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Corso tecnico

2011
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Indice argomenti
1 – DESCRIZIONE GRUPPO ELETTROGENO
1.1 - COMPONENTI BASE DEL GRUPPO ELETTROGENO (pag. 4-5)
1.2 - PRINCIPALI CARATTERISTICHE DEL GRUPPO SECONDO LA NORMA ISO8528 (pag. 6)
1.3 – LOGICHE DI FUNZIONAMENTO DEL GRUPPO ELETTROGENO (pag. 7)

2 – DIMENSIONAMENTO GRUPPO ELETTROGENO


2.1 - CARATTERISTICHE DEI CARICHI DA ALIMENTARE (pag. 11)
2.2 - POTENZA TOTALE DELL’UTENZA: determinazione della potenza necessaria
2.2.1 – carichi induttivi (pag. 12)
2.2.2 – carichi distorcenti (pag.13-14)
2.2.3 – carichi resistivi (pag. 15)
2.3 CONDIZIONI AMBIENTALI: DERATING (pag. 16)
2.4 LOCALE DI INSTALLAZIONE

3 – ASPETTI NORMATIVI
3.1 – MI.SA (pag. 18)
3.2 – INQUINAMENTO ATMOSFERICO (pag. 19)
3.3 - INQUINAMENTO ACUSTICO (pag. 20)
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Componenti base del gruppo
elettrogeno
Tubo di Scarico Fumi
protetto dai contatti Filtro aria
Massa Radiante accidentali
protetta dai
contatti Quadro
accidentali quadro di
comando e
Serbatoio controllo
incorporato nel
basamento con Interruttore
vasca di
raccolta

tappo antivibrante

Telaio Scaldiglia preriscaldo Punto di


pellettizzabile ancoraggio
telaio per il
sollevamento 3
Allestimenti
Cofanatura Super
Base Fissa Silent

Container Shelter

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Principali caratteristiche del gruppo
secondo la norma ISO 8528
1) Potenza
• C.O.P. (continuous operating power) identifica la potenza che il motore può fornire ad
uso continuativo al 100%, alimentando un carico per un numero illimitato di ore all'anno
• P.R.P. (prime power) identifica la potenza che il motore può fornire ad uso continuativo,
alimentando un carico variabile, per un numero illimitato di ore all'anno; la variabilità del
carico è definita in base ad un periodo di 24h per una media pari al 70%
• L.T.P. (limited time power) identifica la potenza massima che il motore può fornire,
alimentando un carico per un periodo massimo di 500h all'anno, di cui non oltre 300 ad uso
continuativo.

2) Percentuale di carico massima inseribile a gradino NOTA: condizioni ambientali


di riferimento per ISO 8528
La percentuale quantifica il carico massimo applicabile come
primo gradino al gruppo elettrogeno per far sì che il motore pressione atmosferica di
rientri in delle classi prestazionali (G1 (50%), G2 (60%), G3 100kPa
(70%), G4 (da definire) definite dalla ISO8528 temperatura ambiente 25°C
umidità relativa 30%

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Logiche di funzionamento del G.E.
abbinato ad un Quadro Automatico
Gruppo elettrogeno in emergenza alla rete

t6
v

Tensione rete
Tensione gruppo

trg trc
c t1 t7 t9
trc
t1 = ritardo avviamento gruppo
t6 = avviamento gruppo elettrogeno
Commutazione rete
trG = ritardo chiusura comm. gruppo
Commutazione gruppo
trc = pausa commutazione rete gruppo
t7 = ritardo rientro rete
t
t9 = tempo arresto gruppo

6
Dimensionamento G.E.
CARATTERISTICHE DEI CARICHI DA ALIMENTARE

Possibili carichi presenti nell’impianto:


• CARICHI INDUTTIVI: qualsiasi macchina azionata da un motore elettrico
• CARICHI DISTORCENTI: illuminazione con lampade a scarica, UPS etc
• CARICHI PURAMENTE RESISTIVI: lampade ad incandescenza, forni elettrici,
riscaldamento elettrico etc.

