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Giuseppe Falciglia è un flautista dolce e oboista barocco siciliano.

Nato il
6 Marzo 1998 a Piazza Armerina (EN), si è diplomato col massimo dei
Associazione Orchestra Barocca Siciliana
voti e la lode sia in flauto dolce che in oboe barocco, rispettivamente sotto www.orchestrabaroccasiciliana.it
la guida di P. Cartosio e S. Veggetti, presso il Conservatorio “V. Bellini” di orchestrabaroccasiciliana@gmail.com
Palermo. Ha partecipato a diverse masterclass tenute da alcuni dei
migliori maestri di flauto dolce e oboe barocco del panorama europeo: D.
Laurin, K. Boeke, W. van Hauwe, F. M. Sardelli e A. Bernardini. Ha Stagione 2020 – 8° concerto
ricevuto diversi primi premi assoluti, primi premi e menzioni d’onore in

Nemici – Amici
diversi concorsi nazionali e internazionali. Si è esibito: presso l’Auditorium RAI di Palermo; con
l’Ensemble Antonio il Verso insieme al coro Poliphoniae Studium; presso la sala ONU del
Teatro Massimo di Palermo; presso l’Istituto Italiano di Cultura a Budapest; con l’Orchestra
Barocca Nazionale dei Conservatori Italiani diretta da I. Schifani e R. Alessandrini; con
l’Orchestra Barocca del Conservatorio di Parigi, con Arianna Art Ensemble & Ensemble Vocale
Eufonia e con l’ensemble I Musici del Gran Principe di Firenze. Con l’esecuzione di brani di
Oboe e flauto dolce
musica contemporanea come “Music for a bird” di Linde e “Charavgi” di Calliope Tsoupaki si è a duello…
aggiudicato il primo premio assoluto all’VIII Concorso Internazionale “MusicalMuseo” di
Caltanissetta. fino all’ultimo fiato!
Nato a Palermo nel giugno del 1987, Francesco Rossi è clavicembalista,
pianista e compositore. Ha conseguito il diploma in pianoforte (2011) e il
diploma accademico di I livello in composizione (2016) presso il
Conservatorio di Palermo. Attualmente frequenta l’ultimo anno del biennio di
Clavicembalo e tastiere storiche presso il Conservatorio di Palermo, sotto la
guida di B. Timpanaro e I. Schifani. Il suo repertorio cembalistico spazia dalla
musica strumentale e vocale rinascimentale fino a quella contemporanea, con
particolare attenzione alle prassi esecutive del repertorio francese e italiano del
Sei e Settecento. È stato finalista alla XVII ed. del concorso clavicembalistico “Gianni Gambi” di
Giuseppe Falciglia
Pesaro e ha collaborato come continuista con l’Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori
Italiani. Di recente, ha fondato assieme ad altri colleghi palermitani l’Ensemble Barocco flauto dolce
Mediterraneo, con l’obiettivo di promuovere e far conoscere il repertorio vocale e strumentale
italiano del XVII e XVIII secolo. & oboe barocco
prossimo concerto:

8 novembre 2020, ore 17, Grand Hotel Villa Politi Francesco Rossi
EINE ABEND MIT…MOZART! clavicembalo
divertimenti, trii e notturni del divino Amadeus, e non solo

