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Apprendimento e memoria + Lamemotia viene definitaesplicitao implicita a seconda del motto con cul vengone conservate erichiamate Je Informazioni Lacstnzione dela memoria spits da quel’ implica @nata allo tao delle lesion delle are associative limbiche del obo temporaie Lericeche sgt animal da experiment sono grande uta perl tuo dea memoria Lalesone di zone spectce delppocampo é sufciente per menomarelaconserione della memoria espa + La memoria esplicita viene conservata in aree associative diverse Le noxon semantiche (relative alle cogizonicomuni] vengono conservate in maniera diffusa nel neacartex Lenonioniepisodiche (autobiogratche) relative ai tempi dai luoghisembrano interessareinpatcolar modo la cortecca prefrontale Le narioni splice comportanoalmena quatta process diversi Lamemora operative & una memoria a breve termine ncessaria per registrareercordare le nzion della memoria espa ita @ custodita nel ciruiti percettivi, La memoria implica ps essere non associative o asociatva landizionamento dassico comportaassocazione di due stimol lcanizionamento operantecompora associazione «un partcnare comportament con un evento di infor2a Lapprendimentoassocativo non & csuale ma éconlzionato dala strttura blogic di ciascun organismo Alcune forme di apprendimento implica comportanointervento del cerveletto edelfamigdala + Lapprendimento di alcuni comportamentirichiede sia la memoria espicita che quella implicita « Sia la memoria esplicita che quella i conservate in stad success «© Una visione d'insieme 11 comportamento dipende dall'interazione di fattori ge- netici e di fattori ambientali. Nei capitoli precedenti ab- biamo preso in esame il modo con cui i geni influenzano il comportamento. Analizzeremo ora il modo con cui Yambiente influenza il comportamento. Nella specie umana i meccanismi pits importanti con cui Yambiente influisce sul comportamento sono I'apprendimento ¢ la ‘memoria. L/apprendimento @ il proceso mediante il qua- le noi acquisiamo la conoscenza del mondo che ci circon- da, mentre la memoria é il processo mediante il quale le nostre conoscenze vengono codificate, conservate e infi- ne uttlizzate. Molti comportamenti importanti sono acquisiti. In ve- rita, noi siamo quel che siamo soprattutto per via di ci che sappiamo e di quanto ricordiamo. Noi apprendiamo Te capacita manuali che ci consentono di dominare 'am- biente in cui viviamo, impariamo il linguaggio che ci per- smette di comunicare agli altri cid che sappiamo e di tra- smettere in tal modo aspetti culturali che possono venir conservati per generazioni. Ma non tutto cid che appren- diamo ha conseguenze benefiche. L'apprendimento pud anche sfociare in comportamenti alterati che, in casi estremi, possono ingenerare alterazioni psicologiche. Lo studio dell'apprendimento & percid cruciale per capire sia i comportamenti normali che quelli patologici perché cid che si @ appreso si pud anche disimparare. Quando una pratica psicoterapica ha successo nella cura di di- sturbi comportamentali, spesso cid accade perché essa ar- riva a creare un ambiente nel quale gli individu impara- no a cambiare le proprie abitudini comportamentali Come abbiamo cercato di soitolineare Iungo tutto questo libro, le neuroscienze e la psicologia cognitiva hanno trovato un terreno comune d’intesa € noi siamo oggi in grado di approfittare delle superiori capacit8 csplicative dei fenomeni nervosi che la convergenza di queste due discipline, prima separate, riescono ad espli- care. I risultati della convergenza delle neuroscienze © della psicologia cognitiva sono particolarmente evidenti nello studio dell'apprendimento e della memoria. Parecchi sono i problemi che devono essere affrontati nello studio dell'apprendimento e della memoria. Quali sono, anzitutto, le forme principali di apprendimento? Quali le informazioni relative