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1)

Stefano Roi, un ragazzo dodicenne, vuole seguire il lavoro di suo padre che è capitano
di mare. Ma sorge un problema, un giorno si accorge di essere inseguito dal colombre,
un pesce che secondo la leggenda perseguita fino alla morte i marinai. Anche se il
padre era contrario, Stefano diventa anche lui marinaio. Per tutta la vita egli vede in
mare la pinna del colombre. Invecchiato Stefano decide di sfidare il pesce. Ma scopre
che esso voleva solo consegnargli la perla dei mari che portava fortuna e amore. Dopo
due mesi venne ritrovato il corpo scheletrico di Stefano con in mano un sassolino.

2)

Destino

Il destino è una parola molto importante nel racconto di Dino Buzzati. Il protagonista
Stefano Roi siccome vede il Colombre quando ha 12 anni ha, secondo suo padre, la
vita segnata: lui finirà nelle grinfie del pesce leggendario prima o poi. Suo padre lo
avvisa del pericolo che corre e lo obbliga ad allontanarsi per tutta la vita dal mare (e
quindi dal pesce):
“Tu sbarcherai e non ti staccherai mai più dalla riva, per nessuna ragione al mondo.
Me lo devi promettere. Il mestiere del mare non è per te, figliolo”.
Ma in realtà Stefano, dopo aver studiato lontano dal mare e aver incominciato a
lavorare lontano dal suo paese, rompe la promessa perché è destino che lui navighi e
venga sempre assediato dal Colombre. Stefano scappa per tutta la sua vita dal pesce.
Tuttavia è destino che lui non venga ucciso dal Colombre, anzi il Colombre era
l’unico in grado di cambiare la sua vita perché gli portava una sfera magica che gli
avrebbe regalato fortuna, potenza, amore e pace dell’animo. È destino invece che
giunto alla sua sfida contro il Colombre si renda conto, da vecchio, che esso non era
un assassino, ma un benefattore. Ma ormai è troppo tardi perché sia Stefano che il
pesce sono vecchi e destinati a morire presto:
“Ahimé disse scuotendo tristemente il capo. Com’è tutto sbagliato. Io sono riuscito a
dannare la mia esistenza: e ho rovinato la tua. Addio pover’uomo. Ripose il Colombre
e sprofondò nelle acque nere per sempre”.
Possiamo dire che il Colombre rappresenta quindi il destino.

3)

Il narratore del racconto è esterno ed è onnisciente. Per tutto il racconto il narratore


adotta il punto di vista del protagonista. Tuttavia alla fine viene il narratore prende
quasi lo stile di un’enciclopedia/dizionario. Il linguaggio è semplice senza particolari
termini complessi, a parte forse quelli più legati all’attività marinaia. I discorsi diretti
non sono molto numerosi e non abbiamo discorso indiretto libero.
Per quanto riguarda le tecniche narrative tutta la storia è in realtà un lungo flashback,
perché il protagonista alla fine muore e la storia invece racconta diversi eventi della
sua vita. L’uso del flashback mostra come tutta la vita del protagonista è segnata dal
destino dell’essere preso di mira dal Colombre.
L’altra tendina narrativa utilizzata è l’ellissi, cioè quando si salta volutamente un
pezzo di storia. Il narratore passa dalla vita giovane del protagonista a quella anziana
in pochissime parole: “Finché, all’improvviso, Stefano un giorno si accorse di essere
diventato vecchio, vecchissimo”.