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CORSO DI CITOLOGIA In istologia è parecchio difficile riuscire a osservare ciò che si vuole

mentre le cellule sono in vita, poiché sono necessari dei procedimenti


prof.ssa Parolini fisico-chimici per la preparazione e l’osservazione del campione che
uccidono la cellula.
1. le tecniche di indagine istologica Tuttavia esistono due modi per osservare la cellula in vita:
- osservazione al microscopio a contrasto di fase,
a. gli strumenti di indagine - con colorazioni vitali, ovvero colorazioni che non ucidono la
cellula
Per lo studio strutturale ed ultrastrutturale de tessuti e delle cellule sono
necessari strumenti che permettono di osservare la forma e la Alcune colorazioni vitali:
composizione degli elementi che li componga. - alizarina: composto altamente specifico che si incorpora nella
sostanza fondamentale dell’osso e lo colora di rosso
L’occhio umano ha una risoluzione troppo bassa per poter osservare - verde Janus: colora selettivamente i mitocondri sfruttando una
una cellula (0,2 mm). red-ox che avviene solamente a livello del citoplasma, mentre nei
mitocondri rimane allo stato ossidato.
La nascita dello studio della cellula è strettamente connessa agli - Blu di metilene: sfrutta l’affinità chimico-fisica ad alcune
strumenti che permettano di indagarne la struttura: strutture. Si lega all’assone delle cellule nervose e le colora
- Galileo Galilei da l’impulso a questa nuova scienza con la vitalmente
costruzione del primo sistema di lenti detto microscopio - Sospensioni colorate: in alcuni casi, sospensioni colorate
- Il microscopio ottico permette di arrivare a circa 0,2 micron, assorbite dalla cellula per fagocitosi vengono chiuse nei vacuoli e
quindi di osservare la struttura delle cellule. danno informazioni circa la presenza di queste strutture.
- Per vedere internamente la cellula e considerarla d un punto di
vista ultrastrutturale (organuli e acromolecole), è necessario d. La preparazione del tessuto
l’utilizzo del microscopio elettronico, che ha un potere di
risoluzione pari a 0,2 nm. L’osservazione delle cellule in vita pone limitazioni consistenti:
- sopravvivenza fuori dall’organismo
b. Le dimensioni delle cellule - spessore eccessivo
- mancanza di contrasto cromatico
Le cellule dei vari tessuti possono essere lunghe:
- qualche centimetro (neuroni e cellule muscolari) Si rende necessario fissare le cellule e i tessuti per impedire le
- mediamente dai 6,7 micron ai 300 micron denaturazioni post-mortem delle cellule, e colorarle secondo la
necessità per distinguere i vari componenti.
I batteri hanno generalmente grandezze comprese tra 1 e 2 micron.
Per la preparazione del campione si seguono le seguenti tappe:
I virus giungono invece a dimensioni ben inferiori(10 – 300 nm). 1. fissazione
2. disidratazione
c. Osservazione a fresco dei campioni (cellule vive) 3. diafanizzazione
4. inclusione I fissativi che non precipitano le proteine sono principalmente:
5. sezionamento o taglio - formaldeide
6. montaggio - acido osmico
7. colorazione
L’acido osmico è uno dei migliori fissativi, ma il basso potere di
Si osservano ora nel dettaglio penetrazione richiede campioni molto sottili

1. fissazione Fissazione fisica.

La fissazione è un procedimento che si propone di salvare al meglio La fissazione fisica prevede il congelamento repentino del campione di
dalle alterazioni conseguenti alla morte la struttura protoplasmatica della tessuto.
cellula.
La velocità di congelamento è importante per un duplice motivo:
Può essere fatta sia con agenti chimici che con agenti fisici, e nel modo - più il congelamento è veloce, meglio si conservano le strutture
più veloce possibile, in modo che la struttura rimanga inalterata rispetto - più è veloce, più piccoli sono i cristalli di ghiaccio.
all’azione degli enzimi.

Inoltre, questo processo permette ai coloranti di fissarsi in particolari Per congelare, si usano quasi sempre:
strutture. - isopentano
- azoto liquido.
La fissazione, può tuttavia portare ad artefatti, dati dalla denaturazione
delle proteine: La preferenza della fissazione fisica è data da molteplici vantaggi:
- i migliori fissativi sono quelli in cui le proteine precipitano nel - le sostanze solubili non vengono estratte dai tessuti, lasciandoli
modo più fine possibile. nel loro stato originale
- la localizzazione intracellulare delle strutture rimane la medesima
Fissativi chimici: della cellula viva

si possono suddividere in due gruppi in base alla loro azione sulle Questi metodi, sono preferenziali nelle ricerche istochimiche.
proteine:
- fissativi che precipitano le proteine 2. Disidratazione e diafanizzazione
- fissativi che non precipitano le proteine
Per essere imbevuto in paraffina (idrofoba) deve essere svuotato di
tra i fissativi che precipitano le proteine vi sono l’acido acetico, l’alcol acqua:
etilico, le soluzioni di bicloruro di mercurio, ecc… - si immerge in vaschette contenenti alcol via via più concentrato
fino all’alcol puro
Nei fissativi acidi, nonostante si abbia un potere di penetrazione elevato, - viene successivamente immerso in xilolo, o solventi simili, che lo
le proteine si ingrossano e si addensano in grosse zolle. lberano dall’alcol e lo rendono solubile nella paraffina
3. inclusione A fresco un campione non è riconoscibile nelle sue varie strutture,
poiché è attraversato dalla luce in maniera omogenea:
il preparato viene imbevuto nella paraffina e scaldato in stufe a 50-60°C - ci si avvale i sostanz coloranti specifiche che in a contatto con
in modo che il solvente della paraffina liquida evapori e questa si determinate molecole si comportino come “inner filter”, non
solidifichi. lasciando passare la luce di una determinata lunghezza d’onda.

Il risultato è un blocchetto che può essere posizionato sul porta-pezzo La colorazione comporta la rimozione del materiale d’inclusione:
del microtomon, lo strumento che lo taglia. - si fa passare il composto in vaschette contenenti alcol in serie
discendente, poi li si reidrata con acqua distillata
4. sezionamento o taglio - si applica la colorazione (di norma a base acquosa)
- lo si lava più volte per rimuovere il colorante da dove non si è
il taglio avviene con un apposito strumento chiamato microtomon, che legato
riduce in lamine sottili il blocchetto di paraffina con il tessuto immerso.
Vi sono differenti tipi di colorazione:
Lo spessore va 1 a 10 micron, poiché deve essere attraversato dalla
luce. a. colorazioni dirette: le sezioni prendono il colorante direttamente
dalla soluzione
Per la visione al microscopio elettronico le lamine devono essere b. indirette o per mordenzatura: il preparato viene sottoposto a
ulteriormente sottili: processi preparatori con sostanze a contenuto metallico dette
- si usa uno strumento chiamato ultramicrotomon, che lo taglia in mordenti.
lamine di 50-80 nanometri.
I coloranti più comuni sono
Per indagini d tipo istochimico, con pezzi congelati, si usano due tipi di - ematossilina-eosina: colorante acido-base, che colora i
strumento: nuclei di blu e le rimanenti zone della cellula in rosa
- microtomon congelatore: il pezzo viene irrigidito da un getto di - blu di toluidina: colorante blu di carattere basico
ghiaccio secco (CO2) e tagliato - Azan Mallory: colorante tricromico, con una base (giallo),
- criostato: il pezzo è tagliato in una cella frigorifera a -20/30°C un acido (rosso) e un reagente con le fibre extracellulari.
- Acido periodico di Schiff: utilizzato per trattare gli
5. montaggio epiteli. Colora gli elementi contenenti glucosio (glicogeno
e carboidrati)
Il processo di distensione è il posizionamento del preparato su un - Orceina di Weigert: colorante per strutture elastiche
vetrino: - Sali d’argento: colorano le fibre reticolari, ad esempio i
- effettuato a caldo ad una t inferiore a quella di fusione della neuroni e le strutture nervose.
paraffina - Ematossilina ferrica: colora il nucleo delle cellule, i
- il preparato galleggia su uno strato di acqua muscoli, eritrociti.
- Giemsa-Wright: per colorazioni differenziate delle cellule
6. colorazione del sangue
Per le osservazioni al microscopio elettronico: I marker possono essere anche di altri tipi:
- si ricorre a coloranti elettronici, fatti di metalli pesanti - sostanze fluorescenti (fluorescina o rodamina)
impermeabili agli elettroni (acetato di uranile, citrato di - enzimi
piombo, ecc…) che si addensano selettivamente su - ferritina (x micro elettr.)
determinate strutture - enzimi
- il montaggio consiste nell’applicazione di un sovravetrino - sostanze radioattive.
sopra al vetrino
- il preparato va immerso nell’olio di cedro, ma occorre che f. Citometria a flusso
sia eliminata tutta l’acqua, quindi lo si fa passare prima
nell’alcol poi nello xilolo È un esame statistico (non visivo), per cui le cellule contenute in una
soluzione tampone vengono fatte passare una ad una in un raggio laser,
Le sezioni ottenute all’ultramcrotomo invece vanno distese su una che rileva informazioni riguardo la fluorescenza di alcune cellule.
pellicola applicata su un retino metallico.
Tramite un computer le informazioni possono essere rielaborate e
Per puntualizzare, si precisa che la forma del campione dipende dal tipo organizzate in istogrammi.
di prelievo e di sezione che è sono stati effettuati.
Le cellule possono essere vive, ed è possibile inbiberle di traccianti
e. Colorazione immunoistochimica fluorescenti, che amplificano la presenza di determinati antigeni, dna,
rna, ecc..
Serve per marcare una determinata proteina. Questa si lega ad un
anticorpo ricavato da una cavia immunizzata. È un sistema molto veloce, che consente di analizzare un gran numero
di cellule e dividerle in sottopopolazioni grazie a 2 piastre elettriche che
Per localizzare una proteina si lega una sostanza fluorescente deviano le gocce d’acqua contenenti una cellula in base alla carica
all’anticorpo, il quale viene poi immesso nel campione. elettrica.

Procedimento indiretto: si inserisce direttamente l’anticorpo (es. g. I microscopi


immunoglobulina G) nel campione, il quale si lega all’antigene e rende
possibile la localizzazione con microscopi: i. Ottico convenzionale
- ottico convenzionale ii. Ottico a contrasto di fase
- a fluorescenza iii. Ottico a interferenza
iv. Ottico a fluorescenza
Procedimento indiretto: si inserisce inizialmente solo l’anticorpo v. Elettronico a trasmissione
primario, ovvero quello senza sostanza fluorescente. In seguito si vi. Elettronico a scansione
immette l’anticorpo secondario che si lega al complesso antigene-
anticorpo primario, rendendolo visibile. Il passaggio indiretto è
conveniente perché rende possibile un maggior numero di legami di
anticorpi secondari su un primario.
2. Livelli di organizzazione della materia vivente - contengono uno dei due acidi nucleici (o DNA o RNA)
- vengono assemblati dopo la sintesi dei loro componenti

a. Generalità I viroidi:
- piccole molecole circolari di RNA in grado di replicarsi
È definita materia vivente tutto ciò che ha la capacità di: - i viroidi non possiedono alcun involucro esterno
- prodursi e replicarsi in organismi molto simili al - sono agenti eziologici (che causano malattie) di
progenitore numerose patologie delle piante
- evolversi
il prione:
In natura sono presenti vari tipi di organizzazione della materia: - è una molecola proteica presente nei soggetti sani che ha
- atomi: unità fondamentale della materia, studiata dalla cambiato l’orientamento spaziale
fisica - le cause sono ignote
- molecole: unità formate da più atomi. Studiate dalla - può trasferire la propria anomalia alle molecole sane dello
Chimica stesso tipo.
- molecole organiche e biomolecole: molecole contenenti
carbonio, proteine, ecc. che sono funzionali agli esseri Si stima che il morbo della mucca pazza abbia origine prionica.
viventi
- cellula: unità funzionale degli esseri viventi. Più piccola c. Le cellule
unità che ha proprietà vitali e presenta un’organizzazione
interna. Ha dimensioni che possono variare da 10 cm, a 3 Le cellule sono le più piccole unità vitali:
micron. - possiedono in sé tutti i meccanismi necessari alla sintesi
e digestione di macromolecole
Nella teoria cellulare, sono tuttavia esclusi determinati agenti che - rispecchiano tutte uno scema di base, con organuli e
possono essere considerati viventi, anche se mancano di alcune materiale simile.
caratteristiche e di parte dell’autonomia: - Possiedono un corredo genetico (DNA)
- virus - Si riproducono
- viroidi
- prioni Nonostante ciò vi sono notevoli differenze nella complessità delle
cellule. Queste si differenziano in prima analisi in:
b. Eccezioni alla teoria cellulare: virus, tiroidi, prioni - procarioti
- eucarioti
I virus:
- particelle di varie forme e dimensioni formati da un d. Cellule procariote
involucro proteico (capside)
- forme di vita parassitarie (per svolgere i propri Sono cellule estremamente più semplici rispetto alle cellule eucariote. Si
meccanismi biologici necessitano una cellula a cui distinguono da queste per una serie di differenze specifiche:
legarsi) - dimensioni ridotte
- mancanza di una compartimentazione citoplasmatica eucariote si differenziano addirittura. L’organizzazione dei tessuti forma
- mancanza di un nucleo ben definito gli organi, gruppi di tessuti con una precisa funzione.
- il DNA è immerso nel citoplasma ed è costituito da un
unico filamento. Sincizi: unione di due o più cellule inizialmente autonome, in cui rimane
un duplice nucleo.
Tuttavia, possiedono tutte le caratteristiche e le funzioni di sintesi per
macromolecole e biomolecole, e altri meccanismi biochimici in grado di Plasmodi: cellule plurinucleate a causa della non completa divisione
dargli vita autonoma. dopo la duplicazione del DNA.

I Procarioti sono costituiti da una massa di citoplasma in cui è immerso il Le cellule dei metazoi si dividono a seconda della durata della loro vita:
nucleoide, il filamento anulare di DNA ammassato (genoforo). - cellule perenni
- cellule stabili
Il genoforo è fissato ad uno strato della membrana (mesosoma) - cellule labili (prodotte da cellule indifferenziate dette
plasmatici da un perno. cellule staminali)

In altri mesosomi sono presenti gli enzimi respiratori, molto simili a l’ultrastruttura di una cellula eucariote:
quelli dei mitocondri.
- membrana plasmatica: sottile strato lipidico, permeabile
I batteri si riproducono per scissione trasversale, dopo aver duplicato il solo a determinate sostanze. Segue ogni introflessione
materiale genetico. per formare i microvilli, quando necessario.
- nucleo: delimitato da una doppia membrana detta
Il citoplasma batterico contiene: involucro nucleare, ricoperta sulla zona citoplasmatica da
- ribosomi (sintesi proteica) ribosomi. All’interno vi è il corredo genetico della cellula, il
- mesosomi DNA.
- citoplasma: è in comunicazione con l’esterno e con il
Sono delimitati dall’esterno da una doppia membrana: nucleo. Formato da una sostanza gelatinosa (citosol o
- parete cellulare (esterna) ialoplasma) in cui sono immersi numerosi organuli.
- membrana cellulare. Presenta un sistema compartimentato: vi sono vari settori
suddivisi per funzionalità.
particolari tipi di batteri detti cellule cianofite hanno degli organismi che
attuano la fotosintesi clorofilliana, tilacoidi. gli organuli:
- reticolo endoplasmatico: è una formazione
e. Cellule eucariote membranosa estesa, formata di citarne appiattite o tubuli.
Vi è un reticolo liscio (REL) e uno rugoso (RER), poiché
Oltre ai batteri e alle cianofite, tutti gli altri organismo sono formati da ricco di ribosomi.
cellule eucariote. - apparato di Golgi: Composto da una serie di sacche
appiattite delimitate da una membrana parallele tra di loro
Gli organismi pluricellulari sono strutturati con tessuti in cui le cellule e da piccole vescicole, situate in periferia.
- Lisosomi: sono vescicole che hanno differenti formule e
sono funzionali allo smaltimento di molecole (digestione Alcuni sali inorganici, presenti in forma di ioni dissociati svolgono delle
cellulare). funzioni molto importanti, tra cui quella di attivazione.
- Ribosomi: partilcelle dense di eletroni, adibite alla sintesi
proteica a partire da RNA. Altri attivanti per funzioni enzimatiche sono elementi inorganici (in
- Mitocondri: Organuli delimitati da una doppia maggior parte metalli), sono presenti in piccole quantità: sono detti
membrana. Quella esterna è liscia, quella interna è oligoelementi.
ripiegata su sé stessa, formando varie creste.
- Citosol: contiene elementi non racchiusi da membrana La materia si divide in:
(es. glicogeno, gocciole lipidiche, ecc…). Nonostante - elementi organici
sembrasse disorganizzato, si è scoperto essere formato - elementi inorganici
da un citoscheletro, un insieme di tubuli e filamenti di tre
tipi (microfilamenti, microtubuli, filamenti intermedi), che Nel nostro corpo, oltre a lipidi, glucidi, proteine ed acidi nucleoco, vi
servono ad ordinare la cellula sostenendo ribosomi o altre sono altri importanti molecole, gli ormoni e le vitamine:
simili particelle. - questi sono in pigole quantità, ma hanno funzioni molto
- Perossisomi: sono strutture vescicolari che contengono rilevanti
enzimi particolari (es. uricasi), hanno una funzione simile
ai lisosomi. b. Carboidrati o zuccheri
- Altri organuli: si formano dei tubuli ed un fuso durante la
divisione cellulare. I carboidrati sono composti formati da C, H, O e sono la principale
riserva energetica di vegetali e animali.
3. Biomolecole
Nelle cellule vegetali, possono anche costituire la parete celulare ed
a. Generalità avere dunque una funzione di sostegno.

Sono circa una quarantina gli elementi chimici che entrano a far parte Sono sostanzialmente di tre tipi:
del protoplasma (materia vivente). - monosaccaridi
- oligosaccaridi
I più importanti sono: - polisaccaridi
- ossigeno
- carbonio Monosaccaridi.
- idrogeno
- azoto Comprendono i glucidi che non possono essere idrolizzati in composti
A seguire: più semplici.
- zolfo
- fosforo Sono catene di 3-7 carboni, ai quali sono anche legati un gruppo
ossidrile e un idrogeno.
I primi 4 costituiscono oltre il 97% della materia vivente.
Oltre a questi due legami all’interno della catena, possiedono anche un Glicoproteine
gruppo aldeidico o un gruppo chetonico.
Sono una componente essenziale delle membrane plasmatiche e del
I più importanti hanno 5 o 6 atomi di carbonio: glicocalice.
- pentosi (ribosio, desossiribosio)
- esosi (glucosio, fruttosio, lattosio) Sono glicoproteine determinati antigeni/recettori:
- gruppi sanguigni
Questi possono anche assumere una forma ciclica, formando un gruppo - istocompatibilità (quelli che determinano il rigetto di un
ossidrile semiacetalico o semichetalico. organo trapiantato)

oligosaccaridi. La fibronectina è una glicoproteine che promuove l’adesione cellulare

Sono molecole formate dall’unione di 2-10 monosaccaridi. c. Lipidi

Il sottogruppo più importante è quello dei disaccaridi, formato da 2 Sono composti organici presenti negli organismi caratterizzati da:
monosaccaridi. I più comuni sono: - elevata solubilità in composti organici
- maltosio (2 a-glucosio) derivato dall’idrolisi parziale - non miscibilità in acqua (per motivi fisici)
dell’amido
- saccarosio (fruttosio e glucosio) è solitamente usato con Lo schema più corretto per dividere i lipidi li distingue tra:
funzioni energetiche - lipidi non idrolizzabili: derivati dalla condensazione di
- lattosio (galattosio-glucosio) molecole più semplici. Composti di solo lipidi o al
massimo alcoli dal basso peso molecolare
Polisaccaridi. - lipidi idrolizzabili: sono detti anche complessi,
presentano anche derivati di molecole non lipidiche a
Sono lunghe catene di monosaccaridi legati tra loro con un legame O- carattere polare, ad esempio alcoli, amminoacidi, acido
glucosidico (C1-C4). fosforico, oligosaccaridi, ecc.. Questo duplice carattere di
una sola molecola (anfipatico e idrofobico) è di estrema
Si distinguono in due classi: importanza a livello biologico.
- eterosaccaridi: Sono formati da monomeri differenti.
- omosaccaridi: costituiti tutti da identici monosaccaridi. Lipidi non idrolizzabili
Sono ad esempio il glicogeno, l’amido, la cellulosa.
Sono un gruppo estremamente eterogeneo che svolgono le proprie
Il glicogeno è la principale forma di immagazzinamento di energia nelle unzioni all’interno della cellula per formare composti più complessi.
cellule. Costituito da catene ramificate formate da molecole di glucosio.
Di questo gruppo fanno parte gli acidi carbossilici e gli alcoli:
Una molecola di glicogeno può contenere 5000-500000 molecole di - sono lunghe catene con un numero pari di atomi di
glucosio, a seconda dello stato in cui il tessuto si trova e che vi siano o carbonio perché derivate dall’unione dell’acetil coA
meno delle patologie. - sono denominati acidi grassi perché fanno parte del
grasso. steroli.

La lunga catena è la parte idrofoba mentre il gruppo carbossilico sulla I gliceridi sono la classe principale dei lipidi semplici e si suddividono in
testa della molecola è la parte polare (idrofila): base al numero di funzioni alcoliche esterificate:
- ciò è da attribuire alla nube elettronica che si forma in - monogliceridi
prossimità dell’ossigeno e la rarefazione degli elettroni in - digliceridi
prossimità di carbonio ed idrogeno - trigliceridi

Gli acidi grassi si suddividono in: I trigliceridi rivestono una importante funzione biologica:
- saturi: che possiedono solo legami –C – C - singoli - deposito energetico
- insaturi: che possiedono almeno un doppio legame - isolamento termico
carbonio-carbonio sulla coda apolare.
Lipidi complessi
La particolarità dei grassi insaturi è quella di possedere un doppio
legame planare in prossimità del quale la molecola compie una curva: Sono lipidi complessi quei lipidi caratterizzati dalla presenza di residui
- ciò permette l’affievolimento delle interazioni idrofobe idrofili. Hanno dunque un carattere anfipatico (zone polari e zone
nelle membrane biologiche, quindi la maggiore fluidità apolari nella stessa molecola).
delle stesse.
L’anfipaticità dei lipidi complessi trova ampie rappresentazioni a livello
I terpeni costituiscono la principale componente degli oli essenziali. biologico:
- sono molecole in grado id interagire sia con mezzi
Le vitamine liposolubili (A, D, E, K) sono derivati dall’unione di più acquosi che con mezzi idrofobi
residui dell’isoprene.
Si distinguono in:
Il colesterolo, formato da quattro anelli carbonici con 17 atomi di - fosfolipidi: una delle funzioni alcoliche viene esterificata
carbonio è un derivato degli steroli: con acido fosforico
- le funzioni biologiche di questi composti è particolare - glicolipidi: grassi complessati con monosaccaridi e
- il colesterolo all’interno delle membrane cellulari ne limita oligosaccaridi
la fluidità
- i suoi derivati sono anche gli ormoni steroidei. nonostante le diversità strutturali, i grassi sono comunque composti da
una testa polare e delle code apolari idrofobe:
Lipidi semplici - in acqua queste molecole tendono a disporsi
circolarmente con le code idrofobe all’interno formando le
Gran parte dei lipidi semplici deriva dall’esterificazione di acidi grassi micelle, che sono un efficace meccanismo di trasporto
con alcoli: nelle membrane
- con gli alcoli monovalenti si ottengono le cere
- con il glicerolo (alcol trivalente) si ottengono i gliceridi
- con gli steroli (es. colesterolo) si ottengono gli esteri degli d. proteine
Nelle cellule sono presenti in natura anche amminoacidi liberi, che
Una proteina è un polimero i cui monomeri sono costituiti da formano il pool degli amminoacidi:
amminoacidi. - derivano dalla distruzione di proteine
- sono immessi con la dieta
Le funzioni delle proteine sono svariate:
- enzimi protidi
- trasporto
- recettori Tutti gli amminoacidi presenti nelle proteine sono del tipo alfa:
- ecc… - il legame peptidico si forma tra il carbonio alfa del gruppo
carbossilico e l’azoto
Gli amminoacidi sono solo una ventina ma possono combinarsi in modo - i radicali si dispongono verso l’esterno e non entrano nei
infinitamente diverso: legami
- una proteina comprende da poche decine a qualche
migliaia di amminoacidi La disposizione, la sequenza e la presenza delle cariche nei gruppi dei
vari amminoacidi determinano la struttura di una proteina (disposizione
Le proteine si distinguono in: spaziale e struttura secondaria).
- semplici: costituite di soli aminoacidi
- complesse: che comprendono anche un gruppo La struttura delle proteine
prostetico, che possiede molecole di natura diversa.
La struttura di una proteina e la sua organizzazione conferiscono ad
I gruppi prostetici possono essere: essa la specificità:
- ioni metallici 1. struttura primaria: sequenza degli amminoacidi
- vitamine 2. secondaria: ad alfa-elica o a foglietto-beta. Data dai vari legami
- oligosaccaridi (glicoproteine) con ponti idrogeno tra gli amminoacidi.
3. Terziaria: globulare, orientamento spaziale. Dipende dai legami
amminoacidi di solfuro (legami forti) o dalle interazioni deboli dei gruppi
amminoacidici.
Sono i costituenti delle proteine. È una molecola asimmetrica formata da 4. Quaternaria: la composizione di più subunità proteiche. Queste
un atomo di carbonio a cui sono legati: sono unite ordinariamente da legami deboli (ponti idrogeno) e
- idrogeno saltuariamente da ponti – S – S – .
- gruppo carbossilico
- gruppo amminico Enzimi e metabolismo cellulare
- radicale (i circa 20 tipi, caratterizza l’amminoacido)
Gli enzimi sono dei catalizzatori biologici, che hanno ovvero il compito
In natura è sempre presente l’isomero L, nelle proteine. Gli isomeri D di favorire l’attivazione e lo svolgimento di una reazione con minore
sono riscontrabili solo in piccoli polipeptidi che hanno funzioni energia.
antibioticha.
Questi hanno una grossa componente proteica:
- presentano gruppi prostetici detti coenzimi (ioni metallici,
glucidi, ecc..) che sono spesso locati in presenza de sito Le basi azotate appartengono a due classi:
attivo. - pirimidine: timida (T), citosina (C), uracile (U)
- puriniche: adenina (A), guanina (G).
Un enzima è caratterizzato da un sito attivo specifico per un solo
legame da scindere o da formare, che si lega ad uno specifico Nel DNA si trovano:
substrato. - adenina-timina
- citosina-guanina
Tuttavia, possono esservi più enzimi che svolgono la medesima
funzione. Nell’RNA:
- adenina-uracile
La velocità di catalizzazione di un enzima dipende da tre fattori - citosina-guanina
principali:
- specificità I due polinucleotidi si differenziano perché:
- temperatura - nel DNA si trova il desossiribosio, mentre nell’RNA il
- pH ribosio
- Nell’Rna l’uracile sostituisce la timida
La specificità per un determinato substrato è data soprattutto da: - Il DNA ha una struttura a filamento doppio che si avvolge
- specifici gruppi prostetici a doppia elica grazie a ponti idrogeno, mentre l’RNA è
- struttura proteica dell’enzima sempre a filamento singolo

