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La Règle d‘Octave del 18° sec.

L‘armonizzazione di una scala si basa sull‘idea che ogni accordo deve avere una
sua caratteristica che lo rende riconoscibile anche al di fuori della scala ed
assumere una funzione precisa. Quest‘ultimo fatto è molto importante in un
periodo di transizione tra modalità e tonalità.

Scala maggiore ascendente

c d e f g a h c

1° 2° 3° 4° 5° 6° 7° 1°

Le tre funzioni principali T S D appartengono ai gradi 1° 4° 5° della scala:

T = 1°
S = 4°
D = 5°

g c d g

e a h e

c d e f g a h c

1° 2° 3° 4° 5° 6° 7° 1°

T S D T

La 7 minore insieme alla presenza della sensibile sono le note tipiche della
Dominante.

Questi tre accordi sono la base che costituisce una tonalità e i gradi rimanenti
vengono armonizzati con rivolti di questi stessi accordi:

- il re del 2° è presente solo nella Dominante per cui sul 2 grado si costruisce un
accordo di Dominante
h f

g g c d g

e f a h e

c d e f g a h c

1° 2° 3° 4° 5° 6° 7° 1°

T D S D T
- il mi del 3° è presente solo nella Tonica per cui sul 3° si costruisce un accordo
di Tonica

h f

g g c c d g

e f g a h e

c d e f g a h c
1° 2° 3° 4° 5° 6° 7° 1°

T D T S D T

- il la del 6° è presente solo nella Sottodominante per cui sul 6° si costruisce un


accordo di Sottodominante

h f
g g c c d f g

e f g a h c e

c d e f g a h c

1° 2° 3° 4° 5° 6° 7° 1°

T D T S D S T
- il si del 7° è presente solo nella Dominante per cui sul 7° si costruisce un
accordo di Dominante

h f g

g g c c d f f g

e f g a h c d e

c d e f g a h c

1° 2° 3° 4° 5° 6° 7° 1°

T D T S D S D T

In questo modo la scala è completa. Controlliamo ora se la successione delle


funzioni soddisfa i principi della tonalità.
In questa, infatti, la loro successione cadenzale risponde al modello

T > (S) > D > T

Nella armonizzazione proposta, questa successione viene rispettata tranne che


nel passaggio 5° > 6°

T D T S D S D T

Un passaggio „debole“ su sette non crea problemi alla percezione della tonalità,
per cui possiamo considerare questa armonizzazione rispondente alle sue
esigenze.

Prima di considerare la soluzione soddisfacente c‘è ancora un elemento che non


segue la premessa iniziale „ ogni accordo ha una sua caratteristica che lo rende
riconoscibie anche al di fuori della scala“: L‘accordo sul 4°S è infatti una normale
triade come quella della Tonica. Secondo Rameau la triade, denominata ‚accord
parfait‘, appartiene solamente alla tonica. Per questo motivo, su questo grado
viene aggiunta una sesta, da cui il nome ‚sixte ajoutée‘, come nota caratteristica

h d f g

g g c c d f f g

e f g a h c d e

c d e f g a h c

1° 2° 3° 4° 5° 6° 7° 1°

T D T S D S D T
Nonostante questa aggiunta non abbia un carattere funzionale, la conseguenza
principale è che l‘accordo fondamentale della Sottodominante diventa non più il
4° bensì il 2°, di cui i 4° è il primo rivolto. Questo avviene quando il 2° non si
muove verso una Tonica, così come nella scala, bensì verso una Dominante, in
questo caso si assegna al 2° l‘accordo di Sottodominante.

Nella tabella delle funzioni principali, quindi, la S si „sposta“ dal 4° al 2°

T = 1°
S = 4° > 2°
D = 5°

Scala maggiore discendente

c h a g f e d c

1° 7° 6° 5° 4° 3° 2° 1°

Assegnamo ai gradi della scala le stesse funzioni trovate nella forma ascendente

c h a g f e d c

1° 7° 6° 5° 4° 3° 2° 1°

T D S D S T D T

Si può notare la presenza di ben tre movimenti tonalmente deboli, che non
rispettano, cioè, la successione cadenzale base di una tonalità
- il 7° sul 6° (la D deve risolvere sulla T)

c h a g f e d c

1° 7° 6° 5° 4° 3° 2° 1°

T D S D S T D T

- il 5° sul 4° (in base allo stesso principio)

