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DIRITTO CIVILE – LA COMPRAVENDITA, Angelo Luminoso

CAP 1 - NOZIONE E CAUSA

1. NOZIONI E CARATTERI DELLA VENDITA


Tra i contratti di alienazione diretti a realizzare uno scambio di beni, la compravendita è
sicuramente il più diffuso. La compravendita è disciplinata dal codice civile (artt. 1470-1547) e
limitatamente alla vendita di beni di consumo (artt. 128-135); è inoltre contemplata o secondo i casi
regolata, in relazione a profili particolari, da numerose leggi speciali e da disposizioni di fonte
comunitaria.
Art. 1470 c.c.: la vendita è il contratto che ha per oggetto il trasferimento della proprietà di
una cosa o il trasferimento di un altro diritto verso il corrispettivo di un prezzo.
La vendita come contratto essenzialmente traslativo:: un contratto consensuale e traslativo. Art.
1376 c.c. Consensuale in quanto si perfeziona con il realizzarsi dell’accordo delle parti, senza
bisogno della consegna della cosa, della iscrizione in pubblici registri o del pagamento del prezzo;
Traslativo in quanto produce sempre il trasferimento del diritto e mai un’obbligazione di dare in
senso tecnico a carico del venditore, ossia di compiere un successivo negozio di trasferimento del
diritto in favore del compratore.
Problema: ma le parti potrebbero derogare al 1376 c.c.? Per la giurisprudenza è derogabile, infatti
ammette la figura del contratto preliminare ad effetti anticipati 1 che ha una sequenza
procedimentale atipica scandita dalla presenza di un contratto ad effetti puramente obbligatori (dal
quale, oltre alle obbligazioni di consegna della cosa e di pagamento del prezzo, sorge
l’obbligazione di compiere un atto di puro trasferimento del diritto) e di un successivo negozio
traslativo di esecuzione del primo (c.d. pagamento traslativo), con causa esterna.
Ma tale contratto poi può essere ricondotto ad un caso di vendita? Dipende, ci sono varie opinioni:
Tesi 1: NO, perché il primo contratto (il preliminare) è solo obbligatorio e manca l’effetto traslativo,
mentre il secondo contratto non va comunque bene per configurare una vendita perché non
abbiamo il pagamento del prezzo (c’è già stato col preliminare), elemento fondamentale perché si
possa parlare di vendita.
Tesi 2: SI, altri autori configurano un procedimento traslativo atipico, contrassegnato, nella sua
sintesi, da una funzione di scambio di cosa contro prezzo.
Tesi 3: SI, è un caso di “vendita obbligatoria in senso stretto”, dove l’effetto traslativo avviene con il
secondo contratto, cioè con la conclusione del definitivo.
Tesi 4: altri autori e la prevalente giurisprudenza, infine, identificano un ordinario contratto
preliminare (puro o classico) con il quale le parti si limitano ad anticipare le obbligazioni (di
consegna e/o di prezzo) della vendita, senza tuttavia alterare i profili strutturali e funzionali del
preliminare.
Verosimilmente, si tratta di una sequenza o combinazione negoziale, legalmente atipica, con
causa (unitaria) di vendita, composta da un contratto (atipico) ad effetti obbligatori e da un negozio
esecutivo di puro trasferimento con causa esterna.
Seguendo la terminologia del codice (art. 1376 c.c.), sembra doversi affermare che la vendita è un
contratto ad effetti reali, ossia un contratto nel quale l’effetto finale traslativo non è intermediato

1
Contratto preliminare ad effetti anticipati: c’è una duplice obbligazione anticipatoria degli effetti del contratto; es. il promissario
alienante mette nella disponibilità dell’altro soggetto il bene, mentre il promissario acquirente paga anticipatamente il prezzo o
parte di esso. È un contratto ad effetti obbligatori che dovrà poi essere seguito dal definitivo, grazie al quale avremo l’effetto

traslativo del passaggio della proprietà.