Principali caratteristiche dei carichi:


gli induttivi cosfi 0.8 sono i più diffusi e determinano spunti di corrente (In fase di
avviamento) che possono variare da un minimo di 1,5 In fino a valori pari a 7 – 9 In
i distorcenti sono fonte di distorsioni armoniche che possono creare problemi ai
regolatori elettronici degli alternatori
i resistivi cosfi 1 non determinano nessuno spunto iniziale, sono anche i più “rari”
all’interno di un impianto elettrico

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Determinazione della potenza necessaria
(dimensionamento): CARICHI INDUTTIVI
La rete di distribuzione di energia elettrica è in grado di assorbire gli
spunti di corrente causati dall’avviamento di carichi induttivi, senza
penalizzare il contratto di fornitura dei KW previsti

Il gruppo elettrogeno ha i limiti imposti dalla potenza erogabile dal


motore e dall’alternatore , si tratta quindi di una fonte di energia
limitata.
Il dimensionamento del Ge deve quindi tener conto della
corrente di spunto del motore elettrico da avviare.
I parametri che determinano la corrente di spunto di un motore
elettrico sono 2:

1) Tipo di avviatore impiegato. Tipo di avviatore Coeficente


Av
In questo caso possiamo adottare 4
tipologie di avviatori a cui assoceremo i 1. Diretto 2,5
relativi coefficienti di calcolo Av. 2. Stella triangolo 2
3. Soft-start 1,5
4. Inverter 1,2
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2) Coppia meccanica che il motore elettrico si trova nella fase di avvio
In quest’altro caso adotteremo 3 gruppi di tipologia in relazione a cosa il
motore elettrico aziona:

TIPO DI CARICO APPLICATO AL COEFFICIENTE SN


MOTORE ELETTRICO
A. GRAVOSO 1,5
B. NORMALE 1,25
C. LEGGERO 1,1

Es. per tipologia “A” carichi GRAVOSI


Carroponte, mulini (frantumazione inerti, plastica,cereali ecc),elevatori,
montacarichi a fune, ascensori a fune, paranchi, gru edili.
Es. per tipologia “b” carichi NORMALI
Compressori, macchine utensili in genere (torni, trapani, frese ecc),
condizionatori, pompe acque nere, betoniere, martelli demolitori,
centraline oleodinamiche, ascensori a pistone, troncatrici, aspiratori,
ventilatori (con pale elevata inerzia), idrovore
Es. per tipologia “C” carichi LEGGERI
Pompe antincendio, ventilatori, pompe sommerse, macchine utensili (con
avvio a vuoto)
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Formula da applicare per trovare la potenza
necessaria per la scelta del G.E. con CARICHI
INDUTTIVI
Potenza Coeff. aV Coef. Sn Cosfi Potenz
motore Diretto =2,5 Stella A =1,5 motore a
elettrico triangolo = 2 B =1,25 tipico gruppo
Soft-Start = 1,5 C =1,1
kW 0,8 kVA
Inverter =1,2

kW x Av x Sn / cosfi = kVA

Es.
Motore di una pompa 10 kw acque nere avviato in stella triangolo:

10 x 2 x 1,25 / 0,8 = 31,25 kva

NOTA: i dati calcolati sono puramente indicativi in quanto numerosi altri


fattori (temperatura, altezza sito, efficienza del motore, ecc...) intervengono per
l'effettiva valutazione della grandezza del gruppo elettrogeno.