all’ambiente esterno che si apprendono pitt facilmente? E ancora, i diversi tipi di ap- prendimento ingenerano tipi diversi di process! mnemo- nici? E in che modo le tracce mnemoniche vengono con- servatee ricuperate? In questo capitolo passeremo in rassegna i principal fondamenti biologici dell'apprendimento e della memo- ria emersi dalle ricerche cliniche, cognitive e psicologi- che. Nel prossimo capitolo esamineremo i processi del- Yapprendimento e della memoria sotto il profilo cellulare e molecolare, La memoria viene definita esplicita o implicita a seconda del modo con cui vengono conservate e richiamate le informazioni La scoperta di Pierre Broca che una lesione della parte posteriore del lobo frontale sinistro (area di Broca) deter- mina la comparsa di un deficit specifico del linguaggio (Capitolo 1) risale al 1861. Negli anni immediatamente successivi divenne chiaro che anche altre funcfoni menta- Ii, come la percezione e il movimento vaiontario, posso- no essere poste in relazione con Vattivita di particolari circuiti cerebral. I successi ottenuti dai tentativi di loca- lizzare le funzioni cerebrali in aree specifiche del sistema nervoso centrale hanno posto all‘ordine del giorno il pro- blema se anche per cid che riguarda la memoria sia pos- sibile individuaze sistemi neurali particolari e, nel caso affermativo, se essi sian localizzati in una singola regio- neo siario distribuit in tutta la massa cerebrale. ‘Al contrario del pensiero prevalente sulla localizzazio- ne dei circuiti nervosi rlativi ad altre funzioni cognitive, Ja maggior parte degli studiosi del!'apprendimento nutri- vvano dubbi sulla possibilita che le funzioni mnemoniche potessero venir localizzate. In realta, fino alla meta del ventesimo secolo molti psicologi non ritenevano che la ‘memoria potesse venir considerata una funzione indipen- dente dalla percezione, dal linguaggio 0 dal movimento. a principale ragione di questo dubbio risiede nel fatto che la conservazione delle tracce mnemoniche interessa ‘molte tegioni cerebrali. Sappiamo ora, tutlavia, che non tutte regioni rivestono la medesima importanza. Esistono tipi di conservazione della memoria che sono fondamen- talmente diversi, e alcune regioni cerebrali sono pitt im- portanti per ceti tipi di memoria che non per altri Tl primo che riusci a ottenere la prova che i processi ‘mnemonic fossero localizzati in regioni cerebrali specifi ‘che fu il neurochirurgo Wilder Penfield. Penfield era uno studente di Charles Sherrington, il grande neurofisiologo inglese degli inizi del '900, che riusci a mappare la rap- presentazione motoria di scimmie sotto anestesia, esplo- rando sistematicamente la corteccia cerebrale con elettro- i stimolanti e registrando Yattivita che compariva nei Capitola 62 Apprerdinerioemenoia 41295 nervi motori, Inorno al 1940 Penfield aveva cominciato ad applicare simili metodi di stimolazione elettrica per ‘mappare Ie funzioni motorie, sensitive e del linguaggio ne] corso di operazioni chirurgiche eseguite su pazienti per il tratamento di forme focali di epilessia. Poiché il cervello & privo di recettori del dolore, la chirurgia cere- brale risulta indolore e pud venir eseguita in anestesia lo- cale su pazienti del tutto svegli. I soggetti sottopost! ad interventi chirurgici sono percid in grado di descrivere «id che sentono in risposta a stimoli eletrici applicati su diverse aree cerebrali. Quando ebbe notizia di questi «esperimenti, Sherrington, che aveva sempre lavorato sul- la Scimmia e sul Gatto, disse a Penfield: “Come sarebbe bello, durante un esperimento, porre delle domande a tuna delle mie scimmie e¢ otteneme risposta!” Penfield esplord ja superficie corticale di pitt di mille pazienti. In alcune rare occasion’ egli osservd che la stimo~ lazione elettrica del lobo temporale produceva cid che egli cchiamd una rsposta di esperienze, che consisteva nel