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Via Crucis

L’alfabeto della Croce


Canto: Alla tua presenza

Alla tua presenza portaci Signore,


nei tuoi atri noi vogliamo dimorar.
Nel tuo tempio intoneremo inni a te,
canti di lode alla tua maestà.
Il tuo Santo Spirito ci guidi la dove sei tu,
alla tua presenza Signore Gesù.
In eterno canteremo gloria a te, Signor.
Alla tua presenza,
alla tua presenza,
per sempre insieme a te Gesù.

C. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.


T. Amen.

C. Il Signore Gesù, che ci ha amati fino a dare la vita per noi, sia
con tutti voi.
T. E con il tuo spirito.

Introduzione

L1. Dal vangelo secondo Giovanni (Gv 1,1-4.14)

In principio era il Verbo,


e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi.

Il Vangelo di Giovanni racconta la storia della salvezza partendo


dal Verbo, dalla Parola. Una Parola potente che crea, che si fa

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storia, che si fa carne e viene ad abitare in mezzo a noi: Gesù. In
lui Dio si è fatto visibile.

L2. La parola è frutto di una composizione sensata ed efficace. Per


vivere la fede occorre comporre delle parole, inciderle nel cuore,
perché sono parole che hanno forza, che cambiano, talvolta, la
vita stessa. Sono parole di conversione.
Questa sera, ripercorrendo il racconto della passione, morte e
risurrezione di Gesù, chiediamo al Signore l’aiuto per vivere,
fino in fondo, «l’alfabeto della croce», così da essere, ogni
giorno, senza timori e compromessi, testimoni autentici del
Risorto, con gesti concreti di accoglienza, di amore e di
perdono.

C. Preghiamo.
Vieni, Santo Spirito, illumina le nostre menti e i nostri cuori,
perché comprendiamo il significato profondo che il cammino
della croce ha oggi per noi, per la Chiesa, per il mondo. A te,
divino Amore, con il Padre e il Figlio ogni onore e gloria nei
secoli dei secoli.
T. Amen.

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I stazione
GESÙ SI DONA NELL’EUCARESTIA
C. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

L1. Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 13,1-5)

Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era venuta la


sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi
che erano nel mondo, li amò fino alla fine. Durante la cena, quando
il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone
Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato
tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò
da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse
attorno alla vita. Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a
lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugamano di cui
si era cinto.

Riflessione

L2. A… come AMORE.


Ogni giorno decine di trasmissioni televisive, centinaia di
canzoni, equipe di «esperti» ci raccontano con competenza e
sicurezza tutto quello che si deve sapere sull’amore. Diciamolo:
l’arte di amare non ha più segreti.
La realtà, spesse volte, è meno poetica: si fatica ad amare, ci
sono coppie in difficoltà, rapporti tra genitori e figli appesantiti
da possessioni ed egoismi, persone che, pur desiderando amare,
si ritrovano sole; ogni giorno sui giornali si legge la cronaca di
amori finiti nella violenza e nella follia.
Mai come in questo tempo l'amore si vende, si esalta, si smercia,
si enfatizza.
Che distanza dall’insegnamento e dalla testimonianza di Gesù.
Egli non ci ama perché siamo amabili ma - amandoci - ci rende

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amabili e capaci di accogliere la parte oscura che abita nel
profondo di ciascuno di noi.
Il Figlio di Dio per insegnare ai suoi discepoli il senso
dell’amore non si è seduto sulla poltroncina rossa di un salotto
televisivo, non ha guidato furgoni con videomessaggi, non ha
fatto grandi proclami, non ha comperato qualche rivista a buon
mercato…
Per insegnare l’amore, quest’Uomo si è fatto servo. Nella notte
in cui veniva tradito ha lavato i piedi dei suoi amici e ha aperto
le braccia alla misericordia. È un’indicazione piuttosto chiara: se
vuoi amare veramente qualcuno fatti piccolo e mettiti a servire,
affinché l’altro, chiunque esso sia, si senta avvolto da quella
tenerezza che fa dimenticare il dolore e sperimenti di essere
prezioso ai tuoi occhi, apprezzato per quello che è, non per
quello che appare o sa fare.

Preghiamo insieme

Apri i nostri occhi, Signore,


perché possiamo vedere te nei nostri fratelli e sorelle.
Apri le nostre orecchie, Signore,
perché possiamo udire le invocazioni
di chi ha fame, freddo, paura, e di chi è oppresso.
Apri il nostro cuore, Signore, perché impariamo
ad amarci gli uni gli altri come tu ci ami.
Donaci di nuovo il tuo Spirito, Signore,
perché diventiamo un cuor solo ed un’anima sola, nel tuo nome.
Amen.

