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POP MAGIC!

Pop Magic! È magia per tutti.


Pop Magic! È la cruda verità della magia.
Pop Magic! Solleva i sette veli e vi mostra le tette dell’infinito.

Tradotto e adattato da Marzio “FarulfR” Venuti Mazzi, editing di F.F. e H.D.

PARTE 1
Pensateci.
Tutto ciò di cui avete bisogno, per iniziare a praticare la magia è concentrazione, imma-
ginazione, l'abilità di non prendervi sul serio e di imparare dagli errori. Alcuni, per entrare
nel mood, amano vestirsi da egizi o da monaci, altri si vestono con pelli d'animale o co-
stumi da Barbarella. L'uso di accessori rituali è utile esclusivamente per aiutare l’imma-
ginazione.
Tutto quello che potete immaginare, tutto quello che potete rendere simbolico, può es-
sere reso reale per modificare magicamente l’ambiente che vi circonda.
IL PRIMO PASSO SUL SENTIERO
La magia è facile da realizzare. Nel settore dedicato all’occulto della maggior parte delle
biblioteche e dei negozi di libri si possono trovare dozzine di libri di regole e manuali di
istruzioni. Molti dei vecchi manuali furono scritti in un tempo in cui la potente e vendica-
tiva istituzione della Chiesa stava tentando di sopprimere tutte le vie della verità; di con-
seguenza, la maggior parte di essi, è così pesantemente criptata e camuffata dietro a
simboli arcani che non vale sempre la pena di leggerla – tranne che per farsi un’idea di
come altri abbiano utilizzato i LORO poteri creativi per interpretare le comunicazioni e i
contatti con il non ordinario.

Aleister Crowley - il Picasso della magia – scrisse una cosa che non avrei potuto dire me-
glio:
"In questo libro si parla dei Sephiroth e delle Vie, degli Spiriti e delle Evocazioni, degli Dèi,
delle Sfere, dei Piani, e di molte altre cose che possono o non possono esistere. Che esi-
stano o no, non ha importanza. Facendo certe cose, si ottengono certi risultati; gli stu-
dienti debbono guardarsi dall’attribuire realtà oggettiva o validità filosofica a qualsiasi di
essi." (A. Crowley – Magick)
Di tutte le regole questa è la più importante, per questo motivo l’ho messa all’inizio. Via
via, imparando e sviluppando il vostro “psicocosmo”, uno stile personale di pratica ma-
gica e incontrando sempre di più gli strani abitanti dei Mondi di Sotto e degli “Ipermondi”,
tornerete di nuovo su queste sagge parole che, ogni volta, assumeranno un significato
diverso e sempre muovo.
COME DIVENTARE MAGHI
È molto semplice:
Dichiaratevi maghi, comportatevi come maghi, praticate magia tutti i giorni.
Siate onesti circa i vostri progressi, i successi e i fallimenti. Farvi un trip con 500 funghi
potrebbe allentare un po' il vostro sfintere astrale ma generalmente non vi donerà nes-
suno dei benefici della magia di cui tratto qui. La Magia è più o meno ciò che vi portate
dietro dai Reami Scintillanti del sopraconscio. Il mago si tuffa nell'Immenso Altro alla ri-
cerca di idee, consigli e tesori da poter portare a casa e quindi arricchire la propria vita
nel mondo materiale.
…e se necessario, fingete finché non ci riuscirete.
COME DIVENTARE MAGHI 2
Leggetevi molti libri sull'argomento in modo da entrare nel mood. Parlare di magia con
dei non-maghi è come parlare di scopate con delle vergini.
Leggere libri sulla magia è come leggere qualcosa che riguarda il sesso: vi farà venire
una gran voglia di farlo ma non vi darà nemmeno lontanamente lo stesso divertimento.
Leggere vi darà un'idea su ciò che è merda e su ciò che può essere vantaggiosamente
adattato al vostro stile personale. Sviluppate la discriminazione. Non infilatevi in culti, in
roba di alieni, in paranoie e non auto-compiacetevi. Imparate di chi fidarvi e da chi stare
alla larga.
COME DIVENTARE MAGHI 3
Posate i libri, piantatela di trovare scuse e INIZIATE
COSCIENZA MAGICA
La coscienza magica è un modo particolare di vedere e interagire con il mondo reale.
Nella mia esperienza posso solo descriverlo come un 'click-mentale', una sensazione di
assoluta certezza accompagnata da uno spostamento percettivo che dona al mondo
reale il passaggio in una strana e arcana sensazione onirica. La coscienza magica è un
modo di vivere e interagire con l'ambiente circostante in modo elevato e significativo; è
simile agli effetti dei viaggi con sostanze psicotrope o al metodo “paranoico-critico” di
Salvador Dalì oppure alle esperienze di pre-morte e così via.
Nei momenti di coscienza magica diventa più attivo ciò che in noi è latente e ciò che
riguarda telepatia e precognizione. È in questo stato mentale che si leggono le foglie di
thè, che si lanciano gli incantesimi, che si raggiungono gli obbiettivi e che si scrivono i
poemi.
ESPERIMENTO:
Il primo esercizio di Coscienza Magica è molto semplice, per cinque minuti guardate tutti
gli oggetti che vi circondano come se tutti insieme volessero dirvi qualcosa di molto im-
portante. Quella lampadina… com’è arrivata lì? Perché quella vittima di omicidio sul gior-
nale ha lo stesso strano nome del vostro patrigno? Perché il telefono suona, proprio in
quel momento, a che cosa stavate pensando? Cos'è quella macchia di umidità sul muro
del palazzo di fronte? Come vi fa sentire?
Cinque minuti di concentrazione durante i quali ogni singola cosa è rilevante, tutto è
splendente e carico di significato, proprio come gli oggetti che vedete nei sogni.
Forza!
ESPERIMENTO:
Come secondo esercizio, rilassatevi e andate farvi una passeggiata e interpretate tutto
quello che vedete sulla via come un messaggio per voi da parte dell’infinito. Osservate le
formazioni degli stormi di uccelli. Create degli oracoli con le lettere sulle targhe delle
macchine o delle insegne dei negozi. Guardate come si staglia il profilo degli edifici nel
cielo. Ascoltate i rumori nelle strade, i graffiti che diventano glifi, le voci che diventano
come rapide di un fiume quasi fossero comandi e inviti subliminali. Ascoltate fra le righe.
Camminate in questo stato di apertura mentale per tutto il tempo che desiderate e in cui
vi sentite a vostro agio, non abbiate uno scopo, più camminerete per il gusto della pura
esperienza e più sarete immersi nella coscienza magica.
La coscienza magica può ricordare la meditazione leggera o la trance “ipnagogica” dell’at-
tività celebrale delle onde alfa nello stato di dormiveglia.
MAGIA APPLICATA
Si tratta di come far accadere le cose eseguendo i necessari esperimenti. Durante questi
tentativi non abbiamo bisogno di sapere COME funziona la magia, ci interessa solo che
funzioni. Le prove di questo le avremo soltanto nella pratica, registrando i risultati e con-
dividendo queste informazioni con gli altri maghi. La magia teorica è fatta di tutte quelle
folli idee che vi vengono in mente nello spiegare quello che vi accade. La magia applicata
è quello che fa accadere le cose.
ARCHIVIO MAGICO
Tenete sempre un diario dei vostri esperimenti. È facile dimenticare le cose che fate o
non vedere le piccole e interessanti connessioni e corrispondenze. Prendete nota di
tutto, dall’intento alla realizzazione. Prendete nota di date, tempi, umore, successi e fal-
limenti.
Studiate VOI STESSI nel modo in cui un cacciatore studia la preda. Sfruttate le vostre
debolezze per creare dentro di voi i cambiamenti desiderati.

