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 Non devi tradurre.

A. Leggi attentamente le traduzioni in italiano


B. Rispondi alle domande

DOMANDE SULLA COMPRENSIONE DEL TESTO


1. Qual è il senso delle disavventure di Lucio?
2. Come deve cambiare adesso la vita di Lucio?

DOMANDE SUL TESTO IN LATINO


3. Individua i vocaboli appartenenti ai campi semantici del
“dolore/patimento” e della “religione”; ricopiali sul foglio di bella in
gruppi ben distinti.
4. Che frase è quella evidenziata alle rr. 5 e 6?
5. E quella alla r. 14?
6. Evidenzia tutti gli Imperativi.

1 Multis et variis exanclatis laboribus magnisque Fortunae tempestatibus et maximis


2 actus procellis ad portum Quietis et aram Misericordiae tandem, Luci, venisti. Nec tibi
3 natales ac ne dignitas quidem, vel ipsa, qua flores, usquam doctrina profuit, sed lubrico
4 virentis aetatulae ad serviles delapsus voluptates curiositatis improsperae sinistrum
5 praemium reportasti. Sed utcumque Fortunae caecitas, dum te pessimis periculis
6 discruciat, ad religiosam istam beatitudinem inprovida produxit malitia.
7 Eat nunc et summo furore saeviat et crudelitati suae materiem quaerat aliam; nam in
8 eos, quorum sibi vitas in servitium deae nostrae maiestas vindicavit, non habet locum
9 casus infestus. Quid latrones, quid ferae, quid servitium, quid asperrimorum itinerum
10 ambages reciprocae, quid metus mortis cotidianae nefariae Fortunae profuit? In
11 tutelam iam receptus es Fortunae, sed videntis, quae suae lucis splendore ceteros etiam
12 deos illuminat. Videant inreligiosi, videant et errorem suum recognoscant. En ecce
13 pristinis aerumnis absolutus Isidis magnae providentia gaudens Lucius de sua Fortuna
14 triumphat. Quo tamen tutior sis atque munitior, da nomen sanctae huic militiae,
15 cuius non olim sacramento etiam rogabaris, teque iam nunc obsequio religionis nostrae
16 dedica et ministerii iugum subi voluntarium. Nam cum coeperis deae servire, tunc
17 magis senties fructum tuae libertatis.
Traduzione di Giuseppe Augello in Metamorfosi o Asino d’oro, Traduzione di M. Cavalli in Apuleio. Le Metamorfosi (L’asino
UTET, Torino 1980 d’oro), Mondadori, Milano 2000

[15] Dopo tante e così varie tribolazioni, dopo essere stato


travagliato dalle più grandi tempeste e dai più fieri marosi della
Sventura, finalmente, o Lucio, sei giunto al porto della pace e
all’altare della Misericordia. A nulla t’è valsa la nobiltà dei natali o il
grado sociale o la brillante cultura che possiedi: ma, scivolando sulla
china d'una giovinezza fin troppo immatura, ti sei ingolfato nelle
più basse voluttà ed un bel tristo premio hai riportato dalla tua
maledetta curiosità. Ciò non ostante, la cieca Fortuna, mentre ti
tormentava con le peggiori prove, ti stava avviando, come è vero che
ogni male non viene per nuocere, alla felicità di codesta vita
religiosa. Essa vada ormai in buona pace e incrudelisca altrove a suo
piacimento e altrove si cerchi le vittime su cui infierire: giacché,
coloro, che han consacrato la vita alla maestà della nostra dea, son
liberi d’ogni caso avverso.
Ladroni, belve, schiavitù, tutto quel girare e rigirare senza posa in
faticosissimi viaggi, quegli spaventi di morire che si ripetevano tutti
i giorni … e con ciò? Che ci ha guadagnato la malvagia Fortuna? Ora
puoi dire di essere veramente sotto la protezione della Fortuna, ma
di una Fortuna veggente, che con lo splendore della sua luce
illumina anche gli altri dei. […] Ti vedano pure gli empi, vedano e
riconoscano il loro errore. Ecco, ecco Lucio, che, liberato da tutte le
passate tribolazioni, felice della protezione della grande Iside,
trionfa sulla mala Ventura. Ma perché tu sia più sicuro e più forte,
iscriviti a codesta santa milizia, a cui poc’anzi sei stato invitato ad
arruolarti con giuramento, e da questo momento dedicati al culto
della nostra religione e assoggettati volontariamente alla regola del
suo ministero. Perché solo quando avrai cominciato a servire la dea,
comprenderai meglio il valore della tua liberazione.