c h a g f e d c

1° 7° 6° 5° 4° 3° 2° 1°

T D S D S T D T

- il 4° sul 3° (la S risolve sulla D)

c h a g f e d c

1° 7° 6° 5° 4° 3° 2° 1°

T D S D S T D T

Tre movimenti deboli su sette in una scala sono troppi e provocano un effetto
scarsamente tonale, troppo poco differenziato rispetto ad una successione
modale. La soluzione che viene proposta dalla regola di Campion si basa su una
modulazione al 5° che inizia dal 7°

c h a g f e d c

1° 7° 6° 5° 4° 3° 2° 1°

T T D T
In una tale soluzione, il 5° diventa un 1°T e perde, essendo una Tonica, la settima

c h a g f e d c
in C: 1° 7° 6° 5° 4° 3° 2° 1°

T T D T

in G: 1°

Il 7°, come primo rivolto del 5°, diventa un 3°T

g d

d h

c h a g f e d c

in C: 1° 7° 6° 5° 4° 3° 2° 1°

T T D T

in G: 3° 1°

T T

Il 6°, ora 2°, si muove verso la Tonica e dovrebbe quindi assumere la funzione di
Dominante nella nuova tonalità di G; quindi un D7 costituito dalle note d, fis, a, c.
Siccome la nota del basso la è presente in questo accordo, è possibile costruire
sul 6°/2° l‘accordo desiderato.

fis

g d d

d c h

c h a g f e d c

in C: 1° 7° 6° 5° 4° 3° 2° 1°

T T D T

in G: 3° 2° 1°

T D T

Abbiamo in questo modo risolto i primi due passaggi deboli e trasformati in


passaggi T > D > T. Resta ancora da risolvere il 4° > 3°.
Dopo la modulazione sul 5° dobbiamo ora tornare alla tonalità originale; per fare
questo dovremmo costruire sul 4° la Dominante della tonalità originale, quindi un
G7. Essendo questo costituito dalle note g, h, d, f ed essendo il basso 4° un f,
sarà possibile adottare questa soluzione

fis d

g d d h

d c h g

c h a g f e d c

in C: 1° 7° 6° 5° 4° 3° 2° 1°

T D T

in G: 3° 2° 1°

T D T
I gradi rimasti possono essere armonizzati come in precedenza e si ottiene la
seguente soluzione

fis d h

g g d d h c g g

e d c h g g f e

c h a g f e d c

in C: 1° 7° 6° 5° 4° 3° 2° 1°

T D T D T

in G: 3° 2° 1°

T D T

Volendo assegnare ai gradi dal 7° al 5° una funzione nella tonalità originaria,


avremo

fis d h

g g d d h c g g

e d c h g g f e
c h a g f e d c

in C: 1° 7° 6° 5° 4° 3° 2° 1°

T (D) DD (D) D T D T

in G: 3° 2° 1°

T D T

avendo però ben chiaro che queste denominazioni non sono corrette per il 5° ed il
7°, poiché in quegli accordi manca la dissonanza tipica della Dominante, cioè la 7
per cui l‘accordo preso singolarmente non suona come una Dominante, bensì
come una Tonica, appunto.
Se ora scriviamo la numerazione del basso continuo avremo la chiave per
armonizzare qualsiasi scala maggiore indipendentemente dalla tonalità

6 6 7 6

5 4 6 5 5 6 5 5

3 3 3 3 3 3 3 3

1° 2° 3° 4° 5° 6° 7° 1°

T D T S D S D T

#6 6 6

5 6 4 5 4 6 4 5

3 3 3 3 2 3 3 3

1° 7° 6° 5° 4° 3° 2° 1°

T (D) DD (D) D T D T

3° 2° 1°

T D T
Scala minore

La scala minore presenta delle difficoltà in più dovute all‘esistenza di tre scale
minori:

- naturale
- armonica
- melodica

quale di queste viene presa in considerazione nella reglé d‘octave? Essendo


quest‘ultima una soluzione basata sul concetto di funzione, non è pensabile
utilizzare la naturale in quanto manca l‘elemento più importante che
contraddistingue la funzione di Dominante: la sensibile. Un accordo di Dominante
senza sensibile (terza maggiore) perde, infatti la tensione in direzione della tonica
e di conseguenza la ragione del suo essere.