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da un precedente effetto strumentale di natura obbligatoria, ossia da un obbligazione di dare in
senso tecnico. L’effetto traslativo è cronologicamente immediato, si verifica cioè automaticamente
al perfezionarsi dall’accordo contrattuale 2.
Onerosità e corrispettività: la vendita è un contratto a titolo oneroso e a prestazioni corrispettive.

Commutatività e aleatorietà: la vendita è un contratto commutativo, però non mancano figure aleatorie 3.

2. SOTTOTIPI DI VENDITA E VARIAZIONI


SOTTOTIPI DI VENDITA
- vendita di cose MOBILI (artt 1510-1536cc)
- vendita di cose IMMOBILI (artt 1537-1541cc)
- vendita di EREDITA’ (artt 1542-1547cc)
VARIAZIONI ALLA VENDITA… …nella MODALITA’ DI …nel CONTENUTO
CONTRATTAZIONE DEL CONTRATTO
E per tipici: vendita di cose E per. le vendite per E per. clausola a prezzo
future, di cose altrui, con patto automatico, self service, casch- imposto, clausola su campione,
di riscatto, con trasporto, con and –carry, all’asta, in borsa, clausola di esclusiva, clausola a
riserva di gradimento, … per corrispondenza, a domicilio, campione, clausole CIF e FOB,
salvo approvazione della …
casa,con riserva di gradimento,
per corrispondenza o su
catalogo, mediante l’uso di
apparecchi informatici o
telematici, per telefono o per
televisione

Dobbiamo tener conto anche delle altre fonti che arricchiscono il panorama della vendita per es.
usi mercantili, codici associativi di comportamento, condizioni generali di contratto, provvedimenti
amm.vi, regolamenti delle regioni, diritto comunitario ed internazionale 4 , … Si parla dunque
sempre di più di “Erosione del modello codicistico” dovuta alla modificazione delle regole di
mercato e dal sempre crescente utilizzo dei contratti di distribuzione. Luminoso recita che la
disciplina legale è inadeguata, soprattutto perché non sta dietro ai continui cambiamenti
dell’economia e anche perché vi sono molti vuoti normativi di cui le nostre leggi ancora non si
occupano (ci sono solo le direttive comunitarie!).

3. LA CAUSA. PRESTAZIONI AGGIUNTIVE


La funzione pratica della vendita è quella dello scambio di un bene verso un corrispettivo
pecuniario. Il nucleo centrale della vendita è costituito da un’operazione economica di scambio tra
alienazione del bene e prezzo, che costituisce la ragione del riconoscimento, in termini di
meritevolezza degli interessi perseguiti dal negozio da parte dell’ordinamento e, al tempo stesso,
ragione giustificativa delle attribuzioni che ne derivano.

2
vi sono tuttavia ipotesi nelle quali il trasferimento è eventuale ed è rinviato al verificarsi di altri fatti o atti. Anche in queste ipotesi
– di vendita ad efficacia traslativa mediate – il contratto integra uno schema negoziale traslativo. Vedi Paragrafo 36 sulla vendita
obbligatoria.
3
Es.: la c.d. emptio spei (art. 1472,2 c.c.), la vendita a rischio e pericolo del compratore (art.1488,2 c.c.), la vendita di

eredità (art.1542 e ss c.c.) e la vendita di aspettativa.


4
Si parla spesso di “internazionalizzazione della vendita di cose mobili” perché essa rimane assoggettata alla Conv. di Vienna del
1980, la quale però presenta molte differenze con il nostro cod. civ.

