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I Sei Suoni Curativi: una tecnica per riequilibrare emozioni e corpo

Uno dei miei primi ricordi riguarda una sera d’estate. Avrò avuto due anni: ero in braccio a mia
madre che mi cullava ballando sulle note della banda del paese in lontananza.

“Lo senti il papà che ti suona la ninnananna?” mi diceva.

Sí perché sono nata dall’amore tra la maestra delle majorettes e il presidente sassofonista della
banda del mio paese.
E per me quei suoni erano “la sinfonia della vita nella vibrazione dell’amore”.
Ancora oggi ascoltare la banda ha “un potere curativo per me”: non c’é emozione negativa che
tenga, questi suoni, come per magia, mi riportano a quella sensazione di protezione, cura e amore
che provavo da bambina.

L’organismo umano é costituito da una struttura fisica e dal suo corrispondente campo
bioenergetico.
Questo campo é il risultato della trasformazione delle energie provenienti dall’alimentazione, dalla
respirazione e dalla vita psichica.
Il campo bioenergetico compenetra i tessuti cellulari e avvolge la persona completamente, come in
una nuvola di particelle bioelettriche in continuo movimento che generano frequenze sonore.

I conflitti emotivi, che tutti più o meno viviamo, ostacolano il libero fluire dell’energia e possono
strutturarsi in blocchi energetici.
Le malattie sono un passo successivo alla formazione dei blocchi.
I blocchi energetici attirano sempre più energia su di loro, nutrendosi e crescendo a spese
dell’energia circolante nell’organismo.

Quando il corpo s’indebolisce si abbassano le difese immunitarie e compare la malattia: il corpo


somatizza i blocchi originati dai conflitti emotivi.

LEGGI ANCHE —> Il corpo grida quello che la bocca tace!


Il suono può intervenire sui blocchi e scioglierli per risonanza, come nel caso del cristallo che si
frantuma quando riceve una potente onda sonora.
Secondo i taoisti la nostra energia può essere influenzata negativamente quando siamo sottoposti a
periodi prolungati di stress, a ferite, ad ambienti non salutari, a posizioni scorrette, ad un
trattamento che non é di nostro gradimento o ad abusi.
Quando la nostra energia positiva, associata con i nostri organi interni viene interrotta, si apre la
porta alle emozioni negative che sono considerate come l’espressione malata delle nostre virtù
naturali.

Quindi, in altre parole, gli organi funzionano come “porte” attraverso cui entrano le emozioni.

Per esempio, il cuore rivela le qualità positive del rispetto, dell’amore e della gioia, ma quando
s’interrompe il flusso dell’energia positiva, tale organo diventa il punto d’ingresso per la crudeltà,
l’odio, l’arroganza e l’impazienza.
Le emozioni negative non appartengono alla nostra vera natura poiché portano l’infelicità.
Nel tempo possono diventare croniche, portare malattie e persino la morte. Le virtù, invece, aiutano
a sviluppare la felicità, la salute e la vita.

Le emozioni negative possono indebolire il sistema immunitario, privarci dell’energia e disperdere


la forza vitale. Quando si manifestano ripetutamente e non vengono controllate, si trasformano in
abitudini. Diventa allora sempre più facile provocare in noi collera, paura, preoccupazione,
tristezza e impazienza.
Ma come possiamo liberarci dalle emozioni negative, dai nostri atteggiamenti distruttivi e inutili
sostituendoli con risposte positive, utili e affermative? Qual é la chiave per cambiare questo
atteggiamento?

I Sei Suoni Curativi rappresentano una tecnica molto efficace per recuperare e conservare
l’equilibrio delle emozioni e degli organi interni.
Quando il sistema termoregolatore di un organo non funziona più a causa dello stress o di altri
fattori, gli organi tendono a surriscaldarsi. In questa condizione, possono insorgere emozioni
negative ed altri problemi di salute collegati a questi organi.
I Sei Suoni Curativi ci aiutano a distinguere le diverse frequenze e i colori generati da ciascun
organo, a raffreddarli e recuperare il loro equilibrio.
Le vibrazioni di suono e colore ci aiutano in questa operazione di “pulizia interna“.
Il Suono dei Polmoni

La pratica del Suono dei Polmoni aiuta ad alleviare la tristezza, la depressione, il raffreddore,
l’influenza, il mal di denti, l’asma e l’enfisema.