(Madre Teresa di Calcutta)

C. Signore, Dio di giustizia e di pace, donaci un cuore capace di


amare chi ci sta accanto e dacci la forza di rispettare i diritti
degli altri, dei vicini e dei popoli lontani. Tu che vivi e regni nei
secoli dei secoli.
T. Amen.
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Canto: Segni del tuo amore

Mille e mille grani nelle spighe d’oro


mandano fragranza e danno gioia al cuore
quando, macinati, fanno un pane solo:
pane quotidiano, dono tuo, Signore.

Ecco il pane e il vino segni del tuo amore.


Ecco questa offerta, accoglila, Signore:
tu di mille e mille cuori fai un cuore solo,
un corpo solo in te
e il Figlio tuo verrà, vivrà ancora in mezzo a noi.

Mille grappoli maturi sotto il sole,


festa della terra, donano vigore,
quando da ogni perla stilla il vino nuovo:
vino della gioia, dono tuo, Signore.

Ecco il pane e il vino segni del tuo amore.


Ecco questa offerta, accoglila, Signore:
tu di mille e mille cuori fai un cuore solo,
un corpo solo in te
e il Figlio tuo verrà, vivrà ancora in mezzo a noi.

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II stazione
GESÙ PREGA NELL’ORTO DEGLI ULIVI
C. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

L1. Dal Vangelo secondo Marco (Mc 14,32-38)

Giunsero a un podere chiamato Getsèmani ed egli disse ai suoi


discepoli: «Sedetevi qui, mentre io prego». Prese con sé Pietro,
Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia. Disse
loro: «La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate».
Poi, andato un po' innanzi, cadde a terra e pregava che, se
fosse possibile, passasse via da lui quell'ora. E diceva: «Abbà!
Padre! Tutto è possibile a te: allontana da me questo calice! Però
non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi tu».
Poi venne, li trovò addormentati e disse a Pietro: «Simone,
dormi? Non sei riuscito a vegliare una sola ora? Vegliate e pregate
per non entrare in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è
debole».

Riflessione

L2. V… come VEGLIA.


Gesù è solo, i suoi amici dormono, nessuno gli fa compagnia.
La sua anima è triste fino alla morte. Il suo volto è angosciato.
Schiacciato dal peso opprimente della sofferenza, inginocchiato
a terra, con il volto teso al cielo, prega il Padre. Si rivolge a lui
con fiducia. Non ha nulla di attraente, eppure la sua preghiera è
esaudita. L’angelo gli porta la consolazione di Dio, la forza di
essergli fedele.
Nella notte del dolore, l’anima è forte, ma la «carne» è fragile.
Come si può resistere senza vegliare, senza pregare, senza
tenersi aggrappati alla mano del Padre?

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L3. In principio non c’è la preghiera. In principio c’è l’amicizia. La
preghiera è un tendere, con tutto sé stessi, verso Dio, spesso
senza parole, come una pianta che ha sete.

In principio non c’è la preghiera ma la vita: l’esplosione della


gioia, la pressione del dolore, l’angoscia della paura, la fame di
pane e di senso. Da qui nascono la supplica e la lode. Bisogna
amare molto la vita per pregare bene.
Chi non sa pregare apra il giornale e parli con Dio di ciò che
legge. Pregare dal giornale significa scoprire che nessun uomo è
un’isola, che la mia storia si intreccia con mille storie, che posso
considerare fratelli e sorelle persone del tutto estranee. Leggo:
«Pensionato trovato esamine dopo una settimana nella sua
cucina». E penso a quanti gridano aiuto e nessuno risponde, alla
solitudine, terribile compagna. Prego per loro e con loro: metti
vicino a ogni persona qualcuno che sappia ascoltare. E a me
dona un cuore che ascolta.

Preghiera

L4. Preghiamo dicendo: Signore, insegnaci a pregare

- Signore, resta accanto a noi nei momenti difficili, in cui lo


scoraggiamento ci pervade, e accompagnaci lungo il cammino
della vita. Preghiamo.

- Signore, donaci di essere amici veri per gli altri, affinché


nessun fratello si senta abbandonato da noi nella fatica e nella
solitudine. Preghiamo.

- Signore, aiutaci affinché le nostre paure e le nostre fragilità non


ci allontanino mai dal tuo Amore. Preghiamo.