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Il prezzo deve consistere in denaro, perché in caso diverso si è fuori dallo schema della vendita; il
prezzo, inoltre, non può essere meramente simbolico, altrimenti saremmo più orientati verso lo
schema della donazione.
Perché si abbia compravendita è necessario che l’assetto di interessi programmato si esaurisca in
uno scambio, mentre nei casi in cui esso si inserisca in un’operazione più articolata si tratterà di
una figura diversa. Per es. i contratti in franchising, leasing, contratto estimatorio, … non sono
riconducibili al modello della compravendita.
E in caso di prestazioni aggiuntive? In caso di prestazioni aggiuntive si dovrà verificare se le stesse
abbiano carattere accessorio rispetto a quelle tipiche della vendita, in quanto integrative o
strumentali rispetto a queste o invece alterino la valenza economica dello scambio che caratterizza
la vendita, nel qual caso le previsioni pattizie saranno da considerare incompatibili con il tipo di
vendita; qui in pratica si darà vita ad un modello di vendita misto o atipico, o sarà il caso di un
diverso contratto nominato.5
Soprattutto nelle vendite commerciali, è frequente la previsione di prestazioni, più spesso
consistenti in un facere a carico del venditore. Di tale fenomeno costituiscono esempio
paradigmatico i servizi offerti dal venditore produttore o dal venditore – commerciante, i quali si
impegnano sovente ad una serie di prestazioni che precedono, accompagnano o seguono la
conclusione del contratto; prestazioni denominate abitualmente servizi pre-vendita e servizi post –
vendita.

4. CONTRATTO AFFINI: ASSEGNAZIONE ALLOGGI, CONCESSIONE DI VENDITA,


FRANCHISING, FACTORING.
Affinità elevata con la vendita si riscontra nel caso dell’assegnazione di alloggi di cooperativa
edilizia → viene costituita una società per la costruzione di alloggi; il socio acquista la proprietà
sull’alloggio mediante la conclusione di un contratto sinallagmatico (o a prestazioni corrispettive)
dove la causa in dottrina e giurisprudenza è vista come identica a quella della compravendita.
Luminoso però recita che si, il nucleo centrale è senza dubbio quello della vendita, ma qui vi è una
maggiore complessità di interessi (il socio è titolare di due distinti rapporti, quello associativo e
quello mutualistico) che fa sì che il negozio creato non sia più sovrapponibile con il modello
vendita.
Vi sono anche altre figure dove si riscontra quello che della vendita è il nucleo centrale, ma vi è
una maggiore complessità di interessi che li caratterizza.
La concessione di vendita→ ≠ (si differenzia) dalla vendita perché si tratta di un rapporto di
durata nell’ambito del quale il concessionario assume l’obbligazione di acquistare i prodotti dal
concedente + promuoverne la rivendita (di solito in regime di esclusiva). L’accordo riveste di
massima le note di un contratto regolamentare o di un contratto-quadro con il quale viene
programmata una serie indeterminata di attribuzioni traslative preventivamente disciplinate nei
contenuti, nelle modalità attuative e nel corrispettivo.
Il franchising (legge n.129/2004)→ qui abbiamo il trasferimento dal franchisor in favore del
franchisee del “know- how”, cioè dell’insieme di beni acquisiti dal franchisor nella propria attività, i
quali vengono concessi al franchisee allo scopo di commercializzare beni o servizi, attraverso
l’inserimento di quest’ultimo nel sistema distributivo dello stesso affiliante.
Luminoso recita che si tratta più che altro di una forma di collaborazione ed integrazione
economica, piuttosto che una vendita, visto che anche agli occhi del consumatore è molto difficile

5
Es.. servizi offerti dal venditore che spesso si impegna a compiere prestazioni pre o post-vendita.

A. Luminoso – La Compravendita Pagina 3


Diritto Civile – La Compravendita

distinguere l’impresa del franchisor da quello del franchisee.


Il factoring→ è un contratto che, pur comportando lo scambio di crediti dietro un corrispettivo di un
prezzo, si differenzia dalla vendita per la maggior complessità degli interessi coinvolti che dà vita
ad una rete articolata di prestazioni e servizi diversificati resi dal factor, dietro compenso, nel
quadro di un’operazione unitaria, di durata, che programma di regola, una serie indeterminata di
trasferimenti di crediti di impresa.