RITUALE DI BANDO
Il Rituale di Bando (o protezione o pulizia psichica N.d.T.) è un modo di preparare lo spa-
zio per l’uso rituale. Ci sono tantissimi rituali di bando disponibili e che toccano ogni
grado dello spettro di pomposità. Pensate a una pulizia come all’istallazione di un soft-
ware antivirus. La pulizia psichica è una sorta di vaccinazione contro infezioni che arri-
vano dall’Oltre.
La maggior parte dei rituali di bando sono intesi per circondare il mago con un impene-
trabile scudo di volontà. Normalmente questo prende la forma del riconoscimento dei
poteri elementali ai quattro punti cardinali della bussola. Alcuni preferiscono visualizzarsi
circondati e protetti da colonne di luce o da quattro angeli. Andrà bene qualunque im-
magine protettiva: astronavi, supereroi, monaci guerrieri, qualunque cosa. Io non faccio
nulla di tutto questo e normalmente visualizzo una bolla che emana dal mio corpo fino
allo spazio tutto intorno, sopra e sotto, fin dove ritengo possa servirmi.
Perché la necessità di una protezione?
Ricordate che potreste aprire alcune parti di voi stessi ad un flusso di informazioni che
arriva da “altre” fonti “non ordinarie”. Questo accade sicuramente se praticate magia
cerimoniale e cercate di evocare delle forme divine o altre cose spiritiche. Le vostre basi
verranno messe alla prova. Dietro l’angolo si nasconde sempre il pericolo della follia o di
un’ossessione. Proseguendo con il vostro lavoro magico, verrete costretti a confrontarvi
con le vostre paure e i vostri desideri più reconditi e oscuri. È quindi facile spaventarsi,
diventare stupidi o paranoici. Siate fluidi, non avvinghiatevi ad alcuna immagine di voi
stessi e mantenete in ogni momento il vostro senso dell’umorismo. Una genuina risata è
il più efficacie rituale di bando possibile.
Il rituale di bando vi ricorda che a prescindere dalla grande quantità di divinità a cui par-
lerete o dai tanti reami fluorescenti che visiterete, alla fine dovrete sempre tornare a
casa, fare la cacca, essere in grado di preparare la cena, innaffiare le piante e, cosa più
importante, essere in grado di parlare alle persone senza spaventarle.
Quando porterete a termine un qualsiasi lavoro magico, tornate con i piedi per terra con
una bella risata, un buon pasto, una grande scopata, una corsetta o qualsiasi cosa vi ri-
connetta con il mondo terreno. La pulizia alla fine di un rituale, funziona come decom-
pressione quanto rientrate nel normale mondo delle bollette da pagare, delle fermate
degli autobus e del lavoro soddisfacente. Il lavoro di un mago è di non perdersi nell’Ol-
tremondo ma di portare con voi i suoi tesori con cui tutti possono giocare.
SIGILLI
Nello stile di Pop Magic!, il sigillo è la prima e tra le armi più efficaci nell’arsenale di ogni
mago moderno.
La tecnica del sigillo è stata re-ideata e modernizzata da Austin Osman Spare agli inizi del
ventesimo secolo e resa popolare dai Maghi del Caos e da Thee Temple of Psychic Youth
(Il tempio della giovinezza psichica – N.d.T.) durante gli anni '80.
Un sigillo è un’immagine caricata magicamente, come questa:

Il sigillo rappresenta un intento o un desiderio magico - diciamo: "IT IS MY DESIRE TO BE