C. Signore, spesso succede anche a noi di non riuscire a stare un


po’ con te. Rendici capaci di mettere ordine nella nostra giornata
e di ascoltarti di più. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
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T. Amen.
Canto: La preghiera di Gesù è la nostra

Dove due o tre sono uniti nel mio nome, io sarò con loro
pregherò con loro, amerò con loro,
perché il mondo venga a Te o Padre,
conoscere il tuo amore è avere vita con Te.
Voi che siete luce della terra, miei amici, risplendete sempre
della vera luce, perché il mondo creda nell'amore che c'è in voi,
o Padre, consacrali per sempre e diano gloria a Te.

Ogni beatitudine vi attende nel mio giorno, se sarete uniti,


se sarete pace, se sarete puri perché voi vedrete Dio,
che è Padre, in Lui la vostra vita gioia piena sarà.

Voi che ora siete miei discepoli nel mondo, siete testimoni
di un amore immenso, date prova di quella speranza che è in voi,
coraggio! Vi guiderò per sempre io rimango con voi.

Spirito che animi la Chiesa e la rinnovi, donale fortezza,


fa che sia fedele, come Cristo
che muore e risorge perché il Regno del Padre
si compia in mezzo a noi e abbiamo vita in Lui. (2v.)

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III stazione
GESÙ È GIUDICATO E CONDANNATO A MORTE
C. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

L1. Dal Vangelo secondo Marco (Mc 15,10-15)

Pilato sapeva infatti che i capi dei sacerdoti gli avevano


consegnato Gesù per invidia. Ma i capi dei sacerdoti incitarono
la folla perché, piuttosto, egli rimettesse in libertà per loro
Barabba. Pilato disse loro di nuovo: «Che cosa volete dunque
che io faccia di quello che voi chiamate il re dei Giudei?». Ed
essi di nuovo gridarono: «Crocifiggilo!». Pilato diceva loro:
«Che male ha fatto?». Ma essi gridarono più forte:
«Crocifiggilo!». Pilato, volendo dare soddisfazione alla folla,
rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare
Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.

Riflessione

L2. M… come MISERICORDIA.


Giudizio e pregiudizio… spesso questi elementi formano un
intreccio inestricabile che oscura la mente ed impedisce una
serena valutazione dei fatti. Nell’essere giudicato dall’uomo
Gesù porta il peso dell’incomprensione, dello sguardo
superficiale, degli insulti e del disprezzo umano. Dio è giudicato
dall’uomo perché l’uomo è accecato e non riconosce dentro di
sé il volto di colui che sta giudicando.
Quante volte nella vita d'ogni giorno assumiamo il ruolo di
giudici? Quante volte con i nostri comportamenti diamo il via a
«guerre» e «violenze»? Quante volte l’incapacità di chiedere scusa
e di mettere da parte l’orgoglio non ci permettono di cancellare

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rancori e ripicche inutili, mantenendo talvolta accesi stupidi
contrasti?
I nostri occhi controllano gli altri; raramente penetrano in noi
stessi. Troppo spesso sono gli altri oggetto del nostro sguardo e
del nostro giudizio. Ci appaga ritenere giusti noi stessi.

L3. Padre Giuseppe Puglisi fu ucciso, nel quartiere Brancaccio di


Palermo, da un sicario della mafia, il 15 settembre 1993.
Salvatore Grigoli, uno dei giovani killer, dopo aver confessato
l’omicidio, raccontò: «Il padre si stava accingendo ad aprire il
portoncino di casa. Aveva il borsello tra le mani. Fu una
questione di pochi secondi: io ebbi il tempo di notare che lo
Spatuzza si avvicinò, gli mise la mano per prendergli il borsello.
E gli disse piano: “Padre, questa è una rapina”. Lui si girò, lo
guardò, sorrise e disse: “Me l’aspettavo”. Non si era accorto di
me, che ero alle sue spalle. Io allora gli sparai un colpo alla
nuca. Quel sorriso piantato in faccia ha fatto di me un uomo
nuovo, mi ha cambiato la vita. Oggi comincio ad assaporare il
bene e a disgustare il male».
Padre Pino è stato un’icona della paternità di Dio. Con il suo
sorriso ha detto a chi lo stava per uccidere: «Tu sei tutto bello.
Tu non sei il tuo errore. Tu hai la possibilità di cambiare, di
essere diverso».

Preghiera

L4. Preghiamo dicendo: Signore, pietà

- Per quando siamo incapaci di ammettere il nostro errore, di


abbassarci e di chiedere scusa. Preghiamo.
- Per quando imprigioniamo gli altri nel loro passato, nei loro
sbagli. Preghiamo.
- Per quando non facciamo nulla contro le ingiustizie che
vediamo. Preghiamo.
- Per quando usiamo la violenza pensando di risolvere all’istante
i problemi. Preghiamo.
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C. Signore, aiutaci a non giudicare in modo affrettato, evitando
condanne sommarie. Donaci, invece, un atteggiamento di
accoglienza e di fraternità verso tutti coloro che incontriamo sul
nostro cammino. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
T. Amen.