Posizione: seduto con la schiena diritta, porta le mani a livello delle costole fluttuanti, quelle che
separano l’area addominale dal torace: qui si trovano i tuoi Polmoni. Visualizzali tristi, con le
lacrime agli occhi.

Suono: inspira ed espirando pronuncia SSSSSSSS (la lingua dietro i denti in modo da
sibilare) sottovoce, in modo da sentirlo appena.Visualizza e percepisci l’eccesso di calore, l’energia
negativa, la tristezza, il dolore, la depressione e l’angoscia che vengono espulse insieme a questo
suono.

Respira normalmente e visualizza i tuoi Polmoni che si colorano di un bianco lucente. Ad ogni
respiro, cerca di percepire lo scambio di energia nuova e fresca che sostituisce quella troppo calda.
Escono le emozioni negative (angoscia, tristezza, depressione) ed entrano coraggio e rettitudine.
Ora i tuoi Polmoni sorridono!
Posso ripetere da 3 a 24 volte.

Il Suono dei Reni

La pratica del Suono dei Reni aiuta ad alleviare la paura, la stanchezza, le vertigini, il ronzio nelle
orecchie e il mal di schiena.

Posizione: da seduto porta le mani a contatto con l’area dei lombi nella parte bassa della schiena:
qui si trovano i tuoi Reni. Visualizzali spaventati, con gli occhi sbarrati.

Suono: inspira ed espirando pronuncia UUUUUUUU (come se soffiassi su una candela).


Immagina che il calore, la paura, e le energie umide e negative in eccesso vengano spinte fuori
insieme a questo suono.

Respira normalmente e visualizza i tuoi Reni che si colorano di un bel blu cobalto. Ad ogni respiro,
cerca di percepire lo scambio di energia nuova e fresca che sostituisce quella troppo calda. Esce la
paura ed entra la mitezza. Ora i tuoi Reni sorridono!
Posso ripetere da 3 a 24 volte.

Il Suono del Fegato

La pratica del Suono del Fegato aiuta ad alleviare la rabbia, gli occhi arrossati o acquosi, per
eliminare un sapore aspro o amaro e per disintossicare il Fegato.

Posizione: seduto con la schiena diritta, porta le mani sulla parte destra dell’addome, appena sotto
alle costole: qui si trova il tuo Fegato. Visualizzalo arrabbiato.

Suono: inspira ed espirando pronuncia SHHHHHHH (come quando chiedi di fare silenzio).
Immagina che il calore e la rabbia escano insieme a questo suono.

Respira normalmente e visualizza il tuo Fegato che si colora di un bel verde smeraldo. Ad ogni
respiro, cerca di percepire lo scambio di energia nuova e fresca che sostituisce quella troppo calda.
Esce la rabbia ed entra la gentilezza. Ora il tuo Fegato sorride!
Posso ripetere da 3 a 24 volte.

Il Suono del Cuore

La pratica del Suono del Cuore aiuta a lenire il mal di gola, le infreddature, il gonfiore della lingua
o delle gengive, l’instabilità emotiva e le malattie cardiache.

Posizione: seduto con la schiena diritta, porta le mani al centro del petto e poi spostati leggermente
a sinistra: qui si trova il tuo cuore! Visualizzalo con l’espressione di chi non si sente amato.
Suono: inspira ed espirando pronuncia HAAAAAAA (con la bocca aperta e arrotondata come se
volessi alitare su un vetro).
Immagina che il calore l’impazienza, l’astio, l’arroganza, la crudeltà fuoriescano insieme a questo
suono.

Respira normalmente e visualizza il tuo Cuore avvolto dal colore rosso. Ad ogni respiro, cerca di
percepire lo scambio di energia nuova e fresca che sostituisce quella troppo calda. Esce la paura di
non essere amati ed entrano la gioia il senso dell’onore, la sincerità. Ora il tuo Cuore sorride!
Posso ripetere da 3 a 24 volte.

Il Suono della Milza

La pratica del Suono della Milza aiuta ad eliminare indigestione, nausea e diarrea.

Posizione: seduto con la schiena diritta, porta le mani nella parte sinistra dell’addome subito sotto il
diaframma: qui si trova la tua Milza. Visualizzala preoccupata.

Suono: inspira ed espirando pronuncia HOOOOOOO (di gola, gutturale).


Immagina che il calore e la preoccupazione vengano espulsi insieme a questo suono.

Respira normalmente e visualizza la tua milza avvolta da un bel giallo brillante. Ad ogni respiro,
cerca di percepire lo scambio di energia nuova e fresca che sostituisce quella troppo calda. Esce la
preoccupazione ed entra la bontà. Ora la tua Milza sorride!
Posso ripetere da 3 a 24 volte.