e. acidi nucleici L’unione tra due nucleotidi avviene sempre per mezzo di legami
fosfodiesterici (si legano i gruppi OH dello zucchero e del fosfato).
Gli acidi nucleici sono le molecole più grosse e più interessanti degli
organismi viventi: Sono molecole acide, perché il radicale fosforico ha ancora un gruppo
- contengono tutte le informazioni necessarie per lo OH spendibile, che da carattere acido.
sviluppo e la sopravvivenza di un organismo
- codificano per le proteine Nella cellula il DNA si trova solo nel nucleo, se si a eccezione di un
singolo filamento all’interno del mitocondrio che serve ad esso per la
Gli acidi nucleici sono detti polinucleotidi perché format da sequenze di sintesi dell’ATP.
nucleotidi semplici, composti da:
- zucchero pentoso Il Dna ha forma a doppia catena, in cui le basi azotate sono
- base azotata complementari. I due filamenti si avvolgono in una catena a doppia elica.
- radicale fosforico
Le basi sono unite da ponti idrogeno:
Questi possono essere di due tipi: - la catena può essere aperta e servire da stampo per la
- DNA (acido nucleico) duplicazione, attuata ad opera di un gruppo di enzimi
- RNA (acido ribonucleico) specifici.
- la molecola di DNA è semiconservativa.
La membrana plasmatica è un sottile involucro che separa la cellula
dall’esterno.
Sintesi proteica e RNA.
Ha anche una funzione regolatrice:
La sintesi proteica vede interagire tutti i tre principali tipi di RNA: - regola la composizione del citoplasma attraverso un
- mRNA (messagero) entra nel nucleo e trascrive un meccanismo di permeabilità selettiva
gene, poi esce nel citoplasma e si inserisce tra le due - numerose attività della cellula (antigeniche, ormonali,
subunità dei mitocondri (organuli piccolissimi presenti in divisione cellulare, ecc..) sono strettamente connesse alla
enormi quantità nel citoplasma) membrana plasmatica
- tRNA(transfer): questo è una molecola altamente
specifica, con la forma caratteristica a trifoglio. Dal gambo Struttura
più lungo trasporta uno specifico amminoacido, che è
codificato dall’anticodone posto su uno dei lembi del Con metodologie differenti si è giunti a scoprire la conformazione del
trifoglio. L’anticodone si lega all’mRNA in prossimità del plasmalemma:
mitocondrio e tramite enzimi vengono sintetizzate le - margine organizzato di spessore 7-10 nm
proteine
- rRNA(ribosomial): è l’RNA presente nei mitocondri. Secondo il modello a mosaico fluido elaborato da Singer e Nicholson la
membrana plasmatica è composta da un bilayer fosfolipidico:
È importante sottolineare che nei mitocondri vi sono due siti (A e P) in - due strati di fosfolipidi insaturi si fronteggiano in
cui possono essere presenti due amminoacidi. Quando si trovano in prossimità delle code apolari, formando legami
quei siti, sono uniti tra loro. idrofobico
- la parte polare è rivolta verso l’interno della cellula e
Sul DNA (quindi sull’RNA) non sono solo presenti le triplette che verso l’esterno
codificano gli amminoacidi, ma anche altre informazioni: - nel mosaico fosfolipidico sono presenti delle proteine, di
- codoni di stop natura globulare, che sono libere di muoversi.
- codoni di avvio
- di riconoscimento Questa struttura è riscontrabile in tutti gli altri tipi di membrana.
- ecc…
Le proteine sono di due tipi:
un codone è una tripletta di basi azotate che sintetizza un - proteine estrinseche: sono associate alla superficie
amminoacido. esterna della membrana plasmatica. Possono effettuare
spostamenti rotatori e laterali perché sono legate alla
membrana attraverso legami polari con le teste dei
fosfolipidi
4. Introduzione alla citologia - proteine intrinseche: sono immerse totalmente o in
parte nel doppio strato fosfolipidico. Queste hanno natura
a. la membrana plasmatica polare all’esterno e apolare idrofobica all’interno. Quelle
che attraversano lo strato fosfolipidico da parte a parte La maggioranza è rappresentata dai fosfolipidi in due categorie
sono dette proteine transmembranali. Il movimento di principali:
queste proteine è possibile, in quanto scorrono nel - glcerofosfolipidi: esteri del glicerolo (acidi grassi) alla cui
mosaico fluido. testa vi è un groppo fosfato legato a molecole differenti
- sfingomieline: composto dell’amminoalcol insaturo
Le principali funzioni sfingosina, con un acido grasso e una testa polare di
fosforilcolina.
Le principali funzioni della membrana plasmatica sono:
- separare l’ambiente extracellulare da quello intracellulare I glicolipidi sono dei lipidi formati da acidi grassi (glicerolo esterificato
- attuare scambi selettivi con l’esterno con due acidi grassi o un complesso formato da sfingosina con un acido
- controllare la moltiplicazione cellulare grasso) a cui sono legati delle porzioni glucidiche:
- controllare le interazioni con altre cellule e la matrice - residui monosaccaridici (cerebrosidi)
extracellulare - catene oligosaccaridiche (gangliosidi)
- modulare, trasmettere e ricevere i messaggi.
Ciò che caratterizza la componente lipidica della membrana cellulare è
Composizione chimica la caratteristica dell’anfipaticità, ovvero la duplice componente polare e
apolare:
La membrana cellulare è composta essenzialmente da: - spiega perché i fosfolipidi e nn i trigliceridi
- fosfolipidi (60%) - perché il colesterolo e nn altri steroli
- proteine (40%)
- componente glucidica (glicolipidi e glicoproteine) Questa composizione chimica permette alla membrana di essere a
contatto con soluzioni acquose (matrice extracellulare e citoplasma) e di
Le proporzioni sono essenzialmente differenti per ogni tipo di cellula, per essere relativamente impermeabili all’acqua:
la funzione che riveste. Possono esservi anche differenze in vari settori - il passaggio di sostanze attraverso la membrana avviene
della cellula. attraverso apposite proteine immerse nel mosaico
lipidico.
Componente lipidica
La componente apolare instaura interazioni irofobiche (a ivello delle
Nonostante i lipidi varino a seconda delle membrane, è abbastanza code):
comune la struttura che li caratterizza: - spessore di 7-10 nm della membrana
- sono molecole anfipatiche (testa idrofila-polare e una - le code di acidi grassi insaturi permettono una maggiore
coda idrofobica) mobilità dei fosfolipidi, poiché hanno un maggiore
ingombro sterico e un minor numero di interazioni
Sono costituiti da: - il colesterolo limita la mobilità
- fosfolipidi,
- glicolipidi Tuttavia si possono anche presentare dei grassi saturi, che ad una
- colesterolo determinata temperatura possono diventare insaturi:
- quanto più sono sature le catene degli acidi grassi, tanto
più sarà rigida la membrana plasmatica nella membrana in relazione al loro momento funzionale:
- sono globulari
è interessante puntualizzare che talvolta la composizione della - una determinata sequenza amminoacidica può
membrana a livello lipidico dipende dal tipo di dieta: determinare alcune differenti configurazioni spaziali
- l’alimentazione di un individuo può cambiare nel’arco di - ogni configurazione spaziale è determinata da un certo
tre mesi la componente lipidica degli eritrociti livello energetico
- è probabile che ciò possa avvenire anche a livello di altre - l’ambiente interagisce e riconosce solamente le parti della
membrane proteina (alcuni amminoacidi) che sono esposti
all’esterno.
Componente carboidratica
Il movimento all’interno del film fosfolipidico è dato dal cambiamento
La componente proteica all’interno della membrana è molto eterogenea conformazionale della proteine:
e differenziata. - ricevendo una certa energia la struttura della proteina
cambia
Vi sono proteine sempllici che possono avere funzioni differenti: - se espone amminoacidi maggiormente idrofobici allora si
- funzione strutturale immerge nel bilayer, se ne espone di idrofili allora si
- di trasporto dirige verso la componente polare del plasmalemma.
- enzimatica
Un esempio di questo meccanismo è dato dalla rodopsina, che cambia
Sono presenti anche in grande quantità delle proteine complesse, che la propria conformazione in funzione dell’illuminazione che riceve.
hanno soprattutto delle attività in relazione all’esterno della cellula. Sono
per lo più glicoproteine: La mobilità di queste proteine è influenzato da differenti fattori:
- recettori per ormoni o fattori di crescita - fluidità della membrana
- espressione antigenica - legami con elementi extracellulari o citoplasmatici
- attive nelle interazioni intercellulari
Nel proprio cammino, una molecola proteica può avere destini differenti:
Le proteine del plasmalemma si possono distinguere in: - con buona probabilità si scontrerà con un’altra proteina,
- proteine periferiche o di membrana, che sono cioè andando ad integrarsi
esterne o interne alla membrana plasmatica - può cadere nel citosol o venirne inglobata
- proteine intrinseche o integrali, che sono immerse - difficilmente ritorna al punto di partenza
parzialmente o totalmente (transmembrana) nel mosaico
fosfolipidico
Il movimento di una proteina è molto spesso circoscritto in un’area
le proteine intrinseche necessitano, per essere estratte della distruzione delimitata dalle tight junctions (giunzioni strette), particolari giunzioni
della membrana stessa, mentre quelle periferiche possono essere cellulari.
separate con metodi più blandi, senza danneggiare la membrana.
La disposizione di alcune proteine o glicoproteine che interagiscono con
Le proteine intrinseche possono cambiare il loro strato di immersione il citoscheletro non è casuale:
- vi possono essere fenomeni di clustering, ovvero la specifiche
disposizione di specifiche proteine in ristrette zone della
membrana (es. particolari recettori) La specificità delle glicoproteine le permette di agire come recettori peri
- l’interazione con il citoscheletro potrebbe essere la causa più svariati substrati:
di alcuni fenomeni del processo di differenziamento - ormoni proteici
cellulare - virus
- fattori di crescita
Componente proteica - come antigeni di istocompatibilità

La componente saccaridica della membrana è formata in gran parte da


oligosaccaridi associati a proteine (glicoproteine) o ai lipidi (glicolipidi). fisiologia della membrana

Si trovano inoltre i proteoglicani di membrana: La membrana esercita una permeabilità selettiva, poiché è in grado di
- sono costituiti da un asse proteico transmembrana al selezionare gli agenti che entrano e quelli che escono, e di essere attiva
quale sono legate catene polisaccaridiche a resitui di nell’attuare gli scambi con l’esterno.
serina o treonina con legame O-glucosidico
Attraversano la membrana:
le glicoproteine sono costituite da una o più catene di oligosaccaridi - ioni (Ca2+, Na+, K+, Cl-, Mg2+, ecc…)
legate a residui di asparagina. - acqua
- piccole molecole (glucosio, amminoacidi, glicerolo,
Le glicoproteine e gli elementi affini prendono parte a molte atività della nucleotidi, ecc…)
cellula: - prodotti del catabolismo cellulare.
- riconoscimento cellulare
- adesione tra cellule e alla matrice extracellulare 1) trasporto di sostanze attraverso il plasmalemma
- fusione cellulare
- regolazione di crescita (recettori) e divisione della cellula Il passaggio di sistanze attraverso la membrana plasmatica avviene con
diverse modalità.
La presenza percentuale dei carboidrati è abbastanza costante in tutti i - Se le sostanze da immettere o espellere si dirigono
tipi di cellule, ad eccezione dei globuli rossi: secondo gradiente di concentrazione o secondo
- probabilmente questi glucidi contribuiscono a creare un potenziale eettrico si tratta di diffusione (trasporto
potenziale negativo all’esterno della cellula, in modo da passivo), meccanismo tale per cui non è necesario
impedire il coagulo (che si avvicinino e si blocchino) dispendio di enrgia.
- Se le sostanze da immettere o espellere necessitano di
Nonostante i glucidi che compongono i polisaccaridi siano soltanto sette, proseguuire contro gradiente o contro potenziale si tratta
questi possono formare una infinità di legami e combinazioni differenti: di trasporto attivo, che avviene con un dispendio
- contribuiscono all’alta specificità della membrana energetico
plasmatica
- aumentano le possibilità di riconoscimento di sostanze Per l’immissione o l’espulsione di componenti particolari quali
macromolecole o particolari fluidi si hanno meccanismi quali:
- endocitosi La diffusione facilitata è un mecanismo che si avvale di speifiche
- esocitosi proteine per attuare scambi allinterno della cellula:
- avviene sempre per gradiente di concentrazione
a. trasporto passivo - aumenta la velocità maggiore è la concentrazione del
soluto nel mezzo esterno
Il trasporto passivo tende ad eguagliare le differenze di concentrazione - ad un certo punto giunge ad un livello di saturazione, al
(o potenziale) che vi sono sui due versanti della membrana: quale le proteine chiudono i propri passaggi
- avviene per diffusione ovvero il quando la sostanza
disciolta si sposta per agiazione termica verso il lato Le proteine che svolgono il lavoro di diffusione facilitata sono altamente
meno denso di quella sostanza. specifiche per il substrato che devono accoliere:
- quando la concentrazione di substrato giunge a livello di
Esistono due diversi tipi di membrana rispetto ad una soluzione: saturazione, queste smettono di funzionare.
- permeabile: tutte le sostanze disciolte nella membrana si
diffondono dall’altra parte secondo gradiente Vi sono due tipi di proteine che attuano la diffusione facilitata (dette
- semipermeabile: solamente le sostanze del solvente carrier):
eguagliano le molecole che sono presenti dall’altro lato - Proteine canale
della membrana (osmosi) - Proteine vettrici

Per alcune sostanze la membrana plasmatica si comporta come Vengono trasportate all’interno da specifiche proteine di membrana
semipermeabile, ma va ben oltre: quelle sostanze che non si immetterebbero nella membrana per
- solo alcune delle sostanze disciolte possono permeare dimensioni o per carica.
attraverso la membrana assieme al solvente
- queste immissioni ed espulsioni sono regolate da sistemi Le proteine canale trasportano per lo più ioni:
proteici - ogni canale è altamente specific per uno ione
- hanno una cavità polare che permette agli ioni di passare
Secondo gradiente possono entrare: attraverso il bilayer fosfolipidico di natura idrofila
- gas disciolti - gli ioni nn si devono legare alla proteina (alta velocità ed
- acqua (attraverso i pori acquosi) efficienza)
- piccole molecole lipidiche
- ormoni steroidei (passano tranquillamente perché nn Normalmente questi canali sono chiusi. Si aprono solo in relazione a
sono carichi) precisi stimoli:
- controllo di ligando: legame di specifiche molecole a
La membrana non è permeabile a: recettori di membrana
- molecole polari (glucosio, nucleotidi, ecc…) - controllo di voltaggio: variazione di ddp
- ioni perché sono carichi(Na+, Cl-, K+, Mg2+, ecc) - controllo meccanico: si aprono in risposta a precisi stimoli
meccanici
b. diffusione facilitata
Le proteine vetrici invece assicurano il passaggio di molecole di zuccheri. L’energia serve per greare un gradiente di ioni
dimensioni maggiori di natura polare, quali zuccheri, amminoacidi, Na+ esterno alla cellula, che poi rientreranno secondo
nucleotidi, ecc.. gradiente
- l’energia potenziale del gradiente di ioni Na+ sarà utile a
Quando il substrato si lega alla proteina specifica, questa assume una trasportare le molecole glucidiche insieme allo ione con
modifica della propria conformazione, in modo da rilasciare la molecola un sistema di cotrasporto.
dall’altra parte della membrana, sempre secondo gradiente di
concentrazione. Una proteina puòavere siti di legame per più molecole:
- sinporto: trasporto simultaneo di due o più molecole nella
c. trasporto attivo stessa direzione
- antiporto: trasporto simultaneo di due molecole in
Le proteine carrier che attuano il trasporto attivo sono sempre dirette direzione opposta (una entra l’altra esce)
contro gradiente: - uniporto: trasporto di un solo tipo di molecole
- necessitano di energia metabolica (molto spesso sotto
forma di ATP) I sistemi di sinporto e antiporto sono deti di cotrasporto.

Queste sono proteine transmembrana, che si presentano sotto forma di Possono esservi questi tipi di trasporto specifici in determinae zone de
poro, che normalmente è chiuso: citoplasma:
- quando il substrato si lega al sito di legame e la proteina - nei microvilli intestinali la pompa Na/glucosio è presente
è stata energizzata mediante ATP il poro si apre solo nella zona prospciente il lume, mentre in zone più
- la proteina cambia la propria conformazione spaziale e interne sono presenti sisetmi di trasporto attivo
forza il passaggio dello ione o della molecola all’interno
del citosol 2) potenziale di membrana

Le principali proteine carrier sono: La differente composizione ionica ai due lati della membrana permtte
1) la pompa sodio-potassio: espelle 2 Na+ e ingloba 3 K+. Questo alla cellula di svolgere varie attività funzionali:
sito possiede in sé un’attività enzimatica in grado di idrolizzare - pilotare determinati processi di trasporto
l’ATP, ed è quind un complesso ATPasi - conduzione e trasmissione dell’impulso nelle cellule
2) pompa calcio: mantiene la concentrazione del calcio nel nervose
citoplasma bassa
3) pompe protoniche: trasportano gli ioni H+ contro gradiente La principale differenza a livello di carica è data dalla maggiore
presenza di piccoli cationi all’interno della cellula.
Quete pompe ioniche, in cui l’energia è spesa in situ sono dette di
trasporto attivo primario. Questo fatto è dovuto alla presenza di cellule non diffusibili all’interno
della cellula, ad esempio le proteine, che si dissociano in anioni:
Esistono anche dei sistemi di trasporto attivo secondario, in cui l’ATP - per bilanciare le cariche anioniche entra il potassio, che si
viene idrolizzata per fonire energia prima del trasporto: trova in maggior concentrazione nel citoplasma
- esempio delle cellule dell’intestino per il trasporto degli
L’unica eccezione è fatta dal sodio: I ligandi di natura proteica necessitano dei metodi di trasduzione del
- ha una concentrazione simile a quella del Cl-, che non segnale, poiché non attraversano le membrane.
viene immesso nel citplasma, vista la presenza di
polianioni I ligandi liposolubili (ormoni di tipo steroideo) passano direttamente la
- la concentrazione è mantenuta stabile dalle pompe attive membrana:
sodio-potassio e altre - non necessitano di meccanismi di trasduzione del
segnale
Sono presenti vari canali di fuga sempre aperti per il K+, che esce senza
bisogno di ATP:
- il meccanismo si arresta quando la concentrazione di ioni 4) tipi di segnale
K+ è identica da entrambi i lati
- si determina un potenziale di -75 mV, detto potenziale di I tipi di segnale tradotto all’interno della cellula sono differenti.
membrana
1) inversione di potenziale
3) trasduzione del segnale
Il recettore è una proteina canale normalmente chiusa.
Anche nel caso di organismi semplici, le cellule sono in grado di
riconoscersi tra loro, anche se non hanno la facoltà di legarsi. Quando il ligando si lega al recettore, la proteina-canale si apre e
determina l’immisione di ioni che determinano una variazione di
Sono due e famiglie di molecole che supportano questo tipo di attività potenziale (da -75 a +30/110 mV) che induce determinati meccanismi
non giunzionale (riconoscimento): cellulari.
- proteine CAM: proteine di membrana strutturalmente
simili alle immunoglobuline È il caso di neurotrasmettitori come l’acetilcolina che aprono i canali di
- caderine: gruppo di molecole calcio-dipendenti Na+.

Il segnale può diffondersi in diversi modi, su diverse scale: 2) proteine chinasiche


- segnale a lungo raggio(endocrino): comunicazione
attraverso ormoni segnale che passano nel sangue Il ligando, legandosi al recettore, determina l’attivazione di un complesso
- paracrina: il ligando passa tra le cellule senza necessità enzimatico di tipo chinasico.
di entrare nel flusso circolatorio
- autocrina: la cellua produce sostanze che riconosce egli Il complesso enzimatico può indurre egli stesso l’attivazione di 8-10
stessa proteine di tipo chinasico.

Per le ricezioni che devono raggiungere lo spazio cellulare vi è la 3) proteina-G


necessità che il sito di ricezione abbia all’interno della cellula un
trasduttore che comunichi in zona citoplasmatica il segnale: L’attivazione di proteine-G, una volta formato il complesso
- vi sono i cosiddetti metodi di trasduzione ligando/recettore, può stimolare l’attivazione (solitamente con dispendio
energetico) di atre molecole dette secondi messaggeri, che andranno
poi ad attivare la riposta cellulare. Il glicocalice è strettamente connesso alla membrana, mediante alcune
porzioni glucidiche che sono legate alla struttura del plasmalemma, ma
anche con materiale della matrice extracellulare.
È da tenere in considerazione che un singolo segnale a lungo raggio
può stimolare in un organismo una differente risposta in tessuti differenti: È composto da:
- l’adrenalina stimola sia vasocostrizione che la dilatazione
dei bronchi. - oligosaccaridi dei glicolipidi
- oligosaccaridi delle glicoproteine
4) fosforilazione - catene saccaridiche dei proteoglicani di membrana

Può anche darsi che la riposta cellulare sia dovuta alla fosforilazione di le funzioni
una proteina legata al recettore:
- viene attivata la coda della proteina transmembrana che 1) protettiva
idrolizza un fosfolipidi di membrana (fosfolipasi C) che
innesca la produzione di altri enzimi proteici e altri tipi di Le strutture carboidratiche sono associate al citoscheletro, con cui
risposte interagiscono strettamente.

Il glicocalice svolge la propria funzione protettiva in due modalità:


Glicocalice - filtro/barriera, protegge dagli agenti esterni e seleziona
quelli che possono immettersi
Le cellule animali non presentano un rivestimento rigido all’esterno della - carica elettrica negativa all’esterno: ad esempio per gli
membrana plasmatica: eritrociti, viene mantenuta una carica negativa in modo
- coltre morbida e flessibile detta glicocalice, con proprietà che questi si respingano, impedendo il coagulo.
adesive
- ha spessore variabile e aspetto lanuginoso 2) di assorbimento

Gran parte delle interazioni tra cellule sono mediate da questo mantello, Il glicocalice aiuta a fare da filtro per le sostanze che devono essere
in cui sono distribuite in maniera ordinata una serie i molecole che assorbite:
svolgono importanti attività funzionali: - nell’intestino le porzioni glucidiche aiutano i microvilli ad
- riconoscimento dei ligandi extrscellulari assorbire sostanze
- riconoscimento del “sé” e “non sé” da parte della cellula
- mutua adesione tra cellule 3) adesione
- controllo della proliferazione cellulare
è una funzione calcio-dipedente in alcuni casi.
Il glicocalice è costituito prevalentemente da un rivestimento
glicoproteico, che è riscontrabile immediatamente all’esterno della Il glicocalice si lega ad altre cellule o alla matrice extracellulare in vari
membrana, con la quale opera delle interazioni molto strette. modi che si vedranno in seguito.
4) Recettoriale Nelle cellule epiteliali, nello spazio intracellulare (10-20 nm), si trova
materiale di natura glicoproteica che per aderire necessita di ioni calcio:
Sono presenti nel glicocalice specifici recettori per ogni tipo di cellula o - sotto una determinata concentrazione di questi ioni, le
molecola. cellule tendono a dissociarsi

Ad esempio, l’epitelio della vescicola urinaria ha un glicocalice Nello spazio tra le cellule circolano i liquidi interstiziali e il sangue
particolarmente sviluppato, poiché non può fare passare l’urina. proveniente dai capillari, che permettono lo scambio di:
- gas,
5) sistemi di adesione intracellulare - metaboliti

La membrana plasmatica presenta notevoli tipi di specializzazione: Le giunzioni cellulari vengono classificate secondo criteri funzionali in
- gli epiteli di rivestimento possono avere diversi sistemi a tre tipi principali:
livello della membrana laterale, apicale o basale - giunzioni occludenti: sono talmente unite da sigillare lo
spazio in modo completo o quasi
Queste specializzazioni possono essere: - giunzioni aderenti (ancorate): realizzano la salda
- sistemi di giunzione tra le cellule adesione tra le cellule
- specializzazioni della superficie libera - giunzioni comunicanti: consentono il passaggio di piccole
- specializzazioni della superficie basale delle cellule molecole da una cellula ad un’altra

Le cellule si organizzano morfologicamente a formare i tessuti, i quali si Bisogna precisare la differenza tra zonula e macula:
organizzano a loro volta in organi. - zonula: si estendono su tutto il perimetro cellulare come
una cintura
I tessuti sono costituiti da: - macula: è limitata ad una piccola regione circoscritta
- cellule (placca)
- materiale interposto tra le cellule (matrice intracellulare),
secreto ed elaborato dalle cellule stesse. Giunzioni occludenti
- tight junctions (giunzioni strette)
Differenti tipi di tessuto sono caratterizzati da una differente quantità di
cellule o matrice intracellulare. Giunzioni ancoranti:
- desmosomi
Nel costituire tessuti compatti le cellule si posizionano in rapporti stretti - emidesmosomi
ma non intaccano mai la loro individualità. - fasce aderenti
Si posizionano ad una distanza circa di 10-20 nm tra di loro. - placche di adesione

Dopo anni di ricerche, con l’avvento del microscopio elettronico si è Sono giunzioni comunicanti le gap junctions (ginuzioni serrate).
scoperto che le cellule sono specializzate nell’operare sistemi di
giunzione tra loro o tra la matrice extracellulare. I meccanismi di giunzione possono trovarsi isolati o raccolti in specifici
complessi di giunzione, come nel caso degli epiteli.
citoplasmatica delle due membrane adiacenti
i. giunzioni occludenti
Con il termine giunzione aderente si intende delle proteine
Nella zonula occludens che si trova al di sotto della superficie libera transmembrana della famiglia delle caderine che:
delle cellule, le membrane sono adese una all’altra fino a chiudere - dal lato citoplasmatico sono presenti filamenti di astina
completamente il passaggio. legati al citoscheletro
- dal lato extracellulare sono connese con componenti
Gli strati più esterni si fondono in più punti andando a formare delle esterne alla cellula o con un’altra caderina
giunzioni strette.
I fasci di actina si legano alla proteina transmembrana attraverso altre
Nelle fasce di giunzione stretta, sono presenti anche dei punti di contatto proteine di attacco intracellulare (vincoline, catenine, alfa-actinina). I
tra le due membrane dette connessioni focali, che si organizzano in filamenti di actina si legano all’intreccio soprastante (verso la zona
una struttura reticolare che circonda tutto il perimetro della cellula: apicale) formando la trama terminale.
- si intravvede un reticolo di filamenti sigillanti.
Queste differiscono dai desmosomi perché:
La funzione principale di queste giunzioni è: - sono disposte a cintura laterale su tutta la cellula
- isolare il lume dalle cavità intracellulare e viceversa - ispessimento della membrana molto inferiore
- limitare la migrazione di specifiche proteine atte - manca una vera e propria linea densa intermedia alle
all’assorbimento e all’espulsione delle varie sostanze membrane plasmatiche giunte.

