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ELVIRA GIRO

 
 
 

 
 
 
EPILOGO E INCISIONE TERRESTRE
DELLA
“PARUSIA”
 
OPERA DELLA
MADRE SCIENZA
LA REGINA DELL'UNIVERSO
 
 
10° libretto
 
 
 

 
 
 
 
LA TORRE DAVIDICA
Roma 1981
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
ELVIRA GIRO
 
 

 
 
 
 
 
EPILOGO E INCISIONE TERRESTRE
DELLA
“PARUSIA”
 
OPERA   DELLA
MADRE SCIENZA
LA REGINA DELL'UNIVERSO
 
 
 
 
 
 
DECIMO LIBRETTO CON 8 ILLUSTRAZIONI
 
 
 
 
 
PER I MILITI CROCIFERI DELLO SPIRITO SANTO
 
 
 
 
LA TORRE DAVIDICA
Roma 1981
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
PROPRIETÀ RISERVATA
della "Chiesa Universale Giuris-davidica"
Roma - via Tevere n. 21 - tel. (06) 84.538.40
 
©
 
Copyright by "La Torre Davidica"
 
DICEMBRE 1981
Stampato in Italia
 
……………………………………………………………………..
 
Edito a cura di ELVIRA GIRO, con l'assistenza di Leone Graziani
Supplemento al periodico: "La Torre Davidica" - Roma
Aut. Trib. di Roma, n. 5841, del 14/6/57, dir. resp. E. Giro.
 
…………………………………………………………………….
 
OFFSET: "ROTO PRINT"
Stampato in proprio
Roma – Tel. (06) 8453840
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Il “quadro profetico” dipinto nel 1909 da Giuseppe Corsini, apostolo di David Lazzaretti,
e realizzatosi con la “Missione” della “Madre Scienza” in Elvira Giro
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
Il dipinto racchiude “due Missioni”: quella di Gesù Cristo e quella di David Cristo Duce e Giudice.
Non è in bianco e nero, ma a colori vivi. Mi fu donato, come conferma della mia opera,
dalla contessa Egle Galgani Fanelli, di Siena, nel 1954.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
LA MIA OPERA CONCLUSIVA TERRESTRE NELL'ANNO 1981
 
Documentazioni incisive della Nuova Opera Creativa della Terra
stabilita dal Centro dell'Eterno Iddio.
 
