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La morte di Rolando

La retroguardia franca, dopo una strenua resistenza, viene massacrata dagli Arabi. Tutti muoiono
nella strage, anche il saggio Olivieri, amico di Rolando. Solo il valoroso paladino sopravvive ancora.
In punto di morte, stremato dalle fatiche e con le tempie spezzate nello sforzo di suonare
l’olifante, si stende bocconi su Durindarda, la sua spada, quasi per proteggerla da ogni oltraggio, e
rivolge il viso alla Spagna per far capire a tutti che è morto combattendo e non fuggendo. Alla fine
della sua lunga agonia, Rolando rivolge il pensiero al re di Francia e a Dio. E Dio manda dal cielo
una schiera di angeli che trasportano l’anima dell’intrepido paladino nella gloria del Paradiso

PARAFRASI: La morte di Orlando

Orlando sente che la morte lo invade, dalla testa sul cuore gli discende. Sotto un pino se ne va
correndo, sull’erba verde s’è coricato prono, sotto di sé mette la spada e il corno. Ha rivolto il capo
verso la pagana gente: l’ha fatto perché in verità desidera che Carlo dica a tutta la sua gente che
da vincitore è morto il nobile conte. Confessa la sua colpa rapido e sovente, per i suoi peccati
tende il guanto a Dio.
Orlando sente che il suo tempo è finito. Sta sopra un poggio scosceso, verso Spagna; con una
mano s’è battuto il petto: “Dio! Mea culpa, per la grazia tua, dei miei peccati, dei piccoli e dei
grandi, che ho commesso dal giorno che son nato fino a questo giorno in cui sono abbattuto!”. Il
guanto destro ha teso verso Dio. Angeli dal cielo sino a lui discendono.
Il conte Orlando è disteso sotto un pino, verso la Spagna ha rivolto il viso. Di molte cose comincia a
ricordarsi, di tante terre che ha conquistato il prode, della dolce Francia, della sua stirpe, di Carlo
Magno, suo re, che lo nutrì; non può frenare lacrime e sospiri. Ma non vuol dimenticar se stesso,
proclama la sua colpa, chiede pietà a Dio: "Padre vero, che giammai smentisci, tu che resuscitasti
Lazzaro da morte e Daniele salvasti dai leoni, salva l’anima mia da tutti i pericoli per i peccati che in
vita mia commisi!". A Dio ha offerto il guanto destro: san Gabriele con la sua mano l’ha preso.
Sopra il braccio teneva il capo chino; con le mani giunte è andato alla sua fine. Dio gli manda
l’angelo Cherubino e San Michele del pericolo del mare; insieme a loro venne san Gabriele:
portano in paradiso l’anima del conte.

1. Rolando sente la morte vicina e si ripara sotto un Pino. In che posizione si trova?
2. Cosa ha nascosto Rolando sotto il suo corpo?
3. Come si chiamava la spada di Rolando?
4. Verso chi ha rivolto la testa? Perché?
5. Perché Rolando ha battuto il petto con la sua mano?
6. A chi ha teso il guanto?
7. Cosa ricorda Rolando prima di morire?
8. Cosa chiede Rolando a Dio?
9. Quali angeli manda Dio per salvare l’anima del Conte?