). manicha sf. “manico”
D mangià.mangiaria. VIA 92 a.1476 (Sav.) item ronchoni senza manicha n. lviii.
mangiapéixe sm. (ittiol.) “lampreda marina D manegho.
(Petromyzon, marinus L.), lampreda fluviale (Petromyzon Manica top. “masseria nel Bosco di Savona”
fluvialis)” FBS 50 ca. 1580. BG 127 s. xvii.
PML 359. TTC 61. D manega. L manica.
mangiaréine sm (ornit.) “tarabuso” Manica idr. “affl. del torr. Letimbro (Sav.)
CLU. BG 126 s. xvi.
mangiaria sf. corruzione, malversazione” manicata sf. “quanto si può infilare in una manica”
TL.1 338 a.1455 de ogni altra cossa come mangiarie… GRD 126 (Serravalle) per cogliere castagne sopra quello
PAD 407 a.1507 la sacra maestà del re fece giurare al go- d’altri… per ogni manicata, calzonata, senata o mandila-
vernatore, che non venderebbe officio alcuno, né che ta lire una.
prenderebbe mangiarie né presenti per offitii, né sententie D manega.
né altre cose. manicato agg. “fornito di manico”
D mangiàia. L mangiaria. PAD 529 a.1506 sape manichate xi. picocie manichate…
mangiavò / mangiavù sm. “mangiatore” pecie vi.
PRP 357 (3.247) mangiavò de fogazze. D manegho.
PRA 375: od. mangiavù. maniciau sm. “maniscalco”
D mangià. FPI 5344, MDB (Bord.).
mangiesso sm. “pranzo, banchetto” D maniscarcu.
BVP 356 a.1512 andare in li orti a fare mangiessi e beve- Mànie top. (altipiano fra Spotorno e Finale)
re. ASB 74: “planitie magne”.
D mangià. D mania.
mangiesu agg. “mangereccio” maniera sf. “maniera”
GO. AG 73.18 che li son de tal maniera/ che per men de un di-
D mangià. nar tar or/ moven garberia e gran remor.
mangiöia sf. “mangiatoia” FA 366, FAS 144 n. “certo errore di amanuense o di
PD 129. stampa, perché il gen. non conosce il dittongo -ie-“ (cf.
L maniaora. AAG 116).
mani 82 manu

Manierta top. Mantega cognome


PCT 109, 117, 120 “germ.” VTS 85 a.1530 (Sav.).
(per) manifesto loc. avv. “manifestamente” mantegna sf. “mancorrente della scala”
PAB 78 e so veirai per manifesto in tuto. GO.
PS 39. D mantegnemento.
L manifestare. mantegne vb. “mantenere”
maniga sf. “manica” VPL.
ASF 734 una casaza de veluto argentato cum le soe ma- mantegnemento sm. “mantenimento”
nighe distaccata: cum li cordoneti. MGT 196 a.1498 per lo mantegnemento de lo honor no-
D manega. stro et indenità de nostri citadini.
manigho sm. “manico” D mantegna. mantegneor. mantener. L mantegnimentum.
ASF 737 un candellereto de argento per legere, col mani- mantegneor sm. “sostentatore, sostenitore”
gho. FAS 164.
D manegu. D mantegnemento.
manimàn avv. “man mano; quasi” mantello / mantelu sm. “mantello”
PD 353 de manimàn. BDS (Sav.). PVG. VPL “gradual- DPC 173 ca.1180 (Sav.) et unum mantello d’Araça cum
mente; altrimenti” una pellis d’agnello. et unum mantello de vermeion que ei
D manamàn. (de) man in man. porto. VPL mantelu “mantello lungo”.
Manìn n.p., f. “Maddalena” DPC 177.
GO. D mantielo. L mantellus.
D madareina. manenìn. mantenenti avv. “immantinente”
manipodio sm. “manovra” PAB 80 unde si bem atempera/ soi strumenti e canta/ che
GL 16.72 farò tanti/ inganni e manipodj e tente prœuve… mantinenti ave ferio/ de sonar lo fer zerberio.
manissa sf. “manubrio, manovella” PS 39.
GO. CAD “strumento dei tipografi”. SDS (Sav.) “mani- mantener vb. “mantenere, difendere”
cotto di pelliccia”. AG 37.47 per mantener pusor cavali. AG 37.58 per che tu
D manetta. fali a me parer/ se tu la stae vo mantener. AG 38.31 aigua
maniscalco / maniscarco / maniscarcu sm. “mani- spuzente e vermenosa/ chi manda for ruti pusor/ per man-
scalco” tener re savor. AG 43.10 e ben sareiva mantener/ soa
SA 249 a.1340 (Sav.) nissun manischarco de la dicta ar- raxon e ben finir. AG 134.188 si che voler no te strapor-
te… MNS.3 78 a.1577 (Sav.) maestro ferraro e maniscal- te/ den manthener le cosse torte. AG 140.58 segondo che
co. PVG maniscarcu. De t’a dao/ pensa mantener to stao. AG 91.95 obligao ser-
BLG 34 n.: it. maniscalco < franco. IVI storia del termine. vo deven/ d’alcun segnor chi lo manten. AG 140.235 sen-
D manescarcho. maniciau. L maniscalcus. pre con quelli te mante/ che tu sai che aman De. AG
manlevar vb. “garantire, farsi mallevadore” 140.339 no e si piaira question…/ che la no sea alo ven-
AG 51.2 chi tropo usa de far creenza/ o prestar o manle- zua/ s’a no sera ben mantegnua. PS 26.
var/ de far so dano, zo me par. D mantegnemento. L manutenere.
FA 367. Cf. SAP 413 a.lomb. manlevar “sovvenire, soc- mantesu / mantexu sm. “mantice”
correre” ASF 757 una fuxina. un anchudine e doi mantexe. GO,
L manulevare. PD 343 VPL mantexu. MVS (Sarz.) mantesu.
D mantixu.
manœu sm.
mantielo sm. “mantello”
GL 4.12 e noi lì comme bocche de manœu (stupiti, a boc-
GP 284 e inperzo fo preixo e tegnuo per lo mantielo, ma
ca aperta). GL 16.37 questa stria/ sta bocca de manœu,
ello si lassa lo mantiello in le lor main et ello si ne fuzi in
sta pettellera.
gonella.
Mannoino top. (V.Varenna, Pegli)
D mantello.
RVV 62 sg. “germ. mannowin, oppure < Manuelìn n.p.
mantirèt sm. “salvietta”
D manuellu. SDA 63 (Altare)
manonna sf. “madonna” D mandillu.
GA 12.161 (bambinesco e plebeo): assimilazione. mantixu sm. “mantice”
D madona. ADL (Vent.). PVG.
mansciùn sm. “manicotto” D mantesu.
VPL. mantu sm. “strato di grasso sulla crosta del formag-
mansinà vb. “maneggiare” gio parmigiano”
GO. PAG 69.
D manezà. D amantarse. L mantus.
Mansu top. (Alassio) mantuana sf. “fregio laterale delle calze”
TAL 83 n.432. CAD.
D (le) mas. L mansus. manuatim avv. “alla mano, in contanti”
manzu sm. “manzo” PAT 26 esti dinay convennem tuti manuatim.
VPL. manuela sf. (mar.) “barra del timone”
mansulìghera sf. “gioco infantile” GO. NVM (Sav.).
DVA (VArr.): descrizione. Manuellu / Manuölu n.p. “Emanuele”
mantecatu sm. “sorbetto” GO Manuellu. PD110 manuölu.
RAN 100: sp. mantecado… D mannoino. L manuelem.
manu 83 mâpe

Manuzi cognome senza. AG 140.317 con to maor no tenzonar. AG 146.68


VTS 112 n. a.1531 (Sav.). in maor toa segurtae. CBL 348 (25.93) e per maor beffe
manvà sm. “asta del coreggiato” se infenzeivan. PEG 43 sy e la maor parte chi despresyam
WHM.MEYER-LÜBKE, WuW.1 (1909) 240 “gen.” deo e ly sancti. GP 374 tu me dai maor peina per lo to
L manualem. pianzer che non fa la mea passion. PCD 46 s. xiv. maor,
manzare vb. “mangiare” pl. maoi. ASA 122 a.1390 (Alb.) in maor soma de fiorini
ASF 723 una taula cum li trespedi damanzare. trexenti. MC 685 maor ventura a quello chi in questo
D maniar. mondo no vem. CR 11 sam Jacomo lo maor. PAB 39 e fe
Manzasco top. (Gen.) lo nostro segnor Dee doi grandi luminarii, e lo maor chi
FFN 342: mantius, amantius, manutius gent. rom. segnorezasse lo dì, e lo menor segnorezase la noite. PAB
L mançascus. 43 Seth so fijo maor. PAB 46 quello dee maor a avuo de-
Manzile top. (Rocchetta di Vara) sdegno che tu ori quelli atri dee. PAB 48 pigia doi de li
FTL 146. meioi creveaoi e de li maoi chi ge seam… PS 4 s. xiv. pl.
D manzu. maoi.
manzìn agg. “mancino” D maior. maormenti.
MVS (Sarz.). maor sm. “maggiorente”
D mancìn. L mançinus. PAB 60 quando to paire mori … asi tosto li maor de la ci-
manzu sm. “manzo” tae te preissem in cura e te zonssem a lor per mariagio.
PVG. FTL 146: elem. topon.: Manzile. maormente / maormenti avv. “maggiormente”
D amanzà. manzie. L manzus. AG 138.85 Zenoa…/ da mar e averta maormente/ e guar-
mao agg. “maggiore” da quaxi in ver ponente. PEG 41 lo faço demonio chi jn-
PEG 42 e ancor asay mao vilania render mal per bem. gana tute maynere de gente e maormenti gram segnoy.
IVE 12 era mao lo so peccao cha la misericordia de De. MAC 164 e maormenti… e amaramenti pianzean. MAC
TL.1 45 a.1453 de tute le terre etc. (sic) de lo mar mao 168 e maormenti andemo là unde noi vegamo le overe
(Mare Egeo o Mar nero?). SOP 10 v. a.1597 piggia sem- iuste.
pre moei forze, e maò reputacion. CIT 26 a.1636 mao pe- PAS 149, 159.
nitençia no porræ’ portà. D maior. maor. mormenti.
D maior. maor. maottia sf. “malattia”
(Monte) Mao top. (Bergeggi, Sav.) CAN 1844 (Sav.) 84 dène chi prestu due preize/ âtrimen-
LAV 408: malus “sterile”? ti me fè e speize/ du murtôiu e da maottia. PVC 31 s. xix.
D mà. pe-a stranessa de maottìe/ che fan propriu cianze e rîe…
maögiu sm. “uncino dei calafati” D marotia.
CAD. NVM (Sav.). “becco corvino”. maotu agg. “malato”
maomma sf. “prodezza, impresa fortunata” PVG.
GL 17.89 bravi nevi…/che a ri ciù guappi faran veì D maroto.
maomma/ de Sparta, de Cartagine e de Romma (TT: màoxu sm. “maroso, onda”
ch’agguaglieran qual più chiaro si noma/ di Sparta, di AAG 127 ma(r)osu. DEV 12 pl. màuxi.
Cartagine e di Roma”). PVC 148 s. xix. menu a simma D mòuxu.
pin-a e u rostu/ che restòn per maoma a postu/ i bunetti e mappa sf. “cavolo broccolo: ma propriam. grumolo,
a cappunadda/ turta e pesciu andòn pe a stradda. la parte più interna del cavolo, della lattuga, ecc.”
D mauma. DVO (On.).
maòn sm. “mattone” RNC 18: neogr. mßpa “grumo, grumolo”. Cf. AGI 18
ATA 203 a.1382 (Alb.) murando en largueza et groseza (1914-18-22) 300: (Piverone) mapa, maparel “pannoc-
maon come esser possa…–– la qual ovra si debia far cum chia”.
bona cacina, maoi, pree bone e suficiente. ATA 204 mappa sf. “nottolino, fermaglio”
a.1384 (Alb.) che… faza una vota chi sea de maon… –– RAN 196. BDS (Sav.).
fazendo la dita capela de mezo maom e poy su questo me-
D mappetta.
zo maom un maon en costa… –– un mureto de un parmo
mapa sf. “cerniera, femmina del ganghero”
tuto de maom.
MBV 370 a.1488 (Borgo Valditaro) dove mape de ferro
ATT. 59.
grande de la porta. VPL.
D mùn.
maona sf. “nave, grande imbarcazione” D mappeta. L mapa.
ALN 69 < turco maguna ( < ar. ma’un “recipiente”). JAN mâparéi loc. “pare, si dice”
1.115, 2.220. VPM 95. BDS (Sav.).
mahoneise / mahonense / mahonese sm. “socio di D miparée. paréi. paéi.
una mahona” Mâpassu top. “Malpasso (S.Bernardo, Sav.)”
TL.1 95 a.1454 mahonesi et mercadanti zenoexi. TL.1 NTS 40.
801 a.1458 chi se eleza doi de li prestanti mahonesi… D mà.
DMC 428 a.1510 procuratori de li altri mahoneixi… –– a ma peguìn sm. “patereccio”
li dicti mahonensi… GO.
D mauna. L maona. mâpensuzu agg. “preoccupato”
maor agg. “maggiore, più forte” GF 13 s.xix (contad.) e so muglié a væ che l’è mâpen-
AG 29.23 ma sapiai, monto e atento/ in dever le ree ten- suzu e a ghe dixe: Cose ti gh’æ, Giülian, che ti e mâpen-
der/ per maor offerta prender. AG 49.326 de maor honor suzu?
gi zunse/ per la fortuna chi le ponse/ cha se stai ne fosse D pensà.
mapp 84 mara

mappeta sf. “borchia, fermaglio” maraa sf. “manata”


ASF 737 una coregia di veluto neigro da spada fornita di MP 14.54 (Pigna).
doe fibie armate… sey mappete. D manà. L manata.
RAN 196. marabutto sm. “terzarolo, vela piccola della galea”
D mapa. L mapa. PSG 368 s. xvi. Cf. DEI 3.2358 marabotto.
mâprù sm. “dispiacere, compassione” L marabottus.
VPL. maracio sm. “coltello”
ma purchìn sm. “erpes, rosolia del maiale” VIA 92 a.1476 (Sav.) item maraci xx.
CAD. D marrazo.
mar agg. “malo, malvagio, cattivo” maradìe vb. “maledire”
AG 14.130 monto persone am mara usanza/ de meter De MP 20.5 (Pigna).
su la baranza/ de lor asdeiti monto via. AG 14.359 quan- D marixir.
to avera mara ventura/ chi usera cotal brutura! AG 29.7 maradrìn sm. “malandrino”
l’omo avar…/ che gi zoa cresimento/ ni a guagno re in- AG 48.3 quando homo ve raxom manca…/ e maradrin an-
tender/ poi che atri de so mar prender/ corera con largo dar in schera… FA 367.
vento? [ma AGD intente qui “mare”]. AG 140.128 e poi si D marandrin.
ven a mara fin. AG 143.239 e se tu per mara guia/ venisi marraggia sf. “malora; ruberia; vita scioperata”
for in recaya. SL.51 (2.5) s. xiv. (Sav.) per noi, mara gen- RDB 28 andà veggo per Zena a ra marraggia/ zoveni…/
te fo crucificao Christe onnipotente. PRP 345 (str.33) ar- ch’han pochi sodi, e manco aviamento/ sì ch’è forza ar-
mao per daghe una mara vianda. robà per ra pittaggia. CIT 283 a.1636 arme… fæte per
D immarlögu. ma. mandà Zena a ra maraggia.
mar avv. “male” RAN 67, 93 fr. maraude, prov. marauda m.s.
AG 14.676 e tuto zo fa mar pensar. AG 29.7 l’omo Maragiano cognome
avar…/ che gi zoa cresimento/ ni a guagno re intender/ PAD 332 a.1506 Menegolo Maragiano.
poi che atri de so mar prender/ corera con largo vento? maragurao sgg. “sciagurato, disgraziato”
[ma AGD intente qui “mare”]. AG 39.10 sempre va de AG 16.273 Pilato maragurao. AG 120.8 che tristo lo mar
mar in pezo. AG 40.12 chi so fiio mar noriga. AG agurao! PAB 62 doncha no po dar questa vita bianssa, za
140.174 no usar beiver la matin/ che monti homi mar lo che a no fa mar agurai quelli a chi ella falle. PAB 84 sg.
vin. AG 144.34 a mi par che mar ge va. GP 286 o frai, li malvaxi sum men mar agurai quando elli sum punij. ––
se e o mar parlao la mea testimoniansa me renda de mal. se l’omo mete alcum bem bem cum lo mal de alcum,
TL.1 946 a.1459 mar se po judicar. PD 158. quello chi lo receive no e men mar agurao cha quello ch a
D ma. mal. maramenti. pura mallicia.
mar sm. “male, malefatta, malattia, dolore” FA 367. FAS 153
AG 14.675 e poi induxe a tuti mar. AG 14.707 per fuzir D agurao. ben agurao. mal agurao. malaurao.
questo gran mar. AG 39.12 ni se cognosce mai lo bem/ se maraià vb. meravigliare”
no per mar quando l’avem. AG 63.74 (il pesce) no gaita PCD 27 s. xiv.
e no veia/ in lo mar chi l’apareia/ lo pescao. AG 139.68 e D maravegiar(se).
mar e ben che l’omo a faito. AG 140.191 per pocho gua- maraioso agg. “meraviglioso”
gno se fa mar/ chi penna da perpetuar. AG 140.285 de la PCD 27 s.xiv. maraiosa.
masnaa toa agi cura/ de tenerla con gran mesura/ amonir D maravegioso.
e castigar/ e reprendela de li mar. AG 143.176 quando tu maraiöa sf. (ornit.) “garganella”
visti crexe mar/ se lento fosti in amortar. PEG 42 ello ly CLU.
rende de bem mar. AF 1.52 s. xiv. (Pietra) tu no festi un- maraxiàu agg. “scomodo, disagiato”
cha mar. IVE 15 quando l’omo s’alegra de lo mar de lo MP 20.5 (Pigna).
so proximo. GP 289 elli no cognossem lo mar che elli D axu. messaxio.
fam. PS 67 s. xiv. ello comenssa a cazer de lo sosso mar maralaede / maralaido avv. “appena”
(epilessia). MAC 169 inssi fora de l’aiga senssa nissun CIT 304 (B.Cigala) questo frasca d’amò, questo piscé/ chi
mar. CPV 49 a.1461 (Alb.) che se pentimo de mar far. no sa maralaede ancor parlà. PRP 343 (str.33) arrivai
FAS 151. PD 158. AGC 38. donca a Santa Cattarina/ maralaido veixìn a ro fossao…
D ma. mal. malle. PRA 390.
mar sm. “mare” D amarelede. marelæde.
AGD 29.7 AG 29.7 l’omo avar…/ che gi zoa cresimento/ Maraldi top.
ni a guagno re intender/ poi che atri de so mar prender/ PCT 124 “germ.”
corera con largo vento? AG 45.79 ogni fortuna e mar tor- maralevàu agg. “maleducato”
bao/ ve sera tuto apagao e abonazao. AG 138.228 chi son MP 20.5 (Pigna). FDT.P 74 (Triora).
de mar si destra gente. AG 145.128 pensa si de navegar/ D allevaisso.
saviaminti in questo mar. PEG 40 vide una bestia chi en- maramàn avv. “forse, quasi”
siva de mar… –– lo diavo, chi ven de lo mar de inferno. VRS 456 (Ormea).
PAB 39 lo amassamento de le aigue apellà lo mar. Cf. BIO 571 piem. maramàn m.s.
PS 11. PD 158. D manaman.
D ma. maramenti avv. “malamente”
Marra top. (Pigna) AG 16.447 esto mundo reprendando/ chi maramenti arai-
PSP 101 n.293 prov. marran “tufo”. REW 5369. Cf. gava. AG 54.233 si…/ l’omo avese soa visteza/ e forte
DEI.3 2372. cor per no laxar/ si maramenti soperzhar.
L mara. D mar.
marà 85 mara

maràn sm. “pecoro, montone” marassu sm. “coltello da macellaio”


PVG. GO. “coltello da tagliare, da battere”
D marana. RAN 100. ADP (Pietra). BDS (Sav.). PVG. VPL.
marràn/ -a sm/f. “marrano, ebreo convertito” FPR n.71. FA 368 mannaria, mannaraccio. NAG 5.500.
ASF 731 doe coperte tarlatinesche computata una presso REW 5402.
a angela maria marrana. RDC 185 a.1612 (T.Conchetta) Cf. BIO 71, 269 lomb. maràs, marasca “potatoio”
e ammazzà, menazzà questo marran. maràvanu sm. (bot.) “Euforbia dendroides L.”
marana sf. “pecora giovane, molto robusta” MLC 261 (Finale) “pianta velenosa usata per intossicare
PVG “origine discutibile, ma presumibilm. pre-romana”. le acque nella pesca delle anguille”.
marana sf. “sorta di berretto” MLC 260 (Sav.) Daphne Gnidium L.
MNS.1 69 a.1631 (Sav.) berretini tondi e marane de libre D maravu.
cinque- 6 la donzena. maravaxo agg. “malvagio”
D maranetta. maraneto. AF 1.47 s. xiv. (Pietra) quela maravaxa gente/ no ne
marranchìn agg. aveam pietae.
GL.2 90 questo parlà superbio e marranchin. D marvaxo.
marandrìn sm… “malandrino” maravegia sf. “meraviglia”
AG 75.15 che (a) chi de raxon parer/ che nixun homo pos- PAB 44 quando Noe la vi, si regracia Dee de quelle ma-
sa aver/ per forza d’alcun marandrim/ segnoria de soi ravegie. MC 686 unda chi arde intra lo fogo, no e mara-
vexin? AG 92.2 chi tropo usa con homo van/ o marandrin vegia se ello se lamenta. MGT 280 a.1480 il che da di-
o noitoram/ per ree ovre seguir… AG 136.167 ze, lo se- spiaxeire a l’animo et etiam maravegia. BGP 206 a.1484
gur strazeto te/ e no straa de marandrin. la quale coxa etiam ne ha cressudo maravegia et despia-
D maradrin. L malandrinus. cere. RAN 58 s. xvi. maravegia. CIT 56 che maraveggia
maranetta / maraneto sf. “sorta di berretto con vi- è donca, se ne vivo/ bello invriægo e matto da spedì?
siera” RDB 11 ni è maraveggia che ro cuò me bruxe.
MNS 1.69 a.1631 maraneti, o sia frontali. MNS.1 72 D maravegiarse. maravegiosamenti. maravegioso. mara-
a.1686 (Sav.) le maranette libre 3 la donzena. vegla. maraveglia. maraveia. mâveggia. mège. meravegia.
D marana. meraveia.
maranghìn sm. “marengo, moneta” maravegiar(se) vb. “meravigliar(si)”
PD 143 assimilazione. SL 54 (5.19) s. xiv. le gente se maravegiavan del gram se-
D marengu. gno chi e mostrao. FAR 35 s.xiv.: traduce lat. stupeo. PS
maranno sm. “malanno” 15 s. xiv. ve maravegiai-voi? IVE 50 e maravegiasse de
RAN 72 s. xvii. le overe de Dee, de tante belle cosse quante ello odiva e
marapicca sf. “piccone” trovava. IVE 66 la gente se maravegiava tuta e dixean…
DFC 27 tutti carreghi de ferro/ per parei ri guasta-stræ/ LSE 32 fon viste alcune oxelete… chi tanto suavementi
con dre çappe, con dre picche, dri piccoin dre marrapic- cantavam… che tuti faxeam maravegiar.
che. GO. ADP (Pietra). PVG. FPR 45. D maraià. maravegia. maravegiarse. maraveglà. mùarave-
Marasca top. gliarse. maraveiar. maraviiarse. maregiar. marevegarse.
CL 11. mâveggiase. meravegiarse. meraveyarse.
marasciallu sm. “maresciallo” maravegiosamenti / maravegiozamenti avv. “mera-
PD 144. vigliosamente, in modo da destare meraviglia”
L maneschalchus. PEG 40 vide una bestia chi ensiva de mar maravegiosa-
marassetta sf. “ascia, accetta” menti desguisa e spaventevere. LSE 29 spesso, seando in
ADP (Pietra). oratione, la sua fassa maravegiozamenti luxiva, et ne pro-
D marrazo. cedeva radij como de sole.
Marassi top. (Gen.) D maravegia.
N.LAMBOGLIA, RSL 8 (1942) 61 “zona paludosa”: cf. fr. maravegioso agg. “meraviglioso, splendido, ottimo”
marais. REW 5360a. CR 22 vogio che sea a voi cossa maravegiossa e cossa de
L marasi. grande remedio. TL.1 351 a.1455 e ello, a le speize soe
(a) maraspærme loc. avv. “appena, a mala pena” de pan e vin, a facto per tuti li bizognozi loghi de la terra
GL 5.80 segue Eustazio ro primmo, ch’a maraspærme/ o meravisiose goardie cosi de giorno como de nocte.
l’aspêtò i crepuscoli dra nœutte. GL 16.14 nasce ra rœu- COM.1 15 quarche votta se trœuva dra gente che han di
sa a ra mattìn (o canta)/ bella, rossa, incarnatta e galanti- segretti particolæ’, e che fan dre cure maraveggiose.
na/ e aværta a maraspærme a mostra tanta/ bellessa… D maraioso. maravegia. maraveioso. meravegloso.
D asperme. maravegla sf. “meraviglia”
marastruo agg. “sciagurato, disgraziato” PCD 36 s. xiv.
AG 70.21 eciamde quando li moren/ a gran penna ordenar D maravegia.
voren/ che rendam quelli martastrui/ chi ne remannen ta maraveglà vb. “meravigliare”
or drui. AG 101.21 questi tempi marastrui/ da lebezho son PCD 28 s. xiv.
vegnui. REW 747. D maravegiar(se).
D benastruo. malastruo. maraveglia sf. “meraviglia”
marrazo sm. “mannaia, coltello da macellaio” ADL (Vent.).
AG 36.76 lezha umbrina ni lovazo/ ni pexo groso da mar- D maravegia.
razo. MBV 370 a.1488 tri marazi de ferro da tagliare. maravegliar(se) vb. “meravigliarsi”
ASF 755 a.1532 uno pioretino cum uno marazo. FA 368. MGT 197 a.1498 tanto poi se maravegliamo et dogliamo.
D maracio. marassetta. D maravegiarse.
mara 86 marc

maraveia sf. “meraviglia” vostra marce de darne sigurtae de star e de andar. CBL
AG 42.2 de monti homi che vego errar/ gran maraveia me 337 (10.4) che ello abbia marcé di noi. AF 6.2 (Pietra)
fazo. che labia marce di noi. MCG 332 se tu te troveray im-
FAS 144, 148. AGC 33 “esito palatale del nesso -lj-“ prixonao e venzuo in man de l’inimigo, converate star
D maravegia. cum ello a le soe marcé.
maraveiar vb. “maravigliare” FAS 147. GUA 355. Cf. SAP 413, MB 131 a.lomb. marcé
AG 138.38 Zenoa e ben de tal poer/ che no e da mara- m.s.
veiar/ se voi no lo poei saver. D marsé. mercede. merçe. merze. L mercedem.
PCD 27 s. xiv. maraveian. marcengo agg. “di marzo”
D maravegiarse. GR.D 118 (Calizzano) tre raccolte, cioè due invernenghe
maraveioso afgg. “meraviglioso” e una marcenga, o due marcenghe ed una invernenga.
AG 138.138 perlle e pree preciose/ e ioye maraveiose. D marso. L marcencus.
FAS 164. Marceno top. (Gen.)
D maravegioso. PTP 7.
maravigiar(se) / maravilgiar(se) vb. “meravigliar(si)” marchéize sm. “mestruo”
PNF 406 a.1452 assai se maravilgiamo se facia de questo si PVG.
pocho caxo. –– assai se maravigieressemo che questa coxa D marchese.
non fosse bene intexa. MGT 236 a.1507 asai se maravigia- marchesaigo sm. “rissa, bricconata?”
mo che… non sia stata preza alcuna concluxione. AG 73.16 vegando le gente marvaxe…/ far per borgi ni
D maravegiarse. per vila/ marchesaigo ni cabilia.
marràu / maravu sm. (bot.) “Euforbia dendroides L. AGN ad loc.: cf AG 53.77 contesa “contessa/ contesa”;
pianta velenosa usata per la pesca delle anguille” mod. baronata ‘bricconata”. FAS 163. RGS § 1131.
MLC 26 (Finale) marràu. ADP (Pietra) maravu. D marchese.
D maravanu. marchese sm. “marchese”
AG 43.139 homi d’arte e de mester/ si ordenai de belli ar-
marca sf. “marca, segno”
snexi/ che tuti parean marchexi. AG 138.200 de ben ve-
VPL. PVG ”cicatrice”.
stir, de bello asneise/ cascaun par un marchese. [AGC
D marcu. L marcha.
50.n. corr. marcheise].
marca sf. “marco ( moneta)” FAS 163. VPL “mestruo”
LSE 30 a.1455 (Sav.) abiando recevuto doa milia marche, D marcheize. marchesaigo. marchiza.
parte distribuì a poveri e del resto fe fare uno hospitale marchetta sf. “gettone”
magno in Marpurch. BDS (Sav.).
D marco. Marchiano cognome
Marca top. (Pigna). VTS 87, 89 a.1530 (Sav.).
PSP 100 n.286. Marchiora cognome
D comarca. L marcha. VTS 82, 86 a.1530 (Sav.).
marcà vb. “marcare, segnare” marchiza sf. “marchesa”
PVG. VPL. LSE 19 una volta ella fo ihamata a una predicha e, sopra-
D marco. marcu. vegnendo una marchiza masensa (“attempata”), non ze a
marchadente sm. “mercante” quella predicha.
CAR 67 a.1482 che nol sia nesuno de li copagni chi toya D marchese. L marchionissa.
roba nesuna da marchadentii. marcia sf. “piccola incudine per martellare la falce”
D merchante. PVG: “rapporto semantico fra martello e incudine”.
mar caduto sm. “epilessia” L marchius.
MVS (Sarz.). marciapé sm. (mar.) “staffa del marciapiede”
D mà cadütu. sosso mar. NVM (Sav.).
marcaiöa sf. (bot.) “Mercurialis annua L.” marcìe vb. “marcire”
MLC 262. MP 20.5 (Pigna).
D marcuella. D marcir.
marcante sm. “mercante” marcifunàu agg. “male in arnese”
AG 138.139 perlle e pree preciose/ e ioye maraveiose/ e ADL (Vent.): fr. chiffonné.
le atre cosse che marchanti/ ge mennan da tuti canti. marcimbràu agg. “trasandato”
FAS 147. AGC 50 n. MDB (Bord.).
D merchante. marcio agg. “marcio: elem. topon. riferito a roccia
marcantogno sm. (ittiol.) “Chimera,scimmia di ma- soggetta a infiltrazione e sfaldamento”
re” (Chimæra monstrosa L.)” FTL 106 n.6: Rocca marcia, Groppo marzo, Campo marzo.
PML 359. TTC 76. D campomarzio. (acque) marze. marzo.
marcare vb. “marchiare, apporre un marchio di fab- marcir/ -e vb. “marcire; corrompere”
brica” IVE 59 le soe vestimente eram za si rote che quasi marci-
MNS.3 77 a.1577 (Sav.) non sara concesso ne permesso vam tute e no se povia pu recrovir. CPV 49 a.1461 (Alb.)
ad alcun maestro ferraro marcare li suoi lavori di un mar- quela gloria… che non marce. PAD 383 a.1507 li tradi-
co di altro maestro. tori che hanno principiato questi travagli, sono in lavoro a
Marcarolo top. marcire questo e quell’altro per prendere qualche compo-
PCT 95 Capanne di Marcarolo “germ.” < marka. sicione e lasciar le castelle integre.
marcé sf. “mercè pietà; potere, discrezione” IVI, n. “cf. gen. mod. oeggia marsa “persona corrotta”
AG 6.11 aiai, Messer, marcé de mi. PAT 23 a.1320 sea a D marcie. marsì. marzo. marzor.
marc 87 mare

marciu agg. “marcio” maregassa sf. ”mare grosso”


MP 20.5 (Pigna). VPL (Sanr.).
D marzo. maregiar(se) vb. “meravigliar(si), incuriosir(si)?”
marco sm. “marca, contrassegno, marchio di fabbri- IVE 50 anchor li oxeleti de questo deserto se maregiavam
ca; marchio di convalida della bontà della lega di metal- e se ademestegavam cum ello, e no demostravam archu-
li preziosi” na penser de ello, e no ge fuzivam denanti.
MNS.3 77 a.1577 (Sav.) non sara concesso ne permesso D maravegiar(se).
ad alcun maestro ferraro marcare li suoi lavori di un mar- maregno agg. “maligno, malvagio”
co di altro maestro. GSA 22 a.1577 lavorando argenti di AG.5 52 elo per voi scampa no (noi) degne/ de tute cosse
grossaria… che l’argento di cui si fabbricheranno debba maregne.
essere di bontà e liga d’argento di marco ossia d’once un- FAS 144.
dici e due denari per ogni libra di once dodici d’argento e maregoldu sm. “manigoldo, furfante”
non di minor liga e bontà. MP 20.5 (Pigna).
D marcà. marcu. L marcum. D manegoldo.
marco sm. “martello del fabbro” mareito ptc. e agg. “maledetto”
CIT 50 mi tratanto, che staggo lì a desfrizze/ tra ro marco AG 41.6 de ogni honor romaso nuo/ mareito e inathe-
e l’anchizze… mao. AG 91.61 questa mareita compagnia/ che lo de-
L marcus. monio guia. PCD 39 s. xiv. mareito. CBL 333 (6.64)
Marcora top. partive da mi in fogo eterno/ o mareiti da lo mio paire.
LTI 58 n.77 (Vent.). PSP 100 n.288: a.1230 marcola: PAB 48 e chi te marixira sea mareito. RDB 43 quarche
germ. marka “zona di confine” REW 5364. siaretta o quarche grevanton/ che de litte me parla da pu-
PCT 95. gnè/ o dra nostra mareitta divixion. CIC 29 s.xvii.
L marcola. (P.Murassana) sorte mareita. CIT 82 mareito sæ re pe-
marcordi scuroto sm. “mercoledì delle ceneri” gore e li bœu!
AG 146.104 marcordi scuroto/ con soa testa zennerenta. FA 367. FAS 155, 162: male(d)icto. PS 108. PD 361.
D macurdi. marcudi. marcurdi. mecurdi. mercordi. REW/FPI 5258.
Marcotto top. D maleditto. maleito. malento. marento. maretto. marixir.
PCT 95, 121 Lago Marcotto, germ. marka. L maledictus.
marcu sm. “impronta” marela sf. “gioco da ragazzi”
CAD. MP 20.5 (Pigna). TVD (Dolc.).
D, marca. marcà. marco. L marcum. Cf. DUC.5 286 marrella: ludi genus.
marcudì sm. “mercoledì” marella sf. “matassa”
SDS (Sav.). VPL (Pigna). ADP (Pietra).
D marcordi. Marelàe top. (Pigna)
marcuella / marcuina sf. (bot.) “mercorella (Mercurialis PSP 101 n.289: cf. ven. marela “covone”.
annua)” REW 5369.
FPL. EVM 82 (V.Mar.) marcuina “pianta officinale” . marelæde avv. “a mala pena”
D mancaiöa. marcaiöa. marcuina. mercorella. mercurina. RAN 90: a.gen.
mucheiöa. mucuöa. D maralaede.
marcurdi sm. “mercoledì” mareme sf.pl. “pasta alimentare a lunghe strisce”
MVS (Sarz.). PVG.
D marcordi. Maremo top. (V.Lerrone)
mar de la crava sm. “indigestione, dolore di stomaco” LAV 409: Maremo. Cian de Maremu, fusàu de Maremu.
MVS (Sarz.). D marmoreo. L maremum.
mar de xancho sm. “lombaggine” Marémola idr. (Pietra)
AG 134.228 rema, freve o mar de xancho. SLS.1 135 n.: cf. it. maremma < maritima. LAV 410 sg.:
mare sf. “madre” maritimula < maritimus.
PFM 134 “area di estensione della voce: la zona di con- L maremula. mulemula.
fine tra Liguria, Emilia e Piemonte; PortoM.” LP 31: marémua sf. “l’intreccio di fili che si fa alla matassa
Calizzano, Sassello, Rovegno, Casarza, Casteln.M., inter- perché non si arruffi”
no del Savonese”. OCD: Campoligure, Masone. GO “bàndolo”. CAD. PVG s.v. mareme.
D maire. marén sm. “marinaio, uomo di mare”
marecioso agg. “malvagio’ RAN 196.
IVE 26 le malicie et le reeçe et iotonie et le vanitae et le marena sf. “amarena (Prunus cerasus v.s.)
ypocrixie che a la rea femena mareciosa. FPL.
D malicia. maritia. Marenca top. (Dego)
marefa sf. err. per maureça? “maturazione” FTL 19 sg.: la Marenca: “marina, marittima” o forse da
IVE 87 ma questi fruti vegnem a perfecium e in bonna n. fam.
marefa sun lo legno de la croxe. D marengo.
D maurar. (Costa) marenca top. (Torriglia, Gen.)
maregar vb. “mareggiare, essere sbattuto dalle onde” FTL 19 sg.
AGC 71.40 chi non lo cura d’aoir/ porrea bem tosto cair/ D (ciazze) marenghe. marengo.
o rezeiver tar turlar/ chi gi parea maregar. “cf. a.fr. ma- marenconia sf. “malinconia”
reiier m.s.” PRP 361 (7.23) se ne gode e se ne rie/ d’este mee maren-
AGL, AGN: ma regar. conie.
mare 88 marg

(Ciazze) marenghe top. (Laigueglia) marfator sm. “malfattore”


TAL 136 sg.n.33 *marinicus. GA 16.18: non < marini- PAB 56 per che li marfatoi prendem ardir de mal. PAB 86
cus, ma ÷ maenca. ma li boim soffren li mai che li marfatoi deveream portar.
SLS.1 136. SAA 102. GP 378 questo marfator che tu ai faito morir. BL 72
D (costa) marenca. marengo. L (plazia) marencha. a.1399 queli doi marfatori ano auto taihato la testa in la
Marengo top. (Alessandria) piaza de Palacio. TL.1 352 a.1455 per timor de lairi e de
FFN 370: germ., cf. n.p. Mar, Maring (a.a.t. mari “clarus, marfatori.
illustris”). FTL 20. BLG 54 “derivazione da n.p. gotico”. PS 66.
E.PHILIPPON, ROM 35 (1906) 1 sgg.: -enc- non sarebbe D maefator. maifator. malifatore.
germ. (-ing) ma reto-ligure; -inco/ -ingo sarebbe elem. marfiansa sf. “diffidenza, sfiducia”
pre-rom. sporadico, poi esteso a tutta l’Italia sett. SCT ADL (Vent.).
236 sgg.; G.SERRA, Zeitschrift für Namenforschung 15 Margàia top. (Sav.)
(1936) 224-240. SAA 101 sg. SLS 1.135-151: il germ. - NTS 41 a Margàia “La Margarìa” (Bricco del Basto).
ingo si sovrappone nel Medioevo al ligure prerom. -enco. D margaria.
Marengo: via marenca verso il mare. Cf. RGS § 1099 margàita sf. (bot.) “margherita (Bellis perennis)”
a.piem. marenc “marittimo”. MLC 247 (Sav.). PVC “Chrysanthemon leucantheum”.
N.LAMBOGLIA, LAV 408 sg.; RSL 8 (1942) 59-61: maren- FDG 138.
ca “luoghi paludosi (*mara palude), cf. Marassi D margaitìn. margaitùn. margarita.
D maenca. (i) màinchi. marenca. marenghe. marengu. margàita giana sf. (bot.) “Calendula arvensis/ offici-
Marengu top. (Ceriana) nalis; Chrysanthemum segetum”
RRL 68 (Ceriana) en na marengu “prato,bosco pratile”. FPL. MLC 245, 248 (Sav.).
GA 16.15 marcencus (dial. marsencu) < maius “maggio”,
D margarita.
con inserzione di -r-. LPTA 141: cf. prov. maenc “erba
margaitìn sm.pl. “perline di vetro forate”
primaverile”.
Cf. NIG 78 a.1389 piem. maencus “fieno di maggio” CAD. VPL.
D marengo. margaitìn sm. (bot.) “Citrus vulgaris v.sp.”
marengu sm. “marengo, moneta d‘argento” FPL. MLC 230 “setrùn margaitìn”
PVG. margaitùn sm. (bot.) “Leucanthemum vulgare Lam.”
D maenghi. maranghìn. MLC 246 (Sav.).
mà renìn sm. “lombaggine degli animali” D margàita.
CAD. marganaggia imprecazione “mannaggia (male ne ab-
marento agg. “maledetto” bia)”
AG 14.85 en si marento e re lavor. AG 16.469 da De ma- COM.2 12 marganaggia l’avariçia e ri avari!
rento e condanao. margaria sf. “malga, cascina di montagna con casei-
FA 367, AGN: corr. mareito. ficio stagionale”
D mareito. ADL (Vent.). REW 5264.a pre-lat. *malga.
Marerga idr. (Varazze) FTL 150 “elem. topon. della Liguria di Ponente.
RPV 293 a.1590 (Var.) uno riale che descende al fiume de D margàia. margaro. margheira. margheria. marghero.
Marerga. L margaria.
(a) mare sperme cong. “appena, a malapena” Margària top. “masseria nel Bosco di Savona”
RDB 71 che à mare sperme son dra scorza fuœra (appena D margaria.
sono usciti dall’uovo)/ che re mate parole cascun dixe. margarita sf. (bot.)“Chrysanthemum segetum; Chrysan-
RAN 64, 90. themum myconis; Pyrethrum parthenium”
D asperme. FPL (PortoM.)
maretta sf. “maretta, mare agitato” margarita sf. “perla”
VPM 476: it. a.1547 (JGN, TBD) lig. mod., manca al MAC 162 e la mea margarita, so è l’anima preciossa, no
Casaccia e al Frisoni. se meta in lo lavagio.
Marretta / Marretto cognome D margaitìn.
VTS 78, 80, 85 a.1530 (Sav.). Margarita n.p., f. “Magherita”
maretto agg. “maledetto” AG 2.1 vergem sancta Margarita. MAC 162 la biaa
PCD 39 s. xiv. Margarita… sancta Margarita. BRP 2 a.1474 Luglo tren-
D mareito.
taun… Margarita a cinque.
marevegar(se) vb. “maravigliar(si)
FAS 146. PS 1. AGC 31. VPL.
PCD 28 s. xiv. marevegandese. PGT 186 a.1483 se ma-
D margàita.
revegemo de tre cosse.
D maravegiarse. margaro sm. “mandriano”
marexir vb. “maledire” GRD 120 (Saorgio). FPR n.92
GP 289 li zue lo biastemavan, e si lo marexivan. D margaria. margheria. L marga.
D marixir. margarolo sm. “bargiglio (di gallo, capra)
marfaben sm. “mascalzone” MP 20.5 (Pigna).
ADL (Vent.). FDT.P 74 (Triora). marghéira sf. “donna addetta alla malga” sopran-
marfàita sf. “malefatta, cattiva azione” nome
RNC 18 (Riviera di Ponente). PRP 359 (4.55) ra Fighetta, Margheira e ra Pettìa.
marfàitu sm. “maleficio” PRA 373.
VPL (Pigna). D margaria.
marg 89 marì

margheria sf. mandria” marigna sf. “lido del mare, marina”