Registrare in poche pagine tutto il lavoro spirituale svolto e scritto in quest'anno
1981, non mi rimane compito facile, anche perché sarebbe avvenuta la chiusura della
"Missione" della "Madre-Scienza", in me e con me: Elvira Giro.
Durante l'inverno, ai primi di gennaio, ho commentato, scritto e stampato il mio 9°
libretto: "La Divina Commedia spiegata nella meravigliosa Scienza Giuris-davidica"
dove ho affermato che David Lazzaretti, il Cristo Duce e Giudice della Terra
(di Arcidosso - Grosseto) non era altro che la "reincarnazione" di "Dante Alighieri".
(Cioè, dopo 515 anni dalla sua profezia, scritta nel 1319, dove con le lettere DVX
confermava la sua prossima Missione sulla Terra).
Quando il 13 maggio 1981 mi furono consegnati dal tipografo i libri stampati, seppi
che in quella stessa ora, a piazza S. Pietro, avevano colpito con un proiettile il Pontefice:
papa Giovanni Paolo II°, Karol Wojtyla.
Del fatto, io Elvira, ne rimasi impressionata, per la strana coincidenza significativa.
Ci fu un altro fatto, che riguarda il mio lavoro sulla Divina Commedia di Dante, e  cioè:
mentre nel febbraio compilavo con le mie spiegazioni questo libro, una notte, in ispirito,
mi sono trovata con un gruppo di scienziati, i quali mi supplicavano piangendo di
stampare questo mio lavoro, nel fine di accorciare i tempi. Essi erano tutti stanchi di
attendere, perché l'opera dantesca era abbinata alla "incisione cristica": sia con Gesù, che
con David Lazzaretti e altre "potenze".
Non ero né felice, né fiera; e forse, spiritualmente io sapevo quello che si sarebbe
determinato dopo questa mia "rivelazione", contenuta nel libro. E cioè, dopo la
divulgazione di tale affermazione a tutti i centri spirituali, ed ai nostri seguaci, affinché
ne prendessero conoscenza.
Verso la metà di giugno, Leone Graziani, il mio aiutante, ritornò al Monte Labro e
recatesi su alla Torre Davidica per celebrare la "funzione" e rimasto colpito nel vedere
che, attraverso l'inferriata del cancello, avevano tirato delle pietre contro
l'Altare della Eterna Alleanza con il Creatore dell'Universo. Le pietre avevano rotto
il crocifisso di cristallo e i Vasi dei fiori, ma non avevano rotto i cristalli dell'Altare,
perché erano infrangibili. Quando mi telefonò il fatto, ne rimasi impressionata per la
tanta cattiveria e negatività, dopo 25 anni della sua costruzione. E poi con lui, si venne
alla decisione di non celebrare più le funzioni alla mezzanotte del 14-15 agosto, ma di
festeggiare l'Assunzione della Vergine Madre, il giorno 15, dalle ore 11 alle 12 di
mattina. Anche perché ci troviamo in disaccordo con i "davidiani" di Poggio Marco e
di Zancona, perché, appoggiati dal Prefetto di Grosseto, hanno ottenuto la revoca del
decreto di approvazione del 26 luglio 1960. Avevano non solo destituito Leone Graziani,
quale capo sacerdote della mia nuova istituzione, della Chiesa Universale Giuris-
davidica, ma avevano anche infamato la mia Opera, nella Missione della Madre-Scienza,
adducendo che era ridicola. Cosicché anche questa notizia mi aveva molto amareggiata.
(Alla fine di questo libro troverete una spiegazione di questo stupido gioco).
Al posto di Leone era stato messo un certo Turpino Chiappini, che, durante il sonno
della notte, lo vidi confabulare con dei prelati del Vaticano, cioè i miei nemici, che
ancora una volta hanno cercato di confondere la mia Missione. Mentre
Leone Graziani non è capo sacerdote di David Lazzaretti, Cristo Duce e Giudice della
Terra, ma della mia Missione, della "Madre-Scienza", con i "nuovi Riti" e "nuove
Regole", fin dal 26 luglio 1960, (con Decreto di approvazione della nomina di ministro
di culto, a firma del Ministro Tambroni).
E la nuova liturgia contempla: la "SS.ma Trinità di D.I.O. Padre" e la "Grande
Madre-Scienza". Perciò, da questa situazione spero che verrà chiarita la posizione di
Leone, quale "Giovanni I°" della Chiesa Giovannitica abbinata alla Chiesa Giuris-
davidica, cioè abbinata alle Leggi del Creatore dell'Universo, con la Missione di: David
Lazzaretti. Con Lui I.D.D.I.O. ha stabilito il "Patto di Eterna Alleanza" con gli uomini di
buona volontà, secondo i vaticinii profetici del "vecchio" e "nuovo" Testamento dove Lo
annunziavano quale: "Consolatore" dell'umanità, per la "fine de tempi".
Stanca e rammaricata per quanto si andava incontro, e Leone, amareggiato dopo 27
anni di duri sforzi per risvegliare la Missione del nostro David abbiamo atteso l'arrivo
del 15 e 18 agosto, anniversari della sua morte, e festa dell'Assunzione della
SS.ma Madre.
Nel mese di luglio, attendevo mio figlio con la moglie,
che arrivavano da Saarbrücken per trascorrere le ferie. Verso il 20 di luglio mi arrivò da
Firenze un certo Antonio Nerbi, il quale mi chiedeva di allearsi con me, e stabilirsi con
Leone al Monte Labro. Qui a Roma era arrivato anche Leone da pochi giorni. Così
parlando, questo Antonio, ci fece vedere il suo potere spirituale, contenuto in tre simboli.
Aveva un quadro dipinto, con disegnate in rilievo un grosso rospo e altri simboli, e
anche un piccolo “diamante nero” con tre sue fotografie sovrastampate in grovigli e
segni neri, da non distinguersi bene il suo volto. Non era solo: con lui aveva una
ragazzina tedesca. A mezzanotte se ne sono andati lasciandomi i loro simboli con
l'impegno di allearsi a noi.
Durante la notte Leone si è sentito molto inquieto, e disse che non aveva dormito a
causa di questo Antonio. I simboli li tenevo io qui a Roma. Quando poi verso la fine di
luglio Antonio andò al Monte Labro, Leone gli disse che i suoi simboli li tenevo io a
Roma. E poiché Antonio aveva bisogno di denaro, Leone gli prestò 20.000 lire. Così se
ne tornò a Firenze. Questo racconto sembra banale, ma ha il suo fine, molto interessante
per i tre simboli, di cui vi spiegherò in seguito.
Il 5 agosto mio figlio con la moglie, ritornò in Germania, ove lavora al Consolato.
Così ho potuto organizzarmi per la mia partenza al Monte Labro. Con me avrei portato:
Grazia e Giacomo e anche Wanda. La sera del 9 agosto è arrivato Leone a prenderci con
la macchina, per portarci lassù. Ed il mercoledì 12 mattina siamo partiti tutti e cinque per
la casa di Monte Labro. Con me avevo portato anche i simboli di Antonio Nerbi, per
metterli, affidati alla statua di David, nel nostro salone. Nella serata abbiamo ricevuto
(dopo le nostre preghiere) dei "comunicati" degli "extraterrestri" da Adoniesis, poi dal
mio Centro Solare Cristico, dove ci comunicavano che loro ci avrebbero sempre assistiti.
Nella serata del giorno 14, Leone, Giacomo, Enzo (venuto da Grosseto) sono saliti
alla Torre Davidica per mettere un grosso cero davanti al nostro Altare, affinché avesse
illuminato l'Altare per tutta quella notte, quale segno della nostra presenza spirituale
lassù, mentre la nostra funzione l'abbiamo celebrata alla mezzanotte nell'Altare del
salone, col nostro camino acceso. Al mattino del 15 agosto, alle ore 11, siamo giunti
sulla vetta, pensando che i davidiani della notte se ne fossero già andati. Invece erano
ancora lassù che aspettavano di vedere se noi si saliva a celebrare il nostro rito. Con loro
vi erano altri fedeli con delle tende per la notte di veglia, e trovammo anche i carabinieri
perché sapevano che noi si andava lassù di giorno.
Noi sei, ci siamo diretti serenamente nella nostra chiesetta, coi nostri paramenti, poi
ci siamo vestiti da sacerdoti. C'era il Sole e tirava vento. Io indossavo oltre che l'abito da
sacerdotessa, anche il mantello bianco della autorità Materna, perché sentivo in me che
quel giorno doveva realizzarsi qualche cosa di positivo, dato che era la prima volta che si
celebrava la "funzione" di giorno e di sabato, sopra al nostro Monte. Quando ero vestita
e pronta per celebrare la funzione, che volevo essere io a celebrare, pensai di uscire  fuori
dalla Chiesetta, affinché i nostri nemici ci vedessero, ma Leone mi disse di non farlo per
non provocarli nella loro avversione. Però durante la nostra "funzione" era entrata altra
gente, arrivata fin dal mattino. Finita la cerimonia con la benedizione, io dissi con mia
sorpresa, che era l'ultima volta che io celebravo sopra questo monte, e che al mio posto
sarebbe venuto un altro personaggio. Poi siamo usciti tutti all'aperto per farci delle foto
ricordo, sotto il Sole.
Alle ore 13 siamo scesi con la compagnia dei nostri fedeli, ma
i davidiani della Zancona se ne erano già andati prima.
A casa, dopo aver pranzato allegramente, abbiamo deciso che all'indomani
(domenica 16) si sarebbe andati tutti alla vetta del Monte Amiata, a salutare la
Madonnina ed anche a visitare quel luogo di turismo, tanto frequentato in quel giorno.
Mentre si discuteva è arrivato da Cecina Aldo Martignoni, con un suo amico, per
informarsi se la festa era riuscita bene, perché lui è molto interessato per lo sviluppo di
questa grande Opera Giuris-davidica. Alla sera sono ripartiti, anche Enzo Quartana per
Grosseto, così siamo rimasti noi cinque. La serata era bella, con tante stelle e la luna
piena, e guardando in ciclo abbiamo veduto tre "dischi volanti" che si spostavano a
velocità relativa, ed abbiamo percepito i loro saluti e richiami.
Al mattino ci siamo alzati con il programma di salire alla vetta del monte Amiata, e
di pranzare lassù all'aperto. La giornata era splendida con un bel sole. Dalla finestra della
nostra cucina, mostrai agli amici la bianca statua della Madonnina, che si vedeva
benissimo, perché fu collocata che guarda proprio il nostro Monte Labro. Alle ore 10,30
siamo partiti col nostro pranzo. La più allegra era Wanda, che pareva euforica, ma Leone
era di umore poco gioioso, e verso di me era scontroso, anche perché non gli era piaciuto
sentire, all'Altare della Torre, che io non ci sarei tornata più a dire la mia "funzione" per
quella ricorrenza.
Io ero serena, perché ero, e sono cosciente della mia responsabilità spirituale sul
piano terrestre. Arrivati quasi alla vetta, fummo fermati dalla polizia a causa del troppo
traffico per la festa del ferragosto. Così ci siamo dovuti fermare al lato della strada e
abbiamo proseguito la salita a piedi (un chilometro e più). Wanda aveva il suo
bastoncino, mentre io ne ho trovato uno lungo la strada. Leone, Grazia e
Giacomo Tamberlani ci seguivano armoniosamente in mezzo a tanta folla di pellegrini.
Arrivati alla grande Croce di ferro, ci siamo fermati per guardare i venditori ambulanti, e
ci siamo proposti che al ritorno, ci si comperava cartoline e ricordi.
Arrivati ai piedi della statua abbiamo cercato il posto per sederci e riposare, ed a
meditare, sul perché fu innalzata lassù in un monte tanto alto, la figura della Grande
Madre dedicata ai Boy-scaut, cioè a ragazzi giovani e moderni, che amano arrampicarsi
sempre più in alto. Leone andò a sedersi sopra un vecchio faggio. Io, Wanda, Grazia e
Giacomo ci siamo seduti sul piano di una grossa roccia, sempre ai piedi della grande
statua, mentre della gente si arrampicava fino a toccarla.
Ad un certo punto della mia meditazione (sul grande lavoro in ferro, colorato di
verde, che circondava la statua ed il piedistallo con colonna di marmo) ecco che vedo in
visione un enorme serpente colore argento, uscire da un crepaccio della roccia, e venirmi
vicino con la sua grossa testa, del diametro di 15 centimetri. Io prendo in mano il mio
bastone e gli mollo tre colpi sulla testa, per impedirgli di avvicinarsi di più. Lo dissi ai
miei amici, ma loro non vedevano niente, mentre Leone mi disse che lui invece vedeva
in visione un albero che mandava raggi di argento.
Io dissi che il serpente era del colore argento, bellissimo, e a questo punto
mi svanisce la visione, (del serpente). Guardo ancora la statua della Madonna e vedo
(sempre in visione) che dal cielo scendevano, come fossero veli, tre bellissimi colori
vivi: il primo si appoggiò intorno alla statua ad arco, ed era della larghezza di un metro,
e del colore celeste. Intorno a questo, sempre dello stesso spessore, un secondo di color:
giallo vivo; e sopra e intorno ai due colori, un terzo del color: rosa. Tutti e tre, messi ad
aureola da sopra, fino ai Suoi piedi. Lo dissi ai miei amici, ma loro non vedevano questa
manifestazione.
Io dissi: - "Sono i tre colori dell'armonia divina". Ero stupita e mi chiedevo il
significato di questa manifestazione, sopra la statua della bianca Madre. Poi mi
chiedevo: "Come mai il serpente l'avevo veduto di colore argento? e anche Leone ha
veduto la pianta del colore argento?" "Il faggio, rappresenterà la pianta del serpente nel
superamento del minerale mercurio? Ma i tre colori, addossati alla statua della
Madre SS.ma, dovrebbero significare che l'umanità ora entrerà in questi tre colori della
"scienza" dell'armonia divina e, nell'alleanza col nuovo serpente"? Ecco perché la
Grande Madre è anche raffigurata col serpente sotto i Suoi piedi! Il serpente è il simbolo
del mercurio, ed anche dell'albero della nuova generazione, cosicché, con la cerimonia di
ieri alle ore 12, all'Altare dell'Alleanza con l'Eterno Iddio, si sarebbe determinata questa
conquista di superamento sul serpente "mercurio" e si passerebbe al lavoro dell'Armonia
divina e umana? (Più avanti vi verrà spiegato da altre manifestazioni). Ero curiosa di
capire come e perché ero io sola a vedere queste manifestazioni, mentre i miei
amici no. Però dalle mie espressioni capivano ciò che io dicevo loro di vedere, ma essi
non vedendo potevano anche non crederci.
A un certo punto io dissi: "Ho freddo, vogliamo andarcene? Ormai siamo già alle
ore 13". E così, ci siamo alzati, e presa la via del ritorno. Ci siamo fermati a procurarci
cartoline e ricordi e un liquore di erbe digestive, perché volevo digerire il ricordo della
vista di quel gigante serpente, che avevo bastonato per tre volte, quale segno dell'Opera
Trinitaria.
Ritornati alla macchina, ci siamo poi dati da fare per trovare il posto su un ripiano
del bosco, per mangiare allegramente. Finito il pasto, Giacomo si era adagiato, per
digerire, sul cuscino dell'auto, mentre io mi sono sentita l'istinto di adagiarmi col dorso a
terra, e mettere i miei piedi contro un grosso albero di faggio, che mi stava vicino; e da
sopra era illuminato dal Sole. Ero in questa posizione quando mi passò accanto Leone, e
gli dissi: "Perché non ti metti anche tu qui accanto a me?" Ma lui ha preferito andare con
Wanda e Grazia in cerca di fragole e legna per la stufa. Però a un certo punto ho