Thight junctions sono ad esempio presenti: L’insieme di fasce occludenti e fasce aderenti forma la “terminal bar”
- nell’epitelio intestinale, per consentire alla struttura (quadro di chiusura).
microvillare di restare all’esterno
- nelle cellule endoteliali, per impedire la fuoriuscita di iii. Desmosomi
sostanze dal flusso sanguigno
I desmosomi o maculae adhaerens sono tra i più complessi sistemi i
L’aspetto di queste zone sigillanti varia a seconda del tipo di epitelio: giunzione intracellulare, ma anche tra i più diffusi.
- thight junctions: 8-10 bande lineari di connessione. Il
tessuto è impermeabile totalmente Sono osservabili al microscopio elettronico, dove paiono come
- leaky junctions: solamente 1-2 bande di connessioni inspessimenti della membrana, che possono arrivare anche a 0,2
focali. La membrana è detta semipermeabile o lassa. micron, con anche un micron di diametro.

ii. fasce aderenti L’ispessimento è dato dalla presenza di placche citoplasmatiche:


- forma ellittica,
Al di sotto della zonula occludens, vi è quella aderens, in cui le - diametro di 0,3-0,7 micron
mmbrane plasmatiche delle cellule adiacenti sono separate da uno - spessore di circa 10 nm
spazio di 15-20 nm:
- fasci di microfilamenti aderiscono alla faccia Il desmosoma è formato da:
1- tonofilamenti: sono dei fasci che si legano alle placche iv. emidesmosomi
citoplasmatiche, che legano con materiale nel citoplasma. Sono
di cheratina nelle cellule epiteliali, di altre molecole in altri tipi di Sono dispositivi di giunzione che stabiliscono l’ancoraggio con la
cellula superficie basale della cellula e la lamina basale (o membrana basale).
2- placche di attacco: sono placche di natura proteica che hanno la
funzione di fungere da aderente tra i filamenti intermedi del Appaiono morfologicamente come una delle metà simmetriche di un
citocsheletro con il plasmalemma. I tipi di molecole sono desmosoma, ma presentano rilevanti differenze:
desmoplachine I e II oppure delle placoglobine - anche se nel versante citoplasmatico le particolari
3- Membrana plasmatica distanziata: nel desmosoma la membrana proteine si legano ad elementi del citoscheletro, nel
plasmatica è distanziata di circa 30 nm versante extracellulare, i filamenti si legano a molecole
4- Linea intermedia: materiale filamentoso di adesione di natura della membrana basale;
proteica. Sono famiglie delle caderine, quindi calciodipendenti. - le proteine transmembrana ce svolgono questa funzione
sono le integrine, che per la loro natura glicoproteica si
Proprio in virtù della dipendenza dal calcio la cellula può inattivare il legano a specifici recettori presenti in molecole della
desmosoma creando una forte carenza di calcio nella zona matrice quali laminina, fibronectina, collagene.
intracellulare: - La porzione citoplasmatica dell’integrina si lega
- i demorsomi infatti sono anche permeabili, a differenza direttamente con porzioni di citosceletro intermedio.
delle giunzioni occludenti - I filamenti citoplasmatici del citoscheletro interagiscono
direttamente con una placca tipo desmoplachine.
La funzione principale dei desmosomi è meccanica:
- senza la loro presenza anche piccole sollecitazioni le v. placche di adesione
cellule potrebbero distruggere la superficie di continuità
Le placche di adesione sono specifiche regioni specializzate per
I desmosomi si trovano principalmente nelle cellule soggette a stress l’adesione modulabile (attacco/sgancio) alla matrice extracellulare,
meccanico: particolarmente studiate nei fibroblasti in coltura.
- cellule epiteliali della superficie esterna del corpo
- superfici interne delle vie respiratorie Sono molecole stellate, che modificano temporaneamente la propria
- apparato gastro-intestinale forma citoplasmatica emanando delle estensioni dette pseudopodi che si
- apparato genito-urinario legano al substrato sottostante mediante placche di adesione (o contatti
focali, o adesioni focali).
Una malattia come il pemfigo dimostra l’importanza dei desmosomi:
- una malattia che provoca la comparsa di bolle La loro locomozione dipende proprio da questo tipo di giunzioni.
sull’epidermide e la perdita delle connessioni tra le cellule
epiteliali In tali zone, sembra che nel citoplasma vi siano delle emanazioni di
- è autoimmune: produce anticorpi contro differenti tipi di filamenti di actina che si legano al substrato extracellulare:
desmogleine - in questi punti vi è un complesso proteico che è la vera e
propria pacca di adesione
La placca di adesione è particolarmente complessa, poiché i filamenti di
actina non si legano direttamente ad una proteina transmembrna della Sono di forma esagonali, e la struttura prevede:
famiglia delle integrine: - formate da subunità proteiche (connessine) che formano
- i filamenti di actina vengono riuniti grazie ad una proteina connessioni che collegano una cellula all’altra mediante
capace di creare ponti tra differenti filamenti, l’α−actina. un canale
- I filamenti di actina si legano a proteine tipo tensina o - Entrambe le cellule adiacenti possiedono la porzione
HA1. costitutiva (connessone) del canale, che si incastra
- Questa si lega ad una specifica proteina “ponte”, la perfettamente a livello delle subunità proteiche.
vincolina, che lega la talina - Nel canale possono passare ioni o piccole molecole (max
- la talina è in grado di legare una proteina filiforme della 1000 dalton).
famiglia delle integrine, che è la vera proteina
transmembrana che si lega al substrato Ogni tessuto elabora il proprio tipo di connessina:
- la proteina di legame (integrina) si lega a specifiche - può essere molto diversa in tessuti differenti
proteine fibrose della matrice extracellulare quali - è molto simile in tessuti omologhi di differenti animali con
collagene, fironectina o laminina. differente stadio evolutivo

Strutture come queste sono anche i podosomi, presenti negli osteocasti Le ginzioni serrate non sono strutture stabili:
in zone del plasmalemma in cui questi aderiscono al tessuto oseo da - vengono costruite in relazione all’esigenza delle cellule di
distruggere. comunicare tra loro

vi. giunzioni serrate Le giunzioni serrate hanno un aminore resistenza elettrica rispetto alla
membrana:
Le cellule orgnizzate in tessuti, si dimostrano strettamente interconnesse - permettono il passaggio di ioni
e comunicanti: - si trovano con maggior frequenza nelle cellule eccitabili
- se una cellula viene disgiunta cessa il poprio processo di (nervose, pericardio, muscolatura liscia)
replicazione e in parte anche la sintesi proteica.
Queste gap junctions non sono permanentemente aperte:
Si è osservato al microscopio elettronico un’area della membrana in cui - possono aprirsi e chiudersi con una alta rapidità
le cellule sono strettamente adiacenti (2-4 nm) di diversa conformazione - l’apertura dei canali rimane fino a che non vi è una alta
rispetto al bilayer fosfolipidico: concentrazione di ioni Ca++.
- si ipotizza una macchia proteica che facilita la diffusione - Sono sensibili anche alle variazioni di pH mediante la
di ioni e piccole molecole tra le membrane di due cellule concentrazione di ioni H+
- queste sono le giunzioni serate o gap junctions
Dal punto di vista funzionale:
Le proteine globulari che formano i canali sono molto ravvicinate tra di - trasporto dell’impulso elettrico da una cellula all’altra
loro e immerse nella membrana fosfolipidica. Hanno un diametro di circa (tessuti muscolari lisci e miocardio, cellule nervose, ecc..)
7-8 nm, mentre il canal che formano è di circa 1,5 nm. - Regolazione della crescita e del differenziamento
cellulare
- Regolazione della proliferazione
- Tengono l’uniformità degli eletrtoliti nelle varie cellule. Si nota che:
- nelle cellule embrionali prevalgono i poliribosomi liberi
b. Citoplasma - in quelle specializzate prevalgono quelli adesi al reticolo
endoplasmatico rugoso
i. Sistema membranoso interno
Sono dei piccoli corpuscoli formati da due subunità (minore e maggiore),
È un sistema costituito da membrane formate da: che prendono parte alla sintesi proteica, e interagiscono con:
- tubuli - amminoacidi
- cisterne - mRNA
- vescicole - tRNA

I principali costituenti sono: Vi sono sostanzialmente due classi di ribosomi:


- reticolo endoplasmatico (liscio o rugoso) - 70 S: formati da due subunità da 30 S e 50 S, presenti
- apparato di Golgi nei procarioti
- lisosomi - 80 S: formati da due subunità da 60 S e 40 S, presenti
per lo più negli eucarioti
Tutte queste membrane e sistemi di cisterne non hano funzione
protettiva, ma funzionale:
- nei reticoli endoplasmatico avviene la sintesi di proteine o
Swedemberg (S): unità di superficie esposta
di una molecola o elemento biologico
glucidi o lipidi e contengono parecchi enzimi
- nel Golgi si ha lo smistamento e la parte final della sintesi Nelle cellule eucariote, i ribosomi 80S sintetizzano tipi di proteine
di metaboliti differenti a seconda della loro posizione:
- nei lisosomi avviene la produzione di materiali di scarto. - liberi: sintetizzano proteine destinate a restare nel citosol
- adesi al RER: sintetizzano per lo più proteine destinare
1. Ribosomi ad essere secrete o proteine integrali di membrana

I ribosomi sono piccoli organuli presenti nel citoplasma (15-30 nm), con I ribosomi sono sensibili ad agenti chimici che bloccano le attività
un carattere spiccatamente basofilo, poiché la loro composizione è sintetiche:
prevalentemente di natura ribonucleica (rRNA, acido). - per le cellule eucariote (ribosomi 80 S) l’inattivatore è la cicloesimide.

Nel citoplasma possono trovarsi liberi o adesi al reticolo endoplasmatico La sintesi dei ribosomi nelle cellule eucariotiche avviene a livello del
(rugoso): nucleolo, ma senza entrare in contatto con il DNA (differentemente dai
- la loro adesione, nelle cellule eucariotiche, dipende dal procarioti).
tipo di proteina da sintetizzare, quindi dalla sequenza
portata dall’mRNA Funzioni
- quando sono attivi, si raggruppano in cumuli detti
poliribosomi, che leggono lo stesso filamento di mRNA. I ribosomi assicurano le corrette interazioni e le disposizioni di tutte le
molecole che intervengono nel processo di sintesi proteica.

Diventano unità attive quando sono ribosomi liberi (citosol): Dal RER si distaccano delle vescicole che sono destinate all’apparato di
- un mRNA si lega alla subunità minore Golgi, ed all’interno di questo, riversano i proprio contenuto.
- a questo punto si lega anche la subunità maggiore
- inizia la sintesi della proteina All’interno del reticolo endoplasmatico sono presenti moltissimi enzimi
- tra i primi amminoacidi sintetizzati vi sono degli specifici che catalizzano le reazioni di sintesi proteica (RER), lipidica e glucidica
amminoacidi (asparagina) che dicono se sia il caso (REL).
legarsi o meno al RER.
- Quando il ribosoma legge un codone di stop sull’mRNA la Tra le maggiori cellule che sintetizzano proteine da secernere (con ReR
proteina si slega dal ribosoma, il quale torna a dissociarsi. molto sviluppato) vi sono:
- eritroblasto: sss
- leucocita eusinofilo: ha una funzione antiparassitaria e
2. Reticolo endoplasmatico rugoso antiallergenica. Il suo RER produce proteine enzimatiche
che secerne sotto forma di vescicole
Il reticolo endoplasmatico rugoso è composto da cisterne appiattite e - plasmacellula: secerne anticorpi. Ha delle cisterne molto
parallele delimitate da una membrana citoplasmatica, che divide la sviluppate
composizione chimica tra il lume ed il citosol. - cellula acinosa (es pancreas): è presente nelle vescicole
e nelle ghiandole di secrezione.
Sulla faccia ialoplasmatica della membrana aderiscono i ribosomi, che
caratterizzano il reticolo endoplasmatico liscio per 2 motivi: a. Sintesi proteica
- lo fanno apparire rugoso
- lo colorano come una sostanza fortemente basofilo in La sintesi proteica è attuata principalmente dai ribosomi, che si trovano
presenza di coloranti acido-base inizialmente liberi nel citoplasma.

Nei poliribosomi liberi sono sintetizzate le proteine destinate a: L’associazione al RER avviene in questo ordine:
- citosol 1) Il ribosoma si lega alla molecola di mRNA e ne decodifica la
- citoscheletro prima sequenza amminoacidica, detta sequenza segnale
- organuli (mitocondri e perossisomi) 2) La leader sequence è riconosciuta da proteine specifiche sparse
- nucleo nel citoplasma, le SRP (SIgnal recognition particle), che si
legano alla leader sequence inattivando la sintesi degli
Nel RER, invece, sono sintetizzate le proteine che penetrano nel lume amminoacidi
del reticolo endoplasmatico: 3) L’SRP si dirige verso il proprio recettore sul reticolo
- alcune rimangono nella membrana del RER endoplasmatico, un recettore dipendente dalla GTP formato da
- sono in generale destinate ad essere secrete e finiscono due subunità
nel Golgi 4) La sintesi proteica riprende quando l’SRP viene rilasciato,
- nei lisosomi immettendo la proteina all’interno della cisterna del reticolo
- nella membrana plasmatica endoplasmatico, grazie alla liposolubilità del gruppo amminico
5) Il ribosoma rimane ancorato alla membrana grazie ad una amminico
specifica proteina cava, detta traslocone (famiglia delle - tipo 3: la membrana viene tagliata più volte
riboforine), in cui viene immessa la sequenza amminoacidica
sintetizzata All’interno del lume del RER sono attive particolari proteine:
6) All’arrivo del segnale di STOP la sintesi si interrompe ed il - proteine BIP: impediscono che i residui amminoacidica di
ribosoma viene rilasciato proteine differenti interagiscano tra loro
7) una peptidasi (enzima) taglia la leader sequence, la quale - isomerasi ponti disolfuro: Servono per stabilizzare la
rimane legata all’interno della membrana, per poi essere proteina, ovvero scindono i legami S – S quando la
rilasciata nel lume del RER. proteia non assume la conformazione corretta.

LA GLICOSILAZIONE DELLE PROTEINE NEL RER.


La SRP è un grosso complesso proteico formato da:
- 6 proteine organizzate intorno ad una molecola di RNA, Il processo di glicosilazione generico può essere così
che ha sostanzialmente funzione strutturale sintetizzato:
- il complesso ha superficie pari a 7 Svedenberg 1) nella membrana del reticolo endoplasmatico sono presenti
- possiede un sito GTPasi dei glicolipidi (dolicolo) la cui catena oligosaccaridica di 14
zuccheri è nel lume
Per quanto riguarda le proteine destinate a rimanere nella membrana 2) il dolicolo funge da donatore della catena oligosaccaridica
del RER il procedimento differisce in parte: alla proteina.
1) Alcune, con il gruppo - NH2 nel lume e il –COOH nel citosol 3) La catena oligosaccaridica viene legata a amminoacidi di
possiedono una sequenza di stop che le fa rimanere legate alla asparagina che sono circondati da una determinata
membrana, in modo che all’interno si formi una a-elica senza sequenza
impedire il completamento della sintesi 4) Il processo avviene ad opera di un enzima detto
2) Altre volte la sequenza segnale non è all’inizio della catena, ma glicosiltransferasi
in un punto centrale. Viene riconosciuta e legata dal traslocane, 5) Poiché l’oigosaccaride si lega ai gruppi –NH2 dell’asparagina
che la immette nel canale dove sta passando anche la parte è detta glicosilazione N-linked.
ancora sintetizzantesi. La leader sequence non vine scissa dalla
peptidasi e può rimanere all’interno della membrana del RER. L’oligosaccaride contenuto nel dolicolo è formato da 14 zuccheri di cui:
- 2 N-acetilglucosammina
Le sequenze amminoacidiche libere e il numero delle volte che la - 9 di mannosio
proteina attraversa la membrana durante la sintesi determinano poi la - 3 di glucosio
configurazione spaziale.
La glicosilazione N-linked non è l’unica possibile. Vi sono anche
In base alla disposizione dei gruppi e della sequenza si classificano le zuccheri O-linked, che si legano alla serina e alla treonina.
proteine transmembrana del reticolo in:
- tipo 1: All’interno il gruppo carbossilico e all’esterno Le porzioni glucidiche delle glicoproteine vengono poi rielaborate:
quello amminico - nel RER si eliminano 3 glucosio e 1 mannosio
- tipo 2: all’esterno il carbossilico e all’interno quello - nell’apparato di Golgi viene poi rielaborata l’intera catena
Nelle cellule del tessuto muscolare formano una struttura precisa con le
Il trasporto delle proteine avviene per mezzo di vescicole transfer, delle miofibrille: il reticolo sarcoplasmatico:
vescicole che si vengono a formare in un preciso luogo della membrana - particolarmente specializzato nel sequestrare ioni Ca2+,
del RER, detta zona di transizione: essenziali per la regolazione dell’attività contrattile
- nella parete delle VT sono trasportate le proteine di
membrana, Lo sviluppo del REL può essere influenzato da particolari stimolatori
- nel lume della VT si trovano le proteine solubili chimici, con processi solitamente reversibili.

In definitiva, nel RER vi possono essere le seguenti modifiche post Funzioni


traduzionali:
- glicosilazione delle proteine 1) sintesi dei fosfolipidi
- modifiche covalenti a carico di amminoacidi:
idrossilazione di prolina e lisina (formazione di la sintesi dei fosfolipidi non avviene all’interno del lume del reticolo
idrossiprolina e idrossilisina) endoplasmatico, ma avviene sul versante citosolico.
- formazione di ponti disolfuro a livello della cisteina
Gli enzimi necessari alla sintesi dei lipidi sono situati sulla membrana del
3. Reticolo endoplasmatico liscio reticolo endoplasmatico, con i siti attivi sulla faccia esterna.

Il REL è molto differente dal RER per struttura, composizione chimica e I vari fosfolipidi sono poi trasportati alle altre membrane della cellula
funzione: attraverso delle particolari proteine di trasporto fosfolipidi.
- struttura di tubuli rivestita da una membrana
- privo di rRNA (senza ribosomi) presenta carattere Il principale fosfolipidi è la fosfatidil-colina.
acidofilo
2) sintesi dei lipidi complessi
Il Reticolo Endoplasmatico Liscio ha un differente sviluppo a seconda
del tipo di cellula in cui risiede. Nelle cisterne del REL sono presenti numerosi enzmi che catalizzano le
È abbondante per la produzione di ormoni steroidei, formando una reazioni di produzione di:
struttura a rete di tubuli anastomizzati nelle cellule: - lipidi complessi
- ghiandola surrenale - ormoni steroidei
- cellule del corpo luteo dell’ovaio
- interstiziali di Leyding nel testicolo Gli ormoni steroidei vengono sintetizzati insieme ai mitocondri:
- la sintesi comincia con gli enzimi presenti nel REL
Negli epatociti l’abbondante REL è associato alle riserve di glicogeno: - continua nelle membrane del mitocondrio
- può utilizzare tali depositi per immettere glucosio nel - termina a seconda dell’ormone necessario o nel REL o
flusso sanguigno nel mitocondrio. Ciò dipende dalla presenza di enzimi
- la glucosio-6-fosfatasi del REL occupa un ruolo differenti
importante in questo processo
Nelle cellule epatiche vengono prodotte nel reticolo endoplasmatico
liscio le lipoproteine.
La morfologia del complesso di Golgi prevede un numero variabile d
3) Detossificazione cisterne appiattite disposte a pila una sull’altra:
- da 4 a 6 per le cellule animali, differenziato a seconda
Nel REL possono essere presenti numerosi enzimi che inattivano le della funzione che svolge (le cellule secretorie hanno un
sostanze tossiche, che poi verranno espulse. apparato di Golgi parecchio sviluppato)
- oltre la decina nelle cellule vegetali
Molto spesso elimina le sostanze lipofile mediante ossidrilazione.
La posizione di questo apparato, può inoltre subire delle fluttuazioni a
4) metabolismo del glicogeno seconda del momento del ciclo secretorio in cui si trova.

Nel REL sono presenti numerosi enzimi che consentono il metabolismo Il complesso di golgi è la sede in cui vengono convogliati e rielaborati i
del glicogeno. materiali sintetizzati nel RER e nel REL, inoltre attua specifiche attività
di sintesi di polisaccaridi e lipidi complessi.
Nelle cellule del pancreas, in risposta all’attivazione di particolari ormoni
si attuano glicogenosintesi o glicogenolisi: Tutte le funzioni e la struttura dell’apparato di Golgi sono sotto il
- insulina: stimola la glicogenosintesi a partire da glucosio- controllo diretto del nucleo:
6-fosfato - in corso di digiuno o di un inibitore della trascrizione le
- glucagone: stimola la glicogenolisi. funzioni del Golgi si riducono considerevolmente (in
relazione alla sintesi proteica effettuata)
5) Controllo di ioni Mg e Ca
Struttura.
Nel reticolo sarcoplasmatico, le cisterne del REL fungono da regolatori
degli ioni Mg e Ca, che sono indispensabili alla contrazione muscolare. Sono tre i componenti osservabili dal punto di vista ultrastrutturale
nell’apparato di Golgi:
4. Apparato di Golgi - cisterne appiattite in pila
- microvescicole (vescicole di trasporto)
- macrovescicole (vescicole di secrezione)
Osservato al microscopio ottico dopo una colorazione con sali d’argento
si nota una precipitazione a livello cellulare dell’argento in prossimità di Le cisterne sono dei dischi fatti di una membrana simile a quella del
un apparato reticolare di tubuli e vescicole anastomizzate e strette tra reticolo endoplasmatico che delimita uno spazio interno di altezza circa
loro. 10 nm nella parte centrale, che si espande ai lati fino ad arrivare ad
altezze di 30-50 nm.
Solitamente questo apparato si situa nel centro cellulare, in prossimità
del nucleo e adiacente al reticolo endoplasmatico, tuttavia in alcune Una cisterna è separata da un’altra da uno spazio di circa 10 nm, in cui
cellule dotate di polarità morfo-funzionale (ad esempio le cellule non sono presenti né ribosomi, né inclusi citoplasmatici vari.
secretorie) occupa una posizione ben precisa (tra il nucleo e la
superficie apicale). Il complesso di Golgi presenta anche una polarità interna anche a livello
delle singole cisterne. Si possono quindi distinguere, in funzione anche - trans
dell’attività enzimatica e di sintesi:
- faccia cis: detta anche faccia prossimale Questi tre compartimenti constano di una o due cisterne ciascuno e
- faccia trans: detta anche faccia distale sono in rapporto tra loro mediante il distacco di vescicole laterali:
- le vescicole gemmano dai margini della cisterna e si
La faccia prossimale (o cis) è solitamente rivolta verso l’involucro fondono con la cisterna adiacente
nucleare o verso il reticolo endoplasmatico: - trasportano glicoproteine a differente stadio di
- è la camera d’ingresso che accoglie tutte le vescicole elaborazione
derivanti dai vari organuli di sintesi
- la stessa parte cis può avere origine dalla fusione delle Come già accennato, vi sono altri due tipi di vescicole:
varie vescicole - microvescicole o vescicole transfer
- macrovescicole o vescicole secretorie
La faccia distale (o trans) è solitamente rivolta verso la periferia della
cellula: Le vescicole transfer hanno un diametro di circa 80-100 nm e sono
- rappresenta la porta d’uscita dei prodotti delle cisterne indipendenti:
- formata da una rete complessa di tubuli anastomizzati - si fondono insieme a livello della membrana cis del Golgi
- numerose vescicole si staccano per gemmazione. per coalescenza

Lo spessore delle membrane golgiane è costante: Queste vescicole hanno movimenti bidirezionali mediati da tracce
- maggiore di quelle del REL microtubulari:
- meno spesso di quello della membrana plasmatica. - si instaura un equilibrio volumetrico tra RER, REL,
mitocondri o altri organuli e compartimento cis
L’aumento dello spessore è lieve ed è nella direzione della faccia - dal cis ritornano vescicole che sono destinate a rifondere
distale. la membrana dell’organulo che è stata staccata

La composizione biochimica delle cisterne è differente: I granuli di secrezione presentano un diametro di circa 1 micron e
- verso la parte prossimale o cis la membrana è ricca d derivano dai vacuoli che si staccano dal compartimento trans:
lecitine - nelle cellule a funzione secretoria possiedono il prodotto
- verso la parte distale la membrana possiede parecchie di secrezione
sfingomieline e steroli, divenendo simile alla membrana - si fondono con la membrana plasmatica per esocitare il
plasmatica, con la quale le vescicole rilasciate dovranno secreto
fondersi
Anche nel caso delle macrovescicole vi è un ritorno di membrana al
Ogni pila di cisterne dell’apparato di golgi è costituita da tre differenti complesso del Golgi:
compartimenti, ognuno dotato di uno specifico corredo enzimatico che - le vescicole endocitate dalla cellula forniscono nuova
catalizza le varie fasi di elaborazione delle glicoproteine giunte dal RER: membrana al compartimento trans.
- cis
- mediano Compartimentazione delle cisterne golgiane.
4) Queste proteine, a causa del legame con il gruppo fosfato,
È più plausibile la teoria che le cisterne si scambino materiale non subiscono ulteriori modificazioni, giungono nel trans-
attraverso vescicole piuttosto che il ricambio di materiale avvenga per Golgi network e vengono espulse con destino lisosomiale
trasformazione di un compartimento nei suoi vari stadi: fondando vescicole idrolasiche.
- le vescicole arrivano dagli organuli nel compartimento cis
- vengono elaborate e passate nel mediano attraverso Altre glicoproteine sono elaborate a livello del compartimento mediano
piccole vescicole (laterali) ad opera di altri enzimi:
- vengono ulteriormente elaborate e passate al 1) la mannosidasi I stacca tre unità di mannosio
compartimento trans. 2) la N-acetilglucosammina-transferasi aggiunge una molecola di N-
acetilglucosammina mediante energia fornita da UTP
Questa compartimentazione rende possibile la simultanea elaborazone 3) la mannosidasi II rimuove ulteriori due molecole di mannosio
di tre tipologie di prodotti: 4) la N-acetilglucosammina-transferasi aggiunge un’altra molecola
- quelli destinati ai lisosomi di N-acetilglucosammina
- quelli secreti attraverso i granuli di secrezione
- quelli destinati al rinnovo dei componenti della membrana Trasportate nel trans-Golgi network le glicoproteine subiscono, da parte
plasmatica di enzimi specifici, l’aggiunta di altre molecole quali:
- galattosio
Ogni compartimento ha una precisa competenza biochimica, - acido sialico
contenendo enzimi differenti. - fucosio

Da studi biochimici si è dimostrato che le proteine vengono glicosilate Queste glicoproteine differenti, a seconda delle diverse aggiunte nel
con l’aggiunta di: trans, hanno destini differenti:
- N-acetilglucosammina nel compartimento mediano - alcune sono destinate ai granuli di secrezione
- Galattosio e acido sialico nel trans - altre a rinnovare la membrana plasmatica, in particolare
le proteine ricche di acido sialico, che forma il glicocalice
La glicosilazione delle proteine - vescicole idrolasiche sono formate da quegli enzimi
(idrolasi) elaborati nel compartimento cis, che rimangono
1) Dal RER arrivano vescicole di trasporto riconoscibili per il nel citoplasma
loro rivestimento proteico e si fondono con il cis-Golgi.
2) Nel cis arrivano glicoproteine ramificate con 14 zuccheri, Le proteine, dunque, non sono separate finché non raggiungono il
che hanno già subito il distacco di tre molecole di glucosio e reticolo trans dell’apparato di Golgi, dove vengono riconosciute e
una di mannosio nel RER (2 N-acetilglucosammina, 9 smistate alle loro differenti destinazioni.
mannosio, 3 glucosio)
3) Alcune di queste proteine subiscono l’aggancio di due gruppi Ad ogni spostamento di vescicole, è bene ricordare che la membrana
fosfato ai mannosi terminali mediante attacco di N- del vacuolo di trasporto viene restituita mediante un ritorno alla cisterna
acetilglucosammina-fosfato e distacco dell’N- precedente.
acetilglucosammina ad opera di due enzimi (N-
acetilglucosammina fosfatotransferasi, fosfoglicosidasi) Funzioni
processi:
Il ruolo primario dell’apparato di golgi è quello dell’impacchettamento e - ogni apparato è provvisto di una composizione chimica
della condensazione dei secreti. differente
- ogni compartimento ha una specifica funzione, ma
Tuttavia il complesso di Golgi svolge anche altri ruoli fondamentali che si l’attività di uno è strettamente correlata a quella dell’altro
sono scoperti negli ultimi anni:
- rinnovamento del sistema membranoso interno: sintetizza Uno dei processi più importanti è quello della secrezione:
le proteine di membrana con la rielaborazione delle - nel reticolo endoplasmatico vengono sintetizzate le
catene oligosaccaridiche sostanze
- nel Golgi vengono elaborate e chiuse in vescicole
Oltre alla rielaborazione degli oligosaccaridi N-linked legati alle proteine - questi granuli di secrezione si fondono con la membrana
sintetizzate nel RER è anche capace di operare la O-glicosilazione: plasmatica secernendo il secreto all’esterno della cellula.
- la catena oligosaccaridica è sintetizzata interamente
nell’apparato di Golgi e legata a residui i serina o di Nel complesso di Golgi le proteine subiscono modifica post-traduzionali
treonina con legami O-glucosidico. ed entrano a far parte di vescicole che gemmano dal trans-golgi
network.
Alcune proteine di secrezione (es. insulina) vanno incontro a
modificazioni per proteolisi, ovvero subiscono il distacco dalla catena In molte cellule secernenti che accumulano il prodotto di secrezione, le
più lunga che ha origine nel RER. vescicole sono sede di condensazione:
- perdono progressivamente acqua
Avvengono anche le sintesi di: - diventano granuli di screzione o granuli di zimogeno
- polisaccaridi
- polisaccaridi con zuccheri amminici (es. I granuli di zimogeno sono la forma inattiva delle proteine enzimatiche
Glicosamminoglicani) che legati a un asse proteico di sintetizzate, che si attivano non appena rilasciate all’esterno della cellula
serina vanno a costituire i proteoglicani per esocitosi.
- solfatazione dei proteoglicani
Nel processo di evoluzione il meccanismo secretorio si è conservato:
Partecipa anche alla sintesi di alcuni lipidi: - tutte le cellule hanno le medesime modalità di secernere
- glicerofosfolipidi e colesterolo sono sintetizzati nel REL vari tipi di secreto
- gli sfingolipidi sono sintetizzati nell’apparato del Golgi
Molte cellule, degli organismi pluricellulari, si specializzano per un
La sintesi degli sfingolipidi avviene solo per quanto riguarda lo scheletro particolare tipo di secreto, ad esempio:
molecolare nel REL, mentre nel Golgi viene legato un gruppo di - enzimi digestivi
fosforilcorina, formando sfingomieline a cui vengono aggiunti carboidrati. - muco
- proteine sieriche
5. Il processo di secrezione - fattori di crescita
- ormoni
Il RER, il REL e il complesso di Golgi svolgono un ruolo sinergico in vari - ecc..
- sono capaci di degradare differenti tipi di molecole
tuttavia esistono due differenti modalità con cui il secreto viene espulso - sono la principale sede di digestione cellulare
dalla membrana plasmatica:
- via secretoria costitutiva Il materiale che viene degradato può avere differenti provenienze:
- via secretoria regolata - materiale obsoleto della cellula
- materiale introdotto dall’esterno
La via secretoria costitutiva comprende quei fenomeni che avvengono
in tutte le cellule, come il rinnovamento della membrana plasmatica e I lisosomi sono molto eterogenei per il tipo di enzimi che contengono e
delle proteine di membrana, il rilascio di lipidi o proteoglicani all’esterno per le loro dimensioni:
della membrana o altro genere di molecole regolativeI. - uno dei fondamentali componenti è la fosfatasi acida