5. SEGUE: APPALTO, PERMUTA, LOCAZIONE, LEASING, DONAZIONE


Appalto→ la ≠ (differenza) tra vendita ed appalto viene operata in base alla prevalenza del lavoro
o della materia6, oppure in base al carattere strumentale della prestazione lavorativa rispetto alla
produzione del bene e viceversa. Per Luminoso la differenza è che nella vendita il prezzo è inteso
come corrispettivo dell’alienazione del bene (considerato come prodotto finito), mentre nei contratti
d’opera viene richiesta e pagata una attività di produzione del bene.
Ad un fenomeno diverso danno luogo quelle operazioni immobiliari che intervengono fra il
proprietario di un’area fabbricabile ed un imprenditore edile, con le quali il primo trasferisce una
porzione materiale o una quota indivisa del suolo contro l’impegno del costruttore di fargli
acquistare unità immobiliari da edificare sull’area a lui trasferita. Tali operazioni, a seconda dei
casi, possono assumere i caratteri di una permuta di cosa presente (il suolo) con cosa futura (gli
appartamenti da edificare) o di un contrato misto di vendita e appalto nei casi in cui il dominus
soli alieni la proprietà dell’area riservandosi un diritto di superficie (c.d. proprietà di scatole d’aria)
in corrispondenza di uno o più futuri appartamenti da costruire sull’area stessa ed affidato al
costruttore l’incarico di costruire le corrispondenti porzioni immobiliari. Altra variante si ha nei casi
in cui il dominus soli trasferisce una quota pro indiviso dell’area al costruttore procedendo assieme
a lui alla divisione preventiva del futuro edificio e all’affidamento in appalto della costruzione degli
appartamenti corrispondenti alle scatole d’aria assegnategli in sede di pro costituzione di
condominio.
Locazione→ci si riferisce alla vendita in forma di locazione, quindi le parti dichiarano di stipulare
una locazione, ma convengono che la proprietà passerà automaticamente al locatario a seguito del
pagamento dei canoni locatizi per un determinato ammontare. Poiché il prezzo convenuto
rappresenta il corrispettivo non già del godimento temporaneo del bene, bensì dell’acquisto
automatico della proprietà dello stesso, il significato dell’operazione è quello di una vendita con
patto di riservato dominio (art.1526 c.c.).
Caso diverso è la locazione convertibile in vendita, dove c’è un rapporto di locazione ma è
previsto anche il futuro ed eventuale acquisto del bene da parte del locatario; quindi è una
locazione accompagnata da una sorta di patto d’opzione di compera o da un preliminare
unilaterale di vendita.
Leasing→ dottrina e giurisprudenza cercano di ricondurlo a vari modelli per es. vendita con riserva della
proprietà, locazione con opzione di compera, contratto di credito.

Vendita di prodotti futuri e la concessione temporanea del godimento di un bene → nel


primo schema, le parti prevedono la facoltà per l’acquirente di occupare temporaneamente il fondo
al fine esclusivo di percepire i frutti oggetto della alienazione (ad esempio, vendita di erbe in piedi)
o di utilizzare una macchina o un’azienda al fine di acquisire determinati prodotti. In termini
concettuali la differenza di significato economico dei due tipi di operazioni rimane tuttavia netta,
implicando quella del primo tipo uno scambio del prezzo con i prodotti futuri e le altre uno scambio
con la concessione temporanea del godimento di un bene (produttivo).

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Infatti di solito il problema è distinguere se si tratta di una vendita di cosa futura piuttosto che di un appalto.

