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DIDATTICA PIANISTICA

Impostazione tecnica da zero:


– Per fortuna, la posizione è naturale, non artificiosa o scomoda come per altri strumenti.
– Una volta: impostazione vecchia, clavicembalistica. Non basata sul peso, ma o sulla forza,
ma solo sull'agilità di dito (cfr. il Versuch).
– Proporre i primi esercizi, come le cadute di peso. (ci si riferisce in modo particolare alla
Dinamica Pianistica di Brugnoli). Non hanno diretta applicazione nel suonare. Infatti, non
c'è mai rilassamento totale, ma sempre tensione controllata (Ciccolini). Far cadere il braccio
da in piedi dopo averlo rilassato un po', sia parallelo sia perpendicolare alla linea delle
spalle. Poi sulle gambe. (importante).
– La presa sul tasto è fondamentale, rappresenta quasi un attaccamento alla vita. Fare esecizi
al tavolo, p.es quello in cui si trascina il braccio solo con le falangi che agiscono sul bordo
del tavolo.
– Unione di presa e peso, peso naturale. Dissociazione muscolare.
– Testo consigliato preparatorio: A dozen a day.
– Allenare le prime falangi. Flessori profondi, non solo i superficiali. Lenti esercizi di
coordinazione.
– Questi esercizi prendono 5 min al giorno, e prevedono anche la rilassatezza su singole dita, e
esercizi di consapevolezza del fatto che basta pochissimo per restare appesi al tavolo, mentre
la totale inerzia comporta la caduta totale e la non-presa.
– Poi si passa al pianoforte con gli esercizi di caduta, rendendosi conto che un totale
abbandono del peso, come già detto, non interviene mai.
– Passaggio del peso da un dito all'altro. L'agilità è indipendenza, ma non delle dita (!!) come
sosteneva la antica scuola, bensì dei muscoli! Non usare altro che i flessori. Poi più note
assieme.
– Sorreggere il peso. Controllare la posizione della mano. Iniziare col passaggio del peso tra 2
e 3. prima, brugnoli propone: minima, pausa di minima (caduta del braccio): così tutte le
note, a tempo, con lo stesso dito. Poi le 2 note di fila.
– Il trucco è anticipare la sensazione di peso sulla nota successiva, mentre si suona quella
precedente. Importante è mantenere il peso, in una flessione continua, fino alla nota
successiva.
– Fondamentale è destare da subito l'interesse musicale, andare sempre a fondo. “al di là”. Cfr
il libro “perchè la musica classica”.
– È da questi capisaldi che si parte … disciplina e controllo, poi musica. Applicare i principi
sani. Occhio ai vizi posturali.
– Lo staccato. C'è o non c'è la presa nello staccato?
– Staccato di polso: lentamente non si studia staccato come quando si fa in velocità, bensì
appoggiato, compiendo un movimento in due tempi. Polso → più alto. Studiando
appoggiato, la presa evidentemente c'è.
– Il pollice è un caso particolare. Non ha la sensibilità delle altre dita perchè non tocca il tasto
sul polpastrello.
– Il passaggio del pollice va fatto tenendo la presa della nota precedente. Attenzione con
l'orecchio.
– Le scale son da fare a media velocità, mf, neutro.
– Il passaggio del peso è piu diff. Tra due dita distanti, opp 5-1. legato!!!
– Staccato di dito, mezzo staccato di avambraccio, uguale alla presa, scorre, gratta....
Gli studi:
– Per un primo approccio, Czerny, Pozzoli ed Heller op 45-7. (oltre al minimo di pura tecnica,
rossomandi 1-4, scale, ecc...)
– ecco tutti gli studi di pozzoli.
– 16 Studi di agilità per le piccole mani
• I primi esercizi di stile polifonico
• La tecnica giornaliera del pianista, Ricordi, Milano, 1927
• Studi di Media Difficoltà per Pianoforte
• Studi a moto rapido per Pianoforte
• Sorrisi infantili
• 16 Studi per le note ribattute
• 30 Studietti Elementari per Pianoforte
• 5 Sonatine facili nello stile classico
• 15 Studi di facile meccanismo
• 24 Piccoli studi facili e progressivi

– iniziare da Czernyana, 1 e 2 fasc, poi si può passare all'op 849.