Canto: Vivere la vita

Vivere la vita
con le gioie e coi dolori di ogni giorno,
è quello che Dio vuole da te.
Vivere la vita
e inabissarti nell'amore è il tuo destino,
è quello che Dio vuole da te.
Fare insieme agli altri la tua strada verso Lui,
correre con i fratelli tuoi...
Scoprirai allora il cielo dentro di te,
una scia di luce lascerai.

Vivere la vita
è l'avventura più stupenda dell'amore,
è quello che Dio vuole da te.
Vivere la vita
è generare ogni momento il Paradiso,
è quello che Dio vuole da te.
Vivere perché ritorni al mondo l'unità,
perché Dio sta nei fratelli tuoi...
Scoprirai allora il cielo dentro di te,
una scia di luce lascerai.
Vivere perché ritorni al mondo l'unità,
perché Dio sta nei fratelli tuoi...
Scoprirai allora il cielo dentro di te,
una scia di luce lascerai. (2v.)

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IV stazione
GESÙ È CARICATO DELLA CROCE
C. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

L1. Dal Vangelo secondo Marco (Mc 15,20)

Dopo averlo schernito, lo spogliarono della porpora e lo


rivestirono delle sue vesti, mentre lo conducevano fuori per
crocifiggerlo.

Riflessione

L2. C… come CROCE.


Sono un operaio metalmeccanico, da qualche giorno ho in tasca
la lettera di licenziamento per «riorganizzazione aziendale».
Sono «vecchio» per trovare un altro posto e «giovane» per avere
la pensione. Ho una moglie che non lavora e due figli piccoli
che contano su di me per poter vivere dignitosamente.
Ho paura del domani. Sento crescere in me la rabbia per un
sistema individualista che mette al primo posto gli «utili» e non
le persone, che premia solo gli arrampicatori.
Signore, in questo momento mi sento vicino a te. Nonostante
tutto non ti chiedo di togliermi questa croce, ma di aiutarmi a
portarla. Fa’ che cammini all’ombra della tua croce e metta i
miei piedi dove li hai messi tu. Aiutami ad avere nel cuore
sempre un angolo di speranza e a non dimenticarmi mai i
«valori» importanti da vivere.

Preghiera

L3. Preghiamo dicendo: Signore, li affidiamo a Te!

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- I malati terminali, i sofferenti nel corpo e nello spirito, e i loro
familiari.
- Quanti sono costretti a vivere nei paesi oppressi dalla fame,
dalla guerra, dalla dittatura.
- Chi è senza lavoro e senza casa.
- I bambini e gli anziani, spesso considerati solo un peso e una
preoccupazione.
- Chi è arrivato a togliersi la vita o lotta senza il conforto della
fede.
- Quanti soffrono la solitudine e l’abbandono.

C. Signore, abbracciando la croce, ti sei reso prigioniero e


portandola sulle spalle ci hai resi liberi. Fa’ che tutti gli uomini
godano la vera libertà e le croci di ogni giorno diventino atti
d’amore. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
T. Amen.

Canto: Niente ti turbi

Niente ti turbi, niente ti spaventi chi ha Dio niente gli manca


Niente ti turbi, niente ti spaventi: solo Dio basta!

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V stazione
GESÙ È AIUTATO DAL CIRENEO
A PORTARE LA CROCE

C. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.


T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

L1. Dal Vangelo secondo Marco (Mc 15,21)


Costrinsero a portare la sua croce un tale che passava, un
certo Simone di Cirene, che veniva dalla campagna, padre di
Alessandro e di Rufo.

Riflessione
L2. I… come INCONTRI.
Migliaia di piedi ogni giorno percorrono le strade del mondo:
storie che si incrociano, si sfiorano, si nascondono…
Storie di impegni quotidiani, di lavori e di scuole che ci
attendono…
Storie cariche di tristezza per la disperazione di una porta chiusa
o di una panchina trasformata in letto…
Storie di padri e di madri che ritornano a casa dai loro figli…
Storie di figli che hanno scelto la strada come casa…
Volti truccati e profumati, che aspettano il principe azzurro…
Volti sfigurati dalla fatica, dalla sofferenza, dalle malattie,
abbandonati da tutti…
Menti geniali, che lavorano per il futuro dell’umanità…
Menti annebbiate dall’alcool o dalla droga, relitti di umanità…
Ragazzi e giovani felici…
Giovani invecchiati troppo in fretta perché il disorientamento e
la sofferenza hanno bussato alla loro porta.
Migliaia di uomini e donne: alcuni portano croci troppo pesanti
per loro e ci chiedono di aiutarli. Cosa possiamo fare?