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Donazione→quando il prezzo sia talmente esiguo rispetto al valore della cosa da apparire
meramente simbolico (c.d.vendita nummo uno), il contratto va classificato come donazione
perché non si ritiene che abbia una finalità di scambio.
Il divario, sia pure notevole, di valore delle due prestazioni non è invece incompatibile con lo
schema funzionale della vendita, dal momento che, la causa di scambio non richiede
l’equivalenza economica oggettiva tra le prestazioni, ossia, nella vendita, tra bene e prezzo.
L’eventuale sproporzione tra prezzo e valore del bene venduto di per sé è compatibile con la
vendita, fatta eccezione per le ipotesi di vendita mista a donazione, di rescindibilità dei contratti
per lesione (art. 1448 c.c.) di nullità dei contratti usurari, di annullabilità per incapacità naturale
e di revocatoria fallimentare.
NB: Quando il divario tra prestazione e controprestazione sia appositamente voluto dalle parti
allo scopo di procurare un arricchimento ad una di esse allora si parla di vendita mista a
donazione.7
Differenti sono le ipotesi che vanno sotto il nome di intestazione di beni sotto nome altrui,
nelle quali, mentre la vendita non subisce alcuna alterazione causale, ad essa si aggiunge una
liberalità (diretta o) indiretta da parte di un terzo in favore del compratore, liberalità cui resta
completamente estraneo il venditore. I casi più frequenti sono quelli in cui una persona paga,
con spirito liberale, al venditore il prezzo della vendita conclusa da costui con un congiunto
del solvens, ovvero stipula col proprietario un preliminare di vendita, pagandogli il prezzo e
cedendo poi la posizione contrattuale di promissario acquirente ad un suo congiunto, oppure
conclude col proprietario una vendita a favore di un terzo acquirente, ossia di un suo
congiunto.

6. SEGUE: VENDITE DI COSE INUTILI, DI AZIENDE IN PERDITA,


Vendita di cose inutili→ il proprietario o possessore di un bene diventato inutile, inservibile o
ingombrante si accorda con un altro soggetto per il ritiro e il trasporto del bene, pattuendo un
premio (per es. vecchi macchinari, mobili malandati, e così via).
Tali figure devono esser ricondotte al contratto appalto perché lo scambio investe non
l’alienazione!, ma un semplice servizio di sgombero, pulizia.8
Diverso è il caso in cui, avendo il bene conservato un proprio valore sia pur ridotto, il
proprietario riesca ad alienarlo per un prezzo sia pur particolarmente basso, venendo qui a
configurarsi lo scambio tipico della vendita.
Vendita di aziende in perdita→vengono trasferite aziende in perdita con l’aggiunta di un
premio in favore dell’acquirente per l’azzeramento o il parziale risanamento delle perdite.
Luminoso recita che si tratta di un caso di “pulizia giuridica”, cioè di liberazione dell’alienante
da responsabilità e debiti verso terzi (anche attraverso il semplice accollo per ex lege dei debiti
e dei rapporti di lavoro inerenti all’esercizio dell’impresa) più che di una vendita.
Vendite a scopo di garanzia→ un debitore aliena al proprio creditore un bene sotto
condizione sospensiva dell’inadempimento dell’obbligazione; quindi se il debitore non
adempie, il bene rimane all’altro soggetto. Non si tratta di una vendita, qui viene svelata la sua
natura di garanzia per il creditore che teme di non ricevere la prestazione (spesso è nulla
perché viola il divieto di patto commissorio art. 2744 c.c.).
Vendita a scopo di conferimento societario → deve parimenti escludersi la ricorrenza di una
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Molto controversa in dottrina; il dibattito ruota sulla disciplina da applicare, cioè se vanno bene le norme sulla donazione o
quelle sulle liberalità indirette. Ci sono varie teorie che cercano di definire qst tipo di contratto eper. è un contratto a causa
unica mista, è un contratto indiretto, ecc…
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Diverso è il caso in cui l’oggetto abbia conservato il suo valore, anche se si trovi in cattivo stato eper. automobile vecchia;
quil’alienazione si configura.

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