ricordo coesente di un’esperienza vissuta. Queste osservazioni era~ 1 oltremodo stimolanti, ma non riuscirono a convincere la comunita scientfica che il lobo temporale potesse essere ‘una sede particolarmente critica peri processi della memo- ria, in quanto tutti questi pazienti erano portatori di focolai epiletici nel lobo temporale le sedi pit efficaci per evoca- ze risposte di esperienze erano situate in prossimita di que- sti focolai Le risposte dei pazienti avrebbero percid potuto essere il prodotto di un‘attivita epilettica localizzata, Inol- tre, quest tipi di risposte si ottenevano soltanto nell’8% di tutte le stimolazioni effettuate nel lobo temporale. Prove assai pit convincenti che i lobi temporali hanno grande importanza per la memoria sono state fornite, intorno al 1950, dallo studio di pazienti che avevano subito lasporta- ione bilaterale dell'ippocampo ¢ delle zone circonvicine del lobo temporale per il trattamento dell epilessia, primo caso, e quello meglio seguito, degli effeti pro- yocati sulla memoria dall’asportazione bilaterale di una parte del lobo temporale @ stato quello del paziente H.M. studiato da Brenda Milner, che é stata collega di Penfield, e dal neurochirurgo William Scoville. H.M. era allora un. uomo di 27 anni e aveva sofferto per pi di 10 anné di at- tachi epilettiei bilaterali del lobo temporale, rsistenti ad ogni trattamento, che erano I'esito di una lesione cerebrale. sofferta a 9 anni, quando era stato investito da una bi cletta. Da adulto, HLM. non era in grado né di lavorare né di condurte una vita normale. Nel corso di un intervento- chirurgico glifurono aspevtati bilateralmente la formazio- ne dell'ippocampo, 'amigdala e parti delle aree associati- ‘ve multimodali dei lobo temporale (Figura 62.1). Dopo 'intervento, gli attacchi epilettici di HM. pote- ono venir controllati molto pitt efficacemente, ma T’a- spottazione della parte mediale dei lobi temporali deter- rind la comparsa di un gravissimo deficit di memoria. Questo deficit (anmesia) era del tutto particolare. La me- moria a breve termine di HM, nell'ordine dei secondi o di qualche minuto, era normale. Egli conservava, inoltze, ‘una buona memoria a lungo termine degli eventi accadu- 1216 PartetX Winguagia i pesieo, “umare, Fapprentimenta ela memati Figura 62.1 Lobo temporale meialeeconsewazione dele tacce inoemenice. ‘Extension longitudinal dela esione de! bo tempera dl pate H4M,inuna vet vrzledel ence, 8, Sz tasvesal che mastnoFstensione del abaine chugs dele te cereal eseguta sul padente HM. Lopeaxon & consists inura ablation itera esecita in un sl tempo Ne seg to esto 8 tat apcesentatintata pe meter in evidera, per conto, lestuttureasprat Modticata, da Mine, 1966) ti prima dell'operazione. Ricordava il suo nome e il avo to che faceva, aveva nitidi ricordi della sua fanciullezza, anche se manifestava un certo grado di amnesia retrogra- da per le nozioni acquisite negli anni appena precedenti all'intervento, H.M. aveva anche conservato una normale pacronanza del linguaggio, compreso un vocabolario ab- bastanza ricco, e il suo QI. non era cambiato conservan- do la qualifica medio-alta di normale-brillante. Cid che ora mancava a H.M., e gli mancava totalmen- fe, era la capacita di trasferire nuove tracce mnemoniche dalla memoria a breve termine a quella a lungo termine Egli non era in grado di ricordare per pitt di un minuto informazioni relative a persone, luoghi o oggetti. Richie- sto di ricordare un numero come 8414317, H.M. era in {grado di ipeterlo subito per diversi minuti, per via della sua buona memoria a breve termine; se, tuttavia, veniva distratto, anche Yevemente, non se lo ricordava pit Cosi, H.M. non riconosceva le persone che aveva cono- sciuto dopo lintervento chiturgico, anche se continuava Latolesionato Late sero lnteale Cortcda entornale @ Lesine Ippocarngn Scarsione di isonanea magntica (RM d