Questa via è un processo continuo che non necessita di essere Ogni cellula contiene un numero variabile di lisosomi:
stimolata e non è calcio-dipendente. - abbondanti nelle cellule fagocitarie (macrofagi o
granulociti neutrofili)
La via secretoria regolata, invece è presente solamente in cellule - in altri tessuti possono avere una distribuzione
specializzate, come ad esempio le cellule ghiandolari endocrine ed preferenziale
esocrine e alcune cellule nervose, che accumulano in vescicole il
secreto per lungo tempo. La forma di questi piccoli vacuoli e le dimensioni possono variare a
seconda di cosa hanno inglobato:
Questi granuli contenenti il secreto si accumulano al di sotto della - le dimensioni e la forma saranno maggiori e irregolari se
membrana plasmatica, talvolta fondendosi con essa, e rilasciano il all’interno sono pezzi fagocitati
secreto solamente quando, a causa di uno stimolo nervoso o ormonale - le dimensioni saranno minori e la forma ovoidale se il
esterno, i innalza la concentrazione degli ioni Ca2+ nel citoplasma. contenuto è proteico

I granuli secretori sono dunque dei granuli di accumulo del secreto Un lisosomi contiene enzimi idrolitici di varia natura, che possono variare
soggetti alla concentrazione di calcio nella via secretoria regolata. a seconda dei tipi cellulari. I più comuni e frequenti sono:
- idrolasi acide
I granuli secretori che vengono gemmati dal trans-Golgi sono granuli - proteasi
immaturi, che nel corso della permanenza nel citoplasma giungono a - glicosidasi
maturazione: - ribonucleasi
- viene eliminato il volume in eccesso - desossiribonucleasi
- vengono condensate le proteine - solfatasi
- vengono rimossi certi costituenti di membrana. - glicosidasi
- solfatasi…
6. Lisosomi
Tutti i tipi di molecole biologiche possono essere degradati all’interno dei
I lisosomi sono vacuoli delimitati da membrana che contengono enzimi lisosomi in condizioni di pH ottimali, ovvero intorno a 5:
idrolitici a pH acido (idrolasi acide): - si spiega l’impossibilità del funzionamento dei medesimi
enzimi nel citosol (pH è 7,2) digestione.
- nella membrana lisosomiale vi è la presenza di pompe - Il pH di un lisososma arriva a 5
protoniche (necessitano di ATP) che immettono H+ nel
lume per mantenere il pH=5. Lo smistamento delle idrolasi è dovuto alla marcatura delle stesse con
mannosio-6-fosfato:
Oltre alle pompe protoniche ATP-asiche della membrana del lisosomi - nel cis-Golgi le idrolasi subiscono la fosforilazione dei
sono presenti altre proteine transmembrana: mannosi terminali
- alcune proteine hanno una porzione glucidica che sporge - nel trans-Golgi sono presenti recettori sulle cisterne in
nel lume e serve ad impedire la digestione della particolari siti addensati
membrana da parte delle proteasi attive - Le proteine marcate con mannosio-6-fosfato a pH neutro
si legano ai recettori
Formazione e funzione dei lisosomi - Dal trans-Golgi gemmano le vescicole contenenti le
idrolasi acide ancora legate ai recettori
La formazione del lisosomi, con le sue caratterisitiche funzioni - Quando le vescicole idrolasiche si fondono con
enzimatiche e la sua peculiare acidità si forma per la fusione di varie l’endosoma tardivo, il pH acido fa slegare le idrolasi
vescicole che forniscono le varie componenti molecolari necessarie. marcate con mannosio-6-fosfato che rimangono
nell’endolisosoma
Dalla membrana plasmatica, per endocitosi, si formano delle vescicole - La membrana della vescicola con i recettori per il
che possiedono già alcune proteine di membrana: gli endosomi mannosio-6-fosfato vengono riciclati dal trans-Golgi.
precoci:
- proteine di membrana presenti nel plasmalemma Il lisosoma non contiene solamente enzimi proteolitici e idrolasi acide,
vengono riciclate ma anche materiale residuo che deve essere degradato, solitamente
- la sua maturazione e l’acquisizione di pompe protoniche assunto per endocitosi dalla cellula.
facilita la diminuzione del pH del lume (da 7,3 a circa 6
negli endosomi tardivi) Quando il materiale che deve essere degradato è di grosse dimensioni
- la maturazione a endosomi tardivi avviene quando sono poiché assunto per fagocitosi, la fusione del fagosoma (vacuolo
state acquisite proteine di membrana, pompe protoniche contenente il materiale fagocitato) con l’endosoma tardivo forma una
e l’ambiente interno ha pH di circa 6. grossa struttura detta fagolisosoma.

Si ritiene che le pompe protoniche, sintetizzate nel RER e rielaborate nel Se invece la necessità e di digerire organuli invecchiati, quindi di fare
Golgi siano fatte giungere agli endosomi mediante vescicole differenti da dell’autofagia:
quelle contenenti idrolasi. - gli organuli vengono racchiusi in vacuoli detti autonomi
- gli autonomi si fondono con gli endosomi tardivi formando
La fusione dell’endosoma tardivo con le vescicole idrolasiche (prodotte gli autofagolisosomi.
dal Golgi, di diametro di circa 400 nm e contenenti enzimi idrolasi) porta
alla formazione di un endolisosoma: Il meccanismo dell’autofagia, a seconda del tipo cellulare, può avere
- per futura acquisizione di pompe protoniche diventa il dimensioni imponenti:
vero e proprio lisososma, in cui può avvenire la - nel fegato si ha un ricambio di mitocondri per miliardi
all’ora Il complesso sistema di membrane all’interno di una cellula (RER, REL,
involucro nucleare, Golgi, sistema endosomi/lisosomi) è in continua
Le molecole risultanti dalla digestione intercellulare sono rilasciate nel comunicazione:
citosol, trasportate all’esterno del lisosoma da specifiche proteine di - i compartimenti si scambiano continuamente vescicole
membrana, che possono in futuro fungere da materiale di sintesi per: - le vescicole trasportano nel lume le proteine solubili
- metaboliti - la membrana delle vescicole si fonde con le varie
- organuli membrane ed assicura il continuo ricambio delle proteine
- nuove molecole di membrana.

Altri prodotti, invece, sono espulsi dalla cellula come prodotti La comunicazione tra le vescicole e il plasmalemma aiuta anche a
d’escrezione. cambiare la composizione proteica della membrana plasmatica:
- di fondamentale importanza per determinare la possibilità
Talvolta, come nel caso degli osteoblasti, gli enzimi lisosomiali possono di interazioni con altre cellule e con la matrice
essere espulsi dalla cellula, con specifiche funzioni nella matrice extracellulare
extracellulare. - necessità per il mantenimento degli organi e del loro
sviluppo
Deficienze genetiche ed enzimi lisosomiali
IN cellule specializzate/polarizzate la differente composizione
Sono state descritte parecchie malattie in cui le mutazioni geniche molecolare di lipidi e proteine di membrana è assicurata dalle differenti
portano alla mancanza di geni che codificano per specifiche idrolasi: destinazioni delle vescicole gemmate dal trans-Golgi:
- malattie da accumulo lisosomiale, in quanto il substrato - si formano trasportatori distinti per il corretto indirizzo
dell’enzima interessato non può essere degradato e si sulle regioni della membrana
accumula nel lisosoma,
- le conseguenze delle malattie da accumulo possono Il traffico delle vescicole avviene su due differenti vie:
anche essere molto gravi. - via biosintetica
- via endocitica
Un altro genere di malattia, riguarda il deficit di recettori per il mannosio-
6-fosfato: Su ogni via, è assicurato il riciclaggio dei componenti poiché vi è la
- è definita malattia a cellule I, poiché si riscontrano presenza di un traffico di ritorno.
particolari inclusioni citoplasmatiche
- i vari enzimi idrolitici non possono legarsi al mannosio-6- Le vescicole, al momento della gemmazione, sono coadiuvate da un
fosfato e indirizzati nelle vescicole idrolasiche rivestimento che nel momento del distacco funge da chiusira per la
- gli enzimi vengono esocitati per la via secretoria membrana donatrice:
costituitva, riversandosi nel sangue. - in seguito, rimane a coprire la vescicola fino al momento
dell’apertura
7. Trasporto cellulare mediato da - se la vescicola non si fonde con nessun’altra membrana,
vescicole il rivestimento si distaccherà dalla vescicola.
Il rivestimento per le vescicole di via biosintetica è costituito da proteine - La porzione citoplasmatica dei recettori serve come
reclutate sul RER e sull’apparato di Golgi: segnale per il rivestimento di clatrina, mediato e attuato
- COP-I e COP-II: sono complessi di proteine da adaptine.
morfologicamente simili ma hanno differente
composizione molecolare Il traffico delle vescicole deve essere precisamente indirizzato:
- molecole complementari sulla membrana bersaglio e su
Al momento dell’assemblaggio si ha l’attivazione di un monomero quella delle vescicole assicurano il corretto
proteico che lega GTP in prossimità del legame alla membrana: posizionamento
- i siti di legame delle proteine di rivestimento alla - molecole v-SNARE sono posizionate sulla vescicola
membrana sono code citoplasmatiche di particolari come recettori
proteine di membrana - molecole t-SNARE sono presenti sulla membrana
bersaglio come recettori delle v-SNARE.
Dal reticolo endoplasmatico al Golgi il rivestimento è di tipo COP-II, - Altre proteine specifiche (ad esempio le proteine Rab)
mentre dal Golgi ad altri apparati il rivestimento è COP-I. esercitano il controllo sull’esattezza del riconoscimento.

Le vescicole mantengono il rivestimento COP fino a quando non sono Affinché la fusione delle due membrane avvenga, occorre un ancoraggio
agganciate alla membrana di destinazione: che vinca le forze di repulsione elettrostatiche:
- a questo punto il rivestimento si disgrega e le vescicole si - sono adoperate particolari proteine di fusione, che con
agganciano alla membrana bersaglio ausilio di ATP e GTP come riformìnimento energetico
vincono le forze idrofile della membrana bersaglio
Un altro tipo di rivestimento è quello di clatrina, che comprende le - proteine come e NSF e SNAP si legano alla membrana
vescicole impegnate nel trasporto nato da: bersaglio e catalizzano la fusione della membrana della
- endocitosi (trasporto tramite endosomi dal plasmalemma) vescicola. A processo concluso, ritornano nel citoplasma.
- trans-Golgi network (compartimento tubulare) in direzione
della membrana plasmatica e dei lisosomi 8. perossisomi
- fagocitosi, ma è un rivestimento incompleto
Il perossisoma è una vescicola di diametro di 0,6-0,7 µm, delimitato da
La molecola di clatrina è una molecola esamerica con tre braccia: una membrana:
- il rivestimento intorno alla vescicola è a maglie - contiene uricasi e una sostanza cristallina contenente vari
pentagonali o esagonali enzimi
- la peculiarità di tale rivestimento è la pronta
disgregazione, che richiede ATP. Nel nucleoide cristallino che si forma in zone addensate del
perossisoma, sono localizzati tre enzimi funzionalmente correlati tra loro:
Il trasporto attuato dalle vescicole clatriniche è tipicamente selettivo: - uricasi
- le specifiche molecole da trasportare sono riconosciute - D-amminoacido-ossidasi
da recettori di membrana - Catalasi
- i complessi ligando-recettore sono addensati in una zona
della membrana da cui ha origine la vescicola L’uricasi catalizza l’ossidazione dell’acido urico, degradando le purine,
dando come prodotto l’allantoina e acqua ossigenata
SOSOTANZE DI RISERVA
La D-amminoacido ossidasi da come sottoprodotto acqua ossigenata.
I materiali di deposito fungono da riserva energetica. Sono presenti nel
L’acqua ossigenata viene poi degradata dalla catalasi presente nel citosol senza alcuna delimitazione da parte di membrane.
perossisomi.
I glucidi sono immagazzinati sotto forma di un polisaccaride chiamato
Il nucleoide dei perossisomi e la funzione enzimatica nell’ossidazione glicogeno:
delle purine, è presente solamente negli animali non mammiferi: - è immagazzinato in alcuni tipi cellulari e, depolimerizzato
- questi secernono nell’urina l’allantoina in glucosio rappresenta una fonte energetica di riserva
- i mammiferi secernono invece acido urico che raggiunge tutte le altre cellule attraverso il flusso
sanguigno
I perossisomi, sono tuttavia presenti in tutte le cellule eucariotiche e - la sintesi è catalizzata da un enzima detto glicogeno-
contengono enzimi ossidativi differenti a seconda delle specie: sintetasi
- il loro nome deriva dalla presenza delle catalasi che - la depolimerizzazione è catallizzada dalla glicogeno-
degradano il perossido d’idrogeno a acqua e ossigeno. fosforilasi.

Gli enzimi dei perossisomi impiegano ossigeno molecolare per I lipidi si conservano in alcuni tipi cellulari sotto forma di goccioline di
rimuovere idrogeno dalle molecole, dando come sottoprodotto acqua trigliceridi, oppure come nel caso delle cellule adipose, come grossi
ossigenata: accumuli che formano un’unica goccia al centro della cellula.
- l’acqua ossigenata viene poi degradata ad acqua pura
dalla catalasi. I lipidi appaiono come spazi tondeggianti all’interno della cellula.

I perossisomi sono utilizzati per neutralizzare la tossicità di numerose PIGMENTI


molecole introdotte con la dieta (ad esempio l’alcol etilico):
- ossidano anche gli acidi grassi ad acetil-coenzima A I pigmenti sono inclusioni citoplasmatiche di varia natura chimica. Si
- questo è poi inviato ai mitocondri per il ciclo di krebs possono distinguere in:
- pigmenti esogeni: provenienti dall’ambiente esterno
Si calcola la presenza di numerosi enzimi, tra cui molti anche impegnati - pigmenti endogeni: provenienti dal metabolismo
nella biosintesi dei lipidi e fosfolipidi. cellulare.

9. inclusioni citoplasmatici Esempi di pigmenti endogeni possono essere:


- melanina: si trova in particolari dellule della cute, dette
Con il termine inclusione si intende sostanza contenta in una cellula che melanosomi, di olore bruno o nero. È presente anche
non fa parte di organuli, ma che è morfologicamente visibile. sull’epitelio pigmentato della retina.
- Lipofuscine: Sono aggregati di materiale fluorescente che
I più importanti inclusi sono rappresentati dalle sostanze di riserva e si trovano in alcune cellule degli organismi anziani. La
dai pigmenti. presenza in soggetti anziani fa supporre che siano
materiale inutilizzato che no riesce ad essere espulso. - si ricostruisce il numero di mitocondri tipico della cellula
- Derivati dell’emoglobina: ad esempio la bilirubina o la madre.
emosiderina si trovano sotto forma di granuli scuri nei
macrofagi della milza, del fegato e del midollo osseo. La principale funzione dei mitocondri è la produzione di ATP come fonte
energetica per tutto il metabolismo cellulare:
I pigmenti esogeni, sono immessi con la dieta, per inalazione o per - le reazioni metaboliche dei glucidi liberano l’energia che
immisione cutanea: viene immagazzinata sotto forma di ATP
- il carotene è assunto con la dieta (adenosintrifosfato)-
- le polveri di carbone sono inalate se presenti nell’aria ed - la principale fonte di energia sono lipidi e carboidrati, in
inglobate dai macrofagi polmonari misura minore sono sfruttati anche gli amminoacidi.
- per assorbimento cutaneo è possibile assumere alcuni
minerali come argento e piombo. Forma, dimensioni, numero, localizzazione.

In cellule in coltura, i mitocondri possono essere osservati dopo


c. Mitocondri colorazione con il verde Janus, che rimane nella forma ossidata
solamente nei mitocondri, che sono ben visibili.
I mitocondri sono organuli presenti nel citoplasma delle cellule animali e
vegetali, benché mancano nei procarioti. La forma dei mitocondri è estremamente variabile, da tondeggiante a
tubulare.
Sono organuli estremamente dinamici:
- reagiscono ai cambiamenti di pressione osmotica Le dimensioni variano con il variare della forma:
rigonfiandosi in ambiente ipotonico e restringendosi in - la lunghezza può andare da 1 a 6 µm, potendo giungere
ambiente ipertonico anche a 10 µm
- hanno dimensioni e forma variabile, in relazione ai - lo spessore può invece passare da 0,2 a 1 µm
momenti funzionali della cellula
- possono passare dalla forma filamentosa a quella a Il numero dei mitocondri in relazione al fabbisogno energetico della
bastoncino con estrema rapidità, allungarsi, stringersi, cellula:
gonfiarsi con facilità - in una normale cellula si trovano 1000-2000 mitocondri
- possono scindersi in due mitocondri - in ovociti di alcune specie possono esservene anche
- possono fondersi due distinti mitocondri 30000.
- gli spostamenti dipendono dai sistemi di movimento
intracellulari. Si ritiene che il 30-35% delle proteine di una cellula siano dislocate nei
mitocondri:
Nella mitosi il patrimonio mitocondriale delle due cellule figlie è - le membrane di questi sono ricchissime di proteine.
dimezzato rispetto alla cellula madre:
- in fase G1 i mitocondri vanno incontro a fenomeni di La distribuzione dei mitocondri è generalmente omogenea. Possono
divisione dopo aver replicato il proprio DNA (in maniera tuttavia esservi delle eccezioni, in relazione alla posizione ove è
indipendente da quello del nucleo della cellula) necessaria maggiore energia:
- nelle ghiandole, generalmente i mitocondri si trovano
verso la superficie basale Nella matrice mitocondriale sono presenti molecole di DNA ad anello,
- negli epiteli intestinali, questi si trovano generalmente ai con le relative tre classi di RNA (messaggero, transfer, ribosomiale) e
due poli dei ribosomi di dimensioni leggermente più piccole di quelli
- nello spermatozoo formano una guaina elicoidale nel citoplasmatici.
pezzo intermedio alla coda
- nei muscoli sono allineati ai fasci di miofibrille Sulle creste mitocondriali, sul lato della matrice, si possono riscontrare
- ecc.. dei complessi proteici denominati F1:
- formati da 5 o più subunità
Ultrastruttura - sono ancorati alla membrana mediante un peduncolo di
3-4 nm
Al microscopio elettronico si osserva che un mitocondrio è formato da
una superficie con una doppia membrana: Le subunità del complesso F1 sono legate a quelle del complesso F0,
- la membrana esterna, ha spessore di circa 6-8 nm, che è totalmente inserito nella membrana interna e la attraversa
- ma membrana interna ha anch’essa spessore di 6 nm, completamente:
ma è tutta ripiegata su sé stessa in invaginazioni dette - l’intero complesso F1-F0 è orientato in modo che le
creste mitocondriali, disposte perpendicolarmente all’asse componenti F1 possano sporgere verso l’interno della
longitudinale del mitocondrio. membrana (nella matrice)
- questo complesso (particella elementare) è l’enzima che
Nei mitoocndri delle cellule che producono ormoni steroidei (es. attua la fosforilazione ossidativa.
corteccia surrenale o gonadi) hanno creste disposte a tubuli.
Composizione chimica
Le due membrane delimitano uno spazio denominato spazio
perimitocondriale o camera esterna. In generale i mitocondri sono costituiti per la maggior parte da proteine,
con la seguente composizione chimica:
La camera interna, invece, è lo spazio delimitato dalla membrana - 65-70% di proteine
interna del mitocondrio: - 25-30% di lipidi
- contiene materiale finemente granulare e opaco, detto - piccole quantità di acidi nucleici per circa 1-0,5%
matrice mitocondriale
è anche possibile ottenere dati sulla composizione chimica delle
la matrice mitocondriale contiene enzimi che servono per l’ossidazione componenti isolate:
di acidi grassi e del piruvato e per il funzionamento del ciclo di Krebs: - la membrana esterna è relativamente permeabile e ha un
- talvolta queste proteine con funzione enzimatica sono contenuto lipidico più alto di quella interna (40-50%). I
così numerose da conferire alla matrice l’aspetto di un gel lipidi principali sono i fosfolipidi.
granulare - la membrana interna ha un minor contenuto lipidico
- Il numero di granuli è in rapporto all’accumulo e al (20%), scarsa di colesterolo e ricca di proteine.
trasporto di ioni calcio e magnesio, di cui i mitocondri
sono la principale riserva a livello cellulare. Altri componenti dei mitocondri sono:
- acidi nucleici (DNA, RNA) sintetico:
- nucleotidi (ATP, ADP, NAD, NADP, FAD) - il DNA mitocondriale è ciclico e non legato a proteine. È
- ioni Na+, Ca2+, Mg2+. agganciato alle creste mitocondriali
- le differenti lunghezze dei filamenti genomici nei diversi
Modificazioni ultrastrutturali dei mitocondri nei vari tessuti organismi non comporta un numero differente di geni, ma
solamente di sequenze introniche che vengono ripetute o
In differenti condizioni fisiologiche i mitocondri possono presentare di esoni.
forme differenti:
- quando i processi do ossidoriduzione della fosforilazione La maggior parte delle proteine mitocondriali proviene dal citoplasma:
rallentano, la camera interna si rigonfia e quella esterna si - sintetizzate sotto il controllo del nucleo.
riduce, assumendo la cosidetta forma ortodossa
- se viene stimolata la fosforilazione ossidativa, la camera Il DNA mitocondriale, invece, codifica per:
interna si riduce e quella esterna si amplia. Si ha la forma - RNA ribosomiale dei mitocondri
condensata. - Geni per i 22 tRNA
- Geni per 13 proteine che sono coinvolte nel processo di
La forma condensata viene raggiunta poiché quando il mitocondrio è in trasporto di elettroni e del complesso ATP-sintetasi.
attività, vengono pompati protoni dalla camera interna a quella esterna,
con conseguente aumento di pH: Per quanto siano dotati di DNA e di tutto il corredo per la produzione di
- viene immessa acqua per evitare l’esagerata acidità nella proteine, i mitocondri non sono in grado di produrre tutte le molecole di
camera esterna cui sono costituiti:
- le proteine dei mitocondri sono in larga parte
Nel digiuno prolungato i mitocondri si gonfiano e mostrano una sintetizzate su ribosomi presenti nel citosol con
diminuzione delle creste ed una rarefazione della matrice. informazioni fornite dal nucleo della cellula
- le proteine hanno una specifica sequenza di
In ambiente anaerobio la membrana interna si presenta liscia e le creste riconoscimento legata all’estremo amminoterminale di 12-
scompaiono. 80 residui
- sono legate da uno specifico recettore sulla membrana
Ciclo vitale, biogenesi ed origine. esterna del mitocondrio
- dalla membrana sono poi smistate con vari procedimenti
Un mitocondrio si divide per frammentazione, e parte della sua
membrana viene conservata: Si pensa che il punto in cui le due membrane siano parecchio vicine sia
- la vita di un mitocondrio può durare differenti giorni o un sito di traslocazione di proteine da una membrana all’altra e dalla
poche ore, a seconda del tipo cellulare in cui si trovano membrana esterna alla matrice.
- l’eliminazione avviene per via autofagica, quando
vengono avvolti da membrane del reticolo Dal citosol vengono anche importati i costituenti della membrana, in gran
endoplasmatico e fusi con vescicole lisosomiali parte fosfolipidi, tra cui la cardiolipina, che è un fosfolipide che
conferisce impermeabilità.
I mitocondri possiedono un proprio genoma e un proprio apparato
Sull’origine dei mitocondri vi sono due ipotesi: membrana esterna.
- endosimbiotica: i mitocondri sarebbero ex cellule 4) Gluconeogenesi: è un meccanismo che interviene quando il
procarioti capaci di attuare meccanismi ossidativi che non glicogeno e il glucosio sono insufficienti per l’apporto energetico
erano possibili alle cellule eucarioti, quindi questi necessario alla cellula. Viene sintetizzato glucosio a partire da
sarebbero entrati in simbiosi precursori non saccaridici.
- autogena: i mitocondri sarebbero nati da scissione di una 5) Sintesi proteica: sebbene limitata alle proteine necessarie al
parte di DNA dal nucleo della cellula eucariota al mitocondrio.
momento della divergenza con i procarioti. La porzione di 6) Produzione di calore: quando non vi è sufficiente ADP per
DNA di membrana sarebbe stata racchiusa da trasformare tutta l’energia in ATP, l’energia residua che deriva
membrane, che non sarebbero potute essere attraversate dalla fosforilazione viene dissipata in calore
da proteine. 7) Sintesi di lipidi e fosfolipidi.