A GREAT ACTOR” (desidero diventare un grande attore. N.d.T.) - (ovviamente potete
esprimere il desiderio che volete) e lo ridisegna, trasformandolo in un simbolo caricato
intensamente. Il desiderio va poi dimenticato. Ne rimane solo il simbolo che può essere
caricato a piena potenza appena il mago lo desidera.
Dimenticare un desiderio nella sua forma parlata può risultare difficile se si è stati troppo
ambiziosi. Non ha senso caricare un sigillo per vincere la lotteria se poi non compri alcun
biglietto. Comincia con delle cose che non siano emotivamente troppo coinvolgenti.
Normalmente creo sigilli per incontrare persone che mi interessano o per avere qualità
particolari di cui potrei aver bisogno in una data situazione. Ho usato i sigilli anche per
guarire, per scovare oggetti che avevo perduto e per attuare dei cambiamenti globali di
una certa importanza. Li uso da 20 anni e funzionano SEMPRE.
Secondo la mia esperienza, il periodo che intercorre tra il caricamento di un sigillo e la
sua manifestazione come un evento nel mondo reale è solitamente di 3 giorni, 3 setti-
mane o 3 mesi a seconda delle variabili coinvolte.
Ripeto: I sigilli funzionano SEMPRE.
Comincia a trasformare il tuo intento in un simbolo pulsante in questo modo:
prima rimuovi le vocali e le lettere che si ripetono lasciando una stringa di consonanti
ottenendo (dall’esempio di cui sopra. N.d.R.) - TSMYDRBGC.

Il prossimo passo è destrutturare la stringa di caratteri, assemblali o unisci le linee e gioca


con le lettere finché non otterrai una sorta di glifo che abbia un appropriato aspetto ma-
gico. Quando sarete soddisfatti, il sigillo sarà fatto e potreste anche ritrovarvi con qual-
cosa del genere:

La maggior parte dei sigilli fatti in casa sembrano un po' bizzarri o alieni - tipo scritte UFO
o graffi stregoneschi sui muri. Non ci sono regole su come dovrebbe essere il vostro sigillo
l’importante è che funzioni per voi. In questo momento ci interessano solo i risultati.
Se una cosa non funziona allora provatene un’altra. Il punto non è credere nella magia,
il punto è praticarla e capirne il funzionamento. Questa non è una religione e la fede cieca
non ha alcuno ruolo qui.
Caricare e lanciare il sigillo è la parte divertente (spesso si consiglia di creare un po’ di
sigilli per poi caricarli in un secondo momento quando ne avrete dimenticato l’intento).
La maggior parte di noi trova difficile, almeno all'inizio, mantenere una concentrazione
di tipo Zen necessaria per operare magicamente su larga scala. Questa concentrazione
può essere imparata con il tempo e l’esercizio, tuttavia nel frattempo i sigilli sono un
semplice modo per evitare anni di allenamento ed ottenere un successo istantaneo. Per
caricare il vostro sigillo dovete concentrarvi sulla sua forma, mantenendola nella vostra
mente mentre la svuotate di tutti i pensieri.
Quasi impossibile si potrebbe dire; eppure il corpo umano possiede vari meccanismi per
indurre brevi stati di vuoto-mentale: digiunare, girare su SÉ STESSI, una stanchezza in-
tensa, la paura, il sesso, il dolore acuto o la reazione acuta da stress (fight or flight re-
sponse). Tutti questi metodi possono essere d’aiuto. Ho caricato sigilli con un bungee-
jumping, mentre ero sdraiato moribondo in un letto d'ospedale, durante un'eclisse totale
di sole e danzando techno. Tutti questi metodi si sono dimostrati alquanto efficaci però
per tutti gli impazienti principianti nulla batte la TECNICA DELLA SEGA E DEL DITALINO.
Ho notato che certi non-maghi ridono convulsamente ogni volta che pronuncio la parola
“masturbazione” (non mi stupisco, insieme al bagnare il letto o cacare nella lettiera del
proprio gatto per farsi due risate, è una delle cose che nessuno ammetterai mai pubbli-
camente).
Ad ogni modo, la masturbazione magica è più divertente della buona vecchia pippa, tutto
quello che richiede è questo: nel momento dell'orgasmo, visualizzate il sigillo che avete
scelto, davanti agli occhi, nella vostra mente, per proiettarlo al di là verso le mediasfere
e nei logoversi, dove i desideri brulicano e diventano carne.
Il sigillo può essere tracciato su carta, sulla vostra mano o sul vostro torace, sulla fronte
di un amante od ovunque pensiate possa essere più efficace.
Nel momento incandescente dell'orgasmo la mente si acceca. Ed è proprio in questo
istante, in questo in questa abissale spaccatura della percezione, che un sigillo può essere
lanciato.
La masturbazione è solo UNO degli innumerevoli metodi con cui potrete ridurre al silen-
zio il vostro brusio mentale, sfruttando così quella frazione di secondo che serve per lan-
ciare un sigillo. Vi ho suggerito la masturbazione perché sono una persona buona, perché
è facile e perché è divertente per la maggior parte di noi.
Comunque non è che si cambia l’universo con una semplice masturbazione (ditelo ai mi-
liardi di spermatozoi che si battono per la propria vita e per il futuro della specie, contor-
cendosi in un fazzolettino appallottolato). Se fosse vero, ogni vaga fantasia che ci venisse
in mente nel momento dell’orgasmo, diventerebbe vera nel giro di pochi mesi. La diffe-
renza sta nell’intento.
Dimenticate le seghe per un momento solo se potete e ricordate che il sigillo è la parte
più importante della magia di cui stiamo parlando. Il momento dell’orgasmo serve solo a
liberare la mente, tutto qui. Ci sono numerosi altri modi di liberare la mente e potete
usare tutti quelli che volete. Ballare o girare vorticosamente su SÉ stessi sono metodi
molto efficaci. La meditazione può essere buona ma richiede anni di pratica per diventare
efficace. Paura e shock sono anche ottimi per caricare i sigilli, quindi potreste guardare
un film pauroso e lanciare il vostro sigillo nel momento in cui la testa dell’eroe arriva
rimbalzando dalla scala d’alluminio per finire sul grembo della fidanzata.
Anche correre intorno all’isolato stringendo il sigillo potrebbe rivelarsi utile per caricarlo;
perché non sperimentare?
Non so, potreste anche provare a lanciare il vostro sigillo durante il bunjee jumping o
anche stando seduti in un cimitero di notte. Oppure ballando fino allo stremo.
In sostanza la cosa importante è che troviate il vostro metodo preferito per fermare il
dialogo interiore per un tempo utile a lanciare nella fessura creatasi, un sigillo ultravio-
letto, fiammeggiante e violentemente visualizzato. Per concludere gli stati di spossatezza
derivanti da un qualsiasi tipo di intensa privazione o di eccitazione sessuale, sono ideali.
Se invece, nonostante tutti gli esperimenti, avete ancora delle difficoltà con i sigilli, allora
per un po’ provate altri metodi per principianti. Ho incontrato un paio di persone che
non riuscivano a far funzionare i sigilli, è quindi probabile che ci sia qualcuno di voi che
potrebbe veramente avere dei problemi in questa particolare area. Una sfortuna ma que-
sto non significa che non c’è niente di magico con cui possiate giocare. Non riuscirei nean-
che a rantolare una “twinkle twinkle little star” con il clarinetto ma suono la chitarra ab-
bastanza bene da poter scrivere un sacco di fantastiche canzoni. Se invece mi fissassi con
il clarinetto senza avere risultati, dovrei allora pensare che la musica non esiste? Oppure
dovrei pensare che la mia attitudine nel suonare la chitarra non è per me replicabile sul
clarinetto? Se voglio fare musica, uso lo strumento che è più consono per me e con cui
mi sento più a mio agio. Lo stesso vale per la pratica magica. Cercate di non essere troppo
severi. Qui non si tratta di proteggere un sistema di credenze, qui si tratta di produrre
dei risultati.
USATE SOLO CIÒ CHE FUNZIONA.