una sezione parasagitale delesero snsvo del cel di H.M. La scala di calrazionerepresentata sul lato srsto dela figura presenta incementidi 1 cn. La parte del obo temporaeantetiore aspartata@indcata con un astersc. La pate restate dela portion inaventcalae dla frmazion deippacampo @ indicat con ua fecia ciara, Bilateralmente si pssono ossenare appresimativamente 2 m dala frmazione del ippacampo presenta Sinot anche una aprezzabile degeneraion cetebelae testimorita {a alargamento del spaz\ nterflia (Da Cokin ecolaborator, 1997) ad incontrarle. Per esempio, egli ebbe occasione di incon- trare la Milner per diversi anni, almeno una volta al ese, eppure tutte le volte che la vedeva agiva come se Vavesse vista per la prima volta. H.M. incontrava anche notevoli difficolta con il senso di orientamento spaziale. Gii fu necessario pit di un anno per tiuscite ad orizzon- tarsi nei pressi della nuova casa dove era andato ad abi- tare. Il caso di HM. non® unico. Tutti pazienti portator i estese lesioni bilaterali delle aree limbiche associative del lobo temporale medio, sia per interventi chirurgici che per malattia, presentano simili deficit di memoria, La distinzione della memoria esplicita da quelia implicita é nata dallo studio delle lesioni delle aree associative limbiche del lobo temporale La Milner pensava, inizialmente, che il deficit di memo- ra che insorge dopo lesione bilaterale del lobo temporale | | | Capitola 62 Ponrendinentoe memos 1217 Figura 622 I pazierte HM. erin grado i migorare sostanialmente lesue presto in oa compte che comport apprendimento i abies manual, Gl vee isegnato trace una Vines nel doppia contre ce crondav il dean dura tel, quardando la pop mano medio interessasse in ugual misura tutte le forme di me- ‘moria, ma ls realtd si riveld presto diversa. Anche se i pa- zienti portatori di lesioni del lobo temporale medio pre- sentano gravissimi deficit di memoria, essi sone in grado di apprendere cert tipi di compiti e di conservarne me- moria altrettanto a lungo det soggetti normali. Quale fos- se la componente della memoria che viene risparmiata fu subito chiaro quando la Milner si accorse che H.M. era in grado di imparare nuovi compiti di abilita motoria a ve- locita normale. Per esempio, egli impard a disegnare i contorni di una stella guardando la propria mano e la stella riflessi da uno specchio (Figura 622). Come tutti i soggetti normal, all‘inizio H.M. faceva parecchi errori, ‘ma dopo qualche giorno di allenamento le sua prestazio- ni divennero prive di errori ed indistinguibili da quelle dei soggetti normali I successivi lavori di Larry Squire e di altri hanno poi ‘messo in luce che le capacita mnemoniche di HIM. ¢ di altri pazienti portatori di lesion bilaterali del lobo tem- orale medio non si limitano a capacita motorie. Questi pazienti dispongono invece di diverse forme semplici di apprendimento riflessivo, ivi comprese Yabitedine, la sensibilizzazione, il condizionamento classico e operante, i cui parleremo in seguito in questo capitolo. Essi sono anche in grado di migliorare le proprie prestazioni nell’e- secuzione di certi compiti percettivi. Per esempio, questi soggetti fomiscono buone prestazioni in certe forme di ‘memoria che vengon dette innescate, nelle quali il ricordo di una parola o di un oggetto viene migliorato dal fatto che quella parola 0 quell oggetto sia stato loro mostrato in precedenza. Cosi, per esempio, se si presentano ad un soggetto amnesico le prime lettere di una serie di parole gia mostrate in precedenza, egli sceglie un numero di pa- role gia viste non diverso da quello scelto da un soggetto normale anche se, in realta, nor ha la consapevolezza di aver gia visto quelle parole (Figura 62.3) Le capacita mnemoniche che appaiono conservate nei pazienti di lesioni bilaterali del lobo temporale medio ri- 7 : - NWA : LENO pete 10 | inuno specchia Le sve pestaron