GRD 120 (Saorgio) il Consiglio determinerà il numero MP 20.5 (Pigna).
delle margherie o mandrie di vacche. D marina.
D margaro. marignar sm. “marinaio”
Margheria top. (Riviera di Ponente) MP 20.5 (Pigna).
FTL 150. D marinà.
D margaria. Marìn top. (Loano)
Marghero top. (Sav.) TCL “base mediterr., lig. o iberica *mato/ *melo/ *maro/
FTL 150. *mero “monte selvoso”
D margaria. (Cian) marìn top. (Finale)
margone sm. “palombaro” D.RESTAGNO, RII 11 (1956) 139 malus “sterile”.
DSP 271 a.1558 patroni dei vasselli… vochiari e margo- marina sf. “mare, lido del mare; elem. topon.”
ni persone tutte perite nell’arte della marineria. AG 63.7 vi star un homo per pescar/ sun un scoio a la ma-
D magròn. L magronus. rina/ cun una cana e con trazina. PAA 65 s. xv. (Stella) e
margrasiusu agg. “sgraziato” massé tucci quei dra Marin-na (Albisola Marina). RDB
ADL (Vent.). 16 come scoggi pesti e sbatuggiè/ da marinna e da vento.
marguglià sm. “fabbriciere” RDB 65 e de sarà (salata) ven doçe ra marinna.
TVD (Dolc.). D maenna. maina. mèna. marigna. marino. L marina.
margùn sm. (ornit.) “smergo (Mergus serrator)” marina sf. “maremma”
MDB (Bord.). AFV 413 (Vent.) “gazza marina (Alca tor- GL 17.6 a drita o gh’ha l’arabica marina/ chi odora, e a ra
da)” senestra o gh’ha ro mà (TT l’odorata maremma).
PVG. (erba de) marina sf. (bot.) “Crithmum maritimum”
D magrùn. L margon. FPL (Mortola).
mari sf. “madre” marinà vb. “guastare”
PFM 134 (Bonif.): *mayri. Cf. G.BOTTIGLIONI, ID 4 MCG 332.
(1928) 197. marinà / marinar sm. “marinaio”
D maire. AG 131.5 un nozher o marinar. AG 145.166 ogn’omo te-
marì sm. “marito” gno marinar/ chi no cessa navegar. CAR 10 a.1340 che
RV 25, 78 s. xii. qu’eu chu bello marì ò. –– si ‘l saverà me caschun corré o sea marinà chi son de la dita caritay o
marì. confraria, quando elli anderan in viagio… PGF 30 s. xv.
PAL 15 n.6 “provenzalismo, o forse un ibridismo monfer- ((Alb.) suo marinà.
rino”. D mainà. marignar. marinar. marinaria. L marinarius.
D marìo. marinaria sf. “navigazione, arte del navigare”
(erba de) Maria sf. (bot.) “Pyrethrum parthenium” AG 145.129 pensa si de navegar/ savia minti in questo
FPL (P.Nava) mar/ e far tar marinaria/ aiando sempre bona guia/ che tu
D erba màia. aquisti terra e porto…
maria giovanna sf. “nome gergale della marijuana” PS 1, 33.
DGL 13 (Gen.). D marinà. L marinaria.
marià/ -r(se) vb. “sposar(si)” marinaro sm. “marinaio”
AG 130.1 fantina chi se maria/ se dexe esser ben noria. DSP 59 a. 1487 li marinari e li officiali desmontan in ter-
ra e abandonano le nave.
FAR 38 s. xiv. (Sav.) fir marià traduce lat. nubeo.
Marinasco top. (Gen.)
D mariagio. mariao.
FFN 343: Marinus, Marinius n.p. (cf. Marnate)
mariagio / mariagiu sm. “matrimonio”
marinegno agg. “marinaresco”
PAB 61 li maor de la citae te preissem in cura e te zons-
BRP 9 a.1474 Languegia e Arasi popli marinegni.
sem a lor per mariagio, chi è una bella mainera diffinitiva.
marinencu agg. “abitante del litorale”
PAD 423 a.1506 per congratularsi del mariagio di la ex- ADP (Pietra).
cellentissima madona Claudia. VPL (Vent.) mariagiu. D marino.
D maiezu. mariezzo. L maritagium. marino sm. “vento di mare”
mariao agg. “sposato” PAD 330 a.1506 e piu che se intrato uno poco di marino
AG 14.332 avoterio/ chi è grande vituperio…/ a doio dem e subito (le galee) si levorno.
aver li gai/ si entrambi doi som mariai. D maìn Gramegna. mainassu. mainettu. marinencu. mèn.
D maià. marià. L marina.
Maricone cognome marino agg. “marittimo”
VTS 78 a.1530 (Sav.). DSP 40 a.1461 perso che la via de terra ve da pocho sub-
L mariconus. sidio in compartation de la marinna.
marido sm. “marito” (de) marinvìu loc. avv. “malvolentieri”
SGC 418 a.1522 le dnbe forte piangevano/ li figioli e lor ADL (Vent.). REW 4537.
maridi. D mainvi.
D marìo. marìo sm. “marito”
Marie top. (Alpi Marittime, Fr.) AG 12.268 lantor quelo santo marìo/ l’anelo gi misse in
LAM 102. dio. AG 130.19 so marìo/ amar d’amor neto e compìo.
mariezo sm. “matrimonio” IVE 25 Abigail… per la soa sapientia si scampà lo so ma-
COM.2 89 ro mariezzo per força, de Molière. rio… da la morte.
D mariagio. D màiu. mari. marido. marito. marìu.
mari 90 marm

mariollo sm. “mariuolo, delinquente” marmaro de fœura, e ornè ben drento/ d’oro e de sea, e
BOS 93 s. xvii. (G.Rossi) a Zena gh’è dra fame e dri ma- gren tapezzarie. RDB 70 se l’è un marmaro gianco dritto
riolli. in pe/ como ra so durezza po mostrà… CIT 5 a così agra
mariolu sm. “maglia, camiciotto di lana” e dura penitença/ de pregà sempre un marmaro incarnao.
RAN 196. ADP (Pietra). BDS (Sav.). PVG. VPL. DFC 32 a.1746 in marmaro memoria/ e in bronzo dè re-
marìsia / maritia sf. “malizia, malvolere” stà. ADL (Vent.), VPL (Vent.) marmaru.
TL.1.339 a.1455 reputo esser piuttosto intervegnuo per FAS 157, 158. PS 16 “metaplasmo”
ignorantia cha per maritia. VPL (Sanr.) marìsia. D marmai. marmarescu. marmoraro. marmore. marmoro.
D malicia. marecioso. marmou. L marmoreum.
marito sm. “marito” Marmassana top. (Isola del Cantone, Gen.)
LSE una volta voleiva tocà lo pe de la madona, et per caxo EOL 25. PTR 48 “dubbio se da topon. prediale rom.”
tocà lo pe de lo marito. marmellà vb. “barare al gioco della morra, alzando
D marìo. un dito in più”
marìu sm. “marito” GO. CAD. RAN 6, 158. BDS (Sav.) “carpire, sottrarre
ADG 41. Cf. SAP.2 236. con destrezza”. VPL “rubacchiare”.
D marìo. D marmelìn.
marìu agg. “cattivo” marmelìn agg., sm. “(dito) mignolo”
MP 20.5 VPL (Pigna): REW 5373. RML 977 (Airole, CLD xxi. “minimus”. RAN 6, 158. PD 143 diu marmelìn
Pigna): prov. marrit, piem. marì. ADL (Vent.). TVD “assimilazione”. REW 5587 MP 20.6 (Pigna). GA
(Dolc.). FDT.P 37 (Triora): tempu marìu “invernale, pio- 12.172. ADG 128. PVG. VPL.
voso”. FDT.P 44 (Triora) lüna marìa “luna crescente, sfa- Cf. BIO 72, 571, SPS 139 mil., com. marmel (cf. mar-
vorevole alle colture”. meggia < vermis); piem., mantov. marmelìn m.s.
mariunettu sm. “burattino” D marmelà. marmelu. marmilì. vermelìn.
GO. BDS (Sav.). marmelu sm. “dito mignolo”
Marixe top. (Pigna) PVG “voce in disuso”.
LAV 408: malitia “terra improduttiva” (fatto su planitia). D marmelìn.
PSP 101 n.290: REW 5422 forse “ceppo d’albero”. marmenar vb. “malmenare”
marixir vb. “maledire” PAB 58 lo cor e preisso e marmenao/ como avogollo e in-
PAB 48 e chi te marexira sea mareito e chi te benixira sea chainao. TL.3 415 a.1474 non e que li poveri… sian mar-
beneito. PAB 41 lo serpente… avea pee, avanti che Dee mene ni forsati como sun.
lo marixisse. D menar.
PS 9, 15. FPI 5258 a gen. marixì. marmilì sm. “dito mignolo”
D maradie. mareito. marexir. marixom. BDB 271 (Bonif.).
marixom sf. “maledizione” D marmelìn.
PAB 48 e temo che ello no me deisse la soa marixom in marmitta sf. “marmitta”, pentolone”
cambio de la benissium. RAN 129, LFL 3.18 < fr. marmite m.s.
PS 5, 15. Marmö’ top. “Marmoreo”
D marixir. LAV 409 “forma dialettale”
marizioso agg. “malizioso, maligno” D marmoreo.
PS 81 s. xiv. era homo vezao e marizioso. Marmoraira top. (Boissano)
marmaescu sm. “marezzo, lavoro fatto a onde (come FTL 32.
di mare)” marmoraro sm. “marmista”
CAD. MNS 3.51 a.1577 (Sav.) arte de piccapietre e marmorari.
D mamarescu. D marmaro.
marmaggia sf. “marmaglia, folla” Marmorase / Marmorassi top. “Marmorassi, borga-
CIT 254 ra marmaggia dri oxelli/ con gorgia e barbacii e ta a monte di Savona”
retornelli. GL 6.66 de fœravia se sente/ sta brutta nœuva (Alb.) 222 e a banda drita si trova una contrada dita
in bocca dra marmaggia. GL 15.10 (a città) e tanta turba Marmorase pur soto la parochia de santo dalmacio. NTS
a l’eiva sciu ra spiaggia/ che no s’è visto moæ tanta mar- 9, FTL 32 Marmorassi.
maggia. BDS (Sav.). PVG. VPL. D marmuasci. L marmolassi.
CLD xxi. minimalia. PD 143 cf. marmelìn. REW 5587. marmore sm. “marmo”
DEI.3 270 it. marmaglia < fr. marmaille a.1560 “frantumi IVE 20 le tore de lo marmore, donde li comandamenti de
di marmo”. De eram scriti.
màrmai sm. “marmo” FAS 159: “dall’abl. lat.”
PVG. D marmaro.
D marmaro. Marmoreo top. (V.Lerrone, Alb.)
marmarescu sm. “marezzo, lavoro fatto simile al LAV 409 sg. “la pronunzia locale Marmö’ lo connette con
marmo” il top. Maremo < *mara “palude”.
GO. D maremo. marmö’. L maremum. marmoreum.
D marmaro. marmoro sm. “marmo”
marmaro / marmaru sm. “marmo” AA 19 due grande arme de marmoro bianco con le inse-
PS 12 s. xiv. marmaro; marmori. AS 757 uno mortaro gne de papa Iulio…
grande de marmaro. PPG 143 a.1590 doi norasi posti nel D marmaro.
piano de ponte dei Calvi, uno di marmaro bianco et l’al- marmotta sf. “marmotta”
tro di pietra. RDB 30 de nœvo veggo fa paraxi cento/ de MP 20.6 (Pigna). PVG.
marm 91 mars

marmottu sm. “figurina del presepio” maroto / marottu / maròutu agg., sm. “malato”
ADP (Pietra). AG 143.262 e queste tre cose fan/ ro maroto tornar san.
màrmou / marmu sm. “marmo” CAR 10 a.1340 si nesuna persona de la dita caritay o de
PD 150 ”marmow pl. marmay: marmaru pl. marmari.” la confraria fosse maroto, lo prior sea tegnuo de vixitaro
VPL marmu. ogni domenega. IVE 12 casu vegne che questo fo maro-
D marmaro. to a morte. IVE 23 e meteran li main adoso a li maroti e
Marmuasci top. “Marmosassi (Sav.)” seran beli e guarij. CR 7 como lo nostro segnor passando
NTS 14 sg.: sulla via da Lavagnola a San Bernardo per la pessinna ello goari lo maroto che era li staito tanto
(Sav.). tempo. PAB 40 zamai no seream staiti vegi ni no seream
D marmorase. staiti maroti. PAB 52 lassenme goarir questo maroto.
marmùn fratìn sm. (ornit.) “pulcinella di mare RDB 69 s’era quarche marotto in quello luogo. MP 20.6
(Mormon arcticus Illiger, Mormon glacialis Leach.)” (Pigna). maròutu. PD 120, 337, 340, 348, 359 marottu: “-
PAG 242. CLU. au > -o- per attrazione del suff. -ottu”. VPL marottu.
marna sf. (bot.) “malva” AAG 122 n.2 FA 367. FAS 146, 150, 154. PS 9. PD
FPI 5274 “lig.” 348. PCD 39. “genovesissimo”.
D malva. D amalai. amarotir. malavi. maotu. marotia. maroutu.
marnassa sf. moutu. L malabitus.
ASF 741 un barile voydo da marnassa voyda. maroxelletto / maroxello sm. “piccola onda”
maro sm. (bot.) “Teucrium marum” RAN 76 (CIT) maroxelletto. CIT 122 l’un maroxello e
FPL. l’atro ne vè l’ora/ d’arricchiuse a sì nobile tesoro (la bel-
Maro top. (Borgomaro) la al mare).
CL 10. LAV 407 “il più antico abitato dell’alta V. D maroxo. mauxettìn.
Impero” maroxo sm. “onda, maroso”
D borgomaro. L (de) maro. AG 68.4 quando lo vento pelegar/ mostra zegi tenebrosi/
marocca sf. “malattia venerea” fazando le unde spesegar/ e ngroxar soi maroxi. CIT 124
DGL 13 “voce gergale”. PVG “voce di origine zingara”. a vista dro maroxo in sciu ro scœuggio… GL 2.30 e chi
BDS (Sav.). te ghìa, povera innoçente/ in questa gran burrasca, in sti
marroca sf. “merce di scarto” maroxi? RAN 58 s. xvi. (B.Cigala). PF 350.
ADL (Vent.). DEI.3 2371: trent. “detrito morenico”. D maroxelleto. mòuxu.
marochella sf. “marachella, tiro mancino” (â) marparà loc. avv. “alla meno peggio, alla mala
GL 9.1 e a va con atre Furie in gibriella/ per tesce quar- parata”
che nœuva marochella. ADL (Vent.).
mar officio sm. “delitto” marparlente agg. “sboccato”
GP 290 Pilato… rezeiva la segnoria et era como zuxe de ADL (Vent.).
mar officio, et a ello se partegniva de dar morte. Marpurch top. “Marburgo (Ungheria)”
D malofficio. LSE 30 fe fare uno hospitale magno in Marpurch.
maròn agg. “color marrone” marsa sf. “marciume, pus”
VPL. AA 22 (nell’epidemia di peste) e ebi due angonagie e uno
marronna sf. “castagna” carbone e tute se feceno aprire e uscire la marsa e lo ve-
COM.1 108 corò de marron-na. leno. BDS (Sav.).
D marrune. D marsimento. março.
marone sm. “grossa marra; zappa” (Aigua) marsa top. (Diano S.Pietro)
SIP 317: odierno (Massa). FCL 53 a.1362 a fonte aque martie.
L marone. D campomarzio. (acque) marze. marsoi. L aqua martia.
marora sf. “malora, disgrazia” marsaiö’ sm. (ornit.) “pavoncella”
CIT 140 tanta brasca e coæ’ ti hæ sempre avûo/ de mette- CLU.
me a l’agûo/ de veime in mille miria marore. D marsengu. marsö’
marorbu sm. “gioco a mosca cieca” Marzano top. (Torriglia, Gen.)
MP 20.6 (Pigna). TVD (Dolc.). PTR 48 “è dubbio se si tratti di topo. prediale romano”.
marotia sf. “malattia” marzapan sm. “muschio (per il presepio”
AG 27.8 o veieza o marotia. AG 39.136 questa soza ma- BDS (Sav.).
rotia/ d’aver tesoro per rapina. AG 53.209 aspeti morte e marzapane sm. “scatola, recipiente; misura di capa-
marotia. AG 91.47 questa marotia/ e semeiante a la gi- cità; pasta dolce”
roxia. PEG questa è perigorosa marotia a chi tute meixi- G.R. CARDONA, LN 30 (1969) 34-37: ar. Martaban, città
ne tornan a venim. CEB 358 guardate da mego chi vogia araba sul Golfo del Bengala, centro di produzione di va-
proar in ti como ello de curar atri de semegiante marotia. si per conserve e dolci. ALN 25, 29 sg.; 123, 590, 597,
PAB 58 e crei che le aventure de fortuna vegnam senssa 599. PVO 429 sg. REW 5440. DEI.3 2379.
raxom e seam caxom non tanto de marotia ma de morte. L marzapane.
BL 80 a.1400 ve scripsi… sopra lo fato de le marotie de (Aque) marze top. (Stella)
lo corpo et frebre et autri mali. TL 1 837 a.1458 è occor- RES 50 a.1590: od. Acque marce.
so caso a vi. de elli de contagion et etiam a un atro de ma- D marcio. (aigua) marsa.
rotia. COM.1 32 mi ho una figgia afflita e tribolà da una marscina sf. marsina, abito elegante”
marottia stravagante. RAN 196. BDS (Sav.). VPL.
FA 367. FAS 163. PS 33. BIO 72 lomb. marsina “abito da uomo”
D malotia. maottia. maroto. marutia. mautia. D marsina.
mars 92 mart

Marscinìn top. (Lavagnola, Sav.) marsu agg. “marcio”


NTS 41. PAD 383 n. “gen. mod. oeggia marsa “persona corrotta”
marsé sf. “mercé” MP. 20.6 (Pigna). ADG 13, 133. PVG. VPL. PD 357 pl.
PD 143. marsci.
D marcé. D marzo.
Marsegia / Marselia top. “Marsiglia” Marta top.
AA 61 lo duca de Borbone… se aviò verso Marsegia… –– TAL 83 n.436 (Alassio) Cà de Marta: REW 5384. PSP
per caricare la dita artalaria e municione per condurla a 101 n.295 (Pigna). PCT 121, 125.
torno la cita de Marselia. D martua.
L marsilia. martà sm. “scure, accetta”
marsena sf. “segale” TVD (Dolc.). VPL (Pigna).
ADP (Pietra). D martaro.
marsengu sm. (ornit.) “pavoncella” martàn sm. “montone”
CLU. PVG: “forma isolata, forse maràn x muntùn”.
D marsö’. martaro sm. “scure, accetta”
marsì vb. “marcire” GRD 120 (Pigna) porteranno rondegli e martari coi quali
ADG 42, 133. PVG RGS § 265: lig. montano (Rovegno) taglieranno detto legno scravato senza arrancare.
marzì (-z- aspra). D martà.
D marsimentu. março. màrtau sm. “martora”
marsimentu sm. ”il marcire” PAG 237.
PD 141. D martua.
D marsì. marzo. marté sm. “martello”
marsina sf. “marsina, abito elegante” VPL (Pigna).
GRD 120 (Sav.) (abiti proibiti agli ecclesiastici) marsina, martellà vb. “battere, tormentare”
sottomarsina, giustacuore. RAN 75 (CIT).
DEI.3 2375. D amartellà. martelatti. martelatüra. martelòu. martelu.
D immarscinòu. marscina. sottomarsina. L marsina. L martelare.
marso sm. “marzo” Martelatti top. (Loano)
CAR 28 a.1442 anchora a di x. de marsso mccccxlii. BRP TCL a.1604-06 lo martellato (cava di pietre).
1 a.1474 a xxv. de marso. MPS 59 a.1550 (Stella) da ca- D martellà.
lende di marso. AA 19 lano de 1504 a la fine de meze di martelatüra sf. “piccola incudine portatile, che si
marso. AA 78 lano 1526 del mese de marso. pianta nel terreno per martellare la falce”
D marcengo. marsö’. marsu. L marcius. FDT.P 74 (Triora).
março / marzo agg. “marcio” D martellà. L martelatura.
IVE 9 le persone infidele sum semegeive a lo legno março martello sm. “tormento”
(ms. segno marco) chi luxe de note e de di marzo apare. GL 7.21 quello ch’aoura me dà tanto martello/ per o quæ
AA 207 fu trovato eretico e marzo luterano. vœu l’amò che bruxe e strine…
RAN 60.
D marcio. marcir. marciu. marsa. marcimentu. março.
D martelòu.
marso. marsu. L marcius.
martelòu sm. “calafato”
marsö’ agg. “(grano) che si semina a marzo”
NVM (Sav.).
PVG.
D martellà.
marsö’/ marzö’/ marsö’a sm/f. (ornit.) “pavoncella martellu sm. “martello”
(Vanellus cristatus Meyer)” RGS § 159. PVG.
PAG 242 marsö’. CAD marzö’. CLU marsö’a “mar- D martellà. martello. L martellus.
zaiola”. martesdi sm. “martedì
D marsaiö’. marsengu. marso. BL 61 a.1392 la moria talor cesa e monta, sabato passato
marzocco sm. “ancora minore della galea, del peso ne mori vii., domenega viiii., lunesdi x., martesdi xiii. PS
di 550 libbre” 17 s. xv. martesdi.
PSG 370 s. xvi. RGS § 346 “vi è riconoscibile l’antico genitivo”. VPL.
L marçocus. D materdi. matesdi.
marzocu sm. “rappezzo” (sant) Martì n.p. “(san) Martino”
VPL. RV 93 s. xii. meill varà, per sant Martì/ s’andai da ser
Marsoi top. (Pigna) Opetì.
PSP 101 n. 294 “oggi scomparso”. REW 5345. FAS 152 n. “l’apocope di -n è prov., non a.gen.”
D (aigua) marsa. martin sm. “girarrosto”
marzor sm. “marciume” GO. CAD. PAG 7. RCG Diz.
AG 54.134 la streitura/ de lo carzer pim de marzor. CEB D martinetto.
354 la goliardia de vil homo e neglegente è spuza et mai- (Saint) Martin top. (Alpi Marittime, Fr.)
zor (PS.64, 66 corr. marzor). LAM 115: St Martin d’Entraunes; St Martin-du-Var; St
FA 368. FAS 164. AGC 50 n. Martin-Vésubie (S.Martino Lantosca).
D maizor. D (San) Martino.
marsu sm. “marzo” Martinasca top. (Serra Riccò)
ADG 13, 133. RGS § 291. PVG. VPL PTP 16 n. Martinus, n.p.
D marso. L martinascum.
mart 93 marv

martinelli sm.pl. (bot.) “erica” martu / màrtua sm/f. “martora, faìna”


DVA (VArr.). MP 20.6, PSP 101 n.295 (Pigna): martu. PVG, VPL màr-
Martinengo cognome, top. (Alessandria, Bergamo, tua.
Brescia) REW/FPI 5384.
FFN 370: Martinus + germ. -ing/ -eng. D marta. martau. martiu. martorino. martoro. marturu.
L martinenca. L martura.
Martinetto elem. topon. (Cairo) martuffo / martüffu sm. “tanghero”
FCL 42 Cascina del Martinetto; Rio del Martinetto (rife- COM.6 45 coscì v’avesse conosciûo un anno fa, che non
rimento a attività industriali). me saræ’ imbarassao con quelli martuffi là de
martinetto / martinetu sm. “torno, cricco, strumen- Borzonasca. CAD, BDS (Sav.). martüffu.
to per tendere la balestra PIA 78 n.54 “possibili riferimenti arabi”.
PAD 359 a.1506 doe balestre de martinetto. PVG: maz- D martüfuna.
zacavallo, strumento per irrigare i campi” martüfuna sf. “donna rozza, ignorante”
D martìn. martinica. martino. PVG.
PVG. D martuffo.
martinica sf. “freno a manovella dei carri” màrturu sm. “martora”
PAG 218. ADP (Pietra). BDS (Sav.). PVG. VPL. ADL (Vent.).
A.PRATI, ID 15 (1939) 201 “martino”. D martua. L martirus.
Martino cognome maru sm. (bot.) “specie di erba aromatica
VTS 93, 113 a.1530 (Sav.). (Teucriuum maro)”
Martino elem. topon. CAD.
PCT 97, 120 Rio Martino. marübiu sm. (bot.) “Marrubium Benth.”
D martinetto. MLC 257 (Sav.).
(San) Martino top. “(San) Martino (Lavagnola, Sav.)” marudà vb. “rubare nei campi”
NTS 25: ponte di an Martino, esistente nel 1241, rifatto ADL (Vent.).: fr. marauder.
nel 1264. marugìn sm. (bot.) “Pulicaria dysenterica”
D (sant) martì. (saint) martin. L (sanctus) martinus. FPL (Santa Margherita).
martin pesciö’/ pescòu sm. (ornit.) “martin pescatore marügu sm. “uomo sciocco”
(Alcedo ispida)” DVA (VArr.).
DVA (VArr.), CLU martìn pesciö’. PVG. CLU martìn pe- marùn sm. (ittiol.) “fanfano, centrolofo pompilio
scòu. (Centrolophus pompilius C.V.; Centrolophus niger Gm.)”
martirio sm. “martirio” PML 359. TTC 136.
AG 12.442 chi per via de martirio/ voi reina con Porfirio/ D murùn.
avrerei tosto festa e riso/ e gran corona in paradiso. marundùn sm. “pietra da getto”
D martiro. martorio. L martirium. LAV 408 “peggiorativo di rundùn”.
D rundùn. rundirìn.
martiro / -a sm/f. “martire”
marruna sf. (bot.) “castagna (Castanea vesca v.sp.)”
FAS 157 martiro. MAC 161 sancta Margarita vergem e
FPL.
martira.
Cf. HB 190 sh. a.lomb. marrone.
AGC 40, 101, 127 “metaplasmo”. D marronna. L marona.
màrtiu sm. “martora (Mustela martes)” marunsìn sm. “dolciume per ragazzi, cialda con pi-
GO. CAD. PAG 237. stacchi e mandorle”
D martua. CIC 52 a.1842 (Sav.) façeivan di sulenni repulisti,/ i puen
mar toieto sm. “maltolto, furto, rapina” (le pagnotte) cumme se fussan marunsìn/ se veddeivan
AG 14.508 esto vicio maleito/ fruto mar toieto. sparì in t’un batte d’öggiu. GO. CAD, RAN 197, BDS
FA 367, 398. (Sav.).
D toie. L mala torta. marüsà vb. “tagliuzzare maldestramente”
màrtora sf. (bot.) “mirto, mortella (Myrtus commu- BDS (Sav.).
nis)” ma russu sm. “rosolia del maiale”
FPL (PortoM.). CAD.
D mortola. marutìa sf. “malattia”
Martorino top. (Mallare) MP 20.6 (Pigna).
FTL 152. D marotia.
D martua. L marturina. marva sf. (bot.) “malva”
martorio / martuœrio sm. “martirio, tortura” FPL, GUA 442 “gen.”
AG 143.269 meio e cosi durar martorio/ ca portarlo in D malva.
purgatorio. CIT 89 ah, sarà moæ’ che posse confessà sen- marvace agg. “malvagio”
za martuœrio/ che ti è bella e pietosa. FSU 51 a.1456 (Sav.) dove è la oratiom lì è il figliolo di
PS 67, 109. PD 117 Dio et il marvace spirito si cacia via.
D martirio. L martorium. D marvaxe.
martoro/ -a sm/f. “martire” marvàiscu sm. (bot.) “Althaea officinalis”
PS 67 s. xiv. martoro, martora. MLC 228 (Var.).
D martiro. D malvavisco.
martoro sm. “martora” marvasamenti avv. “malvagiamente”
ASF 717 fodra una de roba de diverse pelle, martori, lovi PEG 43 li orgoiosi richi omi, chi uzan marvasamenti li
serveri… ben che Deo li a fati e dayto in questo mondo.
L martirus. D marvase.
marv 94 mass

marvase agg. “cattivo, malvagio” (Le) Mas top. (Alpi Marittime, Fr.)
PEG 42 desleotae si a tre branche; la primera si e marva- LAM 102 it. Masio.
se, la segonda pezo, la terza reissima. massa sf. “vomere dell’aratro”
D marvasamenti. marvaxe BBB 30 a.1479 (1703) (Bard.) aratro o massa e secure.
marvaviscu sm. (bot.) VPL (Pigna)“puntale del vomere; vomere”
FPL (Gen.). “Althaea officinalis” FPL (PortoM.) “Vitex GO.
agnus castus” Massa cognome
D malvavisco. VTS 118 a.1630 (Sav.).
marvaxe agg. “malvagio” massa / maza sf. “mazza”
AG 12.402 con ingano e con losengue/ como fan marvaxe AG 48.19 che vegna maza chi fera/ per dever tuto pagar.
lengue. AG 62.9 questa soza marvaxe. AG 73.12 le gen- PAB 82 quelli chi sum in segnoria…/ circundai da ser-
te marvaxe. CBL 330 (3.22) Herodes re marvaxe. CBL venti e maze/ se fam a li simpli dotar. VIA 92 a.1476
348 (25.63) quela marvaxe gente non aveivan pietai. PEG (Sav.) item martelli et maze de ferro n. xx. ASF 755 mas-
42 orgoio… questo peccao se devixa in tante maynere… se doe de fusina. BMG 56 a.1630 masse da rompere le
la septima si e marvaxe paor. MAC 164 o marvaxe justi- pietre. PVG. VPL.
cier… PCD 44, 47 s. xiv. FA 368. FAS 150.
FAS 150. D massero. masetta. massola.masotu. matia. L massa.
D malvaxe. marvace. marvase. marvaxia. marvaxissimo. Maza top. (Loano)
marvaxitae. marvaxo. TCL.
marvaxia sf. “malvagità” maza / mazza sf. (bot.)
AG 27.20 poi che seam serrae le porte/ za no sera chi te TCL (Loano) maza “Gladiolus segetum”. FPL (Gen.)
reporte/ a remendar chi (qui sulla terra) marvaxia. mazza “Citysus laburnum; Spartium junceum”.
FAS 163. D mazzo
D marvaxe. marvaxitae. massà sm. “massaro, amministratore di arte o con-
marvaxia sf. (bot.) “malvasia (Vitis vinifera v.sp.)” fraternita”
FPL. SA 250 a.1340 (Sav.) li dicti consori et etiam li massaj de
L marvaxia. la dicta arte. ATA 204 a.1384 (Alb.) li pati li quay vorem
marvaxio agg. “malvagio” li masay de lo colegio deputai a questo. SFC 94 a.1393
BL 73 a.1399 Christe… destruga ogni marvaxio et tra- nesuno masa de la dita consortia non debia tegnir moneta
ditor. ne dinari de la dita consortia… sensa voluntae de dicti
D marvaxo. priori e consegieri de la dicta consortia. VCC 30 sg.
marvaxissimo agg. “malvagissimo” a.1480 (Sav.) che lo consoro novo cum lo consegio debiam
MAC 162 Ellibrio imperaor, in la dicta persecucion era eleze un bom massa chi abia cura de le cose de larte. –– lo
marvaxissimo in quellotempo. brandom chi se da ali massè de la dicta zexia. PVG.
D marvaxe. D masaro.
marvaxitae sf. “malvagità” massabecchi sm.pl. (bot.) “Ilex aquifolium”
CR 20 maere mea, o ve dixen che o sei tegnua a lo pecao FPL (VArr.)
D massabeccu.
original: chi lo dixe, dixe gran marvaxitae. PAB 85 e se
mazzabecco sm. “ariete, macchina bellica”
l’omo mete mar novo cum la marvaxitae de quello chi l’a
GL 11.51 così ra torre i corpi spezzegando/ co i mazza-
tuta pura, senssa mistiom de ben…
becchi in tra muraggia viva/ a l’andava si presto der-
PS 35. ruando.
D marvaxe. marvaxia. D massabeccu. massapræve.
marvaxo agg. “malvagio” massabeccu sm. “mazzapicchio, arnese per rassodare
IVE 25 unna marvaxa et pessima femena. CR 17 semper i selciati.
dubitava de la invidia de queli marvaxi judei. GPO. CAD. BDS (Sav.). VPL.
D malvaxo. maravaxo. marvaxe. marvaxio. marvaxo. D mazzabecco.
marvetta sf. (bot.) “malva” massabeccu sm. “cavallocchio, insetto che salta sul-
ADP (Pietra). l’acqua”
D varmeta. malva. ADP (Pietra).
marviaggio sm. “errore; malora; imprecazione” D massapreve.
GL 6.5 se poi ra morte me fa dì: me pento,/ pazienza! averò massacàn sm. “muratore”
fæto un marviaggio. GL 12.14 perché nisciùn porrà con ciù COM 4.8 queste petegore… me creddo che ogni giorno
vantaggio/ ra gran Torre de lô mandà in marviaggio. COM.1 fassan o massacan, o pittô per crovise a faccia de gian-
7 marviaggio a quello sençà, chi ha aggroppao ro nostro ma- chetto e de rossetto. FDG pl. masakén. PVG. DEV 15
trimonio. COM.1 116 marviaggio quando l’ho dito! “parola tipicam. ligure.” VPL. PS 67 fr. maçon. RAN
D marvieggiu. 107 prov. massacàn. GA 13.201: cf. REW 5208. RNC 19
marvieggiu sm. “sciupìo” sg.: ar. sahana “spezzare pietre”; mishanat “piccola pietra
GO fa marvieggiu. PD 365 marviæggio (imprecazione) da costruzione”, cf. nizz. massacan m.s.; neogr. (Cipro)
“forse importato” eêko$: oákodom≈$ teàcou$ matzakßna.
D marviaggio. D masacano.
marvoianza / marvoienza sf. “malevolenza, malvo- massacàn sm. (ornit.) “forapaglie”
lere” CLU.
AG 51.16 e cossì sor descavear/ romagnando in marvoien- massacanetto agg. “sregolato, debosciato”
za. IVE 7 chi fa ogni cosa senza falacia, a chi ogni cossa GL 4.57 fa vitta… massacanetta.
bona piaxe senza marvoianza. FAS 368. FAS 149, 162. D massacano.
masa 95 masc

masacano / mazzacano sm. “muratore; persona di masaro sm. “massaro, amministratore”


bassa condizione” SCF 95 a.1393 ancora ordinemo… che ogni anno sia rei-
PS 67 a.1471 masacano. TL.3 204 a.1475 quarchi meistri zo per lo massaro bona raxom de la soa masaria. MPS 67
de antelamo masachani. AA 159 3 masacani e uno fami- a.1550 (Stella) il massaro dil comune de la Stella.AA 140
gio de li antiani. ASLSP 13 (1880) 726 ca.1551 quattro sg. li masari de lo domo e con loro molti citadini ne an-
scalzi mazzacani. dono al domo. –– lano de 1542 la comunita de Saona…
D maciachano. massacan. L maçachanus. fece elecione de li trei masari de lo domo chi aveseno a
mazza de San Giuseppe sf. (bot.) “Nerium oleander” ministrare le cose aspetante a la dita masaria.
FPL. D massà. masaria.
mazagem sm. “magazzino” massaro sm. “colono”
PS 13 s. xiv. RGS § 325 “metatesi”. GRD 118 (Calizzano) il massaro che piglierà possessioni
D mazanghìn. L mazagenus. d’altri a seminare non potrà essere rimosso da tale masse-
mazaghìn sm. “magazzino” rizia se prima non avrà levato o preso tre raccolte.
VPL (Sanr.) D masserizia. L massarius.
Masàia top. “Masserìa (Sav., San Bernardo)”
massarolla sf. “frutto acidulo; donna imbellettata”.
NTS 41.
BDS (Sav.).
D masaria. masseria. L (de) masaira.
massame sm. “ammasso di lombrichi usato per la pe- Masasco top. (Gen.) FFN 343 : < mansus.
sca delle anguille” L mazaschum.
ADL (Vent.). VPL. mazatino sm. “specie di stoffa”
mazamme sm. “giovinastro” MNS.2 8 a.1577 (= MNS.2 31 a.1728) (Sav.) mazatini di
FDT.P 74 (Triora). qualsivogliano sorte, e tinti in qualsivoglia colori.
massamorro / massamuru sm. “tritume di biscotto masca sf. “guancia”
guasto raccolto sul fondo dei depositi, sulle navi” CR 26 se inchinà humiliandosse in ver la soa maere e
CIT 127 l’aragosta, ro dentexo e l’ombrinna/ corran tutti misse la soa masca con la soa e così streitamente aba-
a regatta in un pancœutto/ com’a ro massamorro dro be- razae… AA 102 uno… che teneva la insegna de una
scœutto. CAD, RAN 197 massamuru.Cf. DEI.3 2397. cotelata in la masca. PRI 20 s. xvii. (G.Chiabrera, Sav.)
D massöa. murröa. L mazamurrus. re masche cururìe. CAD. RAN 197. MP 20.6 (Pigna).
mà san agg. ”malato” ADL (Vent.). PVG. VPL.POF 19: cf. it. masticare. PS
CPF 169 a.1589 l’è mà san e vegio. 67 * mastica. REW 5398 masticare. FA 368: ÷
D ma. lat.maxilla, o it. maschera? NIG 81 < mascara? GA
mazanghìn sm. “magazzino” 12.172. RSS 37. REW 5390, 5394 mascara. DEI.3
PSE 256 “metatesi complicata da inserzione di -n-“. 2380 it. masca.
RAN 44 PD 354, 364. FPI 5447; PVG. D mascà. ,maaschetta. maschettìn.
D mazagem. masca sf. (mar.) “curvatura anteriore della nave”
masapellu sm. “strada male acciottolata e ingom- GA 12.172 “dal gen. l’it. masca, m.s.” RNA 169: dal gen.
bra” il neogr. mßska m.s.
LAV 408: ma “malus”. masca sf. “strega”
D sapello. ADL (Vent.), TVD (Dolc.). POF 19 < mascara “masche-
mazapica / mazapico sf. “mazza da muratore o car- ra”. REW 5394 cita Gervasio di Tilbury: lamias quas
pentiere” vulgus mascas aut in gallica lingua strigas. NIG 82 piem.
BMG 56 a.1630 lista di tutti quelli ferramenti che hande- masca “strega”: Leggi longob. “striga que dicitur masca”.
ranno per fare le muraglie…: per mazzapiche… MVS DEI.3 2380 “prob. relitto del sostrato pregallico”. ASB
(Sarz.) mazapico.
75.
mazaporu / mazapourìn sm. (ornit.) “picchio”
L mascha.
CLU.
massapreve sm. “cavalocchio, insetto che salta sul- mascà / maschaa sf. “schiaffo”
l’acqua” CBL 348 (25.38) et da un servo gi fo daito/ una si grande
CAD. ADP (Pietra). BDS (Sav.). VPL “libellula”. mascà/ che de sangue fo araxà/ la boca alllo fiior me. GP
massapræve sm. “ariete, macchina bellica” 286 e si de a Christe una grandissima mascha per la faza
GL 6.45 comme va un massapræve in tra muraggia. cun grande ira. PAS 33 si de a Criste una grande maschaa
D mazzabecco. L masaprevi. su la massella. PRP 355 (2.46) non ghe serà za morra/ ma
masaria sf. “amministrazione; ufficio del massaro; mostazzi e maschæ’ d’un cantà l’una. MIT 93 a.1850
tesoro di cattedrale (arredi preziosi, paramenti, ecc.)” (Sav.) se ve baxan, dèghe zü/ plofte, tostu üna mascà.FAS
SCF 95 a.1393 ancora ordinemo… che ogni anno sia rei- 163. PS 67. FPI 5389a. CAD. RAN. 197. PVG. MVS
zo per lo massaro bona raxom de la soa masaria. AA 141 (Sarz.). VPL.
sg. lano de 1542 la comunita de Saona… fece elecione de D masca. mascata. maschezzà. mascairùn. mascùn.
li trei masari de lo domo chi aveseno a ministrare le cose L mascata.
aspetante a la dita masaria. –– lo aventario de la masaria mascabado/ mascabadu sm. “zucchero di cattiva
de lo domo de Savona de lano del 1542. qualità”
D masaro. COM.4 7 ei visto quelle due zovenottte…? cose ve pâ?
massaria sf. “masseria, cascina, podere” son due cascie de zucaro da desgabelà: ælo fioretto o ma-
FBS 49 s. xvii (nel Bosco di Savona). scabado? GO. CAD. PAG 92.
D masàia. masseria. L massaria. mascaessu sm. “sovatto, cuoio per cavezze e fini-
masaritie sf.pl. “masserizie” menti”
FAS 146 CAD. PAG 221. FPI 5389a.
L massalicia. L maschaicium. maschayzum.
masc 96 mass

mascairùn sm. “ceffone” mascezà vb. “stazzonare”RAN 197: mascezàse una


DVA (VArr.). cosa “godersi una cosa”.
D mascà. L mascaronus. màscime avv. “soprattutto, specialmente”
màscara sf. “maschera” VPL.
MNS.2 14 a.1593 (Sav.) tenere o vendere mersarie o masché sf. “ salsa di patate”
guanti, mascare o altra cosa. DFC 83 a.1763 croxe rossa RCG 45.
in campo gianco/ senza mascara erborò. (Vent.) mascherpa sf. “ricotta”
(Sanr.).PD 135, 139 “assimilazione”. REW 5394, DEI.3 PVG “voce lombarda”.
màscheru sm. “uomo mascherato”
2381 it. maschera. Cf. RGS § 332 cal. mascara m.s.
PD 135. MVS (Sarz.).
D immascarao. mascarà. mascarata. mascarìa. mascaru. D mascara. mascaru.
mascheru. maschetta sf. “carne da brodo”
mascarà vb. “tingere la faccia di carbone” BDS (Sav.).
ADL (Vent.).REW 5390. Cf. SAP 413 a.lomb. mascarao D masca.
“livido, ammaccato”. maschetta sf. (mar.) “asse di sostegno della gabbia”
D mascara. mascòu. CAD. NVM (Sav.). GA 12.172. “curvatura anteriore del-
mascarata sf. “composizione scherzosa, scena di ma- la nave”
schere” maschetta sf. “staffa della stadera”
RDA 5 (C.Zabata) me descciaxe ben… che non haggie PAG 21. BDA.
possuo inserì in questo liberetto quarch’unna dre soe ma- maschettìn sm. “guancia di bambino”
scharate. NPD 65 s.xviii. (Sav.) che bella fronte! che maschettìn!
D mascara. D masca.
mascarìa sf. “compagnia di maschere” maschezzà vb. “schiaffeggiare”
AIR 19 (Airole) e che de ren nu dübitesse/ né du can né Soc. A Campanassa, XI. Concorso di poesia dialettale
du luvu/ e né de tüta a mascarìa. “Beppìn da Cà”, Savona 1983, p.25 (E.Castelli) mà in-
D mascara. versu ch’u maschezza i scöggi.
mascaròn sm. “mascherone” D mascà.
DFC 117 o me pâ giusto un mascaròn de stucco. maschio sm. (mar.) “gancio del timone della nave”
mascarzòn / mascarsùn sm. “mascalzone” PSG 369 (s. xvi.) “il timone agganciato alla ruota di pop-
PRP 358 (3.72) pezzo de mascarzon, cieria de tristo. PRP pa con i maschi e le femminelle”.
D mascciu.
359 (4.40) cieria de mascarzòn, cieria de grotto. CIC 63 Maschio top. “borgata a monte di Savona”
a.1843 (Sav.) ah traggetta mascarsùn! NTS 9.
CAD. RAN 197. D massciu.
màscaru sm. “uomo mascherato” màscimu agg. “massimo”
PD 135. ADL, VPL (Vent.). ADG 16, 48.
D mascara. mascaru. L mascarus. mascìsciu agg. “massiccio”
mascata sf. “schiaffo” GO. PD 349, 357, 363: *mascissu, con assimilazione;
PAD 424 a.1506 dar mascate e pugni. OSC 10 a.1600 non sarebbe prudente trarlo dal pl. mascisci”.
schiaffo o mascata. GR.2D 81 (Rio di Groppo) non osi D macissu. massiscio.
dare mascate o masellate. mascòu sm. “persona in maschera”
D mascà. L mascata. SDS (Sav.).
Masccettu top. (Sav., Fornaci) D mascarà.
NTS 41. GA 16.17 cita G.FLECHIA, Nomi locali d’Italia masculo sm. “culatta mobile di bombarda”
derivati dalle piante, Estr. Atti della R.Accademia delle ASF 753 una bombardeta de metalo sensa masculo. ASF
scienze, Torino, 15.15: “maschietto < masculetum “locus 757 doi mascoli de ferro.AGM 790 sg.
in quo plantae vinearum masculae positae sunt. (FORC D mascciu.
s.v., cf. FAL n.440 (Plin., n.h. 17.182). mascùn sm. “ceffone”
D mascciu. L masculs. FPI 5389a. ADP (Pietra).
mascciu agg., sm. “maschio” D mascà. mascairùn. L masconus.
NPD 81 a.1865 (Sav.) a tôa prucüa d’aveighe i mascci e e mascùn sm. (mar.) “parte esterna, emersa, della prua
figge/ a nonna, s’a l’è viva, cû messé. PD 339. GIL §234. della nave”
NVM (Sav.). “mascùn de prua”. ADP (Pietra).
PVG. VPL.
D maschetta.
D masccettu. mascciüssa. maschi. maschio. masculo. ma- massé vb. “ammazzare”
siho. maxiho. L masculus. PAA 65 s. xv. (Stella) per piié na cortterin-na/ e massé
mascciüssa sf. “maschiaccia (detto di bambina)” tucci quei dra Marin-na.
PVG. D amazar.
D mascciu. mazé sm. “muro a secco”
mascela sf. “guancia” ROC 146 (Civezza): pl. maxèi.
VPL (Vent.). BNL 73 (Perin.). PSU 3 (Calizz., Airole, D maxera.
Pigna) “non è parola lig., compare solo a Pigna come va- massella sf. “mascella, guancia”
riante di masca, proviene dal Piemonte (il prov. ha gauta)”. PAS 33 si de a Criste una grande maschaa su la massella.
D massella. maxiella. mastrella. maxelà. L maxilla. GP 290 n. Ieremia propheta, chi disse, pianxando e lo
Mascella top. (Alassio) pyanto in la note e le sohe masselle e non gu e chi gue da-
TAL 84 n.440: a catasto Mastrella. GA 14.14 sg. LPTA ga consolaciom. (v.l.: pianzando ella a pianto in la note e
141 mastrella, cf. maìsciu < maìstru, nòsciu < nostru le soe lagreme in le soe massele). Cf. Vulgata, Ierem.
(Alassio). Lament. I.2 et lacrymae eius in maxellis eius.
D mastrella. D mascela. maxiella.
mase 97 masn

maselà sf. “schiaffo” masfurgu esclam. “perbacco!”