SIGILLI: ELIMINAZIONE
Alcune persone conservano i loro sigilli, alcuni li eliminano con un elemento appropriato
all’intento del mago. Io li ho bruciati, li ho gettati nello scarico e li ho sparsi al vento,
dipende da come mi sentivo al momento. I sigilli d’amore li ho gettati nel gabinetto o
lasciati nel fiume o li ho bolliti in una pentola. I sigilli di guerra li ho bruciati ecc… Alcuni
dei miei sigilli li conservo ancora perché ho deciso che devono maturare più lentamente
e che quindi mi conviene tenerli. Altri ancora devo stamparli. Fate tutto ciò che vi piace
e che produce dei risultati. La carta deteriorata ad esempio si può eliminare facilmente
nella borsetta di vostra madre o nella tasca dell’impermeabile di vostro padre.
SIGILLI VIRALI
I sigilli virali conosciuti anche come LOGO o MARCHIO non sono un’invenzione recente
(vedi i “cristiani” o i “nazisti”) ma sono diventati un inevitabile fenomeno globale degli
ultimi anni. È facile vedere il nazismo come l’ultimo sussulto di un’idea di Età Imperiale;
dei barbari visionari che ancora pensavano che il dominio del mondo significasse schiac-
ciare il nemico e impossessarsi dei loro beni immobili. Se solo loro avessero previsto che
il dominio globale non avrebbe più avuto nulla a che vedere con i pezzi di terra ma che
invece avrebbe avuto molto a che fare con i media, avrebbero sicuramente anticipato i
metodi di violenza silenziosa delle multinazionali combinandoli con il loro indubbio senso
del design; gli artisti rinnegati che avevano progettato il terzo reich avrebbero potuto
creare il primo brand globale del XX secolo, risparmiando le vite di molti potenziali clienti.
Gli archi d’oro di McDonald, la sfrecciata della Nike e l’autografo della Virgin sono tutti
sigilli virali di multinazionali.
I sigilli delle multinazionali sono dei super animali da monta. Attaccano lo spazio imma-
ginativo che non ha un marchio. Invadono la Piazza Rossa, infestano le eccentriche strade
del Tibet e si imprimono nei tagli di capelli. Si moltiplicano attraverso i vestiti, trasfor-
mando le persone in mandrie pubblicitarie. Si sono sviluppati in modo alquanto potente
nella storia della magia dei sigilli, che risale a quando fu dipinto il primo bisonte nella
prima parete di una caverna.
Il logo o il marchio, come ogni sigillo, è una condensata, compressa e simbolica evoca-
zione del mondo dei desideri che la multinazionale vuole rappresentare. Il logo è l’unico
segno visibile dei servizi segreti delle multinazionali che ribollono dietro di esso. Walt
Disney è morto molto tempo fa ma la sua familiare firma “cartonesca”, persiste nel
tempo con il suo immenso carico di significati, nessi, nostalgia e valore. Le persone ven-
gono fatte nascere e vengono cresciute per diventare dirigenti della Disney, parlano lo
stesso gergo e lo stesso credo di un’entità corporativa vivente. Walt Disney, l’uomo, è
bell’e morto e congelato (o così vuole la leggenda popolare) ma la Disney, l’immenso e
invisibile egregore corporativo continua ad esistere.
Le entità corporative sono interessanti da studiare e possono insegnare molto a un mago
su cosa intendiamo veramente quando usiamo la parola “magia”. Loro e altri fantasmi
come loro, oggi, agli inizi del XXI secolo, governano il mondo.
ESPERIMENTO:
Pensate intensamente al motivo per cui lo spirito della Coca Cola è più forte dello spirito
della Dr. Pepper (quale grande complesso di idee, di bramosia e carenze, il logo della
Coca riesce a riassumere in due parole e due colori, portando il concetto di Neolingua di
1984 di Orwell alla sua logica conclusione?). Osservate le abitudini dei grandi predatori
corporativi come FOX, MICROSOFT o AOL TIME WARNER. Seguite i loro movimenti nel
tempo, osservate le loro abitudini alimentari e i loro metodi di predazione, monitorate i
loro comportamenti ripetitivi e notate come reagiscono al cambiamento e alla novità.
Imparate ad imitarli, rubate le loro strategie di successo e fatele vostre. Create la vostra
multinazionale o azienda; è facile da fare, bisogna compilare qualche documento e una
modesta somma di denaro. Create il vostro marchio, il vostro logo e osservate quanto
velocemente riuscirete a diffonderlo e interagire con altre entità corporative.
Costruite il vostro personale Dio e liberatelo nel mondo.
IPERSIGILLI
Gli ipersigilli o “supersigilli” sviluppano ulteriormente il concetto di immagine statica in-
corporando elementi come la caratterizzazione, la recitazione e la trama. L’Ipersigillo è
un sigillo esteso attraverso la quarta dimensione. La mia serie a fumetti, Invisibles, è stato
un sigillo lungo 6 anni nella forma di un’avventura occulta che ha consumato e ricostruito
la mia vita durante il suo periodo di composizione ed esecuzione. L’ipersigillo è un me-
todo immensamente potente e a volte pericoloso per alterare la realtà in relazione all’in-
tento. I risultati possono essere notevoli e scioccanti.
ESPERIMENTO:
dopo aver familiarizzato con il metodo tradizionale di sigillazione, vedete se riuscite a
creare il vostro ipersigillo. L’iperisgillo può prendere la forma di un poema, di una storia,
una canzone, una danza o una qualsiasi altra attività artistica che vi piacerebbe provare.
Si tratta di una tecnologia sviluppata recentemente quindi ci sono ancora molti parametri
da esplorare. È importante assorbirsi totalmente nell’ipersigillo durante il suo sviluppo
perché richiede un alto grado di concentrazione e assimilazione (il che può portare ad
un’ossessione. Ma che importa? Alla fine potrete sempre fare una bella pulizia) come la
maggior parte dell’arte. L’ipersigillo è un modello in miniatura dell’universo del mago, un
ologramma, un microcosmo o una “bambola vudu” che può essere manipolata in tempo
reale per produrre dei cambiamenti nell’ambiente macroscopico della vita “reale”.