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Dimensionamento in caso di più
motori elettrici (CARICHI INDUTTIVI)
Se abbiamo la presenza di più motori elettrici vanno presi in esame le
eventuali contemporaneità di funzionamento e le eventuali sequenze di
avvio.
Le casistiche più frequenti sono:
A) Avvio di tutti i motori contemporaneamente
B) Avvio dei motori in sequenza
A) Avvio di tutti i motori contemporaneamente
In questo caso sommare tutti gli spunti dei motori applicando la formula sopra
indicata per ognuno.
Es. :
Avvio di 3 pompe acque chiare avviamento diretto:
•motore da 10 kw avviamento diretto.
•motore da 2 kw avviamento diretto.
•motore da 2 kw avviamento diretto.
27,5 (kw ) + 5,5 (kw) + 5,5 (kw) = 38,5 kw /0,8 =
Potenza Ge 48,12 kva
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2) Avvio dei motori in sequenza
In questo caso occorre che il gruppo soddisfi due condizioni ossia che sia in
grado di supportare la somma della potenza di tutti i motori più lo spunto
dell’ultimo avviato secondo la formula sopra indicata, ma deve anche
supportare lo spunto del motore più grande.
Es. :
avvio in sequenza di 3 pompe acque chiare con un intervallo di alcuni secondi:
1 motore da 10 kW avviamento diretto.
1 motore da 2 kW avviamento diretto.
1 motore da 2 kW avviamento diretto.
La prima condizione che deve essere soddisfatta è la somma della potenza
dei primi due motori più lo spunto dell’ultimo (applicando la formula sopra
indicata senza l’applicazione della conversione ai kva):
10 + 2 + 6,25 (kW di spunto)=20,25(kW)/0,8 (cosfi)=
Potenza Ge 25,31kVA

La seconda condizione che deve essere soddisfatta è che il gruppo deve


sopportare lo spunto del moto re più grande ossia:
10 x 2,5 x 1,25 / 0,8 = 39,06 kVA

Pertanto il gruppo dovra avere una potenza non inferiore a 39,06 kVA.
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Determinazione della potenza necessaria
(dimensionamento): CARICHI DISTORCENTI

Carico non lineare: un sistema che comporta una determinata distorsione armonica
nella linea di alimentazione generata dalla ripetitiva commutazione dei
semiconduttori

Gli UPS sono carichi non lineari e la distorsione generata


dipende dal tipo di sistema di conversione (6, 12 impulsi) e dalla
presenza di eventuali filtri
Normalmente, alimentando questo tipo di carico con la rete, non
si hanno particolari problemi di funzionamento, grazie al
trascurabile valore di impedenza della rete stessa
Diverso è invece il discorso relativo ai gruppi elettrogeni, in quanto il generatore
sincrono normalmente utilizzato presenta un valore sensibile di impedenza, dovuta
ovviamente agli avvolgimenti statorici in esso contenuti
Inoltre il regolatore di tensione che controlla la tensione di uscita è soggetto a
interferenze date dalle distorsioni. Pertanto con i carichi fortemente distorcenti si
consiglia di montare un alternatore con magnete permanente per alimentazione
separata del regolatore di tensione.
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Determinazione della potenza necessaria
(dimensionamento): CARICHI DISTORCENTI
Premessa:
Quando il gruppo elettrogeno alimenta un UPS la potenza del gruppo è solitamente
1.5 / 2 volte la potenza dell’UPS

Esempi pratici:

• Potenza UPS 10 kva, conversione 6 impulsi raddrizzatore esafase senza


filtri, THDI %= 30
Proporre : gruppo elettrogeno da 20 kva

• Potenza UPS 10 kva, conversione 12 impulsi raddrizzatore dodecafase


con filtro LC, THDI %= 5%
Proporre : gruppo elettrogeno da 15 kva

• Potenza UPS 10 kva, conversione con raddrizzatore IGBT senza filtri,


THDI %= 3%
Proporre : gruppo elettrogeno da 12 kva
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Determinazione della potenza necessaria
(dimensionamento): CARICHI RESISTIVI

La potenza indicata nei gruppi elettrogeni e’ espressa in kva e viene poi


indicata la corrispondenza in kw con il cosfi tipico di 0.8.