migrarono ad ot success prove anche ee ons iordave aft ci aver gid eseauito il compita inprecedenca. | rfc rappresenta hounere deo ero fat in ogi rova urate eseono dela stl, (a Blakemore, 1977) guardano, in generale, compiti appresi che hanno due ca- ratteristiche in comune. In primo luogo, questi compiti comportano lesecuzione di riflessi e non di una riflessio- ASSENTE ass. ENTRATA, ees PULEDRA PUL. iscuTERE bis. FORMAGGIO FOR ELEMENTO. ele, 27 contrat i Aroesis % 6 ra Af] ° E Flevocezone Dopo here suggeriniento Figura 62.3 In uno stu di memoria pe e parle, sono state Confontate le pestaion dun gruppo di pavent arneste di contol in ue conzoni diverse Nel primo testa pazient viva presenta ‘a stad parole comune i chiedva loro di crdaele parol stesse Uievocarion ibe. in sta conizone i sogget amnesic cttenevano cas rsltat,Ttai, quando a soaget veivano present le prime tre tee una paola eveiv lor deto a icordare la prima pada che vniva in mente (completamento parca, preston dei paint _mnnesc eran altettanto bone di quel del soagett normal, La frequenza casual del succes nel test di completamerto dele parol era del 9% (0a Squie, 1987.) 1218 Parte IX tlinquansia,pesiv, rumor, apprendiment ea meen Figura 62.4 Lo diverse forme di memoria ossono ver dlassicateo come memoria Pa tinge teenie ‘alungo termina splicta (Cichiarativa) oimplicits (on cichiaratva Esp (Gchaxate Fait Brent Lobo tempore made ne e riguardano abitudinie capacita percettive o motorie, In secondo tuogo, essi non richiedono consapevolezza 0 processi cognitivi complessi come il confronto e la valu- tazione. Il pazientedeve soltanto rispondere a uno stimo- Jo 0 a.un suggerimento e non @ necessario che cerchi di ricordare alcunché. Cosi, davanti a un problema meceani- ‘co molto complesso il paziente pud essere capace di im pararlo alirettanto velocemente di un soggetto normale, ma non sara poi in grado di ricordare in modo conscio di avervi avuito a che fare in precedenza, Se si chiede al pa- ziente come mai Fesecuzione di un compito sia tanto mi- gliorata dopo diversi giomni di pratica, rispetto al primo ¢giomo, il paziente pud rispondere: “Ma cosa sta dicendo? Tonon ho mai eseguito questo compito prima dora’. Sebbene i due tipi di memoria che riguardano rispetti- ‘vamente le capacita pratiche e le conoscenze siano state descritte in maniera particolareggiata nei pazienti di am- nesia del lobo temporale, esistono anche altri tipi diamne- sia. Gli psicologi cognitivi erano riusciti a mettere in evi- denza questi due tipi di memoria, gia in precedenza, nei soggetti normali. ssi avevano chiamato memoria implicita ( anche memoria non dickiaratioa) una memoria che ri- ‘guarda le modalita di esecuzione di qualche atto e che vie- ne richiamata alla mente in mado inconscio. La memoria implicita &, in generale, connessa con I'addestramento al- Yesecuzione di compiti, motori o percettivi, di tipo rifles- 50, La conoscenza di fatti relativi a persone a luoghi o cose ced il loro significato viene indicata come memoria esplicita (0 memoria dichiavation). Queste memorie vengono tichia- ‘mate alla mente con sforzi deliberati e coscienti (Figura 62.4), La memoria esplicita é molto duttilee richiede la ca- pacita di associare insieme numerosi e diversi elementi informativi, La memoria implicita, al contratio, 2 assai pit rigida ed & strettamente connessa alle condizioni originali nelle quali ha avuto luogo I'apprendimento. Lo psicologo Endel Tulvig ha proposto per primo Ii- dea che la memoria esplicita possa venir ulteriormente suddivisa in una memoria episodica (che riguarda eventi ‘ed esperienze personali) e una memoria semuantica (che ri- sguarda la conoscenza di fatti e nozioni). Usiamo la me- moria episodica quando ci ricordiamo di aver visto ieri i a [onder SuggeimemoProaiguala Aporendimento (etd manus sosocve: @prcendivo eondionamento fsbtuall dessieged operants| Apprenaimanto