PARTE 2

CHIACCHIERARE CON GLI DEI


Aprite la vostra mente per un momento: nel mondo esistono delle Grandi Idee. Erano
grandi anche prima che nascessimo e rimarranno grandi anche quando marciremo. La
RABBIA è una di queste Grandi Idee, l’AMORE è un’altra. Poi ci sono la PAURA e la COLPA.
Questo vuol dire che per evocare un dio, bisogna solo concentrarsi su quel dio, esclu-
dendo tutti gli altri pensieri. Diciamo che volete evocare la Grande Idea della COMUNI-
CAZIONE nella forma del dio ERMES, in modo che vi faccia dono dell’eloquenza. Ermes è
la personificazione greca della prontezza di spirito, dell’arte, della scrittura e le qualità
che incarnava venivano rappresentate dagli artisti nel simbolo di una giovinezza nuda
eternamente rapida, con piccole ali pronte per volare e vestito di scie d’aria. Ermes è una
sintesi in forma pittorica, in pratica un sigillo, di un facilmente riconoscibile e predefinito
stato di coscienza umano. Quando le nostre parole e le nostre menti sono agili, quando
facciamo ridere gli altri, quando scriviamo una poesia, siamo in presenza di Ermes in per-
sona. Siamo di fatto posseduti dal dio.
Non sto insinuando che esista un reale o anche trascendentale Monte Olimpo platonico
dove delle divinità in stile hollywoodiano se stanno sedute intorno ad una pozza magica,
osservando i fatti degli umani e che di tanto in tanto facciano una pausa per saltare giù
ogni volta che qualcuno “creda” in loro piuttosto intensamente. Per quel che so potrebbe
anche essere così però sarebbe un modo un po’ complicato per spiegare qualcosa di
molto semplice. La verità è che non ci deve essere un Monte Olimpo perché tu possa
incontrare Ermes o qualcosa proprio come lui ma che usi un nome diverso. Non dovete
neanche credere negli dei greci per evocare uno di loro. Ermes incarna la Grande Idea;
tutto ciò che dovrete fare è pensare a lui così profondamente che apparirà nella vostra
mente in modo così rapido e impetuoso, che lo riconoscerete all’istante.
Le persone tendono ad essere impossessate dagli Dei in modo del tutto arbitrario, senza
che li riconoscano come tali; un uomo può essere sopraffatto dalla rabbia (=dio greco,
Ares), tutti noi possiamo essere estremamente agitati dalla passione (=Afrodite) o dal
dispiacere (=Ade). Ogni giorno della nostra vita incontriamo queste “Grandi Idee” solo
che non usiamo più la parola “dio” per descriverle. Lo stregone invece evoca conscia-
mente questi stati e li chiama Dei per separarli dal proprio ego, e così studiarli e imparare.
Ad esempio potreste invocare Ermes se voleste iniziare a scrivere un romanzo, pronun-
ciare un discorso oppure semplicemente intrattenere una nuova conquista con qualche
battuta.
QUANTI ERMES CI SONO?
La forma che prende la Grande Idea dipende dalla tua tradizione o dal tuo desiderio. Il
bel giovinetto elettrico dei greci è un’immagine molto nota nelle culture occidentali ed è
stata usata in ogni forma: dai fumetti di Flash alla catena di fiorai, Interflora. Altre culture
possono incarnare rapidità, verve e illusione in modi leggermente differenti ma il com-
plesso base di idee, rimane lo stesso in tutto il mondo: velocità, parole, scrittura, magia,
inganno, intelligenza e tutte le qualità che associamo a Ermes; in India però questa
Grande Idea è incarnata in un paffuto giovanotto con una testa d’elefante e una zanna
rotta con cui scrive l’ininterrotta storia dell’universo. Si chiama Ganesh, lo scriba degli
Dei dell’India vedica.
In Egitto questa stessa Grande Idea, si chiama Thoth, colui che ha creato i simboli dei
tarocchi. Nella tradizione islandese, Odino o Wotan è il dio del fulmine e della comunica-
zione. Proprio come i monitor che fissiamo ogni giorno, Wotan ha un solo occhio e sulle
sue spalle ci sono i corvi, PENSIERO e MEMORIA, che gli inviano dati istantanei da tutto
il mondo. Potrebbe essere molto utile in questa forma se doveste domare un PC indisci-
plinato.
Ermes, Mercurio, Odino, Ganesh, Thoth, tutti questi nomi rappresentano le varie incar-
nazione che hanno come temi la comunicazione e la velocità.
I riduzionisti potrebbero arrivare ad una comprensione della magia, considerando il
“Monte Olimpo” come una metafora per una sorta di testa umana collettiva.
ESPERIMENTO:
Scegliete un Dio tradizionale o un Demone da un libro di magia o di mitologia e imparate
tutto il possibile sul soggetto prescelto. Vi suggerisco di cominciare con una divinità be-
nigna a meno che non siate stupidi oppure dei duri che si vogliono infilare in qualche
sporca e malvagia questione psichica; in tal caso scegliete un demone da uno dei vari
grimori medievali e sperate di essere abbastanza forti da reggere le intense emozioni di
negatività incarnate dal demone.
Comunque suggerisco di cominciare prima con Ermes, il dio della Magia, nella forma di
Ganesh.
Ganesh è conosciuto per essere colui che distrugge gli ostacoli e tra le sue caratteristiche