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L3. Il vero gesto rivoluzionario dei nostri tempi, quello che sfida
l’indifferenza, consiste nell’uscire di casa, nell’incontrare
persone per conoscere le loro storie, nell’arricchire la nostra
luce della luce degli altri. È importante ripartire da gesti, anche
piccoli, ma capaci di riaprirci a un contatto reale, diretto, vero,
perché è la scintilla dell’incontro che accende il fuoco della vita.
Preghiamo insieme
Signore,
aiutami ad essere per tutti un amico,
che attende senza stancarsi,
che accoglie con bontà,
che dà con amore,
che ascolta senza fatica,
che ringrazia con gioia.
Aiutami ad essere una presenza sicura,
a cui ci si può rivolgere quando lo si desidera;
ad offrire un’amicizia sincera,
a sprigionare una pace gioiosa,
la tua pace, Signore.
C. Signore, non vogliamo chiuderci nel nostro egoismo. Rendici
sensibili verso le necessità degli altri, capaci di gesti di carità e di
accoglienza. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.
Canto: Mani
Vorrei che le parole mutassero in preghiera
e rivederti o Padre che dipingevi il cielo.
Sapessi quante volte guardando questo mondo
vorrei che tu tornassi a ritoccarne il cuore.
Vorrei che le mie mani avessero la forza
per sostenere chi non può camminare.
Vorrei che questo cuore che esplode in sentimenti
diventasse culla per chi non ha più madre.

Mani, prendi queste mie mani, fanne vita, fanne amore,

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braccia aperte per ricevere chi è solo;
cuore, prendi questo mio cuore, fa che si spalanchi al mondo,
germogliando per quegli occhi che non sanno pianger più.
VI stazione
GESÙ È SPOGLIATO DELLE VESTI
C. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

L1. Dalla Lettera di San Paolo apostolo ai Filippesi (Fil 2,5-11)

Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù:


egli, pur essendo nella condizione di Dio,
non ritenne un privilegio
l'essere come Dio,
ma svuotò se stesso
assumendo una condizione di servo,
diventando simile agli uomini.
Dall'aspetto riconosciuto come uomo,
umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e a una morte di croce.
Per questo Dio lo esaltò
e gli donò il nome
che è al di sopra di ogni nome,
perché nel nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra,
e ogni lingua proclami:
«Gesù Cristo è Signore!»,
a gloria di Dio Padre.

Riflessione

L2. U… come UMILTÀ.

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Ragazzi, non siete inutili, siete irripetibili. Ognuno di voi è una
parola del vocabolario di Dio che non si ripete più. Voi non
avete il compito nella vita di fare scintille, ma di fare luce.
Scegliete le strade del nascondimento, ma anche quelle della
chiarezza. Praticate lo stile della semplicità, ma astenetevi dal
«semplificare» i problemi.
Aggregate la gente attorno alla Parola di Dio, senza la smania di
compattarla attorno alle parole effimere dell’uomo. Amate e servite
la Chiesa non per inseguirne la gloria, ma perché essa sia serva
fedele del Regno.
È il mondo lo spazio in cui ci giochiamo la nostra identità. Quale
mondo? Quello della scuola, della fabbrica… il bar, la piazza, la
spiaggia quest’estate…
E se vi dicono che afferrate le nuvole, che non siete pratici,
prendetelo come un complimento! Non fate riduzione ai sogni.
Se dentro vi canta un grande amore per Gesù e vi date da fare per
vivere il Vangelo, la gente si chiederà: «Ma che cosa si nasconde nel
cuore di costoro?».
Il Signore vi dia il gusto delle cose essenziali e vi renda ministri
della felicità della gente.

(don Tonino Bello)

Preghiamo insieme

O alto e glorioso Dio,


illumina le tenebre del cuore mio.
Dammi una fede retta, speranza certa,
carità perfetta e umiltà profonda.
Dammi, Signore, senno e discernimento
per compiere la tua vera e santa volontà.
Amen.

C. Signore fa’che stiamo davanti a Te con cuore grato, attento e


disponibile. Non permettere che siamo attratti dagli idoli di
questo mondo che ci distolgono dalla realtà quotidiana. Insegnaci
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il tuo stile di donazione e di libertà. Tu che vivi e regni nei secoli
dei secoli. Amen.

