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UN I V ERSI TÀ D I BOLOGN A Ingegneria
PRESIDENZA DI INGEGNERIA

1. Matrici e operazioni con matrici.

Con la parola matrice si intende una tabella di numeri come :


⎛ √ ⎞ ⎛ ⎞
1 3 3 46 3.3   3/4 5 6
⎝ 8 2 1/2
26 16 −2 0 ⎠ , , ⎝ 9 67 88 ⎠ , (−1 12 π 3).
3 −6
10 7 −22 4 9 −2 0 9
In genere le matrici verranno indicate con lettere maiuscole come A, B etc .
Se la matrice ha m righe ed n colonne, si dice una matrice m × n, e se i suoi elementi sono in R (come
sarà quasi sempre nel nostro caso), si dirà che appartiene ad Rm,n (in molti testi si usa il simbolo Mm,n (R)).
Analogamente si possono definire Zm,n , Qm,n ,... etc.
Il modo più comune di indicare una matrice A ∈ Rm,n è :
⎛ ⎞
a11 a12 a13 . . . a1n
⎜ a21 a22 a23 . . . a2n ⎟
A=⎝ ⎠ = (aij )i=1...m,j=1...n .
... ...
am1 am2 am3 . . . amn

(spesso si scrive solo (ai,j ) se è noto che la matrice è m × n ): l’elemento ai,j è quello che sta sulla i-esima
riga e sulla j-esima colonna.
Quando n = m , la matrice si dice quadrata. La matrice che ha tutti gli aij = 0 si dice matrice nulla;
la indicheremo con O ∈ Rm,n (qualsiasi siano n,m ).
In Rm,n è definita un operazione di somma nel modo ovvio:
⎛ ⎞ ⎛ ⎞
a11 a12 a13 . . . a1n b11 b12 b13 . . . b1n
⎜ a21 a22 a23 . . . a2n ⎟ ⎜ b21 b22 23 . . . 2n ⎟
⎝ ⎠+⎝ ⎠=
... ... ... ...
am1 am2 am3 . . . amn bm1 bm2 bm3 . . . bmn
⎛ ⎞
a11 + b11 a12 + b12 a13 + b13 . . . a1n + b1n
⎜ a21 + b21 a22 + b22 a23 b23 . . . a2n + b2n ⎟
⎝ ⎠.
... ...
am1 + bm1 am2 + bm2 am3 + bm3 . . . amn + bmn
Con questa operazione (Rm,n , +) diviene una struttura algebrica.

Si può facilmente verificare che essa è un gruppo commutativo:

1) La somma è associativa; ciò si ricava immediatamente dal fatto che la somma è associativa in R e che la
somma di matrici si esegue termine a termine.

2) Esiste l’elemento neutro; infatti la matrice O , avente tutti i suoi elementi nulli, verifica:

O + A = A + O = A, ∀A ∈ Rm,n .

3) ∀A ∈ Rm,n , esiste l’inverso rispetto al “+”, infatti:


(−A) + A = A + (−A) = O, ove −A = (−aij ).

4) Commutatività: Ovviamente (di nuovo dalla commutatività della somma in R), ∀A, B ∈ Rm,n :

A + B = B + A.

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GEOMETRIA E ALGEBRA L GIMIGLIANO ALESSANDRO ALMA MATER STUDIORUM -
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Esercizio 1.1: Eseguire la verifica dettagliata di 1), verificando che A + (B + C) = A + (B + C).

Un’altra operazione che possiamo fare con le matrici è quella di moltiplicarle per un numero reale; questa
operazione è una funzione R × Rm,n → Rm,n ed è definita nel modo seguente:
⎛ ⎞ ⎛ ⎞
a11 a12 a13 . . . a1n αa11 αa12 αa13 . . . αa1n
⎜ a21 a22 a23 . . . a2n ⎟ ⎜ αa21 αa22 αa23 . . . αa2n ⎟
∀α ∈ R : α⎝ ⎠=⎝ ⎠
... ... ... ...
am1 am2 am3 . . . amn αam1 αam2 αam3 . . . αamn

Avremo (la verifica è immediata e lasciata per esercizio) che:


∀A, B ∈ Rm,n , ∀α, β ∈ R :

α(A + B) = αA + αB, (α + β)A = αA + βA,

(αβ)A = α(βA), 1.A = A, 0.A = O.

