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La scala di Giacobbe

Tema: La scala di Giacobbe (Genesi 28:1-22)

Introduzione
Giacobbe ricevette le benedizioni promesse ma andò incontro a dure prove per aver ingannato suo padre.

La benedizione gli fu concessa ma Dio dovette plasmare prima il suo carattere.

Egli fu congedato da suo padre con una promessa solenne: non doveva prendere moglie se non tra le figlie
di Canaan.

Isacco lo benedisse due volte: la prima involontariamente la seconda volontariamente.

La seconda benedizione fu più completa rispetto alla precedente: era una benedizione evangelica (Genesi
28:3) che guardava direttamente al cielo, della quale Canaan era un esempio.

Giacobbe fu costretto a fuggire da sua fratello Esaù a causa della benedizione rubata con l'inganno e si recò
a Paddan-aram in casa di suo zio Labano.

Il sogno di Giacobbe
Descrivendo il viaggio di Giacobbe la bibbia dice che egli “capitò in un certo luogo” e dalle parole che
seguono il sogno che Giacobbe fece è chiaro che si trovasse ancora nella terra di Caanan.

Fattasi sera Giacobbe si organizzò per passare la notte (Genesi 28:10-11), dormì per terra ponendosi una
pietra per guanciale.

Il Signore appare per la prima volta in sogno a Giacobbe nel verso 12 del capitolo 28, questo giovane si
trovava da solo nel deserto ma Dio lo visitò.

E' necessario che sia Dio a visitarci oggi

Moltissimi sogni della Genesi si possono dividere in due tipi.

1. I sogni nei quali Dio parla in maniera diretta (es. il sogno di Abimelec “Ecco tu sei morto a causa
della donna che ti sei presa, perché è sposata” [Genesi 20:3] )

2. I sogni che necessitano di una interpretazione.

Essi sono presentati per mezzo di parabole e simboli non comprensibili se non con un dono
d’interpretazione.

I sogni che faceva Giuseppe erano di quest'ultimo tipo (es. il sogno del coppiere e del fornaio e il sogno di
faraone delle sette vacche grasse e delle sette vacche magre).

Il sogno della scala di Giacobbe comprendeva un chiaro discorso del Signore però preceduto da una scena,
la visione della scala di Giacobbe, che necessitava di una spiegazione.
Sempre come principio generale dobbiamo chiederci prima di tutto cosa il racconto ha voluto significare per
chi ha vissuto l’esperienza e questo principio è indispensabile anche per la lettura del resto della bibbia.

Il sogno di Giacobbe rappresentava:

1. La provvidenza di Dio, mediante la quale c'è un rapporto costante fra il cielo e la terra: “...la terra
sulla quale stai coricato io la darò a te e alla tua discendenza” (Genesi 28:13-14)

Dio fece sapere queste cose a Giacobbe quando egli aveva solo una pietra come cuscino e la terra era il suo
giaciglio.

2. La protezione di Dio ovunque sarebbe andato (Genesi 28:15) e la sua guida “ti ricondurrò in questo
paese”. Anche se Giacobbe temeva suo fratello Esaù Dio promise di proteggerlo.

Giacobbe non comprendeva che Dio opera in modo soprannaturale, egli era così calcolatore da escludere
l’intervento di divino (rappresentato nel sogno dalla scala).

Noi dobbiamo comunque domandarci cosa questo sogno può insegnarci.

La scala di Giacobbe ci parla dell'opera di Cristo


Nel libro della Genesi sono contenute in germe tutte le dottrine della Bibbia e la figura di Cristo appare in
molte occasioni (ovviamente simbolicamente).

“Natanaele gli rispose: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele». 50 Gesù rispose e gli disse: «Perché
ti ho detto che ti avevo visto sotto il fico, tu credi? Tu vedrai cose maggiori di queste». 51 Poi gli disse: «In
verità, in verità vi dico che vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell'uomo»”
(Giovanni 1:49-51).

Il piede sulla terra è dato dalla Sua natura umana quello in cielo dalla Sua natura Divina, attraverso Lui
andiamo la Padre. “Per quella via nuova e vivente che egli ha inaugurata per noi attraverso la cortina, vale a
dire la sua carne” (Ebrei 10:20).