cominciato a sentirmi freddo, e mi sono alzata in piedi, ma, appena in piedi, mi ritrovai
sbattuta a terra, sempre di schiena. Chiamai Giacomo, che accorse ad aiutarmi per
rialzarmi. Non mi ero fatta male. E con lui abbiamo piegate tovaglie e coperte e
sistemate le sporte. Siamo poi risaliti sulla strada. Io volli salire in macchina perché
avevo freddo, mentre Giacomo cercava di vedere dove erano andati i tre, che giunsero
allegramente poco dopo. Io dissi loro che avevo freddo, e non mi sentivo bene e che
questa giornata aveva per me un grande significato, perché avevo avuto una dura prova,
con il freddo che mi sentivo addosso, ed in più un senso di angoscia. Si partì, e Leone
volle portare gli amici a visitare anche Santafiora, con le sue sorgenti, ma io rimasi
seduta in macchina, perché non volevo guastare la loro allegria.
Arrivati a casa, dopo una così splendida gita sotto il Sole, ci siamo organizzati per
la cena, e per commentare le nostre impressioni. E mentre si stava a tavola, io
cominciavo a riprendere calore e a ritornare serena nel pensiero (con loro) di farci la
nostra partita a carte. Ecco che io con mia sorpresa, mi rivedo spiritualmente la testa del
serpente (color argento) sul petto! Lo vedo collocato davanti allo scrigno che io tengo
dentro al petto fin dall'inizio della mia Missione. Questo scrigno trasparente, contiene
cinque minerali: mercurio, cobalto, uranio, plutonio, e crisomio. Minerali la cui
"essenza" è da svilupparsi nei cervelli umani.
Questa visione del serpente mi ha impressionata, e gli ordino di svanire ai miei
occhi. Capii allora che tutto il mio malessere era derivato dai miei piedi, appoggiati al
grosso faggio, dovuto al volere di questo rettile, e che ora non mi era più nemico, se io lo
tenevo simbolicamente sul mio petto. Poi con l'allegria del gioco delle carte lo
dimenticai, ma quando mi coricai pregai I.D.D.I.O. di non farmelo né sentire né vedere.
Il giorno successivo, 17, abbiamo discusso come organizzarci per fare la "funzione"
in onore di David per il giorno 18, anniversario della Sua morte: se si doveva celebrare
su alla Torre, oppure in casa nell'Altare del salone. Leone con gli amici decisero di
andare alla Torre. Io dissi: "Sono stanca, la salita mi rimane faticosa. Penso io per il
pranzo, mentre voi andate".
Al ritorno mi dissero che avevano progettato per il giorno 20 di andare a veder
Siena, Io dissi che ci sarei andata per incontrare Ignazio Castellana, un nostro amico
spirituale, ma Leone mi disse che era assente per ferie, e che non era necessaria la mia
presenza. Così rinunziai al viaggio con loro, e mi dedicai a scrivere gli appunti di quanto
vedevo durante le notti: in ispirito, e quello che mi comunicavano durante il giorno sul
cervello, come una telefonata senza fili. Ma, le voci le percepivo di più, mentre stavo o
coricata, o sulla sdraio. Mi dissero che avevo vinto il serpente del mercurio, e che
ora sarà per sempre mio alleato.
Mi dicevano che scoccherà il "trionfo cristico" per confermare la mia Missione
sulla Terra. Tutte parole di conforto. Però io ero poco serena, perché vedevo Leone
inquieto e nervoso. Quando poi stavano partendo per Siena, raccomandai a Grazia e
Wanda di recarsi al duomo, dove dietro all'Altare maggiore, vi era un piedistallo di
marmo, con sopra un libro aperto, e che, su quel libro, avessero tracciato il segno Giuris-
davidico   racchiuso in tre cerchi, quale simbolo della Trinità Materna, vittoriosa nei
tre colori dell'armonia divina, e anche sul serpente.
Al loro ritorno mi confermarono di averlo fatto. Soprattutto Leone. Però quando
erano dentro casa, a Leone gli è preso un forte mal di testa, e mi chiese chi era venuto di
negativo a farmi visita, perché lui accusava un forte dolore, come se avesse ricevuto un
corto circuito. Andò a, letto senza cenare e gli abbiamo messo una cuffia di lana calda, e
in più: i fluidi delle nostre mani, e pregato per liberarlo. Quel giorno erano venuti a
trovarmi due coppie di sposi col loro figlio e figlia, che avevano voluto la mia
benedizione. E li sentivo nella loro forza angelica, perciò il mal di testa di Leone doveva
avere un'altra origine. E per fortuna durante la notte gli era passato.
Al mattino sono partiti tutti e quattro per il paese, a fare delle provviste. Al ritorno
ci siamo (noi donne) organizzate per il pranzo e quando abbiamo chiamato Giacomo e
Leone perché era pronto, Leone ebbe uno scatto nervoso e, disse, che si sentiva la forza
di rovesciare la tavola. Io lo guardai preoccupata, ma Wanda si è spaventata al punto di
scappare in camera sua, piangendo e adducendo che gli ricordava altri fatti, e disse anche
che voleva ritornare a Roma. Io e Grazia l'abbiamo seguita cercando di calmarla e di
farla riflettere, dicendole che infine non era successo nulla, e che poteva andare con la
corriera di lunedì 24, che l'avrebbe portata direttamente a Roma. E così si è calmata. Ma
Leone ne è rimasto impressionato, anche perché non sapeva spiegare il fatto. A meno
che, non fosse stato preso da una forza negativa (come ho scoperto in seguito).
Il lunedì mattina Wanda fu accompagnata alla corriera che partiva per Roma. La
partenza di Wanda ha creato un'atmosfera diversa, tanto che Giacomo decise di
dipingere la Madonna SS.ma, con i tre colori dell'armonia divina e con sul petto il
simbolo Giuris-davidico, per ricollegarsi all'avvenimento del 16 agosto. Anche Leone si
mise al lavoro verniciando una grondaia arrugginita, Grazia sferruzzava con la lana e si
prendeva il sole, mentre io, a tempo libero, mi annotavo i comunicati, e le mie visioni. In
più non mancarono mai le visite di amici e aderenti alla nostra opera di risveglio Giuris-
davidico, per avere i nostri libri con le notizie dello sviluppo spirituale.
Il martedì mattina 25, verso le ore 10,30 mentre uscivo dalla cucina, mi prese un
senso di vortice, e sentivo delle energie che mi assorbivano per tutto il corpo,
assieme a una grande pesantezza fisica. L'istinto mi portò al mio lettino, anche perché
poi, mi prese pure freddo. Allora chiamai Grazia, che venne, e poi dissi a Giacomo di
chiamare anche Leone, perché avevo bisogno delle loro energie vitali per il mio corpo. A
coprirmi per il freddo mi ero preso una soffice coperta imbottita, e tenendomi le mie
mani sul petto, (dove tengo spiritualmente il cofanetto dei minerali) invocai il
Centro Cristico, affinché mi spiegassero quel fenomeno così nuovo. Grazia lei pure mi
aveva messo le sue mani sopra le mie. E arrivati Leone e Giacomo, dissi loro di
prendermi un piede per ciascuno, e di cercare di riscaldarlo. Dal Centro
Solare Cristico mi comunicarono di mettermi in contatto anche con il Centro Cosmico
Universale, perché dovevo penetrare, con la mia anima e spoglia eterica, dentro le
viscere della Terra. La stessa risposta la ebbi anche da questo secondo "Centro". Grazia e
Giacomo e Leone erano sbigottiti nel sentirmi parlare con queste "potenze" come delle
telefonate, e io ripetevo a loro quanto mi dicevano, affinché lo ricordassero, perché fu un
fattore così improvviso da non avere pensato di prendere il registratore.
Dal Centro Cosmico, mi dissero, che dovevo incidere dentro la Terra la mia anima
eterica, di tutti i colori dell'arcobaleno, e della dimensione di almeno settecento metri. Io
ero distesa orizzontale, e vidi un grosso cavo, di circa tre cm. di diametro, color
arancione. Questo cavo era la energia che mi veniva mandata dal Centro Cosmico, (ed io
la dovevo respirare forte, a pieni polmoni). Attraverso un altro cavo, che mi partiva da
sopra ai reni, questa energia io la dovevo spingere dentro la Terra, dove vedevo
profilarsi la mia Grande Figura Animica Spirituale, quasi trasparente. Vedevo anche il
mio procedere, per entrare dentro la Terra. Fu un lavoro che è durato più di un'ora, e le
mie respirazioni erano lunghe e pesanti. Vedevo, come in una proiezione
cinematografica, la mia effige che spandeva anche i colori: oro e argento, ma ero in
ansia, perché facevo fatica a sviluppare le mani ed i piedi di quella Figura. Lo dicevo ai
miei amici, perché dessero forza fluidica al mio corpo fisico, affinché io potessi lanciare
questo mio fluido, con la massima energia, dentro alla Terra, in profondità. E vedevo
anche dei personaggi, che si prodigavano a organizzare la posizione orizzontale della
Figura. La testa la vedevo a levante, mentre i piedi erano a ponente, e con le braccia
aperte. Io, immersa in questo faticoso e impegnativo lavoro, non avevo modo e maniera
di chiedermi per quale motivo mi avevano ordinato questo compito. Lo compresi dopo,
quando chiesi al Centro Motor dell'Infinito per quale motivo io incidevo dentro la Terra
la mia spoglia spirituale, e mi fu risposto: "che io dovevo prendere possesso della Terra,
donandole la mia anima, come Corpo Mistico Cristico nella Sua nuova Scienza
Creativa".
Io allora risposi: "Ma quest'anima non la vedo ancora realizzata perfetta!" E qui mi
risposero dei personaggi celesti che lavoravano intorno a questa Figura dentro alla Terra.
Essi mi dissero di non preoccuparmi, perché loro avrebbero perfezionato tutte le membra
nei loro colori armoniosi, in corrispondenza a tutte le Scienze, che io avevo scritto e
stampato. E mi dicevo: "Sono qui sul mio lettino, sono congiunta al Centro Cosmico, e
al Centro Solare Cristico, ma contemporaneamente sono nelle viscere della Terra, e sono
tutte energie vitali che devono svilupparsi su tutte le creature, con l'anima
angelica, affrancate al Regno della Resurrezione umana.
Ero io stessa sorpresa di tanta potenza di lavoro energetico. Leone, Giacomo e
Grazia ascoltavano loro pure, sorpresi di quanto mi accadeva. Chiesi al Centro Cosmico
di spiegarmi perché avevo veduto l'asse terrestre in due punti logorato. E mi risposero
che il "gigante nero" cioè il dominatore del "diamante nero" aveva cercato di logorare
l'asse terrestre, ma che loro (le Entità della "Meccanica Celeste") lo avrebbero rafforzato.
E qui mi ricordai i simboli di Antonio Nerbi, che io avevo appeso vicino a David, dentro
a un sacchetto di plastica, perché David li dominasse; e compresi allora che avendoli
ancora in mio possesso, (oltre al serpente mercurio) avevo vinto anche questa demoniaca
potenza che ancora cercava di impedire questa "Resurrezione".
Ringraziai le "potenze celesti" della loro opera, e dissi: "Sono tanto stanca, ho il
cuore che non mi regge più! Vorrei riposarmi, anche se il lavoro non
è risultato perfetto". Essi mi risposero che sono stata fin troppo energica, che avevo
superato ogni loro prospettiva. Che rimanessi tranquilla. Però dal Centro
Solare Cristico mi dissero che domenica 30 agosto alle ore 12, dopo la funzione, mi
mettessi in contatto di pensiero, perché mi avrebbero comunicato i risultati della presa di
posizione terrestre. Promisi di essere puntuale all'appuntamento, in unione ai miei tre
amici. Dopo di che, chiesi a Leone di darmi un bicchierino di grappa, per prendere
vigore e forza. Chiesi poi di chiudermi le porte della stanza, perché con il
buio avrei riposai meglio.
Ma non ho potuto prendere sonno, perché per più di un'ora, ho avuto continuamente
splendide visioni spirituali, dove ho potuto capire la ragione di questo "nuovo innesto
terrestre", che sarebbe stato la famosa “PARUSIA” della Terra, annunziata per la fine
dei tempi. Ad un certo punto, mi apparve per tre minuti un piccolo volto perfetto, di
una fanciulla bionda, con gli occhi celesti, le labbra piccole; ed era bianca. Mi guardava
con intensità, tanto che io le chiesi: “Chi sei? Come sei bella! Sembri la figlia della
Luce!” Questo volto, non sono ancora riuscita a dimenticarlo. Era questo, il volto della
Nuova Terra?
Alle ore 13 mi sono alzata, e aperta la porta della terrazza mi guardai il Sole, per
convincermi che ero normale, e che tutto era finito bene. Cioè, senza squilibrio fisico,
con la prospettiva di sentirmi i risultati, scaduti i cinque giorni, cioè la domenica 30
agosto. Mi sono rallegrata, raggiunsi Grazia, che già aveva preparato il pranzo per tutti, e
mi accolsero con gioia e perplessità, per quello che era accaduto, senza una preparazione
né preavviso.
Dopo pranzo mi sono adagiata in una sdraio al Sole, per riscaldarmi, e meditare sul
fatto del mattino, in proseguimento agli altri fatti che ho qui registrato. Ricordai non solo
il "potere" malefico del "diamante nero", che si era trasformato nel potente
Demonio luciferico, ma ancora al "potere" del "rospo", che e il simbolo della cosiddetta
"zizzania": politicante, ambiziosa, arrogante, che deve essere eliminata dal piano Terra, e
mi promisi di distruggere i tre simboli malefici. Ma poi mi dissi: "Se sono ormai vinti, a
che serve che li distrugga?" Li terrò in mio potere fino alla nuova rinascita.
A quell'Antonio non glieli restituirò più". Pensai al serpente, (simbolo del mercurio) e mi
ricordai che questi due poteri li tengo già qui a Roma, in casa mia, da almeno
venticinque anni. Il serpente ce l'ho in un vaso sotto formalina, e il mercurio in una
bottiglia di mezzo litro, riposti nell'archivio.
Però, se lo spirito del Demonio luciferico era già stato sradicato dal polo terrestre,
ed io ne avevo preso il suo posto, ora questo spirito dovrebbe aver cessato di esistere,
come potenza dominante. Perciò la distruzione della Terra, con una guerra atomica, non
dovrebbe più aver luogo! David Lazzaretti disse e scrisse: di aver vinto il "diluvio del
fuoco", ma che resterebbe "quello del sangue".
La notte che seguì ho dormito saporitamente, anche se ho spiritualmente discusso e
operato con le Entità "dell'Orsa Minore" per regolare anche il regno degli animali,
poiché questo regno era, ed è ingolfato con i corpi umani. Con il cambio dello "spirito
terrestre" doveva trovar pace anche il regno animale. Al mattino, quando ci siamo alzati,
Grazia mi disse di aver sognato, che il Papa Wojtyla si era spogliato, ed era vestito da
borghese, con vestito chiaro. Mentre Giacomo mi disse di avermi sognata, che tenevo
per il collo un gallo nero, spennacchiato e morto. Pensai che significava un segno di
vittoria sul Vaticano, perché il gallo è il simbolo di San Pietro, nel suo potere negativo,
di supremazia spirituale. Mentre Leone era taciturno, nervoso e inquieto; e si teneva
isolato nel suo studio al piano di sotto. Io, per tutto quel giorno, avevo intorno lo spirito
di Wanda, che era irrequieto, perché avrebbe voluto partecipare al lavoro della
cosiddetta "PARUSIA" terrestre, ed io rispondevo sempre che la colpa era sua, perché se