Funzione d. Citoscheletro

La funzione principale dei mitocondri è quella di fornire energia alla Una cellula in vita tende a mantenere ordinati i propri organuli e le
cellula. L’energia è fornita alla cellula sotto forma di ATP proprie strutture per coedere i processi che competono al suo
(adenosintrifosfato), sintetizzata dai mitocondri grazie ad una serie di metabolismo:
processi ossidoriduttivi con la catalisi dell’enzima ATP-sintetasi. - le manifestazioni motorie sono eventi specifici e
programmati attuati da una struttura filamentosa
La sintesi dell’ATP si svolge in tre fasi: eterogenea di natura proteica che viene definita
1) glicolisi anaerobica: viene formato acido piruvico a partire citoscheletro
da glucosio
2) ciclo di Krebs Il citoscheletro non è una struttura puramente di sostegno, ma permette
3) fosforilazione ossidativa: viene creata energia dalla anche i movimenti che sono definiti motilità cellulare:
differente concentrazione di protoni tra i due spazi interni - è una struttura in continuo movimento, di assemblaggio e
ai mitocondri. disassemblaggio
- alcune parti, tuttavia, svolgono anche le pure funzioni
Un mitocondrio può avere anche altre funzioni: meccaniche.
1) capacità di accumulare ioni calcio: l’importanza degli ioni calcio
nella motilità intracellulare è data dal fatto che il calcio regola il Il citoscheletro è costituito da tre elementi principali:
movimento dei microfilamenti. La capacità di accumulare calcio è - microfilamenti
data dal potenziale di membrana che si viene a creare nella - microtubuli
catena ossidoriduttiva. - filamenti intermedi
2) Associazione reversibile di alcuni enzimi come le esochinasi:
questi si associano alla membrana esterna e regolano alcuni Ognuna di queste tre tipologie di filamento possiede una precisa
processi come ad esempio la glicolisi che avviene nel citoplasma localizzazione all’interno della cellula.
3) Sintesi di ormoni streroidei: partecipano insieme al REL nella
sintesi di ormoni steroidei con alcuni enzimi posti sulla I microfilamenti sono costituiti da actina e sono concentrati:
- al di sotto della membrana plasmatica (cortex) - una solida rappresentata dalle membrane e dal
- formano fasci che si collegano alla superficie della cellula citoscheletro
(stress fiber) - una più fluida, rappresentata dalla sostanza
fondamentale (o ialoplasma, o citosol).
I microtubuli si irradiano a partire da un sito sul nucleo (il centrosoma)
e raggiungono la periferia della cellula innestandosi sulla cortex Nella fase fluida avviene la fase elettiva del metabolismo intermedio
(struttura planare formata da microfilamenti). cellulare:
- se non vi fosse il citoscheletro le molecole dovrebbero
Il filamenti intermedi formano delle reti tridimensionali che si reagire in maniera del tutto casuale
dispongono in zone differenti: - il citoscheletro invece fornisce supporto alle reazioni
- intorno al nucleo (vimentina) chimiche che vengono svolte nel citoplasma, legando
- a livello dell’involucro nucleare (lamine nucleari) ribosomi e enzimi glicolitici.
- fasci che si connettono a complessi di giunzione
(cheratina) Il citoscheletro è anche coinvolto in numerosi eventi della motilità
- lungo i prolungamenti citoplasmatici come villi, ciglia, cellulare, e ne è il principale responsabile:
assoni, ecc… (neurofilamenti). - spostamento selettivo dei recettori di membrana
(clustering)
Tutte queste strutture sono strettamente interconnesse mediante - locomozione cellulare (movimento della cellula rispetto ad
complessi di giunzione, legandosi alla membrana nucleare e a quella un substrato fisso)
plasmatica, nonché ai vari organuli. - traffico citoplasmatico delle vescicole
- emissione di pseudopodi
Il citoscheletro è una peculiarità delle cellule eucariotiche: - ecc..
- i procarioti non hanno compartimentazione interna, e tra
attività incompatibili non v’è separazione fisica, bensì ACTINA E MICROFILAMENTI.
temporale
L’actina è una proteina globulare del peso di 42,3 kD:
Il sistema membranoso interno di una cellula suddivide il citoplasma in - presente in tutte le cellule eucariotiche
due compartimenti distinti: - rappresenta la maggior parte delle proteine (15-20% delle
- spazi chiusi: sistema rappresentato dagli organuli nel loro proteine totali)
interno
- citoplasma libero: porzione citoplasmatica non racchiusa L’actina delle cellule muscolari è un’isoforma rispetto all’actina
citoplasmatica, che presenta delle minime differenze (qualche
Il citoplasma libero è attraversato da una fitta rete di filamenti proteici, amminoacido nella struttura primaria):
che costituisce il citoscheletro. - α-actina: presente nelle cellule muscolari (striate, lisce,
cardiache)
Mentre dal punto di vista fisico il citoplasma libero si suddivide in spazi - β ο γ-actina: presente nel citoplasma
(aperti o chiusi), dal punto di vista chimico il citoplasma si distingue in
due fasi:
La forma dell’actina varia con il pH e la concentrazione di ioni: numero di filamenti
- con bassa concentrazione ioni Ca2+ e ATP e un pH - i monomeri di G-actina che non sono stati polimerizzati
basico l’actina si presenta in forma monometrica (G- sono in continua interazione con il polimero
actina)
- con l’abbassamento del pH e degli ioni metallici (Mg2+, K+) La minima quantità di monomeri affinché si stabilisca l’equilibrio
la G-actina si polimerizza dando origine ad un fascio dinamico tra polimerizzazione e depolimerizzazione è definita
doppio di filamenti avvolti a doppia elica del diametro di 5- concentrazione critica:
7 nm (F-actina). - un certo numero di monomeri si lega al polimero a livello
del barbed end
Ogni monomero di G-actina è legato ad una molecole di ATP: - un ugual numero di monomeri si distaccano dal polimero
- nella polimerizzazione ad F-actina l’ATP viene idrolizzata a livello del pointed end.
a ADP, che rimane legato alle subunità proteiche - La quantità di G-actina che si lega è uguale a quella che
- l’energia liberata dall’idrolisi sembra non essere si scioglie
necessaria al processo di assemblaggio
Si assiste dunque ad un flusso unidirezionale dal barbed end al
Una polarità dell’actina è già presente nella forma monometrica (G- pointed end dei monomeri actinici:
actina), ma diventa ancor più marcata nei filamenti F-actinici: - questo fenomeno è chiamato treademilling (mulinello)
- i due estremi del filamento mostrano una configurazione
spaziale differente, quindi un differente comportamento Tuttavia il fenomeno del treademilling non è assolutamente legato al
chimico movimento di organuli e macromolecole:
- il trasporto di organuli e macromolecole è attuato da
La polarità dell’actina è evidenziabile marcandola con meromiosina specifiche proteine motore, che spendono energia
(HMM): mediante idrolisi di ATP
- dopo l’attacco di HMM alla actina si verifica che la - la velocità del trasporto su via actinica è tra l’altro
stereospecificità del legame porta l’HMM ad un attacco maggiore nel senso contrario al treademilling
inclinato a 45° sempre nella medesima direzione
- le HMM si dispongono a punta di freccia (harrowhed Nonostante le possibili apparenze, la forma F e la forma G dell’actina
complexes) sono in ugual numero presenti:
- le molecole di G-actina sono spesso complessate alle ß-
La disposizione della meromiosina permette chiaramente di definire le timosine
estremità della F-actina: - rimane tuttavia una parte di G-actina libera per rendere
- pointed-end: estremità in cui sono rivolte le punte delle possibile la concentrazione critica;
frecce - la cellula si assicura in questo modo un numero adeguato
- barbed-end: lato opposto. di monomeri actinici per poter mantenere il dinamismo
della F-actina
Al termine della polimerizzazione si raggiunge lo steady state, che non è
un momento stazionario, ma un momento estremamente dinamico: Tutti i movimenti della cellula actino-mediati sono coadiuvati da F-actina:
- il polimero di F-actina si trova frazionato in un certo - vi sono specifiche proteine coadiuvanti che aiutano la F-
actina ad assumere conformazioni tridimensionali utili producono il riarrangiamento del cortex.
- In alune zone si ha l’espansione de citoplasma mediante
Queste proteine che aiutano l’F-actina ad assumere le adeguate conformazioni l’allungamento dei filamenti del cortex
tridimensionali sono chiamate actin-binding protein, e si possono dividere in:
- interagenti con G-actina - In altri casi si ha l’introflessione del plasmalemma per
- interagenti con F-actina permettere la fusione e la formazione delle vescicole e
dei granuli secretori (avviene poiché lo strato corticale si
Alcune delle proteine actin-binding che interagiscono con G-actina sono: ammollisce).
- profiline
- ß-timosine
- vitamin D-binding protein Una volta prodotta l’estroflessione della membrana, questa deve essere
- DNasi resa stabile, con un procedimento che varia a seconda delle specie
- Depactina cellulari:
- Actoforina - in una cellula nervosa, un cono di crescita del neurite
Le action-binding protein che interagiscono con F-actina si distinguono per il ruolo svolto viene stabilizzato mediante la formazione di microtubuli, e
sulla F-actina e sono moltissime, tra cui: i filamenti di actina vengono smantellati. Le molecole di
- gelsolina (in grado di tagliare i filamenti) G-actina prodotte dallo smantellamento sono poste in
- miosina (proteina motore del sistema acto-miosinico) superficie del cono di crescita per poter essere utilizzate
- filamina
- spectrina
per l’ulteriore allungamento
- α-actinina (organizza in fasci o reti i filamenti actinici) - in un leucocita invece, l’estroflessione non può produrre
- tropomiosine (nelle cellule non muscolari stabilizzano il filamento di movimento della cellula intera se questa non si è
actina) ancorata a livello dell’emissione dello pseudopodio
- distrofina mediante una placca di adesione. A questo aggancio
segue il movimento retrattile derivante dall’interazione
MOTILITÀ CELLULARE ACTINO-MEDIATA actina-miosina.

Le manifestazioni di motilità cellulare mediate da actina possono essere Il movimento ameboide quindi si può suddividere in due momenti:
distinte in due tipologie: - emissione dello pseudopodio, con trasformazione G/F-
- movomenti retroattivi: sono movimenti che prevedono actina e aggancio mediante placca di adesione
l’inervento di una proteina motore, che nel caso dei - fase motoria attiva (mediante idrolisi si ATP) ad opera del
movimenti actino-mediati è la miosina. complesso actina-miosina.
- movimenti propulsivi: sono quei movimenti che possono
essere sostenuti solamente mediante la polimerizzazione FENOMENO CONTRATTILE
dell’actina (es. emissione di pseudopodi)
La miosina è una proteina che in struttura quaternaria si presenta come
Il movimerto propulsivo con l’emissione di una estroflessione della un esamero del peso di circa 500 kD. Le sei catene polipeptidiche sono:
membrana plasmatica (es. villi, pseudopodi, microvilli, ecc…) dipende - 2 catene pesanti che si avvolgono ad elica lineare per un
da specifici segnali provenienti dala membrana plasmatica e rielaborate lungo tratto, ma ad un estremo divergono ed assumono
nella stessa: avvolgimenti globulari (teste)
- sono presenti degli specifici recettori di membrana che - 2 coppie di catene leggere addossate alle teste.
filamento actinico ad interagire con le teste della miosina, mediata dal
C N complesso proteico:
C N - quando questo complesso è disponibile, la miosina forma
ponti transitori con l’ausilio di ATP

Nelle cellule non muscolari, invece, il fenomeno è attivato dalla


La contrattilità è una delle proprietà fondamentali delle cellule: fosforilazione delle teste di miosina, attivato sempre dal calcio.
- Le uniche differenze del fenomeno contrattile nei vari tipi
cellulari riguardano solamente le modalità di svolgimento
- Non implica l’accorciamento di filamenti all’interno della
cellula.
Lo scivolamento di alcune strutture (sliding) rispetto ad altre che TUBULINA E MICROTUBULI.
rimangono immobili è alla base del fenomeno contrattile:
- i filamenti di actina si spostano grazie alle teste della Anche i microtubuli sono costituenti universali delle cellule eucariotiche:
miosina - sono gli elementi citoscheletrici di maggiori dimensioni
- la direzione del moto segue la polarità del filamento - hanno un diametro esterno di circa 25 nm e un diametro
actinico (microfilamenti). interno di 15 nm
- Il moto è in direzione della pointed end. - la parete ha spessore e lunghezza variabile.

Il movimento dell’actina sulle teste della miosina è un fenomeno: Il principale costituente dei microtubuli è la tubulina, una molecola
- ciclico globulare del peso di circa 50 kD che tende a polimerizzare in strutture
- ATP-dipedente sovramolecolari, chiamate protofilamenti.
- Calcio-regolato.
I protofilamenti si aggregano in pareti, generalmente in numero di 13
Si formano ponti trasversali transitori con le teste della miosina, ed protofilamenti, costituendo strutture circolari che sono i veri e propri
avviene in tutte le cellule, è un meccanismo universale. microtubuli.

La regolazione del fenomeno contrattile, invece, avviene con modalità A differenza dei microfilamenti, i microtubuli sono eterodimeri:
differenti nei vari tipi cellulari, sebbene sia sempre un meccanismo - la tubulina è presente in tre differenti famiglie molecolari
calcio-dipendente: (α, β, γ)
- la principale differenza riguarda le molecole che agiscono - nel microtubuli sono presenti α-tubulina e β-tubulina.
come interruttori calcio-sensibili
- nel tessuto muscolare striato scheletrico, l’interruttore Le isoforme diferenti della tubulina non sono dovute a differenti geni,
calcio-sensibile è rappresentato da un complesso bensì a modificazioni post-trascrizionali, quali:
proteico di troponina/tropomiosina situato sui filamenti - acetilazione
sottili. - fosforilazione
- tirosinazione/detirosinazione.
Nel muscolo, quindi, la contrattilità è regolata dalla disponibilità del
in casi di cellule tumorali.
Le molecole di tipo alfa e quelle di tipo beta sono fortemente affini tra - Tavolo: è un altro antitumorale. Favorisce la formazione
loro: dei microtubuli, stabilizza il polimero e abbassa la
- nel citoplasma non si trovano in forma monometrica concentrazione critica.
- si aggregano in eterodimeri in cui l’α-tubulina si lega
sempre alla β-tubulina MAPs e instabilità dinamica.

Un protofilamento e di conseguenza anche un microtubulo, è costituito La sola associazione della tubulina non rende ai microtubuli le capacità
da una sequenza ordinata di tubuline alfa e beta. funzionali necessarie:
- allo scheletro di tubulina devono legarsi le MAPs,
Come per l’actina, anche l’assemblaggio delle tubulina in polimeri proteine accessorie in grado di conferire particolari
necessita di un nucleotide energetico, il GTP. Tuttavia esistono anche caratteristiche funzionali all’intera struttura microtubulare
delle marcate differenze riguardo all’actina: - sono chiamate MAPs quelle proteine che copurificano
- l’unità costitutiva di un microtubulo è un dimero, non un con la tubulina durante l’assemblaggio/disassemblaggio
monomero.
- La polimerizzazione di actina richiede ATP, mentre per i Vi sono due gruppi di MAPs:
microtubuli è necessaria una polimerizzazione GTP - MAPs ad alto peso molecolare: intorno ai 250-350 kD
dipendente - MAPs a basso peso molecolare: 60-70 kD.
- L’assemblaggio della tubulina è promossa dallo ione
magnesio, mentre risulta fortemente inibita dallo ione Le MAPs ad alto peso molecolare comprendono due famiglie di proteine
calcio. (MAP1 e MAP2), ognuna delle quali presenta tre isoforme, A, B, C.
- La polimerizzazione della tubulina è temperatura-
dipendente, procede spontaneamente a temperture Le MAPs a basso peso molecolare, sono solitamente chiamate proteine
superiori ai 30°C. Tau, che sono probabilmente implicate nel morbo di Alzheimer.
- La polimerizzazione della tubulina è influenzata
positivamente da proteine ancillari. Anche per la tubulina e per i microtubuli, così come per l’actina e per i
- L’andamento della polimerizzazione avviene con velocità microfilamenti, si giunge ad uno steady state, in cui una quantità di
esponenziale e differente nei vari estremi + e -. dimeri rimane in equilibrio con il microtubulo assemblato:
- valgono le regole che avvengono per l’actina
Alcune molecole possono influire sull’equilibrio dimeri/polimero: - tuttavia l’equilibrio è estremamente dinamico.
- la colchicina, è in grado di inibire a polimerizzazione e
innestare una depolimerizzazione della maggior parte dei Lo steady state della tubulina presenta un fenomeno che non è
microtubuli riscontrabile nei filamenti actinici, detto di instabilità dinamica:
- viblastina e vincristina, sono potenti inibitori della - essendo proprio dello steady state, non altera le
formazione dei microtubuli. Se presenti nel citoplasma a concentrazione complessiva dei dimeri presenti nei
concentrazioni elevate, causano una aggregazione in microtubuli
forma cristallina della tubulina. Usati come antiproliferanti - pur mantenendo una concentrazione costante, il polimero
varia di lunghezza,
- varia ovviamente il numero di unità in cui il polimero è organizzazione microtubulare:
frammentato. - non entra mai nelle pareti dei microtubuli
- regola e promuove l’assemblaggio delle altre due
L’instabilità dinamica è il metodo più efficace per la cellula al fine di isoforme tubuliniche a livello dei MTOCs.
cambiare la propria struttura microtubulare:
- le MAPs sono il mezzo con cui la cellula attua questi È da ricordare che i microtubuli sono la principale impalcatura
cambiamenti sui propri microtubuli citoplasmatica, che fornisce supporto temporale alle altre strutture
filamentose del citoplasma.
Le MAPs sono estremamente fosforilabili:
- con la maggior fosforilazione le MAPs perdono affinità Spesso, a livello delle giunzioni con la matrice extracellulare e con le
per le preti del microtubulo. atre cellule, portano anche l’informazione per quanto riguarda la
- Premettono di fare entrare determinati settori distribuzione dell’intero tessuto.
microtubulari in instabilità dinamica scindendosi dalle loro
pareti. MOTILITA’ MICROTUBULO-MEDIATA

Centri di organizzazione microtubulare (MTOCs) Nel corso dell’evoluzione si possono notare solamente pochi sistemi i
motilità cellulare:
I microtubuli non compaiono casualmente in qualsiasi punto del - flagello batterico
citoplasma, ma sono sempre originati da ammassi posti in luoghi - motilità dei filamenti di actina
particolari detti centri di organizzazione microtubulare. - motilità microtubulare

I MTOCs si trovano sempre a ridoso di particolari strutture come: Questi sistemi, sono tra l’altro molto simili tra loro:
a) centrioli - sono attribuibili all’interazione ATP-dipendente tra una
b) corpuscoli basali struttura polimerica e una proteina che presenta attività
c) membrana nucleare ATP-asica
d) membrana plasmatica - la proteina che tramite idrolisi di ATP stimolata da ioni
e) microtrabecole metallici permette il movimento è generalmente indicata
come proteina motore.
Questi centri di organizzazione microtubulare sono in grado di esercitare - La proteina motore è in grado di produrre movimento in
varie forme di controllo sui microtubuli: un unico senso di moto, che è dato dalla polarità della
- controllo spaziale: ne controllano il numero, struttura del polimero a cui si lega
l’orientamento, la polarità, la localizzazione e
l’impacchettamento reciproco Le proteine motore, benché diferenti nei tre tipi di motilità, presentano
- controllo del differenziamento tubulare: regolano la una sorprendente somiglianza:
composizione delle pareti del microtubulo. 1) molecole di alto peso molecolare, formate
dall’unione di più polipeptidi
In studi recenti si è localizzata la γ-tubulina in prossimità dei centri di 2) presentano ad una delle estremità delle strutture
globulari, dette teste
3) le teste acquisiscono capacità di idrolizzare ATP
in presenza di ioni metallici (calcio, magnesio, In sezione trasversale, al ME, il ciglio risulta composto da una
ecc..) complessa struttura microtubulare, immersa in una matrice poco densa
4) l’energia liberata dall’ATP è in grado di produrre agli elettroni.
il cambiamento conformazionale delle teste che
permette l’evento motorio. In sezione longitudinale, si può osservare che i tubuli, poggiano su in
5) Ogni proteina motore è caratterizzata da un corpuscolo basale e sono paralleli tra loro.
unico senso di moto, in relazione alla polarità del
polimero interagente. In sezione trasversale si osservano nove coppie di microtubuli disposte
Mentre nel movimento dei microfilamenti di actina interviene solamente a cerchio intorno a una coppia centrale di microtubuli:
la miosina e is ha un unico senso di moto, nei microtubuli si hanno due - questa struttura 9+2 prende il nome di assonema
sensi di movimento sulla medesima direttrice: - oltre l’assonema, fa seguito la porzione infissa nel
- sui microtubuli sono presenti più proteine motore citoplasma.

CIGLIA E FLAGELLI STRUTTURA DELL’ASSONEMA.

Le ciglia vibratili e i flagelli sono le strutture in cui il movimento Nell’assonema, i due microtubuli centrali sono perfettamente circolari,
microtubulare mostra la resa termodinamica più alta: isolati e distinti tra loro:
- ciglia vibratili: sono strutture regolar ed allineate - sono circondati da una guaina che li avvolge in maniera
parallelamente tra di loro sulla superficie libera degli elicoidale
epiteli di rivestimento. Vibrano su un unico piano. - il piano di vibrazione del ciglio è perpendicolare al piano
- flagelli: sono strutture simili alle ciglia, ma generalmente passante per il loro centro.
più lunghi (fino a 100 µm) e molto meno numerosi. Il loro
movimento è consentito su tutti i piani possibili Le coppie di tubuli disposte a circolo intorno alla coppia centrale sono
parzialmente fusi e addossati l’uno all’altro.
Queste strutture devono essere considerate specializzazioni delle
superfici cellulari. Il tubulo più vicino all’interno è chiamato tubulo A:
- più all’interno del ciglio
Le due strutture, a livello microscopico e funzionale, sono pressoché - diametro inferiore rispetto al tubulo B
identiche, quindi si tratta ora solamente delle ciglia vibratili. - porta legati coppie di bracci uncinati di dineina, una
proteina motore del microtubulo
Le ciglia vibratili sono costituite da: - costituito da 13 filamenti di tubuline (alfa e beta)
- porzione libera, detta anche tratto espanso, che ha un
diametro di circa 0,2-0,1 µm ed una lunghezza compresa Il tubulo B è il tubulo più esterno:
tra i 5 e i 10 µm. Sono rivestiti da una membrana di circa - è addossato al tubulo A
9 nm che è in continuità con la membrana plasmatica. - la circonferenza parziale del tubulo B è di 10-11
- Porzione immersa, che è una parte immobile immersa nel protofilamenti
citoplasma. - più largo rispetto al tubulo A
che emergono dal corpuscolo basale:
Il tubulo A è connesso sia ai tubuli centrali che al tubulo A laterale: - lungo questi filamenti si alternano zone chiare e zone
- si connette alla coppia centrale tramite la guaina che li scure.
avvolge, con un filamento lungo 36 nm, chiamato raggio - Possiedono proprietà contrattili calcio-sensibili
o ponte.
- È connesso al microtubulo A laterale tramite un ponte di
nexina.

I bracci uncinati di dineina che protendono dai tubuli A sono rivolti verso MICROVILLI
i tubuli B e si collegano ad essi in prossimità del movimento grazie
all’idrolisi di ATP. Sono estroflessioni digitiformi del citoplasma rivestite dalla membrana
plasmatica.
La porzione infissa nel citoplasma comprende:
- Piastra basale Hanno diametro di circa 50/100 nm e lunghezza di circa 1 µm.
- Corpuscolo basale
- Sistema di radici e radichette ciliari. Sono principalmente formati da fasci di actina, uniti da differenti
complessi proteici firmati da:
La piastra basale segna il confine tra l’assonema il corpuscolo basale: - fimbrina
- può essere situata a ridosso della membrana oppure in - villina
posizione intracitoplasmatica
- la coppia centrale di microtubuli si interrompe Al di sotto dei microvilli vi è una spessa impalcatura citoscheletrici.
- le nove coppie di microtubuli A e B proseguono con 9
triplette di tubuli con struttura identica ai centrioli. La loro principale funzione è quella di aumentare la superficie di
assorbimento citoplasmatica.
Il corpuscolo basale è un cilindretto di lunghezza circa 500 nm e
larghezza 300-500 nm: TRAFFICO VESCICOLARE MICROTUBULO-MEDIATO.
- le sue pareti sono costituite da 9 triplette di microtubuli,
due delle quali (A e B) provengono direttamente dalla Si ribadisce il concetto che la migrazione di vescicole nel citoplasma non
porzione espansa dell’assonema. è casuale, ma si svolge sempre su direttrici ben definite, che nella
- A livello della piastra basale le ripete vanno a delimitare maggior parte dei casi sono date da microtubuli.
una circonferenza
- Il tubulo addizionale è chiamato tubulo C ed è legato al Le vescicole, gemmate dal sistema membranoso interno o dal
tubulo A della tripletta vicina mediante un filamento plasmalemma, si muovono lungo i microtubuli grazie all’interazione con
spesso 4,5 nm. proteine motrici, quali la dineina e la chinesina.
- La struttura del corpuscolo basale è molto simile a quella
del centriolo. Esiste la possibilità, tuttavia, che una parte del traffico vescicolare sia
mediata da microfilamenti (F-actina), con una distinzione generale che
Le radichette ciliari sono porzioni di filamenti proteici paralleli tra loro non è scevra di eccezioni:
- i movimenti radiali si svolgono su binari microtubulari questa plasticità poiché è facile alterarne l’equilibrio;
- i movimenti circolari si svolgono su microfilamenti actinici. - può darsi invece che per quanto riguarda i filamenti
intermedi vi siano alcune lacune funzionali.
L’esempio più palese è dato dal trasporto assonale, che avviene nelle
cellule nervose nel trasporto dei neurotrasmettitori: È stato tuttavia dimostrato che i filamenti intermedi, in alcune cellula, si
- vescicole contenenti neurotrasmettitori sintetizzati nella raggruppano a gomitolo in precise zone e durante la citodieresi si
parte centrale del corpo cellulare vengono trasportati fino scindono in due parti uguali tra le cellule figlie.
alla zona presinaptica su binari microtubulari
- si fondono con il plasmalemma e rilasciano il Sembra infatti che le proteine che costituiscono i filamenti intermedi
neurotrasmettitori dalla fessura sinaptica. siano suscettibili all’azione enzimatica delle chinasi:
- Può anche esistere un moto contrario di vescicole vuote - la fosforilazione enzimatica è uno dei meccanismi di
per il riciclo di membrana che sfrutta la medesima regolazione della formazione dei filamenti intermedi.
componente microtubulare dell’assone.
Per quanto riguarda la distruzione, questa è affidata a processi di
FILAMENTI INTERMEDI. proteolisi, con enzimi calcio-dipendenti che scindono i filamenti in punti
selezionati.
I filamenti intermedi sono fasci di proteine fibrose stabili e resistenti
alla tensione, che si dispongono in una rete che serve a conferire La digestione proteolitica dei filamenti intermedi non corrisponde alla
resistenza meccanica. depolimerizzazione.

Il diametro di un filamento intermedio (8-12 nm) è di dimensioni che Composizione chimica dei filamenti intermedi.
sono comprese tra quelle dei microfilamenti (6-7 nm) e i microtubuli (25
nm). Le proteine costituenti i filamenti intermedi sono raggruppabili il varie
classi a seconda del peso molecolare e delle omologie strutturali.
La caratteristica peculiare dei filamenti intermedi risiede nella loro
stabilità: Nei vertebrati si distinguono 4 classi (I-IV) con localizzazione
- a differenza degli altri componenti de citoscheletro, citoplasmatica ed una classe con localizzazione nucleare (classe V).
l’equilibrio tra le molecole proteiche che li costituiscono e
quelle libere nel citoplasma è quasi totalmente spostato Tutte le proteine costituenti i filamenti intermedi possiedono una
verso la forma aggregata. struttura comune:
- La stabilità di queste reti di filamenti intermedi sembra - lunga porzione centrale lineare a composizione α-elica
addirittura essere inerte ad alcuni rimaneggiamenti della - Le porzioni –COOH e –NH2 sono variabili.
cellula.
La formazione delle strutture filamentose avviene grazie a:
Nella vita di una cellula, è necessario un rimaneggiamento delle strutture - assemblaggio dei monomeri in dimeri
interne e il mantenimento di una determinata plasticità: - assemblaggio dei dimeri in tetrameri
- l’equilibrio dinamico tra tubulina e actina nei microtubuli e - assemblaggio dei tetrameri in strutture composte da 16
dei microfilamenti è facilmente in grado di conferire
dimeri, con formazione di fasci filamentosi del diametro - la formazione di un neurofilamento dipende da NFL.
di circa 10 nm. - La presenza di questa classe determina l’allungamento
degli assoni
Classe I e II
La periferina è una proteina che sembrava essere presente solamente
Le prime due classi di molecole comprendono le cheratine, che sono nel sistema nervoso periferico:
suddivisibili in due classi distinte: - di recente si è scoperta la sua presenza nei neuroni del
- cheratine acide (tipo I): sono molecole con peso sistema nervoso centrale
molecolare e punto isoelettrico meno elevato - differisce dalle cellule dei neurofilamenti, poiché è molto
- cheratine neutro-basiche (tipo II): soo caratterizzate da simile alla desmina e alla vimentina.
massa molecolare e punto isoelettrico maggiori rispetto
alle cheratine di tipo I Classe V.

I filamenti di cheratina sono sempre eteropolimeri, quindi formati da Le lamìne sono localizzate a livello della superficie interna dell’involucro
almeno una cheratina acida e una basica: nucleare:
- in una cellula devono essere presenti entrambi i tipi. - formano un sistema polimerico detto lamina nucleare.

Classe III
Le lamine sono simili alle cheratine, dato l’alto contenuto di glicine e
Le proteine della classe III sono proteine che permettono la formazione serina, ma non formano filamenti di diametro 10 nm:
di omopolimeri, formando quindi filamenti di una sola tipologia. - si organizzano in strutture reticolari con la presenza di tre
tipi di lamine
In opportune condizioni, possono addirittura copolimerizzare, dando - esistono nei mammiferi le lamine A, B, C.
origine a filamenti ibridi.
Queste proteine sono sintetizzate nel citoplasma, ma contengono i
Le principali proteine appartengono alle famiglie di: segnali per il loro trasporto nel nucleo.
- vimentina
- desmina A differenza dei filamenti intermedi citoplasmatici, queste si assemblano
- proteina acida gliale. a mitosi conclusa quando si deve ricostituire l’involucro nucleare e si
disassemblano nel processo mitotico:
Classe IV - sono importanti nel determinare la scissione del nucleo
nel processo mitotico/meiotico.
Sono proteine presenti nei neurofilamenti. La proteina a più basso peso
molecolare dei neurofilamenti (NFL) polimerizza spontaneamente. Questo tipo di proteine possiede una alta specificità per il tessuto a cui
appartengono:
In alcuni casi la NFL può copolimerizzare con le altre proteine dei - la specificità tissutale è molto utile nella diagnosi dei
neurofilamenti a maggior peso molecolare (NFM, NFH), che da sole non tumori
possono formare un neurofilamenti: - scoprire l’origine tissutale di un tumore aiuta a capire il
tessuto da cui si sviluppa, ed è possibile mediante fosfolipidico della membrana plasmatica:
l’analisi dei filamenti intermedi delle cellule tumorali. - lo strato esterno della membrana plasmatica è ricco di
colina e contiene numerosi glicolipidi, con la porzione
Proteine ancillari dei filamenti intermedi. glucidica rivolta all’esterno della membrana plasmatica.
- Lo strato lipidico interno è invece ricco di fosfolipidi con la
Anche i filamenti intermedi, come le altre componenti del citoscheletro parte amminoterminale rivolta all’interno
cooperano nello svolgimento delle loro funzioni mediante proteine - Si ritiene che la differente confluenza dei due strati
associate ai filamenti intermedi (IFAPs): determini la scelta preferenziale di endocitosi o esocitosi
- contribuiscono all’architettura e al posizionamenti dei
filamenti ENDOCITOSI E GEMMAZIONE.
- alcune malattie genetiche sono correlate alla mancata
codificazione di questo genere di proteine, con un L’esocitosi è un processo che avviene in tutte le cellule:
consequenziale collasso o errori di formazione del - è massima nelle cellule ghiandolari in cui vi sono
reticolo dei filamenti intermedi. massicci processi di esocitosi che prendono il nome di
secrezione.
e. Endocitosi ed esocitosi
Il processo di secrezione tratta di attività che iniziano nel reticolo
Il trasporto di ioni e piccole molecole (zuccheri e amminoacidi) avviene endoplasmatico rugoso:
nella membrana plasmatica attraverso le proteine di trasporto, le - dl RER gemmano vescicole che vengono immesse
permeasi e altre. nell’apparato di Golgi
- Nel Golgi vengono rielaborate e convogliate in vescicole
Tuttavia la cellula deve poter inglobare altre macromoleocle ed alcuni di secrezione.
batteri che devono essere distrutti per mezzo di enzimi lisosomiali: - Le vescicole di secrezione si muovono su tracce
- questi complessi di maggiori dimensioni sono assunti microtubulari fino al citoplasma superficiale.
mediante endocitosi - Le vescicole incontrano la barriera di microfilamenti che
- l’endocitosi richiede meccanismi cellulari complessi e può essere superata solamente con variazioni locali degli
ampi movimenti della membrana plasmatica con il suo ioni Ca2+.
continuo riciclo. - La variazione della concentrazione degli ioni calcio
avviene grazie a segnali ormonali che si legano a
Il processo inverso, con il quale la cellula espelle prodotti di secrezione e specifici recettori.
prodotti del catabolismo cellulare come rifiuti, si chiama esocitosi.
L’entrata degli ioni calcio permette l’attivazione di actin severing
In alcuni casi, il processo di espulsione di materiale citoplasmatico protein, che scinde i microfilamenti actinici, permettendo il passaggio
circondato da plasmalemma può avvenire mediante gemmazione a dei granuli secretori:
livello della superficie cellulare. - la vescicola secretoria si fonde con la membrana
plasmatica e rilascia all’esterno il suo contenuto.
Nell’innesco di tali meccanismi (gemmazione, esocitosi, endocitosi), ha - Il flusso di membrana plasmatica di ritorno è assicurato
probabilmente un ruolo fondamentale l’asimmetria del bilayer da fenomeni di endocitosi.
Il turnover è tanto più imponente nelle aree con maggior Il termine endocitosi indica tre differenti modalità della cellula di
specializzazione della membrana plasmatica, come ad esempio la parte assumere materiale dall’ambiente esterno:
apicale dell’epitelio ghiandolare: - la fagocitosi
- il processo endocitico e quello esocitotico si alternano in - la pinocitosi
ugual misura con una elevata velocità. - l’endocitosi mediata da recettori.

