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I t d i

Introduzione all’analisi
ll’ li i dei
d i circuiti
i iti

1. Componentii lineari
li i
2. Bipolo R-L-C
3. Regime continuo
4 Regime sinusoidale
4. sin soidale
5. Sistemi trifase

Angelo Tani Azionamenti Elettrici 1


Componenti Lineari

Resistenza

Equazione generale

v AB  R i
i
A B

R
v AB V   Volt
i  A  Ampere
R   Ohm

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La resistenza di un conduttore di lunghezza L e di sezione
costante S è esprimibile come:

L   mm 2 
R   resistività del materiale   
S  m 

Come si può notare,


notare la resistenza,
resistenza in generale
generale, dipende dalla
geometria (L,S) e dal materiale ( ma non dipende dalla
corrente.
La resistività, a sua volta, dipende dalla temperatura del
materiale.
materiale
Temperatura maggiore  resistività maggiore.

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Effetto pelle
Quanto detto finora vale rigorosamente
g solo se la corrente è
uniformemente distribuita nell’intera sezione del conduttore
(basse frequenze).
Questa ipotesi diventa sempre meno accettabile all’aumentare
della frequenza.

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L addensamento dei filetti di corrente nella zona esterna del
L’addensamento
conduttore equivale ad una riduzione della sezione del
conduttore stesso.

L
R
S

L’effetto è un aumento della resistenza del conduttore al


q
crescere della frequenza.

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P t
Potenza
La potenza scambiata tra il circuito elettrico e la resistenza è:

2
v AB
p  v AB i  R i  2
R

Questa potenza è sempre positiva e di conseguenza è potenza


dissipata (sotto forma di calore – effetto Joule).
Joule)
La resistenza non ha la possibilità di immagazzinare energia.

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Componenti Lineari

Induttanza

Equazione generale

di
i v AB  L
A B dt

L
V s
L H      Henry
 A

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Consideriamo un avvolgimento
che percorso da corrente i,
che, i
produce un campo magnetico.
i

Si definisce induttanza il
rapporto tra il flusso concatenato
con l’avvolgimento e la corrente c  L i 1
che ppercorre l’avvolgimento
g
stesso.

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Esempio
Circuito magnetico in materiale ferromagnetico

Lf: lunghezza circuito


i magnetico
magnetico.
Lf S f: sezione circuito
magnetico.
ti

f f: permeabilità del circuito


magnetico (costante =
regime lineare).
Sf N: numero di spire
dell’avvolgimento.

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Dalla legge della circuitazione magnetica:  h d  iconc

Ni
hf  2  hf Lf  N i
Lf

Dalla (2) e dalla legge di legame bf   f hf


materiale:

f Ni
bf 
Lf
3

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A partire dall
dall’espressione
espressione del flusso
 c b f S f N
concatenato, tenendo conto della (3),
otteniamo:

f N2 Sf i
c  4 
Lf

Confrontando la (4) con la (1) si perviene all’espressione


cercata per l’induttanza:

f Sf N2
L 5 
Lf

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Dalla (5),
(5) valida in regime magnetico lineare,
lineare risulta che
l’induttanza dipende solo dalla geometria e dal materiale.
Questo
Q t non è più
iù vero se teniamo
t i conto
t del
d l fenomeno
f d ll
della
saturazione magnetica. In tal caso L sarà funzione anche della
corrente i.

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P t
Potenza
La po
potenza
e scambiata
sc b tra il ccircuito
cu o eelettrico
e co e l’induttanza
du è:

di
p  v AB i  L i 6 
dt

In questo caso il segno della potenza può essere sia positivo che
negativo: l’induttanza scambia energia con il circuito elettrico.
La corrente su una induttanza è sempre continua (dal punto
di vista matematico). Infatti, in presenza di una discontinuità, la
derivata di corrente tende all’infinito, ma questo implica una
potenza infinita (assurdo fisico).