CBL 348 (25.63) quela marvaxe gente/ non aveivan pie- MP 20.6 (Pigna).
tai/ si grande maselai/ ferivan allo fijor me. Massi idr. (fra Albisola e Stella)
D maxelà. L maxillata. RPV 296 a.1590 (Var.) un rittano, nominato il rittano de
maselaro sm. (mar.) “bossello, maschetta, mascella” lo massi, quallo spande in detto torrente di reabasco.
PSG 382 a.1512 per contra a l’arbore dentro da le corsie massìn sm. (bot.) “Coronilla emerus”
li soi maselari per le puleze da goindare. FPL (V.Polcevera).
maselaro sm. “macellaio” mazìn sm. “maggese”
FCL 28 a.1716 top. Cà de maselaro (S.Olcese) VPL.
D maxelà. mazzìn agg. “del mese di maggio”
masellata sf. “schiaffo” CAD.
GR.2D 81 (Rio di Groppo) non osi dare mascate o masel- (funzu) mazzìn sm. (bot.) specie di fungo: ‘Agaricus
late albellus”
Cf. SAP 413 a.lomb. masselada m.s. GO “prugnolo, fungo di maggio”. CAD. FPL.
D maxelà. L maxillata. D mazzengu. mazzini. mazzu. L mazinus.
mazelo sm. “macello” masina sf. “fascina”
AA 48 in la hostaria de Castigone a preso ali mazeli. AA VPL (Alb.).
132 Ioane Maria Sansone (a comperato) gabella mazeli li- màzina sf. “macina, mola”
re 677. LP 30 (Airole).
D maxelo. D masinare. moa. mora.
Masena top. (Lavagna) masinare vb. “macinare”
EOL 25. AA 224 li molini da masinare.
L maxena. D masina.
mazengu sm. “maggese” Mazzini cognome
VPL. A.BARTOLI, Giornale storico della letteratura italiana, 66
mazzengu agg.e sm. “di maggio; tardo, anziano” (1936) 166 “germ.”. P.S.PASQUALI, LN. 2 (1940)128: <
(Tom)masini
CAD. GO. PD 115 “formaggio marzolino”. FPL funzu
D mazzin.
mazzengu “Agaricus pruneolus” RAN 198, LSE 19
masiho agg. “maschio”
n.“uomo vicino alla vecchiaia”. PVG “fieno che si taglia GP 376 ello aveiva piu de diexe figioi masihi. PAB 44 e
a maggio”. meteraige dentro de tuti animai, cossi de bestie como de
FFN 367. PD 115 “fra gli ultimi superstiti di germ. animai e oxeli… de piascum um par, masiho e femena.
-ing.” Cf. MB 132 (Bonvesin) mazengo “fieno tagliato a PS 98.
maggio”. GDLI it. maggengo s.xx. “letterario”. D mascciu. maxiho.
D mazzìn. mazzu. massiscio / massisciu agg. “massiccio”
masenso agg. CIT 239 a cantà dro nostro Duxe/ ri onoî sodi e massisci.
LSE 19 una volta ella fo ihamata a una predicha e, soprave- CAD massisciu.
gnendo una marchisa masensa, non ze a quella predicha. D macissu. mascisciu.
LSET 27 n. “traduce prob. un Messensi, Messinense, maziù sm. “funghetto del mese di maggio”
Misenensi dei codd. latini di Jacopo da Varagine: forse nel RRL 68 (Ponente lig.).
senso di gen. mod. mazzengo “attempato”. D mazzu.
masera sf. “muro a secco”, masna / masnaa sf. “famiglia; insieme dei servi e di-
MVS (Sarz.).Cf. DEP, FLP piem. masera m.s. pendenti della casa”
D maxera. AG 29.13 ma pu e misero e dolento/ e degno su forche pen-
mazera sf. “la clausura fragile de le vigne” der/ preve chi no cessa offender/ in si greve falimento/ a chi
GBV a. 1514 s.v. maceria. masna no sento/ de dever partir ni render. [AGN “famiglia,
D maxera. parenti”. AGC “familiarità, compagnia”. Diversamente
masseria sf. “massseria, forma di organizzazione del- AGD]. AG 86.24 fiioi aveiva tai e tanti/ masna de servi e de
l’azienfa agricola”; elem. topon. fanti. AG 86.29 qhesti fiior con lor masnae (PS 106 n.) AG
FTL 160 e n. 130.21 reze la masnaa/ a so lavor tuta ordena. AG 133.63
D masàia. massaria. L (de) massaira. che maire tropo pietosa/ fa la masna esser tignosa. AG
masserizia sf. “rapporto di colonia del massaro” 140.172 de la toa gran faiga/ l’atru masnaa se ne noriga.
GRD 118 (Calizz.) il massaro chi piglierà possessioni AG 140.285 de la masnaa toa agi cura/ de tenerla con gran
d’altri a seminare… non potrà essere rimosso da tale mas- mesura/ amonir e castigar/ e reprendela de li mar. IVE 25
serizia se prima non avrà levato o preso tre raccolte. la quar… si scampà lo so mario… et scampalo le et tuta la
soa masnà da la morte. IVE 31 e ordenam de far grande li-
D massaro.
moxine e da dobiar lo sacrifitio e de spende lo so tempo in
massero sm. “mazziere, guardia del corpo” orationi e in loxo de Dee, e cossì anchora tuta la massnà.
BBG 520 a.1448 per li doni alli masseri nell’ingresso de- CEB 354 tu ay demandao esser amaistrao da noy de lo moo
gli Antiani… et de la cura de governar piu utermenti la masnà, et como li
D massa. L macerius. pairi de le masnae se debian pasar. PAB 47 Abram… cir-
masetta sf. “mazzuolo” concixe si e tuti li soi fijoi e tuta la soa masna. PAD 235
GO “sonaglino dei bambini”. FDT.P 74 (Taggia) “maz- a.1506 (tutti i cittadini aventi le loro case…) senza le loro
zuolo delle lavandaie”. PVG “mazzuolo del bottaio”. masnè le debiano dentro da vespero far dispaihare.
D massa. FA 368. FAS 163. PS 32.Cf. MUI 178. SAP 403 a.lomb.
masezu sm. (bot.) “specie di fungo” hom de masnà.
PVG. D masnada. masnata. maxnaa. L masnata.
masn 98 mast

masnada / masnata sf. “famiglia; insieme dei servi e masquiscià vb. “palpeggiare (una donna)”
dipendenti della casa” PVG “voce isolata”.
BL 75 a.1400 e a me e stato voluto fare despiaxere e dar- mastegabrodu sm. “chi fa lavori inutili”ADL (Vent.).
me morte, ma come a Dio è piaxuto, no perché degno ne D mastegar.
fosse, ma per respeto de la mia masnada, sì me ne fexe mastegà/ -r vb. “masticare”
acorto, e rechiuximi in cassa con la mia brigata apare- AG 89.20 assai de ben odamo dir/ che ne deleta in aoir/
chiato de no morir vilmenti. FSU 51 a.1456 (Sav.) zoe di quaxi un odor n’avemo/ ma per lavor no mastegemo. IVE
correzer la tua masnata, zoe di correzer li toi figlioli. PAD 64 questi, odando queste parole, monto pur se maravegia-
342 a.1506 che tuti li gentilhomini chi erano dentro de la vam e fen venir la profecia e comensan a mastegar queste
podestaria dovessino esser venuti alla terra con le loro parole che san Zoane avea dite… PAT 25 a.1404 lo offi-
masnate fra sei giorni, e queli erano larghi infra 50 miglia cio de la provixiom, lo quae a pu per mam e pu mastegai
dovessero esser infra giorni diece con le loro masnate al- questi servixi. VPL mastegà.PS 67.
la terra. AA 220 con grande fatica ano il modo de pode- D mastegabrodu.
re con le loro brase e la sua industria provedere alo go- mastico sm. “mastice”
verno de le loro masnate.CLD 87 mansionem. MUI 178. AAD 268 a. tre fiaschi di mastici coperti di veluto fatti al-
SCT 45: a.fr. maisniee m.s. REW 5313. RGS § 380 la turchesca vecchij.AAD 245.
“mansionata”: comunità di una casa”. B.MIGLIORINI, LN L masticum.
34 (1973) 7. Cf. MB 109 (Bonvesin) masenada m.s. mastìn sm. “mastino, persona caparbia, tenace”
D masnà. L masnada. masnata. CAD. REW 5320.
masso sm. “mazzo” mastra sf. “madia”
GL 9.8 sciabla a fianco e a re spalle ro carcasso/ intr’e DPC 173 ca.1180 (Sav.) et mastra j. et una archa. MBV
moen l’arco, e l’ha de frecce un masso. 371 a.1488 doye mastre, sive mexe da fare pane.
mazo sm. “maggio” GO “cassa per le biade”. CAD. PVG. MVS (Sarz.).
SCF 97 a.1393 la derrera domenega de mazo. BRP 1 VPL.
a.1474 mazo. AA 61 il mese de mazo lano de 1524. H.E.KELLER, ZRPh 75 (1959) 336-341 “Neues zu it., prov.
D mazzu. mastra “Backtrog”. Cf. BIO 72, CVM lomb., mil. mastra
mazzo sm. (bot.) m.s.
FPL (Gen.) “Citysus laburnum, Spartium junceum”. FPL D mastrellu. mastrìn. mexa.
(PortoM) “Gladiolus segetum”. mastra sf. (mar.) “boccaporto”
D mazza. CAD. NVM (Sav.).
massö’/ massö’a sm/f. “mazzuolo” mastrar vb. “insegnare”
CAD. BDS (Sav.). FAR 31 s. xov. (Sav.) la lezion mastraa da lo meistro agli
D massola. scoler.
massö’a sf. “tritume di biscotto” D amaistrare.
CAD. Mastrella top. (Alassio)
D massamorro. TAL 84 n.440. LPTA 141: catasto s. xix. od. Mascella.
Masochi top. (Loano) D mascella.
TCM Mazochus < Maso, Tomaso. mastrellu sm. “ceppo del torchio”
Massoins top. (Alpi Marittime, Fr.) LAM 103 it. CAD. PAG 104.
Massoino.
D mastra.
massola sm. “mazzuola”
mastrìn sm. “tramoggia del mulino”
ASF 755 massole de ferro.
PVG.
D massa. massö’. massö’a. maççœura.
massonaria / mazzonaria sf. “arte ausiliaria della D mastra.
pittura, tecnica pittorica” mastro agg. “maestro, principale
RPG 7 a.1590 di quelle, e altre arti come da Doraria e la BL 75 a.1400 vegnono a la porta mastra de la cità. SCF
Mazzonaria. GR2.84 (Grasse) fu convenuto che tutte le 100 a.1485 doe altre cazete le quale sono poste presso et
effigie tanto nel quadro che nella predella abbiano taber- per contra a la ecclesia de li Servi, in la strada et vico
nacula, sive la massonaria di colore buono e che ogni mastro.
campo del quadro come della predella debba essere di oro mastro sm. “maestro, artigiano”
fino ad arbitrio del pittore. BL 74 a.1400 li quatro consori mastri de le arte. MAS
GDLI 9.987 (s. xiv-xvi) “mazzoneria: arte di dipingere 206 a.1465 nelle boteghe publiche delli mastri di dette ar-
prospetti achitettonici con tutti i particolari (colonne, ca- ti… –– se alcuno mastro… MSF 308 a.1589 così li ma-
pitelli, basi, cornici, fregi, ecc.) < massoneria. stri come lavoranti…
D malzoniere. D maistro.
maççœura sf. “mazzuola” mastro sm. “pietra o mattone posto ritto per terra, su
DFC 75 a.1766 (un giocatore di pallone) s’o ghe tira de cui si mette la posta convenuta giocando al sussi”
maççœura (in un determinato modo)/ çerto o l’è de non fallì. PAG 190.
D massola. mastru sm. “sorta di gioco”
masotu sm. “mazzuolo, martello di ferro quadrato” GO. CAD. BDS (Sav.). PAG 190 zügà au mastru “esse-
PVG. re oggetto di burle”.
D massa. mastrügà vb. “masticare, biascicare, balbettare”
masperme avv. “appena” CAD. PAG 46. BDS (Sav.). PVG.PD 142, 161, 345.
DFC 137 masperme che te vì, bella Maxina/ amò me fé PRA 393. REW 5398. H.E.KELLER, ZRPh 75 (1959)
restà cœutto aggreppìo. 339.Cf. MB 132 (Bonvesin) mastruiar m.s.
D asperme. D mastügà.
mast 99 mate

mastrugnar vb. “maneggiare” mattà sm. “roccia alterata, friabile”


OGM 94 a.1395 (divieto di) mastrugnar alcuna cossa, ITG. 19. CAD: “terreno magro (adatto alle viti)”.
mandà a vendi, la qual sea da mangiar. mâtà vb. “alberare la nave”
mastrüssà / mastrüscià vb. “intrigare, imbrogliare” NVM (Sav.).
RAN 198. mastrüssà. PVG mastrüscià. GA 13.203 *ma- D amatà. desmatà. matüa.
nustructiare ÷ struo. mattacìn sm.
D mastrüssu. RDB 50 po quando fuoè de casa se n’andemo/ donde ra
mastrüsé sm. “imbroglione” bixa trà seira e matìn/ paremo petti curti e mattacìn/ per-
GO. GA 13.203. ché re robe longhe trete s’hemo.
D mastrüssà. mastrüssùn matafione/ matafiùn sm. “cordicella dei terzaroli”
mastrüssu sm. “imbroglio, intrigo VIA 94 a.1476 (Sav.) item molle de tragie per fare mata-
CAD. RAN 198. GA 13.203. H.E.KELLER, ZRPh 75 fioni. CAD, RAN 198, NVM (Sav.) matafiùn.
(1959) 339 < mastra. ADL (Vent.). DGL 13 (Gen., La mâtagèi sm.pl. “maltagliati pasta alimentare”
Spezia). VPL. PVG.
D mastra. mastrüsà. mastrüsé, mastrüsùn. L mastrucius. D tagiar.
mastrussa. matalufo sm. “polenta molle”
mastrüssùn sm. “imbroglione” MVS (Sarz) ol. matalufi.
RAN 198. mattamà sf. “taglio di carne sotto la spalla”
mastügà vb. masticare, biascicare” CAD. VPL. SSD “la parte della costoletta che è vicina al
GO. CAD. PD 345. PVG. collo”.
D matrügà. mata monti avv. err.per mata menti “follemente”
masturìn sm. “commmozione”
CEB 358 la maire per aventura cerca de remariarse. mata
MDB (Bord.).
monti fa.
masu sm. “mazzo; mannello di frumento”
PVG. VPL. D matu.
L macius. matàn sm. (ornit.) ”strillozzo”
mazzu sm. “maggio” CLU.
CAD. PVG. VPL. RGS § 220 (lig.montano) -z- sonora. Matapan top.
PD 154, 334. BLV 105. ADG 118, 130. TL.2 240 a.1463 tra cavo de sancto Angello, lizora de li
D maggiu. mazzengu. maziù. mazo. servi e cavo de mari a Matapan.
mazzu sm. (bot.) “Gladiolus segetum” Mattarana top. (Carròdano)
FPL (Bord.) MLC (Sav.) PTR 47: < Mattienus / Muttienus, gent. rom.
D maggiu. mattaçina sf. “matassa, fiocco”
mazzu / mazzù agg. “maggiore” GL 18.26 belle figgiœure/ re quæ tutte vestìe da mattaçi-
PRA 372. ADG 22, 130 Munte mazzu. Riu Mazzù. ne/ pœran tente da scena ballarine.
D maior. PVG “matassina di pasta da brodo”.
massüccà(se) vb. “infreddar(si)” L mataza.
CAD. mattaüssu agg. “pazzerello”
D amasüccà GO.
Massucco cognome D matö’isu. matu.
VTS 86 a.1530 (Sav.). Maté/ Mathee n.p. “Matteo”
D masücu. L mazuco. PS 12 s. xiv. sam Mathee. CR 10 istoria de messer sam
masücòu agg. “infreddato” Mathee. COM.2 125 Matté ro cœugo. PD 110, 134, 158.
GA 13.201. maté sm. “varietà di fico”
D masüccase. PVG.
masüccu sm. “raffreddore, costipazione” matéia sf. “marciume, pus”
CAD. RAN 198. GA 13.201. BDS (Sav.). PVG. VPL. BDS (Sav.). ADP (Pietra). PVG. VPL. Cf. CVM mil.
D amasücà. materia m.s.
masüccu sm. (ornit.) “occhione” D metheria.
CLU. matélicu sm. pazzerellone.
masücu sm. “pentolone di zinco” PVG.
PVG: REW 5426. ALE 259. D mattu.
Masücu cognome matén sm. “bambino”
PC 18. A.PESCIO, Il Secolo xix., 16 gennaio 1932 p.4 “un BDS (Alpicella, Var.)
Massucco fu direttore del Monte di Pietà nell’Ottocento. D matetu. matin.
Di qui il modo di dire andà au massüccu “andare al materdì sm. “martedì”
Monte di Pietà”. PVG.
D massucco. D martesdì.
masüccu sm. “zoccolo, ceppo dell’albero” matherìa sf. “pazzìa, sconsideratezza”
LAV 408: ma- < malus. PEG 42 desleotae… si a tre branche… l’una e vilania,
D sugo. l’atra e mmatheria, la terza e renegaria. –– la segonda de-
mata sf. “malta, cemento” sleotae chi nasse da l’orgoio si e la matheria, che ello s’a-
AG 138.98 lo moor…/ edificao sun la marina/ con saxi e pella matho chi e fora de lo seno.
mata e con cazina. D matu.
FA 368. FAS 151. PVG mâta. Cf. SAP 415 a.lomb. mol- matesco sm. “folle”
ta m.s. RDB 74 ra superbia matesca chi desvitta.
D mauta. L malta. D matu.
mate 100 matu

matesdì sm. “martedì” savie figie re matte parole. RDB 71 che a mare sperme
PS 17. PD 344. RGS § 308 “mantenimento di -s- lat… son dra scorza fuœra/ che re mate parole cascun dixe.
FDG 247 n. Mattogna top. (Vent.)
D martesdi. LTI 59 n.79: “da un *Mattonius (pre-rom.) o da
matettu sm. “bambino, ragazzo” Matonius, Mathonius gent. rom., o da germ. Matto n.p., o
DVA (VArr.). VPL.SPS 139 “non esclusi riferimenti cel- da n.p. più recente”.
tici” .Cf. BIO 72, 571 lomb. mat (pl. matài, matéi); piem. L matogna. matognum.
mat, matet, matot m.s. Matogno top. (Sav.)
D matèn. matìn. NSS 259 s. xii/xiii: isola di Matogno, località sconosciu-
matezà vb. “fare pazzìe” ta del Felegeto.
PRP 358 (3.37) ma zà ch’a vego havò/ che ti matezi, e sei L matognum.
senza cervello.ADL (Vent.). matögnu agg. “stupido” (epiteto)
D mattu. FDT.P 74 (Triora).
matia sf. “mazza” D matu.
PSG 384 a.1513 verrogii, pichocie, pichocini, matie, mar- mattò sm. “follìa”
chij, sape, bagli. DFC 158 e re gran sale e re canzellerie/ con l’eco replica-
D massa. van mille viva/ d’ogni ceto de gente, che a ra cian-a/ fa-
matìn sf. “mattino” van mattoî de scialli e d’allegrie.
AG 46.106 ni za mai vego la matim/ veio zovem ni fan- matö’isu agg. “pazzerello”
tim/ far breiga rixa ni tenza. AG 138.223 ognunchana di, PD 125 matarüssu. FDG 134, 191 mataüsu.
serra e matin. AG 140.38 no sei peigro ni fantin/ a levar- D mattaüssu.
matö’rnia sf. “manìa, comportamento strano”
te la matin/ che la bonna maitinaa/ fa conpir bonna iornaa.
DVA (VArr.).
SL 62 s. xiv. (Sav.) tute le anime che amo nominao in que-
D maturnu.
sta benedicta matim, se salve da le pene de priorgatorio.
matota sf. “ magnosa (Scyllarides latus) specie di
SL 63 s. xvi. (Sav.) in questa beneita matìn. RDB 9 seira crostaceo”
e matìn. VPL.FAS 158. PD 351. RGS § 395 “femm. for- AFV 424 (Vent.).
se con riferimento a sera” matremonio sm. “matrimonio”
D damatim. matiné. FAS 148.
matìn sm. “bambino” D matrimoniu. matrimüggiu.
BDS (Alpicella, Var.). (erba) matri sf. (bot.) “Tanacetum vulgare”
D matén. matetu. FPL (Nizza)
mattinata sf. “mattinata, concerto del mattino sotto le matricali sm.pl. “malessere femminile”
finestre dell’innamorata” BDS (Sav.) “isterismo”. SDS (Sav.) “vomito gravidico”
ASLSP 25 (1892) 508 s. xvi (P. Foglietta). matrimoniu sm. “matrimonio”
D maitinaa. PD 119 “origine non popolare”.
matiné agg. “mattiniero” D matremonio.
BDS (Sav.). matrimüggiu sm. “catttivo matrimonio”
D matìn. BDS (Sav.).
mato agg. “matto” D matrimoniu.
RV 43 s. xii. jujar, voi semellai mato/ que cotal razon te- matrossu sm. “ragazza grossa e impacciata”
gnei. AG 12.64 ben son mata e da reprender/ se alcun DVA (VArr.).
sposso voya prender. se no vego so ni proo/ soa condition matu sm. “bambino”
e moo. AG. 16.91 e lo centrego criava/ con tuto l’atro po- VPL.
vero mato/ chi de noxer no cessava. AG 49.109 ben e ma- matu agg. “matto”
to qui bescura/ ni tem so inimigo vir. AG 101.37 che en- PVG. VPL.
derno e mato stao/ chi de lo mar no sosten dano. AG D immattì. inmatir. mata monti. mattaüssu. matelicu.
138.264 ben e mato, zo me par/ chi venician conseia… matherìa. matesco. matezà. mato. matögnu. matù. maturnu.
AG 139.49 mato e chi de ben far se stancha. AG 140.298 matù sm. “fregola, mattana, capriccio”
che ben e mato senza falo/ chi de segnor se fa vasalo. BDS (Sav.).
PEG 42 la segonda desleotae chi nasse da l’orgoio si è la D matu.
matheria, che ello s’apella matho chi e fora de lo seno, no mâtü’a sf. (mar.) “alberatura della nave”
e bem mato e follo e for de seno chi a dinay o autre cos- NVM (Sav.).
se in goardia de sos segnor, e si li zoga e barata… GP 288 D mâtà.
e como mato si cria monto forte… CEB 358 o visto ma- mattùn sm. (bot.) “cavolfiore bastardo (Brassica ole-
ti far zo che elli no dem et a la fin se scusam sum la ven- racea v.sp.)”
tura. IVE 21 greve he lo carego de la prea… ma tropo he CAD. FPL.
piu greve la ira de l’omo mato. AA 262 e tuti sinque io li maturamenti avv. “in modo maturo, giudizioso”
abio visti morire mati e in sensati. –– Leonardo de Girardi PD 130 (s. xvi.) “ -i analogico”
dito bruzali e morto mato ligato. D maùro.
D matu. maturnarìa sf. “comportamento folle”
mato agg. “sconveniente/ sconsiderato” ADL (Vent.).
AG 47.55 che la lengua no a osso/ e par cosa monto mo- D maturnu.
le/ ma si fa rompir lo dosso/ per usar mate parole. AG maturnu agg. “pazzoide”
99.56 per zo che li an la bocha fola/ en sborfar mate pa- ADL (Vent.).
role. RDA 6 (C.Zabata) o fa dì senza che se accorzan a re D matörnia. maturnaria. matu.
maù 101 maxe

maù sm. “mattone” Màuta top. (Pigna).


PFM 131 (Castelvittorio, Pigna): “caduta di -n. PSP 102 n.297: prob. < malta REW 5271.
D maùn. D mata.
maudagna sf. (bot.) “Viburnia lantana” mautìa sf. “malattia”
FPL (P.Nava). VPL (Gen.).
màugiu sm. “becco corvino: uncino dei calafati” mautì(se) vb. “ammalarsi”
GO. VPL.
D mögiu. mautùn sm. “montone”
màula sf. “midollo” ADL (Vent.).
VRS 453 (Ormea). D mutùn.
D meolla. mautürà sm. “misura per le olive (1/4 di quarta)”
mauma sf. “prodezza, fatto straordinario riuscito per MDB (Bord.).
caso” mautürà sm. “persona sciocca, incapace”
GO. CAD. RAN 198. PIA 56 n.112 < arabo. MDB (Bord.).
D maomma. mautürüsu sm. “mucchietto”
maùn sm. “mattone” MDB (Bord.).
MP 14.56; 20.7 (Pigna). VPL (Vent.).PRA 371. RGS § maü’u agg. “maturo”
201. DEV.12.
D maù. mun. D maùro.
maùna sf. “associazione” màuva sf. (bot.) “malva”
BDS (Sav.) “antiquato”. FPL (Nizza).
D mahoneise. L maona. D malva.
mauò sm. “mattone” mauxettìn sm. “piccola onda”
PRP 347 (str.39) a tiraghe dre pré, coppi e mauoi…PRA CAN 1843 p.27 (Sav.) u mà u faxéiva/ in scia spiaggia ün
375 “da leggere mavùi?” mauxettìn/ cuscì duse…
D mun. mavon. D maroxelleto. mòuxu.
maur agg “maggiore, più forte” mâveggia sf. “meraviglia”
AG 144.148 guardese ben chi e menor/ de tenzonar con PD 114, 243 maraveggia “assimilazione”. GIL § 229.4.
so maur. ADG 19.
maürà / maurar vb. “maturare” D maravegia.
G 37.95 li arbori tuti avexendam/ a zo che so fruto ren- mâveggià(se) vb. “meravigliar(si)”
dam/ l’um poi l’autto maurando… VPL maürà.FAS 154. NPD 76 a.1782 (Sav.) ve mâveggiesci, se vedesci quanto/
D marefa. meurar. möürà. möià. möiu. murare se ne vende…
maurella sf. (bot.) “Solanum nigrum” D maravegiar(se).
FPL (Mortola). mavòn sm. “mattone”
D maureleta. DVO (On.) pl. mavùi.
maureleta sf. (bot.) “Euphorbia platyphylla, Solanum D mauò. mùn.
nigrum” maxé sm. “muro a secco”
FPL (Nizza) VPL.
D maurella. Maxé top. (Alassio)
Maurìn top. (Pigna). TAL 84 sg. n.445 a.1539 lo maxe. GA 16.17. LPTA 141
PSP 101 n.296: “Maurinus, cognome tardo-lat., forse di “maceria”.
origine germ. Probabile top. fondiario alto-medievale”. D maxera.
maurìn sm. (ittiol.) “squalo sagrino morello maxéa sf. “muro a secco”
(Etmopterus spinax)” GO “contad.”. RAN 21. FPI 5204 “gen.” Cf. RGS §
ADL (Vent.). AFV 422 (Vent.) 1077 (Lucca, Pisa) macèa, maceria; (Firenze) macìa m.s.
D mauro. D maxera.
Maurione top. (Vent.) maxéi vb. “maturare, marcire”
LTI 59 n.80 (dial. Mauriùn): < maurus “nero (riferito a PD 139 contad. mette a maxéi “mettere (la frutta) a ma-
monti, boschi)”. turare”.
(Porto) Maurizio top. “Porto Maurizio” D smaxìu.
PCT 68. maxelà sm. “dente molare”
L morixius. VPL (Varese).
mauro agg. “moro” elem. topon. maxelà sf. “schiaffo, ceffone”
FBS 59 a.1760 (Sav.) riano di Monte mauro. AF 1.48 s.xiv. (Pietra) quela maravaxa gente/ none aveam
D maurìn. morello. mòu. mouru. muescu. muretùn. pietae/ si grande maxelae/ daxem a lo figlor me.
L maurus. D maselà. masellata. L maxillata.
maùro / maüru agg. “maturo” maxelà vb. “macellaio”
AG 52.9 castagna…/ boza, maura, cota e crua. AG TL.3 435 a.1474 uno maxelà saraceno.PD 108: -ariu. FPI
134.142 e de far ben o voluntae/ quando e sero maura de 5200. PVG. VPL.Cf. MBA 391, 402 a.1420, 1440
etae. VPL maüru. (Digne) pl. maselhiars, mazelliers (prov.).
D maguro. màie. mairu. maturamenti. maurar. maü’u. D maselaro. maxelario. maxelaro. maxelo. L macellarius.
meuro. mœûro. müa. L maturalis. Maxellà / Maxelario cognome
màuta sf. “argilla, mota” VTS 97 a.1530 (Sav.) maxelario. VTS 115 a.1530 (Sav.)
VPL (Sanr.). maxellà.
maxe 102 mè

maxelaro sm. “macellaio” PAB 63 gram carrego a la maxom e perigo a lo segnor. FA


PAD 315 a.1506 Giacomo Gigione, maxelaro. 368. FAS 150. PS 33.
D maxelà. Maxuncâda top.
maxelèa sf. “macellaia” ADG 124.
PD 122 macellaria. L maxoncalda.
L macellatricem. mbelinare vb. “ingannare”
maxelo / maxelu sm. “macello, mattatoio; tormento” MVS (Sarz.). IVI: mbelinarse “infischiarsi”.
AG 53.3 che zoan li sati a l’agnello/ andando a morte a lo D belìn. imbelinà.
maxelo? PAD 322 a.1506 sopra li maxelli di s.to Andrea. mbriagare vb. “ubriacare”
CIT 3 mœuvo a pietæ’ l’abisso ciù profondo/ con questo MVS (Sarz.).
mæ cruissimo maxello. VPL maxelu.FAS 153. D imbriagà.
D maixello. maixelu. mazelo. maxelà. L macellum. mbutadora sf. “pevera, imbottatoio”
Maxem n.p. “Massimino” MVS (Sarz.).
AGL 12.292 un gran Maxem imperaor/ enn Alexandria D imbutavù. imbüu.
era alantor.FAS 148. mbutelu sm. “imbuto”
L maximinum. MVS (Sarz.).
maxenà / maxinà vb. “macinare” D imbüu.
FA 370 maxenà “gen. mod.”. CAD maxinà. me pron. proclit. e enclit. di 1ª pers. sg. compl. “mi,
D màzina. me, a me”
maxera sf. “muro a secco” RV 53 s. xii. mia fe no m’averei. AG 9.11 e me conduga
MPS 52 a.1550 (Stella) pigliare pietra overo saxo de in paraiso. AG 16.218 perché m’ai tu abandonao? AG
maxera overo muro… MPS 66 a.1550 (Stella) de non la- 16.160 tu me oci a presente. PAB 48 benixime. LSE 25
vorare sotto le macerie overo erzani… – non possi lavo- mi me confido in lo segnor. CPF 169 a.1589 o viverà chiu
rare… sotto maxera. CIT 97 queste son fore e erbaggi da de me. RDB 10 mi che me trovo debitò. RDB 11 mi de
maxere. mi mesmo innamoràou me son. DFC 176 assettao me ne
D macera. maceria. maixé. mazé. masera. maxé. maxea. stava.–– me staggo demorando. DFC 190 sg. m’è sâtao
meixei. mexeo. mexi. L maceria. macera. ancœu in mente.–– me crao. ADG 37 sg. i me portan. RV
maxiella sf. “guancia” 47 s. xii. per que trop me deschasei. AG 46.1 monto me
GP 290 e ben era vegnuo in ella zo che lo propheta gi par utel cosa. PAS 27 convienme hoverar e lavorar… AG
aveiva dito, zoe, pianzando, e lo pianto in la note e le soe 2.57 che me dea scampamento. AG 16.159 tropo si me
lagreme e lle soe maxielle. piaxe, e si m’è car. AG 16.179 respondime. AF 11 s. xiv.
D mascela. maxelà. (Pietra) e me l’avea norigao, a lo me peito lo laitao. PAB
Maxìn n.p. “Tommasino” 42 dime, unde el e to frae Abel? RDB 10 si me ven ditto.
PD 350. PRP 339 faime grazia. CIC 28 s.xvii. (P.Murassana, Sav.)
D tumaxu. tomao. voi me poressi dì. PD 126, 153; ADG 37 sg. i me dan.
màxina sf. “macina” ADG 77 sg.: mòu (mow) “me lo” u mòu dà. dàmou. mey
VPL. “me li”: mei piggiu. mei dè. ADG 36 mê “me le” i mê
maxinà/ -re vb. “macinare” dan.
MPS 64 a.1550 (Stella) la parte del fromento o biava che FAS 147, 158. PS 19. VPL.
harano maxinato. AA 222 molini da maxinare grano. PD mè / mæ /mee / mei /meo agg. e pron. m. sg. “mio”
161 maxinà: maxìnu “io màcino”. ADG 101, 118 maxì- RV 78 s.xii. s’il savera me’ mari. DPC 173 ca.1180 (Sav.)
nan “màcinano”. PVG. VPL. aduxi viro meo da Ianua… –– in sepelir viro meo… –– et
D magia. maixinà. L macinare. ei Paxia dedit ad viro meo Iohannes libr. v. AG 6.2 segnor
maxinìn sm. “macinino” me/ voi chi sei redentor me. AG 6.90 e no vei lo mei de-
VPL. feto. AG 7.5 o perduo lo tempo me. AG 16.161 o fiior,
maxiho sm. “maschio” doce amor me. AG 16.173 lo me viver e morir. AG
PS 98 s.xiv. 142.13 en me cor n’o gran meraveia. AF 1.4 s. xiv.
D mascciu. masiho. (Pietra) lo me figlor. PAB 41 lo me comandamento. PAB
maxnaa sf. “famiglia; insieme del personale dome- 48 le robe de mee fijo. SL 52 s. xiv. (Sav.) lo me figlor,
stico” chi era mea luxe. MAC 163 lo me corpo. VBA 102
IVE 32 echa che a sancta Helysabeth comenza a cresce lo a.1435 mandai un me trombetta. CPF 167 a.1584 mè frè.
corpo… si che la maxnaa se ne inconmenzà a corzer e a RDB 13 ro me ma. RDB 39 l’orto me. CIC 30 s.xvii.
far grande alegreza. (P.Murassana) quarche amigo mæ. CIT.A a.1665 p.10
D masnà. masnaa. me cuœ; p.11 dro me patì –– con questo me cruissimo
maxö’ sm. “polpa di frutta” maxello. p.20 ro me peccòu = CIT a.1745 p. 2 mæ cœu;
Maxolo n.p. p.3 con questo mæ cruissimo maxello; p.12 ro mæ
VTS 81 a.1530 (Sav.). peccòu. p.25 ro mæ cœu. PRP 356 (2.67) in tro me pai-
maxon sf. “casa, alloggio” ruò. GL.12.14 ro mæ poeî. GL 13.15 in tro mæ lunario.
AG 49.218 e tuto l’atro casamento/ stalo e maxon de quel- 14.47 mæ poære, mæ meistro. GL 17.59 sciò mè pa-
lo logo/ fon creame e misse a fogo. AG 57.22 chi sente tron.FAS 144, 156, 158. POF 15. PS 12, 22, 100, 108:
venir fogo/ a la maxon de so vexim. AG 66.18 voi con- méu > mê. PD 110, 114 n., 134: “il masch. mé (e stretto)
seiai questa maxon/ e queli chi star ge dem/ fornili de tu- viene attratto nel s. xviii. dal femm. mè (e largo) < mea.
to ben. PAB 58 sg. unde toe afflicioim/ regnam e fam lor Oggi mé (e stretto) è solo del contado”. PRA 376: Taggia,
maxom/ lo cor e preisso e marmenao… / –– vegna avanti od. mé. RGS § 428. ADL od. mei sg. (Vent.) è rifatto sul
muxicha cantarixe/ la camayrera de nostra maxo(m). pl. mei.
mè 103 mede

mè / mæ /mea agg. e pron. f.sg. “mia” mealla sf. “obolo, moneta da mezzo denaro”
AG 6.19 la mea iniquitae. SL 52 s. xiv. (Sav.) lo me figlor, MBA 368, 387 s. xv. (Seyne) prov. mealla, meala. (ab-
chi era mea luxe. MC 685 l’anima mea. CR 18 maere breviaz.: “ob.”).
mea. RDB 15 ra foggia mè. RDB 39 questa villa mea. D meaia.
CIT.A a.1665 p.12 sg. ra mæ desgratia. ra mæ vitta. an- Méailles top. (Alpi Marittime, Fr.)
nima mæ = CIT a.1745 p.4 sg. ra mæ desgratia. ra mæ vi- LAM 103 it. Meaglia.
ta. annima mæ. PRP 354 (1.76) da parte mea. PRP 361 D medaggia.
(6.7) in gratia mea. DFC 40 ra mæ tappa è za passà. PRA meania sf. “regime di affidamento delle capre”
376 (Bussana) od. mea. GL 14.4 ra mæ casa. GL 14.47 GRD 120 a.1630 le capre che tiene a meania da esso te-
ra mæ persona. GL 16.40 l’anima mæ. PRA 376: Taggia, statore Antonio Curti, possa mia moglie disporre.
Bussana: od. mé. L meania.
PS 22. PD 110, 114 n., 134. RAN 56, 71. meantu sm. (ittiol.) “palombo (Oxyrrhina Spallanzanii
mè / mæ / mei agg. e pron. m.pl. “miei” Agas.)”
AG 6.20 me iorni son perdui. AG 6.27 me peccai. AG PAG 249. PML 359. TTC 63 Ossirina (Isurus Oxyrhincus
16.23 lantor fon tanti ri guai me. AG 146.11 doi me gran- Raf.)”; smeriglio (Lamna Nasus Bonn.)”
di amixi car. AG 146.90 mei nemixi chi son provo. PAS D müantu.
30 figioy me. SL 62 s.xiv. fraelli mê beneditij e carissimi. mecanico agg. “artigiano (di persona di basso rango
AF 17 (1.8) (Pietra) questi frai mei. PAB 53 li me ogi. sociale)”
MAC 163 adora li me dee. GP 281 fraelli mei. MC 685 RDB 43 e se toscan parlasse (si dighé)/ nobile no parrei-
ly mey jorni. PAB 52 li mei ogi. RDB 14 i oggi mè. va mi Fogetta/ come son stæti e son tutti ri mè/ che re le-
RDB 43 tutti ri mè. SL 62 s. xvi. (Sav.) fraeli mei benei- ze a noi dete da strangé/ mecanico feto han come Bazetta/
ti e karissimi. CIT 2 ri mæ suoî. CIC 28 s.xvii. chi a l’arte dro toscan ciù va derré. MCA 84 ca.1690
(P.Murassana, Sav.) con mæ compagni. CIT.A a.1665 p.9 (Sav.) non potrà per l’avvenire ascriversi al detto vene-
dri me sospiri; p.10, 13 dri me stenti… ri me suûoì… e rando Colleggio (degli Avvocati) persona alcuna laurea-
che doruoì/ saran ri me = CIT a.1745 p.1 dri mæ sospiri. ta… che la sua nascita non proceda da persona di mestie-
p.4 sg. dri mæ stenti… ri mæ suoîi. e che doruoì/ saran ri re vile et arti mecccaniche.
mæ. DFC 180 ri mæ rivæ’. DFC 40 a’ tempi mæ’. PRA L mecanicus.
376: Taggia od. mé; Bussana od. mei. ADL (Vent.) mei. meccaruìn sm.pl. “maccheroni”
PS 12. PD 114 n. NPD 81 a. 1865 (Sav.) roba da puéi fa u tuccu ai mecca-
mé / mè / mee agg. e pron. f. pl. “mie” ruìn.
AG 6.91 le mee iniquitae. RDB 12 re scure rime me. D macaroni.
CIT.A a.1665 p.9 à re mæ speize; p.13 re mæ peccæ’ CIT mecere sm. “messere, signore”
a.1745 p.4 a re mæ speize; p.20 re mæ peccæ’. PRP 358 MGT 167 a.1465 figloro del nostro mecere e segnore
(4.14) re historie me (rima: derré). PRP 361 (7.23) este principe.
mee marenconie. CIC 26, 29 s.xvii. (P.Murassana, Sav.) D messer.
donne mæ. –– re mæ necessitæ’. GL 16.44 in tre mæ mechia sf. “modo di pesca”
mœn… PS 22. PD 114 n. PRA 376: Taggia od. mé. PRV 223 a.1434 (Trebiano, Sarz.) ne amonite che noi non
(niente) faciamo la machia in lo fiume de la Magra senza licentia
me avv. “nientemeno” et consentimento de li homini de la terra de Sarzana.
L mecchia.
FAS 152 ”l’apocope di -n non è propria dell’a.gen.”
meccia sf. “saetta del trapano”
PFM 131.
DVO (On.).
D men.
(con) meco cong. “meco, con me”
mê sm. “sindaco”
AA 38 gli disse: sta con meco.
VPL (Taggia). D (con) mego. (con) meigo.
me sf. “miele” mecurdì sm. “mercoledì”
AG 53.52 usa tanto questa me/ che la gi torna in mortar PVG.
fe. FA 368. FAS 151, 158. D marcordi.
D amé. L mel. medaggia sf. “medaglia”
mè sf. “madre” AA 143 medagie de li pedi de li calisi. CIT 132 m’ac-
ADG 118. corzo a ro reverso dra medaggia. PVG.RGS § 212: it. me-
D maire. daglia dal fr. médaille (lat. metallea). Diversamente
me vb. “mettere” REW 5451.
AG 16.284 e aduse lo feramento/ che en cotae cosse se D meaia. méailles. mealla. meia. menaggia. mendaggia.
usa/ per deszhavar de co tormento/ lo santo corpo e me L medalia.
zusa.AGL: mete? AGN p. clxvii me<r>. medaggia de Giüdda sf. (bot.) “Lunaria annua L.”
D mette. MLC 225 (Sav.).
mea sf. “covone medelìn sm. “suonatore ambulante di pianola”
G.PETRACCO SICARDI, GSB 100 n. (Pigna). BDS.
L meta. medemo / medemu agg. “medesimo”
meaia sf. “moneta del valore di mezzo denaro” BBB 29 a.1479 (Bard.) al medemo prezzo. AA 151 lo
AG 60.22 che per dever scampar so paire/ no cureream jorno medemo de la dominica. SAV 17 a.1495-1512
poi de dar/ ni meaia ni denar/ ni per soa anima cantar.Cf. (Altare) alcuno altro della medema arte. MPS 40 a.1550
MB 132 sg. a.lomb. meaia m.s. (Stella) per quel medemo modo e medema ragione. CSC
D mealla. medaggia. meia. 62 a.1564 (Alb.) essendo dal sacro Consiglio di Trento
mede 104 mègi