Canto: Se m'accogli

Tra le mani non ho niente so che Tu mi accoglierai


chiedo solo di restare accanto a Te.
Sono ricco solamente dell'amore che mi dai:
è per quelli che non l'hanno avuto mai.

Se m'accogli, mio Signore, altro non Ti chiederò


e per sempre la Tua strada la mia strada resterà
nella gioia e nel dolore fino a quando Tu vorrai
con la mano nella Tua camminerò.

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VII stazione
GESÙ PERDONA I SUOI PERSECUTORI
C. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

L1. Dal Vangelo secondo Luca (Lc 23,33-34)

Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui


e i malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra.
Gesù diceva: "Padre, perdona loro perché non sanno quello
che fanno". Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte.

Riflessione

L2. P… come PERDONO.


Impariamo da Gesù a non arrabbiarci, a non perdere la pazienza
con nessuno, a non nutrire nel nostro cuore avversioni per quelli
che, crediamo, ci abbiano fatto del male. Impariamo a
compatirci l'un l'altro, perché tutti abbiamo i nostri difetti.
Impariamo a volere bene a tutti; mi capite? A tutti, anche a
quelli che ci fanno del male o ce ne hanno fatto. Impariamo a
perdonare, a pregare anche per loro, che forse dinanzi a Dio
sono più buoni di noi.

(beato Giovanni XXIII)

Preghiera

L3. Preghiamo dicendo: Convertici con il tuo perdono, Signore

- Quando il cuore si indurisce e si ostina nel male.

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- Quando sentiamo l’attrattiva della vendetta.
- Quando nelle nostre case facciamo fatica a parlarci e a
comprenderci.
- Quando l’amore viene tradito e trascurato.
- Quando tra vicini di casa vince l’indifferenza e il sospetto.
- Quando non sentiamo il bisogno del tuo perdono.

C. Signore, ispiraci parole di verità e di sincerità, capaci di


diffondere luce e speranza e non di ferire o umiliare. Tu che vivi
e regni nei secoli dei secoli. Amen.

Canto: Io non sono degno

Io non sono degno di ciò che fai per me,


Tu che ami tanto uno come me.
Vedi, non ho nulla da donare a Te,
ma, se Tu lo vuoi, prendi me.

Sono come la polvere alzata dal vento,


sono come la pioggia piovuta dal cielo,
sono come la canna spezzata dall'uragano
se Tu, Signore, non sei con me.

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VIII stazione
MARIA E GIOVANNI AI PIEDI DELLA CROCE
C. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

L1. Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 19,25)


Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua
madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala.
Riflessione

L2. F… come FEDE.


Sono un giovane. La mia vita si svolge tra studio (poco) e
tentativi di divertimento (molti). Ho tutto: moto, soldi, bei
vestiti. I miei genitori aspettano solo che apra bocca e mi
accontentano.
Ma è questo essere uomini? Da qualche tempo me lo chiedo
perché ho la sensazione che non mi resti niente. Tutto quello che
faccio è un pallone pieno d’aria che vola via. Non ho una vita
interiore. Vivo alla giornata. Eppure anch’io, che credo di essere
pienamente libero, sacrifico la mia vita a un dio: il dio del
niente.
Mi sembra di essere nudo di fronte alla vita, cioè di non essere
attrezzato. Come si fa a “fare l’uomo” in tempi come questi,
dove conta solo la ricchezza e l’apparenza?
L.3 Dal messaggio di Benedetto XVI per la XXVII Giornata
Mondiale della Gioventù
L’aspirazione alla gioia è impressa nell’intimo dell’essere
umano. Al di là delle soddisfazioni immediate e passeggere, il

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nostro cuore cerca la gioia profonda, piena e duratura, che possa
dare «sapore» all’esistenza.
Un Salmo ci dice: «Cerca la gioia nel Signore: esaudirà i
desideri del tuo cuore».
Cari giovani, non abbiate paura di mettere in gioco la vostra vita
facendo spazio a Gesù Cristo e al suo Vangelo; è la strada per
avere la pace e la vera felicità.
Imparate a vedere come Dio agisce nelle vostre vite, scopritelo
nascosto nel cuore degli avvenimenti del vostro quotidiano.
Credete che Egli è sempre fedele all’alleanza che ha stretto con
voi nel giorno del vostro Battesimo. Sappiate che non vi
abbandonerà mai. Rivolgete spesso il vostro sguardo verso di
Lui. Sulla croce, ha donato la sua vita perché vi ama. La
contemplazione di un amore così grande porta nei nostri cuori
una speranza e una gioia che nulla può abbattere. Un cristiano
non può essere mai triste perché ha incontrato Cristo, che ha
dato la vita per lui.