ne era ritornata a Roma. (Wanda mi rappresentava la Chiesa del Vaticano).
Quel giorno verso sera, mentre io e Grazia si stava nella terrazza a contemplare il
tramonto del Sole, con una serata limpida, e un panorama stupendo, vedemmo verso
l'Argentario sollevarsi un fuoco che aumentava. Vedevamo il mare di Grosseto e
di Civitavecchia. E verso sera questo fuoco aumentava sempre di più. E non solo questo,
ma altri fuochi in altre due zone, tanto che ci eravamo impressionati, perché non
riuscivano a spegnerli.
La nostra casa su al Monte Labro, essendo a mille metri, gode di una veduta molto
estesa tutto intorno, cosicché vedevamo questi fuochi fino a notte inoltrata, mentre sul
cielo pieno di stelle, vedevamo "i dischi volanti" che ci passavano sopra e intorno. Io
chiesi col pensiero ad uno di questi, il significato di questi incendi: se sono un segno del
lavoro della "PARUSIA". Mi sono sentita rispondere sul cervello, che quanto accadeva
era un segno di giubilo della Madre Terra, che fossimo sereni, perché tutto procedeva
secondo i disegni di D.I.O. - Però noi eravamo in pena, nel vedere la grande striscia di
fuoco del Monte Argentario, in fiamme tutta la notte, e per tre giorni nella sua splendida
vegetazione boschiva, mentre gli altri fuochi li avevano spenti.
Capire il linguaggio spirituale nelle sue manifestazioni terrestri, non è compito
facile. Ma quel segno del fuoco mi diede da pensare, poiché l'opera Giuris-davidica fa
parte dell'Era della "potenza del fuoco": il simbolo dell'Amore Creativo terrestre, che
ardeva sull'Argentario. L'argento significa la parola, ed anche il "Verbo Divino".
In quei giorni Leone era nervoso, ma io non ne capivo la ragione. Giacomo
pitturava il quadro della Madre Giuris-davidica e Grazia oltre a prendersi il sole,
lavorava la maglia sotto il nostro albero (acero montano) nel campo vicino casa, che io
vedevo con i suoi raggi d'oro e d'argento. Nei vari pomeriggi avevamo anche delle visite.
Il venerdì 28 agosto, pareva tutto sereno intorno a noi. Io mi dedicavo oltre ai miei
impegni domestici, a scrivere quanto mi comunicavano durante le notti in ispirito. E quel
pomeriggio del 28, dopo aver fatto le mie riflessioni sdraiata nella mia
poltrona volevo discuterle con Leone. Lo cercai di sotto nel suo studio, e lo trovai
nervoso e poco gentile. Ritornai su nella mia stanza, ma dopo circa un'ora
lo sento litigare forte. Mi domando: “Con chi litiga? Forse col pastore?” Poi silenzio. Ma
dopo un'altro poco lo sento di nuovo litigare. Mi decido di andare giù, e con mia
sorpresa lo vedo infuriato contro una signora con un figlio, che volevano dei libri. La
mia presenza ha fatto scappare la donna e il figlio, che si sono diretti alla loro
automobile tutti spaventati. Io vedendo Leone così infuriato, gli chiedo che gli avevano
fatto, ma lui mi rispose tutto agitato, che era stufo. E me lo ha ripetuto tre volte.
Io cerco di capire il perché era stufo e infuriato. Lo seguo nel salone dove si era
diretto. Però quello che lui è riuscito a dirmi per quasi un’ora non posso ripeterlo. Io, lo
richiamavo alla ragione dei suoi 27 anni di collaborazione armoniosa con me, dei suoi
benefici ricevuti, anche se aveva faticato con me. Gli dissi: "Ora siamo alla conclusione
delle nostre fatiche perciò ravvediti. Ma a lui mancò poco che perdesse ogni controllo.
Eravamo vicini alla statua di David, dove a un metro si trovavano attaccati al muro, i tre
simboli delle forze del Demonio luciferico di A. Nerbi. Allora guardai il volto di Leone,
che pareva contraffatto, e gli dissi: " Dal giorno della "PARUSIA" tu non hai avuto più
pace"; e mi scappa a dirgli: "Ma tu, sei lo spirito del Demonio luciferico?" Non ti
conosco per Leone, il mio alleato. Tra noi ora è tutto finito! Io mi difendo da sola! Allora
lui infuriato, mi rispose: "Me ne vado! Me ne vado!" e corse fuori casa. Lo sentii poi
andare in garage a prendersi la macchina, e partire per Arcidosso. Io ero sbigottita,
impaurita, impressionata. In 27 anni non avevo mai visto Leone comportarsi così, nei
miei confronti. Erano già le ore 18, ma non era buio. Con molta tristezza e
angoscia raggiunsi Grazia e Giacomo, chiesi loro se avevano sentito strillare al piano di
sotto. Ma loro mi risposero evasivamente. Raccontai alla meglio il fatto, e chiesi a loro
di unirsi a me, nelle mie preghiere all'Eterno I.D.D.I.O. perché avevo bisogno del Suo
intervento, per liberare Leone da una potenza negativa che lo voleva perdere, e non
sapevo dove era andato a finire, con tutto il suo furore.
Con le preghiere e la mia ansia, spiegai all'Eterno la situazione che si era venuta a
trovare tra me e Leone, e che mi venissero in aiuto. Dal Centro Cosmico, dopo avermi
ascoltata, mi dissero che nella notte mi avrebbero aiutata, e che a Leone gli avrebbero
ridato il suo spirito "giovanneo" e che avrebbero anche imprigionato, (sempre nella
notte) lo spirito che lo aveva posseduto. Che io fossi serena! Ma serena non riuscivo ad
esserlo. Ringraziammo tutti e tre l'Eterno I.D.D.I.O. e le Entità che sarebbero venute in
mio soccorso (perché pensavo anche al prossimo appuntamento della domenica 30
agosto).
La nostra cena quella sera fu silenziosa, e poi ci siamo ritirati nelle nostre stanze per
non incontrarlo. Erano già le 9,15 e lui non era tornato. Io nel mio letto pregavo, e
vedevo in visione che le entità spirituali organizzavano gli appostamenti giù al piano di
sotto, prima del salone. Vidi tre grosse bombe color paglierino, e delle reti su dei
sostegni a trampoli, in attesa di imprigionarlo. Alle 9,30 ho sentito arrivare la macchina,
poi lui salire in casa, e dirigersi nella sua stanza, senza cenare. Io ero in contatto di
pensiero con delle Centrali di comunicazione, che mi parlavano: perché ritrovassi la mia
calma, e per farmi convinta di tutto, mi hanno perfino irradiata la stanza di luce.
Forse verso mezzanotte presi sonno, ma verso le ore 3 mi risvegliai di soprassalto per
una forte esplosione. Ho pensato alle tre bombe, e chiesi alle mie Entità: "Ma lo avete
disintegrato?" Questo perché vidi la scena, ma vidi che con l'uomo nero, disintegrato, vi
era anche una donna che non era nera, ma fu disintegrata lei pure. Le entità mi dissero:
"Signora, ora sarà contenta, Leone è stato liberato! D'ora in poi, polverizzeremo anche
tutti i dragoncini disturbatori della pace terrestre". Li ringraziai con grande mio sollievo.
Io ho vissuto le ore di quella notte come un fatto naturale, e, dopo che tutto  fu ripulito e
sistemato, dissi tra me: "Ora posso riposarmi tranquilla e domani, incontrando Leone, gli
racconterò il fattaccio di questa notte". Naturalmente in quella notte non ho più dormito.
Al mattino, incontrando Leone lo trovai sorridente e sereno, come se nulla fosse
successo il giorno prima. Era il Leone Graziani dei tempi sereni. Naturalmente quando
ho raccontato a Grazia, Giacomo e Leone i fatti della notte, mi hanno guardata sbalorditi,
per la mia forza spirituale.
Durante il giorno chiesi al Centro Cristico, come mai Leone era stato posseduto
dalla forza demoniaca? Mi risposero che fu provato nella sua anima, prima di essere
confermato al posto del "cuore" nella mia spoglia, dentro la Terra. E cioè, quale capo
della nuova Scienza spirituale, nella parte mistica, religiosa, nel sentimento
dell’A.M.O.R.E. al Creatore, ed alla Creatrice Materna. Eravamo già al sabato 29 ed
eravamo in ansia per il domani 30.
Grazia andò a sdraiarsi al sole sotto l'albero (un vecchio acero montano, o
"testucchio"). Poi con Leone e Giacomo abbiamo deciso di raggiungerla e di pregare
sotto il nostro alberello, e di consacrarlo all'Ordine Francescano. Abbiamo portato con
noi tre pere (simbolo dell'Ordine Giuris-davidico) in un piatto, e una bottiglia di acqua
(simbolo della "forza cristica"). Io avevo raccolto un mazzolino di fiori del nostro
campo, per la cerimonia, che eseguimmo. Finita la cerimonia abbiamo abbracciato e
baciato l'albero nella sua nuova incisione, perché l'Opera Giuris-davidica, è di Ordine
Francescano. Erano le ore 12, col Sole che ci illuminava, e siamo rientrati in casa sereni
e soddisfatti.
L'indomani mattina Leone e Giacomo si erano recati in paese, ed alle ore 11,45
erano già di ritorno. Io e Grazia avevamo preparato l'Altare e le nostre divise sacerdotali.
Alle ore 12 in punto, ci siamo seduti davanti all'Altare, in attesa del contatto spirituale,
che credevamo di poca durata, mentre invece fu di un'ora e più. E anche questa volta non
abbiamo preso il registratore, che sarebbe stato molto utile e interessante. Ci eravamo
seduti in cerchio, ed io dissi al Centro Cosmico, mandando con intensità il mio pensiero:
"Siamo qui uniti per ascoltarvi, e per sentire com'é il risultato del Corpo Spirituale
Materno, innestato dentro alla Terra". Attesi pochi secondi e mi venne la risposta. (Qui
io debbo aggiungere, che la mia intensità di pensiero arriva ovunque, ed alla velocità
supersonica, come una telefonata senza fili). La voce del Centro mi rispose di
allacciarmi al Corpo Fluidico dentro alla Terra. Cioè: a quell'Anima fluidica, dai tanti
colori dell'arcobaleno. (dopo un giorno di pioggia quando l'aria è limpida). Io ho
obbedito, poi mi fu detto di fare contatto anche con il Centro Solare Cristico. Io obbedii
ancora, e qui mi sono alzata in piedi. Mi guardai attorno, e vidi in visione lo spirito
che guida Leone, e ne rimasi sorpresa, perché lo spirito mi pareva alto come lui, m. 1,87
e di molti colori vivi, con una uniforme tipo militare, e maestosa, (questo non lo
raccontai) e lo spirito mi disse ancora: "Ora anch'io voglio comandare!"
Capii che si sentiva fiero di essere riuscito vittorioso, ma, dopo aver superato la
prova demoniaca, che se non ci fossi stata io ed i miei aiutanti (così mi dissero loro), si
sarebbe perduto. Questo non lo dissi a Leone per non creare confusione, ma io volevo
soprattutto sapere da loro, se tutto procedeva bene, dopo la fase del giorno prima. Poco
dopo, regolati i contatti: Centro Cosmico, Centro Solare Cristico, Piano Terra, e Centro
Terra, cominciai a vedere spiritualmente il Grande Corpo Eterico Astrale, dalla testa ai
piedi: Cioè io Elvira mi autovedevo, come strumento della Regina dell'Universo, con
tutte le prerogative del Comando Terrestre. Il contatto del Centro Cosmico dell'Eterno,
lo sentivo sulla mia persona, mentre stavo in piedi accanto all'Altare. Ed anche Leone si
era alzato in piedi davanti a me, mentre Grazia e Giacomo erano rimasti seduti.
Il Centro dell'Universo è regolato da due "robot" statici e autoregolatori elettronici
ed elettromagnetici. Uno femminile (la Scienza) e uno maschile (la Legge). La
cerimonia di questo secondo fattore incisivo è durata più di un'ora. Però io, come vedevo
i movimenti spirituali, (come in una proiezione cinematografica) li raccontavo ai miei tre
assistenti, perché ricordassero. Vedendo la mia figura sul Centro Cosmico, vidi che io
avevo nel mezzo della fronte, un terzo "occhio", che significa: la guida dell'intelligenza
cerebrale. E poi vidi che questo "terzo occhio" lo innestavano nella Grande Figura
Fluidica del Centro Terra, (quale anima della "Grande Madre Scienza") ed ho visto dei
"meccanici celesti" che lo sistemavano. Poi ho visto che sistemavano anche un grande
"cuore" sul petto di quella Figura! Ma, mentre spiegavo quanto vedevo, Leone si è
sentito di inginocchiarsi davanti a me, e baciarmi i piedi. Poi, si è sdraiato sul pavimento,
con le braccia aperte a croce. Dopo di che, io dissi a Leone: "Non è così la tua nuova
posizione spirituale, e cioè, non guardando dentro la Terra. Ma bensì guardando il Cielo,
da dove ti proviene l'Onda Cristica".
Lui allora, si è girato con il volto verso l'alto. Gli dissi che lui avendo
seguito me per tanti anni, si era conquistato il posto del "cuore" per guidare l'umanità
verso l'Armonia Divina Universale. Il cuore figura l'A.M.O.R.E. cioè: L'Armonioso
Movimento Ordinato Regolato Eterno. E rappresenta il "culto sacro" alle Potenze
Creatrici. Perciò io dissi: "Tu sarai il mio Giovanni, dell'Onda Giovannitica". E qui gli
dissi di alzarsi e di ascoltarmi.
Io parlavo sempre nella "Potenza" della Grande Madre, con il Suo dominio sulla
Terra. Guardai Grazia e Giacomo e dissi loro: "Voi due che partecipate a questo grande
avvenimento, non siete venuti a caso, qui al mio fianco. Voi, mi rappresentate l'umanità
che deve risvegliarsi, e che si trova ingolfata con i "regni inferiori". Tu Grazia sei stata al
tempo di San Francesco di Assisi, la "Gelsomina dei sette Soli" e San Francesco ti era
amico. Però io non dissi loro, che essi rappresentavano l'Orsa o Carro Minore, gli Angeli
che controllano il regno animale, perché non lo avrebbero apprezzato. Dissi solo a
Giacomo: "Tu sei il Capo dell'Orsa Minore, perciò venerdì scorso io ti avrei chiuso con
la chiave (sul tuo petto) il cavo terrestre, in attesa della nuova amministrazione
spirituale". (Cioè per determinare i confini dei tre "regni" terrestri: umano, animale,
vegetale). Questo non lo dissi, anche perché non erano stati spiritualmente avvertiti. Lui
sa, e anche sua moglie, di essere "medium" al servizio del Centro Cristico, e con
l'innesto della "PARUSIA", si sarebbe regolato non solo il regno umano, tanto da
innestarlo nel Diritto Divino Armonico, ma anche gli altri due "regni" avrebbero trovato
il loro equilibrio creativo spirituale. E cioè: non più confusione dei tre "regni", ma
ognuno al suo posto.
Poi presi a spiegare quanto avevo già rivelato nel mio 9° Libretto, sulla Divina
Commedia di Dante, nelle sue testimonianze spirituali. Dissi che in Gesù operava il Dio
Giove, sotto l'Onda Cristica, per salvare l'Opera della Creazione Umana. Che lo stesso
Dante Alighieri era invece il Dio Marte, che dopo essersi forgiato nella "forza" e nella
"potenza" dei vari cicli, delle "energie dei minerali" e guidato dalla Madre Scienza (in
Beatrice), si è cimentato poi: in, e con, David Lazzaretti, il Duce della Terra,che
attraverso l'onda Cristica è riuscito a colpire il Dio Mercurio, poiché questo Dio
Mercurio si era lasciato sedurre dal suo nefasto simbolo, (il serpente strisciante sulla
terra). E che poi questo serpente, divenne nero perché è riuscito anche a far cadere il Dio
Mercurio, in balia del petrolio e della nera "pece". Perciò ambedue hanno assunto questo
potere, pietrificato nel simbolo del "diamante nero". Cioè il "potere autonomo" dal
nome A.N.N.A. che significa: Autonomia Naturale, Natura Autonoma.
 