Delle due rimanenti verrà utilizzata la melodica per a sua linea del basso più
piacevole

Scala ascendente

a h c d e fis gis a

1° 2° 3° 4° 5° 6° 7° 1°

Assegnamo ai gradi della scala le stesse funzioni trovate nella scala maggiore

e a h e

c f gis* c

a h c d e fis gis a

1° 2° 3° 4° 5° 6° 7° 1°

T S D T
* ovviamente gis in quanto la sensibile appartiene per definizione alla Dominante (la Dominante tonique di
Rameau)
Applicando gli stessi passaggi già trovati nella maggiore, arriviamo alla
conclusione che la soluzione precedente funziona anche in questo caso, complice
il fatto che utilizziamo la scala melodica dove è sempre presente la sensibile, il
che elimina ogni differenza, da un punto di vista funzionale, tra la scala maggiore
e quella minore ascendenti

gis h f e

e e a a d d d e

c d e f (fis) gis a h c

a h c d e fis gis a

1° 2° 3° 4° 5° 6° 7° 1°

T D T S D S D T

Da notare che, mentre il g non è mai presente, in quanto impedirebbe la


percezione della funzione di Dominante, nella Sottodominante possiamo trovare
sia il f che il fis (a seconda del movimento delle voci) in quanto non note
caratteristiche della funzione.

Anche la numerazione del basso sarà la stessa, a parte la necessità di segnare le


note alterate

#6 6 7 6

5 4 6 5 5 6 5 5

3 3 3 (#)3 #3 3 3 3

1° 2° 3° 4° 5° 6° 7° 1°

T D T S D S D T

Scala discendente

Molto diversa è la situazione della scala discendente

a g f e d c h a
1° 7° 6° 5° 4° 3° 2° 1°
Come si vede, il 6° e 7° non sono più alterati e questo comporta una grande
differenza nell‘armonizzazione rispetto alla scala maggiore.
Infatti, la modulazione al V grado in minore non può avvenire. Vediamo perché.

L‘elemento fondamentale di questa modulazione è la modificazione del 6° in un


2°D, o, in altri termini, un 6°DD.

Nel nostro esempio in la minore, l‘accordo di DD sarebbe un H7 composto dalle


note h, dis, fis, a.

dis

e h h

h a g

a g fis e d c h a
in a: 1° 7° 6° 5° 4° 3° 2° 1°

T T D T

in e: 3° 2° 1°

T D T

il fis, però, non è presente nella scala, i cui gradi sono dati e non possono essere
variati. Oltre a ciò, una modulazione in mi minore, riproporrebbe il problema del
5° senza la nota caratteristica. La soluzione non è quindi praticabile

Nella scala minore l‘ armonizzazione procede nella tonalità originaria nel modo
seguente:

Il 5° assume la sua funzione indispensabile di Dominante con il gis

e h e

c gis c

a g f e d c h a

1° 7° 6° 5° 4° 3° 2° 1°

T D T
Il 6° si rifà al sopraccitato spostamento della funzione di Sottodominante dal 4° al
2° e diventa il suo secondo rivolto

d d

e h h e

c a gis c

a g f e d c h a

1° 7° 6° 5° 4° 3° 2° 1°

T S D T

Resta ora il problema del 7° discendente. In quanto la nota g del basso è data ed
invariabile, non ci è possibile assegnarle una delle funzioni di la minore in quanto
nessuna di queste contiene un g:

T = a, c, e
S = h, d, f, a
D = e, gis, h, d

Il 7° > 6° rappresenta quindi una eccezione all‘interno del sistema in quanto è il


primo rivolto dell‘accordo minore costruito su 5° il quale non assume nessuna
funzione.

d d

e e h h e

c h a gis c

a g f e d c h a

1° 7° 6° 5° 4° 3° 2° 1°

T X S D T
I passaggi successivi sono analoghi alla scala maggiore

d h gis

e e h h gis a e e

c h a gis e e d c

a g f e d c h a

1° 7° 6° 5° 4° 3° 2° 1°

T X S D D T D T

La numerazione del continuo sarà la stessa della scala maggiore, solamente le


alterazioni saranno differenti

6 6 #6

5 6 4 5 #4 6 4 5

3 3 3 3 2 3 3 3

1° 7° 6° 5° 4° 3° 2° 1°

T X S S D S D T