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La crisi delle scienze Europee

SECONDA PARTE

§9 - h) Il mondo-della-vita quale dimenticato fondamento di senso della scienza naturale

Parole chiavi: Mondo-della-vita; mondo circondante; Senso; induzione; Abito ideale

Tesi del testo e schema:

-Le scienze naturale hanno dato tanta importanza al mundo ideale, “costruito” da esse, che si sono dimenticate
del mondo reale.

*Nelle parole di Husserl: e avvenuta “…una sovrapposizine del mondo matematicamente sustruito delle idealità
all’unico mondo reale…”

- Dall’argomento già detto passa ad una spiegazione più un dettaglio di cosa sia successa per arrivare a quella
sovrapposizione, da Galileo in avanti.

-Una spiegazione del percorso epistemologico dall’esperienza immediata del mondo fino alle astrazioni delle leggi
scientifiche.

-Infine una valutazione degli aspetti positivi e negativi di Galileo

La Geometria di Galileo

-Husserl ribadisce la sua accusa alle scienze partendo da Galileo, nonché afferma che egli è stato l’erede di una
geometria che era già una più che una intuizione immediata del pensiero. Era una geometria delle idealità

-MA, questa scienza (come le altre) ha il suo fondamento nell’uso pratico (nella agrimensura pratica). Questo uso
“originario è il fondamento di senso” della geometria.

-Quindi l’errore di Galileo fu quello di non essersi interrogato fino in fondo su questa operazione che ne costituiva il
senso. Unicamente considerò (ma, da scienzato è quello che aveva da fare) Le rappresentazioni ideali delle forme.
Queste, però, producono altrettante forme possibili empirico-intuitive, non esatte.

L’idealizzazione del mondo empirico

-Le operazioni della geometria ereditata non sono più viventi ed effettive.

-Sembra che la geometria, partendo di “intuizioni” a priori, arrivassi ad una verità assoluta e autonoma.

-Qualsiasi riflessione che vuole salire al di là delle sue proprie implicazioni immediate (anche la filosofia), corre il
rischio di allontanarsi dal senso proprio e di rimanere attaccata alla natura idealizzata. Inveche di andare al fine
ultimo della scienza

-La filosofia corre anche il rischio di non andare alle fondamenta e accontentarsi di una spiegazione al livello causale.

-Questo fine ultimo lo si trova nel mondo circondante, nell’esperienza pre-scientifica.

Percorso Epistemologico

-Il mondo reale (il mondo realmente intuito, esperito, esperibile, circondante…) resta così come è, non muta,
nemmeno se noi escogitiamo un arte (una scienza) particolare

-La conoscenza scientifica delle Leggi: Le leggi vengono colte come conoscenza delle previsioni:

-Le indagini delle scienze e del suo metodo (l’induzione) provengono da una esperienzia, una Induzione
originaria. Queste non fanno mutare niente al mondo essenziale, già dato.

-Il mondo è l’orizzonte di tutte le induzioni dotate di senso e a questa esperienza inerisce la forma spazio-
temporale
- L’Induzione è qualsiasi esperienza immediata, non solo quella scientifica (che si verifica dopo): quando vediamo
una cosa, questa è più di quello che è in sé. (Non muta, ma io li do un senso)

- “Nella matematizzazione geometrica noi commisuriamo così il mondo-della-vita”. Con le leggi prevediamo dei dati
che non sono ancora avvenuti, ma possibili dentro l’orizzonte del reale.

Metodo e Scienza

Il problema del metodo e la conoscenza del metodo

L abito ideale che è matematica e scienza naturale matematica. Mondo delle idee

1. Prendere il metodo come il vero essere.

L abito ideale fa sì che noi prendiamo per il vero essere quello che invece è soltanto un metodo…l abito ideale poté
far che il senso proprio del metodo, delle formule, delle teorie rimanesse incomprensibile e che durane l elaborazione
ingenua del metodo non venisse mai compreso.

2. Conoscere il metodo ma no come se è arrivato a quel

Il problema che sorge è quello de com’è possibile avere un metodo che potesse continuare a dare risultati senza
cambiare e senza essere compresso per quelli che lo usano.

La scienza e il metodo scientifico non somigliano così a una macchina che produce evidentemente qualcosa di
molto utile e di cui quindi ci si può fidare, una macchina che ciascuno può imparare a manovrare pur senza
comprendere minimamente le interne possibilità e la necessita delle sue operazioni; ma è possibile che la
geometria, la scienza siano state progettate fin dall’inizio come una macchina, come il prodotto di una mentalità
perfetta in un senso analogo di una mentalità scientifica? Ciò no portava forse a un regressus in infinitum?

3. I metodi e presupposti del metodo sonno sconosciuti per scienziati che cercano soltanto resultati.

…ma anche di tutte le implicazioni di senso occluse dalle sedimentazioni a dalla tradizione, cioè delle premesse
delle sue formazioni teoretiche, dei suoi concetti, delle proposizioni, delle sue teorie.

Arriviamo alla fine della corsa senza sapere come lo abbiamo fatto e cosa a successo nel fra tempo, sconosciamo gli
ostacoli della corsa, i presupposti

Galileo il genio che Scopre e insieme occulta

Egli scopre la natura matematica, l idea metodica… Egli scopre, di fronte alla causalità universale del mondo
intuitivo, in quanto forma invariabile, legge causale la forma a priori del vero mondo…

Ma come se è arrivato a questa conoscenza, da dove sorgono tutti questi leggi che ci fa capire il mondo.

Spunti per la riflessione

- Galileo, dal momento che centra le sue ricerche nelle scienze esatte, doveva veramente fare una riflessione
filosofica sull’origine del loro senso oppure ha commesso veramente l’omissione di non fondare il passo tra il
mondo esperibile e le forme idealizzate?
- L’astrazione delle forme matematiche e geometriche possono essere ridotte ad una conoscenza di
previsioni?
- Sembra che finora Husserl stia focalizzando le sue riflessioni sul mondo naturale. Come potremmo parlare
delle realtà più interne dell’uomo quando fuori da lui non ci sarebbe una esperienza nel mondo?
- E valida la critica che fa Husserl al solipsismo kantiano?
- Come possiamo spiegare il passo tra la cosa in sé e la conoscenza che noi raggiungiamo di essa?