POTENZA 100 kva cosfi 0.8 80 kw 144 A


PRODOTTA DAL
GRUPPO

Nel caso di carico RESISTIVO ossia con fattore di potenza cosfi 1, aumenta
la richiesta di potenza da parte dell’albero motore pertanto avremo il 20% di
corrente erogabile in meno

POTENZA
PRODOTTA DAL 100 kva cosfi 1 80 kw 115 A
GRUPPO

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Caratteristiche ambientali
(Derating)

Il valore della potenza erogata del gruppo elettrogeno/motore endotermico è


influenzato dalle condizioni ambientali, in particolare:
temperatura ambiente
altitudine sul livello del mare
umidità relativa
Le condizioni standard di riferimento a cui sono date le potenze dei motori sono:
25°C, 100 KPa (100 metri sul livello del mare) e 30% di umidità relativa.

In generale i fattori che influenzano il derating sono temperatura e altitudine, mentre


l’umidità non viene considerata

Per una valutazione esatta del derating ottenibile grazie alle informazioni fornite dai
costruttori dei motori si raccomanda di contattare ELCOS.

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Locale o
luogo di installazione ideale

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Esempio di installazione (es.1)

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Esempio di installazione (Es. 2)

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Aspetti normativi: D.M.I. 22 Ottobre
2007
Decreto del ministero dell’interno emanato per ottemperare al C.P.I. (certificato
prevenzione incendi).
Con il presente decreto sono abrogate tutte le precedenti disposizioni di
prevenzione antincendi (quindi anche la MI.SA 1978, per quanto riguarda gli
impianti esistenti all’entrata in vigore di questo decreto, non è richiesto alcun
adeguamento).
Campo di applicazione: gruppi tra 25 e 2500 kW (fino al 2007 era 1200 kW)

Limitazioni importanti:
1) I gruppi non possono essere installati oltre i 5 mt sottoterra dal piano di calpestio.
2) Se vengono installati in edifici di altezza in gronda superiore ai 24 mt il serbatoio di
bordo non deve superare i 120 lt (in ogni caso la capienza massima non deve superare i
2500 lt)
3) Per i gruppi all’esterno, devono avere almeno uno spazio di 3 mt su tutti i lati libero da
materiali o vegetazione che possano costituire pericolo d’incendio
4) In caso di sistema di travaso ci vuole assolutamente:
•Dispositivo di intercettazione di flusso,
•Dispositivo di arresto pompe di alimentazione,
•Dispositivo di allarme ottico e acustico.
5) Le tubazioni esterne al locale (ad es. tra G.E. e cisterna) devono essere in metallo.
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Aspetti normativi: D.P.R. 24 maggio 1988
n° 203 (inquinamento atmosferico)

Il gruppo elettrogeno se utilizzato solo in caso di black-out della rete Nazionale


(applicazione peraltro tipica) non è soggetto a nessun controllo di emissioni
inquinanti

Il gruppo elettrogeno per autoproduzione di energia elettrica (Le applicazioni in


cui è il gruppo stesso che sostituisce la rete Nazionale) è soggetto a controllo
di emissioni inquinanti sopra una potenza definita, in particolare la Legge fissa
a 1 MW Termico il limite massimo per il quale il gruppo elettrogeno non è
soggetto a particolari restrizioni. Tale potenza termica corrisponde a circa 500
KVA di potenza elettrica.
Nel caso quindi di esigenze superiori è indispensabile prendere tutti i
provvedimenti atti a ridurre le emissioni di sostanze inquinanti (Marmitte
catalitiche, filtri per particolato, ecc.) e notificare il tutto alle autorità
competenti locali (A.R.P.A., U.S.L., etc.). I limiti di tali emissioni sono definiti
anch’essi localmente dalle autorità precedentemente citate.