Meno ovvia è invece l’operazione di prodotto fra matrici. Innanzi tutto questa non è in generale
un’operazione fra matrici della stessa forma, ma è un’applicazione:

Rm,n × Rn,t → Rm,t .

Cioè moltiplichiamo A per B se il numero di colonne di A è pari al numero delle righe di B.


Vediamo come si definisce il prodotto nel caso più semplice, quello di una matrice 1 × n con una n × 1.
⎛ ⎞
b11
⎜ b21 ⎟
⎜ ⎟
⎜ . ⎟
(a11 a12 . . . a1n ) · ⎜ ⎟ = (a11 b11 + a12 b21 + a13 b31 + . . . + a1n bn1 ) ∈ R1,1
⎜ . ⎟
⎝ ⎠
.
bn1
il risultato è una matrice 1 × 1, cioè un elemento di R .

Esempio:
⎛ ⎞
2
⎜ −1 ⎟ 1,1
(2 4 18 −1 ) · ⎝ ⎠ = (2.2 + 4.(−1) + 18.0 + (−1).10) = (4 − 4 − 10) = (−10) ∈ R .
0
10

In generale, il prodotto di una matrice A ∈ Rm,n per una matrice B ∈ Rn,t , si effettuerà righe per
colonne:
Sia: ⎛ ⎞ ⎛ ⎞
a11 a12 a13 . . . a1n b11 b12 b13 . . . b1t
⎜ a21 a22 a23 . . . a2n ⎟ ⎜ b21 b22 23 . . . 2t ⎟ m,t
⎝ ⎠·⎝ ⎠=C∈R ,
... ... ... ...
am1 am2 am3 . . . amn bn1 bn2 bn3 . . . bnt

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cioè se C ∈ Rm,t è la matrice prodotto, si ha che c11 sarà il prodotto della prima riga di A per la prima
colonna di B (fatto come mostrato nell’esempio precedente); c12 sarà il prodotto della prima riga di A per
la seconda colonna di B, e via cosı̀.
In generale l’elemento di posto i, j in C è dato dal prodotto dell’ i-esima riga di A per la j-esima colonna
di B:
⎛ ⎞
b1j
⎜ b2j ⎟
⎜ ⎟ n
⎜ . ⎟
cij = (ai1 ai2 . . . ain ) · ⎜ ⎟ = (ai1 b1j + ai2 b2j + ai3 b3j + . . . + ain bnj ) = aik bkj .
⎜ . ⎟
⎝ ⎠ k=1
.
bnj
e quindi si ha che la matrice prodotto è:

n
C = ( cij ) = ( k=1 aik bkj ) .

Esempio:
⎛ ⎞ ⎛ ⎞ ⎛ ⎞ ⎛ ⎞
2 1 10 2 0 2.2 + 1.1 − 10 2.0 + 1.1 + 10.6 −5 61
⎝1 0 −1 ⎠ · ⎝ 1 1 ⎠ = ⎝ 1.2 + 0.1 + 1 1.0 + 0.1 + 1.(−6) ⎠ = ⎝ 3 −6 ⎠ .
2 1 0 −1 6 2.2 + 1.1 + 0 2.0 + 1.1 + 0.6 5 1

Proprietà del prodotto di matrici:

a) (A · B) · C = A · (B · C). (Proprietà associativa);


b) (A + B) · C = A · C + B · C; C · (A + B) = C · A + C · B (Proprietà distributiva)
c) ∀α ∈ R, α(A · B) = (αA) · B = A · (αB)
d) O · A = O = A · O.

Osservazione. In generale abbiamo visto che il prodotto si fa fra matrici di forma diversa, quindi non è
un’operazione che mi dà una struttura su Rm,n , tranne nel caso m = n . In questo caso ottengo la struttura
(Rn,n , ·). È questa un gruppo?

- Esiste l’elemento neutro. Vediamolo nel caso 2 × 2; ∀a, b, c, d si ha:


         
a b 1 0 a b 1 0 a b
· = = · .
c d 0 1 c d 0 1 c d
 
1 0
Quindi la matrice I = si comporta come elemento neutro rispetto al prodotto in R2,2 .
0 1
Il caso generale n × n è del tutto analogo, e a fungere da elemento neutro sarà la matrice:
⎛ ⎞
1 0 0 ... 0
⎜ 0 1 0 ... 0⎟
I=⎝ ⎠ = (δij )i,j=1,...,n
... ...
0 0 0 ... 1

0 se i = j
ove δij = (δij è detto simbolo di Kroneker).
1 se i = j

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n
Avremo infatti che se A · I = C = (cij ), si ha cij = k=1 aik δkj , ma δkj = 0 per k = j, and δjj = 1,
quindi cij = aij δjj = aij , quindi C = A.

