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10.

IL JAZZ SI RAFFREDDA
Il periodo fra il 1948 e il 1952 fu difficile per diversi motivi: si era spenta l'euforia del dopoguerra
che aveva fatto prosperare l'industria del divertimento e si era conclusa la stagione della creatività,
che aveva visto la nascita del bebop.
Le più famose orchestre di jazz d'America dovettero sciogliersi arrendendosi alle difficoltà di un
mercato che stava mutando.
Alcuni pensavano che bisognava raffreddare il jazz e comporlo in forme di raffinata complessità.
''Cool'' non significava solo ''freddo'', ''rafferddare'', ma anche ''ottimo'' e ''tutto bene''. Il cool jazz
ebbe vita brevissima e non fortunata, fu una deviazione piuttosto che una tappa per il jazz. Fu
un'esperienza comunque necessaria.
Musicisti: Lennie Tristano (pianista di origine italiana) – Gil Evans – Miles Davis – John Lewis –
(questi tra i pochissimi jazzmen negri coinvolti nel cool).
Non ci furono notevoli inventori nella breve stagione del cool, la quale si concluse qualche anno
dopo il 1949.
Lasciò il segno invece il prelibato jazz di Davis che fu imitato in America e in Europa.
In pochi mesi, la crisi che aveva afflitto il mondo del jazz per alcuni anni potè considerarsi superata,
almeno per i bianchi, poichè per i negri che non avevano compreso la nuova estetica californiana,
continuavano a passarsela male.
Non si notarono molte differenze di clima. Salvo eccezioni, gli stili strumentali, tutti solisti, erano
molto somiglianti fra loro.