 
 
 
 
Elvira Giro nell’anno 1949 a Roma quando ebbe la sua ardua “Missione”.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Elvira Giro e Leone Graziani nella loro divisa di capi della Chiesa Universale Giuris-Davidica, nell’anno 1981.
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
Elvira Giro al Monte Labro, nell’agosto 1981.
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
Filippo Imperiuzzi (1845 – 1921) primo Sacerdote Eremita Giuris-davidico
 
 
 
 
Quanti martiri, quante creature splendide sacrificate, per poter raggiungere questa
finalità, ormai affrancata sulla Terra! Cioè la "vittoria" sul "diamante nero", il simbolo
della ribellione all'Armonia Divina. Ed aver riportato il Dio Mercurio (il Dio dei ladri)
sul suo pianeta, prigioniero e condannato a rimanere cieco, mentre possedeva l'argento
vivo, il simbolo del Verbo Divino, ossia il Diritto Armonico (il D.A.I.).
La Legge di Giustizia Divina non poteva che renderlo cieco, (come io l'ho veduto in
visione, finita la Grande Opera della PARUSIA). Durante la mia manifestazione dissi a
Leone: "Io oggi ti ho collocato sul cuore della Figura, come sigillo della tua costante
opera al mio fianco, da ben 27 anni. Perciò tu sei non solo il mio Giovanni Evangelista,
che mi fu promesso da Gesù, mentre moriva sulla croce, ma sei la mia roccaforte per
tutto il millennio, e fino alla consumazione dei secoli. (il trionfo del Dio Giove).
Gli dissi di tenersi forte col pensiero: al ''Corpo Mistico Cristico", collocato sopra e
dentro la Terra dal Centro Solare Cristico, ed anche con me, che sono collegata al Centro
Motor dell'Infinito. Lui mi disse di avere veduto in visione quel Corpo, di tutti i colori,
dentro alla Terra, ma che stava in piedi e non orizzontale. Io gli risposi che l'Anima
Terrestre poteva prendersi tutte le posizioni che più le convenivano, perché quest'Anima,
essendo di tutte le energie fluidiche vitali, (Essa) emana i suoi "gas ignei" che sono
alimentati dal "fuoco" della combustione terrestre, al fine di dar vita soprattutto, al regno
umano, che è "cerebrale" e "sentimentale". Mentre i “regni” vegetale e animale, sono
"sensitivi" e "istintivi"; e fanno parte ad una loro amministrazione. Invece l'uomo e la
donna, creature angeliche affrancate, sono per il pensiero verso il Creatore dell'Universo
e per l'azione sociale del pianeta Terra; poiché la società umana deve determinarsi
armoniosa, in virtù della emanazione della Grande Anima Universale, affrancata al
Centro Motor dell'Infinito. Le esperienze subite per la caduta dalle Leggi Creative, sono
state troppo perniciose, perché si ripeta una seconda caduta.
A questo punto ho cominciato a sentire gli abitanti dei vari Centri dei pianeti della
volta celeste, (o dalle loro astronavi sparse sui cieli della Terra) ringraziarmi
copiosamente, per la mia manifestazione e per il grande lavoro svolto, per il cambio
dello "Spirito Terrestre". Per Grazia e Giacomo, due sposi sereni, senza figli, ogni tanto
avevo una parola armoniosa per loro, poiché sono degli spirituali convinti, e
comprensivi. E forse per questo il Cielo mi ha fatto sceglierli, per la loro testimonianza,
assieme a Leone. Dopo tanta manifestazione mi sono sentita stanca, ma si è deciso di
celebrare la "funzione" per ringraziare il Cristo Re e l'Eterno I.D.D.I.O. per tutto quello
che si è realizzato: dal 12 al 30 agosto 1981. Cioè in 18 giorni di dure lotte spirituali,
attraverso i corpi umani, per la testimonianza ai posteri di quanto e come si è
determinata la incisione della "Resurrezione Umana Terrestre".
Ora passo a raccontarvi che all'inizio di questa Missione sul piano Terra, in data 12
marzo 1948, ho ricevuto questa "comunicazione".
"In principio fu il Verbo. Poi il Verbo si è incarnato, poi fu creato il Mondo (Terra).
Il Mondo è creato da secoli infiniti, ma durante i secoli più volte fu devastato. Poi fu
cercato di risparmiare le devastazioni; si voleva arrivare al punto completo della
perfezione. E fu una prova meravigliosa la prova cerebrale. Il tempo che solo sulla Terra
è chiamato tempo, mi ha preparato i migliori frutti. La scelta ormai è fatta, e il tempo si
va stringendo sempre più. E tu segui il tuo istinto e non fallirai mai. A dir queste parole
non è cosa mia, ma chi ti guida e il grande Messia. Onestà, fede, lavoro e preghiere a
Dio. Non dimenticare che fosti scelta per il Nuovo Mondo; tanto grande e in forma
rotondo. Ora riposati! C'è già molto perché tu possa aver capito, che il tuo spirito guida è
l'Infinito", (vedi a pag. 69 del mio 2° Libretto).
Le entità spirituali non sono state create o inventate nuove, ma sono scese da molti
pianeti della volta celeste. I tre pianeti più attivi per la "Resurrezione" furono: Giove,
Marte, e Cinciriano (pianeta poco conosciuto) però molto attivo per le sorti della Terra.
Dovrei dire che questo ultimo pianeta fu l'incisore dell'Ordine Francescano; lo
capirete nelle pagine seguenti. I pianeti perdenti sono stati molti: Mercurio, Venere
e Plutone, ed ancora altri; così il più responsabile fu il pianeta Mercurio, il quale si era
preso il compito di realizzare: il Diritto Armonico sulla Terra; mentre Giove: il Raggio
Armonico Terreste. Però la Creazione Terrestre venne innestata dalla Grande Madre, con
il suo Verbo Irradiante Rivoluzionario, cioè il "V.I.R.", e assistita
dall'Eterno I.D.D.I.O. dal nome: "Q.U.I.D." - ossia: "Qualificatore (della Quintessenza),
Universale, Irradiante, Dominatore", nei poteri registrati anche dal “Robot” che vi ho già
spiegato, e che era stato pure descritto dal sommo Dante Alighieri, nella Cantica del
Paradiso.
Quella domenica 30 agosto, finita la "funzione", eravamo tutti e quattro molto
soddisfatti per il risultato delle "comunicazioni", e dopo pranzo abbiamo deciso di
rientrare a Roma per il martedì 1° settembre.
Leone voleva che si rimanesse di più lassù, perché il tempo era bello, ma io sentivo
che dovevo tornare a casa per riposarmi, e ritrovare la mia serenità armoniosa. Il
lunedì ci è servito per i preparativi della partenza. Giacomo aveva finito di pitturare la
Madonna Giuris-davidica, e così ci siamo fotografati con il quadro, anche davanti
all'alberello, per ricordo di tanto movimento spirituale. Per economia di stampa non ho
scritto tutto il lavoro spirituale che fu discusso in quei giorni, per le sorti del "regno
animale" e quello "vegetale", ma penso che verrà qualche Entità spirituale incarnata sulla
Terra, che si prenderà cura di spiegarvelo per scritto.
Il martedì mattina siamo partiti coi nostri bagagli; siamo arrivati a Roma, e abbiamo
pranzato tutti insieme, poi verso sera abbiamo accompagnato a casa loro: Grazia e
Giacomo. Durante la notte mi facevano vedere (come in cinematografo) che mi
attendevano altri compiti da svolgere spiritualmente, quale seguito al lavoro compiuto da
Giacomo Grazia e Wanda.
Grazia mi rappresentava la Luna: Centro di Comando del Regno "Animale", mentre
Wanda la Luna del Regno dei "Vegetali", e Giacomo il Capo dell'Orsa Minore. A loro,
in montagna, non avevo detto nulla, per non creare dei malcontenti. Ma rientrata a
Roma, con le mie Entità dovevo ancora discutere, anche per questi fattori da
riorganizzare.
Dopo due o tre notti, mi ritrovo sulla Luna del Regno "Animale" con Giacomo, che
era stanco, e si riposava su un modesto lettino. Lui voleva parlarmi sulle reincarnazioni,
ma io gli dissi: "Ti sei dimenticato che sulla Terra ti ho chiuso il cavo  di contatto, il
giorno prima di partire da Monte Labro? Ora tu devi fermarti, come amministratore, fino
a nuovo ordine, perché io debbo chiudere le incarnazioni sulla Terra, di quelle anime che
già si trovano incarnate, e che sono coinvolte nel Regno "Animale". Quando moriranno
col corpo carne, non si incarneranno più sulla Terra, ma verranno trasferite su altri
pianeti meno evoluti della Terra. Perciò il Regno "Animale" verrà regolarmente
registrato nelle varie libere manifestazioni. E allora riprenderai il tuo compito. Così pure
il Regno "Vegetale" sarà liberato da spiriti involuti. E le piante si manifesteranno tra
loro, nel linguaggio spirituale del loro vigore "sensitivo" e "vegetativo".
Lasciato Giacomo, scesi sul piano Terra, e vidi una lotta tra il topo, il gatto e il
cane. Il topo e il gatto li vedevo rossi di fuoco, e accaniti che litigavano. Io dissi: "Il topo
e il gatto sarebbero figli del fuoco! Il topo rosica anche le pietre, mentre il gatto
no"! E spinsi il gatto a demolire il topo. Erano tutti e due enormi. E mi dissi ancora: "Il
cane è fedele all'uomo, ma il gatto è infido e sornione, però mi simboleggia il fuoco.
Questi due animali possono restare sulla Terra".
Un mattino, verso l'8 settembre, io e Leone dovevamo andare dal nostro avvocato
G. Rosapepe perché voleva, attraverso la querela contro il Prefetto di Grosseto, regolare
la questione della revoca di nomina di Leone Graziani, capo della mia Istituzione Giuris-
davidica della SS.ma Trinità di Dio e con la Madre Scienza, perché con la revoca di
Leone, aveva diffamato anche me. Attraverso il comunicato del Decreto di revoca, siamo
venuti a sapere che al posto dell'ing. Leone Graziani era stato messo un
certo Turpino Chiappini, muratore. La manovra deve essere scaturita dai preti del luogo,
perché Chiappini non avrebbe mai saputo muovere un Prefetto senza una plausibile
motivazione, e una conoscenza di procedura. Ebbene, quel mattino, mentre ero
seduta nell'autobus, mi sento parlare nel cervello (quando ricevo la voce sul cervello essa
proviene dal Centro Motor dell'Infinito). La voce mi diceva: "Elvira, siamo noi, che ti
preghiamo che nei pomeriggi dalle 16 alle 17, tu ti metta in contatto con il Centro Motor
dell'Infinito, ed anche con il Centro del Corpo Animico Fluidico Terrestre, perché
dobbiamo regolare i centri cerebrali, e i centri del cuore, in corrispondenza alla città di
Roma. Perché con la tua Missione sei partita con Roma; e su Roma deve determinarsi il
Centro Cristico". Io rimasi perplessa e poco soddisfatta, perché questi contatti mi
esaurivano. Ma ho dovuto obbedire, e quando lo dissi a Leone, anche lui rimase
perplesso, perché credevamo che tutto fosse finito con il 30 agosto.
Cosicché ogni pomeriggio alle ore 16 mi coricavo sul mio letto e mi collegavo
(come ho detto) con questi due Centri, che spiritualmente vedevo. Ma vedevo pure, e
sentivo, che ero controllata, non solo dal Centro Solare Cristico, ma anche delle
astronavi, che stavano stazionate sopra Roma e dintorni. Il lavoro è durato 15
giorni. E poi dissi alle Entità: "Mi sento il cervello stanco, esaurito, perciò pensateci voi,
con la vostra "meccanica celeste". Leone aveva provato pure lui, per una settimana, poi
si è stancata la mente.
Durante le notti poi, avevo il mio lavoro spirituale, dove andavo a controllare come
procedeva il lavoro sui piani astrali della Terra. Una notte mi ritrovai che stavo in una
palazzina, dove c'era un grande traffico di donne, che preparavano dei pranzi, perché
doveva arrivare il Cristo Re, per scegliersi la sposa. Domandai ad una signora anziana:
"E quando arriva, questo sposo?" Non seppe rispondermi, perché era arrabbiata, e perché
queste donne si erano risvegliate agitate. Allora pensai alle sette Chiese, o religioni della
Terra! Quale sarà tra loro la vittoriosa?
Un'altra notte mi ritrovai in una zona astrale, dove c'era molto buio, e faceva
freddo. Allora io pensai che gli extraterrestri avevano oscurato il Sole, e sento da un
altoparlante, che dicevano forte: "Elvira Giro! Elvira Giro"!.. per più volte. Io dissi tra
me : "In questo piano mi annunciano. Ma chissà quante anime e spiriti periranno per il
freddo? Alla fine ne troverò pochi, perché tutto è regolato per Legge di Causa ed
Effetto".
Un'altra notte partecipai, sempre in ispirito, ad una riunione di molte persone, quasi
tutti uomini, dove era stata decretata la caduta della Chiesa di Pietro e Paolo. Ma si
doveva ancora discutere la selezione della parte più idonea ad essere ripresa, con una
successiva riunione, fissata per il 30 settembre. A darmi terrenamente questa conferma è