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Aspetti normativi: legge 26 ott 1995 n°
447 (inquinamento acustico)

Definisce nel dettaglio i limiti di rumore ed i metodi di misurazione, a


seconda del tipo di ambiente, del tempo di esposizione e del periodo (Riferito
a notte e giorno)
Nei contenuti della Legge in oggetto si rimanda agli allegati del Decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri del 1° Marzo 1991, a riguardo dei limiti di
rumore misurabili nei vari ambienti, definiti in 6 tipologie di "classe di
destinazione“, suddivisi a loro volta per periodo Diurno o Notturno

Il rispetto di tale Legge è competenza del Progettista dell'impianto, che dovrà


collocare il gruppo elettrogeno (All'interno di un locale o all'esterno) in base
alla pressione acustica della sorgente sonora (La macchina) in modo tale che
la distanza dal punto di misura sia determinante al fine di rispettare i limiti
imposti

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Approfondimento
A.P.M. (AUTOMATIC PARALEL MODULE )
ATS.c/ATS.i (AUTOMATIC TRANSFERT SWITCH)

Il quadro A.P.M. abbinato ad un gruppo elettrogeno ne consente la totale


gestione in parallelo con altri gruppi o con la rete pubblica. Il quadro
gestisce sia i comandi di avvio e protezione del motore che la totale
gestione della sincronizzazione e ripartizione del carico, è inoltre
provvisto di interruttore motorizzato per la protezione e il sezionamento
della linea di potenza.
Il quadro prevede l’accoppiamento con altri moduli identici tramite un
sistema di sbarre di rame, se i gruppi devono operare in emergenza alla
rete i moduli andranno abbinati ai quadri di commutazione serie ATS.C
provvisti di commutatore motorizzato per lo scambio rete gruppo, oppure,
se si opera in parallelo alla rete, ai moduli ATS.i provvisti esclusivamente
di interruttore motorizzato per il sezionamento della rete.

I moduli possono essere abbinati a tutti i motori sia con regolazione dei giri tradizionale
(Woodward, G.a.c, ecc. ) che ai nuovi motori con controllo Can-bus. Svolgono anche un
controllo attivo del cosfi e della tensione erogata dal generatore controllando
direttamente gli AVR degli alternatori di ogni marca (Marelli, Stanford, Mecc-alte ecc)
Il quadro è dotato di un microcontrollore INTELLIGEN programmabile, questa
apparecchiatura svolge tutte le operazioni di controllo del motore e del generatore e in
relazione alle esigenze del committente, consente di erogare energia in diverse modalità,
o in parallelo con la rete o in parallelo con altri gruppi nelle varie modalità in seguito
descritte.
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Modalità 1 – Parallelo tra gruppi
funzionanti in isola
Questa modalità permette di realizzare una
centrale di produzione funzionante in modo
autonomo per la produzione di energia con più
gruppi in parallelo.
L’avviamento dei gruppi viene gestito da un 1 2 3
singolo comando manuale , il primo gruppo ad
accendersi si configura automaticamente come
gruppo pilota, si chiude quindi il relativo
interruttore, poi i restanti gruppi si sincronizzano
al Ge pilota .
In questo modo è possibile parallelare fino a 32
gruppi anche di diversa potenza , in quanto il
modulo Intelligen provvederà a ripartire il carico A.P.M. A.P.M. A.P.M.
in modo proporzionale alla potenza delle
macchine.
Tramite un apposito selettore si può attivare la
modalità a richiesta di carico, se il carico
applicato dopo l’avvio della centrale è inferiore
alla potenza resa disponibile dai Ge in parallelo,
viene automaticamente spento quello con più
ore di funzionamento, se il carico applicato
aumenta verrà automaticamente riavviato.
E’ possibile anche gestire uno dei gruppi come
riserva in caso di emergenza, ossia se una
macchina si ferma per un’avaria l’altra si
sostituisce a quella guasta in modo totalmente
automatico.
Durante il funzionamento il quadro A.P.M.
sorveglia le macchine garantendo protezione
sia al generatore che al motore.