L4. Maria, donna del sì,


tu hai creduto ciecamente nel Dio mite e umile
e sei rimasta fedele a Lui fino alla Croce:
prega per noi il Signore,
perché mantenga sempre viva la nostra fede.

Ave Maria…

C. Maria, tu che hai percorso la via della croce insieme a tuo Figlio,
fiduciosa che colui a cui nulla è impossibile avrebbe compiuto le
sue promesse, chiedi per noi e per le future generazioni la grazia
dell'abbandono all'amore di Dio. A Gesù, tuo Figlio, onore e
gloria nei secoli. Amen.

Canto: Con te faremo cose grandi

Con Te faremo cose grandi,


il cammino che percorreremo insieme.
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Di Te si riempiranno sguardi,
la speranza che risplenderà nei volti.
Tu la luce che rischiara, Tu la voce che ci chiama,
Tu la gioia che dà vita ai nostri sogni.

Parlaci, Signore, come sai, sei presente nel mistero in mezzo a noi.
Chiamaci col nome che vorrai e sia fatto il Tuo disegno su di noi.

Tu la luce che rischiara, Tu la voce che ci chiama,


Tu la gioia che dà vita ai nostri sogni.

Con Te faremo cose grandi,


il cammino che percorreremo insieme.
Di Te si riempiranno sguardi,
la speranza che risplenderà nei volti.

Tu l’amore che dà vita, Tu il sorriso che ci allieta,


Tu la forza che raduna i nostri giorni.

Guidaci, Signore, dove sai, da chi soffre ed è più piccolo di noi.


Strumento del quel regno che Tu fai,
di quel regno che ora vive in mezzo a noi.

Tu l’amore che dà vita, Tu il sorriso che ci allieta,


Tu la forza che raduna i nostri giorni.

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IX stazione
GESÙ MUORE IN CROCE
C. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

L1. Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 27,45-51.54)

A mezzogiorno si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del


pomeriggio. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: " Elì, Elì, lemà
sabactàni?", che significa: " Dio mio, Dio mio, perché mi hai
abbandonato?".
Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: "Costui chiama
Elia". E subito uno di loro corse a prendere una spugna, la inzuppò
di aceto, la fissò su una canna e gli dava da bere. Gli altri
dicevano: "Lascia! Vediamo se viene Elia a salvarlo!". Ma Gesù di
nuovo gridò a gran voce ed emise lo spirito.
(breve momento di silenzio)

Ed ecco, il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo,


la terra tremò, le rocce si spezzarono.
Il centurione, e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù,
alla vista del terremoto e di quello che succedeva, furono presi da
grande timore e dicevano: "Davvero costui era Figlio di Dio!".
Riflessione

L2. S… come SILENZIO.


Dinanzi alla croce mi inginocchio anch’io. E sto in silenzio.
Prego l’amore, che ama sino alla fine.
(Karl Rahner)

(silenzio per la riflessione personale)

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Preghiera

L3. Ad ogni invocazione rispondiamo:


Veramente Tu sei il Figlio di Dio

- Signore, fa’ tacere in noi le parole vuote, la meschinità e la


superficialità della vita. Donaci di vivere con intensità i giorni
che ci separano dalla Pasqua. Ti invochiamo.

- Signore, non ti ha fermato il tradimento di un amico, non ti ha


fermato il rinnegamento di Pietro, non ti ha fermato
l'abbandono dei discepoli. Tu sei un Dio fedele, un Dio grande
nell'amore. Ti invochiamo.

- Signore, ti sei consegnato senza chiedere contropartite, senza


pretendere garanzie, nella più luminosa gratuità. Ci hai
insegnato a vivere la vita donandoci per amore ogni giorno. Ti
invochiamo.

- Signore, uomini e donne passano oggi sotto la tua croce, forse


non appartengono alla Chiesa, ma, come il centurione,
intravedono in te una luce che dà senso. Fa’ che la nostra vita
incoerente, la nostra cecità, le nostre durezze non impediscano
loro di incontrarsi con la forza del tuo amore. Ti invochiamo.

C. Signore, la croce è la cattedra dalla quale continui a insegnare il


segreto della riuscita di ogni vita: l’amore. Aiutaci a prepararci
al tuo giudizio finale, che sarà sulle opere dell’amore. Tu che
vivi e regni nei secoli dei secoli.
T. Amen.