Il suono del Triplo Scaldino

La pratica del Suono del Triplo Scaldino aiuta a combattere l’insonnia e lo stress.

Con il Triplo Scaldino si intendono i tre centri energetici del corpo umano: quello superiore
(cervello, cuore e polmoni) é bollente; quello mediano (fegato, reni, stomaco, pancreas, milza) é
caldo; quello inferiore (intestino crasso e tenue, vescica e apparato genito-urinario) é freddo.

Il suono “HEEEEEEE” equilibra la temperatura dei tre livelli portando energia bollente nel centro
inferiore ed energia fredda in quello superiore.
Specificatamente, l’energia bollente si sposta dall’area del cuore a quella dell’apparato sessuale,
mentre l’energia fredda dal basso ventre raggiunge la regione cardiaca.

Posizione: sdraiato sulla schiena con le braccia lungo i fianchi e i palmi delle mani rivolti verso
l’alto. Con gli occhi chiusi immagina che il respiro sia un’onda che sale e scende. Inspirando gonfia
la pancia, il petto e fai salire le clavicole: l’onda sale.

Suono: emetti sottovoce il suono “HEEEEEEE” espirando sgonfiandoti dall’alto verso il basso:
l’onda scende.
La sensazione é quella di un grande rullo che passando sopra di te provoca l’uscita del tuo respiro
mentre scorre dalla testa agli organi sessuali.

Dopo aver espirato completamente, concentrati su tutto il corpo.


Ripeti da 3 a 6 volte.

Chiara Benini
Bibliografia

“Musico terapia“, Mario Corradini, Edizioni Mediterranee


“Tao Yoga Chi Nei Tsang“, Mantak Chia e Maneewan Chia, Edizioni Mediterranee
“Tao Yoga dell’Energia Cosmica”, Mantak Chia e Maneewan Chia, Edizioni Mediterranee

Il corpo grida quello che la bocca tace


Il nostro corpo ci invia di continuo messaggi che però rimangono inascoltati. Cerchiamo in tutti i
modi di mettere a tacere questi messaggi con farmaci, terapie, pillole di qualsiasi genere.

Ma i sintomi rimangono. Forse mutano d’aspetto, ma rimangono.

I sintomi non sono altro che allarmi inviati dal nostro corpo. E proprio per questo motivo vanno
accettati, ascoltati, compresi e non allontanati.

photo by grietgriet at morgueFile.com

Le malattie denominate psicosomatiche sono appunto quegli stati deboli che originano dalla
psiche, dalla nostra mente: il soma, cioè il corpo, non ha nulla di rotto o malato… si rende solo
veicolo di ciò che la nostra mente vuole tacere o non affrontare. E così originano mal di pancia
senza causa, mal di testa che insorgono solo in determinate situazioni sociali, malattie della pelle
inspiegabili.

Ma a ben vedere tutto ciò che ha a che fare con il corpo è anche collegato con la mente. Tutte le
malattie, quindi, hanno una componente mentale non irrilevante.
A spiegarci in modo quasi poetico ma efficace questo collegamento corpo-mente è
Alejandro Jodorowsky, uomo dalle mille virtù: è infatti poeta, scrittore, fumettista, saggista,
drammaturgo e anche regista.

Egli ha scritto:

Il corpo grida quello che la bocca tace

La malattia è un conflitto tra la personalità e l’anima.

Molte volte…

Il raffreddore “cola” quando il corpo non piange.


Il dolore di gola “tampona” quando non è possibile comunicare le afflizioni.
Lo stomaco “arde” quando le rabbie non riescono ad uscire.
Il diabete “invade” quando la solitudine duole.
Il corpo “ingrassa” quando l’insoddisfazione stringe.
Il mal di testa “deprime” quando i dubbi aumentano.
Il cuore “allenta” quando il senso della vita sembra finire.
Il petto “stringe” quando l’orgoglio schiavizza.
La pressione “sale” quando la paura imprigiona.
Le nevrosi “paralizza” quando il bambino interno tiranneggia.
La febbre “scalda” quando le difese sfruttano le frontiere dell’immunità.
Le ginocchia “dolgono” quando il tuo orgoglio non si piega.
Il cancro “ammazza” quando ti stanchi di vivere.
Ed i tuoi dolori silenziosi? Come parlano nel tuo corpo?
La malattia non è cattiva, ti avvisa che stai sbagliando cammino.