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Modalità 2 – Parallelo tra gruppi in
emergenza alla rete
Il modulo A.P.M. abbinato al quadro di
1 2
commutazione ATS.C consente di
realizzare delle centrali composte da più
gruppi elettrogeni che alla mancanza
della rete entrano in funzione
automaticamente, si parallelano ed
alimentano l'impianto in pochi secondi,
se l’utenza ha un consumo molto
inferiore alla potenza complessiva dei
gruppi, dopo un ritardo impostabile la A.T.S.c A.P.M. A.P.M.
centrale comanda l’arresto del gruppo di
riserva che riparte nuovamente
all’aumento di energia richiesta.
Al ritorno della rete, il carico viene commutato, e
dopo un tempo di raffreddamento i
gruppi vengono arrestati
automaticamente. Durante il
funzionamento opportune protezioni
sorvegliano totalmente i motori ed il
generatori.
Il quadro ATS.C è provvisto di un commutatore
motorizzato con una portata equivalente
alla somma delle potenze dei gruppi. La
commutazione è gestita da un’apposita
centralina provvista di un sensore di rete
che determina l’avvio dei gruppi appena
rileva un’anomalia di rete.
La commutazione rete gruppo, in caso di avaria,
è possibile anche in modo manuale con
apposita leva.

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Modalità 3 – Gruppo in emergenza alla
rete con parallelo transitorio
In questa modalità il modulo A.P.M. abbinato
ad un modulo ATS-I consente di
realizzare il controllo di un gruppo
elettrogeno che in caso di mancanza
rete si avvia automaticamente e 1 1 2
alimenta il carico, successivamente al
rientro rete il Ge si sincronizza a
quest’ultima e si parallela solo il tempo
necessario per trasferire il carico alla
rete senza creare la microinterruzione ATS.I A.P.M. ATS.I A.P.M. A.P.M.
tipica del passaggio gruppo rete.
Nel caso di più gruppi in parallelo transitorio è
necessario inserire il dispositivo IM-NT
per la gestione contemporanea delle
due sincronizzazioni rete e gruppi.
La realizzazione di un sistema in parallelo esecuzione con esecuzione con
transitorio deve essere autorizzato un solo gruppo due o più gruppi
dall’ente gestore della rete, in alcuni
paesi infatti non vengono consentiti e in
altri casi vengono richieste delle
protezioni aggiuntive omologate.

Questa modalità di funzionamento permette anche la prova a carico del gruppo in parallelo alla
rete con un’erogazione a potenza costante senza necessariamente sganciare il carico, anche
questa funzione deve essere però approvata dall’ente gestore della rete.

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Modalità 4 – Gruppo in parallelo alla
rete in soccorso alle punte
In questa modalità il modulo
A.P.M. gestisce un gruppo
elettrogeno in parallelo rete
con una erogazione di energia
in soccorso alla limitata
disponibilità della rete.
Questo tipo di funzionamento
prevede un monitoraggio della
potenza erogata dalla rete e
se il carico supera la potenza 100 kw 100 kw
massima disponibile ,viene ATS.I A.P.M.
immediatamente avviato il
gruppo che parallelandosi alla 200 kw
rete eroga la potenza
necessaria per non superare la
punta massima consentita.
Anche questa modalità di
funzionamento è vincolata ad
un’autorizzazione del gestore
della rete pubblica.

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Modalità – Gruppo in parallelo alla rete
con erogazione potenza costante
In questa modalità il modulo
A.P.M. gestisce un gruppo
elettrogeno in parallelo
permanente alla rete che eroga
una potenza costante, questo
funzionamento permette di
vendere energia al gestore della
rete.
Questo tipo di realizzazione deve Quadro cabina
essere autorizzata dal gestore del cliente
della rete pubblica e deve essere A.P.M.
corredata da dispositivo di
sicurezza e misura omologati
secondo gli standard del paese
dove la macchina va ad operare.
A richiesta si realizzano quadri
per il controllo di cogeneratori
alimentati a biogas, metano, olio
vegetale, funzionanti in parallelo
alla rete , questa tipologia
costruttiva prevede anche il
controllo di scambiatori per il
recupero termico.
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FINE
Grazie per l’attenzione

29
Grazie per l’attenzione

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