- Non vale la proprietà commutativa, ad esempio:


           
1 0 1 1 1 1 1 1 1 0 3 1
· = , mentre · = .
2 1 −1 6 1 8 −1 6 2 1 11 6

- Non sempre esiste l’inverso di una matrice rispetto al prodotto, ed esistono “divisori dello zero”, cioè
matrici non nulle il cui prodotto dia O, ad esempio:
     
0 1 0 1 0 0
· = .
0 0 0 0 0 0
 
0 1
La matrice A = non ammetterà una matrice inversa A−1 , altrimenti si avrebbe O = A · A · A−1 =
0 0
A · I = A, che è falso.
Più direttamente si può vedere che il prodotto
     
0 1 a b c d
· =
0 0 c d 0 0
 
0 1
qualunque siano c, d ∈ R, è = I, perciò non esiste l’inversa della matrice .
0 0
Quindi la struttura (Rn,n , ·) non è un gruppo. Si ha invece che la struttura (Rn,n , +, ·) è un anello (non
commutativo, vedi §0).

Notiamo anche che ci sono matrici (quadrate) che ammettono inversa, ad esempio:
     
1 1 1 −1 1 0
· =
0 1 0 1 0 1

Proposizione 1.1: L’inversa di una matrice A, se esiste, è unica e si indica con A−1 .

Infatti se fossero A ed A due matrici inverse di A, allora si avrebbe:

A = A · I = A · (A · A ) = (A · A) · A = I · A = A .

e quindi le due matrici coinciderebbero.

Esercizi:

Es. 1.2: Eseguire i seguenti prodotti:


     
1 2 1 −1 7
· =? · (2 −1 ) = ?
3 4 −1 1 4
   a −b 
a b 2 −b2 a2 −b2
· a −b a =?
b a a2 −b2 a2 −b2

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Es. 1.3: Dal terzo prodotto dell’esercizio precedente si può dedurre che esiste sempre l’inversa per ogni
matrice del tipo  
a b
∈ R2,2 ?
b a

Es. 1.4: Eseguire i seguenti prodotti:


⎛ ⎞ ⎛ ⎞
  1 −1 1 −1  
1 2 −1 1 2 −1
· ⎝ −1 1 ⎠ = ? ⎝ −1 1 ⎠· =?
0 1 4 0 1 4
0 1 0 1

Mostriamo adesso dei semplici esempi di applicazioni del linguaggio delle matrici.

Esempio 1: Anche dal punto di vista di pure tabelle di dati, le matrici e le loro operazioni possono risultare
significative per operare con tali dati; consideriamo la seguente situazione:

Una ditta commercia in Arance, Banane e Ciliege, che tiene in due magazzini. Nel primo ci sono,
rispettivamente, 1, 2 e 1,5 tonnellate di ciascuna merce, mentre nel secondo 3t di banane e 2t di ciliege. Il
prezzo dei tre tipi di frutta è di 1, 2 e 4 migliaia di euro alla tonnellata . Che valore si ha in ogni magazzino?
La situazione delle merci è sintetizzata nel seguente diagramma:

A B C
M ag.1) 1 2 1, 5
M ag.2) 0 3 2
⎛ ⎞
1
ove per ricavare il valore delle merci devo “moltiplicare” la tabella per ⎝ 2 ⎠, ottenendo:
4
⎛ ⎞
  1  
1 2 1, 5 11
· ⎝2⎠ =
0 3 2 14
4
Quindi si hanno 11.000 euro di merce nel magazzino 1, e 14.000 nel magazzino 2 .

