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Un po’ di storia

Antichità

6000 anni a.C.


L'uomo del calcolitico (o "Età del Rame") inizia ad usare i metalli nativi.

1000 anni a.C.


Nascita dei cosidetti lapidari. I lapidari sono testi che descrivono le pietre e loro
proprietà intrinseche. Il più vecchio lapidario conosciuto è assiro.

Aristotele di Stagira (384 - 322 a.C.)


Fu il primo a proporre una distinzione tra metalli e "fossili" (rocce e minerali non
metallici)

Plinio il Vecchio (23 - 79)


Pubblicò una gigantesca opera scientifica,"Naturalis historia", in 37 volumi. Il 37°
volume è dedicato alla mineralogia (metalli, marmi e pietre decorative, minerali
and gemme). Plinio morì mentre osservava l'eruzione del Vesuvio
Un po’ di storia
Dal Medio Evo al Rinascimento

Avicenna (o Ibn Sina) (980 - 1037) Da Bukhara (ora Iran) riscrisse il lavoro di
Aristotele. Nel suo libro "Principi di Medicina" conosciuto come "Canone", egli
divide i minerali in quattro classi: pietre e gemme, giacimenti, combustibili e sali.
Questa classificazione persisterà fino al 19th secolo.

Vannuccio Biringuccio (1480 - 1537)


Da Siena. Egli descrisse per primo nel suo libro "Pyrotechnia" pubblicato nel
1540, le forme perfette dei cubi di pirite.

Georgio Agricola da Gluchau (1494 - 1555)


Conosciuto anche come "Plinio il Sassone", pubblicò due importanti lavori " De
Natura Fossilium" (1546), e " De Re Metallica" (1550) che sono la base dell'
ingegneria mineraria e della metallurgia. Dalla pubblicazione di questi libri, la
mineralogia finirà di essere Alchimia e comincerà ad essere una Scienza
moderna.
Un po’ di storia
1600-1800

Nel 1669 Niccolò Stenone (1638-1687): costanza degli angoli tra le facce di taluni cristalli.

Huyghens C.(1629-1695): interpretazione della doppia rifrazione dello spato d’Islanda.

Karl von Linneus o Linneo (1707-1778): realizza nel 1730 dei modelli in cartone dei cristalli

Jean-Baptiste Romé de l'Isle (1736-1790): dimostrazione della costanza degli angoli diedri.

Rene-Just Hauy ( 1743-1822) E’ considerato il padre della cristallografia grazie alla sua
legge delle troncature razionali ed alla scrittura rigorosa delle regole di simmetria che
permettono la distinzione dei sistemi cristallini e delle forme secondarie che ne derivano.

Mohs verso il 1820 fornisce una definizione rigorosa dei 7sistemi cristallini introducendovi i
sistemi monoclino e triclino e pubblica la sua scala di durezza dei minerali.

Auguste Bravais ( 1811-1863): Struttura reticolare dei cristalli (postulato di


Bravais),stabilirono l’esistenza di 32 gruppi di simmetrie di reticoli

René-Just Hauy (1817): studio delle Pietre preziose per la loro determinazione quando
sono tagliate).
Un po’ di storia
1850-1899
Osservazioni microscopiche, petrografia

Sorby mostra nel 1859 la presenza di inclusioni fluide nel quarzo.

FRANKENHEIM introduce in petrografia , verso il 1860, l’uso del microscopio polarizzante


equipaggiato dei prismi di Nicol.

Tschermak nel 1864 definisce in maniera rigorosa il concetto delle soluzioni solide. Nel
1870 differenzia, sulla base dell’osservazione al microscopio, la orneblenda, l’augite e la
biotite.

Michel-Levy nel 1874 descrive le intercrescite vermicolari tra il quarzo ed il plagioclasio e


formalizza, verso il 1880 le misurazioni della birifrangenza.

Becke introduce verso il 1890 l’uso della linea di Becke nello studio delle sezioni sottili delle
rocce al microscopio.
IL MICROSCOPIO OTTICO

Strumento “arcaico” Strumento “moderno” (luce


(luce naturale deviata da artificiale, tavolino porta
uno specchio, tavolino campione rotante, messa
porta campione non fuoco sul tavolino)
rotante, messa fuoco sul
tubo oculare)
La birifrangenza dei minerali
Scoperta nel 1669 da Erasmus Bartholin (1625-98)