c’è quella di aprire il sentiero per il mondo magico, quindi se siete seri circa l’intrapren-
dere un percorso magico, è sempre bene fare per prima cosa la sua conoscenza.
Evocate Ermes con fervore. Crogiolatevi nei suoi attributi. Bevete un caffè o una Red Bull
in suo onore o fatevi una striscia di speed, secondo il vostro livello in fatto di abusi di
droga. Riempitevi la testa di cose veloci, tipo aerei jet, macchine da corsa o treni ad alta
velocità. Mettete su “Ray of Light” di Madonna e chiamate Ermes oppure circondatevi di
fumetti di FLASH ed evocate Ermes.
Con parole vostre ditegli quanto sia fantastico e poi evocatelo dentro di voi, costruendo
un ponte tra i vostri sentimenti di splendore sempre in crescita e le energie della Grande
Idea che stanno arrivando a voi.
L’arrivo del Dio sarà inconfondibile: percepirete una sensazione di presenza o anche di
leggera possessione (ricordate cosa SIGNIFICA: siamo “posseduti” da Venere quando
l’AMORE sgretola la nostra ragione; siamo tutti posseduti da Marte quando siamo acce-
cati dalla rabbia e così via. Imparate a riconoscere le specifiche sensazioni che la parola
“possessione” descrive. Questo vi permetterà di studiare la Grande Idea che avete scelto
e capirne i suoi effetti nel sistema nervoso umano da vicino e senza esserne impauriti o
emotivamente sopraffatti.)
Potreste sentire distintamente una voce nella vostra testa che potrebbe avere un strano-
ma-familiare senso di alterità o lontananza. Fate domande e prendete nota delle risposte
nella vostra testa. Ricordate ogni cosa specifica che sentite e annotatela non importa
quanto strana sia. Mantenete il senso di contatto, domanda e risposta più a lungo possi-
bile e vedete cosa riuscite a imparare.
Ricordate che Ermes è anche un imbroglione e ama i linguaggi e i giochi, quindi nel con-
tattare questa Grande Idea siate pronti per degli arguti giochi di parole e degli indovinelli.
A volte il rapido fiume di giochi di parole e scherzi potrebbe sembrare un incubo di ripe-
tizioni frattaliche però se dovrete avere a che fare con Ermes, siate pronti a pensare ve-
locemente e a impressionarlo con la vostra verve.
D’altro canto se di lui percepirete solo un tenue accenno o non percepirete nulla, non
dovete preoccuparvi: riprovate ancora con Ganesh, Odino o un altro dio con cui vi sentite
più a vostro agio. Continuate a sperimentare finché non riuscirete a generare lo stato
mentale necessario. Non è difficile; se riuscite a pensare a qualcosa che vi fa diventare
tristi o arrabbiati (e la maggior parte di noi può farlo), allora siete in grado di evocare Dei
e Grandi Idee.
I DEMONI SONO…
Niente di più, niente di meno che il sentimento che provate quando venite scaricati da
un’amata o come quando qualcuno, di fronte ai colleghi, vi addita come dei “soggetti” o
qualsiasi altra condizione predefinita di valore negativo a cui tutti gli esseri umani hanno
accesso. L’inferno è SOLTANTO l’Eterno Sottomettersi e il Posto dell’Annullamento di Noi
Stessi. Quando Nietzche ha affermato che “Dio è morto!”, ha dimenticato di aggiungere
che anche Satana è morto e che quindi siamo Liberi da tutto quel ciarpame.
ESPERIMENTO:
Usate le tecniche che avete imparato per evocare un dio o un demone classico e appli-
catele per degli esseri che sapete PER CERTO non essere reali, come gli Dei del fumetto
di Jack Kirby, come i mostri dei miti di Cthulhu di HP Lovecraft, i personaggi dei Pokemon
o i Cenobiti di Clive Barker. Scoprirete che potrete evocare qualunque di questi perso-
naggi bizzarri in una forma fisica. Al posto di Ermes, il messaggero degli Dei, è possibile
evocare lo stesso complesso sistema in un ambiente culturale totalmente differente.
Consiglio almeno un’evocazione della veloce forza mercuriale di Ermes nella forma di
Metron, l’esploratore intellettuale computerizzato del fumetto I Nuovi Dei di Jack Kirby.
Ho avuto molto successo quando ho contattato gli Dei di Kirby, incluso un memorabile
incontro con la Grande Idea di Rabbia Virtuosa nel suo aspetto di “Orion” negli infiniti
campi di battaglia del Quarto Mondo. Evocate la forza guerriera e l’energia marziale nella
forma di Orion, circondandovi di immagini tratte dai fumetti di Kirby, mentre ascoltate
“Marte” tratto dalla Suite dei Pianeti di Holst o “Revolution #9” dei Beatles o anche sem-
plicemente il suono di colpi di arma da fuoco e bombe da una registrazione di effetti
speciali.
Evocate James Bond prima di un appuntamento galante, vestendo in smoking, mentre
ascoltate il tema di Goldfinger e Thunderball.
Oppure provate ad evocare Dioniso, dio del delirio creativo, nel suo aspetto di imbro-
glione, con le fattezze di Ace Ventura L’Acchiappanimali dei film con Jim Carrey - magari
tenendo vicino i vostri animali o dei peluche, tutto questo mentre mandate in play i film,