prohibito ancho noi prohibimo. EGS 105 a.1625 sotto la mêgà vb. “curare”, medicare”
medema pena come sopra. ASA 211 a.1675 (Alb.) non CAD. PD 159. ADG 36.
possino li gabellotti d’Albenga molestare le persone di D meigar.
Tuirano per esigere dalli medemi le gabelle per il transi- mêgassu sm. “torsolo della panocchia”
to. MNS.1 89 a.1721 (Sav.) et eserciteranno l’arte mede- CAD pl. mêgassi “servono a far brace”. PAG 26. PVG.
ma in la presente città. MP 20.7 (Pigna). medemu. Cf. D meliga.
CVM mil. medemm. m.s. mège sf.pl. “smancerie, comportamenti affettati”
D mesmo. PD 156, 347 maravegge “plebeo”.
medena sf. “mezzena, mezzo maiale salato” D maravegia.
BBL lxxvi n. “vale come mezena”. mêghettu sm. (bot.) “Convallaria majalis L.”
D mezena. MLC 269 pl. mêghetti.
(erba) medica sf. (bot.) D megu.
FPL (P.Nava) “Medicago sativa”. PVG (V.Grav.) “Artemisia meghìn agg. “meschino, poveretto”
absynthium’. MVS (Sarz.).
D (erba) mega. D meschìn.
medicar/ -e vb. “esercitare l’arte medica” megiàn agg. “mezzano, di mezza età”
BMP 199 a.1505 se alcuno judeo mego havesse facultà MP 20.7 (Pigna) medianus. PSP 102 n.298 (Pigna).
dal summo Pontefice de poter medicare, possa esso tale D megiare. mezàn.
habitar et medicar in la presente cità e destreto. Megiare top. (Pigna).
D mego. PSP 102 n.298 “fasce di mezzo”
medico / medicu sm. “medico” D megiàn.
AA 60 a le spese de lo comune se era provisto de tuto, si megio sm. (bot.) “miglio”
di vetovalie como de medisi e barberi e medisine e con- TL.3 121 a.1474 non… adur grani ni megij in Caffa.PEI
fessori. MP 20.7 (Pigna) medicu.
433 “ligure antico”
D mego. L medicus.
D milio.
medietà / medietate sf. “metà”
BL 67 a.1399 uno cossiiho de homini quatrocento, tuti megio avv. “meglio”
ghibelini, mezi de populo et l’autra medietate de gentilo- GP 277 megio sereiva staito che quello homo non fosse
mini. VCC 36 a.1547 (Sav.) la metà sia applicata alla ma- nao in lo mondo. CEB 356 la mala mogie castigerai me-
gnifica comunità di Savona, e l’altra medietà alla carità gio cum lo rider cha cum lo bastum. SA 246 a.1340
dell’arte predetta. (Sav.) ogni via de raxon e forma che megio ano potuto.
D meità. IVE 46 e cossì contentà la soa famigia, como megio ello
medigar vb. “medicare, curare” poè. CR 17 forsandose megio che ello poeiva. TL.1 370
LSE 31 la misse in leto, netezando le sue piage et ligan- io e me credo che debia essere remunerado megio che al-
dole, medigandola et tagliandole le ongie. tri compagni miei chi anno altro soldo che mi. TL.3 199
D meigar. a.1475 me pareiva a mi lo megio. PAD 481 a.1506 (Sanr.)
medisina sf. “medicina” savereiva megio quello dovrebbe fare. AA 40 se paresse
AA 60 a le spese de lo comune se era provisto de tuto, si megio tentare… NPD 65 s. xviii. (Sav.) a bella megio.
di vetovalie como de medisi e barberi e medisine e con- D meio.
fessori. megiò / megiòr agg. “migliore”
D meixina. SA 249 a.1340 (Sav.) o ve faro megior merchao se voi ve-
medità sf. “metà” gni da mi. TL.3 122 a.1474 venden… a megior mercha-
MPS 71 a.1550 (Stella) paghi soldi cinquanta… la medità to. RDB 10 no havendo per compì cosa megiò. RDB che
de li quali bandi sij de la corte e l’altra medità sij de lo ac- son monto meggioi/ per fane onò ri legni dre garìe. GL
cusatore. 7.58 ghe manca dri megioî ra sciò de rosto (TT vi manca
D meità. il fior de’ suoi guerrier gagliardi).RAN 55, 57.
medixina sf. “medicina” PD 159.
PNF 405 a.1452 a noi e recressudon fino all’anima con- D meior.
venire malgari questo inconveniente cum cossi facta me- megiorà vb. “migliorare”
dixina.
BL 80 a.1400 niuno non è acoricato e andiamo megioran-
D meixina.
do. GL 17.80 in ri sœu guelfi sempre megiorà/ ciù in-
Méea top. (Diano S.Pietro)
FCL 60 s. xiv. de merea. grandìa ra potenza a va lasciando.
D meliga. L merea. D meiorar.
meer vb. mietere” megiore agg. “migliore”
PS 9, 68 s. xiv. meer. impf. meyva. PAD 478 a.1506 (Sanr.) cum megiore annimo.
D meixe. mezonar. D meior.
mefià(se) vb. “dubitare, non credere” megiu agg. “mezzo”
DVA (VArr.). AIR 19 (Airole) in tu megiu “nel mezzo”. LP 30.
D fiar. mafiaddu. D megiudì. mezo.
mêga sf. “meliga” meggiu sm. (bot.) “miglio”
PVG. MLC 271 (Sav.).
D meliga. D milio.
(erba) mega sf. (bot.) “Medicago sativa” mègiu sm. (bot.) “erba artemisia (Cistus salviifolius)”
FPL. MLC 233 (Sav.). FPL (Monte Ermetta). BSG 19 (Bard.).
D (erba) medica. D megu.
megi 105 meig

megiu avv. “meglio” megu sm. (bot.) “assenzio (Arthemisia absinthium L.)”
PRR 480 sg.: melius > *miêgiu > mêgiu. AAG 121. PD CAD. MLC 246. FDT 7.70 (Sav., Chiavari). BSG 19
109, 335. ADG 35, 112. FDG 244, 260. VPL. (Sarz.) “erba artemisia”. PVG erba megu.
D meio. D bonmeigu. bumegu. mêghettu. megiu. (bun)meigu.
megiuamentu sm. “miglioramento” megulla sf. “midollo, mollica”
PD 159. REW 5463. GA 12.169 (Cogoleto) -g- per effetto di -u-.
D meiorar. L melioramentum. RGS § 339. VPL.
megiudì sm. “mezzogiorno” D meolla migola. L megugia.
ADL (Vent.) “del contado” mêgùn sm. “medicone, guaritore”
D megiu. PVG.
Meglàn top. (Alassio) D mego.
TAL 47 n.152 a.1539 Campo meglàn “coltivato a miglio” (Funtana) megusa top. (Alassio)
D milio. TAL 69 n.324.
Megli top. (Recco) D megoza. megu.
PTR 49 “topon. prediale rom. < Mellius ii/i. sec. a.C. mei sm. “melo, mela”
meglio avv. “meglio” GL 15.4 ra cêra rossa e fresca, comme in questa! ghe fois-
PRA 374 s. xvii. (Taggia) san incascæ’ ri mei preìn.FPL. MLC 239: pl. méie. PD
D meio. 108. RGS § 14. PVG.
meglior agg. “migliore” D meia. meicadu. meira. melo. mera. mereta. mero. me-
TL.1 965 a.1459 acio che le paghe et proventi se daghen roym. meru. L malum.
Mei top. (Sav.)
a li soi tempi a li participi, et sean meglioi.
FBS 60 a.1608 (S.Bartolomeo del Bosco, Sav.) Pian de
D meior.
Mei. NTS 41 (S.Bernardo, Sav.) Mei növu.
meglo avv. “meglio”
(erba) mei sf. (bot.) “Artemis nobilis L.”
PAS 28 era monto meglo vendere questo inguento. LDV
MLC 245.
14 a.1384 (Alb.) como a li diti masay sovre diti para me- mei agg. “migliore”
glo. PCD 28 s. xiv. meglo.PS 5: -gl- “provinciale”. AG 52.6 e no trovo in montagna/ mei fruto de castagna.
D meio. méia sf. “mela”
meglor agg. “migliore” PVG. FDG 261 (Fontanigorda) pl. miéie.
ASA 122 a.1390 (Alb.) e fara meglor merchao. D mei.
D meior. meia sf. “monetina da mezzo denaro”
Megna top. AG 138.182 o per meia o per dinar. PEG 42 e si sa che li
EOL 25: monte. convem rende raxom a una meia picena (“fino all’ultimo
mego sm. “medico” soldo”)FA 368. FAS 149, 154.
AG 101.27 ma piaxa a De che vento grego/ chi de lebezho D meaia.
e contrario/ d’esti re venti sea mego/ revozando cartolario. meicâdu sm. “decotto di mele”
AG 134.250 se no che l’oio to e zeigo/ en l’asempio de lo BDS (Sav.). VPL.
mego. CEB 356 no ne serai meigao da nigun mego. CEB D mei.
358 fuzi lo mego envrio. IVE 11 a la fi ello vegne a mor- meicâdu sm. “cappello a cilindro”
te: mego ne meixina aitorià no lo poeva. BMP 199 a.1505 CAD. CIR (ed.1968) 141 (Sav.) de marmagge in camixet-
alcuno judeo mego. COM.1 7 un famoso mego. CIC 29 ta/ sempre prunte a futte u can/ se u meicâdu du treggetta u
s. xvii. (P.Murassana, Sav.) tanti çercan ro mâ come ri spuntava da luntan. CPD 6, a.1940 (Sav.) meicâdu se cia-
meghi.Plur. medisi, mexi, mighi. mava u gran cappellu/ a cilindru pe a furma sumeggiante/
FA 368. FAS 146, 157. â caraffa de rammu cû furnellu/ du decottu de mei de l’am-
D medico. medisi. megu. megùn. meigo. (fontana) mego- bulante./ Ou purtavan a spassu pe-a sittè/ d’övéi, festa,
za. mexi. mighi. quèxi usualmente/ i scignuri, i burgheixi, e auturitè;/ tütti i
(com) mego cong. “meco, con me” âtri in te feste, e casualmente./ Ghe n’éa de tütte e mezü’e
RV 79 s. xii. voi t’acaveilar con mego? PAS 31 non poey- e altesse/ cun l’âa stréita, larga, cegà, ciatta/ lüstri, cû péi,
vi voy una hora veglar com mego? de tütte e finesse/ e ascì quelli a furma de pügnatta.
mego avv. “meglio” mei cudognu sm. (bot.) “mela cotogna (Cydonia vul-
TL.2 241 a.1463 como fosse pu potentia per mare mego garis)”
sarìa. FPL.
D meio. (erba) meiella sf. (bot.) “Potentilla reptans L.?”
MLC 238 (Sav.).
megore agg. “migliore”
meietta da madonna sf. (bot.) “Crataegus oxy-
AA 177 soto quelo megore modo che a loro parrà.
cantha”
D meior. FPL (Voltri).
(Fontana) megoza top. (Alassio) D mereta.
TAL 69 n.324 a.1534 fontana megoza < medicosus. meifüggiö’ sm. (bot.) “Achillea millefolium”
D mego. megusa. FPL (V.Polcevera).
mêgu sm. “medico” D mil fueglia.
PRR 485: medicus > meigu >meigu > mêgu. PD 109, meigaor sm. “medicatore, medico”
121, 125, 141: *meigu non è attestato”. DEV 12 “con- AG 95.27 ma De chi e bon meigaor/ sane mi e sanne
trazione con conseguente allungamento”. PVG. VPL. lor.FAS 164.
D mego. mêgùn. (fontana) megusa. D meigar.
méig 106 meis

méiga sf. “meliga, granturco” mei persegu sm. (bot.) “Prunus persica”
meigar vb. “medicare, risanare” MLC 236 (Sav.)
AG 45.44 como De vosse/ chi sa meigar tute cosse. AG D mispersegu. persegu mei.
95.26 ma ben fa maor mester/ mi devei meigar primer. mei preìn sm. “mela di prato?”
CEB 356 no ne serai meigao da nigun mego. FAS 146, GL 15.4 ra cêra rossa e fresca, comme in questa/ ghe fois-
154.Cf. AGS a.sardo meigar m.s. san incascæ’ ri mei preìn.
D malgari. medigar. mêgà. meigaor. meigo. meira sf. “mela (Pyrus malus v.sp.)”
meigio avv. “meglio” PS 17 s.xiv. meire: “il femm. dal neutro.pl.” FPL (VArr.).
PEG 44 l’orgoioso stracudio ello si pensa meigio vareyr e D méi.
saveyr cha tuti li autri. Meira idr. “Mèrula”
D meio. STC 18 s. xviii.
(con/cum) meigo cong. “meco, con me” D mela.
OLP 10 (1.62) (= CF 1.17) s. xiv. (Pietra) cum meigo no méire vb. “morire”
poei pu stare. GP 279 e vegnine con meigo, che se voi an- MP 20.7 (Pigna).
dassi senza mi voi non faressi niente. CR 18 deman che è
D morir.
zobja disnereivo con meigo? RDB 13 si morirei con mei-
meirina sf. “madrina”
go ancor voi. RDC 178 a.1612 (T.Conchetta) ra libertè
che havé con meigo. OCD 26 (Campoligure, Masone).
FAS 143. D mairina.
meigo sm. “medico” meiriço sm. “meriggio”
AG 134.250 se no che l’oio to e zeigo/ en l’asempio de lo PCD 47 s. xiv. meiriço.
mego.FAS 146, 148 emenda per la rima: meigo. PCD 34 D meizà. merigiagnu.
s. xiv. meiza sf. “madia”
D mego. meigar. (bun)meigu. ADG 75, 130. GF 9 s. xix (contad.) ‘na bela zuena…
meigranà / meigranòu sf.“melograno (Punica grana- l’arve a meiza e a se piglia da figasa.Cf. BIO 72 lomb.,
tum)” ven. meza m.s.
FPL, MLC 240 (Sav.), meigranà. BDS (Sav.). meigranòu. D meisara.
FPI 5272. meizà vb. “meriggiare, ruminare all’ombra”
D maigrana. meigranòu. menagrà. mergà. migran. PVG. Cf. ALE 91 it. meriggiare < meriggio, meridies.
L malum granatum. D meiriço. merizà. L merizari.
(bun) meigu sm. (bot.) “erba artemisia” meizana sf. (bot.) “melanzana” (Solanum melonge-
BSG 19 (Sav.). FPI 5459 “assenzio” (lig.). na)”
D bumegu. megu. meigo. FPL. MLC 255. PVG. VPL.
(erba) meigu sf. (bot.) “Artemisia absynthium)” D melanzana.
FPL. meisara sf. “madia”
meill avv. “meglio” ASF 746 una meisara da impastare.
RV 28, 93 s. xii. andai via, frar’, eu temp’ò meill aurà. –– D meiza. meizera. meizia. meisua. meizua. mezura.
meill varà, per sant Martì/ s’andai a ser Opetì. mexa. L meizara. meisera.
D meio. meizaretto / méizau sm. “mézzaro”
(Cavo de le) Meile top. “Capo Mele” DFC 70 chi marcia in meizaretto/ chi in zendalìn de sea.
BP 9 a.1474. RAN 44, 198. CPD 6 a.1940 méizau “copricapo maschi-
D mela. (capo) nero. le bianco, a fiori” (fine ‘800). IVI: meizau de l’erbu “di
meio / meiho avv. “meglio” colore verde”.
AG 101.35 per meio dane li ben soi. AG 140.8 voi serei alu- D mésaro.
menai/ e for meio acostumai. AG 142.35 meio per lui serea
meise/ meize sm. “mese”
stao/ che uncha no fose nao. AG 143.38 azo che ben te le
AG 39.45 zo fo lo meise de setembre. AG 127.49 in men
arricordi/ e con De meio t’acordi… PAT 24 a.1352 unde le
d’un meise e mezo. PAT 24 a.1356 a di vinti doi de lo
galee poessem meio aver reducto e refrescamento. GP 276
non era meyo questo unguento lo quar vareiva trexenti dinai meise passao de setembre. SA 243 a.1340 (Sav.) in la vi-
venderlo… PEG 44 li autri chi varem meio cha lui. BL 61 gilia de la vergine Maria de lo meize de agosto. SA 248
a.1392 e drizame poi a comperar cabele e de aytarme meiho a.1340 (Sav.) debiam riscoe e rescura ogni condana-
che potesse. PCD 29 s. xiv. meiho. IVE 42 andava questo cion… infra un meize. ATA 204 a.1382 (Alb.) item che la
fantin semper benixando dee de ben in meio. dita (ovra) se debia far et essere compia per tuto lo meis-
D megio. megiu. meglio. meglo. mego. meigio. meill. se de aosto prosimo. BL 60 a.1392 a die xxiiii. de lo pre-
melgio. miegio. miggiu. meior. meiorar. sente meise. SCF 93 a.1393 ogni prima domenega del
meior agg. “migliore” meise… a la prima domenega de lo meize… –– in de lo
AG 12.33 moier…/ pu bella e savia e meior/ che se posse meize passao. MAC 171 a di xiii. de lo meize de lugio.
trovar lantor. SA 249 a.1340 (Sav.) vegnì a mi che ve faxo VBA 102 a.1435 lo quarto di di questo meise. TL.1 283
meior merca. PCD 27 s. xiv. meior. IVE 84 li pu savij e a.1455 uno meixe… uno altro meize. SCF 98 a.1464 lo
pu discreti e quelli chi fussen pu cretui e meioi inter elli. meize de septembre. GRP 87 a.1474 mcccc setantaquatro
PAB 48 pigia doi de li meioi creveaoi e de li maoi chi ge lo meise de genuario. BRP 1 a.1474 lo primo dì de lo
seam…FAS 149. meise. VCC 29 a.1480 (Sav.) la segunda domenega de
D megiò. megior. megiore. meglior. meglor. megore. ogni meize. DMC 428 a.1510 a li xxii. de lo meize de oc-
meio. melgiore. migiore. tobre. CPF 169 a.1589 60 lire ro meize. ADG, PVG
meiorar vb. “migliorare” VPL.meize. Plur. meisci: NPD 60 a.1749 (Sav.) carma ao
AG 143.238 fate asolve e desligar/ e pensa poi de meiorar. nostro doò de tanti meisci. meisi MPS 30 a.1550 (Stella)
D megiorà. megiuamentu. meio. L meliorare. infra il termine de trei meisi. RAN 65 s.xvii. (G.Rossi)
meis 107 méit

meisi. meixi AG 101.10 za e passao pu de trei meixi. GP stræ’/ dra to crudelitæ’. GL 2.50 son proibìe re statue e re
294 ell o portao nove meixi. IVE 32 stando sancta meistræ’. PD 345 “(inserzione di -r-) “termine vivo nel-
Helysabeth za gravia de sexe meixi. SCF 96 a.1393 se la plebe”.
bruxa meza barri de oio in meixi quatuorze. TL.1 283 D maistà. maistrè. meistrò. mestrella. L maiestatem.
a.1455 lo soldo de quattro meixi. TL.1 290 a.1455 li no- meistrìa sf. “maestrìa”
stri soldati per li quali havemo pagato lo scoto de trei GL 16.24 ma bellissimo è poi ro çenturìn/ d’oro che a por-
meixi. TL.3 199 a.1475 me son trovao a sta meixi sexe. ta, e sempre a ro portò/ fæto con çerta roba, e tâ meistrìa/
PAD 401 a.1507 una scritta de meixi sei sopra del Banco che a fâro gh’intrò tutta ra magìa.
de Leixano e de Sauli.. MGT 236 a.1507 questi meixi D maistrìa.
passati. RDB 130 a.1595 (V.Dartona) meixi. PD 350 meistro sm. “maestro, mastro”
meixi. mensis DPC 173 ca.1180 (Sav.) et ei debeo dare PS 1 s. xiv. meystro. FAR 31 s. xiv. (Sav.) la leciòn ma-
pixon de casa l’anno sol. viii. et sunt stada mensis iiii. straa da lo meistro. IVE 9 questo e quello che conferma
messi ATA 204 a.1382 (Alb.) fin a doi messi. PAL 10: - lo meistro de la veritae, mesé Ihu Cre. PCD 35, 39 s. xiv.
s- per -z- dolce. GIL 97: già in lat. volg. mensis era pro- LSE aciò che tuto quello che lo meistro comandasse ella
nunciato mêsis. RGS § 52, 55. ATT 53. cum reverencia et cum molto gaudio adimpisse. VCC 29
D meixe. L meisem. mensem. a.1480 (Sav.) ogni meistro et lavoranti a sarario de la dic-
(mar) meise sm. ta arte. NPS 576 a.1527 Gianazo meistro de guerra. CPF
AG 56.47 e trase un pan per dar mar meise/ a lo povero, chi 167 a.1584 ho feto vegnì de fora un meistro monto va-
lo preise.AGC “offerta”. AGN “malo mese cf. mal anno”. ranthomo in questa arte de stampà.FAS 156.
meizera / meizia sf. “madia” D maistro.
COM.1 25 a s’è missa a ra meizera a fa un-a crosta de la- meistro d’ascia sm. “maestro d’ascia”GL 4.1 intanto
zagne. BDS, SDS (Sav.) méizia. PD 149. che lavoran za da cœu/ lorbaschi, meistri d’ascia e ban-
D meisara. L meyzera. meizia. caræ’…
meisina sf. “medicina” meistro de antelamo sm. maestro muratore”
AG 12.434 ge trovan…/ angeri far meisina/ sanando pia- TL.3 204 a.1475 quarchi meistri de antelamo masachani.
ge a la fantina. AG 14.162 la meisina/ chi è preciosa e fi- meistro inzegnere sm. “maestro ingegnere”
na. DSP 40 a.1461 fo deliberao che li spectabili paeri de lo co-
D meixina. mun… mandasseno a cerchar in le terre strangere meistri
meysmo agg. “medesimo” inzegneri doti de tale overa (scil. de netezar lo porto).
PAS 28 a quello meismo disnar si mangiavan li discipu- méistru sm. “maestro, mastro”
li… –– in quella meyssma ceyna. CAD. AAG 113. PD 116, 122, 359 maìstru. GA 15.232.
PS 11, 15. DEV 12 “accento iniziale”. FDG 143. PVG. VPL.
D mesmo. méistru sm. “tralcio di vite che non deve essere ta-
méizou sm. “mèzzaro” gliato”
BDS, SDS (Sav.). PVG (V.Grav.)
D mezzaro. D maistro.
meistà / meistae sf. “maestà” méisua / méizua sf. “madia”
PCD 39 s. xiv. meista. PS 1 s. xiv. meistae. GO, AAG 116 méisua. PD 111 méizua: mensula. PVG.
D maestae. VPL.
meistao sm. “magistrato” D meisara.
SA 243 a.1340 (Sav.) che li consoli de la dicta arte posan meità vb. “meritare”
far raxon inter li homi de lo dicto consorago… si che li ADG 78, 106 “toscanismo”. FDG 259. VPL.
dicti consoli seam meittao (corr.: meistao) inter li homi D meritar.
de dicta arte fin a la dicta quantita de soldi dexe tanto. meità / meitae / meitè sf. “metà”
VCC 32 a.1480 (Sav.) et ogni meistao de Saona sea inte- SA 245 a.1340 (Sav.) che tute le pene che se trarà per vi-
gnuo a dare lo suo brazo et altri officiari et executori de la gor de lo presente statuto la meità sea de lo comune de
corte ad exequire tali penne… –– soto penna de lire dexe Saona e laltra meita de la dicta arte de ferrari. PAT 24
sin in cinauanta in arbitrio de lo meystao. a.1352 la roba conquistà cum l’oste de terra e cum le ga-
D maistao. lee inseme, sea per meitae. MGT 173 a.1465 salvo la
meistra sf. “vela maestra” meità, o più o mancho. BRP 9 n.n. a.1474 Albenga piana
PPG 586 a.1529 la troza de la dicta meistra goarnita cum con contadini apta/ uficiano per meità con citadini. DSP
soi paranchi.D maestra. maistra. 133 a.1490 le quali pene siano per la meité applicate ad
L meistra. essi padri del Comune, et laltra meità a quelli. SFG 2.352
meistrà sm. “(vento) maestrale” a.1528 intendendose che non se possa exigere per mare
GL 18.63 ro vento sferradò, meistrà. excepto la meita de quello se exigera per terra.PS 5, FAS
D maistro. meistraladda. 150 meitae. PD 337, ADG 78, 106, PVG, VPL meitè.
meistrå’ sf. “immagine sacra, santino” D medietà. medietate. medità. meitae. meitè. metà. metta-
FDT.P 74 (Triora). VPL (Var.) “edicola” de. mitae. miaera. mitè. L medietatem.
D meistræ. meittao sm. err. per meistao “magistrato”
meistraladda sf. “furia di vento maestrale” SA 243 a.1340 (Sav.) si che li dicti consoli seam meittao
NVM (Sav.). inter li homi de dicta arte.
D maistro. meistrà. D meistao.
meistræ’ sf. “immagine sacra; figura” méitu sm. “merito”
CIT 7 mi per graçia de Dé, fin a chi vivo/ ma tosto m’as- PD 125. ADG 76.
semeggio a una meistræ’. CIT 150 chi son spegi e mei- D meritu.
méiu 108 melù

méiu sm. (bot.) “miglio” mele sf. “(bot.) “Larix Europaea”


MLC 271. FPL (Nizza). PSP 83 n.184: fr. mélèze “larice” (*melice)
D milio. conservato nella voce alpina melze.
meiùn sm. (bot.) “melone (Cucumis melo)” mele sf.pl. elem. topon.
CAD. RCG Diz. FPL. FTL 166 capo Mele. TAL 17 a. 326 terra de valle mele.
D melùn. PSP 83 a.184: cf. Mera top. (Castelvittorio, Pigna) “bosco
méixa sf. (bot.) “Cistus monspelliensis L.” di conifere”, fr. mélèze “larice”. Da un pre-rom. *mêla?
TLC (Loano). (Capo) Mele top. “Capo Mele”
D mexeo. meixei. TAL 86, 121. PSP 83, 102 “possibili incroci con altre vo-
méixau sm. “mésaro” ci”. FTL 166. LTS 7: cf. Merula, Lebriemelum,
FDG 139. Blustiemelum: pre-lat. *mello “altura, monte”
D mésaro. D pomo. L mellatis. meleandolla.
méixe sm. “mese” (Pian delle) mele top. “masseria nel Bosco di Savona”
TL.1 283 a.1455 uno meixe… uno altro meize. TL.1 290 BG 127 n. (Sav.). FBS 51 a.1608 (Sav.). NTS 19.
D (pian del) melo. L (planum de) malo.
a.1455 li nostri soldati per li quali havemo pagato lo sco-
meleta sf. (ittiol.) “sardina dorata, piccola”
to de trei meixi. AFV 414 (Vent.).
D meise. D mereta.
meixe vb. “mietere” melletrisse sf. “meretrice”
GP 275 azo che quando sera vegnua lo tempo de lo meixe PS 7 s. xiv. melletrisse.
no me diga lo segnor de questo campo, che lo so fruto sea L meretricem.
perio per pigrixia in le mie mayn. melgio avv. “meglio”
D meer. mezonar. PNF 400 a.1447 de bene in melgio. PNC 153 a.1447
Meixèi top. (Loano) (Carr.) per le coxe de Carrara… le quali tute ve mandia-
TCL: a.1604-06 lo mexeo. od.: i Meixèi (meixetum) < mo perché melgio se possi consegiare in su tuto… BDF
meixa, oppure < maxé REW 5204. 148 a.1460 parse ben a li magnifici segnoi antiem che lo
D maxera. meixa. mexeo. mexi. magnifico messer Spinetta fosse quello che melgio poise
meixignàr vb. “medicare, curare” esser mezam de tale tractamento.
FPI 5458 (Pigna). D meio.
D maisinar. meixinar. melgiore agg. “migliore”
mèiximu agg. “medesimo” PNF 397 a.1447 perché queste doe coxe ne darano mate-
ADL (Vent.). ria de prendere melgiore consigio a quella materia. PNC
D mesmo. 155 a.1447 (Carr.) et si me pare che chi le prendesse a
meixina sf. “medicina” questo modo per denari farea cativa inchesta, et chi le
AG 31.5 chi laxa la meixina/ per un poco d’amaror… AG alienasse per lo simile non melgiore.
143.7 che questa si e la meixina/ chi scampa omo de rui- D meior.
na. AG 143.167 e li atri grevi acidenti/ che De paire a li Melia n.p., f. “Amelia”
fiioi/ da per dar li atri ben soi/ con tute utel scoriae/ e PD 137.
meixina de pecae. AG 146.71 che li zazuni sagrai…/ per L ameglia.
gran meixina ne son dai/ e de spirito e de carne. CBL 336 meliga sf. “meliga, granturco”
(9.7) o doce meixina/ chi sani li peccaoi. MAC 164 man- MLC 272.
dane Segnor la toa meixinna che sane le me piage. PAB D méea. mêga. mêgassu. merasso. merega. merga. meria.
57 a che aora usseremo levi remedij, fim a tanto che tu L melega.
poossi receiver pu forte meixinna. IVE 11 alla fi ello ve- (erba) melina sf. (bot.) “Potentilla reptans; Agrimonia
gne a morte; mego, ne meixina aitorià no lo poeva. CIT eupatorium”
FPL (V.Polcevera).
8O con lé lme sfœugo, e pà che per meixina/ se servimmo
melissa sf. (bot.) “Melissa officinalis L.”
l’un l’âtro tra de noi.FAS 143, 157. PS 15. PD 141, 153.
MLC 257 (Chiavari)
VPL. RNC 20 neogr. mezàna “medicina, purga”: dal
L menissa.
gen. ADG 78. melo sm. (bot.) “melo (Pyrus malus)”
D maisinar. medisina. medixina. meisina. meixignar. FAS 142.
mexina. D mei.
meixinar vb. “curare” (Pian del) melo top. (Cairo)
AG 6.56 la baseta erba pichenina (l’isopo)/ polmo enxao FCL 42.
meixina. L mela. (planum de) malo.
D meixignar. Melogno top. (Finale)
mel sf. “miele” EOL 32, V.BERTOLDI, SMA 539 n.124. LPF 20 n.:
PAB 72 como le ave, chi renden/ la mel. Mallonius, Mellonius n.p. celtico o ligure”.
mela sf. “mela” elem. topon. melora sf. “midollo delle ossa”
FTL 166. MVS (Sarz.).
D mei. (cavo de le) meile. meira. (pian del) melo. mera. D meolla. merulla.
meraldo. mereto. (colla) meruza. mêlu sm. “fragola”
melanzana sf. “melanzana” FPL. RAN 198. MLC 237 sg.
PVO 418: dal pers. bâdingân attraverso l’arabo.ALE 260. D merellu.
D meizana. merezana. merizana. L melezana. melùn sm. “melone”
Melchione cognome FPL. MLC 240. VPL.
VTS 111 a.1530 (Sav.). D meiùn. L mellonem.
memb 109 mena

membro sm. “membro” menà vb. “maneggiare, impastare, rimestare”


AG 134.41 che se ge mando pessi o carne/ ben san alo che PAG 50 menà a pasta “impastare”. ADP (Pietra). PVG.
dever farne/ coxerla ben e saxonar/ e per membre de- D demenar. marmenar. menatore. menavùe. menòu. men-
spenssar. IVE 18 le membre de lo vostro corpo si sum nu. remenà. L menare.
tempio de lo spirito saynto. PAB 75 sg. anima… chi e in menà/ -r vb. “condurre, guidare, portare”
menbre spandua/ e in tre parte fendua/ so e amor e me- AG 17.3 tuta guia la so nave/ rezze e menna e da confor-
moria/ e intelleto. –– tute queste cosse fam unna solla cos- to/ e aduxela a bom porto. AG 17.7 chi dritamente la
sa, per che elle no sun partie in menbre; perché coverea manten/ conseigo mena tuti ben. AG 23.1 perche menna
che bianssa no avesse cha un membro, so chi no po esser. l’omo orgoio/ ni menaza de far guerra… AG 101.48
–– sufficiencia, reverencia, gloria e delleti sun membre de De…/ chi cel e terra guia e menna. AG 138.131 chi men-
la felicitae. –– como pussor menbri fan un corpo. na tanta mercantia… AG 139.31 andando como romer/
FA 368. FAS 158 PS 17. AGC 40. RGS § 369. de soa iornaa menao/ enver re o bon hoster. AG 140.284
mémere / mémeru agg. “lento, pigro, ottuso” la limosena si governa/ e menna l’omo in vita eterna. AG
BDS (Sav.). 142.60 la morte…/ chi tuti menna per ingual. AG
memôia / memoria / memœuria sf. “memoria” 142.118 ne guie e menne a quelo ben/ chi za mai no vera
FUP 118 s.xiv (Sav.) semo vegnui anchoi in questo die e in men. AG 143.17 or te voi ben menar per mente/ como lo
questo logo a far memoria e a regordansa de la soa beneita to peccao è pesente. CBL 334 (6.83) ne deffenda da quel-
le peine/ et allo so regno ne meine. CBL 334 (7.44) quel-
morte. SOP. 11 r. a.1597 memoria. PD 117: memœuria s.
li chi sono in errore/ li meina in drita via. CF 10 (1.23) s.
xvii-xviii (CIT, COM) “arcaico e non popolare, perché
xiv. (Pietra) a l’inferno seran menai. FUP 100 s. xiv.
prevale già memôia.RAN 93. ADG 57.FGD 271. (Sav.) che meser Jesu Christe… si le menne a la soa sanc-
D memœria. tissima gloria. GP 275 e me son metuo a prender de quel-
mêmuta sf. “berretta dei pastori, simile alla berretta la cellestia fontana viva… e menalla per conduto a quelle
sarda, rossa e bianca” piante chi lonzi da questa aigoa son piantai. GP 370 lo to
FDT.P 74 (Triora). figior lo meinan alla morte. MAC 162 menaa sum como
men avv. “meno” unna pegora. CPV 48 a.1461 (Alb.) in la vostra eterna
AG 39.129 che laxando quello sor bem/ ogni atra cossa ge gloria ne mene in cunsulasium. TL.3 197 a.1475 e si me
vem mem. AG 142.118 ne guie e menne a quelo ben/ chi fei menar avanti quatro o sexe de li principae… RDB 17
za mai no vera men. MC 689 quilli chi som piu savij de che ra natura a voi ro tira e menna/ ma voi desnaturà ghe
mi a compir e a mendar quello chi piu e mem per me fos- dè ra schenna.
se dicto. ADG 31 s. xvi. (V.Dartona) FAS 161. PS.12. PS 108: meina, meinan: “-ei- “fenomeno
D (niente) me. menaprexià. (in) mendor. (a) men. menu. provinciale”.
smevegnui. VPL menà.Cf. SAP 414 a.lomb. menar m.s.
(a) men cong. “senza” D menaìne. menère
PAB 84 che se volleir mallicia e rea cossa, anchor l’e più menaggia sf. “medaglia”
poeir, che a men de lui la volluntae languisse. MP 17.6 GA 12.168 “assimilazione progressiva”.
(Pigna). amén.PS 41, 67. FPI 5594. D medaggia.
D amén. menagrà sf. “melograno”
mên sm. “vento marino” ADP (Pietra).meigrana.
PD 123. FPI 5359. menaìne sf. “dande per i bambini”
D maìn gramegna. marino. D menà. menère.
mêna sfg. (ittiol.) “pesce mola, pesce luna (Mola mo- menaprexiar vb. “disprezzare”
la L.)” CR 25 che la personna divina per la gente no (sea) co-
TTC 158 158 pesciu mêna. gnosua e quanto serà menaprexià…
mena / menna sf. “specie, sorta, condizione; ma- D men.
niera” menassa / menaza sf. “minaccia”
AG 14.368 de tute queste cinque menne. AG 37.32 de ca- AG 49.82 dir mostrando con menaze. AG 54.216 e a far ben
pum grassi, ove e galine/ e d’asai menne salvaxine. AG senpre ne inviam/ e cun losenge e con menaze. AG 142.91
37.34 e companaigo d’aasai menne. AG 53.20 in forche ni lusengue ni menaze. PAB 54 folli, no dotai menassa/ che
re tirano ve fassa. PAB 59 per no dubiar soe menasse ni
de tar menna/ und’è da tute guise penna. AG 54.94 en en-
prexar soe luzenge. PAB 63 si no doterea menassa/ de mar
ferno…: en lo quar se sosten penne/ desguisae e de nove
ni vento. PAB 82 quelli chi sum in segnoria…/ circundai de
menne. IVE 23 una gran gente de tute menne.CIT 105 pâ serventi e maze/ per far regoardar menaze/ se fam a li sim-
che apointo o me parle in questa mena. MAF s. xv. pli dotar. PAD 390 a.1507 fu grande contencione che li of-
(Lunig.) menna. RDB 179 m.s. pesci de ciù menne. GL ficii non si incalavano officiare, né cittadino andar più per
4.12 in che pàize, e per quæ settemane/ no v’âlo lê trat- la terra per menaze che li erano fatte da tristi.
taou de questa mena? COM.2 18 ommo de bonna men- FAS 150. PS 3, 31 menaza.
na. GO. RAN 198. TVD (Dolc.). ADL (Vent.). PVG. D menazà. minassa.
VPL “qualità; seme delle carte”.Cf. DANTE, Inf. 17.39 mi menazà/ -r vb. “minacciare”
disse: va, e vedi la lor mena; 24.83 e vidivi entro terribile AG 49.148 queli zerchando inter lo gorfo/ chi menazavan
stipa/ di serpenti e di sì diversa mena…FAS 152, 162. cercà lor. AG 143.86 se per ira o per furia/ cometesti gra-
MD 8. PAL 6 sg. ve iniuria/ menazandoi o iastemando… FAR 31 s. xiv.
D mainera. mera. L mena. (Sav.) ut in hoc exemplo pero al qual menaza non cura
mèn-a sf. “marina, lido del mare” de[…] he moys debet sic dici petrus qui aliquo minato si-
GUA 469 “a Genova manca la voce “mare”, sostituita da bi non (curat de) est stultus, vel sic petrus qui postquam
un derivato, mèn-a”ADG 23. FDG 137, 176. aliquis fuit mi(natus) non curat de minis est stultus. PRP
D marinna. màina. 346 (str.34) per defende ra patria menazzà.FAS 150.
mena 110 meni

menatore sm. “operaio addetto al movimento”, ope- mendigo agg. “povero, bisognoso”
ratore” AG 98.8 e chi de zo no e avisto/ roman la mendigo e tri-
MNS.1 105 a.1577 (Sav.) fanti o menatori di ruote. sto/ e famorento e desorrao/ ni d’alcun inviao. LSE 27
D menà. frate Conrado povero et mendigo.
menaù sm. “braccio portante della macina del muli- FAS 142 pl. mendigui.
no”; matterello” D mendicu mendigar.
VPL (Pietra). (en/in) mendor loc. avv. “in breve tempo, subito”
menavùe sm. “mattarello” AG 30.8 richeze e fazo honor/ chi in mendor passa via.
FDT.P 74 (Triora). AG 138.210 ma tanti son li guagni lor/ rechoverai son en
D menà. meraù. mendor. AG 36.55 che chi no molase de l’orza…/ en
menchiòn sm. “minchione” mendor bever porea/ pu cha mester non gi serea. AG
RDB 132 (V.Dartona) menchion. PRP 343 (str.23) de da 49.131 bon quareli passaor/ chi pertusan e mendor. AG
a quelli menchioi grossa rovina/ ognun dri nostri assai s’è 49.279 o quanti for per le peccae/ entre cossi greve tre-
affatigao. PRP 347 (str.39) per poè rompì ra testa a quei mor/ varenti omi morti e(n) mendor/ e in mar gente stra-
menchioi. PRP 354 (1.75) dre chianchie bestiæ’ d’esti vachae! AG 146.347 ma pentio foi in mendor.
menchiòn (rima: buon). NSB 191 s. xvii.(G.G.Lanteri, FAS 165. PS 39.
Vent.) ma ne rengratio ben de puro amò/ chi ra nœva m’a D men. or.
daito, se raixon/ l’ha mœsso, e no ra spussa de menchion/ medesisiùn sf. “benedizione”
che re soe chiancie n’han autro savò. PRA 375. PD 138. GDC 111, GA 11.193 “assimilazione regressiva”
D minciòn. D benedisiùn.
menconia sf. “ira, dispetto” meneghìn sm. “uomo tonto”
AG 12.388 l’emperaor con menconia/ tuta quella conpa- BDS (Sav.).
gnia/ in conspecto de la gente/ fe bruxar incontanente. D menegu.
FA 368. FAS 156. menda sf. “benda”GA 12.168 menegia sf. “manico, maniglia”
(plebeo e bambinesco) “assimilazione regressiva”. VIA 92 a.1476 (Sav.) item padelle de aramo con le mene-
D binda. ge longe per frigere n. x.
mênda sf. “merenda” D manegia.
PVG. menego sm. “monaco”
D merenda. PCD 37 s. xiv. pl. menegi “probabile errore”.
mendaggia sf. “medaglia” Menegu n.p. “Domenico”
ADP (Pietra). PD 155.
D medaggia. D meneghìn.
mendamento sm. “emendamento, correzione” menère sf.pl. “dande per bambini”
RDA 4 (C.Zabata) rime in lingua zeneize, intre què con ADP (Pietra).
molta façilité son espressi molti concetti belliscimi, a D menaìne. menà.
mendamento de quelli chi no vuoeran che se posse in que- menestra sf. “minestra”
sta nostra lengua esprime lo so intento. GL 7.22 un pâ d’œuve in menestra de giuscello.FAS 144,
D mendar. 148. PD 115, 138. VPL.
mendar/ -e vb. “emendare, correggere” D menestrùn. L menestra.
AG 12.116 e so per ti un sposo tar/ che no g’è cosa da
menestrà vb. “somministrare
mendar. AG 26.10 no mendar le ovre torte. AG 31.3
RAN 18.
chi…/ no menda so error… AG 95.19 voia De che se zo
D amministrar.
lezam/ che lezando se correzam/ e che se mende ch e ge
che. AG 136.148 monto de zo te dei voler/ e mendarlo a menestrà sm. “artigiano”
to poer. AG 137.26 e possee (possedere) liberi assai/ boni AG 138.159 tanti e tai son li menestrai/ chi pusor arte san
e veraxi e ben mendai. AG 139.61 zo e pensar de De ser- far/ che ogni cossa che tu voi/ encontanente aver la poi.
vir/ e cascaun mendare so torto/ e guararse da falir. MC FA 369. FAS 143, 152.Cf. SAP 415 a.lomb. ministré, mi-
689 quilli chi som piu savij de mi a compir e a mendar nistrer m.s.
quello chi piu e mem per me fosse dicto. PAB 90 tute for- menestrare vb. “scodellare”
tunne, o piaxeiver o aspere, sum o per guierdonar o per VIA 92 a.1476 (Sav.) item caze instaginate per menestra-
exercitar li pordomi, o per punir o per mendar li mal- re n. x. caze per menestrare la pexa…Cf. MB 134
vaxi.MUI 113. FA 368. (Bonvesin) ministrar “servire a tavola”.
D amenda. emenda. emendaor. emendar. mendamento. D aministrar.
L menda. mendare. menestrùn sm. “minestrone”
méndicu agg. “pallido, malato” CAD. VPL.
PVG. D menestra.
D mendigo. menghinna sf. “ragazza, compagna”
mendigar vb. “mendicare” BOS 157 s. xix (G.B.Vigo) bellu vedde i paizèn cue sò
AG 49.92 ma e si gram colmo avea/ per che andava men- menghinne/ quandu de gran funsiuìn g’han in campagna/
digando/ per terra de Lombardia/ pecunia, gente a sodi? ballà quelle ciccune e munferrine.
PAS 27 lo segnor de questo campo… me zichte for de la menissà / meniççà / menizzà/ -re vb. “sminuzzare,
soa terra, e a desonor me convegna mendigar. GP 275 et sbriciolare, distruggere”
a dexonor e me convera mendigar lo fruto lo qual requere RDC 185 (T.Conchetta) ammazzà, menizzà questo mar-
Christe dale soe piante. ran. GL 11.38 e se veivan per tutto semenæ’/ arme, çer-
FAS 153. PS 36. velle e gambe menissæ’. COM.5 44 che mi spose quella
D mendigo. spuççetta, quella Meodin-na, ciû fito me faræ meniççà
meni 111 ment

comme e porpette. CAN 1842 p.50 (Sav.) quelli sciammi mentà vb. “rammentare, ricordare”
de figgiö3/ che scavissan/ guastan, rumpan e menissan. RDB 42 e ciù ch’a Laura, ra vostra Minetta/ mentà fare-
MIT 48 a.1850 (Sav.) quellu porcu de müaggiùn/ ohibo- sci in terra, e a ca de De.
bo! nu pöan derualu/ scavissalu/ menissalu. PVG. MVS mentastre sf. (bot.) “Mentha pulegium, Calamintha
(Sarz.) menizzare. GO. PD 336. RAN 122. FPI 5598 (ci- nepeta”
ta G.ALESSIO, RIL 77. 687). Cf. RGS § 1156, 1173 it. FPL (Nizza)
minuzzare < *minutiare. D menta.
D benissà. merisar. menissu. mentastru sm. (bot.) “Mentha v.sp.”
meniscellu sm. “gomitolo” FPL (Chiav.) “Mentha rotundifolia”. MLC 247
VPL (On.). “Pulicaria dysenterica Gaertn.”. CAD Mentha silvestris.
menissettu sm. “briciola” D menta. mentraschi.
GO. mentassu sm. (bot.) “mentastro verde, menta selvatica”
D menissu. FPL, BNF 220 (Bord.) “Mentha rotundifolia”. MLC 258
meniçço / menizzo / menissu sm. “briciola, pezzetto” “Mentha silvestris”. FPL (P.Nava) “Calamintha nepeta”.
GL.2, Arg. Aladìn vœu in meniççi ogni crestian. GL mentassu d’ègua “mentha silvestris”
16.34 e dra chena o ne fa çento menizzi.GO. PD 120, D menta.
336. PVG, VPL menissu. mente sf.”mente”
D lemenuzzo. menissà. PD 110.
Menno top. (Riviera di Ponente) D amente. amentu.
EOL 25 Monte Menno. (dar) mente vb. “badare”
menor agg. “minore, inferiore” BL 105 a.1406 e no dago mente che voi apriate soa letera
AG 144.147 guardese ben chi e menor/ de tenzonar con so et vediate quelo che a lui scripvo.
maur.PAB 39 e fe lo nostro segnor Dee doi grandi lumi- (dà a) mente vb. “badare, dare retta”
narij, e lo maor chi segnorezasse lo dì… e lo menor se- PD 137. PVG. VPL.
gnorezasse la noite…FAS 148. PS 3. menteo / menteor sm. “mentitore”
Plur. menoi CBL 338 (13.2) o san Francesco glorioxo/ AG 14.563 l’omo menteo e boxar/ sor grande fale e mon-
paire de li frai menoi. LSE 30 intra ne lo ordine de frai to far.FAS 148, 164 menteor.
menoi. menori LSE 28 non comportava che le soe ancil- mentì vb. “mentire
le l’appellassem madonna, voi, ma tu, como se parla a AG 14.544 che De no vor che mentì degi. AG 14.611
subditi et menori. menos MBA 399 a.1440 (Digne) prov. eciamde chi menti usa/ l’anima soa n’è confusa. AG
frayres menos. 140.135 David lo dise che non mente. PVG (G.Rrav.) a
FAS 152. neive a mentisce “la neve non si scioglie”. VPL “fallire,
Menosio top. (Alb.) di ortaggi abortiti” FAS 162 mentirean.
CL 10. D menteo. L mentire.
menòu sm. “sorta di mestolo, attrezzo da cucina” mention sf. “menzione”
CAD. BDS (Sav.). PCD 36 s. xiv.
D menà. meraù. D mentoar.
mensa sf. “tavolo da desinare” Mento top. (Bedonia)
RPC 44 a.1743 (Alb.) due tavole, o sia mense” EOL 25.
Cf. RGS § 47 “forma dotta”. mentoar vb. “menzionare, chiamare”
L mensa. AG 16.445 senpre, iaxando o sezando/ li soi faiti mentoa-
menzina sf. “benzina” va. AG 47.51 or par ben chi son pagai/ li Venician tigno-
PD 362 “plebeo affatto”. GDC 111, GA 11.193 “assimi- si/ ni conseio che za mai/ mentoem porci mevrosi. MAC
lazione regressiva a distanza”. 162 se alcun avesse avuo ardimento de mentoar Jhesu
mensonà vb. “menzionare” Criste. PS 67 s. xiv. mentoar.
NPD 59 a.1749 (Sav.) in tanti guai/ che a mensionavei so- D mention.
lo me spavento. mentone sm. “mento”
D mençunà. AA 56 se abrusio tuta la barba del mentone e li peli deli ochi.
ménsua sf. “mensola” D mentu. mentùn.
PVG. Mentone top. “Mentone”
L mensola. LTI 59 n.81.
mensunà / mençunà / mensünà vb. “menzionare” L mentonum.
DFC 33 fin a ri sette çê vœuggio portate/ mortà, se te mentrasco sm. (bot.) “Pulicaria dysenterica”
mençunno in voxe o in scrito. DFC 90 in mençunando FPL (V.Polcevera)
quello cuento… PD 119 mensünu “io menziono” (attrat- D menta. mentastru.
to da sünà). VPL mensunà. mentri cong. “mentre, poiché”
D mensonà. PRP 361 (5.49) che dri vostri nexun mentri no gh’eira [men-
menta sf. (bot.) “menta (Mentha v.sp.)” tr’i’? Cf. PRP 360 (5.7) perch’i voxen menà tutti re man].
FPL MLC 258 “mentha rotundifolia”. FPL menta greca D demente che.
“Tanacetum balsamita”; menta pebrada (Nizza) “Menta pipe- mentu / mentùn sm. “mento”
rita”; menta sarvèga “Mentha v.sp.”. MLC 258 menta pipiri- CAD, PD 110, PVG, VPL mentu. MP 20.8 (Pigna),
ta “Mentha piperita”.MP 20.7 (Pigna). “recente”. BNL 75 VPL (Vent.) mentùn. PSU 2 “il tipo mento domina nel-
(Perin.) mènta. EVM 80 (V.Mar.) PVG, VPL mènta. PGC la liguria orientale, fino a CastelnM.; a Ponente doimina
101 n. “origine greca o mediterr., molto difficilm. celtica”. il tipo mentone.
D mentastre. mentastru. mentassu. mentùn. mentrasco. D mentone. mentu. mentùn. L mentum.
ment 112 mera

mentùn sm. (bot.) “Mentha rotundifolia” meolla sf. “midollo”