successo che, proprio in quel giorno, verso le ore 18, una mia sorella di nome Rosa, è
caduta da una scala e si è slogata la spalla destra. La "rosa" per me, è il simbolo della
"Chiesa", perciò questo fatto lo collegai al fattore "PARUSIA" e al fuoco
dell'Argentario, che mi dimostravano che la Terra entrava nel "fuoco" della evoluzione
umana, e che per la Romana Chiesa, ci sarebbe stato un cambiamento.
Una notte, mentre mi trovavo in dormiveglia, sentii che intorno a me c'erano delle
Entità che discutevano tra loro. Io dissi: "Parlate più forte, che io possa
capirvi". Ma invece di sentirli, li vidi che operavano sul mio corpo fisico, e allora mi
guardai il ventre, e vidi che pareva una Centrale Elettronica, tanto che ero collegata da
molti cavi. Ed ai lati del ventre, vedevo spandersi dei raggi color oro e argento, mentre
dalle braccia e gambe si spandevano i colori arancione. E dissi tra me, a voce alta: "Per
fortuna che gli umani non mi vedono, coi loro occhi fisici, bendati dalla materia,
altrimenti non mi muoverei dal mio letto, conciata come sono, dai cavi registrativi".
Mi sentivo tanto stanca, anche perché qui con me avevo Leone, e dovevo fare il
pranzo anche per lui. Mi aiutava per la spesa, ma io avevo da preparare anche la casa,
perché doveva arrivare al 1° di ottobre mio figlio con la moglie. Venivano perché il
giorno 3 c'era il matrimonio di una sua cugina, alla quale faceva da padrino. Sarebbero
rimasti a Roma dieci giorni. Perciò il mio faticare sarebbe aumentato; cosicché dissi ai
miei aiutanti spirituali di lasciarmi libera. La gioia di avere con me mio figlio, e mia
nuora (che non hanno figli) fu relativa, perché essendo sempre in movimento, erano
nervosi.
Il giorno 8 pomeriggio con la macchina, io e Leone li abbiamo accompagnati al
treno, che partiva per Saarbrücken in Germania, ove lui è cancelliere al Consolato
italiano, da ben 13 anni. Dopo la loro partenza, ci siamo fermati in un negozio a fianco
della Chiesa del Sacro Cuore di Gesù, di via Marsala, per comperarmi una bottiglia di
fernet, che io uso berlo con il caffè dopo il pranzo. Ma mentre volevamo attraversare la
strada, per raggiungere la macchina al posteggio, un furgone postale che veniva
a grande velocità, mi ha fatto indietreggiare di colpo, e lo scalino del marciapiede mi ha
fatto cadere a terra, dove ho rotto la bottiglia del fernet. Dissi a Leone: "Per la bottiglia
dell'amaro fernet non me ne importa, l'importante, che mi sono salvata". Raggiunta poi
l'auto siamo tornati a casa, dove poi mi sono sentita la gamba sinistra (ginocchio e
caviglia) che mi doleva. E dissi con Leone: "Nessuna cosa per me, viene a caso, ed il
fernet amaro, sparso davanti al portale del Sacro Cuore di Gesù, deve avere il suo
significato, come la spalla destra slogata di mia sorella Rosa, quasi alla medesima ora.
Questa sera chiederò al Centro Cristico, di farmi sapere se fu un fatto significativo,
oppure no"!
Dopo cena, e ascoltato il giornale radio per le notizie del mondo, andai a letto. Mi
medicai la caviglia e, sdraiata, dopo le mie preghiere, chiesi al Centro di spiegarmi il
fatto, che mi aveva anche spaventata, perché il furgone postale era arrivato che il
semaforo segnava ancora via libera per me. La comunicazione del
Centro Cristico cominciò a spiegarmi che quella Chiesa di via Marsala, fu costruita da
San Giovanni Bosco, e che costui era amico di David Lazzaretti. Essi furono due potenti
pionieri, che hanno lottato contro il Pontefice Leone 13° , il papa Gioacchino Pecci. (Qui
mi fecero ricordare il "diamante nero" fiorito dalla "pece"). Io chiesi: "Come mai mi si è
rotta la bottiglia del fernet? proprio davanti a questo portale del Sacro Cuore?" Mi
risposero: "L'amaro ora, lo debbono subire loro, (i preti) perché sono stati negativi e
ribelli contro il Cristo Duce e Giudice della Terra, in David Lazzaretti. Don Giovanni
Bosco era spiritualmente il braccio destro di Lazzaretti, perché
insieme dovevano demolire la potenza dragonica annidata sul Vaticano". Mi dissero
ancora: "Studiati la storia della costruzione di questo tempio".
Il giorno dopo Leone mi porto due libretti, dove si parla di San Giovanni Bosco,
costruttore di questo tempio. Però il mio spirito guida mi aiutava a capire il resto della
Missione di questo Santo, e cioè: don Bosco aveva e sentiva, come sua missione, di
aiutare e assistere i bambini abbandonati, nutrirli e insegnargli a leggere e scrivere e a
lavorare. Aiutava e assisteva anche i vecchi: soli, derelitti e abbandonati alle intemperie
della vita. Come poteva, li assisteva, e ricorreva a richiedere elemosine per loro, dove si
sentiva ispirato. Questa sua missione l'avrebbe iniziata in Piemonte. E malgrado, i suoi
sforzi e sacrifici, riusciva a raggranellare dei soldi per allargare il suo apostolato,
tenendo con se anche sua madre, che lo aiutava. Lui definì questa costruzione:
"assistenza salesiana" e diceva sempre che: la "provvidenza di Dio non lo abbandonava
mai". Fu poi così ispirato, da voler costruire anche a Roma un Convento, per raccogliere
i bambini, ed i vecchi della capitale, abbandonati a loro stessi.
Venuto a Roma a cercare il luogo della costruzione, si è scelto la zona di Porta Pia,
al Castro Pretorio, che allora era zona abbandonata, (direi campagna). Presentò il suo
progetto: ma questo progetto si estendeva dentro le mura di Roma papale, perciò Egli lo
ha dovuto sottoporre alla Curia Vescovile. E questa si è rivolta alla approvazione del
papa Leone 13°, G. Pecci, il quale si oppose al progetto di don Bosco, come si era
opposto alla Missione di David Lazzaretti. Ma i suoi consiglieri lo pregarono di non
opporsi, e di mettere don Bosco alla prova, dato che don Bosco diceva che aveva "la
provvidenza di Dio", che lo assisteva.
Il progetto fu trasformato per ben tre volte, quale sfida mossa da questo Papa, tanto
che, don Bosco, per le dure fatiche e sforzi economici per vincerlo, morì che ancora non
era vecchio. E prima di morire fece incidere su questo tempio, in una lapide: che lui, don
Bosco, ha voluto vincere la promessa (o sfida) che aveva fatto a questo Papa Pecci.
Ho voluto dapprima raccontarvi questo, ma il significato spirituale è un altro.
Disse Gesù predicando: "È più facile che un cammello entri nella cruna di un ago, che
un potente e ricco entri in Paradiso". Don Bosco accoglieva i bambini miserabili e
derelitti, per assisterli nella loro indigenza. Ed ora io comincio col ricordarvi la storia di
Giuseppe Garibaldi consacrata al Gianicolo, e poi la breccia di Porta Pia. Credete voi
che don Bosco abbia scelto a caso, il luogo della costruzione del convento, per assistere i
poveri, proprio dentro le mura di Roma papalina? No, miei cari lettori. L'ordine
salesiano insegnava a vivere nel santo timore di Dio, e nella preghiera alla Madonna.
Perciò don Bosco riusciva a ricevere aiuti e assistenze dalle persone che lo capivano
nella sua ardua missione, con la quale insegnava ad amare il prossimo bisognoso, e
insegnare la vera dottrina cristiana, proprio dentro le mura della Sede papale. Cioè il
proponimento spirituale di sconfiggere il nemico nelle sue radici, perché erano a Dio
spiacenti e negativi alla dottrina cristiana, che dice: "ama il prossimo tuo, come te
stesso".
Dire don Bosco e dire "vera opera cristiana" è la stessa cosa. Ma colui che avrebbe
preparato questo tiro birbone al Papato, è stato Giuseppe Garibaldi, che ha battuto e
costretto il Papa a restare dentro le mura di Roma. Ma, mentre don Bosco
vinceva la arroganza del Papa Pecci, che per tre volte aveva bocciato il suo progetto, il
nostro Cristo Duce e Giudice della Terra, David Lazzaretti, contemporaneamente aveva
creato la "Società delle Famiglie Cristiane". E in seno a questa Società, aveva istituito il
nuovo Ordine Giuris-davidico, con il Battesimo del Fuoco delle Spirito Santo, e la Unica
Legge: cioè il Diritto divino, da impostare sopra l'umano Diritto, con il Patto della
Eterna Alleanza con il Creatore dell'Universo, e da applicare nella "Repubblica del
Regno Eterno di Dio".
Ma per realizzare questo splendido programma, Lazzaretti ha dovuto inscenare una
processione di popolo, quale sfida al Papa Pecci, che lo aveva perseguitato per molti
anni (fin da quando egli era Vescovo di Perugia) e infine David venne condannato come
un "falso Cristo" dal Vaticano. Per questo motivo venne barbaramente ucciso dai regi
carabinieri, istigati dai preti, il 18 agosto 1978, ad Arcidosso.
Io, nella mia Missione (iniziata nel 1948), ho sempre affermato di essere lo Spirito
di Verità, Spirito Santo, e la mia Missione fu molto impegnativa, perché dovevo rivelare
le Verità Creative Terrestri. Mi sono palesata in un'epoca di libertà di stampa e di
pensiero, ma le persecuzioni: la Chiesa Romana, non me le ha mai risparmiate, anche se
il regime tra Stato e Chiesa, dopo il Concordato stabilito con Mussolini, lasciava alla
Chiesa Romana, un vasto campo libero per svilupparsi a piacimento, in tutti i settori
economici, sociali e religiosi.
E in meno di cento anni (dal tempo di David Lazzaretti, don Giovanni Bosco e
Giuseppe Garibaldi) questa ha messo le radici come monopolio sulla società italiana
(anche in forma missionaria), adducendo che lo faceva per amor di Gesù Cristo, che era
morto in croce. (per sviluppare il cristianesimo e questa loro santa causa, o Chiesa).
Mi è capitato sottomano di leggere in una pubblicazione periodica del 1960, che la
Chiesa Cattolica Apostolica Romana aveva in programma "di beatificare perfino il
bersagliere Carlo Amirante, che per primo ha scavalcato le mura di Porta Pia. A questo
punto c'è da chiedersi: "Dove sono arrivati con le loro impalcature di insidia e di
supremazia"? Dovevo proprio io aprirvi gli occhi sulle Verità Creative? Purtroppo sono
pochi coloro che mi capiscono. Il tempo e le sorti umane, ora sono in mano
all'Eterno I.D.D.I.O. ed Egli vi risveglierà con la giusta misura di cause e di effetti. Vi
siete chiesti mai, perché i vassalli del Creatore dell'Universo venivano sempre respinti e
demoliti dai "potenti" della Terra? Mentre i "potenti" dicevano: "Morte loro, vita
nostra"! Il treno della vita aveva, ed ha, due rotaie: il sociale e lo spirituale. Perciò la
pugna era combattuta su tutte e due le rotaie vitali. E cioè si doveva arrivare a colpire il
treno nel suo viandare squilibrato. E questo era un compito molto complesso, da
risolvere, perché il bersaglio era doppio: Stato e Chiesa nel loro potere autonomo, senza
le Leggi del Creatore. Perciò le Gerarchie del Cielo dovevano rinnovare il treno di vita.
Fin dai primi tempi biblici, per dirigere il pensiero religioso nel consorzio
umano, I.D.D.I.O. inviava e risvegliava i Profeti, affinché le bestialità dei
"potenti" venissero vinte dalla vera ragione di vita sociale. Ma non riflettete che in
"questo" periodo, il gioco è apocalittico, per tutta la Terra? e che ognuno deve trovarsi di
fronte a se stesso, nella sua coscienza animica? e chiedersi: "Osservo io i Comandamenti
del Creatore? oppure no?
Quel Dio Creatore esiste? dal momento che ci troviamo in balìa di due dittatori, che
si contendono le sorti della Terra attraverso le "bombe atomiche" e al "neutrone"?
Risvegliatevi creature cieche e passive, perché ormai il treno della vita non è più: "nero"
come la "pece", ma ha preso i suoi splendidi colori; ed il binario è uno solo, e cioè: Stato
e Chiesa, uniti in un solo ordine legislativo e spirituale.
Non deve essere la sola scienza (Chiesa) a dirigere i governi sociali, ma le Leggi
Creative (Stato), con i 13 Comandamenti del Creatore dell'Universo. (Dieci con Mosé,
due con Gesù, e uno con David Lazzaretti che è "il Diritto Divino sopra l'umano diritto",
e questo conferma gli altri dodici.
Il gioco creativo ha stabilito le regole e le scienze. L'ordine nuovo che ho stampato
e divulgato, e perché lo mettiate in movimento di progresso vitale terrestre. Se credete di
ampliarlo e applicarlo, bene per voi. Se invece lo trascurate, male per voi. La Terra è