imitando le tipiche mosse dell’attore e usandole per formulare dei sigilli fisici che potete
rappresentare nello spazio che avete designato per il rituale. Fatelo finché non divente-
rete Dioniso con le sembianze di Ace Ventura. Prendete nota di quello che accade al vo-
stro senso del SÉ e pensate a dei modi di usare queste nuove qualità “divine” che avete
evocato dentro di voi (oppure a cui avete dato vita dal vostro subconscio, a seconda di
quale modello scegliate per spiegare le vostre esperienze).
Pensate a queste nuove qualità o Dei come fossero delle applicazioni e caricatele quando
avete bisogno di usarle. Più avvierete l’applicazione, e più questa sembrerà diventare
convincente e intrinseca al vostro SÉ. Questo è il motivo per il quale ogni tanto gli attori
trovano difficile uscire dal ruolo e perché i maghi si sentano spesso posseduti da Demoni
o Dei. Accade perché vengono avviate quelle applicazioni.
Scoprirete presto che gli Dei sono “qualità” o condizioni predefinite di coscienza disponi-
bili a chiunque.
Con molta pratica diventerete abilissimi ad accedere a questi stati. Comunque non pen-
sate che questi stati siano SOLO dei processi psicologici interni. Le Grandi Idee erano qui
da molto prima di voi ed esisteranno a lungo anche quando non ci sarete più. Possono
essere considerate delle qualità autonome immensamente potenti e dovrebbero essere
rispettate come tali. Evocare troppa RABBIA nella vostra vita potrebbe rendervi fastidiosi
e prepotenti, evocare troppa comunicazione alle spese di altre qualità potrebbe rendervi
dei pedanti monopolizzatori di conversazioni, e così via.
C’è sempre un pericolo quando un Dio viene adorato più di tutti. Evocando solo Ace Ven-
tura potreste non essere più divertenti e creativi ma alquanto fastidiosi. Se evocate i Ce-
nobiti di Clive Barker per vedere se io mi stia inventblando un sacco di cazzate, prepara-
tevi a dei grossissimi problemi di dominazione, tortura, sottomissione e dolore, perché i
Cenobiti sono definiti da questi parametri operazionali.
GUARIGIONE
Il mio metodo preferito di guarigione è quelli degli Spiritisti e della loro tecnica di “impo-
sizione delle mani”, questa comporta una semplice preghiera alla congregazione dei
“guaritori” o dei “veterinari” morti, che si dice siano disposti ad aiutarci nel momento del
bisogno. La preghiera è accompagnata da una concentrazione intensa e da una visualiz-
zazione del processo di guarigione. Ho sempre constatato che funziona molto bene e può
essere anche più efficace se usata con i sigilli.
ESPERIMENTO:
Visitate la vostra Chiesa Spiritista locale, se esiste dalle vostre parti, e chiedete di vedere
una dimostrazione di questo potente metodo di guarigione.
AMICO, DOV’E’ IL MIO EGO?
L’ego, in senso negativo, è quel calcificato senso di stabilità e di “Io” immutabile che le
persone usano come difesa contro la Paura del Cambiamento e della Morte. L’Io è una
sorta di armatura; anche se l’Io può sembrare protettivo e a volte comodo, c’è da dire
che non lascia molto spazio di manovra, non vi fa avere dei contatti efficaci e non vi fa
adattare alle nuove situazioni. Poi c’è il SÉ che è una sorta di grande EGO, utile per tutte
le cose di cui abbiamo parlato qui. Il SÉ crea la spinta eroica verso la Trascendenza che
CONSUMANDOLA E DIRIGENDOLA in un contesto più alto.
Bisogna ricordare che non potete spingervi oltre il vostro Ego finché non ne avrete svi-
luppato uno da cui spingervi oltre. L’ego, o il SÉ Individuale, è l’impalcatura per quello
che chiamiamo “Super-io” o “Memiplex” (per usare un termine di Susan Blackmore per
ciò che chiamiamo “personalità” – leggete La Macchina dei Memi (Meme Machine) per
saperne di più sulla rivoluzionaria teoria della Dr.ssa Blackmore). L’impalcatura è la parte
necessaria di ogni progetto di costruzione, però nell’ultimo paio di centinaia d’anni siamo
stati incoraggiati a scambiare quell’impalcatura per un palazzo. Il SÉ individuale e sovrano
sembrava un tale punto d’arrivo nello sviluppo, che adesso è molto difficile lasciarlo an-
dare senza incorrere in alcuni divertenti traumi esistenziali estinzionisti; ma come per
tutte le fasi di crescita, è solo una fase e va superata.
Far retrocedere il concetto di “individuo” portando deliberatamente avanti multipli dia-
loganti “io”, personaggi, memiplexi oppure dei SÉ, significa, almeno per me, attuare un
metodo per disgregare l’Io individuale esistenziale calcificato e trasformarlo in delle più
fluide costellazioni di personalità multiple, facendo diventare “la personalità” solo una
delle tante opzioni comportamentali del menù.
L’ABISSO
Aleister Crowley incarnò la distruzione del SÉ Egoico nella forma di Choronzon, il Diavolo
333. Choronzon, si dice sia dell’Abisso, il guardiano che tutto divora (Abisso inteso come
un appropriato e melodrammatico termine per il divario esperienziale nella coscienza