Il prisma di Nicol (o
Polarizzatore)
Sviluppato da William Nicol
(1770-1851) nel 1828.
Schema dell’interferenza delle onde
luminose lungo il percorso: polarizzatore
inferiore (polarizzatore)-minerale-
polarizzatore superiore (analizzatore)
Schema di
funzionamento del
microscopio da
mineralogia a luce
trasmessa

La luce attraversa il campione di minerale o roccia


Schema di
funzionamento del
microscopio da
mineralogia a luce
trasmessa e riflessa

La luce illumina dall’alto il campione di


minerale o roccia
Esempi di rocce viste al microscopio ottico a luce trasmessa

Granito Fillade

Riolite Marmo
Esempi di rocce e minerali visti al microscopio ottico a luce trasmessa

Gabbro Plagioclasio
Esempi di rocce viste al microscopio ottico a luce trasmessa

Arenaria con grani di quarzo (q) inglobati da cemento carbonatico


(c). Presenza di cemento siliceo cresciuto al bordo dei grani di
quarzo in continuità mineralogica con gli stessi (o).

Microscopio ottico a luce trasmessa - solo polarizzatore


Esempi di rocce viste al microscopio ottico a luce trasmessa

Arenaria (quarzoarenite) con grani di quarzo (q) inglobati da


cemento siliceo cresciuto in continuità mineralogica al bordo dei
grani di quarzo (overgrowth).

Microscopio ottico a luce trasmessa - nicol incrociati


Esempi di rocce viste al microscopio ottico a luce trasmessa

Arenaria (arkose) con grani molto arrotondati di quarzo,


plagioclasio e microclino inglobati da cemento calcitico.

Microscopio ottico a luce trasmessa -nicol incrociati


Schema di
funzionamento del
microscopio binoculare
a luce riflessa
Si osservano i materiali nelle tre dimensioni
(come con la lente di ingrandimento)
Esempi di sabbie viste al microscopio binoculare

Sabbia con
frammenti di
quarzo (vitreo
trasparente) e di
rocce vulcaniche
(verde e nero).
Ben arrotondata,
Ben selezionata
Esempi di sabbie viste al microscopio binoculare
Sabbia con
frammenti di
conchiglie
(New Zeeland)
Esempi di sabbie viste al microscopio binoculare

Sabbia con frammenti Sabbia con frammenti


di quarzo spigolosi. di quarzo arrotondati
Indaghiamo le caratteristiche ancora più piccole

Afide e cristallo di apatite visti al microscopio a scansione elettronica


Un po’ di storia
Il XX secolo
Metodi e tecniche

Goldschmidt nel 1937 suggerisce che il passaggio rubidio-stronzio sia utilizzato per la
determinazione dell’età di un minerale.

Radiocristallografia

Max von Laue (1879-1960) realizza nel 1912 la prima esperienza di diffrazione di raggi X
con un cristallo di blenda e fornisce così una dimostrazione irrefutabile alla teoria della
struttura periodica dei cristalli.

William Henry Bragg (1862-1942) e suo figlio William Laurence Bragg (1890-1971):
definizione rigorosa della specie minerale. Ricevono il premio Nobel nel 1915. Realizzano
nel 1924 la prima determinazione della struttura atomica di un minerale (halite).

Petrus Debye (1884-1966) sviluppò la radiocristallografia, a lui si deve un metodo


diffrattometricodetto metodo Debye – Scherer universalmente utilizzato per l’identificazione
dei minerali. Premio Nobel 1936.
I raggi-X
Legge di Bragg (1913) : nλ = 2d sen θ

onde in fase

?
nλ = 2d sen θ

?
Il diffrattometro a
raggi-X (XRD)

Si usa per determinare il tipo di cristalli


presenti in una sostanza
Dall’analisi Diffrattometrica si ottiene un
Diffrattogramma. Il diffrattometro a raggi-X
Usando la legge di Bragg si dermina la distanza
interplanare (d) del minerale incognito.
Ogni minerale ha un d caratteristico. Quindi, da d nλ = 2d sen θ
si risale al tipo di minerale
d = nλ / 2 sen θ
Lo spettrometro per raggi-X di fluorescenza (XRF)
Dall’analisi XRF si ottiene la
composizione chimica di una nλ = 2d sen θ
sostanza.
Il campione incognito viene
bombardato con un fascio di
raggi-X. Gli atomi presenti nel
campione emettono a loro volta
raggi-X con lunghezze d’onda (λ)
caratteristiche per ogni atomo
presente.
Usando la legge di Bragg si
dermina le λ (e quindi gli atomi)
presenti, conoscendo a priori il d
del cristallo analizzatore posto
nello strumento e l’angolo θ di
incidenza.
La quantità di ogni atomo
presente si determina per
confronto con campioni a
composizione nota.
Table 1 Major, trace and rare earth element analyses of
basalts from the Rio Magno Unit.