Esempio 2: Supponiamo che ogni anno l’80% degli abitanti della Toscana resti nella loro regione, mentre
il restante 20% emigri altrove in Italia. Nel resto d’Italia, il 10% degli abitanti emigri in Toscana ed il 90%
ne resti fuori. Se in un dato anno la popolazione della Toscana è di 7 milioni e quella del resto d’Italia è di
50 milioni, quale sarà la situazione dopo un anno? E dopo due o tre?
Avremo,indicando con T i ”toscani”, con I − T il resto d’Italia, con → T le “entrate in Toscana” e con
→ I − T le “entrate nel resto d’Italia”:

T I −T
→ T 0, 8 0, 1
→ I−T 0, 2 0, 9
 
7
per ricavare l ammontare degli spostamenti di popolazione devo moltiplicare matricialmente per :
50
     
0, 8 0, 1 7 10, 6 T
· =
0, 2 0, 9 50 46, 9 I − T

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Quindi dopo un anno ci sono 10,6 milioni di persone in Toscana e 46,4 milioni
 fuori di essa.
10, 6
Per conoscere i dati dopo due anni si ripete l’operazione usando il vettore come dato iniziale,
46, 4
ottenendo:
     
0, 8 0, 1
10, 6 13, 2 T
· =
0, 2 0, 9
46, 4 35, 88 I − T
 
0, 8 0, 1
Cioè la situazione dopo due anni è calcolata, se A = , da
0, 2 0, 9
     
10, 6 7 2 7
A· = A · (A · )=A · .
46, 4 50 50
 
7
Allora calcolando preventivamente Ak , si ha che la moltiplicazione Ak · darà la situazione dopo k anni
50
.

Esempio 3: Nella situazione dell’esempio precedente, esiste una distribuzione di popolazione iniziale tale
che alla fine dell’anno i flussi migratori non abbiano cambiato la situazione ?
Sia x la popolazione toscana ed y quella del resto d’Italia all’inizio dell’anno. Si dovrà avere:
   
x x
A· =
y y
cioè        
0, 8 0, 1 x 0, 8x + 0, 1y x
· = =
0, 2 0, 9 y 0, 2x + 0, 9y y
Che dà come soluzione: y = 2x , e poichè deve anche essere x + y = 57 (se vogliamo usare lo stesso dato
per la popolazione italiana complessiva) , si ottiene (risolvendo il sistema):
   
x 19
= .
y 38

Esempio 4: (Studio di una catena alimentare) Supponiamo di studiare un ecosistema chiuso, composto da:
1) r specie di piante : p1 , p2 , . . . , pr ;
2) s specie di erbivori : e1 , e2 , . . . , es ;
3) t specie di carnivori : c1 , c2 , . . . , ct .

Supponiamo che gli ej si nutrano solo delle pi mentre i ck solo degli ej . Sia poi, in un periodo di un
anno:

xij = ammontare (in Kg) di piante pi mangiate da un ej ,


yjk = numero di capi della specie ej mangiato da un membro di ck .

Allora la matrice X = ( xij )i=1,..,r;j=1,...,s dà il primo ciclo della catena alimentare costituita dal mio
sistema, mentre il secondo ciclo è descritto dalla matrice Y = ( yjk )j=1,...,s;k=1,..,t .
Consideriamo il seguente problema: qual’è la quantità dik di pi necessaria al sostentamento di un ck
(indirettamente, attraverso gli erbivori)?
Partiamo da un c1 : esso avrà mangiato (in un anno) y11 capi di e1 , y21 capi di e2 , ..., ys1 capi di es (la
prima colonna di Y ). Ma ogni e1 ha mangiato a sua volta x11 Kg di piante p1 , ogni e2 ne ha mangiati x12 ,
etc ...

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Cosı̀ c1 ha consumato d11 = x11 y11 + x12 y21 + ... + x1s ys1 di p1 , ed in generale la quantità dik di pi
consumata indirettamente da un ck sarà :

dik = xi1 y1k + xi2 y2k + ... + xis ysk

che è proprio l’elemento di posto (i, k) nella matrice (r × t) :


⎛ ⎞ ⎛ ⎞
x11 x12 ... xis y11 y12 ... yit
⎜ x21 x22 ... x2s ⎟ ⎜ y21 x22 ... y2t ⎟
X · Y = ( dik )i=1,...,r;k=1,..,t =⎜
⎝ ... .. .. ⎟ ·⎜ . .. . ⎟
. ... . ⎠ ⎝ .. . ... ..

xr1 xr2 ... xrs ys1 ys2 ... yst

Quindi la matrice X · Y = (dik ) contiene tutti i dati sull’assunzione delle specie vegetali da parte dei
carnivori.

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