FPL (Chiav.) PAB 78 che tute am rayxe a mainera de bocha,chi tram
D menta. soa norixom de terra e la spandem in meolla e in scorssa
menu avv. “meno” e in fior… e lo più tenero, so e la meolla, è dentro…PD
PD 156. GIL § 201. GUA 147 “vi confluiscono minor e 126.
minus. VPL. ADG 31, 100: -ê- per toscanesimo. D màula. megulla. melora. merulla. migola. miula. miulu.
mennu sm. “collare per animali” mòula.
GO. mer sf. “miele”
MP 20.8 (Pigna). Cf., MB 134 (Bonvesin) mere, sf., m.s.
D menar. L menum.
D amé. L mel.
ménua sf. (ittiol.) “mènola”
mera sf. “mela”
PML 359 “Maena vulgaris, Zebra Brünn.”. PML 362 PRP 359 (4.39) vate a sotterra, o vate a vend’in fera/ o
“Maena Zebra Brünn”. TTC 125 “Maena maena” BDS zogà a pè o mera (“pera o mela”) MP 20.8 (Pigna).
(Sav.). “Sparus maena”.FPI 5.220 a. ADL,VPL. (Vent.).PRA 375. LP 27 “si estende sino a
D menura. L menora. Mentone e Fontan. In Provenza domina il tipo pomu”.
menüaggia / menudagia sf. “moneta minuta, spic- D mei.
cioli” mera sf. “specie, sorta”
GO menüaggia. MVS (Sarz.) menudagia. RAN 129: fr. MP 20.8 (Pigna).
ménuaille”. D menna.
D meriguaglia. Mera top. (Castelvittorio, Pigna)
menudo agg. “minuto, piccolo” PSP 83 n.184 “l’altitudine esclude che si tratti di meli.
MVS (Sarz.). Cf. SRV s. xv. (Ven.) menudo m.s. Forse ÷ pre-rom *mela “bosco di conifere”. Cf. fr.melèze,
D menuto. nizz. mele “larice”, alban. melenë “olmo”.
menüe sf.pl. “spiccioli” Meraldo top. (Alassio)
PVG. TAL 86 n.455 a.1539 od. Meraudu.
D menüaggia.” D mela. meraudu.
menüeti sm.pl. “frattaglie” merande sf.pl. “mutande”
DVO (On.). ABD 12, 16.
BDS (Sav.). (Sav.) nella locuz. “a pancöttu e menueti “a
D muande.
stento, a forza di risparmi”. merar vb. “menare”
D menuo. MP 14.54 (Pigna).
menuo agg. “piccolo, minuto” D meraù. remerar.
AG 69.5 oxeli gro, mezan e menui. AG 138.221 con len- merassu sm. (bot.) “Cornus mas”
gni grossi e menui/ che de cose venen drui. AG 140.265 FPL (Dolcedo).
no acata tropo a menuo/ che lo to ben n’è confonduo. D meliga.
IVE 44 de queste bestiore menue chi stan per li boschi. meraù sm. “braccio portante della macina del fran-
GL 3.9 ra sentinella…/ l’occiale a l’allivella/ e a guarda toio”
per menuo (“in dettaglio”) . ADP (Pietra).
FAS 148. RAN 76. D menavue. menòu. merar.
D menüe. menüeti. menüu. menuto. L minutus. Meràudu top. (Alassio)
ménura sf. (ittiol.) “mènola” TAL 86 n.455 a.1539 Meraldo. < mera, meyra “mela”.
AFV 418 (Vent.). D meraldo.
D menua. meravegia sf. “meraviglia, prodigio”
menüsia sf. “minuzia” PAB 87 sgg. quelli chi no sam la raxom/ como corre sep-
CAD. tentrion/ so e lo carro sam Martin/ chi pur torna a la soa
menuto sm. “minuto, dettaglio” fim/ sum lo qual vira lo cel/ sì par meravegia e fer. –– so
AA 132 vino da menuto. par meravegia a chi no cognosse le complexioim… ––
Dee, chi ve da l’aota fenestra so che fa mester a chas-
D (a) minuto.
schum, e si l’aministra per bella meravegia de destina-
menuto agg. “piccolo, minuto, basso”
ciom… –– de che avem bella meravegia de la providencia
DTC 641 a.1447 melio per ti populo menuto. de Dee. CR 8 le meravegie chi aparssem quando nostro
D menudo. menuo. menüu. Segnor nassè.PS 3.
menüu agg. “piccolo, mingherlino” D maravegia.
ADL (Vent.). PVG. VPL. meravegiar(se) vb. “meravigliar(si)”
D menuo. PAB 55 ma forte me meravegio che elli possam compir so
menüu sm. “minuto” che elli intraprendem.
VPL. D maravegiarse.
Meodinna “strega della leggenda popolare” meravegloso agg. “meraviglioso, che desta meravi-
COM.5 44 mi che spose quella spuççetta, quella glia”
Meodinn-a, ciû fito me faræ’ menissà comme e porpette. PAS 28 vorey voy odir meraveglosa cossa?PS 5.
VCS 29 s. xx. “A Meodinn-a” (traduzione della ballata D maravegioso.
“Der Erlkönig di Goethe) IVI: “è l’antica Salomè che si meraveia sf. “meraviglia”
aggira nella notte di S.Giovanni come spettro foriero di AG 142.13 en me cor n’o gran meraveia/ e dura cossa me
sventure. I fuochi di S. Giovanni servono ad esorcizzar- semeia. AG 144.13 meraveia o de le gente/ chi son si or-
la”. be e azegae.
D miodina. miudina. D maravegia.
mera 113 merc

meraveiar(se) vb. “meravigliar(si) mercantia sf. “mercanzia: mercatura; merce”


GP 376 e Pillato si se meraveya monto che Christe fosse AG 14.499 in mercanthia falimento/ faucitae o scautri-
za morto. mento. AG 138.172 [a Genova] un speciar a monta via/
D maravegiarse. pu peiver o merchantia/ e in pu grosa quantitae/ ca un’a-
meravia sf. “meraviglia” tra gran citae. AG 138.122 la citae/ en la qua e sempre e
AG 145.300 e so che ne oden le orie/ monto son gran me- tuta via/ abonda monto merchantia/ de Romania e d’otra
ravie. mar. AG 138.147 de queste mercantie fine/ le buteghe ne
meraviiar(se) vb. “meravigliar(si)” stan pinne. AG 140.77 se mercanthia usi o butega/ no
BL 97 a.1405 penso che la dicta resposta fossse facta a die aver la mente cega. AG 143.109 fazando fala alcuna via/
25 o sia 27 di novembre. Meraviihome no l’aviate auta.Cf. en dar o prende mercantia/ si como fan monti meschini/
PCD 29. per tirar aigua a so morin. PAC 22 a.1320 noi mercanti
D maravegiarse. semo vegnui in la vostra terra con gram segurtae a far
mercha sm. “prezzo” mercantia en lanna. TL.1 352 a.1455 le soe merse e mar-
AG 14.472 se lo meschin pagar no po/ no gi roman ni ca ni cantie. MGT 283 a.1480 li nostri manchereano de oppi-
bo/ che l’usorer ne lo tra for/ a tar mercha como lo vor. SA nium de mandare de le soe mercantie de là. FAS 163. PS
249 a.1340 (Sav.) vegni a mi che ve faxo meior merca. 33. PD 67 “riporta una osservazione di C.Vandelli, se-
D merchao. L mercha. condo cui nei testi italiani antichi è sempre scritto mer-
mercadante sm. “mercante” cantia: l’attuale mercanzia sarebbe quindi errore di lettu-
MGT 170 a.1465 se per caxo le mercadantie fosseno ven- ra, diffuso e perpetuato dalla stampa. Cf. G.I.ASCOLI,
dute e lo mercadante non avesse scoso denari… MGT AGI 16 (1902-04-05) 161 che rileva nazìa per natìa a
282 a.1480 li mercadanti nostri li quali negotiano in quel- Napoli, a.1737. [Ma sin dal sec. xiii. è corrente la forma
lo vostro regno. MGT 236 a.1507 né da haver alcuna sa- mercancia nei documenti latini].
tisfaction de li beni preizi a li nostri mercadanti. PAD 422 D mercadantia. mercancia. mercansia. L mercantia.
a.1507 essendo la cità sotto trei ordeni, soè nobili merca- mercantile agg. “vendibile”
danti e artexani, li quali mercadanti e artexani comuniter MNS.2 59 a.1577 (Sav.) ne dovrano o potrano comperare
si domandano populo. SGC 419 a.1522 citadini o capela- carni porchine o di troia, o gramegnose, ne altre robbe che
zo/ mercadanti o arthesano. NPG 1063 a.1747 belli patti non siano mercantili a rettagliarle, e venderle, sotto pe-
de marcadanti! na…
D mercadantia. merchante. mercatante. merchao / mercato sm. “mercato, commercio; traffi-
mercadantia sf. “mercanzia: mercatura; merce” co, affare; prezzo”
PGF 23 a.1459 quelli (che) faseno mercadantia. MGT AG 14.148 lo santo sangue de Segnor…/ lo gran merchao
170 a.1465 se per caxo le mercadantie fosseno vendute e che eli ne fan/ atoxegao eli lo troveran. AG 14.467 monto
lo mercadante non avesse scoso denari. spesor an de gran merchao/ da queli chi sum obligai. AG
D mercadante. mercantia. 46.65 en lor merchai l’un l’altro enganan. AG 140.323
mercaiöa sf. (bot.) “Mercurialis annua” senpre starrai in gran peccao/ e averaine mar mercao. AG
FPL. 143.273 or no laxar lo grande mercao/ chi t’è cozi apa-
D marcuella. reiao. SA 249 a.1340 (Sav.) o ve faro megior merchao se
mercancia sf. “merce” voi vegni da mi. ASA 122 a.1390 (Alb.) e fara meglor mer-
AA 52 a cio che in Saona non intrase mercancie che non chao de questa garea. CBL 348 (25.28) o Iuda traito/ tu ai
fuseno spedite in Genoa da comerchi e da altre gabele. faito gran peccao/ de Criste lo me amor/ tu ai faito gran
D mercantia. merchao. CRA 123 a.1408 (Alb.) quoddam forum quod
mercanjnte sm. “mercante” vulgoappellatur lo mercao de le ove et polaglio. TL.3 122
PAT 22 a.1320 quando voi serej in Famagosta, presente- a.1474 vendere… a megior merchato. MPS 44 a.1550
rei la letera a li mercanti… –– e se li nostri mercanjnti an (Stella) se serà fatto alchun mercato overo contrato.
reguardo de si…PS 14, 18. D mercha. mercòu. L mercatum.
D merchante. merce sf. “merce”
mercansia sf. “mercanzia, merce” AA 52 non lasavano intrare alcune nave… in Saona chi
NPG 1063 a.1747 belli patti de mercadanti! gli vogliono avese merce, ne meno era nave… chi presumise caricare
strapicanti/ dando loro per mercansia/ povertà e malinco- merse alcuna.
nia.BDS (Sav.). D merciaiuolo. merse. merze.
D mercantia. L mercancia. mercede sf. “paga, salario”
mercantare vb. “commerciare, trafficare” CAR 126 a.1600 vista la meta ossia tariffa della loro mer-
MNS.3 66 a.1633 (Sav.) non sarà lecito né permesso ad cede…
alcuno maestro barrilaro comprare, negociare o mercanta- D marcé.
re… doghe, cerchi e salici che non siano buoni e suffi- merciaiuolo sm. “rivendugliolo, venditore ambu-
cienti. lante”
merchante sm. “mercante” GRD 122 (Tenda) hanno statuito che li crevelieri o mer-
AG 141.39 no seai merchante lento/ chi de un poi guagnar ciaiuoli e pegheloti non debbano vendere fuori delle piazze.
cento. IVE 28 preghemo per li merchanti e arteixi chi D merce.
traffegam le cosse de lo mondo. PAT 22 a.1320 pesente- Merco idr.
rei la letera a li mercanti. –– noi mercanti semo vegnui in PCT 95. 121 Rio Merco: germ. *marka.
la vostra terra con gran segurtae a far mercantia en lanna. mercodi / mercordi sm. “mercoledì”
PVG(V.Grav.) “negoziante di bestiame” CR 17 quando era lo mercordi santo. AA 108 lo yorno del
D marchadente. marcante. mercadante. mercanjnte. mercodi santo.
L merchantem. D marcordi.
merc 114 meri

mercorela sf. (bot.) “Mercurialis annua” merendà/ -r vb. “fare merenda”


FPL (Nizza). AG 37.112 (in estate) pescar po l’omo e brazeza/ bagna-
D marcuella. se bem e poi merendar. CIT 197 ri cavelli…/ pareivan
mercòu sm. “mercato” tenti d’oro canestrelli/ per dà da merendà a Amò ch’è un
PD 128: pl. mercuèy. PVG. VPL. FDG 201. fœnto.FAS 165. VPL.
D merchao. D merenda.
mercurdì sm. “mercoledì” merer sm. “fragola”
VPL. MP 20.8 (Pigna).
mercurina sf. (bot.) “mercorella (Mercurialis annua” D merellu.
BNF 220 (Bord.). FPL (Bord., PortoM.) mereta sf. “piccola mela, bacca”
D marcuella. IVE 52 quarche merete sarvaighe e datari, se ello n’avea
merda sf. “merda” trovao per lo deserto.FA 369. FAS 163.
CAD, PVG VPL merda. D meietta. meleta.
D diamerdon. inmerdase. merdaiö’. merdanzo. merdòn. Mereta / Mereto top.
merdoso. L merda. FBS 59 a.1760 (Sav.) “Riano del Mereto”. PCT 122
(fe/fede de) mærda / merda loc., “miscredente, infe- Mereta “fitonimo in -etum”.
dele” termine dispregiativo. D mela.
GL 11.49 e Argante Fedemerda presto o corre / con una merezara sf. (bot.) “melanzana”
stanga in man contra ra torre… … (TT e ‘l fero Argante MLC 255 (Pigna).
a contrapporsi corre/ presa una trave a la nemica torre). D melanzana.
merfutü’a agg., f. “(di donna) malaticcia, cagionevo-
GL 18.59 e ghe saverò dì quanta canaggia/ fede de mær-
le”
da là se trœuva unîa.
FDT.P 74 (Triora).
merdaiö’ sm. “chi raccatta per la strada escrementi
D mermessa.
di animali per farne letame; svuotatore di pozzi neri” merga sf. (bot.) “meliga”
ADL (Vent.). CMS (Sav.). GO. AAG 122. MLC 272.
D merda. D meliga.
Merdanzo idr. “affluente del f. Nervia” mergà sm. (bot.) “melograno (Punica granata)”
LTI 61 n.83 cf. (Provenza e Savoia) Merlanson, FPL (Mortola) pl. mergài.
Merdanson “torrente melmoso” (÷ merda)”. D meigranà.
D merda L remerdarius. meria sf. (bot.) “meliga (Zea mays)”
merdoccu sm. “unguento usato a scopo di depilazione” FPL (P.Nava).
CAD. D meliga.
merdòn sm. “persona arrogante” merìa sf. “palazzo comunale”
MVS (Sarz.). VPL (Alassio).
D merda. Merialdo cognome
merdoso / merdosùo agg. “merdoso” termine ingiu- VTS 92 a.1530 (Sav.).
rioso Merigiagnu top. (Pigna)
PRP 362 (6.32) che fareiva a sto merdoso/ che fareiva a PSP 102 n.300 < meridianus “terreno volto a mezzo-
sto sbroglioso? IVI (7.59) voglio andane in aotre bande/ giorn,o?” Cf. Varr. r.r. 1.2.4 terra meridiana.
né chiu vè sto merdosùo/ pigliat’essa Giamenuo (PRA D meiriço. L meridiem.
390 “per la rima”). merignaglia sf. “minutaglia, spiccioli”
D merda. MP 20.8 (Pigna). “antiquato”. FPI 5596.
Merea top. (Stella) D menüaggia.
RES 50 Cian Merea. merigneti sm.pl. “polenta di farina di castagne”
D Mrea. MP 20.8 (Pigna).
Merega cognome merir vb. “meritare”
VTS 82 a.1530 (Sav.). AG 74.40 e sostem grande infirmitae… /en le quae el e
D meliga. L merega. paciente/ como fiior obediente/ chi vor cozi esser ferio/
merella sf. (bot.) “fragola” per lo peccao che l’a merio. AG 120.6 tuto quanto l’a ra-
FPL. MLC 229, PVG üga merella “uva fragola (Vitis la- pio/ de quelo chi no l’a merio. PAB 57 lo merir de malli-
brusca L.)” cia/ inociencia indura –– a chaum tal seto/ dai como e so
D merellu. merir. PAB 63 le pree preciosse…/ anchor che soa bel-
merellu sm. (bot.) “fragola (Fragaria vesca)” lessa sea formaa da lo creator, elle sum piu basse de noi,
MLC 237. FPL. FA 369 forse ÷ mereta “piccola mela”. perché elle no merissem nostra amiraciom. PAB 72 che
PS 7 *melillu? RAN 198. REW 5272 mêlum. PVG 670 fa a lo prodomo esser loao de so che ello a merio per vir-
s.v. miyêlu. PNP 149 “etimologia incerta: *melelu, *mo- tue? FA 369. PS 68.
rellu *mora, lat. mel. D meritar.
D mêlu. merella. merer. mielu. muelu. murelu. L me- merizà vb. “meriggiare, ruminare”
rellus. VPL (Sanr.).
merenda sf. “merenda” merizana sf. “melanzana”
AG 146.293 li gran disnar e le merende/ e sover seira be- FPL (PortoM.). MVS (Sarz.).
zenar. PRP 354 (1.70) perché s’avesse atteso a re meren- D melanzana.
de/ senza vorré cercà tante raixòn/ mi n’haverea nexun chi merisar vb. “sminuzzare”
me reprende. BNL 75 (Perin.). MP 14.29, 54 (Pigna).
D mênda. merendar. L merenda. D menissà.
meri 115 mers

meritar vb. “rimeritare, ricompensare” merlusso sm. “merluzzo”


PAS 33 tu ay mal meritao lo me figlor. PAB 51 e lo hu- MNS.3 67 a.1577 (Sav.) sarà lecito concesso e permesso
man linagio per benefficij recevui e servixi meritae (ser- a detti maestri barillari di vendere amplute e sardine di
vizi resi) ama e segue l’um l’aotro. FAR 39 s. xiv. (Sav.) barrile, tonni magri e grassi, anguille salate, merlussi,
fir merita traduce lat. mereor.PS 68. arenghi et ogni altra sorte de salumi.
D meità. merir. meritu. miritar. merma sf. “melma, fango”
meriteivemente avv. “meritatamente, per merito” PVG.
RDA 4 (C.Zabata) a ro segnò Bernabé Cigala Cazè meri- mermà/ -r vb. “diminuire, calare”
teivemente dareiva ro primo luogo. AG 114.42 ognunchana cavo roman seiver/ se n’è pur un
D meritar. lignor for mermao. AG 140.66 e guarda ben le soe cos-
meritu sm. “merito” se/ si che nixun mermar no ose. AG 144.71 lo ben mer-
PD 125. VPL. ma e lo mar crexe. AG 144.150 che no e ben engual ba-
D meitu. demerito. meritar. ranza/ chi l’un merma e l’atro avanza. AG.127.35 che per
merlao agg. “di muro) merlato, fornito di merli” peccao chi sempre abonda/ no daga lao da qualche spon-
AG 49.214 un borgo pim e grasso/ murao, merlao tuto en da/ o no merme de so bon stao. IVE 16 cum intencion de
torno. levargi o de mermagi la soa bona fama. IVE 75 sg. or
L merlus. echa che la gente a mermà da ti. –– la gente mermavam
merleggiatore sm. “ricettatore che compra tele ruba- a san Zoane ogni dì. PRI 30 s.xvii. (P.Murassana, Sav.)
te e le altera tingendole” ra torre de ro Brandà…/ che ra so ertezza n’êuran mermà.
ISG 46 s. xv-xvii. FA 369 “minimare”. FAS 147, 156, 165. BDS (Sav.).
PVG. Cf. SAP 414 a.lomb. mermar m.s. AGS a.sardo
merlìn sf. (mar.) “merlino, funicella di tre spaghi at-
minimare m.s.
torti per legatura di vele”
D amermà. mermanza.
GO. CAD. DEI.4 2431.
mermanza sf. “diminuzione, riduzione”
Merlìn (Sav.)
AG 14.607 poi fa una atra gram mermanza/ toiando bona
NTS 19 a.1702 (Cadibona) Cian de Merlìn. NTS 21 rian
nomeranza. AG 138.46 e s’e vorese dir parole/ per far
de Merlìn affluente del Rio di Ludo. mermanza de inimixi/ voi me terexi folle. AG 140.232
L merlinum. aver se sor de tar contanza/ e desprexio e mermanza. AG
merlo sm. “merlo” elem. topon. 143.80 ancor se fisti a atrui mermanza/ ni daesti rea no-
BG 127 n., FBS 51, 60 a.1608 Pian del merlo masseria meranza/ scandaro brega o tenzon.FA 369. FAS 152,
nel Bosco di Savona, BG 126 n. s. xvii. Ritano del merlo 162. PS 32. AGC 36, 50.
affl. del torr. Letimbro (Sav.). D mermà. L menumancia. mermancia.
D merlu. L merlus. mermessa agg., f. “(di donna) malaticcia, cagione-
merlottu sm. “merlo, persona furba” vole”
BUL 444 e n.3. NPD 74 a.1842 cun ünna gûa fudrà de FDT.P 74 (Triora).
cöiu/ i dui merlotti tiàvan sempre avanti. D merfutüa.
D merlu. merom sm. zigomo, guancia”
merlu sm. (ornit.) “merlo (Merula niger)” PAS 36 ello aveyva lo so viso tuto nizo, li ogi e li meroym
CAD. PVG. CLU. VPL. BUL 426 “turdus merula”. neygri. PS 9, 66 s. xiv. li meroym tuti neigri e livij.PS 68.
D merlottu. L merula. D mei.
merlu sm. (ittiol.) “labro merlo (Labrus merula)” mærsa / mærza sf. “marcia, andatura, maniera”
AFV 419 (Vent.). COM 6.29 i me dixan che andæ’ dra mæxima mærza.
(erba du) merlu sf. (bot.) “Ajuga reptans” COM.6 20 tutto all’ultima modda… o l’ha tutte e mærse:
FPL (Cogorno). o pâ vestìo da Promea.
merlu casunante sm. “passero solitario” D ammersà. mersa.
FDT 9.19 (Triora). mersa sf. “qualità, tipo; seme delle carte da gioco”
merlu casuràn sm. “passero solitario” GO. CAD. PAG 191. VPL.
DVA (VArr.). D merse.
merlu cursìn sm. “merlo di Corsica” mersa sf. “cerume dell’orecchio” PVG “marcidus”.
ADL (Vent.). mersà / merçà sm. “merciaio ambulante”
merlu d’aiga sm. “martin pescatore” DFC 34 donne càe, l’è chi o merçà. GO. ADG 17. PVG
ADL (Vent.). VPL mersà.
merlu da scöggiu sm. “passero solitario” D mersario. mersaro.
ADP (Pietra). mersaria / merzaria sf. “merce minuta, oggetto di
merlu giancu sm. “Merula torquata” merceria”
BUL 384. MNS.2 14 a.1593 (Sav.) tenere o vendere mersarie, o
merlu pescòu sm. ”Cinelus aquaticus” guanti, mascare o altra cosa. MNS.2 27 a.1728 (Sav.) ne
BUL 410. meno sarà lecito ad alcuno che non sia di detta arte il te-
merlu rocaié sm. “Monticola cyanus” nere o vendere merzaria, guanti, pelli, mascare, panni e
BUL 413 (La Spezia). altre robbe spettanti all’arte de calzolari a minuto ossia
merlu rucà sm. “passero solitario” retaglio.
GNB 223 (Bord.). ADL (Vent.). D mersario. L mersaria.
merlu sarvègu sm. (bot.) “Achillea ligustica” Mersario cognome VTS 120 n. a.1530 (Sav.).
FPL (Noli). D mersà. mersaria. merzario. mersaro. L merçarius.
merz 116 meza

merzario sm. “merciaio” messa sf. “messa”


MNS.2 11 a.1577 (Sav.) ne meno potranno… detti mer- CR 24 ge dixeiva che quando fosse l’ora ge piaxesse de
zarii e toscani vendere arbasi, agnini ne sargia di vegnì a dir la messa.FAS 144. VPL.
Provenza. D missa.
D mersaro. meza fora sf. “metafora”
mersaro / merzaro sm. “merciaio” PAB 80 questa meza fora e dicta per voi. PS 68 “sugge-
AA 127 larte deli mersari de Saona. AA 251 artista mer- rimento di Mussafia”.
sari citadini se Saona. MNS.1 78 a.1662 (Sav.) che nel- mêzàia sf. “mezzanino”
la presente città e suo territorio nessuno debba ne possa GO. CAD. PAG 215.
vendere capelli di qualsivoglia sorte, eccetto che li mer- D mezan.
zari. MNS.2 27 a.1728 arte de merzari, toscani, guantie- mesaygo sm. “messo, ambasciatore”
ri, calzolari o sia drappieri. DCT 162 a.1380 como meso de lo Imperao e como so me-
D mersà.mersario. saygo.PS 32, 68 “missaticus”. RGS § 1131.
merse / merze sf. “merce” D mesegio. L messaticus.
AG 138.150 ben pince omo speiga/ gran merze in vota e mezaiö’a sf. “mezzarola, misura di vino”
in butega. TL.1 352 le soe merse e mercantie. AA 52 li GO.
signori genovesi tengono in lo porto de Saona una nave e D méza. mezzarolla.
uno bregantino a la guardia a cio non intre merse in (a) mezalamma loc. “a mezza lama”
Savona. –– ne meno era nave ne vaselo de cuverta chi pre- CIT 264 e che sæ’ ben, sens’âtri scaraguæti/ ro vegnì a
sumise de caricare merse alcuna. MNS.2 8 a.1577 (Sav.)
mezalamma e fà de fæti.CAD: vegnì a mezalamma “veni-
ogni sorta di robbe e merze spettanti alle loro arti. CAR
re alla conclusione subitamente”.
119 a.1587 per qualunque merse di qualsivogli sorte et
mezalengua sm. “scilinguato”
qualita.
D merce. smersa. L mercem. RAN 76 s. xvii.
merçe sf. “mercé, potere; ringraziamento” D mezo.
MBL 73 a.1026-1066 (prov.) ego li o emendarai o li redrai mezalüna sf. “mezzaluna, strumento di cucina”
a sa merze. PEG 42 chi reçeive gracia e dom e no degna GO. CAD. PVG. VPL.
de dir gram merçe. D mezo.
D marcé. mezalüna sf. (mar.) “cerchio di gabbia”
merzenar sm. “lavoratore stipendiato” NVM (Sav.) BDS (Sav) mezalüna da cuffa.
AG 14.4547 ancor e furto e falimento/ tardar e toie paga- mezamüza sm. (ornit.) “chiurlo piccolo (Numenius
mento/ a alcun omo o merzenar/ a chi for mancha lo disnar. phaepus)”
FAS 153. CAD.
meru sm. (bot.) “melo (Pyrus malus)” mezan sm. “solaio, ammezzato, appartamento
FAS 142. FPL (MortoM.). BDB 269 (Bonif.). misero”
D mei. RDB 73 a ra lippa zugavan pe re strè/ aora zuœgan serrè
(de) Merualdo cognome dentr’i mezén. GL 20.122 un folto bosco…/ che de mez-
GBM cita: Statuti civili e criminali di Calizzano, Balestrino, zan a ri assassin serviva. GO.
a. 1481 (copia G.Rossi a.1704), Notaio Guglielmo Sofia di D mezàia. mezzanetto. mezzanìn. mezano. L mezanus.
Bertino de Merualdo, a.1481. mezan sm. “intermediario”
L merualdum. AG 141.52 tu deveresi pregar mi/ e darte a De per ti me-
Merula idr. (Andora) steso/ senza mezan ni atro meso. CR 23 si che, in qua
LTS 71 “certo è la latinizzaz. di un pre-rom. meira (nome mainera voi me vorei vei, me veirei e porrei ihamarme e
attuale indigeno del torrente). QVS 121 n.8: Plin. n.h. responde e parlà senza alcun interpositor o mezan. BDF
5.48 flumen merula. CL. 18: cf. Meira idr. (Lecco).PCT 148 a.1460 parse ben… che lo magnifico messer Spinetta
63 n.142: i.e. mer “chiaro” ?. fosse quello che melgio poise esser mezan de tale tracta-
merulla sf. “mollica” mento.
DVO (On.). Cf. DEI.4 2432 s.v. merolla : lat. *merulla D mezaò. L medianus.
forse forma originaria di medulla (*medius) relitto di so- mezàn agg. “di età, qualità, misura media”
strato mediterr”. ABD 16. AG 38.113 li barestrei son tar e tanti/ che vegi mezam e
D melora. meolla.
faniti/ som de ferir si acesmai. AG 69.5 oxeli/ gro, mezan
(Colla) merusa top. (Pigna)
e menui. ASF 740 un’altra tapeyda mezana da terra.
PSP 83 n.184: *melosus “significato oscuro, forse da un
pre-rom. mela cf. top. Mela (Castelvittorio, Pigna), bosco PVG. VPL.Cf. SAP 414 a.lomb. meçan m.s.
di conifere: fr. melèze “larice” (melice, voce alpina)” D megiàn. mezzanello. L mezanus.
D mela. mezzan / mezzana sm. (mar.) “albero poppiero, mae-
mérxu sm. (bot.) “Cistus salviifolius” stro, di mezzana”
FPL (Mele). VIA 92 a.1476 (Sav.) item arbori da mezana de gallea n.
méza sf. “mezzetta, misura di vino” v. –– item antene da mezana de gallea n. x. VIA 94
GO. RCG Diz. BDS (Sav.). MUI 179 modiolus, ven. a.1476 (Sav.) item cavi per costere da mezana…
mezolera (REW 5628). DEI.4 2448 mezzetta; mezzina < D mezzanino. L medianum.
mezzo. CAD. JAN.1 291. PVP Gloss. 371. DMM 466.
L media. mezanna sf. “mezena, fianco di maiale salato”
méza sf. “madia” PAD 479 a.1506 (Sanr.) doe mezanne de carne salata.
VPL. D mezena. L mezana.
meza 117 mesc

mezana sf. (mar.) “artimone, vela di mezzana” mezatino sm. “stoffa di cotone”
VIA 95 a.1476 (Sav.) item velle giamate mezane n. x. MNS.3 117 post a.1634 fustanei, mezatini, dobletti.
NVM (Sav.). VPM 482. messaventura sf. “disavventura, disgrazia”
L mediana. PAB 89 aotri sum alcunna fia cheiti in messaventura, che
Mezànegu top. “Mezzanego” elli aveam desiderio aquistando tanta prosperitae.
FNT 19: *Maesanicu (Maesius), o *Metianicu (Metius). messaxio sm. “disagio, turbamento”
L metiae PAB 58 le affecioim de toa primera fortunna e lor muta-
mezzanello agg. “mediano, di mezzo” ciom sum quelle chi te meten a messaxio e chi turbam to
NPG 67 a.1464 gia il bello mio dito/ aspecta quello to bel cor. PAB 72 e anchor che perfiai li fijoi seam boim, si n’a
diamanticello/ dei tre che n’hai, il mezzanello/ pur done- lo paire sovensso grande messaxio.PS 68.
rai alla tua cara sposa. D axio. dezaxu.
D mezàn. messchiar vb. “mescolare”
mezzanetto sm. “mezzanino, abitazione bassa e mi- BL 81 a.1400 et son queste septe tuti ghibelini: è vero che
sera” tra loro pur s’è messchi arcunno guerfo amico…
NPD 73 a.1842 (Sav.) anzi sàiva necessaiu/ ciü che u pan, D meszhar.
che ün pruprietàiu/ se truvasse de caitè/ ch’impiegasse i sò mesccia sf. “mistura”
dinè/ a tià sciü di mezzanetti/ propriu apposta pe i despeæ’.
RGS § 49: it. mischia. VPL.
D mezan.
D meschia.
mezanìn sm. “architrave della finestra”
mésccia sf. “rimescolatrice, strumento del frantoio”
GO.
ROC 152 (Civezza)
D mezàn.
mezzanino sm. (mar.) “albero mediano” D meschia.
VPM 479 sg. mesccià vb. “mescolare”
D mezana. ADL (Vent.). *misculare. PVG.MUI 149. ADG. VPL.
mezzanino sm. (mar.) “imbroglio di mezzo della vela FPI 5604, 5615, 5616.b miscere, *miscitare, *mixtiare.
latina” D meszhar. mescciare. tramesccià.
GU. VPM 479 sg. mescciàime sm. “insieme delle verdure che si metto-
mezzanino sm. “corda che tiene sollevata la tenda no nella minestra”
della galea” MP 20.8 (Pigna).
JAN.1 308. VPM 479 sg. D meschia.
mezano sm. “ammezzato” mescciaissu sm. “mescolanza sospetta”
AA 58 lo dito capitanio e la sua compagnia tenevano uno DVA (VArr.).
mezano in lo carobio de li chiapusi con doi boni leti for- D mescia.
niti e con boni carateli di vino. mescciaoù sm. “miscuglio”
D mezan. GL 9.43 e un barbottà in turchesco, bruttamente/ che pa-
mezanötte sf. “mezzanotte” reiva de darsena un mescciaoù. GL 16.72 de raggia e amò
CAD. PVG. un mescciaoù ghe farò ciœuve.
D mezo. D meschia.
mezaò sm. “mediatore” mescciare vb. “mescolare”
IVE 72 lo fijor to, chi e vegnuo a mezaò inter ti e noi… MVS (Sarz.).
D mezan. D armescciare. meszhar.
mezaö’a sf. “mezzarola, misura di vino” mescciarisu sm. “miscuglio”
PVG. VPL (Vent.).
D mezzarolla. mescciu agg. “misto”
mesaoi sm.pl. “mietitori” VPL (Sanr.).
PS 35 s. xiv. “quasi messitori”. mescciu / mescciüa sm./f. “mescolanza, mistura; mi-
L mesorius. nestrone”
mesar sm. “messale” GO. PAG 19. PAD 115. PVG. VPL.
AG 146.282 ni lezando porai trovar/ en mesar o in leta- D meschia.
nie… mescciunår. sm. “mietitura”
mésaro / mézzaro sm. “mézzero, scialle” FDT.4 56 (Triora).
AAD 268 sette mesari grandi nuovi.G.REZASCO, GLig. 18
D mezonar.
(1890) 173,193 mezzaro: “gran pezza di tela bambagina,
mescciula sf. “grosso mestolo”
stampata di fiori, uccelli, frutti, a colori vivaci su fondo
bianco, usata dalle donne per coprire il capo e la perso- MVS (Sarz.).
na”.PIA 33 n.9, ALN 25, 115, 436: < ar. mizar “velo”.Cf. D meschia.
BIO 269 (Siena, Piacenza) mésero m.s. mescciuår vb. “mietere”
D meizaretto. meizau. meizou. mesero. mezaru. FDT.P 74 (Triora).
L mesarum. D mezonar.
mezzarolla sf. “mezzarola, misura di vino” Mesce top. (Vent.)
ASF 740 botte de mezzarolle quatro. LTI 61 n.84 “confluenza” REW 5606.
D masaiöa. mezaöa. mezeiruœra. mezerola. L mezarola. D meschia.
mézaru sm. “mezzero, scialle” mescemìn sm. “albicocca”
FDT.P 74 (Triora). ADL (Vent.).
D mesaro. D miscimìn.
mesc 118 meze

meschia sf. “mescolanza, intervento” mescimamente avv. “ugualmente”