non sssocativo abitudine sensiiizzezone Fispost® — Miscolatwa : fmaponahi schesticn Neccoriox Sulato Amiggnla Cenelatio Verse primi fiori di primavera sbocciati o di aver ascoltato la sonata Al chiaro di luna di Beethoven parecchi mesi fa Usiamo invece la memoria semantica per apprendere e ricordare le nozioni che abbiamo imparato a scuola 0 dai libri. Tutte le memorie esplicite, tuttavia, devono poter venite espresse con alfermazioni dichiarative di poche parole come: “Liestate scorsa sono andato a trovare mia nonna in campagna” (nozione episodica) 0 “Il piombo & pia pesante dell’acqua” (nozione semantica). Le ricerche sugli animali da esperimento sono di grande utilita per lo studio della memoria La lesione chirurgica praticata su H.M. si estendeva a di- verse regioni cerebrali, compreso il polo temporale, la corteccia temporale ventrale e mediale, Yamigdala, la for- mazione dell'ippocampo (che comprende lippocampo propriamente detto, il subiculum e il giro dentato) non- ché le cortecce entorinale, peririnale e paraippocampica citcostanti. Poiché lesioni limitate ad una sola di queste regioni del lobo temporale sono rare nell"Uomo, si @ fatto ricorso ad una serie di ricerche sperimentali praticando, nella Scimmia, lesion’ limitate a singole regioni del lobo temporale nel tentativo di stabilire il contributo delle ste singole parti alla costituzione delle tracce mnemoniche Mortimer Mishkin e Squire praticarono, sulla Scim- ria, lesioni praticamente identiche a quelle di HLM. € 05- servaronc un‘alterazione della memoria esplicta, relati- vva a luoghi ed oggetti, del tutto simile a quella di HM. Lesioni limitate alla sola amigdala non avevano effetto sulia memoria esplicita. In reat, & noto che Vamigdala conserva alcuni elementi mnemonici relativi a fatti emo- tivi (Capitolo 50) ma non informazioni che riguardano nozioni e cognizioni. Al contrario, un danno selettivo dell'ippocampo o delle aree associative polimodali con le quali esso @ in connessione (cortecce peririnale e paraiy- pocampica) determina evidenti difetti della memoria esplicita Di conseguenza, gli studi sull'Uomo e le ricerche e3¢~ guite sugli animali da esperimento suggeriscono che !e A Losazaione del ale paicato sla superficie Sllomisfero sso onsctia penal — corte Pscippocampica Consecia Stora 8 Va Deron Capitola 62 Appensnentoemencia 1219 Figura 62.5 Organizzazione anatomica dela formazione delppocampa, A. Sula superficie msl (a sinitra) e verital a desta del emisteroceebrale s\possono assrvare le pric pai cmponent de! obo tempore meiake ieressate ala conservazione dele racce rnneroniche B Le vie diingesn e di usa dela ‘mation de'pgocampo. Gra dertato Va doe Fre mscoit vale colaterst oracle ‘Aree associative Peinpocemsie| Uunimodal e pete (otra tempol parietal) Cae petal nozioni conservate come memorie esplicite vengano ini- Zialmente elaborate in una o pit delle cortecce associati- ve polimodali (cortecce prefrontale, limbica € parieto- temporo-occipitale) che sintetizzano le informazioni di natura visiva, uditiva e somatica. Da qui le informazioni vvengono trasferit, in serie, alle cortecce paraippocampi- cae peririnale, e quindi alla corteccia entorinale, al giro dentato, all'ippocampo, al subiculum e infine di nuovo alla cortecciz entorinale, Dalla corteccia entorinale le informazioni vengono rinviate alle cortecce paraippo- campica e peririnale e infine ancora alle cortecce associa- tive polimodali del neocortex (Figura 625). Pertanto, nell‘elaborazione delle informazioni relative alla memoria esplicita la corteccia entorinale svolge una duplice funzione. Essa rappresenta, anzitutto, la principa- le porta d’ accesso verso I'ippocampo. La corteccia extori- a sester nale proietta infatt al giro dentato attraverso la via perfo- rante e fornisce in tal modo la principale afferenza me- diante la quale ie informazioni che provengono