sample C20 CORM2 C23 C37A C37D Lo spettrometro per raggi-X


XRF analyses:
SiO2
TiO2
Al2O3
Fe2O3
45.06
1.99
15.31
1.17
46.15
1.48
16.89
1.23
47.73
1.17
18.94
1.09
50.69
1.46
15.34
1.09
55.02
1.15
14.47
1.01
di fluorescenza
FeO 7.80 8.21 7.25 7.24 6.75
MnO 0.16 0.16 0.15 0.14 0.13
MgO 12.82 8.26 8.58 7.63 7.00
CaO 5.42 9.68 5.31 8.89 6.74
Na2O 3.61 3.23 3.36 3.28 4.25
K 2O 0.05 0.03 2.51 0.01 0.04
P 2O 5 0.25 0.17 0.14 0.18 0.13
L.O.I. 6.36 4.50 3.77 4.05 3.29

Mg # 74.5 64.2 67.8 65.3 64.9

Pb 8 6 9 9 8
Zn 100 96 74 85 69
Ni 80 83 131 89 85
Co 40 45 44 41 34
Cr 315 266 296 252 213
V 296 314 248 263 216
Rb 16 16 66 14 14
Sr 108 59 34 29 264
Zr 176 136 125 133 103
Ba 89 57 90 56 51

ICP-MS analyses:
Sc 55.4 77.9 62.0 64.1 54.3
Y 34.5 30.8 26.2 27.9 23.1
Nb 2.17 2.11 1.91 1.92 1.39
La 4.37 4.42 3.60 3.73 4.53
Ce 14.2 13.9 12.6 11.7 14.2
Pr 2.60 2.46 2.21 2.08 2.60
Nd 15.2 13.9 12.3 11.6 15.5
Sm 5.47 4.81 4.24 4.01 5.62
Eu 1.55 1.38 1.23 1.13 1.78
Gd 5.31 4.59 4.00 3.90 5.02
Tb 1.01 0.85 0.76 0.77 0.79
Dy 6.77 5.68 4.98 5.23 4.69
Ho 1.52 1.26 1.13 1.17 0.95
Er 4.29 3.66 3.13 3.38 2.58
Tm 0.60 0.52 0.45 0.47 0.35
Yb 4.13 3.49 3.06 3.33 2.45
Lu 0.54 0.50 0.42 0.47 0.34
Hf 2.61 2.27 2.07 2.24 1.75
Ta 0.16 0.39 0.14 0.40 0.13
Th 0.09 0.08 0.07 0.08 0.06
U 0.05 0.03 0.03 0.03 0.03
Il microscopio a scansione elettronica (SEM)
Il Microscopio Elettronico a Scansione (SEM)
consente di studiare la superficie degli oggetti
e degli organismi.
Il campione da osservare, reso conduttivo, è
posto in una camera all'interno della quale
viene fatto il vuoto. Un fascio di elettroni
primari, focalizzato da lenti elettroniche, viene
inviato sul campione muovendolo, con un
sistema generatore di scansione, così da farlo
scorrere sulla superficie dell'oggetto. Il fascio
di elettroni durante la scansione del campione
colpisce la sua superficie generando degli
elettroni secondari. La quantità e l'energia
degli elettroni secondari retrodiffusi da ogni
punto del campione colpito dal fascio
elettronico dipendente dalla morfologia, oltre
che dalla natura chimica, del campione in quel
punto. Un sistema di generazione
dell'immagine acquisisce il segnale fornito dal
rivelatore durante la scansione del campione e
lo invia su uno schermo, ove viene così
tracciata l'immagine del campione esaminato.
Esempi di minerali visti al SEM

Esempi di micro-organismi (fossili) visti al SEM


La microsonda elettronica
Consente di effettuare analisi chimiche puntiformi (circa 0.003 mm cubi di volume) su minerali o
leghe. Il principio di funzionamento è simile a quello dello spettrometro XRF.
La microsonda elettronica
Spettro della composizione di un campione
ottenuto con microsonda elettronica
Esempi di rocce viste con la microsonda
elettronica.
L’analisi chimica può essere effettuata su
un punto di 3 micron (confrontare le scale
delle foto)
Esempi di leghe metalliche viste con la
microsonda elettronica.
L’analisi chimica può essere effettuata su
un punto di 3 micron (confrontare le scale
delle foto)