Provate ad ascoltare i vostri sintomi fisici, a capirli, ad elaborarli. Il vostro corpo e la vostra mente
vi ringrazieranno!

Solo in questo modo possiamo finalmente assemblare il puzzle della nostra vita…

L'utilizzo della Musica con scopo curativo si perde nella notte dei tempi
"La Musica è la vostra esperienza, i vostri pensieri, la vostra saggezza. Se non la vivete, non uscirà
dai vostri strumenti."
Charlie Parker

"La Musica è il linguaggio universale."


Richard Wagner

"Qualsiasi tipo di Musica influenza il nostro umore, i nostri sentimenti, le nostre attitudini ed i
comportamenti che ne scaturiscono."
Prof. Joseph Stuassy, Università di Sant'Antonio Texas

Il termine terapia è solitamente collegato ad ambiti strettamente farmacologici, ma la


Musicoterapia è in questo caso l'eccezione che conferma la regola.

L'utilizzo della Musica con scopo curativo si perde nella notte dei tempi. Molti esempi ci arrivano
dalla civiltà egizia. Una testimonianza ritrovata su un geroglifico che descrive la gioia e il benessere
indotti dalla musica; dall'antica Grecia vediamo come il dio della musica Apollo sia anche dio della
Luce e della Medicina. Apollo, infatti, amava più d'ogni altra cosa le feste e i cori alternati di
fanciulli e fanciulle che cantavano e danzavano intorno al suo altare.

Dio festoso di un popolo sereno, indovino e guaritore, poeta e musico. Apollo nasconde la potenza
segreta dei canti magici. Un altro esempio potrebbe essere il passo tratto dalla Bibbia che narra di
come David guarisca Re Saul dalla depressione utilizzando il suono dell'arpa o quella del famoso
cantante Farinelli, evirato da bambino perché mantenesse la magica "voce bianca", che nel 1740 fu
chiamato al capezzale di re Filippo V per curare col canto la crisi depressiva del sovrano. L'utilizzo
della Musica con ben altri effetti, in questo caso non certo curativi, si hanno durante i conflitti
bellici dove si suonavano brani musicali per inneggiare alla lotta e dare coraggio al proprio esercito.

L'intero corso della vita d'ogni singolo individuo è accompagnato dalla Musica e il riascoltare quel
determinato brano che ci ha fatto innamorare o ci lega in qualche modo ad un periodo preciso della
nostra esistenza, ci fa emozionare. Perciò il primo gradino per comprendere a fondo la Musica è
l'emozione. Emozione che in qualsiasi momento della nostra vita non verrà mai meno. Penso alle
persone colpite dal morbo d'Alzheimer che sorridono e tentano un impacciato ballo nel risentire
certe note a loro familiari, oppure penso alle persone in coma che riascoltando una certa melodia
rivivono in modo evidente la loro emozione. La Musica è penetrante, non occorre spiegarla, occorre
saperla ascoltare e di conseguenza viverla.

È scientificamente provato che la Musica ristabilisce i ritmi organici fondamentali: ritmo


cardiorespiratorio, digestione e rilassamento muscolare e oltre a ciò è l'unica arte ad avere la
potenzialità di stimolare sia l'emisfero destro che quello sinistro creando così un "massaggio"
rigenerante al nostro cervello; ovviamente con un certo tipo di Musica, ascoltata, soprattutto, in un
certo modo.

Tipo di Musica e modo d'ascolto, si differenziano da individuo ad individuo e in relazione allo


scopo che si vuole ottenere ma, a parte queste distinzioni la Musica porta oggettivamente un
miglioramento alla qualità della vita di là dalla problematica fisica o psichica dell'individuo.

La Musicoterapia si è imposta come tale a metà degli anni '50, non in modo omogeneo ma, la sua
importanza si sta continuamente ampliando grazie anche al contributo di ricercatori e medici che
hanno riportato in auge, dopo un periodo d'immeritato silenzio questo tipo di terapia. Fra questi
occorre ricordare l'argentino Rolando Benenzon, Orff, Nordoff-Robbins, Alvin e altri ancora.
Naturalmente le metodologie d'applicazione sono le più svariate ma, tutte, in ogni caso hanno come
fondamento il benessere dell'individuo nella sua globalità. Con questa premessa si può affermare
che per la Musica non esistono confini anche se attualmente, e lo dico con rammarico, sono ancora
poche le strutture ospedaliere che utilizzano la Musicoterapia.