Ensemble ChàClaBá Siracusa


clarinetti storici e corni di bassetto Grand Hotel “Villa Politi”
Biglietti: ordinario € 10; ridotto (minori di 26 anni) € 5; gratuito (soci OBS)
Quote associative: ordinaria € 20; famiglia (2 persone) € 35; junior (minori di 26 anni) € 10 domenica 4 ottobre 2020 - ore 18
prenotazione obbligatoria e gratuita: www.orchestrabaroccasiciliana.it prenotazione obbligatoria e gratuita: www.orchestrabaroccasiciliana.it
Il programma di stasera mette in luce alcune perle del repertorio flautistico e oboistico
del barocco francese, tedesco e italiano. Si parte dalla III Suite in re magg. dell’op. 5 di PROGRAMMA
Jaques-Martin Hotteterre (compositore, flautista e fagottista francese proveniente dalla
celebre famiglia di costruttori di strumenti a fiato e famoso anche per il suo trattato
Principes de la flûte traversière, ou flûte d'Allemangne, de la flûte à bec ou flûte douce et du Jaques-Martin Hotteterre (1684-1763)
hautbois, divisez par traiate), con la quale si vuole mettere in evidenza l’eleganza del
repertorio flautistico francese, nel quale si dà un certo carattere alle danze e in cui si ritrova Suite in re magg. op. 5 n. 3 per flauto dolce & b. c.
la virtuosità dello strumento nell’espressività melodica dei pezzi; uno stile molto diverso Prelude – Allemande – Courante – Sarabande – Grave – Gigue
rispetto al repertorio tedesco e italiano. L’op. 5, intitolata Pièce pour la flute traversiere e
formata da quattro suites, è destinata non solo al flauto traversiere, ma anche ad «autres
Instruments» con il b. c. Questi altri strumenti potevano essere dei flauti dolci, o degli oboi Georg Philipp Telemann (1681-1767)
o dei violini. Stasera la suite viene eseguita con il flauto di voce, un flauto dolce tenore, Sonata in re minore TWV 41:d4 per flauto dolce & b. c.
tagliato in re. Affettuoso – Presto – Grave – Allegro
Si prosegue con la Sonata in re minore TWV 41:d4 di Georg Philipp Telemann
(compositore, organista, flautista dolce, violinista e clavicembalista tedesco). La sonata fa
parte della raccolta Essercizii musici overo dodeci soli e dodeci trii a diversi stromenti,
composta da sonate e trio sonate per flauto traversiere, flauto dolce, violino, viola da gamba
Francesco Barsanti (1690-1772)
e oboe con b. c. Sonata in fa magg. op. 1 n. 4 per flauto dolce & b. c.
La prima parte del concerto termina con la Sonata in fa magg. op. 1 di Francesco Adagio – [Allegro] – Siciliana – Minuet
Barsanti (compositore, flautista e oboista italiano che operò in Italia e nel Regno Unito). La
sonata è la quinta delle sei sonate per flauto e b. c. dedicate a Riccardo Conte di Burlington
(1724), al quale anche Händel dedicò alcune sue opere. * * * * * *
Iniziando la seconda parte del concerto con la V Suite in re min. per oboe e b. c., op. 1
di Pierre Danican Philidor, compositore, oboista e violinista francese della Grande Ecurie
di Luigi XIV, e violista da gamba presso la Chambre du Roi, si vuole mettere in luce la
virtuosità dell’oboe barocco presso la corte francese nell’alternanza di tempi di danza lenti e Pierre Danican Philidor (1681-1731)
veloci. Suite in re min. op. 1 n. 5 per oboe & b. c.
Si prosegue con la Sonata in fa magg. per oboe e b. c. HWV 363a di Georg Friedrich Tres lentement – Allemande – Sarabande – Gigue
Händel, compositore tedesco naturalizzato inglese che lavorò per anni anche in Italia. La
sonata è stata composta intorno al 1711–16 ed è stata successivamente rielaborata come
sonata per flauto dolce in sol magg. (HWV 363b): è composta da un adagio handeliano Georg Friedrich Händel (1685-1759)
tipicamente arioso; un allegro con tema introdotto dall’oboe e poi affiancato dal cembalo (la
scrittura sembra rievocare il suono della tromba); un adagio più lamentoso del primo Sonata in fa magg. per oboe e b. c. HWV 363a per oboe & b. c.
movimento; una bourrée (danza vivace in tempo semplice) e un minuetto finale. Adagio – Allegro – Andante – Bourrée – Menuetto
Il concerto termina con la Sonata in do min. RV 53 per oboe e b. c. di Antonio
Vivaldi, compositore e violinista veneziano. Il manoscritto della sonata è conservato presso
la Sachsische Landesbibliothek di Dresda. Questa sonata può essere considerata tra le più Antonio Vivaldi (1678-1741)
imponenti del repertorio oboistico sia per difficoltà che per bellezza: il virtuosismo estremo Sonata in do min. RV 53 per oboe & b. c.
dei due allegri, l’eleganza dell’adagio iniziale con piccole fioriture e la libertà espressiva Adagio – Allegro – Andante – Allegro
lasciata all’esecutore nel terzo movimento rendono questo lavoro un vero e proprio pilastro
della letteratura musicale barocca.
Giuseppe Falciglia

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