Cristo solo è la Via (Giovanni 14:1-14) e tutti i favori di Dio e i nostri servizi vanno e vengono a e da Lui per
mezzo di Cristo. Per questa strada i peccatori vanno al trono di Grazia, per fede comprendiamo questa Via e
mediante la preghiera ci avviciniamo a Dio.

In risposta alla preghiera riceviamo tutti i benefici necessari della Grazia non abbiamo altra via per arrivare
al cielo se non Cristo e quando l'anima, per fede, può vedere queste cose, ogni luogo diventerà piacevole e
ogni prospettiva gioiosa. Egli non ci lascerà mai fino a quando la sua ultima promessa non sarà compiuta.
Non esiste un’altra scala così lunga da permetterci di arrivare in cielo.

• Né La scala della religione

• Né la scala delle buone opere

• Né la scala delle buone intenzioni.


Gli angeli prima salivano e poi scendevano

Trattandosi di angeli, che vivono nei cieli, avremmo dovuto aspettarci che nel testo fosse scritto “vi
scendevano e vi salivano” invece è chiaro che dobbiamo prima salire per mezzo di Cristo (la Grazia) per poi
scendere (le opere). Se prima non saliamo nemmeno possiamo scendere e nella salita della scala della
Grazia ogni piolo è fondamentale.

“La sua potenza divina ci ha donato tutto ciò che riguarda la vita e la pietà mediante la conoscenza di colui
che ci ha chiamati con la propria gloria e virtù. 4 Attraverso queste ci sono state elargite le sue preziose e
grandissime promesse perché per mezzo di esse voi diventaste partecipi della natura divina dopo essere
sfuggiti alla corruzione che è nel mondo a causa della concupiscenza. 5 Voi, per questa stessa ragione,
mettendoci da parte vostra ogni impegno, aggiungete alla vostra fede la virtù; alla virtù la conoscenza; 6 alla
conoscenza l'autocontrollo; all'autocontrollo la pazienza; alla pazienza la pietà; 7 alla pietà l'affetto fraterno;
e all'affetto fraterno l'amore. 8 Perché se queste cose si trovano e abbondano in voi, non vi renderanno né
pigri, né sterili nella conoscenza del nostro Signore Gesù Cristo. 9 Ma colui che non ha queste cose, è cieco
oppure miope, avendo dimenticato di essere stato purificato dei suoi vecchi peccati. 10 Perciò, fratelli,
impegnatevi sempre di più a render sicura la vostra vocazione ed elezione; perché, così facendo, non
inciamperete mai. 11 In questo modo infatti vi sarà ampiamente concesso l'ingresso nel regno eterno del
nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo.” (II Pietro 1:3-11)

Dobbiamo salire per prendere quello che è necessario per servire Dio. Gli angeli rappresentano la perfetta
volontà di Dio. La preghiera del “Padre Nostro” ci insegna “sia fatta la tua volontà come in cielo così in
terra”.

Coloro che sono stati alla presenza di Dio si notano perchè ciò che hanno ricevuto dal cielo lo hanno
portano in terra. Per alcune persone questo rimane un sogno, infatti anche dopo molti anni di fede sono
rimasti ai primi passi della fede.

Giacobbe si svegliò e si rese conto di essere alla presenza di Dio (Genesi 28:16)
Il primo sentimento che provò in quel momento fu di paura (Genesi 28:17).

Quando conosciamo veramente Dio non abbiamo paura. “E voi non


avete ricevuto uno spirito di servitù per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione,
mediante il quale gridiamo: «Abbà! Padre!»” (Romani 8:15)

Il posto in cui Giacobbe fece il sogno fu chiamato “casa di Dio” (Bethel).

Giacobbe però non era ancora pronto ad affidarsi completamente a quel Dio che gli si era rivelato e spesso
il nostro carattere, come per Giacobbe, è il più grande ostacolo tra noi e Lui.

Egli, calcolatore, fa un voto e prega, pone condizioni a Dio, utilizzando per ben quattro volte la parola “se”
(Genesi 28:20-21) e aggiunge che se tali condizioni vengono esaudite “Il Signore sarà il mio Dio”.

Dio ha già concluso un patto con noi per mezzo del Suo figliolo, non possiamo e non dobbiamo trattare ma
chiediamo per fede ciò che la Sua Parola promette.

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