– su Pozzoli, iniziare dai 24 studi facili e progressivi, e 15 studi facili.
– Poi passare a la scuola della velocità di Czerny e i 16 studi di agilità per le piccole mani.
– Eventualmente anche i 5o studi op 299, ma anche no. Se l'allievo ha le capacità, passare a
Chopin... op 25 n 2, op 10 n 5... e i tre postumi...
– ma attenzione all'approccio con gli studi di chopin... se fatti male possono fare..danni...
bisogna fare un grande studio sul suono. p.es non si puù suonare op 10 n 4 tutto forte. Ma p,
legato...
– ci sono anche gli studi di duvernois...legati storicamente al pianoforte complementare, ma
sono interessanti. Op 120, e 276.
– Heller, op 47 e 45.
– Pozzoli 16 x piccole mani e Czerny del meccanismo...sono un po'scomodi.
– Poi studi a moto rapido e 30 di media difficoltà, molto molto importanti. Ora siamo al
quinto anno.
– Arrivano CRAMER e CLEMENTI. Il Gradus....Cramer è beethoveniano, propedeutico alle
sonate di Ludwig. Oltre la digitalità.
– Clementi, spartiacque. Esploratore del pianoforte. 100 studi, organizzati a gruppi in Suites.
Tecnica non più di dito. Ma peso e rotazioni.
– Altro preludi e esercizi di clementi.
– Atudi op 1 di Liszt. Da base per i trascendentali.

– 30 studi di Pozzoli, n 3. sui trilli?


– PP!! tocco raffinato no studiato lento e forte, ma lento e piano, legato. Non articolare.
Minimo di rotazione, libertà naturale. La fissità della posizione può portare a rigidità. Non
fare movimenti inutili. Se ci si irrigidisce, rompere la fissità muovendo polso e braccio. Salti
alla fine, occhio. !! in due tempi compiere il salto. Quasi legando., non spostando a posizioni
la mano.
– Studiare lento a metronomo. varianti indicate son quasi sempre utili.
– La sx in pozzoli è sempre musicale. (oppure la dx se la formula tecnica è a dx.) melodia
italiana. N 7 molto bello. L'aridità porta a scarsi risultati. Chopiniano.
– Il pedale è marcato raramente...ma ogni tanto ci sta.
– Cramer n 1; moto parallelo. Pensare + a una mano dell'altra. Legato. Beethoven dava più
importanza a certe note, cercando quasi una Schenkeriana melodia nascosta...
– compendio di meccanismo e espressione. Cfr n 8. musica sempre in unione con la tecnica.

Letteratura pianistica romantica


– Ovviamente si attingerà a piene mani dall'album per la gioventù di Schumann.
– Primo Chopin....i preludi per ora sono difficili, tranne forse 3, 16, 22...ma è ok il valzer si m,
e op postuma.
– Grieg : pezzi lirici: opera fondamentale! Pone da subito problemi interessanti.
– Di Schubert abbiamo le danze e i Landler, pensati per dilettanti, ma pongono interessanti
problemi stilistici.
– Di Mendelssohn abbiamo le romanze senza parole (fondamentali) e i Kinderstucke:
miniaturistici, profondi. La prima romanza è il modello perfetto, e sono tutte un
po'”uguali”...
– Di schubert, ai particolarmente dotati, si può proporre improvisi e momenti musicali (n3)...
– secondo improvviso, non il primo. Anche il n 4 op 90, sia pur difficile...prevede sostituzioni
veloci... il n 2è legato o staccato?? detache, non troppo veloce. Responsabilità di insegnare
musicalmente anche la parte centrale.
– Schumann … i primi affrontabili da subito. Es canto di primavera. Diteggiare tutto, studiare
canto separato dagli accordi. Occhio al ritmo, pedale.
– Da bach al primo Beethoven il pedale va sempre stabilito. Ma anche in chopin.
– Bartok, microcosmo. Segni precisi da rispettare. Aggiungere dinamiche non scritte e di
fraseggio.
– Di pezzi moderni, oltre a microcosmo, e For Children, c'è poco. Kabalesky op 27 e 39,
katchaturian, prokofieff i racconti della nonna. Quadri per infanzia... sonatina di bartok.
– Poulenc Villageoise.