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Carso: car-so; car-nia = ha a che fare con la pietra.

- formato da carbonato di calcio (calcare) che tramite una serie di reazioni chimiche con l’acqua e
l’anidride carbonica si trasforma in bicarbonato di calcio. Questa sostanza è soggetta a facile
erosione da parte degli agenti atmosferici e soprattutto dell’acqua. Questo fenomeno è chiamato
“carsismo”. I fenomeni carsici possono essere epigei, cioè verificarsi in superficie, oppure ipogei, e
quindi verificarsi sottoterra, e infine misti, che comprendono tutte due le possibilità. Di
conseguenza è ricca di anfratti e grotte dove non di rado l’acqua si infiltra, perciò la rete idrica
superficiale del Carso è molto ridotta.

- si è venuto a formare con la sovrapposizione di alcune microplacche comprese tra la placca


indoeuropea e quella africana. Ciò avvenne circa 190-70 milioni di anni fa (mesozoico).

- si tratta di un fondo marino emerso.

- in Friuli si distingue in Carso Triestino e carso Goriziano.

- presenta una grande varietà di pietre, 10 tipi, alcuni anche pregiati come il marmo di Aorisina.
( decimo produttore di marmo in Italia).

-un altro elemento morfologico tipico del carso sono le doline, vale a dire delle depressioni a forma
di catino scavate dall’acqua. A volte all’interno della dolina si può formare anche un inghiottitoio.
Dolina + inghiottitoio = foiba.

Timavo:

- nasce nei pressi della città di Fiume (Croazia), precisamente sul monte Nevoso.

- fenomeno misto.

- scorre per circa 42 chilometri prima di inabissarsi all’altezza di Auremo, vicino alle grotte di
S.Canziano. Ha un corso sotterraneo ,a una profondità di 300 metri ca., di circa 40 chilometri.
Riaffiora ai piedi del carso Triestino mediante tre bocche. Prima di sfociare nell’Adriatico percorre
altri due chilometri e mezzo. Corso complessivo di 85 Km ca.

- nei pressi delle bocche è situata la chiesa di San Giovanni in Tuba (tromba). Sullo stesso sito si
ergeva una chiesa paleocristiana e prima ancora un tempio dedicato al Dio Mitra, di opera romana.
Questa zona era infatti un importante collegamento con Aquileia in età romana. Le zone abitate sul
carso di quel epoca si possono notare nella carta tiberina (4° secolo a.C.).

- le acque del Timavo sono anche state usate per il rifornimento idrico di Trieste. Anche alcune
borgate carsiche hanno affrontato lo stesso problema di Trieste, e hanno adottato una cisterna
comune.

- Quando è in piena il Timavo può raggiungere la portata di circa 8 milioni di metri cubi d’acqua,
circa 750.000 durante un periodo di magra. Comunque in media contiene circa un milione di metri
cubi d’acqua.
Museo:

- sono stati ritrovati notevoli manufatti nel carso risalenti al Neolitico (grazie agli scavi intrapresi da
Marchesetti e Battaglia). Questo testimonia una remota presenza di uomini in quest’area. Essi
sfruttavano soprattutto il riparo costituito dalle numerose grotte (entrata stretta; interno largo) e
dalle altrettanto numerose caverne (entrata larga e interno stretto).Anche le doline potevano
rappresentare per l’uomo primitivo luogo di ristoro, per ragioni climatiche la zona a nord della
dolina era la più favorevole.

- i ritrovamenti sono costituiti soprattutto da oggetti ornamentali in pietra vitrea e argilla nel
paleolitico superiore e nel neolitico, oro, bronzo e rame nell’età dei metalli , come le borques, le
fibule a occhiale, arco o balestra o ancora le sicule, vasi in ceramica dove si mettevano le ceneri.

- la storia in Friuli inizia nel 181 a.C. ca.

- i castellieri, villaggi fortificati, costituiscono a loro volta importanti testimonianze storiche.