dalle cor- tecce associative polimodali raggiungono T'ippocampo Figura 62.58). In secondo luogo, la corteccia entorinale rappresenta anche la pitt importante via d’uscita dellip- ‘pocampo stesso. Sia le informazioni che arrivano allippo- campo provenendo dalle cottecce associative polimodali che quelle che provengono dall ippocampo e sono dirette alle stesse cortecce associative convergono nella corteccia entorinale. E comprensibile, pertanto, perch le alterazio- ni della memoria conseguenti ad una lesione della cortec- cia entorinale siano perticolarmente gravi e perché queste alterazioni ron riguardino solo una ma tutte le modalita Figura 63.6 Labitudne ela sensibilizzaione a lungo termine in Apysicompartano 00 ‘modficazionistruttural delle terminazoni Parte HI inguaggio tl pense unore, appentiment ela memoria F presnapiche de neuronisensitv Modiicats, = Bayes e Chen 1983) § 2s00 Alnume dele tina’ snaptiche, 2 misuato tr 0 setinana dopo 5 Fekesramenta @ moto maggie neg arimai_ 2000 senza (cca 7800) eget ai contol 2 (1300) eda cue aia 00) g Babine algo termine determina Bren la pea di snapsimenvela sensbizzazone a lungs termine detemina i loro aumento, 5 1000 a Conta 8 Normale Nowone er Nella sensibilizzazione ¢ nel condizionamento classico la conservazione a lungo termine delle trace della memoria implicita comporta Fintervento della via AMPc-PKA-MAPK-CREB Le ricerche di biologia molecolare sulla sensibilizzazione di lunga durata hanno permesso di evidenziare il ruolo svolto dalla via dell’AMPc nella memoria a lungo termine Come accade per Yabitudine e per la maggior parte delle forme di apprendimento, @ la pratica che perfeziona i ‘meccanismi fisiologic. La ripetizione di un’esperienza ne consolida la memoria trasformando un meccanismo di breve termine nella sua forma di lungo termine. Le con- seguenze fisiologiche di un ripetuto addestramento sono state studiate in manlera particolarmente approfondita per la sensibilizzazione. In Aplysia, un’unica seduta di addestramento (0 ur unica somministrazione di seroto- nina ai neuroni sensitivi) da origine a una sensibilizza- zone di breve termine che dura soltanto qualche minuto e per la quale non & necessaria la sintesi di nuove protei- ne, Tuttavia, se le sedute di addestramento sono cinque, si ottiene una sensibilizzazione di lungo termine che dura parecehi giomi e che richiede la sintesi di nuove proteine, Un ulteriore addestramento scaglionato nel tempo produce una sensibilizzazione che persiste per 3B} ornourone ‘inet Senetoiazati Abitucine lung termine Sensisizzarione a lunge termine @Q a sellimane. Questi studi comportamentali condotti in Aplysia (ed altri simili eseguiti nei vertebrati) conducono a pensave che la memoria a breve termine e quella a lun- go termine siano due processi indipendenti ma sovrap- ponibili che sfumano I'uno nel’altro. Numerose osserva~ 2ioni corroborano quest interpretazione. In primo luogo, sia la memoria a breve che a lungo termine della sensibilizzazione del riflesso di retrazione della branchia comportano una modificazione dell’efi- cienza delle connessioni nervose a livello di diverse sta- zioni sinaptiche, comprese quelle interposte fra i neuron sensitivi ed i motoneuroni (Figura 635A). Secondaria~ ‘mente, sia nel processo di sensibilizzazione a breve che a Iungo termine la miglior efficienza delle connessioni si- raptiche fra i neuroni sersitivi ed i motoneuroni ® dove ta ad un‘aumentata liberazione di neurotrasmettitore. In terzo luogo, uno stesso neurotrasmettitore (la serotoni- na), liberato in seguito alla stimolazione della coda, de- termina una facilitazione a breve ‘ermine dopo un solo stimolo e una facilitazione a lungo termine dopo cinque © piti stimolazioni ripetute. Infine, le vie intracellulari di secondo messaggero dell’ AMPc e della PKA che hanno uurvimportanza fondamentale nella memoria a breve ter mine hanno anche