La mia professione mi porta a stretto contatto con varie realtà sanitarie: morbo d'Alzheimer, coma,
psichiatria, tossicodipendenza, trauma cranico, preparazione al parto e cura dell'insonnia, operando
sia in strutture ospedaliere che privatamente. Mi sto continuamente rendendo conto di come la
Musica, con i suoi effetti terapeutici, stia riscotendo interesse ed in qualche modo stia riacquistando
la sua importanza terapeutica, dopo essere rimasta relegata per anni ad attività semplicemente
artistica. Occorre ricordare che proprio nel campo discografico, ultimamente, sono stati prodotti e
pubblicizzati c.d. con finalità terapeutiche; la loro vendita è stata maggiore di quanto preventivato
delle stesse case discografiche. Tutto questo fa ben sperare per nuovi futuri sviluppi, anche se, per
dovere di cronaca, va detto che la musica se non saputa ascoltare porta a scarsi risultati. È come
avere un'auto con motore potente ma non essere in grado di usarla. Così è la musica i cui effetti
sono vanificati senza un ascolto attento e mirato.

Le case discografiche hanno utilizzato per la creazione di queste compilation alcuni studi, non
ancora confermati scientificamente, i quali affermano che per ogni disturbo esiste un brano
specifico; ad esempio una melodia anti-depressiva sembra essere il "Bolero" di Ravel o contro lo
stress da traffico sono indicate "Le quattro stagioni" di Vivaldi, per tranquillizzare i bambini
"Pierino e il lupo" di Prokofiev o per rimanere svegli "Sagra della primavera" di Stravinskij.

Tutte affermazioni prive momentaneamente di un fondamento scientifico ma, ciò che importa è
poter osservare che lo studio e l'approfondimento delle sette note stia di giorno in giorno
aumentando.

Occorre, però, tener conto che questo tipo di rapporto fra società e musica avviene solo nel mondo
occidentale perché nell'emisfero orientale il rapporto con la musica è un po' più totalizzante; infatti,
in alcune industrie si usano le sette note perché si è notato che il dipendente lavora con più energia
ed il fatturato aumenta.

Con quest'idea si è portata la musica nei nostri centri commerciali dove, con un certo tipo di musica
ad un volume adeguato, s'incrementano le vendite. Altre ricerche eseguite da neurologi tedeschi e
canadesi hanno scoperto che alcune zone del cervello si sviluppano maggiormente nelle persone
che suonano uno strumento.

Anche chi si limita a sentire musica ne trae beneficio; si è appurato che ascoltare brani di una certa
complessità aumenta la capacità del cervello di compiere, subito dopo, operazioni astratte come
calcoli matematici e fa alzare in modo transitorio il quoziente intellettivo.

Se poi la stimolazione musicale va avanti negli anni, l'anatomia della materia grigia può addirittura
trasformarsi.

Una parentesi certamente negativa è l'utilizzo della Musica per scopi di tortura. Si usava un suono
molto alto e ad un volume notevolmente forte per produrre nel prigioniero un senso di sfinimento e
una decisiva e micidiale impennata della pressione che portava alla morte. Quest'arte così antica e
così poco conosciuta può e potrà essere fonte d'infinito beneficio se saputa usare e soprattutto se chi
ne usufruirà sarà capace di saperla ascoltare.

Esistono molto testimonianze sull'utilizzo della Musica per scopi benefici e come testimonianza di
periodi storici che illustrano determinati momenti della storia umana raccontandoci curiosità e
verità spesso non conosciute ed omesse dalla storia ufficiale, come questo pensiero del grande B.B.
King:

" Cantare la vostra tristezza vi alleggerisce il cuore. Ma gli urlatori di blues comunicavano molto
più della tristezza. Trasmettevano anche messaggi codificati in musica.
Se arrivava il padrone, potevate cantare un avvertimento conosciuto ai lavoratori del campo vicino
... il Blues vi poteva segnalare quello che stava per accadere. Capivo che il Blues era una
questione di sopravvivenza.".

Vorrei concludere questo viaggio nella Musica come terapia con una frase di Platone:

"L'apprendimento della Musica è in assoluto lo strumento più potente, perché il ritmo e l'armonia
penetrano nei recessi più profondi dell'anima, e qui si saldano, impartendo grazia e rendendo
l'anima di colui che è correttamente educato, leggiadra."

Il viaggio nelle sette note, in ogni modo non finisce qua .

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