bella, e vale la pena di vivere! sopra, con una buona e numerosa fratellanza, armoniosa e
gioiosa, nel santo timore dell'Eterno I.D.D.I.O. "il Signore dell'Universo".
Perché avete timore di Colui, e di Colei, che vi hanno salvato dalla "morte eterna",
in balia, e coinvolti: nei minerali, vegetali, e animali? Ora, non si può accusare tutte le
Chiese per l'insegnamento spirituale sbagliato, ma, direi che, i più colpevoli di questa
fase apocalittica, sarebbero gli uomini delle Leggi Sociali, i quali si sono lasciati
trascinare dalle forme istituzionali che dicevano, (siano gli uni che gli altri): "Il sangue di
Cristo ci ha salvati! Perciò siamo liberi delle nostre azioni". Però non hanno risparmiato
il sangue di tanti martiri e santi. E poi, attraverso le loro richieste di elemosine o di
assistenza cristiana, vivevano e vivono la vita comoda, trascinando l'onor di patria nel
fango, e nella vendetta di D.I.O.
I signori del Vaticano, con la loro Sede di santità, sono riusciti perfino a inserirsi,
ed anche, infine, a dominare l'Ordine dei Cavalieri di Malta all'Aventino: un Ordine che
era preposto al controllo di equilibrio, della Chiesa di Pietro e Paolo. I due più insidiosi
furono, il Papa Pacelli e il Papa Giovanni 23°. Essi hanno cominciato a colpire lo
S.M.O.M. fin dal 1951, dopo la morte del principe Lodovico Chigi Albani della
Rovere. Cosicché questi signori, della Sede del Cristo crocefisso, si sono inseriti nei
posti chiave della diplomazia, uscendo da questo controllo. Si sono così sempre più
inseriti nel commercio e nell'industria, negli ospedali e ospizi, nelle scuole e nel turismo,
nelle banche e tribunali, nello spettacolo e nella stampa. Poi, si sono accaniti per
eliminare gli aborti. Di questi rifiutati sociali, ne hanno fatto il loro
tornaconto assistenziale. Sia come appaltatura, da parte dello Stato sociale, e sia perché,
arrivati adulti, ne fanno dei Preti e Monache. E credo che tutto il loro movimento sia
esente da tasse, compreso i magnifici palazzi monumentali e moderni. Percepiscono la
pensione e la "congrua" dallo Stato. Ma nella loro espansione, non hanno determinato né
le Leggi del Creatore, né la "Resurrezione" in Cristo, stabilita dalla PARUSIA.
E tu, italiano, come ti muovi? Paghi le tasse! e - se sei un loro fedele cristiano, se ti
assistono con le funzioni e gli altri riti - devi sempre pagarli, e anche con le
elemosine! Ma perché non apri gli occhi, e le meningi? Gesù Cristo era povero e
camminava scalzo. Insegnò a essere umili, semplici e retti, di mente e di cuore. Come lo
furono i suoi apostoli, e i veri seguaci, che hanno dato la vita per la difesa delle Verità.
Giorni fa, verso le 11 di mattina, venne in ispirito un personaggio a visitarmi (forse
un Cardinale) che si è mostrato desolato per la sua falsa posizione. Io gli dissi: "Perché
non cambi vita sociale"? Lui mi rispose: "Sono troppo immischiato
in questa organizzazione immonda! (e da Dio maledetta). Non saprei come uscirne
senza compromissioni". Come spirito lo vedevo color nocciola, cioè né bianco né dei
colori dell'armonia, e penso che, in quella istituzione, si trovino in un grande caos, per
poter trovare la forma di unirsi alla mia Grande Opera di "Resurrezione umana".
Ora che la mia Missione, nella Grande Madre Scienza e Spirito di
Verità, sono riuscita con fatica a portarla a compimento, mi dico: “Elvira, riposati! E
attendi i nuovi eventi per i destini della umanità, perché i "negativi"
debbono autodistruggersi in loro stessi, come è stato stabilito, e come io vi ho spiegato in
tutte le mie scritture, dal 1950 a oggi”. Penso che dovrà venire sulla Terra,  Colui che è
stato già destinato nei disegni di D.I.O., per prendersi il compito di applicare queste
Verità Creative nel consesso umano, affrancato alla Madre Terra.
Una notte mi sono vista che stavo sul piano Terra, e mi fu presentato un bel
bambino. Lo prendo tra le braccia, e, mentre lo bacio, lui pure mi ricambia il bacio sulle
labbra. E qui mi accorgo che non era un pargolo di circa un anno e più, ma che era
spiritualmente molto adulto, perché quel bacio significa il contatto del mio Verbo. Ecco
perché vi ho detto, che verrà Chi vi aiuterà a capirmi. Colui che confermerà le mie
Verità.
Un'altra notte mi vidi con mio figlio, che stavamo dentro le viscere della Terra. Io
gli mostravo le varie parti colorate del Corpo Animico Terrestre, le quali indicavano le
manifestazioni delle varie scienze e intelligenze, da svilupparsi nella società terrestre,
secondo l'Ordine Divino Naturale, nei due aspetti: "Legislativo" e "Scientifico". Lui mi
ascoltava con interesse, ma a un certo punto, io dissi: "Me ne vado, perché non resisto a
respirare questi gas ignei, che esalano da questo Grande Corpo Animico". Lui si è
arrabbiato, ma io gli dissi: "Ti aspetto sulla crosta terrestre". Quando lui è arrivato era
ancora arrabbiato, perché il lavoro che lo riguardava era di grande responsabilità. E cioè:
quello di controllare il numero delle reincarnazioni terrestri, separarle e distribuirle nel
binario sociale. Quello "legislativo" e quello "sacro", affinché non si crei la confusione.
Lui voleva andarsene. Allora io lo richiamai, e gli dissi: "Non ti inquietare, perché ora
chiudiamo le incarnazioni di anime è spiriti, fino al tempo dello "scarto animico della
Terra". Dissi ancora: "Per ora stai tranquillo, che quando sarà il tempo giusto, sarai
assistito dal Centro Solare Cristico"! E qui, mi svegliai, per riflettere sulla visione,
perché mio figlio Franco, dovrebbe essere: il "Nuovo Adamo Terrestre".
Nel mio 9° Libretto ho spiegato la Divina Commedia di Dante Alighieri, in chiave
spirituale cristica, con la Madre Scienza, (in Beatrice). Dante, nella sua iniziazione,
descrive tanti punti in chiave interrogativa, di non facile interpretazione, se non si
conosce l'ingranaggio della Creazione umana. Perciò vi ho spiegato che il lavoro
spirituale di Dante, era un lavoro di iniziazione e di preparazione, per una sua successiva
incarnazione. Ho spiegato, nel Canto 33 Verso 41, del Purgatorio, che Beatrice conferma
Dante: quale DVX della Terra, e che doveva reincarnarsi, dopo 515 anni, dalla sua
investitura spirituale, che egli aveva ricevuto da Beatrice e da Virgilio. E Dante,
incarnatesi poi nel 1834, in David Lazzaretti, si sarebbe qualificato: il "Nuovo Adamo
della Terra". Cioè Colui che doveva registrare il numero delle nuove incarnazioni
terrestri, affrancate sulla Terra.
Nel mio 6° Libretto, vi dissi, che ho concepito mio figlio da vergine. Ho preso
marito (il 28/2/1935), meno di cinque mesi prima della sua nascita (il 18/6/1935). Questo
mio figlio l'ho chiamato Franco, perché doveva aiutarmi in questa mia ardua Missione.
Ma le vicende umane, mi hanno sempre perseguitata. E se il Cielo non
mi avesse assistita, la Terra finiva distrutta nel suo "caos". Perciò mio figlio, laureatesi in
Scienze Politiche, e orfano di un funzionario statale (morto in Africa, per servizio,
all'A.M.A.O., a soli 35 anni) non fu assistito dallo Stato Italiano, ed ha dovuto, dopo
tante ricerche, impiegarsi all'estero, in un Consolato Italiano della Germania
Occidentale, ove si trova tutt'ora, come Cancelliere. Qui devo confermare che lui è la
reincarnazione di David Lazzaretti, e ancora quella di Dante Alighieri, e sarebbe il
“Nuovo Adamo della Terra”. Ma io non lo voglio ancora caricare della sua
responsabilità, perché ha troppo sofferto: sia come incarnazione di Dante, e sia come
incarnazione di David Lazzaretti, ed anche come Franco Pintus.
Perché mai dovrebbe prendersi il carico, per la riorganizzazione della nuova
società? dopo che questa ci ha tanto amareggiato e perseguitato? Leone Graziani mi è
stato fedele compagno, nella mia dura lotta spirituale. Ma, pure lui, fu molto contrastato
e malcorrisposto. Perciò attendiamo Colui, che avrà la forza ed il potere spirituale di
guidare le sorti della "nuova società terrestre " da affrontare dopo la PARUSIA, già
iniziata con la mia ultima Opera, che vi ho descritto in queste poche paginette: (Concise,
perché la stampa costa troppo).
Ora vi spiego in sostanza cosa significa la "PARUSIA". Secondo la scienza biblica,
significa il "cambio dello spirito" della "Madre Terra". Come e perché si è realizzato
questo enorme evento, dentro la Terra, lo si può solo, paragonando la vita umana ad uno
splendido albero "Cristico", con le sue radici a contatto dei minerali.
Come, e perché, si è determinata questa figura materna? e da quando? Direi che il
suo incidere fu l'evento della Vergine Maria, con Gesù con Giovanni Battista. Gesù era:
la forza acqua, Giovanni Battista: la potenza fuoco, e Maria: l'aria e la vita.
Mentre questo nuovo albero prendeva vigore, con i suoi tre elementi, il vecchio
albero (definito Demonio luciferico) si consumava in se stesso nelle sue dannose radici.
Gli alberi prendono vita dal sottosuolo, con le loro radici, ed espandono il loro vigore
donando il loro frutto. Ebbene, mentre l'Albero Cristico si sviluppava, l'altro albero
(negativo), ne veniva intossicato fino ad esaurirsi. Avvenne che, privo delle radici: che
sono i dieci Comandamenti, che Iddio ha consegnato a Mosé e Aronne, si è disseccato.
L'albero Cristico, avrebbe già dato i suoi splendidi frutti, che sono le belle
manifestazioni della Creazione terrestre. Perciò è avvenuto il "Cambio dello Spirito,
nella Madre Terra", in congiunzione col Centro Cosmico Universale. L'albero nuovo
diverrà così vigoroso, da produrre splendidi frutti (ed è da paragonarsi ai cuori, ed ai
cervelli umani). L'albero vecchio è ormai caduto, ed è giocoforza che i suoi frutti bacati,
si disintegrino in loro stessi. Ecco, la definizione della cosiddetta "zizzania", da
eliminare dal suolo terrestre: al fine di lasciare libera espansione alla
Creazione Cristica Universale.
Questo splendido ed enorme avvenimento, lo si definisce: "La Resurrezione
Terrestre" per merito dei "pionieri", che hanno faticato per vincere il vecchio spirito
dell'albero: luciferico, demoniaco, satanico, diabolico. Scaduto il suo tempo, l'albero
vecchio doveva crollare; e la sentenza del crollo la ebbe, fin dal 1878, con la Missione
del Cristo, Duce e Giudice della Terra: David Lazzaretti. E dal 1878 ebbe inizio l'Era
Apocalittica, per la resa dei conti, fra il "bene" e il "male". (Vedi Apocalisse n. 5:
Missione di David Lazzaretti. E, n. 10 e 12: Missione di Elvira Giro).
Ora vi trascrivo il comunicato che ho ricevuto fino dal 26 luglio 1954:
"Per grazia Divina io rientrai nel Padre, ed il Padre mostrandosi nel Cielo,
vi farà conoscere chi io sono.
Io sono nel Padre, ed il Padre è in me, perché io sono in lui. Rai, il mio compagno
sarà al mio fianco, perché io ero con Lui prima che il mondo fosse. Ed ora io con Lui nel
mondo saremo, perché così vuole il Padre.
Il mondo sarà guidato da me e Rai, con me Egli camminerà, nei secoli e secoli,
perché nessuno più ci potrà dividere.
Vi dico che tutto passerà, ma, non passeranno le mie parole. Siano le mie parole e il
mio libricino il vostro dolce miele, che non avvelena più il ventre, ma lo farà vibrare e lo
addolcirà come la manna del cielo.
L'armonia del cielo è scesa sulla terra, accoglietela amorevolmente, non
respingetela più. Vi dico che sarebbe come voler mettere il mare in un guscio di noce,
tanto ormai e assurdo il vostro sforzo per respingerla.
Cadranno i renitenti e i dormienti, la loro caduta sarà di risveglio, o di morte.
Cercate voi duri di cuore, di fonderlo in tempo, e armonizzarlo nel mio insegnamento,
affinché la morte seconda, non vi trovi immaturi. (vedi a pag. 31 del mio 2° Libretto)
Il 6 novembre 1954, mentre celebravamo per la prima volta a Roma la "Nuova
Funzione" Giuris-davidica, sul Cielo di Roma una perfetta formazione di "cento dischi
volanti" ha disegnato il segno   dell'opera Giuris-davidica. Di questo avvistamento
straordinario furono testimoni molti spettatori, e venne riportato dai giornali, e anche dal
Console Alberto Perego nel suo libro: "Rapporto sulla aviazione elettromagnetica".
(Roma,1957) (Vedi a pag. 52 del mio 6°Libretto).
 