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Dove va a ffinire l’energia
g scambiata con l’induttanza?
Un’induttanza è sempre accompagnata dalla presenza di un
ccampo
po magnetico.
g e co. Ne
Nel ccampo
po magnetico
g e co è immagazzinata
g uuna
energia che vale:
1 2
wm  L i 6 
2

E’ immediato verificare che la derivata dell’energia magnetica


(6) coincide con la potenza scambiata con il circuito elettrico
(5).
(5)
L’energia scambiata dal circuito con
dwm ll’induttanza
induttanza produce una variazione
p 7 
dt dell’energia immagazzinata nel campo
magnetico.
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Componenti Lineari

Capacità

Equazioni generali

t
1
 v AB 0    i dt
dv
i iC v AB
dt C0
A B

C
 A s  Q 
C F         Farad
 V  V 

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La corrente fa variare la quantità
D di carica immagazzinata sulle
armature del condensatore.

q Cv 8 
S

Per un condensatore piano la S


capacità è esprimibile come:
C
D
9 

La capacità
L ità di un condensatore
d t di d solo
dipende l dalla
d ll geometria
ti e
dal materiale dielettrico interposto tra le armature.

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Potenza
La potenza scambiata tra il circuito elettrico e la capacità è:

dv AB
p  v AB i  C v AB 10 
dt

Anche in qquesto caso il segno


g della ppotenza ppuò essere sia
positivo che negativo: il condensatore scambia energia con il
circuito elettrico.
La tensione ai capi di un condensatore è sempre continua (dal
punto di vista matematico). Infatti, in presenza di una
discontinuità, la derivata di tensione tende all’infinito, ma
questo implica una potenza infinita (assurdo fisico).

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Dove va a finire ll’energia
energia scambiata con il condensatore?
Nel condensatore è sempre presente un campo elettrico. Nel
campo elettrico è immagazzinata una energia che vale:

1 2
we  C v AB 11
2

E immediato verificare che la derivata dell


E’ dell’energia
energia elettrica
(11) coincide con la potenza scambiata con il circuito elettrico
( )
(10).
L’energia scambiata dal circuito con il
dwe condensatore pproduce una variazione
z
p 12 
dt dell’energia immagazzinata nel campo
elettrico.
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Bipolo R-
R-L-C

i
A B
R L C

t
di 1
v AB  R i  L   i dt  vc 0  13
dt C 0

Equazione generale ai valori istantanei

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Bipolo R-
R-L-C: regime continuo

Cerchiamo ll’equazione
equazione del bipolo R-L-C valida in regime
continuo (grandezze costanti).
t
di 1
v AB  R i  L   i dt  vc 0  13
dt C 0

In presenza del condensatore l’unica soluzione costante


possibile è:
i 0 14 
In continua il bipolo R-L-C equivale a un circuito aperto.

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Bipolo
Bi l R-R-L:
L regime
i continuo
ti
Se manca il condensatore (bipolo R-L)
R L) ll’equazione
equazione generale
ai valori istantanei è:

di
v AB  R i  L
dt
15 

In regime continuo la (15) diviene:

V AB  R I 16 
In continua il bipolo R-L è completamente caratterizzato
dalla sola resistenza R.

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Bipolo R
R--L-C: regime sinusoidale
Per la trattazione di grandezze sinusoidali risulta comodo
utilizzare il metodo di Steimetz (vettori rotanti).
Come è noto una ggenerica ggrandezza sinusoidale a(t) ( ) di
pulsazione  può essere rappresentata come parte reale di una
opportuna costante complessa che ruota con velocità angolare .

m


a t   AM cos  t     e A e j  t 
ove A  AM e j 
e

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L’equazione
q ((13)) del bipolo
p R-L-C in regime
g sinusoidale
diviene:
di 1
v AB  R i  L   i dt 17 
dt C

Utilizziamo la rappresentazione di Steinmetz.


e VAB e j t
  R e I e  j t d
 L e I e
dt
j t
 1
 
  e I e j  t dt
C

 

e V AB e j t
  e  R I e j t d
L Ie j t 1

  Iej t
dt 
 dt C 

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 

e V AB e j t
  e  R I e j t d
L Ie j t 1

  Ie 
j t
dt 
 dt C 

 

e V AB e j  t  e  R I e j  t  j  L I e j  t 
1
j C

I e j t 
 


e V AB e j t
 
 e  R  j  L 
1  j t 
I e 
j C 
 

  1   j t 
e V AB   R  j  L  I e  0
  j C   
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  1   j t 
e V AB   R  j  L  I e  0
  j C   

Poiché deve essere soddisfatta per ogni istante t:

 1 
VAB   R  j  L  I Equazione del bipolo
 j C  R-L-C in regime sinusoidale

 1 
Z   R  j L   VAB  Z I
 j C 

In regime sinusoidale, il bipolo R-L-C è completamente


caratterizzato dall’impedenza Z.
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Il triangolo delle impedenze

 1    1 
Z   R  j L   Z   R  j  L  
 j C     C 

m


Z
 1 
 L  
 C

R e

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  1 
Z   R  j  L   Z  R  j X 
   C 

Si definisce X reattanza.