La gemmazione comporta l’evaginazione di aree della membrana La fagocitosi consiste nella internalizzazione di particelle di dimensioni
plasmatica con la formazione di vescicole che si chiudono in prossimità notevoli, come interi microorganismi o porzioni di altre cellule:
del peduncolo che si viene a formare tra i due strati della membrana: - sono assunte dall’ambiente mediante estese propaggini
- comporta il distacco di una porzione della membrana di membrana
plasmatica - entrano nel citoplasma sottoforma di grossi vacuoli;
- si verifica in alcuni processi di secrezione apocrina, come - questi vacuoli si fondono poi con i lisosomi
ad esempio nelle ghiandole della mucosa uterina,
nell’epitelio tubarico, nell’estrusione di goccioline lipidiche La fagocitosi viene svolta dai Protozoi a scopo nutritivo e da alcune
nella fase di allattamento dalla ghiandola mammaria. cellule di organismi pluricellulari a scopo difensivo.

CARATTERISTICHE DEL PROCESSO SECRETORIO. La pinocitosi è un meccanismo per cui la cellula ingloba fluido
extracellulare in cui sono contenute anche macromolecole di interesse
Il processo secretorio è caratterizzato da specifiche proprietà: metabolico.
1) vettorialità, poiché avviene in specifiche direzioni
2) interazione tra membrane, con la formazione di vescicole Avviene con una invaginazione della membrana plasmatica di
3) l’interazione tra membrane è conservativa, l’esocitosi non dimensioni variabili (molto minore rispetto a quelle fagocitotiche), che
comporta perdita di membrana forma vescicole che sono rilasciate nel citoplasma.
4) si formano specifiche strutture pentalaminari nel momento della
fusione tra due membrane. Il termine pinocitosi significa letteralmente “cellula che beve”, tuttavia
5) le membrane si riciclano nell’apparato di Golgi non è prettamente corretto, poiché la cellula non immette fluidi, ma
6) le vescicole di secrezione sono rivestite di clatrina. materiale di diversa natura presente nel fluido extracellulare:
- le varie vescicole pinocitotiche si fondono tra loro dando
La secrezione deve soddisfare precise necessità fisiologiche. Per origine agli endosomi precoci
attuare questo intento esistono differenti modalità: - gli endosomi precoci tramite le pompe protoniche
- secrezione costitutiva: è un processo lento e continuo diventano endosomi tardivi
- secrezione regolata (inducibile): permette l’accumulo del - gli endosomi tardivi si fondono poi con i lisosomi e
secreto ed è attivata da segnali extracitoplasmatici. digeriscono il materiale ingerito tramite le idrolasi acide;

Precisi segnali di traduzione sono dati da proteine recettoriali. L’endocitosi mediata da recettori è un processo altamente specifico,
in cui le macromolecole da endocitare si legano a determinati recettori
ENDOCITOSI specifici:
- è possibile anche a concentrazioni minime di substrato
I macrofagi riconoscono gli organismi da fagocitare grazie alla marcatura
Ogni recettore lega alla molecola per via stereochimica il proprio ligando dell’organismo con un anticorpo (molecola proteica secreta da
e innesca movimenti di invaginazione della membrana sottostante: plasmacellule), legato ad esso mediante il processo di opsonzzazione.
- si formano delle vescicole che si fonderanno con gli
endosomi precoci. Sul macrofago, solamente alcune porzioni della membrana plasmatica
sono adibite alla fagocitosi e sono ricoperte da appositi recettori:
Per la maggior parte, il materiale ingerito in questi tre processi va - i recettori possono tuttavia spostarsi su ampie porzioni di
incontro a degradazione, fondendosi con i lisosomi. membrana per rendere possibile la fagocitosi di organismi
di grandi dimensioni
In altri casi, soprattutto nelle cellule specializzate e polarizzate, avviene
il meccanismo della transcitosi: Una volta che si stabilisce il contatto fisico con la particella da ingerire, la
- il materiale endocitate attraversa la cellula e viene membrana plasmatica attua operazioni avvolgenti:
rilasciato dall’altra superficie - si estroflette in pseudopodi ai lati della particella
- gli endosomi precoci fungono da sede di smistamento, - si introflette in una invaginazione in modo da ingerire la
danno cioè origine a vescicole per gemmazione, che particella.
contengono materiali differenti e vengono smistate alle
varie superfici. Tutte queste operazioni si svolgono grazie ad ampi movimenti del
citoscheletro, e richiedono energia rilasciata da ATP:
Questo processo, avviene ad esempio nelle cellule endoteliali, in cui dal - il materiale fagocitato viene avvolto in vescicole che
sangue, il materiale attraversa completamente la cellula per riversarsi hanno destino lisosomiale;
nel liquido interstiziale.
I macrofagi hanno sulla loro superficie numerosi recettori, il cui
Nei neonati, gli anticorpi ingeriti con il latte materno, attraversano le principale scopo è quello di facilitare l’adesione:
superfici intestinali per transcitosi, passando dal lume allo spazio - alcuni recettori, tra cui l’Fc per le immunoglobuline,
extracellulare a livello della superficie basolaterale. operano per il riconoscimento di particelle opsonizzate
(es. batteri).
FAGOCITOSI - Alcuni altri recettori riconoscono dei ligando presenti sulla
membrana di altre cellule, normalmente nascosti e visibili
La fagocitosi è un meccanismo innescato dal contatto di grandi in condizioni particolari, rendendole fagocitabili. (ad
aggregati di materiale con la superficie esterna della membrana esempio il mannosio esposto sulla superficie degli
plasmatica di una cellula fagocitaria. eritrociti invecchiati, o la fosfatidilserina sulle cellule
andate incontro ad apoptosi).
Il fenomeno non dipende sempre dalla interazione specifica delle due
membrane: PINOCITOSI
- la complementarietà superficiale tra fagocita e
“fagocitando” avviene solamente in particolari cellule dei L’assunzione aspecifica di molecole immerse nel fluido extracellulare si
Vertebrati (leucociti e granulociti). distingue a seconda delle dimensioni delle vescicole che si formano:
- macropinocitosi: forma vescicole di grandi dimensioni con
l’incamerazione del materiale extracitoplasmatico con un Oltre ai ligando che si legano ai recettori, nelle vescicole endocitate vi è
processo simile alla fagocitosi anche una porzione di fluido extracellulare che viene inglobata:
- micropinocitosi: si formano piccole fosse nella membrana - vengono internalizzate anche altre molecole contenute
plasmatica, che si richiudono all’interno in vescicole che nel fluido
hanno un diametro medio di 65 nm circa. - questo meccanismo è definito endocitosi in fase fluida.

Le vescicole assunte per micropinocitosi si fondono subito insieme aper Il materiale che riveste le fossette ammantate è di natura proteica e la
formare gli endosomi precoci: proteina più comune è la clatrina:
- sono formazioni molto dinamiche - esamero formato da tre catene pesanti (180 kD) e tre
- continuano a cambiare forma per partenza e arrivo di catene leggere (35 kD)
nuove vescicole - un esamero ha forma di triscelio, con i tre bracci delle
- alcune vesciche si distaccano per riciclare membrana catene lunghe a 120° tra loro e tenuti insieme dalle
plasmatica. catene leggere.

Il processo di pinocitosi è un meccanismo costitutivo della cellula e le Si ritiene che le spinosità siano formate da recettori della membrana che
dimensioni del fenomeno sono tali da operare il movimento di ingenti sporgono sul lato citoplasmatico:
quantità di membrana plasmatica e di fluidi cellulari. - la clatrina si lega a queste porzioni proteiche con
l’interazione di adaptine;
Le differenze di composizione della membrana plasmatica nei vari luoghi - Le vescicole neoformate, che ancora non hanno perso il
della cellula porta alla formazione di endosomi precoci differenti: loro rivestimento di clatrina interagiscono con i
- il materiale endocitate si fonde in grosse vescicole, che microfilamenti (actina)
attraverso il passaggio su microtubuli diventano
endosomi tardivi I trisceli clatrinici formano strutture a maglie pentagonali ed esagonali
- il compartimento endosomiale tardivo, invece, no che si avvolgono a cestello sulle fossette ammantate, obbligandosi a
presenta distinzioni, ma ha significato funzionale e chiudersi in vescicole.
strutturale differente a seconda del tipo cellulare.
L’assemblaggio dei cestelli di clatrina è stimolato dal legame ligando-
ENDOCITOSI MEDIATA DA RECETTORI. recettore sulle fossette ammantate:
- avviene anche se la concentrazione dei ligando è molto
IN questo tipo di endocitosi, in prossimità delle fossette dove inizia bassa
l’invaginazione, sono presenti dei rivestimenti spinosi: - i complessi recettore-ligando si spostano tutti in regioni
- queste fossette sono definite fossette ammantate o ristrette della membrana e al di sotto si inizia
rivestite. l’assemblaggio della clatrina
- Nei fibroblasti in coltura, le fossette ammantate - l‘aumentare del rivestimento clatrinico porta alla
costituiscono quasi il 2% della superficie cellulare e si invaginazione della fossetta e alla chiusura in vescicola in
ripiegano sul materiale che si lega ai recettori, inglobando cui è contenuto il ligando.
la vescicola nel citoplasma.
La vescicola ammantata entra nel citoplasma e perde il rivestimento di - questa modalità avviene per il trasporto di
clatrina: immunoglobuline secretorie.
- la vescicola si fonde con gli endosomi precoci
- la clatrina si disassembla e torna in superficie per essere ENDOCITOSI DI LDL E TRANSFERRINA
riutilizzata.
I meccanismi di endocitosi mediata da recettori meglio conosciuti sono
Il pH acido dell’endosoma permette il distacco del ligando dai recettori: quelli di:
- i recettori ormai distaccati si dirigono in un’unica parte - colesterolo: molecola necessaria a costruire le membrane
della vescicola, che viene rispedita nel plasmalemma. - transferrina: proteina contenente ferro e necessaria per la
- Questo procedimento premette anche il riciclo di proliferazione cellulare e la sintesi dell’emoglobina.
membrana
Il colesterolo è una piccola molecola lipidica sintetizzata a livello del
Il ligando passa negli endosomi tardivi, poi nei lisosomi, in cui viene fegato, in cui è utilizzato per produrre delle grosse particelle sferiche
degradato. chiamate LDL (low density lipoprotein):
- le LDL contengono 1500 moleocle di colesterolo unito ad
L’endocitosi mediata da recettori permette di inserire nella cellula acidi grassi, ricoperte da una membrana di fosfolipidi,
proteine funzionali e metaboliti: colesterolo
- LDL e transferrina (proteina di trasporto del ferro) - la membrana di un LDL contiene una proteina
- Fattori di crescita come EGF (epidermal growth factor) denominata apo-b.
- PDGF (plateled derived growth factor)
- Ormoni (insulina) Sulle cellule bersaglio è presente un recettore per la proteina apo-b, a
- Citochine cui si lega l’LDL:
- la LDL viene incorporata dalla cellula in una vescicola
Anche virus come influenza e HIV possono scegliere questa via per ammantata
giungere all’interno di una cellula. - perduto il rivestimento di clatrina, le vescicole contenenti
LDL si fondono con gli endosomi precoci
Nel caso della transferrina il ligando cede il ferro trasportato e viene - successivamente si distaccano dagli endosomi precoci
riciclato insieme al suo recettore. delle vescicole contenenti LDL che si fondono con i
lisosomi, liberando colesterolo e altri lipidi
Nel caso dell’EGF sia il ligando che il recettore vengono degradati dai - nei lisosomi, le proteine apo-b vengono disintegrate.
lisosomi:
- serve per controllare la capacità di risposta della cellula a Mutazioni per il gene del recettore LDL causano la diminuzione o
fattori di crescita l’impossibilità da parte delle cellule di assumerle:
- aumenta fortemente il livello delle LDL nel sangue
Certi complessi ligando-recettore non si dissociano negli endosomi e - è altissimo il rischio di infarto miocardico.
non finiscono nei lisosomi:
- ligando e recettore vengono trasportati al plasmalemma Il ferro assorbito con la dieta è legato ad una proteina di trasporto detta
in una superficie differente da quella d’ingresso transferrina:
- lega due ioni ferro Alcune cellule eucariotiche possono essere prive di nucleo (ad esempio
- quando lega i due ioni, è detta ferro-transferrina. gli eritrociti) ma sono cellule altamente specializzate che hanno già
sintetizzato i loro prodotti e non vanno incontro a riproduzione.
Le cellule adibite al metabolismo del ferro contengono nella membrana
recettori di natura glicoproteica di lunghezza 180 kD: Mentre sono rare le cellule prive di nucleo, sono frequenti invece le
- due lunghe catene polipeptidiche di 800 amminoacidi cellule pluriucleate:
- ogni molecola attraversa la membrana plasmatica e fa - sincizi: sono cellule che si fondono tra loro e mettono in
sporgere due catene simmetriche che legano 2 moleocle comunicazione il proprio citoplasma (es. fibre muscolari
di ferro-transferrina scheletriche);
- plasmodi: sono cellule in cui alla suddivisione del nucleo
Una volta che il recettore si lega alle transferrine, si formano vescicole non è corrisposta una divisione del citoplasma. (es. i
ammantate che si fondono poi con gli endosomi precoci: megaricociti del midollo osseo, precursori delle piastrine).
- il ferro viene rilasciato nel citosol dopo essersi staccato
dalla transferrina, legandosi ad un’altra molecola detta Sia nei sincizi che nei plasmodi, un nucleo controlla una porzione di
ferritina. citoplasma, funzionalmente distinto dall’altra parte, controllata dall’ltro
- i recettori vengono riportati in superficie con la membrana nucleo.
dell’endosoma, si fondono con la membrana plasmatica
ed esocitano le transferrine Le dimensioni del nucleo sono generalmente proporzionali a quelle del
citoplasma:
In questo caso, a differenza della maggior parte delle endocitosi mediate - il rapporto dell’indice nucleo-plasmatico (NP) è
da recettori, manca la fase di demolizione del ligando. generalmente costante nei vari tipi cellulari
- quando questo rapporto tende ad un accrescimento del
citoplasma, la cellula si divide.
f. Nucleo
Le dimensioni del nucleo sono in rapporto alla quantità di DNA da esso
i. morfologia e struttura contenute:
- cellule poliploidi sono più grandi di cellule diploidi
GENERALITA’
Il nucleo è delimitato da un involucro formato da due membrane che
Mentre nei procarioti il materiale genetico è libero nel citoplasma, negli hanno un decorso parallelo intervallate da uno spazio chiamato cisterna
Eucarioti è racchiuso in un involucro membranoso: il nucleo. perinucleare:
- A livello di piccole aree circolari, le due membrane si
Il nucleo è preposto: continuano una nell’altra lasciando un varco nell’involucro
- alla direzione dei processi sintetici che si svolgono nel nucleare, formando i cosiddetti pori nucleari.
citoplasma.
- Alla trasmissione dei caratteri ereditari delle All’interno del nucleo risulta ben distinguibile una formazione sferoidale
generazioni cellulari. composta da una parte granulare intervallata da una fibrillare, formando
il cosiddetto nucleolo:
- il nucleolo è la sede della sintesi degli RNA ribosomiali La membrana dell’involucro nucleare è in continuità con quella del
(rRNA)e di assemblaggio delle subunità dei ribosomi reticolo endoplasmatico.
citoplasmatici.
La cavità perinucleare è in continuità con il lume del reticolo
Il resto del nucleo è formato da: endoplasmatico.
- rete fibrillare
- materiale granulare facilmente colorabile, la cromatina. Le membrane dell’involucro hanno il medesimo spessore delle
membrane del reticolo endoplasmatico (6 nm).
La cromatina può cambiare aspetto nelle varie fasi del ciclo cellulare:
- normalmente è addensata in cumuli La membrana nucleare esterna è coperta di ribosomi sul versante
- durante la mitosi si addensa in strutture organizzate citoplasmatico ed è in continuità con il RER.
denominate cromosomi.
- Parte della cromatina è associata anche al nucleolo La membrana nucleare interna è liscia e in connessione con un
materiale denso laminare (lamina nucleare) formato da un reticolo
Dal punto di vista chimico la cromatina si compone di DNA e 2 tipi di fibroso di natura proteica spesso 25 nm circa:
proteine: - la lamina nucleare circonda il materiale nucleare interno
- proteine istoniche - ha funzioni strutturali.
- proteine non istoniche.
I pori nucleari sono aree circolari del diametro di circa 80 nm delimitate
Dal punto di vista morfologico si distinguono due tipi di cromatina: dalla fusione puntiforme delle due membrane (interna ed esterna):
- eucromatina: filamenti sottili, sparsi e poco colorabili - l’interno di questa area risulta aperto
- eterocromatina: organizzata in zolle o granuli molto - sia sul versante interno che esterno sporge un complesso
colorabili. circolare chiamato anulus o complesso del poro.

Il nucleo con tutte le sue componenti ben distinte si osserva in tutte le L’area centrale del poro è parzialmente occlusa da un sottile diaframma,
fasi della cellula, salvo quando è in corso la divisione. che lascia aperto solamente il canale centrale del poro:
- il passaggio di materiale dal nucleo al citoplasma è sotto
uno stretto controllo di compatibilità molecolare
INVOLUCRO NUCLEARE: STRUTTURA E ULTRASTRUTTURA.
Il complesso del poro è relativamente indipendente dalla membrana:
L’involucro nucleare è costituito da due membrane (membrana - sono probabilmente uniti alla lamina nucleare
nucleare interna ed esterna) e da una cavità tra le due detta cisterna
o spazio perinucleare. la lamina nucleare ha quindi 2 funzioni:
- unire le proteine del complesso del poro
L’involucro nucleare è in continuità con il reticolo endoplasmatico, il - ancorare le fibre dell’eterocromatina periferica. Questa si
quale è disposto attorno al nucleo con cisterne appiattite, giustapposte interrompe a livello dei pori dove vi sono zone chiare
l’una all’altra. dette canalicoli intracromatinici.
Il numero dei pori varia a seconda del tipo cellulare e dello stadio in cui l’ancoraggio alla lamina nucleare
la cellula si trova:
- maggiormente la cellula è attiva, maggiore è il numero di Le membrane nucleari sono composte da:
pori che si riscontrano. - 70% di proteine
- 23% circa di fosfolipidi
- lipidi neutri e colesterolo sono assenti.
Il complesso del poro INVOLUCRO NUCLEARE: FUNZIONI.

È una struttura cilindrica del diametro di circa 125 nm: L’involucro nucleare è il responsabile della mediazione tra nucleo e
- E’ composto intelaiatura a raggi di forma ottagonale citoplasma.
inserita tra un anello citoplasmatico e un anello nucleare
- Dall’anello citoplasmatico partono otto filamenti di Il trasporto può avvenire sia in modo passivo che attivo:
lunghezza 30-40 nm che sporgono nel citosol - Gli ioni e le piccole molecole passano attraverso i canali
- Dall’anello nucleare sporgono otto raggi che si acquosi che si formano tra i raggi che sostengono l
congiungono il zona distale in un anello più piccolo detto canale centrale in modalità passiva
anello terminale, formando una struttura a cestello detta - Le molecole di grandi dimensioni, come ad esempio i
canestro nucleare complessi proteine-RNA, vengono trasportati attivamente
- Tra i due anelli che si trovano a ridosso delle membrane, con un meccanismo selettivo ATP-dipendente.
si notano otto raggi di forma laminare che circondano una
apertura centrale Il trasporto attraverso il canale centrale o di trasporto avviene in
- Nell’apertur centrale si trova il complesso del canale o entrambe le direzioni:
trasportatore. - importazione nucleare: avviene dal citoplasma al nucleo
con l’ingresso di proteine nucleari e RNA nucleari
In alcune cellule (oociti, tumorali e ghiandolari) sono presenti a livello - esportazione nucleare: avviene dal nucleo al citoplasma,
della membrana nucleare delle strutture chiamate lamelle anulate: con l’uscita dall’involucro dei complessi ribonucleoproteici
- doppie membrane parallele rivestite da ribosomi contenenti i vari tipi di RNA e le proteine spola.
- differiscono dalle cisterne del RER poiché contengono
pori e sono continuative della membrana nucleare. Il passaggio di grossi complessi ribonucleoproteici è permesso dalla
dilatazione del canale centrale, che si adatta alle dimensioni delle
La posizione del nucleo nella cellula è data da una complessa particelle in transito.
organizzazione citoplasmatica:
- i filamenti intermedi formano un fitto intreccio a sostenere Importazione nucleare
il nucleo
Le proteine che vengono trasportate dal citoplasma al nucleo sono
Le due membrane nucleari differiscono per il contenuto proteico: marcate da una sequenza d 4-8 amminoacidi detta sequenza di
- la membrana nucleare esterna è ricca di proteine molto localizzazione nucleare (NLS).
simili a quelle del RER
- la membrana interna invece contiene proteine per L’ingresso dei complessi proteici di grandi dimensioni avviene mediante
specifiche proteine di trasporto che riconoscono la NLS e importano la
molecola, dette importine: Esistono proteine capaci di spostarsi da nucleo a citoplasma e
- in primo luogo, si lega alla sequenza NLS una importina α viceversa, dette proteine spola:
con meccanismo che non necessita di energia ed è - possiedono specifiche sequenze dette segnali di
temperatura dipendente esportazione nucleare (NES)
- In un secondo momento si lega al complesso NLS- - sono sequenze in grado di indurre il trasporto dal nucleo
importina α una seconda importina β, tramite un al citoplasma di proteine eterologhe a cui sono legate.
meccanismo che è GTP-dipendente.
- L’importina β è in grado di legarsi a recettori specifici Si ritiene infine che la membrana nucleare sia partecipe:
sulle neoporine del poro. - nella sintesi delle proteine sul versante esterno
- nella spiralizzazione della cromatina nelle fasi prima di
L’ingresso nel nucleo avviene grazie all’intervento di altre proteine (ad meiosi e mitosi.
esempio la proteina Ran, che lega GTP):
NUCLEOSCHELETRO.
- l’importina β non attraversa il poro e rimane legata ai
recettori
Nel nucleo interfasico i cromosomi non hanno disposizione casuale, ma
- l’importina α attraversa il canale centrale insieme alla una ben precisa localizzazione funzionale:
macromolecola marcata con NLS, e si dissocia nel - sono organizzati in subunità funzionali chiamate domini.
nucleo. - L’organizzazione dei domini dipende da una impalcatura
proteica del nucleoscheletro.
Esportazione nucleare.
Nella rete di filamenti si possono individuare proteine come actina e
Il meccanismo dell’esportazione nucleare è molto meno conosciuto di spectrina, oltre ad altre componenti:
quello dell’importazione. Sembra che anche l’esportazione dal nucleo di - proteine dei filamenti intermedi come le lamine
complessi ribonucleoproteici (RNP) necessiti di specifici segnali e - enzimi associati alla duplicazione del DNA
proteine di trasporto. - enzimi associati alla trascrizione e al processing dell’RNA
Tuttavia non è ancora noto se le equenze segnale d’esportazione siano Il nucleoscheletro si compone principalmente da:
localizzate sulle proteine o sugli RNA. - lamina fibrosa periferica
- rete fibrillare
Solo recentemente si sono localizzate alcune proteine che sono - matrice nucleolare.
probabilmente responsabili dell’esportazione degli RNA:
- complesso proteico che lega il nuclear cap: media La lamina fibrosa periferica è la lamina nucleare:
l’esportazione dei piccoli RNA ricchi di uracile - materiale proteico che forma un reticolo fibrillare
- HIV-1: molecola capace di esportare gli RNA del virus compatto a ridosso della membrana interna del nucleo
HIV - le proteine che costituiscono la lamina nucleare sono
- Fattore Ran: sembra essere coinvolto anche denominate lamine, ed appartengono ai costituenti de
nell’esportazione oltre che nell’importazione. filamenti intermedi
- le lamine si legano in modo specifico alle proteine
intrinseche della membrana interna. La matrice nucleolare corrisponde alla parte amorfa del nucleolo.

La lamina nucleare svolge un ruolo di fondamentale importanza nel


processo di divisione nucleare:
- prima della disgregazione dell’involucro nucleare le ii. Cromatina
lamine vengono fosforilate
- la lamina B rimane legata alla membrana dell’involucro Nell’involucro nucleare, oltre ad uno o più nucleoli è riscontrabile la
mentre le A e C si disgregano cromatina, il componente più abbondante del nucleoplasma.
- al termine della divisione vengono defosforilate e si
ripolimerizzano a riformare la lamina nucleare La cromatina è costituita da un’insieme di strutture granulari o
- sulla lamina si fondono le vescicole e si riforma l’involucro filamentose, chimicamente composta da:
nucleare - DNA.
- durante questi processi si ha anche la ricostruzione dei - Proteine
complessi del poro - Piccola parte di RNA.

La lamina nucleare fornisce il supporto scheletrico all’involucro nucleare: In microscopia elettronica si possono distinguere due tipi di cromatina:
- interagisce con i pori; - una parte poco colorabile, filamentosa detta
- Nelle regioni in cui è presente eterocromatina, presenta eucromatina
delle strutture perpendicolari all’involucro che sono in - una porzione granulare ben colorabile denominata
contatto con l’eterocromatina. eterocromatina.