 
LA CONTROVERSIA CON IL GRUPPETTO DI DAVIDIANI DI ARCIDOSSO
 
La controversia della revoca dell'ing. Leone Graziani, capo della mia Missione,
nella "Madre Scienza", "Spirito di Verità", '"Spirito Santo" è sorta perché al posto di
Leone hanno messo un certo Chiappini Turpino, muratore, senza aver prima interrogato:
né me, né il Graziani; e senza aver riflettuto sul nostro operato, dopo 27 anni di duri
sacrifici, per risvegliare l'Opera della Missione di David Lazzaretti, "il Cristo, Duce e
Giudice della Terra", da me trovata spenta.
Egli predisse, che la Sua Missione si sarebbe risvegliata dopo 15 lustri dalla Sua
morte! Le profezie sono sempre oscure da capire, perché subordinate ai fattori umani.
Il 14 agosto 1953, scaduti i 75 anni (15 lustri), quando mi recai per la prima volta al
Monte Labro, per partecipare con i "davidiani" alla veglia della mezzanotte, fu per
me una grande delusione, perché in quel raduno, dentro una piccola grotta, con un
modesto Altarino addossato alla parete, ci trovammo soltanto in sei persone, me
compresa. Recitavano (in corsa), delle preghiere cattoliche, e leggevano dei brani da un
libro di David. Loro lo chiamavano: "il santo Davide", mentre era il Cristo!
A un certo punto della notte, uscii dalla grotta, e, seduta su una pietra; invocai
l'Eterno I.D.D.I.O. dicendoGli: "Credo che non riuscirò a svolgere la mia Missione, con
questa gente troppo gretta, analfabeta, e poco evoluta". Mi apparve allora in visione la
"Grande Madre", contornata da uno stuolo angelico, che mi disse: "Non tener conto di
questi conservatori. Io sarò in te, e con te, e svolgerò la mia, e tua Missione sulla Terra,
poiché loro non sono in grado di capire la "Nuova Scienza".
Al mattino verso le 5, dal loro capo: un pastore contadino, di
nome Bargagli Nazareno, mi feci fare il "Battesimo del Fuoco" Giuris-davidico, sulla
spalla sinistra. Verso le 7 siamo tutti scesi, ed il Monte Labro rimase vuoto e isolato.
Non dissi nulla della mia Missione, in proseguimento a quella del loro: "Santo
Davide". Però avevo portato con me dodici libri manoscritti, dell’Archivio di don
Filippo Imperiuzzi, archivio che io avevo ricevuto in consegna dalla signora Elena
Cappelli Imperiuzzi, prima della sua morte, a 83 anni, avvenuta nel 1953.
Elena Cappelli era la sposa del sacerdote di David Lazzaretti, don
Filippo Imperiuzzi, e prima di morire, mi disse: "Ora tocca a te, la Missione di
risvegliare questa grande Opera, lasciatami da Filippo alla sua morte, nel 1921". Perciò
consegnai i libri in segno di alleanza.
Raccontarvi i particolari della mia conoscenza con Elena, fatta due anni prima, mi
allungherei troppo. Essa mi raccontò il dissidio che lei e Filippo avevano avuto con i
seguaci della montagna. E questo mi è servito per regolarmi, con l'aiuto del Padre e della
Madre SS.mi, nel fine di realizzare la mia Missione fino all'Epilogo, che vi ho descritto
in questo 10°libro.
La prima mia mossa di quel giorno, 15 agosto 1953, fu anche di consegnare
al Bargagli i soldi, perché facesse mettere una lapide in memoria di David, sul luogo
dove fu ucciso. (E ogni anno successivo, in questa ricorrenza, noi di Roma, ci portavamo
una corona di alloro).
Poi nell'agosto 1954, ritornata lassù con Leone Graziani, e altri nostri amici
spirituali (l'avv. L. Carpanelli, il sig. O. Nobile, il sig. L. Mancini) e dopo aver ricevuto,
essi, il "battesimo del fuoco", abbiamo deciso di consacrare Leone a sacerdote  Giuris-
davidico, col nome di “Giovanni”.
In seguito prendemmo in affitto una casa in Arcidosso per fare riunioni, ove io
poter spiegare la mia Missione, in proseguimento a quella di David. Ma quando io dissi
al Bargagli, che ero la "pastorella" annunziata da David, mi rispose che io ero
"una strulla" (che, in dialetto toscano vuol dire: scema). Non accettava né la
"reincarnazione dell'anima e spirito" e nemmeno "l'esistenza di altri pianeti abitati". Non
accettava le mie decisioni in unione a Leone, senza prima averlo consultato.
Io chiedevo al "Centro Cristico" ed alla "Madre-Scienza" come mi dovevo
comportare con quest'uomo: caparbio, ignorante e volitivo, nella sua ambizione di capo
del gruppo della montagna. Mi rispondevano: "Segui il tuo istinto, e non fallirai mai"!
Io un giorno dissi: che volevo dare vita al Monte Labro, ricostruendo la Chiesetta,
che era stata demolita dal tempo, e per questo programma abbiamo organizzato un
pranzo sulla vetta, con tutti i davidiani sostenitori, per dare inizio ai lavori. In quell'anno
feci costruire i marmi e i cristalli, qui a Roma; per il nuovo Altare: dell'Arca
dell'Alleanza tra Iddio e gli uomini di buona volontà, e poi fatto trasportare sulla vetta,
dentro la Chiesetta ricostruita, (sempre con i nostri risparmi: io e Leone).
Prima della morte di Pietro Tommencioni, che aveva in custodia
l'Archivio di Arcidosso, si è tenuta una assemblea in casa sua, per nominare il capo
sacerdote, delle due comunità Giuris-davidiche. Per farlo riconoscere dallo Stato
Italiano, in base ai nuovi culti Giuris-davidici, scritti e stampati da me, sulle basi della
SS.ma Trinità di Dio e della SS.ma Madre, nella Sua nuova Scienza Creativa.
Dalla assemblea venne nominato Leone Graziani, capo sacerdote Giuris-davidico, e
questo documento, assieme al Libro dei miei nuovi riti, fu presentato al Ministero
dell'Interno, che dopo tre anni lo ha varato, ma, con il concorso del Cielo, che ha fatto
cadere il Governo Tambroni! Questo, prima di essere dimesso, ha firmato il nostro
Decreto di approvazione, il 26 luglio 1960, in qualità di Ministro dell'Interno.
Non si contano le insidie, da parte del clero cattolico dell'Amiata, contro il
"risveglio" dell'Opera Giuris-davidica. Un gesuita, certo don Oliva di Fabriano, ha
persino regalato un calice d'oro al Bargagli, perché mi respingesse come donna,
all'Altare delle "funzioni" religiose. E il Bargagli, si sentiva fiero di venirci contro. Nel
contempo, abbiamo comperato (io e Leone) il terreno di 5 ettari, che comprende la
Torre Davidica del Monte Labro, per avere il diritto di proprietà sopra la Torre Davidica.
Avevamo preso poi in affitto, fin dal 1959 un appartamento, in via Talassese, sulla
stessa strada dove è nato David L., per farci l'Altare e la Chiesetta, per le funzioni delle
domeniche e per le riunioni di assemblea. Ma il prete, don Nello Tiberi di Arcidosso, ha
fatto sì, che la nostra padrona di casa, nel 1968 ci mandasse via. Cosi siamo finiti al
paese di Bagnore, dove poi abbiamo anche preso in affitto un locale, che abbiamo
allestito per la chiesa, e alla domenica si riempiva di fedeli.
Poi abbiamo deciso di beneficiare della Legge in favore della Bonifica Montana,
per fare una strada agricola interpoderale, al fine di recarci al Monte Labro, senza andare
più a piedi (un percorso di oltre 3 Km). Anche questo sforzo ci è costato molte fatiche, e
sacrifici anche finanziari. Il progetto era stato bloccato per tre anni, a Grosseto, come
tutte le nostre iniziative, ma per riuscire a spuntarla contro i nostri nemici, ci  siamo
rivolti a Roma, prolungando la strada fino a 5 Km., perché a Roma , avevo chi mi poteva
proteggere.
Avevamo poi anche un altro problema. Sopra, e contro il nostro Santuario, avevano
perfino organizzato le esercitazioni militari, trasformando il Monte Labro in "poligono di
tiro". E, oltre ad essere il nostro Santuario era anche da rispettare come monumento
protetto dalla Intendenza delle Belle Arti, perciò abbiamo dovuto lottare anche contro di
loro, per far valere le nostre ragioni. E ci siamo riusciti.
Dopo la costruzione della strada ci siamo costruiti la Sede nostra, ai piedi del
Monte Labro, secondo la "profezia" del nostro amato David, per rivalutare il nostro
Movimento, secondo i disegni del Creatore dell'Universo, e della SS.ma Madre.
Nel 1955 fui addirittura convocata per tre volte, attraverso la Questura Centrale,
presso l'ambulatorio provinciale di Roma, per l'esame delle mie facoltà mentali, dal prof.
G. Lo Cascio, il quale era stato incaricato dal Vaticano di farmi passare per pazza. (Così
mi ha fatto capire, il questurino Giuseppe Bianchi, che mi accompagnava).
Ed ora passo alle Cause in Tribunale. La prima Causa contro di noi fu quella del
prete, don Ciro Blasutich, della Curia Vescovile di Grosseto, (nel gennaio 1957), il quale
ci accusava di lesioni colpose per aver fatto il "Battesimo del Fuoco" a dei nostri seguaci
di Rosolle (GR). La Causa fu vinta da noi.
Poi in seguito fui processata dalla Pretura di Arcidosso, per pubblica riunione
religiosa, non autorizzata, mentre vigeva la libertà costituzionale: di riunione, di
religione e di stampa. Risoltasi, la Causa, con la assoluzione della Corte Costituzionale!
(Presidente: On. Enrico De Nicola, che poi ha dato le sue dimissioni).
Non mancarono mai, in tanti anni, le insidie e le diffamazioni, attraverso i giornali e
periodici, contro di noi, e David Lazzaretti.
Ci fu anche il periodico "Giallo Mondadori" (nel febbraio 1960), che ha pubblicato,
con offese, perfino le fotografie dei paramenti religiosi dei Giuris-davidici, requisiti nel
1878 dopo la uccisione del Lazzaretti; e che furono addirittura affidati al prof.
Cesare Lombroso. Alla sua morte, finirono nelle "vetrine" del Museo di Antropologia
Criminale, di Torino. Perciò io e Leone, abbiamo intentato "ricorso" per far togliere dal
Museo questi paramenti, perché costituivano un'offesa alla nostra Chiesa, che era stata
già riconosciuta ufficialmente dallo Stato italiano, fin dal 1960. La causa si protrasse
fino al 1965, e il giudice G. F. Elia, fece sapere che: "le istanze erano
improponibili". E quando andammo all'ultima udienza, non ci fecero neppure entrare
nell'aula.
Io mi ricordai che nelle notti, in visione, mi fu detto che le offese pubblicate dal
"Giallo Mondadori" erano state manovrate dai preti del Vaticano, perciò dovemmo
convincersi che si trattava ancora del gioco Vaticano, che sperava di bloccare la mia
Missione nella: “Madre-Scienza”.
Cosicché: i paramenti, lo stendardo della Colomba dello Spirito Santo, e il quadro
della Madonna della Conferenza, ecc. si trovano ancora al Museo dei Criminali, presso
l'Università di Torino.
Fu detto, e fu scritto. "Guai! a chi fa offesa allo Spirito Santo"!
Abbiamo fin da principio creato il nostro "giornaletto" notiziario: "La
Torre Davidica" (dal 1957 al 1964), per divulgare la nostra Opera e Missione, anche
all'estero. Tanto che ci siamo alleati alla Chiesa Antica Cattolica,
di Utrech (Old Catholich Church) (1956), alla Chiesa Cattolica dei Mariavita,
di Felicjanow (Polonia) (1956), alla Chiesa Cattolica Apostolica Primitiva
di Antiochia della Diaspora Ortodossa (1978), e a tanti movimenti di rivoluzione
spirituale, separati dalla Romana Chiesa.
In ricorrenza al "riconoscimento" ufficiale dello Stato italiano, abbiamo fatto fare la
statua (manichino) con l'abbigliamento del nostro amato David. E per
confermare tale evento abbiamo fatto per ben due volte, (1959-1960) la processione di
popolo, per 8 Km. di strada, con la statua e gli stendardi, per la festa dell'Assunzione,
partendo dal Monte Labro fino ad Arcidosso, per riconfermare vittorioso il nostro David.
La processione era accompagnata dal complesso bandistico dei musicanti di
Monte Laterone e di Arcidosso, sempre a spese di Elvira e Leone. In quella ricorrenza fu
anche filmata la processione, e fatto parlare i giornali.
Abbiamo sempre stampato e divulgato libri gratuitamente, che si trovano elencati,
in questo volume. Inoltre abbiamo ristampato i libri di David: quello dei "Sette Sigilli"
(ossia "La mia lotta con Dio") e, il libro delle "Rivelazioni di Lazzaro", e altri scritti, ecc,
per affermare l'Opera Giuris-davidica.
Perciò noi non abbiamo danneggiato nessuno, e nemmeno sfruttato nessuno! La
nostra Opera nella Missione della "Grande Madre Scienza" l'abbiamo sviluppata,
secondo i Suoi disegni e Comandi spirituali. Se i nostri nemici di Arcidosso, non hanno
voluto collaborare con noi seguendo invece i suggerimenti dei signori preti, noi abbiamo
proseguito senza di loro, con la nostra parola d'ordine, che dice: "Le stelle ci guardano,
Iddio è con noi, e siamo la Sua Celeste Milizia"!
Iddio ci guida e ci illumina sul da farsi, nel fine di salvare il salvabile
dell'Opera Cristica, compiuta nella Sua Trinità: in tre Persone distinte. E cioè: "Gesù,
David, Elvira".
Ora tocca al Cristo Re, e Signore del Sole, regolare i destini dell'umanità risorta; in
Lui, e con Lui, e nella Santissima Madre Scienza!
Ci sono ancora gli Ebrei, che attendono la venuta del "Messia" sulla Terra. Perciò:
noi lasciamo libero campo ai nostri nemici di Arcidosso di attendere il ritorno del loro:
"Santo Davide", perché Iddio non impone le Sue opere, ma lascia campo libero ai Suoi
nemici! poiché Iddio è Legge di Giustizia, nessuno sarà risparmiato in questa Sua divina
giustizia.
Leone Graziani è, e resta confermato, il capo dell'Opera della "Madre-Scienza",
poiché egli è rimasto sempre fedele ed ha faticato, con me, per realizzare la
"Resurrezione umana," con il compito di risvegliare le nuove creature umane "nell'Era
dello Spirito Santo" - nella Sua Scienza meravigliosa, di ordine Universale!
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
I LIBRI DEL TERZO TESTAMENTO
 
Per questo Ordine Legislativo sono stati scritti e pubblicati, con la guida
dell'Eterno IDDIO i seguenti Libri:
 
David Lazzaretti - (Periodo tra il 1868 ed il 1878)
 
• IL RISVEGLIO DEI POPOLI, (1870): Contiene avvertimenti profetici e morali ai
popoli.
• AVVISI E PREDIZIONI DI UN INCOGNITO PROFETA, (Prato 1871).
• MANIFESTE AUX PEUPLES, (Lyon, 1876).
• IL LIBRO DEI CELESTI FIORI, (1876): Dedicato alle gerarchie spirituali. Il
libro per salire nella scala della virtù.
• IL LIBRO DEI SETTE SIGILLI, (1877): David difende la natura umana per
stabilire la apertura della conoscenza dell’Universo. (Apocalisse n. 5).
• I 29 EDITTI, PRECURSORI ALLA RIFORMA DELLO SPIRITO SANTO,
(1878).
• ESORTAZIONI AI MIEI FRATELLI EREMITI, (Arcidosso, 1878).
• LE RIVELAZIONI DI LAZZARO, (1881): Contiene le regole per il governo
sociale della Nuova Era.
 
Elvira Giro - (Periodo tra il 1948 ed il 1981).
 
• CONOSCENZE SPIRITUALI CRISTICHE, (1954): Testimonianze sugli errori in
seno alla cristianità.
• RIVELAZIONI SPIRITUALI. (1954): Rivela le origini della Creazione terrestre e
della caduta degli Angeli (Apocalisse n. 10).
• OPERA DELLO SPIRITO DI VERITÀ, (1955); Nuovi riti e nuove regole della
Celeste Gerusalemme per la Chiesa Universale Giuris-Davidica.
•LA DOTTRINA DELLA CHIESA UNIVERSALE, (1956): Le chiavi della
Creazione cosmica universale.
• LA TORRE DAVIDICA (notiziario della Chiesa Universale Giuris-Davidica, in
10 numeri, Roma, 1957 - 1964).
• RIVELAZIONI SPIRITUALI COSMICHE, (1968): I disegni, le incisioni, la
sentenza della Terra, il grande quadro cosmico e i 4 centri solari.
• LA SCIENZA GIURIS-DAVIDICA NEI SUOI MOVIMENTI INCISIVI, (1975):
Raccoglie la sintesi del Movimento giuris-davidico.
• LA MECCANICA CELESTE CON LA SCIENZA UNIVERSALE GIURIS-
DAVIDICA, (1977): Il grande meccanismo per salvare la Terra con l'Innesto cristico e i
centri di smistamento animico.
• STATUTO GIURIS-DAVIDICO per la milizia crocifera dello Spirito Santo
(1980)
•LA DIVINA COMMEDIA SPIEGATA NELLA MERAVIGLIOSA SCIENZA
GIURIS-DAVIDICA.
• EPILOGO E INCISIONE TERRESTRE DELLA PARUSIA (1981).
 
Per la testimonianza della nuova istituzione Giuris-Davidica sono state scritte e
pubblicate anche le seguenti opere:
Opera scritta da Don Filippo Imperiuzzi:
•STORIA DI DAVID LAZZARETTI, PROFETA DI ARCIDOSSO, (Siena, 1905).
Opera scritta da Leone Graziani:
•STUDIO BIBLIOGRAFICO SU DAVID LAZZARETTI, PROFETA
DELL'AMIATA, (Roma, 1964).