BDF 150 a.1460 ma avendo postea intexo che tale prati- RDA 6 (C.Zabata) e questo deverà mescimamente parei a
cha era con meschia de monsegnò e forsa d’altri che ghe cascun.
dava ombra, ello no a vossuo. D mescimo.
D mescce. mesccia. mescciàime. mescciaissi. mescciaou. mescimo agg. “stesso, medesimo”
mescciare. mescciu. mescciüa. mescciula. mesce. me- RDA 6 (C.Zabata) o l’ha avanzaou le mescimo… –– in un
schiggia. mescia. mesciuggio. mesculansa. mesior. me- mescimo tempo.
szhar. mexamento. mischio. miscolansa. L misclare. D mescimamente. mesmo.
meschiggia sf. “mistura” mesciuggio sm. “miscuglio”
CAD. COM.4 6 fan un mesciuggio de smorfie e de desgaibi.
D meschia. D meschia.
meschìn agg. “povero, disgraziato” mesciunà vb. “mietere”
AG 11.7 e de questo mundo meschìn/ ne menne a lo so- ADL (Vent.) *messionare. VPL.
vram hoster. AG 53.130 lo meschìn chi iase lì. AG D mezonar.
56.162 e vestì…/ virmenti, a moo d’un meschin. AG méscua sf. “mestolo”
91.64 lo demonio…/ aspeita pu in la fin/ de tormentar VPL (Pigna).
queli meschin. AG 143.147 poco cura chi e pim/ che so- mesculansa sf. “frittura mista, insalata mista”
stengna lo meschin. CR 24 e mi meschina romarò soreta. RCG Diz.
NPG 65 a.1464 haimè haimè meschina. DTC.2 644 D meschia. miscolansa.
a.1522 ahimè meschina. NPD 84 a.1868 (Sav.) andemmu mese sf.pl. “messi”
a truvà/ a vedde e bütteghe/ da vegia cuntrà:/ ghe n’è de AG 114.21 che per tropo carregar/ visto o monti arbori
süperbe,/ ghe n’è de meschine/ ghe n’è de mediocri/ ghe spezar/ e le mese tropo drue/ per terra star abatue.FAS 157
n’è de piccine. MVS (Fosdinovo). VPL.CLD lii. SON metaplasmo. RGS § 366.
311. ALN 123 < ar. miskin “povero, ragazzo”. D messom. L mexem.
D meghìn. L meschinus. mesé / mezé sm. “messere, signore”
meschìn agg. “cattivo, malvagio” CBL 338 (11.21) o mesé san Zerman. PEG 40 meze sam
AG 31.8 chi laxa la meixina/ per un poco d’amaror/ par zoane. OGM 96 a.1395 messe lo comandao. CPF 169
che tem via meschina. AG 40.6 chi so fiio no castiga: ni a.1589 ro m(agnifico) mesé Antonio Roccataggià.
fer fim che l’è fantin…/ en zo che lo meschin/ fa, tegnan- D messer.
do tal camin.AG 139.35 ni l’aver so scanpa le/ pu da- messé sm. “nonno, suocero”
maiando si meschin/ quanto pu vive senza De. AG NPD 81 a.1865 (Sav.) a tôa prucüa d’aveighe i mascci e e
140.127 l’omo deven re e meschin/ e poi si ven a mara fin. figge/ a nonna, s’a l’è viva, cû messé. TVD (Dolc.)
AG 143.103 per osura o per rapina/ o qualche fazitae me- VPL.“suocero”.Cf. DEP piem. m’ssé, CVM mil. messée
schina. AG 143.110 fazando fala alcuna via/ en dar o “nonno, suocero”
prender mercantia/ si como fan monti meschini/ ter tirar D mesér. mesiàu.
aigua a so morin. PEG 40 li façi e meschin cristiani. messé sm. elem. topon.
méscia sf. “manico della zangola” NTS 41 (Sav.) a.1835 Pian del messé.
CAD. PAG 67. VPL (Var.). FPI 5616.b “mixtiare”. messeanssa sf. “sventura, miseria”
D meschia. PAB 71 quando messeanssa tira a si quello chi de chair, o
mescìa sf. “fico fiore” no se po sostegnir. PAB 84 ancor che sovenzo gi sea re-
MP 20.9 (Pigna). FDT.P 74 (Triora). medio a soa messehansa no compir so re volleir…PS 68:
D mesciga. L messia. a.fr. mescheance.
mescià vb. “muovere, sommuovere” D miseria.
MCG 332 cosse mesciae. GL 14.73 a ro mescià dra me Messega cognome
bacchetta.CAD. RAN 21, 57. PD 135. REW/FPI 5604 FCL 60 s. xvii.
miscere; 5605 *miscitare, 5616 *mixtiare. PVG. VPL. D messiga.
D meszhar. remescià. mesegio sm. “lavorante, messaggero”
mesciamela sf. “salsa besciamella” PCD 33 s. xiv. “incrocio fra un francesismo mesagio e
GA 12.168. PVG. l’autoctono mesaygo? Inspiegabile in area ligure, se non
mesciga sf. “vescica” è errore (IVI: plur. mesagi).
VPL. RGS § 167 “ligure”: alternanza v/m.mescigassu. D mesaygo. L messaticus
mesiga. mezégura sf. “lucertola”
mesciga sf. “fico fiore” MP 20.9 (Pigna).
VPL. SON 264: “origine celtica (REW 5537)”. SLS.3 D mesengura.
59 “vescica”: alternanza v/m. mezeiruœra sf. “mezzarola, misura di vino”
D mescìa. mescigu. mesica. RDC 183 (T.Conchetta) mezeiruœra.
mescigassu sm. “vescichetta” D mezzarolla.
DVO (On.). Mezzema top. (fra Genova e la Spezia)
D mesciga. mesiga. HGL 218: germ. *mediama “posta in mezzo”
mescigu sm. “fico fiore (Ficus carica L.)” L mesema.
MLC 263 (Sav.). mezena sf. “fianco di maiale salato”
D mesciga. AG 37.33 e bem pim lo me grana/ de tute cosse da ma-
mescigu elem. topon. niar…/ e induter lardo e mezenne/ e companaigo d’asai
FCL 60 (Diano S.Pietro) Cà di mescighi. s.xviii Pian de menne. MNS.2 65 a.1625 (Sav.) acciò li cittadini possi-
messighi, Pian de Mezighi. no servirsi ai suoi bisogni in detta piazza, e non andar
meze 119 mesm

soggetti a formaggiari per una mezzena. CIT 53 oimè, mesiàu / meziàu sm. “nonno”
che o me n’ha fæto imbertonà/ comme a pointo ro gatto CAN 1844 p.22 (Sav.) u dixeiva me meziàu. PVG me-
dra mezena. PRP 342 (str.18) mi te passo ra ventre tutta siàu. PS 48 messé + avu. PD 123, 348. VPL
quanta/ e te ra garbo com’una mezzena. FA 369. PRA “bisnonno”
390. Cf. CVM mil. mezzenna m.s. D messé. meççiavo. mesiavu.
D medena. mezanna. L mezena. mesiàu elem. topon.
mezena sf. NTS 41 (Sav.) da u Mesiàu (Lavagnola).
GL 19.28 s’aremba intanto sciù d’una mezena (TT in ter- meççiavo / mesiavu sm. “nonno”
ra s’asside…) GL 2.11 senza portà respetto a sò meççiavo. ADG 13,
mezengùn sm. “toporagno ” 126 mesiavu.
GO. CAD. D mesiau.
D müzangùn. müsenghìn.
mesica sf. “fico fiore”
mezéngura sf. “lucertola”
GRD 120 (Casanova) chi sarà ritrovato di notte a pren-
VPL (Alassio). DVA (VArr.) “dimidius anguis”
D mezégura. dere frutti cioè peri, sozene, mesiche, cerexe…
messer sm. “signore” D mesiga. L messica.
RV 80 s.xii. bel messer, ver’ e’ ve dì. AG 6.11 aiai, meser mesiga sm. “vescica”
, marce de mi. AG 6.81 da, Messer, a la mea oya/ goyo e SLS.3 59 (On.).
lagranza compia. AG 6.89 Messer, stravozi to aspecto/ e D mesciga. mescigassu.
no vei lo me defeto. AG 6.120 sacrificà, Meser vorea/ co- Messiga cognome FCL s. xvii.
mo in antigo se sorea. AG 42.6 meser lo papa. FUP 100 D messega. L messiga.
s.xiv.((Sav.) lo so docissimo figio meser Jesu Christe. Mezighi / Messigli elem. topon.
CBL 338 (11.21, 25) o meser san Nicheroxo –– o mesé FCL 60 s. xviii (Diano S.Pietro) Pian de Mezighi, Pian
san Zerman. ATA 203 a.1382 (Alb.) messer la poestae. de Messigli.
TL.2 209 a.1463 messer Batesto da Goano. D mescigu.
MUI 126. AGC 50. mesihiao agg. “misto”
D mecere. mesé. mesero. GP 375 uno vassello lo quar si era pin de mirra pesta
mesér sm. “suocero” monto amarissima chi era de ysopo mesihiao cum axeo
MP 20.9 (Pigna). e cum fel.
D messé. D mesihiar.
messerenssa sf. “miseria” mesihiar vb. “agitare”
PAB 89 lassera ello soa bonna vita, per so che a no li sea GP 282 che lo demonio si e monto solicito de tentar l’a-
varsua a deffenderllo da soa messerenssa? nima de li homini e si lla mesiha como se mesihia lo gran
PS 68. in lo seazo. PAS 31 che lo demonio si e monto sollicito
D miseria.
de mesihar l’animo delle persone, cossi como se mes-
meserente agg. “miserabile”
sihia lo gram inter lo crivello.
PS 68 s. xiv.: meserente, messerente. “E’ però di solito
unito con rebelo: forse quindi err. per mescreente”. D mesihiao.
D miseria. messimo agg. “medesimo”
mésero sm. “mézzero, scialle” MAC 166 in quella messima (ms. messina) ora. SOP 10
PIA 33 n.9. v. a.1597 mesimi.
D mésaro. D mesmo.
mesero sm. “padrone” mesior sm. “disordine, scompiglio”
MGT 222 a.1505 et sia obligato el padre per lo figiolo, e lo AG 12.299 a dever sacrifica/ grande mesior se fa/ con
maistro per lo fante, et lo mesero per lo familio o schiavo. boi e bestie pusor/ chi faxeam gran crior.FA 369: “me-
D messer. scolanza, confusione”. FA 103 corr.: mesiar per la rima
mezerola sf. “mezzarola, misura di vino” con sacrificar. AGN corr.: mesion “distribuzione publi-
AA 201 se dete principio a vende dita gabella soe da 1544 in ca di viveri”.
qua li saonesi ano pagato de tuto lo vino che se consumo den- mesmo / mæsmo agg. “stesso, medesimo”
tro la cita e borgi da sodi 10 fino in sodi 14 dinari 3 per me- AG 79.58 prendi qualche bon cesmo/ de far forza a ti
zerola de la mezura de Saona. MNS.2 43 a.1577 (Sav.) che mesmo. GP 278 tu mesmo l’ai dito. MC 680 çaschaum
essi censali non possano per conto de grani pretendere piu di si a in si tanto de miseria, quanto ello mesmo pensando
denari otto per mina, de vini denari otto per mezzerola. se fa. SA 249 a.1340 (Sav.) sotto quella mesma penna.
D mezzarolla. IVE 13 sover tute le cose abià caritae cointinua in voi
mesià vb. “muovere” o “mischiare”
mesmi. CR 22 una mesma cossa. PAB 85 ti messmo
PCD 27 s.xiv.
D meszhar. t’e acompagnao a lo gram ben. CIT 83 che mi mæsmo
mesihar vb. “mescolare, rimescolare, agitare” lantora me perdei. GL 9.45 e onde nisciuna/ ri Arabi
IVE 54 ma pur t’aspeta che no anderà monto, che se me- han resistenza, mæsmo lé/ Gofredo s’incamina. DFC
siherà questa toa alegresa. GP 282 che lo demonio si e 127 de Correggio e Guiddo, e d’ommi tæ/ dro mesmo
monto solicito de tentar l’anima de li homini e si lla me- sangue… DFC 136 fagghe un giorno provà ra mæsma
siha como se mesihia lo gran in lo seazo. PAS 31 che lo pena.
demonio si e monto sollicito de mesihar l’animo delle FAS 159. PS 11. RAN 59 cf. sp. mismo.
persone, cossi como se messihia lo gram inter lo crivello. D medemo. meysimo. meiximu. mescimo. messimo.
D mesihiar. meszhar. intermesihaa. meximu.
mess 120 mest

messo sm. “messaggero, incaricato, delegato, servi- meszhao agg. “mescolato, misto”
tore” AG 145.181 ni g’e dozeza ni honor/ se no meszhaa con
AG 12.455 a quela santa ogni iorno/ venia meso monto amaror.
adorno/ una bianca colunbina/ con vianda monto fina. meszhar vb. “mescolare”
AG 49.178 ma quelo iorno anti note/ rezevem messo de AG 140.101 li omi tropo lusenger…/ se con lor te me-
novo… AG 95.54 bon pan, vin, carne e pexi/ tuto di cer- szherai/ de mercantia o de dinai/ tu ghe laxerai la zu-
cham li soi mesi. AG 134.33 e sote mi tegno asai messi/ ma.
soficienti e monto spessi/ tuti ordenai a so lavor. AG D mesccià. meschia. messchiar. mescià. mesià. mesihar.
141.52 tu deveresi pregar mi/ e darte a De per tu mesteso/ mesxiao. remesccià.
senza mezan ni atro meso. AG 145.98 per ti mesteso o per mesté sm. “uopo, bisogno”
to meso/ le toe cose vere speso. RDB 25 (Zena) de Renna PAB e vestisse la camixia, e per tuto che la camixia fosse
a pa vegnua un messo. pissenna… quando ello la vestia ella si fo si grande como
FAS 144. PS 68, 108. PD 116. li faxea meste. MC 690 li remedj chi g’am mesté. CR
D meso. misso. L missaticus 222 ben farà mesté… che in tal casso o ve aregordei de
meso / meço / mezo agg. e sm. “mezzo” mi. RDB 81 si ha mesté dro baston com’un orbetto.
PCD 47 s. xiv. meço. GP 375 una grande tenda chi era in COM.1 74 re marottie fan dro guasto grosso, dre votte, a
lo templo se rompi per mezo. MAC 166 incontanente el- quelli chi se servan dri meghi, ma re pegore no ne han de
lo se averse per mezo. CR 19 e sero crucificao in mezo mesté.
de doi laroni. MC 687 in mezo de ti è la caxom per che tu mesté sm. “mestiere”
te po humiliar. ATA 203 a.1382 la pila de mezo. ATA 204 NPD 73 a.1843 (Sav.) e i artisti s’assascinnan/ cum vuéi
fà mille mesté. VPL.FAS 152. PD 109, 132: “pl. mesté
a.1384 (Alb.) mezo maom. SCF 95 a.1393 meza barrì de
già dal sec. xvi”.
oio. BL 67 a.1399 uno cossiiho de homini quatrocento tu-
D mester
ti ghibelini, mezi de populo et l’autra medietate de genti-
méstegu agg. “(di luogo) ben soleggiato”
lomini. LSE 17, 32 lo mezo dì –– la meza nocte. NPS
MMF 120 sg. (Gen., Monte Fasce). Contrario: “lü’vegu.
575 a.1527 quei de Aragone/ non poteano far pezo/ se ser- D dumestegu.
ron i francesi in mezo/ per farne gran vendianza. BOV mester sm. “uopo, bisogno”
535 a.1531 soto pena de mezo scuto. AA 40 e fra questo AG 49.83 (Veniciam) mester e c’omo li caze/ e strenze si
mezo tuta la cita e tuti li citadini stavano con le armi in che in si stean. AG 98.4 chi de far alcun viaio/ o loitam
mano. AA 64 e tuti pasavano per mezo de la fiumara –– si peregrinaio/ se forza fin da so hoster/ guarnir de zo che fa
riposono… ne la gera ameso la fiumara. mester/ per vive là onde o va. AG 134.83 a mi par che fa
D megiu. mezzema. mêzu. mexo. miezo. mizu. mester/ atro albergante in me hoster. AG 134.448 e se in
mezo cavallo sm. “centauro” dir fosti cruel/ tar petem era a lui mester/ che man tropo
PAB 91 Erchulles soffri graym travagi/ la gente mezi ca- pietosa/ no lava ben testa tignosa. AG 138.81 (Zenoa)
valli/ sotemisse a so talento. murao a bello e adorno/ chi la circonda tuto intorno/ con
mezögnà vb. “bisognare” riva for de lo murao/ per che no g’è mester fossao. AG
GA 12.168 mezögna “assimilazione regressiva”:cf. tosc. 138.230 chi son de mar si destra gente/ e de combacte si
volg. migna < bi(so)gna. sobre/ che ben par quando e mester. AG 140.238 e con-
D bezögnà. seio a lor requer/ quando tu vei che fa mester. AG
meççoira sf. “falce messoria” 140.341 no sei tropo gran parler/ se no quando fa mester.
GL 6.65 Tancredi, chi è sotta ra meççoira… ATA 203 a.1382 (Alb.) tanta cacina quanto ge aveva me-
D mesuira. ster per lo dito ponte. PAB 70 ma se soffraita è conffor-
messoirà sf. “colpo di falce” taa de richesse, pur ella demora e revem tuto iorno, si che
DFC 102 morte che a tutto dà dre messoiræ’. adesso a mester de novo secorsso. LSE 29 quello che vi-
D meççoira. L messoira. di non fa mester narrare.
messom sf. “messe” FAS 144. PS 3.
PAS 27 quando sera vegnuho lo tempo delle messoym… D mesté. mestero. mister. L mesterium.
PAB 68 chi campo vol far portar/ le spine fassa levar/ e mester / mestero s. “mestiere, professione”
netezar de preom/ per aver meior messom. PAB 90 primo PAB 70 se per aventura archum chi savesse de monti me-
tempo fa fiorir buxom/ e la stai sechar messom. PS 68. ster zoisse in terre de strannie nacioim… PAD 473
D mese. a.1506 lo egregio maestro Ambrosio Ioardo inzegniero…
mezonar vb. “mietere” la (sua) grande industria in tute cosse pertinente al detto
AG 146.164 che chi d’iverno e utioso/ no voiando lavorar/ mestero.
d’estae serrà bezegnoso/ quando se sor mezonar.PTA 626: mestesso agg. “stesso, medesimo”
“dal franc.”. Cf. piem. meysuné.AGC Indice : “stare in AG 14.158 ti mestesso te condani. AG 42.22 si mesteso
casa (fr. maison)”. AGN ad loc. ingana. AG 56.122 che quando a lo povero daesti/ mi
D mesciunà. meer. meixe. mesciuår. messciunår. L mes- mesteso ne vestisti. AG 60.8 si mesteso condenar/ a star
suere. mexonerius. en l’eternar prexon. AG 95.203 chi pricha ben e no lo fa/
mezoner agg. menzognero” o quanti guai gi ven a ca!/ che lo condana si mesteso.
AG 14.586 gran parte d’esti losenguer/ sum quaxi tuti me- AG 127.27 penser o che a la per fin/ quelo mestesso de-
zoner. monio…/ no squarze co ssi re conio/ questo santo mone-
FAS 143. ster. AG 127.89 si mestesso abaxar/ e soa voluntae laxar.
mesora sf. “falce messoria” AG 139.42 che ki vivando ben no fa/ si mesteso a pur scri-
MVS (Sarz.).Cf. SAP 414 a.lomb. messora nio. AG 141.51 tu deveresi pregar mi/ e darte a De per ti
D mesuira. mesteso/ senza mezan ni atro meso. GP 275 pensando in
mest 121 metà

mi mesteso. GP 294 e per queste parole Pillato si meste- mesùira sf. “falce per l’erba”
so se condena in lo conspecto de De. GP 378 andai voi MP 20.9 (Pigna). FDT.P 74 (Triora). Cf. RGS § 1075
mestesi e si llo goardai monto ben (IVI, Rubr.: andai e piem. mesùira m.s.
goardairo voi stessi). IVE 68 che mi mesteso avanti che D meççoira. mesora. messuia. mesueira. mesuria. L mes-
morio faro chayramenti vei queste parole.FA 369.: met- soria.
ist-ipso. FAS 155, 159. FPI 5551: metipse, metipsimus. mezulana sf. “maggiorana (Origanum majorana)”
mestrà / mestrale sm. “funzionario comunale prepo- FPI/REW 398. amaracus, ma cf. DEI 3.2313. MVS
sto alla sorveglianza sul commmercio al minuto dei gene- (Sarz.).
ri alimentari” D maggioranna. maggiorasca. magiuara.
PAD 403 a.1507 a dì 6 si fecce l’officio della Moneta, mézura sf. “madia”
l’officio delli Mestrè, li Padri del Comune, l’Officio della FDT.P 74 (Triora).
Misericordia. AA 165 subito li mestrali prezeno tuto lo D meisara.
vino e lo vendeteno. GRD 120 (Monaco) li mestrali do- mesùra / mezura sf. “misura”
vranno tenere nota distinta in un libro delle mete giorna- AG 14.498 o guagnar contra natura/ en peiso, numero e
liere. mesura. AG 16.258 desorao senza mesura/ con doi lairon
D ministrale. L mestralem. fo misso in mezo. AG 139.57 ni bon, ni re, ni tar ni quar/
mestrella sf. “immagine sacra” torto, dricto ni mesura. AG 140.286 de la masnaa toa agi
ADP (Pietra). cura/ de tenerla con gran mesura. SA 244 a.1340 (Sav.)
D meistræ. ancora che nigun ferrà debia acatar carbon se non ala me-
mestressa sf. “padrona” zura de dicta arte. RDB 43 a Zena fuò de cà moæ no es-
ADL (Vent.) “arcaico” so mie/ che a cà no torne allegro otra mezura. CCS 138
D maistresa. a.1570 (Celle) per ogni mezerolla de vino mezura di
mestro / mestru sm. “maestro” Genova che si raccoglierà…FAS 147.
AA 243 M. Petro Iacobo Racho mestro de scola e de mu- D amesurar. mezüa.
zica. AA 315 si como era stata in lo hospitale inferma, mezurar(se) vb. “misurar(si) confrontar(si)”
LSE 15 e soto specie de mezurarse cum le compagne, si gita-
poi che fu fata sana ge stete piu de doi mesi tirando la co-
va in terra steiza, aciò che cossì ella feisse reverentia a Dee.
fa serviva li mestri. PVG, MVS (Sarz.) mestru.
D amesurar.
D maistro.
mesureiver agg. “misurato, moderato, fornito di sen-
mestru agg. “maestro, principale”
so della misura”
ADP (Pietra) articiocca mestra “il carciofo posto al cen- AG 140.114 asi in dar como in rezeiver/ sei iusti e mesu-
tro della pianta, sul fusto”. reiver.
mestulùn sm. (ornit.) “mestolone” PS 31, 68.
CLU. D amesurar.
mestura sf. “mietitura; il grano mietuto” mesùria sf. “falce”
AG 76.9 Guelfi e Gibellìn…/ per inpir lo cofin/ de comun ROC 146 (Civezza)
faito an morin/ per strepar l’aotru motura/ ensachando D mesuira. L messoria.
ogni mestura/ per sobranzar soi vexin.FAS 164. mesxiao agg. “misto”
L mestura. IVE 55 aora e mesxià la toa alegreza de tanto dolor e de
messu sm. “messo comunale” si grande compassion.
MP 20.9 (Pigna). VPL. D meszhar.
D messo. meta sf. “tariffa, prezzo fissato dall’autorità”
mêzu agg. “mezzo” MPS 53 a.1550 (Stella) vendere carne fresca a minuto…
PRR 484 sg. PD 109, 336. PRA 372. BLV 105. RGS § a la stantia, meta e tara data per li ministrali. CAR 126
277, 399 (lig. montano: -z- dolce (dz). LP 30. PVG. a.1630 vista la meta osia tariffa della loro mercede. BMG
VPL. FDG 244. 50 a.1630 osservare le mete e ordini che li daranno.
D mezo. GO. Cf. CVM mil. metta “prezzo”.
mezü’a sf. “misura” L meta.
PD 138. PVG. VPL. Metta top. (Andora)
D mesura. mesüélu. STC 118 s. xviii.
mezüà vb. “misurare” L meta.
CAD. PVG. VPL. metà / mettade sf. “metà”
D amesurar. VCC 39 a.1548 (Sav.) item ordinamo che delle condanne
mezudì sm. “mezzogiorno” ne spetti la metà alla magnifica Comunità e l’altra metà
VPL. alla ditta arte. NAC 18 a.1576 (Sav.) sotto pena… de sol-
mesüélu sm. “misurino per l’olio” di dieci applicati per la metta al m(agnifi)co Comune e
PVG. per l’altra a dett’arte. MNS.1 50 a.1577 (Sav.) incorri in
D mezüa. pena di uno scuto d’oro applicato per la mettade al ma-
mezugiurnu sm. “mezzogiorno” gnifico Comune e per l’altra alla dett’arte. MNS.1 60
PVG. VPL. a.1577 (Sav.) ogni maestro beretero… sara tenuto et obli-
D mezo. gato mettere il suo segno alle dette berrette fatto di un fil-
messùia sf. “falce” lo, e se saranno di refino lo metteranno sopra il trapasso,
GO. VPL. AAG 126. RAN 21. PD 119, 127. 128 e se saranno di fioretto sotto la mettade della piega di det-
(Loano). ADG 87. PVG “piccola falce per l’erba” ta berretta.
D mesùira. D meità.
mett 122 mexm

mettalo sm. “metallo” miso/misso AG 49.3, 80.7.


ASF 754 una colobrina de mettalo con li soi scaloni et rot- SA 240 a.1351 (Sav.) .
te. CBL 348 (25.86). GP 275.
mette/ -r vb. “mettere” CR.7. SCF 96 a.1452.
AG 49.48 po l’omo per rezer so drito/ le arme mete in zo- MMP 259 a.1467.
go. AG 138.79 che nixum prince ni baron/ uncha poe FAS 145. CPF 167 a.1584.
quela citae/ meter in sugigacion. AG 145.3 sengnor mer- FAS 145. PS 27.
chanti e marinar/ a chi conven usar per mar/ e meterve a amisso SCF 94 a.1393 “ammesso”.
grande avenura. CAR 9 a.1340 che ogni lavorao… quan- pl. mixi AG 101.51. MC 690.
do li lavorera lo lavò, deman chi goagnez da doi sodi in su PAB 70.
sea tegnuo de mette a la Caritay dina vii.–– e donde li di- missu PD 116 “fatto sull’ant.
ti lavoraoy avançasen nisum bescavezo… seam integui de perf.” PD 141. ADG.
metelo a la dita Confraria. IVE 10 è grandissima demen- FDG 59, 255. PVG.
cia in quele chose mete speranza. DSP 40 a.1461 e per mettedù sm. “truogolo dei cartai”
questo havei a meter lo inzegnio e lo pensamento. MMP CAD.
259 a.1467 compoxe… con lo rezimento de lo dicto co- meterà sf. “misura cilindrica per aridi”
mun devei mette in le compere de pace de capitolo loghi DVO (On.).
lxxxx. AA 43 per metege terrore e spavento tirono due ca- D metürà. L metreta.
nonate. AA 57 se dovessero trovarse in piaza… con lo metheria sf. “materia”
suo archibuso in spala e metise in ordinansa. TL.3 407 PAB 96 che lo seno no po otra la metheria e la imagina-
a.1474 l’a tornato mete (l’ha messo di nuovo”). CIT 71 ciom no monta a le specie universsae.PS 1.
per uscì fœura e mettese a camìn. VPL.Cf. SAP 415 D matéia. L maderia.
a.lomb. meter m.s. Metilde n.p., f. “Matilde”
FORME: PD 136 “assimilazione”.
Indic. Pres. 3.sg. mete FAS 144. FDG 59. metraggia sf. “mitraglia”
1.pl. metemu FDG 255. PD 138.
2.pl. metei FAS 160. metürà sf. “misura cilindrica per aridi”
Impf. 3.sg. meteva LSE 30. DVA (VArr.).
metiva LSE 15. AA 304. D meterà. L metreta.
Fut. 2.sg. meterai AG 144.29. meùla sf. “mollìca”
3.pl. meteram ATA 204 a.1384. VPL (Sanr.).
Perf. 1.sg. missi PAB 55. PS 24. mexa sf. “madia”
3.sg. messe PRP 348 (str.45). PRA 370. MBV 371 a.1488 (Borgo V.di Taro) doye mastre, sive
meté PAS 32. PS 25. mexe da fare pane.
mise PAB 39. D mastra. meisara. L mexia.
misse PAB 39, 41. PS 24. mexamento sm. “scompiglio, sommovimento”
LSE 16. GL 16.37. AG 57.11 che monto gram mexamento/ po szhoir zo che
miso PCD 41 s.xiv. (err.:mise?). bordiga.
mixe IVE 8 ADG D meschia.
130 s.xix.(Vent). mexe sm. “mese”
1.pl. missem FAS 148. BGP 153 a.1484 a li cinque de lo mexe de lugio proximo.
missemo PS 25 s.xiv. D meize.
3.pl. messen PRP 345 (str.29).PRA 370. Mexeo top. od. Meixèi (Loano)
misem AG 56.63. TCL a.1604-06 lo mexeo.
missem PAB 55. FAS 145. PS 25. D maxera. meixèi.
misselam PS 13 s.xiv mexi sm.pl. “medici”
= missem-la. PAB 86 como se mennam li maroti davanti li mexi. IVE
Cong. Pres. 3.sg. meta MAC 162. se meta. 8 si creeem li mexi a Ipocras e Galieno…FAS 158. PS 18.
3.pl. metano TL.1 123 a.1454. D mego.
Impf. 3.sg. metese AG 140.122. Condiz. Mexi top. (Riviera di Levante)
3.sg. metereiva PAD 480 a.1506 (Sanr.) EOL 25: maceries?
Imperat. 2.sg. meti AG 140.146. SL 53 D maxera. meièi.
s.xiv.(Sav.). mèximu agg. “stesso, medesimo”
CBL 334 (7.4) PD 115, 144, 158. ADG. FDG 59, 211. PVG. VPL. Cf.
GOL xi. s. xiv. RGS § 404 it. medesimo < metipsimus.
2.pl. metai BMS 638 s. xv-xvi. D mesmo.
mete SL 50 s.xiv.(Sav.) metéli. mexina sf. “medicina”
mettei RAN 71 s.xvii. (CIT). AG 86.100 quela man sobrera/ de De meserecordioso…/
metì AG 133.32. GP 279. chi in ogni gran ruina/ sa dar conseio e gram mexina. AG
PAB 57. PS. 25. 134.191 che l’aspera mexina si e forte/ sor scampar l’omo
IVE 27. PCD 37 s.xiv.Part. da morte.Cf. SAP.2.235 a.lomb meexinna m.s.
metuo AG 49.266. D meixina.
CBL 344 (19.31). PAS 27 mexmo agg. “medesimo”
metuho. GP 275. PAB 90. IVE 11. IVE 40 e quando vegne lo tempo che ello per si mexmo
FAS 162. PS 27. poea montar e descender le scare…
mexo 123 mìe

(in) mexo loc. “in mezzo” miasciùi sm. (bot.) “Bellis perennis”
MAC 162 como la pegora in mexo de li lovi. MLC 247 (Chiav.).
D mezo. miàu agg. ”elegante, mutato d’abito”
mi pron. sogg. di 1ª pers. sg. “io” MP 20.9 (Pigna).
CAR 13 a.1381 e my Andrea scripsi. CBL 342 (17.44) et D miasàu. muar.
mi maire dolenta/non lo poeiva secorrer. OLP 4.10 s.xiv. mica sf. “ceffo”
(Pietra) e mi lasa tapina/ ne moro de dolore. PS 19 s.xiv. VPL (Var., Arenz.).
mi lo seguiva. PAB 42 toa maire e mi. PAB 47 mi e me micca sf. “pagnotta, panino”
fiio. PAB 52 e mi chi avea li ogi turbai. IVE 67 mi no RDB 103 doe micche doggie. VPL “pagnotta, pannoc-
aprobo, ni vogio aproar, niguna cossa… GP 276 et mi si chia”.REW 5559, 5562. ADL (Vent.).
D micheta.
ve digo una cossa. GP 281 voi savei che mi e o amao a
miccia sf. “frottola”
voi. MAC 165 a so che mi sea exempio a le aotre vergi-
CIC 116 s. xx. (Sav.) veddiéi che nu cuntu de micce.ADG
ne sancte. LSE 29 et mi… del suo partire rimanea deiec- 42. BDS (Sav.). VPL.
ta de molta tristitia. LSE 25 mi me confido in lo Segnor. miccelà sf. “schiocco, colpetto dato con le dita”
LSE 29 sì, Segnore, tu voi esser cum mi, et mi cum ti. GL 20.24 de fa fuzzì i nemixi a miccelæ’. GO. CAD.
RDB 11 mi de mi mesmo innamoraou me son. GL 17.89 RAN 199.
quello…/ che o m’ha dito a mi, mi te destrigo (TT quel Miché n.p. “Michele”
ch’a lui rivelò luce divina/ e ch’egli a mer scoperse). PS CBL 337 (11.6) san Miché arcangero.
19 “pronome enfatico, serve presto da soggetto”. RAN michelasso sm. “persona oziosa, scioperata”
54.RGS § 434. GL 16.29 benché… l’amò l’avesse fæto un michelasso.
mi pron. compl. di 1ª pers. sg. “me” Micheri cognome, elem. topon.
RV 72 s.xii. s’eu aja gauzo de mi. AG 6.93 spirito in mi STC 118 s.xviii. (Andora) Colla de’ Micheri.
renova. AG 7.7 pregem per mi lo Segnor me. AG 10.5 a micheta sf. “panino, pagnotta”
mi malvaxe peccaor. AG 12.67 como elo vor saver de mi. PVG. MVS (Sarz.).
PAS 27 pensando in mi mesteso. OLP 1.16 s. xiv. (Pietra) D micca.
cum mi devei sempre regnare. PAB 52 e villa aprossimar (erba) michetta sf. (bot.) “Oxalis corniculata L.”
a mi. LSE 29 sì, Segnore, tu voi esser cum mi, et mi cum MLC 229 (Sav.).
ti. NPS 576 a.1527 quanto a mi me basta l’animo. RDB michia sf. “miccia”
5 a mi chi ro bersaggio d’amò son. RDB 11 mi de mi me- MNS.1 122 a.1618 (Sav.) per le corde d’archibugio o sia
smo innamoraou me son. GL 17.89 quello…/ che o m’ha michia… –– corde, o sia michia d’archibugio. EGS 99
dito a mi, mi te destrigo (TT quel ch’a lui rivelò luce di- a.1625 sia lecito a forastieri comprar robbe e cose a mi-
vina/ e ch’egli a mer scoperse). nuto da butegari, fuori eccettuando polvere, michia, pane
PS 19. FAS 143. e vino. EGS 103 a.1625 stavano con i loro archibugi e
mia sf. “sopracciglio” michia accesa.
micimuè sm. “persona sempliciotta”
PVG.
ADP (Pietra).
D mirar. miu.
miciurellu sm. “croccha di capelli”
mia avv. “mica”
DVA (VArr.).
PRP 341 (str.13) senza stà mia a cercà ne zo, ne lò. PRA miccu sm. “specie di scimmia; inserviente di chiesa
375. MP 20.9 (Pigna). ADL (Vent.). vestito da chierico”
D miga. CAD.
mià vb. “guardare” mìe sm. “muro”
NPD 66 fine s.xviii. (Sav.) miè se sei boin. CIC 55 MP 20.10 (Pigna).
a.1843 (Sav.) che a miàla l’éa ün amù. CIC 69 a.1843 D mur.
(Sav.) i meghi e i ciarlatén/ faxenduve ünna vixita in ta mie pron. sogg. di 1ª pers. sg. “io”
stansa/ per mià se vuéi stâ mégiu, standu ben… CAN TL.1 339 a.1455 mie da lo canto me… CPF 169 a.1589
1844 p.89 (Sav.) gh’è ciü ninte da mià? ADG. FDG 193. ma conosciando mie che… RDB 48 m’aregordo mie…
VPL. RDB 78 ma chiu de tutti i atri v’amo mie.PS 3. PD 144.
D mirar. RAN 93. GUA 76, 367.
miàcolo / miàcu sm. “miracolo” mie pron. compl. di 1ª pers. sg. “me”
CIC 100 s.xix. i miàcui/ cumpîi dâ civiltè. MVS (Sarz.) BL 61 a.1392 de quelo che per mie se posse fare. BL 65
miacolo. a.1399 voi foste requesto da mie per queli jhameloti…
PD 154 miracuro. BL 76 a.1400 parme a mie che… BL 104 a.1406 a sco-
D miracullo. L miraculum. miatao la figiola mia e mie et tuti li mei figioli… –– vo-
miàgia sf. muro” lea che la figiola mea fosse per mie lasciata a lui. PAB 48
FDG 122, 193. lassa questa cossa sovre de mie. PAB 55 la sentencia che
D muraglia. elli am dao contra mie. MAC 163 consenti a mie. MAC
miagnà vb. “miagolare” 166 è partio da mie.
CAD. PVG. VPL. miè agg. “mio”
miande sf.pl. “mutande” RDC 170 (T.Conchetta) miè. SSZ 22 s. xvii. (G.Rossi)
FDG 122. onde se dro miè cœu sei ro tesoro. COM.1 99 miè patron
D muande. (contad.). FDG 261 n. (Fontanigorda) mjè.
miasàu agg. “elegante, vestito a nuovo” mìe sm. “mulo”
MP 14.25; 20.9 (Pigna). “mutacciato” MP 20.10 (Pigna): *müir. femm. mira
D miàu. D mü.
mieg 124 mign

miegio avv. “meglio miggære de migge. migia: IVE 66 che quello monte e
RDB 181 m.s.. miegio. RDC 170 (T.Conchetta) miegio. presso a quatro migia. MAC 162 e stava questa femena
FAS 144 n. RGS § 90. lonzi de la citae de Anchoihia xv. migia. TL.2 239 a.1463
D meio. migia tre. BRP 9 a.1474 doa migia. AA 30 uno borgo do-
miego sm. “medico” mandato lataro lontano 7 migia da Savona. PD 116.
COM.1 23 sg. voi no sei mêgo? - ve diggo de no… –– voi ADG.
no sei miego? (contad.) - ve diggo de no e de na. –– un mie- D migià.
go chi ha guarìo ciù de millanta marottie in puoco tempo. migiore agg. “migliore”
miêlu sm. “fragola” BL 74 a.1400 no ve posso scripver per cernia de migiore
PVG miyêlu. più ordinatamenti come ve scripvo, ma voi come savio de-
D merellu. cernerete la verità.
mietu sm. “muletto” D meior.
FDG 122. miggiu avv. “meglio”
D mü. BDB 269 (Bonif.). RGS § 90: cf. G.BOTTIGLIONI, ID 4
mieve sf. “miele” (1928) 26.
RGS § 90 (Rovegno). D meio.
D amé. L mel. miggiu sm. (bot.) “miglio”
miezo agg. “mezzo” MLC 271 (Chiav.) “Panicum miliaceum L.”. FPL
RDC 170 (T.Conchetta). FAS 144 n. RGS § 90. “Milium effusum; Sorghum vulgare”PVG. VPL. PD
D mezo. 116. RGS § 49. FPI 5572 “dall’it. miglio”.
miga sm. “un poco”; avv. “mica, per nulla” D milio.
AG 29.25 lantor no elo miga lento. AG 43.157 no miga miggiu sarvègu sm. (bot.) “Lithospermum officinale”
pur li gran segnor/ an vosuo festar con lor/ ma bem i atri FPL.
homi povolar. AG 49 260 ni stan miga sonorenti. AG migle num. “mille”
70.32 che nixun po tanto aver/ de tuto quanto lo bordiga/ PRP 350 (str.51) tre miria cinquecento ghe vegnì/ migle ot-
che in la fin ne porte miga. AG 73.21 ma non voio miga tocento giusti gh’arrestàn.PRA 374 “palatalizzazione di -ll-
biasmar. AG 73.39 cossi de pizena parola/ se l’exe de bo- D mille.
ca fola/ e de solfaro ten miga/ rezovenisce breiga antiga. Migliarese top. (Pignone)
AG 85.74 und’è la gente si iniga/ che de paxe no g’è mi- FTL 161 Monte Migliarese.
ga. AG 140.332 ma no sei tu miga si molo/ che atrui te D milio. L miliarese.
tenga folo. PAS 28 e zo no dixea allo miga per compas- migliu sm. (bot.) “miglio”
sion. GP 292 e questi doi no eran miga zuei. IVE 17 le MP 20.10 (Pigna).
segunde noçe no sum mia deveae. PAB 65 se vossemo in- D miggiu. milio.
vexendar de le bezogne comune, no miga como alchum migna sf. “mina, misura di legno per fichio e olive”
chi lo fam per esser renomay. PAB 82 che e no meto mi- MP 14.56; 20.10 (Pigna). FPI 4105.
ga che li malvaxi no seam mar. TL.1 338 a.1455 non vo- D mina.
gliamo miga che… CIT 17 no ve crei miga, a fæ’ de cre- mignaghi sm.pl. (ittiol.) “labridi piccoli”
stian/ che giubilasse dentro in tâ manera. AFV 419 (Vent.) “Chiamata così anche la rete per la lo-
FAS 144, 153. PS 39. VPL. ro pesca”.
D mia. Mignànego top. (Gen.)
mighi sm.pl. “medici” PAC 6: “se da Mummianus offrirebbe un esempio di -mj-
PCD 39 s. xiv. “o err. per meghi, o risultato abnorme di protonico > ñ (cf. lig. Dagnàn “Damiano”, tosc.
dittongo secondario”. Settignano < “Septimianus”. Cf. ROM 28 (1899) 603
D mego. n.RGS § 1102: < Minius. PTR 48 < “Munnius”. FNT 19
migià sm. “migliaio” < *Aemilianicus (Aemilius), o *Maelianicu (Maelius), o
CAD. ADG 112: miliarium. FDG 169, 324. *Aminianicus (Aminius, cf. TV 6.39 fundus aminianus).
Plur. miggèa FDG 169, 324, SDS (Sav.). miggæra L mugnanicum.
COM.2 34 se gh’han toccao ben ro pan, e han perso dre mignarda sf. (ornit.) “calandra”
miggæra e dræ miggæra de lire. DFC 36 ri inemixi che CLU.
pœran peççighæ/ da re vespe, portà via l’arrugao/ da mignìn sm. (ornit.) “batticoda”
miggæra de gente seguitæ… miggære CIT 231 a miggæ- CLU.
re de migge. migiara VBA 103 a.1435 ri prexoin son mi- mignìn sm. (vezzeggiativo) “gatto”
giara de mirioin. NAG 280. REW 5581. ADL (Vent.). Cf. CVM mil.
D miiar. minìn, BIO 270 emil. mnéin m.s.
migià / migiar sm. “miglio (misura)” D mignu.
IVE 41 noi l’avemo anchoy trovao in cotar logo lunzi pu mignòttore sf.pl. “leziosità, moine femminili”
de in migià. IVE 64 e vegne in quello logo… e quando GL 4.25 vanni a ro campo dri nemixi, e metti/ in œuvera
ello fo preso a un migiar o a un mezo… IVE 67 e andar mignotore e squattìn/ fatte ri œuggi vegnì comme balletti.
per la via unde ello devea tornar, a la longa pu de un mi- (TT ivi si impieghi/ ogni arte femminil, ch’amore alletti).
già. ADG. GL 15.22 ma son tutte frottore/ e de poeti bellissime mi-
Plur. migara CAR 10 a.1340 migara v. provo Zenoa. gnottore.
D migio. miiar. RAN 67.
migio sm. “miglio (misura)” mignu sm. “micio”
BRP 9 a.1474 per drita via un migio a la gran Genua corre. FOM 87. VPL.
Plur. mige/ migge: BL 59 a.1392 doe mige. CIT 231 a D mignìn. minnu minnu.
mign 125 minc

mignugnetta / mignunetta sf. (bot.) “Reseda odorata milìa agg. “ottimo”


L.; Reseda Phyteuma”; Reseda odorata L.” CAD., RAN 199 < ar. bismillàh “benissimo”
CAD. FPL. MLC 226 sg. milio sm. (bot.) “miglio”
D miunetta. TL.2 285 a.1464 se convertan in emtione de milij.
mignunetta sarvèga sf. (bot.) “Reseda lutea” D campumiàn. megio. meggiu. meju. meglàn. miggiu. mi-
FPL. gliarese. migliu. L miliarese.
mignunettu sm. “amorino” miliùn sm. “milione”
RAN 199. PD 337.
migola sf. “midollo, mollica” D mirion.
RGS § 339 “ligure” (de) Millo cognome
D meolla. megulla. VTS 112 a.1530 (Sav.).
migràn sm. “melograno (Punica granatum)” L milus.
FPL (PortoM.) (erba) milzéa sf. (bot.) “ verbena (Verbena officina-
D meigrana. L migranus. lis)”
miiar sm. “miglio (misura)” FPL. GO.
AG 138.104 Cho-de-fa/ chi lonzi i e fo un miiar. D erba minza.
Plur. miia AG 49.179 che for dexe miia provo/ n’era ar- mimìn sm. “iride dell’occhio”
rivà cinquanta oto. AG 138.226 e ben a pu sua rivera/ de PVG.
cento miia de staera. AG 49.179 for dexe miia provo. mina sf. “mina”
miiha BL 72 a.1399 in Bisagno, longi da Genova da tre GL 19.126 soggiunse poi Vaffrin: l’antecedente/ dra gran
in quatro miiha. miila BL 111 a.1406 Diano, lonzi de mina non è tutto ro sfœugo (TT signor, soggiunse, infin
Genova miila 75. PS 17.
qui detto è poco).
D migià. migio. L miliare.
mina sf. “misura di capacità per granaglie”
miiar sm. “migliaio
AG 43.166 de persone ben u miiar. PAD 479 a.1506 (Sanr.) sexe mine de farina. AA 211 lo
FAS 143. grano valse da lire 15 fino a lire 32 la mina ala mezura de
D migià. la cita de Saona. MNS.3 8 a.1577 (Sav.) per un sacco osia
milàn sm. (ornit.) “nibbio” una mina di grano di raiba. ADL (Vent.) “pari a Kg.100”.
CAD. CLU. LFL 2.22 fr., prov. “milan m.s. TVD (Dolc.) “sacco di farina”. MDB (Bord.) “sacco di fa-
Milanese cognome rina da Kg.100”. FDT.P 74 (Triora) “doppio decalitro, con-
VTS 117 a.1530 (Sav.). tenitore di legno cerchiato per frumento, legumi, castagne”.
L milanensis. ROC 155 (Civezza) “misura di olio”. DVA (VArr.) (antiq.)
millanta num. “millanta” “pari a litri 20”. PVG (V.Grav. “unità di peso, pari a Kg.
COM.1 23 un miego chi ha guarìo ciù de millanta marot- 80”. MVS (Sarz.).Cf. CVM mil. minna “mezzo staio”.
tie in puoco tempo. VPL (Taggia) “misura di peso o superficie”.
mille num. “mille” D migna. L mina.
AG 49.371 correa mile duxenti/ e norata e octo apresso. AG mina sf. “(voce gergale) donna sfruttata”
69.14 mile miria pecae. AG 146.332 agni mile miria. GP piu DGL 13 (Gen.).
de mille miria zue.PD 116. GUA 396 “semidotto”. ADG. minassa sf. “minaccia”
Plur.: mia CAN 1847 p.75 (Sav.) növesentumia lìe. miia PAD 329 a.1506 con grande minasse de volerlo apicar.
PD 335, 337 (arc. miria). milia GP 293 cinque milia. D menassa. menaza.
BL 62 a.1393 tre milia. LSE 30 doa milia marche. BDF mincia sf. (ittiol.) “donzella zigurella (Julis pavo
149 a.1460 la mitè de questi 2 milia ducati. miria AG Cuv.)”
69.14 superbia e ingordietae/ e mile miria pecae. AG PML 359.
146.332 agni mile miria. IVE 21 queli 144 miria. GP 370 minciòn sm. “minchione”
noranta sete miria. –– piu de mille miria zue. BL 62 GL 2.67 cosa da mincion. GL 14.63 tornan foscia, o min-
a.1393 meser Antonioto Adorno, lo qual vegniva… con cioìn, ri anni inderré…?
homini d’arme cinque miria. CPF 169 a.1589 tre miria D menchion. mincionà. minciunaia. minciuni.
scui. PRP 336 tre miria zinquezento saracìn. GL 14.54 mincionà vb. “ingannare”
cento miria. COM. 2.17 ommo ricco de çentanera de mi- GL 19.84 lengua longa ha ra donna, e se compiaxe/ spes-
ria lire. COM.5 50 çinquanta miria lire de dœutta. so de mincionà.
D migle. D minciùn.
milem sm. “millesimo, millesima parte” minciùn sm. “minchione”
AG 37.56 gram copia o de tuto bem/ no t’o dito lo milem. CAN 1842 p.29 (Sav.) sun duvüu restà minciùn/ (za, sun
AG 46.99 chi zercar vorese bem/ dir no porrea lo mi- troppu creddensùn). CIC 62 a.1847 (Sav.) sun pruteste e
lem.FAS 159. PRR 487 millênus, non millesimus. paruluìn/ che imbarlügan i minciuìn. GO. CAD.
D miléximu. minciunà vb. “ingannare”
Millesimo top. “Millesimo (Sav.)” CIC 62 a.1847 (Sav.) ma veddiéi che sun restòu/ prupria-
PCT 87. mente minciunòu. CAD.
L millesimum. D mincionà.
miléximu agg. “millesimo” minciunàia sf. “minchioneria”
PD 115 “dotto”. GO.
D milem. D minciun.
milfueglia sm. (bot.) “Achillea millefolium” minciùni! esclam. “capperi!”
FPL (Nizza). GO.
D meifüggiö’. D minciùn.
miné 126 miri