un ruolo nella memoria a lungo termi ne (Figura 63.58). Nonostante queste somiglianze, le memorie a breve © 2 lungo termine sono processi diversi che possono veri Capitola 63_| mecca celular dl appendinerta ele bas biologie dlinidult istinti in base a numerosi criteri, Nell’Uomo gli attacchi epiletticio i traumi cranici influenzano la memoria a lun- go termine ma non quella a breve termine, Negli animali dda esperimento & possibile mettere in evidenza unaltra Gifferenza fra questi due processi mediante I'uso di inibi- tori della sintesi proteica 0 dell'mRNA che bloccano se- lettivamente la sola memoria a lung® termine. Come abbiamo visto nel precedente capitolo, al pro- cesso che converte le tracce mnemoniche transitorie in memorie stabli a lungo termine si da il nome di consal- damento. IL consolidamento di forme semplici di appren- dimento della memoria implicita a lungo termine com- ‘porta Ire diversi processi: lespressione genica, la sintesi di nuove proteime e la neoformazione (0 Veliminazione) di connessioni sinaptiche. In che modo agiscono i geni e le proteine nei processi i consolidamento delle modificazioni funzionali di lun- go termine? Lerricerche sulla sensibilizzazione a lungo termine del riflesso di retrazione della branchia hanno dimostrato che dopo applicazioni ripetute di serotonina I'unita cata- litica della PKA mette in azione un’altra protein-chinasi che funge da secondo messaggero, la protein-chinasi atti vata dalla mitosi (MAP), che @ una chinasi generalmente comnessa con i processi di accrescimento cellulare. Que- ste due chinasi trastocano insieme nel nucleo del neurone sensitivo, dove vanno ad attivare un interruttore geneti- co (v la discussione sulla regolazione dei processi di tra- sctizione nel Capitolo 13). In particolare, la subunit ca- talitica fosforila, atlivandolo, un fattore di trascrizione detto CREB-I (o proteina legante dell’elemento di rispo- sta dell’ AMPc). Questo attivatore della trascrizione, una volta fosforilato, si lega ad un elemento promotore detto CRE (o elemento di risposta dell’ AMPc). Per mezzo della MAP-chinasi Y'unita catalitica della PKA agisce anche in- direttamente reprimendo Vattivita inibitoria di un repres- sore della trascrizione detto CREB-2 La presenza sia di un repressore (CREB-2) che di un altivatore (CREB-1) della trascrizione proprio a livello del primo passaggio del proceso di faclitazione a lungo termine induce a pensare che la soglia necessaria per in- trodurre nuove informazioni nella memoria a lungo ter- imine abbia una regolazione molto precisa. Noi possiamo, infatti, osservare dalle esperienze quotidiane che la faci- lita con cui una traccia mnemonica della memoria a bre- ve termine viene trasferita in quella a lungo termine pud variare enormemente a seconda dellattenzione, dell’ ‘more e del contesto sociale. infatti, se si elimina I'ativita repressiva di CREB-2 (per esempio iniettando tn anticor- po specifico per CREB-2), basta un’unica applicazione di serotonina, che generalmente determina soltanto una fa- cilitazione a breve termine della durata di qualche minu- to, per produrre una facilitazione a lungo termine, che & Yomologo cellulare della memoria a lungo termine. In condizioni normal la reptessione deli‘ativita inibi- toria di CREB-2 e Vattivazione di CREB-1 mette capo alla conseguente espressione dei prodotti dei. geni bersaglio, 1245 Fomice Ippacampo Va dele colar i Scat, iP assocatvo! Via dale fore muscoa {LTP non assocath) Viale fe perforant (UP essocatva Figura 63.7 Le re principal ve afferent del'ippocampo (Le feece indcanol decane de uso degl impuls, La via perforate provine dalla artecca eral forma connession ectatrie con i grnul del giro entato. Gl assoni dt granui forma le fae muscoid che si connettono atravarso quest cana Laumente di C2 che ne consequeaIvllo dele spine dendtce atv le china! Celco-ipendent (Cclmodulna