X  X L  XC

XL reattanza
tt i d tti XC reattanza
induttiva, tt capacitiva.
iti

1
XL  L XC 
C

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L’impedenza si dice induttiva se la parte immaginaria è
maggiore di 0 ( > 0), capacitiva se è minore di 0 ( < 0),
resistiva se è uguale a 0 ( = 0).


m V AB e j  t m
V AB



I e j t

e e

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Potenza in regime continuo

i
iI v V

p V I

p Il flusso di potenza è costante


nel tempo.

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Potenza in regime sinusoidale

i i  e  2 I rms e j  t 

v
v  e  2 Vrms e j  t 
p  vi

p Il flusso di potenza non è


costante nel tempo.

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p  e Vrms I rms e j 2 t
 
 e Vrms I rms
*
 Potenza
Istantanea

Termine sinusoidale di pulsazione 2  Termine costante

Definiamo:

 
T
1 Potenza
P   p dt  e Vrms I rms
*
 Vrms I rms cos 
T0 Attiva

Potenza
Q  Vrms I rms sin  Reattiva

A  Vrms I rms Potenza


Apparente
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Tra le potenze sussistono le seguenti relazioni:

P  A cos  Q  A sin  Q  P tan 

A2  P 2  Q 2

m Triangolo delle potenze

A

Q

P e

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Sistemi trifase

i1 Correnti
1
i2 v12 i1
2 v31
i3 v23 i2
3 i3

v10 v20 v30


0
v10  e1 v12
v20  e2 v23
Tensioni Tensioni
v30  e3 v31
Stellate Concatenate
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Relazioni fondamentali
In assenza di filo neutro: i1  i2  i3  0

v12  e1  e2
Legame tra tensioni
v23  e2  e3
stellate e concatenate:
v31  e3  e1

Legame tra tensioni concatenate: v12  v23  v31  0

Note
N t lel tensioni
t i i stellate,
t ll t sono fissate
fi t anche h le
l concatenate.
t t
Note le tensioni concatenate, le stellate dipendono dal centro
stella scelto.
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Sistemi trifase in regime sinusoidale
In condizioni di regime sinusoidale valgono le seguenti
relazioni:


i1  e I 1 e j  t  
v12  e V12 e j  t  
e1  e E1 e j  t 
i2  e I 2 e j  t  v23  e V23 e j  t  e2  e E2 e j  t 
i3  e I 3 e j  t  v31  e V31 e j  t  e3  e E3 e j  t 

V12  E1  E2
I1  I 2  I 3  0 V12  V23  V31  0 V23  E2  E3
V31  E3  E1

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Diagrammi vettoriali

m m
V31
E3
I3
I1
V12

e e
E1
E2

I2 V23

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Sistemi trifase in regime sinusoidale simmetrico
In condizioni di regime sinusoidale simmetrico (caso
particolare del regime sinusoidale), fra le costanti complesse
valgono le seguenti relazioni:

I1  I V12  V E1  E
I 2  I e j 2 3
V23  V e  j 2  3
E2  E e  j 2  3

I3  I e j 4 3
V31  V e  j 4  3
E3  E e  j 4  3

L’intero sistema di correnti,, tensioni


stellate e tensioni concatenate può essere I, E, V
descritto con tre sole costanti complesse.

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Diagrammi vettoriali

m m
V12  V
E3
120° I1  I V31
120°
120
30°
I3 E1  E

120° e 120°
120 e
120° 120°

E2
I2 V23

Il legame tra tensioni stellate e concatenate è: V  3 E e j  6

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Potenza in regime sinusoidale
simmetrico trifase

I I  2 I rms V  2 Vrms

E  2 Erms
V ,E

p  e1 i1  e2 i2  e3 i3

p Il flusso di potenza è
costante nel tempo.

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Definiamo:

P 3 V rms I rms cos   3 E rms I rms cos  Potenza


Attiva

Q 3 V rms I rms sin   3 E rms I rms sin  Potenza


Reattiva

A 3 V rms I rms  3 E rms I rms Potenza


A
Apparente
t

ove  è l’angolo
g di sfasamento tra i vettori E e I.

Anche
c e nel
e ccaso
so trifase
se v
valgono
go o lee relazioni
e o tra lee po
potenze
e e ggià
viste nel monofase ed è quindi possibile tracciare il triangolo
delle potenze.
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