umana). Il termine può essere applicato a quello stato mentale durante il quale il SÉ-
Coscienza Individuale Egoico inizia a cannibalizzare SÉ stesso invece di confrontarsi con il
fatto, di norma spaventoso, che la Personalità non è “Reale” nel senso esistenziale ed è
semplicemente una strategia comportamentale.
Molti di noi hanno avuto delle piccole esperienze al limite del gigantesco complesso
Mega-ChoronzonnoznorohC-ageM; l’Incontro Choronzonico è presente nelle implacabili,
noiose auto interrogazioni degli effetti down delle anfetamine, nelle febbri o nelle espe-
rienze di pre-morte. Pensate al dialogo interiore, che si annichilisce in un’interminabile
auto-esaminazione e ascolterete la voce di Choronzon.
Choronzon quindi, è il SÉ Esistenziale nell’ultimo divario, che mastica il proprio cervello,
cerca nutrimento e trova solo l’enigma del Fondo che è Senza Fondo. Choronzon è
quando non rimane altro che morire di inesistenza. Oltre Choronzon, i concetti di perso-
nalità e identità, non possono sopravvivere. Oltre Choronzon noi non siamo più il nostro
SÉ. Sull’orlo dell’abisso, la “personalità” non può fare niente, non può dire nulla e non
può trovare scuse per evitare di disintegrarsi entrando nel “non essere”.
Molti di noi, nelle sempre più dilaganti tradizioni Consumistiche Occidentali tendono ad
aspettare fino alla morte prima di, eventualmente, considerare Choronzon. Siccome pos-
siamo solo supporre che l’Egoico Senso-del-SÉ sia interamente divorato in una qualsiasi
fiamma della colpa e della furia o nella negazione di SÉ o nella pace perfetta che il nostro
ultimo flusso di endorfine ci dona negli ultimi 5 minuti prima della morte cerebrale,
l’istante della morte mi pare un momento particolarmente vulnerabile in cui dover af-
frontare per la prima volta il terrore Esistenziale.
È meglio sperimentarlo prima ed esplorare un po’ il panorama. Morire prima di morire è
la grande ordalia del cammino Magico.
L’abisso, allora, è quel limite dell’auto-coscienza dove il significato si arrende e si riversa
nel proprio assoluto opposto e che poi viene consumato nell’”Acido Choronzonico”, un
iper-solvente così potente che è in grado di dissolvere il SÉ-stesso. Qui incontrerete l’im-
menso muro di confine del SÉ/NON-SÉ al limite della Coscienza Egoica e vi disintegrerete
contro di esso. L’Abisso è un’interruzione della coscienza, dove le nozioni di identità,
razza, essere e territorio vengono consumate nell’agonizzante furia della contraddizione.
I maghi che hanno “attraversato” l’Abisso con successo non sono considerati più umani,
nel senso che per sopravvivere a questa dura prova è necessario frammentare il SÉ in
molteplici personalità complesse.
ESPERIMENTO:
Il cosiddetto “Giuramento dell’Abisso”, è l’incontro corrosivo con le forze Choronzoniche
all’interno della personalità. Non è qualcosa da prendere alla leggera e vi suggerirei molti
anni di pratica magica prima di tentare qualcosa di così stupido e così affascinante come
distruggere il vostro SÉ così saggiamente consolidato. Le ricompense per il successo
nell’attraversare l’Abisso sono molte ma un tentativo fallimentare può infrangere inte-
riormente un mago, può consumarlo con il dubbio, la paura e l’insicurezza, rendendolo
piuttosto inutile alla propria comunità.
RIVOLUZIONE MAGICA!
Diventare un mago è di per SÉ un atto rivoluzionario e con conseguenze su vasta scala.
Prima di partire per distruggere “il sistema”, per prima cosa è bene comunque ricordare
che l’abbiamo fatto noi e per il nostro interesse. Lo sosteniamo costantemente, sia in
accordo con esso che supportandolo ma anche con la nostra opposizione o dissenso. I
detrattori del Sistema sono funzionali al Sistema tanto quanto i suoi difensori. Il Sistema
è uno golem assemblato nelle menti degli esseri umani che operano al suo interno. È un
genitore virtuale che abbiamo creato perché si occupi di noi. L’abbiamo fatto molto
grosso e difficile da vedere nella sua interezza e noi lo serviamo e lo nutriamo ogni giorno.
Ci sono degli anni in cui non nascono dottori o poliziotti? Perché gli artisti raramente
vogliono diventare dei poliziotti?
Per ogni MacDonald distrutto, “loro” ne costruiranno altri due. Invece di schiaffare un
panetto di Semtex tra l’Happy Meal e il vassoio di plastica, fatevi strada scalandone i
ranghi, conquistate un posto nel consiglio direttivo e trasformate l’azienda in uno zim-
bello internazionale. Lungo la via imparerete molto sulla magia. Poi mobilitatevi per con-
quistare la Disney, la Nintendo o qualunque azienda preferiate. …e se il “sistema” non
fosse per niente vostro nemico? Se fosse invece il vostro parco giochi? L’ambiente natu-
rale in cui noi maghi-pop siamo nati? Se fosse la nostra giungla, il nostro oceano o il no-
stro banco di ghiaccio… dove fare affari, dove danzare e trasformare tutto, al meglio delle
nostre possibilità, in poesia?
Se fosse proprio così?
Grant Morrison.