Nella mitosi e nella meiosi, i cromosomi iniziano a spiralizzarsi proprio in La presenza delle due componenti varia a seconda del tipo di cellula che
prossimità delle zone di contatto tra la lamina e l’eterocromatina. si considera, e anche a seconda del momento funzionale della cellula
stessa:
La rete fibrillare interna è una rete di filamenti a maglie irregolari che si - l’eucromatina rappresenta infatti la porzione attiva del
estende dalla lamina fibrosa fino alla matrice nucleolare: materiale genetico
- accoglie ammassi intercromatinici - l’eterocromatina è invece la porzione a riposo del DNA,
avvolta alle proteine.
Non è ancora accertata la reale esistenza, ma se essa fosse effettiva le
funzioni potrebbero essere: Con il ME si possono osservare due tipi di granuli di natura
- mantenimento della forma del nucleo ribonucleoproteica nel nucleoplasma:
- sito di attacco per complessi proteici coinvolti in - granuli del diametro di 30-50 nm detti granuli
processing, trascrizione e splicing dell’RNA pericromatinici
- siti di attacco per gli enzimi di duplicazione e riparazione - granuli più piccoli del diametro di 20-25 nm detti granuli
del DNA intercromatinici.
- architettura stabile per i lunghi filamenti di DNA.
- Ecc.. La restante parte del nucleoplasma si compone di una matrice acquosa
in cui sono contenute: - nella fase G1 (quella presintetica) il numero dei
- proteine acide o neutre (circa 450 tipi) cromosomi si indica con 2c.
- RNA - al termine della fase S (a duplicazione ultimata) il numero
- Sali ionizzati di cromosomi è 4c.
- Lipidi.
Il DNA nucleare si presenta sotto forma di molecole filamentose sempre
Una parte intorno al 30% delle proteine è in continuo turn over con le associate a proteine, andando a costituire i filamenti di cromatina.
proteine provenienti dal citoplasma.
Il numero di molecole di filamenti cromatinici è costante in ciascuna
Nella cromatina è contenuto tutto il DNA, che è caratteristico di ogni specie nelle cellule somatiche.
specie:
- il corredo cromosomico è ben visibile durante la mitosi di Il numero può essere osservato solamente in particolar momenti della
ciascuna specie vita di una cellula, poiché nei momenti intercinetici le molecole sono
- è caratteristico della specie considerata. despiralizzate e impegnate nella trascrizione.

Sia la cromatina che i cromosomi sono costituiti da DNA e proteine, di Nel processo di divisione mitotica questi filamenti si spiralizzano più
due classi distinte: volte su sé stessi e si accorciano sensibilmente:
- istoni: molecole proteiche basiche che sono in rapporto - nella fase iniziale (metafase e anafase) si trovano sotto
1:1 con il DNA forma di bastoncelli allungati chiamati cromosomi.
- proteine non istoniche: molecole acide o neutre di varie - Il numero dei cromosomi nella mitosi corrisponde al
dimensioni. numero di molecole di DNA presenti nella cellula
somatica.
A differenza degli istoni, i rapporti di concentrazione tra DNA e non istoni
sono differenti a seconda degli stadi funzionali: Nelle cellule somatiche l numero dei cromosomi è diploide (2n), ovvero
- 0,8:1 per l’eucromatina sono presenti coppie di cromosomi omologhi che sono corrispondenti
- 0,3:1 per l’eterocromatina. per:
- forma
DNA - dimensioni
- composizione genica
Nel nucleo degli Eucarioti il DNA si trova sempre associato alle proteine,
le più costanti sono gli istoni: Ciascuna specie ha un numero di cromosomi diploidi caratteristico:
- forma strutture caratteristiche chiamate nucleosomi. - l’uomo ne ha 46

La quantità di DNA è costante nei nuclei di ciascuna specie e differisce Il DNA della cromatina si suddivide in unità funzionali dette geni, ovvero
da specie a specie: sequenze capaci di codificare per un mRNA che codifica una proteina:
- per avere una idea della quantità di DNA in una cellula, si - i geni che contengono una informazione proteica sono
confrontano cellule nella medesima fase del ciclo detti geni strutturali. Sono molto più lunghi dei
cellulare corrispondenti mRNA
- Geni che codificano per l’rRNA sono detti geni sequenze che non codificano e non permangono nel mRNA:
ribosomiali. - introni: sono sequenze che si trovano in mezzo alle
- Geni che codificano per i tRNA sono detti geni transfer. sequenze che codificano
- esoni: sono sequenze che codificano effettivamente.
Negli Eucarioti il genoma è molto più vasto rispetto agli organismi Gli introni sono eliminati (tramite dei tagli denominati splicing) a livello
procarioti, potendo codificare dai 10000 ai 30000 proteine. dell’hnRNA nucleare, tramite procedimenti chimici (processing):
- nell’mRNA citoplasmatico non sono presenti le sequenze
Il DNA di questi geni è presente in un’unica copia in un corredo apolide, introniche
ma può anche essere presente almeno due volte nelle cellule somatiche
diploidi. Solamente una porzione minore del 50% del DNA codifica per proteine,
mentre la parte restante ha ancora funzioni da chiarire.
Inoltre, i geni che codificano per rRNA e tRNA sono ripetuti alcune
centinaia di volte e sono localizzati in una porzione detta mediamente
ripetitiva: ISTONI.
- in queste zone sono ripetute più volte le sequenze che
codificano per un particolare gene Gli istoni sono proteine strettamente associate al DNA della cromatina (e
- vi sono le sequenze che codificano per gli istoni ai cromosomi) che si trovano in rapporto equimolecolare con il DNA.
- sequenze intensificatori e promotori
- sequenze funzionali come le sequenze telomeriche e le Sono proteine basiche in quanto possiedono degli amminoacidi in gran
sequenze d’origine di replicazione. parte con catene laterali cariche positivamente:
- Altre sequenze non funzionali - arginina
- lisina
È presente un’altra frazione del DNA detta altamente ripetitiva, formata - istidina
da brevi sequenze ripetute continuamente:
- non trascrive RNA Sono molecole relativamente piccole, con un peso che si aggira intorno
- non sono chiare le sue funzioni ai 10-20 kD.
- sono spesso raggruppate come eterocromatina in
prossimità di telomeri e centromero, Gli amminoacidi basici formano due braccia che si estendono a partire
- può darsi che svolgano un ruolo importante dalla porzione neutra, di forma globulare. Entrambe sono regolatori del
nell’organizzazione della cromatina e dei cromosomi legame con il DNA.
metafasici.
- In altri casi separano geni di DNA ribosomiale e DNA Gli istoni si dividono in 5 classi, nominate con la lettera H:
transfer, sono perciò detti spacers. - H1: è l’istone più grande e ricco di lisina, pesa 20 kD
- H2A e H2B: sono moderatamente ricchi di lisina e hanno
I tratti di DNA tra i geni non hanno specifica funzione, degil spaziatori vi un peso di 14 kD
sono anche tra i geni strutturali. - H3 e H4: ricchi di arginina. Peso molecolare di 11 kD per
H3 e di 15 kD per H4.
Un gene sul DNA presenta sequenze che codificano intervallate da
Con l’eccezione di H1, gli istoni sono in quantità equimolecolari con il
DNA e la loor unione da luogo ai nucleosomi. Possono formare dei dimeri:
- omodimeri: si legano a sequenze uguali
Gli istoni sono sintetizzati durante la fase S, contemporaneamente alla - eterodimeri: proteine che si possono legare a sequenze
duplicazione del DNA, a cui si legano non appena finisce la differenti.
duplicazione, assemblando la cromatina.
4) funzione enzimatica: catalizzano le varie attività del DNA
Le proteine non istoniche sono invece assemblate durante tutta la vita nucleare (trascrizione, duplicazione, ricombinazione,
cellulare tranne che nella duplicazione. riparazione).

PROTEINE NON ISTONICHE. Alcune di queste molecole sono relativamente indipendenti dalla
cromatina (alcune DNA-polimerasi) altre sono strettamente dipendenti
Le proteine non istoniche rappresentano una classe molto eterogenea di dalla cromatina (RNA-polimerasi)
proteine che si legano poco stabilmente al DNA:
- i rapporti con la cromatina di questa classe di proteine
variano a seconda delle attività della cellula ORGANIZZAZIONE DELLA CROMATINA.
- una parte di queste proteine è legata mediante RNA
nucleari Il materiale genetico di una cellula, nel nucleo intercinetico si presenta
sotto forma di cromatina, che si compone di:
Le proteine non istoniche sono per lo più acide (neutre o cariche - DNA
negativamente), vengono divise in 4 classi - Istoni
1) ad elevato peso molecolare: sono legate al DNA - Proteine non istoniche
e agli istoni con la probabile funzione di fornire - RNA appena trascritto.
una impalcatura
2) contrattili: actina, tubuline, miosina, Al microscopio ottico la cromatina appare come un materiale filamentoso
tropomiosina, ecc.. o granulare, composto di:
3) regolatrici della trascrizione genica: Sono un - porzioni poco colorabili (eucromatina)
gruppo eterogeneo di proteine che si legano al - porzioni molto colorabili (eterocromatina)
DNA a livello di specifiche sequenze
nucleotidiche. Al microscopio elettronico la cromatina pare una struttura fibrillare con
fibre di varie dimensioni avvolte a formare dei grossi ammassi.
Le modalità di legame e di riconoscimento dipendono dalla
conformazione della proteina e da alcuni motivi comuni a vari In vivo la cromatina si presenta in filamenti dello spessore di 30 nm,
sottogruppi di proteine regolatrici. che corrisponde alla struttura del filamento nativa.

Queste proteine regolatrici sono caratterizzate da due siti specifici: La struttura fondamentale, invece, si compone di granuli uniti da un
- elica di riconoscimento (ER) filamento di DNA, formando una struttura fondamentale chiamata
- porzione elicoidale di stabilizzazione (ES) nucleosoma:
- questi granuli di natura istonica (core) hanno un diametro
di circa 10 nm;
- sono avvolti per 1 giro e ¾ da un filamento di DNA, che EUCROMATINA ED ETEROCROMATINA.
per un breve tratto prosegue senza istoni e poi si arrotola
ad un altro istone. A livello strutturale non sono ancora totalmente chiare le differenze tra
- Questa struttura filamentosa è chiamata a filo di perle. eterocromatina (granulare e colorabile) e eucromatina (fibrosa e poco
colorabile):
I tratti che collegano i nucleosomi (linker) sono formati da 10-90 paia di - nell’eterocromatina si ha una condensazione in ulteriori
basi (bp), mentre la porzione di DNA avvolta è di circa 146 bp. livelli strutturali
- non si conoscono le modalità con cui la eterocromatina si
Ciascun core è formato da due cilindretti appiattiti e sovrapposti detti leghi alle proteine non istoniche ne i rapporti di
eminucleosomi: concentrazione.
- ogni eminucleosoma è formato da istoni H2A, H2B, H3,
H4. Sono meglio note le attività dei due tipi di cromatina per quanto riguarda
- Ogni nucleosomi è dunque un ottametro sul quale si la trascrizione del DNA:
avvolge il filamento di DNA per una lunghezza di 146 bp. - l’eterocromatina non è attiva
- si può dividere in due sezioni (facoltativa e costitutiva).
L’istone H1 svolge invece un ruolo importante nella formazione di
strutture di ordine superiore: L’eterocromatina facoltativa è una porzione di eterocromatina che
- con il corpo centrale si lega ad un nucleosomi all’occorrenza può essere trasformata in eucromatina ed essere
- con i due bracci si lega ai nucleosomi adiacenti trascritta:
- è il responsabile della struttura con diametro 30 nm. - un esempio può essere il corpo di Barr
- La struttura che si viene a formare è un’elica in cui i
nucleosomi si avvolgono nella tipica struttura a L’eterocromatina costitutiva invece è cromatina che non viene mai
solenoide. trascritta:
- si trova in zone particolari (es. centromero oppure
L’attività di condensazione dell’H1 dipende dal suo grado di associato al nucleolo)
fosforilazione. - si trova in punti del centromero con significato strutturale
- è sempre allo stato condensato.
Osservazioni sperimentali hanno dimostrato la presenza di strutture di - Formata da DNA altamente ripetitivo.
ordine superiore alla fibra di 30 nm:
- l’ipotesi è che la fibra di 30 nm si avvolga ad anse radiali. Il passaggio da eterocromatina facoltativa ad eucromatina può essere
- È stata dimostrata la presenza di un’impalcatura di indotto da specifici segnali chimici provenienti dal citoplasma.
proteine non istoniche che avvolge con una struttura ad
anse il solenoide. La percentuale di eu ed eterocromatina in una cellula varia a seconda
- Il filamento ad anse ha diametro di circa 300 nm. della sua attività:
- un neurone ha un nucleo quasi completamente
eucromatico a causa della sua intensa attività sintetica
- un eritroblasto, completata la fase di accrescimento, - Nella divisione i due cromatidi che formano un
prima di perdere il nucleo, ha un nucleo quasi cromosoma si separano e migrano ai poli opposti
completamente eterocromatico. - Al termine della divisione, le cellule figlie hanno un
L’eterocromatina facoltativa, può essere determinata dalla presenza di cromatidio ciascuna.
repressori:
- svolge un ruolo importante nell’equilibrio genico degli Al microscopio ottico sono osservabili i cromosomi metafasici a forma di
animali che hanno determinazione cromosomica del bastoncello, lungo la cui struttura si nota una strozzatura, rappresentata
sesso dal centromero, che è il punto di unione dei due cromatidi:
- metacentrico: se il centromero si localizza a metà
Negli animali, è presente una coppia di cromosomi sessuali (o cromosoma
eterocromosomi) che determinano il sesso dell’individuo: - submetacentrico: se il centromero individua bracci
- nella femmina sono presenti due cromosomi X uguali tra ineguali
loro - arcocentrico: se il centromero si trova in prossimità di un
- nel maschio è presente un X e un cromosoma più piccolo estremo.
Y assai povero di geni.
Le estremità dei cromosomi, individuate dal centromero si chiamano
Nelle femmine, il secondo cromosoma X è represso in una passerella telomeri.
eterocromatina nota come corpo di Barr con lo scopo di avere equilibrio
genico. Al microscopio ottico, al centro del centromero si intravvede un’area
bianca detta cinetocore:
Negli individui maschi, il cromosoma sessuale Y non è invece represso, - sul cinetocore si attaccano le fibre del fuso che dirigono
poiché esso esprime i geni della mascolinità: gli spostamenti del cromosoma
- l’attività delle cellule pascili, che sono prive del corpo di - all’inizio della divisione, quando il cromosoma è composto
Barr, risulta identica a quella delle cellule femminili con un di due cromatidi fratelli, ogni cromatide ha il proprio
solo X attivo cinetocore orientato dalla parte del fuso.
- vi è equilibrio genico e trascrizionale.
Al microscopio elettronico, si osserva il cinetocore come una struttura
discoidale a tre strati:
CROMOSOMI - piastra del centromero: è il disco esterno, che si lega alle
fibre del fuso mitotico
I cromosomi sono dei bastoncelli di cromatina addensata: - intermedia: è una porzione poco densa agli elettroni
- prima di dividersi, il DNA e le proteine della cromatina si intermedia tra i due dischi
duplicano - interna: è un disco che si lega alla cromatina del
- Il cromosoma è l’unione di due cromatidi fratelli, due centromero.
filamenti paralleli di cromatina condensata, identici come
composizione genica. In molti casi al piastra è rivestita da fibre che si collegano al’esterno
- I due cromatidi si uniscono in una struttura detta formando la corona.
centromero.
CARIOTIPO E MALATTIE aneuploide:
- i casi di aneuploidia comportano gravi malformazioni
Ogni specie possiede un corredo cromosomico caratteristico, per patologiche oppure la morte
numero e morfologia dei componenti: - nell’uomo sono pochissimi i casi di aneuploidia
- l’analisi viene attuata sui cromosomi della metafase, compatibili con la vita e difficilmente presentano individui
poiché sono allo stadio maggiormente condensato. in grado di riprodursi.
- Ogni cromosoma possiede, dopo la duplicazione, due
cromatidi fratelli Fra le più famose e frequenti si annovera la sindrome di Down o
trisomia del 21 dovuta alla presenza di un cromosoma omologo in più
Il corredo cromosomico delle cellule somatiche è diploide (2n) poiché vi nel 21esimo cromosoma:
sono coppie di cromosomi che corrispondono per forma, struttura, - comporta malformazioni cerebrali e di altro genere
dimensioni, serie delle informazioni contenute: - si caratterizza per la presenza dell’occhio a mandorla
- sono detti cromosomi omologhi - è più frequente nei nati da donne over 40.
- solamente nelle cellule prodotte per meiosi si ha un
corredo aploide, indicato con n. Tra le sindromi che colpiscono i cromosomi sessuali vi sono:
- sindrome di Turner: caratterizzata dalla mancanza di un
in tutti gli organismi la cui determinazione del sesso avviene cromosoma sessuale (X0). Gli individui affetti da questo
geneticamente, il cariotipo del maschio differisce da quello di una cariotipo con 44+X cromosomi sono femmine con gravi
femmina per una coppia di cromosomi detti cromosomi sessuali. malformazioni all’apparato genitale
- sindrome di Klinefelter: caratterizzata nei maschi sterili
Le restanti coppie sono corrispondenti e sono definite autonomi. dalla presenza di un cromosoma X aggiuntivo.

I cromosomi sessuali contengono i geni che portano alla formazione del Altri generi di aberrazioni cromosomiche che non comportano la
sesso: variazione del numero di cromosomi sono:
- eterogametico o digametico: il sesso che produce la - delezione: perdita di segmenti del cromosoma
coppia di cromosomi differenti tra loro (es. l’uomo - duplicazioni: raddoppio di segmenti del cromosoma
maschio) - traslocazione: scambio di porzioni di cromosoma tra
- omogametico: il sesso che produce gameti aploide tutti cromosomi differenti
con lo stesso tipo di eterocromosoma (o cromosoma - inversioni: segmenti orientati in modo capovolto rispetto
sessuale). alla sequenza abituale.

Nell’uomo sono presenti: Benché questo tipo di variazioni non siano sempre vantaggiose, si
- 22 autosomi sia nel maschio che nella femmina ritiene siano la causa primaria del processo evolutivo, poiché fonte di
- una coppia XX nella femmina variabilità.
- una coppia XY nel maschio.

La formula diploide tipica di una specie si nomina euploide, mentre ORGANIZZAZIONE MOLECOLARE DEI CROMOSOMI.
quella che presenta lacune o eccessi di cromosomi si definisce
Ogni cromosoma contiene una sola molecola lineare di DNA, è cioè una che si trovano in parte nel nucleoplasma e in parte associati alla
struttura uninemale. cromatina:
- sono gli hnRNA e rappresentano i precursori degli mRNA
Alla base dell’organizzazione del DNA vi sono i nucleosomi: citoplasmatici
- formano un filamento di 30 nm
Altri tipi di RNA sono presenti in quantità molto inferiori sempre associati
Un modello dell’organizzazione del DNA, detto a fibrilla elicoidale alla cromatina:
ipotizza che il filamento di DNA+istoni di 30 nm si ripieghi varie volte su - RNA primer: coinvolti nella duplicazione del DNA
sé stesso formando un filamento di notevoli dimensioni. - snRNA: sono detti piccoli RNA nucleari.

Un altro modello tiene conto anche delle proteine non istoniche presenti
nel nucleoplasma: NUCLEOLO.
- ritiene che vi sia uno scheletro (scaffod) di natura proteica
indipendente dal filamento di nucleosomi È l’organulo intranucleare deputato alla biosintesi dei ribosomi (splicing
- nello scaffod vi sono proteine non istoniche, tra cui due dei geni e complessazione dell’rRNA con proteine per formare le
principali (es. tropoisomerasi, responsabile dei subunità ribosomiali):
superavvolgimenti del DNA). - corpuscolo molto sferico in posizione eccentrica
- La forma ad anse radiali che ha un diametro di circa 300 - associato con masserelle di eterocromatina.
nm si spiralizza ulteriormente avvolgendosi allo scaffod, - Le dimensioni variano a seconda dell’attività della cellula.
formando un filamento di 700 nm. - Assume coloranti basici poiché ricco di rRNA

Il DNA è un filamento continuo, che in piccola parte aderisce allo Il numero di nucleoli contenuti in una cellula può essere differente, ma
scafford nei siti SAR con tratti longitudinali ricchi di A-T e in gran parte si solitamente corrisponde al grado di ploidia:
espande lateralmente. - e n’è uno in una cellula aploide
- due in una diploide
RNA NUCLEARI - ecc..

Circa il 5% dell’RNA di una cellula ha localizzazione nucleare: Si compone di tre parti:


- è un RNA nettamente differente da quello citoplasmatico - parte granulare: costituita da granuli di diametro 15-20
- sono anche i precursori degli RNA citoplasmatici nm che sono della medesima natura dei ribosomi (rRNA
- la loro funzione è probabilmente connessa alla cromatina. e proteine)
- parte fibrillare: contiene fibrille elettrodense di 5-10 nm
Tutti gli RNA originano dal DNA e sono subito associati a delle proteine poco distinte tra loro fatte di DNA, RNA e proteine
formando ribonucleoproteine (RNP). - parte amorfa: poco colorabile, contiene DNA non in fase
di trascrizione.
Circa il 70% degli RNA nucleari sono i precursori degli RNA ribosomiali.
Il nucleolo non è sempre presente nella vita della cellula:
Il rimanente 30% comprende grosse molecole associate a polipeptidi - scompare nella seconda parte della profuse
- ricompare verso la fine della telofase. periodo che può durare dalle alcune ore a qualche decina di giorni.

Durante la profuse il nucleolo aderisce ad un certo cromosoma, Le fasi G1, S, G2 costituiscono un periodo detto di intercinesi (o
formando gli organizzatori nucleolare: interfase):
- contengono molti geni ripetuti per la sintesi di rRNA - la regolare alternanza delle quattro fasi avviene nelle
- a livello di questi si riforma il nucleolo una volta ultimata la popolazioni cellulari che costituiscono i tessuti labili, che
mitosi. vanno cioè incontro ad un continuo ricambio cellulare.
- Corrisponde alla pars fibrillaris.
La fase G1 vede i processi di:
Nelle cellule dell’uomo sono presenti 10 organizzatori nucleolare, - trascrizione del DNA e sintesi di proteine a livello del
tuttavia quando si forma il nucleolo questi si fondono tra loro. citoplasma.
- La maggior parte dei costituenti citoplasmatici viene
iii. Ciclo cellulare prodotta in fase G1.

Il periodo che intercore tra l’origine di una cellula da una precedente La fase S vede la sintesi di:
divisione fino a quando la cellula si divide a sua volta costituisce il ciclo - nuovo DNA (duplicazione)
cellulare o ciclo vitale della cellula. - nuovi istoni che entrano nel nucleo e vanno a costituire
nuova cromatina.
Generalmente il ciclo comprende quattro fasi:
- la cellula neoprodotta si sviluppa In fase G2 il citoplasma sintetizza nuove proteine che sono destinate
- replica i propri costituenti molecolari alla membrana e all’apparato mitotico:
- si divide in due cellule figlie. - vengono prodotti i microtubuli che andranno a costituire il
fuso per la separazione dei cromosomi
La prima fase è detta fase G1, in cui la cellula accresce il proprio - sono sintetizzati anche vari enzimi.
citoplasma aumentando di volume. - È sostanzialmente un periodo di preparazione alla fase M

La fase centrale è detta fase S (di sintesi), in cui la cellula duplica il Le cellule che vanno incontro ad un profondo differenziamento (es.
proprio DNA nucleare. neuroni e tessuto muscolare cardiaco) sono incapaci di dividersi e
formano i tessuti perenni:
Dopo la fase S è presente un’altra fase G2, in cui la cellula continua a - nei tessuti perenni la fase G1 si protrae all’infinito senza
sintetizzare materiali citoplasmatici. che vi sia la duplicazione del materiale genetico (assente
la fase S e le altre fasi).
La vita della cellula culmina con la fase M (o mitosi), in cui il materiale - Questa quiescenza delle cellule dei tessuti perenni è
nucleare si condensa in cromosomi, che vengono ripartiti tra le due detta fase G0
cellule figlie insieme agli organuli citoplasmatici. Nella fase M avviene il
processo di divisione mitotica. Molte cellule, dopo una serie di cicli vanno incontro alla fase G0,
divenendo incapaci di dividersi e solitamente andando incontro alla
L’intera vita della cellula (G1, S, G2, M) comprende generalmente un morte cellulare.
3) RNA-polimerasi III: trascrive molti RNA di
I gameti sono il frutto di una particolare divisione cellulare detta meiosi: piccolo peso, tra cui i tRNA e l’RNA 5S
- consiste di una fase S seguita da due fasi M successive extranucleolare dei ribosomi.
- il risultato consiste in 4 cellule aploidi con patrimonio
genetico dimezzato. Le RNA-polimerasi si legano in particolari siti del DNA con sequenze
ripetute A-T dette promotori:
Il controllo della vita cellulare è basato sull’azione di due gruppi di - iniziano la lettura in uno solo dei due filamenti in direzione
proteine: 5’-3’.
- cicline: hanno cicli regolari di sintesi e degradazione - Costituiscono catene di nucleotidi complementari a quelle
- proteine chinasi ciclina-dipendente (cdk): sono sempre del DNA
presenti nella cellula. - Particolari sequenze (stop) indicano alla RNA-polimerasi
il punto in cui attuare il distacco
FASE G1. - Gli istoni sono completamente allontanati durante questo
processo.
Durante il periodo di crescita le cellule comunicano tra loro:
- una cellula non è indipendente ma si scambia fattori di
crescita ormonali Trascrizione e maturazione di rRNA.
- i fattori di crescita ormonali inducono determinati proto-
oncogeni. Il processo di trascrizione dell’RNA è stato studiato grazie
all’osservazione degli organizzatori nucleolari:
Una mutazione dei proto-oncogeni fa si che la crescita di una cellula - si presenta come un filamento esteso per alcune
sfugga al controllo: centinaia di µm
- patologicamente parlando si ha il cancro. - possiede tratti lunghi circa 4,5 µm in cui vi sono fibrille
laterali disposte in ordine di lunghezza crescente
Nel corso della fase G1 la cellula sintetizza i vari tipi di RNA partendo - a questi sono alternati dei tratti di 2 µm senza fibrille
dal DNA per poi sintetizzare proteine regolatrici ed enzimi: laterali, detti spacers.
- alcuni RNA passano al citoplasma dopo processing
nucleare (hnRNA > mRNA) Ciascun tratto dell’organizzatore nucleolare codifica per un gene
- A differenza dei Procarioti, nelle cellule eucariotiche la ribosomiale:
sede di trascrizione è nel nucleo ed è differente da quella - l’asse è costituito da DNA
di traduzione che avviene nel citoplasma. - le fibrille sono ribonucleoproteine (RNP)
- gli spacers sono filamenti di DNA senza fibrille non
La sintesi degli RNA richiede l’intervento di almeno tre differenti RNA- trascrivibili.
polimerasi:
1) RNA-polimerasi I: trascrive i precursori degli L’esame delle sequenze dimostra che:
rRNA - alla base delle fibrille, sulla catena del rDNA è presente
2) RNA-polimerasi II: trascrive i precursori degli un granulo che è la RNA-polimerasi I
mRNA (hnRNA) e gran parte degli snRNA - le fibrille laterali hanno lunghezza crescente in quanto
sono a differente avanzamento della trascrizione. maggiore.

I ribosomi prendono origine nel nucleolo a partire dalla porzione Negli umani, è presente il fenomeno della ridondanza genica, che
fibrillare, passando a quella granulare e infine giungendo nel citoplasma. consiste nella ripetizione per alcune centinaia di volte delle sequenze
che codificano per RNA o proteine molto necessarie:
Il nucleolo può essere considerato come un insieme di geni uguali tra - tRNA
loro che trascrivono l’rRNA, che ha la particolarità di: - rRNA ribosomiali
- legarsi subito con le proteine a formare il precursore delle - istoni
subunità ribosomiali - RNA 5 S
- restare a lungo in relazione con il DNA di origina.
Trascrizione e processing degli RNA messaggeri.
Il gene ribosomiale trascritto genera un complesso di 45 S, che ha un
peso molecolare molto superiore a quello degli rRNA dei ribosomi Gli mRNA citoplasmatici sono trascritti sotto forma di hnRNA e subito
citoplasmatici di 28, 5,8 e 18 S: complessati con proteine:
- il precursore di 45 S subisce varie modificazioni prima di - prima di passare alla forma di messaggeri citoplasmatici
originare gli rRNA definitivi dei ribosomi subiscono processi di metilazione, idrolisi, trasferimento
su proteine particolari
L’RNA di 45 S appare come una fibrilla laterale, che legato alle proteine - sono trascritti sotto forma di fibrille a partire dai geni
forma unità (RNP) con coefficiente di sedimentazione 80 S: strutturali con un meccanismo simile a quello per gli
- le RNP si staccano dal DNA quando sono mature rRNA, ma sono di lunghezza differente a seconda del
formando dei granuli gene trascritto
- l’RNA contenuto in esse subisce il processing.
Le maggiori lunghezze degli hnRNA rispetto agli mRNA sono dovute alla
Il processing consiste nella metilazione d’alcune catene del RNA 45 S e presenza degli introni, sequenze che no codificano per un amminoacido
nell’idrolisi delle sequenze non mutilate. ma ugualmente trascritte.