Minéa top. “Miniera (Cadibona, Sav.)” minuto sm. “minuto, dettaglio”


NTS 41 a Minéa “miniera di lignite scoperta nel 1793”. MNS.2 11 a.1577 (Sav.) ne meno potranno detti merza-
minéa / minera sf. “miniera” ri e toscani vendere arbasi, agnini ne sargia di Provenza
CIT 240 quello cœu, cascia e minera/ de virtû tutte a ba- grossa a minuto, cioè a manco di due canne per volta…
rança/ de giustiçia e temperança. GL 4.18 comme de spettando a rettagliare di dette robe alle arti de calsol-
fœugo là da le minere/ ra çennere se vedde in ære andà. lari e sarti. SAS 83 a.1592 (Sav.) salva pero alli for-
PVG minéa. magiari et altri facoltà di far condurre di dette robe… e
L minera. quelle vendere a minuto. MNS.2 27 a.1728 (Sav.) rob-
Minetta n.p., f. be spettanti all’arte de calzolari a minuto, ossia reta-
RDB 42 ra vostra Minetta. DFC 51 invìo a Minetta. glio.
mingrannia sf. “emicrania”
mio agg. “mio”
GO.
RV 52 s.xii. mia fé, no m’averei! CBL 333 (6.64o marei-
D magrania. mangrannia.
miniscellu sm. “gomitolo” ti da lo mio paire. FPM 120 ca.1490 (Sav le mane sanc-
PRA 395 (Bussana) tissime del mio figliolo.
D remescellu. Miodina sf. “la strega che tagliò la testa al Battista”
ministraciom sf. “guida, aiuto” ADP (Pietra).
PAB 91 a so che da li dee moniciom/ avesse e ministra- D meodinna.
ciom. miosca sf. “bica, covone?”
D aministrar. GRD 120 (Calizz.) chi ruberà o porterà via messi o grani
ministrale sm. “ufficiale comunale preposto alle ven- dalle miosche o capane di altri.
dite al minuto di generi alimentari” miparée loc. “a mio parere”
MPS 53 sg. a.1550 (Stella) vendere carne fresca a minu- DVA (VArr.).
to, a la stantia, meta e tara data per li ministrali. –– mini- D mâparéi. paéi. parei.
strali del comune de la Stella. mira sf. “mula”
D mestrà. ministreria. L ministralem. MP 20.10 (Pigna).
ministrare vb. “amministrare” D mulla. müra.
AA 140 trei masari de lo domo chi aveseno a ministrare mirra sf. “mirra”
le cose aspetante a la dita masaria. GP 375 uno vassello lo qual si era pin de mirra pesta.
D aministrar. mirà sm.pl. “miracoli”
ministraria sf. “ufficio comunale che sovrintende al- PCD 49 s.xiv. “influsso piem.”
la vendita al minuto di generi alimentari” D miracullo.
MPS 54 a.1550 (Stella) in detto suo offitio di ministraria. mirà/ -r vb. “guardare”
L ministraria.
GP 377 e guardava la testa… e poa mirava la soa faza.
minollu sm. “fornitore di zavorra alle navi”
CR 17 la maire… la qua no se poeiva sacià de mirarlo.
CAD “zavorrante”. RAN 199. PPG 390 (err.: “barca
per il trasporto della zavorra”) CIC 22 s. xvii. (G.Chiabrera, Sav.) per ogni lœugo è ben
L minollus. quarche çivetta/ da mirà vorenté. CIT 83 a pointo in que-
minsa / minza sf. “milza” sto lœugo ra mirei . GL 19.82 mi son ra mæsma, mirame
PRP 350 (str.54) ghe posce pu schiattà/ ra minza, ra te- ben in cera. DFC 187 ghe son tanti lì a macchetto/ fissi
retta e ra corà. GL 15.55 aveivan fin ra minsa digerìo. attenti per mirà.
PRA 376, MVS (Sarz.) minza. GO, RML 977 (Airole), PD 342 “dove il verso non lo ammette la -r- non viene
PVG, VPL minsa.PD 338 minsa, minza arriva fino a pronunciata”.
Mentone. Si può dubitare che la forma anteriore sia *mî- D amié. mia. miraber. miradò. miu. remirar. L mirare.
sa. BLG “germ.” REW 5579. RGS § 245 “nasalizzazio- Mirabér top. (Pigna).
ne di -l- preconsonantico”. PD 338: “è GL 15.55 il primo PSP 24, 102: sec. vi. E.V. “mirabello”.
esempio a me noto di minsa” [ma cf. CAC 100 a.1179 L mirare. mirbellum.
willelmus minça].L milza. minça. mirabulàn sm. (bot.) “susino selvatico”
(erba) minsa sf. (bot.) “Verbena officinalis” ADP (Pietra).
FPL. MLC 256. L mirabolanus.
D (erba) milzéa. miracollo/ miracullo sm. “miracolo”
minuir vb. “diminuire” CR 9 miracullo de la bià vergem madona sancta Maria.PS
PAB 58 minuando per levi remedij le faosse opinioim…
17 s. xiv.: pl. miracolle.
PAB 66 tuto lo circuito de la terra … de lo quar, segondo
Tollome, po esser scarsamenti habitao la dexenna partia, D miacolo. miacu. mlirà.
miunuandolo mar, fiumi, pau e desserti. miradô sm. “torre, osservatorio”
PS 68 minuando: minuir? GL 6.62 dro palazio reà sorve ro teito/ gh’è un miradô, chi
D adiminuir. asminuio. è fæto giusto apposta/ per descrœuve ogni sito largo e
minnu minnu “voce con cui si chiama il gatto” streito.
GO. D ammiadù. mirà.
D mignu. miragnu sm. “muro a secco”
minuto agg. “minuto, di condizione inferiore” MP 20.10 (Pigna). “muraneu”. FPI 5764. PCL 275
PAD 444 a.1506 non volendo li populi, e specialmenti li (Pigna).
minuti, a modo alcuno sofferire restare expositi a si mani- mirina sf. “madrina”
festo et extremo periculo. PFM 134 (Bonif.). Cf. G.BOTTIGLIONI, ID 4 (1928) 141.
D menuto. D mairina.
miri 127 mitè

mirion / miriùn sm. “milione” miserabel agg. “miserabile”


VBA 104 a.1435 ri prexoin son migiara de mirioin. CIT GP 275 in questo miserabel mondo.
1O9 un mirion de care (“cale, insenature”) int’ra marina/ D miseria.
chi e là tûtta nœutte ho scorrattao. CIT 202 ri mirioìn dre miserele sm. “miserere”
vostre varentixe/ s’han per ciù grænde assæ’ che no se PRP 350 (str.54 m.s.) ghe vegne pu ra rampa e ro sangiut-
dixe. GL 16.5 con ro mà lastregàou da mirioìn/ de morti. to/ e o ma dro miserele a ra correa.PRA 390 “male del mi-
VPL (Apric.) miriùn. serere, violenta colica intestinale”
D miùn. miliùn. D miserere.
miritar vb. “meritare” miserere sm. “miserere”
PCD 40 s. xvi. miritava “assimilazione regressiva”. AG 143.252 paternostri e miserere/ e pregere humel e
D meritar. bonne.
Mironi top. (Stella) D missare. misé. miserele
RES 50 a.1590 Coletta delli Mironi. miseria sf. “somma di denaro irrilevante”
mirtillu sm. (bot.) ‘mirtillo (Vaccinium myrtillus” BMG 14 a.1627 con che paghino una miseria.
FPL (PortoM.). D amisseiòu. messeanssa. messerenssa. meserente. mi-
mirto sm. (bot.) “mirto” seia. miserabel. misserto.
GRD 109 a.1621 (Diano) chi taglierà piante di lentischi, misserto agg. “miserabile”
mirti, arastre… PAB 85 doncha terressi tu per piu misserto quello chi
missa sf. “messa” avesse faito lo torto, cha quello chi l’avesse recevuo?PS
AG 43.70 per faiti lor meio compir/ dormì, maniar o mis- 68: miseritus?
se dir. D miseria
D messa. missiom sf. “immissione, commistione”
missa sf. “portata (di pranzo)” PAB 85 e se l’omo mete mar novo cum la marvaxitae de
GO. RCG Diz. quello chi l’ha tuta pura, senssa missiom de bem, no se-
missa sf. “biancheria intima” rallo pezo agurao cha quello a chi se mete alcum bem per
BDS (Sav.) recoverarllo? IVI, n. dell’ed.: mistiom? PS 68.
Missano top. (Castiglione, Chiav.) missione sf. “mandato, titolo di credito”
PTR 47: Messius, Mettius, gent. rom. PNC 147 a.1576 et havendo dato cedule di cambio o mis-
L mizanum. sione o altri ricatti
missare sm. “miserere” D recatto.
AG 38.18 biasteme, asdeiti e vituperi/ som lor liberi e sal- misso ptc. “mandato”
teri/ ma paternostri e missare/ som bandezai de lor ho-
PS 108. PD 116. FAS 162.Cf. FAS 160, perf. misse, mis-
ste.FA 370.
sem.
D miserere.
D messo.
mischia sf. “mescolanza”
mispersegu sm. “Prunus persica”
BMG 53 a.1630 havera esatta cura che la calcina sia gras-
GO. MLC 236. FPL “Reseda odorata, phyteuma”PVG.
sa come conviene, e che l’arena sia buona e di spiaggia,
ALE 261.
non consentendo in modo alcuno che vi sia mischia mini-
D meipersegu.
ma di quella che chiamano nittosa o di fiume.
mister sm., “mestiere, professione”
D meschia.
miscimìn sm. (bot.) “albococca (Prunus armeniaca)” AG 140.55 pensa de inprender alcuna arte/ donde tu pos-
FPL. BDS (Sav.). LVO 21 < ar. mishmish. VPL. (Vent.). si norigarte/ che meio e mister chi ben te faza/ ca sparvé
D mescemìn. ni can de caza.
misciu agg. “squattrinato” mister sm. “uopo, bisogno”
RAN 199. PAG 97 “debole” (di vino). PVG < it. mise- AG 140.193 quando t’e oso o mister/ spendi tosto e vo-
ro. VPL (Sanr.) “flaccido, mollo”. lunter. AG 145.32 fornive ben fin da l’oster/ de zo che o
D büsciu. vej che fa mister.PS 3.
misciunàiu sm. “missionario” D mester.
GA 12.166 “formazione dotta recente”. misteru sm. “mistero”
misculansa sf. “frittura mista” RGS § 47.
RCG 259. L misterius.
D meschia. mesculansa. mistu sgg. “misto”
misé sm. “breve frazione di tempo” RGS § 74. PVG.
CAD “il tempo di recitare un miserere” L mixtura.
D miserere. misuratore sm. “misuratore”; cognome
miséia sf. “miseria” MNS.3 20 a.1577 (Sav.) misuratori della Raiba.
NPD 59 a.1749 miseie da per tutto e vìvei cài. FDG 126, TVS 99 a.1530 (Sav.) Bertome Misuratore…
259. PVG. D amesurar. L mensuratorem.
D miseria. mitae sf. “metà”
(erba) miséia sf. (bot.) “Clematis recta, Clematis ATA 204 a.1382 (Alb.) la mitae de lo prexo.ATT 55.Cf.
flammula” SAP 415 a.lomb. mitae m.s.
FPL. D meità.
miseicordia! esclam. “misericordia!” Mitèra top. (Alassio)
CAN 1842 p.27 (Sav.). TAL 87 n.466 (-aria) “terreno a mezzadria”.
L misericordia. D meità. L medietatem.
mité 128 modo

miténe sf.pl. “mezzi guanti traforati da donna” möa sf. (ittiol.) “pesce luna, pesce tamburo
PAG 152. (Orthagoriscus mola L.)”
mitè sf. “metà” PML 359. AFV 421 (Vent.) “mola mola”.
BDF 149 a.1460 che la mitè de questi 2 milia ducati se Möa top. (Diano S.Pietro)
deise a ello. FCL 52 “luogo di estrazione di blocchi di arenaria per
D meità. mole di frantoi”.RGS § 310 Moano.
mîu sm. “sguardo” D moano.
BDS (Sav.). “u patisce u mîu” “è timido”. Moano top. (Pieve di Teco, (VArr.)
D mia. mirar. LL 58: pron. dial. möa, cf. Löa: Loano.PTR 48: “dubbio
miudina sf. “strega” se topon. pred. rom.”
SDS (Sav.). D Mouans-Sartoux.
D meodinna.
möantu sm. (ittiol.) “milandro, sorta di squalo
miula sf. “mollica”
PVG. (Squalus galeus)”
D meolla. miulu. CAD. RCG 261.
miulu sm. “midollo” mobba sf. “combriccola; trama, inganno”
PVG. GO. CAD. RAN 199 ingl. mob.
D meolla. miula. moca sf. “morchia, feccia, fanghiglia”
miùn sm. “milione” CAD. BDS, SDS (Sav.). VPL (Pietra).
CAN 1844 p.3 (Sav.) ün miùn de cumplimenti. moca sf. (mar.) “bigotta del paranco, guardacavo”
PD 337. CAD. NVM (Sav.).
D mirion. moccalumme sm. “spegnitoio della lucerna”
miunetta / miunettu sf./m. (bot.) “Renda odorata L.” CIT 129 quando ammorta ro sò ra so candeira/ sotta ro
DVO, FPL (On., PortoM.) miunetta; (Gen.) miunettu. moccalumme dro ponente. GL 13.28 perché cattiva via
D mignunetta. fava ro fumme/ e o temeiva de quarche moccalumme.
Mixina/ Mixinìn n.p., f. “Tommasina” D muccalümme.
GO. mocare vb. “smoccolare”
L maxinus. GBV a.1514 s.v. emunctorium “lo istrumento da moca-
mizischa sf. re o mundare la lucerna”
PGF 30 s. xv. (Alb.) rub. mezo de mizische. D amucà.
mizu agg. “mezzo” mocchetto sf. “lumino”
RGS § 90 (Bonif.). Cf. G.BOTTIGLIONI, ID 4 (1928) 26. CIT 98 re stelle, chi pareivan poco avanti/ pointe de dia-
mo sm. “modo” manti/ aora che se dan tutte in ammortà/ poæran giusto
AG 53.61 le vestimenta son dorae/ chi otra mo son hornae.
mocchetti da un dinà.
D möu.
mo avv. “dianzi” D mucchettu.
AG 16.162 o fiior, doce amor me/ che sozamente se por- mocitae sf. “follia, pazzia”
tamo [“in quale trista situazione ci troviamo”. AGN: se AG 53.10 per semeiante mocitae/ vam per vile e per ci-
porta mo “che si è ridotto adesso così vergognosamente”: tae/ la maor parte de la gente. AG 79.98 esta me par gran
unico esempio [in AG] di mo avv. mocitae. AG 134.286 le folie che tu ai vomue/ da moci-
mö sm. “molo” tae te son vegnue.FA 369. FAS 164.
NVM (Sav.). ADG 58 < mo±lus, non môles. FDG 108. D moscio. mozo.
VPL. mocco / mocu agg. “mogio”
D molo. GL 7.93 ro turco restò mocco. MVS (Sarz.). mocu.
mêu sm. (ittiol.) D muccu.
PML 359 “sciarrano gigante (Serranus gigas v.sp.)”. moccu sm. “pezzo di legno o carbone che fa fumo”
TTC 117 “cernia gigante (Epinephelus guaza L.)”. RCG PAG 27.
261 “lucerna di scoglio”. mocu sm. (bot.)
Mœu “quartiere del Molo, a Genova“ FPL (VArr.) “Lathyrus sativus”. MLC 234 sg.
DFC 157 ro Mœu, Valoria, Pré, Carmo e Sarzàn. “Lathyrus silvestris L.; Vicia sativa L.”
môa sf. “bacca di rovo” D mouchi.
MLC 237. RGS § 68: “môa e non mûa (< lat. môra) per mocu sarvègu sm. (bot.) “Ervum ervilia”
influsso di môu lat. maurus. FPL (Gen.).
D moira.f modo sm. “modo”
môa sf. “madre” NPD 64 fine s.xviii. (Sav.) corriva a un moddo/ pe-o
RGS § 18 (Ormea).
monte e o cian…PD 117. moddo.
D maire.
môa sf. “mola, macina” D modu. möu. otramo. L modus.
LP 22 sg., 30: “Provenza, Liguria, Piemonte, Lombardia (do) modo (che) cong. “così che; di modo che”
occid., contro it. macina VPL. REW 5205”. NAB 23 a.1473 (Sav.) domodo che la lana non sia fur-
D mazina. mora. tata.
möa / mœua / muera sf. “mola modorro agg. “stupido”
RDC 171 (T.Conchetta) ziro ro mondo come fa una mue- PRP 339 (str.5) e s’o ghe fosse ben carche modorro/ che
ra. GL 20.114 est’anima persa/ d’amô a ra mœua, e ae no voresse mia sta cousa fà/ cacciàighe zu dra gora un
sciamme agussa e aviva/ tutte re astuzie. AAG 117, PD grosso porro.PRA 390: cf sp. e port. mod. modorro; prov.
342, ADG 57 sg., PVG möa. mod. modourre, moduire m.s.
D mora. GRD 119: err. madorro.
modu 129 moie

modulo sm. “molo” möggia sf. “acquitrino”


SPV 9 n. a.1504 vada a participatione de lo modulo. MUI 206 sg. NIG 132 sg. “mollia”. PD 117. REW 5646.
D molo. L modulus. VPL. PVG “soprattutto toponimo”.
Modrengo top. (Gen.) D moglia.
FFN 370: cf. n.p. germ. Motar, Moter, Modar. mogie / mogier / mogiera sf. “moglie”
modu sm. “modo” MAC 162 si la prendero per mogier. CEB 356 la mala
GUA 250 “dotto o semidotto”. ADG 50 “toscanismo”. mogie castigerai… –– le mogie d’aotri. TL.3 121 a.1474
FDG 271. dona mogier de imperao. –– che lo imperao ghe dage soa
D modo. maere per mogie. SCF 46 a.1452 per l’anima de Antonio
moæ sf. “madre” da Novara fornaro e de soa mogie. BMP 200 a.1505 ne
NPD 60 a.1749 (Sav.) le, regina cremente e moæ vea… essi ne sue mogiere et famigie non possia habitare in la ci-
D maire. ta de Genua. PAD 480 a.1506 sua mogiera.
moè avv. “più” D moier.
RAN 60, 67, 93: a.fr. mais. (a) moggio / mœuggio / muœgio loc. “a mollo”
D mae. RDB 72 sg. voi vorrei pu coxin che tuttavia/ a beive stag-
moæ’/moè avv. “mai” ghe com’un oca a muœgio/ dentr’a fontana d’Heliconna,
RDA 4 (C.Zabata) ni moè a questo mè desciderio ho o truœgio… –– infin se trova con re neghe a moggio (ri-
possuo dà compimento. RDB 14 ma no so come vive ma: scoggio). CIT 62 vaggo tutto in un sûo, son tutto a
senza vitta/ e come more senza moè morì. RDB 27 ni mœuggio.
re gente de notte dorman moè… CIT 8 pregando sença D moglia.
moæ veime exaudìo. CIT 30 donca hei ro cœu si fæto möggiu sm. “becco corvino, uncino dei calafati”
per despeto/ che moæ’ n’agge da veiro intenerìo? PRI GO.
15 sg. s.xvii. (G.Chiabrera, Sav.) che posse orbì chi ne D màugiu.
dirà moè mà. –– ra potrà trovà moè? GL 7.49 che non mògiue sf.pl. “molle del focolare”
so se moæ/ te porriò gôve un dì, bello carzœu. GL 15.10 VPL (Pigna).
che no s’è visto moæ tanta marmaggia. DFC 20 tra moglia sf. “acquitrino”
quante donne se pœu moæ trovà…PD 114 n., 122. RPV 293 a.1590 (Vent.) la valle della moglia della sica.
ADG 70. RPV 295 sg. a.1590 (Sav.) in cima uno monte di detti tri
D mai. gioghi sopra le moglie chiamate di Montenotte… –– li
mœœ sf. “madre” sonno le moglie di Paretto. BBB 27 (Bard.) moglia di
COM.3 71 anemmo, anemmo amixi, œuggio trovao (tro- Boero. FTL 106 elem. topon. ALE 268 mollia.
varlo), s’o se foise intanao in corpo a so mœœ… PD D möge. Möggia. moggio. mogliazze. moglie. mogliella.
342: leggi muèe “imitazione del genovese portoliano, moglio. mogliola. moglioni. moie. möiette. möiu. mollie.
linguaggio plebeo di Portoria: caduta di -r- intervoc. muialla. smöggia. smuggià. L molia.
[mœ(r)æ]. Mogliazze top.
D maire. FTL 106.
moære sf. “matrice” D moglia.
GL 16.73 ni me barba m’intizzeghe ra moære;/ se ho dæ- (Mala) moglie top. (Bosco di Savona)
to in ciampanelle, o l’ha vosciùo (TT non accusi già me, FBS 61 s. xviii.
biasmi se stesso/ il mio custode e zio). Mogliella top.
moære / moere sf. “madre” FTL 106.
CPF 167 a.1584 ra patria… se dé mostrà verso me moe- D moglia.
re pietosa.GL 6.59 ma ra meschina, inteiza ra disgra- mogliera sf. “moglie”
zia/ de so moære scuggià in tra seportura. COM.1 29 DSP 193 a.1518 e li mariti seino obligati a dicte pene de
questi poæri e queste moære han ro maledetto costum- ducati 10 pro singula per loro mogliere. BMP 199 a.1505
me de domandà sempre, cos’ha questo, cos’ha quella. item… con sue mogliere et famigie.
RAN 59. D moier.
D maire. Moglio top. (Alassio)
mofora sf. “muffola, manicotto” TAL 88 n.472 dial. Möyu.
LSE 17 li goanti e le mofore in le domeneghe inanci lo D moglia.
mezo dì non le voleiva. Mogliola / Moglioni top.
D muffira. L mofele. FTL 106.
mògane sm. “mogano” D moglia.
GO. CAD. PD 158 “letterario”. mogno sm. “persona accigliata?”
Möge top. (Loano) GL 17.21 ri arabi…/ han un parlà sottî, tutto mogogni/
TCL. brutti e piccìn, che poæran tanti mogni.
D moglia. D mugnu.
mogé / moger / mogere sf. “moglie” Mognino cognome
CAR 10 a.1340 se alcun de la dita Caritay abia moge e VTS 86 a.1530 (Sav.).
figo o figa de etay de ani xii. e de esta vita pasasen… möià vb. “maturare”
CEB 356 da poa che tu averai sapuo lo pecao de la mala PVG.
moger no ne serai meigao da nigun mego. PCD 28 s. xiv. D maurar.
moger. BL 78 a.1400 a menato mogé. AA 101 sua so- Moie top.
rela era mogere de Tobia Sansone. FTL 106.
D moier. D moglia.
moie 130 moli

moie / moier sf. “moglie” molà/ -r vb. “mollare, allentare, cedere, cessare”
AG 12.32 un so car fiior avea/ a chi dar moier vorea/ pu AG 36.35 in mezo semo composi/ de doi xumi si ventoxi/
bella e savia e meior. AG 79.53 quanvisde che moier ai/ chi mai de buffà no molam. AG 36.52 e ven un’ora subi-
tu poi far de ben assai. AG 135.1 l’omo chi moier vo tanna/ asbrivà con tanta forza/ che chi no molasse de l’or-
piiar… AG 140.292 a moie ni a fiioi…/ no dar le toe co- za…/ en mendor bever porea. AG 79.262 entendando la
se. PAB 39 a Adam e a Eva soa moier. PAB 44 com soa raxon soa/ me vegne molar de proa. AG 145.102 li xon-
moier e com soi figioi e com le lor moier. chi te ben despazhai/ e l’atra sartia che tu sai/ si ch’en
FA 370. FAS 141, 149, 156, 158. PS 11. AGC 38. conta tu la moli/ e quando fa mester tu coli. TL.1 947
D mogé. mogie. mogliera. moie. mugé. mugera. muglié. a.1459 e non che altri tire e altri mole. GL 9.52 così ni
muié. smoierao. ceigà chi, ni là molà/ se vœu…VPM 485 mollare.
Möiette top. (Loano) D molà. mollo. mulà.
TCL. molacher sm. “persona che lavora con flemma”
D moglia. MP 14.49; 20.10 (Pigna).
mòina sf. “mezza strega, donna strana” D mollo.
DVA (VArr.). Mola rotta top. (Stella)
moinera sf. (err. per mainera?) “maniera” RES 50 a.1590 (Stella).
CIC 29 s.xvii. (P.Murassana, Sav.) con re moinere che D mora.
d’amò son fæte. Molassana top. “Molassana (V.Bisagno, Gen.)”
D mainera. EOL 25: antico Molaciana. PTR 47 Mulaciana <
möiotti sm.pl. “impasto di farina d’orzo e latte: cibo Munatius gent.rom.
dei poveri” D molesana. muasana. mulasana. L molaciana.
FDT.P 75 (Triora). Molasana cognome
mòira sf. “mora, bacca di rovo” VTS 93 a.1530 (Sav.).
DFC 138 quelli œuggi me pertuzan de mirari/ ciù neigri mole sm. “molo”
che re moire e ro carbon. GCA ad a.1300 e fu compiuta una parte del mole.
D amoura. moa. mora. moures poursìn. mùia. muìa. mu- molle sf.pl. “molle da focolare; attizzatoio”
ra. murei. murùn. L moira. MP 20.10 (Pigna). PVG.
mòira sf. L molle.
RDB 141 (V.Dartona) comme una cavrioura, o pegorin- mole agg. “molle”
na…/ se mette a gambe, e quant’a pò camminna/ con as- AG 47.53 che la lengua no a oso/ e par cosa monto mole/
sè manco cuœ’ d’un grande moira (rima: pòira). ma si fa rompir lo doso/ per usar male parole.
moiregna sf. “matrigna” D mollo.
COM.2 56 sæ disposto a veddeve vorentera deventà mæ moler vb. “macinare”
moiregna. FAS 145. mole “molit”.
D maegna. D morer.
moys agg. “stolto, stupido” Molesana top. (V.Magra)
FAR 31 s.xiv. (Sav.) ut in hoc esemplo pero al qual mena- EOL 25.
za non cura de […] he moys debet sic dici Petrus qui ali- mollestiar vb. “molestare, infastidire”
GP 276 o fraeli per che voi sei cossi molestiai e turbai a
quo minato sibi non […] minis est stultus.FAR 9 “pie-
questa femena… PS 36 s.xiv. mollestiar.
montese”.
molletto sm. “specie di tessuto”
D moscio. moso. mozo.
MNS.1 116 a.1577 (Sav.) lavorare canape di molletti, o
Moysen n.p. “Mosè”
canepa d’Albenga.
PAS 36 noy semo gente a chi Dee a dayto la leze per D mollo.
Moysen.PS 8: “-n grafia arcaicizzante”. molexìn agg. “delicato”
mòizu agg. “sciocco, sventato” GL 9.81 ra faccia molexina e bella.Cf. SAP 387 a.lomb.
BDS (Sav.). VPL (Stella) “pazzo” amulexinar “intenerire, ammollire”
D moscio. D mollo. mulezina. mulexìn.
moitürò sm. “misura granaria, fatta di una striscia di Mollie top. “masseria nel Bosco di Savona”
faggio curvata a cilindro chiuso, con manico; usata per lo FBS 52 a.1723-60 (Sav.) le Mollie.
più in coppia” D moglia.
FDT.P 74 (Triora). molinaro sm. “mugnaio”
L molturale. MNS 3.9 a.1577 (Sav.) arte de mollinari. MNS.3 10
Möiu top. (Alassio) a.1577 (Sav.) se sarà alcun figlio di maestro mollinaro
TAL 88 n.472: it. Moglio. a.1232 loco ubi dicitur mo- quale sia pratico et esperto a manegiar mollini… MNS.1
lium. 14 a.1739 (Sav.) arte dei molinari.
D moglia. L molium. D morinar.
mö’iu agg. “maturo” Molinero idr. (Legino, Sav.)
VRS 453 cita C.SALVIONI, RIL s.2, vol.37 p.522 sgg. PD NSS 218, 259.
121, 124 maüru. ADG 85. FDG 133, 243. PVG. D morim. muiné. murignö. L mulinellum.
D maùro. L bucamoja. molino sm. “mulino”
molla sf. “rotolo di corda” ASF 753 a.1532 molino da brasse (IVI, Gloss. “mulino a
VIA 94 a.1476 (Sav.) item molle de tragie per fare mata- mano per gli accampamenti militari”). MNS.3 10 a.1577
fioni. (Sav.) pratico et esperto a manegiar mollini.
L mola. D morim.
moll 131 mone

mollo agg. “molle, debole” mondano agg. “laico”


AG 140.332 ma no sei tu miga si molo/ che atrui te tenga AA 263 lo signore Bartolomeo de la Rovere il quale avia
folo. PAB 53 li me ogi/ chi avanti eran scuri e molli/ am uno fratello cardinale… e avia 4 figioli, soe uno cardina-
recevuo la vista/ piaira, bella e provista. (PS 68: “leggi le sampe vincula, latro priore de Roma e doi mondani.
ögi, mögi).ADG. RGS § 396. ADL (Vent.). PVG. D mondan.
D amulìse. molacher. molar. mole. molletto. molexìn. mu- mondare vb. “mondare, ripulire”
laila. mulaiöra. mullamme. mulana. mulea. mullixe. roba- MNS.3 11 a.1577 (Sav.) non dovera alcun mollinaro
mola. mondare e far mondare grani e altre biade… ma ben do-
molo sm. “molo” veranno essi mollinari far mondare essi grani et altre vet-
DSP 40 a.1461 la reparation e bonification de lo porto e tovaglie alli mondatori deputati a sue spese.
de lo molo. DSP 62 a.1487 lo lavor faito questo anno per D mondatore. mondìn. mundare.
lo crescere de lo mollo, e de rompire li scogi da mondatore sm. “persona impiegata a mondare il gra-
Carignano. VPM 85, 483 sg. P.KRETSCHMER, ZRPh 29 no da macinare”
(1905) 456 sgg. REW Nachträge 5699/a p.811.Cf. CIV MNS.3 11 a.1577 (Sav.) non dovera alcun mollinaro mon-
145 (Ven.) a.1236 molum, a.1255 modulum.
dare e far mondare grani e altre biade… ma ben doveran-
D mö. modulo. moor. sottomole. L modulus.
no essi mollinari far mondare essi grani et altre vettova-
Molo top. “quartiere del molo, a Savona”
AA 219 e piu fora de la dita cità si e uno borgheto chia- glie alli mondatori deputati a sue spese.
mato lo molo il quale e bene populato dove abita li remo- D mondare.
roli e tageri e pescatori e marinai e filatori de larte grosa. Mondello cognome
Moltedo top. (Andora) VTS 83 a.1530 (Sav.).
SCT 118 s. xviii. mondicia sf. “impurità tolta con la mondatura”
D mortedo. PCD 31 s.xiv.: “-ci- dotto”.
moltiplico sm. “interesse capitalizzato” D mondigio. mondixia. mundaggia. mundare. mundüg-
G.ASSERETO, Cassa di risparmio di Savona 1840-1990. gia.
Centocinquant’anni di storia, Savona 1991, p. 67 a.1842 mondigio sm. “impurità tolta con la mondatura”
(Statuto della Cassa di Risparmio di Savona) è aperto nel- MCM 52 (CastelnM.).
la città di Savona un impiego a moltiplico sotto l’autorità D mondicia.
immediata del consiglio della città, colla denominazione Mondin top. (Pigna) “località oggi scomparsa”
di Cassa di Risparmio di Savona. PSP 103 n.303 “da un n.p. (Rai)mundinus, forma ipoco-
D multiplicho. L multiplicum. ristica di Raimundus”.
moltone sm. “montone” L mondinus.
MNS.2 14 a.1593 (Sav.) il guantero dovera saper affaita- mondìn sm. “piccola mola di uso casalingo, formata
re pelle di moltone. da due pietre”
D mutùn. FDT.P 74 (Triora).
moltura sf. “molenda, compenso in natura per la ma- D mondare.
cinazione” mondixia sf. “impurità tolta con la mondatura”
MPS 64 a.1550 (Stella) non debiano pigliare per moltura PS 34 s. xiv. PD 188: -itja.
se non la vigesimaquarta parte del fromento overo biava. mondo sm. “mondo”
D motura. AG 91.34 par a mi che li son connij/ chi an squarzao tuto lo
mollu agg. “molle, debole” mondo/ e derivao en gran prefondo. IVE 28 preghemo per
VPL. li mercanti e arteixi chi traffegam le cosse de lo mondo.
Mombello cognome D mundo.
VTS 87 a.1530 (Sav.).
Mondovi top. “Mondovi”
momberta sf. (bot.) “Cynodon dactylon”
G.SERRA, RSL 17 (1951) 231: “non da un n.p. got.
FPL. (Noli) monberta.
mon sm. “mattone” Mundawins (GRG 2.13), ma Mons Vici (monte del Vico).
RDB 153 (V.Dartona) rosso rosso intra chiera come un L montevi.
mon.PD 137.Cf. BIO 571 piem. mon m.s. mondum sm. “mondo”
D mun. AG 79.5 che lo mondum desvia/ caschaun chi se ge fia.
monaca sf. “monaca” D mundo.
BVP 367 descrive la cerimonia che si svolgeva in quare- monea sf. “moneta, denaro”
sima a Genova, in Banchi, di prendere o battere la mona- AG 14.492 che De vor che in don se dea/ dignitae, no per
ca [cf. l’analogo “rogo della Giubiana” in Brianza]. monea. AG 49.90 e monto gran possa mostrando/ de legni,
D munega. L monaca. gente e monea. AG 144.40 ogn’omo quasi per un verso/
Monaco top. “Monaco” per torto e per traverso/ en che grao elo se sea/ vego cubita
GUA 254. LAV 403. N.LAMBOGLIA, RII 7 (1941) 201- monea. SA 242 a.1340 (Sav.) soto la pena de soldi cinque
204. PCT 64. de la moneta de Saona… e la monea chi se havera de le dic-
D monego. munegu. L monachum. te pene… GP 369 e ssi buta via la monea de lo prexio da-
monastero sm. “monastero” vanti alli zué. ATA 204 a.1382 (Alb.) et lo quarto de la mo-
DSP 193 a.1518 in le giexe e monasteri. nea debia aver per tuto lo meisse de zugno et l’autro quar-
D monester. to en lo coren de aosto. PAT 26 a.1404 in prestey e im atri
mondan agg. “mondano” nostri moy de trovar monea… PAB 45 questo Tarech fe un-
AG 146.218 no me piaxe per un risso/ mondan (m.s. mo- na monea monto grande, e questo Brioro acata de quella
dan, PS 8) e pin de fazitae/ perder le zoi de paradiso. PCD monea trenta dinai per so nome. MUI 117. Cf. SAP.2 236
38 s.xiv. pl. mondain. a.lomb. monea; DV 90 a.piem. monea.
D mondano. mundu. D munea. L moneta.
mone 132 mont

moneca / monega sf. “monaca, suora” monstra sf. “rassegna alle navi prima della partenza
LSE 27 una fiada, molto pregata, intra in la ihostra d’al- acciò non frodino l’ancoraggio”
cune moneche sensa licentia del suo meistro… RMG 186 TL.1 601 a.1456 manderemo a fare le monstre de le na-
a.1472 che se reforme lo stao e lo vivere de queste nostre ve.Cf. DSP Gloss. s.v.
moneghe de Zenoa. PS 8 a.1467, PD 352: monneghe (- D mostra. L monstra.
nn- : -Nn-). Mons top. (Alpi Marittime, Fr.)
D munega. LAM 105.
Moneglia top. “Moneglia” monsù sm. “padrone di greggi?”
LAV 406. BCB 125 sg. e n. PCT 63. GL 3.14 eive chi mentre a parla un gran streppello/ de
Monego top. “Monaco” monsù con dre pegore e mottoìn.
PRI 17 s.xvii. (G.Chiabrera, Sav.) da Monego e da Crovo monta / montada sf. “salita”
int’ro confin. LSE 22 poveri, li quali ogni dì visitava, non obstante la
D monaco. monta e la vala grande che era difficile. AA 115 tuti in-
monesi sm.pl. “monaci” seme usimo de la cita cavalcando verso l’Ataro e yonti in
PCD 32 s. xiv. la montada de Montemoro ne scontrono con Pero Loize
D monexi. Farnese. GL 15.55 ri doi pe sta montà così stramanna/
Monesi top. (Garlenda, Alb.) aveivan fin ra minza digerìo.
SCT 232: “monicis, *monicus < n.p. Mon(n)nus, Monna. D montata. muntechina.
LAV 405. Montà di Lanza top.
Monesiglio top. “Monesiglio” PCT 116.
LAV 405: ipotesi diverse: lig. *mon-ic-elium (cf. SM ma- Montaldo top.
nicelo); lat. *mon-ic-ulum, *monicus (con riferimento al- RGS § 246 “ortografia toscaneggiante (fatto su Arnaldo,
la natura del terreno): cf. top. Monesi. Rinaldo)”
L monaxillum. monoxilio. munisilium. L mons altus. (de) montaldo.
monesté / monester sm. “monastero” Montale top. (Riviera di levante)
AG 127.29 quelo santo monester/ chi semper e sta de De FTL 38, MBP 79: < monte.
oster. PCD 45 s. xiv. monesté. L montale.
D monastero. monesté. munesté. L monesterium. Montànesi top. “Montanesi (Mignanego, Gen.)
moneta sf. “moneta” SCT 224, 232 montanus, gent. lat.: *montanicus *mon-
SA 242 a.1340 (Sav.) soto la pena de soldi cinque de la mo- tanicis. PTP 34 n. in fundis montanicis. ST.9 59 tardo
neta de Saona. SFC 94 a.1393 nesuno masa de la dita con- lat. *montanici “montanari”.
sortia non debia tegnir moneta ne dinari de la dita consor- D muntanexi. L montanisi.
tia… sensa voluntae de dicti priori e consegieri de la dicta (de) Montano cognome
consortia. PAD 456 a.1506 non pagando nexuna avaria sen- VTS 100 a.1530 (Sav.).
sa la lettera del mag(nifi)co officio de la moneta. PAD 403 D muntagna. muntàn.
a.1507 a dì 6 si fecce l’officio della Moneta, l’officio delli montar/ -e vb. “risalire, doppiare (un promontorio)
Mestrè, li Padri del Comune, l’Officio della Misericordia. AG 131.17 quando un nozher o marinar/ scarso vento a
D munea. per navegar/ per cavo montar o terra/ de che lo vento gi fa
monexi sm.pl. “monaci” guerra. MAC 161 da che messer Jhesu Criste ressusità de
PCD 32 s. xiv. monexi. PD 18 s. xiv. monnexi. morte a vita e… montà in cel. MC 688 per la humilitae
veray a la grandeza… e chi per autra (via) vol montare in
D manago. menegi. monesi. monogo. L monahcus.
venirge cha per la humilitae, si caçe da poa che ello e
Mongarda top.
montao.PD 136.
PCT 105 “discussa l’etim. germ.”
D desmontar. sovremontar. L montare.
Mongiardino top.
Montauroux top. (Alpi Marittime, Fr.)
PCT 105.
LAM 105.
D giardìn. L moniardinum.
Montblanc top. (Alpi Marittime, Fr.)
Mongrifone top. (Sav.)
LAM 105.
NTS 42.
monte sm. “monte”
moniciom sf. “ammaestramento” NPD 64 fine s.xviii. (Sav.) corriva a un moddo/ pe-o mon-
PAB 91 e a so che da li dee moniciom/ avesse e ministra- te e o cian…
ciom… D munte.
D munitiom. monte sm. “monte, istituzione finanziaria”
monimento sm. “sepolcro” BMP 7 n. “monti o cumuli: banchi che ricevevano e im-
AG 16.225 li monimenti s’avrim alor/ e li morti resusci- prestavano denaro a interesse”.SFG.1 144 sg. tratta-
tam. AG 134.205 tu e par d’un monimento/ che zo che tu zione.
tiri d’entro/ pu sozo e poi che tu l’inforni/ cha un morto L montem.
de trei iorni. FA 370. FAS 149.Cf. SAP 415 a.lomb. mo- Monte top. (Sav.)
nimento m.s. NSS 259 “fra Legino e Zinola”.
D monumento. monte avv. “molto”
monocco agg. “mogio, confuso” PCD 41 s. xiv.
GL 13.29 o resta lì monocco, o se fa smorto. D monto.
monogo sm. “monaco” Montechiaa top. “Montechiaro (Stella)”
PCD 40 s.xiv. RES 50 a.1590 Bricco de Montechiaa.
D monexi. L montem iarium.
mont 133 moo