Canto: Lui verrà e ti salverà

A chi è nell’angoscia, tu dirai: “Non devi temere,


il tuo Signor è qui, con la forza sua.
Quando invochi il suo nome, Lui ti salverà”.
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Lui verrà e ti salverà, Dio verrà e ti salverà,
dì a chi è smarrito che, certo Lui tornerà,
Dio verrà e ti salverà, Lui verrà e ti salverà,
Dio verrà e ti salverà, alza i tuoi occhi a Lui,
Presto ritornerà, Lui verrà e ti salverà…

A chi ha il cuore ferito, tu dirai: “Confida in Dio,


il tuo Signor è qui, col suo grande amore.
Quando invochi il suo nome, Lui ti salverà”.

Lui verrà e ti salverà, Dio verrà e ti salverà,


dì a chi è smarrito che, certo Lui tornerà,
Dio verrà e ti salverà, Lui verrà e ti salverà,
Dio verrà e ti salverà, alza i tuoi occhi a Lui,
Presto ritornerà, Lui verrà e ti salverà…

27
X stazione
GESÙ RISORGE DAI MORTI
C. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

L1. Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 28,8-10)

Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le


donne corsero a dare l'annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, Gesù
venne loro incontro e disse: "Salute a voi!". Ed esse si
avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora
Gesù disse loro: "Non temete; andate ad annunciare ai miei
fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno".

Riflessione

L2. R… come RISURREZIONE.


Gesù, quando i calcoli dei potenti sembrano vincenti, avviene
l’incredibile: tu risorgi dal buio della morte. La tua fiducia totale
nella promessa del Padre della vita ha cambiato l’evidenza: dal
tuo sepolcro è fiorita la speranza.
Il perdono si è preso la rivincita sul tradimento, l’amicizia è
stata più forte dell’infedeltà, la non violenza ha vinto la
brutalità, l’amore ha superato ogni vigliaccheria e la vita ha
l’ultima parola. L’annuncio della tua risurrezione lo affidi alle
donne, che al tuo tempo non avevano diritti e credibilità. Il
mondo di Dio, che cambia i criteri di questa terra, è finalmente
cominciato in te.

L3. La gioia dei discepoli


brilli sui nostri volti!
La tua pace, o Cristo,
riempia i nostri cuori!
Passo dopo passo
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ti abbiamo seguito
fino al mattino di Pasqua,
quando tutto diventa nuovo!
Adesso tu – il Signore Risorto –
ci invii sulle strade della vita
con la promessa:
“Non temete:
io sono con voi tutti i giorni”.
(cfr. Mt 28,20)

C. Abbiamo contemplato il cammino della croce di Gesù,


meditando la sua morte nella certezza della sua resurrezione,
con la fede che anche noi, un giorno, risorgeremo a vita nuova.
Con la speranza nel cuore, rinnoviamo la nostra professione di
fede.

(insieme)

Crediamo in te, Dio Padre, Dio d’Amore.


A Te chiediamo di riuscire a vivere,
giorno dopo giorno,
il progetto d’amore che hai pensato per noi fin dall’eternità.

Crediamo in Te, Signore Gesù,


che hai dato la tua vita sulla croce
perché noi avessimo la vita.
A te affidiamo le nostre gioie e i nostri affetti,
i nostri dubbi e le nostre difficoltà.
Crediamo in Te, il Risorto,
perché Tu solo hai parole di vita eterna.

Crediamo in Te, Spirito Santo.


A Te chiediamo di illuminare
il nostro cammino,
per vivere la nostra vita
nella logica del Vangelo.

29
Canto:
Conclusione e spiegazione del segno

L. Nella sua passione, morte e risurrezione Gesù ha raccolto


l’intero alfabeto, tutta la ricchezza del suo vocabolario.
Ciascuno di noi è chiamato a comunicare agli altri la bellezza
del Vangelo con la propria vita, testimoniando ogni giorno che
c’è più gioia nel dare che nel ricevere, nell’aiutare chi è in
difficoltà, piuttosto che stringere nel pugno dell’egoismo le
sicurezze della propria vita

A conclusione di questa Via Crucis ci sarà consegnato un


crocefisso. Esso ci ricorda che Dio ha offerto la vita per la
salvezza dell’umanità. A noi, il compito di portarlo con fede e
dignità, sapendo che esso è via di redenzione.

Benedizione

C. Il Signore sia con voi.


T. E con il tuo spirito.

C. Siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti.


T. Amen.

C. La vostra amabilità sia nota a tutti. Il Signore è vicino!


T. Amen.

C. La pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodisca i vostri


cuori e le vostre menti in Cristo Gesù.
T. Amen.

C. E la benedizione di Dio onnipotente, Padre, Figlio e Spirito


Santo, discenda su di voi, e con voi rimanga sempre.
T. Amen.

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C. Siate testimoni dell’Amore che salva. Andate in pace.
T. Rendiamo grazie a Dio.

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