I granuli di 80 S vengono subito divisi in: Appena trascritto, l’hnRNA viene complessato con:
- un granulo minore con un RNA di 18 S che passa subito - un cap costituito da metil-GTP che protegge l’RNA
nel citoplasma a formare la subunità minore del ribosoma nascente in posizione 5’
- un granulo di 65 S contenente un RNA 32 S e un RNA 5 - una coda poli-A, formata da 100-200 nucleotidi di adenina
S proveniente da altre aree del genoma che ne incrementa la stabilità

I granuli da 65 S formano la pars granularis del nucleolo: Successivamente l’hnRNA subisce il processo di splicing ad opera di
- perdono una componente proteica e parte dell’RNA 32 S, enzimi detti spliceosomi, i quali:
trasformandosi in un granulo di 60 S. - riconoscono le estremità degli introni e li rimuovono
- Questo granulo di RNP (subunità maggiore del ribosoma) - uniscono le sequenze esoniche
è composto da RNA 28 S e 5,8 S frammentati. - dipendono da snRNA
- Il granulo di 60 S passa nel citoplasma come subunità
Questo processo di maturazione dell’mRNA avviene probabilmente in - elica secondaria: sulla quale la scrittura avviene in
siti intercromatinici chiamati cluster. direzione 5’ a 3’.

Sul filamento principale un’enzima DNA-polimerasi ∂ legge il filamento


e trascrive direttamente un filamento di DNA 5’-3’ complementare al
Trascrizione e maturazione dei tRNA. principale.

Sono prodotti da sequenze di geni separate da spacers con le stesse Sul filamento secondario, il metodo di scrittura è molto più complesso:
modalità per le altre trascrizioni: - un enzima RNA-primasi trascrive dei filamenti d’innesco
- contiene tratti complementari agli spacers in estremità 5’ detti primer,
e 3’ - la DNA-polimerasi è incapace di leggere in direzione 5’-
- questi tratti sono rimossi in fase di maturazione da una 3’, quindi sostituisce alle sequenze primer di RNA dei
ribonucleasi che è legata al piccolo RNA nucleare M1. corti filamenti di DNA della lunghezza massima di 1000
nucleotidi (frammenti di Okazaki)
- enzimi tipo ligasi uniscono i vari frammenti completando
la formazione dell’elica.
DUPLICAZIONE DEL DNA NUCLEARE E FASE S.
La duplicazione del DNA ha una velocità relativamente bassa, di 2
Nella fase S il materiale genetico viene duplicato, passando da 2n a 4n, µm/min:
in modo che le due cellule figlie abbiano un corredo cromosomico 2n - se la duplicazione avvenisse in un solo punto
ciascuna: occorrerebbero dei giorni per duplicare la molecola del
- nella fase G2 ogni fibrilla cromatinici contiene due DNA eucariotico
molecole di DNA che si avvolgeranno a fare i cromatidi di - in realtà il processo impiega solamente alcune ore,
ogni cromosoma poiché la duplicazione inizia in più punti, e i frammenti
sono successivamente uniti dalle ligasi.
La duplicazione del DNA è fondata su un modello semiconservativo:
1) si srotola la doppia elica nel punto in cui inizia la Durante la duplicazione i nucleosomi si separano dal DNA, ma sembra
duplicazione si leghino subito dopo la duplicazione della catena.
2) su ciascun polinucleotide ne viene sintetizzato
uno nuovo con basi azotate complementari. Contemporaneamente alla sintesi del nuovo DNA, nella fase S, avviene
la sintesi citoplasmatica degli istoni:
Si vengono a creare due molecole identiche all’elica madre costituite da - nuovi istoni si portano subito nel nucleo e si legano con le
un filamento appartenente alla vecchia e un filamento appartenente alla nuove molecole in maniera casuale tra vecchi e nuovi
nuova.
FASE G2.
Un enzima antielicante chiamato elicasi apre la catena individuando i
due filamenti. I due filamenti si suddividono in: Dopo avere sintetizzato molecole e organuli nella fase G1, duplicato i
- elica principale: sulla quale la sintesi avviene da 3’ a 5’ componenti della cromatina nella fase S, la cellula inizia un periodo del
suo ciclo vitale in cui prepara la propria divisione cellulare: - I due centrosomi della cellula si vanno separando e tra
- ha inizio la sintesi dell’apparato mitotico loro si evidenzia una struttura fusiforme, è il fuso
- si iniziano a sintetizzare i microtubuli del fuso. mitotico.

I centrioli, sono stati duplicati in G1 e rappresentano uno dei centri di Il fuso mitotico è costituito da due gruppi di microtubuli polari che
organizzazione microtubulare (MTOCs). partono da ciascun centrosoma e si incontrano al centro del fuso:
- quando la membrana nucleare scompare, compare un
Altre proteine globulari dei microtubuli sono fabbricate in G2 e poi secondo fuso che parte dai centrosomi e si lega ai
polimerizzate. cinetocori dei cromosomi
- i cromosomi si dispongono al termine della profuse lungo
Nella fase G2 vengono anche sintetizzate: l’asse equatoriale della cellula, lungo un piano che viene
- componenti delle membrane che sono utilizzati per la definito equatoriale, ortogonale alle fibre del fuso.
costruzione delle membrane plasmatiche delle due cellule - In metafase è completo l’apparato mitotico.
figlie.
- La cicline B, che poi entra in unione con la cdk per
formare il MPF che induce la cellula ad entrare in mitosi. Fasi e significato della mitosi

Il primo stadio del processo mitotico è denominato profase:


DIVISIONE MITOTICA (FASE M). - nel citoplasma si organizza l’apparato mitotico
- tutta la cromatina si trova sotto forma di cromosomi al
Formazione dell’apparato mitotico termine della profase.
- Ogni cromosoma appare come un duplice filamento,
All’inizio della fase M: poiché costituito da due cromatidi fratelli uniti a livello del
- i cromosomi si spiralizzano centromero.
- si formano i costituenti dell’apparato mitotico - Verso la fine i nucleoli si disintegrano legandosi ai
cromosomi
L’apparato mitotico si compone di: - Si disgrega l’involucro nucleare (si disperde nel reticolo
- centrioli endoplasmatico o si addossa alle fibre del fuso)
- materiale pericentriolare
- fuso mitotico (fasci di microtubuli che collegano i due Con il termine prometafase si individua uno stato intermedio che
centrioli) intercore tra:
- la dissoluzione dell’involucro nucleare
All’inizio della mitosi i diplosomi (coppie di centrioli disposti - l’organizzazione dei cromosomi sul piano equatoriale da
perpendicolarmente) sono già stati duplicati: opera dei microtubuli del fuso
- sono circondati da un’area tondeggiante detta
centrosoma Il secondo stadio è detto metafase, in cui i cromosomi si trovano
- all’inizio della mitosi i centrosomi sono circondati da raggi allineati sul piano equatoriale della cellula con i centromero diretti verso
di microtubuli che formano le astrosfere. il centro:
- i cromosomi costituiscono una figura a forma di stella
detta aster o piastra metafasica. L’ultimo processo che completa la divisione delle cellule è quello di
- I cromosomi raggiungono il massimo livello di citodieresi:
spiralizzazione, salvo che a livello del centromero. - la cellula presenta una strozzatura in posizione
- Ai due cinetocori del centromero di ogni cromosoma sono equatoriale, ad opera di fibre di actina e miosina disposte
collegate le fibre del fuso mitotico che dividono i due a circonferenza sotto la membrana nucleare.
cromatidi - le membrane si introflettono, si fondono e si staccano le
due nuove cellule con i nuclei figli.
La localizzazione dei cromosomi al piano equatoriale dipende dalla - le nuove cellule sono geneticamente identiche, la mitosi è
capacità dei cinetocori di legarsi ai microtubuli del fuso e dall’azione di un processo conservativo
proteine motore.

La terza fase è definita anafase e viene distinta in due sotto-momenti: DIVISIONE MEIOTICA.
- anafase I: i cromosomi sono tirati verso i due poli dalle
fibre del fuso, verso i centrosomi. I cromatidi identici si La divisione meiotica avviene esclusivamente per le cellule germinali,
scindono e ognuno migra verso un polo differente quelle destinate alla formazione dei gameti:
- anafase II: all’allontanamento dei cromosomi dal piano - è l’ultimo evento di divisione della gametogenesi
equatoriale si somma anche un allontanamento dei due - ha come scopo la formazione di cellule aploidi, differenti
poli, che divergono. tra loro per quanto riguarda il patrimonio genico.

L’ultimo stadio è rappresentato dalla telofase, in cui si ha la La meiosi è quindi la base della riproduzione sessuata, che consente un
ricostruzione dell’involucro nucleare: ampio rimescolamento del patrimonio genico:
- i cromatidi sono diventati cromosomi delle cellule figlie - ha determinato la scelta di questo meccanismo
- ogni polo possiede un corredo cromatidico identico riproduttivo nell’evoluzione
- i cromatidi si vanno despiralizzando
- si riforma il nucleolo La fonte di diversità tra gli individui figli rispetto ai genitori è data da:
- rimescolamento delle informazioni presenti
La formazione della membrana nucleare avviene per la fusione di: - unione di due genomi differenti
- lamine defosforilate che ricreano la lamina nucleare - mutazioni.
(strato proteico sottostante al nucleo)
- vescicole sintetizzate nuovamente nel RER La riproduzione sessuale di un individuo è data dalla fusione di due
- vescicole appartenenti al vecchio nucleo cellule aploidi dette gameti:
- il gamete maschile è lo spermatozoo
Con la formazione dei due nuovi nuclei intorno ai cromosomi figli si - il gamete femminile è l’ovulo, una cellula di grandi
riformano anche i pori nucleari e tutte le proteine di membrana presenti dimensioni poiché contenente parecchi materiali di
nel nucleo: riserva.
- l’apparato mitotico si va depolimerizzando
- i centrioli restano inalterati. L’unione tra i due gameti è detta fecondazione, che da origine ad una
cellula diploide detta zigote: variabilità anche tra loro
- dallo zigote, per successive mitosi si origina il nuovo - questo processo aiuta enormemente il processo di
individuo selezione naturale.

Le cellule somatiche degli organismi pluricellulari sono generalmente


diploidi: IL MECCANISMO DELLA MEIOSI
- i cromosomi sono sempre presenti in doppia copia
- si presentano copie di cromosomi omologhi, Il meccanismo della meiosi porta alla formazione di un gamete aploide,
corrispondenti per forma, dimensioni e contenuto genico. con patrimonio genetico 1n, dopo una sola fase S seguita da due
divisioni nucleari cosecutive.
I gameti, dopo la divisione meiotica, possiedono solamente metà del
patrimonio genico della cellula diploide che li ha formati: I processi delle divisioni consecutive sono simili a quelli meiotici
- di ciascuna coppia dei cromosomi omologhi viene (profase, metafase, anafase, telofase), tuttavia presentano
ereditato solamente uno caratteristiche peculiari. Si parla di:
- ricostituendosi con il gamete dell’altro sesso, si - prima divisione meiotica (meiosi I)
ricostruisce il patrimonio genetico diploide nello zigote - seconda divisione meiotica (meiosi II).

Ciascuna delle coppie di omologhi presenti nelle cellule di un organismo Il primo stadio della meiosi I è la profase I, che è un processo molto
a riproduzione sessuale è costituita da: lento che si può dividere in 5 parti:
- un cromosoma di origine materna - leptotene: inizio della spiralizzazione della cromatina che
- un cromosoma di origine paterna si avvolge in filamenti. I telomeri sono tutti rivolti verso un
polo dell’involucro nucleare
La meiosi porta alla formazione di 4 cellule aploidi a partire da una - zigotene: i cromosomi iniziano ad appaiarsi e ogni
cellula diploide che ha solamente una fase S, mentre vede due cromosoma (formato da una coppia di cromatidi fratelli) si
divisioni nucleari consecutive. sovrappone al suo omologo mediante una struttura
proteica chiamata complesso sinaptemale (CS),
Il passaggio di un cromosoma paterno o materno in un gamete è formando i bivalenti o tetradi (formati da 4 cromatidi dei
totalmente casuale, cosicché si possono ottenere 223 combinazioni due cromosomi omologhi)
differenti solamente in un gamete. - pachitene: i bivalenti si spiralizzano ulteriormente pur
rimanendo gli omologhi appaiati. Avviene il crossing-
Un altro processo di rimescolamento dei geni è dato dal crossing-over: over.
- geni presenti su cromosomi differenti possono in seguito - Diplotene: i bivalenti iniziano a separarsi e rimangono in
trovarsi su un solo cromosoma contatto solamente nei punti in cui è avvenuto il crossing-
- permette un’ampio rimescolamento genico. over, detto chiasmo.
- Diacinesi: i chiasmi scorrono verso le estremità e si
Né deriva che i gameti di un individuo sono sempre differenti tra di loro distaccano tra loro. Scompare l’involucro nucleare e i
dal punto di vista genetico: cromosomi iniziano a legarsi ale fibre del fuso.
- si possono avere eventi che danno luogo ad una ampia
Il secondo stadio è lo stadio della metafase I:
- le tetradi (o bivalenti) si orientano sul piano equatoriale la seconda divisione meiotca è equazionale, ha cioè il solo scopo di
della cellula smistare ai gameti la metà ordinata dei cromatidi fratelli presenti nelle
- i cinetocori delle tetradi sono orientati verso un polo cellule della prima divisione.
cellulare
- a ogni coppia di omologhi si attacca una fibra del fuso. I quattro gameti che si formano sono tutti geneticamente differenti tra di
loro, poiché hanno subito una ricombinazione casuale con lo scambio di
La terza fase è la anafase I: quelli paterni e materni, oltre che al crossing-over.
- i due cromosomi di ogni coppia si separano e si muovono
verso i poli opposti Il crossing-over è un meccanismo di ricombinazione che avviene nel
- ogni cromosoma è ancora formato da due cromatidi pachitene della profase I:
fratelli uniti a livello del centromero. - i cromatidi corrispondenti di due cromosomi omologhi
possono subire ricombinazioni, scambiandosi porzioni di
Segue la telofase I: cromosoma tra loro
- la cellula di partenza si divide in due cellule figlie, - il punto di incontro è detto chiasma.
ciascuna contenente un numero aploide di cromosomi - Vengono scambiati segmenti corrispondenti tra cromatidi
con una quantità 2c di DNA. non fratelli appartenenti a cromosomi differenti.
- si forma un involucro nucleare
- ha inizio la citodieresi
g. regolazione genica
Tra la prima e la seconda divisione meiotica v’è una intercinesi molto
breve poiché i cromosomi non si sono ancora despiralizzate ed è La struttura e l’attività di una cellula dipendono dalla presenza e dalla
necessario solamente costruire un nuovo apparato mitotico in ciascuna concentrazione di determinate proteine. La variazione di concentrazione
cellula figlia. di queste permette all’organismo di adeguare le attività metaboliche alla
necessità del momento.
La profase II:
- i centrioli migrano ai poli opposti della cellula L’espressione genica è differente tra procarioti ed eucarioti. Gli eucarioti
- si riforma l’apparato del fuso pluricelulari, hanno inoltre sviluppato altri meccanismi che rendono
possibile il differenziamento delle cellule quando si trovano allo stadio
La metafase II comporta l’allineamento del numero aploide di embrionale.
cromosomi all’equatore della cellula.
i. Regolazione negli eucarioti
Con l’anafase II i cromosomi figli (cromatidi fratelli) migrano verso i poli
opposti della cellula. A differenza degli organismi procarioti, la sintesi degli eucarioti avviene
in maniera più complessa. La regolazione genica non è fatta solo nel
Il processo meiotico si conclude con la telofase II, in cui: momento trascrizionale, ma anche in quelli post-trascrizionale e
- si riforma l’involucro nucleare traduzionale.
- avviene una seconda citodieresi
La struttura del DNA degli eucarioti è molto più complessa rispetto a - silenziatori (silencer): reprimono la trascrizione.
quella dei procarioti:
- il DNA è presente in quantità molto superiore Queste sequenze, che possono distare anche migliaia di nucleotidi dal
- è legato a proteine (istoniche o non istoniche), alcune promotore, sono intervallate da sequenze spacers, a cui si legano
delle quali hanno importanza regolativa. proteine non istoniche con funzione regolativa.
- I geni non formano operoni, ma sono formati da
sequenze introniche (che non codificano) ed esoniche
(che codificano). La trascrizione inizia con la formazione di un complesso di proteine:
- Il DNA eucariotico è ricco di sequenze altamente ripetute - gli attivatori si legano agli intensificatori sul DNA
che svolgono la funzione di regolare alcune attività di - i coattivatori si legano agli attivatori e fanno da ponte per i
espressione genica degli animali o dei vegetali. fattori basali di trascrizione
- i fattori basali di trascrizione si legano alla sequenza
Altro fattore di enorme importanza è che il materiale genetico (DNA) è promotore
racchiuso in un involucro che lo isola dal resto, il nucleo: - ai fattori basali di trascrizione si lega l’RNA-polimerasi
- la trascrizione è separata dalla traduzione.
- Questo permette la formazione di un hnRNA (RNA La repressione della trascrizione avviene quando:
eterogeneo) nel nucleo, che può venire ulteriormente - alcune proteine, dette repressori, si legano ai silenziatori,
elaborato prima di passare nel citoplasma e diventare - questi legami impediscono agli attivatori di legarsi agli
mRNA per la traduzione (sintesi proteica) enhancers.
- Sono questi alcuni dei meccanismi post-trascrizionali e - La trascrizione rallenta o si blocca
traduzionali.
Una stessa proteina può influenzare due o più geni differenti, a causa
Regolazione della trascrizione. della comunanza di intensificatori e silenziatori in alcuni geni.

La complessità dei meccanismi di regolazione genica degli eucarioti Per poter avere meccanismi di attivazione o repressione della
dipende da: trascrizione, nonché del legame dell’RNA-polimerasi al promotore, è
- presenza nel DNA di numerose sequenze regolative necessario segare il DNA dagli istoni:
- l’RNA-polimerasi per agire deve legarsi a dei fattori basali - dipende dall’aggiunta di gruppi acetilici (CH3CO) alle
di trascrizione, che si uniscono al promotore braccia lineari dell’istone
- l’acetilazione contrasta la carica positiva sulle braccia
Un gene strutturale è costituito da: della proteina, la quale si scinde dal DNA a carica
- sequenza codificante negativa
- sequenza promotore, dove si deve legare l’RNA-
polimerasi per iniziare la trascrizione. Anche il controllo della cromatina è un ottimo meccanismo per la
regolazione della trascrizione:
A monte di un gene strutturale si trovano numerose sequenze di - le zone eucromatiche sono attive
controllo molto lunghe: - le zone eterocromatiche sono inattive
- intensificatori (enhancers): intensificano la trascrizione
La in attivazione di una gran parte della cromatina permette di inibire (alcune volte il ribosoma non sceglie quello vicino al cap)
numerose sequenze in modo stabile:
- ha un ruolo fondamentale a livello dei processi di ii. differenziamento
differenziamento.
L’origine di un individuo comincia dall’uovo fecondato, detto zigote.
Un ruolo importante per la condensazione o de-condensazione di Questo si accresce, dividendosi ripetutamente, formando una sferula di
cromatina è svolto dalle proteine non istoniche: cellule detta blastula, che presenta una cavità interna detta blastocele.
- controllano anche la compensazione di dosaggio del
cromosoma X Successivamente dei vari movimenti cellulari portano un fianco della
- controllano la condensazione della cromatina durante la blastula ad invaginarsi verso l’altra parete, fino a schiacciarsi su di essa.
mitosi. In questo processo di gastrulazione, si forma la gastrula quando i due
strati di cellule si dispongono formando una sfera.
Regolazione a livello post-trascrizonale
La gastrula è quindi costituita da due strati di cellule:
Alcuni altri meccanismi di regolazione genica agiscono a livello del DNA- - ectoderma (esterno)
processing: - endoderma (interno)
- splicing alternativo: le sequenze ottenute dall’hnRNA
possono essere differenti a seconda di come vengono Nell’interstizio tra i due stati è presente una sostanza intercellulare
unite dopo lo splicing alcune sequenze esoniche. SI amorfa (mesenchima) in cui sono immerse varie cellule: questo tessuto
ottengono mRNA differenti. È un buon esempio è il mesoderma.
l’alternative splicing dei linfociti B, in cui da differenti
combinazioni di esoni si ottengono differenti Questi tessuti, nonostante appaiono morfologicamente simili, hanno già
immunoglobuline. subito una prima diversificazione molecolare tale per cui sono destinate
- trasporto degli RNA: alcuni RNA non sono fatti penetrare a svilupparsi in tessuti differenti.
nel citoplasma, impedendone la sintesi delle relative
proteine. Si formano in seguito gli abbozzi dei primi organi:
- tubo neurale: diverrà il sistema nervoso
Regolazione a livello della traduzione - somiti: di derivazione mesodermica, da cui nasceranno i
tessuti muscolari, il derma cutaneo e le vertebre
Il controllo a livello della traduzione può essere: - lamine di mesoderma laterale: daranno origine alle cavità
- quantitativo regolando cioè il numero di proteine sierose
sintetizzate
- qualitativo con induzione o repressione della sintesi Con il susseguirsi della diversificazione dei tessuti si ha il
proteica. differenziamento, che è il processo in cui le varie cellule tissutali si
specializzano.
Altri tipi di controllo si basano su:
- differente stabilità degli RNA Alla base del differenziamento sta la capacità delle cellule eucarioti di
- differente scelta del codone AUG come sequenza d’inizio esprimere solamente determinati geni e reprimerne altri.
- proteine citoscheletriche responsabili dell’impalcatura
Da questa capacità dipendono: della cellula
- specializzazioni morfologiche e funzionali - proteine enzimatiche che devono svolgere funzioni
- aggregazione delle varie cellule a costituire i tessuti specializzate
- mantenimento dell’organismo differenziato adulto
In base poi alla concentrazione e alla disponibilità di determinate
Le cellule differenziate dei vari tessuti hanno tutte il medesimo DNA: proteine la cellula assume caratteristiche fenotipiche specializzate:
- la specializzazione dei tessuti dipende da stimoli che - questo avviene in tutti i compartimenti cellulari
giungono al nucleo dal citoplasma - successivamente, anche la presenza di tali proteine
- trapiantando un nucleo di una cellula in un’altra cellula di stimolerà lo sviluppo di determinati compartimenti cellulari
un tessuto differente il nucleo è in grado di a seconda della funzione della cellula
riprogrammarsi
- rende possibile la clonazione Istodifferenziamento

Il processo che porta a differenziamento dei vari tipi cellulari è molto L’istodifferenziamento è quel processo che avviene quando nello
complesso e dipende dalla successione temporale dell’espressione di sviluppo si vengono a formare tessuti con caratteristiche morfofunzionali
particolari geni che agiscono solo in questo stadio della vita di un altamente specializzate.
organismo.
Alcune popolazioni, durate l’istodifferenziamento possono riunirsi in
Questa espressione di geni differenti comporta la produzione di proteine comunità organizzate, formando complessi funzionali definiti (es. gli
regolatrici che regolano l’effetto a cascata del differenziamento. epiteli).

Negli eucarioti la regolazione genica dipende anche da controllo della Per poter unirsi sono indispensabili due requisiti:
cromatina: - presenza di un supporto a cui attaccarsi
- determinate proteine prodotte permettono la difforme - possibilità di attuare giunzioni per aderire e comunicare
condensazione della cromatina in varie parti con le cellule adiacenti.
dell’organismo.
Le cellule epiteliali, ad esempio dovranno:
Espressioni strutturali nel corso del differenziamento cellulare. - produrre glicoproteine che formino gli emidesmosomi per
legarsi alla membrana basale
Mentre all’inizio il differenziamento dipende dall’espressione genica - Devono produrre proteine specifiche che permettano
(sintesi di molecole differenti), successivamente dipende l’adesione meccanica come i desmosomi
dall’assemblaggio di specifiche macromolecole secondo un progetto - Devono attuare anche giunzioni comunicanti (gap
strutturale molto preciso, che richiede la presenza di svariate attività junctions) che permettano la intercomunicazione
enzimatiche.
Altri tipi di cellule invece non si uniscono e rimangono immerse in una
Le proteine che vengono sintetizzate possono essere di tre tipi per gli matrice extracellulare da loro stesse prodotta:
eucarioti: - i tessuti connettivi, che hanno origine mesenchimale.
macromolecole regolatrici
Il tessuto osseo o il cartilagineo hanno sviluppato particolari prodotti
extracellulari in modo tale da formare una struttura ben definita. iii. apoptosi

Anche il sangue è un tessuto di origine mesenchimale, che presenta La morte cellulare non è solamente un evento patologico o
caratteristiche altamente connettive. traumatologico:
- vi sono anche metodi fisiologici, relativi anche al
Dal mesoderma derivano anche i tessuti muscolari, che si organizzano mantenimento del differenziamento cellulare, che
in particolari unità (sarocomeri) che permettono la contrazione. causano morte cellulare

Infine dall’esoderma derivano i neuroni, che formano il tessuto nervoso I due processi di morte cellulare si chiamano:
congiungendosi con particolari giunzioni (le sinapsi). Queste cellule sono - necrosi
altamente differenziate e si specializzano per conduttività ed eccitabilità. - apoptosi

Il posizionamento delle cellule differenziate che si vengono a formare è La necrosi fa seguito a gravi danni chimici o fisici alla cellula oppure a
regolato da uno scambio reciproco di informazioni: condizioni di ischemia o emorragia massivi di un organo:
- quando un tessuto è ormai differenziato, le cellule si - il danno è esteso a tutta la cellula, membrana, organuli e
dicono cosa fare a vicenda, nucleo
- le popolazioni di cellule in via di sviluppo si - porta alla completa distruzione della cellula
autocontrollano e si indicano dove migrare, cosa - durante la necrosi la cellula rilascia agenti flogogeni che
sintetizzare, ecc… causano uno stato infiammatorio nelle zone necrotiche di
un organo
Il mantenimento dello stadio differenziato. - questi stimolano la riparazione e la nuova proliferazione a
partire dalle cellule non affette da necrosi
Si è visto che il processo restrittivo e la produzione di particolari prodotti
di sintesi producono cellule altamente specializzate. L’apoptosi non comporta danni né alla membrana né agli organuli, ma
solamente al nucleo:
La specializzazione, tuttavia, comporta una perdita della capacità - le cellule morte in seguito ad apoptosi vengono ingerite
proliferativa. dai fagociti (non vanno incontro a lisi cellulare)
- in questo modo si evitano gli eventi flogistici conseguenti
Per ovviare, i tessuti che hanno bisogno di un ricambio sempre alla lisi che si ha con la necrosi
maggiore, possiedono cellule poco differenziate, dette cellule staminali, - è un meccanismo con cui i tessuti (soprattutto quelli labili)
che hanno il compito di riprodursi e fornire al tessuto gli elementi cellulari attuano il ricambio delle cellule che li compongono
necessari. - mediata da enzimi detti caspasi

Il mantenimento della struttura differenziata è attuato grazie a degli I nuclei apoptotici hanno caratteristiche varie a seconda del tipo di
stimoli ormonali e a feed-back positivi nelle divisioni cellulari: cellula a cui appartengono.
- permettono il costante mantenimento delle
La fagocitosi delle cellule morte per apoptosi avviene grazie ad una Può anche essere scatenata da fattori lipofilici che inducono la
molecola di fosfatidilserina che viene esposta all’esterno delle cellule, codificazione di geni che creano proteine che portano il nucleo ad
sulla membrana plasmatica e funge da recettore. apoptosi.

Altre volte, nei tessuti superifciali particolarmente labili, le cellule


vengono eliminate dopo essere state sfaldate: 5. xxx
- le cellule dell’epidermide vengono rilasciate sulla
superficie cutanea
- nell’intestino vengono lasciate nel lume

La frammentazione del nucleo viene operata da enzimi endonucleasi


attivabili con ioni zinco (Zn2+).

L’apoptosi prende anche io nome di morte cellulare programmata:


- vale soprattutto in ambito di morfogenesi embrionale e
metamorfosi
- risultato di un programmato equilibrio tra proliferazione e
morte cellulare programmata.

L’apoptosi può essere anche indotta da stimoli esogeni che si legano a


recettori sulla membrana plasmatica:
- un esempio di recettore che porta a apoptosi è dato dalla
molecola APO-1,
- APO-1 è una molecola che viene identificata come
antigene FAS

L’antigene Fas appartiene ad una famiglia di recettori che comprende:


- TNF: tumor necrosis factor
- NGF: nerve growth factor

Il cross-linking di APO-1/FAS, con la mediazione di anticorpi, porta ad


apoptosi nelle cellule APO-1-positive.

Altri recettori/complessi possono scatenare fenomeni apoptotici, creando


reazioni a cascata all’interno del citoplasma:
- MIS
- TNF.

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