Monte Chijri top. (Stella) guastao. AG 14.366 un atro mar gu e de gran pondo/ chi
RPV 296 a.1590 (Var.) persino al poggio Chijri… e da monto gente tira a fondo. AG 144.198 per lor moze van-
monte Chijri… naglorie/ coitan monto zoze istorie.FA 370. AGC 41.
D chijri. monto avv. “molto, grandemente”
Monteghirfo top. (Fontanabuona, Gen.) AG 29.3 me par monto da reprender. AG 29.21 monto e
ST.9 70 in monte vulfi (Wulfi): longob., Worf n.p. atento/ in dever le ree tender. AG 38.116 monto e bel ese
Montegrosso top. (Cimavalle, a monte di Albisola) in tar logo. AG 134.371 un zuxe so…/ che, sapi ben, o
RPV 295 a.1590 (Sav.) per la valle di Cerixola o sia n’ama monto. CBL 329 (2.6) ogni homo s’apareie/ mon-
Montegrosso…BG 127 n., NTS 17, 42 s. xvii-xviii. “mas- to devotamenti. OLP 3.9 s. xiv. (Pietra) la vergen se con-
seria nel Bosco di Savona”FBS 50, 55 “masseria creata turba/ e sta monto pensosa. AF 1.22 s.xiv. (Pietra) como
nel 1581”. un ladro ligao… monto streito. FUP 114 s. xiv (Sav.)
L montem grossum. monto gle parse cosa dura. CR 17 sancta Maria la qua…
Monte Ma top. “Monte Mao” dexirava monto de sta a raxonà monto con lo so doce fi-
RPV 296 a.1590 persino allo Monte Ma, e da Monte Ma gio, como quela chi lo veiva monto altarao e pensoso.
persino alla Scalla delli Orbi la costera divide dette fini MAC 163 odando so fo monto indegnao. IVE 5 lo nostro
della Stella e Albisola. PRP 358 va xù in Giancolareo, o segnor De si s’alegra monto de la forteça de li soi servi.
a Montemà (Taggia). LAV 408 (Bergeggi; Torriglia): BL 60 a.1392 Pietro de Benintendi… il quale voi monto
malus “sterile”. saluta e de le predicte cosse vi prega. VBA 102 a.1435
Monte Mauro / Montemoro idr. “Montemoro” monto presto le galee fonne a noi. TL.2 209 a.1463 cum
FBS 59 a.1760 (Sav.) riano de Monte Mauro. BG 126 n. questo che lo canceler monto se daga logo de orna la let-
s.xvii. “affluente del torr. Lavanestro”. tera quanto sia possibile. CPF 167 a.1584 un meistro
D mauro. L munte mauro. munte moro. monto varenthomo in questa arte de stampa.DANTE,
Montemoro top. (Sav., borgata tra Maschio e Cadi- Vulg.El. 1.15.4 …parmensibus, qui monto pro molto di-
bona) cunt. FAS 150 sg., 159. PS 6. PD 338. RAN 55. RGS
AA 115 tuti inseme usimo de la cita cavalcando verso § 245. AGC 36 “dissimilazione”.
l’Ataro e yonti in la montada de Montemoro ne scontrono D monte. L mutum.
con Pero Loize Farnese.NTS 9. Montoggio top. “Montoggio”
Montenotte top. (Sav.) PCT 16, 62
RPV 295 a.1590 andando verso Monte notte… e lì confi- L montobium.
na Savona Montenotte feudo di Milano. FBS 59 a.1760 montòn sm. “ariete, macchina bellica”
Bricco di Montenotte.FCL 37, FTL 17 “località volta a GL 18.71 bâziga sotto, e scontra ro montòn (TT cozza il
setentrione”. monton con la ferrata fronte).
L montem noctulum. D mutùn.
Montesignano top. “Montesignano (Bavari)” Monturbano top. (Sav.)
PAC 15. PTR 47: < Asinius, gent. rom. NTS 12: “anticam. Monte Albano; vi aveva sede il
L montasignanus. Collegio degli Scolopi”
Monticello top. (contrada di Savona) mönu sm. “vasca del sego fuso”
BG 145. NTS 11 sg. CAD: “voce dei fabbricanti di candele”
D muntexellu. muntixö’. L montexellum. monumento sm. “sepolcro”
montituden sf. “montitudine” PAD 387 a.1507 haveano aperto tutti li monumenti.
IVE 13 la caritae si crove la montituden de le peccae. D monimento. morimento. morumento.
D monto. moo / mœo / mœuo sm. “modo, modo di essere, ca-
monto agg. “molto” rattere”
AG 38.47 gram scalma e calura…/ chi monto aduxe re va- AG 12.64 ben son mata e da reprender/ se alcun sposso
por. AG 138.170 che gran deleto d’acatar/ strepa a mon- voya prender/ se no vego so ni proo/ soa condition e moo.
ti omi li dinar. TL.1 351 a.1455 e vogiamo crede che a la AG 12.235 e n quello moo fa preguera. AG 14.434 lo sep-
segnoria vostra non sea manifesto de monti laironici… tem è: no envorar…/ e se cognose ben lo voi/ lo se come-
TL.1 800 a.1458 como fosia monti de voi an sapuo. BDF te in monti moi. AG 32.11 e chi no tem aor tar moo/ as-
148 a.1460 lo dexordem non ghe piaxeiva puncto per sai po star de for a rroo. AG 39.156 e tegne semper que-
monti respecti. RDB 49 si che monti de noi portan ca- sto moo:/ taia la corda e sta a roo. AG 56.162 e vesti que-
zoin…AG 49.41 monta via som stai semosi/ de venir in lo a la per fim/ virmenti, a moo d’un meschin. AG 63.47
tranquilo stao. AG 139.1 monta via o visto scrito. BL 76 e llo moo representa/ de l’ennemigo chi ne tenta. AG 68.9
a.1400 per monta nieva e male tempo cha è stato e anco- en nixun moo de varar/ sean lanto animoxi. AG 73.41
ra è.AG 16.78 comego eram me soror/ e atre femene mon- d’onde e voio tener moo/ de tal zogo star a roo. AG 79.68
te (PS 18). PEG 41 unde perzo se divisa in monte may- li septi vicij mortar…/ che morte dam in tuti moi. CEB
nere. GP 275 monte piante chi non fan fruto. FA 370 “ra- 354 tu ay demandao esser amaistrao da noi de lo moo et
ramente avv., più spesso agg.” RAN 94 “monte, grande de la cura de governar piu utermenti la masna. DCT 164
quantità”. a.1380 che Anthogno Mazorro scrivan de lo comun faça
D morto. moto. multu. munto. una scritura zoe sum la carta a moo latin… e metero an-
monto agg. indeclinabile “molto” chora una scritura a lo moo de questa cum lo scelo de lo
AG 138.175 monto son homi pietosi/ e secoren bese- comun. ATA 203 a.1382 (Alb.) soto pena de soldi d. li
gnoxi. AG 138.122 la citae/ en la qua e senpre e tuta via/ quai par alchaun moo no possan esser perdonai. PAT 26
abonda monto mercantia. AG 14.93 e monto guise. AG a.1404 besogne trovar moo… –– in prestey e in atri no-
36.42 en monto guise. AG 14.130 monto persone. AGG. stri moy de trovar monea. IVE 15 e si sum faeto a moo
14.345 se calcum rompe lo murao/ da monto gente e po d’un tamburo, chi atri sonna e fa festa, et se mesmo se
moor 134 mori

consuma. MAC 163 fim a tanto che ella aveva ordenao in morde/ -r vb. “mordere”
che moo ello li dovesse far perder la soa virginitae. PAB FAR 36 s.xiv. (Sav.) fir morduo traduce lat. mordeor.
58 como quelli che a vol inganar per moi de dumestegessa. VPL morde.
PAB 87 in lo moo che despiega veraxe providencia. RDB D mordiüra. mursiggiùn.
30 ma ben de fare (farle) ancora mœo gh’è/ se ben ghe more/ möre vb. “macinare”
trœuva tenti se e me. BOS 31 s.xvi. (B.Castelletto) a nes- AG 43.84 che lo non me convenia prende/ mea civa si che
sun mœo. CIT 26 infiro re ore, a mœuo de parlà. CIT 1O3 faesse/ che me morim semper morese. AG 134.290 un
in mœuo de lamento. CIT 207 in mœuo de crià. GL 7.50 morim/ chi arena e tuto more/ quanto gi vem sote le mo-
de mœuo che… DFC 77 a se conta in çento mœui/ no se sa re. MP 14.26; 20.11 (Pigna) more , ptc. mòutu “mo&li-
una veritæ’. 109 a sto mœuo.CIT 231 per mœuo de parlà tus”. BNL 73 (Perin.) more, möre.FA 370: < lat. molere,
(per modo di dire). FA 370. FAS 145, 154. PS 109: “la vs. tosc. macinare < machina. FAS 150.
pronuncia è möi”. PD 117. D mora. motura. moutu. murende. muirinae. L molere.
D möu. Möregu top.
moor sm. “molo” ADG 62.
AG 138.94 (Genova) lo porto ha bello a me parer…/ li no- morella sf. (bot.) “solatro (Solanum nigrum)”.
stri antighi e chi son aor/ g’an faito e fan un tar lavor/ per BNF 220 (Bord.). FPL (PortoM.). DVO (On.) “tossico”.
maraveia ver se sor/ e si fi apellao lo moor. D morello. muelina.
D molo. morello agg. “di colore paonazzo, violaceo”
mooço agg. “pazzo” MAS 209 a.1465 tingere… colori morelli di cremexi… e
IVE 25 ello era mooço et re et invriago et de niguna bon- similmente colori morelli di grana. ASF 719 un colleto de
tae. raso morello.MAS 117 n.63.
D moscio D mauro. morella. müellìn. muelu. muetta. muölu. murel-
mora / mœura sf. “mola, macina” lu. L morellus.
AG 134.292 pezo e assai ca un morim/ chi arena e tuto morello sm. (ittiol.) “Mupus ovalis Cuv.Val.”
more/ quanto gi ven sote le more. IVE 97 in mezo de que- TTC 136.
sta piaza era unna prea preciosa retunda, como una mora morena sf. (ittiol.) “murena”
de morim e quasi de quella grandeza. GL 9.97 ra scia- CIT 207 ro grongo, ra murena e re anghille.
bla…/ un amoraoù ghe vœu/ per faghe sciù ra mœura un D muena.
pò de fî… MP 20.11 (Pigna) mora. FA 370. AGC 32. moresco agg. “moresco, arabo”
REW 5641. AAD 268 cinquanta pezze di tele turchesche e more-
D amorà. mazina. môa. möa. mola rotta. more. L mola. sche… trenta toagiole moresche grandi nove… ventuna
mora sf. “bacca di rovo, mora di gelso” centure moresche nove. AAD 271 una toagiola moresca
PRA 373 (Taggia) od. FTL 139 n.
di velata recamata. AAD 274 un moschetto di tela con ci-
D moira.
mose larghe moresche.
mora sf. “sbavatura del metallo”
L morescus.
DVA (VArr.).
(erba) mora sf. (bot.) “Ajuga reptans” moretta (ornit.) “moretta”
FPL (VArr.). CLU.
morra sf. Morretti top. (Andora)
PRP 355 (2.45) non ghe sarà za morra/ ma mostazzi, e SCT 118 s. xviii.
mascæ d’un cantà l’una. morfuttùn sm. “persona sciatta”
meurà/ -r vb. “maturare” GO.
GL 16.11 da sta banda gh’è l’uga per meurà/ e dall’atra a morga sf. “porzione di territorio comunale sottoposta
l’è za da vendegnà. IVE 87 e sum quelo legno se meure- alla sorveglianza di una guardia campestre”
ra lo fruto. GR 68 a.1856 (Saorgio). FTL 158 “elem. topon., la sua
D maurar. meuro. mœûrà. area è limitata all’estremo ponente lig.; indica non solo
morraggia sf. “cavezza” campi coltivati, ma tutte le aree comunque interessanti la
GL 7.1 a l’andava a cavallo de stranscion/ persa ra brilla, economia della comunità”.
staffa e ra morraggia. GL 18.59 ogni ommo, ogni caval- L morga.
lo, ogni morraggia/ me fîo de numerà segretta spia. morga sf. “borgata, piccolo aggregato di case”
D murà. FCT 68, FDT.P 74 (Triora).
Moranego top. (Torriglia, Gen.) Morga top. (Pigna)
FTL 20 *Moranicus, *Moran(i)us, n.p., oppure *Mauranicus, PSP 103 n.306.
Maurus. PTR 48 topon. prediale rom. < Murrius. Morgi top. “monte in V.Nervia”
D moanego. mürane. CL 8.
morbiu agg. “tenero, morbido” Moriconi top. (Albisola)
PVG. REW 5677.Cf. SAP 415, MB 137 a.lomb. morbio m.s. PAA 222.
D morvedu. murbin. L muriconus.
morboso agg. “infetto” Morignolo top. (Tenda)
MPS 50 a.1550 (Stella) carne lupose morbose overo aro- CL 18.
chate. morimento sm. “sepolcro”
L morbosus. AG 16.376 faxeam l’apareiamento/ de sepelir lo corpo
morcte sf. “morte” santo/ condio de tar unguento/ entr’un morimento novo.
CPV 49 (= PGF 28) a.1461 (Alb.) per lo peccao de lo pru- AG 53.156 ma l’atra casa ond’omo va…/ se de prea è, po-
mo homo per lo quar erimo dannai e a morcte sentensiai. cho gi var/ che in far bello morimento/ no cognosco e
D morte. avanzamento. AG 142.71 lo va/ en soza fossa o mori-
mori 135 moro

mento/ tenebroso o puzolento. AG 146.195 le viande che 2.pl. morrei RV 54 s.xii.


tu diesti/ ordinae de tante guise/ morimento te ne fisti. 3.pl. morran FAS 156.
CBL 332 (5.30) le Marie monto triste/ andavan allo mori- Perf. 3.sg. morì FAS 160.
mento/ per unzer lo corpo de Criste. GP 375 lli morimenti 3.pl. morssem PS25 s.xiv.
si se avrin, et monti corpi santi chi eran morti si resusci- Cong. Pres. 1.sg. mora CR.20 “che e mora”.
tan. GP 381 seando tuta fia lo morimento serrao e bollao. 2.sg. mor OLP 2.18 s.xiv. (Pietra).
PAB 46 a Centurio e ali soi vassali, chi goardam lo mori- 3.sg. möira PD 134, 365.
mento de messer Jhesu Criste. LSE 33 el so corpo fo po- mora AG 16.86 li zue
sto in lo morimento. CIT 92 croœuvan ri morimenti/ in chi criavan: mora, mora.
doi parmi de fondo/ ancœu sotto ra ciappa/ tâ, che a ser- GP 290 “gridando:
viro in cappa/ ch’eri a capìro no bastava un mondo.FA mora mora questo
370. FAS 149, 152, 164. PS 8. PD 141, 355. marvaxe peccator”.
D monumento. L morimentum. 1.pl. moiramo AG 16.164. FAS 161.
morin / morim sm. “mulino” moriamo PAB 40. PS 26.
AG 43.84 che lo non me convenia prende/ mea civa si che 3.pl. moirano VCC 30 a.1480 (Sav.).
faesse/ che me morim semper morese. AG 76.7 de comun PRR 480 ( o = ö ).
faito an morin/ per strepar l’aotru motura. AG 134.290 un FAS 145,161.
Impf. 3.sg. muegisse FTM 102 a.1456 (Sav.)
morim/ chi arena e tuto more/ quanto gi vem sote le mo-
[-gi- scritto per -j- ? ].
re. AG 134.296 como lo savio morinar/ chi sa ben cern e
2.pl. morisi CR.20
la luxe/ quanto a lo so morin s’aduxe. AG 143.111 per ti- se voi morisi.
rar agua a so morin. IVE 97 unna prea precioza retunda, Condiz. 3.sg. morreiva AG 35.14. IVE 35.
como una mora de morim.FA 370. FAS 150. Gerundioi moirando
D molinero. molino. morinar. morinelo. morino. muìn. AG 16.203; 53.104;
muirinìn. murinetu. L molinum. 108.7 (FAS 157.
morrìn sm. “visetto” RGS § 618. AGC 42.
GL 16.22 atro ghe vœu ch’un spegio a fà reflessi/ d’un PS 27).Part.
morrin, chi ha int’ro morro un palladiso! morto transitivo:
D morro. GP 278 l’avereiva morto.
morinar / morinaro sm. “mugnaio” RGS § 143. PVG.
AG 134.294 como lo savio morinar/ chi sa ben cern e la D dezmurie. meire. muì. mortu. L moltus. morire.
luxe/ quanto a ro so morin s’aduxe. AA 156 lo morinaro mœuro agg. “maturo”
quale tene li morini del comune de Saona a fito… FAS PD 124 s. xviii.
143. D maùro.
D molinaro. muinà. murinà. morim. L molinarius. mormenti avv. “maggiormente”
morinelo sm. “mulinello, strumento per tendere la PCD 46 s. xiv. FAS 157.
balestra” D maormenti.
TL.2 336 a.1465 item fibie da brase… item fibie da mori- Mormi top. “monte della Riviera di Levante”
nelo d’asneise grose viii. EOL 25.
D morin. muinellu. L mulinellum. mormoraciom sf. “mormorazione”
morino sm. “mulino” PAS 28 e Criste respoxe alla sua mormoraciom…PS 33.
AA 156 lo morinaro quale tene li morini del comune de Mormorola top. (Bedonia)
Saona a fito… –– in lo morino dentro da caza. EOL. 25.
D morin. moro / morro sm. “viso, muso”
morrion sm. “morione” AG 53.189 l’omo chi no e astinevel/ d’un bruto porco e
GL 5.44 de ferro o se fa in testa una calotta/ che in bon ze- semeieve/ chi con bocha tuto aferra/ tegnando pur lo mor-
neize dimmo morriòn. GL 10.1 d’in testa gh’è scuggiao ro in terra. AG 99.29 per zo che tropo usava dir/ xachao
lo morro a pusor/ e menazando star con lor. AG 99.41 lo
ro morriòn.
gromo fe l’atro cair…/ e xacagi ben lo morro e li denti.
morir vb. “morire” RDB 36 cianzan per contra turchi e mori brutti (brutti mu-
AG 140.256 morir dei e non sai quando. FAR 38 s. xiv. si, o brutti negri?) RDB 136 puessa che s’havean ben ro
(Sav.) morir traduce lat. emigro, expiro. morro rotto… RDC 171 (T.Conchetta) che… haggiè ro
FORME morro (l’ardire, l’impudenza…). CIT 8 che me tegnì ro
Indic. Pres. 1.sg. moiro CBL 342 (17.20) morro così ato/ in ogni mæ giustissima requesta. PRP
(PS 14: dal cong. moira). 339 (str.57 tegnì donca serrao tutti ro morro. GL 5.21 e o
FAS 157. mostreræ’ ciù denti ch”una serra/ per addentà in tro mor-
morio IVE 68. ro sto ciarlé. GL 7.65 ma sæ comme se sæ, tant’è, no
3.sg. mor AG 74.11; 140.158. vœuggio/ soffrìme sciù ro morro questo torto. GL 16.22
FAS 145. atro ghe vœu ch’un spegio a fà reflessi/ d’un morrìn, chi
more SCF 94 a.1393. ha int’ro morro un palladiso! GL 20.27 con queste e âtre
mœre RAN 56 s. xvi. simili inventioìn/ metteiva sciù quelli morri de rocca.
1.pl. moiramo FAS 157. COM.3 100 depende da voi piggiave un marìo de vostro
3.p;. moiren PCD 45 s.xiv. genio. Çerneivene un con ro pei gattin sciù ro morro.
mœuran DFC 98. DFC 71 mi de quello non discorro/ de cafosci brutto mor-
moren FAS 160. Fut. ro/ d’arlichìn xanni compagno. DFC 117 passa redeno e
2.sg. morai AG 141.30; 143.137. duro, e ten ro môro. FA 370.
3.sg. morrà PS 25. D muru.
meur 136 mosa

meuro agg. “maturo” mortarixe sf. (bot.) “Coriaria myrtifolia”


PAT 25 a.1404 e avuo meuro examen in este cosse…PS 1. FPL (PortoM.).
D mauro. meurar. D murtareise.
Morosso top. (Quiliano) mortaro sm. “mortaio, pezzo di artiglieria”
MSQ 120. PQV 63 dial. Munsu. NPG 1063 a.1747 qui restò il mortaro/ che avean strasci-
L morozzum. nato.
morscia sf. “morsa, attrezzo del falegname” D mortà.
PVG. VPL. mortaro sm. “mortaio: strumento di cucina; pezzo di
D amorsare. immorsciatüa. morsciu. artiglieria”
morscia sg. “fascia di terreno che si unisce con altra ASF 757 uno mortaro grande da marmaro. MNS.3 53
fascia” a.1577 (Sav.) (Stat. dei piccapietre) mortari di pietre e
TVD (Dolc.). marmori.
morscia sf. “pietra sporgente dallo spigolo di un fab- morte sf. “morte”
bricato, per indicare il diritto di appoggio al murio da CAD. PVG.
parte del vicino” D morcte. morto. L mortem.
GO. PAG 203. DVA (VArr.). Mortedo top. (V.Bisagno)
L morsia. BIR 575 “testimonianza della coltivazione delle piante
morsciu sm. “morso dei cavalli” mirtacee”.
GO. PAG 220. AAG 125. PD 349:” < morsu, rifatto sul D moltedo. multedo. murta. murteu. L mortedo.
plur. morsci”. ADL (Vent.). BDS (Sav.). mortella sf. (bot.) “mirto, mortella”
D morscia. morsu. EVM 82 (V.Maremola).
morsu sm. “morso” D murta. L mortella.
AG 143.19 como lo to peccao e pesente/ che per un mor- mortìn / mortino sm. “mortella”
su de pomo/ tuti a morte danai fomo.PS 4. PVG “italia- MNS.3 7 a.1577 (Sav.) per ogni mina di mortino di
nismo”. Levanto… GL 16.9 arrivan drento int’ro giardin/ chi
D morsciu. murziggia. g’hen peschere, g’hen fontane, e tanti/ rebighi de spallere
morta sf. “mirto, mortella (Arbutus unedo), pianta di e de mortin.
uso ornamentale e industriale, per la concia delle pelli” D murtìn.
SCF 98 a.1464 che lo altà sia ornato da apparati e con la morto sf. “morte”PCD 42 s. xiv. la morto.
morta e trifolio. MNS.3 7 a.1577 (Sav.) per ogni mina di D morte.
morta… –– morta di Corsica… morta provenzale.FTL morto agg. “molto”
138. RMG 186 a.1472 depoi morti giorni.
D murta. L morta. D monto.
mortà / mortale sm. “mortaio, pezzo di artiglieria” Mortola top. LTI 62 n.89. (Vent.)
NPG 1063 a.1747 poi volle portar via un mortale…/ qui BIR 575 (Camogli). EOL 25 (Riviera di Levante). CL 18.
restò il mortaro/ che avean strascinato. DFC 25 lezzendia D mortora. murta. murtua. murtura. L mortola. murtula.
dro ritorno dro Mortà da Portoria a ra batteria dra Cava in mortora sf. (bot.) “mortella”
Carignàn. FPL (Bord.).
D mortaro. murtà. murtalettu. L mortale. D mortola.
mortale sm. “mortaio, strumento di cucina” mortoria sf. (bot.) “tignamica”
ASF 746 in cusina. mortale uno picolo et uno grande con BNF 220 “Helicrysum Italicum L.” FPL “Helicrysum an-
li pistoni. gustifolium /stoechas”.
L mortale. D murtòiu.
mortale agg. “mortale” Mortu top. (Cimavalle, Sav.)
PEG 40 de lo tratao de li vij peccay mortali. NTS 42 (Sav.) u Mortu.
D mortar. D morir.
mortalitat sf. “morte” morudda sf. (ittiol.) “Charax puntazzo L., Cuv.”
PGF 29 s. xv. nostra dama de pietat/ garda noi de morta- PAG 251 (Riviera di Ponente) “scarpasolla”. PML 359
litat. “carace acuto”
D mortà. morumento sm. “sepolcro”
mortà / mortar agg. “mortale” MAC 171 preisse lo corpo de la beneita Margarita e mis-
AG 39.48 un legno armao de nostra gente/ chi preso e stao sello in un morumento de prea e impillo de monte cosse
subitamente/ da mortar nostri inimixi. AGN 45.3 tuto lo odoriffere.
mundo e torto/ e de li bon mortar guerré (nemico mortale D monumento.
dei buoni). AG 139.43 se con pecao mortar ne va/ senza mòrvedu agg. “rigoglioso”
fin serra punìo. AG 144.144 perzo e in ogni logo/ de mor- MVS (Sarz.).
tar guerra aceiso fogo. FUP 100 s.xvi. (Sav.) tute le ani- D morbiu.
me cristiane le quae sum passae de questa mortar vita. moza sf. “vulva”
PEG 40 li vij peccay mortay. SOP 100/v. a.1597 pl. MVS (Sarz.).
morté.FAS 162. PS 11. AGC 38 “apocope”. D mussa.
D mortale. murtà. mosao agg. “mozzato”
Mortarexo top. (Alassio) IVE 92 quello santissimo corpo cossi mosao semza la te-
TAL 90 n.490 a 1539 lo mortarexo. sta, tuto sangonento.
D murtareise. D mozar. moçço.
moza 137 most

mozar vb. “troncare, interrompere” moçço agg. “tronco, mozzo”


AG 73.30 orgoiosi/ chi per pocho se corrozan/ e so zogo CIT 138 ni voxe gh’è tra lô si tronca e moçça/ chi no pre-
tosto mozam. ghe a Ballin ro mà dra soçça.
FA 371. D mozar.
D mosao. moçço. mostasci / mostassi sm.pl. “baffi”
mösca sf. “bica” CIT 187 ra barba e ri mostassi se gasciuga (= g’asciuga?).
GL 6.33 a scarlazzate in cangio mæ ra ciumma/ vegnirà
GO.
chi ha i mostassi ciù affiræ’. GL 17.39 spero a i nemixi
moscao sm. “muschio, profumo orientale” d’asccianà re coste/ e fa dri sœu mostasci un preboggiòn.
AG 138.133 tanta mercantia/ peiver, zenzavro e moscao. DFC 34 un groppo de gente affadighæ/ con ri mostasci
RDB 47 ma ciù d’onò sareiva a noi çittén/ savei d’aggi, de tutti regaçæ/ suando a strascinase ro mortà.
porri e çevollette/ cha de moscao zibetto e cose tê. CIT D mustassu.
14 se vivo aora ve spuçço ciù che un morto/ che morto mostasso / mostaçço /mostazzo sm. “viso, ceffo”
v’œuritasse de moschao… PRP 336 o ghe spedì subito tre miria zinquezento saracìn,
D moscou. (nuxe) muscà. L muscatus. e o s’i zerné tutti co ri mostazzi negri com’o carbon. PRP
moscardìn sm. “giovanotto” 349 (str.50) chi rango d’una gamba e chi d’un pè/ chi
GL 6.90 a se ciamma con lé doi moscardìn… bruxao se sentiva ro mostazzo/ pe re gran bote… GL 2.44
D muscardìn. pœuscia a ri ferrabutti a se revôze/ e fra i atri a un mo-
moscariato agg. stazzo bezagûo (PD 136 “baffo a punta, cioè faccia da far
paura”) GL 8.81 in moddo che Argillan sto smaragiasso/
BVP 248 a.1384 un cappuccio di scarlatto con diecisette
tremma a miraro solo in tro mostasso. GL 11.44 gh’arri-
bottoni moscariati. va una saetta intr’o mostaçço. COM.4 2 0 o berlendon
(erba) moscatella sf. (bot.) “Salvia sclarea” ch’ei dæto sciu o mostasso a mæ cameadda. COM.4 43 e
FPL (PortoM.). se vorei fâghe l’amò sarà per o sò bello mostasso.Cf.
moschetteria sf. “moschetteria, insieme di armi da CVM mil. mostacc “ceffo, grugno”.
fuoco” D mostazzo. mustassu. L belmustus.
DFC 86 fœugo de moschetteria/ de granate, de pistoin/ de mostazzo / mostazzòn sm. “ceffone”
pugnatte… PRP 342 (str.16) o se ghe vouze, e ghe dà un mostazzon.
L moschettum. PRP 355 (2.46) non ghe serà za morra/ ma mostazzi, e
moscheto sm. “cortina del letto, zanzariera” mascæ d’un cantà l’una.PRA 390, 391.
ASF 720 un legno da moscheto con l’arma fiesca. AAD 258 D mostazzon. mustassùn.
moscheti con reccami de telaro. AAD 273 un moschetto di mostra sf. “campione”
tela rara con li bindelli fatti a telaro di seta torchina. MNS.1 57 a.1577 (Sav.) vedere se dette berrette che si ha-
veranno da tingere in negro haverano quella perfettione di
L moschetus.
guado che si contiene in detta mostra.
moscio agg. “ben pasciuto; benestante” D mostrà. monstra. mustra. L mostra.
GL 9.75 comme un moscio cavallo, che int’ra stalla/ solo mostra sf. “risvolto dell’abito”
all’uso dra guerra è destinàou… (TT come destrier…). ASF 717 fodra una de sayo de pelete bianche cum le mo-
DFC 27 cavarcando con bravûa/ dri cavalli mosci e fin. stre de lupi serveri. ASF 719 un colleto de raso morello
COM.6 9 borgheize di ciù mosci de quello paize. con trei nerveti di raso morello, fodrato di pellete gianche
D inmocir. mocitae. moys. moizu. mooço. mosa. mozo. cum le mostre di zebelin.
muscezzà. muscitè. mùsciu. mostra sf. “finestra, vetrina”
mosco DSP 331 a.1582 licentiam tenendi appertas fenestras vul-
RDC 185 (T.Conchetta) lié, comme un gatto d’India o gariter nuncupatas le mostre existentes supra eorum ap-
bœtta mosco. potecas.Cf. MAS 43 n.
(erba) mosco sf. (bot.) “Erodium moschatum” mostrà/ -re vb. “mostrare; insegnare”
FPL. AG 12.212 lo gi comenza a mostrà/ ordinamenti e de-
moççigiòn sm. “torsolo, mozzicone” sclairà/ li articoli de la santa fe. AG 138.102 en co sta
sempre un gran fanà/ chi a le nave mostra intrar. AG
GL 14.53 piggia st’arte ra maga, ch’a fremeiva/ e de mor- 140.84 ma ponni mente a la saxon/ de saver ben dar e
to gh’investe un moççigiòn (TT prese l’armi la maga, e in prende/ che l’acatar mostra lo vende. AG 140.103 che se
esse tosto/ un tronco busto avvolse, e poi l’espose). con lor te meszherai/ de mercantia o de dinai/ belo te mo-
moso / mozo agg. “stolto, pazzo” steran da pruma/ ma tu ghe laxerai la zuma. AG 142.93
RV 51 s.xii. credi voi qu’e’ sua mosa…? [G.CARDUCCI, che noi in lui mostremo [… PEG 43 ello renega crestia-
Nuova Antologia, 20 (1885) 9 “m’avete preso per ua nitae, e mostrallo per tre maynere… IVE 36 e questo bel-
sgualdrina?”. FA 361 “credete voi che io sia pazza?). lo cantà… forza (forse) che ella gilo mostrà puzoe vote…
RV 23 s.xii. sozo mozo escalvao. AG 139.7 e munto e –– e anchora lo magnificat se fe mostrà. IVE e le mame
mozo peregrin/ chi andando per camin/ no pensa, per lo usam a iamar la maere e lo paere, e tae atre parole chi
scivar damaio/ che fin de far lo so viaio. AG 144.198 se uzam mostrà primamenti. e la maere gi mostrava iha-
per lor moze vannaglorie/ coitan monto zoze istorie. mar lo nome de Dee e de Ihu. MC 685 che lo mondo sia
cossi ree como e t’o mostrao, sapi che sam Job si lo dixe.
AG 146.214 ni lo bazigar che zoa/ balar, zugar, li mozi
PCD 41 s. xiv. ptc. mostrà. NAB 24 a.1473 (Sav.) che ni-
canti…/ torneran posa in gran pianti. FA 361 *mocio suno patrone o sia maistro de butega de dita arte non osa
“pazzo” (piem. moç, moss).PS 68. PAL 13. ne pose acordare nisuna persona a mostrare la dita arte se
D moys. moscio. musciu. prima… CPF 167 a.1584 me son mostrao de continuo fig-
moçço sm. (mar.) “mozzo, ragazzo di bordo” gio amoroso verso ra patria… ra patria se dè mostrà ver-
RAN 93 a.gen.: basco mocho. so me mœre pietosa.PS 7, 25.
D mussu. D mostra. musciar. mustrà. L mostrare.
most 138 mòut

mostrazzo sm. err. per mostazzo “muso, ceffo” motura sf. “molenda”
RDC 174 (T.Conchetta) per no haveime mœ visto intro AG 76.8 guerfi e gibellin…/ per inpir lo cofin/ de comun
mostrazzo. faito an morin/ per strepar l’aotru motura/ ensachando
D mostazzo. ogni mestura/ per sobranzar soi vexin. MNS.3 15 a.1577
motta sf. “sorta di gioco” (Sav.) che circa la motura da darsi a molinari li magnifici
PRP 353 (1.45) non è, così a ro vè, che se zugasse/ ni a censori habbino autorità di accrescere e sminuire la tarif-
motta, ni a mancauda, o a siribì.PRA 391: “mutta, antica fa di quello si doverà pagare per detta motura avuto ri-
moneta?”. guardo alli prezzi delli grani.FA 371. FAS 151, 164. Cf.
motaj sf. “malvagità” BIO 572 piem. motüra m.s.
IVE 88 me serea reputao motaj e grande cativetaj che feis- D moltura. morer. môtüa. moutüra. L moltura.
môu agg. “moro, paonazzo, bruno”
se mori questo homo senza atra caxum.
RAN 27. PD 127, 132 “moru”, f. moa. PVG. VPL. FDG
motezar vb. “motteggiare”
199, 237: mow, pl. moj.
FAS 164. D mauro. mouru.
D mutilar. (testa de) môu sm. (mar.) “testa di moro: tamburo di
Mottìn top. (Giusvalla, Sav.) legno che unisce la parte inferiore dell’albero della nave
FTL 56 n. con la superiore”
D mottone. L mota. CAD.
mottizzo sm. “modo di conciare le pelli” mòu agg. “maggiore”
GRD 120 a.1673 (Nizza) non acconcino i pellizieri le PD 335: maù > mòu
pelli a mottizzo, come loro dicono, nelli luoghi habita- D maior.
ti. möu sm. “modo”
moto AG 134.355 ben aitu dito de mi asai/ cosse chi PD 361: “arcaico”. ADL (Vent.).: “a.vent”.
paren veritai/ che e me oto deleto. AGL “lezione dubbia”. ADG 50 n. “è la corretta derivazione di lat. modus”.
AGC: “che e moto (molto) me deleto”. AGN “che io de- D mo. modo. modu. moo. muoo.
sidero diletto per me” (oto, otar, lat. optare, cf. a.tosc. op- Mouans-Sartoux top. (Alpi Marittime, Fr.)
tare “desiderare”). LAM 104: it. Moano Sartole. PTR 48
moto agg. “molto” D moano.
PLD 83 a.1367 frae, per mote atre e v o scrito, et per que- mouchi sm.pl. (bot.) “fior galletto (Latyrus aphaca)”
sta ve fazo ad saver… FPL, BNF 209 (Bord.). MP 20.11 (Pigna) “Ervum ervilia”.
D monto. D moco.
motto sm. “grumo, pezzo” Mougins top. (Alpi Marittime, Fr.)
PRP 352 (1.3) e me sei caro chiu ch’un motto d’ouro. LAM 105 it. Mogino.
NPD 65 fine s.xviii. (Sav.) ma se o vedesci - o no a pao/ mòula sf. “midollo, mollica”
che motto d’ou - che nino cao! RAN 129: fr. moelle. PD 126: meulla. ADG 80 sg. FDG
D mottu. 202. DEV 12 “accento iniziale”. BDS (Sav.).
moto sm. “parola” D meolla.
AA 76 senza fare moto luno a latro. moeûrà vb. “maturare”
mottòn sm. “montone” COM.3 92 a.1772 ra vostra fin sarà de morì sciu ra pag-
gia a mœûrà comme re nespore.
MBA 374 a.1416 (Seyne) item per cart de moton s. iii.
D maurar. meurà.
GL 3.14 eive chi mentre a parla un gran streppello/ de
moures poursìn sf. (bot.) “Hypochaeris radiceta”
monsù con dre pegore e mottoìn.PD 338.
FPL (Nizza)
D moltone. mouton. mutùn.
D moira.
Mottona top. (Giusvalla, Sav.) (erba del) mourp sf. (bot.) “Trichera arvensis”
FTL 56 n. Casa Mottona “fa pensare, ma non senza gra- FPL (Nizza).
vi incertezze, a lomb. motta, mottone, mottarone”. mòuru agg. “moro”
D mottìn. L mota. ADL (Vent.) “mauru”
mottone sm. “montone” D mauro. mou.
MNS.2 14 a.1593 (Sav.) il guantero dovera saper affaita- mourve sf. (bot.) “Juniperus sabina”
re pelle di mottone, capretti col nervo e senza. FPL (Nizza).
D mutùn. moutìa sf. “malattia”
mottu sm. “grumo, zolla” PD 153, FDG 135, 190: mowtìa. ADG 41, 81.
RAN 6. MO 20.11 (Pigna) “grumolo del cavolo”. ADL D marotia.
(Vent.). BDS (Sav.). PVG. VPL. moutòn sm. “montone”
D amutà. dermutà. motto. D mota. MBA 374 a.1416 (Seyne) per chart de mouton al disnar,
mottu sm. “grano ammucchiato sull’aia per la treb- sous quatre denier sinc.
biatura” D moton. mûtùn.
FDT 4.56 (Triora). mòutu pts. “macinato”
L mota. MP 14.26 (Pigna): mo&litu.
môtü’a sf. “molenda, compenso in natura per la ma- D morer.
cinazione” mòutu agg. “malato”
GO. RAN 21, 129: lat. molitura, fr. mouture. PD 146, PD 124, 337, 340: marotu > mòwtu “plebeo”. FPI 5264.
153: “-ult-“. BDS (Var.). PVG. ADG 80 sg., 97. FDG202.
D motura. D maroto.
mout 139 muas

moutüra sf. “molenda” gnuo goliardo no muerà may costumi noma con la morte.
FDT.P 74 (Triora) CR 19 voi… avei posanza, se voi vorei, de muar la forma
D motura. de la redencion de la natura humana… –– me confio in
mouxellu sm. “sciabordìo” voi che voi muerei la forma de questa cossa. MAC 162
NVM (Sav.). lantor questo Olibero muà la soa fassa. PAB 47 e Sarra
D mòuxu. per gracia de Dee mua ventura e ingraveasse. PAB 84
mòuxu sm. “maroso, onda” che lor cor poesse muar. PAB 96 aora mua e inforssa le
PD 123, 350. NVM (Sav.). ADG 80 sg., 123. FDG 202. questioim, demandando… RDC 170 (T.Conchetta) se no
PVG. ti mui/ luego. GL 1.70 sensa muàse così sporco e brut-
D màoxu. maroxo. mauxettìn. mouxellu. to… GL 11.16 e Goffredo suaoù da capp’ a pé/ servìo fin
move/ mœuve / möve vb. “muovere” a ra tenda o va a muàse. COM.6 16 per andame a muà.
AG 57.17 ni e lo creo esse movuo/ de si lonzi per dar stor- SB 765 ca.1850 (Var.) muælo “cambiategli d’abito”.
mo/ se no per venir in colmo/ d’onor chi g è imprometuo. BDB 269 (Bonif.) muàsi “mutarsi”.FAS 142, 159. PS 69.
AG 139.30 si tosto como l’omo e nao/ move andando co- D desmuà. miàu. müà. muaber. remuar. stramuar. tran-
mo romer. AG 143.93 per mar che tu diesti atrui a ira tu smuar. L mutare.
movesti. AG 146.157 e se re voler ne move/ a qualche müà vb. “cambiare, trapiantare”
peccao meschin… MC 687 si se mové lo cor meo a pie- ADG. FDG 122. DVA (VArr.). PVG. VPL.
tae. TL.3 435 a.1474 movuo a utilitade de la republica. D muà.
BGP 167 a.1484 havendo… movudo guerra. PAD 465 müà vb. “murare”
a.1506 se siamo movuti principalmenti per lo inquerno e GO. FDG. PVG.
pacifico de la terra. RDB 16 ma come scoggi pesti e sbat- D murare.
tuggiè…/ chi moè se movan donde son ciantè. CIT 66 ri müà vb. (mar.) “murare una vela, tirarne le corde”
lœi fæti a presutti/ che solo ch’a se mœuve tremman tutti. NVM (Sav.).
CIT 97 e se a ra fin movua/ da tenti parangoin/ ti fuissi mü’a sf.pl. (mar.) “murate della nave”
moæ per date per vensua…FAS 162 movuo. PS 8. ADG NVM (Sav.).
56 sg. VPL (Riviera di levante) möve. L murata.
D comover. remover. muaber agg. “mutabile, instabile, facile al cambia-
moxìn sm. “moscerino” mento”
PRI 30 s.xvii. (Sav.) se quarche votta ro to amorin/ t’intra PAB 61 fortunna chi e si muaber… PD 83 se ello e mua-
in ra stanza comme ûn moxìn… ber de so bom preponimento e conseio… PAB 87 sg. di-
D muscìn. stinaciom e orden muaber in lo tempo. –– lo intendimen-
mpelucar(se) vb. “sporcarsi di peli (di stoffa scura)” to de Dee, chi restrensse le cosse muaber in soa propria
MVS (Sarz.). fermessa.PS 12, 31, 69.
D pelluccà. D muà.
mpestare vb. “appestare” muage sf. “muro”
D pesta. impestà. OGM 94 a.1395 ch’alcun infermo no passe la muage fo-
mpitare vb. “imbeccare, saziare” ra della dicta gexia e cassa de li infermi, salvo sotto lo
MVS (Sarz.). portego contiguo a quella gexia.
D pità. D muraglia.
mprumétere vb. “promettere” müaggia sf. “muro”
MVS (Sarz.). PD 150: müraggia. PVG. VPL.
D impromette. D muraglia. müaggiùn.
Mrea top. “od. Cian Merea (Stella)”
müaggiùn sm. “muraglione”
RES 50 a.1590 e dal lago di Devoreza si va al fiume di
MIT 48 a.1850 (Sav.) quellu porcu de müaggiùn/ ohi-
Sansoggia procedendo… sino alla Mrea dove si passa il
boibò! nu pöan derruàlu/ scavissàlu/ menissàlu!
fiume.
D müaggia.
D merea.
msòira / msuéira sf. “falcetto” muanda / muande / müande sf. “mutande”
SDA 52 (Altare) msòira. OCD 27 (Campoligure, PGF 30 s. xv. (Alb.) una camiza (cum) sua muande… una
Masone) msuéira.Cf. DEP piem. mssòjra m.s. camiza (cum) sua muanda. PVG, VPL. pl. müande.
D amsuéira. amzuia. mesuira. msoira. D merande. miande. murande L mutande.
mû / mü sm. “mulo” elem. topon. Muànegu top. “Moranego”
PS 17 s.xiv. pl. muy. COM.3 116 una spussa de sofranìn FTL 20.
da soffocà un mû.NTS 22 Riàn du mü (affl. del torr. D moranego.
Lavanestro, Sav.).PD 121, 132, 158: ant.plur. müi, ma già müantu sm. (ittiol.) “palombo (Oxyrrhina Spallan-
nel s. xvi. mü.FDG 122. PVG. VPL. zanii Agas.)”
D mie. mietu. muy. mulatero. mura. müra. muretta. PAG 249. PML 359.
muà/ -r vb. “cambiare, mutare abito” D meantu.
AG 53.63 li leti lor paren otar/ muai per pascha e per de- muaré agg. “(colore) marezzato”
nal. AG 81.32 che quando ven lo di de pascha…/ de no- RAN 129: fr. moiré.
vo son muai. AG 102.44 en la contraria partia/ promes- müassa sf. “muro cadente, maceria”
sion canio e muo/ se per boxar don fir cretuo. AG 113.28 AAG 129: muracea.
se quando voi preicar devei/ voi amaistra le gente/ de D muraglia
muar questo accidente. AG 146.234 donde e te prego e te Muasana top. “Molassana (Gen.)”
conforto/ che toa voluntae se mue. CEB 354 chi è deve- PAC 6: “pronuncia dialettale odierna”
müat 140 muet

müaté sm. “mulattiere” mudigiùn sm. (arch.) “modiglione, mensola”


PD 109. PVG. GO.
D mulatero. mùdria / müdria sf. “cipiglio”
müavùe sm. “muratore” GL 6.14 o fa una mudria dura. GL 1O.56 solo con quel-
FDT.P 75 (Triora). la mudria da sasciæ’/ se ne sta là imbuzàou messé
D muraò. Circasso. GL 17.37 con quella mudria e quella maestæ’/
muccà vb. “smoccolare” che a un grand’omo conven, l’è chi messé. GO mü-
GO. RAN 200. BDS (Sav.) mùcchila “taci, smettila”. dria.PD 361.
D amucà. D mutria.
mucaiö’a sf. (bot.) “Mercurialis annua L.” muè sf. “madre”
MLC 262 (Chiav.). AAG 113 sg. RAN 12. PD 121, 122, 158, 360: maire >
D marcuella. mœre > mwæ’. DEV 13 sg. ADG 25. RGS § 35. PFM
muccalümme sm. “smoccolatoio” 131 n. LP 31. FDG 176, 230. PVG.
MIT 77 a.1850 (Sav.) han du raru intendimentu/ ve san dì D maire.
se u muccalümme/ u dà fümme o u nu dà fümme… RAN muè d’anciùa sf. (ittiol.) “leptocefalo (Leptocephalus
200. GA 16.12. VPL “spegnitoio”. v.sp.)”
D moccalumme. mucco. PML 359.
muccapréive sm. (bot.) “Pirus malus v.s.” muè d’ô sf. “cetonia dorata (insetto)”
FPL (VArr.). PVG.
D muccu. muè avv. “più”
mucche sf.pl. “cesoie per smoccolare” FAS 143 n.: “odierno” < mai < magis.
GO. D mae.
D mucchetta. muéina sf. (ittiol.) “murena comune (Muraena hele-
mucheiö’a sf. (bot.) “Mercurialis annua” na L.)”
FPL (Mele). TTC 93 [ivi err. mucina]
D marcuella. D muena.
mucchetta sf. “smoccolatoio” muela sf. “mollica”
GA 16.12. PVP 368 s.v. lucerna. MDB (Bord.). (Bord.). RML 977: < medulla (con meta-
D mucche. muccu. L mocheta. tesi, cf. fr. moelle, prov. moudelo).
mucchettu sm. “stoppino; mozzicone di candela” D mulea.
GO. CAD. MIT 97 a.1850 (Sav.) - eccu, assendan i fanè muellìn sm. “(ittiol.) “boccanera”
/ -dunque all’erta, travaggè/ - cumme ti ö, cun